BIMATOPROST EG

Principio attivo: BIMATOPROST · ATC S01EE03 · EG S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"0,1 MG/ML COLLIRIO SOLUZIONE" 1 FLACONE IN LDPE DA 3 ML A 9,79 € 9,79 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: BIMATOPROST
Forma farmaceutica: Collirio, soluzione
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 0.3 mg/ml COLLIRIO, SOLUZIONE
  • 0.1 mg/ml COLLIRIO, SOLUZIONE
Via di somministrazione: OFTALMICA
Titolare AIC: EG S.P.A.
Codice ATC: S01EE03
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· BIMATOPROST MYLAN - MYLAN S.P.A.
· BIMADOC - DOC GENERICI SRL
· LUMIGAN - BB FARMA S.R.L.
· LUMIGAN - FARMA 1000 S.R.L.
· BIMATOPROST SANDOZ GMBH - SANDOZ GMBH
· AMIRIOX - SIFI S.P.A.
· BIALVIZ - GENETIC S.P.A.
· BIMANEXT - FB VISION SPA
· LUMIGAN - ABBVIE DEUTSCHLAND GMBH & CO. KG
· BRINUS - GENETIC S.P.A.
· LUMIGAN - FARMED S.R.L.
· VISUPLAIN - VISUFARMA S.P.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

BIMATOPROST EG è un farmaco antiglaucoma. Esso appartiene ad una categoria di farmaci chiamati prostamidi.

BIMATOPROST EG è utilizzato per ridurre la pressione oculare elevata. Questo medicinale può essere utilizzato da solo oppure insieme ad altri colliri chiamati beta-bloccanti, che servono ugualmente a ridurre la pressione nell’occhio.

L’occhio contiene un liquido limpido, a base acquosa, che ne nutre il suo interno. Tale liquido viene eliminato costantemente dall’occhio e nuovo liquido viene prodotto per sostituire quello

eliminato. Se il liquido non viene eliminato abbastanza velocemente, la pressione all’interno dell’occhio subisce un innalzamento. Questo medicinale serve ad aumentare la quantità di liquido che viene eliminato, riducendo così la pressione all’interno dell’occhio. La pressione oculare elevata, se non viene ridotta, può provocare una malattia denominata glaucoma e può alla fine causare danni alla vista.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml

Pag. 1 di 16

- se è allergico al bimatoprost o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6);
- se in passato ha dovuto interrompere l'uso del collirio a causa di un effetto indesiderato

dovuto al conservante benzalconio cloruro.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml. Consulti il medico se:

- soffre di problemi respiratori;
- ha problemi al fegato o ai reni;
- è stato/a operato/a di cataratta in passato;
- soffre di secchezza oculare;
- ha o ha avuto problemi della cornea (la parte trasparente anteriore dell'occhio);
- porta le lenti a contatto (vedere "BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml contiene benzalconio

cloruro");
- soffre o ha sofferto di ipotensione o bradicardia;
- ha avuto un'infezione virale o un'infiammazione degli occhi.

BIMATOPROST EG può causare l’imbrunimento e l’allungamento delle ciglia, inoltre può imbrunire la pelle intorno alle palpebre. Con il tempo anche il colore dell’iride può scurirsi. Questi cambiamenti possono essere permanenti e si notano maggiormente se il trattamento riguarda un solo occhio. Bambini ed adolescenti BIMATOPROST EG non è stato testato su pazienti al di sotto dei 18 anni pertanto non deve essere utilizzato in pazienti al di sotto dei 18 anni di età.

Altri medicinali e BIMATOPROST EG Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

BIMATOPROST EG può passare nel latte materno, pertanto è consigliabile non allattare durante il trattamento con BIMATOPROST EG.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Dopo la somministrazione di BIMATOPROST EG, si potrebbe avere un transitorio appannamento visivo. In questo caso non guidi veicoli, né utilizzi macchinari fino a quando la visione non sia tornata nitida.

BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml contiene benzalconio cloruro Non utilizzi il collirio mentre indossa le lenti a contatto. Dopo la somministrazione del collirio attenda 15 minuti prima di rimettere le lenti a contatto. Il conservante presente in BIMATOPROST EG, denominato benzalconio cloruro, può causare irritazione oculare e può scolorire le lenti a contatto morbide.

Pag. 2 di 16

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

BIMATOPROST EG deve essere applicato solamente negli occhi. La dose raccomandata è una

goccia di BIMATOPROST EG una volta al giorno, alla sera, in ogni occhio da trattare.

Se usa BIMATOPROST EG con un altro medicinale per gli occhi, applichi prima BIMATOPROST EG e attenda 5 minuti prima di applicare l’altro medicinale per gli occhi.

Non lo usi più di una volta al giorno, poiché l’efficacia del trattamento potrebbe essere ridotta.

Istruzioni per l’uso: Non utilizzi il flacone se il sigillo di garanzia sul collo del flacone non risulta integro prima dell’uso.

1. 2. 3. del 4.

1. Si lavi le mani. Porti la testa all’indietro e guardi in alto.

2. Abbassi lentamente la palpebra inferiore così da formare una piccola tasca.

3. Capovolga il flacone e eserciti una leggera pressione per far fuoriuscire una goccia di collirio per ogni occhio da trattare.

4. Lasci andare la palpebra inferiore e chiuda l’occhio per 30 secondi.

Asciughi qualsiasi eccesso che scorra lungo la guancia. Se la goccia non entra nell’occhio, ripeta l’operazione.

Per evitare infezioni e lesioni all’occhio, la punta del flacone non deve toccare né l’occhio né venire a contatto con altre superfici. Subito dopo aver utilizzato il flacone, chiuderlo bene riavvitando il tappo.

Se usa più BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml di quanto deve Se usa più BIMATOPROST EG di quanto dovuto, è improbabile che ciò possa causare serie conseguenze. Somministri la dose successiva all’ora usuale. Se ciò la preoccupa, consulti il medico o il farmacista.

Pag. 3 di 16

Se dimentica di usare BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml Se dimentica di usare BIMATOPROST EG, non appena se ne ricorda, metta una sola goccia per

poi tornare ai normali tempi di somministrazione. Non usi una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml Perché agisca correttamente, BIMATOPROST EG deve essere usato ogni giorno. Se interrompe

l'uso di BIMATOPROST EG, la pressione oculare può aumentare, quindi parli con il medico prima di interrompere il trattamento.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Effetti indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10) Effetti sull’occhio  leggero rossore (fino al 29% delle persone). Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10) Effetti sull’occhio  piccole ulcere sulla superficie dell’occhio, con o senza infiammazione;

 irritazione;  prurito agli occhi;  allungamento delle ciglia;  irritazione quando si somministrano le gocce negli occhi;

 dolore oculare.

Effetti sulla pelle  palpebre arrossate e pruriginose;

 imbrunimento della pelle intorno all'occhio;  crescita di peli intorno all'occhio.

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100) Effetti sull’occhio  imbrunimento del colore dell'iride;  occhi stanchi;  rigonfiamento della superficie dell'occhio;

 visione offuscata;  perdita delle ciglia.

Effetti sulla pelle  cute secca;  formazione di crosticine sul bordo della palpebra; Pag. 4 di 16

 rigonfiamento della palpebra;  prurito.

A carico dell’organismo  mal di testa;  sensazione di malessere.

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Effetti sull’occhio

 edema maculare (rigonfiamento della retina nella parte posteriore dell’occhio che può portare ad un peggioramento della vista);  imbrunimento delle palpebre;

 occhi infossati;  occhio secco.

A carico dell’organismo

sintomi di reazione allergica (gonfiore, arrossamento dell’occhio e eruzione cutanea);  asma; peggioramento dell’asma;  peggioramento della malattia polmonare chiamata broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO);  respiro corto.

Oltre agli effetti indesiderati di BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml, con un altro medicinale contenente una concentrazione maggiore di bimatoprost (0,3 mg/ml) sono stati osservati

i seguenti effetti indesiderati:

 capogiro;  bruciore oculare;  una reazione allergica all’occhio;

 palpebre infiammate;  difficoltà a vedere immagini nitide;  peggioramento della vista;

 rigonfiamento dello strato trasparente che ricopre la superficie dell’occhio;  sensazione di corpo estraneo nell’occhio;  sensibilità alla luce;  lacrimazione;  occhi appiccicosi;

 ciglia più scure;  sanguinamento della retina;  infiammazione all’interno dell’occhio;  edema maculare cistoide (rigonfiamento della retina nella parte posteriore dell’occhio che può portare ad un peggioramento della vista);  spasmi palpebrali; Pag. 5 di 16

 restringimento della palpebra, che si allontana dalla superficie dell’occhio;  arrossamento della cute intorno all’occhio;  aumento della pressione arteriosa;

 debolezza;  aumento nelle analisi del sangue dei valori relativi alla funzionalità del fegato.

Altri effetti indesiderati segnalati con colliri contenenti fosfati

In casi molto rari, alcuni pazienti con grave danno dello strato trasparente della parte anteriore dell’occhio (la cornea) hanno sviluppato aree opache sulla cornea a causa dell’accumulo di calcio durante il trattamento.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo

direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa. foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati all’indirizzo

Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta del flacone e

sulla scatola dopo “SCAD.” La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

È necessario eliminare il flacone al più tardi 4 settimane dopo la prima apertura, anche se contiene ancora delle gocce di collirio. Ciò eviterà infezioni. Per aiutarla a ricordare, scriva la data di prima apertura nello spazio riservato sulla scatola.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml

- Il principio attivo è il bimatoprost. Un ml di soluzione contiene 0,1 mg bimatoprost. Una
goccia contiene circa 2,5 microgrammi di bimatoprost.
- Gli altri componenti sono benzalconio cloruro (conservante), sodio cloruro, sodio fosfato
dibasico eptaidrato, acido citrico monoidrato, idrossido di sodio o acido cloridrico (per
l’aggiustamento del pH) e acqua depurata.

Pag. 6 di 16

Descrizione dell’aspetto di BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml e contenuto della confezione BIMATOPROST EG è una soluzione limpida, incolore, fornita in una confezione contenente 1 flacone in plastica o 3 flaconi in plastica, ciascuno chiuso con un tappo a vite. Ogni flacone è

pieno circa a metà e contiene 2,5 o 3 millilitri di soluzione, sufficienti per 4 settimane di utilizzo.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio

EG S.p.A., Via Pavia 6, 20136 Milano

Produttori S.C. ROMPHARM COMPANY S.R.L., Eroilor Street, no. 1A Otopeni 075100, Ilfov. - Romania STADA Arzneimittel AG, Stadastrasse 2 – 18 61118 Bad Vilbel - Germania Centrafarm Services B.V., Nieuwe Donk 9 4879 AC Etten-Leur - Paesi Bassi

STADA Arzneimittel GmbH, Muthgasse 36 1190 Wien - Austria

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Austria Bimatoprost STADA 100 Mikrogramm/ml Augentropfen

Belgio Bimatoprost EG 0,1mg/ml oogdruppels, oplossing Repubblica Ceca Bimatoprost Stada 0,1 mg/ml oční kapky, roztok

Danimarca Bimatoprost “Stada”, øjendråber, opløsning 0,1 mg/ml

Francia BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml, collyre en solution

Germania Bimatoprost AL 0,1 mg/ml Augentropfen, Lösung

Italia Bimatoprost EG 0,1 mg/ml collirio, soluzione

Lussemburgo Bimatoprost EG 0,1mg/ml collyre en solution

Paesi Bassi Bimatoprost CF 0,1 mg/ml, oogdruppels, oplossing

Slovenia Bimatoprost STADA 0,1 mg/ml kapljice za oko, raztopina

Spagna Bimatoprost STADA 0,1 mg/ml colirio en solución EFG

Svezia Bimatoprost STADA 0,1 mg/ml ögondroppar, lösning

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Pag. 7 di 16

Domande frequenti su BIMATOPROST EG

Come si usa BIMATOPROST EG?

BIMATOPROST EG si presenta in forma di Collirio, soluzione e si somministra per via oftalmica. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

BIMATOPROST EG è disponibile senza ricetta?

No, BIMATOPROST EG è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di BIMATOPROST EG?

Il principio attivo di BIMATOPROST EG è BIMATOPROST.

Quali sono gli equivalenti di BIMATOPROST EG?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: BIMATOPROST MYLAN, BIMADOC, LUMIGAN, LUMIGAN. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce BIMATOPROST EG?

BIMATOPROST EG è prodotto da EG S.P.A..

Da quando BIMATOPROST EG è autorizzato in Italia?

BIMATOPROST EG ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2016-02-05.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml collirio, soluzione

2. Composizione qualitativae quantitativa

Un ml di soluzione contiene 0,1 mg di bimatoprost. Una goccia contiene circa 2,5 microgrammi di bimatoprost. Eccipiente con effetti noti: Un ml di soluzione contiene 0,20 mg di benzalconio cloruro. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Formafarmaceutica

Collirio, soluzione. Soluzione chiara, incolore. pH 6.8 – 7.8; osmolalità 260 – 330 mOsmol/kg.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Riduzione della pressione intraoculare elevata nel glaucoma cronico ad angolo aperto e nell’ipertensione oculare negli adulti (come monoterapia o come terapia aggiuntiva ai betabloccanti).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La dose consigliataè di unagoccia nell’occhio(i) affetto(i),unavoltaal giorno,dasomministrare alla sera. La dose nondeve superare un’applicazione quotidiana,inquantosomministrazionipiùfrequentipossono ridurre l’effetto ipotensivo sulla pressione oculare. Danno renale e compromissione epatica: Il bimatoprostnonè stato studiatoinpazienti condannorenale,o compromissione epatica da moderata a grave, pertanto è necessario utilizzarlo con cautela in questi pazienti. In pazienti con un’anamnesi di lieve alterazioneepaticaoalaninaaminotransferasi (ALT),aspartatoaminotransferasi (AST)e/obilirubina anormali all’inizio della terapia, bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione non ha determinato effetti avversi sulla funzione epatica in 24 mesi di trattamento. Popolazione pediatrica: La sicurezza e l’efficacia del bimatoprost nei bambini di età compresa tra 0 e 18 anni non sono stat

ancora stabilite. Modo di somministrazione Nel caso in cui si stiano utilizzando più farmaci oftalmici per uso topico, ciascun farmaco deve essere somministrato a distanza di almeno 5 minuti l’uno dall’altro.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli altri componenti elencati al paragrafo 6.1. BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml è controindicato nei pazienti che hanno avuto una precedente sospetta reazione avversa al benzalconio cloruro che ha determinato l'interruzione della terapia.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Oculari Prima di iniziare il trattamento, i pazienti devono essere informati circa la possibilità di allungamento delle ciglia, imbrunimento delle palpebre e aumento della pigmentazione iridea poiché tali reazioni sono state rilevate durante il trattamento con bimatoprost. Alcuni di questi cambiamenti potrebbero essere permanenti e potrebbero causare differenze di aspetto tra i due occhi quando è solo un occhio ad essere sottoposto a trattamento. È probabile che l’aumento della pigmentazione iridea sia permanente. Il cambiamento della pigmentazione è dovuto ad un aumento del contenuto di melanina nei melanociti piuttosto che ad un aumento del numero di melanociti. Gli effetti a lungo termine dell’aumento della pigmentazione iridea non sono noti. I cambiamenti di colore dell’iride osservati in seguito a somministrazione oftalmica di bimatoprost possono non essere visibili per diversi mesi o anni. Di solito la pigmentazione marrone intorno alla pupilla si espande in modo concentrico verso la periferia dell’iride e tutta o parti dell’iride acquistano una colorazione tendente al marrone. Sembra che il trattamento non abbia alcun effetto né sui nevi né sulle areole dell’iride. A 12 mesi, l’incidenza della pigmentazione iridea con BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml collirio, soluzione era dello 0,5%. A 12 mesi, l’incidenza con bimatoprost 0,3 mg/ml era dell’1,5% (vedere paragrafo 4.8 Tabella 2) e non aumentava nei 3 anni successivi di trattamento. In alcuni pazienti è stata segnalata la natura reversibile della pigmentazione del tessuto periorbitale. L’edema maculare cistoide è stato riscontrato con frequenza non comune (≥1/1.000, <1/100) dopo il trattamento con bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione. Pertanto bimatoprost deve essere usato con cautela nei pazienti che presentano fattori di rischio noti per l’edema maculare (ad es. pazienti afachici, pseudofachici con lacerazione della capsula posteriore del cristallino). Sono state registrate rare segnalazioni spontanee di riattivazione di precedenti infiltrazioni corneali o infezioni oculari con bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione. Bimatoprost deve essere usato con cautela nei pazienti con precedenti infezioni oculari virali significative (ad es. herpes simplex) o uveite/irite. Bimatoprost non è stato studiato in pazienti affetti da malattie infiammatorie oculari, glaucoma neovascolare, infiammatorio, glaucoma ad angolo chiuso, glaucoma congenito o glaucoma ad angolo stretto. Cute Esiste la possibilità che si verifichi crescita di peli nelle aree in cui la soluzione di bimatoprost viene ripetutamente in contatto con la superficie cutanea. È pertanto importante applicare bimatoprost secondo le istruzioni ed evitare che scorra sulla guancia o su altre aree cutanee.

Respiratorie Bimatoprost non è stato studiato in pazienti con funzione respiratoria compromessa. Sebbene siano disponibili informazioni limitate in merito a pazienti con una storia di asma o BPCO, nel periodo post-marketing sono state segnalate esacerbazioni di asma, dispnea e BPCO, nonché casi di asma. La frequenza di questi sintomi non è nota. È necessario trattare con cautela i pazienti affetti da BPCO, asma o con funzionalità respiratoria compromessa a causa di altre patologie. Cardiovascolari Bimatoprost non è stato studiato in pazienti con blocco cardiaco di grado superiore al primo o insufficienza cardiaca congestizia non controllata. È stato registrato un numero limitato di segnalazioni spontanee di bradicardia o ipotensione con bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione. Bimatoprost deve essere usato con cautela nei pazienti predisposti a bradicardia o ipotensione. Altre informazioni In studi su bimatoprost 0,3 mg/ml in pazienti affetti da glaucoma o ipertensione oculare, è stato dimostrato che l’esposizione più frequente dell’occhio a più di una dose di bimatoprost al giorno può diminuire l’effetto di riduzione della PIO (vedere paragrafo 4.5). I pazienti che utilizzano bimatoprost congiuntamente ad altri analoghi delle prostaglandine devono sottoporsi a monitoraggio per individuare eventuali variazioni della pressione intraoculare. Bimatoprost 0,1 mg/ml contiene come conservante il benzalconio cloruro (200 ppm), che può essere assorbito dalle lenti a contatto morbide. A causa della presenza del benzalconio cloruro, si possono anche verificare irritazione oculare e scolorimento delle lenti a contatto morbide. Prima dell'instillazione è necessario rimuovere le lenti a contatto, che possono essere riapplicate 15 minuti dopo la somministrazione. È stato riportato che il benzalconio cloruro, comunemente usato come conservante nei medicinali oftalmici, è causa di cheratopatia puntata e/o cheratopatia ulcerativa tossica. Poiché BIMATOPROST EG 0,1 mg/ml contiene 200 ppm di benzalconio cloruro (quattro volte la concentrazione presente in bimatoprost 0,3 mg/ml collirio), deve essere usato con cautela nei pazienti affetti da secchezza oculare o la cui cornea potrebbe essere compromessa e nei pazienti che utilizzano diversi colliri contenenti benzalconio cloruro. Inoltre, per questi pazienti è necessario un controllo clinico in caso di uso prolungato del farmaco. Sono stati riferiti casi di cheratite batterica associata all’uso di contenitori multidose di prodotti oftalmici per uso topico. Questi contenitori sono stati inavvertitamente contaminati dai pazienti che, nella maggior parte dei casi, presentavano una patologia oculare concomitante. I pazienti che presentano degradazione della superficie dell’epitelio oculare sono a maggior rischio di contrarre cheratite batterica. Istruire i pazienti affinché evitino che la punta del flacone entri in contatto con l’occhio o le strutture circostanti in modo da evitare lesioni oculari e la contaminazione della soluzione.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’ interazione

Non sono stati condotti studi di interazione. Non si prevedono interazioni nell’uomo, in quanto, dopo somministrazione oculare di bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione, le concentrazioni sistemiche di bimatoprost sono estremamente basse (inferiori a 0,2 ng/ml). Il bimatoprost viene biotrasformato attraverso diversi sistemi enzimatici e processi. Negli studi preclinici effettuati, non sono stati riscontrati effetti su enzimi epatici deputati alla metabolizzazione dei farmaci. Negli studi clinici, bimatoprost 0,3 mg/ml, collirio, soluzione è stato utilizzato in concomitanza co

diversi prodotti oftalmici betabloccanti senza alcuna evidenza di interazione. L’uso concomitante di bimatoprost e agenti antiglaucomatosi diversi dai beta bloccanti topici non è stato valutato durante la terapia aggiuntiva del glaucoma. È possibile che l’effetto di riduzione della PIO degli analoghi delle prostaglandine (ad es. bimatoprost) sia minore nei pazienti affetti da glaucoma o ipertensione oculare se utilizzati congiuntamente ad altri analoghi delle prostaglandine (vedere paragrafo 4.4).

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza Non vi sono dati adeguati sull’uso di bimatoprost nelle donne in gravidanza. Gli studi effettuati sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva a dosi elevate tossiche per la madre (vedere paragrafo 5.3). Bimatoprost non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che il suo utilizzo non sia strettamente necessario. Allattamento Non è noto se il bimatoprost venga escreto nel latte materno. Studi sugli animali hanno mostrato escrezione di bimatoprost nel latte materno. Si deve decidere se interrompere l’allattamento al seno o interrompere la terapia con bimatoprost tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilità Non sono disponibili dati sugli effetti del bimatoprost sulla fertilità umana.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Bimatoprost altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Come per altri trattamenti per uso oftalmico, se all’applicazione delle gocce si verifica un transitorio offuscamento della visione, il paziente prima di guidare veicoli o utilizzare macchinari deve aspettare che la visione torni nitida.

4.8 Effetti indesiderati

Nell’ambito di uno studio clinico di fase III della durata di 12 mesi, circa il 38% dei pazienti trattati con bimatoprost 0,1 mg/ml collirio, soluzione è stato interessato da reazioni avverse. La reazione avversa segnalata con maggiore frequenza è stata l’iperemia congiuntivale (prevalentemente di grado da lievissimo a lieve e ritenuta essere di natura non-infiammatoria), occorsa nel 29% dei pazienti. Circa il 4% dei pazienti ha interrotto il trattamento a causa di un qualsiasi evento avverso nel corso dello studio di 12 mesi. Le seguenti reazioni avverse sono state riscontrate nel corso di studi clinici effettuati con bimatoprost 0,1 mg/ml collirio, soluzione o nel periodo post-marketing. La maggior parte sono stati effetti oculari lievi e nessuno di tipo grave. Le reazioni avverse con frequenza molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) sono presentate nella tabella 1 in base alla Classificazione per sistemi e organi. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1 Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazione avversa Disturbi del sistema immunitario Non nota Reazione da ipersensibilità inclusi segni e sintomi di allergia oculare e dermatite allergica Patologie del sistema nervoso Non comune Cefalea Patologie dell’occhio Molto comune Iperemia congiuntivale Comune Cheratite puntata, irritazione oculare, prurito oculare, crescita delle ciglia, dolore oculare, eritema della palpebra, prurito della palpebra. Non comune Astenopia, visione offuscata, disturbi congiuntivali, edema congiuntivale, iperpigmentazione dell’iride, madarosi, edema della palpebra Non nota Pigmentazione delle palpebre, edema maculare, alterazioni periorbitali e delle palpebre, incluso infossamento del solco palpebrale, occhio secco Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non nota Asma, esacerbazione dell’asma, esacerbazione della BPCO e dispnea Patologie gastrointestinali Non comune Nausea Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Iperpigmentazione della cute, ipertricosi Non comune Cute secca, croste del margine palpebrale, prurito Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Irritazione in sede di instillazione Negli studi clinici effettuati, oltre 1.800 pazienti sono stati sottoposti a trattamento con bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione. Associando i dati di fase III in monoterapia e in terapia aggiuntiva con bimatoprost 0,3 mg/ml tra le reazioni avverse verificatisi più di frequente figurano: - crescita delle ciglia fino al 45% nel primo anno con una incidenza di nuovi casi che diminuisce al 7% a 2 anni e al 2% a 3 anni. - iperemia congiuntivale (prevalentemente di grado da lievissimo a lieve e ritenuta essere di natura non-infiammatoria) fino al 44% nel primo anno con un’incidenza di nuovi casi che diminuisce al 13% a 2 anni e al 12% a 3 anni. - prurito oculare fino al 14% dei pazienti nel primo anno con un’incidenza che diminuisce al 3% a 2 anni e 0% a 3 anni. Meno del 9% dei pazienti ha dovuto sospendere il trattamento a causa di reazioni avverse nel primo anno con una incidenza di nuovi pazienti che interrompevano il trattamento del 3% sia a 2 che a 3 anni. Nella tabella 2 vengono presentate ulteriori reazioni avverse segnalate con bimatoprost 0,3 mg/ml. La tabella include anche le reazioni avverse occorse con entrambe le formulazioni ma con diversa frequenza. La maggior parte sono stati effetti oculari di intensità da lieve a moderat

e nessuno di tipo grave: all’interno di ciascuna classe di frequenza le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità. Tabella 2 Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazione avversa Patologie del sistema nervoso Comune Cefalea Non comune Capogiro Patologie dell’occhio Molto comune Prurito oculare, crescita delle ciglia Comune Erosione corneale, bruciore oculare, congiuntivite allergica, blefarite, peggioramento dell’acuità visiva, astenopia, edema congiuntivale, sensazione di corpo estraneo, secchezza oculare, dolore oculare, fotofobia, lacrimazione, secrezione oculare, disturbi della vista / visione offuscata, aumento della pigmentazione iridea, scurimento delle ciglia Non comune Emorragia retinica, uveite, edema maculare cistoide, irite, blefarospasmo, retrazione della palpebra, eritema periorbitale Patologie vascolari Comune Ipertensione Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune Irsutismo Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune Astenia Esami diagnostici Comune Anormalità nei test di funzionalità epatica Reazioni avverse segnalate con colliri contenenti fosfato: Casi di calcificazioni corneali sono stati segnalati molto raramente in associazione con l'uso di colliri contenenti fosfato in alcuni pazienti con cornee significativamente danneggiate. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.

4.9 Sovradosaggio

Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio ed è improbabile che si verifichino con l’uso oftalmico. In caso di sovradosaggio, il trattamento deve essere di tipo sintomatico e di supporto. Nel caso bimatoprost venga ingerito accidentalmente, può essere utile sapere che: in studi effettuati su ratti e topi della durata di due settimane si è riscontrato che la somministrazione orale di dosi fino a 100 mg/kg/al giorno non ha determinato alcuna tossicità. Tale dose espressa in mg/m2 è almeno 210 volte superiore alla dose contenuta in un flacone di Bimatoprost 0,1 mg/ml collirio, soluzione accidentalmente somministrata a un bambino di 10 kg. 5 PROPRIETÀFARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Oftalmologici, analoghi della prostaglandina, codice ATC: S01EE03. Meccanismo d’azione Il meccanismo d’azione con il quale il bimatoprost riduce la pressione intraoculare nell’uomo si esplica nell’aumentare il deflusso dell’umore acqueo sia trabecolare che uveo-sclerale. La riduzione della pressione intraoculare inizia all’incirca 4 ore dopo la prima somministrazione, l’effetto massimo si raggiunge all’incirca entro 8-12 ore. L’effetto dura almeno 24 ore. Il bimatoprost è un potente agente ipotensivo oculare. Esso è una prostamide sintetica, strutturalmente correlata alla prostaglandina F2α (PGF2α), che non agisce attraverso nessuno dei recettori prostaglandinici conosciuti. Il bimatoprost imita selettivamente gli effetti delle sostanze biosintetiche recentemente scoperte, chiamate prostamidi. Il recettore prostamidico, comunque, non è stato ancora strutturalmente identificato. Durante uno studio cardine di 12 mesi su adulti trattati con bimatoprost 0,1 mg/ml collirio, i valori della PIO media diurna misurati ad ogni visita, nel corso del periodo di studio di 12 mesi differivano di non oltre 1,1 mmHg nell’arco della giornata e non superavano mai i 17,7 mmHg. Bimatoprost 0,1 mg/ml collirio contiene benzalconio cloruro in una concentrazione di 200 ppm. L’esperienza in pazienti affetti da glaucoma ad angolo-aperto pseudoesfoliativo e pigmentario, e glaucoma cronico ad angolo chiuso con iridotomia pervia, è limitata. Durante gli studi clinici non sono stati riscontrati effetti clinicamente rilevanti sulla frequenza cardiaca e sulla pressione sanguigna. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia del bimatoprost nei bambini di età compresa tra 0 e 18 anni non sono state stabilite.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento In vitro il bimatoprost penetra bene nella cornea e nella sclera umana. Dopo somministrazione oculare negli adulti, l’esposizione sistemica al bimatoprost è molto bassa senza fenomeni di accumulo nel tempo. In seguito a somministrazione giornaliera di una goccia di bimatoprost 0,3 mg/ml in entrambi gli occhi, per un periodo di due settimane, la concentrazione ematica raggiungeva il picco entro 10 minuti dopo l’instillazione e scendeva al di sotto del limite più basso di rilevazione (0,025 ng/ml) entro 1,5 ore dopo la somministrazione. I valori medi di Cmax e AUC024hr sono risultati simili al 7° e al 14° giorno, ed erano rispettivamente circa 0,08 ng/ml e 0,09 ng•hr/ml; questi valori indicano che si era raggiunta una concentrazione costante di bimatopros

durante la prima settimana di somministrazione oculare. Distribuzione Il bimatoprost viene distribuito moderatamente nei tessuti corporei e il volume sistemico di distribuzione nell’uomo allo steady-state è di 0,67 l/kg. Nel sangue umano, il bimatoprost si trova principalmente nel plasma. Il legame alle proteine plasmatiche del bimatoprost è di circa l’88%. Biotrasformazione Dopo la somministrazione oculare il bimatoprost risulta il maggiore componente circolante nel sangue, una volta raggiunta la circolazione sistemica. Bimatoprost, sottoposto poi a ossidazione, Ndeetilazione e glucuronidazione va a formare diversi metaboliti. Eliminazione Il bimatoprost viene eliminato principalmente tramite escrezione renale, fino al 67% di una dose endovenosa somministrata in volontari sani adulti veniva escreta per via urinaria, il 25% della dose veniva escreta tramite le feci. L'emivita di eliminazione, determinata dopo somministrazione endovenosa, è stata di circa 45 minuti; la clearance totale del sangue è stata di 1,5 l/hr/kg. Caratteristiche nei pazienti anziani Dopo due dosaggi giornalieri di bimatoprost 0,3 mg/ml, collirio, soluzione il valore medio di AUC024hr pari a 0,0634 ng•hr/ml di bimatoprost nei pazienti anziani (soggetti di 65 anni o oltre) era significativamente più alto rispetto al valore di 0,0218 ng•hr/ml riscontrato in giovani adulti sani. Questo risultato non è tuttavia importante dal punto di vista clinico in quanto l’esposizione sistemica sia nei soggetti anziani che nei giovani rimaneva, con somministrazioni oculari, molto bassa. Non è stato riscontrato accumulo di bimatoprost nel sangue con il passare del tempo, mentre il profilo di sicurezza era lo stesso sia in pazienti anziani che giovani.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

In studi non-clinici sono stati osservati effetti soltanto ad esposizioni considerate sufficientemente in eccesso rispetto alla massima esposizione nell’uomo, indicando una scarsa rilevanza clinica. Nelle scimmie la somministrazione oculare giornaliera di bimatoprost a concentrazioni ≥ 0,3 mg/ml per un anno, ha causato un aumento della pigmentazione iridea ed effetti perioculari reversibili dose-dipendenti, caratterizzati da un prominente solco superiore e/o inferiore e da un allargamento della fessura palpebrale. Il meccanismo di aumento della pigmentazione iridea sembra dovuto ad una aumentata stimolazione nella produzione di melanina nei melanociti e non all’aumento del numero di melanociti. Non sono state osservate modificazioni funzionali o microscopiche legate agli effetti perioculari, ed è sconosciuto il meccanismo d’azione relativo ai cambiamenti perioculari. In una serie di studi in vitro e in vivo il bimatoprost non si è rivelato mutageno o carcinogeno. Bimatoprost non ha compromesso la fertilità in ratti a dosi fino a 0,6 mg/kg/al giorno (almeno 103 volte la dose utilizzata per l’uomo). In studi sullo sviluppo dell’embrione/feto sono stati osservati aborti, ma non effetti sullo sviluppo, in topi e ratti a dosi che erano, rispettivamente, almeno 860 o 1.700 volte più alte rispetto alle dosi umane. Queste dosi risultavano in esposizioni sistemiche di almeno, rispettivamente, 33 o 97 volte più alte di quelle indicate per l’uomo. In studi peri/post natali effettuati su ratti, la tossicità materna causava un periodo di gestazione ridotto, morte del feto e diminuzione del peso dei cuccioli, a dosi ≥ 0,3 mg/kg/al giorno (almeno 41 volte rispetto a quella indicata per l’uomo). Le funzioni neuro-comportamentali della prole non erano coinvolte. 6 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE 6.1. Elenco degli eccipienti Benzalconio clorur

Acido citrico monoidrato Sodio fosfato dibasico eptaidrato Cloruro di sodio Sodio idrossido o acido cloridrico (per regolare il pH) Acqua purificata 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità 30 mesi 4 settimane dopo la prima apertura. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Flaconi di colore bianco in LDPE con inserito un contagocce bianco in LDPE e chiuse con un tappo a vite anti-manomissione in HDPE di colore verde bluastro. Ogni flacone ha un volume di riempimento di 2,5 ml o 3 ml. Sono disponibili le seguenti confezioni: - Scatole contenenti 1 o 3 flaconi da 2,5 ml di soluzione. - Scatole contenenti 1 o 3 flaconi da 3 ml di soluzione. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento. 7 TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO EG S.p.A., Via Pavia, 6 - 20136 Milano 8 NUMERO DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO 043206010 - "0,1 mg/ml collirio, soluzione" 1 flacone in LDPE da 2,5 ml 043206022 - "0,1 mg/ml collirio, soluzione" 3 flaconi in LDPE da 2,5 ml 043206034 - "0,1 mg/ml collirio, soluzione" 1 flacone in LDPE da 3 ml 043206046 - "0,1 mg/ml collirio, soluzione" 3 flaconi in LDPE da 3 ml 9 DATA DELLA PRIMAAUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE 5 Febbraio 2016 10 DATA DI REVISIONE DEL TEST

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. Denominazione del medicinale

BIMATOPROST EG 0,3 mg/ml collirio, soluzione

2. Composizione qualitativae quantitativa

Un ml di soluzione contiene 0,3 mg di bimatoprost. Una goccia contiene circa 7,5 microgrammi di bimatoprost. Eccipiente con effetti noti: Un ml di soluzione contiene 0,05 mg di benzalconio cloruro. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Formafarmaceutica

Collirio, soluzione. Soluzione chiara, incolore. pH 6.8 – 7.8; osmolalità 260 – 330 mOsmol/kg.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Riduzione della pressione intraoculare elevata nel glaucoma cronico ad angolo aperto e nell’ipertensione oculare negli adulti (come monoterapia o come terapia aggiuntiva ai betabloccanti).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La dose consigliataè di unagoccia nell’occhio(i) affetto(i),unavoltaal giorno,dasomministrare alla sera. La dose nondeve superare un’applicazione quotidiana,inquantosomministrazionipiùfrequentipossono ridurre l’effetto ipotensivo sulla pressione oculare. Danno renale e compromissione epatica Il bimatoprostnonè stato studiatoinpazienti condannorenale,o compromissione epatica da moderata a grave, pertanto è necessario utilizzarlo con cautela in questi pazienti. In pazienti con un’anamnesi di lieve alterazioneepaticaoalaninaaminotransferasi (ALT),aspartatoaminotransferasi (AST)e/obilirubina anormali all’inizio della terapia, bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione non ha determinato effetti avversi sulla funzione epatica in 24 mesi di trattamento. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia del bimatoprost nei bambini di età compresa tra 0 e 18 anni non sono state ancora stabilite. Modo di somministrazione Nel caso in cui si stiano utilizzando più farmaci oftalmici per uso topico, ciascun farmaco deve essere somministrato a distanza di almeno 5 minuti l’uno dall’altro.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli altri componenti elencati al paragrafo 6.1. - BIMATOPROST EG 0,3 mg/ml è controindicato nei pazienti che hanno avuto una precedente sospetta reazione avversa al benzalconio cloruro che ha determinato l'interruzione della terapia.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Oculari Prima di iniziare il trattamento, i pazienti devono essere informati circa la possibilità di allungamento delle ciglia, imbrunimento delle palpebre e aumento della pigmentazione iridea poiché tali reazioni sono state rilevate durante il trattamento con bimatoprost. Alcuni di questi cambiamenti potrebbero essere permanenti e potrebbero causare differenze di aspetto tra i due occhi quando è solo un occhio ad essere sottoposto a trattamento. È probabile che l’aumento della pigmentazione iridea sia permanente. Il cambiamento della pigmentazione è dovuto ad un aumento del contenuto di melanina nei melanociti piuttosto che ad un aumento del numero di melanociti. Gli effetti a lungo termine dell’aumento della pigmentazione iridea non sono noti. I cambiamenti di colore dell’iride osservati in seguito a somministrazione oftalmica di bimatoprost possono non essere visibili per diversi mesi o anni. Di solito la pigmentazione marrone intorno alla pupilla si espande in modo concentrico verso la periferia dell’iride e tutta o parti dell’iride acquistano una colorazione tendente al marrone. Sembra che il trattamento non abbia alcun effetto né sui nevi né sulle areole dell’iride. A 12 mesi, l’incidenza della pigmentazione iridea con bimatoprost 0,3 mg/ml era dell’1,5% (vedere paragrafo 4.8) e non aumentava nei 3 anni successivi di trattamento. In alcuni pazienti è stata segnalata la natura reversibile della pigmentazione del tessuto periorbitale. L’edema maculare cistoide è stato riscontrato con frequenza non comune (≥1/1.000, <1/100) dopo il trattamento con bimatoprost 0,3 mg/ml collirio. Pertanto bimatoprost deve essere usato con cautela nei pazienti che presentano fattori di rischio noti per l’edema maculare (ad es. pazienti afachici, pseudofachici con lacerazione della capsula posteriore del cristallino). Sono state registrate rare segnalazioni spontanee di riattivazione di precedenti infiltrazioni corneali o infezioni oculari con bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione. Bimatoprost deve essere usato con cautela nei pazienti con precedenti infezioni oculari virali significative (ad es. herpes simplex) o uveite/irite. Bimatoprost non è stato studiato in pazienti affetti da malattie infiammatorie oculari, glaucoma neovascolare, infiammatorio, glaucoma ad angolo chiuso, glaucoma congenito o glaucoma ad angolo stretto. Cute Esiste la possibilità che si verifichi crescita di peli nelle aree in cui la soluzione di bimatoprost viene ripetutamente in contatto con la superficie cutanea. È pertanto importante applicare bimatoprost secondo le istruzioni ed evitare che scorra sulla guancia o su altre aree cutanee. Respiratorie Bimatoprost non è stato studiato in pazienti con funzione respiratoria compromessa. Sebbene siano disponibili informazioni limitate in merito a pazienti con una storia di asma o BPCO, nel periodo post-marketing sono state segnalate esacerbazioni di asma, dispnea e BPCO, nonché casi di asma. La frequenza di questi sintomi non è nota. È necessario trattare con cautel

pazienti affetti da BPCO, asma o con funzionalità respiratoria compromessa a causa di altre patologie. Cardiovascolari Bimatoprost non è stato studiato in pazienti con blocco cardiaco di grado superiore al primo o insufficienza cardiaca congestizia non controllata. È stato registrato un numero limitato di segnalazioni spontanee di bradicardia o ipotensione con bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione. Bimatoprost deve essere usato con cautela nei pazienti predisposti a bradicardia o ipotensione. Altre informazioni In studi su bimatoprost 0,3 mg/ml in pazienti affetti da glaucoma o ipertensione oculare, è stato dimostrato che l’esposizione più frequente dell’occhio a più di una dose di bimatoprost al giorno può diminuire l’effetto di riduzione della PIO (vedere paragrafo 4.5). I pazienti che utilizzano bimatoprost congiuntamente ad altri analoghi delle prostaglandine devono sottoporsi a monitoraggio per individuare eventuali variazioni della pressione intraoculare. Bimatoprost 0,3 mg/ml collirio contiene come conservante il benzalconio cloruro che può essere assorbito dalle lenti a contatto morbide. A causa della presenza del benzalconio cloruro, si possono anche verificare irritazione oculare e scolorimento delle lenti a contatto morbide. Prima dell'instillazione è necessario rimuovere le lenti a contatto, che possono essere riapplicate 15 minuti dopo la somministrazione. È stato riportato che il benzalconio cloruro, comunemente usato come conservante nei medicinali oftalmici, è causa di cheratopatia puntata e/o cheratopatia ulcerativa tossica. Poiché BIMATOPROST EG 0,3 mg/ml contiene benzalconio cloruro, è opportuno il monitoraggio dei pazienti affetti da secchezza oculare o la cui cornea è compromessa, che fanno un uso frequente o prolungato del prodotto. Sono stati riferiti casi di cheratite batterica associata all’uso di contenitori multidose di prodotti oftalmici per uso topico. Questi contenitori sono stati inavvertitamente contaminati dai pazienti che, nella maggior parte dei casi, presentavano una patologia oculare concomitante. I pazienti che presentano degradazione della superficie dell’epitelio oculare sono a maggior rischio di contrarre cheratite batterica. Istruire i pazienti affinché evitino che la punta del flacone entri in contatto con l’occhio o le strutture circostanti in modo da evitare lesioni oculari e la contaminazione della soluzione.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’ interazione

Non sono stati condotti studi di interazione.

Non si prevedono interazioni nell’uomo, in quanto, dopo somministrazione oculare di bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione, le concentrazioni sistemiche di bimatoprost sono estremamente basse (inferiori a 0,2 ng/ml). Il bimatoprost viene biotrasformato attraverso diversi sistemi enzimatici e processi. Negli studi preclinici effettuati, non sono stati riscontrati effetti su enzimi epatici deputati alla metabolizzazione dei farmaci. Negli studi clinici, il bimatoprost è stato utilizzato in concomitanza con diversi prodotti oftalmici betabloccanti senza alcuna evidenza di interazione. L’uso concomitante di bimatoprost e agenti antiglaucomatosi diversi dai beta-bloccanti topici non è stato valutato durante la terapia aggiuntiva del glaucoma. È possibile che l’effetto di riduzione della PIO degli analoghi delle prostaglandine (ad es. bimatoprost) sia minore nei pazienti affetti da glaucoma o ipertensione oculare se utilizzati congiuntamente ad altri analoghi delle prostaglandine (vedere paragrafo 4.4).

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza Non vi sono dati adeguati sull’uso di bimatoprost nelle donne in gravidanza. Gli studi effettuati sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva a dosi elevate tossiche per la madre (vedere paragrafo 5.3). Bimatoprost non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che il suo utilizzo non sia strettamente necessario. Allattamento Non è noto se il bimatoprost venga escreto nel latte materno. Studi sugli animali hanno mostrato escrezione di bimatoprost nel latte materno. Si deve decidere se interrompere l’allattamento al seno o interrompere la terapia con bimatoprost tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilità Non sono disponibili dati sugli effetti del bimatoprost sulla fertilità umana.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Bimatoprost altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Come per altri trattamenti per uso oftalmico, se all’applicazione delle gocce si verifica u

transitorio offuscamento della visione, il paziente prima di guidare veicoli o utilizzare macchinari deve aspettare che la visione torni nitida.

4.8 Effetti indesiderati

Negli studi clinici effettuati, oltre 1.800 pazienti sono stati sottoposti a trattamento con bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione. Associando i dati di fase III in monoterapia ed in terapia aggiuntiva con bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione gli eventi avversi più frequentemente segnalati correlati al trattamento sono stati: crescita delle ciglia fino al 45% nel primo anno con una incidenza di nuovi casi che diminuisce al 7% a 2 anni e al 2% a 3 anni, iperemia congiuntivale (prevalentemente di grado da lievissimo a lieve e ritenuta essere di natura noninfiammatoria) fino al 44% nel primo anno con una incidenza di nuovi casi che diminuisce al 13% a 2 anni e al 12% a 3 anni e prurito oculare fino al 14% dei pazienti nel primo anno con una incidenza di nuovi casi che diminuisce al 3% a 2 anni e 0% a 3 anni. Meno del 9% dei pazienti ha dovuto sospendere il trattamento a causa di reazioni avverse nel primo anno con una incidenza di nuovi pazienti che interrompevano il trattamento del 3% sia a 2 che a 3 anni. Le seguenti reazioni avverse sono state riscontrate nel corso di studi clinici effettuati con bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione o nel periodo post-marketing. La maggior parte sono stati effetti oculari di intensità da lieve a moderata e nessuno di tipo grave: Le reazioni avverse con frequenza molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (<1/10.000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) sono presentate nella tabella sottostante in base alla classificazione per sistemi e organi. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine decrescente di gravità. Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazione avversa Disturbi del sistema immunitario Non nota Reazione da ipersensibilità inclusi segni e sintomi di allergia oculare e dermatite allergica Patologie del sistema nervoso Comune Cefalea Non comune Capogiro Patologie dell’occhio Molto comune Iperemia congiuntivale, prurito oculare, crescita delle ciglia Comune Cheratite puntat

superficiale, erosione corneale, bruciore oculare, irritazione oculare, congiuntivite allergica, blefarite, peggioramento dell’acuità visiva, astenopia, edema congiuntivale, sensazione di corpo estraneo, secchezza oculare, dolore oculare, fotofobia, lacrimazione, secrezione oculare, disturbi visivi/visione offuscata, incremento della pigmentazione iridea, scurimento delle ciglia, eritema palpebrale, prurito palpebrale Non comune Emorragia retinica, uveite, edema maculare cistoide, irite, blefarospasmo, retrazione della palpebra, eritema periorbitale, edema palpebrale Non nota alterazioni periorbitali e delle palpebre compreso l’infossamento del solco palpebrale Patologie vascolari Comune Ipertensione Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non nota Asma, esacerbazione dell’asma, esacerbazione della BPCO e dispnea Patologie gastrointestinali Non comune Nausea Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Pigmentazione della cute perioculare Non comune Irsutismo Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune Astenia Esami diagnostici Comune Anormalità nei test di funzionalità epatic

Reazioni avverse segnalate con colliri contenenti fosfato: Casi di calcificazioni corneali sono stati segnalati molto raramente in associazione con l'uso di colliri contenenti fosfato in alcuni pazienti con cornee significativamente danneggiate. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.

4.9 Sovradosaggio

Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio ed è improbabile che si verifichino con l’uso oftalmico. In caso di sovradosaggio, il trattamento deve essere di tipo sintomatico e di supporto. Nel caso bimatoprost venga ingerito accidentalmente, può essere utile sapere che: in studi effettuati su ratti e topi della durata di due settimane si è riscontrato che la somministrazione orale di dosi fino a 100 mg/kg/al giorno non ha determinato alcuna tossicità. Tale dose espressa in mg/m2 è almeno 70 volte superiore alla dose contenuta in un flacone di Bimatoprost 0,3 mg/ml collirio, soluzione accidentalmente somministrata a un bambino di 10 kg.

5. Proprietàfarmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: Oftalmologici, analoghi della prostaglandina, codice ATC: S01EE03. Meccanismo di azione Il meccanismo d’azione con il quale il bimatoprost riduce la pressione intraoculare nell’uomo si esplica nell’aumentare il deflusso dell’umore acqueo sia trabecolare che uveo-sclerale. La riduzione della pressione intraoculare inizia all’incirca 4 ore dopo la prima somministrazione, l’effetto massimo si raggiunge all’incirca entro 8-12 ore. L’effetto dura almeno 24 ore. Il bimatoprost è un potente agente ipotensivo oculare. Esso è una prostamide sintetica, strutturalmente correlata alla prostaglandina F2α (PGF2α), che non agisce attraverso nessuno dei recettori prostaglandinici conosciuti. Il bimatoprost imita selettivamente gli effetti dell

sostanze biosintetiche recentemente scoperte, chiamate prostamidi. Il recettore prostamidico, comunque, non è stato ancora strutturalmente identificato. Effetti farmacodinamici Efficacia e sicurezza clinica Durante 12 mesi di trattamento in monoterapia con bimatoprost 0,3 mg/ml su pazienti adulti, versus timololo, la variazione media rispetto al valore basale della pressione intraoculare misurata al mattino (08:00) variava da –7,9 a –8,8 mmHg. Ad ogni visita, nel corso dei 12 mesi di studio, i valori medi della PIO diurna, mostravano oscillazioni non superiori a 1,3 mmHg nell’arco della giornata e non superavano mai i 18,0 mmHg. In uno studio clinico a 6 mesi con bimatoprost 0,3 mg/ml, verso latanoprost, è stata osservata una riduzione statisticamente superiore della PIO media al mattino (intervallo da -7,6 a -8,2 mmHg per il bimatoprost versus un intervallo da -6,0 a -7,2 mmHg per il latanoprost) in tutte le visite e per tutta la durata dello studio. L’iperemia congiuntivale, la crescita delle ciglia e il prurito oculare sono risultati più elevati in misura statisticamente significativa con il bimatoprost rispetto al latanoprost, tuttavia, la percentuale d’interruzione dello studio dovuta ad effetti indesiderati è stata bassa e priva di differenze statisticamente significative. In confronto al trattamento con il beta-bloccante da solo, la terapia combinata di beta-bloccanti e bimatoprost 0,3 mg/ml determinava una riduzione media della pressione intraoculare misurata al mattino (08:00) da –6,5 a –8,1 mmHg. L’esperienza in pazienti affetti da glaucoma ad angolo-aperto pseudoesfoliativo e pigmentario, e glaucoma cronico ad angolo chiuso con iridotomia pervia, è limitata. Durante gli studi clinici non sono stati riscontrati effetti clinicamente rilevanti sulla frequenza cardiaca e sulla pressione sanguigna. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia del bimatoprost nei bambini di età compresa tra 0 e 18 anni non sono state stabilite. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Assorbimento In vitro il bimatoprost penetra bene nella cornea e nella sclera umana. Dopo somministrazione oculare negli adulti, l’esposizione sistemica al bimatoprost è molto bassa senza fenomeni di accumulo nel tempo. In seguito a somministrazione giornaliera di una goccia di bimatoprost 0,3 mg/ml in entrambi gli occhi, per un periodo di due settimane, la concentrazione ematica raggiungeva il picco entro 10 minuti dopo l’instillazione e scendeva al di sotto del limite più bass

di rilevazione (0,025 ng/ml) entro 1,5 ore dalla somministrazione. I valori medi di Cmax e AUC0-24hr sono risultati simili al 7° e al 14° giorno, ed erano rispettivamente circa 0,08 ng/ml e 0,09 ng•hr/ml; questi valori indicano che si era raggiunta una concentrazione costante di bimatoprost durante la prima settimana di somministrazione oculare. Distribuzione Il bimatoprost viene distribuito moderatamente nei tessuti corporei e il volume sistemico di distribuzione nell’uomo allo steady-state è di 0,67 l/kg. Nel sangue umano, il bimatoprost si trova principalmente nel plasma. Il legame alle proteine plasmatiche del bimatoprost è di circa l’88%. Biotrasformazione Dopo la somministrazione oculare il bimatoprost risulta il maggiore componente circolante nel sangue, una volta raggiunta la circolazione sistemica. Bimatoprost, sottoposto poi a ossidazione, Ndeetilazione e glucuronidazione va a formare diversi metaboliti. Eliminazione Il bimatoprost viene eliminato principalmente tramite escrezione renale, fino al 67% di una dose endovenosa somministrata in volontari sani adulti veniva escreta per via urinaria, il 25% della dose veniva escreta tramite le feci. L'emivita di eliminazione, determinata dopo somministrazione endovenosa, è stata di circa 45 minuti; la clearance totale del sangue è stata di 1,5 l/hr/kg. Caratteristiche nei pazienti anziani: Dopo due dosaggi giornalieri di bimatoprost 0,3 mg/ml, il valore medio di AUC0-24hr pari a 0,0634 ng•hr/ml di bimatoprost nei pazienti anziani (soggetti di 65 anni o oltre) era significativamente più alto rispetto al valore di 0,0218 ng•hr/ml riscontrato in giovani adulti sani. Questo risultato non è tuttavia importante dal punto di vista clinico in quanto l’esposizione sistemica sia nei soggetti anziani che nei giovani rimaneva, con somministrazioni oculari, molto bassa. Non è stato riscontrato accumulo di bimatoprost nel sangue con il passare del tempo, mentre il profilo di sicurezza era lo stesso sia in pazienti anziani che giovani. 5.3. Dati preclinici di sicurezza In studi non-clinici sono stati osservati effetti soltanto ad esposizioni considerate sufficientemente in eccesso rispetto alla massima esposizione nell’uomo, indicando una scarsa rilevanza clinica. Nelle scimmie la somministrazione oculare giornaliera di bimatoprost a concentrazioni ≥ 0,3 mg/ml per un anno, ha causato un aumento della pigmentazione iridea ed effetti perioculari reversibili dose-dipendenti, caratterizzati da un prominente solco superiore e/o inferiore e da un allargamento della fessura palpebrale. Il meccanismo di aumento della pigmentazione iridea sembra dovuto ad una aumentata stimolazione nella produzione di melanina nei melanociti e non all’aumento del numero di melanociti. Non sono state osservate modificazioni funzionali o microscopiche legate agli effetti perioculari, ed è sconosciuto il meccanismo d’azione relativo ai cambiamenti perioculari.

In una serie di studi in vitro e in vivo il bimatoprost non si è rivelato mutageno o carcinogeno. Bimatoprost non ha compromesso la fertilità in ratti a dosi fino a 0,6 mg/kg/al giorno (almeno 103 volte la dose utilizzata per l’uomo). In studi sullo sviluppo dell’embrione/feto sono stati osservati aborti, ma non effetti sullo sviluppo, in topi e ratti a dosi che erano, rispettivamente, almeno 860 o 1.700 volte più alte rispetto alle dosi umane. Queste dosi risultavano in esposizioni sistemiche di almeno, rispettivamente, 33 o 97 volte più alte di quelle indicate per l’uomo. In studi peri/post natali effettuati su ratti, la tossicità materna causava un periodo di gestazione ridotto, morte del feto e diminuzione del peso dei cuccioli, a dosi ≥ 0,3 mg/kg/al giorno (almeno 41 volte rispetto a quella indicata per l’uomo). Le funzioni neuro-comportamentali della prole non erano coinvolte.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Benzalconio cloruro Acido citrico monoidrato Sodio fosfato dibasico eptaidrato Cloruro di sodio Sodio idrossido o acido cloridrico (per regolare il pH) Acqua purificata. 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità 3 anni 4 settimane dopo la prima apertura. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. 6.5. Natura e contenuto del contenitor

Flaconi di colore bianco in LDPE con inserito un contagocce bianco in LDPE e chiuse con un tappo a vite anti-manomissione in HDPE di colore bianco. Ogni flacone ha un volume di riempimento di 2,5 ml o 3 ml. Sono disponibili le seguenti confezioni: - Scatole contenenti 1 o 3 flaconi da 2.5 ml di soluzione. - Scatole contenenti 1 o 3 flaconi da 3 ml di soluzione. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG S.p.A., Via Pavia, 6 – 20136 Milano

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

043206059 - "0,3 mg/ml collirio, soluzione" 1 flacone in LDPE da 2,5 ml 043206061 - "0,3 mg/ml collirio, soluzione" 3 flaconi in LDPE da 2,5 ml 043206073 - "0,3 mg/ml collirio, soluzione" 1 flacone in LDPE da 3 ml 043206085 - "0,3 mg/ml collirio, soluzione" 3 flaconi in LDPE da 3 ml

9. Data della primaautorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Febbraio 2016

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.