MINIDIAB

Minidiab è utilizzato negli adulti per il trattamento del diabete mellito non controllabile con la sola dieta.

Usato per: diabete

Principio attivo: GLIPIZIDE · ATC A10BB07 · PFIZER ITALIA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
MINIDIAB*30 cpr 5 mg A 4,23 € 4,23 € 0,00 € + ticket*

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Principio attivo: GLIPIZIDE
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: PFIZER ITALIA S.R.L.
Codice ATC: A10BB07
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Minidiab contiene il principio attivo glipizide. Glipizide appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati sulfoniluree ed agisce abbassando i livelli di zuccheri nel sangue.

Minidiab è utilizzato negli adulti per il trattamento del diabete mellito non controllabile con la sola dieta.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Minidiab  se lei è allergico alla glipizide o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);  se soffre di diabete insulino-dipendente (diabete insorto in età pediatrica o giovanile e che necessita di un trattamento con insulina);  se presenta diabete chetoacidosico (corpi chetonici e zucchero nelle urine)

 se soffre di episodi di perdita di conoscenza (questa condizione potrebbe indicare un coma diabetico);  se soffre di gravi problemi ai reni o al fegato;  se soffre di insufficienza surrenalica (ridotta produzione di alcuni ormoni da parte dei surreni ).

È consigliabile che lei non utilizzi questo medicinale se soffre di diabete latente oppure di prediabete

(formi lievi di diabete mellito caratterizzate solo da aumenti dei livelli di zuccheri nel sangue).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Minidiab.

Informi il medico o il farmacista prima di prendere questo medicinale se pensa che una delle seguenti condizioni la riguardi:  soffre di deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), una malattia che causa anemia per distruzione anomala dei globuli rossi;  soffre di disturbi ai reni o al fegato;  è anziano, debilitato e/o malnutrito;  sta assumendo medicinali beta-bloccanti  ha problemi all’ipofisi, una ghiandola che si trova alla base del cervello.

Minidiab può causare ipoglicemia (bassi livelli di glucosio nel sangue), una condizione caratterizzata da mal di testa, irritabilità, disturbi del sonno, tremore e forte sudorazione che può richiedere il ricovero in ospedale ed evolvere in coma. Se è anziano, debilitato o malnutrito, ha problemi all’ipofisi o assume medicinali betabloccanti può più facilmente andare incontro ad ipoglicemia. È inoltre più comune che l’ipoglicemia si presenti quando c’è un’insufficiente apporto calorico, dopo un importante e prolungato esercizio fisico, quando

viene ingerito alcool o se sta assumendo altri medicinali che abbassano i livelli di zuccheri nel sangue.

Informi il medico se deve sottoporsi a un intervento chirurgico, ha subito un trauma, ha contratto un’infezione o ha la febbre. In questi casi, il controllo del diabete potrebbe risultare insufficiente e il medico le potrebbe prescrivere di assumere insulina.

Esami di laboratorio Durante il trattamento con Minidiab il medico la sottoporrà a regolari controlli per valutare i livelli di zuccheri nel sangue e gli effetti del medicinale.

aumentare la dose.

Altri medicinali e Minidiab L’efficacia di questo medicinale potrebbe diminuire nel corso del tempo e il medico potrebbe decidere di

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. I seguenti medicinali possono provocare eccessiva diminuzione dei livelli di zuccheri nel sangue (ipoglicemia) se somministrati insieme a Minidiab:  miconazolo, fluconazolo, voriconazolo, medicinali usati contro le infezioni da funghi;  antiinfiammatori non steroidei (FANS) (es. fenilbutazone e acido acetilsalicilico), medicinali usati

contro le infiammazioni, il dolore e la febbre;  beta-bloccanti, medicinali usati per trattare la pressione del sangue elevata e alcune condizioni cardiache;  ACE-inibitori, medicinali usati per abbassare la pressione del sangue;

 antagonisti dei recettori H 2 (es. cimetidina), medicinali usati per il trattamento dell’ulcera dello stomaco e dell’esofago;  inibitori delle monoamino-ossidasi, medicinali usati contro la depressione;  chinoloni, medicinali usati contro le infezioni batteriche;  sulfamidici e cloramfenicolo, antibiotici;  probenecid, medicinale usato contro la gotta;

 dicumarolo e altri medicinali simili, medicinali usati per fluidificare il sangue;  ciclofosfamide, medicinale contro i tumori;  feniramidolo, medicinale usato per rilassare i muscoli.

I seguenti medicinali possono provocare eccessivo aumento dei livelli di zuccheri nel sangue (iperglicemia) se somministrati insieme a Minidiab:  fenotiazine (es. clorpromazina), medicinali usati contro le malattie psichiatriche;  corticosteroidi, medicinali usati contro le infiammazioni e le reazioni allergiche;

 simpaticomimetici (es. ritodrina) medicinali usati per interrompere un parto prematuro, salbutamolo e terbutalina, medicinali usati contro l’asma;  diuretici, medicinali usati per aumentare la produzione di urina;  ormoni tiroidei, usati quando la tiroide funziona poco oppure è stata asportata con un intervento chirurgico;  ormoni estrogeni e progestinici, contraccettivi orali  fenitoina, medicinale usato contro le crisi epilettiche;  acido nicotinico, usato per ridurre i livelli di colesterolo e di altri grassi;  calcio-antagonisti, medicinali usati per abbassare la pressione del sangue;

 isoniazide, medicinale contro la tubercolosi;  adrenalina, medicinale contro lo shock da grave reazione allergica e nei casi di arresto cardiaco.

Minidiab con alcol Non beva alcol durante l'assunzione di Minidiab. L'alcol può aumentare l’abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue e causare perdita di coscienza (coma ipoglicemico).

Gravidanza e allattame nto Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico prima di prendere questo medicinale.

Si sconsiglia la somministrazione della glipizide durante la gravidanza. Se sta allattando al seno, il medico le prescriverà Minidiab solo se strettamente necessario.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Minidiab può causare sonnolenza, mal di testa, vertigini, confusione e disturbi della vista. Se manifesta questi effetti indesiderati non guidi veicoli né utilizzi macchinari.

Minidiab contiene lattosio del Minidiab contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Ingoi le compresse aiutandosi con un bicchiere d’acqua. La compressa può essere divisa in parti uguali.

Il medico deciderà la dose più adatta per lei in base alle sue condizioni e ai suoi livelli di zuccheri nel sangue

e nelle urine.

Le dosi raccomandate variano da mezza compressa (2,5 mg) a 4 compresse (20 mg) al giorno, suddivise in 2 o più somministrazioni da prendere immediatamente prima dei pasti principali.

Se lei prende Minidiab per la prima volta

Inizi il trattamento con mezza compressa oppure con 1 compressa al giorno. Il medico le indicherà come aumentare il dosaggio.

Se lei è già trattato con medicinali ipoglicemizzanti orali Il medico deciderà la dose più adatta a lei iniziando con bassi dosaggi e aumentandoli in maniera graduale ed

eventualmente lascerà trascorrere un opportuno periodo di tempo tra il termine del trattamento precedente e l'inizio del trattamento con Minidiab.

Se lei è in trattamento con insulina:

In alcuni casi Minidiab permette di ridurre il fabbisogno giornaliero di insulina, durante il primo periodo di trattamento è tuttavia necessario che lei controlli frequentemente i livelli glicemici.

Se prende più Minidiab di quanto deve Se ha preso accidentalmente una dose eccessiva di Minidiab avverta immediatamente il medico. Un sovradosaggio può produrre sintomi moderati di ipoglicemia, in questo caso assuma prontamente cibo o bevande zuccherate o riduca il dosaggio di Minidiab. Se manifesta convulsioni o si verifica perdita di coscienza è necessario il ricovero presso il più vicino ospedale.

Se dimentica di prendere Minidiab Se dimentica di prendere una dose, chieda consiglio al medico se può assumere il medicinale non appena se ne ricorda oppure se deve aspettare la dose successiva . Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Minidiab

Se interrompe il trattamento con questo medicinale, i suoi livelli di zuccheri nel sangue potrebbero variare improvvisamente e la sua malattia potrebbe peggiorare. Questo potrebbe mettere in pericolo la sua vita. Non interrompa il trattamento con Minidiab a meno che non glielo prescriva il medico.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Interrompa immediatamente il trattamento con questo medicinale e si rivolga al medico se lei manifesta:  ittero colestatico  reazioni, arrossamenti e allergie della pelle (eczema,dermatite allergica, eritema, reazioni morbilliformi o maculopapulari)  orticaria, prurito, aumento della sensibilità della pelle alla luce del sole Si rivolga al medico se manifesta i seguenti effetti indesiderati:

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10):

 riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia) (vedere paragrafo 2 “Avvertenze a precauzioni”)  nausea, diarrea, dolore all’addome

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100):  vertigini  sonnolenza  tremore  offuscamento della vista  vomito

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):  diminuzione nel sangue del numero di globuli bianchi, piastrine e globuli rossi  diminuzione dei livelli di sodio nel sangue  confusione

 mal di testa  visione doppia delle immagini, compromissione o riduzione della vista  stitichezza

 diminuzione del funzionamento del fegato, infiammazione del fegato  porfiria non acuta (alterata produzione di emoglobina)  malessere generale  alterazione di alcuni esami di laboratorio del sangue che valutano il funzionamento del fegato, del rene e dei muscoli (aspartato amminotrasferasi aumentata, latticodeidrogenasi ematica aumentata, fosfatasi alcalina ematica aumentata, urea ematica aumentata, creatinina ematica aumentata) La maggioranza degli effetti indesiderati è correlata al dosaggio, è transitoria e risponde alla riduzione del dosaggio o alla sospensione della cura.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se lei manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Minidiab Il principio attivo è glipizide. Ogni compressa contiene 5 mg di glipizide. Gli altri componenti sono: lattosio (vedere paragrafo 2 “Minidiab contiene lattosio”), cellulosa microcristallina,

amido, acido stearico.

Descrizione dell’aspetto di Minidiab e contenuto della confezione Le compresse di Minidiab sono disponibili in blister di PVC/alluminio in confezioni da 30 o 40 compresse

divisibili.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Pfizer Italia S.r.l. via Isonzo, 71 04100 Latina

Produttore Pfizer Italia S.r.l. Località Marino del Tronto 63100 – Ascoli Piceno (AP)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su MINIDIAB

Come si usa MINIDIAB?

MINIDIAB si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

MINIDIAB è disponibile senza ricetta?

No, MINIDIAB è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di MINIDIAB?

Il principio attivo di MINIDIAB è GLIPIZIDE.

Chi produce MINIDIAB?

MINIDIAB è prodotto da PFIZER ITALIA S.R.L..

Da quando MINIDIAB è autorizzato in Italia?

MINIDIAB ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1972-12-31.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

MINIDIAB 5 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa divisibile contiene: Glipizide 5 mg. Eccipiente con effetti noti: lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Diabete mellito dell'adulto non controllabile con la sola dieta.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La posologia va adattata al singolo paziente sulla base dei controlli periodici della glicosuria e della glicemia. In genere il compenso glicemico si ottiene con dosi giornaliere comprese tra 2,5 mg e 20 mg di Minidiab (½ - 4 compresse) frazionate in 2 o più somministrazioni immediatamente prima dei pasti principali. Pazienti trattati per la prima volta: Iniziare con ½-1 compressa al dì, eventualmente aumentare la dose fino a compenso raggiunto. Pazienti già trattati con ipoglicemizzati orali: Il dosaggio dipende dallo stato clinico-metabolico del paziente e dal trattamento precedente; anche in questo caso è consigliabile iniziare con bassi dosaggi aumentandoli gradatamente fino a compenso raggiunto. Procedere con cautela ed eventualmente lasciare trascorrere un opportuno periodo di tempo tra il termine del trattamento precedente e l'inizio del trattamento con Minidiab. Pazienti in trattamento insulinico: In alcuni casi Minidiab permette di ridurre il fabbisogno giornaliero di insulina, durante il primo periodo di trattamento è tuttavia necessario un frequente controllo dello stato glicemico del paziente.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità alprincipio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencatialparagrafo 6.1. Come le altre sulfaniluree Minidiab è controindicato: nel diabete insulino-dipendente, nel diabete chetoacidosico, nel coma e nel precoma diabetico, in caso di funzionalità renale o epatica gravement

2 compromesse, nell’insufficienza surrenalica. Nel diabete latente e negli stati prediabetici non è consigliabile l'uso delle sulfaniluree.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

L'uso delle sulfaniluree deve essere limitato ai pazienti con diabete mellito sintomatico insorto in età adulta, non chetogenico, non controllabile con la sola dieta e non suscettibile di trattamento insulinico. Deficit di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi: Il trattamento con sulfaniluree di pazienti con deficit di G6PD può portare ad anemia emolitica. La glipizide deve essere pertanto utilizzata con cautela in tali pazienti e deve essere considerata un’alternativa terapeutica. Ipoglicemia: Tutte le sulfaniluree, inclusa la glipizide, possono causare una grave ipoglicemia che può evolvere in coma e può richiedere il ricovero in ospedale. I pazienti che sono in una situazione di grave ipoglicemia devono essere trattaticon opportuna terapia a base di glucosio e vanno monitorati da un minimo di 24 ore ad un massimo di 48 ore. L’insufficienza renale o epatica può influenzare la disponibilità della glipizide e può inoltre diminuire la capacità glucogenica; entrambi gli eventi aumentano il rischio di serie reazioni ipoglicemiche (vedere paragrafi 4.3 e 5.2). Gli anziani, i soggetti debilitati o malnutriti ed i pazienti con insufficienza ipofisaria, sono particolarmente suscettibili all’azione ipoglicemica dei farmaci che abbassano il glucosio nel sangue. Può essere difficile riconoscere l’ipoglicemia negli anziani e nelle persone che assumono farmaci beta bloccanti. È più comune che l’ipoglicemia si presenti quando c’è un’insufficiente apporto calorico, dopo un importante e prolungato esercizio fisico, quando viene ingerito alcool o quando si assume più di un farmaco ipoglicemizzante. L’efficacia di qualsiasi farmaco ipoglicemizzante orale, inclusa la glipizide, nell’abbassare il glucosio nel sangue fino al livello desiderato, diminuisce in molti pazienti dopo un periodo di tempo. Ciò può essere dovuto alla progressione deldiabete o ad una minore risposta al farmaco. Questo fenomeno è conosciuto come fallimento secondario, per distinguerlo dal fallimento primario in cui il farmaco è inefficace in un certo paziente quando somministrato per la prima volta. Test di laboratorio: Il glucosio nelsangue deve essere periodicamente controllato. Dovrebbe essere effettuata la misurazione dell’emoglobina glicosilata e valutati gli obiettivi sulla base degli standard di cura correnti. Disturbi Renali ed Epatici: La farmacocinetica e/o la farmacodinamica della glipizide possono essere modificate nei pazienti con compromessa funzione renale o epatica. Se in questi pazienti si dovesse presentare ipoglicemia, questa potrebbe essere prolungata e dovrebbe essere iniziato un trattamento opportuno (vedere paragrafi 4.3 e 5.2). Perdita di Controllo del Glucosio nel Sangue: In concomitanza di traumi, interventi chirurgici, malattie infettive e stati febbrili, può rendersi necessario instaurare temporaneamente una terapia insulinica. Informazioni per i Pazienti: Il rischio di ipoglicemia, i suoi sintomi (cefalea, irritabilità, disturbi del sonno, tremore, forte sudorazione) ed il trattamento,e le condizioni che predispongono al suo sviluppo devono essere spiegati al paziente ed ai familiari. Deve inoltre essere spiegato il fallimento primario e secondario.

Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

I seguenti prodotti tendono ad aumentare l’effetto ipoglicemico: Antifungini: Miconazolo – aumento dell’effetto ipoglicemico, possibile sviluppo di sintomi di ipoglicemia o anche coma. Fluconazolo – sono stati riportati casi di ipoglicemia in seguito all’assunzione della glipizide insieme al fluconazolo, risultato di un possibile aumento dell’emivita della glipizide. Voriconazolo – sebbene non sia studiato, il voriconazolo può aumentare i livelli plasmatici di sulfaniluree (es. tolbutamide, glipizide e gliburide) e può perciò causare ipoglicemia. Durante la somministrazione concomitante è raccomandato un attento monitoraggio del glucosio plasmatico. Farmaci antinfiammatori non steroidei (es. fenilbutazone): Aumento dell’effetto ipoglicemico delle sulfaniluree (distacco delle sulfaniluree legate alle proteine plasmatiche e/o diminuzione nell’eliminazione delle sulfaniluree). Salicilati: (acido acetilsalicilico): Aumento dell’effetto ipoglicemico con alte dosi di acido acetilsalicilico (azione ipoglicemica dell’acido acetilsalicilico). Alcool: Aumento dell’effetto ipoglicemico che può portare al coma ipoglicemico. Farmaci Beta-bloccanti: Tutti i farmaci beta-bloccanti mascherano alcuni dei sintomi dell’ipoglicemia (es. palpitazioni e tachicardia). La maggior parte dei beta-bloccanti non cardioselettivi aumenta l’incidenza e la gravità dell’ipoglicemia. Inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina: L’uso di inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina può portare ad un aumento dell’effetto ipoglicemico nei pazienti diabetici trattati con sulfaniluree, inclusa la glipizide. Pertanto può essere necessaria una riduzione del dosaggio della glipizide. Antagonisti dei recettori H2: L’uso degli antagonisti dei recettori H2 (es. cimetidina) può potenziare l’effetto ipoglicemico delle sulfaniluree, inclusa la glipizide. L’effetto ipoglicemico delle sulfaniluree può essere generalmente potenziato dagli inibitori delle monoaminossidasi, dai chinoloni e dai farmaci che sono fortemente legati alle proteine, come le sulfonamidi, il cloramfenicolo, il probenecid, i cumarinici (dicumarolo e suoi derivati), la ciclofosfamide e il feniramidolo. Quando questifarmacisono somministrati a (o sospesi da) un paziente in terapia con glipizide, il paziente deve essere attentamente monitorato per il rischio di ipoglicemia (o perdita del controllo glicemico). I seguenti prodotti possono causare iperglicemia: Fenotiazine (es. clorpromazina) ad alti dosaggi (>100 mg al giorno di clorpromazina): Aumento del glucosio nel sangue (riduzione del rilascio di insulina).

Corticosteroidi: Aumento del glucosio nel sangue. Simpaticomimetici (es. ritodrina, salbutamolo, terbutalina): Aumento del glucosio nel sangue dovuto alla stimolazione dei recettori beta 2-adrenergici. Altri farmaci che possono causare iperglicemia e condurre ad una perdita del controllo, includono i tiazidici ed altri diuretici, gli ormoni tiroidei, gli estrogeni, i progestinici, i contraccettivi orali, la fenitoina, l’acido nicotinico, i farmaci che bloccano i canali del calcio, l’isoniazide e l’adrenalina. Quando tali farmaci sono somministrati a (o sospesi da) un paziente in terapia con glipizide, il paziente deve essere attentamente monitorato per il rischio di ipoglicemia (o perdita del controllo glicemico).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Negli studi sui ratti, la glipizide è risultata essere leggermente fetotossica. Nessun effetto teratogenico è stato rilevato negli studi sui topi e sui conigli. Si sconsiglia la somministrazione della glipizide durante la gravidanza. Allattamento Nell'allattamento il farmaco deve essere prescritto solo in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico. Sebbene non sia noto se la glipizide venga escreta nel latte materno, alcune sulfaniluree sono note per essere escrete nel latte materno. Poiché l’ipoglicemia può potenzialmente verificarsi nei neonati, è necessario decidere se smettere di allattare o sospendere il farmaco, tenendo presente l’importanza del farmaco per la madre. Se il farmaco viene sospeso e la sola dieta non è sufficiente a controllare il glucosio nel sangue, deve essere presa in considerazione una terapia a base di insulina.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

I pazienti devono essere a conoscenza deisintomi dell’ipoglicemia e prestare attenzione durante la guida e l’uso di macchinari a causa della possibilità di comparsa di sonnolenza, cefalea, vertigini, confusione e disturbi visivi.

4.8 Effetti indesiderati

La maggioranza degli effettiindesideratiè correlata al dosaggio, è transitoria e risponde alla riduzione del dosaggio o alla sospensione della cura. Comunque, l’esperienza clinica fin qui ha dimostrato che, come con altre sulfaniluree, possono presentarsi alcuni effetti indesiderati gravi associati ad ipersensibilità e sono stati riportati alcuni casi di morte. Le reazioni avverse riportate, che potrebbero essere associate a glipizide, sono indicate nella seguente tabella secondo la classificazione per sistemi e organi e la categoria di frequenza: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazion e per sistemi e organi Molto comune 1/10 Comune 1/100, <1/10 Non comune 1/1.000, <1/100 Raro 1/10.000, <1/1.000 Molto raro <1/10.0 00 Non nota (la frequenza non può essere definite sulla base dei dati disponibili) Patologie del sistema emolinfopoiet ico Agranulocitosi, leucopenia, trombocitopenia, anemia emolitica, pancitopenia Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipoglicemia (vedere paragrafi4.4 e 4.9) Iponatriemia Disturbi psichiatrici Confusione* Patologie del sistema nervoso Vertigini*, sonnolenza*, tremore* Cefalea* Patologie dell’occhio Disturbi visivi, quali vista offuscata* Diplopia*, anomalie della vista*, inclusa compromissione *e acuità visiva ridotta Patologie gastrointestin ali Nausea$, diarrea$, dolore all’addome superiore$, dolore addominale Vomito Costipazione$ Patologie epatobiliari Ittero colestatico† Compromissione della funzionalità epatica,epatite Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eczema‡ Dermatite allergiche‡, eritema‡, reazioni morbiliformi‡ o maculopapulari‡ , orticaria‡, prurito‡, reazioni di fotosensibilità Patologie congenite, familiari e genetiche Porfiria non acut

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazi one Malessere generale* Esami diagnostici Aspartato amminotrasferasi aumentata§, latticodeidrogena si ematica aumentata§, fosfatasialcalina ematica aumentata§, urea ematica aumentata§, creatinina ematica aumentata§ * Questi effetti sono generalmente transitori e non richiedono interruzione della terapia; inoltre possono essere sintomi di ipoglicemia. $ Questieffettisembrano essere correlatialdosaggio e generalmente scompaiono quando ildosaggio viene suddiviso o ridotto. † Interrompere il trattamento se si manifesta ittero colestatico. ‡ Questi effetti regrediscono spesso con il proseguimento della terapia. Comunque, se dovessero persistere,il medicinale deve essere sospeso. § La correlazione di queste alterazioni con la glipizide non è certa, queste raramente sono state associate a sintomi clinici. Con altre sulfaniluree sono state riportate anemia aplastica e reazioni simili al disulfiram. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

Sono disponibili dati limitati sul sovradosaggio. Il sovradosaggio con le sulfaniluree, compresa la glipizide, può produrre ipoglicemia. Moderati sintomi ipogligemici senza perdita di coscienza o disturbi neurologici devono essere prontamente trattatimediante la somministrazione di glucosio per os e l’aggiustamento del dosaggio e/o della dieta. Serie reazioni ipoglicemiche con coma, convulsioni o altre alterazioni neurologiche si presentano di rado ma costituiscono emergenza medica che richiede immediato ricovero in ospedale. Se si diagnostica o si sospetta il coma ipoglicemico, al paziente deve essere fatta una rapida iniezione endovenosa con una soluzione concentrata di glucosio (50%). Questa deve essere seguita da un’infusione continua di una soluzione più diluita di glucosio (10%) ad una velocità tale da mantenere il livello di glucosio nel sangue sopra i 100 mg/dl (5,55 mmol/l). I pazienti devono essere controllati attentamente per un minimo di 24 ore,fino a 48 ore e,sulla base dello stato delpaziente dopo tale periodo di tempo il medico deciderà se si

7 necessario un ulteriore controllo. La clearance della glipizide dal plasma può essere prolungata nelle persone con malattie epatiche. La dialisi non fornisce benefici a causa dell’elevato legame della glipizide con le proteine.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: farmaci usati nel diabete – ipoglicemizzanti orali - sulfonamidi, derivati dell’urea. Codice ATC: A10BB07 La glipizide è un farmaco orale ipoglicemizzante appartenente alla classe delle sulfaniluree. Da numerose ricerche farmacologiche in vitro ed in vivo è risultato che la glipizide agisce prevalentemente stimolando l'increzione insulinica da parte delle cellule beta-pancreatiche. La stimolazione della secrezione di insulina da parte della glipizide in risposta ad un pasto è di grande importanza. A digiuno i livelli di insulina non sono elevati anche dopo una somministrazione di glipizide a lungo termine, ma la risposta post-prandiale all’insulina continua a crescere dopo almeno 6 mesi di trattamento. Nei pazienti diabetici la risposta insulinotropica al pasto avviene entro 30 minuti dopo somministrazione di una dose di glipizide per via orale, ma livelli elevati di insulina non persistono oltre il tempo del pasto. È inoltre evidente che gli effetti extrapancreatici, comprendenti un maggiore effetto dell’insulina, costituiscano una componente significativa dell’attività della glipizide. Il controllo del glucosio nel sangue persiste fino a 24 ore dopo l’assunzione di una dose singola di glipizide, anche se da quel momento i livelli plasmatici scendono fino ad una piccola frazione dei livelli di picco (vedere paragrafo 5.2).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Minidiab è assorbito totalmente e rapidamente nell'intestino garantendo un'azione precoce e costante: già dopo mezz'ora dalla somministrazione orale si nota un'evidente diminuzione della glicemia. L'eliminazione è rapida ed avviene per escrezione urinaria di metaboliti praticamente inattivi. Il picco di concentrazione plasmatica sipresenta da 1 a 3 ore dopo l’assunzione di una dose singola orale. L’emivita di eliminazione è compresa tra 2 e 4 ore nei soggetti normali, quando somministrata sia per via endovenosa che per via orale. I modelli metabolici e di escrezione sono simili nelle due vie di somministrazione, indicando che il metabolismo di primo passaggio non è significativo. La glipizide non si accumula nel sangue dopo ripetuta somministrazione per via orale. L’assorbimento e la disponibilità totali di una dose orale in volontari sani non sono stati influenzati dal cibo, ma l’assorbimento è stato ritardato di circa 40 minuti. Perciò la glipizide è risultata più efficace nei pazienti diabetici quando somministrata circa 30 minuti prima di un pasto, piuttosto che con il pasto stesso. Il legame con le proteine è stato studiato nel sangue dei volontari che avevano preso la glipizide sia per via orale che per via endovenosa ed è stato trovato essere tra il 98% e il 99% 1 ora dopo entrambe le vie di somministrazione. Il volume di distribuzione apparente della glipizide dopo somministrazione endovenosa era di 11 L, indicativo di una localizzazione nel compartimento del fluido extracellulare. Nei topi, né la glipizide né i suoi metaboliti sono stati individuati per via autoradiografica nel cervello o nel midollo spinale di maschi e femmine, né nei feti di femmine gravide. Comunque, in un altro studio, sono state individuate quantità molto piccole di radioattività nei feti dei ratti ai quali era stato somministrato il farmaco marcato. Il metabolismo della glipizide è ampio e avviene principalmente nel fegato. I metaboliti primari sono prodotti di idrossilazione inattivi e coniugati polari e sono escretiprincipalmente nelle urine. Nelle urine è stato trovato meno del 10% di glipizide immodificata.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Gli studi tossicologici eseguiti in diverse specie animali hanno dimostrato la trascurabile tossicità della glipizide. Inoltre il farmaco somministrato nella coniglia gravida a vari livelli di dose non ha determinato effettiteratogenisulfeto:alla dose più elevata, corrispondente a circa 70 volte la dose terapeutica media nell'uomo, si è notata una modesta maggiore frequenza diriassorbimento. Questo reperto è frequente negli animali trattati con insulina o con antidiabetici orali.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Cellulosa microcristallina; amido; acido stearico; lattosio.

6.2 Incompatibilità

Non sono stati evidenziati casi di incompatibilità.

6.3 Periodo di validità

5 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blisters in alluminio e PVC. Astuccio da 30 compresse divisibili. Astuccio da 40 compresse divisibili. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all’immissione in commercio

Pfizer Italia s.r.l. via Isonzo, 71-04100 Latina

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

MINIDIAB 5 mg compresse - 30 compresse divisibili - AIC 022410017 MINIDIAB 5 mg compresse - 40 compresse divisibili - AIC 022410029

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9. Data della primaautorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: settembre 1979 Data del rinnovo più recente: maggio 2005

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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