LITIO CARBONATO L.F.M.

Questo medicinale viene utilizzato per prevenire e controllare: - stati di eccitazione nelle forme maniacali e ipomaniacali (disturbi mentali caratterizzati da eccitazione più o meno grave, comportamenti sociali inappropriati, comportamenti non organizzati e inconcludenti, eccessiva energia, desiderio sessuale impellente, iperattività, irritabilità, rabbia, aggressività, perdita del contatto con la realtà e della capacità di pensare e giudicare chiaramente)…

Principio attivo: LITIO CARBONATO, LITIO · ATC N05AN01 · LABORATORIO FARMACOLOGICO MILANESE S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: LITIO CARBONATO, LITIO
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 300 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: LABORATORIO FARMACOLOGICO MILANESE S.R.L.
Codice ATC: N05AN01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· RESILIENT - AZIENDE CHIMICHE RIUNITE ANGELINI FRANCESCO A.C.R.A.F. S.P.A.
· LITIO CARBONATO NOVA ARGENTIA - INDUSTRIA FARMACEUTICA NOVA ARGENTIA S.R.L.
· CARBOLITHIUM - LABORATORIO FARMACEUTICO SIT SPECIALITA IGIENICO TERAPEUTICHE S.R.L.
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

LITIO CARBONATO L.F.M. contiene il principio attivo litio carbonato che appartiene ad una classe di medicinali chiamati antipsicotici che agiscono sul sistema nervoso centrale come stabilizzatori dell’umore.

Questo medicinale viene utilizzato per prevenire e controllare: - stati di eccitazione nelle forme maniacali e ipomaniacali (disturbi mentali caratterizzati da eccitazione più o meno grave, comportamenti sociali inappropriati, comportamenti non

organizzati e inconcludenti, eccessiva energia, desiderio sessuale impellente, iperattività, irritabilità, rabbia, aggressività, perdita del contatto con la realtà e della capacità di pensare e giudicare chiaramente); - stati di depressione (disturbo dell’umore caratterizzato da frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza, malumore e pensieri negativi) e psicosi depressiva cronica

(caratterizzata da rallentamento, apatia, sensi di colpa e autopunizione); - psicosi maniaco-depressive (disturbi mentali caratterizzati da momenti di depressione dell’umore che si alternano a momenti di esaltazione). Viene anche usato per trattare la cefalea a grappolo (un particolare mal di testa caratterizzato da dolore lancinante e sintomi come lacrimazione, naso chiuso o naso che cola, sudorazione alla

faccia, che colpiscono un solo lato della testa), ma soltanto in soggetti che non rispondono ad altre terapie, a causa della tossicità del litio carbonato.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda LITIO CARBONATO L.F.M.
- se è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6);
- se soffre di problemi al cuore;
- se ha un grave problema dei reni (insufficienza renale);
- se è molto debole (grave stato di debilitazione);
- se ha una aumentata riduzione della quantità di sodio nell’organismo;
- se sta seguendo una terapia con medicinali che aumentano l’eliminazione di urina (diuretici);
- se è in gravidanza o pensa di essere incinta e se sta allattando al seno (vedere il paragrafo
Gravidanza e allattamento);

- se la persona che deve prendere questo medicinale ha meno di 12 anni età, salvo diverso parere del medico. Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere LITIO CARBONATO L.F.M.. I sali di litio, a causa della loro tossicità, non dovrebbero essere prescritti se non è possibile

controllarne la quantità nel sangue. La terapia inizierà con basse dosi del medicinale che in seguito il medico regolerà in base alla quantità di litio presente nel sangue (litiemia) (vedere il paragrafo “Come usare LITIO CARBONATO L.F.M.”).

Informi il medico se soffre di altre malattie (incluse le infezioni delle vie urinarie), alternanza di stati di eccitazione (fasi maniacali) e di depressione (fasi depressive), se sta assumendo nuovi medicinali e se sta cambiando la sua dieta con modifiche nell’assunzione di sali e liquidi. Se vuole sostituire una preparazione del medicinale con un’altra consulti il medico, che controllerà con attenzione le sue condizioni di salute e prenderà le stesse precauzioni previste per l’inizio del

preparazioni. del trattamento, perché la quantità di medicinale che l’organismo assorbe varia molto nelle diverse

Prima di iniziare la terapia con sali di litio il medico le controllerà la funzionalità del cuore, dei reni e della tiroide. Verrà sottoposto a questi controlli periodicamente durante tutto il corso della terapia, ogni 6-12 mesi (salvo diversa indicazione del medico). Se si manifestano graduali o improvvise alterazioni della funzione dei reni, anche se entro limiti normali, il medico rivaluterà il trattamento. Inoltre, durante la terapia con il litio, lei dovrà sottoporsi ad analisi periodiche del sangue (crasi ematica). Tenga presente che se assume litio da più di 10 anni ed è affetto da gravi problemi ai reni

(insufficienza renale grave), possono svilupparsi delle piccole formazioni a forma di sfera ripiene di liquido (microcisti) o tumori (oncocitoma e carcinoma renale dei dotti collettori) a livello dei reni (Vedere paragrafo “Possibili effetti indesiderati”).

Faccia particolare attenzione all’uso del litio ed informi il suo medico:
- se soffre di ridotta funzionalità della tiroide, la ghiandola che produce ormoni (ipotiroidismo), il
medico la sottoporrà ad attenti controlli prima e durante la terapia; se si manifesta ipotiroidismo
durante il trattamento, il medico le prescriverà una terapia sostitutiva con ormoni tiroidei;
- se soffre di malattie al cuore o se lei o qualcuno della sua famiglia soffre di un’alterazione del

battito del cuore chiamata “prolungamento dell’intervallo QT”;
- se soffre del morbo di Addison, una malattia caratterizzata da una grave diminuzione della
produzione di ormoni da parte del surrene;
- se ha ridotta quantità di sodio nel sangue, perché aumenta la tossicità del litio;
- se è disidratato a causa di una abbondante sudorazione, diarrea o vomito, perché può diminuire la

tollerabilità al medicinale. In questi casi aumenti l’assunzione di sali e liquidi ed informi il medico. Se insieme a questi disturbi si manifesta anche un’infezione con aumento della temperatura corporea, il medico potrà ridurre o interrompere il trattamento; - se soffre di una malattia genetica ereditaria che altera lo scambio di acqua e sali a livello delle

cellule di alcuni organi con produzione di muco denso e viscoso che compromette la funzionalità
degli organi interessati, in particolare polmone e intestino (fibrosi cistica);
- se soffre grave debolezza dei muscoli (miastenia grave);
- se decide di interrompere bruscamente il trattamento, perché potrebbe esserci il rischio di una
ricaduta (vedere il paragrafo “Se interrompe il trattamento con LITIO CARBONATO L.F.M.”).
- se deve sottoporsi ad intervento chirurgico, poiché il litio aumenta gli effetti dei medicinali
utilizzati per bloccare i muscoli durante l’intervento (bloccanti neuromuscolari).
Il medico informerà sia lei che i suoi familiari che è necessario informarlo immediatamente e
sospendere il trattamento se si manifestano i seguenti sintomi di tossicità precoce del medicinale:
diarrea, nausea, vomito, dolori all’addome, sonnolenza, perdita della coordinazione dei muscoli,
sedazione, tremori che interessano le mani e la testa (tremori fini), debolezza dei muscoli e

sensazione di freddo. Sospenda l’assunzione di litio almeno una settimana prima di iniziare una terapia elettroconvulsiva (ECT) e riprenda il trattamento con il litio alcuni giorni dopo il completamento della stessa. Inoltre, sospenda la terapia con il litio 24 ore prima di interventi chirurgici maggiori, perché la diminuzione dell’escrezione di litio associata all’anestesia può portare ad un accumulo di litio. La

terapia con litio deve essere ristabilita il più velocemente possibile dopo l’intervento.

Bambini Questo medicinale non deve essere usato in bambini di età inferiore a 12 anni.

Altri medicinali e LITIO CARBONATO L.F.M. Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Eviti l’uso contemporaneo di LITIO CARBONATO L.F.M. insieme ai seguenti medicinali:
- medicinali usati per le malattie mentali (antipsicotici) come clozapina, aloperidolo, fenotiazine,
sulpiride, sertindolo e tioridazina, clorpromazina;
- medicinali utilizzati per il trattamento della depressione (antidepressivi) come venlafaxina,
antidepressivi triciclici ed inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI);
- medicinali usati per il trattamento della pressione del sangue alta come metildopa e
acetazolamide;
- medicinali per l’epilessia come fenitoina, fenobarbital e carbamazepina;
- medicinali usati per il trattamento di problemi al cuore e della pressione del sangue alta come

ACE inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina e calcioantagonisti come verapamil e
diltiazem;
- medicinali usati per il trattamento dei disturbi del battito del cuore (amiodarone);
- farmaci antinfiammatori non steroidei, usati per alleviare il dolore e l’infiammazione come

diclofenac, ibuprofene, indometacina, acido mefenamico, naproxene, ketorolac, nimesulide,
piroxicam ed inibitori selettivi della COX2;
- medicinali usati per il trattamento dell’infiammazione e delle allergie (corticosteroidi);
- medicinali che favoriscono l’eliminazione di urina, usati per trattare la pressione del sangue alta

(diuretici), tra cui indapamide, acetazolamide, amiloride, triamterene, furosemide, bumetanide ed
acido etacrinico. Se assume questi medicinali, si rivolga al medico perché può essere necessario
modificare il dosaggio del litio;
- medicinali usati per alleviare la sensazione di vomito (metoclopramide);
- medicinali usati per le infezioni (antibiotici) come il metronidazolo;

- aminofillina ed altre xantine, medicinali che dilatano i bronchi e facilitano la respirazione;
- mannitolo, che promuove e favorisce l’evacuazione instestinale;
- prodotti contenenti urea;

- agenti alcalinizzanti come sodio bicarbonato;
- medicinali usati durante gli interventi chirurgici per bloccare i muscoli (bloccanti
neuromuscolari).

Questi medicinali possono ridurre la quantità di litio nel corpo e quindi il litio può non funzionare bene: - empagliflozin (usato per il trattamento del diabete o dell'insufficienza cardiaca)

- dapagliflozin (usato per il trattamento del diabete o dell'insufficienza cardiaca o della malattia renale cronica)

LITIO CARBONATO L.F.M. con bevande e alcool Non assuma alcool durante la terapia con questo medicinale perché può causare un aumento dei livelli di litio nel sangue. Non assuma troppo caffè durante la terapia con questo medicinale perché può causare una diminuzione dei livelli di litio nel sangue.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Non assuma questo medicinale se è in stato di gravidanza, accertata o presunta perché può causare danni al feto. Non assuma questo medicinale se sta allattando al seno, perché il litio passa nel latte materno e può causare problemi al bambino.

di iniziare la terapia con questo medicinale. Data la potenziale tossicità del litio per il feto (teratogenicità), effettui un test di gravidanza prima

Se è già in terapia con il litio e ha intenzione di iniziare una gravidanza, interrompa la terapia diminuendo gradualmente la dose, sotto stretto controllo del medico, per evitare la comparsa di ricadute (vedere il paragrafo “Se interrompe il trattamento con LITIO CARBONATO L.F.M.”). Dopo qualche giorno dal parto riprenda la terapia, sempre sotto stretto controllo medico, a basse dosi per evitare episodi maniacali e di ricadute. Eviti accuratamente l’allattamento al seno. Nei neonati di madri che hanno assunto LITIO CARBONATO L.F.M. come antipsicotico, negli ultimi tre mesi di gravidanza sono stati osservati i seguenti sintomi: tremore, rigidità e/o debolezza ai muscoli, sonnolenza, agitazione, problemi respiratori e difficoltà nell’assunzione di cibo. Se il

suo bambino mostra uno qualsiasi di questi sintomi contatti subito il medico.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Il litio può alterare la capacità mentale o fisica e quindi altera la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Se svolge attività che richiedono prontezza di riflessi deve tenere in considerazione questi effetti.

LITIO CARBONATO L.F.M. contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è essenzialmente ‘senza sodio’

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. È sempre necessario iniziare la terapia con basse dosi del medicinale che il medico regolerà di volta in volta a seconda delle sue condizioni di salute e della quantità di litio nel sangue (litiemia).

La dose raccomandata per adulti ed adolescenti è di 300 mg (1 compressa) da 2 a 6 volte al giorno, somministrati ad intervalli regolari. Le dosi massime vanno impiegate nella terapia di attacco delle forme gravi, le minime nella terapia di mantenimento preventivo. Dopo 4-8 giorni dall’inizio della terapia, dovrà sottoporsi ad analisi per misurare la quantità di litio nel sangue (litiemia) dopo 10-12 ore dall’ultima assunzione e il medico le regolerà la dose per mantenere una buona quantità di litio nel sangue (0,4-1 mEq/litro). Ripeta queste analisi ogni settimana per altre quattro settimane, fino a quando la posologia non sarà costante, e poi ogni tre mesi. Per il trattamento della mania acuta è necessario mantenere la quantità di litio nel sangue nell’intervallo 0,8-1 mEq/litro, mentre nella terapia di prevenzione generalmente sono sufficienti

0,6-0,75 mEq/litro. Il medico regolerà la posologia in base alle quantità di litio nel sangue.

Uso negli adolescenti Negli adolescenti tra i 12-18 anni, il trattamento deve avvenire sotto stretto controllo del medico e

per il più breve tempo possibile.

Se prende più LITIO CARBONATO L.F.M. di quanto deve In caso di ingestione accidentale di una dose eccessiva di LITIO CARBONATO L.F.M. avverta

immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale per procedere con urgenza alla determinazione della quantità dei livelli di litio nel sangue. I primi segni di intossicazione sono: diminuzione o assenza di reazione di fronte a situazioni ed eventi della vita di tutti i giorni (apatia); irrequietezza confondibile con la malattia depressiva stessa.

In caso di intossicazione grave i principali segni sono: alterazione del battito del cuore; vertigini; alterazione della coscienza; aumento dei riflessi; stato di veglia non cosciente durante il quale non si ha consapevolezza né di sé né dell’ambiente circostante (coma vigile).

Se dimentica di prendere LITIO CARBONATO L.F.M. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose e lo comunichi al medico.

Se interrompe il trattamento con LITIO CARBONATO L.F.M.

Se deve interrompere il trattamento con questo medicinale, si rivolga al medico che diminuirà la dose gradualmente nell’arco di qualche settimana. Non interrompa bruscamente l’assunzione di questo medicinale, perché potrebbero verificarsi dei casi di ricaduta.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le

persone li manifestino. L’insorgenza e la gravità degli effetti indesiderati sono generalmente determinati dalla quantità di litio nel sangue e dal diverso grado di sensibilità al litio e dall’età del singolo paziente. Alcuni pazienti possono avere quantità di litio nel sangue considerate tossiche e non presentare alcun

segno di tossicità; altri, al contrario, possono sviluppare tossicità alle dosi usate in terapia. All’inizio della terapia si possono avere alcuni effetti indesiderati che poi scompaiono con la prosecuzione del trattamento o con una temporanea riduzione della dose del farmaco. Se persistono è necessario interrompere il trattamento.

Si possono verificare i seguenti effetti indesiderati:
- leggeri tremori alle mani;
- produzione abbondante di urina e aumento della frequenza della minzione (poliuria);
- sensazione di sete moderata;
- malessere generale.
Durante le ventiquattro ore successive alla prima somministrazione di litio, possono manifestarsi i
seguenti effetti collaterali:
- aumento dell’eliminazione di sodio, potassio e di mineralcorticoidi nelle urine.
Successivamente, l’eliminazione di potassio si normalizza e si può aver ritenzione di sodio, con la
comparsa di gonfiori degli arti inferiori (edema pretibiale). Questi effetti indesiderati scompaiono
normalmente in pochi giorni;

- problemi ai reni con un aumento della quantità di urina prodotta e diminuzione della
capacità del rene di riassorbire i liquidi, con possibile insorgenza di una malattia chiamata
diabete insipido.
I primi segni di intossicazione da litio che si verificano a bassi livelli nel sangue sono:
- diarrea, nausea, vomito, dolori all’addome;

- sonnolenza, sedazione;
- debolezza ai muscoli e problemi nel coordinamento dei movimenti (incoordinazione
motoria);
- secchezza della bocca;
- sensazione di freddo;

- rallentamento della parola;
- movimento involontario e rapido degli occhi (nistagmo).
A più alti livelli di litio nel sangue si possono aggravare i precedenti effetti e si possono
manifestare:
-
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accentuazione dei riflessi (iperreflessia);
perdita della coordinazione dei muscoli (atassia);
vertigini e disturbi dell’udito come ronzii nelle orecchie (tinnito);
annebbiamento della vista;
produzione abbondante di urina e aumento della frequenza della minzione (poliuria).
A livelli di litio nel sangue molto elevati si possono avere effetti molto gravi quali:
- convulsioni;
- disturbi della circolazione;
- disturbi psichiatrici come stupore;
- coma e morte.

In corso di terapia sono stati segnalati oltre ai precedenti, altri effetti indesiderati: - crisi epilettiche sia come veri attacchi, caratterizzati da perdita di coscienza, irrigidimento, scosse dei muscoli e caduta a terra, sia come assenza, ossia improvvise sospensioni della coscienza;

- difficoltà della parola, ritardi nello sviluppo e acquisizione di capacità motorie, cognitive e
comunicative (ritardi psicomotori);
- stordimento, giramenti di testa (vertigini), confusione;
- perdita involontaria di urine e feci (incontinenza);
- sonnolenza, stanchezza, stato di sonno profondo, spesso invincibile, con completo

rilassamento dei muscoli e scomparsa di risposta a stimoli esterni (letargia);
- irrequietezza, stato di rallentamento delle attività mentali con distacco dalla realtà (stupore),
coma;
- tremori, iperirritabilità dei muscoli (contrazioni, movimenti clonici delle gambe);
- perdita della coordinazione dei muscoli (atassia), movimenti a scatto (coreoatetosici),

ipereccitabilità dei riflessi dei tendini, secchezza della bocca; - problemi al cuore ed alla circolazione, come abbassamento di pressione (ipotensione), perdita improvvisa della circolazione del sangue (collasso della circolazione periferica),

condizioni e sintomi dovuti alla incapacità del cuore di pompare quantità di sangue
sufficienti per far fronte alle necessità dell’organismo (scompenso circolatorio);
- alterazione del battito del cuore come prolungamento dell’intervallo QT, alterazione del
ritmo del battito del cuore (aritmie cardiache e ventricolari) come torsione di punta,
tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco;
- morte improvvisa;
- produzione abbondante di urina e aumento della frequenza della minzione (poliuria) ed
aumento della quantità di proteine (albuminuria) o di zuccheri (glicosuria) nelle urine;
- diminuita produzione di urina (oliguria);
- gravi problemi con alterazione della forma dei reni (fibrosi glomerulare ed interstiziale,
atrofia dei nefroni);
- rigonfiamento (gozzo tiroideo) e/o diminuzione della funzionalità della tiroide

(ipotiroidismo) che può causare l’accumulo di una sostanza mucosa densa nella pelle e nel
tessuto sottocutaneo (mixedema);
- rari casi di aumento della funzionalità della tiroide (ipertiroidismo);
- perdita dell’appetito (anoressia), nausea, vomito e diarrea;
- riduzione della quantità di globuli bianchi (leucopenia);

- alterazioni delle cellule del sangue;
- disturbi della vista (scotomi transitori);
- secchezza, assottigliamento e perdita dei capelli (alopecia);
- perdita di sensibilità della pelle (anestesia cutanea);
- infiammazioni della pelle (follicolite cronica e psoriasi);

-- perdita eccessiva di liquidi dall’organismo (disidratazione) e perdita di peso;
- variazioni dei parametri del cuore e del cervello misurati con l’elettrocardiogramma (ECG) e
l’elettroencefalogramma (EEG).
Frequenza non nota (la cui frequenza non può essere valutata dai dati disponibili):
- piccole formazioni a forma di sfera ripiene di liquido (microcisti) o tumori (oncocitoma e

anni ed è affetto da gravi problemi ai reni (insufficienza renale grave). - eruzione della pelle o delle mucose (reazione lichenoide da farmaco); carcinoma renale dei dotti collettori) a livello dei reni, specialmente se assume litio da più di 10 Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-

avverse . Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Tenere il contenitore ben chiuso. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene LITIO CARBONATO L.F.M.
- Il principio attivo è litio carbonato. Ogni compressa contiene 300 mg di litio carbonato.
- Gli altri componenti sono: amido di mais, sodio carbossimetilamido, cellulosa
microcristallina, magnesio stearato, sodio laurilsolfato, talco.

Descrizione dell’aspetto di LITIO CARBONATO L.F.M. e contenuto della confezione Confezione da 50 compresse in blister.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore Laboratorio Farmacologico Milanese S.r.l., Via Monterosso 273, 21042 – Caronno Pertusella (VA).

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

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Domande frequenti su LITIO CARBONATO L.F.M.

Come si usa LITIO CARBONATO L.F.M.?

LITIO CARBONATO L.F.M. si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

LITIO CARBONATO L.F.M. è disponibile senza ricetta?

No, LITIO CARBONATO L.F.M. è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di LITIO CARBONATO L.F.M.?

Il principio attivo di LITIO CARBONATO L.F.M. è LITIO CARBONATO, LITIO.

Quali sono gli equivalenti di LITIO CARBONATO L.F.M.?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: RESILIENT, LITIO CARBONATO NOVA ARGENTIA, CARBOLITHIUM. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce LITIO CARBONATO L.F.M.?

LITIO CARBONATO L.F.M. è prodotto da LABORATORIO FARMACOLOGICO MILANESE S.R.L..

Da quando LITIO CARBONATO L.F.M. è autorizzato in Italia?

LITIO CARBONATO L.F.M. ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1996-05-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

LITIO CARBONATO L.F.M. 300 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa contiene: principio attivo: litio carbonato 300 mg Eccipienti con effetti noti: sodio (vedere paragrafo 4.4) Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Profilassi e trattamento degli stati di eccitazione nelle forme maniacali e ipomaniacali e degli stati di depressione o psicosi depressive croniche delle psicosi maniaco-depressive. Cefalea a grappolo solo in soggetti che non rispondano ad altra terapia, a causa del basso indice terapeutico del litio carbonato. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Il dosaggio deve essere definito su base individuale in relazione alla litiemia, alla tolleranza del paziente e alla risposta clinica individuale. Adulti e adolescenti: 300 mg da 2 a 6 volte al giorno, somministrati ad intervalli regolari. Le dosi massime vanno impiegate nella terapia di attacco delle forme gravi, le minime nella terapia di mantenimento profilattico. È sempre necessario iniziare la terapia con basse dosi di farmaco e titolare la dose in base alla misurazione della litiemia. Se la terapia con sali di litio viene utilizzata nel range di età 12-18 anni oltre le usuali cautele e raccomandazioni, la durata dovrebbe essere relativamente breve e continuata solo in presenza di inequivocabili segni di risposta clinica al farmaco. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. I sali di litio sono controindicati in: - patologie cardiache, - insufficienza renale, - grave stato di debilitazione, - aumentata deplezione di sodio, - trattamento concomitante con diuretici, - gravidanza accertata o presunta e nell’allattamento (vedere par. 4.6). La sicurezza e l'efficacia dei sali di litio nei bambini sotto i 12 anni non è stata ancora stabilita, pertanto l'uso in tali pazienti non è consigliato, salvo diverso parere dello specialista. 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego I sali di litio hanno un basso indice terapeutico (rapporto terapeutico/tossico ristretto) e quindi non dovrebbero essere prescritti se non è possibile controllarne la concentrazione ematica. È sempre necessario iniziare la terapia con basse dosi di farmaco e titolare la dose in base alla misurazione della litiemia. All’inizio della terapia è consigliabile effettuare la prima determinazione della litiemia al raggiungimento dello stato stazionario, cioè dopo 4-8 giorni l’inizio della terapia stessa, su di un campione ematico prelevato a distanza di 10-12 ore dall’ultima somministrazione.

Ripetere poi la misurazione della litiemia ogni settimana finché la posologia non resti costante per altre quattro settimane e poi ogni tre mesi. Aggiustamenti della dose devono essere effettuati per mantenere la litiemia nell’intervallo 0,4-1 mEq/litro. Per il trattamento della mania acuta sono di solito necessarie concentrazioni plasmatiche comprese tra 0,8 e 1 mEq/litro. La prevenzione delle ricorrenze è generalmente realizzata con concentrazioni plasmatiche comprese tra 0,6 e 0,75 mEq/litro, ma alcuni pazienti sono controllati anche da concentrazioni più basse pari a 0,4-0,6 mEq/litro. E’ necessario monitorare la litiemia e lo stato clinico del paziente dopo ogni incremento di dose ed effettuare controlli costanti durante tutta la durata della terapia ed in particolare in caso di malattie intercorrenti (incluse le infezioni del tratto urinario), alternanza di fasi maniacali e depressive, introduzione di nuovi farmaci e cambiamenti nella dieta con modifiche nell’assunzione di sali e liquidi. La biodisponibilità varia molto nelle diverse preparazioni: sostituire una preparazione con un’altra richiede le stesse precauzioni dell’inizio del trattamento, attenti monitoraggi della litiemia, conseguenti aggiustamenti della dose e la valutazione dello stato clinico del paziente da parte del medico. Prima di iniziare la terapia con sali di litio è consigliabile valutare la funzionalità cardiaca, renale e tiroidea. Tali prove dovranno essere ripetute periodicamente in corso di terapia. Preesistenti lievi disturbi della tiroide non costituiscono necessariamente una controindicazione al trattamento con litio; ove esista ipotiroidismo la funzionalità tiroidea va controllata sia durante la fase di attacco sia durante il mantenimento. In caso di manifestazione di ipotiroidismo in corso di terapia, è opportuno effettuare un’idonea terapia sostitutiva con ormoni tiroidei. La funzionalità renale e tiroidea dovrebbero essere controllate ogni 6-12 mesi in regimi stabili (salvo diversa prescrizione medica). Durante la terapia con litio, i pazienti devono essere sottoposti a regolare monitoraggio con controllo della crasi ematica. La terapia con litio deve essere utilizzata con cautela in pazienti con patologie cardiovascolari o con storia famigliare di prolungamento dell’intervallo QT. La terapia con litio non deve essere iniziata in pazienti con insufficienza renale (vedere par. 4.3.). Durante la terapia con sali di litio, graduali o improvvise variazioni della funzionalità renale, anche se entro limiti normali, indicano la necessità di rivedere il trattamento. Tumori renali: sono stati riportati casi di microcisti, oncocitoma e carcinoma renale dei dotti collettori in pazienti con insufficienza renale grave che assumevano litio da più di 10 anni (vedere il paragrafo 4.8). La terapia con sali di litio non è consigliata in pazienti con morbo di Addison o altre condizioni associate a deplezione di sodio e in pazienti gravemente debilitati o disidratati. La tossicità del litio è aumentata dalla deplezione di sodio. Una diminuzione della tollerabilità al litio può essere causata da una disidratazione corporea (profusa sudorazione, diarrea, vomito); in questi casi i pazienti devono essere avvertiti di aumentare la somministrazione di sali e liquidi e di avvisare il medico. Nel caso in cui ai disturbi suddetti si accompagni un’infezione con temperatura elevata è consigliabile una temporanea riduzione della dose o interruzione del trattamento sempre sotto stretto controllo medico. Una ridotta escrezione renale del litio è stata osservata in pazienti con fibrosi cistica. Particolari cautele nell’individuazione della dose di litio devono essere adottate nei pazienti con miastenia grave per evitare esacerbazioni della patologia. Data la potenziale teratogenicità del litio, è consigliato nelle donne fertili di effettuare un test di gravidanza prima di iniziare la terapia (vedere par. 4.3 e 4.6). I pazienti dimessi da strutture sanitarie e i loro familiari devono essere informati della necessità, che se si presentassero i seguenti sintomi che rappresentano indicatori precoci di tossicità del farmaco: diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, sonnolenza, perdita della coordinazione muscolare, sedazione, tremori fini, debolezza muscolare, sensazione di freddo, devono consultare immediatamente il medico e sospendere la terapia. È compito dello specialista informare il medico di base del trattamento al quale il paziente è sottoposto. Sospendere l’assunzione di litio almeno una settimana prima di iniziare una terapia elettroconvulsiva (ECT) e riprendere il trattamento con il litio alcuni giorni dopo il completamento della stessa. Inoltre, la terapia con litio dovrebbe essere sospesa 24 ore prima di interventi chirurgici maggiori, in quanto la ridotta clearance renale associata all’anestesia può portare ad accumulo di litio. La terapia con litio deve essere ristabilita il più velocemente possibile dopo l’intervento. Anche se non ci sono prove chiare di sintomi da astinenza o psicosi da rimbalzo, l’interruzione brusca del litio aumenta il rischio di ricaduta. Se il trattamento deve essere sospeso, la dose dovrebbe essere ridott

3 gradualmente nell’arco di qualche settimana sotto stretto controllo medico; i pazienti dovrebbero essere messi in guardia sulla possibilità di ricaduta in caso di interruzione brusca. Il litio può prolungare l’effetto dei bloccanti neuromuscolari. Pertanto questi farmaci dovranno essere sempre somministrati con precauzione ai pazienti ai quali è somministrato il litio (vedere par. 4.5). Informazioni importanti su alcuni eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza sodio’. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’ interazione • Antipsicotici L’associazione con clozapina, aloperidolo o fenotiazine provoca un aumento del rischio di effetti avversi extrapiramidali e possibile neurotossicità (associazione da evitare). L’associazione con sulpiride provoca un aumento del rischio di effetti avversi extrapiramidali (associazione da evitare). L’associazione con sertindolo e tioridazina provoca un aumento del rischio di aritmie ventricolari. L’associazione con aloperidolo può provocare una sindrome da encefalopatia; un tale evento (caratterizzato da debolezza, letargia, febbre, tremori, convulsioni, confusione, sintomi extrapiramidali, leucocitosi), seguito da un irreversibile danno cerebrale, si è verificato in alcuni pazienti trattati con litio contemporaneamente ad aloperidolo. Benché non sia stata sicuramente stabilita una relazione causale tra questi eventi e la concomitante somministrazione di litio e aloperidolo, i pazienti sottoposti a questa terapia combinata devono essere attentamente controllati onde svelare prontamente i primi segni di neurotossicità che impongono la sospensione immediata del trattamento. Esiste la possibilità di simili reazioni con altri medicinali antipsicotici. L’associazione con antipsicotici può mascherare i sintomi di tossicità del litio, in quanto essi possono prevenire l’insorgenza della nausea, la quale rappresenta uno dei primi sintomi dell’intossicazione da litio. • Antidepressivi L’associazione con venlafaxina può provocare un aumento degli effetti serotoninergici del litio. L’associazione con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina può provocare un aumento del rischio di effetti sul sistema nervoso centrale. L’associazione con antidepressivi triciclici può provocare un aumento del rischio di tossicità da litio. Inoltre, sintomi quali diarrea, confusione, tremori e agitazione sono stati osservati durante la terapia combinata litio e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). • Metildopa L’associazione con metildopa può determinare un aumento della tossicità del litio (neurotossicità), anche in presenza di valori di litiemia compresi nell’intervallo terapeutico. • Antiepilettici Fenomeni di neurotossicità sono stati osservati in seguito alla somministrazione combinata di litio con antiepilettici (in particolare fenitoina, fenobarbital e carbamazepina). • Alcool L’assunzione concomitante di alcool può causare un aumento del picco plasmatico del litio. • ACE inibitori L’associazione con ACE inibitori può provocare una riduzione dell’eliminazione di litio, con conseguente aumento della litiemia. • Antiaritmici L’uso concomitante di amiodarone può provocare insorgenza di aritmie ventricolari (associazione sconsigliata). • Antagonisti del recettore dell’angiotensina II L’associazione con antagonisti del recettore dell’angiotensina II può provocare una riduzione dell’eliminazione di litio, con conseguente aumento della litiemia. • Calcio-antagonisti L’uso concomitante di calcio-antagonisti (in particolare verapamil e diltiazem) può determinare neurotossicità, senza aumento della concentrazione plasmatica di litio, con sintomi quali atassia, tremori, nausea, vomito, diarrea e tinnito. • Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS)

Farmaci antinfiammatori non steroidei (diclofenac, ibuprofene, indometacina, acido mefenamico, naproxene, ketorolac, piroxicam ed inibitori selettivi della COX2) riducono la clearance del litio, producendo un aumento della litiemia con conseguente aumento del rischio di tossicità (associazione da evitare). Durante l’assunzione concomitante di nimesulide, la litiemia deve essere attentamente monitorata. • Farmaci Antinfiammatori Steroidei (Corticosteroidi): L’assunzione concomitante di corticosteroidi provoca ritenzione idrosalina, con conseguente aumento della litiemia. • Diuretici L’assunzione concomitante di diuretici dell’ansa e di tiazidici provoca una riduzione dell’eliminazione di litio con aumento della litiemia e rischio di tossicità. L’associazione con diuretici osmotici, acetazolamide, amiloride e triamterene (significativo in particolare con amiloride e triamterene) può provocare un aumento dell'escrezione di litio. In particolare, la somministrazione di un diuretico tiazidico a pazienti stabilizzati in terapia con litio determina dopo 3-5 giorni un aumento della litiemia. Minori variazioni della litiemia sono state osservate con i diuretici dell’ansa (furosemide, bumetanide ed acido etacrinico), ciò nonostante, i pazienti in terapia con tale associazione devono essere attentamente controllati. Evidenze scientifiche suggeriscono che se un paziente in trattamento con litio deve iniziare una terapia con diuretici, la dose di litio dovrebbe essere ridotta dal 25 al 50% e la litiemia misurata due volte a settimana. L’indapamide ed il litio non devono essere usati in concomitanza per una possibile tossicità del litio conseguente ad una ridotta clearance renale. I diuretici risparmiatori di potassio non aumentano la litiemia. • Metoclopramide L’associazione con metoclopramide provoca un aumento del rischio di effetti extrapiramidali. • Metronidazolo: L’associazione con metronidazolo provoca un aumento della litiemia • Aminofillina e Mannitolo: L’associazione con aminofillina e mannitolo comporta una diminuzione della litiemia. Riduzione della concentrazione plasmatica e aumento dell’escrezione urinaria di litio sono state osservate in seguito alla terapia combinata con clorpromazina, acetazolamide, xantine, urea e agenti alcalinizzanti come il sodio bicarbonato. Aumenti significativi del consumo di caffè possono portare a diminuzioni nella concentrazione plasmatica del litio. Il litio può prolungare l’effetto dei bloccanti neuromuscolari. Pertanto questi farmaci dovranno essere somministrati con precauzione ai pazienti in terapia con litio. • Interazioni che riducono le concentrazioni di litio: La co-somministrazione dei seguenti medicinali con litio può portare ad una diminuzione delle concentrazioni ematiche di litio ed al rischio di perdita di efficacia: - empagliflozin; - dapagliflozin. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Il litio può causare danni al feto; il litio è escreto nel latte materno. Pertanto, il medicinale è controindicato in caso di gravidanza, accertata o presunta, e durante l’allattamento. Le donne in età fertile devono effettuare un test di gravidanza prima di iniziare la terapia con sali di litio. Le donne in età fertile che siano già in terapia con sali di litio e vogliano predisporre una gravidanza devono interrompere la terapia scalando gradualmente la dose, sotto stretto controllo medico, per evitare la comparsa di ricadute (vedere par. 4.4) Dopo pochi giorni dal parto è consigliabile, sempre sotto stretto controllo medico, riprendere la terapia a basse dosi per l’aumento del rischio di episodi maniacali e di ricadute nel periodo post partum, evitando accuratamente l’allattamento al seno. I neonati esposti agli antipsicotici convenzionali o atipici incluso Litio carbonato L.F.M. durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di effetti indesiderati inclusi sintomi extrapiramidali o di astinenza che possono variare per gravità e durata dopo la nascita. Ci sono state segnalazioni di agitazione, ipertonia,

5 ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio, disturbi dell’assunzione di cibo. Pertanto i neonati dovrebbero essere attentamente monitorati. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Il litio può alterare la capacità mentale o fisica. “Litio carbonato L.F.M.” compromette la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Avvertire i pazienti che conducono attività che richiedono prontezza di riflessi. 4.8. Effetti indesiderati L’insorgenza e la severità degli effetti indesiderati sono generalmente correlati ai livelli plasmatici, alla velocità con la quale si raggiunge il picco plasmatico e al diverso grado di sensibilità al litio del singolo paziente. Generalmente sono tanto più gravi quanto più alta è la concentrazione plasmatica del farmaco. La litiemia deve essere, dunque, monitorata regolarmente durante la terapia per controllare che non si raggiungano livelli plasmatici associati ad un aumento della tossicità. Tuttavia alcuni pazienti possono avere livelli di litiemia considerati tossici e non presentare alcun segno di tossicità; altri, al contrario, possono sviluppare tossicità alle concentrazioni terapeutiche. Generalmente, effetti indesiderati si manifestano con maggiore frequenza quando si raggiungono livelli plasmatici superiori a 1,5 mEq/litro, ma possono verificarsi anche per concentrazioni di 1 mEq/litro, in particolare negli anziani. Per questi motivi, sebbene le concentrazioni plasmatiche ritenute ragionevolmente sicure rientrino nell’intervallo 0,4-1,25 mEq/litro, è preferibile mantenere la litiemia all’interno dell’intervallo 0,4-1 mEq/litro. Leggeri tremori alle mani, poliuria e una sete moderata possono presentarsi all’inizio della terapia della fase maniacale acuta e un malessere generale può manifestarsi durante i primi giorni di somministrazione. Tali effetti indesiderati generalmente scompaiono con la prosecuzione del trattamento o con una temporanea riduzione della dose del farmaco. Se persistono è necessario interrompere il trattamento. Durante le ventiquattro ore successive alla prima somministrazione di litio, si può avere un aumento dell’escrezione urinaria di sodio, potassio e di mineralcorticoidi. Successivamente, l’escrezione di potassio si normalizza e si può aver ritenzione di sodio, per aumentata secrezione di aldosterone, con la comparsa di edema pretibiale. Anche questi effetti indesiderati scompaiono normalmente in pochi giorni. Tuttavia, la terapia con litio può determinare una progressiva diminuzione della capacita del rene di concentrare l’urina con possibile insorgenza di diabete insipido di origine nefrogena. Diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, sonnolenza, debolezza muscolare, incoordinazione motoria, sedazione, secchezza delle fauci, sensazione di freddo, rallentamento della parola e nistagmo sono i primi segni di intossicazione da litio e possono verificarsi a livelli plasmatici inferiori a 2 mEq/litro. A più alti livelli di litiemia, i sintomi possono progredire rapidamente. Si possono manifestare iperreflessia, atassia, vertigini, tinnito, annebbiamento della vista ed intensa poliuria. Livelli plasmatici di litio superiori a 3 mEq/litro possono produrre un complesso quadro clinico, coinvolgendo vari organi e apparati fino ad esitare in convulsioni generalizzate, insufficienza circolatoria acuta, stupore, coma e morte. In corso di terapia sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati: Patologie del sistema nervoso: assenze, attacchi epilettici, difficoltà della parola, stordimento, vertigini, incontinenza delle urine e delle feci, sonnolenza, stanchezza, letargia, ritardi psicomotori, confusione, irrequietezza, stupore, coma, tremori, iperirritabilità muscolare (contrazioni, movimenti clonici delle gambe), atassia, movimenti coreoatetosici, ipereccitabilità dei riflessi tendinei profondi, secchezza delle fauci. Patologie cardiache: aritmie cardiache, ipotensione, collasso della circolazione periferica, scompenso circolatorio (raramente). Sono stati osservati: casi di prolungamento dell’intervallo QT, aritmie ventricolari (come torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco); casi di morte improvvisa Patologie renali e urinarie: albuminuria, oliguria, poliuria, glicosuria. Cambiamenti morfologici con fibrosi glomerulare ed interstiziale e atrofia dei nefroni, sono stati riscontrati in corso di terapia prolungata di Litio. Tuttavia uguali manifestazioni si sono verificate anche in pazienti maniaco-depressivi mai trattati con sali di litio. Frequenza non nota: microcisti, oncocitoma e carcinoma renale dei dotti collettori (nella terapia a lungo termine) (vedere paragrafo 4.4). Patologie endocrine: anormalità tiroidee: gozzo tiroideo e/o ipotiroidismo (incluso mixedema). Sono stati riscontrati rari casi di ipertiroidismo.

Patologie gastrointestinali: anoressia, nausea, vomito e diarrea. Patologie del sistema emolinfopoietico: in letteratura è stato riscontrato un caso di marcata leucopenia (senza apprezzabili modificazioni dei valori di eritrociti e piastrine) associato con un aumento acuto della litemia. Inoltre in caso di terapie a lungo termine con litio sono state descritte alterazioni ematologiche. Patologie dell’occhio: scotomi transitori, disturbi della vista, Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: inaridimento ed assottigliamento dei capelli, alopecia, anestesia cutanea, follicolite cronica, esacerbazione della psoriasi, reazione lichenoide farmaco-indotta (frequenza non nota) Disturbi del metabolismo e della nutrizione: disidratazione, perdita di peso. Esami diagnostici: variazioni dell'ECG e dell'EEG. Gravidanza, puerperio e condizioni perinatali: sindrome da astinenza neonatale, sintomi extrapiramidali (vedi sezione 4.6). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio In caso di sospetto o presunto sovradosaggio procedere con urgenza alla determinazione dei livelli plasmatici di litio. La maggior parte dei casi di intossicazione da litio si verifica come complicazione di una terapia a lungo termine ed è causata da una escrezione ridotta del farmaco dovuta a una serie di fattori che includono disidratazione, deterioramento della funzionalità renale, infezioni e assunzione contemporanea di diuretici o FANS (o altri farmaci – vedere par. 4.5). Le manifestazioni cliniche precoci sono aspecifiche e possono includere apatia e irrequietezza confondibili con modificazioni dello stato mentale derivanti dalla patologia depressiva del paziente. In caso di intossicazione grave, i principali segni sono cardiaci, con alterazioni dell'ECG e neurologici: vertigini, turbe della vigilanza, iperreflessie, coma vigile. La comparsa di questi sintomi impone l'arresto immediato del trattamento, il controllo urgente della litiemia, l’aumento dell'escrezione del litio mediante incremento dell'alcalinità delle urine, la diuresi osmotica (mannitolo) e l’aggiunta di sodio cloruro. A partire da una litiemia di 2,0 mEq/l non esitare a praticare una emodialisi o una dialisi peritoneale. Si consiglia un attento monitoraggio della conta leucocitaria in tutti i casi di sovradosaggio da Litio.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Psicolettici; Antipsicotici; Litio; Codice ATC: NO5AN01 Il litio è un catione monovalente che appartiene al gruppo dei metalli alcalini. Il litio possiede numerosi effetti farmacologici e, sebbene non sia perfettamente noto il meccanismo d’azione, esso possiede attività antimaniacale e antidepressiva ed è efficace nella profilassi e nella terapia della cefalea a grappolo. I meccanismi d’azione del litio probabilmente responsabili della sua azione di modulatore del tono dell’umore includono: i) la regolazione del rilascio di alcuni neurotrasmettitori, come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina; ii) l’interferenza con l’attivazione delle proteine G trimeriche (Gs e Gi); iii) la riduzione dell’attivazione della via di trasduzione del segnale dei polifosfoinositidi, attraverso l’inibizione dell’enzima inositolo-1-fosfatasi; iv) l’inibizione dell’attività di alcuni enzimi, come la protein chinasi C (PKC) e la glicogeno sintasi chinasi 3(GSK3), coinvolti nella regolazione di numerose attività cellulari, inclusa la trascrizione genica; vi) la regolazione dell’attività di fattori di trascrizione e vii) l’aumento dell’espressione della proteina antiapoptotica bcl-2 (effetto neuroprotettivo).

Inoltre, il litio modula alcune risposte ormonali mediate dagli enzimi adenilato ciclasi e fosfolipasi C, interferendo, in questo modo, con l’attività dell’ADH-vasopressina (riduzione della capacità del rene di concentrare l’urina) e dell’ormone stimolante la tiroide, TSH (interferenza con la funzione tiroidea). 5.2. Proprietà farmacocinetiche Gli ioni litio sono rapidamente assorbiti dal tratto gastrointestinale. L’emivita plasmatica è di circa 24 ore. Aumenti dell’emivita plasmatica sono stati descritti negli anziani e nei soggetti con alterazione della funzionalità renale. L’escrezione è prevalentemente renale (90%). Le concentrazioni plasmatiche efficaci sono comprese tra 0,4 e 1 mEq/litro. Si consiglia di non superare una litiemia di 1mEq/litro. Lo stato stazionario si ottiene tra il 5° e l’8° giorno. Il litio attraversa la barriera placentare e passa nel latte materno. La litiemia non deve superare 1 mEq/litro. Concentrazioni da 1,5 a 2,5 mEq/litro si sono dimostrate capaci di produrre fenomeni tossici. A concentrazioni superiori a 2,5 mEq/l si ha una grave intossicazione. A concentrazioni superiori a 3,5 mEq/l si hanno intossicazioni letali. La dose acuta letale di litio varia, ma è generalmente associata ad una litiemia maggiore di 3,5 mEq/l. L’assunzione contemporanea di alcool può causare un aumento del picco plasmatico del litio. La biodisponibilità varia molto nelle diverse preparazioni: sostituire una preparazione con un’altra richiede le stesse precauzioni dell’inizio del trattamento. 5.3. Dati preclinici di sicurezza Teratogenicità è stata osservata dopo trattamento con litio in mammiferi inferiori, inclusi i topi. Al contrario, studi condotti su conigli e scimmie non hanno dato prova di effetti teratogeni indotti dal litio. Nell’uomo le prime evidenze degli effetti del litio sul feto derivano dal Registro internazionale dei Neonati del Litio (19731975). Su 225 neonati registrati, 25 (11,1%) sono stati segnalati con malformazioni, delle quali 18 (8%) interessavano il sistema cardiovascolare. Le anomalie cardiovascolari includevano il morbo di Ebstein, una rara malformazione a carico della valvola tricuspide con anomalie secondarie del ventricolo e dell’atrio destri. I dati provenienti dal Registro suggeriscono un’incidenza del morbo di Ebstein dell’1% fra i bambini esposti al litio corrispondente ad un valore dalle 200 alle 400 volte superiore alla norma. Tuttavia, lavori successivi suggeriscono che i dati retrospettivi del Registro sovrastimino la vera incidenza della teratogenicità del litio.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Amido di mais, sodio carbossimetilamido, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, sodio laurilsolfato, talco. 6.2. Incompatibilità Vedere par. 4.5 6.3. Periodo di validità 5 anni 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Conservare in confezione ben chiusa. 6.5. Natura e contenuto del contenitore 50 compresse da 300 mg confezionate in blister di Alu/PVC/PVDC. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

LABORATORIO FARMACOLOGICO MILANESE S.r.l.- Via Monterosso 273, 21042 Caronno Pertusella (VA).

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

A.I.C. n. 030226017.

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo autorizzazione

Data di prima autorizzazione: 17 dicembre 1993. Data dell’ultimo rinnovo: giugno 2008

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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