ALFUZOSINA EG

Viene utilizzato per il trattamento di sintomi da moderati a gravi causati da un allargamento della ghiandola prostatica, una condizione conosciuta anche come iperplasia prostatica benigna. L’allargamento delle ghiandole prostatiche può essere causa di problemi urinari come minzione frequente e difficile, soprattutto durante la notte. Gli alfa-bloccanti rilassano i muscoli nella prostata e nel collo vescicale. In questo modo l’urina può fuoriuscire dalla vescica più facilmente.

Principio attivo: ALFUZOSINA, ALFUZOSINA CLORIDRATO · ATC G04CA01 · EG S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

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"10 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO" 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL A 8,78 € 8,78 € 0,00 € + ticket*

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Principio attivo: ALFUZOSINA, ALFUZOSINA CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Compressa a rilascio prolungato
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 5 mg COMPRESSA A RILASCIO PROLUNGATO
  • 10 mg COMPRESSA A RILASCIO PROLUNGATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: EG S.P.A.
Codice ATC: G04CA01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ALFUZOSINA AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ALFUZOSINA MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· ALFUZOSINA DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· FARALZIN - FARMA GROUP S.R.L.
· ALFUZOSINA ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· ALFUZOSINA RATIOPHARM - RATIOPHARM GMBH
· ALFUZOSINA SANDOZ - SANDOZ S.P.A.
· ALFUZOSINA HEXAL - SANDOZ S.P.A.
· ALFUZOSINA PENSA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· XATRAL - SANOFI S.R.L.
· MITTOVAL - SANOFI S.R.L.
· OFUXAL - LAMPUGNANI FARMACEUTICI SPA
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Rimborsabilita: N - NON CLASSIFICATA

A cosa serve questo medicinale?

Contenuto della confezione e altre informazioni

CHE COS’È ALFUZOSINA EG E A CHE COSA SERVE Alfuzosina EG appartiene a un gruppo di farmaci denominati antagonisti degli alfa-adrenorecettori o alfabloccanti. Viene utilizzato per il trattamento di sintomi da moderati a gravi causati da un allargamento della ghiandola prostatica, una condizione conosciuta anche come iperplasia prostatica benigna. L’allargamento delle ghiandole prostatiche può essere causa di problemi urinari come minzione frequente e difficile, soprattutto durante la notte. Gli alfa-bloccanti rilassano i muscoli nella prostata e nel collo vescicale. In questo modo

l’urina può fuoriuscire dalla vescica più facilmente.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Alfuzosina EG:
- se è allergico all’alfuzosina, ad altri chinazolinici (ad es. terazosina, doxazosin, prazosina) o ad uno
qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6). I sintomi di una reazione
allergica includono: eruzione cutanea, rigonfiamento di labbra, gola, o lingua, difficoltà a deglutire o
respirare.
- se soffre di condizioni che causano un significativo calo della pressione sanguigna all’atto di alzarsi da
seduto.

- se soffre di problemi al fegato.
- se prende altri farmaci che appartengono al gruppo degli alfa-bloccanti.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Alfuzosina EG:

- se soffre di gravi problemi renali poiché la sicurezza di Alfuzosina EG in questo ambito non è stata
stabilita.
- se prende altri farmaci per trattare l’ipertensione. In questo caso il medico controllerà regol armente la sua
pressione sanguigna, soprattutto all’inizio del trattamento.
- Soprattutto all'inizio del trattamento con questo medicinale, è necessario controllare periodicamente la

pressione sanguigna a causa della possibilità di una forte riduzione della pressione sanguigna. Nel caso in cui entro poche ore dall’assunzione di Alfuzosina EG si verifichi un improvviso calo di pressione all’atto di alzarsi da seduto caratterizzato da capogiri, debolezza o sudorazione. Se si verifica un calo di pressione è necessario che Lei si sdrai tenendo gambe e piedi in alto fino alla scomparsa totale dei sintomi. Questi effetti permangono solitamente per un breve periodo e si manifestano all’inizio del trattamento. Di norma non è necessario sospendere il trattamento.

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- se in passato ha sperimentato un significativo calo di pressione dopo l’assunzione di un altro farmaco appartenente al gruppo degli alfa-bloccanti. In questo caso il suo medico inizierà il trattamento con alfuzosina a basse dosi e aumenterà gradualmente la dos e.

- se ha avuto un ictus o sintomi di breve durata simili a ictus, c'è un rischio di diminuzione del flusso
sanguigno a parti del cervello.
- se il suo cuore non funziona bene (insufficienza cardiaca acuta).
- se soffre di dolori toracici (angina) e assume un nitrato contemporaneamente ad alfuzosina. Ciò può far
aumentare il rischio di una caduta pressoria. Il medico sospenderà il trattamento con alfuzosina se
l’angina si ripresenta o peggiora.
- il medico deciderà se continuare il trattamento per i dolori toracic i o sospendere il trattamento con

Alfuzosina EG, soprattutto in caso di dolori toracici ricorrenti o di un peggioramento degli stessi. - se deve sottoporsi ad un intervento di cataratta (annebbiamento del cristallino) è pregato di informare il chirurgo prima dell’intervento che sta usando o ha usato Alfuzosina EG. Questo perché Alfuzosina EG può causare complicazioni durante l’intervento chirurgico che possono essere gestite se lo specialista viene avvertito in anticipo.

- se soffre di un problema al ritmo cardiaco o sta prendendo medicinali che possono causare un problema al ritmo cardiaco (il termine medico per questo problema è prolungamento QTc ). In questo caso il medico la terrà sotto controllo prima e durante il periodo di somministrazione di Alfuzosina EG.

Altri medicinali e Alfuzosina EG Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Alfuzosina EG non deve essere assunta contemporaneamente ad altri medicinali che appartengono a lla classe degli alfa-bloccanti.

Alfuzosina EG e alcuni medicinali possono interferire l’uno con l’altro. Tra questi: - ketoconazolo e itraconazolo (medicinali usati per il trattamento delle infezioni micotiche) e ritonavir (per il trattamento dell’HIV).

Se sta prendendo o deve prendere uno dei seguenti farmaci, il trattamento con Alfuzosina EG può causare un esagerato calo pressorio: - farmaci per il trattamento dell’ipertensione.

- farmaci (nitrati) usati per trattare i sintomi del dolore toracico (angina).
- farmaci somministrati prima di un’operazione (anestetici generali). La sua pressione sanguigna può
cadere in modo significativo. Se deve essere sottoposto ad un’operazione informi il dottore che sta
prendendo Alfuzosina EG.

Alfuzosina EG con cibi e bevande Alfuzosina EG deve essere assunta dopo un pasto.

Gravidanza e allattamento Questa informazione non è rilevante dato che l’uso di Alfuzosina EG è riservato agli uomini.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari All’inizio del trattamento con Alfuzosina EG può provare una sensazione di testa leggera, capogiri o sentirsi debole. Non si metta alla guida di veicoli, non operi su macchinari e non svolga nessuna attività pericolosa finché non sa come il suo corpo risponde al trattamento.

Alfuzosina EG contiene lattosio.

Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Inghiottisca le compresse intere. Le compresse non devono essere rotte, polverizzate o masticate poiché una quantità eccessiva del principio attivo alfuzosina può raggiungere il suo organismo troppo velocemente. Ciò può aumentare il rischio di effetti indesiderati.

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Prenda la prima compressa prima di coricarsi. Prenda le compresse ogni giorno subito dopo lo stesso pasto. Le deglutisca intere con sufficiente liquido. Non rompa, mastichi o divida le compresse.

Adulti: La dose raccomandata corrisponde a 1 compressa a rilascio prolungato (5 mg di alfuzosina) due volte al giorno (mattina e sera), senza superare la dose di 10 mg/die.

Per pazienti anziani: La dose raccomandata per i pazienti anziani (oltre i 65 anni) corrisponde a 1 compressa a rilascio prolungato (5 mg di alfuzosina) una volta al giorno. La dose può essere aumentata fino a 10 mg al giorno se l’alfuzosina

viene ben tollerata e si necessita un maggiore effetto.

Pazienti con funzione renale compromessa: La dose raccomandata per pazienti con problemi renali di entità da lieve a moderata corrisponde a 1 compressa a rilascio prolungato (5 mg di alfuzosina) una volta al giorno.

Se prende più Alfuzosina EG di quanto deve Se prende troppe compresse di Alfuzosina EG, si rivolga immediatamente al medico o al Pronto Soccorso più vicino. La sua pressione può cadere all’improvviso e Lei può avere capogiri o addirittura svenire. Se comincia ad avere capogiri si sieda o si corichi finché non si sente meglio.

Se dimentica di prendere Alfuzosina EG

Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa poiché ciò può causare un improvviso calo pressorio, soprattutto se sta prendendo farmaci per abbassare la pressione. Prenda la dose successiva come prescritto.

Se interrompe il trattamento con Alfuzosina EG Non interrompa o sospenda l’assunzione di Alfuzosina EG senza prima consultarsi con il medico. Se vuole interrompere il trattamento o ha qualsiasi dubbio circa l’utilizzo di questo farmaco, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestano.

In casi molto rari (può interessare fino a 1 persona su 10.000) è stata riportata una reazione pericolosa per la vita denominata angioedema. Smetta di assumere Alfuzosina EG e consulti immediatamente il medico se si

manifestano i sintomi di un angioedema, quali:
- rigonfiamento di viso, lingua o gola
- difficoltà a deglutire
- orticaria e difficoltà di respirazione

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10):

stanchezza, debolezza/capogiri, cefalea, una sensazione di giramento della testa (vertigini), marcato calo pressorio all’atto di alzarsi da seduto (soprattutto se il trattamento viene avviato con una dose troppo alta oppure quando il trattamento viene riavviato), dolori allo stomaco, malessere (nausea), indigestione, diarrea, secchezza della bocca, malessere generale, sensazione di debolezza o malessere.

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100):

sonnolenza, problemi alla vista, accelerazione del battito cardiaco, svenimento (soprattutto all’inizio del trattamento), sensazione di battito accelerato o palpitazioni, naso che cola, malessere, eruzione cutanea (orticaria, esantema), prurito, incontinenza urinaria, tumefazione di caviglie e piedi, arrossamento del viso (vampate), dolori toracici.

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000): insorgenza, peggioramento o recidiva di dolore toracico (angina pectoris), danni epatici, tumefazione di cute e mucose, soprattutto nel viso ed intorno alla bocca, erezione persistente e dolorosa (priapismo).

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): basso numero di globuli bianchi (Neutropenia), sindrome dell’iride a bandiera (IFIS, una complicazione che si può verificare durante un intervento alla cataratta), ritmo cardiaco anormale, problemi al fegato o malattia

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epatica (i sintomi possono includere colorazione gialla della pelle o del bianco degli occhi), diminuzione del flusso di sangue a parti del cervello in pazienti noti per avere disturbi vascolari nel cervello, basso numero di piastrine. I segni possono includere sanguinamento dalle gengive e dal naso, ecchimosi, sanguinamento

prolungato di ferite, eruzione cutanea (macchie rosse chiamate petecchie).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezz a di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione per la conservazione.

Non usi Alfuzosina EG dopo la data di scadenza indicata sul blister e sulla confezione.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Alfuzosina EG: del Il principio attivo è: alfuzosina cloridrato. Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 5 mg di alfuzosina cloridrato.

Gli altri componenti sono: lattosio monoidrato, ipromellosa, povidone K25, magnesio stearato. Descrizione dell’aspetto di Alfuzosina EG e contenuto della confezione: Le compresse di Alfuzosina EG sono non rivestite, bianche, rotonde con i bordi smussati.

Alfuzosina EG è disponibile in confezioni blister contenenti 10, 56, 60 e 180 compresse a rilascio prolungato.

Titolare dell’Autorizzazione all’immissione in commercio EG S.p.A., Via Pavia, 6 -20136 Milano

Produttore responsabile del rilascio lotti

STADA Arzneimittel AG, Stadastrasse, 2-18 – 61118 Bad Vilbel – Germania

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

AT: Alfuzosin STADA 5 mg - Retardtabletten

ES: ALFUZOSINA STADA 5 mg comprimidos de linbración prolongada EFG IT: Alfuzosina EG 5 mg Compresse a rilascio prolungato SE: Alfuzosin Stada 5 mg depottablett

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

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Domande frequenti su ALFUZOSINA EG

Come si usa ALFUZOSINA EG?

ALFUZOSINA EG si presenta in forma di Compressa a rilascio prolungato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ALFUZOSINA EG è disponibile senza ricetta?

No, ALFUZOSINA EG è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di ALFUZOSINA EG?

Il principio attivo di ALFUZOSINA EG è ALFUZOSINA, ALFUZOSINA CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di ALFUZOSINA EG?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ALFUZOSINA AUROBINDO, ALFUZOSINA MYLAN GENERICS, ALFUZOSINA DOC GENERICI, FARALZIN. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce ALFUZOSINA EG?

ALFUZOSINA EG è prodotto da EG S.P.A..

Da quando ALFUZOSINA EG è autorizzato in Italia?

ALFUZOSINA EG ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2008-08-07.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

ALFUZOSINA EG 5 mg compresse a rilascio prolungato

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 5 mg di alfuzosina cloridrato. Eccipienti con effetto noto: Ogni compressa contiene 55 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse a rilascio prolungato. Compresse non rivestite, bianche, rotonde, con i bordi smussati.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento della sintomatologia funzionale di grado da moderato a grave dell'ipertrofia prostatica benigna (IPB).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La compressa a rilascio prolungato deve essere ingerita intera con una quantità sufficiente di liquido. La compressa deve essere assunta ogni giorno immediatamente dopo lo stesso pasto. Adulti: Una compressa a rilascio prolungato da 5 mg due volte al giorno (mattina e sera), senza superare i 10 mg/die. La prima dose deve essere assunta subito prima di coricarsi. Anziani (di età superiore ai 65 anni) Una compressa a rilascio prolungato da 5 mg una volta al giorno. La prima dose deve essere assunta subito prima di coricarsi. Se questa è ben tollerata e se è richiesta un’efficacia supplementare, la dose può essere aumentata a 10 mg al giorno, somministrata come una compressa a rilascio prolungato da 5 mg due volte al giorno. I dati farmacocinetici e di sicurezza clinica dimostrano che i pazienti anziani non necessitano di una riduzione della dose. Ridotta funzionalità renale Insufficienza renale da lieve a moderata: Una compressa a rilascio prolungato da 5 mg al giorno. La prima dose deve essere assunta subito prima di coricarsi. La dose deve essere aggiustata in base alla risposta clinica. Grave insufficienza renale: Alfuzosina EG 5 mg non deve essere somministrata a pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina < 30 ml/min) dato che non sono disponibili dati clinici sulla sicurez za per questo gruppo di pazienti. Insufficienza epatica Le compresse a rilascio prolungato da 5 mg di Alfuzosina EG sono controindicate in pazienti affetti da insufficienza epatica. Dopo attenta valutazione medica potrebbe essere considerato appropriato l’utilizzo di una preparazione contenente un dosaggio inferiore di alfuzosina cloridrato. Fare riferimento alle corrispondenti informazioni sul prodotto per le istruzioni posologiche.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità all’alfuzosina, ad altri chinazolinici (per es. terazosina, doxazosin, prazosina) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Condizioni di ipotensione ortostatica. - Insufficienza epatica. - Associazione con altri farmaci che bloccano i recettori alfa-1.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Alfuzosina deve essere somministrata con cautela nei pazienti in terapia con farmaci antiipertensivi o nitrati. La pressione sanguigna deve essere regolarmente monitorata, soprattutto all’inizio del trattamento. In alcuni pazienti può manifestarsi, entro poche ore dalla somministrazione, un'ipotensione posturale con o senza sintomi (capogiri, stanchezza, astenia e sudorazione). In questi casi il paziente deve stare disteso sino alla completa risoluzione dei sintomi. Questo effetto è solitamente transitorio. Questo si manifesta all’inizio del trattamento e non pregiudica solitamente la prosecuzione del trattamento. Il paziente deve essere informato sulla possibilità che si verifichino questi eventi. Nella sorveglianza post-marketing è stata riportata una marcata riduzionedella pressione sanguigna in pazienti con fattori di rischio preesistenti (come sottostanti malattie cardiache e/o il trattamento concomitante con farmaci antiipertensivi). Il rischio di sviluppare ipotensione e reazioni avverse correlate può essere maggiore nelle persone anziane. C’è un rischio di disturbi ischemici cerebrali in pazienti con problemi circolatori cerebrali preesistenti sintomatici o asintomatici, a causa del fatto che si può sviluppare ipotensione dopo la somministrazione di alfuzosina (vedere paragrafo 4.8). Si raccomanda cautela quando si somministra l’alfuzosina a pazienti che hanno manifestato una pronunciata ipotensione al trattamento con altri bloccanti dei recettori alfa-1. Il trattamento deve essere iniziato gradualmente in pazienti con ipersensibilità agli altri bloccanti dei recettori alfa-1. Come nel caso di tutti i bloccanti dei recettori alfa-1, l’alfuzosina deve essere impiegata con prudenza in pazienti con insufficienza cardiaca acuta. Nel caso di pazienti con problemi cardiaci, il trattamento dell’insufficienza coronarica deve continuare, tenendo in considerazione che la somministrazione concomitante di nitrati e alfuzosina può far aumentare il rischio che si manifesti ipotensione. Il trattamento con l’alfuzosina deve essere interrotto in caso di nuovi attacchi o nel caso di un peggioramento dell’angina pectoris. I pazienti con un prolungamento congenito dell’intervallo QTc, con una storia nota di prolungamento acquisito dell’intervallo QTc o che stanno prendendo medicinali noti per aumentare l’intervallo Qtc devono essere monitorati prima e durante la somministrazione di alfuzosina. Alfuzosina non deve essere somministrata a pazienti con grave compromissione della funzione renale (clearance della creatinina <30 ml/min) dal momento che non sono disponibili dati clinici sulla sicurezza di utilizzo in questo gruppo di pazienti. Durante l’intervento chirurgico di cataratta, in alcuni pazienti, in corso di trattamento o precedentemente trattati con tamsulosina, è stata osservata la sindrome dell’iride a bandiera (IFIS, una variante della sindrome della pupilla piccola). Sono stati anche riportati casi isolati con altri bloccanti dei recettori alfa-1 e non si può escludere la possibilità di un effetto di classe. Dato che IFIS può portare ad aumentare le complicazioni procedurali durante l’operazione di cataratta, il chirurgo oftalmico deve essere avvertito prima dell’intervento dell’uso concomitante o precedente di bloccanti dei recettori alfa-1 (vedere paragrafo 4.8).

I pazienti devono essere avvertiti che le compresse devono essere inghiottite intere. Altri metodi di somministrazione che prevedano la rottura, la polverizzazione o la masticazione della compressa devono essere evitati. Un’incongrua somministrazione può causare un rilascio ed un assorbimento indesiderati del principio attivo, con il rischio di precoci effetti indesiderati. Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Associazioni controindicate: Farmaci che bloccano i recettori alfa-1 (vedere paragrafo 4.3). Associazioni che richiedono attenzione: - I livelli ematici di alfuzosina vengono aumentati da potenti inibitori del CYP3A4 come ketoconazolo, itraconazolo e ritonavir. - Agenti antiipertensivi (vedere paragrafo 4.4). - Preparazioni contenenti nitrati (vedere paragrafo 4.4). L’assunzione contemporanea di medicinali contro l’ipertensione o nitrati comporta un potenziamento del rischio ipotensivo. Vedere anche paragrafo 4.4. La somministrazione di un anestetico in pazienti trattati con l’alfuzosina può portare a grave ipotensione. Si raccomanda di sospendere l’assunzione delle compresse 24 ore prima di un intervento chirurgico. In studi condotti su volontari sani non si è osservata alcuna interazione né di tipo farmacodinamico, né di tipo farmacocinetico fra l'alfuzosina e i seguenti farmaci: warfarin, digossina e idroclorotiazide.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Visto il tipo di indicazione questa sezione non è pertinente.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati condotti studi relativamente agli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’utilizzo di macchinari. Possono manifestarsi reazioni avverse quali vertigini, capogiri ed astenia, soprattutto all'inizio del trattamento. Si deve tener conto di ciò quando si guidano autoveicoli o si utilizzano macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

L’effetto più comunemente riportato è il capogiro che si manifesta in circa il 5% dei pazienti trattati. Le reazioni avverse considerate almeno possibilmente correlate al trattamento sono elencate sotto per classe di organo e frequenza assoluta. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100; <1/10); non comune (≥1/1000; <1/100); raro (≥1/10000; <1/1000); molto raro (<1/10.000); frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico Frequenza non nota: neutropenia, trombocitopenia. Patologie del sistema nervoso: Comune: stanchezza, debolezza/capogiro, cefalea, vertigini. Non comune: sonnolenza. Frequenza non nota: problemi ischemici cerebrali in pazienti con disturbi cerebrovascolari sottostanti (vedere paragrafo 4.4) Patologie dell’occhio Non comune: alterazioni della visione. Frequenza non nota: sindrome dell’iride a bandiera (IFIS) (vedere paragrafo 4.4)

Patologie cardiache Non comune: tachicardia, palpitazioni, sincope (inizialmente soprattutto con una dose troppo alta o se il trattamento è iniziato dopo una breve interruzione della terapia). Molto raro: aggravamento o recidiva di angina pectoris (vedere paragrafo 4.4), angina pectoris in pazienti con preesistente malattia coronarica. Frequenza non nota: fibrillazione atriale. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: rinite. Patologie gastrointestinali Comune: dolore addominale, nausea, dispepsia, diarrea, bocca secca. Non comune: vomito. Patologie epatobiliari Molto raro: epatotossicità. Frequenza non nota: danno epatocellulare, malattia epatica colestatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: eruzione cutanea (orticaria, esantema), prurito. Molto raro: angioedema. Patologie vascolari Comune: ipotensione posturale (inizialmente, principalmente con dosi troppo alte o se il trattamento viene ripreso dopo una breve interruzione della terapia) (vedere paragrafo 4.4). Patologie renali e urinarie Non comune: incontinenza urinaria Molto raro: sono stati segnalati casi isolati di priapismo. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: astenia, malessere. Non comune: edema, vampate di calore, dolore al torace. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio il paziente deve essere ospedalizzato e deve essere praticata una normale terapia per l’ipotensione. L’antidoto appropriato è rappresentato da un vasocostrittore che agisca direttamente sul muscolo liscio nei vasi sanguigni come ad esempio la noradrenalina. La lavanda gastrica e/o la somministrazione di carbone vegetale devono essere tenuti in considerazione. A causa dell’alto grado di legame alle proteine plasmatiche, l'alfuzosina è difficilmente dializzabile.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antagonisti dei recettori alfa-adrenergici. Codice ATC: G04C A01 L'alfuzosina, in qualità di racemato, è un derivato chinazolinico attivo per via orale, che blocca in modo selettivo i recettori alfa 1 post-sinaptici. Nei test in vitro è stata dimostrata la selettività dell’alfuzosina per i recettori alfa1-adrenergici localizzati nel trigono vescicale, nell’uretra prostatica e nella prostata. Nell’ipertrofia prostatica benigna i sintomi clinici non sono correlati soltanto alla dimensione della prostata, ma anche agli impulsi nervosi simpatico mimetici che, per stimolazione dei recettori alfa post sinaptici,

aumentano il tono della muscolatura liscia del tratto urinario inferiore. Il trattamento a base di alfuzosina rilassa questa muscolatura liscia migliorando così il flusso urinario. L’evidenza clinica di uroselettività è stata dimostrata dall’efficacia clinica e dal buon profilo di sicurezza in uomini trattati con l’alfuzosina, compresi gli anziani e i pazienti con ipertensione. L’alfuzosina può causare moderati effetti antiipertensivi. Nell’uomo, l’alfuzosina migliora lo svuotamento idrico riducendo il tono muscolare dell’uretra, con la riduzione della resistenza al flusso di uscita dalla vescica, che rende più facile lo svuotamento della stessa. È stata osservata una minore frequenza di ritenzione urinaria acuta in pazienti trattati con alfuzosina rispetto a quelli non trattati. In studi controllati verso placebo condotti su pazienti con ipertrofia prostatica benigna l’alfuzosina: - ha aumentato considerevolmente, in media del 30%, il picco di flusso urinario (Qmax) in pazienti con Qmax <15 ml/sec. Questo miglioramento è stato osservato fin dalla prima somministrazione; - ha ridotto significativamente la pressione detrusoriale e ha aumentato il volume vescicale di urina, associato ad un forte desiderio di urinare; - ha ridotto in modo significativo il volume urinario residuo. Questi effetti urodinamici hanno portato ad un miglioramento dei sintomi a carico delle basse vie urinarie, relativi sia al riempimento (di tipo irritativo) che allo svuotamento (di tipo ostruttivo), la qual cosa è stata ampiamente dimostrata.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

L’alfuzosina possiede proprietà farmacocinetiche lineari entro l’intervallo terapeutico. Il picco di concentrazione plasmatica è raggiunto approssimativamente 3 ore dopo la somministrazione. Il profilo cinetico si caratterizza per un’ampia variabilità inter-individuale nelle concentrazioni plasmatiche. L’assorbimento è maggiore quando il medicinale è somministrato dopo un pasto. Assorbimento Dopo la prima dose (a stomaco pieno) la concentrazione plasmatica media è 8,71 ng/ml, l’AUCinf è 93,5 ng x ora/ml (a stomaco pieno) ed il tmax è 5,46 ore (a stomaco pieno). In condizioni di stato stazionario (a stomaco pieno) l’AUC media nell’intervallo tra le dosi (AUCτ) è 145 ng x ora/ml, la Cmax media è 17,0 ng/ml e la Cmin è 7,90 ng/ml. Distribuzione Il legame con le proteine plasmatiche è circa del 90%. Nei volontari sani il volume di distribuzione dell’alfuzosina equivale a 2,5 l/kg. È stato dimostrato che si distribuisce preferibilmente nella prostata rispetto al plasma. Eliminazione L'emivita apparente di eliminazione dell’alfuzosina è di circa 5 ore. L’alfuzosina viene metabolizzata massivamente nel fegato (attraverso varie vie), i metaboliti vengono eliminati mediante escrezione renale e probabilmente mediante escrezione biliare. Il 75-91% di una dose orale viene escreto nelle feci, il 35% in forma immodificata ed il resto in forma di metaboliti, la qual cosa è indicativa di un certo grado di escrezione biliare. Circa il 10% della dose viene escreta nelle urine in forma immodificata. Nessuno dei metaboliti è farmacologicamente attivo. Compromissione renale o epatica Il volume di distribuzione e la clearance dell'alfuzosina sono aumentati in caso di ridotta funzione renale, probabilmente a causa di una riduzione del grado di legame alle proteine plasmatiche. L’emivita rimane tuttavia invariata. In pazienti con grave insufficienza epatica, l'emivita è prolungata. Il picco della concentrazione plasmatica è raddoppiato e la biodisponibilità aumenta rispetto a quella osservata nei giovani volontari sani. Pazienti anziani Nei soggetti anziani (> 75 anni) l'assorbimento per via orale è più rapido ed i valori dell’AUC sono più elevati rispetto ai soggetti più giovani. L’aumento della concentrazione plasmatica può essere spiegato con una riduzione della capacità di metabolizzare degli anziani. La biodisponibilità orale è in qualche modo maggiore rispetto ai soggetti più giovani. L’emivita di eliminazione resta invariata.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano particolari pericoli per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, di tossicità a somministrazioni ripetute, di genotossicità, di potenziale cancerogeno, di tossicità riproduttiva.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio monoidrato Ipromellosa (E464) Povidone K25 Magnesio stearato (E 470b)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

5 anni.

6.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo farmaco non richiede nessuna particolare condizione per la conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in PVC/PVDC /Alluminio Confezioni da 10, 56, 60 e 180 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare. Il prodotto non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG S.p.A. Via Pavia, 6 - 20136 Milano

8. Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

ALFUZOSINA EG 5 mg compresse a rilascio prolungato, 10 cpr AIC n. 037419138 ALFUZOSINA EG 5 mg compresse a rilascio prolungato, 56 cpr AIC n. 037419013 ALFUZOSINA EG 5 mg compresse a rilascio prolungato, 60 cpr AIC n. 037419025 ALFUZOSINA EG 5 mg compresse a rilascio prolungato, 180 cpr AIC n. 037419037

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Agosto 2008 / 1 Aprile 2009

10. Data di revisione del testo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. Denominazione del medicinale

ALFUZOSINA EG 10 mg compresse a rilascio prolungato

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 10 mg di alfuzosina cloridrato. Eccipienti con effetto noto: Ogni compressa contiene 8 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse a rilascio prolungato. Compresse non rivestite, bianche, rotonde, con i bordi smussati.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento della sintomatologia funzionale di grado da moderato a grave dell'ipertrofia prostatica benigna (IPB).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La compressa a rilascio prolungato deve essere ingerita intera con una quantità sufficiente di liquido. La compressa deve essere assunta ogni giorno immediatamente dopo lo stesso pasto. Adulti: Una compressa a rilascio prolungato da 10 mg una volta al giorno. La prima dose deve essere assunta subito prima di coricarsi. Anziani (di età superiore ai 65 anni) Una compressa a rilascio prolungato da 10 mg una volta al giorno se una dose iniziale più bassa di alfuzosina cloridrato è ben tollerata e se è richiesta un’efficacia supplementare. La prima dose deve essere assunta subito prima di coricarsi. I dati farmacocinetici e di sicurezza clinica dimostrano che i pazienti anziani non necessitano di una riduzione della dose. Ridotta funzionalità renale Insufficienza renale da lieve a moderata: Se non è sufficiente una dose più bassa, la terapia può essere aggiustata a una compressa a rilascio prolungato da 10 mg/die in base alla risposta clinica. La prima dose deve essere assunta subito prima di coricarsi. Grave insufficienza renale: Alfuzosina EG 10 mg non deve essere somministrata a pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina <30 ml/min) dato che non sono disponibili dati clinici sulla sicurezza per questo gruppo di pazienti (vedere paragrafo 4.4). Insufficienza epatica Le compresse a rilascio prolungato da 10 mg di Alfuzosina EG sono controindicate in pazienti affetti da insufficienza epatica. Dopo attenta valutazione medica potrebbe essere considerato appropriato l’utilizzo di una preparazione contenente un dosaggio inferiore di alfuzosina cloridrato. Fare riferimento alle corrispondenti informazioni sul prodotto per le istruzioni posologiche.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità all’alfuzosina, ad altri chinazolinici (per es. terazosina, doxazosin, prazosina) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Condizioni di ipotensione ortostatica. - Insufficienza epatica. - Associazione con altri farmaci che bloccano i recettori alfa-1.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Alfuzosina 10mg non deve essere somministrata in pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina <30ml/min) a causa della mancanza di dati clinici di sicurezza in questo gruppo di pazienti. Alfuzosina deve essere somministrata con cautela nei pazienti in terapia con antiipertensivi o nitrati. La pressione sanguigna deve essere regolarmente monitorata, soprattutto all’inizio del trattamento. In alcuni pazienti può manifestarsi, entro poche ore dalla somministrazione, un'ipotensione posturale con o senza sintomi (capogiri, stanchezza, astenia e sudorazione). In questi casi il paziente deve stare disteso sino alla completa risoluzione dei sintomi. Questi effetti sono solitamente transitori. Essi si manifestano all’inizio del trattamento e non pregiudicano solitamente la prosecuzione del trattamento. Il paziente deve essere informato sulla possibilità che si verifichino questi eventi. Nella sorveglianza post-marketing è stata riportata una marcata riduzione della pressione sanguigna in pazienti con fattori di rischio preesistenti (come sottostanti malattie cardiache e/o il trattamento concomitante con farmaci antiipertensivi). Il rischio di sviluppare ipotensione e reazioni avverse correlate può essere maggiore nelle persone anziane. Si raccomanda cautela quando si somministra l’alfuzosina a pazienti che hanno manifestato una pronunciata ipotensione al trattamento con altri bloccanti dei recettori alfa-1. Il trattamento deve essere iniziato gradualmente in pazienti con ipersensibilità agli altri bloccanti dei recettori alfa-1. Come nel caso di tutti i bloccanti dei recettori alfa-1, l’alfuzosina deve essere impiegata con prudenza in pazienti con insufficienza cardiaca acuta. Nel caso di pazienti con problemi cardiaci, il trattamento dell’insufficienza coronarica deve continuare, tenendo in considerazione che la somministrazione concomitante di nitrati e alfuzosina può aumentare il rischio che si manifesti ipotensione. Il trattamento con l’alfuzosina deve essere interrotto in caso di nuovi attacchi o nel caso di un peggioramento dell’angina pectoris. I pazienti con un prolungamento congenito dell’intervallo QTc, con una storia di prolungamento acquisito dell’intervallo QTc o che stanno prendendo medicinali noti per aumentare l’intervallo Qtc devono essere monitorati prima e durante la somministrazione di alfuzosina. Durante l’intervento chirurgico di cataratta, in alcuni pazienti, in corso di trattamento o precedentemente trattati con tamsulosina, è stata osservata la sindrome dell’iride a bandiera (IFIS, una variante della sindrome della pupilla piccola). Sono stati anche riportati casi isolati con altri bloccanti dei recettori alfa-1 e non si può escludere la possibilità di un effetto di classe. Dato che IFIS può portare ad aumentare le complicazioni procedurali durante l’operazione di cataratta, il chirurgo oftalmico deve essere avvertito prima dell’intervento dell’uso concomitante o precedente di bloccanti dei recettori alfa-1 (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvertiti che le compresse devono essere inghiottite intere. Altri metodi di somministrazione che prevedano la rottura, la polverizzazione o la masticazione della compressa devono essere evitati. Un’incongrua somministrazione può causare un rilascio ed un assorbimento indesiderati del principio attivo, con il rischio di precoci effetti indesiderati.

Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Associazioni controindicate: Farmaci che bloccano i recettori alfa-1 (vedere paragrafo 4.3). Associazioni che richiedono attenzione: - I livelli ematici di alfuzosina vengono aumentati da potenti inibitori del CYP3A4 come ketoconazolo, itraconazolo e ritonavir. - Agenti antiipertensivi (vedere paragrafo 4.4). - Preparazioni contenenti nitrati (vedere paragrafo 4.4). L’assunzione contemporanea di medicinali contro l’ipertensione o nitrati comporta un potenziamento del rischio ipotensivo. Vedere anche paragrafo 4.4. La somministrazione di un anestetico in pazienti trattati con l’alfuzosina può portare a grave ipotensione. Si raccomanda di sospendere l’assunzione delle compresse 24 ore prima di un intervento chirurgico. In studi condotti su volontari sani non si è osservata alcuna interazione né di tipo farmacodinamico, né di tipo farmacocinetico fra l'alfuzosina e i seguenti farmaci: warfarin, digossina e idroclorotiazide.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Visto il tipo di indicazione questa sezione non è pertinente.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati condotti studi relativamente agli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’utilizzo di macchinari. Possono manifestarsi reazioni avverse quali vertigini, capogiri ed astenia, soprattutto all'inizio del trattamento. Si deve tener conto di ciò quando si guidano autoveicoli o si utilizzano macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

L’effetto più comunemente riportato è il capogiro che si manifesta in circa il 5% dei pazienti trattati. Le reazioni avverse considerate almeno possibilmente correlate al trattamento sono elencate sotto per classe di organo e frequenza assoluta. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100; <1/10); non comune (≥1/1000; <1/100); raro (≥1/10000; <1/1000); molto raro (<1/10.000); frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico Frequenza non nota: neutropenia, trombocitopenia. Patologie del sistema nervoso: Comune: stanchezza, debolezza/capogiro, cefalea, vertigini. Non comune: sonnolenza. Patologie dell’occhio Non comune: alterazioni della visione. Frequenza non nota: sindrome dell’iride a bandiera (IFIS) (vedere paragrafo 4.4) Patologie cardiache Non comune: tachicardia, palpitazioni, sincope (inizialmente soprattutto con una dose troppo alta o se il trattamento è iniziato dopo una breve interruzione della terapia). Molto raro: aggravamento o recidiva di angina pectoris (vedere paragrafo 4.4), angina pectoris in pazienti con preesistente malattia coronarica.

Frequenza non nota: fibrillazione atriale. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: rinite. Patologie gastrointestinali Comune: dolore addominale, nausea, dispepsia, diarrea, bocca secca. Non comune: vomito. Patologie epatobiliari Molto raro: epatotossicità. Frequenza non nota: danno epatocellulare, malattia epatica colestatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: eruzione cutanea (orticaria, esantema), prurito. Molto raro: angioedema. Patologie vascolari Comune: ipotensione posturale (inizialmente, principalmente con dosi troppo alte o se il trattamento viene ripreso dopo una breve interruzione della terapia) (vedere paragrafo 4.4). Patologie renali e urinarie Non comune: incontinenza urinaria Molto raro: sono stati segnalati casi isolati di priapismo. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: astenia, malessere. Non comune: edema, vampate di calore, dolore al torace. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio il paziente deve essere ospedalizzato e deve essere praticata una normale terapia per l’ipotensione. L’antidoto appropriato è rappresentato da un vasocostrittore che agisca direttamente sul muscolo liscio nei vasi sanguigni come ad esempio la noradrenalina. La lavanda gastrica e/o la somministrazione di carbone vegetale devono essere tenuti in considerazione. A causa dell’alto grado di legame alle proteine plasmatiche, l'alfuzosina è difficilmente dializzabile.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antagonisti dei recettori alfa-adrenergici. Codice ATC: G04C A01 L'alfuzosina, in qualità di racemato, è un derivato chinazolinico attivo per via orale, che blocca in modo selettivo i recettori alfa 1 post-sinaptici. Nei test in vitro è stata dimostrata la selettività dell’alfuzosina per i recettori alfa1-adrenergici localizzati nel trigono vescicale, nell’uretra prostatica e nella prostata. Nell’ipertrofia prostatica benigna i sintomi clinici non sono correlati soltanto alla dimensione della prostata, ma anche agli impulsi nervosi simpaticomimetici che, per stimolazione dei recettori alfa post sinaptici, aumentano il tono della muscolatura liscia del tratto urinario inferiore. Il trattamento a base di alfuzosina rilassa questa muscolatura liscia migliorando così il flusso urinario. L’evidenza clinica di uroselettività è stata dimostrata dall’efficacia clinica e dal buon profilo di sicurezza in uomini trattati con l’alfuzosina, compresi gli anziani e i pazienti con ipertensione. L’alfuzosina può causare moderati effetti antiipertensivi.

Nell’uomo, l’alfuzosina migliora lo svuotamento idrico riducendo il tono muscolare dell’uretra, con la riduzione della resistenza al flusso di uscita dalla vescica, che rende più facile lo svuotamento della stessa. È stata osservata una minore frequenza di ritenzione urinaria acuta in pazienti trattati con alfuzosina rispetto a quelli non trattati. In studi controllati verso placebo condotti su pazienti con ipertrofia prostatica benigna l’alfuzosina: - ha aumentato considerevolmente, in media del 30%, il picco di flusso urinario (Qmax) in pazienti con Qmax <15 ml/sec. Questo miglioramento è stato osservato fin dalla prima somministrazione; - ha ridotto significativamente la pressione detrusoriale e ha aumentato il volume vescicale di urina, associato ad un forte desiderio di urinare; - ha ridotto in modo significativo il volume urinario residuo. Questi effetti urodinamici hanno portato ad un miglioramento dei sintomi a carico delle basse vie urinarie, relativi sia al riempimento (di tipo irritativo) che allo svuotamento (di tipo ostruttivo), la qual cosa è stata ampiamente dimostrata.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

L’alfuzosina possiede proprietà farmacocinetiche lineari entro l’intervallo terapeutico. Il picco di concentrazione plasmatica è raggiunto approssimativamente 5 ore dopo la somministrazione. Il profilo cinetico si caratterizza per un’ampia variabilità inter-individuale nelle concentrazioni plasmatiche. L’assorbimento è maggiore quando il medicinale è somministrato dopo un pasto. Assorbimento Dopo la prima dose (a stomaco pieno) la concentrazione plasmatica media è 7,72 ng/ml, l’AUCinf è 127 ng x ora/ml (a stomaco pieno) ed il tmax è 6,69 ore (a stomaco pieno). In condizioni di stato stazionario (a stomaco pieno) l’AUC media nell’intervallo tra le dosi (AUCτ) è 145 ng x ora/ml, la Cmax media è 10,6 ng/ml e la Cmin è 3,23 ng/ml. Distribuzione Il legame con le proteine plasmatiche è circa del 90%. Nei volontari sani il volume di distribuzione dell’alfuzosina equivale a 2,5 l/kg. È stato dimostrato che si distribuisce preferibilmente nella prostata rispetto al plasma. Eliminazione L'emivita apparente di eliminazione dell’alfuzosina è di circa 8 ore. L’alfuzosina viene metabolizzata massivamente nel fegato (attraverso varie vie), i metaboliti vengono eliminati mediante escrezione renale e probabilmente anche mediante escrezione biliare. Il 75-91% di una dose orale viene escreto nelle feci, il 35% in forma immodificata ed il resto in forma di metaboliti, la qual cosa è indicativa di un certo grado di escrezione biliare. Circa il 10% della dose viene escreta nelle urine in forma immodificata. Nessuno dei metaboliti è farmacologicamente attivo. Compromissione renale o epatica Il volume di distribuzione e la clearance dell'alfuzosina sono aumentati in caso di ridotta funzione renale, probabilmente a causa di una riduzione del grado di legame alle proteine plasmatiche. L’emivita rimane tuttavia invariata. In pazienti con grave insufficienza epatica, l'emivita è prolungata. Il picco della concentrazione massima plasmatica è raddoppiato e la biodisponibilità aumenta rispetto a quella osservata nei giovani volontari sani. Pazienti anziani Nei soggetti anziani (> 75 anni) l'assorbimento per via orale è più rapido ed i valori dell’AUC sono più elevati rispetto ai soggetti più giovani. L’aumento della concentrazione plasmatica può essere spiegato con una riduzione della capacità di metabolizzare degli anziani. La biodisponibilità orale è in qualche modo maggiore rispetto ai soggetti più giovani. L’emivita di eliminazione resta invariata.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano particolari pericoli per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, di tossicità a somministrazioni ripetute, di genotossicità, di potenziale cancerogeno, di tossicità riproduttiva.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio monoidrato Ipromellosa (E464) Povidone K25 Magnesio stearato (E 470b)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

4 anni.

6.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in PVC/PVDC /Alluminio Confezioni da 10, 28, 30 e 90 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare. Il prodotto non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG S.p.A. Via Pavia, 6 - 20136 Milano

8. Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

ALFUZOSINA EG 10 mg compresse a rilascio prolungato, 10 cpr AIC n. 037419049 ALFUZOSINA EG 10 mg compresse a rilascio prolungato, 28 cpr AIC n. 037419052 ALFUZOSINA EG 10 mg compresse a rilascio prolungato, 30 cpr AIC n. 037419064 ALFUZOSINA EG 10 mg compresse a rilascio prolungato, 90 cpr AIC n. 037419102

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Agosto 2008 / 1 Aprile 2009

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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