BENDAMUSTINA HIKMA

Bendamustina Hikma è un medicinale che viene usato per il trattamento di alcuni tipi di cancro (farmaco citotossico). Bendamustina Hikma è utilizzato da solo (monoterapia) o in associazione con altri medicinali per il trattamento delle seguenti forme di cancro: - leucemia linfatica cronica nei casi in cui l’associazione chemioterapica con fludarabina non è appropriata per lei, - linfomi non Hodgkin, che non hanno risposto, o hanno risposto solo brevemente al precedente trattamento con rituximab, - mieloma multiplo nei casi in cui una terapia contenente talidomide o bortezomib non è…

Usato per: leucemia linfaticaleucemiacancro

Principio attivo: BENDAMUSTINA, BENDAMUSTINA CLORIDRATO · ATC L01AA09 · HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
BENDAMUSTINA*5 flaconcini infus 100 mg 2,5 mg/ml H 1382,54 € — fornito dall'ospedale
BENDAMUSTINA*5 flaconcini infus 25 mg 2,5 mg/ml H 345,64 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: BENDAMUSTINA, BENDAMUSTINA CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Polvere per concentrato per soluzione per infusione
Dosaggio: 2.5 mg/ml POLVERE PER CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
Codice ATC: L01AA09
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· BENDAMUSTINA MEDAC - MEDAC GESELLSCHAFT FUR KLINISCHE SPEZIALPRAPARATE MBH
· BENDAMUSTINA ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· BENDAMUSTINA AUROBINDO - EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
· BENDAMUSTINA KABI - FRESENIUS KABI ITALIA S.R.L.
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Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Bendamustina Hikma è un medicinale che viene usato per il trattamento di alcuni tipi di cancro (farmaco citotossico).

Bendamustina Hikma è utilizzato da solo (monoterapia) o in associazione con altri medicinali per il trattamento delle seguenti forme di cancro: - leucemia linfatica cronica nei casi in cui l’associazione chemioterapica con fludarabina non è appropriata per lei,

- linfomi non Hodgkin, che non hanno risposto, o hanno risposto solo brevemente al precedente

trattamento con rituximab, - mieloma multiplo nei casi in cui una terapia contenente talidomide o bortezomib non è appropriata per lei.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Bendamustina Hikma
- Se è allergico a bendamustina cloridrato o a uno qualsiasi degli altri componenti di Bendamustina
Hikma (elencati al paragrafo 6);
- Durante l’allattamento: se il trattamento con Bendamustina Hikma è necessario durante l’allattamento

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). deve sospendere l’allattamento (vedere sezione avvertenze e precauzioni in allattamento);

- se ha una grave insufficienza epatica (danno alle cellule funzionali del fegato);
- se la sua pelle o le sclere dei suoi occhi sono di colore giallo a causa di problemi del fegato o del
sangue (ittero);
- se ha una grave compromissione della funzione del midollo osseo (depressione del midollo osseo)
ed importanti cambiamenti nel numero dei globuli bianchi e delle piastrine nel sangue;

- se si è sottoposto ad interventi chirurgici maggiori meno di trenta giorni prima dall’inizio del
trattamento;
- se ha un’infezione, specialmente se essa è accompagnata da una riduzione dei globuli
bianchi (leucocitopenia);
- in associazione con il vaccino della febbre gialla.

Avvertenze e precazioni

Si rivolga al medico o all’infermiere prima di usare Bendamustina Hikma: - in caso di ridotta capacità del midollo osseo di rigenerare le cellule del sangue. Deve controllare il

suo valore di globuli bianchi e piastrine prima di iniziare il trattamento con Bendamustina Hikma,
prima di ogni ciclo successivo di trattamento e negli intervalli tra i vari cicli di trattamento.
- in caso di infezione. Deve contattare il suo medico se mostra sintomi di infezione, inclusi febbre o
sintomi polmonari.
- In qualsiasi momento, durante o dopo il trattamento, informi immediatamente il medico se nota o se
qualcuno nota in lei: perdita di memoria, difficoltà di pensiero, difficoltà di deambulazione o
perdita della vista; questi segni potrebbero essere dovuti a un’infezione del cervello molto rara ma
grave, che può essere letale (leucoencefalopatia multifocale progressiva, o LMP).
- In caso di reazioni sulla sua pelle durante il trattamento con Bendamustina Hikma. Le
reazioni cutanee possono peggiorare
- Contatti il suo medico se nota qualsiasi cambiamento sospetto della pelle perché l’uso di
questo medicinale potrebbe comportare un aumento del rischio di certe forme di tumore della
pelle (cancro della cute non melanomatoso).
- in caso di eruzione cutanea rossa o violacea dolorosa che si diffonde e vesciche e/o altre

lesioni iniziano a comparire nelle mucose (ad es. bocca e labbra), in particolare se ha avuto prima sensibilità alla luce, infezioni del sistema respiratorio (ad es. bronchite) e/o febbre. - in caso di malattie cardiache esistenti (ad es. infarto, dolore toracico, ritmi cardiaci gravemente disturbati)

- in caso di dolori al fianco, sangue nelle urine o ridotta quantità di urina. Quando la sua malattia è molto grave, il suo corpo potrebbe non essere in grado di eliminare tutti i prodotti di scarto dalle cellule tumorali morenti. Questo si chiama sindrome da lisi tumorale e può causare insufficienza renale e problemi cardiaci entro 48 ore dalla prima dose di

Bendamustina Hikma. Il medico può assicurarsi che sia adeguatamente idratato e fornirle altri medicinali per aiutarla a prevenirlo.

- in caso di gravi reazioni allergiche o di ipersensibilità. Dovrebbe prestare attenzione alle reazioni all'infusione dopo il suoprimo ciclo di terapia.

Altri medicinali e Bendamustina Hikma Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere

qualsiasi altro medicinale.

Se Bendamustina Hikma è assunto in associazione a medicinali che inibiscono la formazione delle cellule del sangue nel midollo osseo, l’effetto sul midollo osseo può essere intensificato.

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Se Bendamustina Hikma è assunto in associazione a medicinali che alterano la sua risposta

immunitaria, questo effetto può essere intensificato.

Medicinali citostatici possono diminuire l’efficacia della vaccinazione con virus vivi. Medicinali citostatici aggiuntivi aumentano il rischio di infezione dopo la vaccinazione con vaccini vivi (ad es. vaccinazione antivirale).

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Gravidanza Bendamustina Hikma può causare danno genetico e ha causato malformazioni in studi sugli animali. Non deve usare Bendamustina Hikma durante la gravidanza, a meno che non sia chiaramente prescritto dal medico. In caso di trattamento deve consultarsi con un medico sul potenziale rischio di effetti indesiderati della sua terapia per il nascituro, e si raccomanda una consulenza genetica.

Se lei è una donna in età potenzialmente fertile, deve utilizzare un efficace metodo di contraccezione sia prima che durante il trattamento con Bendamustina Hikma. Se si verifica una gravidanza durante il trattamento con Bendamustina Hikma deve immediatamente informare il suo medico e avere una consulenza genetica ad Allattamento Bendamustina Hikma non deve essere somministrato durante l’allattamento. Se il trattamento con Bendamustina Hikma è necessario durante il periodo di allattamento, lei deve sospendere l’allattamento al seno. Chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Fertilità Gli uomini in trattamento con Bendamustina Hikma vengono avvisati di non concepire bambini durante il

trattamento e nei 6 mesi successivi al trattamento. Prima di iniziare il trattamento, lei può chiedere consiglio riguardo la conservazione dello sperma perché c’è la possibilità di infertilità permanente.

Se lei è un uomo, deve evitare di concepire figli durante il trattamento con Bendamustina Hikma e fino a 6 mesi dopo il termine del trattamento. Esiste il rischio che il trattamento con Bendamustina Hikma

porti ad infertilità, e prima che il trattamento abbia inizio potrebbe giovarsi di una consulenza sulla conservazione dello sperma.

Guida di veicoli ed utilizzo di macchinari

Bendamustina Hikma ha una grande influenza sulla capacità di guidare ed utilizzare macchinari.

Non guidi o utilizzi macchinari se presenta effetti indesiderati come capogiri o mancanza di coordinazione

Come usarlo

Usi sempre questo medicinale esattamente come le dice il suo medico o farmacista. Consulti il medico

o il farmacista se ha dei dubbi.

Bendamustina Hikma è somministrato in una vena in 30-60 minuti in vari dosaggi, sia da solo (monoterapia) che in associazione ad altri medicinali. Il trattamento non deve essere iniziato se la conta dei suoi globuli bianchi (leucociti) o delle sue

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). piatrine è scesa al di sotto di determinati livelli.

Il suo medico contollerà questi valori ad intervalli regolari.

Leucemia cronica linfocitica Bendamustina Hikma 100 mg per metro quadro di superfecie corporea (sulla Nei giorni 1+2 base della sua altezza e peso corporeo)

Ripeta il ciclo dopo 4 settimane, fino a 6 volte

Linfomi Non-Hodgkin

Bendamustina Hikma 120 mg per metro quadro di superfecie corporea (sulla Nei giorni 1 + 2 base della sua altezza e peso corporeo) Ripeta il ciclo dopo 3 settimane, almeno 6 volte

Mieloma multiplo ad Bendamustina Hikma 120-150 mg per metro quadro di superfecie corporea Nei giorni 1 + 2 (sulla base della sua altezza e peso corporeo) Prednisone 60 mg per metro quadro di superficie corporea (sulla base della sua Nei giorni 1 - 4 altezza e peso corporeo) per via endovenosa o per via orale Ripeta il ciclo dopo 4 settimane, almeno 3 volte

Il trattamento deve essere interrotto se i valori dei globuli bianchi (leucociti) e/o delle piastrine scendono a determinati valori. Il trattamento può essere ripreso dopo che i valori dei globuli bianchi e delle piastrine sono aumentati.

Compromissione renale o epatica In base al grado di compromissione della sua funzione epatica, può essere necessario aggiustare la sua dose (del 30% in caso di disfunzione epatica moderata). Non è necessario alcun aggiustamento della dose

in caso di compromissione renale. Il medico deciderà se è necessario un aggiustamento del dosaggio. Come viene somministrato Il trattamento con Bendamustina Hikma deve essere effettuato solo da medici esperti nella terapia dei tumori. Il medico le darà la dose esatta di Bendamustina Hikma, usando le necessarie precauzioni.

Il medico somministrerà la soluzione per infusione dopo la preparazione come prescritto. La soluzione è somministrata in vena con una breve infusione della durata di 30 – 60 minuti.

Durata della terapia Non c’è limite di tempo previsto come regola generale per il trattamento con Bendamustina Hikma. La durata del trattamento dipende dalla malattia e dalla risposta al trattamento. Se è preoccupato o ha qualsiasi domanda relativa al trattamento con Bendamustina Hikma, parli con il medico o con l’ infermiere.

Se dimentica di usare Bendamustina Hikma Se una dose di Bendamustina Hikma è stata dimenticata, il medico di solito manterrà il normale schema di dosaggio

Se interrompe il trattamento con Bendamustina Hikma

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Il medico deciderà se interrompere il trattamento o se passare ad una preparazione differente.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, Bendamustina Hikma può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le

persone li manifestino. Alcuni di questi effetti elencati sotto possono essere rilevati dopo test effettuati dal suo medico Le seguenti definizioni di frequenza vengono utilizzate nello stabilire gli effetti indesiderati: Molto comune: può colpire più di una persona su 10

Comune: può colpire fino a 1 persona su 10 Non comune: può colpire fino a 1 persona su 100 Raro: può colpire fino a 1 persona su 1000 Molto raro: può colpire fino a 1 persona su 10.000 Non nota: la frequenza non può essere stimata in base ai dati disponibili

Tessuti necrotici (necrosi) sono stati osservati molto raramente a seguito di fuoriuscita di bendamustina nel tessuto al di fuori dei vasi sanguigni (extravasale). Una sensazione di bruciore dove è stato inserito l’ago d’infusione può essere un segnale di fuoriuscita dai vasi sanguigni. Di conseguenza possono manifestarsi dolore e difetti cutanei dovuti a cattiva guarigione. L’effetto indesiderato di Bendamustina Hikma che ne limita il dosaggio è la compromissione della funzione midollare, che generalmente ritorna nella norma dopo il trattamento. La soppressione della funzione del midollo osseo può portare a una riduzione delle cellule del sangue, che a sua volta potrebbe portare ad un aumento del rischio di infezione, anemia o ad un aumentato rischio di emorragia.

Molto comune: – basso numero di globuli bianchi (cellule del suo sangue che combattono la malattia) – diminuzione del pigmento rosso del sangue (emoglobina: una proteina dei globuli rossi che trasporta

ossigeno nell’organismo) – basso numero di piastrine (cellule del sangue incolori che aiutano la coagulazione del sangue) – infezioni – sensazione di malessere (nausea)

– vomito – infiammazione delle mucose – mal di testa – aumento del livello di creatinina nel sangue (sostanza di scarto che è prodotta da muscoli) – aumento del livello di urea nel sangue (una sostanza chimica di scarto)

– febbre

– affaticamento

Comune: – sanguinamento (emorragia) – disturbi del metabolismo causati dalla morte delle cellule tumorali che rilasciano il loro contenuto nel circolo ematico

– riduzione dei globuli rossi che può determinare pallore della cute e causare debolezza o affanno (anemia) – basso numero di neutrofili (una tipologia di globuli bianchi importanti per combattere le infezioni) – reazioni di ipersensibilità come infiammazione allergica della pelle (dermatite) e eruzione cutanea (orticaria)

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). – aumento degli enzimi del fegato AST/ALT (che indica infiammazione o danno delle cellule del

fegato) – aumento dell’enzima fosfatasi alcalina (un enzima prodotto principalmente da fegato e ossa) – aumento del pigmento biliare (una sostanza prodotta durante la normale rottura dei globuli rossi) – basso livello di potassio nel sangue (nutriente necessario per la funzionalità delle cellule nervose e muscolari, comprese quelle del cuore) – alterata funzione (disfunzione) cardiaca

– disturbi del ritmo cardiaco (aritmia) – pressione del sangue bassa o alta (ipotensione o ipertensione) – alterazione della funzione polmonare – diarrea – stipsi

– ulcerazione della bocca (stomatite) – perdita dell’appetito – perdita dei capelli – cambiamenti della cute – perdita del ciclo mestruale (amenorrea)

– dolore – insonnia – brividi ad – disidratazione – vertigini – prurito (orticaria)

Non comune: – accumulo di liquido nel sacco cardiaco (versamento di liquidi nello spazio pericardico) – insufficiente produzione di cellule del sangue da parte del midollo osseo (il materiale spugnoso all’interno delle sue ossa dove le cellule del sangue vengono prodotte) – Leucemia acuta – attacco cardiaco, dolore al petto (infarto miocardico) – insufficienza cardiaca

Raro: – infezione del sangue (sepsi) – gravi reazioni allergiche di ipersensibilità (reazioni anafilattiche)

– riduzione della funzionalità del midollo osseo, che può farla sentire poco bene o presentarsi nelle analisi del sangue. – segni simili alle reazioni anafilattiche allergiche gravi (reazioni anafilattoidi) – sonnolenza

– perdita della voce (afonia)

– collasso circolatorio acuto (deficit circolatorio principalmente di origine cardiaca con incapacità di fornire ossigeno o altri nutrienti ai tessuti e rimozione di tossine) – arrossamento della cute (eritema) – infiammazione della pelle (dermatite) – prurito – eruzione cutanea (esantema maculare)

– eccessiva sudorazione (iperidrosi)

Molto raro: – infiammazione primaria atipica dei polmoni (polmonite) – rottura dei globuli rossi

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). – rapida diminuzione della pressione del sangue a volte con reazione e eruzione cutanea (shock

anafilattico) – alterazioni del senso del gusto – sensazioni alterate (parestesia) – malessere (debolezza) e dolore degli arti (neuropatia periferica) – grave condizione conseguente al blocco di specifici recettori nel sistema nervosa (sindrome anticolinergica)

– disturbi del Sistema Nervoso – mancanza di coordinazione (atassia) – infiammazione del cervello (encefalite) – aumento del battito cardiaco (tachicardia)

– infiammazione delle vene (flebite) – formazione di tessuto nei plomoni (fibrosi dei polmoni) – infiammazione dell’esofago associata a sanguinamento (esofagite emorragica) – sanguinamento dello stomaco o dell’intestino – infertilità – insufficienza multipla degli organi

Non nota: – insufficienza epatica ad – insufficienza renale – frequenza cardiaca irregolare e spesso rapida (fibrillazione atriale) – dolorosa eruzione cutanea rossa o violacea che si diffonde e forma vesciche e/o altre lesioni che cominciano a manifestarsi nella membrana mucosa (ad esempio la bocca e le labbra), in particolare se in precedenza aveva sensibilità alla luce, infezioni del sistema respiratorio (ad esempio bronchite) e/o febbre. – eruzione da farmaci nella terapia in associazione con rituximab – polmoniti – sanguinamento dai polmoni –minzione eccessiva, anche notturna, e sete eccessiva anche dopo aver bevuto liquidi (diabete insipido

nefrogenico)

Sono stati segnalati casi di tumori (sindrome mielodisplastica, leucemia mieloide acuta, carcinoma bronchiale) a seguito del trattamento con Bendamustina Hikma. Non è stata determinata una chiara relazione con Bendamustina Hikma. Contatti il suo medico o cerchi immediatamente assistenza medica se nota uno qualsiasi dei seguenti

effetti indesiderati (frequenza non nota):

Gravi eruzioni cutanee inclusa la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica. Queste possono manifestarsi come macule rossastre o macchie circolari spesso con vesciche centrali sul tronco, desquamazione della pelle, ulcere della bocca, gola, naso, genitali e occhi e possono essere precedute da febbre e sintomi simil-influenzali. Eruzione cutanea diffusa, elevata temperatura corporea, linfonodi ingrossati e coinvolgimento di altri

organi (reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici conosciuta anche come DRESS o sindrome da ipersensibilità al farmaco). Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati si aggrava, o se risente di un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio, per favore contatti il suo medico.

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sull’etichetta. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Conservare a temperatura inferiore ai 25°C. Conservare il flaconcino nel confezionamento originale per proteggerlo dalla luce.

Note sul periodo di validità dopo l’apertura o la preparazione della soluzione

Soluzione per infusione ad Dopo ricostituzione e diluizione, la stabilità chimica e fisica è stata dimostrata per 3,5 ore a 25 ºC/ 60% RH e 2 giorni ad una temperatura compresa tra 2 ºC e 8 ºC in sacche di polietilene.

Da un punto di vista microbiologico, la soluzione diluita deve essere immediatamente usata. Se non usata immediatamente, i tempi di conservazione durante l’uso e le condizioni prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non dovrebbero superare le 24 ore ad una temperatura compresa tra 2°C e 8°C, a meno che la ricostituzione/diluizione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate .

E’ responsabilità dell’utilizzatore mantenere condizioni asettiche.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Bendamustina Hikma Il principio attivo è bendamustina cloridrato.

1 flaconcino contiene 25 mg o 100 mg di bendamustina cloridrato (come bendamustina cloridrato

monoidrato). Dopo ricostituzione 1 ml del concentrato contiene 2.5 mg di bendamustina cloridrato.

L’ altro ingrediente è il mannitolo.

Aspetto di Bendamustina Hikma e contenuto della confezione Flaconcini di vetro ambrato con tappi in gomma e chiusura flip-off in alluminio.

La polvere è bianca e cristallina.

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Bendamustina Hikma è disponibile in confezioni contenenti 1 o 5 flaconcini.

E’ possible che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Hikma Farmacêutica (Portugal), S.A. Estrada do Rio da Mó, 8, 8A e 8B, Fervença 2705-906 Terrugem SNT

Portogallo

Produttore Thymoorgan Pharmazie GmbH, Schiffgraben 23, D-38690 Goslar, Germania

Concessionario di vendita per l’Italia Hikma Italia SpA viale Certosa 10, 27100 Pavia

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le

seguenti denominazioni: Austria Bendamustin Hikma 2,5 mg/ml Pulver für ein Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung ad Francia BENDAMUSTINE HIKMA 2,5 mg/mL, poudre pour solution à diluer Germania Bendamustin Hikma 2,5 mg/ml Pulver für ein Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung Italia Bendamustina Hikma. 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione Portogallo Bendamustina Hikma Regno Unito Bendamustine 2.5 mg/ml Powder for concentrate for solution for infusion Spagna Bendamustina Hikma 2,5 mg/ml Polvo para concentrado para solución para perfusión EFG pour perfusion

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato in data 01/2026 i aI

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari:

Come per tutte le sostanze citotossiche simili, devono essere adottate misure di sicurezza più severe per quanto riguarda il personale infermieristico e medico interessato, a causa dei potenziali effetti cancerogeni e di danno genetico della preparazione. Evitare l’inalazione (aspirando) ed il contatto con la cute e le mucose mentre si maneggia Bendamustina Hikma (indossare guanti, indumenti protettivi e

possibilmente una mascherina!). Se qualsiasi parte del corpo viene contaminata, detergerla accuratamente con acqua e sapone, e sciacquare gli occhi con soluzione salina allo 0.9% (isotonica). Se possibile, si consiglia di lavorare su un idoneo tavolo da lavoro (a flusso laminare), con foglio assorbente monouso impermeabile ai liquidi. Gli articoli contaminati devono essere considerati rifiuti citotossici. Si prega di osservare le linee guida nazionali sullo smaltimento di materiale citossico! Il

Personale in gravidanza deve essere escluso dal lavoro con agenti citostatici.

La soluzione pronta per l’uso deve essere preparata disciogliendo il contenuto di un flaconcino da iniezione di Bendamustina Hikma esclusivamente in acqua per preparazioni iniettabili, come di seguito riportato:

1. Preparazione del concentrato
• Un flaconcino di Bendamustina Hikma contenente 25 mg di bendamustina cloridrato è prima
disciolto in 10 ml mediante agitazione ad
• Un flaconcino di Bendamustina Hikma contenente 100 mg di bendamustina cloridrato è prima
disciolto in 40 ml mediante agitazione

2. Preparazione della soluzione per infusione Non appena si ottiene una soluzione limpida (generalmente dopo 5 – 10 minuti), la dose totale raccomandata di bendamustina è immediatamente diluita con soluzione salina 0,9 % (isotonica) per ottenere un volume finale di circa 500 ml. Bendamustina Hikma non deve essere diluita con altre soluzioni per infusione o iniezione. Bendamustina Hikma non deve essere miscelata all’interno di un’infusione contenente altre sostanze.

3. Somministrazione La soluzione viene somministrata per infusione endovenosa della durata di 30-60 minuti. I flaconcini sono solo per uso singolo.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivanti da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente. Un’eventuale iniezione involontaria nel tessuto al di fuori dei vasi sanguigni (iniezione extravascolare) deve essere immediatamente sospesa. È necessario rimuovere l’ago dopo una breve aspirazione. Dopo ciò la zona del tessuto interessata deve essere raffreddata. Il braccio deve essere sollevato. Trattamenti

aggiuntivi come l’uso di corticosteroidi non portano ad ottenere chiari benefici (vedere sezione 4).

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC).

Domande frequenti su BENDAMUSTINA HIKMA

Come si usa BENDAMUSTINA HIKMA?

BENDAMUSTINA HIKMA si presenta in forma di Polvere per concentrato per soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

BENDAMUSTINA HIKMA è disponibile senza ricetta?

No, BENDAMUSTINA HIKMA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di BENDAMUSTINA HIKMA?

Il principio attivo di BENDAMUSTINA HIKMA è BENDAMUSTINA, BENDAMUSTINA CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di BENDAMUSTINA HIKMA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: BENDAMUSTINA MEDAC, BENDAMUSTINA ACCORD, BENDAMUSTINA AUROBINDO, BENDAMUSTINA KABI. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce BENDAMUSTINA HIKMA?

BENDAMUSTINA HIKMA è prodotto da HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A..

Da quando BENDAMUSTINA HIKMA è autorizzato in Italia?

BENDAMUSTINA HIKMA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2022-02-10.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Bendamustina Hikma 2.5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni flaconcino di Bendamustina Hikma contiene 25 mg o 100 mg di bendamustina cloridrato (come bendamustina cloridrato monoidrato). 1ml di concentrato contiene 2.5 mg di bendamustina cloridrato (come bendamustina cloridrato monoidrato) quando ricostituito come indicato al paragrafo 6.6. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Polvere per concentrato per soluzione per infusione Polvere microcristallina da bianca a biancastra

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento di prima linea della leucemia linfatica cronica (stadio Binet B o C) in quei pazienti per i quali non è appropriata una chemioterapia contenente fludarabina. Linfoma non-Hodgkin indolente come monoterapia in pazienti che hanno avuto una progressione di malattia durante o entro 6 mesi dal trattamento con rituximab o con un regime terapeutico contenente rituximab. Trattamento di prima linea del mieloma multiplo (stadio Durie-Salmon II con progressione o stadio III) in associazione con prednisone in pazienti di età superiore ai 65 anni che non sono eleggibili a trapianto autologo di cellule staminali e che presentano neuropatia clinica al momento della diagnosi che precluda l’uso di un trattamento contenente talidomide o bortezomib.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Monoterapia per leucemia linfatica cronica 100 mg/m² di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2, ogni 4 settimane fino a 6 volte Monoterapia per Linfoma non-Hodgkin indolente refrattario al rituximab 120 mg/m² di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2, ogni 3 settimane per almeno 6 volte. Mieloma multiplo 120 - 150 mg/m² di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2 e 60 mg/m2

per superficie corporea di prednisone i.v. o per os nei giorni da 1 a 4, ogni 4 settimane per almeno 3 volte. Compromissione epatica Sulla base dei dati di farmacocinetica, non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina sierica < 1,2 mg/dl). Si raccomanda una riduzione della dose del 30% nei pazienti con compromissione epatica moderata (bilirubina sierica 1,2-3,0 mg/dl). Non sono disponibili dati in pazienti con compromissione epatica severa (bilirubina sierica > 3,0 mg/dl) (vedere paragrafo 4.3). Compromissione renale Sulla base dei dati di farmacocinetica, non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con clearance della creatinina >10 ml/min. L’esperienza relativa a pazienti con compromissione renale severa è limitata. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di bendamustina cloridrato nei bambini non è stata ancora determinata. I dati attualmente disponibili non sono sufficienti per raccomandare una posologia. Pazienti anziani Non ci sono evidenze che aggiustamenti di dose siano necessari nei pazienti anziani (vedere anche paragrafo 5.2). Modo di somministrazione Per infusione endovenosa della durata di 30-60 minuti (vedere paragrafo 6.6). L’infusione deve essere somministrata sotto la supervisione di un medico qualificato ed esperto nell’uso di agenti chemioterapici. La riduzione della funzione midollare è correlata all’aumento della tossicità ematologica indotta dai chemioterapici. Il trattamento non deve essere iniziato se i valori dei leucociti e/o delle piastrine scendono rispettivamente a < 3.000/µl o < 75.000/µl (vedere paragrafo 4.3). Il trattamento deve essere interrotto o ritardato se i valori dei leucociti e/o delle piastrine scendono rispettivamente a < 3.000/µl o < 75.000/µl. Il trattamento può essere continuato dopo che i valori dei leucociti sono aumentati a > 4.000/µl e quelli delle piastrine a > 100.000/µl. Il valore minimo (Nadir) di leucociti e piastrine è raggiunto dopo 14-20 giorni, con rigenerazione dopo 3-5 settimane. Si raccomanda un rigoroso monitoraggio della conta ematica durante gli intervalli liberi dalla terapia (vedere paragrafo 4.4). In caso di tossicità non ematologica le riduzioni di dose devono essere basate sul grado peggiore secondo i Criteri Comuni di Tossicità (CTC) osservato nel ciclo precedente. Una riduzione del 50% della dose è raccomandata in caso di CTC di grado 3. Si raccomanda l’interruzione del trattamento in caso di CTC di grado 4. Se il paziente richiede una variazione della dose, la dose ridotta calcolata individualmente deve essere somministrata nei giorni 1 e 2 del rispettivo ciclo di trattamento. Per istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 Durante l’allattamento Grave compromissione epatica (bilirubina sierica > 3,0 mg/dl) Ittero Severa soppressione midollare e severe alterazioni della conta ematica (valori di leucociti e piastrine scesi rispettivamente a < 3.000/µl o < 75.000/µl) Interventi di chirurgia maggiore entro 30 giorni dall’inizio del trattamento Infezioni, soprattutto quando comportano leucopenia Vaccinazione contro la febbre gialla.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Mielosoppressione I pazienti trattati con bendamustina cloridrato possono manifestare mielosoppressione. In caso di mielosoppressione dovuta al trattamento, leucociti, piastrine, emoglobina e neutrofili devono essere controllati almeno settimanalmente. Prima di iniziare il ciclo di terapia, sono raccomandati i seguenti parametri: valori di leucociti e/o di piastrine rispettivamente > 4.000/µl o > 100.000/µl. Infezioni Si sono verificate infezioni gravi e fatali con bendamustina cloridrato, incluse le infezioni batteriche (sepsi e infezione polmonare) e infezioni opportunistiche come la polmonite da pneumocystis jiroveci (PJP), il virus della Varicella-Zoster (VZV) e il cytomegalovirus (CMV). A seguito dell’uso di bendamustina, prevalentemente in associazione con rituximab o obinutuzumab, sono stati osservati casi di leucoencefalopatia multifocale progressiva (LMP), anche letali. Il trattamento con bendamustina cloridrato può causare prolungata linfocitopenia (< 600/µl) e basse conte (< 200/µl) di linfociti T CD4-positivi (linfociti T-helper) fino a 7-9 mesi dopo la fine del trattamento. Linfocitopenia e diminuzione di linfociti T CD4-positivi sono più marcate quando bendamustina è in combinazione con rituximab. I pazienti con linfopenia e basse conte di linfociti T CD4-positivi dopo trattamento con bendamustina cloridrato sono più suscettibili alle infezioni (opportunistiche). In caso di basse conte di linfociti T CD4-positivi (< 200/µl) deve essere presa in considerazione la profilassi della polmonite da pneumocystis jiroveci (PJP). Tutti i pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi respiratori durante il trattamento. I pazienti devono essere avvisati di segnalare immediatamente nuovi segni di infezione, inclusa febbre o sintomi respiratori. L’interruzione del trattamento con bendamustina cloridrato deve essere presa in considerazione se ci dovessero essere segni di infezioni (opportunistiche). Considerare la LMP nella diagnosi differenziale dei pazienti che presentano segni o sintomi neurologici, cognitivi o comportamentali nuovi o in peggioramento. Se si sospetta LMP, devono essere eseguite le valutazioni diagnostiche appropriate e sospendere il trattamento fino all’esclusione della LMP. Riattivazione dell’epatite B La riattivazione dell’epatite B nei pazienti che sono portatori cronici di questo virus si è verificata dopo che questi pazienti hanno ricevuto bendamustina cloridrato. Alcuni casi hanno portato a insufficienza epatica acuta o un esito fatale. I pazienti devono essere testati per l’infezione da HBV prima di iniziare il trattamento con bendamustina cloridrato. Gli esperti delle malattie epatiche e del trattamento dell’epatite B devono essere consultati prima che il trattamento venga iniziato in pazienti con sierologia positiva all’epatite B (inclusi quelli con malattia in fase attiva) e per i pazienti che risultano positivi all’infezione da HBV durante il trattamento. I portatori di HBV, che richiedono un trattamento con bendamustina cloridrato, devono essere attentamente monitorati per segni e sintomi dell’infezione da HBV attiva per tutto il corso della terapia e per alcuni mesi dopo la fine della terapia (vedere paragrafo 4.8).

Reazioni cutanee E’ stato riportato un certo numero di reazioni cutanee. Questi eventi hanno incluso eruzione cutanea, gravi reazioni cutanee ed esantema bolloso. Casi di sindrome di Stevens-Johnson (SJS, necrolisi epidermica tossica (TEN) e reazioni al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), alcuni di questi fatali, sono stati riportati con l’uso di bendamustina cloridrato. I pazienti devono essere informati dai loro medici dei segni e sintomi di queste reazioni e devono essere avvisati di rivolgersi immediatamente al medico se si sviluppano questi sintomi. Alcuni eventi si sono manifestati quando bendamustina cloridrato è stata somministrata in associazione con altri agenti anticancerogeni, e per questo motivo è incerta la precisa correlazione. Quando insorgono reazioni cutanee, queste possono progredire e aumentare di gravità con ulteriori trattamenti. Quando le reazioni cutanee peggiorano, la somministrazione di bendamustina cloridrato va interrotta o sospesa. Per reazioni cutanee gravi con sospetta relazione con bendamustina cloridrato, il trattamento deve essere sospeso. Disturbi cardiaci Durante il trattamento con bendamustina cloridrato, deve essere strettamente monitorata la concentrazione di potassio nel sangue dei pazienti con distrubi cardiaci, devono essere somministrati supplementi di potassio in presenza di valori di K+ < 3,5 mEq/l, e vanno eseguite registrazioni ECG. Durante il trattamento con bendamustina cloridrato si sono verificati eventi di infarto del miocardio e insufficienza cardiaca con esito fatale. I pazienti con storia pregressa o concomitante di malattia cardiaca devono essere strettamente monitorati. Nausea, vomito Può essere somministrato un antiemetico per il trattamento sintomatico di nausea e vomito. Sindrome da lisi tumorale Nel corso delle sperimentazioni cliniche è stata riportata sindrome da lisi tumorale (TLS) associata al trattamento con bendamustina cloridrato. La sindrome da lisi tumorale insorge generalmente entro le 48 ore dalla prima dose di bendamustina cloridrato e, senza interventi, può condurre ad insufficienza renale acuta e morte. Misure preventive come una adeguata idratazione e lo stretto monitoraggio degli esami ematochimici, in particolare potassiemia ed uricemia, e l’uso di farmaci ipouricemici (allopurinolo e rasburicase) dovrebbe essere considerato prima di iniziare la terapia. Quando bendamustina e allopurinolo sono stati somministrati in concomitanza, sono stati segnalati sporadici casi di sindrome di Stevens – Johnson e di Necrolisi Epidermica Tossica. Anafilassi Negli studi clinici si sono verificate comunemente reazioni infusionali alla bendamustina cloridrato. I sintomi sono generalmente lievi e includono febbre, brividi, prurito ed eruzione cutanea. Severe reazioni anafilattiche e anafilattoidi si sono verificate in rari casi. I pazienti devono essere interrogati in merito a sintomi indicativi di reazioni infusionali dopo il primo ciclo di terapia. Si devono prendere in considerazione misure per prevenire reazioni severe, inclusi gli antistaminici, gli antipiretici e i corticosteroidi nei cicli successivi nei pazienti che hanno in precedenza manifestato reazioni infusionali. Pazienti che hanno manifestato reazioni di tipo allergico di grado 3 o maggiore, tipicamente non sono stati ritrattati. Cancro della cute non melanomatoso Negli studi clinici, nei pazienti trattati con terapie contenenti bendamustina è stato osservato un aumento del rischio di cancro della cute non melanomatoso (carcinoma basocellulare e carcinoma a cellule squamose). Si raccomanda un esame cutaneo periodico per tutti i pazienti, in particolare per quelli con fattori di rischio per il cancro della cute.

Contraccezione Bendamustina cloridrato è teratogena e mutagena. Durante il trattamento le donne non dovrebbero iniziare una gravidanza. I pazienti maschi non devono concepire un figlio durante e nei 6 mesi successivi al trattamento. Devono essere informati in merito alla conservazione dello sperma prima del trattamento con bendamustina cloridrato, a causa di possibile infertilità irreversibile. Stravaso Una iniezione extravasale deve essere interrotta immediatamente. L’ago deve essere rimosso dopo una breve aspirazione. Dopo ciò, l’area tissutale coinvolta dallo stravaso deve essere raffreddata. Il braccio deve essere sollevato. Trattamenti supplementari, come l’uso di corticosteroidi, non sono di chiaro beneficio.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazioni

Non sono stati condotti studi d’interazione in vivo. Quando bendamustina cloridrato è somministrata in associazione con agenti mielosoppressivi, l’effetto sul midollo osseo di bendamustina cloridrato e/o dei co–medicamenti può venire potenziato. Qualunque trattamento che riduca lo stato funzionale del paziente o che peggiori la funzione midollare può aumentare la tossicità di bendamustina cloridrato. L’associazione di bendamustina cloridrato con ciclosporina o tacrolimus può produrre una eccessiva immunosoppressione, con rischio di linfoproliferazione. I citostatici possono ridurre la formazione di anticorpi dopo vaccinazione con virus vivo, ed aumentare il rischio di infezioni ad esito fatale. Il rischio è aumentato nei soggetti che sono già immunodepressi a causa della loro malattia di base. Il metabolismo di bendamustina coinvolge il citocromo P450 (CYP) isoenzima 1A2 (vedere paragrafo 5.2). Pertanto esiste la possibilità di interazione con gli inibitori CYP1A2, quali fluvoxamina, ciprofloxacina, aciclovir e cimetidina. Popolazione pediatrica Studi di interazione sono stati condotti solo negli adulti.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza I dati sull’uso di bendamustina cloridrato nelle donne in gravidanza sono insufficienti. In studi non clinici, bendamustina cloridrato è risultata embrio–/fetoletale, teratogena e genotossica (vedere paragrafo 5.3). Durante la gravidanza bendamustina cloridrato non deve essere usata, se non strettamente necessario. La madre deve essere informata sui rischi per il feto. Se il trattamento con bendamustina cloridrato è assolutamente necessario durante la gravidanza o se la gravidanza si verifica durante il trattamento, la paziente deve essere informata sui rischi per il nascituro, e deve essere attentamente monitorata. Si deve considerare la possibilità di una consulenza genetica. Fertilità Donne potenzialmente fertili devono usare metodi di contraccezione, sia prima che durante la terapia con bendamustina cloridrato. Agli uomini in trattamento con bendamustina cloridrato si raccomanda di non concepire figli durante e sino a sei mesi dopo la fine del trattamento. Devono essere informati in merito all

conservazione dello sperma prima del trattamento, a causa della possibilità di infertilità irreversibile dovuta alla terapia con bendamustina cloridrato. Allattamento Non è noto se bendamustina passi nel latte materno, perciò bendamustina cloridrato è controindicata durante il periodo di allattamento (vedere paragrafo 4.3). L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con bendamustina cloridrato.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Bendamustina Hikma ha una elevata influenza sull’abilità di guidare veicoli e di usare macchinari. Sono state segnalate atassia, neuropatia periferica e sonnolenza durante il trattamento con bendamustina cloridrato (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvisati che, nel caso in cui manifestino tali sintomi, devono evitare attività potenzialmente pericolose come guidare veicoli ed utilizzare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le più comuni reazioni avverse con bendamustina cloridrato sono reazioni avverse ematologiche (leucopenia, trombopenia), tossicità dermatologica (reazioni allergiche), sintomi costituzionali (febbre), sintomi gastrointestinali (nausea, vomito). La tabella qui sotto riflette i dati ottenuti con bendamustina cloridrato. Classificazi one per sistemi e organi secondo MeDRA Molto comune ≥ Comune da ≥1/100 a <1/10 Non comune da ≥1/1.000 a <1/100 Raro da ≥1/10.000 a <1/1.000 Molto raro <1/10.000 Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Infezioni ed infestazioni Infezioni NOS*, incluse infezioni opportunistiche (ad es. Herpes Zoster, citomegalovir us, epatite B) Polmonite da Pneumocysti s jirovecii Sepsi Polmonite primaria atipica Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Sindrome da lisi tumorale Sindrome mielodisplas tica, leucemia mieloide acut

Patologie del sistema emolinfopoi etico Leucopenia NOS*, Trombocitope nia, Linfopenia Emorragia, Anemia, Neutropenia Pancitopenia Insufficienza midollare Emolisi Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilit à NOS* Reazione anafilattica reazione anafilattoide Shock anafilattico Disturbi del sistema nervoso Mal di testa Insonnia Capogiro Sonnolenza, Afonia Disgeusia, Parestesia, Neuropatia sensoriale periferica, Sindrome anticoliner gica Patologie neurologic he, Atassia, Encefalite Patologie cardiache Disfunzione cardiaca come palpitazioni, angina pectoris, aritmia Versamento pericardico, infarto del miocardio, insufficienza cardiaca Tachicardi a Fibrillazione atriale Patologie vascolari Ipotensione, Ipertensione Insufficienza circolatoria acuta Flebite Patologie respiratorie, toraciche e mediastinich e Disfunzione polmonare Fibrosi polmonare Polmonite, emorragia alveolare polmonare Patologie gastrointesti nali Nausea, Vomito Diarrea, Stipsi, Stomatite Esofagite emorragica ,Emorragia gastrointest inale Patologie della cure e del tessuto sottocutaneo Alopecia, Patologie della cute NOS*, Orticaria Eritema, Dermatite, Prurito, Esantema maculopapulare , Iperidrosi Sindrome di Stevens – Johnson, Necrolisi Epidermica Tossica (TEN) Reazione ai farmaci con eosinofilia e sintom

sistemici (DRESS) * Patologie dell’apparat o riproduttivo e della mammella Amenorrea Infertilità Patologie epatobiliari Insufficienza epatica Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di iniezione Infiammazione delle mucose, Affatticamento, Piressia Dolore, Brividi, Disidratazio ne, Anoressia Insufficien za multiorgan o Esami diagnostici Calo di emoglobina, Aumento di creatinina, Aumento di urea Aumento di AST, Aumento di ALT, Aumento di fosfatasi alacalina, Aumento di bilirubina, Ipokaliemia Patologie renali e urinarie Insufficienza renale, Diabete insipido nefrogenico NOS = Non altrimenti specificato (*=terapia in associazione con rituximab) Descrizione di reazioni avverse selezionate Ci sono stati casi isolati di necrosi in seguito a somministrazione accidentale extra – vascolare, sindrome da lisi tumorale, e anafilassi. Il rischio di sindrome mielodisplatica e leucemia mieloide acuta aumenta nei pazienti trattati con agenti alchilanti (inclusa la bendamustina). Il tumore maligno secondario può svilupparsi molti anni dopo l’interruzione della chemioterapia. Segnalazione delle reazioni averse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

4.9 Sovradosaggio

Dopo una somministrazione di 30 minuti di infusione di bendamustina cloridrato una volta ogni 3 settimane, la dose massima tollerata (MTD) è stata 280 mg/m². Sono insorti eventi cardiaci CTC grado 2 compatibili con modificazioni ischemiche dell’ECG, e che sono stati considerati dose limitanti. In uno studio successivo con infusione di bendamustina cloridrato di 30 minuti nei giorni 1 e 2 ogni 3 settimane, la MTD è stata 180 mg/m². La tossicità dose limitante è stata rappresentata da trombocitopenia di grado 4. Con questo schema, la tossicità cardiaca non è stata di tipo dose– limitante. Contromisure Non esiste un antidoto specifico. Come contromisure efficaci nel controllo degli effetti collaterali ematologici, possono essere effettuati il trapianto di midollo osseo e trasfusioni (piastrine, eritrociti concentrati), oppure possono essere somministrati fattori di crescita ematologici. Bendamustina cloridrato e i suoi metaboliti sono dializzabili in misura ridotta.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Agenti Antineoplastici, agenti alchilanti, codice ATC: L01AA09 Bendamustina cloridrato è un agente alchilante antitumorale con peculiare attività. L’azione antineoplastica e citocida della bendamustina cloridrato si basa fondamentalmente sul cross– linking per alchilazione del DNA a singola e doppia elica. Di conseguenza, le funzioni di matrice, sintesi e riparazione del DNA sono compromesse. L’azione anti–tumorale della bendamustina cloridrato è stata dimostrata in numerosi studi in vitro condotti su differenti linee cellulari di tumori umani (cancro della mammella, cancro polmonare a piccole cellule e non a piccole cellule, cancro dell’ovaio e differenti leucemie) e studi in vivo in differenti modelli sperimentali di tumore con tumori del topo, ratto e di origine umana (melanoma, cancro della mammella, sarcoma, linfoma, leucemia e cancro polmonare a piccole cellule). Bendamustina cloridrato ha mostrato un profilo d’attività in linee di cellule tumorali umane differente da quello di altri agenti alchilanti. Il principio attivo ha rivelato una bassa o nulla resistenza crociata nelle linee cellulari di tumori umani con differenti meccanismi di resistenza, almeno in parte legati ad una interazione comparativamente persistente sul DNA. E’ stato inoltre dimostrato in studi clinici che non sussiste una completa resistenza crociata della bendamustina con antracicline, agenti alchilanti o rituximab. Tuttavia il numero di pazienti valutati è esiguo. Leucemia linfatica cronica L’indicazione per l’impiego nella leucemia linfatica cronica è supportata da un solo studio in aperto, che ha confrontato bendamustina con clorambucil. In questo studio prospettico, multicentrico, randomizzato sono stati inclusi 319 pazienti non precedentemente trattati con leucemia linfatica cronica stadio Binet B o C. Il trattamento di prima linea con bendamustina cloridrato 100 mg/m² i.v. nei giorni 1 e 2 (BEN) è stato confrontato con clorambucil 0,8mg/kg nei giorni 1 e 15 (CLB), per 6 cicli in entrambi i gruppi di trattamento. Ai pazienti è stato somministrato allopurinolo al fine di prevenire la sindrome da lisi tumorale. I pazienti con BEN hanno mostrato una sopravvivenza mediana libera da progressione significativamente più lunga rispetto a pazienti trattati con CLB (21,5 mesi versus 8,3 mesi, p < 0,0001 nell’ultimo follow–up). La sopravvivenza complessiva non ha mostrato una differenza statisticamente significativa (mediana non raggiunta). La durata mediana della remission

stata 19 mesi con BEN, e 6 mesi con CLB (p < 0,0001). La valutazione della sicurezza in entrambi i gruppi trattati non ha mostrato effetti indesiderati inaspettati per tipologia e frequenza. Il dosaggio di BEN è stato ridotto nel 34% dei pazienti. Il trattamento con BEN è stato interrotto nel 3,9% dei pazienti a seguito di reazioni allergiche. Linfoma non-Hodgkin indolente L’indicazione nel linfoma non–Hodgkin indolente si basa su due studi non controllati di fase II. Nel principale studio prospettico multicentrico in aperto, 100 pazienti con linfoma non– Hodgkin indolente a cellule B refrattario a rituximab in monoterapia o in associazione, sono stati trattati con BEN in monoterapia. I pazienti avevano ricevuto mediamente 3 cicli preliminari di chemioterapia o terapia biologica. Il numero mediano di cicli precedenti contenenti rituximab era 2. I pazienti non avevano mostrato risposta o erano progrediti entro 6 mesi dal trattamento con rituximab. Il dosaggio di BEN è stato 120 mg/m² i.v. nei giorni 1 e 2, pianificato per almeno 6 cicli. La durata del trattamento era legata alla risposta (6 cicli pianificati). Il tasso complessivo della risposta è stato del 75% includendo il 17% di risposte complete (CR e CRu) ed il 58% di risposte parziali, come valutato da un comitato revisore indipendente. La durata mediana della remissione è stata 40 settimane. BEN è stata generalmente ben tollerata quando somministrata con questo schema e questa dose. L’indicazione è inoltre supportata da un altro studio prospettico multicentrico in aperto su 77 pazienti. La popolazione dei pazienti era più eterogenea e comprendeva linfomi non–Hodgkin indolenti o trasformati a cellule B refrattari a rituximab in monoterapia o in associazione. I pazienti non avevano risposta o erano progrediti entro i 6 mesi dal trattamento, o avevano avuto una reazione sfavorevole con il precedente trattamento con rituximab. I pazienti avevano ricevuto mediamente 3 precedenti cicli di chemioterapia o di terapia biologica. Il numero mediano dei precedenti cicli di terapia con rituximab era 2. Il tasso complessivo di risposta è stato del 76%, con una durata mediana di risposta di 5 mesi (29 settimane [95% CI 22,1– 43,1]). Mieloma multiplo In uno studio clinico prospettico multicentrico randomizzato in aperto, sono stati inclusi 131 pazienti con mieloma multiplo in fase avanzata (Durie–Salmon stadio II in progressione, o stadio III). La terapia di prima linea con bendamustina cloridrato associata a prednisone (BP) è stata confrontata ad un trattamento con melphalan e prednisone (MP). La tollerabilità in entrambi i bracci di trattamento era in linea con il profilo di sicurezza noto dei rispettivi medicinali con unariduzione significativamente maggiore della dose nel braccio BP. Il dosaggio usato è stato bendamustina cloridrato 150 mg/m² i.v. nei giorni 1 e 2, oppure melphalan 15 mg/m² i.v. nel giorno 1, ciascuno in associazione con prednisone. La durata del trattamento era dipendente dalla risposta, ed è stato mediamente di 6,8 cicli nel gruppo BP e 8,7 nel gruppo MP. I pazienti trattati con BP hanno avuto una sopravvivenza mediana libera da progressione più lunga rispetto ai pazienti trattati con MP (15 mesi [95% CI 12–21] versus 12 mesi [95% CI 10– 14]) (p = 0,0566). Il tempo mediano al fallimento del trattamento è stato 14 mesi nel gruppo trattato con BP e 9 mesi con MP. La durata della remissione è stata 18 mesi con il trattamento BP e 12 mesi con MP. La sopravvivenza globale non è stata significativamente differente (35 mesi con BP versus 33 mesi con MP). La tollerabilità in entrambi i gruppi di trattamento è stata in linea con il profilo di sicurezza conosciuto dei rispettivi medicinali, con una riduzione della dose significativamente maggiore nel gruppo trattato con BP.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Distribuzione L’emivita di eliminazione t½β dopo 30 minuti di infusione i.v. di 120 mg/m² per superficie corporea in 12 soggetti è stata pari a 28,2 minuti.

Dopo 30 minuti di infusione i.v. il volume centrale di distribuzione è stato 19,3 l. In condizioni stabili a seguito di un’iniezione in bolo i.v., il volume di distribuzione è stato 15,8 – 20,5 l. Oltre il 95% della sostanza è legata alle proteine plasmatiche (principalmente albumina). Metabolismo La principale via d’eliminazione di bendamustina è l’idrolisi a monoidrossi– e diidrossi– bendamustina. La formazione di N–desmetil–bendamustina e gamma–idrossi–bendamustina da parte del metabolismo epatico è ad opera del citocromo P450 (CYP) isoenzima 1A2. Un’altra importante via metabolica della bendamustina è la coniugazione con il glutatione. Negli studi in vitro, bendamustina non inibisce CYP 1A4, CYP 2C9/10, CYP 2D6, CYP 2E1 e CYP 3A4. Eliminazione La clearance media totale dopo 30 minuti di infusione di 120 mg/m² di superficie corporea in 12 soggetti è stata 639,4 ml/min. Circa il 20% della dose somministrata è stata ritrovata nelle urine entro le 24 ore. Le quantità escrete nelle urine sono state nell’ordine: monoidrossi– bendamustina> bendamustina> diidrossi–bendamustina > metabolita ossidato >N–desmetil– bendamustina. Nella bile sono principalmente eliminati i metaboliti polari. Compromissione epatica In pazienti con il 30 – 70% di coinvolgimento tumorale del fegato e compromissione epatica lieve (bilirubina sierica < 1,2 mg/dl), il comportamento farmacocinetico non è cambiato. Non ci sono state significative differenze rispetto ai pazienti con normale funzione epatica e renale per quanto riguarda Cmax, tmax, AUC, t½β, volume di distribuzione e clearance. AUC e clearance corporea totale di bendamustina correlano inversamente con la bilirubina sierica. Compromissione renale Nei pazienti con clearance della creatinina > 10 ml/min, compresi i pazienti dipendenti da dialisi, non sono state osservate significative differenze rispetto a pazienti con normale funzione epatica e renale per quanto riguarda Cmax, tmax, AUC, t½β, volume di distribuzione e clearance. Pazienti anziani Soggetti di età fino a 84 anni sono stati inclusi negli studi di farmacocinetica. L’età più elevata non influenza la farmacocinetica di bendamustina.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le reazioni avverse non osservate durante gli studi clinici, ma osservate in studi animali per livelli di esposizione simili all’esposizione clinica e con possibile rilevanza per uso clinico, sono state le seguenti: Indagini istologiche nei cani hanno mostrato iperemia macroscopica della mucosa e emorragia nel tratto gastrointestinale. Indagini microscopiche hanno mostrato estese modifiche del tessuto linfatico, indicanti immunosoppressione e modifiche tubulari dei reni e testicoli, così come modifiche atrofiche necrotiche dell’epitelio della prostata. Studi negli animali hanno mostrato che bendamustina è embriotossica e teratogena. Bendamustina induce aberrazione dei cromosomi ed è mutagena in vivo come in vitro. Bendamustina è risultata cancerogena in studi a lungo termine nei topi femmina.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Mannitolo.

6.2 Incompatibilità

Questo prodotto medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti, ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

6.3 Periodo di validità

25 mg: 24 mesi 100 mg: 30 mesi La polvere deve essere ricostituita immediatamente dopo l’apertura del flaconcino. Il concentrato ricostituito deve essere diluito immediatamente con una soluzione di sodio cloruro 0.9%. Soluzione per infusione Dopo ricostituzione e diluizione, la stabilità chimica e fisica è stata dimostrata per 3,5 ore a 25 ºC/ 60% RH e 2 giorni a temperatura compresa tra 2 ºC e 8 ºC in sacche di polietilene. Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere immediatamente usato. Se non usato immediatamente, i tempi di conservazione durante l’uso e le condizioni prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore; normalmente il periodo di conservazione non deve superare le 24 ore a temperatura compresa tra 2°C e 8°C a meno che la ricostituzione/diluizione non sia stata effettuata in condizioni controllate e convalidate di asepsi.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare al di sotto di 25°C. Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flaconcini di vetro ambrato tipo I con tappi in gomma e ghiere in alluminio con flip-off. 25 mg di bendamustina cloridrato è disponibile in confezioni contenenti 1 o 5 flaconcini. 100 mg di bendamustina cloridrato è disponibile in confezioni contenenti 1 o 5 flaconcini. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Quando si maneggia bendamustina cloridrato deve essere evitata l’inalazione, il contatto con la pelle o il contatto con le mucose (indossare guanti ed abiti di protezione!). Parti del corpo contaminate devono essere accuratamente risciacquate con acqua e sapone, gli occhi devono essere risciacquati con soluzione fisiologica salina. Se possibile, si raccomanda di lavorare su speciali banchi da lavoro di sicurezza (flusso laminare) utilizzando foglio assorbente usa–e– getta impermeabile ai liquidi. Il personale in gravidanza deve essere escluso dal maneggiare citostatici.

La polvere per concentrato per soluzione per infusione deve essere ricostituita con acqua per preparazioni iniettabili, diluita con soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) e poi somministrata tramite infusione intravenosa. Deve essere usata una tecnica asettica. Ricostituzione Ricostituire ogni flaconcino di Bendamustina Hikma contenente 25 mg di bendamustina cloridrato in 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili agitando la soluzione. Ricostituire ogni flaconcino di Bendamustina Hikma contenente 100 mg di bendamustina cloridrato in 40 ml di acqua per preparazioni iniettabili agitando la soluzione. Il concentrato ricostituito contiene 2,5 mg di bendamustina cloridrato per ml ed appare come una soluzione limpida incolore. Diluizione Appena si ottiene una soluzione limpida (generalmente dopo 5 – 10 minuti) diluire immediatamente la dose totale raccomandata di Bendamustina Hikma con soluzione di NaCl 0,9% per produrre un volume finale di circa 500 ml. Bendamustina Hikma deve essere diluita con soluzione di NaCl 0,9% e con nessun’altra soluzione iniettabile. Somministrazione La soluzione è somministrata tramite infusione intravenosa della durata di 30 – 60 min. I flaconcini sono solo per uso singolo. I flaconcini sono monouso. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivanti da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Hikma Farmacêutica (Portugal) S.A. Estrada do Rio da Mó, 8, 8A e 8B, Fervença 2705-906 Terrugem SNT Portogallo

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

046705012 - "2,5 mg/ml Polvere per concentrato per soluzione per infusione" 5 flaconcini in vetro da 25 mg 046705024 - "2,5 mg/ml Polvere per concentrato per soluzione per infusione" 5 flaconcini in vetro da 100 mg 046705036 - "2,5 mg/ml Polvere per concentrato per soluzione per infusione" 1 flaconcino in vetro da 25 mg 046705048 - "2,5 mg/ml Polvere per concentrato per soluzione per infusione" 1 flaconcino in vetro da 100 mg

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’ autorizzazione

19 maggio 2020

10. Data di revisione del testo

Gennaio 2026

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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