IBUPROFENE TEVA

Principio attivo: IBUPROFENE · ATC M01AE01 · TEVA ITALIA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

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"600 MG COMPRESSA RIVESTITA CON FILM" 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC A 3,72 € 3,72 € 0,00 € + ticket*

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Principio attivo: IBUPROFENE
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Dosaggio: 600 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: TEVA ITALIA S.R.L.
Codice ATC: M01AE01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· VELITIX - ARISTO PHARMA GMBH
· IBUPROFENE ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· IBUPROFENE LABORATORI ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· SAKITOL - LABORATORI ALTER S.R.L.
· DOLZAN - LABORATORI ALTER S.R.L.
· IBUPROFENE AUROBINDO PHARMA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· IBUPROFENE AUROBINDO PHARMA ITALIA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· IBUPROFENE LIVSANE - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· BRUFEN ANALGESICO - MYLAN S.P.A.
· BRUFENLIK - MYLAN S.P.A.
· BRUFEACT - MYLAN S.P.A.
· IBUPROFENE DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Ibuprofene Teva contiene ibuprofene, che appartiene ad una classe di medicinali detti FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). Questi medicinali agiscono riducendo il dolore e il gonfiore provocati dall’infiammazione in condizioni come: • osteoartrosi (una malattia degenerativa che interessa le articolazioni) in diverse parti del corpo;

• infiammazione dei muscoli (miosite), dei muscoli e tessuti (fibrosite), dei tendini (tenosinovite), delle
radici nervose e dei nervi (radicolo-nevrite) e dei tessuti di natura fibrosa, che circondano
l’articolazione (periartrite scapolo-omerale);
• mal di schiena (lombalgia);

• sciatalgia (dolore alla gamba causata dall’irritazione del nervo sciatico);
• artrite reumatoide (malattia di origine autoimmune progressiva e cronica che colpisce le articolazioni)
compresa artrite reumatoide giovanile o malattia di Still;
• distorsioni o strappi (traumatologia sportiva).

Ibuprofene Teva può essere usato anche in altre situazioni dolorose come mal di denti a seguito di estrazione

dei denti o altri interventi, dolore post-operatorio e dolore post-partum, dolore mestruale e mal di testa, inclusa l’emicrania.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Ibuprofene Teva • se è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6);
• se ha sofferto di reazioni allergiche quali asma, secrezione abbondante delle vie nasali, eruzioni
cutanee pruriginose o gonfiore delle labbra, del volto, della lingua o della gola dopo aver assunto
medicinali contenenti acido acetilsalicilico (come l’aspirina/acido acetilsalicilico) o altri medicinali
antidolorifici o antinfiammatori (FANS);
• se ha sofferto di ulcera o di sanguinamento dello stomaco o dell’intestino tenue (duodeno) in relazione
all’uso precedente di medicinali antidolorifici o antinfiammatori (FANS);
• se soffre di ulcera o di sanguinamento dello stomaco o dell’intestino tenue (duodeno) o se ha sofferto

di due o più episodi di questo tipo;
• se soffre di una malattia che comporta un aumento della tendenza al sanguinamento;
• se soffre di gravi problemi al fegato, ai reni o al cuore (inclusa coronaropatia);
• se è negli ultimi 3 mesi di gravidanza;
• se presenta disidratazione significativa (causata da vomito, diarrea o consumo insufficiente di liquidi);
• se presenta un sanguinamento attivo (incluso sanguinamento nel cervello);

• se soffre di una malattia di origine non nota che provoca una formazione anormale dei globuli rossi;
• se la persona che deve prendere il medicinale è un bambino di età inferiore ai 12 anni.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Ibuprofene Teva.

I farmaci antinfiammatori/antidolorifici come ibuprofene possono essere associati a un modesto aumento del
rischio di attacco cardiaco o ictus, specialmente se somministrati in dosi elevate. Non superare la dose
raccomandata o la durata del trattamento.
Deve discutere la terapia con il medico o farmacista prima di prendere questo medicinale se:
•
soffre di problemi cardiaci inclusi attacco cardiaco, angina (dolore al petto) o se ha precedenti di
attacco cardiaco, intervento di bypass coronarico, malattia arteriosa periferica (scarsa circolazione alle
gambe o ai piedi dovuta a restringimento oppure ostruzione delle arterie) oppure qualunque tipo di
ictus (incluso “mini-ictus” o “TIA”, attacco ischemico transitorio);
• soffre di pressione alta, diabete, colesterolo alto, storia familiare di malattia cardiaca o ictus, oppure se
è un fumatore;
• soffre di Lupus eritematoso sistemico (LES) o altre malattie autoimmuni (es. malattia del tessuto
connettivo mista);
• soffre di un disturbo ereditario del pigmento rosso del sangue emoglobina (porfiria);
• è nei primi sei mesi di gravidanza;

• sta allattando;
• soffre di malattie infiammatorie croniche dell’intestino quali l’infiammazione del colon con ulcere
(colite ulcerosa), infiammazioni a carico del tratto digestivo (morbo di Crohn) o altre malattie dello
stomaco e dell’intestino;

• soffre di disturbi della formazione dei globuli rossi;
• soffre di problemi relativi al normale meccanismo di coagulazione del sangue;
• soffre di allergie, febbre da fieno, asma, gonfiore cronico della mucosa nasale, dei seni e delle
adenoidi o malattie croniche ostruttive delle vie respiratorie, perché è maggiore il rischio di
restringimento delle vie respiratorie stesse, con difficoltà di respirazione (broncospasmo);
• soffre di problemi al fegato, ai reni, al cuore o pressione sanguigna elevata;

• è stato sottoposto da poco a un intervento chirurgico;
• ha la varicella, poiché i farmaci contro il dolore e l’infiammazione (FANS) potrebbero peggiorare la
gravità delle lesioni della pelle da essa causate. In tali casi il medico potrà consigliare di non utilizzare

questo medicinale; • ha un’infezione - vedere paragrafo «Infezioni» di seguito.

Informi il medico nei seguenti casi: - se avverte un qualsiasi sintomo insolito all’addome, in particolare se questi sintomi si presentano all’inizio del trattamento. Infatti, il rischio di sanguinamento o ulcerazione del tratto digestivo è

maggiore in questo caso, in particolare se è anziano, se assume dosi elevate di questo medicinale e se assume altri medicinali (vedere paragrafo “Altri medicinali ed Ibuprofene Teva). Se si presentano sanguinamento o ulcerazione del tratto digestivo, il trattamento deve essere interrotto perché possono essere mortali. Deve prestare particolare attenzione se ha avuto un’ulcera gastrica o intestinale, in particolare se è stata complicata da perforazione o accompagnata da sanguinamento.

- se manifesta irritazioni della pelle, orticaria, lesioni delle mucose o altri segni di allergia, come difficoltà respiratorie o rigonfiamento della gola e della lingua, perché potrebbe essere il primo segno di gravi reazioni allergiche o di una reazione della pelle grave (dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell), con esito a volte mortale. Se si verificano questi problemi, interrompa il trattamento con Ibuprofene Teva. Il rischio maggiore per queste reazioni è durante il primo mese di trattamento.

- se manifesta gonfiore alle gambe, problemi al cuore (insufficienza cardiaca) o pressione del sangue elevata che possono essere i sintomi di problemi ai reni. Ibuprofene Teva può, infatti, causare problemi ai reni soprattutto in persone anziane o che hanno già problemi ai reni, al cuore, al fegato o che assumono diuretici o ACE inibitori. Interrompa il trattamento se si verificano problemi ai reni.

Questo medicinale può causare:
- problemi al cervello (meningite asettica) in rare occasioni. Questo si può verificare soprattutto in
persone che soffrono di malattie come Lupus eritematoso sistemico e malattie del tessuto connettivo
collegate.
-

- il trattamento deve essere interrotto. del mal di testa o, nel caso in cui se ne soffra abitualmente, peggioramento del mal di testa. Questo si può manifestare soprattutto in caso di trattamento per periodi prolungati. In questi casi, consulti il medico e

danni permanenti ai reni, con rischio di insufficienza renale. Questo le può accadere se assume abitualmente questo medicinale. - problemi agli occhi. Se assume questo medicinale per periodi prolungati, si sottoponga a controlli periodici. Reazioni cutanee In associazione al trattamento con Ibuprofene Teva sono state segnalate reazioni cutanee gravi tra cui eruzione cutanea, lesioni delle mucose, vescicole, dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di

Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) o altri segni di allergia. Smetta di usare Ibuprofene Teva e contatti immediatamente il medico se nota uno qualsiasi dei sintomi correlati a queste reazioni cutanee gravi descritte nel paragrafo 4.

Reazioni allergiche e effetti cardiovascolari secondari Con ibuprofene sono stati segnalati segni di una reazione allergica a questo medicinale, inclusi problemi respiratori, gonfiore della regione del viso e del collo (angioedema) e dolore al petto. Interrompa immediatamente Ibuprofene Teva e contatti immediatamente il medico o il servizio di emergenza sanitaria se nota uno di questi segni.

Infezioni Ibuprofene Teva può nascondere i sintomi di infezioni quali febbre e dolore. È pertanto possibile che

Ibuprofene Teva possa ritardare un trattamento adeguato dell’infezione, cosa che potrebbe aumentare il rischio di complicanze. Ciò è stato osservato nella polmonite causata da batteri e nelle infezioni cutanee batteriche correlate alla varicella. Se prende questo medicinale mentre ha un’infezione e i sintomi dell’infezione persistono o peggiorano, si rivolga immediatamente al medico.

Ibuprofene Teva può prolungare temporaneamente il tempo di sanguinamento.

Bambini e adolescenti Esiste il rischio di danno ai reni in bambini e adolescenti disidratati. Questo medicinale è controindicato nei bambini di età inferiore ai 12 anni di età. Anziani Se è anziano può essere maggiormente soggetto ad effetti indesiderati, in particolare al sanguinamento e alla perforazione del tratto digestivo o a danni sui reni che può essere letale.

Altri medicinali e Ibuprofene Teva Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Gli effetti indesiderati di Ibuprofene Teva possono essere aumentati se viene assunto contemporaneamente a determinati medicinali. Ibuprofene Teva può inoltre aumentare o diminuire gli effetti di altri medicinali o

aumentare i loro effetti indesiderati se assunto contemporaneamente.

Ibuprofene Teva può influenzare o essere influenzato da altri medicinali. Ad esempio: - medicinali che hanno un effetto anticoagulante (vale a dire sostanze che fluidificano il sangue impedendo la formazione di coaguli, ad es. aspirina/acido acetilsalicilico, warfarin, ticlopidina);

- medicinali che riducono la pressione alta (ACE-inibitori come captopril, betabloccanti come atenololo, antagonisti dei recettori dell’angiotensina II come losartan).

Anche alcuni altri medicinali possono influenzare o essere influenzati dal trattamento con Ibuprofene Teva. Pertanto, consulti sempre il medico o il farmacista prima di usare Ibuprofene Teva con altri medicinali.

Informi il medico o il farmacista se sta prendendo uno dei seguenti medicinali: •

•
Inibitori della Cox-2 e altri FANS (ad esempio acido acetilsalicilico), medicinali usati per
l’infiammazione;
anticoagulanti (usati contro la formazione dei coaguli), quali il warfarin o l’eparina;
• inibitori dell’aggregazione piastrinica (usati contro la formazione dei coaguli) quali la ticlopidina o
il clopidogrel;
• metotrexato (impiegato nel trattamento del cancro e delle malattie autoimmuni);
• glicosidi cardiaci come la digossina (usati per il trattamento di varie malattie cardiache);
• fenitoina (usata nella prevenzione delle convulsioni epilettiche);
•

litio (usato per trattare la depressione e la mania);
• diuretici, inclusi i diuretici risparmiatori di potassio;
• antipertensivi (usati per il trattamento della pressione sanguigna elevata) quali:
- ACE-inibitori, ad es. captopril;
- medicinali beta-bloccanti, ad es. atenololo;

- antagonisti dell’angiotensina II, ad es. losartan;
• colestiramina (impiegata nel trattamento del colesterolo alto);
• aminoglicosidi (medicinali contro alcuni tipi di batteri);
• SSRI (medicinali contro la depressione) quali la paroxetina, la sertralina e il citalopram;
• moclobemide (RIMA – un medicinale usato per il trattamento della malattia depressiva o della fobia

sociale);
• ciclosporina, tacrolimus (usati per l’immunosoppressione dopo trapianto di organo);
• zidovudina e ritonavir (impiegati per il trattamento dei pazienti HIV positivi);

• Estratti vegetali: Ginkgo Biloba può aumentare il rischio di sanguinamento in associazione a FANS;
• mifepristone (utilizzato per l’aborto chimico);
• probenecid o sulfinpirazone (usati per il trattamento della gotta);
• antibiotici chinolonici (usati per le infezioni batteriche);
• sulfaniluree (usate per il trattamento del diabete di tipo 2);
• corticosteroidi (usati contro le infiammazioni);

• bifosfonati (impiegati nell’osteoporosi, nella malattia di Paget e per ridurre i livelli elevati di calcio
nel sangue);
• oxpentifillina [(pentoxifillina) impiegata nel trattamento della malattia circolatoria delle arterie delle
gambe o delle braccia];
• baclofene (un rilassante muscolare);
• inibitori del CYP2C9 (come voriconazolo e fluconazolo) usati nel trattamento di infezioni fungine.

Ibuprofene Teva con cibi, bevande e alcol Eviti di bere alcolici perché possono aumentare gli effetti indesiderati di Ibuprofene Teva, in particolare quelli a carico dello stomaco, dell’intestino o del cervello.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte

materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda Ibuprofene Teva negli ultimi tre mesi di gravidanza, in quanto potrebbe nuocere al feto o causare problemi durante il parto. Può causare problemi ai reni e al cuore del feto. Potrebbe influire sulla tendenza

sua e del bambino al sanguinamento e ritardare o prolungare più del previsto il travaglio. Non dovrebbe assumere Ibuprofene Teva nei primi 6 mesi di gravidanza, se non assolutamente necessario e sotto consiglio del medico. Laddove necessiti del trattamento in tale periodo o durante i tentativi di concepimento, dovrebbe essere utilizzata la dose minima per il minor tempo possibile. Dalla 20a settimana di gravidanza, Ibuprofene Teva può causare problemi renali al feto, se assunto per più di qualche giorno,

riducendo così i livelli di liquido amniotico che circonda il bambino (oligoidramnios), o causare il restringimento di un vaso sanguigno (dotto arterioso) nel cuore del bambino. Laddove necessiti del trattamento per più di qualche giorno, il medico potrebbe consigliare un monitoraggio aggiuntivo.

Allattamento Ibuprofene Teva compare nel latte materno in quantità molto piccole e non è generalmente necessario interrompere l’allattamento durante i trattamenti di breve durata, anche se quando possibile deve essere evitata l’assunzione di medicinali antiinfiammatori durante l’allattamento con latte materno. Se, tuttavia, viene prescritto un trattamento prolungato, il medico deve valutare la possibilità di uno svezzamento precoce.

Fertilità Ibuprofene Teva può diminuire la fertilità. Tale effetto è reversibile alla sospensione del farmaco. Informi il medico se sta pianificando una gravidanza o ha problemi di concepimento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari L’ibuprofene può causare effetti indesiderati che possono peggiorare la sua reattività agli stimoli, come ad esempio mal di testa, sonnolenza, capogiri, vertigini, stanchezza e disturbi della vista. Si accerti di non soffrire di uno di questi effetti indesiderati prima di guidare veicoli o di utilizzare macchinari o di fare qualsiasi cosa che richieda attenzione. Ciò è particolarmente importante quando si assume alcol durante il trattamento con ibuprofene.

Ibuprofene Teva contiene lattosio Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo

medicinale.

Ibuprofene Teva contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo impiegando la dose efficace più bassa, per il più breve periodo di tempo necessario a controllare i sintomi. Se ha un’infezione, si rivolga immediatamente al medico qualora i sintomi (per esempio febbre e dolore) persistano o peggiorino (vedere paragrafo 2).

La dose di Ibuprofene Teva dipende dall’età e dal peso corporeo del paziente. La dose raccomandata è:

Adulti: La dose raccomandata è 600 mg da 1 a 3 volte al giorno. Non superi la dose massima giornaliera di 1.800 mg.

Modo di assunzione Deglutire la compressa con un bicchiere d’acqua durante o dopo i pasti. Per evitare fastidio orale ed irritazione della gola le compresse devono essere deglutite intere e non devono essere masticate, spezzate, rotte o succhiate.

Uso negli adolescenti di età superiore a 12 anni Queste compresse potrebbero non essere adatte ai pazienti di questa fascia d’età e di questo gruppo di peso corporeo perché 1 compressa di Ibuprofene Teva potrebbe contenere un livello di principio attivo superiore a quello appropriato. Il medico la consiglierà di conseguenza.

Uso negli anziani ed in persone con problemi al fegato o ai reni Il medico le indicherà la dose necessaria in questi casi. Se è anziano sarà maggiormente soggetto a effetti indesiderati, in particolare al sanguinamento e alla perforazione del tratto digestivo, che può essere letale.

Se prende più Ibuprofene Teva di quanto deve Se ha preso più ibuprofene di quanto deve o se il suo bambino ha assunto questo medicinale per errore, contatti sempre un medico o l’ospedale più vicino allo scopo di ricevere un parere sul rischio e consigli in merito alle azioni da intraprendere. Se assume un dosaggio eccessivo (sovradosaggio) di ibuprofene i sintomi possono comprendere: nausea, vomito, mal di pancia, stato di sonno profondo con ridotta risposta ai normali stimoli (letargia), mal di testa e

ronzio nelle orecchie (tinnito). A dosaggi elevati sono stati segnalati sonnolenza, convulsioni, perdita di coscienza e vertigini. I sintomi di un sovradosaggio possono manifestarsi entro 4 - 6 ore dall’assunzione di ibuprofene. Raramente può presentare: movimenti incontrollati degli occhi (nistagmo), sensazione di freddo al corpo, effetti a carico del rene, sanguinamento dello stomaco e dell’intestino (emorragie gastrointestinali), profonda

perdita di coscienza (coma), interruzione momentanea del respiro (apnea), diarrea, riduzione dell’attività del sistema nervoso (depressione del Sistema Nervoso Centrale) e dell’attività respiratoria (depressione del sistema respiratorio). Inoltre, può manifestare anche: disorientamento, stato di eccitazione, svenimento, abbassamento della pressione del sangue (ipotensione), diminuzione o aumento dei battiti del cuore (bradicardia o tachicardia).

Se assume dosi significativamente elevate di ibuprofene può manifestare aumento degli acidi nel sangue (acidosi metabolica), bassi livelli di potassio nel sangue e gravi danni a carico dei reni e del fegato.

Se si ha qualsiasi dubbio sull’uso di Ibuprofene Teva, si rivolga al medico o al farmacista.

Se dimentica di prendere Ibuprofene Teva Se dimentica di prendere una dose, la prenda il più presto possibile, a meno che manchi meno di 4 ore all’assunzione della dose successiva. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Gli effetti indesiderati osservati a seguito dell’assunzione di ibuprofene sono quelli che si presentano in genere con gli altri analgesici, antipiretici e antinfiammatori non-steroidei.

Gli effetti indesiderati sono più probabili con dosi più elevate e maggiore durata del trattamento.

I medicinali come Ibuprofene Teva possono essere associati a un rischio leggermente superiore di attacco

cardiaco (infarto del miocardio) o ictus. In associazione ai FANS sono stati segnalati gonfiore dovuto ad accumulo di liquidi (edema), stanchezza, elevata pressione del sangue e problemi al cuore (insufficienza cardiaca).

Interrompa il trattamento con Ibuprofene Teva e si rivolga immediatamente al medico:

• se avverte un qualsiasi sintomo insolito all’addome, in particolare all’inizio del trattamento e in
particolare se è anziano, se assume dosi elevate di questo medicinale, se assume altri medicinali
(vedere paragrafo “Altri medicinali ed Ibuprofene Teva) o se in passato ha sofferto di ulcera gastrica o
intestinale;
• se manifesta irritazioni della pelle, orticaria, lesioni delle mucose o altri segni di allergia, come

•
difficoltà respiratorie o rigonfiamento della gola e della lingua, perché potrebbe essere il primo segno
di gravi reazioni allergiche o di una reazione della pelle grave (dermatite esfoliativa, eritema
multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell, Lupus eritematoso cutaneo);
se manifesta macchie rossastre non in rilievo, a forma di bersaglio o circolari sul tronco, spesso con
vescicole centrali, desquamazione della pelle, ulcere della bocca, della gola, del naso, dei genitali e
degli occhi. Queste gravi eruzioni cutanee possono essere precedute da febbre e sintomi simil-
influenzali (dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi
epidermica tossica);
• se manifesta eruzione cutanea diffusa, temperatura corporea elevata e linfonodi ingrossati (sindrome
DRESS);
• se manifesta eruzione cutanea diffusa, rossa e squamosa, con protuberanze sotto la pelle e vescicole,

accompagnata da febbre. I sintomi compaiono solitamente all'inizio del trattamento (pustolosi esantematica acuta generalizzata); • se manifesta gonfiore alle gambe, problemi al cuore (insufficienza cardiaca) o pressione del sangue elevata che possono essere i sintomi di problemi ai reni, soprattutto se è anziano, se ha già problemi ai

reni, al cuore, al fegato o che assumono diuretici o ACE inibitori.

Di seguito gli effetti indesiderati elencati per frequenza di comparsa

Molto comune (possono interessare più di 1 su 10 persone): • disturbi del tratto digestivo, bruciori gastrici.

Comune (possono interessare fino a 1 su 10 persone): •

indigestione, dolore addominale;
• nausea, vomito, flatulenza, diarrea, stitichezza;
• feci nere o presenza di sangue nel vomito;
• ulcera del tratto digestivo con sanguinamento (ulcera gastrointestinale);
• peggioramento dell’infiammazione intestinale e complicazione del diverticolo dell’intestino (fistola);
• micro sanguinamenti dell’intestino, che possono causare anemia;

• sanguinamento dello stomaco o dell’intestino (emorragia gastrointestinale);
• ulcerazione della bocca (stomatite ulcerativa);
• mal di testa, capogiro;
• agitazione, insonnia e irritabilità;
• eruzione cutanea;
• stanchezza.

Non comune (possono interessare fino a 1 su 100 persone):
• vista offuscata (compromissione della visione);
• reazioni dovute a ipersensibilità (a volte accompagnati da bassa pressione sanguigna), prurito,
orticaria;
• gonfiore del viso, degli occhi, delle labbra, edema della gola con difficoltà a respirare e a deglutire
(angioedema);

• rottura di capillari sotto la superficie della pelle (porpora);
• infiammazione del rivestimento dello stomaco (gastrite);
• problemi ai reni inclusi sviluppo di edema, nefropatia tossica in varie forme, sindrome nefrosica,
infiammazione dei reni (nefrite tubulo interstiziale), alterazioni della funzionalità (insufficienza

renale), compromissione renale;
• secrezione abbondante dalle vie nasali (rinite);
• difficoltà respiratoria (broncospasmo, dispnea, apnea, asma);
• alterata sensibilità di arti o parti del corpo (parestesia);
• sonnolenza;
• perdita dell’udito;
•
•
•
•
trillo o ronzio nelle orecchie;
vertigini; del
formazione di ulcere (della bocca, dello stomaco e dell’intestino) e perforazione del tratto digestivo;
alterazione della funzionalità del fegato, epatite, colorazione gialla della pelle o del bianco degli occhi;
• ansia;
• la cute diventa sensibile alla luce.
Raro (possono interessare fino a 1 su 1.000 persone):
• disturbi della vista (ambliopia, casi di patologia dell’occhio con conseguenti disturbi visivi, neuropatia
ottica tossica);

• depressione, stato confusionale, allucinazioni;
• Lupus eritematoso sistemico;
• aumento dell’azoto ureico nel sangue e di alcuni enzimi (transaminasi e fosfatasi alcalina),
diminuzione dell’emoglobina e dell’ematocrito, inibizione dell’aggregazione piastrinica e

prolungamento del tempo di sanguinamento, diminuzione del calcio e aumento dell’acido urico nel
siero;
• disturbi della formazione delle cellule del sangue (con sintomi quali: febbre, mal di gola, ulcere alla
superficie della bocca, sintomi simil-influenzali, stanchezza, sanguinamento nasale e della pelle);
• infiammazione della membrana cerebrale (in assenza di infezione batterica);
•

reazione allergica;
• accumulo di liquidi (edema);
• infiammazione del nervo ottico (neurite ottica).

Molto raro (possono interessare fino a 1 su 10.000 persone):
• shock anafilattico, con gonfiore di volto, lingua o gola (angioedema), restringimento delle vie
respiratorie, affanno, respirazione asmatica, tachicardia e calo della pressione sanguigna;
• grave eruzione cutanea con vesciche sulla pelle, in particolare su gambe, braccia, mani e piedi, che
possono estendersi al volto e alle labbra, e in casi più gravi desquamazione della pelle, anche

accompagnate da prurito (eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, dermatite esfoliativa,
necrolisi epidermica tossica). Si può verificare anche una grave infezione della pelle con distruzione
(fascite necrotizzante) della cute, del tessuto sottocutaneo e del muscolo;
• improvviso versamento di liquido nei polmoni con conseguente difficoltà respiratoria, alta pressione
sanguigna, ritenzione idrica e aumento di peso (edema polmonare acuto);
• fastidiosa consapevolezza del battito cardiaco (palpitazioni), insufficienza cardiaca, attacco cardiaco o
elevata pressione sanguigna;
• edema da cardiopatia;

• infiammazione dell’esofago o del pancreas;
• restringimento dell’intestino;
• infiammazione acuta del fegato (epatite acuta), insufficienza epatica;
• lesione al fegato e danni al tessuto renale, in particolare con l’uso a lungo termine;
• perdita di capelli;
•

riduzione del numero di tutte le cellule presenti nel sangue (pancitopenia).

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
• colite, peggioramento della colite già esistente e del morbo di Crohn;
• gravi infezioni della pelle e altre complicazioni dei tessuti molli durante infezione da varicella;

• malessere;
• è possibile che si verifichi una reazione cutanea grave nota come sindrome DRESS. I sintomi della
DRESS comprendono: eruzione cutanea, febbre, gonfiore dei linfonodi e aumento degli eosinofili (un
tipo di globuli bianchi);
• eruzione cutanea localizzata e persistente (eruzione fissa da farmaco);
• un’eruzione cutanea diffusa, rossa e squamosa, con formazione di pustole sotto la pelle e vescicole

localizzate principalmente sulle pieghe cutanee, sul tronco e sugli arti superiori accompagnate da febbre all’inizio del trattamento (pustolosi esantematica acuta generalizzata). Smetta di usare Ibuprofene Teva se sviluppa questi sintomi e contatti immediatamente il medico. Vedere anche il paragrafo 2; • dolore al petto, che può essere un segno di una reazione allergica potenzialmente grave chiamata sindrome di Kounis. Ibuprofene Teva può causare una riduzione del numero di globuli bianchi e diminuire la sua resistenza alle infezioni. Se sviluppa un’infezione con sintomi quali febbre e grave deterioramento delle condizioni generali di salute o febbre con sintomi di infezione localizzata quali dolore alla gola/faringe/bocca o problemi urinari,

si rivolga immediatamente al medico. In questo caso dovrà sottoporsi ad un esame del sangue per determinare l’eventuale riduzione dei globuli bianchi (agranulocitosi). Informare il medico che sta prendendo questo medicinale.

Durante il trattamento con Ibuprofene Teva, può manifestarsi meningite (con segni quali irrigidimento del collo, mal di testa, nausea, vomito, febbre o disorientamento) in persone affetti da malattie del sistema immunitario preesistenti, quali Lupus eritematoso sistemico o malattia mista del tessuto connettivo.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al

medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad.” La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Ibuprofene Teva
- Il principio attivo è ibuprofene. Ogni compressa rivestita con film contiene 600 mg di ibuprofene.
- Gli altri componenti sono: Nucleo: cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, sodio laurilsolfato,

ipromellosa, lattosio monoidrato, talco, silice colloidale anidra, glicerolo dibeenato; Rivestimento: ipromellosa, lattosio monoidrato, triacetina, titanio diossido.

Descrizione dell’aspetto di Ibuprofene Teva e contenuto della confezione

600 mg compresse rivestite con film - 30 compresse.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 - 20123 Milano

Produttore Doppel Farmaceutici S.r.l. Via Volturno, 48 20089 Quinto De’ Stampi – Rozzano (Milano) Doppel Farmaceutici S.r.l. Via Martiri delle Foibe, 1 29016 Cortemaggiore

Special Product’s Line S.p.A.

Via Fratta Rotonda Vado Largo, 1 03012 Anagni (FR)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su IBUPROFENE TEVA

Come si usa IBUPROFENE TEVA?

IBUPROFENE TEVA si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

IBUPROFENE TEVA è disponibile senza ricetta?

No, IBUPROFENE TEVA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di IBUPROFENE TEVA?

Il principio attivo di IBUPROFENE TEVA è IBUPROFENE.

Quali sono gli equivalenti di IBUPROFENE TEVA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: VELITIX, IBUPROFENE ALTER, IBUPROFENE LABORATORI ALTER, SAKITOL. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce IBUPROFENE TEVA?

IBUPROFENE TEVA è prodotto da TEVA ITALIA S.R.L..

Da quando IBUPROFENE TEVA è autorizzato in Italia?

IBUPROFENE TEVA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2016-02-11.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Ibuprofene Teva 600 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa rivestita con film contiene 600 mg di ibuprofene. Eccipiente con effetti noti: lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa rivestita con film. Compressa oblunga, biconvessa, di colore da bianco a biancastro.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Come antireumatico in: • osteoartrosi in tutte le sue localizzazioni (artrosi cervicale, dorsale, lombare; artrosi della spalla, dell’anca, del ginocchio, artrosi diffusa, ecc.), periartrite scapolo-omerale, lombalgie, sciatalgie, radicolo-nevriti, fibrositi, tenosinoviti, miositi, traumatologia sportiva, artrite reumatoide, morbo di Still. Come analgesico in forme dolorose di diversa eziologia: • nella traumatologia accidentale e sportiva; • nella pratica dentistica, nei dolori post-estrazione e dopo interventi odontostomatologici; • in ostetricia: nel dolore post-episiotomico e post-partum; • in ginecologia: nella prevenzione e nel trattamento della dismenorrea; • in chirurgia: nel trattamento del dolore post-operatorio; • in oculistica: nel dolore post-operatorio e nelle forme dolorose di varia eziologia; • in medicina generale: nel trattamento di emicrania e cefalea.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della dose minima efficace per la durata di trattamento. La dose efficace più bassa deve essere usata per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). La dose di ibuprofene dipende dall’età e dal peso corporeo del paziente. In reumatologia, per migliorare la rigidità mattutina, la prima dose orale viene somministrata al risveglio del paziente; le dosi successive possono essere assunte ai pasti. Adulti La dose abituale è 600 mg da 1 a 3 volte al giorno. La dose massima giornaliera non deve superare 1.800 mg. In alcuni pazienti possono essere efficaci dosi di mantenimento di 600 mg-1200 mg al giorno.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Ibuprofene Teva nei bambini al di sotto dei 12 anni non è stata ancora stabilita e pertanto è controindicato nei bambini di età inferiore ai 12 anni (vedere paragrafo 4.3). Adolescenti di età superiore a 12 anni (>40 kg) Per i pazienti di questa fascia d’età e gruppo di peso corporeo esistono altre forme di dosaggio che potrebbero essere più adatte per ottenere la posologia richiesta. Anziani I FANS devono essere usati con particolare cautela nei pazienti anziani che sono più soggetti a eventi avversi e sono maggiormente a rischio di emorragia, ulcera o perforazione gastrointestinale potenzialmente letale (vedere paragrafo 4.4). Se il trattamento è considerato necessario, la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare un’eventuale riduzione dei dosaggi sopra indicati. Il trattamento deve essere rivalutato a intervalli regolari e sospeso se non si osserva alcun beneficio o se si sviluppa intolleranza. Compromissione della funzionalità renale Nei pazienti con riduzione da lieve a moderata della funzionalità renale, la dose deve essere mantenuta al livello più basso possibile per il periodo più breve necessario a controllare i sintomi; la funzionalità renale deve essere monitorata (per i pazienti con grave insufficienza renale, vedere paragrafo 4.3). Compromissione della funzionalità epatica Nei pazienti con riduzione da lieve a moderata della funzionalità epatica, la dose deve essere mantenuta al livello più basso possibile per il periodo più breve necessario a controllare i sintomi; la funzionalità epatica deve essere monitorata (per i pazienti con grave insufficienza epatica, vedere paragrafo 4.3). Modo di somministrazione Uso orale. Deglutire la compressa con un bicchiere d’acqua durante o dopo i pasti. Per evitare fastidio orale ed irritazione della gola le compresse devono essere deglutite intere e non devono essere masticate, spezzate, rotte o succhiate.

4.3 Controindicazioni

Ibuprofene Teva è controindicato in pazienti con: • ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 • reazioni di ipersensibilità precedenti (ad es. asma, rinite, poliposi nasale, orticaria o angioedema) in risposta all’acido acetilsalicilico o ad altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei (FANS); • anamnesi di sanguinamento o perforazione gastrointestinale, in correlazione a terapia precedente con FANS; • ulcera peptica/emorragia attiva o anamnesi di ricorrenza della condizione (due o più episodi distinti comprovati di ulcerazione o sanguinamento); • condizioni cliniche che comportino un aumento della tendenza al sanguinamento; • grave insufficienza epatica; • grave insufficienza renale (filtrazione glomerulare inferiore a 30 ml/min); • insufficienza cardiaca severa (IV classe NYHA) o coronaropatia; • terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6); • disidratazione significativa (causata da vomito, diarrea o assunzione insufficiente di liquidi); • sanguinamento cerebrovascolare o altro sanguinamento attivo; • disematopoiesi di origine non nota; • bambini di età inferiore ai 12 anni.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Deve essere evitato l’uso di Ibuprofene Teva in concomitanza con FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2 (Cox 2), a causa di un incremento del rischio di ulcerazione o sanguinamento (vedere paragrafo 4.5). I pazienti asmatici devono consultare il medico prima di assumere l’ibuprofene (vedere di seguito). Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo impiegando la dose efficace più bassa, per il più breve periodo di tempo necessario a controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 e i rischi gastrointestinali e cardiovascolari riportati di seguito). I pazienti trattati con FANS a lungo termine devono essere posti sotto regolare sorveglianza medica per monitorare gli eventi avversi. Nelle condizioni riportate di seguito, Ibuprofene Teva deve essere somministrato solo dopo aver valutato attentamente il rapporto rischio/beneficio: • Lupus eritematoso sistemico (LES) o altre malattie autoimmuni (nei pazienti con Lupus eritematoso sistemico e malattia del tessuto connettivo mista può esserci un aumento del rischio di meningite asettica); • disturbo congenito del metabolismo della porfirina (ovvero porfiria intermittente acuta); • primo e secondo trimestre di gravidanza; • allattamento. Nei seguenti casi occorre prestare particolare cautela: • patologie gastrointestinali, comprese malattie infiammatorie intestinali croniche (colite ulcerosa, morbo di Crohn); • insufficienza cardiaca e ipertensione; • funzionalità renale ridotta; • disfunzione epatica; • disturbo dell’ematopoiesi; • difetti della coagulazione del sangue; • allergie, febbre da fieno, gonfiore cronico della mucosa nasale, delle adenoidi, malattia ostruttiva cronica delle vie respiratorie o asma bronchiale; • immediatamente dopo un intervento chirurgico maggiore. Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti Ibuprofene Teva può mascherare i sintomi di infezione, cosa che potrebbe ritardare l’avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l’esito dell’infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando Ibuprofene Teva è somministrato per il sollievo dalla febbre o dal dolore correlati a infezione, è consigliato il monitoraggio dell’infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano. Sanguinamento, ulcerazione e perforazione gastrointestinale Con tutti i FANS, in qualsiasi momento durante il trattamento, è stato segnalato sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale, anche letale, con o senza sintomi premonitori o anamnesi remota di eventi gastrointestinali gravi. Il rischio di sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale è maggiore con dosi di FANS più elevate, nei pazienti con anamnesi di ulcera, in particolare se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3) e negli anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento alla dose minima disponibile. Per questi pazienti ed anche per i pazienti che richiedono la somministrazione concomitante di acido acetilsalicilico a bassa dose o altri medicinali che potrebbero aumentare il rischio gastrointestinale, occorre prendere in considerazione la terapia di associazione con farmaci gastroprotettivi (ad es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica) (vedere di seguito e paragrafo 4.5). I pazienti con anamnesi di tossicità gastrointestinale, in particolare se anziani, devono segnalare qualsiasi sintomo addominale insolito (in particolare sanguinamento gastrointestinale) specialmente nelle fasi iniziali del trattamento. Occorre prestare cautela nei pazienti trattati con farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, quali corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin o eparina, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o antipiastrinici come l’acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5).

Quando si sviluppa sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale in pazienti trattati con Ibuprofene Teva, il trattamento deve essere sospeso. I FANS devono essere somministrati con cautela ai pazienti con anamnesi di malattie gastrointestinali (ad esempio colite ulcerosa, morbo di Crohn) perché la patologia può essere aggravata (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Anziani Gli anziani mostrano una maggiore frequenza di reazioni avverse ai FANS, in particolare sanguinamento e perforazione gastrointestinale, che possono essere anche fatali (vedere paragrafo 4.2). Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari Per i pazienti con anamnesi di ipertensione, insufficienza cardiaca e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata, sono necessari un monitoraggio e una consultazione appropriati perché in associazione alla terapia con FANS sono stati segnalati ritenzione idrica, ipertensione ed edema. I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici, e di altri farmaci antiipertensivi (vedere paragrafo 4.5). Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2.400 mg/die) può essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es. infarto miocardico o ictus). In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (es. ≤ 1.200 mg/die) siano associate a un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (II-III classe NYHA), cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene solo dopo attenta considerazione e si devono evitare dosi elevate (2.400 mg/die). Attenta considerazione deve essere esercitata anche prima di avviare il trattamento a lungo termine in pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito e abitudine al fumo di sigaretta), soprattutto se sono necessarie dosi elevate (2.400 mg/die) di ibuprofene. Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con Ibuprofene Teva. La sindrome di Kounis è stata definita come sintomi cardiovascolari secondari ad una reazione allergica o di ipersensibilità associata alla costrizione delle arterie coronarie e che può indurre l'infarto miocardico. Reazioni avverse cutanee severe (SCAR) Reazioni avverse cutanee severe (SCAR), inclusa dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS) e casi di pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), che possono essere pericolosi per la vita o fatali, sono state segnalate in associazione all’uso di ibuprofene (vedere paragrafo 4.8). La maggior parte di queste reazioni si è verificata entro il primo mese. Se compaiono segni e sintomi suggestivi di queste reazioni, ibuprofene deve essere interrotto immediatamente e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo (a seconda dei casi). Eccezionalmente, la varicella può essere all’origine di gravi complicanze infettive della cute e dei tessuti molli. Attualmente, il ruolo dei FANS sul peggioramento di queste infezioni non può essere escluso. Pertanto, si consiglia di evitare l’uso di ibuprofene in caso di varicella. Effetti renali A causa del suo effetto sulla perfusione renale, l’ibuprofene può provocare ritenzione di sodio, potassio e liquidi in pazienti che non hanno mai sofferto in precedenza di disturbi renali. Questo può causare edema o anche determinare insufficienza cardiaca o ipertensione nei pazienti predisposti. Quando si inizia un trattamento con ibuprofene deve essere prestata cautela ai pazienti con una disidratazione considerevole. Come con altri FANS, la somministrazione prolungata di ibuprofene agli animali ha determinato necrosi papillare renale e altre alterazioni patologiche del rene. Nell’uomo, sono stati segnalati casi di nefrite interstiziale acuta con ematuria, proteinuria e talvolta sindrome nefrotica. In generale, l’uso abituale di analgesici, soprattutto delle associazioni di diversi principi attivi analgesici, può portare a lesioni renali permanenti, con rischio di insorgenza di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).

Sono stati osservati anche casi di tossicità renale in pazienti nei quali le prostaglandine rivestono un ruolo compensatorio nel mantenimento della perfusione renale. In questi pazienti, la somministrazione di FANS può causare una riduzione dose-dipendente della formazione di prostaglandine e, secondariamente, del flusso ematico renale che può condurre velocemente a uno scompenso renale. I pazienti che presentano il massimo rischio di sviluppo di questa reazione sono quelli con disfunzione renale, insufficienza cardiaca, disfunzione epatica, che assumono diuretici e ACE inibitori e gli anziani. La sospensione del trattamento con FANS solitamente è seguita dal recupero dello stato di pretrattamento. In caso di impiego prolungato sorvegliare la funzionalità renale, particolarmente in caso di Lupus eritematoso diffuso. Nei bambini e negli adolescenti disidratati, così come negli anziani, esiste il rischio di alterazione della funzionalità renale. Reazioni di ipersensibilità Gli analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei possono causare reazioni di ipersensibilità, potenzialmente gravi (reazioni anafilattoidi), anche in soggetti non precedentemente esposti a questo tipo di farmaci. Il rischio di reazioni di ipersensibilità dopo assunzione di ibuprofene è maggiore nei soggetti che abbiano presentato tali reazioni dopo l’uso di altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei e nei soggetti con iperreattività bronchiale (asma), febbre da fieno, poliposi nasale, malattie respiratorie croniche ostruttive o precedenti episodi di angioedema (vedere paragrafo 4.3 e paragrafo 4.8). Le reazioni di ipersensibilità possono presentarsi sotto forma di attacchi d’asma (il cosiddetto asma analgesico), edema di Quincke o orticaria. Reazioni di ipersensibilità gravi (ad esempio shock anafilattico) sono state osservate raramente. Ai primi segni di reazione di ipersensibilità dopo somministrazione di ibuprofene il trattamento deve essere interrotto. Misure medicalmente assistite devono essere iniziate da parte di personale medico specializzato, in linea con la sintomatologia. Disturbi respiratori Ibuprofene Teva deve essere prescritto con cautela in pazienti con asma bronchiale, rinite cronica o malattie allergiche in atto o pregresse perché potrebbe insorgere broncospasmo, orticaria o angioedema. Lo stesso dicasi per quei soggetti che hanno manifestato broncospasmo dopo l’impiego di acido acetilsalicilico o altri FANS. Funzionalità cardiaca, renale ed epatica ridotta Particolare cautela deve essere adottata nel trattamento di pazienti con funzionalità cardiaca, epatica o renale ridotta poiché l’utilizzo di FANS può determinare un deterioramento della funzionalità renale. L’abituale utilizzo concomitante di diversi antidolorifici può ulteriormente aumentare tale rischio. Nei pazienti con funzionalità cardiaca, epatica o renale ridotta è opportuno ricorrere alla più bassa dose efficace per il più breve periodo di trattamento ed al monitoraggio periodico dei parametri clinici e di laboratorio, specialmente in caso di trattamento prolungato (vedere paragrafo 4.3). Effetti ematologici L’ibuprofene può inibire temporaneamente l’aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di sanguinamento in soggetti sani. Pertanto, i pazienti con difetti di coagulazione o in terapia anticoagulante devono essere posti sotto attenta sorveglianza. Meningite asettica In rare occasioni in pazienti in trattamento con ibuprofene, sono stati osservati casi con sintomi di meningite asettica, quali irrigidimento del collo, cefalea, nausea, vomito, febbre o disorientamento. Sebbene sia più probabile che questa si verifichi in pazienti con Lupus eritematoso sistemico e patologie del tessuto connettivo collegate, è stata osservata anche in pazienti i quali non manifestavano patologie croniche concomitanti (vedere paragrafo 4.8). Altre precauzioni L’ibuprofene può mascherare i segni o i sintomi di un’infezione (febbre, dolore e gonfiore). L’uso prolungato di qualsiasi tipo di analgesico per il mal di testa può peggiorarne i sintomi.

Se si verifica o si sospetta questa situazione deve essere consultato il medico e il trattamento deve essere sospeso. La diagnosi di cefalea da abuso di medicinali (medication overuse headache -MOH) deve essere sospettata in pazienti che manifestano mal di testa frequenti o giornalieri nonostante o a causa dell’uso regolare di medicinali per il mal di testa. In generale, l’assunzione abituale di analgesici, in particolare l’uso in associazione di sostanze analgesiche diverse, può causare danno renale permanente e rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). In caso di trattamento a lungo termine con ibuprofene, è necessario un monitoraggio periodico della funzionalità epatica e renale, nonché dell’emocromo, in particolare nei pazienti ad alto rischio. Occorre evitare il consumo di alcol e di altri FANS, che potrebbe intensificare gli effetti indesiderati correlati al principio attivo, in particolare se a carico del tratto gastrointestinale o del sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.8). I pazienti trattati con ibuprofene devono segnalare al medico i segni o i sintomi di ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale, vista offuscata o altri sintomi a carico degli occhi, eruzione cutanea, aumento di peso o edema. Essendosi rilevate alterazioni oculari nel corso di studi su animali con farmaci antinfiammatori non steroidei, si raccomanda, in caso di trattamenti prolungati, di effettuare periodici controlli oftalmologici. L’uso di Ibuprofene Teva, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della cicloossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza (vedere paragrafo 4.6). La somministrazione di Ibuprofene Teva dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità (vedere paragrafo 4.6). Eccipienti Lattosio I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Occorre evitare l’uso concomitante di ibuprofene con le seguenti sostanze: Acido acetilsalicilico, inibitori della COX-2 e altri FANS: queste sostanze possono far aumentare il rischio di reazioni avverse a carico del tratto gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). La somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati. Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire competitivamente l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare, a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettivo dell’acido acetilsalicilico a basse dosi. Nessun effetto clinico rilevante è considerato probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 5.1). È comunque opportuno non associare ibuprofene con acido acetilsalicilico o altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2, per potenziale effetto additivo (vedere paragrafo 4.4).

Anticoagulanti: i FANS possono potenziare gli effetti degli anticoagulanti, quali warfarin o eparina (vedere paragrafo 4.4). In caso di trattamento concomitante, si raccomanda il monitoraggio dello stato della coagulazione. Ticlopidina: i FANS non devono essere associati alla ticlopidina a causa del rischio di effetto aggiuntivo sull’inibizione della funzionalità piastrinica. Metotrexato: i FANS inibiscono la secrezione tubulare del metotrexato e possono verificarsi determinate interazioni metaboliche che determinano una riduzione della clearance del metotrexato e aumento del rischio di tossicità. La somministrazione di Ibuprofene Teva 24 ore prima o dopo la somministrazione di metotrexato può determinare una concentrazione elevata del metotrexato e un aumento dei suoi effetti tossici. Pertanto, occorre evitare l’uso concomitante di FANS e dosi elevate di metotrexato. Inoltre, occorre tenere in considerazione il rischio potenziale di interazioni nel trattamento a bassa dose di metotrexato, in particolare nei pazienti con compromissione della funzionalità renale. Nel trattamento di associazione occorre monitorare la funzionalità renale. L’ibuprofene (come altri FANS) deve essere assunto solo con cautela in associazione con le seguenti sostanze: Moclobemide: potenzia l’effetto dell’ibuprofene. Fenitoina, litio: la somministrazione concomitante di Ibuprofene Teva con preparati contenenti fenitoina o litio può aumentare il livello sierico di questi medicinali con possibile raggiungimento della soglia tossica. Qualora tale associazione sia ritenuta necessaria è necessario controllare il livello sierico del litio e si raccomanda di controllare il livello sierico della fenitoina, allo scopo di adattare la posologia durante il trattamento contemporaneo con ibuprofene. Glicosidi cardiaci (es. digossina): i FANS possono esacerbare l’insufficienza cardiaca, ridurre la velocità di filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici dei glicosidi cardiaci. Si raccomanda il monitoraggio del livello sierico dei glicosidi cardiaci (es. digossina). Diuretici e antipertensivi: i diuretici e gli ACE inibitori possono aumentare la nefrotossicità dei FANS. I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici e degli antipertensivi, compresi gli ACE inibitori e i beta bloccanti. Nei pazienti con ridotta funzionalità renale (ad es. pazienti disidratati o pazienti anziani con ridotta funzionalità renale), l’uso concomitante di un ACE inibitore, di un beta-bloccante o di un antagonista dell’angiotensina II con un medicinale che inibisce la ciclossigenasi può determinare un’ulteriore compromissione della funzionalità renale, compresa una possibile insufficienza renale acuta, in genere reversibile. Quindi, tale associazione deve essere usata solo con cautela, in particolare nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio periodico della funzionalità renale dopo l’inizio della terapia concomitante e nei periodi successivi. La somministrazione concomitante di Ibuprofene Teva e di diuretici risparmiatori di potassio o ACE inibitori può causare iperkaliemia. È necessario un attento monitoraggio dei livelli di potassio. Captopril: studi sperimentali indicano che l’ibuprofene contrasta l’effetto di aumento dell’escrezione di sodio determinato dal captopril. Aminoglicosidi: i FANS possono rallentare l’eliminazione degli aminoglicosidi e aumentarne la tossicità. Agenti antiaggreganti (es. clopidogrel e ticlopidina) e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): maggior rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Ciclosporina: il rischio di danno renale determinato dalla ciclosporina viene aumentato dalla somministrazione concomitante di determinati FANS. Questo effetto non può essere escluso neanche per l'associazione di ciclosporina e ibuprofene.

Colestiramina: il trattamento concomitante con colestiramina e ibuprofene determina un prolungamento e una riduzione (25%) dell’assorbimento dell’ibuprofene a livello del tratto gastrointestinale. Comunque la rilevanza clinica di tale interazione non è nota. Questi medicinali devono essere somministrati ad almeno un’ora di intervallo. Tacrolimus: rischio elevato di nefrotossicità. Zidovudina: vi è evidenza di un aumento del rischio di emartrosi ed ematoma nei pazienti emofiliaci HIV positivi sottoposti a trattamento concomitante con zidovudina e ibuprofene. Potrebbe verificarsi un aumento del rischio di ematotossicità durante l’uso concomitante di zidovudina e FANS. Si raccomanda di valutare l’emocromo 1-2 settimane dopo l’inizio del trattamento concomitante. Ritonavir: può aumentare le concentrazioni plasmatiche dei FANS. Estratti vegetali: Ginkgo Biloba può aumentare il rischio di sanguinamento in associazione a FANS. Mifepristone: a causa delle proprietà anti-prostaglandiniche i FANS somministrati negli 8-12 giorni successivi al trattamento con mifepristone possono teoricamente ridurne l’effetto. L’evidenza limitata suggerisce che la co-somministrazione di FANS e prostaglandine nello stesso giorno non influenza negativamente gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l’efficacia clinica del medicinale sull’interruzione di gravidanza. Probenecid o sulfinpirazone: può causare un ritardo nell’eliminazione dell’ibuprofene con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche di ibuprofene. L’azione uricosurica di queste sostanze viene ridotta. Antibiotici chinolonici: i pazienti che assumono FANS e chinoloni possono presentare un aumento del rischio di sviluppo di convulsioni. Sulfoniluree: i FANS possono aumentare l’effetto ipoglicemico delle sulfoniluree. In caso di trattamento concomitante, si raccomanda il monitoraggio della glicemia. Corticosteroidi: maggior rischio di ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Alcol, bifosfonati e oxpentifillina (pentoxifillina): possono potenziare gli effetti indesiderati gastrointestinali e il rischio di sanguinamento e ulcerazione. Baclofene: tossicità elevata del baclofene. Inibitori del CYP2C9: la somministrazione concomitante di ibuprofene e inibitori del CYP2C9 può rallentare l’eliminazione dell’ibuprofene aumentandone l’esposizione all’ibuprofene (substrato del CYP2C9). In uno studio con voriconazolo e fluconazolo (inibitori del CYP2C9), si è osservata una aumentata esposizione al S (+)-ibuprofene da approssimativamente l’80% al 100%. Si deve prendere in considerazione la riduzione della dose di ibuprofene quando si somministrano concomitantemente forti inibitori del CYP2C9, in particolar modo quando dosi elevate di ibuprofene vengono somministrate con voriconazolo o fluconazolo.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio-fetale. I dati ottenuti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo e di malformazione cardiaca e gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazione cardiovascolare è risultato aumentato da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. Si ritiene che il rischi

9 aumenti in funzione della dose e della durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine ha mostrato di determinare un aumento della perdita pre e post-impianto e della mortalità embrio-fetale. Inoltre, è stato segnalato un aumento delle incidenze di varie malformazioni, comprese quelle cardiovascolari, in animali trattati con un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico. Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l’utilizzo di ibuprofene potrebbe causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l’inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l’interruzione del trattamento. Inoltre, sono stati riportati casi di costrizione del dotto arterioso in seguito al trattamento nel secondo trimestre di gravidanza, la maggior parte dei quali risolti dopo la sospensione del trattamento. Pertanto, durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, Ibuprofene Teva non deve essere somministrato se non strettamente necessario. Se Ibuprofene Teva è usato da una donna che sta pianificando una gravidanza o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, deve essere usata la dose più bassa possibile per il tempo più breve possibile. In seguito all’esposizione a ibuprofene per diversi giorni dalla 20a settimana di gestazione in poi, dovrebbe essere considerato un monitoraggio antenatale dell’oligoidramnios e della costrizione del dotto arterioso. In caso di oligoidramnios o di costrizione del dotto arterioso, il trattamento con ibuprofene deve essere interrotto. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: • tossicità cardiopolmonare (prematura costrizione/chiusura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); • disfunzione renale (vedere sopra); la madre e il neonato, al termine della gravidanza, a: • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse; • inibizione delle contrazioni uterine che comportano ritardo o prolungamento del travaglio. Di conseguenza, Ibuprofene Teva è controindicato durante l’ultimo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 5.3). Allattamento L’ibuprofene viene escreto nel latte materno, ma a dosi terapeutiche per un trattamento a breve termine, il rischio di effetti sul lattante sembra essere improbabile. Se, tuttavia, viene prescritto un trattamento prolungato, si deve valutare la possibilità di uno svezzamento precoce. I FANS, se possibile, devono essere evitati durante l’allattamento materno. Fertilità L’uso dell’ibuprofene può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne che cercano di concepire. Questo effetto è reversibile con la sospensione del trattamento. Nelle donne che hanno difficoltà a concepire o che vengono sottoposte a indagini sulla fertilità, occorre prendere in considerazione l’interruzione del trattamento con ibuprofene (vedere paragrafo 4.4).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Durante il trattamento con ibuprofene, i tempi di reazione dei pazienti possono essere alterati a causa della possibile insorgenza di effetti indesiderati quali ad esempio cefalea, sonnolenza, vertigini, capogiri, affaticamento e disturbi della vista. L’effetto è potenziato dall’assunzione concomitante di alcol. Ciò deve essere preso in considerazione quando si richiede una maggiore vigilanza come ad esempio quando si guida una macchina o si usano macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati osservati con ibuprofene sono generalmente comuni agli altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei. Gli effetti avversi osservati più comunemente sono di natura gastrointestinale. Possono manifestarsi ulcera peptica, perforazione o emorragia gastrointestinale, anche letale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo 4.4). La perforazione gastrointestinale con l’uso di ibuprofene è stata osservat

10 raramente. Dopo la somministrazione sono stati segnalati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, stipsi, dispepsia, dolore addominale superiore, pirosi gastrica, dolore addominale, melena, ematemesi, ulcerazione della bocca, esacerbazione della colite e del morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4). Meno frequentemente si è osservata gastrite. Gli effetti indesiderati sono prevalentemente dose-dipendenti. In particolare, il rischio di sanguinamenti gastrointestinali dipende dal dosaggio e dalla durata del trattamento. Per altri fattori di rischio noti, vedere paragrafo 4.4. In seguito a trattamento con FANS è stata riportata ipersensibilità. Questa può consistere di: a) reazione allergica non-specifica e raramente reazione anafilattica; b) reazioni a carico del tratto respiratorio comprendenti asma, anche grave, broncospasmo o dispnea; c) diversi disturbi a carico della pelle, quali eruzione cutanea di vario tipo, quali prurito, orticaria, porpora, angioedema e dermatite esfoliativa e bollosa (inclusi sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica ed eritema multiforme). Inoltre è stato riportato raramente lupus eritematoso cutaneo. Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2.400 mg/die), può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es. infarto miocardico o ictus- (vedere paragrafo 4.4). In associazione al trattamento con FANS sono stati segnalati edema, stanchezza, ipertensione e insufficienza cardiaca. Gli effetti indesiderati sono meno frequenti quando la dose massima giornaliera è 1.200 mg. Le seguenti reazioni avverse possibilmente correlate all’ibuprofene sono presentate secondo la convenzione di frequenza MedDRA e classificazione per sistemi e organi. I gruppi di frequenza sono classificati secondo le seguenti convenzioni: Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1 000, <1/100) Raro (≥1/10 000, <1/1 000) Molto raro (<1/10 000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Esami diagnostici Raro: urea ematica aumentata, transaminasi aumentate, fosfatasi alcalina ematica aumentata, emoglobina diminuita e ematocrito diminuito, tempo di sanguinamento prolungato, acido urico ematico aumentato. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Raro: ipocalcemia. Patologie cardiache Molto raro: palpitazioni, insufficienza cardiaca, infarto miocardico (vedere paragrafo 4.4). Non nota: sindrome di Kounis. Patologie del sistema emolinfopoietico Raro: insufficienza midollare (anemia aplastica e anemia emolitica, leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, agranulocitosi), inibizione dell’aggregazione piastrinica. I primi sintomi o segni possono comprendere: piressia, faringite, stomatite, influenza, stanchezza, epistassi e emorragia cutanea. Molto raro: pancitopenia. Patologie del sistema nervoso Comune: cefalea, capogiro.

Non comune: parestesia, sonnolenza. Raro: neurite ottica. Patologie dell’occhio Non comune: compromissione della visione. Raro: ambliopia, casi di patologia dell’occhio con conseguente compromissione della visione, neuropatia ottica tossica. Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune: ipoacusia, tinnito, vertigine. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: broncospasmo, dispnea, apnea, asma. Molto raro: edema polmonare acuto (vedere paragrafo 4.4). Patologie gastrointestinali Molto comune: disturbo gastrointestinale, pirosi gastrica. Comune: dispepsia, dolore addominale, nausea, vomito, flatulenza, diarrea, stipsi, ulcera gastrointestinale, emorragia gastrointestinale, perdita di sangue occulta che può portare ad anemia, melena, ematemesi, ulcerazione della bocca, esacerbazione dell’infiammazione gastrointestinale, diverticolo dell’intestino (fistola intestinale). Non comune: gastrite, ulcera duodenale, ulcera gastrica, ulcerazione della bocca, perforazione gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4.). Molto raro: esofagite, pancreatite, stenosi intestinale. Non nota: colite, esacerbazione di colite, morbo di Crohn. Patologie renali e urinarie Non comune: sviluppo di edema, in particolare nei pazienti con ipertensione o insufficienza renale, compromissione renale, nefropatia tossica in varie forme, sindrome nefrosica e insufficienza renale, nefrite tubulo-interstiziale che può essere associata a lesione renale. Molto raro: necrosi papillare renale con l’uso a lungo termine (vedere paragrafo 4.4) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune: eruzione cutanea. Non comune: reazione di fotosensibilità, orticaria, prurito, porpora, angioedema. Molto raro: reazione avversa cutanea severa (SCAR) (inclusi eritema multiforme, dermatite esfoliativa, reazioni bollose tra cui sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, alopecia, fascite necrotizzante). Non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS), pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), eruzione fissa da farmaco. In casi eccezionali, gravi infezioni della pelle e complicazioni dei tessuti molli possono verificarsi durante l’infezione da varicella (vedere “Infezioni e infestazioni”). Patologie vascolari Molto raro: ipertensione. Disturbi del sistema immunitario Non comune: ipersensibilità (talvolta con ipotensione). Raro: reazione anafilattica. Molto raro: shock anafilattico. I sintomi possono comprendere angioedema con restringimento delle vie respiratorie, dispnea, tachicardia, ipotensione fino al punto di shock potenzialmente letale. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Raro: lupus eritematoso sistemico. Patologie epatobiliari Non comune: funzione epatica anormale, epatite, itterizia.

Molto raro: lesione del fegato, in particolare con l'uso a lungo termine, insufficienza epatica, epatite acuta. Disturbi psichiatrici Comune: agitazione, insonnia, irritabilità. Non comune: ansia. Raro: depressione, stato confusionale, allucinazione. Infezioni e infestazioni Rinite e meningite asettica (specialmente in pazienti con preesistenti disordini autoimmuni, come lupus eritematoso sistemico e malattia del tessuto connettivo mista) con sintomi di rigidità nucale, cefalea, nausea, vomito, piressia o disorientamento (vedere paragrafo 4.4). È stata descritta l’esacerbazione di infiammazioni infezione-correlate (ad es. sviluppo di fascite necrotizzante). Non comune: rinite. Raro: meningite asettica. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: stanchezza. Raro: edema. Molto raro: edema da cardiopatia (vedere paragrafo 4.4). Non nota: malessere. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

Tossicità I segni e sintomi di tossicità non sono stati generalmente osservati a dosi inferiori a 100 mg/kg nei bambini o negli adulti. Comunque, in alcuni casi potrebbe essere necessario un trattamento di supporto. Si è osservato che i bambini manifestano segni e sintomi di tossicità dopo ingestione di ibuprofene a dosi di 400 mg/kg o maggiori. Sintomi La maggior parte dei pazienti che hanno ingerito quantitativi significativi di ibuprofene manifesterà i sintomi entro 4-6 ore. I sintomi di sovradosaggio più comunemente riportati comprendono: nausea, vomito, dolore addominale, letargia e sonnolenza. Gli effetti sul sistema nervoso centrale (SNC) includono mal di testa, tinnito, vertigini, convulsioni e perdita della coscienza. Raramente sono stati anche riportati nistagmo, ipotermia, effetti renali, sanguinamento gastrointestinale, coma, apnea, diarrea e depressione del SNC e dell’apparato respiratorio. Sono stati riportati disorientamento, stato di eccitazione, svenimento e tossicità cardiovascolare comprendente ipotensione, bradicardia e tachicardia. L’uso prolungato a dosi superiori rispetto a quelle raccomandate o il sovradosaggio possono causare acidosi tubulare renale e ipokaliemia. In casi di avvelenamento grave, è possibile che si verifichi acidosi metabolica, insufficienza renale e danno epatico. Trattamento Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio di ibuprofene. In caso di sovradosaggio è pertanto indicato un trattamento sintomatico e di supporto. Particolare attenzione è dovuta al controllo della pressione arteriosa, dell’equilibrio acido-base e di eventuali sanguinamenti gastrointestinali. Entro un’ora dall’ingestione di una quantità potenzialmente tossic

13 deve essere considerata la somministrazione di carbone attivo. In alternativa, nell’adulto, entro un’ora dall’ingestione di una overdose potenzialmente pericolosa per la vita, deve essere presa in considerazione la lavanda gastrica. Deve essere assicurata una diuresi adeguata e le funzioni renale ed epatica devono essere strettamente monitorate. Il paziente deve rimanere sotto osservazione per almeno quattro ore successivamente all’ingestione di una quantità di farmaco potenzialmente tossica. L’eventuale comparsa di convulsioni frequenti o prolungate deve essere trattata con diazepam per via endovenosa. In rapporto alle condizioni cliniche del paziente possono essere necessarie altre misure di supporto. Per maggiori informazioni, contattare il locale centro antiveleni.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antinfiammatori e antireumatici, non steroidei; derivati dell’acido propionico, codice ATC: M01AE01 L’ibuprofene è un FANS che possiede attività antinfiammatoria, analgesica e antipiretica. Chimicamente è il capostipite dei derivati fenilpropionici. I modelli animali per il dolore e l’infiammazione indicano che l’ibuprofene inibisce efficacemente la sintesi delle prostaglandine. Nell’uomo, l’ibuprofene riduce il dolore che può essere causato da infiammazione o correlato ad essa, il gonfiore e la febbre. L’attività analgesica è di tipo non narcotico ed è 8-30 volte superiore a quella dell’acido acetilsalicilico. L’ibuprofene esercita un effetto inibitorio sulla sintesi delle prostaglandine mediante l’inibizione dell’attività della ciclossigenasi. Inoltre, l’ibuprofene determina un effetto inibitorio sull’aggregazione piastrinica stimolata dall'ADP (adenosina difosfato) o dal collagene. I dati sperimentali suggeriscono che, in caso di somministrazione concomitante, l’ibuprofene può inibire competitivamente l’effetto che l’acido acetilsalicilico a basse dosi determina sull’aggregazione piastrinica. In alcuni studi di farmacodinamica, dopo la somministrazione di dosi singole di 400 mg di ibuprofene, assunto nelle 8 ore precedenti o nei 30 minuti successivi alla somministrazione di acido acetilsalicilico a rilascio immediato (81 mg), si è verificata una riduzione dell’effetto dell’ASA sulla formazione di trombossano o sull’aggregazione piastrinica. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettivo dell’ASA a basse dosi. Nessun effetto clinicamente rilevante è ritenuto probabile con l’uso occasionale del farmaco (vedere paragrafo 4.5). L’ibuprofene inibisce la sintesi delle prostaglandine nell’utero, riducendo così la pressione intrauterina attiva e a riposo, le contrazioni uterine periodiche e la quantità di prostaglandine rilasciate nella circolazione. Si presume che queste variazioni spieghino l’alleviamento del dolore mestruale. L’ibuprofene inibisce la sintesi delle prostaglandine renali, il che può determinare insufficienza renale, ritenzione idrica e insufficienza cardiaca nei pazienti a rischio (vedere paragrafo 4.3). Le prostaglandine sono collegate all’ovulazione e l’uso di medicinali che ne inibiscono la sintesi può pertanto influire sulla fertilità femminile (vedere paragrafi 4.4, 4.6 e 5.3).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione orale, l’ibuprofene viene assorbito rapidamente dal tratto gastrointestinale. Assunto a stomaco vuoto produce nell’uomo livelli serici massimi dopo circa 45 minuti. La somministrazione di pari dosi precedute da ingestione di cibo ha rivelato un assorbimento più lento e il raggiungimento dei livelli massimi in un periodo di tempo compreso entro un minimo di un'ora e mezza ed un massimo di tre ore. Distribuzione L’ibuprofene si distribuisce rapidamente nell’intero organismo. Il legame con le proteine plasmatiche è approssimativamente del 99%.

Biotrasformazione L’ibuprofene viene metabolizzato a livello epatico in due metaboliti mediante idrossilazione e carbossilazione. Eliminazione L’emivita di eliminazione è di circa 2,5 ore negli individui sani. L’escrezione è rapida e i livelli serici non mostrano segni di accumulo. I metaboliti farmacologicamente inattivi vengono escreti prevalentemente (90%) per via renale, ma anche biliare.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Essendo un medicinale ben consolidato e ampiamente utilizzato, la sicurezza preclinica dell’ibuprofene è ben documentata. La DL50 nel topo albino è di 800 mg/kg per os; mentre nel ratto, sempre per os, è di 1600 mg/kg). La somministrazione di FANS a ratte gravide può determinare restrizione del dotto arterioso fetale. Negli esperimenti sugli animali la tossicità cronica e subcronica dell’ibuprofene si è principalmente manifestata sotto forma di lesioni ed ulcerazioni del tratto gastrointestinale. Studi in vitro ed in vivo non hanno dato rilevanza clinica del potenziale mutageno dell’ibuprofene. In studi su ratti e topi non è comparsa evidenza degli effetti carcinogeni dell’ibuprofene. L’ibuprofene porta ad inibizione dell’ovulazione nei conigli, così come disturbo dell’impianto in varie specie animali (conigli, ratti, topi). Ricerche sperimentali hanno dimostrato che l’ibuprofene passa attraverso la placenta; con dosi tossiche per la madre, è stato osservato un aumento dell’incidenza di malformazioni (es. difetti del setto ventricolare). Non vi sono ulteriori informazioni su dati preclinici oltre a quelle già riportate in altre parti di questo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (vedere paragrafo 4.6).

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo: cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, sodio laurilsolfato, ipromellosa, lattosio monoidrato, talco, silice colloidale anidra, glicerolo dibeenato. Rivestimento: ipromellosa, lattosio monoidrato, triacetina, titanio diossido.

6.2 Incompatibilità

Non sono note incompatibilità chimico-fisiche di ibuprofene verso altri composti.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio contenente 30 compresse da 600 mg in blister.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 - 20123 Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 11/02/2016

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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