IBUMENOL

IBUMENOL viene usato per il trattamento sintomatico di breve durata di dolori di intensità lieve- moderata, come mal di testa, mal di denti, dolori mestruali, e/o febbre. IBUMENOL 400 mg è raccomandato per adulti e adolescenti con peso corporeo pari o superiore a 40 kg (di età pari o superiore ai 12 anni).

Usato per: dolori mestrualifebbre

Principio attivo: IBUPROFENE · ATC M01AE01 · S.F. GROUP S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: IBUPROFENE
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Dosaggio: 400 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: S.F. GROUP S.R.L.
Codice ATC: M01AE01
Regime di fornitura: Non Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· VELITIX - ARISTO PHARMA GMBH
· IBUPROFENE ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· IBUPROFENE LABORATORI ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· SAKITOL - LABORATORI ALTER S.R.L.
· DOLZAN - LABORATORI ALTER S.R.L.
· IBUPROFENE AUROBINDO PHARMA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· IBUPROFENE AUROBINDO PHARMA ITALIA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· IBUPROFENE LIVSANE - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· BRUFEN ANALGESICO - MYLAN S.P.A.
· BRUFENLIK - MYLAN S.P.A.
· BRUFEACT - MYLAN S.P.A.
· IBUPROFENE DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
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Rimborsabilita: C-bis - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

IBUMENOL contiene la sostanza attiva ibuprofene appartenente ad un gruppo di medicinali noti come

Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS). I FANS sono farmaci contro il dolore e l’infiammazione.

IBUMENOL viene usato per il trattamento sintomatico di breve durata di dolori di intensità lieve-

moderata, come mal di testa, mal di denti, dolori mestruali, e/o febbre. IBUMENOL 400 mg è raccomandato per adulti e adolescenti con peso corporeo pari o superiore a 40 kg (di età pari o superiore ai 12 anni).

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio dopo 3 giorni, se ha la febbre, o 4 giorni se sta assumendo questo medicinale per il dolore.

Si rivolga al medico dopo 3 giorni se il suo bambino/figlio adolescente non si sente meglio o peggiora dopo 3 giorni.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda IBUMENOL
- se è allergico all’ibuprofene o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6);
- se ha avuto reazioni allergiche dopo l’assunzione di aspirina (acido acetilsalicilico), di altri

medicinali contro il dolore, la febbre, o altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), in
particolare se associati a polipi al naso, gonfiore del viso (angioedema) e/o asma;
- se ha avuto un sanguinamento o una perforazione dello stomaco o dell’intestino correlati
all’assunzione di farmaci;
- se ha un’ulcera (ulcere peptiche) o un sanguinamento attivi o ricorrenti allo stomaco o al
duodeno o se ha avuto questo problema ripetutamente (due o più episodi distinti di ulcerazione
o sanguinamento dimostrati) in passato;
- se ha gravi problemi al fegato o ai reni;
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- se soffre di gravi problemi al cuore (grave insufficienza cardiaca);
- se ha un sanguinamento nel cervello (emorragia cerebrovascolare) o un altro sanguinamento in
atto;
- se soffre di un disturbo della formazione del sangue di origine sconosciuta, per es.

trombocitopenia;
- se ha qualche malattia che aumenta il rischio di sanguinamenti;
- se è gravemente disidratato (a causa di vomito, diarrea o assunzione insufficiente di liquidi);
- dopo il sesto mese di gravidanza (vedere “Gravidanza e allattamento”).

Non usi IBUMENOL nei bambini con meno di 12 anni di età.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere IBUMENOL se: - soffre di lupus eritematoso sistemico (LES) o di connettivite mista, malattie che colpiscono il tessuto connettivo causando dolori alle articolazioni o ai muscoli, alterazioni della cute e

problemi ad altri organi
- soffre o ha sofferto di malattie allo stomaco e all’intestino (ad es. ulcera, colite ulcerosa o
morbo di Crohn), poiché possono peggiorare (vedere paragrafo 4 “Possibili effetti
indesiderati”)
- ha una funzionalità renale ridotta
- ha problemi al fegato

- soffre di asma o malattie respiratore che durano da tanto tempo (croniche)
- sta assumendo altri farmaci che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o di
sanguinamento, come corticosteroidi orali (per es. prednisolone), farmaci per fluidificare il
sangue (per es. warfarin), inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (medicinali usati
per la depressione) o agenti antipiastrinici (per es. acido acetilsalicilico)
- sta assumendo altri FANS (inclusi inibitori della COX-2 come celecoxib o etoricoxib), poiché
si dovrebbe evitarne l’assunzione contemporanea
- ha problemi cardiaci, tra cui insufficienza cardiaca, angina (dolore al petto), o ha precedenti di
attacco cardiaco, intervento chirurgico di bypass coronarico, arteriopatia periferica (scarsa
circolazione alle gambe o ai piedi dovuta a restringimento oppure ostruzione delle arterie)

oppure qualsiasi tipo di ictus (incluso ‘mini-ictus’ o attacco ischemico transitorio, “TIA”)
- ha pressione alta, diabete, colesterolo alto o una storia familiare di malattie cardiache o di ictus
o se è un fumatore
- soffre di allergie (per es. reazioni cutanee ad altre sostanze asma, febbre da fieno), polipi

nasali, gonfiore cronico della mucosa nasale o malattie respiratorie ostruttive croniche, poiché
in quel caso è a maggior rischio di reazioni allergiche
- soffre di asma o malattie respiratore che durano da tanto tempo (croniche)
- è anziano, poiché ha una maggiore probabilità di sviluppare eventi avversi a questo
medicinale, in particolare sanguinamento e perforazioni dello stomaco e dell’intestino che
possono essere pericolosi per la vita

- è appena stato sottoposto a un intervento chirurgico importante
- ha un’alterazione congenita del metabolismo della porfirina (ad esempio porfiria intermittente
acuta).

- ha problemi di coagulazione del sangue (ispessimento)
- ha un’infezione – vedere paragrafo <Infezioni>
- ha la varicella, poiché i farmaci contro il dolore e l’infiammazione (FANS) potrebbero
peggiorare la gravità delle lesioni della pelle da essa causate. In tali casi il medico potrà
consigliare di non utilizzare questo medicinale
- se è un adolescente disidratato o un anziano poiché ha una maggiore probabilità di avere

problemi ai reni.

Con ibuprofene sono stati segnalati segni di una reazione allergica a questo medicinale, inclusi problemi respiratori, gonfiore della regione del viso e del collo (angioedema) e dolore al petto. Interrompa immediatamente IBUMENOL e contatti immediatamente il medico o il servizio di emergenza sanitaria se nota uno di questi segni.

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Reazioni cutanee In associazione al trattamento con ibuprofene sono state segnalate reazioni cutanee gravi tra cui dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), pustolosi esantematica acuta

generalizzata (AGEP). Smetta di usare IBUMENOL e contatti immediatamente il medico se nota uno qualsiasi dei sintomi correlati a queste reazioni cutanee gravi descritte nel paragrafo 4.

Gli effetti indesiderati possono essere limitati usando la dose minima efficace per la durata minima necessaria a controllare i sintomi. In generale, l’assunzione abituale di (diversi tipi di) analgesici può provocare problemi gravi e

permanenti ai reni. Questo rischio può essere aumentato sotto sforzo fisico associato a perdita di sali e disidratazione. Pertanto dovrebbe essere evitata. Nell'uso prolungato di IBUMENOL è necessario il controllo regolare dei valori epatici, della funzionalità renale, nonché la conta ematica. Se ha una ridotta funzionalità del cuore, del fegato o dei reni (in particolare se soffre di lupus

eritematoso sistemico), il medico le prescriverà periodici esami specifici, in particolare nel caso di trattamenti prolungati, e le prescriverà la dose efficace più bassa e per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

L'uso prolungato di qualsiasi tipo di antidolorifico per il mal di testa può peggiorare questi valori. Se si

con IBUMENOL. verifica questa situazione, rivolgersi al proprio medico per un consiglio e interrompere il trattamento

Possono manifestarsi gravi reazioni allergiche (reazioni anafilattoidi, fino a shock anafilattico).

I medicinali come Ibumenol possono dar luogo a disturbi degli occhi, pertanto si raccomanda in caso di trattamenti prolungati, di effettuare periodici controlli oculistici.

Infezioni IBUMENOL può nascondere i sintomi di infezioni quali febbre e dolore. È pertanto possibile che IBUMENOL possa ritardare un trattamento adeguato dell’infezione, cosa che potrebbe aumentare il

rischio di complicanze. Ciò è stato osservato nella polmonite causata da batteri e nelle infezioni cutanee batteriche correlate alla varicella. Se prende questo medicinale mentre ha un’infezione e i sintomi dell’infezione persistono o peggiorano, si rivolga immediatamente al medico.

Evitare l’uso di IBUMENOL durante la varicella.

L’uso di farmaci antinfiammatori/analgesici come l’ibuprofene può essere associato a un modesto aumento del rischio di attacco cardiaco o ictus, specialmente se assunto in dosi elevate. Non superare la dose raccomandata o la durata massima del trattamento.

Sanguinamento gastrointestinale (sanguinamento a livello dello stomaco o dell’intestino), ulcerazioni e perforazioni potenzialmente fatali sono stati segnalati con tutti i FANS in qualsiasi momento durante il trattamento, con o senza sintomi premonitori o un’anamnesi precedente di gravi eventi

gastrointestinali. Se si verifica sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale, sospenda immediatamente l’assunzione di questo medicinale. Il rischio di sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinali è maggiore all’aumentare delle dosi dei FANS, nei pazienti con un’anamnesi di ulcera, in particolare se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 2 “Non prenda IBUMENOL”), e negli anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la dose minima disponibile. Per questi pazienti, nonché per i pazienti che richiedono l’uso concomitante di

basse dosi di acido acetilsalicilico o di altri farmaci che possono aumentare il rischio gastrointestinale, si deve valutare la terapia combinata con agenti protettori (per es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica). Quando durante il trattamento con ibuprofene si verificano sanguinamento gastrointestinale o ulcerazioni il trattamento deve essere sospeso e deve essere consultato il medico.

L’uso di FANS in associazione con alcol può aggravare le reazioni avverse provocate dal principio attivo, soprattutto quelle a carico del tratto gastrointestinale o del sistema nervoso centrale. I FANS

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come l’ibuprofene possono mascherare i sintomi di infezione e febbre. Se una delle condizioni sopra riportate la riguarda, consulti il medico prima di usare IBUMENOL.

Anziani

Gli anziani che assumono FANS sono a maggior rischio di effetti indesiderati, in particolare di quelli relativi allo stomaco e all’intestino. Per maggiori informazioni, vedere paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”. Se ha una storia di tossicità gastrointestinale, in particolare se è anziano, riferisca qualsiasi sintomo addominale insolito (soprattutto sanguinamento nello stomaco o nell’intestino), in particolare nelle fasi iniziali del trattamento.

Bambini e adolescenti Vi è rischio di compromissione renale negli adolescenti disidratati. IBUMENOL 400 mg non è adatto a bambini di età inferiore ai 12 anni (con peso corporeo inferiore a 40 kg).

Altri medicinali e IBUMENOL Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. IBUMENOL può influenzare o essere influenzato da altri farmaci. Per esempio:

- corticosteroidi (come prednisolone), poiché la loro assunzione può aumentare il rischio di
ulcerazione o sanguinamento gastrointestinali
- altri FANS (inclusi inibitori della COX-2 come celecoxib o etoricoxib) poiché questi possono
aumentare il rischio di sanguinamento e ulcere gastrointestinali
- glicosidi cardiaci (esempio la digossina), farmaci utilizzati per le malattie del cuore
- farmaci anticoagulanti (cioè che fluidificano il sangue/prevengono la coagulazione, per es.
aspirina/acido acetilsalicilico, warfarin, ticlopidina)
- agenti antipiastrinici (come l’acido acetilsalicilico) e inibitori selettivi della ricaptazione della
serotonina (medicinali usati per la depressione), poiché la loro assunzione può aumentare il
rischio di sanguinamento a livello dello stomaco o dell’intestino
- diuretici risparmiatori di potassio: in quanto ciò può portare ad una iperpotassiemia

- farmaci che riducono la pressione alta (ACE-inibitori come captopril, betabloccanti come i farmaci a base di atenololo, antagonisti del recettore dell’angiotensina-II come losartan) e diuretici (farmaci che favoriscono l’eliminazione dei liquidi), in quanto i FANS possono diminuire gli effetti di questi medicinali e potrebbe esservi un aumento del rischio di

compromissione renale. In questo caso, si assicuri di bere una quantità di acqua sufficiente nel
corso della giornata
- metotrexato (medicinale usato per il cancro o i reumatismi), in quanto l’effetto del metotrexato
può risultare potenziato
- tacrolimus (medicinale usato per sopprimere la reazione immunitaria), a causa del maggior
rischio di tossicità renale

- ciclosporina (medicinale usato per sopprimere la reazione immunitaria), in quanto possono
verificarsi danni renali
- zidovudina e ritonavir (medicinali per il trattamento dell’AIDS), poiché l’uso di IBUMENOL

potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento articolare o di sanguinamento che provoca
gonfiore negli emofiliaci HIV positivi
- sulfaniluree (farmaci antidiabetici): i FANS possono aumentare l’effetto ipoglicemizzante
delle sulfaniluree. Per precauzione, durante l’uso contemporaneo di questi medicinali, si
raccomanda il monitoraggio dei livelli di zuccheri nel sangue
- probenecid e sulfinpirazone: poiché l’escrezione dell’ibuprofene può essere ritardata.

L’ibuprofene può ridurre l’effetto di questi farmaci
- aminoglicosidi (antibiotici), poiché i FANS possono aumentare la concentrazione di
aminoglicosidi nel plasma
- litio (utilizzato per il trattamento di determinati disturbi psichiatrici): l’ibuprofene può
aumentarne la concentrazione nel plasma
- antibiotici chinolonici, poiché la loro assunzione insieme ai FANS può aumentare il rischio di
convulsioni

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- colestiramina, poiché l’assunzione di ibuprofene insieme alla colestiramina può ritardare e
ridurre l’assorbimento dell’ibuprofene. Questi farmaci devono essere somministrati a distanza
di qualche ora
- gli inibitori del CYP2C9 come voriconazolo e fluconazolo, poiché l’assunzione di questi

farmaci può aumentare le concentrazioni di ibuprofene nel plasma. Dovrebbe essere
particolarmente considerata una riduzione della dose di ibuprofene quando alte dosi vengono
somministrate con voriconazolo e fluconazolo
- mifepristone, poiché i FANS possono ridurre l’effetto del mifepristone
- fenitoina, farmaco utilizzato per l’epilessia
- bifosfonati e pentossifillina, poiché la loro assunzione può aumentare gli effetti indesiderati

legati allo stomaco e all’intestino e il rischio di sanguinamento o ulcerazione
- estratti vegetali: il ginkgo biloba può aumentare il rischio di sanguinamento
- oxpentifillina, farmaco usato per i problemi ai vasi del sangue
- baclofene, farmaco utilizzato per rilassare i muscoli
- moclobemide, farmaco utilizzato per il trattamento della depressione.

Anche altri medicinali possono influenzare o essere influenzati dal trattamento con IBUMENOL. Pertanto, prima di prendere IBUMENOL con altri medicinali, consulti sempre il medico o il farmacista.

IBUMENOL con alcol

L’assunzione di alcol deve essere evitata durante il trattamento con ibuprofene.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Gravidanza Informi il medico se intraprende una gravidanza mentre sta assumendo IBUMENOL. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il medico le prescriverà l’ibuprofene soltanto se assolutamente necessario. In questo caso, la dose deve essere mantenuta quanto più bassa possibile e la durata del

trattamento deve essere la più breve possibile. Non prenda IBUMENOL se è negli ultimi 3 mesi di gravidanza, in quanto potrebbe nuocere al feto o causare problemi durante il parto. Questo medicinale può causare problemi ai reni e al cuore del feto. Potrebbe influire sulla tendenza sua e del suo bambino al sanguinamento e ritardare o prolungare più

del previsto il travaglio. Non dovrebbe assumere IBUMENOL nei primi 6 mesi di gravidanza, se non assolutamente necessario e sotto consiglio del medico. Laddove necessiti del trattamento in tale periodo o durante i tentativi di concepimento, dovrebbe essere utilizzata la dose minima per il minor tempo possibile. Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, IBUMENOL può causare problemi renali al feto, se assunto per più di qualche giorno, riducendo così i livelli del liquido amniotico che circonda il bambino (oligoidramnios) o causando un restringimento di un vaso sanguigno (dotto arterioso) nel

cuore del bambino. Laddove necessiti del trattamento per più di qualche giorno, il medico potrebbe raccomandare un monitoraggio aggiuntivo.

Allattamento Soltanto quantità minime di ibuprofene e dei suoi prodotti di decomposizione vengono escrete nel latte materno. Poiché fino a questo momento non sono noti effetti deleteri sui lattanti, di solito non è necessario interrompere l’allattamento durante l’uso a breve termine di ibuprofene alle dosi raccomandate.

Fertilità Se vuole intraprendere una gravidanza o ha problemi di concepimento consulti il medico, poiché IBUMENOL appartiene a un gruppo di medicinali (FANS) che possono compromettere la fertilità nelle donne. Questo effetto è reversibile sospendendo l’assunzione del medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Poiché effetti indesiderati come stanchezza, capogiri e disturbi della vista, possono verificarsi con l’uso di ibuprofene, la capacità di reazione e di partecipare attivamente al traffico stradale e di _____________________________________________________________________________________________________

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utilizzare macchinari può essere compromessa in casi isolati. Questo vale in misura maggiore in associazione con alcol.

IBUMENOL contiene:

Lattosio: se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale. Sodio: questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente quanto riportato in questo foglio o le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Questo medicinale è unicamente per impiego a breve termine. Deve essere usata la dose efficace più bassa per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi.

Se ha un’infezione, si rivolga immediatamente al medico qualora i sintomi (per esempio febbre e dolore) persistano o peggiorino (vedere paragrafo 2).

Modo di somministrazione Se lei ha uno stomaco delicato, si raccomanda in particolare di prendere IBUMENOL durante i pasti.

La dose raccomandata è: Adulti e adolescenti con peso corporeo pari o superiore a 40 kg (di età pari o superiore ai 12 anni) La dose iniziale è di 1 compressa di IBUMENOL. Se necessario, si può assumere un’ulteriore compressa. L'intervallo tra le dosi deve essere scelto in base ai sintomi e alla dose massima giornaliera. Tuttavia, l'intervallo tra le dosi non deve essere inferiore a sei ore. Non assumere più di 3 compresse di IBUMENOL nelle 24 ore.

Bambini di età inferiore ai 12 anni e adolescenti con peso corporeo inferiore a 40 kg

IBUMENOL 400 mg non è indicato per bambini di età inferiore ai 12 anni e adolescenti con peso corporeo inferiore a 40 kg.

Anziani

Consulti il medico che stabilirà la dose adatta a lei riducendo la dose raccomandata, specialmente se soffre di disturbi ai reni e/o del fegato.

Pazienti con funzionalità renale o epatica compromessa Se ha problemi ai reni, o al fegato, il medico deciderà la dose più appropriata per lei, anche diminuendo i dosaggi sopra indicati. Se lei ha gravi problemi ai reni o al fegato non deve assumere

questo medicinale.

Durata del trattamento

Adulti: consulti il medico o il farmacista se i suoi sintomi peggiorano o se l’assunzione di questo medicinale è necessaria per più di 4 giorni in caso di dolore o 3 giorni in caso di febbre, oppure se compaiono nuovi sintomi. Adolescenti (a partire dai 12 anni di età): consulti il medico se i sintomi peggiorano o se l’uso di questo medicinale è necessario per più di 3 giorni.

Modo di somministrazione IBUMENOL deve essere assunto per bocca (uso orale) con abbondante acqua. Assuma le compresse intere, senza masticarle, spezzarle, romperle o succhiarle.

Se prende più IBUMENOL di quanto deve Se ha preso più IBUMENOL di quanto deve o se il suo bambino ha assunto questo medicinale per errore, contatti sempre un medico o l'ospedale più vicino allo scopo di ricevere un parere sul rischio e consigli in merito alle azioni da intraprendere. _____________________________________________________________________________________________________

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Sintomi La maggior parte dei pazienti che ingeriscono quantitativi significativi di ibuprofene manifesteranno i sintomi entro 4-6 ore.

I sintomi di sovradosaggio possono comprendere nausea, mal di stomaco, vomito (con eventuale presenza di tracce di sangue), dolore all’addome o al petto, mal di testa, ronzio nelle orecchie, confusione e movimenti incontrollati degli occhi, diminuzione del pH del sangue (acidosi metabolica). A dosaggi elevati, sono stati segnalati sonnolenza, dolore al petto, palpitazioni, perdita di coscienza, convulsioni (soprattutto nei bambini), debolezza e vertigini, sangue nelle urine, bassi livelli di potassio nel sangue, sensazione di freddo al corpo e problemi respiratori.

Raramente sono stati anche riportati, ipotermia (abbassamento della temperatura del corpo), effetti renali, sanguinamento gastrointestinale, perdita della coscienza, sonno profondo (letargia), coma, apnea (mancanza di respiro), diarrea, e depressione del sistema nervoso centrale (SNC) e dell’apparato respiratorio. Se è un paziente asmatico, può verificarsi un aggravamento dell’asma. Sono stati riportati disorientamento, stato di eccitazione, svenimento e tossicità cardiovascolare

comprendente ipotensione (abbassamento della pressione), bradicardia (rallentamento della frequenza del battito cardiaco) e tachicardia (aumento della frequenza dei battiti cardiaci). Nei casi di sovradosaggio significativo sono possibili insufficienza renale e danno epatico. I bambini possono anche sviluppare crampi determinati da una importante e involontaria contrazione muscolare.

Trattamento Non esiste una sostanza specifica in grado di annullare gli effetti di un sovradosaggio di ibuprofene. In caso di sovradosaggio è pertanto indicato un trattamento sintomatico e di supporto.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista. Se dimentica di prendere IBUMENOL Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Gli effetti indesiderati possono essere limitati usando la dose minima per il tempo minimo necessario ad alleviare i sintomi. Lei può manifestare uno degli effetti indesiderati noti dei FANS. Se questo dovesse verificarsi, o se dovesse avere dubbi, sospenda l’assunzione di questo medicinale e consulti al più presto il medico. Le persone anziane che utilizzano questo medicinale sono a maggior rischio di sviluppare problemi associati a effetti indesiderati.

Sospenda l’assunzione di questo medicinale e si rivolga immediatamente a un medico se manifesta:

- gravi problemi di stomaco, bruciore o dolore addominale dovuti a lesione della parete dello
stomaco o dell’intestino (ulcera peptica), dolore violento ed improvviso alla bocca dello
stomaco o alla pancia (perforazione gastrointestinale). Tali effetti indesiderati sono non
comuni;
- vomito contenente sangue (ematemesi) o feci nere (melena), sanguinamenti dello stomaco o
dell’intestino (emorragie gastrointestinali). Tali condizioni sono effetti indesiderati comuni;

- reazioni allergiche, anche gravi, che si manifestano con comparsa più o meno improvvisa di lesioni della pelle, ad esempio con arrossamento diffuso o a macchie (rash, porpora), orticaria, prurito, gonfiore del viso, degli occhi, delle labbra, edema della gola con possibile difficoltà a respirare e a deglutire (angioedema). Tali condizioni si verificano con frequenza non comune. Raramente può inoltre comparire una reazione allergica grave, che può essere pericolosa per la vita, caratterizzata da un aumento dei battiti cardiaci e brusco abbassamento della pressione del sangue (reazioni anafilattica, anafilassi);

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- gravi eruzioni cutanee con arrossamento, esfoliazione e/o formazione di vesciche (es. eritema
multiforme, Sindrome di Steven-Johnson, necrolisi tossica epidermica, dermatite esfoliativa e
bollose). Tali condizioni si verificano molto raramente;
- difficoltà a respirare (asma anche grave, broncospasmo o dispnea). Tali condizioni sono effetti

indesiderati non comuni;
- lupus eritematoso sistemico (LES), una malattia che colpisce il tessuto connettivo causando
dolori alle articolazioni o ai muscoli, alterazioni della cute e problemi ad altri organi. Tale
condizione si verifica raramente;
- peggioramento delle infezioni come ad esempio la comparsa di fascite necrotizzante che si
manifesta con febbre, brividi, debolezza, sudorazione, diarrea, vomito, arrossamento, dolore,

gonfiore, lividi in una zona del corpo dovuta a necrosi tissutale (morte delle cellule dei tessuti); - infiammazione delle meningi (meningite asettica) che si manifesta con: febbre molto alta, mal di testa improvviso, incapacità a flettere il capo, nausea, vomito, confusione, sopore e fastidio alla luce. Tale condizione si verifica raramente;

- reazione cutanea grave nota come sindrome DRESS. I sintomi della DRESS comprendono:
eruzione cutanea, febbre, gonfiore dei linfonodi e aumento degli eosinofili (un tipo di globuli
bianchi);
- disturbi della vista;
- dolore al petto, che può essere un segno di una reazione allergica potenzialmente grave

- chiamata sindrome di Kounis;

macchie rossastre non in rilievo, a forma di bersaglio o circolari sul tronco, spesso con
vescicole centrali, desquamazione della pelle, ulcere della bocca, della gola, del naso, dei
genitali e degli occhi. Queste gravi eruzioni cutanee possono essere precedute da febbre e
sintomi simil-influenzali [dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-
Johnson, necrolisi epidermica tossica];
- eruzione cutanea diffusa, temperatura corporea elevata e linfonodi ingrossati (sindrome
DRESS);
- eruzione cutanea diffusa, rossa e squamosa, con protuberanze sotto la pelle e vescicole,
accompagnata da febbre. I sintomi compaiono solitamente all'inizio del trattamento (pustolosi
esantematica acuta generalizzata).

Si rivolga al medico se presenta uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati, se questi peggiorano o se nota qualsiasi effetto non riportato nell’elenco.

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10):
- sensazione di capogiro o di stanchezza, mal di testa
- mal di stomaco, disturbi della digestione, diarrea, bruciore di stomaco, senso di nausea,
vomito, flatulenza, costipazione
- diverse eruzioni cutanee

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100):
- starnuti, naso chiuso o che cola o prurito al naso (rinite)
- reazioni di ipersensibilità con eruzioni cutanee e prurito, nonché attacchi di asma

(eventualmente con abbassamento della pressione sanguigna). In questo caso deve essere
informato immediatamente il medico e si deve interrompere l’assunzione di ibuprofene
- sensazione di pizzicore o di formicolio, sonnolenza, agitazione, irritabilità
- difficoltà ad addormentarsi, sensazione di ansia
- orticaria, prurito, piccoli lividi sulla pelle o all’interno della bocca, del naso o delle orecchie,
sensibilizzazione della pelle alla luce

- disturbo della vista. In questo caso deve essere informato immediatamente il medico e si deve
interrompere l’assunzione di ibuprofene
- problemi di udito, sensazione di capogiro o di giramento di testa (vertigini), ronzio nelle
orecchie (tinnito)
- reazione della pelle a seguito di esposizione al sole (fotosensibilità)
- difficoltà a respirare, sibilo o tosse, asma o peggioramento dell’asma

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- infiammazione del rivestimento dello stomaco, ulcere gastrointestinali, in alcuni casi con
sanguinamento e perforazione, stomatite ulcerativa, esacerbazione della colite e mordo di
Crohn
- alterazioni della funzionalità del fegato, colorazione giallastra degli occhi o della pelle (ittero),

urine scure, feci pallide, prurito o dolore all’addome, infiammazione del fegato (epatite) - sindrome nefrotica (accumulo di liquidi all'interno del corpo (edema) e accumulo di proteine nelle urine); infiammazione renale (nefrite interstiziale), che può essere accompagnata da disfunzione renale acuta. L'emissione ridotta dell'urina, l'accumulo di liquidi all'interno del corpo (edema) e generalmente la sensazione di malessere possono essere segni di malattie renali e persino di insufficienza renale. Se si verifica uno dei sintomi sopra indicati,

interrompere la somministrazione di IBUMENOL e consultare immediatamente il medico.

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000): - diminuzione del numero dei globuli bianchi (leucopenia) o di alcuni tipi di globuli bianchi (neutropenia, agranulocitosi), diminuzione del numero delle piastrine (trombocitopenia),

diminuzione del numero dei globuli rossi dovuti a distruzione (anemia emolitica) o a problemi
al midollo osseo (anemia aplastica)
- sensazione di depressione o di confusione
- durante il trattamento con ibuprofene sono stati osservati sintomi di meningite asettica con
rigidità della nuca, mal di testa, senso di nausea, vomito, febbre oppure annebbiamento della

un medico del coscienza. I pazienti affetti da disturbi autoimmuni (LES, malattia mista del tessuto connettivo) sembrano essere predisposti. Se compaiono tali sintomi, contatti immediatamente

- alterazione della vista dovuta ad esempio ad infiammazione del nervo ottico (neurite ottica) o
a neuropatia ottica tossica
- danni ai tessuti renali (necrosi papillare), in particolare nel trattamento di lunga durata, e
aumento dell'acido urico e della concentrazione di urea nel sangue
- ritenzione idrica (edema)

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000) - è stato descritto un peggioramento delle infiammazioni legate all'infezione (ad esempio fascite

necrotizzante) associate all'uso di alcuni antidolorifici (FANS). Se i segni di un'infezione si verificano o peggiorano durante l'uso di IBUMENOL, consultare immediatamente un medico. Deve essere esaminato se esiste un'indicazione per una terapia anti-infettiva/antibiotica - alterazioni della conta ematica

- pancitopenia, anemia, leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica (i primi sintomi sono febbre, mal di gola, ulcere della bocca superficiale, sintomi simil-influenzali, spossatezza grave, sanguinamento dal naso e dalla pelle, lividi insoliti e inspiegabili). In questi casi è necessario interrompere immediatamente la terapia e consultare un medico. Non si deve intraprendere alcun trattamento con gli antidolorifici o con i medicinali che riducono la febbre (farmaci antipiretici)

- reazioni psicotiche − pressione sanguigna alta, insufficienza cardiaca, attacco cardiaco
- infiammazione dei vasi sanguigni
- infiammazione del pancreas e dell’esofago

- stenosi intestinale diaframma-simile
- insufficienza o danno epatico, in particolare con l’uso a lungo termine, che si manifesta con
ingiallimento della pelle e degli occhi o feci pallide e urine scure
- in casi eccezionali, infezioni gravi della pelle e delle complicanze del tessuto molle si sono
verificate durante l’infezione da varicella
- perdita dei capelli (alopecia)

- riduzione dell'escrezione delle urine e aumento della formazione di liquido tissutale (edema), in particolare nei pazienti con pressione sanguigna alta o con funzionalità renale compromessa

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): - È possibile che si verifichi una reazione cutanea grave nota come sindrome DRESS. I sintomi della DRESS comprendono: eruzione cutanea, febbre, gonfiore dei linfonodi e aumento degli eosinofili (un tipo di globuli bianchi). _____________________________________________________________________________________________________

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativiPagina all’AIC 9dei di 11

- Un’eruzione cutanea diffusa, rossa e squamosa, con formazione di pustole sotto la pelle e vescicole localizzate principalmente sulle pieghe cutanee, sul tronco e sugli arti superiori accompagnate da febbre all’inizio del trattamento (pustolosi esantematica acuta generalizzata). Smetta di usare IBUMENOL se sviluppa questi sintomi e contatti

immediatamente il medico. Vedere anche il paragrafo 2.

Altri effetti indesiderati - dolore o bruciore (pirosi) alla bocca dello stomaco, infiammazione della mucosa della bocca con ulcere (stomatiti ulcerative);

- peggioramento dell’infiammazione al colon (colite) o del morbo di Crohn (frequenza non
nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili);
- allucinazioni, malessere.

Medicinali come questo possono essere associati a un modesto aumento del rischio di attacco cardiaco

(infarto miocardico) o di ictus.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

di questo medicinale.

Come conservarlo

Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’astuccio dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Non conservare a temperatura superiore ai 30 °C. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene IBUMENOL - Il principio attivo è ibuprofene. Ogni compressa contiene 400 mg di ibuprofene.

- Gli altri componenti sono: Nucleo della compressa: ipromellosa, croscarmellosa sodica, lattosio monoidrato, cellulosa

microcristallina, amido di mais pregelatinizzato, silice colloidale anidra e magnesio stearato Rivestimento: ipromellosa, titanio diossido (E171), talco, glicole propilenico (E 1520)

Descrizione dell’aspetto di IBUMENOL e contenuto della confezione IBUMENOL si presenta sotto forma di compresse rivestite con film oblunghe, biconvesse, di colore bianco, con una linea di frattura su entrambi i lati.

Ogni confezione contiene 20 compresse rivestite con film.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio S.F. Group Srl – via Tiburtina, 1143 – 00156 Roma

Produttore Rovi Pharma Industrial Services SA Via Complutense, 140 Alcalá de Henares, 28805 Madrid, Spagna _____________________________________________________________________________________________________

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Farmalider S.A C/Aragoneses, 2 28108 Alcobendas – Madrid, Spagna

Toll Manufacturing Services, S.L. C/Aragoneses, 2 28108 Alcobendas – Madrid, Spagna

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il Novembre 2024

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Domande frequenti su IBUMENOL

Come si usa IBUMENOL?

IBUMENOL si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

IBUMENOL è disponibile senza ricetta?

IBUMENOL è disponibile senza obbligo di ricetta. Chieda comunque consiglio al farmacista.

Qual è il principio attivo di IBUMENOL?

Il principio attivo di IBUMENOL è IBUPROFENE.

Quali sono gli equivalenti di IBUMENOL?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: VELITIX, IBUPROFENE ALTER, IBUPROFENE LABORATORI ALTER, SAKITOL. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce IBUMENOL?

IBUMENOL è prodotto da S.F. GROUP S.R.L..

Da quando IBUMENOL è autorizzato in Italia?

IBUMENOL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2021-08-19.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

IBUMENOL 400 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa rivestita con film contiene ibuprofene 400 mg Eccipienti con effetto noto: lattosio, sodio Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film oblunghe bianche, biconvesse, con incisione su entrambi i lati La linea d’incisione non è concepita per rompere la compressa

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

IBUMENOL è indicato per il trattamento sintomatico di breve durata di dolori di intensità lieve-moderata, come cefalea, mal di denti e dismenorrea. IBUMENOL è inoltre indicato per il trattamento sintomatico di breve durata della febbre. IBUMENOL 400 mg è raccomandato per adulti e adolescenti con peso corporeo pari o superiore a 40 kg (di età pari o superiore ai 12 anni).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Solo per uso di breve durata. La dose efficace più bassa deve essere usata per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). Gli adulti devono rivolgersi al medico se i sintomi peggiorano o se è richiesto l’uso del medicinale per più di 3 giorni in caso di febbre o più di 4 giorni in caso di dolore. Consultare il medico se negli adolescenti di età superiore ai 12 anni i sintomi peggiorano oppure se l’uso di questo medicinale è necessario per più di 3 giorni. Adulti e adolescenti con peso corporeo pari o superiore a 40 kg (di età pari o superiore ai 12 anni) La dose iniziale è di 1 compressa di IBUMENOL 400 mg. Se necessario è possibile assumere una ulteriore compressa. L’intervallo tra le dosi deve essere scelto in linea con i sintomi osservati e la massima dose giornaliera raccomandata e non deve essere inferiore a sei ore. Non superare la dose di 1200 mg (3 compresse di IBUMENOL 400 mg) nelle 24 ore. Bambini di età inferiore ai 12 anni e adolescenti con peso corporeo < 40 kg La sicurezza e l’efficacia di IBUMENOL 400 mg compresse al di sotto dei 12 anni non è stata ancora stabilita e pertanto sono controindicate nei bambini di età inferiore ai 12 anni e adolescenti con peso corporeo inferiore ai 40 kg (vedere paragrafo 4.3). Anzian

Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare un'eventuale riduzione dei dosaggi sopra indicati (vedere paragrafo 4.4). Pazienti con compromissione renale Nei pazienti con lieve o moderata riduzione della funzione renale, il dosaggio deve essere mantenuto il più basso possibile per la più breve durata necessaria a controllare i sintomi e la funzione renale deve essere monitorata. L’uso di IBUMENOL è controindicato nei pazienti con insufficienza renale grave (vedere paragrafo 4.3). Pazienti con compromissione epatica Nei pazienti con lieve o moderata riduzione della funzionalità epatica, il dosaggio deve essere mantenuto il più basso possibile per la più breve durata necessaria a controllare i sintomi e la funzione epatica deve essere monitorata. IBUMENOL è controindicato nei pazienti con grave insufficienza epatica (vedere paragrafo 4.3). Modo di somministrazione Uso orale. Assumere IBUMENOL compresse con abbondante acqua. Per evitare fastidio orale ed irritazione della gola le compresse devono essere deglutite intere e non devono essere masticate, spezzate, rotte o succhiate. Si consiglia l’assunzione durante i pasti, particolarmente alle persone che hanno lo stomaco delicato.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Pazienti con un’anamnesi di reazioni di ipersensibilità (ad es. broncospasmo, asma, rinite, orticaria o angioedema) associate all’assunzione di acido acetilsalicilico o di altri analgesici, antipiretici, medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS). In particolare quando l’ipersensibilità è associata a poliposi nasale, angioedema e/o asma - Ulcera peptica grave o in fase attiva. - Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o più episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). - Emorragia cerebrovascolare o altra emorragia in atto. - Pazienti con condizioni cliniche che comportino un aumento della tendenza al sanguinamento - Pazienti con grave insufficienza epatica, grave insufficienza renale (velocità di filtrazione glomerulare inferiore a 30 ml/min) o grave insufficienza cardiaca (NYHA classe IV) (vedere paragrafo 4.4). - Grave disidratazione (dovuta a vomito, diarrea o assunzione insufficiente di liquidi). - Disturbi dell’emopoiesi di origine sconosciuta, per es. trombocitopenia. - Durante l’ultimo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6). - Bambini al di sotto dei 12 anni di età.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

È necessaria cautela nei pazienti: - con un’anamnesi di ipertensione e/o insufficienza cardiaca, poiché in associazione alla terapia con FANS sono stati segnalati ritenzione idrica ed edema (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). - con compromissione renale, poiché potrebbe verificarsi un ulteriore deterioramento della funzionalità renale (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). - con compromissione epatica da lieve a moderata (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). - che siano appena stati sottoposti a un intervento chirurgico importante. - con alterazione congenita del metabolismo della porfirina (ad esempio porfiria intermittente acuta). - nei pazienti con reazione allergica ad altre sostanze, poiché per loro esiste un aumentato rischio che si verifichino reazioni di ipersensibilità anche con l'uso di Ibumenol; - nei pazienti che soffrono di febbre da fieno, polipi nasali o disturbi respiratori ostruttivi cronici, poiché per loro esiste un aumentato rischio che si verifichino reazioni allergiche. Queste si possono presentare come attacchi di asma (la cosiddetta asma analgesica), edema di Quincke o orticaria; - Disidratazione. Gli effetti indesiderati possono essere limitati usando la dose minima efficace per la durata minima necessaria a controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 e successive sezioni relative ai rischi gastrointestinali e cardiovascolari). Disturbi respiratori IBUMENOL deve essere prescritto con cautela in pazienti con asma bronchiale, rinite cronica o malattie allergiche in atto o pregresse perché potrebbe insorgere broncospasmo, orticaria o angioedema. Lo stesso dicasi per quei soggetti che hanno manifestato broncospasmo dopo l'impiego di acido acetilsalicilico o altri FANS. Anziani Gli anziani presentano un’aumentata frequenza di reazioni avverse ai FANS, in particolare emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.8). Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione Emorragie, ulcerazioni e perforazioni gastrointestinali potenzialmente fatali sono stati segnalati con tutti i FANS in qualsiasi momento durante il trattamento, con o senza sintomi premonitori o un’anamnesi precedente di gravi eventi gastrointestinali. Il rischio di emorragia o perforazione gastrointestinali è maggiore all’aumentare delle dosi dei FANS, nei pazienti con un’anamnesi di ulcera, in particolare se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), e negli anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la dose minima disponibile. Per questi pazienti, nonché per i pazienti che richiedono l’uso concomitante di basse dosi di acido acetilsalicilico o di altri farmaci che possono aumentare il rischio gastrointestinale (vedere qui di seguito e paragrafo 4.5), si deve valutare la terapia combinata con agenti protettori (per es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica). I pazienti con un’anamnesi di tossicità gastrointestinale, in particolare gli anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale insolito (specialmente emorragia gastrointestinale),

in particolare durante le fasi iniziali del trattamento. Si consiglia cautela nei pazienti che ricevono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come i corticosteroidi orali, anticoagulanti quali il warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o agenti antiaggreganti piastrinici quali l’acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5). Se si verifica un’emorragia o un’ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono IBUMENOL, il trattamento deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.3). I FANS devono essere somministrati con cautela in pazienti con un’anamnesi di ulcera peptica e altre malattie gastrointestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn), perché questi disturbi possono risultare esacerbati (vedere paragrafo 4.8). Usare con cautela anche nei pazienti con difetti della coagulazione. Funzionalità cardiaca, renale ed epatica ridotta Particolare cautela deve essere adottata nel trattamento di pazienti con funzionalità cardiaca, epatica o renale ridotta poiché l’utilizzo di FANS può determinare un deterioramento della funzionalità renale. L’abituale utilizzo concomitante di diversi antidolorifici può ulteriormente aumentare tale rischio. Nei pazienti con funzionalità cardiaca, epatica o renale ridotta è opportuno ricorrere alla più bassa dose efficace per il più breve periodo di trattamento e dal monitoraggio periodico dei parametri clinici e di laboratorio, specialmente in caso di trattamento prolungato (vedere paragrafo 4.3). Reazioni avverse cutanee severe (SCAR) Reazioni avverse cutanee severe (SCAR), inclusi dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS), e casi di pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), che possono essere pericolosi per la vita o fatali, sono stati segnalati in associazione all'uso di ibuprofene (vedere paragrafo 4.8). La maggior parte di queste reazioni si è verificata entro il primo mese. Se compaiono segni e sintomi suggestivi di queste reazioni, nonché se si manifestano disturbi visivi o segni persistenti di disfunzione epatica, ibuprofene deve essere interrotto immediatamente e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo (a seconda dei casi). Eccezionalmente, la varicella può essere all'origine di gravi complicanze infettive della cute e dei tessuti molli. Attualmente, il ruolo dei FANS sul peggioramento di queste infezioni non può essere escluso. Pertanto, si consiglia di evitare l'uso di IBUMENOL in caso di varicella. Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti IBUMENOL può mascherare i sintomi di infezione, cosa che potrebbe ritardare l’avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l’esito dell’infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando IBUMENOL è somministrato per il sollievo dalla febbre o dal dolore correlati a infezione, è consigliato il monitoraggio dell’infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano.

Meningite asettica In rare occasioni in pazienti in trattamento con ibuprofene sono stati osservati i sintomi di meningite asettica. Sebbene sia più probabile che questa si verifichi in pazienti con lupus eritematoso sistemico e patologie del tessuto connettivo collegate, è stata osservata anche in pazienti i quali non manifestavano patologie croniche concomitanti (vedere paragrafo 4.8). Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari È necessaria cautela (discuterne anche con il medico o il farmacista) prima di iniziare il trattamento in pazienti con un’anamnesi di ipertensione, insufficienza cardiaca e/o insufficienza cardiaca congestizia lieve-moderata, poiché in associazione alla terapia con FANS sono stati segnalati ritenzione idrica, ipertensione ed edema. I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici, e di altri farmaci antiipertensivi (vedere paragrafo 4.5). Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, specialmente in dosi elevate (2400 mg/giorno), può essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto miocardico o ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (per es. ≤ 1200 mg/giorno) siano associate a un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (NYHA II-III), cardiopatia ischemica accertata, arteriopatia periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene soltanto dopo attenta valutazione ed evitando dosi elevate (2400 mg/giorno). Deve essere fatta un’attenta valutazione prima di avviare al trattamento a lungo termine i pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (per es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, abitudine al fumo di sigaretta), specialmente se sono necessari alti dosaggi di ibuprofene (2400 mg/giorno). Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con IBUMENOL. La sindrome di Kounis è stata definita come sintomi cardiovascolari secondari ad una reazione allergica o di ipersensibilità-associata alla costrizione delle arterie coronarie e che può indurre l'infarto miocardico. Reazioni allergiche Gli analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei possono causare reazioni di ipersensibilità, potenzialmente gravi (reazioni anafilattoidi), anche in soggetti non precedentemente esposti a questo tipo di farmaci. Il rischio di reazioni di ipersensibilità dopo assunzione di ibuprofene è maggiore nei soggetti che abbiano presentato tali reazioni dopo l’uso di altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei e nei soggetti con iperreattività bronchiale (asma), febbre da fieno, poliposi nasale o malattie respiratorie croniche ostruttive o precedenti episodi di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Tali reazioni possono presentarsi come attacchi d’asma (la cosiddetta asma analgesica), edema di Quincke oppure orticaria.

Reazioni di ipersensibilità acute gravi (ad es. shock anafilattico) sono state osservate molto raramente. Ai primi segni di una reazione di ipersensibilità in seguito all’assunzione/somministrazione di IBUMENOL la terapia deve essere sospesa. Le misure mediche richieste devono essere messe in atto da personale specializzato, in funzione dei sintomi. Effetti renali Quando si inizia un trattamento con ibuprofene deve essere prestata cautela ai pazienti con una disidratazione considerevole. Ibuprofene può causare ritenzione idrica e di sodio, potassio in pazienti che non hanno mai sofferto di disturbi renali a causa dei suoi effetti sulla perfusione renale. Ciò può causare edema o insufficienza cardiaca o ipertensione in pazienti predisposti. L’utilizzo a lungo termine di ibuprofene, come con altri FANS, ha portato a necrosi papillare renale ed altre alterazioni patologiche renali. In generale, l’uso abituale di analgesici, soprattutto delle associazioni di diversi principi attivi analgesici, può portare a lesioni renali permanenti, con rischio di insorgenza di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). È stata riscontrata tossicità renale in pazienti nei quali le prostaglandine renali hanno un ruolo compensatorio nel mantenimento della perfusione renale. La somministrazione di FANS in questi pazienti può comportare una riduzione dose-dipendente della formazione delle prostaglandine e, come effetto secondario, del flusso sanguigno renale che può condurre velocemente a scompenso renale. I pazienti più a rischio di queste reazioni sono quelli con funzionalità renale ridotta, scompenso cardiaco, disfunzioni epatiche, anziani e tutti quei pazienti che prendono diuretici e ACE inibitori. La sospensione della terapia con FANS solitamente viene seguita dal recupero dello stato di pretrattamento. In caso di impiego prolungato sorvegliare la funzionalità renale, particolarmente in caso di lupus eritematoso diffuso. Negli adolescenti disidratati e negli anziani esiste il rischio di alterazione della funzionalità renale. Altre annotazioni L’ibuprofene, come altri FANS, può inibire l’aggregazione piastrinica e ha dato evidenza di prolungare il tempo di sanguinamento in soggetti sani. Pertanto, i pazienti con difetti della coagulazione o in terapia anticoagulante devono essere osservati attentamente. L’uso prolungato di qualsiasi tipo di antidolorifico per la cefalea può peggiorare il mal di testa che non deve essere trattato con un incremento del dosaggio del medicinale. Se si presenta o si sospetta questa situazione, si deve consultare un medico e il trattamento deve essere interrotto. La diagnosi di cefalea causata da uso eccessivo di farmaco (MOH) dovrebbe essere sospettata nei pazienti che presentano cefalee frequenti o giornaliere malgrado (o a causa del) l'uso regolare di farmaci per la cefalea.

Deve essere evitato il consumo di alcol, in quanto può aumentare gli effetti indesiderati dei FANS, in particolare quelli a carico del tratto gastrointestinale e del sistema nervoso centrale. I FANS possono mascherare i sintomi di infezione e febbre. L’uso di IBUMENOL, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza (vedere paragrafo 4.6). La somministrazione di IBUMENOL dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità. Popolazione pediatrica Esiste un rischio di compromissione renale in bambini e adolescenti disidratati. Essendosi rilevate alterazioni oculari nel corso di studi su animali con farmaci antinfiammatori non steroidei, si raccomanda, in caso di trattamenti prolungati, di effettuare periodici controlli oftalmologici. Informazioni importanti su alcuni eccipienti IBUMENOL contiene: - lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale - sodio: questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Per i pazienti che assumono ibuprofene in concomitanza con i medicinali elencati qui di seguito si dovrebbe prendere in considerazione il monitoraggio dei parametri clinici e biologici. Si sconsiglia l’uso di ibuprofene in associazione ai seguenti medicinali: • Altri FANS, compresi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2. L’uso in associazione ad altri FANS, inclusi gli inibitori della COX-2, deve essere evitato, a causa dei potenziali effetti additivi (vedere paragrafo 4.4). L'uso concomitante di diversi FANS può aumentare il rischio di ulcere gastrointestinali e sanguinamento a causa dell’effetto sinergico. • Acido acetilsalicilico. La somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata, a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati. Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire competitivamente l’effetto dell’acido acetilsalicilico a bassi dosaggi sull’aggregazione piastrinica, quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Anche se vi sono incertezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare, a lungo termine, di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettivo dell’acido acetilsalicilico a bassi dosaggi. Non si ritengono probabili effetti clinicamente rilevanti in caso di impiego occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 5.1).

L’ibuprofene deve essere usato con cautela in associazione ai seguenti medicinali: Diuretici, antiipertensivi, ACE inibitori, farmaci betabloccanti e antagonisti dell’angiotensina II. I FANS possono ridurre l’effetto dei farmaci antipertensivi ad esempio ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II, beta-bloccanti e diuretici. I diuretici possono anche aumentare il rischio di nefrotossicità associata ai FANS. In alcuni pazienti con funzionalità renale compromessa (per es. pazienti disidratati o anziani) la co-somministrazione di un ACE inibitore, di un medicinale betabloccante o di un antagonista dell’angiotensina-II e di agenti che inibiscono la cicloossigenasi può portare a un ulteriore deterioramento della funzionalità renale determinando una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono Ibumenol in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell’angiotensina II. Quindi, tale associazione deve essere somministrata con cautela, specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzionalità renale dopo l’inizio della terapia concomitante e periodicamente in seguito. La somministrazione concomitante di IBUMENOL e diuretici risparmiatori di potassio può provocare iperpotassiemia. Glicosidi cardiaci I FANS possono esacerbare lo scompenso cardiaco, ridurre il tasso della filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici di glicosidi cardiaci (per es. digossina). Si raccomanda il monitoraggio dei livelli di glicosidi sierici. Fenitoina e Litio La somministrazione concomitante di ibuprofene e fenitoina o preparazioni di litio può determinare una ridotta eliminazione di questi medicinali con conseguente aumento dei loro livelli plasmatici e possibile raggiungimento della soglia tossica. Qualora tale associazione sia ritenuta necessaria, si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici di fenitoina e litio allo scopo di adattare la posologia adeguata durante il trattamento contemporaneo con ibuprofene. Metotrexato Esistono evidenze di un possibile aumento dei livelli plasmatici di metotrexato. I FANS inibiscono la secrezione tubulare di metotrexato e possono ridurne la clearance. In caso di trattamento con metotrexato ad alti dosaggi, si dovrebbe evitare la somministrazione di ibuprofene (FANS). Si deve prendere in considerazione il rischio di interazione tra FANS e metotrexato anche in caso di trattamento con metotrexato a bassi dosaggi, soprattutto nei pazienti con compromissione renale. Se si associano metotrexato e FANS, si deve monitorare la funzionalità renale. Si consiglia cautela se FANS e metotrexato vengono somministrati entro 24 ore, poiché i livelli plasmatici di metotrexato possono aumentare, con conseguente aumento della tossicità. Moclobemide Aumenta l'effetto di ibuprofene. Tacrolimu

Aumento del rischio di nefrotossicità quando i due medicinali vengono somministrati contemporaneamente. Ciclosporina Aumento del rischio di nefrotossicità in caso di assunzione concomitante di FANS. Mifepristone A causa delle proprietà antiprostaglandiniche dei FANS, può teoricamente determinarsi una diminuzione dell’efficacia del medicinale. L’evidenza limitata suggerisce che la cosomministrazione di FANS nel giorno di somministrazione delle prostaglandine non influenza negativamente gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l’efficacia clinica del medicinale sull’interruzione di gravidanza. Corticosteroidi Aumento del rischio di ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Anticoagulanti I FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, quali il warfarin o l’eparina (vedere paragrafo 4.4). In caso di trattamento concomitante, si raccomanda il monitoraggio dello stato della coagulazione. Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) Aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). ). In caso di trattamento concomitante, si raccomanda il monitoraggio dello stato della coagulazione. Sulfaniluree I FANS possono potenziare l’effetto ipoglicemico delle sulfaniluree. Sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia in pazienti in trattamento con sulfaniluree che assumevano ibuprofene. Durante l’assunzione concomitante, si consiglia per precauzione un controllo dei valori ematici di glucosio. Zidovudina Aumento del rischio di tossicità ematologica quando i FANS vengono somministrati contemporaneamente alla zidovudina. Esistono evidenze di un maggior rischio di emartrosi ed ematoma in pazienti emofiliaci HIV positivi quando trattati contemporaneamente con zidovudina e ed altri FANS. Si raccomanda un esame ematologico 1-2 settimane dopo l’inizio del trattamento. Probenecid e sulfinpirazone I medicinali che contengono probenecid o sulfinpirazone possono ritardare l'escrezione di ibuprofene, con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche di ibuprofene. L'azione uricosurica di queste sostanze risulta diminuita. Aminoglicosidi I FANS possono diminuire l’escrezione degli aminoglicosidi aumentandone la tossicità.

Antibiotici chinolonici Dati da studi su animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di convulsioni associate agli antibiotici chinolonici. I pazienti che assumono FANS e chinoloni possono presentare un maggior rischio di sviluppare convulsioni. Inibitori del CYP2C9 la somministrazione concomitante di ibuprofene e inibitori del CYP2C9 può rallentare l’eliminazione dell’ibuprofene (substrato del CYP2C9) determinando un aumento dell’esposizione all’ibuprofene. In uno studio con voriconazolo e fluconazolo (inibitori del CYP2C9), è stata osservata una aumentata esposizione al S(+)-ibuprofene da approssimativamente l’80% al 100%. Si deve prendere in considerazione la riduzione della dose di ibuprofene nei casi di co-somministrazione con inibitori forti del CYP2C9. Colestiramina La somministrazione concomitante di ibuprofene e colestiramina ritarda e riduce l’assorbimento dell’ibuprofene (25%). I medicinali devono essere somministrati a distanza di qualche ora l’uno dall’altro. Alcol, bifosfonati, pentossifillina (ossipentifillina) Alcol, bifosfonati e pentossifillina possono aumentare gli effetti indesiderati gastrointestinali e il rischio di sanguinamento o ulcera. Estratti vegetali Il Ginkgo biloba può aumentare il rischio di sanguinamento in associazione a FANS. Ritonavir Può determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche dei FANS. Baclofene Elevata tossicità del baclofene.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere effetti negativi sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio-fetale. Dati ottenuti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto, malformazione cardiaca e gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiovascolari aumentava da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita pre e post-impianto e della mortalità embrio-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato segnalato in animali ai quali erano stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico.

Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l’utilizzo di ibuprofene potrebbe causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l’inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l'interruzione del trattamento. Inoltre, ci sono state segnalazioni di costrizione del dotto arterioso a seguito del trattamento nel secondo trimestre, la maggior parte delle quali risolta dopo l'interruzione del trattamento. Pertanto, durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza ibuprofene non deve essere somministrato se non strettamente necessario. Se ibuprofene viene usato in una donna che sta pianificando una gravidanza o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, deve essere usata la dose più bassa possibile per il tempo più breve possibile. In seguito all’esposizione a ibuprofene per diversi giorni dalla 20a settimana di gestazione in poi, dovrebbe essere considerato un monitoraggio antenatale dell’oligoidramnios e della costrizione del dotto arterioso. In caso di oligoidramnios o di costrizione del dotto arterioso, il trattamento con ibuprofene deve essere interrotto. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: - tossicità cardiopolmonare (costrizione/chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale (vedere sopra); la madre e il neonato, al termine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto anti-aggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine che comportano ritardo o prolungamento del travaglio. Di conseguenza, l’ibuprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3 e 5.3). Allattamento Ibuprofene viene escreto nel latte materno: alle dosi terapeutiche durante il trattamento a breve termine il rischio di influenza sul neonato sembra improbabile, mentre in caso di trattamento a lungo termine dovrebbe essere considerato lo svezzamento precoce. I FANS, se possibile, devono essere evitati durante l’allattamento materno. Fertilità L’uso di ibuprofene può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne che tentano il concepimento. Nelle donne che hanno difficoltà a concepire o che sono oggetto di indagine sull’infertilità, si deve considerare l’interruzione del trattamento con Ibumenol. Vi sono alcune evidenze che le sostanze che inibiscono la cicloossigenasi/la sintesi delle prostaglandine possano compromettere la fertilità femminile mediante un effetto sull’ovulazione. Tale effetto è reversibile dopo l’interruzione del trattamento.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Durante il trattamento con ibuprofene, i tempi di reazione dei pazienti possono essere alterati a causa della possibile insorgenza di effetti indesiderati quali ad esempio cefalea,

sonnolenza, vertigini, capogiri, affaticamento e disturbi della vista. Ciò deve essere preso in considerazione quando si richiede una maggiore vigilanza come ad esempio durante la guida di veicoli e l’uso di macchinari. Questo è particolarmente importante durante l’assunzione concomitante di alcol.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati osservati con ibuprofene sono generalmente comuni agli altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei. Patologie gastrointestinali Gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcera peptica, perforazione o emorragia gastrointestinale, talvolta con esito fatale, soprattutto negli anziani (vedere paragrafo 4.4). La perforazione gastrointestinale con l’uso di ibuprofene è stata osservata raramente. In seguito alla somministrazione di ibuprofene, sono stati segnalati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore epigastrico, pirosi gastrica, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerativa ed esacerbazione della colite e del morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4). Meno frequentemente sono state osservate gastriti. In particolare il rischio di emorragia gastrointestinale è dipendente dall'intervallo di dose e dalla durata d'uso. Molto raro: pancreatite. Disturbi del sistema immunitario In seguito al trattamento con FANS, sono state segnalate reazioni di ipersensibilità, che possono consistere in (a) reazioni allergiche non specifiche e raramente anafilassi, (b) non comune: reattività del tratto respiratorio, comprendente asma, anche grave, broncospasmo o dispnea, (c) vari disturbi della pelle, tra cui eruzioni cutanee di vario tipo quali prurito, orticaria, porpora, angioedema e, molto raramente, dermatiti esfoliative, eritema multiforme, dermatosi bollose (incluse sindrome di StevensJohnson e necrolisi tossica epidermica). Inoltre è stata riportata raramente anche la sindrome lupus eritematoso. Infezioni ed infestazioni Rinite e meningite asettica (specialmente in pazienti con preesistenti disordini autoimmuni, come lupus eritematoso sistemico e connettivite mista) con sintomi di rigidità nucale, mal di testa, nausea, vomito, febbre o disorientamento (vedere paragrafo 4.4). È stata descritta l’esacerbazione di infiammazioni infezione-correlate (ad es. sviluppo di fascite necrotizzante). Non comuni: rinite. Raro: meningite asettica In concomitanza con l’uso di ibuprofene è stato descritto un peggioramento delle infiammazioni associate all’infezione da virus varicella-zoster (per es. sviluppo di fascite necrotizzante). Ciò è probabilmente associato al meccanismo di azione dei FANS. Pertanto, se durante l’assunzione di ibuprofene il paziente nota la comparsa o il peggioramento di segni di infezione, si raccomanda di rivolgersi immediatamente a

medico. Deve essere investigato se esiste un’indicazione per una terapia antiinfettiva/antibiotica Patologie dell’apparato respiratorio Non comuni: broncospasmo, dispnea, apnea. Patologie dell’occhio Non comuni: disturbi visivi. Rari casi di alterazione oculare con conseguenti disturbi visivi, neuropatia ottica tossica. Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune: udito compromesso, tinnito, vertigine. Patologie epatobiliari Non comuni: epatite e ittero, funzione epatica alterata. Molto rara: insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Reazioni bollose, reazioni avverse cutanee severe (SCAR) (inclusi sindrome di StevensJohnson, dermatite esfoliativa, eritema multiforme e necrolisi tossica epidermica (molto rara)), e reazioni di fotosensibilità (non comune). In casi eccezionali, possono verificarsi gravi infezioni cutanee e complicanze a carico dei tessuti molli in corso di infezione da varicella (vedere paragrafo 4.4.). Non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS) e pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG). Patologie renali e urinarie Non comuni: danno della funzione renale e nefropatia tossica in varie forme, incluse nefrite interstiziale, sindrome nefrotica ed insufficienza renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Malessere. Comune: affaticamento. Raro: edema. Patologie cardiache e vascolari: In associazione alla terapia con FANS sono stati segnalati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, specialmente in dosi elevate (2400 mg/giorno), può essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi quali infarto miocardico o ictus (vedere paragrafo 4.4). Molto rari: palpitazioni, insufficienza cardiaca, infarto del miocardio, edema polmonare acuto, edema, ipertensione. Altri eventi avversi riportati con minore frequenza e per i quali non è stata necessariamente stabilita una causalità includono:

Patologie del sistema emolinfopoietico Rari: leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica e anemia emolitica. Disturbi psichiatrici Non comuni: insonnia, ansietà. Rari: depressione, stato confusionale. Allucinazioni. Patologie del sistema nervoso Comuni: mal di testa, capogiro. Non comuni: parestesia, sonnolenza. Rari: neurite ottica, meningite asettica. Le reazioni avverse possibilmente correlate a ibuprofene sono elencate di seguito per frequenza e per classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA. I gruppi di frequenza sono classificati secondo le seguenti categorie: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100 - < 1/10); non comune (≥ 1/1.000 - < 1/100); raro (≥ 1/10.000 - < disponibili): Classificazione per sistemi e organi Frequenza Effetto indesiderato Infezioni ed infestazioni Non comune Rinite Raro Meningite asettica (vedere paragrafo 4.4). Sintomi di meningite asettica come cefalea, nausea, vomito, febbre, collo rigido o perdita di coscienza. I pazienti con alcuni disturbi del sistema immunitario (lupus eritematoso sistemico o malattia mista del tessuto connettivo) sembrano essere maggiormente a rischio. Patologie del sistema emolinfopoietico Raro Pancitopenia, anemia, leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica. I primi sintomi sono: febbre, dolore alla gola, ulcere superficiali della bocca, sintomi simil-influenzali, grave spossatezza, sanguinamento inspiegabile e lividi. In questi casi, deve essere consigliato al paziente di interrompere immediatamente l’uso del medicinale in modo d

evitare qualsiasi automedicazione con analgesici o antipiretici e di consultare un medico. L’emocromo deve essere controllato regolarmente durante la terapia di lunga durata. Disturbi del sistema immunitario Non comune Reazioni di ipersensibilità con eruzioni cutanee e prurito, nonché attacchi di asma (eventualmente con abbassamento della pressione sanguigna). In questo caso il paziente deve informare immediatamente il medico e non assumere più IBUMENOL Raro Gravi reazioni di ipersensibilità I sintomi potrebbero essere: gonfiore del viso, della lingua e della laringe con restringimento delle vie aeree, dispnea, tachicardia, ipotensione (anafilassi, angioedema o shock grave). Se uno di questi sintomi si verifica, cosa che può accadere al primo utilizzo, è necessaria assistenza medica immediata. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto raro Ipoglicemia Iponatriemia Disturbi psichiatrici Non comune Insonnia, ansia Raro Depressione, stato confusionale. Patologie del sistema nervoso Comune Cefalea, capogiro Non comune Parestesia, sonnolenza, agitazione, irritabilità Raro Neurite ottica Patologie dell’occhio Non comune Disturbi visivi In questi casi il paziente deve informare il medico e interrompere l’assunzione di ibuprofene Raro Neuropatia ottica tossica Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune Compromissione dell’udito, vertigine, tinnito Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune Asma, broncospasmo, dispnea. Patologie cardiache Molto raro Insufficienza cardiaca, infarto miocardico (vedere anche paragrafo 4.4) Non nota Sindrome di Kounis Patologie vascolari Molto raro Ipertensione arteriosa, vasculit

Patologie gastrointestinali Comune Dispepsia, nausea, vomito, diarrea, costipazione, flatulenza, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, emorragia gastrointestinale Non comune Gastriti, ulcera duodenale, ulcera gastrica, potenzialmente con sanguinamento e perforazione, stomatiti ulcerative. L'uso di IBUMENOL deve essere interrotto se il paziente presenta un dolore significativo nella parte superiore dell’addome, vomita sangue, presenta sangue nelle feci o feci nere Molto raro Pancreatite, esofagite, stenosi intestinale diaframma-simile, pancreatite Non noto Esacerbazione della colite e morbo di Crohn Patologie epatobiliari Non comune Epatite, ittero, funzione epatica anormale Molto raro Danno epatico, specialmente con trattamento di lunga durata, insufficienza epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Eruzioni cutanee (diverse) Non comune Orticaria, prurito, porpora, angioedema, reazioni di fotosensibilità Molto raro Reazioni bollose, reazioni avverse cutanee severe (SCAR) (inclusi sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica (sindrome di Lyell), eritema multiforme e dermatite esfoliativa), alopecia Non noto Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS). Pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) Patologie renali e urinarie Non comune Nefrotossicità in varie forme es. nefrite tubulo-interstiziale, sindrome nefrotica e insufficienza renale, Raro Danni tissutali renali (necrosi papillare), in particolare ne

trattamento di lunga durata, aumento della concentrazione dell'acido urico nel sangue, aumento della concentrazione di urea nel sangue Molto raro Riduzione della produzione di urina e formazione di edema, in particolare nei pazienti con ipertensione arteriosa o insufficienza renale Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Affaticamento Raro Edema Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Tossicità Nei bambini o negli adulti, non si sono generalmente osservati segni e sintomi di tossicità a dosi inferiori a 100 mg/kg. Comunque, in alcuni casi potrebbe essere necessario un trattamento di supporto. Si è osservato che i bambini manifestano segni e sintomi di tossicità dopo l’ingestione di ibuprofene a dosi pari o superiori a 400 mg/kg. Negli adulti, l’effetto dose-risposta è meno chiaro. L’emivita in caso di sovradosaggio è di 1,5-3 ore. Sintomi La maggior parte dei pazienti che hanno ingerito quantitativi significativi di ibuprofene manifesterà i sintomi entro 4-6 ore. I sintomi di sovradosaggio più comunemente segnalati comprendono nausea, vomito, dolore addominale, letargia e sonnolenza. Gli effetti sul sistema nervoso centrale (SNC) includono cefalee, tinniti, capogiri, convulsioni e perdita di coscienza. In casi di avvelenamento grave è possibile che si verifichi acidosi metabolica. Raramente sono stati segnalati anche nistagmo, ipotermia, effetti renali, sanguinamento gastrointestinale, coma, apnea, depressione del SNC e dell’apparato respiratorio. Sono stati riportati disorientamento, stato di eccitazione, svenimento e tossicità cardiovascolare comprendente ipotensione, bradicardia e tachicardia. Nei casi di sovradosaggio significativo possono verificarsi insufficienza renale e danno epatico. L'uso prolungato di dosi superiori a quelle raccomandate o il sovradosaggio possono provocare acidosi tubulare renale e ipokaliemia.

Trattamento Non esiste uno specifico antidoto per il sovradosaggio di ibuprofene. In caso di sovradosaggio è pertanto indicato un trattamento sintomatico e di supporto. Particolare attenzione è dovuta al controllo della pressione arteriosa, dell’equilibrio acido-base e di eventuali sanguinamenti gastrointestinali. Entro un’ora dall’ingestione di una quantità potenzialmente tossica deve essere considerata la somministrazione di carbone attivo. In alternativa, nell’adulto, entro un’ora dall’ingestione di una overdose potenzialmente pericolosa per la vita deve essere presa in considerazione la lavanda gastrica. Deve essere assicurata una diuresi adeguata e le funzioni renale ed epatica devono essere strettamente monitorate. Il paziente deve rimanere sotto osservazione per almeno quattro ore successivamente all’ingestione di una quantità di farmaco potenzialmente tossica. L’eventuale comparsa di convulsioni frequenti o prolungate deve essere trattata con diazepam per via endovenosa. In rapporto alle condizioni cliniche del paziente possono essere necessarie altre misure di supporto. Per informazioni più aggiornate, contattare il locale centro antiveleni 5 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: farmaci antinfiammatori/antireumatici, non steroidei, derivati dell’acido propionico, codice ATC: M01AE01. L’ibuprofene è un farmaco antinfiammatorio non steroideo che, negli studi convenzionali di sperimentazione animale sui modelli di infiammazione, ha dimostrato efficacia inibendo la sintesi delle prostaglandine. Nell’uomo l’ibuprofene ha un effetto antipiretico e riduce il dolore e il gonfiore associati agli stati infiammatori. Inoltre, l’ibuprofene inibisce reversibilmente l’aggregazione piastrinica indotta da ADP e quella collagenoindotta. Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire in modo competitivo l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio sull’aggregazione piastrinica, quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Alcuni studi di farmacodinamica mostrano che, quando singole dosi di ibuprofene 400 mg vengono assunte entro 8 ore prima o entro 30 minuti dopo l’assunzione di acido acetilsalicilico a rilascio immediato (81 mg), si osserva una diminuzione dell’effetto dell’acido acetilsalicilico sulla formazione del trombossano e sull’aggregazione piastrinica. Anche se vi sono incertezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare, a lungo termine, di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettivo dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio. Non si ritengono probabili effetti clinicamente rilevanti in caso di impiego occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 4.5).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Non sono stati condotti specifici studi di farmacocinetica nei bambini. I dati bibliografici nei bambini confermano che l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione dell’ibuprofene hanno lo stesso meccanismo che si osserva negli adulti. Dopo somministrazione orale, l’ibuprofene viene già assorbito in parte nello stomaco e poi completamente nell’intestino tenue. A seguito della metabolizzazione epatica (ossidrilazione, carbossilazione), i metaboliti farmacologicamente inattivi vengono eliminati completamente, perlopiù per via renale (90%), ma anche nella bile. L’emivita di eliminazione nelle persone sane e in quelle con malattie epatiche e renali è di 1,8-3,5 ore, il legame con le proteine plasmatiche è pari all’incirca al 99%. Le massime concentrazioni sieriche si sono verificate 2,25-2,5 ore (valore mediano) dopo la somministrazione di ibuprofene compresse rivestite con film a digiuno Compromissione renale Per i pazienti con compromissione renale lieve sono stati segnalati: maggiore quantità di (S)- ibuprofene non legato, valori di AUC più elevati per (S)-ibuprofene e rapporti enantiomerici dell’AUC (S/R) più alti rispetto ai controlli sani. Nei pazienti affetti da malattia renale allo stadio terminale sottoposti a dialisi, la frazione libera media di ibuprofene era pari a circa il 3%, rispetto a circa l’1% nei volontari sani. Una compromissione grave della funzionalità renale può determinare un accumulo dei metaboliti dell’ibuprofene. Il significato di questo effetto non é noto. I metaboliti possono essere rimossi mediante emodialisi (vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.4). Compromissione epatica In pazienti cirrotici affetti da compromissione epatica moderata (punteggio di Child Pugh 6−10) trattati con ibuprofene racemico, si è osservato un prolungamento medio dell’emivita pari a 2 volte e il rapporto enantiomerico dell’AUC (S/R) è risultato significativamente più basso rispetto ai controlli sani, indicando una compromissione dell’inversione metabolica di (R)-ibuprofene nell’enantiomero (S) attivo (vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.4).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Nelle sperimentazioni condotte su animali, la tossicità subcronica e cronica dell’ibuprofene si è manifestata perlopiù con lesioni e ulcere nel tratto gastrointestinale. Gli studi in vitro e in vivo non hanno fornito evidenze clinicamente rilevanti di un potenziale mutageno dell’ibuprofene. In studi condotti su ratti e topi non sono state riscontrate evidenze di effetti carcinogenici dell’ibuprofene. L’ibuprofene ha determinato inibizione dell’ovulazione nel coniglio e compromissione dell’impianto in varie specie animali (coniglio, ratto, topo). Studi sperimentali nel ratto e nel coniglio hanno dimostrato che l’ibuprofene attraversa la placenta. In seguito alla somministrazione di dosi materno tossiche, si è verificato un aumento dell’incidenza di malformazioni (difetti del setto interventricolare) nella progenie dei ratti.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Ipromellosa, croscarmellosa sodica, lattosio, cellulosa microcristallina, amido di mais pregelatinizzato, silice colloidale anidra, magnesio stearato, titanio biossido (E 171), talco, glicole propilenico (E 1520).

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30 °C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Il contenitore (blister) è realizzato in Al/PVC/PVDC. I blister sono inseriti in una scatola di cartone contenente un foglio informativo per il paziente.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione alla immissione in commercio

S.F. Group Srl – via Tiburtina, 1143 – 00156 Roma

8. Numero(i) dell'autorizzazione alla immissione in commercio

046780019 – “400 mg compressa rivestita con film” 20 compresse in blister Al/PVC/PVDC

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 05/08/2021 10 DATA DI REVISIONE DEL TEST

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