LIBMYRIS

Principio attivo: adalimumab · ATC L04AB04

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Principio attivo: adalimumab
Codice ATC: L04AB04
Autorizzazione: Medicinale autorizzato a livello europeo (procedura centralizzata EMA), valido anche in Italia.
Foglietto ufficiale: Consulta su EMA (in italiano)

1. Cos'è e a cosa serve

Libmyris contiene il principio attivo adalimumab.

Libmyris è utilizzato per il trattamento di

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

Artrite associata ad entesite

Spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica della spondilite anchilosante

Psoriasi a placche

Malattia di Crohn

Uveite non infettiva

Il principio attivo contenuto in Libmyris, adalimumab, è un anticorpo monoclonale umano. Gli

anticorpi monoclonali sono proteine che si legano ad un bersaglio specifico.

Il bersaglio di adalimumab è una proteina denominata fattore di necrosi tumorale (TNFα), che è

coinvolto nel sistema immunitario (di difesa) ed è presente a concentrazioni maggiori nelle malattie

infiammatorie elencate sopra. Attraverso il legame al TNFα, Libmyris diminuisce il processo

infiammatorio di queste malattie.

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria delle articolazioni.

Libmyris è usato per trattare l’artrite reumatoide di grado da moderato a severo negli adulti.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci modificanti la malattia, quali il metotressato. Se la

risposta a tali farmaci non è soddisfacente, le verrà dato Libmyris.

Libmyris può essere anche utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide grave, attiva e

progressiva senza precedente trattamento con metotressato.

Libmyris può rallentare la progressione del danno alle articolazioni causato dalla malattia

infiammatoria e può aiutarle a muoversi più liberamente.

Il medico deciderà se Libmyris deve essere assunto con il metotressato oppure da solo.

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

L’artrite idiopatica giovanile poliarticolare è una malattia infiammatoria delle articolazioni.

Libmyris è usato per trattare l’artrite idiopatica giovanile poliarticolare nei pazienti di età pari o

superiore a 2 anni. Inizialmente possono essere assunti altri farmaci modificanti la malattia, come il

metotressato. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato Libmyris.

Il medico deciderà se Libmyris deve essere assunto con il metotressato oppure da solo.

Artrite associata ad entesite

L’artrite associata ad entesite è una malattia infiammatoria delle articolazioni e delle zone nelle quali i

tendini si legano alle ossa.

Libmyris è usato per trattare l’artrite associata ad entesite in pazienti di età pari o superiore a 6 anni.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci modificanti la malattia, come il metotressato. Se la

risposta a questi farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato Libmyris.

Spondilite anchilosante e spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica di spondilite

La spondilite anchilosante e la spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica di spondilite

anchilosante sono infiammazioni della colonna vertebrale.

Libmyris è usato per trattare la spondilite anchilosante e la spondiloartrite assiale senza evidenza

radiografica della spondilite anchilosante di grado severo negli adulti. Inizialmente possono essere

assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato

L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria delle articolazioni solitamente associata alla psoriasi.

Libmyris è usato per trattare l’artrite psoriasica negli adulti. Libmyris può rallentare il danno alle

articolazioni causato dalla malattia e può aiutarle a muoversi più liberamente. Inizialmente possono

essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato

Psoriasi a placche

La psoriasi a placche è una condizione della pelle che causa chiazze rossastre, squamose e indurite di

pelle ricoperta da squame argentee. La psoriasi a placche può anche colpire le unghie, provocandone

la rottura, l’ispessimento e il sollevamento dal letto dell’unghia, che può essere doloroso.

Libmyris è usato per trattare

la psoriasi a placche cronica di grado da moderato a severo negli adulti e

la psoriasi a placche cronica di grado severo in bambini e adolescenti dai 4 ai 17 anni nei quali

la terapia topica e le fototerapie non abbiano funzionato in modo ottimale o non siano indicate.

L’Idrosadenite Suppurativa (chiamata a volte acne inversa) è una malattia infiammatoria cronica della

pelle e spesso è dolorosa. I sintomi possono includere noduli dolorosi e ascessi (cisti) che possono

drenare pus. Più frequentemente colpisce aree specifiche della pelle, come la regione sottomammaria,

le ascelle, l’interno cosce, l’inguine e le natiche. Nelle aree colpite si possono anche formare delle

Libmyris è utilizzato per trattare

l’Idrosadenite Suppurativa di grado da moderato a severo negli adulti e

l’Idrosadenite Suppurativa di grado da moderato a severo negli adolescenti di età compresa tra

12 e 17 anni.

Libmyris può ridurre il numero di noduli e di ascessi provocati dalla malattia. Inizialmente possono

essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato

Malattia di Crohn

La malattia di Crohn è un’infiammazione del tratto digerente.

Libmyris è usato per trattare

la malattia di Crohn di grado da moderato a severo negli adulti e

la malattia di Crohn di grado da moderato a severo nei bambini e negli adolescenti di età

compresa tra 6 e 17 anni.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere

adeguata, le verrà dato Libmyris.

La colite ulcerosa è un’infiammazione dell’intestino crasso.

Libmyris è usato per trattare

la colite ulcerosa di grado da moderato a severo negli adulti e

la colite ulcerosa di grado da moderato a severo nei bambini e negli adolescenti di età

compresa tra 6 e 17 anni.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere

adeguata, le verrà dato Libmyris.

Uveite non infettiva

L’uveite non infettiva è una malattia infiammatoria che colpisce alcune parti dell’occhio.

Libmyris è impiegato per il trattamento di:

adulti con uveite non infettiva con infiammazione che interessa il fondo dell’occhio

bambini dai 2 anni di età con uveite cronica non infettiva con infiammazione che interessa la

parte anteriore dell’occhio

Questa infiammazione può portare a una diminuzione della visione e/o alla presenza di corpi mobili

nell’occhio (punti neri o linee sottili che si muovono attraverso il campo visivo). Libmyris agisce

riducendo questa infiammazione.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere

adeguata, le verrà dato Libmyris.

2. Cosa deve sapere prima di prenderlo

Non usi Libmyris

Se è allergico ad adalimumab o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6).

In presenza di tubercolosi attiva o altre infezioni gravi (vedere “Avvertenze e precauzioni”). È

importante comunicare al medico se ha segni o sintomi di infezione, per esempio, febbre,

ferite, sensazione di stanchezza, problemi dentali.

In presenza di insufficienza cardiaca moderata o grave. È importante riferire al medico se c’è

stata o è presente una condizione cardiaca grave (vedere “Avvertenze e precauzioni”).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Libmyris.

In caso di reazioni allergiche con sintomi quali senso d’oppressione toracica, respiro sibilante,

capogiro, gonfiore o eruzione cutanea, non assuma più Libmyris e contatti il medico

immediatamente considerato che, in rari casi, queste reazioni possono essere pericolose per la

In caso d’infezione, comprese infezioni a lungo termine o infezioni localizzate in una parte del

corpo (per esempio, ulcere alle gambe) consulti il medico prima di iniziare il trattamento con

Libmyris. Se ha dubbi, contatti il medico.

È possibile contrarre più facilmente infezioni durante il trattamento con Libmyris. Questo

rischio può aumentare se ha problemi ai polmoni. Queste infezioni possono essere gravi ed

infezioni causate da virus, funghi, parassiti o batteri

gravi infezioni del sangue(sepsi)

In rari casi, queste infezioni possono essere rischiose per la vita del paziente. È importante comunicare

al medico la presenza di sintomi quali febbre, ferite, sensazione di stanchezza o problemi dentali. Il

medico potrebbe dirle di interrompere Libmyris per un periodo di tempo.

Informi il medico se vive o viaggia in regioni dove le infezioni fungine sono molto comuni (ad

esempio istoplasmosi, coccidioidomicosi o blastomicosi).

Informi il medico se ha avuto infezioni che continuano a ripresentarsi o se ha altre patologie

che aumentano il rischio di infezione.

Se ha più di 65 anni, potrebbe contrarre infezioni più facilmente mentre assume Libmyris. Lei

e il medico dovete prestare particolare attenzione ai segni di infezione durante il trattamento

con Libmyris. È importante comunicare al medico se manifesta sintomi di infezioni quali

febbre, ferite, sensazione di stanchezza o problemi dentali.

È molto importante comunicare al medico se ha mai avuto la tubercolosi, o se è stato a

contatto con qualcuno che ha avuto la tubercolosi. Non deve assumere Libmyris se è affetto da

Poiché si sono verificati dei casi di tubercolosi in pazienti sottoposti a trattamento con

adalimumab, il medico dovrà controllare se presenta segni o sintomi tipici della

tubercolosi prima di iniziare la terapia con Libmyris. Questo comporterà la raccolta di

una valutazione medica dettagliata che includa la sua anamnesi e appropriati esami

clinici (per es. una radiografia del torace e il test alla tubercolina). L’esecuzione e i

risultati di tali esami devono essere registrati nella Scheda Promemoria per il

La tubercolosi si può manifestare durante la terapia nonostante lei abbia ricevuto un

trattamento per la prevenzione della tubercolosi.

Contatti immediatamente il medico se durante o dopo la terapia compaiono sintomi di

tubercolosi (ad esempio tosse che non scompare, perdita di peso, mancanza di energia,

febbre leggera) o di altre infezioni.

Comunichi al medico se lei è portatore del virus dell’epatite B (HBV), se ha un’infezione in

fase attiva da virus dell’epatite B o se pensa di poter essere a rischio di contrarre il virus

Il medico la deve testare per l’infezione da virus dell’epatite B. Nei portatori di HBV,

l’assunzione di adalimumab può indurre il virus ad attivarsi nuovamente.

In alcuni rari casi, soprattutto se il paziente è sottoposto a terapia con altri farmaci che

sopprimono il sistema immunitario, la riattivazione del virus dell’epatite B può mettere

a repentaglio la vita del paziente.

Interventi chirurgici o procedure dentistiche

Prima di un intervento chirurgico o procedure dentistiche, informi il medico che sta prendendo

Libmyris. Il medico potrebbe consigliare la sospensione temporanea di Libmyris.

Se è affetto da o sviluppa una malattia demielinizzante (malattia che colpisce lo strato isolante

attorno ai nervi, come la sclerosi multipla), il medico deciderà se è il caso di iniziare o

continuare a ricevere il trattamento con Libmyris. Informi il medico immediatamente nel caso

in cui lei manifesti sintomi quali variazioni nella visione, debolezza di braccia o gambe o

intorpidimento o formicolio che interessi qualsiasi parte del corpo.

Certi vaccini possono causare infezioni e non devono essere somministrati durante il

trattamento con Libmyris.

Consulti il medico prima di sottoporsi a vaccinazioni.

Si raccomanda, se possibile, di sottoporre i bambini a tutte le vaccinazioni previste per

la loro età prima di iniziare il trattamento con Libmyris.

Se ha assunto Libmyris durante la gravidanza, il bambino potrebbe avere un maggior

rischio di contrarre tale infezione fino a circa 5 mesi dopo l’ultima somministrazione di

Libmyris effettuata. È importante che lei riferisca al pediatra o ad altro operatore

sanitario del suo utilizzo di Libmyris durante la gravidanza, cosicché possano decidere

quando il bambino deve ricevere qualsiasi tipo di vaccinazione.

In caso di lieve insufficienza cardiaca e di concomitante trattamento con Libmyris, il medico

dovrà attentamente valutare e seguire lo stato del suo cuore. È importante informare il medico

in merito a eventuali problemi al cuore, sia passati che presenti. Se appaiono nuovi sintomi di

insufficienza cardiaca o se i sintomi già esistenti dovessero peggiorare (per esempio, respiro

corto o gonfiore dei piedi), contatti immediatamente il medico. Il medico deciderà se è

possibile usare Libmyris.

Febbre, lividi, emorragie o pallore

In alcuni pazienti l’organismo può non essere in grado di produrre un quantitativo di cellule

ematiche sufficiente e tale da combattere le infezioni o ad arrestare un’emorragia. Il medico

potrebbe decidere di interrompere la terapia. Nel caso in cui lei abbia febbre persistente, lividi

o facilità di sanguinamento o pallore, si rivolga immediatamente al medico.

Nei pazienti, sia bambini sia adulti, sottoposti a trattamento con adalimumab o con altri

farmaci anti-TNF, si sono manifestati molto raramente alcuni tipi di tumori.

I pazienti con artrite reumatoide di grave entità da molto tempo possono presentare un

rischio superiore alla media di sviluppare un linfoma (un tumore che colpisce il sistema

linfatico) e leucemia (un tumore che colpisce il sangue e il midollo osseo).

Se lei assume Libmyris, il rischio di contrarre linfomi, leucemia o altri tumori può

aumentare. In rare circostanze, nei pazienti sottoposti a terapia con adalimumab, è stato

osservato un tipo non comune e grave di linfoma. Alcuni di questi pazienti erano anche

in terapia con azatioprina o 6-mercaptopurina.

Avvisi il medico se sta assumendo azatioprina o 6-mercaptopurina con Libmyris.

Nei pazienti che assumono adalimumab, sono stati osservati casi di carcinoma cutaneo

Se dovessero comparire nuove lesioni cutanee nel corso della terapia o successivamente

ad essa o se l’aspetto delle lesioni già esistenti si dovesse modificare, lo riferisca al

Ci sono stati casi di neoplasie, oltre al linfoma, in pazienti con uno specifico tipo di malattia

del polmone chiamata Malattia Polmonare Cronica Ostruttiva (COPD) trattati con un altro

anti-TNF. Se soffre di COPD, o fuma molto, deve discutere con il medico se è appropriato il

trattamento con un anti-TNF.

Raramente, il trattamento con Libmyris può portare alla manifestazione di una sindrome come

il lupus. Informi il medico qualora si manifestino sintomi come eruzione cutanea persistente di

natura inspiegabile, febbre, dolore alle articolazioni o affaticamento.

Bambini e adolescenti

Vaccinazioni: se possibile, i bambini dovrebbero aver già fatto tutte le vaccinazioni prima di

Altri medicinali e Libmyris

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere

qualsiasi altro medicinale.

Non usi Libmyris con medicinali che contengono i seguenti principi attivi a causa del rischio

aumentato di avere infezioni gravi:

Libmyris può essere assunto con:

altri farmaci antireumatici modificanti la malattia (ad esempio sulfasalazina, idrossiclorochina,

leflunomide e sali d’oro per via parenterale)

steroidi o analgesici, compresi i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).

Se ha dubbi, si rivolga al medico.

Gravidanza e allattamento

Deve considerare l’utilizzo di un’adeguata misura contraccettiva per prevenire una gravidanza e

continuarne l’utilizzo per almeno 5 mesi dopo l’ultima terapia con Libmyris.

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza chieda consiglio al

suo medico circa l’assunzione di questo medicinale.

Libmyris deve essere usato durante la gravidanza solo se necessario.

Secondo uno studio sulla gravidanza, non è stato riscontrato un rischio maggiore di difetti alla

nascita quando la madre aveva ricevuto adalimumab durante la gravidanza, rispetto a madri che

avevano la stessa patologia ma che non avevano ricevuto adalimumab.

Libmyris può essere usato durante l’allattamento con latte materno.

Se assume Libmyris durante la gravidanza, il bambino potrebbe avere un maggior rischio di

É importante che lei riferisca al pediatra o ad altro operatore sanitario del suo utilizzo di Libmyris

durante la gravidanza, prima che il bambino riceva qualsiasi tipo di vaccinazione. Per ulteriori

informazioni sulle vaccinazioni consulti la sezione “Avvertenze e precauzioni”.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Libmyris può avere un piccolo effetto marginale sulla sua capacità di guidare, andare in bicicletta o

utilizzare macchinari. In seguito all’assunzione di Libmyris, si possono avere disturbi della vista e la

sensazione che l’ambiente in cui ci si trova ruoti.

Libmyris contiene sodio e polisorbato 80

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 0,4 ml, cioè essenzialmente ‘senza

Questo medicinale contiene 1 mg di polisorbato 80 per ogni ml. I polisorbati possono provocare

reazioni allergiche. Informi il suo medico se il suo suo bambino ha allergie note.

3. Come prenderlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha

dubbi, consulti il medico o il farmacista.

Le dosi raccomandate di Libmyris in ciascuna indicazione approvata sono elencate nella seguente

tabella. Il medico potrebbe prescrivere un’altra concentrazione di Libmyris se necessita di una dose

Artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite anchilosante o spondiloartrite assiale senza

evidenza radiografica di spondilite anchilosante

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti 40 mg a settimane alterne Nell’artrite reumatoide si

continua ad assumere il

metotressato durante il

trattamento con Libmyris. Se il

medico decide che il

metotressato non è appropriato,

Libmyris può essere

somministrato da solo.

Se è affetto da artrite

reumatoide e non assume

metotressato in associazione ad

Libmyris, il medico può

decidere di prescriverle 40 mg

di Libmyris ogni settimana o

80 mg a settimane alterne.

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Bambini, adolescenti e adulti a

partire da 2 anni di età e con

peso uguale o superiore a 30 kg

40 mg a settimane alterne Non pertinente

Artrite associata ad entesite

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Bambini, adolescenti e adulti a

partire da 6 anni di età e con

peso uguale o superiore a 30 kg

40 mg a settimane alterne Non pertinente

Psoriasi a placche

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti Una dose iniziale di 80 mg (due

iniezioni di 40 mg in un giorno)

seguita da una dose di 40 mg,

somministrata a settimane

alterne, a cominciare dalla

all’assunzione della dose

In caso di risposta inadeguata,

il medico potrebbe aumentare

la dose a 40 mg ogni settimana

o 80 mg a settimane alterne.

Bambini e adolescenti di età

compresa tra 4 e 17 anni e con

peso uguale o superiore a

Una dose iniziale di 40 mg,

seguita da 40 mg dopo una

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti Una dose iniziale di 160 mg

(quattro iniezioni da 40 mg in

un giorno o due iniezioni da

40 mg al giorno per due giorni

consecutivi), seguita da una

dose di 80 mg (due iniezioni da

40 mg lo stesso giorno) due

settimane dopo. Dopo altre due

settimane, continuare con una

dose di 40 mg a settimana o

80 mg a settimane alterne,

come prescritto dal medico.

Si raccomanda di utilizzare

tutti i giorni una soluzione di

lavaggio antisettica sulle aree

Adolescenti di età compresa tra

12 e 17 anni, con peso uguale o

superiore a 30 kg

Una dose iniziale di 80 mg

(due iniezioni da 40 mg in un

giorno), seguita da 40 mg a

settimane alterne a partire da

una settimana dopo la dose

In caso di risposta inadeguata a

40 mg di Libmyris a settimane

alterne, il medico può

aumentare la dose a 40 mg ogni

settimana o 80 mg a settimane

Si raccomanda di utilizzare

tutti i giorni una soluzione di

lavaggio antisettica sulle aree

Malattia di Crohn

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Bambini, adolescenti e adulti a

partire da 6 anni di età con

peso pari o superiore a 40 kg

Una dose iniziale di 80 mg (due

iniezioni da 40 mg in un

giorno) seguita da 40 mg dopo

Se è necessario indurre una

risposta più rapida, il medico

potrebbe prescrivere una dose

iniziale di 160 mg (quattro

iniezioni da 40 mg in un giorno

o due iniezioni da 40 mg al

giorno per due giorni

consecutivi), seguita da 80 mg

(due iniezioni da 40 mg in un

giorno) dopo due settimane.

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Il medico potrebbe aumentare

la dose a 40 mg ogni settimana

o 80 mg a settimane alterne.

Bambini e adolescenti di età

compresa tra 6 e 17 anni e con

peso inferiore a 40 kg

Una dose iniziale di 40 mg

seguita da 20 mg dopo due

Se è necessario indurre una

risposta più rapida, il medico

potrebbe prescrivere una dose

iniziale di 80 mg (due iniezioni

da 40 mg in un giorno), seguita

da 40 mg dopo due settimane.

Successivamente, la dose

abituale è di 20 mg a settimane

Il medico potrebbe aumentare

la frequenza della dose a

20 mg ogni settimana.

* Libmyris è disponibile solo come siringa pre-riempita da 40 mg, penna pre-riempita da 40 mg,

siringa pre-riempita da 80 mg e penna pre-riempita da 80 mg. Pertanto, non è possibile somministrare

Libmyris a pazienti che richiedono meno di una dose completa di 40 mg.

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti Una dose iniziale di 160 mg

(quattro iniezioni da 40 mg in

un giorno o due iniezioni da

40 mg al giorno per due giorni

consecutivi), seguita da 80 mg

(due iniezioni da 40 mg in un

giorno) dopo due settimane.

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Il medico potrebbe aumentare

la dose a 40 mg ogni settimana

o 80 mg a settimane alterne.

Bambini e adolescenti a partire

da 6 anni di età e con peso

inferiore a 40 kg

Una dose iniziale di 80 mg (due

iniezioni da 40 mg in un

giorno), seguita da 40 mg (una

iniezione da 40 mg) due

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Si deve continuare ad assumere

adalimumab alla dose abituale,

anche dopo aver compiuto 18

anni di età.

Bambini e adolescenti a partire

da 6 anni di età e con peso pari

o superiore a 40 kg

Una dose iniziale di 160 mg

(quattro iniezioni da 40 mg in

un giorno o due iniezioni da

40 mg al giorno per due giorni

consecutivi), seguita da 80 mg

(due iniezioni da 40 mg in un

giorno) due settimane dopo.

Successivamente, la dose

abituale è di 80 mg a settimane

Si deve continuare ad assumere

adalimumab alla dose abituale,

anche dopo aver compiuto 18

anni di età.

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti Una dose iniziale di 80 mg

(due iniezioni da 40 mg in un

giorno), seguita da 40 mg a

settimane alterne a partire da

una settimana dopo la dose

I corticosteroidi o gli altri

farmaci che influiscono sul

sistema immunitario potranno

essere continuati durante il

trattamento con Libmyris.

Libmyris può essere

somministrato in monoterapia.

Bambini e adolescenti a partire

da 2 anni di età e con peso di

almeno 30 kg

40 mg a settimane alterne Il medico potrebbe prescrivere

una dose iniziale da 80 mg da

somministrare una settimana

prima dell’inizio della dose

abituale da 40 mg a settimane

alterne. L’uso di Libmyris è

raccomandato in associazione

Modo e via di somministrazione

Libmyris è somministrato per iniezione sotto la cute (per iniezione sottocutanea).

Istruzioni dettagliate su come somministrare Libmyris sono descritte nel paragrafo 7 ‘Istruzioni

Se usa più Libmyris di quanto deve

Se accidentalmente inietta Libmyris più frequentemente di quanto disposto dal medico o dal

farmacista, contatti il medico o il farmacista informandoli di aver assunto più farmaco. Conservi

sempre la scatola del farmaco, anche se vuota.

Se dimentica di usare Libmyris

Se dimentica di fare un’iniezione, deve iniettarsi la dose successiva di Libmyris non appena se ne

Dopodiché riprenda la dose regolarmente secondo lo schema posologico stabilito.

Se interrompe il trattamento con Libmyris

La decisione di interrompere l’uso di Libmyris deve essere discussa con il medico. I sintomi possono

ritornare se smette di usare Libmyris.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

li manifestino. La maggior parte degli effetti indesiderati si presenta in forma da lieve a moderata.

Tuttavia, alcuni possono essere gravi e richiedere trattamento. Effetti indesiderati possono manifestarsi

fino a 4 mesi dall’ultima iniezione di Libmyris.

Informi immediatamente il medico se nota una qualsiasi delle seguenti reazioni

eruzione cutanea grave, orticaria o altri segni di reazione allergica

gonfiore del viso, delle mani, dei piedi

difficoltà a respirare, difficoltà a deglutire

respiro corto sotto sforzo o in posizione sdraiata o piedi gonfi

Informi appena possibile il medico se nota una qualsiasi delle seguenti reazioni

segni di infezione come febbre, sensazione di malessere, ferite, problemi dentali, bruciore

stanchezza o debolezza

sdoppiamento della vista

debolezza delle braccia o gambe

gonfiore o piaga aperta che non guarisce

segni e sintomi che suggeriscono la comparsa di disturbi a carico del sistema emopoietico,

come la presenza di febbre persistente, lividi, emorragie, pallore

I sintomi sopra descritti possono essere segni dei seguenti effetti indesiderati, che sono stati osservati

Molto comuni (possono manifestarsi in più di 1 persona su 10)

reazioni nella sede d’iniezione (tra cui dolore, edema, arrossamento o prurito)

infezioni delle vie respiratorie (tra cui raffreddore, rinorrea, sinusite e polmonite)

nausea e vomito

Comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 10)

infezioni gravi (tra cui setticemia ed influenza)

infezioni intestinali (tra cui gastroenterite)

infezioni della pelle (tra cui cellulite e infezione da Herpes Zoster)

infezioni orali (tra cui infezioni dei denti ed herpes simplex)

infezioni dell’apparato riproduttivo

infezioni delle vie urinarie

infezioni da miceti

infezioni a carico delle articolazioni

tumore della pelle

reazioni allergiche (tra cui allergia stagionale)

cambiamenti d’umore (tra cui depressione)

disturbi del sonno

disturbi della sensibilità come formicolii, sensazione di fitte o intorpidimento

compressione di radice nervosa (tra cui dolore lombare e dolore alle gambe)

infiammazione degli occhi

infiammazione delle palpebre e tumefazione degli occhi

vertigini (sensazione di capogiro o rotazione)

sensazione di battito cardiaco accelerato

pressione del sangue elevata

ematoma (accumulo di sangue al di fuori dei vasi sanguigni)

dispepsia (indigestione, gonfiore, bruciore di stomaco)

disturbo da reflusso acido

sindrome sicca (tra cui secchezza degli occhi e della bocca)

eruzione cutanea pruriginosa

infiammazione della pelle (come eczema)

rottura delle unghie delle dita della mano e del piede

aumento della sudorazione

perdita di capelli

insorgenza o peggioramento della psoriasi

sangue nelle urine

riduzione delle piastrine nel sangue che aumenta il rischio di emorragia o di contusioni

difficoltà di cicatrizzazione

Non comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 100)

infezioni opportunistiche (che includono la tubercolosi ed altre infezioni che si verificano

quando si riducono le difese immunitarie)

infezioni neurologiche (tra cui la meningite virale)

infezioni degli occhi

diverticolite (infiammazione e infezione dell’intestino crasso)

tumori del sistema linfatico

disordini del sistema immunitario che possono colpire polmoni, cute e linfonodi (che si

presentano più comunemente come sarcoidosi)

vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni)

neuropatia (disturbi del sistema nervoso)

perdita dell’udito, ronzio

sensazione di battito cardiaco irregolare come palpitazioni

problemi al cuore che possono causare fiato corto o gonfiore a livello delle caviglie

infarto acuto del miocardio

formazione di una sacca nella parete di un’arteria principale, infiammazione e coagulo in una

vena, ostruzione di un vaso sanguigno

malattia polmonare che provoca fiato corto (inclusa infiammazione)

embolia polmonare (occlusione di una arteria polmonare)

versamento pleurico (anomala raccolta di liquido nello spazio pleurico)

infiammazione del pancreas che causa forti dolori all’addome ed alla schiena

difficoltà nella deglutizione

edema facciale (gonfiore del viso)

infiammazione della cistifellea, calcoli alla cistifellea

anormale catabolismo muscolare

lupus eritematoso sistemico (tra cui infiammazione della pelle, del cuore, del polmone, delle

articolazioni e di altri organi)

Rari (possono manifestarsi fino a 1 persona su 1.000)

leucemia (un tumore che colpisce il sangue e il midollo osseo)

reazione allergica grave con shock

disturbi neurologici (come infiammazione del nervo ottico e sindrome di Guillain-Barré che

può causare debolezza muscolare, sensazioni anomale, formicolio alle braccia ed alla parte

superiore del corpo)

fibrosi polmonare (cicatrici del polmone)

perforazione intestinale (buco nell’intestino)

riattivazione dell’epatite B

epatite autoimmune (infiammazione del fegato causata dal proprio sistema immunitario);

vasculite cutanea (infiammazione dei vasi sanguigni della pelle)

sindrome di Stevens-Johnson (i sintomi precoci includono malessere, febbre, cefalea ed

edema facciale (gonfiore del viso) associato a reazioni allergiche

eritema multiforme (rash cutaneo infiammatorio)

sindrome simile al lupus

angioedema (gonfiore localizzato della pelle)

reazione cutanea lichenoide (eruzione cutanea rosso-violacea pruriginosa)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

linfoma epato-splenico a cellule T (un raro tumore del sangue che spesso risulta fatale)

carcinoma a cellule di Merkel (un tipo di cancro della pelle)

sarcoma di Kaposi, una forma rara di cancro correlato a infezione da Herpes virus umano 8. Il

sarcoma di Kaposi si manifesta più comunemente con lesioni viola sulla pelle

peggioramento di una condizione chiamata dermatomiosite (che si manifesta come eruzione

cutanea accompagnata da debolezza muscolare)

Aumento di peso (per la maggior parte dei pazienti l’aumento di peso è stato basso)

Alcuni degli effetti indesiderati osservati con adalimumab possono essere asintomatici e possono

essere individuati solo attraverso gli esami del sangue. Questi includono:

Molto comuni (possono manifestarsi in più di 1 persona su 10)

bassa conta dei globuli bianchi

bassa conta dei globuli rossi

aumento dei lipidi nel sangue

aumento degli enzimi epatici

Comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 10):

aumento della conta dei globuli bianchi

riduzione della conta delle piastrine

aumento dell’acido urico nel sangue

alterazione del sodio nel sangue

riduzione del calcio nel sangue

riduzione del fosforo nel sangue

aumento dello zucchero nel sangue

aumento della lattatodeidrogenasi nel sangue

presenza di autoanticorpi nel sangue

riduzione del potassio nel sangue

Non comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 100)

livelli elevati di bilirubina nel sangue (esame epatico del sangue).

Rari (possono manifestarsi fino a 1 persona su 1.000):

bassa conta dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire

a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

5. Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta/ scatola dopo la

scritta Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare.

Tenere la siringa pre-riempita nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Condizioni di conservazione alternative:

Quando necessario (per esempio quando viaggia) una singola Libmyris siringa pre-riempita può essere

conservata a 20 °C – 25 °C per un periodo massimo di 30 giorni – assicurarsi di proteggere il

medicinale dalla luce. Una volta che viene rimossa dal frigorifero per essere conservata a 20 °C – 25

°C, la siringa deve essere usata entro 30 giorni o buttata via, anche se viene posta di nuovo nel

Deve registrare la data in cui la siringa viene tolta dal frigorifero la prima volta e la data dopo la quale

la siringa deve essere buttata via.

Non usi questo medicinale se il liquido è torbido, ha cambiato colore, o presenta flocculi e particelle.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Libmyris

Il principio attivo è adalimumab.

Gli eccipienti sono sodio cloruro, saccarosio, polisorbato 80 (E 433), acqua per preparazioni

iniettabili, acido cloridrico (per l’aggiustamento del pH), sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH).

Descrizione dell’aspetto di Libmyris e contenuto della confezione

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in siringhe pre-riempite con protezione dell’ago è fornito come

soluzione sterile di 40 mg di adalimumab disciolti in 0,4 ml di soluzione.

Libmyris siringa pre-riempita è composta da una soluzione di adalimumab contenuta in una siringa di

Ogni confezione contiene 1, 2 o 6 siringhe pre-riempite confezionate in blister con 1, 2 o 6 tamponi

imbevuti di alcool.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Libmyris può essere disponibile in siringa pre-riempita e/o in penna pre-riempita.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

Per ulteriori informazioni su questo medicinale, contatti il rappresentante locale del titolare

dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

UAB „STADA Baltics“

Tel: +370 52603926

STADA Bulgaria EOOD

Teл.: +359 29624626

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

STADA PHARMA CZ s.r.o.

Tel: +420 257888111

STADA Hungary Kft

Tel.: +36 18009747

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

Tel: +356 21337008

Tel: +49 61016030

Tel.: +31 765081000

UAB „STADA Baltics“

Tel: +372 53072153

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

BioARS Therapeutics A.E.

Τηλ: +30 210 7717598

STADA Arzneimittel GmbH

Tel: +43 136785850

Laboratorio STADA, S.L.

Tel: +34 934738889

STADA Pharm Sp. z o.o.

Tel: +48 227377920

Tél: +33 800970109

Tel: +351 211209870

Tel: +385 13764111

STADA M&D SRL

Tel: +40 213160640

Clonmel Healthcare Ltd.

Tel: +353 526177777

Tel: +386 15896710

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Sími: +49 61016030

STADA PHARMA Slovakia, s.r.o.

Tel: +421 252621933

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Puh/Tel: +358 207416888

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Τηλ: +30 2106664667

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Tel: +45 44859999

UAB „STADA Baltics“

Tel: +371 28016404

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Altre fonti di informazione

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea

dei medicinali: https://www.ema.europa.eu.

7. Istruzioni per l’uso

ISTRUZIONI PER L'USO

Libmyris (adalimumab) siringa pre-riempita

40 mg / 0,4 mL soluzione iniettabile, per uso sottocutaneo

Leggere attentamente queste istruzioni per l'uso prima di utilizzare Libmyris siringa pre-

Libmyris siringa pre-riempita

Informazioni importanti che deve sapere prima di iniettare Libmyris siringa pre-riempita

Solo per iniezione sottocutanea

Non usi la siringa e si rivolga al medico o al farmacista se:

Il liquido appare torbido, ha cambiato colore o presenta flocculi e particelle,

è stata oltrepassata la data di scadenza,

la soluzione è stata congelata (anche se scongelata) o lasciata esposta alla luce solare diretta,

la siringa pre-riempita è caduta o è stata danneggiata.

Rimuova il tappo dell'ago solo immediatamente prima dell'iniezione. Tenga Libmyris fuori dalla

portata dei bambini.

Vedere il paragrafo 5 del foglio illustrativo per le istruzioni su come conservare Libmyris siringa

Il suo medico dovrebbe mostrarle come utilizzare di Libmyris siringa pre-riempita monouso prima di

usarla per la prima volta.

Uso attuale della siringa di adalimumab:

Anche se in passato ha utilizzato altre siringhe in commercio di adalimumab, è pregato di leggere

completamente le istruzioni per capire come utilizzare correttamente questo dispositivo prima

Domande sull'uso di Libmyris siringa pre-riempita?

Parli con il suo medico se ha qualsiasi domanda.

Preparazione per l'iniezione di Libmyris siringa pre-riempita

STEP 1: Togliere la siringa dal frigorifero e lasciarla a una temperatura tra 20 °C e 25 °C per

1.1 Tolga Libmyris dal frigorifero (vedere Figura A).

1.2 Lasci Libmyris a una temperatura tra 20 °C e 25 °C per 15-30 minuti prima dell'iniezione (vedere

Non rimuova il tappo grigio dell'ago mentre attende che Libmyris raggiunga i 20 °C – 25 °C.

Non riscaldi Libmyris in altri modi. Ad esempio, non riscaldi in microonde o nell’acqua calda.

Non usi la siringa pre-riempita se la soluzione è stata congelata (anche se scongelata).

STEP 2: controllare la data di scadenza e il medicinale liquido

2.1 Controlli la data di scadenza sull'etichetta della siringa pre-riempita (vedere Figura C).

Non usi la siringa pre-riempita se è stata oltrepassata la data di scadenza (Scad.).

2.2 Controlli il medicinale liquido nella siringa per assicurarsi che sia limpida e incolore (Figura C).

Non usi la siringa e chiami il medico o il farmacista se il liquido appare torbido, ha cambiato

colore o presenta flocculi e particelle.

STEP 3: prendere ciò che serve e lavarsi le mani

3.1 Disponga quanto segue su una superficie pulita e piana (vedere Figura D):

1 siringa monouso pre-riempita e tampone imbevuto di alcol.

1 batuffolo di cotone o garza (non incluso).

Contenitore per lo smaltimento di oggetti taglienti resistente alla perforazione (non incluso). Vedere

3.2 Si lavi e si asciughi le mani (vedere Figura E).

Controlli la data di scadenza e il

Iniezione di Libmyris siringa pre-riempita

STEP 4: Scegliere e pulire il sito di iniezione

4.1 Scelga un sito di iniezione (vedere Figura F):

sulla parte anteriore della coscia o

sull’addome (pancia) ad almeno 5 cm dall'ombelico;

diverso dal suo ultimo sito di iniezione (almeno 3 cm dall'ultimo sito di iniezione).

4.2 Strofini il sito di iniezione con movimenti circolari con il tampone imbevuto di alcol (vedere

Non inietti attraverso i vestiti.

Non inietti nei punti in cui la pelle appare dolorante, con lividi, arrossata, dura, con cicatrici,

smagliature o in aree con psoriasi.

STEP 5: rimuovere il tappo dell'ago

5.1 Impugni la siringa pre-riempita con una mano (vedere Figura H).

5.2 Rimuova il tappo dell'ago delicatamente con l'altra mano (vedere Figura H).

Getti il tappo dell'ago.

Non riutilizzi il tappo.

Non tocchi l'ago con le dita e si assicuri che l’ago non entri in contatto con alcunché.

Tenga la siringa pre-riempita con l'ago rivolto verso l'alto. Potrebbe vedere aria nella siringa

pre-riempita. Spinga lentamente lo stantuffo per far fuoriuscire l'aria attraverso l'ago.

Potrebbe vedere una goccia di liquido all'estremità dell'ago. È normale.

STEP 6: impugnare la siringa e sollevare la pelle

6.1 Impugni il corpo della siringa pre-riempita con una mano tra il pollice e l'indice, come una matita

(vedere Figura I). Non tiri indietro lo stantuffo in nessun momento.

6.2 Con l'altra mano afferri delicatamente (sollevi) l'area della pelle pulita in corrispondenza del sito di

iniezione (addome o coscia) (vedere Figura J). Tenga saldamente la pelle.

STEP 7: iniettare il medicinale

7.1 Inserisca l'ago nella pelle sollevata con un angolo di circa 45 gradi con un movimento rapido

simile a una freccetta (vedere Figura K).

Quando l'ago è inserito, rilasci la pelle.

7.2 Spinga lentamente lo stantuffo fino a quando tutta la soluzione è stata iniettata e la siringa pre-

riempita è vuota (vedere Figura L).

STEP 8: permettere alla siringa pre-riempita di ritrarre l'ago dalla pelle

8.1 Tolga lentamente il dito dallo stantuffo. Lo stantuffo si solleverà con il dito e ritrarrà l'ago dal sito,

nel dispositivo di protezione dell'ago (vedere Figura M).

L'ago non sarà ritratto a meno che non venga iniettata tutta la soluzione. Parli con il medico,

il farmacista o l'infermiere se pensa di non aver somministrato una dose completa.

È normale vedere una molla attorno allo stantuffo dopo che l'ago è rientrato.

8.2 Dopo aver completato l'iniezione, posizioni il batuffolo di cotone o una garza sulla pelle sopra il

sito di iniezione.

È normale che si verifichi un leggero sanguinamento al sito di iniezione.

Smaltimento di Libmyris siringa pre-riempita

STEP 9: smaltire la siringa usata in un contenitore per oggetti taglienti

9.1 Getti gli aghi, le siringhe e gli oggetti taglienti usati in un contenitore per lo smaltimento di oggetti

taglienti subito dopo l'uso (vedere Figura N).

Non getti (smaltisca) aghi e siringhe liberi nei rifiuti domestici.

9.2 Il tappo dell'ago, il tampone imbevuto di alcol, il batuffolo di cotone o garza e la confezione

possono essere smaltiti nei rifiuti domestici.

Ulteriori informazioni sullo smaltimento

Se non si dispone di un contenitore per lo smaltimento di oggetti taglienti, è possibile

utilizzare un contenitore domestico che sia:

realizzato in plastica resistente,

chiuso con un coperchio aderente e resistente alle forature, senza che gli oggetti taglienti

in posizione verticale e stabile durante l'uso,

resistente alle perdite e

adeguatamente etichettato per avvertire della presenza di rifiuti pericolosi all'interno del

Quando il contenitore per oggetti taglienti è quasi pieno, dovrà seguire le linee guida locali per

smaltire correttamente il contenitore per oggetti taglienti.

Non getti i contenitori per oggetti taglienti usati nei rifiuti domestici. Non ricicli il contenitore per lo

smaltimento di oggetti taglienti usati.

Se ha qualsiasi domanda, contatti il suo medico per ricevere assistenza.

Foglio illustrativo: informazioni per il paziente

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di

nuove informazioni sulla sicurezza. Lei può contribuire segnalando qualsiasi effetto indesiderato

riscontrato durante l’assunzione di questo medicinale. Vedere la fine del paragrafo 4 per le

informazioni su come segnalare gli effetti indesiderati.

Legga attentamente questo foglio prima di usare questo medicinale perché contiene importanti

informazioni per lei

Conservi questo foglio. Potrebbe avere bisogno di leggerlo di nuovo.

Il medico le consegnerà una Scheda Promemoria per il Paziente, che contiene importanti

informazioni sulla sicurezza, che ha bisogno di sapere prima della somministrazione di

Libmyris e durante il trattamento con Libmyris. Conservi questa Scheda Promemoria per il

Paziente durante il trattamento e per 4 mesi dopo l'ultima iniezione di Libmyris.

Se ha qualsiasi ulteriore dubbio, si rivolga al medico o al farmacista.

Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia ad altre persone, anche se i

sintomi della malattia sono uguali ai suoi, perché potrebbe essere pericoloso.

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio,

si rivolga al medico o al farmacista. Vedere paragrafo 4.

Contenuto di questo foglio

1. Cos’è Libmyris e a cosa serve

2. Cosa deve sapere prima di usare Libmyris

3. Come usare Libmyris

4. Possibili effetti indesiderati

5. Come conservare Libmyris

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

7. Istruzioni per l’uso

1. Cos’è Libmyris e a cosa serve

Libmyris contiene il principio attivo adalimumab.

Libmyris è utilizzato per il trattamento di

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

Artrite associata ad entesite

Spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica della spondilite anchilosante

Psoriasi a placche

Malattia di Crohn

Uveite non infettiva

Il principio attivo contenuto in Libmyris, adalimumab, è un anticorpo monoclonale umano. Gli

anticorpi monoclonali sono proteine che si legano ad un bersaglio specifico.

Il bersaglio di adalimumab è una proteina denominata fattore di necrosi tumorale (TNFα), che è

coinvolto nel sistema immunitario (di difesa) ed è presente a concentrazioni maggiori nelle malattie

infiammatorie elencate sopra. Attraverso il legame al TNFα, Libmyris diminuisce il processo

infiammatorio di queste malattie.

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria delle articolazioni.

Libmyris è usato per trattare l’artrite reumatoide di grado da moderato a severo negli adulti.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci modificanti la malattia, quali il metotressato. Se la

risposta a tali farmaci non è soddisfacente, le verrà dato Libmyris.

Libmyris può essere anche utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide grave, attiva e

progressiva senza precedente trattamento con metotressato.

Libmyris può rallentare la progressione del danno alle articolazioni causato dalla malattia

infiammatoria e può aiutarle a muoversi più liberamente.

Il medico deciderà se Libmyris deve essere assunto con il metotressato oppure da solo.

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

L’artrite idiopatica giovanile poliarticolare è una malattia infiammatoria delle articolazioni.

Libmyris è usato per trattare l’artrite idiopatica giovanile poliarticolare nei pazienti di età pari o

superiore a 2 anni. Inizialmente possono essere assunti altri farmaci modificanti la malattia, come il

metotressato. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato Libmyris.

Il medico deciderà se Libmyris deve essere assunto con il metotressato oppure da solo.

Artrite associata ad entesite

L’artrite associata ad entesite è una malattia infiammatoria delle articolazioni e delle zone nelle

quali i tendini si legano alle ossa.

Libmyris è usato per trattare l’artrite associata ad entesite in pazienti di età pari o superiore a 6 anni.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci modificanti la malattia, come il metotressato. Se

la risposta a questi farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato Libmyris.

Spondilite anchilosante e spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica di spondilite

La spondilite anchilosante e la spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica di spondilite

anchilosante sono infiammazioni della colonna vertebrale.

Libmyris è usato per trattare la spondilite anchilosante e la spondiloartrite assiale senza evidenza

radiografica della spondilite anchilosante di grado severo negli adulti. Inizialmente possono essere

assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato

L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria delle articolazioni solitamente associata alla

Libmyris è usato per trattare l’artrite psoriasica negli adulti. Libmyris può rallentare il danno alle

articolazioni causato dalla malattia e può aiutarle a muoversi più liberamente. Inizialmente possono

essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato

Psoriasi a placche

La psoriasi a placche è una condizione della pelle che causa chiazze rossastre, squamose e indurite

di pelle ricoperta da squame argentee. La psoriasi a placche può anche colpire le unghie,

provocandone la rottura, l’ispessimento e il sollevamento dal letto dell’unghia, che può essere

Libmyris è usato per trattare

la psoriasi a placche cronica di grado da moderato a severo negli adulti e

la psoriasi a placche cronica di grado severo in bambini e adolescenti dai 4 ai 17 anni nei quali

la terapia topica e le fototerapie non abbiano funzionato in modo ottimale o non siano indicate.

L’Idrosadenite Suppurativa (chiamata a volte acne inversa) è una malattia infiammatoria cronica

della pelle e spesso è dolorosa. I sintomi possono includere noduli dolorosi e ascessi (cisti) che

possono drenare pus. Più frequentemente colpisce aree specifiche della pelle, come la regione

sottomammaria, le ascelle, l’interno cosce, l’inguine e le natiche. Nelle aree colpite si possono anche

formare delle cicatrici.

Libmyris è utilizzato per trattare

l’Idrosadenite Suppurativa di grado da moderato a severo negli adulti e

l’Idrosadenite Suppurativa di grado da moderato a severo negli adolescenti di età compresa tra

12 e 17 anni.

Libmyris può ridurre il numero di noduli e di ascessi provocati dalla malattia. Inizialmente possono

essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato

Malattia di Crohn

La malattia di Crohn è un’infiammazione del tratto digerente.

Libmyris è usato per trattare

la malattia di Crohn di grado da moderato a severo negli adulti e

la malattia di Crohn di grado da moderato a severo nei bambini e negli adolescenti di età

compresa tra 6 e 17 anni.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere

adeguata, le verrà dato Libmyris.

La colite ulcerosa è un’infiammazione dell’intestino crasso.

Libmyris è usato per trattare

la colite ulcerosa di grado da moderato a severo negli adulti e

la colite ulcerosa di grado da moderato a severo nei bambini e negli adolescenti di età

compresa tra 6 e 17 anni.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere

adeguata, le verrà dato Libmyris.

Uveite non infettiva

L’uveite non infettiva è una malattia infiammatoria che colpisce alcune parti dell’occhio.

Libmyris è impiegato per il trattamento di:

adulti con uveite non infettiva con infiammazione che interessa il fondo dell’occhio

bambini dai 2 anni di età con uveite cronica non infettiva con infiammazione che interessa la

parte anteriore dell’occhio

Questa infiammazione può portare a una diminuzione della visione e/o alla presenza di corpi mobili

nell’occhio (punti neri o linee sottili che si muovono attraverso il campo visivo). Libmyris agisce

riducendo questa infiammazione.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere

adeguata, le verrà dato Libmyris.

2. Cosa deve sapere prima di usare Libmyris

Non usi Libmyris

Se è allergico ad adalimumab o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6).

In presenza di tubercolosi attiva o altre infezioni gravi (vedere “Avvertenze e precauzioni”). È

importante comunicare al medico se ha segni o sintomi di infezione, per esempio, febbre,

ferite, sensazione di stanchezza, problemi dentali.

In presenza di insufficienza cardiaca moderata o grave. È importante riferire al medico se c’è

stata o è presente una condizione cardiaca grave (vedere “Avvertenze e precauzioni”).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Libmyris.

In caso di reazioni allergiche con sintomi quali senso d’oppressione toracica, respiro sibilante,

capogiro, gonfiore o eruzione cutanea, non assuma più Libmyris e contatti il medico

immediatamente considerato che, in rari casi, queste reazioni possono essere pericolose per la

In caso d’infezione, comprese infezioni a lungo termine o infezioni localizzate in una parte del

corpo (per esempio, ulcere alle gambe) consulti il medico prima di iniziare il trattamento con

Libmyris. Se ha dubbi, contatti il medico.

È possibile contrarre più facilmente infezioni durante il trattamento con Libmyris. Questo

rischio può aumentare se ha problemi ai polmoni. Queste infezioni possono essere gravi ed

infezioni causate da virus, funghi, parassiti o batteri

gravi infezioni del sangue(sepsi)

In rari casi, queste infezioni possono essere rischiose per la vita del paziente. È importante comunicare

al medico la presenza di sintomi quali febbre, ferite, sensazione di stanchezza o problemi dentali. Il

medico potrebbe dirle di interrompere Libmyris per un periodo di tempo.

Informi il medico se vive o viaggia in regioni dove le infezioni fungine sono molto comuni (ad

esempio istoplasmosi, coccidioidomicosi o blastomicosi).

Informi il medico se ha avuto infezioni che continuano a ripresentarsi o se ha altre patologie

che aumentano il rischio di infezione.

Se ha più di 65 anni, potrebbe contrarre infezioni più facilmente mentre assume Libmyris. Lei

e il medico dovete prestare particolare attenzione ai segni di infezione durante il trattamento

con Libmyris. È importante comunicare al medico se manifesta sintomi di infezioni quali

febbre, ferite, sensazione di stanchezza o problemi dentali.

È molto importante comunicare al medico se ha mai avuto la tubercolosi, o se è stato a

contatto con qualcuno che ha avuto la tubercolosi. Non deve assumere Libmyris se è affetto da

Poiché si sono verificati dei casi di tubercolosi in pazienti sottoposti a trattamento con

adalimumab, il medico dovrà controllare se presenta segni o sintomi tipici della

tubercolosi prima di iniziare la terapia con Libmyris. Questo comporterà la raccolta di

una valutazione medica dettagliata che includa la sua anamnesi e appropriati esami

clinici (per es. una radiografia del torace e il test alla tubercolina). L’esecuzione e i

risultati di tali esami devono essere registrati nella Scheda Promemoria per il

La tubercolosi si può manifestare durante la terapia nonostante lei abbia ricevuto un

trattamento per la prevenzione della tubercolosi.

Contatti immediatamente il medico se durante o dopo la terapia compaiono sintomi di

tubercolosi (ad esempio tosse che non scompare, perdita di peso, mancanza di energia,

febbre leggera) o di altre infezioni.

Comunichi al medico se lei è portatore del virus dell’epatite B (HBV), se ha un’infezione in

fase attiva da virus dell’epatite B o se pensa di poter essere a rischio di contrarre il virus

Il medico la deve testare per l’infezione da virus dell’epatite B. Nei portatori di HBV,

l’assunzione di adalimumab può indurre il virus ad attivarsi nuovamente.

In alcuni rari casi, soprattutto se il paziente è sottoposto a terapia con altri farmaci che

sopprimono il sistema immunitario, la riattivazione del virus dell’epatite B può mettere

a repentaglio la vita del paziente.

Interventi chirurgici o procedure dentistiche

Prima di un intervento chirurgico o procedure dentistiche, informi il medico che sta prendendo

Libmyris. Il medico potrebbe consigliare la sospensione temporanea di Libmyris.

Se è affetto da o sviluppa una malattia demielinizzante (malattia che colpisce lo strato isolante

attorno ai nervi, come la sclerosi multipla), il medico deciderà se è il caso di iniziare o

continuare a ricevere il trattamento con Libmyris. Informi il medico immediatamente nel caso

in cui lei manifesti sintomi quali variazioni nella visione, debolezza di braccia o gambe o

intorpidimento o formicolio che interessi qualsiasi parte del corpo.

Certi vaccini possono causare infezioni e non devono essere somministrati durante il

trattamento con Libmyris.

Consulti il medico prima di sottoporsi a vaccinazioni.

Si raccomanda, se possibile, di sottoporre i bambini a tutte le vaccinazioni previste per

la loro età prima di iniziare il trattamento con Libmyris.

Se ha assunto Libmyris durante la gravidanza, il bambino potrebbe avere un maggior

rischio di contrarre tale infezione fino a circa 5 mesi dopo l’ultima somministrazione di

Libmyris effettuata. È importante che lei riferisca al pediatra o ad altro operatore

sanitario del suo utilizzo di Libmyris durante la gravidanza, cosicché possano decidere

quando il bambino deve ricevere qualsiasi tipo di vaccinazione.

In caso di lieve insufficienza cardiaca e di concomitante trattamento con Libmyris, il medico

dovrà attentamente valutare e seguire lo stato del suo cuore. È importante informare il medico

in merito a eventuali problemi al cuore, sia passati che presenti. Se appaiono nuovi sintomi di

insufficienza cardiaca o se i sintomi già esistenti dovessero peggiorare (per esempio, respiro

corto o gonfiore dei piedi), contatti immediatamente il medico. Il medico deciderà se è

possibile usare Libmyris.

Febbre, lividi, emorragie o pallore

In alcuni pazienti l’organismo può non essere in grado di produrre un quantitativo di cellule

ematiche sufficiente e tale da combattere le infezioni o ad arrestare un’emorragia. Il medico

potrebbe decidere di interrompere la terapia. Nel caso in cui lei abbia febbre persistente, lividi

o facilità di sanguinamento o pallore, si rivolga immediatamente al medico.

Nei pazienti, sia bambini sia adulti, sottoposti a trattamento con adalimumab o con altri

farmaci anti-TNF, si sono manifestati molto raramente alcuni tipi di tumori.

I pazienti con artrite reumatoide di grave entità da molto tempo possono presentare un

rischio superiore alla media di sviluppare un linfoma (un tumore che colpisce il sistema

linfatico) e leucemia (un tumore che colpisce il sangue e il midollo osseo).

Se lei assume Libmyris, il rischio di contrarre linfomi, leucemia o altri tumori può

aumentare. In rare circostanze, nei pazienti sottoposti a terapia con adalimumab, è stato

osservato un tipo non comune e grave di linfoma. Alcuni di questi pazienti erano anche

in terapia con azatioprina o 6-mercaptopurina.

Avvisi il medico se sta assumendo azatioprina o 6-mercaptopurina con Libmyris.

Nei pazienti che assumono adalimumab, sono stati osservati casi di carcinoma cutaneo

Se dovessero comparire nuove lesioni cutanee nel corso della terapia o successivamente

ad essa o se l’aspetto delle lesioni già esistenti si dovesse modificare, lo riferisca al

Ci sono stati casi di neoplasie, oltre al linfoma, in pazienti con uno specifico tipo di malattia

del polmone chiamata Malattia Polmonare Cronica Ostruttiva (COPD) trattati con un altro

anti-TNF. Se soffre di COPD, o fuma molto, deve discutere con il medico se è appropriato il

trattamento con un anti-TNF.

Raramente, il trattamento con Libmyris può portare alla manifestazione di una sindrome come

il lupus. Informi il medico qualora si manifestino sintomi come eruzione cutanea persistente di

natura inspiegabile, febbre, dolore alle articolazioni o affaticamento.

Bambini e adolescenti

Vaccinazioni: se possibile, i bambini dovrebbero aver già fatto tutte le vaccinazioni prima di

Altri medicinali e Libmyris

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere

qualsiasi altro medicinale.

Non usi Libmyris con medicinali che contengono i seguenti principi attivi a causa del rischio

aumentato di avere infezioni gravi:

Libmyris può essere assunto con:

altri farmaci antireumatici modificanti la malattia (ad esempio sulfasalazina, idrossiclorochina,

leflunomide e sali d’oro per via parenterale)

steroidi o analgesici, compresi i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).

Se ha dubbi, si rivolga al medico.

Gravidanza e allattamento

Deve considerare l’utilizzo di un’adeguata misura contraccettiva per prevenire una gravidanza e

continuarne l’utilizzo per almeno 5 mesi dopo l’ultima terapia con Libmyris.

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza chieda consiglio al

suo medico circa l’assunzione di questo medicinale.

Libmyris deve essere usato durante la gravidanza solo se necessario.

Secondo uno studio sulla gravidanza, non è stato riscontrato un rischio maggiore di difetti alla

nascita quando la madre aveva ricevuto adalimumab durante la gravidanza, rispetto a madri che

avevano la stessa patologia ma che non avevano ricevuto adalimumab.

Libmyris può essere usato durante l’allattamento con latte materno.

Se assume Libmyris durante la gravidanza, il bambino potrebbe avere un maggior rischio di

É importante che lei riferisca al pediatra o ad altro operatore sanitario del suo utilizzo di Libmyris

durante la gravidanza, prima che il bambino riceva qualsiasi tipo di vaccinazione. Per ulteriori

informazioni sulle vaccinazioni consulti la sezione “Avvertenze e precauzioni”.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Libmyris può avere un piccolo effetto marginale sulla sua capacità di guidare, andare in bicicletta o

utilizzare macchinari. In seguito all’assunzione di Libmyris, si possono avere disturbi della vista e la

sensazione che l’ambiente in cui ci si trova ruoti.

Libmyris contiene sodio e polisorbato 80

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 0,4 ml, cioè essenzialmente ‘senza

Questo medicinale contiene 1 mg di polisorbato 80 per ogni ml. I polisorbati possono provocare

reazioni allergiche. Informi il suo medico se ha allergie note.

3. Come usare Libmyris

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha

dubbi, consulti il medico o il farmacista.

Le dosi raccomandate di Libmyris in ciascuna indicazione approvata sono elencate nella seguente

tabella. Il medico potrebbe prescrivere un’altra concentrazione di Libmyris se necessita di una dose

Artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite anchilosante o spondiloartrite assiale senza

evidenza radiografica di spondilite anchilosante

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti 40 mg a settimane alterne Nell’artrite reumatoide si

continua ad assumere il

metotressato durante il

trattamento con Libmyris. Se il

medico decide che il

metotressato non è appropriato,

Libmyris può essere

somministrato da solo.

Se è affetto da artrite

reumatoide e non assume

metotressato in associazione ad

Libmyris, il medico può

decidere di prescriverle 40 mg

di Libmyris ogni settimana o

80 mg a settimane alterne.

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Bambini, adolescenti e adulti a

partire da 2 anni di età e con

peso uguale o superiore a 30 kg

40 mg a settimane alterne Non pertinente

Artrite associata ad entesite

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Bambini, adolescenti e adulti a

partire da 6 anni di età e con

peso uguale o superiore a 30 kg

40 mg a settimane alterne Non pertinente

Psoriasi a placche

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti Una dose iniziale di 80 mg (due

iniezioni di 40 mg in un giorno)

seguita da una dose di 40 mg,

somministrata a settimane

alterne, a cominciare dalla

all’assunzione della dose

In caso di risposta inadeguata,

il medico potrebbe aumentare

la dose a 40 mg ogni settimana

o 80 mg a settimane alterne.

Bambini e adolescenti di età

compresa tra 4 e 17 anni e con

peso uguale o superiore a

Una dose iniziale di 40 mg,

seguita da 40 mg dopo una

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti Una dose iniziale di 160 mg

(quattro iniezioni da 40 mg in

un giorno o due iniezioni da

40 mg al giorno per due giorni

consecutivi), seguita da una

dose di 80 mg (due iniezioni da

40 mg lo stesso giorno) due

settimane dopo. Dopo altre due

settimane, continuare con una

dose di 40 mg a settimana o

80 mg a settimane alterne,

come prescritto dal medico.

Si raccomanda di utilizzare

tutti i giorni una soluzione di

lavaggio antisettica sulle aree

Adolescenti di età compresa tra

12 e 17 anni, con peso uguale o

superiore a 30 kg

Una dose iniziale di 80 mg

(due iniezioni da 40 mg in un

giorno), seguita da 40 mg a

settimane alterne a partire da

una settimana dopo la dose

In caso di risposta inadeguata a

40 mg di Libmyris a settimane

alterne, il medico può

aumentare la dose a 40 mg ogni

settimana o 80 mg a settimane

Si raccomanda di utilizzare

tutti i giorni una soluzione di

lavaggio antisettica sulle aree

Malattia di Crohn

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Bambini, adolescenti e adulti a

partire da 6 anni di età con

peso pari o superiore a 40 kg

Una dose iniziale di 80 mg (due

iniezioni da 40 mg in un

giorno) seguita da 40 mg dopo

Se è necessario indurre una

risposta più rapida, il medico

potrebbe prescrivere una dose

iniziale di 160 mg (quattro

iniezioni da 40 mg in un giorno

o due iniezioni da 40 mg al

giorno per due giorni

consecutivi), seguita da 80 mg

(due iniezioni da 40 mg in un

giorno) dopo due settimane.

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Il medico potrebbe aumentare

la dose a 40 mg ogni settimana

o 80 mg a settimane alterne.

Bambini e adolescenti di età

compresa tra 6 e 17 anni e con

peso inferiore a 40 kg

Una dose iniziale di 40 mg

seguita da 20 mg dopo due

Se è necessario indurre una

risposta più rapida, il medico

potrebbe prescrivere una dose

Il medico potrebbe aumentare

la frequenza della dose a

20 mg ogni settimana.

iniziale di 80 mg (due iniezioni

da 40 mg in un giorno), seguita

da 40 mg dopo due settimane.

Successivamente, la dose

abituale è di 20 mg a settimane

* Libmyris è disponibile solo come siringa pre-riempita da 40 mg, penna pre-riempita da 40 mg,

siringa pre-riempita da 80 mg e penna pre-riempita da 80 mg.. Pertanto, non è possibile somministrare

Libmyris a pazienti che richiedono meno di una dose completa di 40 mg.

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti Una dose iniziale di 160 mg

(quattro iniezioni da 40 mg in

un giorno o due iniezioni da

40 mg al giorno per due giorni

consecutivi), seguita da 80 mg

(due iniezioni da 40 mg in un

giorno) dopo due settimane.

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Il medico potrebbe aumentare

la dose a 40 mg ogni settimana

o 80 mg a settimane alterne.

Bambini e adolescenti a partire

da 6 anni di età e con peso

inferiore a 40 kg

Una dose iniziale di 80 mg (due

iniezioni da 40 mg in un

giorno), seguita da 40 mg (una

iniezione da 40 mg) due

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Si deve continuare ad assumere

adalimumab alla dose abituale,

anche dopo aver compiuto 18

anni di età.

Bambini e adolescenti a partire

da 6 anni di età e con peso pari

o superiore a 40 kg

Una dose iniziale di 160 mg

(quattro iniezioni da 40 mg in

un giorno o due iniezioni da

40 mg al giorno per due giorni

consecutivi), seguita da 80 mg

(due iniezioni da 40 mg in un

giorno) due settimane dopo.

Successivamente, la dose

abituale è di 80 mg a settimane

Si deve continuare ad assumere

adalimumab alla dose abituale,

anche dopo aver compiuto 18

anni di età.

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti Una dose iniziale di 80 mg

(due iniezioni da 40 mg in un

giorno), seguita da 40 mg a

settimane alterne a partire da

una settimana dopo la dose

I corticosteroidi o gli altri

farmaci che influiscono sul

sistema immunitario potranno

essere continuati durante il

trattamento con Libmyris.

Libmyris può essere

somministrato in monoterapia.

Bambini e adolescenti a partire 40 mg a settimane alterne Il medico potrebbe prescrivere

da 2 anni di età e con peso di

almeno 30 kg

una dose iniziale da 80 mg da

somministrare una settimana

prima dell’inizio della dose

abituale da 40 mg a settimane

alterne. L’uso di Libmyris è

raccomandato in associazione

Modo e via di somministrazione

Libmyris è somministrato per iniezione sotto la cute (per iniezione sottocutanea).

Istruzioni dettagliate su come somministrare Libmyris sono descritte nel paragrafo 7 ‘Istruzioni

Se usa più Libmyris di quanto deve

Se accidentalmente inietta Libmyris più frequentemente di quanto disposto dal medico o dal

farmacista, contatti il medico o il farmacista informandoli di aver assunto più farmaco. Conservi

sempre la scatola del farmaco, anche se vuota.

Se dimentica di usare Libmyris

Se dimentica di fare un’iniezione, deve iniettarsi la dose successiva di Libmyris non appena se ne

Dopodiché riprenda la dose regolarmente secondo lo schema posologico stabilito.

Se interrompe il trattamento con Libmyris

La decisione di interrompere l’uso di Libmyris deve essere discussa con il medico. I sintomi possono

ritornare se smette di usare Libmyris.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

li manifestino. La maggior parte degli effetti indesiderati si presenta in forma da lieve a moderata.

Tuttavia, alcuni possono essere gravi e richiedere trattamento. Effetti indesiderati possono manifestarsi

fino a 4 mesi dall’ultima iniezione di Libmyris.

Informi immediatamente il medico se nota una qualsiasi delle seguenti reazioni

eruzione cutanea grave, orticaria o altri segni di reazione allergica

gonfiore del viso, delle mani, dei piedi

difficoltà a respirare, difficoltà a deglutire

respiro corto sotto sforzo o in posizione sdraiata o piedi gonfi

Informi appena possibile il medico se nota una qualsiasi delle seguenti reazioni

segni di infezione come febbre, sensazione di malessere, ferite, problemi dentali, bruciore

stanchezza o debolezza

sdoppiamento della vista

debolezza delle braccia o gambe

gonfiore o piaga aperta che non guarisce

segni e sintomi che suggeriscono la comparsa di disturbi a carico del sistema emopoietico,

come la presenza di febbre persistente, lividi, emorragie, pallore

I sintomi sopra descritti possono essere segni dei seguenti effetti indesiderati, che sono stati osservati

Molto comuni (possono manifestarsi in più di 1 persona su 10)

reazioni nella sede d’iniezione (tra cui dolore, edema, arrossamento o prurito)

infezioni delle vie respiratorie (tra cui raffreddore, rinorrea, sinusite e polmonite)

nausea e vomito

Comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 10)

infezioni gravi (tra cui setticemia ed influenza)

infezioni intestinali (tra cui gastroenterite)

infezioni della pelle (tra cui cellulite e infezione da Herpes Zoster)

infezioni orali (tra cui infezioni dei denti ed herpes simplex)

infezioni dell’apparato riproduttivo

infezioni delle vie urinarie

infezioni da miceti

infezioni a carico delle articolazioni

tumore della pelle

reazioni allergiche (tra cui allergia stagionale)

cambiamenti d’umore (tra cui depressione)

disturbi del sonno

disturbi della sensibilità come formicolii, sensazione di fitte o intorpidimento

compressione di radice nervosa (tra cui dolore lombare e dolore alle gambe)

infiammazione degli occhi

infiammazione delle palpebre e tumefazione degli occhi

vertigini (sensazione di capogiro o rotazione)

sensazione di battito cardiaco accelerato

pressione del sangue elevata

ematoma (accumulo di sangue al di fuori dei vasi sanguigni)

dispepsia (indigestione, gonfiore, bruciore di stomaco)

disturbo da reflusso acido

sindrome sicca (tra cui secchezza degli occhi e della bocca)

eruzione cutanea pruriginosa

infiammazione della pelle (come eczema)

rottura delle unghie delle dita della mano e del piede

aumento della sudorazione

perdita di capelli

insorgenza o peggioramento della psoriasi

sangue nelle urine

edema (accumulo di liquidi)

riduzione delle piastrine nel sangue che aumenta il rischio di emorragia o di contusioni

difficoltà di cicatrizzazione

Non comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 100)

infezioni opportunistiche (che includono la tubercolosi ed altre infezioni che si verificano

quando si riducono le difese immunitarie)

infezioni neurologiche (tra cui la meningite virale)

infezioni degli occhi

diverticolite (infiammazione e infezione dell’intestino crasso)

tumori del sistema linfatico

disordini del sistema immunitario che possono colpire polmoni, cute e linfonodi (che si

presentano più comunemente come sarcoidosi)

vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni)

neuropatia (disturbi del sistema nervoso)

perdita dell’udito, ronzio

sensazione di battito cardiaco irregolare come palpitazioni

problemi al cuore che possono causare fiato corto o gonfiore a livello delle caviglie

infarto acuto del miocardio

formazione di una sacca nella parete di un’arteria principale, infiammazione e coagulo in una

vena, ostruzione di un vaso sanguigno

malattia polmonare che provoca fiato corto (inclusa infiammazione)

embolia polmonare (occlusione di una arteria polmonare)

versamento pleurico (anomala raccolta di liquido nello spazio pleurico)

infiammazione del pancreas che causa forti dolori all’addome ed alla schiena

difficoltà nella deglutizione

edema facciale (gonfiore del viso)

infiammazione della cistifellea, calcoli alla cistifellea

anormale catabolismo muscolare

lupus eritematoso sistemico (tra cui infiammazione della pelle, del cuore, del polmone, delle

articolazioni e di altri organi)

Rari (possono manifestarsi fino a 1 persona su 1.000)

leucemia (un tumore che colpisce il sangue e il midollo osseo)

reazione allergica grave con shock

disturbi neurologici (come infiammazione del nervo ottico e sindrome di Guillain-Barré che

può causare debolezza muscolare, sensazioni anomale, formicolio alle braccia ed alla parte

superiore del corpo)

fibrosi polmonare (cicatrici del polmone)

perforazione intestinale (buco nell’intestino)

riattivazione dell’epatite B

epatite autoimmune (infiammazione del fegato causata dal proprio sistema immunitario);

vasculite cutanea (infiammazione dei vasi sanguigni della pelle)

sindrome di Stevens-Johnson (i sintomi precoci includono malessere, febbre, cefalea ed

edema facciale (gonfiore del viso) associato a reazioni allergiche

eritema multiforme (rash cutaneo infiammatorio)

sindrome simile al lupus

angioedema (gonfiore localizzato della pelle)

reazione cutanea lichenoide (eruzione cutanea rosso-violacea pruriginosa)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

linfoma epato-splenico a cellule T (un raro tumore del sangue che spesso risulta fatale)

carcinoma a cellule di Merkel (un tipo di cancro della pelle)

sarcoma di Kaposi, una forma rara di cancro correlato a infezione da Herpes virus umano 8. Il

sarcoma di Kaposi si manifesta più comunemente con lesioni viola sulla pelle

peggioramento di una condizione chiamata dermatomiosite (che si manifesta come eruzione

cutanea accompagnata da debolezza muscolare)

Aumento di peso (per la maggior parte dei pazienti l’aumento di peso è stato basso)

Alcuni degli effetti indesiderati osservati con adalimumab possono essere asintomatici e possono

essere individuati solo attraverso gli esami del sangue. Questi includono:

Molto comuni (possono manifestarsi in più di 1 persona su 10)

bassa conta dei globuli bianchi

bassa conta dei globuli rossi

aumento dei lipidi nel sangue

aumento degli enzimi epatici

Comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 10):

aumento della conta dei globuli bianchi

riduzione della conta delle piastrine

aumento dell’acido urico nel sangue

alterazione del sodio nel sangue

riduzione del calcio nel sangue

riduzione del fosforo nel sangue

aumento dello zucchero nel sangue

aumento della lattatodeidrogenasi nel sangue

presenza di autoanticorpi nel sangue

riduzione del potassio nel sangue

Non comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 100)

livelli elevati di bilirubina nel sangue (esame epatico del sangue).

Rari (possono manifestarsi fino a 1 persona su 1.000):

bassa conta dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire

a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

5. Come conservare Libmyris

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta/ scatola dopo la

scritta Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare.

Tenere la penna pre-riempita nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Condizioni di conservazione alternative:

Quando necessario (per esempio quando viaggia) una singola Libmyris penna pre-riempita può essere

conservata a 20 °C – 25 °C per un periodo massimo di 30 giorni – assicurarsi di proteggere il

medicinale dalla luce. Una volta che viene rimossa dal frigorifero per essere conservata a 20 °C – 25

°C, la penna deve essere usata entro 30 giorni o buttata via, anche se viene posta di nuovo nel

Deve registrare la data in cui la penna viene tolta dal frigorifero la prima volta e la data dopo la quale

la penna deve essere buttata via.

Non usi questo medicinale se il liquido è torbido, ha cambiato colore, o presenta flocculi e particelle.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Libmyris

Il principio attivo è adalimumab.

Gli eccipienti sono sodio cloruro, saccarosio, polisorbato 80 (E 433), acqua per preparazioni

iniettabili, acido cloridrico (per l’aggiustamento del pH), sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH).

Descrizione dell’aspetto di Libmyris e contenuto della confezione

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita è fornito come 0,4 ml di soluzione

iniettabile sterile in un sistema di iniezione preriempito ad ago (autoiniettore) contenente una siringa di

vetro pre-riempita con un ago fisso e un tappo a stantuffo (gomma bromobutilica). La penna è un

dispositivo di iniezione meccanica monouso, portatile.

Ogni confezione contiene 1, 2 o 6 penne pre-riempite confezionate in blister con 1, 2 o 6 tamponi

imbevuti di alcool.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Libmyris può essere disponibile in siringa pre-riempita e/o in penna pre-riempita.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

Per ulteriori informazioni su questo medicinale, contatti il rappresentante locale del titolare

dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

UAB „STADA Baltics“

Tel: +370 52603926

STADA Bulgaria EOOD

Teл.: +359 29624626

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

STADA PHARMA CZ s.r.o.

Tel: +420 257888111

STADA Hungary Kft

Tel.: +36 18009747

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

Tel: +356 21337008

Tel: +49 61016030

Tel.: +31 765081000

UAB „STADA Baltics“

Tel: +372 53072153

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

BioARS Therapeutics A.E.

Τηλ: +30 210 7717598

STADA Arzneimittel GmbH

Tel: +43 136785850

Laboratorio STADA, S.L.

Tel: +34 934738889

STADA Pharm Sp. z o.o.

Tel: +48 227377920

Tél: +33 800970109

Tel: +351 211209870

Tel: +385 13764111

STADA M&D SRL

Tel: +40 213160640

Clonmel Healthcare Ltd.

Tel: +353 526177777

Tel: +386 15896710

STADA Arzneimittel AG

Sími: +49 61016030

STADA PHARMA Slovakia, s.r.o.

Tel: +421 252621933

Tel: +39 028310371

STADA Nordic ApS, Suomen sivuliike

Puh/Tel: +358 207416888

STADA Arzneimittel AG

Τηλ: +30 2106664667

STADA Nordic ApS

Tel: +45 44859999

UAB „STADA Baltics“

Tel: +371 28016404

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Altre fonti di informazione

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea

dei medicinali: https://www.ema.europa.eu.

7. Istruzioni per l’uso

ISTRUZIONI PER L'USO

Libmyris (adalimumab) penna pre-riempita

40 mg / 0,4 ml soluzione iniettabile, per uso sottocutaneo

Leggere attentamente queste istruzioni per l'uso prima di utilizzare Libmyris penna pre-

Il suo medico dovrebbe mostrarle come utilizzare Libmyris penna pre-riempita monouso prima di

usarla per la prima volta.

Anche se in passato ha utilizzato un’altra penna in commercio di adalimumab, questa penna funziona

in modo differente rispetto ad altre penne. È pregato di leggere completamente le istruzioni in modo

da capire come utilizzare correttamente Libmyris penna pre-riempita prima dell’iniezione.

Non usi la penna e si rivolga al medico o al farmacista se:

la soluzione appare torbida, ha cambiato colore o presenta flocculi e particelle,

è stata oltrepassata la data di scadenza,

la penna è stata esposta alla luce solare diretta,

la penna è caduta o è stata danneggiata.

Tenga il tappo trasparente fino al momento dell'iniezione. Tenga Libmyris penna pre-riempita

monouso fuori dalla portata dei bambini.

Legga tutte le istruzioni prima di usare Libmyris penna pre-riempita monouso.

Libmyris penna pre-riempita

Come devo conservare Libmyris penna pre-riempita monouso?

Conservi Libmyris penna pre-riempita monouso nella confezione originale in frigorifero tra 2 °C e 8

°C. Se necessario, ad esempio quando è in viaggio, può anche conservare Libmyris penna pre-riempita

a temperatura compresa tra 20 °C e 25 °C per un massimo di 30 giorni.

Vedere la sezione "Informazioni sulla conservazione" alla fine di queste istruzioni per ulteriori

STEP 1: Togliere Libmyris penna pre-riempita dal frigorifero e lasciarla a temperatura tra 20

°C e 25 °C per 15-30 minuti prima dell’iniezione

Step 1a Tolga Libmyris penna pre-riempita dal frigorifero (vedere Figura A).

Step 1b. Lasci Libmyris penna pre-riempita a temperatura compresa tra 20°C e 25°C per 15-30 minuti

prima dell'iniezione (vedere Figura B).

Non rimuova il tappo trasparente mentre attende che Libmyris penna pre-riempita raggiunga i

20 °C – 25 °C.

Non riscaldi Libmyris penna pre-riempita in altri modi. Ad esempio, non riscaldi in microonde

o nell’acqua calda.

Non usi la penna pre-riempita se la soluzione è stata congelata (anche se scongelata).

STEP 2: controllare la data di scadenza, prendere ciò che serve e lavarsi le mani

Step 2a Controlli la data di scadenza sull'etichetta di Libmyris penna pre-riempita (vedere Figura C).

Non usi Libmyris penna pre-riempita se è stata oltrepassata la data di scadenza (Scad.).

Step 2b Disponga quanto segue su una superficie pulita e piana (vedere Figura D):

1 Libmyris penna pre-riempita e tampone imbevuto di alcol

1 batuffolo di cotone o garza (non incluso)

Contenitore per lo smaltimento di oggetti taglienti resistente alla perforazione (non incluso).

Vedere Step 9 alla fine di queste istruzioni per l'uso su come gettare (smaltire) Libmyris

Step 2c Si lavi e si asciughi le mani (vedere Figura E).

STEP 3: scegliere e pulire il sito di iniezione

Step 3a Scelga un sito di iniezione (vedere Figura F):

sulla parte anteriore della coscia o

sull’addome (pancia) ad almeno 5 cm dall'ombelico.

Almeno a 3 cm dall'ultimo sito di iniezione.

Step 3b Strofini il sito di iniezione con movimenti circolari con il tampone imbevuto di alcol (vedere

Non inietti attraverso i vestiti.

Non inietti nei punti in cui la pelle appare dolorante, con lividi, arrossata, dura, con cicatrici,

smagliature o in aree con psoriasi a placche.

STEP 4 controllare il medicinale attraverso la finestra di ispezione

Step 4a Tenga Libmyris penna pre-riempita con la parte grigia dell'impugnatura rivolta verso l'alto.

Controlli la finestra di ispezione (vedere Figura H).

È normale vedere 1 o più bolle nella finestra.

Verifichi che la soluzione sia limpida e incolore.

Non usi Libmyris penna pre-riempita se la soluzione è torbida o contiene particelle.

Non usi Libmyris penna pre-riempita se è caduta o è stata danneggiata.

STEP 5: rimuovere il tappo trasparente

Step 5a Rimuova il tappo trasparente (vedere Figura I).

È normale vedere alcune gocce di liquido fuoriuscire dall'ago.

Step 5b Getti il tappo trasparente.

Non rimetta il tappo trasparente sulla penna. Questo potrebbe danneggiare l'ago. La penna è pronta per

l'uso dopo aver rimosso il tappo trasparente.

Step 5c Ruoti Libmyris penna pre-riempita in modo che la custodia arancione dell'ago punti verso il

sito di iniezione.

STEP 6: afferrare la pelle e posizionare Libmyris penna pre-riempita sul sito di iniezione

Step 6a Afferri la pelle nel sito di iniezione per creare una zona rialzata e la tenga saldamente.

Step 6b Posizioni la custodia arancione dell'ago diritto (angolo di 90˚) contro il sito di iniezione

(vedere Figura J).

Tenga la penna in modo da riuscire a vedere la finestra di ispezione.

STEP 7: fare l'iniezione

Step 7a Prema e continui a tenere premuta la penna verso il basso contro il sito di iniezione (vedere

Il primo "clic" indicherà l'inizio dell'iniezione (vedere la Figura K). Potrebbero essere

necessari fino a 10 secondi dopo il primo "clic" per completare.

Continui a premere la penna verso il basso contro il sito di iniezione.

L'iniezione sarà completa quando l'indicatore arancione avrà smesso di muoversi e si potrà

sentire un secondo "clic" (vedere Figura L).

Non sollevi o lasci andare la pressione dal sito di iniezione fino a quando l’iniezione è completa.

STEP 8: estrarre Libmyris penna pre-riempita dalla pelle e trattarla

Step 8a Quando l'iniezione è completata, estragga lentamente Libmyris penna pre-riempita dalla pelle.

La custodia arancione dell'ago coprirà la punta dell'ago (vedere Figura M).

Se nel sito di iniezione è presente più di qualche goccia di liquido, contatti il suo medico per chiedere

Step 8b Dopo aver completato l'iniezione, applichi un batuffolo di cotone o una garza sulla pelle nel

sito di iniezione.

È normale che si verifichi un leggero sanguinamento al sito di iniezione.

STEP 9: come devo smaltire Libmyris penna pre-riempita usata?

Step 9a Getti gli aghi, le penne e gli oggetti taglienti usati in un contenitore per lo smaltimento di

oggetti taglienti subito dopo l'uso (vedere Figura N).

Non getti (smaltisca) la penna nei rifiuti domestici.

Step 9b I tappi trasparenti, il tampone imbevuto di alcol, il batuffolo di cotone o la garza e la

confezione possono essere gettati nei rifiuti domestici.

Se non si dispone di un contenitore per lo smaltimento di oggetti taglienti, è possibile utilizzare un

contenitore domestico che sia:

realizzato in plastica resistente,

chiuso con un coperchio aderente e resistente alle forature, senza che gli oggetti taglienti

in posizione verticale e stabile durante l'uso,

resistente alle perdite e

adeguatamente etichettato per avvertire della presenza di rifiuti pericolosi all'interno del

Quando il contenitore per oggetti taglienti è quasi pieno, dovrà seguire le linee guida locali per

smaltire correttamente il contenitore per oggetti taglienti.

Non getti i contenitori per rifiuti taglienti usati nei rifiuti domestici.

Non ricicli il contenitore per lo smaltimento di oggetti taglienti usati.

Foglio illustrativo: informazioni per il paziente

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di

nuove informazioni sulla sicurezza. Lei può contribuire segnalando qualsiasi effetto indesiderato

riscontrato durante l’assunzione di questo medicinale. Vedere la fine del paragrafo 4 per le

informazioni su come segnalare gli effetti indesiderati.

Legga attentamente questo foglio prima di usare questo medicinale perché contiene importanti

informazioni per lei

Conservi questo foglio. Potrebbe avere bisogno di leggerlo di nuovo.

Il medico le consegnerà una Scheda Promemoria per il Paziente, che contiene importanti

informazioni sulla sicurezza, che ha bisogno di sapere prima di iniziare ad assumere Libmyris e

durante il trattamento con Libmyris. Conservi questa Scheda Promemoria per il Paziente

durante il trattamento e per 4 mesi dopo l'ultima iniezione di Libmyris.

Se ha qualsiasi ulteriore dubbio, si rivolga al medico o al farmacista.

Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia ad altre persone, anche se i

sintomi della malattia sono uguali ai suoi, perché potrebbe essere pericoloso.

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si

rivolga al medico o al farmacista. Vedere paragrafo 4.

Contenuto di questo foglio

1. Cos’è Libmyris e a cosa serve

2. Cosa deve sapere prima di usare Libmyris

3. Come usare Libmyris

4. Possibili effetti indesiderati

5. Come conservare Libmyris

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

7. Istruzioni per l’uso

1. Cos’è Libmyris e a cosa serve

Libmyris contiene il principio attivo adalimumab.

Libmyris è utilizzato per il trattamento di

Psoriasi a placche

Malattia di Crohn

Il principio attivo contenuto in Libmyris, adalimumab, è un anticorpo monoclonale umano. Gli

anticorpi monoclonali sono proteine che si legano ad un bersaglio specifico.

Il bersaglio di adalimumab è una proteina denominata fattore di necrosi tumorale (TNFα), che è

coinvolto nel sistema immunitario (di difesa) ed è presente a concentrazioni maggiori nelle malattie

infiammatorie elencate sopra. Attraverso il legame al TNFα, Libmyris diminuisce il processo

infiammatorio di queste malattie.

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria delle articolazioni.

Libmyris è usato per trattare l’artrite reumatoide di grado da moderato a severo negli adulti.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci modificanti la malattia, quali il metotressato. Se la

risposta a tali farmaci non è soddisfacente, le verrà dato Libmyris.

Libmyris può essere anche utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide grave, attiva e

progressiva senza precedente trattamento con metotressato.

Libmyris può rallentare la progressione del danno alle articolazioni causato dalla malattia

infiammatoria e può aiutarle a muoversi più liberamente.

Il medico deciderà se Libmyris deve essere assunto con il metotressato oppure da solo.

Psoriasi a placche

La psoriasi a placche è una condizione della pelle che causa chiazze rossastre, squamose e indurite di

pelle ricoperta da squame argentee. La psoriasi a placche può anche colpire le unghie, provocandone

la rottura, l’ispessimento e il sollevamento dal letto dell’unghia, che può essere doloroso.

Libmyris è usato per trattare la psoriasi a placche cronica di grado da moderato a severo negli adulti.

L’Idrosadenite suppurativa (chiamata a volte acne inversa) è una malattia infiammatoria cronica della

pelle e spesso è dolorosa. I sintomi possono includere noduli dolorosi e ascessi (cisti) che possono

drenare pus. Più frequentemente colpisce aree specifiche della pelle, come la regione sottomammaria,

le ascelle, l’interno cosce, l’inguine e le natiche. Nelle aree colpite si possono anche formare delle

Libmyris è utilizzato per trattare:

l’idrosadenite suppurativa di grado da moderato a severo negli adulti e

l’idrosadenite suppurativa di grado da moderato a severo negli adolescenti di età compresa tra 12

e 17 anni.

Libmyris può ridurre il numero di noduli e di ascessi provocati dalla malattia e il dolore che spesso è

associato a questa malattia. Inizialmente possono essere assunti altri medicinali. Se la risposta a questi

farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato Libmyris.

Malattia di Crohn

La malattia di Crohn è un’infiammazione del tratto digerente.

Libmyris è usato per trattare:

la malattia di Crohn di grado da moderato a severo negli adulti

la malattia di Crohn di grado da moderato a severo nei bambini e adolescenti di età compresa tra

6 e 17 anni.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere

adeguata, le verrà dato Libmyris per trattare la malattia di Crohn.

La colite ulcerosa è un’infiammazione dell’intestino crasso.

Libmyris è usato per trattare

la colite ulcerosa di grado da moderato a severo negli adulti e

la colite ulcerosa di grado da moderato a severo nei bambini e negli adolescenti di età compresa

tra 6 e 17 anni

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere

adeguata, le verrà dato Libmyris.

Uveite non infettiva

L’uveite non infettiva è una malattia infiammatoria che colpisce alcune parti dell’occhio.

Libmyris è impiegato per il trattamento di:

adulti con uveite non infettiva con infiammazione che interessa il fondo dell’occhio

bambini dai 2 anni di età con uveite cronica non infettiva con infiammazione che interessa la

parte anteriore dell’occhio.

Questa infiammazione può portare a una diminuzione della visione e/o alla presenza di corpi mobili

nell’occhio (punti neri o linee sottili che si muovono attraverso il campo visivo). Libmyris agisce

riducendo questa infiammazione. Le verranno prima somministrati altri farmaci. Nel caso in cui Lei

non risponda in maniera sufficientemente adeguata a questi farmaci, le verrà somministrato Libmyris.

2. Cosa deve sapere prima di usare Libmyris

Non usi Libmyris:

Se è allergico ad adalimumab o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6).

In presenza di tubercolosi attiva o altre infezioni gravi (vedere “Avvertenze e precauzioni”). È

importante comunicare al medico se ha segni o sintomi di infezione, come per esempio febbre,

ferite, sensazione di stanchezza, problemi dentali.

In presenza di insufficienza cardiaca moderata o severa. È importante riferire al medico se c’è

stata o è presente una condizione cardiaca grave (vedere “Avvertenze e precauzioni”).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Libmyris

In caso di reazioni allergiche con sintomi quali senso d’oppressione toracica, respiro sibilante,

capogiro, gonfiore o eruzione cutanea, non assuma più Libmyris e contatti il medico

immediatamente considerato che, in rari casi, queste reazioni possono essere pericolose per la

In caso d’infezione, comprese infezioni a lungo termine o un’infezione in una parte del corpo (per

esempio, ulcere alle gambe) consulti il medico prima di iniziare il trattamento con Libmyris. Se

ha dubbi, contatti il medico.

È possibile contrarre più facilmente infezioni durante il trattamento con Libmyris. Questo rischio

può aumentare se ha problemi ai polmoni. Queste infezioni possono essere gravi ed includere:

infezioni causate da virus, funghi, parassiti o batteri,

infezioni gravi nel sangue (sepsi)

In rari casi, queste infezioni possono essere rischiose per la vita del paziente. È importante comunicare

al medico se manifesta sintomi quali febbre, ferite, sensazione di stanchezza o problemi dentali. Il

medico potrebbe dirle di interrompere Libmyris per un periodo di tempo.

Informi il medico se vive o viaggia in regioni dove le infezioni fungine sono molto comuni (ad

esempio istoplasmosi, coccidioidomicosi o blastomicosi).

Informi il medico se ha avuto infezioni che continuano a ripresentarsi o se ha altre patologie che

aumentano il rischio di infezione.

Se ha più di 65 anni, potrebbe contrarre infezioni più facilmente mentre assume Libmyris. Lei e il

medico dovete prestare particolare attenzione ai segni di infezione durante il trattamento con

Libmyris. È importante comunicare al medico se manifesta sintomi di infezioni quali febbre,

ferite, sensazione di stanchezza o problemi dentali.

È molto importante comunicare al medico se ha mai avuto la tubercolosi, o se è stato a contatto

con qualcuno che ha avuto la tubercolosi. Non deve assumere Libmyris se è affetto da tubercolosi

Poiché si sono verificati dei casi di tubercolosi in pazienti sottoposti a trattamento con

adalimumab, il medico dovrà controllare se presenta segni o sintomi tipici della tubercolosi

prima di iniziare la terapia con Libmyris. Questo comporterà una valutazione medica

approfondita del la sua anamnesi e appropriati esami clinici (ad esempio una radiografia del

torace e il test alla tubercolina). L’esecuzione e i risultati di tali esami devono essere registrati

nella Scheda Promemoria per il Paziente.

La tubercolosi si può manifestare durante la terapia nonostante lei abbia ricevuto un

trattamento per la prevenzione della tubercolosi.

Contatti immediatamente il medico se durante o dopo la terapia compaiono sintomi di

tubercolosi (ad esempio tosse che non scompare, perdita di peso, mancanza di energia, febbre

leggera) o di altre infezioni.

Comunichi al medico se lei è portatore del virus dell’epatite B (HBV), se ha un’infezione in fase

attiva da virus dell’epatite B o se pensa di poter essere a rischio di contrarre il virus dell’epatite B.

Il medico la deve testare per l’infezione da virus dell’epatite B. Nei portatori di HBV,

l’assunzione di adalimumab può indurre il virus ad attivarsi nuovamente.

In alcuni rari casi, soprattutto se il paziente è sottoposto a terapia con altri farmaci che

sopprimono il sistema immunitario, la riattivazione del virus dell’epatite B può mettere a

repentaglio la vita del paziente.

Interventi chirurgici o procedure dentistiche

Prima di un intervento chirurgico o di procedure dentistiche, informi il medico che sta assumendo

Libmyris. Il medico potrebbe consigliarle la sospensione temporanea di Libmyris.

Se è affetto da o sviluppa una malattia demielinizzante (malattia che colpisce lo strato isolante

attorno ai nervi, come la sclerosi multipla), il medico deciderà se è il caso di iniziare o continuare

a ricevere il trattamento con Libmyris. Informi il medico immediatamente nel caso in cui lei

manifesti sintomi quali variazioni nella visione, debolezza di braccia o gambe o intorpidimento o

formicolio che interessi qualsiasi parte del corpo.

Certi vaccini possono causare infezioni e non devono essere somministrati durante il trattamento

Consulti il medico prima di sottoporsi a vaccinazioni.

Si raccomanda, se possibile, di sottoporre i bambini a tutte le vaccinazioni previste per la loro

età prima di iniziare il trattamento con Libmyris.

Se ha assunto Libmyris durante la gravidanza, il bambino potrebbe avere un maggior rischio

di contrarre tale infezione fino a circa 5 mesi dopo l’ultima somministrazione di Libmyris

effettuata. È importante che lei riferisca al pediatra o ad altro operatore sanitario del suo

utilizzo di Libmyris durante la gravidanza, cosicché possano decidere quando il bambino deve

ricevere qualsiasi tipo di vaccinazione.

In caso abbia una lieve insufficienza cardiaca e venga trattato con Libmyris, lo stato della sua

insufficienza cardiaca deve essere monitorato attentamente dal medico. È importante informare il

medico se ha avuto o ha una grave condizione cardiaca. Se sviluppa nuovi sintomi di

insufficienza cardiaca o se i sintomi già esistenti dovessero peggiorare (ad es. respiro corto o

gonfiore dei piedi), contatti immediatamente il medico. Il medico deciderà se deve assumere

Febbre, lividi, emorragie o pallore

In alcuni pazienti l’organismo può non essere in grado di produrre un quantitativo di cellule

ematiche sufficiente e tale da combattere le infezioni o ad arrestare un’emorragia. Il medico

potrebbe decidere di interrompere la terapia. Nel caso in cui abbia febbre persistente, lividi o

facilità di sanguinamento o pallore, si rivolga immediatamente al medico.

Nei pazienti, sia bambini sia adulti, sottoposti a trattamento con adalimumab o con altri farmaci

anti-TNF, si sono manifestati molto raramente alcuni tipi di tumori.

I pazienti con artrite reumatoide di grave entità da molto tempo possono presentare un rischio

superiore alla media di sviluppare un linfoma (un tumore che colpisce il sistema linfatico) e

leucemia (un tumore che colpisce il sangue e il midollo osseo).

Se lei assume Libmyris, il rischio di contrarre linfomi, leucemia o altri tumori può aumentare.

In rare circostanze, nei pazienti sottoposti a terapia con adalimumab, è stato osservato un tipo

di linfoma non comune e grave. Alcuni di questi pazienti erano anche in terapia con

azatioprina o 6-mercaptopurina.

Avvisi il medico se sta assumendo azatioprina o 6-mercaptopurina con Libmyris.

Nei pazienti che assumono adalimumab, sono stati osservati casi di carcinoma cutaneo non

Se dovessero comparire nuove lesioni cutanee nel corso della terapia o successivamente ad

essa o se l’aspetto delle lesioni già esistenti si dovesse modificare, lo riferisca al medico.

Ci sono stati casi di neoplasie, oltre al linfoma, in pazienti con uno specifico tipo di malattia del

polmone chiamata Malattia Polmonare Cronica Ostruttiva (COPD) trattati con un altro anti-TNF.

Se soffre di COPD, o fuma molto, deve discutere con il medico se è appropriato il trattamento

con un anti-TNF.

Raramente, il trattamento con Libmyris può portare alla manifestazione di una sindrome come il

lupus. Informi il medico qualora si manifestino sintomi come eruzione cutanea persistente di

natura inspiegabile, febbre, dolore alle articolazioni o affaticamento.

Bambini e adolescenti

Vaccinazioni: se possibile, i bambini devono aver già fatto tutte le vaccinazioni prima di usare

Altri medicinali e Libmyris

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere

qualsiasi altro medicinale.

Non usi Libmyris con medicinali che contengono i seguenti principi attivi a causa del rischio

aumentato di avere infezioni gravi:

Libmyris può essere assunto con:

altri farmaci antireumatici modificanti la malattia (ad esempio sulfasalazina, idrossiclorochina,

leflunomide e sali d’oro per via parenterale)

steroidi o analgesici, compresi i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).

Se ha dubbi, si rivolga al medico.

Gravidanza e allattamento

Deve considerare l’utilizzo di un’adeguata misura contraccettiva per prevenire una gravidanza e

continuarne l’utilizzo per almeno 5 mesi dopo l’ultima terapia con Libmyris.

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza chieda consiglio al

suo medico circa l’assunzione di questo medicinale.

Libmyris deve essere usato durante la gravidanza solo se necessario.

Secondo uno studio sulla gravidanza, non è stato riscontrato un rischio maggiore di difetti alla

nascita quando la madre aveva ricevuto adalimumab durante la gravidanza, rispetto a madri che

avevano la stessa patologia ma che non avevano ricevuto adalimumab.

Libmyris può essere usato durante l’allattamento con latte materno.

Se assume Libmyris durante la gravidanza, il bambino potrebbe avere un maggior rischio di

É importante che lei riferisca al pediatra o ad altro operatore sanitario del suo utilizzo di Libmyris

durante la gravidanza, prima che il bambino riceva qualsiasi tipo di vaccinazione. Per maggiori

informazioni sulle vaccinazioni consulti la sezione “Avvertenze e precauzioni”.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Libmyris può influenzare, benché solo in maniera modesta, la sua capacità di guidare, andare in

bicicletta o utilizzare macchinari. In seguito all’uso di Libmyris, si possono avere disturbi della vista e

la sensazione che l’ambiente in cui ci si trova ruoti.

Libmyris contiene sodio e polisorbato 80

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 0,8 ml, cioè essenzialmente ‘senza

Questo medicinale contiene 1 mg di polisorbato 80 per ogni ml. I polisorbati possono provocare

reazioni allergiche. Informi il suo medico se ha allergie note.

3. Come usare Libmyris

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha

dubbi, consulti il medico o il farmacista.

Le dosi raccomandate di Libmyris per ciascuno degli usi approvati sono mostrate nella tabella

sottostante. Il medico potrebbe prescrivere un altro dosaggio di Libmyris in caso ne avesse bisogno.

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti 40 mg a settimane alterne Nell’artrite reumatoide si

continua ad assumere il

metotressato durante il

trattamento con Libmyris. Se il

medico decide che il

metotressato non è appropriato,

Libmyris può essere

somministrato da solo.

Se è affetto da artrite

reumatoide e non assume

metotressato in associazione ad

Libmyris, il medico può

decidere di prescriverle 40 mg

di Libmyris ogni settimana o

80 mg a settimane alterne.

Psoriasi a placche

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti La prima dose da 80 mg

(un’iniezione da 80 mg),

seguita da 40 mg a settimane

alterne, a partire da una

settimana dopo l’assunzione

della prima dose.

Se ha una risposta insufficiente,

il medico può aumentare la

dose fino a 40 mg ogni

settimana o 80 mg a settimane

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti La prima dose da 160 mg (due

iniezioni da 80 mg in un giorno

o un’iniezione da 80 mg al

giorno per due giorni

consecutivi), seguita da una

dose da 80 mg (un’iniezione da

80 mg) due settimane dopo.

Dopo altre due settimane,

continui con una dose di 40 mg

ogni settimana o 80 mg a

settimane alterne, come

prescritto dal medico.

Si consiglia di effettuare

giornalmente un lavaggio

antisettico sulle aree

Adolescenti di età compresa tra

12 e 17 anni con peso uguale o

superiore a 30 kg

La prima dose da 80 mg (una

iniezione da 80 mg), seguita da

40 mg a settimane alterne a

partire da una settimana dopo.

Se ha una risposta insufficiente

a 40 mg di Libmyris a

settimane alterne, il medico

può aumentare la dose fino a

40 mg ogni settimana o 80 mg

a settimane alterne.

Si consiglia di effettuare

giornalmente un lavaggio

antisettico sulle aree

Malattia di Crohn

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e con che

Bambini, adolescenti e

adulti a partire dai 6

anni di età con un peso

uguale o superiore a

La prima dose da 80 mg (un’iniezione da

80 mg), seguita da 40 mg due settimane dopo.

Se è necessaria una risposta più rapida, il

medico può prescrivere una prima dose da

160 mg (due iniezioni da 80 mg in un giorno

o un’iniezione da 80 mg al giorno per due

giorni consecutivi), seguita da 80 mg

(un’iniezione da 80 mg) due settimane dopo.

Successivamente, la dose abituale è di 40 mg

a settimane alterne.

Il medico può

aumentare la dose fino a

40 mg ogni settimana o

80 mg a settimane

Bambini e adolescenti

di età compresa tra 6 e

17 anni con un peso

minore di 40 kg

Libmyris siringa pre-riempita 80 mg non deve essere utilizzata nei

bambini o negli adolescenti di peso inferiore a 40 kg con malattia di

Crohn, poiché non è possibile somministrare dosi inferiori a 80 mg.

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti La prima dose da 160 mg (due

iniezioni da 80 mg in un giorno

o un’iniezione da 80 mg al

giorno per due giorni

consecutivi), seguita da 80 mg

(un’iniezione da 80 mg) due

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Il medico può aumentare la

dose fino a 40 mg ogni

settimana o 80 mg a settimane

Bambini e adolescenti a partire

dai 6 anni di età con peso

inferiore a 40 kg

Una dose iniziale di 80 mg

(una iniezione da 80 mg),

seguita da 40 mg (una

iniezione da 40 mg) due

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Si deve continuare ad assumere

adalimumab alla dose abituale,

anche dopo aver compiuto 18

anni di età.

Bambini e adolescenti a partire

dai 6 anni di età con un peso

uguale o superiore a 40 kg

Una dose iniziale di 160 mg

(due iniezioni da 80 mg in un

giorno o una iniezione da

80 mg al giorno per due giorni

consecutivi), seguita da 80 mg

(una iniezione da 80 mg) due

Successivamente, la dose

abituale è di 80 mg a settimane

Si deve continuare ad assumere

adalimumab alla dose abituale,

anche dopo aver compiuto 18

anni di età.

Uveite non infettiva

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti La prima dose da 80 mg

(un’iniezione da 80 mg),

seguita da 40 mg a settimane

L’uso di corticosteroidi o altri

medicinali che interessano il

sistema immunitario può essere

continuato mentre si usa

alterne a cominciare da una

settimana dopo la prima dose.

Libmyris. Libmyris può anche

essere somministrato da solo.

Bambini e adolescenti a partire

dai 2 anni di età e con peso

uguale o superiore a 30 kg

40 mg a settimane alterne Il medico potrebbe prescrivere

una dose iniziale da 80 mg da

somministrare una settimana

rima dell’inizio della dose

abituale da 40 mg a settimane

alterne. L’uso di Libmyris è

raccomandato in associazione

Modo e via di somministrazione

Libmyris è somministrato per iniezione sotto la cute (per iniezione sottocutanea).

Istruzioni dettagliate per l’iniezione di Libmyris si trovano alla sezione 7 “Istruzioni per l’uso”.

Se usa più Libmyris di quanto deve

Se accidentalmente inietta Libmyris più frequentemente di quanto disposto dal medico o dal

farmacista, contatti il medico o il farmacista informandoli di aver assunto più farmaco. Conservi

sempre la scatola del farmaco, anche se vuota.

Se dimentica di usare Libmyris

Se dimentica di fare un’iniezione, deve iniettarsi la dose successiva di Libmyris non appena se ne

ricorda. Dopodiché riprenda la dose regolarmente secondo lo schema posologico stabilito.

Se interrompe il trattamento con Libmyris

La decisione di interrompere l’uso di Libmyris deve essere discussa con il medico. I sintomi possono

ritornare se interrompe l’assunzione di Libmyris.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

li manifestino. La maggior parte degli effetti indesiderati si presenta in forma da lieve a moderata.

Tuttavia, alcuni possono essere gravi e richiedere trattamento. Effetti indesiderati possono manifestarsi

fino a 4 mesi dall’ultima iniezione di Libmyris.

Informi immediatamente il medico se nota una qualsiasi delle seguenti reazioni

eruzione cutanea grave, orticaria o altri segni di reazione allergica

gonfiore del viso, delle mani, dei piedi

difficoltà a respirare, difficoltà a deglutire

respiro corto durante l’attività fisica o in posizione sdraiata o piedi gonfi.

Informi appena possibile il medico se nota una qualsiasi delle seguenti reazioni

segni di infezione come febbre, sensazione di malessere, ferite, problemi dentali, bruciore

stanchezza o debolezza

sdoppiamento della vista

debolezza delle braccia o gambe

gonfiore o piaga aperta che non guarisce

segni e sintomi che suggeriscono la comparsa di disturbi a carico del sistema emopoietico, come

la presenza di febbre persistente, lividi, emorragie, pallore

I sintomi sopra descritti possono essere segni dei seguenti effetti indesiderati, che sono stati osservati

Molto comuni (possono manifestarsi in più di 1 persona su 10)

reazioni nella sede d’iniezione (tra cui dolore, edema, arrossamento o prurito)

infezioni delle vie respiratorie (tra cui raffreddore, rinorrea, sinusite e polmonite)

nausea e vomito

Comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 10)

infezioni gravi (tra cui setticemia ed influenza)

infezioni intestinali (tra cui gastroenterite)

infezioni della pelle (tra cui cellulite e infezione da Herpes Zoster)

infezioni orali (tra cui infezioni dei denti ed herpes simplex)

infezioni dell’apparato riproduttivo

infezioni delle vie urinarie

infezioni da miceti

infezioni a carico delle articolazioni

tumore della pelle;

reazioni allergiche (tra cui allergia stagionale)

cambiamenti d’umore (tra cui depressione)

disturbi del sonno

disturbi della sensibilità come formicolii, sensazione di fitte o intorpidimento

compressione di radice nervosa (tra cui dolore lombare e dolore alle gambe)

infiammazione degli occhi

infiammazione delle palpebre e tumefazione degli occhi

vertigini (sensazione di capogiro o giramento di testa)

sensazione di battito cardiaco accelerato

pressione del sangue elevata

ematoma (accumulo di sangue fuori dai vasi sanguigni)

dispepsia (indigestione, gonfiore, bruciore di stomaco)

disturbo da reflusso acido

sindrome sicca (tra cui secchezza degli occhi e della bocca)

eruzione cutanea pruriginosa

infiammazione della pelle (come eczema)

rottura delle unghie delle dita della mano e del piede

aumento della sudorazione

perdita di capelli

insorgenza o peggioramento della psoriasi

sangue nelle urine

riduzione delle piastrine nel sangue che aumenta il rischio di emorragia o di contusioni

difficoltà di cicatrizzazione

Non comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 100)

infezioni opportunistiche (che includono la tubercolosi ed altre infezioni che si verificano quando

si riducono le difese immunitarie)

infezioni neurologiche (tra cui la meningite virale)

infezioni degli occhi

diverticolite (infiammazione e infezione dell’intestino crasso)

tumori del sistema linfatico

disordini del sistema immunitario che possono colpire polmoni, cute e linfonodi (che si

presentano più comunemente come sarcoidosi)

vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni)

neuropatia (disturbo a carico dei nervi)

perdita dell’udito, ronzio

sensazione di battito cardiaco irregolare come palpitazioni

problemi al cuore che possono causare fiato corto o gonfiore a livello delle caviglie

infarto acuto del miocardio

formazione di una sacca nella parete di un’arteria principale, infiammazione e coagulo in una

vena, ostruzione di un vaso sanguigno

malattia polmonare che provoca fiato corto (inclusa infiammazione)

embolia polmonare (occlusione di una arteria polmonare)

versamento pleurico (anomala raccolta di liquido nello spazio pleurico)

infiammazione del pancreas che causa forti dolori all’addome ed alla schiena

difficoltà nella deglutizione

edema facciale (gonfiore della faccia)

infiammazione della cistifellea, calcoli alla cistifellea

anormale catabolismo muscolare

lupus eritematoso sistemico (tra cui infiammazione della pelle, del cuore, del polmone, delle

articolazioni e di altri organi)

Rari (possono manifestarsi fino a 1 persona su 1.000)

leucemia (un tumore che colpisce il sangue e il midollo osseo)

reazione allergica grave con shock

disturbi neurologici (come infiammazione del nervo ottico e sindrome di Guillain-Barré che può

causare debolezza muscolare, sensazioni anomale, formicolio alle braccia ed alla parte superiore

fibrosi polmonare (cicatrici del polmone)

perforazione intestinale (buco nell’intestino)

riattivazione dell’epatite B

epatite autoimmune (infiammazione del fegato causata dal proprio sistema immunitario);

vasculite cutanea (infiammazione dei vasi sanguigni della pelle)

sindrome di Stevens-Johnson (i sintomi precoci includono malessere, febbre, cefalea ed eruzione

edema facciale (gonfiore della faccia) associato a reazioni allergiche

eritema multiforme (rash cutaneo infiammatorio)

sindrome simile al lupus

angioedema (gonfiore localizzato della pelle)

reazione cutanea lichenoide (eruzione cutanea rosso-violacea pruriginosa)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

linfoma epato-splenico a cellule T (un raro tumore del sangue che spesso risulta fatale)

carcinoma a cellule di Merkel (un tipo di cancro della pelle)

sarcoma di Kaposi, una forma rara di cancro correlato a infezione da Herpes virus umano 8. Il

sarcoma di Kaposi si manifesta più comunemente con lesioni viola sulla pelle

peggioramento di una condizione chiamata dermatomiosite (che si manifesta come eruzione

cutanea accompagnata da debolezza muscolare)

aumento di peso (per la maggior parte dei pazienti l’aumento di peso è stato basso)

Alcuni degli effetti indesiderati osservati con adalimumab possono essere asintomatici e possono

essere individuati solo attraverso gli esami del sangue. Questi includono:

Molto comuni (possono manifestarsi in più di 1 persona su 10)

bassa conta dei globuli bianchi

bassa conta dei globuli rossi

aumento dei lipidi nel sangue

aumento degli enzimi epatici

Comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 10)

aumento della conta dei globuli bianchi

riduzione della conta delle piastrine

aumento dell’acido urico nel sangue

alterazione del sodio nel sangue

riduzione del calcio nel sangue

riduzione del fosforo nel sangue

aumento dello zucchero nel sangue

aumento della lattato deidrogenasi nel sangue

presenza di autoanticorpi nel sangue

riduzione del potassio nel sangue

Non comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 100)

livelli elevati di bilirubina nel sangue (esame epatico del sangue)

Rari (possono manifestarsi fino a 1 persona su 1.000)

bassa conta dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire

a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

5. Come conservare Libmyris

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta/scatola dopo la scritta

Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare.

Tenere la siringa pre-riempita nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Condizioni di conservazione alternative:

Quando necessario (per esempio quando viaggia) una singola Libmyris siringa pre-riempita può essere

conservata a 20 °C – 25 °C per un periodo massimo di 30 giorni – assicurarsi di proteggere il

medicinale dalla luce. Una volta che viene rimossa dal frigorifero per essere conservata a 20 °C – 25

°C, la siringa deve essere usata entro 30 giorni o buttata via, anche se viene posta di nuovo nel

Deve registrare la data in cui la siringa viene tolta dal frigorifero la prima volta e la data dopo la quale

la siringa deve essere buttata via.

Non usi questo medicinale se il liquido appare torbido, ha cambiato colore, o presenta flocculi e

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al medico o al

farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Libmyris

Il principio attivo è adalimumab.

Gli eccipienti sono sodio cloruro, saccarosio, polisorbato 80 (E 433), acqua per preparazioni

iniettabili, acido cloridrico (per l’aggiustamento del pH), sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH).

Descrizione dell’aspetto di Libmyris siringa pre-riempita e contenuto della confezione

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in siringhe pre-riempite con protezione dell’ago è fornito come

soluzione sterile di 80 mg di adalimumab disciolti in 0,8 ml di soluzione.

Libmyris siringa pre-riempita è composta da una soluzione di adalimumab contenuta in una siringa di

Ogni confezione contiene 1 siringa pre-riempita confezionata in blister con un tampone imbevuto di

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

Per ulteriori informazioni su questo medicinale, contatti il rappresentante locale del titolare

dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

UAB „STADA Baltics“

Tel: +370 52603926

STADA Bulgaria EOOD

Teл.: +359 29624626

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

STADA PHARMA CZ s.r.o.

Tel: +420 257888111

STADA Hungary Kft

Tel.: +36 18009747

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

Tel: +356 21337008

Tel: +49 61016030

Tel.: +31 765081000

UAB „STADA Baltics“

Tel: +372 53072153

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

BioARS Therapeutics A.E.

Τηλ: +30 210 7717598

STADA Arzneimittel GmbH

Tel: +43 136785850

Laboratorio STADA, S.L.

Tel: +34 934738889

STADA Pharm Sp. z o.o.

Tel: +48 227377920

Tél: +33 800970109

Tel: +351 211209870

Tel: +385 13764111

STADA M&D SRL

Tel: +40 213160640

Clonmel Healthcare Ltd.

Tel: +353 526177777

Tel: +386 15896710

STADA Arzneimittel AG

Sími: +49 61016030

STADA PHARMA Slovakia, s.r.o.

Tel: +421 252621933

Tel: +39 028310371

STADA Nordic ApS, Suomen sivuliike

Puh/Tel: +358 207416888

STADA Arzneimittel AG

Τηλ: +30 2106664667

STADA Nordic ApS

Tel: +45 44859999

UAB „STADA Baltics“

Tel: +371 28016404

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Altre fonti di informazione

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea

dei medicinali: https://www.ema.europa.eu.

7. Istruzioni per l’uso

ISTRUZIONI PER L'USO

Libmyris (adalimumab) siringa pre-riempita

80 mg/0,8 ml soluzione iniettabile, per uso sottocutaneo

Legga attentamente queste istruzioni per l'uso prima di utilizzare Libmyris siringa pre-riempita

Libmyris siringa pre-riempita

Informazioni importanti che deve sapere prima di iniettare Libmyris siringa pre-riempita

Solo per iniezione sottocutanea

Non usi la siringa e si rivolga al medico o al farmacista se

il liquido appare torbido, ha cambiato colore, o presenta flocculi e particelle

è stata oltrepassata la data di scadenza (Scad.)

la soluzione è stata congelata (anche se scongelata) o lasciata esposta alla luce solare diretta

la siringa pre-riempita è caduta o è stata danneggiata

Rimuova il tappo dell’ago solo immediatamente prima dell’iniezione. Tenere Libmyris fuori dalla

portata dei bambini.

Vedere il paragrafo 5 del foglio illustrativo su come conservare Libmyris siringa pre-riempita

Il suo medico dovrebbe mostrarle come utilizzare Libmyris siringa pre-riempita monouso di prima di

usarla per la prima volta.

Uso attuale della siringa di adalimumab:

Anche se in passato ha utilizzato altre siringhe in commercio di adalimumab, è pregato di leggere

completamente le istruzioni per capire come utilizzare correttamente questo dispositivo prima

Domande sull'uso di Libmyris siringa pre-riempita?

Parli con il suo medico se ha qualsiasi domanda.

Preparazione per l’iniezione di Libmyris siringa pre-riempita

STEP 1: togliere la siringa dal frigorifero e lasciarla a temperatura tra 20 °C e 25 °C per 15-30

1.1 Tolga Libmyris dal frigorifero (vedere Figura A).

1.2 Lasci Libmyris a una temperatura tea tra 20 °C e 25 °C per 15-30 minuti prima dell'iniezione

(vedere Figura B).

Non rimuova il tappo grigio dell’ago mentre attende che Libmyris raggiunga i 20 °C – 25 °C.

Non riscaldi Libmyris in altri modi. Ad esempio, non riscaldi nel microonde o nell’acqua calda.

Non usi la siringa pre-riempita se la soluzione è stata congelata (anche se scongelata).

STEP 2: controllare la data di scadenza e la soluzione

2.1 Controlli la data di scadenza sull'etichetta della siringa pre-riempita (vedere Figura C).

Non usi la siringa pre-riempita se è stata oltrepassata la data di scadenza (Scad.).

2.2 Controlli il medicinale liquido nella siringa per assicurarsi che sia limpida e incolore (Figura C).

Non usi la siringa e chiami il medico o il farmacista se il liquido appare torbido, ha cambiato

colore o presenta flocculi e particelle.

STEP 3: prendere ciò che serve e lavarsi le mani

3.1 Disponga quanto segue su una superficie pulita e piana (vedere Figura D):

1 siringa monouso pre-riempita e tampone imbevuto di alcol

1 batuffolo di cotone o garza (non incluso)

Contenitore per lo smaltimento di oggetti taglienti resistente alla perforazione (non incluso).

Vedere Step 9.

3.2 Si lavi e asciughi le mani (vedere Figura E).

Controlli la data di scadenza e il

Iniezione di Libmyris siringa pre-riempita

STEP 4: scegliere e pulire il sito di iniezione

4.1 Scelga un sito di iniezione (vedere Figura F):

sulla parte anteriore della coscia o

sull'addome (pancia) ad almeno 5 cm dall'ombelico;

diverso dal suo ultimo sito di iniezione (almeno 3 cm dall'ultimo sito di iniezione).

4.2 Strofini il sito di iniezione con movimenti circolari con il tampone imbevuto di alcol (vedere

Non inietti attraverso i vestiti.

Non inietti nei punti in cui la pelle appare dolorante, con lividi, arrossata, dura, con cicatrici,

con smagliature o in aree con psoriasi.

STEP 5: rimuovere il tappo dell'ago

5.1 Impugni la siringa pre-riempita con una mano (vedere Figura H).

5.2 Rimuova il tappo dell'ago delicatamente con l'altra mano (vedere la Figura H).

Getti il tappo dell'ago.

Non riutilizzi il tappo.

Non tocchi l'ago con le dita e si assicuri che l’ago non entri in contatto con alcunché.

Tenga la siringa pre-riempita con l'ago rivolto verso l'alto. Potrebbe vedere aria nella siringa

pre-riempita. Spinga lentamente lo stantuffo per far fuoriuscire l'aria attraverso l'ago.

Potrebbe vedere una goccia di liquido all'estremità dell'ago. È normale.

STEP 6: impugnare la siringa e sollevare la pelle

6.1 Impugni il corpo della siringa pre-riempita con una mano tra il pollice e l'indice, come una matita

(vedere Figura I). Non tiri indietro lo stantuffo in nessun momento.

6.2 Con l’altra mano afferri delicatamente (sollevi) l'area della pelle pulita in corrispondenza del sito

di iniezione (addome o coscia) (vedere Figura J). Tenga saldamente la pelle.

FASE 7: iniettare il medicinale

7.1 Inserisca l'ago nella pelle sollevata con un angolo di circa 45 gradi con un movimento rapido

simile a una freccetta (vedere Figura K).

Quando l'ago è inserito, rilasci la pelle.

7.2 Spinga lentamente lo stantuffo fino in fondo fino a quando tutto la soluzione è stata iniettata e la

siringa pre-riempita è vuota (vedere Figura L).

STEP 8: permettere alla siringa pre-riempita di ritrarre l'ago dalla pelle

8.1 Tolga lentamente il dito dallo stantuffo. Lo stantuffo si solleverà con il dito e ritrarrà l'ago dal sito,

nel dispositivo di protezione dell'ago (vedere Figura M).

L'ago non sarà ritirato a meno che non venga iniettata tutta la soluzione. Parli con il medico, il

farmacista o l'infermiere se pensa di non aver somministrato una dose completa.

È normale vedere una molla attorno allo stantuffo dopo che l'ago è rientrato.

8.2 Dopo aver completato l'iniezione, posizioni il batuffolo di cotone o una garza sulla pelle sopra il

sito di iniezione.

È normale che si verifichi un leggero sanguinamento al sito di iniezione.

Smaltimento di Libmyris siringa pre-riempita

STEP 9: smaltire la siringa usata in un contenitore per oggetti taglienti

9.1 Getti gli aghi, le siringhe e gli oggetti taglienti usati in un contenitore per lo smaltimento di oggetti

taglienti subito dopo l'uso (vedere Figura N).

Non getti (smaltisca) aghi e siringhe liberi nei rifiuti domestici

9.2 Il tappo dell'ago, il tampone imbevuto di alcol, il batuffolo di cotone o garza e la confezione

possono essere smaltiti nei rifiuti domestici.

Ulteriori informazioni sullo smaltimento

Se non si dispone di un contenitore per lo smaltimento di oggetti taglienti, è possibile utilizzare

un contenitore domestico che sia:

realizzato in plastica resistente,

chiuso con un coperchio aderente e resistente alle forature, senza che gli oggetti taglienti

in posizione verticale e stabile durante l'uso,

resistente alle perdite e

adeguatamente etichettato per avvertire della presenza di rifiuti pericolosi all'interno del

Quando il contenitore per oggetti taglienti è quasi pieno, dovrà seguire le linee guida locali per

smaltire correttamente il contenitore per oggetti taglienti.

Non getti i contenitori per oggetti taglienti usati nei rifiuti domestici. Non ricicli il contenitore per lo

smaltimento di oggetti taglienti usati.

Se ha qualsiasi domanda, contatti il suo medico per ricevere assistenza.

Foglio illustrativo: informazioni per il paziente

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di

nuove informazioni sulla sicurezza. Lei può contribuire segnalando qualsiasi effetto indesiderato

riscontrato durante l’assunzione di questo medicinale. Vedere la fine del paragrafo 4 per le

informazioni su come segnalare gli effetti indesiderati.

Legga attentamente questo foglio prima di usare questo medicinale perché contiene importanti

informazioni per lei

Conservi questo foglio. Potrebbe avere bisogno di leggerlo di nuovo.

Il medico le consegnerà una Scheda Promemoria per il Paziente, che contiene importanti

informazioni sulla sicurezza, che ha bisogno di sapere prima di iniziare ad assumere Libmyris e

durante il trattamento con Libmyris. Conservi questa Scheda Promemoria per il Paziente

durante il trattamento e per 4 mesi dopo l'ultima iniezione di Libmyris.

Se ha qualsiasi ulteriore dubbio, si rivolga al medico o al farmacista.

Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia ad altre persone, anche se i

sintomi della malattia sono uguali ai suoi, perché potrebbe essere pericoloso.

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si

rivolga al medico o al farmacista. Vedere paragrafo 4.

Contenuto di questo foglio

1. Cos’è Libmyris e a cosa serve

2. Cosa deve sapere prima di usare Libmyris

3. Come usare Libmyris

4. Possibili effetti indesiderati

5. Come conservare Libmyris

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

7. Istruzioni per l’uso

1. Cos’è Libmyris e a cosa serve

Libmyris contiene il principio attivo adalimumab.

Libmyris è utilizzato per il trattamento di

Psoriasi a placche

Malattia di Crohn

Il principio attivo contenuto in Libmyris, adalimumab, è un anticorpo monoclonale umano. Gli

anticorpi monoclonali sono proteine che si legano ad un bersaglio specifico.

Il bersaglio di adalimumab è una proteina denominata fattore di necrosi tumorale (TNFα), che è

coinvolto nel sistema immunitario (di difesa) ed è presente a concentrazioni maggiori nelle malattie

infiammatorie elencate sopra. Attraverso il legame al TNFα, Libmyris diminuisce il processo

infiammatorio di queste malattie.

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria delle articolazioni.

Libmyris è usato per trattare l’artrite reumatoide di grado da moderato a severo negli adulti.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci modificanti la malattia, quali il metotressato. Se la

risposta a tali farmaci non è soddisfacente, le verrà dato Libmyris.

Libmyris può essere anche utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide grave, attiva e

progressiva senza precedente trattamento con metotressato.

Libmyris può rallentare la progressione del danno alle articolazioni causato dalla malattia

infiammatoria e può aiutarle a muoversi più liberamente.

Il medico deciderà se Libmyris deve essere assunto con il metotressato oppure da solo.

Psoriasi a placche

La psoriasi a placche è una condizione della pelle che causa chiazze rossastre, squamose e indurite di

pelle ricoperta da squame argentee. La psoriasi a placche può anche colpire le unghie, provocandone

la rottura, l’ispessimento e il sollevamento dal letto dell’unghia, che può essere doloroso.

Libmyris è usato per trattare la psoriasi a placche cronica di grado da moderato a severo negli adulti.

L’Idrosadenite suppurativa (chiamata a volte acne inversa) è una malattia infiammatoria cronica della

pelle e spesso è dolorosa. I sintomi possono includere noduli dolorosi e ascessi (cisti) che possono

drenare pus. Più frequentemente colpisce aree specifiche della pelle, come la regione sottomammaria,

le ascelle, l’interno cosce, l’inguine e le natiche. Nelle aree colpite si possono anche formare delle

Libmyris è utilizzato per trattare:

l’idrosadenite suppurativa di grado da moderato a severo negli adulti e

l’idrosadenite suppurativa di grado da moderato a severo negli adolescenti di età compresa tra 12

e 17 anni.

Libmyris può ridurre il numero di noduli e di ascessi provocati dalla malattia e il dolore che spesso è

associato a questa malattia. Inizialmente possono essere assunti altri medicinali. Se la risposta a questi

farmaci non dovesse essere adeguata, le verrà dato Libmyris.

Malattia di Crohn

La malattia di Crohn è un’infiammazione del tratto digerente.

Libmyris è usato per trattare:

la malattia di Crohn di grado da moderato a severo negli adulti

la malattia di Crohn di grado da moderato a severo nei bambini e adolescenti di età compresa tra

6 e 17 anni.

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere

adeguata, le verrà dato Libmyris per trattare la malattia di Crohn.

La colite ulcerosa è un’infiammazione dell’intestino crasso.

Libmyris è usato per trattare

la colite ulcerosa di grado da moderato a severo negli adulti e

la colite ulcerosa di grado da moderato a severo nei bambini e negli adolescenti di età compresa

tra 6 e 17 anni

Inizialmente possono essere assunti altri farmaci. Se la risposta a questi farmaci non dovesse essere

adeguata, le verrà dato Libmyris.

Uveite non infettiva

L’uveite non infettiva è una malattia infiammatoria che colpisce alcune parti dell’occhio.

Libmyris è impiegato per il trattamento di:

adulti con uveite non infettiva con infiammazione che interessa il fondo dell’occhio

bambini dai 2 anni di età con uveite cronica non infettiva con infiammazione che interessa la

parte anteriore dell’occhio.

Questa infiammazione può portare a una diminuzione della visione e/o alla presenza di corpi mobili

nell’occhio (punti neri o linee sottili che si muovono attraverso il campo visivo). Libmyris agisce

riducendo questa infiammazione. Le verranno prima somministrati altri farmaci. Nel caso in cui Lei

non risponda in maniera sufficientemente adeguata a questi farmaci, le verrà somministrato Libmyris.

2. Cosa deve sapere prima di usare Libmyris

Non usi Libmyris:

Se è allergico ad adalimumab o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6).

In presenza di tubercolosi attiva o altre infezioni gravi (vedere “Avvertenze e precauzioni”). È

importante comunicare al medico se ha segni o sintomi di infezione, come per esempio febbre,

ferite, sensazione di stanchezza, problemi dentali.

In presenza di insufficienza cardiaca moderata o severa. È importante riferire al medico se c’è

stata o è presente una condizione cardiaca grave (vedere “Avvertenze e precauzioni”).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Libmyris.

In caso di reazioni allergiche con sintomi quali senso d’oppressione toracica, respiro sibilante,

capogiro, gonfiore o eruzione cutanea, non assuma più Libmyris e contatti il medico

immediatamente considerato che, in rari casi, queste reazioni possono essere pericolose per la

In caso d’infezione, comprese infezioni a lungo termine o un’infezione in una parte del corpo (per

esempio, ulcere alle gambe) consulti il medico prima di iniziare il trattamento con Libmyris. Se

ha dubbi, contatti il medico.

È possibile contrarre più facilmente infezioni durante il trattamento con Libmyris. Questo rischio

può aumentare se ha problemi ai polmoni. Queste infezioni possono essere gravi ed includere:

infezioni causate da virus, funghi, parassiti o batteri,

infezioni gravi nel sangue (sepsi)

In rari casi, queste infezioni possono essere rischiose per la vita del paziente. È importante comunicare

al medico se manifesta sintomi quali febbre, ferite, sensazione di stanchezza o problemi dentali. Il

medico potrebbe dirle di interrompere Libmyris per un periodo di tempo.

Informi il medico se vive o viaggia in regioni dove le infezioni fungine sono molto comuni (ad

esempio istoplasmosi, coccidioidomicosi o blastomicosi).

Informi il medico se ha avuto infezioni che continuano a ripresentarsi o se ha altre patologie che

aumentano il rischio di infezione.

Se ha più di 65 anni, potrebbe contrarre infezioni più facilmente mentre assume Libmyris. Lei e il

medico dovete prestare particolare attenzione ai segni di infezione durante il trattamento con

Libmyris. È importante comunicare al medico se manifesta sintomi di infezioni quali febbre,

ferite, sensazione di stanchezza o problemi dentali.

È molto importante comunicare al medico se ha mai avuto la tubercolosi, o se è stato a contatto

con qualcuno che ha avuto la tubercolosi. Non deve assumere Libmyris se è affetto da tubercolosi

Poiché si sono verificati dei casi di tubercolosi in pazienti sottoposti a trattamento con

adalimumab, il medico dovrà controllare se presenta segni o sintomi tipici della tubercolosi

prima di iniziare la terapia con Libmyris. Questo comporterà una valutazione medica

approfondita del la sua anamnesi e appropriati esami clinici (ad esempio una radiografia del

torace e il test alla tubercolina). L’esecuzione e i risultati di tali esami devono essere registrati

nella Scheda Promemoria per il Paziente.

La tubercolosi si può manifestare durante la terapia nonostante lei abbia ricevuto un

trattamento per la prevenzione della tubercolosi.

Contatti immediatamente il medico se durante o dopo la terapia compaiono sintomi di

tubercolosi (ad esempio tosse che non scompare, perdita di peso, mancanza di energia, febbre

leggera) o di altre infezioni.

Comunichi al medico se lei è portatore del virus dell’epatite B (HBV), se ha un’infezione in fase

attiva da virus dell’epatite B o se pensa di poter essere a rischio di contrarre il virus dell’epatite B.

Il medico la deve testare per l’infezione da virus dell’epatite B. Nei portatori di HBV,

l’assunzione di adalimumab può indurre il virus ad attivarsi nuovamente.

In alcuni rari casi, soprattutto se il paziente è sottoposto a terapia con altri farmaci che

sopprimono il sistema immunitario, la riattivazione del virus dell’epatite B può mettere a

repentaglio la vita del paziente.

Interventi chirurgici o procedure dentistiche

Prima di un intervento chirurgico o di procedure dentistiche, informi il medico che sta assumendo

Libmyris. Il medico potrebbe consigliarle la sospensione temporanea di Libmyris.

Se è affetto da o sviluppa una malattia demielinizzante (malattia che colpisce lo strato isolante

attorno ai nervi, come la sclerosi multipla), il medico deciderà se è il caso di iniziare o continuare

a ricevere il trattamento con Libmyris. Informi il medico immediatamente nel caso in cui lei

manifesti sintomi quali variazioni nella visione, debolezza di braccia o gambe o intorpidimento o

formicolio che interessi qualsiasi parte del corpo.

Certi vaccini possono causare infezioni e non devono essere somministrati durante il trattamento

Consulti il medico prima di sottoporsi a vaccinazioni.

Si raccomanda, se possibile, di sottoporre i bambini a tutte le vaccinazioni previste per la loro

età prima di iniziare il trattamento con Libmyris.

Se ha assunto Libmyris durante la gravidanza, il bambino potrebbe avere un maggior rischio

di contrarre tale infezione fino a circa 5 mesi dopo l’ultima somministrazione di Libmyris

effettuata. È importante che lei riferisca al pediatra o ad altro operatore sanitario del suo

utilizzo di Libmyris durante la gravidanza, cosicché possano decidere quando il bambino deve

ricevere qualsiasi tipo di vaccinazione.

In caso abbia una lieve insufficienza cardiaca e venga trattato con Libmyris, lo stato della sua

insufficienza cardiaca deve essere monitorato attentamente dal medico. È importante informare il

medico se ha avuto o ha una grave condizione cardiaca. Se sviluppa nuovi sintomi di

insufficienza cardiaca o se i sintomi già esistenti dovessero peggiorare (ad es. respiro corto o

gonfiore dei piedi), contatti immediatamente il medico. Il medico deciderà se deve assumere

Febbre, lividi, emorragie o pallore

In alcuni pazienti l’organismo può non essere in grado di produrre un quantitativo di cellule

ematiche sufficiente e tale da combattere le infezioni o ad arrestare un’emorragia. Il medico

potrebbe decidere di interrompere la terapia. Nel caso in cui abbia febbre persistente, lividi o

facilità di sanguinamento o pallore, si rivolga immediatamente al medico.

Nei pazienti, sia bambini sia adulti, sottoposti a trattamento con adalimumab o con altri farmaci

anti-TNF, si sono manifestati molto raramente alcuni tipi di tumori.

I pazienti con artrite reumatoide di grave entità da molto tempo possono presentare un rischio

superiore alla media di sviluppare un linfoma (un tumore che colpisce il sistema linfatico) e

leucemia (un tumore che colpisce il sangue e il midollo osseo).

Se lei assume Libmyris, il rischio di contrarre linfomi, leucemia o altri tumori può aumentare.

In rare circostanze, nei pazienti sottoposti a terapia con adalimumab, è stato osservato un tipo

di linfoma non comune e grave. Alcuni di questi pazienti erano anche in terapia con

azatioprina o 6-mercaptopurina.

Avvisi il medico se sta assumendo azatioprina o 6-mercaptopurina con Libmyris.

Nei pazienti che assumono adalimumab, sono stati osservati casi di carcinoma cutaneo non

Se dovessero comparire nuove lesioni cutanee nel corso della terapia o successivamente ad

essa o se l’aspetto delle lesioni già esistenti si dovesse modificare, lo riferisca al medico.

Ci sono stati casi di neoplasie, oltre al linfoma, in pazienti con uno specifico tipo di malattia del

polmone chiamata Malattia Polmonare Cronica Ostruttiva (COPD) trattati con un altro anti-TNF.

Se soffre di COPD, o fuma molto, deve discutere con il medico se è appropriato il trattamento

con un anti-TNF.

Raramente, il trattamento con Libmyris può portare alla manifestazione di una sindrome come il

lupus. Informi il medico qualora si manifestino sintomi come eruzione cutanea persistente di

natura inspiegabile, febbre, dolore alle articolazioni o affaticamento.

Bambini e adolescenti

Vaccinazioni: se possibile, i bambini devono aver già fatto tutte le vaccinazioni prima di usare

Altri medicinali e Libmyris

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere

qualsiasi altro medicinale.

Non usi Libmyris con medicinali che contengono i seguenti principi attivi a causa del rischio

aumentato di avere infezioni gravi:

Libmyris può essere assunto con:

altri farmaci antireumatici modificanti la malattia (ad esempio sulfasalazina, idrossiclorochina,

leflunomide e sali d’oro per via parenterale)

steroidi o analgesici, compresi i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).

Se ha dubbi, si rivolga al medico.

Gravidanza e allattamento

Deve considerare l’utilizzo di un’adeguata misura contraccettiva per prevenire una gravidanza e

continuarne l’utilizzo per almeno 5 mesi dopo l’ultima terapia con Libmyris.

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza chieda consiglio al

suo medico circa l’assunzione di questo medicinale.

Libmyris deve essere usato durante la gravidanza solo se necessario.

Secondo uno studio sulla gravidanza, non è stato riscontrato un rischio maggiore di difetti alla

nascita quando la madre aveva ricevuto adalimumab durante la gravidanza, rispetto a madri che

avevano la stessa patologia ma che non avevano ricevuto adalimumab.

Libmyris può essere usato durante l’allattamento con latte materno.

Se assume Libmyris durante la gravidanza, il bambino potrebbe avere un maggior rischio di

É importante che lei riferisca al pediatra o ad altro operatore sanitario del suo utilizzo di Libmyris

durante la gravidanza, prima che il bambino riceva qualsiasi tipo di vaccinazione. Per maggiori

informazioni sulle vaccinazioni consulti la sezione “Avvertenze e precauzioni”.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Libmyris può influenzare, benché solo in maniera modesta, la sua capacità di guidare, andare in

bicicletta o utilizzare macchinari. In seguito all’uso di Libmyris, si possono avere disturbi della vista e

la sensazione che l’ambiente in cui ci si trova ruoti.

Libmyris contiene sodio e polisorbato 80

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 0,8 ml, cioè essenzialmente ‘senza

Questo medicinale contiene 1 mg di polisorbato 80 per ogni ml. I polisorbati possono provocare

reazioni allergiche. Informi il suo medico se ha allergie note.

3. Come usare Libmyris

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha

dubbi, consulti il medico o il farmacista.

Le dosi raccomandate di Libmyris per ciascuno degli usi approvati sono mostrate nella tabella

sottostante. Il medico potrebbe prescrivere un altro dosaggio di Libmyris in caso ne avesse bisogno.

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti 40 mg a settimane alterne Nell’artrite reumatoide si

continua ad assumere il

metotressato durante il

trattamento con Libmyris. Se il

medico decide che il

metotressato non è appropriato,

Libmyris può essere

somministrato da solo.

Se è affetto da artrite

reumatoide e non assume

metotressato in associazione ad

Libmyris, il medico può

decidere di prescriverle 40 mg

di Libmyris ogni settimana o

80 mg a settimane alterne.

Psoriasi a placche

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti La prima dose da 80 mg

(un’iniezione da 80 mg),

seguita da 40 mg a settimane

alterne, a partire da una

settimana dopo l’assunzione

della prima dose.

Se ha una risposta insufficiente,

il medico può aumentare la

dose fino a 40 mg ogni

settimana o 80 mg a settimane

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti La prima dose da 160 mg (due

iniezioni da 80 mg in un giorno

o un’iniezione da 80 mg al

giorno per due giorni

consecutivi), seguita da una

dose da 80 mg (un’iniezione da

80 mg) due settimane dopo.

Dopo altre due settimane,

continui con una dose di 40 mg

ogni settimana o 80 mg a

settimane alterne, come

prescritto dal medico.

Si consiglia di effettuare

giornalmente un lavaggio

antisettico sulle aree

Adolescenti di età compresa tra

12 e 17 anni con peso uguale o

superiore a 30 kg

La prima dose da 80 mg (una

iniezione da 80 mg), seguita da

40 mg a settimane alterne a

partire da una settimana dopo.

Se ha una risposta insufficiente

a 40 mg di Libmyris a

settimane alterne, il medico

può aumentare la dose fino a

40 mg ogni settimana o 80 mg

a settimane alterne.

Si consiglia di effettuare

giornalmente un lavaggio

antisettico sulle aree

Malattia di Crohn

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e con che

Bambini, adolescenti e

adulti a partire dai 6

anni di età con un peso

uguale o superiore a

La prima dose da 80 mg (un’iniezione da

80 mg), seguita da 40 mg due settimane dopo.

Se è necessaria una risposta più rapida, il

medico può prescrivere una prima dose da

160 mg (due iniezioni da 80 mg in un giorno

o un’iniezione da 80 mg al giorno per due

giorni consecutivi), seguita da 80 mg

(un’iniezione da 80 mg) due settimane dopo.

Successivamente, la dose abituale è di 40 mg

a settimane alterne.

Il medico può

aumentare la dose fino a

40 mg ogni settimana o

80 mg a settimane

Bambini e adolescenti

di età compresa tra 6 e

17 anni con un peso

minore di 40 kg

Libmyris penna pre-riempita 80 mg non deve essere utilizzata nei

bambini o negli adolescenti di peso inferiore a 40 kg con malattia di

Crohn, poiché non è possibile somministrare dosi inferiori a 80 mg.

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti La prima dose da 160 mg (due

iniezioni da 80 mg in un giorno

o un’iniezione da 80 mg al

giorno per due giorni

consecutivi), seguita da 80 mg

(un’iniezione da 80 mg) due

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Il medico può aumentare la

dose fino a 40 mg ogni

settimana o 80 mg a settimane

Bambini e adolescenti a partire

dai 6 anni di età con peso

inferiore a 40 kg

Una dose iniziale di 80 mg

(una iniezione da 80 mg),

seguita da 40 mg (una

iniezione da 40 mg) due

Successivamente, la dose

abituale è di 40 mg a settimane

Si deve continuare ad assumere

adalimumab alla dose abituale,

anche dopo aver compiuto 18

anni di età.

Bambini e adolescenti a partire

dai 6 anni di età con un peso

uguale o superiore a 40 kg

Una dose iniziale di 160 mg

(due iniezioni da 80 mg in un

giorno o una iniezione da

Si deve continuare ad assumere

adalimumab alla dose abituale,

80 mg al giorno per due giorni

consecutivi), seguita da 80 mg

(una iniezione da 80 mg) due

Successivamente, la dose

abituale è di 80 mg a settimane

anche dopo aver compiuto 18

anni di età.

Uveite non infettiva

Età o peso corporeo Che quantità ne va assunta e

con che frequenza?

Adulti La prima dose da 80 mg

(un’iniezione da 80 mg),

seguita da 40 mg a settimane

alterne a cominciare da una

settimana dopo la prima dose.

L’uso di corticosteroidi o altri

medicinali che interessano il

sistema immunitario può essere

continuato mentre si usa

Libmyris. Libmyris può anche

essere somministrato da solo.

Bambini e adolescenti a partire

dai 2 anni di età e con peso

uguale o superiore a 30 kg

40 mg a settimane alterne Il medico potrebbe prescrivere

una dose iniziale da 80 mg da

somministrare una settimana

rima dell’inizio della dose

abituale da 40 mg a settimane

alterne. L’uso di Libmyris è

raccomandato in associazione

Modo e via di somministrazione

Libmyris è somministrato per iniezione sotto la cute (per iniezione sottocutanea).

Istruzioni dettagliate per l’iniezione di Libmyris si trovano alla sezione 7 “Istruzioni per l’uso”.

Se usa più Libmyris di quanto deve

Se accidentalmente inietta Libmyris più frequentemente di quanto disposto dal medico o dal

farmacista, contatti il medico o il farmacista informandoli di aver assunto più farmaco. Conservi

sempre la scatola del farmaco, anche se vuota.

Se dimentica di usare Libmyris

Se dimentica di fare un’iniezione, deve iniettarsi la dose successiva di Libmyris non appena se ne

ricorda. Dopodiché riprenda la dose regolarmente secondo lo schema posologico stabilito.

Se interrompe il trattamento con Libmyris

La decisione di interrompere l’uso di Libmyris deve essere discussa con il medico. I sintomi possono

ritornare se interrompe l’assunzione di Libmyris.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

li manifestino. La maggior parte degli effetti indesiderati si presenta in forma da lieve a moderata.

Tuttavia, alcuni possono essere gravi e richiedere trattamento. Effetti indesiderati possono manifestarsi

fino a 4 mesi dall’ultima iniezione di Libmyris.

Informi immediatamente il medico se nota una qualsiasi delle seguenti reazioni

eruzione cutanea grave, orticaria o altri segni di reazione allergica

gonfiore del viso, delle mani, dei piedi

difficoltà a respirare, difficoltà a deglutire

respiro corto durante l’attività fisica o in posizione sdraiata o piedi gonfi.

Informi appena possibile il medico se nota una qualsiasi delle seguenti reazioni

segni di infezione come febbre, sensazione di malessere, ferite, problemi dentali, bruciore

stanchezza o debolezza

sdoppiamento della vista

debolezza delle braccia o gambe

gonfiore o piaga aperta che non guarisce

segni e sintomi che suggeriscono la comparsa di disturbi a carico del sistema emopoietico, come

la presenza di febbre persistente, lividi, emorragie, pallore

I sintomi sopra descritti possono essere segni dei seguenti effetti indesiderati, che sono stati osservati

Molto comuni (possono manifestarsi in più di 1 persona su 10)

reazioni nella sede d’iniezione (tra cui dolore, edema, arrossamento o prurito)

infezioni delle vie respiratorie (tra cui raffreddore, rinorrea, sinusite e polmonite)

nausea e vomito

Comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 10)

infezioni gravi (tra cui setticemia ed influenza)

infezioni intestinali (tra cui gastroenterite)

infezioni della pelle (tra cui cellulite e infezione da Herpes Zoster)

infezioni orali (tra cui infezioni dei denti ed herpes simplex)

infezioni dell’apparato riproduttivo

infezioni delle vie urinarie

infezioni da miceti

infezioni a carico delle articolazioni

tumore della pelle

reazioni allergiche (tra cui allergia stagionale)

cambiamenti d’umore (tra cui depressione)

disturbi del sonno

disturbi della sensibilità come formicolii, sensazione di fitte o intorpidimento

compressione di radice nervosa (tra cui dolore lombare e dolore alle gambe)

infiammazione degli occhi

infiammazione delle palpebre e tumefazione degli occhi

vertigini (sensazione di capogiro o giramento di testa)

sensazione di battito cardiaco accelerato

pressione del sangue elevata

ematoma (accumulo di sangue fuori dai vasi sanguigni)

dispepsia (indigestione, gonfiore, bruciore di stomaco)

disturbo da reflusso acido

sindrome sicca (tra cui secchezza degli occhi e della bocca)

eruzione cutanea pruriginosa

infiammazione della pelle (come eczema)

rottura delle unghie delle dita della mano e del piede

aumento della sudorazione

perdita di capelli

insorgenza o peggioramento della psoriasi

sangue nelle urine

riduzione delle piastrine nel sangue che aumenta il rischio di emorragia o di contusioni

difficoltà di cicatrizzazione

Non comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 100)

infezioni opportunistiche (che includono la tubercolosi ed altre infezioni che si verificano quando

si riducono le difese immunitarie)

infezioni neurologiche (tra cui la meningite virale)

infezioni degli occhi

diverticolite (infiammazione e infezione dell’intestino crasso)

tumori del sistema linfatico

disordini del sistema immunitario che possono colpire polmoni, cute e linfonodi (che si

presentano più comunemente come sarcoidosi)

vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni)

neuropatia (disturbo a carico dei nervi)

perdita dell’udito, ronzio

sensazione di battito cardiaco irregolare come palpitazioni

problemi al cuore che possono causare fiato corto o gonfiore a livello delle caviglie

infarto acuto del miocardio

formazione di una sacca nella parete di un’arteria principale, infiammazione e coagulo in una

vena, ostruzione di un vaso sanguigno

malattia polmonare che provoca fiato corto (inclusa infiammazione)

embolia polmonare (occlusione di una arteria polmonare)

versamento pleurico (anomala raccolta di liquido nello spazio pleurico)

infiammazione del pancreas che causa forti dolori all’addome ed alla schiena

difficoltà nella deglutizione

edema facciale (gonfiore della faccia)

infiammazione della cistifellea, calcoli alla cistifellea

anormale catabolismo muscolare

lupus eritematoso sistemico (tra cui infiammazione della pelle, del cuore, del polmone, delle

articolazioni e di altri organi)

Rari (possono manifestarsi fino a 1 persona su 1.000)

leucemia (un tumore che colpisce il sangue e il midollo osseo)

reazione allergica grave con shock

disturbi neurologici (come infiammazione del nervo ottico e sindrome di Guillain-Barré che può

causare debolezza muscolare, sensazioni anomale, formicolio alle braccia ed alla parte superiore

fibrosi polmonare (cicatrici del polmone)

perforazione intestinale (buco nell’intestino)

riattivazione dell’epatite B

epatite autoimmune (infiammazione del fegato causata dal proprio sistema immunitario);

vasculite cutanea (infiammazione dei vasi sanguigni della pelle)

sindrome di Stevens-Johnson (i sintomi precoci includono malessere, febbre, cefalea ed eruzione

edema facciale (gonfiore della faccia) associato a reazioni allergiche

eritema multiforme (rash cutaneo infiammatorio)

sindrome simile al lupus

angioedema (gonfiore localizzato della pelle)

reazione cutanea lichenoide (eruzione cutanea rosso-violacea pruriginosa)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

linfoma epato-splenico a cellule T (un raro tumore del sangue che spesso risulta fatale)

carcinoma a cellule di Merkel (un tipo di cancro della pelle)

sarcoma di Kaposi, una forma rara di cancro correlato a infezione da Herpes virus umano 8. Il

sarcoma di Kaposi si manifesta più comunemente con lesioni viola sulla pelle

peggioramento di una condizione chiamata dermatomiosite (che si manifesta come eruzione

cutanea accompagnata da debolezza muscolare)

aumento di peso (per la maggior parte dei pazienti l’aumento di peso è stato basso)

Alcuni degli effetti indesiderati osservati con adalimumab possono essere asintomatici e possono

essere individuati solo attraverso gli esami del sangue. Questi includono:

Molto comuni (possono manifestarsi in più di 1 persona su 10)

bassa conta dei globuli bianchi

bassa conta dei globuli rossi

aumento dei lipidi nel sangue

aumento degli enzimi epatici

Comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 10)

aumento della conta dei globuli bianchi

riduzione della conta delle piastrine

aumento dell’acido urico nel sangue

alterazione del sodio nel sangue

riduzione del calcio nel sangue

riduzione del fosforo nel sangue

aumento dello zucchero nel sangue

aumento della lattato deidrogenasi nel sangue

presenza di autoanticorpi nel sangue

riduzione del potassio nel sangue

Non comuni (possono manifestarsi fino a 1 persona su 100)

livelli elevati di bilirubina nel sangue (esame epatico del sangue)

Rari (possono manifestarsi fino a 1 persona su 1.000)

bassa conta dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire

a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

5. Come conservare Libmyris

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta/scatola dopo la scritta

Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare.

Tenere la penna pre-riempita nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Condizioni di conservazione alternative:

Quando necessario (per esempio quando viaggia) una singola Libmyris penna pre-riempita può essere

conservata a 20 °C – 25 °C per un periodo massimo di 30 giorni – assicurarsi di proteggere il

medicinale dalla luce. Una volta che viene rimossa dal frigorifero per essere conservata a 20 °C – 25

°C, la penna deve essere usata entro 30 giorni o buttata via, anche se viene posta di nuovo nel

Deve registrare la data in cui la penna viene tolta dal frigorifero la prima volta e la data dopo la quale

la penna deve essere buttata via.

Non usi questo medicinale se il liquido appare torbido, ha cambiato colore, o presenta flocculi e

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al medico o al

farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Libmyris

Il principio attivo è adalimumab.

Gli eccipienti sono sodio cloruro, saccarosio, polisorbato 80 (E 433), acqua per preparazioni

iniettabili, acido cloridrico (per l’aggiustamento del pH), sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH).

Descrizione dell’aspetto di Libmyris e contenuto della confezione

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita è fornito come soluzione sterile di 80 mg

di adalimumab disciolti in 0,8 ml di soluzione iniettabile in un sistema di iniezione preriempito ad ago

(autoiniettore) contenente una siringa di vetro pre-riempita con un ago fisso e un tappo a stantuffo

(gomma bromobutilica). La penna è un dispositivo di iniezione meccanica monouso, portatile.

Ogni confezione contiene 1 o 3 penne pre-riempite confezionate in blister con 1 o 3 tamponi imbevuti

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Libmyris può essere disponibile in siringa pre-riempita e/o in penna pre-riempita.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

Per ulteriori informazioni su questo medicinale, contatti il rappresentante locale del titolare

dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

UAB „STADA Baltics“

Tel: +370 52603926

STADA Bulgaria EOOD

Teл.: +359 29624626

EG (Eurogenerics) NV

Tél/Tel: +32 24797878

STADA PHARMA CZ s.r.o.

Tel: +420 257888111

STADA Hungary Kft

Tel.: +36 18009747

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

Tel: +356 21337008

Tel: +49 61016030

Tel.: +31 765081000

UAB „STADA Baltics“

Tel: +372 53072153

STADA Nordic ApS

Tlf: +45 44859999

BioARS Therapeutics A.E.

Τηλ: +30 210 7717598

STADA Arzneimittel GmbH

Tel: +43 136785850

Laboratorio STADA, S.L.

Tel: +34 934738889

STADA Pharm Sp. z o.o.

Tel: +48 227377920

Tél: +33 800970109

Tel: +351 211209870

Tel: +385 13764111

STADA M&D SRL

Tel: +40 213160640

Clonmel Healthcare Ltd.

Tel: +353 526177777

Tel: +386 15896710

STADA Arzneimittel AG

Sími: +49 61016030

STADA PHARMA Slovakia, s.r.o.

Tel: +421 252621933

Tel: +39 028310371

STADA Nordic ApS, Suomen sivuliike

Puh/Tel: +358 207416888

STADA Arzneimittel AG

Τηλ: +30 2106664667

STADA Nordic ApS

Tel: +45 44859999

UAB „STADA Baltics“

Tel: +371 28016404

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Altre fonti di informazione

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea

dei medicinali: https://www.ema.europa.eu.

7. Istruzioni per l’uso

ISTRUZIONI PER L'USO

Libmyris (adalimumab) penna pre-riempita

80 mg / 0,8 ml soluzione iniettabile, per uso sottocutaneo

Leggere attentamente queste istruzioni per l'uso prima di utilizzare Libmyris penna pre-

Il suo medico dovrebbe mostrarle come utilizzare Libmyris penna pre-riempita monouso prima di

usarla per la prima volta.

Anche se in passato ha utilizzato un’altra penna in commercio di adalimumab, questa penna funziona

in modo differente rispetto ad altre penne. È pregato di leggere completamente le istruzioni in modo

da capire come utilizzare correttamente Libmyris penna pre-riempita prima dell’iniezione.

Non usi la penna e si rivolga al medico o al farmacista se:

la soluzione appare torbida, ha cambiato colore o presenta flocculi e particelle,

è stata oltrepassata la data di scadenza,

la penna è stata esposta alla luce solare diretta,

la penna è caduta o è stata danneggiata.

Tenga il tappo trasparente fino al momento dell'iniezione. Tenga Libmyris penna pre-riempita

monouso fuori dalla portata dei bambini.

Legga tutte le istruzioni prima di usare Libmyris penna pre-riempita monouso.

Libmyris penna pre-riempita

Come devo conservare Libmyris penna pre-riempita monouso?

Conservi Libmyris penna pre-riempita monouso nella confezione originale in frigorifero tra 2 °C e 8

°C. Se necessario, ad esempio quando è in viaggio, può anche conservare Libmyris penna pre-riempita

a temperatura compresa tra 20 °C e 25 °C per un massimo di 30 giorni.

Vedere la sezione "Informazioni sulla conservazione" alla fine di queste istruzioni per ulteriori

STEP 1: Togliere Libmyris penna pre-riempita dal frigorifero e lasciarla a temperatura tra 20

°C e 25 °C per 15-30 minuti prima dell’iniezione

Step 1a Tolga Libmyris penna pre-riempita dal frigorifero (vedere Figura A).

Step 1b. Lasci Libmyris penna pre-riempita a temperatura compresa tra 20°C e 25°C per 15-30 minuti

prima dell'iniezione (vedere Figura B).

Non rimuova il tappo trasparente mentre attende che Libmyris penna pre-riempita raggiunga i

20 °C – 25 °C.

Non riscaldi Libmyris penna pre-riempita in altri modi. Ad esempio, non riscaldi in microonde

o nell’acqua calda.

Non usi la penna pre-riempita se la soluzione è stata congelata (anche se scongelata).

STEP 2: controllare la data di scadenza, prendere ciò che serve e lavarsi le mani

Step 2a Controlli la data di scadenza sull'etichetta di Libmyris penna pre-riempita (vedere Figura C).

Non usi Libmyris penna pre-riempita se è stata oltrepassata la data di scadenza (Scad.).

Step 2b Disponga quanto segue su una superficie pulita e piana (vedere Figura D):

1 Libmyris penna pre-riempita e tampone imbevuto di alcol

1 batuffolo di cotone o garza (non incluso)

Contenitore per lo smaltimento di oggetti taglienti resistente alla perforazione (non incluso).

Vedere Step 9 alla fine di queste istruzioni per l'uso su come gettare (smaltire) Libmyris

Step 2c Si lavi e si asciughi le mani (vedere Figura E).

STEP 3: scegliere e pulire il sito di iniezione

Step 3a Scelga un sito di iniezione (vedere Figura F):

sulla parte anteriore della coscia o

sull’addome (pancia) ad almeno 5 cm dall'ombelico.

Almeno a 3 cm dall'ultimo sito di iniezione.

Step 3b Strofini il sito di iniezione con movimenti circolari con il tampone imbevuto di alcol (vedere

Non inietti attraverso i vestiti.

Non inietti nei punti in cui la pelle appare dolorante, con lividi, arrossata, dura, con cicatrici,

smagliature o in aree con psoriasi a placche.

STEP 4: controllare il medicinale attraverso la finestra di ispezione

Step 4a Tenga Libmyris penna pre-riempita con la parte grigia dell'impugnatura rivolta verso l'alto.

Controlli la finestra di ispezione (vedere Figura H).

È normale vedere 1 o più bolle nella finestra.

Verifichi che la soluzione sia limpida e incolore.

Non usi Libmyris penna pre-riempita se la soluzione è torbida, ha cambiato colore o presenta flocculi

Non usi Libmyris penna pre-riempita se è caduta o è stata danneggiata.

STEP 5: rimuovere il tappo trasparente

Step 5a Rimuova il tappo trasparente (vedere Figura I).

È normale vedere alcune gocce di liquido fuoriuscire dall'ago.

Step 5b Getti il tappo trasparente.

Non rimetta il tappo trasparente sulla penna. Questo potrebbe danneggiare l'ago. La penna è pronta per

l'uso dopo aver rimosso il tappo trasparente.

Step 5c Ruoti Libmyris penna pre-riempita in modo che la custodia arancione dell'ago punti verso il

sito di iniezione.

STEP 6: afferrare la pelle e posizionare Libmyris penna pre-riempita sul sito di iniezione

Step 6a Afferri la pelle nel sito di iniezione per creare una zona rialzata e la tenga saldamente.

Step 6b Posizioni la custodia arancione dell'ago diritto (angolo di 90˚) contro il sito di iniezione

(vedere Figura J).

Tenga la penna in modo da riuscire a vedere la finestra di ispezione.

STEP 7: fare l'iniezione

Step 7a Prema e continui a tenere premuta la penna verso il basso contro il sito di iniezione (vedere

Il primo "clic" indicherà l'inizio dell'iniezione (vedere la Figura K). Potrebbero essere

necessari fino a 15 secondi dopo il primo "clic" per completare.

Continui a premere la penna verso il basso contro il sito di iniezione.

L'iniezione sarà completa quando l'indicatore arancione avrà smesso di muoversi e si potrà

sentire un secondo "clic" (vedere Figura L).

Non sollevi o lasci andare la pressione dal sito di iniezione fino a quando l’iniezione è completa.

Figura K Figura L

STEP 8: estrarre Libmyris penna pre-riempita dalla pelle e trattarla

Step 8a Quando l'iniezione è completata, estragga lentamente Libmyris penna pre-riempita dalla pelle.

La custodia arancione dell'ago coprirà la punta dell'ago (vedere Figura M).

Se nel sito di iniezione è presente più di qualche goccia di liquido, contatti il suo medico per chiedere

Step 8b Dopo aver completato l'iniezione, applichi un batuffolo di cotone o una garza sulla pelle nel

sito di iniezione.

È normale che si verifichi un leggero sanguinamento al sito di iniezione.

STEP 9: come devo smaltire Libmyris penna pre-riempita usata?

Step 9a Getti gli aghi, le penne e gli oggetti taglienti usati in un contenitore per lo smaltimento di

oggetti taglienti subito dopo l'uso (vedere Figura N).

Non getti (smaltisca) la penna nei rifiuti domestici.

a 15 sec.

Step 9b I tappi trasparenti, il tampone imbevuto di alcol, il batuffolo di cotone o la garza e la

confezione possono essere gettati nei rifiuti domestici.

Se non si dispone di un contenitore per lo smaltimento di oggetti taglienti, è possibile utilizzare un

contenitore domestico che sia:

realizzato in plastica resistente,

chiuso con un coperchio aderente e resistente alle forature, senza che gli oggetti taglienti

in posizione verticale e stabile durante l'uso,

resistente alle perdite e

adeguatamente etichettato per avvertire della presenza di rifiuti pericolosi all'interno del

Quando il contenitore per oggetti taglienti è quasi pieno, dovrà seguire le linee guida locali per

smaltire correttamente il contenitore per oggetti taglienti.

Non getti i contenitori per rifiuti taglienti usati nei rifiuti domestici.

Non ricicli il contenitore per lo smaltimento di oggetti taglienti usati.

Domande frequenti su LIBMYRIS

LIBMYRIS è disponibile senza ricetta?

LIBMYRIS è disponibile senza obbligo di ricetta. Chieda comunque consiglio al farmacista.

Qual è il principio attivo di LIBMYRIS?

Il principio attivo di LIBMYRIS è adalimumab.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Ciascuna siringa pre-riempita monodose da 0,4 ml contiene 40 mg di adalimumab.

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

Ciascuna penna pre-riempita monodose da 0,4 ml contiene 40 mg di adalimumab.

Adalimumab è un anticorpo monoclonale umano ricombinante prodotto in cellule ovariche di criceto

cinese (Chinese Hamster Ovary).

Eccipiente con effetto noto

Ogni ml contiene 1 mg di polisorbato 80.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile limpida e incolore.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche

Libmyris, in combinazione con metotressato, è indicato per:

▪ il trattamento di pazienti adulti affetti da artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severo

quando la risposta ai farmaci anti-reumatici modificanti la malattia (DMARD), compreso il

metotressato, risulta inadeguata.

▪ il trattamento dell’artrite reumatoide grave, attiva e progressiva in adulti non precedentemente

trattati con metotressato.

Libmyris può essere somministrato come monoterapia in caso di intolleranza al metotressato o quando

il trattamento continuato con metotressato non è appropriato.

Adalimumab, in combinazione con metotressato, inibisce la progressione del danno strutturale,

valutata radiograficamente, e migliora la funzionalità fisica, in questa popolazione di pazienti.

Artrite idiopatica giovanile

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare

Libmyris in combinazione con metotressato è indicato per il trattamento dell’artrite idiopatica

giovanile poliarticolare attiva, nei pazienti dai 2 anni di età, che hanno avuto una risposta inadeguata

ad uno o più DMARD. Libmyris può essere somministrato come monoterapia in caso di intolleranza al

metotressato o quando il trattamento continuato con metotressato non è appropriato (per l’efficacia in

monoterapia vedere paragrafo 5.1). Adalimumab non è stato studiato in pazienti di età inferiore a 2

Artrite associata ad entesite

Libmyris è indicato per il trattamento delle forme attive di artrite associata a entesite, nei pazienti dai 6

anni di età, che hanno avuto una risposta inadeguata o che sono intolleranti alla terapia convenzionale

(vedere paragrafo 5.1).

Spondilite anchilosante (SA)

Libmyris è indicato per il trattamento dei pazienti adulti affetti da SA attiva grave in cui la risposta alla

terapia convenzionale non è risultata adeguata.

Spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica di SA

Libmyris è indicato per il trattamento dei pazienti adulti affetti da spondiloartrite assiale grave senza

evidenza radiografica di SA ma con segni oggettivi di infiammazione rilevati da elevati livelli di

Proteina C Reattiva e/o RMN, che hanno avuto una risposta inadeguata a, o sono intolleranti a farmaci

antinfiammatori non steroidei (FANS).

Libmyris è indicato per il trattamento dell’artrite psoriasica attiva e progressiva in soggetti adulti

quando la risposta a precedenti trattamenti con DMARD è stata inadeguata. È stato dimostrato che

adalimumab riduce la percentuale di progressione del danno articolare periferico associato rilevato

attraverso radiografie in pazienti affetti da sottogruppi poliarticolari simmetrici della malattia (vedere

paragrafo 5.1) e migliora la funzionalità fisica.

Libmyris è indicato per il trattamento della psoriasi cronica a placche, di grado da moderato a severo,

in pazienti adulti candidati alla terapia sistemica.

Psoriasi a placche pediatrica

Libmyris è indicato per il trattamento della psoriasi cronica a placche grave in bambini e adolescenti

dai 4 anni di età che abbiano avuto una risposta inadeguata, o siano candidati inappropriati alla terapia

topica e alle fototerapie.

Idrosadenite Suppurativa (HS)

Libmyris è indicato per il trattamento dell’HS (acne inversa) attiva di grado da moderato a severo in

adulti e adolescenti dai 12 anni di età con una risposta inadeguata alla terapia sistemica convenzionale

per l’HS (vedere paragrafi 5.1 e 5.2).

Malattia di Crohn

Libmyris è indicato nel trattamento della malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo in

pazienti adulti che non hanno risposto ad un ciclo terapeutico completo ed adeguato a base di

corticosteroidi e/o di un immunosoppressore, o nei pazienti intolleranti a tali terapie o che presentino

controindicazioni mediche ad esse.

Malattia di Crohn in pazienti pediatrici

Libmyris è indicato nel trattamento della malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo nei

pazienti pediatrici (dai 6 anni di età) che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia

convenzionale, inclusa la terapia nutrizionale primaria e a una terapia a base di un corticosteroide e/o

ad un immunomodulatore, o che sono intolleranti o hanno controindicazioni a tali terapie.

Libmyris è indicato nel trattamento della colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo in

pazienti adulti che hanno manifestato una risposta inadeguata alla terapia convenzionale inclusi i

corticosteroidi e la 6-mercaptopurina (6-MP) o l’azatioprina (AZA) o che sono intolleranti o

presentano controindicazioni a tali terapie.

Colite ulcerosa pediatrica

Libmyris è indicato per il trattamento della colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo in

pazienti pediatrici (dai 6 anni di età) che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia

convenzionale, inclusi corticosteroidi e/o 6-mercaptopurina (6-MP) o azatioprina (AZA), o che sono

intolleranti o presentano controindicazioni per tali terapie.

Libmyris è indicato per il trattamento dell’uveite non-infettiva intermedia, posteriore e panuveite in

pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata ai corticosteroidi, in pazienti che necessitano

di farmaci risparmiatori di corticosteroidi o nei quali il trattamento con corticosteroidi è inappropriato.

Libmyris è indicato per il trattamento dell’uveite anteriore pediatrica cronica non infettiva nei pazienti

dai 2 anni di età che hanno avuto una risposta inadeguata o sono intolleranti alla terapia convenzionale

o per i quali la terapia convenzionale non è appropriata.

4.2. Posologia e modo di somministrazione

La terapia con Libmyris deve essere iniziata e monitorata da medici specialisti con esperienza nella

diagnosi e nel trattamento delle patologie per cui Libmyris è indicato. Gli oculisti sono invitati a

consultare uno specialista appropriato prima di iniziare il trattamento con Libmyris (vedere paragrafo

4.4). Ai pazienti trattati con Libmyris deve essere consegnata una Scheda Promemoria per il Paziente.

Dopo adeguate istruzioni sulla tecnica di iniezione di Libmyris, i pazienti possono eseguire da soli

l’iniezione, se il medico lo ritiene opportuno, e con controlli medici periodici, secondo necessità.

Durante il trattamento con Libmyris, le altre terapie concomitanti (per esempio, i corticosteroidi e/o gli

agenti immunomodulatori) devono essere ottimizzate.

Libmyris è disponibile solo come siringa preriempita da 40 mg, penna preriempita da 40 mg, siringa

preriempita da 80 mg e penna preriempita da 80 mg. Pertanto, non è possibile somministrare Libmyris

a pazienti che richiedono meno di una dose completa da 40 mg. Se è necessaria una diversa dose, si

devono utilizzare altri prodotti a base di adalimumab che offrano tale opzione.

La dose di Libmyris indicata per i pazienti adulti con artrite reumatoide è di 40 mg di adalimumab in

un’unica somministrazione ogni due settimane per via sottocutanea. Il metotressato deve essere

continuato durante il trattamento con Libmyris.

Glucocorticoidi, salicilati, farmaci anti-infiammatori non-steroidei o analgesici possono essere

continuati in corso di terapia con Libmyris. Per quanto riguarda la combinazione con altri DMARD

diversi dal metotressato vedere paragrafi 4.4 e 5.1.

Alcuni pazienti che in monoterapia mostrano una riduzione nella risposta a 40 mg di Libmyris a

settimane alterne possono beneficiare di un aumento della dose a 40 mg di adalimumab ogni settimana

o 80 mg a settimane alterne.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene di solito ottenuta entro 12 settimane di

trattamento. In un paziente che non risponde entro questo periodo di tempo, la continuazione della

terapia deve essere riconsiderata.

Sospensione della dose

Ci potrebbe essere necessità di interruzione della somministrazione, per esempio prima di un

intervento chirurgico o in caso di grave infezione.

Dati disponibili indicano che la re-introduzione di adalimumab, dopo sospensione di 70 giorni o più,

determina una risposta clinica della stessa importanza e con un profilo di sicurezza simile rispetto a

prima della sospensione del dosaggio.

Spondilite anchilosante, spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica di SA e artrite psoriasica

La dose raccomandata di Libmyris per i pazienti affetti da SA, spondiloartrite assiale senza evidenza

radiografica di SA e per i pazienti con artrite psoriasica è di 40 mg di adalimumab somministrati ogni

due settimane in dose singola per via sottocutanea.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene solitamente ottenuta entro 12 settimane

dall’inizio del trattamento. In un paziente che non risponde entro questo periodo di tempo, la

continuazione della terapia deve essere riconsiderata.

La dose raccomandata di Libmyris per i pazienti adulti è costituita da una dose iniziale pari a 80 mg,

somministrati per via sottocutanea, seguita da una dose pari a 40 mg, per via sottocutanea,

somministrati a settimane alterne, ad iniziare dalla settimana successiva all’assunzione della dose

Sarebbe opportuno valutare attentamente se sia il caso di proseguire la terapia oltre le 16 settimane

qualora i pazienti non abbiano sviluppato una risposta soddisfacente entro tale periodo.

Dopo 16 settimane, i pazienti con una risposta inadeguata a 40 mg di Libmyris a settimane alterne

possono beneficiare di un incremento della dose a 40 mg ogni settimana o 80 mg a settimane alterne.

Devono essere attentamente riconsiderati i benefici e i rischi della terapia settimanale continuativa con

40 mg o 80 mg a settimane alterne in pazienti con una risposta inadeguata dopo l’aumento della dose

(vedere paragrafo 5.1). Se si ottiene una risposta adeguata con 40 mg ogni settimana o 80 mg a

settimane alterne, la dose può essere successivamente ridotto a 40 mg a settimane alterne.

Idrosadenite Suppurativa (HS)

La dose raccomandata di Libmyris per i pazienti adulti con HS è inizialmente di 160 mg al giorno 1

(somministrata in quattro iniezioni da 40 mg in un giorno o in due iniezioni da 40 mg al giorno per due

giorni consecutivi), seguita da 80 mg due settimane dopo, (giorno 15), somministrati in due iniezioni

da 40 mg in un giorno. Due settimane dopo (giorno 29) continuare con una dose di 40 mg a settimana

o 80 mg a settimane alterne (somministrata in due iniezioni da 40 mg in un giorno). Se necessario, è

possibile continuare la terapia antibiotica durante il trattamento con Libmyris. Durante il trattamento

con Libmyris si raccomanda ai pazienti di usare tutti i giorni una soluzione di lavaggio antisettica

topica sulle lesioni correlate all’idrosadenite suppurativa (HS).

La prosecuzione della terapia oltre 12 settimane di trattamento deve essere valutata attentamente se i

pazienti non sono migliorati in tale periodo.

Laddove fosse necessario interrompere il trattamento, è possibile riprendere la terapia con Libmyris

40 mg ogni settimana o 80 mg a settimane alterne (vedere paragrafo 5.1).

La valutazione dei benefici e dei rischi del trattamento continuato a lungo termine deve essere

effettuata periodicamente (vedere paragrafo 5.1).

Malattia di Crohn

La dose di Libmyris indicata in caso di terapia di induzione è pari a 80 mg alla settimana 0 per i

pazienti adulti affetti da malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo, seguita da una dose di

40 mg alla settimana 2. Nel caso in cui sia necessario indurre una risposta più rapida alla terapia, può

essere somministrata una dose pari a 160 mg alla settimana 0 (somministrata in quattro iniezioni da

40 mg in un giorno oppure due iniezioni da 40 mg al giorno per due giorni consecutivi), seguita da

80 mg alla settimana 2 (somministrata in due iniezioni da 40 mg in un giorno), tenendo presente che il

rischio di eventi avversi risulta maggiore durante l’induzione.

Dopo il trattamento di induzione, la dose indicata è pari a 40 mg a settimane alterne, somministrata per

via sottocutanea. In alternativa, nel caso in cui un paziente abbia interrotto il trattamento con Libmyris

e qualora dovesse ricorrere la sintomatologia tipica della malattia, la terapia con Libmyris può essere

somministrata nuovamente. Esistono pochi dati sulla risomministrazione di Libmyris qualora sia

trascorso un periodo superiore a 8 settimane dalla somministrazione della dose precedente.

Nel corso della terapia di mantenimento, il dosaggio di corticosteroidi può essere gradatamente ridotto

in base alle linee guida elaborate per la gestione clinica della malattia.

Alcuni pazienti che mostrano una riduzione nella risposta a 40 mg di Libmyris a settimane alterne

possono trarre giovamento da un aumento della dose a 40 mg di Libmyris ogni settimana o 80 mg a

Alcuni pazienti che non hanno manifestato una risposta adeguata alla terapia entro la quarta settimana

potrebbero trarre giovamento dall’istituzione di una terapia di mantenimento continuata fino alla

dodicesima settimana. Nei pazienti in cui la risposta alla terapia risulti inadeguata entro questo periodo

di tempo, deve essere attentamente valutata la necessità di istituire una terapia continuata.

Il regime posologico di induzione raccomandato per Libmyris per pazienti adulti affetti da colite

ulcerosa di grado da moderato a severo è di 160 mg alla settimana 0 (somministrata in quattro

iniezioni da 40 mg in un giorno o due iniezioni da 40 mg al giorno per due giorni consecutivi) e 80 mg

alla settimana 2 (somministrata in due iniezioni da 40 mg in un giorno). Dopo il trattamento di

induzione, la dose raccomandata è di 40 mg a settimane alterne per via sottocutanea.

Durante il trattamento di mantenimento, i corticosteroidi possono essere ridotti progressivamente in

accordo alle linee guida di pratica clinica.

Alcuni pazienti in cui si documenta una riduzione della risposta a 40 mg di Libmyris a settimane

alterne possono trarre giovamento da un aumento della dose a 40 mg di Libmyris ogni settimana o

80 mg a settimane alterne.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica si raggiunge di solito entro le 2-8 settimane di

La terapia con Libmyris non deve essere continuata in pazienti che non hanno risposto durante questo

periodo di tempo.

La dose raccomandata di Libmyris per i pazienti adulti affetti da uveite è una dose iniziale di 80 mg,

seguita da 40 mg somministrati a settimane alterne a partire da una settimana dopo la dose iniziale. Vi

è un’esperienza limitata nell’inizio del trattamento con adalimumab in monoterapia. Il trattamento con

Libmyris può essere iniziato in combinazione con corticosteroidi e/o con altri agenti

immunomodulatori non biologici. I corticosteroidi concomitanti possono essere ridotti in accordo con

la pratica clinica a partire da due settimane dopo l’inizio del trattamento con Libmyris.

Si raccomanda che i benefici e i rischi del trattamento continuato a lungo termine siano valutati su

base annua (vedere paragrafo 5.1).

Non sono richieste modifiche del dosaggio.

Insufficienza epatica e/o renale

Adalimumab non è stato studiato in queste popolazioni di pazienti. Non possono essere fornite

Libmyris è disponibile solo come siringa preriempita da 40 mg, penna preriempita da 40 mg, siringa

preriempita da 80 mg e penna preriempita da 80 mg. Pertanto, non è possibile somministrare Libmyris

a pazienti pediatrici che richiedono meno di una dose completa da 40 mg. Se è necessaria una

differente dose, si devono utilizzare altri prodotti a base di adalimumab che offrano tale opzione.

Artrite idiopatica giovanile

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare da 2 anni d’età

La dose raccomandata di Libmyris per pazienti con artrite idiopatica giovanile poliarticolare da 2 anni

di età è basata sul peso corporeo (Tabella 1). Libmyris è somministrato a settimane alterne attraverso

Tabella 1: Dose di Libmyris per pazienti con artrite idiopatica giovanile poliarticolare

Peso del Paziente Schema Posologico

10 kg fino a < 30 kg -

≥ 30 kg 40 mg a settimane alterne

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene di solito ottenuta entro 12 settimane di

trattamento. In un paziente che non risponde entro questo periodo di tempo, la continuazione della

terapia deve essere riconsiderata attentamente.

Non c’è un uso rilevante di adalimumab nei pazienti di età inferiore ai 2 anni per questa indicazione.

Artrite associata ad entesite

La dose raccomandata di Libmyris nei pazienti con artrite associata ad entesite, dai 6 anni in poi, è

basata sul peso corporeo (Tabella 2). Libmyris è somministrato a settimane alterne attraverso iniezione

Tabella 2: Dose di Libmyris per pazienti con artrite associata ad entesite

Peso del Paziente Schema Posologico

15 kg fino a < 30 kg -

≥ 30 kg 40 mg a settimane alterne

Adalimumab non è stato studiato nei pazienti di età inferiore ai 6 anni con artrite associata ad entesite.

Artrite psoriasica e spondiloartrite assiale inclusa la spondilite anchilosante

Non c’è un uso rilevante di adalimumab nella popolazione pediatrica per le indicazioni di SA e artrite

Psoriasi a placche pediatrica

La dose raccomandata di Libmyris per pazienti con psoriasi a placche dai 4 ai 17 anni di età è basata

sul peso corporeo (Tabella 3). Libmyris è somministrato attraverso iniezione sottocutanea.

Tabella 3: Dose di Libmyris per pazienti pediatrici con psoriasi a placche

Peso del Paziente Schema Posologico

15 kg fino a < 30 kg -

≥ 30 kg

Dose iniziale di 40 mg, seguita da

40 mg somministrati a settimane

alterne iniziando una settimana dopo la

Il proseguimento della terapia oltre le 16 settimane dovrebbe essere attentamente valutato in pazienti

che non rispondono entro questo periodo di tempo.

Laddove sia indicato il ri-trattamento con adalimumab, occorre seguire le indicazioni sopra riportate

riguardo la dose e la durata del trattamento.

La sicurezza di adalimumab nei pazienti pediatrici con psoriasi a placche è stata valutata per un

periodo medio di 13 mesi.

Non c’è un uso rilevante di adalimumab nei bambini di età inferiore ai 4 anni per questa indicazione.

Idrosadenite suppurativa negli adolescenti (dai 12 anni d’età, di almeno 30 kg di peso)

Non ci sono studi clinici con adalimumab in pazienti adolescenti con HS. La posologia di adalimumab

in questi pazienti è stata determinata sulla base di modelli e simulazione farmacocinetica (vedere

La dose raccomandata di Libmyris è di 80 mg alla settimana 0 seguiti da 40 mg a settimane alterne a

partire dalla settimana 1 attraverso iniezione sottocutanea.

In pazienti adolescenti con una risposta inadeguata a 40 mg di Libmyris a settimane alterne, può essere

preso in considerazione un incremento della dose a 40 mg ogni settimana o 80 mg a settimane alterne.

Se necessario, è possibile continuare la terapia antibiotica durante il trattamento con Libmyris.

Durante il trattamento con Libmyris si raccomanda ai pazienti di usare tutti i giorni una soluzione di

lavaggio antisettica topica sulle lesioni correlate all’HS.

La prosecuzione della terapia oltre 12 settimane di trattamento deve essere valutata attentamente se i

pazienti non sono migliorati in tale periodo.

Laddove fosse necessario interrompere il trattamento, è possibile riprendere la terapia con Libmyris.

La valutazione dei benefici e dei rischi del trattamento continuato a lungo termine deve essere

effettuata periodicamente (vedere i dati relativi agli adulti nel paragrafo 5.1).

Non c’è un uso rilevante di adalimumab nei bambini di età inferiore ai 12 anni in questa indicazione.

Malattia di Crohn in pazienti pediatrici

La dose raccomandata di Libmyris per pazienti con malattia di Crohn di età compresa tra 6 e 17 anni è

basata sul peso corporeo (Tabella 4). Libmyris è somministrato attraverso iniezione sottocutanea.

Tabella 4: Dose di Libmyris per pazienti pediatrici con malattia di Crohn

Dose di Induzione Dose di Mantenimento a

partire dalla settimana 4

< 40 kg • 40 mg alla settimana 0 e 20 mg alla settimana 2*

Nel caso sia necessaria una risposta più rapida alla

terapia, con la consapevolezza che il rischio di eventi

avversi possa aumentare con l’utilizzo della dose di

induzione più alta, può essere somministrata la

• 80 mg alla settimana 0 e 40 mg alla settimana 2

≥ 40 kg • 80 mg alla settimana 0 e 40 mg alla settimana 2

Nel caso sia necessaria una risposta più rapida alla

terapia, con la consapevolezza che il rischio di eventi

avversi possa aumentare con l’utilizzo della dose di

induzione più alta, può essere somministrata la

• 160 mg alla settimana 0 e 80 mg alla settimana 2

40 mg a settimane alterne

* Libmyris è disponibile solo come siringa preriempita da 40 mg, penna preriempita da 40 mg, siringa

preriempita da 80 mg e penna preriempita da 80 mg. Quindi non è possibile somministrare Libmyris a

pazienti che richiedono meno di una dose completa di 40 mg.

Pazienti che manifestano una risposta insufficiente possono beneficiare di un incremento della dose:

• < 40 kg: 20 mg ogni settimana

• ≥ 40 kg: 40 mg ogni settimana o 80 mg a settimane alterne

La continuazione della terapia deve essere attentamente considerata in un soggetto che non risponde

alla settimana 12.

Non c’è un uso rilevante di adalimumab nei bambini di età inferiore ai 6 anni per questa indicazione.

Colite ulcerosa pediatrica

La dose raccomandata di Libmyris per i pazienti di età compresa tra 6 e 17 anni con colite ulcerosa è

basata sul peso corporeo (Tabella 5). Libmyris deve essere somministrato mediante iniezione

Tabella 5: Dose di Libmyris per pazienti pediatrici con colite ulcerosa

Dose di Induzione Dose di Mantenimento a

partire dalla settimana 4*

< 40 kg • 80 mg alla Settimana 0 (somministrati in due

iniezioni da 40 mg nello stesso giorno) e

• 40 mg alla Settimana 2 (somministrati con

una sola iniezione da 40 mg)

40 mg a settimane alterne

≥ 40 kg • 160 mg alla Settimana 0 (somministrati con

quattro iniezioni da 40 mg in un giorno o due

iniezioni da 40 mg al giorno per due giorni

• 80 mg alla Settimana 2 (somministrati con

due iniezioni da 40 mg in un giorno)

80 mg a settimane alterne

* I pazienti pediatrici che compiono 18 anni di età durante il trattamento con Libmyris devono

continuare la dose di mantenimento prescritta.

La continuazione della terapia oltre le 8 settimane deve essere attentamente considerata nei pazienti

che non mostrano segni di risposta entro questo periodo di tempo.

Non c’è un uso rilevante di Libmyris nei bambini di età inferiore a 6 anni per questa indicazione.

La dose raccomandata di Libmyris nei pazienti pediatrici con uveite dai 2 anni di età è basata sul peso

corporeo (Tabella 6). Libmyris è somministrato attraverso iniezione sottocutanea.

Nell’uveite pediatrica, non c’è esperienza nel trattamento con adalimumab senza terapia concomitante

Tabella 6: Dose di Libmyris per pazienti pediatrici con uveite

Peso del Paziente Schema Posologico

< 30 kg -

≥ 30 kg 40 mg a settimane alterne in associazione con

Quando si inizia la terapia con Libmyris, è possibile somministrare una dose di carico da 40 mg per i

pazienti con peso < 30 kg o 80 mg per i pazienti con peso ≥ 30 kg una settimana prima dell’inizio

della terapia di mantenimento. Non sono disponibili dati clinici sull’uso della dose di carico di

adalimumab nei bambini di età inferiore ai 6 anni (vedere paragrafo 5.2).

Non c’è un uso rilevante di adalimumab nei bambini di età inferiore ai 2 anni per questa indicazione.

Si raccomanda che i benefici e i rischi del trattamento continuato a lungo termine siano valutati su

base annua (vedere paragrafo 5.1).

Modo di somministrazione

Libmyris è somministrato per iniezione sottocutanea. Istruzioni complete per l’uso sono fornite nel

Libmyris è disponibile solo come siringa preriempita da 40 mg, penna preriempita da 40 mg, siringa

preriempita da 80 mg e penna preriempita da 80 mg. Quindi non è possibile somministrare Libmyris a

pazienti che richiedono meno di una dose completa da 40 mg. Se è necessaria una differente dose, si

devono utilizzare altri prodotti a base di adalimumab che offrano tale opzione.

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Tubercolosi attiva o altre gravi infezioni come sepsi e infezioni opportunistiche (vedere paragrafo 4.4).

Insufficienza cardiaca da moderata a grave (classe III/IV NYHA) (vedere paragrafo 4.4).

4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome ed il numero di lotto del prodotto

somministrato devono essere chiaramente registrati.

I pazienti in trattamento con antagonisti del TNF sono più suscettibili alle infezioni gravi. Una

funzione polmonare compromessa può aumentare il rischio di sviluppare infezioni.

I pazienti devono pertanto essere attentamente esaminati per la valutazione di infezioni, compresa la

tubercolosi, prima, durante e dopo il trattamento con Libmyris. Poichè l’eliminazione di adalimumab

può richiedere fino a quattro mesi, il controllo deve essere continuato durante tale periodo.

La terapia con Libmyris non va iniziata in pazienti con infezioni attive, incluse le infezioni croniche o

localizzate, fino a che queste non siano sotto controllo. In pazienti che sono stati esposti alla

tubercolosi ed in pazienti che hanno viaggiato in aree ad alto rischio di tubercolosi o di micosi

endemiche, quali istoplasmosi, coccidioidomicosi o blastomicosi, il rischio ed i benefici del

trattamento con Libmyris devono essere considerati prima di iniziare la terapia (vedere Altre infezioni

I pazienti che sviluppano una nuova infezione durante la terapia con Libmyris devono essere

attentamente seguiti ed essere sottoposti ad una completa valutazione diagnostica. In caso di

insorgenza di una nuova infezione grave o di sepsi, la somministrazione di Libmyris deve essere

interrotta e deve essere istituita una idonea terapia antimicrobica o antifungina fino a quando

l’infezione non sia sotto controllo. I medici devono porre cautela nell’usare adalimumab in pazienti

con storia di infezioni recidivanti o con patologie concomitanti che possano predisporre i pazienti alle

infezioni, incluso l’uso concomitante di farmaci immunosoppressivi.

Sono stati riportati casi di infezioni gravi, inclusa sepsi, causate da batteri, micobatteri, funghi

invasivi, parassiti, virus o altre infezioni opportunistiche, quali listeriosi, legionellosi e pneumocistosi

in pazienti trattati con adalimumab.

Altre infezioni gravi osservate nel corso di studi clinici includono polmonite, pielonefrite, artrite

settica e setticemia. Sono stati riportati casi di ospedalizzazione o di eventi fatali associati alle

È stata riportata tubercolosi, inclusa riattivazione e nuova manifestazione di tubercolosi, in pazienti

che utilizzano adalimumab. Sono stati riportati casi di tubercolosi polmonare ed extra-polmonare

Prima di iniziare la terapia con Libmyris, tutti i pazienti devono essere esaminati per valutare la

presenza di tubercolosi attiva o inattiva (“latente”). Tale valutazione deve includere un’anamnesi

clinica dettagliata dei pazienti con una storia pregressa di tubercolosi o eventuali contatti con persone

affette da tubercolosi attiva, e con precedenti e/o concomitanti terapie immunosoppressive. Devono

essere eseguiti appropriati esami di screening (ovvero il test cutaneo alla tubercolina e la radiografia

toracica) in tutti i pazienti (possono essere seguite le linee guida locali). Si raccomanda che

l’esecuzione e i risultati di tali test vengano registrati nella Scheda Promemoria per il Paziente. I

medici devono porre attenzione al rischio di falsi negativi al test cutaneo alla tubercolina, soprattutto

in pazienti gravemente ammalati o immunocompromessi.

Se si diagnostica una tubercolosi attiva, la terapia con Libmyris non deve essere iniziata (vedere

In tutte le situazioni di seguito descritte è opportuno effettuare un’attenta valutazione del rapporto

beneficio/rischio della terapia.

Se si sospetta una tubercolosi latente, è consigliabile consultare un medico specializzato nel

trattamento della tubercolosi.

In caso di diagnosi positiva di tubercolosi latente, prima di iniziare la terapia con Libmyris deve essere

istituito il trattamento di profilassi anti-tubercolare in accordo alle raccomandazioni locali.

L’istituzione di un trattamento di profilassi anti-tubercolare deve essere presa in considerazione anche

prima di iniziare il trattamento a base di Libmyris in pazienti con diversi o significativi fattori di

rischio per la tubercolosi nonostante un test negativo per la tubercolosi e in quei pazienti che

all’anamnesi presentano una storia personale di tubercolosi latente o attiva nei quali non sia possibile

confermare se il ciclo di trattamento cui sono stati sottoposti sia risultato adeguato.

Nonostante il trattamento di profilassi per la tubercolosi, si sono verificati casi di riattivazione di

tubercolosi in pazienti trattati con adalimumab. Nel corso del trattamento con adalimumab, alcuni

pazienti trattati con successo per la tubercolosi attiva hanno manifestato nuovamente la comparsa di

I pazienti devono essere avvisati di rivolgersi al medico se, durante o dopo la terapia con Libmyris, si

manifestano segni/sintomi indicativi di possibile infezione tubercolare (per es. tosse persistente,

deperimento, perdita di peso, febbre moderata, svogliatezza).

Altre infezioni opportunistiche

In pazienti che hanno assunto adalimumab sono stati osservati casi di infezioni opportunistiche,

incluse infezioni fungine invasive. Queste infezioni non sono state correttamente diagnosticate in

pazienti che assumevano antagonisti del TNF e ciò ha comportato un ritardo nel trattamento

appropriato, talvolta con esito fatale.

In pazienti che sviluppano segni e sintomi quali febbre, malessere, perdita di peso, sudorazione, tosse,

dispnea e/o infiltrato polmonare o altre malattie sistemiche gravi con o senza shock concomitante si

deve sospettare un’infezione fungina invasiva e deve essere prontamente interrotta la

somministrazione di Libmyris. La diagnosi e la somministrazione di terapia antifungina empirica in

questi pazienti dovrebbero essere effettuate consultando un medico specializzato nella cura di pazienti

con infezioni fungine invasive.

Riattivazione dell’Epatite B

In pazienti portatori cronici del virus dell’epatite B sottoposti a trattamento con antagonisti del TNF

incluso adalimumab, si è verificata una riattivazione dell’epatite B (ad es. antigene di superficie

positivo). Alcuni casi hanno avuto un esito fatale. Prima di iniziare il trattamento con Libmyris, i

pazienti devono essere testati per l’infezione da virus dell’epatite B. Si raccomanda la consultazione di

un medico con esperienza nel trattamento dell’epatite B per quei pazienti che risultano positivi al test

per l’epatite B.

I portatori del virus dell’epatite B che necessitano di un trattamento con Libmyris devono essere

attentamente monitorati allo scopo di rilevare la comparsa dei segni e sintomi dell’infezione attiva da

virus dell’epatite B non solo nel corso di tutta la terapia, ma anche durante i mesi successivi alla

sospensione della terapia. Non sono disponibili dati adeguati derivanti dal trattamento di pazienti

portatori del virus dell’epatite B, sottoposti a terapia anti-virale al fine di evitare la riattivazione del

virus dell’epatite B, in concomitanza con la terapia con antagonisti del TNF. Nei pazienti che

sviluppano una riattivazione del virus dell’epatite B, la somministrazione di Libmyris deve essere

interrotta e deve essere istituita un’efficace terapia anti-virale accompagnata da un adeguato

trattamento di supporto.

I farmaci anti-TNF, compreso adalimumab, sono stati correlati, in rari casi, con la nuova insorgenza o

con l’esacerbazione di sintomi clinici e/o evidenze radiografiche di malattie demielinizzanti del

sistema nervoso centrale, inclusa la sclerosi multipla, la neurite ottica e le malattie demielinizzanti

periferiche, compresa la sindrome di Guillain-Barrè. Deve essere usata cautela nell’uso di Libmyris in

quei pazienti con patologie demielinizzanti del sistema nervoso centrale o periferico pregresse o di

recente insorgenza; l’interruzione di Libmyris deve essere presa in considerazione nel caso in cui si

sviluppi una qualsiasi di queste patologie. Sussiste una nota associazione tra l’uveite intermedia e le

patologie demielinizzanti del sistema nervoso centrale. La valutazione neurologica deve essere

effettuata sui pazienti con uveite intermedia non infettiva prima di iniziare la terapia con Libmyris e a

intervalli regolari durante il trattamento al fine di valutare le patologie demielinizzanti del sistema

nervoso centrale pregresse o in fase di sviluppo.

Nel corso degli studi clinici, reazioni allergiche gravi associate con adalimumab sono state rare. Le

reazioni allergiche non gravi associate con adalimumab durante gli studi clinici sono state non comuni.

Sono state ricevute segnalazioni di reazioni allergiche gravi inclusa l’anafilassi a seguito della

somministrazione di adalimumab. Se si verificano reazioni anafilattiche o altre gravi manifestazioni

allergiche, la somministrazione di Libmyris deve essere immediatamente interrotta e deve essere

iniziata una terapia appropriata.

In uno studio su 64 pazienti con artrite reumatoide, sottoposti a trattamento con adalimumab, non è

stata evidenziata alcuna inibizione dell’ipersensibilità ritardata, nè riduzione dei livelli delle

immunoglobuline o cambiamenti nel numero dei linfociti T, B, delle cellule NK, dei

monociti/macrofagi e dei neutrofili.

Neoplasie e malattie linfoproliferative

Nelle sezioni controllate degli studi clinici con farmaci anti-TNF, sono stati osservati più casi di

neoplasie, incluso linfoma, nei pazienti riceventi un anti-TNF rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia,

i casi sono stati rari. In studi postmarketing, sono stati riportati casi di leucemia in pazienti trattati con

un antagonista-TNF. C’è un maggiore aumento del rischio di sviluppare linfomi e leucemia per i

pazienti con artrite reumatoide gravemente attiva e di lunga durata, una patologia infiammatoria che

complica la valutazione del rischio. Con le attuali conoscenze, non è possibile escludere lo sviluppo di

linfomi, leucemia e altre neoplasie in pazienti trattati con farmaci anti-TNF.

Casi di tumori, alcuni fatali, sono stati riportati in bambini, adolescenti e adulti di giovane età (fino

all’età di 22 anni) trattati con agenti antagonisti del TNF (inizio della terapia ≤18 anni), compreso

l’adalimumab, negli studi postmarketing.

Circa metà dei casi sono stati linfomi. Gli altri casi hanno rappresentato una molteplicità di differenti

tumori e hanno incluso rari tumori solitamente associati con immunosoppressione. Non può essere

escluso un rischio per lo sviluppo di tumori in bambini ed adolescenti trattati con antagonisti del TNF.

Nei pazienti trattati con adalimumab sono stati osservati rari casi postmarketing di linfoma

epatosplenico a cellule T. Questo raro tipo di linfoma a cellule T ha un decorso clinico molto

aggressivo ed è spesso fatale. Alcuni di questi casi di linfoma epatosplenico a cellule T si sono

manifestati in giovani pazienti adulti trattati con adalimumab e sottoposti a terapia concomitante con

azatioprina o 6-mercaptopurina, farmaci utilizzati per il trattamento delle malattie infiammatorie

intestinali. Deve essere attentamente considerato il rischio potenziale derivante dalla combinazione di

azatioprina o 6-mercaptopurina e Libmyris. Nei pazienti trattati con Libmyris non può essere escluso il

rischio di sviluppo del linfoma epatosplenico a cellule T (vedere paragrafo 4.8).

Non sono stati condotti studi clinici su pazienti con anamnesi positiva per neoplasie o su pazienti nei

quali il trattamento con adalimumab è continuato dopo lo sviluppo di neoplasia. Pertanto, il

trattamento con Libmyris in questa tipologia di pazienti deve essere considerato con ulteriore cautela

(vedere paragrafo 4.8).

Prima e durante il trattamento con Libmyris, tutti i pazienti, in particolare i soggetti che presentano

una storia clinica da cui risultino massicce terapie immunosoppressive o soggetti affetti da psoriasi che

presentano storia clinica di trattamento con PUVA (Psoralene e (raggi) ultra violetti (di tipo) A),

devono essere esaminati per valutare la presenza di un eventuale tumore della pelle non melanotico.

Nei pazienti trattati con antagonisti del TNF, incluso adalimumab, sono stati anche riportati melanoma

e carcinoma a cellule di Merkel (vedere paragrafo 4.8).

In uno studio clinico esplorativo sulla valutazione dell’uso di un altro agente antagonista del TNF,

infliximab, in pazienti con malattia polmonare cronica ostruttiva (COPD) da moderata a grave, furono

riportate, nei pazienti trattati con infliximab rispetto ai pazienti controllo, più neoplasie, soprattutto al

polmone o alla testa ed al collo. Tutti i pazienti avevano una storia di grandi fumatori.

Pertanto, deve essere usata cautela quando si utilizza qualsiasi antagonista-TNF in pazienti affetti da

COPD, così come in pazienti con aumentato rischio di neoplasia dovuto al fumo eccessivo.

In base ai dati attuali non è noto se il trattamento con adalimumab influenzi il rischio di sviluppare

displasia o cancro del colon. Tutti i pazienti affetti da colite ulcerosa che sono ad aumentato rischio di

displasia o carcinoma del colon (per esempio, pazienti affetti da colite ulcerosa da lunga data o da

colangite sclerosante primaria), o che hanno avuto una precedente anamnesi di displasia o di

carcinoma al colon devono essere sottoposti a screening regolari per displasia prima della terapia e

durante tutto il corso della malattia. Questa valutazione deve includere colonscopie e biopsie in base

alle raccomandazioni locali.

Reazioni a carico del sistema emopoietico

In seguito all’uso di farmaci anti-TNF, sono stati segnalati rari casi di pancitopenia, tra cui la

comparsa di anemia aplastica. Nei pazienti sottoposti a trattamento con adalimumab, sono stati

segnalati eventi avversi a carico del sistema emopoietico, tra cui citopenie significative dal punto di

vista medico (per esempio, trombocitopenia, leucopenia). Durante il trattamento con Libmyris tutti i

pazienti devono essere avvisati della necessità di consultare immediatamente un medico per ottenere

adeguata assistenza nel caso in cui si manifestino segni e sintomi che suggeriscano la presenza di

discrasia ematica (per esempio, febbre persistente, ecchimosi, emorragia, pallore). Nel caso di pazienti

che presentino confermate significative alterazioni a carico del sistema emopoietico, si deve prendere

in considerazione la necessità di interrompere la terapia a base di Libmyris.

Risposte anticorpali simili al vaccino standard 23-valente pneumococcico ed al vaccino trivalente per

il virus dell’influenza sono state osservate in uno studio condotto su 226 soggetti adulti affetti da

artrite reumatoide che sono stati trattati con adalimumab o con placebo. Non ci sono dati disponibili

sulla trasmissione secondaria di infezione da vaccini vivi in pazienti che stanno assumendo

Nei pazienti pediatrici, prima di iniziare la terapia a base di Libmyris si raccomanda, se possibile, di

attuare il programma di vaccinazioni previsto, in ottemperanza alle linee guida in vigore sulle

Pazienti trattati con Libmyris possono ricevere vaccinazioni simultanee, ad eccezione dei vaccini vivi.

La somministrazione di vaccini vivi (ad es. vaccino BCG) a bambini esposti ad adalimumab nell’utero

non è raccomandata fino a 5 mesi dall’ultima somministrazione di adalimumab alla madre durante la

Insufficienza cardiaca congestizia

In uno studio clinico con un altro farmaco anti-TNF sono stati osservati il peggioramento

dell’insufficienza cardiaca congestizia e l’aumento di mortalità ad essa correlata. Anche in pazienti

trattati con adalimumab sono stati osservati casi di peggioramento di insufficienza cardiaca

Libmyris deve essere usato con cautela in pazienti con lieve insufficienza cardiaca (classe I/II NYHA).

Libmyris è controindicato nell’insufficienza cardiaca moderata o severa (vedere paragrafo 4.3). Il

trattamento con Libmyris deve essere interrotto nei pazienti che presentino peggioramento o

insorgenza di nuovi sintomi dell’insufficienza cardiaca congestizia.

Il trattamento con Libmyris può indurre la formazione di anticorpi autoimmuni. Non è noto l’impatto

del trattamento a lungo termine con adalimumab sullo sviluppo di malattie autoimmuni. Se un

paziente sviluppa sintomi indicativi di sindrome simile al lupus a seguito di trattamento con Libmyris

e risulta positivo per gli anticorpi contro il DNA a doppia catena, non deve essere somministrato un

ulteriore trattamento con Libmyris (vedere paragrafo 4.8).

Somministrazione concomitante di DMARD biologici o antagonisti del TNF

Nel corso di studi clinici condotti sulla terapia combinata con anakinra ed un altro farmaco anti-TNF,

etanercept, sono state osservate infezioni gravi senza alcun beneficio clinico rispetto ad etanercept in

monoterapia. Considerata la tipologia degli eventi avversi osservati con la combinazione di anakinra

ed etanercept, potrebbero manifestarsi effetti indesiderati simili in seguito alla combinazione di

anakinra ed un altro farmaco anti-TNF. Pertanto, la combinazione di adalimumab con anakinra non è

raccomandata (vedere paragrafo 4.5).

La somministrazione concomitante di adalimumab con altri DMARD biologici (per es. anakinra e

abatacept) o altri antagonisti del TNF non è raccomandata sulla base di un possibile aumento del

rischio di infezioni, incluse infezioni gravi e altre potenziali interazioni farmacologiche (vedere

Nei pazienti trattati con adalimumab c’è un’esperienza limitata, relativa alla sicurezza di procedure

chirurgiche. Nel caso in cui si pianifichi un intervento chirurgico si deve considerare la lunga emivita

di adalimumab. Un paziente che dovesse essere sottoposto ad intervento chirurgico, durante il

trattamento con Libmyris, deve essere attentamente seguito per lo sviluppo di infezioni, nel qual caso

andrebbero intraprese opportune azioni. C’è un’esperienza limitata per quanto riguarda la sicurezza in

pazienti sottoposti ad interventi di artroplastica in corso di trattamento con adalimumab.

Ostruzione dell’intestino tenue

La mancata risposta al trattamento per la malattia di Crohn può indicare la presenza di stenosi rigida

fibrotica che può richiedere un intervento chirurgico. I dati disponibili suggeriscono che adalimumab

non peggiora o causa stenosi.

La frequenza di infezioni gravi tra i pazienti di età superiore ai 65 anni (3,7%) trattati con adalimumab

è stata superiore rispetto a quelli di età inferiore ai 65 anni (1,5%). Alcuni di questi hanno avuto un

esito fatale. Particolare attenzione per quanto riguarda il rischio di infezione deve essere prestata nel

trattamento dei pazienti anziani.

Vedere “Vaccinazioni” sopra.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 0,4 ml, cioè essenzialmente “senza

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Questo medicinale contiene 0,4 mg di polisorbato 80 per ogni siringa pre-riempita equivalente a 1

mg/ml. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

Questo medicinale contiene 0,4 mg di polisorbato 80 per ogni penna pre-riempita equivalente a 1

mg/ml. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

La terapia con adalimumab è stata studiata in monoterapia e in combinazione con metotressato in

pazienti affetti da artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile poliarticolare e artrite psoriasica.

Quando adalimumab è stato somministrato in combinazione con metotressato la formazione di

anticorpi è stata inferiore rispetto alla monoterapia. La somministrazione di adalimumab senza il

metotressato ha determinato un aumento della formazione di anticorpi, un aumento della clearance ed

una riduzione dell’efficacia di adalimumab (vedere paragrafo 5.1).

La combinazione di adalimumab e anakinra non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4

“Somministrazione concomitante di DMARD biologici o antagonisti del TNF”).

La combinazione di adalimumab e abatacept non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4

“Somministrazione concomitante di DMARD biologici o antagonisti del TNF”).

4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento

Donne in età fertile

Le donne in età fertile devono considerare l’utilizzo di un adeguato metodo contraccettivo per

prevenire una gravidanza e l’uso di tale metodo deve proseguire per almeno cinque mesi dopo l’ultimo

trattamento con Libmyris.

Un numero elevato (circa 2100) di gravidanze esposte ad adalimumab, raccolte in modo prospettico,

che hanno portato a nati vivi con esiti noti e che includevano più di 1500 gravidanze esposte durante il

primo trimestre, non ha indicato un aumento del tasso di malformazione nel neonato.

In un registro di coorte prospettico, sono state arruolate 257 donne con artrite reumatoide (AR) o

malattia di Crohn (MC) trattate con adalimumab almeno durante il primo trimestre di gravidanza e 120

donne con AR o MC non trattate con adalimumab. L’endpoint primario è stato la prevalenza di gravi

difetti alla nascita. Il tasso delle gravidanze che si sono concluse con la nascita di almeno un neonato

vivo con un grave difetto alla nascita è stato 6/69 (8,7%) nelle donne con AR trattate con adalimumab

e 5/74 (6,8%) nelle donne con AR non trattate (OR non aggiustato 1,31; 95% IC 0,38-4,52) e 16/152

(10,5%) nelle donne con MC trattate con adalimumab e 3/32 (9,4%) nelle donne con MC non trattate

(OR non aggiustato 1,14, 95% IC 0,31-4,16). L’OR aggiustato (che considera le differenze rispetto al

baseline) era 1,10 (95% IC 0,45-2,73) per AR e MC combinate. Tra le donne trattate con adalimumab

e quelle non trattate non ci sono state evidenti differenze negli endpoint secondari come aborti

spontanei, difetti minori alla nascita, parto pretermine, dimensione del neonato e infezioni gravi o

opportunistiche e non sono stati riportati casi di nati morti o tumori maligni. L’interpretazione dei dati

può essere influenzata dalle limitazioni metodologiche dello studio, compresi la piccola dimensione

del campione e il disegno non randomizzato.

In uno studio di tossicologia dello sviluppo condotto su scimmie, non è stata riscontrata tossicità nella

madre, nè embriotossicità o teratogenicità. Non sono disponibili dati preclinici sulla tossicità

postnatale di adalimumab (vedere paragrafo 5.3).

A causa dell’inibizione del TNF α, la somministrazione di adalimumab durante la gravidanza potrebbe

interferire con la normale risposta immunitaria del neonato. Adalimumab deve essere utilizzato in

gravidanza soltanto se strettamente necessario.

Adalimumab può attraversare la placenta e raggiungere il siero dei bambini nati da madri trattate con

adalimumab durante la gravidanza. Di conseguenza, questi bambini sono soggetti ad un maggior

rischio di infezione. La somministrazione di vaccini vivi (ad es. vaccino BCG) a bambini esposti ad

adalimumab nell’utero non è raccomandata fino a 5 mesi dall’ultima somministrazione di adalimumab

alla madre durante la gravidanza.

Le limitate informazioni dalla letteratura pubblicata indicano che adalimumab è escreto nel latte

materno in concentrazioni molto basse e che la concentrazione di adalimumab nel latte umano è pari

allo 0,1% -1% del livello sierico della madre. Somministrate per via orale, le immunoglobuline G sono

sottoposte a proteolisi intestinale ed hanno una scarsa biodisponibilità. Non si ritiene che possa avere

effetti su neonati/lattanti. Conseguentemente, Libmyris può essere utilizzato durante l’allattamento.

Non sono disponibili dati preclinici sugli effetti di adalimumab sulla fertilità.

4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Libmyris altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Dopo la

somministrazione di Libmyris si possono verificare vertigini e disturbi della vista (vedere paragrafo

4.8. Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Adalimumab è stato studiato in 9.506 pazienti nel corso di studi clinici registrativi controllati e in

aperto per un periodo fino a 60 mesi o superiore. Tali studi sono stati effettuati su pazienti affetti da

artrite reumatoide ad insorgenza precoce e di lunga durata, artrite idiopatica giovanile (artrite

idiopatica giovanile poliarticolare e artrite associata ad entesite), così come su pazienti affetti da

spondiloartrite assiale (SA e spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica di SA), artrite

psoriasica, malattia di Crohn, colite ulcerosa, psoriasi, HS e uveite. Gli studi registrativi controllati

sono stati condotti su 6.089 pazienti sottoposti a trattamento con adalimumab e su 3.801 pazienti cui è

stato somministrato placebo o un comparatore attivo durante il periodo di controllo.

La percentuale di pazienti che hanno interrotto il trattamento a causa di eventi avversi durante la fase

in doppio cieco, controllata, degli studi registrativi è stata del 5,9% per i pazienti che hanno assunto

adalimumab e del 5,4% per i pazienti trattati con il controllo.

Le reazioni avverse più comunemente riportate sono infezioni (quali rinofaringiti, infezione delle alte

vie respiratorie e sinusite), reazioni al sito di somministrazione (eritema, prurito, emorragia, dolore o

tumefazione), cefalea e dolore muscoloscheletrico.

Sono state riportate reazioni avverse gravi per adalimumab. I farmaci anti-TNF, come adalimumab,

influenzano il sistema immunitario e il loro uso può influenzare le difese dell’organismo contro

infezioni e cancro.

A seguito della somministrazione di adalimumab, sono stati riportati anche casi di infezioni fatali e

potenzialmente fatali (inclusi casi di sepsi, infezioni opportunistiche e TBC), riattivazione

dell’infezione da HBV e vari tipi di tumori maligni (inclusi casi di leucemia, linfomi e linfoma epato-

splenico a cellule T-HSTCL).

Sono state inoltre riportate gravi reazioni ematologiche, neurologiche e autoimmuni. Queste ultime

includono rari casi di pancitopenia, anemia aplastica, eventi di demielinizzazione centrale e periferica

e casi di lupus, condizioni lupus-correlate e sindrome di Stevens-Johnson.

In generale, gli eventi avversi nei pazienti pediatrici sono risultati simili a quelli riscontrati nei pazienti

adulti sia in termini di frequenza che di tipologia.

Tabella dell’elenco delle reazioni avverse

La seguente lista di reazioni avverse è basata su esperienza proveniente da studi clinici ed esperienze

post marketing ed è riportata nella Tabella 7 classificata in base al sistema/organo coinvolto e alla

frequenza (molto comune ≥1/10; comune ≥1/100. <1/10; non comune ≥1/1.000, <1/100, raro

≥1/10.000, <1/1.000 e non nota – la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

All’interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di

gravità. È stata inclusa la frequenza più elevata osservata tra le varie indicazioni. Nella colonna

Classificazione per sistemi ed organi compare un asterisco (*) nel caso in cui siano presenti ulteriori

informazioni contenute nei paragrafi 4.3, 4.4 e 4.8.

Tabella 7 Effetti indesiderati

Classificazione per sistemi

e organi Frequenza Reazione avversa

Infezioni ed infestazioni* Molto comune Infezioni delle vie respiratorie (tra cui infezioni

delle vie respiratorie superiori ed inferiori,

polmonite, sinusite, faringite, rinofaringite e

polmonite da herpes virus)

Comune Infezioni sistemiche (tra cui sepsi, candidosi ed

Infezioni intestinali (tra cui gastroenterite virale),

Infezioni della pelle e dei tessuti molli (tra cui

paronichia, cellulite, impetigine, fascite

necrotizzante ed herpes zoster),

Infezioni del cavo orale (tra cui herpes simplex,

herpes orale ed infezioni dentali),

Infezioni dell’apparato riproduttivo (tra cui

Infezione vulvovaginale micotica),

Infezioni delle vie urinarie (tra cui pielonefriti),

Non comune Infezioni neurologiche (tra cui meningite virale),

Infezioni opportunistiche e tubercolosi (tra cui

coccidioidomicosi, istoplasmosi e infezioni da

mycobacterium avium complex),

Tumori benigni, maligni e

non specificati (cisti e polipi

Comune Tumore cutaneo escluso il melanoma (tra cui

carcinoma basocellulare e carcinoma a cellule

Non comune Linfoma**,

Tumori solidi (tra cui carcinoma mammario,

Neoplasia polmonare e neoplasia tiroidea),

Non nota Linfoma epato-splenico a cellule T1),

Carcinoma a cellule di Merkel (carcinoma

neuroendocrino della pelle)1),

Sarcoma di Kaposi

Patologie del sistema

Molto comune Leucopenia (tra cui neutropenia e agranulocitosi),

Non comune Porpora trombocitopenica idiopatica

Disturbi del sistema

Allergie (tra cui allergia stagionale)

Non comune Sarcoidosi1),

Classificazione per sistemi

e organi Frequenza Reazione avversa

Disturbi del metabolismo e

Molto comune Iperlipidemia

Alterazione della sodiemia,

Disturbi psichiatrici Comune Disturbi dell’umore (tra cui depressione),

Patologie del sistema

Molto comune Cefalea

Comune Parestesia (tra cui ipoestesia),

Compressione di radice nervosa

Non comune Accidente cerebrovascolare1),

Raro Sclerosi multipla,

Disturbi demielinizzanti (ad es. neurite ottica,

Sindrome di Guillain-Barré) 1)

Patologie dell’occhio Comune Disturbi visivi,

Non comune Diplopia

Patologie dell’orecchio e del

Non comune Perdita dell’udito,

Patologie cardiache* Comune Tachicardia

Non comune Infarto del miocardio1),

Insufficienza cardiaca congestizia

Raro Arresto cardiaco

Patologie vascolari Comune Ipertensione,

Non Comune Aneurisma dell’aorta,

Occlusione vascolare arteriosa,

toraciche e mediastiniche*

Non comune Embolia polmonare1),

Malattia polmonare cronica ostruttiva,

Raro Fibrosi polmonare1)

Classificazione per sistemi

e organi Frequenza Reazione avversa

Patologie gastrointestinali Molto comune Dolore addominale,

Nausea e vomito

Comune Emorragia gastrointestinale,

Malattia da reflusso gastroesofageo,

Non comune Pancreatite,

Raro Perforazione intestinale1)

Patologie epatobiliari* Molto comune Aumento degli enzimi epatici

Non comune Colecistite e colelitiasi,

Steatosi epatica, aumento della bilirubina

Riattivazione dell’epatite B 1),

Epatite autoimmune 1)

Non nota Insufficienza epatica 1)

Patologie della cute e del

Molto comune Rash (tra cui rash esfoliativo)

Comune Peggioramento o insorgenza di psoriasi (tra cui

psoriasi pustolosa palmoplantare)1),

Ecchimosi (tra cui porpora),

Dermatite (tra cui eczema),

Non comune Sudorazione notturna,

Raro Eritema multiforme1),

Sindrome di Stevens-Johnson1),

Reazione cutanea lichenoide1)

Non nota Peggioramento dei sintomi di dermatomiosite1)

Patologie del sistema

muscolo-scheletrico e del

Molto comune Dolore muscoloscheletrico

Comune Spasmi muscolari (tra cui aumento della

Non comune Rabdomiolisi

Lupus eritematoso sistemico

Raro Sindrome simile al lupus1)

Patologie renali e urinarie Comune Insufficienza renale,

Non comune Nicturia

riproduttivo e della

Non comune Disfunzione erettile

Patologie generali e

condizioni relative alla sede

Molto comune Reazione al sito di iniezione (tra cui eritema al

sito di iniezione)

Comune Dolore toracico,

Non comune Infiammazione

Classificazione per sistemi

e organi Frequenza Reazione avversa

Esami diagnostici* Comune Disturbi della coagulazione e disturbi emorragici

(tra cui prolungamento del tempo di

tromboplastina parziale attivata),

Positività ai test per autoanticorpi (tra cui

anticorpi anti-DNA a doppia catena),

Aumento della lattato deidrogenasi ematica

Non nota Aumento di peso2)

complicazioni da procedura

Comune Difficoltà di cicatrizzazione

* sono presenti ulteriori informazioni contenute nei paragrafi 4.3, 4.4 e 4.8

** tra cui studi di estensione in aperto

1) tra cui dati provenienti da segnalazioni spontanee

2) La variazione ponderale media rispetto al basale per adalimumab era compresa tra 0,3 kg e 1,0 kg

per le indicazioni per adulti rispetto a (meno) - 0,4 kg e 0,4 kg per il placebo nell’arco di un periodo di

trattamento di 4-6 mesi. È stato osservato anche un aumento di peso di 5-6 kg in studi di estensione a

lungo termine con esposizioni medie di circa 1-2 anni in assenza di un gruppo di controllo, in

particolare nei pazienti affetti da morbo di Crohn e colite ulcerosa. Il meccanismo alla base di questo

effetto non è chiaro, ma potrebbe essere associato all’effetto antinfiammatorio di adalimumab.

Il profilo di sicurezza di adalimumab utilizzato ogni settimana nei pazienti con Idrosadenite

Suppurativa (HS) è stato coerente con il profilo di sicurezza noto di adalimumab.

Il profilo di sicurezza nei pazienti affetti da uveite trattati con adalimumab a settimane alterne è stato

coerente con il profilo di sicurezza noto di adalimumab.

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Reazioni nel sito di iniezione

Negli studi clinici registrativi controllati su adulti e bambini, il 12,9% dei pazienti trattati con

adalimumab ha manifestato reazioni nel sito d’iniezione (eritema e/o prurito, emorragia, dolore o

edema), contro il 7,2% dei pazienti trattati con placebo o con controllo attivo. Le reazioni nel sito

d’iniezione non hanno richiesto generalmente la sospensione del medicinale.

Negli studi clinici registrativi controllati su adulti e bambini, il tasso d’infezione è stato di 1,51 per

paziente/anno nel gruppo trattato con adalimumab e di 1,46 per paziente/anno nel gruppo trattato con

placebo e con controllo attivo. Le infezioni sono state rappresentate principalmente da rinofaringiti,

infezioni delle vie respiratorie superiori e sinusite. La maggior parte dei pazienti ha continuato ad

assumere adalimumab dopo la remissione dell’infezione.

L’incidenza di infezioni gravi è stata di 0,04 per paziente/anno nel gruppo trattato con adalimumab e

di 0,03 per paziente/anno in quello trattato con placebo e con controllo attivo.

Nel corso degli studi controllati e in aperto condotti con adalimumab su adulti e bambini, sono state

segnalate infezioni di grave entità (anche infezioni fatali, verificatesi solo raramente), che hanno

incluso segnalazioni di casi di tubercolosi (anche con localizzazioni miliari ed extra-polmonari) e

infezioni opportunistiche invasive (ad es., da istoplasmosi disseminata o extrapolmonare, blastomicosi,

coccidioidomicosi, pneumocistosi, candidosi, aspergillosi e listeriosi). La maggior parte dei casi di

tubercolosi si è verificata nel corso dei primi otto mesi dall’inizio della terapia e possono essere

interpretati come una recrudescenza della malattia latente.

Neoplasie e malattie linfoproliferative

Nel corso di studi eseguiti somministrando adalimumab ai pazienti affetti da artrite idiopatica

giovanile (artrite idiopatica giovanile poliarticolare e artrite associata ad entesite), non sono state

osservate neoplasie maligne nei 249 pazienti pediatrici con un’esposizione di 655,6 anni-paziente. In

aggiunta non sono state osservate neoplasie maligne nei 192 pazienti pediatrici con una esposizione di

498,1 anni-paziente durante studi eseguiti somministrando adalimumab ai pazienti pediatrici affetti da

Malattia di Crohn. Nel corso di uno studio in cui è stato somministrato adalimumaba pazienti

pediatrici con psoriasi cronica a placche, non è stata osservata alcuna neoplasia maligna in 77 pazienti

con un’esposizione di 80,0 anni-paziente. Non sono state osservate neoplasie maligne in 93 pazienti

pediatrici con un'esposizione di 65,3 anni-paziente durante uno studio con adalimumab in pazienti

pediatrici con colite ulcerosa. Nel corso di uno studio in cui è stato somministrato adalimumab a

pazienti pediatrici con uveite, 58,4 anni-paziente.

Nelle sezioni controllate di studi registrativi su adulti con adalimumab della durata di almeno 12

settimane in pazienti con artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severo, SA, spondiloartrite

assiale senza evidenza radiografica di SA, artrite psoriasica, psoriasi, HS, malattia di Crohn, colite

ulcerosa e uveite, neoplasie, oltre a linfoma e carcinoma cutaneo non melanotico sono state osservate

con un tasso (95% di intervallo di confidenza) di 6,8 (4,4; 10,5) per 1.000 anni-paziente in 5.291

pazienti trattati con adalimumab verso un tasso di 6,3 (3,4; 11,8) per 1.000 anni-paziente in 3.444

pazienti controllo (la durata mediana del trattamento è stata 4,0 mesi per i pazienti trattati con

adalimumab e 3,8 mesi per i pazienti controllo). Il tasso (95% di intervallo di confidenza) dei

carcinomi cutanei non melanotici è stato di 8,8 (6,0; 13,0) per 1.000 anni-paziente nei pazienti trattati

con adalimumab e 3,2 (1,3; 7,6) per 1.000 anni-paziente nei pazienti controllo.

Di questi carcinomi cutanei, carcinomi a cellule squamose si sono verificati con tassi (95% di

intervallo di confidenza) di 2,7 (1,4; 5,4) per 1.000 anni-paziente nei pazienti trattati con adalimumab

e 0,6 (0,1; 4,5) per 1.000 anni-paziente nei pazienti controllo. Il tasso (95% di intervallo di confidenza)

di linfomi è stato di 0,7 (0,2; 2,7) per 1.000 anni-paziente nei pazienti trattati con adalimumab e 0,6

(0,1; 4,5) per 1.000 anni-paziente nei pazienti controllo.

Quando vengono combinate parti controllate di questi studi e studi di estensione in aperto sia in corso

che completati con una durata media di circa 3,3 anni includendo 6.427 pazienti e più di 26.439

annipaziente di terapia, il tasso di neoplasie osservate, a parte linfoma e carcinoma cutaneo non

melanotico, è circa 8,5 per 1.000 anni-paziente. Il tasso osservato di carcinoma cutaneo non

melanotico è circa 9,6 per 1.000 anni-paziente e il tasso osservato di linfomi è circa 1,3 per 1.000 anni-

In una esperienza post-marketing dal gennaio 2003 a dicembre 2010, principalmente in pazienti affetti

da artrite reumatoide, il tasso riportato di neoplasie riportato spontaneamente è di circa 2,7 per 1.000

anni trattamento/paziente. I tassi riportati spontaneamente rispettivamente per carcinomi cutanei non

melanotici e linfomi sono di circa 0,2 e 0,3 per 1.000 anni trattamento/paziente (vedere paragrafo 4.4).

Nell’esperienza post-marketing sono stati segnalati rari casi di linfoma epatosplenico a cellule T nei

pazienti trattati con adalimumab (vedere paragrafo 4.4).

Nel corso degli studi I-V condotti sull’artrite reumatoide, sono stati analizzati, a vari intervalli

temporali, i campioni sierici dei pazienti per la valutazione degli autoanticorpi. In questi studi, l’11,9%

dei pazienti trattati con adalimumab e l’8,1% dei pazienti trattati con placebo e con controllo attivo,

che presentavano valori negativi di anticorpi antinucleo al basale, ha presentato valori positivi alla

ventiquattresima settimana. Due pazienti su 3.441 trattati con adalimumab nel corso di tutti gli studi

condotti sull’artrite reumatoide e sull’artrite psoriasica hanno manifestato segni clinici che indicavano

l’inizio di una sindrome simile al lupus. I pazienti sono migliorati dopo la sospensione della terapia.

Nessun paziente ha sviluppato una nefrite da lupus o sintomi a carico del sistema nervoso centrale.

Negli studi clinici controllati di Fase 3 di adalimumab in pazienti con artrite reumatoide e artrite

psoriasica con una durata del periodo di controllo che va da 4 a 104 settimane, gli aumenti delle

transaminasi ALT superiori o uguali a tre volte il limite superiore di normalità si sono verificati nel

3,7% dei pazienti trattati con adalimumab e nell’1,6% dei pazienti trattati con il controllo.

Negli studi clinici controllati di Fase 3 di adalimumab in pazienti con artrite idiopatica giovanile

poliarticolare che avevano da 4 a 17 anni di età e in pazienti con artrite associata ad entesite, dai 6 ai

17 anni di età, gli aumenti delle transaminasi ALT superiori o uguali a tre volte il limite superiore di

normalità ULN si sono verificati nel 6,1% dei pazienti trattati con adalimumab e nel 1,3% dei pazienti

trattati con il farmaco di controllo. La maggior parte degli aumenti delle transaminasi ALT si sono

verificati con l’uso concomitante di metotressato. Non si sono verificati aumenti delle transaminasi

ALT superiori o uguali a tre volte il limite superiore di normalità nello studio clinico di Fase 3 con

adalimumab in pazienti con artrite idiopatica giovanile poliarticolare di età compresa tra 2 e <4 anni.

Negli studi clinici controllati di Fase 3 di adalimumab in pazienti con malattia di Crohn e colite

ulcerosa con un periodo di controllo che va da 4 a 52 settimane, gli aumenti delle transaminasi ALT

superiori o uguali a tre volte il limite superiore di normalità si sono verificati nello 0,9% dei pazienti

trattati con adalimumab e nello 0,9% dei pazienti trattati con il controllo.

Nello studio di fase 3 di adalimumab, in pazienti con malattia di Crohn in età pediatrica, che ha

valutato la sicurezza e l’efficacia dei due regimi posologici aggiustati per il peso corporeo per la

terapia di mantenimento che segue la terapia di induzione aggiustata per il peso fino a 52 settimane,

sono stati trovati livelli di ALT superiori o uguali a tre volte il limite superiore di normalità nel 2,6%

(5/192) dei pazienti di cui 4 ricevevano un trattamento concomitante con immunosoppressori al basale.

Negli studi clinici controllati di Fase 3 di adalimumab in pazienti con psoriasi a placche con una

durata del periodo di controllo che va da 12 a 24 settimane, gli aumenti delle transaminasi ALT

superiori o uguali a tre volte il limite superiore di normalità si sono verificati nell’1,8% dei pazienti

trattati con adalimumab e nell’1,8% dei pazienti trattati con il controllo.

Nello studio di fase 3 di adalimumab in pazienti pediatrici con psoriasi a placche non si è verificato

alcun aumento dei livelli di ALT superiore o uguale a tre volte il limite superiore di normalità.

Negli studi clinici controllati di adalimumab (dosi iniziali di 160 mg alla settimana 0 e 80 mg alla

settimana 2, seguiti da 40 mg ogni settimana a partire dalla settimana 4) in pazienti con HS, con una

durata del periodo di controllo tra 12 e 16 settimane, aumenti dei livelli di ALT superiori o uguali a tre

volte il limite superiore di normalità si sono verificati nello 0,3% dei pazienti trattati con adalimumab

e nello 0,6% dei pazienti trattati con il controllo.

Negli studi clinici controllati di adalimumab (dosi iniziali di 80 mg alla settimana 0 seguiti da 40 mg a

settimane alterne a partire dalla settimana 1) in pazienti adulti con uveite fino a 80 settimane con

un’esposizione mediana rispettivamente di 166,5 giorni nei pazienti trattati con adalimumab e di 105,0

giorni nei pazienti trattati con il controllo, aumenti dei livelli di ALT superiori o uguali a tre volte il

limite superiore di normalità ULN si sono verificati nel 2,4% dei pazienti trattati con adalimumab e

nel 2,4% dei pazienti trattati con il controllo.

Nello studio controllato di fase 3 di adalimumab in pazienti con colite ulcerosa pediatrica (N=93) che

ha valutato l'efficacia e la sicurezza di una dose di mantenimento di 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni

due settimane (N=31) e di una dose di mantenimento di 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni settimana

(N=32), a seguito di una dose di induzione aggiustata per il peso corporeo di 2,4 mg/kg (massimo

160 mg) alla Settimana 0 e alla Settimana 1, e di 1,2 mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2 (N=63),

o di una dose di induzione di 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0, placebo alla Settimana 1,

e 1,2 mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2 (N=30), sono stati riscontrati aumenti delle ALT ≥ 3 X

ULN nell'1,1% (1/93) dei pazienti.

Negli studi clinici, in tutte le indicazioni, i pazienti con livelli aumentati di transaminasi ALT erano

asintomatici e nella maggior parte dei casi gli innalzamenti erano transitori e si sono risolti nel corso

del trattamento. Tuttavia, in pazienti trattati con adalimumab, sono stati riportati anche casi post-

marketing di insufficienza epatica come pure di disordini epatici meno gravi che possono precedere

l’insufficienza epatica, come l’epatite, inclusa l’epatite autoimmune.

Trattamento concomitante con azatioprina/6-mercaptopurina

Negli studi sulla malattia di Crohn negli adulti, con la combinazione di adalimumab e azatioprina/6-

mercaptopurina sono state osservate incidenze più elevate di eventi avversi correlati a infezioni gravi e

a tumori maligni rispetto a adalimumab da solo.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale

è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del

medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il

sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Non è stata osservata tossicità dose-limitante durante gli studi clinici. La dose più elevata valutata è

stata quella costituita da dosi multiple di 10 mg/kg per via endovenosa; tale dose risulta equivalente a

circa 15 volte la dose raccomandata.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Immunosoppressori, inibitori del Fattore di Necrosi Tumorale alfa

(TNF-α). Codice ATC: L04AB04

Libmyris è un farmaco biosimilare. Informazioni dettagliate sono disponibili sul sito web dell'Agenzia

Europea dei Medicinali https://www.ema.europa.eu.

Adalimumab si lega selettivamente al TNF e ne neutralizza la funzione biologica bloccando la sua

interazione con i recettori del TNF di membrana cellulare, p55 e p75.

Adalimumab modula anche le risposte biologiche che sono indotte o regolate dal TNF, inclusi i

cambiamenti dei livelli delle molecole di adesione responsabili della migrazione dei leucociti (ELAM-

1, VCAM-1 e ICAM-1 con un IC50 di 0,1-0,2 nM).

Dopo trattamento con adalimumab, si è osservata una rapida diminuzione delle proteine di fase acuta,

indici di infiammazione (proteina C reattiva-PCR, velocità di eritrosedimentazione -VES) e delle

citochine sieriche (IL-6) nei pazienti con artrite reumatoide rispetto al valore basale. Anche i livelli

sierici delle metalloproteinasi della matrice (MMP-1 e MMP-3), coinvolte nel rimodellamento

tissutale responsabile della distruzione della cartilagine, erano diminuiti in seguito alla

somministrazione di adalimumab. I pazienti trattati con adalimumab hanno generalmente mostrato un

miglioramento dei segni ematologici dell’infiammazione cronica.

Dopo trattamento con adalimumab, anche nei pazienti affetti da Artrite Idiopatica Giovanile

Poliarticolare, malattia di Crohn, colite ulcerosa e HS è stata osservata una rapida diminuzione dei

livelli di PCR (proteina C reattiva). Nei pazienti affetti dalla malattia di Crohn, è stata osservata una

riduzione del numero di cellule che esprimono i marcatori infiammatori nel colon compresa una

significativa riduzione dell’espressione del TNFα. Studi endoscopici della mucosa intestinale hanno

evidenziato la guarigione mucosale nei pazienti trattati con adalimumab.

Efficacia e sicurezza clinica

Adalimumab è stato valutato su oltre 3.000 pazienti in tutti gli studi clinici sull’artrite reumatoide.

L’efficacia e la sicurezza di adalimumab sono state valutate in cinque studi randomizzati, in doppio

cieco e ben controllati. Alcuni pazienti sono stati sottoposti a trattamento per un periodo fino a 120

mesi. Il dolore nel sito di iniezione di adalimumab 40 mg/0,4 ml è stato valutato in due studi

randomizzati, con controllo attivo, in singolo cieco, con due periodi di crossover.

Lo studio AR I è stato condotto su 271 pazienti di età ≥ 18 anni, affetti da artrite reumatoide attiva di

grado da moderato a severo, refrattari ad almeno un farmaco DMARD e con risposta inadeguata al

metotressato a dosaggi compresi tra 12,5 e 25 mg (10 mg se intolleranti al metotressato) a settimana e

la cui dose di metotressato è rimasta costante a 10-25 mg a settimana. adalimumab 20, 40 o 80 mg o

placebo sono stati somministrati a settimane alterne per 24 settimane.

Nello studio AR II sono stati studiati 544 pazienti di età ≥ 18 anni, affetti da artrite reumatoide attiva

di grado da moderato a severo, con insufficiente risposta ad almeno un farmaco DMARD. Sono state

somministrate dosi di 20 mg o 40 mg di adalimumab attraverso iniezione sottocutanea ogni due

settimane con placebo a settimane alterne, o ogni settimana per 26 settimane; il placebo è stato

somministrato ogni settimana per la stessa durata. Non è stato consentito l’uso di altri DMARD.

Allo studio AR III hanno partecipato 619 pazienti, di età ≥ 18 anni, con artrite reumatoide attiva di

grado da moderato a severo con inadeguata risposta alla terapia con metotressato a dosaggi compresi

tra 12,5 e 25 mg, o intolleranti a 10 mg di metotressato ogni settimana. In questo studio sono stati

costituiti 3 gruppi. Il primo ha ricevuto iniezioni di placebo ogni settimana per 52 settimane. Il

secondo ha ricevuto 20 mg di adalimumab a settimana per 52 settimane, mentre il terzo ha ricevuto

40 mg di adalimumab ogni due settimane e iniezioni di placebo a settimane alterne. Al completamento

delle prime 52 settimane, 457 pazienti sono stati arruolati in una fase di estensione in aperto in cui

adalimumab/MTX è stato somministrato alla dose di 40 mg a settimane alterne fino a 10 anni.

Lo studio AR IV ha valutato in primo luogo la sicurezza di adalimumab in 636 pazienti con artrite

reumatoide attiva di grado da moderato a severo e con età ≥ 18 anni. La popolazione studiata era

costituita sia da pazienti mai trattati con DMARD, sia da pazienti che avevano continuato la terapia

anti-reumatica preesistente a condizione che questa fosse stabile da un minimo di 28 giorni. Queste

terapie includono metotressato, leflunomide, idrossiclorochina, sulfasalazina e/o sali d’oro. I pazienti

sono stati randomizzati per ricevere 40 mg di adalimumab o placebo ogni due settimane per 24

Lo studio AR V ha valutato 799 pazienti adulti mai trattati in precedenza con metotressato ed affetti da

artrite reumatoide precoce attiva di grado moderato-grave (durata media della malattia inferiore a 9

mesi). Questo studio ha valutato l’efficacia di 40 mg di adalimumab somministrato a settimane alterne

in terapia associata con il metotressato, di 40 mg di adalimumab somministrato in monoterapia a

settimane alterne e di metotressato in monoterapia nella riduzione dei segni e sintomi di malattia e

dell’indice di progressione del danno articolare causato dall’artrite reumatoide per 104 settimane. Al

completamento delle prime 104 settimane, 497 pazienti sono stati arruolati in una fase di estensione in

aperto in cui adalimumab è stato somministrato alla dose di 40 mg a settimane alterne fino a 10 anni.

Gli studi AR VI e VII hanno valutato ciascuno 60 pazienti con artrite reumatoide attiva di grado da

moderato a grave con età ≥ 18 anni. I pazienti arruolati utilizzavano sia adalimumab 40 mg/0,8 ml e

valutarono il dolore medio al sito di iniezione come una superficie di almeno 3 cm (su una scala VAS

da 0-10 cm) oppure erano soggetti naive al trattamento con farmaco biologico che stavano iniziando il

trattamento con adalimumab 40 mg/0,8 ml. I pazienti erano randomizzati a ricevere una singola dose

di adalimumab 40 mg/0,8 ml oppure di adalimumab 40 mg/0,4 ml, seguita da una singola iniezione del

trattamento alternativo alla dose successiva.

L’endpoint primario degli studi AR I, II, III, e secondario dello studio AR IV, era la valutazione della

percentuale di pazienti che raggiungeva una risposta ACR 20 alla settimana 24 o 26. L’endpoint

primario dello studio AR V era la valutazione della percentuale di pazienti che raggiungeva una

risposta ACR 50 alla settimana 52. Inoltre, gli studi AR III e V avevano un ulteriore endpoint primario

rappresentato dal ritardo della progressione di malattia (attraverso gli esami radiografici) alla

settimana 52. Lo studio AR III aveva anche l’endpoint primario di variazione della qualità di vita.

L’endpoint primario negli studi RA VI e VII era rappresentato dal dolore al sito di iniezione

immediatamente dopo l’iniezione misurato dalla scala VAS da 0-10 cm.

Le percentuali di pazienti trattati con adalimumab che hanno raggiunto risposte ACR 20, 50 e 70 erano

sovrapponibili negli studi AR I, II e III. I risultati relativi al trattamento con 40 mg ogni due settimane

sono riassunti nella Tabella 8.

Tabella 8: Risposte ACR negli studi clinici controllati con placebo (percentuale di pazienti)

Risposta studio AR Ia** studio AR IIa** studio AR IIIa**

a studio AR I a 24 settimane, studio AR II a 26 settimane, e studio AR III a 24 e 52 settimane

b 40 mg di adalimumab somministrato ogni due settimane

c MTX = metotressato

**p<0,01, adalimumab versus placebo

Negli studi AR I-IV, tutti i parametri valutati per la definizione della risposta ACR (numero di

articolazioni dolenti e tumefatte, valutazione dell’attività di malattia da parte del medico e del

paziente, valutazione del dolore da parte del paziente, indice di disabilità - HAQ) e i valori di PCR

(mg/dl) sono migliorati a 24 o 26 settimane rispetto al placebo. Nello studio AR III, tali miglioramenti

si sono mantenuti nell’arco di 52 settimane.

Nella fase di estensione in aperto dello studio AR III, la maggior parte dei pazienti che hanno avuto

una risposta ACR hanno mantenuto la risposta quando sono stati seguiti fino a per 10 anni. Su un

totale di 207 pazienti che sono stati randomizzati a adalimumab 40 mg a settimane alterne, 114 hanno

continuato il trattamento con adalimumab 40 mg a settimane alterne per 5 anni. Di questi, 86 pazienti

(75,4%) hanno avuto risposte ACR 20; 72 pazienti (63,2%) hanno avuto risposte ACR 50; e 41

pazienti (36%) hanno avuto risposte ACR 70.

Su un totale di 207 pazienti, 81 hanno continuato il trattamento con adalimumab 40 mg a settimane

alterne per 10 anni. Di questi, 64 pazienti (79,0%) hanno avuto risposte ACR 20; 56 pazienti (69,1%)

hanno avuto risposte ACR 50; e 43 pazienti (53,1%) hanno avuto risposte ACR 70.

Nello studio AR IV, la risposta ACR 20 di pazienti trattati con adalimumab, in combinazione con la

terapia convenzionale, è stata migliore in misura statisticamente significativa rispetto ai pazienti

trattati con placebo associato a terapia convenzionale(p<0,001).

Negli studi AR I-IV, i pazienti trattati con adalimumab hanno raggiunto risposte ACR 20 e 50

statisticamente significative rispetto al placebo già entro 1-2 settimane dall’inizio del trattamento.

Nello studio AR V, nei pazienti affetti da artrite reumatoide precoce che non erano mai stati

precedentemente trattati con metotressato, la terapia associata adalimumab/metotressato ha

determinato risposte ACR più rapide e significativamente superiori rispetto alla monoterapia con

metotressato ed alla monoterapia con adalimumab alla settimana 52 e tali risposte si sono mantenute

nell’arco di 104 settimane (vedere Tabella 9).

Tabella 9: Risposte ACR nello studio AR V (percentuale di pazienti)

pb Valore pc

Settimana 52 62,6% 54,4% 72,8% 0,013 <0,001 0,043

56,0% 49,3% 69,4% 0,002 <0,001 0,140

Settimana 52 45,9% 41,2% 61,6% <0,001 <0,001 0,317

42,8% 36,9% 59,0% <0,001 <0,001 0,162

Settimana 52 27,2% 25,9% 45,5% <0,001 <0,001 0,656

28,4% 28,1% 46,6% <0,001 <0,001 0,864

a il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con metotressato e la terapia

associata adalimumab/metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney.

b il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con adalimumab e la terapia

associata adalimumab/metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney.

c il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con adalimumab e la

monoterapia con metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney.

Nella fase di estensione in aperto dello studio AR V, il tasso di risposta ACR è stato mantenuto nei

pazienti seguiti fino a 10 anni. Dei 542 pazienti che erano stati randomizzati alla somministrazione di

40 mg di adalimumab a settimane alterne, 170 pazienti hanno continuato il trattamento con

adalimumab 40 mg a settimane alterne per 10 anni. Di questi, 154 pazienti (90,6%) hanno avuto

risposte ACR 20; 127 pazienti (74,7%) hanno avuto risposte ACR 50; e 102 pazienti (60,0%) hanno

avuto risposte ACR 70.

Alla settimana 52, il 42,9% dei pazienti che era stato sottoposto a terapia associata con

adalimumab/metotressato ha raggiunto remissione clinica (DAS28 (PCR) < 2,6) rispetto al 20,6% dei

pazienti trattati con metotressato in monoterapia ed al 23,4% dei pazienti che aveva ricevuto

adalimumab in monoterapia. La terapia associata adalimumab/metotressato si è rivelata superiore dal

punto di vista clinico e statistico alle monoterapie con metotressato (p<0,001) e adalimumab (p<0,001)

nel determinare una riduzione dell’attività di malattia in pazienti in cui era stata di recente

diagnosticata artrite reumatoide di grado da moderato a severo. La risposta ottenuta nei due gruppi in

monoterapia è stata simile (p=0,447). Dei 342 pazienti che erano stati inizialmente randomizzati alla

somministrazione di adalimumab in monoterapia o alla terapia associata adalimumab/metotressato e

che erano stati arruolati nella fase di estensione in aperto dello studio, 171 hanno completato i 10 anni

di trattamento con adalimumab. Di questi, è stato riportato che 109 pazienti (63,7%) erano in

remissione a 10 anni.

Nello studio AR III, in cui i pazienti trattati con adalimumab avevano una durata media di malattia di

circa 11 anni, il danno strutturale è stato valutato radiograficamente ed espresso come variazione

dell’Indice Totale di Sharp modificato (Total Sharp Score TSS) e dei relativi componenti, gli indici di

erosione e di riduzione della rima articolare (Joint Space Narrowing, JSN). I pazienti trattati con

adalimumab/MTX hanno mostrato una progressione radiologica significativamente inferiore ai

pazienti che hanno ricevuto solo MTX, a 6 e 12 mesi (vedere Tabella 10).

Nell’estensione in aperto dello studio AR III, la riduzione del tasso di progressione del danno

strutturale è stata mantenuta per 8 e 10 anni in un sottogruppo di pazienti. A 8 anni, 81 pazienti su 207

originariamente trattati con adalimumab 40 mg a settimane alterne sono stati valutati

radiologicamente. Tra questi, 48 pazienti non hanno mostrato progressione del danno strutturale

definita attraverso una modifica del mTSS di 0,5 o meno rispetto al valore basale. A 10 anni, 79

pazienti su 207 originariamente trattati con adalimumab 40 mg a settimane alterne sono stati valutati

radiologicamente. Di questi, 40 pazienti non hanno dimostrato una progressione del danno strutturale

definito da un cambiamento del mTSS di 0,5 o minore dal valore basale.

Tabella 10: Variazione radiografica media dopo 12 mesi nello studio AR III

40 mg a

Valore di p

2,7 0,1 2,6 (1,4-3,8) <0,001c

1,6 0,0 1,6 (0,9-2,2) <0,001

Indice JSNd 1,0 0,1 0,9 (0,3-1,4) 0,002

bIntervallo di confidenza del 95% per le differenze nelle variazioni degli indici tra metotressato e

cBasato sull’analisi a ranghi

dJoint Space Narrowing (riduzione della rima articolare)

Nello studio AR V, il danno articolare strutturale è stato valutato radiograficamente ed è espresso in

termini di variazione dell’Indice Totale di Sharp modificato (vedere Tabella 11).

Tabella 11: Variazioni radiografiche medie alla settimana 52 nello studio AR V

5,7 (4,2-7,3) 3,0 (1,7-4,3) 1,3 (0,5-2,1) <0,001 0,0020 <0,001

3,7 (2,7-4,7) 1,7 (1,0-2,4) 0,8 (0,4-1,2) <0,001 0,0082 <0,001

2,0 (1,2-2,8) 1,3 (0,5-2,1) 0,5 (0-1,0) <0,001 0,0037 0,151

a il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con metotressato e la terapia

associata adalimumab/metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney.

b il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con adalimumab e la terapia

associata adalimumab/metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney

c il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con adalimumab e la

monoterapia con metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney

Dopo 52 settimane e 104 settimane di trattamento, la percentuale di pazienti in cui non si è avuta

progressione (variazione rispetto al valore basale dell’Indice Totale di Sharp modificato ≤ 0,5) è stata

significativamente maggiore con la terapia associata adalimumab/metotressato (rispettivamente 63,8%

e 61,2%) rispetto alla monoterapia con metotressato (rispettivamente 37,4% e 33,5%, p<0,001) ed alla

monoterapia con adalimumab (rispettivamente 50,7%, p<0,002 e 44,5%, p<0,001).

Nella fase di estensione in aperto dello studio AR V, la variazione media rispetto al valore basale

all’Anno 10 dell’Indice Totale di Sharp modificato è stata, rispettivamente, di 10,8; 9,2 e 3,9 nei

pazienti che erano stati inizialmente randomizzati alla somministrazione di metotressato in

monoterapia, di adalimumab in monoterapia e della terapia associata adalimumab/metotressato. Le

corrispondenti percentuali di pazienti senza progressione radiologica sono state, rispettivamente,

31,3%, 23,7% e 36,7%.

Qualità della vita e funzionalità fisica

La qualità di vita correlata allo stato di salute e la funzionalità fisica sono state valutate con l’indice di

disabilità ottenuto attraverso il questionario di valutazione dello stato di salute (Health Assessment

Questionnaire - HAQ), in quattro studi originali, adeguati e ben controllati, che è stato un endpoint

primario prespecificato dello studio AR III alla 52^ settimana. Tutti gli schemi terapeutici con

adalimumab nei quattro studi hanno evidenziato miglioramenti maggiori in misura statisticamente

significativa dell’indice di disabilità dell’HAQ tra il valore basale e il 6° mese rispetto al placebo e

nello studio AR III il medesimo risultato è stato osservato alla settimana 52.

L’analisi dello stato generale di salute, valutato attraverso lo Short Form Health Survey (SF-36) nei

quattro studi, supporta queste conclusioni per tutti gli schemi di somministrazione di adalimumab con

risultati statisticamente significativi per quanto riguarda gli indici di attività fisica, di dolore e dello

stato di benessere, registrati con adalimumab 40 mg a settimane alterne. Una diminuzione

statisticamente significativa del senso di affaticamento così come risulta dagli indici della valutazione

funzionale relativa al trattamento della patologia cronica (FACIT) è stata riscontrata in tutti i tre studi

in cui è stata valutata (studi AR I, III, IV).

Nello studio AR III, la maggioranza dei soggetti che hanno raggiunto il miglioramento della

funzionalità fisica e che hanno continuato il trattamento hanno mantenuto il miglioramento per 520

settimane (120 mesi) di trattamento in aperto. Il miglioramento della qualità di vita è stato misurato

fino alla settimana 156 (36 mesi) ed il miglioramento è stato mantenuto nel tempo.

Nello studio AR V, l’indice di disabilità valutato in base all’HAQ e la componente fisica dell’SF-36

hanno dimostrato un miglioramento superiore (p<0,001) quando è stata effettuata terapia associata

adalimumab/metotressato rispetto alla monoterapia con metotressato ed a quella con adalimumab alla

settimana 52, e questo miglioramento si è mantenuto nell’arco di 104 settimane. Nei 250 pazienti che

hanno completato la fase di estensione in aperto dello studio, i miglioramenti nella funzionalità fisica

sono stati mantenuti nell’arco dei 10 anni di trattamento.

Dolore al sito di iniezione

Per gli studi crossover raggruppati RA VI e VII, è stata osservata una differenza statisticamente

significativa per il dolore al sito di iniezione subito dopo la somministrazione tra adalimumab

40 mg/0,8 ml e adalimumab 40 mg/0,4 ml (valore medio di VAS di 3,7 cm contro un valore di 1,2 cm,

scala 0-10 cm, p<0,001). Questo rappresenta una riduzione mediana del dolore al sito di iniezione pari

Spondilite anchilosante (SA)

È stata valutata la somministrazione di 40 mg di adalimumab assunti a settimane alterne da 393

pazienti nel corso di due studi randomizzati in doppio cieco controllati con placebo della durata di 24

settimane in soggetti affetti da SA attiva (in cui il punteggio basale medio dell’attività della malattia

[Bath Ankylosing Spondylitis Disease Activity Index (BASDAI)] è risultato pari a 6,3 in tutti i gruppi

analizzati) che hanno sviluppato una risposta inadeguata alla terapia convenzionale. Settantanove

pazienti (20,1%) sono stati trattati con terapia concomitante con DMARD, e 37 pazienti (9,4%) con

glucocorticoidi. Il periodo condotto in cieco è stato seguito da un periodo in aperto durante il quale i

pazienti hanno ricevuto 40 mg di adalimumab a settimane alterne per via sottocutanea per un periodo

di tempo aggiuntivo fino a 28 settimane. Ai soggetti (n=215, 54,7%) in cui non è stato possibile

ottenere l’ASAS 20 alla settimana 12, o alla 16 o alla 20, sono stati somministrati per via sottocutanea

40 mg di adalimumab come terapia di salvataggio precoce in aperto a settimane alterne e sono stati

conseguentemente trattati come soggetti non-responder nelle analisi statistiche condotte in doppio

In uno studio AS I più ampio in cui sono stati analizzati 315 pazienti, i risultati hanno mostrato un

miglioramento statisticamente significativo dei segni e dei sintomi della SA nei pazienti trattati con

adalimumab rispetto ai pazienti trattati con placebo.

La risposta significativa è stata per la prima volta osservata alla settimana 2 ed è stata mantenuta per

un periodo di 24 settimane (Tabella 12).

Risposte di efficacia in uno studio controllato con placebo sulla spondilite anchilosante- Studio I

Riduzione dei segni e dei sintomi

Settimana 2 16% 42%***

Settimana 12 21% 58%***

Settimana 24 19% 51%***

Settimana 2 3% 16%***

Settimana 12 10% 38%***

Settimana 24 11% 35%***

Settimana 2 0% 7%**

Settimana 12 5% 23%***

Settimana 24 8% 24%***

Settimana 2 4% 20%***

Settimana 12 16% 45%***

Settimana 24 15% 42%***

***,** Statisticamente significativa a p<0,001, <0,01 per tutti i valori messi a confronto tra

adalimumab e placebo alla settimana 2, 12 e 24

aValutazioni della SA

bBath Ankylosing Spondylitis Disease Activity Index

I pazienti trattati con adalimumab hanno manifestato un miglioramento significativamente più elevato

alla settimana 12 che è stato mantenuto per tutta la durata della terapia fino alla settimana 24 sia

nell’SF36 che nel Questionario sulla Qualità della Vita della Spondilite Anchilosante (ASQoL).

Tendenze simili (non tutte statisticamente significative) sono state osservate in uno studio AS II più

piccolo, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, condotto su 82 pazienti adulti affetti

da SA attiva.

Spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica di SA

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state determinate in due studi randomizzati, in doppio

cieco, controllati verso placebo, in pazienti con spondiloartrite assiale non radiografica (non-

radiographic axial spondyloarthritis, nr-axSpA). Nello studio nr-axSpA I sono stati valutati pazienti

con nr-axSpA attiva. Lo studio nr-axSpA II era uno studio di interruzione del trattamento in pazienti

con nr-axSpA attiva che avevano ottenuto la remissione durante il trattamento in aperto con

Studio nr-axSpA I

Nello studio nr-axSpA I, adalimumab, somministrato alla dose di 40 mg a settimane alterne, è stato

valutato in 185 pazienti con nr-axSpA attiva in uno studio randomizzato di 12 settimane in doppio

cieco controllato con placebo (il valore medio basale dell’attività della malattia [Bath Ankylosing

Spondylitis Disease Activity Index (BASDAI)] è stato di 6,4 per i pazienti trattati con adalimumab e

di 6,5 per quelli trattati con placebo) che hanno avuto una risposta inadeguata a, o una intolleranza a,

uno o più FANS, o una controindicazione ai FANS.

Trentatre pazienti (18%) sono stati trattati contemporaneamente con farmaci anti-reumatici

modificanti la malattia, e 146 pazienti (79%) con FANS al basale. Il periodo in doppio cieco è stato

seguito da un periodo in aperto durante il quale i pazienti hanno ricevuto adalimumab 40 mg a

settimane alterne per via sottocutanea per un periodo fino a 144 settimane. Nei pazienti trattati con

adalimumab i risultati della settimana 12 hanno dimostrato un miglioramento statisticamente

significativo dei segni e dei sintomi della nr-axSpA attiva rispetto al placebo (Tabella 13).

Tabella 13: Risposta di efficacia nello studio controllato con placebo nr-axSpA I

Risposta alla settimana 12

ASASa 40 15% 36%***

ASAS 20 31% 52%**

ASAS 5/6 6% 31%***

ASAS Remissione Parziale 5% 16%*

BASDAIb 50 15% 35%**

ASDASc,d,e -0,3 -1,0***

ASDAS malattia inattiva 4% 24%***

hs-PCRd,f,g -0,3 -4,7***

SPARCCh MRI articolazioni

SPARCC MRI colonna

aAssessment of Spondyloarthritis international Society

bBath Ankylosing Spondylitis Disease Activity Index

cAnkylosing Spondylitis Disease Activity Score

ddeviazione media dal valore basale

en=91 con placebo e n=87 con adalimumab

fhigh sensitivity C-Reactive Protein (mg/L)

gn=73 con placebo e n=7 con adalimumab

hSpondyloarthritis Research Consortium of Canada

in=84 con placebo e adalimumab

jn=82 con placebo e n=85 con adalimumab

***,**,* Statisticamente significativa a p<0,001, <0,01, e <0,05, per tutti i valori messi a confronto tra

adalimumab e placebo

Nell’estensione in aperto, il miglioramento dei segni e sintomi è stato mantenuto con la terapia con

adalimumab fino alla settimana 156.

Un miglioramento significativo dei segni dell’infiammazione, come mostrato dai livelli di hs-PCR e

dai segni alla MRI sia per le articolazioni sacroiliache sia per la colonna vertebrale, è stato mantenuto

nei pazienti trattati con adalimumab rispettivamente fino alla settimana 156 e la settimana 104.

Qualità della vita e funzionalità fisica

La qualità di vita correlata allo stato di salute e la funzionalità fisica sono state valutate utilizzando i

questionari HAQ-S e il SF-36. Adalimumab ha dimostrato, alla settimana 12, un miglioramento dal

basale maggiore in misura statisticamente significativa rispetto al placebo nel punteggio dell’HAQ-S

totale e nel Physical Component Score (PCS) dell’SF-36. Un miglioramento della qualità di vita

correlata alla salute e della funzionalità fisica è stato mantenuto durante l’estensione in aperto fino alla

Studio nr-axSpA II

Seicentosettantatre (673) pazienti con nr-axSpA attiva (attività media di malattia al basale [mean

baseline disease activity, BASDAI] pari a 7,0) e risposta inadeguata a ≥ 2 FANS, oppure intolleranza

o controindicazione ai FANS, sono stati arruolati nel periodo in aperto dello studio nr-axSpA II,

durante il quale hanno ricevuto adalimumab 40 mg a settimane alterne per 28 settimane. Questi

pazienti presentavano anche evidenza obiettiva di infiammazione alle articolazioni sacroiliache o alla

colonna vertebrale alla RM o una hs-PCR elevata. I pazienti che avevano ottenuto una remissione

duratura per almeno 12 settimane (N=305) (ASDAS < 1,3 alle settimane 16, 20, 24 e 28) durante il

periodo in aperto sono stati quindi randomizzati a proseguire il trattamento con adalimumab 40 mg a

settimane alterne (N=152) o a ricevere un placebo (N=153) per altre 40 settimane in uno studio in

doppio cieco, controllato verso placebo (durata complessiva dello studio: 68 settimane). I soggetti che

presentavano esacerbazioni durante il periodo in doppio cieco potevano ricorrere a adalimumab 40 mg

a settimane alterne come terapia di salvataggio per almeno 12 settimane.

L’endpoint primario di efficacia era la percentuale di pazienti senza esacerbazioni alla settimana 68

dello studio. L’esacerbazione è stata definita come ASDAS ≥ 2,1 a due visite consecutive a distanza di

quattro settimane. Una percentuale maggiore di pazienti che ricevevano adalimumab non ha presentato

esacerbazioni di malattia durante il periodo in doppio cieco in confronto a quelli che ricevevano il

placebo (70,4% vs. 47,1%, p<0,001) (Figura 1).

Figura 1: Curve di Kaplan-Meier che riassumono il tempo all’esacerbazione nello studio

Nota: P = placebo (numero a rischio (esacerbazione)); A = Adalimumab (numero a rischio

Tra i 68 pazienti che presentavano esacerbazioni nel gruppo assegnato all’interruzione del trattamento,

65 hanno completato 12 settimane di terapia di salvataggio con adalimumab, e 37 di questi (56,9%)

hanno raggiunto nuovamente la remissione (ASDAS < 1,3) 12 settimane dopo la ripresa del

trattamento in aperto.

Alla settimana 68, i pazienti che ricevevano un trattamento continuo con adalimumab hanno

presentato un miglioramento dei segni e sintomi di nr-axSpA attiva maggiore, in misura

statisticamente significativa, in confronto ai pazienti assegnati all’interruzione del trattamento durante

il periodo in doppio cieco dello studio (Tabella 14).

Tabella 14: Risposta di efficacia nel periodo controllato verso placebo dello studio nr-axSpA II

Risposta alla settimana 68

ASASa,b 20 47,1% 70,4%***

ASASa,b 40 45,8% 65,8%***

ASASa remissione parziale 26,8% 42,1%**

ASDASc malattia inattiva 33,3% 57,2%***

Esacerbazione parzialed 64,1% 40,8%***

a Valutazione della Società internazionale per la spondiloartrite (Assessment of SpondyloArthritis

b Il basale è definito come basale in aperto quando i pazienti presentano malattia attiva.

c Punteggio di attività di malattia della spondilite anchilosante (Ankylosing Spondylitis Disease

d L’esacerbazione parziale è definita come ASDAS ≥ 1,3 ma < 2,1 a 2 visite consecutive.

***, ** Statisticamente significativo, rispettivamente, con p <0,001 e <0,01 per tutti i confronti tra

adalimumab e placebo.

Adalimumab, somministrato alla dose di 40 mg a settimane alterne, è stato studiato in pazienti affetti

da artrite psoriasica attiva di grado moderato-grave in due studi controllati con placebo, gli studi PsA I

e II. Nel corso dello studio PsA I della durata di 24 settimane, sono stati trattati 313 pazienti adulti che

avevano una risposta inadeguata alla terapia con farmaci antinfiammatori non steroidei e di questi,

circa il 50% stava assumendo metotressato. Nel corso dello studio PsA II della durata di 12 settimane,

sono stati trattati 100 pazienti che avevano una risposta inadeguata alla terapia con DMARD. A

conclusione di entrambi gli studi, 383 pazienti sono stati arruolati in uno studio di estensione in aperto

ed hanno ricevuto adalimumab 40 mg a settimane alterne.

A causa del numero limitato di pazienti studiati, non vi è sufficiente evidenza dell’efficacia di

adalimumab in pazienti affetti da artrite psoriasica simil-SA.

Tabella 15: Risposte ACR in studi controllati con placebo nei casi di artrite psoriasica

(percentuale di pazienti)

Studio PsA I Studio PsA II

*** p<0,001 per tutti i confronti tra adalimumab e placebo

* p<0,05 per tutti i confronti tra adalimumab e placebo

N/A non applicabile

Le risposte ACR nello studio PsA I sono state simili con e senza terapia concomitante con

Le risposte ACR nello studio di estensione in aperto sono state mantenute fino a 136 settimane.

Negli studi sull’artrite psoriasica sono state valutate le modifiche radiologiche. Sono state eseguite

radiografie delle mani, dei polsi e dei piedi al basale ed alla settimana 24, durante la fase in doppio

cieco quando i pazienti erano trattati con adalimumab o con placebo, ed alla settimana 48, quando tutti

i pazienti erano trattati con adalimumab in aperto. È stato utilizzato l’Indice Totale di Sharp

modificato (mTSS) che includeva le articolazioni distali interfalangee (cioè diverso dall’Indice Totale

di Sharp utilizzato per l’artrite reumatoide).

Il trattamento con adalimumab, in confronto al trattamento con placebo, ha ridotto la percentuale di

progressione del danno articolare periferico, come rilevato dalle variazioni dell’Indice Totale di Sharp

modificato rispetto al basale (media ± DS) 0,8 ±2,5 nel gruppo placebo (alla settimana 24) rispetto a

0,0 ± 1,9 (p<0,001) nel gruppo adalimumab (alla settimana 48).

Nei pazienti trattati con adalimumab senza progressione del danno radiologico dal basale alla

settimana 48 (n=102), l’84% ha continuato a non mostrare alcuna progressione del danno radiologico

nelle 144 settimane di trattamento.

I pazienti trattati con adalimumab hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo

della funzionalità fisica alla settimana 24 rispetto ai pazienti trattati con placebo, come valutato

dall’HAQ e dallo Short Form Health Survey (SF-36). Il miglioramento della funzionalità fisica è

continuato fino alla settimana 136 nello studio di estensione in aperto.

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state studiate nei pazienti adulti affetti da psoriasi

cronica a placche (BSA ≥10% e Psoriasis Area and Severity Index (PASI) ≥12 o ≥10), i quali erano

candidati alla terapia sistemica o alla fototerapia, durante gli studi randomizzati in doppio cieco. Il

73% dei pazienti arruolati negli studi I e II sulla psoriasi erano stati precedentemente sottoposti a

terapia sistemica o fototerapica.

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state studiate anche nei pazienti adulti affetti da psoriasi

cronica a placche da moderata a severa con concomitante psoriasi localizzata alla mano e/o al piede, i

quali erano candidati alla terapia sistemica in uno studio randomizzato in doppio cieco (studio di fase

III sulla psoriasi).

Lo studio I sulla psoriasi (REVEAL) ha valutato 1.212 pazienti entro tre periodi di trattamento. Nel

corso del periodo A, ai pazienti è stato somministrato placebo o adalimumab ad una dose iniziale pari

a 80 mg, seguita da una dose pari a 40 mg, a settimane alterne, somministrata ad iniziare dalla

settimana successiva all’assunzione della dose iniziale. Dopo 16 settimane di terapia, i pazienti che

hanno ottenuto almeno una risposta PASI 75 (in cui il punteggio PASI ha registrato un miglioramento

pari ad almeno il 75% del valore al basale) sono stati ammessi al periodo B ed hanno ricevuto una

dose di adalimumab pari a 40 mg, a settimane alterne, in aperto. I pazienti che hanno mantenuto una

risposta ≥PASI 75 alla settimana 33 e che erano stati inizialmente randomizzati per la terapia attiva nel

corso del periodo A sono stati nuovamente randomizzati nel periodo C a ricevere 40 mg di

adalimumab, a settimane alterne, o placebo, per un ulteriore periodo di 19 settimane. In tutti i gruppi

di trattamento, il punteggio PASI medio al basale è risultato pari a 18,9 ed il punteggio relativo al

Physician’s Global Assessment (PGA) è risultato di grado “moderato” nel 53% dei soggetti inclusi,

“severo” nel 41% e “molto severo” nel 6%.

Lo studio II sulla psoriasi (CHAMPION) ha paragonato l’efficacia e la sicurezza di adalimumab

rispetto al metotressato ed al placebo in 271 pazienti. Per un periodo di 16 settimane, i pazienti hanno

ricevuto placebo, o metotressato con una dose iniziale pari a 7,5 mg successivamente elevata fino alla

settimana 12 e con un massimo di 25 mg, o adalimumab alla dose iniziale di 80 mg seguita dalla dose

di 40 mg somministrata a settimane alterne (a iniziare dalla settimana successiva all’assunzione della

dose iniziale). Non sono disponibili dati che mettano a confronto adalimumab e metotressato oltre le

16 settimane di terapia. Nei pazienti trattati con metotressato che hanno raggiunto una risposta ≥PASI

50 alla settimana 8 e/o alla settimana 12, non sono stati effettuati incrementi della dose. In tutti i

gruppi di trattamento, il punteggio PASI al basale medio è risultato pari a 19,7 ed il punteggio PGA al

basale è risultato da “lieve” (<1%) a “moderato” (48%) a “severo” (46%) a “molto severo” (6%).

I pazienti che hanno partecipato a tutti gli studi di Fase 2 e Fase 3 sulla psoriasi sono stati considerati

idonei ad essere arruolati in uno studio di estensione in aperto, dove adalimumab è stato somministrato

per un periodo aggiuntivo di almeno 108 settimane.

Negli studi I e II sulla psoriasi, l’endpoint primario è stato rappresentato dalla percentuale di pazienti

che ha ottenuto una risposta PASI 75 rispetto al valore basale alla settimana 16 (vedere Tabelle 16 e

Tabella 16: Studio I sulla psoriasi (REVEAL) - Risultati relativi all’efficacia alla settimana 16

Adalimumab 40 mg a

≥PASI 75a 26 (6,5) 578 (70,9)b

PASI 100 3 (0,8) 163 (20,0)b

PGA: Guarigione/Marcato miglioramento 17 (4,3) 506 (62,2)b

a La percentuale di pazienti che ha ottenuto una risposta PASI 75 è stata calcolata sotto forma di

b p<0,001, adalimumab vs. placebo

Tabella 17: Studio II sulla psoriasi (CHAMPION) - Risultati relativi all’efficacia alla settimana

Adalimumab 40 mg a

≥PASI 75 10 (18,9) 39 (35,5) 86 (79,6) a, b

PASI 100 1 (1,9) 8 (7,3) 18 (16,7) c, d

6 (11,3) 33 (30,0) 79 (73,1) a, b

a p<0,001 adalimumab vs. placebo

b p<0,001 adalimumab vs. metotressato

c p<0,01 adalimumab vs. placebo

d p<0,05 adalimumab vs. metotressato

Nel corso dello studio I sulla psoriasi, nel 28% dei pazienti randomizzati a placebo alla settimana 33

dopo aver ottenuto una risposta PASI 75 rispetto al 5% di pazienti che ha proseguito la terapia con

adalimumab, p<0,001, si è verificata una “perdita di risposta adeguata” (definita da un punteggio PASI

che dopo la settimana 33 e prima o alla scadenza della settimana 52 sia risultato <PASI 50 rispetto al

valore basale con un aumento minimo di 6 punti del punteggio PASI relativo alla settimana 33). Tra i

pazienti in cui si è verificata la “perdita di risposta adeguata” dopo la ri-randomizzazione per ricevere

placebo, e che sono stati successivamente arruolati nello studio d’estensione in aperto, il 38% (25/66)

ed il 55% (36/66) sono riusciti ad ottenere una risposta PASI 75 rispettivamente dopo 12 e 24

settimane di ritrattamento.

Durante lo studio I sulla psoriasi, un totale di 233 pazienti tra coloro i quali avevano ottenuto una

risposta PASI 75 alla sedicesima settimana e alla trentatreesima settimana e che avevano continuato la

terapia con adalimumab fino alla cinquantaduesima settimana hanno continuato la somministrazione

di adalimumab nello studio di estensione in aperto. In questi pazienti, le percentuali di risposta PASI

75 e PGA corrispondente a remissione totale della malattia o a persistenza di malattia minima sono

state rispettivamente 74,7% e 59,0%, dopo un ulteriore periodo di 108 settimane di terapia

somministrata in aperto (per un totale di terapia continuativa di 160 settimane).

In un’analisi effettuata su tutti i pazienti che avevano interrotto lo studio per eventi avversi o per

mancanza di efficacia, o che avevano aumentato la posologia e che per tali motivi erano stati

considerati come non rispondenti alla terapia, analogamente le percentuali di risposta PASI 75 e PGA

corrispondente a remissione totale della malattia o a persistenza di malattia minima, sono state

rispettivamente del 69,6% e del 55,7%, dopo un ulteriore periodo di 108 settimane di terapia

somministrata in aperto (per un totale di terapia continuativa di 160 settimane).

Un totale di 347 pazienti, caratterizzati da una risposta stabile alla terapia, ha preso parte ad uno studio

di estensione in aperto per la valutazione degli effetti della sospensione e della ripresa del trattamento.

Durante il periodo di sospensione della terapia, i sintomi della psoriasi si sono ripresentati in maniera

progressiva con un tempo mediano alla recidiva (progredendo fino ad uno stadio PGA “moderato” o

peggiore) di circa 5 mesi. Nessuno di questi pazienti ha manifestato fenomeni di rebound durante il

periodo di sospensione del trattamento. Complessivamente, il 76,5% dei pazienti (218/285) che erano

entrati nella fase di ri-trattamento aveva ottenuto una risposta PGA corrispondente a remissione totale

della malattia o a malattia minima dopo sedici settimane di terapia, indipendentemente dal fatto di aver

avuto o meno riacutizzazione della malattia durante il periodo di sospensione del farmaco

(rispettivamente il 69,1%[123/178] e 88,8%[95/107]dei pazienti che avevano avuto o meno una

riacutizzazione della malattia durante il periodo di sospensione). Durante la ripresa del trattamento è

stato osservato un profilo di sicurezza del tutto simile a quello osservato durante il periodo precedente

alla sospensione della terapia.

Miglioramenti significativi del DLQI (Dermatology Life Quality Index) sono stati dimostrati alla

settimana 16 a partire dal valore basale rispetto al placebo (studi I e II) ed al metotressato (studio II).

Nel corso dello studio I, anche i miglioramenti relativi ai punteggi complessivi delle componenti

fisiche e mentali del SF-36 sono risultati significativi rispetto al placebo.

In uno studio d’estensione in aperto, tra i pazienti che a causa di risposta PASI inferiore al 50%

avevano ricevuto incrementi della dose da 40 mg a settimane alterne alla dose di 40 mg ogni

settimana, il 26,4% (92/349) e il 37,8% (132/349) ha ottenuto una risposta PASI 75 alla settimana 12 e

Lo studio di fase III sulla psoriasi (REACH) ha paragonato l’efficacia e la sicurezza di adalimumab

rispetto al placebo in 72 pazienti affetti da psoriasi cronica a placche da moderata a severa e psoriasi

localizzata alla mano e/o al piede. I pazienti hanno ricevuto una dose iniziale di 80 mg di adalimumab

seguita dalla dose di 40 mg somministrata a settimane alterne (a iniziare dalla settimana successiva

all’assunzione della dose iniziale) o placebo per 16 settimane. Alla settimana 16, una percentuale

maggiore in misura statisticamente significativa di pazienti che aveva ricevuto adalimumab, ha

ottenuto una risposta PGA corrispondente a remissione totale o pressoché totale della malattia alle

mani e/o ai piedi rispetto ai pazienti che avevano ricevuto il placebo (rispettivamente 30,6% vs 4,3%,

[P = 0,014]).

Lo studio IV sulla psoriasi ha paragonato l’efficacia e la sicurezza di adalimumab rispetto al placebo

in 217 pazienti adulti affetti da psoriasi ungueale da moderata a severa. I pazienti hanno ricevuto una

dose iniziale di 80 mg di adalimumab seguita da 40 mg a settimane alterne (a partire da una settimana

dopo la dose iniziale) o di placebo per 26 settimane seguita da un trattamento in aperto con

adalimumab per altre 26 settimane. Le valutazioni della psoriasi ungueale comprendevano il Modified

Nail Psoriasis Severity Index (mNAPSI), il Physician’s Global Assessment of Fingernail Psoriasis

(PGA-F) e il Nail Psoriasis Severity Index (NAPSI) (vedere Tabella 18). Il trattamento con

adalimumab ha dimostrato un beneficio terapeutico nei pazienti affetti da psoriasi ungueale con

coinvolgimento cutaneo di grado variabile (BSA≥10% (60% dei pazienti) e BSA<10% e ≥5% (40%

Tabella 18: Risultati di efficacia dello Studio Ps IV alle settimane 16, 26 e 52

Endpoint Settimana 16

40 mg a

40 mg a

40 mg a

≥ mNAPSI 75 (%) 2,9 26,0a 3,4 46,6a 65,0

2,9 29,7a 6,9 48,9a 61,3

-7,8 -44,2a -11,5 -56,2a -72,2

a p<0,001, adalimumab vs. placebo

I pazienti trattati con adalimumab hanno mostrato miglioramenti statisticamente significativi alla

settimana 26 rispetto al placebo nel DLQI.

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state valutate in studi randomizzati, in doppio cieco,

controllati con placebo e in uno studio di estensione in aperto, in pazienti adulti affetti da HS di grado

da moderato a severo, che erano intolleranti, presentavano una controindicazione o una risposta

inadeguata ad almeno 3 mesi di terapia antibiotica sistemica. I pazienti in HS-I e HS-II avevano uno

Stadio Hurley II o III della malattia con almeno 3 ascessi o noduli infiammatori.

Lo Studio HS-I (PIONEER I) ha valutato 307 pazienti con 2 periodi di trattamento. Nel Periodo A, i

pazienti hanno ricevuto placebo o adalimumab ad una dose iniziale di 160 mg alla settimana 0,80 mg

alla settimana 2 e 40 mg ogni settimana a partire dalla settimana 4 fino alla settimana 11. Durante lo

studio non era consentito l’uso concomitante di antibiotici. Dopo 12 settimane di trattamento, i

pazienti che avevano ricevuto adalimumab nel Periodo A sono stati randomizzati nel Periodo B ad 1

dei 3 gruppi di trattamento (adalimumab 40 mg ogni settimana, adalimumab 40 mg a settimane alterne

o placebo dalla settimana 12 alla settimana 35). I pazienti che erano stati randomizzati al placebo nel

Periodo A, sono stati assegnati a ricevere adalimumab 40 mg ogni settimana nel Periodo B.

Lo Studio HS-II (PIONEER II) ha valutato 326 pazienti con 2 periodi di trattamento. Nel Periodo A, i

pazienti hanno ricevuto placebo o adalimumab ad una dose iniziale di 160 mg alla settimana 0, 80 mg

alla settimana 2 e 40 mg ogni settimana a partire dalla settimana 4 fino alla settimana 11. Durante lo

studio il 19,3% dei pazienti ha continuato la terapia antibiotica orale che faceva all’inizio dello studio.

Dopo 12 settimane di trattamento, i pazienti che avevano ricevuto adalimumab nel Periodo A sono

stati randomizzati nel Periodo B ad 1 dei 3 gruppi di trattamento (adalimumab 40 mg ogni settimana,

adalimumab 40 mg a settimane alterne o placebo dalla settimana 12 alla settimana 35). I pazienti che

erano stati randomizzati al placebo nel Periodo A, sono stati assegnati a ricevere placebo nel Periodo

I pazienti che avevano preso parte agli Studi HS-I e HS-II erano idonei a partecipare ad uno studio di

estensione in aperto in cui ogni settimana veniva somministrato adalimumab 40 mg. L’esposizione

media in tutta la popolazione trattata con adalimumab è stata di 762 giorni. Durante tutti e 3 gli studi, i

pazienti hanno usato tutti i giorni una soluzione di lavaggio antisettica topica.

La riduzione delle lesioni infiammatorie e la prevenzione del peggioramento degli ascessi e delle

fistole drenanti sono state valutate utilizzando l’Hidradenitis Suppurativa Clinical Response (HiSCR;

una riduzione di almeno il 50% nella conta totale di ascessi e noduli infiammatori senza aumento nella

conta degli ascessi né di fistole drenanti rispetto al valore basale). La riduzione del dolore cutaneo

riferito all’idrosadenite suppurativa (HS) è stata valutata utilizzando la Scala di Valutazione Numerica

(Numeric Rating Scale) nei pazienti che erano entrati nello studio con un punteggio basale iniziale pari

a 3 o superiore su una scala di 11 punti.

Alla settimana 12, una percentuale significativamente maggiore di pazienti trattati con adalimumab

verso placebo ha raggiunto HiSCR. Alla settimana 12, una percentuale significativamente superiore di

pazienti nello Studio HS-II ha mostrato una diminuzione clinicamente rilevante del dolore cutaneo

riferito all’Idrosadenite Suppurativa (HS) (vedere Tabella 19). I pazienti trattati con adalimumab

presentavano un rischio significativamente ridotto di riacutizzazione della malattia durante le 12

settimane iniziali di trattamento.

Tabella 19: Risultati di efficacia a 12 settimane, studi HS I e II

Studio HS I Studio HS II

40 mg a

N = 154

N = 153

64 (41,8%) *

96 (58,9%) ***

≥30% Riduzione di

N = 109

N = 122

48 (45,7%) ***

* p< 0,05, ***p < 0,001, adalimumab versus placebo

a Tra tutti i pazienti randomizzati.

b Tra i pazienti con una valutazione di dolore cutaneo legato all’Idrosadenite Suppurativa (HS) ≥ 3,

in base alla Scala di Valutazione Numerica 0 – 10; 0 = nessun dolore cutaneo, 10 = dolore cutaneo

più forte che si possa immaginare.

Il trattamento con adalimumab 40 mg ogni settimana ha ridotto in maniera significativa il rischio di

peggioramento di ascessi e fistole drenanti. Nelle prime 12 settimane degli Studi HS-I e HS-II, nel

gruppo con placebo circa il doppio della percentuale dei pazienti ha avuto un peggioramento degli

ascessi (23,0% vs 11,4%, rispettivamente) e delle fistole drenanti (30,0% vs 13,9%, rispettivamente)

rispetto ai pazienti nel gruppo con adalimumab.

Miglioramenti maggiori della qualità della vita, definita come stato di salute generale correlato alla

patologia cutanea e misurato attraverso il Dermatology Life Quality Index (DLQI; Studi HS-I e HSII),

sono stati dimostrati alla settimana 12 a partire dal valore basale rispetto al placebo, la soddisfazione

globale dei pazienti in trattamento con il medicinale, misurata con il questionario Treatment

Satisfaction Questionnaire - medication (TSQM; Studi HS-I e HS-II), e salute fisica misurata

attraverso il Physical Component Summary Score del SF-36 (Studio HS-I).

Nei pazienti che alla settimana 12 avevano una risposta almeno parziale ad adalimumab 40 mg

somministrato ogni settimana, la percentuale di HiSCR alla settimana 36 era superiore nei pazienti che

avevano continuato adalimumab ogni settimana rispetto ai pazienti in cui la frequenza di

somministrazione era stata ridotta a settimane alterne, o nei quali era stato sospeso il trattamento

(vedere Tabella 20).

Tabella 20: Percentuale di pazientia che hanno ottenuto HiSCRb alle settimane 24 e 36 dopo il

riassegnamento del trattamento alla settimana 12 da adalimumab ogni settimana

N = 73

Adalimumab 40 mg

a settimane alterne

N = 70

Adalimumab 40 mg

N = 70

Settimana 24 24 (32,9%) 36 (51,4%) 40 (57,1%)

Settimana 36 22 (30,1%) 28 (40,0%) 39 (55,7%)

a Pazienti con almeno una risposta parziale ad adalimumab 40 mg ogni settimana dopo 12 settimane

b Pazienti che rispettavano i criteri specificati nel protocollo per la perdita di risposta o per la

mancanza di miglioramento ai quali è stato richiesto di interrompere gli studi ed erano stati

considerati come non-responder.

Tra i pazienti con una risposta parziale alla settimana 12 e che hanno ricevuto una terapia settimanale

senza interruzione con adalimumab, la percentuale di HiSCR alla settimana 48 era del 68,3% ed alla

settimana 96 era del 65,1%. Nel trattamento a lungo termine con adalimumab 40 mg a settimana per

96 settimane non sono emerse nuove problematiche di sicurezza.

Tra i pazienti negli Studi HS-I e HS-II che avevano interrotto il trattamento con adalimumab alla

settimana 12, la percentuale di HiSCR 12 settimane dopo la ripresa di adalimumab 40 mg ogni

settimana, sono ritornati ai livelli simili a quelli osservati prima della sospensione (56,0%).

Malattia di Crohn

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state valutate in oltre 1.500 pazienti affetti da malattia

di Crohn, da moderatamente a gravemente attiva (Crohn’s Disease Activity Index = indice di attività

della malattia di Crohn (CDAI) ≥ 220 e ≤ 450) in studi randomizzati, in doppio cieco, controllati con

placebo. È stata consentita la somministrazione concomitante di dosi costanti di aminosalicilati, di

corticosteroidi, e/o di agenti immunomodulatori e l’80% dei pazienti ha continuato ad assumere

almeno uno di questi farmaci.

L’induzione della remissione clinica (definita come CDAI < 150) è stata valutata in due studi, studio

CD I (CLASSIC I) e studio CD II (GAIN). Nello studio CD I, 299 pazienti mai trattati con anti-TNF

sono stati randomizzati ad uno dei quattro gruppi di trattamento; il gruppo trattato con placebo alla

settimana 0 e 2, il gruppo trattato con 160 mg di adalimumab alla settimana 0 e con 80 mg alla

settimana 2, il gruppo trattato con 80 mg alla settimana 0 e 40 mg alla settimana 2, ed il gruppo trattato

con 40 mg alla settimana 0 e 20 mg alla settimana 2. Nello studio CD II, 325 pazienti che avevano

perso la risposta o si sono rivelati intolleranti ad infliximab sono stati randomizzati per ricevere160 mg

di adalimumab alla settimana 0 ed 80 mg di adalimumab alla settimana 2 oppure placebo alla

settimana 0 ed alla settimana 2. I non-responder primari sono stati esclusi dagli studi e, di

conseguenza, questi pazienti non sono stati sottoposti ad ulteriori valutazioni.

Il mantenimento della remissione clinica è stato valutato nello studio CD III (CHARM). Nello studio

CD III, 854 pazienti hanno ricevuto in aperto 80 mg di adalimumab alla settimana 0 e 40 mg alla

settimana 2. Alla settimana 4, i pazienti sono stati randomizzati per ricevere 40 mg a settimane alterne,

40 mg ogni settimana, oppure il placebo; la durata totale dello studio è stata pari a 56 settimane. I

pazienti che hanno manifestato una risposta clinica (diminuzione dell’indice CDAI ≥ 70) alla

settimana 4 sono stati stratificati ed analizzati separatamente da coloro che non hanno manifestato una

risposta clinica alla settimana 4. È stata consentita una riduzione graduale della dose di corticosteroidi

dopo la settimana 8.

Le percentuali relative all’induzione della remissione e della risposta clinica dello studio CD I e dello

studio CD II sono riportate nella Tabella 21.

Tabella 21: Induzione della remissione e della risposta clinica (percentuale di pazienti)

Studio CD I: Pazienti mai trattati con

Studio CD II: Pazienti

precedentemente trattati con

N = 75

clinica 12% 24% 36%* 7% 21%*

(CR-100) 24% 37% 49%** 25% 38%**

Tutti i valori p rappresentano i confronti a coppie delle percentuali di adalimumab verso placebo

Percentuali di remissione simili sono state osservate nel gruppo trattato con la dose di induzione pari a

160/80 mg ed a 80/40 mg entro la settimana 8 e gli eventi avversi si sono manifestati più

frequentemente nel gruppo trattato con il dosaggio pari a 160/80 mg.

Nello studio CD III, alla settimana 4, il 58% (499/854) dei pazienti ha manifestato una risposta clinica

ed è stato valutato nell’analisi primaria. Tra i pazienti che hanno manifestato una risposta clinica alla

settimana 4, il 48% era stato esposto precedentemente a terapia con altri farmaci antagonisti del TNF.

Le percentuali relative al mantenimento della remissione e della risposta clinica sono riportate nella

Tabella 22. I risultati relativi alla remissione clinica sono rimasti relativamente costanti a prescindere

dall’esposizione precedente a farmaci anti-TNF.

Alla settimana 56 il ricovero ospedaliero correlato alla malattia e gli interventi chirurgici erano

statisticamente significativamente ridotti con adalimumab rispetto al placebo.

Tabella 22: Mantenimento della remissione e della risposta clinica (percentuale di pazienti)

Placebo 40 mg

Settimana 26 N=170 N=172 N=157

Remissione clinica 17% 40%* 47%*

Risposta clinica (CR-100) 27% 52%* 52%*

Pazienti in remissione senza

per ≥90 giornia

3% (2/66) 19% (11/58)** 15% (11/74)**

Settimana 56 N=170 N=172 N=157

Remissione clinica 12% 36%* 41%*

Risposta clinica (CR-100) 17% 41%* 48%*

Pazienti in remissione senza

per ≥90 giornia

5% (3/66) 29% (17/58)* 20% (15/74)**

* p<0,001 per confronti a coppie delle percentuali adalimumab verso placebo

** p<0,02 per confronti a coppie delle percentuali adalimumab verso placebo

a di coloro che sono stati trattati con corticosteroidi al basale

Tra i pazienti che non hanno evidenziato una risposta alla settimana 4, il 43% dei pazienti trattati con

terapia di mantenimento a base di adalimumab ha manifestato una risposta entro la settimana 12

rispetto al 30% dei pazienti trattati con placebo. Tali risultati suggeriscono che alcuni pazienti che non

hanno manifestato una risposta alla settimana 4 traggono giovamento dalla terapia di mantenimento

continuata fino alla settimana 12. La terapia proseguita oltre le 12 settimane non ha portato ad un

numero significativamente più elevato di risposte (vedere paragrafo 4.2).

117/276 pazienti dallo studio CD I e 272/777 pazienti provenienti dagli studi CD II e III sono stati

seguiti per almeno 3 anni di terapia con adalimumab in aperto. Rispettivamente 88 e 189 pazienti

hanno continuato a mantenere la remissione clinica. La risposta clinica (CR-100) è stata mantenuta

rispettivamente in 102 e 233 pazienti.

Qualità della vita

Negli studi CD I e CD II, alla settimana 4 era raggiunto un miglioramento statisticamente significativo

del punteggio totale del questionario IBDQ (inflammatory bowel disease questionnaire) nei pazienti

randomizzati a adalimumab 80/40 mg e 160/80 mg rispetto al placebo ed era visto alle settimane 26 e

56 nello studio CD III come pure tra i gruppi trattati con adalimumab rispetto al gruppo trattato con

La sicurezza e l’efficacia di dosi multiple di adalimumab sono state valutate in pazienti adulti affetti da

colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo (punteggio Mayo da 6 a 12 con un sottopunteggio

endoscopico da 2 a 3) in studi randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo.

Nello studio UC-I, 390 pazienti non precedentemente trattati con antagonisti del TNF sono stati

randomizzati in modo da assumere placebo alla settimana 0 e 2, 160 mg di adalimumab alla settimana

0 seguiti da 80 mg alla settimana 2 oppure 80 mg di adalimumab alla settimana 0 seguiti da 40 mg alla

settimana 2. Dopo la settimana 2, i pazienti arruolati in entrambi i bracci con adalimumab hanno

assunto 40 mg a settimane alterne. La remissione clinica (definita come punteggio di Mayo ≤ 2 con

nessun sotto punteggio > 1) è stata valutata alla settimana 8.

Nello studio UC-II, 248 pazienti hanno assunto 160 mg di adalimumab alla settimana 0,80 mg alla

settimana 2 e successivamente 40 mg a settimane alterne, e 246 pazienti hanno assunto placebo.

L’induzione della remissione è stata valutata alla settimana 8 mentre il mantenimento della remissione

alla settimana 52.

Nello studio UC-I (rispettivamente 18% vs 9%, p=0,031) e nello studio UC-II (rispettivamente 17% vs

9%, p=0,019) i pazienti indotti con 160/80 mg di adalimumab hanno raggiunto la remissione clinica

rispetto al placebo alla settimana 8 in percentuali superiori in modo statisticamente significativo. Nello

studio UC-II, tra i pazienti trattati con adalimumab in remissione alla settimana 8, 21/41 (51%) erano

in remissione alla settimana 52.

I risultati per la popolazione totale dello studio UC-II sono mostrati nella Tabella 23.

Risposta, remissione e guarigione della mucosa nello studio UC-II (Percentuale di pazienti)

Placebo Adalimumab 40 mg

a settimane alterne

Settimana 52 N=246 N=248

Risposta clinica 18% 30%*

Remissione clinica 9% 17%*

Guarigione della mucosa 15% 25%*

Remissione libera da Steroidi per un periodo ≥ 90

Settimana 8 e 52

Risposta prolungata 12% 24%**

Remissione prolungata 4% 8%*

Guarigione prolungata della mucosa 11% 19%*

La remissione clinica è definita da un punteggio di Mayo ≤ 2 con nessun sottopunteggio >1;

La risposta clinica è definita come una riduzione rispetto al basale del punteggio Mayo ≥ 3 punti e

≥30%, oltre ad una diminuzione del sottopunteggio sanguinamento rettale [RBS] ≥1 o un RBS di 0 o 1

in valore assoluto;

*p<0,05 per adalimumab vs. placebo alla comparazione appaiata delle percentuali

**p<0,001 per adalimumab vs. placebo alla comparazione appaiata delle percentuali

a Di coloro che hanno assunto corticosteroidi al basale.

Dei pazienti che hanno risposto alla settimana 8, il 47% mostrava una risposta, il 29% era in

remissione, il 41% ha manifestato guarigione della mucosa e il 20% era in remissionesenza uso di

steroidi per un periodo ≥ 90 giorni alla settimana 52.

Circa il 40% di pazienti arruolati nello studio UC-II aveva fallito il precedente trattamento a base di

anti-TNF con infliximab. L’efficacia di adalimumab in quei pazienti si è dimostrata ridotta in

confronto a quanto mostrato in pazienti non precedentemente trattati con anti TNF. Tra i pazienti che

avevano fallito il precedente trattamento con anti TNF, il 3% del braccio placebo e il 10% del braccio

adalimumab ha raggiunto la remissione alla settimana 52.

I pazienti arruolati negli studi UC-I e UC-II hanno avuto la possibilità di entrare in uno studio di

estensione in aperto a lungo termine (UC-III). Dopo tre anni di terapia a base di adalimumab, il 75%

(301/402) ha continuato ad essere in remissione clinica in accordo al punteggio Mayo parziale.

Tassi di ospedalizzazione

Durante le 52 settimane degli studi UC-I e UC-II, è stata osservata una diminuzione delle

ospedalizzazioni per tutte le cause e delle ospedalizzazioni correlate alla colite ulcerosa nel gruppo

trattato con adalimumab rispetto al gruppo trattato con placebo. Il numero delle ospedalizzazioni per

tutte le cause era di 0,18 soggetti per anno nel gruppo di trattamento con adalimumab rispetto al

gruppo in trattamento con placebo (0,26 soggetti per anno) ed i corrispondenti dati relativi alle

ospedalizzazioni correlate alla colite ulcerosa erano di 0,12 soggetti per anno rispetto a 0,22 soggetti

Qualità della vita

Nello studio UC-II, il trattamento con adalimumab ha portato ad un miglioramento del punteggio del

questionario Inflammatory Bowel Disease Questionnaire (IBDQ).

La sicurezza e l'efficacia di adalimumab sono state valutate in pazienti adulti con uveite non-infettiva

intermedia, posteriore e panuveite, escludendo i pazienti con uveite anteriore isolata, in due studi

randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo (UV I e II). I pazienti hanno ricevuto placebo o

adalimumab a una dose iniziale di 80 mg seguita da 40 mg a settimane alterne a partire da una

settimana dopo la dose iniziale. Erano consentite dosi stabili concomitanti di un immunosoppressore

Lo Studio UV I ha valutato 217 pazienti con uveite attiva nonostante il trattamento con corticosteroidi

(prednisone orale a una dose di 10-60 mg/die). Tutti i pazienti hanno ricevuto una dose standardizzata

di prednisone pari a 60 mg/die all’ingresso nello studio per 2 settimane seguita da un programma

obbligatorio di riduzione del dosaggio, fino alla sospensione totale del corticosteroide alla settimana

Lo Studio UV II ha valutato 226 pazienti con uveite inattiva che al basale necessitavano di trattamento

cronico con corticosteroide (prednisone orale da 10 a 35 mg/die) per controllare la loro malattia. I

pazienti sono stati sottoposti successivamente a un programma obbligatorio di riduzione del dosaggio,

fino alla sospensione totale del corticosteroide alla settimana 19.

L'endpoint primario di efficacia in entrambi gli studi era il “tempo al fallimento del trattamento”. Il

fallimento del trattamento è stato definito attraverso un parametro a più componenti basato su lesioni

vascolari infiammatorie corioretiniche e/o retiniche, numero di cellule in camera anteriore (anterior

chamber, AC), grado di opacità del vitreo (vitreous haze, VH) e migliore acuità visiva corretta (best

corrected visual acuity, BCVA).

I pazienti che hanno completato gli Studi UV I e UV II erano eleggibili per essere arruolati in uno

studio di estensione a lungo termine non controllato della durata originariamente programmata di 78

settimane. I pazienti sono stati autorizzati a continuare il medicinale in studio oltre la Settimana 78

fino a quando hanno avuto accesso ad adalimumab.

I risultati di entrambi gli studi hanno dimostrato la riduzione statisticamente significativa del rischio di

fallimento del trattamento nei pazienti trattati con adalimumab rispetto ai pazienti trattati con placebo

(vedere Tabella 24). Entrambi gli studi hanno dimostrato un effetto precoce e prolungato di

adalimumab sul tasso di fallimento del trattamento rispetto al placebo (vedere Figura 2).

Tempo al fallimento del trattamento negli studi UV I e UV II

AnalisiTrattamento N Fallimento

HRa IC al

Tempo al fallimento del trattamento alla o dopo la settimana 6 nello studio UV I

Analisi primaria (ITT)

Placebo 107 84 (78,5) 3,0 -- -- --

Adalimumab 110 60 (54,5) 5,6 0,50 0,36; 0,70 < 0,001

Tempo al fallimento del trattamento alla o dopo la settimana 2 nello studio UV II

Analisi primaria (ITT)

Placebo 111 61 (55,0) 8,3 -- -- --

Adalimumab 115 45 (39,1) NVc 0,57 0,39; 0,84 0,004

Nota: il fallimento del trattamento alla o dopo la settimana 6 (Studio UV I) oppure alla o dopo la

settimana 2 (Studio UV II) è stato contato come evento. Gli abbandoni a causa di motivi diversi dal

fallimento del trattamento sono stati censurati al momento dell’abbandono.

a HR di adalimumab rispetto al placebo dalla regressione proporzionale dei rischi con il

trattamento come fattore.

b Valore p bilaterale dal test dei ranghi logaritmici.

c NV = non valutabile. Meno della metà dei soggetti a rischio ha avuto un evento.

Figura 2: curve di Kaplan-Meier del tempo al fallimento del trattamento alla o dopo la

settimana 6 (studio UV I) o la settimana 2 (studio UV II)

Nota: P = Placebo (Numero di eventi/Numero a rischio); A = adalimumab (Numero di eventi/Numero

Nello Studio UV I sono state osservate differenze statisticamente significative a favore di adalimumab

rispetto al placebo per ogni componente del fallimento del trattamento. Nello Studio UV II sono state

osservate differenze statisticamente significative solo per l’acuità visiva, mentre gli altri componenti

erano numericamente a favore di adalimumab.

Dei 424 soggetti inclusi nell’estensione a lungo termine non controllata degli Studi UV I ed UV II, 60

soggetti sono stati considerati non eleggibili (ad es. a causa di deviazioni o per complicazioni

secondarie alla retinopatia diabetica, a causa di intervento chirurgico di cataratta o vitrectomia) e sono

stati esclusi dall’analisi primaria di efficacia. Dei 364 pazienti rimanenti, 269 pazienti valutabili (74%)

hanno raggiunto 78 settimane di trattamento in aperto con adalimumab. In base all’approccio utilizzato

per l’osservazione dei dati, 216 (80,3%) sono stati in quiescenza (nessuna lesione infiammatoria attiva,

grado di cellule AC ≤ 0,5+, grado VH ≤ 0,5+) con una dose concomitante di steroidi ≤ 7,5 mg al

giorno, e 178 (66,2%) sono stati in quiescenza senza trattamento steroideo. BCVA era migliorata o

mantenuta (deteriorazione < 5 lettere) nell’88,6% degli occhi alla settimana 78. I dati oltre la settimana

78 sono stati generalmente coerenti con questi risultati, ma il numero di soggetti arruolati è diminuito

dopo questo periodo. Complessivamente, tra i pazienti che hanno interrotto lo studio, il 18% ha

interrotto a causa di eventi avversi, e l’8% a causa di risposta insufficiente al trattamento con

Qualità della vita

Gli esiti riferiti dal paziente per quanto riguarda la funzione visiva sono stati misurati in entrambi gli

studi clinici, utilizzando la scala NEI VFQ-25. Adalimumab è stato numericamente favorito per la

maggior parte dei punteggi parziali con differenze medie statisticamente significative per la visione

generale, il dolore oculare, la visione da vicino, la salute mentale e il punteggio totale nello Studio UV

I e per la visione generale e la salute mentale nello Studio UV II. Gli effetti legati alla visione non

erano numericamente a favore di adalimumab per la visione del colore nello Studio UV I e per la

visione del colore, la visione periferica e la visione da vicino nello Studio UV II.

Durante il trattamento con adalimumab possono svilupparsi anticorpi anti-adalimumab. La formazione

di anticorpi anti-adalimumab è associata all’aumento della clearance ed alla riduzione dell’efficacia di

adalimumab. Non esiste una correlazione evidente tra la presenza di anticorpi antiadalimumab e

l’insorgenza di eventi avversi.

Artrite idiopatica giovanile (JIA)

Artrite idiopatica giovanile poliarticolare (pJIA)

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state valutate in due studi (pJIA I e II) in bambini con

artrite idiopatica giovanile poliarticolare attiva o a decorso poliarticolare, che avevano diversi tipi di

insorgenza della JIA (più frequentemente poliartrite negativa o positiva al fattore reumatoide e

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state valutate in uno studio multicentrico, randomizzato,

in doppio-cieco, a gruppi paralleli, in 171 bambini (di età compresa tra i 4 ed i 17 anni) affetti da

artrite idiopatica giovanile poliarticolare (JIA). Nel corso della fase di ammissione in aperto (open-

label lead in phase = OL LI), i pazienti sono stati stratificati in due gruppi, il gruppo trattato con MTX

(metotressato) ed il gruppo non trattato con MTX. I pazienti ammessi nel braccio non trattato con

MTX non erano stati mai trattati prima con MTX oppure avevano sospeso la sua assunzione almeno

due settimane prima della somministrazione del trattamento in studio. Ai pazienti sono state

somministrate dosi costanti di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e/o di prednisone (≤0,2

mg/kg/die o un massimo di 10 mg/die). Nel corso della fase OL LI, a tutti i pazienti sono stati

somministrati 24 mg/m2 di adalimumab fino ad una dose massima pari a 40 mg, a settimane alterne

per 16 settimane. La distribuzione dei pazienti per età e la dose minima, media e massima

somministrata nel corso della fase OL LI sono riportate nella Tabella 25.

Distribuzione dei pazienti per età e dose di adalimumab somministrata nel corso della fase OL

Gruppo d’età Numero di pazienti al basale

Dose minima, media e

Dai 4 ai 7 anni 31 (18,1) 10, 20 e 25 mg

Dagli 8 ai 12 anni 71 (41,5) 20, 25 e 40 mg

Dai 13 ai 17 anni 69 (40,4) 25, 40 e 40 mg

I pazienti che avevano dimostrato una risposta ACR30 pediatrica alla 16a settimana possedevano i

requisiti necessari per essere ammessi alla randomizzazione della fase dello studio in doppio cieco

(Double Blind = DB) ed hanno ricevuto 24 mg/m2 di adalimumab fino ad un massimo di 40 mg o

placebo a settimane alterne per un ulteriore periodo di 32 settimane oppure fino alla riacutizzazione

I criteri di definizione della riacutizzazione della malattia sono stati definiti in base ad un

peggioramento maggiore o uguale al 30% (≥ 30%) rispetto al valore basale di 3 o più dei 6 criteri

principali dell’“ACR Paediatric core”, alla presenza di 2 o più articolazioni attive, ed in base ad un

miglioramento maggiore del 30% in non più di 1 dei 6 criteri suddetti.

Dopo 32 settimane o nel momento in cui si è verificata la riacutizzazione della malattia, i pazienti sono

stati ritenuti in possesso dei requisiti necessari per essere ammessi alla fase di estensione in aperto.

Risposta PedACR30 nel corso dello studio JIA

Braccio MTX Senza MTX

OL-LI 16a settimana

Risposta PedACR 30

94,1% (80/85) 74,4% (64/86)

Risultati di efficacia

Doppio cieco 32sima

(N = 38)

(N = 37)

(N = 30)

(N = 28)

malattia alla fine della 32a

36,8% (14/38) 64,9%

Tempo medio alla

>32 settimane 20 settimane >32

a Le risposte Ped ACR 30/50/70 alla 48a settimana sono risultate significativamente maggiori rispetto

a quelle ottenute nei pazienti trattati con placebo

b p = 0,015

c p = 0,031

Tra coloro che alla 16a settimana hanno risposto al trattamento (n=144), le risposte Ped ACR

30/50/70/90 sono state mantenute per un massimo di sei anni durante la fase OLE nei pazienti a cui è

stato somministrato adalimumab nel corso di tutto lo studio. Complessivamente, 19 soggetti, di cui 11

appartenenti al gruppo di età al basale compresa tra 4 e 12 anni e 8 appartenenti al gruppo di età al

basale compresa tra 13 e 17 anni, sono stati trattati per 6 anni o più.

Le risposte complessive sono risultate generalmente migliori e meno pazienti hanno sviluppato

anticorpi quando sono stati trattati con la terapia combinata adalimumab e MTX rispetto al trattamento

con adalimumab somministrato in monoterapia.

Prendendo in considerazione tali risultati, l’uso di adalimumab è raccomandato in associazione al

MTX ed in monoterapia nei pazienti per i quali l’uso di MTX sia sconsigliato (vedere paragrafo 4.2).

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab è stata valutata in uno studio multicentrico in aperto in 32

bambini (2-<4 anni età o di 4 anni di età o più e peso <15 kg) con artrite idiopatica giovanile

poliarticolare da moderatamente a gravemente attiva. I pazienti hanno ricevuto 24 mg/m2 di superficie

corporea (BSA) di adalimumab fino a un massimo di 20 mg a settimane alterne come singola dose per

via sottocutanea per almeno 24 settimane. Durante lo studio la maggior parte dei soggetti faceva un

uso concomitante di MTX, con alcuni soggetti che riportavano l’uso di corticosteroidi o

antinfiammatori non steroidei (FANS).

Alla settimana 12 e alla settimana 24, la risposta PedACR30 era, rispettivamente, 93,5% e 90,0%

usando l’approccio dei dati osservati. Le percentuali dei soggetti con PedACR50/70/90 alla settimana

12 e alla settimana 24 erano, rispettivamente, 90,3%/61,3%/38,7% e 83,3%/73,3%/36,7%. Tra quelli

che rispondevano (PedACR30) alla settimana 24 (n=27 pazienti su 30), le risposte PedACR30 erano

mantenute fino a 60 settimane nei pazienti che ricevevano adalimumab nel corso della fase di

estensione in aperto (OLE). In totale, 20 soggetti erano trattati per 60 settimane o oltre.

Artrite associata ad entesite

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state valutate in uno studio multicentrico, randomizzato,

in doppio cieco in 46 pazienti pediatrici (da 6 a 17 anni di età) con entesite associata ad artrite di grado

moderato. I pazienti sono stati randomizzati per ricevere o 24 mg/m2 di superficie corporea (BSA) di

adalimumab, fino ad un massimo di 40 mg, o placebo a settimane alterne per 12 settimane. Il periodo

in doppio cieco è stato seguito da un periodo di studio in aperto (OL), durante il quale i pazienti hanno

ricevuto 24 mg/m2 di superficie corporea di adalimumab, fino ad un massimo di 40 mg per via

sottocutanea a settimane alterne, per altre 192 settimane. L’endpoint primario era la variazione

percentuale nel numero di articolazioni con artrite attiva dal valore al basale a quello alla settimana 12

(gonfiore non dovuto a deformità o articolazioni con perdita di movimento più dolore e/o dolorabilità),

ed è stato raggiunto con una diminuzione media percentuale del -62,6% (variazione mediana

percentuale– 88,9%) nei pazienti del gruppo trattato con adalimumab rispetto al -11,6% (variazione

mediana percentuale– 50,0%) nei pazienti del gruppo trattato con placebo. Il miglioramento nel

numero di articolazioni attive con artrite è stato mantenuto durante il periodo in aperto dello studio,

fino alla settimana 156 per 26 dei 31 (84%) pazienti del gruppo trattato con adalimumab che sono

rimasti nello studio. Nonostante non fosse statisticamente significativo, la maggior parte dei pazienti

ha dimostrato un miglioramento clinico negli endpoint secondari, come il numero di siti di entesite, la

conta delle articolazioni dolenti (TJC), la conta delle articolazioni tumefatte (SJC), la risposta ACR 50

Pediatrica e la risposta ACR 70 Pediatrica.

Psoriasi a placche pediatrica

L’efficacia di adalimumab è stata valutata in uno studio randomizzato, controllato, in doppio cieco, su

114 pazienti pediatrici a partire dai 4 anni d’età con psoriasi cronica a placche grave (definita da un

PGA ≥ 4 o BSA > 20% o BSA > 10% con lesioni molto spesse o PASI ≥ 20 o ≥ 10 con

coinvolgimento facciale, genitale o di mani/piedi clinicamente rilevante) inadeguatamente controllata

con la terapia topica e l’elioterapia o la fototerapia.

I pazienti hanno ricevuto adalimumab 0,8 mg/kg a settimane alterne (fino a 40 mg), 0,4 mg/kg a

settimane alterne (fino a 20 mg), oppure metotressato 0,1 – 0,4 mg/kg una volta a settimana (fino a 25

mg). Alla settimana 16, un maggior numero di pazienti randomizzati ad adalimumab 0,8 mg/kg ha

avuto risposte di efficacia positive (ad es., risposta PASI 75) rispetto a quelli randomizzati a 0,4mg/kg

a settimane alterne o a metotressato.

Tabella 27: Psoriasi a placche pediatrica risultati relativi all’efficacia alla settimana 16

Adalimumab 0,8mg/kg a

PASI 75b 12 (32,4%) 22 (57,9%)

miglioramentoc 15 (40,5%) 23 (60,5%)

a MTX = metotressato

b p=0,027, adalimumab 0,8 mg/kg vs. MTX

c p=0,083, adalimumab 0,8 mg/kg vs. MTX

I pazienti che hanno ottenuto una risposta PASI 75 e un PGA corrispondente a remissione totale della

malattia o a persistenza di malattia minima è stato interrotto il trattamento per un massimo di 36

settimane, e sono stati monitorati per la perdita del controllo della malattia (ovvero, un peggioramento

della risposta PGA di almeno 2 gradi). I pazienti sono stati quindi ritrattati con adalimumab 0,8 mg/kg

a settimane alterne per ulteriori 16 settimane, e le percentuali di risposta osservate durante il

ritrattamento erano simili a quelle osservate durante il precedente periodo in doppio cieco: risposta

PASI 75 del 78,9% (15 soggetti su 19) e PGA corrispondente a remissione totale della malattia o a

persistenza di malattia minima del 52,6% (10 soggetti su 19).

Nel periodo in aperto dello studio, le risposte PASI 75 e PGA corrispondente a remissione totale della

malattia o a persistenza di malattia minima sono state mantenute per ulteriori 52 settimane senza che

siano emerse nuove problematiche di sicurezza.

Idrosadenite suppurativa negli adolescenti

Non sono stati condotti studi clinici con adalimumab in pazienti adolescenti con HS. L’efficacia di

adalimumab nel trattamento di pazienti adolescenti con HS è stata predetta in base all’efficacia

dimostrata e al rapporto esposizione-risposta in pazienti adulti con HS ed alla plausibilità che il

decorso di malattia, la patofisiologia e gli effetti del principio attivo siano sostanzialmente simili a

quelli degli adulti agli stessi livelli di esposizione. La sicurezza della dose raccomandata di

adalimumab nella popolazione adolescente con HS si basa sul profilo di sicurezza cross-indicazione di

adalimumab sia nei pazienti adulti che nei pazienti pediatrici a dosi simili o più frequenti (vedere

Malattia di Crohn in pazienti pediatrici

Adalimumab è stato testato in uno studio clinico multicentrico, randomizzato, in doppio cieco

disegnato per valutare l’efficacia e la sicurezza del trattamento di induzione e di mantenimento con

dosi dipendenti dal peso corporeo (<40 kg o ≥ 40 kg) in 192 soggetti pediatrici di età compresa tra 6 e

17 anni (inclusi), con la Malattia di Crohn (MC) di grado da moderato a severo definita da un

punteggio dell’Indice di Attività della Malattia di Crohn Pediatrica (Paediatric Crohn's Disease

Activity Index - PCDAI) > 30. I soggetti dovevano aver fallito la terapia convenzionale (incluso un

corticosteroide e/o un immunomodulatore) per MC. I soggetti, inoltre, potevano aver precedentemente

perso la risposta o essere stati intolleranti ad infliximab.

Tutti i soggetti hanno ricevuto una terapia di induzione in aperto con una dose basata sul loro peso

corporeo al basale: 160 mg alla settimana 0 e 80 mg alla settimana 2 per i soggetti con peso ≥ 40 kg, e

rispettivamente, 80 mg e 40 mg per i soggetti con peso < 40 kg.

Alla settimana 4, in base al loro peso corporeo i soggetti sono stati randomizzati 1:1 o nel regime di

mantenimento a Bassa Dose o in quello a Dose Standard, come mostrato nella Tabella 28.

Tabella 28: Regime di mantenimento

Bassa dose Dose standard

< 40 kg 10 mg a settimane alterne 20 mg a settimane alterne

≥ 40 kg 20 mg a settimane alterne 40 mg a settimane alterne

Risultati di efficacia

L’endpoint primario dello studio è stato la remissione clinica alla settimana 26, definita da un

punteggio PCDAI ≤ 10.

Le percentuali di remissione clinica e di risposta clinica (definite come riduzione del punteggio

PCDAI di almeno 15 punti dal basale) sono riportate nella Tabella 29. Le percentuali di interruzione

dei corticosteroidi o degli immunomodulatori sono riportate nella Tabella 30.

Tabella 29: Studio della malattia di Crohn pediatrica, PCDAI di remissione clinica e di risposta

Dose standard Bassa dose valore p*

40/20 mg a settimane

N = 93

20/10 mg a settimane

N = 95

Remissione clinica 38,7% 28,4% 0,075

Risposta clinica 59,1% 48,4% 0,073

Remissione clinica 33,3% 23,2% 0,100

Risposta clinica 41,9% 28,4% 0,038

* confronto valore p per Dose Standard versus Bassa Dose.

Tabella 30: Studio della malattia di Crohn pediatrica, discontinuazione dei corticosteroidi o

immunomodulatori e remissione della fistola

40/20 mg a

20/10 mg a

Corticosteroidi discontinuati N= 33 N=38

Settimana 26 84,8% 65,8% 0,066

Settimana 52 69,7% 60,5% 0,420

Immunomodulatori2 N=60 N=57

Settimana 52 30,0% 29,8% 0,983

Remissione della Fistola3 N=15 N=21

Settimana 26 46,7% 38,1% 0,608

Settimana 52 40,0% 23,8% 0,303

1 confronto valore p per Dose Standard versus Dose Bassa.

2 la terapia immunosoppressiva poteva essere interrotta solo alla o dopo la Settimana 26 a

discrezione dello sperimentatore se il soggetto aveva raggiunto il criterio della risposta clinica

3 definito come chiusura di tutte le fistole che si stavano esaurendo al basale per almeno 2

visite consecutive post-basale

Per entrambi i gruppi di trattamento sono stati osservati incrementi (miglioramenti) statisticamente

significativi dell’Indice di Massa Corporea e della velocità di accrescimento staturale dal basale alla

Settimana 26 e 52.

In entrambi i gruppi di trattamento sono stati inoltre osservati miglioramenti statisticamente e

clinicamente significativi rispetto al basale dei parametri di qualità di vita (incluso IMPACT III).

Cento pazienti (n=100) dello Studio della Malattia di Crohn Pediatrica hanno continuato in uno studio

di estensione in aperto a lungo termine. Dopo 5 anni di trattamento con adalimumab, il 74,0% (37/50)

dei 50 pazienti rimasti nello studio ha continuato ad essere in remissione clinica e il 92,0% (46/50) dei

pazienti ha continuato ad avere la risposta clinica per PCDAI.

Colite ulcerosa pediatrica

La sicurezza e l'efficacia di adalimumab sono state valutate in uno studio multicentrico, randomizzato,

in doppio cieco, condotto su 93 pazienti pediatrici di età compresa tra 5 e 17 anni affetti da colite

ulcerosa da moderata a severa (Mayo Score da 6 a 12 con sottopunteggio endoscopico da 2 a 3 punti,

confermato mediante endoscopia refertata da un operatore indipendente) che hanno avuto una

rispostainadeguata o intolleranza alla terapia convenzionale. Circa il 16% dei pazienti nello studio

avevafallito un precedente trattamento con anti-TNF. Ai pazienti che avevano ricevuto corticosteroidi

all'arruolamento è stato consentito di ridurre la terapia con corticosteroidi dopo la Settimana 4.

Nel periodo di induzione dello studio, 77 pazienti sono stati randomizzati 3:2 per ricevere un

trattamento in doppio cieco con adalimumab a una dose di induzione di 2,4 mg/kg (massimo 160 mg)

alla Settimana 0 e alla Settimana 1 e di 1,2 mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2, oppure una dose

di induzione di 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0, placebo alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg

(massimo 80 mg) alla Settimana 2. Entrambi i gruppi hanno ricevuto 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) alla

Settimana 4 e alla Settimana 6. A seguito di un emendamento al disegno dello studio, i restanti 16

pazienti arruolati hanno ricevuto nel periodo di induzione un trattamento in aperto con adalimumab

alla dose di induzione di 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0 e alla Settimana 1 e di 1,2

mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2.

Alla Settimana 8, 62 pazienti che avevano dimostrato una risposta clinica come indicato dal Partial

Mayo Score (PMS; definito come una diminuzione del PMS ≥ 2 punti e ≥ 30% dal basale) sono stati

randomizzati 1:1 a ricevere un trattamento di mantenimento in doppio cieco con adalimumab ad una

dose di 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni settimana o ad una dose di mantenimento di 0,6 mg/kg

(massimo 40 mg) a settimane alterne. Prima di un emendamento al disegno dello studio, altri 12

pazienti che avevano dimostrato una risposta clinica come indicato dal PMS, sono stati randomizzati a

ricevere placebo ma non sono stati inclusi nell'analisi di conferma dell'efficacia.

La riacutizzazione della malattia è stata definita come un aumento del PMS di almeno 3 punti (per i

pazienti con PMS da 0 a 2 alla Settimana 8), di almeno 2 punti (per i pazienti con PMS da 3 a 4 alla

Settimana 8) o almeno di 1 punto (per i pazienti con PMS da 5 a 6 alla Settimana 8).

I pazienti che hanno presentato i criteri di riacutizzazione di malattia alla Settimana 12 o

successivamente, sono stati randomizzati a ricevere una dose di reinduzione di 2,4 mg/kg (massimo

160 mg) o una dose di 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) e hanno continuato a ricevere successivamente il

rispettivo regime di mantenimento.

Risultati di efficacia

Gli endpoint co-primari dello studio sono stati la remissione clinica come indicato dal PMS (definita

come PMS ≤ 2 e nessun sottopunteggio individuale > 1) alla Settimana 8 e remissione clinica come

indicato dal FMS (Full Mayo Score) (definito come Mayo Score ≤ 2 e nessun sottopunteggio

individuale > 1) alla Settimana 52 nei pazienti che avevano ottenuto una risposta clinica come indicato

dal PMS alla Settimana 8.

I tassi di remissione clinica come indicato dal PMS alla Settimana 8 per i pazienti in ciascuno dei

gruppi di induzione in doppio cieco di adalimumab sono mostrati nella Tabella 31.

Tabella 31: Remissione clinica in base al PMS a 8 settimane

Massimo 160 mg alla

Settimana 0/Placebo alla

Massimo 160 mg alla

Settimana 0 e alla Settimana

Remissione clinica 13/30 (43,3%) 28/47 (59,6%)

aadalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0, placebo alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg

(massimo 80 mg) alla Settimana 2

badalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0 e alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg (massimo

80 mg) alla Settimana 2

cSenza includere la dose di Induzione in aperto di adalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla

Settimana 0 e alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2

Nota 1: entrambi i gruppi di induzione hanno ricevuto 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) alla Settimana 4 e

alla Settimana 6

Nota 2: i pazienti con valori mancanti alla Settimana 8 sono stati considerati come non aver raggiunto

Alla Settimana 52, nei pazienti che avevano ricevuto adalimumab alle dosi di mantenimento massima

in doppio cieco di 40 mg a settimane alterne (0,6 mg/kg) e massima di 40 mg a settimana (0,6 mg/kg),

sono state valutate la remissione clinica come indicato dal FMS nei responder alla Settimana 8, la

risposta clinica come indicato dal FMS (definita come una diminuzione del Mayo Score ≥ 3 punti e ≥

30% dal basale) nei responder alla Settimana 8, la guarigione della mucosa (definita come Mayo

subscore per endoscopia ≤ 1) nei responder alla Settimana 8, la remissione clinica come indicato dal

FMS nei soggetti in remissione alla Settimana 8 e la proporzione di soggetti in remissione senza

corticosteroidi come indicato dal FMS nei responder alla Settimana 8 (Tabella 32).

Tabella 32: Risultati di efficacia a 52 settimane

Massimo 40 mg a settimane

Massimo 40 mg a settimana

Remissione clinica nei

responder PMS alla Settimana

9/31 (29,0%) 14/31 (45,2%)

Risposta clinica nei responder

PMS alla Settimana 8 19/31 (61,3%) 21/31 (67,7%)

Guarigione della mucosa nei

responder PMS alla Settimana

12/31 (38,7%) 16/31 (51,6%)

Remissione clinica nei soggetti

in remissione PMS alla

9/21 (42,9%) 10/22 (45,5%)

corticosteroidi nei responder

PMS alla Settimana 8c

4/13 (30,8%) 5/16 (31,3%)

aadalimumab 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) a settimane alterne

badalimumab 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni settimana

cIn pazienti che ricevono corticosteroidi concomitanti al basale

Nota: i pazienti con valori mancanti alla Settimana 52 o che sono stati randomizzati a ricevere un

trattamento di reinduzione o mantenimento sono stati considerati non responder per gli endpoint

della Settimana 52

Ulteriori endpoint di efficacia esplorativi includevano la risposta clinica secondo il PUCAI (Pediatric

Ulcerative Colitis Activity Index) (definita come una diminuzione del PUCAI ≥ 20 punti dal basale) e

la remissione clinica come indicato dal PUCAI (definita come PUCAI < 10) alla Settimana 8 e alla

Settimana 52 (Tabella 33).

Tabella 33: Risultati degli endpoint esplorativi in base al PUCAI

Massimo 160 mg alla

Settimana 0/Placebo alla

Massimo 160 mg alla

Settimana 0 e alla Settimana

Remissione clinica in base al

PUCAI 10/30 (33,3%) 22/47 (46,8%)

Risposta clinica in base al

PUCAI 15/30 (50,0%) 32/47 (68,1%)

Massimo 40 mg a settimane

Massimo 40 mg a settimana

Remissione clinica in base al

PUCAI nei responder PMS alla

14/31 (45,2%) 18/31 (58,1%)

Risposta clinica in base al

PUCAI nei responder PMS alla

18/31 (58,1%) 16/31 (51,6%)

aadalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0, placebo alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg

(massimo 80 mg) alla Settimana 2

badalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0 e alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg

(massimo 80 mg) alla Settimana 2

cSenza includere la dose di Induzione in aperto di adalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla

Settimana 0 e alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2

dadalimumab 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) a settimane alterne

eadalimumab 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni settimana

Nota 1: entrambi i gruppi di induzione hanno ricevuto 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) alla

Settimana 4 e alla Settimana 6

Nota 2: i pazienti con valori mancanti alla Settimana 8 sono stati considerati come non

aver raggiunto gli endpoint

Nota 3: i pazienti con valori mancanti alla Settimana 52 o che sono stati randomizzati a ricevere un

trattamento di reinduzione o mantenimento sono stati considerati non responder per gli endpoint

della Settimana 52

Dei pazienti trattati con adalimumab che hanno ricevuto un trattamento di reinduzione durante il

periodo di mantenimento, 2/6 (33%) hanno raggiunto una risposta clinica in base al FMS alla

Qualità della vita

Miglioramenti clinicamente significativi rispetto al basale sono stati osservati nei punteggi IMPACT

III e WPAI (Work Productivity and Activity Impairment) dei caregiver per i gruppi trattati con

Aumenti clinicamente significativi (miglioramento) rispetto al basale della velocità di crescita in

altezza sono stati osservati per i gruppi trattati con adalimumab e aumenti clinicamente significativi

(miglioramento) rispetto al basale dell'indice di massa corporea sono stati osservati nei soggetti trattati

con la dose di mantenimento di massimo 40 mg (0,6 mg/kg) ogni settimana.

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state valutate in uno studio randomizzato, controllato, in

doppio cieco su 90 pazienti pediatrici dai 2 ai <18 anni di età con uveite anteriore non infettiva attiva

associata ad artrite idiopatica giovanile (JIA) refrattari ad almeno 12 settimane di trattamento con

metotressato. I pazienti hanno ricevuto placebo oppure 20 mg di adalimumab (se <30 kg) o 40 mg di

adalimumab (se ≥30 kg) a settimane alterne in combinazione con la loro dose basale di metotressato.

L'endpoint primario di efficacia in entrambi gli studi era il “tempo al fallimento del trattamento”. I

criteri che definivano il fallimento del trattamento erano il peggioramento o l’assenza prolungata di un

miglioramento dell’infiammazione oculare o il miglioramento parziale con sviluppo di comorbidità

oculari prolungate o peggioramento delle comorbidità oculari esistenti, l’uso non consentito di

medicinali concomitanti e la sospensione del trattamento per un periodo di tempo prolungato.

Adalimumab ha ritardato in misura significativa il tempo al fallimento del trattamento rispetto al

placebo (vedere Figura 3, p <0,0001 dal test dei ranghi logaritmici). La mediana del tempo al

fallimento del trattamento è stata di 24,1 settimane per i soggetti trattati con placebo, mentre la

mediana del tempo al fallimento del trattamento è risultata non valutabile per i soggetti trattati con

adalimumab in quanto meno di metà di questi soggetti è andata incontro a fallimento del trattamento.

Adalimumab ha ridotto in maniera significativa il rischio di fallimento del trattamento nella misura del

75% rispetto al placebo, come evidenziato dal rapporto di rischio (HR = 0,25 [IC al 95%: 0,12; 0,49]).

Figura 3: curve di Kaplan-Meier del tempo al fallimento del trattamento nello studio sull’uveite

Nota: P = Placebo (Numero a rischio); H = Adalimumab (Numero a rischio).

5.2. Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento e distribuzione

Dopo la somministrazione sottocutanea di una singola dose di 40 mg, l’assorbimento e la distribuzione

di adalimumab sono stati lenti, con picchi di concentrazione sierica raggiunti circa 5 giorni dopo la

somministrazione. La biodisponibilità media assoluta di adalimumab rilevata nei tre studi condotti con

il prodotto di riferimento dopo una dose sottocutanea unica di 40 mg è stata del 64%. Dopo dosi

endovenose singole da 0,25 a 10 mg/kg, le concentrazioni sono state proporzionali alla dose. Dopo

dosi di 0,5 mg/kg (~40 mg), la clearance è variata da 11 a 15 ml/ora, il volume di distribuzione (Vss) è

variato dai 5 ai 6 litri, e l’emivita media della fase finale è stata di circa due settimane. Le

concentrazioni di adalimumab nel liquido sinoviale in diversi pazienti affetti da artrite reumatoide

sono state del 31-96% rispetto a quelle sieriche.

In seguito a somministrazione sottocutanea di 40 mg di adalimumab ogni due settimane in pazienti

adulti con artrite reumatoide (AR) le concentrazioni minime all’equilibrio sono state in media di circa

5 µg/ml (senza terapia concomitante con metotressato) e 8-9 µg/ml (in combinazione con

metotressato). I livelli sierici minimi di adalimumab all’equilibrio a seguito di dosaggi sottocutanei da

20, 40 e 80 mg ogni 2 settimane o settimanalmente sono aumentati approssimativamente in maniera

In seguito alla somministrazione di 24 mg/m2 (fino a un massimo di 40 mg) per via sottocutanea a

settimane alterne a pazienti di età dai 4 ai 17 anni affetti da artrite idiopatica giovanile poliarticolare

(JIA), la concentrazione sierica minima media allo stato stazionario di adalimumab (valori misurati a

partire dalla 20a fino alla 48a settimana) è stata pari a 5,6 ± 5,6 μg/ml (102% CV) con adalimumab

senza l’uso concomitante di metotressato ed a 10,9 ± 5,2 μg/ml (47,7% CV) con metotressato

somministrato in concomitanza.

Nei pazienti con JIA poliarticolare di età da 2 a <4 anni o di 4 anni e oltre di peso < 15 kg trattati con

adalimumab 24mg/m2 il valore medio minimo all’equilibrio della concentrazione sierica di

adalimumab è stato di 6,0 ± 6,1 μg/ml (101% CV) con adalimumab senza l’uso concomitante di

metotressato e di 7,9 ± 5,6 μg/ml (71,2% CV) in co-somministrazione con metotressato.

A seguito della somministrazione sottocutanea di 24 mg/m2 (fino a un massimo di 40 mg), a settimane

alterne a pazienti di età compresa tra 6 e 17 anni con artrite associata ad entesite, il valore medio

minimo delle concentrazioni sieriche di adalimumab allo stato stazionario (valori misurati alla

settimana 24) sono stati di 8,8 ± 6,6 μg/ml per adalimumab senza l’uso concomitante di metotressato e

di 11,8 ± 4,3 μg/ml in co-somministrazione con metotressato.

Dopo somministrazione sottocutanea di 40 mg di adalimumab a settimane alterne in pazienti adulti

con spondiloartrite assiale non radiografica, la concentrazione media (±DS) minima allo stato

stazionario alla settimana 68 è stata di 8,0 ± 4,6 µg/ml.

Nei pazienti adulti affetti da psoriasi la concentrazione minima all’equilibrio è risultata essere in media

di circa 5 μg/ml durante il trattamento con una dose di adalimumab pari a 40 mg, somministrata a

settimane alterne, in monoterapia.

Dopo la somministrazione di 0,8 mg/kg (fino a un massimo di 40 mg) per via sottocutanea a settimane

alterne nei pazienti pediatrici con psoriasi cronica a placche, le concentrazioni sieriche medie (±SD)

dei livelli minimi di adalimumab allo stato stazionario erano circa 7,4 ± 5,8 μg/ml (79% CV).

Nei pazienti adulti con HS, una dose pari a 160 mg di adalimumab alla settimana 0 seguita da 80 mg

alla settimana 2 ha ottenuto concentrazioni sieriche minime di adalimumab di circa 7-8 μg/ml alla

settimana 2 e alla settimana 4. Le concentrazioni medie minime all’equilibrio alla settimana 12 fino

alla settimana 36 erano circa 8-10 μg/ml durante il trattamento con adalimumab 40 mg a settimana.

L’esposizione ad adalimumab nei pazienti adolescenti con HS è stata predetta usando modelli e

simulazione farmacocinetica di popolazione basati sulla farmacocinetica cross-indicazione in altri

pazienti pediatrici (psoriasi pediatrica, artrite idiopatica giovanile, malattia di Crohn pediatrica e artrite

associata ad entesite). Lo schema posologico raccomandato per gli adolescenti con HS è di 40 mg a

settimane alterne. Dato che l’esposizione ad adalimumab potrebbe essere influenzata dalla massa

corporea, gli adolescenti che hanno un peso corporeo maggiore e una risposta inadeguata possono

beneficiare della dose raccomandata per gli adulti di 40 mg ogni settimana.

Nei pazienti con malattia di Crohn, la dose di carico con 80 mg di adalimumab alla settimana 0 seguita

da 40 mg di adalimumab alla settimana 2 ha ottenuto concentrazioni sieriche minime di adalimumab

di circa 5,5 μg/ml durante il periodo di induzione. Una dose di carico con 160 mg di adalimumab alla

settimana 0 seguita da 80 mg di adalimumab alla settimana 2 ha ottenuto concentrazioni sieriche

minime di adalimumab di circa 12 μg/ml durante il periodo di induzione. Sono stati osservati livelli

medi minimi all’equilibrio di circa 7 μg/ml nei pazienti con malattia di Crohn che hanno ricevuto una

dose di mantenimento di 40 mg di adalimumab ogni due settimane.

Nei pazienti pediatrici con MC di grado da moderato a severo, la dose di induzione di adalimumab in

aperto era 160/80 mg o 80/40 mg alle settimane 0 e 2, rispettivamente, a seconda del cut-off del peso

corporeo a 40 kg. Alla settimana 4, i pazienti erano randomizzati 1:1 sulla base del peso corporeo nei

gruppi del trattamento di mantenimento o alla Dose Standard (40/20 mg a settimane alterne) o alla

Dose Bassa (20/10 mg a settimane alterne). Le concentrazioni sieriche medie (±SD) dei livelli minimi

di adalimumab raggiunte alla settimana 4 erano 15,7±6,6 µg/ml per i pazienti ≥ 40 kg (160/80 mg) e

10,6±6,1 µg/ml per i pazienti < 40 kg (80/40 mg).

Per i pazienti che rimanevano nella loro terapia randomizzata, le concentrazioni medie dei livelli

minimi (±SD) di adalimumab alla settimana 52 erano 9,5±5,6 µg/ml per il gruppo a Dose Standard e

3,5±2,2 µg/ml per il gruppo a Bassa Dose. Le concentrazioni medie dei livelli minimi erano mantenute

nei pazienti che continuavano a ricevere il trattamento di adalimumab a settimane alterne per 52

settimane. Per i pazienti che aumentavano la dose da un regime a settimane alterne a uno settimanale,

le concentrazioni sieriche medie (±SD) di adalimumab alla settimana 52 erano 15,3±11,4μg/ml

(40/20 mg, a settimana) e 6,7±3,5 μg/ml (20/10 mg, a settimana).

Nei pazienti affetti da colite ulcerosa, una dose di carico di 160 mg di adalimumab alla settimana 0

seguita da 80mg di adalimumab alla settimana 2 ha ottenuto una concentrazione sierica minima di

adalimumab di circa 12μg/ml durante il periodo di induzione. Sono stati osservati livelli medi minimi

all’equilibrio di circa 8 μg/ml nei pazienti con colite ulcerosa che hanno ricevuto una dose di

mantenimento di 40 mg di adalimumab ogni due settimane.

A seguito della somministrazione sottocutanea di una dose di 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) a settimane

alterne basata sul peso corporeo, in pazienti pediatrici con colite ulcerosa, la concentrazione media

minima di adalimumab sierico all’equilibrio è stata di 5,01±3,28 μg/ml alla Settimana 52. Per i

pazienti che hanno ricevuto 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni settimana, la concentrazione media

minima (±DS) di adalimumab sierico all’equilibrio è stata di 15,7±5,60 μg/ml alla Settimana 52.

Nei pazienti adulti affetti da uveite, una dose di carico di 80 mg di adalimumab alla settimana 0

seguita da 40 mg di adalimumab a settimane alterne a partire dalla settimana 1 ha determinato

concentrazioni medie allo stato stazionario di circa 8-10 µg/ml.

L’esposizione ad adalimumab nei pazienti pediatrici con uveite è stata predetta usando modelli e

simulazione farmacocinetica di popolazione basati sulla farmacocinetica cross-indicazione in altri

pazienti pediatrici (psoriasi pediatrica, artrite idiopatica giovanile, malattia di Crohn pediatrica e artrite

associata ad entesite). Non sono disponibili dati sull’esposizione clinica relativi all’uso di una dose di

carico nei bambini di età inferiore ai 6 anni. Le esposizioni previste indicano che in assenza di

metotressato una dose di carico potrebbe causare un aumento iniziale dell’esposizione sistemica.

Dal modello e dalla simulazione farmacocinetica e farmacocinetica/ farmacodinamica di popolazione

è stato previsto che l’esposizione e l'efficacia di adalimumab sono paragonabili in pazienti trattati con

80 mg a settimane alterne e in quelli trattati con 40 mg ogni settimana (compresi i pazienti adulti con

AR, HS, CU, MC o Ps, pazienti con HS negli adolescenti e nei pazienti pediatrici ≥ 40 kg con MC e

Rapporto esposizione-risposta nella popolazione pediatrica

Sulla base dei risultati degli studi clinici in pazienti con JIA (pJIA e ERA), è stato stabilito un rapporto

esposizione-risposta tra le concentrazioni plasmatiche e la risposta PedACR 50. La concentrazione

plasmatica apparente di adalimumab che produce metà della massima probabilità di risposta PedACR

50 (EC50) è stata 3 μg/ml (95% IC: 1-6 μg/ml).

I rapporti esposizione-risposta tra la concentrazione di adalimumab e l’efficacia in pazienti pediatrici

affetti da psoriasi cronica a placche di grado severo sono stati stabiliti per PASI 75 e PGA

corrispondente a remissione totale della malattia o a persistenza di malattia minima rispettivamente.

PASI 75 e PGA corrispondente a remissione totale della malattia o a persistenza di malattia minima

sono aumentati all’aumentare delle concentrazioni di adalimumab, entrambi con una simile EC50

apparente di circa 4,5 μg/ml (95% IC 0,4-47,6 e 1,9-10,5, rispettivamente).

Le analisi farmacocinetiche di popolazione, su un campione di più di 1.300 pazienti con AR, hanno

evidenziato una tendenza ad un apparente aumento della clearance di adalimumab con l’aumentare del

peso corporeo. Dopo correzione per le differenze di peso corporeo, sesso ed età sono risultati avere un

effetto minimo sulla clearance di adalimumab. I livelli sierici di adalimumab libero (non legato agli

anticorpi anti-adalimumab – AAA) sono stati più bassi nei pazienti con titoli misurabili di AAA.

Insufficienza epatica o renale

Adalimumab non è stato studiato in pazienti con insufficienza epatica o renale.

5.3. Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi di tossicità a dosi singole,

tossicità a dosi ripetute e genotossicità. È stato condotto uno studio sulla tossicità nello sviluppo

embrio-fetale/sviluppo perinatale in scimmie cinomologhe con dosaggi di 0,30 e 100 mg/kg (9-17

scimmie/gruppo); tale studio non ha evidenziato danni fetali provocati da adalimumab. Sia le prove di

cancerogenesi che le valutazioni standard sulla fertilità e sulla tossicità postnatale non sono state

condotte con adalimumab a causa di mancanza di modelli appropriati per un anticorpo con limitata

reattività crociata per il TNF nei roditori e lo sviluppo di anticorpi neutralizzanti nei roditori.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti

Polisorbato 80 (E 433)

Acqua per preparazioni iniettabili

Acido cloridrico (per aggiustamento del pH)

Sodio idrossido (per aggiustamento del pH)

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

6.3. Periodo di validità

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

6.4. Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare. Tenere la siringa pre-riempita o la penna

preriempita nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Una singola siringa pre-riempita o penna pre-riempita di può essere conservata a temperature fino a un

massimo di 25°C per un periodo di non oltre 30 giorni. La siringa pre-riempita o penna pre-riempita

deve essere protetta dalla luce e gettata se non usata durante il periodo dei 30 giorni.

6.5. Natura e contenuto del contenitore

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

0,4 ml soluzione iniettabile in una siringa pre-riempita in vetro tipo I con ago fisso calibro 29, flange

per le dita, protezione dell'ago e tappo dello stantuffo (gomma bromobutilica).

Confezioni: 1, 2 o 6 siringhe pre-riempite confezionate in blister di PVC/PE, con 1, 2 o 6 tamponi

imbevuti di alcol.

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

0,4 ml soluzione iniettabile in un sistema di iniezione pre-riempito a base di ago (autoiniettore)

contenente una siringa pre-riempita di vetro di tipo I con ago fisso calibro 29 e tappo dello stantuffo

(gomma bromobutilica). La penna è un dispositivo di iniezione meccanica monouso, portatile.

Confezioni: 1, 2 o 6 penne pre-riempite confezionate in blister di PVC/PE, con 1, 2 o 6 tamponi

imbevuti di alcol.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità

alla normativa locale vigente.

7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

8. NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione: 12 novembre 2021

10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea

dei medicinali, https://www.ema.europa.eu

Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di

nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione

avversa sospetta. Vedere paragrafo 4.8 per informazioni sulle modalità di segnalazione delle reazioni

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Ciascuna siringa pre-riempita monodose da 0,8 ml contiene 80 mg di adalimumab.

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

Ciascuna penna pre-riempita monodose da 0,8 ml contiene 80 mg di adalimumab.

Adalimumab è un anticorpo monoclonale umano ricombinante prodotto in cellule ovariche di criceto

cinese (Chinese Hamster Ovary).

Eccipiente con effetto noto

Ogni ml contiene 1 mg di polisorbato 80.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA

Soluzione iniettabile limpida e incolore.

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni terapeutiche

Libmyris, in combinazione con metotressato, è indicato per:

- il trattamento di pazienti adulti affetti da artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severo

quando la risposta ai farmaci anti-reumatici modificanti la malattia (DMARD), compreso il

metotressato, risulta inadeguata.

- il trattamento dell’artrite reumatoide grave, attiva e progressiva in adulti non precedentemente

trattati con metotressato.

Libmyris può essere somministrato come monoterapia in caso di intolleranza al metotressato o quando

il trattamento continuato con metotressato non è appropriato.

È stato dimostrato che adalimumab, in combinazione con metotressato, inibisce la progressione del

danno strutturale, valutata radiograficamente, e migliora la funzionalità fisica.

Libmyris è indicato per il trattamento della psoriasi cronica a placche, di grado da moderato a severo,

in pazienti adulti candidati alla terapia sistemica.

Idrosadenite Suppurativa (HS)

Libmyris è indicato per il trattamento dell’HS (acne inversa) attiva di grado da moderato a severo in

adulti e adolescenti dai 12 anni di età con una risposta inadeguata alla terapia sistemica convenzionale

per l’HS (vedere paragrafi 5.1 e 5.2).

Malattia di Crohn

Libmyris è indicato nel trattamento della malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo in

pazienti adulti che non hanno risposto ad un ciclo terapeutico completo ed adeguato a base di

corticosteroidi e/o di un immunosoppressore, o nei pazienti intolleranti a tali terapie o che presentino

controindicazioni mediche ad esse.

Malattia di Crohn in pazienti pediatrici

Libmyris è indicato nel trattamento della malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo nei

pazienti pediatrici (dai 6 anni di età) che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia

convenzionale, inclusa la terapia nutrizionale primaria e a una terapia a base di un corticosteroide e/o

ad un immunomodulatore, o che sono intolleranti o hanno controindicazioni a tali terapie.

Libmyris è indicato nel trattamento della colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo in

pazienti adulti che hanno manifestato una risposta inadeguata alla terapia convenzionale inclusi i

corticosteroidi e la 6-mercaptopurina (6-MP) o l’azatioprina (AZA) o che sono intolleranti o

presentano controindicazioni a tali terapie.

Colite ulcerosa pediatrica

Libmyris è indicato per il trattamento della colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo in

pazienti pediatrici (dai 6 anni di età) che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia

convenzionale, inclusi corticosteroidi e/o 6-mercaptopurina (6-MP) o azatioprina (AZA), o che sono

intolleranti o presentano controindicazioni per tali terapie.

Libmyris è indicato per il trattamento dell’uveite non-infettiva intermedia, posteriore e panuveite in

pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata ai corticosteroidi, in pazienti che necessitano

di farmaci risparmiatori di corticosteroidi o nei quali il trattamento con corticosteroidi è inappropriato.

Libmyris è indicato per il trattamento dell’uveite anteriore pediatrica cronica non infettiva nei pazienti

dai 2 anni di età che hanno avuto una risposta inadeguata o sono intolleranti alla terapia convenzionale

o per i quali la terapia convenzionale non è appropriata.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La terapia con Libmyris deve essere iniziata e monitorata da medici specialisti con esperienza nella

diagnosi e nel trattamento delle patologie per cui Libmyris è indicato. Gli oculisti sono invitati a

consultare uno specialista appropriato prima di iniziare il trattamento con Libmyris (vedere paragrafo

4.4). Ai pazienti trattati con Libmyris deve essere consegnata una Scheda Promemoria per il Paziente.

Dopo adeguate istruzioni sulla tecnica di iniezione di Libmyris, i pazienti possono eseguire da soli

l’iniezione, se il medico lo ritiene opportuno, e con controlli medici periodici, secondo necessità.

Durante il trattamento con Libmyris, le altre terapie concomitanti (per esempio, i corticosteroidi e/o gli

agenti immunomodulatori) devono essere ottimizzate.

Libmyris è disponibile solo come siringa pre-riempita da 40 mg, penna pre-riempita da 40 mg, siringa

pre-riempita da 80 mg e penna pre-riempita da 80 mg. Pertanto, non è possibile somministrare

Libmyris a pazienti che richiedono meno di una dose completa da 40 mg. Se è necessaria una diversa

dose, si devono utilizzare altri prodotti a base di adalimumab che offrano tale opzione.

La dose di Libmyris indicata per i pazienti adulti con artrite reumatoide è di 40 mg di adalimumab in

un’unica somministrazione ogni due settimane per via sottocutanea. Il metotressato deve essere

continuato durante il trattamento con Libmyris.

Glucocorticoidi, salicilati, farmaci anti-infiammatori non-steroidei (FANS) o analgesici possono

essere continuati in corso di terapia con Libmyris. Per quanto riguarda la combinazione con altri

DMARD diversi dal metotressato vedere paragrafi 4.4 e 5.1.

Alcuni pazienti che in monoterapia mostrano una riduzione nella risposta a 40 mg di Libmyris a

settimane alterne possono beneficiare di un aumento della dose a 40 mg di adalimumab ogni settimana

o 80 mg a settimane alterne.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica viene di solito ottenuta entro 12 settimane di

trattamento. In un paziente che non risponde entro questo periodo di tempo, la continuazione della

terapia deve essere riconsiderata.

La dose raccomandata di Libmyris per i pazienti adulti è costituita da una dose iniziale pari a 80 mg,

somministrati per via sottocutanea, seguita da una dose pari a 40 mg, per via sottocutanea,

somministrati a settimane alterne, ad iniziare dalla settimana successiva all’assunzione della dose

iniziale. Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita e/o penna pre-riempita è

disponibile per la dose di mantenimento.

Sarebbe opportuno valutare attentamente se sia il caso di proseguire la terapia oltre le 16 settimane

qualora i pazienti non abbiano sviluppato una risposta soddisfacente entro tale periodo.

Dopo 16 settimane, i pazienti con una risposta inadeguata a 40 mg di Libmyris a settimane alterne

possono beneficiare di un incremento della dose a 40 mg ogni settimana o 80 mg a settimane alterne.

Devono essere attentamente riconsiderati i benefici e i rischi della terapia settimanale continuativa con

40 mg o 80 mg a settimane alterne in pazienti con una risposta inadeguata dopo l’aumento della dose

(vedere paragrafo 5.1). Se si ottiene una risposta adeguata con 40 mg ogni settimana o 80 mg a

settimane alterne, la dose può essere successivamente ridotto a 40 mg a settimane alterne.

La dose raccomandata di Libmyris per i pazienti adulti con HS è inizialmente di 160 mg al giorno 1

(somministrata in due iniezioni da 80 mg in un giorno o in un’iniezione da 80 mg al giorno per due

giorni consecutivi), seguita da 80 mg due settimane dopo (giorno 15). Due settimane dopo (giorno 29)

continuare con una dose di 40 mg a settimana o 80 mg a settimane alterne. Se necessario, è possibile

continuare la terapia antibiotica durante il trattamento con Libmyris. Durante il trattamento con

Libmyris si raccomanda ai pazienti di usare tutti i giorni una soluzione di lavaggio antisettica topica

sulle lesioni correlate all’idrosadenite suppurativa (HS).

La prosecuzione della terapia oltre 12 settimane di trattamento deve essere valutata attentamente se i

pazienti non sono migliorati in tale periodo.

Laddove fosse necessario interrompere il trattamento, è possibile riprendere la terapia con Libmyris

40 mg ogni settimana o 80 mg a settimane alterne (vedere paragrafo 5.1).

La valutazione dei benefici e dei rischi del trattamento continuato a lungo termine deve essere

effettuata periodicamente (vedere paragrafo 5.1).

Malattia di Crohn

La dose di Libmyris indicata in caso di terapia di induzione è pari a 80 mg alla settimana 0 per i

pazienti adulti affetti da malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo, seguita da una dose di

40 mg alla settimana 2. Nel caso in cui sia necessario indurre una risposta più rapida alla terapia, può

essere somministrata una dose pari a 160 mg alla settimana 0 (somministrata praticando due iniezioni

da 80 mg nel corso di un giorno oppure un’iniezione da 80 mg al giorno per due giorni consecutivi),

seguita da 80 mg alla settimana 2, tenendo presente che il rischio di eventi avversi risulta maggiore

Dopo il trattamento di induzione, la dose indicata è pari a 40 mg a settimane alterne, somministrata per

via sottocutanea. In alternativa, nel caso in cui un paziente abbia interrotto il trattamento con Libmyris

e qualora dovesse ricorrere la sintomatologia tipica della malattia, la terapia con Libmyris può essere

somministrata nuovamente. Esistono pochi dati sulla risomministrazione di Libmyris qualora sia

trascorso un periodo superiore a 8 settimane dalla somministrazione della dose precedente.

Nel corso della terapia di mantenimento, il dosaggio di corticosteroidi può essere gradatamente ridotto

in base alle linee guida elaborate per la gestione clinica della malattia.

Alcuni pazienti che mostrano una riduzione nella risposta a 40 mg di Libmyris a settimane alterne

possono trarre giovamento da un aumento della dose a 40 mg di Libmyris ogni settimana o 80 mg a

Alcuni pazienti che non hanno manifestato una risposta adeguata alla terapia entro la quarta settimana

potrebbero trarre giovamento dall’istituzione di una terapia di mantenimento continuata fino alla

dodicesima settimana. Nei pazienti in cui la risposta alla terapia risulti inadeguata entro questo periodo

di tempo, deve essere attentamente valutata la necessità di istituire una terapia continuata.

Il regime posologico di induzione raccomandato per Libmyris per pazienti adulti affetti da colite

ulcerosa di grado da moderato a severo è di 160 mg alla settimana 0 (somministrata attraverso due

iniezioni da 80 mg in un giorno o come un’iniezione da 80 mg al giorno, per due giorni consecutivi) e

80 mg alla settimana 2. Dopo il trattamento di induzione, la dose raccomandata è di 40 mg a settimane

alterne per via sottocutanea.

Durante il trattamento di mantenimento, i corticosteroidi possono essere ridotti progressivamente in

accordo alle linee guida di pratica clinica.

Alcuni pazienti in cui si documenta una riduzione della risposta a 40 mg di Libmyris a settimane

alterne possono trarre giovamento da un aumento della dose a 40 mg di Libmyris ogni settimana o

80 mg a settimane alterne.

I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica si raggiunge di solito entro le 2-8 settimane di

trattamento. La terapia con Libmyris non deve essere continuata in pazienti che non hanno risposto

durante questo periodo di tempo.

La dose raccomandata di Libmyris per i pazienti adulti affetti da uveite è una dose iniziale di 80 mg,

seguita da 40 mg somministrati a settimane alterne a partire da una settimana dopo la dose iniziale.

Libmyris 40 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita e/o penna pre-riempita è disponibile per la

dose di mantenimento. Vi è un’esperienza limitata nell’inizio del trattamento con adalimumab in

monoterapia. Il trattamento con Libmyris può essere iniziato in combinazione con corticosteroidi e/o

con altri agenti immunomodulatori non biologici. I corticosteroidi concomitanti possono essere ridotti

in accordo con la pratica clinica a partire da due settimane dopo l’inizio del trattamento con Libmyris.

Si raccomanda che i benefici e i rischi del trattamento continuato a lungo termine siano valutati su

base annua (vedere paragrafo 5.1).

Non sono richieste modifiche del dosaggio.

Insufficienza epatica e/o renale

Adalimumab non è stato studiato in queste popolazioni di pazienti. Non possono essere fornite

Libmyris è disponibile solo come siringa preriempita da 40 mg, penna preriempita da 40 mg, siringa

preriempita da 80 mg e penna pre-riempita da 80 mg. Pertanto, non è possibile somministrare

Libmyris a pazienti pediatrici che richiedono meno di una dose completa da 40 mg. Se è necessaria

una differente dose, si devono utilizzare altri prodotti a base di adalimumab che offrano tale opzione.

Psoriasi pediatrica a placche

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab nei bambini di 4-17 anni di età sono state stabilite per la

psoriasi a placche. La dose consigliata di Libmyris è fino a un massimo di 40 mg per dose.

Idrosadenite suppurativa negli adolescenti (dai 12 anni d’età, di almeno 30 kg di peso)

Non ci sono studi clinici con adalimumab in pazienti adolescenti con HS. La posologia di adalimumab

in questi pazienti è stata determinata sulla base di modelli e simulazione farmacocinetica (vedere

La dose raccomandata di Libmyris è di 80 mg alla settimana 0 seguiti da 40 mg a settimane alterne a

partire dalla settimana 1 per via sottocutanea.

In pazienti adolescenti con una risposta inadeguata a 40 mg di Libmyris a settimane alterne, può essere

preso in considerazione un incremento della dose a 40 mg ogni settimana o 80 mg a settimane alterne.

Se necessario, è possibile continuare la terapia antibiotica durante il trattamento con Libmyris.

Durante il trattamento con Libmyris si raccomanda ai pazienti di usare tutti i giorni una soluzione di

lavaggio antisettica topica sulle lesioni correlate all’HS.

La prosecuzione della terapia oltre 12 settimane di trattamento deve essere valutata attentamente se i

pazienti non sono migliorati in tale periodo.

Laddove fosse necessario interrompere il trattamento, è possibile riprendere la terapia con Libmyris.

La valutazione dei benefici e dei rischi del trattamento continuato a lungo termine deve essere

effettuata periodicamente (vedere i dati relativi agli adulti nel paragrafo 5.1).

Non c’è un uso rilevante di adalimumab nei bambini di età inferiore ai 12 anni in questa indicazione.

Malattia di Crohn in pazienti pediatrici

La dose raccomandata di Libmyris per pazienti con malattia di Crohn di età compresa tra 6 e 17 anni è

basata sul peso corporeo (Tabella 1). Libmyris è somministrato attraverso iniezione sottocutanea.

Tabella 1: Dose di Libmyris per pazienti pediatrici con malattia di Crohn

Dose di Induzione Dose di

< 40 kg • 40 mg alla settimana 0 e 20 mg alla settimana 2*

Nel caso sia necessaria una risposta più rapida alla terapia, con la

consapevolezza che il rischio di eventi avversi possa aumentare

con l’utilizzo della dose di induzione più alta, può essere

somministrata la seguente dose:

• 80 mg alla settimana 0 e 40 mg alla settimana 2

≥ 40 kg • 80 mg alla settimana 0 e 40 mg alla settimana 2

Nel caso sia necessaria una risposta più rapida alla terapia, con la

consapevolezza che il rischio di eventi avversi possa aumentare

con l’utilizzo della dose di induzione più alta, può essere

somministrata la seguente dose:

• 160 mg alla settimana 0 e 80 mg alla settimana 2

40 mg a settimane

* Libmyris è disponibile solo come siringa pre-riempita da 40 mg, penna pre-riempita da 40 mg,

siringa pre-riempita da 80 mg e penna pre-riempita da 80 mg. Quindi non è possibile somministrare

Libmyris a pazienti che richiedono meno di una dose completa di 40 mg.

Pazienti che manifestano una risposta insufficiente possono beneficiare di un incremento della dose:

• ≥ 40 kg: 40 mg ogni settimana o 80 mg a settimane alterne

La continuazione della terapia deve essere attentamente considerata in un soggetto che non risponde

alla settimana 12.

Non c’è un uso rilevante di adalimumab nei bambini di età inferiore ai 6 anni per questa indicazione.

Libmyris è disponibile solo come siringa preriempita da 40 mg, penna preriempita da 40 mg e siringa

preriempita da 80 mg. Pertanto, non è possibile somministrare Libmyris a pazienti pediatrici che

richiedono meno di una dose completa da 40 mg. Se è necessaria una differente dose, si devono

utilizzare altri prodotti a base di adalimumab che offrano tale opzione.

Colite ulcerosa pediatrica

La dose raccomandata di Libmyris per i pazienti di età compresa tra 6 e 17 anni affetti da colite

ulcerosa è basata sul peso corporeo (Tabella 2). Libmyris è somministrato mediante iniezione

Tabella 2: Dose di Libmyris per pazienti pediatrici con colite ulcerosa

Dose di Induzione Dose di

< 40 kg • 80 mg alla Settimana 0 (somministrati con una sola iniezione da

80 mg) e

• 40 mg alla Settimana 2 (somministrati con una sola iniezione da

• 40 mg a settimane

≥ 40 kg • 160 mg alla Settimana 0 (somministrati con due iniezioni da

80 mg in un giorno o una iniezione da 80 mg al giorno per due

giorni consecutivi) e

• 80 mg alla Settimana 2 (somministrati con una sola iniezione da

• 80 mg a settimane

* I pazienti pediatrici che compiono 18 anni di età durante il trattamento con Libmyris devono

continuare la dose di mantenimento prescritta.

La continuazione della terapia oltre le 8 settimane deve essere attentamente considerata nei pazienti

che non mostrano segni di risposta entro questo periodo di tempo.

Non c’è un uso rilevante di Libmyris nei bambini di età inferiore a 6 anni per questa indicazione.

La dose raccomandata di Libmyris nei pazienti pediatrici con uveite dai 2 anni di età è basata sul peso

corporeo (Tabella 3). Libmyris è somministrato attraverso iniezione sottocutanea.

Nell’uveite pediatrica, non c’è esperienza nel trattamento con adalimumab senza terapia concomitante

Tabella 3: Dose di Libmyris per pazienti pediatrici con uveite

Peso del paziente Schema posologico

< 30 kg -

≥ 30 kg 40 mg a settimane alterne in

associazione con metotressato

Quando si inizia la terapia con Libmyris, è possibile somministrare una dose di carico da 40 mg per i

pazienti con peso < 30 kg o 80 mg per i pazienti con peso ≥ 30 kg una settimana prima dell’inizio

della terapia di mantenimento. Non sono disponibili dati clinici sull’uso della dose di carico di

adalimumab nei bambini di età inferiore ai 6 anni (vedere paragrafo 5.2).

Non c’è un uso rilevante di adalimumab nei bambini di età inferiore ai 2 anni per questa indicazione.

Si raccomanda che i benefici e i rischi del trattamento continuato a lungo termine siano valutati su

base annua (vedere paragrafo 5.1).

Modo di somministrazione

Libmyris è somministrato per iniezione sottocutanea. Istruzioni complete per l’uso sono fornite nel

Libmyris è disponibile solo come siringa pre-riempita da 40 mg, penna pre-riempita da 40 mg, siringa

pre-riempita da 80 mg e penna pre-riempita da 80 mg. Pertanto, non è possibile somministrare

Libmyris a pazienti che richiedono meno di una dose completa di 40 mg. Se è necessaria una

differente dose, si devono utilizzare altri prodotti a base di adalimumab che offrano tale opzione.

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

- Tubercolosi attiva o altre gravi infezioni come sepsi e infezioni opportunistiche (vedere paragrafo

- Insufficienza cardiaca da moderata a grave (classe III/IV NYHA) (vedere paragrafo 4.4).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome ed il numero di lotto del prodotto

somministrato devono essere chiaramente registrati.

I pazienti in trattamento con antagonisti del TNF sono più suscettibili alle infezioni gravi. Una

funzione polmonare compromessa può aumentare il rischio di sviluppare infezioni. I pazienti devono

pertanto essere attentamente esaminati per la valutazione di infezioni, compresa la tubercolosi, prima,

durante e dopo il trattamento con Libmyris. Poiché l’eliminazione di adalimumab può richiedere fino a

quattro mesi, il controllo deve essere continuato durante tale periodo.

La terapia con Libmyris non va iniziata in pazienti con infezioni attive, incluse le infezioni croniche o

localizzate, fino a che queste non siano sotto controllo. In pazienti che sono stati esposti alla

tubercolosi ed in pazienti che hanno viaggiato in aree ad alto rischio di tubercolosi o di micosi

endemiche, quali istoplasmosi, coccidioidomicosi o blastomicosi, il rischio ed i benefici del

trattamento con Libmyris devono essere considerati prima di iniziare la terapia (vedere “Altre infezioni

I pazienti che sviluppano una nuova infezione durante la terapia con Libmyris devono essere

attentamente seguiti ed essere sottoposti ad una completa valutazione diagnostica. In caso di

insorgenza di una nuova infezione grave o di sepsi, la somministrazione di Libmyris deve essere

interrotta e deve essere istituita una idonea terapia antimicrobica o antifungina fino a quando

l’infezione non sia sotto controllo. I medici devono porre cautela nell’usare adalimumab in pazienti

con storia di infezioni recidivanti o con patologie concomitanti che possano predisporre i pazienti alle

infezioni, incluso l’uso concomitante di farmaci immunosoppressivi.

Sono stati riportati casi di infezioni gravi, inclusa sepsi, causate da batteri, micobatteri, funghi

invasivi, parassiti, virus o altre infezioni opportunistiche, quali listeriosi, legionellosi e pneumocistosi

in pazienti trattati con adalimumab.

Altre infezioni gravi osservate nel corso di studi clinici includono polmonite, pielonefrite, artrite

settica e setticemia. Sono stati riportati casi di ospedalizzazione o di eventi fatali associati alle

È stata riportata tubercolosi, inclusa riattivazione e nuova manifestazione di tubercolosi, in pazienti

che utilizzano adalimumab. Sono stati riportati casi di tubercolosi polmonare ed extra-polmonare

Prima di iniziare la terapia con Libmyris, tutti i pazienti devono essere esaminati per valutare la

presenza di tubercolosi attiva o inattiva (“latente”). Tale valutazione deve includere un’anamnesi

clinica dettagliata dei pazienti con una storia pregressa di tubercolosi o eventuali contatti con persone

affette da tubercolosi attiva, e con precedenti e/o concomitanti terapie immunosoppressive. Devono

essere eseguiti appropriati esami di screening (ovvero il test cutaneo alla tubercolina e la radiografia

toracica) in tutti i pazienti (possono essere seguite le linee guida locali). Si raccomanda che

l’esecuzione e i risultati di tali test vengano registrati nella Scheda Promemoria per il Paziente. I

medici devono porre attenzione al rischio di falsi negativi al test cutaneo alla tubercolina, soprattutto

in pazienti gravemente ammalati o immunocompromessi.

Se si diagnostica una tubercolosi attiva, la terapia con Libmyris non deve essere iniziata (vedere

In tutte le situazioni di seguito descritte è opportuno effettuare un’attenta valutazione del rapporto

beneficio/rischio della terapia.

Se si sospetta una tubercolosi latente, è consigliabile consultare un medico specializzato nel

trattamento della tubercolosi.

In caso di diagnosi positiva di tubercolosi latente, prima di iniziare la terapia con Libmyris deve essere

istituito il trattamento di profilassi anti-tubercolare in accordo alle raccomandazioni locali.

L’istituzione di un trattamento di profilassi anti-tubercolare deve essere presa in considerazione anche

prima di iniziare il trattamento a base di Libmyris in pazienti con diversi o significativi fattori di

rischio per la tubercolosi nonostante un test negativo per la tubercolosi e in quei pazienti che

all’anamnesi presentano una storia personale di tubercolosi latente o attiva nei quali non sia possibile

confermare se il ciclo di trattamento cui sono stati sottoposti sia risultato adeguato.

Nonostante il trattamento di profilassi per la tubercolosi, si sono verificati casi di riattivazione di

tubercolosi in pazienti trattati con adalimumab. Nel corso del trattamento con adalimumab, alcuni

pazienti trattati con successo per la tubercolosi attiva hanno manifestato nuovamente la comparsa di

I pazienti devono essere avvisati di rivolgersi al medico se, durante o dopo la terapia con Libmyris, si

manifestano segni/sintomi indicativi di possibile infezione tubercolare (per es. tosse persistente,

deperimento, perdita di peso, febbre moderata, svogliatezza).

Altre infezioni opportunistiche

In pazienti che hanno assunto adalimumab sono stati osservati casi di infezioni opportunistiche,

incluse infezioni fungine invasive. Queste infezioni non sono state correttamente diagnosticate in

pazienti che assumevano antagonisti del TNF e ciò ha comportato un ritardo nel trattamento

appropriato, talvolta con esito fatale.

In pazienti che sviluppano segni e sintomi quali febbre, malessere, perdita di peso, sudorazione, tosse,

dispnea e/o infiltrato polmonare o altre malattie sistemiche gravi con o senza shock concomitante si

deve sospettare un’infezione fungina invasiva e deve essere prontamente interrotta la

somministrazione di Libmyris. La diagnosi e la somministrazione di terapia antifungina empirica in

questi pazienti dovrebbero essere effettuate consultando un medico specializzato nella cura di pazienti

con infezioni fungine invasive.

Riattivazione dell’epatite B

In pazienti portatori cronici del virus dell’epatite B sottoposti a trattamento con antagonisti del TNF

incluso adalimumab, si è verificata una riattivazione dell’epatite B (ad es. antigene di superficie

positivo). Alcuni casi hanno avuto un esito fatale. Prima di iniziare il trattamento con Libmyris, i

pazienti devono essere testati per l’infezione da virus dell’epatite B. Si raccomanda la consultazione di

un medico con esperienza nel trattamento dell’epatite B per quei pazienti che risultano positivi al test

per l’epatite B.

I portatori del virus dell’epatite B che necessitano di un trattamento con Libmyris devono essere

attentamente monitorati allo scopo di rilevare la comparsa dei segni e sintomi dell’infezione attiva da

virus dell’epatite B non solo nel corso di tutta la terapia, ma anche durante i mesi successivi alla

sospensione della terapia. Non sono disponibili dati adeguati derivanti dal trattamento di pazienti

portatori del virus dell’epatite B, sottoposti a terapia anti-virale al fine di evitare la riattivazione del

virus dell’epatite B, in concomitanza con la terapia con antagonisti del TNF. Nei pazienti che

sviluppano una riattivazione del virus dell’epatite B, la somministrazione di Libmyris deve essere

interrotta e deve essere istituita un’efficace terapia anti-virale accompagnata da un adeguato

trattamento di supporto.

I farmaci anti-TNF, compreso adalimumab, sono stati correlati, in rari casi, con la nuova insorgenza o

con l’esacerbazione di sintomi clinici e/o evidenze radiografiche di malattie demielinizzanti del

sistema nervoso centrale, inclusa la sclerosi multipla, la neurite ottica e le malattie demielinizzanti

periferiche, compresa la sindrome di Guillain-Barrè. Deve essere usata cautela nell’uso di Libmyris in

quei pazienti con patologie demielinizzanti del sistema nervoso centrale o periferico pregresse o di

recente insorgenza; l’interruzione di Libmyris deve essere presa in considerazione nel caso in cui si

sviluppi una qualsiasi di queste patologie. Sussiste una nota associazione tra l’uveite intermedia e le

patologie demielinizzanti del sistema nervoso centrale. La valutazione neurologica deve essere

effettuata sui pazienti con uveite intermedia non infettiva prima di iniziare la terapia con Libmyris e a

intervalli regolari durante il trattamento al fine di valutare le patologie demielinizzanti del sistema

nervoso centrale pregresse o in fase di sviluppo.

Nel corso degli studi clinici, reazioni allergiche gravi associate con adalimumab sono state rare. Le

reazioni allergiche non gravi associate con adalimumab durante gli studi clinici sono state non comuni.

Sono state ricevute segnalazioni di reazioni allergiche gravi inclusa l’anafilassi a seguito della

somministrazione di adalimumab. Se si verificano reazioni anafilattiche o altre gravi manifestazioni

allergiche, la somministrazione di Libmyris deve essere immediatamente interrotta e deve essere

iniziata una terapia appropriata.

In uno studio su 64 pazienti con artrite reumatoide, sottoposti a trattamento con adalimumab, non è

stata evidenziata alcuna inibizione dell’ipersensibilità ritardata, né riduzione dei livelli delle

immunoglobuline o cambiamenti nel numero dei linfociti T, B, delle cellule NK, dei

monociti/macrofagi e dei neutrofili.

Neoplasie e malattie linfoproliferative

Nelle sezioni controllate degli studi clinici con farmaci anti-TNF, sono stati osservati più casi di

neoplasie, incluso linfoma, nei pazienti riceventi un anti-TNF rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia,

i casi sono stati rari. In studi post-marketing, sono stati riportati casi di leucemia in pazienti trattati con

un antagonista-TNF. C’è un maggiore aumento del rischio di sviluppare linfomi e leucemia per i

pazienti con artrite reumatoide gravemente attiva e di lunga durata, una patologia infiammatoria che

complica la valutazione del rischio. Con le attuali conoscenze, non è possibile escludere lo sviluppo di

linfomi, leucemia e altre neoplasie in pazienti trattati con farmaci anti-TNF.

Casi di tumori, alcuni fatali, sono stati riportati in bambini, adolescenti e adulti di giovane età (fino

all’età di 22 anni) trattati con agenti antagonisti del TNF (inizio della terapia ≤18 anni), compreso

l’adalimumab, negli studi post-marketing. Circa metà dei casi sono stati linfomi. Gli altri casi hanno

rappresentato una molteplicità di differenti tumori e hanno incluso rari tumori solitamente associati

con immunosoppressione. Non può essere escluso un rischio per lo sviluppo di tumori in bambini ed

adolescenti trattati con antagonisti del TNF.

Nei pazienti trattati con adalimumab sono stati osservati rari casi post-marketing di linfoma

epatosplenico a cellule T. Questo raro tipo di linfoma a cellule T ha un decorso clinico molto

aggressivo ed è spesso fatale. Alcuni di questi casi di linfoma epatosplenico a cellule T si sono

manifestati in giovani pazienti adulti trattati con adalimumab e sottoposti a terapia concomitante con

azatioprina o 6-mercaptopurina, farmaci utilizzati per il trattamento delle malattie infiammatorie

intestinali. Deve essere attentamente considerato il rischio potenziale derivante dalla combinazione di

azatioprina o 6-mercaptopurina e Libmyris. Nei pazienti trattati con Libmyris non può essere escluso il

rischio di sviluppo del linfoma epatosplenico a cellule T (vedere paragrafo 4.8).

Non sono stati condotti studi clinici su pazienti con anamnesi positiva per neoplasie o su pazienti nei

quali il trattamento con adalimumab è continuato dopo lo sviluppo di neoplasia. Pertanto, il

trattamento con Libmyris in questa tipologia di pazienti deve essere considerato con ulteriore cautela

(vedere paragrafo 4.8).

Prima e durante il trattamento con Libmyris, tutti i pazienti, in particolare i soggetti che presentano

una storia clinica da cui risultino massicce terapie immunosoppressive o soggetti affetti da psoriasi che

presentano storia clinica di trattamento con PUVA (Psoralene e (raggi) ultra violetti (di tipo) A),

devono essere esaminati per valutare la presenza di un eventuale tumore della pelle non melanotico.

Nei pazienti trattati con antagonisti del TNF, incluso adalimumab, sono stati anche riportati melanoma

e carcinoma a cellule di Merkel (vedere paragrafo 4.8).

In uno studio clinico esplorativo sulla valutazione dell’uso di un altro agente antagonista del TNF,

infliximab, in pazienti con malattia polmonare cronica ostruttiva (COPD) da moderata a grave, furono

riportate, nei pazienti trattati con infliximab rispetto ai pazienti controllo, più neoplasie, soprattutto al

polmone o alla testa ed al collo. Tutti i pazienti avevano una storia di grandi fumatori. Pertanto, deve

essere usata cautela quando si utilizza qualsiasi antagonista-TNF in pazienti affetti da COPD, così

come in pazienti con aumentato rischio di neoplasia dovuto al fumo eccessivo.

In base ai dati attuali non è noto se il trattamento con adalimumab influenzi il rischio di sviluppare

displasia o cancro del colon. Tutti i pazienti affetti da colite ulcerosa che sono ad aumentato rischio di

displasia o carcinoma del colon (per esempio, pazienti affetti da colite ulcerosa da lunga data o da

colangite sclerosante primaria), o che hanno avuto una precedente anamnesi di displasia o di

carcinoma al colon devono essere sottoposti a screening regolari per displasia prima della terapia e

durante tutto il corso della malattia. Questa valutazione deve includere colonscopie e biopsie in base

alle raccomandazioni locali.

Reazioni a carico del sistema emopoietico

In seguito all’uso di farmaci anti-TNF, sono stati segnalati rari casi di pancitopenia, tra cui la

comparsa di anemia aplastica. Nei pazienti sottoposti a trattamento con adalimumab, sono stati

segnalati eventi avversi a carico del sistema emopoietico, tra cui citopenie significative dal punto di

vista medico (per esempio, trombocitopenia, leucopenia). Durante il trattamento con Libmyris tutti i

pazienti devono essere avvisati della necessità di consultare immediatamente un medico per ottenere

adeguata assistenza nel caso in cui si manifestino segni e sintomi che suggeriscano la presenza di

discrasia ematica (per esempio, febbre persistente, ecchimosi, emorragia, pallore). Nel caso di pazienti

che presentino confermate significative alterazioni a carico del sistema emopoietico, si deve prendere

in considerazione la necessità di interrompere la terapia a base di Libmyris.

Risposte anticorpali simili al vaccino standard 23-valente pneumococcico ed al vaccino trivalente per

il virus dell’influenza sono state osservate in uno studio condotto su 226 soggetti adulti affetti da

artrite reumatoide che sono stati trattati con adalimumab o con placebo. Non ci sono dati disponibili

sulla trasmissione secondaria di infezione da vaccini vivi in pazienti che stanno assumendo

Nei pazienti pediatrici, prima di iniziare la terapia a base di Libmyris si raccomanda, se possibile, di

attuare il programma di vaccinazioni previsto, in ottemperanza alle linee guida in vigore sulle

Pazienti trattati con Libmyris possono ricevere vaccinazioni simultanee, ad eccezione dei vaccini vivi.

La somministrazione di vaccini vivi (ad es. vaccino BCG) a bambini esposti ad adalimumab nell’utero

non è raccomandata fino a 5 mesi dall’ultima somministrazione di adalimumab alla madre durante la

Insufficienza cardiaca congestizia

In uno studio clinico con un altro farmaco anti-TNF sono stati osservati il peggioramento

dell’insufficienza cardiaca congestizia e l’aumento di mortalità ad essa correlata. Anche in pazienti

trattati con adalimumab sono stati osservati casi di peggioramento di insufficienza cardiaca

congestizia. Libmyris deve essere usato con cautela in pazienti con lieve insufficienza cardiaca (classe

I/II NYHA). Libmyris è controindicato nell’insufficienza cardiaca moderata o severa (vedere

paragrafo 4.3). Il trattamento con Libmyris deve essere interrotto nei pazienti che presentino

peggioramento o insorgenza di nuovi sintomi dell’insufficienza cardiaca congestizia.

Il trattamento con Libmyris può indurre la formazione di anticorpi autoimmuni. Non è noto l’impatto

del trattamento a lungo termine con adalimumab sullo sviluppo di malattie autoimmuni. Se un

paziente sviluppa sintomi indicativi di sindrome simile al lupus a seguito di trattamento con Libmyris

e risulta positivo per gli anticorpi contro il DNA a doppia catena, non deve essere somministrato un

ulteriore trattamento con Libmyris (vedere paragrafo 4.8).

Somministrazione concomitante di DMARD biologici o antagonisti del TNF

Nel corso di studi clinici condotti sulla terapia combinata con anakinra ed un altro farmaco anti-TNF,

etanercept, sono state osservate infezioni gravi senza alcun beneficio clinico rispetto ad etanercept in

monoterapia. Considerata la tipologia degli eventi avversi osservati con la combinazione di anakinra

ed etanercept, potrebbero manifestarsi effetti indesiderati simili in seguito alla combinazione di

anakinra ed un altro farmaco anti-TNF. Pertanto, la combinazione di adalimumab con anakinra non è

raccomandata (vedere paragrafo 4.5).

La somministrazione concomitante di adalimumab con altri DMARD biologici (per es. anakinra e

abatacept) o altri antagonisti del TNF non è raccomandata sulla base di un possibile aumento del

rischio di infezioni, incluse infezioni gravi e altre potenziali interazioni farmacologiche (vedere

Nei pazienti trattati con adalimumab c’è un’esperienza limitata, relativa alla sicurezza di procedure

chirurgiche. Nel caso in cui si pianifichi un intervento chirurgico si deve considerare la lunga emivita

di adalimumab. Un paziente che dovesse essere sottoposto ad intervento chirurgico, durante il

trattamento con Libmyris, deve essere attentamente seguito per lo sviluppo di infezioni, nel qual caso

andrebbero intraprese opportune azioni. C’è un’esperienza limitata per quanto riguarda la sicurezza in

pazienti sottoposti ad interventi di artroplastica in corso di trattamento con adalimumab.

Ostruzione dell’intestino tenue

La mancata risposta al trattamento per la malattia di Crohn può indicare la presenza di stenosi rigida

fibrotica che può richiedere un intervento chirurgico. I dati disponibili suggeriscono che adalimumab

non peggiora o causa stenosi.

La frequenza di infezioni gravi tra i pazienti di età superiore ai 65 anni (3,7%) trattati con adalimumab

è stata superiore rispetto a quelli di età inferiore ai 65 anni (1,5%). Alcuni di questi hanno avuto un

esito fatale. Particolare attenzione per quanto riguarda il rischio di infezione deve essere prestata nel

trattamento dei pazienti anziani.

Vedere “Vaccinazioni” sopra.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 0,8 ml, cioè essenzialmente ‘senza

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Questo medicinale contiene 0,8 mg di polisorbato 80 per ogni siringa pre-riempita equivalente a 1

mg/ml. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

Questo medicinale contiene 0,8 mg di polisorbato 80 per ogni penna pre-riempita equivalente a 1

mg/ml. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

La terapia con adalimumab è stata studiata in monoterapia e in combinazione con metotressato in

pazienti affetti da artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile poliarticolare e artrite psoriasica.

Quando adalimumab è stato somministrato in combinazione con metotressato la formazione di

anticorpi è stata inferiore rispetto alla monoterapia. La somministrazione di adalimumab senza il

metotressato ha determinato un aumento della formazione di anticorpi, un aumento della clearance ed

una riduzione dell’efficacia di adalimumab (vedere paragrafo 5.1).

La combinazione di adalimumab e anakinra non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4

“Somministrazione concomitante di DMARD biologici o antagonisti del TNF”).

La combinazione di adalimumab e abatacept non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4

“Somministrazione concomitante di DMARD biologici o antagonisti del TNF”).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Donne in età fertile

Le donne in età fertile devono considerare l’utilizzo di un adeguato metodo contraccettivo per

prevenire una gravidanza e l’uso di tale metodo deve proseguire per almeno cinque mesi dopo l’ultimo

trattamento con Libmyris.

Un numero elevato (circa 2100) di gravidanze esposte ad adalimumab, raccolte in modo prospettico,

che hanno portato a nati vivi con esiti noti e che includevano più di 1500 gravidanze esposte durante il

primo trimestre, non ha indicato un aumento del tasso di malformazione nel neonato.

In un registro di coorte prospettico, sono state arruolate 257 donne con artrite reumatoide (AR) o

malattia di Crohn (MC) trattate con adalimumab almeno durante il primo trimestre di gravidanza e 120

donne con AR o MC non trattate con adalimumab. L’endpoint primario è stato la prevalenza di gravi

difetti alla nascita. Il tasso delle gravidanze che si sono concluse con la nascita di almeno un neonato

vivo con un grave difetto alla nascita è stato 6/69 (8,7%) nelle donne con AR trattate con adalimumab

e 5/74 (6,8%) nelle donne con AR non trattate (OR non aggiustato 1,31; 95% IC 0,38-4,52) e 16/152

(10,5%) nelle donne con MC trattate con adalimumab e 3/32 (9,4%) nelle donne con MC non trattate

(OR non aggiustato 1,14, 95% IC 0,31-4,16). L’OR aggiustato (che considera le differenze rispetto al

baseline) era 1,10 (95% IC 0,45-2,73) per AR e MC combinate. Tra le donne trattate con adalimumab

e quelle non trattate non ci sono state evidenti differenze negli endpoint secondari come aborti

spontanei, difetti minori alla nascita, parto pretermine, dimensione del neonato e infezioni gravi o

opportunistiche e non sono stati riportati casi di nati morti o tumori maligni. L’interpretazione dei dati

può essere influenzata dalle limitazioni metodologiche dello studio, compresi la piccola dimensione

del campione e il disegno non randomizzato.

In uno studio di tossicologia dello sviluppo condotto su scimmie, non è stata riscontrata tossicità nella

madre, né embriotossicità o teratogenicità. Non sono disponibili dati preclinici sulla tossicità

postnatale di adalimumab (vedere paragrafo 5.3).

A causa dell’inibizione del TNFα, la somministrazione di adalimumab durante la gravidanza potrebbe

interferire con la normale risposta immunitaria del neonato. Adalimumab deve essere utilizzato in

gravidanza soltanto se strettamente necessario.

Adalimumab può attraversare la placenta e raggiungere il siero dei bambini nati da madri trattate con

adalimumab durante la gravidanza. Di conseguenza, questi bambini sono soggetti ad un maggior

rischio di infezione. La somministrazione di vaccini vivi (ad es. vaccino BCG) a bambini esposti ad

adalimumab nell’utero non è raccomandata fino a 5 mesi dall’ultima somministrazione di adalimumab

alla madre durante la gravidanza.

Le limitate informazioni dalla letteratura pubblicata indicano che adalimumab è escreto nel latte

materno in concentrazioni molto basse e che la concentrazione di adalimumab nel latte umano è pari

allo 0,1% - 1% del livello sierico della madre. Somministrate per via orale, le immunoglobuline G

sono sottoposte a proteolisi intestinale ed hanno una scarsa biodisponibilità. Non si ritiene che possa

avere effetti su neonati/lattanti. Conseguentemente, Libmyris può essere utilizzato durante

Non sono disponibili dati preclinici sugli effetti di adalimumab sulla fertilità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Libmyris altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Dopo la

somministrazione di Libmyris si possono verificare vertigini e disturbi della vista (vedere paragrafo

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Adalimumab è stato studiato in 9.506 pazienti nel corso di studi clinici registrativi controllati e in

aperto per un periodo fino a 60 mesi o superiore. Tali studi sono stati effettuati su pazienti affetti da

artrite reumatoide ad insorgenza precoce e di lunga durata, artrite idiopatica giovanile (artrite

idiopatica giovanile poliarticolare e artrite associata ad entesite), così come su pazienti affetti da

spondiloartrite assiale (SA e spondiloartrite assiale senza evidenza radiografica di SA), artrite

psoriasica, malattia di Crohn, colite ulcerosa, psoriasi, HS e uveite. Gli studi registrativi controllati

sono stati condotti su 6.089 pazienti sottoposti a trattamento con adalimumab e su 3.801 pazienti cui è

stato somministrato placebo o un comparatore attivo durante il periodo di controllo.

La percentuale di pazienti che hanno interrotto il trattamento a causa di eventi avversi durante la fase

in doppio cieco, controllata, degli studi registrativi è stata del 5,9% per i pazienti che hanno assunto

adalimumab e del 5,4% per i pazienti trattati con il controllo.

Le reazioni avverse più comunemente riportate sono infezioni (quali rinofaringiti, infezione delle alte

vie respiratorie e sinusite), reazioni al sito di somministrazione (eritema, prurito, emorragia, dolore o

tumefazione), cefalea e dolore muscoloscheletrico.

Sono state riportate reazioni avverse gravi per adalimumab. I farmaci anti-TNF, come adalimumab,

influenzano il sistema immunitario e il loro uso può influenzare le difese dell’organismo contro

infezioni e cancro. A seguito della somministrazione di adalimumab, sono stati riportati anche casi di

infezioni fatali e potenzialmente fatali (inclusi casi di sepsi, infezioni opportunistiche e TBC),

riattivazione dell’infezione da HBV e vari tipi di tumori maligni (inclusi casi di leucemia, linfomi e

linfoma epato-splenico a cellule T-HSTCL).

Sono state inoltre riportate gravi reazioni ematologiche, neurologiche e autoimmuni. Queste ultime

includono rari casi di pancitopenia, anemia aplastica, eventi di demielinizzazione centrale e periferica

e casi di lupus, condizioni lupus-correlate e sindrome di Stevens-Johnson.

In generale, gli eventi avversi nei pazienti pediatrici sono risultati simili a quelli riscontrati nei pazienti

adulti sia in termini di frequenza che di tipologia.

Tabella dell’elenco delle reazioni avverse

La seguente lista di reazioni avverse è basata su esperienza proveniente da studi clinici ed esperienze

post marketing ed è riportata nella Tabella 4 classificata in base al sistema/organo coinvolto e alla

frequenza (molto comune ≥1/10; comune ≥1/100, <1/10; non comune ≥1/1.000, <1/100, raro

≥1/10.000, <1/1.000 e non nota – la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

All’interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di

gravità. È stata inclusa la frequenza più elevata osservata tra le varie indicazioni. Nella colonna

Classificazione per sistemi ed organi compare un asterisco (*) nel caso in cui siano presenti ulteriori

informazioni contenute nei paragrafi 4.3, 4.4 e 4.8.

Tabella 4: Effetti indesiderati

sistemi e organi

Frequenza Reazione avversa

Molto comune Infezioni delle vie respiratorie (tra cui infezioni delle vie

respiratorie superiori ed inferiori, polmonite, sinusite,

faringite, rinofaringite e polmonite da herpes virus)

Comune Infezioni sistemiche (tra cui sepsi, candidosi ed

Infezioni intestinali (tra cui gastroenterite virale),

Infezioni della pelle e dei tessuti molli (tra cui paronichia,

cellulite, impetigine, fascite necrotizzante ed herpes

Infezioni del cavo orale (tra cui herpes simplex, herpes

orale ed infezioni dentali),

Infezioni dell’apparato riproduttivo (tra cui

Infezione vulvovaginale micotica),

Infezioni delle vie urinarie (tra cui pielonefriti),

Non comune Infezioni neurologiche (tra cui meningite virale),

Infezioni opportunistiche e tubercolosi (tra cui

coccidioidomicosi, istoplasmosi e infezioni da

mycobacterium avium complex),

sistemi e organi

Frequenza Reazione avversa

non specificati (cisti

e polipi compresi)*

Comune Tumore cutaneo escluso il melanoma (tra cui carcinoma

basocellulare e carcinoma a cellule squamose),

Non comune Linfoma**,

Tumori solidi (tra cui carcinoma mammario, neoplasia

polmonare e neoplasia tiroidea),

Non nota Linfoma epato-splenico a cellule T1),

Carcinoma a cellule di Merkel (carcinoma neuroendocrino

Sarcoma di Kaposi

Patologie del sistema

Molto comune Leucopenia (tra cui neutropenia e agranulocitosi),

Non comune Porpora trombocitopenica idiopatica

Disturbi del sistema

Allergie (tra cui allergia stagionale)

Non comune Sarcoidosi 1),

Raro Anafilassi 1)

metabolismo e della

Molto comune Iperlipidemia

Alterazione della sodiemia,

Disturbi psichiatrici Comune Disturbi dell’umore (tra cui depressione),

Patologie del sistema

Molto comune Cefalea

Comune Parestesia (tra cui ipoestesia),

Compressione di radice nervosa

Non comune Accidente cerebrovascolare 1),

Raro Sclerosi multipla,

Disturbi demielinizzanti (ad es. neurite ottica, Sindrome di

Patologie dell’occhio Comune Disturbi visivi,

Non comune Diplopia

sistemi e organi

Frequenza Reazione avversa

dell’orecchio e del

Non comune Perdita dell’udito,

Patologie cardiache* Comune Tachicardia

Non comune Infarto del miocardio 1),

Insufficienza cardiaca congestizia

Raro Arresto cardiaco

Patologie vascolari Comune Ipertensione,

Non comune Aneurisma dell’aorta,

Occlusione vascolare arteriosa,

Non comune Embolia polmonare 1),

Malattia polmonare cronica ostruttiva,

Effusione pleurica 1)

Raro Fibrosi polmonare 1)

Molto comune Dolore addominale,

Nausea e vomito

Comune Emorragia gastrointestinale,

Malattia da reflusso gastroesofageo,

Non comune Pancreatite,

Raro Perforazione intestinale 1)

Molto comune Aumento degli enzimi epatici

Non comune Colecistite e colelitiasi,

Aumento della bilirubina

Riattivazione dell’epatite B 1),

Epatite autoimmune 1)

Non nota Insufficienza epatica 1)

Molto comune Rash (tra cui rash esfoliativo)

sistemi e organi

Frequenza Reazione avversa

Patologie della cute e

Comune Peggioramento o insorgenza di psoriasi (tra cui psoriasi

pustolosa palmoplantare) 1),

Ecchimosi (tra cui porpora),

Dermatite (tra cui eczema),

Non comune Sudorazione notturna,

Raro Eritema multiforme 1),

Sindrome di Stevens-Johnson 1),

Vasculite cutanea 1)

Reazione cutanea lichenoide 1)

Non nota Peggioramento dei sintomi di dermatomiosite 1)

Patologie del sistema

Molto comune Dolore muscoloscheletrico

Comune Spasmi muscolari (tra cui aumento della

Non comune Rabdomiolisi

Lupus eritematoso sistemico

Raro Sindrome simile al lupus 1)

Patologie renali e

Comune Insufficienza renale,

Non comune Nicturia

riproduttivo e della

Non comune Disfunzione erettile

Patologie generali e

alla sede di

Molto comune Reazione al sito di iniezione (tra cui eritema al sito di

Comune Dolore toracico,

Non comune Infiammazione

Esami diagnostici* Comune Disturbi della coagulazione e disturbi emorragici (tra cui

prolungamento del tempo di tromboplastina parziale

Positività ai test per autoanticorpi (tra cui anticorpi anti-

DNA a doppia catena),

Aumento della lattato deidrogenasi ematica

Non nota Aumento di peso 2)

Comune Difficoltà di cicatrizzazione

*sono presenti ulteriori informazioni contenute nei paragrafi 4.3, 4.4 e 4.8

**tra cui studi di estensione in aperto

1)tra cui dati provenienti da segnalazioni spontanee

2)La variazione ponderale media rispetto al basale per adalimumab era compresa tra 0,3 kg e 1,0 kg per

le indicazioni per adulti rispetto a (meno) - 0,4 kg e 0,4 kg per il placebo nell’arco di un periodo di

trattamento di 4-6 mesi. È stato osservato anche un aumento di peso di 5-6 kg in studi di estensione a

lungo termine con esposizioni medie di circa 1-2 anni in assenza di un gruppo di controllo, in

particolare nei pazienti affetti da morbo di Crohn e colite ulcerosa. Il meccanismo alla base di questo

effetto non è chiaro, ma potrebbe essere associato all’effetto antinfiammatorio di adalimumab.

Il profilo di sicurezza di adalimumab utilizzato ogni settimana nei pazienti con Idrosadenite

Suppurativa (HS) è stato coerente con il profilo di sicurezza noto di adalimumab.

Il profilo di sicurezza nei pazienti affetti da uveite trattati con adalimumab a settimane alterne è stato

coerente con il profilo di sicurezza noto di adalimumab.

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Reazioni nel sito di iniezione

Negli studi clinici registrativi controllati su adulti e bambini, il 12,9% dei pazienti trattati con

adalimumab ha manifestato reazioni nel sito d’iniezione (eritema e/o prurito, emorragia, dolore o

edema), contro il 7,2% dei pazienti trattati con placebo o con controllo attivo. Le reazioni nel sito

d’iniezione non hanno richiesto generalmente la sospensione del medicinale.

Negli studi clinici registrativi controllati su adulti e bambini, il tasso d’infezione è stato di 1,51 per

paziente/anno nel gruppo trattato con adalimumab e di 1,46 per paziente/anno nel gruppo trattato con

placebo e con controllo attivo. Le infezioni sono state rappresentate principalmente da rinofaringiti,

infezioni delle vie respiratorie superiori e sinusite. La maggior parte dei pazienti ha continuato ad

assumere adalimumab dopo la remissione dell’infezione.

L’incidenza di infezioni gravi è stata di 0,04 per paziente/anno nel gruppo trattato con adalimumab e

di 0,03 per paziente/anno in quello trattato con placebo e con controllo attivo.

Nel corso degli studi controllati e in aperto condotti con adalimumab su adulti e bambini, sono state

segnalate infezioni di grave entità (anche infezioni fatali, verificatesi solo raramente), che hanno

incluso segnalazioni di casi di tubercolosi (anche con localizzazioni miliari ed extra-polmonari) e

infezioni opportunistiche invasive (ad es., da istoplasmosi disseminata o extrapolmonare, blastomicosi,

coccidioidomicosi, pneumocistosi, candidosi, aspergillosi e listeriosi). La maggior parte dei casi di

tubercolosi si è verificata nel corso dei primi otto mesi dall’inizio della terapia e possono essere

interpretati come una recrudescenza della malattia latente.

Neoplasie e malattie linfoproliferative

Nel corso di studi eseguiti somministrando adalimumab ai pazienti affetti da artrite idiopatica

giovanile (artrite idiopatica giovanile poliarticolare e artrite associata ad entesite), non sono state

osservate neoplasie maligne nei 249 pazienti pediatrici con un’esposizione di 655,6 anni-paziente. In

aggiunta non sono state osservate neoplasie maligne nei 192 pazienti pediatrici con una esposizione di

498,1 anni-paziente durante studi eseguiti somministrando adalimumab ai pazienti pediatrici affetti da

Malattia di Crohn. Nel corso di uno studio in cui è stato somministrato adalimumab a pazienti

pediatrici con psoriasi cronica a placche, non è stata osservata alcuna neoplasia maligna in 77 pazienti

con un’esposizione di 80,0 anni-paziente. Durante uno studio su adalimumab in pazienti pediatrici

affetti da colite ulcerosa, in 93 pazienti pediatrici con un'esposizione di 65,3 anni-paziente non sono

state osservate neoplasie maligne. Nel corso di uno studio in cui è stato somministrato adalimumab a

pazienti pediatrici con uveite, non è stata osservata alcuna neoplasia maligna in 60 pazienti pediatrici

con un’esposizione di 58,4 anni-paziente.

Nelle sezioni controllate di studi registrativi su adulti con adalimumab della durata di almeno 12

settimane in pazienti con artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severo, SA, spondiloartrite

assiale senza evidenza radiografica di SA, artrite psoriasica, psoriasi, HS, malattia di Crohn, colite

ulcerosa e uveite, neoplasie, oltre a linfoma e carcinoma cutaneo non melanotico sono state osservate

con un tasso (95% di intervallo di confidenza) di 6,8 (4,4; 10,5) per 1.000 anni-paziente in 5.291

pazienti trattati con adalimumab verso un tasso di 6,3 (3,4; 11,8) per 1.000 anni/paziente in 3.444

pazienti controllo (la durata mediana del trattamento è stata 4,0 mesi per i pazienti trattati con

adalimumab e 3,8 mesi per i pazienti controllo). Il tasso (95% di intervallo di confidenza) dei

carcinomi cutanei non melanotici è stato di 8,8 (6,0; 13,0) per 1.000 anni/paziente nei pazienti trattati

con adalimumab e 3,2 (1,3; 7,6) per 1.000 anni/paziente nei pazienti controllo. Di questi carcinomi

cutanei, carcinomi a cellule squamose si sono verificati con tassi (95% di intervallo di confidenza) di

2,7 (1,4; 5,4) per 1.000 anni/paziente nei pazienti trattati con adalimumab e 0,6 (0,1; 4,5) per 1.000

anni/paziente nei pazienti controllo. Il tasso (95% di intervallo di confidenza) di linfomi è stato di 0,7

(0,2; 2,7) per 1.000 anni/paziente nei pazienti trattati con adalimumab e 0,6 (0,1; 4,5) per 1.000

anni/paziente nei pazienti controllo.

Quando vengono combinate parti controllate di questi studi e studi di estensione in aperto sia in corso

che completati con una durata media di circa 3,3 anni includendo 6.427 pazienti e più di 26.439

anni/paziente di terapia, il tasso di neoplasie osservate, a parte linfoma e carcinoma cutaneo non

melanotico, è circa 8,5 per 1.000 anni/paziente. Il tasso osservato di carcinoma cutaneo non

melanotico è circa 9,6 per 1.000 anni/paziente e il tasso osservato di linfomi è circa 1,3 per 1.000

In una esperienza post-marketing dal gennaio 2003 a dicembre 2010, principalmente in pazienti affetti

da artrite reumatoide, il tasso riportato di neoplasie riportato spontaneamente è di circa 2,7 per 1.000

anni trattamento/paziente. I tassi riportati spontaneamente rispettivamente per carcinomi cutanei non

melanotici e linfomi sono di circa 0,2 e 0,3 per 1.000 anni trattamento/paziente (vedere paragrafo 4.4).

Nell’esperienza post-marketing sono stati segnalati rari casi di linfoma epatosplenico a cellule T nei

pazienti trattati con adalimumab (vedere paragrafo 4.4).

Nel corso degli studi I-V condotti sull’artrite reumatoide, sono stati analizzati, a vari intervalli

temporali, i campioni sierici dei pazienti per la valutazione degli autoanticorpi. In questi studi, l’11,9%

dei pazienti trattati con adalimumab e l’8,1% dei pazienti trattati con placebo e con controllo attivo,

che presentavano valori negativi di anticorpi antinucleo al basale, ha presentato valori positivi alla

ventiquattresima settimana. Due pazienti su 3.441 trattati con adalimumab nel corso di tutti gli studi

condotti sull’artrite reumatoide e sull’artrite psoriasica hanno manifestato segni clinici che indicavano

l’inizio di una sindrome simile al lupus. I pazienti sono migliorati dopo la sospensione della terapia.

Nessun paziente ha sviluppato una nefrite da lupus o sintomi a carico del sistema nervoso centrale.

Negli studi clinici controllati di Fase 3 di adalimumab in pazienti con artrite reumatoide e artrite

psoriasica con una durata del periodo di controllo che va da 4 a 104 settimane, gli aumenti delle

transaminasi ALT superiori o uguali a tre volte il limite superiore di normalità si sono verificati nel

3,7% dei pazienti trattati con adalimumab e nell’1,6% dei pazienti trattati con il controllo.

Negli studi clinici controllati di Fase 3 di adalimumab in pazienti con artrite idiopatica giovanile

poliarticolare che avevano da 4 a 17 anni di età e in pazienti con artrite associata ad entesite, dai 6 ai

17 anni di età, gli aumenti delle transaminasi ALT superiori o uguali a tre volte il limite superiore di

normalità ULN si sono verificati nel 6,1% dei pazienti trattati con adalimumab e nel 1,3% dei pazienti

trattati con il farmaco di controllo. La maggior parte degli aumenti delle transaminasi ALT si sono

verificati con l’uso concomitante di metotressato. Non si sono verificati aumenti delle transaminasi

ALT superiori o uguali a tre volte il limite superiore di normalità nello studio clinico di Fase 3 con

adalimumab in pazienti con artrite idiopatica giovanile poliarticolare di età compresa tra 2 e <4 anni.

Negli studi clinici controllati di Fase 3 di adalimumab in pazienti con malattia di Crohn e colite

ulcerosa con un periodo di controllo che va da 4 a 52 settimane, gli aumenti delle transaminasi ALT

superiori o uguali a tre volte il limite superiore di normalità si sono verificati nello 0,9% dei pazienti

trattati con adalimumab e nello 0,9% dei pazienti trattati con il controllo.

Nello studio di fase 3 di adalimumab, in pazienti con malattia di Crohn in età pediatrica, che ha

valutato la sicurezza e l’efficacia dei due regimi posologici aggiustati per il peso corporeo per la

terapia di mantenimento che segue la terapia di induzione aggiustata per il peso fino a 52 settimane,

sono stati trovati livelli di ALT superiori o uguali a tre volte il limite superiore di normalità nel 2,6%

(5/192) dei pazienti di cui 4 ricevevano un trattamento concomitante con immunosoppressori al basale.

Negli studi clinici controllati di Fase 3 di adalimumab in pazienti con psoriasi a placche con una

durata del periodo di controllo che va da 12 a 24 settimane, gli aumenti delle transaminasi ALT

superiori o uguali a tre volte il limite superiore di normalità si sono verificati nell’1,8% dei pazienti

trattati con adalimumab e nell’1,8% dei pazienti trattati con il controllo.

Nello studio di fase 3 di adalimumab in pazienti pediatrici con psoriasi a placche non si è verificato

alcun aumento dei livelli di ALT superiore o uguale a tre volte il limite superiore di normalità.

Negli studi clinici controllati di adalimumab (dosi iniziali di 160 mg alla settimana 0 e 80 mg alla

settimana 2, seguiti da 40 mg ogni settimana a partire dalla settimana 4) in pazienti con HS, con una

durata del periodo di controllo tra 12 e 16 settimane, aumenti dei livelli di ALT superiori o uguali a tre

volte il limite superiore di normalità si sono verificati nello 0,3% dei pazienti trattati con adalimumab

e nello 0,6% dei pazienti trattati con il controllo.

Negli studi clinici controllati di adalimumab (dosi iniziali di 80 mg alla settimana 0 seguiti da 40 mg a

settimane alterne a partire dalla settimana 1) in pazienti adulti con uveite fino a 80 settimane con

un’esposizione mediana rispettivamente di 166,5 giorni nei pazienti trattati con adalimumab e di 105,0

giorni nei pazienti trattati con il controllo, aumenti dei livelli di ALT superiori o uguali a tre volte il

limite superiore di normalità ULN si sono verificati nel 2,4% dei pazienti trattati con adalimumab e

nel 2,4% dei pazienti trattati con il controllo.

Uno studio controllato di fase 3 su adalimumab in pazienti affetti da colite ulcerosa pediatrica (N=93)

ha valutato l'efficacia e la sicurezza di una dose di induzione aggiustata per il peso corporeo di 2,4

mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0 e alla Settimana 1 e di 1,2 mg/kg (massimo 80 mg) alla

Settimana 2 (N=63), oppure di una dose di induzione di 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana

0, placebo alla Settimana 1, e 1,2 mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2 (N=30) e, a seguire, di una

dose di mantenimento di 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) a settimane alterne (N=31) o di una dose di

mantenimento di 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni settimana (N=32). In tale studio sono stati

riscontrati aumenti delle ALT ≥ 3 volte il limite superiore di normalità (ULN) nell'1,1% (1/93) dei

Negli studi clinici, in tutte le indicazioni, i pazienti con livelli aumentati di transaminasi ALT erano

asintomatici e nella maggior parte dei casi gli innalzamenti erano transitori e si sono risolti nel corso

del trattamento. Tuttavia, in pazienti trattati con adalimumab, sono stati riportati anche casi post-

marketing di insufficienza epatica come pure di disordini epatici meno gravi che possono precedere

l’insufficienza epatica, come l’epatite, inclusa l’epatite autoimmune.

Trattamento concomitante con azatioprina/6-mercaptopurina

Negli studi sulla malattia di Crohn negli adulti, con la combinazione di adalimumab e azatioprina/6-

mercaptopurina sono state osservate incidenze più elevate di eventi avversi correlati a infezioni gravi e

a tumori maligni rispetto a adalimumab da solo.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale

è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del

medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il

sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Non è stata osservata tossicità dose-limitante durante gli studi clinici. La dose più elevata valutata è

stata quella costituita da dosi multiple di 10 mg/kg per via endovenosa; tale dose risulta equivalente a

circa 15 volte la dose raccomandata.

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Immunosoppressori, inibitori del Fattore di Necrosi Tumorale alfa

(TNF-α). Codice ATC: L04AB04

Libmyris è un medicinale biosimilare. Informazioni dettagliate sono disponibili sul sito web

dell'Agenzia europea per i medicinali https://www.ema.europa.eu.

Adalimumab si lega selettivamente al TNF e ne neutralizza la funzione biologica bloccando la sua

interazione con i recettori del TNF di membrana cellulare, p55 e p75.

Adalimumab modula anche le risposte biologiche che sono indotte o regolate dal TNF, inclusi i

cambiamenti dei livelli delle molecole di adesione responsabili della migrazione dei leucociti (ELAM-

1, VCAM-1 e ICAM-1 con un IC50 di 0,1-0,2 nM).

Dopo trattamento con adalimumab, si è osservata una rapida diminuzione delle proteine di fase acuta,

indici di infiammazione (proteina C reattiva-PCR, velocità di eritrosedimentazione -VES) e delle

citochine sieriche (IL-6) nei pazienti con artrite reumatoide rispetto al valore basale. Anche i livelli

sierici delle metalloproteinasi della matrice (MMP-1 e MMP-3), coinvolte nel rimodellamento

tissutale responsabile della distruzione della cartilagine, erano diminuiti in seguito alla

somministrazione di adalimumab. I pazienti trattati con adalimumab hanno generalmente mostrato un

miglioramento dei segni ematologici dell’infiammazione cronica.

Dopo trattamento con adalimumab, anche nei pazienti affetti da Artrite Idiopatica Giovanile

Poliarticolare, malattia di Crohn, colite ulcerosa e HS è stata osservata una rapida diminuzione dei

livelli di PCR (proteina C reattiva). Nei pazienti affetti dalla malattia di Crohn, è stata osservata una

riduzione del numero di cellule che esprimono i marcatori infiammatori nel colon compresa una

significativa riduzione dell’espressione del TNFα. Studi endoscopici della mucosa intestinale hanno

evidenziato la guarigione mucosale nei pazienti trattati con adalimumab.

Efficacia e sicurezza clinica

Adalimumab è stato valutato su oltre 3.000 pazienti in tutti gli studi clinici sull’artrite reumatoide.

L’efficacia e la sicurezza di adalimumab sono state valutate in cinque studi randomizzati, in doppio

cieco e ben controllati. Alcuni pazienti sono stati sottoposti a trattamento per un periodo fino a 120

mesi. Il dolore nel sito di iniezione di adalimumab 40 mg/0,4 ml è stato valutato in due studi

randomizzati, con controllo attivo, in singolo cieco, con due periodi di crossover.

Lo studio AR I è stato condotto su 271 pazienti di età ≥ 18 anni, affetti da artrite reumatoide attiva di

grado da moderato a severo, refrattari ad almeno un farmaco DMARD e con risposta inadeguata al

metotressato a dosaggi compresi tra 12,5 e 25 mg (10 mg se intolleranti al metotressato) a settimana e

la cui dose di metotressato è rimasta costante a 10-25 mg a settimana. Adalimumab 20, 40 o 80 mg o

placebo sono stati somministrati a settimane alterne per 24 settimane.

Nello studio AR II sono stati studiati 544 pazienti di età ≥ 18 anni, affetti da artrite reumatoide attiva

di grado da moderato a severo, con insufficiente risposta ad almeno un farmaco DMARD. Sono state

somministrate dosi di 20 mg o 40 mg di adalimumab attraverso iniezione sottocutanea ogni due

settimane con placebo a settimane alterne, o ogni settimana per 26 settimane; il placebo è stato

somministrato ogni settimana per la stessa durata. Non è stato consentito l’uso di altri DMARD.

Allo studio AR III hanno partecipato 619 pazienti, di età ≥ 18 anni, con artrite reumatoide attiva di

grado da moderato a severo con inadeguata risposta alla terapia con metotressato a dosaggi compresi

tra 12,5 e 25 mg, o intolleranti a 10 mg di metotressato ogni settimana. In questo studio sono stati

costituiti 3 gruppi. Il primo ha ricevuto iniezioni di placebo ogni settimana per 52 settimane. Il

secondo ha ricevuto 20 mg di adalimumab a settimana per 52 settimane, mentre il terzo ha ricevuto

40 mg di adalimumab ogni due settimane e iniezioni di placebo a settimane alterne. Al completamento

delle prime 52 settimane, 457 pazienti sono stati arruolati in una fase di estensione in aperto in cui

adalimumab/MTX è stato somministrato alla dose di 40 mg a settimane alterne fino a 10 anni.

Lo studio AR IV ha valutato in primo luogo la sicurezza in 636 pazienti con artrite reumatoide attiva

di grado da moderato a severo e con età ≥ 18 anni. La popolazione studiata era costituita sia da

pazienti mai trattati con DMARD, sia da pazienti che avevano continuato la terapia anti-reumatica

preesistente a condizione che questa fosse stabile da un minimo di 28 giorni. Queste terapie includono

metotressato, leflunomide, idrossiclorochina, sulfasalazina e/o sali d’oro. I pazienti sono stati

randomizzati per ricevere 40 mg di adalimumab o placebo ogni due settimane per 24 settimane.

Lo studio AR V ha valutato 799 pazienti adulti mai trattati in precedenza con metotressato ed affetti da

artrite reumatoide precoce attiva di grado moderato-grave (durata media della malattia inferiore a 9

mesi). Questo studio ha valutato l’efficacia di 40 mg di adalimumab somministrato a settimane alterne

in terapia associata con il metotressato, di 40 mg di adalimumab somministrato in monoterapia a

settimane alterne e di metotressato in monoterapia nella riduzione dei segni e sintomi di malattia e

dell’indice di progressione del danno articolare causato dall’artrite reumatoide per 104 settimane. Al

completamento delle prime 104 settimane, 497 pazienti sono stati arruolati in una fase di estensione in

aperto in cui adalimumab è stato somministrato alla dose di 40 mg a settimane alterne fino a 10 anni.

Gli studi AR VI e VII hanno valutato ciascuno 60 pazienti con artrite reumatoide attiva di grado da

moderato a grave con età ≥ 18 anni. I pazienti arruolati utilizzavano sia adalimumab 40 mg/0,8 ml e

valutarono il dolore medio al sito di iniezione come una superficie di almeno 3 cm (su una scala VAS

da 0-10 cm) oppure erano soggetti naïve al trattamento con farmaco biologico che stavano iniziando il

trattamento con adalimumab 40 mg/0,8 ml. I pazienti erano randomizzati a ricevere una singola dose

di adalimumab 40 mg/0,8 ml oppure di adalimumab 40 mg/0,4 ml, seguita da una singola iniezione del

trattamento alternativo alla dose successiva.

L’endpoint primario degli studi AR I, II, III, e secondario dello studio AR IV, era la valutazione della

percentuale di pazienti che raggiungeva una risposta ACR 20 alla settimana 24 o 26. L’endpoint

primario dello studio AR V era la valutazione della percentuale di pazienti che raggiungeva una

risposta ACR 50 alla settimana 52. Inoltre, gli studi AR III e V avevano un ulteriore endpoint primario

rappresentato dal ritardo della progressione di malattia (attraverso gli esami radiografici) alla

settimana 52. Lo studio AR III aveva anche l’endpoint primario di variazione della qualità di vita.

L’endpoint primario negli studi RA VI e VII era rappresentato dal dolore al sito di iniezione

immediatamente dopo l’iniezione misurato dalla scala VAS da 0-10 cm.

Le percentuali di pazienti trattati con adalimumab che hanno raggiunto risposte ACR 20, 50 e 70 erano

sovrapponibili negli studi AR I, II e III. I risultati relativi al trattamento con 40 mg ogni due settimane

sono riassunti nella Tabella 5.

Tabella 5: Risposte ACR negli studi clinici controllati con placebo (percentuale di pazienti)

Risposta studio AR Ia** studio AR IIa** studio AR IIIa**

6 mesi 13,3% 65,1% 19,1% 46,0% 29,5% 63,3%

12 mesi ND ND ND ND 24,0% 58,9%

6 mesi 6,7% 52,4% 8,2% 22,1% 9,5% 39,1%

12 mesi ND ND ND ND 9,5% 41,5%

6 mesi 3,3% 23,8% 1,8% 12,4% 2,5% 20,8%

12 mesi ND ND ND ND 4,5% 23,2%

a studio AR I a 24 settimane, studio AR II a 26 settimane, e studio AR III a 24 e 52 settimane

b 40 mg di adalimumab somministrato ogni due settimane

c MTX = metotressato

**p < 0,01, adalimumab versus placebo

Negli studi AR I-IV, tutti i parametri valutati per la definizione della risposta ACR (numero di

articolazioni dolenti e tumefatte, valutazione dell’attività di malattia da parte del medico e del

paziente, valutazione del dolore da parte del paziente, indice di disabilità - HAQ) e i valori di PCR

(mg/dl) sono migliorati a 24 o 26 settimane rispetto al placebo. Nello studio AR III, tali miglioramenti

si sono mantenuti nell’arco di 52 settimane.

Nella fase di estensione in aperto dello studio AR III, la maggior parte dei pazienti che hanno avuto

una risposta ACR hanno mantenuto la risposta quando sono stati seguiti fino a 10 anni. Su un totale di

207 pazienti che sono stati randomizzati a adalimumab 40 mg a settimane alterne, 114 hanno

continuato il trattamento con adalimumab 40 mg a settimane alterne per 5 anni. Di questi, 86 pazienti

(75,4%) hanno avuto risposte ACR 20; 72 pazienti (63,2%) hanno avuto risposte ACR 50; e 41

pazienti (36%) hanno avuto risposte ACR 70. Su un totale di 207 pazienti, 81 hanno continuato il

trattamento con adalimumab 40 mg a settimane alterne per 10 anni. Di questi, 64 pazienti (79,0%)

hanno avuto risposte ACR 20; 56 pazienti (69,1%) hanno avuto risposte ACR 50; e 43 pazienti

(53,1%) hanno avuto risposte ACR 70.

Nello studio AR IV, la risposta ACR 20 di pazienti trattati con adalimumab, in combinazione con la

terapia convenzionale, è stata migliore in misura statisticamente significativa rispetto ai pazienti

trattati con placebo associato a terapia convenzionale (p < 0,001).

Negli studi AR I-IV, i pazienti trattati con adalimumab hanno raggiunto risposte ACR 20 e 50

statisticamente significative rispetto al placebo già entro una-due settimane dall’inizio del trattamento.

Nello studio AR V, nei pazienti affetti da artrite reumatoide precoce che non erano mai stati

precedentemente trattati con metotressato, la terapia associata adalimumab/metotressato ha

determinato risposte ACR più rapide e significativamente superiori rispetto alla monoterapia con

metotressato ed alla monoterapia con adalimumab alla settimana 52 e tali risposte si sono mantenute

nell’arco di settimane (vedere Tabella 6).

Tabella 6: Risposte ACR nello studio AR V (percentuale di pazienti)

Settimana 52 62,6% 54,4% 72,8% 0,013 < 0,001 0,043

Settimana 104 56,0% 49,3% 69,4% 0,002 < 0,001 0,140

Settimana 52 45,9% 41,2% 61,6% < 0,001 < 0,001 0,317

Settimana 104 42,8% 36,9% 59,0% < 0,001 < 0,001 0,162

Settimana 52 27,2% 25,9% 45,5% < 0,001 < 0,001 0,656

Settimana 104 28,4% 28,1% 46,6% < 0,001 < 0,001 0,864

a il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con metotressato e la terapia

associata adalimumab/metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney.

b il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con adalimumab e la terapia

associata adalimumab/metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney

c il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con adalimumab e la

monoterapia con metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney

Nella fase di estensione in aperto dello studio AR V, il tasso di risposta ACR è stato mantenuto nei

pazienti seguiti fino a 10 anni. Dei 542 pazienti che erano stati randomizzati alla somministrazione di

40 mg di adalimumab a settimane alterne, 170 pazienti hanno continuato il trattamento con

adalimumab 40 mg a settimane alterne per 10 anni. Di questi, 154 pazienti (90,6%) hanno avuto

risposte ACR 20; 127 pazienti (74,7%) hanno avuto risposte ACR 50; e 102 pazienti (60,0%) hanno

avuto risposte ACR 70.

Alla settimana 52, il 42,9% dei pazienti che era stato sottoposto a terapia associata con

adalimumab/metotressato ha raggiunto remissione clinica (DAS28 (PCR) < 2,6) rispetto al 20,6% dei

pazienti trattato con metotressato in monoterapia ed al 23,4% dei pazienti che aveva ricevuto

adalimumab in monoterapia. La terapia associata adalimumab/metotressato si è rivelata superiore dal

punto di vista clinico e statistico alle monoterapie con metotressato (p < 0,001) e adalimumab (p <

0,001) nel determinare una riduzione dell’attività di malattia in pazienti in cui era stata di recente

diagnosticata artrite reumatoide di grado da moderato a severo. La risposta ottenuta nei due gruppi in

monoterapia è stata simile (p=0,447). Dei 342 pazienti che erano stati inizialmente randomizzati alla

somministrazione di adalimumab in monoterapia o alla terapia associata adalimumab/metotressato e

che erano stati arruolati nella fase di estensione in aperto dello studio, 171 hanno completato i 10 anni

di trattamento con adalimumab. Di questi, è stato riportato che 109 pazienti (63,7%) erano in

remissione a 10 anni.

Nello studio AR III, in cui i pazienti trattati con adalimumab avevano una durata media di malattia di

circa 11 anni, il danno strutturale è stato valutato radiograficamente ed espresso come variazione

dell’Indice Totale di Sharp modificato (Total Sharp Score TSS) e dei relativi componenti, gli indici di

erosione e di riduzione della rima articolare (Joint Space Narrowing, JSN). I pazienti trattati con

adalimumab/MTX hanno mostrato una progressione radiologica significativamente inferiore ai

pazienti che hanno ricevuto solo MTX, a 6 e 12 mesi (vedere Tabella 7).

Nell’estensione in aperto dello studio AR III, la riduzione del tasso di progressione del danno

strutturale è stata mantenuta per 8 e 10 anni in un sottogruppo di pazienti. A 8 anni, 81 pazienti su 207

originariamente trattati con adalimumab 40 mg a settimane alterne sono stati valutati

radiologicamente. Tra questi, 48 pazienti non hanno mostrato progressione del danno strutturale

definita attraverso una modifica del mTSS di 0,5 o meno rispetto al valore basale. A 10 anni, 79

pazienti su 207 originariamente trattati con adalimumab 40 mg a settimane alterne sono stati valutati

radiologicamente. Di questi, 40 pazienti non hanno dimostrato una progressione del danno strutturale

definito da un cambiamento del mTSS di 0,5 o minore dal valore basale.

Tabella 7: Variazione radiografica media dopo 12 mesi nello studio AR III

40 mg a settimane

(intervallo di confidenza

Indice Totale di

2,7 0,1 2,6 (1,4, 3,8) < 0,001c

Indice di erosione 1,6 0,0 1,6 (0,9, 2,2) < 0,001

Indice JSNd 1,0 0,1 0,9 (0,3, 1,4) 0,002

b Intervallo di confidenza del 95% per le differenze nelle variazioni degli indici tra metotressato e

c Basato sull’analisi a ranghi

d Joint Space Narrowing (riduzione della rima articolare)

Nello studio AR V, il danno articolare strutturale è stato valutato radiograficamente ed è espresso in

termini di variazione dell’Indice Totale di Sharp modificato (vedere Tabella 8).

Tabella 8: Variazioni radiografiche medie alla settimana 52 nello studio AR V

(95% intervallo di

p-valuea p-valueb p-valuec

Indice Totale di

Sharp 5,7 (4,2-7,3) 3,0 (1,7-4,3) 1,3 (0,5-2,1) < 0,001 0,0020 < 0,001

erosione 3,7 (2,7-4,7) 1,7 (1,0-2,4) 0,8 (0,4-1,2) < 0,001 0,0082 < 0,001

Indice JSN 2,0 (1,2-2,8) 1,3 (0,5-2,1) 0,5 (0-1,0) < 0,001 0,0037 0,151

a il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con metotressato e la terapia

associata adalimumab/metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney.

b il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con adalimumab e la terapia

associata adalimumab/metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney

c il valore p è stato ottenuto confrontando a due a due la monoterapia con adalimumab e la

monoterapia con metotressato utilizzando il test U Mann-Whitney

Dopo 52 settimane e 104 settimane di trattamento, la percentuale di pazienti in cui non si è avuta

progressione (variazione rispetto al valore basale dell’Indice Totale di Sharp modificato ≤ 0,5) è stata

significativamente maggiore con la terapia associata adalimumab/metotressato (rispettivamente 63,8%

e 61,2%) rispetto alla monoterapia con metotressato (rispettivamente 37,4% e 33,5%, p < 0,001) ed

alla monoterapia con adalimumab (rispettivamente 50,7%, p < 0,002 e 44,5%, p < 0,001).

Nella fase di estensione in aperto dello studio AR V, la variazione media rispetto al valore basale

all’Anno 10 dell’Indice Totale di Sharp modificato è stata, rispettivamente, di 10,8; 9,2 e 3,9 nei

pazienti che erano stati inizialmente randomizzati alla somministrazione di metotressato in

monoterapia, di adalimumab in monoterapia e della terapia associata adalimumab/metotressato. Le

corrispondenti percentuali di pazienti senza progressione radiologica sono state, rispettivamente,

31,3%, 23,7% e 36,7%.

Qualità della vita e funzionalità fisica

La qualità di vita correlata allo stato di salute e la funzionalità fisica sono state valutate con l’indice di

disabilità ottenuto attraverso il questionario di valutazione dello stato di salute (Health Assessment

Questionnaire - HAQ), in quattro studi originali, adeguati e ben controllati, che è stato un endopoint

primario prespecificato dello studio AR III alla settimana 52. Tutti gli schemi terapeutici con

adalimumab nei quattro studi hanno evidenziato miglioramenti maggiori in misura statisticamente

significativa dell’indice di disabilità dell’HAQ tra il valore basale e il 6° mese rispetto al placebo e

nello studio AR III il medesimo risultato è stato osservato alla settimana 52. L’analisi dello stato

generale di salute, valutato attraverso lo Short Form Health Survey (SF-36) nei quattro studi, supporta

queste conclusioni per tutti gli schemi di somministrazione di adalimumab con risultati statisticamente

significativi per quanto riguarda gli indici di attività fisica, di dolore e dello stato di benessere,

registrati con adalimumab 40 mg a settimane alterne. Una diminuzione statisticamente significativa

del senso di affaticamento così come risulta dagli indici della valutazione funzionale relativa al

trattamento della patologia cronica (FACIT) è stata riscontrata in tutti i tre studi in cui è stata valutata

(studi AR I, III, IV).

Nello studio AR III, la maggioranza dei soggetti che hanno raggiunto il miglioramento della

funzionalità fisica e che hanno continuato il trattamento hanno mantenuto il miglioramento per 520

settimane (120 mesi) di trattamento in aperto. Il miglioramento della qualità di vita è stato misurato

fino alla settimana 156 (36 mesi) ed il miglioramento è stato mantenuto nel tempo.

Nello studio AR V, l’indice di disabilità valutato in base all’HAQ e la componente fisica dell’SF-36

hanno dimostrato un miglioramento superiore (p < 0,001) quando è stata effettuata terapia associata

adalimumab/metotressato rispetto alla monoterapia con metotressato ed a quella con adalimumab alla

settimana 52, e questo miglioramento si è mantenuto nell’arco di 104 settimane. Nei 250 pazienti che

hanno completato la fase di estensione in aperto dello studio, i miglioramenti nella funzionalità fisica

sono stati mantenuti nell’arco dei 10 anni di trattamento.

Dolore al sito di iniezione

Per gli studi crossover raggruppati RA VI e VII, è stata osservata una differenza statisticamente

significativa per il dolore al sito di iniezione subito dopo la somministrazione tra adalimumab

40 mg/0,8 ml e adalimumab 40 mg/0,4 ml (valore medio di VAS di 3,7 cm contro un valore di 1,2 cm,

scala 0-10 cm, p<0,001). Questo rappresenta una riduzione mediana del dolore al sito di iniezione pari

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state studiate nei pazienti adulti affetti da psoriasi

cronica a placche (BSA ≥ 10% e Psoriasis Area and Severity Index (PASI) ≥ 12 o ≥ 10), i quali erano

candidati alla terapia sistemica o alla fototerapia, durante gli studi randomizzati in doppio cieco. Il

73% dei pazienti arruolati negli studi I e II sulla psoriasi erano stati precedentemente sottoposti a

terapia sistemica o fototerapica. La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state studiate anche nei

pazienti adulti affetti da psoriasi cronica a placche da moderata a severa con concomitante psoriasi

localizzata alla mano e/o al piede, i quali erano candidati alla terapia sistemica in uno studio

randomizzato in doppio cieco (studio di fase III sulla psoriasi).

Lo studio I sulla psoriasi (REVEAL) ha valutato 1.212 pazienti entro tre periodi di trattamento. Nel

corso del periodo A, ai pazienti è stato somministrato placebo o adalimumab ad una dose iniziale pari

a 80 mg, seguita da una dose pari a 40 mg, a settimane alterne, somministrata ad iniziare dalla

settimana successiva all’assunzione della dose iniziale. Dopo 16 settimane di terapia, i pazienti che

hanno ottenuto almeno una risposta PASI 75 (in cui il punteggio PASI ha registrato un miglioramento

pari ad almeno il 75% del valore al basale) sono stati ammessi al periodo B ed hanno ricevuto una

dose di adalimumab pari a 40 mg, a settimane alterne, in aperto. I pazienti che hanno mantenuto una

risposta ≥ PASI 75 alla settimana 33 e che erano stati inizialmente randomizzati per la terapia attiva

nel corso del periodo A sono stati nuovamente randomizzati nel periodo C a ricevere 40 mg di

adalimumab, a settimane alterne, o placebo, per un ulteriore periodo di 19 settimane. In tutti i gruppi

di trattamento, il punteggio PASI medio al basale è risultato pari a 18,9 ed il punteggio relativo al

Physician’s Global Assessment (PGA) è risultato di grado “moderato” nel 53% dei soggetti inclusi,

“severo” nel 41% e “molto severo” nel 6%.

Lo studio II sulla psoriasi (CHAMPION) ha paragonato l’efficacia e la sicurezza di adalimumab

rispetto al metotressato ed al placebo in 271 pazienti. Per un periodo di 16 settimane, i pazienti hanno

ricevuto placebo, o metotressato con una dose iniziale pari a 7,5 mg successivamente elevata fino alla

settimana 12 e con un massimo di 25 mg, o adalimumab alla dose iniziale di 80 mg seguita dalla dose

di 40 mg somministrata a settimane alterne (a iniziare dalla settimana successiva all’assunzione della

dose iniziale). Non sono disponibili dati che mettano a confronto adalimumab e metotressato oltre le

16 settimane di terapia. Nei pazienti trattati con metotressato che hanno raggiunto una risposta ≥ PASI

50 alla settimana 8 e/o alla settimana 12, non sono stati effettuati incrementi della dose. In tutti i

gruppi di trattamento, il punteggio PASI al basale medio è risultato pari a 19,7 ed il punteggio PGA al

basale è risultato da “lieve” (< 1%) a “moderato” (48%) a “severo” (46%) a “molto severo” (6%).

I pazienti che hanno partecipato a tutti gli studi di Fase 2 e Fase 3 sulla psoriasi sono stati considerati

idonei ad essere arruolati in uno studio di estensione in aperto, dove adalimumab è stato somministrato

per un periodo aggiuntivo di almeno 108 settimane.

Negli studi I e II sulla psoriasi, l’endpoint primario è stato rappresentato dalla percentuale di pazienti

che ha ottenuto una risposta PASI 75 rispetto al valore basale alla settimana 16 (vedere Tabelle 9 e

Tabella 9: Studio I sulla psoriasi (REVEAL) - risultati relativi all’efficacia alla settimana 16

Adalimumab 40 mg a

≥ PASI 75a 26 (6,5) 578 (70,9)b

PASI 100 3 (0,8) 163 (20,0)b

17 (4,3) 506 (62,2)b

a La percentuale di pazienti che ha ottenuto una risposta PASI 75 è stata

calcolata sotto forma di centre-adjusted rate

b p < 0,001, adalimumab vs. placebo

Tabella 10: Studio II sulla psoriasi (CHAMPION) - risultati relativi all’efficacia alla settimana

40 mg a

≥ PASI 75 10 (18,9) 39 (35,5) 86 (79,6) a, b

PASI 100 1 (1,9) 8 (7,3) 18 (16,7) c, d

6 (11,3) 33 (30,0) 79 (73,1) a, b

a p < 0,001 adalimumab vs. placebo

b p < 0,001 adalimumab vs. metotressato

c p < 0,01 adalimumab vs. placebo

d p < 0,05 adalimumab vs. metotressato

Nel corso dello studio I sulla psoriasi, nel 28% dei pazienti randomizzati a placebo alla settimana 33

dopo aver ottenuto una risposta PASI 75 rispetto al 5% di pazienti che ha proseguito la terapia con

adalimumab, p < 0,001, si è verificata una “perdita di risposta adeguata” (definita da un punteggio

PASI che dopo la settimana 33 e prima o alla scadenza della settimana 52 sia risultato < PASI 50

rispetto al valore basale con un aumento minimo di 6 punti del punteggio PASI relativo alla settimana

33). Tra i pazienti in cui si è verificata la “perdita di risposta adeguata” dopo la ri-randomizzazione per

ricevere placebo, e che sono stati successivamente arruolati nello studio d’estensione in aperto, il 38%

(25/66) ed il 55% (36/66) sono riusciti ad ottenere una risposta PASI 75 rispettivamente dopo 12 e 24

settimane di ritrattamento.

Durante lo studio I sulla psoriasi, un totale di 233 pazienti tra coloro i quali avevano ottenuto una

risposta PASI 75 alla sedicesima settimana e alla trentatreesima settimana e che avevano continuato la

terapia con adalimumab fino alla cinquantaduesima settimana hanno continuato la somministrazione

di adalimumab nello studio di estensione in aperto. In questi pazienti, le percentuali di risposta PASI

75 e PGA corrispondente a remissione totale della malattia o a persistenza di malattia minima sono

state rispettivamente 74,7% e 59,0%, dopo un ulteriore periodo di 108 settimane di terapia

somministrata in aperto (per un totale di terapia continuativa di 160 settimane). In un’analisi effettuata

su tutti i pazienti che avevano interrotto lo studio per eventi avversi o per mancanza di efficacia, o che

avevano aumentato la posologia e che per tali motivi erano stati considerati come non rispondenti alla

terapia, analogamente le percentuali di risposta PASI 75 e PGA corrispondente a remissione totale

della malattia o a persistenza di malattia minima, sono state rispettivamente del 69,6% e del 55,7%,

dopo un ulteriore periodo di 108 settimane di terapia somministrata in aperto (per un totale di terapia

continuativa di 160 settimane).

Un totale di 347 pazienti, caratterizzati da una risposta stabile alla terapia, ha preso parte ad uno studio

di estensione in aperto per la valutazione degli effetti della sospensione e della ripresa del trattamento.

Durante il periodo di sospensione della terapia, i sintomi della psoriasi si sono ripresentati in maniera

progressiva con un tempo mediano alla recidiva (progredendo fino ad uno stadio PGA “moderato” o

peggiore) di circa 5 mesi. Nessuno di questi pazienti ha manifestato fenomeni di rebound durante il

periodo di sospensione del trattamento. Complessivamente, il 76,5% dei pazienti (218/285) che erano

entrati nella fase di ri-trattamento aveva ottenuto una risposta PGA corrispondente a “remissione totale

della malattia” o a “malattia minima” dopo sedici settimane di terapia, indipendentemente dal fatto di

aver avuto o meno riacutizzazione della malattia durante il periodo di sospensione del farmaco

(rispettivamente il 69,1%[123/178] e 88,8%[95/107] dei pazienti che avevano avuto o meno una

riacutizzazione della malattia durante il periodo di sospensione). Durante la ripresa del trattamento è

stato osservato un profilo di sicurezza del tutto simile a quello osservato durante il periodo precedente

alla sospensione della terapia.

Miglioramenti significativi del DLQI (Dermatology Life Quality Index) sono stati dimostrati alla

settimana 16 a partire dal valore basale rispetto al placebo (studi I e II) ed al metotressato (studio II).

Nel corso dello studio I, anche i miglioramenti relativi ai punteggi complessivi delle componenti

fisiche e mentali del SF-36 sono risultati significativi rispetto al placebo.

In uno studio d’estensione in aperto, tra i pazienti che a causa di risposta PASI inferiore al 50%

avevano ricevuto incrementi della dose da 40 mg a settimane alterne alla dose di 40 mg ogni

settimana, il 26,4% (92/349) e il 37,8% (132/349) ha ottenuto una risposta PASI 75 alla settimana 12 e

Lo studio di fase III sulla psoriasi (REACH) ha paragonato l’efficacia e la sicurezza di adalimumab

rispetto al placebo in 72 pazienti affetti da psoriasi cronica a placche da moderata a severa e psoriasi

localizzata alla mano e/o al piede. I pazienti hanno ricevuto una dose iniziale di 80 mg di adalimumab

seguita dalla dose di 40 mg somministrata a settimane alterne (a iniziare dalla settimana successiva

all’assunzione della dose iniziale) o placebo per 16 settimane. Alla settimana 16, una percentuale

maggiore in misura statisticamente significativa di pazienti che aveva ricevuto adalimumab, ha

ottenuto una risposta PGA corrispondente a remissione totale o pressoché totale della malattia alle

mani e/o ai piedi rispetto ai pazienti che avevano ricevuto il placebo (rispettivamente 30,6% vs 4,3%,

[P = 0,014]).

Lo studio IV sulla psoriasi ha paragonato l’efficacia e la sicurezza di adalimumab rispetto al placebo

in 217 pazienti adulti affetti da psoriasi ungueale da moderata a severa. I pazienti hanno ricevuto una

dose iniziale di 80 mg di adalimumab seguita da 40 mg a settimane alterne (a partire da una settimana

dopo la dose iniziale) o di placebo per 26 settimane seguita da un trattamento in aperto con

adalimumab per altre 26 settimane. Le valutazioni della psoriasi ungueale comprendevano il Modified

Nail Psoriasis Severity Index (mNAPSI), il Physician’s Global Assessment of Fingernail Psoriasis

(PGA-F) e il Nail Psoriasis Severity Index (NAPSI) (vedere Tabella 11). Il trattamento con

adalimumab ha dimostrato un beneficio terapeutico nei pazienti affetti da psoriasi ungueale con

coinvolgimento cutaneo di grado variabile (BSA ≥ 10% (60% dei pazienti) e BSA < 10% e ≥ 5%

(40% dei pazienti)).

Tabella 11: Risultati di efficacia dello studio Ps IV alle settimane 16, 26 e 52

Endpoint Settimana 16

Controllato verso placebo

Controllato verso placebo

40 mg a

40 mg a

40 mg a

≥ mNAPSI 75 (%) 2,9 26,0a 3,4 46,6a 65,0

2,9 29,7a 6,9 48,9a 61,3

-7,8 -44,2a -11,5 -56,2a -72,2

a p < 0,001, adalimumab vs. placebo

I pazienti trattati con adalimumab hanno mostrato miglioramenti statisticamente significativi alla

settimana 26 rispetto al placebo nel DLQI.

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state valutate in studi randomizzati, in doppio cieco,

controllati con placebo e in uno studio di estensione in aperto, in pazienti adulti affetti da HS di grado

da moderato a severo, che erano intolleranti, presentavano una controindicazione o una risposta

inadeguata ad almeno 3 mesi di terapia antibiotica sistemica. I pazienti in HS-I e HS-II avevano uno

Stadio Hurley II o III della malattia con almeno 3 ascessi o noduli infiammatori.

Lo Studio HS-I (PIONEER I) ha valutato 307 pazienti con 2 periodi di trattamento. Nel Periodo A, i

pazienti hanno ricevuto placebo o adalimumab ad una dose iniziale di 160 mg alla settimana 0,80 mg

alla settimana 2 e 40 mg ogni settimana a partire dalla settimana 4 fino alla settimana 11. Durante lo

studio non era consentito l’uso concomitante di antibiotici. Dopo 12 settimane di trattamento, i

pazienti che avevano ricevuto adalimumab nel Periodo A sono stati randomizzati nel Periodo B ad 1

dei 3 gruppi di trattamento (adalimumab 40 mg ogni settimana, adalimumab 40 mg a settimane alterne

o placebo dalla settimana 12 alla settimana 35). I pazienti che erano stati randomizzati al placebo nel

Periodo A, sono stati assegnati a ricevere adalimumab 40 mg ogni settimana nel Periodo B.

Lo Studio HS-II (PIONEER II) ha valutato 326 pazienti con 2 periodi di trattamento. Nel Periodo A, i

pazienti hanno ricevuto placebo o adalimumab ad una dose iniziale di 160 mg alla settimana 0, 80 mg

alla settimana 2 e 40 mg ogni settimana a partire dalla settimana 4 fino alla settimana 11. Durante lo

studio il 19,3% dei pazienti ha continuato la terapia antibiotica orale che faceva all’inizio dello studio.

Dopo 12 settimane di trattamento, i pazienti che avevano ricevuto adalimumab nel Periodo A sono

stati randomizzati nel Periodo B ad 1 dei 3 gruppi di trattamento (adalimumab 40 mg ogni settimana,

adalimumab 40 mg a settimane alterne o placebo dalla settimana 12 alla settimana 35). I pazienti che

erano stati randomizzati al placebo nel Periodo A, sono stati assegnati a ricevere placebo nel Periodo

I pazienti che avevano preso parte agli Studi HS-I e HS-II erano idonei a partecipare ad uno studio di

estensione in aperto in cui ogni settimana veniva somministrato adalimumab 40 mg. L’esposizione

media in tutta la popolazione trattata con adalimumab è stata di 762 giorni. Durante tutti e 3 gli studi, i

pazienti hanno usato tutti i giorni una soluzione di lavaggio antisettica topica.

La riduzione delle lesioni infiammatorie e la prevenzione del peggioramento degli ascessi e delle

fistole drenanti sono state valutate utilizzando l’Hidradenitis Suppurativa Clinical Response (HiSCR;

una riduzione di almeno il 50% nella conta totale di ascessi e noduli infiammatori senza aumento nella

conta degli ascessi né di fistole drenanti rispetto al valore basale). La riduzione del dolore cutaneo

riferito all’idrosadenite suppurativa (HS) è stata valutata utilizzando la Scala di Valutazione Numerica

(Numeric Rating Scale) nei pazienti che erano entrati nello studio con un punteggio basale iniziale pari

a 3 o superiore su una scala di 11 punti.

Alla settimana 12, una percentuale significativamente maggiore di pazienti trattati con adalimumab

verso placebo ha raggiunto HiSCR. Alla settimana 12, una percentuale significativamente superiore di

pazienti nello Studio HS-II ha mostrato una diminuzione clinicamente rilevante del dolore cutaneo

riferito all’Idrosadenite Suppurativa (HS) (vedere Tabella 12). I pazienti trattati con adalimumab

presentavano un rischio significativamente ridotto di riacutizzazione della malattia durante le 12

settimane iniziali di trattamento.

Tabella 12: Risultati di efficacia a 12 settimane, studi HS I e II

Studio HS I Studio HS II

40 mg a

40 mg a

Clinical Response (HiSCR)a

≥ 30% Riduzione di Dolore

*p < 0,05, ***p < 0,001, adalimumab versus placebo

a Tra tutti i pazienti randomizzati.

b Tra i pazienti con una valutazione di dolore cutaneo legato all’Idrosadenite Suppurativa (HS) ≥ 3,

in base alla Scala di Valutazione Numerica 0 – 10; 0 = nessun dolore cutaneo, 10 = dolore cutaneo

più forte che si possa immaginare.

Il trattamento con adalimumab 40 mg ogni settimana ha ridotto in maniera significativa il rischio di

peggioramento di ascessi e fistole drenanti. Nelle prime 12 settimane degli Studi HS-I e HS-II, nel

gruppo con placebo circa il doppio della percentuale dei pazienti ha avuto un peggioramento degli

ascessi (23,0% vs 11,4%, rispettivamente) e delle fistole drenanti (30,0% vs 13,9%, rispettivamente)

rispetto ai pazienti nel gruppo con adalimumab.

Miglioramenti maggiori della qualità della vita, definita come stato di salute generale correlato alla

patologia cutanea e misurato attraverso il Dermatology Life Quality Index (DLQI; Studi HS-I e HSII),

sono stati dimostrati alla settimana 12 a partire dal valore basale rispetto al placebo, la soddisfazione

globale dei pazienti in trattamento con il medicinale, misurata con il questionario Treatment

Satisfaction Questionnaire - medication (TSQM; Studi HS-I e HS-II), e salute fisica misurata

attraverso il Physical Component Summary Score del SF-36 (Studio HS-I).

Nei pazienti che alla settimana 12 avevano una risposta almeno parziale ad adalimumab 40 mg

somministrato ogni settimana, la percentuale di HiSCR alla settimana 36 era superiore nei pazienti che

avevano continuato adalimumab ogni settimana rispetto ai pazienti in cui la frequenza di

somministrazione era stata ridotta a settimane alterne, o nei quali era stato sospeso il trattamento

(vedere Tabella 13).

Tabella 13: Percentuale di pazientia che hanno ottenuto HiSCRb alle settimane 24 e 36 dopo il

riassegnamento del trattamento alla settimana 12 da adalimumab ogni settimana

Adalimumab 40 mg a

Adalimumab 40 mg

Settimana 24 24 (32,9%) 36 (51,4%) 40 (57,1%)

Settimana 36 22 (30,1%) 28 (40,0%) 39 (55,7%)

a Pazienti con almeno una risposta parziale ad adalimumab 40 mg ogni settimana dopo 12 settimane

b Pazienti che rispettavano i criteri specificati nel protocollo per la perdita di risposta o per la

mancanza di miglioramento ai quali è stato richiesto di interrompere gli studi ed erano stati

considerati come non-responder.

Tra i pazienti con una risposta parziale alla settimana 12 e che hanno ricevuto una terapia settimanale

senza interruzione con adalimumab, la percentuale di HiSCR alla settimana 48 era del 68,3% ed alla

settimana 96 era del 65,1%. Nel trattamento a lungo termine con adalimumab 40 mg a settimana per

96 settimane non sono emerse nuove problematiche di sicurezza.

Tra i pazienti negli Studi HS-I e HS-II che avevano interrotto il trattamento con adalimumab alla

settimana 12, la percentuale di HiSCR 12 settimane dopo la ripresa di adalimumab 40 mg ogni

settimana, sono ritornati ai livelli simili a quelli osservati prima della sospensione (56,0%).

Malattia di Crohn

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state valutate in oltre 1.500 pazienti affetti da malattia

di Crohn, da moderatamente a gravemente attiva (Crohn’s Disease Activity Index = indice di attività

della malattia di Crohn (CDAI)) ≥ 220 e ≤ 450) in studi randomizzati, in doppio cieco, controllati con

placebo. È stata consentita la somministrazione concomitante di dosi costanti di aminosalicilati, di

corticosteroidi, e/o di agenti immunomodulatori ed l’80% dei pazienti ha continuato ad assumere

almeno uno di questi farmaci.

L’induzione della remissione clinica (definita come CDAI < 150) è stata valutata in due studi, studio

CD I (CLASSIC I) e studio CD II (GAIN). Nello studio CD I, 299 pazienti mai trattati con anti-TNF

sono stati randomizzati ad uno dei quattro gruppi di trattamento; il gruppo trattato con placebo alla

settimana 0 e 2, il gruppo trattato con 160 mg di adalimumab alla settimana 0 e con 80 mg alla

settimana 2, il gruppo trattato con 80 mg alla settimana 0 e 40 mg alla settimana 2, ed il gruppo trattato

con 40 mg alla settimana 0 e 20 mg alla settimana 2. Nello studio CD II, 325 dei pazienti che avevano

perso la risposta o si sono rivelati intolleranti ad infliximab sono stati randomizzati per ricevere160 mg

di adalimumab alla settimana 0 ed 80 mg di adalimumab alla settimana 2 oppure placebo alla

settimana 0 ed alla settimana 2. I non-responders primari sono stati esclusi dagli studi e, di

conseguenza, questi pazienti non sono stati sottoposti ad ulteriori valutazioni.

Il mantenimento della remissione clinica è stato valutato nello studio CD III (CHARM). Nello studio

CD III, 854 pazienti hanno ricevuto in aperto 80 mg di adalimumab alla settimana 0 e 40 mg alla

settimana 2. Alla settimana 4, i pazienti sono stati randomizzati per ricevere 40 mg a settimane alterne,

40 mg ogni settimana, oppure il placebo; la durata totale dello studio è stata pari a 56 settimane. I

pazienti che hanno manifestato una risposta clinica (diminuzione dell’indice CDAI ≥ 70) alla

settimana 4 sono stati stratificati ed analizzati separatamente da coloro che non hanno manifestato una

risposta clinica alla settimana 4. È stata consentita una riduzione graduale della dose di corticosteroidi

dopo la settimana 8.

Le percentuali relative all’induzione della remissione e della risposta clinica dello studio CD I e dello

studio CD II sono riportate nella Tabella 14.

Tabella 14: Induzione della remissione e della risposta clinica (percentuale di pazienti)

Studio CD I: Pazienti mai trattati con

Studio CD II: Pazienti

12% 24% 36%* 7% 21%*

24% 37% 49%** 25% 38%**

Tutti i valori p rappresentano i confronti a coppie delle percentuali di adalimumab verso placebo

* p < 0,001

** p < 0,01

Percentuali di remissione simili sono state osservate nel gruppo trattato con la dose di induzione pari a

160/80 mg ed a 80/40 mg entro la settimana 8 e gli eventi avversi si sono manifestati più

frequentemente nel gruppo trattato con il dosaggio pari a 160/80 mg.

Nello studio CD III, alla settimana 4, il 58% (499/854) dei pazienti ha manifestato una risposta clinica

ed è stato valutato nell’analisi primaria. Tra i pazienti che hanno manifestato una risposta clinica alla

settimana 4, il 48% era stato esposto precedentemente a terapia con altri farmaci antagonisti del TNF.

Le percentuali relative al mantenimento della remissione e della risposta clinica sono riportate nella

Tabella 15. I risultati relativi alla remissione clinica sono rimasti relativamente costanti a prescindere

dall’esposizione precedente a farmaci anti-TNF.

Alla settimana 56 il ricovero ospedaliero correlato alla malattia e gli interventi chirurgici erano

statisticamente significativamente ridotti con adalimumab rispetto al placebo.

Tabella 15: Mantenimento della remissione e della risposta clinica (percentuale di pazienti)

Placebo Adalimumab 40 mg

a settimane alterne

Adalimumab 40 mg

Settimana 26 N=170 N=172 N=157

Remissione clinica 17% 40%* 47%*

Risposta clinica (CR-100) 27% 52%* 52%*

Pazienti in remissione senza

trattamento steroideo per ≥ 90

3% (2/66) 19% (11/58)** 15% (11/74)**

Settimana 56 N=170 N=172 N=157

Remissione clinica 12% 36%* 41%*

Risposta clinica (CR-100) 17% 41%* 48%*

Pazienti in remissione senza

trattamento steroideo per ≥ 90

5% (3/66) 29% (17/58)* 20% (15/74)**

* p < 0,001 per confronti a coppie delle percentuali adalimumab verso placebo

** p < 0,02 per confronti a coppie delle percentuali adalimumab verso placebo

a di coloro che sono stati trattati con corticosteroidi al basale

Tra i pazienti che non hanno evidenziato una risposta alla settimana 4, il 43% dei pazienti trattati con

terapia di mantenimento a base di adalimumab ha manifestato una risposta entro la settimana 12

rispetto al 30% dei pazienti trattati con placebo. Tali risultati suggeriscono che alcuni pazienti che non

hanno manifestato una risposta alla settimana 4 traggono giovamento dalla terapia di mantenimento

continuata fino alla settimana 12. La terapia proseguita oltre le 12 settimane non ha portato ad un

numero significativamente più elevato di risposte (vedere paragrafo 4.2).

117/276 pazienti dallo studio CD I e 272/777 pazienti provenienti dagli studi CD II e III sono stati

seguiti per almeno 3 anni di terapia con adalimumab in aperto. Rispettivamente 88 e 189 pazienti

hanno continuato a mantenere la remissione clinica. La risposta clinica (CR-100) è stata mantenuta

rispettivamente in 102 e 233 pazienti.

Qualità della vita

Negli studi CD I e CD II, alla settimana 4 era raggiunto un miglioramento statisticamente significativo

del punteggio totale del questionario IBDQ (inflammatory bowel disease questionnaire) nei pazienti

randomizzati a adalimumab 80/40 mg e 160/80 mg rispetto al placebo ed era visto alle settimane 26 e

56 nello studio CD III come pure tra i gruppi trattati con adalimumab rispetto al gruppo trattato con

La sicurezza e l’efficacia di dosi multiple di adalimumab sono state valutate in pazienti adulti affetti da

colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo (punteggio Mayo da 6 a 12 con un sottopunteggio

endoscopico da 2 a 3) in studi randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo.

Nello studio UC-I, 390 pazienti non precedentemente trattati con antagonisti del TNF sono stati

randomizzati in modo da assumere placebo alla settimana 0 e 2, 160 mg di adalimumab alla settimana

0 seguiti da 80 mg alla settimana 2 oppure 80 mg di adalimumab alla settimana 0 seguiti da 40 mg alla

settimana 2. Dopo la settimana 2, i pazienti arruolati in entrambi i bracci con adalimumab hanno

assunto 40 mg a settimane alterne. La remissione clinica (definita come punteggio di Mayo ≤ 2 con

nessun sotto punteggio > 1) è stata valutata alla settimana 8.

Nello studio UC-II, 248 pazienti hanno assunto 160 mg di adalimumab alla settimana 0,80 mg alla

settimana 2 e successivamente 40 mg a settimane alterne, e 246 pazienti hanno assunto placebo.

L’induzione della remissione è stata valutata alla settimana 8 mentre il mantenimento della remissione

alla settimana 52.

Nello studio UC-I (rispettivamente 18% vs 9%, p=0,031) e nello studio UC-II (rispettivamente 17% vs

9%, p=0,019) i pazienti indotti con 160/80 mg di adalimumab hanno raggiunto la remissione clinica

rispetto al placebo alla settimana 8 in percentuali superiori in modo statisticamente significativo. Nello

studio UC-II, tra i pazienti trattati con adalimumab in remissione alla settimana 8, 21/41 (51%) erano

in remissione alla settimana 52.

I risultati per la popolazione totale dello studio UC-II sono mostrati nella Tabella 16.

Tabella 16: Risposta, remissione e guarigione della mucosa nello studio UC-II (percentuale di

Placebo Adalimumab 40 mg a

Settimana 52 N=246 N=248

Risposta clinica 18% 30%*

Remissione clinica 9% 17%*

Guarigione della mucosa 15% 25%*

Remissione libera da Steroidi per un

periodo ≥ 90 giornia

Settimana 8 e 52

Risposta prolungata 12% 24%**

Remissione prolungata 4% 8%*

Guarigione prolungata della mucosa 11% 19%*

La remissione clinica è definita da un punteggio di Mayo ≤ 2 con nessun sottopunteggio > 1;

La risposta clinica è definita come una riduzione rispetto al basale del punteggio Mayo ≥ 3 punti e ≥

30%, oltre ad una diminuzione del sottopunteggio sanguinamento rettale [RBS] ≥1 o un RBS di 0 o 1

in valore assoluto;

*p < 0,05 per adalimumab vs. placebo alla comparazione appaiata delle percentuali

**p < 0,001 per adalimumab vs. placebo alla comparazione appaiata delle percentuali

a Di coloro che hanno assunto corticosteroidi al basale

Dei pazienti che hanno risposto alla settimana 8, il 47% mostrava una risposta, il 29% era in

remissione, il 41% ha manifestato guarigione della mucosa e il 20% era in remissione senza uso di

steroidi per un periodo ≥ 90 giorni alla settimana 52.

Circa il 40% di pazienti arruolati nello studio UC-II aveva fallito il precedente trattamento a base di

anti-TNF con infliximab. L’efficacia di adalimumab in quei pazienti si è dimostrata ridotta in

confronto a quanto mostrato in pazienti non precedentemente trattati con anti TNF. Tra i pazienti che

avevano fallito il precedente trattamento con anti TNF, il 3% del braccio placebo e il 10% del braccio

adalimumab ha raggiunto la remissione alla settimana 52.

I pazienti arruolati negli studi UC-I e UC-II hanno avuto la possibilità di entrare in uno studio di

estensione in aperto a lungo termine (UC-III). Dopo tre anni di terapia a base di adalimumab, il 75%

(301/402) ha continuato ad essere in remissione clinica in accordo al punteggio Mayo parziale.

Tassi di ospedalizzazione

Durante le 52 settimane degli studi UC-I e UC-II, è stata osservata una diminuzione delle

ospedalizzazioni per tutte le cause e delle ospedalizzazioni correlate alla colite ulcerosa nel gruppo

trattato con adalimumab rispetto al gruppo trattato con placebo. Il numero delle ospedalizzazioni per

tutte le cause era di 0,18 soggetti per anno nel gruppo di trattamento con adalimumab rispetto al

gruppo in trattamento con placebo (0,26 soggetti per anno) ed i corrispondenti dati relativi alle

ospedalizzazioni correlate alla colite ulcerosa erano di 0,12 soggetti per anno rispetto a 0,22 soggetti

Qualità della vita

Nello studio UC-II, il trattamento con adalimumab ha portato ad un miglioramento del punteggio del

questionario Inflammatory Bowel Disease Questionnaire (IBDQ).

La sicurezza e l'efficacia di adalimumab sono state valutate in pazienti adulti con uveite non-infettiva

intermedia, posteriore e panuveite, escludendo i pazienti con uveite anteriore isolata, in due studi

randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo (UV I e II). I pazienti hanno ricevuto placebo o

adalimumab a una dose iniziale di 80 mg seguita da 40 mg a settimane alterne a partire da una

settimana dopo la dose iniziale. Erano consentite dosi stabili concomitanti di un immunosoppressore

Lo Studio UV I ha valutato 217 pazienti con uveite attiva nonostante il trattamento con corticosteroidi

(prednisone orale a una dose di 10-60 mg/die). Tutti i pazienti hanno ricevuto una dose standardizzata

di prednisone pari a 60 mg/die all’ingresso nello studio per 2 settimane seguita da un programma

obbligatorio di riduzione del dosaggio, fino alla sospensione totale del corticosteroide alla settimana

Lo Studio UV II ha valutato 226 pazienti con uveite inattiva che al basale necessitavano di trattamento

cronico con corticosteroide (prednisone orale da 10 a 35 mg/die) per controllare la loro malattia. I

pazienti sono stati sottoposti successivamente a un programma obbligatorio di riduzione del dosaggio,

fino alla sospensione totale del corticosteroide alla settimana 19.

L'endpoint primario di efficacia in entrambi gli studi era il “tempo al fallimento del trattamento”. Il

fallimento del trattamento è stato definito attraverso un parametro a più componenti basato su lesioni

vascolari infiammatorie corioretiniche e/o retiniche, numero di cellule in camera anteriore (anterior

chamber, AC), grado di opacità del vitreo (vitreous haze, VH) e migliore acuità visiva corretta (best

corrected visual acuity, BCVA).

I pazienti che hanno completato gli Studi UV I e UV II erano eleggibili per essere arruolati in uno

studio di estensione a lungo termine non controllato della durata originariamente programmata di 78

settimane. I pazienti sono stati autorizzati a continuare il medicinale in studio oltre la Settimana 78

fino a quando hanno avuto accesso ad adalimumab.

I risultati di entrambi gli studi hanno dimostrato la riduzione statisticamente significativa del rischio di

fallimento del trattamento nei pazienti trattati con adalimumab rispetto ai pazienti trattati con placebo

(vedere Tabella 17). Entrambi gli studi hanno dimostrato un effetto precoce e prolungato di

adalimumab sul tasso di fallimento del trattamento rispetto al placebo (vedere Figura 1).

Tabella 17: Tempo al fallimento del trattamento negli studi UV I e UV II

HRa IC al 95%

Tempo al fallimento del trattamento alla o dopo la settimana 6 nello studio UV I

Analisi primaria (ITT)

Placebo 107 84 (78,5) 3,0 - - -

Adalimumab 110 60 (54,5) 5,6 0,50 0,36, 0,70 < 0,001

Tempo al fallimento del trattamento alla o dopo la settimana 2 nello studio UV II

Analisi primaria (ITT)

Placebo 111 61 (55,0) 8,3 - - -

Adalimumab 115 45 (39,1) NVc 0,57 0,39, 0,84 0,004

Nota: il fallimento del trattamento alla o dopo la settimana 6 (Studio UV I) oppure alla o dopo la

settimana 2 (Studio UV II) è stato contato come evento. Gli abbandoni a causa di motivi diversi dal

fallimento del trattamento sono stati censurati al momento dell’abbandono.

a HR di adalimumab rispetto al placebo dalla regressione proporzionale dei rischi con il trattamento

b Valore p bilaterale dal test dei ranghi logaritmici.

c NV = non valutabile. Meno della metà dei soggetti a rischio ha avuto un evento.

Figura 1: curve di Kaplan-Meier del tempo al fallimento del trattamento alla o dopo la

settimana 6 (studio UV I) o la settimana 2 (studio UV II)

Nota: P# = Placebo (Numero di eventi/Numero a rischio); A# = Adalimumab (Numero di

eventi/Numero a rischio).

Nello Studio UV I sono state osservate differenze statisticamente significative a favore di adalimumab

rispetto al placebo per ogni componente del fallimento del trattamento. Nello Studio UV II sono state

osservate differenze statisticamente significative solo per l’acuità visiva, mentre gli altri componenti

erano numericamente a favore di adalimumab.

Dei 424 soggetti inclusi nell’estensione a lungo termine non controllata degli Studi UV I ed UV II, 60

soggetti sono stati considerati non eleggibili (ad es. a causa di deviazioni o per complicazioni

secondarie alla retinopatia diabetica, a causa di intervento chirurgico di cataratta o vitrectomia) e sono

stati esclusi dall’analisi primaria di efficacia. Dei 364 pazienti rimanenti, 269 pazienti valutabili (74%)

hanno raggiunto 78 settimane di trattamento in aperto con adalimumab. In base all’approccio utilizzato

per l’osservazione dei dati, 216 (80,3%) sono stati in quiescenza (nessuna lesione infiammatoria attiva,

grado di cellule AC ≤ 0,5+, grado VH ≤ 0,5+) con una dose concomitante di steroidi ≤ 7,5 mg al

giorno, e 178 (66,2%) sono stati in quiescenza senza trattamento steroideo. BCVA era migliorata o

mantenuta (deteriorazione < 5 lettere) nell’88,6% degli occhi alla settimana 78. I dati oltre la settimana

78 sono stati generalmente coerenti con questi risultati, ma il numero di soggetti arruolati è diminuito

dopo questo periodo. Complessivamente, tra i pazienti che hanno interrotto lo studio, il 18% ha

interrotto a causa di eventi avversi, e l’8% a causa di risposta insufficiente al trattamento con

Qualità della vita

Gli esiti riferiti dal paziente per quanto riguarda la funzione visiva sono stati misurati in entrambi gli

studi clinici, utilizzando la scala NEI VFQ-25. Adalimumab è stato numericamente favorito per la

maggior parte dei punteggi parziali con differenze medie statisticamente significative per la visione

generale, il dolore oculare, la visione da vicino, la salute mentale e il punteggio totale nello Studio UV

I e per la visione generale e la salute mentale nello Studio UV II. Gli effetti legati alla visione non

erano numericamente a favore di adalimumab per la visione del colore nello Studio UV I e per la

visione del colore, la visione periferica e la visione da vicino nello Studio UV II.

Durante il trattamento con adalimumab possono svilupparsi anticorpi anti-adalimumab. La formazione

di anticorpi anti-adalimumab è associata all’aumento della clearance ed alla riduzione dell’efficacia di

adalimumab. Non esiste una correlazione evidente tra la presenza di anticorpi anti-adalimumab e

l’insorgenza di eventi avversi.

Idrosadenite suppurativa negli adolescenti

Non sono stati condotti studi clinici con adalimumab in pazienti adolescenti con HS. L’efficacia di

adalimumab nel trattamento di pazienti adolescenti con HS è stata predetta in base all’efficacia

dimostrata e al rapporto esposizione-risposta in pazienti adulti con HS ed alla plausibilità che il

decorso di malattia, la patofisiologia e gli effetti del principio attivo siano sostanzialmente simili a

quelli degli adulti agli stessi livelli di esposizione. La sicurezza della dose raccomandata di

adalimumab nella popolazione adolescente con HS si basa sul profilo di sicurezza cross-indicazione di

adalimumab sia nei pazienti adulti che nei pazienti pediatrici a dosi simili o più frequenti (vedere

Malattia di Crohn in pazienti pediatrici

Adalimumab è stato testato in uno studio clinico multicentrico, randomizzato, in doppio cieco

disegnato per valutare l’efficacia e la sicurezza del trattamento di induzione e di mantenimento con

dosi dipendenti dal peso corporeo (< 40 kg o ≥ 40 kg) in 192 soggetti pediatrici di età compresa tra 6 e

17 anni (inclusi), con la Malattia di Crohn (MC) di grado da moderato a severo definita da un

punteggio dell’Indice di Attività della Malattia di Crohn Pediatrica (Paediatric Crohn's Disease

Activity Index - PCDAI) > 30. I soggetti dovevano aver fallito la terapia convenzionale (incluso un

corticosteroide e/o un immunomodulatore) per MC. I soggetti, inoltre, potevano aver precedentemente

perso la risposta o essere stati intolleranti ad infliximab.

Tutti i soggetti hanno ricevuto una terapia di induzione in aperto con una dose basata sul loro peso

corporeo al basale: 160 mg alla settimana 0 e 80 mg alla settimana 2 per i soggetti con peso ≥ 40 kg, e

rispettivamente, 80 mg e 40 mg per i soggetti con peso < 40 kg.

Alla settimana 4, in base al loro peso corporeo i soggetti sono stati randomizzati 1:1 o nel regime di

mantenimento a Bassa Dose o in quello a Dose Standard, come mostrato nella Tabella 18.

Tabella 18: Regime di mantenimento

Peso del paziente Bassa dose Dose standard

< 40 kg 10 mg a settimane

20 mg a settimane

≥ 40 kg 20 mg a settimane

40 mg a settimane

Risultati di efficacia

L’endpoint primario dello studio è stato la remissione clinica alla settimana 26, definita da un

punteggio PCDAI ≤ 10.

Le percentuali di remissione clinica e di risposta clinica (definite come riduzione del punteggio

PCDAI di almeno 15 punti dal basale) sono riportate nella Tabella 19. Le percentuali di interruzione

dei corticosteroidi o degli immunomodulatori sono riportate nella Tabella 20.

Tabella 19: Studio della malattia di Crohn pediatrica - PCDAI di remissione clinica e di risposta

40/20 mg a settimane

Bassa dose 20/10 mg

a settimane alterne

Remissione clinica 38,7% 28,4% 0,075

Risposta clinica 59,1% 48,4% 0,073

Remissione clinica 33,3% 23,2% 0,100

Risposta clinica 41,9% 28,4% 0,038

* confronto valore p per Dose Standard versus Bassa Dose

Tabella 20: Studio della malattia di Crohn pediatrica - discontinuazione dei corticosteroidi o

immunomodulatori e remissione della fistola

40/20 mg a

20/10 mg a

valore p 1

Corticosteroidi discontinuati N=33 N=38

Settimana 26 84,8% 65,8% 0,066

Settimana 52 69,7% 60,5% 0,420

Discontinuazione di Immunomodulatori 2 N=60 N=57

Settimana 52 30,0% 29,8% 0,983

Remissione della Fistola 3 N=15 N=21

Settimana 26 46,7% 38,1% 0,608

Settimana 52 40,0% 23,8% 0,303

1 confronto valore p per Dose Standard versus Dose Bassa.

2 la terapia immunosoppressiva poteva essere interrotta solo alla o dopo la Settimana 26 a discrezione

dello sperimentatore se il soggetto aveva raggiunto il criterio della risposta clinica

3 definito come chiusura di tutte le fistole che si stavano esaurendo al basale per almeno 2 visite

Per entrambi i gruppi di trattamento sono stati osservati incrementi (miglioramenti) statisticamente

significativi dell’Indice di Massa Corporea e della velocità di accrescimento staturale dal basale alla

Settimana 26 e 52.

In entrambi i gruppi di trattamento sono stati inoltre osservati miglioramenti statisticamente e

clinicamente significativi rispetto al basale dei parametri di qualità di vita (incluso IMPACT III).

Cento pazienti (n=100) dello Studio della Malattia di Crohn Pediatrica hanno continuato in uno studio

di estensione in aperto a lungo termine. Dopo 5 anni di trattamento con adalimumab, il 74,0% (37/50)

dei 50 pazienti rimasti nello studio ha continuato ad essere in remissione clinica e il 92,0% (46/50) dei

pazienti ha continuato ad avere la risposta clinica per PCDAI.

Colite ulcerosa pediatrica

La sicurezza e l'efficacia di adalimumab sono state valutate in uno studio multicentrico, randomizzato,

in doppio cieco, condotto su 93 pazienti pediatrici di età compresa tra 5 e 17 anni affetti da colite

ulcerosa da moderata a severa (Mayo Score da 6 a 12 con sottopunteggio endoscopico da 2 a 3 punti,

confermato mediante endoscopia refertata da un operatore indipendente) che hanno avuto una risposta

inadeguata o intolleranza alla terapia convenzionale. Circa il 16% dei pazienti nello studio aveva

fallito un precedente trattamento con anti-TNF. Ai pazienti che avevano ricevuto corticosteroidi

all'arruolamento è stato consentito di ridurre la terapia con corticosteroidi dopo la Settimana 4.

Nel periodo di induzione dello studio, 77 pazienti sono stati randomizzati 3:2 per ricevere un

trattamento in doppio cieco con adalimumab a una dose di induzione di 2,4 mg/kg (massimo 160 mg)

alla Settimana 0 e alla Settimana 1 e di 1,2 mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2, oppure una dose

di induzione di 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0, placebo alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg

(massimo 80 mg) alla Settimana 2. Entrambi i gruppi hanno ricevuto 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) alla

Settimana 4 e alla Settimana 6. A seguito di un emendamento al disegno dello studio, i restanti 16

pazienti arruolati hanno ricevuto nel periodo di induzione un trattamento in aperto con adalimumab

alla dose di induzione di 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0 e alla Settimana 1 e di 1,2

mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2.

Alla Settimana 8, 62 pazienti che avevano dimostrato una risposta clinica come indicato dal Partial

Mayo Score (PMS; definito come una diminuzione del PMS ≥ 2 punti e ≥ 30% dal basale) sono stati

randomizzati 1:1 a ricevere un trattamento di mantenimento in doppio cieco con adalimumab ad una

dose di 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni settimana o ad una dose di mantenimento di 0,6 mg/kg

(massimo 40 mg) a settimane alterne. Prima di un emendamento al disegno dello studio, altri 12

pazienti che avevano dimostrato una risposta clinica come indicato dal PMS, sono stati randomizzati a

ricevere placebo ma non sono stati inclusi nell'analisi di conferma dell'efficacia.

La riacutizzazione della malattia è stata definita come un aumento del PMS di almeno 3 punti (per i

pazienti con PMS da 0 a 2 alla Settimana 8), di almeno 2 punti (per i pazienti con PMS da 3 a 4 alla

Settimana 8) o almeno di 1 punto (per i pazienti con PMS da 5 a 6 alla Settimana 8).

I pazienti che hanno presentato i criteri di riacutizzazione di malattia alla Settimana 12 o

successivamente sono stati randomizzati a ricevere una dose di reinduzione di 2,4 mg/kg (massimo

160 mg) o una dose di 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) e hanno continuato a ricevere successivamente il

rispettivo regime di mantenimento.

Risultati di efficacia

Gli endpoint co-primari dello studio sono stati la remissione clinica come indicato dal PMS (definita

come PMS ≤ 2 e nessun sottopunteggio individuale > 1) alla Settimana 8 e remissione clinica come

indicato dal FMS (Full Mayo Score) (definito come Mayo Score ≤ 2 e nessun sottopunteggio

individuale > 1) alla Settimana 52, nei pazienti che avevano ottenuto una risposta clinica come

indicato dal PMS alla Settimana 8.

I tassi di remissione clinica come indicato dal PMS alla Settimana 8 per i pazienti in ciascuno dei

gruppi di induzione in doppio cieco di adalimumab sono mostrati nella Tabella 21.

Tabella 21: Remissione clinica in base al PMS a 8 settimane

Massimo 160 mg alla Settimana

0/Placebo alla Settimana 1

Massimo 160 mg alla Settimana

0 e alla Settimana 1

Remissione clinica 13/30 (43,3%) 28/47 (59,6%)

a Adalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0, placebo alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg

(massimo 80 mg) alla Settimana 2

b Adalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0 e alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg (massimo

80 mg) alla Settimana 2

c Senza includere la dose di Induzione in aperto di adalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla

Settimana 0 e alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2

Nota 1: entrambi i gruppi di induzione hanno ricevuto 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) alla Settimana 4 e

alla Settimana 6

Nota 2: i pazienti con valori mancanti alla Settimana 8 sono stati considerati come non aver raggiunto

Alla Settimana 52, nei pazienti che avevano ricevuto adalimumab alle dosi di mantenimento massima

in doppio cieco di 40 mg a settimane alterne (0,6 mg/kg) e massima di 40 mg a settimana (0,6 mg/kg),

sono state valutate la remissione clinica come indicato dal FMS nei responder alla Settimana 8, la

risposta clinica come indicato dal FMS (definita come una diminuzione del Mayo Score ≥ 3 punti e ≥

30% dal basale) nei responder alla Settimana 8, la guarigione della mucosa (definita come Mayo

subscore per endoscopia ≤ 1) nei responder alla Settimana 8, la remissione clinica come indicato dal

FMS nei soggetti in remissione alla Settimana 8 e la proporzione di soggetti in remissione senza

corticosteroidi come indicato dal FMS nei responder alla Settimana 8 (Tabella 22).

Tabella 22: Risultati di efficacia a 52 settimane

Massimo 40 mg a settimane

Massimo 40 mg a settimana

Remissione clinica nei

responder PMS alla Settimana 8

9/31 (29,0%) 14/31 (45,2%)

Risposta clinica nei responder

PMS alla Settimana 8

19/31 (61,3%) 21/31 (67,7%)

Guarigione della mucosa nei

responder PMS alla Settimana 8

12/31 (38,7%) 16/31 (51,6%)

Remissione clinica nei soggetti

in remissione PMS alla

9/21 (42,9%) 10/22 (45,5%)

corticosteroidi nei responder

PMS alla Settimana 8c

a Adalimumab 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) a settimane alterne

b Adalimumab 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni settimana

c In pazienti che ricevono corticosteroidi concomitanti al basale

Nota: i pazienti con valori mancanti alla Settimana 52 o che sono stati randomizzati a ricevere un

trattamento di reinduzione o mantenimento sono stati considerati non responder per gli endpoint

della Settimana 52

Ulteriori endpoint di efficacia esplorativi includevano la risposta clinica secondo il PUCAI (Pediatric

Ulcerative Colitis Activity Index) (definita come una diminuzione del PUCAI ≥ 20 punti dal basale) e

la remissione clinica come indicato dal PUCAI (definita come PUCAI < 10) alla Settimana 8 e alla

Settimana 52 (Tabella 23).

Tabella 23: Risultati degli endpoint esplorativi in base al PUCAI

Massimo 160 mg alla Settimana

0/Placebo alla Settimana 1

Massimo 160 mg alla

Settimana 0 e alla Settimana

Remissione clinica in base al

10/30 (33,3%) 22/47 (46,8%)

Risposta clinica in base al PUCAI 15/30 (50,0%) 32/47 (68,1%)

Massimo 40 mg a settimane

Massimo 40 mg a settimana

Remissione clinica in base al

PUCAI nei responder PMS alla

14/31 (45,2%) 18/31 (58,1%)

Risposta clinica in base al PUCAI

nei responder PMS alla Settimana

18/31 (58,1%) 16/31 (51,6%)

a Adalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0, placebo alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg

(massimo 80 mg) alla Settimana 2

b Adalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla Settimana 0 e alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg (massimo

80 mg) alla Settimana 2

c Senza includere la dose di Induzione in aperto di adalimumab 2,4 mg/kg (massimo 160 mg) alla

Settimana 0 e alla Settimana 1 e 1,2 mg/kg (massimo 80 mg) alla Settimana 2

d Adalimumab 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) a settimane alterne

e Adalimumab 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni settimana

Nota 1: entrambi i gruppi di induzione hanno ricevuto 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) alla Settimana 4 e

alla Settimana 6

Nota 2: i pazienti con valori mancanti alla Settimana 8 sono stati considerati come non aver raggiunto

Nota 3: i pazienti con valori mancanti alla Settimana 52 o che sono stati randomizzati a ricevere un

trattamento di reinduzione o mantenimento sono stati considerati non responder per gli endpoint della

Dei pazienti trattati con adalimumab che hanno ricevuto un trattamento di reinduzione durante il

periodo di mantenimento, 2/6 (33%) hanno raggiunto una risposta clinica in base al FMS alla

Qualità della vita

Miglioramenti clinicamente significativi rispetto al basale sono stati osservati nei punteggi IMPACT

III e WPAI (Work Productivity and Activity Impairment) dei caregiver per i gruppi trattati con

Aumenti clinicamente significativi (miglioramento) rispetto al basale della velocità di crescita in

altezza sono stati osservati per i gruppi trattati con adalimumab e aumenti clinicamente significativi

(miglioramento) rispetto al basale dell'indice di massa corporea sono stati osservati nei soggetti trattati

con la dose di mantenimento di massimo 40 mg (0,6 mg/kg) ogni settimana.

La sicurezza e l’efficacia di adalimumab sono state valutate in uno studio randomizzato, controllato, in

doppio cieco su 90 pazienti pediatrici dai 2 ai < 18 anni di età con uveite anteriore non infettiva attiva

associata ad artrite idiopatica giovanile (JIA) refrattari ad almeno 12 settimane di trattamento con

metotressato. I pazienti hanno ricevuto placebo oppure 20 mg di adalimumab (se < 30 kg) o 40 mg di

adalimumab (se ≥ 30 kg) a settimane alterne in combinazione con la loro dose basale di metotressato.

L'endpoint primario di efficacia in entrambi gli studi era il “tempo al fallimento del trattamento”. I

criteri che definivano il fallimento del trattamento erano il peggioramento o l’assenza prolungata di un

miglioramento dell’infiammazione oculare, il miglioramento parziale con sviluppo di comorbidità

oculari prolungate o peggioramento delle comorbidità oculari esistenti, l’uso non consentito di

medicinali concomitanti e la sospensione del trattamento per un periodo di tempo prolungato.

Adalimumab ha ritardato in misura significativa il tempo al fallimento del trattamento rispetto al

placebo (vedere Figura 2, p < 0,0001 dal test dei ranghi logaritmici). La mediana del tempo al

fallimento del trattamento è stata di 24,1 settimane per i soggetti trattati con placebo, mentre la

mediana del tempo al fallimento del trattamento è risultata non valutabile per i soggetti trattati con

adalimumab in quanto meno di metà di questi soggetti è andata incontro a fallimento del trattamento.

Adalimumab ha ridotto in maniera significativa il rischio di fallimento del trattamento nella misura del

75% rispetto al placebo, come evidenziato dal rapporto di rischio (HR = 0,25 [IC al 95%: 0,12; 0,49]).

Figura 2: curve di Kaplan-Meier del tempo al fallimento del trattamento nello studio sull’uveite

Nota: P = Placebo (Numero a rischio); H = Adalimumab (Numero a rischio).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento e distribuzione

Dopo la somministrazione sottocutanea di una singola dose di 40 mg, l’assorbimento e la distribuzione

di adalimumab sono stati lenti, con picchi di concentrazione sierica raggiunti circa 5 giorni dopo la

somministrazione. La biodisponibilità media assoluta di adalimumab rilevata nei tre studi condotti con

il medicinale di riferimento dopo una dose sottocutanea unica di 40 mg è stata del 64%. Dopo dosi

endovenose singole da 0,25 a 10 mg/kg, le concentrazioni sono state proporzionali alla dose. Dopo

dosi di 0,5 mg/kg (~40 mg), la clearance è variata da 11 a 15 ml/ora, il volume di distribuzione (Vss) è

variato dai 5 ai 6 litri, e l’emivita media della fase finale è stata di circa due settimane. Le

concentrazioni di adalimumab nel liquido sinoviale in diversi pazienti affetti da artrite reumatoide

sono state del 31-96% rispetto a quelle sieriche.

In seguito a somministrazione sottocutanea di 40 mg di adalimumab ogni due settimane in pazienti

adulti con artrite reumatoide (AR) le concentrazioni minime all’equilibrio sono state in media di circa

5 μg/ml (senza terapia concomitante con metotressato) e 8-9 μg/ml (in combinazione con

metotressato). I livelli sierici minimi di adalimumab all’equilibrio a seguito di dosaggi sottocutanei da

20, 40 e 80 mg ogni 2 settimane o settimanalmente sono aumentati approssimativamente in maniera

Nei pazienti adulti affetti da psoriasi la concentrazione minima all’equilibrio è risultata essere in media

di circa 5 μg/ml durante il trattamento con una dose di adalimumab pari a 40 mg, somministrata a

settimane alterne, in monoterapia.

Nei pazienti adulti con HS, una dose pari a 160 mg di adalimumab alla settimana 0 seguita da 80 mg

alla settimana 2 ha ottenuto concentrazioni sieriche minime di adalimumab di circa 7-8 μg/ml alla

settimana 2 e alla settimana 4. Le concentrazioni medie minime all’equilibrio alla settimana 12 fino

alla settimana 36 erano circa 8-10 μg/ml durante il trattamento con adalimumab 40 mg a settimana.

L’esposizione ad adalimumab nei pazienti adolescenti con HS è stata predetta usando modelli e

simulazione farmacocinetica di popolazione basati sulla farmacocinetica cross-indicazione in altri

pazienti pediatrici (psoriasi pediatrica, artrite idiopatica giovanile, malattia di Crohn pediatrica e artrite

associata ad entesite). Lo schema posologico raccomandato per gli adolescenti con HS è di 40 mg a

settimane alterne. Dato che l’esposizione ad adalimumab potrebbe essere influenzata dalla massa

corporea, gli adolescenti che hanno un peso corporeo maggiore e una risposta inadeguata possono

beneficiare della dose raccomandata per gli adulti di 40 mg ogni settimana.

Nei pazienti con malattia di Crohn, la dose di carico con 80 mg di adalimumab alla settimana 0 seguita

da 40 mg di adalimumab alla settimana 2 ha ottenuto concentrazioni sieriche minime di adalimumab

di circa 5,5 μg/ml durante il periodo di induzione. Una dose di carico con 160 mg di adalimumab alla

settimana 0 seguita da 80 mg di adalimumab alla settimana 2 ha ottenuto concentrazioni sieriche

minime di adalimumab di circa 12 μg/ml durante il periodo di induzione. Sono stati osservati livelli

medi minimi all’equilibrio di circa 7 μg/ml nei pazienti con malattia di Crohn che hanno ricevuto una

dose di mantenimento di 40 mg di adalimumab ogni due settimane.

Nei pazienti pediatrici con MC di grado da moderato a severo, la dose di induzione di adalimumab in

aperto era 160/80 mg o 80/40 mg alle settimane 0 e 2, rispettivamente, a seconda del cut-off del peso

corporeo a 40 kg. Alla settimana 4, i pazienti erano randomizzati 1:1 sulla base del peso corporeo nei

gruppi del trattamento di mantenimento o alla Dose Standard (40/20 mg a settimane alterne) o alla

Dose Bassa (20/10 mg a settimane alterne). Le concentrazioni sieriche medie (±SD) dei livelli minimi

di adalimumab raggiunte alla settimana 4 erano 15,7 ± 6,6 μg/ml per i pazienti ≥ 40 kg (160/80 mg) e

10,6 ± 6,1 μg/ml per i pazienti < 40 kg (80/40 mg).

Per i pazienti che rimanevano nella loro terapia randomizzata, le concentrazioni medie dei livelli

minimi (±SD) di adalimumab alla settimana 52 erano 9,5 ± 5,6 μg/ml per il gruppo a Dose Standard e

3,5 ± 2,2 μg/ml per il gruppo a Bassa Dose. Le concentrazioni medie dei livelli minimi erano

mantenute nei pazienti che continuavano a ricevere il trattamento di adalimumab a settimane alterne

per 52 settimane. Per i pazienti che aumentavano la dose da un regime a settimane alterne a uno

settimanale, le concentrazioni sieriche medie (±SD) di adalimumab alla settimana 52 erano 15,3 ± 11,4

μg/ml (40/20 mg, a settimana) e 6,7 ± 3,5 μg/ml (20/10 mg, a settimana).

Nei pazienti affetti da colite ulcerosa, una dose di carico di 160 mg di adalimumab alla settimana 0

seguita da 80 mg di adalimumab alla settimana 2 ha ottenuto una concentrazione sierica minima di

adalimumab di circa 12 μg/ml durante il periodo di induzione. Sono stati osservati livelli medi minimi

all’equilibrio di circa 8 μg/ml nei pazienti con colite ulcerosa che hanno ricevuto una dose di

mantenimento di 40 mg di adalimumab ogni due settimane.

A seguito della somministrazione sottocutanea di una dose di 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni due

settimane basata sul peso corporeo, in pazienti pediatrici con colite ulcerosa, la concentrazione media

minima di adalimumab sierico all’equilibrio è stata di 5,01 ± 3,28 μg/ml alla Settimana 52. Per i

pazienti che hanno ricevuto 0,6 mg/kg (massimo 40 mg) ogni settimana, la concentrazione media

minima (±DS) di adalimumab sierico all’equilibrio è stata di 15,7 ± 5,60 μg/ml alla Settimana 52.

Nei pazienti adulti affetti da uveite, una dose di carico di 80 mg di adalimumab alla settimana 0

seguita da 40 mg di adalimumab a settimane alterne a partire dalla settimana 1 ha determinato

concentrazioni medie allo stato stazionario di circa 8-10 μg/ml.

L’esposizione ad adalimumab nei pazienti pediatrici con uveite è stata predetta usando modelli e

simulazione farmacocinetica di popolazione basati sulla farmacocinetica cross-indicazione in altri

pazienti pediatrici (psoriasi pediatrica, artrite idiopatica giovanile, malattia di Crohn pediatrica e artrite

associata ad entesite). Non sono disponibili dati sull’esposizione clinica relativi all’uso di una dose di

carico nei bambini di età inferiore ai 6 anni. Le esposizioni previste indicano che in assenza di

metotressato una dose di carico potrebbe causare un aumento iniziale dell’esposizione sistemica.

Dal modello e dalla simulazione farmacocinetica e farmacocinetica/farmacodinamica di popolazione è

stato previsto che l’esposizione e l'efficacia di adalimumab sono paragonabili in pazienti trattati con

80 mg a settimane alterne e in quelli trattati con 40 mg ogni settimana (compresi i pazienti adulti con

AR, HS, CU, MC o Ps, pazienti con HS negli adolescenti e nei pazienti pediatrici ≥ 40 kg con MC e

Rapporto esposizione-risposta nella popolazione pediatrica

Sulla base dei risultati degli studi clinici in pazienti con JIA (pJIA e ERA), è stato stabilito un rapporto

esposizione-risposta tra le concentrazioni plasmatiche e la risposta PedACR 50. La concentrazione

plasmatica apparente di adalimumab che produce metà della massima probabilità di risposta PedACR

50 (EC50) è stata 3 μg/ml (95% IC: 1-6 μg/ml).

I rapporti esposizione-risposta tra la concentrazione di adalimumab e l’efficacia in pazienti pediatrici

affetti da psoriasi cronica a placche di grado severo sono stati stabiliti per PASI 75 e PGA

corrispondente a remissione totale della malattia o a persistenza di malattia minima rispettivamente.

PASI 75 e PGA corrispondente a remissione totale della malattia o a persistenza di malattia minima

sono aumentati all’aumentare delle concentrazioni di adalimumab, entrambi con una simile EC50

apparente di circa 4,5 μg/ml (95% IC 0,4-47,6 e 1,9-10,5, rispettivamente).

Le analisi farmacocinetiche di popolazione, su un campione di più di 1.300 pazienti con AR, hanno

evidenziato una tendenza ad un apparente aumento della clearance di adalimumab con l’aumentare del

peso corporeo. Dopo correzione per le differenze di peso corporeo, sesso ed età sono risultati avere un

effetto minimo sulla clearance di adalimumab. I livelli sierici di adalimumab libero (non legato agli

anticorpi anti-adalimumab – AAA) sono stati più bassi nei pazienti con titoli misurabili di AAA.

Insufficienza epatica o renale

Adalimumab non è stato studiato in pazienti con insufficienza epatica o renale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi di tossicità a dosi singole,

tossicità a dosi ripetute e genotossicità.

È stato condotto uno studio sulla tossicità nello sviluppo embrio-fetale/sviluppo perinatale in scimmie

cinomologhe con dosaggi di 0,30 e 100 mg/kg (9-17 scimmie/gruppo); tale studio non ha evidenziato

danni fetali provocati da adalimumab. Sia le prove di cancerogenesi che le valutazioni standard sulla

fertilità e sulla tossicità postnatale non sono state condotte con adalimumab a causa di mancanza di

modelli appropriati per un anticorpo con limitata reattività crociata per il TNF nei roditori e lo

sviluppo di anticorpi neutralizzanti nei roditori.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

Polisorbato 80 (E 433)

Acqua per preparazioni iniettabili

Acido cloridrico (per l’aggiustamento del Ph)

Sodio idrossido (per l’aggiustamento del Ph)

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

6.3 Periodo di validità

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare. Tenere la siringa pre-riempita o la penna pre-

riempita nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Una singola siringa pre-riempita o la penna pre-riempita può essere conservata a temperature fino a un

massimo di 25°C per un periodo di non oltre 30 giorni. La siringa pre-riempita o la penna pre-riempita

deve essere o la penna pre-riempita gettata se non usata durante il periodo dei 30 giorni.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

0,8 ml soluzione iniettabile in una siringa pre-riempita in vetro di tipo I con ago fisso calibro 29,

flange per le dita, protezione dell'ago e un tappo dello stantuffo (gomma bromobutilica).

Confezioni: 1 siringa pre-riempita in blister PVC/PE con 1 tampone imbevuto di alcool.

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

0,8 ml soluzione iniettabile in un sistema di iniezione pre-riempito a base di ago (autoiniettore)

contenente una siringa pre-riempita di vetro di tipo I con ago fisso calibro 29 e tappo dello stantuffo

(gomma bromobutilica). La penna è un dispositivo di iniezione meccanica monouso, portatile.

Confezioni: 1 o 3 penne pre-riempite confezionate in blister di PVC/PE, con 1 o 3 tamponi imbevuti di

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità

alla normativa locale vigente.

7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

STADA Arzneimittel AG

61118 Bad Vilbel

8. NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in siringa pre-riempita

Libmyris 80 mg soluzione iniettabile in penna pre-riempita

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE

Data della prima autorizzazione: 12 novembre 2021

10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea

dei medicinali https://www.ema.europa.eu.

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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