BENDAMUSTINA KABI

Bendamustina è un medicinale utilizzato per il trattamento di determinati tipi di cancro (medicinale citotossico). Bendamustina è utilizzata da sola (monoterapia) o in associazione con altri medicinali per il trattamento delle seguenti forme di cancro: • leucemia linfatica cronica, nei casi in cui la chemioterapia di combinazione con fludarabina non è appropriata per lei; • linfomi non Hodgkin, che non hanno risposto al precedente trattamento con rituximab o che hanno mostrato una risposta solo per un breve periodo di tempo…

Usato per: leucemia linfaticaleucemialinfomacancro

Principio attivo: BENDAMUSTINA, BENDAMUSTINA CLORIDRATO · ATC L01AA09 · FRESENIUS KABI ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
BENDAMUSTINA*1 flaconcino EV 100 mg 2,5 mg/ml H 276,51 € — fornito dall'ospedale
BENDAMUSTINA*1 flaconcino EV 25 mg 2,5 mg/ml H 69,13 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: BENDAMUSTINA, BENDAMUSTINA CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Polvere per concentrato per soluzione per infusione
Dosaggio: 2.5 mg/ml POLVERE PER CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: FRESENIUS KABI ITALIA S.R.L.
Codice ATC: L01AA09
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· BENDAMUSTINA MEDAC - MEDAC GESELLSCHAFT FUR KLINISCHE SPEZIALPRAPARATE MBH
· BENDAMUSTINA ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· BENDAMUSTINA AUROBINDO - EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
· BENDAMUSTINA HIKMA - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

Foglietto di un medicinale equivalente con lo stesso principio attivo.

A cosa serve questo medicinale?

Che cos’è Bendamustina medac e a che cosa serve del Bendamustina medac è un medicinale contenente il principio attivo bendamustina cloridrato (di seguito bendamustina). Bendamustina è un medicinale utilizzato per il trattamento di determinati tipi di cancro (medicinale citotossico).

Bendamustina è utilizzata da sola (monoterapia) o in associazione con altri medicinali per il

trattamento delle seguenti forme di cancro:
• leucemia linfatica cronica, nei casi in cui la chemioterapia di combinazione con fludarabina non
è appropriata per lei;
• linfomi non Hodgkin, che non hanno risposto al precedente trattamento con rituximab o che

hanno mostrato una risposta solo per un breve periodo di tempo; • mieloma multiplo, nei casi in cui la chemioterapia ad alto dosaggio associata a trapianto di cellule staminali autologhe e la terapia a base di talidomide o bortezomib non sono appropriate per lei.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Bendamustina medac • se è allergico a bendamustina cloridrato o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo

medicinale (elencati al paragrafo 6)
• durante l’allattamento; se il trattamento con bendamustina è necessario durante l'allattamento,
deve interrompere l'allattamento (vedere paragrafo gravidanza, allattamento e fertilità)
• se soffre di una grave disfunzione epatica (danno alle cellule funzionali del fegato)
• se ha la pelle o le sclere degli occhi di colore giallo a causa di problemi al fegato o al sangue
(ittero)

• se ha una grave disfunzione del midollo osseo (depressione del midollo osseo) e presenta gravi
alterazioni della conta dei globuli bianchi e delle piastrine
• se si è sottoposto a un intervento di chirurgia maggiore meno di 30 giorni prima dell’inizio del
trattamento
• se ha un’infezione, in particolare se accompagnata da una riduzione dei globuli bianchi
(leucopenia)

• in combinazione con vaccini per la febbre gialla.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o all’infermiere prima di usare Bendamustina medac

• in caso di ridotta capacità del midollo osseo a rigenerare le cellule del sangue. Deve
sottoporsi agli esami del sangue per determinare la sua conta dei globuli bianchi e delle piastrine
prima di iniziare il trattamento con Bendamustina medac, prima di ogni successivo ciclo di
trattamento e negli intervalli tra i vari cicli di trattamento;
• in caso di infezioni. Deve contattare il medico se presenta segni di infezione, inclusi febbre o
sintomi polmonari;

• in caso di malattia cardiaca preesistente (per es. attacco di cuore, dolore toracico, grave alterazione del ritmo cardiaco).

In qualsiasi momento, durante o dopo il trattamento, informi immediatamente il medico se nota o se qualcuno nota in lei: perdita di memoria, difficoltà di pensiero, difficoltà di deambulazione o perdita

della vista; questi segni potrebbero essere dovuti a un’infezione del cervello molto rara ma grave, che può essere letale (leucoencefalopatia multifocale progressiva, o LMP).

Contatti il suo medico se nota qualsiasi cambiamento sospetto della pelle perché l’uso di questo medicinale potrebbe comportare un aumento del rischio di certe forme di tumore della pelle (cancro della cute non melanomatoso).

Si rivolga al medico o all’infermiere durante l’uso di Bendamustina medac
•
in caso di nausea e vomito. Il medico potrà prescriverle un farmaco per ridurre la nausea
(antiemetico);
• in caso di dolore a un fianco, sangue nelle urine o ridotta quantità di urine. Se la sua
malattia è molto grave, il suo organismo potrebbe non essere in grado di eliminare tutte le scorie
derivanti dalla morte delle cellule tumorali. Questo fenomeno è detto “sindrome da lisi
tumorale” e può provocare insufficienza renale e problemi cardiaci entro 48 ore dalla prima
dose di Bendamustina medac. Il suo medico potrà garantire che sia adeguatamente idratato e
darle altre medicine per cercare di prevenirlo;

• in caso di reazioni cutanee durante il trattamento con Bendamustina medac. La gravità delle
reazioni potrebbe aumentare;
• in caso di dolorosa eruzione cutanea rossa o violacea che si diffonde e forma vesciche e/o altre
lesioni che cominciano a manifestarsi nella membrana mucosa (ad esempio la bocca e le

labbra), in particolare se in precedenza aveva sensibilità alla luce, infezioni del sistema respiratorio (ad esempio bronchite) e/o febbre; • in caso di gravi reazioni allergiche o di ipersensibilità. Deve prestare attenzione alle reazioni da infusione dopo il primo ciclo di terapia.

Agli uomini trattati con Bendamustina medac si consiglia di non concepire un figlio durante il

trattamento e fino a 6 mesi dopo. Prima di iniziare il trattamento deve informarsi sulle modalità di conservazione dello sperma, a causa della possibilità di infertilità permanente (vedere paragrafo gravidanza, allattamento e fertilità).

Bambini e adolescenti Non ci sono esperienze con bendamustina cloridrato nei bambini e negli adolescenti.

Altri medicinali e Bendamustina medac Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro

medicinale. Bendamustina cloridrato può influire su altri medicinali, i quali a loro volta possono interferire con l’azione di bendamustina cloridrato. Bendamustina cloridrato può interagire con:

Se Bendamustina medac è usato in associazione con medicinali che inibiscono la formazione di sangue nel midollo osseo, l’intensità dell’effetto sul midollo osseo può aumentare.

Se Bendamustina medac è usato in associazione con medicinali che alterano la risposta immunitaria, l’intensità di questo effetto può aumentare.

I medicinali citostatici possono ridurre l’efficacia della vaccinazione con virus vivi. Inoltre, i

medicinali citostatici aumentano il rischio di infezione in seguito a vaccinazione con vaccini vivi (per es. vaccinazione antivirale).

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Le donne in età fertile devono utilizzare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con bendamustina e per 6 mesi successivi il completamento del trattamento.

Gli uomini devono utilizzare misure contraccettive efficaci e non concepire un figlio durante il

trattamento con bendamustina e per 3 mesi successiviil completamento del trattamento.

Gravidanza Bendamustina può provocare danni genetici e ha causato malformazioni in studi sugli animali. Non deve usare questo medicinale in gravidanza a meno che non sia chiaramente prescritto dal medico. In

della sua terapia per il nascituro e si raccomanda una consulenza genetica.

Allattamento caso di trattamento lei deve chiedere un consulto medico sul rischio di potenziali effetti indesiderati

Bendamustina non deve essere somministrata durante l’allattamento. Se il trattamento con questo medicinale è necessario durante l’allattamento, lei deve sospendere l’allattamento. Fertilità Se lei è un uomo, esiste il rischio che il trattamento con bendamustina porti ad infertilità e prima dell’inizio del trattamento lei dovrebbe richiedere una consulenza sulla conservazione dello sperma.

Chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare qualsiasi medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Bendamustina cloridato compromette la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Non deve

guidare o usare macchinari se manifesta effetti indesiderati come capogiro o mancanza di coordinazione.

Come usarlo

Bendamustina medac è somministrata in vena nell’arco di 30 – 60 minuti in vari dosaggi, da sola (monoterapia) o in associazione con altri medicinali.

Il trattamento non deve essere iniziato se i suoi globuli bianchi (leucociti) e/o le sue piastrine sono scesi al di sotto di determinati livelli.

Il medico determinerà questi valori ad intervalli regolari.

Leucemia linfatica cronica • Bendamustina medac 100 mg per metro quadrato di superficie corporea (in base alla sua altezza e al suo peso corporeo): giorni 1 + 2

• Ripetere il ciclo dopo 4 settimane, fino a 6 volte

Linfoma non-Hodgkin
• Bendamustina medac 120 mg per metro quadrato di superficie corporea (in base alla sua altezza
e al suo peso corporeo): giorni 1 + 2
• Ripetere il ciclo dopo 3 settimane, almeno 6 volte

Mieloma multiplo
• Bendamustina medac 120 – 150 mg per metro quadrato di superficie corporea (in base alla sua
altezza e al suo peso corporeo): giorni 1 + 2
• Prednisone 60 mg per metro quadrato di superficie corporea (in base alla sua altezza e al suo

peso corporeo) per iniezione o per bocca: giorni 1 – 4 • Ripetere il ciclo dopo 4 settimane, almeno 3 volte

Il trattamento deve essere interrotto se i suoi globuli bianchi (leucociti) e/o le sue piastrine sono scesi a determinati livelli. Il trattamento può proseguire dopo che i valori dei globuli bianchi e quelli delle piastrine sono aumentati.

Compromissione renale o epatica A seconda del grado di compromissione della funzione epatica, può essere necessario aggiustare la dose (del 30 % in caso di compromissione epatica moderata). Bendamustina medac non deve essere usato se soffre di compromissione epatica grave. Non sono necessari aggiustamenti della dose in caso

di compromissione renale. Il medico responsabile deciderà se sia necessario un aggiustamento del dosaggio.

Come viene somministrata Il trattamento con Bendamustina medac deve essere effettuato solo da medici esperti nella terapia dei

tumori. Il suo medico le darà la dose esatta di Bendamustina medac usando le necessarie precauzioni. Il medico responsabile le somministrerà la soluzione per infusione dopo la preparazione come prescritto. La soluzione è somministrata in vena mediante infusione breve della durata di 30 - 60 minuti.

Durata della terapia Non vi è un limite di tempo prestabilito come regola generale per il trattamento con Bendamustina medac. La durata del trattamento dipende dalla malattia e dalla risposta al trattamento. Se è preoccupato o ha dei dubbi circa il trattamento con Bendamustina medac, si rivolga al medico o all’infermiere.

Se dimentica di usare Bendamustina medac In caso di dimenticanza di una dose di Bendamustina medac, il medico manterrà di solito il normale schema di dosaggio.

Se interrompe il trattamento con Bendamustina medac Il medico che la segue deciderà se interrompere il trattamento o passare a una differente preparazione.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Contatti il suo medico o cerchi immediatamente assistenza medica se nota uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati (frequenza non nota):

Eruzioni cutanee gravi compreso la sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica. Queste possono apparire come macchie rossastre simili a un bersaglio o chiazze circolari spesso con

bolle centrali sul tronco, desquamazione della pelle, ulcere della bocca, della gola, del naso, dei genitali e degli occhi e possono essere precedute da febbre e sintomi simil-influenzali.

Eruzioni cutanee diffuse, elevata temperatura corporea, aumento del volume dei linfonodi e coinvolgimento di più organi del corpo (reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici, nota anche come DRESS o sindrome da ipersensibilità a farmaci).

Alterazioni dei tessuti (necrosi) sono state osservate molto raramente a seguito di iniezione accidentale nel tessuto al di fuori dei vasi sanguigni (extravascolare). Una sensazione di bruciore nel punto di inserimento dell’ago per l’infusione può essere indicativa di una somministrazione del medicinale al di fuori dai vasi sanguigni. La conseguenza di una tale somministrazione può consistere in dolore ed in

difetti cutanei dovuti a cattiva guarigione. L’effetto indesiderato di Bendamustina medac che ne limita la dose è la compromissione della funzione del midollo osseo, che generalmente torna nella norma dopo il trattamento. La funzione soppressa del midollo osseo può portare a una bassa conta delle cellule del sangue, che a sua volta può portare ad un aumentato rischio di infezione, anemia o aumento del rischio di sanguinamento.

Molto comune (possono interessare più di 1 persona su 10)
• riduzione del numero dei globuli bianchi (leucopenia)
• riduzione del pigmento rosso del sangue (emoglobina)
• riduzione del numero delle piastrine (trombocitopenia)
• infezioni

• nausea
• vomito
• infiammazione delle mucose
• aumento del livello di creatinina nel sangue
• aumento del livello di urea nel sangue
•
•
•
febbre
affaticamento
mal di testa
Comune (possono interessare fino a 1 persona su 10)
• sanguinamento (emorragia)
• disturbi del metabolismo causati dalle morte delle cellule tumorali che rilasciano il loro
contenuto nel circolo ematico (sindrome da lisi tumorale)
• riduzione dei globuli rossi che può determinare pallore e causare debolezza o affanno (anemia)
• riduzione del numero dei neutrofili (neutropenia)

• reazioni di ipersensibilità come infiammazione allergica della pelle (dermatite), orticaria
• aumento degli enzimi epatici AST/ALT
• aumento dell’enzima fosfatasi alcalina
• aumento del pigmento biliare

• bassi livelli di potassio nel sangue
• alterazione della funzione (disfunzione) del cuore (palpitazioni, angina pectoris)
• disturbi del ritmo cardiaco (aritmia)
• bassa o alta pressione arteriosa (ipotensione ed ipertensione)
• alterata funzione polmonare
•

diarrea
• stipsi
• infiammazione in bocca (stomatite)
• perdita dell’appetito

• caduta dei capelli
• alterazioni cutanee
• assenza di ciclo mestruale (amenorrea)
• dolore
• insonnia

• brividi
• disidratazione
• capogiro
• rash prurito (orticaria)

Non comune (possono interessare fino a 1 persona su 100) • accumulo di liquidi nel sacco cardiaco (raccolta di liquido nello spazio pericardico)

• deficit di produzione di tutte le cellule del sangue (sindrome mielodisplastica)
• leucemia acuta
• attacco cardiaco, dolore toracico (infarto del miocardio)
• insufficienza cardiaca

Raro (possono interessare fino a 1 persona su 1.000)
• infezione del sangue (sepsi)
• gravi reazioni allergiche di ipersensibilità (reazioni anafilattiche)
• segni simili a reazioni anafilattiche (reazioni anafilattoidi)
• sonnolenza

• perdita della voce (afonia)
• collasso circolatorio acuto
• arrossamento della pelle (eritema)
• infiammazione della pelle (dermatite)

• prurito
• eruzione cutanea (esantema maculare)
• sudorazione eccessiva (iperidrosi)
• riduzione della funzione midollare, con conseguente possibile sensazione di malessere o che
può essere rilevata dagli esami del sangue

Molto raro (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)
•
•
•
infiammazione primaria atipica dei polmoni (polmonite)
distruzione dei globuli rossi
rapida diminuzione della pressione arteriosa a volte associata a reazioni cutanee o eruzione
cutanea (shock anafilattico)
• alterazione del senso del gusto
• alterazione della sensibilità (parestesia)
• malessere e dolore agli arti (neuropatia periferica)
• malattia del sistema nervoso (sindrome anticolinergica)
•

disturbi neurologici
• mancanza di coordinazione (atassia)
• infiammazione del cervello (encefalite)
• aumento del battito cardiaco (tachicardia)
• infiammazione delle vene (flebite)

• formazione di tessuto nei polmoni (fibrosi polmonare)
• infiammazione sanguinante dell’esofago (esofagite emorragica)
• sanguinamento dello stomaco o dell’intestino
• infertilità
• insufficienza multi-organo

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) • insufficienza epatica

• insufficienza renale
• frequenza cardiaca irregolare e spesso rapida (fibrillazione atriale)
• dolorosa eruzione cutanea rossa o violacea che si diffonde e forma vesciche e/o altre lesioni che
cominciano a manifestarsi nella membrana mucosa (ad esempio la bocca e le labbra), in
particolare se in precedenza aveva sensibilità alla luce, infezioni del sistema respiratorio (ad
esempio bronchite) e/o febbre

• eruzione da farmaci durante terapia di associazione con rituximab
• polmonite
• sanguinamento dai polmoni
• minzione eccessiva, anche di notte, e sete eccessiva anche dopo aver bevuto liquidi (diabete
insipido nefrogenico)

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta della scatola dopo Scad. Le prime due cifre indicano il mese e le ultime quattro cifre indicano l’anno. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservi il contenitore nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Nota sul periodo di validità dopo l’apertura o la preparazione della soluzione Dopo la ricostituzione e la diluizione, la stabilità chimica e fisica è stata dimostrata per 3,5 ore a 25°C/60 % UR e 2 giorni alla temperatura di 2 - 8°C in sacche di polietilene.

Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente. Se non usato immediatamente, i tempi di conservazione durante l’uso e le condizioni prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e di norma non superano le 24 ore alla temperatura di 2 - 8°C, a meno che la ricostituzione/diluizione (ecc.) non sia avvenuta in condizioni di asepsi controllate e convalidate.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Bendamustina medac • Il principio attivo è bendamustina cloridrato. 1 flaconcino contiene 25 mg di bendamustina cloridrato. 1 flaconcino contiene 100 mg di bendamustina cloridrato.

Dopo la ricostituzione 1 ml di concentrato contiene 2,5 mg di bendamustina cloridrato. • L’altro componente è mannitolo.

Descrizione dell’aspetto di Bendamustina medac e contenuto della confezione Polvere liofilizzata di colore bianco-biancastro in un flaconcino di vetro di colore ambrato con tappo e cappuccio in alluminio con capsula flip-top.

Flaconcini di vetro di tipo I da 25 ml. Flaconcini di vetro di tipo I da 50 ml.

Bendamustina medac è disponibile in confezioni da 1, 5 e 10 flaconcini per iniezione contenenti 25 mg di bendamustina cloridrato e 1 e 5 flaconcini per iniezione contenenti 100 mg di bendamustina cloridrato.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

medac Gesellschaft für klinische Spezialpräparate mbH Theaterstr. 6 22880 Wedel Germania

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio economico europeo con le seguenti denominazioni:

Danimarca Bendamedac 2,5 mg/ml

Francia Bendamustine medac 2,5 mg/ml poudre pour solution à diluer pour perfusion Germania Bendamustin medac 2,5 mg/ml Pulver für ein Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung Islanda Bendamustine medac 2,5 mg/ml Italia Bendamustina medac Lituania Bendamustine medac 2,5 mg/ml milteliai infuzinio tirpalo koncentratui

Paesi Bassi Bendamustine HCl medac 2,5 mg/ml, poeder voor concentraat voor oplossing voor infusie Svezia Bendamustine medac 2,5 mg/ml

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari:

Come per tutte le sostanze citotossiche simili, le misure di sicurezza per il personale infermieristico e medico sono più rigorose in quanto la preparazione presenta un potenziale effetto cancerogeno e di danno al genoma.

Evitare l’inalazione (inspirazione) e il contatto con la pelle e le membrane mucose durante la manipolazione di bendamustina (indossare guanti, indumenti protettivi e possibilmente una mascherina!). In caso di contaminazione di una parte del corpo, pulirla attentamente con acqua e sapone e risciacquare gli occhi con soluzione salina (isotonica) allo 0,9%. Se possibile, si consiglia di lavorare su speciali banchi da lavoro di sicurezza (flusso laminare) con foglio assorbente monouso, impermeabile ai liquidi. Gli articoli contaminati sono rifiuti citostatici. Attenersi alle linee guida nazionali sullo smaltimento dei materiali citostatici! Il personale in gravidanza non deve lavorare con agenti citostatici.

La soluzione pronta per l’uso deve essere preparata dissolvendo il contenuto di un flaconcino di

Bendamustina medac esclusivamente in acqua per preparazioni iniettabili, come indicato di seguito.
1. Preparazione del concentrato
• Un flaconcino di Bendamustina medac contenente 25 mg di bendamustina cloridrato è prima
dissolto in 10 ml, agitando la soluzione
• Un flaconcino di Bendamustina medac contenente 100 mg di bendamustina cloridrato è prima

dissolto in 40 ml, agitando la soluzione.

2. Preparazione della soluzione per infusione

Non appena ottenuta una soluzione limpida (generalmente dopo 5 – 10 minuti), diluire

immediatamente la dose totale raccomandata di Bendamustina medac con la soluzione salina (isotonica) allo 0,9 % per ottenere un volume finale di circa 500 ml. Bendamustina medac non deve essere diluita con altre soluzioni per infusione o iniezione. Bendamustina medac non deve essere

miscelata in un’infusione con altre sostanze.

Domande frequenti su BENDAMUSTINA KABI

Come si usa BENDAMUSTINA KABI?

BENDAMUSTINA KABI si presenta in forma di Polvere per concentrato per soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

BENDAMUSTINA KABI è disponibile senza ricetta?

No, BENDAMUSTINA KABI è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di BENDAMUSTINA KABI?

Il principio attivo di BENDAMUSTINA KABI è BENDAMUSTINA, BENDAMUSTINA CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di BENDAMUSTINA KABI?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: BENDAMUSTINA MEDAC, BENDAMUSTINA ACCORD, BENDAMUSTINA AUROBINDO, BENDAMUSTINA HIKMA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce BENDAMUSTINA KABI?

BENDAMUSTINA KABI è prodotto da FRESENIUS KABI ITALIA S.R.L..

Da quando BENDAMUSTINA KABI è autorizzato in Italia?

BENDAMUSTINA KABI ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2017-06-10.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Bendamustina Kabi 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Un flaconcino contiene 25 mg di bendamustina cloridrato. Un flaconcino contiene 100 mg di bendamustina cloridrato. 1 ml di concentrato contiene 2,5 mg di bendamustina cloridrato quando viene ricostituito in accordo al paragrafo 6.6. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Polvere per concentrato per soluzione per infusione. Polvere liofilizzata o compattata da bianca a biancastra. pH: 2,5-3,5 Osmolalità: 200-320 mOsmol/Kg.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento di prima linea della leucemia linfatica cronica (stadio Binet B o C) in quei pazienti per i quali non è appropriata una chemioterapia contenente fludarabina. Linfoma non-Hodgkin indolente come monoterapia in pazienti che hanno avuto una progressione di malattia durante o entro 6 mesi dal trattamento con rituximab o con un regime terapeutico contenente rituximab. Trattamento di prima linea del mieloma multiplo (stadio Durie – Salmon II con progressione o stadio III) in associazionecon prednisonein pazienti oltre i 65 anni di età che non sono eleggibili a trapianto autologo di cellule staminali e che presentano neuropatia clinica al momento della diagnosi che precluda l’uso di un trattamento contenente talidomide o bortezomib.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Per infusione endovenosa della durata di 30 – 60 minuti (vedere paragrafo 6.6). L’infusionedeve essere somministrata sotto la supervisionedi un medico qualificato ed esperto nell’uso di agenti chemioterapici. La riduzione della funzione midollare è correlata all’aumento della tossicità ematologica indotta dai chemioterapici. Il trattamento non deve essere iniziato se i valori dei leucociti e/o delle piastrine scendono rispettivamente a < 3.000/μl o < 75.000/μl (vedere paragrafo 4.3). Monoterapia per leucemia linfatica cronica. 100 mg/m 2 di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2; ogni 4 settimane. Monoterapia per Linfoma non-Hodgkin indolente refrattario al rituximab. 120 mg/m² di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2; ogni 3 settimane. Mieloma multiplo 120 – 150 mg/m² di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2, 60 mg/m² per superficie corporea di prednisone e.v. o per os nei giorni da 1 a 4; ogni 4 settimane.

Il trattamento deve essere interrotto o ritardato se i valori dei leucociti e/o delle piastrine scendono rispettivamente a < 3.000/μl o < 75.000/μl. Il trattamento può essere continuato dopo che i valori dei leucociti sono aumentati a > 4.000/μl e quelli delle piastrine a > 100.000/μl. Il valore minimo (nadir) di leucociti e piastrine è raggiunto dopo 14-20 giorni, con rigenerazione dopo 3-5 settimane. Si raccomanda un rigoroso monitoraggio della conta ematica durante gli intervalli liberi dalla terapia (vedere paragrafo 4.4). In caso di tossicità non ematologica leriduzioni di dose devono essere basate sul grado peggiore secondo i Criteri Comuni di Tossicità (CTC) osservato nel ciclo precedente. Una riduzione del 50% della dose è raccomandata in caso di CTC di grado 3. Si raccomanda l’interruzione del trattamento in caso di CTC di grado 4. Se un paziente richiede una variazione della dose, la dose ridotta calcolata individualmente deve essere somministrata nei giorni 1 e 2 del rispettivo ciclo di trattamento. Compromissione epatica Sulla base dei dati di farmacocinetica, non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissioneepatica lieve(bilirubinasierica<1,2 mg/dl). Si raccomanda una riduzione della dose del 30% nei pazienti con compromissione epatica moderata (bilirubina sierica 1,2 - 3,0 mg/dl). Non sono disponibili dati in pazienti con compromissione epatica severa (bilirubina sierica > 3,0 mg/dl) (vedere paragrafo 4.3). Compromissione renale Sulla base dei dati di farmacocinetica, non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con clearance della creatinina > 10 ml/min (vedere paragrafo 5.2). L’esperienza relativa a pazienti con compromissione renale severa è limitata. Pazienti pediatrici Non ci sono esperienze su bambini e adolescenti trattati con bendamustina. Pazienti anziani Non ci sono evidenze che siano necessari aggiustamenti di dose nei pazienti anziani (vedere paragrafo 5.2). Modo di somministrazione Per le istruzioni sulla ricostituzione, diluizione e somministrazione del medicinale, vedere paragrafo 6.6.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1. Durante l’allattamento. Compromissione epatica severa (bilirubina sierica > 3,0 mg/dl). Ittero. Grave soppressione midollare e gravi alterazioni della conta ematica (valori di leucociti e/o di piastrine scesi rispettivamente a < 3.000/μl o < 75.000/μl). Interventi di chirurgia maggiore entro 30 giorni prima dell’inizio del trattamento. Infezioni, soprattutto quando comportano leucocitopenia. Vaccinazione contro la febbre gialla.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Anafilassi Negli studi clinici si sono verificate comunemente reazioni infusionali alla bendamustina cloridrato. I sintomi sono generalmente lievi e includono febbre, brividi, prurito ed eruzione cutanea. In rari casi si sono verificate reazioni anafilattiche e anafilattoidi severe. I pazienti devono essere interrogati in merito a sintom

3 indicativi di reazioni infusionali dopo il primo ciclo di terapia. Si devono prendere in considerazione misure per prevenire reazioni severe, inclusi gli antistaminici,gli antipiretici ei corticosteroidi nei cicli successivi nei pazienti che hanno in precedenza manifestato reazioni infusionali. Pazienti che hanno manifestato reazioni di tipo allergico di grado 3 o maggiore, solitamente non sono stati ritrattati. Mielosoppressione I pazienti trattati con bendamustina cloridrato possono manifestare mielosoppressione. In caso di mielosoppressione dovuta al trattamento, leucociti, piastrine, emoglobina e neutrofili devono essere controllati almeno settimanalmente. Prima di iniziare il ciclo di terapia, sono raccomandati i seguenti parametri: valori di leucociti e/o di piastrine rispettivamente > 4.000/μl o > 100.000/μl. Infezioni Si sono verificate infezioni gravi e fatali con bendamustina cloridrato, incluse infezioni opportunistiche come la polmonite da Pneumocytis jirovecii (PJP),il virus della varicella zoster (VZV) e il citomegalovirus (CMV). I pazienti con neutropenia e/o linfopenia dopo trattamento con bendamustina cloridrato sono più sensibili alle infezioni. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi respiratori durante il trattamento. I pazienti devono essere avvisati di segnalare immediatamente nuovi segni di infezione, inclusa febbre o sintomi respiratori. Riattivazione dell'epatite B La riattivazionedell'epatiteB nei pazienti che sono portatori cronici di questo virus si è verificata dopo che questi pazienti hanno ricevuto bendamustina cloridrato. Alcuni casi hanno portato a insufficienza epatica acuta o un esito fatale. I pazienti devono essere testati per l'infezione da HBV prima di iniziare il trattamento con bendamustina cloridrato. Gli esperti delle malattie epatiche e del trattamento di epatite B devono essere consultati prima cheil trattamento venga iniziato in pazienti con sierologia positiva per l'epatite B (inclusi quelli con malattia in fase attiva) e per i pazienti che risultano positivi all'infezione da HBV durante il trattamento. I portatori di HBV, che richiedono un trattamento con bendamustina cloridrato devono essere attentamente monitorati per segni e sintomi di infezione da HBV attiva per tutto il corso della terapia e per alcuni mesi dopo la fine della terapia (vedere paragrafo 4.8). Reazioni cutanee È stato riportato un certo numero di reazioni cutanee. Questi eventi hanno incluso rush,reazioni tossiche cutanee ed esantema bolloso. Casi di sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN), alcuni dei quali fatali, sono stati riportati con l’uso di bendamustina cloridrato. Alcuni eventi si sono manifestati quando bendamustina cloridrato è stata somministrata in associazione con altri agenti anticancerogeni e per questo motivo è incerta la precisa correlazione. Quando insorgono reazioni cutanee, queste possono progredire e aumentare di gravità con ulteriori trattamenti. Se le reazioni cutanee peggiorano, la somministrazione di Bendamustina Kabi va interrotta o sospesa. Per reazioni cutanee gravi dove si sospetta una relazione con bendamustina cloridrato, il trattamento deve essere sospeso. Pazienti con disturbi cardiaci Durante il trattamento con bendamustina cloridrato, deve essere strettamente monitorata la concentrazione di potassio nel sangue,devono essere somministrati supplementi di potassio in presenza di valori di K + < 3,5 mEq/l e vanno eseguite registrazioni ECG. Nausea, vomito Può essere somministrato un antiemetico per il trattamento sintomatico di nausea e vomito. Sindrome da lisi tumorale Nel corso dellesperimentazioni clinicheèstata riportata sindrome da lisi tumorale (TLS) associata al trattamento con bendamustina. La sindrome da lisi tumorale insorge generalmente entro le 48 ore dalla prima dose di bendamustina e, senza interventi, può condurre ad insufficienza renale acuta e morte. Misure preventive come una adeguata idratazione, lo stretto monitoraggio degli esami ematochimici, in particolarepotassiemia ed uricemia e l’uso di farmaci ipouricemici (allopurinolo e rasburicase) dovrebbe essere considerato prima di iniziare la terapia.

Quando bendamustina e allopurinolo vengono somministrati in concomitanza, sono stati segnalati alcuni casi di sindrome di Stevens-Johnson e di Necrolisi Epidermica Tossica. Contraccezione Bendamustina cloridrato è teratogena e mutagena. Durante il trattamento le donne non dovrebbero iniziareuna gravidanza. I pazienti maschi non devono concepire un figlio durante e nei 6 mesi successivi al trattamento. Devono essere informati in merito alla conservazione dello sperma prima del trattamento con bendamustina cloridrato, a causa di possibile infertilità irreversibile. Stravaso Una iniezione extravasale deve essere interrotta immediatamente. L’ago deve essere rimosso dopo una breve aspirazione. Dopo ciò, l’area tissutale coinvolta dallo stravaso deve essere raffreddata e il braccio sollevato. Trattamenti supplementari, come l’uso di corticosteroidi, non sono di chiaro beneficio.

4.5 Interazione con altri medicinali ed altre forme di interazione

Non sono stati condotti studi d’interazione in vivo. Quando bendamustina è somministrato in associazionecon agenti mielosoppressori,l’effetto sul midollo osseo di bendamustina e/o dei co-medicamenti può venire potenziato. Qualunque trattamento che riduca lo stato funzionale del paziente o che peggiori la funzione midollare può aumentare la tossicità di bendamustina. L’associazionedi bendamustina con ciclosporina o tacrolimus può produrre una eccessiva immunosoppressione, con rischio di linfoproliferazione. I citostatici possono ridurrela formazionedi anticorpi dopo vaccinazionecon virus vivo ed aumentare il rischio di infezioni ad esito fatale. Il rischio è aumentato nei soggetti che sono già immunodepressi a causa della loro malattia di base. Il metabolismo di bendamustina coinvolgeil citocromo P450(CYP) isoenzima 1A2 (vedere paragrafo 5.2). Pertanto esistela possibilità di interazionecon gli inibitori CYP 1A2, quali fluvoxamina,ciprofloxacina,aciclovirecimetidina.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Donne in età fertile/contraccezione/fertilità Le donne in età fertile devono usare metodi di contraccezione efficaci sia prima che durante la terapia con Bendamustina Kabi. Agli uomini in trattamento con Bendamustina Kabi si raccomanda di non concepire figli durante e sino a sei mesi dopo la cessazionedel trattamento. Devono essere informati in merito alla conservazione dello sperma prima del trattamento, a causa della possibilità di infertilità irreversibile dovuta alla terapia con bendamustina. Gravidanza I dati sull’uso di bendamustina cloridrato nelle donne in gravidanza sono insufficienti. In studi non clinici, bendamustina cloridrato è risultata embrio-fetoletale, teratogena e genotossica (vedere paragrafo 5.3). Durante la gravidanza Bendamustina Kabi non deve essere usato, se non strettamente necessario. La madre deve essere informata sui rischi per il feto. Se il trattamento con Bendamustina Kabi è assolutamente necessario durante la gravidanza o sela gravidanza si verifica durante il trattamento, la paziente deve essere informata sui rischi per il nascituro e deve essere monitorata attentamente. Si deve considerare la possibilità di una consulenza genetica. Allattamento Non è noto se bendamustina sia escreta nel latte materno, perciò bendamustina è controindicato durante il periodo di allattamento (vedere paragrafo 4.3). L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con Bendamustina Kabi.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati condotti studi sugli effetti sulla capacità di guidare e sull’uso dei macchinari.

Tuttavia, sono state segnalate atassia, neuropatia periferica e sonnolenza durante il trattamento con bendamustina cloridrato (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvisati che, nel caso in cui manifestino tali sintomi, devono evitare attività potenzialmente pericolose come guidare veicoli ed utilizzare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le più comuni reazioni avverse con bendamustina cloridrato sono reazioni avverse ematologiche (leucopenia, piastrinopenia), tossicità dermatologica (reazioni allergiche), sintomi costituzionali (febbre), sintomi gastrointestinali (nausea, vomito). La tabella seguente riflette i dati ottenuti con bendamustina cloridrato. Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune ≥ 1/10 Comune ≥ 1/100 a < 1/10 Non comune ≥ 1/1.000 a < 1/100 Raro ≥ 1/10.000 a < 1/1.000 Molto raro < 1/10.000 Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Infezioni e infestazioni Infezioni NOS* Infezioni opportunistiche (incluso Herpes Zoster, citomegalovirus, epatite B) Polmonite da Pneumocystis jirovecii Sepsi Polmonite atipica primaria Tumori benigni, maligni Sindrome da lisi tumorale Sindrome mielodisplastica, leucemia mieloideacuta Patologiedel sistema emolinfopoietico Leucopenia NOS*, trombocitopenia Emorragia, anemia, neutropenia Pancitopenia Insufficienza midollare Emolisi Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità NOS* Reazione anafilattica, reazione anafilattoide Shock anafilattico Patologiedel sistema nervoso Mal di testa Insonnia, vertigini Sonnolenza, afonia Disgeusia, parestesia, neuropatia sensoriale periferica, sindrome anticolinergica, disordini neurologici, atassia, encefalit

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune ≥ 1/10 Comune ≥ 1/100 a < 1/10 Non comune ≥ 1/1.000 a < 1/100 Raro ≥ 1/10.000 a < 1/1.000 Molto raro < 1/10.000 Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie cardiache Disfunzione cardiaca,come palpitazioni, angina pectoris, aritmia Versamento pericardico Tachicardia Fibrillazione atriale Patologie vascolari Ipotensione, ipertensione Insufficienza circolatoria acuta Flebite Patologie respiratorie, toracichee mediastiniche Disfunzione polmonare Fibrosi polmonare Patologie gastrointestinali Nausea, Vomito Diarrea, Costipazione, Stomatite Esofagite emorragica, emorragia gastrointestinale Patologiedella cute e del tessuto sottocutaneo Alopecia, patologiedella cute NOS* Eritema, dermatite, prurito, eruzione maculopapulosa, iperidrosi Sindrome di StevensJohnson Necrolisi epidermica tossica (TEN) Patologierenali e urinarie Insufficienza renale Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Amenorrea Infertilità Patologie epatobiliari Insufficienza epatica Patologie sistemichee condizioni relative alla sededi somministrazione Infiammazione allemucose, affaticamento, piressia Dolore, brividi, disidratazione, anoressia Insufficienza multi-organo Esami diagnostici Diminuzione dell’emoglobina, diminuzione della creatinina, aumento dell’urea Aumento AST, aumento ALT, aumento della fosfatasi alcalina, aumento della bilirubina, ipokaliemia NOS = non altrimenti specificat

Descrizione di una selezione di reazioni avverse Il rapporto CD4/CD8 può essere ridotto. È stata osservata una riduzione della conta dei linfociti. Nei pazienti immuno-soppressi potrebbe aumentare il rischio di infezione (es. con herpes zoster, CMV, PJP). Ci sono stati casi isolati di necrosi dopo somministrazioneaccidentaleextra-vascolare,sindromeda lisi tumorale e anafilassi. Il rischio della sindrome mielodisplastica e leucemia mieloide acuta aumenta nei pazienti trattati con agenti alchilanti (inclusa la bendamustina). Il tumore maligno secondario può svilupparsi molti anni dopo l’interruzione della chemioterapia. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Dopo una somministrazione di 30 minuti di infusione di bendamustina una volta ogni 3 settimane, la dose massima tollerata (MTD) è stata 280 mg/m². Sono insorti eventi cardiaci CTC grado 2 compatibili con modificazioni ischemiche dell’ECG e che sono stati considerati “dose limitanti”. In uno studio successivo con infusione di bendamustina di 30 minuti nei giorni 1 e 2 ogni 3 settimane, la MTD è stata 180 mg/m². La tossicità “dose limitante” è stata rappresentata da piastrinopenia di grado 4. Con questo schema, la tossicità cardiaca non è stata di tipo “dose-limitante”. Contromisure Non esiste un antidoto specifico. Come contromisure efficaci nel controllo degli effetti collaterali ematologici possono essere effettuati il trapianto di midollo osseo e trasfusioni (piastrine, eritrociti concentrati) oppure possono essere somministrati fattori di crescita ematologici. Bendamustina cloridrato e i suoi metaboliti sono dializzabili in misura ridotta.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Gruppo farmacoterapeutico: agenti antineoplastici, agenti alchilanti, codice ATC: L01AA09. Bendamustina cloridrato è un agente alchilante antitumorale con peculiare attività. L’azione antineoplastica e citocida dellabendamustina cloridrato si basa fondamentalmente su un cross-linking per alchilazione sul DNA a singola e doppia elica. Di conseguenza, le funzioni di matrice, sintesi e riparazione del DNA sono compromesse. L’azione antitumorale della bendamustina cloridrato è stata dimostrata in numerosi studi in vitro condotti su differenti linee cellulari di tumori umani (cancro della mammella, cancro polmonare a piccole cellule e non a piccole cellule, carcinoma dell’ovaio e differenti leucemie) e studi in vivo in differenti modelli sperimentali di tumore con tumori del topo, ratto e di origine umana (melanoma, cancro della mammella, sarcoma, linfoma, leucemia e cancro polmonare a piccole cellule). Bendamustina cloridrato ha mostrato un profilo di attività in linee di cellule tumorali umane differente da quello di altri agenti alchilanti. Il principio attivo ha rivelato una molto bassa o nulla resistenza crociata nelle linee cellulari di tumori umani con differenti meccanismi di resistenza, almeno in parte legati ad una interazione comparativamente persistente sul DNA. È stato inoltre dimostrato in studi clinici che non sussiste una completa resistenza crociata della bendamustina con antracicline, agenti alchilanti o rituximab. Tuttavia il numero di pazienti valutati è esiguo. Leucemia linfatica cronic

L’indicazione per l’impiego nella leucemia linfatica cronica è supportata da un solo studio in aperto, che ha confrontato bendamustina con clorambucil. In questo studio prospettico, multicentrico, randomizzato sono stati inclusi 319 pazienti non precedentemente trattati con leucemia linfatica cronica stadio Binet B o C. Il trattamento di prima linea con bendamustina cloridrato 100 mg/m² e.v. nei giorni 1 e 2 (BEN) è stato confrontato con clorambucil 0,8 mg/kg nei giorni 1 e 15 (CLB), per 6 cicli in entrambi i gruppi di trattamento. Ai pazienti è stato somministrato allopurinolo al fine di prevenire la sindrome da lisi tumorale. I pazienti con BEN hanno mostrato una sopravvivenza mediana libera da progressione significativamente più lunga rispetto a pazienti trattati con CLB (21,5 mesi versus 8,3 mesi, p < 0,0001 nell’ultimo follow-up). La sopravvivenza complessiva non ha mostrato una differenza statisticamentesignificativa (mediana non raggiunta). La durata mediana della remissione è stata 19 mesi con BEN e 6 mesi con CLB (p < 0,0001). La valutazione della sicurezza in entrambi i gruppi trattati non ha mostrato effetti indesiderati inaspettati per tipologia e frequenza. Il dosaggio di BEN è stato ridotto nel 34% dei pazienti. Il trattamento con BEN è stato interrotto nel 3,9% dei pazienti a seguito di reazioni allergiche. Linfoma non-Hodgkin indolente L’indicazione nel linfoma non-Hodgkin indolente si basa su due studi non controllati di fase II. Nel principale studio prospettico multicentrico in aperto, 100 pazienti con linfoma non-Hodgkin indolente a cellule B refrattario a rituximab in monoterapia o in associazione sono stati trattati con BEN in monoterapia. I pazienti avevano ricevuto mediamente 3 cicli preliminari di chemioterapia o terapia biologica.Il numero mediano di cicli precedenti contenenti rituximab era 2. I pazienti non avevano risposta o erano progrediti entro 6 mesi dal trattamento con rituximab. Il dosaggio di BEN è stato 120 mg/m² e.v. nei giorni 1 e 2, pianificato per almeno 6 cicli. La durata del trattamento era legata alla risposta (6 cicli pianificati). Il tasso complessivo della risposta è stato del 75% includendo il 17% di risposte complete (CR e CRu) ed il 58% di risposte parziali, come valutato da un comitato revisore indipendente. La durata mediana della remissione è stata 40 settimane. BEN è stata generalmente ben tollerata quando somministrata secondo questi dosaggi e schemi di terapia. L’indicazione è inoltre supportata da un altro studio prospettico multicentrico in aperto su 77 pazienti. La popolazionedei pazienti era più eterogenea e comprendeva linfomi non-Hodgkin indolenti o trasformati a cellule B refrattari a rituximab in monoterapia o in associazione.I pazienti non avevano risposta o erano progrediti entro i 6 mesi dal trattamento o avevano avuto una reazione sfavorevole con il precedente trattamento con rituximab. I pazienti avevano ricevuto una mediana di 3 precedenti cicli di chemioterapia o di terapia biologica. Il numero mediano dei precedenti cicli di terapia con rituximab era 2. Il tasso complessivo di risposta è stato del 76%, con una durata mediana di risposta di 5 mesi (29 settimane [95% IC 22,1-43,1]). Mieloma multiplo In uno studio clinico prospettico multicentrico randomizzato in aperto,sono stati inclusi 131 pazienti con mieloma multiplo in fase avanzata (Durie-Salmon stadio II in progressione o stadio III). La terapia di prima linea con bendamustina cloridrato associata a prednisone (BP) è stata confrontata ad un trattamento con melphalan e prednisone (MP). Né l’eleggibilità a trapianto, né la presenza di specifiche co-morbilità hanno influenzato l’inclusionedei pazienti nello studio.Il dosaggio usato èstato bendamustina cloridrato 150 mg/m² e.v. nei giorni 1 e 2 oppure melphalan 15 mg/m² e.v. nel giorno 1, ciascuno in associazione con prednisone. La durata del trattamento era dipendente dalla risposta ed è stata mediamente di 6,8 cicli nel gruppo BP e 8,7 nel gruppo MP. I pazienti trattati con BP hanno avuto una sopravvivenza mediana libera da progressione più lunga ri spetto ai pazienti trattati con MP (15 mesi [95% IC 12-21] versus 12 mesi [95% IC 10-14]) (p = 0,0566). Il tempo mediano al fallimento del trattamento è stato 14 mesi nel gruppo trattato con BP e 9 mesi con MP. La durata della remissione è stata 18 mesi con il trattamento BP e 12 mesi con MP. La sopravvivenza globale non è stata significativamente differente (35 mesi con BP versus 33 mesi con MP). La tollerabilità in entrambi i gruppi di trattamento è stata in linea con il profilo di sicurezza conosciuto dei rispettivi medicinali,con una riduzionedella dosesignificativamente maggiore nel gruppo trattato con BP.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Distribuzion

L’emivita di eliminazionet1/2ß dopo 30 minuti di infusionee.v. di 120 mg/m² di superficiecorporea in 12 soggetti è stata pari a 28,2 minuti. Dopo 30 minuti di infusionee.v. il volumecentrale di distribuzioneè stato 19,3 l. In condizioni stabili a seguito di un’iniezione in bolo e.v., il volume di distribuzione è stato 15,8–20,5 l. Oltre il 95% della sostanza è legata alle proteine plasmatiche (principalmente albumina). Metabolismo La principale via d’eliminazione di bendamustina è l’idrolisi a monoidrossi - e diidrossibendamustina. La formazione di N-desmetil-bendamustina e gamma-idrossi-bendamustina da parte del metabolismo epatico è ad opera del citocromo P450 (CYP) isoenzima 1A2. Un’altra importante via metabolica della bendamustina è la coniugazione con il glutatione. Negli studi in vitro, bendamustina non inibisce CYP 1A4, CYP 2C9/10, CYP 2D6, CYP 2E1 e CYP 3A4. Eliminazione La clearance media totale dopo 30 minuti di infusione e.v. di 120 mg/m² di superficie corporea in 12 soggetti è stata 639,4 ml/min. Circa il 20%della dose somministrata è stata ritrovata nelle urine entro le 24 ore. Le quantità escrete nelle urine sono state nell’ordine: monoidrossi bendamustina> bendamustina> diidrossi -bendamustina> metabolita ossidato> N-desmetil-bendamustina. Nella bile sono principalmente eliminati i metaboliti polari. Compromissione epatica In pazienti con il 30 – 70% di coinvolgimento tumoraledel fegato ed insufficienza epatica lieve(bilirubina sierica < 1,2 mg/dl), il comportamento farmacocinetico non è cambiato. Non ci sono state significative differenze rispetto ai pazienti con normale funzione epatica e renale per quanto riguarda Cmax, tmax, AUC, t1/2ß, volume di distribuzione e clearance. AUC e clearance corporea totale di bendamustina correlano inversamente con la bilirubina sierica. Compromissione renale Nei pazienti con clearancedella creatinina > 10 ml/min, compresi i pazienti dipendenti da dialisi, non sono state osservate significative differenze rispetto a pazienti con normale funzione epatica e renale per quanto riguarda Cmax, t max, AUC, t 1/2ß, volume di distribuzione e clearance. Pazienti anziani Soggetti di età fino a 84 anni sono stati inclusi negli studi di farmacocinetica. L’età più elevata non influenza la farmacocinetica di bendamustina.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le reazioni avversenon osservatedurante gli studi clinici, ma osservate in studi animali per livelli di esposizione simili all’esposizione clinica e con possibile rilevanza per uso clinico, sono state le seguenti: indagini istologiche nei cani hanno mostrato iperemia macroscopica della mucosa ed emorragia nel tratto gastrointestinale. Indagini microscopiche hanno mostrato estese modifiche del tessuto linfatico, indicanti immuno-soppressione e modifiche tubulari dei reni e testicoli, così come modifiche atrofiche necrotiche dell’epitelio della prostata. Studi negli animali hanno mostrato che bendamustina è embriotossica e teratogena. Bendamustina induce aberrazione dei cromosomi ed è mutagena in vivo come in vitro. Bendamustina è risultata cancerogena in studi a lungo termine nei topi femmina.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

6.2 Incompatibilità

Questo prodotto medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti, ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

10

6.3 Periodo di validità

Non aperto: 3 anni. La polvere deve essere ricostituita immediatamente dopo l’apertura del flaconcino. Il concentrato ricostituito deve essere diluito immediatamente con 9 mg/ml (0,9%) di sodio cloruro soluzione. Soluzione per infusione Dopo ricostituzionee diluizionela stabilità chimica e fisica è stata dimostrata per 3,5 ore a 25°C/60% RH e per 2 giorni a 2°C-8°C in sacche di polietilene. Da un punto di vista microbiologico, la soluzione deve essere immediatamente usata. Se non usata immediatamente, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell'uso sono responsabilità dell’utilizzatoreenormalmente non superiori a 24 ore a 2-8°C a meno che la ricostituzione/diluizionenon avvenga in condizioni di asepsi controllate e validate.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito o diluito, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flaconcini in vetro di tipo I ambrato da 20 ml o 50 ml con tappi in gomma clorobutilica e sigillati con chiusura in alluminio di tipo flip off verde o blu. I flaconcini da 20 ml contengono 25 mg di bendamustina cloridrato e sono forniti in confezioni da 1, 5, 10 e 20 flaconcini. I flaconcini da 50 ml contengono 100 mg di bendamustina cloridrato e sono forniti in confezioni con 1 e 5 flaconcini. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Quando si maneggia Bendamustina Kabi deve essere evitata l’inalazione, il contatto con la pelle o il contatto con le mucose (indossare guanti ed abiti di protezione). Parti del corpo contaminate devono essere accuratamente risciacquatecon acqua e sapone, gli occhi devono essere risciacquati con soluzionefisiologica salina. Se possibile, si raccomanda di lavoraresu speciali banchi da lavoro di sicurezza (flusso laminare) utilizzando foglio assorbente usa-e-getta impermeabile a liquidi. Il personale in gravidanza deve essere escluso dal maneggiare citostatici. La polvere per concentrato per soluzione per infusione deve essere ricostituita con acqua per preparazioni iniettabili,diluita con soluzioneiniettabile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) e poi somministrata tramite infusione endovenosa. Deve essere usata una tecnica asettica. 1. Ricostituzione Ricostituireogni flaconcino di Bendamustina Kabi contenente 25 mg di bendamustina cloridrato in 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili agitando la soluzione. Ricostituire ogni flaconcino di Bendamustina Kabi contenente 100 mg di bendamustina cloridrato in 40 ml di acqua per preparazioni iniettabili agitando la soluzione. Il concentrato ricostituito contiene 2,5 mg di bendamustina cloridrato per ml ed appare come una soluzione chiara da incolore a leggermente gialla. 2. Diluizion

Appena si ottiene una soluzione limpida (in genere dopo 5-10 minuti) diluire immediatamente la dose totale raccomandata di Bendamustina Kabi con soluzione di NaCl 0,9% per ottenere un volume finale di circa 500 ml. Bendamustina Kabi deve essere diluita con soluzione di NaCl 0,9% e con nessun’altra soluzione iniettabile. 3. Somministrazione La soluzione è somministrata tramite infusione endovenosa della durata di 30–60 min. I flaconcini sono solo per uso singolo. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivanti da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Fresenius Kabi Oncology Plc. Lion Court, Farnham Road Bordon, Hampshire, GU35 0NF Regno Unito Fresenius Kabi Italia S.r.l. Via Camagre, 41 37063 Isola della Scala (Verona)

8. Numero (i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

045121011 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 1 flaconcino da 25 mg 045121023 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 5 flaconcini da 25 mg 045121035 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 10 flaconcini da 25 mg 045121047 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 20 flaconcini da 25 mg 045121050 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 1 flaconcino da 100 mg 045121062 - "2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluzione per infusione" 5 flaconcini da 100 mg

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

16 maggio 2017

10. Data di revisione del testo

Novembre 2017Novembre 2018

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