ACEDIUR

ACEDIUR è utilizzato negli adulti per il trattamento dell’ipertensione essenziale (aumento della pressione del sangue dovuto a cause non ancora identificate). La combinazione captopril/idroclorotiazide è indicata per i pazienti la cui pressione sanguigna non sia adeguatamente controllata con captopril da solo o con idroclorotiazide da sola.

Usato per: ipertensione arteriosa

Principio attivo: IDROCLOROTIAZIDE, CAPTOPRIL · ATC C09BA01 · A. MENARINI INDUSTRIE FARMACEUTICHE RIUNITE S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

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Principio attivo: IDROCLOROTIAZIDE, CAPTOPRIL
Forma farmaceutica: Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 50 mg , 15 mg COMPRESSA
  • 50 mg , 25 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: A. MENARINI INDUSTRIE FARMACEUTICHE RIUNITE S.R.L.
Codice ATC: C09BA01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
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A cosa serve questo medicinale?

ACEDIUR contiene i principi attivi captopril (appartenente alla classe farmacologica degli ACE inibitori, medicinali utilizzati per abbassare la pressione del sangue) e idroclorotiazide (medicinale diuretico, appartenente alle sulfonamidi, che aumenta la produzione di urina con conseguente abbassamento della pressione sanguigna).

ACEDIUR è utilizzato negli adulti per il trattamento dell’ipertensione essenziale (aumento della pressione del sangue dovuto a cause non ancora identificate).

La combinazione captopril/idroclorotiazide è indicata per i pazienti la cui pressione sanguigna non sia adeguatamente controllata con captopril da solo o con idroclorotiazide da sola.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda ACEDIUR - se è allergico al captopril o a qualsiasi altro ACE inibitore; se è allergico all’idroclorotiazide o ad altri farmaci derivati dalle sulfonamidi o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo

medicinale (elencati al paragrafo 6); − se ha avuto in passato un angioedema (improvviso gonfiore dei tessuti sottocutanei e sottomucosi) associato ad una precedente terapia con ACE inibitori; − se ha un angioedema ereditario/idiopatico (di origine sconosciuta); − se ha assunto o sta assumendo sacubitril/valsartan, un medicinale usato per trattare un tipo di insufficienza cardiaca a lungo termine (cronica) negli adulti, in quanto ciò aumenta il rischio di

angioedema (rapido rigonfiamento sotto la pelle in zone come la gola); − se soffre di grave insufficienza renale (diminuzione della funzionalità dei reni con clearance della creatinina minore di 30 ml/min); − se soffre di grave insufficienza epatica (diminuzione della funzionalità del fegato); − se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale che abbassa la pressione del sangue contenente il principio attivo aliskiren; − se si trova nel secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere “Gravidanza, allattamento e fertilità”).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere ACEDIUR se uno qualsiasi dei seguenti casi la riguarda:

• se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue:
- un “antagonista del recettore dell’angiotensina II” (AIIRA) (anche noti come sartani - per
esempio valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se soffre di problemi renali

correlati al diabete; - aliskiren (vedere “Non prenda ACEDIUR”);

• se sta assumendo uno qualsiasi dei seguenti farmaci, il rischio di angioedema (rapido gonfiore sottocutaneo in sedi quali la gola) può essere aumentato:

− Racecadotril, un medicinale usato per trattare la diarrea; − Medicinali usati per prevenire il rigetto di organi trapiantati e trattare il cancro (come temsirolimus, sirolimus e everolimus); − Vildagliptin, un medicinale usato per trattare il diabete.

• del
se soffre di ipertensione arteriosa dovuta alla riduzione dell'afflusso di sangue ad uno o ad
entrambi i reni,se ha un restringimento patologico di una arteria renale (nel caso di un singolo
rene funzionante ) o di entrambe le arterie renali; in questi casi la terapia va iniziata sotto stretto
controllo medico con basse dosi, con un aggiustamento cauto del dosaggio e controllando la
funzione renale;
• se ha avuto una stenosi aortica e mitralica (restringimento patologico dell’arteria aorta e di una
delle 4 valvole presenti all’interno del cuore), cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva
(ispessimento marcato delle pareti del cuore, che determina un ostacolo al normale flusso del

sangue); uno shock a seguito di scompenso cardiaco (shock cardiogeno);

• se è in trattamento desensibilizzante (somministrazione di dosi crescenti di una sostanza che produce reazioni allergiche, fino a quando l'organismo non reagisce più in loro presenza) con

veleno per es. di api o vespe; sono state riportate reazioni di tipo allergico anche gravi in persone che, in terapia con medicinali come Acediur, erano state sottoposte a tale trattamento desensibilizzante; parli con il medico prima di tali procedure di desensibilizzazione;

• se soffre di diabete ed è stato trattato in precedenza con antidiabetici orali o insulina, Acediur può influenzare l'effetto dell'insulina o di altri medicinali anti diabetici; chieda consiglio al

medico;

• se deve sottoporsi a trattamenti di chirurgia maggiore o a trattamenti con anestetici noti per

causare una diminuzione della pressione arteriosa;

• se soffre di un qualsiasi disturbo al fegato; i diuretici tiazidici devono essere assunti con cautela in caso di disfunzione epatica o malattia epatica progressiva, in quanto alterazioni anche minime dei liquidi o del bilancio elettrolitico possono portare a coma epatico; sospenda il trattamento con ACEDIUR e si sottoponga ad uno specifico controllo medico, se sviluppa ittero

(colorazione giallastra della pelle, delle sclere e delle mucose) o manifesta marcati aumenti degli enzimi epatici (del fegato) durante il trattamento con il medicinale;

• se soffre di un qualsiasi disturbo ai reni; nei pazienti con malattia renale, i diuretici tiazidici (come l’idroclorotiazide) possono determinare iperazotemia; inoltre, possono svilupparsi effetti da accumulo di farmaco; se in passato ha avuto una malattia renale, deve sottoporsi a determinazioni delle proteine urinarie (dip-stick sulle prime urine del mattino) prima del trattamento e poi periodicamente; la proteinuria (presenza di proteine nelle urine) si può manifestare in particolare se ha una disfunzione renale pre-esistente o se è in trattamento con dosi di Acediur relativamente elevate;

• se è sottoposto a dialisi; sono state riportate reazioni di tipo allergico in persone emodializzate con membrane per dialisi ad alto flusso (cioè in grado di rimuovere tossine di medie dimensioni), sottoposti ad aferesi (rimozione) delle lipoproteine a bassa densità per adsorbimento con destran-solfato (accumulo su una superficie ricoperta da un polimero che lega le lipoproteine), che assumono medicinali come Acediur;

• se avverte una riduzione della vista (miopia transitoria) o dolore in uno o entrambi gli occhi mentre sta assumendo Acediur; questi potrebbero essere sintomi dell’accumulo di liquido nello strato vascolare dell’occhio (effusione coroidale) o di un aumento della pressione in uno o entrambi gli occhi e possono verificarsi in un periodo che va da poche ore a settimane

dall’assunzione di Acediur; in questo caso interrompa il trattamento e consulti un medico;

• se soffre di allergia, asma bronchiale, Lupus Eritematoso sistemico (malattia cronica che può colpire diversi organi e tessuti del corpo, nella quale il sistema immunitario origina risposte dirette contro componenti propri dell’organismo) o disturbi lupus-simili;

• del
se sta assumendo integratori di potassio, sostituti salini contenenti potassio, farmaci diuretici
risparmiatori di potassio o altri farmaci associati ad un aumento del potassio (es. eparina); in
alcuni pazienti trattati con ACE inibitori, incluso il captopril, sono stati osservati aumenti del
potassio nel sangue;
• se compare ipotensione (bassa pressione del sangue); raramente è stata osservata ipotensione
(bassa pressione del sangue) in pazienti con ipertensione non complicata; l’ipotensione
sintomatica può presentarsi più probabilmente se soffre di ipertensione e presenta riduzione di
volume (cioè del quantitativo di acqua contenuto nell’organismo) e/o di sodio a seguito di

un'intensa terapia diuretica, restrizione salina nella dieta, diarrea, vomito o emodialisi; la riduzione di volume e/o sodio deve essere corretta prima della somministrazione di un ACE inibitore e deve essere considerata una dose iniziale più bassa; come con altri antipertensivi, un'eccessiva diminuzione della pressione in pazienti con malattia ischemica cardiovascolare può

aumentare il rischio di infarto del miocardio o di ictus;

• se si manifesta angioedema (improvviso gonfiore dei tessuti sottocutanei o sottomucosi a livello delle estremità, del viso, delle labbra della lingua, della glottide o della laringe); in questo caso deve interrompere immediatamente il trattamento. Tale reazione può verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento;

• se compare tosse; con l'uso di Acediur è stata riportata la comparsa di tosse non produttiva (secca) persistente, che si risolve con l'interruzione della terapia;

• se manifesta neutropenia (diminuzione del numero di neutrofili, un tipo di globuli bianchi nel sangue), agranulocitosi (grave diminuzione del numero di granulociti nel sangue), trombocitopenia (diminuzione delle piastrine nel sangue) e anemia (riduzione del livello di emoglobina nel sangue);

• se ha avuto in passato il cancro della pelle o se sta sviluppando una lesione della pelle
imprevista durante il trattamento. Il trattamento con idroclorotiazide, in particolare un utilizzo a
lungo termine con dosi elevate, può aumentare il rischio di alcuni tipi di cancro della pelle e
delle labbra (cancro della pelle non melanoma). Protegga la sua pelle dall’esposizione al sole e
ai raggi UV durante l’utilizzo di ACEDIUR
• se ha avuto problemi respiratori o polmonari (compresa infiammazione o presenza di liquido nei
polmoni) in seguito all’assunzione di idroclorotiazide in passato. Se dopo l’assunzione di
ACEDIUR compare respiro affannoso o respirazione difficoltosa grave, consulti
immediatamente un medico

Usi captopril con estrema cautela se: − ha malattie del collageno (proteina strutturale componente fondamentale del tessuto connettivo); − è in terapia con immunosoppressori (medicinali che diminuiscono o bloccano la riposta immunitaria), allopurinolo (medicinale che riduce la formazione di acido urico) o procainamide (medicinale usato per trattare le anomalie del ritmo cardiaco);

− se ha una combinazione di questi fattori di rischio, specialmente in presenza di una pre-esistente disfunzione renale (vedere “Altri medicinali e ACEDIUR”).

In questi casi si possono sviluppare infezioni gravi, che talvolta non rispondono ad un’intensa terapia antibiotica.

In queste situazioni, se assume captopril, si raccomanda di effettuare una conta dei globuli bianchi e la formula leucocitaria prima della terapia, ogni due settimane durante i primi tre mesi di terapia con captopril e poi periodicamente.

I diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, possono causare uno squilibrio idro-elettrolitico:

ipopotassiemia (cioè diminuzione del livello di potassio nel sangue), iposodiemia (cioè diminuzione del livello di sodio nel sangue) e alcalosi ipocloremica (cioè diminuzione dell’acidità del sangue in seguito a diminuzione del livello di cloro nel sangue). Sintomi premonitori di uno squilibrio idroelettrolitico sono secchezza delle fauci (zona di passaggio dalla bocca alla gola), sete, debolezza, letargia, sonnolenza, agitazione, dolore muscolare o crampi, affaticabilità, ipotensione, oliguria (diminuita produzione di urina), tachicardia (aumento del ritmo del cuore) e disturbi gastrointestinali come nausea o vomito. Sebbene l’ipopotassiemia possa svilupparsi con l’uso di diuretici tiazidici, la concomitante terapia con captopril può ridurre l’ipopotassiemia indotta dal diuretico. Il rischio di ipopotassiemia è massimo nei pazienti con cirrosi epatica (grave malattia del fegato), nei pazienti poliurici (che producono tanta

urina), nei pazienti che ricevano un inadeguato apporto elettrolitico (cioè, una non adeguata quantità di minerali come calcio, magnesio, potassio, sodio) e nei pazienti che siano trattati contemporaneamente con corticosteroidi o ACTH (vedere “Altri medicinali e ACEDIUR”). Un’ipopotassiemia da diluizione può manifestarsi nei pazienti con edema (accumulo di liquidi) nelle

giornate molto calde. Il deficit di cloro è generalmente lieve e normalmente non richiede trattamento. I diuretici tiazidici possono diminuire l’escrezione urinaria di calcio e causare un’intermittente e lieve elevazione della sua concentrazione nel sangue in assenza di disordini accertati del metabolismo del calcio. Una marcata ipercalcemia può essere la spia di un iperparatiroidismo (aumento della funzionalità delle paratiroidi) nascosto. Il trattamento con le tiazidi deve essere interrotto prima di effettuare analisi per la funzione paratiroidea.

I diuretici tiazidici hanno mostrato di aumentare l’escrezione urinaria di magnesio che può risultare in ipomagnesiemia (diminuzione del livello di magnesio nel sangue).

Il medico può controllare la sua funzionalità renale, la pressione del sangue e la quantità di elettroliti (ad esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari. Vedere anche quanto riportato alla voce “Non prenda ACEDIUR”.

I medicinali contenenti litio non devono essere presi con Acediur senza un attento controllo del medico.

Se riscontra uno dei seguenti problemi, contatti immediatamente il medico
• grave capogiro o svenimento che potrebbero essere sintomi dovuti ad un eccessivo abbassamento
della pressione del sangue;
• gonfiore delle braccia, delle gambe, delle caviglie, del viso, delle labbra, della lingua
e/o della gola, con difficoltà a deglutire o respirare;
• tosse;
• ittero (ingiallimento della pelle/degli occhi);
• aumento dei livelli di colesterolo, dei trigliceridi (grassi) e di acido urico nel sangue,
• diminuzione del numero di globuli bianchi, piastrine o diminuzione del livello di emoglobina nel
sangue;

• qualsiasi segno di infezione (come mal di gola o febbre) che non risponda prontamente al
trattamento abituale;
• secchezza delle fauci (zona di passaggio dalla bocca alla gola);
• sete;
• debolezza;
• letargia;

• sonnolenza;
• agitazione;
• dolore muscolare o crampi;
• affaticabilità;
• diminuita produzione di urina (oliguria);

• disturbi gastrointestinali come nausea o vomito;
• accelerazione del battito cardiaco (tachicardia).

Il captopril può causare risultati falsi positivi al test urinario per l'acetone. Inoltre può interferire con gli esami per la diagnosi delle malattie pancreatiche (test della bentiromide)

di disturbo tiroideo.

Informi le seguenti persone che sta prendendo Acediur: e può diminuire i livelli nel sangue delle proteine che legano gli ormoni iodati della tiroide senza segni

• se è ricoverato in ospedale, il personale medico, soprattutto l'anestesista (se deve
essere operato);
• il dentista prima dell'anestesia per cure dentarie.

Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia di ACEDIUR nei bambini non sono state stabilite.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

Altri medicinali e ACEDIUR Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica. Tale indicazione vale soprattutto se sta assumendo anche:

- farmaci utilizzati solitamente per evitare il rigetto di organi trapiantati (sirolimus, everolimus

e altri farmaci appartenenti alla classe degli inibitori di mTOR). Vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”;

- integratori di potassio (inclusi sostituti del sale), diuretici risparmiatori del potassio e altri medicinali che potrebbero aumentare la quantità di potassio presente nel sangue (come trimetoprim e cotrimoxazolo per trattare infezioni provocate da batteri; ciclosporina, un medicinale immunosoppressore usato per prevenire il rigetto degli organi trapiantati; ed eparina, un medicinale usato per fluidificare il sangue e prevenire la formazione di coaguli). Se l'uso concomitante è indicato a causa di una manifesta ipopotassiemia, devono essere usati con

cautela e con frequenti controlli del potassio nel sangue (vedere “Avvertenze e precauzioni”).

- altri diuretici ; un precedente trattamento con alte dosi di diuretici può portare ad una deplezione di volume (cioè alla riduzione della quantità di acqua e sodio) e al rischio di ipotensione (riduzione eccessiva della pressione sanguigna) al momento di iniziare la terapia con captopril; gli effetti ipotensivi possono essere ridotti dalla sospensione del diuretico, da un aumento del volume o dall'introito di sale, o iniziando la terapia con basse dosi di captopril; tuttavia, in studi specifici condotti con idroclorotiazide o furosemide (molecole appartenenti alla categoria dei diuretici), non sono state osservate interazioni farmacologiche di significato clinico;

− farmaci utilizzati per il trattamento dell’infarto miocardico acuto; captopril può essere usato insieme

ad acido acetilsalicilico (ai dosaggi cardiologici), trombolitici (categoria di farmaci in grado di provocare la distruzione di coaguli di sangue patologici), beta-bloccanti e/o nitrati (medicinali utilizzati per patologie del cuore e dei vasi) in pazienti con infarto del miocardio;

- farmaci antipertensivi; l'uso concomitante può aumentare gli effetti ipotensivi di Acediur; il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni se sta assumendo un

antagonista del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) o aliskiren (vedere anche quanto riportato in “Non prenda ACEDIUR” e “Avvertenze e precauzioni”);

-nitroglicerina e altri nitrati o altri vasodilatatori;

-farmaci usati per trattare condizioni psicotiche ed alcuni antidepressivi, gli ACE inibitori possono potenziare gli effetti ipotensivi di alcuni antidepressivi triciclici ed antipsicotici con conseguente comparsa di ipotensione posturale;

-allopurinolo (medicinale che riduce la formazione di acido urico), procainamide (medicinale usato per

trattare le anomalie del ritmo cardiaco), citostatici (farmaci antineoplastici che inibiscono e combattono lo sviluppo dei tumori) o agenti immunosoppressivi (medicinali che diminuiscono o bloccano la riposta immunitaria);la contemporanea somministrazione di ACE inibitori può portare ad un maggior rischio di leucopenia (diminuzione del livello di globuli bianchi nel sangue) specialmente quando questi ultimi vengono utilizzati in dosi più elevate di quelle normalmente raccomandate (vedere “Avvertenze e precauzioni”); -farmaci simpaticomimetici (farmaci che stimolano il sistema nervoso vegetativo) che possono ridurre gli effetti antipertensivi degli ACE inibitori;

-farmaci usati per il diabete,gli ACE inibitori, compreso il captopril, possono potenziare gli effetti ipoglicemizzanti dell'insulina e degli antidiabetici ;

-amfotericina B per via parenterale (antifungino), carbenoxolone (antiulcera), corticosteroidi

(antinfiammatori), corticotropina (o ACTH, ormone importante per la sintesi del cortisolo) o lassativi stimolanti (farmaci in grado di aumentare la motilità e la secrezione intestinale);l’idroclorotiazide può intensificare lo squilibrio elettrolitico, particolarmente l’ipopotassiemia;

-sali di calcio, in caso di somministrazione contemporanea con diuretici tiazidici, si osserva un aumento della concentrazione di calcio nel sangue come conseguenza ad una sua ridotta escrezione;

-glicosidi cardiaci (digitalici, medicinali che aumentano la funzionalità del cuore),l’ipopotassiemia indotta dai diuretici aumenta la possibilità di tossicità da digitalici;

-colestiramina e colestipol (medicinali che diminuiscono il colesterolo nel sangue), questi medicinali possono ritardare o diminuire l’assorbimento dell’idroclorotiazide. Assuma ACEDIUR almeno un’ora prima o da quattro a sei ore dopo questi farmaci;

-rilassanti muscolari (utilizzati per alleviare gli spasmi muscolari, ad es. tubocurarina cloridrato);

-medicinali associati a torsione di punta (grave forma di alterazione del ritmo cardiaco)
A causa del rischio di riduzione dei livelli di potassio nel sangue, si deve usare cautela nella
somministrazione di ACEDIUR insieme a medicinali associati a torsione di punta (grave forma di
aritmia cardiaca), quali alcuni antiaritmici, antipsicotici ed altri medicinali noti per indurre torsione di
punta.
-litio
La combinazione di captopril ed idroclorotiazide con litio non è raccomandata.
Aumenti reversibili delle concentrazioni di litio nel sangue e tossicità da litio sono stati riportati
durante la somministrazione concomitante di litio ed ACE inibitori. L’uso concomitante di diuretici

tiazidici può aumentare il rischio di tossicità da litio e potenziare il già elevato rischio di tossicità da litio con ACE inibitori. Un attento monitoraggio dei livelli di litio nel sangue deve essere effettuato nel caso in cui la combinazione risulti necessaria.

-antinfiammatori non steroidei (FANS)

Quando gli ACE inibitori sono somministrati simultaneamente con medicinali antinfiammatori non steroidei (per es. inibitori selettivi della COX-2 come celecoxib o valdecoxib, acido acetilsalicilico a partire da 325 mg/die e FANS non selettivi), si può verificare un’attenuazione dell’effetto antipertensivo. L’uso concomitante di ACE inibitori e FANS può portare ad un aumentato rischio di peggioramento

della funzione renale che comprende possibile insufficienza renale acuta ed aumento dei livelli del potassio nel sangue, specialmente in pazienti con pre-esistente funzione renale compromessa. Assuma con cautela ACEDIUR, soprattutto se è anziano. Lei deve essere adeguatamente idratato e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale all’inizio della terapia concomitante.

ACEDIUR con alcol Come con altri antipertensivi, la capacità di guidare veicoli e l'uso di macchine può essere ridotta quando ACEDIUR è usato in combinazione con l'alcol, ma questi effetti dipendono dalla suscettibilità individuale. Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non assuma ACEDIUR in gravidanza. L’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza

induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, riduzione della quantità di liquido amniotico, ritardo nell’ossificazione del cranio) e neonatale (insufficienza renale, ipotensione, aumento dei livelli di potassio nel sangue). Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio.

Se sta pianificando una gravidanza, deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore.

Allattamento Informi il medico se sta allattando o se sta per iniziare l’allattamento. L’uso di ACEDIUR durante l’allattamento al seno non è raccomandato. Se ACEDIUR viene assunto durante l’allattamento, le dosi devono essere mantenute ai livelli più bassi possibili.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Come con altri antipertensivi, la capacità di guidare veicoli e l'uso di macchine può essere ridotta, per esempio all'inizio del trattamento, quando la posologia viene modificata, e anche quando usato in combinazione con l'alcol, ma questi effetti dipendono dalla suscettibilità individuale. ACEDIUR 50 mg + 15 mg compresse contiene lattosio.

Questo prodotto contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

ACEDIUR 50 mg + 25 mg compresse contiene lattosio e colorante E110

Questo prodotto contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale

ACEDIUR 50 mg + 25 mg compresse contiene inoltre il colorante E111, che può causare reazioni allergiche.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Nei pazienti la cui pressione sanguigna non sia adeguatamente controllata con captopril da solo o idroclorotiazide da sola, ACEDIUR può essere assunto, prima e dopo i pasti, in una singola dose o in due dosi divise giornaliere.

Non superi la dose massima giornaliera di captopril 100 mg/idroclorotiazide 30 mg, equivalente a 1 compressa di ACEDIUR 50/25 mg o 2 compresse di ACEDIUR 50/15 mg al giorno. Se non si ottengono soddisfacenti abbassamenti della pressione sanguigna, un ulteriore trattamento antipertensivo può essere aggiunto (vedere “Altri medicinali e ACEDIUR”).

Adulti

La somministrazione di ACEDIUR è di solito raccomandata dopo un dosaggio progressivo dei singoli componenti. La dose di mantenimento usuale è 50/25 mg (1 compressa di ACEDIUR 50/25 mg) una volta al giorno, al mattino.

Quando clinicamente appropriato, si può considerare un passaggio diretto dalla monoterapia (terapia con un solo medicinale) alla combinazione fissa (ACEDIUR). Il dosaggio da 25/25 mg può essere somministrato una volta al giorno in quei pazienti la cui pressione sanguigna non è adeguatamente controllata con idroclorotiazide 25 mg in monoterapia e prima della titolazione (aggiustamento del dosaggio) del captopril. I dosaggi da 50/25 mg e 25/25 mg devono essere assunti in una sola compressa al giorno, in quanto

due compresse comporterebbero un inappropriato sovradosaggio di idroclorotiazide (50 mg/giorno). Il dosaggio da 50/15 mg può essere somministrato all’inizio della terapia con la combinazione fissa in quei pazienti la cui pressione sanguigna non è adeguatamente controllata con captopril 50 mg in

monoterapia e/o quando si preferisce un più basso dosaggio di idroclorotiazide.

Disfunzione renale In caso di diminuzione della funzionalità renale (clearance della creatinina compresa tra 30 e 80 ml/min) la dose iniziale è di solito di 25/12,5 mg (mezza compressa di ACEDIUR 50/25 mg) una volta al giorno, al mattino.

La combinazione captopril/idroclorotiazide è controindicata nei pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina minore di 30 ml/min).

Popolazioni speciali Nei pazienti con deplezione salina o di volume (diminuzione del contenuto di sali o del contenuto di acqua e sodio), nei pazienti anziani e in quelli diabetici la dose iniziale è di solito di 25/12,5 mg (mezza compressa di ACEDIUR 50/25 mg) una volta al giorno. Bambini e adolescenti: La sicurezza e l’efficacia di ACEDIUR nei bambini non sono state stabilite.

Durata del trattamento Secondo prescrizione medica.

Se prende più ACEDIUR di quanto deve

In caso di assunzione di una dose eccessiva del medicinale avverta immediatamente il medico o si

rivolga al più vicino ospedale.

In caso di assunzione di una dose eccessiva di ACEDIUR si può avere: aumento della diuresi, squilibrio elettrolitico, ipotensione grave, depressione dello stato di coscienza (incluso il coma), convulsioni, paresi (diminuzione parziale della motilità di un distretto muscolare), aritmie cardiache

(alterazione del ritmo del cuore), bradicardia (diminuzione del ritmo del cuore), insufficienza renale. Se l'ingestione è recente si devono applicare misure di prevenzione dell'assorbimento quali lavanda gastrica (svuotamento e lavaggio dello stomaco), somministrazione di adsorbenti e solfato di sodio entro trenta minuti dall'ingestione e si deve accelerare l'eliminazione. Se si manifesta ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione di Trendelemburg (posizione

supina su un piano inclinato di 20-30° in modo che il capo sia a un livello più basso rispetto al bacino e agli arti inferiori) e rapidamente devono essergli somministrati liquidi e cloruro di sodio. Può essere considerato un trattamento con angiotensina II. Bradicardia e reazioni vagali imponenti devono essere trattate con atropina. Si può considerare l'uso di un pacemaker. È essenziale il monitoraggio costante dei liquidi, degli elettroliti e del bilancio acidobase e della glicemia. In caso di ipopotassiemia è necessaria la somministrazione di un sostituto del potassio. Captopril può essere rimosso dal circolo mediante dialisi. Non è stato stabilito il livello di rimozione per emodialisi dell’idroclorotiazide.

Se dimentica di prendere ACEDIUR Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

CAPTOPRIL Gli effetti indesiderati riportati con captopril e/o terapia con ACE inibitori comprendono:

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino ad 1 paziente su 10)
- disturbi del sonno;
- alterazione del gusto, vertigini;
- prurito con o senza arrossamento, eruzione cutanea (improvviso arrossamento della pelle) e
alopecia (perdita dei capelli);

- tosse secca, irritante (non produttiva) (vedere “Avvertenze e precauzioni”) e dispnea
(respirazione difficoltosa);
- nausea, vomito, irritazione gastrica, dolore addominale, diarrea, costipazione (stitichezza),
secchezza delle fauci.

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino ad 1 paziente su 100)
- tachicardia (accelerazione del battito del cuore) o tachiaritmia, angina pectoris (dolore al torace
provocato dall’insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco a seguito di una transitoria
diminuzione del flusso sanguigno), palpitazioni;
- dolore toracico, affaticabilità, malessere;

- angioedema (vedere “Avvertenze e precauzioni”);
- ipotensione (vedere “Avvertenze e precauzioni”), sindrome di Reynaud (caratterizzata da
eccessiva contrazione dei vasi), arrossamento, pallore.

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino ad 1 paziente su 1.000) - anoressia (mancanza o riduzione dell’appetito);

- sonnolenza, cefalea (mal di testa) e parestesia (alterazione della sensibilità degli arti o di altre
parti del corpo);
- disfunzione renale inclusa l'insufficienza renale, poliuria, oliguria, pollachiuria (emissione con
elevata frequenza di piccole quantità di urina);
- stomatite (infiammazione della mucosa del cavo orale), ulcerazioni aftose (ulcere dolorose della

bocca).

Effetti indesiderati molto rari (possono interessare fino ad 1 paziente su 10.000)
- iperpotassiemia, ipoglicemia (diminuzione della concentrazione di glucosio nel sangue) (vedere
“Avvertenze e precauzioni”);
-
proteinuria, iposodiemia, iperazotemia (vedere “Avvertenze e precauzioni”), eosinofilia (elevata
concentrazione dei globuli bianchi eosinofili nel sangue), ipercreatininemia (elevata
concentrazione di creatinina nel sangue), iperbilirubinemia (elevata concentrazione di bilirubina
nel sangue);
- confusione, depressione;
- accidenti cerebrovascolari, incluso ictus e sincope (perdita di coscienza transitoria, ad
insorgenza rapida, causata da ridotto afflusso di sangue al cervello, di breve durata e a
risoluzione spontanea);
- visione offuscata;
- arresto cardiaco, shock cardiogeno;

- orticaria (eruzione cutanea più o meno pruriginosa, caratterizzata dalla comparsa di rilievi cutanei rotondeggianti, di colore rosato o talora pallido, che più o meno rapidamente scompaiono), sindrome di Stevens-Johnson (grave reazione acuta da ipersensibilità in cui la pelle e le mucose reagiscono ad un medicinale o ad una infezione), eritema multiforme (forma

patologica che interessa la pelle, caratterizzata da un'infiammazione dei vasi sanguigni dovuta ai globuli bianchi), fotosensibilità (eccessiva reazione alla luce), eritroderma (affezione della pelle caratterizzata da un arrossamento diffuso ed uniforme che si accompagna a desquamazione oppure a comparsa di vescicole), reazioni pemfigoidi (malattia della pelle con comparsa di grandi bolle) e dermatite esfoliativa (infiammazione della pelle con desquamazione); - mialgia (dolore muscolare), artralgia (dolore articolare);

- sindrome nefrosica (vedere “Avvertenze e precauzioni”);
- impotenza, ginecomastia (sviluppo delle mammelle nell’uomo);
- febbre;

- diminuzione dell'emoglobina, dell'ematocrito (esame del sangue che indica la percentuale del volume sanguigno occupata dalla componente corpuscolata), dei leucociti (globuli bianchi), delle piastrine, positività per gli anticorpi anti-nucleo (categoria molto ampia di autoanticorpi, cioè di anticorpi che l’organismo produce contro se stesso, correlati a numerose malattie autoimmuni come il Lupus), VES elevata (esame del sangue che analizza la velocità di sedimentazione dei globuli rossi);

- glossite (infiammazione della lingua), ulcera peptica (erosione del rivestimento interno dello
stomaco o dell’intestino), pancreatite (infiammazione del pancreas);
- disfunzione epatica e colestasi (incluso ittero), epatiti inclusa la necrosi, aumento degli enzimi
epatici e bilirubina;
- broncospasmo, rinite (irritazione ed infiammazione della mucosa nasale), alveolite allergica
(malattia polmonare con tosse e difficoltà respiratoria che origina dall'inalazione di un antigene,
al quale il soggetto è stato precedentemente sensibilizzato), polmonite eosinofila
(infiammazione del tessuto polmonare interstiziale);
- neutropenia/agranulocitosi (vedere “Avvertenze e precauzioni”), pancitopenia (riduzione del
numero di tutte le cellule presenti nel sangue), soprattutto in pazienti con disfunzione renale

(vedere “Avvertenze e precauzioni”), anemia (compresa anemia aplastica ed emolitica),
trombocitopenia, linfoadenopatia, eosinofilia, malattie autoimmuni e/o positività per gli
anticorpi anti-nucleo.
-
Effetti indesiderati con frequenza non nota:
- Disturbo degli ormoni che regolano il glucosio nel sangue con pronunciato abbassamento dei

livelli di zucchero nel sangue (sindrome autoimmune da insulina).

IDROCLOROTIAZIDE

Effetti indesiderati con frequenza non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei
dati disponibili)
- cancro della pelle e delle labbra (cancro della pelle non melanoma);
- scialoadenite (infiammazione delle ghiandole salivari);
- leucopenia, neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia, anemia aplastica ed emolitica,

-
depressione midollare;
anoressia, iperglicemia (elevata concentrazione di glucosio nel sangue), glicosuria (perdita di
glucosio con le urine), iperuricemia (alta concentrazione di acido urico nel sangue), squilibrio
elettrolitico (compresa l’iposodiemia e l’ipopotassiemia), aumento del colesterolo e dei
trigliceridi (grassi);
- agitazione, depressione, disturbi del sonno;
- perdita dell’appetito, parestesie, sensazione di testa leggera;
- xantopsia (disturbo visivo consistente nella visione gialla degli oggetti bianchi), transitoria
visione offuscata, miopia acuta (difetto visivo a causa del quale gli oggetti osservati tendono ad
apparire sfocati), diminuzione della vista o dolore agli occhi dovuti a un’elevata pressione

(possibili segni dell’accumulo di liquido nello strato vascolare dell’occhio (effusione coroidale) o di glaucoma secondario acuto ad angolo chiuso (patologia oculare causata da altre patologie dell’occhio o generali, caratterizzata da una riduzione dell’angolo esistente tra cornea e iride con conseguente ostacolo al deflusso dell’umor acqueo, cioè del liquido presente tra cornea e

cristallino));
- vertigine;
- ipotensione posturale, aritmie cardiache;
- angioite necrotizzante (infiammazioni dei vasi sanguigni, vasculiti cutanee);
- disturbi respiratori (inclusi polmonite ed edema polmonare);
- irritazione gastrica, diarrea, costipazione, pancreatite;

- ittero (ittero colestatico intraepatico);
- reazioni di fotosensibilità, arrossamento, reazioni simil-lupoidi, riattivazione di Lupus
Eritematoso Cutaneo, orticaria, reazioni anafilattiche (gravi reazioni allergiche a rapida

comparsa), necrolisi epidermotossica (grave malattia cutanea indotta da un'allergia ad alcuni
medicinali, caratterizzata dalla distruzione dell'epitelio cutaneo e delle membrane mucose)
(vedere “Avvertenze e precauzioni”);
- spasmi muscolari;
- disfunzione renale, nefrite interstiziale;
- febbre, debolezza.

Effetti indesiderati con frequenza molto raro: - Sofferenza respiratoria acuta (i segni includono respiro affannoso grave, febbre, debolezza e confusione).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema di segnalazione nazionale all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse

Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister dopo “SCAD.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene ACEDIUR ACEDIUR 50 mg + 25 mg compresse Ogni compressa contiene: Principio attivo: captopril 50 mg + idroclorotiazide 25 mg. Altri componenti: cellulosa microcristallina, amido pregelatinizzato, lattosio monoidrato, magnesio stearato, acido stearico e colorante E 110.

ACEDIUR 50 mg + 15 mg compresse Ogni compressa contiene: Principio attivo: captopril 50 mg + idroclorotiazide 15 mg. Altri componenti: cellulosa microcristallina, amido pregelatinizzato, lattosio monoidrato, magnesio

stearato, acido stearico.

Descrizione dell’aspetto di ACEDIUR e contenuto della confezione ACEDIUR 50 mg + 25 mg compresse Compresse, ovali, biconvesse, di colore rosa con barra di frattura su un lato. La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

Astuccio contenente 12 compresse, in blister.

ACEDIUR 50 mg + 15 mg compresse

Compresse, ovali, biconvesse di colore bianco. Astuccio contenente 12 compresse, in blister.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite s.r.l., Via Sette Santi, 3 – Firenze.

Produttore A. Menarini Manufacturing Logistics and Services s.r.l., Campo di Pile - L'Aquila. Menarini Von Heyden GmbH, Leipziger Strasse 7-13, Dresda (Germania).

Questo foglio è stato aggiornato ad aprile 2026

Domande frequenti su ACEDIUR

Come si usa ACEDIUR?

ACEDIUR si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ACEDIUR è disponibile senza ricetta?

No, ACEDIUR è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di ACEDIUR?

Il principio attivo di ACEDIUR è IDROCLOROTIAZIDE, CAPTOPRIL.

Quali sono gli equivalenti di ACEDIUR?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CAPTOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE MYLAN GENERICS. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce ACEDIUR?

ACEDIUR è prodotto da A. MENARINI INDUSTRIE FARMACEUTICHE RIUNITE S.R.L..

Da quando ACEDIUR è autorizzato in Italia?

ACEDIUR ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1990-01-01.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

ACEDIUR 50 mg + 15 mg compresse ACEDIUR 50 mg + 25 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa di Acediur 50 mg + 15 mg contiene 50 mg di captopril e 15 mg di idroclorotiazide. Eccipienti con effetti noti: lattosio. Ogni compressa di Acediur 50 mg + 25 mg contiene 50 mg di captopril e 25 mg di idroclorotiazide. Eccipienti con effetti noti: lattosio e colorante E110. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

ACEDIUR 50 mg + 15 mg compresse Compressa. ACEDIUR 50 mg + 25 mg compresse Compressa con barra di frattura su un lato. La compressa può essere divisa in due dosi uguali

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’ipertensione essenziale. Questa combinazione fissa è indicata per i pazienti la cui pressione sanguigna non sia adeguatamente controllata con captopril da solo o con idroclorotiazide da sola.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Nei pazienti la cui pressione sanguigna non sia adeguatamente controllata con captopril da solo o idroclorotiazide da sola, ACEDIUR può essere assunto, prima e dopo i pasti, in una singola dose o in due dosi divise giornaliere. Non superare la dose massima giornaliera di captopril 100 mg/idroclorotiazide 30 mg. Se non si ottengono soddisfacenti abbassamenti della pressione sanguigna, un ulteriore trattamento antipertensivo può essere aggiunto (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5 e 5.1). Adulti: la somministrazione della combinazione fissa di captopril e idroclorotiazide è di solito raccomandata dopo un dosaggio progressivo dei singoli componenti. La dose di mantenimento usuale è 50/25 mg una volta al giorno, al mattino. Quando clinicamente appropriato, si può considerare un passaggio diretto dalla monoterapia alla combinazione fissa. Il dosaggio da 25/25 mg può essere somministrato una volta al giorno in quei pazienti la cui pressione sanguigna non è adeguatamente controllata con idroclorotiazide 25 mg in monoterapia e prima della titolazione del captopril. I dosaggi da 50/25 mg e 25/25 mg devono essere assunti in una sola compressa al giorno, in quanto due compresse comporterebbero un inappropriato sovradosaggio di idroclorotiazide (50 mg/die). Il dosaggio da 50/15 mg può essere somministrato, all’inizio della terapia con l

combinazione fissa, in quei pazienti la cui pressione sanguigna non è adeguatamente controllata con captopril 50 mg in monoterapia, e/o quando si preferisce un più basso dosaggio di idroclorotiazide. Disfunzione renale: clearance della creatinina compresa tra 30 e 80 ml/min: la dose iniziale è di solito di 25/12,5 mg una volta al giorno, al mattino. La combinazione captopril/idroclorotiazide è controindicata nei pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina < 30 ml/min). Popolazioni speciali: nei pazienti con deplezione salina o di volume, nei pazienti anziani e in quelli diabetici la dose iniziale è di solito di 25/12,5 mg una volta al giorno. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di ACEDIUR nei bambini non sono state stabilite.

4.3 Controindicazioni

• Ipersensibilità al principio attivo captopril o a qualsiasi altro ACE-Inibitore o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. • Ipersensibilità al principio attivo idroclorotiazide o ad altri farmaci derivati dalle sulfonamidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. • Storia di angioedema associato ad una precedente terapia con ACE-Inibitori. • Edema angioneurotico ereditario/idiopatico. • Grave insufficienza renale (clearance della creatinina < 30 ml/min). • Grave insufficienza epatica. • Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). • Uso concomitante di Acediur con medicinali contenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR <60 ml/min/1.73m2) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). • Uso concomitante con terapia a base di sacubitril/valsartan: Acediur non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere anche paragrafi 4.4 e 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego

CAPTOPRIL Ipotensione: raramente è stata osservata ipotensione in pazienti con ipertensione non complicata. Ipotensione sintomatica può più probabilmente presentarsi in pazienti ipertesi che presentino deplezione di volume e/o sodio a seguito di un'intensa terapia diuretica, restrizione salina nella dieta, diarrea, vomito o emodialisi. La deplezione di volume e/o sodio deve essere corretta prima della somministrazione di un ACE-Inibitore e deve essere considerata una dose iniziale più bassa. Come con altri antipertensivi, un'eccessiva diminuzione della pressione in pazienti con malattia ischemica cardiovascolare o cerebrovascolare può aumentare il rischio di infarto del miocardio o di ictus. Nel caso in cui si sviluppi ipotensione, il paziente deve essere messo in posizione supina. Potrebbe essere necessaria la replezione di volume con infusione venosa di soluzione salina. Ipertensione renovascolare: c'è un aumentato rischio di ipotensione e di insufficienza renale quando pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o una stenosi dell'arteria in un singolo rene funzionante sono trattati con ACE-Inibitori. Una perdita di funzione renale può manifestarsi anche con lievi modificazioni della creatinina sierica. In questi pazienti, la terapia deve essere iniziata sotto stretto controllo medico con basse dosi, con un aggiustamento cauto e controllando la funzione renale.

Angioedema: nei pazienti trattati con ACE-Inibitori, specialmente nelle prime settimane di trattamento, possono manifestarsi angioedema delle estremità, del viso, delle labbra, delle membrane mucose, della lingua, della glottide, o della laringe. Tuttavia, in rari casi, dopo mesi o anni di trattamento a lungo termine con ACE-Inibitori si può sviluppare un grave angioedema. Il trattamento deve essere prontamente interrotto. Un angioedema che coinvolga la lingua, la glottide o la laringe può essere fatale. Deve essere istituita una terapia di emergenza. Il paziente deve essere ospedalizzato e tenuto in osservazione almeno 12 o 24 ore e non deve essere dimesso prima della completa risoluzione dei sintomi. Ipersensibilità/Angioedema: L’uso concomitante degli ACE-inibitori e di sacubitril/valsartan è controindicato in considerazione dell’aumento del rischio di angioedema. Il trattamento con sacubitril/valsartan non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di cilazapril. Il trattamento con Acediur non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). L’uso concomitante degli ACE inibitori e racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, temsirolimus, everolimus) e vildagliptin, può determinare un aumento del rischio di angioedema (rigonfiamento delle vie aeree o della lingua, associato o meno a difficoltà respiratorie) (vedere paragrafo 4.5). Occorre cautela nell’iniziare la terapia con racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin in un paziente che sta già assumendo un ACE-inibitore. Sindrome autoimmune da insulina (IAS) Durante il trattamento con captopril sono stati segnalati casi di sindrome autoimmune da insulina (IAS), compresi eventi ipoglicemici gravi (vedere paragrafo 4.8). In caso di sospetta IAS, captopril deve essere interrotto e deve essere iniziato un trattamento appropriato. Tosse: con l'uso degli ACE-Inibitori è stata riportata tosse. In modo caratteristico, la tosse si presenta come non produttiva, persistente e si risolve con l'interruzione della terapia. Insufficienza epatica: raramente gli ACE-Inibitori sono stati associati ad una sindrome che inizia con ittero colestatico e progredisce fino alla necrosi epatica fulminante e (talvolta) fino alla morte. Il meccanismo di questa sindrome non è chiarito. I pazienti che assumano ACE-Inibitori e che sviluppino ittero o manifestino marcati incrementi degli enzimi epatici devono sospendere l'ACE-Inibitore e devono essere seguiti in maniera appropriata dal punto di vista medico. Potassio sierico: Gli ACE-inibitori possono provocare iperkaliemia poiché inibiscono il rilascio di aldosterone . Tale effetto non è solitamente significativo nei pazienti con una funzione renale nella norma. Tuttavia, nei pazienti con una funzione renale compromessa e/o nei pazienti che assumono integratori di potassio (inclusi sostituti del sale), diuretici risparmiatori del potassio, trimetoprim o cotrimoxazolo, noto anche come trimetoprim/sulfametoxazolo, e soprattutto antagonisti dell’aldosterone o bloccanti del recettore dell’angiotensina, si può verificare iperkaliemia. I diuretici risparmiatori del potassio e i bloccanti del recettore dell’angiotensina devono essere usati con cautela nei pazienti in terapia con ACE-inibitori e si devono contestualmente monitorare il potassio sierico e la funzione renale (vedere paragrafo 4.5). Stenosi aortica e mitralica/cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva/shock cardiogeno: gli ACE-Inibitori devono essere impiegati con cautela nei pazienti con una ostruzion

valvolare e del tratto di efflusso del ventricolo sinistro, ed evitato in caso di shock cardiogeno e di ostruzione significativa dal punto di vista emodinamico. Neutropenia/agranulocitosi: in pazienti che assumevano ACE-Inibitori, incluso captopril sono state segnalate neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia e anemia. La neutropenia si è manifestata raramente in pazienti con funzione renale normale senza altri fattori di rischio. Captopril deve essere usato con estrema cautela in pazienti con malattie del collageno, in terapia con immunosoppressori, allopurinolo o procainamide o con una combinazione di questi fattori di rischio specialmente in presenza di una pre-esistente disfunzione renale. Alcuni di questi pazienti sviluppano infezioni gravi che in alcuni casi non rispondono ad una intensa terapia antibiotica. Se captopril fosse usato in questi pazienti, si raccomanda di effettuare una conta dei globuli bianchi e la formula leucocitaria prima della terapia, ogni due settimane durante i primi tre mesi di terapia con captopril e poi periodicamente. Durante il trattamento, a tutti i pazienti deve essere richiesto di segnalare ogni segno di infezione (es. mal di gola, febbre) casi in cui si deve determinare una formula leucocitaria. In caso di neutropenia accertata o sospetta (neutrofili meno di 1000/mm3 ) si devono sospendere captopril e tutti i farmaci somministrati contemporaneamente (vedere paragrafo 4.5). Nella maggior parte dei pazienti, la conta dei neutrofili torna rapidamente alla normalità alla sospensione del captopril. Proteinuria: la proteinuria si può manifestare particolarmente nei pazienti con disfunzione renale pre-esistente o in trattamento con dosi di ACE-Inibitori relativamente elevate. Una proteinuria superiore ad 1 g al giorno è stata riscontrata in circa lo 0,7% dei pazienti che assumevano captopril. La maggioranza dei pazienti aveva evidenza di una precedente malattia renale o aveva ricevuto dosi di captopril relativamente elevate (superiori a 150 mg/die), o entrambe le condizioni. Una sindrome nefrosica si è manifestata in circa 1/5 dei pazienti proteinurici. Nella maggior parte dei casi la proteinuria si è attenuata o risolta in sei mesi sia che si fosse proseguito il trattamento con captopril o no. I parametri di funzionalità renale, come l'azotemia o la creatinina, sono risultati raramente alterati nei pazienti con proteinuria. I pazienti con precedente malattia renale devono effettuare determinazioni delle proteine urinarie (dip-stick sulle prime urine del mattino) prima del trattamento e poi periodicamente. Reazioni anafilattoidi in corso di desensibilizzazione: in pazienti sottoposti a trattamento desensibilizzante con veleno di imenotteri e che assumevano un altro ACEInibitore raramente sono stare riportate delle reazioni anafilattoidi prolungate, tali da mettere il paziente in pericolo di vita. Negli stessi pazienti, queste reazioni si sono evitate con la temporanea sospensione dell'ACE-Inibitore, ma ricomparivano in seguito ad una incauta risomministrazione. Perciò è necessario esercitare cautela nei pazienti trattati con ACE-Inibitori sottoposti a tali procedure di desensibilizzazione. Reazioni anafilattoidi durante esposizione a membrane ad alto flusso per dialisi/aferesi delle lipoproteine: in pazienti emodializzati con membrane per dialisi ad alto flusso sottoposti ad aferesi delle lipoproteine a bassa densità per adsorbimento con destran-solfato sono state riportate reazioni anafilattoidi. In questi pazienti, si consideri l'impiego di differenti tipi di membrane per dialisi o di diverse classi di farmaci. Chirurgia/anestesia: nei pazienti sottoposti a chirurgia maggiore o durante trattamento con anestetici che siano noti per causare una diminuzione della pressione arteriosa può manifestarsi ipotensione. In questo caso si può ricorrere ad una espansione del volume. Pazienti diabetici: i livelli di glicemia devono essere attentamente controllati nei pazienti diabetici precedentemente trattati con antidiabetici orali o insulina, specificatamente durante il primo mese di trattamento con un ACE-Inibitore.

Come accade con altri inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, ACEDIUR è apparentemente meno efficace nell’abbassare la pressione sanguigna nella popolazione nera, probabilmente a causa della più alta presenza nella popolazione nera ipertesa di stati a bassa renina. Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) Esiste l’evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. IDROCLOROTIAZIDE Disfunzione renale: nei pazienti con malattia renale i tiazidici possono determinare iperazotemia. Nei pazienti con disfunzione renale possono svilupparsi effetti da accumulo di farmaco. Se la disfunzione renale progressiva diviene evidente, indicata da un rialzo dell’azoto non proteico, è necessario un attento riesame della terapia, prendendo in considerazione una sospensione della terapia diuretica (vedere paragrafo 4.3). Disfunzione epatica: i diuretici tiazidici devono essere impiegati con cautela in pazienti con disfunzione epatica o malattia epatica progressiva, dato che alterazioni minime dei liquidi o del bilancio elettrolitico possono portare a coma epatico (vedere paragrafo 4.3). Effetti metabolici ed endocrini: la terapia con diuretici tiazidici può alterare la tolleranza al glucosio. Nei pazienti diabetici può essere richiesto un aggiustamento del dosaggio dell’insulina o degli ipoglicemizzanti orali. Un diabete latente può rendersi manifesto durante la terapia con diuretici tiazidici. Aumenti dei livelli di colesterolo e dei trigliceridi sono stati associati con una terapia diuretica con tiazidi. In alcuni pazienti trattati con diuretici tiazidici può manifestarsi iperuricemia o addirittura gotta franca. Squilibrio elettrolitico: come in ciascun paziente in terapia con diuretici, si deve procedere ad una determinazione periodica degli elettroliti sierici, a intervalli appropriati. I tiazidi, compresa l’idroclorotiazide, possono causare uno squilibrio idro-elettrolitico (ipopotassiemia, iposodiemia, e alcalosi ipocloremica). Sintomi premonitori di uno squilibrio idro-elettrolitico sono secchezza delle fauci, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, agitazione, dolore muscolare o crampi, affaticabilità, ipotensione, oliguria, tachicardia, e disturbi gastrointestinali come nausea o vomito. Sebbene l’ipopotassiemia possa svilupparsi con l’uso di diuretici tiazidici, la concomitante terapia con captopril può ridurre l’ipopotassiemia indotta dal diuretico. Il rischio di ipopotassiemia è massimo nei pazienti con cirrosi epatica, nei pazienti poliurici, in pazienti che ricevano un inadeguato apporto elettrolitico e nei pazienti che siano trattati contemporaneamente con corticosteroidi o ACTH (vedere paragrafo 4.5). Un’ipopotassiemia da diluizione può determinarsi nei pazienti edematosi nelle giornate molto calde. Il deficit di cloro è generalmente lieve e normalmente non richiede trattamento. I tiazidi possono diminuire l’escrezione urinaria di calcio e causare un’intermittente, lieve elevazione del calcio sierico in assenza di disordini accertati del metabolismo del calcio. Una marcata ipercalcemia può essere la spia di un’iperparatiroidismo nascosto. I tiazidi devono essere interrotti prima di effettuare analisi per la funzione paratiroidea.

I tiazidi hanno mostrato di aumentare l’escrezione urinaria di magnesio che può risultare in ipomagnesiemia. Effusione coroidale, miopia acuta e glaucoma secondario acuto ad angolo chiuso: le sulfonamidi o i medicinali derivati dalla sulfonamide possono causare una reazione idiosincratica che determina effusione coroidale con difetti del campo visivo, miopia transitoria e glaucoma acuto ad angolo chiuso. Nonostante l’idroclorotiazide sia una sulfonamide, solo casi isolati di glaucoma acuto ad angolo chiuso, senza una definita associazione causale, sono stati riportati finora con idroclorotiazide. I sintomi comprendono l’insorgenza acuta di ridotta acuità visiva o dolore oculare e in genere si verificano entro poche ore o settimane dall’inizio della somministrazione del medicinale. Il glaucoma acuto ad angolo chiuso non trattato può causare una perdita permanente della vista. Il trattamento primario è quello di interrompere l’assunzione del medicinale il prima possibile. Può essere necessario prendere in considerazione un pronto trattamento medico o chirurgico qualora la pressione intraoculare dovesse rimanere incontrollata. Fattori di rischio per lo sviluppo di glaucoma acuto ad angolo chiuso possono includere una storia di allergia alla sulfonamide o alla penicillina. Cancro della pelle non melanoma: in due studi epidemiologici basati sui dati del Registro nazionale dei tumori danese è stato osservato un aumento del rischio di cancro della pelle non-melanoma (NMSC) [carcinoma basocellulare (BCC) e carcinoma a cellule squamose (SCC)] associato all'aumento cumulativo della dose di idroclorotiazide (HCTZ) assunta. L’effetto fotosensibilizzante dell’HCTZ potrebbe rappresentare un possibile meccanismo dell’NMSC. I pazienti che assumono HCTZ devono essere informati del rischio di NMSC e consigliati di sottoporre a controllo regolare la cute per verificare la presenza di nuove lesioni e segnalare immediatamente eventuali lesioni cutanee sospette. Al fine di minimizzare il rischio di cancro cutaneo, occorre consigliare ai pazienti l’adozione di possibili misure preventive quali l’esposizione limitata alla luce solare e ai raggi UV e, in caso di esposizione, una protezione adeguata. Eventuali lesioni cutanee sospette devono essere esaminate immediatamente, possibilmente con l’ausilio di esami istologici su biopsie. Può essere inoltre necessario riconsiderare l’utilizzo di HCTZ nei pazienti che hanno manifestato NMSC in precedenza (vedere anche paragrafo 4.8). Tossicità respiratoria acuta: Dopo l’assunzione di idroclorotiazide sono stati segnalati casi severi molto rari di tossicità respiratoria acuta, compresa la sindrome da distress respiratorio acuto (acute distress respiratory syndrome, ARDS). L’edema polmonare si sviluppa generalmente entro pochi minuti od ore dall’assunzione di idroclorotiazide. All’esordio i sintomi comprendono dispnea, febbre, deterioramento polmonare e ipotensione. Se si sospetta la diagnosi di ARDS, ACEDIUR deve essere interrotto e deve essere somministrato un trattamento appropriato. Non deve essere somministrato idroclorotiazide a pazienti che in precedenza hanno manifestato ARDS in seguito all’assunzione di idroclorotiazide. Test anti-doping: l’idroclorotiazide contenuta in questo farmaco può produrre un risultato positivo in un test anti-doping. Altro: reazioni di ipersensibilità possono manifestarsi in pazienti con storia o meno di allergia o asma bronchiale. È stata riportata la possibilità di una recrudescenza o di una attivazione di Lupus Eritematoso Sistemico. COMBINAZIONE CAPTOPRIL/IDROCLOROTIAZIDE Gravidanza: la terapia con ACE inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore.

Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Rischio di ipopotassiemia: la combinazione di un ACE-Inibitore con un diuretico tiazidico non esclude la possibilità che si verifichi ipopotassiemia. Deve essere effettuato un regolare monitoraggio dei livelli di potassio. Combinazione con litio: si raccomanda di non usare ACEDIUR in associazione con litio a causa della potenziale tossicità di quest’ultimo (vedere paragrafo 4.5). Lattosio: ACEDIUR contiene lattosio, i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio - galattosio, non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

CAPTOPRIL Diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio: sebbene il potassio sierico si mantenga generalmente nei limiti della norma, in alcuni pazienti trattati con Acediur si può sviluppare iperkaliemia.. I diuretici risparmiatori del potassio (come spironolattone, triamterene o amiloride), gli integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio possono determinare aumenti significativi di potassio sierico. Occorre esercitare la debita cautela anche nel somministrare Acediur in concomitanza con altri agenti che aumentano il potassio sierico, come trimetoprim e cotrimoxazolo (trimetoprim/sulfametoxazolo), in quanto è noto che trimetoprim agisce da diuretico risparmiatore del potassio come l’amiloride. L’associazione di Acediur con i farmaci sopra citati non è pertanto raccomandata. Se è indicato l’uso concomitante, occorre esercitare la debita cautela e monitorare frequentemente il potassio sierico. Ciclosporina: durante l’uso concomitante di ACE-inibitori e ciclosporina si può manifestare iperkaliemia. Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico. Eparina: durante l’uso concomitante di ACE-inibitori ed eparina si può manifestare iperkaliemia. Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico. Diuretici (tiazidici o diuretici dell’ansa): un precedente trattamento con alte dosi di diuretici può portare ad una deplezione di volume e al rischio di ipotensione al momento di iniziare la terapia con captopril (vedere paragrafo 4.4). Gli effetti ipotensivi possono essere ridotti dalla sospensione del diuretico, da un aumento del volume o dall'introito di sale, o iniziando la terapia con basse dosi di captopril. Tuttavia, in studi specifici con idroclorotiazide o furosemide, non sono state osservate interazioni farmacologiche di significato clinico. Altri antipertensivi: il captopril è stato somministrato con sicurezza insieme ad altri antipertensivi di comune impiego (beta-bloccanti e calcio-antagonisti a lunga durata d'azione). L'uso concomitante di questi farmaci può aumentare gli effetti ipotensivi del captopril. Il trattamento con nitroglicerina e altri nitrati, o altri vasodilatatori, dovrebbe essere impiegato con cautela. ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren: I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema reninaangiotensina-aldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Trattamento dell’infarto acuto del miocardio: captopril può essere usato insieme ad acido acetilsalicilico (ai dosaggi cardiologici), trombolitici, beta-bloccanti e/o nitrati in pazienti con infarto del miocardio.

Antidepressivi triciclici/Antipsicotici: gli ACE-Inibitori possono potenziare gli effetti ipotensivi di alcuni antidepressivi triciclici ed antipsicotici (vedere paragrafo 4.4). Si può manifestare ipotensione posturale. Allopurinolo, procainamide, citostatici o agenti immunosoppressivi: la contemporanea somministrazione di ACE-Inibitori può portare ad un maggior rischio di leucopenia specialmente quando questi ultimi vengono utilizzati in dosi più elevate di quelle normalmente raccomandate. Simpaticomimetici: possono ridurre gli effetti antipertensivi degli ACE-Inibitori; i pazienti devono essere controllati con attenzione. Antidiabetici: studi farmacologici hanno dimostrato che gli ACE-Inibitori, compreso il captopril, possono potenziare gli effetti ipoglicemizzanti dell'insulina e degli antidiabetici orali come la sulfonilurea nei diabetici. Nel caso in cui questa interazione molto rara si dovesse verificare, può essere necessario ridurre la dose dell'antidiabetico durante il trattamento simultaneo con ACE-Inibitori. Medicinali che aumentano il rischio di angioedema L’uso concomitante di ACE-inibitori e sacubitril/valsartan è controindicato poiché aumenta il rischio di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’uso concomitato di ACE-inibitori e racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin può determinare un aumento del rischio di angioedema (vedere paragrafo 4.4). IDROCLOROTIAZIDE Amfotericina B (parenterale), carbenoxolone, corticosteroidi, corticotropina (ACTH) o lassativi stimolanti: l’idroclorotiazide può intensificare lo squilibrio elettrolitico, particolarmente l’ipopotassiemia. Sali di calcio: in caso di somministrazione contemporanea con diuretici tiazidici, si manifestano livelli aumentati di calcemia in conseguenza di una ridotta escrezione. Glicosidi cardiaci: l’ipopotassiemia indotta dai diuretici aumenta la possibilità di intossicazione digitalica. Colestiramina e colestipol: possono ritardare o diminuire l’assorbimento dell’idroclorotiazide. I diuretici derivati dalla sulfonamide devono essere somministrati almeno un’ora prima o da quattro a sei ore dopo questi farmaci. Rilassanti muscolari non-depolarizzanti (ad es. tubocurarina cloridrato): gli effetti di queste sostanze possono essere potenziati dall'idroclorotiazide. Medicinali associati a torsione di punta: a causa del rischio di ipopotassiemia, si deve usare cautela nella co-somministrazione di ACEDIUR con medicinali associati a torsione di punta, quali alcuni antiaritmici, antipsicotici ed altri medicinali noti per indurre torsione di punta. COMBINAZIONE CAPTOPRIL/IDROCLOROTIAZIDE Litio: aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e tossicità da litio sono stati riportati durante la somministrazione concomitante di litio ed ACE-Inibitori. L’uso concomitante di diuretici tiazidici può aumentare il rischio di tossicità da litio e potenziare il già elevato rischio di tossicità da litio con ACE-Inibitori. La combinazione di captopril ed idroclorotiazide con litio non è pertanto raccomandata ed un attento monitoraggio dei livelli sierici di litio deve essere effettuato nel caso in cui la combinazione risulti necessaria. Antinfiammatori non steroidei: quando gli ACE inibitori sono somministrati simultaneamente con farmaci antinfiammatori non steroidei (per es. inibitori selettivi della Cox 2, acido acetilsalicilico a partire da 325 mg/die e FANS non selettivi), si può verificare un’attenuazione dell’effetto antipertensivo. L’uso concomitante di ACE inibitori e FANS può portare ad un aumentato rischio di peggioramento della funzione renale che comprende possibile insufficienza renale acuta ed aumento dei livelli del potassio sierico specialmente in pazienti con pre-esistente compromessa funzione renale. La combinazione deve essere somministrata con cautela specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve esser

preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale all’inizio della terapia concomitante. La somministrazione di farmaci FANS può ridurre gli effetti diuretico, natriuretico ed antipertensivo dei diuretici tiazidici. Chimica clinica: il captopril può causare risultati falsi positivi al test urinario per l'acetone. L’idroclorotiazide può interferire nell’uso diagnostico del test della bentiromide. I tiazidici possono diminuire i livelli di iodoproteinemia senza segni di disturbo tiroideo.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza ACE inibitori: L’uso di ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso di ACE inibitori è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3). Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Idroclorotiazide: C’è limitata esperienza con idroclorotiazide durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre. Gli studi sugli animali sono insufficienti. Idroclorotiazide attraversa la placenta. In base al suo meccanismo d’azione l’uso di idroclorotiazide durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza può compromettere la perfusione feto placentare e può causare effetti fetali e neonatali come ittero, alterazioni del bilancio elettrolitico e trombocitopenia. Idroclorotiazide in caso di prolungata esposizione, durante il terzo trimestre di gravidanza, può causare un'ischemia fetoplacentare e rischio di ritardo nella crescita Idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento dell’edema gestazionale, l’ipertensione gestazionale o la preeclampsia a causa del rischio di riduzione del volume plasmatico e di ipoperfusione placentare senza un effetto benefico sul decorso della malattia. Idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento dell’ipertensione in donne in gravidanza eccetto che in rare situazioni dove nessun altro trattamento potrebbe essere usato. Allattamento Captopril: Limitati dati di farmacocinetica dimostrano concentrazioni molto basse nel latte materno (vedere paragrado 5.2). Sebbene queste concentrazioni sembrano essere clinicamente irrilevanti, l’uso di Acediur in allattamento non è raccomandato per i neonati pretermin

nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perché non c’è abbastanza esperienza clinica. Nei neonati più grandi, se ritenuto necessario per la madre, Acediur può essere assunto durante l'allattamento, ma in questo caso il neonato deve essere seguito per la possibile comparsa di effetti avversi. Idroclorotiazide: Idroclortiazide viene escreta nel latte materno in piccole quantità. I diuretici tiazidici ad alte dosi provocano intensa diuresi che può inibire la produzione di latte. Si può verificare ipersensibilità ai medicinali derivati dalla sulfonamide, ipopotassiemia ed ittero nucleare. L’uso di Acediur durante l’allattamento al seno non è raccomandato. Se Acediur viene assunto durante l’allattamento, le dosi devono essere mantenute ai livelli più bassi possibili.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Come con altri antipertensivi, la capacità di guidare veicoli e l'uso di macchine può essere ridotta, per esempio all'inizio del trattamento, o quando la posologia viene modificata, e anche quando usato in combinazione con l'alcol, ma questi effetti dipendono dalla suscettibilità individuale.

4.8 Effetti indesiderati

La frequenza è stata definita secondo la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10), comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). CAPTOPRIL Effetti indesiderati riportati con captopril e/o terapia con ACE-Inibitori comprendono: Patologie del sistema emolinfopoietico: molto raro: neutropenia/agranulocitosi (vedere paragrafo 4.4), pancitopenia soprattutto in pazienti con disfunzione renale (vedere paragrafo 4.4.), anemia (compresa l'aplastica e l'emolitica), trombocitopenia, linfoadenopatia, eosinofilia. Disturbi del sistema immunitario: malattie autoimmuni e/o positività per gli anticorpi anti-nucleo. Frequenza non nota: Sindrome autoimmune da insulina. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: raro: anoressia molto raro: iperpotassiemia, ipoglicemia (vedere paragrafo 4.4). Disturbi psichiatrici: comune: disturbi del sonno. molto raro: confusione, depressione. Patologie del sistema nervoso: comune: alterazione del gusto, vertigini. raro: sonnolenza, cefalea e parestesia. molto raro: accidenti cerebrovascolari, incluso l'ictus, e sincope. Patologie dell’occhio: molto raro: visione offuscata. Patologie cardiache: non comune: tachicardia o tachiaritmia, angina pectoris, palpitazioni. molto raro: arresto cardiaco, shock cardiogeno. Patologie vascolari: non comune: ipotensione (vedere paragrafo 4.4), sindrome di Reynaud, arrossamento, pallore. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: comune: tosse secca, irritante (non produttiva) (vedere paragrafo 4.4) e dispnea.

molto raro: broncospasmo, rinite, alveolite allergica/polmonite eosinofila. Patologie gastrointestinali: comune: nausea, vomito, irritazione gastrica, dolore addominale, diarrea, costipazione, secchezza delle fauci. raro: stomatite/ulcerazioni aftose. molto raro: glossite, ulcera peptica, pancreatite. Patologie epatobiliari: molto raro: disfunzione epatica e colestasi (incluso ittero), epatiti inclusa la necrosi, aumento degli enzimi epatici e bilirubina. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: comune: prurito con o senza arrossamento, eruzione cutanea e alopecia. non comuni: angioedema (vedere paragrafo 4.4). molto raro: orticaria, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, fotosensibilità, eritroderma, reazioni penfigoidi e dermatite esfoliativa. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: molto raro: mialgia, artralgia. Patologie renali e urinarie: raro: disfunzione renale inclusa l'insufficienza renale, poliuria, oliguria, pollachiuria. molto raro: sindrome nefrosica. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: molto raro: impotenza, ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: non comune: dolore toracico, affaticabilità, malessere. molto raro: febbre. Esami diagnostici: molto raro: proteinuria, eosinofilia, iperpotassiemia, iposodiemia, iperazotemia, ipercreatininemia, iperbilirubinemia, diminuzione dell'emoglobina, dell'ematocrito, dei leucociti, delle piastrine, positività per gli anticorpi anti-nucleo, VES elevata. IDROCLOROTIAZIDE Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Frequenza “non nota”: cancro cutaneo non melanoma (carcinoma basocellulare e carcinoma a cellule squamose) Descrizione di reazioni avverse selezionate Cancro cutaneo non melanoma: sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un’associazione tra HCTZ e NMSC, correlata alla dose cumulativa assunta (vedere anche i paragrafi 4.4. e 5.1). Infezioni ed infestazioni: scialoadenite. Patologie del sistema emolinfopoietico: leucopenia, neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia, anemia aplastica ed emolitica, depressione midollare. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: anoressia, iperglicemia, glicosuria, iperuricemia, squilibrio elettrolitico (compresa l’iposodiemia e l’ipopotassiemia), aumento del colesterolo e dei trigliceridi. Disturbi psichiatrici: agitazione, depressione, disturbi del sonno. Patologie del sistema nervoso: perdita dell’appetito, parestesie, sensazione di testa leggera. Patologie dell’occhio: xantopsia, transitoria visione offuscata, miopia acuta e glaucoma secondario acuto ad angolo chiuso, effusione coroidale (frequenza non nota). Patologie dell’orecchio e del labirinto: vertigine. Patologie cardiache: ipotensione posturale, aritmie cardiache. Patologie vascolari: angioite necrotizzante (vasculiti, vasculiti cutanee). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: disturbi respiratori (inclusi polmonite ed edema polmonare). Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) (vedere paragrafo 4.4) (frequenza molto rara) Patologie gastrointestinale: irritazione gastrica, diarrea, costipazione, pancreatite. Patologie epatobiliare: ittero (ittero colestatico intraepatico).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: reazioni di fotosensibilità, arrossamento, reazioni simil-lupoidi, riattivazione di Lupus Eritematoso Cutaneo, orticaria, reazioni anafilattiche, necrolisi epidermotossica. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: spasmi muscolari. Patoplogie renali e urinarie: disfunzione renale, nefrite interstiziale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: febbre, debolezza. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

4.9 Sovradosaggio

Sintomi da sovradosaggio sono: aumento della diuresi, squilibrio elettrolitico, ipotensione grave, depressione dello stato di coscienza (incluso il coma), convulsioni, paresi, aritmie cardiache, bradicardia, insufficienza renale. Se l'ingestione è recente si devono applicare misure di prevenzione dell'assorbimento (ad es.: lavanda gastrica, somministrazione di adsorbenti e solfato di sodio entro trenta minuti dall'ingestione) e si deve accelerare l'eliminazione. Se si manifesta ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione di Trendelemburg e rapidamente devono essergli somministrati liquidi e cloruro di sodio. Può essere considerato un trattamento con angiotensina II. Bradicardia e reazioni vagali imponenti devono essere trattate con atropina. Si può considerare l'uso di un pacemaker. E' essenziale il monitoraggio costante dei liquidi, degli elettroliti e del bilancio acido base e della glicemia. In caso di ipopotassiemia è necessaria la somministrazione di un sostituto del potassio. Captopril può essere rimosso dal circolo mediante dialisi. Non è stato stabilito il livello di rimozione per emodialisi dell’idroclorotiazide.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: ACE (Enzima di conversione dell’Angiotensina) -Inibitori, associazioni, codice ATC: C09BA01. ACEDIUR è un’associazione di un ACE-Inibitore, il captopril, e un antipertensivo diuretico, l’idroclorotiazide. La combinazione di questi principi attivi ha un effetto antipertensivo addittivo, riducendo la pressione arteriosa in misura maggiore rispetto ai singoli componenti. - Il captopril è un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE) che inibisce l’ACE, l’enzima coinvolto nella conversione dell’angiotensina I in angiotensina II, un vasocostrittore che stimola inoltre la secrezione di aldosterone dalla corteccia surrenale. Questa inibizione porta a: • una riduzione della secrezione di aldosterone, • un aumento dell’attività reninica plasmatica, dal momento che l’aldosterone non esercita il suo stimolo negativo, • una caduta delle resistenze periferiche totali (con un effetto preferenziale su muscoli e reni) che non è accompagnato da ritenzione idrica e di sodio o da tachicardia riflessa nel trattamento a lungo termine.

Il captopril inoltre espleta un effetto antipertensivo nei soggetti con concentrazioni plasmatiche di renina basse o normali. Il captopril è efficace in tutti gli stadi dell’ipertensione, lieve, moderata o grave. Si osserva una riduzione della pressione arteriosa sisto-diastolica sia in posizione supina che eretta. Dopo una singola dose, l’effetto antipertensivo si manifesta in 15 minuti e raggiunge il suo massimo tra 60 e 90 minuti dopo la somministrazione del farmaco. La durata d’azione è dose dipendente e varia tra 6 e 12 ore. La pressione arteriosa si normalizza (diastolica in posizione seduta 90 mmHg) tra due settimane e un mese di trattamento e il farmaco mantiene la sua efficacia nel corso del tempo. I pazienti sono classificati come responder se la diastolica in posizione seduta diminuisce del 10% o più rispetto ai livelli pretrattamento. In caso di interruzione del trattamento non si manifesta ipertensione di rimbalzo (rebound). Il trattamento dell’ipertensione con captopril porta ad un aumento della compliance arteriosa, un aumento del flusso renale senza caduta del filtrato glomerulare, e una diminuzione dell’ipertrofia ventricolare sinistra. Informazioni aggiuntive: Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA Nephron-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l'uso della combinazione di un ACEinibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito tipo 2 associato all’evidenza di danno d'organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito tipo 2 e nefropatia diabetica. Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Questi risultati sono pertinenti anche per gli altri ACE-inibitori e per gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo. - L’idroclorotiazide è un diuretico tiazidico che agisce inibendo il riassorbimento del sodio nel segmento di diluizione corticale dei tubuli renali. Aumenta l’escrezione di sodio e cloro nelle urine e, in minor grado, l’escrezione di potassio e magnesio, aumentando di conseguenza la portata urinaria ed esercitando un effetto antipertensivo. Il tempo di comparsa dell’attività diuretica è di circa 2 ore. L’attività diuretica raggiunge il massimo dopo 4 ore e si mantiene da 6 a 12 ore. Sopra una determinata dose, i diuretici tiazidici raggiungono un plateau in termini di effetto terapeutico mentre le reazioni avverse si moltiplicano. Quando il trattamento è inefficace, aumentare il dosaggio al di sopra di quanto consigliato è inutile e spesso rende manifeste le reazioni avverse. Cancro cutaneo non melanoma: sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un’associazione tra HCTZ e NMSC correlata alla dose cumulativa assunta. Uno studio ha incluso una popolazione comprendente 71 533 casi di BCC e 8 629 casi di SCC confrontati, rispettivamente, con 1 430 833 e 172 462 soggetti nella popolazione di controllo. Un elevato utilizzo di HCTZ (dose cumulativa ≥50 000 mg)

è stato associato a un OR (odds ratio) aggiustato per confondenti pari a 1,29 (95 % CI: 1,23-1,35) per il BCC e pari a 3,98 (95 % CI: 3,68-4,31) per l’SCC. È stata osservata un’evidente relazione tra dose cumulativa assunta e risposta sia per il BCC che per l’SCC. Un altro studio ha dimostrato una possibile associazione tra il cancro delle labbra (SCC) e l’esposizione all’HCTZ: 633 casi di cancro delle labbra confrontati con 63 067 soggetti nella popolazione di controllo, utilizzando una strategia di campionamento dei soggetti a rischio (risk-set sampling). È stata dimostrata una relazione tra la risposta e la dose cumulativa con un OR aggiustato di 2,1 (95 % CI: 1,7-2,6), aumentato fino a 3,9 (3,0-4,9) in caso di un utilizzo elevato (~25 000 mg) e fino a 7,7 (5,7-10,5) con la massima dose cumulativa assunta (~100 000 mg) (vedere anche il paragrafo 4.4). - La somministrazione contemporanea di captopril e idroclorotiazide in corso di studi clinici ho portato a maggiori diminuzioni della pressione arteriosa rispetto alla somministrazione dei singoli componenti. La somministrazione di captopril inibisce il sistema renina angiotensina aldosterone e tende a ridurre la perdita di potassio indotta dall’idroclorotiazide. La combinazione di un ACE-Inibitore con un diuretico tiazidico produce un effetto sinergico e rende più basso il rischio di ipopotassiemia provocato dal solo diuretico.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Il captopril è rapidamente assorbito dopo somministrazione orale e le massime concentrazioni sieriche si raggiungono dopo circa un’ora. L’assorbimento minimo è mediamente del 75%. Le concentrazioni plasmatiche di picco si raggiungono in 60-90 minuti. La presenza di cibo nel tratto gastrointestinale riduce l'assorbimento di circa il 3040%. Approssimativamente il 25-30% del farmaco circolante si lega alle proteine plasmatiche. L'emivita apparente di eliminazione del captopril immodificato nel sangue è di circa 2 ore. Più del 95% della dose assorbita viene eliminata nelle urine entro 24 ore; il 40-50% è farmaco immodificato e il rimanente è costituito da metaboliti inattivi sotto forma di disulfidi (captopril disulfide e captopril cisteina disulfide). Una disfunzione renale può produrre accumulo del farmaco. Studi negli animali indicano che il captopril non attraversa la barriera ematoencefalica in misura significativa. Allattamento In uno studio di dodici donne che assumevano captopril 100 mg per via orale 3 volte al giorno il valore medio del picco nel latte era 4,7 μg/L e si verificava 3,8 ore dopo la somministrazione della dose. Sulla base di questi dati, la massima dose giornaliera che un neonato allattato riceverebbe è inferiore allo 0,002% della dose giornaliera materna. L’assorbimento orale dell’idroclorotiazide è relativamente rapido. L’emivita media plasmatica in individui a digiuno è stata indicata in 5-15 ore. L’idroclorotiazide è eliminata rapidamente dal rene ed escreta immodificata (95%) nelle urine.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi sugli animali, effettuati durante l'organogenesi, con captopril e/o idroclorotiazide non hanno mostrato alcun effetto teratogeno ma il captopril ha mostrato tossità fetale in molte specie inclusi: mortalità fetale nel corso dell'ultimo periodo della gravidanza, ritardo della crescita e mortalità post-natale nel ratto.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

ACEDIUR 50 mg + 15 mg contiene: cellulosa microcristallina, amido pregelatinizzato, lattosio monoidrato, magnesio stearato, acido stearico.

ACEDIUR 50 mg + 25 mg contiene: Cellulosa microcristallina, amido pregelatinizzato, lattosio monoidrato, magnesio stearato, acido stearico, colore E110 6.2. Incompatibilità Non pertinente 6.3. Periodo di validità ACEDIUR 50 mg + 15 mg compresse: 3 anni ACEDIUR 50 mg + 25 mg compresse: 4 anni 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Non conservare a temperatura superiore ai 30 °C. 6.5. Natura e contenuto del contenitore ACEDIUR 50 mg + 15 mg compresse Astuccio contenente 12 compresse in blister opaco. ACEDIUR 50 mg + 25 mg compresse Astuccio contenente 12 compresse in blister opaco. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento Nessuna istruzione particolare

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite s.r.l., Via Sette Santi, 3 - Firenze

8. Numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio

ACEDIUR 50 mg + 15 mg compresse – 12 compresse A.I.C. n. 025767029. ACEDIUR 50 mg + 25 mg compresse – 12 compresse A.I.C. n 025767017.

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo

DELL'AUTORIZZAZIONE ACEDIUR 50 mg + 15 mg compresse Data della prima autorizzazione: 2 Gennaio 1990 Data del rinnovo più recente: 31 Maggio 2010 ACEDIUR 50 mg + 15 mg compresse Data della prima autorizzazione: 1Aprile 1987 Data del rinnovo più recente: 31 Maggio 2010

10. Data di revisione del testo

Aprile 2026

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