LARGACTIL

Questo medicinale è indicato per il trattamento dei seguenti disturbi della mente: - schizofrenia, stati paranoidi, mania, che sono malattie caratterizzate da gravi alterazioni del comportamento; - problemi mentali (psicosi tossiche) dovuti a un’intossicazione da sostanze chimiche (LSD, amfetamine, cocaina, etc.); - problemi mentali dovuti ad alterazioni del cervello o dell’organismo accompagnate da delirio; - ansia, se particolarmente grave e resistente al trattamento con alcuni medicinali (ansiolitici)…

Usato per: schizofreniaansia

Principio attivo: CLORPROMAZINA · ATC N05AA01 · TEOFARMA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: CLORPROMAZINA
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film, Soluzione iniettabile
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 25 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 50 mg / 2 ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 100 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: TEOFARMA S.R.L.
Codice ATC: N05AA01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

LARGACTIL contiene il principio attivo clorpromazina che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati antipsicotici, utilizzati per trattare alcune malattie della mente.

Questo medicinale è indicato per il trattamento dei seguenti disturbi della mente:
- schizofrenia, stati paranoidi, mania, che sono malattie caratterizzate da gravi
alterazioni del comportamento;
- problemi mentali (psicosi tossiche) dovuti a un’intossicazione da sostanze chimiche

(LSD, amfetamine, cocaina, etc.);
- problemi mentali dovuti ad alterazioni del cervello o dell’organismo accompagnate da
delirio;
- ansia, se particolarmente grave e resistente al trattamento con alcuni medicinali
(ansiolitici);

- depressione, se accompagnata da agitazione e delirio, in associazione con al tri medicinali (antidepressivi).

LARGACTIL è anche indicato:
- per il trattamento di vomito e singhiozzo intrattabile;
- per il trattamento di dolori intensi, generalmente in associazione con altri medicinali
(analgesici stupefacenti);
- prima di un intervento chirurgico (medicazione pre-anestetica).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda LARGACTIL
- se è allergico alla clorpromazina, a sostanze simili (fenotiazine), o ad uno qualsiasi
degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);
- se è in uno stato di coma causato da sostanze come alcool, medicinali usati per i

disturbi del sonno (barbiturici) oppure usati per alleviare il dolore (oppiacei);
- se ha un danno sospetto o accertato al cervello (danno cerebrale sottocortica le);
- se soffre di gravi problemi di depressione;
- se soffre di gravi problemi del sangue (discrasie ematiche), oppure di gravi malattie al

fegato e ai reni (patologie epatiche e renali);
- se ha un tumore alla ghiandola surrenale (feocromocitoma);
- se soffre di una malattia caratterizzata da debolezza muscolare e affaticamento
(miastenia grave);
- se soffre di epilessia non curata;
-
-
se sta allattando al seno (Vedere il paragrafo “Gravidanza e allattamento”);
se la persona che deve assumere questo medicinale è nella prima infanzia (Vedere il
paragrafo “Uso nei bambini”).
L'uso di Largactil in gravidanza è da riservare, a giudizio del medico, ai casi di assoluta
necessità (Vedere il paragrafo “Gravidanza e allattamento”).
Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere LARGACTIL.

Usi cautela con LARGACTIL ed informi il medico nei seguenti casi:

- se deve somministrare questo medicinale ad un bambino soprattutto se ha una malattia infettiva, se deve essere sottoposto ad un intervento chirurgico o ad una vaccinazione, perché in questi casi può aumentare il rischio di disturbi del movimento come rigidità di movimento, tremori, movimenti lenti o difficoltà ad iniziare un movimento (reazioni

extrapiramidali);
- se sta assumendo medicinali utilizzati per la cura dei tumori (antiblastici) che, a dosi
elevate, possono provocare il vomito. In questo caso LARGACTIL può mascherare i
sintomi del sovradosaggio da antiblastici, in quanto riduce il vomito (effetto antiemetico)
(Vedere il paragrafo “Altri medicinali e LARGACTIL”);
- se è anziano;

- se lei o qualcuno della sua famiglia soffre di problemi al cuore (ad esempio,
prolungamento QT congenito);
- se ha problemi ai polmoni (malattie polmonari acute, croniche);
- se soffre di una malattia del nervo ottico dell’occhio (glaucoma);
- se soffre di un ingrossamento della prostata (ipertrofia prostatica);

- se soffre di malattie che causano un restringimento dello stomaco e dell’ intestino
oppure delle vie urinarie;
- se soffre di malattie come il morbo di Parkinson o altri disturbi del movimento, perché
questo medicinale aumenta la rigidità dei muscoli;

- se ha un tumore alla mammella (neoplasie mammarie) perché la clorpromazina
cloridrato, soprattutto se assunta per periodi prolungati e ad alte dosi, può causare un
aumento dei livelli di un ormone, chiamato prolattina, nel sangue;
- se deve sottoporsi ad un intervento chirurgico; in questo caso le dovranno essere
somministrate dosi più basse di anestetici;

- se è a rischio di epilessia, perché questo medicinale può facilitare la comparsa di
convulsioni (crisi epilettiche);
- se si espone alla luce del sole; perché in questo caso deve usare speciali creme
protettive;
- se si espone a temperature troppo alte o troppo basse, perché potrebbe essere a rischio
di un eccessivo aumento o un’eccessiva riduzione della temperatura corporea;

- se è a rischio di ictus;
- se lei o qualcuno della sua famiglia ha sofferto di disturbi dovuti alla formazione di
coaguli di sangue (tromboembolismo venoso), perchè LARGACTIL può favorirne la
comparsa.

Questo medicinale non è indicato se soffre di problemi della memoria, del linguaggio e del pensiero (demenza); in questi casi è stato riportato un aumento del rischio di problemi alla circolazione del cervello (eventi cerebrovascolari).

Non prenda LARGACTIL se sta assumendo altri medicinali usati per i disturbi della mente (neurolettici) (Vedere il paragrafo “Altri medicinali e LARGACTIL”). Durante il trattamento con questo medicinale, se manifesta una riduzione marcata della pressione del sangue (ipotensione), non utilizzi adrenalina (medicinale usato per aumentare la pressione), perché si può verificare un peggioramento dei sintomi. Questo medicinale può rendere difficile la diagnosi di alcune malattie tra cui ostruzione intestinale, tumori al cervello e sindrome di Reye, per cui informi il medico che sta assumendo clorpromazina prima di sottoporsi ad analisi per queste malattie.

Prenda LARGACTIL per brevi periodi di tempo e alla minima dose efficace, perché questo medicinale, per periodi prolungati e a dosi elevate, può provocare movimenti involontari, principalmente dei muscoli del viso e della lingua (discinesia tardiva) (Vedere il paragrafo

“Possibili effetti indesiderati”). Se manifesta questi sintomi, interrompa il trattamento ed informi il medico. L’uso prolungato di questo medicinale può causare problemi al cervello, al fegato, al midollo osseo, agli occhi, al cuore e alla circolazione.

Durante il trattamento con LARGACTIL il medico deve eseguire periodiche analisi del sangue (esame emocromocitometrico), soprattutto tra la quarta e la dodicesima settimana di terapia, e controllare il funzionamento dei reni e del fegato. Informi immediatamente il medico se manifesta infiammazioni della bocca, del naso e della gola, perché potrebbero essere causate da problemi del sangue.

Interrompa il trattamento ed informi immediatamente il medico se durante la terapia con LARGACTIL manifesta febbre (iperpiressia), rigidità muscolare, difficoltà nei movimenti

(acinesia), alterazioni della pressione del sangue, sudorazione, aumento dei battiti del cuore (tachicardia); problemi nel ritmo del battito del cuore (aritmie), abbassamento del livello di coscienza, che può arrivare fino al coma. Questi possono essere i sintomi di una grave malattia chiamata Sindrome Neurolettica Maligna. Se è indispensabile riprendere il trattamento, il medico la sottoporrà ad attenti controlli.

Altri medicinali e LARGACTIL Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Non prenda questo medicinale in associazione con altri medicinali usati per disturbi della

mente (per es. neurolettici) e con medicinali che possono alterare i livelli di sali (elettroliti) nel sangue (Vedere il paragrafo “Avvertenze e precauzioni”).

Prenda questo medicinale con molta cautela e informi il medico se sta assumendo i seguenti

medicinali perché può essere necessario modificare la dose:
- barbiturici e ipnotici, utilizzati per trattare i disturbi del sonno;
- ansiolitici, per il trattamento dell’ansia;
- anestetici, utilizzati durante gli interventi chirurgici;
- antistaminici, per il trattamento delle allergie;
- analgesici ed oppiacei, utilizzati per il trattamento del dolore;
-
- del
anticonvulsivanti, utilizzati per il trattamento delle convulsioni, come la fenilidantoina;
antidepressivi, come gli inibitori della ricaptazione della serotonina (5HT), utilizzati per
il trattamento della depressione;

Prenda questo medicinale con molta cautela e informi il medico se sta assumendo i seguenti
medicinali perché possono manifestarsi effetti indesiderati:
- litio, usato per il trattamento di alcuni problemi della mente;
- antiipertensivi, utilizzati per il trattamento della pressione del sangue alta;
- anticolinergici, medicinali utilizzati per il trattamento della sindrome del colon
irritabile, dell’asma, o dell’incontinenza;

- fenilbutazone, utilizzato per il trattamento delle infiammazioni;
- derivati tiouracilici, utilizzati per i disturbi della tiroide;
- medicinali che possono causare danni al midollo osseo (mielotossici);
- metrizamide, utilizzata come mezzo di contrasto per gli esami radiologici del midollo

spinale;
- lisuride, pergolide e levodopa, utilizzati per il trattamento del morbo di Parkinson;
- antiacidi, utilizzati per ridurre l’acidità a livello dello stomaco;
- ipoglicemizzanti o insulina, utilizzati per il trattamento del diabete;
- antiaritmici, utilizzati per problemi del ritmo del battito del cuore;
- antidepressivi triciclici, utilizzati per il trattamento della depressione;

- deferossamina, utilizzata quando si hanno accumuli di ferro nel sangue.

LARGACTIL può causare una colorazione scura delle urine, alterare i risultati di alcuni esami di laboratorio (test dell'amilasi, dell'urobilinogeno, delle uroporfirine, dei porfobilinogeni e

dell'acido 5-idrossi-indolacetico) e dare un falso positivo al risultato del test di gravidanza.

LARGACTIL con alcool LARGACTIL può potenziare gli effetti depressivi dell’alcool, se assunti contemporaneamente.

Eviti di bere bevande alcoliche durante il trattamento con questo medicinale.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere

questo medicinale. Gravidanza Il rischio di effetti dannosi a carico del feto a seguito di somministrazione della clorpromazina non è escluso. Prenda questo medicinale solo nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del

medico, perché potrebbe causare gravi problemi al suo bambino. In gravidanza, questo medicinale è usato per diminuire il vomito (antiemetico), solo quando non è possibile utilizzare altri medicinali. Allattamento

Non prenda questo medicinale se sta allattando al seno, perché la clorpromazina cloridrato passa nel latte materno (Vedere il paragrafo “Non prenda LARGACTIL”).

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

LARGACTIL contiene lattosio e olio di ricino Eviti di guidare o di utilizzare macchinari se manifesta sedazione e sonnolenza.

Questo medicinale contiene lattosio, un tipo di zucchero. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale. Questo medicinale contiene olio di ricino che può causare disturbi gastrici e diarrea.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del

farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Il medico deciderà la dose in base all’età del paziente, al tipo di malattia da curare e alla

risposta al medicinale. All’inizio del trattamento il medico le dovrà indicare dosi più basse e in seguito le aumenterà progressivamente. Il medicinale deve essere somministrato ogni 6-8 ore.

Disturbi della mente (disordini psichiatrici)

In pazienti con sintomi di lieve o media gravità la dose raccomandata è di 25-75 mg al giorno suddivisi nel corso della giornata. Il dosaggio può essere quindi aumentato fino ad ottenere l'effetto terapeutico desiderato. Successivamente esso può essere gradualmente ridotto fino a determinare la dose di mantenimento.

Nei pazienti ospedalizzati possono essere necessarie dosi sensibilmente superiori a seconda del giudizio dello specialista.

Singhiozzo intrattabile

La dose raccomandata è 25-50 mg, 2-3 volte al giorno.

Trattamento prima di un intervento chirurgico (medicazione pre-anestetica) La dose raccomandata è 25-50 mg, da somministrare qualche ora prima dell'intervento. Uso negli anziani

Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

Uso nei bambini Per il trattamento di disturbi della mente (disordini psichiatrici) nei bambini il dosaggio

consigliato è di 1 mg/kg/die ripetuto, se necessario, 2-3 volte al giorno.

Se prende più LARGACTIL di quanto deve Una dose eccessiva di questo medicinale può causare un aumento degli effetti indesiderati.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di LARGACTIL avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

Se dimentica di prendere LARGACTIL Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con LARGACTIL Non interrompa bruscamente l’uso di questo medicinale perché possono manifestarsi nausea, vomito, vertigini, tremori, difficoltà a restare fermi (irrequietezza motoria). Faccia particolare attenzione soprattutto se soffre di depressione (depressione psichica) perché, in seguito all’interruzione del trattamento con LARGACTIL, si potrebbe manifestare un peggioramento dei sintomi.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga immediatamente al medico o

al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Gli effetti indesiderati che possono presentarsi sono elencati di seguito:

Comuni (possono interessare fino a 1 su 10 persone)

- disturbi motori, rigidità di movimento, tremori, movimenti lenti o difficoltà ad iniziare un movimento (sintomi extrapiramidali). In particolare, le reazioni extrapiramidali sono costuite da:  distonie muscolari caratterizzate da contrazioni dei muscoli del collo e del tronco fino al torcicollo e all'eccessiva estensione del corpo che si incurva ad arco (opistotono),

deviazione degli occhi verso l’alto (crisi oculogire), difficoltà ad aprire la bocca (trisma), lingua all’infuori (protrusione della lingua) e contrazioni di mani e piedi (spasmi carpo-podalici). Questi sintomi sono più frequenti nei bambini, sono molto precoci e scompaiono se si sospende la terapia;

 acatisia, frequente nei bambini, caratterizzata da irrequietezza motoria e a volte da incapacità a prendere sonno (insonnia), più frequente nei primi giorni di terapia. Questi sintomi possono scomparire da soli, in caso contrario il medico li terrà sotto controllo riducendo la dose o con una terapia adatta;  sindromi pseudo-parkinsoniane, caratterizzate da assenza di movimenti (acinesia), rigidità, tremore a riposo, frequenti negli anziani, specialmente se presentano danni

al cervello. Se necessario, il medico può decidere di ridurre la dose o sospendere il trattamento;  discinesie persistenti tardive caratterizzate da movimenti ritmici e incontrollabili, principalmente della lingua, delle labbra e del viso, raramente di mani e piedi, specialmente in pazienti anziani o donne e pazienti che usano il medicinale per molto tempo e in dosi elevate. In questo caso il medico può decidere di sospendere il

trattamento; - abbassamento della pressione del sangue (ipotensione), specialmente in pazienti con tumore alla ghiandola surrenale (feocromocitoma) e problemi al cuore (insufficienza della mitrale), aumento dei battiti del cuore (tachicardia), vertigini, perdita temporanea dei sensi dovuta ad un abbassamento della pressione (sincope).

Rari (possono interessare fino a 1 su 1.000 persone)
- disturbi del battito del cuore (aritmie atriali, blocco AV, aritmie ventricolari, torsione di
punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare), prolungamento del tratto QT,
arresto cardiaco;
-
gravi problemi del sangue, come diminuzione del numero globuli bianchi (leucopenia,
agranulocitosi), diminuzione del numero delle piastrine (trombocitopenia), malattia
caratterizzata da macchie cutanee di colore rosso e sanguinamenti (porpora),
diminuzione dei globuli rossi (anemia, anemia emolitica) e diminuzione dell’attività del
midollo osseo (anemia aplastica).
Molto rari (possono interessare fino a 1 su 10.000 persone)
- sensazione di soffocamento (laringospasmo) associato a colorazione bluastra delle
pelle (cianosi) e soffocamento (asfissia);
- contrazioni muscolari involontarie prolungate che portano ad assumere posture o a

movimenti anormali a volte dolorosi (distonia tardiva non associata a discinesia ta rdiva), condizione che può diventare irreversibile; - morte improvvisa.

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
- sindrome da astinenza neonatale che può verificarsi nei neonati di madre che hanno
assunto questo medicinale durante la gravidanza;
- sedazione e sonnolenza;
- incapacità a prendere sonno (insonnia), difficoltà a restare fermi (irrequietezza), ansia,
euforia, agitazione nel comportamento e nel movimento, depressione dell'umore o

aggravamento dei disturbi della mente (sintomi psicotici);
- secchezza della bocca, dilatazione della pupilla (midriasi), disturbi visivi (turbe della
visione), stitichezza (stipsi), occlusione intestinale causata da paralisi dell’intestino (ileo
paralitico), incapacità della vescica di svuotarsi (ritenzione urinaria);
- convulsioni;

- variazioni della temperatura del corpo che possono essere dovute ad un’allergia al
medicinale; in questo caso è necessario interrompere la terapia;
- malattie dovute ad un’inalazione involontaria di liquidi o sostanze ingerite (affezioni ab
ingestis);

- alterazioni dell’elettrocardiogramma;
- reazioni di tipo allergico (reazioni d'ipersensibilità) che possono coinvolgere tutto
l’organismo (sistemiche) o la pelle (da contatto) e sensibilità della pelle alla luce
(fotosensibilità). Queste reazioni si manifestano come irritazioni e infiammazioni della
pelle (eritemi, orticaria, eczemi), desquamazioni della pelle (dermatiti esfoliative);
- colorazione bruna della pelle soprattutto nelle zone esposte alla luce e in caso di
trattamenti prolungati;

- altre reazioni di tipo allergico (reazioni d'ipersensibilità), come gonfiore di viso, labbra, bocca, lingua o gola che può causare difficoltà nella deglutizione e nella respirazione (edema laringeo o angioneurotico), sensazione di soffocamento (laringospasmo), difficoltà nella respirazione (broncospasmo), reazioni allergiche anche gravi (anafilattiche), reazioni allergiche che causano eruzioni cutanee, disturbi alle articolazioni e problemi del sangue (sindromi tipo lupus eritematoso sistemico);

- aumento dei livelli dell’ormone prolattina (iperprolattinemia), riduzione dei livelli degli
ormoni che regolano le funzioni sessuali (estrogeni, progesterone e gonadotropine
ipofisarie);
- ingrossamento del seno, improvvisa produzione di latte, assenza del ciclo mestruale
(amenorrea) nelle donne;

- sviluppo delle mammelle (ginecomastia), riduzione dei testicoli, incapacità a
raggiungere o mantenere l’erezione (impotenza) nell'uomo;
- aumento del peso corporeo, gonfiore causato da un accumulo di liquidi (edema
periferico), aumento dei livelli di zucchero nel sangue (iperglicemia) e presenza di
zuccheri nelle urine (glicosuria);
-

-
infiammazione del fegato con colorazione giallastra della pelle e degli occhi (ittero
colestatico), problemi del fegato ed alterazione di alcuni valori delle analisi del sangue
(iperbilirubinemia, ipertransaminasemia, aumento della fosfatasi alcalina, eosinofilia). Se
il fegato non funziona bene, il medico sospenderà immediatamente la terapia;
comparsa di particelle nell’occhio che può causare problemi alla vista, malattia che
porta ad riduzione della capacità visiva (retinopatia pigmentaria). Questi effetti sono
legati al dosaggio e alla durata della terapia, per cui il medico prescriverà controlli
periodici;
- temperatura corporea elevata (febbre) associata a sudorazione, rigidità muscolare,
sensazione accentuata di stanchezza o svenimento (Sindrome Neurolettica Maligna )
(Vedere paragrafo 2 “Avvertenze e precauzioni”);

- danni al fegato e ai reni;
- infiammazione dei polmoni che non si presenta con sintomi clinici evidenti (polmonite
silente);
- formazione dei coaguli di sangue nelle vene (tromboembolismo venoso), inclusi casi di

embolismo polmonare e trombosi venosa profonda

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista o all’infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti

indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene LARGACTIL LARGACTIL 25 mg compresse rivestite con film - Il principio attivo è clorpromazina. Ogni compressa contiene 28 mg di clorpromazina cloridrato, pari a 25 mg di clorpromazina.

- Gli altri componenti sono: amido di mais, lattosio, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, silice colloidale anidra, zeina, titanio diossido, E 172, olio di ricino.

LARGACTIL 100 mg compresse rivestite con film
- Il principio attivo è clorpromazina. Ogni compressa contiene 112 mg di clorpromazina
cloridrato, pari a 100 mg di clorpromazina.
- Gli altri componenti sono: amido di mais, lattosio, cellulosa microcristallina, magnesio
stearato, silice colloidale anidra, zeina, titanio diossido, E 172, olio di ricino.

Descrizione dell’aspetto di LARGACTIL e contenuto della confezione LARGACTIL 25 mg compresse rivestite con film Astuccio da 25 compresse rivestite con film da 25 mg.

LARGACTIL 100 mg compresse rivestite con film

Astuccio da 20 compresse rivestite con film da 100 mg.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio TEOFARMA S.r.l. - Via F.lli Cervi, 8 - 27010 Valle Salimbene (PV)

Produttore TEOFARMA S.r.l. - Viale Certosa, 8/A - 27100 Pavia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

Domande frequenti su LARGACTIL

Come si usa LARGACTIL?

LARGACTIL si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

LARGACTIL è disponibile senza ricetta?

No, LARGACTIL è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di LARGACTIL?

Il principio attivo di LARGACTIL è CLORPROMAZINA.

Chi produce LARGACTIL?

LARGACTIL è prodotto da TEOFARMA S.R.L..

Da quando LARGACTIL è autorizzato in Italia?

LARGACTIL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1955-02-20.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

LARGACTIL® 25 mg compresse rivestite con film LARGACTIL® 100 mg compresse rivestite con film LARGACTIL® 50 mg/2 ml soluzione iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

LARGACTIL 25 mg compresse rivestite con film Una compressa contiene principio attivo: clorpromazina 25 mg (pari a 28 mg di cloridrato) LARGACTIL 100 mg compresse rivestite con film Una compressa contiene principio attivo: clorpromazina 100 mg (pari a 112 mg di cloridrato) LARGACTIL50 mg/2 ml soluzione iniettabile Uns fiala contiene principio attivo: clorpromazina 50 mg (pari a 55,71 mg di cloridrato) Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film Soluzione iniettabile per infusione endovenosa lenta e per somministrazione intramuscolare

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento delle schizofrenie, degli stati paranoidi e della mania. Psicosi tossiche (amfetamine, LSD, cocaina etc.). Sindromi mentali organiche accompagnate da delirio. Disturbi d'ansia se particolarmente gravi e resistenti alla terapia con ansiolitici tipici. Depressione se accompagnata da agitazione e delirio, per lo più in associazione con antidepressivi. Vomito e singhiozzo incoercibile. Trattamento dei dolori intensi generalmente in associazione con analgesici stupefacenti. Medicazione preanestetica.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Il dosaggio della clorpromazina deve essere strettamente individualizzato in rapporto all'età del paziente, alla natura e alla gravità dell'affezione, alla risposta terapeutica e alla tollerabilità del farmaco. E' sempre consigliabile iniziare con dosaggi bassi, aumentando progressivamente le dosi. Usualmente l'intervallo terapeutico è di 6-8 ore. Nell'impiego parenterale non superare i 25 mg nelle prime 24 ore salvo nei casi in cui ciò sia strettamente indispensabile a giudizio dello specialista. A titolo di esempio si forniscono i seguenti schemi di massima. Disordini psichiatrici: in genere nei pazienti ambulatoriali e con sintomi di lieve o media gravità sono necessari 25-75 mg per os suddivisi nel corso della giornata. Il dosaggio può essere quindi aumentato fino ad ottenere l'effetto terapeutico desiderato. Successivamente esso può essere gradualmente ridotto fino a determinare la dose di mantenimento. In caso di necessità il trattamento può essere iniziato per via i.m. con 25 mg, che può essere eventualmente ripetuto se necessario. Passare quindi alla via orale. Nei pazienti ospedalizzati possono essere necessarie, si

per os che per via i.m., dosi sensibilmente superiori a seconda del giudizio dello specialista. Nei bambini il dosaggio consigliato è di 1 mg/kg/die ripetuto, se necessario, 2-3 volte al giorno. Vomito: 25-50 mg per via i.m. ripetuti, eventualmente, 2-3 volte al giorno. Ottenuto l'effetto terapeutico la terapia, se necessaria, deve essere continuata per via orale. Singhiozzo incoercibile: 25-50 mg, 2-3 volte al giorno. Nella medicazione preanestetica: 25-50 mg per os o 12,5-25 mg per via i.m. qualche ora prima dell'intervento. In caso di somministrazione intramuscolare diluire il contenuto di una fiala con soluzione fisiologica sterile fino a portare la soluzione a 5-6 ml. Per la somministrazione endovenosa diluire il contenuto di una fiala nel liquido usato per la fleboclisi. In ogni caso passare appena possibile alla via orale. Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. Stati comatosi specie quelli causati da sostanze ad azione depressiva sul sistema nervoso centrale (alcool, barbiturici, oppiacei, etc.); pazienti con sospetto o riconosciuto danno cerebrale sottocorticale; gravi stati di depressione; discrasie ematiche; affezioni epatiche e renali. Il prodotto non è indicato nella prima infanzia. Feocromocitoma, miastenia grave e epilessia non trattata. Allattamento al seno. Il rischio di effetti dannosi a carico del feto a seguito di somministrazione della clorpromazina non è escluso; pertanto l'uso del Largactil in gravidanza è da riservare, a giudizio del medico, ai casi di assoluta necessità. Le fiale di Largactil contengono potassio metabisolfito e sodio solfito; tali sostanze possono provocare in soggetti sensibili e particolarmente negli asmatici reazioni di tipo allergico ed attacchi asmatici gravi.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Speciale attenzione richiede l'impiego di tale sostanza nei bambini soprattutto durante una malattia infettiva o in caso di intervento chirurgico o di vaccinazione, in quanto in tali condizioni è stata riscontrata una più elevata incidenza di reazioni extrapiramidali. Usare con cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari o con una storia famigliare di prolungamento QT. Evitare una terapia concomitante con altri neurolettici. L'effetto antiemetico dei fenotiazinici può mascherare i segni d'iperdosaggio di altri farmaci o può rendere più difficile la diagnosi di concomitanti affezioni specie del tratto digerente o del SNC come l'ostruzione intestinale, i tumori cerebrali, la sindrome di Reye. Per questo motivo tali sostanze debbono essere usate con prudenza in associazione ad antiblastici che a dosi tossiche possono provocare vomito. Poiché il rischio di discinesie persistenti tardive è stato correlato con la durata della terapia, il trattamento cronico con neurolettici deve essere riservato a quei pazienti con affezioni che rispondano al farmaco e per i quali non è possibile una appropriata terapia alternativa. Le dosi e la durata del trattamento dovrebbero essere quelle minime per ottenere una soddisfacente risposta clinica. Se compaiono segni o sintomi della discinesia tardiva (vedi effetti indesiderati) nel corso della terapia sospendere la somministrazione. In generale le fenotiazine non producono dipendenza psichica. Tuttavia, a seguito di brusca interruzione, possono comparire nausea, vomito, vertigini, tremori, irrequietezza motoria. Speciale attenzione va posta ai pazienti con depressione psichica ovvero durante la fase maniacale dell

psicosi cicliche per la possibilità di un rapido cambiamento del tono dell'umore verso la depressione. In corso di trattamento con farmaci antipsicotici è stato riportato un complesso di sintomi, potenzialmente fatale, denominato Sindrome Neurolettica Maligna. Manifestazioni cliniche di tale sindrome sono: iperpiressia, rigidità muscolare, acinesia, disturbi vegetativi (irregolarità del polso e della pressione arteriosa, sudorazione, tachicardia, aritmie); alterazioni dello stato di coscienza che possono progredire fino allo stupore e al coma. Il trattamento della SNM consiste nel sospendere immediatamente la somministrazione dei farmaci antipsicotici e di altri farmaci non essenziali e nell'istituire una terapia sintomatica intensiva (particolare cura deve essere posta nel ridurre l'ipertermia e nel correggere la disidratazione). Qualora venisse ritenuta indispensabile la ripresa del trattamento con antipsicotici, il paziente deve essere attentamente monitorato. In corso di terapia si informi il proprio medico nel caso si accerti uno stato di gravidanza; occorre altresì consultarlo qualora si desideri procedere all'allattamento materno o si voglia iniziare una gravidanza. Nelle pazienti che allattano, occorre decidere se rinunciare a nutrire al seno il lattante ed iniziare il trattamento o viceversa, proseguire l'allattamento evitando la somministrazione del medicinale. Come con tutti i neurolettici i pazienti trattati con clorpromazina devono essere tenuti sotto diretto controllo medico. Per le sue proprietà farmacologiche il prodotto deve essere usato con particolare cautela negli anziani, nei soggetti portatori di affezioni cardiovascolari, malattie polmonari acute e croniche, glaucoma, ipertrofia prostatica ed altre malattie stenosanti dell'apparato digerente ed urinario e Morbo di Parkinson. In caso di ipotensione, non utilizzare adrenalina, che può determinare un ulteriore abbassamento della pressione arteriosa. Dosi protratte nel tempo determinano un aumento del livello plasmatico della prolattina con possibili effetti sugli organi bersaglio. I prodotti contenenti fenotiazine debbono pertanto essere usati con le opportune attenzioni nelle donne con neoplasie mammarie. Durante la terapia, specie se prolungata o ad alte dosi, bisogna tenere sempre presente l'evenienza di effetti collaterali a carico del SNC, del fegato, del midollo osseo, dell'occhio e dell'apparato cardiovascolare ed è quindi necessario eseguire periodici controlli clinici e di laboratorio. In particolare, dal momento che con i derivati fenotiazinici sono state descritte alterazioni della crasi ematica è consigliabile durante la terapia cronica con Largactil eseguire periodicamente un esame emocromocitometrico, così come sono opportuni ripetuti controlli della funzione renale ed epatica. I pazienti trattati con alte dosi di clorpromazina e che devono essere sottoposti ad interventi operatori, abbisognano di dosaggi inferiori di anestetici e di farmaci depressori del sistema nervoso centrale. Gli effetti sulla crasi ematica debbono essere particolarmente seguiti tra la quarta e la dodicesima settimana. L'esordio di una discrasia può essere tuttavia improvviso e quindi la comparsa di manifestazioni infiammatorie a carico della bocca e delle prime vie aeree deve essere seguita immediatamente da opportuni controlli ematologici. Le fenotiazine aumentano lo stato di rigidità muscolare in individui affetti da morbo di Parkinson o forme simili o da altri disturbi motori; esse possono inoltre abbassare la soglia convulsiva e facilitare la comparsa di crisi epilettiche. I pazienti in trattamento con fenotiazine debbono evitare l'eccessiva esposizione alla luce solare, ricorrendo, se necessario, all'uso di speciali creme protettive. Usare con cautela in soggetti esposti a temperature particolarmente alte o basse in quanto le fenotiazine possono compromettere gli ordinari meccanismi di termoregolazione. Con la clorpromazina, come con altri neurolettici, sono stati riportati, molto raramente, casi di allungamento dell’intervallo QT. Informazioni importanti su alcuni eccipient

Le compresse contengono lattosio quindi non è adatto per i soggetti con deficit di lattasi, galattosemia o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio. Le fiale contenenti soluzioni colorate o non limpide devono essere scartate. In studi clinici randomizzati versus placebo condotti in una popolazione di pazienti con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici è stato osservato un aumento di circa tre volte del rischio di eventi cerebrovascolari. Il meccanismo di tale aumento del rischio non è noto. Non può essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Largactil deve essere usato con cautela in pazienti con fattori di rischio per stroke. Sono stati riportati casi di tromboembolismo venoso (TEV) con farmaci antipsicotici. Dal momento che pazienti trattati con antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per TEV, tali fattori devono essere identificati prima e durante il trattamento con Largactil e allo scopo di adottare adeguate misure preventive.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

L'associazione con altri psicofarmaci richiede speciale cautela e vigilanza da parte del medico per evitare inattesi e indesiderati effetti da interazione. Quando i neurolettici sono somministrati in concomitanza con i farmaci che prolungano il QT, il rischio di insorgenza di aritmie cardiache aumenta. Non somministrare in concomitanza con farmaci che determinano alterazioni degli elettroliti. Altre associazioni che richiedono precauzioni particolari o un aggiustamento del dosaggio. Sostanze che deprimono il SNC: barbiturici, ansiolitici, ipnotici, anestetici, antistaminici, analgesici oppiacei. In caso di associazione evitare dosaggi elevati e controllare accuratamente il paziente per evitare un'eccessiva sedazione o depressione centrale. Anticonvulsivanti: per il noto effetto delle fenotiazine sulla soglia convulsiva, nei soggetti epilettici può rendersi necessario un aggiustamento della terapia specifica. Il rispettivo dosaggio dei farmaci in caso di associazione deve essere accuratamente determinato essendo possibile, fra l'altro, che le fenotiazine riducano il metabolismo della fenilidantoina, accentuandone la tossicità, e che i barbiturici, al pari di altri induttori enzimatici a livello microsomiale, possano accentuare il metabolismo delle fenotiazine. Litio: sebbene raramente, l'associazione con fenotiazine ha determinato un'encefalopatia acuta. Se presente febbre di natura non determinata insieme ad effetti indesiderati di natura extrapiramidale. la somministrazione del litio e del Largactil deve essere sospesa. Il Litio può ridurre la concentrazione della Clorpromazina nel plasma e può inoltre aumentare il rischio di reazioni di tipo extrapiramidale. E' segnalato un caso di fibrillazione ventricolare in seguito alla sospensione del Litio nel corso di una terapia in associazione con la Clorpromazina. Antiipertensivi: l'interazione con farmaci antiipertensivi comporta un aumento dell'effetto ipotensivo; tuttavia le fenotiazine possono antagonizzare gli effetti della guanetidina e farmaci simili. Anticolinergici: cautela richiede l'associazione di fenotiazine e farmaci parasimpaticolitici che può favorire la comparsa di caratteristici effetti collaterali. Gli anticolinergici possono ridurre l'azione antipsicotica del Largactil. Farmaci ad attività leucopenizzante: per il sinergico effetto depressivo sulla crasi ematica le fenotiazine non debbono essere associate a fenilbutazone, derivati tiouracilici ed altri farmaci potenzialmente mielotossici. Metrizamide: tale sostanza aumenta il rischio di convulsioni da fenotiazina. E' necessario quindi sospendere la terapia almeno 48 ore prima di un esame mielografico e la somministrazione non deve essere ripresa prima di 24 ore dall'esecuzione di questo. Alcool: è sconsigliabile l'assunzione di alcool durante la terapia in quanto può facilitare gli effetti collaterali centrali da fenotiazine.

Lisuride, Pergolide e Levodopa: gli effetti di tali sostanze sono specificatamente antagonizzati dalle fenotiazine; di ciò si tenga conto nei soggetti con morbo di Parkinson. Antiacidi: evitare l'ingestione del prodotto assieme ad antiacidi o ad altre sostanze che possano ridurre l'assorbimento delle fenotiazine. Interazione con i test di laboratorio: i metaboliti urinari delle fenotiazine possono impartire una colorazione scura alle urine e dare false risposte positive ai test dell'amilasi, dell'urobilinogeno, delle uroporfirine, dei porfobilinogeni e dell'acido 5-idrossi-indolacetico. Nelle donne in trattamento con fenotiazine sono stati segnalati falsi positivi ai test di gravidanza. Antidiabetici: poiché la clorpromazina può causare iperglicemia il dosaggio degli ipoglicemizzanti orali o dell'insulina deve essere accuratamente determinato. Antiaritmici: i neurolettici possono indurre alterazioni del tracciato ECG come il prolungamento dell'intervallo QT, devono quindi essere usati con cautela nei pazienti che assumono farmaci come gli antiaritmici che hanno effetti simili (vedi sopra). Antidepressivi: l'associazione di fenotiazine e antidepressivi triciclici accentua gli effetti antimuscarinici. Deferoxamina: la somministrazione della deferoxamina e della proclorperazina ha determinato una encefalopatia metabolica transitoria. E' possibile che tale situazione possa verificarsi anche con la clorpromazina, poiché questa mostra molte delle attività farmacologiche della proclorperazina.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Non somministrare nel primo trimestre di gravidanza né durante l'allattamento (vedere sez. 4.3): al di là di questo periodo il prodotto deve essere usato solo quando ritenuto essenziale e sempre sotto il diretto controllo del medico. Quando impiegato come antiemetico, il prodotto deve essere usato in gravidanza solo in casi di sintomatologia conclamata per la quale non sia possibile un intervento alternativo e non nei frequenti e semplici casi di emesi gravidica e tantomeno con fini preventivi di essa. I neonati esposti agli antipsicotici convenzionali o atipici, incluso LARGACTIL, durante il terzo trimestre di gravidanza, sono a rischio di effetti indesiderati inclusi sintomi extrapiramidali o di astinenza che possono variare per gravità e durata dopo la nascita. Ci sono state segnalazioni di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio, disturbi dell’assunzione di cibo. Pertanto i neonati dovrebbero essere attentamente monitorati.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Poiché i fenotiazinici inducono sedazione e sonnolenza, di ciò si deve tenere conto nei soggetti che conducono autoveicoli o altri macchinari o che svolgono lavori pericolosi.

4.8 Effetti indesiderati

Patologie del sistema nervoso: con l'uso di fenotiazine possono verificarsi, specie durante le prime settimane di terapia, sedazione e sonnolenza che per lo più scompaiono con la prosecuzione della cura o con una opportuna riduzione del dosaggio. Altri effetti comportamentali che si sono manifestati con varia frequenza sono insonnia, irrequietezza, ansia, euforia, agitazione psicomotoria, depressione dell'umore o aggravamento dei intomi psicotici. All'attività anticolinergica delle fenotiazine è dovuta l'eventuale comparsa di secchezza delle fauci, midriasi, turbe della visione, stipsi e anche ileo paralitico, ritenzione urinaria, ed altri segni di ridotta attività parasimpatica. Sono inoltre possibili convulsioni e modificazioni della temperatura corporea. Un aumento significativo e non altrimenti spiegabile della temperatura corporea può essere dovuto ad intolleranza verso il prodotto; in tal caso è necessario interrompere la terapia. Per la depressione del centro della tosse possono verificarsi affezioni ab ingestis. Reazioni di tipo extrapiramidale sono comuni durante il trattamento con fenotiazine. Esse sono ordinariamente rappresentate da distonie muscolari,

acatisia, sindromi pseudo-parkinsoniane e discinesie persistenti tardive. Le distonie e l'acatisia sono più frequenti nei bambini, mentre i segni di parkinsonismo prevalgono negli anziani soprattutto se portatori di lesioni organiche cerebrali. Le distonie comprendono spasmi dei muscoli del collo e del tronco fino al torcicollo e all'opistotono, crisi oculogire, trisma, protrusione della lingua e spasmi carpo-podalici. Queste reazioni compaiono molto precocemente e scompaiono entro 24-48 ore dalla sospensione della terapia. Molto raramente le distonie possono determinare laringospasmo associato a cianosi e asfissia. L' acatisia è caratterizzata da irrequietezza motoria e talora da insonnia. Più frequente nei primi giorni di terapia, può comparire anche tardivamente. I disturbi spesso regrediscono spontaneamente; in caso contrario possono essere ben controllati riducendo il dosaggio o associando un anticolinergico antiparkinson. Le sindromi pseudo-parkinsoniane (acinesia, rigidità, tremore a riposo, etc.) sono per lo più sensibili ai farmaci specifici; nei casi persistenti può essere necessaria la riduzione del dosaggio o la sospensione del trattamento. Le discinesie persistenti tardive si manifestano per lo più durante terapia a lungo termine e con alti dosaggi, anche nel periodo successivo alla sospensione del farmaco. Sono colpiti con maggiore frequenza gli anziani e le donne. Esse si manifestano con movimenti ritmici della lingua, delle labbra e del volto, più raramente delle estremità e sono generalmente precedute da fini movimenti vermicolari della lingua. La sospensione della terapia può impedire lo sviluppo della sintomatologia, della quale non si conosce tuttavia una terapia specifica. La riduzione periodica del dosaggio dei neurolettici se clinicamente possibile può aiutare a riconoscere precocemente l'insorgenza di discinesia tardiva. Molto raramente può comparire distonia tardiva non associata con la discinesia tardiva. E' caratterizzata da movimenti coreici o movimenti distonici ad insorgenza ritardata, spesso persistente e può potenzialmente divenire irreversibile divenire irreversibile. Patologie cardiovascolari: ipotensione, tachicardia, vertigini, manifestazioni sincopali, sono abbastanza comuni in pazienti che assumono fenotiazine. Poiché sono più frequenti e gravi per via parenterale, l'iniezione deve essere eseguita in clinostatismo mantenendo il paziente in tale posizione da 30 a 60 minuti. Gli effetti ipotensivi sono più evidenti nei soggetti con feocromocitoma e insufficienza della mitrale. Sono possibili alterazioni del tracciato elettrocardiografico. Sono stati segnalati con Largactil o altri farmaci della stessa classe casi rari di prolungamento del QT, aritmie atriali, blocco A-V, aritmie ventricolari come torsioni di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco. Cari molto rari di morte improvvisa. Patologie del sistema emolinfopoietico: gli effetti sulla crasi ematica sono piuttosto rari , ma gravi. Essi comprendono leucopenia, agranulocitosi, trombocitopenia, porpora, anemia emolitica ed anemia aplastica. Patologie della cute e del sistema sottocutaneo: sono possibili reazioni di ipersensibilità (generale o da contatto) e fotosensibilità, che per lo più sono rappresentate da eritemi, orticaria, eczemi, dermatiti esfoliative. Nelle terapie a lungo termine sono state segnalate pigmentazioni brune specie nelle zone fotoesposte. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: le fenotiazine possono provocare iperprolattinemia, riduzione degli estrogeni, del progesterone e delle gonadotropine ipofisarie. Come conseguenza possono comparire nelle donne ingrossamento e tensione mammaria, lattazione abnorme, amenorrea e nell'uomo ginecomastia e riduzione del volume testicolare, impotenza. Altri effetti possibili sono un aumento del peso corporeo, edema periferico, iperglicemia e glicosuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: oltre a quelle cutanee ed ematologiche si può verificare con varia frequenza un ittero colestatico, clinicamente simile ad una epatite infettiva e caratterizzato da iperbilirubinemia, ipertransaminasemia, aumento della fosfatasi alcalina ed eosinofilia. In caso di segni o sintomi di sofferenza epatica la terapia deve essere immediatamente sospesa. Altre reazioni di ipersensibilità sono rappresentate da edema laringe

angioneurotico, laringospasmo, broncospasmo, reazioni anafilattiche, sindromi tipo lupus eritematoso sistemico. Patologie dell’occhio: in caso di terapia protratta è stata segnalata la comparsa nella cornea e nel cristallino di materiale particellare di natura non determinata che in certi pazienti ha determinato deficit visivo. Retinopatia pigmentaria. Poiché sembra che i danni oculari siano in relazione con il dosaggio e la durata della terapia si suggerisce che i pazienti in trattamento con alte dosi o da lungo tempo siano controllati periodicamente. Classe sistemica organica: gravidanza, puerperio e condizioni perinatali: Reazione avversa e frequenza: sindrome da astinenza neonatale, frequenza non nota, sintomi extrapiramidali (Vedi sezione 4.6). Altro: Sindrome Neurolettica Maligna (vedere sez. 4.4) Danno epatico e renale. Come con tutte le fenotiazine in pazienti in trattamento prolungato con clorpromazina si può sviluppare "polmonite silente". Sono stati riportati casi di tromboembolismo venoso (TEV), inclusi casi di embolismo polmonare (EP) e trombosi venosa profonda (TVE). La frequenza di questi eventi è sconosciuta

4.9 Sovradosaggio

Esaltazione degli effetti indesiderati: instaurare idonea terapia antiparkinson, miorilassante e/o antistaminica. In assenza di un antidoto specifico si deve praticare la lavanda gastrica: in caso di grave ipotensione, stendere il paziente in posizione supina con la testa inclinata in basso e somministrare con precauzione plasma expanders; eventualmente fenilefrina o noradrenalina per infusione venosa lenta e con particolare cautela, in quanto il LARGACTIL può modificare la normale risposta. Non usare mai adrenalina. Istituire un trattamento sintomatico della depressione del sistema nervoso come nei casi di intossicazione acuta da barbiturici, compresa fisioterapia e trattamento con antibiotici per prevenire le broncopolmoniti. L'emodialisi non è efficace. Quando la temperatura corporea scende a livelli particolarmente bassi, possono comparire aritmie cardiache. Si deve esercitare una particolare sorveglianza per controllare fenomeni di distensione dell'intestino e della vescica.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antipsicotici. Codice ATC: N05AA01. LARGACTIL contiene quale principio attivo la clorpromazina, neurolettico fenotiazinico che agisce principalmente a livello dei gangli della base, del sistema limbico e dell'ipotalamo. A livello del SNC l'effetto più importante è quello del blocco dei recettori dopaminergici. La clorpromazina possiede inoltre un'azione di blocco alfa-adrenergico e proprietà anticolinergiche e adrenergiche, queste ultime per riduzione del recupero delle amine simpatico-mimetiche a livello delle membrane neuronali pre-sinaptiche. L'esatto meccanismo con il quale le fenotiazine svolgono il loro effetto antipsicotico non è noto. Le proprietà farmacologiche comunque spiegano bene gli effetti extrapiramidali, cardiovascolari, endocrini e sul sistema nervoso autonomo, che di solito accompagnano l'uso terapeutico di tali farmaci.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

La clorpromazina, somministrata per via orale è rapidamente assorbita; la sua biodisponibilità relativa in rapporto alla via i.m. è di circa il 50%. La clorpromazina si distribuisce in tutt

l'organismo, il suo legame alle proteine plasmatiche è elevato. La clorpromazina attraversa la barriera ematoencefalica, raggiungendo concentrazioni nel tessuto cerebrale superiori a quelle plasmatiche; si ritrova nella placenta e viene escreta nel latte materno. L'emivita della clorpromazina è breve (qualche ora) ma la sua eliminazione è lenta e prolungata (4 settimane e oltre). Le variazioni individuali sono molto ampie. La clorpromazina subisce un metabolismo di primo passaggio nel tratto gastrointestinale; un intenso metabolismo epatico con formazione di metaboliti sia attivi che inattivi; si ha inoltre un circolo enteroepatico. L'eliminazione avviene attraverso l'urina e le feci.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

La tossicità acuta è risultata 25 mg/kg nel ratto per via e.v.; 75 mg/kg e 50 mg/kg nel topo rispettivamente per via orale e per via e.v.; 15 mg/kg nel coniglio per via e.v.. Gli studi di tossicità subacuta in cani trattati per via s.c. e orale per un mese a dosi di 2 e 20 mg/kg e per via s.c. ed e.v. per 12 giorni a dosi di 5 mg/kg hanno dimostrato una buona tollerabilità del farmaco, come pure gli studi di tossicità cronica in ratti trattati 13 mesi per os. La clorpromazina non ha mostrato effetti negativi sul ciclo riproduttivo del ratto, e non è risultata teratogena. Gli studi condotti in vivo e in vitro su cromosomi umani hanno evidenziato la non mutagenicità della clorpromazina.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Compresse Amido di mais, Lattosio, Cellulosa microcristallina, Magnesio stearato, Silice colloidale anidra, Zeina, Titanio diossido, E 172, Olio di ricino. Soluzione iniettabile Sodio cloruro, Sodio solfito anidro, Sodio citrato, Potassio metabisolfito, Acqua per preparazioni iniettabili.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

- Compresse: 4 anni. - soluzione iniettabile: 3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare al riparo della luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Compresse: astuccio di 25 compresse rivestite con film da 25 mg in blister opaco. astuccio di 20 compresse rivestite con film da 100 mg in blister opaco. Soluzione iniettabile: astuccio di 5 fiale in vetro da 2 ml dosate a 50 mg.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

TEOFARMA S.r.l. Via F.lli Cervi, 8 27010 Valle Salimbene (PV)

8. Numeri dell’autorizzazione all'immissione in commercio

LARGACTIL 25 mg compresse rivestite con film – 25 compresse AIC n°. 007899026 LARGACTIL 100 mg compresse rivestite con film – 20 compresse AIC n°. 007899038 LARGACTIL 50 mg/2 ml soluzione iniettabile – 5 fiale 50 mg 2 ml AIC n°. 007899014

9. Data della prima autorizzazione /rinnovo dell’autorizzazione

LARGACTIL 25 mg compresse rivestite con film – 25 compresse 21.02.1955/31.05.2010 LARGACTIL 100 mg compresse rivestite con film – 20 compresse 02.02.1956/31.05.2010 LARGACTIL 50 mg/2 ml soluzione iniettabile – 5 fiale 50 mg 2 ml 12.06.1953/31.05.2010

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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