PENTACARINAT

Pentacarinat come soluzione iniettabile è indicato per il trattamento delle seguenti malattie: - Polmonite da Pneumocystis carinii in pazienti deboli o con ridotte difese dell’organismo (immunodepressi), come ad esempio in caso di AIDS. La pentamidina isetionato è in particolare utile nei pazienti allergici agli antibiotici sulfamidici e nei casi di intolleranza o resistenza al co- trimoxazolo. - Malattie infettive causate da protozoi del genere Leishmania, sia nella forma che colpisce diversi organi interni (Leishmaniosi viscerale) sia nella forma, che provoca lesioni cutanee (Leishmaniosi…

Usato per: polmonite

Principio attivo: PENTAMIDINA ISETIONATO · ATC P01CX01 · THE SIMPLE PHARMA COMPANY LIMITED

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
PENTACARINAT*1 fiala IM EV aerosol 300 mg A 22,54 € 22,54 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: PENTAMIDINA ISETIONATO
Forma farmaceutica: Polvere per soluzione iniettabile
Dosaggio: 300 mg POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: THE SIMPLE PHARMA COMPANY LIMITED
Codice ATC: P01CX01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Pentacarinat contiene pentamidina isetionato che appartiene ad una classe di medicinali chiamati antiprotozoari, che uccidono i microrganismi (microbi, germi, ecc.) o ne arrestano la moltiplicazione o la crescita.

Pentacarinat come soluzione iniettabile è indicato per il trattamento delle seguenti malattie: - Polmonite da Pneumocystis carinii in pazienti deboli o con ridotte difese dell’organismo (immunodepressi), come ad esempio in caso di AIDS. La pentamidina isetionato è in particolare utile nei pazienti allergici agli antibiotici sulfamidici e nei casi di intolleranza o resistenza al co-

trimoxazolo.
- Malattie infettive causate da protozoi del genere Leishmania, sia nella forma che colpisce diversi
organi interni (Leishmaniosi viscerale) sia nella forma, che provoca lesioni cutanee (Leishmaniosi
cutanea), compresi i casi resistenti alla terapia con medicinali a base di antimonio.
- Tripanosomiasi africana: malattia del sonno da Trypanosoma gambiense nella fase iniziale.

Pentacarinat soluzione da nebulizzare è indicato per: prevenzione della polmonite da Pneumocystis carinii in pazienti deboli o con ridotte difese dell’organismo (immunodepressi), quali ad esempio in caso di grave diminuzione delle difese immunitarie a causa della infezione da virus HIV (virus dell'immunodeficienza umana).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Pentacarinat - Se è allergico alla pentamidina isetionato o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

- Se è in gravidanza (vedere “Gravidanza e allattamento”).
- Se sta allattando al seno (vedere ”Gravidanza e allattamento”).
- Se è per un bambino (solo per la soluzione da nebulizzare).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di usare Pentacarinat.

Se soffre di problemi al fegato e/o ai reni, con pressione del sangue alta o bassa, con livelli di zuccheri nel sangue alti o bassi, con ridotto numero di globuli bianchi del sangue (leucopenia), ridotto numero di piastrine del sangue (trombocitopenia) o ridotto numero di globuli rossi del sangue (anemia), il medico le somministrerà Pentacarinat con particolare cautela.

Il medico presterà particolare attenzione nel somministrarle Pentacarinat per via intramuscolare e/o endovenosa poiché sono stati riportati effetti indesiderati gravi, a volte mortali, dovuti a notevole calo della pressione del sangue, bassi livelli di zuccheri nel sangue, infiammazione acuta del pancreas (pancreatite acuta) e anomalie del battito del cuore (aritmia cardiaca).

I valori della sua pressione del sangue devono essere misurati prima di iniettare il medicinale e le iniezioni le devono essere praticate in posizione sdraiata. La pressione del sangue le deve essere controllata attentamente e ad intervalli regolari durante la somministrazione e fino al termine del trattamento.

Se è in trattamento con Pentacarinat per via inalatoria deve essere controllato attentamente per la possibile comparsa di gravi effetti indesiderati. Se soffre di malattie al cuore, come insufficienza cardiaca, malattia alle coronarie o un difetto del battito del cuore (prolungamento dell’intervallo QT), se ha avuto precedenti anomalie al battito del cuore (aritmie ventricolari), carenza di potassio nel sangue (ipokaliemia) o carenza di magnesio nel sangue (ipomagnesemia) non corrette, riduzione della frequenza dei battiti del cuore (bradicardia sotto i 50 battiti al minuto) o se sta assumendo medicinali che possono causare un prolungamento dell’intervallo QT (vedere “Altri medicinali e Pentacarinat”) il medico le somministrerà Pentacarinat con cautela. Infatti pentamidina isetionato può causare, anche se in rari casi, disturbi del cuore (prolungamento dell’intervallo QT, aritmie cardiache come torsioni di punta).

Prima, durante e dopo la terapia con Pentacarinat, il medico la sottoporrà ai seguenti esami di laboratorio: 1) controllo della concentrazione di azoto nel sangue (azotemia) e della concentrazione di creatinina

nel sangue (creatininemia) tutti i giorni in corso di terapia;
2) controllo dei globuli rossi, bianchi e delle piastrine del sangue (emocromo) tutti i giorni in corso di
terapia;
3) controllo della concentrazione di zucchero nel sangue (glicemia) a digiuno tutti i giorni in corso di
terapia e ad intervalli regolari dopo la fine del trattamento;
4) controllo della funzionalità del fegato per mezzo di specifici esami del sangue (bilirubina, fosfatasi

alcalina, aspartato-amino transferasi (AST/SGOT) e alanina amino transferasi (ALT/SGPT)). Se i valori sono e rimangono normali durante la terapia, deve sottoporsi a controllo una volta alla settimana. Se i valori risultano elevati e/o aumentano durante la terapia, deve sottoporsi a controllo una volta alla settimana. Se lei sta assumendo anche altri medicinali che possono procurare danni al fegato, dovrà sottoporsi al controllo ogni 3-5 giorni;

5) controllo della concentrazione di calcio nel sangue (calcemia) ogni settimana; controllo della
concentrazione di magnesio nel sangue (magnesemia) due volte alla settimana;
6) analisi delle urine e controllo degli elettroliti nel sangue (sodio, cloruro, potassio, ecc.) tutti i giorni
in corso di terapia;

7) controllo del cuore con elettrocardiogramma ad intervalli regolari.

Pentacarinat soluzione da nebulizzare Se è a rischio di sviluppare una malattia caratterizzata da accumulo di aria nel torace, intorno ai

polmoni, con conseguente schiacciamento degli stessi (pneumotorace), il medico deve sottoporla a valutazione prima di iniziare la terapia con Pentacarinat per via inalatoria. L'inalazione di Pentacarinat può provocare tosse e/o contrazione dei bronchi che rende difficile la respirazione (broncospasmo), soprattutto se lei soffre di asma o fuma. In questo caso deve interrompere momentaneamente l’inalazione e il medico le prescriverà un broncodilatatore spray (medicinale che rilassa i muscoli delle vie respiratorie). Dopo 10 minuti può riprendere l'inalazione.

Durante le successive sedute d’aerosol terapia con Pentacarinat si consiglia l’uso di un broncodilatatore 10 minuti prima del loro inizio. Se ha difficoltà a respirare, con tendenza al restringimento dei bronchi (broncocostrizione), bassi o alti livelli di zuccheri nel sangue (ipoo iperglicemia), disturbi ai reni o al fegato, basso numero dei globuli bianchi del sangue (leucopenia), basso numero delle piastrine del sangue (trombocitopenia) o

basso numero dei globuli rossi del sangue (anemia) il medico le prescriverà Pentacarinat per via inalatoria con cautela. Se presenta i sintomi di infezione ai polmoni come mancanza di respiro, febbre e tosse il medico deve sottoporla ad accurata visita e ad esami per confermare o escludere la polmonite da Pneumocystis carinii.

Prima di iniziare la prevenzione con Pentacarinat il medico deve escludere che lei sia affetto da polmonite da Pneumocystis carinii perché la dose raccomandata di Pentacarinat per la prevenzione della polmonite da Pneumocystis carinii non è sufficiente per curare la malattia. Se ha sofferto di polmonite da Pneumocystis carinii in casi rari può sviluppare infezioni al di fuori dei polmoni (infezioni extrapolmonari) causate da Pneumocystis carinii.

Si raccomanda di evitare la dispersione di Pentacarinat nell'ambiente. Un'adeguata aerazione dell’ambiente può aiutare a ridurre i rischi di sensibilizzazione e i rischi di trasmissione delle malattie delle vie respiratorie. Deve spegnere il nebulizzatore ogni volta che allontana la mascherina dal viso durante il trattamento.

Bambini e adolescenti L’uso di Pentacarinat come soluzione da nebulizzare non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.

Altri medicinali e Pentacarinat

Informi il medico, il farmacista o l’infermiere se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale.

La somministrazione contemporanea di Pentacarinat con ACE-inibitori e beta-bloccanti (medicinali

utilizzati per abbassare la pressione del sangue) può aumentare la frequenza della tosse e della broncocostrizione (contrazione dei muscoli delle vie respiratorie che rende difficile la respirazione), soprattutto se soffre di asma.

Gli effetti di Pentacarinat possono essere influenzati o influenzare i seguenti medicinali:

• medicinali che possono causare un difetto del battito del cuore (prolungamento dell’intervallo QT) quali fenotiazine (per il trattamento delle malattie mentali), antidepressivi triciclici (per il trattamento della depressione), terfenadina e astemizolo (per il trattamento delle allergie), eritromicina per via endovenosa e antibiotici chinolonici (per il trattamento delle infezioni) e

alofantrina (per il trattamento della malaria) (vedere “Avvertenze e precauzioni”). • Foscarnet (per il trattamento dei virus): si potrebbe verificare ipocalcemia (diminuzione di calcio nel sangue).

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con

latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Gravidanza Non deve usare Pentacarinat durante la gravidanza a meno che il medico non lo ritenga strettamente necessario.

Allattamento Non deve usare Pentacarinat se sta allattando al seno a meno che il medico non lo ritenga strettamente necessario.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Quando guida o utilizza macchinari deve usare cautela poiché il medicinale può causare giramenti di testa.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Pentacarinat soluzione iniettabile
Uso negli adulti, nei bambini e negli infanti
- Polmonite Pneumocystis carinii: la dose raccomandata è: 4 mg di Pentacarinat per kg di peso
corporeo 1 volta al giorno per almeno 14 giorni, preferibilmente per infusione endovenosa lenta.
- Leishmaniosi viscerale (Kala-azar): la dose raccomandata è: 3-4 mg di Pentacarinat per kg di peso
corporeo a giorni alterni fino a un massimo di 10 iniezioni, preferibilmente per via intramuscolare.
Se necessario si può ripetere un ciclo di trattamento.

- Leishmaniosi cutanea: la dose raccomandata è: 3-4 mg di Pentacarinat per kg di peso corporeo 1-2
volte la settimana per via intramuscolare fino a guarigione.
- Tripanosomiasi: la dose raccomandata è 4 mg di Pentacarinat per kg di peso corporeo 1 volta al
giorno o a giorni alterni fino a un totale di 7-10 iniezioni. Può essere somministrata sia per via

intramuscolare che per via endovenosa, in infusione lenta.

Uso negli anziani Se è anziano non è necessaria alcuna modifica della dose.

Uso nei pazienti con funzionalità dei reni compromessa (insufficienza renale)

- Polmonite da Pneumocystis carinii: se è a rischio di vita la dose raccomandata è: 4 mg di Pentacarinat per Kg di peso corporeo 1 volta al giorno per 7-10 giorni seguiti da 4 mg di Pentacarinat per kg di peso corporeo a giorni alterni fino a un ciclo di trattamento completo di almeno 14 dosi. Nei casi meno gravi 4 mg di Pentacarinat per kg di peso corporeo a giorni alterni fino a un ciclo di trattamento completo di almeno 14 dosi.

Per il trattamento della leishmaniosi e della tripanosomiasi non è necessario ridurre le dosi.

Uso nei pazienti con funzionalità del fegato compromessa (insufficienza epatica) Se ha la funzionalità del fegato compromessa, non sono previste modifiche delle dosi raccomandate.

Pentacarinat le sarà somministrato in posizione sdraiata, sia per via intramuscolare profonda che per infusione endovenosa lenta (della durata di almeno 60 minuti).

Pentacarinat soluzione da nebulizzare

Uso negli adulti Se è adulto la dose raccomandata è: 300 mg 1 volta ogni 4 settimane. Se ha necessità di interrompere la seduta di aerosolizzazione, deve spegnere l'apparecchio. Per l'uso del nebulizzatore deve attenersi alle istruzioni di funzionamento dell'apparecchio.

Uso nei bambini

L’uso di Pentacarinat come soluzione da nebulizzare non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.

Deve utilizzare nebulizzatori in grado di somministrare la dose di Pentacarinat in particelle grandi meno di 5 micron e preferibilmente la grandezza deve essere compresa fra 1 e 2 micron, per garantire

una maggiore distribuzione del farmaco a livello dei polmoni. Se utilizza erogatori multiuso deve cambiare il serbatoio e il circuito o deve sterilizzarli. Ricostituzione del medicinale Deve sciogliere il contenuto del flacone con 6 ml di acqua per preparazioni iniettabili e introdurlo nel serbatoio. Non deve utilizzare la soluzione salina (soluzione fisiologica 0,9%).

Non deve mescolare la soluzione di Pentacarinat con altri medicinali. Non deve utilizzare il nebulizzatore per assumere broncodilatatori. Pentacarinat deve essere nebulizzato per mezzo di un nebulizzatore dotato di un boccaglio, che deve tenere in bocca per tutta la durata della nebulizzazione, di solito per un tempo compreso tra 15 e 30 minuti. Il nebulizzatore deve inoltre essere dotato di un filtro per l'aria di uscita per evitare di disperdere il medicinale nell'ambiente. Se prende più Pentacarinat di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Pentacarinat contatti immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. In seguito a dosi eccessive di pentamidina isetionato sono stati osservati casi di disturbi del battito

cardiaco (aritmie cardiache, torsioni di punta).

Se dimentica di usare Pentacarinat Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Possono verificarsi inoltre i seguenti effetti indesiderati secondo la seguente frequenza:

Pentacarinat soluzione iniettabile

Molto comune (possono interessare più di 1 persona su 10):
• aumento della concentrazione di azoto nel sangue (iperazotemia),
• problemi ai reni (insufficienza renale),
• sangue nelle urine (ematuria),

• reazioni locali nel luogo di iniezione quali fastidio, dolore, indurimento, accumulo di pus nei tessuti (ascesso) e morte delle cellule dei muscoli (necrosi muscolare).

Comune (possono interessare fino a 1 persona su 10):
• diminuzione del numero dei globuli bianchi del sangue (leucopenia),
• diminuzione del numero delle piastrine del sangue (trombocitopenia),
• diminuzione del numero dei globuli rossi del sangue (anemia),
• bassi livelli di zuccheri nel sangue (ipoglicemia),

• alti livelli di zuccheri nel sangue (iperglicemia),
• diabete (diabete mellito),
• alti livelli di potassio nel sangue (iperkaliemia),
• bassi livelli di calcio nel sangue (ipocalcemia),

• bassi livelli di magnesio nel sangue (ipomagnesemia),
• perdita di coscienza (sincope),
• giramenti di testa (capogiri),
• bassa pressione del sangue (ipotensione),
• rossore,
• nausea,
• vomito,
• alterazione del gusto,
• alterazione degli esami del sangue di funzionalità del fegato,
• sfogo sulla pelle (eruzione cutanea).
d el
Raro (possono interessare fino a 1 persona su 1000):
• difetti ed alterazioni del battito cardiaco (prolungamento dell’intervallo QT e aritmia cardiaca),
• infiammazione del pancreas (pancreatite).

Frequenza non nota (non può essere stabilita dai dati disponibili):
• reazioni allergiche (ipersensibilità, reazioni anafilattiche),
• grave e rapida reazione allergica generale che può portare a morte (shock anafilattico),
• gonfiore al viso, alla gola, agli arti, con possibile difficoltà a respirare (angioedema),
• particolare alterazione del battito del cuore nota come torsione di punta, rallentamento del battito

del cuore (bradicardia),
• gravi lesioni alla pelle con vesciche o bolle, alla bocca e ad altre parti del corpo con febbre
elevata, vomito, diarrea e dolori alle articolazioni (sindrome di Stevens-Johnson),
• rottura delle cellule dei muscoli (rabdiomiolisi), dopo somministrazione intramuscolare,
• aumento dei valori delle analisi del sangue, relative a sostanze chiamate lattico deidrogenasi

(LDH) e creatininfosfochinasi (CPK), • alterazione della sensibilità agli arti (parestesia alle estremità) e diminuzione della sensibilità alla faccia e intorno alla bocca (ipoestesia facciale e periorale). Questi casi si sono verificati durante o subito dopo la somministrazione per via endovenosa e si sono risolti dopo il completamento o l’interruzione della stessa.

Pentacarinat soluzione da nebulizzare

Comune (possono interessare fino a 1 persona su 10):

• reazioni allergiche locali con tosse, respiro corto, difficoltà a respirare (dispnea), contrazione dei
muscoli delle vie respiratorie che rende difficile la respirazione (broncospasmo) soprattutto se
soffre di asma o fuma. Nel caso avverta questi effetti indesiderati ne parli con il medico che può
prescrivere i medicinali opportuni,
• alterazione del gusto,

• nausea,
• vomito.

Raro (possono interessare fino a 1 persona su 1000):
• difetti ed alterazioni del battito cardiaco (prolungamento dell’intervallo QT e aritmia cardiaca),
• infiammazione dei polmoni (polmonite eosinofila).

Frequenza non nota (non può essere stabilita dai dati disponibili):

• reazioni allergiche (ipersensibilità, reazioni anafilattiche),
• grave e rapida reazione allergica generale che può portare a morte (shock anafilattico),
• gonfiore al viso, alla gola, agli arti, con possibile difficoltà a respirare (angioedema),
• bassi livelli di zuccheri nel sangue (ipoglicemia),

• leggera confusione mentale,
• particolare alterazione del battito del cuore nota come torsione di punta,
• rallentamento del battito del cuore (bradicardia),
• bassa pressione del sangue (ipotensione),
• una specifica malattia ai polmoni caratterizzata da accumulo di aria nel torace, intorno ai polmoni

con conseguente schiacciamento degli stessi (pneumotorace), se ha sofferto di polmonite da
Pneumocystis carinii,
• infiammazione del pancreas (pancreatite),
• sfogo sulla pelle (eruzione cutanea),
• problemi ai reni (insufficienza renale),
• febbre,
• diminuzione dell’appetito,
• affaticamento.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga

al medico, al farmacista o all’infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/comesegnalare-una-sospetta-reazione-avversa. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza

di questo medicinale.

Come conservarlo

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.

La soluzione ricostituita deve essere conservata in frigorifero (2°C-8°C) e non deve essere più usata trascorse 24 ore dalla sua preparazione.

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul flacone dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non si utilizzano più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Pentacarinat - Il principio attivo è pentamidina isetionato. Il flacone contiene 300 mg di pentamidina isetionato.

Descrizione dell’aspetto di Pentacarinat e contenuto della confezione Pentacarinat si presenta in forma di polvere per soluzione iniettabile o da nebulizzare. Confezione da 1 flacone da 300 mg.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

The Simple Pharma Company Limited Ground Floor, 71 Lower Baggot Street, Dublin, Irlanda

Produttore

Sanofi S.r.l. Via Valcanello, 4 – 03012 Anagni (FR) - Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari:

Avvertenze e precauzioni I valori di pressione arteriosa devono essere determinati al basale e le iniezioni devono essere praticate a paziente in clinostatismo. La pressione arteriosa deve essere controllata attentamente e ad intervalli regolari nel corso della somministrazione, fino al termine del trattamento. Pertanto anche i pazienti trattati con pentamidina per via inalatoria devono essere monitorati attentamente per lo sviluppo di gravi reazioni avverse.

In seguito a somministrazione di pentamidina isetionato, sia nei bambini che negli adulti, sono stati riportati casi di parestesia alle estremità così come casi di ipoestesia facciale e periorale. Questi casi si sono verificati durante o subito dopo la somministrazione e si sono risolti dopo il completamento o

l’interruzione della stessa.

L'inalazione di pentamidina isetionato può provocare tosse e/o broncospasmo, soprattutto nei pazienti asmatici o fumatori. In questo caso é necessario interrompere momentaneamente la aerosolizzazione e somministrare un broncodilatatore spray. Dopo 10 minuti l'inalazione può essere ripresa. E' opportuno che in questi pazienti le successive sedute d’aerosolterapia vengano sistematicamente precedute, 10

minuti prima del loro inizio, dalla premedicazione con un broncodilatatore.

Rischi ambientali ed occupazionali: occorre usare cautela per evitare la dispersione di pentamidina nell'ambiente. Un'adeguata ventilazione ambientale può aiutare nel ridurre i rischi di sensibilizzazione da parte del

personale sanitario. Il nebulizzatore dovrebbe essere spento quando la mascherina viene allontanata dal viso durante il trattamento. Inoltre è bene aerare abbondantemente l'ambiente di terapia per minimizzare il rischio di trasmissione

di altri agenti patogeni respiratori, quali il Mycobacterium tubercolosis ed il Mycobacterium aviumintracellulare, che possono essere emessi da casuali colpi di tosse durante il trattamento.

Come somministrare Pentacarinat Soluzione iniettabile

La pentamidina isetionato deve sempre essere somministrata a pazienti in clinostatismo, sia per via intramuscolare profonda che per infusione lenta (la soluzione diluita di pentamidina isetionato deve

essere somministrata per infusione lenta della durata di almeno 60 minuti). Non deve essere somministrata mediante bolo endovenoso.

La pentamidina isetionato non deve essere miscelata con altre soluzioni per iniezioni diverse da acqua per preparazioni iniettabili, soluzione glucosata e soluzione salina 0,9%.

Uso intramuscolare Il contenuto del flacone deve essere sciolto in 3 ml di acqua per preparazioni iniettabili.

Uso endovenoso Il contenuto del flacone deve essere sciolto in 3-5 ml di acqua per preparazioni iniettabili. La dose

richiesta di pentamidina isetionato deve essere ulteriormente diluita in 50-250 ml di soluzione glucosata o in soluzione salina allo 0,9% (normale). La soluzione finale di pentamidina isetionato deve essere somministrata per infusione lenta della durata di almeno 60 minuti sotto controllo medico e a paziente sdraiato.

Soluzione da nebulizzare Sciogliere il contenuto del flacone con 6 ml di acqua per preparazioni iniettabili e introdurre nel serbatoio. Per la ricostituzione della soluzione non deve essere impiegata la soluzione salina (soluzione fisiologica 0,9%) in quanto il volume ridotto provoca la precipitazione del principio attivo. Alla soluzione di pentamidina non vanno miscelati altri farmaci. L'applicazione aerosolica va effettuata con nebulizzatori in grado di erogare la dose di pentamidina in particelle di diametro inferiore a 5 micron e preferibilmente comprese fra 1 e 2 micron, che garantiscono la maggiore distribuzione del farmaco a livello alveolare. Impiegando erogatori multiuso si deve cambiare il serbatoio e il circuito o si deve procedere alla loro sterilizzazione. Il nebulizzatore non va utilizzato per somministrare broncodilatatori.

La totalità della pentamidina deve essere nebulizzata e inviata tramite un nebulizzatore dotato di un boccaglio, che il paziente dovrà tenere in bocca per tutta la durata della nebulizzazione, di solito compresa tra 15 e 30 minuti. Il nebulizzatore deve inoltre essere dotato di un filtro per l'aria di uscita al fine di evitare la dispersione del farmaco nell'ambiente durante l'espirazione. en zia

Domande frequenti su PENTACARINAT

Come si usa PENTACARINAT?

PENTACARINAT si presenta in forma di Polvere per soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa, intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

PENTACARINAT è disponibile senza ricetta?

No, PENTACARINAT è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di PENTACARINAT?

Il principio attivo di PENTACARINAT è PENTAMIDINA ISETIONATO.

Chi produce PENTACARINAT?

PENTACARINAT è prodotto da THE SIMPLE PHARMA COMPANY LIMITED.

Da quando PENTACARINAT è autorizzato in Italia?

PENTACARINAT ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1990-12-20.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

PENTACARINAT 300 mg polvere per soluzione iniettabile o da nebulizzare

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Un flacone di polvere contiene 300 mg di pentamidina isetionato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Polvere per soluzione iniettabile o per soluzione da nebulizzare.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Soluzione iniettabile Trattamento delle seguenti affezioni: - Polmonite da Pneumocystis carinii in pazienti debilitati o immunodepressi, come ad esempio in caso di AIDS. La pentamidina isetionato è in particolare utile nei pazienti allergici ai sulfamidici e nei casi di intolleranza o resistenza al co-trimoxazolo. - Leishmaniosi (viscerale e cutanea) compresi i casi resistenti alla terapia con composti pentavalenti dell'antimonio. - Tripanosomiasi africana: malattia del sonno da Trypanosoma gambiense nella fase precoce. Soluzione da nebulizzare Prevenzione della Polmonite da Pneumocystis carinii in pazienti debilitati o immunodepressi, quali ad esempio in caso di grave deficit immunitario conseguente alla infezione da virus HIV (virus dell'immunodeficienza umana).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Soluzione iniettabile Modo di somministrazione La pentamidina isetionato deve sempre essere somministrata a pazienti in clinostatismo, sia per via intramuscolare profonda che per infusione lenta (la soluzione diluita di pentamidina isetionato deve essere somministrata per infusione lenta della durata di almeno 60 minuti). Non deve essere somministrata mediante bolo endovenoso. Per la ricostituzione del prodotto vedere paragrafo 6.6. Posologi

Per adulti, bambini e prima infanzia si consiglia la seguente posologia: - Polmonite P. carinii: 4 mg/kg p.c. di pentamidina isetionato una volta al dì per almeno 14 giorni, preferibilmente per infusione lenta - Leishmaniosi viscerale (Kala-azar): 3-4 mg/kg p.c. di pentamidina isetionato a giorni alterni fino a un massimo di 10 iniezioni, preferibilmente per via intramuscolare. Se necessario si può ripetere un ciclo. - Leishmaniosi cutanea: 3-4 mg/kg p.c. 1-2 volte la settimana per via intramuscolare fino a risoluzione del caso. - Tripanosomiasi: 4 mg/kg p.c. di pentamidina isetionato una volta al dì o a giorni alterni fino a un totale di 7-10 iniezioni. Può essere somministrata sia per via i.m. che per infusione lenta. Negli anziani non sono previste modifiche di dosaggio. In caso di insufficienza renale (clearance della creatinina <10 ml/min): - Polmonite da P. carinii: nei casi a rischio di vita 4 mg/kg p.c. una volta al dì per 7-10 giorni e quindi 4 mg/kg p.c. a giorni alterni fino a un ciclo completo di almeno 14 dosi. Nei casi meno gravi 4 mg/kg p.c. a giorni alterni fino a un ciclo completo di almeno 14 dosi. Nella leishmaniosi e nella tripanosomiasi non sono necessarie riduzioni di dosaggio. In caso di insufficienza epatica non è previsto alcun dosaggio specifico. Soluzione da nebulizzare Modo di somministrazione L'applicazione aerosolica va effettuata con nebulizzatori in grado di erogare la dose di pentamidina in particelle di diametro inferiore a 5 micron e preferibilmente comprese fra 1 e 2 micron, che garantiscono la maggiore distribuzione del farmaco a livello alveolare. Impiegando erogatori multiuso si deve cambiare il serbatoio e il circuito o si deve procedere alla loro sterilizzazione. Per la ricostituzione del prodotto vedere paragrafo 6.6. Il nebulizzatore non va utilizzato per somministrare broncodilatatori. La totalità della pentamidina deve essere nebulizzata e inviata tramite un nebulizzatore dotato di un boccaglio, che il paziente dovrà tenere in bocca per tutta la durata della nebulizzazione, di solito compresa tra 15 e 30 minuti. Il nebulizzatore deve inoltre essere dotato di un filtro per l'aria di uscita al fine di evitare la dispersione del farmaco nell'ambiente durante l'espirazione. Posologia Adulti: la dose consigliata é di 300 mg una volta ogni 4 settimane. Dovendo interrompere la seduta di aerosolizzazione, arrestare il funzionamento dell'apparecchio. Per l'uso del nebulizzatore attenersi alle caratteristiche tecniche di funzionamento dell'apparecchio (flusso del gas nel tipo pneumatico, frequenza di vibrazione del quarzo nel tipo ultrasonico). La sicurezza e l'efficacia di Pentacarinat per uso aerosolico in pediatria devono essere ancora stabilite.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Età pediatrica solo per la soluzione da nebulizzare. Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

La pentamidina isetionato va usata con particolare cautela nei pazienti epatopatici e/o nefropatici, con ipertensione o ipotensione, con iperglicemia o ipoglicemia, leucopenia, trombocitopenia o anemia (vedere paragrafo 4.8).

Sono stati riportati casi gravi, talora fatali, dovuti a grave ipotensione, ipoglicemia, pancreatite acuta e aritmia cardiaca in pazienti trattati con pentamidina isetionato sia per via intramuscolare che endovenosa. I valori di pressione arteriosa devono essere determinati al basale e le iniezioni devono essere praticate a paziente in clinostatismo. La pressione arteriosa deve essere controllata attentamente e ad intervalli regolari nel corso della somministrazione, fino al termine del trattamento. Pertanto anche i pazienti trattati con pentamidina per via inalatoria devono essere monitorati attentamente per lo sviluppo di gravi reazioni avverse. Pentamidina isetionato può causare un prolungamento dell’intervallo QT. Con la somministrazione di pentamidina isetionato sono state riportate, in casi isolati, aritmie cardiache indicative dell’allungamento del QT quali torsioni di punta. Pertanto il farmaco deve essere usato con cautela nei pazienti con condizioni note che aumentano il rischio proaritmico, includendo i pazienti con sindrome del QT lungo, malattia cardiaca (per es. cardiopatie coronariche, insufficienza cardiaca), con storia di aritmie ventricolari, con ipokaliemia e/o ipomagnesemia non corrette, con bradicardia (<50 bpm) o durante la somministrazione concomitante di pentamidina isetionato con farmaci che allungano l’intervallo QT (vedere anche paragrafo 4.5). E’ necessaria particolare cautela se l’intervallo QTc supera i 500 msec nel corso della somministrazione di pentamidina isetionato, ed in questo caso si deve considerare il monitoraggio cardiaco continuo. Se il QTc dovesse superare i 550 msec si deve prendere in considerazione una terapia alternativa. Controlli di laboratorio: i seguenti esami devono essere eseguiti prima, durante e dopo la terapia: 1) azotemia e creatininemia quotidianamente in corso di terapia; 2) emocromo e conta piastrinica quotidianamente in corso di terapia; 3) glicemia a digiuno quotidianamente in corso di terapia e a intervalli regolari dopo il termine del trattamento. Iperglicemia e diabete mellito, con o senza precedente ipoglicemia, sono comparsi anche parecchi mesi dopo la fine del trattamento; 4) test di funzionalità epatica comprendenti: bilirubina, fosfatasi alcalina, aspartato-amino transferasi (AST/SGOT) e alanina amino transferasi (ALT/SGPT). Se i valori basali sono e permangono nella norma in corso di terapia, effettuare il test settimanalmente. Se i valori basali risultano elevati e/o aumentano in corso di terapia, proseguire il controllo settimanale, a meno che il paziente non sia contemporaneamente in trattamento con altri farmaci epatotossici, nel qual caso effettuare il controllo ogni 3-5 giorni; 5) calcemia ogni settimana; magnesemia due volte alla settimana; 6) analisi delle urine e degli elettroliti sierici quotidianamente in corso di terapia; 7) elettrocardiogramma a intervalli regolari. Inoltre, in seguito a somministrazione di pentamidina isetionato sia nei bambini che negli adulti, sono stati riportati casi di parestesia alle estremità così come casi di ipoestesia facciale e periorale. Questi casi si sono verificati durante o subito dopo la somministrazione e si sono risolti dopo il completamento o l’interruzione della stessa. Soluzione da nebulizzare Il beneficio della terapia con pentamidina per via inalatoria nei pazienti ad elevato rischio di pneumotorace deve essere valutato considerando le conseguenze cliniche di tale evento. I pazienti sottoposti a profilassi con Pentacarinat possono comunque sviluppare episodi acuti di Polmonite da P. carinii (PCP). Pertanto pazienti che presentino sintomi di infezione polmonare come dispnea, febbre, tosse ed altri, dovrebbero essere sottoposti ad accurata visita medica ed a idonei test diagnostici per la conferma della possibile PCP in fase acuta o la presenza di altri agenti patogeni opportunisti e non. L'uso di Pentacarinat può alterare il quadro clinico e radiografico della PCP presentando un quadro atipico che può far pensare ad una malattia lieve o ad un'infezione focale.

Prima di iniziare la profilassi con Pentacarinat occorre accertare che i pazienti non siano affetti da PCP. Infatti la dose raccomandata di Pentacarinat per la prevenzione della PCP è insufficiente per il suo trattamento in fase acuta. L'inalazione di pentamidina isetionato può provocare tosse e/o broncospasmo, soprattutto nei pazienti asmatici o fumatori. In questo caso é necessario interrompere momentaneamente la aerosolizzazione e somministrare un broncodilatatore spray. Dopo 10 minuti l'inalazione può essere ripresa. E' opportuno che in questi pazienti le successive sedute d’aerosolterapia vengano sistematicamente precedute, 10 minuti prima del loro inizio, dalla premedicazione con un broncodilatatore. Non è ancora noto se vi siano, e quali possano essere le conseguenze di un accumulo di pentamidina a seguito di una prolungata somministrazione per via topica bronchiale. Pertanto occorre usare cautela in pazienti con disfunzioni respiratorie, con tendenza alla broncocostrizione, ipoo iperglicemia, disfunzioni renali o epatiche, leucopenia, trombocitopenia o anemia. Tali pazienti in particolare, ed in genere tutti quelli in trattamento, andranno tenuti sotto stretto controllo medico al fine di rilevare tempestivamente un eventuale peggioramento delle suddette preesistenti patologie o l'insorgenza di altri rilevanti effetti collaterali segnalati a seguito della somministrazione parenterale di pentamidina. Infezioni extrapolmonari da Pneumocystis carinii sono state segnalate raramente e quasi sempre riferite a pazienti che avevano una storia di PCP. Quando si visitano pazienti che presentano segni e sintomi non spiegabili dovrebbe essere considerata la possibilità di pneumocistosi extrapolmonare. Rischi ambientali ed occupazionali: occorre usare cautela per evitare la dispersione di pentamidina nell'ambiente. Un'adeguata ventilazione ambientale può aiutare nel ridurre i rischi di sensibilizzazione da parte del personale sanitario. Il nebulizzatore dovrebbe essere spento quando la mascherina viene allontanata dal viso durante il trattamento. Inoltre è bene aerare abbondantemente l'ambiente di terapia per minimizzare il rischio di trasmissione di altri agenti patogeni respiratori, quali il Mycobacterium tubercolosis ed il Mycobacterium avium-intracellulare, che possono essere emessi da casuali colpi di tosse durante il trattamento. La pentamidina isetionato può indurre il prolungamento dell’intervallo QT e sono stati osservati rari casi di prolungamento dell’intervallo QT e di aritmie cardiache comprendenti la torsione di punta. Quindi, la pentamidina isetionato deve essere usata con cautela in pazienti con cardiopatie coronariche, anamnesi di aritmie ventricolari, ipopotassiemia non trattata e/o ipomagnesemia, bradicardia (frequenza <50 bpm) e durante il trattamento concomitante con farmaci che possono aumentare l’intervallo QT.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Non sono stati effettuati specifici studi di interazione di altri farmaci con Pentacarinat utilizzato in aerosolterapia. La somministrazione contemporanea con ACE-inibitori e beta-bloccanti può aumentare l'incidenza della tosse e della broncocostrizione, soprattutto in soggetti asmatici. La pentamidina isetionato deve essere somministrata con cautela in caso di associazione a: - farmaci che possono allungare l’intervallo QT quali fenotiazine, antidepressivi triciclici, terfenadina e astemizolo, eritromicina per via endovenosa, alofantrina e antibiotici chinolonici (vedere anche paragrafo 4.4); - foscarnet: rischio di ipocalcemia.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanz

Non esistono dati sull'innocuità della pentamidina isetionato in gravidanza. E’ stato segnalato un caso di aborto spontaneo nel primo trimestre di gravidanza in seguito alla somministrazione inalatoria a scopo profilattico. Il farmaco non deve essere somministrato in corso di gravidanza se non in caso di assoluta necessità. Allattamento L'uso della pentamidina isetionato è controindicato nelle donne che allattano al seno a meno che il medico non lo giudichi di assoluta necessità. Fertilità Non ci sono dati relativi agli effetti di pentamidina sulla fertilità negli animali o nell’uomo.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono noti effetti della pentamidina sulla capacità di guidare veicoli o usare macchinari. E’ necessaria cautela a causa del rischio di capogiri.

4.8 Effetti indesiderati

La frequenza delle reazioni avverse è definita secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Uso parenterale Patologie del sistema emolinfopoietico: Comune: leucopenia, trombocitopenia, anemia. Disturbi del sistema immunitario: Frequenza non nota: reazioni di ipersensibilità, incluse reazioni anafilattiche e shock anafilattico, angioedema Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Molto comune: iperazotemia Comune: ipoglicemia, iperglicemia, diabete mellito con o senza ipoglicemia precedente fino a diversi mesi dall’interruzione della terapia, iperkaliemia, ipocalcemia, ipomagnesemia. Patologie del sistema nervoso: Comune: sincope, capogiri. Frequenza non nota: parestesia alle estremità e ipoestesia facciale e periorale sono state segnalate con somministrazione e.v., sia nei bambini che negli adulti. I casi si sono verificati durante o subito dopo l’infusione e.v. e si sono risolti con la fine o con l’interruzione dell’infusione. Patologie cardiache: Raro: prolungamento dell’intervallo QT, aritmia cardiaca Frequenza non nota: torsioni di punta, bradicardia. Patologie vascolari: Comune: ipotensione, rossore Patologie gastrointestinali:

Comune: nausea e vomito, alterazione del gusto Raro: pancreatite Patologie epatobiliari: Comune: alterazione dei test di funzionalità epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Comune: eruzione cutanea Frequenza non nota: sindrome di Stevens-Johnson Patologie renali e urinarie: Molto comune: insufficienza renale acuta, ematuria macroscopica. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Molto comune: reazioni locali con gravità variabile da fastidio e dolore a indurimento, formazione di ascessi e necrosi muscolare. Frequenza non nota: in seguito a somministrazione intramuscolare è stata riportata rabdomiolisi. Sono stati osservati anche aumenti della creatininfosfochinasi (CPK) e della lattico deidrogenasi (LDH) sieriche. Uso inalatorio Disturbi del sistema immunitario: Frequenza non nota: reazioni di ipersensibilità, incluse reazioni anafilattiche e shock anafilattico, angioedema Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Frequenza non nota: ipoglicemia Patologie del sistema nervoso: Frequenza non nota: leggera confusione mentale Patologie cardiache: Raro: prolungamento dell’intervallo QT, aritmia cardiaca Frequenza non nota: torsioni di punta, bradicardia Patologie vascolari: Frequenza non nota: ipotensione Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Comune: reazioni locali di gravità variabile da tosse, respiro corto, dispnea, broncospasmo, particolarmente in pazienti con anamnesi di asma o fumatori, che solitamente possono essere controllate da un pretrattamento con broncodilatatori Raro: polmonite eosinofila Frequenza non nota: pneumotorace in pazienti con anamnesi di polmonite da Pneumocystis carinii. Patologie gastrointestinali: Comune: alterazione del gusto, nausea e vomito Frequenza non nota: pancreatite acuta. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Frequenza non nota: eruzione cutane

Patologie renali e urinarie: Frequenza non nota: insufficienza renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Frequenza non nota: febbre, riduzione dell’appetito, affaticamento. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.

4.9 Sovradosaggio

Il trattamento è sintomatico. In seguito a sovradosaggio di pentamidina isetionato sono stati osservati casi di aritmie cardiache comprendenti torsioni di punta.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antiprotozoari Codice ATC: P01CX01 La pentamidina isetionato, di-amidina aromatica, è un agente antiprotozoario che agisce con meccanismo non ancora ben chiarito interferendo con il DNA e la trasformazione dei folati e inibendo la sintesi dell'RNA e delle proteine.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Il profilo farmacocinetico della pentamidina isetionato varia sensibilmente in dipendenza della via di somministrazione. Soluzione iniettabile Dopo infusione i livelli plasmatici di pentamidina isetionato si riducono rapidamente entro le prime 2 ore a circa 1/20 rispetto al picco massimo raggiunto, in seguito si ha una riduzione molto più lenta. La pentamidina si distribuisce ampiamente nell'organismo con probabile accumulo nei tessuti, in particolare nel fegato e nel rene. Solo una piccola parte del farmaco é escreta immodificata nelle urine. L'eliminazione urinaria é prolungata protraendosi fino a otto settimane dopo la somministrazione endovenosa. Dopo iniezione i.m. profonda il picco ematico é meno elevato, ma la fase di eliminazione segue un andamento analogo a quello secondario alla somministrazione endovenosa. Soluzione da nebulizzare Il profilo farmacocinetico presenta differenze significative rispetto a quello osservato per via parenterale. Di fronte a concentrazioni ematiche ridotte al 10% ed al 5% di quelle presenti rispettivamente dopo somministrazione intramuscolare ed endovenosa si osservano, dopo aerosol, concentrazioni sensibilmente più elevate a livello polmonare. Rispetto alla via iniettiva, infatti, le concentrazioni di pentamidina nel liquido di lavaggio bronchiale (LLB o BAL) sono 10 volte maggiori nel surnatante e 80 volte nel sedimento. Dati clinici indicano che l'emivita della pentamidina nel fluido del BAL supera i 10-14 giorni, suffragando l'ipotesi che la pentamidina in forma aerosolica venga assorbita e rilasciata dai macrofagi a velocità ridotta spiegando così i 30 o più giorni di emivita. Contemporaneamente i picchi plasmatici, dopo inalazione, sono risultat

pari a circa il 10% di quelli registrati con dosi equivalenti somministrate per via intramuscolare e inferiori al 5% di quelli per via endovenosa. Gli effetti a lungo termine della pentamidina sotto forma di aerosol sul parenchima polmonare non sono noti; tuttavia, né il volume polmonare, né la diffusione capillare alveolare vengono alterate anche da alte dosi di pentamidina somministrata per aerosol a pazienti affetti da AIDS.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti La preparazione non contiene eccipienti.

6.2 Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

6.3 Periodo di validità

5 anni. Soluzione ricostituita:24 ore se conservata fra +2 e +8°C.

6.4 Particolari precauzioni per la conservazione

Conservare a temperatura non superiore ai 30°C. Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flacone di vetro incolore neutro, Tipo III, da 10 ml, chiuso con tappo di gomma e ghiera di alluminio. Confezione da 1 flacone.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

La pentamidina isetionato non deve essere miscelata con altre soluzioni per iniezioni diverse da acqua per preparazioni iniettabili, soluzione glucosata e soluzione salina 0,9%. Uso intramuscolare Il contenuto del flacone deve essere sciolto in 3 ml di acqua per preparazioni iniettabili. Uso endovenoso Il contenuto del flacone deve essere sciolto in 3-5 ml di acqua per preparazioni iniettabili. La dose richiesta di pentamidina isetionato deve essere ulteriormente diluita in 50-250 ml di soluzione glucosata o in soluzione salina allo 0,9% (normale). La soluzione finale di pentamidina isetionato deve essere somministrata per infusione lenta della durata di almeno 60 minuti sotto controllo medico e a paziente sdraiato. Soluzione da nebulizzare Sciogliere il contenuto del flacone con 6 ml di acqua per preparazioni iniettabili e introdurre nel serbatoio. Per la ricostituzione della soluzione non deve essere impiegata la soluzione salina (soluzione fisiologica 0,9%) in quanto il volume ridotto provoca la precipitazione del principio attivo. Alla soluzione di pentamidina non vanno miscelati altri farmaci.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

The Simple Pharma Company Limited Ground Floor, 71 Lower Baggot Street, Dublin, Irlanda

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commmercio

A.I.C. n. 027625019

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 21 Dicembre 1990 Data del rinnovo più recente: 1 Giugno 2010

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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