CARBAMAZEPINA EG

Principio attivo: CARBAMAZEPINA · ATC N03AF01 · EG S.P.A.

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Principio attivo: CARBAMAZEPINA
Forma farmaceutica: Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 200 mg COMPRESSA
  • 400 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: EG S.P.A.
Codice ATC: N03AF01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CARBAMAZEPINA AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· TEGRETOL - NOVARTIS FARMA S.P.A.
· CARBAMAZEPINA ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
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A cosa serve questo medicinale?

CARBAMAZEPINA EG contiene il principio attivo carbamazepina. CARBAMAZEPINA EG appartiene ad un gruppo di medicinali noti come anti-epilettici. CARBAMAZEPINA EG è indicato negli adulti per il trattamento:  di alcune forme di epilessia, quale epilessia psicomotoria o temporale, crisi generalizzate tonico-

cloniche, forme miste, crisi focali;  di una condizione dolorosa del volto denominata nevralgia del trigemino (nevralgie essenziali del trigemino);  degli stati di mania.

Il medico potrà prescriverle CARBAMAZEPINA EG da solo o in associazione con altri medicinali. CARBAMAZEPINA EG non agisce su alcune forme di epilessia quali il “piccolo male” e gli attacchi mioclonici.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda CARBAMAZEPINA EG  se è allergico alla carbamazepina, a medicinali simili alla carbamazepina (ad es. antidepressivi triciclici) o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);  se ha un disturbo della conduzione del cuore (blocco atrio-ventricolare);

 se ha avuto una riduzione dell’attività del midollo osseo con conseguente diminuzione del numero di cellule del sangue;  se ha una malattia del sangue detta porfiria epatica ad es. porfiria acuta intermittente, porfiria variegata, porfiria cutanea tarda;

 se sta usando medicinali per il trattamento della depressione e del Parkinson (inibitori delle monoaminossidasi); vedere il paragrafo “Altri medicinali e Carbamazepina EG”;  se è in gravidanza o se sta allattando (vedere paragrafo “Gravidanza, allattamento e fertilità”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere CARBAMAZEPINA EG. Informi il medico prima di prendere CARBAMAZEPINA EG se:  ha o ha avuto problemi al fegato: il medico farà fare dei controlli all’inizio e durante il trattamento;  ha o ha avuto problemi al cuore;  ha o ha avuto problemi ai reni;

 ha problemi ai reni associati a bassi livelli di sodio nel sangue o se sta usando medicinali che riducono i livelli di sodio nel sangue ad es. diuretici per ridurre la pressione del sangue e medicinali che contrastano l’attività di un ormone denominato aldosterone. Il medico controllerà i livelli di sodio nel sangue prima di iniziare la terapia con Carbamazepina EG, poi dopo circa due settimane e successivamente una volta al mese nei primi tre mesi di terapia, o secondo necessità.  ha avuto effetti indesiderati che hanno riguardato il sangue dopo trattamenti con altri medicinali o

dopo precedenti cicli di terapia con carbamazepina;  lei è di origine cinese, tailandese, giapponese o di altre popolazioni asiatiche perché sono state segnalati gravi effetti indesiderati sulla pelle. Se fa parte di una delle popolazioni elencate sopra il rischio di avere questi effetti indesiderati può essere previsto attraverso un esame del sangue;  ha o ha avuto gravi reazioni a carico della pelle (sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica

tossica) in occasione di precedenti trattamenti con Carbamazepina EG, perché non deve più usare Carbamazepina EG;  è allergico alla fenitoina, al primidone o al fenobarbitale (medicinali per l’epilessia) perché potrebbe essere allergico anche alla carbamazepina contenuta in Carbamazepina EG;  soffre di ipotiroidismo, ossia la ghiandola tiroide non funziona bene perché il medico la terrà sotto

controllo e valuterà se modificare la dose di Carbamazepina EG; soffre di pressione alta all’interno dell’occhio; soffre di ritenzione di urina. Interrompa il trattamento con Carbamazepina EG e informi immediatamente il medico se:  manifesta segni e sintomi di gravi reazioni alla pelle, quali macchie rosse rotonde o chiazze circolari che spesso si accompagnano a vesciche nella parte centrale del tronco, ulcere nella bocca, nella gola, nel naso, sui genitali e congiuntivite (occhi rossi e gonfi) spesso accompagnate da sintomi simili a quelli dell’influenza, perché sono segni di gravi reazioni alla pelle che possono essere anche fatali. Queste reazioni sono più probabili nei primi mesi di trattamento.

 manifesta segni e sintomi di grave reazione allergica a Carbamazepina EG, quali febbre, rash, infiammazione dei vasi sanguigni, ingrossamento dei linfonodi, dolore alle articolazioni, alterazioni di alcuni parametri del sangue, problemi al fegato, alla milza, ai polmoni e ad altri organi.

Informi immediatamente il medico se durante il trattamento:  manifesta febbre, gola infiammata, rash o qualsiasi segno di reazioni alla pelle, ulcere in bocca, fragilità dei capillari, piccole macchie rosse sulla pelle (petecchie) o sanguinamenti di colore rossoviola, perché sono segni di tossicità e di problemi del sangue. Vedere anche “Informazioni importanti”.  è in terapia con Carbamazepina EG per il trattamento di attacchi misti (incluse le assenze tipiche e

atipiche) e nota un peggioramento degli attacchi epilettici, perché potrebbe essere necessario interrompere il trattamento  ha un peggioramento dei problemi al fegato o se sviluppa problemi al fegato, perché potrebbe essere necessario interrompere il trattamento con Carbamazepina EG  ha una riduzione dei livelli di sodio nel sangue (visibile dagli esami del sangue)

 sviluppa pensieri o tendenza al suicidio  sta usando dei contraccettivi orali per evitare una gravidanza, perché la loro efficacia può essere ridotta o annullata dal trattamento con Carbamazepina EG. Discuta con il medico l’uso di metodi contraccettivi alternativi (vedere paragrafo “Gravidanza, allattamento e fertilità”)

 manifesta capogiri, sonnolenza, diminuzione della pressione, confusione, sedazione o disturbi dei movimenti volontari che possono portare a cadute.

Informazioni importanti:  Se lei ha avuto reazioni allergiche alla carbamazepina, potrebbe avere una reazione allergica anche all’oxcarbamazepina.  Durante il trattamento con Carbamazepina EG il medico le farà fare degli esami periodici delle urine e del sangue.  Durante il trattamento con Carbamazepina EG si può verificare una riduzione del numero delle piastrine e dei globuli bianchi; sono stati riportati anche casi di riduzione del numero di globuli rossi

del sangue da mancata produzione (anemia aplastica) e grave riduzione del numero dei globuli bianchi (agranulocitosi). Il medico la terrà sotto stretto controllo e farà fare un esame completo del sangue prima del trattamento e periodicamente durante il trattamento.  Il trattamento con Carbamazepina EG potrebbe rendere evidenti delle malattie mentali nascoste e nei pazienti anziani causare agitazione e confusione.

L’uso di Carbamazepina EG durante la gravidanza comporta il rischio di danni al feto. Le donne in età fertile devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento con Carbamazepina EG e per due settimane dopo l’ultima dose (vedere Gravidanza e allattamento).

Altri medicinali e CARBAMAZEPINA EG

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Non usi Carbamazepina EG se sta usando:  medicinali per il trattamento della depressione e del Parkinson (inibitori delle monoamminossidasi).

Prima di usare Carbamazepina EG la somministrazione degli inibitori delle monoamminossidasi deve essere interrotta per almeno 2 settimane o per un periodo superiore (vedere paragrafo “Non usi Carbamazepina EG”).

Consulti il medico prima di usare Carbamazepina EG se sta usando:  levetiracetam (medicinale per l’epilessia)  isoniazide (antibiotico)  litio (medicinale contro i disturbi dell’umore)  metoclopramide (medicinale antiemetico)  neurolettici (psicofarmaci): aloperidolo, tioridazina

 diuretici (medicinali che favoriscono l’eliminazione di urina): idroclorotiazide, furosemide  rilassanti dei muscoli ad es.: pancuronio  anticoagulanti orali ad azione diretta ad es.: rivaroxaban, dabigatran, apixaban, edoxaban.

Informi il medico se sta usando uno o più dei medicinali elencati di seguito, perché questi aumentano gli effetti di Carbamazepina EG:  medicinali per ridurre il dolore e l’infiammazione: destropropossifene, ibuprofene  medicinali ormonali (androgeni): donazolo  antibiotici: eritromicina, troleandomicina, iosamicina, claritromicina, ciprofloxacina  medicinali contro la depressione: desipramina, fluoxetina, fluvoxamina, nefazodone, paroxetina,

trazodone, viloxazina.  medicinali per l’epilessia e le convulsioni: stiripentolo, vigabatrin, primidone, progabide, acido valproico, brivaracetam.  medicinali per combattere le infezioni da funghi: itraconazolo, ketoconazolo, fluconazolo, voriconazolo

 medicinali per le allergie: loratadina, terfenadina  medicinali usati in gravi disturbi psichiatrici (antipsicotici): olanzapina, loxapina, quetiapina  medicinali per la tubercolosi: isoniazide  medicinali per combattere le infezioni da virus: ritonavir

 medicinali per ridurre la pressione del sangue: acetazolamide  medicinali per il cuore: verapamil, diltiazem  medicinali per lo stomaco: cimetidina, omeprazolo  medicinali che rilassano i muscoli: oxibutinina, dantrolene  medicinali che riducono la coagulazione del sangue: ticlopidina  nicotinamide (negli adulti solo ad alte dosi), usata negli stati di carenza di vitamina B3  medicinali che rilassano (sedativi): valnoctamide  valpromide (medicinale usato per l’epilessia e gli episodi di mania nei disturbi bipolari).

Questi medicinali aumentano i livelli del medicinale nel sangue e possono quindi causare effetti indesiderati (ad es. capogiri, sonnolenza, perdita della coordinazione dei movimenti, visione doppia), pertanto il medico

le farà fare degli esami del sangue per verificare i livelli di Carbamazepina EG e di questi medicinali nel sangue e valuterà se ridurre le dosi.

Informi il medico se sta usando uno o più dei medicinali elencati di seguito, perché questi riducono gli effetti di Carbamazepina EG:  medicinali per l’epilessia: felbamato, mesuximide, oxcarbazepina, fenobarbitale, fensuximide,

fenitoina e fosfenitoina, primidone, clonazepam  medicinali contro il cancro: cisplatino, doxorubicina  medicinali per la tubercolosi: rifampicina  medicinali per l’asma: teofillina, aminofillina  medicinali per problemi alla pelle come l’acne: isotretinoina

 Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), medicinale erboristico usato per la depressione

Questi medicinali riducono i livelli di carbamazepina che può quindi essere meno efficace. Il medico le farà fare degli esami del sangue per verificare i livelli di Carbamazepina EG e valuterà se modificare la dose.

Informi il medico se sta usando uno o più dei medicinali elencati di seguito, perché Carbamazepina EG può modificare il loro effetto: medicinali per ridurre il dolore e l’infiammazione: buprenorfina, metadone, paracetamolo (acetaminofene), fenazone (antipirina), tramadolo  antibiotici: doxiciclina, rifabutina  medicinali che riducono la coagulazione del sangue presi per bocca ad es.: warfarin, fenprocumone, dicumarolo, acenocumarolo, rivaroxaban, dabigatran, apixaban, edoxaban  medicinali contro la depressione: bupropione, citalopram, mianserina, nefazodone, sertralina, trazodone, imipramina, amitriptilina, nortriptilina, clomipramina  medicinali contro la nausea: aprepitant

 medicinali per l’epilessia: clobazam, clonazepam, etosuccimide, felbamato, lamotrigina, eslicarbazepina, oxcarbazepina, primidone, tiagabina, topiramato, acido valproico, zonisamide, mefenitoina  medicinali per combattere le infezioni da funghi: itraconazolo, voriconazolo

medicinali contro i parassiti: praziquantel, albendazolo  medicinali contro il cancro: imatinib, ciclofosfamide, lapatinib, temsirolimus  medicinali usati in gravi disturbi psichiatrici (antipsicotici): clozapina, aloperidolo e bromperidolo, olanzapina, quetiapina, risperidone, ziprasidone, aripiprazolo, paliperidone.  medicinali per combattere le infezioni da virus: indinavir, ritonavir, saquinavir  medicinali contro l’ansia: alprazolam, midazolam.

 medicinali per l’asma: teofillina  contraccettivi ormonali (usati per evitare una gravidanza), ad esempio pillole, cerotti, iniezioni o impianti (vedere paragrafo “Gravidanza, allattamento e fertilità”). Carbamazepina EG può influire sull’azione dei contraccettivi ormonali e renderli meno efficaci nella prevenzione della gravidanza. Si rivolga al medico, che discuterà con lei il tipo di contraccezione più adatto da utilizzare durante

l’assunzione di Carbamazepina EG.  medicinali per il trattamento della pressione sanguigna alta (calcioantagonisti diidropiridinici) ad es.: felodipina, ivabradina, digossina  medicinali per ridurre il colesterolo: simvastatina, atorvastatina, lovastatina,cerivastatina

 medicinali ormonali (corticosteroidi) ad es.: prednisolone, desametasone  medicinali per la disfunzione erettile: tadalafil  medicinali che deprime il sistema immunitario (immunosoppressori): ciclosporina, everolimus, tacrolimus, sirolimus  medicinali per la tiroide: levotiroxina  medicinali contenenti estrogeni e/o progesterone La carbamazepina può diminuire dei livelli nel sangue di alcuni medicinali causando una diminuzione o persino un annullamento della loro attività. Il medico valuterà se modificare la dose di questi medicinali.

Esami diagnostici

Carbamazepina può alterare alcuni esami usati per determinare le concentrazioni di perfenazina e medicinali contro la depressione (antidepressivi triciclici).

CARBAMAZEPINA EG con cibi, bevande e alcool Non usi Carbamazepina EG insieme al succo di pompelmo, perché questo aumenta l’effetto di Carbamazepina EG.

Non assuma alcol insieme a Carbamazepina EG, perché questo riduce la tollerabilità all’alcol. Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Carbamazepina EG può causare difetti congeniti importanti. Se assume Carbamazepina EG durante la gravidanza, il bambino ha un rischio fino a 3 volte superiore di presentare un difetto congenito rispetto alle donne che non assumono un trattamento farmacologico antiepilettico. Sono stati segnalati difetti congeniti importanti, tra cui difetti del tubo neurale (apertura della colonna vertebrale), difetti congeniti al viso quali

“labbro leporino” (fessura sul labbro superiore) e palatoschisi (fessura sul palato), difetti congeniti alla testa, difetti cardiaci, difetti congeniti al pene che coinvolgono l’apertura urinaria (ipospadia) e difetti alle dita. Il feto deve essere attentamente monitorato se lei ha assunto Carbamazepina EG durante la gravidanza. Sono stati segnalati problemi di sviluppo neurologico (sviluppo del cervello) nei bambini nati da madri che hanno usato Carbamazepina EG durante la gravidanza. Alcuni studi hanno dimostrato che carbamazepina influisce negativamente sullo sviluppo neurologico dei bambini esposti a carbamazepina nell’utero, laddove altri studi non hanno riscontrato tale effetto. Non si può escludere la possibilità di un effetto sullo sviluppo neurologico. Se è una donna in età fertile e non sta pianificando una gravidanza, deve utilizzare un contraccettivo efficace durante il trattamento con Carbamazepina EG. Carbamazepina EG può influenzare l’azione dei contraccettivi

ormonali, come la pillola contraccettiva (anticoncezionale), rendendoli meno efficaci nella prevenzione della gravidanza. Si rivolga al medico, che discuterà con lei il tipo di contraccezione più adatto da utilizzare durante l’assunzione di Carbamazepina EG. Se il trattamento con Carbamazepina EG viene interrotto, deve continuare a utilizzare un contraccettivo efficace per altre due settimane dopo l’interruzione.

Se è una donna in età fertile e sta pianificando una gravidanza, prima di interrompere la contraccezione e di iniziare una gravidanza, consulti il medico in modo da passare ad altri trattamenti adeguati, al fine di evitare di esporre il feto a carbamazepina. Se è in corso una gravidanza o se lei sospetta una gravidanza, informi immediatamente il medico. Non deve interrompere l’assunzione del medicinale fino a quando non ne ha parlato con il medico. L’interruzione della terapia senza consultare il medico potrebbe causare crisi convulsive potenzialmente pericolose per lei e per il

feto. Il medico può decidere di modificare il trattamento. Se assume Carbamazepina EG durante la gravidanza, anche il bambino sarà a rischio di problemi emorragici subito dopo la nascita. Il medico può somministrare a lei e al suo bambino un medicinale per prevenire questa eventualità.

Se sta pianificando una gravidanza o si trova in stato di gravidanza il medico le raccomanderà di prendere integratori di acido folico. Inoltre il medico raccomanderà l’assunzione di vitamina K1, sia a lei durante le ultime settimane di gravidanza che al suo bambino.

Allattamento La carbamazepina passa nel latte materno. Si rivolga al medico se deve allattare al seno per rivalutare con lui la necessità del trattamento con Carbamazepina EG

Fertilità In rari casi è stata segnalata una compromissione della fertilità nei maschi e della produzione di spermatozoi. Guida di veicoli e utilizzo di macchinari La capacità di guidare veicoli e di usare macchinari può essere alterata dalla patologia di base (convulsioni) e da effetti indesiderati in seguito al trattamento con Carbamazepina EG quali ad es. sonnolenza, capogiri, perdita della coordinazione dei movimenti (atassia), disturbi alla vista (visione doppia, visione offuscata).

Questi effetti sono più frequenti all’inizio del trattamento e quando vengono cambiate le dosi di Carbamazepina EG. Faccia particolare attenzione se deve guidare veicoli o usare macchinari.

Carbamazepina EG contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza

sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha

dubbi consulti il medico o il farmacista.

Deve usare Carbamazepina EG regolarmente e alle dosi prescritte dal medico. Non superi le dosi e la frequenza di somministrazione consigliate dal medico. Le compresse possono essere assunte prima, durante o dopo i pasti, con un po’ di liquido.

Trattamento dell’epilessia Uso negli adulti Il medico valuterà la dose più adatta a lei e le potrà far aumentare la dose pian piano nel tempo. La dose raccomandata all’inizio della terapia è 100 - 200 mg 1 o 2 volte al giorno. Il medico le dirà poi di aumentare gradualmente la dose fino a 400 mg 2o 3 volte al giorno. Trattamento delle nevralgie del trigemino Uso negli adulti La dose raccomandata all’inizio del trattamento è 200 - 400 mg al giorno, che viene poi aumentata

lentamente fino a scomparsa del dolore (solitamente alla dose di 200 mg 3-4 volte al giorno). Successivamente il medico le farà ridurre la dose gradualmente fino a raggiungere la dose di mantenimento minima efficace. La dose massima raccomandata è 1200 mg al giorno. Una volta scomparso il dolore, il medico le farà interrompere in modo graduale il trattamento, finché non si presenterà un nuovo attacco.

Uso nei pazienti anziani e nei pazienti sensibili Nelle persone anziane e nei malati particolarmente sensibili, la dose iniziale raccomandata è di 100 mg 2 volte al giorno.

Trattamento della mania

La dose varia dai 400 mg ai 1600 mg al giorno. La dose raccomandata è di 400 - 600 mg al giorno suddivisi in 2-3 dosi.

Uso nei pazienti anziani Il medico valuterà un’eventuale riduzione delle dosi e stabilirà la posologia adatta in questa popolazione di

pazienti.

Se prende più CARBAMAZEPINA EG di quanto deve In caso di ingestione accidentale di una dose eccessiva di CARBAMAZEPINA EG, avverta immediatamente

il medico o si rivolga al più vicino ospedale. Può avere difficoltà respiratorie, battito cardiaco accelerato e irregolare, perdita di coscienza, svenimento, tremore, nausea e/o vomito, sentirsi male, problemi ad urinare, allucinazioni, disorientamento, visione offuscata, linguaggio confuso, movimenti oculari incontrollabili, pupille dilatate, movimenti incontrollabili come spasmi muscolari, perdita di coordinazione. In questi casi interrompa il trattamento con Carbamazepina EG e contatti immediatamente il medico. Se dimentica di prendere CARBAMAZEPINA EG Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con CARBAMAZEPINA EG

Non interrompa in modo brusco il trattamento con Carbamazepina EG perché potrebbe avere un peggioramento della malattia. Se sta prendendo Carbamazepina EG per il trattamento delle convulsioni o dell’epilessia, la terapia deve essere interrotta in modo graduale nell’arco di almeno 6 mesi. Se il trattamento con Carbamazepina EG dovesse essere interrotto in modo brusco, il medico le prescriverà un altro medicinale.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Effetti indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)  riduzione del numero dei globuli bianchi nel sangue (leucopenia); perdita della coordinazione dei movimenti (atassia); capogiri; sonnolenza, affaticamento;  nausea, vomito;  dermatiti allergiche, orticaria che può essere anche grave  innalzamento di alcuni enzimi del fegato

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)  aumento del numero dei globuli bianchi nel sangue (eosinofilia),

 riduzione del numero delle piastrine nel sangue (trombocitopenia);  gonfiore da accumulo di liquidi (edema), ritenzione di liquidi;  aumento del peso corporeo;  riduzione dei livelli di sodio nel sangue

riduzione di alcune sostanze nel sangue (ad es. sali), che può portare in rari casi a vomito, sonnolenza, torpore, mal di testa, stato confusionale, disturbi al cervello;  mal di testa;  visione doppia, visione offuscata;  bocca secca.  aumento dei livelli di fosfatasi alcalina nel sangue.

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)  movimenti anormali involontari ad es. tremore, tic;  movimenti anormali degli occhi (nistagmo);  diarrea, costipazione;

 infiammazione della pelle con arrossamento e desquamazione (dermatite esfoliativa).  Innalzamento di alcuni enzimi del fegato (transaminasi).

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1000)

 aumento del numero dei globuli bianchi nel sangue (leucocitosi),  ingrossamento dei linfonodi (linfoadenopatia),  carenza di acido folico;  reazione allergica ritardata a carico di più organi con disturbi , quali febbre, eruzione cutanea, infiammazione dei vasi sanguigni, ingrossamento dei linfonodi (linfoadenopatia), pseudo-linfoma, dolore alle articolazioni (artralgia), riduzione del numero dei globuli bianchi, nel sangue (leucopenia), aumento del numero dei globuli bianchi nel sangue (eosinofilia), ingrossamento del fegato e/o della milza, alterazione dei test di funzionalità epatica e distruzione e scomparsa dei dotti biliari intraepatici (sindrome del dotto biliare evanescente). Possono essere coinvolti anche polmoni, reni, pancreas, miocardio, colon;  allucinazioni (visive o uditive), depressione, irrequietezza, agitazione, aggressività, stato confusionale;

 diminuzione dell’appetito;  movimenti involontari di lingua, bocca, tronco e estremità (discinesia), disturbi del movimento degli occhi, disturbi del linguaggio (disartria, linguaggio indistinto), alterazione dei movimenti del corpo (coreoatetosi)  danni ai nervi periferici (neuropatie periferiche), formicolii (parestesie), paresi;  disturbi dell’attività elettrica del cuore;

 pressione del sangue alta o bassa;  dolori addominali;  problemi al fegato incluso colorazione gialla della pelle, delle mucose e degli occhi (ittero);  malattia autoimmune detta lupus eritematosus sistemico,  prurito;

 debolezza muscolare.

Effetti indesiderati molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)  riduzione del numero dei globuli bianchi nel sangue (agranulocitosi),  riduzione nel numero di globuli rossi del sangue dovute a diverse cause (anemia,anemia

megaloblastica, anemia emolitica, anemia aplastica); riduzione del numero di tutte le cellule del sangue (pancitopenia); riduzione della produzione di globuli rossi (aplasia eritrocitaria pura); aumento dei livelli dei precursori dei globuli rossi (reticolocitosi);  reazioni allergiche anche gravi;  gonfiore della pelle o delle mucose (angioedema);  riduzione delle gammaglobuline nel sangue (ipogammaglobuminemia);  gonfiore del seno e secrezione di latte che può verificarsi sia negli uomini che nelle donne;  malattie del sangue dette porfiria acuta (porfiria intermittente acuta e porfiria variegata), porfiria non acuta (porfiria cutanea tarda);

 disturbi mentali;  stato mentale alterato e rigidità muscolare, aumento della temperatura corporea, dei battiti del cuore, della pressione del sangue (sindrome neurolettica maligna)  infiammazione delle membrane che rivestono il cervello e del midollo spinale (meningite asettica)

alterazioni del gusto;  disturbi dell’occhio (congiuntivite, opacità del cristallino)  disturbi dell'udito ad es. fischi e ronzii nelle orecchie (tinnito), ipersensibilità e ridotta tolleranza ai suoni, ridotta capacità di sentire i suoni, percezione alterata del tono;  alterazioni del ritmo del cuore, grave insufficienza del cuore, aggravamento di problemi alle coronarie, rallentamento del battito cardiaco, blocco della conduzione cardiaca accompagnato da svenimento,

 collasso circolatorio, formazione di un coagulo di sangue in una vena ad esempio nei polmoni (embolia polmonare);  infiammazione di una vena con conseguente formazione di un coagulo di sangue nella vena stessa (tromboflebite)  ipersensibilità polmonare caratterizzata ad esempio da febbre, difficoltà a respirare e polmonite;

 infiammazione del pancreas (pancreatite);  infiammazione della lingua (glossite);  infiammazione della mucosa della bocca (stomatite);  problemi al fegato tra cui insufficienza del fegato, epatite granulomatosa;

 eruzioni sulla pelle anche potenzialmente fatali (eritema multiforme, eritema nodoso, porpora, Sindrome di Stevens-Johnson,necrolisi epidermica tossica);  ipersensibilità alla luce o alla luce solare (reazione di fotosensibilità)  alterazione della colorazione della pelle,  acne,  sudorazione eccessiva,  perdita dei capelli,  crescita anomala di peli nella donna (irsutismo);  disturbi del metabolismo osseo (che portano a indebolimento delle ossa (osteomalacia/osteoporosi), dolore alle articolazioni, dolore e spasmo dei muscoli;  problemi ai reni quali nefrite tubulointerstiziale, insufficienza renale;

 compromissione renale (presenza di proteina nell’urine, presenza di sangue nelle urine aumento dei livelli di urea e azoto nel sangue  riduzione dell’eliminazione di urina (oliguria), ritenzione di urina, frequente emissione di piccole quantità di urina (pollachiuria)  disfunzioni sessuali, disfunzione erettile, anomalie nella formazione degli spermatozoi nel maschio con diminuzione del numero degli spermatozoi e/o della motilità

 aumento della pressione all’interno dell’occhio  aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, delle HDL e dei trigliceridi  alterazione dei parametri funzionali della tiroide, aumento dei livelli di prolattina nel sangue

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

 ricomparsa di infezioni dovute al virus dell’Herpes;  depressione midollare (diminuzione del numero di cellule del sangue causata da un malfunzionamento del sistema che produce le cellule del sangue);  cadute dovute a capogiri, sonnolenza, diminuzione della pressione, confusione, sedazione, disturbi dei movimenti volontari sedazione, disturbi della memoria; infiammazione del colon (colite); del eruzione sulla pelle dovuta al medicinale con aumento del numero dei globuli bianchi nel sangue (eosinofilia) e sintomi che coinvolgono l’intero organismo;  grave forma di reazione al farmaco, caratterizzata da eritema e gonfiore con formazione di pustole (pustolosi esantematica acuta generalizzata - AGEP),  alterazione della pelle che presenta placche inspessite di colore rossastro (cheratosi lichenoide),  perdita dell’unghia (onicomadesi);  fratture delle ossa, diminuzione della densità delle ossa.  livelli elevati di ammoniaca nel sangue (iperammoniemia). I sintomi dell’iperammoniemia possono

includere irritabilità, confusione, vomito, perdita di appetito e sonnolenza.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al

medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare le compresse a temperatura ambiente.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene CARBAMAZEPINA EG

- Il principio attivo è carbamazepina. Ogni compressa contiene 200 o 400 mg di carbamazepina.
- Gli altri componenti sono cellulosa microcristallina, carmellosa sodica, silice colloidale anidra,
magnesio stearato.

Descrizione dell’aspetto di CARBAMAZEPINA EG e contenuto della confezione

Compresse bianche lisce. CARBAMAZEPINA EG è disponibile in confezioni da 50 compresse per il dosaggio da 200 mg e in confezioni da 30 compresse per il dosaggio da 400 mg.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio EG S.p.A., Via Pavia 6 – 20136 Milano

Produttore Doppel Farmaceutici S.r.l., Via Volturno, 48 20089, Quinto de’ Stampi, Rozzano - Milano

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

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Domande frequenti su CARBAMAZEPINA EG

Come si usa CARBAMAZEPINA EG?

CARBAMAZEPINA EG si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CARBAMAZEPINA EG è disponibile senza ricetta?

No, CARBAMAZEPINA EG è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CARBAMAZEPINA EG?

Il principio attivo di CARBAMAZEPINA EG è CARBAMAZEPINA.

Quali sono gli equivalenti di CARBAMAZEPINA EG?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CARBAMAZEPINA AUROBINDO, TEGRETOL, CARBAMAZEPINA ZENTIVA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CARBAMAZEPINA EG?

CARBAMAZEPINA EG è prodotto da EG S.P.A..

Da quando CARBAMAZEPINA EG è autorizzato in Italia?

CARBAMAZEPINA EG ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1999-10-26.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

CARBAMAZEPINA EG200 mg Compresse CARBAMAZEPINA EG400 mg Compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

CARBAMAZEPINA EG200 mg Compresse: Ogni compressa contiene: Principio attivo: Carbamazepina 200 mg CARBAMAZEPINA EG400 mg Compresse: Ogni compressa contiene: Principio attivo: Carbamazepina 400 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Epilessie (psicomotorie o temporali, crisi generalizzate tonico-cloniche, forme miste, crisi focali). Nevralgie essenziali del trigemino. Mania. CARBAMAZEPINA EG può essere utilizzata sia in mono sia in politerapia. Di norma CARBAMAZEPINA EG non agisce sul piccolo male (assenze) e sugli attacchi mioclonici (vedere paragrafo 4.4). 4.2. Posologia e modo di somministrazione Posologia Epilessia Dove possibile CARBAMAZEPINA EG deve essere somministrata in monoterapia. Il trattamento deve essere iniziato con basse dosi giornaliere, che devono essere aumentate lentamente fino all’ottenimento dell’effetto ottimale. Dopo aver ottenuto un buon controllo delle crisi, il dosaggio può essere diminuito molto gradualmente fino al minimo livello efficace. La dose di carbamazepina deve essere regolata in base alle esigenze del singolo paziente in modo da raggiungere un adeguato controllo delle crisi. La determinazione delle concentrazioni plasmatiche può aiutare a trovare la posologia ottimale. Nel trattamento dell’epilessia la dose di carbamazepina generalmente richiede che vengano raggiunte concentrazioni plasmatiche totali di circa 4-12 microgrammi/ml (17-50 micromoli/litro) (vedere paragrafo 4.4). Quando CARBAMAZEPINA EG viene aggiunta ad una terapia antiepilettica preesistente, bisogna farlo gradualmente, mantenendo la terapia iniziale e aggiustando il dosaggio, ove necessario, degli altri antiepilettici (vedere paragrafo 4.5).

Adulti Dose iniziale 100-200 mg 1-2 volte al giorno, poi aumentare lentamente fino a raggiungere la dose ottimale, che si aggira generalmente sui 400 mg 2-3 volte al giorno. In alcuni pazienti il dosaggio richiesto può essere di 1600-2000 mg al giorno. Nevralgie del trigemino La dose iniziale di 200-400 mg al giorno viene aumentata lentamente fino alla scomparsa della sintomatologia dolorosa (in genere 200 mg 3 o 4 volte al giorno); quindi la dose viene ridotta gradualmente fino a raggiungere la dose di mantenimento minima efficace. La dose massima raccomandata è 1200 mg/die. Una volta scomparso il dolore, si deve cercare di interrompere gradualmente la terapia, finché non si presenta un nuovo attacco. Nelle persone anziane e nei malati particolarmente sensibili, iniziare con 100 mg 2 volte al giorno. Mania La posologia varia dai 400 mg ai 1600 mg al giorno, generalmente si somministrano 400 - 600 mg al giorno suddivisi in 2-3 dosi. Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati. Popolazioni speciali Compromissione della funzionalità renale/epatica Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica della carbamazepina nei pazienti con insufficienza renale o epatica. Pazienti di origine cinese di etnia Han o di origine tailandese Prima di decidere di iniziare il trattamento, i pazienti di origine cinese di etnia Han o di origine tailandese dovrebbero, quando possibile, essere sottoposti a screening per HLA-B*1502 in quanto questo tipo di allele è fortemente predittivo per il di rischio di grave sindrome di Stevens-Johnson (SJS) associata all’assunzione di carbamazepina (vedere informazioni sui test genetici e sulle reazioni cutanee al paragrafo 4.4). Modo di somministrazione Le compresse possono essere assunte prima, durante o dopo i pasti; con un po' di liquido. A causa delle interazioni farmacologiche e della differente farmacocinetica dei farmaci antiepilettici, nei pazienti anziani il dosaggio di CARBAMAZEPINA EG deve essere individuato con cura. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo, farmaci a struttura simile (es. antidepressivi triciclici) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Pazienti con blocco atrioventricolare. Pazienti con anamnesi di depressione midollare. Pazienti con anamnesi di porfirie epatiche (es. porfiria acuta intermittente, porfiria variegata, porfiria cutanea tarda). È controindicata la contemporanea somministrazione di inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) e CARBAMAZEPINA EG (vedere paragrafo 4.5). Generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego La terapia deve essere condotta sotto controllo medico. In pazienti con anamnesi di danni epatici, cardiaci o renali, effetti collaterali ematologici ad altri farmac

precedenti cicli di terapia con carbamazepina, CARBAMAZEPINA EG deve essere prescritta solo dopo aver valutato il rapporto rischio-beneficio e sotto stretto controllo. Effetti ematologici Sono stati riportati casi di anemia aplastica e agranulocitosi associati all'uso di CARBAMAZEPINA EG; tuttavia, data la bassissima incidenza di queste condizioni, è difficile calcolare il rischio significativo legato all'uso di CARBAMAZEPINA EG. È stato valutato un rischio complessivo nella popolazione non trattata di circa 4,7 persone per milione ogni anno per l'agranulocitosi e di 2 persone per milione ogni anno per l'anemia aplastica. Nel corso del trattamento con CARBAMAZEPINA EG si può verificare una diminuzione temporanea o persistente del numero delle piastrine e globuli bianchi; nella maggior parte dei casi comunque questi effetti sono temporanei e non sono segnali di inizio di anemia aplastica o di agranulocitosi. Si consiglia tuttavia un esame completo del sangue (incluse piastrine e, se possibile, anche reticolociti e ferro serico) prima del trattamento e periodicamente durante il trattamento. Se durante il trattamento si osservano valori decisamente bassi di globuli bianchi o piastrine, devono essere tenuti sotto stretto controllo i parametri ematici del paziente. CARBAMAZEPINA EG deve essere sospesa al comparire di un qualsiasi sintomo di depressione midollare. I pazienti devono essere informati sui primi sintomi di tossicità e sui potenziali problemi ematologici, così come sulle reazioni epatiche o dermatologiche. Se dovessero comparire sintomi come febbre, gola infiammata, rash, ulcere in bocca, fragilità capillare, petecchie o emorragie purpuree, il paziente deve comunicarlo immediatamente al suo medico curante. Reazioni dermatologiche Reazioni cutanee gravi e talvolta fatali, tra cui necrolisi epidermica tossica (TEN) e sindrome di StevensJohnson (SJS) sono state riportate durante il trattamento con carbamazepina. L’insorgenza di queste reazioni è stimata in 1-6 casi ogni 10.000 nuovi pazienti in paesi con una popolazione principalmente caucasica, ma si stima che il rischio in alcuni paesi asiatici è di circa 10 volte superiore. I pazienti devono essere informati riguardo i segni e i sintomi e monitorati attentamente per le reazioni cutanee. Il più alto rischio di insorgenza di SJS e TEN si ha nei primi mesi di trattamento. Se si verificano i sintomi o i segni di SJS o TEN (per esempio rash cutaneo progressivo spesso con vesciche o lesioni della mucosa) il trattamento con CARBAMAZEPINA EG deve essere sospeso. I migliori risultati nella gestione della SJS e della TEN si ottengono con una diagnosi precoce e l’immediata interruzione della terapia con qualsiasi farmaco sospetto. Una precoce sospensione è associata ad una migliore prognosi. Se il paziente ha sviluppato SJS o TEN con l’uso di CARBAMAZEPINA EG, CARBAMAZEPINA EG non deve essere più riutilizzata in questo paziente. Nel paziente in cui si verificano reazioni dermatologiche serie può essere necessaria l’ospedalizzazione, poiché queste condizioni possono costituire una minaccia per la vita e possono risultare fatali. Farmacogenomica È sempre più evidente, in questi pazienti, il ruolo dei diversi alleli HLA nella predisposizione alle reazioni avverse immuno-mediate (vedere paragrafo 4.2). Associazione con l’allele HLA-B*1502  nella popolazione cinese di etnia Han, tailandese e nelle altre popolazioni asiatiche Negli individui di origine cinese di etnia Han e di origine tailandese, la positività all’allele HLA-B*1502 (allele dell’antigene leucocitario umano, Human Leukocyte Antigen, HLA) ha dimostrato di essere fortemente associata con il rischio di sviluppare gravi reazioni cutanee come la Sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN) durante il trattamento con carbamazepina. La prevalenza dell’allele HLA-B*1502 è di circa il 10% nelle popolazioni cinesi di etnia Han e tailandesi. Quando possibile, questi pazienti dovrebbero essere sottoposti a screening per questo allele prima di iniziare il trattamento con carbamazepina (vedere paragrafo 4.2 e ”Informazioni per gli operatori sanitari”). Se questi pazienti risultano positivi al test, il trattamento con la carbamazepina non deve essere iniziato, a meno che non vi sia nessuna altra alternativa terapeutica. I pazienti testati che sono risultati negativi per HLA-B*1502

sono a basso rischio di insorgenza di Stevens-Johnson (SJS), sebbene tale reazione possa ancora verificarsi anche se molto raramente. Alcuni dati suggeriscono un aumentato rischio di reazioni gravi quali SJS/TEN associate a carbamazepina in altre popolazioni asiatiche. A causa della prevalenza di questo allele in altre popolazioni asiatiche (ad esempio superiore al 15% nelle Filippine e Malesia), il test nelle popolazioni geneticamente a rischio per la presenza dell’allele HLA-B*1502 può essere considerato. La prevalenza dell’allele HLA-B*1502 è trascurabile, ad esempio nelle popolazioni di origine europea, africana, in un campione di popolazione ispanica, nei giapponesi e nei coreani (<1%). Le frequenze alleliche qui descritte rappresentano la percentuale di cromosomi di quella specifica popolazione che portano l’allele interessato, il che significa che la percentuale di pazienti portatori di una copia dell’allele su almeno uno dei loro due cromosomi (cioè la “frequenza del portatore”) è circa due volte la frequenza allelica. Pertanto la percentuale di pazienti a rischio è circa due volte la frequenza allelica. La presenza dell’allele HLA-B*1502 può essere un fattore di rischio per lo sviluppo di SJS/TEN nei pazienti cinesi che assumono altri farmaci antiepilettici che possono determinare SJS/TEN. Pertanto, in pazienti positivi per l’allele HLA-B*1502, si deve prestare attenzione ad evitare l’uso di altri farmaci che possono determinare SJS/TEN qualora siano disponibili terapie alternative parimenti accettabili. Lo screening non è generalmente raccomandato in pazienti che derivano da popolazioni in cui la prevalenza dell’allele HLA-B*1502 è bassa o nei pazienti che stanno già assumendo CARBAMAZEPINA EG, poichè il rischio che si sviluppino SJS/TEN è generalmente limitato ai primi mesi di terapia, indipendentemente dalla presenza dell’allele HLA-B*1502. Identificare gli individui che esprimono l’allele HLA-B*1502 ed evitare la terapia con carbamazepina in questi individui hanno dimostrato di diminuire l’incidenza di SJS/TEN indotti da carbamazepina. Associazione con l’allele HLA-A*3101  nella popolazione a discendenza europea e nella popolazione giapponese Alcuni dati suggeriscono che l’HLA-A*3101 è associata ad un aumentato rischio di gravi reazioni avverse cutanee indotte da carbamazepina tra cui SJS e TEN, rash con eosinofilia (DRESS), o una pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) meno grave e rash maculopapulare (vedere paragrafo 4.8) nelle persone di discendenza europea e giapponese. La frequenza dell’allele HLA-A*3101 varia ampiamente tra le popolazioni etniche. L’allele HLA-A*3101 ha una prevalenza da 2 a 5% nelle popolazioni europee e circa il 10% nella popolazione giapponese. La presenza dell’allele HLA-A*3101 può aumentare il rischio di reazioni cutanee (per lo più gravi) indotte da assunzione di carbamazepina dal 5,0% nella popolazione generale al 26,0% tra i soggetti di origine europea, mentre la sua assenza può ridurre il rischio dal 5,0% al 3,8%. Le frequenze alleliche qui descritte rappresentano la percentuale di cromosomi di quella specifica popolazione che portano l’allele interessato, il che significa che la percentuale di pazienti portatori di una copia dell’allele su almeno uno dei loro due cromosomi (cioè la “frequenza del portatore”) è circa due volte la frequenza allelica. Pertanto la percentuale di pazienti a rischio è circa due volte la frequenza allelica. Non vi sono dati sufficienti a sostegno di una raccomandazione per uno screening dell’HLA-A*3101 prima di iniziare il trattamento con carbamazepina. Se i pazienti di discendenza europea o di origine giapponese risultano essere positivi all’allele HLA-A*3101, l’uso di carbamazepina può essere preso in considerazione solo se i benefici attesi sono superiori ai rischi. Limitazioni dello screening genetico Lo screening genetico non deve mai sostituire un’osservazione clinica e una gestione del paziente adeguate. Molti pazienti asiatici positivi per l’allele HLA-B*1502 e trattati con CARBAMAZEPINA EG non svilupperanno SJS/TEN e in pazienti negativi per l’allele HLA-B*1502 di qualsiasi etnia si possono tuttavia verificare episodi di SJS/TEN. Analogamente molti pazienti positivi per l’allele HLA-A*3101 e trattati con CARBAMAZEPINA EG non svilupperanno SJS, TEN, DRESS, AGEP o rash maculopapulare, e in pazienti di qualsiasi etnia negativi per l’allele HLA-A*3101 possono tuttavia insorgere queste gravi reazioni avvers

cutanee. Non è stato studiato il ruolo di altri fattori che possono essere coinvolti nello sviluppo, e morbilità, di queste gravi reazioni avverse cutanee, come la dose di farmaci antiepilettici, l’adesione al trattamento (compliance), le terapie concomitanti, le co-morbidità e il livello di controllo dermatologico. Informazioni per gli operatori sanitari Qualora debba essere effettuato il test per la presenza dell’allele HLA-B*1502 o HLA-A*3101, si raccomanda di utilizzare rispettivamente il test “genotipo HLA-B*1502” o “genotipo HLA-A*3101” ad alta risoluzione. Il test è positivo se uno o due alleli HLA-B*1502 o HLA-A*3101 vengono rilevati, negativo se nessun allele HLA-B*1502 o HLA-A*3101 viene rilevato. Altre reazioni dermatologiche Si possono anche verificare reazioni cutanee lievi (ad esempio isolati episodi di reazione esantematica di tipo maculare o maculopapulare), che sono generalmente transitorie e non pericolose; queste solitamente scompaiono in pochi giorni o settimane, sia continuando il trattamento sia riducendo le dosi. Tuttavia, poiché potrebbe essere difficile distinguere i primi segni di reazioni cutanee più serie da quelli di reazioni lievi e transitorie, i pazienti devono essere strettamente controllati durante la terapia facendo attenzione ad interrompere immediatamente la terapia qualora, durante la somministrazione del medicinale, si fosse osservato un peggioramento dei sintomi. La positività per l’allele HLA-A*3101 è risultata associata a reazioni cutanee da carbamazepina meno gravi e può essere predittiva del rischio che si sviluppino, in seguito al trattamento con carbamazepina, reazioni come la sindrome da ipersensibilità agli anticonvulsivanti o rash non gravi (eruzione maculopapulare). Ipersensibilità CARBAMAZEPINA EG può scatenare reazioni di ipersensibilità, incluso il rash farmaco-indotto con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), una reazione ritardata di ipersensibilità a più organi che si può manifestare in combinazioni differenti, quali febbre, rash, vasculite, linfoadenopatia, pseudo-linfoma, artralgia, leucopenia, eosinofilia, epato-splenomegalia, alterazione dei test di funzionalità epatica e sindrome del dotto biliare evanescente (distruzione e scomparsa dei dotti biliari intraepatici). Anche altri organi possono essere interessati, quali polmoni, reni, pancreas, miocardio, colon (vedere paragrafo 4.8). La positività per l’allele HLA-A*3101 è risultata associata all’insorgenza della sindrome di ipersensibilità, rash maculopapulare incluso. I pazienti che hanno presentato episodi di reazioni di ipersensibilità alla carbamazepina devono essere informati che in circa il 25-30% di questi casi si possono verificare reazioni di ipersensibilità all’oxcarbazepina. Si può verificare ipersensibilità crociata anche tra carbamazepina e antiepilettici aromatici (es. fenitoina, primidone e fenobarbitale). In generale, se si verificano segni e sintomi di reazioni di ipersensibilità, la terapia con CARBAMAZEPINA EG deve essere interrotta immediatamente. Attacchi epilettici CARBAMAZEPINA EG deve essere utilizzata con cautela in pazienti con attacchi misti, che includono assenze tipiche o atipiche. In questi casi CARBAMAZEPINA EG può esacerbare gli attacchi. In caso di peggioramento degli attacchi, la terapia con CARBAMAZEPINA EG deve essere sospesa. Funzionalità epatica Particolarmente in pazienti con disturbi del fegato e negli anziani devono essere effettuati controlli della funzionalità epatica all’inizio e durante il trattamento. La somministrazione di CARBAMAZEPINA EG deve essere sospesa immediatamente in caso di peggioramento della disfunzione epatica o di epatopatie attive. Funzionalità renale Si raccomanda di eseguire periodicamente un'analisi completa delle urine e dell'azoto ureico ematico. Iponatremia È noto che con carbamazepina si verifica iponatremia. Nei pazienti con condizioni renali preesistenti associate a bassi livelli di sodio o nei pazienti trattati contemporaneamente con farmaci che riducono i livell

di sodio (es. diuretici, medicinali associati ad una anomala secrezione di ADH), i livelli sierici di sodio devono essere misurati prima di iniziare la terapia con carbamazepina. I livelli sierici di sodio devono quindi essere misurati approssimativamente dopo due settimane e successivamente ad intervalli mensili durante i primi tre mesi di terapia, o secondo le necessità cliniche. Questi fattori di rischio possono interessare soprattutto i pazienti anziani. Se si osserva iponatremia, la riduzione dei liquidi assunti può rappresentare un'importante contromisura, ove clinicamente indicata. Ipotiroidismo Carbamazepina può ridurre le concentrazioni sieriche degli ormoni tiroidei tramite induzione enzimatica. Si suggerisce di monitorare la funzionalità tiroidea; nei pazienti con ipotiroidismo può essere necessario un aggiustamento delle dosi della terapia tiroidea sostitutiva. Effetti anticolinergici CARBAMAZEPINA EG ha mostrato una debole attività anticolinergica; pertanto, i pazienti affetti da elevata pressione oculare e ritenzione urinaria devono essere strettamente controllati durante la terapia (vedere paragrafo 4.8). Effetti psichiatrici Non bisogna dimenticare la possibilità di attivazione di una psicosi latente e, nei pazienti anziani, di confusione o agitazione. Ideazione e comportamento suicidari Casi di ideazione e comportamento suicidari sono stati riportati nei pazienti in trattamento con farmaci antiepilettici nelle loro diverse indicazioni. Una metaanalisi di trials clinici randomizzati verso placebo ha, inoltre, evidenziato la presenza di un modesto incremento del rischio di ideazione e comportamento suicidario. Il meccanismo di tale rischio non è stato stabilito e i dati disponibili non escludono la possibilità di un incremento di rischio con CARBAMAZEPINA EG. Pertanto, i pazienti dovrebbero essere monitorati per eventuali segni di ideazione e comportamento suicidari ed in tal caso dovrebbe essere preso in considerazione un appropriato trattamento. I pazienti (e chi ne ha cura) dovrebbero essere istruiti ad avvertire il proprio medico curante qualora emergano segni di ideazione o comportamento suicidari. Gravidanza e donne in età fertile Carbamazepina può causare danni al feto se somministrato a una donna in gravidanza. L’esposizione prenatale a carbamazepina può aumentare il rischio di malformazioni congenite importanti e di altri esiti avversi dello sviluppo (vedere paragrafo 4.6). Carbamazepina non deve essere usato nelle donne in età fertile, a meno che il beneficio non sia giudicato superiore ai rischi a seguito di un’attenta valutazione delle opzioni terapeutiche alternative idonee. Le donne in età fertile devono essere pienamente informate del potenziale rischio per il feto se assumono carbamazepina durante la gravidanza. Prima dell’inizio del trattamento con carbamazepina in una donna in età fertile, deve essere presa in considerazione l’esecuzione di un test di gravidanza. Le donne in età fertile devono adottare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e per due settimane dopo la sua interruzione. A causa dell’induzione enzimatica, carbamazepina può determinare il fallimento dell’effetto terapeutico dei contraccettivi ormonali; pertanto, le donne in età fertile devono essere consigliate riguardo all’uso di altri metodi contraccettivi efficaci (vedere paragrafi 4.5 e 4.6). Le donne in età fertile devono essere informate sulla necessità di consultare il medico nel momento in cui pianificano una gravidanza in modo da discutere il passaggio a trattamenti alternativi prima del concepimento e prima che la contraccezione sia interrotta (vedere paragrafo 4.6).

Le donne in età fertile devono essere informate di contattare immediatamente il medico in caso di gravidanza o di sospetta gravidanza e in caso di assunzione di carbamazepina. Effetti endocrinologici Sono state segnalate perdite ematiche in donne che assumono contraccettivi orali in concomitanza a CARBAMAZEPINA EG; la sicurezza dei contraccettivi orali può essere compromessa dall'uso di CARBAMAZEPINA EG. Si consiglia pertanto alle donne in età fertile in trattamento con CARBAMAZEPINA EG di utilizzare metodi contraccettivi alternativi (vedere sopra “Gravidanza e donne in età fertile” e il paragrafo 4.6). L’induzione enzimatica determinata da CARBAMAZEPINA EG può infatti annullare l’effetto terapeutico dei farmaci contenenti estrogeni e/o progesterone. Monitoraggio dei livelli plasmatici Sebbene la correlazione tra dose di carbamazepina, livelli plasmatici ed efficacia clinica-tollerabilità sia piuttosto debole, il controllo dei livelli plasmatici può essere utile nelle seguenti condizioni: rilevante aumento della frequenza degli attacchi (verifica della compliance), in gravidanza, nei casi di sospetta anomalia nell'assorbimento, nei casi di sospetta tossicità quando si stanno somministrando più farmaci (vedere paragrafo 4.5). Preparazioni a base di Hypericum perforatum non dovrebbero essere assunte in contemporanea con medicinali contenenti carbamazepina, a causa del rischio di un decremento dei livelli plasmatici e di diminuzione dell’efficacia terapeutica di carbamazepina (vedere paragrafo 4.5). Riduzione delle dosi ed effetti in seguito all’interruzione del trattamento L'interruzione brusca del trattamento con CARBAMAZEPINA EG può scatenare attacchi epilettici: la terapia con carbamazepina deve pertanto essere sospesa gradualmente nell’arco di almeno 6 mesi. Se in un paziente epilettico il trattamento con CARBAMAZEPINA EG deve essere interrotto bruscamente, il passaggio ad un nuovo preparato antiepilettico deve essere effettuato utilizzando un'adeguata copertura farmacologica. Interazioni La somministrazione contemporanea di carbamazepina e inibitori del CYP3A4 o inibitori dell’enzima epossido idrolasi può determinare l’insorgenza di reazioni avverse (aumento delle concentrazioni plasmatiche rispettivamente di carbamazepina o di carbamazepina-10,11-epossido). Il dosaggio di CARBAMAZEPINA EG deve essere aggiustato di conseguenza e/o i livelli plasmatici devono essere monitorati. La somministrazione contemporanea di carbamazepina e induttori del CYP3A4 può determinare diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di carbamazepina e del suo effetto terapeutico, mentre l’interruzione della somministrazione di un induttore del CYP3A4 può determinare l’aumento delle concentrazioni plasmatiche di carbamazepina. Il dosaggio di CARBAMAZEPINA EG può dover essere aggiustato. Carbamazepina è un potente induttore del CYP3A4 e di altri sistemi enzimatici epatici di fase I e II, e pertanto può ridurre le concentrazioni plasmatiche dei medicinali somministrati in concomitanza metabolizzati prevalentemente da CYP3A4 tramite induzione del loro metabolismo (vedere paragrafo 4.5). Le pazienti in età fertile devono essere avvertite che l’uso concomitante di CARBAMAZEPINA EG e contraccettivi ormonali può annullare l’effetto di questi ultimi (vedere paragrafi 4.5 e 4.6). Si raccomanda di utilizzare metodi contraccettivi alternativi non ormonali durante il trattamento con CARBAMAZEPINA EG e fino a 2 settimane dopo l’assunzione dell’ultima dose (vedere sopra “Gravidanza e donne in età fertile” e il paragrafo 4.6). Cadute Il trattamento con CARBAMAZEPINA EG è risultato associato ad atassia, capogiri, sonnolenza, ipotensione, stato confusionale, sedazione (vedere paragrafo 4.8), effetti che possono portare a cadute con conseguenti fratture o altre lesioni traumatiche. In presenza di patologie, condizioni o trattamenti che possano esacerbare questi effetti, si deve considerare per i pazienti in trattamento a lungo termine con CARBAMAZEPINA EG una valutazione periodica e completa del rischio di caduta.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’. 4.5. Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione Il citocromo P450 3A4 (CYP 3A4) è il principale enzima che catalizza la formazione del metabolita attivo carbamazepina-10,11-epossido. La somministrazione contemporanea di sostanze ad attività inibitoria sull'enzima CYP 3A4 può portare ad un innalzamento dei livelli plasmatici di carbamazepina con conseguente comparsa di eventi avversi. La somministrazione contemporanea di induttori del CYP 3A4 è potenzialmente in grado di aumentare il metabolismo della carbamazepina, riducendo così i livelli serici di carbamazepina e l'effetto terapeutico. Analogamente, l’interruzione della somministrazione di un induttore del CYP 3A4 può ridurre il metabolismo della carbamazepina, determinando così un incremento dei livelli plasmatici di carbamazepina. La carbamazepina è un potente induttore del CYP 3A4 e di altri sistemi enzimatici epatici di fase I e II, e può pertanto, inducendone il metabolismo, ridurre le concentrazioni plasmatiche dei medicinali somministrati contemporaneamente che vengono metabolizzati principalmente dal CYP 3A4. L’enzima microsomiale umano epossido-idrolasi è stato identificato come il responsabile della formazione del 10,11-transdiolo, derivato di carbamazepina-10,11-epossido. La co-somministrazione degli inibitori dell’enzima epossido-idrolasi microsomiale umano può risultare in un aumento delle concentrazioni plasmatiche di carbamazepina-10,11-epossido. Interazioni che determinano una controindicazione all’uso L’uso di CARBAMAZEPINA EG è controindicato in combinazione con gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO). Prima di usare CARBAMAZEPINA EG la somministrazione degli IMAO deve essere interrotta per almeno 2 settimane o per un periodo superiore se la condizione clinica lo consente (vedere paragrafo 4.3). Farmaci che possono innalzare i livelli plasmatici di carbamazepina Dal momento che livelli plasmatici aumentati di carbamazepina possono causare effetti collaterali (es. capogiri, sonnolenza, atassia, diplopia), il dosaggio di CARBAMAZEPINA EG va aggiustato di conseguenza e/o i livelli plasmatici monitorati qualora vengano somministrati contemporaneamente i farmaci di seguito descritti. Analgesici, antinfiammatori: destropropossifene, ibuprofene. Androgeni: danazolo. Antibiotici: antibiotici macrolidi (es. eritromicina, troleandomicina, iosamicina, claritromicina, ciprofloxacina). Antidepressivi: probabilmente desipramina, fluoxetina, fluvoxamina, nefazodone, paroxetina, trazodone, viloxazina. Antiepilettici: stiripentolo, vigabatrin. Antimicotici: azoli (es. itraconazolo, ketoconazolo, fluconazolo), voriconazolo. Antistaminici: loratidina, terfenadina. Antipsicotici: olanzapina. Antitubercolotici: isoniazide. Antivirali: inibitori delle proteasi dell’HIV (es. ritonavir). Inibitori dell’anidrasi carbonica: acetazolamide. Farmaci cardiovascolari: verapamil, diltiazem. Farmaci gastrointestinali: probabilmente cimetidina, omeprazolo. Rilassanti muscolari: oxibutinina, dantrolene. Inibitori dell’aggregazione piastrinica: ticlopidina. Altre interazioni: succo di pompelmo, nicotinamide (negli adulti solo ad alte dosi). Agenti che possono innalzare i livelli plasmatici del metabolita attivo carbamazepina-10,11-epossido Poiché l’aumento dei livelli plasmatici di carbamazepina-10,11-epossido può provocare reazioni avverse (per esempio capogiro, sonnolenza, atassia, diplopia), il dosaggio di CARBAMAZEPINA EG deve esser

adeguato di conseguenza e/o i livelli plasmatici monitorati se carbamazepina è usato in concomitanza con le sostanze descritte di seguito: Loxapina, quetiapina, antiepilettici: primidone, progabide, acido valproico, valnoctamide, valpromide, brivaracetam. Farmaci che possono ridurre i livelli plasmatici di carbamazepina Il dosaggio di CARBAMAZEPINA EG potrebbe necessitare un aggiustamento quando vengono somministrati contemporaneamente i farmaci di seguito descritti. Antiepilettici: felbamato, mesuximide, oxcarbazepina, fenobarbitale, fensuximide, fenitoina (per evitare che si verifichino intossicazione da fenitoina e concentrazioni sub-terapeutiche di carbamazepina, si raccomanda di aggiustare la concentrazione plasmatica di fenitoina a 13 microgrammi/ml prima di aggiungere carbamazepina al trattamento) e fosfenitoina, primidone e, sebbene i dati siano parzialmente contraddittori, anche clonazepam. Antineoplastici: cisplatino, doxorubicina. Antitubercolotici: rifampicina. Broncodilatatori o anti-asmatici: teofillina, aminofillina. Farmaci dermatologici: isotretinoina. Altre interazioni: i livelli sierici di carbamazepina possono essere ridotti dalla somministrazione contemporanea di preparazioni a base di Hypericum perforatum. Ciò a seguito dell’induzione degli enzimi responsabili del metabolismo dei farmaci da parte di preparazioni a base di Hypericum perforatum che, pertanto, non dovrebbero essere somministrate in concomitanza con carbamazepina. L’effetto di induzione può persistere per almeno 2 settimane dopo l’interruzione del trattamento con prodotti a base di Hypericum perforatum. Se un paziente sta assumendo contemporaneamente prodotti a base di Hypericum perforatum i livelli ematici di carbamazepina devono essere controllati e la terapia con prodotti a base di Hypericum perforatum deve essere interrotta. I livelli ematici di carbamazepina potrebbero aumentare con l’interruzione dell’assunzione di Hypericum perforatum. Il dosaggio di carbamazepina potrebbe necessitare di un aggiustamento. Effetto di CARBAMAZEPINA EG sui livelli plasmatici di farmaci concomitanti La carbamazepina può determinare una diminuzione dei livelli plasmatici di certi farmaci, e può anche portare alla diminuzione o persino all'annullamento della loro attività. Il dosaggio dei seguenti farmaci può richiedere un aggiustamento in base alle specifiche esigenze cliniche: Analgesici, antinfiammatori: buprenorfina, metadone, paracetamolo (la somministrazione a lungo termine di carbamazepina e paracetamolo (acetaminofene) può essere associata ad epatotossicità), fenazone (antipirina), tramadolo. Antibiotici: doxiciclina, rifabutina. Anticoagulanti: anticoagulanti orali (warfarin, fenprocumone, dicumarolo e acenocumarolo, rivaroxaban, dabigatran, apixaban, edoxaban). Antidepressivi: bupropione, citalopram, mianserina, nefazodone, sertralina, trazodone, antidepressivi triciclici (es. imipramina, amitriptilina, nortriptilina, clomipramina). Antiemetici: aprepitant. Antiepilettici: clobazam, clonazepam, etosuccimide, felbamato, lamotrigina, eslicarbazepina, oxcarbazepina, primidone, tiagabina, topiramato, acido valproico, zonisamide. Per evitare che si verifichino intossicazione da fenitoina e concentrazioni sub-terapeutiche di carbamazepina, si raccomanda di aggiustare la concentrazione plasmatica di fenitoina a 13 microgrammi/ml prima di aggiungere carbamazepina. Raramente la carbamazepina ha innalzato i livelli plasmatici di mefenitoina. Antifungini: itraconazolo, voriconazolo. Antiparassitari: praziquantel, albendazolo. Antineoplastici: imatinib, ciclofosfamide, lapatinib, temsirolimus. Antipsicotici: clozapina, aloperidolo e bromperidolo, olanzapina, quetiapina, risperidone, ziprasidone, aripiprazolo, paliperidone. Antivirali: inibitori delle proteasi dell’HIV (es. indinavir, ritonavir, saquinavir). Ansiolitici: alprazolam, midazolam. Broncodilatatori o antiasmatici: teofillina. Contraccettivi: contraccettivi ormonali (si consiglia l'uso di metodi alternativi).

Farmaci cardiovascolari: calcioantagonisti (derivati diidropiridinici) es. felodipina, digossina, simvastatina, atorvastatina, lovastatina, cerivastatina, ivabradina. Corticosteroidi: corticosteroidi (es. prednisolone, desametasone). Farmaci usati per la disfunzione erettile: tadalafil. Immunosoppressori: ciclosporina, everolimus, tacrolimus, sirolimus. Preparati tiroidei: levotiroxina. Altre interazioni farmacologiche: prodotti contenenti estrogeni e/o progesterone. Trattamenti concomitanti da valutare attentamente La concomitante somministrazione di carbamazepina e levetiracetam aumenta la tossicità indotta dalla carbamazepina. La concomitante somministrazione di carbamazepina e isoniazide aumenta l'epatotossicità indotta dall'isoniazide. La somministrazione di carbamazepina e litio o metoclopramide, oppure carbamazepina e neurolettici (aloperidolo, tioridazina) può determinare un incremento degli effetti collaterali neurologici (con la seconda combinazione, anche in presenza di livelli plasmatici terapeutici). La somministrazione concomitante di CARBAMAZEPINA EG con alcuni diuretici (idroclorotiazide, furosemide) può portare ad una iponatremia sintomatica. La carbamazepina può antagonizzare l'effetto dei rilassanti muscolari non depolarizzanti (es. pancuronio); il loro dosaggio deve essere aumentato e i pazienti strettamente controllati per evitare che la risoluzione del blocco neuromuscolare avvenga troppo rapidamente. La carbamazepina, come altri farmaci psicoattivi, può ridurre la tollerabilità all'alcol; è quindi consigliabile per il paziente astenersi dal consumo di alcol. L’uso concomitante di carbamazepina e anticoagulanti orali ad azione diretta (rivaroxaban, dabigatran, apixaban e edoxaban) può determinare la riduzione delle concentrazioni plasmatiche degli anticoagulanti orali ad azione diretta, che è associata al rischio di trombosi. Pertanto, se è necessario l’uso concomitante, si raccomanda un attento monitoraggio dei segni e dei sintomi di trombosi. Interferenza con test sierologici Carbamazepina può dare falsi positivi all’analisi tramite HPLC per quanto riguarda le concentrazioni di perfenazina a causa di interferenze con quest’ultima. Carbamazepina e il metabolita 10,11-epossido possono dare falsi positivi con il metodo immunologico basato su misure di fluorescenza polarizzata per quanto riguarda le concentrazioni degli antidepressivi triciclici. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Gravidanza Rischio correlato ai medicinali antiepilettici in generale A tutte le donne in età fertile che seguono una terapia antiepilettica, in particolar modo alle donne che pianificano una gravidanza e alle donne in gravidanza, deve essere fornita una consulenza medica specialistica sui potenziali rischi per il feto derivanti sia dalle crisi convulsive sia dal trattamento antiepilettico. L’interruzione improvvisa della terapia con farmaci antiepilettici (FAE) deve essere evitata in quanto può portare a crisi convulsive che potrebbero avere gravi conseguenze per la donna e il feto. In gravidanza, per il trattamento dell’epilessia, è preferibile la monoterapia, ove possibile, dato che la terapia con diversi FAE potrebbe essere associata a un rischio più elevato di malformazioni congenite rispetto alla monoterapia, a seconda dei FAE associati (può essere maggiore in caso di politerapie che includono valproato). Rischi correlati a carbamazepina CARBAMAZEPINA EG attraversa la placenta negli esseri umani. L’esposizione prenatale a carbamazepin

può aumentare il rischio di malformazioni congenite e di altri esiti avversi dello sviluppo. Negli esseri umani, l’esposizione a carbamazepina durante la gravidanza è associata a una frequenza di malformazioni importanti da 2 a 3 volte superiore a quella della popolazione generale, che presenta una frequenza pari al 23 %. Nella prole di donne che hanno usato carbamazepina durante la gravidanza sono state segnalate malformazioni quali difetti del tubo neurale (spina bifida), malformazioni cranio-facciali quali labioschisi/palatoschisi, malformazioni cardiovascolari, ipospadia, ipoplasia digitale e altre anomalie che coinvolgono vari sistemi dell’organismo. Si raccomanda una sorveglianza prenatale specializzata per queste malformazioni. È stato segnalato un disturbo dello sviluppo neurologico tra i bambini nati da donne affette da epilessia che hanno usato carbamazepina in monoterapia o in combinazione con altri FAE durante la gravidanza. Gli studi relativi al rischio di disturbi dello sviluppo neurologico nei bambini esposti a carbamazepina durante la gravidanza sono contraddittori e dunque non è possibile escludere tale rischio. Le prove suggeriscono che il rischio di malformazione con carbamazepina possa essere dose-dipendente, cioè a dosi inferiori a 400 mg/die la frequenza di malformazioni è risultata minore che con dosi più alte di carbamazepina. Qualora, sulla base di un’attenta valutazione dei rischi e dei benefici, non risulti adeguata alcuna opzione terapeutica alternativa e il trattamento con carbamazepina venga continuato, si deve ricorrere alla monoterapia e alla dose efficace più bassa di carbamazepina e si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici. La concentrazione plasmatica potrebbe essere tenuta nella parte inferiore dell’intervallo terapeutico da 4 a 12 microgrammi/mL a condizione che sia mantenuto il controllo delle crisi convulsive. - Carbamazepina non deve essere usato durante la gravidanza a meno che il beneficio non sia giudicato superiore ai rischi dopo un’attenta valutazione delle opzioni terapeutiche alternative adeguate. La donna deve essere pienamente informata e comprendere i rischi dell’assunzione di carbamazepina durante la gravidanza in particolare nei primi 3 mesi di gravidanza ed è opportuno consigliare l'effettuazione di una diagnosi prenatale. Se una donna sta pianificando una gravidanza, occorre fare il possibile per passare a un trattamento alternativo appropriato prima del concepimento e prima che la contraccezione sia interrotta. Se una donna inizia una gravidanza durante l’assunzione di carbamazepina, deve essere indirizzata a uno specialista per rivalutare il trattamento con carbamazepina e prendere in considerazione opzioni terapeutiche alternative. È noto che durante la gravidanza si verifichi una carenza di acido folico. È stato segnalato che alcuni farmaci antiepilettici, tra cui carbamazepina, riducono i livelli sierici di folato. Tale carenza può contribuire ad aumentare l’incidenza di difetti congeniti nella prole delle donne epilettiche sottoposte a trattamento. Si raccomanda un’integrazione di acido folico prima e durante la gravidanza. Al fine di prevenire disturbi emorragici nella prole, è stato inoltre raccomandato di somministrare vitamina K1 alla madre durante le ultime settimane di gravidanza così come al neonato. Si sono verificati alcuni episodi di crisi epilettiche e/o depressione respiratoria in neonati le cui madri erano state trattate con CARBAMAZEPINA EG e contemporaneamente con altri farmaci anticonvulsivanti; in alcuni casi sono stati anche segnalati vomito, diarrea e/o minore assunzione di alimenti nel neonato. Queste reazioni potrebbero segnalare una sindrome da astinenza neonatale. Donne in età fertile Carbamazepina non deve essere usato nelle donne in età fertile, a meno che il potenziale beneficio non sia giudicato superiore ai rischi a seguito di un’attenta valutazione delle opzioni terapeutiche alternative idonee. La donna deve essere pienamente informata e comprendere il rischio di un potenziale danno per il feto qualora venga assunta carbamazepina durante la gravidanza e, pertanto, comprendere l’importanza di pianificare un’eventuale gravidanza. Prima di iniziare il trattamento con carbamazepina, si deve prendere in considerazione l’esecuzione di un test di gravidanza nelle donne in età fertile. Le donne in età fertile devono adottare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e per due settimane dopo la sua interruzione. A causa dell’induzione enzimatica, carbamazepina può determinare il fallimento dell’effetto terapeutico dei contraccettivi ormonali (vedere paragrafo 4.5); pertanto, le donne in età fertile devono essere consigliate riguardo all’uso di altri metodi contraccettivi efficaci. Deve essere adottato almeno un metodo contraccettiv

efficace (come un dispositivo intrauterino) o due metodi complementari di contraccezione, tra cui un metodo di barriera. Nella scelta del metodo contraccettivo devono essere valutate le situazioni specifiche di ciascun caso, coinvolgendo la paziente nella discussione. Allattamento La carbamazepina passa attraverso il latte materno (circa 25-60% della concentrazione plasmatica). Il beneficio dell'allattamento al seno deve essere ben valutato verso il rischio, seppure remoto, di possibili effetti collaterali sul neonato. Le madri in trattamento con CARBAMAZEPINA EG possono allattare al seno purché il neonato sia seguito con attenzione per valutare l'insorgenza di eventuali reazioni avverse (es. eccessiva sonnolenza, reazioni allergiche cutanee). Ci sono state alcune segnalazioni di epatite colestatica in neonati esposti a carbamazepina nel periodo prenatale o durante l’allattamento. I neonati di madri trattate con carbamazepina e allattati al seno devono essere attentamente controllati per verificare l’insorgenza di eventi avversi epatobiliari. Fertilità Sono stati segnalati casi molto rari di compromissione della fertilità maschile e/o anomalie nella spermatogenesi. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari La capacità di reazione dei pazienti può essere compromessa dalla patologia di base (convulsioni) e da reazioni avverse tra cui sonnolenza, capogiri, atassia, diplopia, disturbi dell’accomodazione e visione offuscata segnalate con CARBAMAZEPINA EG, soprattutto all'inizio del trattamento o quando si aggiustano le dosi. Pertanto i pazienti devono adottare le dovute precauzioni nel guidare veicoli o usare macchinari. 4.8. Effetti Indesiderati Riassunto del profilo di sicurezza Soprattutto all'inizio del trattamento con CARBAMAZEPINA EG, o se la dose iniziale è troppo alta o nei pazienti anziani, alcune reazioni avverse possono verificarsi molto frequentemente o frequentemente, ad esempio a carico del SNC (capogiri, cefalea, atassia, sonnolenza, affaticamento, diplopia), del tratto gastrointestinale (nausea, vomito) e reazioni allergiche cutanee. Le reazioni avverse correlate alla dose solitamente scompaiono in pochi giorni, spontaneamente o dopo temporanea riduzione del dosaggio. Le reazioni avverse a carico del SNC possono essere espressione di sovradosaggio o di fluttuazioni significative dei livelli plasmatici. In questi casi si suggerisce di controllare i livelli plasmatici. Riassunto tabellare delle reazioni avverse derivanti da studi clinici e da segnalazioni spontanee Le reazioni avverse derivanti dagli studi clinici (Tabella 1) sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi ed organi secondo MedDRA. All’interno di ogni classe sistema-organo, le reazioni avverse sono classificate secondo frequenza, le reazioni più frequenti per prime. All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità. Inoltre per ciascuna reazione avversa è indicata anche la corrispondente frequenza usando la convenzione CIOMS III: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥1/10000 a <1/1000), molto raro (<1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Tabella 1 – Reazioni avverse Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune: leucopenia. Comune: eosinofilia, trombocitopenia. Raro: leucocitosi, linfoadenopatia.

Molto raro: agranulocitosi, anemia aplastica, pancitopenia, aplasia eritrocitaria pura, anemia, anemia megaloblastica, reticolocitosi, anemia emolitica. Disturbi del sistema immunitario Raro: risposta di ipersensibilità ritardata multipla a carico di più organi con disturbi, che si possono manifestare in combinazioni differenti, quali febbre, rash, vasculiti, linfoadenopatia, pseudo-linfoma, artralgia, leucopenia, eosinofilia, epato-splenomegalia, alterazione dei tests di funzionalità epatica e sindrome del dotto biliare evanescente (distruzione e scomparsa dei dotti biliari intraepatici). Anche altri organi possono essere interessati, quali polmoni, reni, pancreas, miocardio, colon. Molto raro: reazioni anafilattiche, angioedema, ipogammaglobulinemia. Patologie endocrine Comune: edema, ritenzione idrica, aumento del peso corporeo, iponatremia e riduzione dell'osmolarità ematica dovuta ad un'azione simile all'ADH, che può portare in rari casi ad intossicazioni da acqua accompagnata da vomito, letargia, cefalea, stato confusionale, disturbi neurologici. Molto raro: ginecomastia, galattorrea. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Raro: carenza di acido folico, diminuzione dell’appetito. Molto raro: porfiria acuta (porfiria intermittente acuta e porfiria variegata), porfiria non acuta (porfiria cutanea tarda). Non nota: iperammoniemia Disturbi psichiatrici Raro: allucinazioni (visive o uditive), depressione, irrequietezza, agitazione, aggressività, stato confusionale. Molto raro: attivazione di psicosi. Patologie del sistema nervoso Molto comune: capogiri, atassia, sonnolenza. Comune: cefalea, diplopia. Non comune: movimenti anormali involontari (es. tremore, asterissi, distonia, tics), nistagmo. Raro: discinesia, disturbi della motilità oculare, disturbi del linguaggio (disartria, linguaggio indistinto), coreoatetosi, neuropatie periferiche, parestesie, e paresi. Molto raro: sindrome neurolettica maligna, meningite asettica con mioclono ed eosinofilia periferica, disgeusia. Patologie dell’occhio Comune: disturbi dell’accomodazione (es. visione offuscata). Molto raro: congiuntiviti, opacità del cristallino. Patologie dell’orecchio e del labirinto Molto raro: disturbi dell'udito (es. iperacusia, ipoacusia, tinnito, percezione alterata del tono). Patologie cardiache Raro: disturbi della conduzione cardiaca. Molto raro: bradicardia, aritmia, blocco atrioventricolare con sincope, insufficienza cardiaca congestizia, aggravamento della arteriopatia coronarica. Patologie vascolari Raro: ipertensione o ipotensione. Molto raro: collasso circolatorio, embolia (es. embolia polmonare), tromboflebite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto raro: ipersensibilità polmonare caratterizzata ad esempio da febbre, dispnea, polmonite.

Patologie gastrointestinali Molto comune: nausea, vomito. Comune: secchezza delle fauci. Non comune: diarrea, stipsi. Raro: dolori addominali. Molto raro: glossite, stomatite, pancreatite. Patologie epatobiliari Raro: epatopatia colestatica, parenchimale (epatocellulare) o di tipo misto, sindrome del dotto biliare evanescente, ittero. Molto raro: epatite granulomatosa; insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune: dermatiti allergiche, orticaria che può essere anche grave. Non comune: dermatite esfoliativa. Raro: lupus eritematosus sistemico, prurito. Molto raro: gravi reazioni avverse cutanee (SCARs) come la sindrome di Steven-Johnson (*) (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN), reazioni di fotosensibilità, eritema multiforme, eritema nodoso, alterazione della pigmentazione cutanea, porpora, acne, iperidrosi, alopecia, irsutismo. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Raro: debolezza muscolare. Molto raro: disturbi del metabolismo osseo (diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di calcio e delle concentrazioni ematiche di 25-idrossi-colecalciferolo) che portano a osteomalacia/osteoporosi, artralgia, mialgia, spasmi muscolari. Il meccanismo mediante il quale CARBAMAZEPINA EG influenza il metabolismo osseo non è stato identificato. Patologie renali e urinarie Molto raro: nefrite tubulointerstiziale, insufficienza renale, compromissione renale (es. albuminuria, ematuria, oliguria, aumento dei livelli di urea ematica/azotemia), pollachiuria, ritenzione urinaria. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Molto raro: disfunzioni sessuali/disfunzione erettile, anomalie nella spermatogenesi (con diminuzione del numero degli spermatozoi e/o della motilità). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune: affaticamento. Esami diagnostici Molto comune: innalzamento delle gamma-GT (dovuto all'induzione degli enzimi epatici), di solito clinicamente non rilevante. Comune: innalzamento delle concentrazioni ematiche della fosfatasi alcalina. Non comune: innalzamento delle transaminasi. Molto raro: aumento della pressione intraoculare, aumento dei livelli ematici di colesterolo, lipoproteine ad alta densità, e trigliceridi. Alterazione dei parametri funzionali della tiroide: diminuzione della L-Tiroxina (tiroxina libera, tiroxina, triiodotiroxina) e aumento delle concentrazioni ematiche dell’ormone stimolante la tiroide, di solito senza manifestazioni cliniche, aumento dei livelli ematici di prolattina. (*) In alcuni Paesi asiatici la frequenza è “rara”. Vedere anche paragrafo 4.4. Ulteriori reazioni avverse derivanti da segnalazioni spontanee (frequenza non nota) Le seguenti reazioni avverse derivano dall’esperienza post-marketing con CARBAMAZEPINA EG e si riferiscono a segnalazioni spontanee e ai casi descritti in letteratura. Poiché queste reazioni derivano spontaneamente da una popolazione di dimensione incerta, non è possibile stimarne con certezza la frequenza che è pertanto indicata come “non nota”. Le reazioni avverse sono elencate secondo l

classificazione per sistemi e organi MedDRA. All’interno di ciascuna classe sistema-organo, le reazioni avverse sono riportate in ordine di gravità decrescente. Tabella 2 – Reazioni avverse da segnalazioni spontanee e dalla letteratura (frequenza non nota) Infezioni ed infestazioni Riattivazione di infezioni da Herpesvirus umano 6. Patologie del sistema emolinfopoietico Depressione midollare. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Cadute (associate ad atassia, capogiri, sonnolenza, ipotensione, stato confusionale e sedazione, effetti indotti dal trattamento con CARBAMAZEPINA EG) (vedere paragrafo 4.4). Patologie del sistema nervoso Sedazione, disturbi della memoria. Patologie gastrointestinali Colite. Disturbi del sistema immunitario Rash farmaco-indotto con eosinofilia e sintomi sistemici (Drug Rash with Eosinophilia and Systemic Symptoms, DRESS). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Pustolosi esantematica acuta generalizzata (Acute Generalized Exanthematous Pustulosis, AGEP), cheratosi lichenoide, onicomadesi. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Fratture. Esami diagnostici Diminuzione della densità ossea. C’è una crescente evidenza riguardo l’associazione di marcatori genetici e la comparsa di reazioni avverse cutanee come SJS, TEN, DRESS, AGEP e rash maculopapulare. In pazienti giapponesi ed europei queste reazioni sono segnalate in associazione con l’uso di carbamazepina e la presenza di allele HLA-A*3101. Un altro marker, HLA-B*1502, ha dimostrato di essere fortemente associato con le sindromi di SJS e TEN tra gli individui di origine cinese di etnia Han, tailandese e qualche altra discendenza asiatica (vedere paragrafi 4.2 e 4.4 per ulteriori informazioni). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio Segni e sintomi I segni e sintomi di sovradosaggio che si presentano solitamente coinvolgono il sistema nervoso centrale, cardiovascolare e respiratorio e comprendono le reazioni avverse descritte al paragrafo 4.8. Sistema nervoso central

Depressione del sistema nervoso centrale, disorientamento, diminuzione del livello di coscienza, sonnolenza, agitazione, allucinazione, coma, visione offuscata, disartria, linguaggio indistinto, nistagmo, atassia, discinesia, iperreflessia seguita da iporeflessia, convulsioni, disturbi psicomotori, mioclono, ipotermia, midriasi. Sistema respiratorio Depressione respiratoria, edema polmonare. Sistema cardiovascolare Tachicardia, ipotensione, a volte ipertensione, disturbi della conduzione cardiaca con allargamento del complesso QRS; sincope associata ad arresto cardiaco. Sistema gastrointestinale Vomito, ritardo dello svuotamento gastrico, ridotta motilità intestinale. Sistema muscoloscheletrico Ci sono state alcune segnalazioni di rabdomiolisi in associazione a tossicità da carbamazepina. Funzionalità renale Ritenzione urinaria, oliguria, anuria, ritenzione di liquidi, intossicazione da acqua dovuta all'effetto tipo ADH della carbamazepina. Parametri di laboratorio Iponatremia, possibile acidosi metabolica, possibile iperglicemia, incremento della creatin fosfochinasi muscolare. Trattamento Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento iniziale deve essere condotto sulla base delle condizioni del paziente, che deve essere ospedalizzato. Occorre misurare la concentrazione plasmatica della carbamazepina per poter confermare l'avvelenamento e la quantità di dose assunta. Svuotare lo stomaco, fare una lavanda gastrica e somministrare carbone attivo. Il ritardo dello svuotamento dello stomaco può provocare assorbimento ritardato con conseguente riacutizzazione durante la fase di recupero dall'intossicazione. È importante supportare le funzioni vitali in unità di cura intensiva con monitoraggio cardiaco e correggere i valori degli elettroliti nel sangue. Speciali raccomandazioni Si raccomanda un'emoperfusione di carbone. L’emodialisi è il trattamento efficace per la gestione del sovradosaggio di carbamazepina. Nei 2-3 giorni successivi l'intossicazione occorre prevenire la riacutizzazione e l'aggravamento dei sintomi dovuti al ritardato assorbimento.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: antiepilettici, derivati della carbossamide (codice ATC: N03 AF01). CARBAMAZEPINA EG appartiene alla famiglia delle dibenzazepine. Quale farmaco antiepilettico il suo spettro d’azione comprende crisi parziali (semplici o complesse) con o senza generalizzazione secondaria; convulsioni tonico-cloniche generalizzate, così come combinazioni di questi tipi di crisi. È riportato negli studi clinici che CARBAMAZEPINA EG, somministrata in monoterapia, a pazienti epilettici - in particolare bambini e adolescenti - esercita un’azione psicotropa con miglioramento dei sintomi di ansietà e depressione e diminuzione dell'irritabilità e dell'aggressività. Per quanto riguarda le funzioni cognitive e psicomotorie, alcuni studi riportano effetti negativi o poco chiari, in relazione anche alle dosi somministrate; da altri studi invece emerge un effetto positivo sull'attenzione, sulle funzioni cognitive e sull

memoria. Quale farmaco neurotropo CARBAMAZEPINA EG previene la comparsa dei parossismi dolorosi delle nevralgie essenziali e secondarie del trigemino ed è inoltre utile per ridurre il dolore neurogenetico in svariate condizioni, quali tabe dorsale, parestesia post-traumatica, nevralgia post-erpetica; nella sindrome da astinenza da alcool aumenta la soglia convulsiva, ridotta dall'abuso di alcool, e migliora i sintomi da astinenza (es. ipereccitabilità, tremore, andatura alterata); nel diabete insipido centrale, CARBAMAZEPINA EG riduce il volume urinario e la sensazione di sete. Quale farmaco psicotropo CARBAMAZEPINA EG dà prova di efficacia nei disturbi affettivi, per es. nel trattamento della mania acuta, così come nella terapia di mantenimento dei disturbi (maniaco-depressivi) bipolari affettivi, sia quando prescritto in monoterapia che in associazione con neurolettici, antidepressivi o litio. CARBAMAZEPINA EG risulta efficace nei disturbi schizo-affettivi e nella mania eccitatoria in combinazione con altri neurolettici, così come negli episodi che si susseguono rapidamente nelle forme a ciclo corto. Meccanismo d’azione Il meccanismo d’azione della carbamazepina è stato solo parzialmente chiarito. La carbamazepina stabilizza le membrane nervose ipereccitate, inibisce le scariche neuronali ripetute e riduce la propagazione sinaptica degli impulsi eccitatori. È ragionevole pensare che il principale meccanismo d'azione della carbamazepina sia la prevenzione del firing ripetitivo dei potenziali d'azione sodio-dipendenti nei neuroni depolarizzati attraverso il blocco usoe voltaggio-dipendente dei canali del sodio. Mentre la diminuzione del release di glutammato e la stabilizzazione delle membrane neuronali potrebbe spiegare gli effetti antiepilettici, l’effetto inibente sul turnover della dopamina e noradrenalina potrebbe dare spiegazione delle proprietà antimaniacali della carbamazepina. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Assorbimento La carbamazepina viene assorbita quasi completamente, ma relativamente lentamente dalle compresse. Le compresse convenzionali e le compresse masticabili raggiungono la concentrazione di picco plasmatico di sostanza immodificata rispettivamente dopo 12 e 6 ore, dopo singola dose orale. Con lo sciroppo si raggiunge la massima concentrazione plasmatica entro 2 ore. Rispetto alla quantità di sostanza attiva assorbita, non esiste una differenza rilevante con le forme orali. Dopo una singola dose orale di 400 mg di carbamazepina (compresse) il picco di concentrazione plasmatica di sostanza immodificata è di circa 4,5 μg/ml. Quando le compresse a rilascio modificato sono somministrate in dose singola o ripetuta, raggiungono circa il 25% del picco di concentrazione plasmatica più basso di sostanza attiva rispetto alle compresse convenzionali. I picchi si raggiungono entro 24 ore. Le compresse a rilascio modificato producono un decremento dell’indice di fluttuazione statisticamente significativo, ma non un decremento significativo del valore Cmin allo steady state. Con una posologia di due somministrazioni giornaliere la fluttuazione delle concentrazioni plasmatiche è molto bassa. La biodisponibilità delle compresse a rilascio modificato è circa il 15% più bassa di quella delle altre forme orali. Lo steady-state delle concentrazioni plasmatiche di carbamazepina si raggiunge entro 1-2 settimane, a seconda delle caratteristiche individuali in termini di autoinduzione della carbamazepina, etero-induzione esercitata da altri farmaci induttori, situazione prima del trattamento, dosaggio, durata del trattamento. Allo steady-state le concentrazioni plasmatiche di carbamazepina considerate come range terapeutico variano molto da individuo ad individuo: nella maggior parte dei pazienti è stato riportato un range di 4-12 μg/ml corrispondenti a 17-50 μmol/l. La concentrazione del 10,11-epossido (il metabolita attivo della carbamazepina) è circa il 30% dei livelli del principio attivo. L'ingestione di cibo non influenza la velocità e l'entità dell'assorbimento, indipendentemente dalla formulazione di carbamazepina somministrata. Distribuzione Ipotizzando il completo assorbimento della carbamazepina, il volume apparente di distribuzione varia da 0,8 a 1,9 l/Kg.

La carbamazepina attraversa la placenta. La carbamazepina è legata alle proteine plasmatiche per il 70-80%. La concentrazione di sostanza immodificata nel fluido cerebrospinale e nella saliva rispecchia la porzione non legata alle proteine plasmatiche (20-30%). Le concentrazioni nel latte materno equivalgono al 25-60% dei corrispondenti livelli plasmatici. Biotrasformazione La carbamazepina è metabolizzata nel fegato, la cui più importante via di eliminazione è l'epossidazione; si ottiene così il derivato 10,11-trans-diolo ed il suo glicuronide quali principali metaboliti. Il citocromo P450 3A4 è stato identificato quale la principale isoforma responsabile della trasformazione della carbamazepina nel metabolita 10,11-epossido. L’enzima microsomiale umano epossido-idrolasi è stato identificato come il responsabile della formazione del 10,11-transdiolo, derivato di carbamazepina-10,11-epossido. Il 9-idrossimetil-10-carbamoil acridano è il metabolita meno frequente di questa via di metabolizzazione. Dopo una singola dose orale di carbamazepina, circa il 30% appare nelle urine come prodotto finale della metabolizzazione. Un'altra importante via di biotrasformazione della carbamazepina porta a vari composti monoidrossilati, cosi come all'N-glicuronide della carbamazepina prodotto dal UGT2B7. Eliminazione L’emivita di eliminazione di sostanza immodificata si aggira approssimativamente intorno alle 36 ore dopo singola dose orale, mentre dopo somministrazioni ripetute si aggira sulle 16-24 ore (autoinduzione del sistema epatico delle monossigenasi), a seconda della durata della terapia. Nei pazienti in trattamento contemporaneo con altri farmaci induttori degli enzimi epatici (es. fenitoina, fenobarbitale) i valori di emivita sono stati trovati intorno alle 9-10 ore. L’emivita di eliminazione plasmatica del 10,11-epossido è di circa 6 ore dopo singole dosi orali dell’epossido stesso. Dopo somministrazione di una singola dose orale di 400 mg di carbamazepina, il 72% è escreto nelle urine ed il 28% nelle feci. Nelle urine, circa il 2% della dose è sotto forma di sostanza immodificata e circa l’1% sotto forma del metabolita attivo 10,11-epossido. Popolazioni speciali Bambini Data la maggiore eliminazione di carbamazepina, i bambini possono necessitare di dosi maggiori degli adulti (in mg/Kg). Anziani Non ci sono indicazioni di un'alterata farmacocinetica della carbamazepina nei pazienti anziani confrontati con i giovani adulti. Pazienti con insufficienza renale o epatica Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica della carbamazepina nei pazienti con insufficienza renale o epatica. 5.3. Dati preclinici di sicurezza I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi singole e ripetute, genotossicità e potenziale cancerogeno. Tuttavia gli studi condotti nell’animale non sono sufficienti per escludere un effetto teratogenico di carbamazepina. Carcinogenicità Nei ratti trattati con carbamazepina per 2 anni si è osservato un incremento dell’incidenza di tumori epatocellulari nelle femmine e di tumori benigni al testicolo nei maschi. Al momento non è noto il significato di questi dati relativamente all'uso terapeutico di carbamazepina nell'uomo. Genotossicità Carbamazepina non è risultata genotossica in diversi studi standard di mutagenicità nei batteri e nei mammiferi. Tossicità riproduttiv

In studi animali condotti nel topo, nel ratto e nel coniglio la somministrazione orale di carbamazepina durante l’organogenesi ha portato all’aumento della mortalità embrio-fetale e al ritardo di crescita fetale a dosi giornaliere associate a tossicità materna (superiori a 200 mg/kg/die). Carbamazepina si è dimostrata teratogena in diversi studi animali, specialmente nei topi, tuttavia non ha o ha solo un minimo potenziale teratogenico alle dosi rilevanti per l’uomo. In uno studio di tossicità riproduttiva condotto nel ratto, nei piccoli allattati al seno si è verificata una ridotta crescita ponderale a dosi materne pari a 192 mg/kg/die. Fertilità In studi di tossicità cronica sono stati osservati atrofia testicolare ed aspermastogenesi dose-correlate in ratti trattati con carbamazepina. Il margine di sicurezza per questo effetto non è noto.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Cellulosa microcristallina Carmellosa sodica Silice colloidale anidra Magnesio stearato 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità 5 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Conservare le compresse a temperatura ambiente. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Compresse 200 mg: Astuccio contenente blister in PVC/PVDC/Alluminio da 50 compresse. Compresse 400 mg: Astuccio contenente blister in PVC/PVDC/Alluminio da 30 compresse. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG S.p.A., Via Pavia 6, 20136 Milano

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

CARBAMAZEPINA EG 200 mg Compresse: AIC n.033878012 CARBAMAZEPINA EG 400 mg Compresse: AIC n.033878024

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo testo dell’autorizzazione

Ottobre 1999 / 5 Ottobre 2004

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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