ELEKTRA

Principio attivo: IDROCLOROTIAZIDE, ENALAPRIL · ATC C09BA02 · EG S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"20 MG/12,5 MG COMPRESSE" 14 CPR IN BLISTER AL/PVC A 4,40 € 4,40 € 0,00 € + ticket*
"20 MG + 12,5 MG COMPRESSE" 28 COMPRESSE IN BLISTER AL/PVC A 7,21 € 7,21 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: IDROCLOROTIAZIDE, ENALAPRIL
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 20 mg , 12.5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: EG S.P.A.
Codice ATC: C09BA02
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ACESISTEM - ALFASIGMA S.P.A.
· ENALAPRIL E IDROCLOROTIAZIDE ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· VASORETIC - BB FARMA S.R.L.
· VASORETIC - FARMA 1000 S.R.L.
· GENTIPRESS - NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
· SINERTEC - ORGANON ITALIA S.R.L.
· VASORETIC - ORGANON ITALIA S.R.L.
· CONDIUREN - TEOFARMA S.R.L.
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Rimborsabilita: N - NON CLASSIFICATA

A cosa serve questo medicinale?

Il medico le ha prescritto Elektra per il trattamento dell’ipertensione (pressione sanguigna alta).

Il componente enalapril di Elektra è un medicinale che appartiene al gruppo di medicinali chiamati inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori) e agisce allargando i vasi sanguigni per rendere

più facile al cuore pompare il sangue in tutte le parti del corpo. Il componente idroclorotiazide di Elektra è un medicinale che appartiene al gruppo di medicinali chiamati diuretici (compresse che favoriscono la diuresi) e agisce facendo passare più acqua e sale ai reni. Insieme, enalapril e idroclorotiazide aiutano a ridurre la pressione alta.

Cosa deve sapere prima di usarlo

NON prenda Elektra • se è allergico a enalapril maleato, idroclorotiazide, o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo

medicinale (elencati al paragrafo 6); • se è stato precedentemente trattato con un medicinale dello stesso gruppo farmacologico di questo medicinale (ACE-inibitori) ed ha sperimentato una reazione allergica associata a rigonfiamento di viso,

labbra, lingua e/o gola con difficoltà a deglutire o respirare. Non deve assumere questo medicinale se si
sono verificate reazioni di questo tipo senza una causa nota o se le è stato diagnosticato un angioedema
ereditario o idiopatico;
• se è allergico a qualsiasi medicinale sulfonamide-derivato. Chieda al medico se non è sicuro di cosa
siano i medicinali sulfonamide-derivati;
• se non urina;

• se soffre di gravi problemi renali;
• se ha il diabete o problemi renali e prende medicinali per ridurre la pressione sanguigna che contengono
aliskiren;
• se è incinta da più di tre mesi (Elektra non è raccomandato anche all’inizio della gravidanza – vedere
paragrafo Gravidanza);
• se soffre di gravi problemi al fegato;
• se ha assunto o sta assumendo sacubitril/valsartan, un medicinale usato per trattare un tipo di

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insufficienza cardiaca a lungo termine (cronica) negli adulti, in quanto ciò aumenta il rischio di angioedema (rapido rigonfiamento sotto la pelle in zone come la gola).

Se non è sicuro di dover iniziare a prendere questo medicinale, si rivolga al medico.

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Elektra
• Informi il medico di qualsiasi problema medico che ha o ha avuto e di eventuali allergie.
• Informi il medico se soffre di malattie cardiache, malattie del sangue, se ha problemi al fegato, se si

deve sottoporre a dialisi o se è in trattamento con diuretici (compresse che favoriscono la diuresi) o se ha recentemente sofferto di vomito eccessivo o diarrea. Comunichi inoltre al medico se sta seguendo una dieta iposodica, sta assumendo integratori di potassio, agenti risparmiatori di potassio, sostituti del sale contenenti potassio o altri medicinali che possono aumentare i livelli di potassio nel sangue (p. es., eparina [un medicinale usato per prevenire coaguli di sangue], prodotti contenenti trimetoprim come

cotrimossazolo [medicinali usati per trattare le infezioni]), se ha più di 70 anni, se soffre di diabete o ha problemi ai reni (incluso il trapianto di rene), poiché queste condizioni possono portare ad un aumento dei livelli di potassio nel sangue, che può essere grave. In questi casi, il medico potrebbe dover aggiustare il dosaggio di Elektra o monitorare i livelli di potassio nel sangue. Se soffre di diabete e sta assumendo medicinali antidiabetici orali o insulina, deve monitorare attentamente l’eventuale riduzione

dei livelli di glucosio nel sangue, soprattutto durante il primo mese di trattamento con Elektra.
Comunichi al medico se ha mai avuto una grave reazione allergica associata a rigonfiamento del viso,
della lingua e/o della gola con difficoltà a deglutire e a respirare. È necessario essere consapevoli del
fatto che i pazienti di razza nera sono a maggior rischio di sviluppare questo tipo di reazioni agli ACE-
inibitori.
• Informi il medico se sta per sottoporsi a un trattamento chiamato LDL aferesi o se sta per sottoporsi a un
trattamento di desensibilizzazione per ridurre l’effetto di un’allergia alle punture di api o vespe.
• Informi il medico se soffre di pressione bassa (potrebbe manifestarsi con svenimento o capogiro,
specialmente quando si sta in piedi).
• Prima di un intervento chirurgico e di sottoporsi ad anestesia (anche dal dentista), informi il medico o il
dentista che sta assumendo Elektra poiché potrebbe verificarsi un improvviso calo della pressione

sanguigna associato all’anestesia. • Comunichi al medico se soffre di collagenopatie vascolari (ad es. lupus eritematoso, artrite reumatoide o sclerodermia), sta assumendo immunosoppressori, i medicinali allopurinolo o procainamide o una qualsiasi combinazione di questi fattori la riguarda.

• Informi il medico se si deve sottoporre ad un test antidoping poiché questo medicinale può produrre un
risultato positivo.
• Deve informare il medico se sospetta (o sta pianificando) una gravidanza. Si sconsiglia l’uso di questo
medicinale durante le prime fasi della gravidanza ed il medicinale non deve essere preso se è incinta da
più di 3 mesi poiché, se preso in quel momento della gravidanza, potrebbe gravemente danneggiare il
suo bambino (vedere paragrafo gravidanza).

• Informi il medico se sta assumendo un medicinale contenente sacubitril (disponibile in associazione a dose fissa con valsartan), utilizzato in pazienti con insufficienza cardiaca. Potrebbe essere maggiormente a rischio di una reazione allergica chiamata angioedema.

• Se sta assumendo uno qualsiasi dei seguenti medicinali, il rischio di angioedema (rapido gonfiore
sottocutaneo in sedi quali la gola) può essere aumentato:
- racecadotril, un medicinale usato per trattare la diarrea;
- medicinali usati per prevenire il rigetto di organi trapiantati e per trattare il cancro (come
temsirolimus, sirolimus, everolimus);
- vildagliptin, un medicinale usato per trattare il diabete.

• Si rivolga al medico prima di prendere Elektra se ha avuto cancro della pelle o se sviluppa una lesione
cutanea sospetta durante il trattamento. Il trattamento con idroclorotiazide, in particolare se a lungo
termine e ad alto dosaggio, può aumentare il rischio di comparsa di alcuni tipi di cancro della pelle e
delle labbra (cancro della pelle non-melanoma). Protegga la sua pelle dall’esposizione ai raggi solari e ai
raggi UV durante il trattamento con Elektra.
• Consulti il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del
sangue:

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- un bloccante del recettore dell’angiotensina II (noto anche come sartani - ad esempio valsartan,
telmisartan, irbesartan ecc.), soprattutto se ha problemi renali correlati al diabete;
- aliskiren.

Il medico può controllare la sua funzionalità renale, la pressione del sangue, e la quantità di elettroliti (ad esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari. Vedere anche quanto riportato alla voce “Non prenda Elektra”. • Informi il medico se manifesta una diminuzione della vista o dolore agli occhi. Questi possono essere sintomi di accumulo di liquidi nello strato vascolare dell’occhio (versamento coroidale) o di un aumento della pressione oculare e possono verificarsi entro poche ore o settimane dall’assunzione di Elektra. Se

non trattata, questa condizione può portare a perdita permanente della vista. Può essere maggiormente a rischio di sviluppare questa condizione se in precedenza ha avuto un’allergia alla penicillina o ai sulfamidici. • Se ha avuto problemi respiratori o polmonari (compresa infiammazione o presenza di liquido nei polmoni) in seguito all’assunzione di idroclorotiazide in passato. Se dopo l’assunzione di Elektra

compare respiro affannoso o respirazione difficoltosa grave, consulti immediatamente un medico.

Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia nei bambini non sono state stabilite.

Altri medicinali e Elektra

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Il medico potrebbe ritenere opportuno modificare il dosaggio e/o prendere altre precauzioni. In genere Elektra può essere assunto insieme ad altri medicinali. Affinché il medico possa prescriverle la dose corretta di Elektra, è particolarmente importante che sappia se lei sta assumendo uno dei seguenti medicinali: • altri medicinali che abbassano la pressione sanguigna (antipertensivi), inclusi vasodilatatori, betabloccanti, inibitori della renina (es. aliskiren). Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni: Se sta assumendo un antagonista del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) o aliskiren (vedere anche

quanto riportato alla voce “Non prenda Elektra” e “Avvertenze e precauzioni”);
• diuretici (medicinali che favoriscono la diuresi);
• supplementi a base di potassio (inclusi sostituti del sale), diuretici risparmiatori di potassio (ad es.
spironolattone, triamterene e amiloride) e altri medicinali che possono aumentare i livelli di potassio nel

sangue (ad esempio trimetoprim e cotrimossazolo per il trattamento di infezioni causate da batteri;
ciclosporina, un medicinale immunosoppressore usato per prevenire il rigetto di un organo trapiantato;
ed eparina, un medicinale usato per fluidificare sangue e prevenire la formazione di coaguli);
• litio (medicinale usato per trattare la depressione maniacale o i disturbi bipolari);
• antidepressivi triciclici (per il trattamento della depressione);
• antipsicotici (medicinali per il trattamento della schizofrenia);

• simpaticomimetici (farmaci usati nel trattamento di alcune malattie del cuore e dei vasi sanguigni e in
alcuni medicinali per il raffreddore);
• antidiabetici (medicinali per il trattamento del diabete);

• FANS (farmaci usati per trattare il dolore e l’artrite, inclusa l’auroterapia);
• medicinali utilizzati solitamente per evitare il rigetto di organi trapiantati (sirolimus, everolimus e altri
medicinali appartenenti alla classe degli inibitori di mTOR). Vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”;
• un medicinale contenente sacubitril (disponibile come medicinale a dose fissa in associazione con
valsartan) e racecadotril. Il rischio di angioedema (rigonfiamento di viso, labbra. lingua o gola associato
a difficoltà della respirazione o della deglutizione (angioedema) può aumentare. Vedere anche le

informazioni ai paragrafi “Non prenda Elektra” e “Avvertenze e precauzioni”; • citostatici (medicinali per il trattamento del cancro).

Elektra con cibi e bevande La maggior parte delle persone prende Elektra con un bicchiere d’acqua.

Gravidanza e allattamento

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Gravidanza Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte

materno chieda consiglio al medico prima di prendere questo medicinale. Di norma il medico le consiglierà di interrompere il trattamento con Elektra prima che lei resti incinta oppure non appena viene accertata la gravidanza e le prescriverà un altro medicinale da usare al posto di Elektra. Si sconsiglia l’uso di questo medicinale durante la gravidanza ed il medicinale non deve essere preso se lei è incinta da più di 3 mesi poiché, se preso dopo il terzo mese di gravidanza, potrebbe gravemente danneggiare il suo bambino.

Allattamento Informi il medico se sta allattando al seno o riguardo l’inizio dell’allattamento. Elektra non è raccomandato per le madri che stanno allattando al seno.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Le risposte individuali ai medicinali possono variare. Alcuni effetti indesiderati che sono stati riportati con questo medicinale possono influenzare la capacità di alcuni pazienti di guidare veicoli o utilizzare macchinari (vedere possibili effetti indesiderati).

Elektra contiene lattosio (zucchero del latte) e sodio

medicinale. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Il medico deciderà la dose appropriata, a seconda delle sue condizioni e se sta assumendo altri medicinali.

La dose raccomandata è pari ad una compressa una volta al giorno. La maggior parte delle persone prende questo medicinale con un sorso d’acqua.

I pazienti con anamnesi di problemi renali possono richiedere una dose più bassa di questo medicinale.

Un precedente trattamento con diuretici deve essere interrotto 2-3 giorni prima di iniziare il trattamento con questo medicinale.

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. È molto importante che lei continui a prendere questo medicinale

per tutto il tempo prescrittole dal medico. Non prenda più compresse di quelle prescritte.

Se prende più Elektra di quanto deve

In caso di sovradosaggio si rivolga prontamente al medico per ricevere immediata assistenza medica. I sintomi più probabili consistono in una sensazione di stordimento o vertigini a causa di un improvviso o eccessivo calo della pressione sanguigna, sete eccessiva, tosse, confusione, respiro veloce, ansia, diminuzione della quantità di urina, o accelerazione o rallentamento della frequenza del battito cardiaco.

Se dimentica di prendere Elektra

Deve prendere questo medicinale come prescritto. Non prenda una doppia dose per compensare la dimenticanza della dose. Si limiti a continuare il trattamento come da schema posologico usuale.

Se interrompe il trattamento con Elektra Non smetta di prendere il medicinale a meno che non sia stato il medico a deciderlo. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

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Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Smetta di prendere Elektra e contatti immediatamente il medico in uno dei seguenti casi: • se sviluppa un rigonfiamento di viso, labbra. lingua e/o gola con conseguenti possibili difficoltà di respirazione o deglutizione (si verifica comunemente: può interessare fino a 1 persona su 10);

• se manifesta gonfiore di mani, piedi o caviglie (si verifica comunemente: può interessare fino a 1 persona
su 10);
• se manifesta orticaria (si verifica non comunemente: può interessare fino a 1 persona su 100);
• grave reazione di ipersensibilità con febbre alta, eruzione cutanea in forma di bersaglio (eritema

multiforme), sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (gravi condizioni della pelle caratterizzate da arrossamento, desquamazione e formazione di vesciche sulla pelle), grave eruzione cutanea con perdita di pelle e peli (dermatite esfoliativa), lupus eritematoso cutaneo (una malattia autoimmune), arrossamento con desquamazione della pelle (eritroderma), piccoli rigonfiamenti pieni di liquido sulla pelle (pemfigo), macchie viola o rosse sulla pelle (porpora) (si verifica raramente: può interessare fino a 1 persona su 1000);

• infiammazione del fegato (epatite), insufficienza epatica che può essere fatale, colorazione giallastra degli occhi o della pelle (ittero) (si verifica raramente: può interessare fino a 1 persona su 1000).

La dose iniziale può causare un calo della pressione sanguigna maggiore di quello che si verificherà con il trattamento continuato. Questa condizione può manifestarsi come svenimento o vertigini e può essere utile sdraiarsi. Consulti il medico se questa condizione la riguarda. Altri effetti indesiderati:

Molto comune (può interessare più di 1 persona su 10): •

offuscamento della visione;
• capogiri;
• tosse;
• nausea;
• debolezza.

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10):
• bassi livelli di potassio nel sangue, aumento dei livelli di colesterolo o grassi nel sangue, alti livelli di
acido urico nel sangue;
• mal di testa, depressione, svenimento (sincope), alterazione del senso del gusto;
•

sensazione di testa leggera dovuto a pressione sanguigna bassa (incluso un calo della pressione sanguigna quando ci si alza in piedi rapidamente), angina o dolore toracico, alterazione del ritmo cardiaco, battito cardiaco accelerato; • respiro corto;

• diarrea, dolore addominale;
• eruzione cutanea;
• crampi muscolari**;
• dolore al torace, affaticamento;
• alti livelli di potassio nel sangue, aumento dei livelli di creatinina nel sangue.

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100):
• anemia (sia aplastica che emolitica);
• bassi livelli di zucchero nel sangue (ipoglicemia), bassi livelli di magnesio (ipomagnesiemia), malattia
caratterizzata da dolore e rigonfiamento delle articolazioni a causa della presenza di cristalli di acido
urico (gotta)*;
• confusione, sonnolenza, insonnia, nervosismo, formicolio senza causa (parestesia), sensazione di

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capogiro (vertigini), diminuzione della libido*;
• ronzio nelle orecchie;
• vampate di calore, battito cardiaco accelerato o irregolare (palpitazioni), attacco cardiaco, ictus

probabilmente dovuto a pressione sanguigna eccessivamente bassa in pazienti ad alto rischio (pazienti
con disturbi del flusso sanguigno del cuore e/o del cervello);
• naso che cola, mal di gola e raucedine, senso di oppressione al petto associato all’asma (difficoltà
respiratorie e respiro sibilante);
• lento movimento del cibo attraverso l’intestino (ileo), infiammazione del pancreas (pancreatite), vomito,
indigestione (dispepsia), costipazione, perdita di appetito (anoressia), dolore e irritazione e/o ulcera allo

stomaco, secchezza delle fauci, gas eccessivo nello stomaco o nell’intestino*;
• aumento della sudorazione (diaforesi), prurito (prurigine), orticaria, perdita di capelli (alopecia);
• dolore articolare*;
• problemi renali (disfunzione renale), insufficienza renale, presenza di proteine nelle urine (proteinuria);
• impotenza;

• sensazione di star male (malessere), febbre;
• alti livelli di urea nel sangue, bassi livelli di sodio nel sangue.

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000): • alterazioni nei valori del sangue come riduzione del numero di globuli bianchi e rossi, riduzione

•
•
ascelle o inguine;
aumento dei livelli di zucchero nel sangue; del
dell’emoglobina, riduzione delle piastrine nel sangue, rigonfiamento delle ghiandole a livello di collo,

sogni anomali, problemi a dormire, debolezza muscolare a volte dovuta a bassi livelli di potassio
(paresi);
• flusso sanguigno scarso negli arti (fenomeno di Raynaud);
• infiammazione del naso, accumulo di liquidi o altre sostanze nei polmoni (come riscontrato ai raggi X),
difficoltà di respirazione, distress respiratorio (inclusi polmonite ed edema polmonare, alveolite
allergica/polmonite eosinofila);
• ulcere della bocca (stomatite/ulcerazione aftosa), lingua gonfia (glossite);
• problemi alla cistifellea;

• ridotta produzione di urina (oliguria), malattia renale (nefrite interstiziale);
• ingrossamento del seno negli uomini (ginecomastia);
• alte concentrazioni di enzimi epatici o bilirubina.

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000):
• alti livelli di calcio nel sangue (ipercalcemia);
• gonfiore dell’intestino (angioedema intestinale);
• sofferenza respiratoria acuta (i segni includono respiro affannoso grave, febbre, debolezza e confusione).

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):

• cancro della pelle e delle labbra (cancro della pelle non-melanoma);
• sovrapproduzione dell’ormone antidiuretico, che causa ritenzione di liquidi, con conseguente debolezza,
stanchezza o confusione;

• diminuzione della vista o dolore agli occhi a causa di un’alta pressione (possibili segni di accumulo di
liquidi nello strato vascolare dell’occhio (versamento coroidale), glaucoma acuto ad angolo chiuso) o
miopia transitoria (miopia acuta);
• infiammazione dei vasi sanguigni (sierosite/vasculite);
• è stato riportato un complesso sintomatico che può includere alcuni o tutti i seguenti sintomi: febbre,
infiammazione dei vasi sanguigni (sierosite/vasculite), dolore muscolare (mialgia/miosite), dolore

articolare (artralgia/artrite). Possono verificarsi eruzione cutanea, fotosensibilità od altre manifestazioni dermatologiche.

* Osservato solo con dosi di idroclorotiazide da 12,5 mg e 25 mg.
** La frequenza dei crampi muscolari come comune riguarda le dosi di idroclorotiazide da 12,5 mg e 25
mg, mentre la frequenza dell’evento è rara quando riguarda dosi di idroclorotiazide da 6 mg.

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Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale

di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione e sul blister dopo “SCAD”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione per la conservazione.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Elektra 20 mg/12,5 mg compresse
• I principi attivi sono enalapril ed idroclorotiazide.
Ogni compressa contiene 20 mg di enalapril maleato e 12,5 mg di idroclorotiazide.
• Gli altri componenti sono:
lattosio monoidrato, amido di mais, amido pregelatinizzato, talco, sodio bicarbonato, magnesio stearato

Descrizione dell’aspetto di Elektra 20 mg/12,5 mg compresse e contenuto della confezione

Compresse rotonde di colore bianco, piatte con bordi smussati e con tacca su di un lato.

Elektra è disponibile in blister (Alluminio/laminati OPA/PVC) contenenti 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 90, 98, 100, 200 e 250 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio EG S.p.A. Via Pavia, 6 – 20136 Milano

Concessionario di vendita S.F. Group S.r.l., Via Tiburtina, 1143 – 00156 Roma

Produttore STADA Arzneimittel AG, Stadastrasse 2-18, D-61118 Bad Vilbel (Germania) STADA M&D SRL, Str. Trascăului, nr 10, RO-401135, Turda (Romania)

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Danimarca: Lirpalane Germania: Enaplus AL 20 mg/12,5 mg Tabletten Italia: Elektra 20 mg/12,5 mg Compresse

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

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Domande frequenti su ELEKTRA

Come si usa ELEKTRA?

ELEKTRA si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ELEKTRA è disponibile senza ricetta?

No, ELEKTRA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di ELEKTRA?

Il principio attivo di ELEKTRA è IDROCLOROTIAZIDE, ENALAPRIL.

Quali sono gli equivalenti di ELEKTRA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ACESISTEM, ENALAPRIL E IDROCLOROTIAZIDE MYLAN, ENALAPRIL E IDROCLOROTIAZIDE DOC GENERICI, ENALAPRIL IDROCLOROTIAZIDE EG. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce ELEKTRA?

ELEKTRA è prodotto da EG S.P.A..

Da quando ELEKTRA è autorizzato in Italia?

ELEKTRA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2007-11-21.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

ELEKTRA 20 mg/12,5 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 20 mg di enalapril maleato e 12,5 mg di idroclorotiazide. Eccipienti con effetto noto Ogni compressa contiene 122,16 mg di lattosio monoidrato e 2,792 di sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa. Compresse rotonde di colore bianco, piatte con bordo smussato e con tacca su di un lato. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Trattamento dell’ipertensione essenziale. La combinazione in dose fissa (20 mg di enalapril maleato/12,5 mg di idroclorotiazide) trova indicazione in pazienti la cui pressione arteriosa non viene adeguatamente controllata con enalapril maleato o idroclorotiazide quando somministrati da soli. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Posologia Il dosaggio di enalapril maleato/idroclorotiazide 20 mg/12.5 mg deve essere innanzi tutto determinato sulla base della risposta al componente enalapril maleato dell’associazione. È consigliabile l’aggiustamento individuale del dosaggio con entrambi i principi attivi. Quando appropriato sotto il profilo clinico si consideri il passaggio diretto dalla monoterapia alla terapia con combinazione a dose fissa. Ipertensione essenziale La dose abituale equivale a una compressa al giorno. Le compresse possono essere prese indipendentemente dall’assunzione di cibo. Terapia diuretica precedent

Il trattamento con diuretici deve essere sospeso 2-3 giorni prima di avviare il trattamento con enalapril maleato/idroclorotiazide 20 mg/12,5 mg. Vedere paragrafo 4.4. Danno renale I diuretici tiazidici possono non essere diuretici adeguati per l’uso in pazienti con compromissione renale e sono inefficacicon valori della clearance della creatininadi 30 ml/min o inferiori (ad esempio nei casi di insufficienza renale moderata o grave). Vedere il paragrafo 4.3. La dose di enalapril deve essere titolata neipazienti con compromissione renale, lacui clearance della creatinina si collochi tra 30-80 ml/min., prima di passare ad enalapril maleato/idroclorotiazide 20 mg/12.5 mg. In questa popolazione i diuretici dell’ansa sono da preferire ai tiazidici. La dose di enalapril maleato e idroclorotiazide deve essere mantenuta la più bassa possibile (vedere paragrafo 4.4). Durante il trattamento con enalapril maleato/idroclorotiazide 20 mg/12.5 mg è necessario il controllo della funzionalità renale. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia nei bambini non è stata stabilita. Anziani L’efficacia e la tollerabilità nell’uso concomitante dell’enalapril maleato e dell’idroclorotiazide si è dimostrata in studi clinici essere altrettanto buona nei pazienti anziani rispetto a quelli giovani. Il dosaggio deve essere allineato alla funzionalità renale del paziente anziano (vedere paragrafo 4.4, Compromissione della funzionalità renale). Modo di somministrazione Uso orale. 4.3. Controindicazioni - ipersensibilità all’enalaprilmaleato, all’idroclorotiazide, o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; - grave compromissione renale (clearance della creatinina ≤ 30 ml/min); - anuria; - storia di edema angioneurotico in relazione con un precedente trattamento con ACE inibitori; - angioedema ereditario o idiopatico; - ipersensibilità a medicinali derivati della sulfonamide; - secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6); - grave compromissione epatica; - l'uso concomitante di enalapril maleato/idroclorotiazide con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare VFG < 60 ml/min/1.73 m2 ) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1); - uso concomitante con terapia a base di sacubitril/valsartan. ELEKTRA non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere anche paragrafi 4.4 e 4.5). 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego Enalapril Maleato-Idroclorotiazide Ipotensione e squilibrio del fluido elettrolitic

Raramente è stata riscontrata ipotensione sintomatica in pazienti con ipertensione non complicata. In pazienti ipertesi in terapia con enalapril maleato/idroclorotiazide 20 mg/12,5 mg, l’ipotensione sintomatica è più probabile che si verifichi se ilpaziente è volume-depleto, es. terapia diuretica, dieta iposodica, dialisi, diarrea o vomito (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). La determinazione periodica degli elettroliti sierici deve essere effettuata ad intervalli adeguati in questi pazienti. Una particolare attenzione deve essere riservata apazienti con cardiopatia ischemica o disturbi cerebrovascolari nei quali una eccessiva caduta pressoria può portare a un infarto miocardico o a un evento cerebrovascolare. Ipotensione sintomatica è stata osservata in pazienti con scompenso cardiaco, associato o meno a insufficienza renale. Se si manifesta ipotensione il paziente deve essere posto in posizione supinae, se necessario, essere sottoposto ad infusione endovenosa di soluzione fisiologica. Una transitoriarisposta ipotensiva non è una controindicazione ad ulteriori dosi, che di solito possono essere somministrate senza difficoltà una volta che la pressione arteriosa è aumentata dopo l'espansione del volume sanguigno. Compromissione della funzionalità renale Enalapril Maleato/Idroclorotiazide 20 mg/12,5 mg non deve essere somministrato a pazienti con insufficienza renale (clearance della creatinina < 80 ml/min. e >30 ml/min) finché la titolazione di enalapril non abbia dimostrato la necessità del dosaggio presente in questa formulazione (vedere paragrafo 4.2). In alcuni pazienti ipertesi senza precedente sospetta nefropatia visibile si è rilevato un aumento dell’urea e della creatinina ematica durante la somministrazione concomitante di enalapril ed un diuretico (vedere Enalapril Maleato, Compromissione della funzionalità renale; Idroclorotiazide, Compromissione della funzionalità renale alparagrafo 4.4). Se dovesse verificarsi questo caso durante il trattamento con enalapril maleato/idroclorotiazide 20 mg/12.5 mg, la somministrazione dell’associazione deve essere sospesa. Questa condizione deve far sospettare la possibilità di stenosi basale dell’arteria renale (vedere Enalapril Maleato, Ipertensione renovascolare al paragrafo 4.4). L'uso di enalapril maleato/idroclorotiazide 20 mg/12.5 mg in combinazione con aliskiren è controindicato nei pazienti con diabete mellito o con compromissione della funzione renale (VFG < 60 ml/min/1,73 m2 ) (vedere paragrafo 4.3). Iperpotassiemia L’associazione di enalapril e un diuretico a basse dosi non esclude l’insorgenza di iperpotassiemia (vedere Enalapril Maleato, Iperpotassiemia al paragrafo 4.4). Litio In generale l’associazione di litio con enalapril e agenti diuretici è generalmente non raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Lattosio ELEKTRA compresse contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. Sodi

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’. Enalapril Maleato Stenosi delle valvole aortica e mitrale/cardiomiopatia ipertrofica Come tutti i vasodilatatori, gli ACE-inibitori devono essere usati con cautelain pazienti con ostruzione del tratto di deflusso aortico oppure della valvolaventricolare sinistra e devono essere evitati in caso di shock cardiogeno ed ostruzione emodinamica significativa. Compromissione della funzionalità renale L’insufficienza renale è statariportata in associazione con l’enalaprile siè verificataprincipalmente in pazienti con insufficienza cardiaca grave o patologia renale di base, inclusa la stenosi dell’arteria renale. Se riconosciuta prontamente ed adeguatamente trattata, l’insufficienza renale associata alla terapia con enalapril è usualmente reversibile (vedere paragrafo 4.2 e Enalapril MaleatoIdroclorotiazide, Compromissione della funzionalità renale; Idroclorotiazide, Compromissione della funzionalità renale al paragrafo 4.4). Ipertensione renovascolare Quando i pazienti affetti da stenosibilateraledell’arteria renale o stenosi dell’arteria dell’unico rene funzionante sono trattati con ACE-inibitori c’è un rischio aumentato di ipotensione ed insufficienza renale. La perdita di funzionalità renale può avere luogo anche solo con lievi alterazioni della creatinina sierica. In questipazienti la terapia deve essere iniziata sotto stretta sorveglianza medica monitoraggio della funzionalità renale. Trapianto di rene Non ci sono esperienze disponibili riguardo la somministrazione di enalapril in pazienti con recente trapianto renale. Per questa ragione il trattamento con enalapril non è raccomandato. Pazienti in emodialisi L’uso di enalapril è controindicato in pazienti in dialisi a causa di insufficienza renale. Sono state riportate reazioni anafilattoidi nei pazientiin dialisi con membrane ad alto flusso (es. AN69® )e trattati contemporaneamente con un ACE inibitore. Per questi pazienti deve essere preso in considerazione l’impiego di un tipo diverso di membrane per dialisi o di una classe diversa di agenti antiipertensivi. Insufficienza epatica Raramente, l’uso di ACE inibitori è stato associato ad una sindrome che ha inizio con ittero colestatico o epatite e progredisce fino allanecrosiepatica fulminante e (talora)alla morte. Il meccanismo di tale sindrome non è noto. I pazienti che assumono ACE-inibitori e sviluppano ittero o marcati aumenti degli enzimi epatici devono interrompere l’ACE-inibitore ed essere sottoposti ad adeguata supervisione medica (vedere Idroclorotiazide, Malattia epatica nel paragrafo 4.4). Neutropenia/agranulocitosi In pazienti trattati con ACE inibitori sono stati riscontrati casi di neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia e anemia. Nei pazienti con funzionalità renale normale e in assenza di altre complicanze, raramente compare neutropenia. Enalapril deve essere somministrato con estrema cautela a pazienti con collagenopatie vascolari,a pazienti trattaticon agenti immunosoppressori, con allopurinolo o procainamide, o che presentino una combinazione di questi fattori di complicanze, specialmente in presenza di pre-esistente compromissione renale. Alcuni di questi pazienti hann

sviluppato infezioni gravi, chein pochi casi non hanno risposto a una terapia antibiotica intensiva. Se questi pazienti vengono trattati con enalapril si raccomanda di eseguire un controllo periodico della conta dei globuli bianchi e di invitarli a segnalare qualunque episodio di infezione. Potassio sierico In alcuni pazienti in terapia con ACE inibitori, enalapril incluso, è stato segnalato un aumento delle concentrazioni sieriche di potassio. Gli ACE-inibitori possono provocare iperkaliemiapoiché inibiscono il rilascio di aldosterone. Tale effetto non è solitamente significativo nei pazienti con una funzione renale nella norma. Tuttavia, nei pazienti con una funzione renale compromessa, età (> 70 anni), diabete mellito, eventi intercorrenti in particolare disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica e/o nei pazienti che assumono integratori di potassio (inclusi sostituti del sale), diuretici risparmiatori del potassio (per esempio, spironolattone, eplerenone, triamterene o amiloride), eparina, trimetoprim o cotrimoxazolo, noto anche come trimetoprim/sulfametoxazolo, e soprattutto antagonisti dell’aldosterone o bloccanti del recettore dell’angiotensina,sipuò verificare iperkaliemia. I diuretici risparmiatori del potassio e i bloccanti del recettore dell’angiotensina devono essere usati con cautela nei pazienti in terapia con ACE-inibitori e si devono contestualmente monitorare il potassio sierico e la funzione renale (vedere paragrafo 4.5). L’iperpotassiemia può causare gravi aritmie, talvolta ad esito fatale. Pazienti diabetici In pazienti diabetici trattati con antidiabetici orali o insulina che iniziano una terapia con un ACEinibitore, si deve tenere sotto stretto controllo la glicemia, specialmente durante il primo mese di trattamento (vedere Idroclorotiazide, Effetti metabolici e endocrini nel paragrafo 4.4 e 4.5). Ipersensibilità/angioedema Edema angioneurotico del viso, delle estremità, delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe è stato riportato in pazienti trattati con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, incluso enalapril. Questo può verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento. In tali casi, Enalapril Maleato/Idroclorotiazide 20 mg/12,5 mg deve essere prontamente sospeso e si deve istituire un appropriato monitoraggio per assicurarsi della completa risoluzione dei sintomi prima di dimettere il paziente. Nei casi in cui l’edema sia limitato al volto e alle labbra la condizione si è generalmente risolta senza trattamento, i pazienti possono richiedere una osservazione prolungata, sebbene gli antistaminici siano stati utili nell’alleviare i sintomi. Molto raramente l’edema angioneurotico associato a un edema laringeo può essere fatale. In pazienti con coinvolgimento della lingua, della glottide o della laringe si può verificare ostruzione delle vie aeree, specialmente in pazienti con una storia di chirurgia delle vie aeree. Qualora siano interessate lingua, glottide o laringe, che probabilmente causano un'ostruzione delle vie aeree, deve essere prontamente somministrata una appropriata terapia, che può comprendere una soluzione di epinefrina 1:1000 sottocute (da 0.3 ml a 0.5 ml) e/o deve essere assicurato il mantenimento della pervietà delle vie aeree. È stato riportato che pazienti di razza nera che assumono ACE-inibitori hanno una incidenza più elevata di angioedema rispetto a quelli di razza non nera. Comunque, generalmente sembra che i pazienti di razza nera possano presentare un rischio maggiore di angioedema.

Pazienti con pregressi episodi di angioedema non correlato al trattamento con ACE inibitori possono presentare un rischio maggiore di angioedema quando trattati con un ACE inibitore (vedere anche paragrafo 4.3). L’uso concomitante degli ACE-inibitori e di sacubitril/valsartan è controindicato in considerazione dell’aumento del rischio di angioedema. Il trattamento con sacubitril/valsartan non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di enalapril. Il trattamento con enalapril non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). L’uso concomitante di ACE-inibitori e racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin può determinare un aumento del rischio di angioedema (rigonfiamento delle vie aeree o della lingua, associato o meno a difficoltà respiratorie) (vedere paragrafo 4.5). Occorre cautela nell’iniziare la terapiacon racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus,everolimus, temsirolimus) e vildagliptin in un paziente che sta già assumendo un ACE-inibitore. Reazioni anafilattoidi durante desensibilizzazione agli imenotteri Raramente, pazienti in terapia con ACE-inibitori hanno riportato reazioni anafilattoidi con pericolo di morte, durante desensibilizzazione con veleno di imenotteri. Queste reazioni sono state evitate sospendendo temporaneamente la terapia con ACE-inibitori prima di ogni desensibilizzazione. Reazioni anafilattoidi in corso di aferesi LDL Raramente pazienti in trattamento con ACE inibitori sottoposti ad aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL) con destran solfato sviluppano reazioni anafilattoidi pericolose per la vita. Queste reazioni sono state evitate sospendendo temporaneamente la terapia con ACE-inibitori prima di ogni aferesi. Tosse In seguito alla di somministrazione di ACE inibitori è stata riportata la tosse. Caratteristicamente questa tosse è non-produttiva, persistente e si risolve alla sospensione del trattamento. La tosse indotta dagli ACE inibitori deve essere tenuta in considerazione nel porre diagnosi differenziale di tosse. Intervento chirurgico/anestesia Nei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici importanti o durante anestesia con agenti che provocano ipotensione, l’enalapril blocca la formazione di angiotensina II secondaria al rilascio compensatorio di renina. Se si manifesta ipotensione e la si ritiene correlata alsuddetto meccanismo, può essere corretta mediante espansione della volemia (vedere paragrafo 4.5). Gravidanza e allattamento La terapia con ACE inibitori non deve essere iniziatadurante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS)

Esiste l’evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonistidel recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACEinibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerataassolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Differenze etniche Come con altri inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, l’enalapril sembra essere meno efficace nel diminuire la pressione arteriosa nei neri rispetto ai non-neri, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza di una condizione di bassa renina nella popolazione nera ipertesa. Idroclorotiazide Compromissione della funzionalità renale I tiazidici possono non essere i diuretici appropriati per l'uso in pazienti con insufficienza renalee sono inefficaci a valori di clearance della creatinina di 30 ml/min. o al di sotto (es. moderata o grave insufficienza renale) (vedere paragrafo 4.2 e Enalapril Maleato-Idroclorotiazide, Compromissione della funzionalità renale; Enalapril Maleato, Compromissione della funzionalità renale al paragrafo 4.4). Malattia epatica I tiazidici devono essere usati con prudenza in pazienti con compromessa funzionalità epatica o malattia epatica progressiva, poiché minime alterazioni del bilancio idrico-elettrolitico possono precipitare il coma epatico (vedere Enalapril Maleato, Insufficienza epatica al paragrafo 4.4). Effetti metabolici e endocrini La terapia con diuretici tiazidici può compromettere la tolleranza del glucosio. Nei pazienti diabetici può essere necessario adattare ildosaggio degli agentiipoglicemici inclusal’insulina (vedere Enalapril Maleato, Pazienti diabetici al paragrafo 4.4). Aumenti nei livelli di colesterolo e trigliceridi sono stati associati alla terapia diuretica a base di tiazidici; alla dose di 12,5 mg idroclorotiazide non sono stati tuttavia segnalati effetti, se non minimi. Inoltre, nell’ambito di studi clinici con 6 mg di idroclorotiazide, non sono stati segnalati effetti clinicamente significativi su glucosio, colesterolo, trigliceridi, sodio, magnesio o potassio. La terapia con tiazidici può causare iperuricemia e/o gotta in alcuni pazienti. Questo effetto iperuricemico sembra essere dose-correlato, e non è clinicamente significativo alla dose di 6 mg di idroclorotiazide. L’enalapril può inoltre aumentare l’escrezione di acido urico attenuando in questo modo l’effetto iperuricemico dell’idroclorotiazide. Come nel caso di qualsiasi paziente sottoposto a terapia diuretica la determinazione periodica degli elettroliti sierici deve essere effettuata ad intervalli adeguati.

I tiazidici (incluso l’idroclorotiazide)possono provocare squilibrio idrico o elettrolitico (ipopotassiemia, iponatriemia e alcalosi ipocloremica). I segni premonitori dello squilibrio idrico o elettrolitico sono xerostomia, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, agitazione, crampi o dolore muscolare, affaticamento muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardiae disturbi gastro-intestinali tipo nausea e vomito. Sebbene l’ipopotassiemia si possa sviluppare con l’impiego dei diuretici tiazidici, la terapia concomitante con enalapril può ridurre l’ipopotassiemia indotta dai diuretici. Il rischio di ipopotassiemia è altissimo nei pazienti con cirrosi epatica, in pazienti con diuresi veloce, in pazienti con assunzione orale inadeguatadi elettrolitie in pazienti in terapiaconcomitante con corticosteroidi o ACTH (vedere paragrafo 4.5). Iponatriemia può aversi in pazienti edematosi col tempo caldo. Un deficit di cloruri è normalmente lieve e non necessita solitamente di trattamento. I tiazidici possono diminuire l’escrezione urinaria di calcio e provocare l’incremento leggero e intermittente di calcio sierico in assenza di patologie note nel metabolismo del calcio. Un’ipercalcemia marcata può essere prova di latente iperparatiroidismo. I tiazidici devono essere sospesi prima di controllare la funzionalità delle paratiroidi. È stato osservato che i tiazidici aumentano l’escrezione urinaria di magnesio, la quale può portare a ipomagnesiemia. Test anti-doping L’idroclorotiazide contenuto in questo medicinale può condurre a un risultato positivo dell’analisi del test anti-doping. Ipersensibilità In pazienti che ricevono tiazidici possono comparire reazioni di sensibilizzazione con o senza un’anamnesi di allergia o asma bronchiale. La possibilità di esacerbazione o attivazione di lupus eritematoso sistemico è stata segnalata con l’uso di tiazidici. Cancro della pelle non melanoma In due studi epidemiologici basatisuidati del Registro nazionale dei tumori danese è stato osservato un aumento del rischio di cancro della pelle non-melanoma (NMSC) [carcinoma basocellulare (BCC) e carcinoma a cellule squamose (SCC)]associato all'aumento cumulativo della dose di idroclorotiazide (HCTZ) assunta. L’effetto fotosensibilizzante dell’HCTZ potrebbe rappresentare un possibile meccanismo dell’NMSC. I pazienti che assumono HCTZ devono essere informati del rischio di NMSC e consigliati di sottoporre a controllo regolare la cute per verificare la presenza di nuove lesioni e segnalare immediatamente eventuali lesioni cutanee sospette. Al fine di minimizzare il rischio di cancro cutaneo, occorre consigliare ai pazienti l’adozione di possibili misure preventive quali l’esposizione limitata alla luce solare e ai raggi UV e, in caso di esposizione, una protezione adeguata. Eventuali lesioni cutanee sospette devono essere esaminate immediatamente, possibilmente con l’ausilio di esami istologici su biopsie. Può essere inoltre necessario riconsiderare l’utilizzo di HCTZ nei pazienti che hanno manifestato NMSC in precedenza (vedere anche paragrafo 4.8).

4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione Enalapril Maleato-Idroclorotiazide Altri agenti antipertensivi L’uso concomitante di questi agenti (ad es. beta-bloccanti, metildopa, calcio antagonisti) può potenziare gli effetti ipotensivi dell’enalapril e dell’idroclorotiazide. La somministrazione contemporanea di nitroglicerina e altri nitrati o altri vasodilatatori può ridurre ulteriormente la pressione sanguigna. Litio Durante la somministrazione concomitante di litio ed ACE-inibitori sono stati riportati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e tossicità. L’uso concomitante di diuretici tiazidici può aumentare il già alto rischio di tossicità da litio con gli ACE-inibitori. L’uso di Enalapril Maleato/Idroclorotiazide 20 mg/12,5 mg con il litio non è raccomandato, tuttavia, se l’associazione risultanecessaria, deve essere eseguito un accurato monitoraggio dei livelli sierici di litio (vedere paragrafo 4.4). Farmaci antinfiammatori non steroidei La somministrazione cronica di FANS può ridurre l’effetto antiipertensivo di un ACE-inibitore oppure può diminuire gli effetti diuretici, natriuretici ed antipertensivi dei diuretici. FANS (inclusi gli inibitori dellaCOX-2) ed antagonisti del recettore dell’angiotensina II o ACE-inibitori hanno un effetto additivo sull’aumento del potassio sierico e possono dare luogo ad un peggioramento della funzionalità renale. Tali effetti sono generalmente reversibili. Raramente, può manifestarsi un’insufficienza renale acuta, specialmente nei pazienti con funzionalità renale compromessa (quali gli anziani o i pazienti volume-depleti, inclusi quelli in trattamento diuretico). Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone È stato riportato in letteratura che in pazienti con malattia aterosclerotica, insufficienza cardiaca, o con diabete con danno d'organo, un duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone è associato con una frequenza più elevata di ipotensione, sincope, iperkaliemia, e variazioni nella funzione renale (inclusa insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente sul sistema renina-angiotensina-aldosterone. Il duplice blocco (ad es. l'associazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell'angiotensina II) deve essere limitato a casi definiti su base individuale con uno stretto monitoraggio della funzione renale. Mezzi di contrasto iodati Aumento del rischio di insufficienza renale acuta specialmente con alte dosi di mezzi di contrasto iodati. Enalapril Maleato I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensinaaldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione dellafunzionalità renale(inclusal’insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1).

Diuretici risparmiatori del potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio Sebbene il potassio sierico simantenga generalmente nei limiti della norma, in alcuni pazienti trattati con enalapril si può sviluppare iperkaliemia. I diuretici risparmiatori del potassio (come spironolattone, triamterene o amiloride), gli integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio possono determinare aumenti significativi del potassio sierico. Occorre esercitare la debita cautela anche nel somministrare enalapril in concomitanza con altri agenti che aumentano il potassio sierico, come trimetoprim e cotrimoxazolo (trimetoprim/sulfametoxazolo), in quanto è noto che trimetoprim agisce da diuretico risparmiatore del potassio come l’amiloride. L’associazione di enalapril con i farmaci sopra citati non è pertanto raccomandata. Se è indicato l’uso concomitante, occorre esercitare la debita cautela e monitorare frequentemente il potassio sierico. Ciclosporina Durante l’uso concomitante di ACE-inibitori e ciclosporina si può manifestare iperkaliemia. Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico. Eparina Durante l’uso concomitante di ACE-inibitori ed eparina si può manifestare iperkaliemia. Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico. Diuretici (tiazidici o diuretici dell’ansa) Il precedente trattamento con alti dosaggi di diuretici può dare luogo a deplezione del volume e a rischio di ipotensione quando si inizia la terapia con enalapril (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Gli effetti ipotensivi possono essere ridotti sospendendo il diuretico, aumentando il volume o l’assunzione di sali o instaurando una terapia con enalapril a basso dosaggio. Antidepressivi triciclici/antipsicotici/narcotici La somministrazione concomitante di taluni anestetici, antidepressivitriciclicie antipsicotici con ACEinibitori può provocare una ulteriore diminuzione della pressione sanguigna (vedere paragrafo 4.4). Simpaticomimetici Gli agenti simpaticomimetici possono ridurre l’efficacia antiipertensiva degli ACE inibitori. Agenti antidiabetici Studi epidemiologici hanno suggerito che lasomministrazione concomitante di ACE inibitori e farmaci antidiabetici (insulina, agenti ipoglicemizzanti orali) può provocare una eccessiva riduzione del glucosio nel sangue con rischio di ipoglicemia. La comparsa di tale fenomeno sembra essere più probabile durante le prime settimane di trattamento combinato e in pazienti con disfunzione renale (vedere paragrafo 4.8). Alcol L’alcol potenzia l’effetto ipotensivo degli ACE-Inibitori. Acido acetilsalicilico, trombolitici e beta-bloccanti L’enalapril può essere somministrato con sicurezza in concomitanza ad acido acetilsalicilico (a dosaggi cardiologici), trombolitici e betabloccanti. Or

Sono state riportate raramente reazioni nitritoidi (sintomi di arrossamento del volto, nausea, vomito e ipotensione) in pazienti in terapia con oro per via iniettabile (aurotiomalato di sodio) e trattati contemporaneamente con un ACE-inibitore, compreso l’enalapril. Medicinali che aumentano il rischio di angioedema L’uso concomitante di ACE-inibitori e sacubitril/valsartan è controindicato poiché aumenta il rischio di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’uso concomitante di ACE-inibitori e racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin può determinare un aumento del rischio di angioedema (vedere paragrafo 4.4). Idroclorotiazide Rilassanti non depolarizzanti della muscolatura scheletrica I tiazidici possono aumentare la risposta alla tubocurarina. Alcol, barbiturici e oppioidi analgesici Può verificarsi un potenziamento dell’ipotensione ortostatica. Farmaci antidiabetici (agenti orali e insulina) Può essere necessario un adattamento posologico (vedere paragrafo 4.8). Sali di calcio e vitamina D È possibile l’aumento dei livelli di calcio sierico a causa della diminuita escrezione quando somministrato contemporaneamente ai diuretici tiazidici. Resine di colestiramina e colestipolo In presenza di resine a scambio anionico l’assorbimento dell’idroclorotiazide potrebbe risultare compromesso. Sulfonammidi diuretici dovrebbero essere assunti almeno 1 ora prima o 4 a 6 ore dopo questi medicinali. Dosi singole di colestiramina o di colestipolo legano l’idroclorotiazide e ne riducono l’assorbimento nel tratto gastrointestinale rispettivamente del 85 e 43 per cento. Aumento dell'intervallo QT (ad esempio chinidina, procainamide, amiodarone, sotalolo) e altri medicinali associati a torsioni di punta. A causa del rischio di ipokaliemia, si deve prestare attenzione quando idroclorotiazide è somministrato contemporaneamente con medicinali associati a torsioni di punta, es. alcuni antiaritmici e altri medicinali noti per indurre e aumentare il rischio di torsioni di punta. Glicosidi digitalici L'ipopotassiemia può sensibilizzare o esagerare larisposta delcuore aglieffettitossici della digitale(si può ad esempio manifestare una maggiore irritabilità ventricolare). Corticosteroidi, ACTH Intensificata deplezione elettrolitica, in particolare ipopotassiemia. Diuretici kaliuretici (ad es. furosemide), carbenoxolone, amfotericina B (parenterale) o abuso di lassativ

L’idroclorotiazide può causare un aumento delle perdite di potassio e/o magnesio. Amine Pressorie (ad es. noradrenalina) Si potrebbe verificare una diminuzione dell’effetto delle amine pressorie. Immunosoppressori, corticoidi sistemici, procainamide Ridotta conta leucocitaria, leucopenia Farmaci per il trattamento della gotta (ad es. allopurinolo, benzbromarone) Potrebbe essere necessario aumentare il dosaggio del farmaco per il trattamento della gotta dal momento che l’idroclorotiazide tende ad aumentare i livelli di acido urico. Farmaci citotossici (ad es. ciclofosfamide, fluorouracile, metotressato) Aumentata tossicità del midollo osseo (in particolare granulocitopenia). I tiazidici possono ridurre l’escrezione renale dei farmaci citotossici e potenziare i loro effetti mielosoppressivi. Chimica clinica L’idroclorotiazide può causare interferenza con il test diagnostico del bentiromide. I tiazidici possono diminuire i livelli sierici di PBI (iodio legato alle proteine) senza che vi siano segni di disturbi tiroidei. Inibitori della prostaglandinsintetasi In alcuni pazienti la somministrazione di un inibitore della prostaglandinsintetasipuò ridurre gli effetti diuretici, natriuretici e antiipertensivi dei diuretici. 4.6. Fertilità, gravidanza ed allattamento Gravidanza ACE-inibitori: L’uso degli ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’utilizzo degli ACE inibitori è controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un minimo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativicon comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3).

Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore, dal secondo trimestre di gravidanza si raccomanda un controllo ecografico della funzione renale e del cranio. I neonati le cui madri hanno assunto ACE inibitori devono essere tenuti sotto stretta osservazione per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Idroclorotiazide C’è una limitata esperienza riguardo l’uso di idroclorotiazide durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre. Studi animali sono insufficienti. L’idroclorotiazide attraversa la placenta. Sulla base del meccanismo d'azione farmacologico di idroclorotiazide il suo utilizzo durante il secondo e terzo trimestre può compromettere la perfusione feto-placentare e può causare effetti fetali e neonatali, come ittero, disturbi dell'equilibrio elettrolitico e trombocitopenia. L’idroclorotiazide non deve essere usato per l'edema gestazionale, ipertensione gestazionale o preeclampsia a causa del rischio di diminuzione del volume plasmatico e ipoperfusione placentare, senza un benefico effetto sul decorso della malattia. L’idroclorotiazide non deve essere utilizzato per l'ipertensione essenziale nelle donne in gravidanza, tranne in rare situazioni in cui nessun altro trattamento può essere utilizzato. Allattamento Enalapril Limitati dati di farmacocinetica dimostrano concentrazioni molto basse nel latte materno (vedere paragrafo 5.2). Sebbene queste concentrazioni sembrano essere clinicamente irrilevanti, l'uso di enalapril maleato/idroclorotiazide in allattamento non è raccomandato per i neonati pretermine e nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perché non vi è sufficiente esperienza clinica. Nei neonati più grandi, l’uso di enalapril maleato/idroclorotiazide in donne che allattano al seno può essere considerato se tale trattamento è ritenuto necessario per la madre, e se il bambino viene tenuto sotto osservazione per la possibile comparsa di effetti avversi. Idroclorotiazide Idroclorotiazide viene escreta nel latte materno in piccole quantità. I diuretici tiazidici ad alte dosi provocano intensa diuresi che può inibire la produzione di latte. L'uso di enalapril maleato/idroclorotiazide durante l'allattamento al seno non è raccomandato. Se enalapril maleato/idroclorotiazide viene assunto durante l'allattamento, le dosi devono essere mantenute ai livelli più bassi possibili. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Quando si guidano veicoli o si opera su macchinari si deve prendere in considerazione che occasionalmente possono insorgere capogiri o stanchezza (Vedere paragrafo 4.8). 4.8. Effetti indesiderat

Gli effetti indesiderati riportati con enalapril maleato/idroclorotiazide, enalapril da solo o idroclorotiazide da sola sia durante gli studi clinici sia dopo che il farmaco è stato commercializzato includono: [Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)]. Infezioni e infestazioni Non nota: Scialoadenite Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Non nota: Cancro cutaneo non melanoma (carcinoma basocellulare e carcinoma a cellule squamose) Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune: Anemia (sia aplastica che emolitica) Raro: Neutropenia, diminuzione dell’emoglobina, diminuzione dell’ematocrito, trombocitopenia, agranulocitosi, depressione midollare, leucopenia, pancitopenia, linfoadenopatia, malattie autoimmuni. Disturbi del sistema immunitario Non nota: reazioni anafilattiche Patologie endocrine Non nota: sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH) Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune: ipokaliemia, aumento del colesterolo, aumento dei trigliceridi, iperuricemia Non comune: ipoglicemia (vedere paragrafo 4.4), ipomagnesiemia, gotta * Raro: aumento del glucosio nel sangue Molto raro: ipercalcemia (vedere paragrafo 4.4) Patologie del sistema nervoso e disturbi psichiatrici Comune: cefalea, depressione, sincope, alterazione del gusto Non comune: confusione, sonnolenza, insonnia, nervosismo, parestesia, vertigini, diminuzione della libido * Raro: sogni anormali, disturbi del sonno, paresi (a causa dell’ipokaliemia) Non nota: irrequietezza, leggera confusione mentale Patologie dell’occhio Molto comune: visione offuscata. Non nota: xantopsia Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune: tinnito Patologie cardiache e vascolar

Molto comune: capogiri Comune: ipotensione, ipotensione ortostatica, disturbi del ritmo, angina pectoris, tachicardia. Non comune: rossore, palpitazioni, infarto miocardico o accidente cerebrovascolare, possibilmente secondario ad ipotensione eccessivain pazienti ad alto rischio (vedere paragrafo 4.4). Raro: Sindrome di Raynaud Non nota: angioite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea) Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune: tosse Comune: dispnea Non comune: rinorrea, mal di gola e raucedine, broncospasmo/asma Raro: infiltrati polmonari, sofferenza respiratoria (incluso polmonite e edema polmonare), rinite, alveolite allergica/polmonite eosinofila Patologie gastrointestinali Molto comune: nausea Comune: diarrea, dolore addominale Non comune: ileo, pancreatite, vomito, dispepsia, stipsi,anoressia, irritazioni gastriche, bocca secca, ulcera peptica, flatulenza * Raro: stomatite/ulcere aftose, glossite Molto raro: angioedema intestinale Patologie epatobiliari Raro: insufficienzaepatica, necrosi epatica(che può essere fatale), epatite – epatocellulare o colestatica, itterizia, colestasi (in particolare in pazienti con pre-esistente colelitiasi) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune: eruzione cutanea (esantema) ipersensibilità/edema angioneurotico: è stato segnalato edema angioneurotico del viso, delle estremità, delle labbra, dellalingua, della glottide e/o della laringe (vedere paragrafo 4.4) Non comune: diaforesi, prurito, orticaria, alopecia, arrossamento del viso Raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, dermatite esfoliativa, necrolisi epidermica tossica, porpora, lupus eritematoso cutaneo, eritrodermia, pemfigo È stato segnalato un complesso sintomatologico che può includere alcune o tutte le seguenti condizioni: febbre, sierosite, vasculite, mialgia/miosite, artralgia/artrite, positività per gli anticorpi antinucleo, VES elevata, eosinofiliae leucocitosi. Possono verificarsi eruzione cutanea, fotosensibilità o altre manifestazioni dermatologiche. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune: crampi muscolari † Non comune: miospasmo, artralgia* Patologie renali e urinarie Non comune: disfunzione renale, insufficienza renale, proteinuria Raro: oliguria, nefrite interstiziale.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non comune: impotenza Raro: ginecomastia Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune: astenia Comune: dolore al torace, affaticamento Non comune: malessere, febbre. Esami diagnostici Comune: iperkaliemia, aumenti della creatinina sierica Non comune: aumenti dell’uremia, iponatriemia Raro: aumento degli enzimi epatici, aumenti della bilirubina sierica Non nota: glicosuria * Osservati soltanto con dosi di idroclorotiazide 12,5 mg e 25 mg † La frequenza di crampi muscolari per quanto riguarda comunemente dosi di idroclorotiazide 12,5 mg e 25 mg, mentre la frequenza della manifestazione è rara per quanto riguarda dosi di 6 mg di idroclorotiazide. Descrizione di reazioni avverse selezionate Cancro cutaneo non melanoma Sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un’associazione tra HCTZ e NMSC, correlata alla dose cumulativa assunta (vedere anche i paragrafi 4.4. e 5.1). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio Non sono disponibili specifiche informazioni circa il trattamento di un sovradosaggio di enalapril maleato/idroclorotiazide 20 mg/12,5 mg. Il trattamento è sintomatico e di supporto. Enalapril maleato/idroclorotiazide 20 mg/12,5 mg deve essere sospeso ed il paziente attentamente monitorato. Le misure suggerite consistono nell'induzione dell'emesi, nella somministrazione di carbone attivato e di un lassativo se l’ingestione è recente e nella correzione della disidratazione, dello squilibrio elettrolitico e dell'ipotensione tramite procedure stabilite. Enalapril maleato Il più evidente sintomo di sovradosaggio riportato fino ad oggi è una grave ipotensione che si verifica in seguito alla inibizione del sistema renina-angiotensina circa sei ore dopo l'assunzione delle compresse e stupore. I sintomi associati al sovradosaggio con ACE inibitori possono includere shock circolatorio, alterazione degli elettroliti, insufficienza renale, iperventilazione, tachicardia,

palpitazioni, bradicardia,senso di vertigine, ansiae tosse. Dopo l’assunzione di rispettivamente 300 e 440 mg di enalapril maleato sono state osservate concentrazioni di enalaprilato in siero da 100 a 200 volte più alte rispetto a quanto solitamente riscontrato dopo la somministrazione di dosi terapeutiche. In caso di sovradosaggio si consiglia il trattamento con una infusione endovenosa di soluzione fisiologica. Se si manifesta ipotensione il paziente deve essere posizionato come in caso di shock. Ove disponibile, deve essere anche preso in considerazione il trattamento con angiotensina II per infusione e/o catecolamine per via endovenosa. Se l’ingestione è recente devono essere messe in atto misure per eliminare l’enalapril maleato (quali vomito, lavanda gastrica, somministrazione di adsorbenti e solfato di sodio). L’enalaprilato può essere rimosso dallacircolazione generale attraverso emodialisi (vedere paragrafo 4.4). La terapia con pacemaker è indicata per la bradicardia resistente alla terapia. Si devono controllare continuamente i segni vitali, gli elettroliti del siero e le concentrazioni della creatinina. Idroclorotiazide I segni e sintomi più comunemente osservati sono quelli causati dalla deplezione elettrolitica (ipopotassiemia,ipocloremia,iponatriemia)e la disidratazione secondariaad una diuresi eccessiva. Se è stata somministrata anche digitale, l'ipopotassiemia può accentuare le aritmie cardiache.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: ACE-inibitori, associazioni Codice ATC: C09B A02 Enalapril maleato /idroclorotiazide 20 mg/12.5 mg è una formulazione di un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina (enalapril) e di un diuretico (idroclorotiazide). L'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE)è una peptidildipeptidasiche catalizza la conversione dell'angiotensinaI nellasostanza ad azione pressoria, angiotensina II. Dopo l'assorbimento, l'enalapril viene idrolizzato ad enalaprilato, che inibisce l’ACE. L’inibizione dell’ACE provoca una riduzione dell’angiotensina II nel plasma che conduce ad un aumento di attività della renina plasmatica (per inibizione del meccanismo di feedback negativo del rilascio di renina) e ad una ridotta secrezione di aldosterone. L’ACE è identico alla chininasi II. Ecco perché enalapril può anche bloccare la degradazione della bradichinina, un potente peptide ad azione vasodilatatrice. Non è stato ancora chiarito come questo possa influenzare l’effetto terapeutico di enalapril.Sebbene il meccanismo che consente all’enalapril di abbassare la pressione sanguigna sia fondamentalmente attribuito alla soppressione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, che è particolarmente importante per la regolazione della pressione sanguigna, l’enalapril ha dimostrato anche di avere un’efficacia antipertensiva in pazienti con bassi livelli di renina. L’idroclorotiazide è un farmaco diuretico e antipertensivo in grado di aumentare l’attività della renina plasmatica. Glieffetti antiipertensivi delle due sostanze sono additivie persistono solitamente per 24 ore. La percentuale di pazienti ipertesi che hanno risposto in modo soddisfacente a enalapri

maleato/idroclorotiazide 20 mg/12.5 mg è maggiore rispetto a quella dei pazienti con risposta soddisfacente a una delle due sostanze attive, quando somministrata separatamente. L’enalapril contenuto in enalapril maleato/idroclorotiazide 20 mg/12.5 mg riduce solitamente la perdita di potassio dovuta all’idroclorotiazide. Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA Nephron-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l'uso della combinazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito tipo 2 associato all’evidenza di danno d'organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito tipo 2 e nefropatia diabetica. Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Questi risultati sono pertinenti anche per gli altri ACE-inibitori e per gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo. Cancro cutaneo non melanoma Sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un’associazione tra HCTZ e NMSC correlata alla dose cumulativa assunta. Uno studio ha incluso una popolazione comprendente 71.533 casi di BCC e 8.629 casi di SCC confrontati rispettivamente con 1.430.833 e 172.462 soggetti nellapopolazione di controllo. Un elevato utilizzo di HCTZ (dose cumulativa≥ 50.000 mg) è stato associato a un OR (odds ratio) aggiustato per confondenti pari a 1,29 (95% CI: 1,23-1,35) per il BCC e pari a 3,98 (95% CI: 3,68-4,31) per l’SCC. È stata osservata un’evidente relazione tra dose cumulativa assunta e rispostasia per il BCC cheper l’SCC. Un altro studio ha dimostrato una possibile associazione tra il cancro delle labbra (SCC) e l’esposizione all’HCTZ: 633 casi di cancro delle labbra confrontati con 63.067 soggetti nella popolazione di controllo, utilizzando una strategia di campionamento dei soggetti a rischio (risk-set sampling). È stata dimostrata una relazione tra la risposta e la dose cumulativacon un OR aggiustato di 2,1 (95% CI: 1,7-2,6), aumentato fino a 3,9 (3,04,9) in caso di un utilizzo elevato (~25.000 mg) e fino a 7,7 (5,7-10,5) con la massima dose cumulativa assunta (~100.000 mg) (vedere anche il paragrafo 4.4). 5.2. Proprietà farmacocinetiche Enalapril Assorbiment

L’enalapril somministrato per via orale è rapidamente assorbito, e le sue massime concentrazioni sieriche sono raggiunte entro 1 ora. In base alla quantità recuperata dalle urine l’assorbimento dell’enalapril a seguito di ingestione orale equivale a 60-70%. L’assorbimento di enalapril non è influenzato dalla presenza di alimenti a livello del tratto gastrointestinale. A seguito dell’assorbimento l’enalaprilviene rapidamente ed ampiamente idrolizzato in enalaprilato, un potente ACEinibitore. La massima concentrazione sierica di enalaprilato si raggiunge entro 3-4 ore dalla somministrazione orale di enalapril. Il grado di assorbimento e idrolisi dell’enalapril è lo stesso per dosaggi diversi compresi nell’ambito terapeutico consigliato. Eliminazione L’enalapril viene escreto prevalentemente per via renale. I principali componenti rilevabili nelle urine sono enalaprilato, che costituisce circa il 40% della dose, ed enalapril non modificato. A prescindere dalla conversione in enalaprilato non vi sono segnali di considerevole metabolismo dell’enalapril. Il profilo della concentrazione sierica dell’enalaprilato mostra un’estesa fase terminale, probabilmente associata al legame del farmaco con ACE. In persone con funzionalità renale nella norma la concentrazione sierica allo steady state dell’enalaprilato viene raggiunta al quarto giorno di trattamento con l’enalapril somministrato una volta al giorno. L'emivita effettiva (dopo accumulo) dopo dosi multiple di enalapril è di 11 ore. Popolazioni speciali L’idrolisi di enalapril nel metabolita attivo può risultare ritardata nei pazienti cirrotici. L’esposizione ad enalapriled enalaprilato è aumentata in pazienti con insufficienza renale. In pazienti con clearance della creatinina 40-60 ml/min, l’AUC di enalaprilato allo stadio stazionario è risultata di circa due volte maggiore rispetto a pazienti con funzione renale normale dopo somministrazione di 5 mg una volta al giorno. In caso di grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina ≤ 30 ml/min) l’AUC è aumentata di circa 8 volte e l’emivita effettiva dell’enalaprilato dopo dosi multiple è risultata prolungata. L’enalaprilato può essere rimosso dalla circolazione generale attraverso emodialisi. Allattamento: Dopo una singola dose orale di 20 mg in cinque donne nel post-partum, il valore medio del picco di enalapril nel latte era 1.7 μg/L (intervallo 0,54 a 5,9 µg/L) dopo 4 o 6 ore dalla dose. Il valore medio del picco di enalaprilato era 1.7 μg/L (intervallo da 1,2 a 2,3 µg/L); i picchi si verificavano in momenti diversi, nel periodo di 24 ore. Usando i dati del livello di picco nel latte, la massima quantità ingerita stimata da un neonato allattato esclusivamente al seno sarebbe circa 0,16% della dose materna aggiustata per il peso. Una donna che aveva preso una dose orale di 10 mg al giorno di enalapril per 11 mesi aveva livelli di picco di enalapril nel latte di 2 µg/L 4 ore dopo la dose e i livelli di enalaprilato di 0,75 µg/L circa 9 ore dopo la dose. La quantità totale di enalapril ed enalaprilato dosata nel latte durante il periodo di 24 ore era 1,44 μg/L e 0,63 µg/L, rispettivamente. I livelli di enalaprilato nel latte erano irrilevabili (<0.2 μg/L) 4 ore dopo una singola dose di enalapril 5 mg in una madre e 10 mg in due madri; i livelli di enalapril non erano determinati. Idroclorotiazide Assorbimento La biodisponibilità dell’idroclorotiazide è 60-80%. La concomitante assunzione di cibo aumenta in qualche modo l’assorbimento (circa del 15%).

Distribuzione L’idroclorotiazide passa la barriera placentare ma non la barriera emato-encefalica. Biotrasformazione/eliminazione L’emivita plasmatica va da 5.6 ore a 14.8 ore. L’idroclorotiazide non viene metabolizzato ma viene rapidamente eliminato per via renale. Almeno il 61% della dose orale viene eliminata immodificata entro le 24 ore. Popolazioni speciali L’emivita nei pazienti con funzionalità renale compromessa risulta prolungata. Enalapril – Idroclorotiazide Assorbimento La co-somministrazione di enalapril e idroclorotiazide a dosaggi diversi non ha effetto, se non lieve, sulla biodisponibilità di queste due sostanze. La compressa di associazione equivale sotto il profilo biologico alla somministrazione concomitante delle due sostanze separate. 5.3. Dati preclinici di sicurezza I dati preclinici di sicurezza non mettono in rilievo rischi speciali per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dose ripetuta, genotossicità e potenziale cancerogeno. Studi di tossicitàriproduttiva suggeriscono che l’enalapril non ha effetti sulla fertilità e sulla performance riproduttiva nel ratto e non è teratogeno. In uno studio in cui il farmaco è stato somministrato a ratti femmina prima dell’accoppiamento fino alla gestazione, si è verificato un aumento nel tasso di decessi nella prole durante l’allattamento. È stato dimostrato che il composto attraversa la barriera placentare ed è escreto nel latte materno. Gli ACE inibitori, come classe, hanno mostrato indurre effetti indesiderati sulla fase più tardiva dello sviluppo fetale, che risulta in morte fetale e difetti congeniti, che hanno influenza in modo particolare sulle ossa del cranio. Sono stati anche riportati fetotossicità, ritardo della crescita intrauterina e dotto arterioso pervio. Queste anomalie dello sviluppo si pensa possano essere in parte dovute all’azione diretta degli ACE inibitori sul sistema renina-angiotensina fetale ed in parte dovuti all’ischemia derivante dall’ipotensione materna e dalla diminuzione del flusso sanguigno nella placenta fetale e apporto di ossigeno/nutrienti al feto.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Lattosio monoidrato Amido di mais Amido pregelatinizzato Talco Sodio bicarbonato Magnesio stearato 6.2. Incompatibilità Non pertinent

6.3. Periodo di validità 3 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione per la conservazione. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Blister in alluminio laminato OPA/PVC 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 90, 98, 100, 200 e 250 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG S.p.A. Via Pavia, 6 – 20136 Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 10 cpr AIC n. 037378015 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 14 cpr AIC n. 037378027 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 20 cpr AIC n. 037378039 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 28 cpr AIC n. 037378041 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 30 cpr AIC n. 037378054 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 50 cpr AIC n. 037378066 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 56 cpr AIC n. 037378078 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 60 cpr AIC n. 037378080 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 90 cpr AIC n. 037378092 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 98 cpr AIC n. 037378104 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 100 cpr AIC n. 037378116 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 200 cpr AIC n. 037378128 ELEKTRA 20/12,5 mg compresse, 250 cpr AIC n. 037378130

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Novembre 2007

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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