UNIPRIL

Principio attivo: RAMIPRIL · ATC C09AA05 · GLOBAL PHARMACIES PARTNER SRL

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"5 MG COMPRESSE" 14 COMPRESSE A 2,20 € 1,80 € 0,40 € + ticket*
"10 MG COMPRESSE" 28 COMPRESSE A 5,79 € 5,20 € 0,59 € + ticket*
"2,5 MG COMPRESSE" 28 COMPRESSE A 5,75 € 2,30 € 3,45 € + ticket*
"5 MG COMPRESSE" 28 COMPRESSE IN BLISTER AL/PVC A 3,52 € 3,28 € 0,24 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: RAMIPRIL
Forma farmaceutica: Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 10 mg COMPRESSA
  • 5 mg COMPRESSA
  • 2.5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: GLOBAL PHARMACIES PARTNER SRL
Codice ATC: C09AA05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· RAMIPRIL KRKA - KRKA D.D. NOVO MESTO
· RAMIPRIL ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· RAMIPRIL AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· RAMIPRIL MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· RAMIPRIL DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· RAMIPRIL ABC - ICE S.P.A
· RAMIPRIL ALMUS - ALMUS S.R.L.
· RAMIPRIL EG - EG S.P.A.
· TRIATEC - GMM FARMA S.R.L.
· RAMIPRIL SUN - SUN PHARMACEUTICAL INDUSTRIES (EUROPE) B.V.
· RAMIPRIL ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

UNIPRIL contiene un medicinale chiamato ramipril che appartiene al gruppo di medicinali chiamati ACE inibitori (Inibitori dell’Enzima di Conversione dell’Angiotensina).

UNIPRIL agisce:

 Diminuendo la produzione, da parte del corpo, di sostanze che possono causare un aumento della pressione sanguigna  Rilassando e allargando i suoi vasi sanguigni  Aiutando il suo cuore a pompare il sangue in circolo nel corpo.

UNIPRIL può essere usato:  Per trattare la pressione alta del sangue (ipertensione)  Per ridurre il rischio di un attacco cardiaco o di un ictus  Per ridurre il rischio o ritardare il peggioramento di problemi renali (in presenza o meno di diabete)

Per trattare il suo cuore quando non riesce a pompare un sufficiente volume di sangue nel resto del corpo (insufficienza cardiaca)  Come trattamento dopo un attacco cardiaco (infarto del miocardio) se associato ad insufficienza cardiaca.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda UNIPRIL:  Se è allergico al ramipril, ad un qualsiasi altro medicinale ACE inibitore o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6)

Segni di una reazione allergica possono essere eruzioni cutanee, difficoltà a deglutire o a respirare, gonfiore alle labbra, alla faccia, alla gola o alla lingua  Se ha avuto una reazione allergica grave chiamata “angioedema”. Questi segni includono prurito, eruzione cutanea (orticaria), macchie rosse sulle mani, sui piedi e in gola, gonfiore della gola e della lingua, gonfiore attorno agli occhi e delle labbra, difficoltà nel respirare e a deglutire

 Se è in terapia concomitante con sacubitryl/valsartan (per il trattamento a lungo termine dell’insufficienza cardiaca)  Se è in dialisi o sta subendo qualche altro tipo di filtrazione del sangue. A seconda del macchinario che viene utilizzato, UNIPRIL può non essere adatto per lei  Se ha problemi renali dovuti a insufficiente apporto di sangue al rene (stenosi dell’arteria renale)

 Durante gli ultimi 6 mesi di gravidanza (vedere il paragrafo sotto “Gravidanza e allattamento”)  Se la pressione sanguigna è eccessivamente bassa o instabile. Il medico dovrà fare questa valutazione  Se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale che abbassa la pressione del sangue, contenente aliskiren Non prenda UNIPRIL se si verifica una delle condizioni sopra descritte. Se non è sicuro, chieda al medico prima di assumere UNIPRIL.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere UNIPRIL:  Se ha problemi di cuore, fegato o reni.  Se ha perso molti sali o fluidi corporei (a causa di uno stato di malessere quale vomito, diarrea, sudorazione eccessiva, o in seguito ad una dieta povera di sale, o per l’assunzione di diuretici

orali per un lungo periodo di tempo o avendo subito una dialisi).  Se sta assumendo medicinali chiamati inibitori di mTOR (ad esempio, temsirolimus, everolimus, sirolimus), o vildagliptin o gli inibitori di neprilisina (NEP) (ad esempio, racecadotril e sacubitril/valsartan) poiché essi possono aumentare il rischio di angioedema, una reazione allergica grave.

 Se sta per sottoporsi ad un trattamento per ridurre l’allergia alle punture delle api o delle vespe (desensibilizzazione).  Se sta per subire un’anestesia. Questa può essere somministrata per un intervento chirurgico o un intervento ai denti. Potrebbe essere necessario interrompere il trattamento con UNIPRIL il giorno prima, chieda consiglio al medico.

 Se ha un elevato quantitativo di potassio o un basso quantitativo di sodio nel sangue (evidenziato da un esame del sangue).  Se ha una patologia vascolare del collagene come sclerodermia o lupus eritematoso sistemico.  Deve informare il medico se pensa di essere in stato di gravidanza (o se vi è la possibilità di dare inizio ad una gravidanza). UNIPRIL non è raccomandato durante il primo trimestre di

gravidanza e può causare gravi danni al bambino dopo i primi tre mesi di gravidanza, vedere paragrafo “Gravidanza e allattamento”.  Se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue: - un “antagonista del recettore dell’angiotensina II" (AIIRA) (anche noti come sartani - per

esempio valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se soffre di problemi renali correlati al diabete. - aliskiren. Il medico può controllare la sua funzionalità renale, la pressione del sangue, e la quantità di elettroliti (ad esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari.

Vedere anche quanto riportato alla voce "Non prenda Unipril”.

Bambini L’uso di UNIPRIL non è raccomandato in bambini ed adolescenti al di sotto dei 18 anni di età perché non vi sono informazioni disponibili in questa popolazione. Se si verifica una delle condizioni sopra descritte (o non è sicuro), chieda al medico prima di prendere

UNIPRIL.

Altri medicinali e UNIPRIL Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Questo perché UNIPRIL può influenzare il meccanismo d’azione di alcuni

altri medicinali. Inoltre alcuni medicinali possono influenzare il meccanismo d’azione di UNIPRIL. Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni.

Non usi UNIPRIL con sacubitril/valsartan (per il trattamento a lungo termine dell’insufficienza cardiaca)

Informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali. Tali medicinali possono interferire con UNIPRIL alterandone l’azione: Medicinali utilizzati per alleviare dolori ed infiammazioni (ad es. Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) come ibuprofene, indometacina, aspirina)  Medicinali utilizzati per il trattamento della pressione bassa, dello shock, dell’insufficienza cardiaca, dell’asma o delle allergie come efedrina, noradrenalina o adrenalina. Il medico dovrà controllare la sua pressione sanguigna.

Informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali. Tali medicinali, se assunti con UNIPRIL, possono aumentare la probabilità che si verifichino effetti indesiderati:

 Medicinali utilizzati per alleviare dolori ed infiammazioni (ad es. Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) come ibuprofene, indometacina, aspirina)  Medicinali per la cura del cancro (chemioterapia)  Temsirolimus (per la cura del cancro)

 Medicinali per evitare il rigetto di organi dopo il trapianto come ad esempio la ciclosporina  Sirolimus (per la prevenzione del rigetto di trapianto)  Everolimus (per la prevenzione del rigetto di trapianto e per la cura del cancro)  Diuretici come la furosemide  Medicinali che possono aumentare il quantitativo di potassio nel sangue come lo spironolattone,

il triamterene, l’amiloride, i sali di potassio, il trimetoprim da solo o in combinazione con il sulfametossazolo (per le infezioni) e l’eparina (usata per rendere il sangue più fluido)  Medicinali steroidei per il trattamento delle infiammazioni come il prednisolone  Allopurinolo (usato per abbassare il contenuto di acido urico nel sangue)  Procainamide (per i problemi di battito cardiaco)

 Un antagonista del recettore dell'angiotensina II (AIIRA) o aliskiren (vedere anche quanto riportato alla voce "Non prenda Unipril” e “Avvertenze e precauzioni”).  Vildagliptin (per il trattamento del diabete mellito)  Racecadotril (usato per trattare la diarrea)

 Sacubitril/valsartan (per il trattamento a lungo termine dell’insufficienza cardiaca)

Informi il medico se sta assumendo uno qualsiasi dei seguenti medicinali. Il meccanismo d’azione di questi medicinali può essere influenzato da UNIPRIL:  Farmaci per il diabete come gli ipoglicemizzanti orali e l’insulina. UNIPRIL può abbassare il quantitativo di zuccheri nel sangue. Controlli attentamente il livello degli zuccheri nel sangue

quando assume UNIPRIL  Litio (per problemi psichiatrici). UNIPRIL può aumentare il quantitativo di litio nel sangue. Il livello di litio nel suo sangue deve essere controllato attentamente dal medico. Se si verifica una qualsiasi delle condizioni sopra descritte (o non è sicuro), chieda al medico prima di assumere UNIPRIL.

UNIPRIL con cibi e alcool  Bere bevande alcoliche insieme a UNIPRIL può provocare sensazione di capogiri o di stordimento. Se vuole sapere quanto alcool bere quando sta prendendo UNIPRIL ne discuta con il medico, poiché i farmaci usati per ridurre la pressione sanguigna e l’alcool possono avere effetti additivi

 L’assunzione di UNIPRIL può avvenire con o senza cibo.

Gravidanza e allattamento Deve informare il medico se pensa di essere in stato di gravidanza (o se vi è la possibilità di dare inizio ad una gravidanza). Non dovrebbe assumere UNIPRIL nelle prime 12 settimane di gravidanza, e non

deve assumerlo affatto dalla tredicesima settimana poiché l’uso durante la gravidanza potrebbe essere nocivo al bambino. Informi immediatamente il suo medico se risulta incinta mentre è in trattamento con UNIPRIL. In anticipo rispetto ad una gravidanza pianificata, dovrà esser eseguito il passaggio ad un adeguato trattamento alternativo. Non deve prendere UNIPRIL se sta allattando. Chieda al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Potrebbe avere sensazione di capogiri mentre assume UNIPRIL. Questo è più probabile quando ha appena iniziato ad assumere UNIPRIL o ha appena aumentato la dose. Se ciò dovesse accadere, non

guidi o usi strumenti o macchinari.

UNIPRIL contiene sodio UNIPRIL contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza

sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti

il medico o il farmacista.

Assunzione di questo medicinale  Prenda questo medicinale per bocca nello stesso momento della giornata, ogni giorno  Deglutisca le compresse intere con del liquido

 Non rompa le compresse e non le mastichi.

Quanto ne deve prendere

Trattamento della pressione alta  La dose iniziale raccomandata è 1,25 mg o 2,5 mg una volta al giorno.  Il medico aggiusterà il quantitativo che lei assume finché la sua pressione sanguigna sarà sotto controllo.  La dose massima giornaliera è 10 mg.  Se sta già prendendo dei diuretici, il medico potrebbe interromperli o ridurne il quantitativo

prima di farle iniziare il trattamento con UNIPRIL. Per ridurre il rischio di un attacco cardiaco o di un ictus  La dose iniziale raccomandata è 2,5 mg una volta al giorno.  Il medico potrebbe decidere di aumentare il dosaggio che assume.  La dose abituale è 10 mg una volta al giorno. Trattamento per ridurre o ritardare l’aggravamento dei problemi renali

 Può esserle data per iniziare una dose di 1,25 mg o 2,5 mg una volta al giorno.  Il medico adeguerà il quantitativo che sta assumendo.  La dose abituale è 5 mg o 10 mg una volta al giorno. Trattamento dell’insufficienza cardiaca

La dose iniziale raccomandata è 1,25 mg una volta al giorno.  Il medico adeguerà il quantitativo che assume.  La dose massima è 10 mg al giorno. È preferibile dividere la dose in due somministrazioni giornaliere. Trattamento dopo un attacco cardiaco  La dose iniziale raccomandata è da 1,25 mg una volta al giorno a 2,5 mg due volte al giorno. Il medico adeguerà il quantitativo che assume. La dose abituale è 10 mg al giorno. È preferibile dividere la dose in due somministrazioni giornaliere. Persone anziane Il medico ridurrà la dose iniziale e adeguerà il trattamento più lentamente. Se prende più UNIPRIL di quanto deve Informi il medico o vada al pronto soccorso dell’ospedale più vicino. Non guidi per andare all’ospedale, si faccia accompagnare da qualcuno o chiami un’ambulanza. Porti con sé la scatola del medicinale. Questo perché il medico deve sapere che cosa ha assunto.

Se dimentica di prendere UNIPRIL  Se dimentica una dose, assuma la sua dose normale, quando è il momento.  Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Smetta di prendere UNIPRIL e si rivolga immediatamente al medico se nota la comparsa di uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati gravi – potrebbe avere bisogno di un trattamento

medico urgente:  Gonfiore del volto, delle labbra o della gola tale da rendere difficoltoso deglutire o respirare, così come prurito o eruzione cutanea. Questo potrebbe essere segno di una reazione allergica grave a UNIPRIL

 Reazioni cutanee gravi che includono eruzione cutanea, ulcere in bocca, peggioramento di una patologia cutanea pre-esistente, arrossamenti, formazione di vesciche e desquamazione della pelle (come Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica o eritema multiforme). Informi il medico immediatamente se manifesta:  Accelerazione del battito cardiaco, battito cardiaco irregolare o rinforzato (palpitazioni), dolore

al petto, sensazione di oppressione al petto, o problemi più gravi che includono attacco cardiaco e ictus  Respiro corto o tosse. Questi possono essere segni di problemi polmonari  Formazione più facile di lividi, sanguinamento più prolungato del normale, qualsiasi segno di sanguinamento (ad es. sanguinamento delle gengive) macchie viola sulla pelle o facilitata insorgenza di infezioni, irritazioni della gola e febbre, sensazione di stanchezza, svenimento,

capogiri o colorito pallido. Questi possono essere segni di problemi circolatori o del midollo osseo  Dolore gastrico grave che può estendersi fino alla schiena. Questo può essere un segno di pancreatite (infiammazione del pancreas)  Febbre, brividi, stanchezza, perdita dell’appetito, dolore allo stomaco, sensazione di malessere,

ingiallimento della pelle o degli occhi (ittero). Questi possono essere segni di problemi al fegato come l’epatite (infiammazione del fegato) o danno al fegato.

Altri effetti indesiderati includono: Informi il medico se una delle condizioni di seguito descritte diventa grave o permane per un tempo più lungo di qualche giorno:

Comune (interessa meno di 1 paziente su 10)  Mal di testa o sensazione di stanchezza  Sensazione di capogiri. Questo è più probabile che accada quando la terapia con UNIPRIL è appena iniziata o ha appena incrementato la dose  Svenimento, ipotensione (pressione sanguigna insolitamente bassa), specialmente quando si è in piedi o ci si alza rapidamente  Tosse secca stizzosa, infiammazione dei seni nasali (sinusite) o bronchite, fiato corto  Dolore allo stomaco o all’intestino, diarrea, indigestione, sensazione di malessere o malessere

 Eruzione cutanea con o senza rigonfiamenti  Dolori al petto  Crampi o dolori muscolari  Gli esami del sangue mostrano un livello di potassio più elevato del normale.

Non comune (interessa meno di 1 paziente su 100)  Problemi di equilibrio (vertigini)  Prurito e sensazioni insolite alla pelle come intorpidimento, formicolio, bruciore, sensazione di punture o di sfregamento (parestesia)  Perdita o cambiamento del gusto

 Problemi di sonno  Umore depresso, ansia, maggiore nervosismo rispetto al solito o irrequietezza  Naso chiuso, difficoltà respiratorie o peggioramento dell’asma  Gonfiore all’intestino chiamato “angioedema intestinale” e che si presenta con sintomi come dolore addominale, vomito e diarrea

 Bruciore allo stomaco, stipsi o secchezza della bocca  Aumento della quantità di urina durante la giornata  Maggiore sudorazione rispetto al solito  Perdita o diminuzione dell’appetito (anoressia)

 Battito cardiaco accelerato o irregolare  Braccia e gambe gonfie. Questo può essere il segno che il suo corpo sta trattenendo più acqua del solito  Vampate  Visione offuscata  Dolore alle articolazioni

 Febbre  Impotenza nel maschio, ridotto desiderio sessuale in uomini e donne  Aumento nel numero delle cellule bianche del sangue (eosinofilia) riscontrato durante gli esami del sangue  Alterazioni della funzionalità di fegato, pancreas o reni evidenziate da analisi del sangue.

Raro (interessa meno di 1 paziente su 1.000)  Sensazione di tremore o confusione  Lingua gonfia ed arrossata  Grave sfaldamento o desquamazione della pelle, prurito, eruzione cutanea caratterizzata da

pustole  Problemi alle unghie (come perdita o separazione dell’unghia dalla sua sede)  Eruzione cutanea o lividi  Macchie sulla pelle ed estremità fredde  Occhi arrossati, gonfi o lacrimosi o con prurito  Disturbi dell’udito e tinnito Sensazione di debolezza Diminuzione nel numero dei globuli rossi, bianchi e delle piastrine del sangue o della concentrazione dell’emoglobina, evidenziato da esami del sangue.

Molto raro (interessa meno di 1 paziente su 10.000)  Maggiore sensibilità al sole. Altri effetti indesiderati riportati: Informi il medico se una qualsiasi delle condizioni di seguito descritte diventa grave o permane per un tempo più lungo di qualche giorno.

 Difficoltà di concentrazione  Gonfiore alla bocca  Esami del sangue che mostrano un numero troppo basso di cellule del sangue  Esami del sangue che mostrano un basso livello del sodio nel sangue

 Dita delle mani e dei piedi che cambiano colore quando si raffreddano e che formicolano o fanno male quando vengono riscaldate (fenomeno di Raynaud)  Aumento del volume del seno negli uomini  Reazioni rallentate o alterate  Sensazione di bruciore

Modifica nella percezione degli odori  Perdita dei capelli.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di

questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza (Scad) che è riportata sul blister e sull’astuccio. La

data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene UNIPRIL

 Il principio attivo è ramipril  Gli altri componenti sono: ipromellosa, amido di mais pregelatinizzato, cellulosa

microcristallina, sodio stearilfumarato. Inoltre:  La compressa da 2,5 mg contiene ossido di ferro giallo (E172)  La compressa da 5 mg contiene ossido di ferro rosso (E172)

UNIPRIL è disponibile in tre dosaggi contenenti 2,5 mg, 5 mg e 10 mg di ramipril.

Descrizione dell’aspetto di UNIPRIL e contenuto della confezione Compressa da 2,5 mg: compressa di colore giallo, oblunga, di 8x4 mm con linea di frattura su entrambi i lati, con impresso “2,5/logo titolare” su un lato e “HMR/2,5” sull’altro.

Compressa da 5 mg: compressa di colore rosso chiaro, oblunga, di 8x4 mm con linea di frattura su entrambi i lati, con

impresso “5/logo titolare” su un lato e “HMP/5” sull’altro.

Compressa da 10 mg: compressa di colore bianco, oblunga, di 7x4,5 mm con linea di frattura su entrambi i lati, con impresso

“HMO/HMO” su un lato.

Le compresse di Unipril sono disponibili in confezioni blister da 14, 20, 28 e 100 compresse. Le confezioni da 28 compresse possono anche essere disponibili in blister calendario.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Global Pharmacies Partners S.r.l. Via Cesare Battisti 1. 20122 Milano

Produttore Sanofi-aventis S.p.A. - Scoppito (L'Aquila)

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni: Italia:

Unipril 2,5 mg compresse, Unipril 5 mg compresse, Unipril 10 mg compresse

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Questo foglio illustrativo non contiene tutte le informazioni sul medicinale. Se ha ulteriori domande o

non è sicuro di qualcosa, chieda al medico o al farmacista.

Altre fonti di informazioni Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): https://www.aifa.gov.it/.

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Domande frequenti su UNIPRIL

Come si usa UNIPRIL?

UNIPRIL si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

UNIPRIL è disponibile senza ricetta?

No, UNIPRIL è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di UNIPRIL?

Il principio attivo di UNIPRIL è RAMIPRIL.

Quali sono gli equivalenti di UNIPRIL?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: RAMIPRIL KRKA, RAMIPRIL ALTER, RAMIPRIL AUROBINDO, RAMIPRIL MYLAN GENERICS. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce UNIPRIL?

UNIPRIL è prodotto da GLOBAL PHARMACIES PARTNER SRL.

Da quando UNIPRIL è autorizzato in Italia?

UNIPRIL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2004-05-22.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

UNIPRIL 2,5 mg compresse UNIPRIL 5 mg compresse UNIPRIL 10 mg compresse

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 2,5 mg di ramipril. Ogni compressa contiene 5 mg di ramipril. Ogni compressa contiene 10 mg di ramipril Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa da 2,5 mg: compressa di colore giallo, oblunga, di 8x4 mm con linea di frattura su entrambi i lati, con impresso “2,5/logo titolare” su un lato e “HMR/2,5” sull’altro. Compressa da 5 mg: compressa di colore rosso chiaro, oblunga, di 8x4 mm con linea di frattura su entrambi i lati, con impresso “5/logo titolare” su un lato e “HMP/5” sull’altro. Compressa da 10 mg: compressa di colore bianco, oblunga, di 7x4,5 mm con linea di frattura su entrambi i lati, con impresso “HMO/HMO” su un lato. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

- Trattamento dell’ipertensione. - Prevenzione cardiovascolare: riduzione della morbilità e mortalità cardiovascolare in pazienti con:  Patologie cardiovascolari aterotrombotiche conclamate (pregresse patologie coronariche o ictus, o patologie vascolari periferiche) o  Diabete con almeno un fattore di rischio cardiovascolare (vedere paragrafo 5.1) - Trattamento delle patologie renali:  Nefropatia glomerulare diabetica incipiente, definita dalla presenza di microalbuminuria  Nefropatia glomerulare diabetica conclamata, definita da macroproteinuria in pazienti con almeno un fattore di rischio cardiovascolare (vedere paragrafo 5.1)  Nefropatia glomerulare non diabetica conclamata definita da macroproteinuria  3g/die (vedere paragrafo 5.1) - Trattamento dell’insufficienza cardiaca sintomatic

2 - Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico acuto: riduzione della mortalità dopo la fase acuta dell'infarto miocardico in pazienti con segni clinici di insufficienza cardiaca quando iniziato dopo 48 ore dall’insorgenza dell’infarto miocardico acuto.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Uso orale. Si raccomanda che UNIPRIL venga assunto ogni giorno alla stessa ora. UNIPRIL può essere assunto prima, durante o dopo i pasti, perché l’assunzione di cibo non modifica la sua biodisponibilità (vedere paragrafo 5.2). UNIPRIL deve essere deglutito con un liquido e non deve essere masticato o sbriciolato. Adulti Pazienti in trattamento con un diuretico: Dopo l’inizio del trattamento con UNIPRIL si può verificare ipotensione; questa è più probabile in pazienti trattati contemporaneamente con un diuretico. Per questi pazienti è raccomandata quindi cautela in quanto possono presentare deplezione di volume plasmatico e/o di sali. Il diuretico dovrebbe essere sospeso, se possibile, 2 o 3 giorni prima dell’inizio della terapia con UNIPRIL (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti ipertesi nei quali il diuretico non è stato sospeso, la terapia con UNIPRIL deve essere iniziata con la dose di 1,25 mg. Si devono monitorare la funzione renale e il potassio sierico. Il dosaggio successivo di UNIPRIL deve essere aggiustato in base al valore di pressione arteriosa che si vuole raggiungere. Ipertensione La dose deve essere individualizzata in accordo con il profilo del paziente (vedere paragrafo 4.4) ed il controllo della pressione arteriosa. UNIPRIL può essere usato in monoterapia o in combinazione con altre classi di farmaci antipertensivi (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5 e 5.1). Dose iniziale: Il trattamento con UNIPRIL deve essere iniziato gradualmente, con una dose iniziale raccomandata di 2,5 mg al giorno. Pazienti con una iperattivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone possono presentare un calo eccessivo della pressione arteriosa dopo l’assunzione della dose iniziale. Per questi pazienti si raccomanda una dose iniziale di 1,25 mg, e che l’inizio del trattamento avvenga sotto il controllo del medico (vedere paragrafo 4.4). Aggiustamento della dose e dose di mantenimento: La dose può essere raddoppiata ad intervalli di 2-4 settimane in modo da raggiungere progressivamente il valore di pressione arteriosa richiesto; la dose massima di UNIPRIL è di 10 mg al giorno. La dose viene di solito assunta in monosomministrazione giornaliera. Prevenzione cardiovascolare Dose iniziale: La dose iniziale raccomandata è di 2,5 mg di UNIPRIL una volta al giorno.

Aggiustamento della dose e dose di mantenimento: Il dosaggio deve essere gradualmente incrementato nel paziente sulla base della tollerabilità del principio attivo. Si raccomanda di raddoppiare la dose dopo una o due settimane di trattamento e - dopo ulteriori due o tre settimane - di incrementarla fino al raggiungimento della dose target di mantenimento di 10 mg di UNIPRIL una volta al giorno. Vedere anche la posologia descritta sopra per i pazienti trattati con un diuretico. Trattamento delle patologie renali In pazienti con diabete e microalbuminuria Dose iniziale: La dose iniziale raccomandata è di 1,25 mg di UNIPRIL una volta al giorno. Aggiustamento della dose e dose di mantenimento: Il dosaggio deve essere gradualmente incrementato nel paziente sulla base della tollerabilità del principio attivo. Si raccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera a 2,5 mg dopo due settimane e dopo ulteriori due settimane a 5 mg. In pazienti con diabete ed almeno un fattore di rischio cardiovascolare Dose iniziale: La dose iniziale raccomandata è 2,5 mg di UNIPRIL una volta al giorno. Aggiustamento della dose e dose di mantenimento: Il dosaggio deve essere gradualmente incrementato nel paziente sulla base della tollerabilità del principio attivo. Si raccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera a 5 mg di UNIPRIL dopo una o due settimane e quindi a 10 mg di UNIPRIL dopo ulteriori due o tre settimane. La dose giornaliera target è 10 mg. In pazienti con nefropatia non diabetica, definita da macroproteinuria  3g/die Dose iniziale: La dose iniziale raccomandata è 1,25 mg di UNIPRIL una volta al giorno. Aggiustamento della dose e dose di mantenimento: Il dosaggio deve essere gradualmente incrementato nel paziente sulla base della tollerabilità del principio attivo. Si raccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera a 2,5 mg dopo due settimane e quindi a 5 mg dopo ulteriori due settimane. Insufficienza cardiaca sintomatica Dose iniziale: In pazienti stabilizzati con terapia diuretica, la dose iniziale raccomandata è 1,25 mg al giorno. Aggiustamento della dose e dose di mantenimento: Il dosaggio di UNIPRIL deve essere aggiustato mediante il raddoppio della dose ogni una o due settimane fino ad una dose massima giornaliera di 10 mg. Sono preferibili due somministrazioni al giorno.

Prevenzione secondaria in pazienti con pregresso infarto miocardico acuto e con insufficienza cardiaca Dose iniziale: Dopo 48 ore dall’infarto del miocardio, in pazienti clinicamente ed emodinamicamente stabili, la dose iniziale è 2,5 mg due volte al giorno per tre giorni. Se la dose iniziale da 2,5 mg non è tollerata, deve essere somministrata una dose da 1,25 mg due volte al giorno per due giorni prima di aumentarla a 2,5 mg e a 5 mg due volte al giorno. Se la dose non può essere aumentata a 2,5 mg due volte al giorno il trattamento deve essere interrotto. Vedere anche la posologia descritta sopra per i pazienti trattati con un diuretico. Aggiustamento della dose e dose di mantenimento: La dose giornaliera è successivamente aumentata raddoppiandola ad intervalli da uno a tre giorni fino alla dose di mantenimento di 5 mg due volte al giorno. Quando possibile, la dose di mantenimento viene suddivisa in due somministrazioni al giorno. Se la dose non può essere aumentata a 2,5mg due volte al giorno il trattamento deve essere interrotto. Non esiste ancora un’esperienza sufficiente nel trattamento di pazienti con un’insufficienza cardiaca grave (NYHA IV) immediatamente dopo infarto del miocardio. Se si decide di trattare questi pazienti si raccomanda di iniziare la terapia con una dose da 1,25 mg una volta al giorno e di esercitare particolare cautela in ogni incremento di dose. Popolazioni particolari Pazienti con funzionalità renale compromessa La dose giornaliera in pazienti con insufficienza renale deve essere basata sulla clearance della creatinina (vedere paragrafo 5.2):  se la clearance della creatinina è  60 ml/min, non è necessario aggiustare la dose iniziale (2,5 mg/die); la dose massima giornaliera è di 10 mg;  se la clearance della creatinina è compresa tra 30-60 ml/min non è necessario aggiustare la dose iniziale (2,5 mg/die); la dose massima giornaliera è di 5 mg;  se la clearance della creatinina è compresa tra 10-30 ml/min, la dose iniziale è 1,25 mg/die e la dose massima giornaliera è di 5 mg;  in pazienti ipertesi in emodialisi ramipril è scarsamente dializzabile; la dose iniziale è 1,25 mg/die e la dose massima giornaliera è di 5 mg; la specialità medicinale deve essere somministrata poche ore dopo l’effettuazione della dialisi. Pazienti con funzionalità epatica compromessa (vedere paragrafo 5.2) Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa il trattamento con UNIPRIL deve essere iniziato solo sotto stretto controllo medico e la dose massima giornaliera di UNIPRIL è 2,5 mg. Pazienti anziani La dose iniziale deve essere la più bassa e il successivo aggiustamento della dose deve essere più graduale a causa della maggiore probabilità di effetti indesiderati in particolare in pazienti molto anziani o debilitati. Deve essere presa in considerazione una dose iniziale ridotta di ramipril di 1,25 mg.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di ramipril nei bambini non è stata ancora stabilita. I dati al momento disponibili per UNIPRIL sono riportati nei paragrafi 4.8, 5.1, 5.2 e 5.3 ma non può essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia.

4.3 Controindicazioni

 Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o ad un qualsiasi altro ACE-inibitore (inibitori dell’Enzima di Conversione dell’Angiotensina).  Uso concomitante con terapia sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).  Anamnesi di angioedema (ereditario, idiopatico o pregresso angioedema con ACE inibitori o antagonisti dei recettori dell’angiotensina II (AIIRAs)).  Trattamenti extracorporei che portano il sangue a contatto con superfici caricate negativamente (vedere paragrafo 4.5).  Stenosi bilaterale significativa dell'arteria renale o stenosi unilaterale in pazienti con rene unico funzionante.  Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).  Ramipril non deve essere usato in pazienti con ipotensione o emodinamicamente instabili.  L’uso concomitante di Unipril con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (GFR< 60 ml/min/1,73m2 ) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Popolazioni particolari Gravidanza La terapia con ACE inibitori, come ramipril, o Antagonisti del Recettore dell’Angiotensina II (AIIRA) non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore/AIIRA. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori/AIIRA deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Pazienti particolarmente a rischio di ipotensione - Pazienti con iperattivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone I pazienti con iperattivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone possono incorrere in un notevole calo acuto della pressione arteriosa e nel deterioramento della funzione renale dovuto all’ACE inibizione, specialmente quando l’ACE inibitore o un diuretico in associazione sono somministrati per la prima volta o al primo incremento della dose. Deve essere prevista un’attivazione rilevante del sistema renina-angiotensina-aldosterone ed è necessaria una supervisione medica che includa il monitoraggio della pressione per esempio in: - pazienti con ipertensione grave; - pazienti con insufficienza cardiaca congestizia scompensata; - pazienti con ostacolo emodinamicamente rilevante all’afflusso o al deflusso ventricolare sinistro (ad es. stenosi valvolare aortica o mitralica); - pazienti con stenosi unilaterale dell'arteria renale con secondo rene funzionante;

6 - pazienti in cui vi è o si può sviluppare deplezione di fluidi o di sali (inclusi i pazienti in trattamento con i diuretici); - pazienti con cirrosi epatica e/o ascite; - durante interventi chirurgici importanti o durante anestesia con farmaci che causano ipotensione. In genere si raccomanda di correggere la disidratazione, l’ipovolemia o la deplezione di sali prima di iniziare il trattamento (tuttavia nei pazienti con insufficienza cardiaca tale azione correttiva deve essere attentamente valutata contro il rischio di un sovraccarico). - Insufficienza cardiaca transitoria o persistente post infarto miocardico - Pazienti a rischio di ischemia cardiaca o cerebrale in caso di ipotensione acuta La fase iniziale del trattamento richiede un attento controllo medico. Persone anziane Vedere paragrafo 4.2. Chirurgia Se possibile, si raccomanda di interrompere il trattamento con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina come ramipril un giorno prima dell’intervento chirurgico. Monitoraggio della funzione renale La funzione renale deve essere valutata prima e durante il trattamento e la dose deve essere aggiustata in particolare nelle prime settimane di trattamento. In pazienti con insufficienza renale è richiesto un monitoraggio particolarmente attento (vedere paragrafo 4.2). C’è il rischio di un danneggiamento della funzione renale, in particolare in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia o dopo trapianto di rene. Angioedema Sono stati segnalati casi di angioedema in pazienti in trattamento con ACE inibitori incluso il ramipril (vedere paragrafo 4.8). Questo rischio di angioedema può essere aumentato in pazienti che stanno assumendo farmaci concomitanti che possono causare angioedema, come gli inibitori di mTOR (ad esempio, temsirolimus, everolimus, sirolimus), vildagliptin o gli inibitori di neprilisina (NEP) (ad esempio, racecadotril e sacubitril/valsartan) (vedere paragrafo 4.3 e paragrafo 4.5). In caso di angioedema, UNIPRIL deve essere interrotto. Deve essere prontamente istituito un trattamento di emergenza. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 12-24 ore e dimessi solo dopo la completa risoluzione della sintomatologia. Nei pazienti in terapia con ACE inibitori, incluso UNIPRIL, è stato riportato angioedema intestinale (vedere paragrafo 4.8). Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito). Reazioni anafilattiche durante terapie desensibilizzanti La probabilità e la gravità di reazioni anafilattiche o anafilattoidi in seguito a contatto con veleno di insetti o altri allergeni sono aumentate durante terapia con ACE inibitori. Prima della desensibilizzazione deve essere presa in considerazione una temporanea sospensione di UNIPRIL.

Iperkaliemia Iperkaliemia è stata osservata in alcuni pazienti trattati con ACE inibitori incluso UNIPRIL. I pazienti a rischio di iperkaliemia includono i soggetti con insufficienza renale, età > 70 anni, con diabete mellito non controllato o quelli che utilizzano sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o altri principi attivi che fanno aumentare il livello plasmatico del potassio, o condizioni come disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica. Se l’uso di una delle sopraccitate sostanze è ritenuto necessario, è raccomandato un regolare monitoraggio del potassio sierico (vedere paragrafo 4.5). Iponatriemia In alcuni pazienti trattati con UNIPRIL, è stata osservata iponatriemia dovuta a sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH). Si raccomanda un regolare monitoraggio del sodio sierico. Neutropenia/agranulocitosi Sono state osservate raramente neutropenia/agranulocitosi, così come trombocitopenia e anemia, ed è stata inoltre segnalata depressione del midollo osseo. Si raccomanda di monitorare il numero dei globuli bianchi per permettere l’individuazione di una possibile leucopenia. Si consiglia un monitoraggio più frequente nella fase iniziale del trattamento e in pazienti con compromessa funzionalità renale, nei pazienti con concomitanti patologie del collagene (ad es. lupus eritematoso o sclerodermia) e in quelli trattati con farmaci che possono causare alterazioni del quadro ematico (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) Esiste l’evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACEinibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Differenze etniche Gli ACE inibitori causano una maggiore incidenza di angioedema nei pazienti neri rispetto a quelli non neri. Come altri ACE inibitori, ramipril può essere meno efficace nell’abbassare la pressione nelle popolazioni nere rispetto a quelle non nere, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza nelle popolazioni nere di ipertensione a basso livello di renina. Tosse Con l'uso di ACE-inibitori, è stata segnalata tosse. Tipicamente, la tosse è non produttiva, persistente e si risolve con l’interruzione della terapia. La tosse da ACE inibitori deve essere considerata nella diagnosi differenziale della tosse. Contenuto di sodio UNIPRIL contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa,cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Associazioni controindicate L’uso concomitante di ACE inibitori con sacubitril/valsartan è controindicato in quanto aumenta il rischio di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Il trattamento con ramipril non deve essere iniziato fino a 36 ore dopo aver assunto l’ultima dose di sacubitril/valsartan. La somministrazione di sacubitril/valsartan non deve essere iniziata fino a 36 ore dopo aver assunto l’ultima dose di UNIPRIL. Trattamenti extracorporei che portano al contatto tra sangue e superfici con carica negativa quali dialisi od emofiltrazione con membrane ad alto flusso (ad esempio membrane poliacrilonitriliche) oppure aferesi delle lipoproteine a bassa densità per mezzo di destrano solfato sono controindicati a causa dell’aumento del rischio di gravi reazioni anafilattoidi (vedere paragrafo 4.3). Se è richiesto questo tipo di trattamento, deve essere considerato l’uso di membrane per dialisi differenti o una classe di antipertensivi differente. L’associazione di UNIPRIL con medicinali contenenti aliskiren è controindicata in pazienti con diabete mellito o con funzionalità renale compromessa da moderata a grave (GFR < 60 ml/min/1,73 m2 ) e non è raccomandata negli altri pazienti (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensinaaldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Associazioni non raccomandate L’associazione di Unipril con antagonisti del recettore II per l’angiotensina (AIIRA) non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4). Uno stretto monitoraggio della funzione renale è consigliabile se la co-somministrazione è considerata necessaria. Precauzioni per l’uso Un aumentato rischio di angioedema è possibile in pazienti che stanno assumendo farmaci concomitanti come gli inibitori di mTOR (ad esempio, temsirolimus, everolimus, sirolimus) e vildagliptin. Deve essere usata cautela quando si inizia la terapia (vedere paragrafo 4.4). Inibitori della NEP: è stato riportato un aumento del rischio di angioedema in seguito all’uso concomitante di ACE inibitori ed inibitori della NEP come il racecadotril (vedere paragrafo 4.4). L’uso concomitante di ACE inibitori con sacubitril/valsartan è controindicato. Sali di potassio, eparina, diuretici risparmiatori di potassio e altri principi attivi che aumentano i livelli del potassio nel sangue (inclusi trimetoprim e in combinazione a dosaggio fisso con sulfametossazolo, tacrolimus, ciclosporina): può verificarsi iperkaliemia, quindi è richiesto un monitoraggio attento dei livelli sierici del potassio. Medicinali antipertensivi (ad es. diuretici) ed altre sostanze che possono diminuire la pressione sanguigna (ad es. nitrati, antidepressivi triciclici, anestetici, assunzione di alcool, baclofene, alfuzosina, doxazosina, prazosina, tamsulosina, terazosina): si deve prevedere un possibile potenziamento del rischio di ipotensione (vedere paragrafo 4.2 per i diuretici). Vasopressori simpaticomimetici ed altre sostanze (ad es. isoproterenolo, dobutamide, dopamide, adrenalina) che possono ridurre l’effetto antipertensivo di UNIPRIL: si raccomanda il monitoraggio della pressione arteriosa.

Allopurinolo, immunosoppressori, corticosteroidi, procainamide,citostatici e altri farmaci che possono alterare il quadro ematico: aumentato rischio di reazioni ematologiche (vedere paragrafo 4.4). Sali di litio: l’escrezione di litio può essere ridotta dagli ACE-inibitori e quindi la tossicità del litio può essere aumentata. I livelli sierici di litio devono essere controllati. Antidiabetici inclusa insulina: possono verificarsi reazioni ipoglicemiche. Pertanto si raccomanda uno stretto controllo della glicemia. Farmaci antinfiammatori non steroidei ed acido acetilsalicilico: deve essere prevista una possibile riduzione dell’effetto antipertensivo di UNIPRIL. Inoltre, una terapia concomitante con ACE inibitori e FANS può portare ad un aumentato rischio di peggioramento della funzionalità renale e ad un aumento della kaliemia.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza L’uso di UNIPRIL non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4) ed è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori/Antagonisti del Recettore dell’Angiotensina II (AIIRA) durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3 “Dati preclinici di sicurezza”). Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente osservatiper quanto riguarda l’ipotensione, l’oliguria e l’iperkaliemia (vedere paragrafi4.3 e 4.4). Allattamento Poiché le informazioni sull’uso di ramipril durante l’allattamento sono insufficienti (vedere paragrafo 5.2), ramipril non è raccomandato ed è preferibile ricorrere a trattamenti alternativi con profilo di sicurezza meglio stabilito durante l’allattamento, specialmente quando si allatta un neonato o un neonato pretermine.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Alcuni effetti indesiderati (per es. sintomi del calo pressorio quali capogiri) possono interferire con la capacità di concentrazione e di reazione del paziente e perciò rappresentano un rischio in situazioni in cui queste capacità siano particolarmente importanti (per es. manovra di macchinari o guida di veicoli). Questo può verificarsi in modo particolare all’inizio del trattamento o quando si sta sostituendo un’altra terapia. Dopo la prima dose o incremento di dose non è consigliabile guidare o usare macchinari per diverse ore.

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4.8 Effetti indesiderati

Il profilo di sicurezza di ramipril include tosse secca persistente e reazioni dovute all’ipotensione. Reazioni avverse gravi comprendono angioedema, iperkaliemia, compromissione epatica o renale, pancreatiti, reazioni cutanee gravi e neutropenia/agranulocitosi. La frequenza degli effetti indesiderati è definita utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno dei gruppi di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine decrescente di gravità. Classificazione per sistemi e organi Comune Non comune Raro Molto raro Non nota Patologie cardiache Ischemia miocardica quale angina pectoris o infarto del miocardio, tachicardia, aritmia, palpitazioni, edema periferico Patologie del sistema emolinfopoietico Eosinofilia Diminuzione del numero dei globuli bianchi (quale neutropenia o agranulocitosi), diminuzione del numero dei globuli rossi, diminuzione della concentrazione di emoglobina, diminuzione del numero delle piastrine Depressione del midollo osseo, pancitopenia, anemia emolitica Patologie endocrine Sindrome da secrezione inappropriata di ormone antidiuretico (SIADH) Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiri Vertigini, parestesia, Tremore, disordini Ischemia cerebrale qual

11 ageusia, disgeusia dell’equilibrio ictus ischemico e attacco ischemico transitorio, alterazioni delle capacità psicomotorie, sensazione di bruciore, parosmia Patologie dell’occhio Disturbi della vista inclusa visione offuscata Congiuntivite Patologie dell’orecchio e del labirinto Compromission e all’udito, tinnito Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse secca non produttiva, bronchite, sinusite, dispnea Broncospasm o incluso aggravament o dell’asma, congestione nasale Patologie gastrointestinali Infiammazione gastrointestinal e, disturbi della digestione, disturbi addominali, dispepsia, diarrea, nausea,vomito Pancreatite (con gli ACE inibitori sono stati segnalati molto eccezionalme nte casi ad esito fatale), aumento degli enzimi epatici, angioedema dell’ intestino tenue, dolore nella parte alta dell’addome quale gastrite, stipsi, secchezza della bocca Glossite Stomatite aftosa Patologie renali e urinarie Compromissi one renale inclusa insufficienza renale acuta, aument

12 della produzione di urine, peggiorament o di proteinuria preesistente, aumento dell’azotemia , aumento della creatininemia Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea in particolare maculopapulare Angioedema; in casi veramente eccezionali, l’ostruzione delle vie aeree dovuta all’angioede ma può avere esito fatale; prurito, iperidrosi Dermatite esfoliativa, orticaria, onicolisi Reazione di fotosensibilità Necrolisi epidermica tossica, sindrome di StevensJohnson, eritema multiforme, pemfigo, aggravamento della psoriasi, dermatite psoriasiforme, esantema o enantema pemfigoide o lichenoide, alopecia Patologie del sistema muscoloscheletri co e del tessuto connettivo Spasmi muscolari, mialgia Artralgia Disturbi del metabolismo e della nutrizione Aumento della kaliemia Anoressia, diminuzione dell’appetito Diminuzione della sodiemia Patologie vascolari Ipotensione, ipotensione ortostatica, sincope Vampate Stenosi vascolare, ipoperfusione, vasculite Fenomeno di Raynaud Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazion e Dolore al petto, affaticamento Piressia Astenia Disturbi del sistema Reazioni anafilattich

13 immunitario anafilattoidi, aumento degli anticorpi antinucleo Patologie epatobiliari Aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina coniugata Ittero colestatico, danno epatocellulare Insufficienza epatica acuta, epatite colestatica o citolitica (l’esito fatale è stato molto eccezionale) Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Impotenza erettile transitoria, diminuzione della libido Ginecomastia Disturbi psichiatrici Umore depresso, ansietà, nervosismo, irrequietezza, disturbi del sonno inclusa sonnolenza Stato confusionale Disturbi dell’attenzione Popolazione pediatrica La sicurezza di ramipril è stata monitorata in 325 bambini e adolescenti, di età compresa tra 2-16 anni durante 2 studi clinici. Mentre la natura e la gravità degli effetti indesiderati sono simili a quelle degli adulti, la frequenza dei seguenti effettiindesiderati è maggiore nei bambini:  Tachicardia, congestione nasale e rinite, "comune" (cioè, ≥ 1/100, < 1/10) nella popolazione pediatrica, e "non comune" (cioè, ≥ 1/1.000, < 1/100) nella popolazione adulta.  Congiuntivite "comune" (cioè, ≥ 1/100, < 1/10), nella popolazione pediatrica mentre "raro" (cioè, ≥ 1/10.000, < 1/1.000) nella popolazione adulta.  Tremore e orticaria "non comune" (cioè, ≥ 1/1.000, < 1/100) nella popolazione pediatrica mentre "raro" (cioè, ≥ 1/10.000, < 1/1.000) nella popolazione adulta. Il profilo di sicurezza globale di ramipril nei pazienti pediatrici non differisce in modo significativo dal profilo di sicurezza negli adulti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

I sintomi associati al sovradosaggio di ACE inibitori possono includere vasodilatazione periferica eccessiva (con marcata ipotensione, shock), bradicardia, alterazione degli elettroliti, scompenso renale.

I pazienti devono essere attentamente monitorati e il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. Le principali misure suggerite includono detossificazione (lavaggio gastrico, somministrazione di adsorbenti) e misure per ripristinare la stabilità emodinamica, inclusa la somministrazione di agonisti alfa 1 adrenergici o angiotensina II (angiotensinamide). Ramiprilato, il metabolita attivo di ramipril, è scarsamente rimosso dalla circolazione generale con l’emodialisi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica:ACE-inibitori; codice ATC: C09AA05 Meccanismo d'azione Il ramiprilato, metabolita attivo del profarmaco ramipril, inibisce l'enzima dipeptidilcarbossipeptidasi I (sinonimi: enzima di conversione della angiotensina; chininasi II). Questo enzima, a livello plasmatico e tissutale, determina la conversione della angiotensina I nella sostanza ad attività vasocostrittrice angiotensina II, e la degradazione del vasodilatore bradichinina. La ridotta formazione di angiotensina II e l’inibizione della degradazione della bradichinina portano a vasodilatazione. Poiché l’angiotensina II stimola anche il rilascio di aldosterone, il ramiprilato causa una riduzione nella secrezione dell’aldosterone. La risposta media agli ACE inibitori dei pazienti neri (Afro-Caraibici) ipertesi (di solito questa popolazione di ipertesi ha un basso livello di renina) è più bassa rispetto a quella dei pazienti non neri. Effetti farmacodinamici Proprietà antipertensive: La somministrazione di ramipril determina una marcata riduzione delle resistenze arteriose periferiche. Generalmente non subiscono notevoli modifiche nè il flusso plasmatico renale, nè la filtrazione glomerulare. La somministrazione di ramipril a pazienti ipertesi provoca riduzione della pressione arteriosa sia in posizione eretta sia in posizione supina, senza aumento compensatorio della frequenza cardiaca. Dopo una singola dose orale, nella maggior parte dei pazienti l'azione antipertensiva si manifesta dopo 1 o 2 ore dall'assunzione, raggiunge il massimo effetto dopo 3-6 ore e si protrae per almeno 24 ore. L'effetto antipertensivo massimo del trattamento continuo con ramipril si ottiene generalmente dopo 34 settimane di trattamento. È stato dimostrato che l'effetto antipertensivo si mantiene per terapie protratte fino a 2 anni. L'interruzione brusca della terapia non provoca un aumento rapido di rimbalzo della pressione arteriosa. Insufficienza cardiaca: Ramipril ha mostrato di essere efficace, in aggiunta alla terapia convenzionale con diuretici e glucosidi cardiaci, in pazienti con classi funzionali II-IV definite dalla New-York Heart Association. Il farmaco ha avuto effetti benefici sull’emodinamica cardiaca (diminuzione della pressione di riempimento dei ventricoli sinistro e destro, riduzione della resistenza vascolare totale periferica, aumento della portata cardiaca, e miglioramento dell’indice cardiaco). Riduce inoltre l’attivazione neuroendocrina. Efficacia e sicurezza clinica Prevenzione cardiovascolare/nefroprotezione: È stato condotto uno studio di prevenzione controllato con placebo (lo studio HOPE) in cui ramipril è stato aggiunto alla terapia standard in più di 9.200 pazienti. Pazienti con un aumentato rischio d

15 patologie cardiovascolari conseguenti a patologie cardiovascolari aterotrombotiche (coronaropatia, ictus o patologie vascolari periferiche) o diabete mellito con almeno un fattore di rischio aggiuntivo (microalbuminuria documentata, ipertensione, livello del colesterolo totale elevato, basso livello di colesterolo HDL, o fumo), sono stati inclusi nello studio. Lo studio ha mostrato che il ramipril diminuisce in maniera statisticamente significativa l’incidenza dell’infarto miocardico, la morte per cause cardiovascolari e l’ictus, da soli o combinati (eventi primari combinati). Studio HOPE: principali risultati Ramipril % Placebo % Rischio relativo (intervallo di confidenza 95%) p-value Tutti i pazienti n = 4,645 n = 4,652 Evento primario combinato 14.0 17.8 0.78 (0.70 – 0.86) <0.001 Infarto del miocardio 9.9 12.3 0.80 (0.70-0.90) <0.001 Morte per cause cardiovascolari 6.1 8.1 0.74 (0.64-0.87) <0.001 Ictus 3.4 4.9 0.68 (0.56-0.84) <0.001 Endpoint secondari Morte per ogni causa 10.4 12.2 0.84 (0.75-0.95) 0.005 Necessità di rivascolarizzazione 16.0 18.3 0.85 (0.77-0.94) 0.002 Ospedalizzazione per angina instabile 12.1 12.3 0.98 (0.87-1.10) NS Ospedalizzazione per insufficienza cardiaca 3.2 3.5 0.88 (0.70-1.10) 0.25 Complicazioni collegate al diabete 6.4 7.6 0.84 (0.72-0.98) 0.03 Lo studio MICRO – HOPE, un sottostudio predefinito dallo studio HOPE, ha valutato l’effetto dell’aggiunta del ramipril 10 mg all’attuale regime verso placebo in 3.577 pazienti con età  55 anni (senza limite superiore di età), la maggioranza con diabete di tipo 2 (e almeno un altro fattore di rischio CV) normotesi o ipertesi. L’analisi primaria dei risultati ha mostrato che 117 (6,5%) partecipanti trattati con ramipril e 149 (8,4%) trattati con placebo hanno sviluppato nefropatia conclamata, che corrisponde a una Riduzione del Rischio Relativo (RRR) del 24%; 95% IC [3-40], p = 0,027. Lo studio REIN, multicentrico randomizzato, in doppio cieco a gruppi paralleli, controllato con placebo, era mirato a dimostrare l’effetto del trattamento con ramipril sulla velocità di diminuzione della funzione glomerulare (GFR) in 352 pazienti normotesi o ipertesi (18-70 anni di età) con proteinuria lieve (cioè escrezione urinaria di proteine > 1 e < 3 g/24 ore) o grave ( 3 g/24 ore) dovuta a nefropatia cronica di origine non diabetica. Entrambe le sottopopolazioni sono state stratificate in modo prospettico. L’analisi principale dei pazienti affetti dalla proteinuria più grave (strato prematuramente separato a causa del beneficio riscontrato nel gruppo del ramipril) ha mostrato che la velocità media di diminuzione del GFR per mese è stata più bassa con ramipril rispetto al placebo; -0,54 (0,66) vs. -0,88 (1,03) ml/min/mese, p = 0,038. La differenza tra gruppi è stata 0,34 [0,03-0,65] per mese, e circa 4 ml/min/anno; il 23,1% dei pazienti nel gruppo del ramipril ha raggiunto l’endpoint secondario combinato di raddoppiamento della concentrazione basale della creatinina sierica e/o di insufficienza renale terminale (ESRD) (necessità di dialisi o di trapianto renale) contro il 45,5% nel gruppo del placebo (p = 0,02).

Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico acuto Lo studio AIRE ha incluso più di 2.000 pazienti con segni clinici transitori/persistenti di insufficienza cardiaca dopo infarto miocardico documentato. Il trattamento con ramipril è iniziato 3-10 giorni dopo l’infarto miocardico acuto. Lo studio ha indicato che dopo un tempo medio di follow-up di 15 mesi la mortalità nei pazienti trattati con ramipril è stata del 16,9% mentre nei pazienti trattati con placebo è stata del 22,6%. Ciò significa una riduzione assoluta di mortalità di 5,7% e una riduzione del rischio relativo di 27% (CI di 95% [1140%]). Agenti che agiscono sul sistema renina-angiotensina (RAS) Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA Nephron-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l'uso della combinazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito tipo 2 associato all’evidenza di danno d'organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito tipo 2 e nefropatia diabetica. Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Questi risultati sono pertinenti anche per gli altri ACE-inibitori e per gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo. Popolazione pediatrica In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, che ha coinvolto 244 pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 16 anni ipertesi (73% di ipertensione primaria), i pazienti hanno ricevuto, sulla base del peso corporeo, basse dosi, dosi medie o alte dosi di ramipril per raggiungere le concentrazioni plasmatiche di ramiprilato corrispondenti all’intervallo della dose negli adulti, pari a 1,25 mg, 5 mg e 20 mg. Al termine delle 4 settimane, ramipril è risultato inefficace nel soddisfare l’end–point di riduzione della pressione sanguigna sistolica ma, al dosaggio più alto, ha ridotto la pressione sanguigna diastolica. Sia le dosi medie che le alte dosi di ramipril hanno ottenuto una significativa riduzione sia della pressione sanguigna sistolica che diastolica nei bambini con ipertensione confermata. Questo effetto non è stato osservato in uno studio clinico di sospensione, randomizzato, in doppio cieco, in cui la dose è stata progressivamente ridotta, della durata di 4 settimane, condotto su 218 pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 16 anni (75% con ipertensione primaria), in cui sia la pressione sanguigna diastolica che sistolica hanno mostrato un modesto effetto rebound ma non un ritorno statisticamente significativo al livello di base,per tutti e tre i livelli di dose di ramipril valutati sulla base del peso bassa dose (0,625 mg – 2,5 mg), dose media (2,5 mg – 10 mg) o alta dose (5 mg –

17 20 mg). Ramipril non ha avuto una risposta dose–dipendente lineare nella popolazione pediatrica studiata.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Farmacocinetica e Metabolismo Assorbimento Dopo somministrazione orale ramipril è rapidamente assorbito nel tratto gastrointestinale: il picco della concentrazione plasmatica di ramipril viene raggiunto entro un’ora. Sulla base del recupero urinario, l’assorbimento è pari ad almeno il 56% e non è influenzato in modo significativo dalla presenza di cibo nel tratto gastrointestinale. La biodisponibilità del metabolita attivo ramiprilato, dopo somministrazione orale di 2,5 mg e 5 mg di ramipril, è del 45%. Le concentrazioni plasmatiche di picco del ramiprilato, unico metabolita attivo del ramipril, vengono raggiunte 2-4 ore dopo l’assunzione di ramipril. Le concentrazioni plasmatiche del ramiprilato allo stato stazionario dopo somministrazione una volta al giorno delle consuete dosi giornaliere di ramipril vengono raggiunte entro il quarto giorno di trattamento circa. Distribuzione Il legame di ramipril con le proteine sieriche è di circa il 73% e quello del ramiprilato è di circa il 56%. Metabolismo Ramipril è quasi completamente metabolizzato a ramiprilato ed a estere della dichetopiperazina, a forma acida della dichetopiperazina e a glucuronidi del ramipril e del ramiprilato. Eliminazione L'escrezione dei metaboliti è principalmente per via renale. Le concentrazioni plasmatiche del ramiprilato diminuiscono in maniera polifasica. A causa del suo potente e saturabile legame all’ACE e della lenta dissociazione dall'enzima, il ramiprilato mostra una fase terminale di eliminazione prolungata a concentrazioni plasmatiche molto basse. Dopo somministrazione di dosi multiple giornaliere di ramipril, l’emivita effettiva delle concentrazioni del ramiprilato è stata di 13-17 ore per le dosi da 5-10 mg e più lunga per le dosi più basse da 1,25-2,5 mg. Questa differenza è legata alla capacità saturabile dell’enzima di legare il ramiprilato. Una singola dose orale di ramipril ha prodotto un livello non rilevabile di ramipril e del relativo metabolita nel latte materno. Tuttavia l'effetto della somministrazione di dosi multiple non è noto. Pazienti con insufficienza renale (vedere paragrafo 4.2) L’escrezione renale di ramiprilato è ridotta nei pazienti con insufficienza renale e la clearance renale del ramiprilato è proporzionale alla clearance della creatinina. Ciò determina concentrazioni plasmatiche elevate di ramiprilato che si riducono più lentamente rispetto ai pazienti con una normale funzione renale. Pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 4.2) In pazienti con funzione epatica alterata, la metabolizzazione del ramipril a ramiprilato è ritardata, a causa della diminuzione dell’attività delle esterasi epatiche; in questi pazienti i livelli plasmatici del ramipril risultano aumentati. Le concentrazioni di picco del ramiprilato in questi pazienti, tuttavia, non sono differenti da quelle osservate nei soggetti con funzione epatica normale. Popolazione pediatric

Il profilo farmacocinetico di ramipril è stato studiato in 30 pazienti pediatrici ipertesi di età compresa tra 2 e 16 anni, di peso ≥ 10 kg. Dopo somministrazione di dosi da 0,05 a 0,2 mg/kg ramipril è stato rapidamente e intensamente metabolizzato a ramiprilato. Il picco delle concentrazioni plasmatiche di ramiprilato si presenta entro 2–3 ore. La clearance delramiprilato è altamente correlata al logaritmo del peso corporeo (p<0,01) così come della dose (p<0,001). La clearance ed il volume di distribuzione aumentano con l’aumentare dell’età dei bambini per ogni gruppo di dose. La dose di 0,05 mg/kg nei bambini ha raggiunto livelli di esposizione comparabili a quelli riscontrati negli adulti trattati con 5 mg di ramipril. La dose di 0,2 mg/kg nei bambini ha comportato livelli di esposizione maggiori rispetto alla massima dose raccomandata pari a 10 mg al giorno per gli adulti.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

La somministrazione orale di ramipril si è rivelata priva di tossicità acuta nei roditori e nei cani. Sono stati condotti studi che prevedevano la somministrazione orale cronica in ratti, cani e scimmie. Sono state rilevate alterazioni degli elettroliti plasmatici nelle tre specie. Come espressione dell'attività farmacodinamica di ramipril, è stato evidenziato un ingrandimento pronunciato dell'apparato juxtaglomerulare nel cane e nella scimmia a partire da dosi giornaliere di 250 mg/kg. Ratti, cani e scimmie hanno tollerato dosi giornaliere di 2, 2,5 e 8 mg/kg rispettivamente senza effetti nocivi. Studi di tossicologia riproduttiva nel ratto, nel coniglio e nella scimmia non hanno rivelato proprietà teratogene. La fertilità non è stata modificata nei ratti maschi o femmine. La somministrazione di ramipril a ratti femmina durante il periodo di gestazione e di allattamento ha prodotto, alle dosi giornaliere di 50 mg/kg di peso corporeo o più alte, un danno renale irreversibile (dilatazione della pelvi renale) nella prole. È stato osservato danno renale irreversibile nei ratti molto giovani trattati con una singola dose di ramipril. Il test di mutagenicità, condotto utilizzando vari sistemi di prova, non ha fornito prove che il ramipril possieda proprietà mutagene o genotossiche.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Ipromellosa Cellulosa microcristallina Amido di mais pregelatinizzato Sodio stearilfumarato Inoltre: Le compresse da 2,5 mg contengono ossido di ferro giallo (E172) Le compresse da 5 mg contengono ossido di ferro rosso (E172)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

60 mesi

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare per la conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

2.5 mg: Aluminium/PVC blister confezione da 20, 28 e 100 compresse Aluminium/PVC confezione calendario da 28 compresse. 5 mg: Aluminium/PVC blister confezione da 14, 20, 28 e 100 compresse Aluminium/PVC confezione calendario da 28 compresse. 10 mg: Aluminium/PVC blister confezione da 20, 28 e 100 compresse Aluminium/PVC confezione calendario da 28 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Global Pharmacies Partner S.r.l. Via Cesare Battisti 1, 20122 Milano

8. Numero(i) delle autorizzazioni all’immissione in commercio

027166053 - “2,5 mg compresse” 28 compresse 027166065 - “5 mg compresse” 14 compresse 027166077 - “10 mg compresse” 28 compresse

9. Data della primaautorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data prima Autorizzazione: 1 Marzo 1990 Unipril 2,5 mg, 5 mg 23 Febbraio 2004 Unipril 10 mg Data del rinnovo più recente: 9 Marzo 2016

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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