GLIBORAL

GLIBORAL viene utilizzato nei soggetti adulti per la cura del diabete, disordine cronico del metabolismo caratterizzato da elevati livelli di glucosio nel sangue dovuti ad un’insufficiente produzione di insulina da parte del corpo e/o ad alterazioni nell’azione dell’insulina, in particolare per il trattamento del diabete mellito non giovanile sintomatico, non acidosico (senza la presenza di corpi chetonici nel sangue che provoca una caduta del pH fino a valori molto acidi), in soggetti stenico-adiposi.

Usato per: diabete

Principio attivo: GLIBENCLAMIDE · ATC A10BB01 · LABORATORI GUIDOTTI S.P.A.

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Principio attivo: GLIBENCLAMIDE
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: LABORATORI GUIDOTTI S.P.A.
Codice ATC: A10BB01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· GLIBEN - ABIOGEN PHARMA S.P.A.
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A cosa serve questo medicinale?

GLIBORAL contiene il principio attivo glibenclamide, appartenente alla classe delle sulfaniluree, sostanze in grado di abbassare la concentrazione degli zuccheri nel sangue stimolando la liberazione dell’insulina dal pancreas.

GLIBORAL viene utilizzato nei soggetti adulti per la cura del diabete, disordine cronico del metabolismo caratterizzato da elevati livelli di glucosio nel sangue dovuti ad un’insufficiente produzione di insulina da parte del corpo e/o ad alterazioni nell’azione dell’insulina, in particolare

per il trattamento del diabete mellito non giovanile sintomatico, non acidosico (senza la presenza di corpi chetonici nel sangue che provoca una caduta del pH fino a valori molto acidi), in soggetti stenico-adiposi.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda GLIBORAL - se è allergico alla glibenclamide, alle sulfaniluree in genere o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

- se è affetto da diabete insulino-dipendente (particolare forma della malattia in cui il pancreas non è più in grado di produrre l’insulina, sostanza che regola i livelli di glucosio nel sangue e che, pertanto, deve essere somministrata dall’esterno) e ha manifestato l’accumulo di sostanze chiamate corpi chetonici nel sangue (chetoacidosi diabetica)se è in

stato di chetoacidosi diabetica, coma o precoma diabetico (alterazioni dello stato di
coscienza che sono complicazioni del diabete mellito che possono metterla in pericolo di
vita)
- se soffre di gravi problemi ai reni
- se soffre di gravi problemi al fegato
- in caso di insufficienza surrenale (grave riduzione della funzione dei surreni)

- se è in stato di gravidanza o sta allattando al seno (vedere “Gravidanza e allattamento”)
- se soffre di insufficiente produzione di corticosteroidi naturali da parte delle ghiandole
surrenali, ghiandole poste sopra i reni (insufficienza surrenalica) 

- se è in trattamento con bosentan, un medicinale per trattare la pressione alta del sangue a livello polmonare (vedere “Altri medicinali e Gliborall”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere GLIBORAL. Può assumere farmaci ipoglicemizzanti orali del gruppo delle sulfaniluree (qua li GLIBORAL) solo se

ha diabete mellito sintomatico e non chetogenico che non possa essere controllato con la dieta e se la somministrazione di insulina per lei non è indicata.

Per raggiungere l’obiettivo della terapia con GLIBORAL – ovvero un controllo ottimale dei livelli di

zuccheri nel sangue (glicemia) – oltre all’assunzione regolare di GLIBORAL sono altrettanto importanti fattori quali una dieta corretta, esercizio fisico sufficiente e regolare e, se necessario, anche una riduzione di peso corporeo. All’inizio della terapia il medico la informerà circa gli effetti ed i rischi di GLIBORAL e dell’importanza di adottare misure dietetiche adeguate, dell’esercizio fisico e di una collaborazione adeguata durante il trattamento con GLIBORAL.

Esami medici del Durante la terapia con GLIBORAL il medico le prescriverà alcuni esami, tra cui valuterà regolarmente la quantità di zuccheri nel sangue e nelle urine e periodicamente controllerà l’emoglobina glicata, un esame che permette di controllare lo stato del suo diabete. In questo modo il medico potrà valutare come procede la terapia. Livello troppo basso di zuccheri nel sangue (ipoglicemia) Durante la terapia con GLIBORAL può manifestare ipoglicemia (vedere paragrafo “Possibili effetti indesiderati”). I sintomi dell’ipoglicemia possono manifestarsi soprattutto:

· se non vengono seguite con molta attenzione le indicazioni che le ha fornito il suo medico;
questo aspetto è particolarmente importante se lei è anziano
· se ha un’alimentazione insufficiente o consuma i pasti in modo irregolare o salta i pasti
· se l’attività fisica che compie è inadeguata rispetto alla quantità di zuccheri che assume, o

viceversa
· se ha cambiato le sue abitudini alimentari o lo stile di vita
· se ha problemi ai reni e/o gravi problemi al fegato
· se ha preso una dose eccessiva di GLIBORAL (vedere paragrafo “Se prende più GLIBORAL di
quanto deve”)
· se soffre di malattie che influenzano il metabolismo degli zuccheri o l’ipoglicemia, come ad

esempio:
- alcuni disturbi della tiroide, una ghiandola che si trova alla base del collo
- insufficiente produzione di corticosteroidi naturali da parte delle ghiandole surrenali,
ghiandole poste sopra i reni (insufficienza corticosurrenale) o da parte dell’ipofisi, una
piccola ghiandola posta alla base del cervello (insufficienza ipofisaria)

· se sta prendendo contemporaneamente a GLIBORAL alcuni farmaci (vedere paragrafo “Altri
medicinali e GLIBORAL”)
· se la terapia con GLIBORAL non è adatta per lei.

Se uno dei casi sopra indicati la riguarda oppure se durante la terapia con GLIBORAL dovesse manifestare ipoglicemia o altre malattie, informi immediatamente il medico che provvederà ad eseguire gli opportuni esami. Se necessario il medico modificherà la dose di GLIBORAL o l’intera terapia. In caso presenti sintomi di ipoglicemia (ad esempio diminuzione della concentrazione, della vigilanza e delle reazioni, tremori, sudorazione. Vedere paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”):

1. per prima cosa assuma zuccheri ad esempio uno o più cubetti/bustine di zucchero o tè zuccherato o succhi di frutta zuccherati. Per questo motivo è importante che porti sempre con sè un minimo di 20 grammi di zucchero (circa 4 cubetti/bustine di zucchero). Non prenda dolcificanti

artificiali (ad esempio acesulfame, aspartame, saccarina) perché non sono efficaci per controllare un’ipoglicemia. 2. INFORMI IMMEDIATAMENTE il MEDICO in quanto l’ipoglicemia, anche se al momento scompare per l’assunzione di zucchero, può ripetersi e può essere necessario rimanere sotto osservazione medica. Infatti, in caso di ipoglicemia grave o di un episodio lungo di ipoglicemia può essere necessario un controllo e un trattamento medico immediato ed in alcuni casi il ricovero in

ospedale.
3. Si metta a riposo.
4. In caso venisse assistito da un medico che non sia quello abituale (ad es. in occasione di un
ricovero ospedaliero, dopo un incidente, per una malattia durante le vacanze), informi il medico
della sua condizione diabetica e della terapia attuata in precedenza e in corso.

5. In caso di traumi, interventi chirurgici, malattie infettive e febbrili, il medico può temporaneamente prescriverle una terapia con insulina.

L’assunzione di Gliboral può esporla ad un maggior rischio di malattie mortali del cuore e dei vasi del sangue (mortalità cardiovascolare), specialmente se soffre anche di disturbi alle arterie del

metformina o gliclazide. del cuore (malattie coronariche), in confronto al trattamento con altri medicinali per diabete come

Nei pazienti in trattamento con sulfaniluree (come GLIBORAL) bisogna tenere presente la possibile insorgenza di alcuni segni o sintomi quali: arrossamento della pelle, aumento della frequenza del battito cardiaco, respiro affannoso, nausea, vomito, mal di testa, disturbi della vista, confusione mentale, collasso circolatorio (noti come reazione antabuse) se prese insieme a bevande contenenti alcol.

Inoltre informi il medico:

· se ha un aumento della frequenza ad urinare, sete intensa, secchezza della bocca e della pelle, in
quanto può avere un alto livello di zuccheri nel sangue (iperglicemia)
· se è allergico a derivati sulfamidici (antibiotici, medicinali utilizzati per trattare le infezioni), in
quanto può manifestare reazioni allergiche anche alla glibenclamide

· se soffre di una malattia dovuta alla mancanza di un enzima chiamato glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD). In questo caso il medico valuterà una terapia alternativa.

Bambini e adolescenti In questi pazienti la sicurezza e l’efficacia di questo medicinale non è stata ancora stabilita: per cui

questo medicinale non è indicato per bambini e adolescenti. Altri medicinali e GLIBORAL Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Se inizia o sospende una qualsiasi terapia con un medicinale durante il trattamento con GLIBORAL, informi il medico perché può causare un’alterazione del controllo degli zuccheri nel sangue con conseguenti effetti indesiderati.

Medicinali da non prendere con GLIBORAL  bosentan, un medicinale per trattare la pressione alta del sangue a livello polmonare (vedere paragrafo “Non prenda GLIBORAL”), in quanto può avere un aumento di alcune sostanze prodotte dal fegato (enzimi epatici e Sali biliari) che possono causare effetti indesiderati.

Medicinali da prendere solo dopo aver consultato il medico  I seguenti farmaci che possono aumentare l’azione di GLIBORAL e quindi causare un livello

troppo basso di zuccheri nel sangue (ipoglicemia): - insulina ed altri medicinali per il trattamento del diabete (antidiabetici orali). In particolare se dovesse passare dal trattamento con GLIBORAL ad un trattamento con un altro antidiabetico orale (come carbutamide, clorpropamide, ecc.), il medico dovrà valutare quanto tempo è necessario lasciare trascorrere tra i due trattamenti

- ACE-inibitori, medicinali per trattare malattie del cuore o la pressione alta del sangue
- steroidi anabolizzanti, medicinali per aumentare la massa muscolare
- ormoni sessuali maschili (per esempio testosterone e derivati), medicinali per trattare
malattie dovute alla mancata produzione di ormoni

- antibiotici (cloramfenicolo, chinolonici, sulfamidici, claritromicina, tetracicline), medicinali
utilizzati per trattare le infezioni
- ciclofosfamide, ifosfamide e trofosfamide, medicinali per trattare i tumori
- disopiramide, medicinale per trattare i disturbi del ritmo cardiaco
- fenfluramina, usato in passato per curare l’obesità
- feniramidolo, medicinale usato in passato per trattare il dolore
- fibrati, medicinali per ridurre i livelli di grassi nel sangue
- fluoxetina e inibitori delle MAO, medicinali per trattare la depressione
- miconazolo, antibiotico per trattare le infezioni da funghi
- acido para-aminosalicilico, un antibatterico, medicinale utilizzato per trattare le infezioni
- pentossifillina (se somministrato attraverso iniezioni e ad alte dosi), medicinale per
migliorare il flusso del sangue
- fenilbutazone, azapropazone, ossifenbutazone, medicinali per trattare l’infiammazione e
il dolore

- probenecid, medicinale per trattare la gotta, una malattia che provoca infiammazione e
dolore delle articolazioni
- salicilati, medicinali per trattare le infiammazioni
- sulfinpirazone, medicinale per la prevenzione dopo un infarto

- farmaci quali beta-bloccanti (usati per il trattamento della pressione del sangue alta) e
guanetidina (usato in passato per trattare l’alta pressione del sangue)
- tritoqualina, medicinale utilizzato in passato per le allergie.

 I seguenti farmaci che possono diminuire l’azione di GLIBORAL quindi causare un aumento

degli zuccheri nel sangue:
- acetazolamide, medicinale utilizzato per ridurre la pressione del sangue
- barbiturici e fenitoina, medicinali utilizzati per trattare l’epilessia
- corticosteroidi (antiinfiammatori)

- diazossido, medicinale utilizzato per correggere l’ipoglicemia
- diuretici, medicinali per trattare la pressione alta del sangue
- adrenalina e altri farmaci simili (simpaticomimetici), usati generalmente per trattare
gravi reazioni allergiche, arresto cardiaco e la pressione bassa del sangue

- glucagone, medicinale per aumentare i livelli di zuccheri nel sangue
- lassativi (dopo uso prolungato)
- acido nicotinico (ad alte dosi), usato in passato per abbassare il colesterolo
- estrogeni e progestinici, pillola
- fenotiazine, medicinali per trattare disturbi mentali come la schizofrenia

- ormoni tiroidei, per trattare i disturbi della tiroide, una ghiandola che si trova alla base
del collo
- rifampicina, un antibiotico.

 I seguenti farmaci possono aumentare o diminuire l’azione di GLIBORAL:
-antagonisti dei recettori H2, medicinali per trattare la gastrite e l’ulcera
-clonidina, medicinale usato per ridurre la pressione del sangue
-reserpina, medicinale usato in passato per ridurre la pressione del sangue e in alcune
malattie mentali.

 Glibenclamide può: -aumentare o ridurre l’effetto dei derivati cumarinici, medicinali per rendere il sangue più fluido; pertanto è necessario consultare il medico prima dell’assunzione di questi

medicinali -aumentare la tossicità della ciclosporina, utilizzato per esempio dopo un trapianto di organo, pertanto il medico la terrà sotto controllo e aggiusterà la dose di ciclosporina  colesevelam, medicinale usato per abbassare il colesterolo nel sangue, riduce l’assorbimento di glibenclamide, pertanto prenda glibenclamide almeno 4 ore prima di colesevelam.

GLIBORAL con alcool L’azione ipoglicemizzante della glibenclamide può essere aumentata dall’ingestione contemporanea di alcool. Dopo ingestione di bevande alcoliche, è opportuno tener presente la possibilità di reazioni come sensazione di malessere generalizzato, difficoltà respiratoria, palpitazioni, mal di testa, naus ea, vomito (vedere “Avvertenze e precauzioni” e paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”).

Gravidanza e allattamento Non prenda GLIBORAL se è in stato di gravidanza o se sta allattando al seno (vedere paragrafo 2 “Non prenda GLIBORAL”). In caso di gravidanza e allattamento al seno, il diabete non va trattato con glibenclamide, pertanto

il medico le prescriverà la terapia alternativa adeguata in modo da ridurre i rischi di malformazione del feto. Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Durante il trattamento con GLIBORAL può manifestare un livello troppo basso di zuccheri nel sangue (ipoglicemia) o un livello troppo alto di zuccheri nel sangue (iperglicemia) che possono causare diminuzioni della vigilanza e delle reazioni. Ciò può influire sulla capacità di guidare veicoli

o di usare macchinari.

GLIBORAL contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri (come ad esempio: deficit di lattasi, galattosemia o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio), lo contatti prima di assumere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Si attenga sempre rigorosamente alle prescrizioni mediche circa la posologia, le modalità di assunzione e la dieta da seguire durante il trattamento con il medicinale. Il trattamento con GLIBORAL deve essere costantemente seguito dal medico.

La dose raccomandata, le modalità e la durata del trattamento devono essere stabilite dal medico appositamente per lei sulla base degli esami metabolici effettuati.

Solitamente la posologia iniziale è di mezza compressa (2,5 mg) al giorno. Solo dopo il controllo del medico si può aumentare gradualmente la dose giornaliera di mezza compressa per volta. Dosi giornaliere superiori a 3 compresse non determinano, in genere, un aumento dell’effetto.

Modalità di assunzione

Assuma le compresse senza masticarle, con un po’ d’acqua.

Se deve cambiare la sua terapia con antidiabetici orali e passare a GLIBORAL, deve comunicare al medico il dosaggio dei farmaci antidiabetici assunti precedentemente; il medico ne terrà conto, considerando anche la sua situazione metabolica generale.

Se prende più GLIBORAL di quanto deve

Sintomi Se ha preso più GLIBORAL del dovuto si può verificare una grave riduzione dei livelli di zuccheri nel

sangue (ipoglicemia), protratta e che può metterla in pericolo di vita. In particolare, nei casi più gravi può manifestare sintomi quali perdita della coscienza o altri disturbi del cervello. Questi sintomi costituiscono un’emergenza medica e richiedono terapia immediata e ricovero in ospedale.

Trattamento Se ha preso più GLIBORAL del dovuto assuma dello zucchero (ad esempio uno o più cubetti/bustine di zucchero o tè o succhi di frutta zuccherati) ed avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. Il medico adotterà la terapia idonea di supporto e la terrà sotto stretto controllo. Può essere

necessario il ricovero in ospedale.

Se dimentica di prendere GLIBORAL Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose raccomandata.

Non interrompa il trattamento con GLIBORAL senza aver prima consultato il medico. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Se durante il trattamento con GLIBORAL manifesta i seguenti effetti indesiderati/sintomi informi

immediatamente il medico: · livello troppo basso di zuccheri nel sangue (ipoglicemia), a volte prolungata, che può metterla anche in pericolo di vita specialmente se è anziano. I sintomi di un’ipoglicemia

scompaiono quasi sempre con la sua correzione e comprendono:
- mal di testa
- fame incontenibile
- nausea
- vomito
- affaticamento

- sonno disturbato
- agitazione
- aggressività

- diminuzione della concentrazione, della vigilanza e delle reazioni
- depressione
- confusione
- disturbi del linguaggio (afasia)
- disturbi visivi

- tremori
- paralisi
- disturbi della sensibilità
- vertigini

- sensazione di impotenza
- perdita dell’autocontrollo
- delirio
- convulsioni
- sonnolenza
- perdita di coscienza fino al coma
- respiro superficiale del
- riduzione della frequenza cardiaca, cioè il numero di battiti del cuore al minuto
(bradicardia)
- sudorazione
- cute umida
- ansia
- aumento (o sensazione di aumento) della frequenza o irregolarità dei battiti del cuore
(palpitazioni, tachicardia e aritmia cardiaca)

- alta pressione del sangue (ipertensione)
- dolori al petto (angina pectoris)
- arrossamenti della pelle accompagnati da prurito (orticaria). Questa reazione si può
trasformare in reazioni gravi, fino a metterla in pericolo di vita, provocando difficoltà

respiratoria (dispnea) e calo della pressione che a volte si aggrava in shock (perdita di coscienza).

Inoltre, durante il trattamento con GLIBORAL sono stati riscontrati i seguenti effetti indesiderati:

Patologie dell’occhio · disturbi temporanei della vista causati dalla variazione dei livelli di zuccheri nel sangue (glicemia) possono presentarsi all’inizio del trattamento.

Patologie gastrointestinali
· disturbi dello stomaco e dell’intestino quali:
-nausea
-vomito

-sensazione di oppressione o riempimento nella parte superiore della pancia
-mal di pancia
-diarrea.
Questi sintomi spesso scompaiono durante il trattamento ed in genere non richiedono la
sospensione del trattamento con GLIBORAL.

Patologie che riguardano il fegato ·aumento di alcune sostanze prodotte dal fegato (enzimi epatici), che possono indicare la

presenza di un danno al fegato
·disturbi del fegato come:
- colestasi (disturbo del fegato che provoca generalmente disturbi digestivi, dolori di
stomaco, nausea, vomito)
- ittero (colorazione giallastra della pelle e del bianco degli occhi)

- infiammazione del fegato (epatite). Questi effetti possono scomparire dopo la sospensione di GLIBORAL, anche se possono portare ad una riduzione dell’attività del fegato (insufficienza epatica) che può metterla in pericolo di vita.

Patologie che riguardano il sangue
· alterazioni del sangue che possono mettere a repentaglio la vita e comprendono:
- riduzione del numero di piastrine nel sangue (trombocitopenia), da lieve a grave che si
presenta ad esempio con porpora (macchie rosse della pelle per l'accumulo anomalo di
sangue)
- malattia dovuta alla distruzione dei globuli rossi (anemia emolitica)
- riduzione dei globuli rossi nel sangue (eritrocitopenia) del
- riduzione dei globuli bianchi nel sangue (leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi)
- riduzione del numero di tutti i tipi di cellule presenti nel sangue (pancitopenia), dovuta
ad esempio a mielosoppressione (riduzione/blocco dell’attività del midollo osseo,
l’organo che produce le cellule del sangue).

Generalmente queste reazioni scompaiono con la sospensione di GLIBORAL.

Patologie che riguardano diverse parti del corpo
· reazioni allergiche, ad esempio:
- prurito
- irritazione della pelle

- infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite allergica) che, in alcuni casi, può metterla in
pericolo di vita
· riduzione dei livelli di sodio nel sangue.

Patologie che riguardano la pelle

· cambiamento del colore e dell'aspetto della pelle associato a un'irritazione o un rigonfiamento
della pelle (rash) e arrossamento della pelle (eritema),
· alterazioni della pelle caratterizzate da: un arrossamento di tipo infiammatorio della pelle, esteso
o generalizzato e persistente, aggiunto ad una desquamazione secca dell’epidermide (dermatite

esfoliativa) e da: lesioni della pelle "a forma di fiocco" ed erosioni delle mucose (soprattutto a livello della bocca) con papule e/o bolle, accompagnate da febbre, dolori articolari e muscolari (eritema multiforme), · un gonfiore dovuto al ristagno di liquidi nei tessuti (edema) grave della pelle o delle membrane

mucose (angioedema),
· comparsa di bolle sulla pelle (reazioni bollose) e di macchie e papule (eruzioni maculopapulose).
· ipersensibilità della pelle alla luce

Esami diagnostici

· aumento del peso corporeo

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente

tramite il sistema di segnalazione nazionale all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese e al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato. Questo medicinale non richiede particolari precauzioni per la conservazione. del Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene GLIBORAL Ogni compressa contiene:

Principio attivo: Glibenclamide 5 mg. Altri componenti: Lattosio, amido, silice precipitata, talco, magnesio stearato.

Descrizione dell’aspetto di GLIBORAL e contenuto della confezione Compresse bianche, tonde e piatte, con barra di frattura su un lato. Confezione da 30 compresse contenute in blister rigido ed in astuccio di cartone.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Laboratori Guidotti S.p.A. - Via Livornese, 897 – PISA – La Vettola.

Produttore A. Menarini Manufacturing Logistics and Services srl – Località Campo di Pile, L’Aquila. Menarini – Von Heyden GmbH - Leipziger Strasse, 7 – 13 - Dresda – Germania.

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su GLIBORAL

Come si usa GLIBORAL?

GLIBORAL si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

GLIBORAL è disponibile senza ricetta?

No, GLIBORAL è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di GLIBORAL?

Il principio attivo di GLIBORAL è GLIBENCLAMIDE.

Quali sono gli equivalenti di GLIBORAL?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: GLIBEN. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce GLIBORAL?

GLIBORAL è prodotto da LABORATORI GUIDOTTI S.P.A..

Da quando GLIBORAL è autorizzato in Italia?

GLIBORAL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1980-12-31.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

GLIBORAL 5 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 5 mg di Glibenclamide Eccipiente con effetto noto: lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche GLIBORAL è indicato per il trattamento del diabete mellito tipo II non insulinodipendente, quando la dieta, l’esercizio fisico ed il calo ponderale non siano da soli sufficienti a controllare la glicemia. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Posologia La posologia di Gliboral va stabilita in base alla situazione metabolica del paziente: in genere si inizia il trattamento con mezza compressa (2,5 mg) per volta. Dosi giornaliere superiori a 3 compresse non determinano, in genere, un aumento dell'effetto.Nel corso del trattamento la richiesta di glibenclamide può diminuire, dato che il miglioramento nel controllo è associato ad una aumentata sensibilità all’insulina. Per evitare la comparsa di ipoglicemia si devono pertanto valutare una tempestiva riduzione della posologia o una sospensione della terapia. Quando si sostituisce il Gliboral ad altri antidiabetici orali ad uguale tipo d'azione è importante conoscere la dose precedentemente impiegata e la situazione metabolica del paziente. Modo di somministrazione Le compresse si possono ingerire, senza masticarle, con un po' d'acqua. Dosi giornaliere fino a 2 compresse possono essere assunte, in genere, con unica somministrazione durante il pranzo. La quantità eccedente tale dose va presa durante il pasto della sera.

Bambini La sicurezza e l’efficacia di questo medicinale nei bambini non è stata ancora stabilita. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 Diabete insulino-dipendente, tipo I Pazienti affetti da chetoacidosi diabetica Coma e precoma diabetico Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6) Grave compromissione renale Grave compromissione epatica Insufficienza surrenalica Uso concomitante di bosentan (vedere paragrafo 4.5) 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego L'uso degli ipoglicemizzanti orali del gruppo delle sulfaniluree deve essere limitato ai pazienti con diabete mellito sintomatico in età adulta e non chetogenico che non possa essere controllato con la dieta, e nei quali la somministrazione di insulina non è indicata. All’inizio della terapia il paziente deve essere informato circa gli effetti ed i rischi di Gliboral e della sua interazione con misure dietetiche ed esercizio fisico; si deve inoltre enfatizzare l’importanza di una collaborazione adeguata. Monitoraggio della glicemia Durante la terapia con Gliboral si devono controllare regolarmente i livelli di glucosio nel sangue e nelle urine. Inoltre è raccomandato di effettuare valutazioni periodiche della concentrazione dell’emoglobina glicata. Il monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue e nelle urine serve anche per l’identificazione di un insuccesso terapeutico – primario o secondario. Il monitoraggio di altri parametri può essere preso in considerazione in accordo con le linee guida correnti. In concomitanza di traumi, interventi chirurgici, malattie infettive e febbrili, può rendersi necessario instaurare temporaneamente la terapia insulinica per mantenere un adeguato controllo metabolico. Ipoglicemia L’ipoglicemia può verificarsi durante il trattamento con sulfonamidi ipoglicemizzanti e in qualche caso può essere grave e prolungata. I fattori che favoriscono un’ipoglicemia sono: · la mancanza di volontà oppure, più frequentemente nei pazienti anziani, l’incapacità del paziente di collaborare; · alimentazione carente, assunzione dei pasti ad intervalli irregolari o pasti saltati; · squilibrio tra sforzo fisico ed ingestione di carboidrati; · alterazioni nella dieta;

· compromessa funzionalità renale; · grave disfunzione epatica; · sovradosaggio (di Gliboral); · malattie endocrine non compensate che influiscono sul metabolismo dei carboidrati o sulla controregolazione dell’ipoglicemia (come ad es. in alcuni disturbi della funzione tiroidea ed insufficienza ipofisaria o corticosurrenalica); · somministrazione concomitante di alcuni farmaci (vedere paragrafo 4.5). Il paziente deve essere adeguatamente istruito a informare il medico di tali fattori e di episodi ipoglicemici poiché questi indicano l’esigenza di un monitoraggio particolarmente attento. Se necessario il dosaggio di Gliboral o l’intera terapia devono essere modificati. Ciò è vero anche nei casi di patologie che si verificano durante la terapia o di cambiamenti nello stile di vita del paziente. I sintomi dell’ipoglicemia che rappresentano la controregolazione adrenergica (vedere paragrafo 4.8) possono essere più lievi o assenti quando l’ipoglicemia si sviluppa lentamente, quando vi è neuropatia del sistema autonomico o quando il paziente è in terapia con beta-bloccanti, clonidina, reserpina, guanetidina o altri farmaci simpaticolitici. In caso di manifestazioni ipoglicemiche (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati) somministrare carboidrati (glucosio o zucchero ad es. come cubetti di zucchero, tè o succhi di frutta zuccherati); nei casi più gravi, che raramente possono arrivare fino alla perdita della coscienza, è necessario effettuare una infusione lenta i.v. di soluzione glucosata. Per questo motivo il paziente deve sempre portare con sè un minimo di 20 grammi di glucosio. I pazienti possono avere necessità di aiuto da parte di altre persone per evitare complicanze. Gli edulcoranti artificiali non sono efficaci per controllare un’ipoglicemia. L’ipoglicemia può ripetersi nonostante il successo delle contromisure iniziali. Perciò i pazienti devono rimanere sotto osservazione. L’ipoglicemia grave, o un episodio protratto di ipoglicemia che si riesce a controllare solo temporaneamente con le normali quantità di zucchero, richiede un trattamento immediato, un monitoraggio da parte di un medico ed in alcuni casi il ricovero in ospedale. Se i pazienti vengono trattati da un medico che non sia quello abituale (ad es. in occasione di un ricovero ospedaliero, dopo un incidente, per una malattia durante le vacanze), i pazienti devono informare il medico della loro condizione diabetica e della terapia attuata in precedenza. Allergia a sulfamidici Le persone allergiche ad altri derivati sulfamidici possono manifestare reazioni allergiche anche alla glibenclamide. Reazioni disulfiram-simili In pazienti in trattamento con sulfaniluree bisogna tener presente la possibilità di reazioni disulfiram-simili dopo ingestione con bevande alcooliche. Pazienti con deficit enzimatico di G6P

Nei pazienti affetti da un deficit enzimatico di glucosio-6fosfato deidrogenasi (G6PD) sono stati segnalati casi di anemia emolitica acuta con glibenclamide, che pertanto non deve essere prescritta per questi pazienti. Si raccomanda l’uso di un trattamento alternativo, ove disponibile. In assenza di alternative, la scelta del trattamento per ciascun paziente deve tenere conto del pericolo di emolisi e del potenziale beneficio previsto con il trattamento. Se è necessario prescrivere questo medicinale, occorre effettuare uno screening per monitorare l’insorgenza di emolisi. Rischio di mortalità cardiovascolare La somministrazione di glibenclamide, in confronto al trattamento con metformina o gliclazide, è stata associata ad un aumentato rischio di mortalità cardiovascolare secondo quanto emerso dai risultati di studi epidemiologici. E' stato osservato un aumento del rischio di mortalità cardiovascolare specialmente in pazienti affetti da patologie coronariche. Lattosio Il medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosiogalattosio, non devono assumere questo medicinale. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione Associazioni sconsigliate Bosentan: Nei pazienti in terapia concomitante con bosentan e glibenclamide è stato osservato un aumento dell’incidenza di valori elevati degli enzimi epatici. Sia glibenclamide che bosentan inibiscono la pompa di trasporto dei sali biliari determinando accumulo intracellulare di sali biliari citotossici. Pertanto tale associazione non deve essere utilizzata (vedere paragrafo 4.3). Da considerare Induttori o inibitori del CYP 2C9: Glibenclamide è metabolizzata principalmente dal CYP 2C9 e in misura minore dal CYP 3A4 e dal CYP 2C19. Da tenere in considerazione in caso di co-somministrazione di glibenclamide con induttori o inibitori del CYP 2C9. Effetti di altri medicinali sulla farmacocinetica di Gliboral I pazienti che iniziano o sospendono una terapia mentre sono in trattamento con Gliboral possono avere delle alterazioni nel controllo della glicemia. Un potenziamento dell’effetto ipoglicemizzante, e perciò in alcuni casi ipoglicemia, si può verificare durante la terapia con altri farmaci quali: insulina ed altri antidiabetici orali, ACE-inibitori, steroidi anabolizzanti ed ormoni sessuali maschili, cloramfenicolo, derivati cumarinici, ciclofosfamide, disopiramide, fenfluramina, feniramidolo, fibrati, fluoxetina, ifosfamide, inibitori delle MAO, miconazolo, acido para-aminosalicilico, pentossifillina (per via parenterale ad alte dosi), fenilbutazone, azapropazone, ossifenbutazone, probenecid, chinolonici, salicilati,

sulfinpirazone, sulfamidici, farmaci simpaticolitici quali beta-bloccanti e guanetidina, claritromicina, tetracicline, tritoqualina, trofosfamide. Una riduzione dell’effetto ipoglicemizzante, e perciò aumento della glicemia, si può verificare durante la somministrazione di altri farmaci quali: acetazolamide, barbiturici, corticosteroidi, diazossido, diuretici, adrenalina e altri farmaci simpaticomimetici, glucagone, lassativi (dopo uso prolungato), acido nicotinico (ad alte dosi), estrogeni e progestinici, fenotiazine, fenitoina, ormoni tiroidei, rifampicina. Gli H2-antagonisti, clonidina e reserpina possono portare ad un potenziamento o ad una riduzione dell’effetto ipoglicemizzante. I segni della controregolazione adrenergica all’ipoglicemia possono essere ridotti o assenti durante la terapia con farmaci simpaticolitici quali beta-bloccanti, clonidina, guanetidina e reserpina. In casi molto rari può verificarsi un’intolleranza all’alcol. Tanto l’assunzione acuta quanto quella cronica di alcol o la sua ingestione eccessiva da parte di persone che bevono occasionalmente possono attenuare l’effetto ipoglicemico della glibenclamide o potenziarlo pericolosamente ritardandone l’inattivazione metabolica. Molto raramente si sono verificate reazioni simili al disulfiram dopo l’assunzione concomitante di alcol e glibenclamide (vedere paragrafo 4.4). Effetti di glibenclamide sulla farmacocinetica di altri medicinali Glibenclamide può potenziare o ridurre l’effetto dei derivati cumarinici. Glibenclamide può aumentare le concentrazioni plasmatiche della ciclosporina e portare, potenzialmente, ad un incremento della sua tossicità. Pertanto si raccomanda di monitorare e regolare il dosaggio della ciclosporina durante la co-somministrazione di entrambi i medicinali. Colesevelam si lega a glibenclamide e riduce l’assorbimento di glibenclamide da parte del tratto gastrointestinale. Non è stata osservata interazione quando glibenclamide è stata assunta almeno 4 ore prima di colesevelam. Pertanto glibenclamide deve essere somministrata almeno 4 ore prima di colesevelam. 4.6. Gravidanza ed allattamento Gravidanza L’uso in gravidanza è controindicato (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni). La paziente deve passare ad una terapia insulinica durante la gravidanza. Le pazienti che intendano iniziare una gravidanza devono informarne il medico. Si raccomanda che tali pazienti si sottopongano ad una terapia insulinica. Sono state riscontrate malformazioni nei bambini di donne trattate con glibenclamide durante la gravidanza. Non si può escludere una relazione causale con glibenclamide. In tale contesto è necessario sottolineare che è noto che l’incidenza di malformazioni risulti aumentata nei casi di diabete non controllato - indipendentemente dal tipo di terapia utilizzata. Allattament

Come per altre sulfaniluree, glibenclamide è presumibilmente escreta nel latte materno. Per prevenire una possibile assunzione con il latte materno, Gliboral non deve essere somministrato a donne durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni). Se necessario la paziente deve passare alla terapia con insulina oppure interrompere l’allattamento al seno. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari GLIBORAL altera moderatamente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari, in quanto la glibenclamide può aumentare il rischio di ipoglicemia. La vigilanza e le reazioni possono essere compromesse da episodi di ipoglicemia o iperglicemia, particolarmente all’inizio del trattamento, dopo aver modificato il regime terapeutico o quando il Gliboral non viene assunto regolarmente. Ciò può influire sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. 4.8. Effetti indesiderati Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse più frequenti sono ipoglicemia, diarrea transitoria e dolore addominale. La reazione avversa più grave è l’ipoglicemia (vedere paragrafo 4.4). Nel complesso, il profilo di sicurezza di glibenclamide è in linea con quello di altre sulfoniluree. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipoglicemia Fenomeni ipoglicemici possono manifestarsi, sebbene raramente, in corso di terapia con sulfaniluree soprattutto in soggetti debilitati, in età avanzata, in caso di sforzi fisici inconsueti, di alimentazione irregolare o assunzione di bevande alcooliche, di compromissione della funzionalità renale e/o epatica (vedi anche il paragrafo 4.4). I possibili sintomi di ipoglicemia comprendono: cefalea, fame incontenibile, nausea, vomito, affaticamento, sonno disturbato, agitazione, aggressività, compromissione della concentrazione, della vigilanza e delle reazioni, depressione, confusione, disturbi del linguaggio, afasia, disturbi visivi, tremori, paresi, disturbi sensoriali, vertigini, sensazione di impotenza, perdita dell’autocontrollo, delirio, convulsioni cerebrali, sonnolenza e perdita di coscienza fino al coma, respiro superficiale e bradicardia. Inoltre possono essere presenti segni di una controregolazione adrenergica quali sudorazione, cute umida, ansia, tachicardia, ipertensione, palpitazioni, angina pectoris ed aritmie cardiache. Iponatremia è stata osservata in casi isolati. Patologie dell’occhio Particolarmente all’inizio della terapia si possono osservare disturbi visivi transitori (offuscamento della vista o disturbi dell’accomodazione), dovuti alla variazione della glicemia. La causa di ciò è una temporanea alterazione della turgidità, e dunque dell’indice di refrazione del cristallino, che dipende dalla glicemia.

Patologie gastrointestinali Occasionalmente si possono verificare disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, sensazione di oppressione o riempimento epigastrico, dolore addominale e diarrea. Tali sintomi sono in relazione alla posologia ed in genere scompaiono con la riduzione di questa, se compatibile con il mantenimento dell'equilibrio metabolico. Patologie del sangue e del sistema emolinfopietico Affezioni del sangue, generalmente reversibili con l’interruzione del trattamento. Ipereosinofila, leucopenia, trombocitopenia moderata o grave, che può indurre porpora. Rari casi di agranulocitosi, anemia emolitica, aplasia del midollo osseo e pancitopenia. Disturbi del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità, icluso anafilassi. Un’allergia ai derivati sulfamidici può anche determinare una reazione allergica alla glibenclamide. In casi isolati si può manifestare vasculite allergica che, in alcuni casi, può mettere il paziente in pericolo di vita. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo In casi isolati può verificarsi fotosensibilità. Eruzione cutanea, prurito, orticaria, reazione allergica della pelle. Sono state occasionalmente segnalate negli adulti eruzioni bollose, dermatite esfoliativa o eritema multiforme. Patologie epatobiliari Aumento degli enzimi epatici, colestasi, ittero, danno epatico. Esami diagnostici La glibenclamide, come tutte le sulfaniluree, può determinare un aumento del peso corporeo (frequenza non nota). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalareunasospetta-reazione-avversa 4.9. Sovradosaggio Segni e sintom

Un sovradosaggio acuto, così come anche terapie a lungo termine con dosi troppo elevate di glibenclamide, possono portare ad una ipoglicemia grave, protratta e che può mettere il paziente in pericolo di vita. Trattamento Nel momento in cui viene identificato un caso di sovradosaggio è importante informarne immediatamente un medico. Il paziente deve subito assumere dello zucchero, possibilmente come glucosio, tranne che un medico non si sia già assunto la responsabilità di trattare il sovradosaggio. É essenziale un attento monitoraggio fino a quando il medico ritenga che il paziente sia fuori pericolo. È da tener presente che l’ipoglicemia ed i suoi sintomi si possono ripresentare anche dopo un iniziale recupero. Può a volte essere necessario un ricovero in ospedale, anche a scopo precauzionale. In particolare un sovradosaggio importante e gravi reazioni con segni quali perdita della coscienza o di altri disturbi neurologici costituiscono un’emergenza medica e richiedono terapia immediata e ricovero in ospedale. Ad esempio, se un paziente è in stato di incoscienza, è indicata la somministrazione endovenosa di una soluzione concentrata di glucosio (ad es. per gli adulti iniziando con 40 mL di una soluzione al 20%). In alternativa si può prendere in considerazione la somministrazione di glucagone ad es. a dosi da 0,5 a 1 mg e.v., s.c. oppure i.m. In particolare, il trattamento di un’ipoglicemia nei neonati e nei bambini richiede un attento aggiustamento del dosaggio di glucosio da somministrare per la possibilità di provocare una pericolosa iperglicemia, monitorando costantemente lo stesso dosaggio tramite la determinazione della glicemia. Per i pazienti che hanno ingerito quantità pericolose di Gliboral è necessaria la disintossicazione dal farmaco (ad es. lavanda gastrica o carbone attivo). Dopo la somministrazione acuta di glucosio, solitamente è necessario praticare un’infusione di glucosio a concentrazioni più basse per assicurarsi il non ripetersi dell’ipoglicemia. La glicemia del paziente deve essere monitorata attentamente per 24 ore. Nei casi gravi con un andamento protratto l’ipoglicemia, oppure il rischio di ritornare in ipoglicemia, può perdurare per alcuni giorni. I pazienti devono essere istruiti a riconoscere i primi sintomi dell'ipoglicemia (che sono, in genere, cefalea, irritabilità e depressione nervosa, disturbi del sonno, tremore, forte sudorazione) onde poter avvertire tempestivamente il medico che deve essere informato anche in caso di malattie febbrili o disturbi digestivi intercorrenti.

5. Proprieta' farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Ipoglicemizzanti orali; sulfoniluree, derivati dell’urea. Codice ATC: A10BB01 La glibenclamide, come le altre sulfaniluree, esercita la sua azione ipoglicemizzante sia nel soggetto sano che nel paziente affetto da diabete mellito non insulino-dipendente (tipo 2) stimolando la secrezione di insulina da parte delle cellule insulari del pancreas. Tale riduzione si verifica anche attraverso l’effetto del glucosio (per via di un miglioramento della risposta delle cellule beta allo stimolo fisiologico dato dal glucosio). A livello cellulare, la glibenclamide (così come le altre sulfaniluree) attraversa lo strat

lipidico delle cellule ß mediante diffusione libera e, interagendo con la SUR1 (recettore delle sulfaniluree), blocca selettivamente il canale al potassio ATP-dipendente della cellula ß pancreatica. La chiusura del canale induce ingresso di calcio intracellulare con conseguente depolarizzazione della membrana ed esocitosi delle vescicole contenenti insulina. Inoltre glibenclamide viene riportata avere effetti extrapancreatici: riduce la produzione epatica di glucosio e potenzia il legame dell’insulina e la sensibilità all’insulina nei tessuti periferici. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Assorbimento L’assorbimento di glibenclamide non è influenzato dalla presenza di cibo. Dagli studi effettuati risulta che, dopo la somministrazione orale di 5 mg di glibenclamide, il picco ematico viene raggiunto dopo 2-4 ore. L’emivita plasmatica di glibenclamide dopo somministrazione per via endovenosa è di circa 2 ore. Dopo somministrazione orale è da 2 a 5 ore anche se alcuni studi suggeriscono che nei pazienti con diabete mellito può essere più lunga, ovvero di circa 8 – 10 ore. Distribuzione Non si verificano fenomeni di accumulo. Il legame alle proteine plasmatiche è di oltre il 98% ed in vitro tale legame è principalmente non ionico. Metabolismo Glibenclamide viene interamente metabolizzata nel fegato. Il metabolita principale è 4transidrossiglibenclamide ed un altro è 3-cis-idrossiglibenclamide. I metaboliti del farmaco contribuiscono in parte all’effetto ipoglicemizzante. Escrezione L’escrezione dei metaboliti avviene per via renale e biliare - all’incirca in parti uguali - ed è completa entro le 45-72 ore. Nei pazienti con compromessa funzionalità renale, vi è un aumento dell’escrezione dei metaboliti per via biliare e tale aumento è funzione della gravità della compromissione renale. Glibenclamide attraversa la placenta solo in quantità minime. Come per altre sulfaniluree, glibenclamide è presumibilmente escreta nel latte materno. 5.3. Dati preclinici di sicurezza I dati provenienti dagli studi sugli animali rivelano assenza di rischi per gli esseri umani sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità per somministrazioni ripetute, genotossicità e potenziale cancerogeno. La glibenclamide si è dimostrata priva di effetti teratogeni e non ha influenzato la fertilità negli animali testati.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio, amido, silice precipitata, talco, magnesio stearato. 6.2. Incompatibilità Non sono state riscontrate incompatibilità. 6.3. Periodo di validità 5 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Blisters termoformati da nastro di PVC rigido, sigillati per termosaldatura con nastro di alluminio filmato con resina termosaldante per PVC, confezionati in astuccio litografato di cartoncino. Astuccio da 30 compresse. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento Nessuna istruzione particolare

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Laboratori Guidotti S.p.A. - Via Livornese 897 - PISA – La Vettola

8. Numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio

MG COMPRESSE 30 COMPRESSE: AIC 022592012.

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 29 novembre 1972 Data del rinnovo più recente:

10. Data di revisione del testo:

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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