AURANTIN

Questo medicinale è indicato:  per il trattamento dello stato epilettico di tipo tonico-clonico (grande male), caratterizzato da una prima fase in cui i muscoli si irrigidiscono improvvisamente e da una seconda fase in cui i muscoli cominciano a contrarsi e rilassarsi rapidamente, causando convulsioni;  per la prevenzione ed il trattamento delle crisi che si possono manifestare durante o dopo un intervento di chirurgia al cervello (neurochirurgico) e/o in caso di gravi traumi al cervello…

Usato per: epilessia

Principio attivo: FENITOINA, FENITOINA SODICA · ATC N03AB02 · VIATRIS PHARMA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
AURANTIN*5 flaconcini IM EV 250 mg 5 ml H 29,92 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: FENITOINA, FENITOINA SODICA
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Dosaggio: 250 mg / 5 ml SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: VIATRIS PHARMA S.R.L.
Codice ATC: N03AB02
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· FENITOINA HIKMA - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
· DINTOINA - LABORATORIO FARMACEUTICO SIT SPECIALITA IGIENICO TERAPEUTICHE S.R.L.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Che cos’è Aurantin e a cosa serve Aurantin contiene il principio attivo fenitoina sodica che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati antiepilettici usati per la prevenzione e il trattamento delle convulsioni, specialmente quelle causate da una malattia del cervello chiamata epilessia.

Questo medicinale è indicato:  per il trattamento dello stato epilettico di tipo tonico-clonico (grande male), caratterizzato da una

prima fase in cui i muscoli si irrigidiscono improvvisamente e da una seconda fase in cui i muscoli cominciano a contrarsi e rilassarsi rapidamente, causando convulsioni;  per la prevenzione ed il trattamento delle crisi che si possono manifestare durante o dopo un intervento di chirurgia al cervello (neurochirurgico) e/o in caso di gravi traumi al cervello;

per il trattamento di anomalie del ritmo del battito del cuore (aritmie cardiache , quali aritmie ventricolari pericolose per la vita), quando altre terapie (di primo intervento) sono risultate inefficaci e specialmente quando questi disturbi (aritmie) sono causati da medicinali che aumentano la forza di contrazione del cuore (medicinali a base di digitale).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Aurantin non deve essere somministrato a lei o al suo bambino:  se siete allergici alla fenitoina sodica, ad altri medicinali simili (chiamati idantoine) o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);  tramite iniezione direttamente in un’arteria (somministrazione endoarteriosa);

 se soffrite di un rallentamento dei battiti del cuore (bradicardia sinusale);  se soffrite di problemi dell’attività del cuore (blocco seno-atriale, blocco A-V di secondo e terzo grado);  se siete affetti da una malattia chiamata sindrome di Adams-Stokes, causata da problemi al cuore e

caratterizzata da un’improvvisa perdita di coscienza, spesso accompagnata da convulsioni;  se siete in trattamento con un medicinale, chiamato delavirdina, utilizzato per il trattamento dell’AIDS, in quanto questo medicinale potrebbe perdere di efficacia. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento (vedere paragrafo “Gravidanza e allattamento”). Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o all’infermiere prima che sia somministrato Aurantin a lei o al suo bambino. Per il controllo delle convulsioni, Aurantin deve essere somministrato a lei o al suo bambino tramite iniezione in vena (via endovenosa). La somministrazione attraverso un muscolo (via intramuscolare)

non è raccomandata perché l’effetto del medicinale è più lento. Aurantin non deve essere somministrato a lei o al suo bambino tramite altre vie di somministrazione (via sottocutanea o perivascolare). La somministrazione di Aurantin per via intramuscolare può provocare dolore, formazione di ascessi e necrosi nella zona di iniezione.

In lei o nel suo bambino questo medicinale potrebbe produrre i suoi effetti più lentamente rispetto alla maggior parte delle persone per cause genetiche (polimorfismo).

Informi il medico o il medico che ha in cura il suo bambino se pensa che una delle seguenti condizioni riguardi lei o il suo bambino:

 soffrite di pressione del sangue bassa (ipotensione);  il vostro cuore non è in grado di fornire adeguate quantità di sangue a tutto il corpo (grave insufficienza cardiaca);  soffrite di problemi della funzione del fegato (ridotta funzionalità epatica) (vedere il paragrafo “Uso in persone con problemi al fegato);

reni”); del soffrite di gravi problemi ai reni (uremia) (vedere il paragrafo “Uso in persone con gravi problemi ai

soffrite di diabete, in quanto si può verificare un aumento eccessivo dei livelli di zuccheri nel sangue (iperglicemia).

Si rivolga al medico, al medico che ha in cura il suo bambino o all’infermiere se lei o il suo bambino manifestate le seguenti condizioni durante o dopo il trattamento con Aurantin (vedere anche il paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”):  idee di suicidio. Durante la terapia, il medico manterrà lei e il suo bambino sotto stretto controllo. Informi immediatamente il medico se lei o il suo bambino avete pensieri di farvi del male o di

uccidervi;  gravi problemi al cuore come reazioni cardiotossiche, disturbi del ritmo del battito cardiaco (aritmie), riduzione della frequenza dei battiti del cuore (bradicardia), depressione della conduzione atriale e ventricolare, fibrillazione ventricolare, talvolta anche fatali. Questi disturbi si manifestano

specialmente in persone anziane e gravemente ammalate. Si sono verificati problemi al cuore anche in persone adulte e in bambini del tutto sani, e senza nessuna malattia cardiaca o malattia concomitante, dopo somministrazione di questo medicinale in base alle istruzioni riportate in questo foglio (per esempio dopo somministrazione di dosi corrette e usando la velocità d’infusione consigliata). Per questi motivi, il medico seguirà attentamente la funzione cardiaca (inclusa funzione respiratoria) sua o del suo bambino durante la somministrazione di Aurantin. Nel caso fosse necessario, il medico

prenderà provvedimenti necessari per evitare o per ridurre al minimo problemi al suo cuore o a quello del suo bambino, inclusa la riduzione del dosaggio o la sospensione del trattamento.  abbassamento della pressione del sangue (ipotensione) se il medicinale viene somministrato tramite un’iniezione in una vena (via endovenosa), troppo rapidamente;  irritazione ed infiammazione nel sito di iniezione e in alcuni casi fuoriuscita del medicinale dalla

vena in cui è stato iniettato;  sindrome del guanto color porpora caratterizzata da gonfiore dovuto ad accumulo di liquidi (edema), decolorazione della pelle e dolore anche in zone lontane dal sito di iniezione, quando il medicinale viene somministrato in una vena del braccio (iniezione periferica). Questi disturbi possono

presentarsi anche parecchi giorni dopo l’iniezione. Nei casi più gravi, si possono verificare anche danno e morte dei tessuti, sfaldamento della pelle, che potrebbero richiedere un intervento chirurgico (fasciotomia, trapianto di cute, amputazione del braccio);  gravi reazioni allergiche , come la sindrome da ipersensibilità (HSS) o la reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) che possono essere anche fatali. I sintomi di questi disturbi sono: febbre, irritazione della pelle e/o ingrossamento dei linfonodi (linfoadenopatia), infiammazione del fegato (epatite), infiammazione dei reni (nefrite), infiammazione del cuore (miocardite),

infiammazione dei muscoli (miosite), infiammazione dei polmoni (polmonite), problemi del sangue come aumento del numero dei globuli bianchi (leucocitosi, eosinofilia), dolore alle articolazioni (artralgie), aumento delle dimensioni del fegato (epatomegalia), colorazione gialla della pelle e degli occhi (ittero). Interrompa immediatamente il trattamento con Aurantin e informi il medico o il

medico che ha in cura il suo bambino se manifestate uno o più di uno di questi sintomi, in quanto è necessario stabilire una terapia alternativa. Questi sintomi, che possono presentarsi dalle 2-4 settimane a 3 mesi dopo l’inizio del trattamento, sono più comuni in persone di origine africana, in persone che hanno già sviluppato queste sindromi in passato o che hanno qualche familiare che ne soffre e in persone che hanno una grave riduzione del funzionamento del sistema immunitario (immunodepressi);  gravi reazioni della pelle , come la dermatite esfoliativa, la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la

necrolisi epidermica tossica (TEN) che possono essere anche mortali. Se lei o il suo bambino manifestate i seguenti sintomi: irritazioni della pelle (eruzioni, esantemi), formazione di vescicole, lesioni delle mucose informi immediatamente il medico il quale deciderà se interrompere il trattamento e stabilire una terapia alternativa. Questi effetti si possono manifestare soprattutto: − durante le prime settimane di trattamento

− in persone di origine africana o di origine asiatica (che possono avere il gene HLA-B*1502 positivi) − se Aurantin è somministrato in contemporanea a una radioterapia al cranio oppure a una terapia con medicinali corticosteroidi;  gravi problemi al fegato (epatotossicità, danno epatico, insufficienza epatica acuta), talvolta anche

mortali e spesso associati a gravi reazioni allergiche (sindromi HSS/DRESS). Questi disturbi si manifestano più facilmente in persone di origine africana, in persone che soffrono già di problemi al fegato e in persone gravemente ammalate o anziane. Se lei o il suo bambino manifestate danni al fegato, il medico interromperà definitivamente il trattamento con Aurantin;  gravi problemi del sangue , come riduzione del numero delle piastrine (trombocitopenia), del numero dei globuli bianchi (leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi) o di tutte le cellule (pancitopenia) nel sangue, che possono essere anche mortali. Questi disturbi possono essere accompagnati anche da una perdita di attività del midollo osseo (soppressione del midollo osseo). In alcuni casi, si può verificare un aumento delle dimensioni e del numero dei globuli rossi (macrocitosi e anemia megaloblastica);

 ingrossamento dei linfonodi (iperplasia linfonodale benigna, pseudolinfoma, linfoma e morbo di Hodgkin) accompagnato o meno dai sintomi di una grave reazione allergica (sindromi HSS/DRESS). In questo caso, informi immediatamente il medico o il medico che ha in cura il suo bambino, poiché saranno necessari diversi controlli e il medico deciderà se interrompere il trattamento e utilizzare una

terapia alternativa;  problemi del sistema nervoso centrale (delirio, psicosi), encefalopatia, aggravamento delle crisi epilettiche e, nei casi più gravi, danni irreversibili al cervello (disfunzione cerebellare irreversibile e/o atrofia cerebellare). Se lei o il suo bambino manifestate sintomi di tossicità al cervello, informi immediatamente il medico che vi prescriverà delle analisi specifiche e valuterà se interrompere la terapia.

Le donne in età fertile che non stanno pianificando una gravidanza devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con Aurantin.

Durante il trattamento con Aurantin, deve essere evitata l’assunzione di medicinali a base di Hypericum

perforatum (o Erba di San Giovanni), utilizzati per il trattamento della depressione, in quanto riducono l’efficacia della fenitoina (vedere paragrafo “Altri medicinali e Aurantin”).

Esami di laboratorio

Durante il trattamento con Aurantin, il medico o il medico che ha in cura il suo bambino eseguirà attenti e regolari controlli dei livelli di fenitoina nel sangue, in modo da poter stabilire la dose più adeguata. Informi il medico o il medico che ha in cura il suo bambino se soffrite di gravi problemi ai reni o al fegato, in quanto questi problemi possono rendere difficile l’interpretazione dei risultati degli esami di laboratorio che misurano i livelli di fenitoina nel sangue.

Pazienti anziani Se lei ha più di 65 anni, è possibile che il medico le somministrerà questo medicinale ad una dose più bassa rispetto a quella normalmente consigliata oppure diminuirà la frequenza delle somministrazioni.

Altri medicinali e Aurantin Informi il medico o il medico che ha in cura il suo bambino o l’infermiere se lei o il suo bambino state usando, avete recentemente usato o potreste usare qualsiasi altro medicinale.

A lei o al suo bambino non verrà somministrato Aurantin se siete già in trattamento con delavirdina, un

medicinale utilizzato per il trattamento dell’AIDS (vedere paragrafo “Aurantin non deve essere somministrato a lei o al suo bambino”).

Informi il medico se lei o il suo bambino state assumendo i seguenti medicinali, in quanto potrebbe essere necessario modificare la dose di Aurantin da somministrare.

Non tutti i medicinali sono elencati qui di seguito. Parli con il medico o il farmacista:

 analgesici e antinfiammatori (azapropazone, fenilbutazone, salicilati utilizzati per alleviare il dolore e le infiammazioni);  del anestetici (come l’alotano impiegati per indurre l’anestesia durante gli interventi chirurgici); antibatterici (cloramfenicolo, eritromicina, isoniazide, sulfadiazina, sulfametizolo, sulfametoxazolo/ trimetoprim, sulfafenazolo, sulfisoxazolo, sulfonamidi, sultiamina, rifampina, ciprofloxacina, tetraciclina, doxiciclina che impediscono o bloccano la crescita dei batteri);  altri anticonvulsivanti (felbamato, oxcarbazepina, valproato di sodio, succinimidi, topiramato, vigabatrin, carbamazepina, fenobarbital, acido valproico, valproato di sodio, lamotrigina utilizzati per il trattamento delle convulsioni);  agenti antifungini (amfotericina B, fluconazolo, itraconazolo, ketoconazolo, miconazolo, voriconazolo, posaconazolo utilizzati per il trattamento delle infezioni causate da funghi);  agenti antineoplastici (fluorouracile, capecitabina, bleomicina, carboplatino, cisplatino, doxorubicina,

metotrexato, teniposide utilizzati per la terapia dei tumori);  benzodiazepine e medicinali psicotropi (clordiazepossido, diazepam, disulfiram, metilfenidato, trazodone, viloxazina, fenotiazine utilizzati per il trattamento di alcuni disturbi della mente);  calcioantagonisti e agenti cardiovascolari (amiodarone, dicumarolo, diltiazem, nifedipina,

ticlopidina, reserpina, digitossina, digossina, mexiletina, nicardipina, nimodipina, nisoldipina, chinidina, verapamil, disopiramide utilizzati per il trattamento della pressione del sangue alta e alcuni problemi al cuore);  H2-antagonisti (cimetidina), inibitori della pompa protonica (omeprazolo), antiacidi (utilizzati per il trattamento di disturbi allo stomaco);  inibitori della HMG-CoA reduttasi (fluvastatina, atorvastatina, simvastatina impiegati per ridurre i

livelli di colesterolo nel sangue);  ormoni (estrogeni) e contracettivi orali (utilizzati per il trattamento dei disturbi della menopausa, per prevenire la gravidanza e/o per altri disturbi dell'apparato genitale femminile); Aurantin può interferire con l’attività dei contraccettivi ormonali;  farmaci immunosoppressori (tacrolimus, ciclosporine utilizzati per il trattamento dei disturbi del

sistema immunitario e in seguito al trapianto di un organo);  ipoglicemizzanti orali (tolbutamide, clorpropamide, gliburide, per il trattamento del diabete);  antidepressivi (fluoxetina, fluvoxamina, sertralina, clozapina, paroxetina, quetiapina, sertralina utilizzati per il trattamento della depressione);

 antiretrovirali (fosamprenavir, nelfinavir, ritonavir, efavirenz, indinavir, lopinavir, saquinavir utilizzati per il trattamento di infezioni causate dai virus);  broncodilatatori (come la teofillina, utilizzati per il trattamento dell’asma);  acido folico (utilizzato in caso di carenza di questa vitamina, soprattutto durante la gravidanza);  iperglicemizzanti (diazossido che aumenta i livelli di zuccheri nel sangue);  antielmintici (albendazolo, praziquantel utilizzati per il trattamento di infezioni causate da parassiti presenti nell’intestino);

 corticosteroidi (per il trattamento delle infiammazioni e delle allergie);  anticoagulanti cumarinici (come il warfarin, che sono utilizzati per alcuni disturbi della circolazione);  diuretici (furosemide che facilitano l’eliminazione dell’urina);

 bloccanti neuromuscolari (alcuronio, cisatracurio, pancuronio, rocuronio, vecuronio utilizzati per rilassare i muscoli durante gli interventi chirurgici);  analgesici oppioidi (come il metadone, utilizzati per alleviare il dolore e per trattare le dipendenze da droghe);  vitamina D (utilizzata per ristabilire i livelli di questa vitamina quando sono eccessivamente bassi nel corpo).

Durante il trattamento con questo medicinale, eviti di assumere prodotti a base di Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum).

Aurantin può alterare i risultati di alcune analisi del sangue (proteine leganti iodio, test al desametasone o

metirapone, livelli di glucosio, fosfatasi alcalina, gamma glutamil transpeptidasi) e di alcuni test effettuati per valutare i livelli di calcio e zuccheri nel sangue.

Aurantin con alcool Durante il trattamento con questo medicinale, eviti di bere bevande alcoliche, in quanto l’alcool può alterare l’efficacia della fenitoina.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o all’infermiere prima che questo medicinale le venga somministrato. Gravidanza Se è in stato di gravidanza, il medico farà un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio prima di somministrarle questo medicinale in quanto Aurantin attraversa la placenta ed è tossico per il feto (vedere “Aurantin non deve essere somministrato a lei o al suo bambino”). Aurantin può causare malformazioni

congenite, tumori e alterazioni della coagulazione del sangue nel bambino. Se le viene somministrato questo medicinale durante la gravidanza, il pericolo di malformazioni congenite nel nascituro può raddoppiare o triplicare rispetto alla norma. Le malformazioni del bambino più frequentemente osservate sono a carico del labbro superiore (labbro leporino), del cuore e dei vasi sanguigni, di quella parte del feto dal quale prenderà

origine il sistema nervoso centrale (chiamata tubo neurale) e potranno essere presenti dei ritardi nella crescita del bambino. Gli effetti sul feto includono caratteristiche facciali anomale e sviluppo incompleto di dita e unghie. Se le viene somministrato Aurantin assieme ad altri medicinali antiepilettici simili, il pericolo di malformazioni congenite nel nascituro aumenterà ancora di più. Il suo medico potrà sottoporla a dei prelievi di sangue per valutare la dose di questo medicinale più adeguata alle sue condizioni.

Allattamento Piccole quantità di questo medicinale sono escrete nel latte materno. Se il medico ritiene che lei possa sospendere il trattamento con Aurantin e allattare al seno, le somministrazioni le verranno ridotte gradualmente per evitare che si manifestino nuovi attacchi epilettici e gravi conseguenze per lei e il suo

bambino (vedere paragrafo “Se interrompe il trattamento con Aurantin”).

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Durante il trattamento con questo medicinale, non è raccomandato mettersi alla guida di veicoli o utilizzare

macchinari, in quanto Aurantin può alterare i tempi di reazione.

Aurantin contiene alcool etilico e sodio Questo medicinale contiene 11 % vol di etanolo (alcool), ad es. fino a 440 mg per dose, equivalenti a 11,2 ml di birra, 4,7 ml di vino per dose. Può essere dannoso per gli alcolisti.

Da tenere in considerazione nelle donne in gravidanza o in allattamento, nei bambini e nei gruppi ad alto rischio come le persone affette da patologie epatiche o epilessia.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è praticamente “senza sodio”.

Come usarlo

Questo medicinale sarà somministrato a lei o al suo bambino da un medico o da un infermiere in ospedale o altro centro specializzato in cui sia disponibile un’adeguata attrezzatura di rianimazione cardiaca. Se ha dubbi consulti il medico o l’infermiere.

Aurantin sarà somministrato a lei o al suo bambino preferibilmente tramite una iniezione attraverso una vena (iniezione endovenosa) e sarà iniettato lentamente.

Durante la somministrazione, il medico o il medico che ha in cura il suo bambino deve controllare la

funzione del cuore (elettrocardiogramma) e la pressione del sangue e sorvegliarvi attentamente, in quanto potreste manifestare un grave blocco della respirazione (depressione respiratoria).

Nei casi più gravi, quando la fenitoina da sola non è in grado di controllare gli attacchi epilettici, il medico può decidere di somministrare a lei o al suo bambino anche un anestetico generale che viene normalmente utilizzato durante gli interventi chirurgici. Informazioni più dettagliate su posologia, uso e preparazione di Aurantin sono riportate al termine del foglio illustrativo sotto “Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari”.

Uso in persone con problemi al fegato Se lei o il suo bambino soffrite di problemi del funzionamento del fegato (ridotta funzionalità epatica), il medico o il medico che ha in cura il suo bambino potrà ridurre la dose di mantenimento per evitare che Aurantin si accumuli eccessivamente nel corpo, causando gravi effetti tossici.

Uso in persone con gravi problemi ai reni Se lei o il suo bambino soffrite di gravi problemi ai reni (uremia), il medico o il medico che ha in cura il suo bambino potrà prescrivervi la minima dose efficace per controllare le crisi epilettiche.

Se viene somministrato più Aurantin di quanto prescritto
Se ritiene che sia stato somministrato a lei o al suo bambino più Aurantin del necessario, informi
immediatamente il medico o l’infermiere, in quanto possono verificarsi i seguenti sintomi (vedere anche il
paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”):
- movimenti ritmici e involontari degli occhi (nistagmo);
- perdita di coordinazione dei movimenti (atassia);

- disturbo del linguaggio (disartria);
- danni irreversibili al cervello, disfunzione cerebellare e/o atrofia cerebellare
- tremore;
- aumento dei riflessi (iperreflessia);
- eccessiva sonnolenza (letargia);

- nausea;
- vomito;
- grave stato di incoscienza (coma);
- abbassamento della pressione del sangue (ipotensione).

Questi sintomi, nei casi più gravi, possono portare anche alla morte per blocco della respirazione e dell’attività del cuore (depressione respiratoria e circolatoria). Il medico adotterà le misure più adeguate a seconda delle vostre condizioni.

Se interrompe il trattamento con Aurantin Non sospenda bruscamente la terapia senza aver consultato il medico, in quanto si può verificare un aumento della frequenza delle convulsioni. L’eventuale riduzione della dose, la sospensione del trattamento o la

sostituzione con un altro medicinale antiepilettico, deve avvenire esclusivamente sotto controllo del medico e in maniera graduale. Se lei o il suo bambino manifestate reazioni allergiche, il medico può sostituire rapidamente la terapia con un altro medicinale che non appartiene allo stesso gruppo di Aurantin.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Si possono verificare i seguenti effetti indesiderati:

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)  ingrossamento dei linfonodi (iperplasia linfoghiandolare benigna, pseudolinfoma, linfoma, malattia di Hodgkin) che può essere accompagnato da febbre, irritazione della pelle (esantema) e problemi al

fegato (coinvolgimento epatico). In questi casi, il medico deve tenere lei e il suo bambino sotto controllo e somministrare altri medicinali per il controllo delle crisi epilettiche.  riduzione del numero delle piastrine (trombocitopenia), del numero dei globuli bianchi (leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi) o di tutte le componenti (pancitopenia) nel sangue. Questi disturbi a volte possono essere fatali ed essere accompagnati anche da una perdita di attività del midollo osseo

(soppressione del midollo osseo). In alcuni casi, si può verificare un aumento delle dimensioni e del numero dei globuli rossi (macrocitosi e anemia megaloblastica); reazioni allergiche al medicinale (sindrome da ipersensibilità immunologica/reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (HSS/DRESS) e altri disturbi del sistema immunitario (lupus eritematoso sistemico, periarterite nodosa, anomalie delle immunoglobuline);  gravi problemi al fegato (insufficienza epatica acuta, epatite tossica, danno epatico); vomito, nausea, stitichezza (stipsi);  fragilità delle ossa (osteopenia, osteoporosi) e aumento delle fratture, in persone che sono in terapia con questo medicinale per lunghi periodi di tempo.

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)  gravi reazioni allergiche (anafilattoidi e anafilassi);  irritazione, infiammazione e dolore al sito di iniezione e, in alcuni casi, fuoriuscita della soluzione iniettata dalla vena;  danno e morte dei tessuti (necrosi, escare), in caso di somministrazione inadeguata (iniezione

sottocutanea o perivasale);  sindrome del guanto color porpora caratterizzata da gonfiore dovuto ad accumulo di liquido (edema, decolorazione della pelle e dolore anche in zone lontane dal punto di iniezione);  disturbi del ritmo del battito del cuore (aritmie atriali e ventricolari), riduzione della frequenza dei battiti del cuore (bradicardia), interruzione totale del battito del cuore (arresto cardiaco e morte);

 abbassamento della pressione del sangue (ipotensione) che, nei casi più gravi, può causare seri disturbi al cuore e alla circolazione (collasso cardiovascolare);  difficoltà a respirare (alterazioni della funzione respiratoria) e, nei casi più gravi, blocco della respirazione (arresto respiratorio);  movimenti ritmici e involontari degli occhi (nistagmo), perdita di coordinazione dei movimenti

(atassia), problemi nell’articolare le parole (disartria) e confusione mentale;  vertigini, alterazioni della sensibilità in diverse zone del corpo (parestesie), capogiri, sonnolenza, insonnia, nervosismo transitorio, contrazioni spontanee dei muscoli (fascicolazioni) e mal di testa (cefalea);

 crisi epilettiche caratterizzate da un aumento del tono muscolare (crisi toniche);  disturbi del movimento (discinesia, corea, distonia e tremori e arestissi);  alterazione del gusto;  grave malattia dei nervi (polineuropatia periferica sensoriale predominante);  aumento delle dimensioni delle gengive (iperplasia gengivale); maggiormente frequente nei bambini o nelle persone con scarsa igiene orale;

 disturbi della pelle (manifestazioni dermatologiche), accompagnate da febbre e irritazione della pelle (eruzioni della cute simili alla scarlattina o al morbillo);  gravi malattie della pelle (dermatiti bollose, esfoliative o purpuriche, lupus eritematosus, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica) che possono essere anche mortali;

 la fenitoina può causare anormalità nei risultati dei test della funzionalità tiroidea.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al

medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo:https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione e sulla fiala dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non conservare a temperatura superiore ai 25° C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Il personale sanitario sa come eliminare i medicinali che non si utilizzano più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Aurantin Il principio attivo è fenitoina sodica. Ogni fiala contiene 250 mg di fenitoina sodica.

Gli altri componenti sono: glicole propilenico, alcool etilico, sodio idrossido (vedere paragrafo 2 “Aurantin

contiene alcool etilico e sodio”), acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di Aurantin e contenuto della confezione La soluzione iniettabile di Aurantin da 250 mg/5 ml è disponibile in una scatola da 5 fiale da 5 ml.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Pfizer Established Medicine Italy S.r.l. Via Isonzo,71 04100 Latina

Produttore Actavis Italy S.p.A. Viale Pasteur, 10 20014 Nerviano (MI)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari

AURANTIN 250 mg/5 ml soluzione iniettabile Fenitoina sodica

POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE

Posologia

Trattamento dello stato epilettico In un paziente con crisi epilettiche continue, raffrontate con le più comuni crisi a rapida ricorrenza tipo

epilessia seriale, prima della somministrazione di Aurantin è raccomandato l'impiego endovenoso di diazepam a causa del suo rapido inizio di effetto. Dopo somministrazione di diazepam in pazienti con crisi epilettiche continue e nel trattamento iniziale dell'epilessia seriale una dose iniziale da 10 mg/kg a 15 mg/kg di fenitoina deve essere iniettata per via endovenosa lenta ad una velocità non superiore a 50 mg/minuto (ciò richiede circa 20 minuti in un soggetto

di 70 Kg). La dose iniziale deve essere seguita da dosi di mantenimento di 100 mg per via orale o endovenosa ogni 6-8 ore. L'assorbimento orale di fenitoina nei neonati è inattendibile; tuttavia una dose iniziale da 15 mg/kg a 20 mg/kg di Aurantin per via endovenosa produce concentrazioni sieriche di fenitoina entro il range terapeutico generalmente accettato (10-20 mg/l). Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena

sia più lenta). alla velocità di 1-3 mg/kg/minuto o ad una velocità non superiore a 50 mg/minuto (a seconda di quale

La determinazione dei livelli plasmatici di fenitoina è consigliabile quando si impiega Aurantin per il trattamento dello stato epilettico e per la successiva definizione del dosaggio di mantenimento. Il livello clinicamente efficace è solitamente di 10-20 mg/l anche se alcuni casi di crisi tonico-cloniche possono essere controllati con livelli sierici inferiori. La clearance della fenitoina tende a ridursi all’aumentare dell’età (riduzione del 20% in pazienti di età superiore ai 70 anni rispetto alla percentuale presente in pazienti di 20-30 anni). I requisiti di somministrazione della fenitoina sono altamente variabili e devono essere determinati caso per caso. La somministrazione intramuscolare non deve essere impiegata per il trattamento dello stato epilettico dal

momento che, con tale via, il raggiungimento dei livelli di picco plasmatico può richiedere fino a 24 ore.

Trattamento delle aritmie cardiache Somministrare inizialmente una dose da 3,5 mg/Kg a 5 mg/Kg per via endovenosa. Se necessario ripetere la

dose una sola volta. La soluzione deve essere iniettata lentamente per via endovenosa ad una frequenza non superiore a 1 ml (50 mg) al minuto.

Altre indicazioni Non è possibile definire uno schema terapeutico valido per tutte le altre indicazioni. La via di somministrazione endovenosa è preferibile. I dosaggi e gli intervalli fra le somministrazioni saranno

determinati a seconda delle necessità dei singoli pazienti. Devono essere tenuti in considerazione fattori quali precedenti terapie antiepilettiche, grado di controllo delle crisi, età e condizioni mediche generali del paziente. Nonostante il lento assorbimento di Aurantin quando iniettato intramuscolo, il suo impiego con questa via di somministrazione può essere appropriato in alcune condizioni. Quando si rende necessaria per breve tempo la somministrazione intramuscolare in pazienti precedentemente

stabilizzati con fenitoina per via orale, è essenziale effettuare appropriati aggiustamenti posologici per mantenere livelli sierici terapeutici. Una dose intramuscolare superiore del 50% a quella orale è necessaria per mantenere tali livelli. Quando si ritorna al trattamento orale, la dose deve essere ridotta del 50% rispetto alla dose orale iniziale allo scopo di evitare il raggiungimento di livelli sierici troppo elevati a causa del

prolungato rilascio dalle sedi di iniezione intramuscolare. In un paziente precedentemente non trattato con fenitoina, Aurantin può essere somministrato per via intramuscolare alla dose di 100-200 mg (2-4 ml) ad intervalli di circa 4 ore a scopo profilattico durante interventi di neurochirurgia e proseguito nel periodo postoperatorio per 48-72 ore. La posologia deve essere successivamente ridotta fino a una dose di mantenimento di 300 mg e aggiustata in funzione dei livelli sierici.

Se il paziente richiede un periodo di trattamento con Aurantin per via intramuscolare superiore a una settimana, dovrebbero essere valutate vie di somministrazione alternative quali l'intubazione gastrica. Per periodi inferiori a una settimana, il paziente che interrompe la somministrazione intramuscolare dovrebbe ricevere la metà della dose orale iniziale per lo stesso periodo di tempo in cui è stato trattato per via

intramuscolare con Aurantin. Il dosaggio dei livelli sierici è utile come guida a un appropriato aggiustamento della dose.

Uso negli anziani (oltre 65 anni di età): la clearance della fenitoina è leggermente ridotta nei pazienti anziani e potrebbero essere necessari un dosaggio inferiore o una somministrazione meno frequente. Tuttavia, nei pazienti anziani possono verificarsi complicazioni più facilmente.

Uso nei bambini: posologia come per gli adulti. Tuttavia è stato dimostrato che i bambini tendono a metabolizzare la fenitoina più rapidamente di quanto avviene nell'adulto. Ciò deve essere tenuto in considerazione quando si definiscono i dosaggi. Il ricorso al monitoraggio dei livelli sierici di fenitoina può essere di particolare utilità in questi casi. Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena alla velocità di

1-3 mg/kg/minuto o ad una velocità non superiore a 50 mg/minuto, a seconda di quale sia più lenta.

Uso nei neonati: l'assorbimento orale di fenitoina nei neonati è incostante; tuttavia una dose di attacco di 15 mg/Kg - 20 mg/Kg per via endovenosa produce concentrazioni sieriche di fenitoina entro il range terapeutico generalmente accettato (10-20 mg/l). Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena alla velocità di 1-3 mg/Kg/minuto.

Modo di somministrazione del Un’infusione rapida può essere associata a eventi cardiovascolari avversi (vedere paragrafo 2, Avvertenze e precauzioni) Quando possibile deve essere usata la fenitoina per via orale, a causa dei rischi di tossicità cardiaca e locale associati alla fenitoina per via endovenosa.

Per le istruzioni sulla manipolazione del medicinale prima della somministrazione vedere paragrafo

“Precauzioni per lo smaltimento e la manipolazione”.

PRECAUZIONI PER LO SMALTIMENTO E LA MANIPOLAZIONE Prima della somministrazione le sostanze per uso parenterale devono essere esaminate visivamente per

quanto riguarda la presenza di materiale particolato e modificazioni del colore tutte le volte che è consentito dalla soluzione e dal contenitore. Sia la soluzione non diluita sia la miscela di infusione possono essere somministrate a condizione che siano prive di torbidità e di precipitato.

La miscela di infusione diluita (fenitoina e soluzione salina) non deve essere refrigerata. Se la fenitoina

parenterale non diluita viene refrigerata oppure congelata è probabile che si formi un precipitato; questo dovrebbe dissolversi se la soluzione viene posta nuovamente a temperatura ambiente e in questo caso il prodotto può ancora essere utilizzato. Potrebbe svilupparsi una lieve colorazione gialla. Aurantin non deve essere miscelato alle comuni soluzioni per infusione endovenosa e in particolare al destrosio e alle soluzioni contenenti destrosio a causa della potenziale formazione di precipitati.

Questo prodotto è esclusivamente monouso. Dopo l’apertura, il prodotto inutilizzato deve essere eliminato.

Aurantin deve essere iniettato lentamente direttamente in una grossa vena mediante un grosso ago o un

catetere endovenoso. A causa del rischio di tossicità locale, la fenitoina endovenosa deve essere somministrata direttamente in una grossa vena periferica o centrale, attraverso un catetere di grosso calibro. Prima della somministrazione, la potenza del catetere e.v. deve essere testata con soluzione fisiologica.

Ogni iniezione endovenosa di Aurantin deve essere seguita da una iniezione di soluzione fisiologica sterile attraverso lo stesso ago o catetere per evitare l'irritazione venosa locale dovuta all'alcalinità della soluzione.

Le infusioni continue devono essere evitate. L'aggiunta di Aurantin a soluzioni per infusione endovenosa non è raccomandata a causa di probabile cristallizzazione della fenitoina. È essenziale il monitoraggio continuo dell'elettrocardiogramma e della pressione arteriosa. Deve essere disponibile una attrezzatura di rianimazione cardiaca. Il paziente deve essere sorvegliato per quanto riguarda la comparsa di depressione respiratoria. Se la somministrazione endovenosa di Aurantin non determina la cessazione dell'attacco epilettico deve essere considerato il ricorso ad altre misure, incluso

l'anestesia generale.

Per ulteriori informazioni consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.

en zia

Domande frequenti su AURANTIN

Come si usa AURANTIN?

AURANTIN si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa, intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

AURANTIN è disponibile senza ricetta?

No, AURANTIN è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di AURANTIN?

Il principio attivo di AURANTIN è FENITOINA, FENITOINA SODICA.

Quali sono gli equivalenti di AURANTIN?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: FENITOINA HIKMA, DINTOINA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce AURANTIN?

AURANTIN è prodotto da VIATRIS PHARMA S.R.L..

Da quando AURANTIN è autorizzato in Italia?

AURANTIN ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2020-10-02.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

AURANTIN 250 mg/5 ml soluzione iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una fiala contiene Principio attivo: fenitoina sodica 250 mg. Eccipienti con effetti noti: etanolo, sodio idrossido Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Aurantin parenterale è indicato per il controllo dello stato epilettico di tipo tonico-clonico (grande male) e per la prevenzione e il trattamento di crisi che compaiono durante o dopo interventi di neurochirurgia e/o gravi traumi cranici. Aurantin è impiegato nel trattamento di aritmie cardiache, quali aritmie ventricolari pericolose per la vita o aritmie secondarie causate da intossicazione da digitale, nei casi in cui non c’è stata risposta ad altri trattamenti antiaritmici disponibili o quando altri antiaritmici potrebbero non essere tollerati. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Stato epilettico In un paziente con crisi epilettiche continue, raffrontate con le più comuni crisi a rapida ricorrenza tipo epilessia seriale, prima della somministrazione di Aurantin è raccomandato l'impiego endovenoso di diazepam a causa del suo rapido inizio di effetto. Dopo somministrazione di diazepam in pazienti con crisi epilettiche continue e nel trattamento iniziale dell'epilessia seriale una dose di attacco da 10 mg/Kg a 15 mg/Kg di fenitoina deve essere iniettata per via endovenosa lenta ad una velocità non superiore a 50 mg/minuto (ciò richiede circa 20 minuti in un soggetto di 70 Kg). La dose di attacco deve essere seguita da dosi di mantenimento di 100 mg per via orale o endovenosa ogni 6-8 ore. L’assorbimento orale di fenitoina nei neonati è inattendibile; tuttavia una dose di attacco da 15 mg/Kg a 20 mg/Kg di Aurantin per via endovenosa produce concentrazioni sieriche di fenitoina entro il range terapeutico generalmente accettato (10-20 mg/l). Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena alla velocità di 1-3 mg/Kg/minuto o ad una velocità non superiore a 50 mg/minuto (a seconda di quale sia più lenta). La determinazione dei livelli plasmatici di fenitoina è consigliabile quando si impiega Aurantin per il trattamento dello stato epilettico e per la successiva definizione del dosaggio di mantenimento. Il livello clinicamente efficace è solitamente di 10-20 mg/l anche se alcuni casi di crisi tonico-cloniche possono essere controllati con livelli sierici inferiori. La somministrazione intramuscolare non deve essere impiegata per il trattamento dello stato epilettico dal momento che, con tale via, il raggiungimento dei livelli di picco plasmatico può richiedere fino a 24 ore. Aritmie cardiache Somministrare inizialmente una dose da 3,5 mg/Kg a 5 mg/Kg per via endovenosa. Se necessario ripetere l

dose una sola volta. La soluzione deve essere iniettata lentamente per via endovenosa ad una frequenza non superiore a 1 ml (50 mg) al minuto. Dosaggio in popolazioni speciali Pazienti con malattia renale o epatica: (vedere paragrafo 4.4). Pazienti anziani (oltre 65 anni di età): la clearance della fenitoina è leggermente ridotta nei pazienti anziani e potrebbe essere necessario un dosaggio inferiore o una somministrazione meno frequente (vedere paragrafo 5.2). Tuttavia, nei pazienti anziani possono verificarsi complicazioni più facilmente. Altre indicazioni Non è possibile definire uno schema terapeutico valido per tutte le altre indicazioni. La via di somministrazione endovenosa è preferibile. I dosaggi e gli intervalli fra le somministrazioni saranno determinati a seconda delle necessità dei singoli pazienti. Devono essere tenuti in considerazione fattori quali precedenti terapie antiepilettiche, grado di controllo delle crisi, età e condizioni mediche generali del paziente. Nonostante il lento assorbimento di Aurantin quando iniettato intramuscolo, il suo impiego con questa via di somministrazione può essere appropriato in alcune condizioni. Quando si rende necessaria per breve tempo la somministrazione intramuscolare in pazienti precedentemente stabilizzati con fenitoina per via orale, è essenziale effettuare appropriati aggiustamenti posologici per mantenere livelli sierici terapeutici. Una dose intramuscolare superiore del 50% a quella orale è necessaria per mantenere tali livelli. Quando si ritorna al trattamento orale, la dose deve essere ridotta del 50% rispetto alla dose orale iniziale allo scopo di evitare il raggiungimento di livelli sierici troppo elevati a causa del prolungato rilascio dalle sedi di iniezione intramuscolare. In un paziente precedentemente non trattato con fenitoina, Aurantin può essere somministrato per via intramuscolare alla dose di 100-200 mg (2-4 ml) ad intervalli di circa 4 ore a scopo profilattico durante interventi di neurochirurgia e proseguito nel periodo postoperatorio per 48-72 ore. La posologia deve essere successivamente ridotta fino a una dose di mantenimento di 300 mg e aggiustata in funzione dei livelli sierici. Se il paziente richiede un periodo di trattamento con Aurantin per via intramuscolare superiore a una settimana, dovrebbero essere valutate vie di somministrazione alternative quali l'intubazione gastrica. Per periodi inferiori a una settimana, il paziente che interrompe la somministrazione intramuscolare dovrebbe ricevere la metà della dose orale iniziale per lo stesso periodo di tempo in cui è stato trattato per via intramuscolare con Aurantin. Il dosaggio dei livelli sierici è utile come guida a un appropriato aggiustamento della dose. Bambini: posologia come per gli adulti. Tuttavia è stato dimostrato che i bambini tendono a metabolizzare la fenitoina più rapidamente di quanto avviene nell'adulto. Ciò deve essere tenuto in considerazione quando si definiscono i dosaggi. Il ricorso al monitoraggio dei livelli sierici di fenitoina può essere di particolare utilità in questi casi. Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena alla velocità di 1-3 mg/kg/minuto o ad una velocità non superiore a 50 mg/minuto (a seconda di quale sia più lenta). Neonati: l'assorbimento orale di fenitoina nei neonati è incostante; tuttavia una dose di attacco di 15 mg/Kg - 20 mg/Kg per via endovenosa produce concentrazioni sieriche di fenitoina entro il range terapeutico generalmente accettato (10-20 mg/l). Il farmaco deve essere iniettato lentamente in vena alla velocità di 1-3 mg/Kg/minuto. Modo di somministrazione Un’infusione rapida può essere associata a eventi cardiovascolari avversi (vedere paragrafo 4.4) Quando possibile deve essere usata la fenitoina per via orale, a causa dei rischi di tossicità cardiaca e locale associati alla fenitoina per via endovenosa.

Aurantin non deve essere miscelato alle comuni soluzioni per infusione endovenosa e in particolare al destrosio e alle soluzioni contenenti destrosio a causa della potenziale formazione di precipitati (vedere paragrafo 6.2). Per le istruzioni sulla manipolazione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo, ad altre idantoine, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencatial paragrafo 6.1. La somministrazione endoarteriosa deve essere evitata a causa dell'elevato pH del preparato. A causa del suo effetto sull'automatismo ventricolare, la fenitoina è controindicata nella bradicardia sinusale, nel blocco seno-atriale, nel blocco atrioventricolare (AV) di secondo e terzo grado e nei pazienti con sindrome di Adams-Stokes. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6). La somministrazione concomitante di fenitoina e delavirdina è controindicata in considerazione della potenziale perdita di risposta virologica e possibile resistenza alla delavirdina o alla classe di inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego Avvertenze Generali Nell’adulto la somministrazione EV non deve superare i 50 mg/minuto, nel neonato e nel bambino, non deve superare la velocità di 1-3 mg/Kg/minuto o di 50 mg/minuto (a seconda di quale sia più lenta). I segni più rilevanti di tossicità da uso endovenoso sono il collasso cardiovascolare e/o la depressione del sistema nervoso centrale. La via IM non è raccomandata per il trattamento dello stato epilettico a causa del lento assorbimento. Con questa via di somministrazione non si possono raggiungere rapidamente livelli sierici terapeuticamente adeguati di fenitoina. Il trattamento con farmaciantiepilettici non deve essere interrotto improvvisamente perché ciò può comportare un aumento di frequenza delle convulsioni, incluso lo stato epilettico. Qualora, a giudizio del medico, si presenti la necessità di una riduzione del dosaggio o di una interruzione del trattamento, oppure della sostituzione con un farmaco antiepilettico alternativo, ciò deve essere effettuato in modo graduale. Comunque, nel caso di reazione allergica o da ipersensibilità, può essere necessaria la sostituzione rapida con una terapia alternativa. In tale caso, la terapia alternativa deve essere effettuata con un farmaco antiepilettico non appartenente alla classe delle idantoine. È stato osservato che una piccola percentuale di individui trattati con fenitoina metabolizza il farmaco più lentamente della norma e ciò sembra essere determinato geneticamente (polimorfismo). A causa diun aumento della frazione di fenitoina non legata in pazienti con malattia renale o epatica o affettida ipoalbuminemia, l’interpretazione delle concentrazioni plasmatiche di fenitoina totale deve essere fatta con cautela. La concentrazione di fenitoina non legata può essere elevata in pazienti affetti da iperbilirubinemia. Le concentrazioni di fenitoina non legata potrebbero essere più utili in queste popolazioni di pazienti. Suicidio Casi di ideazione e comportamento suicidari sono stati riportati nei pazienti in trattamento con farmaci antiepilettici nelle loro diverse indicazioni. Una meta-analisi di trials clinici randomizzati verso placebo ha, inoltre, evidenziato la presenza di un modesto incremento del rischio di ideazione e comportamento suicidario. Il meccanismo di tale rischio non è stato stabilito e i dati disponibili non escludono la possibilità di un incremento di rischio con Aurantin.

Pertanto, i pazienti dovrebbero essere monitorati per eventuali segni di ideazione e comportamento suicidari ed in tal caso dovrebbe essere preso in considerazione un appropriato trattamento. I pazienti (e chi ne ha cura) dovrebbero essere istruiti ad avvertire il proprio medico curante qualora emergano segni di ideazione o comportamento suicidari. Effetti cardiovascolari Quando il farmaco è somministrato per via endovenosa troppo rapidamente, di solito compare ipotensione. Sono stati segnalati gravi reazioni cardiotossiche ed episodi letali con aritmie inclusa bradicardia, depressione della conduzione atriale e ventricolare e fibrillazione ventricolare. In alcuni casi, le aritmie cardiache hanno portato ad asistolia/arresto cardiaco e morte. Gravicomplicanze sono state riscontrate soprattutto in anziani o in pazienti gravemente ammalati. Eventi cardiaci indesiderati sono stati riportati anche negli adulti e nei bambini senza sottostante malattia cardiaca o comorbidità e a dosi e velocità di infusione consigliate. Pertanto, è necessario eseguire un attento monitoraggio cardiaco (compreso quello respiratorio) quando si somministrano dosi EV di carico di fenitoina. Può essere necessario ridurre la velocità o sospendere la somministrazione. La fenitoina deve essere usata con cautela nei pazienti con ipotensione e/o grave insufficienza miocardica. Tossicità locale (compresa la sindrome del guanto color porpora) Irritazione ed infiammazione dei tessuti molli si è manifestata nel sito di iniezione, con o senza stravaso di fenitoina EV. Edema, decolorazione e dolore distale al sito di iniezione (descritti come sindrome del guanto color porpora) sono stati riportati a seguito di iniezione EV periferica di fenitoina. L’irritazione dei tessuti molli può variare da lieve tensione con dolenzia a necrosiestesa e sfaldamento cutaneo. La sindrome può non presentarsi per diversi giorni dopo l’iniezione. Benché la risoluzione dei sintomi possa essere spontanea, si sono verificate necrosi cutanea e ischemia dell’arto che hanno richiesto interventi quali fasciotomia, trapianto di cute e, in casi rari, amputazione. Devono essere evitate somministrazioni improprie, comprese quelle per iniezione sottocutanea o perivascolare. La somministrazione di fenitoina per via intramuscolare può provocare dolore, necrosi e formazione di ascessi nel sito di iniezione (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione). Sindrome da ipersensibilità o reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici È stata segnalata sindrome da ipersensibilità (HSS) o reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) in pazienti che assumevano medicinali anticonvulsivanti, compresa fenitoina. Alcuni di questi eventi sono stati fatali o potenzialmente fatali. La HSS/DRESS si presenta in genere, sebbene non esclusivamente, con febbre, rash e/o linfoadenopatia in associazione con patologie che comportano il coinvolgimento di altri sistemi o organi, quali epatite, nefrite, anomalie ematologiche, miocardite, miosite o polmonite. I sintomi iniziali possono ricordare un’infezione virale acuta. Altre manifestazioni comuni comprendono artralgie, ittero, epatomegalia, leucocitosi ed eosinofilia. L’intervallo tra la prima esposizione al farmaco ed i sintomi di solito è da 2 a 4 settimane, ma questa sindrome è stata osservata in pazienti in trattamento con anticonvulsivanti da 3 mesi o più. Se si manifestano questi segni e sintomi, il paziente deve essere visitato immediatamente. La somministrazione di fenitoina deve essere interrotta se non è possibile stabilire un’eziologia alternativa dei segni e dei sintomi. I pazienti che hanno un rischio maggiore di sviluppare HHS/DRESS sono i pazienti di colore, i pazienti che in passato hanno sviluppato questa sindrome (con la fenitoina o altri farmaci anticonvulsivanti), i pazienti con storia familiare per questa sindrome ed i pazienti immunodepressi. La sindrome è più grave negli individui precedentemente sensibilizzati.

Gravi reazioni dermatologiche La fenitoina può causare rari,gravieventi avversi quali la dermatite esfoliativa, la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN) che può essere fatale. Sebbene gravi reazioni cutanee possano manifestarsi senza preavviso, i pazienti devono essere avvertiti della possibile comparsa di rash e altri sintomi di HSS/DRESS (vedere paragrafo 4.4 - Sindrome da ipersensibilità o reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici) e devono consultare il medico immediatamente in presenza di qualsiasi segno o sintomo indicativo. Il medico deve avvertire il paziente di interrompere il trattamento quando compare un rash. Se il rash è di media entità (tipo morbillo o scarlattina), la terapia può essere ripresa dopo che il rash è completamente scomparso. Se il rash ricompare dopo la ripresa del trattamento, il proseguimento della terapia con fenitoina è controindicato. Il rischio di gravi reazioni cutanee e di altre reazioni da ipersensibilità alla fenitoina può essere maggiore nei pazienti di colore. I pazienti devono essere informatiriguardo i segni e i sintomi e monitorati attentamente per le reazioni cutanee. Il più alto rischio di insorgenza di SJS e TEN si ha nelle prime settimane di trattamento. Se si verificano i sintomi o i segni di SJS o TEN (per esempio esantema della cute progressivo spesso con vescicole o lesioni della mucosa) il trattamento con fenitoina deve essere sospeso. I migliori risultati nella gestione della SJS e della TEN si ottengono con una diagnosi precoce e l’immediata interruzione della terapia con qualsiasi farmaco sospetto. Una precoce sospensione è associata ad una migliore prognosi. Se il paziente ha sviluppato SJS o TEN con l’uso di AURANTIN,AURANTIN non deve essere più riutilizzato in questo paziente. Studi in pazienti di discendenza cinese hanno evidenziato, in pazienti che usano un’altra carbamazepina, una stretta associazione tra il rischio di sviluppare SJS/TEN e la presenza dell’antigene leucocitario umano HLAB*1502, una variante allelica ereditaria del gene HLA-B. Un numero limitato di dati suggerisce che il HLAB*1502 può costituire un fattore di rischio per lo sviluppo della SJS/TEN in pazienti di discendenza asiatica che assumano farmaci associati a SJS/TEN, inclusa la fenitoina. Deve essere presa in considerazione la possibilità di evitare l’utilizzo di farmaci associati a SJS/TEN, inclusa la fenitoina, in pazienti HLA-B*1502 positivi quando sono disponibili terapie alternative equivalenti. La letteratura suggerisce che la combinazione di fenitoina, irradiazione cranica e la graduale riduzione dei corticosteroidi può essere associata allo sviluppo di eritema multiforme e/o alla SJS e/o TEN. Danno epatico Il fegato è la sede principale di biotrasformazione della fenitoina. Sono stati segnalati epatotossicità e danno epatico che, in rari casi, possono essere fatali. Con la fenitoina sono stati segnalati casi di epatotossicità acuta, compresi casi non frequenti di insufficienza epatica acuta. Questi eventi si verificano in genere nei primi 2 mesi di trattamento e possono essere associati a HSS/DRESS (vedere paragrafo 4.4 – Sindrome da ipersensibilità o reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici). I pazienti con funzionalità epatica ridotta, i pazienti anziani o i pazienti gravemente ammalati possono mostrare segni precoci di tossicità. Il decorso clinico dell’epatotossicità acuta da fenitoina varia dalla necessità di ricovero tempestivo all’exitus. Nei pazienti con epatotossicità acuta, il trattamento con fenitoina deve essere immediatamente sospeso e non deve essere ripreso. Il rischio di epatotossicità e di altre reazioni da ipersensibilità alla fenitoina può essere maggiore nei pazienti di colore.

Sistema ematopoietico Sono state occasionalmente riportate complicanze ematopoietiche associate alla somministrazione di fenitoina, alcune delle quali fatali. Queste hanno incluso trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi e pancitopenia con o senza soppressione del midollo osseo. Vi sono state alcune segnalazioni indicanti una relazione tra fenitoina e la comparsa di linfoadenopatie (localizzate o generalizzate) quali iperplasia linfonodale benigna, pseudolinfoma, linfoma e morbo di Hodgkin. Sebbene non sia stata definita una relazione di causa ed effetto, la comparsa di linfoadenopatia indica la necessità di differenziare tale condizione da altri tipi di patologia linfonodale. Il coinvolgimento linfonodale può verificarsi con o senza segni e sintomi che richiamano la HSS/DRESS (vedere paragrafo 4.4 - Sindrome da ipersensibilità o reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici). In tutti i casi di linfoadenopatia è indicato un prolungato periodo di osservazione e ogni sforzo deve essere fatto per ottenere il controllo della crisi utilizzando farmaci anticonvulsivanti alternativi. Si sono verificate anche macrocitosi e anemia megaloblastica. Effetto sul sistema nervoso centrale Livelli sierici di fenitoina al di sopra del range ottimale per un periodo prolungato di tempo possono produrre stati confusionali quali "delirio", "psicosi" o "encefalopatia" oppure, raramente, disfunzione cerebellare irreversibile e/o atrofia cerebellare. Di conseguenza, al primo segno di tossicità acuta, si raccomanda di dosare i livelli sierici del farmaco. Se i livelli sierici sono eccessivi è indicata la riduzione del dosaggio di fenitoina; se i sintomi persistono si raccomanda di interrompere la terapia con fenitoina. La fenitoina può precipitare o aggravare le assenze e le crisi miocloniche. Ulteriori informazioni Può esserci un'ampia variabilità tra pazienti per quanto riguarda i livelli sierici di fenitoina con dosi equivalenti. In tali pazienti le determinazioni dei livelli sierici possono essere particolarmente utili. Il migliore controllo senza segni clinici di tossicità compare più spesso con livelli plasmatici tra 10 e 20 microgrammi/ml anche se alcuni casi di crisi tonico-cloniche possono essere controllati con più bassi livelli sierici di fenitoina. La fenitoina è idrolizzata a livello epatico da un sistema enzimatico saturabile. Piccoli aumenti di dose possono determinare consistenti aumenti dei livelli sierici, quando questi sono al limite superiore. Preparazionia base di Hypericum perforatum non dovrebbero essere assunte in contemporanea con medicinali contenenti fenitoina a causa del rischio di un decremento dei livelli plasmatici e di diminuzione dell’efficacia terapeutica della fenitoina (vedere paragrafo 4.5 “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”). PRECAUZIONI Generali La fenitoina ha un elevato legame proteico ed è estesamente metabolizzata a livello epatico. In pazienti con ridotta funzionalità epatica è richiesta una riduzione del dosaggio di mantenimento per impedire un eccessivo accumulo e la comparsa di tossicità. In caso di riduzione del legame proteico, come nel caso di uremia, i livelli sierici totali di fenitoina risulteranno diminuiti di conseguenza. Tuttavia, la concentrazione della quota libera di farmaco attiva farmacologicamente è improbabile che risulti alterata. Pertanto, in queste condizioni, il controllo terapeutico può essere raggiunto con livelli di fenitoina totale inferiori al range normale di 10-20 mg/l. La posologia non deve eccedere il minimo necessario per il controllo delle crisi. Effetto Metabolico La fenitoina può influenzare il metabolismo glucidico ed è stata descritta la comparsa di iperglicemia. Si consiglia cautela nel trattare pazienti diabetici.

Determinazioni dei livelli sierici di fenitoina possono essere necessari per ottenere aggiustamenti posologici ottimali. Donne in età fertile La fenitoina può causare danni al feto se somministrata a una donna in gravidanza. L’esposizione prenatale alla fenitoina può aumentare i rischi di malformazioni congenite e di altri esiti avversi nello sviluppo (vedere paragrafo 4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento). Informazioni importanti su alcuni eccipienti. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è praticamente ‘senza sodio’. Questo medicinale contiene 11 % vol di etanolo (alcool), ad es. fino a 440 mg per dose, equivalenti a 11,2 ml di birra, 4,7 ml di vino per dose. Può essere dannoso per gli alcolisti. Da tenere in considerazione nelle donne in gravidanza o in allattamento, nei bambini e nei gruppi ad alto rischio come le persone affette da patologie epatiche o epilessia. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione La fenitoina si lega ampiamente alle proteine sieriche/plasmatiche ed è soggetta a spiazzamento competitivo. La fenitoina è metabolizzata dagli enzimi CYP2C9 e CYP2C19 del citocromo epatico (CYP) P450 ed è particolarmente sensibile alle interazioni con farmaci inibitori in quanto soggetta a metabolismo saturabile. L’inibizione del metabolismo può produrre aumenti significativi delle concentrazioni di fenitoina circolante e accentuare il rischio di tossicità da farmaco. La fenitoina è un potente induttore degli enzimi epatici di metabolizzazione dei farmaci e può ridurre i livelli dei farmaci metabolizzati da questi enzimi. Molti farmaci possono aumentare o diminuire i livelli sierici di fenitoina o possono essere influenzati dalla fenitoina. Le determinazioni dei livelli sierici di fenitoina sono particolarmente utili quando si sospettano possibili interazioni farmacologiche. Di seguito sono elencate le interazioni farmacologiche che si verificano più comunemente. Farmaci che possono aumentare i livelli sierici di fenitoina Nella Tabella 1 sono riassunte le classi farmacologiche che possono aumentare i livelli sierici di fenitoina. Tabella 1 Farmaci che possono aumentare i livelli sierici di fenitoina Classi farmacologiche Farmaci in ciascuna classe (esempia ) Alcool (assunzione acuta) Analgesici/antinfiammatori Azapropazone Fenilbutazone Salicilati Anestetici Alotano Antibatterici Cloramfenicolo Eritromicina Isoniazide Sulfadiazina Sulfametizolo Sulfametoxazolo-trimetopri

Sulfafenazolo Sulfisoxazolo Sulfonamidi Sultiamina Anticonvulsivanti Felbamato Oxcarbazepina Valproato di sodio Succinimidi Topiramato Agenti antifungini Amfotericina B Fluconazolo Itraconazolo Ketoconazolo Miconazolo Voriconazolo Agenti antineoplastici Fluorouracile Capecitabina Benzodiazepine/farmaci psicotropi Clordiazepossido Diazepam Disulfiram Metilfenidato Trazodone Viloxazina Calcioantagonisti/agenti cardiovascolari Amiodarone Dicumarolo Diltiazem Nifedipina Ticlopidina H2-antagonisti Cimetidina Inibitori della HMG-CoA reduttasi Fluvastatina Ormoni38 Estrogeni Farmaci immunosoppressori Tacrolimus Ipoglicemizzanti orali Tolbutamide Inibitori della pompa protonica Omeprazolo Inibitori della ricaptazione della serotonina Fluoxetina Fluvoxamina Sertralina a Questo elenco non è da intendersi onnicomprensivo e esaustivo. Le informazioni sul singolo prodotto devono essere consultate. Farmaci che possono diminuire i livelli sierici di fenitoina Nella Tabella 2 sono riassunte le classi farmacologiche che possono diminuire i livelli plasmatici di fenitoina. Tabella 2 Farmaci che possono diminuire i livelli plasmatici di fenitoina Classi farmacologiche Farmaci in ciascuna classe (esempia ) Alcool (assunzione acuta) Antibatterici Rifampina Ciprofloxacina Anticonvulsivanti Vigabatrin Carbamazepina Agenti antineoplastici Bleomicina Carboplatin

Cisplatino Doxorubicina Metotrexato Antiretrovirali Fosamprenavir Nelfinavir Ritonavir Broncodilatatori Teofillina Agenti cardiovascolari Reserpina Acido folico Acido folico Iperglicemizzanti Diazoxide Erba di San Giovanni Erba di San Giovanni a Questo elenco non è da intendersi onnicomprensivo e esaustivo. Le informazioni sul singolo prodotto devono essere consultate Da uno studio di interazione tra nelfinavir e fenitoina somministrati entrambi per via orale è risultato che il nelfinavir ha ridotto i valori dell’AUC della fenitoina (totale) e della fenitoina libera, rispettivamente del 29% e del 28%. Durante la somministrazione concomitante con il nelfinavir, le concentrazioni di fenitoina devono pertanto essere monitorate,poiché il nelfinavir può ridurre le concentrazioni plasmatiche della fenitoina (vedere paragrafo 5.2). Farmaci che possono aumentare o diminuire i livelli sierici di fenitoina Nella Tabella 3 sono riassunte le classi farmacologiche che possono aumentare o diminuire i livelli sierici di fenitoina. Tabella 3 Farmaci che possono aumentare o diminuire i livelli sierici di fenitoina Classi farmacologiche Farmaci in ciascuna classe (esempia ) Antibatterici Ciprofloxacina Anticonvulsivanti Carbamazepina Fenobarbital Valproato di sodio Acido valproico Agenti antineoplastici Farmaci psicotropi Clordiazepossido Diazepam Fenotiazine Alcuni antacidi a Questo elenco non è da intendersi onnicomprensivo e esaustivo. Le informazioni sul singolo prodotto devono essere consultate Farmaci i cui livelli sierici e/o effetti possono essere alterati dalla fenitoina Nella Tabella 4 sono riassunte le classi farmacologiche i cui livelli sierici e/o effetti possono essere alterati dalla fenitoina. Tabella 4 Farmaci i cui livelli sierici e/o effetti possono essere alterati dalla fenitoina Classi farmacologiche Farmaci in ciascuna classe (esempia ) Antibatterici Doxiciclina Rifampina Tetraciclina Anticonvulsivanti Carbamazepina Lamotrigina Fenobarbital Valproato di sodi

Classi farmacologiche Farmaci in ciascuna classe (esempia ) Acido valproico Agenti antifungini Azoli Posaconazolo Voriconazolo Antielmintici Albendazolo Praziquantel Agenti antineoplastici Teniposide Antiretrovirali Delavirdina Efavirenz Fosamprenavir Indinavir Lopinavir/ritonavir Nelfinavir Ritonavir Saquinavir Broncodilatatori Teofillina Calcioantagonisti/agenti cardiovascolari Digitossina Digossina Disopiramide Mexiletina Nicardipina Nimodipina Nisoldipina Chinidina Verapamil Corticosteroidi Anticoagulanti cumarinici Warfarin Ciclosporine Diuretici Furosemide Inibitori della HMG-CoA reduttasi Atorvastatina Fluvastatina Simvastatina Ormoni Estrogeni Contracettivi orali (vedere paragrafi 4.4 e 4.6) Iperglicemizzanti Diazossido Bloccanti neuromuscolari Alcuronio Cisatracurio Pancuronio Rocuronio Vecuronio Analgesici oppioidi Metadone Ipoglicemizzanti orali Clorpropamide Gliburide Tolbutamide Agenti psicotropi/antidepressivi Clozapina Paroxetina Quetiapina Sertralina Vitamina D Vitamina D Acido Folico Acido Folico a Questo elenco non è da intendersi onnicomprensivo e esaustivo. Le informazioni sul singolo prodotto devono essere consultate Sebbene non sia una pura interazione farmacocinetica, gli antidepressivi triciclici e le fenotiazine possono scatenare crisi in pazienti suscettibili e può essere necessario aggiustare il dosaggio della fenitoina.

I livelli sierici di fenitoina possono essere ridotti dalla somministrazione contemporanea di preparazioni a base di Hypericum perforatum. Ciò a seguito dell’induzione degli enzimi responsabili del metabolismo dei farmaci da parte di preparazioni a base di Hypericumperforatum che,pertanto,non dovrebbero essere somministrate in concomitanza con fenitoina. L’effetto di induzione può persistere per almeno due settimane dopo l’interruzione del trattamento con prodotti a base di Hypericum perforatum. Se un paziente sta assumendo contemporaneamente prodottia base di Hypericumperforatum i livelli ematici di fenitoina devono essere controllati e la terapia con prodotti a base di Hypericum perforatum deve essere interrotta. I livelli ematici di fenitoina potrebbero aumentare con l’interruzione dell’assunzione di Hypericumperforatum. Il dosaggio di fenitoina potrebbe necessitare di un aggiustamento. I livelli sierici sono particolarmente utili quando si sospetta una possibile interazione tra farmaci. Interazioni con esami di laboratorio La fenitoina può diminuire i livelli sierici delle proteine leganti iodio. La fenitoina può anche dar luogo a risposte inferiori alla norma per i test al desametasone o metirapone. La fenitoina può aumentare i livelli sierici di glucosio, fosfatasi alcalina, gamma glutamil transpeptidasi (GGT) e può modificare i test metabolici su calcio e su zucchero presenti nel sangue. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Fertilità Negli studi sugli animali la fenitoina non ha determinato nessun effetto diretto sulla fertilità. Gravidanza La fenitoina attraversa la placenta. Alle pazienti che potrebbero iniziare una gravidanza o che siano in età fertile deve essere fornita una consulenza specialistica. La necessità del trattamento antiepilettico deve essere rivalutata quando la paziente pianifica una gravidanza. Considerando l'uso endovenoso di Aurantin nel trattamento dello stato epilettico in gravidanza, le seguenti informazioni devono essere considerate valutando i rischi e i benefici. I potenziali effetti dannosi dello stato epilettico sul feto, in particolare l'ipossia, richiedono tassativamente di controllare la condizione epilettica nel più breve tempo possibile. Il rischio di difetti congeniti è aumentato di un fattore da 2 a 3 volte nella prole di madri trattate con un antiepilettico; quelli più frequentemente riportati sono labbro leporino, malformazioni cardiovascolari e difetti del tubo neurale. Esistono alcune evidenze che la fenitoina può indurre anomalie congenite nei neonati di un piccolo numero di pazienti epilettiche cosicché la fenitoina non dovrebbe essere usata come primo farmaco durante la gravidanza, soprattutto nella fase iniziale, a meno che nel giudizio del medico i potenziali benefici superino il rischio. Oltre alle segnalazioni di aumentata incidenza di malformazioni, quali palatoschisi e malformazioni cardiache in figli di donne trattate con fenitoina e con altri antiepilettici, si sono avute segnalazioni di una sindrome fetale idantoinica. Tale sindrome consiste in dismorfismo prenatale della faccia, ipoplasia digitale e ungueale, ritardato accrescimento prenatale, (inclusa microencefalia) e deficit mentale in bambini partoriti da donne trattate con fenitoina.

La politerapia con farmaci antiepilettici può essere associata con un rischio più alto di malformazioni congenite della monoterapia. Perciò è importante che si pratichi la monoterapia ogni volta che sia possibile. Sono stati segnalati isolati casi di neoplasie, incluso neuroblastoma, in figli di madri trattate con fenitoina durante la gravidanza. La fenitoina deve essere utilizzata nelle donne in età fertile e nelle donne in gravidanza solo se i benefici potenziali superano il rischio. Quando appropriato, il medico consiglierà alle donne in età fertile e alle donne in gravidanza opzioni terapeutiche alternative. Un aumento di frequenza delle crisi in caso di gravidanza si verifica in una parte delle pazienti a seguito dell'alterato assorbimento o metabolizzazione della fenitoina. Periodiche misurazioni dei livelli sierici di fenitoina sono particolarmente utili per un adeguato aggiustamento posologico nel trattamento di pazienti epilettiche gravide. Tuttavia, nel postpartum sarà probabilmente indicato il ripristino della posologia originale. Sono stati segnalati difetti della coagulazione entro le prime 24 ore di vita in neonati partoriti da madri epilettiche in trattamento con fenitoina. La vitamina K ha dimostrato di prevenire o correggere tali difetti e può essere somministrata alla madre prima del parto e al neonato dopo la nascita. Le donne in età fertile che non pianificano una gravidanza devono essere consigliate circa l’uso di misure contraccettive efficaci durante il trattamento. La fenitoina può annullare l’effetto terapeutico dei contraccettivi ormonali (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione). La fenitoina è teratogena nei ratti, nei topi e nei conigli. Allattamento Piccole quantità di fenitoina sono escrete nel latte materno. La concentrazione di fenitoina nel latte materno è circa un terzo della corrispondente concentrazione plasmatica nella madre. Non si deve praticare una brusca interruzione della terapia antiepilettica per il pericolo di una ripresa di attacchi epilettici che potrebbe avere gravi conseguenze sia per la madre che per il bambino. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Poiché il farmaco può determinare modificazioni dei tempi di reazione i pazienti devono essere avvertiti di non condurre veicoli o adoperare macchinari pericolosi, a meno che sia stato accertato che questo medicinale non influenza la capacità di svolgere tali attività. 4.8. Effetti indesiderati Con la fenitoina sono state segnalate le seguentireazioniavverse (frequenza non nota - non può essere definita sulla base dei dati disponibili): Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: reazioni anafilattoidi e anafilassi. Irritazione locale, infiammazione e dolenzia. Dopo iniezione sottocutanea o perivasale sono state segnalate necrosi e escare. L'iniezione sottocutanea o perivasale deve essere evitata. Nella sede di iniezione sono state segnalate irritazione e infiammazione con o senza fuoriuscita venosa di fenitoina. Sono stati riportati anche edema, decolorazione e dolore distale al sito di iniezione (descritti come sindrome del guanto color porpora; vedere paragrafo 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego Tossicità locale [compresa la sindrome del guanto color porpora]. Patologie cardiache: ipotensione che può provocare collasso cardiovascolare in casi gravi . Aritmie atriali e ventricolari, inclusa bradicardia , che in alcuni casi, hanno portato ad asistolia/arresto cardiaco e morte (vedere paragrafo 4.4 - Effetti cardiovascolari).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: alterazioni della funzione respiratoria incluso arresto respiratorio. Patologie del sistema nervoso: Reazioni avverse in questo sistema sono comuni e in genere dose-dipendenti. Comprendono, nistagmo, atassia, disartria, coordinazione ridotta e confusione mentale. È stata segnalata atrofia cerebellare che sembra essere più probabile in situazioni di livelli elevati di fenitoina e/o di uso a lungo termine della fenitoina (vedere paragrafo 4.4 - Effetti sul sistema nervoso centrale). Sono stati osservati anche vertigine, parestesie, capogiri, sonnolenza, insonnia, nervosismo transitorio, fascicolazioni e cefalea. Sono state anche segnalate crisitoniche. Sono stati anche riportatirari casi di discinesia indotta dalla fenitoina, comprendenti corea, distonia e tremori e asterissi, simili a quelli indotti dalla fenotiazina e da altri farmaci neurolettici. Alterazione del gusto (vedere paragrafo 4.4 - Effetti sul sistema nervoso centrale). Una polineuropatia periferica sensoriale predominante è stata osservata nei pazienti che ricevevano terapia a base di fenitoina a lungo termine. Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo: iperplasia gengivale Patologie della cute e del sistema sottocutaneo: manifestazioni dermatologiche talora accompagnate da febbre con rash scarlattiniformi o morbilliformi. L'esantema morbilliforme è il più frequente. Altri tipi di dermatite sono osservati più raramente. Altre forme più gravi che possono essere fatali includevano dermatiti bollose, esfoliative o purpuriche, lupus eritematosus, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell). Gravi reazioni cutanee (SCARs) come la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN) sono state segnalate (vedere paragrafo 4.4 - Gravi reazioni dermatologiche). Esami diagnostici: Test di funzionalità tiroidea anormale. Frequenza: molto rara Patologie del sistema emolinfopoietico: vi sono state alcune segnalazioni indicanti una relazione tra fenitoina e la comparsa di linfoadenopatie (localizzate o generalizzate) includenti iperplasia linfoghiandolare benigna, pseudolinfoma, linfoma e malattia di Hodgkin. Sebbene non sia stata definita una relazione di causa ed effetto, la comparsa di linfoadenopatia indica la necessità di differenziare tale condizione da altri tipi di patologia linfonodale. Il coinvolgimento linfonodale può verificarsi con o senza segni e sintomi che richiamano la malattia da siero con febbre, esantema e coinvolgimento epatico. In tutti i casidi linfoadenopatia è indicato un prolungato periodo di osservazione e ogni sforzo deve essere fatto per ottenere il controllo della crisi utilizzando farmaci antiepilettici alternativi. Patologie ematopoietiche: sono state occasionalmente riportate complicazioni ematopoietiche, alcune fatali, associate alla somministrazione di fenitoina. Queste hanno incluso trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi e pancitopenia con o senza soppressione del midollo osseo. Si sono verificate anche macrocitosi e anemia megaloblastica (vedere paragrafo 4.4 - Sistema ematopoietico). Disturbi del sistema immunitario: HSS/DRESS (vedere paragrafo 4.4 - Sindrome da ipersensibilità o reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici), lupus eritematoso sistemico, periarterite nodosa e anomalie delle immunoglobuline. Patologie gastrointestinali: insufficienza epatica acuta, epatite tossica, danno epatico, vomito, nausea e stipsi (vedere paragrafo 4.4 - Danno epatico). Sono stati riportati casi di diminuzione della densità minerale ossea, osteopenia, osteoporosi, e fratture in pazienti in terapia a lungo termine con AURANTIN.Ilmeccanismo mediante il quale AURANTIN influenza il metabolismo osseo non è stato identificato.

Popolazione Pediatrica Il profilo degli eventi avversi della fenitoina è generalmente simile tra adulti e bambini. L’iperplasia gengivale si manifesta più frequentemente in pazienti pediatrici e in pazienti con scarsa igiene orale. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio Non è nota la dose letale nel bambino. Nell'adulto la dose letale di fenitoina è stimata tra 2 g e 5 g. I sintomi iniziali sono: nistagmo, atassia e disartria; altri segni sono: tremore, iperreflessia, letargia, nausea e vomito. Il paziente può divenire comatoso e ipoteso. La morte avviene per depressione respiratoria e circolatoria. Tentativi di correlare i livelli sierici del farmaco con gli effetti tossici hanno mostrato ampie variazioni interindividuali. Dosi fino a 25 volte quelle terapeutiche sono state assunte con raggiungimento di livelli plasmatici superiori a 100 mg/l e con completo recupero. Sono stati riportati casi irreversibili di disfunzione cerebellare e atrofia cerebellare. Trattamento: il trattamento è aspecifico dal momento che non vi è nessun antidoto noto. Deve essere attentamente osservata l'adeguatezza delsistema respiratorio e circolatorio e devono essere adottate appropriate misure di supporto. L'exanguino trasfusione totale è stata impiegata nel trattamento della grave intossicazione del bambino. Nel sovradosaggio acuto dovrebbe essere tenuta presente la possibilità di altri deprimenti il sistema nervoso centrale (SNC), incluso l'alcool.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antiepilettici derivati dell’idantoina. Codice ATC: N03AB02 La fenitoina è un farmaco anticonvulsivante utile nel trattamento dell’epilessia. Il sito d’azione principale sembra essere la corteccia motoria, dove viene inibito lo scatenarsi dell’attività convulsivante. La fenitoina, probabilmente facilitando l’efflusso di sodio dai neuroni, tende a stabilizzare la soglia di ipereccitabilità causata da stimoli eccessivi o da modifiche dell’ambiente in grado di ridurre il gradiente di sodio transmembrana. Ciò include la riduzione del potenzionamento post-tetanico a livello sinaptico. La perdita di potenziamento post-tetanico previene l’eventualità che i focolai di convulsione corticali si espandano alle aree corticali adiacenti. La fenitoina riduce l’attività massimale dei centri nervosi primari che sono responsabili della fase tonica delle convulsioni tonico-cloniche (grande male).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento La fenitoina è un acido debole ed ha una limitata idrosolubilità anche nell’intestino. Dopo somministrazione orale, il composto viene sottoposto ad un assorbimento lento e piuttosto variabile. In seguito a somministrazione intramuscolo, l’assorbimento della fenitoina è più lento che in seguito a somministrazione orale, a causa della limitata idrosolubilità del composto e della possibilità della sua precipitazione al sito di iniezione. Distribuzion

L’emivita plasmatica media della fenitoina nell’uomo è di 22 ore,con un range di 7 - 42 ore. La fenitoina ha un volume apparente di distribuzione pari a 0.6 l/Kg ed è altamente legato alle proteine plasmatiche (90%), specialmente all’albumina. I livelli di fenitoina libera possono risultare alterati nei pazienti in cui le caratteristiche di legame alle proteine differiscono dalla norma. La fenitoina si distribuisce nel liquido cerebrospinale (LCS), nella saliva, nel liquido seminale, nei liquidi gastrointestinali, nella bile e nel latte materno.. La concentrazione di fenitoina nel LCS, nel cervello e nella saliva è simile al livello della fenitoina libera nel plasma. Biotrasformazione La fenitoina subisce una biotrasformazione a livello epatico tramite metabolismo ossidativo. La principale via metabolica consiste in una 4-idrossilazione, che dà luogo a circa l’80% di tutti i metaboliti. Il citocromo CYP2C9 svolge un ruolo primario nel metabolismo della fenitoina (90% della clearance intrinseca netta), mentre il citocromo CYP 2C19 svolge un ruolo minore in questo processo (10% della clearance intrinseca netta). Questo contributo relativo del CYP2C19 al metabolismo della fenitoina può comunque aumentare in presenza di concentrazioni maggiori di fenitoina. Dal momento che i sistemi dei citocromi che intervengono nell’idrossilazione della fenitoina a livello epatico sono saturabili ad alte concentrazioni sieriche, piccoli incrementi del dosaggio di fenitoina possono prolungare l’emivita e dare luogo ad aumenti sostanziali dei livelli sierici, quando questi ultimi rientrano nel range terapeutico oppure sono al di sopra di tale range. È stato dimostrato che la clearance della fenitoina è impedita dagli inibitori del CYP2C9 come il fenilbutazone e il sulfafenazolo. È stato anche dimostrato che la clearance è ridotta nei pazienti a cui sono somministrati inibitori del citocromo CYP2C19, come la ticlopidina. Eliminazione La maggior parte del farmaco è escreto nella bile sotto forma di metaboliti inattivi che vengono poi riassorbiti dal tratto intestinale ed eliminati nell’urina in parte tramite filtrazione glomerulare, ma principalmente tramite secrezione tubulare. Meno del 5% di fenitoina viene escreto sotto forma di farmaco immodificato. Qualora i pazienti passino da una terapia orale ad una somministrazione intramuscolare, può verificarsi una caduta dei livelli sierici di fenitoina. Tale caduta è causata da un assorbimento più lento che in seguito a somministrazione orale, a causa della scarsa idrosolubilità della fenitoina e della possibile precipitazione al sito di iniezione. La somministrazione endovenosa è la via preferita per un rapido ottenimento dei livelli sierici terapeutici. Interazioni farmacocinetiche La somministrazione concomitante di nelfinavir compresse (1.250 mg due volte al giorno) e di fenitoina capsule (300 mg una volta al giorno) non ha alterato le concentrazioni plasmatiche del nelfinavir. Tuttavia, la somministrazione concomitante di nelfinavir ha ridotto i valori dell’AUC della fenitoina (totale) e della fenitoina libera, rispettivamente del 29% e del 28%. Popolazioni speciali Pazienti con malattia renale o epatica: (vedere paragrafo 4.4). Età: la clearance della fenitoina tende a ridursi all’aumentare dell’età (riduzione del 20% in pazienti di età superiore ai 70 anni rispetto alla percentuale presente in pazienti di 20-30 anni). I requisiti di somministrazione della fenitoina sono altamente variabili e devono essere determinati caso per caso (vedere paragrafo 4.2).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Carcinogenesi In uno studio di carcinogenicità transplacentale e in esemplari adulti, è stata somministrata fenitoina nella dieta a dosi da 30 a 600 ppm ai topi e a dosi da 240 a 2.400 ppm ai ratti. Alle dosi più elevate è stato osservato un aumento dei tumori epatocellulari nei topi e nei ratti. In ulteriori studi, i topi sono stati trattat

con 10 mg/Kg, 25 mg/Kg o 45 mg/Kg e i ratti sono stati trattati con 25 mg/Kg, 50 mg/Kg o 100 mg/Kg nella dieta per 2 anni. Alla dose di 45 mg/Kg, nei topi i tumori epatocellulari sono aumentati. Non si sono osservati aumenti dell’incidenza di tumori nei ratti. Questi tumori dei roditori sono di significato clinico incerto. Studi di genotossicità hanno mostrato che la fenitoina non è risultata mutagena nei batteri o nelle cellule di mammiferi in vitro. È clastogena in vitro ma non in vivo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Glicole propilenico, alcool etilico, sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili. 6.2. Incompatibilità Aurantin non deve essere miscelato alle comuni soluzioni per infusione endovenosa e in particolare al destrosio e alle soluzioni contenenti destrosio a causa della potenziale formazione di precipitati. Il prodotto non deve essere usato se la soluzione presenta precipitati o è torbida. 6.3. Periodo di validità 30 mesi 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Scatola da 5 fiale da 5 ml. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Prima della somministrazione le sostanze per uso parenterale devono essere esaminate visivamente per quanto riguarda la presenza di materiale particolato e modificazioni del colore tutte le volte che è consentito dalla soluzione e dal contenitore. Sia la soluzione non diluita sia la miscela di infusione possono essere somministrate a condizione che siano prive di torbidità e di precipitato. La miscela di infusione diluita (fenitoina e soluzione salina) non deve essere refrigerata. Se la fenitoina parenterale non diluita viene refrigerata oppure congelata è probabile che si formi un precipitato; questo dovrebbe dissolversi se la soluzione viene posta nuovamente a temperatura ambiente e in questo caso il prodotto può ancora essere utilizzato. Potrebbe svilupparsi una lieve colorazione gialla. Aurantin è impiegabile fin tanto che non presenta intorbidamento e precipitati. Dopo refrigerazione o congelamento può formarsi un precipitato che si dissolve mantenendo la soluzione a temperatura ambiente. Il prodotto è ancora utilizzabile. Deve essere utilizzata solo una soluzione limpida. La comparsa di una lieve colorazione gialla non modifica l'efficacia di questa soluzione. Aurantin deve essere iniettato lentamente direttamente in una grossa vena mediante un grosso ago o un catetere endovenoso. A causa del rischio di tossicità locale, la fenitoina EV deve essere somministrata direttamente in una grossa vena periferica o centrale, attraverso un catetere di grosso calibro. Prima della somministrazione, la potenza del catetere e.v. deve essere testata con soluzione fisiologica. Ogni iniezione endovenosa di Aurantin deve essere seguita da una iniezione di soluzione fisiologica sterile attraverso lo stesso ago o catetere per evitare l'irritazione venosa locale dovuta all'alcalinità della soluzion

(vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego, Tossicità locale (compresa la sindrome del guanto color porpora)). Le infusioni continue devono essere evitate. L'aggiunta di Aurantin a soluzioni per infusione endovenosa non è raccomandata a causa di probabile cristallizzazione della fenitoina. È essenziale il monitoraggio continuo dell'elettrocardiogramma e della pressione arteriosa. Deve essere disponibile una attrezzatura di rianimazione cardiaca. Il paziente deve essere sorvegliato per quanto riguarda la comparsa di depressione respiratoria. Se la somministrazione endovenosa di Aurantin non determina la cessazione dell'attacco epilettico deve essere considerato il ricorso ad altre misure, incluso l'anestesia generale. Esclusivamente monouso. Dopo l’apertura, il prodotto inutilizzato deve essere eliminato. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all’immissione in commercio

Pfizer Established Medicine Italy S.r.l. Via Isonzo, 71 – 04100 Latina

8. Numero dell'autorizzazione all’immissione in commercio

AURANTIN 250 mg/5 ml soluzione iniettabile A.I.C. n. 028823019.

9. Datadellaprimaautorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 15.11.1994/ Data del rinnovo più recente: 15.11.2009

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.