GOTENFIA

Principio attivo: golimumab · ATC L04AB06

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Principio attivo: golimumab
Codice ATC: L04AB06
Autorizzazione: Medicinale autorizzato a livello europeo (procedura centralizzata EMA), valido anche in Italia.
Foglietto ufficiale: Consulta su EMA (in italiano)

1. Cos'è e a cosa serve

Gotenfia contiene un principio attivo chiamato golimumab.

Gotenfia appartiene a un gruppo di medicinali chiamati “bloccanti del TNF”. È utilizzato negli adulti

per il trattamento delle seguenti malattie infiammatorie:

Spondiloartrite assiale, incluse spondilite anchilosante e spondiloartrite assiale non radiografica

Gotenfia è usato nei bambini di età pari o superiore ai 2 anni per il trattamento dell’artrite idiopatica

giovanile poliarticolare e nei bambini di età pari o superiore ai 2 anni e con peso corporeo superiore ai

15 kg per il trattamento della colìte ulcerosa pediatrica..

Gotenfia agisce bloccando l’azione di una proteina chiamata “fattore di necrosi tumorale alfa”

(TNF-α). Questa proteina è coinvolta nei processi infiammatori dell’organismo e bloccandola è

possibile ridurre l’infiammazione nell’organismo.

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria delle articolazioni. Se soffre di artrite reumatoide

attiva, sarà inizialmente trattato con altri medicinali. Se non dovesse rispondere adeguatamente a

questi medicinali, sarà trattato con Gotenfia in associazione a un altro medicinale chiamato

Ridurre i segni e i sintomi della malattia.

Rallentare il danno alle ossa e articolazioni.

Migliorare la funzionalità fisica.

L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria delle articolazioni, solitamente accompagnata da

psoriasi, una malattia infiammatoria della pelle. Se soffre di artrite psoriasica attiva, sarà trattato prima

con altri medicinali. Se non dovesse rispondere adeguatamente a questi medicinali, sarà trattato con

Ridurre i segni e i sintomi della malattia.

Rallentare il danno alle ossa e articolazioni.

Migliorare la funzionalità fisica.

Spondilite anchilosante e spondiloartrite assiale non radiografica

La spondilite anchilosante e la spondiloartrite assiale non radiografica sono malattie infiammatorie

della colonna vertebrale. Se soffre di spondilite anchilosante o di spondiloartrite assiale non

radiografica, sarà trattato prima con altri medicinali. Se non dovesse rispondere adeguatamente a

questi medicinali, sarà trattato con Gotenfia per:

Ridurre i segni e i sintomi della malattia.

Migliorare la funzionalità fisica.

Colite Ulcerosa (negli adulti e pediatrica)

La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria dell’intestino. Se ha la colite ulcerosa le saranno

somministrati prima altri medicinali. Se non dovesse rispondere adeguatamente a questi medicinali, le

verrà somministrato Gotenfia per trattare la sua malattia.

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

L’artrite idiopatica giovanile poliarticolare è una malattia infiammatoria che causa dolore e gonfiore

alle articolazioni nei bambini. Se ha l’artrite idiopatica giovanile poliarticolare le verranno dati prima

altri medicinali. Se non dovesse rispondere adeguatamente a questi medicinali, le verrà dato Gotenfia

in associazione con metotrexato per trattare la malattia.

2. Cosa deve sapere prima di prenderlo

NON usi Gotenfia

Se è allergico a golimumab o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6).

Se ha la tubercolosi (TB) o qualsiasi altra infezione grave.

Se ha un’insufficienza cardiaca moderata o grave.

Se non è sicuro che una qualsiasi delle condizioni citate in precedenza possano riguardarla, ne parli

con il medico, con il farmacista o con l’infermiere prima di usare Gotenfia.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di usare Gotenfia.

Informi subito il medico se ha già avuto o se presenta sintomi di infezione durante o dopo il

trattamento con Gotenfia. I sintomi dell’infezione comprendono febbre, tosse, respiro corto, sintomi

simili all’influenza, diarrea, ferite, problemi ai denti o sensazione di bruciore quando urina.

Può contrarre infezioni più facilmente quando usa Gotenfia.

Le infezioni possono progredire più rapidamente ed essere più gravi. Inoltre, possono

ripresentarsi infezioni contratte in passato.

Informi subito il medico se nota sintomi di TB durante il trattamento. I sintomi della TB

comprendono tosse persistente, perdita di peso, sensazione di stanchezza, febbre o sudorazione

Sono stati segnalati alcuni casi di TB in pazienti trattati con golimumab, in rare occasioni

perfino in pazienti che sono stati trattati con medicinali per la TB. Il medico eseguirà

degli esami per valutare se ha la TB. Il medico registrerà questi esami sulla Scheda per il

È molto importante che riferisca al medico se in passato ha avuto la TB, o se è venuto in

stretto contatto con qualcuno che ha o ha avuto la TB.

Se il medico ritiene che lei sia a rischio di TB, è possibile che venga trattato con

medicinali per la TB prima che le sia somministrato Gotenfia.

Virus dell’epatite B (HBV)

Informi il medico se è un portatore o ha o ha avuto l’epatite B, prima che le sia

Informi il medico se crede di poter essere a rischio di contrarre l’epatite B

Il medico deve eseguire degli esami per valutare se ha l’epatite B

Il trattamento con i bloccanti del TNF come Gotenfia può causare la riattivazione del

virus dell’epatite B nei pazienti portatori di questo virus, che in alcuni casi può causare la

Infezioni invasive da funghi

Informi immediatamente il medico se ha vissuto o viaggiato in un’area dove sono comuni le

infezioni causate da specifici tipi di funghi che possono colpire i polmoni o altre parti del corpo

(chiamate istoplasmosi, coccidioidomicosi, o blastomicosi). Chieda al medico se non sa se

queste infezioni fungine sono comuni nell’area in cui ha vissuto o viaggiato.

Tumore e linfoma

Informi il medico se ha o ha mai avuto un linfoma (un tipo di tumore del sangue) o altri tipi di tumore,

prima che le sia somministrato Gotenfia.

Se usa Gotenfia o altri bloccanti del TNF può aumentare il rischio di sviluppo di un linfoma o di

un altro tipo di tumore.

I pazienti con artrite reumatoide grave o altre malattie infiammatorie, che hanno sofferto di

questa malattia per molto tempo, possono presentare un rischio di sviluppo di linfoma maggiore

Nei pazienti bambini e adolescenti che hanno assunto medicinali bloccanti del TNF, sono stati

segnalati casi di tumori, compresi quelli di tipo inusuale, qualche volta mortali.

In rare occasioni, uno specifico e grave tipo di linfoma chiamato linfoma epatosplenico a cellule

T è stato osservato in pazienti che assumevano altri bloccanti del TNF. La maggior parte di

questi pazienti erano adolescenti o giovani adulti di sesso maschile. Questo tipo di tumore ha

portato solitamente alla morte. Quasi tutti questi pazienti avevano ricevuto anche medicinali

conosciuti come azatioprina o 6-mercaptopurina.

Informi il medico se sta prendendo azatioprina o 6-mercaptopurina con Gotenfia.

Pazienti con grave asma persistente, malattia polmonare cronica ostruttiva (BPCO), o assidui

fumatori possono avere un aumentato rischio di cancro con il trattamento con Gotenfia. Se ha

asma grave persistente, BPCO o è un assiduo fumatore, deve discutere con il medico se il

trattamento con un bloccante del TNF è appropriato.

Alcuni pazienti trattati con golimumab hanno sviluppato alcuni tipi di cancro della pelle. Se si

manifesta qualsiasi tipo di variazione di aspetto della pelle o escrescenze sulla pelle durante o

dopo la terapia, informi il medico.

Informi immediatamente il medico se nota nuovi sintomi di insufficienza cardiaca o un loro

peggioramento. I sintomi dell’insufficienza cardiaca comprendono respiro corto o gonfiore dei piedi.

Con i bloccanti del TNF, compreso golimumab, sono stati segnalati casi di insufficienza

cardiaca congestizia di nuova insorgenza o un suo peggioramento. Alcuni di questi pazienti

Se ha insufficienza cardiaca lieve ed è trattato con Gotenfia, il medico la terrà strettamente

Malattia del sistema nervoso

Informi immediatamente il medico se le è mai stata diagnosticata o se sviluppa i sintomi di una

malattia demielinizzante, come la sclerosi multipla. I sintomi possono comprendere alterazioni della

vista, debolezza a braccia e gambe, torpore o formicolio in qualsiasi parte del corpo. Il medico

deciderà se è il caso che le sia somministrato Gotenfia.

Operazioni o procedure odontoiatriche

Informi il medico se dovrà essere sottoposto a eventuali operazioni o procedure odontoiatriche.

Informi il chirurgo o il dentista che esegue la procedura che è in trattamento con Gotenfia,

mostrando la Scheda per il Paziente.

Informi il medico se sviluppa i sintomi di una malattia chiamata lupus. I sintomi comprendono

eruzione cutanea persistente, febbre, dolore alle articolazioni e stanchezza.

In rare occasioni, le persone trattate con i bloccanti del TNF hanno sviluppato lupus.

Malattie del sangue

In alcuni pazienti il corpo può non produrre a sufficienza cellule del sangue che aiutano il corpo a

lottare contro le infezioni o aiutano a smettere di sanguinare. Se dovesse avere febbre persistente di cui

non capisce l’origine, lividi o sanguinare facilmente o essere molto pallido, chiami immediatamente il

medico. Il medico può decidere di interrompere il trattamento.

Se non è sicuro che una qualsiasi delle condizioni citate in precedenza possano riguardarla, ne parli

con il medico o il farmacista prima di usare Gotenfia.

Informi il medico se è stato recentemente vaccinato o se ha in programma di essere vaccinato.

Non deve ricevere determinati vaccini (vivi) mentre è in trattamento con Gotenfia.

Alcune vaccinazioni possono causare infezioni. Se ha ricevuto Gotenfia mentre era in

gravidanza, il bambino può avere un maggior rischio di contrarre tale infezione per

approssimativamente sei mesi dopo l’ultima dose ricevuta durante la gravidanza. È importante

dire al pediatra ed agli altri operatori sanitari dell’uso di Gotenfia in modo che possano decidere

quando il bambino debba ricevere qualsiasi vaccino.

Si rivolga al medico del bambino per quanto riguarda le vaccinazioni per il bambino. Se possibile, il

bambino deve essere in regola con tutte le vaccinazioni prima di usare Gotenfia.

Agenti infettivi terapeutici

Si rivolga al medico se ha recentemente assunto o ha in programma di assumere un trattamento con un

agente terapeutico infettivo (come l’instillazione di BCG usata per il trattamento del cancro).

Informi immediatamente il medico se sviluppa i sintomi di una reazione allergica dopo il trattamento

con Gotenfia. I sintomi di una reazione allergica possono comprendere gonfiore del viso, delle labbra,

della bocca o della gola che possono causare difficoltà nella deglutizione o nella respirazione, eruzione

cutanea, orticaria, gonfiore di mani, piedi e caviglie.

Alcune di queste reazioni possono essere gravi o, raramente, pericolose per la vita.

Alcune di queste reazioni si sono verificate dopo la prima somministrazione di Gotenfia.

Golimumab non è raccomandato per i bambini al di sotto dei 2 anni affetti da artrite idiopatica

giovanile poliarticolare o da colite ulcerosa pediatrica poiché non è stato studiato in queste

Altri medicinali e Gotenfia

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe

assumere qualsiasi altro medicinale, compreso qualsiasi altro medicinale per trattare l’artrite

reumatoide, l’artrite idiopatica giovanile poliarticolare, l’artrite psoriasica, la spondilite

anchilosante, la spondiloartrite assiale non radiografica o la colite ulcerosa.

Non deve assumere Gotenfia con medicinali contenenti il principio attivo anakinra o abatacept.

Questi medicinali sono utilizzati per il trattamento di malattie reumatiche.

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo qualsiasi altro medicinale che agisce sul

Non può essere trattato con certi vaccini (vivi) mentre usa Gotenfia.

Se non è sicuro che una qualsiasi delle condizioni citate in precedenza possano riguardarla, ne parli

con il medico o il farmacista prima di usare Gotenfia.

Gravidanza e allattamento

Parli con il medico prima di usare Gotenfia se:

È in corso una gravidanza o sta pianificando una gravidanza durante l’uso di Gotenfia. Sono

disponibili informazioni limitate sugli effetti di questo medicinale nelle donne in gravidanza. Se

deve essere trattata con Gotenfia, deve evitare una gravidanza utilizzando un adeguato metodo

contraccettivo durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo l’ultima iniezione di Gotenfia.

Gotenfia deve essere usato durante la gravidanza solo se strettamente necessario per lei.

Prima di allattare al seno, l’ultimo trattamento con Gotenfia deve risalire ad almeno 6 mesi

prima. Deve interrompere l’allattamento al seno, se deve esserle somministrato Gotenfia.

Se ha ricevuto Gotenfia durante la gravidanza, il bambino può avere un maggior rischio di

contrarre un’infezione. È importante dire al pediatra ed agli altri operatori sanitari dell’uso di

Gotenfia prima che il bambino riceva qualsiasi vaccino (per maggiori informazioni vedere il

paragrafo sulle vaccinazioni).

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con

latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Golimumab altera lievemente la capacità di guidare e di usare strumenti o macchinari. Dopo l’uso di

Gotenfia, tuttavia si possono verificare dei capogiri. In questo caso, non guidi, né usi strumenti o

Gotenfia contiene lattice e polisorbato 80

Sensibilità al lattice

Una parte della siringa preriempita, il cappuccio che copre l’ago, contiene lattice. Poiché il lattice può

causare reazioni allergiche gravi, informi il medico prima di usare Gotenfia, se lei o chi la assiste è

allergico al lattice.

Gotenfia contiene polisorbato 80

Questo medicinale contiene 0,1 mg di polisorbato 80 in ogni dose da 50 mg (0,5 mL). I polisorbati

possono provocare reazioni allergiche. Informi il medico se ha/il suo bambino ha allergie note.

3. Come prenderlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha

dubbi consulti il medico o il farmacista.

Quanto Gotenfia viene somministrato

Artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondiloartrite assiale, incluse spondilite anchilosante e

spondiloartrite assiale non radiografica

La dose raccomandata è di 50 mg (il contenuto di 1 siringa preriempita) somministrata una volta

al mese, nello stesso giorno ogni mese.

Si rivolga al medico prima di prendere la quarta dose. Il medico deciderà se è il caso che

continui il trattamento con Gotenfia.

o Se pesa più di 100 kg, la dose può essere aumentata a 100 mg (il contenuto di 2 siringhe

preriempite), somministrati una volta al mese, sempre nello stesso giorno ogni mese.

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

Nei pazienti con un peso di almeno 40 kg la dose raccomandata è di 50 mg somministrata una

volta al mese, nello stesso giorno ogni mese. Il medico le dirà la dose corretta da utilizzare.

Si rivolga al medico prima di prendere la quarta dose. Il medico deciderà se è il caso che

continui il trattamento con Gotenfia.

Colite ulcerosa negli adulti

La sottostante tabella mostra come generalmente userà questo medicinale.

Trattamento iniziale Una dose iniziale di 200 mg (il contenuto di 4 siringhe preriempite)

seguita da 100 mg (il contenuto di 2 siringhe preriempite) dopo

In pazienti che pesano meno di 80 kg, 50 mg (il contenuto di

1 siringa preriempita) 4 settimane dopo il suo ultimo trattamento,

poi successivamente ogni 4 settimane. Il medico può decidere di

prescrivere 100 mg (il contenuto di 2 siringhe preriempite), sulla

base dell’effetto che Gotenfia ha su di lei.

In pazienti che pesano 80 kg o più, 100 mg (il contenuto di

2 siringhe preriempite) 4 settimane dopo il suo ultimo

trattamento, poi successivamente ogni 4 settimane.

Colite ulcerosa pediatrica in bambini di età pari o superiore a 2 anni di peso pari ad almeno 15 kg:

La tabella seguente mostra come utilizzerà questo medicinale.

Trattamento iniziale • Nei pazienti con peso da almeno 15 kg a meno di 40 kg, una

dose iniziale di 100 mg (il contenuto di 2 siringhe preriempite)

seguita da 50 mg (il contenuto di 1 siringa preriempita)

2 settimane più tardi.

Nei pazienti di peso superiore a 40 kg, una dose iniziale di

200 mg (il contenuto di 4 siringhe preriempite), seguita da

100 mg (il contenuto di 2 siringhe preriempite) 2 settimane più

Nei pazienti che pesano da almeno 15 kg a meno di 40 kg,

50 mg (il contenuto di 1 siringa preriempita) 4 settimane dopo

l’ultimo trattamento, successivamente ogni 4 settimane.

Nei pazienti che pesano da almeno 40 kg a meno di 80 kg,

100 mg (il contenuto di 2 siringhe preriempite) 4 settimane dopo

l’ultimo trattamento, successivamente ogni 4 settimane.

Nei pazienti di peso pari o superiore a 80 kg, 100 mg (il

contenuto di 2 siringhe preriempite) 4 settimane dopo l’ultimo

trattamento, successivamente ogni 4 settimane.

Il medico le dirà la dose corretta da utilizzare.

Come viene somministrato Gotenfia

Gotenfia viene somministrato mediante iniezione sotto la pelle (per via sottocutanea).

All’inizio, il medico o l’infermiere le inietterà Gotenfia. Tuttavia, lei e il medico potete decidere

che lei può iniettarsi Gotenfia da solo o che può iniettarlo al bambino. In questo caso, verrà

istruito su come iniettare Gotenfia.

Parli con il medico se ha eventuali domande sull’autosomministrazione di un’iniezione. Alla fine di

questo foglio illustrativo, troverà dettagliate “Istruzioni per l’uso”.

Se usa più Gotenfia di quanto deve

Se ha usato o le è stato somministrato troppo Gotenfia (iniettandone troppo in un’unica

somministrazione, o usandolo troppo spesso), informi immediatamente il medico o il farmacista.

Prenda sempre con sé l’imballaggio esterno e questo foglio illustrativo, anche se è vuoto.

Se dimentica di usare Gotenfia

Se dimentica di usare Gotenfia il giorno programmato, inietti la dose dimenticata non appena se ne

Non usi una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Quando iniettare la dose successiva:

Se il ritardo è inferiore a 2 settimane, inietti la dose dimenticata appena se ne ricorda e continui

a seguire il programma originale.

Se il ritardo è superiore a 2 settimane, inietti la dose dimenticata appena se ne ricorda e informi

il medico o il farmacista e chieda quando deve assumere la dose successiva.

Se ha dubbi su cosa fare, si rivolga al medico o al farmacista.

Se interrompe il trattamento con Gotenfia

Se sta prendendo in considerazione di interrompere il trattamento con Gotenfia, si rivolga prima al

medico o al farmacista.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le

persone li manifestino. Alcuni pazienti possono manifestare gravi effetti indesiderati che possono

richiedere il trattamento medico. Il rischio di alcuni effetti indesiderati è maggiore con la dose di

100 mg in confronto con la dose di 50 mg. Gli effetti indesiderati possono manifestarsi anche dopo

diversi mesi dall’ultima iniezione.

Informi immediatamente il medico se nota uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati gravidi

Gotenfia che comprendono:

reazioni allergiche che possono essere gravi, o raramente, potenzialmente pericolose per la

vita (raro). I sintomi di una reazione allergica possono comprendere gonfiore del viso, delle

labbra, della bocca o della gola che può causare difficoltà nella deglutizione o nella

respirazione, eruzione cutanea, orticaria, gonfiore di mani, piedi o caviglie. Alcune di queste

reazioni si sono verificate dopo la prima somministrazione di golimumab.

infezioni gravi (compresa TB, infezioni batteriche comprese gravi infezioni del sangue e

polmonite, gravi infezioni fungine e altre infezioni opportunistiche) (comune). I sintomi di

una infezione possono comprendere febbre, stanchezza, tosse (persistente), respiro corto,

sintomi simili all’influenza, perdita di peso, sudorazione notturna, diarrea, ferite, problemi

dentali e sensazione di bruciore quando si urina.

riattivazione del virus dell’epatite B se è un portatore o ha avuto in precedenza l’epatite B

(raro). I sintomi possono comprendere ingiallimento di pelle e occhi, urina di colore marrone

scuro, dolore nella parte destra dell’addome, febbre, sensazione di malessere, malessere e

sensazione di forte stanchezza.

malattia del sistema nervoso come sclerosi multipla (raro). I sintomi della malattia del

sistema nervoso possono comprendere alterazioni della vista, debolezza di braccia o gambe,

intorpidimento o formicolio in qualsiasi parte del corpo.

cancro dei linfonodi (linfoma) (raro). I sintomi del linfoma possono comprendere gonfiore dei

linfonodi, perdita di peso, o febbre.

insufficienza cardiaca (raro). I sintomi di insufficienza cardiaca possono comprendere respiro

corto o gonfiore dei piedi.

segni di disturbi del sistema immunitario chiamati:

lupus (raro). I sintomi possono comprendere dolore articolare o una eruzione cutanea su

guance o braccia che è sensibile al sole.

sarcoidosi (raro). I sintomi possono comprendere una tosse persistente, respiro corto,

dolore toracico, febbre, gonfiore dei linfonodi, perdita di peso, eruzioni cutanee e visione

gonfiore dei piccoli vasi sanguigni (vasculite) (raro). I sintomi possono comprendere febbre,

mal di testa, perdita di peso, sudorazioni notturne, eruzione cutanea e problemi dei nervi come

intorpidimento e formicolio.

cancro della pelle (non comune). I sintomi del cancro della pelle possono comprendere

cambiamenti nell’aspetto della pelle o escrescenze sulla pelle.

malattia del sangue (comune). I sintomi della malattia del sangue possono comprendere una

febbre che non va via, forte tendenza a sviluppare lividi o sanguinamento o aspetto molto

cancro del sangue (leucemia) (raro). I sintomi della leucemia possono comprendere febbre,

sensazione di stanchezza, infezioni frequenti, lividi e sudorazioni notturne.

Informi immediatamente il medico se nota uno qualsiasi dei sintomi sopra elencati.

I seguenti ulteriori effetti indesiderati sono stati osservati con golimumab:

Effetti indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10):

Infezioni delle alte vie respiratorie, mal di gola o raucedine, raffreddore

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):

Anomalie degli esami del fegato (aumento degli enzimi del fegato), riscontrate durante gli esami

del sangue effettuati dal medico

Sensazione di capogiro

Mal di testa

Sensazione di intorpidimento o formicolio

Infezioni superficiali da funghi

Infezioni batteriche (come cellulite)

Riduzione dei globuli rossi

Riduzione dei globuli bianchi

Positività al test sul sangue per lupus

Dolore allo stomaco

Sensazione di malessere (nausea)

Infezione dei seni paranasali

Pressione sanguigna alta

Asma, respiro corto, sibilo

Disturbi dello stomaco e dell’intestino che comprendono l’infiammazione dell’interno dello

stomaco e del colon che possono causare febbre

Dolore e ulcere nella bocca

Reazioni al sito di iniezione (compresi rossore, indurimento, dolore, lividi, prurito, formicolio e

Perdita di capelli

Eruzione cutanea e prurito della pelle

Difficoltà a dormire

Sensazione di debolezza

Fratture delle ossa

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):

Infezione ai reni

Cancro, compreso cancro della pelle e tumefazioni non cancerose o piccole masse, inclusi i nei

Grave infezione in tutto il corpo (sepsi), che talvolta include bassa pressione sanguigna (shock

Psoriasi (compresa quella di palmi delle mani e/o di piante dei piedi e/o sotto forma di vescicole

Riduzione delle piastrine

Riduzione combinata di piastrine, globuli rossi e globuli bianchi

Disturbi alla tiroide

Aumento dei livelli di zucchero nel sangue

Aumento dei livelli di colesterolo nel sangue

Disturbi della vista

Occhio infiammato (congiuntivite)

Sensazione di battito cardiaco irregolare

Restringimento dei vasi sanguigni nel cuore

Coaguli di sangue

Infiammazione cronica dei polmoni

Calcoli nella bile

Disturbi al fegato

Disturbi al seno

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1 000):

Incapacità del midollo osseo di produrre le cellule del sangue

Grave riduzione del numero di globuli bianchi

Infezione delle articolazioni o dei tessuti circostanti

Infiammazione dei vasi sanguigni degli organi interni

Melanoma (un tipo di tumore della pelle)

Carcinoma a cellule di Merkel (un tipo di tumore della pelle)

Reazioni lichenoidi (eruzione cutanea viola-rossastra pruriginosa e/o linee filiformi bianco-

grigie sulle membrane mucose)

Pelle che si desquama

Disturbi immunologici che possono interessare i polmoni, la pelle e i linfonodi (molto

comunemente presenti come sarcoidosi)

Dolore e scolorimento nelle dita della mano o del piede

Disturbi del gusto

Disturbi alla vescica

Disturbi ai reni

Infiammazione dei vasi sanguigni della pelle che causa eruzione cutanea

Effetti indesiderati con frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati

Un raro tumore del sangue che colpisce principalmente persone giovani (linfoma epatosplenico

a cellule T)

Sarcoma di Kaposi, una forma rara di cancro correlato a infezione da Herpes virus umano 8. Il

sarcoma di Kaposi si manifesta più comunemente con lesioni viola sulla pelle

Peggioramento di una condizione denominata dermatomiosite (che si manifesta come eruzione

cutanea associata a debolezza muscolare)

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente

tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Segnalando gli effetti

indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

5. Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta e sulla scatola dopo

“Scad”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare in frigorifero (2 °C-8 °C). Non congelare.

Tenere la siringa preriempita nell’imballaggio esterno, per proteggere il medicinale dalla luce.

Questo medicinale può anche essere conservato fuori dal frigorifero a temperature fino a un massimo

di 25 °C per un singolo periodo fino a 15 giorni, ma non oltre la data di scadenza originaria stampata

sulla scatola. Scriva la nuova data di scadenza sulla scatola indicando giorno/mese/anno (non più di

15 giorni dopo che il medicinale è stato rimosso dal frigorifero). Non conservi nuovamente questo

medicinale in frigorifero se ha raggiunto la temperatura ambiente. Elimini questo medicinale se non

utilizzato entro la nuova data di scadenza o entro la data di scadenza stampata sulla scatola, se

Non usi questo medicinale se nota che il liquido non ha un colore da chiaro a giallo chiaro, si presenta

torbido, o contiene particelle estranee.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Gotenfia

Il principio attivo è golimumab. Una siringa preriempita da 0,5 mL contiene 50 mg di

Gli altri componenti sono L-istidina, L-istidina monocloridrato monoidrato, trealosio, polisorbato

80 (E 433) e acqua per preparazioni iniettabili. Per ulteriori informazioni sul polisorbato 80,

vedere paragrafo 2.

Descrizione dell’aspetto di Gotenfia e contenuto della confezione

Gotenfia è fornito come una soluzione iniettabile in una siringa preriempita monouso. Gotenfia è

disponibile nelle confezioni contenenti 1 siringa preriempita e 3 siringhe preriempite. È possibile che

non tutte le confezioni siano commercializzate.

La soluzione è da limpida a lievemente opalescente e da incolore a giallo chiaro. Non utilizzi Gotenfia

se la soluzione ha cambiato colore, è torbida o se contiene particelle estranee visibili.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

Per ulteriori informazioni su questo medicinale, contatti il rappresentante locale del titolare

dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

UAB „STADA Baltics“

Tel: +370 52603926

STADA Bulgaria EOOD

Teл.: +359 29624626

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

STADA PHARMA CZ s.r.o.

Tel: +420 257888111

STADA Hungary Kft

Tel.: +36 18009747

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

Tel: +356 21337008

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UAB „STADA Baltics“

Tel: +372 53072153

STADA Nordic ApS

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Tel: +34 934738889

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Tel: +48 227377920

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Tél: +33 146948686

Tel: +351 211209870

Tel: +385 13764111

STADA M&D SRL

Tel: +40 213160640

Clonmel Healthcare Ltd.

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STADA Arzneimittel AG

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Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Altre fonti di informazione

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia Europea

per i Medicinali, https://www.ema.europa.eu.

ISTRUZIONI PER L’USO

Se desidera iniettarsi Gotenfia da solo, deve essere istruito da un operatore sanitario su come

preparare un’iniezione e somministrarla da solo. Se non è stato istruito, informi il medico,

l’infermiere o il farmacista, per programmare una sessione di addestramento.

In queste istruzioni:

1. Preparazione per l’uso della siringa preriempita

2. Scelta e preparazione del sito di iniezione

3. Iniezione del medicinale

4. Dopo l’iniezione

La figura che segue (vedere figura 1) mostra l’aspetto della siringa preriempita.

1. Preparazione per l’uso della siringa preriempita

Tenere la siringa preriempita per il corpo della siringa preriempita

Non la tenga per la testa dello stantuffo, per lo stantuffo, per le alette di protezione dell’ago, o

per il cappuccio di protezione dell’ago.

Non tiri mai indietro lo stantuffo.

Non agiti mai la siringa preriempita.

Non rimuova il cappuccio protettivo dell’ago dalla siringa preriempita, fino a che non le viene

indicato di farlo.

Controllare il numero di siringhe preriempite

Controllare le siringhe preriempite per assicurarsi che

il numero delle siringhe preriempite e i dosaggi siano corretti

o Se la sua dose è 50 mg, prenderà una siringa preriempita da 50 mg

o Se la sua dose è 100 mg, prenderà due siringhe preriempite da 50 mg e dovrà

somministrarsi due iniezioni. Scelga due siti differenti per queste iniezioni (ad esempio,

un’iniezione sulla coscia destra e l’altra iniezione sulla coscia sinistra) e proceda con le

iniezioni una dopo l’altra.

o Se la sua dose è 200 mg, prenderà quattro siringhe preriempite da 50 mg e dovrà

somministrarsi quattro iniezioni. Scelga siti differenti per queste iniezioni e proceda con

le iniezioni una dopo l’altra.

Controllare la data di scadenza (vedere figura 2)

Controlli la data di scadenza stampata o scritta sulla scatola.

Controlli la data di scadenza (come indicato da “Scad.”) sull’etichetta, guardando attraverso la

finestrella di controllo posizionata nel corpo della siringa preriempita.

Se non riesce a vedere la data di scadenza attraverso la finestrella di controllo, tenga la siringa

preriempita per il corpo e ruoti il cappuccio protettivo dell’ago fino ad allineare la data di

scadenza alla finestrella di controllo.

Non usi la siringa preriempita, se la data di scadenza è già passata. La data di scadenza stampata si

riferisce all’ultimo giorno del mese. Contatti il medico o il farmacista per ricevere assistenza.

Attendere 30 minuti per permettere alla siringa preriempita di raggiungere la temperatura

Per garantire un’iniezione adeguata, lasci la siringa preriempita a temperatura ambiente fuori

dalla scatola per 30 minuti, lontano dalla portata dei bambini.

Non scaldi la siringa preriempita in nessun altro modo (ad esempio, non la scaldi in un forno a

microonde o in acqua calda).

Non tolga il cappuccio protettivo dell’ago della siringa preriempita mentre lascia la siringa a

Preparare il resto dell’occorrente

Mentre attende, prepari il resto dell’occorrente, compreso un tampone d’alcool, un batuffolo di cotone

o garza e un contenitore per materiali taglienti.

Controllare il liquido nella siringa preriempita

Tenga la siringa preriempita per il corpo della siringa, con l’ago coperto diretto verso il basso.

Osservi il liquido attraverso la finestrella di controllo della siringa preriempita e si assicuri che

sia da chiaro a lievemente opalescente e da incolore a giallo chiaro.

Se non riesce a vedere il liquido attraverso la finestrella di controllo, tenga la siringa preriempita

per il corpo e ruoti il cappuccio protettivo dell’ago fino ad allineare il liquido con la finestrella

di controllo (vedere la figura 2).

Non usi la siringa preriempita se la soluzione non è del colore giusto, se è torbida o se contiene

particelle più grandi. In questo caso, informi il medico o il farmacista.

2. Scelta e preparazione del sito di iniezione (vedere figura 3)

Di solito il medicinale viene iniettato a metà coscia, nella parte anteriore.

Può anche usare la parte bassa della pancia (addome) sotto all’ombelico, ad eccezione dell’area

di circa 5 cm direttamente sotto all’ombelico.

Non esegua l’iniezione nelle aree in cui la cute è dolente, presenta lividi, è rossa, squamosa,

dura o presenta cicatrici o smagliature.

Qualora siano richieste iniezioni multiple per una singola somministrazione, le iniezioni devono

essere somministrate in siti corporei differenti.

Selezione del sito di iniezione per chi assiste il paziente (vedere figura 4)

Se l’iniezione deve essere eseguita dalla persona che assiste il paziente, può essere utilizzata

anche l’area esterna del braccio.

Possono essere usati tutti i siti menzionati, a prescindere dal tipo o dalla dimensione del corpo.

Preparazione del sito di iniezione

Lavi accuratamente le mani con sapone e acqua calda.

Strofini il sito di iniezione con un tampone d’alcool.

Prima di iniettare lasci che la pelle si asciughi. Non soffi né sventoli l’area pulita.

Non tocchi quest’area prima di fare l’iniezione.

3. Iniezione del medicinale

Il cappuccio protettivo dell’ago deve essere rimosso solo quando è pronto per iniettarsi il medicinale.

Il medicinale deve essere iniettato entro 5 minuti dalla rimozione del cappuccio protettivo dell’ago.

Non tocchi lo stantuffo quando toglie il cappuccio protettivo dell’ago.

Rimuovere il cappuccio protettivo dell’ago (vedere figura 5)

Quando è pronto per l’iniezione, tenga il corpo della siringa preriempita con una mano.

Tiri il cappuccio protettivo dell’ago diritto verso l’esterno e lo getti dopo l’iniezione. Non tocchi

lo stantuffo quando fa questa operazione.

È possibile che noti una bolla d’aria nella siringa preriempita o una goccia di liquido alla fine

dell’ago. È normale e non devono essere eliminate.

Inietti la dose subito dopo aver rimosso il cappuccio protettivo dell’ago.

Non tocchi l’ago ed eviti che questo entri in contatto con qualsiasi superficie.

Non utilizzi la siringa preriempita se è caduta senza il cappuccio protettivo dell’ago. In questo caso,

informi il medico o il farmacista.

Posizionare la siringa preriempita per l’iniezione

Tenga il corpo della siringa preriempita con una mano fra il dito medio e il dito indice e metta il

pollice sulla testa dello stantuffo e utilizzi l’altra mano per pizzicare delicatamente l’area della

cute precedentemente pulita. Tenga in mano saldamente la siringa.

Non tiri mai indietro lo stantuffo.

Iniettare il medicinale

Inclini l’ago di circa 45 gradi rispetto alla pelle pizzicata. In un movimento unico e rapido,

inserisca l’ago attraverso la pelle fino a che va avanti (vedere figura 6).

Inietti tutto il medicinale premendo lo stantuffo fino a che la relativa testa non si trova

completamente fra le alette di protezione dell’ago (vedere figura 7).

Quando lo stantuffo si ferma, continuare ad esercitare pressione sulla testa dello stantuffo,

estrarre l’ago e lasciare andare la pelle (vedere figura 8).

Togliere lentamente il pollice dalla testa dello stantuffo per consentire alla siringa preriempita

vuota di spostarsi verso l’alto fino a che l’ago non è interamente coperto dall’apposita

protezione, come mostrato dalla figura 9:

4. Dopo l’iniezione

Usare un batuffolo di cotone o garza

Nel sito di iniezione è possibile che ci sia una piccola quantità di sangue o liquido. Ma è una

Può premere un batuffolo di cotone o una garza sul sito di iniezione per 10 secondi.

Può coprire il sito di iniezione con un piccolo cerotto adesivo, se necessario.

Non strofini la cute.

Gettare la siringa preriempita (vedere figura 10)

Metta subito la siringa preriempita in un contenitore per materiali taglienti. Si assicuri di

smaltire il contenitore secondo le istruzioni fornitele dal medico o dall’infermiere.

Non tenti di ricoprire l’ago.

Non riutilizzi mai la siringa preriempita, per la sua salute e sicurezza e per la sicurezza di altri.

Se ritiene che qualcosa nell’iniezione non sia andato correttamente, o se non è sicuro, ne parli con il

medico o con il farmacista.

Foglio illustrativo: informazioni per l’utilizzatore

Gotenfia 100 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita

Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di

nuove informazioni sulla sicurezza. Lei può contribuire segnalando qualsiasi effetto indesiderato

riscontrato durante l’assunzione di questo medicinale. Vedere la fine del paragrafo 4 per le

informazioni su come segnalare gli effetti indesiderati.

Legga attentamente questo foglio prima di usare questo medicinale perché contiene importanti

informazioni per lei.

Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.

Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia mai ad altre persone, anche se i

sintomi della malattia sono uguali ai suoi, perché potrebbe essere pericoloso.

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si

rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Vedere paragrafo 4.

Il medico le fornirà una Scheda per il Paziente, che contiene importanti informazioni sulla sicurezza,

delle quali deve essere consapevole prima e durante la terapia con Gotenfia.

Contenuto di questo foglio

1. Cos’è Gotenfia e a cosa serve

2. Cosa deve sapere prima di usare Gotenfia

3. Come usare Gotenfia

4. Possibili effetti indesiderati

5. Come conservare Gotenfia

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

1. Cos’è Gotenfia e a cosa serve

Gotenfia contiene un principio attivo chiamato golimumab.

Gotenfia appartiene a un gruppo di medicinali chiamati “bloccanti del TNF”. È utilizzato negli adulti

per il trattamento delle seguenti malattie infiammatorie:

Spondiloartrite assiale, incluse spondilite anchilosante e spondiloartrite assiale non radiografica

Gotenfia viene utilizzato nei bambini di età pari o superiore a 2 anni e con peso corporeo superiore ai

15 kg per il trattamento della colite ulcerosa pediatrica.

Gotenfia agisce bloccando l’azione di una proteina chiamata “fattore di necrosi tumorale alfa”

(TNF-α). Questa proteina è coinvolta nei processi infiammatori dell’organismo e bloccandola è

possibile ridurre l’infiammazione nell’organismo.

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria delle articolazioni. Se soffre di artrite reumatoide

attiva, sarà inizialmente trattato con altri medicinali. Se non dovesse rispondere adeguatamente a

questi medicinali, sarà trattato con Gotenfia in associazione a un altro medicinale chiamato

Ridurre i segni e i sintomi della malattia.

Rallentare il danno alle ossa e articolazioni.

Migliorare la funzionalità fisica.

L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria delle articolazioni, solitamente accompagnata da

psoriasi, una malattia infiammatoria della pelle. Se soffre di artrite psoriasica attiva, sarà trattato prima

con altri medicinali. Se non dovesse rispondere adeguatamente a questi medicinali, sarà trattato con

Ridurre i segni e i sintomi della malattia.

Rallentare il danno alle ossa e articolazioni.

Migliorare la funzionalità fisica.

Spondilite anchilosante e spondiloartrite assiale non radiografica

La spondilite anchilosante e la spondiloartrite assiale non radiografica sono malattie infiammatorie

della colonna vertebrale. Se soffre di spondilite anchilosante o di spondiloartrite assiale non

radiografica, sarà trattato prima con altri medicinali. Se non dovesse rispondere adeguatamente a

questi medicinali, sarà trattato con Gotenfia per:

Ridurre i segni e i sintomi della malattia.

Migliorare la funzionalità fisica.

Colite Ulcerosa (negli adulti e pediatrica)

La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria dell’intestino. Se ha la colite ulcerosa le saranno

somministrati prima altri medicinali. Se non dovesse rispondere adeguatamente a questi medicinali, le

verrà somministrato Gotenfia per trattare la sua malattia.

2. Cosa deve sapere prima di usare Gotenfia

NON usi Gotenfia

Se è allergico a golimumab o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6).

Se ha la tubercolosi (TB) o qualsiasi altra infezione grave.

Se ha un’insufficienza cardiaca moderata o grave.

Se non è sicuro che una qualsiasi delle condizioni citate in precedenza possano riguardarla, ne parli

con il medico, con il farmacista o con l’infermiere prima di usare Gotenfia.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di usare Gotenfia.

Informi subito il medico se ha già avuto o se presenta sintomi di infezione durante o dopo il

trattamento con Gotenfia. I sintomi dell’infezione comprendono febbre, tosse, respiro corto, sintomi

simili all’influenza, diarrea, ferite, problemi ai denti o sensazione di bruciore quando urina.

Può contrarre infezioni più facilmente quando usa Gotenfia.

Le infezioni possono progredire più rapidamente ed essere più gravi. Inoltre, possono

ripresentarsi infezioni contratte in passato.

Informi subito il medico se nota sintomi di TB durante il trattamento. I sintomi della TB

comprendono tosse persistente, perdita di peso, sensazione di stanchezza, febbre o sudorazione

Sono stati segnalati alcuni casi di TB in pazienti trattati con golimumab, in rare occasioni

perfino in pazienti che sono stati trattati con medicinali per la TB. Il medico eseguirà

degli esami per valutare se ha la TB. Il medico registrerà questi esami sulla Scheda per il

È molto importante che riferisca al medico se in passato ha avuto la TB, o se è venuto in

stretto contatto con qualcuno che ha o ha avuto la TB.

Se il medico ritiene che lei sia a rischio di TB, è possibile che venga trattato con

medicinali per la TB prima che le sia somministrato Gotenfia.

Virus dell’epatite B (HBV)

Informi il medico se è un portatore o ha o ha avuto l’epatite B, prima che le sia

Informi il medico se crede di poter essere a rischio di contrarre l’epatite B

Il medico deve eseguire degli esami per valutare se ha l’epatite B

Il trattamento con i bloccanti del TNF come Gotenfia può causare la riattivazione del

virus dell’epatite B nei pazienti portatori di questo virus, che in alcuni casi può causare la

Infezioni invasive da funghi

Informi immediatamente il medico se ha vissuto o viaggiato in un’area dove sono comuni le

infezioni causate da specifici tipi di funghi che possono colpire i polmoni o altre parti del corpo

(chiamate istoplasmosi, coccidioidomicosi, o blastomicosi). Chieda al medico se non sa se

queste infezioni fungine sono comuni nell’area in cui ha vissuto o viaggiato.

Tumore e linfoma

Informi il medico se ha o ha mai avuto un linfoma (un tipo di tumore del sangue) o altri tipi di tumore,

prima che le sia somministrato Gotenfia.

Se usa Gotenfia o altri bloccanti del TNF può aumentare il rischio di sviluppo di un linfoma o di

un altro tipo di tumore.

I pazienti con artrite reumatoide grave o altre malattie infiammatorie, che hanno sofferto di

questa malattia per molto tempo, possono presentare un rischio di sviluppo di linfoma maggiore

Nei pazienti bambini e adolescenti che hanno assunto medicinali bloccanti del TNF, sono stati

segnalati casi di tumori, compresi quelli di tipo inusuale, qualche volta mortali.

In rare occasioni, uno specifico e grave tipo di linfoma chiamato linfoma epatosplenico a cellule

T è stato osservato in pazienti che assumevano altri bloccanti del TNF. La maggior parte di

questi pazienti erano adolescenti o giovani adulti di sesso maschile. Questo tipo di tumore ha

portato solitamente alla morte. Quasi tutti questi pazienti avevano ricevuto anche medicinali

conosciuti come azatioprina o 6-mercaptopurina. Informi il medico se sta prendendo azatioprina

o 6-mercaptopurina con Gotenfia.

Pazienti con grave asma persistente, malattia polmonare cronica ostruttiva (BPCO), o assidui

fumatori possono avere un aumentato rischio di cancro con il trattamento con Gotenfia. Se ha

asma grave persistente, BPCO o è un assiduo fumatore, deve discutere con il medico se il

trattamento con un bloccante del TNF è appropriato.

Alcuni pazienti trattati con golimumab hanno sviluppato alcuni tipi di cancro della pelle. Se si

manifesta qualsiasi tipo di variazione di aspetto della pelle o escrescenze sulla pelle durante o

dopo la terapia, informi il medico.

Informi immediatamente il medico se nota nuovi sintomi di insufficienza cardiaca o un loro

peggioramento. I sintomi dell’insufficienza cardiaca comprendono respiro corto o gonfiore dei piedi.

Con i bloccanti del TNF, compreso golimumab, sono stati segnalati casi di insufficienza

cardiaca congestizia di nuova insorgenza o un suo peggioramento. Alcuni di questi pazienti

Se ha insufficienza cardiaca lieve ed è trattato con Gotenfia, il medico la terrà strettamente

Malattia del sistema nervoso

Informi immediatamente il medico se le è mai stata diagnosticata o se sviluppa i sintomi di una

malattia demielinizzante, come la sclerosi multipla. I sintomi possono comprendere alterazioni della

vista, debolezza a braccia e gambe, torpore o formicolio in qualsiasi parte del corpo. Il medico

deciderà se è il caso che le sia somministrato Gotenfia.

Operazioni o procedure odontoiatriche

Informi il medico se dovrà essere sottoposto a eventuali operazioni o procedure odontoiatriche.

Informi il chirurgo o il dentista che esegue la procedura che è in trattamento con Gotenfia,

mostrando la Scheda per il Paziente.

Informi il medico se sviluppa i sintomi di una malattia chiamata lupus. I sintomi comprendono

eruzione cutanea persistente, febbre, dolore alle articolazioni e stanchezza.

In rare occasioni, le persone trattate con i bloccanti del TNF hanno sviluppato lupus.

Malattie del sangue

In alcuni pazienti il corpo può non produrre a sufficienza cellule del sangue che aiutano il corpo a

lottare contro le infezioni o aiutano a smettere di sanguinare. Se dovesse avere febbre persistente di cui

non capisce l’origine, lividi o sanguinare facilmente o essere molto pallido, chiami immediatamente il

medico. Il medico può decidere di interrompere il trattamento.

Se non è sicuro che una qualsiasi delle condizioni citate in precedenza possano riguardarla, ne parli

con il medico o il farmacista prima di usare Gotenfia.

Informi il medico se è stato recentemente vaccinato o se ha in programma di essere vaccinato.

Non deve ricevere determinati vaccini (vivi) mentre è in trattamento con Gotenfia.

Alcune vaccinazioni possono causare infezioni. Se ha ricevuto Gotenfia mentre era in

gravidanza, il bambino può avere un maggior rischio di contrarre tale infezione per

approssimativamente sei mesi dopo l’ultima dose ricevuta durante la gravidanza. È importante

dire al pediatra ed agli altri operatori sanitari dell’uso di Gotenfia in modo che possano decidere

quando il bambino debba ricevere qualsiasi vaccino.

Agenti infettivi terapeutici

Si rivolga al medico se ha recentemente assunto o ha in programma di assumere un trattamento con un

agente terapeutico infettivo (come l’instillazione di BCG usata per il trattamento del cancro).

Informi immediatamente il medico se sviluppa i sintomi di una reazione allergica dopo il trattamento

con Gotenfia. I sintomi di una reazione allergica possono comprendere gonfiore del viso, delle labbra,

della bocca o della gola che possono causare difficoltà nella deglutizione o nella respirazione, eruzione

cutanea, orticaria, gonfiore di mani, piedi e caviglie.

Alcune di queste reazioni possono essere gravi o, raramente, pericolose per la vita.

Alcune di queste reazioni si sono verificate dopo la prima somministrazione di Gotenfia.

Gotenfia non è raccomandato per il trattamento di bambini di età inferiore a due anni con colite

ulcerosa pediatrica poiché non è stato studiato in questa popolazione.

Altri medicinali e Gotenfia

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe

assumere qualsiasi altro medicinale, compreso qualsiasi altro medicinale per trattare l’artrite

reumatoide, l’artrite psoriasica, la spondilite anchilosante, spondiloartrite assiale non

radiografica o la colite ulcerosa.

Non deve assumere Gotenfia con medicinali contenenti il principio attivo anakinra o abatacept.

Questi medicinali sono utilizzati per il trattamento di malattie reumatiche.

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo qualsiasi altro medicinale che agisce sul

Non può essere trattato con certi vaccini (vivi) mentre usa Gotenfia.

Se non è sicuro che una qualsiasi delle condizioni citate in precedenza possano riguardarla, ne parli

con il medico o il farmacista prima di usare Gotenfia.

Gravidanza e allattamento

Parli con il medico prima di usare Gotenfia se:

È in corso una gravidanza o sta pianificando una gravidanza durante l’uso di Gotenfia. Sono

disponibili informazioni limitate sugli effetti di questo medicinale nelle donne in gravidanza. Se

deve essere trattata con Gotenfia, deve evitare una gravidanza utilizzando un adeguato metodo

contraccettivo durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo l’ultima iniezione di Gotenfia.

Gotenfia deve essere usato durante la gravidanza solo se strettamente necessario per lei.

Prima di allattare al seno, l’ultimo trattamento con Gotenfia deve risalire ad almeno 6 mesi

prima. Deve interrompere l’allattamento al seno, se deve esserle somministrato Gotenfia.

Se ha ricevuto Gotenfia durante la gravidanza, il bambino può avere un maggior rischio di

contrarre un’infezione. È importante dire al pediatra ed agli altri operatori sanitari dell’uso di

Gotenfia prima che il bambino riceva qualsiasi vaccino (per maggiori informazioni vedere il

paragrafo sulle vaccinazioni).

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con

latte materno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Golimumab altera lievemente la capacità di guidare e di usare strumenti o macchinari. Dopo l’uso di

Gotenfia, tuttavia si possono verificare dei capogiri. In questo caso, non guidi, né usi strumenti o

Gotenfia contiene lattice e polisorbato 80

Sensibilità al lattice

Una parte della siringa preriempita, il cappuccio che copre l’ago, contiene lattice. Poiché il lattice può

causare reazioni allergiche gravi, informi il medico prima di usare Gotenfia, se lei o chi la assiste è

allergico al lattice.

Gotenfia contiene polisorbato 80

Questo medicinale contiene 0,2 mg di polisorbato 80 in ogni dose da 100 mg (1 mL). I polisorbati

possono provocare reazioni allergiche. Informi il medico se ha/il suo bambino ha allergie note.

3. Come usare Gotenfia

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha

dubbi consulti il medico o il farmacista.

Quanto Gotenfia viene somministrato

Artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondiloartrite assiale, incluse spondilite anchilosante e

spondiloartrite assiale non radiografica:

La dose raccomandata è di 50 mg somministrata una volta al mese, nello stesso giorno ogni

Si rivolga al medico prima di prendere la quarta dose. Il medico deciderà se è il caso che

continui il trattamento con Gotenfia.

o Se pesa più di 100 kg, la dose può essere aumentata a 100 mg (il contenuto di 1 siringa

preriempita), somministrati una volta al mese, sempre nello stesso giorno ogni mese.

Colite ulcerosa negli adulti

La sottostante tabella mostra come generalmente userà questo medicinale.

Trattamento iniziale Una dose iniziale di 200 mg (il contenuto di 2 siringhe preriempite)

seguita da 100 mg (il contenuto di 1 siringa preriempita) dopo

In pazienti che pesano meno di 80 kg, 50 mg (per somministrare

questa dose deve essere utilizzata la siringa preriempita da

50 mg) 4 settimane dopo il suo ultimo trattamento, poi

successivamente ogni 4 settimane. Il medico può decidere di

prescrivere 100 mg (il contenuto di 1 siringa preriempita), sulla

base dell’effetto che Gotenfia ha su di lei.

In pazienti che pesano 80 kg o più, 100 mg (il contenuto di

1 siringa preriempita) 4 settimane dopo il suo ultimo trattamento,

poi successivamente ogni 4 settimane.

Colite ulcerosa pediatrica in bambini di età pari o superiore a 2 anni di peso pari ad almeno 15 kg:

La tabella seguente mostra come utilizzerà questo medicinale.

Trattamento iniziale • Nei pazienti con peso da almeno 15 kg a meno di 40 kg, una

dose iniziale di 100 mg (il contenuto di 1 siringa preriempita)

seguita da 50 mg (la siringa preriempita da 50 mg deve essere

utilizzata per somministrare questa dose) 2 settimane più tardi.

Nei pazienti di peso superiore a 40 kg, una dose iniziale di

200 mg (il contenuto di 2 siringhe preriempite), seguita da

100 mg (il contenuto di 1 siringa preriempita) 2 settimane più

Nei pazienti di peso compreso tra almeno 15 kg e meno di 40 kg,

50 mg (la siringa preriempita da 50 mg deve essere utilizzata per

somministrare questa dose) 4 settimane dopo l’ultimo

trattamento, successivamente ogni 4 settimane.

Nei pazienti che pesano da almeno 40 kg a meno di 80 kg,

100 mg (il contenuto di 1 siringa preriempita) 4 settimane dopo

l’ultimo trattamento, successivamente ogni 4 settimane.

Nei pazienti di peso pari o superiore a 80 kg, 100 mg (il

contenuto di 1 siringa preriempita) 4 settimane dopo l’ultimo

trattamento, quindi ogni 4 settimane.

Il medico le dirà la dose corretta da utilizzare.

Come viene somministrato Gotenfia

Gotenfia viene somministrato mediante iniezione sotto la pelle (per via sottocutanea).

All’inizio, il medico o l’infermiere le inietterà Gotenfia. Tuttavia, lei e il medico potete decidere

che lei può iniettarsi Gotenfia da solo o che può iniettarlo al bambino. In questo caso, verrà

istruito su come iniettare Gotenfia.

Parli con il medico se ha eventuali domande sull’autosomministrazione di un’iniezione. Alla fine di

questo foglio illustrativo, troverà dettagliate “Istruzioni per l’uso”.

Se usa più Gotenfia di quanto deve

Se ha usato o le è stato somministrato troppo Gotenfia (iniettandone troppo in un’unica

somministrazione, o usandolo troppo spesso), informi immediatamente il medico o il farmacista.

Prenda sempre con sé l’imballaggio esterno e questo foglio illustrativo, anche se è vuoto.

Se dimentica di usare Gotenfia

Se dimentica di usare Gotenfia il giorno programmato, inietti la dose dimenticata non appena se ne

Non usi una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Quando iniettare la dose successiva:

Se il ritardo è inferiore a 2 settimane, inietti la dose dimenticata appena se ne ricorda e continui

a seguire il programma originale.

Se il ritardo è superiore a 2 settimane, inietti la dose dimenticata appena se ne ricorda e informi

il medico o il farmacista e chieda quando deve assumere la dose successiva.

Se ha dubbi su cosa fare, si rivolga al medico o al farmacista.

Se interrompe il trattamento con Gotenfia

Se sta prendendo in considerazione di interrompere il trattamento con Gotenfia, si rivolga prima al

medico o al farmacista.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le

persone li manifestino. Alcuni pazienti possono manifestare gravi effetti indesiderati che possono

richiedere il trattamento medico. Il rischio di alcuni effetti indesiderati è maggiore con la dose di

100 mg in confronto con la dose di 50 mg. Gli effetti indesiderati possono manifestarsi anche dopo

diversi mesi dall’ultima iniezione.

Informi immediatamente il medico se nota uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati gravidi

Gotenfia che comprendono:

reazioni allergiche che possono essere gravi, o raramente, potenzialmente pericolose per la

vita (raro). I sintomi di una reazione allergica possono comprendere gonfiore del viso, delle

labbra, della bocca o della gola che può causare difficoltà nella deglutizione o nella

respirazione, eruzione cutanea, orticaria, gonfiore di mani, piedi o caviglie. Alcune di queste

reazioni si sono verificate dopo la prima somministrazione di golimumab.

infezioni gravi (compresa TB, infezioni batteriche comprese gravi infezioni del sangue e

polmonite, gravi infezioni fungine e altre infezioni opportunistiche) (comune). I sintomi di

una infezione possono comprendere febbre, stanchezza, tosse (persistente), respiro corto,

sintomi simili all’influenza, perdita di peso, sudorazione notturna, diarrea, ferite, problemi

dentali e sensazione di bruciore quando si urina.

riattivazione del virus dell’epatite B se è un portatore o ha avuto in precedenza l’epatite B

(raro). I sintomi possono comprendere ingiallimento di pelle e occhi, urina di colore marrone

scuro, dolore nella parte destra dell’addome, febbre, sensazione di malessere, malessere e

sensazione di forte stanchezza.

malattia del sistema nervoso come sclerosi multipla (raro). I sintomi della malattia del

sistema nervoso possono comprendere alterazioni della vista, debolezza di braccia o gambe,

intorpidimento o formicolio in qualsiasi parte del corpo.

cancro dei linfonodi (linfoma) (raro). I sintomi del linfoma possono comprendere gonfiore dei

linfonodi, perdita di peso, o febbre.

insufficienza cardiaca (raro). I sintomi di insufficienza cardiaca possono comprendere respiro

corto o gonfiore dei piedi.

segni di disturbi del sistema immunitario chiamati:

lupus (raro). I sintomi possono comprendere dolore articolare o una eruzione cutanea su

guance o braccia che è sensibile al sole.

sarcoidosi (raro). I sintomi possono comprendere una tosse persistente, respiro corto,

dolore toracico, febbre, gonfiore dei linfonodi, perdita di peso, eruzioni cutanee e visione

gonfiore dei piccoli vasi sanguigni (vasculite) (raro). I sintomi possono comprendere febbre,

mal di testa, perdita di peso, sudorazioni notturne, eruzione cutanea e problemi dei nervi come

intorpidimento e formicolio.

cancro della pelle (non comune). I sintomi del cancro della pelle possono comprendere

cambiamenti nell’aspetto della pelle o escrescenze sulla pelle.

malattia del sangue (comune). I sintomi della malattia del sangue possono comprendere una

febbre che non va via, forte tendenza a sviluppare lividi o sanguinamento o aspetto molto

cancro del sangue (leucemia) (raro). I sintomi della leucemia possono comprendere febbre,

sensazione di stanchezza, infezioni frequenti, lividi e sudorazioni notturne.

Informi immediatamente il medico se nota uno qualsiasi dei sintomi sopra elencati.

I seguenti ulteriori effetti indesiderati sono stati osservati con golimumab:

Effetti indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10):

Infezioni delle alte vie respiratorie, mal di gola o raucedine, raffreddore

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):

Anomalie degli esami del fegato (aumento degli enzimi del fegato), riscontrate durante gli esami

del sangue effettuati dal medico

Sensazione di capogiro

Mal di testa

Sensazione di intorpidimento o formicolio

Infezioni superficiali da funghi

Infezioni batteriche (come cellulite)

Riduzione dei globuli rossi

Riduzione dei globuli bianchi

Positività al test sul sangue per lupus

Dolore allo stomaco

Sensazione di malessere (nausea)

Infezione dei seni paranasali

Pressione sanguigna alta

Asma, respiro corto, sibilo

Disturbi dello stomaco e dell’intestino che comprendono l’infiammazione dell’interno dello

stomaco e del colon che possono causare febbre

Dolore e ulcere nella bocca

Reazioni al sito di iniezione (compresi rossore, indurimento, dolore, lividi, prurito, formicolio e

Perdita di capelli

Eruzione cutanea e prurito della pelle

Difficoltà a dormire

Sensazione di debolezza

Fratture delle ossa

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):

Infezione ai reni

Cancro, compreso cancro della pelle e tumefazioni non cancerose o piccole masse, inclusi i nei

Grave infezione in tutto il corpo (sepsi), che talvolta include bassa pressione sanguigna (shock

Psoriasi (compresa quella di palmi delle mani e/o di piante dei piedi e/o sotto forma di vescicole

Riduzione delle piastrine

Riduzione combinata di piastrine, globuli rossi e globuli bianchi

Disturbi alla tiroide

Aumento dei livelli di zucchero nel sangue

Aumento dei livelli di colesterolo nel sangue

Disturbi della vista

Occhio infiammato (congiuntivite)

Sensazione di battito cardiaco irregolare

Restringimento dei vasi sanguigni nel cuore

Coaguli di sangue

Infiammazione cronica dei polmoni

Calcoli nella bile

Disturbi al fegato

Disturbi al seno

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1 000):

Incapacità del midollo osseo di produrre le cellule del sangue

Grave riduzione del numero di globuli bianchi

Infezione delle articolazioni o dei tessuti circostanti

Infiammazione dei vasi sanguigni degli organi interni

Melanoma (un tipo di tumore della pelle)

Carcinoma a cellule di Merkel (un tipo di tumore della pelle)

Reazioni lichenoidi (eruzione cutanea viola-rossastra pruriginosa e/o linee filiformi bianco-

grigie sulle membrane mucose)

Pelle che si desquama

Disturbi immunologici che possono interessare i polmoni, la pelle e i linfonodi (molto

comunemente presenti come sarcoidosi)

Dolore e scolorimento nelle dita della mano o del piede

Disturbi del gusto

Disturbi alla vescica

Disturbi ai reni

Infiammazione dei vasi sanguigni della pelle che causa eruzione cutanea

Effetti indesiderati con frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati

Un raro tumore del sangue che colpisce principalmente persone giovani (linfoma epatosplenico

a cellule T)

Sarcoma di Kaposi, una forma rara di cancro correlato a infezione da Herpes virus umano 8. Il

sarcoma di Kaposi si manifesta più comunemente con lesioni viola sulla pelle

Peggioramento di una condizione denominata dermatomiosite (che si manifesta come eruzione

cutanea associata a debolezza muscolare)

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente

tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Segnalando gli effetti

indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

5. Come conservare Gotenfia

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta e sulla scatola dopo

“Scad”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare in frigorifero (2 °C-8 °C). Non congelare.

Tenere la siringa preriempita nell’imballaggio esterno, per proteggere il medicinale dalla luce.

Questo medicinale può anche essere conservato fuori dal frigorifero a temperature fino a un massimo

di 25 °C per un singolo periodo fino a 15 giorni, ma non oltre la data di scadenza originaria stampata

sulla scatola. Scriva la nuova data di scadenza sulla scatola indicando giorno/mese/anno (non più di

15 giorni dopo che il medicinale è stato rimosso dal frigorifero). Non conservi nuovamente questo

medicinale in frigorifero se ha raggiunto la temperatura ambiente. Elimini questo medicinale se non

utilizzato entro la nuova data di scadenza o entro la data di scadenza stampata sulla scatola, se

Non usi questo medicinale se nota che il liquido non ha un colore da chiaro a giallo chiaro, si presenta

torbido, o contiene particelle estranee.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Gotenfia

Il principio attivo è golimumab. Una siringa preriempita da 1 mL contiene 100 mg di golimumab.

Gli altri componenti sono L-istidina, L-istidina monocloridrato monoidrato, trealosio, polisorbato

80 (E 433) e acqua per preparazioni iniettabili. Per ulteriori informazioni sul polisorbato 80,

vedere paragrafo 2.

Descrizione dell’aspetto di Gotenfia e contenuto della confezione

Gotenfia è fornito come una soluzione iniettabile in una siringa preriempita monouso. Gotenfia è

disponibile nelle confezioni contenenti 1 siringa preriempita e 3 siringhe preriempite.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

La soluzione è da limpida a lievemente opalescente e da incolore a giallo chiaro.

Non utilizzi Gotenfia se la soluzione ha cambiato colore, è torbida o se contiene particelle estranee

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

Per ulteriori informazioni su questo medicinale, contatti il rappresentante locale del titolare

dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

UAB „STADA Baltics“

Tel: +370 52603926

STADA Bulgaria EOOD

Teл.: +359 29624626

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

STADA PHARMA CZ s.r.o.

Tel: +420 257888111

STADA Hungary Kft

Tel.: +36 18009747

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

Tel: +356 21337008

Tel: +49 61016030

Tel.: +31 765081000

UAB „STADA Baltics“

Tel: +372 53072153

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

STADA Arzneimittel AG

Tel: +30 2106664667

STADA Arzneimittel GmbH

Tel: +43 136785850

Laboratorio STADA, S.L.

Tel: +34 934738889

STADA Pharm Sp. z o.o.

Tel: +48 227377920

EG LABO - Laboratoires EuroGenerics

Tél: +33 146948686

Tel: +351 211209870

Tel: +385 13764111

STADA M&D SRL

Tel: +40 213160640

Clonmel Healthcare Ltd.

Tel: +353 526177777

Tel: +386 15896710

STADA Arzneimittel AG

Sími: +49 61016030

STADA PHARMA Slovakia, s.r.o.

Tel: +421 252621933

Tel: +39 028310371

STADA Nordic ApS, Suomen sivuliike

Puh/Tel: +358 207416888

STADA Arzneimittel AG

Τηλ: +30 2106664667

STADA Nordic ApS

Tel: +45 44859999

UAB „STADA Baltics“

Tel: +371 28016404

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Altre fonti di informazione

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia Europea

per i Medicinali, https://www.ema.europa.eu.

ISTRUZIONI PER L’USO

Se desidera iniettarsi Gotenfia da solo, deve essere istruito da un operatore sanitario su come

preparare un’iniezione e somministrarla da solo. Se non è stato istruito, informi il medico,

l’infermiere o il farmacista, per programmare una sessione di addestramento.

In queste istruzioni:

1. Preparazione per l’uso della siringa preriempita

2. Scelta e preparazione del sito di iniezione

3. Iniezione del medicinale

4. Dopo l’iniezione

La figura che segue (vedere figura 1) mostra l’aspetto della siringa preriempita.

1. Preparazione per l’uso della siringa preriempita

Tenere la siringa preriempita per il corpo della siringa preriempita

Non la tenga per la testa dello stantuffo, per lo stantuffo, per le alette di protezione dell’ago, o

per il cappuccio di protezione dell’ago.

Non tiri mai indietro lo stantuffo.

Non agiti mai la siringa preriempita.

Non rimuova il cappuccio protettivo dell’ago dalla siringa preriempita, fino a che non le viene

indicato di farlo.

Controllare il numero delle siringhe preriempite

Controllare le siringhe preriempite per accertarsi che

il numero delle siringhe preriempite ed il dosaggio siano corretti

o Se la sua dose è 100 mg, prenderà una siringa preriempita da 100 mg

o Se la sua dose è 200 mg, prenderà due siringhe preriempite da 100 mg e dovrà

somministrarsi due iniezioni. Scelga siti differenti per queste iniezioni e proceda con le

iniezioni una dopo l’altra.

Controllare la data di scadenza (vedere figura 2)

Controlli la data di scadenza stampata o scritta sulla scatola.

Controlli la data di scadenza (come indicato da “Scad.”) sull’etichetta, guardando attraverso la

finestrella di controllo posizionata nel corpo della siringa preriempita.

Se non riesce a vedere la data di scadenza attraverso la finestrella di controllo, tenga la siringa

preriempita per il corpo e ruoti il cappuccio protettivo dell’ago fino ad allineare la data di

scadenza alla finestrella di controllo.

Non usi la siringa preriempita, se la data di scadenza è già passata. La data di scadenza stampata si

riferisce all’ultimo giorno del mese. Contatti il medico o il farmacista per ricevere assistenza.

Attendere 30 minuti per permettere alla siringa preriempita di raggiungere la temperatura

Per garantire un’iniezione adeguata, lasci la siringa preriempita a temperatura ambiente fuori

dalla scatola per 30 minuti, lontano dalla portata dei bambini.

Non scaldi la siringa preriempita in nessun altro modo (ad esempio, non la scaldi in un forno a

microonde o in acqua calda).

Non tolga il cappuccio protettivo dell’ago della siringa preriempita mentre lascia la siringa a

Preparare il resto dell’occorrente

Mentre attende, prepari il resto dell’occorrente, compreso un tampone d’alcool, un batuffolo di cotone

o garza e un contenitore per materiali taglienti.

Controllare il liquido nella siringa preriempita

Tenga la siringa preriempita per il corpo della siringa, con l’ago coperto diretto verso il basso.

Osservi il liquido attraverso la finestrella di controllo della siringa preriempita e si assicuri che

sia da chiaro a lievemente opalescente e da incolore a giallo chiaro.

Se non riesce a vedere il liquido attraverso la finestrella di controllo, tenga la siringa preriempita

per il corpo e ruoti il cappuccio protettivo dell’ago fino ad allineare il liquido con la finestrella

di controllo (vedere la figura 2).

Non usi la siringa preriempita se la soluzione non è del colore giusto, se è torbida o se contiene

particelle più grandi. In questo caso, informi il medico o il farmacista.

2. Scelta e preparazione del sito di iniezione (vedere figura 3)

Di solito il medicinale viene iniettato a metà coscia, nella parte anteriore.

Può anche usare la parte bassa della pancia (addome) sotto all’ombelico, ad eccezione dell’area

di circa 5 cm direttamente sotto all’ombelico.

Non esegua l’iniezione nelle aree in cui la cute è dolente, presenta lividi, è rossa, squamosa,

dura o presenta cicatrici o smagliature.

Qualora siano richieste iniezioni multiple per una singola somministrazione, le iniezioni devono

essere somministrate in siti corporei differenti.

Selezione del sito di iniezione per chi assiste il paziente (vedere figura 4)

Se l’iniezione deve essere eseguita dalla persona che assiste il paziente, può essere utilizzata

anche l’area esterna del braccio.

Possono essere usati tutti i siti menzionati, a prescindere dal tipo o dalla dimensione del corpo.

Preparazione del sito di iniezione

Lavi accuratamente le mani con sapone e acqua calda.

Strofini il sito di iniezione con un tampone d’alcool.

Prima di iniettare lasci che la pelle si asciughi. Non soffi né sventoli l’area pulita.

Non tocchi quest’area prima di fare l’iniezione.

3. Iniezione del medicinale

Il cappuccio protettivo dell’ago deve essere rimosso solo quando è pronto per iniettarsi il medicinale.

Il medicinale deve essere iniettato entro 5 minuti dalla rimozione del cappuccio protettivo dell’ago.

Non tocchi lo stantuffo quando toglie il cappuccio protettivo dell’ago.

Rimuovere il cappuccio protettivo dell’ago (vedere figura 5)

Quando è pronto per l’iniezione, tenga il corpo della siringa preriempita con una mano.

Tiri il cappuccio protettivo dell’ago diritto verso l’esterno e lo getti dopo l’iniezione. Non tocchi

lo stantuffo quando fa questa operazione.

È possibile che noti una bolla d’aria nella siringa preriempita o una goccia di liquido alla fine

dell’ago. È normale e non devono essere eliminate.

Inietti la dose subito dopo aver rimosso il cappuccio protettivo dell’ago.

Non tocchi l’ago ed eviti che questo entri in contatto con qualsiasi superficie.

Non utilizzi la siringa preriempita se è caduta senza il cappuccio protettivo dell’ago. In questo caso,

informi il medico o il farmacista.

Posizionare la siringa preriempita per l’iniezione

Tenga il corpo della siringa preriempita con una mano fra il dito medio e il dito indice e metta il

pollice sulla testa dello stantuffo e utilizzi l’altra mano per pizzicare delicatamente l’area della

cute precedentemente pulita. Tenga in mano saldamente la siringa.

Non tiri mai indietro lo stantuffo.

Iniettare il medicinale

Inclini l’ago di circa 45 gradi rispetto alla pelle pizzicata. In un movimento unico e rapido,

inserisca l’ago attraverso la pelle fino a che va avanti (vedere figura 6).

Inietti tutto il medicinale premendo lo stantuffo fino a che la relativa testa non si trova

completamente fra le alette di protezione dell’ago (vedere figura 7).

Quando lo stantuffo si ferma, continuare ad esercitare pressione sulla testa dello stantuffo,

estrarre l’ago e lasciare andare la pelle (vedere figura 8).

Togliere lentamente il pollice dalla testa dello stantuffo per consentire alla siringa preriempita

vuota di spostarsi verso l’alto fino a che l’ago non è interamente coperto dall’apposita

protezione, come mostrato dalla figura 9:

4. Dopo l’iniezione

Usare un batuffolo di cotone o garza

Nel sito di iniezione è possibile che ci sia una piccola quantità di sangue o liquido. Ma è una

Può premere un batuffolo di cotone o una garza sul sito di iniezione per 10 secondi.

Può coprire il sito di iniezione con un piccolo cerotto adesivo, se necessario.

Non strofini la cute.

Gettare la siringa preriempita (vedere figura 10)

Metta subito la siringa preriempita in un contenitore per materiali taglienti. Si assicuri di

smaltire il contenitore secondo le istruzioni fornitele dal medico o dall’infermiere.

Non tenti di ricoprire l’ago.

Non riutilizzi mai la siringa preriempita, per la sua salute e sicurezza e per la sicurezza di altri.

Se ritiene che qualcosa nell’iniezione non sia andato correttamente, o se non è sicuro, ne parli con il

medico o con il farmacista.

Domande frequenti su GOTENFIA

GOTENFIA è disponibile senza ricetta?

GOTENFIA è disponibile senza obbligo di ricetta. Chieda comunque consiglio al farmacista.

Qual è il principio attivo di GOTENFIA?

Il principio attivo di GOTENFIA è golimumab.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Gotenfia 50 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni siringa preriempita da 0,5 mL contiene 50 mg di golimumab*.

* Anticorpo monoclonale umano IgG1κ prodotto da cellule ovariche di criceto cinese (CHO) con

tecnologia DNA ricombinante.

Eccipiente con effetti noti:

Ogni ml contiene: 0,2 mg di polisorbato 80.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile (iniezione)

La soluzione è da limpida a lievemente opalescente e da incolore a giallo chiaro.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Artrite reumatoide (AR)

Gotenfia, in associazione con metotrexato (MTX), è indicato per:

• il trattamento dell’artrite reumatoide in fase attiva di grado da moderato a severo, in pazienti

adulti, quando la risposta ai farmaci anti-reumatici che modificano la malattia (DMARD

Disease-Modifying Anti-Rheumatic Drug), incluso MTX, sia stata inadeguata.

• il trattamento dell’artrite reumatoide severa, attiva e progressiva negli adulti non

precedentemente trattati con MTX.

Golimumab, in associazione con MTX, ha dimostrato di ridurre il tasso di progressione del danno

articolare misurato tramite raggi X e di migliorare la funzionalità fisica.

Artrite idiopatica giovanile

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare (AIGp)

Gotenfia in associazione con MTX è indicato per il trattamento dell’artrite idiopatica giovanile

poliarticolare in bambini di età pari o superiore a 2 anni, che hanno risposto in modo inadeguato ad

una precedente terapia con MTX.

Artrite psoriasica (AP)

Gotenfia, singolarmente o in associazione con metotrexato (MTX), è indicato per il trattamento

dell’artrite psoriasica in fase attiva e progressiva, negli adulti, qualora sia stata inadeguata la risposta a

precedenti trattamenti DMARD. Golimumab ha dimostrato di ridurre il tasso di progressione del

danno articolare periferico, misurato con i raggi X in pazienti con sottotipi di malattia poliarticolare

simmetrica (vedere paragrafo 5.1) e di migliorare la funzionalità fisica.

Spondilite anchilosante (SA)

Gotenfia è indicato per il trattamento della spondilite anchilosante severa in fase attiva, negli adulti

che non hanno risposto in modo adeguato alle terapie convenzionali.

Spondiloartrite assiale non radiografica (SpA assiale nr)

Gotenfia è indicato per il trattamento di pazienti adulti con spondiloartrite assiale severa non

radiografica in fase attiva con segni obiettivi di infiammazione come indicato da elevati livelli di

proteina C reattiva (PCR) e/o dall’evidenza nella risonanza magnetica per immagini (RMI), che hanno

avuto una risposta inadeguata o sono intolleranti ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Colite ulcerosa (CU)

Gotenfia è indicato per il trattamento della colite ulcerosa in fase attiva di grado da moderato a severo,

in pazienti adulti che non hanno risposto in modo adeguato alla terapia convenzionale inclusi

corticosteroidi e 6-mercaptopurina (6-MP) o azatioprina (AZA), o che risultano intolleranti o per cui

esista una controindicazione medica a queste terapie.

Colite ulcerosa pediatrica (Pediatric Ulcerative colitis, pUC)

Gotenfia è indicato per il trattamento della colite ulcerosa in fase attiva di grado da moderato a severo

in pazienti pediatrici di età pari o superiore a 2 anni con un peso corporeo di almeno 15 kg, che non

hanno risposto in modo adeguato alla terapia convenzionale inclusi corticosteroidi e 6-mercaptopurina

(6-MP) o azatioprina (AZA), o che risultano intolleranti o per cui esista una controindicazione medica

a queste terapie.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da medici specialisti esperti nella diagnosi e nel

trattamento dell’artrite reumatoide, dell’artrite idiopatica giovanile poliarticolare, dell’artrite

psoriasica, della spondilite anchilosante, della spondiloartrite assiale non radiografica o della colite

ulcerosa. Ai pazienti trattati con Gotenfia deve essere consegnata la Scheda per il Paziente.

Gotenfia 50 mg somministrato una volta al mese, nello stesso giorno di ogni mese.

Gotenfia deve essere somministrato in concomitanza con MTX.

Artrite psoriasica, spondilite anchilosante o spondiloartrite assiale non radiografica

Gotenfia 50 mg somministrato una volta al mese, nello stesso giorno di ogni mese.

Per tutte le indicazioni sopra riportate, i dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene

raggiunta solitamente entro 12-14 settimane di trattamento (dopo 3-4 dosi). È necessario valutare se

continuare la terapia nei pazienti che non mostrano evidenza di beneficio terapeutico entro questo arco

Pazienti con peso corporeo superiore a 100 kg

Per tutte le indicazioni sopra riportate, nei pazienti con AR, AP, SA o SpA assiale nr con un peso

superiore ai 100 kg, che non raggiungono una risposta clinica adeguata dopo 3 o 4 dosi, può essere

preso in considerazione un aumento della dose di golimumab fino a 100 mg una volta al mese,

considerando l’aumentato rischio di alcune reazioni avverse gravi con la dose da 100 mg rispetto alla

dose da 50 mg (vedere paragrafo 4.8). È necessario valutare se continuare la terapia nei pazienti che

non mostrano evidenza di beneficio terapeutico dopo aver ricevuto 3-4 dosi supplementari da 100 mg.

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

Gotenfia 50 mg somministrato una volta al mese, nella stessa data ogni mese, per bambini con peso

corporeo di almeno 40 kg.

Non esiste una formulazione farmaceutica di Gotenfia per bambini con artrite idiopatica giovanile

poliarticolare di peso inferiore a 40 kg. Pertanto, non è possibile somministrare Gotenfia a pazienti che

necessitano di una dose inferiore a 50 mg. Se è necessaria una dose alternativa, si deve utilizzare un

altro prodotto a base di golimumab.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene raggiunta solitamente entro 12-

14 settimane dall’inizio del trattamento (dopo 3-4 dosi). La prosecuzione della terapia deve essere

rivalutata nei bambini che non mostrano evidenza di beneficio terapeutico entro questo arco di tempo.

Colite ulcerosa negli adulti

Pazienti con peso corporeo inferiore a 80 kg

Gotenfia somministrato come dose iniziale da 200 mg, seguita da 100 mg alla settimana 2. I pazienti

che hanno risposto in modo adeguato devono ricevere 50 mg alla settimana 6 e successivamente ogni

4 settimane. I pazienti che non hanno risposto in modo adeguato possono trarre beneficio continuando

la terapia con 100 mg alla settimana 6 e successivamente ogni 4 settimane (vedere paragrafo 5.1).

Pazienti con peso corporeo superiore o uguale a 80 kg

Gotenfia somministrato come dose iniziale da 200 mg, seguita da 100 mg alla settimana 2, poi

successivamente 100 mg ogni 4 settimane (vedere paragrafo 5.1).

Durante il trattamento di mantenimento, i corticosteroidi possono essere gradatamente ridotti in

conformità con le linee guida di pratica clinica.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene raggiunta solitamente entro

12-14 settimane di trattamento (dopo 4 dosi). È necessario valutare se continuare la terapia nei pazienti

che non mostrano evidenza di beneficio terapeutico entro questo periodo di tempo.

Colite ulcerosa pediatrica (Pediatric Ulcerative colitis, pUC)

La dose raccomandata di Gotenfia per i pazienti di età compresa tra 2 e 17 anni con colite ulcerosa si

basa sul peso corporeo (Tabella 1). Gotenfia viene somministrato tramite iniezione sottocutanea.

Tabella 1: Dose di Gotenfia per pazienti pediatrici con colite ulcerosa

Dose di induzione Dose di mantenimento

A partire dalla

della dose di

≥ 80 kg

• 200 mg alla

settimana 0 e

• 100 mg alla

• 100 mg ogni quattro

settimane • Non pertinente

da ≥ 40 kg a

< 80 kg

• 200 mg alla

settimana 0 e

• 100 mg alla

• 100 mg ogni quattro

• 50 mg ogni quattro

da ≥ 15 kg a

< 40 kg

• 100 mg alla

settimana 0 e

• 50 mg alla settimana 2

• 50 mg ogni quattro

• 25 mg ogni quattro

* Il medico può prendere in considerazione di ridurre la dose di mantenimento per i pazienti in remissione alla

settimana 54 o successivamente.

** Questa doe non è disponibile per Gotenfia

Non esiste una formulazione farmaceutica per Gotenfia che consenta la posologia e la

somministrazione di 25 mg di golimumab. Se è necessaria una dose da 25 mg, si deve utilizzare un

altro prodotto a base di golimumab.

Per la posologia e la somministrazione di 100 mg di golimumab, fare riferimento al paragrafo 4.2

dell’RCP della soluzione iniettabile in siringa preriempita da 100 mg.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene raggiunta solitamente entro 12-

14 settimane dall’inizio del trattamento (dopo 4 dosi). La prosecuzione della terapia deve essere

rivalutata nei bambini che non mostrano evidenza di beneficio terapeutico entro questo arco di tempo.

Se un paziente dimentica di iniettarsi Gotenfia nel giorno programmato, la dose dimenticata deve

essere iniettata non appena il paziente se ne ricorda. I pazienti devono essere istruiti a non iniettarsi

una dose doppia per compensare la dose dimenticata.

La dose successiva deve essere somministrata in base alle seguenti istruzioni:

• se il ritardo di somministrazione della dose è inferiore a 2 settimane, il paziente deve iniettarsi la

dose dimenticata e continuare a seguire il proprio programma originale.

• se il ritardo di somministrazione della dose è superiore a 2 settimane, il paziente deve iniettarsi

la dose dimenticata e occorrerà definire un nuovo programma di somministrazione a partire

dalla data di questa iniezione.

Anziano (≥ 65 anni)

Non è richiesto nessun aggiustamento della dose nell’anziano.

Compromissione renale ed epatica

Golimumab non è stato studiato in queste popolazioni di pazienti. Non può essere fatta alcuna

raccomandazione sulla dose.

La sicurezza e l’efficacia di golimumab nei pazienti di età inferiore ai 18 anni per indicazioni diverse

dalla AIGp e dalla pUC non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di golimumab in bambini di età inferiore a 2 anni

che soffrono di AIGp o pUC.

Modo di somministrazione

Gotenfia è per uso sottocutaneo. Dopo un’adeguata formazione sulla tecnica di iniezione sottocutanea,

i pazienti possono effettuare da soli la somministrazione se il loro medico stabilisce che ne sono in

grado, con un appropriato controllo da parte del medico, se necessario. Ai pazienti deve essere

spiegato di iniettare l’intera quantità di Gotenfia in conformità alle istruzioni complete per l’uso,

fornite nel foglio illustrativo. Qualora sia richiesta la somministrazione di iniezioni multiple, le

iniezioni devono essere somministrate in siti corporei diversi. Ogni siringa preriempita è monouso per

un singolo paziente e deve essere smaltita immediatamente dopo l’uso.

Per le istruzioni sulla somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Tubercolosi (TB) in fase attiva o altre infezioni severe quali sepsi e infezioni opportunistiche

(vedere paragrafo 4.4).

Pazienti con insufficienza cardiaca da moderata a severa (Classe III/IV NYHA - New York Heart

Association) (vedere paragrafo 4.4).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Per migliorare la tracciabilità dei prodotti medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del

prodotto somministrato devono essere registrati chiaramente.

Prima, durante e dopo il trattamento con golimumab, i pazienti devono essere strettamente monitorati

per le infezioni, tra cui la tubercolosi. Poiché l’eliminazione di golimumab può richiedere fino a

5 mesi, il monitoraggio deve continuare durante questo periodo. L’ulteriore trattamento con

golimumab non deve essere somministrato qualora un paziente sviluppi infezioni gravi o sepsi (vedere

Golimumab non deve essere somministrato a pazienti con infezione clinicamente importante, in fase

attiva. È necessaria cautela se si considera di utilizzare golimumab in pazienti con infezione cronica o

anamnesi di infezioni ricorrenti. I pazienti devono essere informati in modo appropriato dei potenziali

fattori di rischio di infezione ed evitare l’esposizione tali fattori.

I pazienti che assumono inibitori del TNF sono più soggetti a infezioni gravi.

In pazienti trattati con golimumab, sono state segnalate infezioni batteriche (incluse sepsi e

polmonite), micobatteriche (inclusa TB), infezioni fungine invasive e infezioni opportunistiche,

comprese quelle ad esito fatale. Alcune di queste infezioni gravi si sono sviluppate in pazienti in

terapia immunosoppressiva concomitante che, oltre alla loro patologia di base, può predisporli alle

infezioni. I pazienti che sviluppano una nuova infezione in corso di trattamento con golimumab

devono essere attentamente monitorati e sottoporsi ad un’accurata valutazione diagnostica. La

somministrazione di golimumab deve essere interrotta se un paziente sviluppa una nuova infezione

grave o sepsi e deve essere iniziata un’appropriata terapia antimicrobica o antifungina fino a quando

l’infezione non sia sotto controllo.

Per i pazienti che hanno vissuto o viaggiato in regioni dove le infezioni fungine invasive quali

istoplasmosi, coccidioidomicosi o blastomicosi sono endemiche, i benefici e i rischi del trattamento

con golimumab devono essere attentamente valutati prima di iniziare la terapia con golimumab. Nei

pazienti ad alto rischio trattati con golimumab, deve essere sospettata un’infezione fungina invasiva se

sviluppano una grave malattia sistemica. Se possibile, la diagnosi e la somministrazione di una terapia

antifungina empirica in questi pazienti devono essere fatte consultando un medico esperto nella cura di

pazienti con infezioni fungine invasive.

In pazienti trattati con golimumab sono stati riportati casi di tubercolosi. Va evidenziato che nella

maggioranza di questi casi, si trattava di tubercolosi extrapolmonare, sia localizzata, sia diffusa.

Prima di iniziare il trattamento con golimumab, tutti i pazienti devono essere valutati per tubercolosi

sia attiva, sia inattiva (“latente”). Questa valutazione deve includere una dettagliata anamnesi che

comprenda una storia personale di tubercolosi o un possibile precedente contatto con una fonte di

contagio di tubercolosi e precedenti e/o concomitanti terapie immunosoppressive. In tutti i pazienti

devono essere effettuati appropriati test diagnostici, quali ad esempio test cutanei o ematici della

tubercolina e radiografia del torace (possono essere applicabili linee guida locali). Si raccomanda che

l’effettuazione di questi test venga riportata sulla Scheda per il Paziente. Si ricorda ai medici

prescrittori il rischio di falsi negativi del test cutaneo della tubercolina, in particolare in pazienti

severamente ammalati o immunocompromessi.

Qualora sia diagnosticata una tubercolosi in fase attiva, la terapia con golimumab non deve essere

iniziata (vedere paragrafo 4.3).

In caso di sospetta tubercolosi latente deve essere consultato un medico con esperienza nel trattamento

della tubercolosi. In tutte le situazioni sotto descritte, il rapporto beneficio/rischio della terapia con

golimumab deve essere valutato molto attentamente.

Qualora fosse diagnosticata una tubercolosi inattiva (“latente”), prima di iniziare la terapia con

golimumab deve essere iniziata una terapia antitubercolare per una tubercolosi latente, in accordo alle

linee guida locali.

In pazienti che hanno molti o significativi fattori di rischio per la tubercolosi e hanno un test negativo

per la tubercolosi latente, una terapia anti-tubercolosi deve essere considerata prima dell’inizio di

golimumab. L’uso di una terapia anti-tubercolosi deve anche essere considerato prima dell’inizio della

terapia con golimumab in pazienti con un’anamnesi di tubercolosi latente o attiva, per i quali non può

essere confermato un adeguato corso di trattamento.

Casi di tubercolosi in fase attiva si sono verificati in pazienti trattati con golimumab durante e dopo il

trattamento per una tubercolosi latente. I pazienti trattati con golimumab devono essere attentamente

monitorati per segni e sintomi di tubercolosi attiva, compresi i pazienti che sono risultati negativi al

test per la tubercolosi latente, i pazienti che sono in trattamento per la tubercolosi latente o i pazienti

che sono stati precedentemente trattati per l’infezione da tubercolosi.

Tutti i pazienti devono essere informati di richiedere il consiglio del medico se, durante o dopo il

trattamento con golimumab, appaiono segni/sintomi che suggeriscono la presenza di tubercolosi (ad

es., tosse persistente, deperimento/perdita di peso, leggera febbre).

Riattivazione del virus dell’epatite B

La riattivazione dell’epatite B si è verificata in pazienti trattati con un antagonista del TNF, incluso

golimumab, che erano portatori cronici di questo virus (cioè positivi all’antigene di superficie). Si

sono verificati alcuni casi ad esito fatale.

I pazienti devono essere valutati per l’infezione da HBV prima di iniziare il trattamento con

golimumab. Per i pazienti positivi al test per l’infezione da HBV si raccomanda di consultare un

medico esperto nel trattamento dell’epatite B.

I portatori di virus dell’epatite B che richiedono un trattamento con golimumab devono essere

strettamente monitorati riguardo i segni e i sintomi dell’infezione attiva da virus dell’epatite B per

tutta la durata della terapia e per diversi mesi successivi al termine della stessa. Non sono disponibili

dati sufficienti su pazienti portatori del virus dell’epatite B trattati con terapia antivirale in

associazione alla terapia con un antagonista del TNF per prevenire la riattivazione del virus

dell’epatite B. In pazienti che sviluppano la riattivazione del virus dell’epatite B, il trattamento con

golimumab deve essere interrotto e deve essere iniziata un’efficace terapia antivirale con appropriato

trattamento di supporto.

Neoplasie maligne e malattie linfoproliferative

Non è noto il ruolo potenziale della terapia con inibitori del TNF nello sviluppo delle neoplasie

maligne. Sulla base delle attuali conoscenze, non si può escludere il possibile rischio di sviluppare

linfomi, leucemia o altre neoplasie maligne nei pazienti trattati con un antagonista del TNF. Occorre

prestare attenzione nel prendere in considerazione una terapia con inibitori del TNF in pazienti con

anamnesi di neoplasia maligna o nel valutare di continuare il trattamento nei pazienti che sviluppano

una neoplasia maligna.

Neoplasie maligne pediatriche

Dopo l’immissione in commercio del medicinale, neoplasie maligne, di cui alcune fatali, sono state

riportate tra i bambini, gli adolescenti e i giovani adulti (fino a 22 anni di età) trattati con medicinali

inibitori del TNF (inizio della terapia ≤ 18 anni di età). Approssimativamente metà dei casi erano

linfomi. Gli altri casi erano rappresentati da una varietà di diverse neoplasie maligne e includevano

rare neoplasie maligne di solito associate con l’immunosoppressione. Un rischio per lo sviluppo di

neoplasie maligne nei bambini e negli adolescenti trattati con inibitori del TNF non può essere escluso.

Linfoma e leucemia

Nelle fasi controllate di studi clinici con tutti i medicinali inibitori del TNF, compreso golimumab, è

stato osservato un numero maggiore di casi di linfoma tra i pazienti che avevano ricevuto un

trattamento anti-TNF, rispetto ai pazienti di controllo. Durante gli studi clinici di Fase IIb e III

condotti con golimumab su AR, AP e SA, l’incidenza di linfoma nei pazienti trattati con golimumab

era maggiore rispetto a quella attesa nella popolazione generale. Sono stati riportati casi di leucemia

nei pazienti trattati con golimumab. Esiste un aumentato rischio di fondo per il linfoma e la leucemia

nei pazienti affetti da artrite reumatoide con malattia infiammatoria di lunga data, molto attiva, che

complica la stima del rischio.

Dopo l’immissione in commercio del medicinale sono stati segnalati rari casi di linfoma epatosplenico

a cellule T (hepatosplenic T-cell lymphoma, HSTCL) in pazienti trattati con altri medicinali inibitori

del TNF (vedere paragrafo 4.8). Questa rara forma di linfoma a cellule T ha un decorso estremamente

aggressivo ed un esito solitamente fatale. La maggior parte dei casi si sono verificati in adolescenti e

giovani adulti maschi quasi tutti in trattamento concomitante con azatioprina (AZA) o

6-mercaptopurina (6–MP) per una malattia infiammatoria dell’intestino. Il rischio potenziale

dell’associazione di AZA o 6-MP e golimumab deve essere attentamente considerato. Non è possibile

escludere un rischio di sviluppo del linfoma epatosplenico a cellule T nei pazienti trattati con inibitori

Neoplasie maligne diverse dal linfoma

Nelle fasi controllate di studi clinici di Fase IIb e III, condotti con golimumab sulla AR, AP, SA e CU,

l’incidenza delle neoplasie maligne diverse da linfoma (escluso il tumore cutaneo non melanoma) è

stata simile fra il gruppo di trattamento con golimumab e quello di controllo.

Displasia/carcinoma del colon

Non è noto se il trattamento con golimumab influenzi il rischio di sviluppare displasia o tumore del

colon. Tutti i pazienti con colite ulcerosa che presentano un aumento del rischio di sviluppare displasia

o carcinoma del colon (per esempio, pazienti con colite ulcerosa di lungo decorso o colangite

sclerosante primaria) o che hanno un’anamnesi di displasia o di carcinoma del colon devono essere

controllati in rapporto a tale displasia a intervalli regolari prima di iniziare la terapia e durante il corso

della malattia. Questa valutazione deve includere una colonscopia e biopsie in accordo alle

raccomandazioni locali. Nei pazienti con displasia di recente diagnosi in trattamento con golimumab, i

rischi e i benefici nel singolo paziente devono essere attentamente valutati e si deve considerare se la

terapia deve essere continuata.

In uno studio clinico esplorativo in cui si è valutato l’utilizzo di golimumab in pazienti con asma

severa persistente, è stato segnalato un maggior numero di casi di neoplasie maligne nei pazienti

trattati con golimumab rispetto ai pazienti del gruppo di controllo (vedere paragrafo 4.8). Non è noto il

significato di questi risultati.

In uno studio clinico esplorativo in cui si è valutato l’utilizzo di un altro medicinale anti-TNF,

infliximab, nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) di grado da moderato a

severo, è stato segnalato un maggior numero di casi di neoplasie maligne, principalmente a carico di

polmoni o testa e collo, nei pazienti trattati con infliximab rispetto ai pazienti del gruppo di controllo.

Tutti i pazienti erano assidui fumatori da lungo tempo. Pertanto, occorre prestare attenzione nel

valutare l’impiego di un antagonista del TNF in pazienti affetti da BPCO, così come in pazienti con un

maggior rischio di neoplasia maligna in quanto fumatori assidui.

Tumori della pelle

Melanoma e carcinoma a cellule di Merkel sono stati riportati in pazienti trattati con medicinali

inibitori del TNF, compreso golimumab (vedere paragrafo 4.8). È raccomandato un esame periodico

della pelle, in modo particolare per i pazienti con fattori di rischio per il tumore della pelle.

Insufficienza cardiaca congestizia (Congestive heart failure, CHF)

Sono stati riportati casi di peggioramento della insufficienza cardiaca congestizia (CHF) e nuovi casi

di CHF con gli inibitori del TNF, compreso golimumab. Alcuni casi hanno avuto un esito fatale. In

uno studio clinico con un altro antagonista del TNF, sono stati osservati un peggioramento

dell’insufficienza cardiaca congestizia e un aumento della mortalità dovuta alla CHF. Golimumab non

è stato studiato in pazienti con CHF. Golimumab deve essere utilizzato con cautela in pazienti con

insufficienza cardiaca lieve (classe I/II NYHA). I pazienti devono essere strettamente controllati e il

trattamento con golimumab deve essere interrotto nei pazienti che presentano nuovi sintomi o un

peggioramento dei sintomi dell’insufficienza cardiaca (vedere paragrafo 4.3).

L’impiego di medicinali inibitori del TNF, compreso golimumab, è stato associato a casi di nuova

insorgenza o esacerbazione di sintomi clinici e/o a evidenze radiografiche di patologie demielinizzanti

del sistema nervoso centrale, inclusa la sclerosi multipla e patologie demielinizzanti periferiche. In

pazienti con patologie demielinizzanti preesistenti o di recente manifestazione, i benefici e i rischi del

trattamento con anti-TNF devono essere valutati con attenzione prima di iniziare la terapia con

golimumab. L’interruzione della terapia con golimumab deve essere presa in considerazione se si

sviluppano queste patologie (vedere paragrafo 4.8).

L’esperienza sulla sicurezza del trattamento con golimumab nei pazienti che sono stati sottoposti a

intervento chirurgico, compresa l’artroplastica, è limitata. Qualora si pianifichi un intervento

chirurgico deve essere presa in considerazione la lunga emivita di eliminazione. Un paziente che

richieda un intervento chirurgico nel corso del trattamento con golimumab, deve essere strettamente

monitorato per l’aumentato rischio di infezioni e devono essere prese in considerazione misure

Esiste la possibilità che i medicinali inibitori del TNF, compreso golimumab, colpiscano le difese

dell’ospite contro infezioni e neoplasie maligne, poiché il TNF media l’infiammazione e modula le

risposte immunitarie cellulari.

La relativa deficienza del TNF provocata dalla terapia anti-TNF può comportare l’avvio di un

processo autoimmune. Qualora un paziente presenti sintomi predittivi di una sindrome simil-lupus in

seguito al trattamento con golimumab e risulti positivo per gli anticorpi anti DNA a doppia elica, il

trattamento con golimumab deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.8).

In pazienti in trattamento con inibitori del TNF, incluso golimumab, sono stati segnalati casi di

pancitopenia, leucopenia, neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica e trombocitopenia. Tutti i

pazienti devono essere informati di rivolgersi immediatamente al medico nel caso sviluppassero segni

o sintomi compatibili con discrasie ematiche (ad es., febbre persistente, ecchimosi, sanguinamento,

pallore). L’interruzione della terapia con golimumab deve essere presa in considerazione in pazienti

con confermate alterazioni ematologiche significative.

Somministrazione concomitante di antagonisti del TNF e anakinra

Negli studi clinici di associazione di anakinra e un altro medicinale inibitore del TNF, etanercept, si

sono verificate infezioni gravi e neutropenia, senza un beneficio clinico aggiuntivo. Data la natura

degli eventi avversi osservati con questa terapia di associazione, possono verificarsi tossicità similari

con l’associazione di anakinra e altri medicinali inibitori del TNF. L’associazione di golimumab e

anakinra non è raccomandata.

Somministrazione concomitante di antagonisti del TNF e abatacept

Negli studi clinici, l’utilizzo combinato di antagonisti del TNF e abatacept è stato associato a un

aumento del rischio di infezioni, comprese le infezioni gravi, rispetto agli antagonisti del TNF

utilizzati da soli, senza un aumento del beneficio clinico. L’associazione di golimumab e abatacept

non è raccomandata.

Somministrazione concomitante con altre terapie biologiche

Ci sono informazioni insufficienti riguardo l’uso concomitante di golimumab con altre terapie

biologiche usate per trattare le stesse condizioni di golimumab. L’uso concomitante di golimumab con

queste terapie biologiche non è raccomandato a causa della possibilità di un aumento del rischio di

infezione e di altre potenziali interazioni farmacologiche.

Sostituzione tra biologici DMARD

Si deve usare cautela e i pazienti devono continuare ad essere monitorati quando si passa da un

biologico all’altro (molecole diverse o con meccanismi d’azione diversi), poiché la sovrapposizione

dell’attività biologica può ulteriormente aumentare il rischio di eventi avversi, compresa l’infezione.

Vaccinazioni/agenti infettivi terapeutici

I pazienti trattati con golimumab possono ricevere vaccinazioni concomitanti, esclusi i vaccini vivi

(vedere paragrafi 4.5 e 4.6). In pazienti trattati con terapia anti-TNF, sono disponibili dati limitati sulla

risposta ad una vaccinazione con vaccini vivi o sulla trasmissione secondaria dell’infezione con la

somministrazione di vaccini vivi. L’uso di vaccini vivi può provocare infezioni cliniche, comprese le

Altri usi di agenti infettivi terapeutici come i batteri vivi attenuati (ad es., instillazioni endovescicali

con BCG per il trattamento del cancro) possono provocare infezioni cliniche, comprese infezioni

disseminate. Si raccomanda di non somministrare gli agenti infettivi terapeutici in concomitanza con

Dopo l’immissione in commercio del medicinale, gravi reazioni di ipersensibilità sistemica (inclusa

reazione anafilattica) sono state riportate in seguito alla somministrazione di golimumab. Alcune di

queste reazioni si sono verificate dopo la prima somministrazione di golimumab. In caso di reazione

anafilattica o di altre reazioni allergiche gravi, si deve interrompere immediatamente la

somministrazione di golimumab e iniziare una terapia appropriata.

Sensibilità al lattice

Il cappuccio dell’ago sulla siringa preriempita è prodotto con lattice contenente gomma naturale

essiccata e può causare reazioni allergiche nei soggetti sensibili al lattice.

Anziani (≥ 65 anni)

Negli studi di Fase III su AR, AP, SA e CU, non sono state osservate differenze complessive negli

eventi avversi (EA), negli eventi avversi gravi (EAG) e nelle infezioni gravi in pazienti di età pari o

superiore a 65 anni in terapia con golimumab, rispetto ai pazienti più giovani. Tuttavia, si deve usare

cautela nel trattamento degli anziani e prestare particolare attenzione alla comparsa di infezioni. Non

ci sono stati pazienti di età pari o superiore a 45 anni nello studio sulla SpA assiale nr.

Compromissione renale ed epatica

Non sono stati condotti studi specifici con golimumab nei pazienti affetti da compromissione renale o

epatica. Golimumab deve essere usato con cautela in soggetti con funzionalità epatica compromessa

(vedere paragrafo 4.2).

Se possibile, prima di iniziare la terapia con golimumab, si raccomanda di mettere in regola i pazienti

pediatrici con tutte le immunizzazioni in accordo con le linee guida vigenti per l’immunizzazione

(vedere sopra il paragrafo Vaccinazioni/agenti infettivi terapeutici).

Questo medicinale contiene 0,1 mg di polisorbato 80 per ogni siringa preriempita equivalente a 0,2

mg/ml. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

Potenziale di errori di trattamento

Gotenfia è registrato in dosaggi da 50 mg e 100 mg per somministrazione sottocutanea. È importante

che venga usato il giusto dosaggio per somministrare la dose corretta come indicato nella posologia

(vedere paragrafo 4.2). Si deve prestare attenzione nel fornire il giusto dosaggio per assicurare che i

pazienti non siano sottodosati o sovradosati.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme d’interazione

Non sono stati effettuati studi di interazione.

Uso concomitante con altre terapie biologiche

Non è raccomandata l’associazione di golimumab con altre terapie biologiche usate per trattare le

stesse condizioni di golimumab, compresi anakinra e abatacept (vedere paragrafo 4.4).

Vaccini vivi/agenti infettivi terapeutici

I vaccini vivi non devono essere somministrati contemporaneamente a golimumab (vedere

paragrafi 4.4 e 4.6).

Gli agenti infettivi terapeutici non devono essere somministrati contemporaneamente a golimumab

(vedere paragrafo 4.4).

Benché l’uso concomitante di metotrexato (MTX) generi un aumento delle concentrazioni minime di

golimumab allo stato stazionario (steady state) in pazienti con AR, AP o SA, i dati non suggeriscono

la necessità di aggiustamento della dose di golimumab o di MTX (vedere paragrafo 5.2).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Donne potenzialmente fertili

Le donne potenzialmente fertili devono ricorrere a un adeguato metodo contraccettivo per prevenire

una gravidanza e continuarne l’uso per almeno 6 mesi dopo l’ultima somministrazione di golimumab.

Vi è un numero moderato di gravidanze (circa 400), i cui dati sono stati raccolti in modo prospettico,

con esposizione a golimumab, che hanno portato a nati vivi con esiti noti, comprese 220 gravidanze

con esposizione durante il primo trimestre. In uno studio basato sulla popolazione (population-based

study) del Nord Europa, che comprende 131 gravidanze (e 134 lattanti), si sono verificati 6/134

(4,5 %) eventi di anomalie congenite maggiori a seguito dell’esposizione in utero a golimumab vs

599/10 823 (5,5 %) eventi per terapia sistemica non biologica, rispetto al 4,6 % nella popolazione

generale dello studio. L’odds ratio aggiustato per fattori di confondimento era, rispettivamente, OR

0,79 (IC 95 % 0,35-1,81) per golimumab vs terapia sistemica non biologica e OR 0,95 (IC 95 %

0,42-2,16) per golimumab rispetto alla popolazione generale.

A causa della sua inibizione del TNF, la somministrazione di golimumab durante la gravidanza può

influire sulle normali risposte immunitarie del neonato. Gli studi in animali non indicano effetti

dannosi diretti o indiretti relativamente alla gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo

postnatale (vedere paragrafo 5.3). L’esperienza clinica disponibile è limitata. Golimumab deve essere

usato durante la gravidanza solo se strettamente necessario.

Golimumab attraversa la placenta. Successivamente al trattamento con un anticorpo monoclonale

inibitore del TNF durante la gravidanza, l’anticorpo è stato ritrovato fino a 6 mesi nel siero dei lattanti

nati da donne trattate. Conseguentemente, questi lattanti possono avere un aumento del rischio di

infezione. La somministrazione di vaccini vivi nei lattanti esposti in utero a golimumab non è

raccomandata per i 6 mesi successivi all’ultima iniezione di golimumab alla madre durante la

gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Non è noto se golimumab sia escreto nel latte materno o assorbito sistematicamente dopo l’ingestione.

È stato dimostrato che golimumab passa nel latte delle scimmie e, poiché le immunoglobuline umane

sono escrete nel latte, le donne non devono allattare al seno durante il trattamento e fino ad almeno

6 mesi dopo il trattamento con golimumab.

Non sono stati condotti negli animali studi sulla fertilità con golimumab. Uno studio di fertilità nei

topi, usando un anticorpo analogo che inibisce selettivamente l’attività funzionale del TNFα murino,

non ha mostrato effetti rilevanti sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Golimumab altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. A seguito della

somministrazione di Gotenfia, tuttavia si possono verificare capogiri (vedere paragrafo 4.8).

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Nel periodo controllato degli studi pivotal su AR, AP, SA, SpA assiale nr e CU, l’infezione del tratto

respiratorio superiore è stata la più comune reazione avversa (adverse reaction, AR) riportata nel

12,6% dei pazienti trattati con golimumab rispetto all’11,0% dei pazienti di controllo. Le AR più gravi

riportate per golimumab includono le infezioni gravi (comprese sepsi, polmonite, TB, infezioni

fungine invasive e infezioni opportunistiche), malattie demielinizzanti, riattivazione dell’HBV, CHF,

processi autoimmuni (sindrome simil-lupus), reazioni ematologiche, grave ipersensibilità sistemica

(compresa reazione anafilattica), vasculite, linfoma e leucemia (vedere paragrafo 4.4).

Tabella delle reazioni avverse

Le AR osservate negli studi clinici e riportate a livello mondiale dopo l’immissione in commercio di

golimumab sono elencate nella Tabella 2. Nell’ambito della Classificazione per Sistemi e Organi, le

AR sono elencate in base alla frequenza utilizzando le seguenti categorie: molto comune (≥ 1/10);

comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro

(< 1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno

di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.

Tabella delle AR

sistemi e organi

Frequenza Reazione avversa

Infezioni ed infestazioni Molto comune: Infezione delle vie respiratorie superiori

(rinofaringite, faringite, laringite e rinite)

Comune: Infezioni batteriche (come cellulite),

infezione delle vie respiratorie inferiori

infezioni virali (come influenza e herpes),

infezioni micotiche superficiali,

Non comune: Sepsi incluso shock settico,

infezioni opportunistiche (come infezioni

fungine invasive [istoplasmosi,

batteriche, infezione da micobatteri atipici e

riattivazione dell’epatite B,

Tumori benigni, maligni

e non specificati (cisti e

Non comune: Neoplasie (come cancro della pelle,

carcinoma a cellule squamose e nevo

carcinoma a cellule di Merkel

Non nota: Linfoma epatosplenico a cellule T*,

sarcoma di Kaposi

Patologie del sistema

Comune: Leucopenia (inclusa neutropenia),

Non comune: Trombocitopenia,

Raro: Anemia aplastica,

Disturbi del sistema

Comune: Reazioni allergiche (broncospasmo,

Raro: Reazioni di ipersensibilità sistemiche gravi

(inclusa reazione anafilattica),

Patologie endocrine Non comune: Patologia della tiroide (come ipotiroidismo,

ipertiroidismo e gozzo)

Disturbi del metabolismo

e della nutrizione

Non comune: Aumento della glicemia,

aumento dei lipidi

Disturbi psichiatrici Comune: Depressione,

Patologie del sistema

mal di testa,

Non comune: Patologie dell’equilibrio

Raro: Malattie demielinizzanti (centrali e

Patologie dell’occhio Non comune: Patologie della vista (come offuscamento

della vista e diminuzione della acuità

allergia oculare (come prurito e irritazione)

Patologie cardiache Non comune: Aritmia,

Raro: Insufficienza cardiaca congestizia (nuova

insorgenza o peggioramento)

Patologie vascolari Comune: Ipertensione

Non comune: Trombosi (come venosa profonda e

Raro: Fenomeno di Raynaud

toraciche e mediastiniche

Comune: Asma e relativi sintomi (come sibilo e

Non comune: Malattia polmonare interstiziale

dolore gastrointestinale e addominale,

patologie gastrointestinali infiammatorie

(come gastrite e colite),

Non comune: Costipazione,

malattia da reflusso gastroesofageo

Patologie epatobiliari Comune: Aumento dell’alanina aminotransferasi,

aumento dell’aspartato aminotransferasi

Non comune: Colelitiasi,

Patologie della cute e del

Non comune: Reazioni cutanee bollose,

psoriasi (nuova insorgenza o

peggioramento della preesistente psoriasi

palmo/plantare e pustolosa),

Raro: Reazioni lichenoidi,

Non nota: Peggioramento dei sintomi della

Patologie del sistema

muscoloscheletrico e del

Raro: Sindrome simil-lupus

Patologie renali e

Raro: Patologie della vescica,

riproduttivo e della

Non comune: Patologia della mammella,

Patologie generali e

condizioni relative alla

sede di somministrazione

reazioni in sede di iniezione (come eritema

in sede di iniezione, orticaria, indurimento,

dolore, ecchimosi, prurito, irritazione e

Raro: Guarigione difficoltosa

Comune: Fratture ossee

* Osservata con altri medicinali inibitori del TNF.

In questo paragrafo, la durata mediana del follow-up (approssimativamente 4 anni) viene

generalmente presentata per tutti gli usi di golimumab. Laddove l’uso di golimumab viene descritto

per dose, la durata mediana del follow-up varia (approssimativamente 2 anni per una dose da 50 mg,

approssimativamente 3 anni per una dose da 100 mg) in quanto i pazienti potevano essere sottoposti ad

uno switch tra le dosi.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Nel periodo controllato degli studi pivotal, l’infezione delle vie respiratorie superiori è stata la più

comune reazione avversa segnalata nel 12,6% dei pazienti trattati con golimumab (incidenza per

100 soggetti/anno: 60,8; IC al 95%: 55,0-67,1) rispetto all’11,0% dei pazienti di controllo (incidenza

per 100 soggetti/anno: 54,5; IC al 95%: 46,1-64,0). Nelle fasi controllate e non controllate degli studi

con un follow-up mediano di approssimativamente 4 anni, l’incidenza per 100 soggetti/anno delle

infezioni del tratto respiratorio superiore è stata di 34,9 eventi; IC al 95%: 33,8-36,0 per i pazienti

trattati con golimumab.

Nel periodo controllato degli studi pivotal le infezioni sono state osservate nel 23,0% dei pazienti

trattati con golimumab (incidenza per 100 soggetti/anno: 132,0; IC al 95%: 123,3, 141,1) rispetto al

20,2% dei pazienti di controllo (incidenza per 100 soggetti/anno: 122,3; IC al 95%: 109,5-136,2).

Nelle fasi controllate e non controllate degli studi con un follow-up mediano di approssimativamente

4 anni, l’incidenza per 100 soggetti/anno delle infezioni è stata di 81,1 eventi; IC al 95%: 79,5-82,8

per i pazienti trattati con golimumab.

Nel periodo controllato degli studi su AR, AP, SA e SpA assiale nr, le infezioni gravi sono state

osservate nell’1,2% dei pazienti trattati con golimumab e nell’1,2% dei pazienti di controllo.

L’incidenza delle infezioni gravi per 100 soggetti/anno durante il follow-up nel periodo controllato

degli studi su AR, AP, SA e nr-Axial SpA è stata di 7,3; IC al 95%: 4,6-11,1 per il gruppo trattato con

100 mg di golimumab, di 2,9; IC al 95%: 1,2-6,0 per il gruppo trattato con 50 mg di golimumab e di

3,6; IC al 95%: 1,5-7,0 per il gruppo placebo. Nel periodo controllato degli studi sulla CU di

induzione con golimumab, sono state osservate infezioni gravi nello 0,8% dei pazienti trattati con

golimumab rispetto all’1,5% dei pazienti di controllo. Le infezioni gravi, osservate nei pazienti trattati

con golimumab, comprendevano tubercolosi, infezioni batteriche comprese sepsi e polmoniti,

infezioni micotiche invasive e altre infezioni opportunistiche. Alcune di queste infezioni sono state

fatali. Nelle parti controllate e non controllate degli studi pivotal con un follow-up mediano fino a

3 anni, c’è stata una maggiore incidenza di infezioni gravi, incluse le infezioni opportunistiche e la TB

nei pazienti trattati con 100 mg di golimumab rispetto ai pazienti trattati con 50 mg di golimumab.

L’incidenza per 100 soggetti/anno di tutte le infezioni gravi è stata di 4,1; IC al 95%: 3,6-4,5, per i

pazienti trattati con 100 mg di golimumab e di 2,5; IC al 95%: 2,0-3,1, per i pazienti trattati con 50 mg

L’incidenza di linfoma nei pazienti trattati con golimumab durante gli studi pivotal è stata maggiore

rispetto a quella attesa nella popolazione in generale. Nelle parti controllate e non controllate di questi

studi con un follow-up mediano fino a 3 anni, una maggiore incidenza di linfoma è stata osservata nei

pazienti trattati con 100 mg di golimumab rispetto ai pazienti trattati con 50 mg di golimumab. Il

linfoma è stato diagnosticato in 11 soggetti (1 nei gruppi di trattamento con golimumab 50 mg e 10 nei

gruppi di trattamento con golimumab 100 mg) con un’incidenza (IC al 95%) per 100 soggetti/anno di

follow-up di 0,03 (0,00-0,15) e 0,13 (0,06-0,24) eventi rispettivamente per golimumab 50 mg e

golimumab 100 mg e 0,00 (0,00-0,57) eventi per il placebo. La maggior parte dei linfomi si è

verificata nello studio GO-AFTER nel quale sono stati arruolati pazienti esposti in precedenza a

medicinali anti-TNF e con una durata più lunga e più refrattaria della malattia (vedere paragrafo 4.4).

Neoplasie maligne diverse dal linfoma

Nei periodi controllati degli studi pivotal e per approssimativamente 4 anni di follow-up, l’incidenza

delle neoplasie maligne diverse da linfoma (escluso il tumore cutaneo non melanoma) è stata simile tra

il gruppo di trattamento con golimumab e quello di controllo. Per approssimativamente 4 anni di

follow-up, l’incidenza di neoplasie maligne diverse dal linfoma (escluso il tumore cutaneo non

melanoma) è stata simile a quella della popolazione generale.

Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal con un follow-up mediano fino a 3 anni il

tumore cutaneo non melanoma è stato diagnosticato in 5 soggetti trattati con placebo, in 10 trattati con

golimumab 50 mg e in 31 trattati con golimumab 100 mg con un’incidenza (IC al 95%) per

100 soggetti/anno di follow-up pari a 0,36 (0,26-0,49) per golimumab combinato e 0,87 (0,28-2,04)

per il placebo.

Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal con un follow-up mediano fino a 3 anni

sono state diagnosticate neoplasie maligne oltre al melanoma, al tumore cutaneo non melanoma e al

linfoma in 5 soggetti trattati con placebo, in 21 trattati con golimumab 50 mg e in 34 trattati con

golimumab 100 mg con un’incidenza (IC al 95%) per 100 soggetti/anno di follow-up pari a 0,48 (0,36-

0,62) per golimumab combinato e 0,87 (0,28-2,04) per il placebo (vedere paragrafo 4.4).

Casi segnalati negli studi clinici in presenza di asma

In uno studio clinico esplorativo, pazienti affetti da asma severa persistente hanno ricevuto una dose di

carico di golimumab (150% della dose in trattamento assegnata) per via sottocutanea alla settimana 0,

seguita da golimumab 200 mg, golimumab 100 mg o golimumab 50 mg ogni 4 settimane per via

sottocutanea fino alla settimana 52. Sono state segnalate otto neoplasie maligne nel gruppo di

trattamento con golimumab in associazione (n = 230) e nessuna nel gruppo di trattamento con placebo

(n = 79). Il linfoma è stato segnalato in 1 paziente, il tumore cutaneo non melanoma in 2 pazienti e

altre neoplasie maligne in 5 pazienti. Non c’è stato alcun accorpamento specifico di alcun tipo di

Nella fase dello studio controllata con placebo, l’incidenza (IC al 95%) di tutte le neoplasie maligne

per 100 soggetti/anno di follow-up è stata di 3,19 (1,38-6,28) nel gruppo di trattamento con

golimumab. In questo studio, l’incidenza (IC al 95%) per 100 soggetti/anno di follow-up in pazienti

trattati con golimumab è stata di 0,40 (0,01-2,20) per il linfoma, 0,79 (0,10-2,86) per il tumore cutaneo

non melanoma e 1,99 (0,64-4,63) per le altre neoplasie maligne. Per i soggetti trattati con placebo,

l’incidenza (IC al 95%) di queste neoplasie maligne per 100 soggetti/anno di follow-up è stata di 0,00

(0,00-2,94). Non è noto il significato di questi risultati.

Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal con un follow-up mediano fino a 3 anni, è

stata osservata una maggiore incidenza di demielinizzazione in pazienti trattati con 100 mg di

golimumab rispetto ai pazienti trattati con 50 mg di golimumab (vedere paragrafo 4.4).

Aumenti degli enzimi epatici

Nei periodi controllati degli studi pivotal su AR e AP, sono stati osservati lievi aumenti di ALT (> 1 e

< 3 volte il limite superiore della norma (upper limit of normal, ULN)) in percentuali simili nei

pazienti trattati con golimumab e in quelli di controllo negli studi su AR e AP (da 22,1% a 27,4% di

pazienti); negli studi sulla SA e sulla SpA assiale nr, lievi aumenti di ALT sono stati osservati

maggiormente nei pazienti trattati con golimumab (26,9%) rispetto a quelli di controllo (10,6%). Nei

periodi controllati e non controllati degli studi pivotal su AR e AP, con un follow-up mediano di

approssimativamente 5 anni, l’incidenza dei lievi aumenti di ALT era simile per i pazienti trattati con

golimumab e quelli di controllo negli studi su AR e AP. Nel periodo controllato degli studi pivotal

sulla CU di induzione con golimumab, lievi aumenti di ALT (> 1 e < 3 volte il ULN) sono stati

osservati in percentuali simili nei pazienti trattati con golimumab e in quelli di controllo

(rispettivamente da 8,0% a 6,9%). Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal su CU

con un follow-up mediano di approssimativamente 2 anni, la percentuale di pazienti con lievi aumenti

di ALT è stata del 24,7% nei pazienti che ricevevano golimumab durante il periodo di mantenimento

dello studio sulla CU.

Nel periodo controllato degli studi pivotal sull’AR e sulla SA, gli aumenti di ALT ≥ 5 volte l’ULN

sono stati non comuni e sono stati osservati in un numero di pazienti trattati con golimumab maggiore

(da 0,4% a 0,9%) rispetto ai pazienti di controllo (0,0%). Questa tendenza non è stata osservata nella

popolazione con AP. Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal su AR, AP e SA con

un follow-up mediano di 5 anni, l’incidenza degli aumenti di ALT ≥ 5 volte l’ULN era simile sia per i

pazienti trattati con golimumab, sia per i pazienti di controllo. In generale, questi aumenti sono stati

asintomatici e le anomalie sono diminuite o si sono risolte con la continuazione o l’interruzione di

golimumab o con la modifica dei medicinali concomitanti. Non sono stati riportati casi nei periodi

controllati e non controllati dello studio sulla SpA assiale nr (fino a 1 anno). Nei periodi controllati

degli studi pivotal sulla CU, di induzione con golimumab, aumenti di ALT ≥ 5 x ULN sono stati

osservati in percentuali simili nei pazienti trattati con golimumab e nei pazienti trattati con placebo

(rispettivamente da 0,3% a 1,0%). Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal su CU

con un follow-up mediano di approssimativamente 2 anni, la percentuale di pazienti con aumenti di

ALT ≥ 5 x ULN è stata dello 0,8% nei pazienti che ricevevano golimumab durante il periodo di

mantenimento dello studio sulla CU.

Negli studi pivotal su AR, AP, SA e SpA assiale nr, un paziente in uno studio sulla AR con anomalie

epatiche preesistenti e medicinali con fattore di confondimento, trattato con golimumab, ha sviluppato

epatite letale non infettiva con ittero. Il ruolo di golimumab come fattore contribuente o di

aggravamento non può essere escluso.

Reazioni al sito di iniezione

Nei periodi controllati degli studi pivotal sono state osservate reazioni al sito di iniezione nel 5,4% dei

pazienti trattati con golimumab, rispetto al 2,0% dei pazienti di controllo. La presenza di anticorpi

contro golimumab può aumentare il rischio di reazioni al sito di iniezione. La maggior parte delle

reazioni al sito di iniezione è stata lieve e moderata e la maggior parte delle manifestazioni frequenti

era rappresentata da eritema al sito di iniezione. Le reazioni al sito di iniezione generalmente non

richiedono la sospensione del trattamento con il medicinale.

Negli studi controllati di Fase IIb e/o III su AR, AP, SA, SpA assiale nr, asma severa persistente e

negli studi di Fase II/III sulla CU, nessun paziente trattato con golimumab ha sviluppato reazioni

Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal con 1 anno di follow-up, il 3,5% dei

pazienti trattati con golimumab e il 2,3% dei pazienti di controllo avevano una positività recente agli

ANA (a titolazioni di 1:160 o superiori). La frequenza degli anticorpi anti-dsDNA a 1 anno di

follow-up nei pazienti anti-dsDNA negativi al basale era l’1,1%.

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

La sicurezza di golimumab è stata studiata in uno studio di Fase III su 173 pazienti con AIGp da

2 a 17 anni di età. Il follow-up medio è stato di circa due anni. In questo studio, il tipo e la frequenza

degli eventi avversi riportati sono stati generalmente simili a quelli visti in studi negli adulti con AR.

La sicurezza di golimumab è stata studiata in uno studio di fase III condotto su 69 pazienti di età

compresa tra 4 e 17 anni affetti da colite ulcerosa in fase attiva di grado da moderato a severo. In

questo studio, le reazioni avverse osservate sono state coerenti con il profilo di sicurezza consolidato

di golimumab in pazienti adulti con CU.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale

è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del

medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il

sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

In uno studio clinico sono state somministrate dosi singole fino a 10 mg/kg per via endovenosa, senza

alcuna tossicità dose-limitante. In caso di sovradosaggio, si raccomanda di monitorare il paziente per

individuare i segni e i sintomi degli eventi avversi e di istituire immediatamente un trattamento

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: immunosoppressori, inibitori del fattore di necrosi tumorale alfa

(TNF-α), codice ATC: L04AB06

Gotenfia è un farmaco biosimilare. Informazioni dettagliate sono disponibili sul sito web dell’Agenzia

Europea dei Medicinali https://www.ema.europa.eu.

Golimumab è un anticorpo monoclonale umano che forma complessi stabili ad elevata affinità sia per

la forma solubile, sia per quella transmembrana bioattiva del TNF-α umano, impedendo il legame del

TNF-α ai suoi recettori.

Il legame di golimumab al TNF umano ha mostrato di inibire l’espressione sulla superficie cellulare,

indotta dal TNF-α, delle molecole di adesione, selettina E, molecola di adesione alle cellule vascolari

di tipo 1 (vascular cell adhesion molecule, VCAM) e molecola di adesione intracellulare di tipo 1

(intercellular adhesion molecule, ICAM) da parte delle cellule endoteliali umane. In vitro, anche la

secrezione, indotta dal TNF, di interleuchina (IL)-6, IL-8 e fattore stimolante la crescita delle colonie

granulocitarie e macrofagiche (granulocyte macrophage colony stimulating factor, GM-CSF) da parte

delle cellule endoteliali umane, è stata inibita da golimumab.

Un miglioramento dei livelli di proteina C-reattiva (PCR) è stato osservato rispetto ai gruppi trattati

con placebo e, il trattamento con golimumab ha generato riduzioni significative dei livelli sierici

rispetto al basale di IL-6, ICAM-1, metallo proteinasi della matrice 3 (MMP) e fattore di crescita

vascolare endoteliale (vascular endothelial growth factor, VEGF), rispetto al trattamento di controllo.

Inoltre, nei pazienti con AR e SA i livelli di TNF- si sono abbassati e nei pazienti con AP i livelli di

IL-8 sono diminuiti. Queste variazioni sono state osservate nella prima valutazione (settimana 4) dopo

la somministrazione iniziale di golimumab e sono generalmente durate fino alla settimana 24.

Artrite reumatoide negli adulti

L’efficacia di golimumab è stata dimostrata in tre studi clinici multicentrici, randomizzati, in doppio

cieco, controllati con placebo, condotti in più di 1500 pazienti di età ≥ 18 anni, con AR in fase attiva

da moderata a severa, diagnosticata secondo i criteri dell’American College of Rheumatology (ACR)

per almeno un periodo di 3 mesi prima dello screening. I pazienti dovevano presentare almeno 4

articolazioni tumefatte e 4 articolazioni dolenti. Golimumab o placebo sono stati somministrati per via

sottocutanea ogni 4 settimane.

GO-FORWARD ha valutato 444 pazienti con AR in fase attiva, nonostante una dose stabile di almeno

15 mg/settimana di MTX e che non erano stati trattati in precedenza con alcun medicinale anti-TNF. I

pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo + MTX, golimumab 50 mg + MTX, golimumab

100 mg + MTX o golimumab 100 mg + placebo. Dopo la settimana 24, i pazienti che ricevevano

placebo + MTX venivano assegnati a golimumab 50 mg + MTX. Alla settimana 52 i pazienti

entravano in uno studio in aperto con estensione nel lungo termine.

GO-AFTER ha valutato 445 pazienti trattati in precedenza con uno o più medicinali anti-TNF,

adalimumab, etanercept, o infliximab. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo,

golimumab 50 mg, o golimumab 100 mg. Durante lo studio, i pazienti hanno potuto continuare la

terapia concomitante di DMARD con MTX, sulfasalazina (SSZ), e/o idrossiclorochina (HCQ). Le

motivazioni indicate per l’interruzione di precedenti terapie con anti-TNF sono state mancanza di

efficacia (58%), intolleranza (13%), e/o motivi diversi da sicurezza o efficacia (29%, per lo più per

GO-BEFORE ha valutato 637 pazienti con AR in fase attiva, MTX-naïve e non trattati in precedenza

con un medicinale anti-TNF. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo + MTX, golimumab

50 mg + MTX, golimumab 100 mg + MTX o golimumab 100 mg + placebo. Alla settimana 52, i

pazienti entravano in uno studio in aperto con estensione a lungo termine nel quale i pazienti che

ricevevano placebo + MTX e presentavano almeno 1 articolazione dolente o tumefatta venivano

spostati al trattamento con golimumab 50 mg + MTX.

Nel GO-FORWARD gli endpoint (co)primari erano la percentuale di pazienti che ottenevano una

risposta ACR 20 alla settimana 14 e il miglioramento dell’Health Assessment Questionnaire (HAQ)

alla settimana 24 rispetto al basale. Nel GO-AFTER l’endpoint primario era la percentuale di pazienti

che avevano ottenuto una risposta ACR 20 alla settimana 14. Nel GO-BEFORE, gli endpoint

co-primari erano la percentuale di pazienti che avevano ottenuto una risposta ACR 50 alla

settimana 24 e un cambiamento dal basale del punteggio Sharp modificato da van der Heijde (vdH-S)

alla settimana 52. Oltre agli endpoint primari, sono state svolte valutazioni aggiuntive dell’impatto del

trattamento con golimumab su segni e sintomi dell’artrite, risposta radiografica, funzionalità fisica e

qualità di vita correlata allo stato di salute.

In linea generale, non sono state osservate differenze clinicamente significative nelle valutazioni

dell’efficacia fra i regimi posologici con golimumab 50 mg e 100 mg in associazione con MTX, fino

alla settimana 104 nel GO-FORWARD e nel GO-BEFORE e fino alla settimana 24 nel GO-AFTER.

In ognuno degli studi sulla AR secondo il disegno dello studio, i pazienti nell’estensione a lungo

termine potevano essere sottoposti ad uno switch tra le dosi di golimumab 50 mg e 100 mg a

discrezione del medico dello studio.

Segni e sintomi

I principali risultati relativi ai criteri ACR per la dose di golimumab da 50 mg alle settimane 14, 24 e

52 per gli studi GO-FORWARD, GO-AFTER e GO-BEFORE sono mostrati nella Tabella 3 e sono

descritti qui di seguito. Le risposte sono state osservate nella prima valutazione (settimana 4), dopo la

somministrazione iniziale di golimumab.

Nello studio GO-FORWARD, tra gli 89 soggetti randomizzati a golimumab 50 mg + MTX, 48

risultavano essere ancora in trattamento alla settimana 104. Tra questi, 40, 33 e 24 pazienti avevano

rispettivamente una risposta ACR 20/50/70 alla settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello

studio e trattati con golimumab, sono state osservate percentuali di risposta ACR 20/50/70 simili dalla

settimana 104 fino alla settimana 256.

Nello studio GO-AFTER, la percentuale di pazienti che hanno ottenuto una risposta ACR 20, è stata

maggiore fra i pazienti in terapia con golimumab rispetto a quelli trattati con placebo, a prescindere

dal motivo segnalato per l’interruzione di una o più terapie anti-TNF.

Principali risultati di efficacia delle parti controllate degli studi GO-FORWARD, GO-AFTER e

AR in fase attiva

AR in fase attiva, trattata

in precedenza con uno o

più medicinali anti-TNF

AR in fase attiva, MTX

na 133 89 150 147 160 159

% di pazienti che hanno risposto

Settimana 14 33% 55%* 18% 35%* NA NA

Settimana 24 28% 60%* 16% 31%

p = 0,002

Settimana 52 NA NA NA NA 52% 60%

Settimana 14 10% 35%* 7% 15%

p = 0,021

Settimana 24 14% 37%* 4% 16%* 29% 40%

Settimana 52 NA NA NA NA 36% 42%

Settimana 14 4% 14%

p = 0,008

p = 0,005

Settimana 24 5% 20%* 2% 9% p = 0,009 16% 24%

Settimana 52 NA NA NA NA 22% 28%

a n corrisponde ai pazienti randomizzati; il numero effettivo di pazienti valutabili per ciascun endpoint può variare per

* p ≤ 0,001

NA: Non Applicabile

Nello studio GO-BEFORE l’analisi primaria nei pazienti con artrite reumatoide da moderata a severa

(gruppi in combinazione con golimumab 50 e 100 mg + MTX vs MTX da solo per ACR 50) non è

risultata statisticamente significativa alla settimana 24 (p = 0,053). Alla settimana 52 in tutta la

popolazione, la percentuale di pazienti nel gruppo golimumab 50 mg + MTX che ha ottenuto una

risposta ACR era generalmente più alta ma non significativamente diversa quando confrontata con

MTX da solo (vedere Tabella 3). Sono state condotte analisi addizionali nei sottogruppi

rappresentativi della popolazione indicata di pazienti con AR severa, attiva e progressiva. Un effetto

generalmente superiore è stato dimostrato con golimumab 50 mg + MTX versus MTX da solo nella

popolazione indicata in confronto con la popolazione totale.

Negli studi GO-FORWARD e GO-AFTER, sono state osservate risposte statisticamente e

clinicamente significative nella scala DAS28 (Disease Activity Scale) in ogni fase pre-specificata, alla

settimana 14 e alla settimana 24 (p ≤ 0,001). Tra i pazienti che rimanevano in trattamento con

golimumab, randomizzati all’inizio dello studio, le risposte DAS28 venivano mantenute fino alla

settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, le risposte DAS28

sono state simili dalla settimana 104 fino alla settimana 256.

Nello studio GO-BEFORE è stata valutata la risposta clinica maggiore, definita come mantenimento di

una risposta ACR 70 su un periodo continuativo di 6 mesi. Alla settimana 52, il 15% dei pazienti del

gruppo golimumab 50 mg + MTX raggiungeva una risposta clinica superiore rispetto al 7% dei

pazienti del gruppo placebo + MTX (p = 0,018). Tra i 159 soggetti randomizzati a golimumab 50 mg

+ MTX, 96 erano ancora in trattamento alla settimana 104. Tra questi 85, 66 e 53 pazienti hanno avuto

rispettivamente una risposta ACR 20/50/70 alla settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello

studio e trattati con golimumab, sono state osservate percentuali di risposta ACR 20/50/70 simili dalla

settimana 104 fino alla settimana 256.

Nello studio GO-BEFORE le variazioni rispetto al basale nel punteggio vdH-S, un punteggio

composito del danno strutturale che misura radiograficamente il numero e la dimensione delle erosioni

articolari e il grado di riduzione dello spazio articolare nelle mani/polsi e piedi, è stato usato per

valutare il grado di danno strutturale. I principali risultati per golimumab alla dose di 50 mg alla

settimana 52 sono presentati nella Tabella 4.

Il numero dei pazienti con nessuna nuova erosione o modifica dal basale nel punteggio totale vdH-S

≤ 0 era significativamente più alto nel gruppo in trattamento con golimumab rispetto al gruppo di

controllo (p = 0,003). Gli effetti radiografici osservati alla settimana 52 si sono mantenuti fino alla

settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, gli effetti

radiografici sono stati simili dalla settimana 104 fino alla settimana 256.

Media (DS) delle modifiche radiografiche dal basale alla settimana 52 nel punteggio vdH-S

totale in tutta la popolazione dello studio GO-BEFORE

Placebo + MTX

Golimumab 50 mg + MTX

n a 160 159

Basale 19,7 (35,4) 18,7 (32,4)

Modifiche dal basale 1,4 (4,6) 0,7 (5,2)*

Punteggio di erosione

Basale 11,3 (18,6) 10,8 (17,4)

Modifiche dal basale 0,7 (2,8) 0,5 (2,1)

Basale 8,4 (17,8) 7,9 (16,1)

Modifiche dal basale 0,6 (2,3) 0,2 (2,0)**

a n corrisponde ai pazienti randomizzati

* p = 0,015

** p = 0,044

Funzionalità fisica e qualità di vita correlata allo stato di salute

La funzionalità fisica e l’invalidità sono state valutate come endpoint separato negli studi

GO-FORWARD e GO-AFTER, usando l’indice d’invalidità dell’HAQ DI. In questi studi, alla

settimana 24, golimumab ha mostrato un miglioramento dell’HAQ DI clinicamente e statisticamente

significativo, rispetto al basale, se paragonato al gruppo di controllo. Tra i pazienti che rimanevano in

trattamento con golimumab, randomizzati all’inizio dello studio, il miglioramento dell’HAQ DI è stato

mantenuto fino alla settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con

golimumab, il miglioramento dell’HAQ DI è stato simile dalla settimana 104 fino alla settimana 256.

Nello studio GO-FORWARD sono stati evidenziati miglioramenti clinicamente e statisticamente

significativi nella qualità di vita correlata allo stato di salute, in base alla misurazione del punteggio

della componente fisica di SF-36 nei pazienti trattati con golimumab versus placebo alla settimana 24.

Tra i pazienti che rimanevano in trattamento con golimumab, randomizzati all’inizio dello studio, il

miglioramento di SF-36 è stato mantenuto fino alla settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello

studio e trattati con golimumab, il miglioramento della componente fisica di SF-36 è stato simile dalla

settimana 104 fino alla settimana 256. Negli studi GO-FORWARD e GO-AFTER, sono stati osservati

miglioramenti statisticamente significativi nell’affaticamento, secondo la scala FACIT-F (Functional

Assessment of Chronic Illness Therapy-Fatigue).

Artrite psoriasica negli adulti

L’efficacia e la sicurezza di golimumab sono state valutate in uno studio clinico multicentrico,

randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (GO-REVEAL), condotto in 405 pazienti

adulti con AP in fase attiva (≥ 3 articolazioni tumefatte e ≥ 3 articolazioni dolenti), nonostante la

terapia con antinfiammatori non steroidei (FANS) o DMARD. I pazienti di questo studio avevano una

diagnosi di AP da almeno 6 mesi e almeno una lieve psoriasi. Sono stati arruolati i pazienti con

ciascun sottotipo di artrite psoriasica, compresa artrite poliarticolare senza noduli reumatoidi (43%),

artrite periferica asimmetrica (30%), artrite delle articolazioni interfalangee distali (DIP) (15%),

spondilite con artrite periferica (11%) e artrite mutilante (1%). Non è stato consentito alcun

trattamento precedente con un medicinale anti-TNF. golimumab o placebo sono stati somministrati per

via sottocutanea ogni 4 settimane. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo, golimumab

50 mg, o golimumab 100 mg. Dopo la settimana 24, i pazienti che ricevevano placebo venivano

assegnati a golimumab 50 mg. Alla settimana 52 i pazienti entravano in uno studio di estensione in

aperto a lungo termine.

Il 48% circa dei pazienti ha continuato la somministrazione di dosi stabili di metotrexato

(≤ 25 mg/settimana). Gli endpoint co-primari sono stati la percentuale di pazienti che hanno ottenuto

una risposta ACR 20 alla settimana 14 e la variazione rispetto al basale del punteggio totale vdH-S

modificato per l’AP alla settimana 24.

In generale, non sono state osservate differenze clinicamente significative nelle misure dell’efficacia

fra i regimi di dosaggio con golimumab 50 mg e 100 mg fino alla settimana 104. Secondo il disegno

dello studio, i pazienti nell’estensione a lungo termine potevano essere sottoposti ad uno switch tra le

dosi di golimumab 50 mg e 100 mg a discrezione del medico dello studio.

Segni e sintomi

I principali risultati per la dose da 50 mg alle settimane 14 e 24 sono mostrati nella Tabella 5 e sono

descritti qui di seguito.

Principali risultati di efficacia dello studio GO-REVEAL

Placebo Golimumab 50 mg*

na 113 146

% di pazienti che hanno risposto

Settimana 14 9% 51%

Settimana 24 12% 52%

Settimana 14 2% 30%

Settimana 24 4% 32%

Settimana 14 1% 12%

Settimana 24 1% 19%

Settimana 14 3% 40%

Settimana 24 1% 56%

* p < 0,05 per tutti i confronti;

a n corrisponde ai pazienti randomizzati; il numero effettivo di pazienti valutabili per ciascun endpoint può variare per

b Psoriasis Area and Severity Index

c Sulla base del sottogruppo di pazienti con un coinvolgimento dell’area della superficie corporea (BSA) ≥ 3% al basale,

79 pazienti (69,9%) nel gruppo di trattamento con placebo e 109 (74,3%) in quello con golimumab 50 mg.

Le risposte sono state osservate alla prima valutazione (settimana 4), dopo la somministrazione

iniziale di golimumab. Sono state riscontrate risposte ACR 20 simili alla settimana 14 nei pazienti con

artrite poliarticolare in assenza di noduli reumatoidi e sottotipi di AP, artrite periferica asimmetrica. Il

numero di pazienti con altri sottotipi di AP era troppo esiguo per consentire una valutazione

significativa. Le risposte osservate nei gruppi di trattamento con golimumab erano simili nei pazienti

trattati o meno con MTX concomitante. Tra i 146 pazienti randomizzati a golimumab 50 mg, 70

risultavano essere ancora in trattamento alla settimana 104. Tra questi 70 pazienti, 64, 46 e 31 pazienti

avevano rispettivamente una risposta ACR 20/50/70. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e

trattati con golimumab, sono state osservate percentuali di risposta ACR 20/50/70 simili dalla

settimana 104 fino alla settimana 256.

Sono state anche osservate risposte statisticamente significative nel DAS28 alle settimane 14 e 24

(p < 0,05).

Alla settimana 24, nei pazienti trattati con golimumab, sono stati osservati miglioramenti nei parametri

dell’attività periferica tipica dell’artrite psoriasica (ad es., numero di articolazioni tumefatte, numero di

articolazioni dolenti, dattilite e entesite). Il trattamento con golimumab ha determinato un

miglioramento significativo della funzionalità fisica, valutata dall’HAQ DI e a miglioramenti

significativi della qualità di vita correlata allo stato di salute, in base ai punteggi riassuntivi delle

componenti fisiche e mentali del SF-36. Tra i pazienti rimasti in trattamento con golimumab, al quale

erano stati randomizzati all’inizio dello studio, le risposte DAS28 e HAQ DI venivano mantenute fino

alla settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, le risposte

DAS28 e HAQ DI sono state simili dalla settimana 104 fino alla settimana 256.

Il danno strutturale di mani e piedi è stato radiologicamente valutato attraverso la variazione rispetto al

basale del punteggio vdH-S, modificato per l’AP con l’aggiunta delle articolazioni interfalangee distali

(DIP) della mano.

Il trattamento con golimumab 50 mg riduce il tasso di progressione del danno articolare periferico in

confronto al trattamento con placebo alla settimana 24 misurata come variazione rispetto al basale del

punteggio totale vdH-S modificato (la media ± punteggio DS era 0,27 ± 1,3 nel gruppo placebo

confrontato con -0,16 ± 1,3 nel gruppo di golimumab; p = 0,011). Dei 146 pazienti che sono stati

randomizzati a golimumab 50 mg, i dati dei raggi X alla settimana 52 erano disponibili per

126 pazienti, di questi il 77% non mostrava alcuna progressione rispetto al basale. Alla settimana 104,

i dati dei raggi X erano disponibili per 114 pazienti e il 77% non mostrava alcuna progressione rispetto

al basale. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, percentuali simili di

pazienti non hanno mostrato alcuna progressione rispetto al basale dalla settimana 104 fino alla

Spondiloartrite assiale negli adulti

Spondilite anchilosante negli adulti

L’efficacia e la sicurezza di golimumab sono state valutate in uno studio clinico multicentrico, in

doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo (GO-RAISE), condotto in 356 pazienti adulti con

spondilite anchilosante in fase attiva (definita come indice Bath dell’attività patologica della spondilite

anchilosante (BASDAI) ≥ 4 e una VAS per dolore lombare totale ≥ 4 su una scala da 0 a 10 cm). I

pazienti arruolati in questo studio avevano la patologia in fase attiva, nonostante la terapia attuale o

precedente con FANS o DMARD e non erano stati trattati in precedenza con alcun medicinale

anti-TNF. Golimumab o placebo sono stati somministrati per via sottocutanea ogni 4 settimane. I

pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo, golimumab 50 mg, o golimumab 100 mg e hanno

potuto continuare la terapia concomitante di DMARD (MTX, SSZ e/o HCQ). L’endpoint primario è

stato la percentuale di pazienti con risposta ASAS 20 (Ankylosing Spondylitis Assessment Study

Group) alla settimana 14. I dati di efficacia controllata con placebo sono stati raccolti e analizzati fino

alla settimana 24.

I principali risultati per la dose da 50 mg sono mostrati nella Tabella 6 e sono descritti qui di seguito.

In linea generale, non sono state osservate differenze clinicamente significative nelle misure

dell’efficacia fra i regimi posologici con golimumab 50 mg e 100 mg fino alla settimana 24. Secondo

il disegno dello studio, i pazienti nell’estensione a lungo termine potevano essere sottoposti ad uno

switch tra le dosi di golimumab 50 mg e 100 mg a discrezione del medico dello studio.

Principali risultati di efficacia dello studio GO-RAISE

Placebo Golimumab 50 mg*

na 78 138

% di pazienti che hanno risposto

Settimana 14 22% 59%

Settimana 24 23% 56%

Settimana 14 15% 45%

Settimana 24 15% 44%

Settimana 14 8% 50%

Settimana 24 13% 49%

* p ≤ 0,001 per tutti i confronti

a n corrisponde ai pazienti randomizzati; il numero effettivo di pazienti valutabili per ciascun endpoint può variare per

Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, la percentuale di pazienti con

risposta ASAS 20 e ASAS 40 è stata simile dalla settimana 24 fino alla settimana 256.

Sono state osservate anche risposte statisticamente significative nel BASDAI 50, 70 e 90 (p ≤ 0,017)

alle settimane 14 e 24. Sono stati riscontrati miglioramenti delle principali misurazioni dell’attività

patologica alla prima valutazione (settimana 4) dopo la somministrazione iniziale di golimumab che

sono stati mantenuti fino alla settimana 24. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con

golimumab, sono state osservate percentuali simili di variazione rispetto al basale nel BASDAI dalla

settimana 24 fino alla settimana 256. È stata osservata un’efficacia costante nei pazienti a prescindere

dall’uso di DMARD (MTX, sulfasalazina e/o idrossiclorochina), presenza dell’antigene HLA-B27 o

livelli basali di PCR in base alla valutazione delle risposte ASAS 20 alla settimana 14.

Il trattamento con golimumab ha portato a miglioramenti significativi nella funzionalità fisica come

valutato dai cambiamenti rispetto al basale in BASFI (Bath Ankylosing Spondylitis Functional Index)

alle settimane 14 e 24. Anche la qualità di vita correlata allo stato di salute, misurato dal punteggio

della componente fisica SF-36, è stata migliorata significativamente alle settimane 14 e 24. Tra i

pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, i miglioramenti nella funzionalità fisica

e nella qualità di vita correlata allo stato di salute sono stati simili dalla settimana 24 fino alla

Spondiloartrite assiale non radiografica negli adulti

La sicurezza e l’efficacia di golimumab sono state valutate in uno studio multicentrico, randomizzato,

in doppio cieco, controllato con placebo (GO-AHEAD) condotto su 197 pazienti adulti con SpA

assiale nr severa in fase attiva (definiti come quei pazienti che soddisfacevano i criteri della

classificazione ASAS per la diagnosi di spondiloartrite assiale ma che non soddisfacevano i criteri di

New York modificati per la diagnosi di SA). I pazienti arruolati in questo studio avevano una malattia

in fase attiva (definita in base ad un BASDAI ≥ 4 e ad una Scala Analogica Visiva (VAS) per il dolore

dorsale complessivo ≥ 4, ciascuna su di una scala da 0 a 10 cm) nonostante una terapia con FANS in

corso o precedente e non erano stati precedentemente trattati con un qualsiasi medicinale biologico

compresa la terapia anti-TNF. I pazienti sono stati randomizzati al trattamento con placebo o con

golimumab 50 mg somministrato per via sottocutanea ogni 4 settimane. Alla settimana 16, i pazienti

entravano in un periodo di trattamento in aperto nel quale tutti ricevevano golimumab 50 mg

somministrato per via sottocutanea ogni 4 settimane fino alla settimana 48 con valutazioni di efficacia

effettuate fino alla settimana 52 e follow-up di sicurezza fino alla settimana 60. Approssimativamente

il 93% dei pazienti che avevano ricevuto golimumab all’inizio dell’estensione in aperto (settimana 16)

rimanevano in trattamento fino alla fine dello studio (settimana 52). Le analisi sono state effettuate sia

su tutta la popolazione trattata (AT, N = 197) che sulla popolazione con segni obiettivi di

infiammazione (OSI, N = 158, come indicato da elevati livelli di PCR e/o dall’evidenza di sacroileite

nella RMI effettuata al basale). I dati di efficacia controllati con placebo sono stati raccolti e analizzati

fino alla settimana 16. L’ endpoint primario era la percentuale di pazienti che otteneva una risposta

ASAS 20 alla settimana 16. I principali risultati sono mostrati nella Tabella 7 e sono descritti di

Principali risultati di efficacia dello studio GO-AHEAD alla settimana 16

Miglioramenti nei segni e nei sintomi

Tutta la popolazione trattata (AT)

Popolazione con segni obiettivi di

na 100 97 80 78

% di pazienti che hanno risposto

ASAS 20 40% 71%** 38% 77%**

ASAS 40 23% 57%** 23% 60%**

ASAS 5/6 23% 54%** 23% 63%**

parziale 18% 33%* 19% 35%*

ASDAS-C b < 1,3 13% 33%* 16% 35%*

BASDAI 50 30% 58%** 29% 59%**

Inibizione dell’infiammazione nelle articolazioni sacro-iliache (SI) misurata con RMI

50 mg Placebo

n C 87 74 69 61

Variazione media nel

sacro-iliaca -0,9 -5,3** -1,2 -6,4**

a n corrisponde ai pazienti randomizzati e trattati

b Spondilite anchilosante punteggio di attività della malattia con proteina C reattiva (AT-Placebo, N = 90;

AT-golimumab 50 mg, N = 88; OSI-Placebo, N = 71; OSI-golimumab 50 mg, N = 71)

c n corrisponde al numero di pazienti con dati di RMI al basale e alla settimana 16

d SPARCC (Spondyloarthritis Research Consortium of Canada)

** p < 0,0001 per confronti golimumab vs placebo

* p < 0,05 per confronti golimumab vs placebo

Miglioramenti statisticamente significativi nei segni e nei sintomi di SpA assiale nr severa in fase

attiva sono stati dimostrati nei pazienti trattati con golimumab 50 mg rispetto al placebo alla

settimana 16 (Tabella 7). Miglioramenti sono stati osservati alla prima valutazione (settimana 4) dopo

la somministrazione iniziale di golimumab. Il punteggio SPARCC misurato con RMI ha mostrato

riduzioni statisticamente significative dell’infiammazione nell’articolazione SI alla settimana 16 nei

pazienti trattati con golimumab 50 mg rispetto al placebo (Tabella 7). Il dolore valutato tramite il

dolore dorsale complessivo e il dolore dorsale notturno su scala VAS e l’attività della malattia

misurata tramite ASDAS-C hanno mostrato anche un miglioramento statisticamente significativo dal

basale alla settimana 16 nei pazienti trattati con golimumab 50 mg rispetto al placebo (p < 0,0001).

Miglioramenti statisticamente significativi nella mobilità spinale valutata con il BASMI (Bath

Ankylosing Spondylitis Metrology Index) e nella funzionalità fisica valutata con il BASFI sono stati

dimostrati nei pazienti trattati con golimumab 50 mg rispetto ai pazienti trattati con placebo

(p < 0,0001). I pazienti trattati con golimumab hanno riportato in modo significativo più miglioramenti

nella qualità di vita correlata allo stato di salute valutati tramite ASQoL, EQ-5D e componenti fisiche

e mentali del SF-36 e hanno riportato in modo significativo più miglioramenti nella produttività

valutati tramite maggiori riduzioni della compromissione complessiva della capacità di lavorare e della

compromissione dello svolgimento delle attività quotidiane valutate tramite il questionario WPAI

rispetto ai pazienti che ricevevano placebo.

Per tutti gli endpoint sopra descritti, risultati statisticamente significativi sono stati dimostrati anche

nella popolazione OSI alla settimana 16.

In entrambe le popolazioni AT e OSI, i miglioramenti nei segni e sintomi, nella mobilità spinale, nella

funzionalità fisica, nella qualità della vita e nella produttività osservati alla settimana 16 tra i pazienti

trattati con golimumab 50 mg, persistevano in quei pazienti rimasti nello studio alla settimana 52.

La sicurezza e l’efficacia del proseguimento del trattamento con golimumab (frequenza di dosaggio

completa o ridotta) rispetto all’interruzione del trattamento sono state valutate in pazienti adulti

(18-45 anni di età) con SpA assiale nr in fase attiva che hanno dimostrato una remissione prolungata

durante i 10 mesi di trattamento mensile in aperto con golimumab (GO-BACK). I pazienti elegibili

(che hanno raggiunto una risposta clinica entro il Mese 4 e uno stato della malattia inattivo (ASDAS

< 1,3) sia al Mese 7 che al Mese 10) entrati nella fase di interruzione in doppio cieco sono stati

randomizzati al proseguimento del trattamento mensile con golimumab (regime di trattamento

completo, N = 63), al trattamento con golimumab ogni 2 mesi (regime di trattamento ridotto, N = 63)

o al trattamento mensile con placebo (interruzione del trattamento, N = 62) per un massimo di circa

L’endpoint primario di efficacia è stato la percentuale di pazienti senza una riacutizzazione

dell’attività della malattia. I pazienti che hanno manifestato una riacutizzazione, cioè avevano un

ASDAS rilevato in 2 valutazioni consecutive in cui entrambe mostravano un punteggio assoluto pari a

≥ 2,1 o un aumento post-interruzione pari a ≥ 1,1 relativamente al Mese 10 (fine del periodo in aperto),

hanno ripreso il trattamento mensile con golimumab in una fase di ritrattamento in aperto per

caratterizzare la risposta clinica.

Risposta clinica dopo l’interruzione del trattamento in doppio cieco

Tra i 188 pazienti con malattia inattiva che hanno ricevuto almeno una dose di trattamento in doppio

cieco, una percentuale di pazienti significativamente maggiore (p < 0,001) non ha manifestato una

riacutizzazione della malattia proseguendo golimumab in trattamento completo (84,1 %), o in regimi

di trattamento ridotto (68,3%) rispetto all’interruzione del trattamento (33,9 %) (Tabella 8).

Analisi della percentuale di partecipanti senza una riacutizzazionea

Analisi completa del set di popolazione (Periodo 2 – In doppio cieco)

Differenza in % vs Placebo

Trattamento n/N % Stimata (IC 95%)b p-Valueb

GLM s.c. QMT 53/63 84,1 50,2 (34,1; 63,6) < 0,001

GLM s.c. Q2MT 43/63 68,3 34,4 (17,0; 49,7) < 0,001

Placebo 21/62 33,9

Il set dell’analisi completa comprende tutti i partecipanti randomizzati che hanno raggiunto la malattia inattiva nel

periodo 1 e che hanno ricevuto almeno una dose di trattamento in cieco dello studio.

a Definito come ASDAS valutato in 2 visite consecutive che mostrano entrambe un punteggio assoluto pari a ≥ 2,1 o

aumento post-interruzione pari a ≥ 1,1 relativamente al Mese 10 (Visita 23).

b Il tasso di errore di tipo I rispetto ai confronti tra trattamento multiplo (GLM s.c. QMT vs Placebo e GLM s.c. Q2MT

vs Placebo) è stato controllato utilizzando una procedura di test sequenziale (step-down). Derivato sulla base del

metodo di Miettinen e Nurminen stratificato con livello di PCR (> 6 mg/L o ≤ 6 mg/L) come fattore di stratificazione.

I partecipanti che hanno interrotto il periodo 2 prematuramente e prima di una “riacutizzazione” saranno conteggiati come

aventi una “riacutizzazione”.

N = Numero totale di partecipanti; n = numero di partecipanti senza una riacutizzazione; GLM = golimumab; s.c. = via

sottocutanea, QMT = dosaggio mensile; Q2MT = dosaggio ogni 2 mesi.

La differenza di tempo alla prima riacutizzazione tra il gruppo di interruzione del trattamento e uno dei

gruppi di trattamento con golimumab è mostrata nella Figura 1 (log-rank p < 0,0001 per ciascun

confronto). Nel gruppo placebo, le riacutizzazioni sono iniziate circa 2 mesi dopo l’interruzione del

trattamento con golimumab, con la maggior parte delle riacutizzazioni verificatesi entro 4 mesi

dall’interruzione del trattamento (Figura 1).

Figura 1: Analisi di Kaplan-Meier di tempo alla prima riacutizzazione

Risposta clinica al ritrattamento per una riacutizzazione della malattia

La risposta clinica è stata definita come un miglioramento BASDAI ≥ 2 o ≥ 50 % rispetto alla media

dei 2 punteggi BASDAI consecutivi attribuiti alla riacutizzazione della malattia. Dei 53 partecipanti

nel regime a dosaggio ridotto o nel regime di sospensione del trattamento che hanno avuto una

riacutizzazione della malattia confermata, 51 (96,2 %) hanno ottenuto una risposta clinica a

golimumab entro i primi 3 mesi di ritrattamento, sebbene un numero inferiore di pazienti (71,7 %) sia

stato in grado di sostenerla per tutti i 3 mesi.

Colite ulcerosa negli adulti

L’efficacia di golimumab è stata valutata in due studi clinici randomizzati, in doppio cieco, controllati

con placebo condotti in pazienti adulti.

Lo studio di induzione (PURSUIT-Induction) ha valutato pazienti con colite ulcerosa in fase attiva di

grado da moderato a severo (punteggio Mayo da 6 a 12; subpunteggio endoscopico ≥ 2) che avevano

una risposta inadeguata o che non avevano tollerato le terapie convenzionali o che erano

corticosteroidi dipendenti. Nella porzione dello studio di conferma della dose, 761 pazienti sono stati

randomizzati a ricevere 400 mg di golimumab s.c. alla settimana 0 e 200 mg alla settimana 2, 200 mg

di golimumab s.c. alla settimana 0 e 100 mg alla settimana 2 o placebo s.c. alle settimane 0 e 2. Era

consentita la somministrazione concomitante di dosi stabili di aminosalicilati per via orale,

corticosteroidi e/o agenti immunomodulatori. In questo studio è stata valutata l’efficacia di golimumab

fino alla settimana 6.

I risultati dello studio di mantenimento (PURSUIT-Maintenance) si basavano sulla valutazione di

456 pazienti che avevano raggiunto una risposta clinica nella precedente induzione con golimumab. I

pazienti sono stati randomizzati a ricevere golimumab 50 mg, golimumab 100 mg o placebo

somministrati per via sottocutanea ogni 4 settimane. Era consentita la somministrazione concomitante

di dosi stabili di aminosalicilati per via orale e/o agenti immunomodulatori. I corticosteroidi dovevano

essere gradatamente ridotti all’inizio dello studio di mantenimento. In questo studio è stata valutata

l’efficacia di golimumab fino alla settimana 54. I pazienti che avevano completato lo studio di

mantenimento fino alla settimana 54 hanno continuato il trattamento in uno studio di estensione, con

efficacia valutata fino alla settimana 216. La valutazione dell’efficacia nello studio di estensione era

basata sui cambiamenti nell’impiego dei corticosteroidi, sulla valutazione globale del medico (PGA)

dell’attività della malattia e sul miglioramento della qualità della vita come misurato dal questionario

sulla malattia infiammatoria dell’intestino (IBDQ).

Principali risultati di efficacia degli studi PURSUIT - Induction e PURSUIT - Maintenance

N = 251

Golimumab 200/100 mg

N = 253

Percentuale di pazienti

Pazienti in risposta clinica alla settimana 6a 30% 51%**

Pazienti in remissione clinica alla settimana 6b 6% 18%**

Pazienti con guarigione della mucosa alla

N = 154

N = 151

N = 151

Percentuale di pazienti

Mantenimento della risposta (Pazienti in

risposta clinica fino alla settimana 54)e 31% 47%* 50%**

Remissione sostenuta (Pazienti in remissione

clinica alle settimane 30 e 54)f 16% 23%g 28%*

N = numero di pazienti

** p ≤ 0,001

* p ≤ 0,01

a Definita come una riduzione rispetto al basale nel punteggio Mayo ≥ 30% e ≥ 3 punti, accompagnata da una riduzione

del subpunteggio del sanguinamento rettale ≥ 1 o un subpunteggio del sanguinamento rettale di 0 o 1.

b Definita come punteggio Mayo ≤ 2 punti, con nessun subpunteggio individuale > 1

c Definita come 0 o 1 nel subpunteggio endoscopico del punteggio Mayo.

d Solo induzione con golimumab.

e I pazienti sono stati valutati per l’attività della CU con il punteggio parziale Mayo ogni 4 settimane (la perdita di

risposta era confermata con l’endoscopia). Pertanto, un paziente che manteneva la risposta era in uno stato di risposta

clinica continua ad ogni valutazione clinica fino alla settimana 54.

f Un paziente doveva essere in remissione alle settimane 30 e 54 (senza mostrare una perdita di risposta in qualsiasi

punto temporale fino alla settimana 54) per ottenere una remissione sostenuta.

g In pazienti di peso inferiore a 80 kg, una percentuale maggiore di pazienti che ricevevano una terapia di mantenimento

da 50 mg mostrava una remissione clinica sostenuta rispetto a quelli che ricevevano placebo.

Più pazienti trattati con golimumab mostravano una guarigione sostenuta della mucosa (pazienti con

guarigione della mucosa alle settimane 30 e 54) nel gruppo 50 mg (42%, p nominale < 0,05) e nel

gruppo 100 mg (42%, p < 0,005) rispetto ai pazienti del gruppo placebo (27%).

Tra il 54% dei pazienti (247/456) che avevano ricevuto una terapia concomitante con corticosteroidi

all’inizio del PURSUIT-Maintenance, la percentuale dei pazienti che avevano mantenuto una risposta

clinica fino alla settimana 54 e non avevano ricevuto terapia concomitante con corticosteroidi alla

settimana 54 è stata maggiore nel gruppo 50 mg (38%, 30/78) e nel gruppo 100 mg (30%, 25/82)

rispetto al gruppo placebo (21%, 18/87). La percentuale di pazienti che avevano eliminato

corticosteroidi entro la settimana 54 è stata maggiore nel gruppo 50 mg (41%, 32/78) e nel gruppo

100 mg (33%, 27/82) rispetto al gruppo placebo (22%, 19/87). Tra i pazienti che erano entrati nello

studio di estensione, la percentuale dei soggetti che erano rimasti liberi da corticosteroidi era

generalmente mantenuta fino alla settimana 216.

I pazienti che non hanno raggiunto una risposta clinica alla settimana 6 durante gli studi

PURSUIT-Induction sono stati trattati con golimumab 100 mg ogni 4 settimane nello studio

PURSUIT-Maintenance. Alla settimana 14, il 28% di questi pazienti ha raggiunto una risposta definita

dal punteggio parziale Mayo (riduzione fino a ≥ 3 punti rispetto all’inizio dell’induzione). Alla

settimana 54, i risultati clinici osservati in questi pazienti sono stati simili ai risultati clinici riportati

nei pazienti che avevano raggiunto una risposta clinica alla settimana 6.

Alla settimana 6, golimumab ha migliorato in modo significativo la qualità di vita come misurato dalla

variazione rispetto al basale in una misura specifica della malattia, IBDQ (questionario sulla malattia

infiammatoria dell’intestino). Tra i pazienti che avevano ricevuto una terapia di mantenimento con

golimumab, il miglioramento della qualità di vita come misurato dall’IBDQ è stato mantenuto fino

alla settimana 54.

Approssimativamente il 63% dei pazienti che avevano ricevuto golimumab all’inizio dello studio di

estensione (settimana 56), rimanevano in trattamento fino alla fine dello studio (ultima

somministrazione di golimumab alla settimana 212).

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di golimumab sono state valutate in uno studio con sospensione,

randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (GO-KIDS) in 173 bambini (da 2 a 17 anni di

età) con AIGp attiva con almeno 5 articolazioni attive ed una risposta non adeguata a MTX. Sono stati

inclusi nello studio bambini con AIG a decorso poliarticolare (poliartrite con fattore reumatoide

positivo o negativo, oligoartrite estesa, artrite psoriasica giovanile o AIG sistemica senza sintomi

sistemici in corso). Il numero mediano di articolazioni attive al basale era 12 e la PCR mediana era di

La parte 1 dello studio prevedeva una fase in aperto di 16 settimane nella quale i 173 bambini arruolati

hanno ricevuto golimumab 30 mg/m2 (massimo 50 mg) per via sottocutanea ogni 4 settimane e MTX. I

154 bambini che avevano raggiunto una risposta ACR Ped 30, alla settimana 16, sono entrati nella

parte 2 dello studio, la fase con sospensione randomizzata, e hanno ricevuto golimumab 30 mg/m2

(massimo 50 mg) + MTX o placebo + MTX ogni 4 settimane. Dopo riacutizzazione della malattia, i

bambini hanno ricevuto golimumab 30 mg/m2 (massimo 50 mg) + MTX. Alla settimana 48, i bambini

sono entrati in una fase di estensione a lungo termine.

I bambini in questo studio hanno mostrato risposte ACR Ped 30, 50, 70 e 90 dalla settimana 4.

Alla settimana 16, l’87% dei bambini erano responders ACR Ped 30 e il 79%, il 66% e il 36% dei

bambini erano responders ACR Ped 50, ACR Ped 70 e ACR Ped 90, rispettivamente. Alla

settimana 16, il 34% dei bambini aveva una malattia non attiva definita in base alla presenza di tutti i

seguenti parametri: assenza di articolazioni con artrite attiva; assenza di febbre, eruzione cutanea,

sierosite, splenomegalia, epatomegalia o linfoadenopatia generalizzata attribuibili a AIG; assenza di

uveite attiva; VES normale (< 20 mm/ora) o PCR normale (< 1,0 mg/dL); valutazione globale di

attività della malattia da parte del medico (punteggio VAS ≤ 5 mm); durata della rigidità mattutina

< 15 minuti.

Alla settimana 16, tutte le componenti ACR Ped hanno mostrato un miglioramento clinicamente

rilevante rispetto al basale (vedere Tabella 10).

Miglioramenti rispetto al basale nelle componenti ACR Ped alla settimana 16a

Percentuale mediana di

Golimumab 30 mg/m2

nb = 173

Valutazione globale della malattia da parte del medico

(VASc 0-10 cm)

Valutazione globale del benessere generale da parte del

soggetto/genitore (VAS 0-10 cm)

Numero di articolazioni attive 92%

Numero di articolazioni con una limitata capacità di

Funzionalità fisica in base al CHAQd 50%

VES (mm/h)e 33%

a basale = settimana 0

b “n” riflette i pazienti arruolati

c VAS: Scala Analogica Visiva

d CHAQ: Child Health Assessment Questionaire

e VES (mm/h): velocità di eritrosedimentazione (millimetri per ora)

L’endpoint primario dello studio, la percentuale di bambini che erano responder ACR Ped 30 alla

settimana 16 e che non avevano presentato una riacutizzazione tra la settimana 16 e la settimana 48,

non è stato raggiunto. La maggior parte dei bambini non aveva presentato una riacutizzazione tra la

settimana 16 e la settimana 48 (59% nel gruppo golimumab + MTX e 53% nel gruppo

placebo + MTX, rispettivamente; p = 0,41).

Un’analisi per sottogruppo pre-specificata dell’endpoint primario in base ai valori di PCR al basale

(≥ 1 mg/dL vs < 1 mg/dL) ha dimostrato tassi più elevati di riacutizzazione nei pazienti trattati con

placebo + MTX rispetto ai pazienti trattati con golimumab + MTX tra i soggetti con valori di PCR al

basale ≥ 1 mg/dL (87% vs 40% p = 0,0068).

Alla settimana 48, il 53% e il 55% dei bambini nel gruppo golimumab + MTX e nel gruppo

placebo + MTX, rispettivamente, erano responder ACR Ped 30 e il 40% e il 28% dei bambini nel

gruppo golimumab + MTX e nel gruppo placebo + MTX, rispettivamente, hanno ottenuto una malattia

Colite ulcerosa pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di golimumab sono state valutate in uno studio di fase III, multicentrico, in

aperto, (PURSUIT 2) progettato per arruolare bambini di età compresa tra 2 e 17 anni con CU in fase

attiva di grado da moderato a severo, definita come punteggio Mayo completo al basale da 6 a 12,

inclusi, con un subpunteggio endoscopico ≥ 2. I bambini precedentemente esposti ad agenti anti-TNF-

α non erano idonei alla partecipazione. La maggior parte dei 69 partecipanti (97,1%) stava ricevendo

farmaci per il trattamento della CU (corticosteroidi, immunomodulatori e/o 5-ASA); il 52,2% dei

partecipanti stava ricevendo corticosteroidi e l’88,4% stava ricevendo 5-ASA orale. L’età media dei

partecipanti era di 13,4 anni (intervallo 4-17). Il 53,6% (37) dei partecipanti era di sesso femminile. Il

peso medio era di 52,4 kg (intervallo da 16 a 107). Le caratteristiche della malattia al basale per la

popolazione complessiva di golimumab erano rappresentative di pazienti pediatrici con CU in fase

attiva di grado da moderato a severo.

Nella fase di induzione (dalla settimana 0 alla settimana 6), i bambini hanno ricevuto golimumab s.c.

in base al peso corporeo, alle settimane 0 e 2. I bambini con peso corporeo ≥ 45 kg hanno ricevuto

dosi di induzione fisse di 200 mg s.c. alla settimana 0 e 100 mg alla settimana 2. I bambini con peso

corporeo < 45 kg hanno ricevuto dosi di induzione aggiustate per la superficie corporea di 120 mg/m2

s.c. (fino a un massimo di 200 mg) alla settimana 0 e 60 mg/m2 s.c. (fino a un massimo di 100 mg) alla

settimana 2. Alla settimana 6, i bambini sono stati valutati per efficacia e sicurezza.

Nella fase di mantenimento (dalla settimana 6 alla settimana 54), i bambini in risposta clinica a

golimumab (una riduzione rispetto al basale del punteggio Mayo completo di ≥ 30% e ≥ 3 punti, con

una riduzione rispetto al basale del subpunteggio di sanguinamento rettale di ≥ 1 o un subpunteggio di

sanguinamento rettale di 0 o 1 utilizzando la lettura locale del subpunteggio endoscopico) hanno

continuato a ricevere golimumab s.c. 100 mg (bambini di peso ≥ 45 kg) o 60 mg/m2 (bambini di peso

< 45 kg) ogni 4 settimane fino alla settimana 50. Ai bambini che non hanno mostrato una risposta

clinica alla settimana 6, potevano essere somministrate dosi aggiuntive alla settimana 6 e alla

settimana 10, seguite da una valutazione della risposta alla settimana 14 per determinare se i bambini

continuavano con golimumab ogni 4 settimane fino alla settimana 50. Dei 41 bambini che sono entrati

nella fase di mantenimento, 39 bambini sono rimasti nello studio alla settimana 54 (con una

determinazione dell’efficacia mediante punteggio Mayo completo).

L’endpoint primario della remissione clinica, misurato mediante il punteggio Mayo, era definito come

un punteggio Mayo ≤ 2 punti, senza alcun subpunteggio individuale > 1 (in base al subpunteggio

Mayo endoscopico assegnato dall’endoscopista locale). Complessivamente, 22 (31,9%) bambini

hanno mostrato remissione clinica alla settimana 6. Alla settimana 54, il 31,7% di coloro che avevano

ottenuto la risposta clinica alla settimana 6 era in remissione clinica.

Principali risultati di efficacia degli studi PURSUIT 2 - Induction e PURSUIT 2 - Maintenance

PURSUIT 2 - Induction

Endpoint primario Golimumab

N = 69

Soggetti in remissione clinica valutata mediante il

punteggio Mayo alla settimana 6 a 22 (31,9%)

Principali endpoint secondari di efficacia

Soggetti in risposta clinica alla settimana 6b 39 (56,5%)

Soggetti con guarigione endoscopica alla

settimana 6c 28 (40,6%)

PURSUIT 2 – Maintenance

Principali endpoint secondari di efficacia Golimumab

N = 41

Soggetti in remissione clinica alla settimana 54,

valutata mediante il punteggio Mayoa,e

Soggetti con guarigione endoscopica alla

Soggetti in remissione clinica alla settimana 54,

come valutato dal punteggio Mayo, per i

partecipanti che erano in remissione clinica alla

N = numero di pazienti

a La remissione clinica è definita come un punteggio Mayo ≤ 2 punti, senza alcun sottopunteggio individuale > 1.

b Risposta clinica definita come una riduzione rispetto al basale nel punteggio Mayo ≥ 30% e ≥ 3 punti, accompagnato da

una riduzione del subpunteggio del sanguinamento rettale ≥ 1 al basale o un subpunteggio del sanguinamento rettale di

0 o 1.

c La guarigione endoscopica è definita come un subpunteggio endoscopico di 0 o 1 in base all’endoscopia locale.

d Il denominatore è costituito da soggetti in remissione clinica alla settimana 6.

e I soggetti senza punteggio endoscopico alla settimana 54 sono stati considerati non in remissione clinica.

Anticorpi anti-golimumab possono svilupparsi durante il trattamento con golimumab. La formazione

di anticorpi anti-golimumab può essere associata a una ridotta esposizione sistemica al golimumab, ma

non è stata osservata alcuna correlazione apparente tra lo sviluppo di anticorpi e l’efficacia. La

presenza di anticorpi contro golimumab può aumentare il rischio di reazioni al sito di iniezione

(vedere paragrafo 4.8).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Dopo un’unica somministrazione di golimumab per via sottocutanea a soggetti sani o a pazienti con

AR, il tempo medio per raggiungere le concentrazioni sieriche massime (Tmax) variava fra 2 e 6 giorni.

Un’iniezione sottocutanea di golimumab da 50 mg in soggetti sani ha prodotto una concentrazione

sierica massima (Cmax) media ± deviazione standard di 3,1 ± 1,4 µg/mL.

Dopo un’unica iniezione sottocutanea da 100 mg, l’assorbimento di golimumab era simile nella parte

superiore del braccio, nell’addome e nella coscia, con una biodisponibilità media assoluta del 51%.

Poiché golimumab ha evidenziato parametri farmacocinetici quasi proporzionali alla dose dopo una

somministrazione per via sottocutanea, si prevede che la biodisponibilità assoluta di una dose di

golimumab da 50 mg o da 200 mg sia analoga.

Dopo un’unica somministrazione e.v., il volume medio di distribuzione era di 115 ± 19 mL/kg.

La clearance sistemica di golimumab è stata stimata essere di 6,9 ± 2,0 mL/die/kg. Il valore

dell’emivita terminale è stato stimato essere di circa 12 ± 3 giorni nei soggetti sani e presentava valori

analoghi nei pazienti con AR, AP, SA o CU.

Quando è stata somministrata per via sottocutanea una dose di golimumab da 50 mg in pazienti con

AR, AP o SA ogni 4 settimane, le concentrazioni sieriche hanno raggiunto lo steady state entro la

settimana 12. Con l’uso concomitante di MTX, il trattamento con golimumab da 50 mg per via

sottocutanea ogni 4 settimane ha prodotto una concentrazione sierica minima media (± deviazione

standard) allo stato stazionario di circa 0,6 ± 0,4 µg/mL nei pazienti con AR in fase attiva, nonostante

la terapia con MTX, di circa 0,5 ± 0,4 µg/mL nei pazienti con AP attiva, e di circa 0,8 ± 0,4 µg/mL nei

pazienti con SA. Concentrazioni sieriche medie di valle di golimumab allo steady state in pazienti con

SpA assiale nr sono state simili a quelle osservate in pazienti con SA dopo somministrazione

sottocutanea di 50 mg di golimumab ogni 4 settimane.

I pazienti con AR, AP o SA, che non hanno ricevuto MTX in concomitanza, avevano concentrazioni

minime di golimumab allo stato stazionario più basse di circa il 30% rispetto a quelle dei pazienti che

hanno ricevuto golimumab con MTX. In un limitato numero di pazienti con AR trattati con

golimumab per via sottocutanea per un periodo superiore a 6 mesi, l’uso concomitante di MTX ha

ridotto la clearance apparente di golimumab di circa il 36%. Tuttavia, le analisi farmacocinetiche della

popolazione indicano che l’uso concomitante di FANS, corticosteroidi per via orale o sulfasalazina

non ha influenzato la clearance apparente di golimumab.

A seguito di dosi di induzione da 200 mg e 100 mg di golimumab rispettivamente alla settimana 0 e 2,

e successivamente dosi di mantenimento da 50 mg o 100 mg di golimumab per via sottocutanea ogni

4 settimane in pazienti con CU, le concentrazioni sieriche di golimumab hanno raggiunto lo steady

state approssimativamente 14 settimane dopo l’inizio della terapia. Il trattamento con 50 mg o 100 mg

di golimumab per via sottocutanea ogni 4 settimane durante il mantenimento ha dato luogo ad una

concentrazione sierica media di valle allo steady state di circa 0,9 ± 0,5 µg/mL e 1,8 ± 1,1 µg/mL,

In pazienti con CU trattati con 50 mg o 100 mg di golimumab per via sottocutanea ogni 4 settimane,

l’uso concomitante di immunomodulatori non ha avuto un effetto sostanziale sui livelli di valle di

golimumab allo stato stazionario.

I pazienti che hanno sviluppato anticorpi contro golimumab generalmente hanno avuto basse

concentrazioni sieriche di valle di golimumab allo steady state (vedere paragrafo 5.1).

Golimumab, in pazienti con AR, ha mostrato parametri farmacocinetici approssimativamente

proporzionali alla dose nel range di dosaggio di 0,1 – 10,0 mg/kg dopo un’unica dose endovenosa. A

seguito di una dose singola s.c. in soggetti sani, parametri farmacocinetici approssimativamente

proporzionali alla dose sono stati osservati anche nel range di dose compreso tra 50 mg e 400 mg.

Effetto del peso sulla farmacocinetica

Vi è una tendenza verso una clearance apparente di golimumab più elevata con l’aumento del peso

(vedere paragrafo 4.2).

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

La farmacocinetica di golimumab è stata determinata in 173 bambini con AIGp di età compresa tra

2 e 17 anni. Nello studio AIGp, i bambini trattati con golimumab 30 mg/m2 (massimo 50 mg) per via

sottocutanea ogni 4 settimane avevano concentrazioni mediane di valle di golimumab allo stato

stazionario che erano simili tra i differenti gruppi di età e che erano anche simili o lievemente più alte

di quelle viste in pazienti adulti con AR trattati con 50 mg di golimumab ogni 4 settimane.

I modelli e le simulazioni farmacocinetiche/farmacodinamiche di popolazione in bambini con AIGp

hanno confermato la relazione tra esposizioni sieriche di golimumab ed efficacia clinica e confermano

che il regime posologico di 50 mg di golimumab ogni 4 settimane nei bambini con AIGp di almeno

40 kg di peso permette di raggiungere esposizioni simili a quelle che hanno mostrato di essere efficaci

La farmacocinetica di golimumab era simile tra pazienti pediatrici e adulti con colite ulcerosa. La

farmacocinetica di popolazione ha confermato che il regime di somministrazione raccomandato per

golimumab ha determinato un’esposizione sierica a golimumab simile o leggermente superiore nei

soggetti pediatrici rispetto agli adulti, nell’intervallo di peso corporeo valutato.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di

farmacologia di sicurezza, tossicità a dosi ripetute, tossicità riproduttiva e dello sviluppo.

Non sono stati condotti studi di mutagenesi, fertilità animale, né studi di cancerogenesi a lungo

termine con golimumab.

In uno studio sulla fertilità e sulla funzionalità riproduttiva generale del topo, utilizzando un anticorpo

analogo che inibisce selettivamente l’attività funzionale del TNFα murino, il numero di femmine di

topo gravide si era ridotto. Non è noto se questi risultati fossero dovuti agli effetti sui maschi e/o sulle

femmine. In uno studio sulla tossicità in fase evolutiva, condotto nei topi dopo la somministrazione

dello stesso anticorpo analogo e nelle scimmie cynomolgus impiegando golimumab, non c’è stata

alcuna indicazione di tossicità materna, embriotossicità o teratogenicità.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

L-istidina monocloridrato monoidrato

Polisorbato 80 (E 433)

Acqua per preparazioni iniettabili.

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

6.3 Periodo di validità

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C).

Tenere la siringa preriempita nell’imballaggio esterno, per proteggere il medicinale dalla luce.

Gotenfia può essere conservato a temperature fino a un massimo di 25 °C per un singolo periodo fino

a 15 giorni, ma senza superare la data di scadenza originaria stampata sulla scatola. La nuova data di

scadenza deve essere scritta sulla scatola (fino a 15 giorni dalla data di rimozione dal frigorifero).

Una volta che Gotenfia è stato conservato a temperatura ambiente, non deve essere conservato

nuovamente in frigorifero. Gotenfia deve essere eliminato se non utilizzato entro i 15 giorni di

conservazione a temperatura ambiente.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Gotenfia 50 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita

0,5 mL di soluzione in una siringa preriempita (vetro di tipo 1) con un ago fisso (acciaio inossidabile)

e un cappuccio per l’ago (gomma contenente lattice). Gotenfia è disponibile in confezioni contenenti

1 siringa preriempita e 3 siringhe preriempite.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Gotenfia è fornito in una siringa preriempita monouso. Ciascuna confezione è provvista di istruzioni

per l’uso che descrivono completamente l’utilizzo della siringa. Una volta tolta la siringa preriempita

dal frigorifero, occorre lasciare che raggiunga la temperatura ambiente attendendo per 30 minuti,

prima di iniettare Gotenfia. La siringa non deve essere agitata.

La soluzione è da limpida a lievemente opalescente, da incolore a giallo chiaro. Gotenfia non deve

essere usato se la soluzione ha un colore alterato, è torbida o contiene particelle estranee visibili.

Le istruzioni complete per la preparazione e la somministrazione di Gotenfia in una siringa

preriempita, vengono fornite nel foglio illustrativo.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità

alla normativa locale vigente.

7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

8. NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

EU/1/25/2009/001 [1 siringa preriempita]

EU/1/25/2009/002 [3 siringhe preriempite]

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione: 10 Febbraio 2026

10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia Europea

per i Medicinali, https://www.ema.europa.eu.

Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di

nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione

avversa sospetta. Vedere paragrafo 4.8 per informazioni sulle modalità di segnalazione delle reazioni

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

Gotenfia 100 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita.

2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ogni siringa preriempita da 1 mL contiene 100 mg di golimumab*.

* Anticorpo monoclonale umano IgG1κ prodotto da cellule ovariche di criceto cinese (CHO) con

tecnologia DNA ricombinante.

Eccipiente con effetti noti:

Ogni ml contiene: 0,2 mg di polisorbato 80.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA

Soluzione iniettabile (iniezione)

La soluzione è da limpida a lievemente opalescente e da incolore a giallo chiaro.

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni terapeutiche

Artrite reumatoide (AR)

Gotenfia, in associazione con metotrexato (MTX), è indicato per:

• il trattamento dell’artrite reumatoide in fase attiva di grado da moderato a severo, in pazienti

adulti, quando la risposta ai farmaci anti-reumatici che modificano la malattia (DMARD

Disease-Modifying Anti-Rheumatic Drug), incluso MTX, sia stata inadeguata.

• il trattamento dell’artrite reumatoide severa, attiva e progressiva negli adulti non

precedentemente trattati con MTX.

Golimumab, in associazione con MTX, ha dimostrato di ridurre il tasso di progressione del danno

articolare misurato tramite raggi X e di migliorare la funzionalità fisica.

Per le informazioni riguardanti l’indicazione per l’artrite idiopatica giovanile poliarticolare, vedere

l’RCP di Gotenfia50 mg.

Artrite psoriasica (AP)

Gotenfia, singolarmente o in associazione con metotrexato (MTX), è indicato per il trattamento

dell’artrite psoriasica in fase attiva e progressiva, negli adulti, qualora sia stata inadeguata la risposta a

precedenti trattamenti DMARD. Golimumab ha dimostrato di ridurre il tasso di progressione del

danno articolare periferico, misurato con i raggi X in pazienti con sottotipi di malattia poliarticolare

simmetrica (vedere paragrafo 5.1) e di migliorare la funzionalità fisica.

Spondilite anchilosante (SA)

Gotenfia è indicato per il trattamento della spondilite anchilosante severa in fase attiva, negli adulti

che non hanno risposto in modo adeguato alle terapie convenzionali.

Spondiloartrite assiale non radiografica (SpA assiale nr)

Gotenfia è indicato per il trattamento di pazienti adulti con spondiloartrite assiale severa non

radiografica in fase attiva con segni obiettivi di infiammazione come indicato da elevati livelli di

proteina C reattiva (PCR) e/o dall’evidenza nella risonanza magnetica per immagini (RMI), che hanno

avuto una risposta inadeguata o sono intolleranti ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Colite ulcerosa (CU)

Gotenfia è indicato per il trattamento della colite ulcerosa in fase attiva di grado da moderato a severo,

in pazienti adulti che non hanno risposto in modo adeguato alla terapia convenzionale inclusi

corticosteroidi e 6-mercaptopurina (6-MP) o azatioprina (AZA), o che risultano intolleranti o per cui

esista una controindicazione medica a queste terapie.

Colite ulcerosa pediatrica (Pediatric Ulcerative colitis, pUC)

Gotenfia è indicato per il trattamento della colite ulcerosa in fase attiva di grado da moderato a severo

in pazienti pediatrici di età pari o superiore a 2 anni con un peso corporeo di almeno 15 kg, che non

hanno risposto in modo adeguato alla terapia convenzionale inclusi corticosteroidi e 6-mercaptopurina

(6-MP) o azatioprina (AZA), o che risultano intolleranti o per cui esista una controindicazione medica

a queste terapie.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da medici specialisti esperti nella diagnosi e nel

trattamento dell’artrite reumatoide, dell’artrite psoriasica, della spondilite anchilosante, della

spondiloartrite assiale non radiografica o della colite ulcerosa. Ai pazienti trattati con Gotenfia deve

essere consegnata la Scheda per il Paziente.

Gotenfia 50 mg somministrato una volta al mese, nello stesso giorno di ogni mese.

Gotenfia deve essere somministrato in concomitanza con MTX.

Artrite psoriasica, spondilite anchilosante o spondiloartrite assiale non radiografica

Gotenfia50 mg somministrato una volta al mese, nello stesso giorno di ogni mese.

Per tutte le indicazioni sopra riportate, i dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene

raggiunta solitamente entro 12-14 settimane dall’inizio del trattamento (dopo 3-4 dosi). È necessario

valutare se continuare la terapia nei pazienti che non mostrano evidenza di beneficio terapeutico entro

questo arco di tempo.

Pazienti con peso corporeo superiore a 100 kg

Per tutte le indicazioni sopra riportate, nei pazienti con AR, AP, SA o SpA assiale nr con un peso

superiore ai 100 kg, che non raggiungono una risposta clinica adeguata dopo 3 o 4 dosi, può essere

preso in considerazione un aumento della dose di golimumab fino a 100 mg una volta al mese,

considerando l’aumentato rischio di alcune reazioni avverse gravi con la dose da 100 mg rispetto alla

dose da 50 mg (vedere paragrafo 4.8). È necessario valutare se continuare la terapia nei pazienti che

non mostrano evidenza di beneficio terapeutico dopo aver ricevuto 3-4 dosi supplementari da 100 mg.

Colite ulcerosa negli adulti

Pazienti con peso corporeo inferiore a 80 kg

Gotenfia somministrato come dose iniziale da 200 mg, seguita da 100 mg alla settimana 2. I pazienti

che hanno risposto in modo adeguato devono ricevere 50 mg alla settimana 6 e successivamente ogni

4 settimane. I pazienti che non hanno risposto in modo adeguato possono trarre beneficio continuando

la terapia con 100 mg alla settimana 6 e successivamente ogni 4 settimane (vedere paragrafo 5.1).

Pazienti con peso corporeo superiore o uguale a 80 kg

Gotenfia somministrato come dose iniziale da 200 mg, seguita da 100 mg alla settimana 2, poi

successivamente 100 mg ogni 4 settimane (vedere paragrafo 5.1).

Durante il trattamento di mantenimento, i corticosteroidi possono essere gradatamente ridotti in

conformità con le linee guida di pratica clinica.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene raggiunta solitamente entro

12-14 settimane di trattamento (dopo 4 dosi). È necessario valutare se continuare la terapia nei pazienti

che non mostrano evidenza di beneficio terapeutico entro questo periodo di tempo.

Colite ulcerosa pediatrica (Pediatric Ulcerative colitis, pUC)

La dose raccomandata di Gotenfia per i pazienti di età compresa tra 2 e 17 anni con colite ulcerosa si

basa sul peso corporeo (Tabella 1). Gotenfia viene somministrato tramite iniezione sottocutanea.

Tabella 1: Dose di Gotenfia per pazienti pediatrici con colite ulcerosa

Dose di induzione Dose di mantenimento

A partire dalla

della dose di

≥ 80 kg

• 200 mg alla settimana 0

• 100 mg alla settimana 2

• 100 mg ogni quattro

settimane Non pertinente

da ≥ 40 kg a

< 80 kg

• 200 mg alla settimana 0

• 100 mg alla settimana 2

• 100 mg ogni quattro

• 50 mg ogni quattro

da ≥ 15 kg a

< 40 kg

• 100 mg alla settimana 0

• 50 mg alla settimana 2

• 50 mg ogni quattro

• 25 mg ogni quattro

* Il medico può prendere in considerazione di ridurre la dose di mantenimento per i pazienti in remissione alla

settimana 54 o successivamente.

** Questa dose non è sisponibile per Gotenfia

Non esiste una formulazione farmaceutica per Gotenfia che consenta la posologia e la

somministrazione di 25 mg di golimumab. Se è necessaria una dose da 25 mg, si deve utilizzare un

altro prodotto a base di golimumab.

Per la posologia e la somministrazione di 50 mg di golimumab, fare riferimento al paragrafo 4.2

dell’RCP della soluzione iniettabile in siringa preriempita da 50 mg.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene raggiunta solitamente entro 12-

14 settimane dall’inizio del trattamento (dopo 4 dosi). La prosecuzione della terapia deve essere

rivalutata nei bambini che non mostrano evidenza di beneficio terapeutico entro questo arco di tempo.

Se un paziente dimentica di iniettarsi Gotenfia nel giorno programmato, la dose dimenticata deve

essere iniettata non appena il paziente se ne ricorda. I pazienti devono essere istruiti a non iniettarsi

una dose doppia per compensare la dose dimenticata.

La dose successiva deve essere somministrata in base alle seguenti istruzioni:

• se il ritardo di somministrazione della dose è inferiore a 2 settimane, il paziente deve iniettarsi la

dose dimenticata e continuare a seguire il proprio programma originale.

• se il ritardo di somministrazione della dose è superiore a 2 settimane, il paziente deve iniettarsi

la dose dimenticata e occorrerà definire un nuovo programma di somministrazione a partire

dalla data di questa iniezione.

Anziano (≥ 65 anni)

Non è richiesto nessun aggiustamento della dose nell’anziano.

Compromissione renale ed epatica

Golimumab non è stato studiato in queste popolazioni di pazienti. Non può essere fatta alcuna

raccomandazione sulla dose.

La sicurezza e l’efficacia di golimumab in pazienti di età inferiore a 18 anni per indicazioni diverse

dalla AIGp e dalla pUC non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Non esiste alcuna

indicazione per un uso specifico di golimumab in bambini di età inferiore a 2 anni che soffrono di

AIGp e pUC.

Modo di somministrazione

Gotenfia è per uso sottocutaneo. Dopo un’adeguata formazione sulla tecnica di iniezione sottocutanea,

i pazienti possono effettuare da soli la somministrazione se il loro medico stabilisce che ne sono in

grado, con un appropriato controllo da parte del medico, se necessario. Ai pazienti deve essere

spiegato di iniettare l’intera quantità di Gotenfia in conformità alle istruzioni complete per l’uso,

fornite nel foglio illustrativo. Qualora sia richiesta la somministrazione di iniezioni multiple, le

iniezioni devono essere somministrate in siti corporei diversi. Ogni siringa preriempita è monouso per

un singolo paziente e deve essere smaltita immediatamente dopo l’uso.

Per le istruzioni sulla somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Tubercolosi (TB) in fase attiva o altre infezioni severe quali sepsi e infezioni opportunistiche

(vedere paragrafo 4.4).

Pazienti con insufficienza cardiaca da moderata a severa (Classe III/IV NYHA - New York Heart

Association) (vedere paragrafo 4.4).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Per migliorare la tracciabilità dei prodotti medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del

prodotto somministrato devono essere registrati (o dichiarati) chiaramente nella cartella clinica del

Prima, durante e dopo il trattamento con golimumab, i pazienti devono essere strettamente monitorati

per le infezioni, tra cui la tubercolosi. Poiché l’eliminazione di golimumab può richiedere fino a

5 mesi, il monitoraggio deve continuare durante questo periodo. L’ulteriore trattamento con

golimumab non deve essere somministrato qualora un paziente sviluppi infezioni gravi o sepsi (vedere

Golimumab non deve essere somministrato a pazienti con infezione clinicamente importante, in fase

attiva. È necessaria cautela se si considera di utilizzare golimumab in pazienti con infezione cronica o

anamnesi di infezioni ricorrenti. I pazienti devono essere informati in modo appropriato dei potenziali

fattori di rischio di infezione ed evitare l’esposizione a tali fattori.

I pazienti che assumono inibitori del TNF sono più soggetti a infezioni gravi.

In pazienti trattati con golimumab, sono state segnalate infezioni batteriche (incluse sepsi e

polmonite), micobatteriche (inclusa TB), infezioni fungine invasive e infezioni opportunistiche,

comprese quelle ad esito fatale. Alcune di queste infezioni gravi si sono sviluppate in pazienti in

terapia immunosoppressiva concomitante che, oltre alla loro patologia di base, può predisporli alle

infezioni. I pazienti che sviluppano una nuova infezione in corso di trattamento con golimumab

devono essere attentamente monitorati e sottoporsi ad un’accurata valutazione diagnostica. La

somministrazione di golimumab deve essere interrotta se un paziente sviluppa una nuova infezione

grave o sepsi e deve essere iniziata un’appropriata terapia antimicrobica o antifungina fino a quando

l’infezione non sia sotto controllo.

Per i pazienti che hanno vissuto o viaggiato in regioni dove le infezioni fungine invasive quali

istoplasmosi, coccidioidomicosi o blastomicosi sono endemiche, i benefici e i rischi del trattamento

con golimumab devono essere attentamente valutati prima di iniziare la terapia con golimumab. Nei

pazienti ad alto rischio trattati con golimumab, deve essere sospettata un’infezione fungina invasiva se

sviluppano una grave malattia sistemica. Se possibile, la diagnosi e la somministrazione di una terapia

antifungina empirica in questi pazienti devono essere fatte consultando un medico esperto nella cura di

pazienti con infezioni fungine invasive.

In pazienti trattati con golimumab sono stati riportati casi di tubercolosi. Va evidenziato che nella

maggioranza di questi casi, si trattava di tubercolosi extrapolmonare, sia localizzata, sia diffusa.

Prima di iniziare il trattamento con golimumab, tutti i pazienti devono essere valutati per tubercolosi

sia attiva, sia inattiva (“latente”). Questa valutazione deve includere una dettagliata anamnesi che

comprenda una storia personale di tubercolosi o un possibile precedente contatto con una fonte di

contagio di tubercolosi e precedenti e/o concomitanti terapie immunosoppressive. In tutti i pazienti

devono essere effettuati appropriati test diagnostici, quali ad esempio test cutanei o ematici della

tubercolina e radiografia del torace (possono essere applicabili linee guida locali). Si raccomanda che

l’effettuazione di questi test venga riportata sulla Scheda per il Paziente. Si ricorda ai medici

prescrittori il rischio di falsi negativi del test cutaneo della tubercolina, in particolare in pazienti

severamente ammalati o immunocompromessi.

Qualora sia diagnosticata una tubercolosi in fase attiva, la terapia con golimumab non deve essere

iniziata (vedere paragrafo 4.3).

In caso di sospetta tubercolosi latente deve essere consultato un medico con esperienza nel trattamento

della tubercolosi. In tutte le situazioni sotto descritte, il rapporto beneficio/rischio della terapia con

golimumab deve essere valutato molto attentamente.

Qualora fosse diagnosticata una tubercolosi inattiva (“latente”), prima di iniziare la terapia con

golimumab deve essere iniziata una terapia antitubercolare per una tubercolosi latente, in accordo alle

linee guida locali.

In pazienti che hanno molti o significativi fattori di rischio per la tubercolosi e hanno un test negativo

per la tubercolosi latente, una terapia anti-tubercolosi deve essere considerata prima dell’inizio di

golimumab. L’uso di una terapia anti-tubercolosi deve anche essere considerato prima dell’inizio della

terapia con golimumab in pazienti con un’anamnesi di tubercolosi latente o attiva, per i quali non può

essere confermato un adeguato corso di trattamento.

Casi di tubercolosi in fase attiva si sono verificati in pazienti trattati con golimumab durante e dopo il

trattamento per una tubercolosi latente. I pazienti trattati con golimumab devono essere attentamente

monitorati per segni e sintomi di tubercolosi attiva, compresi i pazienti che sono risultati negativi al

test per la tubercolosi latente, i pazienti che sono in trattamento per la tubercolosi latente o i pazienti

che sono stati precedentemente trattati per l’infezione da tubercolosi.

Tutti i pazienti devono essere informati di richiedere il consiglio del medico se, durante o dopo il

trattamento con golimumab, appaiono segni/sintomi che suggeriscono la presenza di tubercolosi (ad

es., tosse persistente, deperimento/perdita di peso, leggera febbre).

Riattivazione del virus dell’epatite B

La riattivazione dell’epatite B si è verificata in pazienti trattati con un antagonista del TNF, incluso

golimumab, che erano portatori cronici di questo virus (cioè positivi all’antigene di superficie). Si

sono verificati alcuni casi ad esito fatale.

I pazienti devono essere valutati per l’infezione da HBV prima di iniziare il trattamento con

golimumab. Per i pazienti positivi al test per l’infezione da HBV si raccomanda di consultare un

medico esperto nel trattamento dell’epatite B.

I portatori di virus dell’epatite B che richiedono un trattamento con golimumab devono essere

strettamente monitorati riguardo i segni e i sintomi dell’infezione attiva da virus dell’epatite B per

tutta la durata della terapia e per diversi mesi successivi al termine della stessa. Non sono disponibili

dati sufficienti su pazienti portatori del virus dell’epatite B trattati con terapia antivirale in

associazione alla terapia con un antagonista del TNF per prevenire la riattivazione del virus

dell’epatite B. In pazienti che sviluppano la riattivazione del virus dell’epatite B, il trattamento con

golimumab deve essere interrotto e deve essere iniziata un’efficace terapia antivirale con appropriato

trattamento di supporto.

Neoplasie maligne e malattie linfoproliferative

Non è noto il ruolo potenziale della terapia con inibitori del TNF nello sviluppo delle neoplasie

maligne. Sulla base delle attuali conoscenze, non si può escludere il possibile rischio di sviluppare

linfomi, leucemia o altre neoplasie maligne nei pazienti trattati con un antagonista del TNF. Occorre

prestare attenzione nel prendere in considerazione una terapia con inibitori del TNF in pazienti con

anamnesi di neoplasia maligna o nel valutare di continuare il trattamento nei pazienti che sviluppano

una neoplasia maligna.

Neoplasie maligne pediatriche

Dopo l’immissione in commercio del medicinale, neoplasie maligne, di cui alcune fatali, sono state

riportate tra i bambini, gli adolescenti e i giovani adulti (fino a 22 anni di età) trattati con medicinali

inibitori del TNF (inizio della terapia ≤ 18 anni di età). Approssimativamente metà dei casi erano

linfomi. Gli altri casi erano rappresentati da una varietà di diverse neoplasie maligne e includevano

rare neoplasie maligne di solito associate con l’immunosoppressione. Un rischio per lo sviluppo di

neoplasie maligne nei bambini e negli adolescenti trattati con inibitori del TNF non può essere escluso.

Linfoma e leucemia

Nelle fasi controllate di studi clinici con tutti i medicinali inibitori del TNF, compreso golimumab, è

stato osservato un numero maggiore di casi di linfoma tra i pazienti che avevano ricevuto un

trattamento anti-TNF, rispetto ai pazienti di controllo. Durante gli studi clinici di Fase IIb e III

condotti con golimumab su AR, AP e SA, l’incidenza di linfoma nei pazienti trattati con golimumab

era maggiore rispetto a quella attesa nella popolazione generale. Sono stati riportati casi di leucemia

nei pazienti trattati con golimumab. Esiste un aumentato rischio di fondo per il linfoma e la leucemia

nei pazienti affetti da artrite reumatoide con malattia infiammatoria di lunga data, molto attiva, che

complica la stima del rischio.

Dopo l’immissione in commercio del medicinale sono stati segnalati rari casi di linfoma epatosplenico

a cellule T (hepatosplenic T-cell lymphoma, HSTCL) in pazienti trattati con altri medicinali inibitori

del TNF (vedere paragrafo 4.8). Questa rara forma di linfoma a cellule T ha un decorso estremamente

aggressivo ed un esito solitamente fatale. La maggior parte dei casi si sono verificati in adolescenti e

giovani adulti maschi quasi tutti in trattamento concomitante con azatioprina (AZA) o

6-mercaptopurina (6–MP) per una malattia infiammatoria dell’intestino. Il rischio potenziale

dell’associazione di AZA o 6-MP e golimumab deve essere attentamente considerato. Non è possibile

escludere un rischio di sviluppo del linfoma epatosplenico a cellule T nei pazienti trattati con inibitori

Neoplasie maligne diverse dal linfoma

Nelle fasi controllate di studi clinici di Fase IIb e III, condotti con golimumab sulla AR, AP, SA e CU

l’incidenza delle neoplasie maligne diverse da linfoma (escluso il tumore cutaneo non melanoma) è

stata simile fra il gruppo di trattamento con golimumab e quello di controllo.

Displasia/carcinoma del colon

Non è noto se il trattamento con golimumab influenzi il rischio di sviluppare displasia o tumore del

colon. Tutti i pazienti con colite ulcerosa che presentano un aumento del rischio di sviluppare displasia

o carcinoma del colon (per esempio, pazienti con colite ulcerosa di lungo decorso o colangite

sclerosante primaria) o che hanno un’anamnesi di displasia o di carcinoma del colon devono essere

controllati in rapporto a tale displasia a intervalli regolari prima di iniziare la terapia e durante il corso

della malattia. Questa valutazione deve includere una colonscopia e biopsie in accordo alle

raccomandazioni locali. Nei pazienti con displasia di recente diagnosi in trattamento con golimumab, i

rischi e i benefici nel singolo paziente devono essere attentamente valutati e si deve considerare se la

terapia deve essere continuata.

In uno studio clinico esplorativo in cui si è valutato l’utilizzo di golimumab in pazienti con asma

severa persistente, è stato segnalato un maggior numero di casi di neoplasie maligne nei pazienti

trattati con golimumab rispetto ai pazienti del gruppo di controllo (vedere paragrafo 4.8). Non è noto il

significato di questi risultati.

In uno studio clinico esplorativo in cui si è valutato l’utilizzo di un altro medicinale anti-TNF,

infliximab, nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) di grado da moderato a

severo, è stato segnalato un maggior numero di casi di neoplasie maligne, principalmente a carico di

polmoni o testa e collo, nei pazienti trattati con infliximab rispetto ai pazienti del gruppo di controllo.

Tutti i pazienti erano assidui fumatori da lungo tempo. Pertanto, occorre prestare attenzione nel

valutare l’impiego di un antagonista del TNF in pazienti affetti da BPCO, così come in pazienti con un

maggior rischio di neoplasia maligna in quanto fumatori assidui.

Tumori della pelle

Melanoma e carcinoma a cellule di Merkel sono stati riportati in pazienti trattati con medicinali

inibitori del TNF, compreso golimumab (vedere paragrafo 4.8). È raccomandato un esame periodico

della pelle, in modo particolare per i pazienti con fattori di rischio per il tumore della pelle.

Insufficienza cardiaca congestizia (Congestive heart failure, CHF)

Sono stati riportati casi di peggioramento della insufficienza cardiaca congestizia (CHF) e nuovi casi

di CHF con gli inibitori del TNF, compreso golimumab. Alcuni casi hanno avuto un esito fatale. In

uno studio clinico con un altro antagonista del TNF, sono stati osservati un peggioramento

dell’insufficienza cardiaca congestizia e un aumento della mortalità dovuta alla CHF. Golimumab non

è stato studiato in pazienti con CHF. Golimumab deve essere utilizzato con cautela in pazienti con

insufficienza cardiaca lieve (classe I/II NYHA). I pazienti devono essere strettamente controllati e il

trattamento con golimumab deve essere interrotto nei pazienti che presentano nuovi sintomi o un

peggioramento dei sintomi dell’insufficienza cardiaca (vedere paragrafo 4.3).

L’impiego di medicinali inibitori del TNF, compreso golimumab, è stato associato a casi di nuova

insorgenza o esacerbazione di sintomi clinici e/o a evidenze radiografiche di patologie demielinizzanti

del sistema nervoso centrale, inclusa la sclerosi multipla e patologie demielinizzanti periferiche. In

pazienti con patologie demielinizzanti preesistenti o di recente manifestazione, i benefici e i rischi del

trattamento con anti-TNF devono essere valutati con attenzione prima di iniziare la terapia con

golimumab. L’interruzione della terapia con golimumab deve essere presa in considerazione se si

sviluppano queste patologie (vedere paragrafo 4.8).

L’esperienza sulla sicurezza del trattamento con golimumab nei pazienti che sono stati sottoposti a

intervento chirurgico, compresa l’artroplastica, è limitata. Qualora si pianifichi un intervento

chirurgico deve essere presa in considerazione la lunga emivita di eliminazione. Un paziente che

richieda un intervento chirurgico nel corso del trattamento con golimumab, deve essere strettamente

monitorato per l’aumentato rischio di infezioni e devono essere prese in considerazione misure

Esiste la possibilità che i medicinali inibitori del TNF, compreso golimumab, colpiscano le difese

dell’ospite contro infezioni e neoplasie maligne, poiché il TNF media l’infiammazione e modula le

risposte immunitarie cellulari.

La relativa deficienza del TNF provocata dalla terapia anti-TNF può comportare l’avvio di un

processo autoimmune. Qualora un paziente presenti sintomi predittivi di una sindrome simil-lupus in

seguito al trattamento con golimumab e risulti positivo per gli anticorpi anti DNA a doppia elica, il

trattamento con golimumab deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.8).

In pazienti in trattamento con inibitori del TNF, incluso golimumab, sono stati segnalati casi di

pancitopenia, leucopenia, neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica e trombocitopenia. Tutti i

pazienti devono essere informati di rivolgersi immediatamente al medico nel caso sviluppassero segni

o sintomi compatibili con discrasie ematiche (ad es., febbre persistente, ecchimosi, sanguinamento,

pallore). L’interruzione della terapia con golimumab deve essere presa in considerazione in pazienti

con confermate alterazioni ematologiche significative.

Somministrazione concomitante di antagonisti del TNF e anakinra

Negli studi clinici di associazione di anakinra e un altro medicinale inibitore del TNF, etanercept, si

sono verificate infezioni gravi e neutropenia, senza un beneficio clinico aggiuntivo. Data la natura

degli eventi avversi osservati con questa terapia di associazione, possono verificarsi tossicità similari

con l’associazione di anakinra e altri medicinali inibitori del TNF. L’associazione di golimumab e

anakinra non è raccomandata.

Somministrazione concomitante di antagonisti del TNF e abatacept

Negli studi clinici, l’utilizzo combinato di antagonisti del TNF e abatacept è stato associato a un

aumento del rischio di infezioni, comprese le infezioni gravi, rispetto agli antagonisti del TNF

utilizzati da soli, senza un aumento del beneficio clinico. L’associazione di golimumab e abatacept

non è raccomandata.

Somministrazione concomitante con altre terapie biologiche

Ci sono informazioni insufficienti riguardo l’uso concomitante di golimumab con altre terapie

biologiche usate per trattare le stesse condizioni di golimumab. L’uso concomitante di golimumab con

queste terapie biologiche non è raccomandato a causa della possibilità di un aumento del rischio di

infezione e di altre potenziali interazioni farmacologiche.

Sostituzione tra biologici DMARD

Si deve usare cautela e i pazienti devono continuare ad essere monitorati quando si passa da un

biologico all’altro (molecole diverse o con meccanismi d’azione diversi), poiché la sovrapposizione

dell’attività biologica può ulteriormente aumentare il rischio di eventi avversi, compresa l’infezione.

Vaccinazioni/agenti infettivi terapeutici

I pazienti trattati con golimumab possono ricevere vaccinazioni concomitanti, esclusi i vaccini vivi

(vedere paragrafi 4.5 e 4.6). In pazienti trattati con terapia anti-TNF, sono disponibili dati limitati sulla

risposta ad una vaccinazione con vaccini vivi o sulla trasmissione secondaria dell’infezione con la

somministrazione di vaccini vivi. L’uso di vaccini vivi può provocare infezioni cliniche, comprese le

Altri usi di agenti infettivi terapeutici come i batteri vivi attenuati (ad es., instillazioni endovescicali

con BCG per il trattamento del cancro) possono provocare infezioni cliniche, comprese infezioni

disseminate. Si raccomanda di non somministrare gli agenti infettivi terapeutici in concomitanza con

Dopo l’immissione in commercio del medicinale, gravi reazioni di ipersensibilità sistemica (inclusa

reazione anafilattica) sono state riportate in seguito alla somministrazione di golimumab. Alcune di

queste reazioni si sono verificate dopo la prima somministrazione di golimumab. In caso di reazione

anafilattica o di altre reazioni allergiche gravi, si deve interrompere immediatamente la

somministrazione di golimumab e iniziare una terapia appropriata.

Sensibilità al lattice

Il cappuccio dell’ago sulla siringa preriempita è prodotto con lattice contenente gomma naturale

essiccata e può causare reazioni allergiche nei soggetti sensibili al lattice.

Anziani (≥ 65 anni)

Negli studi di Fase III su AR, AP, SA e CU, non sono state osservate differenze complessive negli

eventi avversi (EA), negli eventi avversi gravi (EAG) e nelle infezioni gravi in pazienti di età pari o

superiore a 65 anni in terapia con golimumab, rispetto ai pazienti più giovani. Tuttavia, si deve usare

cautela nel trattamento degli anziani e prestare particolare attenzione alla comparsa di infezioni. Non

ci sono stati pazienti di età pari o superiore a 45 anni nello studio sulla SpA assiale nr.

Compromissione renale ed epatica

Non sono stati condotti studi specifici con golimumab nei pazienti affetti da compromissione renale o

epatica. Golimumab deve essere usato con cautela in soggetti con funzionalità epatica compromessa

(vedere paragrafo 4.2).

Se possibile, prima di iniziare la terapia con golimumab, si raccomanda di mettere in regola i pazienti

pediatrici con tutte le le immunizzazioni in conformità alle attuali linee guida sull’immunizzazione

(vedere Vaccinazioni/agenti terapeutici infettivi sopra).

Questo medicinale contiene 0,2 mg di polisorbato 80 per ogni siringa preriempita equivalente a 0,2

mg/ml. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

Potenziale di errori di trattamento

Gotenfia è registrato in dosaggi da 50 mg e 100 mg per somministrazione sottocutanea. È importante

che venga usato il giusto dosaggio per somministrare la dose corretta come indicato nella posologia.

(vedere paragrafo 4.2). Si deve prestare attenzione nel fornire il giusto dosaggio per assicurare che i

pazienti non siano sottodosati o sovradosati.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme d’interazione

Non sono stati effettuati studi di interazione.

Uso concomitante con altre terapie biologiche

Non è raccomandata l’associazione di golimumab con altre terapie biologiche usate per trattare le

stesse condizioni di golimumab, compresi anakinra e abatacept (vedere paragrafo 4.4).

Vaccini vivi/agenti infettivi terapeutici

I vaccini vivi non devono essere somministrati contemporaneamente a golimumab (vedere

paragrafi 4.4 e 4.6).

Gli agenti infettivi terapeutici non devono essere somministrati contemporaneamente a golimumab

(vedere paragrafo 4.4).

Benché l’uso concomitante di metotrexato (MTX) generi un aumento delle concentrazioni minime di

golimumab allo stato stazionario (steady state) in pazienti con AR, AP o SA, i dati non suggeriscono

la necessità di aggiustamento della dose di golimumab o di MTX (vedere paragrafo 5.2).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Donne potenzialmente fertili

Le donne potenzialmente fertili devono ricorrere a un adeguato metodo contraccettivo per prevenire

una gravidanza e continuarne l’uso per almeno 6 mesi dopo l’ultima somministrazione di golimumab.

Vi è un numero moderato di gravidanze (circa 400), i cui dati sono stati raccolti in modo prospettico,

con esposizione a golimumab, che hanno portato a nati vivi con esiti noti, comprese 220 gravidanze

con esposizione durante il primo trimestre. In uno studio basato sulla popolazione (population-based

study) del Nord Europa, che comprende 131 gravidanze (e 134 lattanti), si sono verificati 6/134

(4,5 %) eventi di anomalie congenite maggiori a seguito dell’esposizione in utero a golimumab vs

599/10 823 (5,5 %) eventi per terapia sistemica non biologica, rispetto al 4,6 % nella popolazione

generale dello studio. L’odds ratio aggiustato per fattori di confondimento era, rispettivamente, OR

0,79 (IC 95 % 0,35-1,81) per golimumab vs terapia sistemica non biologica e OR 0,95 (IC 95 %

0,42-2,16) per golimumab rispetto alla popolazione generale.

A causa della sua inibizione del TNF, la somministrazione di golimumab durante la gravidanza può

influire sulle normali risposte immunitarie del neonato. Gli studi in animali non indicano effetti

dannosi diretti o indiretti relativamente alla gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo

postnatale (vedere paragrafo 5.3). L’esperienza clinica disponibile è limitata. Golimumab deve essere

usato durante la gravidanza solo se strettamente necessario.

Golimumab attraversa la placenta. Successivamente al trattamento con un anticorpo monoclonale

inibitore del TNF durante la gravidanza, l’anticorpo è stato ritrovato fino a 6 mesi nel siero dei lattanti

nati da donne trattate. Conseguentemente, questi lattanti possono avere un aumento del rischio di

infezione. La somministrazione di vaccini vivi nei lattanti esposti in utero a golimumab non è

raccomandata per i 6 mesi successivi all’ultima iniezione di golimumab alla madre durante la

gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Non è noto se golimumab sia escreto nel latte materno o assorbito sistematicamente dopo l’ingestione.

È stato dimostrato che golimumab passa nel latte delle scimmie e, poiché le immunoglobuline umane

sono escrete nel latte, le donne non devono allattare al seno durante il trattamento e fino ad almeno

6 mesi dopo il trattamento con golimumab.

Non sono stati condotti negli animali studi sulla fertilità con golimumab. Uno studio di fertilità nei

topi, usando un anticorpo analogo che inibisce selettivamente l’attività funzionale del TNFα murino,

non ha mostrato effetti rilevanti sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Golimumab altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. A seguito della

somministrazione di Gotenfia, tuttavia si possono verificare capogiri (vedere paragrafo 4.8).

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Nel periodo controllato degli studi pivotal su AR, AP, SA, SpA assiale nr e CU, l’infezione del tratto

respiratorio superiore è stata la più comune reazione avversa (adverse reaction, AR) riportata nel

12,6% dei pazienti trattati con golimumab rispetto all’11,0% dei pazienti di controllo. Le AR più gravi

riportate per golimumab includono le infezioni gravi (comprese sepsi, polmonite, TB, infezioni

fungine invasive e infezioni opportunistiche), malattie demielinizzanti, riattivazione dell’HBV, CHF,

processi autoimmuni (sindrome simil-lupus), reazioni ematologiche, grave ipersensibilità sistemica

(compresa reazione anafilattica), vasculite, linfoma e leucemia (vedere paragrafo 4.4).

Tabella delle reazioni avverse

Le AR osservate negli studi clinici e riportate a livello mondiale dopo l’immissione in commercio di

golimumab sono elencate nella Tabella 2. Nell’ambito della Classificazione per Sistemi e Organi, le

AR sono elencate in base alla frequenza utilizzando le seguenti categorie: molto comune (≥ 1/10);

comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro

(< 1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno

di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.

Tabella delle AR

sistemi e organi

Frequenza Reazione avversa

Infezioni ed infestazioni Molto comune: Infezione delle vie respiratorie superiori

(rinofaringite, faringite, laringite e rinite)

Comune: Infezioni batteriche (come cellulite),

infezione delle vie respiratorie inferiori

infezioni virali (come influenza e herpes),

infezioni micotiche superficiali,

Non comune: Sepsi incluso shock settico,

infezioni opportunistiche (come infezioni

fungine invasive [istoplasmosi,

batteriche, infezione da micobatteri atipici e

riattivazione dell’epatite B,

Tumori benigni, maligni

e non specificati (cisti e

Non comune: Neoplasie (come cancro della pelle,

carcinoma a cellule squamose e nevo

carcinoma a cellule di Merkel

Non nota: Linfoma epatosplenico a cellule T*,

sarcoma di Kaposi

Patologie del sistema

Comune: Leucopenia (inclusa neutropenia),

Non comune: Trombocitopenia,

Raro: Anemia aplastica,

Disturbi del sistema

Comune: Reazioni allergiche (broncospasmo,

Raro: Reazioni di ipersensibilità sistemiche gravi

(inclusa reazione anafilattica),

Patologie endocrine Non comune: Patologia della tiroide (come ipotiroidismo,

ipertiroidismo e gozzo)

Disturbi del metabolismo

e della nutrizione

Non comune: Aumento della glicemia,

aumento dei lipidi

Disturbi psichiatrici Comune: Depressione,

Patologie del sistema

mal di testa,

Non comune: Patologie dell’equilibrio

Raro: Malattie demielinizzanti (centrali e

Patologie dell’occhio Non comune: Patologie della vista (come offuscamento

della vista e diminuzione della acuità

allergia oculare (come prurito e irritazione)

Patologie cardiache Non comune: Aritmia,

Raro: Insufficienza cardiaca congestizia (nuova

insorgenza o peggioramento)

Patologie vascolari Comune: Ipertensione

Non comune: Trombosi (come venosa profonda e

Raro: Fenomeno di Raynaud

toraciche e mediastiniche

Comune: Asma e relativi sintomi (come sibilo e

Non comune: Malattia polmonare interstiziale

dolore gastrointestinale e addominale,

patologie gastrointestinali infiammatorie

(come gastrite e colite),

Non comune: Costipazione,

malattia da reflusso gastroesofageo

Patologie epatobiliari Comune: Aumento dell’alanina aminotransferasi,

aumento dell’aspartato aminotransferasi

Non comune: Colelitiasi, patologie epatiche

Patologie della cute e del

Non comune: Reazioni cutanee bollose,

psoriasi (nuova insorgenza o

peggioramento della preesistente psoriasi

palmo/plantare e pustolosa),

Raro: Reazioni lichenoidi,

Non nota: Peggioramento dei sintomi della

Patologie del sistema

muscolo scheletrico e del

Raro: Sindrome simil-lupus

Patologie renali e

Raro: Patologie della vescica,

riproduttivo e della

Non comune: Patologia della mammella,

Patologie generali e

condizioni relative alla

sede di somministrazione

reazioni in sede di iniezione (come eritema

in sede di iniezione, orticaria, indurimento,

dolore, ecchimosi, prurito, irritazione e

Raro: Guarigione difficoltosa

Comune: Fratture ossee

* Osservata con altri medicinali inibitori del TNF.

In questo paragrafo, la durata mediana del follow-up (approssimativamente 4 anni) viene

generalmente presentata per tutti gli usi di golimumab. Laddove l’uso di golimumab viene descritto

per dose, la durata mediana del follow-up varia (approssimativamente 2 anni per una dose da 50 mg,

approssimativamente 3 anni per una dose da 100 mg) in quanto i pazienti potevano essere sottoposti ad

uno switch tra le dosi.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Nel periodo controllato degli studi pivotal, l’infezione delle vie respiratorie superiori è stata la più

comune reazione avversa segnalata nel 12,6% dei pazienti trattati con golimumab (incidenza per

100 soggetti/anno: 60,8; IC al 95%: 55,0-67,1) rispetto all’11,0% dei pazienti di controllo (incidenza

per 100 soggetti/anno: 54,5; IC al 95%: 46,1-64,0). Nelle fasi controllate e non controllate degli studi

con un follow-up mediano di approssimativamente 4 anni, l’incidenza per 100 soggetti/anno delle

infezioni del tratto respiratorio superiore è stata di 34,9 eventi; IC al 95%: 33,8-36,0 per i pazienti

trattati con golimumab.

Nel periodo controllato degli studi pivotal le infezioni sono state osservate nel 23,0% dei pazienti

trattati con golimumab (incidenza per 100 soggetti/anno: 132,0; IC al 95%: 123,3, 141,1) rispetto al

20,2% dei pazienti di controllo (incidenza per 100 soggetti/anno: 122,3; IC al 95%: 109,5-136,2).

Nelle fasi controllate e non controllate degli studi con un follow-up mediano di approssimativamente

4 anni, l’incidenza per 100 soggetti/anno delle infezioni è stata di 81,1 eventi; IC al 95%: 79,5-82,8

per i pazienti trattati con golimumab.

Nel periodo controllato degli studi su AR, AP, SA e SpA assiale nr, le infezioni gravi sono state

osservate nell’1,2% dei pazienti trattati con golimumab e nell’1,2% dei pazienti di controllo.

L’incidenza delle infezioni gravi per 100 soggetti/anno durante il follow-up nel periodo controllato

degli studi su AR, AP, SA e nr-Axial SpA è stata di 7,3; IC al 95%: 4,6-11,1 per il gruppo trattato con

100 mg di golimumab, di 2,9; IC al 95%: 1,2-6,0 per il gruppo trattato con 50 mg di golimumab e di

3,6; IC al 95%: 1,5-7,0 per il gruppo placebo. Nel periodo controllato degli studi sulla CU di

induzione con golimumab, sono state osservate infezioni gravi nello 0,8% dei pazienti trattati con

golimumab rispetto all’1,5% dei pazienti di controllo. Le infezioni gravi, osservate nei pazienti trattati

con golimumab, comprendevano tubercolosi, infezioni batteriche comprese sepsi e polmoniti,

infezioni micotiche invasive e altre infezioni opportunistiche. Alcune di queste infezioni sono state

fatali. Nelle parti controllate e non controllate degli studi pivotal con un follow-up mediano fino a

3 anni, c’è stata una maggiore incidenza di infezioni gravi, incluse le infezioni opportunistiche e la TB

nei pazienti trattati con 100 mg di golimumab rispetto ai pazienti trattati con 50 mg di golimumab.

L’incidenza per 100 soggetti/anno di tutte le infezioni gravi è stata di 4,1; IC al 95%: 3,6-4,5, per i

pazienti trattati con 100 mg di golimumab e di 2,5; IC al 95%: 2,0-3,1, per i pazienti trattati con 50 mg

L’incidenza di linfoma nei pazienti trattati con golimumab durante gli studi pivotal è stata maggiore

rispetto a quella attesa nella popolazione in generale. Nelle parti controllate e non controllate di questi

studi con un follow-up mediano fino a 3 anni, una maggiore incidenza di linfoma è stata osservata nei

pazienti trattati con 100 mg di golimumab rispetto ai pazienti trattati con 50 mg di golimumab. Il

linfoma è stato diagnosticato in 11 soggetti (1 nei gruppi di trattamento con golimumab 50 mg e 10 nei

gruppi di trattamento con golimumab 100 mg) con un’incidenza (IC al 95%) per 100 soggetti/anno di

follow-up di 0,03 (0,00-0,15) e 0,13 (0,06-0,24) eventi rispettivamente per golimumab 50 mg e

golimumab 100 mg e 0,00 (0,00-0,57) eventi per il placebo. La maggior parte dei linfomi si è

verificata nello studio GO-AFTER nel quale sono stati arruolati pazienti esposti in precedenza a

medicinali anti-TNF e con una durata più lunga e più refrattaria della malattia (vedere paragrafo 4.4).

Neoplasie maligne diverse dal linfoma

Nei periodi controllati degli studi pivotal e per approssimativamente 4 anni di follow-up, l’incidenza

delle neoplasie maligne diverse da linfoma (escluso il tumore cutaneo non melanoma) è stata simile tra

il gruppo di trattamento con golimumab e quello di controllo. Per approssimativamente 4 anni di

follow-up, l’incidenza di neoplasie maligne diverse dal linfoma (escluso il tumore cutaneo non

melanoma) è stata simile a quella della popolazione generale.

Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal con un follow-up mediano fino a 3 anni il

tumore cutaneo non melanoma è stato diagnosticato in 5 soggetti trattati con placebo, in 10 trattati con

golimumab 50 mg e in 31 trattati con golimumab 100 mg con un’incidenza (IC al 95%) per

100 soggetti/anno di follow-up pari a 0,36 (0,26-0,49) per golimumab combinato e 0,87 (0,28-2,04)

per il placebo.

Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal con un follow-up mediano fino a 3 anni

sono state diagnosticate neoplasie maligne oltre al melanoma, al tumore cutaneo non melanoma e al

linfoma in 5 soggetti trattati con placebo, in 21 trattati con golimumab 50 mg e in 34 trattati con

golimumab 100 mg con un’incidenza (IC al 95%) per 100 soggetti/anno di follow-up pari a 0,48 (0,36-

0,62) per golimumab combinato e 0,87 (0,28-2,04) per il placebo (vedere paragrafo 4.4).

Casi segnalati negli studi clinici in presenza di asma

In uno studio clinico esplorativo, pazienti affetti da asma severa persistente hanno ricevuto una dose di

carico di golimumab (150% della dose in trattamento assegnata) per via sottocutanea alla settimana 0,

seguita da golimumab 200 mg, golimumab 100 mg o golimumab 50 mg ogni 4 settimane per via

sottocutanea fino alla settimana 52. Sono state segnalate otto neoplasie maligne nel gruppo di

trattamento con golimumab in associazione (n = 230) e nessuna nel gruppo di trattamento con placebo

(n = 79). Il linfoma è stato segnalato in 1 paziente, il tumore cutaneo non melanoma in 2 pazienti e

altre neoplasie maligne in 5 pazienti. Non c’è stato alcun accorpamento specifico di alcun tipo di

Nella fase dello studio controllata con placebo, l’incidenza (IC al 95%) di tutte le neoplasie maligne

per 100 soggetti/anno di follow-up è stata di 3,19 (1,38-6,28) nel gruppo di trattamento con

golimumab. In questo studio, l’incidenza (IC al 95%) per 100 soggetti/anno di follow-up in pazienti

trattati con golimumab è stata di 0,40 (0,01-2,20) per il linfoma, 0,79 (0,10-2,86) per il tumore cutaneo

non melanoma e 1,99 (0,64-4,63) per le altre neoplasie maligne. Per i soggetti trattati con placebo,

l’incidenza (IC al 95%) di queste neoplasie maligne per 100 soggetti/anno di follow-up è stata di 0,00

(0,00-2,94). Non è noto il significato di questi risultati.

Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal con un follow-up mediano fino a 3 anni, è

stata osservata una maggiore incidenza di demielinizzazione in pazienti trattati con 100 mg di

golimumab rispetto ai pazienti trattati con 50 mg di golimumab (vedere paragrafo 4.4).

Aumenti degli enzimi epatici

Nei periodi controllati degli studi pivotal su AR e AP, sono stati osservati lievi aumenti di ALT (> 1 e

< 3 volte il limite superiore della norma (upper limit of normal, ULN)) in percentuali simili nei

pazienti trattati con golimumab e in quelli di controllo negli studi su AR e AP (da 22,1% a 27,4% di

pazienti); negli studi sulla SA e sulla SpA assiale nr, lievi aumenti di ALT sono stati osservati

maggiormente nei pazienti trattati con golimumab (26,9%) rispetto a quelli di controllo (10,6%). Nei

periodi controllati e non controllati degli studi pivotal su AR e AP, con un follow-up mediano di

approssimativamente 5 anni, l’incidenza dei lievi aumenti di ALT era simile per i pazienti trattati con

golimumab e quelli di controllo negli studi su AR e AP. Nel periodo controllato degli studi pivotal

sulla CU di induzione con golimumab, lievi aumenti di ALT (> 1 e < 3 volte il ULN) sono stati

osservati in percentuali simili nei pazienti trattati con golimumab e in quelli di controllo

(rispettivamente da 8,0% a 6,9%). Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal su CU

con un follow-up mediano di approssimativamente 2 anni, la percentuale di pazienti con lievi aumenti

di ALT è stata del 24,7% nei pazienti che ricevevano golimumab durante il periodo di mantenimento

dello studio sulla CU.

Nel periodo controllato degli studi pivotal sull’AR e sulla SA, gli aumenti di ALT ≥ 5 volte l’ULN

sono stati non comuni e sono stati osservati in un numero di pazienti trattati con golimumab maggiore

(da 0,4% a 0,9%) rispetto ai pazienti di controllo (0,0%). Questa tendenza non è stata osservata nella

popolazione con AP. Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal su AR, AP e SA con

un follow-up mediano di 5 anni, l’incidenza degli aumenti di ALT ≥ 5 volte l’ULN era simile sia per i

pazienti trattati con golimumab, sia per i pazienti di controllo. In generale, questi aumenti sono stati

asintomatici e le anomalie sono diminuite o si sono risolte con la continuazione o l’interruzione di

golimumab o con la modifica dei medicinali concomitanti. Non sono stati riportati casi nei periodi

controllati e non controllati dello studio sulla SpA assiale nr (fino a 1 anno). Nei periodi controllati

degli studi pivotal sulla CU, di induzione con golimumab, aumenti di ALT ≥ 5 x ULN sono stati

osservati in percentuali simili nei pazienti trattati con golimumab e nei pazienti trattati con placebo

(rispettivamente da 0,3% a 1,0%). Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal su CU

con un follow-up mediano di approssimativamente 2 anni, la percentuale di pazienti con aumenti di

ALT ≥ 5 x ULN è stata dello 0,8% nei pazienti che ricevevano golimumab durante il periodo di

mantenimento dello studio sulla CU.

Negli studi pivotal su AR, AP, SA e SpA assiale nr, un paziente in uno studio sulla AR con anomalie

epatiche preesistenti e medicinali con fattore di confondimento, trattato con golimumab, ha sviluppato

epatite letale non infettiva con ittero. Il ruolo di golimumab come fattore contribuente o di

aggravamento non può essere escluso.

Reazioni al sito di iniezione

Nei periodi controllati degli studi pivotal sono state osservate reazioni al sito di iniezione nel 5,4% dei

pazienti trattati con golimumab, rispetto al 2,0% dei pazienti di controllo. La presenza di anticorpi

contro golimumab può aumentare il rischio di reazioni al sito di iniezione. La maggior parte delle

reazioni al sito di iniezione è stata lieve e moderata e la maggior parte delle manifestazioni frequenti

era rappresentata da eritema al sito di iniezione. Le reazioni al sito di iniezione generalmente non

richiedono la sospensione del trattamento con il medicinale.

Negli studi controllati di Fase IIb e/o III su AR, AP, SA, SpA assiale nr, asma severa persistente e

negli studi di Fase II/III sulla CU, nessun paziente trattato con golimumab ha sviluppato reazioni

Nei periodi controllati e non controllati degli studi pivotal con 1 anno di follow-up, il 3,5% dei

pazienti trattati con golimumab e il 2,3% dei pazienti di controllo avevano una positività recente agli

ANA (a titolazioni di 1:160 o superiori). La frequenza degli anticorpi anti-dsDNA a 1 anno di

follow-up nei pazienti anti-dsDNA negativi al basale era l’1,1%.

La sicurezza di golimumab è stata studiata in uno studio di fase III condotto su 69 pazienti di età

compresa tra 4 e 17 anni affetti da colite ulcerosa in fase attiva di grado da moderato a severo. In

questo studio, le reazioni avverse osservate sono state coerenti con il profilo di sicurezza consolidato

di golimumab in pazienti adulti con CU.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale

è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del

medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il

sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

In uno studio clinico sono state somministrate dosi singole fino a 10 mg/kg per via endovenosa, senza

alcuna tossicità dose-limitante. In caso di sovradosaggio, si raccomanda di monitorare il paziente per

individuare i segni e i sintomi degli eventi avversi e di istituire immediatamente un trattamento

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: immunosoppressori, inibitori del fattore di necrosi tumorale alfa

(TNF-α), codice ATC: L04AB06

Gotenfia è un farmaco biosimilare. Informazioni dettagliate sono disponibili sul sito web dell’Agenzia

Europea dei Medicinali https://www.ema.europa.eu.

Golimumab è un anticorpo monoclonale umano che forma complessi stabili ad elevata affinità sia per

la forma solubile, sia per quella transmembrana bioattiva del TNF-α umano, impedendo il legame del

TNF-α ai suoi recettori.

Il legame di golimumab al TNF umano ha mostrato di inibire l’espressione sulla superficie cellulare,

indotta dal TNF-α, delle molecole di adesione, selettina E, molecola di adesione alle cellule vascolari

di tipo 1 (vascular cell adhesion molecule, VCAM) e molecola di adesione intracellulare di tipo 1

(intercellular adhesion molecule, ICAM) da parte delle cellule endoteliali umane. In vitro, anche la

secrezione, indotta dal TNF, di interleuchina (IL)-6, IL-8 e fattore stimolante la crescita delle colonie

granulocitarie e macrofagiche (granulocyte macrophage colony stimulating factor, GM-CSF) da parte

delle cellule endoteliali umane, è stata inibita da golimumab.

Un miglioramento dei livelli di proteina C-reattiva (PCR) è stato osservato rispetto ai gruppi trattati

con placebo e, il trattamento con golimumab ha generato riduzioni significative dei livelli sierici

rispetto al basale di IL-6, ICAM-1, metallo proteinasi della matrice 3 (MMP) e fattore di crescita

vascolare endoteliale (vascular endothelial growth factor, VEGF), rispetto al trattamento di controllo.

Inoltre, nei pazienti con AR e SA i livelli di TNF- α si sono abbassati e nei pazienti con AP i livelli di

IL-8 sono diminuiti. Queste variazioni sono state osservate nella prima valutazione (settimana 4) dopo

la somministrazione iniziale di golimumab e sono generalmente durate fino alla settimana 24.

Artrite reumatoide negli adulti

L’efficacia di golimumab è stata dimostrata in tre studi clinici multicentrici, randomizzati, in doppio

cieco, controllati con placebo, condotti in più di 1500 pazienti di età ≥ 18 anni, con AR in fase attiva

da moderata a severa, diagnosticata secondo i criteri dell’American College of Rheumatology (ACR)

per almeno un periodo di 3 mesi prima dello screening. I pazienti dovevano presentare almeno 4

articolazioni tumefatte e 4 articolazioni dolenti. Golimumab o placebo sono stati somministrati per via

sottocutanea ogni 4 settimane.

GO-FORWARD ha valutato 444 pazienti con AR in fase attiva, nonostante una dose stabile di almeno

15 mg/settimana di MTX e che non erano stati trattati in precedenza con alcun medicinale anti-TNF. I

pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo + MTX, golimumab 50 mg + MTX, golimumab

100 mg + MTX o golimumab 100 mg + placebo. Dopo la settimana 24, i pazienti che ricevevano

placebo + MTX venivano assegnati a golimumab 50 mg + MTX. Alla settimana 52 i pazienti

entravano in uno studio in aperto con estensione nel lungo termine.

GO-AFTER ha valutato 445 pazienti trattati in precedenza con uno o più medicinali anti-TNF,

adalimumab, etanercept, o infliximab. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo,

golimumab 50 mg, o golimumab 100 mg. Durante lo studio, i pazienti hanno potuto continuare la

terapia concomitante di DMARD con MTX, sulfasalazina (SSZ), e/o idrossiclorochina (HCQ). Le

motivazioni indicate per l’interruzione di precedenti terapie con anti-TNF sono state mancanza di

efficacia (58%), intolleranza (13%), e/o motivi diversi da sicurezza o efficacia (29%, per lo più per

GO-BEFORE ha valutato 637 pazienti con AR in fase attiva, MTX-naïve e non trattati in precedenza

con un medicinale anti-TNF. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo + MTX, golimumab

50 mg + MTX, golimumab 100 mg + MTX o golimumab 100 mg + placebo. Alla settimana 52, i

pazienti entravano in uno studio in aperto con estensione a lungo termine nel quale i pazienti che

ricevevano placebo + MTX e presentavano almeno 1 articolazione dolente o tumefatta venivano

spostati al trattamento con golimumab 50 mg + MTX.

Nel GO-FORWARD gli endpoint (co)primari erano la percentuale di pazienti che ottenevano una

risposta ACR 20 alla settimana 14 e il miglioramento dell’Health Assessment Questionnaire (HAQ)

alla settimana 24 rispetto al basale. Nel GO-AFTER l’endpoint primario era la percentuale di pazienti

che avevano ottenuto una risposta ACR 20 alla settimana 14. Nel GO-BEFORE, gli endpoint

co-primari erano la percentuale di pazienti che avevano ottenuto una risposta ACR 50 alla

settimana 24 e un cambiamento dal basale del punteggio Sharp modificato da van der Heijde (vdH-S)

alla settimana 52. Oltre agli endpoint primari, sono state svolte valutazioni aggiuntive dell’impatto del

trattamento con golimumab su segni e sintomi dell’artrite, risposta radiografica, funzionalità fisica e

qualità di vita correlata allo stato di salute.

In linea generale, non sono state osservate differenze clinicamente significative nelle valutazioni

dell’efficacia fra i regimi posologici con golimumab 50 mg e 100 mg in associazione con MTX, fino

alla settimana 104 nel GO-FORWARD e nel GO-BEFORE e fino alla settimana 24 nel GO-AFTER.

In ognuno degli studi sulla AR secondo il disegno dello studio, i pazienti nell’estensione a lungo

termine potevano essere sottoposti ad uno switch tra le dosi di golimumab 50 mg e 100 mg a

discrezione del medico dello studio.

Segni e sintomi

I principali risultati relativi ai criteri ACR per la dose di golimumab da 50 mg alle settimane 14, 24 e

52 per gli studi GO-FORWARD, GO-AFTER e GO-BEFORE sono mostrati nella Tabella 3 e sono

descritti qui di seguito. Le risposte sono state osservate nella prima valutazione (settimana 4), dopo la

somministrazione iniziale di golimumab.

Nello studio GO-FORWARD, tra gli 89 soggetti randomizzati a golimumab 50 mg + MTX, 48

risultavano essere ancora in trattamento alla settimana 104. Tra questi, 40, 33 e 24 pazienti avevano

rispettivamente una risposta ACR 20/50/70 alla settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello

studio e trattati con golimumab, sono state osservate percentuali di risposta ACR 20/50/70 simili dalla

settimana 104 fino alla settimana 256.

Nello studio GO-AFTER, la percentuale di pazienti che hanno ottenuto una risposta ACR 20, è stata

maggiore fra i pazienti in terapia con golimumab rispetto a quelli trattati con placebo, a prescindere

dal motivo segnalato per l’interruzione di una o più terapie anti-TNF.

Principali risultati di efficacia delle parti controllate degli studi GO-FORWARD, GO-AFTER e

AR in fase attiva

AR in fase attiva, trattata

in precedenza con uno o

più medicinali anti-TNF

AR in fase attiva, MTX

na 133 89 150 147 160 159

% di pazienti che hanno risposto

Settimana 14 33% 55%* 18% 35%* NA NA

Settimana 24 28% 60%* 16% 31%

p = 0,002

Settimana 52 NA NA NA NA 52% 60%

Settimana 14 10% 35%* 7% 15%

p = 0,021

Settimana 24 14% 37%* 4% 16%* 29% 40%

Settimana 52 NA NA NA NA 36% 42%

Settimana 14 4% 14%

p = 0,008

p = 0,005

Settimana 24 5% 20%* 2% 9% p = 0,009 16% 24%

Settimana 52 NA NA NA NA 22% 28%

a n corrisponde ai pazienti randomizzati; il numero effettivo di pazienti valutabili per ciascun endpoint può variare per

* p ≤ 0,001

NA: Non Applicabile

Nello studio GO-BEFORE l’analisi primaria nei pazienti con artrite reumatoide da moderata a severa

(gruppi in combinazione con golimumab 50 e 100 mg + MTX vs MTX da solo per ACR 50) non è

risultata statisticamente significativa alla settimana 24 (p = 0,053). Alla settimana 52 in tutta la

popolazione, la percentuale di pazienti nel gruppo golimumab 50 mg + MTX che ha ottenuto una

risposta ACR era generalmente più alta ma non significativamente diversa quando confrontata con

MTX da solo (vedere Tabella 3). Sono state condotte analisi addizionali nei sottogruppi

rappresentativi della popolazione indicata di pazienti con AR severa, attiva e progressiva. Un effetto

generalmente superiore è stato dimostrato con golimumab 50 mg + MTX versus MTX da solo nella

popolazione indicata in confronto con la popolazione totale.

Negli studi GO-FORWARD e GO-AFTER, sono state osservate risposte statisticamente e

clinicamente significative nella scala DAS28 (Disease Activity Scale) in ogni fase pre-specificata, alla

settimana 14 e alla settimana 24 (p ≤ 0,001). Tra i pazienti che rimanevano in trattamento con

golimumab, randomizzati all’inizio dello studio, le risposte DAS28 venivano mantenute fino alla

settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, le risposte DAS28

sono state simili dalla settimana 104 fino alla settimana 256.

Nello studio GO-BEFORE è stata valutata la risposta clinica maggiore, definita come mantenimento di

una risposta ACR 70 su un periodo continuativo di 6 mesi. Alla settimana 52, il 15% dei pazienti del

gruppo golimumab 50 mg + MTX raggiungeva una risposta clinica superiore rispetto al 7% dei

pazienti del gruppo placebo + MTX (p = 0,018). Tra i 159 soggetti randomizzati a golimumab 50 mg

+ MTX, 96 erano ancora in trattamento alla settimana 104. Tra questi 85, 66 e 53 pazienti hanno avuto

rispettivamente una risposta ACR 20/50/70 alla settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello

studio e trattati con golimumab, sono state osservate percentuali di risposta ACR 20/50/70 simili dalla

settimana 104 fino alla settimana 256.

Nello studio GO-BEFORE le variazioni rispetto al basale nel punteggio vdH-S, un punteggio

composito del danno strutturale che misura radiograficamente il numero e la dimensione delle erosioni

articolari e il grado di riduzione dello spazio articolare nelle mani/polsi e piedi, è stato usato per

valutare il grado di danno strutturale. I principali risultati per golimumab alla dose di 50 mg alla

settimana 52 sono presentati nella Tabella 4.

Il numero dei pazienti con nessuna nuova erosione o modifica dal basale nel punteggio totale vdH-S

≤ 0 era significativamente più alto nel gruppo in trattamento con golimumab rispetto al gruppo di

controllo (p = 0,003). Gli effetti radiografici osservati alla settimana 52 si sono mantenuti fino alla

settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, gli effetti

radiografici sono stati simili dalla settimana 104 fino alla settimana 256.

Media (DS) delle modifiche radiografiche dal basale alla settimana 52 nel punteggio vdH-S

totale in tutta la popolazione dello studio GO-BEFORE

Placebo + MTX

Golimumab 50 mg + MTX

n a 160 159

Basale 19,7 (35,4) 18,7 (32,4)

Modifiche dal basale 1,4 (4,6) 0,7 (5,2)*

Punteggio di erosione

Basale 11,3 (18,6) 10,8 (17,4)

Modifiche dal basale 0,7 (2,8) 0,5 (2,1)

Basale 8,4 (17,8) 7,9 (16,1)

Modifiche dal basale 0,6 (2,3) 0,2 (2,0)**

a n corrisponde ai pazienti randomizzati

* p = 0,015

** p = 0,044

Funzionalità fisica e qualità di vita correlata allo stato di salute

La funzionalità fisica e l’invalidità sono state valutate come endpoint separato negli studi

GO-FORWARD e GO-AFTER, usando l’indice d’invalidità dell’HAQ DI. In questi studi, alla

settimana 24, golimumab ha mostrato un miglioramento dell’HAQ DI clinicamente e statisticamente

significativo, rispetto al basale, se paragonato al gruppo di controllo. Tra i pazienti che rimanevano in

trattamento con golimumab, randomizzati all’inizio dello studio, il miglioramento dell’HAQ DI è stato

mantenuto fino alla settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con

golimumab, il miglioramento dell’HAQ DI è stato simile dalla settimana 104 fino alla settimana 256.

Nello studio GO-FORWARD sono stati evidenziati miglioramenti clinicamente e statisticamente

significativi nella qualità di vita correlata allo stato di salute, in base alla misurazione del punteggio

della componente fisica di SF-36 nei pazienti trattati con golimumab versus placebo alla settimana 24.

Tra i pazienti che rimanevano in trattamento con golimumab, randomizzati all’inizio dello studio, il

miglioramento di SF-36 è stato mantenuto fino alla settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello

studio e trattati con golimumab, il miglioramento della componente fisica di SF-36 è stato simile dalla

settimana 104 fino alla settimana 256. Negli studi GO-FORWARD e GO-AFTER, sono stati osservati

miglioramenti statisticamente significativi nell’affaticamento, secondo la scala FACIT-F (Functional

Assessment of Chronic Illness Therapy-Fatigue).

Artrite psoriasica negli adulti

L’efficacia e la sicurezza di golimumab sono state valutate in uno studio clinico multicentrico,

randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (GO-REVEAL), condotto in 405 pazienti

adulti con AP in fase attiva (≥ 3 articolazioni tumefatte e ≥ 3 articolazioni dolenti), nonostante la

terapia con antinfiammatori non steroidei (FANS) o DMARD. I pazienti di questo studio avevano una

diagnosi di AP da almeno 6 mesi e almeno una lieve psoriasi. Sono stati arruolati i pazienti con

ciascun sottotipo di artrite psoriasica, compresa artrite poliarticolare senza noduli reumatoidi (43%),

artrite periferica asimmetrica (30%), artrite delle articolazioni interfalangee distali (DIP) (15%),

spondilite con artrite periferica (11%) e artrite mutilante (1%). Non è stato consentito alcun

trattamento precedente con un medicinale anti-TNF. golimumab o placebo sono stati somministrati per

via sottocutanea ogni 4 settimane. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo, golimumab

50 mg, o golimumab 100 mg. Dopo la settimana 24, i pazienti che ricevevano placebo venivano

assegnati a golimumab 50 mg. Alla settimana 52 i pazienti entravano in uno studio di estensione in

aperto a lungo termine.

Il 48% circa dei pazienti ha continuato la somministrazione di dosi stabili di metotrexato

(≤ 25 mg/settimana). Gli endpoint co-primari sono stati la percentuale di pazienti che hanno ottenuto

una risposta ACR 20 alla settimana 14 e la variazione rispetto al basale del punteggio totale vdH-S

modificato per l’AP alla settimana 24.

In generale, non sono state osservate differenze clinicamente significative nelle misure dell’efficacia

fra i regimi di dosaggio con golimumab 50 mg e 100 mg fino alla settimana 104. Secondo il disegno

dello studio, i pazienti nell’estensione a lungo termine potevano essere sottoposti ad uno switch tra le

dosi di golimumab 50 mg e 100 mg a discrezione del medico dello studio.

Segni e sintomi

I principali risultati per la dose da 50 mg alle settimane 14 e 24 sono mostrati nella Tabella 5 e sono

descritti qui di seguito.

Principali risultati di efficacia dello studio GO-REVEAL

Placebo Golimumab 50 mg*

na 113 146

% di pazienti che hanno risposto

Settimana 14 9% 51%

Settimana 24 12% 52%

Settimana 14 2% 30%

Settimana 24 4% 32%

Settimana 14 1% 12%

Settimana 24 1% 19%

Settimana 14 3% 40%

Settimana 24 1% 56%

* p < 0,05 per tutti i confronti;

a n corrisponde ai pazienti randomizzati; il numero effettivo di pazienti valutabili per ciascun endpoint può variare per

b Psoriasis Area and Severity Index

c Sulla base del sottogruppo di pazienti con un coinvolgimento dell’area della superficie corporea (BSA) ≥ 3% al basale,

79 pazienti (69,9%) nel gruppo di trattamento con placebo e 109 (74,3%) in quello con golimumab 50 mg.

Le risposte sono state osservate alla prima valutazione (settimana 4), dopo la somministrazione

iniziale di golimumab. Sono state riscontrate risposte ACR 20 simili alla settimana 14 nei pazienti con

artrite poliarticolare in assenza di noduli reumatoidi e sottotipi di AP, artrite periferica asimmetrica. Il

numero di pazienti con altri sottotipi di AP era troppo esiguo per consentire una valutazione

significativa. Le risposte osservate nei gruppi di trattamento con golimumab erano simili nei pazienti

trattati o meno con MTX concomitante. Tra i 146 pazienti randomizzati a golimumab 50 mg, 70

risultavano essere ancora in trattamento alla settimana 104. Tra questi 70 pazienti, 64, 46 e 31 pazienti

avevano rispettivamente una risposta ACR 20/50/70. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e

trattati con golimumab, sono state osservate percentuali di risposta ACR 20/50/70 simili dalla

settimana 104 fino alla settimana 256.

Sono state anche osservate risposte statisticamente significative nel DAS28 alle settimane 14 e 24

(p < 0,05).

Alla settimana 24, nei pazienti trattati con golimumab, sono stati osservati miglioramenti nei parametri

dell’attività periferica tipica dell’artrite psoriasica (ad es., numero di articolazioni tumefatte, numero di

articolazioni dolenti, dattilite e entesite). Il trattamento con golimumab ha determinato un

miglioramento significativo della funzionalità fisica, valutata dall’HAQ DI e a miglioramenti

significativi della qualità di vita correlata allo stato di salute, in base ai punteggi riassuntivi delle

componenti fisiche e mentali del SF-36. Tra i pazienti rimasti in trattamento con golimumab, al quale

erano stati randomizzati all’inizio dello studio, le risposte DAS28 e HAQ DI venivano mantenute fino

alla settimana 104. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, le risposte

DAS28 e HAQ DI sono state simili dalla settimana 104 fino alla settimana 256.

Il danno strutturale di mani e piedi è stato radiologicamente valutato attraverso la variazione rispetto al

basale del punteggio vdH-S, modificato per l’AP con l’aggiunta delle articolazioni interfalangee distali

(DIP) della mano.

Il trattamento con golimumab 50 mg riduce il tasso di progressione del danno articolare periferico in

confronto al trattamento con placebo alla settimana 24 misurata come variazione rispetto al basale del

punteggio totale vdH-S modificato (la media ± punteggio DS era 0,27 ± 1,3 nel gruppo placebo

confrontato con -0,16 ± 1,3 nel gruppo di golimumab; p = 0,011). Dei 146 pazienti che sono stati

randomizzati a golimumab 50 mg, i dati dei raggi X alla settimana 52 erano disponibili per

126 pazienti, di questi il 77% non mostrava alcuna progressione rispetto al basale. Alla settimana 104,

i dati dei raggi X erano disponibili per 114 pazienti e il 77% non mostrava alcuna progressione rispetto

al basale. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, percentuali simili di

pazienti non hanno mostrato alcuna progressione rispetto al basale dalla settimana 104 fino alla

Spondiloartrite-assiale negli adulti

Spondilite anchilosante negli adulti

L’efficacia e la sicurezza di golimumab sono state valutate in uno studio clinico multicentrico, in

doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo (GO-RAISE), condotto in 356 pazienti adulti con

spondilite anchilosante in fase attiva (definita come indice Bath dell’attività patologica della spondilite

anchilosante (BASDAI) ≥ 4 e una VAS per dolore lombare totale ≥ 4 su una scala da 0 a 10 cm). I

pazienti arruolati in questo studio avevano la patologia in fase attiva, nonostante la terapia attuale o

precedente con FANS o DMARD e non erano stati trattati in precedenza con alcun medicinale

anti-TNF. Golimumab o placebo sono stati somministrati per via sottocutanea ogni 4 settimane. I

pazienti sono stati randomizzati a ricevere placebo, golimumab 50 mg, o golimumab 100 mg e hanno

potuto continuare la terapia concomitante di DMARD (MTX, SSZ e/o HCQ). L’endpoint primario è

stato la percentuale di pazienti con risposta ASAS 20 (Ankylosing Spondylitis Assessment Study

Group) alla settimana 14. I dati di efficacia controllata con placebo sono stati raccolti e analizzati fino

alla settimana 24.

I principali risultati per la dose da 50 mg sono mostrati nella Tabella 6 e sono descritti qui di seguito.

In linea generale, non sono state osservate differenze clinicamente significative nelle misure

dell’efficacia fra i regimi posologici con golimumab 50 mg e 100 mg fino alla settimana 24. Secondo

il disegno dello studio, i pazienti nell’estensione a lungo termine potevano essere sottoposti ad uno

switch tra le dosi di Sim golimumab poni 50 mg e 100 mg a discrezione del medico dello studio.

Principali risultati di efficacia dello studio GO-RAISE

Placebo Golimumab 50 mg*

na 78 138

% di pazienti che hanno risposto

Settimana 14 22% 59%

Settimana 24 23% 56%

Settimana 14 15% 45%

Settimana 24 15% 44%

Settimana 14 8% 50%

Settimana 24 13% 49%

* p ≤ 0,001 per tutti i confronti

a n corrisponde ai pazienti randomizzati; il numero effettivo di pazienti valutabili per ciascun endpoint può variare per

Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, la percentuale di pazienti con

risposta ASAS 20 e ASAS 40 è stata simile dalla settimana 24 fino alla settimana 256.

Sono state osservate anche risposte statisticamente significative nel BASDAI 50, 70 e 90 (p ≤ 0,017)

alle settimane 14 e 24. Sono stati riscontrati miglioramenti delle principali misurazioni dell’attività

patologica alla prima valutazione (settimana 4) dopo la somministrazione iniziale di golimumab che

sono stati mantenuti fino alla settimana 24. Tra i pazienti che rimanevano nello studio e trattati con

golimumab, sono state osservate percentuali simili di variazione rispetto al basale nel BASDAI dalla

settimana 24 fino alla settimana 256. È stata osservata un’efficacia costante nei pazienti a prescindere

dall’uso di DMARD (MTX, sulfasalazina e/o idrossiclorochina), presenza dell’antigene HLA-B27 o

livelli basali di PCR in base alla valutazione delle risposte ASAS 20 alla settimana 14.

Il trattamento con golimumab ha portato a miglioramenti significativi nella funzionalità fisica come

valutato dai cambiamenti rispetto al basale in BASFI (Bath Ankylosing Spondylitis Functional Index)

alle settimane 14 e 24. Anche la qualità di vita correlata allo stato di salute, misurato dal punteggio

della componente fisica SF-36, è stata migliorata significativamente alle settimane 14 e 24. Tra i

pazienti che rimanevano nello studio e trattati con golimumab, i miglioramenti nella funzionalità fisica

e nella qualità di vita correlata allo stato di salute sono stati simili dalla settimana 24 fino alla

Spondiloartrite assiale non radiografica negli adulti

La sicurezza e l’efficacia di golimumab sono state valutate in uno studio multicentrico, randomizzato,

in doppio cieco, controllato con placebo (GO-AHEAD) condotto su 197 pazienti adulti con SpA

assiale nr severa in fase attiva (definiti come quei pazienti che soddisfacevano i criteri della

classificazione ASAS per la diagnosi di spondiloartrite assiale ma che non soddisfacevano i criteri di

New York modificati per la diagnosi di SA). I pazienti arruolati in questo studio avevano una malattia

in fase attiva (definita in base ad un BASDAI ≥ 4 e ad una Scala Analogica Visiva (VAS) per il dolore

dorsale complessivo ≥ 4, ciascuna su di una scala da 0 a 10 cm) nonostante una terapia con FANS in

corso o precedente e non erano stati precedentemente trattati con un qualsiasi medicinale biologico

compresa la terapia anti-TNF. I pazienti sono stati randomizzati al trattamento con placebo o con

golimumab 50 mg somministrato per via sottocutanea ogni 4 settimane. Alla settimana 16, i pazienti

entravano in un periodo di trattamento in aperto nel quale tutti ricevevano golimumab 50 mg

somministrato per via sottocutanea ogni 4 settimane fino alla settimana 48 con valutazioni di efficacia

effettuate fino alla settimana 52 e follow-up di sicurezza fino alla settimana 60. Approssimativamente

il 93% dei pazienti che avevano ricevuto golimumab all’inizio dell’estensione in aperto (settimana 16)

rimanevano in trattamento fino alla fine dello studio (settimana 52). Le analisi sono state effettuate sia

su tutta la popolazione trattata (AT, N = 197) che sulla popolazione con segni obiettivi di

infiammazione (OSI, N = 158, come indicato da elevati livelli di PCR e/o dall’evidenza di sacroileite

nella RMI effettuata al basale). I dati di efficacia controllati con placebo sono stati raccolti e analizzati

fino alla settimana 16. L’ endpoint primario era la percentuale di pazienti che otteneva una risposta

ASAS 20 alla settimana 16. I principali risultati sono mostrati nella Tabella 7 e sono descritti di

Principali risultati di efficacia dello studio GO-AHEAD alla settimana 16

Miglioramenti nei segni e nei sintomi

Tutta la popolazione trattata (AT)

Popolazione con segni obiettivi di

na 100 97 80 78

% di pazienti che hanno risposto

ASAS 20 40% 71%** 38% 77%**

ASAS 40 23% 57%** 23% 60%**

ASAS 5/6 23% 54%** 23% 63%**

ASAS remissione parziale 18% 33%* 19% 35%*

ASDAS-C b < 1,3 13% 33%* 16% 35%*

BASDAI 50 30% 58%** 29% 59%**

Inibizione dell’infiammazione nelle articolazioni sacro-iliache (SI) misurata con RMI

50 mg Placebo

n C 87 74 69 61

Variazione media nel

punteggio SPARCCd RMI

iliaca -0,9 -5,3** -1,2 -6,4**

a n corrisponde ai pazienti randomizzati e trattati

b Spondilite anchilosante punteggio di attività della malattia con proteina C reattiva (AT-Placebo, N = 90;

AT-golimumab 50 mg, N = 88; OSI-Placebo, N = 71; OSI-golimumab 50 mg, N = 71)

c n corrisponde al numero di pazienti con dati di RMI al basale e alla settimana 16

d SPARCC (Spondyloarthritis Research Consortium of Canada)

** p < 0,0001 per confronti golimumab vs placebo

* p < 0,05 per confronti golimumab vs placebo

Miglioramenti statisticamente significativi nei segni e nei sintomi di SpA assiale nr severa in fase

attiva sono stati dimostrati nei pazienti trattati con golimumab 50 mg rispetto al placebo alla

settimana 16 (Tabella 7). Miglioramenti sono stati osservati alla prima valutazione (settimana 4) dopo

la somministrazione iniziale di golimumab. Il punteggio SPARCC misurato con RMI ha mostrato

riduzioni statisticamente significative dell’infiammazione nell’articolazione SI alla settimana 16 nei

pazienti trattati con golimumab 50 mg rispetto al placebo (Tabella 7). Il dolore valutato tramite il

dolore dorsale complessivo e il dolore dorsale notturno su scala VAS e l’attività della malattia

misurata tramite ASDAS-C hanno mostrato anche un miglioramento statisticamente significativo dal

basale alla settimana 16 nei pazienti trattati con golimumab 50 mg rispetto al placebo (p < 0,0001).

Miglioramenti statisticamente significativi nella mobilità spinale valutata con il BASMI (Bath

Ankylosing Spondylitis Metrology Index) e nella funzionalità fisica valutata con il BASFI sono stati

dimostrati nei pazienti trattati con golimumab 50 mg rispetto ai pazienti trattati con placebo

(p < 0,0001). I pazienti trattati con golimumab hanno riportato in modo significativo più miglioramenti

nella qualità di vita correlata allo stato di salute valutati tramite ASQoL, EQ-5D e componenti fisiche

e mentali del SF-36 e hanno riportato in modo significativo più miglioramenti nella produttività

valutati tramite maggiori riduzioni della compromissione complessiva della capacità di lavorare e della

compromissione dello svolgimento delle attività quotidiane valutate tramite il questionario WPAI

rispetto ai pazienti che ricevevano placebo.

Per tutti gli endpoint sopra descritti, risultati statisticamente significativi sono stati dimostrati anche

nella popolazione OSI alla settimana 16.

In entrambe le popolazioni AT e OSI, i miglioramenti nei segni e sintomi, nella mobilità spinale, nella

funzionalità fisica, nella qualità della vita e nella produttività osservati alla settimana 16 tra i pazienti

trattati con golimumab 50 mg, persistevano in quei pazienti rimasti nello studio alla settimana 52.

La sicurezza e l’efficacia del proseguimento del trattamento con golimumab (frequenza di dosaggio

completa o ridotta) rispetto all’interruzione del trattamento sono state valutate su pazienti adulti

(18-45 anni di età) con SpA assiale nr in fase attiva che hanno dimostrato una remissione prolungata

durante i 10 mesi di trattamento mensile in aperto con golimumab (GO-BACK). I pazienti elegibili

(che hanno raggiunto una risposta clinica entro il Mese 4 e uno stato della malattia inattivo (ASDAS

< 1,3) sia al Mese 7 che al Mese 10) entrati nella fase di interruzione in doppio cieco sono stati

randomizzati al proseguimento del trattamento mensile con golimumab (regime di trattamento

completo, N = 63), al trattamento con golimumab ogni 2 mesi (regime di trattamento ridotto, N = 63)

o al trattamento mensile con placebo (interruzione del trattamento, N = 62) per un massimo di circa

L’endpoint primario di efficacia è stato la percentuale di pazienti senza una riacutizzazione

dell’attività della malattia. I pazienti che hanno manifestato una riacutizzazione, cioè avevano un

ASDAS rilevato in 2 valutazioni consecutive in cui entrambe mostravano un punteggio assoluto pari a

≥ 2,1 o un aumento post-interruzione pari a ≥ 1,1 relativamente al Mese 10 (fine del periodo in aperto),

hanno ripreso il trattamento mensile con golimumab in una fase di ritrattamento in aperto per

caratterizzare la risposta clinica.

Risposta clinica dopo l’interruzione del trattamento in doppio cieco

Tra i 188 pazienti con malattia inattiva che hanno ricevuto almeno una dose di trattamento in doppio

cieco, una percentuale di pazienti significativamente maggiore (p < 0,001) non ha manifestato una

riacutizzazione della malattia proseguendo golimumab in trattamento completo (84,1 %), o in regimi

di trattamento ridotto (68,3%) rispetto all’interruzione del trattamento (33,9 %) (Tabella 8).

Analisi della percentuale di partecipanti senza una riacutizzazionea

Analisi completa del set di popolazione (Periodo 2 – In doppio cieco)

Differenza in % vs Placebo

Trattamento n/N % Stimata (IC 95%)b p-Valueb

GLM s.c. QMT 53/63 84,1 50,2 (34,1; 63,6) < 0,001

GLM s.c. Q2MT 43/63 68,3 34,4 (17,0; 49,7) < 0,001

Placebo 21/62 33,9

Il set dell’analisi completa comprende tutti i partecipanti randomizzati che hanno raggiunto la malattia inattiva nel

periodo 1 e che hanno ricevuto almeno una dose di trattamento in cieco dello studio.

a Definito come ASDAS valutato in 2 visite consecutive che mostrano entrambe un punteggio assoluto pari a ≥ 2,1 o

aumento post-interruzione pari a ≥ 1,1 relativamente al Mese 10 (Visita 23).

b Il tasso di errore di tipo I rispetto ai confronti tra trattamento multiplo (GLM s.c. QMT vs Placebo e GLM s.c. Q2MT

vs Placebo) è stato controllato utilizzando una procedura di test sequenziale (step-down). Derivato sulla base del

metodo di Miettinen e Nurminen stratificato con livello di PCR (> 6 mg/L o ≤ 6 mg/L) come fattore di stratificazione.

I partecipanti che hanno interrotto il periodo 2 prematuramente e prima di una “riacutizzazione” saranno conteggiati come

aventi una “riacutizzazione”.

N = Numero totale di partecipanti; n = numero di partecipanti senza una riacutizzazione; GLM = golimumab; s.c. = via

sottocutanea, QMT = dosaggio mensile; Q2MT = dosaggio ogni 2 mesi.

La differenza di tempo alla prima riacutizzazione tra il gruppo di interruzione del trattamento e uno dei

gruppi di trattamento con golimumab è mostrata nella Figura 1 (log-rank p < 0,0001 per ciascun

confronto). Nel gruppo placebo, le riacutizzazioni sono iniziate circa 2 mesi dopo l’interruzione del

trattamento con golimumab, con la maggior parte delle riacutizzazioni verificatesi entro 4 mesi

dall’interruzione del trattamento (Figura 1).

Figura 1: Analisi di Kaplan-Meier di tempo alla prima riacutizzazione

Risposta clinica al ritrattamento per una riacutizzazione della malattia

La risposta clinica è stata definita come un miglioramento BASDAI ≥ 2 o ≥ 50 % rispetto alla media

dei 2 punteggi BASDAI consecutivi attribuiti alla riacutizzazione della malattia. Dei 53 partecipanti

nel regime a dosaggio ridotto o nel regime di sospensione del trattamento che hanno avuto una

riacutizzazione della malattia confermata, 51 (96,2 %) hanno ottenuto una risposta clinica a

golimumab entro i primi 3 mesi di ritrattamento, sebbene un numero inferiore di pazienti (71,7 %) sia

stato in grado di sostenerla per tutti i 3 mesi.

Colite ulcerosa negli adulti

L’efficacia di golimumab è stata valutata in due studi clinici randomizzati, in doppio cieco, controllati

con placebo condotti in pazienti adulti.

Lo studio di induzione (PURSUIT-Induction) ha valutato pazienti con colite ulcerosa in fase attiva di

grado da moderato a severo (punteggio Mayo da 6 a 12; subpunteggio endoscopico ≥ 2) che avevano

una risposta inadeguata o che non avevano tollerato le terapie convenzionali o che erano

corticosteroidi dipendenti. Nella porzione dello studio di conferma della dose, 761 pazienti sono stati

randomizzati a ricevere 400 mg di golimumab s.c. alla settimana 0 e 200 mg alla settimana 2, 200 mg

di golimumab s.c. alla settimana 0 e 100 mg alla settimana 2 o placebo s.c. alle settimane 0 e 2. Era

consentita la somministrazione concomitante di dosi stabili di aminosalicilati per via orale,

corticosteroidi e/o agenti immunomodulatori. In questo studio è stata valutata l’efficacia di golimumab

fino alla settimana 6.

I risultati dello studio di mantenimento (PURSUIT-Maintenance) si basavano sulla valutazione di

456 pazienti che avevano raggiunto una risposta clinica nella precedente induzione con golimumab. I

pazienti sono stati randomizzati a ricevere golimumab 50 mg, golimumab 100 mg o placebo

somministrati per via sottocutanea ogni 4 settimane. Era consentita la somministrazione concomitante

di dosi stabili di aminosalicilati per via orale e/o agenti immunomodulatori. I corticosteroidi dovevano

essere gradatamente ridotti all’inizio dello studio di mantenimento. In questo studio è stata valutata

l’efficacia di golimumab fino alla settimana 54. I pazienti che avevano completato lo studio di

mantenimento fino alla settimana 54 hanno continuato il trattamento in uno studio di estensione, con

efficacia valutata fino alla settimana 216. La valutazione dell’efficacia nello studio di estensione era

basata sui cambiamenti nell’impiego dei corticosteroidi, sulla valutazione globale del medico (PGA)

dell’attività della malattia e sul miglioramento della qualità della vita come misurato dal questionario

sulla malattia infiammatoria dell’intestino (IBDQ).

Principali risultati di efficacia degli studi PURSUIT - Induction e PURSUIT - Maintenance

N = 251

Golimumab 200/100 mg

N = 253

Percentuale di pazienti

Pazienti in risposta clinica alla settimana 6a 30% 51%**

Pazienti in remissione clinica alla

Pazienti con guarigione della mucosa alla

N = 154

N = 151

N = 151

Percentuale di pazienti

Mantenimento della risposta (Pazienti in

risposta clinica fino alla settimana 54)e 31% 47%* 50%**

Remissione sostenuta (Pazienti in remissione

clinica alle settimane 30 e 54)f 16% 23%g 28%*

N = numero di pazienti

** p ≤ 0,001

* p ≤ 0,01

a Definita come una riduzione rispetto al basale nel punteggio Mayo ≥ 30% e ≥ 3 punti, accompagnata da una riduzione

del subpunteggio del sanguinamento rettale ≥ 1 o un 0 subpunteggio del sanguinamento rettale di 0 o 1.

b Definita come punteggio Mayo ≤ 2 punti, con nessun subpunteggio individuale > 1

c Definita come 0 o 1 nel subpunteggio endoscopico del punteggio Mayo.

d Solo induzione con golimumab.

e I pazienti sono stati valutati per l’attività della CU con il punteggio parziale Mayo ogni 4 settimane (la perdita di

risposta era confermata con l’endoscopia). Pertanto, un paziente che manteneva la risposta era in uno stato di risposta

clinica continua ad ogni valutazione clinica fino alla settimana 54.

f Un paziente doveva essere in remissione alle settimane 30 e 54 (senza mostrare una perdita di risposta in qualsiasi

punto temporale fino alla settimana 54) per ottenere una remissione sostenuta.

g In pazienti di peso inferiore a 80 kg, una percentuale maggiore di pazienti che ricevevano una terapia di mantenimento

da 50 mg mostrava una remissione clinica sostenuta rispetto a quelli che ricevevano placebo.

Più pazienti trattati con golimumab mostravano una guarigione sostenuta della mucosa (pazienti con

guarigione della mucosa alle settimane 30 e 54) nel gruppo 50 mg (42%, p nominale < 0,05) e nel

gruppo 100 mg (42%, p < 0,005) rispetto ai pazienti del gruppo placebo (27%).

Tra il 54% dei pazienti (247/456) che avevano ricevuto una terapia concomitante con corticosteroidi

all’inizio del PURSUIT-Maintenance, la percentuale dei pazienti che avevano mantenuto una risposta

clinica fino alla settimana 54 e non avevano ricevuto terapia concomitante con corticosteroidi alla

settimana 54 è stata maggiore nel gruppo 50 mg (38%, 30/78) e nel gruppo 100 mg (30%, 25/82)

rispetto al gruppo placebo (21%, 18/87). La percentuale di pazienti che avevano eliminato

corticosteroidi entro la settimana 54 è stata maggiore nel gruppo 50 mg (41%, 32/78) e nel gruppo

100 mg (33%, 27/82) rispetto al gruppo placebo (22%, 19/87). Tra i pazienti che erano entrati nello

studio di estensione, la percentuale dei soggetti che erano rimasti liberi da corticosteroidi era

generalmente mantenuta fino alla settimana 216.

I pazienti che non hanno raggiunto una risposta clinica alla settimana 6 durante gli studi

PURSUIT-Induction sono stati trattati con golimumab 100 mg ogni 4 settimane nello studio

PURSUIT-Maintenance. Alla settimana 14, il 28% di questi pazienti ha raggiunto una risposta definita

dal punteggio parziale Mayo (riduzione fino a ≥ 3 punti rispetto all’inizio dell’induzione). Alla

settimana 54, i risultati clinici osservati in questi pazienti sono stati simili ai risultati clinici riportati

nei pazienti che avevano raggiunto una risposta clinica alla settimana 6.

Alla settimana 6, golimumab ha migliorato in modo significativo la qualità di vita come misurato dalla

variazione rispetto al basale in una misura specifica della malattia, IBDQ (questionario sulla malattia

infiammatoria dell’intestino). Tra i pazienti che avevano ricevuto una terapia di mantenimento con

golimumab, il miglioramento della qualità di vita come misurato dall’IBDQ è stato mantenuto fino

alla settimana 54.

Approssimativamente il 63% dei pazienti che avevano ricevuto golimumab all’inizio dello studio di

estensione (settimana 56), rimanevano in trattamento fino alla fine dello studio (ultima

somministrazione di golimumab alla settimana 212).

Colite ulcerosa pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di golimumab sono state valutate in uno studio di fase III, multicentrico, in

aperto, (PURSUIT 2) progettato per arruolare bambini di età compresa tra 2 e 17 anni con CU in fase

attiva di grado da moderato a severo, definita come punteggio Mayo completo al basale da 6 a 12,

inclusi, con un subpunteggio endoscopico ≥ 2. I bambini precedentemente esposti ad agenti anti-TNF-

α non erano idonei alla partecipazione. La maggior parte dei 69 partecipanti (97,1%) stava ricevendo

farmaci per il trattamento della CU (corticosteroidi, immunomodulatori e/o 5-ASA); il 52,2% dei

partecipanti stava ricevendo corticosteroidi e l’88,4% stava ricevendo 5-ASA per via orale. L’età

media dei partecipanti era di 13,4 anni (intervallo 4-17). Il 53,6% (37) dei partecipanti era di sesso

femminile. Il peso medio era di 52,4 kg (intervallo da 16 a 107). Le caratteristiche della malattia al

basale per la popolazione complessiva di golimumab erano rappresentative di pazienti pediatrici con

CU in fase attiva di grado da moderato a severo.

Nella fase di induzione (dalla settimana 0 alla settimana 6), i bambini hanno ricevuto golimumab s.c.

in base al peso corporeo, alle settimane 0 e 2. I bambini con peso corporeo ≥ 45 kg hanno ricevuto

dosi di induzione fisse di 200 mg s.c. alla settimana 0 e 100 mg alla settimana 2. I bambini con peso

corporeo < 45 kg hanno ricevuto dosi di induzione aggiustate per la superficie corporea di 120 mg/m2

s.c. (fino a un massimo di 200 mg) alla settimana 0 e 60 mg/m2 s.c. (fino a un massimo di 100 mg) alla

settimana 2. Alla settimana 6, i bambini sono stati valutati per efficacia e sicurezza.

Nella fase di mantenimento (dalla settimana 6 alla settimana 54), i bambini in risposta clinica a

golimumab (una riduzione rispetto al basale del punteggio Mayo completo di ≥ 30% e ≥ 3 punti, con

una riduzione rispetto al basale del subpunteggio di sanguinamento rettale di ≥ 1 o un subpunteggio di

sanguinamento rettale di 0 o 1 utilizzando la lettura locale del subpunteggio endoscopico) hanno

continuato a ricevere golimumab s.c. 100 mg (bambini di peso ≥ 45 kg) o 60 mg/m2 (bambini di peso

< 45 kg) ogni 4 settimane fino alla settimana 50. Ai bambini che non hanno mostrato una risposta

clinica alla settimana 6, potevano essere somministrate dosi aggiuntive alla settimana 6 e alla

settimana 10, seguite da una valutazione della risposta alla settimana 14 per determinare se i bambini

continuavano con golimumab ogni 4 settimane fino alla settimana 50. Dei 41 bambini che sono entrati

nella fase di mantenimento, 39 bambini sono rimasti nello studio alla settimana 54 (con una

determinazione dell’efficacia mediante punteggio Mayocompleto).

L’endpoint primario della remissione clinica, misurato mediante il punteggio Mayo, era definito come

un punteggio Mayo ≤ 2 punti, senza alcun subpunteggio individuale > 1 (in base al subpunteggio

Mayo endoscopico assegnato dall’endoscopista locale). Complessivamente, 22 (31,9%) bambini

hanno mostrato remissione clinica alla settimana 6. Alla settimana 54, il 31,7% di coloro che avevano

ottenuto la risposta clinica alla settimana 6 era in remissione clinica.

Principali risultati di efficacia degli studi PURSUIT 2 - Induction e PURSUIT 2 - Maintenance

PURSUIT 2 - Induction

Endpoint primario Golimumab

N = 69

Soggetti in remissione clinica valutata mediante

il punteggio Mayo alla settimana 6a 22 (31,9%)

Principali endpoint secondari di efficacia

Soggetti in risposta clinica alla settimana 6b 39 (56,5%)

Soggetti con guarigione endoscopica alla

settimana 6c 28 (40,6%)

PURSUIT 2 – Maintenance

Principali endpoint secondari di efficacia Golimumab

N = 41

Soggetti in remissione clinica alla settimana 54,

valutata mediante il punteggio Mayoa,e

Soggetti con guarigione endoscopica alla

Soggetti in remissione clinica alla settimana 54,

come valutato dal punteggio Mayo, per i

partecipanti che erano in remissione clinica alla

N = numero di pazienti

a La remissione clinica è definita come un punteggio Mayo ≤ 2 punti, senza alcun sottopunteggio individuale > 1.

b Risposta clinica definita come una riduzione rispetto al basale nel punteggio Mayo ≥ 30% e ≥ 3 punti, accompagnato da

una riduzione del subpunteggio del sanguinamento rettale ≥ 1 al basale o un subpunteggio del sanguinamento rettale di

0 o 1.

c La guarigione endoscopica è definita come un subpunteggio endoscopico di 0 o 1 in base all’endoscopia locale.

d Il denominatore è costituito da soggetti in remissione clinica alla settimana 6.

e I soggetti senza punteggio endoscopico alla settimana 54 sono stati considerati non in remissione clinica.

Anticorpi anti-golimumab possono svilupparsi durante il trattamento con golimumab.

La formazione di anticorpi anti-golimumab può essere associata a una ridotta esposizione sistemica al

golimumab, ma non è stata osservata alcuna correlazione apparente tra lo sviluppo di anticorpi e

l’efficacia. La presenza di anticorpi contro golimumab può aumentare il rischio di reazioni al sito di

iniezione (vedere paragrafo 4.8).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Dopo un’unica somministrazione di golimumab per via sottocutanea a soggetti sani o a pazienti con

AR, il tempo medio per raggiungere le concentrazioni sieriche massime (Tmax) variava fra 2 e 6 giorni.

Un’iniezione sottocutanea di golimumab da 50 mg in soggetti sani ha prodotto una concentrazione

sierica massima (Cmax) media ± deviazione standard di 3,1 ± 1,4 µg/mL.

Dopo un’unica iniezione sottocutanea da 100 mg, l’assorbimento di golimumab era simile nella parte

superiore del braccio, nell’addome e nella coscia, con una biodisponibilità media assoluta del 51%.

Poiché golimumab ha evidenziato parametri farmacocinetici quasi proporzionali alla dose dopo una

somministrazione per via sottocutanea, si prevede che la biodisponibilità assoluta di una dose di

golimumab da 50 mg o da 200 mg sia analoga.

Dopo un’unica somministrazione e.v., il volume medio di distribuzione era di 115 ± 19 mL/kg.

La clearance sistemica di golimumab è stata stimata essere di 6,9 ± 2,0 mL/die/kg. Il valore

dell’emivita terminale è stato stimato essere di circa 12 ± 3 giorni nei soggetti sani e presentava valori

analoghi nei pazienti con AR, AP, SA o CU.

Quando è stata somministrata per via sottocutanea una dose di golimumab da 50 mg in pazienti con

AR, AP o SA ogni 4 settimane, le concentrazioni sieriche hanno raggiunto lo steady state entro la

settimana 12. Con l’uso concomitante di MTX, il trattamento con golimumab da 50 mg per via

sottocutanea ogni 4 settimane ha prodotto una concentrazione sierica minima media (± deviazione

standard) allo stato stazionario di circa 0,6 ± 0,4 µg/mL nei pazienti con AR in fase attiva, nonostante

la terapia con MTX, di circa 0,5 ± 0,4 µg/mL nei pazienti con AP attiva, e di circa 0,8 ± 0,4 µg/mL nei

pazienti con SA. Concentrazioni sieriche medie di valle di golimumab allo steady state in pazienti con

SpA assiale nr sono state simili a quelle osservate in pazienti con SA dopo somministrazione

sottocutanea di 50 mg di golimumab ogni 4 settimane.

I pazienti con AR, AP o SA, che non hanno ricevuto MTX in concomitanza, avevano concentrazioni

minime di golimumab allo stato stazionario più basse di circa il 30% rispetto a quelle dei pazienti che

hanno ricevuto golimumab con MTX. In un limitato numero di pazienti con AR trattati con

golimumab per via sottocutanea per un periodo superiore a 6 mesi, l’uso concomitante di MTX ha

ridotto la clearance apparente di golimumab di circa il 36%. Tuttavia, le analisi farmacocinetiche della

popolazione indicano che l’uso concomitante di FANS, corticosteroidi per via orale o sulfasalazina

non ha influenzato la clearance apparente di golimumab.

A seguito di dosi di induzione da 200 mg e 100 mg di golimumab rispettivamente alla settimana 0 e 2,

e successivamente dosi di mantenimento da 50 mg o 100 mg di golimumab per via sottocutanea ogni

4 settimane in pazienti con CU, le concentrazioni sieriche di golimumab hanno raggiunto lo steady

state approssimativamente 14 settimane dopo l’inizio della terapia. Il trattamento con 50 mg o 100 mg

di golimumab per via sottocutanea ogni 4 settimane durante il mantenimento ha dato luogo ad una

concentrazione sierica media di valle allo steady state di circa 0,9 ± 0,5 µg/mL e 1,8 ± 1,1 µg/mL,

In pazienti con CU trattati con 50 mg o 100 mg di golimumab per via sottocutanea ogni 4 settimane,

l’uso concomitante di immunomodulatori non ha avuto un effetto sostanziale sui livelli di valle di

golimumab allo stato stazionario.

I pazienti che hanno sviluppato anticorpi contro golimumab generalmente hanno avuto basse

concentrazioni sieriche di valle di golimumab allo steady state (vedere paragrafo 5.1).

Colite ulcerosa pediatrica

La farmacocinetica di golimumab era simile tra pazienti pediatrici e adulti con colite ulcerosa. La

farmacocinetica di popolazione ha confermato che il regime di somministrazione raccomandato per

golimumab ha determinato un’esposizione sierica a golimumab simile o leggermente superiore nei

soggetti pediatrici rispetto agli adulti, nell’intervallo di peso corporeo valutato.

Golimumab, in pazienti con AR, ha mostrato parametri farmacocinetici approssimativamente

proporzionali alla dose nel range di dosaggio di 0,1 – 10,0 mg/kg dopo un’unica dose endovenosa. A

seguito di una dose singola s.c. in soggetti sani, parametri farmacocinetici approssimativamente

proporzionali alla dose sono stati osservati anche nel range di dose compreso tra 50 mg e 400 mg.

Effetto del peso sulla farmacocinetica

Vi è una tendenza verso una clearance apparente di golimumab più elevata con l’aumento del peso

(vedere paragrafo 4.2).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di

farmacologia di sicurezza, tossicità a dosi ripetute, tossicità riproduttiva e dello sviluppo.

Non sono stati condotti studi di mutagenesi, fertilità animale, né studi di cancerogenesi a lungo

termine con golimumab.

In uno studio sulla fertilità e sulla funzionalità riproduttiva generale del topo, utilizzando un anticorpo

analogo che inibisce selettivamente l’attività funzionale del TNFα murino, il numero di femmine di

topo gravide si era ridotto. Non è noto se questi risultati fossero dovuti agli effetti sui maschi e/o sulle

femmine. In uno studio sulla tossicità in fase evolutiva, condotto nei topi dopo la somministrazione

dello stesso anticorpo analogo e nelle scimmie cynomolgus impiegando golimumab, non c’è stata

alcuna indicazione di tossicità materna, embriotossicità o teratogenicità.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

L-istidina monocloridrato monoidrato

Polisorbato 80 (E 433)

Acqua per preparazioni iniettabili.

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

6.3 Periodo di validità

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C).

Tenere la siringa preriempita nell’imballaggio esterno, per proteggere il medicinale dalla luce.

Gotenfia può essere conservato a temperature fino a un massimo di 25 °C per un singolo periodo fino

a 15 giorni, ma senza superare la data di scadenza originaria stampata sulla scatola. La nuova data di

scadenza deve essere scritta sulla scatola (fino a 15 giorni dalla data di rimozione dal frigorifero).

Una volta che Gotenfia è stato conservato a temperatura ambiente, non deve essere conservato

nuovamente in frigorifero. Gotenfia deve essere eliminato se non utilizzato entro i 15 giorni di

conservazione a temperatura ambiente.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Gotenfia 100 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita

1 mL di soluzione in una siringa preriempita (vetro di tipo 1) con un ago fisso (acciaio inossidabile) e

un cappuccio per l’ago (gomma contenente lattice). Gotenfia è disponibile in confezioni contenenti

1 siringa preriempita e 3 siringhe preriempite.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Gotenfia è fornito in una siringa preriempita monouso. Ciascuna confezione è provvista di istruzioni

per l’uso che descrivono completamente l’utilizzo della siringa. Una volta tolta la siringa preriempita

dal frigorifero, occorre lasciare che raggiunga la temperatura ambiente attendendo per 30 minuti,

prima di iniettare Gotenfia. La siringa non deve essere agitata.

La soluzione è da limpida a lievemente opalescente, da incolore a giallo chiaro Gotenfia non deve

essere usato se la soluzione ha un colore alterato, è torbida o contiene particelle estranee visibili.

Le istruzioni complete per la preparazione e la somministrazione di Gotenfia in una siringa

preriempita, vengono fornite nel foglio illustrativo.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità

alla normativa locale vigente.

7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

8. NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

EU/1/25/2009/003 [1 siringa preriempita]

EU/1/25/2009/004 [3 siringhe preriempite]

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione: 10 Febbraio 2026

10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia Europea

per i Medicinali, https://www.ema.europa.eu.

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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