ALENDRONATO ALMUS

Principio attivo: ACIDO ALENDRONICO, ALENDRONATO SODICO · ATC M05BA04 · ALMUS S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"70 MG COMPRESSE" 4 COMPRESSE A 13,48 € 11,94 € 1,54 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: ACIDO ALENDRONICO, ALENDRONATO SODICO
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Dosaggio: 70 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: ALMUS S.R.L.
Codice ATC: M05BA04
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ACIDO ALENDRONICO TECNIGEN - TECNIGEN S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ALENDRONATO MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· ALENDRONATO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· ALENDRONATO EG - EG S.P.A.
· FOSAMAX - GMM FARMA S.R.L.
· FOSAMAX - BB FARMA S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO FG - FG S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· GENALEN - NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
· ADRONAT - NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Contenuto della confezione e altre informazioni

Che cos’è ALENDRONATO ALMUS e a che cosa serve Che cos’è ALENDRONATO ALMUS ALENDRONATO ALMUS contiene il principio attivo acido alendronico appartenente ad un gruppo di medicinali chiamati bisfosfonati.

A cosa serve ALENDRONATO ALMUS

Questo medicinale previene la perdita di tessuto osseo che si verifica nelle donne dopo la menopausa (osteoporosi) e favorisce la ricostruzione dell'osso. Riduce il rischio di fratture vertebrali e dell’anca. Cos’è l’osteoporosi? L’osteoporosi è una malattia che causa un assottigliamento e un indebolimento delle ossa fino a provocarne la frattura. E’ comune nelle donne dopo la menopausa. In menopausa, le ovaie smettono di produrre gli

ormoni femminili, gli estrogeni, che contribuiscono a mantenere sano lo scheletro della donna. Di conseguenza, si verifica perdita di tessuto osseo e l’osso diviene più debole. Il rischio di osteoporosi è tanto più grande quanto più precocemente la donna raggiunge la menopausa. Nelle fasi iniziali, l’osteoporosi normalmente non dà sintomi. Se tuttavia non si interviene con un trattamento, possono verificarsi delle fratture. Anche se usualmente le fratture sono dolorose, le fratture delle

ossa della colonna vertebrale possono non essere avvertite fino a quando non risultino in una diminuzione della statura. Le fratture possono verificarsi durante le attività quotidiane come alzare pesi, o con piccoli traumi che non sarebbero in grado di provocare fratture nell’osso normale. Le fratture si verificano normalmente nell’anca, nella colonna vertebrale o nel polso e possono essere non solo dolorose ma possono portare a notevoli deformità e disabilità, come per esempio incurvamento della schiena (gobba) e limitazioni

nei movimenti.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda ALENDRONATO ALMUS
- se è allergico all’alendronato o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al
paragrafo 6);
- se soffre di problemi all’esofago (il canale che connette la bocca allo stomaco) come restringimento
(stenosi) e difficoltà nella deglutizione (acalasia);
- se ha problemi a rimanere in piedi o seduto e a mantenere il busto in posizione dritta (eretto) per almeno
30 minuti;
- se ha bassi livelli di calcio nel sangue (ipocalcemia).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere ALENDRONATO ALMUS.

Prenda questo medicinale con cautela ed informi il medico nei seguenti casi:
- se soffre di problemi ai reni (compromissione della funzione renale);
-
- se ha difficoltà a deglutire (disfagia), oppure se ha problemi a carico dell’apparato digerente come
malattie esofagee, infiammazioni allo stomaco (gastrite) o alla prima porzione dell’intestino (duodenite).

Se ha sofferto precedentemente di gravi malattie gastriche o duodenali come ulcere, sanguinamento gastrico o intestinale, verificatisi nell’ultimo anno, oppure si è sottoposto ad interventi chirurgici allo stomaco o all’esofago, poiché ALENDRONATO ALMUS può avere effetti irritativi e peggiorare potenzialmente la malattia gastrointestinale di base.; - se ha bassi livelli di calcio nel sangue (ipocalcemia). Questa condizione deve essere corretta prima di

iniziare la terapia con questo medicinale (vedere paragrafo “Non prenda ALENDRONATO ALMUS”). Vi sono state rare segnalazioni di ipocalcemia sintomatica, occasionalmente gravi e spesso a carico di pazienti con condizioni predisponenti (es.: ipoparatiroidismo, deficit di vitamina D e malassorbimento del calcio), in particolare nei pazienti che assumono glucocorticoidi, che riducono l’assorbimento di calcio. E’ particolarmente importante assicurare un adeguato apporto di calcio e vitamina D in pazienti in terapia con glucocorticoidi;

estrazione dentale o non si sottopone regolarmente a controlli dal dentista;
- se ha in previsione un intervento di chirurgia dentaria;
- se ha una condizione di salute dentale scadente, ha una malattia delle gengive, ha in previsione una

- se soffre di una particolare malattia dell’esofago nota come esofago di Barrett (una malattia associata a
modificazioni delle cellule che rivestono internamente il tratto inferiore dell’esofago);
- se fuma o se è stato un fumatore;
- se ha il cancro;
- se è in terapia con chemioterapici e radioterapia;
- se sta assumendo medicinali antiinfiammatori cortisonici usati per alleviare il dolore e le allergie
(corticosteroidi);

- se è stato sottoposto a procedure odontoiatriche invasive e protesi dentarie con scarsa aderenza.

Durante l’utilizzo di ALENDRONATO ALMUS può verificarsi osteonecrosi della mandibola/mascella (grave degenerazione del tessuto osseo della mandibola e della mascella) pr, generalmente in pazienti affetti

da cancro, spesso dopo interventi di estrazione dentale e/o infezione locale. Molti di questi pazienti erano in trattamento con chemioterapia e corticosteroidi.

Prima di iniziare il trattamento con ALENDRONATO ALMUS effettui un controllo dal dentista. È importante mantenere una buona igiene orale durante il trattamento con ALENDRONATO ALMUS. Deve sottoporsi a regolari controlli dal dentista nel corso dell'intero trattamento e contattare il medico o il dentista

in caso di problemi che interessano il cavo orale o i denti, ad esempio perdita dei denti, dolore o gonfiore.

Interrompa l’assunzione del medicinale e si rivolga al medico se durante il trattamento nota la comparsa di difficoltà a deglutire (disfagia), se avverte dolore nella deglutizione (odinofagia), dolore al petto (dolore retrosternale) o se avverte l’insorgenza o il peggioramento di sensazioni di bruciore al petto (pirosi), Il

rischio di manifestare questi effetti indesiderati aumenta se i pazienti non bevono un intero bicchiere d'acqua e/o si sdraiano prima che siano passati 30 minuti dall’assunzione del medicinale. Tali effetti indesiderati possono aggravarsi se i pazienti continuano a prendere ALENDRONATO ALMUS anche dopo la comparsa di questi sintomi.

Faccia attenzione e informi immediatamente il medico se durante il trattamento con questo medicinale manifesta dolore alla coscia, all’anca o all’inguine, perché potrebbero essere sintomi di una frattura al femore (vedere paragrafo 4). Queste fratture possono essere precedute o meno da una minima lesione (fratture da stress). . Informi il medico anche se manifesta dolori ossei, articolari e/o muscolari, poiché potrebbe essere necessario interrompere il trattamento.

Bambini e adolescenti

Questo medicinale non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni.

Altri medicinali e ALENDRONATO ALMUS Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Prenda questo medicinale con cautela ed informi il medico se sta assumendo:
- integratori di calcio e medicinali per trattare l’acidità di stomaco (antiacidi);
- medicinali usati per combattere l’infiammazione ed il dolore chiamati farmaci antiinfiammatori non
steroidei (FANS).
In generale, l’assunzione di qualsiasi altro medicinale per bocca, può interferire con l’assorbimento di

ALENDRONATO ALMUS. Aspetti almeno 30 minuti dopo l’assunzione di ALENDRONATO ALMUS prima di prendere qualsiasi altro medicinale.

ALENDRONATO ALMUS con cibi e bevande E’ probabile che alimenti e bevande (inclusa l’acqua minerale), diminuiscano l’efficacia di

paragrafo 3.

Gravidanza e allattamento ALENDRONATO ALMUS se presi allo stesso tempo. E’ dunque importante seguire le istruzioni date nel

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. ALENDRONATO ALMUS è destinato esclusivamente all’uso nelle donne dopo la menopausa. Non lo assuma se è in gravidanza o se sta allattando con latte materno.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Alcuni effetti indesiderati che sono state riportati con ALENDRONATO ALMUS possono avere effetti sulla capacità di guidare veicoli o sull'uso di macchinari. Le risposte individuali ad ALENDRONATO ALMUS possono variare (vedere paragrafo 4).

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Il medico deciderà la dose e la durata del trattamento in base alle sue condizioni di salute. E’ importante che continui a prendere ALENDRONATO ALMUS fino a quando prescritto dal medico. ALENDRONATO

ALMUS è efficace per il trattamento dell’osteoporosi solo se continua a prendere le compresse.

La dose raccomandata è di 1 compressa di ALENDRONATO ALMUS una volta alla settimana.

Per ottenere benefici dal trattamento con ALENDRONATO ALMUS è necessario seguire attentamente le

indicazioni di seguito riportate.

1) Scelga il giorno della settimana che meglio si concilia con le proprie attività. Prenda una compressa di ALENDRONATO ALMUS una volta a settimana nel giorno prescelto.

E’ molto importante seguire le istruzioni 2), 3), 4), e 5) per facilitare l’ingresso veloce della compressa di
ALENDRONATO ALMUS nello stomaco e contribuire a ridurre la possibilità di irritare l’esofago (il canale
che connette la bocca allo stomaco).
2) Dopo essersi alzati dal letto per iniziare la giornata, e prima di aver preso qualsiasi alimento, bevanda o
altro farmaco della giornata, ingerisca la compressa intera di ALENDRONATO ALMUS con un
bicchiere pieno di acqua di rubinetto (non meno di 200 ml).
- Non la prenda con acqua minerale (naturale o gassata)

- Non la prenda con del tè o caffè
- Non la prenda con succhi di frutta o latte.

Non schiacci né mastichi la compressa e non la lasci sciogliere in bocca.

3) Non si distenda - mantenga il busto in posizione eretta (mentre è seduto, mentre è in piedi, mentre

cammina) - per almeno 30 minuti dopo aver ingerito la compressa. Non si distenda finché non ha mangiato qualcosa.

4) ALENDRONATO ALMUS non deve essere assunto al momento di coricarsi o prima di alzarsi dal letto all’inizio della giornata.

5) Nel caso compaia difficoltà o dolore ad inghiottire, dolore toracico o insorga o peggiori un bruciore alla parte alta dello stomaco, interrompa l’assunzione di ALENDRONATO ALMUS e contatti il medico.

6) Dopo aver ingerito la compressa di ALENDRONATO ALMUS, attendere almeno 30 minuti prima di

ALENDRONATO ALMUS è efficace solo quando viene preso a stomaco vuoto. del mangiare, bere o prendere gli altri medicinali della giornata, inclusi antiacidi, integratori di calcio e vitamine.

Il medico può consigliarle di assumere integratori alimentari (specialmente calcio e vitamina D) durante il trattamento con questo medicinale. Bambini e adolescenti Questo medicinale non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni.

Se prende più ALENDRONATO ALMUS di quanto deve

In caso di ingestione di una quantità eccessiva di questo medicinale, si rivolga immediatamente al medico o all’ospedale più vicino. In caso di sovradosaggio assuma un bicchiere pieno di latte e contatti immediatamente il medico. A causa del rischio di irritazione dell’esofago, non provochi il vomito e rimanga in posizione

completamente eretta.

Se dimentica di prendere ALENDRONATO ALMUS Se dimentica di prendere una compressa, la prenda il mattino successivo. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa, ma torni alla consueta assunzione di una compressa alla settimana, nel giorno prestabilito.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Si possono inoltre verificare i seguenti effetti indesiderati:

Molto comuni (possono interessare più di 1 su 10 persone): - dolore ai muscoli, alle articolazioni e alle ossa (muscolo-scheletrico), a volte grave.

Comuni (possono interessare fino a 1 su 10 persone):
- mal di testa (cefalea), capogiri;
- vertigini;
- dolore addominale, sensazione di fastidio allo stomaco o eruttazione dopo i pasti (dispepsia), stitichezza,
sensazione di pienezza o gonfiore allo stomaco (distensione addominale), diarrea, gas intestinali,
difficoltà o dolore ad inghiottire, ulcere dell'esofago (il canale che connette la bocca allo stomaco) che
causa dolore al torace, rigurgito acido;

- perdita dei capelli (alopecia), prurito;
- gonfiore delle articolazioni;
- stanchezza muscolare (astenia), gonfiore alle gambe ed alle caviglie dovuto ad accumulo di liquidi
(edema periferico).

Non comuni (possono interessare fino a 1 su 100 persone):

- alterazione del gusto (disgeusia);
- dolore o arrossamento degli occhi, infiammazione dell’occhio (uveite, sclerite, episclerite);
- nausea, vomito, irritazione o infiammazione dell’esofago (il canale che connette la bocca allo stomaco) e
dello stomaco, feci scure o nere per la presenza di sangue (melena), danni al tessuto dell’esofago
(erosioni);

- eruzione cutanea, eritema;
- sintomi simil-influenzali transitori, come dolori muscolari, sensazione di malessere generale e talvolta
febbre, di solito all’inizio del trattamento.

Rari (possono interessare fino a 1 su 1000 persone):

- reazioni allergiche come orticaria, gonfiore del volto, delle labbra, della lingua e/o della gola, possibile
causa di difficoltà a respirare e ad inghiottire (angioedema);
- diminuzione dei livelli di calcio nel sangue (ipocalcemia) i cui sintomi sono crampi muscolari, spasmi
e/o formicolio alle dita o intorno alla bocca;
- restringimento dell’esofago (il canale che connette la bocca allo stomaco), ulcere della bocca quando le
compresse vengono masticate o succhiate, ulcere dello stomaco o peptiche (talvolta gravi o con
sanguinamento e perforazione);
- eruzione cutanea peggiorata dall’esposizione alla luce solare, gravi reazioni cutanee incluse la sindrome
di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica;
- dolore alla bocca, alla mascella o alla mandibola, gonfiore o ferite all’interno della bocca, intorpidimento
o sensazione di pesantezza alla mascella/mandibola o perdita di denti. Questi possono essere segni di una

grave degenerazione del tessuto osseo della mandibola e della mascella (osteonecrosi) generalmente associati a ritardo di guarigione e infezione, spesso a seguito di estrazione dentaria. Contatti immediatamente il suo medico o dentista se si verificano questi sintomi; - frattura insolita del femore in particolare in pazienti in trattamento da lungo tempo per l'osteoporosi. Contatti il medico se manifesta dolore, debolezza o malessere alla coscia, all’anca o all’inguine in quanto

potrebbe essere un’indicazione precoce di una possibile frattura del femore.

Molto rari (possono interessare meno di 1 su 10.000 persone): Si rivolga al medico in caso di dolore all'orecchio, secrezione dall'orecchio e/o infezione dell'orecchio. Questi episodi potrebbero essere i sintomi di danno osseo all'orecchio.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti

indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad.:”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene ALENDRONATO ALMUS
- Il principio attivo è acido alendronico. Ogni compressa contiene 70 mg di acido alendronico come
alendronato sodico triidrato.
- Gli altri componenti sono:
nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, silice colloidale anidra, sodio

stearil fumarato; rivestimento: ipromellosa, talco.

Descrizione dell’aspetto di ALENDRONATO ALMUS e contenuto della confezione Confezione contenente 4 compresse rivestite con film.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Almus S.r.l. – Via Cesarea 11/10 – 16121 Genova – Italia.

Produttori

2700-486 Amadora – Portogallo. West Pharma Produções de Especialidades Farmacêuticas S.A. – Rua João de Deus, 11 – Venda Nova –

Atlantic Pharma - Produções Farmacêuticas S.A. – Rua da Tapada Grande, 2 – Abrunheira – 2710-089 Sintra – Portogallo

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il: en zia

Domande frequenti su ALENDRONATO ALMUS

Come si usa ALENDRONATO ALMUS?

ALENDRONATO ALMUS si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ALENDRONATO ALMUS è disponibile senza ricetta?

No, ALENDRONATO ALMUS è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di ALENDRONATO ALMUS?

Il principio attivo di ALENDRONATO ALMUS è ACIDO ALENDRONICO, ALENDRONATO SODICO.

Quali sono gli equivalenti di ALENDRONATO ALMUS?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ACIDO ALENDRONICO TECNIGEN, ACIDO ALENDRONICO ALTER, ACIDO ALENDRONICO AUROBINDO, ALENDRONATO MYLAN GENERICS. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce ALENDRONATO ALMUS?

ALENDRONATO ALMUS è prodotto da ALMUS S.R.L..

Da quando ALENDRONATO ALMUS è autorizzato in Italia?

ALENDRONATO ALMUS ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2008-11-08.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

ALENDRONATO ALMUS 70 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene: Principio attivo: Acido alendronico 70 mg (come alendronato sodico triidrato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell'osteoporosi postmenopausale. ALENDRONATO ALMUS riduce il rischio di fratture vertebrali e dell'anca.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Il dosaggio raccomandato è di una compressa da 70 mg in monosomministrazione settimanale. Non è stata stabilita la durata ottimale del trattamento con bifosfonati per l’osteoporosi. La necessità di un trattamento continuativo deve essere rivalutata in ogni singolo paziente periodicamente in funzione dei benefici e rischi potenziali di ALENDRONATO ALMUS, in particolare dopo 5 o più anni d’uso. Per ottenere un adeguato assorbimento dell'alendronato: ALENDRONATO ALMUS deve essere deglutito almeno 30 minuti prima di qualsiasi alimento, bevanda o farmaco della giornata insieme solo ad acqua semplice. È probabile che altre bevande (inclusa l'acqua minerale), alimenti e alcuni farmaci riducano l'assorbimento di alendronato (vedere paragrafo 4.5 "). Per facilitare il rilascio a livello gastrico e ridurre il potenziale di irritazione/eventi indesiderati locali ed esofagei (vedere paragrafo 4.4 ): - ALENDRONATO ALMUS deve essere deglutito solo dopo essersi alzati dal letto per iniziare la giornata, con un bicchiere colmo d'acqua (non meno di 200 ml). - Il paziente deve deglutire la compressa di ALENDRONATO ALMUS solo intera. Il paziente non deve frantumare o masticare o sciogliere in bocca la compressa, a causa del rischio potenziale che si verifichino ulcerazioni orofaringee. - Il paziente non deve distendersi fintanto che non abbia mangiato qualcosa, il che deve avvenire almeno 30 minuti dopo l'assunzione della compressa. - Il paziente non deve distendersi per almeno 30 minuti dopo aver assunto ALENDRONATO ALMUS. - ALENDRONATO ALMUS non deve essere assunto al momento di coricarsi o prima di alzarsi dal letto all'inizio della giornata. I pazienti devono assumere integratori di calcio e vitamina D se l'introito dietetico non è adeguato (vedere paragrafo 4.4). Uso negli anziani: Negli studi clinici non è stata dimostrata nessuna differenza legata all'età nei profili di efficacia o di sicurezza dell'alendronato. Non è pertanto necessario alcun aggiustamento del dosaggio nei pazienti anziani. Uso in caso di alterazione della funzione renale: Non è necessario aggiustare il dosaggio nei pazienti con VFG maggiore di 35 ml/min. L'alendronato non è raccomandato in pazienti con funzione renale compromessa quando la VFG è minore di 35 ml/min, in quanto non vi sono esperienze in proposito.

Pazienti pediatrici: L’alendronato sodico non è raccomandato per l’uso nei bambini di età inferiore ai 18 anni a causa di dati insufficienti a supportare la sicurezza e l’efficacia nelle condizioni associate all’osteoporosi pediatrica (vedere anche paragrafo 5.1). ALENDRONATO ALMUS 70 mg non è stato studiato nel trattamento dell'osteoporosi indotta dai glicocorticoidi.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità all'alendronato o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Patologie dell'esofago e altri fattori che ritardano lo svuotamento esofageo, come stenosi e acalasia. - Incapacità a stare in piedi o seduti con il busto eretto per almeno 30 minuti. - Ipocalcemia Vedere anche paragrafo 4.4.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

L'alendronato può causare irritazione locale della mucosa del tratto gastrointestinale superiore. A causa del potenziale peggioramento della patologia di base, si deve agire con cautela nel somministrare l'alendronato a pazienti con patologie attive a livello del tratto gastro-intestinale superiore, quali disfagia, patologie esofagee, gastrite, duodenite, ulcere o con storia recente (entro l'anno precedente) di patologie gastrointestinali importanti quali ulcera peptica o sanguinamento gastrointestinale attivo o chirurgia del tratto gastrointestinale superiore esclusa la piloroplastica (vedere paragrafo 4.3). In pazienti con esofago di Barrett già noto, i medici prescrittori devono valutare i benefici ed i rischi potenziali dell'alendronato su base individuale. In pazienti in trattamento con alendronato sono state riportate reazioni a carico dell’esofago (alcune gravi e con necessità di ospedalizzazione) quali esofagite, ulcere esofagee ed erosioni esofagee, raramente seguite da stenosi esofagee. Il medico deve, pertanto, fare attenzione alla comparsa di qualsiasi segno o sintomo che indichi una possibile reazione esofagea ed avvisare il paziente di interrompere l'alendronato e rivolgersi ad un medico nel caso si verifichino sintomi di irritazione esofagea quali disfagia, odinofagia, dolore retrosternale, insorgenza o peggioramento di pirosi. Il rischio di esperienze avverse gravi a livello esofageo sembra essere maggiore nei pazienti che non assumono l'alendronato in maniera appropriata e/o che continuano ad assumere l'alendronato dopo lo sviluppo di sintomi riferibili ad irritazione esofagea. È molto importante che il paziente conosca e comprenda bene le modalità di assunzione del farmaco (vedere paragrafo 4.2). Il paziente deve essere informato che se non vengono seguite queste precauzioni, può aumentare il rischio di problemi esofagei. Mentre in ampi studi clinici non è stato osservato un aumento del rischio, sono stati segnalati (dopo l'entrata in commercio del farmaco) rari casi di ulcere gastriche e duodenali, alcuni dei quali gravi ed associati a complicanze. L’Osteonecrosi della mandibola e/o mascella, generalmente associata ad estrazione dentale e/o ad infezione locale (osteomielite inclusa), è stata riportata in pazienti con cancro in trattamento con regimi comprendenti i bifosfonati somministrati principalmente per via endovenosa. Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella è stata anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con i bifosfonati orali. Quando si valuta il rischio dell'individuo di sviluppare osteonecrosi della mandibola/mascella devono essere presi in considerazione i seguenti fattori di rischio: • potenza del bifosfonato (massima per l'acido zoledronico), via di somministrazione (vedere sopra) e dose cumulativa • cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, fumo • un'anamnesi di malattia odontoiatrica, scarsa igiene orale, malattia periodontale, procedure odontoiatriche invasive e protesi dentarie con scarsa aderenza.

Prima di iniziare il trattamento con i bifosfonati orali in pazienti in condizione di salute dentale scadente deve essere presa in considerazione la necessità di un esame odontoiatrico con le appropriate procedure dentistiche preventive. Durante il trattamento, questi pazienti devono, se possibile, evitare procedure dentarie invasive. Nei pazienti che hanno sviluppato osteonecrosi della mandibola e/o mascella durante la terapia con i bifosfonati, la chirurgia dentaria può esacerbare la condizione. Per i pazienti che necessitano di procedure odontoiatriche, non ci sono dati disponibili per suggerire che l’interruzione del trattamento con i bifosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mandibola e/o mascella. Il giudizio clinico del medico deve guidare il programma di gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio. Durante il trattamento con i bifosfonati, tutti i pazienti devono essere incoraggiati a mantenere una buona igiene orale, a sottoporsi a periodici controlli odontoiatrici, e a segnalare qualsiasi tipo di sintomo orale quale mobilità dentale, dolore, o gonfiore. È stata riferita osteonecrosi del canale uditivo esterno in concomitanza con l'uso di bisfosfonati, prevalentemente in associazione a terapie di lungo termine. Tra i possibili fattori di rischio dell'osteonecrosi del canale uditivo esterno sono inclusi l'uso di steroidi e la chemioterapia e/o fattori di rischio locali quali infezione o trauma. L'eventualità di osteonecrosi del canale uditivo esterno deve essere valutata in pazienti trattati con bisfosfonati che presentano sintomi a carico dell'orecchio, tra cui infezioni croniche dell'orecchio. Nei pazienti trattati con bifosfonati sono stati riportati dolori ossei, articolari e/o muscolari. Nella esperienza post-marketing questi sintomi sono stati raramente gravi e/o hanno causato disabilità (vedere paragrafo 4.8). I tempi di esordio dei sintomi sono risultati variabili da un giorno a diversi mesi dall’inizio del trattamento. Nella maggior parte dei pazienti l’interruzione del trattamento ha dato luogo ad un sollievo dai sintomi. A seguito di una nuova somministrazione dello stesso farmaco o di un altro bisfosfonato, un sottogruppo di pazienti è andato incontro ad una ricaduta dei sintomi. Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bisfosfonati per l’osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini a evidenze radiografiche di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bisfosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. E’ stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con bisfosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio rischio individuale. Durante il trattamento con bisfosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un’incompleta frattura del femore. Nell’esperienza post-marketing, sono state riportate rare segnalazioni di reazioni cutanee gravi inclusa la sindrome di Stevens Johnson e la necrolisi epidermica tossica. I pazienti devono essere informati che in caso di mancata assunzione della dose settimanale di ALENDRONATO ALMUS 70 mg, devono assumere una compressa al mattino successivo al giorno in cui se ne sono accorti. Non si devono prendere due compresse lo stesso giorno ma si deve ricominciare ad assumere una compressa una volta a settimana, nel giorno prescelto come stabilito in precedenza. Non si raccomanda l'uso di alendronato in pazienti con compromissione della funzione renale quando la VFG è minore di 35 ml/min (vedere paragrafo 4.2). Si devono considerare con attenzione cause di osteoporosi diverse dalla carenza di estrogeni e dall'età.

L'ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare la terapia con alendronato (vedere paragrafo 4.3). Anche altri disordini riguardanti il metabolismo minerale (come una carenza di vitamina D e ipoparatiroidismo) devono essere trattati adeguatamente. In pazienti affetti da queste condizioni cliniche deve essere effettuato il monitoraggio dei livelli del calcio sierico e dell'ipocalcemia nel corso del trattamento con ALENDRONATO ALMUS. A causa dell'effetto positivo dell'alendronato sull'incremento della mineralizzazione dell'osso, possono verificarsi diminuzioni dei livelli sierici del calcio e dei fosfati specialmente nei pazienti che assumono glucocorticoidi nei quali l'assorbimento del calcio può essere ridotto. Tali diminuzioni sono usualmente limitate ed asintomatiche. Vi sono state tuttavia rare segnalazioni di ipocalcemia sintomatica, occasionalmente gravi e spesso a carico di pazienti con condizioni predisponenti (es.: ipoparatiroidismo, deficit di vitamina D e malassorbimento del calcio). È particolarmente importante assicurare un adeguato apporto di calcio e vitamina D in pazienti in terapia con glucocorticoidi.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

È probabile che cibo e bevande (inclusa l'acqua minerale), integratori di calcio, antiacidi e altri farmaci per somministrazione orale, se assunti contemporaneamente all'alendronato, interferiscano con l'assorbimento di quest'ultimo. Di conseguenza, i pazienti devono lasciare trascorrere almeno 30 minuti dall'assunzione dell'alendronato prima dell'assunzione orale di qualsiasi altro farmaco (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Non si prevedono altre interazioni farmacologiche con prodotti medicinali di rilevanza clinica. Negli studi clinici, ad alcuni pazienti sono stati somministrati estrogeni (intravaginali, transdermici o orali) durante il trattamento con l'alendronato. Non sono stati identificati eventi avversi attribuibili al loro uso concomitante. Poiché l'uso dei FANS è associato con irritazione gastrointestinale, si deve usare cautela durante il trattamento concomitante con alendronato. Sebbene non siano stati condotti studi specifici di interazione, negli studi clinici l'alendronato è stato usato con una vasta gamma di farmaci comunemente prescritti senza dare luogo ad interazioni avverse di rilevanza clinica.

4.6 Gravidanza ed allattamento

Gravidanza L'alendronato non deve essere usato in gravidanza. Non vi sono dati adeguati sull'uso di alendronato in donne in gravidanza. Gli studi su animali non indicano diretti effetti dannosi sulla gravidanza, lo sviluppo embrio/fetale o lo sviluppo postnatale. L'alendronato ha causato distocia dovuta all'ipocalcemia nei ratti in gravidanza (vedere paragrafo 5.3). Allattamento Non è noto se l'alendronato viene escreto nel latte umano. L'alendronato non deve essere utilizzato durante l'allattamento.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Comunque, alcune reazioni avverse che sono state riportate con alendronato possono aver effetti in alcuni pazienti sulla capacità di guidare veicoli o sull'uso di macchinari. Le risposte individuali ad alendronato possono variare (vedere paragrafo 4.8).

4.8 Effetti indesiderati

In uno studio clinico della durata di un anno, nelle donne in post-menopausa con osteoporosi, i profili globali di sicurezza di alendronato 70 mg in monosomministrazione settimanale (n=519) e alendronato 10 mg/die (n=370), sono risultati simili.

In due studi della durata di tre anni di disegno sostanzialmente identico, nelle donne in post-menopausa (alendronato 10 mg: n=196, placebo: n=397) i profili globali di sicurezza di alendronato 10 mg/die e placebo sono risultati simili. Le esperienze avverse segnalate dagli investigatori come possibilmente, probabilmente o sicuramente correlate al farmaco sono presentati nella tabella che segue se si sono verificati in ≥ 1% per ciascun gruppo di trattamento nello studio ad un anno, oppure se si sono verificati in ≥ 1% dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die e ad un'incidenza superiore al placebo negli studi a tre anni: Studio ad un anno Studi a tre anni Alendronato 70 mg (n = 519) % Alendronato 10 mg/die (n = 370) % Alendronato 10 mg/die (n = 196) % Placebo (n = 397) % Gastro-intestinali Dolore addominale 3,7 3,0 6,6 4,8 Dispepsia 2,7 2,2 3,6 3,5 Rigurgito acido 1,9 2,4 2,0 4,3 Nausea 1,9 2,4 3,6 4,0 Distensione addominale 1,0 1,4 1,0 0,8 Stipsi 0,8 1,6 3,1 1,8 Diarrea 0,6 0,5 3,1 1,8 Disfagia 0,4 0,5 1,0 0,0 Flatulenza 0,4 1,6 2,6 0,5 Gastrite 0,2 1,1 0,5 1,3 Ulcera gastrica 0,0 1,1 0,0 0,0 Ulcera esofagea 0,0 0,0 1,5 0,0 Muscoloscheletrici Dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare) 2,9 3,2 4,1 2,5 Crampi muscolari 0,2 1,1 0,0 1,0 Neurologici Cefalea 0,4 0,3 2,6 1,5 Negli studi clinici e/o con l’uso commerciale del farmaco sono state riportate anche le seguenti esperienze avverse: [Molto comuni (≥1/10), Comuni (≥1/100, <1/10), Non comuni (≥;1/1.000, <1/100), Rare (≥1/10.000, <1/1.000), Molto rare (<1/10.000 inclusi casi isolati )] Disturbi del sistema immunitario: Rare: reazioni di ipersensibilità incluse orticaria e angioedema. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Rare: ipocalcemia sintomatica, spesso in associazione con condizioni predisponesti§ . Disturbi del sistema nervoso: Comuni: cefalea, capogiro† . Non comuni: disgeusia† . Patologie dell’occhio: Non comuni: infiammazione dell'occhio (uveite, sclerite, episclerite). Patologie dell'orecchio e del labirinto: Comuni: vertigine† Molto rare: osteonecrosi del canale uditivo esterno (reazione avversa per la classe dei bisfosfonati). Patologie gastrointestinali: Comuni: dolore addominale, dispepsia, stipsi, diarrea, flatulenza, ulcera esofagea*, disfagia*, distensione addominale, rigurgito acido.

Non comuni: nausea, vomito, gastrite, esofagite*, erosioni esofagee*, melena† . Rare: restringimento del lume esofageo*, ulcerazione orofaringea*, SUP del tratto gastrointestinale superiore (perforazione, ulcere, sanguinamento)§ . Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Comuni: alopecia† , prurito† Non comuni: eruzione cutanea, eritema. Rare: eruzione cutanea con fotosensibilità, reazioni cutanee gravi incluse sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica‡. Patologie del sistema muscoloscheletrico e tessuto connettivo: Molto comuni: dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare) che talvolta è grave†§ . Comuni: gonfiore delle articolazioni† Rare: osteonecrosi della mandibola e/o mascella‡§ , fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore (reazione avversa di classe dei bisfosfonati)⊥ . Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Comuni: astenia† , edema periferico† Non comuni: sintomi transitori come da risposta della fase acuta (mialgia, malessere e raramente, febbre), tipicamente in associazione con l’inizio del trattamento† . § Vedere paragrafo 4.4 † La frequenza negli studi clinici è stata simile sia nel gruppo trattato con farmaco che in quello trattato con placebo. * Vedere paragrafi 4.2 e 4.4 ‡Questa reazione avversa è stata identificata tramite il monitoraggio post-marketing. La frequenza di “raro” è stata stimata in base a studi clinici rilevanti. ⊥ Riportate durante l’esperienza post-marketing. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

L'ipocalcemia, l'ipofosfatemia e reazioni avverse del tratto gastrointestinale superiore, quali disturbi gastrici, pirosi gastrica, esofagite, gastrite o ulcera, possono essere la conseguenza di un sovradosaggio orale. Non sono disponibili informazioni specifiche sul trattamento di un sovradosaggio con alendronato. Somministrare latte o antiacidi che si legano all'alendronato. A causa del rischio di irritazione esofagea, non indurre il vomito e tenere il paziente rigorosamente con il busto eretto.

5. Proprieta’ farmacologiche

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5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: bisfosfonato, per il trattamento delle malattie delle ossa, codice ATC: M05BA04. Il principio attivo di ALENDRONATO ALMUS, alendronato sodico triidrato, è un bisfosfonato che agisce come un inibitore specifico del riassorbimento osseo mediato dagli osteoclasti senza effetto diretto sulla formazione dell'osso. Studi preclinici hanno mostrato che l'alendronato si localizza in maniera preferenziale nei siti di riassorbimento attivo. Viene inibita l'attività, ma il reclutamento e l'adesione degli osteoclasti non sono alterati. Il tessuto osseo formatosi durante il trattamento con l'alendronato è qualitativamente normale. Trattamento dell'osteoporosi post-menopausale L'osteoporosi viene definita come valore della DMO del rachide o dell'anca inferiore di 2,5 DS rispetto al valore medio di una popolazione giovane normale o come anamnesi di frattura patologica, indipendentemente dalla DMO. L'equivalenza terapeutica di alendronato 70 mg in monosomministrazione settimanale (n=519) e alendronato10 mg/die (n=370) è stata dimostrata in uno studio multicentrico di un anno su donne in postmenopausa con osteoporosi. Gli aumenti medi di DMO dal basale a livello del tratto lombare del rachide ad un anno sono stati del 5,1% (95% CI 4,8, 5,4%) nel gruppo trattato con 70 mg in monosomministrazione settimanale e del 5,4% (95% CI: 5,0, 5,8%) nel gruppo trattato con 10 mg/die. Gli aumenti medi della DMO sono stati del 2,3% e del 2,9% a livello del collo del femore e del 2,9% e 3,1% in tutta l'anca, rispettivamente per i gruppi trattati con 70 mg in monosomministrazione settimanale e 10 mg una volta al giorno. I due gruppi sono risultati simili anche riguardo agli incrementi di DMO in altri distretti ossei. Gli effetti dell'alendronato sulla massa ossea e sull'incidenza di fratture nelle donne in post-menopausa sono stati esaminati in due studi iniziali sull'efficacia, di disegno identico (n=994), e nel Fracture Intervention Trial (FIT: n=6.459). Negli studi iniziali sull'efficacia, gli aumenti medi della densità minerale ossea (DMO) con alendronato 10 mg/die confrontati con il placebo a tre anni sono stati dell'8,8%, 5,9% e 7,8% a livello del rachide, del collo del femore e del trocantere, rispettivamente. Anche la DMO dell'organismo in toto è aumentata in maniera significativa. C'è stata una riduzione del 48% (alendronato 3,2% vs placebo 6,2%) nella proporzione di pazienti trattati con alendronato con una o più fratture vertebrali rispetto a quelli trattati con il placebo. Nell'estensione a due anni di questi studi, la DMO ha continuato ad aumentare a livello del rachide e del trocantere e si è mantenuta stabile a livello del collo del femore e dell'organismo in toto. Il FIT (Fracture Intervention Trial) è stato costituito da due studi controllati con placebo su alendronato una volta al giorno (5 mg al giorno per due anni e 10 mg al giorno per uno o due ulteriori anni): FIT 1: uno studio a tre anni su 2.027 pazienti con almeno una frattura vertebrale (da compressione) al basale. In questo studio, l'alendronato una volta al giorno ha ridotto l'incidenza di ≥1 nuova frattura vertebrale del 47% (alendronato 7,9% vs placebo 15,0%). È stata inoltre rilevata una riduzione statisticamente significativa nell'incidenza di fratture dell'anca (1,1% vs 2,2%, una riduzione del 51%). FIT 2: uno studio a quattro anni su 4.432 pazienti con ridotta massa ossea ma senza fratture vertebrali al basale. In questo studio è stata osservata una differenza significativa nell'analisi del sottogruppo di donne osteoporotiche (37% della popolazione globale dello studio, con osteoporosi secondo la definizione di cui sopra) nell'incidenza di fratture dell'anca (alendronato 1,0% vs placebo 2,2%, una riduzione del 56%) e nell'incidenza di ≥1 frattura vertebrale (2,9% vs 5,8%, una riduzione del 50%). Dati di laboratorio Negli studi clinici, sono state riportate riduzioni asintomatiche, lievi e transitorie del calcio e del fosfato sierici rispettivamente nel 18% e nel 10% circa dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die rispetto a 12% e 3% circa di quelli trattati con placebo. Tuttavia, le incidenze delle riduzioni del calcio sierico fino a valor

8 <8,0 mg/dl (2,0 mmol/l) e del fosfato sierico fino a valori di ≤ 2,0 mg/dl (0,65 mmol/l) rilevate nei due gruppi di trattamento sono risultate simili. Pazienti pediatrici: L’alendronato sodico è stato studiato in un numero limitato di pazienti con osteogenesi imperfetta di età inferiore a 18 anni. I risultati sono insufficienti per supportare l’uso dell’alendronato sodico nei pazienti pediatrici con osteogenesi imperfetta.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Rispetto ad una dose di riferimento somministrata per via endovenosa, la biodisponibilità orale media dell'alendronato nelle donne è stata dello 0,64% per dosi da 5 a 70 mg, somministrate dopo il digiuno notturno e 2 ore prima di una colazione standardizzata. Allo stesso modo, la biodisponibilità si è ridotta a circa lo 0,46% e lo 0,39% quando l'alendronato è stato somministrato un'ora o mezz'ora prima di una colazione standardizzata. Negli studi sull'osteoporosi alendronato è risutato efficace quando è stato somministrato almeno 30 minuti prima del primo alimento o bevanda della giornata. La biodisponibilità è stata trascurabile quando l'alendronato è stato somministrato con o entro le due ore da una colazione standardizzata. La somministrazione concomitante di caffè o succo di arancia con alendronato ne ha ridotto la biodisponibilità di circa il 60%. In soggetti sani, il prednisone somministrato per via orale (20 mg tre volte al giorno per cinque giorni) non ha prodotto cambiamenti clinicamente rilevanti nella biodisponibilità orale dell'alendronato (un incremento medio dal 20% al 44%). Distribuzione Studi sul ratto mostrano che in seguito alla somministrazione endovenosa di 1 mg/kg l'alendronato, inizialmente distribuito nei tessuti molli, viene rapidamente ridistribuito a livello osseo o escreto nelle urine. Nell'uomo il volume medio di distribuzione allo stato di equilibrio, esclusivo dell'osso, è almeno di 28 litri. Le concentrazioni plasmatiche di farmaco in seguito a dosi orali terapeutiche sono troppo basse per essere rilevate analiticamente (< 5 ng/ml). Nell'uomo il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 78%. Biotrasformazione Sia nell'uomo che nell'animale non vi è evidenza che l'alendronato venga metabolizzato. Eliminazione In seguito a una dose endovenosa singola di alendronato marcato con 14 C, circa il 50% della radioattività è stato escreto nelle urine entro 72 ore e non è stata riscontrata radioattività, se non minima, nelle feci. Dopo somministrazione endovenosa singola di 10 mg, la clearance renale dell'alendronato è stata 71 ml/min e la clearance sistemica non ha superato i 200 ml/min. Le concentrazioni plasmatiche si sono ridotte di oltre il 95% entro 6 ore dalla somministrazione endovenosa. È stato stimato che l'emivita terminale nell'uomo superi i dieci anni, riflettendo il rilascio dell'alendronato dallo scheletro. Nel ratto l'escrezione renale di alendronato non avviene mediante sistemi di trasporto acido-base e di conseguenza non si prevede che nell'uomo interferisca a questo livello con l'escrezione di altri farmaci. Caratteristiche nei pazienti Gli studi preclinici mostrano che il farmaco che non si deposita nell'osso è rapidamente escreto nelle urine. Non è stata rilevata evidenza di saturazione della captazione da parte del tessuto osseo a seguito di somministrazione cronica di dosi endovenose cumulative fino a 35 mg/kg negli animali. Sebbene non siano disponibili informazioni cliniche, è probabile che, come nell'animale, l'eliminazione dell'alendronato per via renale sia ridotta in pazienti con funzione renale compromessa. Di conseguenza si potrebbe prevedere un accumulo leggermente superiore di alendronato a livello osseo in pazienti con funzione renale compromessa (vedere paragrafo 4.2).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non indicano alcun rischio specifico nell'uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza, tossicità a dose ripetuta, genotossicità e potenziale cancerogeno. Studi nei ratti hanno mostrato che il trattamento con alendronato durante la gravidanza è stato associato a distocia legata all'ipocalcemia nell

9 madri. Negli studi, i ratti ai quali sono state somministrate le dosi più alte hanno mostrato una maggiore incidenza di ossificazione fetale incompleta. Non è nota la rilevanza di tali reperti per l'uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo: cellulosa microcristallina croscarmellosa sodica silice colloidale anidra sodio stearil fumarato Rivestimento: ipromellosa talco

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio in cartone e blister PVC + PVdC/Al contenente 4 compresse.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Almus S.r.l. – Via Cesarea 11/10 – 16121 Genova

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

ALENDRONATO ALMUS 70 mg compresse rivestite con film – 4 compresse: AIC n. 037499011

9. Data della prima autorizzazione / rinnovo dell’autorizzazione

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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