TARDYFER

Tardyfer è usato per il trattamento della carenza di ferro. Questo medicinale è riservato per l’utilizzo in adulti e bambini di età superiore a 10 anni.

Principio attivo: FERROSO SOLFATO · ATC B03AA07 · PIERRE FABRE PHARMA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

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TARDYFER*30 cpr rivestite 80 mg rilascio prolungato A 3,71 € 3,71 € 0,00 € + ticket*

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Principio attivo: FERROSO SOLFATO
Forma farmaceutica: Compressa a rilascio prolungato
Dosaggio: 80 mg COMPRESSA A RILASCIO PROLUNGATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: PIERRE FABRE PHARMA S.R.L.
Codice ATC: B03AA07
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· FERRO GRAD C - TEOFARMA S.R.L.
· FERRO-GRAD - TEOFARMA S.R.L.
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Rimborsabilita: N - NON CLASSIFICATA

A cosa serve questo medicinale?

Tardyfer contiene ferro. Tardyfer è usato per il trattamento della carenza di ferro. Questo medicinale è riservato per l’utilizzo in adulti e bambini di età superiore a 10 anni.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Tardyfer

• Se lei (o il suo bambino) è allergico al ferro o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo

medicinale (elencati al paragrafo 6).
• Se lei (o suo figlio) ha più ferro nel corpo di quanto ne abbiate bisogno.
• Se lei (o suo figlio) ha un tipo di anemia (quantità insufficiente di globuli rossi) che non è causata da una
carenza di ferro o che causa un sovraccarico di ferro (ad esempio, talassemia, anemia refrattaria, anemia
causata da una carenza di midollo osseo).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Tardyfer. • Se lei (o il suo bambino) sta assumendo integratori alimentari e/o integratori a base di ferro, poiché alte dosi di ferro (10-20 volte la posologia abituale) possono causare avvelenamento, specialmente nei

bambini.
• Se lei (o il suo bambino) ha una malattia che influisce sull’accumulo e sull’assorbimento di ferro (es.
anemia emolitica, emoglobinopatia, mielodisplasia).
• Se lei (o il suo bambino) ha un’anemia da carenza di ferro associata ad una patologia infiammatoria, il

trattamento con Tardyfer non sarà efficace.
• Se lei (o il suo bambino) ha difficoltà a deglutire.
• Se lei (o il suo bambino) se soffoca, una compressa va di traverso accidentalmente, contattate il vostro
medico il più presto possibile. Questo perché esiste il rischio di ulcere e di restringimento dei bronchi se
la compressa entra nelle vie respiratorie. Ciò può provocare tosse persistente, tosse con sangue e/o
sensazione di mancanza di fiato, anche se il soffocamento è avvenuto giorni o mesi prima della comparsa

di questi sintomi. Pertanto, lei (o suo figlio) deve essere sottoposto a una valutazione urgente per assicurarsi che la compressa non danneggi le tue (sue) vie respiratorie. • In base ai dati di letteratura, è stata osservata una colorazione della parete gastrointestinale in pazienti

anziani che assumevano un'integrazione di ferro ed affetti da malattie renali croniche, diabete (livelli anormalmente elevati di zucchero nel sangue) e/o ipertensione (pressione alta) e che erano in trattamento per queste malattie. Questa colorazione della parete gastrointestinale può ostacolare la chirurgia gastrointestinale. In considerazione di questo rischio, se è programmato un intervento chirurgico, è consigliabile avvertire il chirurgo dell'integrazione di ferro in corso (vedere paragrafo 4). • In base ai dati di letteratura, i casi di effetti indesiderati gastrointestinali e di cambiamento delle abitudini

intestinali dopo l'inizio del trattamento sono stati osservati di meno nei pazienti a cui è stato somministrato un dosaggio a giorni alterni rispetto a un dosaggio giornaliero di integrazione orale di ferro. Se si verificano questi effetti, contattare il proprio medico che deciderà insieme a voi il regime migliore adatto a voi. • In base ai dati della letteratura, sono stati riportati casi di ferita gastrica aperta e di emorragia gastrica in

pazienti trattati con compresse di ferro. In tal caso, si consiglia di passare a una formulazione liquida di ferro. • A causa del rischio di ulcerazione della bocca e di alterazione del colore dei denti, le compresse non devono essere succhiate, masticate o tenute in bocca, ma devono essere deglutite intere con acqua. Nel caso lei non possa seguire le presenti istruzioni o abbia difficoltà di deglutizione, contatti il medico.

Bambini e adolescenti

Tardyfer può essere usato nei bambini di età superiore ai 10 anni.

Altri medicinali e Tardyfer d el Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale.

Se lei (o il suo bambino) sta già usando i medicinali descritti di seguito, non assuma Tardyfer, a meno che

non lo abbia deciso il medico. Infatti, alcuni medicinali non devono essere utilizzati contemporaneamente, mentre per altri è necessario apportare modifiche (per esempio nel tempo di assunzione).

Se lei (o il suo bambino) sta usando medicinali per iniezione contenenti ferro o cloramfenicolo, deve evitare

di usare Tardyfer.

Se sta usando i medicinali elencati sotto, deve separare l’assunzione di Tardyfer di almeno 2 ore :

• alcuni antibiotici (cicline, fluorichinolonici, cefdinir).
• medicinali per il trattamento della fragilità ossea (bifosfonati).

• medicinali per il trattamento delle malattie articolari, malattia di Wilson o per prevenire i calcoli renali
(penicillamine, trientina).
• medicinali per il trattamento dell’eccesso di acido nello stomaco: preparazioni gastrointestinali minerali,
carbone o antiacidi (sali di alluminio, calcio e magnesio).
•

medicinali per il trattamento della malattia della tiroide (tiroxina).
• medicinali per il trattamento della malattia di Parkinson (metildopa, levodopa, carbidopa, entacapone).
• Integratori e/o medicinali contenenti calcio, zinco.

Se sta assumendo medicinali per il trattamento dell'HIV (inibitori dell'integrasi): Bictegravir: bictegravir deve essere somministrato almeno 2 ore prima dei sali di ferro o assunto insieme al cibo. Dolutegravir: dolutegravir deve essere somministrato almeno 2 ore prima o 6 ore dopo i sali di ferro, o assunto insieme al cibo.

Per gli altri inibitori dell'integrasi, deve esserci un intervallo di tempo tra l'assunzione dei due medicinali nel rispetto delle informazioni di prescrizione dell'inibitore dell'integrasi, ma questo intervallo non deve essere inferiore a 2 ore.

Se sta assumendo un medicinale per il trattamento delle infezioni urinarie croniche (acido acetoidrossamico), informare il medico.

Se lei (o il suo bambino) sta assumendo farmaci antinfiammatori appartenenti al gruppo dei farmaci antinfiammatori non steroidei, essi devono essere assunti con il cibo per ridurre l’irritazione gastrointestinale e il sanguinamento provocato da questo tipo di medicinali.

Se lei (o il suo bambino) sta assumendo colestiramina (usata in pazienti con elevati livelli di colesterolo), Tardyfer deve essere assunto 1 o 2 ore prima o da 4 a 6 ore dopo l’assunzione di colestiramina.

Tardyfer con cibi, bevande e alcol

Lei non deve bere grandi quantità di tè, caffè, vino rosso, poiché questo può ridurre l’assorbimento del ferro nel suo corpo. Non è consigliabile l’assunzione di questo medicinale in contemporanea con cereali completi (crusca, legumi, grani oleaginosi), con alcune proteine (uova) o cibi o bevande contenenti calcio (come formaggio,

latte, ecc.). Lasci passare un intervallo di tempo (almeno 2 ore) tra l’assunzione di sali di ferro e questi cibi.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando al seno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Non sono disponibili studi specifici su donne in gravidanza durante il primo trimestre che permettano di valutare il rischio di malformazioni. Durante il secondo e terzo trimestre è disponibile una grande quantità di dati bibliografici su donne in gravidanza che non indicano né malformazioni né tossicità feto-neonatale.

Di conseguenza, Tardyfer può essere usato durante la gravidanza se clinicamente necessario. Tardyfer può essere usato durante l’allattamento al seno.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

È improbabile che l’uso di Tardyfer provochi effetti sull’abilità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari. Tardyfer contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Tardyfer è indicato per bambini di età superiore a dieci anni e negli adulti. La dose raccomandata per adulti e bambini di età superiore a 10 anni è: 1 compressa al giorno (80 mg al giorno).

In caso di carenza di ferro più pronunciata, la dose può essere aumentata a 2 compresse al giorno, 1 al mattino e 1 alla sera (160 mg al giorno). Il medico può suggerirle temporaneamente la somministrazione a giorni alterni in base all'intensità e alla sensibilità individuale, per evitare l'interruzione del trattamento.

Modo di somministrazione Tardyfer è in compresse per uso orale. Deglutire la compressa intera con acqua. Non succhiare, masticare o tenere in bocca la compressa. Le compresse devono essere assunte con 1 bicchiere d’acqua abbondante prima dei pasti o durante i pasti a seconda della tollerabilità gastrointestinale (eccetto che con gli alimenti specificati nel paragrafo “Tardyfer con cibi, bevande e alcol”).

Durata del trattamento La durata del trattamento deve essere sufficiente a correggere la carenza di ferro (anemia) e a ristabilire le

riserve di ferro; generalmente da 3 a 6 mesi. Il suo medico la informerà circa la durata del trattamento. Se ha qualche dubbio, si rivolga al medico o al farmacista.

Se lei (o il suo bambino) ha assunto più Tardyfer di quanto deve

In caso di ingestione eccessiva, deve contattare immediatamente un medico o l'unità di emergenza più vicina,

soprattutto se si tratta di un bambino.
I sintomi di un'overdose di ferro includono quanto riportato di seguito:
- intensa irritazione gastrointestinale che può portare alla morte dei tessuti digestivi: dolore addominale,
nausea, vomito (talvolta contenente sangue) e diarrea (talvolta con feci nere).
- potrebbero verificarsi acidosi metabolica, problemi di coagulazione del sangue e rapido abbassamento della

pressione sanguigna, insufficiente afflusso di sangue agli organi e ai tessuti del corpo (segni di incapacità dei reni di funzionare correttamente, mancanza di energia, coma spesso con un episodio di spasmo/i), che può progredire fino allo shock. - segni di disturbi della funzionalità epatica che possono portare a danni cerebrali.

Le conseguenze digestive a lungo termine possono verificarsi con un restringimento del tratto digestivo (stenosi digestiva): nausea, gonfiore, costipazione e distensione addominale.

Se dimentica di assumere/somministrare Tardyfer Se si dimentica di assumere/somministrare una compressa, prenderla/darla il prima possibile. Tuttavia, se è quasi l'ora della dose successiva, attendere la dose successiva e continuare come di consueto. Se smette di prendere Tardyfer Tardyfer deve essere assunto/somministrato secondo le indicazioni della prescrizione del medico. Dopo l’interruzione anticipata della terapia, i disturbi possono ripresentarsi. Se ha qualsiasi ulteriore dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li

manifestino. Lei (o il suo bambino) può manifestare i seguenti effetti collaterali, classificati dal più al meno comune:

Comuni (possono verificarsi fino a 1 persona su 10) Stipsi, diarrea, addome gonfio, dolore addominale, feci con colore alterato, nausea.

Non comuni (possono verificarsi fino a 1 persona su 100) Gonfiore della gola (edema della laringe), feci anormali, indigestione (dispepsia), vomito, infiammazione della parete dello stomaco (gastrite), pizzicore (prurito), eruzione cutanea con arrossamento (rash eritematoso).

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Reazione allergica, eruzione cutanea pruriginosa (orticaria), morte di cellule o tessuti del polmone*, infiammazione del tessuto del polmone (granuloma polmonare)*, restringimento delle vie aeree (broncostenosi)*, ulcerazione della gola*, lesioni esofagee*, ulcerazione esofagea*, alterazione del colore dei

denti**, ulcerazione della bocca**, lesioni esofagee*, colorazione anormale della parete del tratto gastrointestinale (melanosi gastrointestinale) (vedere paragrafo 2), ferita gastrica aperta, sanguinamento gastrico (vedere paragrafo 2). Tutti i pazienti, ma specialmente i pazienti anziani e i pazienti con difficoltà di deglutizione, se la compressa entra nelle vie aeree, potrebbero essere a rischio di ulcerazione della gola o dell’esofago (il tubo che collega la bocca con lo stomaco). Se la compressa entra nelle vie respiratorie, può verificarsi il rischio di ulcerazione

dei bronchi (le principali vie respiratorie dei polmoni) e di granuloma polmonare (infiammazione) con conseguente restringimento dei bronchi.

**in caso di uso non corretto, quando le compresse vengono masticate, succhiate o tenute in bocca. Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati peggiora, o se nota la comparsa di un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informi il medico o il farmacista.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione, all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul blister e sulla scatola. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese. Questo medicinale non richiede condizioni particolari di conservazione. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Tardyfer

• Il principio attivo è: ferro (80 mg), come solfato ferroso secco (247,25 mg) per una compressa a

rilascio prolungato.

• Gli altri componenti sono: maltodestrina, cellulosa microcristallina, trietil citrato, talco, copolimero ammonio metacrilato dispersione tipo B (Eudragit RS 30D), copolimero ammonio

metacrilato dispersione tipo A (Eudragit RL 30D), glicerolo dibeenato, titanio diossido (E171), sepifilm LP010*, ossido di ferro giallo (E172), ossido di ferro rosso (E172). * composizione del sepifilm LP010: ipromellosa, cellulosa microcristallina, acido stearico.

Descrizione dell’aspetto di Tardyfer e contenuto della confezione Questo medicinale si presenta sotto forma di compressa rotonda rivestita di colore arancio-rosa

E’ disponibile in confezioni contenenti 20, 30, 60 o 90 compresse a rilascio prolungato. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Pierre Fabre Pharma S.r.l.

Via G. Washington, 70 20146 MILANO ITALIA

Produttore responsabile del rilascio dei lotti Pierre Fabre Médicament Production Etablissement Progipharm Rue du Lycée 45500 Gien – France

Questo foglio illustrativo è stato approvato l’ultima volta il:

Domande frequenti su TARDYFER

Come si usa TARDYFER?

TARDYFER si presenta in forma di Compressa a rilascio prolungato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

TARDYFER è disponibile senza ricetta?

No, TARDYFER è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di TARDYFER?

Il principio attivo di TARDYFER è FERROSO SOLFATO.

Quali sono gli equivalenti di TARDYFER?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: FERRO GRAD C, FERRO-GRAD. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce TARDYFER?

TARDYFER è prodotto da PIERRE FABRE PHARMA S.R.L..

Da quando TARDYFER è autorizzato in Italia?

TARDYFER ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2012-01-26.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

TARDYFER 80 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa a rilascio prolungato contiene 80,00 mg di ferro (247,25 mg come solfato ferroso secco. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse a rilascio prolungato Compresse rotonde di colore arancio-rosa

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Carenza di ferro Tardyfer ® 80 mg è indicato nei bambini di età superiore a 10 anni e negli adulti.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia - in adulti e bambini di età superiore a 10 anni: 1 compressa al giorno. - in caso di marcata anemia da carenza di ferro, adulti e bambini di età superiore a 10 anni possono aumentare il dosaggio a 2 compresse al giorno (mattino e sera). Nel caso si dimenticasse la somministrazione di una o più dosi, il trattamento deve essere continuato con la stessa posologia. Un piano terapeutico con dosaggio intermittente (a giorni alterni) potrebbe essere un'alternativa accettabile per ridurre gli effetti indesiderati gastrointestinali e per evitare l'interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4). Modo di somministrazione Uso orale. Le compresse non devono essere succhiate, masticate o tenute in bocca, ma devono essere deglutite intere con acqua. Le compresse devono essere assunte prima dei pasti o durante i pasti (eccetto con gli alimenti descritti nel paragrafo 4.5), a seconda della tollerabilità gastrointestinale. Durata del trattamento Il trattamento deve continuare fino alla normalizzazione dei livelli dei parametri ematologici (vedere paragrafo 4.4). Il trattamento può essere prolungato per il tempo necessario alla correzione della carenza di ferro. Il periodo di trattamento varia in funzione della gravità della carenza di ferro. Generalmente sono richiesti circa 3-6 mesi di terapia, o di più in caso di persistenza della patologia.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, - sovraccarico di ferro, in particolare anemia normo o ipersideremica, come la talassemia, anemia refrattaria, anemia dovuta a insufficienza midollare.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Avvertenze Controllo dell'efficacia del trattamento: Il controllo dell'efficacia è utile solo dopo 3 mesi dall'inizio del trattamento: deve comprendere la correzione dell'anemia (emoglobina, volume corpuscolare medio) e il ripristino delle riserve di ferro (ferritina sierica, recettore sierico della transferrina e coefficiente di saturazione della transferrina). Preparazioni a base di ferro ad alto dosaggio (10-20 volte superiori alla posologia usuale) possono causare avvelenamento specialmente nei bambini. Particolare cautela deve essere presa nel caso vengano utilizzati altri integratori alimentari e/o a base di sali di ferro. La terapia a base di ferro deve essere somministrata con cautela in pazienti con anemia emolitica, emoglobinopatia, mielodisplasia e altre patologie che colpiscono le riserve o l'assorbimento del ferro. L’iposideremia associata a sindromi infiammatorie non risponde al trattamento con ferro. L'aspirazione di compresse di solfato di ferro può causare necrosi della mucosa bronchiale che può provocare tosse, emottisi, broncostenosi e/o infezione polmonare (anche se l'aspirazione è avvenuta giorni o mesi prima della comparsa di questi sintomi). I pazienti anziani e quelli che hanno difficoltà a deglutire devono essere trattati con compresse di ferro solfato solo dopo un'attenta valutazione del rischio di aspirazione di ciascun paziente. Si devono prendere in considerazione formulazioni alternative. I pazienti devono rivolgersi al medico in caso di sospetta aspirazione (vedere paragrafo 4.8). Sulla base dei dati di letteratura, sono stati segnalati casi di melanosi gastrointestinale in pazienti anziani che ricevevano un'integrazione di ferro ed affetti da malattia renale cronica, diabete e/o ipertensione e trattati con diversi farmaci per queste malattie. Questa melanosi può ostacolare la chirurgia gastrointestinale e deve quindi essere presa in considerazione, soprattutto se è previsto un intervento chirurgico. In considerazione di questo rischio, è consigliabile avvertire il chirurgo dell'integrazione di ferro in corso (vedere paragrafo 4.8). Sulla base dei dati di letteratura, sono stati segnalati casi di ulcere gastriche ed emorragie gastriche in pazienti trattati con compresse di solfato ferroso (formulazione sconosciuta). In tal caso, si consiglia di passare a una formulazione liquida di solfato ferroso. Sulla base dei dati della letteratura, i casi di effetti indesiderati gastrointestinali e di cambiamento delle abitudini intestinali dopo l'inizio del trattamento, sono stati meno segnalati nei pazienti a cui è stato somministrato un dosaggio a giorni alterni rispetto a un dosaggio giornaliero di integrazione orale di ferro (vedere paragrafo 4.2). Precauzioni di impiego A causa del rischio di ulcerazioni della bocca e di alterazione del colore dei denti, le compresse non devono essere succhiate, masticate o tenute in bocca, ma devono essere deglutite intere con acqua. Tardyfer contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Combinazioni sconsigliate: Sali di ferro (uso iniettabile) Presincope o anche shock attribuito al rapido rilascio di ferro dalla sua forma complessa e alla saturazione della transferrina. Cloramfenicolo Il cloramfenicolo può ritardare la risposta alla terapia a base di ferro. Combinazioni che richiedono speciali precauzioni d’uso: Bifosfonati Riduzione dell'assorbimento gastrointestinale dei bifosfonati per la formazione di complessi di scarso assorbimento. Se entrambi i medicinali sono assunti contemporaneamente, la somministrazione di ciascun farmaco deve essere separata di almeno 2 ore. Cicline (uso orale) Tetracicline e derivati delle tetracicline Riduzione dell’assorbimento gastrointestinale di entrambi cicline e ferro per la formazione di complessi di scarso assorbimento. Se entrambi i medicinali sono assunti contemporaneamente, la somministrazione di ciascun farmaco deve essere separata di almeno 2 ore. Fluorochinoloni: Riduzione dell’assorbimento gastrointestinale dei fluorochinoloni per la formazione di complessi di scarso assorbimento. Se entrambi i medicinali sono assunti contemporaneamente, la somministrazione di ciascun farmaco deve essere separata di almeno 2 ore. Antiacidi: prodotti contenenti calcio, alluminio e magnesio (magnesio trisilicato) Riduzione dell’assorbimento gastrointestinale dei sali di ferro. Se entrambi i medicinali sono assunti contemporaneamente, la somministrazione di ciascun farmaco deve essere separata di almeno 2 ore Penicillamina Riduzione dell’assorbimento gastrointestinale di penicillamina per la formazione di complessi di scarso assorbimento. Aumento del rischio di tossicità della D-penicillamina quando viene interrotta la terapia con ferro solfato. Se entrambi i medicinali sono assunti contemporaneamente, la somministrazione di ciascun farmaco deve essere separata di almeno 2 ore. Ormoni tiroidei/tiroxina: Riduzione dell’assorbimento gastrointestinale della tiroxina per la formazione di complessi di scarso assorbimento, che portano a ipotiroxinemia. Se entrambi i medicinali sono assunti contemporaneamente, la somministrazione di ciascun farmaco deve essere separata di almeno 2 ore. Farmaci antinfiammatori non steroidei: In caso di somministrazione contemporanea di sali di ferro e farmaci antinfiammatori non steroidei, essi devono essere presi con il cibo per ridurre l'effetto irritante gastrointestinale e il rischio di sanguinamento associato agli antinfiammatori. Colestiramina Riduzione dell’assorbimento gastrointestinale dei sali di ferro. Il ferro deve essere somministrato 1 o 2 ore prima o 4 ore dopo la assunzione di colestiramina.

Calcio, Zinco Riduzione dell’assorbimento gastrointestinale di sali di ferro da calcio e zinco. Riduzione dell’assorbimento di zinco a livello gastrointestinale da sali di ferro. Se entrambi i medicinali sono assunti contemporaneamente, la somministrazione di ciascun farmaco deve essere separata di almeno 2 ore. Metildopa, Levodopa, Carbidopa Riduzione dell’assorbimento gastrointestinale dei derivati della dopa, per la formazione di complessi di scarso assorbimento, Se entrambi i medicinali sono assunti contemporaneamente, la somministrazione di ciascun farmaco deve essere separata di almeno 2 ore. Inibitori dell'integrasi Riduzione dell'assorbimento gastrointestinale degli inibitori dell'integrasi. Bictegravir: diminuzione di due terzi dell'assorbimento gastrointestinale di bictegravir se i due prodotti vengono somministrati contemporaneamente o a digiuno. Bictegravir deve essere somministrato almeno 2 ore prima dei sali di ferro o assunto insieme al cibo. Dolutegravir: dolutegravir deve essere somministrato almeno 2 ore prima o 6 ore dopo i sali di ferro, o assunto insieme al cibo. Altri inibitori dell'integrasi: l'intervallo di tempo tra l'assunzione dei due farmaci deve rispettare le informazioni di prescrizione dell'inibitore dell'integrasi, ma questo intervallo non deve essere inferiore a 2 ore. Trientina Riduzione dell'assorbimento gastrointestinale dei sali di ferro. Se entrambi i medicinali vengono assunti contemporaneamente, ogni somministrazione deve essere separata da un intervallo di tempo di almeno 2 ore. Entacapone Riduzione dell'assorbimento gastrointestinale di entacapone e dei sali di ferro mediante la formazione di complessi scarsamente assorbiti. Se entrambi i medicinali vengono assunti contemporaneamente, la somministrazione di ciascun farmaco deve essere separata di almeno 2 ore. Cefdinir L'assorbimento gastrointestinale di cefdinir è ridotto e possono verificarsi feci rossastre a causa della formazione di un complesso non assorbibile tra ioni ferrici e il cefdinir o uno dei suoi metaboliti. Se entrambi i medicinali vengono assunti contemporaneamente, la somministrazione di ciascun farmaco deve essere separata di almeno 2 ore. Il paziente deve essere monitorato per la comparsa di feci di colore rossastro. Combinazioni da tenere in considerazione Acido acetoidrossamico Riduzione dell'assorbimento gastrointestinale dell'acido acetoidrossamico e dei sali di ferro. Altre forme di interazione: Acidi fitici (cereali di grano integrale), polifenoli (tè, caffè, vino rosso), calcio (latte e latticini) e alcune proteine (uova) inibiscono significativamente l’assorbimento di ferro. Lasciare un intervallo fra la somministrazione di sali di ferro e di questi alimenti (almeno 2 ore). È necessario lasciare un intervallo di almeno 2 ore tra l'assunzione di sali di ferro e questi alimenti.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non esistono studi specifici su donne in gravidanza durante il primo trimestre che consentano di valutare il rischio di malformazioni. Durante il secondo e il terzo trimestre è disponibile una grande quantità di dati bibliografici su donne in gravidanza (più di 1000 esiti esposti) che non indicano né malformazioni né tossicità feto-neonatale. I dati degli studi clinici non mostrano alcun impatto dell'integrazione di ferro in gravidanza sul peso alla nascita, sulla prematurità e sulla morte neonatale. In conclusione, Tardyfer può essere utilizzato durante la gravidanza se clinicamente necessario. Allattamento Nel latte materno sono presenti basse quantità di ferro. La sua concentrazione non è influenzata dall'apporto alimentare della madre. Pertanto, non sono attesi effetti sul neonato/infante. Tardyfer può essere preso in considerazione durante l’allattamento al seno. Fertilità Studi sugli animali non indicano effetti sulla fertilità maschile e femminile.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Tardyfer non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

La tabella seguente riporta le reazioni avverse osservate in sette studi clinici, per un totale di 1.051 pazienti: per 649 pazienti trattati con Tardyfer la valutazione di causalità era “non esclusa”, durante l’esperienza post-marketing o in letteratura. Le reazioni avverse sono elencate di seguito in base alla classificazione MedDRA per sistemi e organi e definite come: molto comune (1/10); comune (da ≥ 1/100 a < 1/10); non comune (da ≥ 1/1,000 a < 1/100); rara (da ≥ 1/10,000 a < 1/1,000); molto rara (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). CLASSIFICAZIONE PER SISTEMI E ORGANI Termini definiti secondo MedDRA frequenza COMUNE NON COMUNE NON NOTA Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Edema della laringe *Necrosi del polmone *Granuloma del polmone *Broncostenosi *Ulcerazione della faringe Patologie gastrointestinali Stipsi, Diarrea, Distensione dell’addome, Dolore addominale, Alterazione del Feci anormali, Dispepsia, Vomito, Gastrite *Lesioni esofagee *Ulcerazione esofagea **Alterazione del colore dei denti, ** Ulcerazione della bocca * lesioni esofage

colore delle feci, Nausea melanosi gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4) Emorragia gastrica Ulcera gastrica Emorragia di ulcera gastrica Gastrite erosiva (vedere paragrafo 4.4) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito, Esantema eritematoso Orticaria *I pazienti, specialmente pazienti anziani e pazienti con disturbi di deglutizione, in caso di via di somministrazione errata (vedere paragrafo 4.4), potrebbero essere a rischio di lesioni esofagee (ulcerazione esofagea), ulcerazione della gola, granuloma bronchiale e/o necrosi che può causare broncostenosi, in caso di aspirazione di compresse di solfato di ferro. ** Alterazione del colore dei denti e ulcerazioni della bocca in caso di somministrazione non corretta, quando le compresse vengono masticate, succhiate o tenute in bocca. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

4.9 Sovradosaggio

Sono stati segnalati casi di sovradosaggio di ferro, soprattutto nei bambini. Il rischio di tossicità da sovradosaggio inizia con una dose di 20 mg/kg di ferro elementare e il rischio aumenta con dosi di 60 mg/kg o più. Sintomi L'avvelenamento da ferro presenta 5 fasi sintomatiche successive: • Una fase gastrointestinale che comprende irritazione della mucosa gastrointestinale associata nella maggior parte dei casi a dolore addominale - nausea, vomito, diarrea ed emorragia (ematemesi, melena), che può evolvere in necrosi. • Una fase latente senza sintomi clinici, con miglioramento o scomparsa dei sintomi gastrointestinali. • Una fase sistemica con la comparsa di acidosi metabolica da gap anionico, coagulopatia instabilità emodinamica (ipovolemia, ipotensione) con ipoperfusione degli organi (insufficienza renale acuta, letargia e coma spesso con convulsioni), che può progredire fino allo shock. • Una fase di epatotossicità che può andare dall'aumento delle transaminasi alla coagulopatia e all'encefalopatia epatica. • Qualche tempo dopo l'avvelenamento, sono possibili stenosi gastrointestinali dovute alla guarigione delle ferite gastrointestinali. Si raccomanda pertanto il monitoraggio dei segni rivelatori.

La diagnosi si basa principalmente sui sintomi clinici ed è dimostrata da livelli elevati di ferro sierico e dall'esame radiografico dell'addome (che conferma la presenza di compresse di ferro nel tratto gastrointestinale). Trattamento Il trattamento deve essere iniziato il prima possibile: • Trattamento sintomatico: è necessario un monitoraggio rigoroso del paziente. Lo shock, la disidratazione e le anomalie acido-base devono essere trattate secondo le pratiche standard in un ambiente specializzato (mantenimento della respirazione del paziente, del volume del sangue, dell'equilibrio idrico-elettrolitico e della diuresi). • Decontaminazione gastrointestinale: la decontaminazione gastrointestinale può essere presa in considerazione in ambienti specializzati in determinate situazioni, ma non deve essere utilizzata di routine. In particolare, si può considerare l'irrigazione dell'intero intestino con una soluzione di polietilenglicole, se nel tratto gastrointestinale è presente un numero significativo di compresse o di concrezioni di ferro visibili alla radiografia del paziente. In tal caso si deve procedere fino a ottenere acque reflue trasparenti. • Terapia chelante del ferro: a seconda delle concentrazioni di ferro sierico e della severità o persistenza dei sintomi, può essere raccomandato l'uso di un agente chelante, in caso di avvelenamento grave. La deferoxamina è la terapia di riferimento. Per ulteriori informazioni, consultare l'RCP della deferoxamina.

5. Proprieta' farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: preparati antianemici, preparati a base di ferro codice ATC: B03AA07 Il ferro è un componente nutriente minerale che ha ruoli fisiologici chiave ed è necessario per numerose funzioni come il trasporto dell’ossigeno, la produzione di ATP, la sintesi del DNA e il trasporto degli elettroni. Meccanismo d’azione Come atomo centrale dell’eme, il ferro è un costituente dell’emoglobina ed è inoltre essenziale per l’eritropoiesi. Effetti farmacodinamici Il ferro si differenzia da altri minerali perché la regolazione della quantità di ferro nel corpo è regolata dall’assorbimento, non essendoci meccanismi fisiologici di escrezione. L’assorbimento di ferro solfato (FeSO4) è facilitata dal trasportatore di metalli bivalenti (DMT-1) accoppiato ai protoni nella sezione prossimale dell’intestino tenue (duodeno e digiuno prossimale). La capacità di assorbimento dei pazienti anemici può essere superiore a quella dei soggetti sani, mentre la superficie di assorbimento è più estesa a livello distale. Il processo di assorbimento è sensibile a diversi fattori della dieta e ad altri, questo può inficiare il processo portando a un insufficiente assorbimento e alla conseguente carenza di ferro. Efficacia e sicurezza clinic

Studi clinici hanno dimostrato che la risposta ematologica (modifiche dell’emoglobina) e il ripristino delle riserve di ferro (normalizzazione della ferritina) è soddisfatta con la somministrazione di ferro solfato. La particolare formulazione farmaceutica di Tardyfer (ferro, come ferro solfato essiccato) consente un adattamento alle diverse condizioni di assorbimento del corpo in caso di anemia.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento L’assorbimento del ferro è un processo attivo che si svolge per lo più nel duodeno e nel tratto superiore del digiuno. La combinazione di ferro solfato e degli eccipienti consente un rilascio graduale e continuo di ferro. L’assorbimento aumenta quando le riserve di ferro sono esaurite e diminuisce quando le riserve di ferro sono sufficienti. Dopo una dose orale di solfato ferroso, il picco di concentrazione sierica di ferro è raggiunto in circa 2 ore. Comunque, nel caso di Tardyfer, i livelli plasmatici massimi di ferro sono raggiunti 7 ore dopo la somministrazione orale di 2 compresse a rilascio prolungato (equivalenti a 160 mg di ferro) nella maggioranza dei casi. L’assorbimento è proporzionale alla dose di solfato di ferro; l’emivita è di circa 6 ore. Normalmente viene assorbita una quantità variabile dal 10 al 35% di una dose orale, ma in caso di carenza di ferro, quando i valori dell’emoglobina sono bassi e le riserve di ferro sono vuote, questa percentuale cresce all’8095%. La concomitante assunzione di certi cibi o la concomitante somministrazione con farmaci specifici può interferire con l’assorbimento (vedere paragrafo 4.5). Distribuzione Nel corpo, le riserve di ferro sono localizzate nel midollo osseo (eritroblasti) e negli eritrociti, fegato e milza. Il ferro è trasportato dalla transferrina attraverso il circolo ematico, principalmente all’interno del midollo osseo, dove è incorporato nell’emoglobina; il rimanente è contenuto all’interno di sistemi di deposito, ferritina o emosiderina, o come mioglobina, con quantità minori che si trovano negli enzimi contenenti l’eme o legate alla transferrina nel plasma. Il ferro passa la barriera placentare e piccole quantità possono essere trovate nel latte materno (vedere paragrafo 4.6). Biotrasformazione Il ferro è uno ione metallico, non è metabolizzato nel fegato. Eliminazione Non esitono meccanismi di escrezione attiva del ferro. Il ferro in eccesso non è assorbito dal tratto intestinale ed è eliminato principalmente con le feci. Di norma il ferro è escreto attraverso lo sfaldamento delle cellule epiteliali, con le urine ed il sudore. Altre situazioni quali mestruazioni, gravidanza, allattamento e patologie possono causare un’ulteriore perdita di ferro. La maggior parte del ferro che viene rilasciato dopo la degradazione dell’emoglobina viene riusata dal corpo per la sintesi dell’emoglobina. Il ferro medio escreto in soggetto sano è di 0.8-1 mg/die. Le principali vie di eliminazione sono il tratto gastrointestinale (desquamazione degli enterociti, abbattimento dell’emoglobina per stravaso dei globuli rossi), il tratto urogenitale e la pelle. Il ferro digerito in eccesso è principalmente eliminato attraverso le feci.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati non clinici non rivelano alcun rischio particolare per l’uomo alle dosi indicate, sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale carcinogenico, tossicità riproduttiva e sviluppo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa Maltodestrina, Cellulosa microcristallina, Trietil citrato, Talco, Copolimero ammonio metacrilato dispersione tipo B (Eudragit RS 30D), Copolimero ammonio metacrilato dispersione Tipo A (Eudragit RL 30D), Glicerolo dibeenato. Rivestimento della compressa Titanio diossido, Sepifilm LP010*, Ossido di ferro giallo (E172), Ossido di ferro rosso (E172). * composizione del Sepifilm LP010: Ipromellosa, Cellulosa microcristallina, Acido stearico

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Confezioni in blister termosaldato (PVC/PVDC/Alluminio). Confezioni da 20, 30, 60 e 90. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

PIERRE FABRE PHARMA S.R.L. Via G. Washington, 70 20146 MILANO - Italia

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

041219015 – 80 mg compresse a rilascio prolungato – 20 compresse in blister PVC/PVDC/AL 041219027 – 80 mg compresse a rilascio prolungato – 30 compresse in blister PVC/PVDC/AL 041219039 – 80 mg compresse a rilascio prolungato – 60 compresse in blister PVC/PVDC/AL 041219041 – 80 mg compresse a rilascio prolungato – 90 compresse in blister PVC/PVDC/A

9. Data della prima autorizzazione/ rinnovo

DELL’AUTORIZZAZIONE <Data della prima autorizzazione: gennaio 2012 <Data dell'ultimo rinnovo: ottobre 2019

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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