1. Denominazione del medicinale
IMDYLLTRA 1 mg polvere per concentrato e soluzione per soluzione per infusione
IMDYLLTRA 10 mg polvere per concentrato e soluzione per soluzione per infusione
2. Composizione qualitativa e quantitativa
IMDYLLTRA 1 mg polvere per concentrato e soluzione per soluzione per infusione
Un flaconcino di polvere contiene 1 mg di tarlatamab.
La ricostituzione con acqua per preparazioni iniettabili risulta in una concentrazione finale di
tarlatamab pari a 0,9 mg/mL.
IMDYLLTRA 10 mg polvere per concentrato e soluzione per soluzione per infusione
Un flaconcino di polvere contiene 10 mg di tarlatamab.
La ricostituzione con acqua per preparazioni iniettabili risulta in una concentrazione finale di
tarlatamab pari a 2,4 mg/mL.
Tarlatamab è prodotto in cellule di ovaio di criceto cinese mediante tecnologia del DNA ricombinante.
Eccipiente con effetti noti
IMDYLLTRA contiene 0,04 mg di polisorbato 80 per ogni flaconcino da 1 mg e 0,2 mg di
polisorbato 80 per ogni flaconcino da 10 mg.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
3. Forma farmaceutica
Polvere per concentrato e soluzione per soluzione per infusione.
Tarlatamab in polvere (polvere per concentrato): polvere da bianca a leggermente gialla.
Soluzione (stabilizzante): soluzione limpida, da incolore a leggermente gialla, con un pH di 7,0.
4. Informazioni cliniche
4.1 Indicazioni terapeutiche
IMDYLLTRA è indicato in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma polmonare
a piccole cellule in stadio esteso (ES-SCLC), che necessitano di una terapia sistemica dopo la
progressione della malattia durante o dopo un trattamento di prima linea con chemioterapia a base di
4.2 Posologia e modo di somministrazione
Il trattamento con IMDYLLTRA deve essere iniziato sotto la direzione e la supervisione di medici
esperti nell’uso di terapie antitumorali. Deve essere somministrato in una struttura sanitaria adeguata.
Vedere la tabella 2 per i medicinali concomitanti raccomandati.
I pazienti devono essere monitorati per 6-8 ore il giorno 1 e il giorno 8 dall’inizio dell’infusione.
Eventuale monitoraggio aggiuntivo e quello durante le infusioni successive sono a discrezione del
Il giorno 1 e il giorno 8 i pazienti devono essere istruiti a rimanere nelle vicinanze di una struttura
sanitaria adeguata per 24 ore a partire da ogni infusione, accompagnati dalla persona che li assiste.
Prima della dimissione, sia i pazienti che la persona che li assiste devono essere informati sui segni e
sintomi della sindrome da rilascio di citochine (CRS) e della sindrome da neurotossicità associata alle
cellule effettrici immunitarie (ICANS).
Lo schema posologico raccomandato di IMDYLLTRA consiste in una dose iniziale di 1 mg al
giorno 1 seguita da 10 mg nei giorni 8 e 15 e successivamente ogni 2 settimane, come riportato nella
I pazienti devono essere trattati fino alla progressione della malattia o fino a tossicità inaccettabile.
Tabella 1. Schema posologico raccomandato di IMDYLLTRA
Dose di IMDYLLTRA
Giorno 1 1 mg
Giorno 8 10 mg
Giorno 15 e successivamente
ogni 2 settimane 10 mg
Medicinali concomitanti raccomandati
I medicinali concomitanti per la somministrazione di IMDYLLTRA devono essere somministrati
come indicato nella tabella 2 per ridurre il rischio di sindrome da rilascio di citochine (vedere
Tabella 2. Medicinali concomitanti per il giorno 1 e il giorno 8
Giorno 1 e giorno 8 Somministrare 8 mg di desametasone
per via endovenosa (o equivalente)
Entro 1 ora prima dell’infusione di
Si raccomanda la somministrazione
endovenosa di 1 litro di soluzione
iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL
(0,9%) secondo le linee guida
standard di pratica clinica
Subito dopo il completamento
dell’infusione di IMDYLLTRA
Ripresa di IMDYLLTRA dopo un ritardo della dose
In caso di ritardo di una dose di IMDYLLTRA, la terapia deve essere riavviata in base alle
raccomandazioni riportate nella tabella 3 e lo schema posologico deve essere ripreso di conseguenza. I
medicinali concomitanti raccomandati devono essere somministrati come indicato nella tabella 2.
Tabella 3. Raccomandazioni per la ripresa della terapia con IMDYLLTRA dopo un ritardo
1 mg al giorno 1
2 settimane o meno
Somministrare IMDYLLTRA 10 mg, quindi
riprendere con lo schema posologico pianificato.
Più di 2 settimane
Somministrare IMDYLLTRA 1 mg. Se tollerato,
aumentare a 10 mg dopo 1 settimana. Quindi
riprendere con lo schema posologico pianificato.
10 mg al giorno 8
3 settimane o meno
Somministrare IMDYLLTRA 10 mg, quindi
riprendere con lo schema posologico pianificato.
Più di 3 settimane
Somministrare IMDYLLTRA 1 mg. Se tollerato,
aumentare a 10 mg dopo 1 settimana. Quindi
riprendere con lo schema posologico pianificato.
10 mg al giorno 15
ogni 2 settimane
4 settimane o meno
Somministrare IMDYLLTRA 10 mg, quindi
riprendere con lo schema posologico pianificato.
Più di 4 settimane
Somministrare IMDYLLTRA 1 mg. Se tollerato,
aumentare a 10 mg dopo 1 settimana. Quindi
riprendere con lo schema posologico pianificato.
a Somministrare i medicinali concomitanti raccomandati prima e dopo le infusioni di IMDYLLTRA al giorno 1 e
al giorno 8 e monitorare i pazienti di conseguenza (vedere tabella 2).
Modifiche della dose e gestione delle reazioni avverse
Non è raccomandata alcuna riduzione della dose di IMDYLLTRA.
Vedere la tabella 4 per le azioni raccomandate per la gestione della CRS, la tabella 5 per le azioni
raccomandate per la gestione dell’ICANS e la tabella 6 per la gestione di altre reazioni avverse.
Sindrome da rilascio di citochine (CRS)
La CRS deve essere diagnosticata in base al quadro clinico (vedere paragrafo 4.4). I pazienti devono
essere valutati e trattati per altre cause di febbre, ipossia e ipotensione. Se si sospetta una CRS, questa
deve essere gestita secondo le raccomandazioni della tabella 4. I pazienti che manifestano CRS di
grado 2 o superiore (ad esempio, ipotensione non responsiva ai fluidi o ipossia che richiede ossigeno
supplementare) devono essere monitorati per segni e sintomi di CRS, tra cui febbre, ipotensione e
ipossia, utilizzando pulsossimetria o telemetria cardiaca come indicato. In caso di CRS severa o
potenzialmente fatale, si raccomanda una terapia anti-IL-6, ad esempio con tocilizumab, nonché il
ricovero in un’unità di terapia intensiva (UTI) per la terapia di supporto.
Tabella 4. Linee guida per la classificazione, la modifica della dose e la gestione della sindrome
da rilascio di citochinea
CRS Sintomi caratteristici Modifica della dose di
Grado 1 I sintomi richiedono solo un
trattamento sintomatico (ad
esempio, febbre ≥38 °C senza
ipotensione o ipossia).
• Somministrare un
paracetamolo) per la
• Considerare la
equivalente) da 4 mg a
10 mg per via orale o
Grado 2 I sintomi richiedono e
rispondono a un intervento
• Febbre ≥38 °C
• Ipotensione responsiva
ai fluidi che non
• Ipossia che richiede
ossigenoterapia a basso
flusso mediante cannula
nasale o a flusso libero
• Si raccomanda
febbre, ipotensione e
pulsossimetria o, se
• Somministrare un
paracetamolo) per la
supplementare e liquidi
per via endovenosa
• Considerare la
equivalente) 8 mg per
via orale o
• Considerare la
Quando si riprende il
trattamento alla dose
monitorare i pazienti a
discrezione del medico in una
struttura sanitaria adeguatab.
CRS Sintomi caratteristici Modifica della dose di
Grado 3 Sintomi severi definiti come
temperatura ≥38 °C con:
• Instabilità emodinamica
che richiede un
vasopressore (con o
dell’ipossia o della
che richiede una
cannula nasale ad alto
flusso (>6 L/min di
ossigeno) o una
• Per eventi
Oltre al trattamento di
• Si raccomanda un
intensivo, ad esempio
ricovero in UTI.
equivalente) 8 mg per
via endovenosa ogni
8 ore fino a massimo
• Supporto con
• Supporto con ossigeno
ad alto flusso secondo
• Si raccomanda
• Prima della dose
raccomandato per il
giorno 1 e il giorno 8
(vedere tabella 2).
Quando si riprende il
trattamento alla dose
monitorare i pazienti a
discrezione del medico in una
struttura sanitaria adeguatab.
Grado 4 Sintomi potenzialmente fatali
definiti come temperatura
≥38 °C con:
• Instabilità emodinamica
che richiede più
vasopressori (esclusa la
dell’ipossia o della
ossigeno, tale da
richiedere ventilazione a
• Ricovero in UTI.
• Stesso trattamento
indicato per il grado 3.
a CRS basata sulla classificazione consensuale dell’American Society for Transplantation and Cellular Therapy
(ASTCT) del 2019.
b Vedere la tabella 3 per le raccomandazioni sulla ripresa della terapia con IMDYLLTRA dopo ritardi nella
somministrazione della dose.
c Ridurre gradualmente gli steroidi secondo le linee guida standard di pratica clinica.
UTI = Unità di terapia intensiva
Sindrome da neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitarie (ICANS)
I pazienti devono essere monitorati per rilevare eventuali segni e sintomi di ICANS. È necessario
escludere altre cause dei sintomi neurologici. In caso di tossicità neurologiche severe o potenzialmente
fatali, è necessario ricorrere alla terapia intensiva. Se si sospetta una ICANS, questa deve essere gestita
secondo le raccomandazioni della tabella 5.
Tabella 5. Linee guida per la classificazione, la modifica della dose e la gestione della sindrome
da neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitariea
ICANSa Sintomi caratteristici Modifica della dose di
Grado 1 Punteggio ICE 7-9b senza
riduzione del livello di
• Cure di supporto.
Grado 2 Punteggio ICE 3-6b e/o lieve
sonnolenza con risveglio con
• Cure di supporto.
• Desametasoned (o
equivalente) da 8 mg a
10 mg per via orale o
• Se i sintomi peggiorano,
ogni 12 ore o
equivalente) 1 mg/kg
per via endovenosa ogni
• Monitorare i sintomi
neurologici e valutare la
possibilità di consultare
un neurologo e altri
specialisti per ulteriore
valutazione e gestione.
• Monitorare i pazienti a
discrezione del medico
dopo la dose successiva
ICANSa Sintomi caratteristici Modifica della dose di
Grado 3 Punteggio ICE 0-2b e/o
riduzione del livello di
coscienza con risveglio solo
allo stimolo tattile e/o qualsiasi
crisi epilettica clinica, focale o
generalizzata, che si risolve
Crisi non convulsive all’EEG
che si risolvono con intervento
e/o edema focale o locale
evidenziato agli esami
• Se non si verifica
grado ≤1 entro
• Per eventi
• Si raccomanda un
ad esempio ricovero in
• Prendere in
per la protezione delle
equivalente) 10 mg per
via endovenosa ogni
6 ore o
equivalente) 1 mg/kg
per via endovenosa ogni
• Prendere in
ripetizione degli esami
neuroradiologici (TC o
RM) ogni 2-3 giorni se
il paziente presenta
persistente di grado ≥3.
• Monitorare i pazienti a
discrezione del medico
dopo la dose successiva
Grado 4 Punteggio ICE 0b (paziente non
risvegliabile e incapace di
eseguire l’ICE) e/o stupore o
coma e/o crisi prolungata
(>5 minuti) o crisi epilettiche
cliniche o elettriche ripetute
senza ritorno allo stato basale
tra un episodio e l’altro e/o
edema cerebrale diffuso agli
postura decerebrata o
decorticata o papilledema,
paralisi del VI nervo cranico o
triade di Cushing.
• Ricovero in UTI.
• Prendere in
per la protezione delle
• Corticosteroidi ad alto
1 000 mg/die in dosi
divise per via
• Prendere in
ripetizione degli esami
neuroradiologici (TC o
RM) ogni 2-3 giorni se
il paziente presenta
persistente di grado ≥3.
• Trattare lo stato
secondo le linee guida.
a ICANS basata sulla classificazione di consenso dell’American Society for Transplantation and Cellular
Therapy (ASTCT) del 2019.
b Se il paziente è risvegliabile e in grado di eseguire la valutazione dell’encefalopatia associata alle cellule
effettrici immunitarie (ICE), valutare: orientamento (orientato rispetto ad anno, mese, città, ospedale = 4 punti);
denominazione (nomina 3 oggetti, ad esempio, indica un orologio, una penna, un bottone = 3 punti); esecuzione
di comandi (ad esempio, “mi mostri 2 dita” o “chiuda gli occhi e tiri fuori la lingua” = 1 punto); scrittura
(capacità di scrivere una frase standard = 1 punto) e attenzione (contare all’indietro da 100 di dieci in
dieci = 1 punto). Se il paziente non è risvegliabile e non è in grado di eseguire la valutazione ICE (ICANS di
grado 4) = 0 punti.
c Vedere la tabella 3 per le raccomandazioni sulla ripresa della terapia con IMDYLLTRA dopo ritardi nella
somministrazione della dose.
d Ridurre gradualmente gli steroidi secondo le linee guida standard di pratica clinica.
TC = tomografia computerizzata; EEG = elettroencefalogramma; UTI = unità di terapia intensiva;
RM = risonanza magnetica
Neutropenia e altre reazioni avverse
La neutropenia e altre reazioni avverse devono essere gestite in conformità alla tabella 6.
Tabella 6. Interruzioni raccomandate del trattamento con IMDYLLTRA per la gestione di altre
Reazioni avverse Gravitàa Modifica della doseb
Gradi 1 e 2 Non è necessaria alcuna interruzione del
• Interrompere IMDYLLTRA per
almeno 3 giorni e finché l’evento
non migliora al grado ≤2, quindi
Considerare una terapia con fattore
stimolante le colonie di granulociti
• Interrompere IMDYLLTRA per
almeno 3 giorni e finché l’evento
non migliora al grado ≤2, quindi
• Se l’evento dura >7 giorni o si
ripresenta un evento di grado 4,
interrompere definitivamente il
trattamento con IMDYLLTRA.
Considerare una terapia con fattore
stimolante le colonie di granulociti
Aumento di ALT o AST o
• Sospendere il trattamento con
IMDYLLTRA fino al miglioramento
al grado ≤1.
Aumento di ALT o AST o
• Interrompere definitivamente la
somministrazione di IMDYLLTRA.
AST o ALT > 3 × ULN con
bilirubina totale > 2 × ULN in
assenza di cause alternative
• Interrompere definitivamente la
somministrazione di IMDYLLTRA.
Reazioni avverse Gravitàa Modifica della doseb
Grado 3 o 4
Sospendere IMDYLLTRA fino al recupero
al grado ≤1 o al ritorno al livello basale.
Considerare l’interruzione definitiva del
trattamento se la reazione avversa non si
risolve entro 28 giorni.
• Considerare l’interruzione definitiva
del trattamento per gli eventi di
a Gravità basata sui criteri terminologici comuni per gli eventi avversi del National Cancer Institute ( National
Cancer Institute Common Terminology Criteria for Adverse Events, NCI CTCAE), versione 5.0.
b Vedere la tabella 3 per le raccomandazioni sulla ripresa della terapia con IMDYLLTRA dopo ritardi nella
somministrazione della dose.
c Nei pazienti con valori elevati degli enzimi epatici al basale, per la valutazione dell’epatotossicità devono
essere utilizzati multipli dei valori basali.
ALT = alanina aminotransferasi; AST = aspartato aminotransferasi; ULN = limite superiore della norma
Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani (≥65 anni di età).
Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con lieve compromissione epatica (vedere
paragrafo 5.2). Sono disponibili dati limitati nei pazienti con compromissione epatica moderata.
IMDYLLTRA non è stato studiato nei pazienti con severa compromissione epatica. Non è possibile
formulare raccomandazioni posologiche per i pazienti con compromissione epatica moderata o severa.
Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale lieve o
moderata (vedere paragrafo 5.2). IMDYLLTRA non è stato studiato nei pazienti con severa
compromissione renale. Non è possibile formulare raccomandazioni posologiche per i pazienti con
severa compromissione renale fino alla nefropatia allo stadio terminale.
Non esiste alcun uso rilevante di IMDYLLTRA nella popolazione pediatrica per il trattamento del
carcinoma polmonare a piccole cellule.
Modo di somministrazione
IMDYLLTRA è per uso endovenoso.
IMDYLLTRA deve essere ricostituito e poi ulteriormente diluito prima della somministrazione
mediante infusione endovenosa.
Per le istruzioni sulla ricostituzione e sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione,
vedere paragrafo 6.6.
La linea di infusione per la premedicazione può essere utilizzata per IMDYLLTRA. Tra la
somministrazione di medicinali concomitanti e quella di IMDYLLTRA è necessario effettuare un
lavaggio della linea di infusione.
Somministrare l’intero contenuto di IMDYLLTRA come infusione endovenosa nell’arco di 1 ora, a
velocità di flusso costante, utilizzando una pompa per infusione; vedere tabella 7. La pompa deve
essere programmabile, bloccabile, non elastomerica e dotata di allarme.
La linea di infusione deve essere preparata con soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%)
OPPURE con la preparazione finale di IMDYLLTRA.
Al termine dell’infusione di IMDYLLTRA, la linea di infusione endovenosa deve essere lavata per
3-5 minuti utilizzando una soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%).
Tabella 7. Informazioni sulla somministrazione di tarlatamab
Durata dell’infusione per la preparazione
endovenosa da 250 mL Velocità di infusione (mL/ora)
1 ora 250 mL/ora
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego
Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del
medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Sindrome da rilascio di citochine (CRS)
La somministrazione di tarlatamab è stata associata a CRS, inclusi eventi potenzialmente fatali o
fatali; vedere paragrafo 4.8. La CRS può essere associata a sintomi quali piressia, ipotensione, ipossia,
stanchezza, tachicardia, cefalea, brividi, nausea e vomito.
I pazienti e la persona che li assiste devono essere informati della potenziale insorgenza della CRS
dopo la dimissione e istruiti a richiedere immediata assistenza medica in caso di comparsa di segni o
Tarlatamab deve essere somministrato in una struttura sanitaria attrezzata per monitorare e gestire la
CRS. Prima di iniziare le infusioni, è necessario assicurarsi che i pazienti siano euvolemici. Durante
l’inizio del trattamento con tarlatamab, i pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare
eventuali segni e sintomi di CRS. Per mitigare il rischio di CRS, è importante iniziare la terapia con
tarlatamab alla dose iniziale raccomandata nella tabella 1.
La CRS deve essere gestita secondo le raccomandazioni riportate nella tabella 4.
Sindrome da neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitarie (ICANS)
La somministrazione di tarlatamab è stata associata a ICANS, inclusi eventi potenzialmente fatali o
fatali; vedere paragrafo 4.8. L’ICANS può manifestarsi fino a diverse settimane dopo la
somministrazione di tarlatamab. Le reazioni avverse che possono essere associate all’ICANS
includono cefalea, encefalopatia, confusione, delirio, crisi epilettiche, atassia, neurotossicità e tremore.
Durante il trattamento con tarlatamab, i pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare
eventuali segni e sintomi di ICANS.
I pazienti e la persona che li assiste devono essere informati della potenziale insorgenza della ICANS
dopo la dimissione e istruiti a richiedere immediata assistenza medica in caso di comparsa di segni o
La ICANS deve essere gestita secondo le raccomandazioni riportate nella tabella 5.
La somministrazione di tarlatamab è stata associata a neutropenia; vedere paragrafo 4.8. Durante il
trattamento con tarlatamab, i pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare eventuali
segni e sintomi di neutropenia.
La neutropenia deve essere gestita secondo le raccomandazioni riportate nella tabella 6.
Infezioni gravi, tra cui infezioni potenzialmente fatali e fatali, sono state segnalate nei pazienti trattati
con tarlatamab. Le infezioni più frequenti includono infezione polmonare, infezione delle vie urinarie,
COVID-19, infezione delle vie respiratorie superiori, infezione delle vie respiratorie, infezione da
Candida, candidiasi orale e nasofaringite.
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di infezioni prima e durante il trattamento con
Sono state segnalate reazioni da ipersensibilità nei pazienti trattati con tarlatamab, inclusi rari eventi
severi. I segni e sintomi clinici di ipersensibilità possono includere, ma non sono limitati a, eruzione
cutanea e broncospasmo. I pazienti devono essere monitorati per rilevare eventuali segni e sintomi di
ipersensibilità durante il trattamento con tarlatamab e gestiti come clinicamente indicato. Si dovrebbe
prendere in considerazione la sospensione o l’interruzione definitiva del trattamento con tarlatamab in
base alla gravità; vedere la tabella 6 per la gestione di altre reazioni avverse.
La somministrazione di tarlatamab è stata associata a livelli di enzimi epatici elevati. L’aumento degli
enzimi epatici può verificarsi in presenza o assenza di CRS concomitante.
Gli enzimi epatici e la bilirubina devono essere monitorati prima del trattamento con tarlatamab e
come clinicamente indicato. Le potenziali tossicità devono essere gestite secondo le raccomandazioni
riportate nella tabella 6.
Donne in età fertile/contraccezione
Lo stato di gravidanza delle donne in età fertile deve essere verificato prima di iniziare il trattamento
con tarlatamab. Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il
trattamento e per 2 mesi dopo l’ultima dose di tarlatamab (vedere paragrafo 4.6).
Eccipienti con effetti noti
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza
Questo medicinale contiene 0,04 mg di polisorbato 80 per ogni flaconcino da 1 mg e 0,2 mg per ogni
flaconcino da 10 mg. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.
4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione
Non sono stati effettuati studi d’interazione. L’inizio del trattamento con tarlatamab provoca il rilascio
transitorio di citochine che possono sopprimere gli enzimi CYP450 e possono comportare un aumento
dell’esposizione ai substrati CYP concomitanti. I pazienti che assumono contemporaneamente
substrati del CYP450, in particolare quelli con un indice terapeutico ristretto, devono essere monitorati
per eventuali eventi avversi noti. La dose del medicinale concomitante deve essere aggiustata secondo
4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento
Donne in età fertile/contraccezione
Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante e per 2 mesi dopo il
trattamento con tarlatamab.
Non sono disponibili dati sull’uso di tarlatamab nelle donne in gravidanza.
Uno studio sulla tossicità riproduttiva condotto sui topi utilizzando la molecola surrogata murina
muS757 ha mostrato il trasporto transplacentare di muS757 (vedere paragrafo 5.3). Sulla base del suo
meccanismo d’azione e del potenziale sviluppo di reazioni avverse (come la CRS) a seguito
dell’esposizione a tarlatamab, tarlatamab può causare danni al feto se somministrato a una donna in
gravidanza (vedere paragrafo 5.1).
Tarlatamab non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano
Prima di iniziare il trattamento con tarlatamab, è necessario verificare lo stato di gravidanza nelle
donne in età fertile.
Non è noto se tarlatamab venga secreto nel latte materno. Poiché molti medicinali, compresi gli
anticorpi, possono essere secreti nel latte materno, non si può escludere un rischio per i
neonati/lattanti. L’allattamento al seno deve essere interrotto durante il trattamento con tarlatamab e
per almeno 2 mesi dopo l’ultima dose.
Non esistono studi clinici volti a valutare l’effetto di tarlatamab sulla fertilità.
4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
A causa del potenziale rischio di eventi neurologici associati all’ICANS in seguito all’infusione di
tarlatamab, tarlatamab può compromettere la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. In caso
di sintomi neurologici, si deve consigliare ai pazienti di astenersi dalla guida e dallo svolgimento di
occupazioni o attività pericolose, come l’uso di macchinari pesanti o potenzialmente pericolosi, fino
alla risoluzione della sintomatologia.
4.8 Effetti indesiderati
Riepilogo del profilo di sicurezza
La sicurezza di IMDYLLTRA è stata valutata su 473 pazienti con carcinoma polmonare a piccole
cellule (SCLC) che hanno ricevuto la dose target di tarlatamab di 10 mg come monoterapia negli studi
Le reazioni avverse più comuni sono: CRS (56,7%), appetito ridotto (36,4%), piressia (31,9%),
disgeusia (31,3%), stipsi (30,4%), anemia (30,0%), stanchezza (29,8%), nausea (24,9%), astenia
(19,0%), neutropenia (16,9%), iponatremia (16,7%), cefalea (16,3%), linfopenia (15,6%).
Le reazioni avverse gravi più comuni sono la CRS (19,7%) e la piressia (4,7%).
Tabella delle reazioni avverse
Le reazioni avverse riportate negli studi clinici sono elencate in base alla classificazione per sistemi e
organi e alla frequenza. La frequenza delle reazioni avverse si basa sui dati aggregati di uno studio
clinico di fase 1, uno di fase 2 e uno di fase 3 condotti su 473 pazienti. La durata mediana
dell’esposizione è stata di 18,0 settimane (intervallo da 0,1 a 175,1 settimane).
Le reazioni avverse sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA e in base
alla frequenza. Le categorie di frequenza sono definite come molto comune (≥1/10), comune (≥1/100,
<1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000) e non
nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ogni gruppo di
frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità.
Tabella 8. Reazioni avverse
Classificazione per sistemi e organi
Reazione avversa Tutti i gradi Grado ≥3
Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia Molto comune Comune
Neutropeniaa, c Molto comune Comune
Linfopeniab Molto comune Molto
Trombocitopenia Comune Non
Leucopenia Comune Non
Patologie gastrointestinali Stipsi Molto comune Non
Nausea Molto comune Non
Vomito Molto comune Non
Diarrea Molto comune Non
Patologie generali e condizioni relative
alla sede di somministrazione
Piressia Molto comune Non
Stanchezza Molto comune Comune
Astenia Molto comune Comune
Brividi Comune Non
Classificazione per sistemi e organi
Reazione avversa Tutti i gradi Grado ≥3
Disturbi del sistema immunitario Sindrome da rilascio di
Molto comune Comune
Esami diagnostici Peso diminuito Molto comune Comune
Molto comune Comune
Conta dei leucociti
Disturbi del metabolismo e della
Appetito ridotto Molto comune Comune
Iponatremia Molto comune Comune
Ipokaliemia Molto comune Comune
Ipomagnesiemia Comune Non
Patologie del sistema
muscoloscheletrico e del tessuto
Mialgia Comune Non
Patologie del sistema nervoso Disgeusia Molto comune Non
Cefalea Molto comune Non
Capogiro Comune Non
alle cellule effettrici
Tremore Comune Non
Neurotossicità Non comune Non
Crisi epilettiche Non comune Non
Atassia Non comune Non
Encefalopatia Non comune Non
Disturbi psichiatrici Stato confusionale Comune Non
Delirium Comune Non
Patologie respiratorie, toraciche e
Dispnea Molto comune Comune
Classificazione per sistemi e organi
Reazione avversa Tutti i gradi Grado ≥3
Patologie della cute e del tessuto
Prurito Molto comune Non
Eruzione cutanea Comune Non
Disturbi vascolari Ipotensione Comune Comune
Ipertensione Comune Comune
a Include conta dei neutrofili diminuita.
b Include conta linfocitaria diminuita.
c Ulteriori informazioni sono fornite in “Descrizioni di reazioni avverse selezionate”.
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Sindrome da rilascio di citochine (CRS)
Negli studi clinici con dati di sicurezza aggregati provenienti da 473 pazienti con SCLC trattati con
IMDYLLTRA 1 mg come prima dose e 10 mg come seconda dose e dosi successive, la CRS si è
verificata nel 56,7% dei pazienti, con eventi di grado 1 nel 39,3% dei pazienti, di grado 2 nel 15,4%
dei pazienti, di grado 3 nell’1,7% dei pazienti e di grado 4 nello 0,2% dei pazienti. Eventi gravi di
CRS sono stati riportati nel 19,7% dei pazienti. Dopo la prima dose di IMDYLLTRA, il 41,4% dei
pazienti ha manifestato CRS di qualsiasi grado, mentre il 34,0% dei pazienti ha manifestato CRS di
qualsiasi grado dopo la seconda dose. La maggior parte degli eventi di CRS si è verificata dopo le
prime due dosi, con l’8,5% dei pazienti che ha manifestato CRS dopo la terza dose o successive. Dopo
l’infusione del giorno 1, il 13,7% dei pazienti ha manifestato CRS di grado ≥2. Dopo l’infusione del
giorno 8, il 4,4% dei pazienti ha manifestato CRS di grado ≥2. Il tempo mediano dalla dose più
recente di IMDYLLTRA alla prima insorgenza di CRS è stato di 15,9 ore (intervallo: da 9,0 a
26,5 ore). Per gli eventi di grado 1 che sono progrediti al grado 2 o a un grado superiore, il tempo
mediano dall’evento di grado 1 all’evento di grado 2 o superiore è stato di 22,1 ore (intervallo
interquartile: 8,5-31,6 ore). La sindrome da rilascio di citochine ha portato all’interruzione del
trattamento e/o alla modifica della dose nel 2,1% dei pazienti e all’interruzione di tarlatamab nello
0,6% dei pazienti.
Sono stati riportati casi fatali di CRS nel contesto post-marketing.
Per la gestione clinica della CRS, vedere paragrafo 4.4.
Sindrome da neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitarie (ICANS)
Tarlatamab può causare ICANS, tra cui eventi potenzialmente fatali o fatali.
Negli studi clinici con dati di sicurezza aggregati provenienti da 473 pazienti con SCLC trattati con
IMDYLLTRA a 10 mg, l’ICANS è stata riportata nel 4,7% dei pazienti. Il tempo mediano dalla prima
dose di IMDYLLTRA alla prima insorgenza di ICANS è stato di 9,0 giorni (intervallo interquartile:
2-13 giorni). Il tempo mediano alla risoluzione dell’ICANS è stato di 4 giorni (intervallo interquartile:
Per la gestione clinica della ICANS, vedere paragrafo 4.4.
Negli studi clinici con dati di sicurezza aggregati provenienti da 473 pazienti con SCLC trattati con
IMDYLLTRA a 10 mg, la neutropenia si è verificata nel 16,9% dei pazienti, incluso l’8,2% dei
pazienti che hanno manifestato eventi di grado 3 o 4. Il tempo mediano dalla prima dose di
IMDYLLTRA alla prima insorgenza di neutropenia è stato di 43 giorni (intervallo: 29-109 giorni). La
neutropenia che ha portato all’interruzione della dose si è verificata nel 3,2% dei pazienti, ma nessun
evento ha portato all’interruzione del trattamento. Nel 6% dei pazienti è stato necessario il trattamento
Per la gestione clinica della neutropenia, vedere paragrafo 4.4.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale
è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del
medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il
sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Negli studi clinici sono state valutate dosi fino a 100 mg ogni 2 settimane e 200 mg ogni 3 settimane.
In caso di sovradosaggio, il paziente deve essere attentamente monitorato per individuare segni o
sintomi di reazioni avverse e deve essere trattato in modo sintomatico, istituendo misure di supporto
5. Proprietà farmacologiche
5.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: agenti antineoplastici, altri anticorpi monoclonali e coniugati
anticorpo-farmaco, codice ATC: L01FX33
Tarlatamab è un engager bispecifico delle cellule T CD3 diretto contro il ligando delta-like 3 (DLL3),
che si lega a DLL3 espresso sulla superficie delle cellule tumorali e a CD3 espresso sulla superficie
delle cellule T. Il legame bispecifico di tarlatamab alle cellule T e alle cellule tumorali positive per
DLL3 innesca l’attivazione delle cellule T, la produzione di citochine infiammatorie e il rilascio di
proteine citotossiche, che determinano una lisi reindirizzata delle cellule tumorali.
La risposta farmacodinamica dopo una singola infusione di tarlatamab è stata caratterizzata dalla
ridistribuzione e dall’attivazione delle cellule T e da un aumento transitorio delle citochine. La
ridistribuzione periferica delle cellule T (ovvero, l’adesione delle cellule T all’endotelio dei vasi
sanguigni e/o la trasmigrazione nei tessuti) si è verificata entro 24 ore dopo la dose iniziale di
tarlatamab pari a 1 mg somministrata al giorno 1. La conta delle cellule T è diminuita entro 6 ore
dall’infusione ed è tornata ai livelli basali nella maggior parte dei pazienti prima dell’infusione
successiva, al giorno 8.
Le citochine sieriche IL-2, IL-6, IL-8, IL-10, IFN-γ e TNF-α sono risultate transitoriamente elevate
dopo la dose iniziale di tarlatamab pari a 1 mg somministrata al giorno 1. I livelli di citochine hanno
raggiunto il picco entro i primi 2 giorni successivi all’inizio dell’infusione di tarlatamab e
generalmente sono tornati ai livelli basali prima dell’infusione successiva al giorno 8. Nei trattamenti
successivi, l’aumento delle citochine si è verificato in un minor numero di pazienti con intensità
inferiore rispetto all’infusione iniziale del giorno 1.
Anticorpi anti-farmaco (ADA) sono stati rilevati comunemente. Non è stata osservata alcuna evidenza
dell’impatto degli ADA sulla farmacocinetica, sull’efficacia o sulla sicurezza; tuttavia, i dati sono
Efficacia e sicurezza clinica
L’efficacia di IMDYLLTRA è stata studiata in uno studio di fase 3 multicentrico, randomizzato, in
aperto (studio DeLLphi-304). I pazienti eleggibili dovevano essere affetti da SCLC con progressione
della malattia dopo 1 regime a base di platino. Nelle regioni in cui il trattamento sistemico di prima
linea secondo lo standard di cura (SOC) per i pazienti con malattia in stadio esteso includeva
chemioterapia a base di platino in combinazione con un inibitore di PD-(L)1, i pazienti dovevano aver
fallito il trattamento con l’inibitore di PD-(L)1 come parte della terapia sistemica di prima linea
oppure essere non eleggibili a ricevere una terapia con inibitori di PD-(L)1. Inoltre, i pazienti
dovevano avere un performance status secondo l’Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) pari a
0-1 e almeno una lesione misurabile come definito dai criteri di valutazione della risposta nei tumori
solidi (RECIST v1.1). Lo studio ha escluso i pazienti con metastasi cerebrali sintomatiche o
509 pazienti in totale sono stati arruolati e randomizzati 1:1 a ricevere IMDYLLTRA oppure la
chemioterapia SOC. 254 pazienti sono stati randomizzati a IMDYLLTRA con una dose iniziale di
1 mg al giorno 1 del Ciclo 1, seguita da 10 mg nei giorni 8, 15 e successivamente ogni 2 settimane in
un ciclo di 28 giorni fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile. Le chemioterapie SOC
includevano topotecan (n = 185), lurbinectedina (n = 47) o amrubicina (n = 23). La randomizzazione è
stata stratificata in base alla precedente esposizione ad anti-PD-(L)1 (sì vs no), allo stato di sensibilità
al platino (intervallo libero da chemioterapia ≥180 giorni, da <180 a ≥90 giorni o <90 giorni), alla
presenza (precedente o attuale) di metastasi cerebrali (sì vs no) e allo standard di cura
(topotecan/amrubicina vs lurbinectedina). Il trattamento è proseguito fino a progressione della malattia
o a tossicità inaccettabile. Le valutazioni del tumore sono state eseguite ogni 6 settimane per le prime
48 settimane e successivamente ogni 12 settimane.
Le caratteristiche demografiche e cliniche al basale della popolazione dello studio erano le seguenti:
età mediana di 65 anni (intervallo: 20-86 anni); 41,3% di età compresa tra 65 e 74 anni; 10,8% di età
pari o superiore a 75 anni; 69% di sesso maschile; 57,2% di etnia caucasica e 40,1% di etnia asiatica;
32% con performance status (PS) ECOG pari a 0 e 67,2% con PS ECOG pari a 1; il 91% dei pazienti
presentava malattia metastatica al basale; il 44,8% presentava metastasi cerebrali al basale; il 35,2%
presentava metastasi epatiche al basale. Il 68,8% dei pazienti era costituito da ex fumatori; il 20,6% da
fumatori attivi; il 10,6% non aveva mai fumato. Tutti i pazienti avevano ricevuto almeno 1 linea
precedente di chemioterapia a base di platino (intervallo: 1-3 linee); il 97,6% dei pazienti aveva
ricevuto 1 linea di trattamento precedente; il 70,7% aveva ricevuto una precedente terapia
anti-PD-(L)1; 223 pazienti (43,8%) presentavano un intervallo libero da chemioterapia <90 giorni
dalla fine della terapia di prima linea a base di platino, mentre 286 pazienti (56,2%) presentavano un
intervallo libero da chemioterapia ≥90 giorni.
L’endpoint primario di efficacia era la sopravvivenza globale (OS). Gli endpoint secondari chiave di
efficacia erano la sopravvivenza libera da progressione (PFS), basata sulla valutazione dello
sperimentatore secondo i criteri RECIST versione 1.1, e specifici esiti riportati dai pazienti. Ulteriori
endpoint includevano il tasso di risposta globale (ORR) basato sulla valutazione dello sperimentatore
secondo i criteri RECIST v1.1.
I pazienti hanno ricevuto una mediana di 5 cicli di trattamento con IMDYLLTRA (intervallo:
1-19 cicli) e una mediana di 4 cicli di trattamento SOC (intervallo: 1-21 cicli).
I risultati di efficacia sono riassunti nella tabella 9 e nella figura 1. Il tempo di follow-up mediano (IC
al 95%) per la OS è stato di 11,2 mesi (10,4; 12,1) nel gruppo tarlatamab e di 11,7 mesi (10,6; 12,3)
nel gruppo chemioterapia SOC. Il tempo di follow-up mediano (IC al 95%) per la PFS è stato di
11,0 mesi (8,5; 11,2) per tarlatamab e di 9,7 mesi (8,4; 11,1) per la chemioterapia SOC.
Tabella 9. Risultati di efficacia per i pazienti con SCLC nello studio DeLLphi-304
Parametro di efficacia IMDYLLTRA (N = 254) Standard di cura (N = 255)
Sopravvivenza globale (OS)
Decessi (%) 111 (43,7) 152 (59,6)
Medianaa in mesi (IC al 95%) 13,6 (11,1; NV) 8,3 (7,0; 10,2)
Hazard ratiob (IC al 95%) 0,60 (0,47; 0,77)
Valore p (log-rank stratificato) <0,001
Sopravvivenza libera da progressione (PFS)c
Eventi (%) 191 (75,2) 205 (80,4)
Medianaa in mesi (IC al 95%) 4,2 (3,0; 4,4) 3,2 (2,9; 4,2)
Hazard ratiob (IC al 95%) 0,72 (0,59; 0,88)
Valore p (log-rank stratificato) <0,001
Tasso di risposta globale (ORR)c
ORR, % 35,0 20,4
a Secondo le stime di Kaplan-Meier.
b Hazard ratio basato sul modello di rischio proporzionale di Cox stratificato.
c PFS e ORR basati sulla valutazione dell’investigatore secondo i criteri RECIST v1.1.
IC = intervallo di confidenza; N = numero; NV = non valutabile
Figura 1. Grafico di Kaplan-Meier per la sopravvivenza globale (set di analisi ITT)
L’Agenzia europea per i medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli
studi con tarlatamab in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per il trattamento del carcinoma
polmonare a piccole cellule (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
5.2 Proprietà farmacocinetiche
Sono state eseguite analisi farmacocinetiche (PK) della popolazione su tarlatamab in soggetti adulti
(n = 702) con SCLC in stadio avanzato precedentemente trattato al fine di caratterizzare l’andamento
temporale delle concentrazioni sieriche di tarlatamab dopo somministrazione endovenosa, quantificare
la variabilità interindividuale e valutare gli effetti di covariate specifiche del soggetto sui parametri PK
0 3 6 9 12 15 18 21
Probabilità di sopravvivenza
Numero di soggetti a rischio:
Tarlatamab 254 220 192 131 60 17 0
Standard di cura 255 210 156 97 42 9 2 0
Tarlatamab Standard di cura
La concentrazione sierica di picco (Cmax), la concentrazione sierica minima (Ctrough) e l’area sotto la
curva della concentrazione sierica in funzione del tempo allo stato stazionario (AUCtau) di tarlatamab
sono aumentate in modo proporzionale alla dose nell’intervallo di dosi valutato da 1 mg a 100 mg
Q2W (10 volte la dose raccomandata). Lo stato stazionario approssimativo nelle esposizioni sieriche
di tarlatamab è stato raggiunto entro il giorno 15 del Ciclo 2.
Il valore tipico (CV% intersoggetto) per il volume centrale di distribuzione è 3,23 L (38%) e il volume
di distribuzione allo stato stazionario è 8,19 L come stimato dall’analisi PK della popolazione.
Il percorso metabolico di tarlatamab non è stato caratterizzato. Come altri farmaci proteici, si prevede
che tarlatamab venga degradato in piccoli peptidi e amminoacidi attraverso percorsi catabolici.
La clearance sistemica (CV% intersoggetto) era pari a 0,728 L/die (34%) e l’emivita di eliminazione
terminale era di circa 10,6 giorni nei soggetti con SCLC come stimato dall’analisi PK della
Non sono state osservate differenze clinicamente rilevanti nella clearance di tarlatamab in base all’età
(intervallo: 20-86 anni), al peso corporeo (intervallo: 35-149 kg), al sesso, all’etnia, alla
compromissione renale lieve o moderata (eGFR ≥30 mL/min) o alla compromissione epatica lieve
(bilirubina totale ≤ limite superiore della norma [ULN] e AST >ULN). Sono disponibili dati limitati
nei pazienti con compromissione epatica moderata e non sono disponibili dati nei pazienti con
compromissione epatica severa o compromissione renale severa.
5.3 Dati preclinici di sicurezza
I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di
farmacologia di sicurezza e tossicità a dosi ripetute.
Genotossicità e cancerogenicità
Non sono stati condotti studi di genotossicità o cancerogenicità con tarlatamab.
Compromissione della fertilità
Non sono stati condotti studi per valutare gli effetti di tarlatamab sulla fertilità.
Tossicità riproduttiva e dello sviluppo
Uno studio sulla tossicità riproduttiva condotto sui topi utilizzando la molecola surrogata murina
muS757 ha mostrato trasporto transplacentare di muS757 e non ha indotto tossicità embrio-fetale o
6. Informazioni farmaceutiche
6.1 Elenco degli eccipienti
Polisorbato 80 (E433)
Sodio idrossido (per la regolazione del pH)
Acido citrico monoidrato (E330)
Cloridrato di lisina
Polisorbato 80 (E433)
Sodio idrossido (per la regolazione del pH)
Acqua per preparazioni iniettabili
Nessuna incompatibilità nota.
6.3 Periodo di validità
Flaconcino non aperto
Soluzione diluita per infusione endovenosa (sacca per infusione)
La stabilità chimica e fisica durante l’uso è stata dimostrata per 28 giorni a una temperatura compresa
tra 2 °C e 8 °C e 8 ore a una temperatura compresa tra 20 °C e 25 °C.
Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se non utilizzato
immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione durante l’uso sono responsabilità
dell’utilizzatore e normalmente non dovrebbero superare le 24 ore a una temperatura compresa tra
2 °C e 8 °C, a meno che la ricostituzione e la diluizione non siano state effettuate in condizioni
asettiche controllate e convalidate.
6.4 Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare e trasportare in frigorifero (da 2 °C a 8 °C).
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione e la diluizione vedere paragrafo 6.3.
6.5 Natura e contenuto del contenitore
IMDYLLTRA è disponibile in due configurazioni di imballaggio. Ogni confezione di IMDYLLTRA
contiene 1 flaconcino di polvere per concentrato per soluzione per infusione e 2 flaconcini di
IMDYLLTRA 1 mg polvere per concentrato e soluzione per soluzione per infusione
• 1 mg di polvere di tarlatamab in un flaconcino di vetro di tipo 1 con tappo elastomerico, sigillo
in alluminio e capsula flip-off di colore grigio
• 7 mL di soluzione in un flaconcino di vetro di tipo 1 con tappo elastomerico, sigillo in alluminio
e capsula flip-off di colore bianco
IMDYLLTRA 10 mg polvere per concentrato e soluzione per soluzione per infusione
• 10 mg di polvere di tarlatamab in un flaconcino di vetro di tipo 1 con tappo elastomerico, sigillo
in alluminio e capsula flip-off di colore arancione
• 7 mL di soluzione in un flaconcino di vetro di tipo 1 con tappo elastomerico, sigillo in alluminio
e capsula flip-off di colore bianco
6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione
Osservare rigorosamente la tecnica asettica durante la preparazione della soluzione per infusione
poiché i flaconcini di tarlatamab non contengono conservanti antimicrobici.
• La ricostituzione di IMDYLLTRA avviene con acqua per preparazioni iniettabili. Non
utilizzare la soluzione (stabilizzante) per ricostituire IMDYLLTRA. La soluzione
(stabilizzante) viene utilizzata per rivestire la sacca per infusione prima dell’aggiunta di
IMDYLLTRA ricostituito, per impedire l’adsorbimento di IMDYLLTRA nelle sacche per
infusione e nella linea di infusione.
• È stato dimostrato che le sacche per infusione in etilene vinil acetato (EVA), poliolefina e
cloruro di polivinile (PVC) sono compatibili con tarlatamab alle condizioni di somministrazione
• È stato dimostrato che le linee di infusione e i cateteri realizzati in poliolefina, PVC e
poliuretano sono compatibili con tarlatamab alle condizioni di somministrazione specificate.
• L’uso di dispositivi di trasferimento a sistema chiuso (Closed System Transfer Device, CSTD)
non è raccomandato a causa del potenziale rischio di errore terapeutico. Non sono stati effettuati
test di compatibilità degli adattatori per flaconcino CSTD con IMDYLLTRA.
Preparazione della soluzione per infusione
Ricostituzione di tarlatamab
Tabella 10. Quantità richiesta di acqua per preparazioni iniettabili per ricostituire
Dosaggio del flaconcino di
Quantità di acqua per
necessaria per ricostituire
1 mg 1,3 mL 0,9 mg/mL
10 mg 4,4 mL 2,4 mg/mL
aCiascun flaconcino contiene un sovrariempimento (overfill) per consentire il prelievo di 1,1 mL (flaconcino da
1 mg) o 4,2 mL (flaconcino da 10 mg) dopo la ricostituzione, al fine di garantire la somministrazione alla
concentrazione dichiarata corrispondente al dosaggio del flaconcino riportato in etichetta.
1. Trasferire nel flaconcino di tarlatamab la quantità necessaria di acqua per preparazioni iniettabili
(fare riferimento alla tabella 10) per ottenere una concentrazione finale di tarlatamab pari a
0,9 mg/mL (flaconcino da 1 mg) o 2,4 mg/mL (flaconcino da 10 mg). Dirigere l’acqua lungo le
pareti del flaconcino di IMDYLLTRA e non direttamente sulla polvere liofilizzata.
• Non utilizzare la soluzione (stabilizzante) per ricostituire IMDYLLTRA.
2. Mescolare delicatamente il contenuto. Non agitare.
3. Controllare visivamente che la soluzione sia da limpida a leggermente opalescente, da incolore a
leggermente gialla. Non utilizzare se la soluzione è torbida o presenta particelle.
Preparazione della sacca per infusione IMDYLLTRA
Tabella 11. Guida alla preparazione per l’infusione di 1 ora
9 mg/mL (0,9%)
dalla sacca per
sacca per infusione
1 mg 1 mg 14 mL 13 mL 1,1 mL
10 mg 10 mg 17 mL 13 mL 4,2 mL
Nota: le concentrazioni finali dei flaconcini di diverso dosaggio NON sono uguali dopo la ricostituzione.
1. Utilizzare una sacca per infusione preriempita con 250 mL di soluzione iniettabile di sodio
cloruro 9 mg/mL (0,9%).
2. Prelevare il volume richiesto di soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) dalla
sacca per infusione preriempita e smaltire (fare riferimento alla tabella 11). Non tenere conto di
eventuali sovrariempimenti nella sacca per infusione.
3. Aggiungere la soluzione (stabilizzante).
• Per rivestire la sacca per infusione, trasferire 13 mL della soluzione (stabilizzante) nella
sacca per infusione contenente soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%).
• Mescolare delicatamente il contenuto della sacca per evitare la formazione di schiuma.
4. Aggiungere IMDYLLTRA ricostituito.
• Trasferire il volume richiesto di IMDYLLTRA ricostituito nella sacca per infusione
stabilizzata contenente la soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) e la
soluzione (stabilizzante). Fare riferimento alla tabella 11.
• Mescolare delicatamente il contenuto della sacca per evitare la formazione di schiuma.
5. Rimuovere l’aria dalla sacca per infusione utilizzando una siringa vuota per evitare la
formazione di schiuma.
6. Preparare la linea di infusione con soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) oppure
con il prodotto finale preparato dalla sacca per infusione.
Il tempo di conservazione indicato al paragrafo 6.3 include il tempo totale consentito dal momento
della ricostituzione del primo flaconcino fino al termine della somministrazione. Dopo aver tolto la
sacca dal frigorifero, lasciare che la sacca per infusione raggiunga la temperatura ambiente e
completare la somministrazione della soluzione per infusione di IMDYLLTRA diluita entro il tempo
di conservazione consentito a temperatura ambiente (incluso il tempo di infusione). Se la sacca per
infusione di tarlatamab preparata non viene somministrata entro i tempi e alle temperature indicati,
deve essere eliminata e non deve essere nuovamente refrigerata.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità
alla normativa locale vigente.
7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO
Amgen Europe B.V.
4817 ZK Breda
8. NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO
9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE
Data della prima autorizzazione:
10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO
Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea
per i medicinali, https://www.ema.europa.eu.