CELECOXIB VIATRIS

Principio attivo: CELECOXIB · ATC M01AH01 · VIATRIS PHARMA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

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"200 MG CAPSULE RIGIDE" 20 CAPSULE IN BLISTER PVC/AL A 7,00 € 7,00 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: CELECOXIB
Forma farmaceutica: Capsula rigida
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 100 mg CAPSULA RIGIDA
  • 200 mg CAPSULA RIGIDA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: VIATRIS PHARMA S.R.L.
Codice ATC: M01AH01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CELECOXIB TECNIGEN - TECNIMEDE - SOCIEDADE TECNICO-MEDICINAL, SA
· CELECOXIB ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· CELECOXIB MYLAN - MYLAN S.P.A.
· CELECOXIB DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· CELECOXIB EG - EG S.P.A.
· CELECOXIB AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· CELECOXIB TEVA ITALIA - TEVA B.V.
· CELECOXIB PENSA PHARMA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· CELEBREX - VIATRIS PHARMA S.R.L.
· CELECOXIB ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· CELECOXIB TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
· CELECOXIB SANDOZ - SANDOZ S.P.A.
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Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

Celecoxib Viatris appartiene ad una classe di medicinali chiamati farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), e più in particolare ad un sottogruppo conosciuto come inibitori della cicloossigenasi-2 (COX2). L’organismo produce prostaglandine, che possono causare dolore e infiammazione. In determinate

condizioni come l’artrite reumatoide e l’osteoartrosi, l’organismo ne produce di più. Celecoxib Viatris agisce riducendo la produzione di prostaglandine, riducendo pertanto anche il dolore e l’infiammazione.

Celecoxib Viatris è usato negli adulti per il trattamento sintomatico dell’artrite reumatoide,

dell’osteoartrosi e della spondilite anchilosante.

Ci si può aspettare che il medicinale inizi ad avere effetto entro poche ore dall'assunzione della prima dose, ma potrebbe non percepire un effetto completo per diversi giorni.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Celecoxib Viatris le è stato prescritto dal medico. Le informazioni che seguono l’aiuteranno a ottenere i risultati migliori con Celecoxib Viatris. Se ha ulteriori domande, si rivolga al medico o al farmacista.

Non prenda Celecoxib Viatris

Informi il medico se al suo caso si applica una qualsiasi delle condizioni seguenti, poiché i pazienti che si trovano in queste condizioni non devono prendere Celecoxib Viatris:

• se è allergico al celecoxib o a uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al
paragrafo 6)
• se ha avuto una reazione allergica a una classe di medicinali chiamati “sulfamidici” (es. alcuni
antibiotici usati per trattare le infezioni)
• se attualmente ha un’ulcera allo stomaco o all’intestino, oppure un’emorragia allo stomaco o
all’intestino
• se, a causa dell’assunzione di acido acetilsalicilico o di un qualsiasi altro farmaco antinfiammatorio e
antidolorifico (FANS), ha avuto asma, polipi nasali, congestione nasale grave, o una reazione
allergica come eruzione della pelle con prurito, gonfiore al viso, alle labbra, alla lingua o alla gola,

difficoltà nella respirazione o sibilo
• se è incinta. Se può restare incinta nel corso del trattamento, deve parlare di metodi contraccettivi con
il medico
• se sta allattando al seno
• se ha una grave malattia al fegato
• se ha una grave malattia ai reni

• se ha una malattia infiammatoria dell’intestino, come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn
• se ha un’insufficienza cardiaca, o una cardiopatia ischemica accertata, o una malattia
cerebrovascolare, ad esempio le è stato diagnosticato un infarto, un ictus o un attacco ischemico
transitorio (temporanea riduzione dell’afflusso del sangue al cervello, anche noto come “mini-ictus”),
un’angina, o una ostruzione dei vasi sanguigni verso il cuore o il cervello

• se ha o ha avuto problemi circolatori (malattia arteriosa periferica) o se ha avuto un’operazione alle arterie delle gambe

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Celecoxib Viatris:

•

•
se in precedenza ha avuto un’ulcera o un’emorragia allo stomaco o all’intestino (non prenda
Celecoxib Viatris se attualmente ha un’ulcera o un’emorragia allo stomaco o all’intestino)
se sta prendendo acido acetilsalicilico (anche ai bassi dosaggi utilizzati per la protezione cardiaca)
• se sta assumendo terapie antipiastriniche
• se usa medicinali per ridurre la coagulazione del sangue (es. warfarin/anticoagulanti simili al warfarin
o medicinali anticoagulanti orali innovativi, es. apixaban)
• se usa medicinali chiamati corticosteroidi (es. prednisone)
• se sta usando Celecoxib Viatris contemporaneamente ad altri FANS che non siano l’acido
acetilsalicilico, come ibuprofene o diclofenac. L’uso concomitante di questi medicinali deve essere

evitato
• se fuma, ha diabete, pressione alta o colesterolo alto
• se ha il cuore, il fegato o i reni che non funzionano bene, il medico la potrebbe sottoporre a controlli
periodici

• se ha ritenzione di liquidi (come caviglie e piedi gonfi)
• se è disidratato, per esempio a causa di una malattia, di diarrea o dell’uso di diuretici (utilizzati per
trattare l’eccesso di liquidi nell’organismo)
• se ha avuto una reazione allergica grave o una reazione cutanea grave ad un qualunque medicinale
• se si sente male a causa di un’infezione o crede di avere un’infezione, poiché Celecoxib Viatris può
mascherare la febbre o altri segni di infezione e infiammazione

• se ha più di 65 anni di età il medico la monitorerà regolarmente
• l’assunzione di alcolici e di FANS potrebbe aumentare il rischio di problemi gastrointestinali

Come nel caso di altri FANS (es. ibuprofene o diclofenac), questo medicinale può portare ad un aumento della pressione del sangue e pertanto il medico potrebbe chiederle di controllare la pressione su base regolare.

Durante il trattamento con celecoxib sono stati segnalati alcuni casi di reazioni epatiche gravi, tra cui grave infiammazione epatica, danno epatico, insufficienza epatica (alcuni casi hanno avuto esito infausto

o hanno richiesto trapianto del fegato). Tra i casi per cui è noto il tempo di insorgenza, la maggior parte delle reazioni epatiche gravi si è verificata entro un mese dall’inizio del trattamento.

Sono state segnalate gravi reazioni cutanee in associazione al trattamento con Celecoxib Viatris. Interrompa l'uso di Celecoxib Viatris e consulti immediatamente un medico se nota uno qualsiasi dei sintomi delle gravi reazioni cutanee descritte al paragrafo 4, Possibili effetti indesiderati. Celecoxib Viatris può rendere più difficile il tentativo di restare incinta. Deve informare il medico se sta pianificando una gravidanza o se ha problemi a restare incinta (vedere paragrafo Gravidanza e allattamento).

Altri medicinali e Celecoxib Viatris

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale:

• Destrometorfano (usato nel trattamento della tosse)
• ACE-inibitori, antagonisti dell’angiotensina II, beta-bloccanti e diuretici (usati per la pressione alta e
l’insufficienza cardiaca)
• Fluconazolo e rifampicina (usati per trattare le infezioni micotiche e batteriche)
• Warfarin o altri medicinali simili al warfarin (farmaci che riducono la coagulazione del sangue),

inclusi i medicinali più nuovi come apixaban
• Litio (usato per trattare alcuni tipi di depressione)
• Altri medicinali per il trattamento di depressione, disturbi del sonno, pressione alta o battito cardiaco
irregolare
• Neurolettici (usati per trattare alcuni disturbi mentali)
•
•
•
•
Metotressato (usato per trattare artrite reumatoide, psoriasi e leucemia)
Carbamazepina (usata per trattare epilessia/convulsioni e alcune forme di dolore o depressione)
Barbiturici (usati per trattare epilessia/convulsioni e alcuni disturbi del sonno)
Ciclosporina e tacrolimus (usati per la soppressione del sistema immunitario, ad es. dopo i trapianti)

Celecoxib Viatris può essere assunto con un dosaggio basso di acido acetilsalicilico (75 mg al giorno o meno). Chieda consiglio al medico prima di assumere i due medicinali contemporaneamente.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte

materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Celecoxib Viatris non deve essere assunto da donne incinte o che possono restare incinte (es. donne in età fertile che non usano adeguati metodi contraccettivi) nel corso del trattamento. Se resta incinta durante il

trattamento con Celecoxib Viatris, deve interrompere il trattamento e contattare il medico per una terapia alternativa.

Allattamento Celecoxib Viatris non deve essere usato durante l’allattamento.

Fertilità I FANS, compreso Celecoxib Viatris, possono rendere più difficile il tentativo di restare incinta. Deve

informare il medico se sta pianificando una gravidanza o se ha problemi a restare incinta.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Prima di guidare o azionare macchinari, deve essere a conoscenza di come reagisce a Celecoxib Viatris. Se si sente girare la testa o se ha sonnolenza dopo aver preso Celecoxib Viatris, non si metta alla guida e non azioni macchinari fino alla scomparsa di questi effetti.

Celecoxib Viatris contiene lattosio Celecoxib Viatris contiene lattosio (un tipo di zucchero). Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Celecoxib Viatris contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi, consulti il medico o il farmacista. Se crede o se sente che l’effetto di Celecoxib Viatris sia troppo forte o troppo debole, ne parli con il medico o con il farmacista.

Il medico le dirà quale dose assumere. Poiché il rischio di effetti indesiderati collegati a problemi cardiaci

può aumentare con l’aumentare della dose e della durata della terapia, è importante che lei usi la più bassa dose possibile per controllare il dolore e non prenda Celecoxib Viatris per un tempo maggiore di quello necessario a controllare i sintomi.

Modo di somministrazione:

Celecoxib Viatris è per uso orale. Le capsule possono essere assunte in ogni momento del giorno, con o senza cibo. Comunque, cerchi sempre di prendere ogni dose di Celecoxib Viatris alla stessa ora tutti i giorni.

Se ha difficoltà a inghiottire le capsule:

l’intero contenuto della capsula può essere versato su un cucchiaino raso di cibo semi-solido (come mousse di mela, crema di riso, yogurt o banana schiacciata freddi o a temperatura ambiente) e inghiottito immediatamente con circa 240 ml di acqua.

Per aprire la capsula, la tenga in verticale per mantenere i granuli sul fondo, quindi estragga la parte superiore ruotandola con una lieve pressione, facendo attenzione a non far fuoriuscire il contenuto. Non mastichi né frantumi i granuli.

Contatti il medico entro due settimane dall’inizio del trattamento se non prova alcun giovamento.

La dose raccomandata è:

Per l’osteoartrosi la dose raccomandata è 200 mg al giorno, che può essere aumentata dal medico fino a un massimo di 400 mg, se necessario.

La dose usuale è la seguente:
• una capsula da 200 mg una volta al giorno; oppure
• una capsula da 100 mg due volte al giorno.

Per l’artrite reumatoide la dose raccomandata è 200 mg al giorno, che può essere aumentata dal medico fino a un massimo di 400 mg, se necessario.

La dose usuale è la seguente: • una capsula da 100 mg due volte al giorno.

Per la spondilite anchilosante la dose raccomandata è 200 mg al giorno, che può essere aumentata dal
medico fino a un massimo di 400 mg, se necessario.
La dose usuale è la seguente:
• una capsula da 200 mg una volta al giorno; oppure
• una capsula da 100 mg due volte al giorno.

Disturbi ai reni o al fegato: si accerti che il medico sappia se ha disturbi al fegato o ai reni, poiché potrebbe essere necessaria una dose più bassa.

Anziani, specialmente quelli con peso inferiore a 50 kg: se ha più di 65 anni di età e specialmente se pesa meno di 50 kg, il medico potrebbe sottoporla a controlli più attenti.

Non deve prendere più di 400 mg al giorno. Uso nei bambini Celecoxib Viatris è soltanto per gli adulti. Non deve essere usato per i bambini.

Se prende più Celecoxib Viatris di quanto deve Non deve prendere più capsule di quante gliene ha prescritte il medico. Se prende troppe capsule si rivolga al medico, al farmacista o all’ospedale e porti con sé il medicinale.

Se dimentica di prendere Celecoxib Viatris

Se dimentica di prendere una capsula, la prenda non appena se ne ricorda. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Celecoxib Viatris Interrompere improvvisamente il trattamento con Celecoxib Viatris può portare ad un peggioramento dei

sintomi. Non smetta di prendere Celecoxib Viatris se non glielo ha detto il medico. Il medico probabilmente le dirà di ridurre la dose per alcuni giorni, prima di interrompere completamente il trattamento.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Gli effetti indesiderati sotto elencati sono stati osservati in pazienti con artrite che prendevano Celecoxib Viatris. Gli effetti indesiderati sotto elencati contrassegnati da un asterisco (*) si sono verificati a frequenze più alte in pazienti che prendevano Celecoxib Viatris per prevenire i polipi al colon. I pazienti di questi studi hanno preso Celecoxib Viatris a dosi elevate e per una durata maggiore.

Se si verifica una delle condizioni seguenti, smetta di assumere Celecoxib Viatris e informi immediatamente il medico: Se ha:

- una reazione allergica come eruzione della pelle, gonfiore al viso, sibilo o difficoltà
respiratorie
- disturbi cardiaci come dolore al petto
- forte dolore allo stomaco o un qualunque segno di emorragia allo stomaco o all’intestino,
come feci nere o sangue nelle feci, o vomito con sangue
- una reazione cutanea come eruzione della pelle, vesciche o desquamazione della pelle

- insufficienza epatica (i cui sintomi comprendono nausea, diarrea, ittero (colorito giallastro della pelle o del globo oculare)).

Molto comune: può interessare più di 1 persona su 10

• Pressione del sangue alta, incluso peggioramento della pressione alta esistente*.

Comune: può interessare fino a 1 persona su 10

• Infarto*
• Ritenzione di liquidi con caviglie, gambe e/o mani gonfie
• Infezioni urinarie
• Fiato corto*, sinusite (infiammazione o infezione dei seni paranasali, seni bloccati o dolorosi),
naso chiuso o colante, mal di gola, tosse, raffreddore, sintomi simil-influenzali
• Capogiri, difficoltà del sonno
• Vomito*, dolore di stomaco, diarrea, indigestione, aria
• Eruzione cutanea, prurito
• Rigidità muscolare
• Difficoltà ad inghiottire*

• Mal di testa
• Nausea
• Dolore alle articolazioni
• Peggioramento delle allergie esistenti
• Lesione accidentale

Non comune: può interessare fino a 1 persona su 100

• Ictus*
• Insufficienza cardiaca, palpitazioni (avvertire il battito cardiaco), frequenza cardiaca elevata

• Anomalie degli esami del sangue per i valori riferiti al fegato
• Anomalie degli esami del sangue per i valori riferiti ai reni
• Anemia (alterazioni dei globuli rossi che possono provocare stanchezza e mancanza di fiato)
• Ansia, depressione, stanchezza, sonnolenza, sensazione di formicolio
• Elevati livelli di potassio nei risultati delle analisi del sangue (possono provocare nausea,

•

• stanchezza, debolezza muscolare o palpitazioni)

nell’udito* del Visione offuscata o compromessa, ronzio alle orecchie, dolore e piaghe alla bocca, difficoltà

Costipazione, eruttazione, infiammazione dello stomaco (indigestione, mal di stomaco o vomito),
peggioramento dell’infiammazione dello stomaco o dell’intestino
• Crampi alle gambe
• Aumento delle eruzioni cutanee con prurito (orticaria)
• Infiammazione dell’occhio
• Difficoltà a respirare
• Scolorimento della pelle (lividi)
•

Dolore al petto (dolore generalizzato non relativo al cuore) • Gonfiore del viso

Raro: può interessare fino a 1 persona su 1.000

• Ulcere (sanguinamento) allo stomaco, all’esofago o all’intestino; oppure perforazione
dell’intestino (può causare mal di stomaco, febbre, nausea, vomito, blocco intestinale), feci scure
o nere, infiammazione del pancreas (può provocare mal di stomaco), infiammazione dell’esofago.
• Bassi livelli di sodio nel sangue (condizione nota come iponatremia)
• Riduzione dei globuli bianchi (che aiutano a proteggere l’organismo dalle infezioni) o delle

piastrine (maggiore possibilità di sanguinamenti o lividi)
• Difficoltà a coordinare i movimenti muscolari
• Sensazione di confusione, alterazioni del gusto
•

Maggiore sensibilità alla luce
• Perdita di capelli
• Allucinazioni
• Emorragia dell’occhio
• Reazione acuta che può causare infiammazione dei polmoni
• Battito irregolare

• Vampate
• Coaguli di sangue nei vasi sanguigni dei polmoni. I sintomi possono includere improvvisa
mancanza di fiato, dolori acuti durante la respirazione o svenimento.
• Emorragia allo stomaco o all’intestino (può causare sangue nelle feci o vomito), infiammazione
di intestino o colon
• Infiammazione epatica grave (epatite). I sintomi comprendono nausea, diarrea, ittero (colorito
giallastro della pelle o degli occhi), urine scure, feci chiare, facilità al sanguinamento, prurito o
brividi.

• Insufficienza renale acuta
• Disturbi mestruali
• Gonfiore al viso, labbra, bocca, lingua o gola, o difficoltà nella deglutizione.

Molto raro: può interessare fino a 1 persona su 10.000

• Reazioni allergiche gravi (compreso shock anafilattico potenzialmente fatale)
• Malattie della pelle gravi come la sindrome di Stevens-Johnson, la dermatite esfoliativa e la necrolisi
epidermica tossica (possono causare eruzione, vesciche o desquamazione della pelle) e la pustolosi

acuta generalizzata ed esantematica (i sintomi comprendono cute arrossata con rigonfiamenti ricoperti
da numerose piccole pustole)
• Reazione allergica ritardata con possibili sintomi come eruzione cutanea, gonfiore del viso, febbre,
ingrossamento delle ghiandole linfatiche, valori alterati degli esami del sangue (ad esempio
funzionalità epatica, emocromo (eosinofilia, uno specifico innalzamento dei globuli bianchi)).
• Emorragie cerebrali fatali
•
• del
Meningite (infiammazione della membrana che ricopre il cervello e il midollo spinale)
Insufficienza epatica, danno epatico, e infiammazione epatica grave (epatite fulminante), (casi talvolta
fatali o che hanno richiesto trapianto del fegato). I sintomi comprendono nausea, diarrea, ittero
(colorito giallastro della pelle o degli occhi), urine scure, feci chiare, facilità al sanguinamento, prurito
o brividi.
• Disturbi epatici (come la colestasi e l'epatite colestatica, che possono essere accompagnate da sintomi
quali alterato colore delle feci, nausea e ingiallimento della pelle o degli occhi)
• Infiammazione dei reni o altri disturbi renali (come la sindrome nefrosica e la malattia a lesioni
minime, che possono essere accompagnate da sintomi quali ritenzione idrica (edema), urine
schiumose, affaticamento e perdita di appetito).

• Peggioramento dell’epilessia (possibilità di attacchi convulsivi più frequenti e/o più gravi)
• Ostruzione di un’arteria o di una vena dell’occhio, che provoca perdita parziale o totale della vista
• Vasi sanguigni infiammati (possono causare febbre, dolori, chiazze rossastre sulla pelle)
• Riduzione dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine (può causare stanchezza, facilità

ai lividi, frequenti sanguinamenti dal naso e aumento del rischio di infezioni)
• Dolore e debolezza muscolare
• Compromissione del senso dell’odorato
• Perdita del gusto

Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili:

• Ridotta fertilità nelle donne, generalmente reversibile con l’interruzione del medicinale
• Altre gravi condizioni della pelle come l'eruzione fissa da farmaco (una reazione allergica cutanea

distintiva che solitamente si ripresenta nello/negli stesso/i sito/i in caso di riesposizione al farmaco e può presentarsi come chiazze rotonde o ovali di rossore e gonfiore della pelle, vesciche (orticaria), prurito) e l'eruzione fissa bollosa generalizzata da farmaco (può comportare reazioni cutanee diffuse)

Negli studi clinici non collegati all’artrite o ad altre condizioni correlate all’artrite, in cui Celecoxib Viatris è stato assunto a dosi di 400 mg al giorno per un periodo massimo di 3 anni, sono stati

osservati i seguenti effetti indesiderati:

Comune: può interessare fino a 1 persona su 10

• Disturbi cardiaci: angina (dolore al petto)
• Disturbi allo stomaco: sindrome del colon irritabile (può includere mal di stomaco, diarrea,
indigestione, aria)
• Calcoli renali (che possono provocare mal di schiena o mal di stomaco, sangue nelle urine), difficoltà
ad urinare
• Aumento di peso

Non comune: può interessare fino a 1 persona su 100

• Trombosi venosa profonda (coagulazione del sangue generalmente nella gamba, che può causare
dolore, gonfiore o arrossamento al polpaccio o problemi respiratori)
• Disturbi allo stomaco: infezione allo stomaco (che può provocare irritazione e ulcere allo stomaco e

all’intestino)
• Frattura agli arti inferiori
• Herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), infezione della pelle, eczema (eruzione cutanea secca e con
prurito), polmonite (infezione al torace (possibile tosse, febbre, difficoltà respiratorie))
• Mosche volanti nell’occhio che causano compromissione o offuscamento della vista, vertigine dovuta

a disturbi dell’orecchio interno, gengive doloranti, infiammate o sanguinanti, piaghe alla bocca
• Eccessiva urinazione notturna, emorroidi sanguinanti, frequenti movimenti intestinali
• Accumuli di grasso sulla pelle o altrove, cisti a ganglio (rigonfiamento innocuo sopra e attorno ad
articolazioni e tendini delle mani o dei piedi), difficoltà nel parlare, sanguinamento anomalo o molto
intenso dalla vagina, dolore al seno
• Elevati livelli di sodio nei risultati delle analisi del sangue

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul blister e sulla scatola. La data di

scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non conservare Celecoxib Viatris a temperatura superiore ai 30 °C.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Celecoxib Viatris

Il principio attivo è celecoxib. Ciascuna capsula contiene 100 mg o 200 mg di celecoxib.

Gli altri componenti sono: Lattosio monoidrato, sodio laurilsolfato, povidone, croscarmellosa sodica, magnesio stearato. Gli involucri delle capsule contengono: gelatina, titanio diossido E171, sodio laurilsolfato e sorbitano monolaurato. L’inchiostro contiene gomma lacca, glicole propilenico, indigotina E132 (capsule da 100 mg) oppure ossido di ferro E172 (capsule da 200 mg).

Descrizione dell’aspetto di Celecoxib Viatris e contenuto della confezione Celecoxib Viatris è disponibile sotto forma di capsule.

Capsule opache di colore bianco con due bande blu contrassegnate 7767 e 100 Capsule opache di colore bianco con due bande oro contrassegnate 7767 e 200

Le capsule sono confezionate in blister di alluminio PVC/ trasparente o opaco.

Celecoxib Viatris è contenuto in confezioni da 2, 5, 6, 10, 20, 30, 40, 50, 60, 100, 10x10, 10x30, 10x50,

1x50 in unità separabili, 1x100 in unità separabili, 5x(10x10) capsule.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio e Produttore

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio Viatris Pharma S.r.l. Via Vittor Pisani 20 20124 Milano

Produttore Pfizer Manufacturing Deutschland GmbH Mooswaldallee 1 79108 Friburgo in Brisgovia Germania

Klocke Verpackungs-Service GmbH Max-Becker-Str. 6

76356 Weingarten (Baden) Germania

Mylan Hungary Kft. Mylan utca 1 Komárom, 2900 Ungheria

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo e nel Regno Unito (Irlanda del Nord) con le seguenti denominazioni:

Denominazione Paese Celecoxib Viatris Austria, Italia, Paesi Bassi, Finlandia, Francia Celecoxib Upjohn Svezia Celecoxib Regno Unito (Irlanda del Nord)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su CELECOXIB VIATRIS

Come si usa CELECOXIB VIATRIS?

CELECOXIB VIATRIS si presenta in forma di Capsula rigida e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CELECOXIB VIATRIS è disponibile senza ricetta?

No, CELECOXIB VIATRIS è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CELECOXIB VIATRIS?

Il principio attivo di CELECOXIB VIATRIS è CELECOXIB.

Quali sono gli equivalenti di CELECOXIB VIATRIS?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CELECOXIB TECNIGEN, CELECOXIB ALTER, CELECOXIB MYLAN, CELECOXIB DOC GENERICI. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CELECOXIB VIATRIS?

CELECOXIB VIATRIS è prodotto da VIATRIS PHARMA S.R.L..

Da quando CELECOXIB VIATRIS è autorizzato in Italia?

CELECOXIB VIATRIS ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2014-08-28.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Celecoxib Viatris 100 mg capsule rigide Celecoxib Viatris 200 mg capsule rigide

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni capsula contiene 100 mg o 200 mg di celecoxib. Eccipiente con effetti noti: Lattosio (ogni capsula contiene rispettivamente 149,7 mg o 49,8 mg di lattosio monoidrato; vedere paragrafo 4.4). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsule rigide (capsule). Capsule opache di colore bianco con due bande blu contrassegnate 7767 e 100. Capsule opache di colore bianco con due bande oro contrassegnate 7767 e 200.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Celecoxib Viatris è indicato negli adulti per il trattamento sintomatico dell’osteoartrosi, dell’artrite reumatoide e della spondilite anchilosante. La decisione di prescrivere un inibitore selettivo della ciclo-ossigenasi-2 (COX-2) deve essere basata su una valutazione dei rischi globali del singolo paziente (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Poiché i rischi cardiovascolari (CV) di celecoxib possono aumentare con il dosaggio e con la durata dell’esposizione, la durata del trattamento deve essere la più breve possibile e deve essere utilizzato il dosaggio giornaliero minimo efficace. La necessità del paziente di un trattamento per il sollievo sintomatico e la risposta alla terapia devono essere rivalutati periodicamente, specialmente nei pazienti con osteoartrosi (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.8 e 5.1). Osteoartrosi La dose giornaliera raccomandata è di 200 mg una volta al giorno o in due dosi refratte. In alcuni pazienti in cui il sollievo dei sintomi non si è dimostrato sufficiente, una dose da 200 mg due volte al giorno può aumentare l’efficacia. Dopo due settimane di trattamento, in assenza di un aumento del beneficio terapeutico, si devono valutare altre alternative terapeutiche. Artrite reumatoide La dose giornaliera iniziale raccomandata è di 200 mg in due dosi refratte. Se necessario, la dose può essere successivamente incrementata fino a 200 mg due volte al giorno. Dopo due settimane di trattamento, in assenza di un aumento del beneficio terapeutico, si devono valutare altre alternative terapeutiche.

Spondilite anchilosante La dose giornaliera raccomandata è di 200 mg una volta al giorno o in due dosi refratte. In alcuni pazienti, in cui il sollievo dai sintomi non si è dimostrato sufficiente, una dose da 400 mg una volta al giorno o in due dosi refratte può aumentare l’efficacia. Dopo due settimane di trattamento, in assenza di un aumento del beneficio terapeutico, si devono valutare altre alternative terapeutiche. La dose massima giornaliera raccomandata è pari a 400 mg per tutte le indicazioni. Popolazioni speciali Anziani Come negli adulti giovani, si devono inizialmente utilizzare 200 mg al giorno. Se necessario, la dose può essere successivamente incrementata fino a 200 mg due volte al giorno. Si richiede particolare attenzione nei pazienti anziani con peso corporeo inferiore ai 50 kg (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Popolazione pediatrica L’uso di celecoxib non è indicato nei bambini. Scarsi metabolizzatori del CYP2C9 Ai pazienti che presentano una riduzione, accertata o sospetta, dell’attività metabolica del CYP2C9, sulla base del genotipo o di storia/esperienza precedente con altri substrati del CYP2C9, celecoxib deve essere somministrato con cautela, poiché il rischio di effetti indesiderati dose-dipendenti è aumentato. In questi casi si deve considerare di dimezzare la dose minima raccomandata (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica In pazienti con moderata compromissione epatica accertata, con albumina sierica compresa tra 25-35 g/l, il trattamento deve essere iniziato con metà della dose raccomandata. L’esperienza clinica in questo gruppo è limitata ai pazienti con cirrosi epatica (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Danno renale L’esperienza clinica in pazienti con danno renale lieve o moderato trattati con celecoxib è limitata; pertanto si consiglia di trattare con cautela questa categoria di pazienti (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Modo di somministrazione Uso orale Celecoxib può essere assunto con o senza cibo. Per i pazienti che hanno difficoltà a deglutire le capsule, il contenuto di una capsula di celecoxib può essere aggiunto a mousse di mela, crema di riso, yogurt o banana schiacciata. In questo caso, svuotare attentamente l’intero contenuto della capsula in un cucchiaino raso di mousse di mela, crema di riso, yogurt o banana schiacciata freddi o a temperatura ambiente e ingerire immediatamente con 240 ml di acqua. Il contenuto della capsula versato su mousse di mela, crema di riso o yogurt è stabile per un massimo di 6 ore in frigorifero (2-8 °C). Il contenuto della capsula versato sulla banana schiacciata non deve essere conservato in frigorifero e deve essere ingerito immediatamente.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Ipersensibilità nota alle sulfonamidi.

Ulcera peptica attiva o sanguinamento gastrointestinale. Pazienti nei quali si sono verificati accessi asmatici, rinite acuta, polipi nasali, edema angioneurotico, orticaria o altre reazioni di tipo allergico dopo l’assunzione di acido acetilsalicilico (aspirina) o di altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) inclusi gli inibitori della COX-2. Gravidanza e donne in età fertile che non fanno uso di adeguate misure contraccettive (vedere paragrafo 4.6). Sono state osservate malformazioni nelle due specie animali studiate con celecoxib (vedere paragrafi 4.6 e 5.3). Il potenziale rischio per la donna in gravidanza è sconosciuto, ma non può essere escluso. Allattamento (vedere paragrafi 4.6 e 5.3). Grave insufficienza epatica (albumina sierica < 25 g/l o punteggio Child-Pugh  10). Pazienti con clearance renale stimata della creatinina < 30 ml/min. Infiammazione cronica dell’intestino. Insufficienza cardiaca congestizia (NYHA II-IV). Cardiopatia ischemica stabilita, arteriopatia periferica e/o malattia cerebrovascolare accertate.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Effetti gastrointestinali (GI) Complicazioni a carico del tratto gastrointestinale superiore e inferiore (perforazioni, ulcere o sanguinamenti), alcune delle quali fatali, sono state riscontrate in pazienti trattati con celecoxib. Si consiglia cautela nel trattamento di pazienti che presentano un rischio maggiore di complicanze gastrointestinali associate all’impiego di FANS; gli anziani, i pazienti che assumono contemporaneamente qualsiasi altro FANS o farmaci antipiastrinici (ad esempio acido acetilsalicilico) o glucocorticoidi, i pazienti che assumono alcolici o i pazienti con anamnesi positiva per malattie gastrointestinali, quali ulcere e sanguinamento gastrointestinale. Quando celecoxib viene assunto insieme all’acido acetilsalicilico (anche a basse dosi), si osserva un ulteriore aumento del rischio di eventi avversi gastrointestinali (ulcerazione gastrointestinale o altre complicazioni gastrointestinali). Negli studi clinici a lungo termine non è stata dimostrata una differenza significativa nella sicurezza gastrointestinale tra inibitori selettivi della COX-2 + acido acetilsalicilico e FANS + acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 5.1). Uso concomitante di FANS L’uso concomitante di celecoxib e FANS diversi dall’aspirina deve essere evitato. Effetti cardiovascolari In uno studio clinico a lungo termine controllato verso placebo in pazienti con poliposi adenomatosa sporadica trattati con celecoxib alle dosi di 200 mg due volte al giorno (BID) e 400 mg BID è stato osservato un aumento rispetto al placebo del numero degli eventi cardiovascolari (CV) gravi, in particolar modo di infarto del miocardio (vedere paragrafo 5.1). Poiché i rischi cardiovascolari di celecoxib possono aumentare con la dose e con la durat

4 dell’esposizione, la durata del trattamento deve essere la più breve possibile e deve essere utilizzato il dosaggio giornaliero minimo efficace. L’assunzione di FANS a lungo termine, inclusi gli inibitori della COX 2, è stato associato al rischio aumentato di eventi avversi cardiovascolari e trombotici. Non sono state stabilite né l’esatta entità del rischio associato ad una singola dose, né la durata esatta della terapia associata ad un aumento del rischio. La necessità del paziente di un trattamento per il sollievo sintomatico e la risposta alla terapia devono essere rivalutati periodicamente, specialmente nei pazienti con osteoartrosi (vedere paragrafi 4.2, 4.3, 4.8 e 5.1). I pazienti con fattori di rischio significativi per eventi cardiovascolari (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, abitudine al fumo di sigaretta) devono essere trattati con celecoxib solo dopo attenta valutazione (vedere paragrafo 5.1). Gli inibitori selettivi della COX-2 non sono sostituti dell’acido acetilsalicilico per la profilassi delle malattie tromboemboliche di origine cardiovascolare perché non hanno effetti antipiastrinici. Pertanto, la terapia antipiastrinica non deve essere interrotta (vedere paragrafo 5.1). Ritenzione di liquidi ed edema Analogamente a quanto riscontrato con altri medicinali che inibiscono la sintesi delle prostaglandine, sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edemi in pazienti trattati con celecoxib. Pertanto, celecoxib deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi positiva per insufficienza cardiaca, disfunzione ventricolare sinistra o ipertensione, e nei pazienti con edema preesistente di altra natura, poiché l’inibizione delle prostaglandine può causare un peggioramento della funzionalità renale e ritenzione di liquidi. È inoltre richiesta cautela nei pazienti che assumono diuretici o che sono a rischio di ipovolemia. Ipertensione Analogamente agli altri FANS, celecoxib può portare alla comparsa di ipertensione o al peggioramento dell’ipertensione pre-esistente, che possono entrambe contribuire all’aumento dell’incidenza degli eventi cardiovascolari. La pressione arteriosa deve quindi essere monitorata attentamente all’inizio della terapia con celecoxib e durante tutto il corso del trattamento. Effetti epatici e renali Una compromissione della funzionalità renale o epatica e, specialmente, un’alterata funzionalità cardiaca sono più facilmente riscontrabili nei pazienti anziani, pertanto questi pazienti devono essere tenuti sotto appropriato controllo medico. I FANS, incluso celecoxib, possono causare tossicità renale. Studi clinici condotti con celecoxib hanno dimostrato effetti a carico della funzionalità renale simili a quelli osservati con i FANS di confronto. I pazienti con rischio più elevato di tossicità renale sono quelli con funzionalità renale alterata, scompenso cardiaco, compromissione della funzionalità epatica, pazienti in cura con diuretici, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE), antagonisti del recettore dell’angiotensina II, e gli anziani (vedere paragrafo 4.5). Tali pazienti devono essere attentamente monitorati durante il trattamento con celecoxib. Durante il trattamento con celecoxib sono stati segnalati alcuni casi di reazioni epatiche gravi, tra cui epatite fulminante (alcuni casi con esito fatale), necrosi epatica e insufficienza epatica (alcuni casi con esito fatale o che hanno richiesto trapianto del fegato). Tra i casi per i quali è noto il tempo di insorgenza, la maggior parte degli eventi avversi epatici gravi si è sviluppata entro un mese dall’inizio della terapia con celecoxib (vedere paragrafo 4.8). Se nel corso del trattamento si verifica nei pazienti un peggioramento delle funzioni di uno qualsiasi dei sistemi d’organo descritti sopra, devono essere adottate misure appropriate e deve essere presa in considerazione l’interruzione della terapia con celecoxib.

Inibizione del CYP2D6 Celecoxib inibisce il citocromo CYP2D6. Sebbene non sia un forte inibitore di questo enzima, una riduzione della dose, su base individuale, può rendersi necessaria per i medicinali metabolizzati dal citocromo CYP2D6 (vedere paragrafo 4.5). Scarsi metabolizzatori del CYP2C9 I pazienti che hanno un’attività metabolica ridotta per il CYP2C9 devono essere trattati con cautela (vedere paragrafo 5.2). Reazioni di ipersensibilità cutanea e sistemica Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, tra cui dermatiti esfoliative, sindrome di StevensJohnson e necrolisi epidermica tossica sono state segnalate molto raramente in associazione all’uso di celecoxib (vedere paragrafo 4.8). È stata anche segnalata una Eruzione fissa da farmaco (FDE) che potrebbe presentarsi come una variante più grave nota come Eruzione fissa da farmaco bollosa generalizzata (GBFDE) in associazione all’uso di celecoxib (vedere paragrafo 4.8). In pazienti in trattamento con celecoxib, sono state segnalate gravi reazioni di ipersensibilità (inclusi anafilassi, angioedema e rash farmacologico con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), sindrome da ipersensibilità) (vedere paragrafo 4.8). I pazienti con anamnesi positiva di allergia alle sulfonamidi o altre allergie da farmaci possono presentare un rischio maggiore di reazioni cutanee gravi o reazioni di ipersensibilità (vedere paragrafo 4.3). I pazienti sembrano essere maggiormente a rischio per queste reazioni avverse nelle fasi iniziali del trattamento: nella maggior parte dei casi l’insorgenza dei sintomi si verifica entro il primo mese di trattamento. Il trattamento con celecoxib deve essere interrotto alla comparsa dei primi segni di eruzione cutanea, lesioni a livello delle mucose o di qualsiasi altro segno di ipersensibilità. Generale Celecoxib può mascherare gli stati febbrili e altri segni di infiammazione. Uso con anticoagulanti orali In pazienti in trattamento concomitante con warfarin, sono stati segnalati gravi episodi di sanguinamento, alcuni dei quali fatali. Con la terapia concomitante è stato segnalato un incremento del tempo di protrombina (INR), che deve essere pertanto attentamente monitorato nei pazienti trattati con warfarin/anticoagulanti orali di tipo cumarinico, in particolare quando inizia il trattamento con celecoxib o quando la dose di celecoxib viene modificata (vedere paragrafo 4.5). L’uso concomitante di anticoagulanti e FANS potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento. Si raccomanda cautela in caso di somministrazione contemporanea di celecoxib con warfarin o altri anticoagulanti orali, inclusi gli anticoagulanti innovativi (es. apixaban, dabigatran e rivaroxaban). Eccipienti Le capsule di Celecoxib Viatris da 100 mg e 200 mg contengono lattosio (rispettivamente 149,7 mg e 49,8 mg). I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Celecoxib Viatris 100 mg e 200 mg contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazione con altri medicinali e altre forme di interazione

Interazioni farmacodinamiche Anticoagulant

L’attività anticoagulante deve essere monitorata particolarmente nei primi giorni successivi all’inizio del trattamento o alla modifica della dose di celecoxib in pazienti che assumono warfarin o altri anticoagulanti, poiché questi pazienti presentano un rischio maggiore di complicanze da sanguinamento. Pertanto, i pazienti in trattamento con anticoagulanti orali devono essere attentamente monitorati per il tempo di protrombina (INR), in particolare nei primi giorni di terapia quando inizia il trattamento con celecoxib o quando la dose di celecoxib viene modificata (vedere paragrafo 4.4.). Sono stati segnalati episodi di sanguinamento, alcuni dei quali fatali, associati ad incrementi del tempo di protrombina, soprattutto in pazienti anziani trattati con celecoxib in concomitanza con warfarin. Antipertensivi I FANS possono ridurre l’effetto degli antipertensivi, inclusi gli ACE inibitori, gli antagonisti dei recettori dell’angiotensina II, i diuretici e i beta-bloccanti. Come per i FANS, il rischio di insufficienza renale acuta, che generalmente è reversibile, può aumentare in alcuni pazienti con funzionalità renale compromessa (es. pazienti disidratati, pazienti in cura con diuretici o anziani) quando gli ACE inibitori, gli antagonisti dei recettori dell’angiotensina II e/o i diuretici vengono associati ai FANS, incluso celecoxib (vedere paragrafo 4.4). Pertanto, la somministrazione di questi medicinali in associazione deve essere effettuata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere idratati in modo adeguato e si deve prendere in considerazione il monitoraggio della funzionalità renale dopo l’inizio del trattamento e successivamente su base periodica. In uno studio clinico di 28 giorni effettuato su pazienti con ipertensione di stadio I e II controllata con lisinopril, la somministrazione di 200 mg BID di celecoxib non ha portato, rispetto al placebo, ad aumenti clinicamente significativi dei valori medi giornalieri della pressione arteriosa sistolica o diastolica, come risulta dal controllo pressorio ambulatoriale nelle 24 ore. Tra i pazienti trattati con celecoxib 200 mg BID, il 48% è stato considerato non rispondente al lisinopril alla visita clinica finale (pazienti che presentavano o una pressione arteriosa diastolica > 90 mmHg oppure un aumento della pressione arteriosa diastolica > 10% rispetto al basale), in confronto al 27% dei pazienti trattati con placebo; questa differenza è risultata statisticamente significativa. Ciclosporina e tacrolimus La co-somministrazione di FANS e ciclosporina o tacrolimus potrebbe aumentare l’effetto nefrotossico rispettivamente di ciclosporina o tacrolimus. La funzionalità renale deve essere monitorata quando il celecoxib viene somministrato insieme a uno di questi medicinali. Acido acetilsalicilico Celecoxib può essere utilizzato in associazione a bassi dosaggi di acido acetilsalicilico, ma non è un sostituto dell’acido acetilsalicilico per la profilassi CV. Negli studi registrativi, così come con altri FANS, la somministrazione concomitante di bassi dosaggi di acido acetilsalicilico ha evidenziato un aumento del rischio di ulcere gastrointestinali o di altre complicanze gastrointestinali, se confrontata all’uso di celecoxib da solo (vedere paragrafo 5.1). Interazioni farmacocinetiche Effetti di celecoxib su altri medicinali Inibizione del CYP2D6 Celecoxib è un inibitore del citocromo CYP2D6. Le concentrazioni plasmatiche dei medicinali che sono substrati di questo enzima possono aumentare in caso di somministrazione contemporanea di celecoxib. Gli antidepressivi (triciclici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)), i neurolettici, gli antiaritmici, ecc. costituiscono esempi di medicinali metabolizzati dal CYP2D6. La dose determinata individualmente di tali medicinali, substrati del citocromo CYP2D6, può richiedere una riduzione quando il trattamento con celecoxib è iniziato, o un aumento quando viene interrotto.

La somministrazione concomitante di celecoxib 200 mg due volte al giorno ha determinato aumenti rispettivamente di 2,6 volte e di 1,5 volte nelle concentrazioni plasmatiche di destrometorfano e di metoprololo (substrati del CYP2D6). Questi aumenti sono dovuti all’inibizione indotta dal celecoxib del metabolismo dei substrati del CYP2D6. Inibizione del CYP2C19 Studi in vitro hanno dimostrato che celecoxib possiede un certo potenziale di inibizione nei confronti del metabolismo catalizzato dal citocromo CYP2C19. La rilevanza clinica di tale fenomeno, rilevato in vitro, non è nota. Diazepam, citalopram ed imipramina sono esempi di medicinali metabolizzati dal citocromo CYP2C19. Metotressato In pazienti con artrite reumatoide, celecoxib non ha alterato in misura statisticamente significativa la farmacocinetica (clearance plasmatica o renale) del metotressato (alle dosi utilizzate in questa patologia). Tuttavia, un adeguato monitoraggio della tossicità del metotressato deve essere considerato in caso di associazione con celecoxib. Litio Nel volontario sano la co-somministrazione di celecoxib 200 mg due volte al giorno e di litio 450 mg due volte al giorno ha comportato un incremento medio dei valori della Cmax e dell’area sotto la curva (AUC) del litio rispettivamente del 16% e del 18%. Pertanto, i pazienti in terapia con litio devono essere strettamente monitorati quando viene iniziato o sospeso il trattamento con celecoxib. Contraccettivi orali Nel corso di uno studio di interazione, celecoxib non ha evidenziato alcun effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica dei contraccettivi orali (1 mg noretisterone/35 mcg etinilestradiolo). Glibenclamide/tolbutamide Celecoxib non altera in misura clinicamente rilevante la farmacocinetica di tolbutamide (substrato del citocromo CYP2C9) o di glibenclamide. Effetti di altri medicinali su celecoxib Scarsi metabolizzatori del CYP2C9 Nei pazienti che presentano una riduzione dell’attività metabolica del CYP2C9 e che mostrano un aumento dell’esposizione sistemica al celecoxib, il trattamento concomitante con gli inibitori del CYP2C9, come il fluconazolo, può aumentare ulteriormente l’esposizione al celecoxib. Nei pazienti con accertata riduzione dell’attività metabolica per il CYP2C9 bisogna evitare queste associazioni (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Inibitori e induttori del CYP2C9 Poiché celecoxib viene metabolizzato principalmente dal citocromo CYP2C9, i pazienti in trattamento con fluconazolo devono essere trattati con un dosaggio pari alla metà di quello raccomandato. L’uso concomitante di una dose singola di celecoxib 200 mg e di 200 mg una volta al giorno di fluconazolo, un potente inibitore del CYP2C9, ha causato un aumento medio della Cmax e della AUC di celecoxib rispettivamente del 60% e del 130%. L’uso concomitante degli induttori del citocromo CYP2C9 quali rifampicina, carbamazepina e barbiturici può ridurre le concentrazioni plasmatiche di celecoxib. Ketoconazolo e antiacidi Il ketoconazolo o gli antiacidi non hanno prodotto alcuna alterazione della farmacocinetica di celecoxib.

Popolazione pediatrica Sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Studi negli animali (ratti e conigli) hanno evidenziato tossicità riproduttiva, incluse malformazioni (vedere paragrafi 4.3 e 5.3). L'inibizione della sintesi delle prostaglandine potrebbe avere effetti avversi sulla gravidanza. I dati derivanti dagli studi epidemiologici evidenziano un rischio maggiore di aborto spontaneo a seguito dell'utilizzo di farmaci inibitori della sintesi delle prostaglandine nei primi mesi di gravidanza. Il rischio potenziale per la donna in gravidanza è sconosciuto, ma non può essere escluso. Analogamente ad altri medicinali inibitori della sintesi delle prostaglandine, celecoxib può causare inerzia uterina e chiusura prematura del dotto arterioso durante l’ultimo trimestre di gravidanza. L’uso dei FANS, incluso il celecoxib, durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza, può causare disfunzione renale fetale che può determinare, nei casi gravi, la riduzione del volume del liquido amniotico o oligoidramnios. Tali effetti possono verificarsi subito dopo l'inizio del trattamento e sono di solito reversibili con l’interruzione. Celecoxib è controindicato in gravidanza e in donne che possono andare incontro a gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). In caso di gravidanza nel corso del trattamento, celecoxib deve essere sospeso. Allattamento Celecoxib viene escreto nel latte di ratto in fase di allattamento in concentrazioni simili a quelle riscontrabili nel plasma. La somministrazione di celecoxib a un numero ristretto di donne in allattamento ha dimostrato un’escrezione molto bassa di celecoxib nel latte materno. Le donne in trattamento con Celecoxib Viatris non devono allattare. Fertilità A causa del meccanismo d'azione, l'utilizzo dei FANS, compreso celecoxib, può ritardare o impedire la rottura dei follicoli ovarici, evento associato a infertilità reversibile in alcune donne.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare e sull’uso di macchinari

Celecoxib Viatris può avere una lieve influenza sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. I pazienti che avvertono capogiri, vertigini o sonnolenza durante il trattamento con Celecoxib Viatris devono evitare di guidare o usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi, e suddivise per frequenza nella Tabella 1, in base ai dati emersi dalle fonti seguenti: ▪ Reazioni avverse segnalate in pazienti affetti da osteoartrosi e artrite reumatoide, con incidenze maggiori di 0,01% e oltre di quelle riportate per il placebo, nel corso di 12 studi clinici verso placebo e/o altro controllo attivo della durata massima di 12 settimane, con dosaggi giornalieri di celecoxib che variavano da 100 mg a 800 mg. In altri studi condotti con FANS non selettivi come farmaci di confronto, circa 7.400 pazienti affetti da osteoartrosi e artrite reumatoide sono stati trattati con dosi giornaliere di celecoxib fino a un massimo di 800 mg, compresi i circa 2.300 pazienti in trattamento per un anno o più. Le reazioni avverse riscontrate con celecoxib in questi ulteriori studi sono risultate in linea con quelle segnalate nei pazienti affetti da osteoartrosi o artrite reumatoide elencate nella Tabella 1.

9 ▪ Reazioni avverse segnalate con incidenze maggiori rispetto al placebo per soggetti trattati con dosi giornaliere di 400 mg di celecoxib negli studi a lungo termine della durata di 3 anni sulla prevenzione della poliposi (studi Adenoma Prevention with Celecoxib (APC, Prevenzione dell’adenoma con celecoxib) e Prevention of Colorectal Sporadic Adenomatous Polyps (PreSAP, Prevenzione dei polipi colorettali adenomatosi sporadici); vedere paragrafo 5.1, Sicurezza cardiovascolare – Studi a lungo termine su pazienti con polipi adenomatosi sporadici). ▪ Reazioni avverse risultanti dalla farmacovigilanza post-marketing segnalate spontaneamente in un arco di tempo in cui si stima siano stati trattati con celecoxib (con dosi, durata e indicazioni diverse) oltre 70 milioni di pazienti. Anche se le seguenti reazioni sono state identificate come reazioni risultanti da segnalazioni post-marketing, sono stati consultati i dati degli studi clinici per stimarne la frequenza. Le frequenze sono basate su una meta-analisi cumulativa dell’insieme degli studi, che rappresentano l’esposizione in 38.102 pazienti. Tabella 1. Reazioni avverse negli studi clinici con celecoxib e nella farmacovigilanza postmarketing (terminologia MedDRA)1,2 Frequenza delle reazioni avverse Classificazion e per sistemi e organi Molto Comune (≥1/10) Comune (≥1/100 e <1/10) Non comune (≥1/1,000 e <1/100) Raro (≥1/10,000 e <1/1,000) Molto raro (<1/10,000) Frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Infezioni ed infestazioni Sinusite, infezioni delle alte vie respiratorie, faringite, infezioni delle vie urinarie Patologie del sistema emolinfopoiet ico Anemia Leucopenia, trombocitopen ia Pancitopenia 4 Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità shock anafilattico4 , reazione anafilattica4 Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperkaliemia Disturbi psichiatrici Insonnia Ansia, depressione, affaticamento Stato confusionale, Allucinazioni4

Patologie del sistema nervoso Capogiri, ipertonia, Cefalea4 , infarto cerebrale1, Parestesia, sonnolenza, Atassia, disgeusia Emorragia intracranica (inclusa emorragia intracranica fatale)4 , meningite asettica4 , epilessia (inclusa epilessia aggravata)4 , ageusia4 , anosmia4 , Patologie dell’occhio Visione offuscata, Congiuntivite4 Emorragia oculare4 occlusione delle arterie o delle vene della retina4 Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinnito, ipoacusia1 Patologie cardiache Infarto del miocardio1 Insufficienza cardiaca, palpitazioni, tachicardia Aritmia4 Patologie Vascolari Ipertensio ne1 (inclusa ipertensio ne aggravata ) Embolia polmonare4 , vampate4 , Vasculite4 , Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Rinite, tosse, dispnea1 Broncospasmo 4 Polmonite4

Patologie gastrointestin ali Nausea4 , Dolore addominale, diarrea, dispepsia, flatulenza, vomito1 , disfagia1 Stipsi, gastrite, stomatite, infiammazioni gastrointestina li (incluso peggioramento delle infiammazioni gastrointestina li), eruttazione, emorragia gastrointestina le4 , ulcerazioni duodenali, ulcerazioni gastriche, ulcerazioni esofagee, ulcerazioni intestinali, ulcerazioni dell’intestino crasso; perforazione intestinale; esofagite, melena; pancreatite, colite4 Patologie epatobiliari Alterata funzionalità epatica, aumento degli enzimi epatici, (incluso aumento di SGOT e SGPT) Epatite4 Insufficienza epatica4 (talvolta fatale o che ha richiesto trapianto del fegato), epatite fulminante4 (talvolta con esito fatale), necrosi epatica4 , colsestasi4 , epatite colestatica4 , ittero4

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea, prurito (incluso prurito generalizzato) Orticaria, Ecchimosi4 Angioedema4 , alopecia, fotosensibilità Dermatite esfoliativa4 , eritema multiforme4 , sindrome di StevensJohnson4 , necrolisi epidermica tossica4, reazione a farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)4 pustolosi acuta generalizzata e esantematica (AGEP)4 , dermatite bollosa4 Eruzione fissa da farmaco bollosa generalizzata (GBFDE), eruzione fissa da farmaco (FDE) Patologie del sistema muscoloschele trico e del tessuto connettivo Artralgia4 Spasmi muscolari, crampi agli arti inferiori miosite4 Patologie renali e urinarie Creatinina ematica aumentata, urea ematica aumentata Insufficienza renale acuta4 , iponatriemia4 Nefrite tubulointersti ziale4 , Sindrome nefrosica4 , glomerulonef rite a lesioni minime4 Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disturbi mestruali4 Infertilità femminile (fertilità femminile ridotta)3 Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazi one Malattia similinfluenza, edema periferico/ ritenzione di liquidi Edema del volto, dolore toracico4

Traumatismo , avvelenament o e complicazioni di procedura Lesione (lesione accidentale) SGOT - transaminasi glutamico ossalacetica sierica SGPT - transaminasi glutamico piruvica sierica 1 Reazioni avverse che si sono verificate negli studi sulla prevenzione della poliposi, con soggetti trattati con dosi giornaliere di 400 mg di celecoxib in 2 studi clinici della durata massima di 3 anni (studi APC e PreSAP). Le reazioni avverse sopra elencate per gli studi sulla prevenzione della poliposi sono soltanto quelle che erano state precedentemente identificate nella farmacovigilanza post-marketing, o che si sono verificate con maggior frequenza rispetto agli studi su osteoartrosi e artrite reumatoide. 2 Inoltre, le seguenti reazioni avverse precedentemente non note si sono verificate negli studi sulla prevenzione della poliposi, con soggetti trattati con dosi giornaliere di 400 mg di celecoxib in 2 studi clinici della durata massima di 3 anni (studi APC e PreSAP): Comuni: angina pectoris, sindrome del colon irritabile, nefrolitiasi, aumento della creatininemia, ipertrofia prostatica benigna, incremento ponderale. Non comuni: infezione da helicobacter, herpes zoster, erisipela, broncopolmonite, labirintite, infezione gengivale, lipoma, mosche volanti, emorragia congiuntivale, trombosi venosa profonda, disfonia, emorragia emorroidale, movimenti intestinali frequenti, ulcere della bocca, dermatite allergica, ganglio, nocturia, emorragia vaginale, sensibilità al seno, frattura degli arti inferiori, incremento del sodio ematico. 3 Le donne che desiderano intraprendere una gravidanza sono escluse da tutte le sperimentazioni, perciò non avrebbe senso consultare il database delle sperimentazioni per tale evento. 4 Le frequenze sono basate su una meta-analisi cumulativa dell’insieme degli studi, che rappresentano l’esposizione in 38.102 pazienti. Nei dati finali (aggiudicati) risultanti dagli studi APC e PreSAP nei pazienti trattati con dosi giornaliere di 400 mg di celecoxib per un periodo massimo di 3 anni (dati combinati di entrambi gli studi; vedere paragrafo 5.1 per i risultati dei singoli studi), l’incidenza maggiore di infarto miocardico rispetto al placebo era pari a 7,6 eventi per 1.000 pazienti (non comune), e non è stata riscontrata incidenza maggiore di ictus rispetto al placebo (tipologie non differenziate). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

Non sono stati evidenziati casi di sovradosaggio. Dosi singole fino a 1200 mg e dosi multiple fino a 1200 mg due volte al giorno sono state somministrate a volontari sani per 9 giorni senza che si siano verificati eventi avversi clinicamente significativi. In caso di sospetto sovradosaggio occorre fornire assistenza medica appropriata, ad esempio lavanda gastrica, supervisione medica e, se necessario, l’istituzione di un trattamento sintomatico. Non si ritiene che la dialisi possa essere un metodo efficace per l’eliminazione del medicinale dato il suo elevato legame con le proteine plasmatiche.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antinfiammatori e antireumatici non steroidei, FANS, Coxib, Codice ATC: M01AH01. Meccanismo d’azione Celecoxib è un inibitore selettivo della COX-2, efficace per via orale, quando somministrato alla dose di 200-400 mg/die (intervallo di efficacia clinica). A queste dosi non è stato osservato nel volontario sano un effetto inibitorio statisticamente significativo sulla COX-1 (misurato come inibizione ex-vivo della formazione del trombossano B2 TxB2). Effetti farmacodinamici La ciclo-ossigenasi è responsabile della formazione di prostaglandine. Sono state identificate due isoforme della ciclo-ossigenasi, la COX-1 e la COX-2. È stato dimostrato che la COX-2 è l’isoforma dell’enzima indotta in risposta a stimoli pro-infiammatori e si ritiene che sia primariamente responsabile della sintesi dei prostanoidi, mediatori di dolore, infiammazione e febbre. La COX-2 è anche coinvolta nei processi di ovulazione, impianto dell’ovulo e chiusura del dotto arterioso, nella regolazione della funzionalità renale e nell’attività del sistema nervoso centrale (induzione della febbre, percezione del dolore e funzionalità cognitiva). Può avere un ruolo anche nella cicatrizzazione delle ulcere. La COX-2 è stata isolata, infatti, nei tessuti circostanti ulcere gastriche nell’uomo, ma la sua importanza nel processo di cicatrizzazione delle ulcere non è stata stabilita. La differenza nell’attività antipiastrinica tra alcuni FANS inibitori della COX-1 e gli inibitori selettivi della COX-2 può essere clinicamente significativa in pazienti a rischio di reazioni tromboemboliche. Gli inibitori selettivi della COX-2 riducono la formazione della prostaciclina sistemica (e quindi forse anche di quella endoteliale) senza agire sul trombossano piastrinico. Celecoxib è un pirazolo diaril-sostituito, chimicamente simile ad altre sulfonamidi non-arilaminiche (es. tiazidici, furosemide), ma che differisce dalle sulfonamidi arilaminiche (es. sulfametossazolo e altri antibiotici sulfonamidici). Un effetto dose-dipendente sulla formazione del TxB2 è stato osservato in seguito alla somministrazione di alte dosi di celecoxib. Tuttavia, in studi di dimensioni ridotte, condotti su volontari sani con dosi multiple da 600 mg BID (3 volte la dose massima raccomandata), celecoxib non ha evidenziato alcun effetto sull’aggregazione piastrinica e sul tempo di sanguinamento rispetto al placebo. Efficacia e sicurezza clinica Sono stati effettuati numerosi studi clinici che hanno confermato l’efficacia e la sicurezza di celecoxib nell’osteoartrosi, nell’artrite reumatoide e nella spondilite anchilosante. Celecoxib è stato valutato nel trattamento degli stati infiammatori e dolorosi nell’osteoartrosi del ginocchio e dell’anca in circa 4.200 pazienti arruolati in studi clinici fino a 12 settimane, controllati verso placebo e farmaci attivi. Celecoxib è stato anche valutato per il trattamento degli stati infiammatori e dolorosi nell’artrite reumatoide in circa 2.100 pazienti arruolati in studi clinici fino a 24 settimane controllati verso placebo e farmaci attivi. Con l’impiego di celecoxib in dosi giornaliere di 200-400 mg è stata ottenuta una riduzione del dolore in meno di 24 ore dalla somministrazione. Celecoxib è stato valutato inoltre per il trattamento sintomatico della spondilite anchilosante in 896 pazienti arruolati in studi clinici fino a 12 settimane controllati verso placebo e farmaci attivi. In questi studi, somministrato in dosi di 100 mg BID, 200 mg QD, 200 mg BID e 400 mg QD, celecoxib ha dimostrato un significativo miglioramento del dolore, dell’attività globale di malattia e della funzionalità nella spondilite anchilosante. Cinque studi controllati, randomizzati in doppio cieco, hanno previsto il controllo endoscopico del tratto gastrointestinale superiore su circa 4.500 pazienti, trattati a dosaggi di 50-400 mg BID d

15 celecoxib e che all’inizio dello studio non presentavano ulcerazioni. Negli studi endoscopici a 12 settimane, celecoxib (100-800 mg/die) è stato associato a un rischio significativamente inferiore di ulcere gastroduodenali rispetto a naprossene (1000 mg/die) e ibuprofene (2400 mg/die). I dati non sono risultati significativi rispetto al diclofenac (150 mg/die). In due degli studi a 12 settimane la percentuale di pazienti con ulcerazione gastroduodenale endoscopicamente rilevata non è stata significativamente diversa rispetto al placebo e a celecoxib 200 mg BID e 400 mg BID. In uno studio prospettico a lungo termine condotto per valutare la sicurezza del trattamento (studio CLASS, durata 6-15 mesi), 5.800 pazienti con osteoartrosi e 2.200 pazienti con artrite reumatoide sono stati trattati con celecoxib 400 mg BID (rispettivamente 4 volte e 2 volte i dosaggi raccomandati per l’osteoartrosi e l’artrite reumatoide), ibuprofene 800 mg tre volte al giorno (TID) o diclofenac 75 mg BID (entrambi ai dosaggi terapeutici). Il 22% dei pazienti arruolati assumeva contemporaneamente bassi dosaggi di acido acetilsalicilico ( 325 mg/die), principalmente per la profilassi CV. Per quanto concerne l’endpoint primario, ovvero il numero di ulcere complicate (definite come sanguinamento gastrointestinale, perforazione o ostruzione), celecoxib non si è dimostrato significativamente diverso dall’ibuprofene o dal diclofenac valutati singolarmente. Anche quando il confronto è stato effettuato con i FANS nel loro complesso, non è stata osservata una differenza statisticamente significativa per le ulcere complicate (rischio relativo 0,77, 95% IC 0,411,46, basato sull’intera durata del trattamento). Per quanto riguarda l’endpoint combinato, ovvero le ulcere complicate e sintomatiche, l’incidenza è stata significativamente inferiore nel gruppo trattato con celecoxib rispetto al gruppo in trattamento con FANS (rischio relativo 0,66, 95% IC 0,45-0,97), anche se questa differenza non è stata riscontrata tra celecoxib e diclofenac. Nei pazienti in trattamento con celecoxib e bassi dosaggi di acido acetilsalicilico è stata segnalata una frequenza di ulcere complicate 4 volte maggiore rispetto ai pazienti che assumevano solo celecoxib. L’incidenza di riduzioni clinicamente significative dei livelli di emoglobina (> 2 g/dl), confermata da test ripetuti, è stata significativamente inferiore nei pazienti in trattamento con celecoxib rispetto al gruppo di pazienti in trattamento con i FANS (rischio relativo 0,29, 95% IC 0,17-0,48). L’incidenza significativamente inferiore di questo evento con celecoxib è rimasta inalterata con o senza l’uso di acido acetilsalicilico. In uno studio di sicurezza prospettico randomizzato di 24 settimane in pazienti di età ≥ 60 anni o che presentavano un’anamnesi di ulcere gastroduodenali [esclusi quelli che facevano uso di acido acetilsalicilico (ASA)], le percentuali di pazienti con diminuzione dell’emoglobina (≥ 2 g/dl) e/o dell’ematocrito (≥ 10%) di origine gastrointestinale accertata o presunta erano più basse nei pazienti trattati con celecoxib 200 mg due volte al giorno (N=2238) rispetto ai pazienti trattati con diclofenac a rilascio prolungato 75 mg due volte al giorno più omeprazolo 20 mg una volta al giorno (N=2246) (0,2% vs. 1,1% in caso di origine gastrointestinale accertata, p=0,004; 0,4% vs. 2,4% in caso di origine gastrointestinale presunta, p=0,0001). Le percentuali di complicanze gastrointestinali clinicamente manifeste quali perforazione, ostruzione o emorragia erano molto basse, senza differenze tra i gruppi di trattamento (4-5 per gruppo). Sicurezza cardiovascolare – Studi a lungo termine su pazienti con polipi adenomatosi sporadici Con celecoxib sono stati condotti due studi su pazienti con polipi adenomatosi sporadici: lo studio APC e lo studio PreSAP. Nello studio APC, con celecoxib è stato riportato un aumento dose-correlato dell’endpoint combinato (aggiudicato) di morte CV, infarto miocardico o ictus rispetto al placebo, nel corso dei 3 anni di trattamento. Per lo stesso endpoint combinato, lo studio PreSAP non ha mostrato un aumento statisticamente significativo del rischio. Nello studio APC, i rischi relativi rispetto al placebo per l’endpoint combinato (aggiudicato) di morte CV, infarto miocardico o ictus sono stati di 3,4 (95% IC 1,4-8,5) con dose di 400 mg due volte al giorno di celecoxib e di 2,8 (95% IC 1,1-7,2) con 200 mg due volte al giorno di celecoxib. I tassi cumulativi nell’arco di 3 anni per questo endpoint combinato sono risultati pari a 3,0% (20/671 pazienti) e a 2,5% (17/685 pazienti) rispettivamente, rispetto allo 0,9% (6/679 pazienti) per il placebo.

Gli aumenti per entrambi i gruppi in trattamento con celecoxib rispetto al placebo sono stati dovuti principalmente a una maggiore incidenza dell’infarto miocardico. Nello studio PreSAP, il rischio relativo rispetto al placebo per questo stesso endpoint combinato (aggiudicato) è stato di 1,2% (95% IC 0,6 – 2,4) con una dose singola giornaliera di 400 mg di celecoxib, rispetto al placebo. I tassi cumulativi nei 3 anni per questo endpoint combinato sono stati 2,3% (21/933 pazienti) e 1,9% (12/628 pazienti), rispettivamente. L’incidenza di infarto miocardico (aggiudicato) è risultata pari a 1,0% (9/933 pazienti) con dose singola giornaliera di 400 mg di celecoxib e a 0,6% (4/628 pazienti) con placebo. I dati provenienti da un terzo studio a lungo termine, ADAPT (The Alzheimer’s Disease Antiinflammatory Prevention Trial), non hanno mostrato un aumento significativo del rischio CV con celecoxib 200 mg BID rispetto al placebo. Il rischio relativo rispetto al placebo per un endpoint combinato simile (morte CV, infarto miocardico, ictus) è stato pari a 1,14 (95% IC 0,61 – 2,15) con 200 mg due volte al giorno di celecoxib. L’incidenza di infarto miocardico è risultata pari a 1,1% (8/717 pazienti) con celecoxib 200 mg due volte al giorno e a 1,2% (13/1070) con placebo. Valutazione prospettica randomizzata della sicurezza integrata di celecoxib verso ibuprofene o naprossene (Prospective Randomised Evaluation of Celecoxib Integrated Safety - PRECISION) Lo studio PRECISION è uno studio in doppio cieco sulla sicurezza cardiovascolare in pazienti con osteoartrosi (OA) o artrite reumatoide (AR) con o ad alto rischio di malattia cardiovascolare che ha messo a confronto celecoxib (200-400 mg/die) con naprossene (750-1000 mg/die) e ibuprofene (18002400 mg/die). L’endpoint primario, Antiplatelet Trialists Collaboration (APTC), è stata una combinazione determinata in modo indipendente di morte cardiovascolare (compresa la morte per emorragia), infarto del miocardio non fatale o ictus non fatale. Lo studio è stato progettato con una potenza dell’80% per valutare la non inferiorità. A tutti i pazienti è stato prescritto esomeprazolo in aperto (20-40 mg) per la protezione gastrica. Ai pazienti che assumevano aspirina a basso dosaggio è stato permesso di continuare la terapia; al basale circa la metà dei soggetti era trattata con aspirina. Gli endpoint secondari e terziari includevano esiti cardiovascolari, gastrointestinali e renali. La dose media somministrata è stata di 209±37 mg/die per celecoxib, 2045±246 per ibuprofene e 852±103 per naprossene. Per quanto riguarda l’endpoint primario, celecoxib, rispetto a naprossene o ibuprofene, ha soddisfatto tutti e quattro i requisiti di non inferiorità predefiniti; vedere la Tabella 2. Altri endpoint secondari e terziari determinati in modo indipendente includevano esiti cardiovascolari, gastrointestinali e renali. Inoltre, è stato condotto uno studio secondario di 4 mesi sugli effetti dei tre farmaci sulla pressione arteriosa, misurata con misuratore portatile di pressione ABPM. Tabella 2. Analisi primaria dell’endpoint composito determinatoAPTC Analisi Intent-To-Treat (ITT, fino al mese 30) Celecoxib 100-200 mg bid Ibuprofene 600-800 mg tid Naprossene 375-500 mg bid N 8.072 8.040 7.969 Soggetti con eventi 188 (2,3%) 218 (2,7%) 201 (2,5%) Confronto a due a due Celecoxib vs. Naprossene Celecoxib vs. Ibuprofene Ibuprofene vs. Naprossene HR (IC al 95%) 0,93 (0,76, 1,13) 0,86 (0,70, 1,04) 1,08 (0,89, 1,31) Analisi Modified Intent-To-Treat (mITT, in trattamento fino al mese 43) Celecoxib 100-200 mg bid Ibuprofene 600-800 mg tid Naprossene 375-500 mg bi

N 8.030 7.990 7.933 Soggetti con eventi 134 (1,7%) 155 (1,9%) 144 (1,8%) Confronto a due a due Celecoxib vs. Naprossene Celecoxib vs. Ibuprofene Ibuprofene vs. Naprossene HR (IC al 95%) 0,90 (0,72, 1,14) 0,81 (0,64, 1,02) 1,12 (0,889, 1,40) HR - hazard Ratio BID - due volte al giorno TID - tre volte al giorno Complessivamente, i risultati sono stati numericamente simili nei gruppi di celecoxib e dei comparatori per gli endpoint secondari e terziari e nel complesso non ci sono stati esiti di sicurezza inattesi. In complesso, lo studio PRECISION indica che celecoxib alla dose minima approvata di 100 mg due volte al giorno è non inferiore a ibuprofene somministrato nell’intervallo di 600 mg-800 mg tre volte al giorno o a naprossene somministrato nell’intervallo di 375 mg-500 mg due volte al giorno, in relazione agli effetti avversi cardiovascolari. I rischi cardiovascolari della classe dei FANS, inclusi i coxib, sono dose-dipendenti, pertanto i risultati per celecoxib 200 mg al giorno sull’endpoint cardiovascolare combinato non possono essere estrapolati a regimi di dosaggio che utilizzano dosi più elevate di celecoxib.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Celecoxib è ben assorbito e raggiunge il picco plasmatico dopo circa 2-3 ore. L’assunzione a stomaco pieno (pasto ricco di grassi) ritarda l’assorbimento di celecoxib di circa 1 ora, determinando un Tmax di circa 4 ore, e aumenta la biodisponibilità di circa il 20%. Nel volontario sano adulto, l’esposizione globale sistemica (AUC) di celecoxib è risultata equivalente quando celecoxib è stato somministrato come capsula intatta o come contenuto della capsula versato sulla mousse di mela. Non si sono verificate alterazioni significative della Cmax, del Tmax o del T1/2 dopo la somministrazione del contenuto della capsula con la mousse di mela. Distribuzione Alle concentrazioni plasmatiche corrispondenti alle dosi terapeutiche, il legame con le proteine plasmatiche è pari a circa il 97% e il medicinale non si lega in modo preferenziale agli eritrociti. Biotrasformazione Il metabolismo del celecoxib è mediato principalmente dal citocromo P450 2C9. Nel plasma umano sono stati identificati tre metaboliti, inattivi come inibitori della COX-1 o della COX-2, cioè un alcol primario, il corrispondente acido carbossilico e il suo glucuronide coniugato. L’attività del citocromo P450 2C9 è ridotta nei soggetti con polimorfismi genetici che portano a una riduzione dell’attività enzimatica, come quelli omozigoti per il polimorfismo del CYP2C9*3. In uno studio farmacocinetico con monosomministrazione giornaliera di 200 mg di celecoxib a volontari sani, con diversi genotipi come CYP2C9*1/*1, CYP2C9*1/*3 o CYP2C9*3/*3, la Cmax e l’AUC0-24 mediane di celecoxib al settimo giorno sono risultate rispettivamente circa 4 e 7 volte più elevate nei soggetti con genotipo CYP2C9*3/*3, rispetto agli altri genotipi. In tre studi distinti con dosi singole, su un totale di 5 soggetti con genotipo CYP2C9*3/*3, l’AUC0-24 per singola dose è quasi triplicata rispetto ai metabolizzatori normali. Si calcola che la frequenza del genotipo *3/*3

18 omozigote sia pari a 0,3-1,0% tra i diversi gruppi etnici. Ai pazienti con accertata o sospetta riduzione dell’attività metabolica del CYP2C9, sulla base della storia/esperienza precedente con altri substrati del CYP2C9, celecoxib deve essere somministrato con cautela (vedere paragrafo 4.2). Non sono state rilevate differenze clinicamente significative nei parametri di farmacocinetica del celecoxib tra i pazienti anziani di etnia afro-americana e quelli di etnia caucasica. La concentrazione plasmatica di celecoxib è aumentata di circa il 100% nelle donne anziane ( > 65 anni di età). Rispetto ai soggetti con funzionalità epatica normale, i pazienti con lieve alterazione della funzionalità epatica hanno evidenziato un incremento medio della Cmax e dell’AUC di celecoxib rispettivamente del 53% e del 26%. I corrispondenti valori in pazienti con alterazione moderata della funzionalità epatica sono stati pari a 41% e 146% rispettivamente. La capacità metabolica in pazienti con alterazione da lieve a moderata è stata direttamente correlata ai valori dell’albumina. Nei pazienti con moderata alterazione della funzionalità epatica (albumina sierica compresa tra 25-35 g/l), il trattamento deve essere iniziato con una dose pari alla metà di quella raccomandata. I pazienti con grave alterazione della funzionalità epatica (albumina sierica < 25 g/l) non sono stati studiati e pertanto celecoxib è controindicato in questa popolazione. L’esperienza sull’uso di celecoxib in pazienti con compromissione della funzionalità renale è limitata. La farmacocinetica del celecoxib non è stata studiata in pazienti con alterazione della funzionalità renale, ma è improbabile che questa possa subire variazioni significative in questi pazienti. Si raccomanda pertanto cautela nel trattare pazienti con alterazione della funzionalità renale. L’impiego di celecoxib in caso di grave alterazione della funzionalità renale è controindicato. Eliminazione Celecoxib viene principalmente eliminato con il metabolismo. Meno dell’1% della dose è escreta in forma immodificata nelle urine. La variabilità inter-individuale nell’esposizione al celecoxib è di circa 10 volte. Celecoxib presenta un profilo farmacocinetico indipendente dalla dose e dal tempo nell’ambito dell’intervallo posologico terapeutico. L’emivita di eliminazione è pari a 8-12 ore. Le concentrazioni plasmatiche allo steady state sono raggiunte entro 5 giorni dall’inizio del trattamento.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Dati di sicurezza non-clinici non rivelano rischi particolari per l'uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute, mutagenicità o cancerogenicità al di là di quelli affrontati nel paragrafo 4.4, 4.6, e 5.1 del RCP. Celecoxib a dosi orali 150 mg / kg / giorno (circa 2 volte l'esposizione nell’uomo a 200 mg due volte al giorno, come misurato da AUC 0-24), ha causato un aumento dell’incidenza di difetti del setto ventricolare, un evento raro, e alterazioni del feto, come ad esempio costole fuse, sternebre fuse e sternebre deformi quando i conigli sono stati trattati durante tutta l'organogenesi. Un aumento di ernia diaframmatica dose-dipendente è stata osservata quando i ratti sono stati trattati con celecoxib a dosi orali 30 mg / kg / die (circa 6 volte l'esposizione nell’uomo in base alla AUC 0-24 a 200 mg due volte al giorno) durante tutta l'organogenesi. Questi effetti sono attesi a seguito dell'inibizione della sintesi delle prostaglandine. Nei ratti, l'esposizione a celecoxib durante le prime fasi dello sviluppo embrionale ha provocato perdite preimpianto e postimpianto, e ha ridotto la sopravvivenza embrio / fetale. Celecoxib viene escreto nel latte di ratto. In studi peri-post natali effettuati sul ratto è stata osservat

19 tossicità fetale.In uno studio di tossicità a 2 anni in ratti maschi a dosi elevate è stato osservato un aumento di trombosi in tessuti diversi dalla ghiandola surrenale.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Contenuto delle capsule Lattosio monoidrato Sodio laurilsolfato Povidone Croscarmellosa sodica Magnesio stearato Involucro delle capsule Gelatina Titanio diossido E171 Sodio laurilsolfato Sorbitano monolaurato Inchiostro di stampa Indigotina E132 (solo per le capsule da 100 mg) Ossido di ferro E172 (solo per le capsule da 200 mg) Gomma lacca Glicole propilenico

6.2 Incompatibilità

Non pertinente

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30 °C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in alluminio/PVC trasparente o opaco. Confezioni da 2, 5, 6, 10, 20, 30, 40, 50, 60, 100, 10x10, 10x30, 10x50, 1x50 in unità separabili, 1x100 in unità separabili, 5x(10x10) capsule. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Viatris Pharma S.r.l.

Via Vittor Pisani 20 20124 Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data di prima autorizzazione: 26/08/2014 Rinnovo dell’autorizzazione: 26 gennaio 2017

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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