CARBOLITHIUM

Carbolithium è usato anche nel trattamento di una forma di mal di testa estremamente dolorosa, chiamata Cefalea a grappolo, nei pazienti che non rispondono ad altra terapia.

Principio attivo: LITIO CARBONATO, LITIO · ATC N05AN01 · LABORATORIO FARMACEUTICO SIT SPECIALITA IGIENICO TERAPEUTICHE S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

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CARBOLITHIUM*50 cps 150 mg A 4,95 € 4,95 € 0,00 € + ticket*
CARBOLITHIUM*50 cps 300 mg A 7,62 € 7,62 € 0,00 € + ticket*

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Principio attivo: LITIO CARBONATO, LITIO
Forma farmaceutica: Capsula rigida
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 150 mg CAPSULA RIGIDA
  • 300 mg CAPSULA RIGIDA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: LABORATORIO FARMACEUTICO SIT SPECIALITA IGIENICO TERAPEUTICHE S.R.L.
Codice ATC: N05AN01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· RESILIENT - AZIENDE CHIMICHE RIUNITE ANGELINI FRANCESCO A.C.R.A.F. S.P.A.
· LITIO CARBONATO L.F.M. - LABORATORIO FARMACOLOGICO MILANESE S.R.L.
· LITIO CARBONATO NOVA ARGENTIA - INDUSTRIA FARMACEUTICA NOVA ARGENTIA S.R.L.
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A cosa serve questo medicinale?

Carbolithium contiene litio carbonato, una sostanza appartenente ad un gruppo di medicinali detti antipsicotici, usato nella prevenzione e nella cura di alcuni disturbi della mente (forme maniacali e

ipomaniacali) caratterizzati da stati di eccitazione alternati a stati di depressione o psicosi depressive croniche, tipici delle psicosi maniaco-depressive.

Carbolithium è usato anche nel trattamento di una forma di mal di testa estremamente dolorosa,

chiamata Cefalea a grappolo, nei pazienti che non rispondono ad altra terapia.

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Carbolithium
- se è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6);
- se soffre di malattie del cuore;

- se la funzionalità dei suoi reni è compromessa (danno renale);
- se è gravemente debilitato;
- se i suoi livelli di sodio nel sangue sono bassi;
- se sta assumendo farmaci chiamati diuretici, che aiutano il corpo a perdere l’acqua in eccesso

sotto forma di urina;
- durante la gravidanza;
- se sta allattando al seno.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di prendere Carbolithium. La terapia con Carbolithium deve essere sempre iniziata con le dosi più basse che, successivamente, potranno essere modificate in base al livello di litio presente nel suo sangue (litiemia). Il medico, infatti, controllerà regolarmente la litiemia e il suo stato di salute dopo ogni aumento di dose e la sottoporrà a controlli costanti durante tutta la durata della terapia.

Questo è particolarmente importante:
- in caso di ricadute;
- se dovesse manifestare effetti indesiderati gravi;
- in presenza di altre malattie (incluse le infezioni del tratto urinario);
- se alterna fasi di eccitazione (maniacali) a fasi di abbassamento del tono dell’umore
(depressive);

- se ha iniziato ad assumere nuovi farmaci;
- se la sua dieta giornaliera è cambiata;
- in caso di condizioni o trattamenti che possano causare un’alterazione dei liquidi o del bilancio
elettrolitico, come ad esempio una terapia diuretica.

Prima di iniziare la terapia con Carbolithium il suo medico verificherà:
- la funzionalità del suo cuore; Carbolithium deve essere, infatti, somministrato con cautela se
soffre di malattie cardio-vascolari o ha una storia familiare di una rara anomalia del cuore
(prolungamento dell’intervallo QT);
- la funzionalità dei suoi reni; poiché durante la terapia con Carbolithium potrebbero manifestarsi

graduali o improvvise variazioni della funzionalità dei reni, che potrebbero richiedere una modifica della dose. Inoltre, la terapia con litio non deve essere iniziata in pazienti con danno renale (vedere anche paragrafo “Non prenda Carbolithium”). I pazienti con grave danno renale trattati con litio per più di 10 anni possono essere a rischio di sviluppare un tumore del rene benigno o maligno (microcisti, oncocitoma o carcinoma renale dei dotti collettori; vedere anche paragrafo “Possibili effetti indesiderati”); - la funzionalità della tiroide; se soffre di disturbi alla tiroide il suo medico valuterà se prescriverle o meno Carbolithium in base alla sua condizione. In particolare, se soffre di ipotiroidismo (scarso funzionamento della tiroide), il medico la sottoporrà a controlli sia durante la fase iniziale della terapia sia durante il mantenimento.

Se è una donna in età fertile, prima di iniziare la terapia con questo medicinale dovrà effettuare un test di gravidanza per escludere di essere incinta, poiché il litio carbonato può causare danni al feto (vedere paragrafo “Gravidanza”).

Durante la terapia con Carbolithium, il medico la sottoporrà a controlli regolari per verificare:
- la funzionalità dei reni e della tiroide (ogni 6 - 12 mesi);
- la crasi ematica (il rapporto tra i vari elementi del sangue).

Inoltre, faccia particolare attenzione e informi il medico:

- se è affetto da morbo di Addison (una malattia delle ghiandole surrenali) o altre condizioni
caratterizzate da bassi livelli di sodio nel sangue;
- se è gravemente debilitato (vedere anche paragrafo “Non prenda Carbolithium”);
- se si trova in uno stato di disidratazione provocato da eccessiva sudorazione, diarrea o vomito
poiché la sua tollerabilità al litio potrebbe diminuire; in questi casi i pazienti devono essere

avvertiti di aumentare l’assunzione di sali minerali e liquidi. Se a questo dovesse sommarsi un’infezione con febbre, il medico le consiglierà se ridurre temporaneamente la dose o se interrompere il trattamento; - se ha una malattia chiamata sindrome di Brugada (una sindrome ereditaria che colpisce il cuore)

o se uno dei suoi familiari ha avuto la sindrome di Brugada, un arresto cardiaco o è deceduto per
morte improvvisa;
- se è affetto da fibrosi cistica, poiché potrebbe verificarsi una diminuzione dell’eliminazione del
litio dal suo corpo;
- se soffre di una malattia caratterizzata da debolezza muscolare (miastenia gravis);
- se deve iniziare una terapia elettroconvulsiva; in tal caso, sospenda Carbolithium almeno una
settimana prima e lo riprenda dopo alcuni giorni dalla conclusione della terapia
elettroconvulsiva;
- se deve subire un intervento chirurgico; in tal caso sospenda Carbolithium almeno 24 ore prima

dell’intervento, poiché l’anestesia associata alla riduzione dell’eliminazione del litio potrebbe causare un accumulo di quest’ultimo, e la riprenda non appena possibile dopo l’intervento; - se ha in programma o si è già sottoposto ad un intervento chirurgico per perdere peso, in quanto potrebbe essere necessaria una dose di litio inferiore. Il medico monitorerà il livello di litio nel sangue e aggiusterà la dose di conseguenza.

Interrompa il trattamento e si rivolga immediatamente al medico se manifesta: diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, sonnolenza, perdita della coordinazione muscolare, sedazione, tremori, debolezza muscolare, sensazione di freddo, bocca secca, rallentamento della parola e movimenti oscillatori, ritmici e involontari degli occhi; potrebbero essere sintomi di tossicità dovuta al litio (vedere anche paragrafo “Possibili effetti indesiderati”). Informi un amico o un parente che sta

iniziando il trattamento con Carbolithium, in modo che possano aiutarla a riconoscere gli eventuali sintomi sopra descritti, per i quali è necessario interrompere il trattamento e rivolgersi subito al medico.

Non interrompa mai il trattamento bruscamente ma riduca gradualmente le dosi, nell’arco di qualche

ricaduta in caso di interruzione brusca del trattamento con Carbolithium.

Bambini e adolescenti settimana, sempre sotto stretto controllo medico. Il medico la informerà del rischio di un’eventuale

L’uso di Carbolithium nei bambini e negli adolescenti sotto i 12 anni di età non è raccomandato. Altri medicinali e Carbolithium Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

L’assunzione di Carbolithium assieme ai seguenti medicinali deve essere evitata: - clozapina, aloperidolo, fenotiazine e sulpiride (altri farmaci antipsicotici) - usati per la cura dei disturbi della mente - poiché potrebbero verificarsi danni al cervello (neurotossicità) ed effetti indesiderati come rigidità dei muscoli e dei movimenti, mancanza di espressività del volto,

irrequietezza motoria, lentezza o blocco dei movimenti, rallentamento dei riflessi (effetti indesiderati extrapiramidali); - diclofenac, ibuprofene, indometacina, acido menefamico, naproxene, ketorolac, piroxicam (farmaci antinfiammatori non steroidei - FANS) ed inibitori selettivi della COX2 - usati per il dolore, la febbre e le infiammazioni - poiché potrebbe verificarsi una riduzione dell’eliminazione del litio con conseguente aumento del rischio di tossicità;

- amiodarone - un farmaco usato per il trattamento delle aritmie - poiché potrebbero verificarsi
alterazioni del battito del suo cuore (aritmie ventricolari);
- indapamide - un farmaco usato per il trattamento della pressione alta - poiché potrebbe
verificarsi un aumento della tossicità del litio come conseguenza della ridotta eliminazione di
quest’ultimo a livello dei reni.

Inoltre, faccia particolare attenzione e informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali: - sertindolo e tioridazina (altri farmaci antipsicotici) - usati per la cura della schizofrenia e di altri disturbi della mente - poiché potrebbe verificarsi un’alterazione dei battiti del suo cuore (aritmie

ventricolari);
- aloperidolo (un altro farmaco antipsicotico) - usato per il trattamento delle psicosi; tale
associazione potrebbe essere particolarmente pericolosa poiché potrebbe dar luogo a sintomi
come debolezza, letargia, febbre, tremori, convulsioni, confusione, sintomi extrapiramidali,
aumento dei globuli bianchi nel sangue (sindrome encefalopatica);
- venlafaxina - usato nel trattamento della depressione - poiché potrebbe causare un aumento
degli effetti del litio;
- antidepressivi triciclici - usati nel trattamento della depressione - poiché potrebbero aumentare
gli effetti tossici del litio;
- inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina - usati per il trattamento della depressione -
poiché potrebbe manifestarsi un aumento degli effetti tossici del litio e sintomi come diarrea,

confusione, tremori, agitazione e sindrome serotoninergica (condizione potenzialmente
pericolosa per la vita, i cui sintomi possono comprendere alterazioni dello stato mentale,
aumento della temperatura corporea e iperattività dei sistemi nervoso e neuromuscolare);
- metildopa - usato per la cura della pressione alta (ipertensione arteriosa) - poiché potrebbe
verificarsi un aumento degli effetti tossici del litio;
- fenitoina, fenobarbital e carbamazepina - usati per il trattamento dell’epilessia - poiché

potrebbero causare danni al cervello (neurotossicità);
- ACE inibitori e antagonisti del recettore dell’angiotensina - usati per la cura della pressione alta
- poiché potrebbe verificarsi una riduzione dell’eliminazione del litio con conseguente aumento
del rischio di tossicità;
- diuretici osmotici, dell’ansa e tiazidici come acetazolamide, amiloride, triamterene, furosemide,

bumetanide e acido etacrinico poiché possono provocare un aumento dell’eliminazione del litio;
- verapamil e diltiazem ed altri calcio-antagonisti - usati per il trattamento della pressione alta -
poiché potrebbero verificarsi danni al cervello (neurotossicità) con sintomi come mancanza di
coordinazione dei movimenti, tremori, nausea, vomito, diarrea e disturbi all’udito (tinnito);
- corticosteroidi - usati per la cura di infiammazioni, stati febbrili e altri disturbi - poiché potrebbe

-

-
verificarsi accumulo di liquidi con conseguente aumento dei livelli di litio nel sangue;
metoclopramide - usato per contrastare la nausea ed il vomito - poiché potrebbero verificarsi
sintomi extrapiramidali;
metronidazolo - un antibiotico - poiché potrebbe verificarsi un aumento dei livelli di litio nel
sangue;
- aminofillina e mannitolo - rispettivamente usati per il trattamento dell’asma e nell’insufficienza
renale e in altre malattie - poiché potrebbe verificarsi una diminuzione dei livelli di litio nel
sangue;
- bloccanti neuromuscolari - usati per indurre rilassamento neuro-muscolare - poiché il litio
potrebbe prolungare la loro azione;

- empagliflozin – usato per trattare il diabete o l’insufficienza cardiaca – e dapagliflozin – usato
per trattare il diabete o l’insufficienza cardiaca o la malattia renale cronica - poiché possono
diminuire la quantità di litio nel corpo riducendone l’effetto;
- topiramato (usato per trattare l’epilessia o l’emicrania).

Una terapia combinata con clorpromazina - usata nella cura delle psicosi, acetazolamide - usata per il trattamento della pressione alta del sangue e altre sostanze come le xantine, l’urea e il sodio bicarbonato possono ridurre i livelli di litio nel sangue aumentandone l’eliminazione con l’urina.

Carbolithium con bevande e alcol

Eviti di assumere alcol, o altri farmaci che contengono alcol durante il trattamento con questo medicinale, poiché potrebbe verificarsi un aumento del livello di litio nel sangue con conseguente aumento del rischio di tossicità. Un abuso nel consumo di caffè può diminuire la concentrazione di litio nel sangue riducendone l’effetto.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda Carbolithium se è in stato di gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, poiché il litio può causare danni al feto (vedere paragrafo 2 “Non prenda Carbolithium”). Dopo pochi giorni dal parto è consigliabile, sempre sotto stretto controllo medico, riprendere la terapia a basse dosi per l’aumento del rischio di episodi maniacali e di ricadute nel periodo post partum, evitando accuratamente l’allattamento al seno. Allattamento Non prenda Carbolithium se sta allattando al seno (vedere paragrafo 2 “Non prenda Carbolithium”).

Fertilità Le donne in età fertile devono fare un test prima di iniziare la terapia con Carbolithium per escludere una possibile gravidanza. Le donne in età fertile che siano già in terapia con sali di litio e stiano pianificando una gravidanza devono interrompere la terapia scalando gradualmente la dose, sotto stretto controllo medico, per evitare la comparsa di ricadute (vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”).

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Carbolithium può alterare la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari.

Carbolithium 150 mg contiene lattosio: se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni

zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

ha dubbi consulti il medico o il farmacista. del Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se

La dose raccomandata è 300 mg da 2 a 6 volte al giorno, somministrati ad intervalli regolari. Il medico le farà iniziare la terapia con basse dosi di farmaco, per poi aggiustare la dose in base al livello di litio nel sangue (litiemia). Uso nei bambini e negli adolescenti Nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 12 e 18 anni, il medico prescriverà un trattamento di breve durata che potrà essere continuato solo in seguito ad accertamenti di un’evidente risposta alla

terapia.

L’uso di Carbolithium nei bambini e negli adolescenti sotto i 12 anni di età non è raccomandato.

Se prende più Carbolithium di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di questo medicinale consulti immediatamente il medico o si rivolga immediatamente all’ospedale più vicino. Nel caso assumesse più Carbolithium di quanto dovuto potrebbero manifestarsi apatia e irrequietezza che possono essere confusi con lo stato mentale già causato dalla depressione.

Il sovradosaggio può portare anche ad una condizione nota come sindrome extrapiramidale, cioè un insieme di sintomi tra cui tremori, rigidità muscolare dovuta ad un aumento del tono muscolare, lentezza e difficoltà nei movimenti.

In caso di intossicazione grave, i principali segni sono associati al cuore, con alterazioni di alcuni

esami (ECG) e al sistema nervoso, con vertigini, compromissione dello stato di vigilanza, accentuazioni dei riflessi (iperreflessie) e coma vigile.

Se dimentica di prendere Carbolithium

Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Carbolithium Non interrompa il trattamento con Carbolithium improvvisamente o senza prima averlo concordato con il medico in quanto potrebbe manifestarsi un’eventuale ricaduta (vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”).

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

li manifestino.

Interrompa il trattamento e si rivolga immediatamente al medico se manifesta: diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, sonnolenza, debolezza muscolare, incoordinazione dei movimenti, sedazione, bocca secca, sensazione di freddo, rallentamento della parola e movimenti oscillatori, ritmici e involontari degli occhi (nistagmo).

Se il livello di intossicazione dovesse aumentare, potrebbero comparire anche accentuazione dei riflessi (iperreflessia), vertigini, sensazione di ronzio nelle orecchie (tinnito), annebbiamento della vista ed intensa produzione di urina (poliuria). In casi molto gravi la tossicità potrebbe coinvolgere vari organi portando a convulsioni generalizzate, insufficienza circolatoria acuta, stupore, coma e

morte.

Nelle 24 ore successive alla prima assunzione di litio possono verificarsi: un aumento dell’eliminazione di alcune sostanze normalmente presenti nel sangue (sodio, potassio e mineralcorticoidi) attraverso le urine. In seguito, potrebbe comparire un accumulo eccessivo di liquidi

giorni. a livello delle gambe (edema pretibiale). Questi sintomi tendono a scomparire nell’arco di pochi

Nei primi giorni della terapia si possono presentare i seguenti sintomi che tendono a scomparire con il proseguimento del trattamento: tremori alle mani, aumento nella produzione di urina, sete moderata e malessere generale. Se dovessero persistere sarebbe bene valutare con il proprio medico la sospensione della terapia.

Gli effetti indesiderati possono essere: - alterazioni del battito del cuore come aritmie cardiache, aritmia ventricolare (ad es. torsione di

punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco);
- slatentizzazione e/o aggravamento della sindrome di Brugada (una sindrome ereditaria che
colpisce il cuore) (frequenza non nota);
- pressione del sangue bassa (ipotensione);
- collasso della circolazione (insufficienza circolatoria periferica);

- scompenso circolatorio;
- aumentato funzionamento della tiroide (ipertiroidismo);
- insorgenza di diabete insipido (dovuto alla perdita della capacità del rene di concentrare le
urine);
- perdita di coscienza (epilessia da piccolo male);

- crisi convulsiva;
- disturbo della parola (disturbo dell’eloquio);
- disturbo extrapiramidale (vedere al paragrafo 3 “Se prende più Carbolithium di quanto deve”);
- capogiro;
- vertigine;
- incontinenza urinaria e incontinenza anale;

- sonnolenza;
- stanchezza;
- letargia;
- ritardo psicomotorio;

- stato confusionale;
- irrequietezza;
- stupore;
- coma;
- tremore;
- contrazioni involontarie dei muscoli e movimenti ripetitivi dei muscoli delle gambe (movimenti
tonico-clonici);
- difficoltà o mancanza di coordinazione dei movimenti muscolari (atassia);
- movimenti molto rapidi o lenti (coreoatetosi);

- ipereccitabilità dei riflessi tendinei profondi (iperreflessia);
- bocca secca;
- disturbi del cuore (QT dell’elettrocardiogramma prolungato);
- casi di morte improvvisa (per tossicità da litio);
- elevate concentrazioni di albumina o glucosio nelle urine (albuminuria, glicosuria);
- diminuita o aumentata produzione di urine (oliguria, poliuria),

- cambiamenti delle unità funzionali del rene (nefroni);
- tumori del rene benigni/maligni (microcisti, oncocitoma o carcinoma renale dei dotti collettori
(nella terapia a lungo termine);
- anormalità tiroidee: aumento delle dimensioni della tiroide (gozzo) e/o diminuita funzione della
tiroide (ipotiroidismo, incluso mixedema);

- iperparatiroidismo (una condizione in cui le ghiandole paratiroidi producono una quantità
eccessiva di ormone paratiroideo, che aumenta i livelli di calcio nel sangue – frequenza non
nota), tumore benigno (non canceroso) della ghiandola paratiroidea (adenoma paratiroideo -
frequenza non nota); aumento delle dimensioni di una o più ghiandole paratiroidi (iperplasia
paratiroidea - frequenza non nota);
-
-
-
-
-
vomito;
diarrea;
dolore addominale;
disturbo del comportamento alimentare che porta al rifiuto del cibo (appetito ridotto);
nausea;

- grave diminuzione dei globuli bianchi nel sangue associato con un aumento acuto della
concentrazione di litio nel sangue (litiemia);
- alterazioni a livello del sangue, in caso di terapie a lungo termine con litio;
- compromissione transitoria della visione (difetto del campo visivo);
- alterazione della vista;
- inaridimento ed assottigliamento dei capelli;

- perdita dei capelli (alopecia);
- perdita della sensibilità al livello della pelle (anestesia cutanea);
- infiammazione dei bulbi piliferi (follicolite cronica);
- aggravamento della psoriasi;

- eruzione della pelle o delle mucose (reazione lichenoide da farmaco);
- eruzione cutanea estesa, temperatura corporea elevata, aumento degli enzimi epatici, anomalie
del sangue (eosinofilia), linfonodi ingrossati e interessamento di altri organi del corpo (reazione
da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici, detta anche DRESS o sindrome da ipersensibilità
a farmaco) – (frequenza non nota). Interrompa l’utilizzo di Carbolithium se sviluppa questi
sintomi e contatti il medico o richieda assistenza medica immediatamente;

- disidratazione;
- perdita di peso;
- aumentato livello del calcio nel sangue (ipercalcemia);
- debolezza muscolare;
- variazioni di alcuni esami del cuore e del cervello (ECG e dell’EEG);

- disfunzioni sessuali;
- livelli eccessivi di calcio nel sangue (frequenza molto comune).

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Carbolithium 150 mg capsule rigide:
- Il principio attivo è il litio carbonato. Ogni capsula contiene 150 mg di litio carbonato.
- Gli altri componenti sono magnesio stearato, gelatina, titanio diossido, indigotina (E 132),
lattosio monoidrato, amido di mais, metilcellulosa.

Cosa contiene Carbolithium 300 mg capsule rigide:
-
-
Il principio attivo è il litio carbonato. Ogni capsula contiene 300 mg di litio carbonato.
Gli altri componenti sono magnesio stearato, gelatina, titanio diossido, indigotina (E 132),
metilcellulosa.

Descrizione dell’aspetto di Carbolithium e contenuto della confezione Carbolithium si presenta in un astuccio contenente 50 capsule in blister.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Laboratorio Farmaceutico SIT S.r.l., Via Cavour, 70 - 27035 Mede (PV)

Produttore

ITC Production S.r.l. - Via Pontina KM 29 - 00071 Pomezia (RM)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il en zia

Domande frequenti su CARBOLITHIUM

Come si usa CARBOLITHIUM?

CARBOLITHIUM si presenta in forma di Capsula rigida e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CARBOLITHIUM è disponibile senza ricetta?

No, CARBOLITHIUM è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CARBOLITHIUM?

Il principio attivo di CARBOLITHIUM è LITIO CARBONATO, LITIO.

Quali sono gli equivalenti di CARBOLITHIUM?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: RESILIENT, LITIO CARBONATO L.F.M., LITIO CARBONATO NOVA ARGENTIA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CARBOLITHIUM?

CARBOLITHIUM è prodotto da LABORATORIO FARMACEUTICO SIT SPECIALITA IGIENICO TERAPEUTICHE S.R.L..

Da quando CARBOLITHIUM è autorizzato in Italia?

CARBOLITHIUM ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1982-06-30.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Carbolithium 150 mg capsule rigide Carbolithium 300 mg capsule rigide

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una capsula da 150 mg contiene: principio attivo: litio carbonato (microincapsulato) 150 mg. Eccipiente con effetti noti: lattosio. Una capsula da 300 mg contiene: principio attivo: litio carbonato (microincapsulato) 300 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsule rigide.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Profilassi e trattamento degli stati di eccitazione nelle forme maniacali e ipomaniacali e degli stati di depressione o psicosi depressive croniche delle psicosi maniaco-depressive. Cefalea a grappolo solo in soggetti che non rispondano ad altra terapia, a causa del basso indice terapeutico del litio carbonato. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Il dosaggio deve essere definito su base individuale in relazione alla litiemia, alla tolleranza del paziente e alla risposta clinica individuale. Posologia Adulti e adolescenti: 300 mg da 2 a 6 volte al giorno, somministrati ad intervalli regolari. Le dosi massime vanno impiegate nella terapia di attacco delle forme gravi, le minime nella terapia di mantenimento profilattico. È sempre necessario iniziare la terapia con basse dosi di farmaco e titolare la dose in base alla misurazione della litiemia. Se la terapia con sali di litio viene utilizzata nel range di età 12 - 18 anni oltre le usuali cautele e raccomandazioni, la durata dovrebbe essere relativamente breve e continuata solo in presenza di inequivocabili segni di risposta clinica al farmaco. La sicurezza e l’efficacia dei sali di litio nei bambini sotto i 12 anni non sono state ancora completamente stabilite, pertanto l’uso in tali pazienti non è raccomandato. 4.3. Controindicazion

I sali di litio sono controindicati in: - ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - patologie cardiache; - danno renale; - grave stato di debilitazione; - aumentata deplezione di sodio; - trattamento concomitante con diuretici; - gravidanza accertata o presunta e allattamento (vedere paragrafo 4.6). 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego I sali di litio hanno un basso indice terapeutico (rapporto terapeutico/tossico ristretto) e quindi non dovrebbero essere prescritti se non è possibile controllarne la concentrazione ematica. È sempre necessario iniziare la terapia con basse dosi di farmaco e titolare la dose in base alla misurazione della litiemia. All’inizio della terapia è consigliabile effettuare la prima determinazione della litiemia al raggiungimento dello stato stazionario, cioè dopo 4 - 8 giorni l’inizio della terapia stessa, su di un campione ematico prelevato a distanza di 10 - 12 ore dall’ultima somministrazione. Ripetere poi la misurazione della litiemia ogni settimana finché la posologia non resti costante per altre quattro settimane, e poi ogni tre mesi. Aggiustamenti della dose devono essere effettuati per mantenere la litiemia nell’intervallo 0,4 - 1 mEq/litro. Per il trattamento della mania acuta sono di solito necessarie concentrazioni plasmatiche comprese tra 0,8 e 1 mEq/litro. La prevenzione delle ricorrenze è generalmente realizzata con concentrazioni plasmatiche comprese tra 0,6 e 0,75 mEq/litro, ma alcuni pazienti sono controllati anche da concentrazioni più basse pari a 0,4-0,6 mEq/litro. È necessario monitorare la litiemia e lo stato clinico del paziente dopo ogni incremento di dose ed effettuare controlli costanti durante tutta la durata della terapia ed in particolare in caso di recidive, gravi effetti collaterali, malattie intercorrenti (incluse le infezioni del tratto urinario), alternanza di fasi maniacali e depressive, introduzione di nuovi farmaci, cambiamenti nella dieta e condizioni o trattamenti che possano causare un’alterazione dei liquidi e del bilancio elettrolitico, inclusa la terapia diuretica. La biodisponibilità varia molto nelle diverse preparazioni: sostituire una preparazione con un’altra richiede le stesse precauzioni dell’inizio del trattamento, attenti monitoraggi della litiemia, conseguenti aggiustamenti della dose e la valutazione dello stato clinico del paziente da parte del medico. Prima di iniziare la terapia con sali di litio è consigliabile valutare la funzionalità cardiaca, renale e tiroidea. Tali prove dovranno essere ripetute periodicamente in corso di terapia. Preesistenti lievi disturbi della tiroide non costituiscono necessariamente una controindicazione al trattamento con litio; ove esista ipotiroidismo la funzionalità tiroidea va controllata sia durante la fase di attacco sia durante il mantenimento. In caso di manifestazione di ipotiroidismo in corso di terapia, è opportuno effettuare un’idonea terapia sostitutiva con ormoni tiroidei. La funzionalità renale e tiroidea dovrebbe essere controllata ogni 6 - 12 mesi in regimi stabili (salvo diversa prescrizione medica). Durante la terapia con litio, i pazienti devono essere sottoposti a regolare monitoraggio con controllo della crasi ematica; la terapia con litio deve essere utilizzata con cautela in pazienti con patologie cardiovascolari o con una storia famigliare di prolungamento dell’intervallo QT. La terapia con litio non deve essere iniziata in pazienti con danno renale (vedere paragrafo 4.3). Durante la terapia con sali di litio, graduali o improvvise variazioni della funzione renale, anche se entro limiti normali, indicano la necessità di rivedere il trattamento. Casi di microcisti, oncocitom

3 carcinoma renale dei dotti collettori sono stati segnalati in pazienti con grave danno renale trattati con litio per più di 10 anni (vedere paragrafo 4.8). La terapia con sali di litio non è consigliata in pazienti con morbo di Addison o altre condizioni associate a deplezione di sodio e in pazienti gravemente debilitati o disidratati. La tossicità del litio è aumentata dalla deplezione di sodio. Una diminuzione della tollerabilità al litio può essere causata da una disidratazione corporea (profusa sudorazione, diarrea, vomito); in questi casi i pazienti devono essere avvertiti di aumentare la somministrazione di sali e liquidi e di avvisare il medico. Nel caso in cui ai disturbi suddetti si accompagni un’infezione con temperatura elevata è consigliabile una temporanea riduzione della dose o interruzione del trattamento sempre sotto stretto controllo medico. Nei pazienti sottoposti a intervento bariatrico può essere necessaria una dose di litio di mantenimento inferiore. I livelli di litio devono essere monitorati attentamente a causa del rischio di tossicità da litio fino alla stabilizzazione del peso. Sindrome di Brugada Il litio può slatentizzare o aggravare la sindrome di Brugada, una malattia ereditaria del canale cardiaco del sodio con alterazioni caratteristiche dell’ECG (blocco completo di branca destra e sopraslivellamento del segmento ST nelle derivazioni precordiali destre), che può causare arresto cardiaco o morte improvvisa. Il litio non è raccomandato nei pazienti con sindrome di Brugada nota o anamnesi familiare di sindrome di Brugada. Si consiglia cautela nei pazienti con anamnesi familiare di arresto cardiaco o morte improvvisa. Una ridotta escrezione renale del litio è stata osservata in pazienti con fibrosi cistica. Particolari cautele nell’individuazione della dose di litio devono essere adottate nei pazienti con miastenia grave per evitare esacerbazioni della patologia. Data la potenziale teratogenicità del litio, è consigliato nelle donne fertili di effettuare un test di gravidanza prima di iniziare la terapia (vedere paragrafo 4.3 e 4.6). I pazienti dimessi da strutture sanitarie e i loro familiari devono essere informati della necessità di consultare immediatamente il medico e sospendere la terapia se si presentassero i seguenti sintomi che rappresentano indicatori precoci di tossicità del farmaco: diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, sonnolenza, perdita della coordinazione muscolare, sedazione, tremori fini, debolezza muscolare, sensazione di freddo. È compito dello specialista informare il medico di base del trattamento al quale il paziente è sottoposto. Sospendere l’assunzione di litio almeno una settimana prima di iniziare una terapia elettroconvulsiva (ECT) e riprendere il trattamento con il litio alcuni giorni dopo il completamento della stessa. Inoltre, la terapia con litio dovrebbe essere sospesa 24 ore prima di interventi chirurgici maggiori, in quanto la ridotta clearance renale associata all’anestesia può portare ad accumulo di litio. La terapia con litio deve essere ristabilita il più velocemente possibile dopo l’intervento. Anche se non ci sono prove chiare di sintomi da astinenza o psicosi da rimbalzo, l’interruzione brusca del litio aumenta il rischio di ricaduta. Se il trattamento dovesse essere sospeso, la dose dovrebbe essere ridotta gradualmente nell’arco di qualche settimana sotto stretto controllo medico; i pazienti dovrebbero essere messi in guardia sulla possibilità di ricaduta in caso di interruzione brusca. Il litio può prolungare l’effetto dei bloccanti neuromuscolari. Pertanto, questi farmaci dovranno essere sempre somministrati con precauzione ai pazienti ai quali è somministrato il litio (vedere paragrafo 4.5).

Carbolithium 150 mg contiene lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia dei sali di litio nei bambini sotto i 12 anni non sono state ancora completamente stabilite, pertanto l’uso in tali pazienti non è raccomandato. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione Antipsicotici L’associazione con clozapina, aloperidolo o fenotiazine provoca un aumento del rischio di effetti avversi extrapiramidali e possibile neurotossicità (associazione da evitare). L’associazione con sulpiride provoca un aumento del rischio di effetti avversi extrapiramidali (associazione da evitare). L’associazione con sertindolo e tioridazina provoca un aumento del rischio di aritmie ventricolari. L’associazione con aloperidolo può provocare una sindrome encefalopatica; un tale evento (caratterizzato da debolezza, letargia, febbre, tremori, convulsioni, confusione, sintomi extrapiramidali, leucocitosi), seguito da un irreversibile danno cerebrale, si è verificato in alcuni pazienti trattati con litio contemporaneamente ad aloperidolo. Benché non sia stata sicuramente stabilita una relazione causale tra questi eventi e la concomitante somministrazione di litio e aloperidolo, i pazienti sottoposti a questa terapia combinata devono essere attentamente controllati onde svelare prontamente i primi segni di neurotossicità che impongono la sospensione immediata del trattamento. Esiste la possibilità di simili reazioni con altri medicinali antipsicotici. L’associazione con antipsicotici può mascherare i sintomi di tossicità del litio, in quanto essi possono prevenire l’insorgenza della nausea, la quale rappresenta uno dei primi sintomi dell’intossicazione da litio. Antidepressivi L’associazione con venlafaxina può provocare un aumento degli effetti serotoninergici del litio. L’associazione con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina può provocare un aumento del rischio di effetti sul sistema nervoso centrale. L’associazione con antidepressivi triciclici può provocare un aumento del rischio di tossicità da litio. Inoltre, sintomi quali diarrea, confusione, tremori, agitazione e sindrome serotoninergica sono stati osservati durante la terapia combinata litio e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Metildopa L’associazione con metildopa può determinare un aumento della tossicità del litio (neurotossicità), anche in presenza di valori di litiemia compresi nell’intervallo terapeutico. Antiepilettici Fenomeni di neurotossicità sono stati osservati in seguito alla somministrazione combinata di litio con antiepilettici (in particolare fenitoina, fenobarbital e carbamazepina). Alcool L’assunzione concomitante di alcool può causare un aumento del picco plasmatico del litio. ACE inibitori L’associazione con ACE inibitori può provocare una riduzione dell’eliminazione di litio, con conseguente aumento della litiemia. Antiaritmici L’uso concomitante di amiodarone può provocare insorgenza di aritmie ventricolari (associazione sconsigliata). Antagonisti del recettore dell’angiotensina II L’associazione con antagonisti del recettore dell’angiotensina II può provocare una riduzion

5 dell’eliminazione di litio, con conseguente aumento della litiemia. Calcioantagonisti L’uso concomitante di calcio-antagonisti (in particolare verapamil e diltiazem) può determinare neurotossicità, senza aumento della concentrazione plasmatica di litio, con sintomi quali atassia, tremori, nausea, vomito, diarrea e tinnito. Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) Farmaci antinfiammatori non steroidei (diclofenac, ibuprofene, indometacina, acido menefamico, naproxene, ketorolac, piroxicam ed inibitori selettivi della COX2) riducono la clearance del litio, producendo un aumento della litiemia con conseguente aumento del rischio di tossicità (associazione da evitare). Durante l’assunzione concomitante di nimesulide, la litiemia deve essere attentamente monitorata. Farmaci Antinfiammatori Steroidei (Corticosteroidi) L’assunzione concomitante di corticosteroidi provoca ritenzione idrosalina, con conseguente aumento della litiemia. Diuretici L’assunzione concomitante di diuretici dell’ansa e di tiazidici provoca una riduzione dell’eliminazione di litio con aumento della litiemia e rischio di tossicità. L’associazione con diuretici osmotici, acetazolamide, amiloride e triamterene (significativo in particolare con amiloride e triamterene) può provocare un aumento dell’escrezione di litio. In particolare, la somministrazione di un diuretico tiazidico a pazienti stabilizzati in terapia con litio determina dopo 3-5 giorni un aumento della litiemia. Minori variazioni della litiemia sono state osservate con i diuretici dell'ansa (furosemide, bumetanide ed acido etacrinico), ciò nonostante, i pazienti in terapia con tale associazione devono essere attentamente controllati. Evidenze scientifiche suggeriscono che se un paziente in trattamento con litio dovesse iniziare una terapia con diuretici, la dose di litio dovrebbe essere ridotta dal 25 al 50% e la litiemia misurata due volte a settimana. L’indapamide ed il litio non devono essere usati in concomitanza per una possibile tossicità del litio conseguente ad una ridotta clearance renale. I diuretici risparmiatori di potassio non aumentano la litiemia. Metoclopramide L’associazione con metoclopramide provoca un aumento del rischio di effetti extrapiramidali. Metronidazolo L’associazione con metronidazolo provoca un aumento della litiemia. Aminofillina e Mannitolo L’associazione con aminofillina e mannitolo comporta una diminuzione della litiemia. Riduzione della concentrazione plasmatica e aumento dell'escrezione urinaria di litio sono state osservate in seguito alla terapia combinata con clorpromazina, acetazolamide, xantine, urea e agenti alcalinizzanti come il sodio bicarbonato. Topiramato Nei volontari sani è stata osservata una riduzione (18% dell’AUC) dell’esposizione sistemica al litio durante la somministrazione concomitante con topiramato 200 mg/die. Nei pazienti con disturbo bipolare, la farmacocinetica del litio è rimasta invariata durante il trattamento con topiramato a dosi di 200 mg/die; è stato tuttavia osservato un aumento dell’esposizione sistemica (26% dell’AUC) dopo dosi di topiramato fino a 600 mg/die. Sono stati segnalati casi di tossicità da litio quando è stato somministrato in concomitanza con topiramato. I livelli di litio devono essere monitorati attentamente in caso di somministrazione concomitante con topiramato. Interazioni che riducono le concentrazioni sieriche di liti

La co-somministrazione dei seguenti farmaci con litio può portare a una diminuzione delle concentrazioni di litio e al rischio di perdita di efficacia:  Empagliflozin;  Dapagliflozin. Aumenti significativi del consumo di caffè possono portare a diminuzioni nella concentrazione plasmatica del litio. Il litio può prolungare l’effetto dei bloccanti neuromuscolari. Pertanto, questi farmaci dovranno essere somministrati con precauzione ai pazienti in terapia con litio. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Gravidanza Il litio può causare danni al feto. Pertanto, il medicinale è controindicato in caso di gravidanza accertata o presunta (vedere paragrafo 4.3). Dopo pochi giorni dal parto è consigliabile, sempre sotto stretto controllo medico, riprendere la terapia a basse dosi per l’aumento del rischio di episodi maniacali e di ricadute nel periodo post partum, evitando accuratamente l’allattamento al seno. Allattamento Il litio è escreto nel latte materno, pertanto il medicinale è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3). Fertilità Le donne in età fertile devono effettuare un test di gravidanza prima di iniziare la terapia con sali di litio. Le donne in età fertile che siano già in terapia con sali di litio e vogliano iniziare una gravidanza devono interrompere la terapia scalando gradualmente la dose, sotto stretto controllo medico, per evitare la comparsa di ricadute (vedere paragrafo 4.4). 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Carbolithium può alterare la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Avvertire i pazienti che conducono attività che richiedono prontezza di riflessi poiché il litio può alterare la capacità mentale o fisica. 4.8. Effetti indesiderati L’insorgenza e la severità degli effetti indesiderati sono generalmente correlati ai livelli plasmatici, alla velocità con la quale si raggiunge il picco plasmatico e al diverso grado di sensibilità al litio del singolo paziente. Generalmente sono tanto più gravi quanto più alta è la concentrazione plasmatica del farmaco. La litiemia deve essere, dunque, monitorata regolarmente durante la terapia per controllare che non si raggiungano livelli plasmatici associati ad un aumento della tossicità. Tuttavia alcuni pazienti possono avere livelli di litiemia considerati tossici e non presentare alcun segno di tossicità; altri, al contrario, possono sviluppare tossicità alle concentrazioni terapeutiche. Generalmente, effetti indesiderati si manifestano con maggiore frequenza quando si raggiungono livelli plasmatici superiori a 1,5 mEq/litro, ma possono verificarsi anche per concentrazioni di 1 mEq/litro, in particolare negli anziani. Per questi motivi, sebbene le concentrazioni plasmatiche ritenute ragionevolmente sicure rientrino nell’intervallo: 0,4 - 1,25 mEq/litro, è preferibile mantenere la litiemia all’interno dell’intervallo 0,4 – 1 mEq/litro. Leggeri tremori alle mani, poliuria e una sete moderata possono presentarsi all’inizio della terapi

7 della fase maniacale acuta e un malessere generale può manifestarsi durante i primi giorni di somministrazione. Tali effetti indesiderati generalmente scompaiono con la prosecuzione del trattamento o con una temporanea riduzione della dose del farmaco. Se persistono è necessario interrompere il trattamento. Durante le ventiquattro ore successive alla prima somministrazione di litio, si può avere un aumento dell’escrezione urinaria di sodio, potassio e di mineralcorticoidi. Successivamente, l’escrezione di potassio si normalizza e si può aver ritenzione di sodio, per aumentata secrezione di aldosterone, con la comparsa di edema periferico. Anche questi effetti indesiderati scompaiono normalmente in pochi giorni. Tuttavia, la terapia con litio può determinare una progressiva diminuzione della capacità del rene di concentrare l’urina con possibile insorgenza di diabete insipido di origine nefrogena. Diarrea, nausea, vomito, dolore addominale, sonnolenza, debolezza muscolare, coordinazione anormale, sedazione, bocca secca, sensazione di freddo, rallentamento della parola e nistagmo sono i primi segni di intossicazione da litio e possono verificarsi a livelli plasmatici inferiori a 2 mEq/litro. A più alti livelli di litiemia, i sintomi possono progredire rapidamente. Si possono manifestare iperreflessia, atassia, vertigini, tinnito, visione offuscata ed intensa poliuria. Livelli plasmatici di litio superiori a 3 mEq/litro possono produrre un complesso quadro clinico, coinvolgendo vari organi e apparati fino ad esitare in crisi convulsiva, collasso circolatorio, stupore, coma e morte. In corso di terapia sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati: Le frequenze degli eventi avversi sono classificate come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema nervoso: epilessia da piccolo male, crisi convulsiva, disturbo dell’eloquio, disturbo extrapiramidale, capogiro, sonnolenza, letargia, stupore, coma, tremore, ipereccitabilità muscolare (contrazioni muscolari involontarie, movimenti tonico-clonici delle gambe), atassia, coreoatetosi, iperreflessia. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: disfunzione sessuale (frequenza non nota). Patologie dell’orecchio e del labirinto: vertigine. Disturbi psichiatrici: ritardo psicomotorio, stato confusionale, irrequietezza. Patologie cardiache: aritmia, scompenso cardiaco (raramente). Sono stati osservati aritmia ventricolare (come torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco). Sindrome di Brugada (slatentizzazione/aggravamento, frequenza non nota). Patologie vascolari: ipotensione, insufficienza circolatoria periferica. Patologie renali e urinarie: incontinenza urinaria. Albuminuria, oliguria, poliuria, glicosuria. Cambiamenti morfologici con fibrosi glomerulare ed interstiziale renale e atrofia dei nefroni, sono stati riscontrati in corso di terapia prolungata di litio. Tuttavia uguali manifestazioni si sono verificate anche in pazienti maniacodepressivi mai trattati con sali di litio. Sono stati riscontrati con una frequenza non nota i seguenti effetti indesiderati: tumore benigno del rene/cancro renale (microcisti, oncocitoma o carcinoma a cellule renali (nella terapia a lungo termine) (vedere paragrafo 4.4). Patologie endocrine: ipercalcemia (frequenza molto comune), anormalità tiroidee: gozzo e/o ipotiroidismo (incluso mixedema), diabete insipido. Frequenza non nota: Iperparatiroidismo, adenoma paratiroideo, iperplasia paratiroidea.Sono stati riscontrati rari casi di ipertiroidismo. Patologie gastrointestinali: incontinenza anale, nausea, vomito, diarrea, dolore addominale e bocca secca.

Patologie del sistema emolinfopoietico: in letteratura è stato riscontrato un caso di marcata leucopenia (senza apprezzabili modificazioni dei valori di eritrociti e piastrine) associato con un aumento acuto della litiemia. Inoltre in caso di terapie a lungo termine con litio sono state descritte alterazioni ematologiche. Patologie dell’occhio: difetto del campo visivo, compromissione della visione. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: inaridimento ed assottigliamento dei capelli, alopecia, anestesia cutanea, esacerbazione della psoriasi, eruzione da farmaci. Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (frequenza non nota). Disturbi del metabolismo e della nutrizione: disidratazione, appetito ridotto, ipercalcemia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: debolezza muscolare. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione: stanchezza. Può verificarsi morte improvvisa per tossicità da litio. Esami diagnostici: elettrocardiogramma anormale, elettroencefalogramma anormale. Sono stati osservati casi di QT dell’elettrocardiogramma prolungato. Peso diminuito. Infezioni ed infestazioni: follicolite cronica. Tumori benigni, maligni e non specificati (incl. cisti e polipi): tumore benigno della paratiroide. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio In caso di sospetto o presunto sovradosaggio procedere con urgenza alla determinazione dei livelli plasmatici di litio. La maggior parte dei casi di intossicazione da litio si verifica come complicazione di una terapia a lungo termine ed è causata da un’escrezione ridotta del farmaco dovuta a una serie di fattori che includono disidratazione, deterioramento della funzionalità renale, infezioni e assunzione contemporanea di diuretici o FANS (o altri farmaci - vedere paragrafo 4.5). Le manifestazioni cliniche precoci sono aspecifiche e possono includere apatia e irrequietezza confondibili con modificazioni dello stato mentale derivanti dalla patologia depressiva del paziente. I sintomi da sovradosaggio includono la sindrome extrapiramidale. In caso di intossicazione grave, i principali segni sono cardiaci, con alterazioni dell’ECG, e neurologici: vertigini, turbe della vigilanza, iperreflessie, coma vigile. La comparsa di questi sintomi impone l’arresto immediato del trattamento, il controllo urgente della litiemia, l’aumento dell’escrezione del litio mediante incremento dell’alcalinità delle urine, la diuresi osmotica (mannitolo) e l’aggiunta di sodio cloruro. A partire da una litiemia di 2,0 mEq/l non esitare a praticare un’emodialisi o una dialisi peritoneale. Si consiglia un attento monitoraggio della conta leucocitaria in tutti i casi di sovradosaggio da Litio.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: antipsicotici – Litio, codice ATC: N05AN.

Il litio è un catione monovalente che appartiene al gruppo dei metalli alcalini. Il litio possiede numerosi effetti farmacologici e, sebbene non sia perfettamente noto il meccanismo d’azione, esso possiede attività antimaniacale e antidepressiva ed è efficace nella profilassi e nella terapia della cefalea a grappolo. I meccanismi d’azione del litio probabilmente responsabili della sua azione di modulatore del tono dell'umore includono: i) la regolazione del rilascio di alcuni neurotrasmettitori, come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina; ii) l’interferenza con l’attivazione delle proteine G trimeriche (Gs e Gi); iii) la riduzione dell’attivazione della via di trasduzione del segnale dei polifosfoinositidi, attraverso l’inibizione dell’enzima inositolo-1-fosfatasi; iv) l’inibizione dell’attività di alcuni enzimi, come la protein chinasi C (PKC) e la glicogeno sintasi chinasi 3(GSK3), coinvolti nella regolazione di numerose attività cellulari, inclusa la trascrizione genica; v) la regolazione dell’attività di fattori di trascrizione; vi) l’aumento dell’espressione della proteina antiapoptotica bcl2 (effetto neuroprotettivo). Inoltre, il litio modula alcune risposte ormonali mediate dagli enzimi adenilato ciclasi e fosfolipasi C, interferendo, in questo modo, con l’attività dell’ADH vasopressina (riduzione della capacità del rene di concentrare l’urina) e dell’ormone stimolante la tiroide, TSH (interferenza con la funzione tiroidea). 5.2. Proprietà farmacocinetiche Gli ioni litio sono rapidamente assorbiti dal tratto gastrointestinale. L’emivita plasmatica è di circa 24 ore. Aumenti dell’emivita plasmatica sono stati descritti negli anziani e nei soggetti con alterazione della funzionalità renale. L’escrezione è prevalentemente renale (90%). Le concentrazioni plasmatiche efficaci sono comprese tra 0,4 e 1 mEq/litro. Si consiglia di non superare una litiemia di 1 mEq/litro. Lo stato stazionario si ottiene tra il 5° e l’8° giorno. Il litio attraversa la barriera placentare e passa nel latte materno. La litiemia non deve superare 1 mEq/litro. Concentrazioni da 1,5 a 2,5 mEq/litro si sono dimostrate capaci di produrre fenomeni tossici. A concentrazioni superiori a 2,5 mEq/l si ha una grave intossicazione. A concentrazioni superiori a 3,5 mEq/l si hanno intossicazioni letali. La dose acuta letale di litio varia, ma è generalmente associata ad una litiemia maggiore di 3,5 mEq/l. L’assunzione contemporanea di alcool può causare un aumento del picco plasmatico del litio. La biodisponibilità varia molto nelle diverse preparazioni: sostituire una preparazione con un’altra richiede le stesse precauzioni dell'inizio del trattamento. 5.3. Dati preclinici di sicurezza Teratogenicità è stata osservata dopo trattamento con litio in mammiferi inferiori, inclusi i topi. Al contrario, studi condotti su conigli e scimmie non hanno dato prova di effetti teratogeni indotti dal litio. Nell’uomo le prime evidenze degli effetti del litio sul feto derivano dal Registro internazionale dei Neonati del Litio (1973-1975). Su 225 neonati registrati, 25 (11,1%) sono stati segnalati con malformazioni, delle quali 18 (8%) interessavano il sistema cardiovascolare. Le anomalie cardiovascolari includevano il morbo di Ebstein, una rara malformazione a carico della valvola tricuspide con anomalie secondarie del ventricolo e dell’atrio destri. I dati provenienti dal Registro suggeriscono un’incidenza del morbo di Ebstein dell’1% fra i bambini esposti al litio corrispondente ad un valore dalle 200 alle 400 volte superiore alla norma. Tuttavia, lavori successivi suggeriscono che i dati retrospettivi del Registro sovrastimino la vera incidenza della teratogenicità del litio.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Carbolithium 150 mg: magnesio stearato, gelatina, titanio diossido, indigotina (E132), lattosio monoidrato, amido di mais, metilcellulosa.

Carbolithium 300 mg: magnesio stearato, gelatina, titanio diossido, indigotina (E132), metilcellulosa. 6.2. Incompatibilità Non pertinente. 6.3. Periodo di validità 5 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Astuccio da 50 capsule in blister. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Laboratorio Farmaceutico S.I.T. S.r.l., Via Cavour, 70 - 27035 Mede (PV)

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Carbolithium 150 mg capsule rigide - 50 capsule AIC 024597015 Carbolithium 300 mg capsule rigide - 50 capsule AIC 024597039

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 15 Maggio 1982 Data del rinnovo più recente: 31 Maggio 2010

10. Data di revisione del testo

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