OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo contiene due principi attivi chiamati olmesartan medoxomil e idroclorotiazide, che sono usati per il trattamento della pressione alta del sangue (ipertensione):  Olmesartan medoxomil appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati antagonisti del recettore dell’angiotensina II. Riduce la pressione del sangue rilassando i vasi sanguigni.  Idroclorotiazide appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati diuretici tiazidici. Riduce la pressione del sangue aiutando l’organismo ad eliminare i fluidi in eccesso facendo sì che i reni producano più urina. Le…

Usato per: ipertensione arteriosa

Principio attivo: OLMESARTAN, OLMESARTAN MEDOXOMIL, IDROCLOROTIAZIDE · ATC C09DA08 · AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"20 MG + 12,5 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 28 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC/AL A 7,33 € 7,33 € 0,00 € + ticket*
"20 MG + 25 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 28 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC/AL A 7,33 € 7,33 € 0,00 € + ticket*
"40 MG + 12,5 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 28 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC/AL A 7,33 € 7,33 € 0,00 € + ticket*
"40 MG + 25 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 28 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC/AL A 7,33 € 7,33 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: OLMESARTAN, OLMESARTAN MEDOXOMIL, IDROCLOROTIAZIDE
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 12.5 mg , 40 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 25 mg , 40 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 12.5 mg , 20 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 25 mg , 20 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
Codice ATC: C09DA08
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE DOC - DOC GENERICI SRL
· OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· OLMESARTAN MEDOXOMIL E IDROCLOROTIAZIDE PENSA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· OLMEGAN - DAIICHI SANKYO ITALIA S.P.A.
· OLPREZIDE - MENARINI INTERNATIONAL OPERATIONS LUXEMBOURG S.A.
· PLAUNAZIDE - MENARINI INTERNATIONAL OPERATIONS LUXEMBOURG S.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo contiene due principi attivi chiamati olmesartan medoxomil e idroclorotiazide, che sono usati per il trattamento della pressione alta del sangue (ipertensione):

 Olmesartan medoxomil appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati antagonisti del

recettore dell’angiotensina II. Riduce la pressione del sangue rilassando i vasi sanguigni.

 Idroclorotiazide appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati diuretici tiazidici. Riduce la pressione del sangue aiutando l’organismo ad eliminare i fluidi in eccesso facendo sì che i reni

producano più urina.

Le viene somministrato Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo soltanto se olmesartan medoxomil da solo non ha controllato adeguatamente la pressione del sangue. Quando vengono somministrati insieme, i due principi attivi di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo aiutano a ridurre la pressione del sangue più di quanto non facciano se somministrati da soli.

Potrebbe essere già in trattamento con dei medicinali per la pressione alta del sangue, ma il suo medico può farle prendere Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo per ottenere un’ulteriore riduzione.

La pressione del sangue alta può essere controllata con medicinali come Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo compresse. Il medico le ha probabilmente raccomandato anche di apportare alcuni cambiamenti al suo stile di vita per favorire la riduzione della pressione del sangue (per esempio perdere peso, smettere di fumare, ridurre l’assunzione di alcol e ridurre l’assunzione di sale nella

dieta). Il medico può averla anche esortata a fare regolarmente esercizio fisico, come camminare o nuotare. È importante che segua iconsigli del medico.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo:

 se è allergico a olmesartan medoxomil o a idroclorotiazide, o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6) o a sostanze simili all’idroclorotiazide (sulfonamidi).  se è in gravidanza da più di tre mesi (è consigliabile evitare l’uso di Olmesartan e

Idroclorotiazide Aurobindo anche durante i primi mesi di gravidanza - vedere paragrafo “gravidanza”).  se ha problemi ai reni.  se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale che abbassa la pressione del sangue, contenente aliskiren.  se ha bassi valori di potassio, di sodio, o se ha alti valori di calcio o acido urico (con sintomi

di gotta o calcoli renali) nel sangue che non migliorano in seguito al trattamento.  se è affetto da moderat i o gravi problemi al fegato o colorazione gialla della pelle e degli occhi (ittero) o problemi di deflusso della bile dalla colecisti (ostruzione biliare, per esempio calcoli).

Se pensa che una di queste condizioni la riguardi, o non ne è sicuro, non prenda le compresse. Si rivolga al medico e segua i suoi consigli.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico prima di usare Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo.

usati per trattare la pressione alta del sangue: del Prima di prendere le compresse, si rivolga al medico se sta prendendo uno dei seguenti medicinali

- un ACE inibitore (per esempio enalapril, lisinopril, ramipril), in particolare se soffre
di problemi renali correlati al diabete
- aliskiren.
Il medico potrebbe controllare la sua funzionalità renale, la pressione del sangue, e la quantità di
elettroliti (ad es. il potassio) nel suo sangue a intervalli regolari.

Vedere anche quanto riportato alla voce “Non prenda Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo”.

Prima di prendere le compresse, informi il medico se ha uno qualsiasi dei seguenti problemi di salute:  Trapianto renale  Malattie al fegato

 Insufficienza cardiaca o problemi alle valvole cardiache o al muscolo cardiaco  Vomito o diarrea gravi o che durano da vari giorni  Trattamento con alte dosi di diuretici o se sta seguendo una dieta a basso contenuto di sale  Problemi alle ghiandole surrenali (per esempio aldosteronismo primario)  Diabete  Lupus eritematoso (una malattia autoimmune)

 Allergie o asma.

Contatti il medico se si manifesta uno qualsiasi dei seguenti sintomi:  diarrea grave e prolungata con significativa perdita di peso. Il medico deve valutare la

sintomatologia e deve decidere come proseguire il trattamento antiipertensivo. - Riduzione della vista o dolore agli occhi. Potrebbero essere sintomi di un’aumento della pressione nel suoocchio e possono verificarsi entro poche ore o settimane dopo l’assunzione di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo. Questo può portare a

compromissione permanente della vista.

Il medico può decidere di visitarla più spesso e fare delle analisi se ha una qualsiasi di queste condizioni.

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo può determinare un aumento dei livelli dei grassi e dell’acido urico (causa di gotta – rigonfiamento doloroso delle articolazioni) nel sangue. Il medico probabilmente le chiederà di effettuare analisi periodiche del sangue per valutare queste condizioni.

Può alterare i livelli di alcune sostanze, chiamate elettroliti, nel sangue. Il medico probabilmente le chiederàdi effettuare analisi periodiche del sangue per valutare queste condizioni. I segni di alterazioni degli elettroliti sono: sete, secchezza della bocca, dolore muscolare o crampi, stanchezza muscolare, bassa pressione del sangue (ipotensione), senso di debolezza, apatia, stanchezza, sonnolenza o irrequietezza, nausea, vomito, ridotta necessità di urinare, frequenza cardiaca accelerata. Informi il suo medico se compaiono questi sintomi.

Come con qualsiasi medicinale che riduca la pressione del sangue, una riduzione eccessiva della pressione del sangue in pazienti con disturbi del flusso sanguigno del cuore o del cervello può portare ad un attacco cardiaco o ad un ictus. Il medico controllerà quindi accuratamente la sua pressione del sangue.

Se deve fare analisi della funzionalità paratiroidea, deve smettere di prendere Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo prima di effettuare tali analisi.

Attenzione per chi pratica attività sportiva: il principio attivo contenuto in questa preparazione è incluso nella lista delle sostanze vietate per doping.

ai test anti-doping. del Se pratica attività sportiva,l’uso di questo medicinale costituisce doping e può determinare positività

Deve informare il medico se sospetta (o sta pianificando) una gravidanza. Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato all’inizio della gravidanza e non deve essere preso se è in gravidanza da più di tre mesi in quanto può causare gravi danni al bambino se usato in questo periodo (vedere paragrafo “gravidanza”).

Bambini e adolescenti Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato in bambini e adolescenti di età inferiore

a 18 anni di età.

Altri medicinali e Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro

medicinale.

In particolare, informi il medico o il farmacista riguardo uno qualsiasi dei seguenti medicinali:  Altri medicinali che riducono la pressione del sangue (antiipertensivi), poichè possono aumentare l’effetto di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo Il medico può ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni:

Se sta assumendo un ACE inibitore o aliskiren (vedere anche quanto riportato alla voce: “Non prenda Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo” e “Avvertenze e precauzioni”).  Medicinali che possono alterare i livelli di potassio nel sangue se usati in concomitanza con Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo. Questi comprendono:  integratori di potassio (così come sostituti del sale contenenti potassio)

 diuretici  eparina (per fluidificare il sangue)  lassativi  steroidi

 ormone adrenocorticotropo (ACTH)  carbenoxolone (un medicinale usato per trattare ulcere della bocca e dello stomaco)  penicillina G sodica (chiamata anche benzilpenicillina sodica, un antibiotico)  alcuni antidolorifici come aspirina o salicilati

 Litio (un medicinale usato per trattare sbalzi dell’umore e alcuni tipi di depressione) usato insieme a Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo può aumentare la tossicità del litio. Se deve prendere il litio, il medico misurerà i livelli di litio nel suo sangue.  Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, medicinali usati per diminuire il dolore, il gonfiore

e altri sintomi di infiammazione, inclusa l’artrite) usati insieme a Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo possono aumentare il rischio di insufficienza renale. L’efficacia di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo può essere ridotta dai FANS.  Sonniferi, sedativi e antidepressivi, usati insieme ad Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo possono causare un’improvvisa riduzione della pressione del sangue quando ci si alza in piedi.  Alcuni medicinali come baclofene e tubocurarina, usati per rilassare i muscoli.

 Amifostina e alcuni altri farmaci usati per il trattamento del cancro, come ciclofosfamide o metotrexato.  Colestiramina e colestipolo, medicinali per ridurre i grassi nel sangue  Colesevelam cloridrato, un medicinale che riduce i livelli di colesterolo nel sangue, che può diminuire l’effetto di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo. Il medico può consigliarle di

prendere Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo almeno 4 ore prima di colesevelam cloridrato.  Farmaci anticolinergici, come atropina e biperidene.  Farmaci come tioridazina, clorpromazina, levomepromazina, trifluoperazina, ciamemazina, sulpiride, amisulpride, pimozide, sultopride, tiapride, droperidolo o aloperidolo, usati per trattare alcune malattie psichiatriche.

usati per trattare patologie cardiache. Alcuni medicinali come chinidina, idrochinidina, disopiramide, amiodarone, sotalolo o digitale,

Medicinali come mizolastina, pentamidina, terfenadina, dofetilide, ibutilide o eritromicina per iniezione, che possono alterare il ritmo cardiaco.  Medicinali antidiabetici orali, come metformina o insulina, usati per ridurre i livelli di glucosio nel sangue.  Beta-bloccanti e diazossido, medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue o i bassi livelli di zucchero nel sangue, rispettivamente, in quanto Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo può aumentare il loro effetto iperglicemizzante.  Metildopa, un medicinale usato per trattare la pressione alta del sangue.

 Medicinali come noradrenalina, usata per aumentare la pressione del sangue e rallentare la frequenza cardiaca.  Difemanil, usato per trattare un battito cardiaco lento o ridurre la sudorazione.  Medicinali come probenecid, sulfinpirazone e allopurinolo, usati per il trattamento della gotta.

Integratori di calcio  Amantadina, un farmaco antivirale  Ciclosporina, un medicinale utilizzato per bloccareil rigetto degli organi trapiantati.  Certi antibiotici chiamati tetracicline o sparfloxacina.  Amfotericina, un medicinale usato per trattare le infezioni fungine.  Alcuni antiacidi, usati per l’acidità di stomaco, come l’idrossido di alluminio e magnesio, perché

possono ridurre leggermente l’efficacia di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo.  Cisapride, utilizzato per aumentare il movimento del cibo nello stomaco e nell’intestino.  Alofantina, utilizzato per la malaria.

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo con cibi e bevande Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo può essere assunto con o senza cibo.

Faccia attenzione quando assume alcolici durante il trattamento con Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo, poiché alcune persone possono manifestare svenimenti o capogiro. Se questo accade, non beva altro alcol, incluso vino, birra o bibite alcoliche gassate.

Pazienti di etnia nera

Come con altri medicinali simili, l’effetto di riduzione della pressione del sangue di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo può essere, in qualche modo, ridotto nei pazienti di etnia nera.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Deve informare il medico se sospetta (o sta pianificando) una gravidanza. Di norma, il medico le consiglia di interrompere l’assunzione di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo prima che di iniziareuna gravidanza o non appena saprà di essere incinta e le consiglierà di prendere un altro medicinale al posto di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo. Olmesartan e Idroclorotiazide

Aurobindo non è raccomandato durante la gravidanza e non deve essere preso se in gravidanza da più di tre mesi poiché può causare gravi danni al bambino se preso dopo il terzo mese di gravidanza.

Allattamento Informi il medico se sta allattando o se sta per iniziare l’allattamento al seno. Olmesartan e

Idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato nelle madri durante l’allattamento e il medico può scegliere un altro trattamento se desidera allattare al seno.

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Può avvertire sonnolenza o capogiro durante il trattamento della pressione alta del sangue. Se ciò accade, non guidi veicoli o usi macchinari fino alla scomparsa dei sintomi. Chieda consiglio al medico.

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo contiene lattosio monoidrato Questo medicinale contiene lattosio monoidrato (un tipo di zucchero). Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

La dose raccomandata è una compressa di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo 40 mg/12,5 mg al giorno. Tuttavia, se la pressione del sangue non è controllata, il medico può decidere di cambiare la dose ad una compressa di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo 40 mg/25 mg al giorno.

Ingerisca le compresse con un po’ d’acqua. Se possibile, assuma la sua dose ogni giorno alla stessa

ora, per esempio con la prima colazione. È importante continuare a prendere Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo fino a che il medico non le dice di smettere.

Se prende più Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo di quanto deve Se prende più compresse di quanto deve, o se un bambino ingerisce una o più compresse

accidentalmente, vada immediatamente dal medico o al pronto soccorso più vicino portando con sé la confezione di medicinale.

Se dimentica di prendere Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo

Se dimentica di prendere una dose, prenda la sua normale dose il giorno successivo come al solito. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo È importante continuare a prendere Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo a meno che il medico non le dica di smettere.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Tuttavia, i seguenti due effetti indesiderati possono essere gravi:

 Reazioni allergiche che possono interessare l’intero organismo con gonfiore del viso, della bocca e/o della sede delle corde vocali (laringe), associate a prurito ed eruzione cutanea, possono verificarsi raramente. Se ciò accade, smetta di prendere Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo e contatti immediatamente il medico.

 Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo può provocare un’eccessiva riduzione della pressione del sangue in individui predisposti o come risultato di una reazione allergica. Capogiro o svenimenti possono verificarsi non comunemente. Se ciò accade, smetta di prendere Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo, contatti immediatamente il medico e si distenda.

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo è un’associazione di due principi attivi e le informazioni seguenti menzionano prima gli altri effetti indesiderati riportati finora con l’associazione Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo (oltre a quelli già menzionati sopra) e successivamente quelli conosciuti per i principi attivi separati. Questi sono gli altri effetti indesiderati finora noti di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo:

Se questi effetti indesiderati si manifestano, sono spesso lievi e non si deve interrompere il trattamento.

Comuni (possono riguardare fino a 1 persona su 10): Capogiro, debolezza, mal di testa, stanchezza, dolore al torace, gonfiore delle caviglie, dei piedi, delle gambe, delle mani o delle braccia.

Non comuni (possono riguardare fino a 1 persona su 100): Percezione del battito cardiaco (palpitazioni), eruzione cutanea, eczema, vertigini, tosse, cattiva digestione, dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, crampi muscolari e dolore muscolare, dolore alle articolazioni, dolore alle braccia e alle gambe, dolore alla schiena, difficoltà dell’erezione negli uomini, sangue nelle urine.

Sono state osservate non comunemente anche alcune alterazioni delle analisi di laboratorio che includono: Aumento dei livelli dei grassi nel sangue, aumento dei livelli di urea o di acido urico nel sangue, aumento della creatinina, aumento o riduzione dei livelli di potassio nel sangue, aumento dei livelli di

calcio nel sangue, aumento del glucosio nel sangue, aumento degli indici di funzionalità epatica. Il medico ne verrà a conoscenza dalle analisi del sangue e le dirà se è necessario fare qualcosa.

Rari (possono riguardare fino a 1 persona su 1.000):

Sensazione di malessere, disturbi della coscienza, bolle cutanee (pomfi), insufficienza renale acuta.

Raramente sono state osservate anche alcune alterazioni delle analisi di laboratorio che includono le seguenti: Aumento dell’azoto ureico nel sangue, diminuzione dei valori di emoglobina ed ematocrito. Il medico ne verrà a conoscenza dalle analisi del sangue e le dirà se è necessario fare qualcosa.

Ulteriori effetti indesiderati segnalati con l’uso di olmesartan medoxomil o idroclorotiazide da soli, ma non con Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo o con frequenza maggiore:

Olmesartan medoxomil:

Comuni (possono riguardare fino a 1 persona su 10): Bronchite, tosse, naso che cola o naso chiuso, mal di gola, dolore addominale, cattiva digestione, diarrea, nausea, gastroenterite, dolore alle articolazioni o alle ossa, dolore alla schiena, sangue nelle urine, infezione delle vie urinarie, sintomi di tipo influenzale, dolore.

Sono state osservate comunemente anche alcune alterazioni delle analisi di laboratorio che includono: Aumento dei livelli dei grassi nel sangue, aumento dei livelli di urea o di acido urico nel sangue, aumento degli indici di funzionalità epatica e muscolare.

Non comuni (possono riguardare fino a 1 persona su 100):

Reazioni allergiche immediate che possono interessare l’intero organismo e che possono causare problemi respiratori o rapida caduta della pressione del sangue che possono portare anche a svenimento (reazioni anafilattiche), gonfiore del viso, angina (dolore o sensazione di disagio al torace, conosciuta come angina pectoris), sensazione di malessere, reazione cutanea allergica, prurito, esantema (eruzione cutanea), bolle cutanee (pomfi).

Sono state osservate non comunemente anche alcune alterazioni delle analisi di laboratorio che includono: riduzione del numero di alcune cellule del sangue chiamate piastrine (trombocitopenia).

Rari (possono riguardare fino a 1 persona su 1.000): Danno della funzionalità renale, mancanza di energia. Raramente sono state osservate anche alcune alterazioni delle analisi di laboratorio, che includono: Aumento del potassio nel sangue.

Idroclorotiazide :

Molto comuni (possono riguardare più di 1 persona su 10):

Alterazioni delle analisi di laboratorio che includono: aumento dei livelli di grassi e acido urico nel

sangue.

Comuni (possono riguardare fino a 1 persona su 10): Sensazione di confusione, dolore addominale, disturbi gastrici, sensazione di gonfiore, diarrea, nausea, vomito, stitichezza, eliminazione di glucosio con l’urina.

Sono state osservate anche alcune alterazioni delle analisi di laboratorio, che includono: Aumento dei livelli di creatinina, urea, calcio e glucosio nel sangue, riduzione dei livelli di cloruro, potassio, magnesio e sodio nel sangue. Aumento dell’amilasi sierica (iperamilasemia).

Non comuni (possono riguardare fino a 1 persona su 100):

Diminuzione o perdita dell’appetito, difficoltà respiratorie gravi, reazioni anafilattiche cutanee (reazioni di ipersensibilità), peggioramento di miopia preesistente, eritema, reazioni cutanee alla luce, prurito, puntini o macchie purpuree sulla pelle dovute a piccole emorragie (porpora), bolle cutanee (pomfi).

Rari (possono riguardare fino a 1 persona su 1.000): Ghiandole salivari gonfie e dolorose, diminuzione del numero dei globuli bianchi, diminuzione del numero delle piastrine, anemia, danni al midollo osseo, irrequietezza, sensazione di depressione, disturbi del sonno, mancanza di interesse (apatia), formicolio e intorpidimento, convulsioni, gli oggetti che si vedono appaiono gialli, visione offuscata, secchezza degli occhi, irregolarità del battito cardiaco, infiammazione dei vasi sanguigni, coaguli del sangue (trombosi o embolia), infiammazione

ai polmoni, accumulo di liquido nei polmoni, infiammazione del pancreas, ittero, infezione della colecisti, sintomi del lupus eritematoso (come eruzione cutanea, dolore alle articolazioni e mani e dita fredde), reazioni cutanee allergiche , esfoliazione cutanea e vesciche, infiammazione non infettiva del rene (nefrite interstiziale), febbre, debolezza muscolare (che talvolta causa compromissione dei

movimenti).

Molto rari (possono riguardare fino a 1 persona su 10.000): Alterazioni elettrolitiche che causano un’anormale riduzione dei livelli di cloruro nel sangue (alcalosi ipocloremica), blocco intestinale (ileo paralitico).

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Riduzione della vista o dolore agli occhi (possibili segni di glaucoma acuto ad angolo chiuso).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/comesegnalare-una-sospetta-reazione-avversa. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta, sulla scatola o sul flacone dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Conservare a temperatura inferiore a 30C.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo

 I principi attivi sono olmesartan medoxomil e idroclorotiazide Ogni compressa rivestita con film contiene 40 mg di olmesartan medoxomil e 12,5 mg di idroclorotiazide.

Ogni compressa rivestita con film contiene 40 mg di olmesartan medoxomil e 25 mg di idroclorotiazide.

 Gli altri componenti sono: Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, idrossipropil

cellulosa, idrossipropil cellulosa a bassa sostituzione, magnesio stearato.

Rivestimento della compresse: ipromellosa, titanio diossido (E171), talco, ferro ossido giallo (E172), ferro ossido rosso (E172).

Descrizione dell’aspetto di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo e contenuto della confezione Compresse rivestite con film.

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo 40 mg/12,5 mg:

Compresse giallo-rossastro, di forma ovale, biconvesse, rivestite con film, con impresso “K” su un lato e “53” sull’altro lato.

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo 40 mg/25 mg:

Compresse rosa, di forma ovale, biconvesse, rivestite con film, con impresso “K” su un lato e “54” sull’altro lato.

Le compresse rivestite con film di Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo sono disponibili in confezione in blister e in flaconi in HDPE.

Confezioni: Confezioni blister: 14, 28, 30, 56, 84, 90, 98, 280 e 300 compresse rivestite con film. Confezioni in blister in dosi unitarie: 10, 50 e 500 compresse rivestite con film. Confezioni in HDPE: 30, 100, 250 e 1000 compresse rivestite con film.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio: Aurobindo Pharma (Italia) s.r.l. – Via San Giuseppe, 102 – 21047 Saronno (VA)

Produttore:

APL Swift Services (Malta) Limited - HF26, Hal Far Industrial Estate, Hal Far, Birzebbugia, BBG 3000 – Malta

Milpharm Limited - Ares Block, Odyssey Business Park, West End Road, Ruislip HA4 6QD – Regno Unito Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni: Belgio: Co-Olmesartan AB 40 mg/12,5 mg; 40 mg/25 mg filmomhulde tabletten Bulgaria: Oлмесартан/ хидрохлортиазид Ауробиндо 40mg/12,5mg; 40mg/25mg

Филмирани таблетки Germania: Olmesartan/ Hydrochlorothiazid Aurobindo 40 mg/12,5 mg; 40 mg/25 mg Filmtabletten Italia: Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo

Lussemburgo: Co-Olmesartan AB 40 mg/12,5 mg; 40 mg/25 mg comprimés pelliculés/ Filmtabletten Malta: Olmesartan/ Hydrochlorothiazide 40mg/12.5mg; 40mg/25mg film-coated tablets Paesi Bassi: Olmesartan medoxomil/Hydrochloorthiazide Aurobindo 40mg/12,5mg; 40mg/25mg filmomhulde tabletten Portogallo: Olmesartan medoxomilo+ Hidroclorotiazida Aurobindo

Spagna: Olmesartán/Hidroclorotiazida Aurobindo 40 mg /12,5 mg;40 mg /25 mg comprimidos recubiertos con película EFG

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato.

Domande frequenti su OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO

Come si usa OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO?

OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO è disponibile senza ricetta?

No, OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO?

Il principio attivo di OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO è OLMESARTAN, OLMESARTAN MEDOXOMIL, IDROCLOROTIAZIDE.

Quali sono gli equivalenti di OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: OLMESARTAN MEDOXOMIL E IDROCLOROTIAZIDE ALTER, OLMESARTAN MEDOXOMIL E IDROCLOROTIAZIDE MYLAN, OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE DOC, OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE EG. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO?

OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO è prodotto da AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L..

Da quando OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO è autorizzato in Italia?

OLMESARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2017-02-10.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo 20 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo 20 mg/25 mg compresse rivestite con film

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo 20 mg/12,5 mg: Ogni compressa rivestita con film contiene 20 mg di olmesartan medoxomil e 12,5 mg di idroclorotiazide. Eccipiente con effetti noti: Ogni compressa rivestita con film contiene 118.000 mg di lattosio monoidrato. Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo 20 mg/25 mg: Ogni compressa rivestita con film contiene 20 mg di olmesartan medoxomil e 25 mg di idroclorotiazide. Eccipiente con effetti noti: Ogni compressa rivestita con film contiene 105.500 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa rivestita con film. Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo 20 mg/12,5 mg: Compresse giallo-rossastro, di forma rotonda (diametro 8,5 mm), biconvesse, rivestite con film, con impresso “K” su un lato e “23” sull’altro lato. Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo 20 mg/25 mg: Compresse rosa, di forma rotonda (diametro 8,5 mm), biconvesse, rivestite con film, con impresso “K” su un lato e “24” sull’altro lato.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’ipertensione arteriosa essenziale. Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo, associazione fissa, è indicato in pazienti adulti la cui pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata da olmesartan medoxomil da solo.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Adulti Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo non deve essere impiegato come terapia iniziale ma in pazienti la cui pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata da olmesartan medoxomil da solo. Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo è somministrato una volta al giorno, con o senza cibo.

Quando clinicamente appropriato, può essere considerato il passaggio diretto dalla monoterapia con olmesartan medoxomil 20 mg all’associazione fissa, considerando che l’effetto antipertensivo di olmesartan medoxomil è massimo in circa 8 settimane dall’inizio della terapia (vedere paragrafo 5.1). Si raccomanda un aggiustamento della dose delle singole componenti: l’associazione di olmesartan medoxomil 20 mg e idroclorotiazide 12,5 mg può essere somministrato in pazienti la cui pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata dalla monoterapia ottimale con olmesartan medoxomil 20 mg da solo. l’associazione di olmesartan medoxomil 20 mg e idroclorotiazide 25 mg può essere somministrata in quei pazienti in cui la pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata dalla terapia con l’associazione di olmesartan medoxomil 20 mg e idroclorotiazide 12,5 mg. Anziani ( 65 anni di età o oltre) Negli anziani è raccomandata la stessa posologia dell’associazione utilizzata negli adulti. Danno renale Quando si somministra olmesartan medoxomil/idroclorotiazide in pazienti condanno renale da lieve a moderato (clearance della creatinina compresa tra 30 e 60 ml/min) si suggerisce di controllare periodicamente la funzionalità renale (vedere paragrafo 4.4). Olmesartan medoxomil/idroclorotiazide è controindicato in pazienti con danno renale grave (clearance della creatinina <a 30 ml/min) (vedere paragrafo 4.3). Compromissione epatica Olmesartan medoxomil/idroclorotiazide deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata (vedere paragrafi4.4, 5.2). Neipazienti con compromissione epatica moderata, la dose iniziale raccomandata di olmesartan medoxomil è di 10 mg una volta al giorno e la dose massima non deve superare i 20 mg una volta al giorno. Nei pazienti con compromissione epatica che assumono diuretici e/o altri medicinali antipertensivi si consiglia un attento monitoraggio della pressione arteriosa e della funzionalità renale. Non vi è esperienza sull’uso di olmesartan medoxomil in pazienti con grave compromissione epatica. Olmesartan medoxomil/idroclorotiazide non deve essere utilizzato in pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica (vedere paragrafi4.3, 5.2), colestasi e ostruzione biliare (vedere paragrafo 4.3). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di olmesartan medoxomil/idroclorotiazide nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni di età non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione: La compressa deve essere deglutita con una sufficiente quantità di liquido (per esempio un bicchiere d’acqua). La compressa non deve essere masticata e deve essere assunta ogni giorno alla stessa ora.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti (elencati al paragrafo 6.1) o ad altre sostanze sulfonamide-derivate (poiché idroclorotiazide è un farmaco sulfonamide-derivato). Danno renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min). Ipopotassiemia refrattaria, ipercalcemia, iponatremia e iperuricemia sintomatica. Compromissione epatica grave, colestasi e patologie biliari ostruttive. Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).

L’uso concomitante di Olmesartan e idroclorotiazide Aurobindo con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o danno renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR <60 ml/min/1.73 m2 ) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Deplezione del volume intravascolare: Nei pazienti con ipovolemia e/o deplezione di sodio causate da dosi elevate di diuretici, ridotto apporto sodico con la dieta, diarrea o vomito, può verificarsi ipotensione sintomatica, specialmente dopo la prima dose. Tali condizioni devono essere corrette prima di iniziare il trattamento con olmesartan medoxomil/idroclorotiazide. Altre condizioni legate alla stimolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone: Nei pazienti il cui tono vascolare e la cui funzionalità renale dipendano principalmente dall’attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone (ad esempio, pazienti con grave insufficienza cardiaca congestizia o affettida malattie renali, inclusa la stenosi dell’arteria renale), il trattamento con medicinali che intervengano su questo sistema è stato associato a ipotensione acuta,azotemia, oliguria o, in rari casi, insufficienza renale acuta. Ipertensione renovascolare: Nei pazienti con stenosi bilaterale dell’arteria renale, o stenosi dell’arteria afferente alsingolo rene funzionante, trattati con medicinali che intervengano sul sistema renina-angiotensina-aldosterone, esiste un rischio aumentato di grave ipotensione e insufficienza renale. Danno renale e trapianto renale: Olmesartan medoxomil e idroclorotiazide non deve essere impiegato in pazienti con grave danno renale (clearance della creatinina < 30 ml/min) (vedere paragrafo 4.3). Non è necessario un aggiustamento della dose in pazienti con danno renale da lieve a moderato (clearance della creatinina ≥ 30ml/min, < 60 ml/min). Tuttavia, in questi pazienti olmesartan medoxomil e idroclorotiazide devono essere somministrati con cautela e si raccomanda di controllare periodicamente i livelli sierici di potassio, creatinina ed acido urico. Nei pazienti con danno della funzionalità renale può verificarsi azotemia associata all’uso dei diuretici tiazidici. Se si evidenzia un progressivo danno renale, è necessaria una attenta rivalutazione della terapia, prendendo in considerazione la sospensione del diuretico. Non esiste esperienza di somministrazione di olmesartan medoxomil e idroclorotiazide in pazienti sottoposti di recente a trapianto renale. Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS): Esiste l’evidenza che l’uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l’uso combinato di ACEinibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria,ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Compromissione epatica: Non vi è al momento esperienza con olmesartan medoxomil in pazienti con grave compromissione epatica. Inoltre, lievi alterazioni del bilancio idro-elettrolitico durante la terapia con tiazidi possono indurre coma epatico in pazienti con compromissione della funzionalità epatica o epatopatia progressiva. Pertanto,si deve esercitare cautela in pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata (vedere paragrafo 4.2). L’impiego di olmesartan medoxomil/idroclorotiazide è controindicato in pazienti con compromissione epatica grave, colestasi o ostruzione biliare (vedere paragrafi 4.3, 5.2).

Stenosi della valvola aortica e mitrale, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva: Come con gli altri vasodilatatori, si raccomanda particolare cautela nei pazienti affettida stenosi della valvola aortica o mitrale o da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Aldosteronismo primario: I pazienti con aldosteronismo primario non rispondono generalmente ai farmaci antipertensivi che agiscano mediante l’inibizione del sistema renina-angiotensina. Pertanto,l’uso di olmesartan medoxomil/idroclorotiazide non è raccomandato in questi pazienti. Effetti metabolici ed endocrini: La terapia con tiazidi può alterare la tolleranza al glucosio. Nei pazienti diabetici possono essere richiesti aggiustamenti posologici dell’insulina o degli ipoglicemizzanti orali (vedere paragrafo 4.5). Un diabete mellito latente può diventare manifesto durante la terapia con tiazidi. L’aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi è un noto effetto indesiderato associato alla terapia con diuretici tiazidici. In alcuni pazienti che ricevono la terapia tiazidica può verificarsi iperuricemia o peggioramento della gotta. Squilibrio elettrolitico: Come per tutti i pazienti in terapia con diuretici, vanno effettuate periodiche determinazioni degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati. Le tiazidi, inclusa idroclorotiazide, possono causare squilibrio idrico o elettrolitico (incluse ipopotassiemia, iponatremia e alcalosi ipocloremica). Segni di allarme di squilibrio idrico o elettrolitico sono secchezza del cavo orale, sete,debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, dolore o crampi muscolari, stanchezza muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastrointestinali come nausea o vomito (vedere paragrafo 4.8). Il rischio di ipopotassiemia è maggiore in pazienti con cirrosi epatica, in pazienti con diuresi rapida, in pazienti che ricevano inadeguato apporto orale di elettroliti ed in pazienti che ricevano terapia concomitante con corticosteroidi o ACTH (vedere paragrafo 4.5). Al contrario, a causa dell’antagonismo dei recettori dell’angiotensina II (AT-1) di olmesartan medoxomil contenuto in olmesartan medoxomil/idroclorotiazide, può manifestarsi iperpotassiemia, specialmente in presenza di danno renale e/o insufficienza cardiaca e diabete mellito. Si raccomanda un adeguato controllo del potassio sierico nei pazienti a rischio. I diuretici risparmiatori di potassio, gli integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio e gli altri medicinali che possono indurre incremento dei livelli sierici del potassio (come l’eparina) devono essere somministrati con cautela in concomitanza all’assunzione di olmesartan medoxomil/idroclorotiazide (vedere paragrafo 4.5). Non vi è evidenza che olmesartan medoxomil riduca o prevenga l’iponatremia indotta da diuretici. Il deficit di cloruri è generalmente lieve e, di solito, non richiede trattamento. Le tiazidi possono ridurre l’escrezione urinaria del calcio e causare lieve ed intermittente incremento del calcio sierico in assenza di disturbi noti del metabolismo del calcio. Una ipercalcemia può essere una manifestazione di un iperparatiroidismo occulto. Le tiazidi devono essere sospese prima di effettuare esamidi funzionalità paratiroidea. È stato dimostrato che le tiazidi aumentano l’escrezione urinaria di magnesio, con possibile ipomagnesemia. Nei pazienti edematosi, esposti ad alte temperature atmosferiche può verificarsi iponatremia da diluizione.

Litio: Come con altri medicinali contenenti antagonisti del recettore dell’angiotensina II e tiazidi in associazione, la somministrazione concomitante di litio e olmesartan medoxomil/idroclorotiazide non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Enteropatia simil-sprue: In casimolto rari, in pazienti in trattamento con olmesartan da pochi mesi o anni è stata segnalata grave diarrea cronica con significativa perdita di peso, causata probabilmente da una reazione localizzata di ipersensibilità ritardata. Le biopsie intestinali dei pazienti hanno spesso messo in evidenza atrofia dei villi. Se un paziente manifesta questi sintomi in corso di trattamento con olmesartan e apparentemente in assenza di altre eziologie, il trattamento con olmesartan deve essere immediatamente interrotto e non deve essere ripreso. Se la diarrea non migliora durante la settimana successiva all’interruzione, si deve considerare di chiedere un ulteriore parere ad uno specialista (ad es. gastroenterologo). Miopia acuta e glaucoma ad angolo chiuso secondario: Idroclorotiazide, una sulfonamide, può causare una reazione idiosincrasica con conseguente miopia transitoria acuta e glaucoma acuto ad angolo chiuso. I sintomi includono l’insorgenza acuta di diminuita acuità visiva o dolore oculare e tipicamente insorgono entro poche ore o settimane dall’inizio della terapia. Il glaucoma acuto ad angolo chiuso non trattato può portare a perdita permanente della vista. Il trattamento primario prevede l’interruzione più rapida possibile dell’idroclorotiazide. Può essere necessario considerare un rapido trattamento medico o chirurgico nel caso in cui la pressione intraoculare restiincontrollata. I fattori di rischio per lo sviluppo del glaucoma acuto ad angolo chiuso possono includere una storia di allergia alle sulfonamidio alla penicillina. Differenze etniche: Come con tutti gli altri antagonisti del recettore dell’angiotensina II, l’effetto antipertensivo di olmesartan medoxomil è alquanto inferiore nei pazienti di etnia nera, probabilmente a causa della maggiore prevalenza di bassi livelli di renina nella popolazione ipertesa di etnia nera. Test antidoping: L’idroclorotiazide contenuta in questo medicinale può determinare positività di alcuni test antidoping. Gravidanza: La terapia con antagonisti del recettore dell’angiotensina II non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con antagonisti del recettore dell’angiotensina II. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con antagonisti del recettore dell’angiotensina II deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi4.3 e 4.6). Altro: Nella arteriosclerosi generalizzata, nei pazienti con cardiopatia ischemica o patologia cerebrovascolare ischemica, vi è sempre il rischio che la riduzione eccessiva della pressione arteriosa possa causare infarto miocardico o ictus. Reazioni di ipersensibilità ad idroclorotiazide possono insorgere in pazienti con o senza anamnesi di allergia o asma bronchiale, ma sono più probabili con tali riscontri anamnestici. È stata riportata esacerbazione o attivazione di lupus eritematoso sistemico con l’impiego di diuretici tiazidici.

Questo medicinale contiene lattosio monoidrato. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Potenziali interazioni con l’associazione olmesartan medoxomil e idroclorotiazide Uso concomitante non raccomandato Litio: Aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e della sua tossicità sono stati riportati durante la somministrazione concomitante di litio con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina e, raramente,con antagonisti del recettore dell’angiotensina II. Inoltre, la clearance renale del litio è ridotta dalle tiazidi e, di conseguenza, il rischio di tossicità da litio può essere aumentato. Pertanto, l’uso di olmesartan medoxomil/idroclorotiazide e di litio in associazione non è raccomandato (vedere paragrafo 4.4). Nel caso si ritenga necessario l’uso concomitante, si raccomanda un attento controllo dei livelli sierici di litio. Uso concomitante che richiede cautela Baclofene: Può verificarsi potenziamento dell’effetto antipertensivo. Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): I FANS (ad esempio l’acido acetilsalicilico (>3 g/die), i COX-2 inibitori e i FANS non selettivi) possono ridurre l’effetto antipertensivo dei diuretici tiazidici e degli antagonisti del recettore dell’angiotensina II. In alcuni pazienti con compromissione della funzionalità renale (ad esempio pazienti disidratati o anziani con funzionalità renale compromessa), la somministrazione concomitante di antagonisti del recettore dell’angiotensina II e di inibitori della cicloossigenasi può determinare ulteriore deterioramento della funzionalità renale, compresa la possibile insufficienza renale acuta,di solito reversibile. Pertanto, tale associazione deve essere somministrata con cautela, specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e si deve prendere in considerazione il controllo della funzionalità renale dopo l’inizio del trattamento concomitante e periodicamente nel corso di questo. Uso concomitante da tenere in considerazione Amifostina: Può verificarsi potenziamento dell’effetto antipertensivo. Altri farmaci antipertensivi: L’effetto ipotensivo causato da olmesartan medoxomil/idroclorotiazide può essere aumentato dall’impiego concomitante di altri medicinali antipertensivi. Alcool, barbiturici, stupefacenti o antidepressivi Può verificarsi potenziamento dell’ipotensione ortostatica. Potenziali interazioni con olmesartan medoxomil: Uso concomitante non raccomandato ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren: I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensinaaldosterone (RAAS) attraverso l’uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettor

dell’angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispetto all’uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi4.3, 4.4 e 5.1). Medicinali che influenzano i livelli di potassio: Sulla base dell’esperienza dell’impiego di altri medicinali che influiscono sul sistema reninaangiotensina, l’impiego concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, di integratori di potassio, di sostituti del sale contenenti potassio o di altri medicinali in grado di determinare un aumento dei livelli del potassio sierico (ad esempio eparina, ACE-inibitori) può causare un aumento del potassio sierico (vedere paragrafo 4.4). Qualora vengano prescritti medicinali in grado di agire sui livelli di potassio in associazione a olmesartan medoxomil/idroclorotiazide, si consiglia il controllo dei livelli plasmatici di potassio. Colesevelam, sequestrante degli acidi biliari: La somministrazione concomitante del colesevelam cloridrato, sequestrante degli acidi biliari, riduce l’esposizione sistemica, la concentrazione massima plasmatica e il t1/2 di olmesartan. La somministrazione di olmesartan medoxomil almeno 4 ore prima del colesevelam cloridrato riduce l’effetto di questa interazione farmacologica. Deve essere presa in considerazione la somministrazione di olmesartan medoxomil almeno 4 ore prima della dose di colesevelam cloridrato (vedere paragrafo 5.2). Informazioni aggiuntive Dopo il trattamento con antiacidi (alluminio magnesio idrossido) è stata osservata una modesta riduzione della biodisponibilità di olmesartan. Olmesartan medoxomil non ha effetti significativi sulla farmacocinetica o sulla farmacodinamica del warfarin o sulla farmacocinetica della digossina. La somministrazione concomitante di olmesartan medoxomil e pravastatina non determina effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica delle due sostanze in soggetti sani. Olmesartan non possiede effetti inibitori clinicamente rilevanti sugli enzimi del citocromo P450 umano 1A1/2, 2A6, 2C8/9, 2C19, 2D6, 2E1 e 3A4 in vitro,mentre gli effetti di induzione sul citocromo P450 del ratto sono minimi o assenti. Non sono da attendersiinterazioni clinicamente rilevanti tra olmesartan e farmacimetabolizzati dai suddetti enzimi del citocromo P450. Potenziali interazioni con idroclorotiazide: Uso concomitante non raccomandato Medicinali che influenzano i livelli di potassio: L’effetto di deplezione di potassio indotto dall’idroclorotiazide (vedere paragrafo 4.4) può essere potenziato dalla somministrazione concomitante di altri medicinali associati a perdita di potassio e ipopotassiemia (ad esempio altri diuretici che determinano potassiuria, lassativi, corticosteroidi, ACTH,amfotericina, carbenoxolone, penicillina G sodica o derivati dell’acido salicilico). Pertanto, tale uso concomitante non è raccomandato. Uso concomitante che richiede cautela Sali di calcio: I diuretici tiazidici possono aumentare i livelli sierici di calcio per diminuzione della sua eliminazione. Se devono essere prescritti integratoridi calcio, i livelli sierici di calcio devono essere controllati e la posologia del calcio aggiustata di conseguenza. Colestiramina e resine di colestipolo: L’assorbimento di idroclorotiazide viene compromesso in presenza di resine a scambio anionico.

Glicosidi della digitale: L’ipopotassiemia o l’ipomagnesemia indotta da tiazidici possono favorire la comparsa di aritmie cardiache indotte da digitale. Medicinali che risentono delle alterazioni della potassiemia: Si raccomanda di effettuare il controllo periodico del potassio sierico e dell’ECG quando olmesartan medoxomil/idroclorotiazide viene somministrato in concomitanza con medicinali che risentono delle alterazioni della potassiemia (ad esempio glicosidi della digitale e antiaritmici), o con i seguenti medicinali (inclusi alcuni antiaritmici) che possono indurre torsioni di punta (tachicardia ventricolare), in quanto l’ipopotassiemia è un fattore predisponente per le torsioni di punta (tachicardia ventricolare): - antiaritmici di classe Ia (ad esempio chinidina, idrochinidina, disopiramide) - antiaritmici di classe III (ad esempio amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide) - alcuni antipsicotici (ad esempio tioridazina, clorpromazina, levomepromazina, trifluoperazina, ciamemazina, sulpiride, sultopride, amisulpride, tiapride, pimozide, aloperidolo, droperidolo) - altri (ad esempio bepridile, cisapride, difemanile, eritromicina ev, alofantrina, mizolastina, pentamidina, sparfloxacina, terfenadina, vincamina ev). Miorilassanti non depolarizzanti (ad esempio tubocurarina): L’effetto dei miorilassanti non depolarizzanti può essere potenziato dall’idroclorotiazide. Farmaci anticolinergici (ad esempio atropina, biperidene): Aumento della biodisponibilità dei diuretici tiazidici dovuto a riduzione della motilità gastrointestinale e della velocità di svuotamento gastrico. Medicinali antidiabetici (farmaci orali e insulina): Il trattamento con un diuretico tiazidico può influenzare la tolleranza al glucosio. Possono essere richiesti aggiustamenti posologici dei medicinali antidiabetici (vedere paragrafo 4.4). Metformina: La metformina deve essere impiegata con cautela a causa del rischio di acidosi lattica indotta dalla possibile insufficienza renale funzionale legata ad idroclorotiazide. Beta bloccanti e diazossido: L’effetto iperglicemizzante dei beta bloccanti e del diazossido può essere aumentato dalle tiazidi. Amine pressorie (ad esempio noradrenalina): L’effetto delle amine pressorie può essere ridotto. Medicinali usati nel trattamento della gotta (ad es. probenecid,sulfinpirazone e allopurinolo): Può essere necessario un aggiustamento posologico dei medicinali uricosurici, poiché idroclorotiazide può aumentare il livello sierico dell’acido urico. Può essere necessario un aumento del dosaggio di probenecid o sulfinpirazone. La somministrazione concomitante di un diuretico tiazidico può aumentare l’incidenza di reazioni da ipersensibilità ad allopurinolo. Amantadina: Le tiazidi possono aumentare il rischio di reazioni avverse da amantadina. Farmaci citotossici (ad esempio ciclofosfamide, metotressato): Le tiazidi possono ridurre l’escrezione renale di medicinali citotossici e potenziare i loro effetti mielosoppressivi. Salicilati: In caso di somministrazione di alte dosi di salicilati, idroclorotiazide può aumentare l’effetto tossico dei salicilati sul sistema nervoso centrale.

Metildopa: Sono stati segnalati casiisolati di anemia emolitica con l’uso concomitante di idroclorotiazide e metildopa. Ciclosporina: Il trattamento concomitante con ciclosporina può aumentare il rischio di iperuricemia e complicanze simil-gotta. Tetracicline: La somministrazione concomitante di tetracicline e tiazidici incrementa il rischio di aumento dei livelli di urea indotto da tetracicline. Questa interazione probabilmente non si verifica con doxiciclina.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza A causa degli effettiin gravidanza dei principi attivi di questa associazione, l’uso di Olmesartan e idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso di Olmesartan e idroclorotiazide Aurobindo è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Olmesartan medoxomil: L’uso degli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso degli antagonisti del recettore dell’angiotensina II è controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi4.3 e 4.4). L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un lieve aumento del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con antagonisti del recettore dell’angiotensina II, un simile rischio può esistere per questa classe di medicinali. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con antagonisti del recettore dell’angiotensina II. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento con antagonisti del recettore dell’angiotensina II deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. L’esposizione ad antagonisti del recettore dell’angiotensina II durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia). (vedere anche paragrafo 5.3 “Dati preclinici di sicurezza”). Se si verifica una esposizione ad antagonisti del recettore dell’angiotensina II dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto antagonisti del recettore dell’angiotensina II devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Idroclorotiazide: L’esperienza sull’uso di idroclorotiazide durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre, è limitata. Gli studi condotti su animali sono insufficienti. L’idroclorotiazide attraversa la placenta. In base al meccanismo di azione farmacologico dell’idroclorotiazide, il suo uso durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza può comprometter

la perfusione feto-placentare e causare effettifetali e neonatali come ittero, disturbo dell’equilibrio elettrolitico e trombocitopenia. L’idroclorotiazide non deve essere impiegata nell’edema gestazionale, nell’ipertensione gravidica o pre-eclampsia a causa del rischio di deplezione del volume plasmatico e ipoperfusione placentare, senza effetti favorevoli sul decorso della malattia. L’idroclorotiazide non deve essere impiegata per l’ipertensione essenziale in donne incinte eccetto quelle rare situazioni in cui nessun altro trattamento possa essere usato. Allattamento Olmesartan medoxomil Poiché non sono disponibili dati riguardanti l’uso di olmesartan medoxomil/idroclorotiazide durante l’allattamento, Olmesartan e idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato e si devono preferire terapie alternative con un miglior comprovato profilo di sicurezza per l’uso durante l’allattamento specialmente in caso di allattamento a neonati o prematuri. Idroclorotiazide L’idroclorotiazide è escreta nellatte umano in piccole quantità. Alti dosaggi di tiazidi, che causano intensa diuresi, possono inibire la produzione di latte. L’uso di Olmesartan e idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato durante l’allattamento. Se si usa Olmesartan e idroclorotiazide Aurobindo durante l’allattamento le dosi devono essere mantenute più basse possibile.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Olmesartan e Idroclorotiazide Aurobindo esercita una lieve o moderata influenza sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Capogiri o affaticamento, in grado di compromettere la capacità di reazione, possono manifestarsi occasionalmente nei pazienti che seguono una terapia antipertensiva.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse più comunemente riportate in corso di trattamento con olmesartan medoxomil/idroclorotiazide 20 mg/12,5 mg e 20 mg/25 mg sono cefalea (2,9%), capogiri (1,9%) ed affaticamento (1,0%). L’idroclorotiazide può causare o aggravare una deplezione di liquidi che può condurre a squilibrio elettrolitico (vedere paragrafo 4.4). In studi clinici cui hanno partecipato 1155 pazienti che hanno ricevuto l’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide a dosaggi di 20/12,5 mg o 20/25 mg e 466 pazienti trattati con placebo per periodi fino a 21 mesi, la frequenza complessiva di reazioni avverse alla associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide è stata simile a quella relativa al placebo. Anche le interruzioni del trattamento dovute a reazioni avverse sono state simili per olmesartan medoxomil/idroclorotiazide olmesartan medoxomil/idroclorotiazide in totale rispetto al placebo non è sembrata essere correlata all’età (<65 anni verso ≥65 anni), al sesso o al gruppo etnico, benché la frequenza di capogiri sia stata lievemente superiore nei pazienti di età  a 75 anni. Inoltre, la sicurezza di olmesartan medoxomil/idroclorotiazide ad alte dosi è stata studiata nel corso di studi clinici cui hanno partecipato 3709 pazienti che hanno ricevuto olmesartan medoxomil in associazione a idroclorotiazide alle dosi di 40 mg/12,5 mg e 40 mg/25 mg.

Le reazioni avverse osservate con olmesartan medoxomil/idroclorotiazide negli studi clinici, negli studi di sicurezza post-autorizzazione e le segnalazioni spontanee sono riportate nella tabella sottostante, così come le reazioni avverse indotte dai singoli principi attivi olmesartan medoxomil e idroclorotiazide basate sul profilo di sicurezza noto di queste sostanze. Per classificare la frequenza delle reazioni avverse è stata impiegata la seguente terminologia: molto comune (≥ 1/10); comune (≥1/100 a <1/10); non comune (≥1/1.000 a <1/100); rara (≥1/10.000 a <1/1.000), molto rara (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione sistemica organica MeDRA Reazioni avverse Frequenza Olmesartan/i droclorotiazi de Olmesartan HCTZ Infezioni e infestazioni Scialoadenite Raro Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia aplastica Raro Depressione midollare Raro Anemia emolitica Raro Leucopenia Raro Neutropenia/ Agranulocitosi Raro Trombocitopenia Non comune Raro Disturbi del sistema immunitario Reazioni anafilattiche Non comune Non comune Disturbi del metabolismo e della nutrizione Anoressia Non comune Glicosuria Comune Ipercalcemia Comune Ipercolesterolemia Non comune Molto comune Iperglicemia Comune Iperpotassemia Raro Ipertrigliceridemia Non comune Comune Molto comune Iperuricemia Non comune Comune Molto comune Ipocloremia Comun

Alcalosi ipocloremica Molto raro Ipopotassemia Comune Ipomagnesemia Comune Iponatriemia Comune Iperamilasemia Comune Disturbi psichiatrici Apatia Raro Depressione Raro Irrequietezza Raro Disturbi del sonno Raro Patologie del Sistema nervoso Stato confusionale Comune Convulsioni Raro Disturbi della coscienza (come perdita di coscienza) Raro Capogiri/stordimento mentale Comune Comune Comune Cefalea Comune Comune Raro Perdita di appetito Non comune Parestesia Raro Capogiri posturali Non comune Sonnolenza Non comune Sincope Non comune Patologie dell’occhio Riduzione della lacrimazione Raro Offuscamento transitorio della vista Raro Peggioramento di miopia preesistente Non comune Miopia acuta,glaucoma acuto ad angolo chiuso Non nota Xantopsia Raro Patologie dell’orecchio e del labirinto Vertigini Non comune Non comune Raro Patologie cardiache Angina pectoris Non comune Aritmie cardiache Rar

Palpitazioni Non comune Patologie vascolari Embolia Raro Ipotensione Non comune Raro Angioite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea) Raro Ipotensione ortostatica Non comune Non comune Trombosi Raro Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Bronchite Comune Tosse Non comune Comune Dispnea Raro Polmonite interstiziale Raro Faringite Comune Edema polmonare Raro Distress respiratorio Non comune Rinite Comune Patologie gastrointestinali Dolore addominale Non comune Comune Comune Stipsi Comune Diarrea Non comune Comune Comune Dispepsia Non comune Comune Irritazione gastrica Comune Gastroenterite Comune Meteorismo Comune Nausea Non comune Comune Comune Pancreatite Rar

Ileo paralitico Molto raro Vomito Non comune Non comune Comune Enteropatia similsprue (vedere paragrafo 4.4) Molto raro Patologie epato-biliari Colecistite acuta Raro Ittero (ittero colestatico intraepatico) Raro Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Dermatite allergica Non comune Reazioni anafilattiche cutanee Raro Edema angioneurotico Raro Raro Reazioni cutanee simil-lupus eritematoso Raro Eczema Non comune Eritema Non comune Esantema Non comune Reazioni di fotosensibilità Non comune Prurito Non comune Non comune Porpora Non comune Eruzione cutanea Non comune Non comune Non comune Riesacerbazione di lupus eritematoso cutaneo Raro Necrolisi epidermica tossica Raro Orticaria Raro Non comune Non comune Patologie del Sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Artralgia Non comune Artrite Comune Mal di schiena Non comune Comune Spasmi muscolari Non comune Rar

Debolezza muscolare Raro Mialgia Non comune Non comune Dolore alle estremità Non comune Paresi Raro Dolori scheletrici Comune Patologie renali e urinarie Insufficienza renale acuta Raro Raro Ematuria Non comune Comune Nefrite interstiziale Raro Insufficienza renale Raro Disfunzione renale Raro Infezioni delle vie urinarie Comune Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile Non comune Non comune Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia Comune Non comune Dolore toracico Comune Comune Edema facciale Non comune Affaticamento Comune Comune Febbre Raro Sintomi simil-influenzali Comune Letargia Raro Malessere Raro Non comune Dolore Comune Edema periferico Comune Comune Debolezza Non comune Alanina aminotransferasi aumentata Non comune Aspartato aminotransferasi aumentata Non comun

Esami diagnostici Calcio ematico aumentato Non comune Creatinina ematica aumentata Non comune Raro Comune Creatinfosfochinasi ematica aumentata Comune Glucosio ematico aumentato Non comune Riduzione dei valori di ematocrito Raro Riduzione dei valori di emoglobina Raro Lipidi ematici aumentati Non comune Potassio ematico diminuito Non comune Potassio ematico aumentato Non comune Urea ematica aumentata Non comune Comune Comune Azoto ureico ematico aumentato Raro Acido urico ematico aumentato Raro Gamma glutamil transferasi aumentata Non comune Enzimi epatici aumentati Comune Sono stati riferiti casi singoli di rabdomiolisi in associazione temporale con l’assunzione di bloccanti del recettore dell’angiotensina II. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzohttp://www.agenziafarmaco.gov.it/content/comesegnalare-una-sospetta-reazione-avversa

4.9 Sovradosaggio

Non sono disponibili informazioni specifiche sugli effettio sul trattamento del sovradosaggio di olmesartan medoxomil/idroclorotiazide. Il paziente deve essere attentamente monitorato e il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. La gestione dipende dal tempo intercorso dall’assunzione e dalla severità della sintomatologia. Le misure suggerite comprendono l’induzione del vomito e/o la lavanda gastrica. Il carbone attivo può essere utile nel trattamento del sovradosaggio. Gli elettroliti sierici e la creatinina devono essere monitorati frequentemente. Se si verifica ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina, con veloce ripristino del volume plasmatico e dei sali. Le più probabili manifestazioni attese di sovradosaggio da olmesartan medoxomil sono l’ipotensione e la tachicardia; può manifestarsi anche bradicardia. Il sovradosaggio da idroclorotiazide è associato a deplezione elettrolitica (ipopotassiemia, ipocloremia) e disidratazione dovuta ad eccessiva diuresi. I più comuni segni e sintomi di sovradosaggio sono nausea e sonnolenza. L’ipopotassiemia pu

determinare spasmi muscolari e/o aritmie cardiache accentuate associate all’uso concomitante di glicosidi della digitale o di alcuni medicinali antiaritmici. Non sono disponibili dati sulla dializzabilità di olmesartan o idroclorotiazide.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica:Antagonisti dell’angiotensina II associati a diuretici, codice ATC: C09DA08. Meccanismo d’azione/Effetti farmacodinamici Olmesartan medoxomil/idroclorotiazide è un’associazione di un antagonista del recettore dell’angiotensina II, olmesartan medoxomil, ed un diuretico tiazidico, idroclorotiazide. L’associazione di questi principi attivi ha un effetto antipertensivo additivo, riducendo la pressione arteriosa in grado maggiore rispetto a ciascun componente da solo. La monosomministrazione giornaliera di olmesartan medoxomil/idroclorotiazide assicura un’efficace e graduale riduzione della pressione arteriosa nelle 24 ore tra due somministrazioni. Olmesartan medoxomil è un antagonista selettivo del recettore dell’angiotensina II (tipo AT1) attivo per via orale. L’angiotensina II è il principale ormone vasoattivo del sistema renina-angiotensinaaldosterone e riveste un ruolo significativo nella fisiopatologia dell’ipertensione. Gli effetti dell’angiotensina II comprendono vasocostrizione, stimolazione della sintesi e del rilascio dell’aldosterone, stimolazione cardiaca e riassorbimento renale del sodio. L’olmesartan blocca gli effetti vasocostrittore e aldosterone-secretorio dell’angiotensina II bloccando il suo legame al recettore AT1 nei tessuti, compresa la muscolatura liscia vascolare e la ghiandola surrenale. L’azione dell’olmesartan è indipendente dall’origine o dalla via di sintesi dell’angiotensina II. L’antagonismo selettivo dell’olmesartan nei confronti del recettore dell’angiotensina II (AT1) produce un aumento dei livelli plasmatici di renina e delle concentrazioni di angiotensina I e II e una qualche diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di aldosterone. Nei casidi ipertensione, l’olmesartan medoxomil determina una riduzione a lungo termine, dosedipendente, della pressione arteriosa. Non sono stati riportati casi di ipotensione dopo la prima somministrazione, di tachifilassi nel corso di trattamenti prolungati o di ipertensione da rimbalzo all’interruzione improvvisa della terapia. La somministrazione di olmesartan medoxomil una volta al giorno assicura un’efficace e regolare riduzione della pressione arteriosa nelle 24 ore di intervallo tra una dose e quella successiva. A parità di dosaggio complessivo giornaliero, la monosomministrazione giornaliera ha prodotto diminuzioni simili della pressione arteriosa rispetto alla somministrazione del farmaco due volte al giorno. Con un trattamento continuato, la riduzione massima della pressione arteriosa viene raggiunta entro le 8 settimane successive all’inizio della terapia, sebbene una quota sostanziale dell’effetto di diminuzione della pressione arteriosa venga già osservata dopo 2 settimane di trattamento. Non sono al momento noti gli effetti dell’olmesartan sulla mortalità e sulla morbilità. Lo studio Randomised Olmesartan and Diabetes Microalbuminuria Prevention (ROADMAP), condotto in 4447 pazienti con diabete di tipo 2, normoalbuminuria e almeno un fattore di rischio cardiovascolare addizionale, ha valutato se il trattamento con olmesartan può ritardare la comparsa di microalbuminuria. Durante il periodo mediano di follow-up di 3-2 anni, i pazienti hanno ricevuto olmesartan o placebo più altri farmaci antipertensivi esclusi ACE-inibitori o sartani.

Per l’endpoint primario, lo studio ha dimostrato una significativa riduzione del rischio in termini di aumento del tempo di comparsa di microalbuminuria a favore di olmesartan. Dopo aggiustamento per i valori di pressione arteriosa, tale riduzione del rischio non era più statisticamente significativa. L’8.2% (178 su 2160) dei pazienti del gruppo olmesartan e il 9.8% (210 su 2139) del gruppo placebo hanno manifestato la comparsa di microalbuminuria. Per quanto riguarda gli endpoint secondari, si sono verificati eventi cardiovascolari in 96 pazienti (4,3%) del gruppo olmesartan e in 94 pazienti (4,2%) del gruppo placebo. L’incidenza della mortalità cardiovascolare è stata superiore nel gruppo olmesartan rispetto al gruppo placebo (15 pazienti [0,7%] vs. 3 pazienti [0,1%]), nonostante valori simili per l’ictus non fatale (14 pazienti [0,6%] vs. 8 pazienti [0,4%]), l’infarto miocardico non fatale (17 pazienti [0,8%] vs. 26 pazienti [1,2%]) e la mortalità per cause non cardiovascolari (11 pazienti [0,5%] vs. 12 pazienti [0,5%]). La mortalità complessiva con olmesartan era numericamente superiore (26 pazienti [1,2%]) vs. 15 pazienti [0,7%]) a causa, principalmente, di un maggior numero di eventi cardiovascolari fatali. Lo studio Olmesartan Reducing Incidence of End-stage Renal Disease in Diabetic Nephropathy Trial (ORIENT) ha valutato gli effetti di olmesartan sugli eventi renali e cardiovascolari in 577 pazienti cinesi e giapponesi con diabete di tipo 2 e nefropatia conclamata. Durante il periodo mediano di follow-up di 3,1 anni, i pazienti hanno ricevuto olmesartan o placebo più altri farmaci antipertensivi compresi ACE-inibitori. L’endpoint composito primario (tempo al primo evento di raddoppio della creatinina sierica, nefropatia all’ultimo stadio, morte per tutte le cause) si è verificato in 116 pazienti nel gruppo olmesartan (41,1%) e in 129 pazienti del gruppo placebo (45,4%) (HR 0.97 [IC 95% 0,751,24]; p=0,791). L’endpoint secondario cardiovascolare composito si è verificato in 40 pazienti trattati con olmesartan (14,2%) e in 53 pazienti trattati con placebo (18,7%). Tale endpoint cardiovascolare composito comprendeva morte cardiovascolare in 10 pazienti (3,5%) che ricevevano olmesartan verso 3 pazienti (1,1%) che ricevevano placebo, mortalità totale 19 (6,7%) verso 20 (7,0%), ictus non fatale 8 (2,8%) verso 11 (3,9%) e infarto miocardico non fatale 3 (1,1%) verso 7 (2,5%), rispettivamente. Idroclorotiazide è un diuretico tiazidico. Il meccanismo dell’effetto antipertensivo dei diuretici tiazidici non è pienamente conosciuto. Le tiazidi agiscono sui meccanismi di riassorbimento elettrolitico del tubulo renale, aumentando direttamente l’escrezione del sodio e del cloro in quantità approssimativamente equivalenti. L’azione diuretica dell’idroclorotiazide riduce il volume plasmatico, aumenta l’attività della renina plasmatica ed aumenta la secrezione di aldosterone, con conseguente aumento della perdita di bicarbonato e potassio con le urine, e riduzione del potassio sierico. Il legame renina-aldosterone è mediato dall’angiotensina II e, pertanto, la somministrazione concomitante di un antagonista del recettore dell’angiotensina II tende a contrastare la perdita di potassio associata ai diuretici tiazidici. Con l’idroclorotiazide, l’inizio della diuresi avviene dopo circa due ore e il picco dell’effetto dopo circa quattro ore dalla somministrazione, mentre l’effetto persiste approssimativamente per 6-12 ore. Studi epidemiologici hanno evidenziato che il trattamento a lungo termine con l’idroclorotiazide in monoterapia riduce i rischi di mortalità e morbilità cardiovascolare. Efficacia e sicurezza cliniche L’associazione di olmesartan medoxomil e idroclorotiazide determina riduzione additiva della pressione arteriosa che generalmente aumenta all’aumentare della dose di ciascun componente. Nei dati complessivi degli studi controllati con placebo, la somministrazione dell’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide 20/12,5 mg e 20/25 mg ha determinato una riduzione media, detratta la riduzione dovuta al placebo, della pressione arteriosa sistolica/diastolica al valore più basso, rispettivamente, di 12/7 mmHg e di 16/9 mmHg. L’età ed il sesso non hanno avuto alcun effetto clinicamente rilevante sulla risposta al trattamento con l’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide.

La somministrazione di 12,5 mg e di 25 mg di idroclorotiazide in pazienti insufficientemente controllati da terapia con solo olmesartan medoxomil 20 mg ha comportato un’ulteriore riduzione della pressione arteriosa sistolica/diastolica nelle 24 ore, misurata mediante monitoraggio pressorio ambulatoriale, rispettivamente, di 7/5 mmHg e di 12/7 mmHg, rispetto ai valori basali dopo monoterapia con olmesartan medoxomil. La riduzione ulteriore media della pressione arteriosa sistolica/diastolica al valore più basso rispetto ai valori basali, misurati convenzionalmente, era rispettivamente di 11/10 mmHg e 16/11 mmHg. L’efficacia dell’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide è stata mantenuta nel corso di trattamenti a lungo termine (un anno). La sospensione del trattamento con olmesartan medoxomil, con o senza concomitante idroclorotiazide, non ha determinato una ipertensione da rimbalzo. Gli effetti dell’associazione a dosi fisse olmesartan medoxomil/idroclorotiazide su morbilità e mortalità cardiovascolari non sono attualmente noti. Altre informazioni: Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA NEPHRON-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l’uso dell’associazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare,o diabete mellito tipo 2 associato all’evidenza di danno d’organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito tipo 2 e nefropatia diabetica. Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Questi risultati sono pertinenti anche per gli altri ACE-inibitori e per gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and RenalDisease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell’angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento e distribuzione Olmesartan medoxomil: L’olmesartan medoxomil è un pro-farmaco rapidamente convertito in un metabolita farmacologicamente attivo, olmesartan, dalle esterasi nella mucosa intestinale e nella circolazione portale durante l’assorbimento dal tratto gastrointestinale. Non vi è traccia di olmesartan medoxomil intatto o della catena laterale medoxomil intatta nel plasma o negli escreti. La biodisponibilità assoluta media di olmesartan, nella formulazione in compresse, è stata del 25,6%. Il picco medio di concentrazione plasmatica (Cmax) di olmesartan viene raggiunto in media entro circa 2 ore dalla somministrazione per via orale di olmesartan medoxomil; le concentrazioni plasmatiche d

olmesartan aumentano in modo approssimativamente lineare all’aumentare della dose orale singola fino a circa 80 mg. La somministrazione di cibo ha effetti minimi sulla biodisponibilità di olmesartan e, pertanto, olmesartan medoxomil può essere somministrato a digiuno o a stomaco pieno. Non sono state osservate differenze clinicamente rilevanti nella farmacocinetica di olmesartan dipendenti dal sesso del paziente. Olmesartan si lega fortemente alle proteine plasmatiche (99,7%), ma la possibilità di interazioni clinicamente significative da spiazzamento del legame proteico tra olmesartan ed altri principi attivi ad elevato legame somministrati contemporaneamente, è bassa (come confermato dall’assenza di un’interazione clinicamente significativa tra olmesartan medoxomil e warfarin). Il legame di olmesartan con le cellule ematiche è trascurabile. Il volume di distribuzione medio dopo somministrazione endovenosa è di limitata entità (16–29 L). Idroclorotiazide: Dopo somministrazione orale di olmesartan medoxomil ed idroclorotiazide in associazione, la mediana del tempo di raggiungimento del picco di concentrazione plasmatica di idroclorotiazide è risultata compresa tra 1,5 e 2 ore dalla somministrazione. Idroclorotiazide si lega con le proteine plasmatiche per il 68% ed il suo volume apparente di distribuzione è di 0,83-1,14 L/kg. Biotrasformazione ed eliminazione Olmesartan medoxomil La clearance plasmatica totale di olmesartan è risultata pari a 1,3 L/h (CV, 19%), relativamente ridotta se confrontata al flusso epatico (ca. 90 L/h). Dopo assunzione orale di una singola dose di olmesartan medoxomil marcato con 14 C, il 10-16% della radioattività somministrata è stato eliminato con le urine (in gran parte entro le 24 ore successive alla somministrazione), mentre la restante radioattività è stata eliminata con le feci. In base a una biodisponibilità sistemica del 25,6%, si può calcolare che l’olmesartan assorbito venga eliminato per escrezione renale (per circa il 40%) e epatobiliare (per circa il 60%). Tutta la radioattività recuperata è stata identificata come olmesartan. Nessun altro metabolita significativo è stato identificato. Il circolo enteroepatico di olmesartan è minimo. Poiché una grande quantità di olmesartan è eliminata per via biliare, l’uso in pazienti con ostruzione biliare è controindicato (vedere paragrafo 4.3). L’emivita di eliminazione terminale di olmesartan varia tra 10 e 15 ore dopo somministrazioni ripetute per via orale. Lo stato di equilibrio è stato raggiunto dopo le prime somministrazioni e nessun ulteriore accumulo è stato rilevato dopo 14 giorni di somministrazioni ripetute. La clearance renale è stata di circa 0,5–0,7 L/h ed è risultata indipendente dalla dose. Idroclorotiazide: L’idroclorotiazide non è metabolizzata nell’uomo ed è escreta quasi interamente come sostanza attiva immodificata nelle urine. Circa il 60% della dose orale è eliminata come sostanza attiva immodificata entro 48 ore. La clearance renale è di circa 250-300 mL/min. L’emivita di eliminazione terminale di idroclorotiazide è di 10-15 ore. Olmesartan medoxomil/idroclorotiazide La disponibilità sistemica di idroclorotiazide è ridotta di circa il 20% quando somministrata insieme ad olmesartan medoxomil, ma tale modesta riduzione non ha rilevanza clinica. La cinetica di olmesartan non è influenzata dalla somministrazione concomitante di idroclorotiazide. Farmacocinetica in gruppi speciali di pazienti Anziani (65 anni di età o oltre):

Nei pazienti ipertesi, l’AUC dell’olmesartan allo stato stazionario è risultata incrementata di circa il 35% negli anziani (tra i 65 e i 75 anni di età) e di circa il 44% neglianziani (≥75 anni di età) rispetto a pazienti più giovani (vedere pararafo 4.2). Dati limitati suggeriscono che la clearance sistemica dell’idroclorotiazide sia ridotta negli anziani, sani od ipertesi, rispetto ai volontari sani giovani. Danno renale: Nei casi di danno renale, l’AUC dell’olmesartan allo stato stazionario è risultata incrementata del 62%, 82% e 179% rispettivamente nei pazienti con danno renale lieve, moderato e grave, rispetto ai controlli sani (vedere paragrafi 4.2, 4.4). L’emivita dell’idroclorotiazide è prolungata nei pazienti con danno della funzionalità renale. Compromissione epatica: Dopo somministrazione orale singola, i valori di AUC dell’olmesartan sono risultati maggiori del 6% e del 65%, rispettivamente, in pazienti con compromissione epatica lieve e moderata dalla somministrazione rispetto a soggetti con funzionalità epatica normale. La frazione libera di olmesartan a due ore è risultata 0,26% nei soggetti sani, 0,34% nei pazienti con lieve compromissione epatica e 0,41% in quelli con compromissione moderata della funzionalità epatica. A seguito di somministrazioni ripetute in pazienti con compromissione epatica moderata, l’AUC media di olmesartan era ancora maggiore di circa il 65% rispetto ai controlli sani. I valori medi di Cmax di olmesartan erano simili nei pazienti con compromissione epatica e nei soggetti sani. Olmesartan medoxomil non è stato studiato nei pazienti con compromissione epatica grave (vedere paragrafi 4.2, 4.4). La compromissione epatica non influenza significativamente la farmacocinetica dell’idroclorotiazide. Interazioni farmacologiche Colesevelam, sequestrante degli acidi biliari: La somministrazione concomitante di olmesartan medoxomil 40 mg e di colesevelam cloridrato 3750 mg in soggetti sani ha determinato riduzione del 28% della Cmax e del 39% dell’AUC di olmesartan. Effetti minori, riduzione del 4% e del 15%, rispettivamente, della Cmax e dell’AUC sono stati osservati quando olmesartan medoxomil era somministrato 4 ore prima del colesevelam cloridrato. L’emivita di eliminazione di olmesartan era ridotta del 50-52% indipendentemente dalla somministrazione concomitante o 4 ore prima del colesevelam cloridrato (vedere paragrafo 4.5).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

La tossicità potenziale dell’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide è stata valutata in studi di tossicità orale a dosi ripetute di durata fino a sei mesi condotti nei ratti e nei cani. Come per entrambi i singoli componenti ed altri medicinali appartenenti a questa classe, l’organo bersaglio principale di tossicità dell’associazione è il rene. L’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide ha indotto alterazioni della funzionalità renale (aumento dell’azoto ureico sierico e della creatinina sierica). Dosaggi elevati hanno provocato degenerazione e rigenerazione tubulare nei reni dei ratti e dei cani, probabilmente mediante alterazioni dell’emodinamica renale (ridotta perfusione renale dovuta a ipotensione con ipossia tubulare e degenerazione cellulare tubulare). Inoltre, l’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide ha causato riduzione dei parametri eritrocitari (conta degli eritrociti, emoglobina, ematocrito) e riduzione ponderale del cuore nei ratti. Questi effetti sono stati osservati anche con gli altri antagonisti del recettore AT1 e con gli ACEinibitori; essi sembrano essere statiindotti da un’azione farmacologica di olmesartan medoxomil ad alte dosi e non sembrano essere rilevanti nell’uomo alle dosi terapeutiche raccomandate.

Studi di genotossicità con olmesartan medoxomil e idroclorotiazide, in associazione o usati singolarmente, non hanno evidenziato alcun segno di attività genotossica clinicamente rilevante. Il potenziale carcinogenico dell’associazione di olmesartan medoxomil e idroclorotiazide non è stato studiato in quanto non vi sono evidenze di effetti carcinogeni rilevanti dei due singoli componenti nelle condizioni di impiego clinico. Non vi sono evidenze di teratogenicità in topi o ratti trattati con l’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide. Come era da attendersi per questa classe di medicinali, è stata osservata tossicità fetale nei ratti, evidenziata da una riduzione significativa del peso dei feti di madri trattate con olmesartan medoxomil e idroclorotiazide durante la gravidanza (vedere paragrafi 4.3, 4.6).

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa: Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina Idrossipropil cellulosa Idrossipropil cellulosa a bassa sostituzione Magnesio stearato Rivestimento della compressa: Ipromellosa Titanio diossido (E 171) Talco Ferro ossido giallo (E 172) Ferro ossido rosso (E 172)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 30C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Le compresse rivestite con film di Olmesartan e idroclorotiazide Aurobindo sono disponibili in confezione in blister in poliammide/foglio di alluminio/PVC – foglio d’alluminio e in flaconi in HDPE con chiusura in polipropilene. Confezioni: Confezioni blister: 14, 28, 30, 56, 84, 90, 98 e 280 compresse rivestite con film. Confezioni in blister in dosi unitarie: 10, 50 e 500 compresse rivestite con film. Confezioni in flacone HDPE:30, 100, 250 e 1000 compresse rivestite con film. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Aurobindo Pharma (Italia) s.r.l. – Via San Giuseppe, 102 – 21047 Saronno (VA)

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/AlMonodose Pa/Al/Pvc/AlMonodose Pa/Al/Pvc/AlMonodose Hdp

Hdpe Hdpe Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Pa/Al/Pvc/Al Monodose Pa/Al/Pvc/Al Monodose Pa/Al/Pvc/Al Monodose Hdpe

9. Data della primaautorizzazione/ rinnovo dell’ autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 10/02/2017

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.