XATRAL

Xatral è indicato nel trattamento dei disturbi causati dalla prostata ingrossata, una condizione chiamata “ipertrofia prostatica benigna”.

Principio attivo: ALFUZOSINA, ALFUZOSINA CLORIDRATO · ATC G04CA01 · SANOFI S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"10 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO" 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL A 10,66 € 8,78 € 1,88 € + ticket*
XATRAL*30 cpr rivestite 2,5 mg A 9,67 € 9,67 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: ALFUZOSINA, ALFUZOSINA CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Compressa a rilascio prolungato, Compressa rivestita
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 10 mg COMPRESSA A RILASCIO PROLUNGATO
  • 2.5 mg COMPRESSA RIVESTITA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: SANOFI S.R.L.
Codice ATC: G04CA01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ALFUZOSINA AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ALFUZOSINA MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· ALFUZOSINA DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· ALFUZOSINA EG - EG S.P.A.
· FARALZIN - FARMA GROUP S.R.L.
· ALFUZOSINA ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· ALFUZOSINA RATIOPHARM - RATIOPHARM GMBH
· ALFUZOSINA SANDOZ - SANDOZ S.P.A.
· ALFUZOSINA HEXAL - SANDOZ S.P.A.
· ALFUZOSINA PENSA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· MITTOVAL - SANOFI S.R.L.
· OFUXAL - LAMPUGNANI FARMACEUTICI SPA
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Xatral contiene alfuzosina cloridrato che appartiene ad una classe di medicinali chiamati “Antagonisti selettivi dei recettori alfa 1-adrenergici o alfa 1-bloccanti”. Agisce sulla vescica, sull’uretra (condotto che permette la fuoriuscita dell’urina) e sulla prostata.

Xatral è indicato nel trattamento dei disturbi causati dalla prostata ingrossata, una condizione chiamata “ipertrofia prostatica benigna”.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Xatral

- Se è allergico all’alfuzosina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale

(elencati al paragrafo 6);
- Se soffre o ha sofferto di improvvisi cali della pressione del sangue quando si alza
rapidamente dopo essere stato seduto o sdraiato (ipotensione ortostatica);
- Se sta assumendo altri medicinali del gruppo alfa 1-antagonisti;
- Se ha gravi problemi al fegato (grave insufficienza epatica).

- Se sta assumendo ritonavir da solo o in combinazione con ombitasvir/paritaprevir, lopinavir, nirmatrelvir. Vedere il paragrafo “Altri medicinali e Xatral”.

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Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Xatral.

Se sta assumendo medicinali per il trattamento della pressione alta del sangue

(antiipertensivi) o per dolore al petto (nitrati) il medico le prescriverà Xatral con cautela. Dopo poche ore dall’assunzione di Xatral possono manifestarsi improvvisi cali della pressione del sangue quando dalla posizione seduta o sdraiata si passa rapidamente a quella in piedi (ipotensione ortostatica), con o senza disturbi (capogiri, affaticamento, sudorazione). Se questo le dovesse accadere, si deve sdraiare fino alla completa scomparsa

dei disturbi. Questi effetti di solito si presentano all’inizio della terapia e durano per un breve periodo e, di norma, non è necessario interrompere il trattamento.

Se lei soffre di malattie al cuore, assume medicinali per il controllo della pressione del sangue o è anziano ha un rischio maggiore di avere un forte abbassamento della pressione del sangue (collasso circolatorio) e di manifestare effetti indesiderati. Pertanto il medico le

prescriverà Xatral con cautela.

Se ha avuto un forte abbassamento della pressione del sangue dopo aver preso un altro

medicinale del gruppo degli alfa 1-antagonisti o è in terapia con antiipertensivi o nitrati, il medico le prescriverà Xatral con attenzione. Come tutti gli alfa 1-bloccanti, se lei soffre di insufficienza cardiaca acuta (condizione in cui il cuore non riesce a pompare una sufficiente quantità di sangue), il medico le prescriverà Xatral con cautela. Se lei è in trattamento per l’insufficienza coronarica (disturbo delle arterie del cuore) e i

dolori al petto riappaiono o peggiorano, il medico interromperà il trattamento con Xatral.

Se soffre di un difetto del battito cardiaco o sta assumendo medicinali che possono causare un difetto del battito cardiaco (prolungamento dell’intervallo QTc), il medico la sottoporrà a dei controlli prima e durante la terapia con Xatral.

Assumendo Xatral, come con altri alfa 1-bloccanti, potrebbe avere un’erezione del pene persistente, dolorosa e non legata all’attività sessuale (priapismo). In tal caso avverta il suo

medico, infatti questo stato, se non trattato nel modo corretto, può portare a impotenza permanente (vedere “Possibili effetti indesiderati”).

Se deve essere sottoposto ad intervento di chirurgia della cataratta (opacizzazione del

cristallino) deve informare il medico oculista che sta prendendo o è stato trattato in passato

con Xatral o con un altro medicinale alfa 1-bloccante. Questo perché Xatral o un altro alfa 1bloccante potrebbe causare complicazioni durante l’operazione che possono essere gestite se lo specialista è stato avvisato prima dell’intervento.

Le compresse devono essere ingerite intere. Non deve frantumarle, masticarle, macinarle o

ridurle in polvere. Ciò può portare ad un rilascio e ad un assorbimento non appropriati del principio attivo e quindi a possibili effetti indesiderati.

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Se ha sofferto di disturbi ai vasi sanguigni che portano il sangue al cervello, con o senza sintomi, Xatral aumenta il rischio di mancato apporto di sangue al cervello (ischemia cerebrale).

Altri medicinali e Xatral Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Non deve prendere Xatral se sta usando:

- altri medicinali che appartengono al gruppo degli alfa 1-antagonisti (vedere "Non
prenda Xatral"), perché vi è il rischio di aumentare l’effetto di abbassamento della
pressione del sangue.
- Ritonavir da solo o in combinazione con lopinavir (comunemente usato per il
trattamento dell'HIV) o ritonavir in combinazione con ombitasvir/paritaprevir
(comunemente usato per il trattamento dell'infezione cronica da epatite C) o

ritonavir in combinazione con nirmatrelvir (comunemente usato per il trattamento del COVID-19 da lieve a moderato).

Gli effetti di Xatral possono essere influenzati o influenzare i seguenti medicinali:
- Medicinali utilizzati per ridurre la pressione del sangue (antiipertensivi) (vedere
“Avvertenze e precauzioni”).
- Medicinali utilizzati per trattare il dolore al petto (nitrati) (vedere “Avvertenze e
precauzioni”).
- Medicinali utilizzati per trattare le infezioni da funghi (come itraconazolo) poiché

aumentano la concentrazione dell’alfuzosina nel sangue. - Compresse di ketoconazolo (usate per trattare la sindrome di Cushing, quando il corpo produce un eccesso di cortisolo).

Se deve essere sottoposto ad un intervento chirurgico che richiede l’anestesia generale informi il medico che sta prendendo Xatral perché questo medicinale può modificare la pressione del sangue.

Gravidanza, allattamento e fertilità Non pertinente in quanto l’uso di Xatral è riservato ai soli uomini.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Effetti indesiderati come vertigini, giramenti di testa e debolezza, si possono manifestare soprattutto all’inizio del trattamento con Xatral. Tenga conto di ciò se deve guidare veicoli o utilizzare macchinari.

Xatral contiene lattosio

Questo medicinale contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri , lo contatti prima di prendere questo medicinale.

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Xatral contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Adulti La dose raccomandata è: 1 compressa di Xatral 2,5 mg 3 volte al giorno (per un totale di 7,5 mg al giorno). Prenda la prima compressa prima di coricarsi.

Uso negli anziani e nei pazienti in trattamento con medicinali per abbassare la pressione del sangue La dose iniziale raccomandata è: 1 compressa al mattino e 1 compressa alla sera.

Il medico può aumentare queste dosi, senza comunque superare le 4 compresse da 2,5 mg (10 mg) al giorno. Uso nei pazienti con malattie ai reni Se lei soffre di malattie ai reni la dose iniziale raccomandata è: 1 compressa di Xatral 2,5 mg 2 volte al giorno. La dose può essere modificata dal medico.

Uso nei pazienti con malattie al fegato Se lei soffre di malattie al fegato da lievi a moderate, la dose iniziale raccomandata è: 1 compressa al giorno di Xatral 2,5 mg, che può essere aumentata dal medico fino a 2 compresse al giorno.

Uso nei bambini e negli adolescenti Xatral non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti.

Se prende più Xatral di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Xatral, contatti immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

Se dimentica di prendere Xatral

Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non

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tutte le persone li manifestino.

Possono manifestarsi i seguenti effetti indesiderati secondo la seguente frequenza:

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):
• Debolezza o stanchezza (astenia).
• Sentirsi male (malessere).
• Nausea.
• Dolore all’addome.

• Diarrea.
• Secchezza alla bocca.
• Svenimento.
• Giramento di testa (capogiri e vertigini).
• Mal di testa.

• Abbassamento della pressione del sangue quando si alza rapidamente dopo essere stato seduto o sdraiato (ipotensione ortostatica).

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):
• Aumento della frequenza del battito del cuore (tachicardia).
• Battito cardiaco irregolare o forte (palpitazioni).
• Disturbi della vista.
• Gonfiore (edema).
• Dolore al petto.
• Sonnolenza.

• Perdita di coscienza (sincope).
• Raffreddore (rinite).
• Arrossamento della pelle (rash).
• Prurito.
• Arrossamento del viso (flushing).

• Vomito.

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000):

• Dolore al torace che può diffondersi alle braccia, al collo o alla mandibola (angina).
Questo accade se già soffre di disturbi ai vasi sanguigni che portano il sangue al cuore
(patologia coronarica).
• Orticaria.

• Gonfiore al viso, alla gola, agli arti, con possibile difficoltà a respirare (angioedema).

Frequenza non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili):
• Alterazione del battito del cuore (fibrillazione atriale).
• Iride (la parte colorata dell’occhio) che diventa flessibile durante un intervento chirurgico
agli occhi (sindrome dell’iride a bandiera).

• Danni al fegato (lesioni epatocellulari).
• Interruzione o soppressione del flusso della bile (epatopatia colestatica).
• Diminuzione o interruzione dell’afflusso di sangue al cervello (ischemia cerebrale) in

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pazienti con disturbi ai vasi sanguigni che portano sangue al cervello.
• Erezione persistente e dolorosa (priapismo).
• Notevole calo della pressione del sangue con vari disturbi fino alla perdita di coscienza

(collasso circolatorio).
• Riduzione del numero di globuli bianchi del sangue (neutropenia).
• Riduzione del numero delle piastrine del sangue (trombocitopenia).

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo

http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservare a temperatura inferiore a 25°C.

Conservare questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister

dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Xatral

- Il principio attivo è alfuzosina cloridrato. Ogni compressa contiene 2,5 mg di alfuzosina cloridrato.

- Gli altri componenti sono:

nucleo della compressa: lattosio, cellulosa microcristallina, povidone, sodio carbossimetilamido, magnesio stearato. rivestimento: ipromellosa, macrogol 400, titanio diossido (E171).

Descrizione dell’aspetto di Xatral e contenuto della confezione

Xatral si presenta in forma di compresse rivestite. Sono disponibili confezioni da 30 compresse in blister.

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Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Sanofi S.r.l.

Viale L. Bodio, 37/B - Milano

Produttore

Sanofi Winthrop Industrie – 30-36 Avenue Gustave Eiffel - Tours (Francia)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

i aI

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Domande frequenti su XATRAL

Come si usa XATRAL?

XATRAL si presenta in forma di Compressa a rilascio prolungato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

XATRAL è disponibile senza ricetta?

No, XATRAL è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di XATRAL?

Il principio attivo di XATRAL è ALFUZOSINA, ALFUZOSINA CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di XATRAL?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ALFUZOSINA AUROBINDO, ALFUZOSINA MYLAN GENERICS, ALFUZOSINA DOC GENERICI, ALFUZOSINA EG. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce XATRAL?

XATRAL è prodotto da SANOFI S.R.L..

Da quando XATRAL è autorizzato in Italia?

XATRAL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2000-05-26.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

XATRAL 2,5 mg compresse rivestite

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa contiene 2,5 mg di alfuzosina cloridrato. Eccipienti con effetti noti: lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento della sintomatologia funzionale dell'ipertrofia prostatica benigna.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Adulti La posologia raccomandata è di 1 compressa di XATRAL 2,5 mg compresse rivestite 3 volte al giorno (7,5 mg/die). Anziani e pazienti in trattamento con antiipertensivi Di norma, come precauzione nel prescrivere alfuzosina nei pazienti anziani (di età superiore ai 65 anni) e nei pazienti in trattamento con antiipertensivi, la posologia iniziale dovrebbe essere di 1 compressa mattino e sera. Queste dosi possono essere aumentate in funzione della risposta clinica, senza comunque superare le 4 compresse da 2,5 mg (10 mg) al giorno. Insufficienza renale In pazienti con insufficienza renale si raccomanda, per precauzione, che la posologia iniziale sia di 1 compressa di XATRAL 2,5 mg compresse rivestite 2 volte al giorno e che essa sia poi adattata in funzione della risposta clinica. Insufficienza epatica Si raccomanda che, in pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata, la terapia venga iniziata con una compressa al giorno di XATRAL 2,5 mg compresse rivestite, da aumentarsi a 2 compresse al giorno, in funzione della risposta clinica.

Popolazione pediatrica L’efficacia di alfuzosina non è stata dimostrata nei bambini di età tra 2 e 16 anni (vedere paragrafo 5.1). Pertanto l’alfuzosina non è indicata per l’utilizzo nella popolazione pediatrica. Modo di somministrazione La prima compressa deve essere assunta subito prima di coricarsi.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Precedenti di ipotensione ortostatica. Associazione concomitante con altri 1-antagonisti. Grave insufficienza epatica. Somministrazione concomitante di ritonavir da solo o in associazione con ombitasvir/paritaprevir, lopinavir, nirmatrelvir.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

L’alfuzosina deve essere somministrata con cautela ai pazienti in terapia con antipertensivi o nitrati. In alcuni pazienti può manifestarsi ipotensione ortostatica, con o senza sintomi (capogiri, affaticamento, sudorazione), nelle prime ore successive all'assunzione della alfuzosina. In questi casi il paziente dovrà essere posto in posizione supina sino alla completa risoluzione dei sintomi. Questi fenomeni sono generalmente transitori, compaiono all’inizio della terapia e, di norma, non pregiudicano la prosecuzione del trattamento. Nella sorveglianza post-marketing è stato riportato un pronunciato calo della pressione sanguigna (collasso circolatorio) in pazienti con fattori di rischio preesistenti (come sottostanti malattie cardiache e/o il trattamento concomitante con farmaci antiipertensivi, età avanzata) (vedere paragrafo 4.8). Il rischio di sviluppare ipotensione e reazioni avverse correlate può essere maggiore nei pazienti anziani. Pertanto, l’alfuzosina deve essere somministrata con cautela in questo gruppo di pazienti. Il paziente deve essere informato sulla possibilità che si verifichino questi eventi. Si deve prestare attenzione quando si somministra alfuzosina a pazienti nei quali altri 1-antagonisti hanno determinato un effetto ipotensivo pronunciato o in pazienti in cura con farmaci antiipertensivi o nitrati. Nei pazienti affetti da patologia coronarica, il trattamento specifico per l'insufficienza coronarica deve essere continuato. Se gli episodi anginosi riappaiono o peggiorano, il trattamento con alfuzosina deve essere interrotto. Come tutti gli 1-bloccanti, alfuzosina deve essere usata con cautela nei soggetti con insufficienza cardiaca acuta.

I pazienti con un prolungamento congenito dell’intervallo QTc, con precedenti noti di prolungamento QTc acquisito o in terapia con farmaci che sono noti causare allungamento dell’intervallo QTc devono essere valutati prima e durante la terapia con alfuzosina. L’alfuzosina, come altri 1-bloccanti, è stata associata a priapismo (erezione del pene persistente e dolorosa non correlata all’attività sessuale). I pazienti devono essere avvertiti della gravità della condizione che, se non propriamente trattata, può portare a impotenza permanente (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). Si deve evitare l'utilizzo concomitante di alfuzosina e potenti inibitori del CYP3A4 (come itraconazolo, ketoconazolo, inibitori della proteasi, claritromicina, telitromicina e nefazodone) (vedere paragrafo 4.5). L'alfuzosina non deve essere utilizzata in concomitanza con gli inibitori del CYP3A4, noti per aumentare l'intervallo QTc (ad es. itraconazolo e claritromicina) e si raccomanda un'interruzione temporanea del trattamento con alfuzosina se si inizia il trattamento con tali medicinali. Durante interventi di chirurgia della cataratta alcuni pazienti, precedentemente trattati o in trattamento con 1-bloccanti, hanno manifestato la sindrome dell’iride a bandiera (IFIS - Intraoperative Floppy Iris Syndrome, una variante della sindrome della piccola pupilla). Anche se con alfuzosina il rischio di questo evento appare molto ridotto, il chirurgo oculista prima di procedere con l’intervento deve essere al corrente del trattamento in corso o precedente con 1-bloccanti poiché la comparsa di IFIS può aumentare le complicanze chirurgiche durante l’intervento. I pazienti devono essere avvertiti che le compresse devono essere ingerite intere. Ogni altro modo di somministrazione, come frantumare, masticare, macinare o ridurle in polvere deve essere proibito. Queste azioni possono determinare un rilascio e un assorbimento impropri del principio attivo e quindi la possibile insorgenza di reazioni avverse. In pazienti con preesistenti disturbi cerebrovascolari, sintomatici o asintomatici, vi è il rischio di ischemia cerebrale, a causa dell’azione ipotensiva che si può sviluppare in seguito alla somministrazione di alfuzosina. Xatral 2,5 mg contiene lattosio Quindi i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio/galattosio non devono assumere questo medicinale. Xatral 2,5 mg contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Associazioni controindicate Altri 1-antagonisti (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni), a causa del rischio di potenziamento dell'effetto ipotensivo. Ritonavir da solo o in associazione con “ombitasvir/paritaprevir, lopinavir e nirmatrelvir” (vedere paragrafo 4.3) Associazioni non raccomandate - Inibitori potenti del CYP3A4 come itraconazolo, ketoconazolo, inibitori della proteasi, claritromicina, telitromicina e nefazodone poiché possono aumentare la concentrazione dell’alfuzosina nel sangue (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”). Associazioni che richiedono particolare attenzione - Farmaci antiipertensivi (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego). - Nitrati (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego). La somministrazione di anestetici generali in pazienti trattati con alfuzosina può indurre instabilità della pressione arteriosa.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Date le indicazioni terapeutiche questa sezione non si applica.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non ci sono dati disponibili sull’effetto del farmaco sulla capacità di guidare veicoli. Effetti indesiderati quali capogiri ed astenia, si possono manifestare soprattutto all’inizio del trattamento. Di ciò si deve tenere conto quando si guidano veicoli o si utilizzano macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Classificazione delle frequenze attese: Molto comune (1/10), comune (1/100 e <1/10), non comune (1/1000 e <1/100), raro (1/10000 e <1/1000), molto raro (<1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie cardiache Non comune: tachicardia, palpitazioni. Molto raro: episodi anginosi in pazienti con preesistenti patologie delle arterie coronarie Non nota: fibrillazione atriale.

Patologie dell’occhio Non comune: visione anomala. Non nota: sindrome dell’iride a bandiera (IFIS) . Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: astenia, malessere. Non comune: edemi, dolore toracico. Patologie gastrointestinali Comune: nausea, dolore addominale, diarrea, secchezza della bocca. Non comune: vomito. Patologie epatobiliari Non nota: lesioni epatocellulari, epatopatia colestatica. Patologie del sistema nervoso Comune: svenimento/capogiri, vertigini, cefalea. Non comune: sonnolenza, sincope. Non nota: ischemia cerebrale in pazienti con sottostanti disturbi cerebrovascolari Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non nota: priapismo. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: rinite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: rash, prurito. Molto raro: orticaria, angioedema. Patologie vascolari Comune: ipotensione (ortostatica). Non comune: flushing (rossore). Non nota: collasso circolatorio in pazienti con fattori di rischio preesistenti (vedere paragrafo 4.4). Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota: neutropenia, trombocitopenia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio il paziente deve essere ospedalizzato, mantenuto in posizione supina e deve essergli praticato un trattamento convenzionale per l’ipotensione.

In caso di marcata ipotensione, un’adeguata terapia correttiva può essere costituita da un vasocostrittore che agisca direttamente sulle fibre muscolari dei vasi. A causa dell'elevato legame proteico, l'alfuzosina è difficilmente dializzabile: la dialisi non apporta, pertanto, benefici significativi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Farmaci usati nell’ipertrofia prostatica benigna; antagonisti dei recettori alfa-adrenergici. Codice ATC: G04CA01 L'alfuzosina è un derivato chinazolinico attivo per via orale, dotato di attività antagonista selettiva sui recettori a1-adrenergici post-sinaptici. Gli studi farmacologici in vitro hanno confermato la selettività dell'alfuzosina per i recettori 1-adrenergici, situati a livello del trigono vescicale, dell'uretra e della prostata. Studi sperimentali nell’animale in vivo hanno dimostrato che l'alfuzosina diminuisce la pressione uretrale e, di conseguenza, la resistenza al flusso urinario durante la minzione. Inoltre l’alfuzosina inibisce la risposta ipertonica dell’uretra più rapidamente rispetto a quella della muscolatura liscia e risulta caratterizzata da una uroselettività funzionale nel ratto cosciente normoteso in quanto diminuisce la pressione uretrale a dosi inefficaci sulla pressione arteriosa. In ambito clinico, nell'ipertrofia benigna della prostata, lo sviluppo e la gravità dei sintomi funzionali non sono correlati soltanto alla dimensione dell'adenomiofibroma, ma anche alla componente nervosa simpatica, la quale, per stimolazione dei recettori a1-adrenergici postsinaptici, aumenta in generale la tensione della muscolatura liscia del tratto urinario inferiore ed in particolare della componente stromale prostatica. Studi controllati verso placebo condotti in pazienti con ipertrofia prostatica benigna, hanno mostrato: - un aumento significativo del picco di flusso urinario sin dalla prima assunzione di alfuzosina, - una riduzione significativa della pressione detrusoriale e un aumento del volume vescicale di urina che produce un forte desiderio di urinare, - una riduzione significativa del volume urinario residuo. Questi favorevoli effetti urodinamici hanno portato ad un miglioramento dei sintomi a carico delle basse vie urinarie sia di tipo irritativo che ostruttivo. L'insufficienza renale cronica anche grave (clearance della creatinina compresa fra 15 e 40 ml/min) non viene aggravata dall'alfuzosina. Popolazione pediatrica L’alfuzosina non è indicata per l’utilizzo nella popolazione pediatrica (vedere paragrafo 4.2). L’efficacia di alfuzosina cloridrato non è stata dimostrata nei due studi condotti in 197 pazienti dai 2 ai 16 anni di età con elevata pressione detrusoriale minima al punto di fuga, di origine neurologica (LPP≥40 cm H2O). I pazienti sono stati trattati co

alfuzosina cloridrato 0,1 mg/kg/die oppure 0,2 mg/kg/die utilizzando apposite formulazioni pediatriche.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

L’alfuzosina ha un buon assorbimento, con un valore medio di biodisponibilità del 64%; le concentrazioni massime plasmatiche vengono generalmente raggiunte in circa 1,5 ore (da 0,5 a 6 ore). La cinetica è lineare nel range di dosi terapeutiche. Il profilo cinetico è caratterizzato da ampie variazioni individuali delle concentrazioni plasmatiche. L’emivita di eliminazione plasmatica risulta circa 4,8 ore. Il legame alle proteine plasmatiche è del 90% circa; il 68,2% alla siero albumina umana ed il 52,5% alle glicoproteine del siero umano. L'alfuzosina è massivamente metabolizzata ed è escreta principalmente attraverso le vie biliari e da qui nelle feci (75-91%); solo l’11% viene escreto nelle urine in forma non modificata. Nessuno dei prodotti di biotrasformazione rilevati nell'uomo è dotato di attività farmacodinamica. Il profilo farmacocinetico dell’alfuzosina non è influenzato dal cibo. Nei soggetti anziani, di oltre 75 anni, l'assorbimento è più rapido ed i picchi di concentrazione sono più elevati. Inoltre la biodisponibilità può risultare aumentata ed in alcuni pazienti anziani il volume di distribuzione può essere ridotto, restando invariata l’emivita di eliminazione. Il volume di distribuzione e la clearance dell'alfuzosina sono aumentati nei pazienti affetti da insufficienza renale, dializzati e non, e ciò è dovuto ad un aumento della frazione libera. L’insufficienza renale cronica, anche se importante (clearance della creatinina fra 15 e 40 ml/min.), non è aggravata dall'alfuzosina. In pazienti con grave insufficienza epatica, l'emivita di eliminazione plasmatica è prolungata. Si riscontra inoltre un aumento di 2 volte i valori di concentrazione massima plasmatica (Cmax) e di 3 volte i valori di area sottesa alla curva (AUC). La biodisponibilità è aumentata rispetto a quella osservata nei volontari sani. Il profilo farmacocinetico dell’alfuzosina non è modificato dall’insufficienza cardiaca cronica. Interazioni metaboliche: CYP3A4 è il principale enzima epatico coinvolto nel metabolismo dell’alfuzosina. Il ketoconazolo è un potente inibitore del CYP3A4. Una dose giornaliera di 200 mg di ketoconazolo ripetuta, per sette giorni ha provocato un aumento del Cmax (2.11 volte) e dell’AUClast (2.46 volte) di alfuzosina OD 10 mg assunta a stomaco pieno. Altri parametri quali il tmax e il t1/2ß non sono stati modificati. La somministrazione giornaliera di 400mg di ketoconazolo, ripetuta per 8 giorni ha aumentato il Cmax dell’alfuzosina di 2.3 volte, e l’AUClast e l’AUC di 3.2 e 3.0 volte, rispettivamente (vedere paragrafo 4.5 “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Gli studi di tossicità condotti con l'alfuzosina hanno dimostrato che essa ha una bassa tossicità in seguito a somministrazione acuta. Negli studi di tossicità per somministrazioni ripetute (da 1 a 12 mesi nel cane Beagle, da 1 a 6 mesi nel ratto) essa è risultata ben tollerata. Il farmaco non ha indotto effetti embriotossici o teratogeni né modificato i parametri di fertilità e negli studi di mutagenesi e carcinogenesi non ha rivelato alcun potenziale mutageno o carcinogenico. La formulazione a rilascio prolungato, somministrata per un mese nel cane a dosi 10 volte superiori la dose terapeutica usata nell'uomo, non ha indotto alcun effetto di ordine funzionale od organico, né accumulo plasmatico.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo: lattosio, cellulosa microcristallina, povidone, sodio carbossimetilamido, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa, macrogol 400, titanio diossido (E171).

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 25°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio da 30 compresse in blister.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Sanofi S.r.l. Viale L. Bodio, 37/B - Milano.

8. Numeri dell’autorizzazione all'immissione in commercio

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 04.02.1991 Data del rinnovo più recente: 15.11.2009

10. Data di revisione del testo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. Denominazione del medicinale

XATRAL 10 mg compresse a rilascio prolungato

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa contiene 10 mg di alfuzosina cloridrato. Eccipienti con effetti noti: olio di ricino idrogenato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse a rilascio prolungato.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Trattamento della sintomatologia funzionale dell'ipertrofia prostatica benigna. Terapia aggiuntiva a cateterizzazione uretrale per ritenzione urinaria acuta correlata a ipertrofia prostatica benigna. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Ipertrofia prostatica benigna: la dose raccomandata è una compressa da 10 mg una volta al giorno, da assumersi dopo il pasto. Ritenzione urinaria acuta: una compressa da 10 mg al giorno dopo il pasto, da assumere dal primo giorno di cateterizzazione. Le compresse devono essere ingerite intere. Popolazione pediatrica L’efficacia di alfuzosina non è stata dimostrata nei bambini di età tra 2 e 16 anni (vedere paragrafo 5.1). Pertanto l’alfuzosina non è indicata per l’utilizzo nella popolazione pediatrica. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Precedenti di ipotensione ortostatica. Associazione concomitante con altri -1-antagonisti. Insufficienza epatica.

Somministrazione concomitante di ritonavir da solo o in associazione con ombitasvir/paritaprevir, lopinavir, nirmatrelvir. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego L’alfuzosina deve essere somministrata con cautela ai pazienti in terapia con antipertensivi o nitrati. In alcuni pazienti può manifestarsi ipotensione ortostatica, con o senza sintomi (capogiri, affaticamento, sudorazione) nelle prime ore successive all'assunzione della alfuzosina. In questi casi il paziente dovrà essere posto in posizione supina sino alla completa risoluzione dei sintomi. Questi fenomeni sono generalmente transitori, compaiono all’inizio della terapia e, di norma, non pregiudicano la prosecuzione del trattamento. Nella sorveglianza post-marketing è stato riportato, un pronunciato calo della pressione sanguigna (collasso circolatorio), in pazienti con fattori di rischio preesistenti (come sottostanti malattie cardiache e/o il trattamento concomitante con farmaci antiipertensivi, età avanzata) (vedere paragrafo 4.8). Il rischio di sviluppare ipotensione e reazioni avverse correlate può essere maggiore nei pazienti anziani. Pertanto, l’alfuzosina deve essere somministrata con cautela in questo gruppo di pazienti. Il paziente deve essere informato sulla possibilità che si verifichino questi eventi. Si deve prestare attenzione quando si somministra alfuzosina a pazienti nei quali altri 1-bloccanti hanno determinato un effetto ipotensivo pronunciato o in pazienti in cura con farmaci antiipertensivi o nitrati. Nei pazienti affetti da patologia coronarica, il trattamento specifico per l'insufficienza coronarica deve essere continuato. Se gli episodi anginosi riappaiono o peggiorano, il trattamento con alfuzosina deve essere interrotto. Come tutti gli 1-bloccanti, alfuzosina deve essere usata con cautela nei soggetti con insufficienza cardiaca acuta. I pazienti con un prolungamento congenito dell’intervallo QTc, con precedenti noti di prolungamento QTc acquisito o in terapia con farmaci che sono noti causare allungamento dell’intervallo QTc devono essere valutati prima e durante la terapia con alfuzosina. L’alfuzosina, come altri 1-bloccanti, è stata associata a priapismo (erezione del pene persistente e dolorosa non correlata all’attività sessuale). I pazienti devono essere avvertiti della gravità della condizione che, se non propriamente trattata, può portare a impotenza permanente (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). Si deve evitare l'utilizzo concomitante di alfuzosina e potenti inibitori del CYP3A4 (come itraconazolo, ketoconazolo, inibitori della proteasi, claritromicina, telitromicina e nefazodone) (vedere paragrafo 4.5). L'alfuzosina non deve essere utilizzata in concomitanza con gli inibitori del CYP3A4, noti per aumentare l'intervallo QTc (ad es. itraconazolo e claritromicina) e si raccomanda un'interruzione temporanea de

trattamento con alfuzosina se si inizia il trattamento con tali medicinali. Durante interventi di chirurgia della cataratta alcuni pazienti, precedentemente trattati o in trattamento con 1-bloccanti, hanno manifestato la sindrome dell’iride a bandiera (IFIS - Intraoperative Floppy Iris Syndrome, una variante della sindrome della piccola pupilla). Anche se con alfuzosina il rischio di questo evento appare molto ridotto, il chirurgo oculista prima di procedere con l’intervento deve essere al corrente del trattamento in corso o precedente con 1–bloccanti poiché la comparsa di IFIS può aumentare le complicanze chirurgiche durante l’intervento. Poiché non vi sono dati clinici sulla sicurezza nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min), le compresse da 10 mg a rilascio prolungato non devono essere somministrate a questi pazienti. I pazienti devono essere avvertiti che le compresse devono essere ingerite intere. Ogni altro modo di somministrazione, come frantumare, masticare, macinare o ridurle in polvere deve essere proibito. Queste azioni possono determinare un rilascio e un assorbimento impropri del principio attivo e quindi la possibile insorgenza di reazioni avverse. Xatral 10 mg contiene olio di ricino idrogenato Può causare disturbi gastrici e diarrea. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione Associazioni controindicate Altri 1-antagonisti (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni), a causa del rischio di potenziamento dell'effetto ipotensivo. Ritonavir da solo o in associazione con “ombitasvir/paritaprevir, lopinavir e nirmatrelvir” (vedere paragrafo 4.3) Associazioni non raccomandate - Inibitori potenti del CYP3A4 come itraconazolo, ketoconazolo, inibitori della proteasi, claritromicina, telitromicina e nefazodone poiché possono aumentare la concentrazione dell’alfuzosina nel sangue (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”). Associazioni che richiedono particolare attenzione - Farmaci anti-ipertensivi, (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”). - Nitrati (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego) La somministrazione di anestetici generali in pazienti trattati con alfuzosina può indurre instabilità della pressione arteriosa.

4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Date le indicazioni terapeutiche questa sezione non si applica. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Non ci sono dati disponibili sull’effetto del farmaco sulla capacità di guidare veicoli. Effetti indesiderati quali capogiri ed astenia si possono manifestare soprattutto all’inizio del trattamento. Di ciò si deve tenere conto quando si guidano veicoli o si utilizzano macchinari. 4.8. Effetti indesiderati Classificazione delle frequenze attese: Molto comune (>1/10), comune (>1/100 e <1/10), non comune (>1/1000 e <1/100), raro (>1/10000 e <1/1000), molto raro (<1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie cardiache Non comune: tachicardia. Molto raro: episodi anginosi in pazienti con preesistenti patologie delle arterie coronarie Non nota: fibrillazione atriale. Patologie dell’occhio Non nota: sindrome dell’iride a bandiera (IFIS). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: astenia. Non comune: edemi, dolore toracico. Patologie gastrointestinali Comune: nausea, dolore addominale. Non comune: diarrea. vomito. Patologie epatobiliari Non nota: lesioni epatocellulari, epatopatia colestatica. Patologie del sistema nervoso Comune: svenimento/capogiri, cefalea. Non comune: vertigini, sincope. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non nota: priapismo. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: rinite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: rash, prurito.

Molto raro: orticaria, angioedema. Patologie vascolari Non comune: ipotensione (ortostatica), flushing (rossore). Non nota: collasso circolatorio in pazienti con fattori di rischio preesistenti (vedere paragrafo 4.4). Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota: neutropenia, trombocitopenia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio In caso di sovradosaggio il paziente deve essere ospedalizzato, mantenuto in posizione supina e deve essergli praticato un trattamento convenzionale per l’ipotensione. In caso di marcata ipotensione, un’adeguata terapia correttiva può essere costituita da un vasocostrittore che agisca direttamente sulle fibre muscolari dei vasi. A causa dell'elevato legame proteico, l'alfuzosina è difficilmente dializzabile: la dialisi non apporta, pertanto, benefici significativi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: Farmaci usati nell’ipertrofia prostatica benigna; antagonisti dei recettori alfa-adrenergici. Codice ATC: G04CA01 L'alfuzosina è un derivato chinazolinico attivo per via orale, dotato di attività antagonista selettiva sui recettori 1-adrenergici post-sinaptici. Gli studi farmacologici in vitro hanno confermato la selettività dell'alfuzosina per i recettori 1-adrenergici, situati a livello del trigono vescicale, dell'uretra e della prostata. Clinicamente il manifestarsi dell’ipertrofia prostatica benigna è associato all’ostruzione infra-vescicale, meccanismo che include fattori sia anatomici (statici) che funzionali (dinamici). Il meccanismo funzionale dell’ostruzione è riferibile al tono della muscolatura liscia prostatica, che è mediato dai recettori 1-adrenergici: l’attivazione degli 1 recettori stimola la contrazione della muscolatura liscia aumentando in tal modo il tono dell

prostata, della capsula prostatica, dell’uretra prostatica e del collo vescicale e, di conseguenza, aumentando la resistenza al flusso vescicale, conducendo ad ostruzione al flusso e possibilmente instabilità della vescica. Il blocco dei recettori 1 riduce l’ostruzione infravescicale mediante un’azione diretta sulla muscolatura liscia prostatica. Studi sperimentali nell'animale in vivo hanno dimostrato che l'alfuzosina diminuisce la pressione uretrale e, di conseguenza, la resistenza al flusso urinario durante la minzione. Inoltre l’alfuzosina inibisce la risposta ipertonica dell’uretra più rapidamente rispetto a quella della muscolatura liscia e risulta caratterizzata da una uroselettività funzionale nel ratto cosciente normoteso in quanto diminuisce la pressione uretrale a dosi inefficaci sulla pressione arteriosa. Nell’uomo, l’alfuzosina migliora i parametri di svuotamento, riducendo il tono dell’uretra e la resistenza del collo vescicale e facilita lo svuotamento della vescica. In studi controllati verso placebo condotti in pazienti con ipertrofia prostatica benigna, l’alfuzosina: • in pazienti con Qmax  15 ml/sec., il picco di flusso urinario (Qmax) aumenta significativamente mediamente del 30%. Tale miglioramento si osserva sin dalla prima somministrazione. • riduce significativamente la pressione detrusoriale ed aumenta il volume vescicale di urina, associato ad un forte desiderio di urinare. • riduce significativamente il volume urinario residuo. In aggiunta, l’efficacia di alfuzosina 10 mg od sul picco di flusso urinario e il limitato effetto sulla pressione arteriosa hanno dimostrato di essere correlati al suo profilo farmacocinetico. Inoltre l’efficacia sul picco di flusso urinario viene mantenuta per tutte le 24 ore dall’assunzione. Questi effetti urodinamici favorevoli hanno indotto un miglioramento dei sintomi a carico delle basse vie urinarie sia irritativi che ostruttivi, come è stato chiaramente dimostrato. Una minor frequenza di episodi di ritenzione urinaria acuta è osservata nei pazienti trattati con alfuzosina rispetto ai pazienti non trattati. Inoltre negli uomini con episodio di ritenzione urinaria acuta correlata a ipertrofia prostatica benigna, alfuzosina aumenta in modo significativo la percentuale di successo dello svuotamento spontaneo dopo rimozione del catetere. Popolazione pediatrica L’alfuzosina non è indicata per l’utilizzo nella popolazione pediatrica (vedere paragrafo 4.2). L’efficacia di alfuzosina cloridrato non è stata dimostrata nei due studi condotti in 197 pazienti dai 2 ai 16 anni di età con elevata pressione detrusoriale minima al punto di fuga, di origine neurologica (LPP≥40 cm H2O). I pazienti sono stati trattati con alfuzosina cloridrato 0,1 mg/kg/die oppure 0,2 mg/kg/die utilizzando apposite formulazioni pediatriche. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Formulazione a rilascio prolungato:

Il valore medio di biodisponibilità è pari a 104.4% nei confronti della formulazione a rilascio immediato (2.5 mg tid) in volontari sani di mezza età. La massima concentrazione plasmatica viene raggiunta 9 ore dopo la somministrazione della formulazione a rilascio prolungato e 1 ora dopo la somministrazione della formulazione a rilascio immediato. L’emivita di eliminazione è di circa 9.1 ore. Gli studi condotti hanno mostrato che si ottiene un profilo farmacocinetico costante quando il prodotto è somministrato dopo il pasto. In tali condizioni, i valori medi di Cmax e di Ctrough sono rispettivamente 13,6 (D.S.=5,6) e 3,1 (D.S.=1,6) mg/ml. La media delle AUC0-24 è 194 (D.S.=75) ng.h/ml. Un plateau della concentrazione si osserva dalla 3^ alla 14^ ora con concentrazioni superiori a 8,1 ng/ml (Cav) per 11 ore. Da un confronto con volontari sani di mezza età è risultato che i parametri farmacocinetici (Cmax e AUC) non risultano aumentati nei pazienti anziani. I valori medi di Cmax ed AUC, in confronto a quelli ottenuti nei soggetti con funzione renale normale, risultano moderatamente aumentati nei soggetti con insufficienza renale, senza peraltro modificazioni dell’emivita apparente di eliminazione. Questo cambiamento nel profilo farmacocinetico non è considerato clinicamente rilevante. Di conseguenza, non è necessario un aggiustamento del dosaggio. Alfuzosina: Il legame alle proteine plasmatiche dell’alfuzosina cloridrato è circa il 90%. L’alfuzosina subisce un importante metabolismo a livello epatico; solo l’11% del prodotto è escreto immodificato attraverso le urine. La maggior parte dei metaboliti (che sono inattivi), vengono escreti attraverso le feci (75 – 91%). Il profilo farmacocinetico dell’alfuzosina non è influenzato in caso di insufficienza cardiaca cronica. Interazioni metaboliche: CYP3A4 è il principale enzima epatico coinvolto nel metabolismo dell’alfuzosina. Il ketoconazolo è un potente inibitore del CYP3A4. Una dose giornaliera di 200mg di ketoconazolo ripetuta, per sette giorni ha provocato un aumento del Cmax (2.11volte) e dell’AUClast (2.46volte) di alfuzosina OD 10mg assunta a stomaco pieno. Altri parametri quali il tmax e il t1/2ß non sono stati modificati. La somministrazione giornaliera di 400mg di ketoconazolo, ripetuta per 8 giorni ha aumentato il Cmax dell’alfuzosina di 2.3volte, e l’AUClast e l’AUC di 3.2 e 3.0 volte, rispettivamente (vedere paragrafo 4.5 “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici rivelano assenza di rischi per gli esseri umani sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità per somministrazioni ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Ipromellosa, cellulosa microcristallina, olio di ricino idrogenato, mannitolo, povidone,

etilcellulosa 20, magnesio stearato, silice colloidale idrata, ferro ossido giallo (E172). 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità 3 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Nessuna speciale precauzione. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Astuccio da 20 compresse in blister opaco. Astuccio da 30 compresse in blister opaco. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Sanofi S.r.l. Viale L. Bodio, 37/B - Milano

8. Numeri delle autorizzazioni all'immissione in commercio

XATRAL 10 mg compresse a rilascio prolungato - 20 compresse: AIC 027314 057 XATRAL 10 mg compresse a rilascio prolungato - 30 compresse: AIC 027314 044

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 12.04. 2000 Data del rinnovo più recente: 15.11.2009

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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