FEDOTASK

Principio attivo: IBUPROFENE · ATC M01AE01 · S.F. GROUP S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: IBUPROFENE
Forma farmaceutica: Polvere orale
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 400 mg POLVERE ORALE
  • 200 mg POLVERE ORALE
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: S.F. GROUP S.R.L.
Codice ATC: M01AE01
Regime di fornitura: Non Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· VELITIX - ARISTO PHARMA GMBH
· IBUPROFENE ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· IBUPROFENE LABORATORI ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· SAKITOL - LABORATORI ALTER S.R.L.
· DOLZAN - LABORATORI ALTER S.R.L.
· IBUPROFENE AUROBINDO PHARMA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· IBUPROFENE AUROBINDO PHARMA ITALIA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· IBUPROFENE LIVSANE - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· BRUFEN ANALGESICO - MYLAN S.P.A.
· BRUFENLIK - MYLAN S.P.A.
· BRUFEACT - MYLAN S.P.A.
· IBUPROFENE DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: C-bis - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

FEDOTASK contiene ibuprofene come principio attivo ed appartiene a un gruppo di medicinali noti come Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS). Questo medicinale è usato negli adulti, negli adolescenti e nei bambini di peso superiore a 20 kg (circa 7 anni di età) per il sollievo sintomatico del dolore occasionale da lieve a moderato, come mal di testa,

dolori dentali, mestruali, muscolari (contratture) o alla schiena (lombalgia), così come negli stati febbrili.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda FEDOTASK - se è allergico all’ibuprofene o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6) o ad altri medicinali del gruppo dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o all'aspirina. Le reazioni che indicano allergia potrebbero essere: eruzione cutanea pruriginosa, gonfiore del viso, delle labbra o della lingua, naso che cola, mancanza di

respiro o asma. - se ha mai avuto una emorragia o una perforazione dello stomaco o dell’intestino correlati a una precedente terapia con FANS.

- se ha un’ulcera (ulcere peptiche) o un sanguinamento attivi o ricorrenti allo stomaco o al
duodeno o se ha avuto questo problema ripetutamente (due o più episodi distinti di ulcerazione
o sanguinamento dimostrati) in passato.
- se vomita sangue o se le sue feci sono nere o ha diarrea con sangue.
- se soffre di grave insufficienza epatica, renale o cardiaca.
- se ha disturbi emorragici o della coagulazione del sangue o sta assumendo anticoagulanti

(medicinali usati per "diluire" il sangue). Se è necessario utilizzare contemporaneamente
farmaci anticoagulanti, il medico eseguirà test di coagulazione del sangue.
- se è gravemente disidratato (a causa di vomito, diarrea o assunzione insufficiente di liquidi).
- se è una donna al terzo trimestre di gravidanza (vedere “Gravidanza e allattamento”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere FEDOTASK: - Se ha un edema (ritenzione di liquidi). _____________________________________________________________________________________________________

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativiPagina all’AIC 1dei di 18

- Se ha l'asma o qualsiasi altro disturbo respiratorio.
- Se sta ricevendo un trattamento con questo medicinale, in quanto può mascherare la febbre,
che è un importante segno di infezione, rendendo difficile la diagnosi.
- Se ha una malattia ai reni o al fegato, ha più di 60 anni o ha bisogno di assumere il medicinale

per un lungo periodo (più di 1 o 2 settimane); il medico potrebbe aver bisogno di controllarla regolarmente. Il medico le dirà la frequenza di questi controlli. - Se ha avuto o sviluppa un'ulcera, sanguinamento o perforazione dello stomaco o del duodeno, che possono manifestarsi con dolore addominale grave o persistente e/o feci nere, o anche senza precedenti sintomi di preavviso. Questo rischio è maggiore quando si utilizzano dosi elevate e trattamenti prolungati, in

pazienti con una storia di ulcera peptica e negli anziani. In questi casi, il medico valuterà la possibilità di associare un medicinale per la protezione dello stomaco. - Se soffre di porfiria intermittente acuta (una malattia metabolica che colpisce il sangue e può causare sintomi come urine rossastre, sangue nelle urine o malattie del fegato), il medico valuterà se il trattamento con ibuprofene sia appropriato o meno.

- Se soffre di lupus eritematoso sistemico (una malattia cronica che colpisce il sistema
immunitario e che può colpire diversi organi vitali, il sistema nervoso, i vasi sanguigni, la
pelle e le articolazioni) poiché può manifestarsi meningite asettica (infiammazione delle
meningi, che sono le membrane che proteggono il cervello e il midollo spinale, non causata da
batteri).
Se soffre o ha sofferto di malattie dell’intestino (colite ulcerosa o morbo di Crohn), poiché
-

-

-
possono peggiorare (vedere paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”).
Se è in trattamento con diuretici (medicinali per urinare) perché il medico deve monitorare la
funzionalità renale.
Se sta assumendo altri farmaci che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o di
sanguinamento, come corticosteroidi orali (per es. prednisolone), farmaci per fluidificare il
sangue (per es. warfarin), inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (medicinali usati
per la depressione) e agenti antipiastrinici (per es. acido acetilsalicilico).
- Se soffre o ha sofferto di disturbi cardiaci.
- Se ha pressione alta.
- Se soffre di mal di testa dopo un trattamento prolungato, non deve assumere dosi più elevate

del medicinale. - Se soffre di allergie (per es. reazioni cutanee ad altre sostanze, asma, febbre da fieno), polipi nasali, gonfiore cronico della mucosa nasale o malattie respiratorie ostruttive croniche, poiché in quel caso è a maggior rischio di reazioni allergiche.

- Se è appena stato sottoposto a un intervento chirurgico importante.
- Se ha la varicella.
- Se ha un'infezione: vedi la voce "Infezioni" di seguito.

Reazioni cutanee

In associazione al trattamento con ibuprofene sono state segnalate reazioni cutanee gravi tra cui dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), pustolosi esantematica acuta

generalizzata (AGEP). Smetta di usare FEDOTASK e contatti immediatamente il medico se nota uno qualsiasi dei sintomi correlati a queste reazioni cutanee gravi descritte nel paragrafo 4.

Gli effetti indesiderati possono essere limitati usando la dose più bassa efficace per il minor tempo possibile necessario a controllare i sintomi.

Precauzioni cardiovascolari Gli antinfiammatori/antidolorifici come l'ibuprofene possono essere associati a un lieve aumento del rischio di infarto o ictus, specialmente se usati in dosi elevate. Non superi la dose raccomandata o la durata del trattamento.

Deve discutere il trattamento con il medico o il farmacista prima di prendere FEDOTASK:

_____________________________________________________________________________________________________

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativiPagina all’AIC 2dei di 18

• Se ha problemi cardiaci inclusi insufficienza cardiaca, angina (dolore al petto) o se ha avuto un attacco di cuore, un intervento di bypass, una malattia delle arterie periferiche (problemi di circolazione alle gambe o ai piedi dovuti a restringimento o ostruzione delle arterie) o qualsiasi tipo di ictus (compresi un “mini-ictus” o un attacco ischemico transitorio “TIA”)

• Se ha la pressione alta, il diabete, il colesterolo alto
• Se ha una storia familiare di malattie cardiache o ictus
• Se è un fumatore.

Con ibuprofene sono stati segnalati segni di una reazione allergica a questo medicinale, inclusi problemi respiratori, gonfiore della regione del viso e del collo (angioedema) e dolore al petto.

Interrompa immediatamente FEDOTASK e contatti immediatamente il medico o il servizio di emergenza sanitaria se nota uno di questi segni.

Infezioni FEDOTASK può nascondere i segni di un'infezione, come febbre e dolore. Di conseguenza,

FEDOTASK può ritardare il trattamento adeguato dell'infezione, aumentando il rischio di complicanze. Questo è stato osservato nella polmonite causata da batteri e nelle infezioni batteriche della pelle legate alla varicella. Se prende questo medicinale mentre ha un'infezione e i sintomi dell'infezione persistono o peggiorano, consulti immediatamente il medico.

Precauzioni durante la gravidanza e nelle donne in età fertile Poiché l’assunzione di medicinali come FEDOTASK è stata associata ad un aumentato rischio di anomalie congenite/aborti spontanei, la sua assunzione non è raccomandata durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza a meno che non sia ritenuto strettamente necessario. In questi casi la dose e la durata saranno limitate al minimo possibile. Nel terzo trimestre l’assunzione di questo medicinale è controindicata.

Se lei è una donna in età fertile deve considerare che i medicinali come FEDOTASK sono stati associati a una ridotta capacità di concepire.

Anziani Gli anziani che assumono FANS sono a maggior rischio di effetti indesiderati, in particolare di quelli relativi allo stomaco e all’intestino. Per maggiori informazioni, vedere paragrafo 4 “Possibili effetti

indesiderati”. Se ha una storia di tossicità gastrointestinale, in particolare se è anziano, riferisca qualsiasi sintomo addominale insolito (soprattutto sanguinamento nello stomaco o nell’intestino), in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Vi è rischio di compromissione renale negli anziani disidratati.

Bambini e adolescenti Vi è rischio di compromissione renale nei bambini e negli adolescenti disidratati.

Altri medicinali e FEDOTASK Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. FEDOTASK può influenzare o essere influenzato da altri medicinali. Per esempio: - altri farmaci antinfiammatori non steroidei come l'aspirina, poiché il rischio di ulcera gastrointestinale e sanguinamento può essere aumentato

- corticosteroidi (come cortisone e prednisolone)
- altri FANS (inclusi inibitori della COX-2 come celecoxib o etoricoxib) poiché questi possono
aumentare il rischio di sanguinamento e ulcere gastrointestinali
- medicinali anticoagulanti e agenti antipiastrinici (prevengono la formazione di coaguli nei vasi
sanguigni, per es. aspirina/acido acetilsalicilico, warfarin, ticlopidina)
- inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (medicinali usati per la depressione)
- litio (un medicinale usato per trattare la depressione). Il medico può aggiustare per lei la dose
di questo medicinale
_____________________________________________________________________________________________________

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativiPagina all’AIC 3dei di 18

- diuretici risparmiatori di potassio
- medicinali che riducono la pressione alta (ACE-inibitori come captopril, betabloccanti come i
farmaci a base di atenololo, antagonisti del recettore dell’angiotensina-II come losartan)
- diuretici (medicinali usati per aumentare la produzione di urina), in quanto possono aumentare

il rischio di tossicità renale
- metotressato (medicinale usato per il cancro o i reumatismi). Il medico può modificare la dose
di questo medicinale
- tacrolimus (medicinale usato per sopprimere la reazione immunitaria)
- ciclosporina (medicinale usato per sopprimere la reazione immunitaria)
- zidovudina (medicinale per il trattamento dell’AIDS)

- sulfaniluree come la tolbutamide (farmaci antidiabetici) poiché potrebbero causare ipoglicemia
- probenecid (usato in pazienti con gotta o insieme a penicillina nelle infezioni)
- sulfinpirazone (per la gotta)
- antibiotici aminoglicosidi
- digossina e glicosidi cardiaci (utilizzati per il trattamento di disturbi cardiaci)

- idantoine come la fenitoina (utilizzata per il trattamento delle crisi convulsive)
- antibiotici chinolonici
- colestiramina (un medicinale usato per il trattamento del colesterolo alto)
- gli inibitori del CYP2C9 come voriconazolo e fluconazolo (usati per il trattamento delle
infezioni da funghi)
-
-
-
-
mifepristone (induttore di aborti)

trombolitici (farmaci che dissolvono i trombi) del pentossifillina (per il trattamento della claudicatio intermittens)

sulfamidi come sulfametossazolo e cotrimossazolo (usati per trattare alcune infezioni batteriche) - estratti vegetali: il ginkgo biloba può aumentare il rischio di sanguinamento Anche altri medicinali possono influenzare o essere influenzati dal trattamento con FEDOTASK. Pertanto, prima di prendere FEDOTASK con altri medicinali, consulti sempre il medico o il farmacista.

L'assunzione di ibuprofene può alterare i seguenti test di laboratorio:
• Tempo di sanguinamento (può durare per 1 giorno dopo l'interruzione del trattamento)
• Concentrazione di glucosio nel sangue (può diminuire)
• Clearance della creatinina (può diminuire)

• Ematocrito o emoglobina (possono diminuire)
• Livelli di azoto ureico nel sangue e livelli sierici di creatinina e potassio (possono aumentare)
• Test di funzionalità epatica: aumento dei valori delle transaminasi

Informi il medico se sta per sottoporsi ad un test clinico e sta assumendo o ha recentemente assunto

ibuprofene.

FEDOTASK con cibi e alcol

Si raccomanda l’assunzione del medicinale durante i pasti o dopo i pasti per ridurre la possibilità di disturbi allo stomaco. L’assunzione di alcol deve essere evitata durante il trattamento con ibuprofene in quanto può aumentare le reazioni avverse a livello gastrointestinale.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Non prenda FEDOTASK se è negli ultimi 3 mesi di gravidanza, in quanto potrebbe nuocere al feto o causare problemi durante il parto. Questo medicinale può causare problemi ai reni e al cuore del feto. Potrebbe influire sulla tendenza sua e del suo bambino al sanguinamento e ritardare o prolungare più del previsto il travaglio. Non dovrebbe assumere FEDOTASK nei primi 6 mesi di gravidanza, se non assolutamente necessario e sotto consiglio del medico. Laddove necessiti del trattamento in tale periodo o durante i tentativi di concepimento, dovrebbe essere utilizzata la dose minima per il minor _____________________________________________________________________________________________________

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativiPagina all’AIC 4dei di 18

tempo possibile. Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, FEDOTASK può causare problemi renali al feto, se assunto per più di qualche giorno, riducendo così i livelli del liquido amniotico che circonda il bambino (oligoidramnios) o causando un restringimento di un vaso sanguigno (dotto arterioso) nel cuore del bambino. Laddove necessiti del trattamento per più di qualche giorno, il medico potrebbe

raccomandare un monitoraggio aggiuntivo.

Allattamento Sebbene soltanto quantità minime del medicinale vengano escrete nel latte materno, si raccomanda di non assumere ibuprofene per periodi prolungati durante l'allattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Se manifesta capogiri, vertigini, disturbi visivi o altri sintomi durante l'assunzione di questo medicinale, non deve guidare o usare macchinari pericolosi. Se prende solo una dose di ibuprofene o se lo assume per un breve periodo, non deve prendere precauzioni particolari.

L'ibuprofene può ritardare il tempo di reazione. Ciò dovrebbe essere preso in considerazione prima di intraprendere attività che richiedono maggiore attenzione, come guidare e utilizzare macchinari.

Questo vale in misura maggiore per la combinazione con l'alcol.

FEDOTASK contiene isomalto

questo medicinale.

Come usarlo

Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Questo medicinale è unicamente per uso occasionale e per periodi limitati.

La dose efficace più bassa deve essere utilizzata per il minor tempo necessario per alleviare i sintomi.

In caso di infezione, consulti immediatamente un medico se i sintomi (come febbre e dolore) persistono o peggiorano (vedere paragrafo 2). L’assunzione di questo medicinale dipende dalla comparsa di dolore o febbre. Quando questi sintomi scompaiono, il medicinale deve essere interrotto.

Modo di somministrazione Metta la polvere orale sulla lingua, la lasci dissolvere e poi la ingoi; non è necessaria acqua. È possibile assumere FEDOTASK anche a stomaco vuoto. Se soffre di disturbi di stomaco, si raccomanda di prendere FEDOTASK durante o dopo i pasti.

La dose raccomandata è:

Uso nei bambini L’uso di questo medicinale nei bambini di peso inferiore a 20 kg (circa 7 anni) non è raccomandato.

• Bambini di peso superiore a 20 kg (circa 7 anni)

DOSE DI IBUPROFENE NEI BAMBINI Peso/età Frequenza Dosaggio/assunzione Dose massima giornaliera

approssimativi Bambini da 20 3 volte al giorno 200 mg (1 bustina) 600 mg (3 bustine) kg a 29 kg (7 – 8 anni) Bambini da 30 3-4 volte al 200 mg (1 bustina) 800 mg (4 bustine) kg a 39 kg giorno (8 – 12 anni)

_____________________________________________________________________________________________________

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativiPagina all’AIC 5dei di 18

Adulti e adolescenti di età superiore ai 12 anni (oltre 40 kg di peso) La dose iniziale è compresa tra 200 mg e 400 mg di ibuprofene, a seconda dell'intensità dei sintomi.

DOSE DI IBUPROFENE Peso/età Frequenza Dosaggio/assunzione Dose massima giornaliera Peso maggiore Fino a 3 volte al 200 mg – 400 mg (1-2 1200 mg (6 bustine da 200 o uguale a 40 giorno bustine) mg) kg (adolescenti e adulti)

Anziani La posologia deve essere stabilita dal medico poiché può essere necessaria una riduzione della dose abituale.

Pazienti con malattie renali, epatiche o cardiache Se ha problemi renali, epatici o cardiaci, consulti sempre il medico prima di prendere FEDOTASK perché può essere necessaria una riduzione della dose abituale.

Durata del trattamento

Bambini e adolescenti del Consulti il medico se i sintomi peggiorano o se l’uso di questo medicinale è necessario per più di 3 giorni.

Adulti Consulti il medico se i suoi sintomi peggiorano, o se l’assunzione di questo medicinale è necessaria per più di 5 giorni in caso di dolore o 3 giorni in caso di febbre.

Se ritiene che l'azione di questo medicinale sia troppo forte o troppo debole, informi il medico o il

farmacista.

Se prende più FEDOTASK di quanto deve Se ha preso più FEDOTASK di quanto deve o se il suo bambino ha assunto questo medicinale per errore,

contatti immediatamente un medico o l'ospedale più vicino allo scopo di ricevere un parere sul rischio e chiedere consigli in merito alle azioni da intraprendere.

Sintomi I sintomi di sovradosaggio di ibuprofene si manifestano entro 4-6 ore. Tali sintomi di sovradosaggio possono comprendere nausea, mal di stomaco, vomito (con eventuale

presenza di tracce di sangue), mal di testa, ronzio nelle orecchie, confusione e movimenti involontari degli occhi. A dosi elevate, sono stati segnalati sonnolenza, dolore al petto, palpitazioni, perdita di coscienza, convulsioni (soprattutto nei bambini), debolezza e vertigini, sangue nelle urine, bassi livelli di

potassio nel sangue, brividi e problemi respiratori. Raramente sono stati anche riportati, aumento dell'acidità del plasma sanguigno (acidosi metabolica), ipotermia (abbassamento della temperatura del corpo), effetti renali, sanguinamento gastrointestinale, coma, apnea (mancanza di respiro), depressione del SNC e dell’apparato respiratorio. Nei casi di sovradosaggio significativo sono possibili insufficienza renale e danno al fegato. In questi casi, il medico adotterà le misure necessarie.

Se dimentica di prendere FEDOTASK Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se dimentica di prendere la dose corrispondente, la prenda non appena se ne ricorda. Tuttavia, se l'ora della dose successiva è troppo vicina, salti la dose dimenticata e prenda la dose successiva alla solita ora.

_____________________________________________________________________________________________________

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativiPagina all’AIC 6dei di 18

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

li manifestino. L'incidenza degli effetti indesiderati è inferiore nei trattamenti brevi e se la dose giornaliera è inferiore alla dose massima raccomandata.

Sospenda l’assunzione di questo medicinale e si rivolga immediatamente ad un medico se manifesta:

- Reazioni allergiche come eruzioni cutanee, gonfiore del viso, respiro sibilante o difficoltà a
respirare
- Vomito con sangue o con aspetto simile ai fondi di caffè
- Sangue nelle feci o diarrea sanguinolenta
- Forte mal di stomaco

- Vesciche o grave desquamazione della pelle
- Mal di testa grave o persistente
- Colorazione gialla della pelle (ittero)
- Segni di grave ipersensibilità
- Gonfiore delle estremità o accumulo di liquido a livello di braccia o gambe

- Dolore al petto, che può essere un segno di una reazione allergica potenzialmente grave
chiamata sindrome di Kounis
- Macchie rossastre non in rilievo, a forma di bersaglio o circolari sul tronco, spesso con
vescicole centrali, desquamazione della pelle, ulcere della bocca, della gola, del naso, dei
genitali e degli occhi. Queste gravi eruzioni cutanee possono essere precedute da febbre e
sintomi simil-influenzali [dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-
Johnson, necrolisi epidermica tossica]
- Eruzione cutanea diffusa, temperatura corporea elevata e linfonodi ingrossati (sindrome
DRESS)
- Eruzione cutanea diffusa, rossa e squamosa, con protuberanze sotto la pelle e vescicole,
accompagnata da febbre. I sintomi compaiono solitamente all'inizio del trattamento (pustolosi

esantematica acuta generalizzata)

Si rivolga al medico se presenta uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati, se questi peggiorano o se nota qualsiasi effetto non riportato nell’elenco.

Le frequenze mostrate di seguito si riferiscono all'uso a breve termine di dosi massime giornaliere di 1200 mg di ibuprofene orale:

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10): - sensazione di capogiro o di vertigini, mal di testa

- sanguinamento gastrointestinale, specialmente negli anziani, senso di nausea, vomito, diarrea, flatulenza, dispepsia (disturbo della secrezione o della motilità intestinale), costipazione, dolore addominale, sangue nelle feci, vomito con sangue

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100):
- starnuti, naso chiuso o che cola o prurito al naso (rinite)
- reazioni di ipersensibilità con eruzioni cutanee e prurito, nonché attacchi di asma
(eventualmente con abbassamento della pressione sanguigna). In questo caso deve essere
informato immediatamente il medico e si deve interrompere l’assunzione di ibuprofene.

- sensazione di pizzicore o di formicolio, sonnolenza
- difficoltà a dormire, sensazione di ansia
- acne, orticaria, prurito, piccoli lividi sulla pelle o all’interno della bocca, del naso o delle
orecchie, sensibilizzazione della pelle alla luce
- disturbo della vista. In questo caso deve essere informato immediatamente il medico e si deve
interrompere l’assunzione di ibuprofene.
- problemi di udito
- difficoltà a respirare, sibilo o tosse, asma o peggioramento dell’asma
_____________________________________________________________________________________________________

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativiPagina all’AIC 7dei di 18

- infiammazione del rivestimento dello stomaco, ulcere gastrointestinali, in alcuni casi con
sanguinamento e perforazione, stomatite ulcerativa
- epatite, ingiallimento della pelle o degli occhi, funzionalità epatica ridotta
- sindrome nefrosica (accumulo di liquidi all'interno del corpo (edema) e accumulo di proteine

nelle urine); infiammazione renale (nefrite interstiziale), che può essere accompagnata da disfunzione renale acuta. L'emissione ridotta dell'urina, l'accumulo di liquidi all'interno del corpo (edema) e generalmente la sensazione di malessere possono essere segni di malattie renali e persino di insufficienza renale. Se si verifica uno dei sintomi sopra indicati, interrompere la somministrazione di FEDOTASK e consultare immediatamente il medico.

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000):
- sensazione di depressione o di confusione
- durante il trattamento con ibuprofene sono stati osservati sintomi di meningite asettica con
rigidità della nuca, mal di testa, senso di nausea, vomito, febbre oppure annebbiamento della
coscienza. Se compaiono tali sintomi, contatti immediatamente un medico

- leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica
(i primi sintomi sono febbre, mal di gola, ulcere superficiali della bocca, sintomi simil-
influenzali, spossatezza grave, sanguinamento dal naso e dalla pelle, lividi insoliti e
inspiegabili ed ecchimosi di causa sconosciuta). In questi casi è necessario interrompere
immediatamente la terapia e consultare un medico
- danni al nervo ottico
- ambliopia tossica reversibile (riduzione della vista)
- vertigini, tinnito/acufene (battiti o suoni nell'orecchio)
- danno epatico
- ritenzione idrica (edema)
- reazione anafilattica. In caso di reazione di ipersensibilità generalizzata possono manifestarsi
gonfiore del viso, della lingua e della laringe, dispnea (mancanza di respiro), tachicardia,
ipotensione (anafilassi, angioedema o shock grave)

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000) - pressione sanguigna alta, insufficienza cardiaca, attacco cardiaco

- infiammazione del pancreas
- reazioni bollose molto gravi tra cui la sindrome di Stevens Johnson (erosioni diffuse che
interessano la pelle e le mucose e lesioni viola, preferibilmente sul tronco)
- necrolisi epidermica tossica (lesioni della mucosa e lesioni dolorose con necrosi e distacco

della pelle)
- eritema multiforme (lesione cutanea)
- insufficienza epatica

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): - aggravamento della colite e del morbo di Crohn (malattia cronica in cui il sistema immunitario

attacca l'intestino provocando un'infiammazione che di solito provoca diarrea sanguinolenta) - è possibile che si verifichi una reazione cutanea grave nota come sindrome DRESS. I sintomi della DRESS comprendono: eruzione cutanea, febbre, gonfiore dei linfonodi e aumento degli

eosinofili (un tipo di globuli bianchi) - eruzione cutanea generalizzata rossa e squamosa, con protuberanze sottocutanee e vesciche localizzate principalmente nelle pieghe cutanee, a livello del busto e degli arti superiori, che è accompagnata da febbre all'inizio del trattamento (pustolosi esantematica acuta generalizzata). Interrompa l'assunzione di FEDOTASK se si verificano questi sintomi e rivolgersi immediatamente ad un medico.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

_____________________________________________________________________________________________________

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativiPagina all’AIC 8dei di 18

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’astuccio e sulla bustina dopo “SCAD.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene FEDOTASK Il principio attivo è ibuprofene. Ogni bustina contiene 200 mg di ibuprofene.

Gli altri componenti sono: isomalto 720, acido citrico anidro, acesulfame potassico (E 950), glicerolo distearato (Tipo I), aroma limone

Descrizione dell’aspetto di FEDOTASK e contenuto della confezione FEDOTASK è una polvere orale, di colore bianco o quasi bianco, dal caratteristico aroma di limone. Il contenuto della confezione è di 12 o 24 bustine in carta-PE/Al/PE Il contenuto della confezione è di 12 o 24 bustine in PET/Al/PE

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio S.F. Group Srl – via Tiburtina, 1143 – 00156 Roma Produttori

Edefarm S.L. Polígono Industrial Enchilagar del Rullo, 117

46191 Villamarchante – Valencia, Spagna

Farmalider S.A C/Aragoneses, 2

28108 Alcobendas – Madrid, Spagna

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il Novembre 2024

_____________________________________________________________________________________________________

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativiPagina all’AIC 9dei di 18

Domande frequenti su FEDOTASK

Come si usa FEDOTASK?

FEDOTASK si presenta in forma di Polvere orale e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

FEDOTASK è disponibile senza ricetta?

FEDOTASK è disponibile senza obbligo di ricetta. Chieda comunque consiglio al farmacista.

Qual è il principio attivo di FEDOTASK?

Il principio attivo di FEDOTASK è IBUPROFENE.

Quali sono gli equivalenti di FEDOTASK?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: VELITIX, IBUPROFENE ALTER, IBUPROFENE LABORATORI ALTER, SAKITOL. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce FEDOTASK?

FEDOTASK è prodotto da S.F. GROUP S.R.L..

Da quando FEDOTASK è autorizzato in Italia?

FEDOTASK ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2022-05-11.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

FEDOTASK 200 mg polvere orale in bustina FEDOTASK 400 mg polvere orale in bustina

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni bustina contiene 200 mg di ibuprofene. Eccipiente con effetti noti: ogni bustina contiene 645 mg di isomalto. Ogni bustina contiene 400 mg di ibuprofene. Eccipiente con effetti noti: ogni bustina contiene 1290 mg di isomalto. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Polvere orale in bustina. Polvere orale, di colore bianco o quasi bianco, dal caratteristico aroma di limone.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

FEDOTASK 200 mg polvere orale FEDOTASK è indicato negli adulti, negli adolescenti e nei bambini con peso corporeo superiore a 20 kg (approssimativamente a partire dai 7 anni di età) per: - il trattamento sintomatico del dolore occasionale di intensità lieve-moderata - stati febbrili FEDOTASK 400 mg polvere orale FEDOTASK è indicato negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore ai 12 anni con peso corporeo pari o superiore a 40 kg: - per il trattamento sintomatico del dolore occasionale di intensità lieve-moderata - stati febbrili

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Solo per uso occasionale e per periodi limitati. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della dose minima efficace per la durata di trattamento più breve necessaria per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). FEDOTASK 200 mg polvere orale Popolazione pediatrica L’uso di questo medicinale non è raccomandato nei bambini di peso inferiore a 20 kg (circa 7 anni). La dose da somministrare di ibuprofene dipende dall'età e dal peso del paziente: DOSE DI IBUPROFENE NEI BAMBINI Peso/età Frequenza Dosaggio Dose massima al giorno Bambini da 20 3 volte al giorno 200 mg (1 bustina) 600 mg (3 bustine)

2 kg a 29 kg (7 – 8 anni) Bambini da 30 kg a 39 kg (8 – 12 anni) 3-4 volte al giorno 200 mg (1 bustina) 800 mg (4 bustine) Adulti e adolescenti di età superiore ai 12 anni (peso ≥ 40 kg) La dose iniziale è da 200 mg a 400 mg di ibuprofene, a seconda dell'intensità dei sintomi. Se necessario, è possibile assumere dosi aggiuntive da 1 a 2 bustine (200 mg – 400 mg di ibuprofene). DOSE DI IBUPROFENE Peso/età Frequenza Dosaggio Dose massima al giorno Peso maggiore o uguale a 40 kg 3 volte al giorno 200 mg – 400 mg (1-2 bustine) 1200 mg (6 bustine da 200 mg oppure 3 bustine da 400 mg) Se il medicinale deve essere usato per più di 3 giorni nei bambini o negli adolescenti, o se i sintomi peggiorano, il medico valuterà la situazione clinica. Negli adulti il medico valuterà la situazione clinica se questo medicinale deve essere usato per più di 3 giorni in caso di febbre, 5 giorni in caso di dolore o se i sintomi peggiorano. FEDOTASK 400 mg polvere orale Adulti e adolescenti da 12 anni a 18 anni: Una bustina di FEDOTASK 400 mg ogni 6-8 ore. Non superare la dose di 1200 mg (3 bustine di FEDOTASK 400 mg) nelle 24 ore. Popolazione pediatrica L'uso di questo farmaco in bambini o adolescenti di peso inferiore a 40 kg non è raccomandato, poiché la dose di ibuprofene in esso contenuta non è adeguata per la dose raccomandata in questi pazienti. Se il dolore persiste per più di 5 giorni negli adulti (3 giorni negli adolescenti) o la febbre per più di 3 giorni, oppure il dolore o la febbre peggiorano o compaiono altri sintomi, è necessario consultare il medico che valuterà la situazione clinica. FEDOTASK 200 mg – 400 mg polvere orale Anziani Il dosaggio deve essere stabilito dal medico, poiché è possibile che sia necessaria una riduzione della dose abituale. Pazienti con compromissione renale, epatica o cardiaca: è necessaria una riduzione della dose (vedere paragrafo 4.4). L’ibuprofene non deve essere usato in pazienti con compromissione renale o epatica grave (vedere paragrafo 4.3). Modo di somministrazione Uso orale.

Mettere la polvere orale sulla lingua, lasciarla dissolvere e poi inghiottirla. FEDOTASK può essere assunto anche a stomaco vuoto. Si consiglia l’assunzione durante o dopo i pasti ai pazienti con disturbi digestivi.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo, ad altri FANS o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Pazienti che hanno manifestato attacchi d’asma, rinite acuta, orticaria, angioedema o altre reazioni allergiche dopo l’uso di sostanze ad azione simile (ad es. acido acetilsalicilico o altri FANS). - Anamnesi di emorragia o perforazione gastrointestinale correlate a precedente terapia con FANS. - Ulcera peptica/emorragia gastrointestinale attiva o ricorrente (due o più episodi distinti di ulcerazione o sanguinamento accertati). - Grave insufficienza epatica, grave insufficienza renale (velocità di filtrazione glomerulare inferiore a 30 ml/min) o grave insufficienza cardiaca (NYHA classe IV) (vedere paragrafo 4.4). - Grave disidratazione (dovuta a vomito, diarrea o assunzione insufficiente di liquidi). - Malattie che comportano una maggiore tendenza al sanguinamento. - Durante l’ultimo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Le reazioni avverse possono essere ridotte al minimo utilizzando la dose efficace più bassa per il minor tempo possibile per alleviare i sintomi (vedere paragrafo 4.2). Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti: come qualsiasi altro FANS, l'ibuprofene può mascherare i sintomi di un'infezione, che può ritardare l'inizio di un trattamento appropriato e, quindi, peggiorare l'esito dell'infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando l'ibuprofene viene somministrato per alleviare la febbre o il dolore correlati ad una infezione, si raccomanda il monitoraggio dell'infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve consultare un medico se i sintomi persistono o peggiorano. Con l'uso prolungato di analgesici possono comparire cefalee che non devono essere trattate aumentando la dose del medicinale. Le reazioni avverse causate dal principio attivo insieme all'uso concomitante di alcol, in particolare le reazioni relative al tratto gastrointestinale o al sistema nervoso centrale, possono essere aumentate dall'uso di FANS. Anziani Gli anziani presentano un’aumentata frequenza di reazioni avverse ai FANS, in particolare sanguinamenti e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2). Rischi gastrointestinali Sanguinamento, ulcerazioni e perforazioni gastrointestinali potenzialmente fatali sono stati segnalati con l’uso di FANS (incluso ibuprofene) in qualsiasi momento durante il trattamento, con o senza sintomi di preavviso e con o senza un’anamnesi precedente di gravi eventi gastrointestinali. Il rischio di sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinali è maggiore all’aumentare della dose dei FANS, nei pazienti con un’anamnesi di ulcera, i

4 particolare in caso di ulcera se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), e negli anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la dose minima disponibile. Per questi pazienti, nonché per i pazienti che richiedono l’uso concomitante di basse dosi di acido acetilsalicilico o di altri farmaci che possono aumentare il rischio gastrointestinale (vedere qui di seguito e paragrafo 4.5), si deve valutare la terapia combinata con agenti protettori (per es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica). I pazienti con un’anamnesi di tossicità gastrointestinale, in particolare gli anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale insolito (specialmente sanguinamento gastrointestinale), durante il trattamento e in particolare durante le fasi iniziali. Si consiglia cautela nei pazienti che ricevono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale, quali corticosteroidi orali, anticoagulanti orali di tipo cumarinico come il warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o agenti antipiastrinici quali l’acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5). Se si verifica un’emorragia o un’ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono ibuprofene, il trattamento deve essere interrotto immediatamente (vedere paragrafo 4.3). I FANS devono essere somministrati con cautela in pazienti con un’anamnesi di ulcera peptica e altre malattie gastrointestinali (ad esempio colite ulcerosa, morbo di Crohn), perché questi disturbi possono risultare esacerbati (vedere paragrafo 4.8). La somministrazione concomitante di ibuprofene e altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2 (Cox-2) deve essere evitata a causa dell'aumentato rischio di ulcerazione e sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.5). Reazioni avverse cutanee severe (SCAR) Reazioni avverse cutanee severe (SCAR), inclusi dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS), e casi di pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), che possono essere pericolosi per la vita o fatali, sono stati segnalati in associazione all'uso di ibuprofene (vedere paragrafo 4.8). La maggior parte di queste reazioni si è verificata entro il primo mese. Se compaiono segni e sintomi suggestivi di queste reazioni, ibuprofene deve essere interrotto immediatamente e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo (a seconda dei casi). Eccezionalmente, la varicella può essere la causa di gravi complicanze infettive a carico della cute e dei tessuti molli. Ad oggi, non si può escludere che i FANS contribuiscano al peggioramento di queste infezioni. Si raccomanda pertanto di evitare l’uso di ibuprofene in presenza di varicella. Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari È necessaria particolare cautela prima di iniziare il trattamento (e consultare il medico o il farmacista) in pazienti con un’anamnesi di ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiché in associazione alla terapia con FANS sono stati segnalati ritenzione idrica ed edema. Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, specialmente in dosi elevate (2400 mg/giorno), può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto miocardico o ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (per es. ≤ 1200 mg/giorno) siano associate ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (NYHA II-III), cardiopatia ischemica accertata, arteriopatia periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene soltanto dopo attenta valutazione ed evitando dosi elevate (2400 mg/giorno).

Deve inoltre essere effettuata un’attenta valutazione prima di iniziare trattamenti a lungo termine in pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (per es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), specialmente se sono necessarie alti dosi di ibuprofene (2400 mg/giorno). Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con FEDOTASK. La sindrome di Kounis è stata definita come sintomi cardiovascolari secondari ad una reazione allergica o di ipersensibilità-associata alla costrizione delle arterie coronarie e che può indurre l'infarto miocardico. Reazioni allergiche Molto raramente sono state osservate gravi reazioni acute di ipersensibilità (per esempio shock anafilattico). Ai primi segni di una reazione di ipersensibilità in seguito all’assunzione/somministrazione di FEDOTASK la terapia deve essere interrotta. Le misure mediche richieste devono essere messe in atto da personale specializzato, in funzione dei sintomi. È necessaria cautela nei pazienti che hanno avuto reazioni allergiche o di ipersensibilità, poiché per tali pazienti potrebbe esistere un maggior rischio che si verifichino reazioni di ipersensibilità in seguito all’assunzione di ibuprofene. Esiste un maggiore rischio che si verifichino reazioni allergiche nei pazienti che soffrono di febbre da fieno, polipi nasali o disturbi respiratori cronici ostruttivi. Tali reazioni possono presentarsi come attacchi d’asma, edema di Quincke oppure orticaria. Compromissione renale e/o epatica L'ibuprofene deve essere usato con cautela nei pazienti con malattie epatiche o renali e specialmente durante il trattamento concomitante con diuretici, poiché si deve tenere in considerazione che l'inibizione delle prostaglandine può causare ritenzione di liquidi e compromissione della funzione renale. Se somministrata in questi pazienti, la dose di ibuprofene deve essere mantenuta quanto più bassa possibile e la funzione renale deve essere monitorata regolarmente. Esiste il rischio di insufficienza renale nei bambini disidratati, negli adolescenti e nei pazienti anziani. In caso di disidratazione deve essere assicurato un sufficiente apporto di liquidi. Particolare cautela deve essere esercitata nei bambini con grave disidratazione, ad esempio a causa di diarrea, poiché la disidratazione può essere un fattore scatenante lo sviluppo di insufficienza renale. In generale, l’uso abituale di analgesici, in particolare delle associazioni di diversi principi attivi analgesici, può portare a lesioni renali permanenti con rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). Come con altri FANS, trattamenti prolungati con ibuprofene possono provocare necrosi renale papillare e altre patologie renali. Tossicità renale è stata osservata anche in pazienti nei quali le prostaglandine renali svolgono un ruolo compensatorio nel mantenimento della perfusione renale. I pazienti anziani e i pazienti con insufficienza renale, insufficienza cardiaca, disfunzione epatica, coloro che sono in trattamento con diuretici e ACE inibitori sono ad alto rischio di manifestare questa reazione. Sospendendo la terapia con i FANS, di solito si ottiene il ripristino allo stato pre-trattamento. Come con altri FANS, l'ibuprofene può causare lievi aumenti transitori di alcuni parametri epatici, nonché aumenti significativi di SGOT e SGPT. In caso di aumento significativo di questi parametri, il trattamento deve essere interrotto (vedere paragrafi 4.2 e 4.3). Altr

Come con altri FANS, possono verificarsi reazioni allergiche, come reazioni anafilattiche/anafilattoidi, anche senza una precedente esposizione al medicinale. Il medicinale deve essere usato con cautela anche in pazienti che soffrono o hanno sofferto di asma bronchiale, rinite cronica o malattie allergiche, poiché in questi pazienti sono stati riportati casi di broncospasmo, orticaria o angioedema con ibuprofene (vedere paragrafo 4.3). Sono stati segnalati rari casi di meningite asettica con l'uso di ibuprofene. Nella maggior parte dei casi, il paziente soffriva di qualche forma di malattia autoimmune (come il lupus eritematoso sistemico o altre malattie legate al tessuto connettivo) che rappresentava un fattore di rischio, sebbene siano stati segnalati casi anche in pazienti senza alcuna malattia cronica (vedere paragrafo 4.8). I sintomi della meningite asettica osservati erano torcicollo, cefalea, nausea, vomito, febbre o disorientamento. Nei pazienti sottoposti a trattamento a lungo termine con ibuprofene, la funzionalità renale, la funzionalità epatica, la funzionalità ematologica e l'emocromo devono essere monitorati come misura precauzionale, poiché l'ibuprofene, come altri FANS, può inibire l'aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di sanguinamento. È necessaria una supervisione medica speciale durante la somministrazione nei pazienti immediatamente dopo aver subito un intervento chirurgico maggiore. L'ibuprofene deve essere usato solo dopo una rigorosa valutazione del rapporto rischio/beneficio in pazienti con porfiria acuta intermittente. Interazioni con test diagnostici Tempo di sanguinamento (può durare 1 giorno dopo l'interruzione del trattamento). Concentrazione di glucosio nel sangue (può diminuire). Clearance della creatinina (può diminuire). Ematocrito o emoglobina (può diminuire). Livelli ematici di azoto ureico e livelli sierici di creatinina e potassio (possono aumentare). Con test di funzionalità epatica: aumento dei valori delle transaminasi. FEDOTASK contiene isomalto: i pazienti affetti da rari problemi ereditari d’intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

In generale, i FANS devono essere usati con cautela se somministrati con altri medicinali che possono aumentare il rischio di ulcere gastrointestinali, emorragie gastrointestinali o disfunzione renale. Sono state segnalate interazioni con i seguenti medicinali: • Altri FANS, compresi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2: l’uso in associazione ad altri FANS, inclusi gli inibitori della COX-2, deve essere evitato, poiché la somministrazione di FANS diversi può aumentare il rischio di ulcere gastrointestinali e sanguinamento. • Acido acetilsalicilico: la somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata, a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati. Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire competitivamente l’effetto dell’acido acetilsalicilico a bassi dosaggi sull’aggregazione piastrinica, quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Anche se vi sono incertezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati dalla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare, a lungo termine, di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettiv

7 dell’acido acetilsalicilico a bassi dosaggi. Non si ritengono probabili effetti clinicamente rilevanti in caso di impiego occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 5.1). • Antipertensivi (inclusi ACE inibitori, betabloccanti e antagonisti dell’angiotensina II): i FANS possono ridurre l’effetto degli antipertensivi come gli ACE-inibitori, i betabloccanti e gli antagonisti dell'angiotensina II. Il trattamento concomitante di FANS e ACE inibitori, beta-bloccanti o antagonisti dell'angiotensina II può essere associato al rischio di insufficienza renale acuta che normalmente è reversibile. Pertanto la somministrazione deve essere effettuata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere ben idratati e deve essere effettuato il monitoraggio della funzione renale periodicamente dopo l'inizio del trattamento concomitante. • Diuretici: i diuretici possono anche aumentare il rischio di nefrotossicità da FANS, come conseguenza di una riduzione del flusso sanguigno renale. Come con altri FANS, il trattamento concomitante con diuretici risparmiatori di potassio può essere associato ad un aumento dei livelli di potassio, per cui è necessario monitorare i livelli plasmatici di questo ione. • Glicosidi cardiaci (digossina): i FANS possono esacerbare l’insufficienza cardiaca, ridurre la velocità di filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici di glicosidi cardiaci (per es. digossina), aumentando così il rischio di tossicità da digossina. • Litio: i FANS possono aumentare i livelli plasmatici di litio, probabilmente riducendone la clearance renale. La co-somministrazione deve essere evitata a meno che non vengano monitorati i livelli di litio. Si dovrebbe prendere in considerazione la riduzione della dose di litio. • Metotrexato somministrato a dosi di 15 mg/settimana o superiori: se i FANS e il metotrexato vengono somministrati entro un intervallo di 24 ore, può verificarsi un aumento dei livelli plasmatici di metotrexato (i FANS sembrano inibire la secrezione tubulare di metotrexato e ridurre la clearance renale) con il conseguente aumento del rischio di tossicità da metotrexato. Pertanto, l'uso di ibuprofene deve essere evitato nei pazienti in trattamento con metotrexato ad alte dosi. • Metotrexato somministrato a basse dosi, inferiori a 15 mg/settimana: l’ibuprofene aumenta i livelli plasmatici di metotrexato. Quando usato in combinazione con metotrexato a basse dosi, l'emocromo del paziente deve essere attentamente monitorato, specialmente durante le prime settimane di co-somministrazione. Sarà inoltre necessario aumentare la vigilanza in caso di deterioramento della funzionalità renale, seppur minimo, e nei pazienti anziani, nonché monitorare la funzionalità renale per prevenire una possibile diminuzione della clearance del metotrexato. • Ciclosporina, tacrolimus: la somministrazione concomitante con i FANS può aumentare il rischio di nefrotossicità a causa della ridotta sintesi renale delle prostaglandine. In caso di somministrazione concomitante, la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata. • Mifepristone: a causa delle proprietà antiprostaglandiniche dei FANS, può teoricamente determinarsi una diminuzione dell’efficacia di questo medicinale. L’evidenza limitata suggerisce che la co-somministrazione di FANS nel giorno di somministrazione delle prostaglandine non influenza negativamente gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l’efficacia clinica del medicinale nell’interruzione di gravidanza. • Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). • Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, quali il warfarin (vedere paragrafo 4.4). • Agenti antipiastrinici: aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). I FANS non devono essere somministrati in combinazione con ticlopidina a causa del rischio di un effetto additivo nell'inibire la funzione piastrinica. • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): possono aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).

8 • Idantoine e sulfamidici: gli effetti tossici di queste sostanze potrebbero essere aumentati. Durante il trattamento concomitante con ibuprofene, i livelli plasmatici di fenitoina possono essere aumentati. • Pentossifillina: nei pazienti in trattamento con ibuprofene in associazione con pentossifillina, il rischio di sanguinamento può aumentare, pertanto si raccomanda di monitorare il tempo di sanguinamento. • Sulfaniluree: i FANS possono potenziare l’effetto delle sulfaniluree. Sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia in pazienti in trattamento con sulfaniluree che assumevano ibuprofene. • Trombolitici: possono aumentare il rischio di sanguinamento. • Zidovudina: può aumentare il rischio di tossicità ematologica quando i FANS vengono somministrati contemporaneamente alla zidovudina. Esistono evidenze di un maggior rischio di emartrosi ed ematomi in pazienti emofiliaci HIV positivi quando trattati contemporaneamente con zidovudina e ibuprofene. • Probenecid e sulfinpirazone: possono causare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di ibuprofene; questa interazione può essere dovuta ad un meccanismo inibitorio nel sito della secrezione tubulare renale e dalla coniugazione del glucuronide e può richiedere un aggiustamento della dose di ibuprofene. • Aminoglicosidi: i FANS possono diminuire l’escrezione degli aminoglicosidi. • Antibiotici chinolonici: dati di studi su animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di convulsioni associate agli antibiotici chinolonici. I pazienti che assumono FANS e chinoloni possono presentare un maggior rischio di manifestare convulsioni. • Inibitori del CYP2C9: la somministrazione concomitante di ibuprofene con inibitori del CYP2C9 può aumentare l’esposizione all’ibuprofene (substrato del CYP2C9). In uno studio con voriconazolo e fluconazolo (inibitori del CYP2C9), si è osservata una esposizione al S-(+)-ibuprofene aumentata di circa l’80−100%. Si deve prendere in considerazione la riduzione della dose di ibuprofene quando si somministrano contemporaneamente forti inibitori del CYP2C9, in particolar modo quando dosi elevate di ibuprofene vengono somministrate con voriconazolo o fluconazolo. • Colestiramina: la somministrazione concomitante di ibuprofene e colestiramina può ridurre l'assorbimento dell'ibuprofene dal tratto gastrointestinale, sebbene la rilevanza clinica sia sconosciuta. • Cibo: la somministrazione di ibuprofene con il cibo ritarda la velocità di assorbimento (vedere paragrafo 5.2). • Estratti vegetali: il Ginkgo biloba può aumentare il rischio di sanguinamento in associazione ai FANS.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere effetti negativi sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio-fetale. Dati ottenuti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto, malformazione cardiaca e gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache è aumentato da meno dell'1% a circa l'1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita pre e post-impianto e della mortalità embrio-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato segnalato in animali ai quali erano stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico.

Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l’utilizzo di ibuprofene potrebbe causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l’inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l'interruzione del trattamento. Inoltre, ci sono state segnalazioni di costrizione del dotto arterioso dopo il trattamento nel secondo trimestre, la maggior parte delle quali risolta dopo l'interruzione del trattamento. Pertanto, durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, ibuprofene non deve essere somministrato se non strettamente necessario. Se ibuprofene viene usato in una donna che sta pianificando una gravidanza o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, deve essere usata la dose più bassa possibile per il tempo più breve possibile. In seguito all’esposizione a ibuprofene per diversi giorni dalla 20a settimana di gestazione in poi, dovrebbe essere considerato un monitoraggio antenatale dell’oligoidramnios e della costrizione del dotto arterioso. In caso di oligoidramnios o di costrizione del dotto arterioso, il trattamento con ibuprofene deve essere interrotto. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: - tossicità cardiopolmonare (costrizione/chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale (vedere sopra); la madre e il neonato, al termine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto anti-aggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine che comportano ritardo o prolungamento del travaglio. Di conseguenza, ibuprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3 e 5.3). Allattamento L'ibuprofene e i suoi metaboliti passano a basse concentrazioni nel latte materno. Ad oggi non sono noti effetti dannosi nei bambini, quindi generalmente non è necessario interrompere l'allattamento al seno durante un breve ciclo di trattamento alla dose raccomandata per il dolore e la febbre. Sebbene le concentrazioni di ibuprofene raggiunte nel latte materno siano trascurabili e non siano previsti effetti indesiderati nel neonato, l'uso dell'ibuprofene a lungo termine durante l'allattamento non è raccomandato a causa del potenziale rischio di inibizione della sintesi delle prostaglandine nel seno. Fertilità Vi sono alcune evidenze che i medicinali che inibiscono la cicloossigenasi/la sintesi delle prostaglandine possano compromettere la fertilità femminile mediante un effetto sull’ovulazione. Tale effetto è reversibile dopo l’interruzione del trattamento. L'uso di questo medicinale non è raccomandato nelle donne che stanno cercando di concepire. Nelle donne con difficoltà a concepire o sottoposte a ricerche sulla fertilità, deve essere presa in considerazione l'interruzione di questo medicinale. Sarà utilizzato secondo criteri medici, dopo aver valutato il rapporto rischio-beneficio.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

I pazienti che manifestano capogiri, vertigini, disturbi visivi o altri disturbi del sistema nervoso centrale durante l'assunzione di ibuprofene devono astenersi dal guidare o utilizzare macchinari.

I pazienti in trattamento con ibuprofene possono avere un'alterazione del tempo di reazione, che deve essere preso in considerazione quando si svolgono attività che richiedono maggiore vigilanza, come guidare o usare macchinari. Questo vale in misura maggiore per la combinazione con l'alcol.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni più comunemente osservate sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o sanguinamento gastrointestinale, in alcuni casi fatali, specialmente nei pazienti anziani (vedere paragrafo 4.4). Sono stati riportati anche nausea, vomito, diarrea, flatulenza, stitichezza, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, esacerbazione della colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4). L’insorgenza di gastrite è stata osservata meno frequentemente. Le reazioni avverse possibilmente correlate a ibuprofene sono elencate di seguito per frequenza e per classificazione per sistemi e organi secondo la seguente classificazione: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100 - < 1/10); non comune (≥ 1/1.000 - < 1/100); raro (≥ definita sulla base dei dati disponibili). Le frequenze mostrate di seguito si riferiscono all'uso a breve termine di dosi massime giornaliere fino a 1200 mg di ibuprofene orale: Classificazione per sistemi e organi Frequenza Effetto indesiderato Infezioni ed infestazioni1 Non comune Rinite Raro Meningite asettica (vedere paragrafo 4.4). Patologie del sistema emolinfopoietico Raro Leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica. I primi sintomi sono: febbre, mal di gola, ulcere superficiali della bocca, sintomi simil-influenzali, grave spossatezza, sanguinamento ed ecchimosi con causa sconosciuta. Disturbi del sistema immunitario Non comune Ipersensibilità2 Raro Reazione anafilattica I sintomi possono essere: gonfiore del viso, della lingua e della laringe, dispnea, tachicardia, ipotensione (anafilassi, angioedema o shock grave). Disturbi psichiatrici Non comune Insonnia, ansia Raro Depressione, confusione o disorientamento Patologie del sistema nervoso Comune Vertigini, mal di testa Non comune Parestesia, sonnolenza Raro Neurite ottica Patologie dell’occhio Non comune Disturbi visivi Raro Ambliopia tossica reversibile Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune Disturbi dell’udito Raro Vertigine, tinnit

Patologie cardiache3 Molto raro Insufficienza cardiaca, infarto miocardico (vedere anche paragrafo 4.4) Non nota Sindrome di Kounis Patologie vascolari4 Molto raro Ipertensione Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune Asma, broncospasmo, dispnea Patologie gastrointestinali Comune Nausea, vomito, diarrea, costipazione, flatulenza, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, sanguinamento gastrointestinale Non comune Gastriti, ulcera duodenale, ulcera gastrica, ulcera della bocca, perforazione gastrointestinale Molto raro Pancreatite Non nota Esacerbazione della colite, morbo di Crohn Patologie epatobiliari Non comune Epatite, ittero, funzione epatica anormale Raro Danno epatico Molto raro Insufficienza epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune Acne, orticaria, prurito, porpora, (inclusa la porpora allergica), reazione di fotosensibilità Molto raro Reazioni bollose, reazioni avverse cutanee severe (SCAR) (inclusi sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme e dermatite esfoliativa). Eccezionalmente, durante la varicella possono verificarsi gravi infezioni della pelle e complicanze dei tessuti molli (vedere anche “infezioni ed infestazioni” e paragrafo 4.4). Non nota Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS), pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) Patologie renali e urinarie Non comune Nefrite interstiziale, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta, necrosi papillare (soprattutto nell'uso prolungato) associata ad un aumento dell'urea. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Affaticamento Raro Edema 1 Infezioni ed infestazioni: è stata descritta un'esacerbazione di infiammazioni correlate all'infezione (ad esempio, sviluppo di fascite necrotizzante) in coincidenza con l'uso di FANS. Se ci sono segni di infezione o se questi peggiorano durante l'uso di ibuprofene, si consiglia di consultare un medico il prima possibile. 2 Ipersensibilità: sono state osservate reazioni di ipersensibilità dopo il trattamento con FANS. Questo può consistere in (a) una reazione allergica non specifica e anafilassi, (b) reattivit

12 delle vie respiratorie come asma, asma aggravata, broncospasmo o dispnea, o (c) vari disturbi della pelle, inclusi eruzioni cutanee di vario tipo, prurito, orticaria, porpora, angioedema e, molto raramente, eritema multiforme e dermatosi (inclusa sindrome di Stevens-Johnson, necrosi epidermica tossica). 3,4 Patologie cardiache e vascolari: studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg/die) può essere associato ad un lieve aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per es. infarto miocardico o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

La maggior parte dei casi di sovradosaggio sono stati asintomatici. Nei bambini o negli adulti, non sono stati generalmente osservati segni e sintomi di tossicità a dosi inferiori a 100 mg/kg. Tuttavia, in alcuni casi potrebbe essere necessario un trattamento di supporto. Si è osservato che i bambini manifestano segni e sintomi di tossicità dopo l’ingestione di ibuprofene a dosi pari o superiori a 400 mg/kg. Sintomi La maggior parte dei pazienti che hanno ingerito quantitativi significativi di ibuprofene ha manifestato i sintomi entro 4-6 ore. I sintomi di sovradosaggio più comunemente segnalati comprendono nausea, vomito, dolore addominale, letargia e sonnolenza. Gli effetti sul sistema nervoso centrale (SNC) includono cefalea, tinnito, vertigini, convulsioni, perdita di coscienza e atassia. Raramente sono stati segnalati anche nistagmo, acidosi metabolica, ipotermia, funzionalità renale compromessa, sanguinamento gastrointestinale, coma, apnea, depressione del SNC e dell’apparato respiratorio. Sono stati riportati casi di tossicità cardiovascolare comprendente ipotensione, bradicardia e tachicardia. Nei casi di sovradosaggio grave possono verificarsi insufficienza renale e danno epatico. L'uso prolungato di dosi superiori a quelle raccomandate o il sovradosaggio possono provocare acidosi tubulare renale e ipokaliemia. Misure terapeutiche in caso di sovradosaggio Il trattamento è sintomatico e non è disponibile alcun antidoto specifico. Per quantità che con poca probabilità producono sintomi (meno di 50 mg/kg di ibuprofene), può essere somministrata acqua per ridurre al minimo i disturbi gastrointestinali. In caso di ingestione di grandi quantità, deve essere somministrato carbone attivo. Il beneficio di misure come la diuresi forzata, l'emodialisi o l'emoperfusione è dubbio, poiché l'ibuprofene è fortemente legato alle proteine plasmatiche. Per informazioni più aggiornate, contattare il centro antiveleni. 5 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: farmaci antinfiammatori ed antireumatici, non steroidei, derivati dell’acido propionico: codice ATC: M01AE01. L’ibuprofene è un composto non steroideo derivato dall'acido propionico con marcate proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche. Il suo meccanismo d'azione può essere dovuto all'inibizione della sintesi delle prostaglandine. Le prostaglandine svolgono un ruolo essenziale nello sviluppo di febbre, dolore e infiammazione. Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire in modo competitivo l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio sull’aggregazione piastrinica, quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Alcuni studi di farmacodinamica mostrano che, quando singole dosi di ibuprofene 400 mg vengono assunte entro 8 ore prima o entro 30 minuti dopo l’assunzione di acido acetilsalicilico a rilascio immediato (81 mg), si osserva una diminuzione dell’effetto dell’acido acetilsalicilico sulla formazione del trombossano e sull’aggregazione piastrinica. Anche se vi sono incertezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare, a lungo termine, di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettivo dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

L'ibuprofene è un farmaco che ha una farmacocinetica lineare. Assorbimento L'ibuprofene orale viene assorbito rapidamente e per circa l'80% dal tratto gastrointestinale. Le concentrazioni plasmatiche di picco vengono raggiunte 1-2 ore dopo la somministrazione. La somministrazione di ibuprofene con il cibo ritarda il Tmax (da ± 2 h a digiuno a ± 3 h dopo il cibo), sebbene ciò non abbia effetto sull'entità dell'assorbimento. Distribuzione Il volume di distribuzione apparente dell'ibuprofene dopo somministrazione orale è compreso tra 0,1 e 0,2 l/kg, con un forte legame alle proteine plasmatiche di circa il 99%. Biotrasformazione L'ibuprofene è ampiamente metabolizzato nel fegato per idrossilazione e carbossilazione del gruppo isobutile e i suoi metaboliti mancano di attività farmacologica. Eliminazione L'eliminazione dell'ibuprofene avviene principalmente a livello renale e si considera completa dopo 24 ore. Circa il 10% viene eliminato immodificato e il 90% viene eliminato come metaboliti inattivi, principalmente come glucuronidi.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

L'ibuprofene non è risultato teratogeno in diverse specie animali. Inoltre, sia gli studi di mutagenesi che quelli di carcinogenesi sono risultati negativi. In alcuni studi sulla riproduzione negli animali è stato osservato un aumento della distocia e ritardi nel parto, correlati all'azione inibitoria della sintesi delle prostaglandine dei FANS.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Isomalto 720

Acido citrico anidro Acesulfame potassico (E 950) Glicerolo distearato (Tipo I) Aroma limone

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

48 mesi

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Bustina in carta-PE/Al-PE Confezioni: 12 o 24 bustine Bustina in PET/Al/PE Confezioni: 12 o 24 bustine

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione alla immissione in commercio

S.F. Group Srl – via Tiburtina, 1143 – 00156 Roma

8. Numero(i) dell'autorizzazione alla immissione in commercio

046903011 – "200 mg polvere orale in bustina" 12 bustine in PET/AL/PE 046903023 – "200 mg polvere orale in bustina" 24 bustine in PET/AL/PE 046903035 – “400 mg polvere orale in bustina" 12 bustine in PET/AL/PE 046903047 – "400 mg polvere orale in bustina" 24 bustine in PET/AL/PE 046903050 – "200 mg polvere orale in bustina" 12 bustine in CARTA-PE/AL-PE 046903062 – "200 mg polvere orale in bustina" 24 bustine in CARTA-PE/AL-PE 046903074 – “400 mg polvere orale in bustina" 12 bustine in CARTA-PE/AL-PE 046903086 – "400 mg polvere orale in bustina" 24 bustine in CARTA-PE/AL-PE

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 11/05/2022

10. Data di revisione del testo

Novembre 2024

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.