PROGLICEM

Proglicem contiene diazossido, una sostanza utilizzata per il trattamento dell’ipoglicemia (bassi livelli di zuccheri nel sangue). Proglicem è indicato nel trattamento dell’ipoglicemia di diversa natura, poiché la sua azione è dovuta principalmente al blocco del rilascio di insulina (ormone che abbassa i livelli di zuccheri nel sangue). Proglicem si è dimostrato efficace nelle seguenti condizioni: • se nel suo bambino, a causa di un difetto ereditario, un aminoacido chiamato leucina (sostanza utilizzata per produrre le proteine) stimola la produzione dell’ormone insulina, che abbassa i…

Usato per: ipoglicemia

Principio attivo: DIAZOSSIDO · ATC V03AH01 · MSD ITALIA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
PROGLICEM*100 cps 100 mg A 87,39 € 87,39 € 0,00 € + ticket*
PROGLICEM*100 cps 25 mg A 22,58 € 22,58 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: DIAZOSSIDO
Forma farmaceutica: Capsula rigida
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 100 mg CAPSULA RIGIDA
  • 25 mg CAPSULA RIGIDA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: MSD ITALIA S.R.L.
Codice ATC: V03AH01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Proglicem contiene diazossido, una sostanza utilizzata per il trattamento dell’ipoglicemia (bassi livelli di zuccheri nel sangue).

Proglicem è indicato nel trattamento dell’ipoglicemia di diversa natura, poiché la sua azione è dovuta principalmente al blocco del rilascio di insulina (ormone che abbassa i livelli di zuccheri nel sangue). Proglicem si è dimostrato efficace nelle seguenti condizioni: • se nel suo bambino, a causa di un difetto ereditario, un aminoacido chiamato leucina (sostanza utilizzata per produrre le proteine) stimola la produzione dell’ormone insulina, che abbassa i

livelli di zucchero nel sangue (ipoglicemia idiopatica dell’infanzia leucino-sensibile)
• se non è possibile individuare una causa definita per il basso valore di zucchero nel sangue del
suo bambino (ipoglicemia idiopatica dell’infanzia non classificata)
• se ha un tumore maligno o benigno non operabile del pancreas, la ghiandola che produce
l’insulina

• se ha un tumore che non coinvolge il pancreas che determina però un abbassamento dei livelli
di zucchero nel sangue
• se il suo neonato ha bassi livelli di zucchero nel sangue (ipoglicemia neonatale)

• se soffre di glicogenosi, malattia ereditaria dovuta ad accumulo di glicogeno (una riserva di
zuccheri) in uno o più organi o tessuti
• se non è possibile individuare una causa definita per il basso valore di zucchero nel sangue
(ipoglicemia ad eziologia sconosciuta).

Proglicem può essere usato prima e dopo l’intervento di rimozione del tumore se i livelli di zucchero

nel sangue rimangono bassi. Nei casi in cui altri rimedi specifici medici o chirurgici risultino inefficaci o inattuabili, il medico prenderà in considerazione il trattamento con Proglicem.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Proglicem - se è allergico al diazossido o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6)
- se ha bassi livelli di zuccheri nel sangue dovuti ad un’alimentazione sbagliata (ipoglicemia
funzionale)
- se è allergico ai medicinali tiazidici (medicinali utilizzati per il trattamento della pressione
sanguigna alta)
- se è in gravidanza e durante l’allattamento. Il medico valuterà i benefici che può trarre la madre

dalla terapia rispetto ai rischi degli effetti dannosi a carico del feto o del neonato.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Proglicem.

Il medico le chiederà di sottoporsi a regolari esami di laboratorio durante il trattamento, per valutare i livelli nel sangue dei globuli bianchi, delle piastrine, degli zuccheri (nel sangue e nelle urine) e di sostanze acide (corpi chetonici) nelle urine. Periodicamente devono essere effettuati esami del sangue per le anomalie ematologiche (vedere paragrafo “Possibili effetti indesiderati”).

Se durante il trattamento presenta ritenzione di liquidi, il medico potrebbe ridurre la dose di
Proglicem e prescrivere un medicinale diuretico, specialmente se soffre di una malattia del cuore.
In seguito all’assunzione di Proglicem potrebbe sviluppare chetoacidosi (quando, in mancanza di
zuccheri, le cellule dell’organismo iniziano ad utilizzare gli acidi grassi, anziché gli zuccheri, come
fonte di energia) o coma iperosmolare non chetonico (stato di perdita di conoscenza, dovuto a
disidratazione delle cellule dell’organismo).
Informi il medico:
• se soffre di bassi livelli di potassio nel sangue (ipopotassiemia).
• se soffre di una grave malattia dei reni (insufficienza renale). Il medico potrebbe ridurre la
dose di Proglicem e chiedere di sottoporsi ad esami di laboratorio per controllare i livelli di

elettroliti (ad es. sodio e potassio) nel sangue.

Anziani Non sono disponibili specifiche informazioni sull’uso del diazossido negli anziani.

Bambini e adolescenti Il medico controllerà la crescita e lo sviluppo osseo e mentale del suo bambino durante il trattamento. In un lattante si è verificata cataratta transitoria (opacizzazione transitoria del cristallino, la lente dell’occhio che serve a mettere a fuoco le immagini) unitamente a coma iperosmolare (uno stato di perdita di conoscenza, dovuto a disidratazione delle cellule dell’organismo). Tali condizioni sono

cessate con la correzione del coma iperosmolare.

Informi immediatamente il medico se nel bambino che assume Proglicem si verifica una delle

seguenti condizioni: - pancia gonfia, dolore, gonfiore o fastidio, presenza di sangue nelle feci, intolleranza alla nutrizione (vomito, scarsa alimentazione), sonnolenza, poiché questi possono essere segni di una grave infiammazione intestinale (una condizione denominata enterocolite necrotizzante neonatale).

Altri medicinali e Proglicem Informi il medico o il farmacista se lei o il suo bambino sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, in particolare: • Se sta assumendo medicinali anticoagulanti, che fluidificano il sangue impedendo la formazione di coaguli (cumarina e suoi derivati). Il medico potrebbe ridurre la dose dei medicinali anticoagulanti.

• Se sta assumendo medicinali per il trattamento della pressione sanguigna elevata come tiazidici e altri diuretici, poiché la somministrazione con Proglicem potrebbe aumentare gli effetti di questi medicinali e di Proglicem. Il medico potrebbe prescrivere insulina o tolbutamide per trattare l’iperglicemia (elevati livelli di zuccheri nel sangue) provocata da

Proglicem.
• Se sta assumendo difenilidantoina, un medicinale usato per il trattamento dell’epilessia,
poiché la somministrazione con Proglicem potrebbe diminuire l’effetto di questo medicinale.
• Se sta assumendo medicinali alfa-bloccanti usati per il trattamento della pressione sanguigna
elevata o dell’ingrossamento benigno della prostata (ipertrofia prostatica benigna), una
ghiandola che nell’uomo produce il liquido seminale.

Informi il medico:
• Se lei o il suo neonato soffre di elevati livelli di bilirubina nel sangue, un pigmento di colore
giallo-rossastro contenuto nella bile (iperbilirubinemia).
•

Se soffre di bassi livelli di potassio nel sangue (ipopotassiemia).

Proglicem potrebbe alterare i risultati di alcuni esami di laboratorio (glicemia e uricemia).

Proglicem con cibi Per l’uso di Proglicem con cibi vedere paragrafo 3 “Come prendere Proglicem”.

Gravidanza, allattamento e fertilità del Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Come altri medicinali Proglicem non deve essere somministrato in gravidanza e durante l’allattamento. Il medico valuterà i benefici che può trarre la madre dalla terapia rispetto ai rischi degli effetti dannosi a carico del feto e del neonato. Non vi sono dati riguardanti il passaggio del diazossido nel latte materno. Poiché molti medicinali

passano nel latte materno e data la possibilità di effetti indesiderati del diazossido nei neonati, il medico valuterà se sospendere l’allattamento o la terapia con il medicinale, tenendo in considerazione l’importanza del medicinale per la madre.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Proglicem compromette la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Se si verifica un abbassamento della pressione sanguigna passando dalla posizione seduta a quella in piedi (ipotensione posturale) o sonnolenza si devono tenere in considerazione i rischi connessi con la guida di veicoli e con l’utilizzo di macchinari.

Proglicem contiene lattosio Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Proglicem dovrebbe, per quanto possibile, essere somministrato dopo i pasti.

Il dosaggio del medicinale deve essere determinato in base alle condizioni cliniche e alla risposta del paziente nei confronti della terapia.

Nei primi giorni di trattamento con Proglicem, si devono misurare regolarmente i livelli della glicemia.

Adulti e ragazzi

La dose raccomandata è di 3-8 mg/kg da somministrare suddivisi in 2-3 dosi uguali. La dose iniziale raccomandata è di 3 mg/kg al giorno, suddivisi in due o tre dosi nelle 24 ore, per valutare la sua risposta al medicinale. Il medico potrà decidere poi di aumentare tale dose in modo che i sintomi e la glicemia rispondano in modo soddisfacente. Nei pazienti affetti da tumori benigni o maligni del pancreas che producono grandi quantità di insulina sono state eccezionalmente impiegate dosi fino a 1 000 mg al giorno.

Proglicem dovrebbe, per quanto possibile, essere somministrato dopo i pasti. La durata del trattamento con Proglicem varia in base all’indicazione e, in caso di tumori maligni che provocano un abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue (ipoglicemia), il trattamento può durare indefinitamente.

Uso nei bambini e nei neonati La dose raccomandata nei bambini affetti da ipoglicemia leucino-sensibile (quando un aminoacido chiamato leucina, sostanza utilizzata per produrre le proteine, a causa di un difetto ereditario, stimola la produzione dell’ormone insulina, che abbassa i livelli di zucchero nel sangue) è 8-15 mg/kg al giorno suddivisa in due o tre dosi, iniziando da 8 mg/kg al giorno.

L’ipoglicemia nei pazienti pediatrici può regredire spontaneamente, per quanto non possa essere predetta l’età in cui ciò avverrà. Il medico sottoporrà il suo bambino a ricoveri ad intervalli regolari per cercare di ridurre la dose di diazossido e per tentare di rendere più agevole la terapia.

In caso di mancata risposta terapeutica entro 2-3 settimane il medico le dirà di sospendere l’assunzione di Proglicem.

Se prende più Proglicem di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Proglicem avvertire

immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale. Sintomi Aumento dei livelli di zucchero nel sangue (iperglicemia) o nelle urine (glicosuria) che possono richiedere una riduzione della dose.

Trattamento Si consiglia la somministrazione di insulina e di soluzioni reidratanti. Con la dialisi peritoneale e l’emodialisi (processi di depurazione del sangue) si è ottenuta una diminuzione dei livelli di diazossido nel sangue. A seguito di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Proglicem il medico la terrà sotto stretta osservazione per 7 giorni.

Se dimentica di prendere Proglicem Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Proglicem Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista. In caso di mancata risposta terapeutica entro 2-3 settimane il medicinale deve essere sospeso.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Comuni e gravi Ritenzione di liquidi e sali, che in genere risponde al trattamento con medicinali diuretici (medicinali usati per il trattamento della pressione sanguigna elevata). Tale ritenzione è più frequente negli adulti, e può sfociare in una grave malattia del cuore (insufficienza cardiaca congestizia) nei pazienti con

compromessa riserva cardiaca (compromessa capacità del cuore di aumentare il volume di sangue che viene espulso).

Effetti indesiderati con frequenza non nota ma gravi Possono instaurarsi molto rapidamente: • chetoacidosi diabetica (condizione che si verifica nei pazienti che soffrono di diabete quando,

in mancanza di zuccheri, le cellule dell’organismo iniziano ad utilizzare gli acidi grassi anziché gli zuccheri come fonte di energia); • coma non chetonico iperosmolare (stato di perdita di conoscenza dovuta a disidratazione delle cellule).

Altri effetti indesiderati comuni Nelle donne può verificarsi ipertricosi, ovvero crescita di peli lanuginosi sulla parte superiore del viso, sulla schiena e sugli arti, e che, di norma, regredisce dopo l’interruzione del trattamento. La comparsa di ipertricosi non dovrebbe portare a sospensione della terapia quando gli effetti terapeutici del medicinale assumono importanza vitale.

Comuni:
•
•
mancanza o riduzione dell’appetito (anoressia),
nausea,
• vomito,
• dolori addominali,
• perdita transitoria del senso del gusto,
• aumento della frequenza dei battiti del cuore (tachicardia),
• sensazione di aumentati battiti del cuore (palpitazioni),
• abbassamento della pressione sanguigna (ipotensione) che può aumentare con la

somministrazione di medicinali per trattare la pressione del sangue elevata (come i diuretici
tiazidici),
• iperuricemia (elevati livelli di acido urico nel sangue), di solito asintomatica,
• riduzione del numero di piastrine, un tipo di cellule contenuto nel sangue (trombocitopenia)

con o senza porpora (macchie della pelle di dimensioni variabili con una colorazione che
varia dal rosso vivo, al viola, al rosso brunastro) che in genere richiede l’interruzione della
terapia (vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”),
• diminuzione di un tipo di globuli bianchi (neutropenia), di solito transitoria,
• capogiro,
•

disturbi del movimento (sintomi extrapiramidali),
• mal di testa,
• debolezza,

• alterazioni della visione (turbe del visus),
• aumento dei livelli di zucchero nel sangue e nelle urine che richiedono la riduzione della dose,
onde evitare il progressivo instaurarsi di una condizione che si verifica nei pazienti che
soffrono di diabete quando, in mancanza di zuccheri, le cellule dell’organismo iniziano ad
utilizzare gli acidi grassi come fonte di energia (diabete chetoacidosico) e di uno stato di
perdita di conoscenza dovuta a disidratazione delle cellule (coma iperosmolare) (vedere

paragrafo “Se prende più Proglicem di quanto deve”).

Non comuni: • diarrea.

Rari: • arresto della progressione del contenuto intestinale (ileo),

• dolore al torace,
• infiammazione acuta del pancreas (pancreatite acuta).

Frequenza non nota:

• innalzamento transitorio della pressione sanguigna (ipertensione transitoria),
• aumento di un tipo di globuli bianchi (eosinofilia),
• riduzione della percentuale di globuli rossi nel sangue (ematocrito)/riduzione di una proteina
contenuta nel sangue (emoglobina),
• sanguinamento eccessivo,
•

diminuzione di un tipo di anticorpi (sostanze di natura proteica coinvolte nei meccanismi di difesa dell’organismo), • aumento o diminuzione dei valori degli esami di laboratorio di alcuni parametri relativi alla funzione del fegato e dei reni (aumento della SGOT, fosfatasi alcalina e azotemia; diminuzione della clearance della creatinina),

• malattia reversibile dei reni (sindrome nefrosica reversibile),
• diminuzione dell’espulsione di urina (minzione),
• presenza di sangue nelle urine (ematuria),
• presenza di albumina, una proteina prodotta dal fegato, nelle urine (albuminuria),
• ansia,
•
•
•
•
insonnia,
infiammazione dei nervi (polinevrite),
sensazione di intorpidimento (parestesia),
prurito,
• malessere,
• sonnolenza,
• cataratta (opacizzazione del cristallino, la lente dell’occhio che serve per mettere a fuoco le
immagini) transitoria,
• presenza di sangue negli occhi (emorragia sub-congiuntivale),
• cecità parziale (scotoma ad anello),

• visione doppia (diplopia),
• lacrimazione,
• un’infezione della pelle (candidiasi cutanea),
• eruzione cutanea,

• herpes,
• invecchiamento delle ossa,
• caduta dei capelli,
• febbre,
• rigonfiamento dei linfonodi, piccole ghiandole situate lungo le vie che nel corpo trasportano

la linfa (linfadenopatia),
• malattia del metabolismo caratterizzata da attacchi di dolore, arrossamento e gonfiore delle
articolazioni (gotta),
•

morte prematura del tessuto del pancreas (necrosi pancreatica),
• perdita di latte dalle mammelle (galattorrea),
• ingrossamento di noduli al seno,
• aumento del volume delle mammelle (ginecomastia),
• reazione grave al medicinale che interessa la pelle, il sangue e gli organi interni, chiamata
DRESS.

È stato riportato liquido intorno al cuore (versamento pericardico).

Sono stati riferiti anche i seguenti effetti indesiderati, sebbene lo stato del paziente abbia talvolta reso difficile stabilire quale effetto indesiderato sia causato dal medicinale: Comuni: • reazioni a carico della pelle (esantema da medicamenti, fotosensibilizzazione).

Frequenza non nota:
• difettosa formazione del tessuto osseo (osteodistrofia),
• aumento del volume del cuore (cardiomegalia).

Effetti indesiderati nei bambini e negli adolescenti Comuni e gravi Ritenzione di liquidi e sali, che in genere risponde al trattamento con medicinali diuretici (medicinali usati per il trattamento della pressione sanguigna elevata). Tale ritenzione è più frequente nei bambini piccoli (neonati) e può sfociare in una grave malattia del cuore (insufficienza cardiaca congestizia) nei pazienti con compromessa riserva cardiaca (compromessa capacità del cuore di aumentare il volume

di sangue che viene espulso). Altri effetti indesiderati comuni Nei bambini può verificarsi ipertricosi, ovvero crescita di peli lanuginosi sulla parte superiore del viso, sulla schiena e sugli arti e che, di norma, regredisce dopo sospensione del medicinale.

Altri effetti indesiderati È stata notata anche elevata pressione arteriosa a livello dei polmoni (ipertensione polmonare) in lattanti, neonati e bambini; nella maggior parte dei casi segnalati l’ipertensione polmonare è migliorata dopo l’interruzione del trattamento con Proglicem. Altri effetti indesiderati con frequenza non nota: infiammazione intestinale con presenza di sangue nelle feci e morte dei tessuti nei neonati (enterocolite necrotizzante neonatale).

Segnalazione degli effetti indesiderati del Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Non conservare a temperatura superiore a 25 °C.

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Proglicem

- Il principio attivo è diazossido. Proglicem 100 mg capsule rigide: ogni capsula contiene 100 mg di diazossido. Proglicem 25 mg capsule rigide: ogni capsula contiene 25 mg di diazossido.

- Gli altri componenti sono:
• Proglicem 25 mg: lattosio, magnesio stearato. Composizione della capsula opercolata:
gelatina, acqua depurata.
• Proglicem 100 mg: lattosio, magnesio stearato. Composizione della capsula: gelatina, titanio
diossido (E171).

Descrizione dell’aspetto di Proglicem e contenuto della confezione Proglicem si presenta sotto forma di capsule È disponibile in

• astuccio contenente 100 capsule da 25 mg in blister
• astuccio contenente 100 capsule da 100 mg in blister.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio MSD Italia S.r.l., Via Vitorchiano, 151 – 00189 Roma

Produttore Merck Sharp & Dohme B.V., Waarderweg 39, 2031 BN, Haarlem – Paesi Bassi

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il .

Domande frequenti su PROGLICEM

Come si usa PROGLICEM?

PROGLICEM si presenta in forma di Capsula rigida e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

PROGLICEM è disponibile senza ricetta?

No, PROGLICEM è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di PROGLICEM?

Il principio attivo di PROGLICEM è DIAZOSSIDO.

Chi produce PROGLICEM?

PROGLICEM è prodotto da MSD ITALIA S.R.L..

Da quando PROGLICEM è autorizzato in Italia?

PROGLICEM ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2012-10-25.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Proglicem 100 mg capsule rigide Proglicem 25 mg capsule rigide

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Proglicem 100 mg capsule rigide Ogni capsula contiene 100 mg di diazossido. Proglicem 25 mg capsule rigide Ogni capsula contiene 25 mg di diazossido. Eccipiente con effetti noti: lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsule rigide

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Proglicem è indicato per il trattamento dell’ipoglicemia sintomatica da iperinsulinismo di diversa etiologia. Il medicinale si è dimostrato efficace nelle seguenti forme: - ipoglicemia idiopatica dell’infanzia: a) leucino-sensibile b) non classificata - tumori insulari funzionanti: a) maligni b) benigni se inasportabili - neoplasie extrapancreatiche determinanti ipoglicemia - ipoglicemia neonatale - tesaurismosi glicogenica - ipoglicemia ad etiologia sconosciuta Proglicem può essere usato in periodo preoperatorio come rimedio temporaneo e dopo l’intervento se l’ipoglicemia persiste. Nel caso in cui altri rimedi specifici medici o chirurgici risultino inefficaci o inattuabili, si prenderà in considerazione il trattamento con Proglicem.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Lo schema posologico va stabilito secondo le necessità cliniche e la risposta del singolo paziente. È essenziale la regolare determinazione della glicemia nei primi giorni di trattamento. Adulti e ragazzi - la dose raccomandata giornaliera è di 3-8 mg/kg da somministrare frazionati in 23 dosi uguali. Una dose iniziale di 3 mg/kg/die, frazionata in due o tre somministrazioni nelle 24 ore, fornirà la risposta del paziente al medicinale. Si potrà poi aumentare tale dose in modo che i sintomi e la glicemia rispondano in modo soddisfacente. Nei pazienti affetti da tumori insulari benigni o maligni che producono grandi quantità di insulina sono state eccezionalmente impiegate dosi fino a 1 000 mg al giorno.

Bambini e neonati - nei bambini affetti da ipoglicemia leucino-sensibile viene suggerita una dose media di 8-15 mg/kg/die frazionata in due o tre dosi, iniziando da 8 mg/kg/die. Pratico si è dimostrato il seguente schema posologico ricavato dalle posologie descritte nei lavori clinici sinora apparsi. INDICAZIONI ADULTI BAMBINI E RAGAZZI Ipoglicemia leucino sensibile ------- 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die) Ipoglicemia idiopatica dell’infanzia ------- 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die) Tumore insulare 2,5-15 mg/kg/die (sino a 1 000 mg/die) 5-60 mg/kg/die (sino a 600 mg/die) Neoplasie extrapancreatiche 2,5-10 mg/kg/die (sino a 600 mg/die) 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die) Tesaurismosi glicogenica ------- 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die) Ipoglicemia ad etiologia sconosciuta 2,5-10 mg/kg/die (sino a 600 mg/die) 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die) Ipoglicemia post-gastrectomia 2,5-5 mg/kg/die (sino a 300 mg/die) ------- Si deve tener presente che le formule comuni per ottenere i dosaggi pediatrici non sono applicabili al diazossido orale. La durata del trattamento con Proglicem varia in base all’indicazione. Nel caso di tumori maligni che provocano ipoglicemia il trattamento può durare indefinitamente. L’ipoglicemia dei bambini e dei ragazzi può regredire spontaneamente, per quanto non possa essere predetta l’età in cui ciò avverrà. È utile il ricovero ad intervalli regolari di questi pazienti per cercare di ridurre la dose di diazossido e per tentare di rendere più agevole la terapia, cosa che deve essere naturalmente attuata sotto stretto controllo medico. In caso di mancata risposta terapeutica entro 2-3 settimane il medicinale deve essere sospeso. Modo di somministrazione Proglicem dovrebbe, per quanto possibile, essere somministrato dopo i pasti.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Ipoglicemia funzionale, ipersensibilità ad altri tiazidici. Come altri medicinali, Proglicem capsule non deve essere somministrato, se possibile, in gravidanza e durante l’allattamento. Nei casi in cui la vita della gestante è in pericolo si devono valutare i benefici che dalla terapia può trarre la madre contro i rischi degli effetti dannosi a carico del feto o del neonato.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

I pazienti trattati con Proglicem devono essere mantenuti sotto stretto controllo clinico. Nei casi in cui è indicata la terapia continua con Proglicem capsule si devono eseguire regolarmente gli esami ematologici onde poter escludere alterazioni del quadro leucocitario e delle piastrine, oltre al controllo periodico della glicemia, della glicosuria e della chetonuria. Occorre tener presente gli effetti del diazossido sul sistema emopoietico e sui livelli sierici di acido urico. Periodicamente devono essere effettuati esami del sangue per le anomalie ematologiche (Vedere paragrafo “Effetti indesiderati”). La proprietà antidiuretica del diazossido può comportare una significativa ritenzione dei fluidi, che nei pazienti con compromessa riserva cardiaca può sfociare in una insufficienza cardiaca congestizia.

Sono stati riferiti ketoacidosi e coma iperosmolare non chetonico in pazienti trattati con dosi raccomandate di Proglicem nel corso di patologie concomitanti. Una diagnosi ed un trattamento tempestivi sono essenziali. Raramente l’ipopotassiemia rappresenta un problema, anche se il diazossido viene associato ad un diuretico tiazidico. Le prove sugli animali fanno ritenere che la deplezione potassica possa ridurre l’effetto iperglicemizzante. La ritenzione dei liquidi risponde bene, in genere, all’uso contemporaneo di un diuretico benzotiodiazinico orale: poiché i diuretici potenziano l’azione iperglicemizzante del diazossido, in questi pazienti si deve attuare una riduzione proporzionale della dose di Proglicem. Pazienti nefropatici Nei pazienti con insufficienza renale si ha un allungamento della emivita plasmatica del medicinale e la necessità di ridurre opportunamente il dosaggio. In tali pazienti è richiesto anche il controllo degli elettroliti sierici. Anziani Non sono disponibili specifiche informazioni sull’uso del diazossido negli anziani. Popolazione pediatrica Nei bambini si deve inoltre procedere alla valutazione della crescita e dello sviluppo osseo e psichico. In un lattante si è verificata cataratta transitoria unitamente a coma iperosmolare, cessati con la correzione dell’iperosmolarità. Enterocolite necrotizzante neonatale Casi di enterocolite necrotizzante (NEC), anche con esito fatale, sono stati segnalati in neonati trattati con diazossido (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere monitorati per rilevare sintomi quali vomito, distensione addominale, feci ematiche e letargia, in particolare quelli con fattori di rischio aumentato (come i neonati pretermine). In caso di sospetta NEC, il trattamento con diazossido deve essere interrotto e deve essere avviata un’adeguata gestione clinica. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Il diazossido, per l’elevato legame sieroproteico, può spiazzare altre sostanze, come la bilirubina, la cumarina e derivati, elevandone i livelli ematici. Questo è da tener presente durante il trattamento con diazossido particolarmente nei neonati con iperbilirubinemia. Durante il trattamento con diazossido per via orale può essere richiesta una riduzione del dosaggio degli anticoagulanti. Può inoltre aversi accentuazione dell’effetto iperglicemizzante ed iperuricemizzante dei tiazidici ed altri diuretici potenti e dell’effetto antiipertensivo di altri medicinali. L’uso contemporaneo di difenilidantoina può ridurne l’effetto anticonvulsivante. La somministrazione contemporanea di tiazidi, o di altri potenti diuretici usati comunemente, può potenziare gli effetti iperglicemici e iperuricemici del diazossido. Gli effetti iperglicemizzanti sono pure potenziati in presenza di ipokaliemia. L’iperglicemia indotta dal diazossido è reversibile con la somministrazione di insulina o tolbutamide. L’inibizione del rilascio di insulina da parte del diazossido è antagonizzata da medicinali alfabloccanti. Gli effetti iperglicemici e iperuricemici del diazossido ostacolano la valutazione corretta di questi stati metabolici.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Proglicem non deve essere usato durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con diazossido. Vedere paragrafo 4.3. Allattamento Non vi sono dati riguardanti l’escrezione di diazossido nel latte materno. Il rischio di eventi avversi per i neonati/lattanti non può essere escluso. Si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia con Proglicem tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilità Vedere paragrafo 5.3.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Proglicem compromette la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Qualora insorgano ipotensione posturale o sonnolenza si devono avvertire i pazienti dei rischi connessi con la guida di autoveicoli, con l’uso di macchinari, ecc.

4.8 Effetti indesiderati

Comuni e gravi: ritenzione idrosodica, che in genere risponde al trattamento diuretico, è il più frequente negli adulti, e può sfociare in una insufficienza cardiaca congestizia nei pazienti con compromessa riserva cardiaca. Effetti indesiderati con frequenza non nota ma gravi: chetoacidosi diabetica e coma non chetonico iperosmolare possono instaurarsi molto rapidamente. Altri effetti indesiderati comuni: ipertricosi, specie nelle donne, che si manifesta sotto forma di peli lanuginosi alla parte superiore del viso, alla schiena e agli arti, e che, di norma, regredisce dopo sospensione del medicinale. La comparsa di ipertricosi non dovrebbe indurre a sospendere la terapia quando i benefici effetti del medicinale assumono importanza vitale. Patologie gastrointestinali: Comuni: anoressia, nausea, vomito, dolori addominali, perdita transitoria del senso del gusto Non comuni: diarrea Rari: ileo Frequenza non nota: enterocolite necrotizzante neonatale Patologie cardiovascolari: Comuni: tachicardia, palpitazioni ed ipotensione, che può aumentare con la concomitante somministrazione di diuretici tiazidici, iperuricemia di solito asintomatica Rari: dolore toracico Frequenza non nota: ipertensione transitoria. È stata notata anche ipertensione polmonare in lattanti, neonati e bambini; nella maggior parte dei casi segnalati l’ipertensione polmonare è migliorata dopo l’interruzione del diazossido. È stato riportato versamento pericardico. Patologie del sistema emolinfopoietico: Comuni: trombocitopenia con o senza porpora che in genere richiede la interruzione della terapia (Vedere paragrafo “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”), neutropenia, di solito transitoria Frequenza non nota: eosinofilia, riduzione dell’emoglobina/ematrocrito, sanguinamento eccessivo, diminuzione delle Ig

Patologie epatorenali: Frequenza non nota: aumento della SGOT, fosfatasi alcalina e dell’azotemia, diminuzione della clearance della creatinina, sindrome nefrosica reversibile, diminuzione della minzione, ematuria, albuminuria. Patologie del sistema nervoso: Comuni: capogiro, sintomi extrapiramidali, cefalea, debolezza Frequenza non nota: ansia, insonnia, polinevrite, parestesia, prurito, malessere, sonnolenza Patologie dell’occhio: Comuni: turbe del visus Frequenza non nota: cataratta transitoria, emorragia subcongiuntivale, scotoma ad anello, diplopia, lacrimazione Patologie del tessuto muscoloscheletrico e della cute: Frequenza non nota: candidiasi cutanea, eruzione cutanea, herpes, invecchiamento delle ossa, caduta dei capelli Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Frequenza non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS). Patologie sistemiche: Comuni: iperglicemia e glicosuria che richiedono la riduzione del dosaggio, onde evitare il progressivo instaurarsi di diabete chetoacidosico e coma iperosmolare (vedere paragrafo 4.9) Frequenza non nota: febbre, linfoadenopatia Altri effetti indesiderati: Rari: pancreatite acuta Frequenza non nota: gotta, necrosi pancreatica, galattorrea, ingrossamento di noduli al seno, ginecomastia Sono stati riferiti anche i seguenti effetti indesiderati, sebbene lo stato del paziente abbia talvolta reso difficile stabilire quale effetto indesiderato sia veramente ascrivibile al medicinale: Comuni: reazioni dermatologiche (esantema da medicamenti, fotosensibilizzazione) Frequenza non nota: osteodistrofia, cardiomegalia Popolazione pediatrica Comuni e gravi: ritenzione idrosodica, che in genere risponde al trattamento diuretico, è il più frequente nei bambini piccoli e può sfociare in un’insufficienza cardiaca congestizia nei pazienti con compromessa riserva cardiaca. Altri effetti indesiderati comuni: ipertricosi, specie nei bambini, che si manifesta sotto forma di peli lanuginosi alla parte superiore del viso, alla schiena e agli arti, e che, di norma, regredisce dopo sospensione del medicinale. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

La comparsa di iperglicemia o glicosuria può richiedere riduzione della posologia. Una iperglicemia spiccata da sovradosaggio, eventualmente associata a chetoacidosi, risponde prontamente all’insulina ed al ripristino dell’equilibrio idrico ed elettrolitico; il controllo del pazient

deve essere prolungato fino a sette giorni in considerazione della lunga emivita del diazossido (circa 30 ore). Con la dialisi peritoneale e l’emodialisi si è ottenuta una diminuzione dei livelli ematici di diazossido.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Farmaci per il trattamento dell’ipoglicemia, codice ATC: V03AH01 Meccanismo d’azione Per somministrazione orale il diazossido provoca clinicamente un pronto aumento della glicemia dose-dipendente, dovuto principalmente alla inibizione del rilascio di insulina oltre ad un effetto extrapancreatico. Effetti farmacodinamici e Efficacia e sicurezza clinica Il diazossido riduce l’escrezione di sodio e di acqua, col risultato di una ritenzione di liquidi che può essere significativa; per somministrazione orale non si hanno solitamente effetti marcati sulla PA. Altre azioni sono: aumento della frequenza cardiaca, aumento dell’acido urico nel siero per ridotta escrezione, aumento dei livelli sierici di acidi grassi liberi, ridotta clearance dell’acido paraminoippurico (PAH) senza effetti apprezzabili sulla filtrazione glomerulare.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Per somministrazione orale il diazossido è assorbito rapidamente. Distribuzione Il diazossido si lega per oltre il 90% alle proteine. Biotrasformazione L’effetto iperglicemizzante inizia entro un’ora ed in presenza di una funzione renale normale non dura in genere più di 8 ore. Eliminazione Il diazossido è escreto per via renale. Dopo somministrazione E.V. ha un’emivita plasmatica di 28 + 8,3 ore; l’emivita plasmatica è di 24 e 36 ore negli adulti e in bambini da 4 mesi a 6 anni di età è variabile da 9,5 a 24 ore per somministrazione orale a lungo termine. L’emivita può essere aumentata in caso di sovradosaggio e nei pazienti con insufficienza renale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

In topo, ratto, coniglio, cane, maiale e pecora, il diazossido provoca una rapida e transitoria iperglicemia con riduzione delle concentrazioni plasmatiche di insulina. Nel cane l’ipoglicemia si accompagna ad un aumento di acidi grassi liberi, lattati e piruvati nel siero; nel topo si ha spiccata riduzione del glicogeno epatico e aumento dell’azotemia. La DL50 per somministrazione orale di una sospensione di diazossido è stata di 210 mg/kg nella cavia, fra 1 900 e 2 572 mg/kg nel topo, > 5 000 mg/kg nel ratto, > 522 mg/kg nel ratto neonato e > 500 mg/kg nel cane. Nel ratto, la somministrazione orale di diazossido alla dose di 400 mg/kg per 3 mesi ha provocato ritardo di crescita, aumento del peso di fegato e reni e ipertrofia surrenalica. Ad un dosaggio giornaliero > 1 080 mg/kg si sono osservati iperglicemia, aumento del peso epatico e della mortalità. Nel cane, dopo la somministrazione orale di 40 mg/kg/die per un mese, non si sono rilevate anomalie biologiche e microscopiche significative. Il riscontro di cataratta in alcuni animali è stato attribuito alle spiccate alterazioni metaboliche dei carboidrati, per l’aspetto delle modificazion

del cristallino simili a quelle degli animali con iperglicemia sperimentale. La somministrazione di 200 mg /kg per 52 settimane ha provocato riduzione della crescita e aumento del peso di cuore, fegato, surrenali e tiroide, senza variazioni della mortalità. Con dosi di 50, 100 e 200 mg/kg/die per 82 settimane, in due studi si sono osservati lieve stimolazione del midollo osseo, aumento di peso del pancreas, ernia inguinale in molti animali, senza differenze di mortalità rispetto ai controlli e, rispettivamente, anoressia con grave perdita di peso e totale assenza di ernie inguinali. Gli studi ematologici, biochimici ed istologici non hanno evidenziato cause di morte diverse dall’inanizione. Benché i dati non siano conclusivi, gli studi sulla riproduzione e di teratogenesi in molte specie animali indicano che il diazossido somministrato nel periodo critico di formazione dell’embrione può interferire nel normale sviluppo fetale, probabilmente tramite l’alterato metabolismo glucidico. Negli animali trattati a termine di gestazione il parto era occasionalmente prolungato. La somministrazione endovenosa di diazossido durante la gravidanza a pecore, capre e maiali ha indotto nel feto un apprezzabile aumento della glicemia e degenerazione delle cellule beta delle isole di Langerhans. La reversibilità di questi effetti non è stata studiata. Gli studi sulla riproduzione con diazossido per via orale nel ratto hanno evidenziato aumento dei riassorbimenti fetali e ritardi nel parto, nonché anomalie scheletriche fetali. Per somministrazione endovenosa nel coniglio, si è avuta evidenza di effetti teratogeni scheletrici e cardiaci. Il medicinale ha dimostrato di attraversare la barriera placentare e di provocare degenerazione delle cellule beta del pancreas fetale. Nel ratto, l’associazione di diazossido ad alte dosi e di clorotiazide è risultata nefrotossica, con iperplasia epiteliale nei tubuli collettori. Nel cane, l’associazione di diazossido e triclormetiazide ha provocato una sindrome diabetica con chetosi e morte. Nessuno dei medicinali somministrato da solo ha prodotto tali effetti.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Magnesio stearato, lattosio. Composizione della capsula per Proglicem 100 mg in blister: gelatina e titanio diossido (E171). Nella capsula opercolata per Proglicem 25 mg in blister: gelatina, acqua depurata.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

2 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 25 °C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio contenente 100 capsule da 100 mg in blister Astuccio contenente 100 capsule da 25 mg in blister È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

MSD Italia S.r.l., Via Vitorchiano, 151 - 00189 Roma

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Proglicem 100 mg capsule rigide in blister A.I.C. 023060039 Proglicem 25 mg capsule rigide in blister A.I.C. 023060027

9. Data della prima autorizzazione/ rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: luglio 1974 Data del rinnovo più recente: giugno 2008

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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