VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS

Valsartan e idroclorotiazide HCS viene usato per trattare la pressione sanguigna elevata non adeguatamente controllata da un singola sostanza. La pressione sanguigna elevata aumenta il carico di lavoro del cuore e delle arterie.

Usato per: ipertensione arteriosa

Principio attivo: IDROCLOROTIAZIDE, VALSARTAN · ATC C09DA03 · HCS BV

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"80 MG/12,5 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL A 4,95 € 4,95 € 0,00 € + ticket*
VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE*28 cpr rivestite 320 mg + 12,5 mg A 9,00 € 9,00 € 0,00 € + ticket*
VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE*28 cpr rivestite 320 mg + 25 mg A 9,00 € 9,00 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: IDROCLOROTIAZIDE, VALSARTAN
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 80 mg ,12.5 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 160 mg ,12.5 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 160 mg ,25 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 320 mg ,12.5 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 320 mg ,25 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: HCS BV
Codice ATC: C09DA03
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE TECNIGEN - TECNIMEDE - SOCIEDADE TECNICO-MEDICINAL, SA
· VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· VALBACOMP - EG S.P.A.
· COTAREG - NOVARTIS FARMA S.P.A.
· VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE PENSA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· COMBISARTAN - A. MENARINI INDUSTRIE FARMACEUTICHE RIUNITE S.R.L.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: N - NON CLASSIFICATA

A cosa serve questo medicinale?

Valsartan e idroclorotiazide HCS compresse rivestite con film contiene due principi attivi che si chiamano valsartan e idroclorotiazide, che aiutano a controllare la pressione elevata (ipertensione). Valsartan appartiene ad una classe di medicinali conosciuti come “antagonisti del recettore dell’angiotensina

-
II”, che aiutano a controllare la pressione sanguigna elevata. L’angiotensina II è una sostanza dell’organismo
che provoca il restringimento dei vasi sanguigni, causando così l’aumento della sua pressione sanguigna.
Valsartan agisce bloccando l’effetto dell’angiotensina II. Ne risulta che i vasi sanguigni si rilassano e la
pressione sanguigna viene abbassata.
- Idroclorotiazide appartiene a un gruppo di medicinali chiamati diuretici tiazidici.. L’idroclorotiazide aumenta

la produzione di urina, che aiuta a ridurre la pressione del sangue.

Valsartan e idroclorotiazide HCS viene usato per trattare la pressione sanguigna elevata non adeguatamente controllata da un singola sostanza.

La pressione sanguigna elevata aumenta il carico di lavoro del cuore e delle arterie. Se non trattata, può danneggiare i vasi sanguigni del cervello, del cuore e dei reni, e può causare un infarto, un’insufficienza cardiaca o un’insufficienza renale. La pressione sanguigna elevata aumenta il rischio di attacchi di cuore. La riduzione della pressione sanguigna a valori normali riduce il rischio di sviluppare questi disturbi.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Valsartan e idroclorotiazide HCS
- se è allergico al valsartan, all’idroclorotiazide ai derivati della sulfonamide (sostanze chimicamente correlate
all’idroclorotiazide) o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).
- se è in stato di gravidanza da più di 3 mesi (è comunque meglio evitare Valsartan e idroclorotiazide HCS
anche nella fase iniziale della gravidanza – vedere il paragrafo sulla gravidanza).

- se ha una malattia grave al fegato, distruzione dei piccoli dotti biliari all’interno del fegato (cirrosi biliare) che
porta all’accumulo di bile nel fegato (colestasi).
- se ha una malattia grave ai reni.

- se non è in grado di produrre urina (anuria).
- se viene trattato con un rene artificiale.
- se il livello di potassio o di sodio nel suo sangue è più basso del normale, o se il livello di calcio nel suo sangue
è più elevato del normale nonostante la terapia.
- se ha la gotta.
- se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale che abbassa

la pressione del sangue, contenente aliskiren.

Se uno di questi casi la riguarda, non prenda questo medicinale e parli con il suo medico.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Valsartan e idroclorotiazide HCS:
- se sta prendendo medicinali risparmiatori di potassio, integratori di potassio, sostituti del sale contenenti
potassio o altri medicinali che aumentano il livello di potassio nel sangue, come l’eparina. Può essere
necessario, da parte del suo medico, controllare la quantità di potassio nel sangue a intervalli regolari.
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se ha bassi livelli di potassio nel sangue
se ha diarrea o grave vomito
se sta prendendo dosi elevate di diuretici
se ha una grave malattia del cuore
Se soffre di insufficienza cardiaca o ha subito un attacco di cuore. Segua attentamente le istruzioni del medico
per la dose iniziale. Il medico può anche controllare la funzionalità renale.
- se soffre di una restringimento dell’arteria renale
- se recentemente ha ricevuto un rene nuovo
- se soffre di iperaldosteronismo, una malattia nella quale le sue ghiandole surrenali producono troppo ormone
aldosterone. Se ciò la riguarda, l’uso di Valsartan e idroclorotiazide HCS non è raccomandato
- se ha una malattia del fegato o dei reni

- informi il medico se ha mai sperimentato gonfiore della lingua e del viso causata da una reazione allergica chiamata angioedema durante l'assunzione di un altro farmaco (compresi gli ACE-inibitori). Se questi sintomi si verificano quando sta assumento Valsartan e idroclorotiazide HCS interrompa l'assunzione di Valsartan e idroclorotiazide HCS immediatamente e non lo prenda di nuovo. Vedere anche paragrafo 4, "Possibili effetti

indesiderati".
- se ha febbre, eruzioni cutanee e dolore articolare, che possono essere segni di lupus eritematoso sistemico (LES,
una cosiddetta malattia autoimmune)
- se ha il diabete, la gotta, elevati livelli di colesterolo o di trigliceridi nel sangue
- se ha avuto reazioni allergiche con l’uso di altri agenti antipertensivi della stessa classe (antagonisti dei recettori
dell’angiotensina II) o se ha allergia o asma

- se manifesta una riduzione della vista o dolore agli occhi. Questi potrebbero essere sintomi di un aumento della pressione nell’occhio e possono manifestarsi entro poche ore fino ad alcune settimane dopo l’assunzione di Valsartan e idroclorotiazide HCS. Questi sintomi, se non trattati, possono portare a perdita permanente della vista. Se in precedenza ha avuto un’allergia alla penicillina o alla sulfonamide può essere a rischio maggiore di sviluppare questi sintomi.

- può causare un aumento della sensibilità della pelle al sole.
- se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta:
- un "ACE inibitore” (per esempio enalapril, lisinopril, ramipril), in particolare se soffre di
problemi renali correlati al diabete.

- aliskiren

Se uno qualsiasi di questi casi la riguarda, si rivolga al medico.

Il medico può controllare la funzionalità renale, la pressione sanguigna, e la quantità di elettroliti (ad esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari.

Vedere anche quanto riportato alla voce "Non prenda Valsartan e idroclorotiazide HCS".

Deve informare il medico se pensa di essere in gravidanza (o se vi è la possibilità di dare inizio ad una gravidanza). Valsartan e idroclorotiazide HCS non è raccomandato all’inizio della gravidanza, e non deve essere preso se lei è incinta da più da 3 mesi, poiché in questo stadio può causare gravi danni al suo bambino (vedere il paragrafo sulla

gravidanza).

Bambini e adolescenti L'uso di Valsartan e idroclorotiazide HCS nei bambini e adolescenti (meno di 18 anni di età) non è raccomandato.

Per chi svolge attività sportiva: l'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può comunque

determinare positività ai test antidoping.

Altri medicinali e Valsartan e idroclorotiazide HCS Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

L’effetto del trattamento può essere influenzato se Valsartan e idroclorotiazide HCS viene preso insieme a certi altri
medicinali. Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose , prendere altre precauzioni o, in alcuni casi,
interrompere l’assunzione di uno dei due medicinali. Questo si applica in particolare ai seguenti medicinali:
- litio, un medicinale usato per il trattamento di alcune malattie psichiatriche
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-
medicinali o sostanze che possono aumentare la quantità di potassio nel sangue. Questi includono gli integratori
di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio, i medicinali risparmiatori di potassio e l’eparina
medicinali che possono ridurre la quantità di potassio nel sangue, come diuretici, corticosteroidi, lassativi,
carbenoxolone, amfotericina o penicillina G
alcuni antibiotici (gruppo delle rimfamicine), un medicinale usato per proteggere dal rigetto del trapianto
(ciclosporina) o un medicinale antiretrovirale utilizzato per il trattamento dell’infezione da HIV/AIDS
(ritonavir). Questi medicinali possono aumentare l’effetto di Valsartan e idroclorotiazide HCS.
- medicinali che possono indurre “torsioni di punta” (battito cardiaco irregolare), come antiaritmici (medicinali
usati per trattare i problemi cardiaci) e alcuni antipsicotici
- medicinali che possono ridurre la quantità di sodio nel sangue come antidepressivi, antipsicotici, antiepilettici
- medicinali per il trattamento della gotta, come allopurinolo, probenecid, sulfinpirazone,

- vitamina D terapeutica e integratori di calcio,
- medicinali per il trattamento del diabete (agenti orali come metformina o insuline)
- altri medicinali per ridurre la pressione sanguigna, inclusa la metildopa
- medicinali per aumentare la pressione sanguigna, come la noradrenalina o l’adrenalina

- digossina e altri glicosidi digitalici (medicinali usati per trattare i problemi di cuore)
- medicinali che possono aumentare i livelli di zucchero nel sangue, come diazossido o beta-bloccanti
- medicinali citotossici (usati per trattare il cancro), come metotrexato o ciclofosfamide
- antidolorifici come i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), inclusi gli inibitori selettivi della
cicloossigenasi 2 (inibitori Cox 2) e l’acido acetilsalicilico in dosi superiori a 3 g
- medicinali che rilassano i muscoli, come la tubocurarina

- medicinali anticolinergici (medicinali usati per trattare una serie di disturbi come i crampi gastrointestinali,
spasmi della vescica, asma, mal d’auto o mal di mare, spasmi muscolari, malattia di Parkinson e come supporto
nell’anestesia)
- amantadina (medicinale utilizzato per trattare la malattia di Parkinson e usato anche per trattare o prevenire
alcune malattie causate da virus)

- colestiramina e colestipolo (medicinali utilizzati principalmente per trattare livelli elevati di lipidi nel sangue)
- ciclosporina, un medicinale utilizzato nel trapianto di organi per evitare il rigetto
- alcool, pillole per dormire e anestetici (medicinali con effetto sonnifero o antidolorifico utilizzati ad esempio
durante la chirurgia )

- mezzi di contrasto iodati (usati per gli esami radiologici)
- se sta assumendo un ACE inibitore o aliskiren (vedere anche quanto riportato alla voce "Non prenda Valsartan e
idroclorotiazide HCS" e "Avvertenze e precauzioni").

Valsartan e idroclorotiazide HCS con cibi, bevande e alcol Può prendere Valsartan e idroclorotiazide HCS con o senza cibo. Eviti l’assunzione di alcool fino a che non ne ha parlato con il suo medico. L’alcool può ridurre ulteriormente la sua pressione e/o aumentare il rischio che le vengano dei capogiri o che si senta svenire.

Gravidanza e allattamento al seno Se è in incinta o in allattamento, pensa di essere incinta o sta pianificando di avere un bambino, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Deve informare il suo medico se pensa di essere in gravidanza (o se vi è la possibilità di dare inizio a una gravidanza). Normalmente, il suo medico le consiglierà di smettere di prendere Valsartan e idroclorotiazide HCS prima di cominciare la gravidanza o non appena Lei verrà a conoscenza di essere in stato di gravidanza, e le consiglierà di prendere un altro medicinale al posto di Valsartan e idroclorotiazide HCS. Valsartan e idroclorotiazide

HCS non è raccomandato all’inizio della gravidanza e non deve essere preso se Lei è in stato di gravidanza da più di 3 mesi, poiché può causare gravi danni al suo bambino se viene usato dopo il terzo mese di gravidanza.

Allattamento al seno Informi il suo medico se sta allattando o sta iniziando ad allattare .

Valsartan e idroclorotiazide HCS non è raccomandato per le madri che allattano e se desidera allattare il suo medico potrà scegliere per lei un altro trattamento, in particolare se il suo bambino è neonato o è nato prematuro.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Prima di guidare e di usare strumenti o macchinari, o di svolgere attività che richiedano concentrazione, si assicuri di conoscere l’influenza di Valsartan e idroclorotiazide HCS su di lei. Come molti altri farmaci usati per trattare la

sua capacità di concentrazione. del pressione sanguigna elevata, Valsartan e idroclorotiazide HCS può causare occasionalmente capogiri e influenzare la

Valsartan e idroclorotiazide HCS contiene lattosio. Se il medico le ha detto che ha un’intolleranza ad alcuni zuccheri, contatti il medico prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti

il medico o il farmacista. Questo la aiuterà ad ottenere i risultati migliori e ridurre il rischio di effetti collaterali.

Le persone con pressione sanguigna elevata spesso non notano alcun segno di questo problema. Molti si sentono bene come al solito. Per questo è importante che vada a tutti gli appuntamenti con il medico anche se si sente bene.

Il medico le dirà esattamente quante compresse di Valsartan e idroclorotiazide HCS deve prendere. A seconda della sua risposta al trattamento, il medico potrà suggerirle una dose maggiore o minore.

- La dose abituale è di una compressa di Valsartan e idroclorotiazide HCS al giorno.
- Non modifichi la dose e non smetta di prendere le compresse senza consultare il suo medico.

- Il medicinale deve essere preso tutti i giorni alla stessa ora, di solito al mattino.
- Può prendere Valsartan e idroclorotiazide HCS con o senza cibo.
- Ingerisca la compressa con un bicchiere d’acqua.

Se prende più Valsartan e idroclorotiazide HCS di quanto deve

Se sviluppa gravi capogiri e/o svenimento, si sdrai e contatti immediatamente il suo medico. Se ha preso accidentalmente troppe compresse, contatti il medico, il farmacista o l’ospedale.

Se dimentica di prendere Valsartan e idroclorotiazide HCS

Se dimentica una dose, la prenda appena se ne ricorda. Tuttavia, se è quasi l’ora della dose successiva, salti la dose che ha dimenticato. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Valsartan e idroclorotiazide HCS L’interruzione del suo trattamento con Valsartan e idroclorotiazide HCS può causare il peggioramento della sua malattia. Non smetta di prendere il suo medicinale a meno che non glielo dica il medico.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Alcuni effetti indesiderati possono esseri gravi e necessitano di immediata attenzione medica:

Se sviluppa i seguenti sintomi di angioedema si rechi immediatamente dal medico:

- gonfiore del volto, della lingua o della faringe
- difficoltà a deglutire
- orticaria e difficoltà a respirare
Se avverte uno qualsiasi di questi sintomi, interrompa l'assunzione di Valsartan e idroclorotiazide HCS e
contatti immediatamente il medico (vedere anche paragrafo 2 "Faccia particolare attenzione con Valsartan e

idroclorotiazide HCS").

Gli altri effetti indesiderati includono:

Non comune (possono interessare fino a 1 persona su 100):
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tosse
bassa pressione sanguigna
- sensazione di testa vuota
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disidratazione (con sintomi quali sete, bocca e lingua secca, urinazione rara, urina di colore scuro, pelle secca)
dolore muscolare
- stanchezza
- formicolio o intorpidimento
- visione offuscata
- rumori (ad es. sibili o ronzii) nelle orecchie

Molto raro (possono interessare fino a 1 persona su 10.000):

- capogiri
- diarrea
- dolori articolari

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
- difficoltà a respirare
- produzione gravemente ridotta di urina
- livelli bassi di sodio nel sangue (che possono causare stanchezza, confusione, contrazioni muscolari e/o,
convulsioni in casi gravi)
- livelli bassi di potassio nel sangue (a volte con debolezza muscolare, spasmi muscolari, ritmo cardiaco

anomalo)
- livelli bassi di globuli bianchi nel sangue (con sintomi quali febbre, infezioni della pelle, mal di gola o ulcere
delle bocca dovute ad infezioni, debolezza)
- aumento dei livelli di bilirubina nel sangue (che possono, in casi gravi, innescare ingiallimento della pelle e
degli occhi)

- aumento dei livelli di azoto ureico e di creatinina nel sangue (che possono indicare funzionalità renale anomala)
- aumento dei livelli di acido urico nel sangue (che, in casi gravi, può innescare la gotta)
- sincope (svenimento)

I seguenti effetti indesiderati sono stati riferiti per prodotti contenenti valsartan o idroclorotiazide in monoterapia:

Valsartan

Non comune (possono interessare fino a 1 persona su 100):
- sensazione di capogiro
- dolore addominale

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
- vesciche sulla pelle (segni di dermatite bollosa)
- eruzione cutanea con o senza prurito, insieme con alcuni dei seguenti segni e sintomi: febbre, dolore articolare,

dolore muscolare, linfonodi ingrossati e/o sintomi simil-influenzali
- eruzione cutanea, macchie rosse-purpuree, febbre, prurito (segni di un’infiammazione dei vasi sanguigni)
- bassi livelli di piastrine nel sangue (a volte con sanguinamento o lividi insoliti)
- aumento dei livelli di potassio nel sangue (a volte con spasmi muscolari, ritmo cardiaco anomalo)
- reazioni allergiche (con sintomi quali eruzione cutanea, prurito, orticaria, difficoltà a respirare o a deglutire,
capogiri)

- gonfiore soprattutto del volto e della gola; eruzione cutanea; prurito
- aumento dei valori della funzionalità epatica
- riduzione del livello di emoglobina e della percentuale di globuli rossi nel sangue (che possono, in casi gravi,
innescare un’anemia)
- insufficienza renale

- bassi livelli di sodio nel sangue (che possono causare stanchezza, confusione, contrazioni muscolari e/o convulsioni nei casi gravi)

Idroclorotiazide
Molto comune (possono interessare più di una 1 persona su 10):
- bassi livelli di potassio nel sangue
- aumento dei lipidi nel sangue

Comune (possono interessare fino a 1 persona su 10):
- bassi livelli di sodio nel sangue
- bassi livelli di magnesio nel sangue
- elevati livelli di acido urico nel sangue
- eruzione cutanea con prurito e altri tipi di eruzione cutanea
- riduzione dell’appetito
- leggera nausea e vomito
- capogiro, svenimento quando ci si mette in posizione eretta

- incapacità a raggiungere o mantenere l’erezione

Raro (possono interessare fino a 1 persona su 1000): - gonfiore e pustole della pelle (dovuto ad una aumento della sensibilità al sole)

- elevati livelli di calcio nel sangue
- elevati livelli di zuccheri nel sangue
- zuccheri nelle urine
- peggioramento dello stato metabolico diabetico
- costipazione, diarrea, disagio gastro-intestinale, disturbi al fegato che possono manifestarsi insieme a
ingiallimento della pelle e degli occhi

- battito cardiaco irregolare
- cefalea
- disturbi del sonno
- umore triste (depressione)
- bassi livelli di piastrine nel sangue (a volte con sanguinamento o lividi sotto pelle)

- capogiri
- formicolio o intorpidimento
- disturbi della vista

Molto raro (possono interessare fino a 1 persona su 10.000):
- infiammazione dei vasi sanguigni con sintomi come eruzione cutanea, macchie rosse-purpuree, febbre
(vasculite)
- eruzione cutanea, prurito, orticaria, difficoltà a respirare o inghiottire, capogiri (reazioni di ipersensibilità)
- grave malattia della pelle che causa eruzione cutanea, arrossamento della pelle, pustole sulle labbra, sugli occhi
o sulla bocca, desquamazione della pelle, febbre (necrolisi tossica epidermica)
- eruzione cutanea del volto, dolore articolare, disturbi muscolari, febbre (lupus eritematoso cutaneo)
- grave dolore allo bocca dello stomaco (pancreatite)
- difficoltà a respirare con febbre, tosse, affanno, fiato corto (sofferenza respiratoria inclusa polmonite ed edema

polmonare)
- febbre, mal di gola, infezioni più frequenti (agranulocitosi)
- pallore della pelle, stanchezza, fiato corto, urine scure (anemia emolitica)

- febbre, mal di gola o ulcere delle bocca dovute ad infezioni (leucopenia)
- confusione, stanchezza, contrazioni e spasmi muscolari, respirazione rapida (alcalosi ipocloremica).

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
- debolezza, lividi e infezioni frequenti (anemia aplastica)
- produzione di urina gravemente ridotta (possibili segni di disturbo renale o di insufficienza renale)

- riduzione della visione o dolore agli occhi dovuti a pressione elevata (possibili segni di glaucoma acuto ad angolo
chiuso)
- eruzione cutanea, arrossamento della pelle, pustole sulle labbra, sugli occhi o sulla bocca, desquamazione della
pelle, febbre (possibili segni di eritema multiforme)
- spasmo muscolare

- febbre (piressia)
- debolezza (astenia)

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al

all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione

Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata e dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidità.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Valsartan e idroclorotiazide HCS - I principi attivi sono valsartan e idroclorotiazide. Ogni compressa rivestita con film di Valsartan e idroclorotiazide HCS 80 mg/12,5 mg contiene 80 mg di valsartan e 12,5 mg di idroclorotiazide. Ogni compressa rivestita con film di Valsartan e idroclorotiazide HCS 160 mg/12,5 mg contiene 160 mg di

valsartan e 12,5 mg di idroclorotiazide. Ogni compressa rivestita con film di Valsartan e idroclorotiazide HCS 160 mg/25 mg contiene 160 mg di valsartan e 25 mg di idroclorotiazide. Ogni compressa rivestita con film di Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/12,5 mg contiene 320 mg di

valsartan e 12,5 mg di idroclorotiazide. Ogni compressa rivestita con film di Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/25 mg contiene 320 mg di valsartan e 25 mg di idroclorotiazide. - Gli altri componenti sono cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, magnesio stearato, croscarmellosa sodica, povidone e silice colloidale anidra nel nucleo della compressa e ipromellosa, titanio diossido (E171), macrogol, ossido di ferro rosso (E172) – solo nelle compresse rivestite con film da 80 mg/12,5 mg, 160 mg/12,5 mg, 160 mg/25 mg e 320 mg/12,5 mg - ossido di ferro giallo (E172) – solo nelle compresse rivestite con film da 80 mg/12,5 mg, 160 mg/25 mg e 320 mg/25 mg - nel rivestimento.

Descrizione dell’aspetto di Valsartan e idroclorotiazide HCS e contenuto della confezione Le compresse rivestite con film da 80 mg/12,5 mg sono rosa, ovali, biconvesse. Le compresse rivestite con film da 160 mg/12,5 mg sono marrone rossiccio, ovali, biconvesse.

Le compresse rivestite con film da 160 mg/25 mg sono marrone chiaro, ovali, biconvesse. Le compresse rivestite con film da 320 mg/12,5 mg sono rosa, ovali, biconvesse. Le compresse rivestite con film da 320 mg/25 mg sono giallo chiaro, ovali, biconvesse, incise su un lato. La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

Valsartan e idroclorotiazide HCS 80 mg/12,5 mg, 160 mg/12,5 mg e 160 mg/25 mg compresse rivestite con film sono

disponibili in scatole da 14, 28, 30, 56, 60, 84, 90, 98, 280, 56 x 1, 98 x 1 e 280 x 1 compresse rivestite con film in blister. Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/12,5 mg e 320 mg/25 mg compresse rivestite con film sono disponibili in scatole da 10, 14, 28, 30, 56, 60, 84, 90, 98, 100, 280, 56 x 1, 98 x 1 e 280 x 1 compresse rivestite con film in blister. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio HCS bvba, H Kennisstraat 53, B 2650 Edegem, Belgio

Rappresentante locale per l’Italia KRKA Farmaceutici Milano S.r.l. Viale Achille Papa 30, 20149 Milano, Italia

Produttore KRKA, d.d., Novo mesto, Šmarješka cesta 6, 8501 Novo mesto, Slovenia TAD Pharma GmbH, Heinz-Lohmann-Straße 5, 27472 Cuxhaven, Germania Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni: Nome dello Stato Membro Nome della specialità medicinale Repubblica Ceca Janartan Italia Valsartan e idroclorotiazide HCS

Romania Valsartan/Hidroclorotiazidă Krka

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il en zia

Domande frequenti su VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS

Come si usa VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS?

VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS è disponibile senza ricetta?

No, VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS?

Il principio attivo di VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS è IDROCLOROTIAZIDE, VALSARTAN.

Quali sono gli equivalenti di VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE TECNIGEN, VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO, VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE MYLAN, VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE DOC GENERICI. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS?

VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS è prodotto da HCS BV.

Da quando VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS è autorizzato in Italia?

VALSARTAN E IDROCLOROTIAZIDE HCS ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2011-11-28.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

Valsartan e idroclorotiazide HCS 80 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Valsartan e idroclorotiazide HCS 160 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Valsartan e idroclorotiazide HCS 160 mg/25 mg compresse rivestite con film Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/25 mg compresse rivestite con film

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Valsartan e idroclorotiazide HCS 80 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Ogni compressa rivestita con film contiene 80 mg di valsartan e 12,5 mg di idroclorotiazide. Valsartan e idroclorotiazide HCS 160 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Ogni compressa rivestita con film contiene 160 mg di valsartan e 12,5 mg di idroclorotiazide. Valsartan e idroclorotiazide HCS 160 mg/25 mg compresse rivestite con film Ogni compressa rivestita con film contiene 160 mg di valsartan e 25 mg di idroclorotiazide. Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Ogni compressa rivestita con film contiene 320 mg di valsartan e 12,5 mg di idroclorotiazide. Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/25 mg compresse rivestite con film Ogni compressa rivestita con film contiene 320 mg di valsartan e 25 mg di idroclorotiazide. Eccipienti con effetto noto: 80 mg/12,5 mg Una compressa contiene 16,27 mg di lattosio. 160 mg/12,5 mg Una compressa contiene 44,41 mg di lattosio. 160 mg/25 mg Una compressa contiene 32,54 mg di lattosio. 320 mg/12,5 mg Una compressa contiene 100,70 mg di lattosio. 320 mg/25 mg Una compressa contiene 88.83 mg di lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa rivestita con film. 80 mg/12,5 mg: compresse rivestite con film rosa,ovali, biconvesse. 160 mg/12,5 mg: compresse rivestite con film marrone rossiccio, ovali, biconvesse. 160 mg/25 mg: compresse rivestite con film marrone chiaro, ovali, biconvesse. 320 mg/12,5 mg: compresse rivestite con film rosa, ovali, biconvesse. 320 mg/25 mg: compresse rivestite con film giallo chiaro, ovali, biconvesse, incise su un lato. Le compresse possono essere divise in due dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’ipertensione essenziale negli adulti. L’associazione fissa Valsartan e idroclorotiazide HCS è indicata nei pazienti la cui pressione arteriosa non è adeguatamente controllata dalla monoterapia con valsartan o idroclorotiazide.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La dose raccomandata di Valsartan e idroclorotiazide HCS 80 mg/12,5 mg è di una compressa rivestita con film al giorno. La dose raccomandata di Valsartan e idroclorotiazide HCS 160 mg/12,5 mg è di una compressa rivestita con film al giorno. La dose raccomandata di Valsartan e idroclorotiazide HCS 160 mg/25 mg è di una compressa rivestita con film al giorno. La dose raccomandata di Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/12,5 mg è di una compressa rivestita con film al giorno. La dose raccomandata di Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/25 mg è di una compressa rivestita con film al giorno. Si raccomanda la titolazione individuale della dose con i singoli componenti. Per ridurre il rischio di ipotensione e altri eventi avversi, in ciascun caso si deve seguire un aumento graduale della dose fino alla dose successiva. Se clinicamente appropriato, si può considerare il passaggio diretto dalla monoterapia all’associazione fissa in pazienti la cui pressione arteriosa non è adeguatamente controllata dalla monoterapia con valsartan o idroclorotiazide, a condizione si segua una sequenza di titolazione della dose raccomandata per i singoli componenti. La risposta clinica a Valsartan e idroclorotiazide HCS deve essere valutata dopo l’inizio della terapia e se la pressione non è controllata, la dose può essere aumentata aumentando uno dei componenti fino ad una dose massima di Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/25 mg. L’effetto antipertensivo si osserva sostanzialmente entro 2 settimane. Nella maggioranza dei pazienti, l’effetto antipertensivo massimo si osserva entro 4 settimane. Tuttavia in alcuni pazienti può essere necessario un trattamento di 4-8 settimane. Ciò deve essere tenuto in considerazione durante la titolazione della dose. Se non si osserva alcun effetto addizionale rilevante con Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/25 mg dopo 8 settimane, deve essere considerato un trattamento con un medicinale antipertensivo addizionale o alternativo (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5 e 5.1). Modo di somministrazione Valsartan e idroclorotiazide HCS può essere assunto indipendentemente dai pasti e deve essere somministrato con acqua. Popolazioni speciali Pazienti con compromissione della funzionalità renale Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione della funzionalità renale lieve o moderata (velocità di filtrazione glomerulare (VFG) ≥ 30 ml/min). A causa delcomponente idroclorotiazide, Valsartan e idroclorotiazide HCS è controindicato nei pazienti con compromissione della funzionalità renale grave (VFG < 30 ml/min) e anuria (vedere paragrafi4.3, 4.4 e 5.2). Pazienti con compromissione della funzionalità epatica Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica lieve o moderata, senza colestasi, la dose di valsartan no

deve superare gli 80 mg (vedere paragrafo 4.4). Non è richiesto alcun aggiustamento di dose per i pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. A causa del componente valsartan, Valsartan e idroclorotiazide HCS è controindicato nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica grave con cirrosi biliare e colestasi (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Pazienti anziani Nei pazienti anziani non sono necessariaggiustamenti di dose. Popolazione pediatrica Valsartan e idroclorotiazide HCS non è raccomandato nei bambini al di sotto di 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e efficacia.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità ai principi attivi, altri derivati della sulfonamide o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). - Grave compromissione della funzionalità epatica, cirrosi biliare e colestasi. - Grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina <30 ml/min), anuria. - Ipopotassiemia, iponatriemia e ipercalcemia refrattarie e iperuricemia sintomatica. - L'uso concomitante di Valsartan e idroclorotiazide HCS con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare VFG < 60 ml/min/1.73 m2 ) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Modifiche degli elettroliti sierici Valsartan Non è raccomandato l’uso contemporaneo di integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, sostituti del sale contenenti potassio, o di altri medicinali che possono aumentare i livelli di potassio (eparina, ecc.). Deve essere eseguito un adeguato monitoraggio dei livelli di potassio. Idroclorotiazide In corso di trattamento con diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, è stata osservata ipopotassiemia. Si raccomanda di controllare frequentemente i livelli ematici di potassio. La terapia con diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, è stata associata con iposodiemia e alcalosi ipocloremica. I tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, aumentano l’escrezione urinaria di magnesio e pertanto è possibile che si verifichi ipomagnesiemia. L’escrezione di calcio viene ridotta dai diuretici tiazidici e ciò può provocare ipercalcemia. Come per tutti i pazienti in trattamento con diuretici, devono essere effettuaticontrolli periodici degli elettroliti sierici a intervalli regolari. Pazienti con deplezione di sodio o di volume I pazienti che assumono diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, devono essere osservatiper segni clinici di squilibri di fluidi o elettroliti. In pazienti con grave deplezione di sodio e/o volume, quali coloro che ricevono elevati dosaggi di diuretici, può, in rari casi, verificarsi ipotensione sintomatica dopo l’inizio della terapia con valsartan/idroclorotiazide. La deplezione di sodio e/o di volume deve essere corretta prima di iniziare il trattamento con l’associazione di valsartan e idroclorotiazide. Pazienti con grave insufficienza cardiaca cronica o altre condizioni che stimolano il sistema renina-angiotensinaaldosterone Nei pazienti in cui la funzionalità renale può dipendere dall’attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone (per es. pazienti con grave insufficienza cardiaca congestizia), il trattamento con gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina è stato associato con oliguria e/o progressiva azotemia e, raramente,con insufficienza renale acuta e/o la morte. La valutazione dei pazienti con insufficienza cardiaca o post-infarto miocardico deve sempre includere un esame della funzionalità renale. Non è stata stabilita la sicurezza d’impiego dell’associazione di valsarta

idroclorotiazide in pazienti con grave insufficienza cardiaca cronica. Pertanto non può essere escluso che a causa dell’inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone anche valsartan/idroclorotiazide possa essere associata con un peggioramento della funzionalità renale. Valsartan e idroclorotiazide HCS non deve essere utilizzato in questi pazienti. Stenosi dell’arteria renale Valsartan e idroclorotiazide HCS non deve essere usato per il trattamento dell’ipertensione in pazienti con stenosi unilaterale o bilaterale dell’arteria renale o stenosi dell’arteria di un rene unico poiché l’azotemia e la creatinina sierica possono aumentare in questi pazienti. Iperaldosteronismo primario I pazienti con iperaldosteronismo primario non devono essere trattaticon Valsartan e idroclorotiazide HCS in quanto il loro sistema renina-angiotensina non è attivato. Stenosi della valvola aortica e mitralica, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva Come per tutti gli altri vasodilatatori è necessaria particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi aortica o mitralica o da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Compromissione della funzionalità renale Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione della funzionalità renale con clearance della creatinina ≥ 30 ml/min (vedere paragrafo 4.2). Quando Valsartan e idroclorotiazide HCS è usato in pazienti con compromissione della funzionalità renale si raccomandano controlli periodici del potassio sierico, della creatinina e dei livelli di acido urico. Trapianto di rene Attualmente non c’è esperienza sulla sicurezza di impiego di Valsartan e idroclorotiazide HCS in pazienti recentemente sottoposti a trapianto di rene. Compromissione della funzionalità epatica Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica lieve o moderata, senza colestasi, Valsartan e idroclorotiazide HCS deve essere utilizzato con cautela (vedere paragrafi4.2 e 5.2). Le tiazidi devono essere usate con cautela in pazienti con funzionalità epatica compromessa o con malattia epatica progressiva, poiché alterazioni minori dell’equilibrio idro-elettrolitico possono precipitare il coma epatico. Storia di angioedema In pazienti trattati con valsartan sono stati riportati casidi angioedema, tra cui gonfiore della laringe e della glottide, che causano ostruzione delle vie aeree e/o gonfiore del viso, delle labbra, della faringe, e/o della lingua; alcuni di questi pazienti avevano precedentemente sperimentato angioedema con altri farmaci, tra cui gli ACE-inibitori. Valsartan e idroclorotiazide HCS deve essere immediatamente interrotto nei pazienti che sviluppano angioedema, e Valsartan e idroclorotiazide HCS non deve essere ri-somministrato (vedere paragrafo 4.8). Lupus eritematoso sistemico È stato osservato che i diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, possono esacerbare o attivare un lupus eritematoso sistemico. Altri disturbi metabolici I diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, possono alterare la tolleranza al glucosio e aumentare i livelli sierici di colesterolo, trigliceridi e acido urico. Neipazienti diabetici possono essere necessariaggiustamenti della dose di insulina e degli agenti ipoglicemici orali. I tiazidici possono ridurre l’escrezione di calcio nelle urine e causare un aumento lieve e intermittente del calcio sierico in assenza di disturbi noti del metabolismo del calcio. Un’ipercalcemia marcata può essere prova di un iperparatiroidismo latente. I tiazidici devono essere sospesiprima di eseguire test per la funzione paratiroidea. Fotosensibilità Con i diuretici tiazidici sono stati riferiti casi di reazioni di fotosensibilità (vedere paragrafo 4.8). Se la reazione di fotosensibilità si verifica durante il trattamento, si raccomanda l’interruzione. Se si ritiene necessaria una nuova somministrazione del diuretico, si raccomanda di proteggere le aree esposte alsole o ai raggi UVA.

Gravidanza La terapia con Antagonisti del Recettore dell’Angiotensina II (AIIRA) non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un AIIRA. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con AIIRA deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi4.3 e 4.6). Generali È necessaria cautela in pazienti che hanno mostrato precedentireazioni di ipersensibilità ad altri antagonisti dei recettori dell’angiotensina II. Reazioni di ipersensibilità all’idroclorotiazide sono più probabili in pazienti con allergia e asma. Glaucoma acuto ad angolo chiuso L’idroclorotiazide, una sulfonamide, è stata associata ad una reazione idiosincratica che ha causato miopia acuta transitoria e glaucoma acuto ad angolo chiuso. I sintomi includono insorgenza acuta di ridotta acuità visiva o dolore oculare e si verifica tipicamente entro poche ore fino ad una settimana dall’inizio della terapia. Il glaucoma acuto ad angolo chiuso non trattato può portare a perdita permanente della vista. Il trattamento principale è l’interruzione dell’idroclorotiazide il più rapidamente possibile. Può essere necessario considerare un trattamento medico o chirurgico immediato se la pressione intraoculare resta incontrollata. I fattori di rischio per lo sviluppo di glaucoma ad angolo chiuso possono includere un’anamnesi di allergia alle sulfonamidi o alla penicillina. Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) Esiste l’evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Valsartan e idroclorotiazide HCS contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, carenza di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Interazioni relative sia a valsartan che a idroclorotiazide Uso concomitante non raccomandato Litio Durante l’uso concomitante di ACE inibitore e tiazidici, compresa l’idroclorotiazide sono stati riferiti aumenti reversibili nelle concentrazioni sieriche di litio e tossicità. A causa della mancanza di esperienza nell’uso concomitante di valsartan e litio, questa associazione non è raccomandata. Se l’associazione si dimostra necessaria,si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli sierici di litio. Uso concomitante che richiede cautela Altri agenti antipertensivi L’associazione di valsartan e idroclorotiazide può aumentare l’effetto di altri agenti antipertensivi (ad esempio guanetidina, metildopa, vasodilatatori, ACEI, ARB,beta-bloccanti, bloccanti del canale del calcio e DRI). Amine pressorie (per es.noradrenalina, adrenalina) L’effetto delle amine pressorie può essere ridotto. Il significato clinico di questo effetto è incerto e non sufficiente a precluderne l’uso. Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS),inclusi gli inibitori selettivi della COX-2,l’acido acetilsalicilico ≥3

g/die, e FANS non selettivi Quando gli antagonisti dell’angiotensina II e idroclorotiazide vengono somministrati contemporaneamente ai FANS, può verificarsi un’attenuazione dell’effetto antipertensivo. Inoltre, l’uso concomitante di Valsartan e idroclorotiazide HCS e FANS può portare a un peggioramento della funzione renale e un aumento del potassio sierico. Pertanto,si raccomanda il monitoraggio della funzione renale all’inizio del trattamento, nonché un’adeguata idratazione del paziente. Interazioni relative al valsartan Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Uso concomitante non raccomandato Diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio, sostituti del sale a contenuto di potassio e altre sostanze che possono aumentare i livelli di potassio Se un medicinale che influenza i livelli di potassio è ritenuto necessario in associazione con valsartan, si consiglia il monitoraggio dei livelli plasmatici di potassio. Trasportatori I dati in vitro indicano che valsartan è un substrato dei trasportatori di captazione epatici OATP1B1 / OATP1B3 e del trasportatore epatico di efflusso MRP2. La rilevanza clinica di questo dato non è nota. La co-somministrazione di inibitori del trasportatore di assorbimento (ad es. rifampicina, ciclosporina) o del trasportatore di efflusso (ad es. ritonavir) possono aumentare l'esposizione sistemica a valsartan. Si deve prestare particolare attenzione quando si inizia o termina il trattamento concomitante con tali farmaci. Nessuna interazione Negli studi di interazione con valsartan non sono state rilevate interazioni clinicamente significative con valsartan o uno qualsiasi dei seguenti principi: cimetidina, warfarin, furosemide, digossina, atenololo, indometacina, idroclorotiazide, amlodipina, glibenclamide. La diossina e l’indometacina possono interagire con la componente idroclorotiazide di Valsartan e idroclorotiazide HCS (vedere le interazioni relative all’idroclorotiazide). Interazioni relative all’idroclorotiazide Uso concomitante che richiede cautela Medicinali con effetti sui livelli di potassio sierico L’effetto ipokaliemico dell’idroclorotiazide può essere aumentato dalla somministrazione concomitante di diuretici kaliuretici, corticosteroidi, lassativi, ACTH, amfotericina, carbenoxolone, penicillina G, acido salicilico e derivati. Se questi medicinali devono essere prescritticon l’associazione valsartan-idroclorotiazide, è consigliato il monitoraggio dei livelli plasmatici di potassio (vedere paragrafo 4.4). Medicinali che possono indurre torsioni di punta A causa del rischio di ipopotassiemia, l’idroclorotiazide deve essere somministrata con cautela quando viene associata a medicinali che possono indurre torsioni di punta, in particolare antiaritmici di classe Ia e classe III e alcuni antipsicotici. Medicinali con effetti sui livelli di sodio sierico L’effetto iponatremico dei diuretici può essere intensificato dalla somministrazione concomitante di farmaci quali antidepressivi, antipsicotici, antiepilettici, ecc. Siconsiglia cautela nella somministrazione di questi farmaci a lungo termine. Glicosidi digitalic

Ipopotassiemia o ipomagnesiemia indotte dai tiazidici possono verificarsi come effettiindesiderati, favorendo l’insorgenza di aritmie cardiache indotte da digitale (vedere paragrafo 4.4). Sali di calcio e vitamina D La somministrazione di diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, con vitamina D o con sali di calcio può potenziare l’aumento del calcio sierico. L’uso concomitante di diuretici di tipo tiazidico con sali di calcio può causare ipercalcemia in pazienti predisposti per l’ipercalcemia (ad es. iperparatiroidismo, tumori maligni o condizioni mediate dalla vitamina D) tramite aumento del riassorbimento tubulare del calcio. Antidiabetici (agentiorali e insulina) Le tiazidi possono alterare la tolleranza al glucosio. Può essere necessario un aggiustamento della dose del medicinale antidiabetico. La metformina deve essere usata con cautela a causa delrischio di acidosi lattica indotta da possibile compromissione renale funzionale correlata all’idroclorotiazide. Beta-bloccanti e diazossido L’uso contemporaneo di diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, e beta-bloccanti può aumentare il rischio di iperglicemia. I diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, possono aumentare l’effetto iperglicemico del diazossido. Medicinali usati per il trattamento della gotta (probenecid,sulfinpirazone e allopurinolo) Può essere necessario aggiustare la dose dei farmaci uricosurici, in quanto l’idroclorotiazide può aumentare i livelli sierici di acido urico. Può essere necessario aumentare la dose di probenecid o sulfinpirazone. La somministrazione contemporanea con diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, può aumentare l’incidenza delle reazioni di ipersensibilità all’allopurinolo. Anticolinergici e altri medicinali con effetti sulla motilità gastrica La biodisponibilità dei diuretici di tipo tiazidico può essere aumentata daifarmacianticolinergici (per es.:atropina, biperiden), apparentemente a causa di una diminuzione della motilità gastrointestinale e della velocità di svuotamento dello stomaco. Viceversa,si prevede che i farmaciprocinetici come la cisapride possano ridurre la biodisponibilità dei diuretici tiazidici. Amantadina Le tiazidi, compresa l’idroclorotiazide, possono aumentare il rischio di reazioni avverse causate dall’amantadina. Resine a scambio ionico L’assorbimento dei diuretici tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, viene ridotto dalla colestiramina o dal colestipolo. Ciò potrebbe causare effettisub-terapeutici dei diuretici tiazidici. Tuttavia, lo scaglionamento della dose di idroclorotiazide e della resina in modo tale che l’idroclorotiazide venga somministrata almeno 4 ore prima o 4-6 ore dopo la somministrazione delle resine potrebbe minimizzare l’interazione. Farmaci citotossici I tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, possono ridurre l’escrezione renale degli agenti citotossici (per es.: ciclofosfamide, metotrexato) e potenziare i loro effetti mielosoppressori. Rilassanti della muscolatura scheletrica non depolarizzanti (per es. tubocurarina) I tiazidici, compresa l’idroclorotiazide, potenziano l’azione dei rilassanti della muscolatura scheletrica come i derivati del curaro. Ciclosporina La somministrazione contemporanea di ciclosporina può aumentare il rischio di iperuricemia e complicazioni di tipo gottoso. Alcool, sedativi barbiturici o narcotici La somministrazione concomitante di diuretici tiazidici e sostanze che hanno anch’esse un effetto ipotensivo (ad es. tramite riduzione dell’attività del sistema nervoso centrale simpatico o attività diretta di vasodilatazione) possono potenziare l’ipotensione ortostatica.

Metildopa Sono stati riportati casiisolati di anemia emolitica in pazienti trattati contemporaneamente con idroclorotiazide e metildopa. Mezzi di contrasto iodati In caso di disidratazione indotta da diuretici, aumenta il rischio di compromissione renale acuta,in particolare con dosi elevate di prodotti iodati. I pazienti devono essere reidratatiprima della somministrazione.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Valsartan L’uso di Antagonisti del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso di AIIRA è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi4.3 e 4.4). L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. Benché non vi siano dati epidemiologici controllati sul rischio con AIIRA,rischi simili possono esistere per questa classe di farmaci. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un AIIRA. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con AIIRA deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. È noto che nella donna l’esposizione ad AIIRA durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere anche paragrafo 5.3). Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un AIIRA dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto AIIRA devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere anche i paragrafi 4.3 e 4.4). Idroclorotiazide L’esperienza sull’uso di idroclorotiazide durante la gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre, è limitata. I dati dagli studi animali sono insufficienti. Idroclorotiazide attraversa la placenta. Sulla base del meccanismo farmacologico di azione di idroclorotiazide, il suo uso durante il secondo e terzo trimestre può compromettere la perfusione feto-placentare e può causare effettifetali e neonatali come ittero, disturbi dell’equilibrio elettrolitico e trombocitopenia. Allattamento Non sono disponibili informazioni sull’uso di valsartan durante l’allattamento. Idroclorotiazide è escreta nellatte umano in piccole quantità. Le tiazidi in dosi elevate causano un’intensa diuresi che può inibire la produzione di latte. Pertanto l’uso di Valsartan e idroclorotiazide HCS durante l’allattamento non è raccomandato. È preferibile ricorrere a trattamenti alternativi con comprovato profilo di sicurezza per l’uso durante l’allattamento, specialmente quando si allatta un neonato o un neonato pretermine. Se Valsartan e idroclorotiazide HCS viene usato durante l’allattamento, le dosi devono essere mantenute le più basse possibili.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sugli effetti dell’associazione di valsartan-idroclorotiazide sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Quando si guida o si usano macchinari, deve essere tenuta in considerazione l’insorgenza occasionale di vertigini o stanchezza.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati riportati in sperimentazioni cliniche ed esami di laboratorio e verificatisi con maggior frequenza con valsartan + idroclorotiazide rispetto a placebo o derivanti da segnalazioni individuali in seguito a commercializzazione sono di seguito presentati secondo la classificazione sistemica organica. In corso di trattamento con valsartan/idroclorotiazide possono verificarsi anche effetti indesiderati segnalati con ogni singolo componente somministrato in monoterapia, sebbene non evidenziati negli studi clinici. Gli effetti indesiderati sono stati ordinati in base alla frequenza, a partire dai più frequenti, utilizzando la seguente convenzione: - Molto comune (≥ 1/10) - Comune (≥ 1/100, < 1/10) - Non comune (≥ 1/1.000, < 1/100) - Raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000) - Molto raro (< 1/10.000) - Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) All’interno dei gruppi di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità. Tabella 1. Frequenza delle reazioni avverse con valsartan/idroclorotiazide Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comune Disidratazione Patologie del sistema nervoso Molto raro Capogiri Non comune Parestesia Non nota Sincope Patologie dell’occhio Non comune Visione offuscata Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune Tinnito Patologie vascolari Non comune Ipotensione Patologie respiratorie,toraciche e mediastiniche Non comune Tosse Non nota Edema polmonare non cardiogenico Patologie gastrointestinali Molto raro Diarrea Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo Non comune Mialgia Molto raro Artralgia Patologie renali e urinarie Non nota Compromissione della funzionalità renale Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune Affaticamento Esami diagnostici Non nota Aumento dell’acido urico, della bilirubina e della creatinina nel siero, ipokaliemia, iponatriemia, aumento dell’azoto ureico nel sangue, neutropenia Ulteriori informazioni sui singoli componenti Gli effetti indesiderati già riportati per uno dei singoli componenti possono essere potenziali effetti indesiderati anche dell’associazione di valsartan e idroclorotiazide, anche se non sono stati osservati negli studi clinici o durante il periodo di commercializzazione. Tabella 2. Frequenza delle reazioni avverse con valsarta

Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota Diminuzione dell’emoglobina, diminuzione dell’ematocrito, trombocitopenia Disturbi del sistema immunitario Non nota Ipersensibilità/reazioni allergiche inclusa malattia del siero Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non nota Aumento del potassio nel siero, iponatriemia Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune Vertigini Patologie vascolari Non nota Vasculite Patologie gastrointestinali Non comune Dolore addominale Patologie epatobiliari Non nota Aumento dei valori della funzione epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non nota Angioedema, dermatite bollosa, rash, prurito Patologie renali e urinarie Non nota Compromissione renale Tabella 3. Frequenza delle reazioni avverse con idroclorotiazide Idroclorotiazide è stata ampiamente prescritta per molti anni, spesso in dosi più elevate di quelle somministrate con Valsartan e idroclorotiazide HCS. Le seguenti reazioni avverse sono state riportate in pazienti trattati in monoterapia con diuretici tiazidici, inclusa idroclorotiazide: Patologie del sistema emolinfopoietico Raro Trombocitopenia a volte con porpora Molto raro Agranulocitosi, leucopenia, anemia emolitica, insufficienza midollare Non nota Anemia aplastica Disturbi del sistema immunitario Molto raro Reazioni di ipersensibilità Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Ipopotassiemia, aumento dei lipidi nel sangue (principalmente a dosi elevate) Comune Iponatriemia, ipomagnesiemia, iperuricemia Raro Ipercalcemia, iperglicemia, glicosuria e peggioramento dello stato metabolico diabetico Molto raro Alcalosi ipocloremica Disturbi psichiatrici Raro Depressione, disturbi del sonno Patologie del sistema nervoso Raro Cefalea,capogiro, parestesia Patologie dell’occhio Raro Compromissione della visione Non nota Glaucoma acuto ad angolo chiuso Patologie cardiache Raro Aritmie cardiache Patologie vascolari Comune Ipotensione posturale Patologie respiratorie,toraciche e mediastiniche Molto raro Stress respiratorio inclusi polmonite ed edema polmonare Patologie gastrointestinali Comune Perdita di appetito, lieve nausea e vomito, Raro Costipazione, disagio gastrointestinale, diarre

Molto raro Pancreatite Patologie epatobiliari Raro Colestasi intraepatica o itterizia Patologie renali e urinarie Non nota Disfunzione renale, insufficienza renale acuta Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Orticaria e altre forme di rash Raro Fotosensibilità Molto raro Vasculite necrotizzante e necrolisi epidermica tossica, reazioni cutanee simili al lupus eritematoso, riattivazione di lupus cutaneo eritematoso Non nota Eritema multiforme Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non nota Piressia, astenia Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo Non nota Spasmo muscolare Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Comune Impotenza Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi Il sovradosaggio con valsartan può dar esito a marcata ipotensione, che può portare a un ridotto livello di coscienza, collasso circolatorio e/o shock. In seguito a sovradosaggio di idroclorotiazide possono inoltre verificarsi i seguenti segni e sintomi: nausea,sonnolenza, ipovolemia, disturbi elettrolitici associati ad aritmie cardiache e a spasmi muscolari. Gestione Le misure terapeutiche dipendono dal tempo di ingestione e dal tipo e dalla gravità dei sintomi; la stabilizzazione delle condizioni circolatorie è di primaria importanza. Se si verifica ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina e si devono somministrare rapidamente soluzioni saline. Il valsartan non può essere rimosso mediante emodialisi, a causa del suo forte legame alle proteine sieriche, mentre la rimozione dell’idroclorotiazide può essere effettuata con la dialisi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica:agenti attivi sul sistema renina-angiotensina, antagonisti dell’angiotensina II e diuretici. Codice ATC: C09DA03 Valsartan/idroclorotiazide In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con farmaco attivo in pazienti non adeguatamente controllati con idroclorotiazide 12,5 mg, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 80/12,5 mg (14,9/11,3 mmHg) rispetto a idroclorotiazide 12,5 mg (5,2/2,9 mmHg) e idroclorotiazide 25 mg (6,8/5,7 mmHg). Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 80/12,5 mg (60%) rispetto a idroclorotiazide 12,5 mg (25%) e idroclorotiazide 25 mg (27%).

In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con farmaco attivo in pazienti non adeguatamente controllati con valsartan 80 mg, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 80/12,5 mg (9,8/8,2 mmHg) rispetto a valsartan 80 mg (3,9/5,1 mmHg) e valsartan 160 mg (6,5/6,2 mmHg). Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 80/12,5 mg (51%) rispetto a valsartan 80 mg (36%) e valsartan 160 mg (37%). In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo con disegno fattoriale, che confrontava diverse combinazioni di dose di valsartan/idroclorotiazide rispetto ai singoli componenti, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 80/12,5 mg (16,5/11,8 mmHg) rispetto al placebo (1,9/4,1 mmHg) e rispetto sia a idroclorotiazide 12,5 mg (7,3/7,2 mmHg) che a valsartan 80 mg (8,8/8,6 mmHg). Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 80/12,5 mg (64%) rispetto al placebo (29%) e idroclorotiazide (41%). In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con farmaco attivo in pazienti non adeguatamente controllati con idroclorotiazide 12,5 mg, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 160/12,5 mg (12,4/7,5 mmHg) rispetto a idroclorotiazide 25 mg (5,6/2,1 mmHg). Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <140/90 mmHg o riduzione della pressione sanguigna sistolica ≥ 20 mmHg o riduzione della pressione sanguigna diastolica ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 160/12,5 mg (50%) rispetto a idroclorotiazide 25 mg (25%). In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con farmaco attivo in pazienti non adeguatamente controllati con valsartan 160 mg, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori sia con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 160/25 mg (14,6/11,9 mmHg) che con valsartan/idroclorotiazide 160/12,5 mg (12,4/10,4 mmHg) rispetto a valsartan 160 mg (8,7/8,8 mmHg). Anche la differenza nelle riduzioni della pressione sanguigna tra le dosi da 160/25 mg e 160/12,5 mg ha raggiunto significato statistico. Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 160/25 mg (68%) e a valsartan/idroclorotiazide In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo con disegno fattoriale, che confrontava diverse combinazioni di dose di valsartan/idroclorotiazide rispetto ai singoli componenti, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 160/12,5 mg (17,8/13,5 mmHg) e valsartan/idroclorotiazide 160/25 mg (22,5/15,3 mmHg) rispetto al placebo (1,9/4,1 mmHg) e rispetto alle rispettive monoterapie, ovvero idroclorotiazide 12,5 mg (7,3/7,2 mmHg), idroclorotiazide 25 mg (12,7/9,3 mmHg) e valsartan 160 mg (12,1/9,4 mmHg). Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 160/25 mg (81%) e valsartan/idroclorotiazide 160/12,5 mg (76%) rispetto al placebo (29%) e alle rispettive monoterapie, ovvero idroclorotiazide 12,5 mg (41%), idroclorotiazide 25 mg (54%) e valsartan 160 mg (59%). In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con farmaco attivo in pazienti non adeguatamente controllati con idroclorotiazide 12,5 mg, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 160/12,5 mg (12,4/7,5 mmHg) rispetto a idroclorotiazide 25 mg (5,6/2,1 mmHg). Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <140/90 mmHg o riduzione della pressione sanguigna sistolica ≥ 20 mmHg o riduzione della pressione sanguigna diastolica ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 160/12,5 mg (50%) rispetto a idroclorotiazide 25 mg (25%). In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con farmaco attivo in pazienti non adeguatamente controllati con valsartan 160 mg, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 160/25 mg (14,6/11,9 mmHg) e valsartan/idroclorotiazide 160/12,5 mg (12,4/10,4 mmHg) rispetto a valsartan 160 mg (8,7/8,8 mmHg). Anche la differenza nelle riduzioni della pressione sanguigna tra le dosi da 160/25 mg e 160/12,5 mg ha raggiunto significato statistico. Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolic

<90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 160/25 mg (68%) e 160/12,5 mg (62%) rispetto a valsartan 160 mg (49%). In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo con disegno fattoriale, che confrontava diverse combinazioni di dose di valsartan/idroclorotiazide rispetto ai singoli componenti, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 160/12,5 mg (17,8/13,5 mmHg) e valsartan/idroclorotiazide 160/25 mg (22,5/15,3 mmHg) rispetto al placebo (1,9/4,1 mmHg) e rispetto alle rispettive monoterapie, ovvero idroclorotiazide 12,5 mg (7,3/7,2 mmHg), idroclorotiazide 25 mg (12,7/9,3 mmHg) e valsartan 160 mg (12,1/9,4 mmHg). Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 160/25 mg (81%) e valsartan/idroclorotiazide 160/12,5 mg (76%) rispetto al placebo (29%) e alle rispettive monoterapie, ovvero idroclorotiazide 12,5 mg (41%), idroclorotiazide 25 mg (54%) e valsartan 160 mg (59%). In uno studio clinico in doppio cieco, randomizzato, controllato con farmaco attivo in pazienti non adeguatamente controllati con valsartan 320 mg, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori sia con l’associazione di valsartan/idroclorotiazide 320/25 mg (15,4/10,4 mmHg) che con valsartan/idroclorotiazide 320/12,5 mg (13,6/9,7 mmHg) rispetto a valsartan 320 mg (6,1/5,8 mmHg). Anche la differenza nelle riduzioni della pressione sanguigna tra le dosi da 320/25 mg e 320/12,5 mg ha raggiunto significato statistico. Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 320/25 mg (75%) e 320/12,5 mg (69%) rispetto a valsartan 320 mg (53%). In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo con disegno fattoriale, che confrontava diverse combinazioni di dose di valsartan/idroclorotiazide rispetto ai singoli componenti, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 320/12,5 mg (21,7/15,0 mmHg) e valsartan/idroclorotiazide 320/25 mg (24,7/16,6 mmHg) rispetto al placebo (7,0/5,9 mmHg) e rispetto alle rispettive monoterapie, ovvero idroclorotiazide 12,5 mg (11,1/9,0 mmHg), idroclorotiazide 25 mg (14,5/10,8 mmHg) e valsartan 320 mg (13,7/11,3 mmHg). Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 320/25 mg (85%) e valsartan/idroclorotiazide 320/12,5 mg (83%) rispetto al placebo (45%) e alle rispettive monoterapie, ovvero idroclorotiazide 12,5 mg (60%), idroclorotiazide 25 mg (66%) e valsartan 320 mg (69%). In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con farmaco attivo in pazienti non adeguatamente controllati con valsartan 320 mg, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 320/25 mg (15,4/10,4 mmHg) e valsartan/idroclorotiazide 320/12,5 mg (13,6/9,7 mmHg) rispetto a valsartan 320 mg (6,1/5,8 mmHg). Anche la differenza nelle riduzioni della pressione sanguigna tra le dosi da 320/25 mg e 320/12,5 mg ha raggiunto significato statistico. Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 320/25 mg (75%) e 320/12,5 mg (69%) rispetto a valsartan 320 mg (53%). In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo con disegno fattoriale, che confrontava diverse combinazioni di dose di valsartan/idroclorotiazide rispetto ai singoli componenti, sono state osservate riduzioni della pressione sanguigna sistolica/diastolica media significativamente maggiori con l’associazione valsartan/idroclorotiazide 320/12,5 mg (21,7/15,0 mmHg) e valsartan/idroclorotiazide 320/25 mg (24,7/16,6 mmHg) rispetto al placebo (7,0/5,9 mmHg) e rispetto alle rispettive monoterapie, ovvero idroclorotiazide 12,5 mg (11,1/9,0 mmHg), idroclorotiazide 25 mg (14,5/10,8 mmHg) e valsartan 320 mg (13,7/11,3 mmHg). Inoltre, una percentuale significativamente maggiore di pazienti ha risposto (pressione sanguigna diastolica <90 mmHg o riduzione ≥ 10 mmHg) a valsartan/idroclorotiazide 320/25 mg (85%) e valsartan/idroclorotiazide 320/12,5 mg (83%) rispetto al placebo (45%) e alle rispettive monoterapie, ovvero idroclorotiazide 12,5 mg (60%), idroclorotiazide 25 mg (66%) e valsartan 320 mg (69%). In studi clinici controllati con valsartan+idroclorotiazide si sono verificate diminuzioni dose-dipendenti del potassio sierico. Tali riduzioni si sono verificate più frequentemente nei pazienti trattai con idroclorotiazide 25 mg rispetto a quelli trattati con idroclorotiazide 12,5 mg. In studi clinici controllati con valsartan/idroclorotiazide l’effetto di riduzione del potassio di idroclorotiazide è stato attenuato dall’effetto di risparmio di potassio di valsartan.

Non sono attualmente noti gli effetti benefici dell’associazione tra valsartan e idroclorotiazide sulla mortalità e morbilità cardiovascolari. Studi epidemiologici hanno dimostrato che la terapia a lungo termine con idroclorotiazide riduce il rischio di mortalità e morbilità cardiovascolari. Valsartan Il valsartan è un antagonista specifico dei recettoridell’angiotensina II (Ang II), attivo per via orale. Agisce selettivamente sul sottotipo recettoriale AT1, responsabile degli effetti noti dell’angiotensina II. L’aumento dei livelli plasmatici di Ang II, conseguente al blocco dei recettoriAT1 attuato dal valsartan, può stimolare i recettori AT2 non bloccati, ciò che sembra controbilanciare l’azione dei recettori AT1. Il valsartan non esplica nessuna attività agonista parziale a livello del recettore AT1 ed ha un'affinità molto maggiore per il recettore AT1 (circa 20.000 volte) rispetto al recettore AT2. È noto che il valsartan non si lega o non blocca altri recettoriormonali o canali ionici noti per la loro importanza nella regolazione cardiovascolare. Il valsartan non inibisce l’ACE, noto anche come chininasi II, che converte l’Ang I ad Ang II e degrada la bradichinina. Poiché non c’è effetto sull’ACE e non c’è alcun potenziamento della bradichinina o della sostanza P, è improbabile che gli antagonisti dell’angiotensina II siano associati a tosse. Nelle sperimentazioni cliniche in cui il valsartan è stato confrontato con un ACE inibitore, l’incidenza di tosse secca è stata significativamente (P < 0,05) inferiore nei pazienti trattati con il valsartan rispetto a quelli trattati con un ACE inibitore (rispettivamente 2,6% in confronto a 7,9%). In uno studio clinico condotto su pazienti con precedenti di tosse secca durante trattamento con un ACE inibitore, il 19,5% dei pazienti trattati con il valsartan ed il 19,0% di quelli trattaticon un diuretico tiazidico hanno sofferto di tosse rispetto al 68,5% dei pazienti trattati con un ACE inibitore (P < 0,05). La somministrazione di valsartan a pazienti affetti da ipertensione induce una riduzione della pressione arteriosa senza alterare la frequenza cardiaca. Nella maggior parte dei pazienti, dopo la somministrazione di una dose singola per via orale, l’inizio dell’attività antipertensiva si ha entro 2 ore ed il picco di riduzione pressoria viene raggiunto entro 4-6 ore. L’effetto antipertensivo persiste per oltre 24 ore dopo la somministrazione. In caso di somministrazione ripetuta, la massima riduzione della pressione arteriosa,con qualsiasi dose, viene generalmente ottenuta entro 2-4 settimane e si mantiene nel corso di un trattamento a lungo termine. Una ulteriore significativa riduzione della pressione arteriosa viene ottenuta associando il farmaco all'idroclorotiazide. Lo sospensione improvvisa di valsartan non è stata associata all’ipertensione di rimbalzo o ad altri eventi clinici avversi. Nei pazienti ipertesi con diabete di tipo 2 e microalbuminuria, è stato dimostrato che valsartan riduce la secrezione urinaria dell’albumina. Lo studio MARVAL (Micro Albuminuria Reduction with Valsartan) ha valutato la riduzione nell’escrezione urinaria di albumina (UAE) con valsartan (80-160 mg/od) vs amlodipina (5-10 mg/od), in 332 pazienti con diabete di tipo 2 (età media: 58 anni; 265 uomini) con microalbuminuria (valsartan: 58 μg/min; amlodipina: 55,4 μg/min), pressione sanguigna normale o elevata e con funzione renale mantenuta (creatinina nel sangue <120 μmol/l). Alla settimana 24, l’UAE era ridotto (p<0,001) del 42% (–24,2 μg/min; 95% IC: da –40,4 a –19,1) con valsartan e di circa il 3% (–1,7 μg/min; 95% IC: da –5,6 a 14,9) con amlodipina nonostante le percentuali simili nella riduzione della pressione sanguigna in entrambi i gruppi. Lo studio DROP (Diovan Reduction of Proteinuria) ha ulteriormente esaminato l’efficacia di valsartan nella riduzione dell’UAE in 391 pazienti ipertesi (pressione sanguigna =150/88 mmHg) con diabete di tipo 2, albuminuria (media=102 μg/min; 20-700 μg/min) e funzione renale mantenuta (creatinina sierica media = 80 μmol/l). I pazienti sono stati randomizzati a uno dei tre dosaggi di valsartan (160, 320 e 640 mg/od) e trattati per 30 settimane. Lo scopo dello studio era di determinare la dose ottimale di valsartan per la riduzione della UAE nei pazienti ipertesi con diabete di tipo 2. Alla settimana 30, il cambiamento di percentuale nella UAE era significativamente ridotto del 36% rispetto al basale con valsartan 160 mg (95% IC: da 22 a 47%), e del 44% con valsartan 320 mg (95%IC: da 31 a 54%). È stato concluso che 160-320 mg di valsartan ha prodotto riduzioni clinicamente rilevanti nella UAE in pazienti ipertesi con diabete di tipo 2. Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA Nephron-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l'uso della combinazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito tipo 2 associato all’evidenza di danno d'organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito tipo 2 e nefropatia diabetica. Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/

ipotensione rispetto alla monoterapia. Questi risultati sono pertinenti anche per gli altri ACE-inibitori e per gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo Idroclorotiazide Il sito d’azione dei diuretici tiazidici è prevalentemente nel tubulo contorto distale renale. È stata dimostrata la presenza di un recettore ad alta affinità nella corteccia renale che è risultato il sito di legame primario per l’azione dei diuretici tiazidici e l’inibizione del trasporto di NaCl nel tubulo contorto distale. Il meccanismo d’azione dei tiazidici si attua attraverso l’inibizione del trasporto di Na+ Cl- , forse per competizione con il sito del Cl- , alterando quindi il meccanismo di riassorbimento degli elettroliti: aumentando direttamente l’escrezione del sodio e del cloro in quantità equivalenti ed indirettamente riducendo il volume plasmatico mediante questa azione diuretica, con un conseguente aumento dell’attività della renina plasmatica, della secrezione dell’aldosterone e della perdita del potassio urinario ed una diminuzione del potassio sierico. Il legame renina-aldosterone viene mediato dall’angiotensina II, di modo che con la somministrazione contemporanea di valsartan la riduzione del potassio sierico è meno pronunciata di quella osservata in corso di monoterapia con idroclorotiazide.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Valsartan/idroclorotiazide La disponibilità sistemica dell’idroclorotiazide viene ridotta del 30% circa in caso di somministrazione contemporanea con valsartan. La cinetica del valsartan non viene notevolmente influenzata dalla somministrazione contemporanea con idroclorotiazide. Questa interazione osservata non ha impatto sull’uso combinato di valsartan e idroclorotiazide, in quanto studi clinici controllati hanno dimostrato un chiaro effetto antipertensivo, superiore a quello ottenuto con le singole sostanze attive somministrate da sole, o con il placebo. Valsartan Assorbimento In seguito alla somministrazione orale di valsartan in monoterapia, le concentrazioni plasmatiche massime vengono raggiunte entro 2-4 ore. La biodisponibilità assoluta media è del 23%. Il cibo riduce l’esposizione (come misurata dall’AUC) al valsartan di circa il 40% e la concentrazione plasmatica massima (Cmax) di circa il 50%, anche se a partire da circa 8 ore dopo la somministrazione, le concentrazioni plasmatiche di valsartan sono simili nei gruppi a stomaco pieno e a digiuno. Questa riduzione dell’AUC non è tuttavia accompagnata da una riduzione clinicamente significativa dell’effetto terapeutico, e valsartan può pertanto essere somministrato con o senza cibo. Distribuzione Il volume di distribuzione allo stato stazionario di valsartan dopo somministrazione endovenosa è di circa 17 litri, e indica che il valsartan non si distribuisce estensivamente nei tessuti. Il valsartan si lega in maniera elevata alle proteine del siero (94-97%), principalmente all’albumina sierica. Biotrasformazione Il valsartan non viene biotrasformato in misura elevata poiché solo circa il 20% della dose viene recuperato sotto forma di metaboliti. Un metabolita idrossilico è stato identificato nel plasma a basse concentrazioni (inferiore al 10% dell’UAC di valsartan). Questo metabolita è farmacologicamente inattivo. Eliminazione Valsartan mostra cinetica di decadimento multiesponenziale (t1/2 <1 h e t1/2β circa 9 h). Valsartan viene essenzialmente eliminato nelle feci (circa 83% della dose) e nelle urine (circa 13% della dose), principalmente come farmaco immodificato. In seguito a somministrazione endovenosa, la clearance plasmatica di valsartan è di circa 2 l/h e la sua clearance renale è di circa 0,62 l/h (circa 30% della clearance totale). L’emivita di valsartan è di 6 ore.

Idroclorotiazide Assorbimento Dopo somministrazione per via orale l’idroclorotiazide viene rapidamente assorbita (tmax= circa 2 ore). L’aumento nella AUC media è lineare e proporzionale alla dose nel range terapeutico. L’effetto del cibo sull’assorbimento dell’idroclorotiazide, se presente, ha scarsa rilevanza clinica. Dopo somministrazione orale, la biodisponibilità assoluta dell’idroclorotiazide è del 70%. Distribuzione Il volume apparente di distribuzione è di 4-8 l/kg. L’idroclorotiazide circolante è legata alle proteine sieriche (40-70%), prevalentemente all’albumina sierica. L’idroclorotiazide si accumula anche negli eritrociti in circa 3 volte i livelli plasmatici. Eliminazione L’idroclorotiazide viene eliminata principalmente come farmaco immodificato. L’idroclorotiazide viene eliminata dal plasma con un’emivita che raggiunge una media di 6-15 ore nella fase terminale di eliminazione. Non si manifesta alcuna alterazione della cinetica dell’idroclorotiazide in seguito a somministrazione ripetuta e l’accumulo è minimo quando il farmaco viene somministrato una volta al giorno. Più del 95% della dose di idroclorotiazide assorbita viene escreta nell’urina come composto immodificato. La clearance renale è costituita da filtrazione passiva e secrezione attiva nel tubulo renale. Popolazioni speciali Anziani In alcuni soggetti anziani, è stata osservata un'esposizione sistemica al valsartan leggermente superiore rispetto ai soggetti giovani; tuttavia, non è stato dimostrato che ciò abbia un significato clinico. Dati limitati suggeriscono che la clearance sistemica dell’idroclorotiazide venga ridotta negli anziani sia sani che ipertesi, rispetto ai volontari sani giovani. Compromissioni della funzionalità renale In caso di somministrazione dell’associazione fissa alle dosi raccomandate,non è richiesto un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con una velocità di filtrazione glomerulare (VFG) compresa tra 30 e 70 ml/min. Non sono disponibili dati relativi alla somministrazione dell’associazione fissa di valsartan e idroclorotiazide in pazienti con grave alterazione della funzionalità renale (VFG < 30 ml/min) ed in quelli sottoposti a dialisi. Il valsartan è ampiamente legato alle proteine plasmatiche e non viene rimosso mediante emodialisi, mentre la rimozione dell’idroclorotiazide può essere effettuata con la dialisi. In presenza di compromissione renale, il livelli plasmatici massimi medi e i valori di AUC dell’idroclorotiazide sono aumentati e la velocità di escrezione urinaria è ridotta. In pazienti con compromissione renale da lieve a moderata, è stato osservato un aumento di 3 volte nell’AUC dell’idroclorotiazide. In pazienti con compromissione renale grave è stato osservato un aumento dell’AUC di 8 volte. L’idroclorotiazide è controindicata in pazienti con compromissione renale grave (vedere paragrafo 4.3). Compromissione della funzionalità epatica In uno studio di farmacocinetica condotto in pazienti con disfunzione epatica lieve (n=6) o moderata (n=5) l’esposizione al valsartan era pari circa al doppio di quanto rilevato in volontari sani (vedere paragrafo 4.2 e 4.4). Non sono disponibili dati sull'uso di valsartan nei pazienti con grave disfunzione epatica (vedere paragrafo 4.3). La malattia epatica non influenza significativamente la farmacocinetica dell’idroclorotiazide.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

La potenziale tossicità dell’associazione valsartan-idroclorotiazide somministrata per via orale è stata esaminata nei ratti e nelle scimmie ( marmoset ) nel corso di studi condotti per periodi fino a 6 mesi. Non sono emersi risultati che escludano l’uso di dosi terapeutiche nell’uomo. Negli studi di tossicità cronica, le modifiche indotte dall’associazione sono state molto probabilmente causate dal valsartan. L’organo bersaglio dal punto di vista tossicologico era il rene,con una reazione molto più marcata ne

marmoset che nel ratto. L’associazione ha provocato un danno renale (nefropatia con basofilia tubolare, aumenti dall’urea plasmatica, della creatinina plasmatica e del potassio sierico, aumenti del volume urinario e degli elettroliti urinari da 30 mg/kg/die di valsartan + 9 mg/kg/die di idroclorotiazide nel ratto e 10 + 3 mg/kg/die nel marmoset), probabilmente tramite un’alterazione dell’emodinamica renale. Nel ratti, queste dosi rappresentano rispettivamente 0,9 e 3,5 volte la dose massima raccomandata nell’uomo (MRHD) di valsartan e idroclorotiazide su base mg/m2 . Nel marmoset, queste dosi rappresentano rispettivamente 0,3 e 1,2 volte la dose massima raccomandata nell’uomo (MRHD) di valsartan e idroclorotiazide su base mg/m2 . (I calcoli presumono una dose orale di 320 mg/die di valsartan in associazione con 25 mg/die di idroclorotiazide in un paziente di 60 kg). Alte dosi dell’associazione valsartan-idroclorotiazide hanno provocato una riduzione degli indici delle cellule della serie rossa (eritrociti, emoglobina, ematocrito, da 100 + 31 mg/kg/die nel ratto e 30 + 9 mg/kg/die nel marmoset). Nel ratto, queste dosi rappresentano rispettivamente 0,3 e 12 volte la dose massima raccomandata nell’uomo (MRHD) di valsartan e idroclorotiazide su base mg/m2 . Nel marmoset, queste dosi rappresentano rispettivamente 0,9 e 3,5 volte la dose massima raccomandata nell’uomo (MRHD) di valsartan e idroclorotiazide su base mg/m2 . (I calcoli presumono una dose orale di 320 mg/die di valsartan in associazione con 25 mg/die di idroclorotiazide in un paziente di 60 kg). Nei marmoset sono stati osservati danni nella mucosa gastrica (da 30 + 9 mg/kg/die). L’associazione ha inoltre provocato iperplasia delle arteriole afferentinel rene (a 600 + 188 mg/kg/die nel ratto e da 30 + 9 mg/kg/die nel marmoset). Nel marmoset, queste dosi rappresentano rispettivamente 0,9 e 3,5 volte la dose massima raccomandata nell’uomo (MRHD) di valsartan e idroclorotiazide su base mg/m2 . Nelratto, queste dosi rappresentano rispettivamente 18 e 73 volte la dose massima raccomandata nell’uomo (MRHD) di valsartan e idroclorotiazide su base mg/m2 . (I calcoli presumono una dose orale di 320 mg/die di valsartan in associazione con 25 mg/die di idroclorotiazide in un paziente di 60 kg). Gli effetti sopra riportati sembrano dovuti all’azione farmacologica di alte dosi di valsartan (blocco dell’inibizione del rilascio di renina indotto dall’angiotensina II, con stimolazione delle cellule che producono renina) e si verificano anche con gli ACE-inibitori. Questi risultati non sembrano avere alcuna rilevanza per l’uso di dosi terapeutiche di valsartan nell’uomo. L’associazione valsartan-idroclorotiazide non è stata esaminata per mutagenicità, scissione cromosomica o carcinogenesi, in quanto non è stata evidenziata interazione tra le due sostanze. Comunque, questi test sono stati condotti separatamente con valsartan e idroclorotiazide e non hanno evidenziato effetti di mutagenicità, scissione cromosomica o carcinogenesi Nei ratti, dosi tossiche per le madri (600 mg/kg/die) durante gli ultimi giorni della gestazione e dell’allattamento hanno portato a una sopravvivenza inferiore, a un minore aumento di peso e a sviluppo ritardato (distacco della conca auricolare e apertura del canale uditivo) nella prole (vedere paragrafo 4.6). Nel ratto, queste dosi (600 mg/kg/die) sono circa 18 volte la dose massima raccomandata nell’uomo su base mg/m2 (i calcoli presumono una dose di 320 mg/die in un paziente di 60 kg). Simili risultati sono stati osservati con valsartan/idroclorotiazide nei ratti e nei conigli. Studi sullo sviluppo embrio-fetale (segmento II) con valsartan/idroclorotiazide nel ratto e nel coniglio, non hanno evidenziato teratogenicità; tuttavia, è stata osservata fetotossicità associata a tossicità materna.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Compressa Cellulosa microcristallina Lattosio monoidrato Magnesio stearato Croscarmellosa sodica Povidone K25 Silice colloidale anidra Rivestimento Ipromellosa Titanio diossido (E171)

Macrogol Ossido di ferro rosso (E172) – solo nelle compresse rivestite con film da 80 mg/12,5 mg, 160 mg/12,5 mg, 160 mg/25 mg e 320 mg/12,5 mg Ossido di ferro giallo (E172) - solo nelle compresse rivestite con film da 80 mg/12,5 mg, 160 mg/25 mg e 320 mg/25 mg

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

Valsartan e idroclorotiazide HCS 80 mg/12,5 mg, 160 mg/12,5 mg, 160 mg/25 mg compresse rivestite con film: 5 anni Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/12,5 mg, 320 mg/25 mg compresse rivestite con film: 3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Valsartan e idroclorotiazide HCS 80 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Blister (PVC/PE/foglio PVDC,foglio Al): 14, 28, 30, 56, 60, 84, 90, 98, 280, 56 x 1, 98 x 1, 280 x 1 compresse rivestite con film, in una scatola. Valsartan e idroclorotiazide HCS 160 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Blister (PVC/PE/foglio PVDC,foglio Al): 14, 28, 30, 56, 60, 84, 90, 98, 280, 56 x 1, 98 x 1, 280 x 1 compresse rivestite con film, in una scatola. Valsartan e idroclorotiazide HCS 160 mg/25 mg compresse rivestite con film Blister (PVC/PE/foglio PVDC,foglio Al): 14, 28, 30, 56, 60, 84, 90, 98, 280, 56 x 1, 98 x 1, 280 x 1 compresse rivestite con film, in una scatola. Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Blister (PVC/PE/foglio PVDC,foglio Al): 10, 14, 28, 30, 56, 60, 84, 90, 98, 100, 280, 56 x 1, 98 x 1 e 280 x 1 compresse rivestite con film, in una scatola. Valsartan e idroclorotiazide HCS 320 mg/25 mg compresse rivestite con film Blister (PVC/PE/foglio PVDC,foglio Al): 10, 14, 28, 30, 56, 60, 84, 90, 98, 100, 280, 56 x 1, 98 x 1 e 280 x 1compresse rivestite con film, in una scatola. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

HCS bvba, H Kennisstraat 53, B 2650 Edegem, Belgi

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

PVC/PE/PVDC/A

9. Data della primaautorizzazione/ rinnovo dell’ autorizzazione

Data di prima autorizzazione: 29/11/2011 Data dell’ultimo rinnovo:

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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