CLODEOSTEN

CLODY è un medicinale che contiene acido clodronico, un principio attivo che appartiene ad un gruppo di farmaci per il trattamento delle malattie delle ossa, chiamati bisfosfonati. CLODY è utilizzato negli adulti per il trattamento: - della perdita di consistenza delle ossa in seguito a tumore (osteolisi tumorali); - di tumore del midollo osseo (mieloma multiplo)…

Usato per: mieloma multiplo

Principio attivo: ACIDO CLODRONICO · ATC M05BA02 · LANOVA FARMACEUTICI S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: ACIDO CLODRONICO
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Dosaggio: 125 mg SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: LANOVA FARMACEUTICI S.R.L.
Codice ATC: M05BA02
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ACIDO CLODRONICO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· ACLOFID - EPIFARMA S.R.L
· CLODY - PROMEDICA S.R.L.
· MADRAS - S.F. GROUP S.R.L.
· CLONAT - S.F. GROUP S.R.L.
· ZHAJON - ESSETI FARMACEUTICI S.R.L.
· CLOBIOX - LANOVA FARMACEUTICI S.R.L.
· CLODRONATO DISODICO PHARMACARE - PHARMACARE S.R.L.
· CROTONIL - FIDIA SPECIALTY S.R.L.
· NIKLOD - I.B.N. SAVIO S.R.L
· CLASTEON - ABIOGEN PHARMA S.P.A.
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

Foglietto di un medicinale equivalente con lo stesso principio attivo.

A cosa serve questo medicinale?

CLODY è un medicinale che contiene acido clodronico, un principio attivo che appartiene ad un
gruppo di farmaci per il trattamento delle malattie delle ossa, chiamati bisfosfonati.
CLODY è utilizzato negli adulti per il trattamento:
- della perdita di consistenza delle ossa in seguito a tumore (osteolisi tumorali);
- di tumore del midollo osseo (mieloma multiplo);

- dell’eccessiva funzionalità delle paratiroidi (iperparatiroidismo primario). È inoltre utilizzato nelle donne per la prevenzione e il trattamento della perdita di consistenza delle ossa (osteoporosi) dopo la menopausa (periodo di interruzione permanente del ciclo mestruale).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi CLODY

- Se è allergico all’acido clodronico o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo

medicinale (elencati al paragrafo 6).
- Se sta assumendo altri bisfosfonati, medicinali simili a CLODY.
- Se è allergico alla lidocaina o ad altri anestetici locali di tipo amidico, come ad esempio:

bupivacaina, mepivacaina, ropivacaina, levobupivacaina.
- Se soffre di una malattia del cuore che causa perdita di coscienza (sindrome di Adam-Stokes).
- Se soffre di una malattia del ritmo del cuore (sindrome di Wolff-Parkinson White,
fibrillazione atriale, blocco seno-atriale, atrioventricolare o intraventricolare).
- Se ha un cuore debole che non riesce a fornire il sangue in quantità adeguata all'organismo
(scompenso cardiaco acuto).

- Se soffre di uno stato di diminuzione del volume del sangue (ipovolemia).

- Il medicinale è solo per uso intramuscolare (da iniettare cioè in un muscolo) e non deve essere somministrato all’interno di un vaso sanguigno (per via endovenosa). L’iniezione accidentale in una vena aumenta il rischio che si verifichino reazioni avverse gravi dovute all’elevata quantità nel sangue dell’anestetico lidocaina (vedere paragrafo 3. Se usa più CLODY di quanto deve)

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare CLODY.

Prima e durante il trattamento il medico le chiederà di sottoporsi ad esami del sangue per controllare la funzionalità dei reni e del fegato (vedere paragrafo 4. “Possibili effetti indesiderati”). È importante che assuma una adeguata quantità di liquidi durante il trattamento con questo medicinale, soprattutto se ha problemi ai reni (vedere paragrafo 3. Come usare CLODY).

In particolare, informi il medico:

- Se ha elevati livelli di calcio nel sangue.
- Se soffre di una malattia dei reni (insufficienza renale).
- Se è in trattamento con CLODY per curare un tumore o l’osteoporosi ed ha in corso un
trattamento dal dentista o deve sottoporsi ad un intervento di chirurgia dei denti. Informi
inoltre il dentista che è in trattamento con CLODY (vedere paragrafo 4. Possibili effetti

indesiderati), in quanto potrebbe essere necessario un trattamento dentistico di tipo
preventivo.
- Se soffre di malattie del cuore (in particolare alterazioni del ritmo del cuore con bassa
frequenza e insufficienza cardiaca) o se ha subito un intervento al cuore.
- Se soffre di una malattia del fegato.

- Se lei, o qualcuno della sua famiglia, soffre di una malattia che provoca aumento elevato della
temperatura corporea a seguito dell’uso di anestetici locali come la lidocaina (ipertermia
maligna familiare).
- Se durante il trattamento dovesse manifestare debolezza o dolore alla coscia, all’anca o
all’inguine, in quanto potrebbe essere un sintomo iniziale di una possibile frattura del femore
(vedere paragrafo 4. Possibili effetti indesiderati).
- Se soffre di convulsioni (epilessia). Il medico la sottoporrà a un attento monitoraggio per
la comparsa di eventuali sintomi.
- Se soffre di disturbi respiratori e polmonari.
- Se soffre di una malattia che provoca debolezza muscolare (miastenia grave).

- Se ha la porfiria (una rara malattia ereditaria delle cellule del sangue che colpisce la pelle e il sistema nervoso).

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l’efficacia del farmaco in pazienti pediatrici non sono state stabilite.

Altri medicinali e CLODY

Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale.

Questo è particolarmente importante se: - Sta assumendo altri bisfosfonati, medicinali usati per trattare le malattie delle ossa, in quanto l'uso concomitante di CLODY con altri bisfosfonati è controindicato (vedere

paragrafo 2. Non usi CLODY).
- Sta assumendo farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), medicinali usati per trattare
l’infiammazione (in particolare diclofenac), in quanto potrebbero verificarsi problemi ai reni.
- Sta assumendo aminoglicosidi, medicinali usati per trattare le infezioni, in quanto i livelli di
calcio nel sangue potrebbero diminuire (ipocalcemia).

- Sta assumendo estramustina, medicinale usato per trattare il cancro alla prostata (una
ghiandola che nell’uomo produce il liquido seminale), in quanto le concentrazioni di
estramustina nel sangue potrebbero aumentare.
- Sta assumendo medicinali usati per il trattamento di disturbi del cuore compresi battiti del
cuore irregolari, come i beta bloccanti (per es. propranololo), o bloccanti dei canali calcio
(per es. amiodarone) o bloccanti del canale sodio, in quanto la lidocaina potrebbe
restare in circolo più a lungo.

- Sta assumendo cimetidina, medicinale usato principalmente per trattare la gastrite e l’ulcera gastrica (lesione della parete dello stomaco); fluvoxamina (medicinale usato per la depressione); medicinali per il trattamento di infezioni virali come ritonavir; medicinali per il trattamento di infezioni antibiotici macrolidi, come eritromicina o antibiotici

come ciprofloxacina; medicinali per il trattamento di infezioni fungine come ketoconazolo, itraconazolo, in quanto potrebbe verificarsi un aumento dei livelli di lidocaina nel sangue. - Sta assumendo medicinali barbiturici come fenobarbital; medicinali usati per trattare l'epilessia come carbamazepina; fenitoina; primidone; contraccettivi orali o terapia ormonale sostitutiva in quanto potrebbe verificarsi una riduzione dei livelli di lidocaina

nel sangue.
- È in trattamento con digitalici, medicinali usati per trattare i disturbi del ritmo del cuore, in
quanto può aumentare il rischio di disturbi del ritmo del cuore.
- Sta assumendo medicinali usati per rilassare i muscoli durante l'anestesia generale, come
suxametonio.

- La soluzione è incompatibile con soluzioni alcaline o soluzioni ossidanti.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con

Gravidanza latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Eviti di usare CLODY durante la gravidanza e se è in età fertile e non sta usando un’efficace terapia contraccettiva (medicinali usati per evitare una gravidanza). Allattamento Non è noto se l’acido clodronico passi nel latte materno, mentre la lidocaina viene escreta nel latte materno in piccole quantità. Pertanto, durante il trattamento con CLODY, interrompa l’allattamento al seno. Fertilità

Non è noto se l'acido clodronico e la lidocaina abbiano effetti sulla fertilità umana.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

CLODY può causare disturbi della vista che possono influenzare la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Se avverte uno o più sintomi elencati al paragrafo 4 o se usa più CLODY di quanto deve, eviti di guidare veicoli e utilizzare macchinari.

CLODY contiene sodio

CLODY 100 mg+33 mg soluzione iniettabile con lidocaina contiene meno di 1mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente “senza sodio”

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico che le indicherà la dose corretta, in base alla gravità della sua malattia, e la durata del trattamento. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista (vedere il paragrafo DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE

alla fine del Foglio Illustrativo). L’acido clodronico è eliminato prevalentemente per via renale. Pertanto, durante il trattamento con acido clodronico è necessario che assuma un’adeguata quantità di liquidi.

Modo di somministrazione

CLODY 100 mg+33 mg soluzione iniettabile con lidocaina è solo per uso intramuscolare (da iniettare cioè in un muscolo). Per evitare una iniezione accidentale in un vaso sanguigno si raccomanda di aspirare prima di iniettare il medicinale. Evitare di massaggiare la sede di iniezione.

Se usa più CLODY di quanto deve In caso di assunzione accidentale di una dose eccessiva di CLODY si rivolga immediatamente al medico o al più vicino ospedale.

I sintomi del sovradosaggio possono consistere in:
- aumento dei livelli di creatinina nel sangue e malattia dei reni (disfunzione renale) con alte
dosi di acido clodronico somministrato per via endovenosa,
- elevati livelli di azoto nel sangue (uremia),
- danno al fegato,
- abbassamento dei livelli di calcio nel sangue (ipocalcemia).

In caso di accidentale iniezione in un vaso sanguigno, potrebbero manifestarsi i seguenti sintomi da
sovradosaggio di lidocaina:
- sonnolenza,
- ebbrezza (stato di eccessiva eccitazione),

- sedazione (rilassamento fisico e mentale),
- perdita di sensibilità di alcune parti del corpo (parestesie),
- spasmi muscolari (contrazione improvvisa e involontaria di un muscolo),
- movimenti incontrollati del corpo (convulsioni),
- ridotto afflusso di sangue all’organismo (collasso cardiocircolatorio).

Trattamento Il medico controllerà i sintomi con terapie specifiche. Se dimentica di usare CLODY Non usi una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Se interrompe il trattamento con CLODY Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Se durante il trattamento dovesse manifestare disturbi della vista o degli occhi, INTERROMPA la terapia e si rivolga all’oculista.

Informi immediatamente il medico se manifesta:

-dolore o piaghe in bocca o alla mandibola e/o mascella (due ossa del viso), poichè può trattarsi dei primi segni di gravi problemi (morte del tessuto osseo della mandibola e/o mascella), generalmente associati ad estrazione dei denti e/o ad infezione locale (vedere paragrafo 2. Avvertenze e

precauzioni).

I possibili effetti indesiderati sono di seguito elencati secondo frequenza:
comune (possono interessare fino a 1 persona su 10)
- abbassamento dei livelli di calcio nel sangue, senza sintomi (ipocalcemia asintomatica),
- diarrea, nausea, vomito (solitamente di lieve intensità),

- aumento dei livelli di transaminasi nel sangue (esame per valutare la funzionalità del fegato),
solitamente entro i valori di normalità.
raro (possono interessare fino a 1 persona su 1.000)
- abbassamento dei livelli di calcio nel sangue, con sintomi (ipocalcemia sintomatica),
- aumento dei livelli di paratormone (ormone che regola i livelli di calcio nel sangue) associato
a ridotto calcio nel sangue,

- aumento dei livelli della fosfatasi alcalina nel sangue (esame per valutare le condizioni delle
ossa e del fegato),
- aumento dei livelli delle transaminasi nel sangue (esame per valutare la funzionalità del
fegato) due volte superiore ai valori di normalità, senza altre anomalie della funzionalità del

fegato,
- reazioni allergiche che si manifestano come reazioni della pelle,
- frattura insolita del femore (osso lungo della gamba), in particolare in pazienti in trattamento
da lungo tempo per l'osteoporosi. Contatti il medico se manifesta dolore o debolezza alla
coscia, all’anca o all’inguine, in quanto potrebbe essere un primo segno di una possibile
frattura del femore.

molto raro (possono interessare fino a 1 persona su 10.000) - si rivolga al medico in caso di dolore all’orecchio, secrezione dall’orecchio e/o infezione dell’orecchio. Questi episodi potrebbero essere i sintomi di danno osseo all’orecchio.

Possono inoltre manifestarsi i seguenti effetti indesiderati, per i quali non è possibile determinare la

frequenza:
• effetti che riguardano gli occhi
- infiammazione della congiuntiva, la membrana che ricopre l’occhio e la parte interna delle
palpebre (congiuntivite);
- infiammazione dell’occhio (episclerite, sclerite e uveite).

acido clodronico (reazione avversa di classe dei bisfosfonati). • effetti che riguardano i polmoni Episclerite e sclerite sono oggi stati riportati con altri farmaci appartenenti alla stessa categoria di

- disturbi della respirazione in pazienti con asma sensibile all’acido acetilsalicilico (un
medicinale usato per trattare la febbre, il dolore e l'infiammazione);
- reazioni allergiche che si manifestano come disturbi respiratori.
• effetti che riguardano i reni e le vie urinarie
- malattia dei reni (insufficienza renale), grave danno ai reni. Raramente, e specialmente in
associazione all’uso di FANS (medicinali usati per trattare le infiammazioni e il dolore),
l’insufficienza renale ha portato alla morte (più spesso con uso concomitante di diclofenac).

Vedere il paragrafo 2. Altri medicinali e CLODY.
• effetti che riguardano le ossa e i muscoli
- grave dolore alle ossa, articolazioni e muscoli. L’esordio dei sintomi varia da giorni a diversi
mesi dopo l’inizio della terapia con CLODY.

- dolore o piaga in bocca o alla mandibola e/o mascella (due ossa del viso). Può trattarsi dei
primi segni di gravi problemi (morte del tessuto osseo della mandibola e/o mascella),
generalmente associati ad estrazione dei denti e/o ad infezione locale (vedere paragrafo 2.
Avvertenze e precauzioni). Nella maggior parte dei casi, questo si è verificato in pazienti
affetti da tumore.
• effetti che riguardano il sito di iniezione

- dolorabilità al sito di iniezione, anche in considerazione della durata della terapia.

Effetti indesiderati specifici della lidocaina

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati che si verificano con la lidocaina, non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Gli effetti indesiderati sono generalmente dovuti o a reazioni allergiche o a concentrazioni nel sangue eccessivamente elevate a causa di iniezione accidentale in un vaso sanguigno e/o a dosaggio eccessivo. Questo può provocare occasionali effetti eccitatori del sistema nervoso centrale e occasionali effetti depressivi cardiovascolari (vedere paragrafo 2. Avvertenze e precauzioni).

Disturbi del sistema i mmunitario Reazione allergica grave (anafilattoide), gonfiore della laringe fino alla difficoltà di respirazione (broncospasmo), e calo della pressione sanguigna (collasso cardiorespiratorio) da shock anafilattico.

Patologie del sistema nervoso Manifestazioni di eccitazione o di depressione associate a vertigini, sonnolenza, turbe della visione, tremori seguiti da modificazioni dello stato di coscienza, convulsioni, coma, contrattura prolungata dei muscoli della masticazione che porta a chiusura serrata della mandibola e della

mascella (trisma), alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo (parestesia).

Disturbi psichiatrici Ansia, disorientamento. Patologie cardiache

Diminuzione del ritmo del cuore (bradicardia), alterazioni del ritmo del cuore (aritmie), depressione miocardica fino all'arresto cardiaco.

Patologie dell'occhio

Dilatazione della pupilla (midriasi), visione offuscata, visione doppia di una immagine (diplopia).

Patologie gastrointestinali Nausea, vomito. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Respirazione difficoltosa (dispnea), riduzione della frequenza respiratoria, (depressione respiratoria).

Patologie vascolari Bassa pressione del sangue (ipotensione), alta pressione del sangue (ipertensione), Interruzione della normale circolazione del sangue a causa di arresto cardiaco e calo del flusso del sangue (collasso circolatorio).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Improvviso arrossamento della pelle (eruzioni cutanee di vario tipo), eruzione cutanea con ponfi più o meno pruriginosa (orticaria), prurito.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Ronzio nelle orecchie (tinnito), ipersensibilità a rumori relativamente deboli (iperacusia).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene CLODY

CLODY 100 mg+33 mg soluzione iniettabile con lidocaina
- I principi attivi sono Disodio clodronato (sale disodico dell’acido clodronico) 100 mg e
Lidocaina cloridrato monoidrato 33 mg.
- Gli altri componenti sono Sodio bicarbonato (vedere paragrafo 2. CLODY contiene sodio),
acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di CLODY e contenuto della confezione

CLODY 100 mg+33 mg soluzione iniettabile con lidocaina soluzione iniettabile limpida ed incolore in confezione da 6-12 fiale per uso intramuscolare

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Promedica Srl – Via Palermo, 26/A – Parma

Produttore CLODY 100 mg+33 mg soluzione iniettabile con lidocaina Abiogen Pharma SpA – Via Meucci, 36 – Loc. Ospedaletto – PISA Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il: Settembre 2021

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari:

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE

Osteolisi tumorali, Mieloma multiplo e Iperparatiroidismo primario Lo schema posologico seguente deve essere considerato orientativo e può quindi essere adattato alle necessità del singolo paziente.

a) Fase di attacco

CLODY 300 mg/10 ml concentrato per soluzione per infusione, 300 mg/die in unica somministrazione per via endovenosa lenta per 3-8 giorni in relazione all'andamento dei parametri clinici e di laboratorio (calcemia, idrossiprolinuria, ecc.). Per maggiori informazioni relative a CLODY 300 mg/10 ml concentrato per soluzione per infusione vedere il corrispondente Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e

Foglio Illustrativo.

b) Fase di mantenimento CLODY 100 mg+33 mg soluzione iniettabile con lidocaina 100 mg/die per via intramuscolare per 2-3 settimane.

o, in alternativa, del può essere preso in considerazione l'utilizzo di una formulazione di clodronato per uso orale. CLODY è disponibile solo nelle formulazioni per uso intramuscolare e per infusione endovenosa. Pertanto per la terapia per via orale deve essere prescritto un medicinale per cui è disponibile una formulazione di clodronato per uso orale

La durata del trattamento, solitamente a lungo termine, è in funzione dell’evoluzione della malattia.

Si raccomanda la rivalutazione periodica dei parametri di riassorbimento osseo come guida per giudicare la necessità del proseguimento di terapia.

Prevenzione e trattamento dell’osteoporosi post-menopausale La posologia in funzione del quadro clinico e dei valori mineralometrici può variare come di seguito

riportato:

Terapia parenterale

CLODY 100 mg+33 mg soluzione iniettabile con lidocaina

per via intramuscolare 100 mg ogni 7-14 giorni per un anno o più a seconda delle condizioni del paziente. CLODY 200 mg+40 mg soluzione iniettabile con lidocaina

per via intramuscolare 200 mg ogni 14-28 giorni per un anno o più a seconda delle condizioni del paziente. CLODY 200 mg+40 mg soluzione iniettabile con lidocaina può essere utilizzato nelle pazienti che non hanno mai iniziato un trattamento con clodronato. In caso di passaggio dalla somministrazione di CLODY 100 mg+33 mg a CLODY 200 mg+40 mg, la somministrazione di una fiala di CLODY 200 mg+40 mg ogni 14 giorni può essere utilizzata come

schema posologico alternativo nelle pazienti già in trattamento con una fiala da 100 mg alla settimana. La somministrazione di una fiala di CLODY 200 mg+40 mg ogni 28 giorni può essere utilizzata come schema posologico alternativo nelle pazienti già in trattamento con una fiala da 100 mg ogni due settimane. In alternativa

Terapia orale

CLODY è disponibile solo nelle formulazioni per uso intramuscolare e per infusione endovenosa. Pertanto per la terapia per via orale deve essere prescritto un medicinale per cui è disponibile una formulazione di clodronato per uso orale.

Non è stata stabilita la durata ottimale del trattamento con bisfosfonati per l’osteoporosi. La necessità di un trattamento continuativo deve essere rivalutata in ogni singolo paziente periodicamente in funzione dei benefici e rischi potenziali, in particolare dopo 5 anni o più d’uso.

Popolazioni speciali • Bambini La sicurezza e l'efficacia del farmaco in pazienti pediatrici non sono state stabilite.

• Anziani

Non ci sono particolari raccomandazioni di dosaggio del farmaco per gli anziani. Gli studi clinici effettuati hanno incluso pazienti con età superiore ai 65 anni e non sono stati riportati eventi avversi specifici per questo gruppo di età.

• Pazienti con insufficienza renale

cautela in pazienti con insufficienza renale.

Somministrazione parenterale: Il Clodronato è eliminato principalmente per via renale. Pertanto, esso deve essere utilizzato con

Si raccomanda di ridurre il dosaggio di clodronato come segue: Grado di insufficienza renale: Riduzione del dosaggio, % Clearance creatinina, ml/min 50-80 25 12-50 25-50

<12 50

Si raccomanda di somministrare clodronato prima dell’emodialisi, di ridurre la dose del 50% nei giorni liberi da dialisi, e di limitare lo schema di trattamento a 5 giorni. É da notare che la dialisi

peritoneale rimuove scarsamente il clodronato dalla circolazione.

La soluzione è incompatibile con soluzioni alcaline o soluzioni ossidanti.

Domande frequenti su CLODEOSTEN

Come si usa CLODEOSTEN?

CLODEOSTEN si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa, intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CLODEOSTEN è disponibile senza ricetta?

No, CLODEOSTEN è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CLODEOSTEN?

Il principio attivo di CLODEOSTEN è ACIDO CLODRONICO.

Quali sono gli equivalenti di CLODEOSTEN?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ACIDO CLODRONICO DOC GENERICI, ACLOFID, CLODY, MADRAS. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CLODEOSTEN?

CLODEOSTEN è prodotto da LANOVA FARMACEUTICI S.R.L..

Da quando CLODEOSTEN è autorizzato in Italia?

CLODEOSTEN ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2002-10-30.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

CLODEOSTEN 100 mg/3,3 ml soluzione iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

CLODEOSTEN 100 mg/3,3 ml soluzione iniettabile Ogni fiala contiene: Principio attivo: disodio clodronato tetraidrato mg 125 pari a disodio clodronato anidro mg 100. Per gli eccipienti, vedere 6.1

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile per uso intramuscolare ed endovenoso, 6 fiale da 100 mg

4. Informazioni farmaceutiche

4.1. Indicazioni terapeutiche Osteolisi tumorali. Mieloma multiplo. Iperparatiroidismo primario. Prevenzione e trattamento dell’osteoporosi post menopausale. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Osteolisi tumorali. Mieloma multiplo. lperparatiroidismo primario: Lo schema posologico seguente deve essere considerato orientativo e può quindi essere adattato alle necessità del singolo paziente. a) Fase di attacco: 200-300 mg/die in unica somministrazione per via endovenosa lenta per 3-8 giorni in relazione all'andamento dei parametri clinici e di laboratorio (calcemia, idrossiprolinuria, ecc.). b) Fase di mantenimento: 100 mg/die per via intramuscolare per 2-3 settimane. Tali cicli possono essere ripetuti ad intervalli variabili a seconda dell'evoluzione della malattia. La valutazione periodica dei parametri di riassorbimento osseo può utilmente indirizzare i cicli terapeutici. Prevenzione e trattamento dell’osteoporosi post menopausale La posologia in funzione del quadro clinico e dei valori mineralometrici può variare come di seguito riportato: Per via intramuscolare 100 mg/die ogni 7-14 giorni o per infusione endovenosa 200 mg ogni 3-4 settimane, per 1 anno o più a seconda delle condizioni del paziente. Non è stata stabilita la durata ottimale del trattamento con bisfosfonati per l’osteoporosi. La necessità di un trattamento continuativo deve essere rivalutata in ogni singolo paziente periodicamente in funzione dei benefici e rischi potenziali, in particolare dopo 5 o più anni d’uso. Il clodronato è eliminato prevalentemente per via renale. Pertanto, durante il trattamento con clodronato è necessario garantire un adeguato apporto di liquidi.  Bambini La sicurezza e l’efficacia del farmaco in pazienti pediatrici non sono state stabilite.  Anziani Non ci sono particolari raccomandazioni di dosaggio del farmaco per gli anziani. Gli studi clinici effettuati hanno incluso pazienti con età superiore ai 65 anni e non sono stati riportati eventi avversi specifici per questo gruppo di età.  Pazienti con insufficienza renale Si raccomanda di ridurre il dosaggio dell’infusione di clodronato come segue:

Grado di insufficienza renale: Creatinine Clearance, ml/min Riduzione del dosaggio, % 50-80 25 12-50 25-50 <12 50 Si raccomanda che 300 mg di clodronato siano infusi prima dell’emodialisi, che la dose sia ridotta del 50% nei giorni liberi da dialisi, e di limitare lo schema di trattamento a 5 giorni. É da notare che la dialisi peritoneale rimuove scarsamente il clodronato dalla circolazione. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti. Trattamenti concomitanti con altri bisfosfonati. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego Durante il trattamento con clodronato deve essere mantenuto un adeguato introito di liquidi. Questo è particolarmente importante quando la somministrazione di clodronato avviene per via endovenosa e in pazienti con ipercalcemia o insufficienza renale. Prima e durante il trattamento deve essere monitorata la funzionalità renale mediante i livelli di creatinina, calcio e fosfato sierici. Negli studi clinici si sono verificati aumenti asintomatici e reversibili delle transaminasi, senza modifiche degli altri test di funzionalità epatica. Si consiglia il monitoraggio delle transaminasi (vedere anche paragrafo 4.8). Poiché il farmaco è eliminato prevalentemente per via renale, il clodronato deve essere usato con cautela nei pazienti con insufficienza renale (vedere paragrafo “Posologia e modo di somministrazione”). In tali casi l'uso del clodronato andrà effettuato solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio e monitorando frequentemente gli indici di funzionalità renale. La somministrazione endovenosa di dosi notevolmente superiori a quelle raccomandate può causare grave danno renale, specialmente se la velocità di infusione è troppo alta. Nella fase iniziale del trattamento oncologico e comunque nelle forme più gravi, è consigliabile somministrare il prodotto in NaCl 0,9% o in soluzione glucosata al 5%, per via endovenosa, mediante perfusione lenta (2-3 ore). L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella, generalmente associata ad estrazione dentale e/o ad infezione locale (osteomielite inclusa), è stata riportata in pazienti con cancro in trattamento con regimi comprendenti i bisfosfonati somministrati sia per via endovenosa che per via orale. Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella è stata anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con i bisfosfonati orali. Prima di iniziare il trattamento con i bisfosfonati in pazienti con concomitanti fattori di rischio (come cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, scarsa igiene orale) deve essere presa in considerazione la necessità di un esame odontoiatrico con le appropriate procedure dentistiche preventive. Durante il trattamento, questi pazienti devono evitare procedure dentarie invasive. Nei pazienti che hanno sviluppato osteonecrosi della mascella durante la terapia con i bisfosfonati, la chirurgia dentaria può esacerbare la condizione. Per i pazienti che necessitano di chirurgia dentale, non ci sono dati disponibili per suggerire che l’interruzione del trattamento con i bisfosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mandibola e/o mascella. Il giudizio clinico del medico deve guidare il programma di gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio. Clodeosten contiene sodio e pertanto questo deve essere tenuto in considerazione nei pazienti sottoposti a dieta controllata di sodio.

È stata riferita osteonecrosi del canale uditivo esterno in concomitanza con l'uso di bisfosfonati, prevalentemente in associazione a terapie di lungo termine. Tra i possibili fattori di rischio dell'osteonecrosi del canale uditivo esterno sono inclusi l'uso di steroidi e la chemioterapia e/o fattori di rischio locali quali infezione o trauma. L'eventualità di osteonecrosi del canale uditivo esterno deve essere valutata in pazienti trattati con bisfosfonati che presentano sintomi a carico dell'orecchio, tra cui infezioni croniche dell'orecchio. Fratture atipiche del femore Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bisfosfonati per l’osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini a evidenze radiografiche di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bisfosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. E’ stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con bisfosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio rischio individuale. Durante il trattamento con bisfosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un’incompleta frattura del femore. TENERE FUORI DALLA PORTATA DEI BAMBINI 4.5. Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione È controindicato l’uso concomitante con altri bisfosfonati. L’uso contemporaneo del clodronato con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), più spesso con diclofenac, è stato associato a disfunzione renale. A causa dell’aumentato rischio d’ipocalcemia, deve essere usata cautela in caso di somministrazione contemporanea di clodronato con aminoglicosidi. È stato riportato che l’uso concomitante di estramustina fosfato con clodronato aumenta la concentrazione sierica di estramustina fosfato fino ad un massimo dell’80%. Il clodronato forma complessi con cationi bivalenti scarsamente solubili in acqua. Pertanto, il clodronato non deve essere somministrato endovena con soluzioni contenenti cationi bivalenti (ad es.: soluzione di Ringer). 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Fertilità In studi su animali, il clodronato non causa danni fetali, ma grosse dosi riducono la fertilità maschile. Non sono disponibili dati clinici sull’effetto del clodronato sulla fertilità dell’uomo. Per l’uso di clodronato in gravidanza e durante l’allattamento, vedere i paragrafi “Gravidanza” e “Allattamento”. Gravidanza Sebbene negli animali il clodronato passa attraverso la barriera placentare, non è noto, nell’uomo, se esso passa nel feto. Inoltre, non si conosce se nell’uomo il clodronato possa causare danno fetale o influenzare la funzione riproduttiva. C’è solo una limitata quantità di dati sull’uso del clodronato nella donna in gravidanza. CLODEOSTEN non è raccomandato durante la gravidanza e in donne in età fertile non protette da una efficace terapia contraccettiva. Allattamento Nell’uomo non è noto se il clodronato sia escreto nel latte materno. Non può essere escluso un rischio per il lattante. Pertanto, durante il trattamento con CLODEOSTEN, l’allattamento al seno deve essere interrotto.

4.7. Effetti sulla capacità di guidare e di usare macchinari Il farmaco non ha effetti sulla capacità di guidare e di usare macchinari. 4.8. Effetti indesiderati La reazione più comunemente riportata è la diarrea, che usualmente è lieve ed è più frequente con i dosaggi più alti. Queste reazioni avverse possono manifestarsi sia col trattamento orale sia con quello endovenoso, sebbene possa differire la loro frequenza. Classificazione sistemica organica Comune ≥ 1/100, < 1/10 Raro ≥ 1/10.000, < 1/1.000 Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipocalcemia asintomatica Ipocalcemia sintomatica. Aumento del paratormone sierico associato con ridotto calcio sierico. Aumento della fosfatasi alcalina sierica * Patologie gastrointestinali Diarrea** Nausea** Vomito** Patologie epatobiliari Aumento delle transaminasi, usualmente entro il range di normalità. Aumento delle transaminasi due volte superiore al range di normalità, senza altre anomalie della funzionalità epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Reazioni d’ipersensibilità che si manifestano come reazioni cutanee * In pazienti con metastasi, possono anche essere dovute al coinvolgimento epatico o osseo. ** Usualmente lievi Viene usato il più appropriato termine MedDRA per descrivere una reazione, i suoi sinonimi e le condizioni correlate. Esperienza post-marketing  Patologie dell’occhio Durante l’esperienza post-marketing con clodronato sono stati riportati casi di uveite. Le seguenti reazioni sono state riportate con altri bisfosfonati: congiuntivite, epislerite e sclerite. La congiuntivite è stata riportata solo con un clodronato in un paziente in trattamento concomitante con un altro bisfosfonato. Finora, episclerite e clerite non stati riportati con clodronato (reazione avversa di classe di bisfosfonati).  Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Compromissione della funzione respiratoria nei pazienti con asma sensibile all’aspirina. Reazioni di ipersensibilità che si manifestano come disturbi respiratori.  Patologie renali e urinarie Insufficienza renale (aumento della creatinina sierica e proteinuria), grave danno renale specialmente dopo rapida infusione endovenosa di alte dosi di clodronato (per le istruzioni sulla posologia vedere paragrafo 4.2 “Pazienti con insufficienza renale”). Singoli casi di insufficienza renale, raramente con esito fatale, sono stati riportati specialmente con l’uso concomitante di FANS, più spesso diclofenac.  Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Sono stati riportati isolati casi di osteonecrosi della mandibola, primariamente in pazienti che erano stati precedentemente trattati con amino-bisfosfonati come zoledronato e pamidronato (vedere anche paragrafo 4.4). In pazienti che assumono CLODEOSTEN è stato riportato grave dolore osseo, articolare e/o muscolare. Tuttavia, tali segnalazioni sono state infrequenti e, negli studi randomizzati controllati con placebo, non appaiono differenze fra i pazienti trattati con placebo o con CLODEOSTEN. L’esordio dei sintomi varia da giorni a diversi mesi dopo l’inizio della terapia con CLODEOSTEN. Durante l’esperienza post-marketing sono state riportate le seguenti reazioni (frequenza rara): Fratture femorali atipiche subtrocanteriche e diafisarie (reazione avversa della classe dei bisfosfonati). Molto raro: osteonecrosi del canale uditivo esterno (reazione avversa per la classe dei bisfosfonati).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili 4.9. Sovradosaggio  Sintomi Sono stati riportati aumento della creatinina sierica e disfunzione renale con alte dosi di clodronato somministrato per via endovenosa. È teoricamente possibile che elevate quantità di prodotto possano indurre ipocalcemia. In tali evenienze il trattamento dovrà consistere nella correzione dell'ipocalcemia mediante supplemento alimentare adeguato o, in casi gravi, mediante somministrazione endovenosa di calcio. È stato riportato un caso di uremia e danno al fegato dopo l’ingestione accidentale di 20.000mg (50x400mg) di clodronato.  Trattamento Il trattamento dell’overdose deve essere sintomatico. Deve essere assicurata un’adeguata idratazione, e devono essere monitorati la funzionalità renale e il calcio sierico. Qualora dovessero verificarsi alterazioni della funzionalità renale per la formazione di aggregati di calcio, a seguito di somministrazione intravenosa, la terapia dovrà mirare al ripristino della funzionalità stessa.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: Farmaci che agiscono sulla struttura e mineralizzazione ossee-difosfonati, codice ATC: M05BA02. Il disodio clodronato appartiene alla categoria dei difosfonati, farmaci in grado di inibire la formazione e la dissoluzione dei cristalli di idrossiapatite. Le indagini farmacologiche e cliniche hanno dimostrato il rimarchevole effetto inibitorio del disodio clodronato sul riassorbimento osseo, conseguente all’inibizione dell’attività osteoclastica, in tutte le condizioni sperimentali e cliniche nelle quali questo risulti esageratamente aumentato. Tra queste condizioni vanno annoverate affezioni di tipo neoplastico quali le metastasi ossee ed il mieloma multiplo, endocrinopatie quali l’iperparatiroidismo primario, nonché le osteopatie metaboliche quali l’osteopenia da immobilizzazione ed, in particolare modo, l'osteoporosi post menopausale. Di particolare rilievo è risultata inoltre l'efficacia del disodio clodronato nel trattamento delle crisi ipercalcemiche. Recenti ricerche hanno dimostrato l'efficacia del farmaco nel ridurre la morbilità scheletrica secondaria a neoplasie maligne, in particolare al carcinoma mammario. Rilevante è infine l'effetto antalgico del farmaco nel trattamento del dolore secondario a metastasi ossee, effetto che si instaura fin dai primi giorni di trattamento particolarmente per via endovenosa. L'uso prolungato del farmaco non induce difetti di mineralizzazione ossea, come confermato da indagini bioptiche. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Il disodiodiclorometilendifosfonato viene rapidamente allontanato dall'organismo attraverso le urine. 5.3. Dati preclinici di sicurezza La tossicità acuta del disodio diclorometilendifosfonato è risultata essere notevolmente bassa. Ratto: DL50 1700 mg/Kg/o.s.; 430 mg/Kg/e.p.; 65 mg/Kg/e.v. Tossicità cronica: per os nel ratto, fino a 200 mg/Kg/die per oltre 6 mesi, nessun effetto tossico; per os, nel cane, fino a. 40 mg/kg/die per oltre 6 mesi, nessun effetto tossico.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipient

Sodio bicarbonato, acqua per preparazioni iniettabili 6.2. Incompatibilità Incompatibile con soluzioni alcaline o soluzioni ossidanti. Il clodronato forma complessi con ioni bivalenti e pertanto non deve essere miscelato con soluzioni contenenti calcio (es. soluzione di Ringer). 6.3. Periodo di validità 2 anni 6.4. Speciali precauzioni per la conservazione Nessuna speciale precauzione per la conservazione. 6.5. Natura e capacità del contenitore Astuccio contenente 6 fiale da 100 mg/3,3 ml di vetro neutro incolore. 6.6. Istruzioni per l’impiego e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

LANOVA FARMACEUTICI S.r.l. – Via Conca D’Oro, 212 – 00141 Roma

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Confezione da 6 fiale da 100 mg/ 3,3 ml AIC n. 035109014

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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