VIMOVO

Principio attivo: NAPROSSENE, ESOMEPRAZOLO MAGNESIO TRIIDRATO, ESOMEPRAZOLO · ATC M01AE52 · GRUNENTHAL ITALIA S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: NAPROSSENE, ESOMEPRAZOLO MAGNESIO TRIIDRATO, ESOMEPRAZOLO
Forma farmaceutica: Compressa a rilascio modificato
Dosaggio: 20 mg , 500 mg COMPRESSA A RILASCIO MODIFICATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: GRUNENTHAL ITALIA S.R.L.
Codice ATC: M01AE52
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NAPROSSENE E ESOMEPRAZOLO ABDI - ABDI FARMA GMBH
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Rimborsabilita: N - NON CLASSIFICATA

A cosa serve questo medicinale?

Contenuto della confezione e altre informazioni

Che cos'è VIMOVO e a che cosa serve
Che cos'è VIMOVO
VIMOVO contiene due diversi medicinali denominati naprossene ed esomeprazolo. Ciascuno di questi
medicinali funziona in modo diverso.
• Naprossene appartiene ad un gruppo di medicinali denominati “Farmaci Antinfiammatori Non
Steroidei” (FANS). Riduce il dolore e l'infiammazione.
• Esomeprazolo appartiene ad un gruppo di medicinali denominati “inibitori della pompa

protonica”. Riduce la quantità di acido nello stomaco. Esomeprazolo aiuta a ridurre il rischio di sviluppo di ulcere e di problemi allo stomaco in pazienti che devono assumere FANS.

A che cosa serve VIMOVO
VIMOVO è utilizzato negli adulti per alleviare i sintomi di:
• Osteoartrite.
• Artrite reumatoide.
• Spondilite anchilosante.

VIMOVO aiuta ad alleviare dolore, gonfiore, arrossamento e calore (infiammazione).

Questo farmaco le sarà somministrato se verrà considerato probabile che una dose più bassa di FANS

non sia efficace nell'alleviare il dolore e se lei è a rischio di sviluppare un'ulcera allo stomaco o nel primo tratto (duodeno) dell'intestino tenue quando assume FANS.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda VIMOVO se:

• È allergico (ipersensibile) a naprossene.
• È allergico a esomeprazolo o ad altri medicinali inibitori della pompa protonica.
• È allergico ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo
6).
• Prende un medicinale denominato “atazanavir” o “nelfinavir” (utilizzato nel trattamento
dell'HIV).

• L'acido acetilsalicilico (ad es. aspirina), il naprossene o altri FANS come ibuprofene, diclofenac
o inibitori della COX-2 (ad es. celecoxib, etoricoxib) le hanno provocato asma (difficoltà a
respirare) o una reazione allergica come prurito o eruzione cutanea (orticaria).
• È negli ultimi 3 mesi di gravidanza.

• Ha gravi problemi al fegato, ai reni o al cuore.
• Ha un'ulcera nello stomaco o nell'intestino.
• Ha un disturbo emorragico o emorragia grave e improvvisa.
• Ha mai avuto una grave eruzione cutanea o esfoliazione della cute, eruzione cutanea con
vescicole e/o ulcere in bocca dopo aver preso VIMOVO o altri medicinali correlati.

Non prenda VIMOVO se presenta una qualsiasi delle condizioni sopra elencate. In caso di dubbi consulti il medico o il farmacista prima di prendere VIMOVO.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico prima di prendere VIMOVO.

Non assuma VIMOVO e consulti subito il medico se si verifica uno degli eventi sottoelencati prima o
durante l'assunzione di VIMOVO, poiché questo medicinale può nascondere i sintomi di altre malattie:
• Perde molto peso senza motivo e ha difficoltà a deglutire.
• Inizia a vomitare cibo o sangue.
• Presenza di feci nere (presenza di sangue digerito nelle feci).

Se si verifica uno degli eventi sopra elencati (o se ha dubbi), consulti il medico o il farmacista prima di assumere questo medicinale.

Consulti il medico o il farmacista prima di assumere questo medicinale se:
• Ha un'infiammazione intestinale (morbo di Crohn o colite ulcerosa).
• Ha un qualsiasi altro problema al fegato o ai reni o se è anziano.
• Prende medicinali come corticosteroidi per via orale, warfarin, clopidogrel, Inibitori Selettivi
della Ricaptazione della Serotonina (SSRI), acido acetilsalicilico (aspirina) o FANS inclusi
inibitori della COX-2 (vedere paragrafo Altri medicinali e VIMOVO).

• Ha mai avuto una reazione cutanea dopo il trattamento con un medicinale simile a esomeprazolo
(che è un componente di VIMOVO) che riduce l'acidità gastrica.
• Deve sottoporsi ad uno specifico esame del sangue (Cromogranina A).

Se si verifica uno degli eventi sopra elencati (o se ha dubbi), consulti il medico o il farmacista prima di assumere questo medicinale.

Se in passato ha avuto un'ulcera o un’emorragia allo stomaco, informi il medico. Le sarà chiesto di segnalare al medico qualsiasi sintomo insolito avvertito allo stomaco (ad es. dolore).

I medicinali come VIMOVO possono essere associati ad un aumento minimo del rischio di attacco cardiaco (infarto miocardico) o ictus. Il rischio è più probabile con dosi elevate e trattamento a lungo termine. Non ecceda la dose raccomandata o la durata del trattamento.

VIMOVO contiene il FANS naprossene. Come per tutti i FANS, naprossene deve essere utilizzato alla dose minima efficace per il minor tempo possibile per ridurre il rischio di effetti indesiderati. Il medico, quindi, valuterà a intervalli regolari se VIMOVO è ancora appropriato per lei. VIMOVO non è adatto per ottenere un rapido sollievo del dolore acuto, poichè ci vogliono diverse ore prima che il naprossene, sostanza antidolorifica, sia presente nel sangue.

Inoltre, consulti il medico prima di prendere questo medicinale se ha problemi cardiaci, ha avuto un
ictus o se ritiene di poter essere a rischio di uno di questi problemi. Può essere a rischio di uno di
questi problemi se:
• Ha pressione sanguigna elevata.
• Ha problemi di circolazione sanguigna o di coagulazione del sangue.
• Ha il diabete.

• Ha il colesterolo alto.
• È un fumatore.

Se assume un inibitore di pompa protonica, (che è un componente di VIMOVO), specialmente per un

periodo superiore ad un anno, si potrebbe verificare un lieve aumento del rischio di fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale. Se soffre di osteoporosi o sta assumendo corticosteroidi (che possono aumentare il rischio di osteoporosi) consulti il suo medico.

Questo medicinale può influenzare il modo in cui il suo corpo assorbe la vitamina B12, soprattutto se deve assumerlo per un lungo periodo. Contatti il suo medico se nota uno dei seguenti sintomi, che

potrebbero indicare livelli bassi di vitamina B12:
• Stanchezza estrema o mancanza di energia
• Formicolio
• Lingua dolorante o arrossata, ulcere in bocca
• Debolezza muscolare

• Disturbi della vista
• Problemi di memoria, confusione, depressione

Se nota la comparsa di un eritema cutaneo, soprattutto nelle zone esposte ai raggi solari, si rivolga al medico il prima possibile, poiché potrebbe essere necessario interrompere la terapia con VIMOVO. Si

ricordi di riferire anche eventuali altri effetti indesiderati quali dolore alle articolazioni.

Sono state riportate reazioni cutanee gravi, tra cui sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), in associazione al trattamento con Vimovo. Interrompa l'uso di Vimovo e chieda immediatamente consiglio al medico se nota qualcuno dei sintomi correlati a queste gravi reazioni cutanee descritte al paragrafo 4. Durante l’assunzione di Vimovo, può verificarsi infiammazione ai reni. Segni e sintomi possono includere diminuzione del volume di urina o sangue nelle urine e/o reazioni di ipersensibilità come febbre, eruzione cutanea e rigidità articolare. Deve segnalare tali segni al medico curante.

Bambini e adolescenti L’uso di VIMOVO non è raccomandato in bambini o adolescenti di 18 anni o più giovani.

Altri medicinali e VIMOVO

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale come quelli senza prescrizione medica, inclusi i prodotti erboristici. Questo perché VIMOVO può influenzare il modo in cui funzionano altri medicinali. Inoltre, altri medicinali possono influenzare il modo in cui funziona VIMOVO. Non prenda questo medicinale e informi il medico o il farmacista se sta assumendo: • un medicinale denominato “atazanavir” o “nelfinavir” (utilizzato nel trattamento dell'HIV).

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo uno dei seguenti medicinali: • Acido acetilsalicilico (aspirina) (usato come antidolorifico o per prevenire la formazione di

coaguli di sangue). Se prende acido acetilsalicilico (aspirina) a basso dosaggio potrebbe
comunque continuare a prendere VIMOVO.
• Altri medicinali FANS (compresi inibitori della COX-2).
• Alcuni medicinali come ketoconazolo, itraconazolo, posaconazolo o voriconazolo (utilizzato nel
trattamento delle infezioni provocate da funghi).
•

Erlotinib (o altri farmaci della stessa classe contro il cancro).
• Colestiramina (utilizzata per ridurre il colesterolo).
• Claritromicina (utilizzata nel trattamento delle infezioni).
• Antibiotici chinolonici (per le infezioni) come ciprofloxacina o moxifloxacina.
• Diazepam (utilizzato nel trattamento dell'ansia, per rilassare i muscoli o utilizzato nel
trattamento dell'epilessia).
• Idantoine così come fenitoina (utilizzata nel trattamento dell'epilessia).

• Litio (utilizzato nel trattamento di alcuni tipi di depressione).
• Metotrexato (utilizzato nel trattamento di artrite reumatoide, psoriasi e forme tumorali).
• Probenecid (per la gotta).
• “Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina” (SSRI) (utilizzati nel trattamento della

depressione grave e dei disturbi dell'ansia).
• Ciclosporina o tacrolimus (medicinali utilizzati per ridurre le reazioni immunitarie
dell'organismo).
• Digossina (utilizzata nel trattamento dei disturbi cardiaci).
• Sulfoniluree come glimepiride (medicinali orali utilizzati nel paziente diabetico per controllare i
livelli di zucchero nel sangue).

• Medicinali utilizzati nel trattamento della pressione arteriosa elevata denominati diuretici (come
furosemide o idroclorotiazide), ACE inibitori (come enalapril), antagonisti del recettore II
dell’angiotensina (come losartan) e beta bloccanti (come propranololo).
• Medicinali corticosteroidi come idrocortisone o prednisolone (utilizzati come medicinali

antinfiammatori).
• Medicinali utilizzati per bloccare la coagulazione del sangue, come warfarin, dicumarolo,
eparina o clopidogrel.
• Rifampicina (usata per il trattamento della tubercolosi).
• Erba di San Giovanni (Iperico perforato) (usata per il trattamento della depressione lieve).
• Cilostazolo (usato per il dolore alle gambe dovuto a scarso flusso sanguigno).

Se si verifica uno degli eventi sopra elencati (o se ha dubbi), consulti il medico o il farmacista prima di prendere VIMOVO.

VIMOVO con cibi e bevande Non prenda VIMOVO con il cibo poichè ciò può ridurre e/o ritardare l'effetto di VIMOVO. Prenda le compresse almeno 30 minuti prima dei pasti.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza o sta allattando, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, chieda

consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda VIMOVO se è negli ultimi 3 mesi di gravidanza in quanto potrebbe danneggiare il

nascituro o causare problemi al parto. Può causare problemi ai reni e al cuore nel feto. Può influenzare la tendenza sua e del suo bambino a sanguinare e causare un travaglio ritardato o più lungo del previsto. Non deve usare VIMOVO durante i primi 6 mesi di gravidanza a meno che non sia assolutamente necessario e consigliato dal medico. Se ha bisogno di un trattamento durante questo periodo o mentre sta cercando di rimanere incinta, deve essere utilizzata la dose più bassa per il più breve tempo possibile. Se assunto per più di pochi giorni dalla 20a settimana di gravidanza in poi,

VIMOVO può causare problemi renali nel feto che possono portare a bassi livelli di liquido amniotico che circonda il bambino (oligoidramnios) o restringimento di un vaso sanguigno (dotto arterioso) nel cuore del bambino. Se ha bisogno di un trattamento per più di qualche giorno, il medico può

raccomandare un ulteriore monitoraggio.

Allattamento Non allatti se sta prendendo VIMOVO. Questo perché piccole quantità di medicinale possono passare nel latte materno. Se intende allattare non deve prendere VIMOVO.

Fertilità VIMOVO può rendere più difficile il concepimento. Informi il medico se sta programmando una gravidanza o se ha problemi di concepimento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Può avvertire capogiri od offuscamento della vista mentre prende VIMOVO. Se ciò si verifica, non guidi né utilizzi strumenti o macchinari.

VIMOVO contiene metil paraidrossibenzoato (E218) e propil paraidrossibenzoato (E216). Questi componenti possono provocare reazioni allergiche. Queste reazioni potrebbero non verificarsi immediatamente.

VIMOVO contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente "senza sodio".

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Assunzione di questo medicinale • Ingerisca le compresse intere con acqua. Non deve masticare, dividere o frantumare le

compresse. È importante prendere le compresse intere perché il medicinale funzioni in modo
adeguato.
• Prenda le compresse almeno 30 minuti prima dei pasti. Il cibo può ridurre l’effetto protettivo di
VIMOVO sul suo stomaco e intestino. Il cibo può anche causare un notevole ritardo nel sollievo
del dolore e dell’infiammazione.
•

Quantità da assumere • Se prende questo medicinale per un lungo periodo, il medico vorrà tenerla sotto controllo (specialmente se lo prende per più di un anno).

Prenda una compressa due volte al giorno per il periodo di tempo che le ha indicato il medico. • VIMOVO è disponibile solo nel dosaggio da 500 mg/20 mg. Se il medico ritiene che questa dose non sia adatta a lei, può prescriverle un'altra terapia. Se prende più VIMOVO di quanto deve Se prende più VIMOVO di quanto deve, informi subito il medico o il farmacista. I sintomi di sovradosaggio possono includere letargia, capogiri, sonnolenza, dolore all'addome superiore e/o

malessere, bruciore di stomaco, indigestione, nausea, problemi al fegato (visibili dalle analisi del sangue), problemi ai reni che possono essere gravi, livelli di acido nel sangue più alto del normale, stato confusionale, vomito, emorragia allo stomaco o all'intestino, pressione del sangue elevata, difficoltà nella respirazione, coma, reazioni allergiche improvvise, (che potrebbero includere dispnea,

eruzioni cutanee, gonfiore del viso e/o della gola, e/o collasso) e movimenti involontari del corpo.

Se dimentica di prendere VIMOVO
• Se dimentica di prendere una dose, la prenda non appena ricorda di farlo. Tuttavia, se è quasi
ora di prendere la dose seguente, salti la dose dimenticata.
• Non prenda una dose doppia (due dosi allo stesso tempo) per compensare la dimenticanza della

dose.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Con questo medicinale possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati. Smetta di prendere VIMOVO e consulti immediatamente un medico se nota uno qualsiasi degli

effetti indesiderati gravi, in quanto lei può necessitare di urgenti cure mediche:
• Sibilo respiratorio improvviso, gonfiore delle labbra, lingua e gola o corpo, eruzione cutanea,
svenimento o difficoltà a deglutire (grave reazione allergica).
• Insorgenza improvvisa di una grave eruzione cutanea o arrossamento della pelle con presenza di
vesciche o desquamazione si possono verificare anche dopo diverse settimane di trattamento.
Possono anche presentarsi gravi vesciche e sanguinamento alle labbra, occhi, bocca, naso e
genitali. Le eruzioni cutanee possono trasformarsi in gravi danni cutanei diffusi (desquamazione

dell’epidermide e delle mucose superficiali) con conseguenze potenzialmente letali. Potrebbe trattarsi di “eritema multiforme”, “sindrome di Stevens-Johnson”, “necrolisi epidermica tossica”. Questi effetti sono molto rari e possono interessare fino a 1 persona su 10.000. • Eruzione cutanea diffusa, alta temperatura corporea e linfonodi ingrossati (sindrome DRESS o

sindrome da ipersensibilità ai farmaci). Questi effetti sono molto rari, e potrebbero riguardare
fino a 1 persona su 10.000.
• Ingiallimento della pelle o della parte bianca degli occhi, urine scure e spossatezza che possono
essere sintomi di problemi al fegato.
• I medicinali come VIMOVO possono essere associati ad un aumento minimo del rischio di
attacco cardiaco (infarto miocardico) o ictus. I segnali includono dolori al torace che si

estendono al collo e alle spalle e si diffondono al braccio sinistro, senso di confusione o
debolezza muscolare o intorpidimento che può essere su un lato solo del corpo.
• Presenza di feci nere e appiccicose o diarrea con presenza di sangue.
• Vomita sangue o particelle scure che assomigliano a fondi di caffè.

Informi il medico il prima possibile se avverte uno dei seguenti sintomi:

VIMOVO può in casi rari interferire sul numero o sulla funzione dei globuli bianchi del sangue, risultando in un deficit immunitario.

Se ha un'infezione con sintomi come febbre con grave peggioramento delle condizioni generali o febbre con sintomi di infezione locale come dolore al collo, alla gola o in bocca, o difficoltà a urinare, deve consultare il medico il prima possibile in modo che si possa escludere una mancanza di globuli bianchi (agranulocitosi) con un esame del sangue. È importante per lei in questo momento fornire informazioni sul suo medicinale.

Altri possibili effetti indesiderati includono:
Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)
• Mal di testa.
• Stanchezza.

• Sete.
• Depressione.
• Affanno.
• Aumento della sudorazione.

• Prurito alla pelle ed eruzioni cutanee.
• Capogiro (vertigini).
• Segni rossi o viola, lividi o macchie sulla pelle.
• Nausea o vomito.
• Battiti rapidi e leggeri del cuore (palpitazioni).

• Sonno disturbato o difficoltà a dormire (insonnia).
• Problemi uditivi o fischio nelle orecchie.
• Capogiri, sonnolenza o stordimento.

• Gonfiore alle mani, ai piedi e alle caviglie (edema).
• Infiammazione all'interno della bocca.
• Problemi alla vista.
• Diarrea, dolori di stomaco, bruciore di stomaco, indigestione, costipazione, eruttazione o
meteorismo (flatulenza).
• Ulcera gastrica o ulcera nella prima parte (duodeno) dell’intestino tenue.

• Infiammazione del rivestimento dello stomaco (gastrite).
• Polipi benigni nello stomaco.

Non comuni, rari o molto rari (possono interessare fino a 1 su 100 persone o meno)
• Dolore alla bocca o ulcere della bocca.
• Problemi alla vista come offuscamento della vista, congiuntivite o dolore agli occhi.

• Sogni strani.
• Sentirsi addormentato.
• Aumento della quantità di zucchero (glucosio) nel sangue. I sintomi possono includere
sensazione di sete e aumento della quantità di urina.

• Bassi livelli di zucchero (glucosio) nel sangue. I sintomi possono includere sensazione di fame o
debolezza, sudorazione e battito cardiaco accelerato.
• Coma.
• Infiammazione dei vasi sanguigni.
• Perforazione (buco) dello stomaco o dell’intestino.
• Il lupus eritematoso sistemico (LES), una malattia in cui il sistema immunitario attacca il

corpo, che provoca dolori articolari, eruzioni cutanee e febbre.
• Ingrossamento dei linfonodi.
• Frattura dell'anca, del polso o della colonna vertebrale (se Vimovo viene utilizzato in dosi
elevate e su lunga durata).
•

Febbre.
• Svenimento.
• Secchezza della bocca.
• Aggressività.
• Perdita dell'udito.
•
•
•
•
•
Attacco d'asma.
Convulsioni o attacchi epilettici.
Problemi del ciclo mestruale.
Alterazioni del peso.
Perdita di capelli (alopecia).
• Eruzione cutanea a rilievo (orticaria).
•
Dolore alle articolazioni (artralgia).
• Ingrossamento della mammella negli uomini.
• Lingua dolorante o gonfia.
• Movimenti involontari o tremori muscolari.
•

Problemi di appetito o alterazioni del gusto.
• Debolezza o dolori muscolari (mialgia).
• La coagulazione del sangue può richiedere più tempo del normale.
• Problemi di concepimento nelle donne.
•

Febbre, arrossamento o altri segni di infezione.
• Battito cardiaco irregolare, lento o molto rapido.
• Formicolii.
• Difficoltà di memoria o di concentrazione.
• Agitazione, confusione, ansia o irrequietezza.
• Sensazione generale di malessere, debolezza e mancanza di energie.

• Parti del corpo gonfie o doloranti a causa di un aumento della ritenzione idrica.
• Pressione arteriosa alta o bassa. Può sentirsi sul punto di svenire o avvertire capogiri.
• Eruzioni cutanee o vesciche, oppure la pelle diventa più sensibile all'esposizione solare.

• Vedere, percepire o udire cose inesistenti (allucinazioni).
• Alterazioni dei risultati degli esami del sangue, come ad esempio quelli per verificare la
funzionalità del fegato. Il medico potrà spiegarle nel dettaglio.
• Infezione denominata “candidosi” che può interessare l’apparato digerente ed è causata da un
fungo.
• Sangue nell'urina o altri problemi ai reni. Può avvertire mal di schiena.

• Difficoltà nella respirazione, che può lentamente peggiorare. Questo può essere un sintomo di
polmonite o di rigonfiamento dei polmoni in atto.
• Bassi livelli di sale (sodio) nel sangue. Ciò può provocare debolezza, vomito e crampi.
• Sintomi di meningite come febbre, nausea o vomito, torcicollo, mal di testa, sensibilità alla luce
forte e senso di confusione.

• Problemi al pancreas. I sintomi comprendono gravi dolori allo stomaco che si estendono alla
schiena.
• Feci di colore pallido che sono un sintomo di gravi problemi al fegato (epatite). Gravi problemi
al fegato possono portare all'insufficienza epatica e disordini cerebrali.

• Colite o peggioramento di infiammazioni intestinali come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa.
I sintomi comprendono dolore allo stomaco, diarrea, vomito e perdita di peso.
• Problemi del sangue, come un numero inferiore di globuli rossi (anemia), di globuli bianchi o di
piastrine. Questo può provocare debolezza, lividi, febbre, gravi tremori, mal di gola o può
rendere più vulnerabili alle infezioni.
• Aumento del numero di un certo tipo di globuli bianchi (eosinofilia).

• Carenza di tutti i tipi di cellule del sangue (pancitopenia).
• Problemi nel modo in cui il cuore pompa il sangue nell'organismo o danni ai vasi sanguigni. I
sintomi possono includere spossatezza, affanno, sensazione di svenimento, dolori al torace o
dolori in generale.

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) • Se assume VIMOVO per più di tre mesi, è possibile che i livelli ematici di magnesio diminuiscano. Bassi livelli di magnesio possono manifestarsi con affaticamento, contrazioni muscolari involontarie, disorientamento, convulsioni, vertigini o aumento della frequenza cardiaca. Se ha qualcuno di questi sintomi consulti immediatamente il suo medico. Bassi livelli

• di magnesio possono anche comportare una riduzione dei livelli ematici di potassio o calcio. Il medico dovrebbe decidere se controllare periodicamente i livelli di magnesio nel sangue. Eritema, possibili dolori articolari.

Non si preoccupi di questo elenco di possibili effetti indesiderati. È possibile che non ne compaia nessuno. Segnalazione degli effetti indesiderati Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-

avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola, sul flacone o sul blister dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

Flacone: Conservare nella confezione originale e tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall'umidità. Blister: Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidità.

Non getti nessun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene VIMOVO • I principi attivi sono naprossene 500 mg ed esomeprazolo 20 mg.

• Gli altri componenti (eccipienti) nel nucleo della compressa sono sodio croscarmelloso, magnesio stearato, povidone K90, diossido di silice colloidale, e nel film di rivestimento sono cera carnauba, glicerolo monostearato 40-55, ipromellosa tipo 2910 (3 mPas, 6 mPas e 50 mPas), ossido di ferro (E172, giallo, nero), macrogol 8000, copolimero acido metacrilico-etil

acrilato (1:1) dispersione 30%, metil paraidrossibenzoato (E218), polidestrosio, polisorbato 80, glicole propilenico, propil paraidrossibenzoato (E216), sodio laurilsolfato, diossido di titanio (E171), trietil citrato.

Descrizione dell’aspetto di VIMOVO e contenuto della confezione Sono compresse 18x9.5 mm ovali, gialle, contrassegnate con la scritta 500/20 in inchiostro nero.

Flacone: Dimensioni delle confezioni - 6, 10, 20, 30, 60, 100, 180 o 500 compresse a rilascio modificato.

I flaconi contengono disseccanti in gel di silice (per mantenere le compresse asciutte). Non ingerire il sacchetto contenente il disseccante.

I flaconi contengono disseccanti in gel di silice nella chiusura a vite (per mantenere le compresse asciutte).

Confezione in blister di alluminio:

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Dimensioni delle confezioni - 10, 20, 30, 60 o 100 compresse a rilascio modificato.

GRÜNENTHAL ITALIA S.r.l. Via Vittor Pisani, 16 20124 Milano

Produttore

Grünenthal GmbH, Zieglerstraße 6, 52078 Aachen (Germania)

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Stati Membri Nome del medicinale Austria, Belgio, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Vimovo Germania, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania,

Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Regno Unito (Irlanda del Nord)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

Domande frequenti su VIMOVO

Come si usa VIMOVO?

VIMOVO si presenta in forma di Compressa a rilascio modificato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

VIMOVO è disponibile senza ricetta?

No, VIMOVO è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di VIMOVO?

Il principio attivo di VIMOVO è NAPROSSENE, ESOMEPRAZOLO MAGNESIO TRIIDRATO, ESOMEPRAZOLO.

Quali sono gli equivalenti di VIMOVO?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NAPROSSENE E ESOMEPRAZOLO ABDI. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce VIMOVO?

VIMOVO è prodotto da GRUNENTHAL ITALIA S.R.L..

Da quando VIMOVO è autorizzato in Italia?

VIMOVO ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2011-08-26.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

VIMOVO 500 mg/20 mg compresse a rilascio modificato

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa a rilascio modificato contiene 500 mg di naprossene e 20 mg di esomeprazolo (come magnesio triidrato). Eccipienti con effetti noti: VIMOVO contiene 0,02 mg di metil paraidrossibenzoato e 0,01 mg di propil paraidrossibenzoato (vedere paragrafi 4.4 e 6.1). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa a rilascio modificato, contenente naprossene con rivestimento enterico (gastroresistente) ed esomeprazolo rivestito con film. Compressa 18x9.5 mm, ovale, biconvessa, gialla, contrassegnata con ‘500/20’ in inchiostro nero.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

VIMOVO è indicato negli adulti per il trattamento sintomatico di osteoartrite, artrite reumatoide e spondilite anchilosante, in pazienti a rischio di sviluppare ulcere gastriche e/o duodenali associate al trattamento con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e nei casi in cui il trattamento con dosi inferiori di naprossene o di altri FANS non è considerato sufficiente.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La dose raccomandata è di 1 compressa (500 mg/20 mg) due volte al giorno. Gli effetti indesiderati di naprossene possono essere ridotti al minimo utilizzando la dose minima efficace per il periodo più breve possibile (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti non precedentemente trattati con FANS, si deve considerare una dose giornaliera inferiore di naprossene o di un altro FANS. Per questo scopo, sono disponibili prodotti non in associazione fissa. Quando la dose giornaliera totale di 1.000 mg di naprossene non è considerata adeguata (500 mg due volte al giorno), si devono utilizzare trattamenti alternativi con dosaggi inferiori di naprossene o di altri FANS non in associazione fissa. Il trattamento deve essere continuato fino al raggiungimento degli obiettivi individuali di trattamento, deve essere rivisto a intervalli regolari e deve essere sospeso in assenza di benefici o in caso di peggioramento. A causa del rilascio ritardato di naprossene dalla formulazione con rivestimento enterico (3-5 ore), VIMOVO non è destinato per il rapido sollievo di condizioni di dolore acuto (come dolori dentali).

Tuttavia, le riacutizzazioni di osteoartrite, artrite reumatoide e spondilite anchilosante possono essere trattate con VIMOVO. Popolazioni speciali Insufficienza renale Nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata VIMOVO deve essere utilizzato con cautela e la funzionalità renale deve essere strettamente monitorata. Deve essere valutata una riduzione della dose totale giornaliera di naprossene (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Quando la dose giornaliera totale di 1.000 mg di naprossene non è considerata adeguata (500 mg due volte al giorno), si devono utilizzare trattamenti alternativi con dosaggi inferiori di naprossene o di altri FANS non in associazione fissa, e deve, inoltre essere rivalutata la necessità di continuare il trattamento gastroprotettivo. VIMOVO è controindicato nei pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina <30 ml/minuto) perché l'accumulo dei metaboliti di naprossene è stato osservato nei pazienti con grave insufficienza renale e nei pazienti dializzati (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Insufficienza epatica Nei pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata VIMOVO deve essere usato con cautela e la funzionalità epatica deve essere strettamente monitorata. Deve essere valutata una riduzione della dose totale giornaliera di naprossene (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Quando la dose giornaliera totale di 1.000 mg di naprossene non è considerata adeguata (500 mg due volte al giorno), si devono utilizzare trattamenti alternativi con dosaggi inferiori di naprossene o di altri FANS non in associazione fissa, e, deve, inoltre essere rivalutata la necessità di continuare il trattamento gastroprotettivo. VIMOVO è controindicato nei pazienti con grave insufficienza epatica (vedere paragrafi 4.3 e 5.2). Anziani (>65 anni) Le persone anziane sono sottoposte a un rischio maggiore di gravi conseguenze da reazioni avverse (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Quando la dose giornaliera totale di 1.000 mg di naprossene (500 mg due volte al giorno) non è considerata adeguata (ad es. nelle persone anziane con funzionalità renale compromessa o con basso peso corporeo), si devono utilizzare trattamenti alternativi con dosaggi inferiori di naprossene o di altri FANS non in associazione fissa, e deve, inoltre essere rivalutata la necessità di continuare il trattamento gastroprotettivo. Popolazione pediatrica (≤18 anni) La sicurezza e l’efficacia di VIMOVO nei bambini di età compresa tra 0 e 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione La compressa di VIMOVO deve essere ingerita intera con un po’ d’acqua e non deve essere divisa, masticata o frantumata. Si consiglia l'assunzione di VIMOVO almeno 30 minuti prima dei pasti (vedere paragrafo 5.2).

4.3 Controindicazioni

• Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o ai sostituti benzimidazolici • Anamnesi di asma, orticaria o reazioni di tipo allergico indotte dalla somministrazione di acido acetilsalicilico o di altri FANS (vedere paragrafo 4.4) • Terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6) • Grave insufficienza epatica (ad es. Child-Pugh C) • Grave insufficienza cardiaca • Grave insufficienza renale • Ulcera peptica attiva (vedere paragrafo 4.4, Effetti gastrointestinali, Naprossene) • Emorragia gastrointestinale, emorragia cerebrovascolare o altri disturbi emorragici (vedere paragrafo 4.4, effetti ematologici)

• VIMOVO non deve essere utilizzato in concomitanza con atazanavir e nelfinavir (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di uso

Generali La combinazione di VIMOVO con altri FANS compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 deve essere evitata a causa dei rischi cumulativi di indurre gravi eventi avversi correlati ai FANS. VIMOVO, può essere utilizzato nei pazienti in trattamento con acido acetilsalicilico a basso dosaggio (vedere anche paragrafo 4.5.). Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo impiegando la dose minima efficace per la durata più breve possibile per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2, ed effetti gastrointestinali e cardiovascolari di seguito). Per evitare un trattamento eccessivo, il medico prescrittore deve valutare a intervalli clinicamente significativi, sulla base dei rischi individuali e in base alle caratteristiche e alla gravità della malattia di base trattata, se è possibile un controllo sufficiente del dolore con più basse dosi di FANS in associazioni non fisse. Quando la dose giornaliera totale di 1.000 mg di naprossene (500 mg due volte al giorno) non è considerata adeguata, si devono utilizzare trattamenti alternativi con dosaggi inferiori di naprossene o di altri FANS non in associazione fissa, e inoltre, deve essere rivalutata la necessità di continuare il trattamento gastroprotettivo. I fattori di rischio per lo sviluppo di complicazioni gastrointestinali associate al trattamento con FANS includono l'età avanzata, l'uso concomitante di anticoagulanti, corticosteroidi, altri FANS compreso l’acido acetilsalicilico a basso dosaggio, malattia cardiovascolare debilitante, infezione da Helicobacter pylori, nonché un'anamnesi positiva per ulcera gastrica e/o duodenale e sanguinamento gastrointestinale superiore. Nei pazienti che soffrono delle seguenti patologie, naprossene deve essere impiegato solo dopo una rigorosa valutazione del rapporto rischio/beneficio: • Porfirie indotte • Lupus eritematoso sistemico e connettivopatia indifferenziata, dal momento che sono stati descritti in questi pazienti rari casi di meningite asettica. I pazienti in trattamento a lungo termine (particolarmente quelli in cura per più di un anno) devono essere tenuti sotto monitoraggio periodico. VIMOVO contiene livelli molto bassi di metil e propil paraidrossibenzoato, che possono provocare reazioni allergiche (talvolta ritardate) (vedere paragrafi 2 e 6.1). Anziani Naprossene: Nelle persone anziane vi è una maggiore frequenza di reazioni avverse, specialmente emorragia e perforazione gastrointestinale, che possono risultare fatali (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Il componente esomeprazolo di VIMOVO ha ridotto l'incidenza di ulcere nelle persone anziane. Effetti gastrointestinali Naprossene: Emorragia, ulcerazione o perforazione gastrointestinale, che possono essere fatali, sono state segnalate con tutti i FANS in qualsiasi momento durante il trattamento, con o senza sintomi di avvertimento o un'anamnesi positiva per gravi eventi gastrointestinali. Il rischio di emorragia, ulcerazione o perforazione gastrointestinale con FANS è più elevato con dosi maggiori di FANS, in pazienti con un'anamnesi positiva per ulcera, in modo particolare se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), e nelle persone anziane. Questi pazienti devono iniziare il trattamento alle più basse dosi disponibili. Per questi pazienti e per i pazienti ch

necessitano dell’uso concomitante di acido acetilsalicilico a basso dosaggio o di altri farmaci che possono far aumentare il rischio gastrointestinale, deve essere considerata la terapia di combinazione con agenti protettivi (ad es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica) (vedere di seguito e 4.5). Il componente esomeprazolo di VIMOVO è un inibitore della pompa protonica. I pazienti con un'anamnesi di tossicità gastrointestinale, specialmente se persone anziane, devono segnalare qualsiasi sintomo addominale insolito (specialmente emorragia gastrointestinale) soprattutto negli stadi iniziali del trattamento. Si consiglia cautela nei pazienti che assumono FANS in concomitanza a medicinali che possono far aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o agenti antipiastrinici come acido acetilsalicilico (per informazioni sull'uso di VIMOVO con acido acetilsalicilico a basso dosaggio, vedere paragrafo 4.5). Negli studi clinici con VIMOVO non sono state studiate le complicazioni associate all'ulcera, quali emorragia, perforazione e ostruzione. Qualora si verifichi emorragia o ulcerazione gastrointestinale nei pazienti che assumono VIMOVO, il trattamento deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.3). I FANS devono essere somministrati con cautela ai pazienti con anamnesi positiva per malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiché tali condizioni possono risultarne esacerbate (vedere paragrafo 4.8 – Effetti indesiderati). Esomeprazolo: In presenza di qualsiasi sintomo d'allarme (ad es. significativa perdita di peso involontaria, vomito ricorrente, disfagia, ematemesi o melena) e in caso di ulcera gastrica sospetta o presente, una neoplasia deve essere esclusa, in quanto il trattamento con esomeprazolo magnesio può alleviare i sintomi e ritardare la diagnosi. La dispepsia può ancora verificarsi nonostante l'aggiunta di esomeprazolo alla compressa (vedere paragrafo 5.1). Il trattamento con gli inibitori di pompa protonica può portare ad un lieve aumento del rischio di infezioni gastrointestinali, come quelle da Salmonella e Campylobacter (vedere paragrafo 5.1). Esomeprazolo, come tutti i medicinali acido-soppressivi, può ridurre l’assorbimento della vitamina B12 (cianocobalamina) a seguito della ipoo acloridria. Questo deve essere tenuto in considerazione in pazienti con ridotte riserve o fattori di rischio per ridotto assorbimento della vitamina B12 in caso di terapie a lungo termine. Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari Naprossene: Per i pazienti con un'anamnesi positiva per ipertensione arteriosa e/o scompenso cardiaco congestizio da lieve a moderato sono necessari controlli e raccomandazioni adeguate poiché sono stati segnalati ritenzione di fluidi ed edema in associazione alla terapia con FANS. Lo studio clinico e i dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di coxib e di alcuni FANS (specialmente a dosaggi elevati e in trattamenti a lungo termine) può essere associato a un rischio lievemente maggiore di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto miocardico o ictus). Sebbene i dati suggeriscano che l'uso di naprossene (1.000 mg al giorno) possa associarsi ad un rischio minore, non si può escludere un certo rischio. I pazienti con ipertensione arteriosa non controllata, scompenso cardiaco congestizio, cardiopatia ischemica accertata, arteriopatia periferica, e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con naprossene solo dopo attenta valutazione. Analoga considerazione deve essere fatta prima di iniziare un trattamento a lungo termine in pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad es. ipertensione arteriosa, iperlipidemia, diabete mellito, tabagismo).

Effetti renali Naprossene: La somministrazione a lungo termine di FANS è risultata in necrosi papillare renale e altre lesioni renali. La tossicità renale è stata osservata anche in pazienti nei quali le prostaglandine hanno un ruolo compensatorio nel mantenimento della perfusione renale. In questi pazienti, la somministrazione di FANS può provocare una riduzione dose-dipendente della formazione delle prostaglandine e, secondariamente, del flusso ematico renale, che può precipitare lo scompenso renale manifesto. I pazienti a maggior rischio di questa reazione sono i pazienti con funzionalità renale compromessa, ipovolemia, scompenso cardiaco, disfunzione epatica, alterazione degli elettroliti, i pazienti che assumono diuretici, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE inibitori) o antagonisti del recettore II dell’angiotensina e persone anziane. All'interruzione della terapia con FANS solitamente segue il ritorno allo stato pretrattamento (vedere anche di seguito, e paragrafi 4.2 e 4.5). È stata osservata nefrite tubulo-interstiziale (Tubulointerstitial Nephritis, TIN) acuta in pazienti che assumevano medicinali contenenti esomeprazolo e naprossene e questo effetto può verificarsi in qualsiasi momento durante la terapia con Vimovo (vedere il paragrafo 4.8). La nefrite tubulointerstiziale acuta può progredire fino all’insufficienza renale. Il trattamento con Vimovo deve essere interrotto in caso di sospetto di TIN e un trattamento appropriato deve essere immediatamente avviato. Uso in pazienti con insufficienza renale Poiché naprossene e i suoi metaboliti sono eliminati per la maggior parte (95%) mediante escrezione urinaria attraverso la filtrazione glomerulare, deve essere impiegato con grande cautela in pazienti con funzionalità renale compromessa e in questi pazienti si raccomanda il monitoraggio della creatinina nel siero e/o della clearance della creatinina. L’uso di VIMOVO è controindicato nei pazienti con clearance della creatinina al basale inferiore a 30 ml/minuto (vedere paragrafo 4.3). L'emodialisi non diminuisce la concentrazione plasmatica di naprossene per via dell'elevato grado di legame alle proteine plasmatiche. Certi pazienti, in particolare quelli il cui flusso ematico renale è compromesso, a causa della deplezione del volume extracellulare, cirrosi epatica, restrizione del sodio, scompenso cardiaco congestizio e malattia renale preesistente, devono sottoporsi a valutazione della funzionalità renale prima e durante la terapia con VIMOVO. Alcune persone anziane nelle quali è prevedibile che la funzionalità renale sia compromessa, così come pazienti che assumono diuretici, ACE-inibitori o antagonisti del recettore II dell’angiotensina sono incluse in questa categoria. Una riduzione del dosaggio giornaliero deve essere considerata per evitare la possibilità di accumulo eccessivo di metaboliti del naprossene in questi pazienti. Effetti epatici Nei pazienti che assumono FANS possono verificarsi innalzamenti borderline dei valori di uno o più test di funzionalità epatica. Anomalie epatiche possono essere il risultato di ipersensibilità piuttosto che di tossicità diretta. Sono stati riportati rari casi di gravi reazioni epatiche, compresi ittero, epatite fulminante con decorso fatale, necrosi epatica e insufficienza epatica, alcuni dei quali con esiti fatali. Sindrome epatorenale L’uso di FANS può essere associato ad insufficienza renale acuta in pazienti con grave cirrosi epatica. Questi pazienti frequentemente soffrono anche di coagulopatia correlata alla sintesi inadeguata dei fattori della coagulazione. Gli effetti antipiastrinici correlati a naprossene possono aumentare ulteriormente il rischio di sanguinamenti gravi in questi pazienti. Effetti ematologici Naprossene: I pazienti con disturbi della coagulazione o che ricevono una terapia farmacologica che interferisce con l'emostasi devono essere tenuti sotto stretta osservazione in caso di somministrazione di prodotti contenenti naprossene.

I pazienti ad alto rischio di emorragia e i pazienti in piena terapia anticoagulante (ad es. derivati del dicumarolo) possono essere a maggior rischio di emorragia se assumono in concomitanza prodotti contenenti naprossene (vedere paragrafo 4.5). Il naprossene diminuisce l'aggregazione piastrinica e prolunga il tempo di emorragia. Occorre tenere in considerazione questo effetto quando si determinano i tempi di emorragia. Quando nei pazienti che assumono VIMOVO si verifica un'emorragia attiva e clinicamente significativa, qualsiasi ne sia la causa, il trattamento deve essere interrotto. Effetti oftalmici Naprossene: A causa di effetti oftalmici avversi in studi condotti sugli animali con FANS, si raccomanda di eseguire un esame oftalmologico nel caso in cui si verifichi una qualsiasi alterazione o un disturbo della vista. Effetti dermatologici: Naprossene: Gravi reazioni cutanee, alcune fatali, compresa la dermatite esfoliativa, la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso dei FANS (vedere paragrafo 4.8). I pazienti sembrano essere esposti al massimo rischio di queste reazioni all'inizio della terapia, poiché nella maggioranza dei casi le reazioni si manifestano entro il primo mese di trattamento. Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) è stata riportata in pazienti trattati con FANS. VIMOVO deve essere sospeso al primo manifestarsi di eruzione cutanea, lesioni alle mucose o qualsiasi altro segno di ipersensibilità. Reazioni avverse cutanee gravi (SCARs) Esomeprazolo: Le reazioni avverse cutanee gravi (SCARs) come eritema multiforme (EM), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazioni da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), che possono essere rischiose per la vita o letali, sono state riportate molto raramente in associazione al trattamento con esomeprazolo. I pazienti devono essere informati dei segni e sintomi delle reazioni cutanee gravi EM/SJS/TEN/DRESS e devono consultare immediatamente il medico se osservano segni o sintomi indicativi. Vimovo deve essere interrotto immediatamente nel caso di segni e sintomi di reazioni cutanee gravi e, al bisogno, devono essere forniti ulteriori cure mediche/un attento monitoraggio. La ri-somministrazione del farmaco non deve essere effettuata in pazienti con EM/SJS/TEN/DRESS. Esomeprazolo: gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l'operatore sanitario deve valutare l'opportunità di interrompere il trattamento con VIMOVO. La comparsa di LECS in seguito a un trattamento con un inibitore della pompa protonica può accrescere il rischio d’insorgenza di LECS con altri inibitori della pompa protonica. Reazioni anafilattiche (anafilattoidi) Naprossene: Reazioni di ipersensibilità possono verificarsi in individui suscettibili. Le reazioni anafilattiche (anafilattoidi) possono verificarsi in pazienti con e senza anamnesi positiva per ipersensibilità o esposizione ad acido acetilsalicilico, altri FANS o prodotti contenenti naprossene. Possono inoltre verificarsi in individui con un'anamnesi positiva per angioedema, reattività broncospastica (ad es. asma), rinite e polipi nasali. Asma preesistente Naprossene: L'uso di acido acetilsalicilico in pazienti affetti da asma sensibile ad acido acetilsalicilico è stato associato a grave broncospasmo, che può essere fatale. Poiché la crossreattività, compreso il broncospasmo, fra acido acetilsalicilico e altri FANS è stata riportata in pazienti sensibili ad acido acetilsalicilico, VIMOVO non deve essere somministrato ai pazienti affetti da questa forma d

sensibilità ad acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.3) e deve essere impiegato con cautela in pazienti con asma preesistente. Infiammazione Naprossene: Le attività antipiretica e antinfiammatoria di naprossene possono ridurre la febbre e altri segni di infiammazione, diminuendo così la loro utilità come segni diagnostici. Fertilità femminile L'uso di VIMOVO, come per ogni altro farmaco noto per l'inibizione della ciclossigenasi / sintesi di prostaglandine, può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne che tentano di concepire. Nelle donne che hanno difficoltà a concepire o che si stanno sottoponendo a test di infertilità, si deve considerare l'interruzione di VIMOVO (vedere paragrafo 4.6). Associazione con altri medicinali: La co-somministrazione di atazanavir e inibitori della pompa protonica non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Se l’associazione di atazanavir e inibitore di pompa protonica è giudicata inevitabile, si raccomanda un attento monitoraggio clinico (ad es. carica virale) in associazione a un aumento della dose di atazanavir a 400 mg con 100 mg di ritonavir; la dose di esomeprazolo non deve superare i 20 mg e pertanto VIMOVO non deve essere usato in concomitanza ad atazanavir (vedere paragrafo 4.3). Esomeprazolo è un inibitore del CYP2C19. All’inizio o alla fine del trattamento con esomeprazolo deve essere considerata la potenziale interazione con farmaci metabolizzati dal CYP2C19. È stata osservata un’interazione tra clopidogrel ed esomeprazolo (vedere paragrafo 4.5). La rilevanza clinica di questa interazione è incerta. A titolo precauzionale, deve essere scoraggiato l’uso concomitante di clopidogrel ed esomeprazolo. Ipomagnesiemia È stato osservato che gli inibitori di pompa protonica (PPI) come esomeprazolo, in pazienti trattati per almeno tre mesi e in molti casi per un anno, possono causare grave ipomagnesiemia. Gravi sintomi di ipomagnesiemia includono stanchezza, tetania, delirio, convulsioni, vertigini e aritmia ventricolare. Essi, inizialmente, si possono manifestare in modo insidioso ed essere trascurati. L’ipomagnesiemia nella maggior parte dei pazienti, migliora dopo l’assunzione di magnesio e la sospensione dell’inibitore di pompa protonica. Gli operatori sanitari devono considerare l’eventuale misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con PPI e periodicamente durante il trattamento nei pazienti in terapia per un periodo prolungato o in terapia con digossina o medicinali che possono causare ipomagnesiemia (ad esempio diuretici). Fratture ossee Gli inibitori di pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (> 1 anno), potrebbero causare un lieve aumento di rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto in persone anziane o in presenza di altri fattori di rischio conosciuti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica potrebbero aumentare il rischio complessivo di frattura dal 10% al 40%. Tale aumento potrebbe essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere le cure in base alle attuali linee guida di pratica clinica e devono assumere un’adeguata quantità di vitamina D e calcio. Interferenza con esami di laboratorio Un livello aumentato di Cromogranina A (CgA) può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Per evitare tale interferenza, il trattamento con VIMOVO deve essere sospeso per almeno 5 giorni prima delle misurazioni della CgA (vedere paragrafo 5.1). Se i livelli di CgA e di gastrina non sono tornati entro il range di riferimento dopo la misurazione iniziale, occorre ripetere le misurazioni 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con inibitore della pompa protonica. VIMOVO contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente "senza sodio".

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Controindicazioni all'uso concomitante (vedere paragrafo 4.3) Agenti antiretrovirali Sono state riportate interazioni tra omeprazolo, il racemo di D+S omeprazolo (esomeprazolo), e alcuni farmaci antiretrovirali. La rilevanza clinica e i meccanismi di tali interazioni non sono sempre noti. L’aumento del pH gastrico durante il trattamento con omeprazolo può modificare l'assorbimento del farmaco antiretrovirale. Altri possibili meccanismi d’interazione avvengono attraverso il CYP2C19. Per alcuni farmaci antiretrovirali, come atazanavir e nelfinavir, è stata riportata una diminuzione dei livelli sierici quando somministrati con omeprazolo. La co-somministrazione di omeprazolo (40 mg una volta al giorno) con atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg in volontari sani determina una sostanziale riduzione dell’esposizione ad atazanavir (una diminuzione di circa il 75% di AUC, Cmax e Cmin). Un aumento della dose di atazanavir a 400 mg non compensa l'impatto di omeprazolo sull'esposizione ad atazanavir. La co-somministrazione di omeprazolo (40 mg/die) ha ridotto l’AUC, la Cmax e la Cmin medi di nelfinavir del 36–39% e l’AUC, la Cmax e la Cmin medi del metabolita farmacologicamente attivo M8 del 75-92%. Per altri farmaci antiretrovirali, come saquinavir, sono stati riportati aumentati livelli sierici. Ci sono anche alcuni farmaci antiretrovirali per i quali sono stati riportati livelli sierici invariati quando somministrati con omeprazolo. Non sono stati condotti studi sull'interazione di VIMOVO con atazanavir. Tuttavia, a causa delle analoghe proprietà farmacodinamiche e farmacocinetiche di omeprazolo ed esomeprazolo, l'uso concomitante di atazanavir e nelfinavir con esomeprazolo non è raccomandato e la cosomministrazione con VIMOVO è controindicata (vedere paragrafo 4.3). Uso concomitante con precauzione Altri analgesici inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2: L'uso concomitante di due o più FANS deve essere evitato poiché può aumentare il rischio di effetti avversi, in particolare ulcere gastrointestinali ed emorragie. L’uso concomitante di VIMOVO con altri FANS, ad eccezione dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio (≤325 mg/die), non è raccomandato (vedere paragrafo 4.4). Acido acetilsalicilico VIMOVO può essere somministrato durante terapia con acido acetilsalicilico a basso dosaggio (≤325 mg/giorno). Nelle sperimentazioni cliniche, nei pazienti che assumevano VIMOVO in combinazione con acido acetilsalicilico a basso dosaggio non si è verificato alcun aumento del numero di ulcere gastriche in confronto ai pazienti che assumevano VIMOVO in monoterapia (vedere paragrafo 5.1). Tuttavia, l'uso concomitante di acido acetilsalicilico e VIMOVO può aumentare il rischio di eventi avversi gravi (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). I dati clinici farmacodinamici suggeriscono che l'uso concomitante di naprossene per più di un giorno consecutivo può inibire l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basso dosaggio sull'attività piastrinica e questa inibizione può persistere per diversi giorni dopo l'interruzione della terapia con naprossene. La rilevanza clinica di questa interazione non è nota. Tacrolimus Come per tutti i FANS, c’è un possibile rischio di nefrotossicità quando naprossene è cosomministrato con tacrolimus. E’ stato riportato che la somministrazione concomitante di esomeprazolo aumenta i livelli sierici di tacrolimus. Durante il trattamento con VIMOVO, deve essere effettuato un monitoraggio più attento della concentrazione sierica di tacrolimus così come della funzionalità renale (clearance della creatinina) e il dosaggio di tacrolimus deve essere aggiustato, se necessario. Ciclosporina Come per tutti i FANS, si consiglia cautela quando viene co-somministrata ciclosporina a causa dell'aumentato rischio di nefrotossicità.

Diuretici Studi clinici, oltre ad osservazioni postmarketing, hanno dimostrato che i FANS possono ridurre l'effetto natriuretico di furosemide e tiazidi in alcuni pazienti. Questa risposta è stata attribuita all'inibizione della sintesi delle prostaglandine renali. Durante terapia concomitante con FANS, il paziente deve essere tenuto sotto stretta osservazione per segnali di insufficienza renale, oltre che per assicurare l'efficacia diuretica (vedere paragrafo 4.4). Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) L'uso concomitante dei FANS, compresi gli inibitori selettivi della COX-2, e degli SSRI aumenta il rischio di emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Corticosteroidi C’è un aumento del rischio di emorragia gastrointestinale quando i corticosteroidi sono associati a FANS, compresi gli inibitori selettivi della COX–2. Si deve usare cautela quando i FANS sono somministrati in concomitanza con i corticosteroidi (vedere paragrafo 4.4). ACE-inibitori/Antagonisti del recettore II dell’angiotensina Secondo alcune segnalazioni, i FANS possono diminuire l'effetto antipertensivo degli ACE-inibitori e degli antagonisti del recettore II dell’angiotensina. I FANS possono anche aumentare il rischio di compromissione renale associato all'uso di ACE-inibitori o antagonisti del recettore II dell’angiotensina. La combinazione fra FANS, ACE-inibitori o antagonisti del recettore II dell’angiotensina va somministrata con cautela in pazienti anziani, con deplezione di volume, o con funzionalità renale compromessa (vedere paragrafo 4.4). Digossina I FANS possono aumentare i livelli plasmatici di glicoside cardiaco quando vengono co-somministrati con glicosidi cardiaci come la digossina. Litio I FANS hanno prodotto un aumento dei livelli plasmatici di litio e un calo della clearance renale di litio. Questi effetti sono stati attribuiti all'inibizione della sintesi di prostaglandine renali da parte dei FANS. Quindi, quando i FANS e il litio sono somministrati in concomitanza, i soggetti devono essere posti sotto stretta osservazione per segni di tossicità del litio. Metotrexato Quando somministrato con inibitori della pompa protonica, i livelli di metotrexato tendono ad aumentare in alcuni pazienti. I FANS tendono a ridurre la secrezione tubulare del metotrexato in un modello animale. Questo può indicare che sia esomeprazolo che naprossene, possono intensificare la tossicità del metotrexato. La rilevanza clinica è probabilmente maggiore nei pazienti che ricevono alte dosi di metotrexato e in pazienti con disfunzione renale. Deve essere usata cautela quando VIMOVO è somministrato in concomitanza con metotrexato. È raccomandata la sospensione temporanea di VIMOVO quando sono somministrate alte dosi di metotrexato. Sulfoniluree, Idantoine Il naprossene è fortemente legato all'albumina plasmatica; quindi, ha un potenziale teorico di interazione con altri farmaci che si legano all’albumina come le sulfoniluree e le idantoine. I pazienti cui vengono somministrati simultaneamente naprossene e un'idantoina, sulfonamide o sulfonilurea devono essere tenuti in osservazione per aggiustare il dosaggio, se necessario. Clopidogrel I risultati di studi su soggetti sani hanno mostrato un’interazione farmacocinetica (PK)/farmacodinamica (PD) fra clopidogrel (300 mg dose da carico/75 mg dose di mantenimento giornaliera) ed esomeprazolo (40 mg per os giornaliera) con conseguente diminuzione dell’esposizione al metabolita attivo di clopidogrel, in media del 40% e la conseguente diminuzione dell’inibizione massima (ADP indotta) dell'aggregazione piastrinica, in media del 14%.

In uno studio su soggetti sani, c’è stata una diminuzione dell’esposizione di quasi il 40% del metabolita attivo di clopidogrel quando una dose fissa combinata di esomeprazolo 20 mg ed acido acetilsalicilico 81 mg venivano somministrati con clopidogrel, rispetto a clopidogrel da solo. Tuttavia, i livelli massimi di inibizione (ADP indotta) dell’aggregazione piastrinica in questi soggetti erano gli stessi in entrambi i gruppi. Non sono stati effettuati studi clinici sull’interazione fra clopidogrel e la dose fissa combinata di naprossene + esomeprazolo (VIMOVO). Dati contrastanti sulle implicazioni cliniche dell’interazione PK/PD di esomeprazolo in termini di maggiori eventi cardiovascolari sono stati riportati in studi clinici e osservazionali. Per precauzione, l’uso concomitante di VIMOVO e clopidogrel deve essere scoraggiato (vedere paragrafo 4.4). Anticoagulanti e inibitori dell’aggregazione piastrinica I FANS possono aumentare gli effetti di anticoagulanti orali (ad es. warfarin, dicumarolo), eparine e inibitori dell’aggregazione piastrinica (vedere paragrafo 4.4). La somministrazione concomitante di 40 mg di esomeprazolo a pazienti trattati con warfarin ha dimostrato che, nonostante un lieve aumento nella concentrazione plasmatica minima dell'isomero Rmeno potente di warfarin, i tempi di coagulazione rientravano nell'intervallo accettato. Tuttavia, dall’uso post-marketing, sono stati riportati casi di elevato INR di rilevanza clinica durante il trattamento concomitante con warfarin. Si raccomanda uno stretto monitoraggio all'inizio e alla fine del trattamento con warfarin o con altri derivati cumarinici. Beta-bloccanti Il naprossene e altri FANS possono ridurre l'effetto antipertensivo di propranololo e altri betabloccanti. Probenecid Il probenecid somministrato in concomitanza a naprossene aumenta i livelli plasmatici dell’anione di naprossene e ne estende notevolmente l'emivita plasmatica. Farmaci con assorbimento gastrico pH-dipendente La soppressione della secrezione acida gastrica durante il trattamento con esomeprazolo e con gli altri IPP può diminuire o aumentare l'assorbimento di farmaci il cui assorbimento è dipendente dal pH gastrico. Come con altri farmaci che diminuiscono l’acidità intragastrica, durante il trattamento con esomeprazolo l'assorbimento di farmaci come ketoconazolo, itraconazolo, posaconazolo ed erlotinib può diminuire mentre l’assorbimento di farmaci come la digossina può aumentare. Il trattamento concomitante con posaconazolo ed erlotinib deve essere evitato. Il trattamento concomitante con omeprazolo (20 mg die) e digossina, in soggetti sani, ha aumentato la biodisponibilità della digossina fino al 10% (fino a 30% in due soggetti su dieci). Altre informazioni sulle interazioni con i medicinali Gli studi di valutazione sulla somministrazione concomitante di esomeprazolo e di naprossene (FANS non selettivo) o di rofecoxib (FANS COX-2-selettivo) non hanno identificato alcuna interazione clinicamente rilevante. Come per altri FANS, la somministrazione concomitante di colestiramina può ritardare l'assorbimento di naprossene. In volontari sani, la somministrazione concomitante di 40 mg di esomeprazolo è risultata in un aumento del 32% dell’area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo (AUC) e un prolungamento del 31% dell'emivita di eliminazione (t1/2), ma non si è verificato nessun aumento significativo dei livelli di picco plasmatico di cisapride. L’intervallo QTc leggermente prolungato, che è stato osservato dopo la somministrazione di cisapride in monoterapia, non è stato ulteriorment

prolungato quando cisapride è stato somministrato in associazione ad esomeprazolo (vedere anche il paragrafo 4.4). È stato dimostrato che esomeprazolo non ha effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di amoxicillina e chinidina. Esomeprazolo inibisce il CYP2C19, il principale enzima metabolizzante di esomeprazolo. Esomeprazolo viene anche metabolizzato dal CYP3A4. In relazione a questi enzimi, è stato osservato quanto segue: • La co-somministrazione di 30 mg di esomeprazolo è risultata in una riduzione del 45% della clearance del diazepam, substrato del CYP2C19. È improbabile che l'interazione abbia rilevanza clinica. • La co-somministrazione di 40 mg di esomeprazolo è risultata in un aumento del 13% dei livelli plasmatici minimi di fenitoina in pazienti epilettici. • La co-somministrazione di esomeprazolo e di un inibitore combinato del CYP2C19 e del CYP3A4, come voriconazolo, può risultare in un'esposizione più che raddoppiata di esomeprazolo. • La co-somministrazione di esomeprazolo e di un inibitore del CYP3A4, claritromicina (500 mg due volte al giorno), è risultata in un'esposizione (AUC) raddoppiata di esomeprazolo. Nessuno di questi casi richiede l’aggiustamento del dosaggio di esomeprazolo. Farmaci noti come induttori del CYP2C19 o del CYP3A4 o di entrambi (come rifampicina e l’erba di San Giovanni) possono portare una riduzione dei livelli sierici dell’esomeprazolo attraverso un aumento del metabolismo dell’esomeprazolo. Omeprazolo, così come esomeprazolo, agisce come inibitore del CYP2C19. Omeprazolo, dato a dosi di 40 mg in soggetti sani in uno studio cross-over, ha aumentato la Cmax e l’AUC di cilostazolo rispettivamente fino al 18% e 26%, e uno dei suoi metaboliti attivi rispettivamente fino al 29% e al 69%. Dati negli animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di convulsioni associate agli antibiotici chinolonici. Nei pazienti che stanno assumendo chinolonici si può verificare un aumento del rischio di sviluppare convulsioni. Interazione farmaco/esame di laboratorio Naprossene può diminuire l'aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di emorragia. Occorre tenere in considerazione questo effetto quando si determinano i tempi di emorragia. La somministrazione di naprossene può risultare in valori urinari più elevati di steroidi 17-chetogenici a causa di un'interazione fra il farmaco e/o i suoi metaboliti con m-di-nitrobenzene, che viene utilizzato per questo saggio. Sebbene apparentemente i valori di 17-idrossi-corticosteroide (test di Porter-Silber) non risultino alterati, si consiglia di sospendere temporaneamente la terapia con naprossene 72 ore prima di effettuare i test di funzionalità surrenalica, nel caso in cui venga utilizzato il test di Porter-Silber. Naprossene può interferire con alcuni dosaggi urinari di acido 5-idrossi indolacetico (5HIAA).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Naprossene: L'inibizione della sintesi di prostaglandine può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Dati provenienti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine negli stadi precoci della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazione cardiaca è aumentato da meno dell'1% fino a circa l'1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti in funzione del dosaggio e della durata della terapia. Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione d

un inibitore della sintesi di prostaglandine è risultata in un aumento della perdita pree post-impianto e della letalità embrio-fetale. Inoltre, un aumento dell’incidenza di varie malformazioni, comprese quelle cardiovascolari, è stata riportata in animali a cui è stato somministrato un inibitore della sintesi di prostaglandine durante il periodo organogenetico (vedere paragrafo 5.3). Nelle donne che desiderano una gravidanza o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, VIMOVO non deve essere somministrato a meno che il potenziale beneficio per la paziente superi il potenziale rischio per il feto. Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l'uso di VIMOVO può causare oligoidramnios derivanti da disfunzione renale fetale. Ciò può verificarsi poco dopo l'inizio del trattamento ed è solitamente reversibile a seguito della sospensione. Inoltre, ci sono state segnalazioni di costrizione del dotto arterioso dopo il trattamento durante il secondo trimestre, la maggior parte delle quali si è risolta dopo la cessazione del trattamento. Pertanto, se naprossene viene utilizzato da una donna che intende concepire o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta più bassa possibile e la durata del trattamento più breve possibile. Il monitoraggio prenatale per l’oligoidramnios e per la costrizione del dotto arterioso deve essere preso in considerazione dopo l'esposizione a VIMOVO per diversi giorni dalla 20a settimana gestazionale in poi. VIMOVO deve essere sospeso se si riscontrano oligoidramnios o costrizione del dotto arterioso. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: • tossicità cardiopolmonare (costrizione prematura / chiusura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); • disfunzione renale (vedere sopra), la madre e il neonato, a fine gravidanza, a: • possibile prolungamento del tempo di emorragia, un effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse. • inibizione delle contrazioni uterine, che provoca travaglio ritardato o prolungato. Di conseguenza, VIMOVO è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Esomeprazolo: C'è un numero limitato di dati sull'uso di esomeprazolo in donne gravide. Con omeprazolo miscela racemica, i dati provenienti da studi epidemiologici su un più ampio numero di gravidanze esposte al trattamento non indicano la presenza di effetti malformativi o fetotossici. Studi condotti negli animali con esomeprazolo non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sullo sviluppo embrio/fetale. Studi condotti negli animali con la miscela racemica non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla gravidanza, il parto o lo sviluppo postnatale. Allattamento Naprossene viene escreto nel latte umano in piccole quantità. Non è noto se esomeprazolo venga escreto nel latte umano. Un case report pubblicato su omeprazolo miscela racemica ha indicato l'escrezione di basse quantità nel latte umano (dose aggiustata secondo il peso < 7%). VIMOVO non deve essere utilizzato durante l'allattamento. Fertilità L'uso di FANS come naprossene può compromettere la fertilità femminile. L'uso di VIMOVO non è raccomandato in donne che tentano di concepire (vedere paragrafo 4.4).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

VIMOVO altera lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari; sulla base di ciò si deve tenere in considerazione il fatto che alcuni degli effetti avversi (ad es. capogiri) riportati a seguito dell'uso di VIMOVO possono ridurre la capacità di reazione.

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezz

Nella formulazione della compressa è stato incluso esomeprazolo a rilascio immediato per ridurre l'incidenza degli effetti indesiderati gastrointestinali provocati da naprossene. È stato dimostrato che VIMOVO riduce significativamente i casi di ulcere gastriche e gli eventi avversi a carico dell'apparato gastrointestinale superiore associati a FANS rispetto a naprossene in monoterapia (vedere paragrafo 5.1). Non sono emersi nuovi dati sul profilo di sicurezza durante trattamento con VIMOVO nella popolazione complessivamente valutata negli studi clinici (n=1157) rispetto ai profili di sicurezza consolidati dei singoli principi attivi naprossene ed esomeprazolo. Riassunto tabulato delle reazioni avverse Le reazioni avverse sono state classificate secondo la frequenza e la classificazione per sistemi e organi. Le categorie di frequenza sono definite secondo la convenzione seguente: Molto comune (>1/10), Comune (>1/100 fino a <1/10), Non comune (>1/1.000 fino a <1/100), Raro (>1/10.000 fino a <1/1.000), Molto raro (<1/10.000), Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). VIMOVO Le seguenti reazioni avverse sono state riportate in pazienti che hanno assunto VIMOVO durante gli studi clinici. Molto comune Comune Non comune Raro Infezioni ed infestazioni infezione diverticolite Patologie del sistema emolinfopoietico eosinofilia, leucopenia Disturbi del sistema immunitario reazioni di ipersensibilità Disturbi del metabolismo e della nutrizione disordini dell'appetito ritenzione dei fluidi, iperpotassiemia, iperuricemia Disturbi psichiatrici ansia, depressione, insonnia confusione, alterazione dei sogni Patologie del sistema nervoso capogiri, cefalea, disturbi del gusto parestesia, sincope sonnolenza, tremore Patologie dell’orecchio e del labirinto tinnito, vertigine Patologie cardiache aritmia, palpitazioni infarto miocardico, tachicardia Patologie vascolari ipertensione Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche asma, broncospasmo, dispnea Patologie gastrointestinali dispepsia dolori addominali, stipsi, diarrea, esofagite, flatulenza, ulcere gastro-duodenali*, gastrite, nausea, vomito secchezza delle fauci, eruttazione, emorragia gastrointestinale, stomatite glossite, ematemesi, emorragia rettal

Molto comune Comune Non comune Raro Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo eruzioni cutanee dermatite, iperidrosi, prurito, orticaria alopecia, ecchimosi Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Artralgia mialgia Patologie renali e urinarie proteinuria, insufficienza renale Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella disturbo mestruale Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Edema astenia, spossatezza, piressia Esami diagnostici valori anomali dei test della funzionalità epatica, valori elevati della creatinina sierica *come rilevato dall'endoscopia di routine prevista Naprossene Le seguenti reazioni avverse sono state riportate in pazienti che hanno assunto naprossene durante gli studi clinici e mediante le segnalazioni postmarketing. Comune Non comune/Raro Infezioni ed infestazioni Diverticolite meningite asettica, infezione, sepsi Patologie del sistema emolinfopoietico agranulocitosi, anemia aplastica, eosinofilia, granulocitopenia, anemia emolitica, leucopenia, linfadenopatia, pancitopenia, trombocitopenia Disturbi del sistema immunitario reazioni anafilattiche, reazioni anafilattoidi, reazioni di ipersensibilità Disturbi del metabolismo e della nutrizione disturbi dell'appetito, ritenzione dei fluidi, iperglicemia, iperpotassiemia, iperuricemia, ipoglicemia, alterazioni del peso Disturbi psichiatrici depressione, insonnia agitazione, ansia, confusione, alterazione dei sogni, allucinazioni, irrequietezza Patologie del sistema nervoso capogiri, sonnolenza, cefalea, senso di mancamento, vertigine disfunzione cognitiva, coma, convulsioni, incapacità di concentrazione, neurite ottica, parestesia, sincope, tremor

Comune Non comune/Raro Patologie dell’occhio disturbi visivi offuscamento della vista, congiuntivite, opacità della cornea, papilloedema, papillite Patologie dell’orecchio e del labirinto tinnito, disturbi dell'udito disfunzione dell’udito Patologie cardiache Palpitazioni aritmia, scompenso cardiaco congestizio, infarto miocardico, tachicardia Patologie vascolari Ipertensione arteriosa, ipotensione, vasculite Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea asma, broncospasmo, polmonite eosinofilica, polmonite, edema polmonare, depressione respiratoria Patologie gastrointestinali dispepsia, dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, costipazione, bruciore di stomaco, ulcere peptiche, stomatite secchezza delle fauci, esofagite, ulcere gastriche, gastrite, glossite, eruttazione, flatulenza, ulcere gastriche/duodenali, emorragia gastrointestinale e/o perforazione, melena, ematemesi, pancreatite, colite, esacerbazione della malattia infiammatoria intestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn), ulcerazione gastrointestinale non peptica, emorragia rettale, stomatite ulcerativa Patologie epatobiliari colestasi, epatite, ittero, insufficienza epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo prurito, ecchimosi, porpora, eruzioni cutanee alopecia, esantema, orticaria, reazioni bollose incluse sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (TEN), eritema multiforme, eritema nodoso, eruzione fissa da farmaci, lichen planus, lupus eritematoso sistemico, dermatite fotosensibile, reazioni di fotosensibilità, compresi rari casi simili a porfiria cutanea tarda (pseudoporfiria), dermatite esfoliativa, edema angioneurotico, eruzione pustolare Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo debolezza muscolare, mialgia Patologie renali e urinarie nefrite glomerulare, ematuria, nefrite tubulo-interstiziale (con possibile progressione fino all’insufficienza renale), sindrome nefrosica, oliguria/poliuria, proteinuria, insufficienza renale, necrosi renale papillare, necrosi tubulare Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella infertilità, disturbo mestrual

Comune Non comune/Raro Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione spossatezza, edema, sudorazione, sete astenia, malessere, piressia Esami diagnostici valori anomali dei test della funzionalità epatica, aumento del tempo di emorragia, valori elevati della creatinina sierica Esomeprazolo: Le seguenti reazioni avverse al farmaco sono state identificate o sospettate durante il programma di sperimentazione clinica per esomeprazolo con rivestimento enterico e/o nell'uso post-marketing. Nessuna è stata identificata come dose-correlata. Comune Non comune Raro Molto raro Frequenza non nota Patologie del sistema emolinfopoietico leucopenia, trombocitopen ia agranulocitosi i, pancitopenia Disturbi del sistema immunitario reazioni di ipersensibilità, ad es. febbre, angioedema e reazione/shoc k anafilattico Disturbi del metabolismo e della nutrizione edema periferico iponatriemia Ipomagnesiemi a; ipomagnesiemi a grave può condurre a ipocalcemia; ipomagnesiemi a può anche essere associata a ipopotassiemia Disturbi psichiatrici Insonnia agitazione, confusione, depressione aggressività, allucinazioni Patologie del sistema nervoso cefalea capogiri, parestesi, sonnolen za disturbi del gusto Patologie dell’occhio offuscamento della vista Patologie dell’orecchio e del labirinto Vertigini Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche broncospasm

Comune Non comune Raro Molto raro Frequenza non nota Patologie gastrointestinali dolore addominale, diarrea, flatulenza, nausea/vomit o, stipsi, polipi della ghiandola fundica (benigni) secchezza delle fauci stomatite, candidosi gastrointestina le colite microscopica Patologie epatobiliari aumento degli enzimi epatici epatite con e senza ittero insufficienza epatica, encefalopatia epatica in pazienti con malattia epatica preesistente Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo dermatite, prurito, orticaria, eruzione cutanea alopecia, fotosensibilità eritema multiforme, sindrome di StevensJohnson, necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) lupus eritematoso cutaneo subacuto (vedere il paragrafo 4.4) Patologie del sistema muscoloscheletri co e del tessuto connettivo Frattura dell’anca, del polso o della colonna vertebrale (vedere paragrafo 4.4) artralgia, mialgia debolezza muscolare Patologie renali e urinarie nefrite tubulointerstiziale (con possibile progressione fino all’insufficien za renale) Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella ginecomasti

Comune Non comune Raro Molto raro Frequenza non nota Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazion e malessere, aumento della sudorazione Descrizione di determinate reazioni avverse Naprossene Gli studi clinici e i dati epidemiologici suggeriscono che l'uso dei coxib e di alcuni FANS (specialmente a dosaggi elevati e in trattamenti a lungo termine) può essere associato a un rischio lievemente maggiore di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto miocardico o ictus). Sebbene i dati suggeriscano che l'uso di naprossene (1.000 mg al giorno) possa associarsi ad un rischio minore, non si può escludere un certo rischio (vedere paragrafo 4.4). Edema, ipertensione arteriosa e insufficienza cardiaca sono stati riportati in associazione al trattamento con FANS. Gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare nelle persone anziane (vedere paragrafo 4.4). Nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, esacerbazione della colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4 - Avvertenze speciali e precauzioni d'uso) sono stati riportati a seguito della somministrazione del farmaco. Meno frequentemente è stata osservata gastrite. VIMOVO è stato sviluppato con esomeprazolo per diminuire l'incidenza di effetti indesiderati gastrointestinali da naprossene ed è stato dimostrato che ha diminuito significativamente il verificarsi di ulcere gastriche e/o duodenali e di eventi avversi dell'apparato gastrointestinale superiore associati a FANS in confronto al naprossene in monoterapia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo:https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

Non vi sono dati clinici sul sovradosaggio di VIMOVO. Ci si aspetta che qualsiasi effetto del sovradosaggio di VIMOVO rifletta principalmente gli effetti del sovradosaggio di naprossene. Sintomi Associati a sovradosaggio di naprossene Un sovradosaggio significativo di naprossene può essere caratterizzato da letargia, capogiri, sonnolenza, dolore epigastrico, malessere addominale, bruciore di stomaco, indigestione, nausea, alterazioni transitorie della funzionalità epatica, ipoprotrombinemia, disfunzione renale, acidosi metabolica, apnea, disorientamento o vomito. Può verificarsi emorragia gastrointestinale. Possono verificarsi, sebbene raramente, ipertensione arteriosa, insufficienza renale acuta, depressione respiratoria e coma. Sono state riportate reazion

anafilattoidi con il trattamento con FANS, che possono verificarsi a seguito di un sovradosaggio. Alcuni pazienti hanno manifestato convulsioni, ma non è chiaro se fossero associate al farmaco. Non è noto quale dose del farmaco può essere pericolosa per la vita. Associati a sovradosaggio di esomeprazolo I sintomi descritti in associazione al volontario sovradosaggio di esomeprazolo (esperienza limitata di dosi superiori a 240 mg/giorno) sono transitori. Dosi singole da 80 mg di esomeprazolo non hanno avuto conseguenze. Gestione Associato a naprossene I pazienti devono essere gestiti con terapie sintomatiche e di sostegno a seguito di un sovradosaggio di FANS, particolarmente per quanto riguarda gli effetti gastrointestinali e il danno renale. Non esistono antidoti specifici. L'emodialisi non diminuisce la concentrazione plasmatica di naprossene per via dell'elevato grado di legame proteico. L'emesi e/o il carbone attivo (da 60 a 100 g negli adulti, da 1 a 2 g/kg nei bambini) e/o un catartico osmotico possono essere indicati in pazienti che manifestano sintomi visti entro 4 ore dall'ingestione o a seguito di notevole sovradosaggio. La diuresi forzata, l'alcalinizzazione dell'urina o l'emoperfusione possono non essere utili a causa dell'elevato legame alle proteine. Associato a esomeprazolo Non sono noti antidoti specifici. Esomeprazolo ha un forte legame proteico plasmatico e quindi non è facilmente dializzabile. Come in qualsiasi caso di sovradosaggio, il trattamento deve essere sintomatico e devono essere intraprese misure di sostegno generale.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Gruppo farmacoterapeutico: naprossene ed esomeprazolo codice ATC: M01AE52 Meccanismo d’azione VIMOVO è stato sviluppato come compresse a rilascio sequenziale, combinando uno strato di esomeprazolo magnesio a rilascio immediato e un nucleo di naprossene con rivestimento enterico a rilascio ritardato. Esomeprazolo è quindi rilasciato nello stomaco prima della dissoluzione di naprossene nell'intestino tenue. Il rivestimento enterico previene il rilascio di naprossene a livelli di pH inferiori a 5, fornendo protezione contro la possibile tossicità gastrica locale di naprossene. In virtù del rilascio ritardato di naprossene, VIMOVO non è destinato né è stato studiato per il trattamento del dolore acuto. Naprossene è un FANS con proprietà analgesiche e antipiretiche. Il meccanismo di azione dell'anione di naprossene, come quello di altri FANS, non è completamente compreso, ma può essere associato all'inibizione della prostaglandina-sintetasi. Esomeprazolo è l’S-enantiomero di omeprazolo e riduce la secrezione acida gastrica attraverso un meccanismo d'azione specifico e mirato. Esomeprazolo è una base debole ed è concentrato e convertito nella forma attiva nell'ambiente fortemente acido dei canalicoli secretori della cellula parietale gastrica, dove inibisce l'enzima H+K+-ATPasi – la pompa acida e inibisce la secrezione acida sia basale che indotta. Effetti farmacodinamici Effetto sulla secrezione acida gastrica Un effetto ottimale (mantenimento di un pH gastrico elevato) è stato ottenuto con la formulazione di VIMOVO contenente 20 mg di esomeprazolo. Dopo 9 giorni di trattamento con VIMOV

somministrato due volte al giorno, un pH intragastrico superiore a 4 è stato mantenuto per un periodo medio di 17,1 ore (DS 3,1) in volontari sani. Il valore corrispondente per NEXIUM 20 mg è stato di 13,6 ore (DS 2,4). Altri effetti associati all'inibizione acida Durante il trattamento con medicinali antisecretori, la gastrina sierica aumenta in risposta alla diminuzione della secrezione acida. Anche la CgA aumenta a causa della ridotta acidità gastrica. Il livello aumentato di CgA può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Le prove disponibili pubblicate suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica devono essere sospesi tra i 5 giorni e le due settimane prima delle misurazioni delle CgA. Questo per consentire ai livelli di CgA, che potrebbero essere falsamente elevati a seguito del trattamento con IPP, di tornare entro il range di riferimento Un aumento del numero di cellule enterocromaffino-simili (ECL), possibilmente associato all'aumento dei livelli sierici di gastrina, è stato osservato in alcuni pazienti durante il trattamento a lungo termine con esomeprazolo. I risultati sono considerati clinicamente non rilevanti. Durante il trattamento a lungo termine con farmaci antisecretori, è stato osservato un aumento della frequenza di comparsa di cisti ghiandolari gastriche. Queste alterazioni sono una conseguenza fisiologica della pronunciata inibizione della secrezione acida, sono benigne e sembrano essere reversibili. La diminuita acidità gastrica dovuta a qualsiasi mezzo, inclusi gli inibitori della pompa protonica, aumenta la conta gastrica di batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con inibitori della pompa protonica può portare ad un leggero aumento del rischio di infezioni gastrointestinali da Salmonella e Campylobacter e possibilmente anche da Clostridium difficile nei pazienti ospedalizzati. Efficacia e sicurezza clinica Negli studi clinici VIMOVO è stato somministrato complessivamente a 491 pazienti per 6 mesi e a 135 pazienti per 12 mesi. In due studi randomizzati, in doppio cieco, con controllo attivo, l'incidenza delle ulcere gastriche e duodenali è stata significativamente inferiore dopo il trattamento con VIMOVO rispetto a naprossene 500 mg con rivestimento enterico due volte al giorno (senza somministrazione di esomeprazolo o di un altro PPI) durante un periodo di trattamento di 6 mesi. I partecipanti erano a priori a rischio di sviluppare ulcere associate a FANS, a causa dell'età avanzata o di anamnesi positiva per ulcere gastriche o duodenali. I pazienti che erano risultati positivi al test per H. pylori erano stati esclusi dagli studi clinici. L’incidenza di ulcera gastrica per VIMOVO è stata del 5,6%, e per naprossene con rivestimento enterico del 23,7% (dati a 6 mesi da 2 studi endoscopici). VIMOVO inoltre ha ridotto significativamente l'occorrenza di ulcere duodenali relative a naprossene con rivestimento enterico (0,7 rispetto a 5,4%) (dati a 6 mesi da 2 studi endoscopici). Durante queste sperimentazioni cliniche VIMOVO ha inoltre ridotto significativamente il verificarsi di alcuni eventi avversi predeterminati a carico dell'apparato gastrointestinale superiore associati a FANS rispetto a naprossene con rivestimento enterico (53,3% rispetto a 70,4% (dati complessivi). Negli studi clinici con VIMOVO, sono stati inclusi solo i pazienti a rischio di sviluppare ulcere gastroduodenali associate a FANS come i pazienti di età >50 anni o con ulcere pregresse non complicate; sono stati ammessi allo studio anche pazienti che utilizzavano acido acetilsalicilico a basso dosaggio (ABD), in concomitanza. Le analisi relative a sottogruppi di pazienti hanno confermato una tendenza uguale a quella osservata per l’intera popolazione studiata riguardo all'efficacia nella prevenzione dell’ulcera gastrointestinale da parte di VIMOVO. Negli utilizzatori di ABD, l'incidenza di ulcere gastroduodenali è stata del 4,0% (95% CI 1,1-10,0%) nel gruppo VIMOVO (n=99) rispetto al 32,4% (95% CI 23,4-42,3%) nel gruppo con solo naprossene EC (n=102). Nell

persone anziane > 60 anni di età, l'incidenza di ulcere gastroduodenali è stata del 3,3% (95% CI 1,36,7%) nel gruppo VIMOVO (n=212) rispetto al 30,1% (95% CI 24,0-36,9%) nel gruppo in trattamento con solo naprossene EC (n=209). In due studi clinici della durata di 6 mesi, VIMOVO ha fatto registrare un numero minore di casi di disturbi a carico dei quadranti addominali superiori rispetto a naprossene con rivestimento enterico, valutati come sintomi di dispepsia. Una proporzione significativamente inferiore di pazienti che assumevano VIMOVO ha interrotto prematuramente gli studi a causa di eventi avversi rispetto ai pazienti che assumevano naprossene con rivestimento enterico in monoterapia (rispettivamente 7,9% contro 12,5%), 4,0% e 12,0% delle discontinuazioni rispettivamente erano dovute ad eventi avversi associati al tratto digestivo superiore, incluse ulcere duodenali). In due studi di 12 settimane in pazienti con osteoartrite del ginocchio, VIMOVO (500 mg/20 mg somministrato due volte al giorno) ha indotto un miglioramento simile del dolore e della funzionalità, del tempo di insorgenza dell’efficacia analgesica e interruzioni dello studio dovute a eventi avversi simili a quelli osservati per il gruppo in trattamento con celecoxib 200 mg una volta al giorno. Popolazione pediatrica L’Agenzia europea dei medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con VIMOVO.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Naprossene Dopo la somministrazione di una singola dose, il tempo di concentrazione plasmatica di picco viene raggiunto dopo 3-5 ore, tuttavia, l'assunzione di cibo comporta un ulteriore ritardo, fino a 8 ore o più. Allo stato stazionario a seguito della somministrazione di VIMOVO due volte al giorno, le concentrazioni plasmatiche di picco di naprossene sono state raggiunte entro un tempo medio di 3 ore a seguito sia della dose mattutina che serale. È stata dimostrata la bioequivalenza fra VIMOVO e naprossene con rivestimento enterico, basata sia sull'area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo (AUC) sia sulla massima concentrazione plasmatica (Cmax) di naprossene. Naprossene viene assorbito rapidamente e completamente nel tratto gastrointestinale con una biodisponibilità in vivo del 95%. Lo stato stazionario di naprossene viene raggiunto in 4-5 giorni. Esomeprazolo Dopo somministrazione di VIMOVO due volte al giorno, esomeprazolo viene assorbito rapidamente con la concentrazione plasmatica di picco raggiunta entro il tempo medio di 0,5-0,75 ore a seguito della dose mattutina e serale sia il primo giorno di somministrazione che allo stato stazionario. Dopo dosaggi ripetuti di VIMOVO due volte al giorno, la Cmax era di 2-3 volte più elevata, e l’AUC 4-5 volte più elevata, rispetto al primo giorno di trattamento. Ciò è probabilmente dovuto in parte a un maggior assorbimento dovuto all'effetto farmacodinamico di esomeprazolo con maggior pH intragastrico, che porta ad una minor degradazione acida di esomeprazolo nello stomaco. Una diminuzione del metabolismo di primo passaggio e della clearance sistemica di esomeprazolo con dosaggio ripetuto contribuisce anche a raggiungere concentrazioni plasmatiche più elevate allo stato stazionario (vedere Linearità/non linearità). Sebbene l'intervallo AUC allo stato stazionario fosse paragonabile per NEXIUM 20 mg una volta al giorno e VIMOVO due volte al giorno: rispettivamente 292,0 - 2279,0 ng/ml e 189,0 - 2931,0 ng/ml, l'esposizione media era maggiore del 60% (CI: 1,28 - 1,93) per VIMOVO. Questo è prevedibile a causa della dose totale diversa di esomeprazolo somministrata come VIMOVO o come NEXIUM (40

rispetto a 20 mg). Cmax era maggiore del 60% (CI: 1,27 - 2,02) per VIMOVO, risultato atteso per una formulazione IR. Somministrazione concomitante con il cibo La somministrazione di VIMOVO assieme al cibo non incide sulla quantità di assorbimento di naprossene, ma ritarda significativamente l'assorbimento di circa 8 ore e riduce la concentrazione plasmatica di picco di circa il 12%. La somministrazione di VIMOVO assieme al cibo non ritarda l'assorbimento di esomeprazolo, ma riduce notevolmente la quantità di assorbimento, risultando in riduzioni rispettivamente del 52% e del 75% dell'area sotto la curva di concentrazione plasmatica rispetto al tempo e della concentrazione plasmatica di picco. La somministrazione di VIMOVO 30 minuti prima dell'assunzione di cibo ha soltanto effetti minimi o del tutto assenti sulla quantità e sul tempo di assorbimento di naprossene e non ha effetti significativi sul tasso o sulla quantità di assorbimento di esomeprazolo rispetto alla somministrazione a digiuno (vedere paragrafo 4.2). Distribuzione Naprossene Naprossene ha un volume di distribuzione pari a 0,16 l/kg. A livelli terapeutici naprossene ha un legame all’albumina superiore al 99%. L'anione naprossene è stato individuato nel latte di donne in fase di allattamento a concentrazioni equivalenti a circa l'1% della concentrazione plasmatica massima di naprossene (vedere paragrafo 4.6). Esomeprazolo Il volume di distribuzione apparente allo stato stazionario in soggetti sani è di circa 0,22 l/kg di peso corporeo. Esomeprazolo ha un legame alle proteine plasmatiche pari al 97%. Biotrasformazione Naprossene Il 30% di naprossene è metabolizzato nel fegato dal sistema del citocromo P450 (CYP), principalmente dal CYP2C9, in 6–0–desmetil naprossene. Né il farmaco di origine né i suoi metaboliti inducono gli enzimi metabolizzanti. Sia naprossene che 6–0–desmetil naprossene sono ulteriormente metabolizzati nei rispettivi metaboliti acilglucuronide coniugati. Esomeprazolo Esomeprazolo viene completamente metabolizzato dal sistema CYP. La maggior parte del metabolismo di esomeprazolo dipende dal polimorfo CYP2C19, responsabile della formazione dei metaboliti idrossi e desmetil di esomeprazolo. La parte restante dipende da un’altra isoforma specifica, CYP3A4, responsabile della formazione di esomeprazolo sulfone, il principale metabolita plasmatico. I maggiori metaboliti di esomeprazolo non hanno effetti sulla secrezione acida gastrica. Eliminazione Naprossene Dopo somministrazione di VIMOVO due volte al giorno, l'emivita media di eliminazione di naprossene è rispettivamente di circa 9 ore e 15 ore a seguito della dose mattutina e serale, senza variazioni a seguito di somministrazioni ripetute. La clearance di naprossene è di 0,13 ml/min/kg. Indipendentemente dalla dose, circa il 95% di una dose qualsiasi di naprossene viene escreto nell'urina, principalmente come naprossene (<1%), 6-0desmetil naprossene (<1%) o i loro coniugati (da 66% a 92%). Piccole quantità, 3% o meno della dose somministrata, sono escrete nelle feci. Nei pazienti con insufficienza renale i metaboliti possono accumularsi (vedere paragrafo 4.4). Esomeprazol

Dopo somministrazione di VIMOVO due volte al giorno, l'emivita media di eliminazione di esomeprazolo è di circa 1 ora a seguito della dose mattutina e serale il primo giorno con un'emivita di eliminazione leggermente più lunga allo stato stazionario (1,2-1,5 ore). La clearance plasmatica totale di esomeprazolo è di circa 17 l/h dopo una dose singola e di circa 9 l/h dopo somministrazione ripetuta. Quasi l'80% di una dose orale di esomeprazolo viene escreto come metaboliti nell'urina, il resto nelle feci. Nell'urina si ritrova meno dell'1% del farmaco di origine. Linearità/non linearità Naprossene A dosi di naprossene superiori a 500 mg/giorno si ha un aumento meno che proporzionale nei livelli plasmatici a causa di un aumento nella clearance causato dalla saturazione del legame proteico plasmatico a dosi più elevate (minimo medio Css 36,5, 49,2 e 56,4 mg/l con dosi giornaliere di naprossene rispettivamente da 500, 1.000 e 1.500 mg). Esomeprazolo L'area sotto la curva di concentrazione plasmatica-tempo di esomeprazolo aumenta con la somministrazione ripetuta di VIMOVO. Questo incremento è dose-dipendente e risulta in un rapporto non lineare dose-AUC dopo somministrazioni ripetute. Questa dipendenza dal tempo e dalla dose è in parte dovuta ad una riduzione del metabolismo di primo passaggio e ad una clearance sistemica probabilmente dovute a un'inibizione dell'enzima CYP2C19 da parte di esomeprazolo e/o del suo metabolita sulfone. Un aumento dell'assorbimento di esomeprazolo con somministrazione ripetuta di VIMOVO ha contribuito probabilmente anche alla dipendenza dal tempo e dalla dose (vedere Assorbimento). Popolazioni speciali Insufficienza renale La farmacocinetica di VIMOVO non è stata determinata in pazienti con insufficienza renale. Naprossene: La farmacocinetica di naprossene non è stata determinata in soggetti con insufficienza renale. Visto che naprossene, i suoi metaboliti e coniugati sono principalmente escreti dai reni, per i metaboliti del naprossene esiste il potenziale di accumularsi in presenza di insufficienza renale. L'eliminazione di naprossene è ridotta in pazienti con grave insufficienza renale. L'uso di VIMOVO è controindicato in pazienti affetti da grave insufficienza renale (clearance della creatinina <30 ml/min) (vedere paragrafo 4.3). Esomeprazolo: Non sono stati condotti studi con esomeprazolo in pazienti con funzionalità renale ridotta. Poiché i reni sono responsabili dell'escrezione dei metaboliti di esomeprazolo, ma non dell'eliminazione del composto di origine, non è attesa un'alterazione del metabolismo di esomeprazolo in pazienti con funzionalità renale compromessa. Insufficienza epatica La farmacocinetica di VIMOVO non è stata determinata in pazienti con funzionalità epatica compromessa. Naprossene: La farmacocinetica di naprossene non è stata determinata in soggetti con insufficienza epatica. La malattia cronica del fegato da alcoolismo e probabilmente anche altre forme di cirrosi riducono la concentrazione plasmatica totale di naprossene, ma la concentrazione plasmatica di naprossene libero risulta aumentata. L'implicazione di questo dato per il dosaggio del componente naprossene di VIMOVO, non è nota, ma è prudente usare la minima dose efficace.

Esomeprazolo: Il metabolismo di esomeprazolo in pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata può essere compromesso. La percentuale di farmaco metabolizzato è ridotta nei pazienti con grave insufficienza epatica risultante in un raddoppiamento dell'area sotto la curva di concentrazione plasmatica-tempo di esomeprazolo. I pazienti con grave insufficienza epatica non devono assumere VIMOVO (vedere paragrafo 4.3). Anziani Non sono disponibili dati specifici sulla farmacocinetica di VIMOVO in pazienti di età superiore ai 65 anni. Naprossene: Alcuni studi indicano che sebbene la concentrazione plasmatica totale di naprossene sia inalterata, la frazione plasmatica libera di naprossene è aumentata nelle persone anziane, tuttavia la frazione libera è <1% della concentrazione totale di naprossene. Il significato clinico di questo risultato non è chiaro, sebbene sia possibile che l'aumento della concentrazione di naprossene libero possa essere associato ad un aumento dell'incidenza di eventi avversi per un determinato dosaggio in alcuni pazienti anziani. Esomeprazolo: Il metabolismo di esomeprazolo non è modificato in modo significativo nei soggetti anziani (di età compresa fra 71 e 80 anni). Scarsi metabolizzatori CYP2C19 Esomeprazolo: Circa il 3% della popolazione ha una mancanza di funzionalità dell’enzima CYP2C19; questi individui vengono denominati scarsi metabolizzatori. In questi individui il metabolismo di esomeprazolo è probabilmente catalizzato principalmente dal CYP3A4. Dopo la somministrazione ripetuta di dosi giornaliere da 40 mg di esomeprazolo (una sola somministrazione al giorno), l'area media sotto la curva di concentrazione plasmatica-tempo era più elevata di circa il 100% negli scarsi metabolizzatori rispetto ai soggetti aventi una funzionalità dell’enzima CYP2C19 (metabolizzatori estensivi). La media delle concentrazioni plasmatiche di picco era più elevata di circa il 60%. Questi risultati non hanno implicazioni per la posologia di VIMOVO. Genere Esomeprazolo: Dopo una dose singola di 40 mg di esomeprazolo l'area media sotto la curva di concentrazione plasmatica-tempo è più elevata di circa il 30% nelle femmine che nei maschi. Non sono state osservate differenze fra i sessi dopo somministrazioni ripetute di singole dosi giornaliere. Questi risultati non hanno alcuna implicazione per la posologia di VIMOVO.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Non sono disponibili dati non clinici sulla combinazione di principi attivi. Non sono note interazioni fra naprossene ed esomeprazolo che possano indicare nuove o avverse sinergie di tipo farmacologico, farmaco/tossicocinetico, tossicologico, interazione chimico/fisica o problemi di tollerabilità risultanti dalla loro combinazione. Naprossene Dati preclinici non hanno rivelato pericoli particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di genotossicità, potenziale carcinogenico, tossicità embriofetale e fertilità. I risultati principali a dosi elevate in studi sulla tossicità di dosi orali ripetute sugli animali sono stati irritazione gastrointestinale e danno renale, entrambi attribuibili all'inibizione della sintesi di prostaglandine. La somministrazione orale di naprossene a femmine di ratto al terzo trimestre di gravidanza in studi perie postnatali è risultata in un travaglio difficile. Questo è un effetto noto per questa categoria di farmaci. Esomeprazolo Studi preclinici “bridging” non hanno rivelato pericoli particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute, genotossicità e tossicità per la riproduzione. Studi sulla carcinogenicità nel ratto con la miscela racemica hanno dimostrato iperplasia delle cellule gastrich

ECL e carcinoidi. Questi effetti gastrici nel ratto sono il risultato di un’elevata e prolungata ipergastrinemia secondaria alla ridotta produzione di acido gastrico e sono stati osservati dopo trattamenti a lungo termine nel ratto con inibitori della secrezione acida gastrica.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa Sodio croscarmelloso Magnesio stearato Povidone K90 Silice, colloidale anidra Rivestimento Cera carnauba Glicerolo monostearato 40-55 Ipromellosa tipo 2910 (3 mPas, 6 mPas and 50 mPas) Ossido di ferro E172 (giallo) Macrogol 8000 Acido metacrilico-etil acrilato copolimero (1:1) dispersione 30% Metil paraidrossibenzoato E218* Polidestrosio Polisorbato 80 Propil paraidrossibenzoato E216* Sodio laurilsolfato Diossido di titanio E171 Trietil citrato Inchiostro da stampa Ipromellosa tipo 2910 (6 mPas) Ossido di ferro E172 (nero) Glicole propilenico *Questi conservanti sono presenti nella miscela di rivestimento con film e sono contenuti nel prodotto finito a livelli molto bassi, non funzionali.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

2 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Flacone: Conservare nella confezione originale e tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall'umidità. Blister: Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flaconi in HDPE contenenti disseccanti integrati in una chiusura a vite in polipropilene a prova di bambino senza sigillo a induzione o flaconi in HDPE contenenti disseccanti in gel di silice con chiusura a vite in polipropilene a prova di bambino o non a prova di bambino (confezione distributiva) con sigillo a induzione. Il sacchetto contenente il disseccante non deve essere ingerito. Dimensioni della confezione: 6, 10, 20, 30, 60, 100, 180 o 500 compresse a rilascio modificato. Blister di alluminio/alluminio. Dimensioni della confezione: 10, 20, 30, 60 o 100 compresse a rilascio modificato. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

GRÜNENTHAL ITALIA S.r.l. Via Vittor Pisani, 16 20214 Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Vimovo "500 mg/20 mg compresse a rilascio modificato" 6 Compresse In Flacone Hdpe - AIC: 040611016 10 Compresse In Flacone Hdpe - AIC: 040611131 20 Compresse In Flacone Hdpe - AIC 040611028 30 Compresse In Flacone Hdpe - AIC: 040611030 60 Compresse In Flacone Hdpe - AIC: 040611042 100 Compresse In Flacone Hdpe – AIC: 040611055 180 Compresse In Flacone Hdpe - AIC: 040611067 500 Compresse In Flacone Hdpe - AIC: 040611079 10 Compresse In Blister Al/Al – AIC:040611081 20 Compresse In Blister Al/Al - AIC: 040611093 30 Compresse In Blister Al/Al – AIC: 040611105 60 Compresse In Blister Al/Al – AIC: 040611117 100 Compresse In Blister Al/Al – AIC: 040611129

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Agosto 2011

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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