CARMUSTINA AUROBINDO

Principio attivo: CARMUSTINA · ATC L01AD01 · EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: CARMUSTINA
Forma farmaceutica: Polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione
Dosaggio: 100 MG POLVERE E SOLVENTE PER CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
Codice ATC: L01AD01
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CARMUSTINA MEDAC - MEDAC GESELLSCHAFT FUR KLINISCHE SPEZIALPRAPARATE MBH
· CARMUSTINA HIKMA - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
· BICNU - TILLOMED ITALIA SRL
· CARMUSTINA WAYMADE - WAYMADE B.V.
· GLIADEL - CLINIGEN HEALTHCARE B.V.
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Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

Carmustina Aurobindo 100 mg polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione è un medicinale che contiene carmustina. Carmustina Aurobindo appartiene ad un gruppo di sostanze antitumorali note come nitrosuree, che agiscono rallentando la crescita delle cellule tumorali.

Carmustina Aurobindo è usato come terapia palliativa (per alleviare e prevenire la sofferenza dei pazienti) come singolo agente o in terapia di combinazione stabilita con altre sostanze antitumorali approvate in

determinati tipi di tumori, come:  tumori cerebrali, glioblastoma, glioma del tronco encefalico, medulloblastoma, astrocitoma, ependimoma e tumori cerebrali metastatici;  mieloma multiplo (tumore maligno che si sviluppa dal midollo osseo), in combinazione con altri

citostatici e con un ormone della corteccia surrenale, in particolare il prednisone;  malattia di Hodgkin (tumore linfoide);  linfomi non Hodgkin (tumore linfoide);  tumori maligni del tratto gastrointestinale: solo in caso di malattia avanzata, quando altri agenti che inibiscono la crescita cellulare hanno fallito.

Carmustina Aurobindo è utilizzato anche come terapia di condizionamento prima del trapianto delle proprie cellule staminali del sangue (trapianto autologo di cellule staminali), nelle malattie ematologiche maligne del sistema linfatico (linfoma di Hodgkin e linfoma non-Hodgkin).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Carmustina Aurobindo - se è allergico a carmustina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);

- Carmustina Aurobindo non deve essere usato in pazienti che hanno un numero ridotto di piastrine
(trombociti), globuli bianchi (leucociti) o globuli rossi (eritrociti), sia come conseguenza della
chemioterapia o per altre cause;
- in caso di grave compromissione della funzionalità renale;
- se l’età del paziente è inferiore a 18 anni;
- se sta allattando al seno.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di ricevere Carmustina Aurobindo.

Poiché il principale effetto indesiderato di questo medicinale è la soppressione ritardata del midollo osseo, il

medico monitorerà la conta ematica settimanalmente per almeno 6 settimane dopo la somministrazione di una dose. Al dosaggio raccomandato, i cicli di Carmustina Aurobindo non sarebbero somministrati più frequentemente di ogni 6 settimane. Il dosaggio verrà confermato con l’emocromo.

Informi immediatamente il medico se si verifica qualsiasi dei seguenti sintomi:  segni di infezione (febbre, mal di gola persistente);

 maggiore tendenza alla formazione di lividi/al sanguinamento;  stanchezza insolita;  battito cardiaco accelerato/pulsante.

La sua funzionalità epatica e renale verrà verificata prima del trattamento e tenuta sotto regolare

osservazione durante il trattamento.

Durante la terapia possono verificarsi sintomi gastrointestinali sotto forma di vomito e nausea.

Poiché l’uso di Carmustina Aurobindo può provocare danno polmonare, prima di iniziare il trattamento verrà

anche la sezione “Possibili effetti indesiderati”). effettuata una radiografia al torace e verranno eseguiti esami relativi alla funzionalità polmonare (vedere

Il trattamento ad alte dosi con carmustina (fino a 600 mg/m2 ) viene eseguito solo in combinazione con il successivo trapianto di cellule staminali. Una dose così elevata può aumentare la frequenza o la gravità delle tossicità polmonari, renali, epatiche, cardiache e gastrointestinali, nonché infezioni e disturbi dell’equilibrio elettrolitico (bassi livelli ematici di potassio, magnesio, fosfato). Il dolore allo stomaco (enterocolite neutropenica) può verificarsi come evento avverso correlato alla terapia durante la terapia con agenti chemioterapici.

I pazienti che soffrono di più condizioni contemporaneamente e hanno uno stato di malattia peggiore sono a maggior rischio di eventi avversi. Ciò è particolarmente importante per i pazienti anziani.

Il medico la informerà della possibilità di danno polmonare e di reazioni allergiche nonché sui relativi

sintomi. Qualora si verifichino tali sintomi, contatti immediatamente il medico (vedere la sezione 4).

Donne e uomini in età fertile devono usare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per almeno 6 mesi dopo il trattamento (vedere anche la sezione “Gravidanza, allattamento e fertilità”).

Altri medicinali e Carmustina Aurobindo

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi quelli non soggetti a prescrizione medica, come:  Fenitoina, utilizzata nell’epilessia.  Cimetidina, utilizzata per problemi allo stomaco come l’indigestione.  Digossina, utilizzata in caso di aritmia.

 Melfalan, un farmaco antitumorale.  Desametasone, utilizzato come agente immunodepressivo e antinfiammatorio.  Metotrexato, ciclofosfamide, procarbazina, clormetina (mostarda azotata), fluorouracile, vinblastina, actinomicina (dactinomicina), bleomicina, doxorubicina (adriamicina) utilizzati per il trattamento di

vari tipi di tumori.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza e fertilità Carmustina Aurobindo non deve essere usato durante la gravidanza perché può provocare danni al feto. Pertanto, questo medicinale di norma non deve essere somministrato a donne in gravidanza. Se utilizzato in gravidanza, la paziente deve essere consapevole dei potenziali rischi per il feto. Alle donne in età fertile si

consiglia di evitare una gravidanza durante il trattamento con questo medicinale. Si consiglia alle donne in età fertile di utilizzare metodi contraccettivi efficaci per non iniziare una gravidanza durante e per almeno 6 mesi dopo il periodo di trattamento con questo medicinale.

I pazienti di sesso maschile devono utilizzare metodi contraccettivi adeguati durante il trattamento con Carmustina Aurobindo e per almeno 6 mesi dalla fine del trattamento per evitare una gravidanza della

partner. La fertilità dei pazienti di sesso maschile può essere influenzata dal trattamento con Carmustina Aurobindo. Prima di iniziare il trattamento con Carmustina Aurobindo, è necessario richiedere un’adeguata consulenza riguardo alla fertilità/pianificazione familiare.

Allattamento

Non allatti al seno mentre assume questo medicinale e fino a 7 giorni dopo il trattamento. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari L’effetto di questo medicinale sulla capacità di guidare veicoli e usare macchinari non è noto. Chieda informazioni al medico prima di guidare o di usare attrezzi o macchinari perché la quantità di alcol contenuta

Carmustina Aurobindo contiene etanolo (alcol) in questo medicinale può compromettere la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

Questo medicinale contiene 2,4 g di etanolo (alcol) in ogni flaconcino, che è equivalente a 25,92 g per dose massima (10 vol%). La quantità per dose massima (600 mg/m2 in un paziente di 70 kg) di questo medicinale è equivalente a 648 ml di birra o 259 ml di vino. La quantità di alcol in questo medicinale può alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Questo perchè l’alcol può alterare la capacità di giudizio e la rapidità d’azione.

Se è affetto da epilessia o ha problemi epatici, si rivolga al medico o al farmacista prima di assumere questo medicinale.

La quantità di alcol in questo medicinale può alterare gli effetti di altri medicinali. Parli con il medico o il

farmacista se sta assumendo altri medicinali.

Se è incinta o sta allattando al seno, consulti il medico o il farmacista prima di assumere questo medicinale.

Se ha una dipendenza da alcol, si rivolga al medico prima di assumere questo medicinale.

Come usarlo

Carmustina Aurobindo le sarà sempre somministrato da un operatore sanitario con esperienza nell’utilizzo di medicinali antitumorali.

Adulti

Il dosaggio dipende dalla condizione medica, dalla corporatura e dalla risposta al trattamento. Viene generalmente somministrato almeno ogni 6 settimane. La dose raccomandata di Carmustina Aurobindo come agente singolo in pazienti non trattati precedentemente è compresa tra 150 e 200 mg/m2 per via endovenosa

ogni 6 settimane. Può essere somministrato in un’unica dose o suddivisa in infusioni giornaliere di 75-100 mg/m2 in due giorni consecutivi. Il dosaggio varia anche in base all’eventuale uso di Carmustina Aurobindo in associazione ad altri farmaci antitumorali.

Le dosi saranno aggiustate in base alla risposta al trattamento.

La dose raccomandata di carmustina somministrata in combinazione con altri medicinali antitumorali prima del trapianto autologo di cellule staminali è di 300-600 mg/m2 per via endovenosa.

L’emocromo sarà monitorato frequentemente per evitare la tossicità nel midollo osseo e la dose sarà

aggiustata, se necessario.

Via di somministrazione Dopo la ricostituzione e la diluizione, Carmustina Aurobindo viene somministrato per via endovenosa tramite flebo per un periodo di 1-2 ore. La durata dell’infusione non deve essere inferiore ad un’ora per evitare bruciore e dolore nel sito di iniezione. Il sito di iniezione viene controllato durante la

somministrazione.

La durata del trattamento è stabilita dal medico e può variare per ogni paziente.

Uso nei bambini e negli adolescenti (età < 18 anni)

Carmustina Aurobindo non può essere usato nei bambini e negli adolescenti a causa dell’elevato rischio di tossicità polmonare.

Uso negli anziani Carmustina Aurobindo può essere usato con cautela nei pazienti anziani. In tal caso, la funzionalità renale dovrà essere attentamente monitorata.

Se usa più Carmustina Aurobindo di quanto deve del Poiché sarà un medico o un infermiere a somministrarle questo medicinale, è improbabile che le venga somministrata una dose non corretta. Informi il medico o l’infermiere in caso di dubbi riguardo alla quantità di medicinale somministratole. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Informi immediatamente il medico o l’infermiere se nota quanto segue:

Sibilo respiratorio improvviso, respirazione difficoltosa, gonfiore delle palpebre, del viso o delle labbra, eruzione cutanea o sensazione di prurito (specialmente in tutto il corpo) e sensazione di svenimento. Questi possono esseri segni di una reazione allergica grave.

Carmustina Aurobindo può provocare i seguenti effetti indesiderati:

Molto comune (può interessare più di 1 persona su 10)  Mielosoppressione ritardata (diminuzione delle cellule ematiche nel midollo osseo);  Atassia (assenza di coordinazione volontaria dei movimenti muscolari);  Capogiro;  Cefalea;

 Arrossamento temporaneo degli occhi, visione annebbiata dovuta a sanguinamento della retina, infiammazione dell’iride e del nervo ottico;  Ipotensione (calo della pressione sanguigna) con terapia ad alto dosaggio;  Flebite (infiammazione delle vene) associata a dolore, gonfiore, arrossamento, dolorabilità;

 Disturbi respiratori (disturbi ai polmoni) con problemi di respirazione; questo medicinale può provocare danno polmonare grave (anche fatale) che si può manifestare anni dopo il trattamento. Si rivolga immediatamente al medico se osserva uno dei seguenti sintomi: respiro affannoso, tosse persistente, dolore toracico, debolezza/stanchezza permanente;  Forte nausea e vomito; con inizio entro 2-4 ore dalla somministrazione e una durata di 4-6 ore;  Se utilizzato sulla cute, infiammazione cutanea (dermatite);

 Il contatto accidentale con la cute può provocare un’iperpigmentazione transitoria (scurimento di un’area della cute o delle unghie).

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10)

 Leucemia acuta (tumore del sangue) e displasia midollare (sviluppo anomalo del midollo osseo) dopo un uso prolungato. Possono manifestarsi i seguenti sintomi: gengive sanguinanti, dolore alle ossa, febbre, infezioni frequenti, epistassi frequenti o gravi, noduli dovuti a linfonodi ingrossati nell’area del collo, avambraccio, addome o inguine, pallore, fiato corto, debolezza, stanchezza o generale mancanza di energia;  Anemia (diminuzione della quantità di globuli rossi nel sangue);

 Encefalopatie (disturbo del cervello) in terapia ad alto dosaggio; i sintomi possono includere debolezza muscolare in una determinata area, scarsa capacità di prendere decisioni o di concentrazione, contrazione involontaria, tremore, difficoltà nel parlare o deglutire, crisi convulsive;  Perdita di appetito (anoressia);  Stipsi;

 Diarrea;  Infiammazione della bocca e delle labbra;  Tossicità epatica reversibile in terapia ad alto dosaggio, ritardata fino a 60 giorni dopo la somministrazione. Ciò può provocare un aumento degli enzimi epatici e della bilirubina (evidenziato dagli esami ematici);  Alopecia (perdita dei capelli);  Rossore della pelle;  Reazioni nel sito di iniezione. Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000)  Malattia veno-occlusiva (progressiva ostruzione delle vene) in terapia ad alto dosaggio, in cui le vene molto piccole nel fegato si ostruiscono. Sono possibili i seguenti sintomi: accumulo di liquidi nell’addome, ingrossamento della milza, grave sanguinamento dell’esofago, ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi;  Problemi respiratori causati da fibrosi interstiziale (con dosi inferiori); i sintomi possono includere

tosse secca, respiro affannoso, stanchezza, perdita di peso;  Problemi renali;  Ginecomastia (sviluppo delle mammelle nell’uomo);  Sanguinamento nel tratto gastrointestinale;  Infiammazione del nervo ottico e della retina adiacente nell’occhio.

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000)  Processo infiammatorio che causa la formazione di un coagulo di sangue e il blocco di una o più vene, di solito nelle gambe. La vena interessata potrebbe trovarsi vicino alla superficie della pelle o in profondità, all’interno di un muscolo (tromboflebite).

Non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili)  Dolore muscolare;  Tumori secondari (causati da radiazioni o chemioterapia);  Crisi convulsive (attacchi) incluso lo stato epilettico;

 Danni ai tessuti dovuti alla fuoriuscita nel sito di iniezione;  Infertilità;  Compromissione nello sviluppo dell’embrione/del feto nelle donne in gravidanza;  Qualsiasi segno di infezione;

 Battito cardiaco accelerato, dolore toracico;  Reazione allergica;  Disturbi dell’equilibrio elettrolitico (bassi livelli ematici di potassio, magnesio, fosfato);  Dolore addominale (enterocolite neutropenica);  Diminuzione del volume renale, progressivo accumulo di alcuni prodotti metabolici nel sangue (azotemia) e insufficienza renale sono stati osservati dopo elevate dosi cumulative e dopo un

trattamento prolungato con Carmustina Aurobindo e altre nitrosuree. Il danno renale è stato osservato anche dopo dosi totali inferiori.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse Segnalando gli effetti indesiderati, può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta del flaconcino e sulla

confezione dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Una volta preparato e diluito, Carmustina Aurobindo deve essere utilizzato immediatamente o entro 24 ore se conservata in frigorifero (tra 2°C e 8°C).

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Carmustina Aurobindo - Il principio attivo è carmustina. Ogni flaconcino di polvere per concentrato per soluzione per infusione contiene 100 mg di carmustina. Ogni flaconcino di solvente contiene 3 ml di etanolo anidro. Dopo ricostituzione, ogni ml di soluzione contiene 3,3 mg di carmustina.

Gli altri componenti sono: Polvere: nessun eccipiente. Solvente: etanolo anidro.

Descrizione dell’aspetto di Carmustina Aurobindo e contenuto della confezione Carmustina Aurobindo è composto da polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione.

Polvere Flaconcino in vetro da stampo ambrato di tipo I da 30 ml e collo da 20 mm, con tappo in gomma bromobutilica grigia da 20 mm, con sigillo in alluminio e disco in polipropilene.

Solvente Flaconcino in vetro tubulare trasparente di tipo I da 10 ml e collo da 13 mm, con tappo in gomma clorobutilica grigia da 13 mm, con sigillo in alluminio e disco in polipropilene.

Confezioni: 1, 5, 8 e 10 flaconcini.

Una confezione contiene un flaconcino da 100 mg di polvere e un flaconcino da 3 ml di solvente.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Eugia Pharma (Malta) Limited Vault 14, Level 2, Valletta Waterfront, Floriana FRN 1914, Malta

Produttore

APL Swift Services (Malta) Limited HF26, Hal Far Industrial Estate, Hal Far, Birzebbugia, BBG 3000 Malta

Generis Farmacȇutica, S.A. Rua Joao De Deus, no 19, Venda Nova, 2700-487 Amadora Portogallo

Arrow Génériques, 26 Avenue Tony Garnier, Lyon, 69007 Francia

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni: Francia: Carmustine Arrow 100 mg, poudre et solvant pour solution à diluer pour perfusion Germania: Carmustin Puren 100 mg Pulver und Lösungsmittel zur Herstellung eines Konzentrats für eine Infusionslösung Italia: Carmustina Aurobindo Portogallo: Spagna: Carmustina Generis Carmustina Aurovitas 100 mg polvo y disolvente para concentrado para solución para perfusión EFG

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari: Viene fornita una breve descrizione della preparazione e/o manipolazione, delle interazioni, della posologia

del medicinale, del sovradosaggio o delle misure di controllo e indagini di laboratorio basate sull’attuale riassunto delle caratteristiche del prodotto.

La formulazione di dosaggio liofilizzata non contiene conservanti e non è intesa come flaconcino a dose

multipla. Il medicinale è esclusivamente monouso. Deve essere maneggiato con cautela e bisogna evitare il contatto del medicinale con la pelle. La ricostituzione e le ulteriori diluizioni vanno eseguite in condizioni asettiche.

Seguendo le istruzioni sulla conservazione del prodotto, è possibile evitare il deterioramento del flaconcino integro fino alla data di scadenza indicata sulla confezione.

La conservazione di carmustina a 27°C o a temperatura più elevata può portare alla liquefazione della sostanza, poiché la carmustina ha un basso punto di fusione (da 30,5°C a 32°C circa). Un’indicazione della decomposizione è la presenza di una pellicola oleosa sul fondo del flaconcino. In tal caso, il medicinale non deve essere più utilizzato. Se non si è sicuri dell’adeguato raffreddamento del prodotto, è necessario

controllare immediatamente ciascun flaconcino contenuto nella confezione. Per effettuare tale verifica, esporre il flaconcino in piena luce.

La ricostituzione e diluizione della polvere per concentrato per soluzione per infusione di ciascun flaconcino

devono essere preparate come segue Sciogliere carmustina (100 mg di polvere) con 3 ml del solvente sterile fornito e aggiungere alla soluzione alcolica 27 ml di acqua sterile per preparazioni iniettabili in condizioni asettiche. La soluzione madre da 30 ml deve essere miscelata accuratamente.

Ogni ml della soluzione madre ricostituita conterrà 3,3 mg di carmustina in etanolo al 10% e avrà un pH compreso tra 4,0 e 6,8.

La soluzione madre da 30 ml deve essere immediatamente diluita aggiungendo 500 ml di soluzione iniettabile di cloruro di sodio (0,9%) oppure 500 ml di soluzione iniettabile di glucosio al 5%.

Modo di somministrazione

La carmustina è per uso endovenoso dopo ricostituzione e ulteriore diluizione.

La ricostituzione e la diluizione con il solvente sterile fornito (flaconcino da 3 ml) e acqua sterile per preparazioni iniettabili (27 ml) danno luogo ad una soluzione madre giallastra. La soluzione madre deve

essere ulteriormente diluita con 500 ml di soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) o 500 ml di soluzione iniettabile di glucosio al 5%. La risultante soluzione pronta per l’uso per infusione deve essere somministrata immediatamente mediante fleboclisi per un periodo da una a due ore al riparo dalla luce. La durata dell’infusione non deve essere superiore a un’ora, onde evitare la comparsa di bruciore e dolore nell’area iniettata. L’area iniettata deve essere monitorata durante la somministrazione.

Devono essere rispettate le linee guida per la manipolazione e lo smaltimento sicuro degli agenti antineoplastici.

Posologia e indagini di laboratorio

Dosi iniziali La dose raccomandata di Carmustina Aurobindo come agente singolo in pazienti mai trattati in precedenza è compresa tra 150 e 200 mg/m2 per via endovenosa ogni 6 settimane. Tale dose deve essere assunta in un’unica somministrazione o suddivisa in infusioni giornaliere di 75-100 mg/m2 in due giorni consecutivi.

Quando Carmustina Aurobindo è utilizzato in associazione con altri medicinali mielosoppressivi o in pazienti con deplezione della riserva midollare, le dosi devono essere adeguate al profilo ematologico del paziente come mostrato di seguito.

Monitoraggio e dosi successive

Non si deve somministrare un nuovo ciclo di Carmustina Aurobindo fino a quando gli elementi del sangue circolante non siano tornati a livelli accettabili (piastrine al di sopra di 100.000/mm3 , leucociti al di sopra di 4.000/mm3 ), il che di solito avviene nell’arco di sei settimane. I valori ematici devono essere monitorati

frequentemente e non devono essere somministrati cicli ripetuti prima di sei settimane a causa della tossicità ematologica tardiva.

Le dosi successive a quella iniziale devono essere adeguate in base alla risposta ematologica del paziente alla dose precedente, sia in monoterapia sia in terapia di associazione con altri medicinali mielosoppressivi. La tabella seguente è riportata come guida per l’aggiustamento posologico.

Tabella 1

Nadir dopo la dose precedente Percentuale della dose precedente Leucociti/mm3 Piastrine/mm 3 da somministrare, %

> 4.000 > 100.000 100
3.000 - 3.999 75.000 - 99.999 100
2.000 - 2.999 25.000 - 74.999 70
< 2.000 < 25.000 50

Nei casi in cui il nadir dopo la dose iniziale non rientri nella stessa riga per leucociti e piastrine (ad es. leucociti > 4.000 e piastrine < 25.000), deve essere usato il valore con la percentuale più bassa della dose precedente (ad es. con piastrine < 25.000 deve essere somministrato al massimo il 50% della dose precedente).

Non ci sono limiti per il periodo di applicazione della terapia con carmustina. Nel caso in cui il tumore rimanga incurabile o compaiano alcune reazioni avverse gravi o non tollerabili, la terapia con carmustina deve essere interrotta.

Regime di condizionamento prima della SCT La carmustina viene somministrata in combinazione con altri agenti chemioterapici in pazienti con neoplasie ematologiche prima della STC ad una dose endovenosa di 300-600 mg/m2 .

Popolazioni speciali

Pazienti con compromissione renale Nei pazienti con compromissione renale, la dose di carmustina deve essere diminuita sulla base della velocità di filtrazione glomerulare.

Anziani

In generale, la scelta della dose per un paziente anziano deve essere prudente, solitamente partendo dalla parte bassa dell’intervallo di dosaggio, considerata la maggiore frequenza nella diminuzione della funzionalità epatica, renale o cardiaca e prendendo in considerazione eventuali malattie concomitanti o terapie con altri medicinali.

Poiché nei pazienti anziani è maggiore la probabilità di una funzionalità renale ridotta, occorre fare

Bambini e adolescenti attenzione nella scelta della dose, monitorare la funzionalità renale e ridurre la dose all’occorrenza.

Carmustina è controindicata nei bambini e adolescenti di età < 18 anni (vedere paragrafo 4.3) a causa dell’alto rischio di tossicità polmonare (vedere paragrafo 4.4). Compatibilità/incompatibilità con i contenitori

La soluzione per infusione è instabile in contenitori di polivinilcloruro (PVC). La soluzione di carmustina può essere somministrata solo da flaconi in vetro o contenitori in polipropilene.

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6. en zia

Domande frequenti su CARMUSTINA AUROBINDO

Come si usa CARMUSTINA AUROBINDO?

CARMUSTINA AUROBINDO si presenta in forma di Polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CARMUSTINA AUROBINDO è disponibile senza ricetta?

No, CARMUSTINA AUROBINDO è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CARMUSTINA AUROBINDO?

Il principio attivo di CARMUSTINA AUROBINDO è CARMUSTINA.

Quali sono gli equivalenti di CARMUSTINA AUROBINDO?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CARMUSTINA MEDAC, CARMUSTINA HIKMA, BICNU, CARMUSTINA WAYMADE. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CARMUSTINA AUROBINDO?

CARMUSTINA AUROBINDO è prodotto da EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED.

Da quando CARMUSTINA AUROBINDO è autorizzato in Italia?

CARMUSTINA AUROBINDO ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2023-03-03.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

Carmustina Aurobindo 100 mg polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Ogni flaconcino di polvere per concentrato per soluzione per infusione contiene 100 mg di carmustina. Dopo ricostituzione, ogni ml di soluzione contiene 3,3 mg di carmustina. Eccipiente con effetti noti: Ogni flaconcino di solvente contiene 3 ml di etanolo anidro. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione. Polvere: scaglie secche giallo pallido o massa secca congelata. Solvente: liquido trasparente incolore.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Carmustina Aurobindo è indicato come terapia palliativa come agente singolo o in terapia di combinazione stabilita con altri agenti chemioterapici approvati nei seguenti casi:  Tumori cerebrali - glioblastoma, medulloblastoma, glioma del tronco encefalico, astrocitoma, ependimoma e tumori cerebrali metastatici.  Mieloma multiplo - in combinazione con altri citostatici e glucocorticoidi, come prednisone.  Malattia di Hodgkin - come terapia secondaria in combinazione con altri farmaciapprovati in pazienti che presentano una recidiva durante il trattamento con la terapia primaria, o che non rispondono alla terapia primaria.  Linfomi non-Hodgkin - come terapia secondaria in combinazione con altri farmaci approvati in pazienti che presentano una recidiva durante il trattamento con la terapia primaria, o che non rispondono alla terapia primaria.  Tumori maligni del tratto gastrointestinale: solo in caso di malattia avanzata, quando gli altri agenti antitumorali hanno fallito.  Condizionamento prima del trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche (stem cell transplantation,SCT) nelle malattie ematologiche maligne (linfoma di Hodgkin/non-Hodgkin).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Carmustina Aurobindo deve essere somministrato solo da specialisti con esperienza nel campo della chemioterapia e sotto appropriata supervisione medica. Posologia Dosi inizial

La dose raccomandata di Carmustina Aurobindo come agente singolo in pazienti mai trattati in precedenza è compresa tra 150 e 200 mg/m2 per via endovenosa ogni 6 settimane. Tale dose deve essere assunta in un’unica somministrazione o suddivisa in infusioni giornaliere di 75-100 mg/m2 in due giorni consecutivi. Quando Carmustina Aurobindo è utilizzato in associazione con altri medicinali mielosoppressivi o in pazienti con deplezione della riserva midollare, le dosi devono essere adeguate alprofilo ematologico del paziente come mostrato di seguito. Monitoraggio e dosi successive Non si deve somministrare un nuovo ciclo di Carmustina Aurobindo fino a quando gli elementi del sangue circolante non siano tornati a livelli accettabili (piastrine al di sopra di 100.000/mm3 , leucociti al di sopra di 4.000/mm3 ), il che di solito avviene nell’arco di sei settimane. I valori ematici devono essere monitorati frequentemente e non devono essere somministrati cicli ripetuti prima di sei settimane a causa della tossicità ematologica tardiva. Le dosi successive a quella iniziale devono essere adeguate in base alla risposta ematologica del paziente alla dose precedente,sia in monoterapia sia in terapia di associazione con altri medicinali mielosoppressivi. La tabella seguente è riportata come guida per l’aggiustamento posologico. Tabella 1 Nadir dopo la dose precedente Percentuale della dose precedente da somministrare Leucociti/mm3 Piastrine/mm3 > 4.000 > 100.000 100% 3.000 - 3.999 75.000 - 99.999 100% 2.000 - 2.999 25.000 - 74.999 70% < 2.000 < 25.000 50% Nei casiin cui il nadir dopo la dose iniziale non rientri nella stessa riga per leucociti e piastrine (ad es. leucociti > 4.000 e piastrine < 25.000), deve essere usato il valore con la percentuale più bassa della dose precedente (ad es. con piastrine < 25.000 deve essere somministrato al massimo il 50% della dose precedente). Non ci sono limiti per il periodo di applicazione della terapia con carmustina. Nel caso in cui il tumore rimanga incurabile o compaiano alcune reazioni avverse gravi o non tollerabili, la terapia con carmustina deve essere interrotta. Regime di condizionamento prima del SCT La carmustina viene somministrata in combinazione con altri agenti chemioterapici in pazienti con neoplasie ematologiche prima del STC ad una dose endovenosa di 300-600 mg/m2 . Popolazioni speciali Anziani In generale, la scelta della dose per un paziente anziano deve essere prudente,solitamente partendo dal basso dell’intervallo di dosaggio, considerata la maggiore frequenza nella diminuzione della funzionalità epatica, renale o cardiaca e prendendo in considerazione eventuali malattie concomitanti o terapie con altri medicinali. Poiché nei pazienti anziani è maggiore la probabilità di una funzionalità renale ridotta, occorre fare attenzione nella scelta del dosaggio, monitorare la funzionalità renale e ridurre la dose all’occorrenza. Popolazione pediatrica Carmustina Aurobindo è controindicato nei bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni (vedere paragrafo 4.3) a causa dell’alto rischio di tossicità polmonare (vedere paragrafo 4.4). Compromissione renal

Per pazienti con compromissione renale, la dose di Carmustina Aurobindo deve essere diminuita se vi è una riduzione della velocità di filtrazione glomerulare. Modo di somministrazione Uso endovenoso dopo ricostituzione e diluizione. La ricostituzione con il solvente sterile (cioè etanolo, anidro) fornito (flaconcino da 3 ml) e la diluizione con acqua sterile per preparazioni iniettabili (27 ml), danno luogo ad una soluzione madre. Questa soluzione madre deve essere ulteriormente diluita con 500 ml di soluzione iniettabile di cloruro di sodio 0,9% o di soluzione iniettabile di glucosio al 5%. La risultante soluzione pronta per l’uso per infusione deve essere somministrata immediatamente mediante flebo endovenosa per un periodo da una a due ore, al riparo dalla luce. L’infusione deve avere una durata non inferiore ad un’ora, altrimenti provoca bruciore e dolore nell’area di iniezione. Il sito di iniezione deve essere monitorato durante la somministrazione. Per le istruzioni sulla ricostituzione e la diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

4.3 Controindicazioni

 Ipersensibilità al principio attivo, ad altre nitrosuree o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.  Grave depressione midollare o mielosoppressione.  Compromissione renale grave (in stadio terminale).  Bambini e adolescenti.  Allattamento.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Tossicità polmonare È stata riferita tossicità polmonare caratterizzata da infiltrati polmonari e/o fibrosi con una frequenza fino al 30%. Questa può verificarsi nei 3 anni successivi alla terapia e sembra essere dose-correlata con dosi cumulative di 1.200-1.500 mg/m2 , in quanto associata ad aumentata probabilità di fibrosi polmonare. Tra i fattori di rischio rientrano il fumo, la presenza di un’affezione respiratoria, anomalie radiografiche preesistenti, irradiazione toracica sequenziale o concomitante e associazione con altri agenti che causano danno polmonare. Durante il trattamento devono essere eseguiti studi di funzionalità polmonare al basale e radiografie al torace,oltre a frequenti test di funzionalità polmonare. I pazienti con un basale inferiore al 70% della capacità vitale forzata (FVC) o alla capacità di diffusione del monossido di carbonio (DLCO) previste sono particolarmente a rischio. È stato riportato un aumento del rischio di tossicità polmonare con regimi di condizionamento e SCT nelle donne. Ad oggi, questo aumento del rischio è stato descritto per il trattamento stesso,compreso il regime di condizionamento senza carmustina (ad es. TBI o busulfan, ciclofosfamide) o con carmustina (BEAM: carmustina, etoposide, citarabina e melfalan, oppure CBV: ciclofosfamide, carmustina, ed etoposide). È stato dimostrato che la terapia ad alte dosi con carmustina (in particolare con 600 mg/m2 ) prima del trapianto di cellule staminali emopoietiche aumenta il rischio di incidenza e gravità delle tossicità polmonari. Pertanto,nei pazienti con altri rischi di tossicità polmonare, l’uso di carmustina deve essere valutato rispetto ai rischi. Terapia ad alte dosi La terapia ad alte dosi con carmustina aumenta il rischio e la gravità di infezioni, tossicità cardiaca,epatica, gastrointestinale e renale, nonché di disturbi del sistema nervoso e disturbi elettrolitici (ipokaliemia, ipomagnesiemia e ipofosfatemia).

Comorbidità e stato di malattia peggiore I pazienti con comorbilità e uno stato di malattia peggiore sono a più alto rischio di eventi avversi. Ciò è particolarmente importante per i pazienti anziani. Occorre inoltre controllare la funzionalità epatica e renale prima del trattamento e monitorarla regolarmente durante la terapia (vedere paragrafo 4.8). Carmustina è cancerogena neiratti e nei topi a dosi inferiori alla dose umana raccomandata in base alla superficie corporea (vedere paragrafo 5.3). Tossicità midollare La tossicità midollare ritardata e cumulativa è una reazione avversa tossica comune e grave della carmustina. È necessario eseguire frequenti esamiemocromocitometrici completi per almeno sei settimane dopo una dose. In caso di diminuzione del numero di piastrine, leucociti o eritrociti circolanti a seguito di precedenti chemioterapie o per altre cause,la dose deve essere adeguata,vedere Tabella 1 al paragrafo 4.2. Oltre a ciò, le funzionalità epatica, renale e polmonare devono essere esaminate e monitorate regolarmente durante la terapia con la carmustina (vedere paragrafo 4.8).Dosiripetute di carmustina non devono essere somministrate con frequenza più ravvicinata di seisettimane. La tossicità midollare di carmustina è cumulativa; pertanto, si deve considerare un aggiustamento del dosaggio sulla base delle conte ematiche al nadir delle dosi precedenti (vedere paragrafo 4.2). Donne in età fertile/contraccezione per gli uomini e le donne Le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo efficace per evitare gravidanze durante il trattamento e per almeno sei mesi dopo il trattamento. Ai pazienti di sesso maschile occorre suggerire l’uso di adeguate misure contraccettive durante il trattamento con carmustina e per almeno sei mesi dopo il trattamento (vedere paragrafo 4.6). Somministrazione parenterale La compatibilità intrarteriosa non è stata testata. In caso di involontaria somministrazione intrarteriosa è possibile prevedere gravi danni ai tessuti. L’iniezione diretta sperimentale di carmustina nell’arteria carotide è stata associata a tossicità oculare. Durante la somministrazione di carmustina possono verificarsi reazioni nel punto di somministrazione (vedere paragrafo 4.8). Data la possibilità di stravaso,si raccomanda un attento monitoraggio del sito di infusione per possibili infiltrazioni durante la somministrazione. Non sono attualmente noti metodi speciali per la gestione dello stravaso. Il contatto accidentale della soluzione per infusione ricostituita con la pelle ha provocato ustioni ed eccessiva pigmentazione nelle aree interessate. È stata segnalata tossicità locale dei tessuti molli derivante da stravaso di carmustina. L’infiltrazione di carmustina può causare gonfiore, dolore, eritema, bruciore e necrosi cutanea. Alcol Il medicinale è dannoso per soggetti affetti da alcolismo. La somministrazione deve essere valutata attentamente nei gruppi a rischio elevato, tra cui i pazienti con malattie epatiche o epilessia. La quantità di alcol contenuto in questo medicinale può alterare l’effetto di altri farmaci, nonché compromettere la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Una dose da 600 mg/m2 di questo medicinale somministrata ad un adulto con peso di 70 kg comporterebbe un’esposizione a 370 mg/kg di etanolo, che potrebbe causare un aumento della concentrazione di alcol nel sangue (BAC) di circa 61,7 mg/100 ml. Per fare un confronto, in un adulto che beve un bicchiere di vino o 500 ml di birra, è probabile che la concentrazione di alcol nel sangue sia di circa 50 mg/100 ml. La co

somministrazione di medicinali contenenti ad esempio glicole propilenico o etanolo possono portare all’accumulo di etanolo e indurre effetti avversi. Poiché questo medicinale viene generalmente somministrato lentamente nell’arco di 6 ore, gli effetti dell’alcol possono essere ridotti.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Fenitoina e desametasone In associazione a medicinali chemioterapici deve essere prevista una ridotta attività dei medicinali antiepilettici. Cimetidina L’uso concomitante di cimetidina provoca un effetto tossico della carmustina aumentato, ritardato, grave e sospetto (dovuto all’inibizione del metabolismo di carmustina) o un aumento della mielotossicità (per es. leucopenia e neutropenia). Digossina L’uso concomitante con digossina porta ad un effetto della digossina ridotto, ritardato, moderato, sospetto (a causa del ridotto assorbimento della digossina). Melfalan L’uso concomitante con melfalan comporta un aumento del rischio di tossicità polmonare. Trombopenia e leucopenia potrebbero manifestarsi laddove il medicinale sia associato ad altri farmaci mielosoppressivi, per es. metotrexato, ciclofosfamide, procarbazina, clormetina (mostarda azotata), fluorouracile, vinblastina, actinomicina (dactinomicina), bleomicina, doxorubicina (adriamicina) o somministrato in pazienti la cui riserva di midollo osseo è esaurita a causa della malattia stessa o della precedente terapia. Esiste una possibilità di resistenza incrociata con altre sostanze alchilanti, per es. clormetina e ciclofosfamide.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Donne in età fertile /contraccezione per gli uomini e le donne Le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo efficace per evitare gravidanze durante il trattamento e per almeno sei mesi dopo il trattamento. Ai pazienti di sesso maschile occorre suggerire l’uso di adeguate misure contraccettive durante il trattamento con carmustina e per almeno sei mesi dopo il trattamento. Gravidanza Carmustina non deve essere somministrata a pazienti in stato di gravidanza. Non è stato stabilito se l’uso durante la gravidanza sia sicuro, pertanto i benefici devono essere attentamente soppesati rispetto al rischio di tossicità. Carmustina è embriotossica nei ratti e nei conigli e teratogena nei ratti quando somministrata in dosi equivalenti alla dose umana (vedere paragrafo 5.3). Se carmustina è utilizzata in gravidanza, o se la paziente inizia una gravidanza mentre lo assume (riceve) carmustina, la paziente deve essere informata riguardo al potenziale rischio per il feto. Allattamento Non è noto se carmustina o i suoi metaboliti siano escretinel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Carmustina Aurobindo è controindicato durante l’allattamento con latte materno e fino a sette giorni dopo il trattamento (vedere paragrafo 4.3). Fertilità Carmustina può compromettere la fertilità maschile. Informare i pazienti di sesso maschile del potenziale rischio di infertilità e consigliare loro di ottenere una consulenza in materia di pianificazione familiare/della fertilità prima della terapia con carmustina.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sulle conseguenze del farmaco sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari. Tuttavia, va considerata la possibilità che la quantità di alcol presente in questi prodotti farmaceutici possa compromettere la capacità di guidare veicoli e usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza La seguente tabella mostra le reazioni avverse che sono state riferite durante il trattamento con questo medicinale, ma che potrebbero non avere necessariamente una relazione causale con lo stesso. Poiché gli studi clinici sono condotti in condizioni molto specifiche, i tassi di incidenza delle reazioni avverse osservate potrebbero non corrispondere ai tassiregistrati nella prassi clinica. Le reazioni avverse sono generalmente incluse nella monografia del prodotto o negli studi cardine se sono state segnalate da più dell’1% dei pazienti e/o se sono risultate di importanza clinica. Quando sono disponibili studi controllati con placebo, le reazioni avverse sono incluse se l’incidenza è ≥ 5% nel gruppo di trattamento. La dose elevata è definita come > 200 mg/m2 . Tabella delle reazioni avverse La seguente tabella include le reazioni avverse a carmustina in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e alla convenzione per frequenza presentate in ordine decrescente di gravità: Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, 1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Non nota (la frequenza non può essere stimata in base ai dati disponibili) All’interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono elencate in ordine decrescente digravità: Classificazione per sistemi e organi MedDRA Frequenza Reazione avversa Gli effetti indesiderati clinicamente importanti sono riportati in corsivo Infezioni e infestazioni Non nota Infezioni opportunistiche (incluse quelle fatali) Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Comune Leucemia acuta,displasia del midollo osseo; dopo uso prolungato. Non nota Tumori secondari Patologie del sistema emolinfopoietico Comune Anemia Molto comune Mielosoppressione Disturbi del sistema immunitario Non nota Reazione allergica Patologie del sistema nervoso Molto comune Atassia, capogiro, cefalea Comune Encefalopatia (terapia ad alte dosi e doselimitante) Non nota Dolore muscolare, stato epilettico, crisi convulsiva, crisi convulsiva tonico-clonica (da grande male) Patologie dell’occhio Molto comune Tossicità oculare, arrossamento congiuntivale transitorio e visione annebbiata, emorragie della retina Non nota Neuroretinite Patologie cardiache Molto comune Ipotensione, causata dall’alcol contenuto ne

solvente (terapia ad alte dosi) Non nota Tachicardia, dolore toracico Patologie vascolari Molto comune Flebite Raro Malattia veno-occlusiva (terapia ad alte dosi) Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune Tossicità polmonare1 , fibrosi interstiziale (con terapia prolungata e dose cumulativa* > 1.400 mg/m2 ), polmonite (per dosi > 450 mg/m2 ) Raro Fibrosi interstiziale (con dosi inferiori) Patologie gastrointestinali Molto comune Nausea e vomito,grave potenziale emetogeno > 250 mg/m2 medio-alto; inizia entro 2-4 ore dalla somministrazione e dura 4-6 ore Comune Anoressia, stipsi, diarrea, stomatite Raro Sanguinamento gastrointestinale Non nota Enterocolite neutropenica Patologie epatobiliari Comune Epatotossicità, reversibile, ritardata fino a 60 giorni dopo la somministrazione (in terapia ad alte dosi e dose-limitante), manifestata da: - bilirubina, aumento reversibile - fosfatasialcalina, aumento reversibile - SGOT, aumento reversibile Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non nota Pericolo di stravaso: vescicante Molto comune Dermatite con uso topico che migliora con una concentrazione ridotta del composto, iperpigmentazione transitoria dopo contatto accidentale con la cute Comune Alopecia, rossore (a causa del contenuto di alcol nel solvente; maggiore con intervalli di somministrazione < 1-2 h), reazione nel sito di iniezione Patologie renali e urinarie Non nota Insufficienza renale, azotemia, diminuzione del volume renale Raro Tossicità renale Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Raro Ginecomastia Non nota Infertilità, teratogenesi Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Sensazione di bruciore al sito di iniezione Molto raro Tromboflebite 1 La tossicità polmonare si manifesta anche come polmonite e malattia polmonare interstiziale nell’esperienza dopo l’immissione sul mercato. * È stato riportato un aumento del rischio di tossicità polmonare in seguito a trattamento con regimi di condizionamento e HPCT per le donne. Finora, questo aumento del rischio è descritto per il trattamento stesso,compresi i regimi di condizionamento senza carmustina (ad es. TBI o busulfan, ciclofosfamide) o con carmustina (BEAM: carmustina, etoposide, citarabina e melfalan o CBV: ciclofosfamide, carmustina ed etoposide). Descrizione di reazioni avverse selezionate Mielosoppressione La mielosoppressione è molto comune e inizia 7-14 giorni dopo la somministrazione con recupero 42-56 giorni dopo la somministrazione. La mielosoppressione è correlata alla dose e alla dose cumulativa e spesso bifasica. La trombocitopenia è generalmente più pronunciata della leucopenia, ma entrambe sono effetti avversi limitanti la dose. L’anemia è comune ma generalmente meno pronunciata. Patologie dell’occhio L’infusione endovenosa rapida può causare sanguinamento congiuntivale entro 2 ore, della durata di circa 4 ore.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Fibrosi polmonare (con esito fatale), infiltrazione polmonare La tossicità polmonare è stata osservata in una quota di pazienti fino al 30%. Neicasi in cui la tossicità polmonare è iniziata precocemente (entro tre anni successivi dal trattamento), sono stati riscontrati casidi infiltrati polmonari e/o fibrosi polmonare, alcuni dei quali fatali. I pazienti erano di età compresa tra i 22 mesi e i 72 anni. Tra i fattori di rischio rientrano il fumo, la presenza di malattie respiratorie, anomalie radiografiche esistenti, irradiazione sequenziale o concomitante del torace e associazione con altri principi attivi che possono causare danni ai polmoni. L’incidenza delle reazioni avverse è probabilmente correlata alla dose; dosi cumulative di 1.200-1.500 mg/m2 sono state associate a un aumento della probabilità di fibrosi polmonare. Durante il trattamento devono essere eseguiti regolarmente esami della funzionalità polmonare (FVC, DLCO). I pazienti che in tali test mostrano un basale < 70% della capacità vitale forzata o della capacità di diffusione del monossido di carbonio previste sono particolarmente a rischio. Nei pazienti ai quali è stata somministrata carmustina nell’infanzia o nell’adolescenza sono stati descritti casi di fibrosi polmonare estremamente ritardata (fino a 17 anni dopo il trattamento). L’osservazione di follow-up a lungo termine di 17 pazienti sopravvissuti a tumori cerebrali infantili ha evidenziato che 8 sono deceduti per fibrosi polmonare. Due di questi 8 decessi si sono verificati nei primi 3 anni di trattamento e 6 tra 8 e 13 anni dopo il trattamento. L’età mediana dei pazienti deceduti durante il trattamento era di 2,5 anni (1-12 anni), l’età mediana dei sopravvissuti a lungo termine in trattamento era di 10 anni (5-16 anni). Tutti i pazienti di età inferiore ai 5 anni al momento del trattamento sono deceduti per fibrosi polmonare, né la dose di carmustina, né una dose aggiuntiva di vincristina o radiazioni spinali hanno avuto alcuna influenza sul decesso. A tutti i rimanenti sopravvissuti disponibili per il follow-up è stata diagnosticata fibrosi polmonare. L’uso di carmustina in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni è controindicato, vedere paragrafo 4.3. La tossicità polmonare si è manifestata anche nella fase post-marketing sotto forma di polmonite e malattia polmonare interstiziale. Si osserva polmonite per dosi > 450 mg/m2 e malattia polmonare interstiziale con terapia prolungata e dose cumulativa > 1.400 mg/m2 . Potenziale emetogeno Il potenziale emetogeno è elevato con dosi > 250 mg/m2 e da alto a moderato con dosi ≤ 250 mg/m2 . Nausea e vomito sono gravi e iniziano nell’arco di 2-4 ore dalla somministrazione e si protraggono per 4-6 ore. Tossicità renale La tossicità renale è rara,ma si verifica per dosi cumulative < 1.000 mg/m2 . Sono state segnalate alterazioni renali con diminuzione del volume dei reni, progressiva azotemia e insufficienza renale dopo dosi cumulative elevate e dopo terapia prolungata con carmustina e nitrosuree correlate. La compromissione renale è stata osservata occasionalmente anche dopo basse dosi totali. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Il principale sintomo di intossicazione è la mielosoppressione. Possono inoltre verificarsi le seguenti reazioni avverse gravi: necrosi del fegato, polmonite interstiziale, encefalomielite. Non è disponibile un antidoto specializzato. Non vi sono sostanze mieloprotettive note. Il trapianto di midollo osseo potrebbe essere una misura efficace.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Gruppo farmacoterapeutico: agenti antineoplastici, agenti alchilanti, nitrosouree; codice ATC: L01AD01. Meccanismo d’azione La carmustina (1,3-bis (2-cloroetile)-1-nitrosourea) è un agente antineoplastico ciclo-cellulare non specifico di tipo nitrosourea, che esercita un’azione citotossica sui tumori attraverso diversi meccanismi. Come agente alchilante, esso può alchilare i centri reattivi su nucleoproteine, interferendo così con la sintesi di DNA e RNA e con la riparazione del DNA. Può formare legami crociati tra due filamenti complementari del DNA (interstrand crosslink), impedendone la replicazione e la trascrizione. Inoltre, carmustina è nota per carbamoilare i residui di lisina sulle proteine, causando l’inattivazione irreversibile degli enzimi compresa la glutatione reduttasi. L’attività carbamoilante di carmustina è generalmente considerata meno significativa dell’attività alchilante nella sua azione sui tumori, ma la carbamoilazione può servire a inibire la riparazione del DNA. Effetti farmacodinamici Le attività antineoplastica e tossica di carmustina possono essere dovute ai suoi metaboliti. Carmustina e le relative nitrosouree sono instabili in soluzione acquosa e si degradano spontaneamente in intermedi reattivi caratterizzati da attività alchilante e carbamoilante. Si ritiene che gli intermedi alchilanti siano responsabili dell’effetto antitumorale di carmustina. Tuttavia, esistono pareri contrastanti sul ruolo degli intermedi carbamoilanti come mediatori degli effettibiologici delle nitrosouree. Da un lato, è stato segnalato che l’attività carbamoilante contribuisce alle proprietà citotossiche dei relativi farmaci precursori inibendo gli enzimi di riparazione del DNA. Dall’altro, si è ipotizzato che le specie carbamoilanti possano mediare alcuni degli effetti tossici di carmustina La carmustina attraversa rapidamente la barriera emato-encefalica a causa della sua natura lipofila. Popolazione pediatrica Carmustina Aurobindo non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti a causa dell’alto rischio di tossicità polmonare.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Distribuzione Carmustina somministrata per via endovenosa viene rapidamente degradata:trascorsi 15 minuti non si rileva alcuna sostanza intatta. Grazie alla buona liposolubilità e alla mancanza di ionizzazione al pH fisiologico, carmustina transita con facilità attraverso la barriera ematoencefalica. I livelli di radioattività nel liquido cerebrospinale sono più alti di almeno il 50% rispetto a quelli rilevati simultaneamente nel plasma. La cinetica di carmustina negli esseriumani è caratterizzata da un modello a due camere. Altermine di un’infusione per via endovenosa della durata di un’ora, il livello di carmustina-plasma scende in modo bifasico. L’emivita α è 1-4 minuti e l’emivita β è 18-69 minuti. Biotrasformazione Si suppone che i metaboliti di carmustina provochino le sue attività antineoplastica e tossica. Eliminazione Circa il 60-70% di una dose totale viene escreta nell’urina nell’arco di 96 ore e circa il 10% sotto forma di CO2 tramite la respirazione. Il destino del rimanente 20-30% è indeterminato.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Carmustina è embriotossica e teratogena nei ratti ed embriotossica nei conigli a dosi equivalenti a quella utilizzata negli esseri umani. Carmustina ha influito sulla fertilità dei ratti di sesso maschile a dosi maggior

di quella utilizzata negli esseriumani. La carmustina, a dosaggi clinicamente rilevanti, è risultata cancerogena nei ratti e nei topi con un marcato aumento dell’incidenza di tumori.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Polvere Nessun eccipiente. Solvente Etanolo anidro.

6.2 Incompatibilità

La soluzione per infusione è instabile in contenitori di polivinilcloruro (PVC). La soluzione di carmustina può essere somministrata solo da flaconi in vetro o contenitori in polipropilene, utilizzando un set per infusione senza PVC. Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati al paragrafo 6.6.

6.3 Periodo di validità

24 mesi. Dopo ricostituzione e diluizione Da un punto di vista microbiologico, la soluzione ricostituita deve essere utilizzata immediatamente. Se non utilizzata immediatamente, i tempi di utilizzo del farmaco e le relative condizioni di conservazione prima dell’uso sono lasciate alla responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non devono superare le 24 ore ad una temperatura compresa tra 2-8°C. La soluzione madre ricostituita ulteriormente diluita con 500 ml di soluzione iniettabile di cloruro di sodio 0,9% o soluzione iniettabile di glucosio al 5%, in contenitori di vetro o polipropilene, è fisicamente e chimicamente stabile per 24 ore in frigorifero (2-8 °C). Le soluzioni diluite del farmaco sono fisicamente compatibili e chimicamente stabili per un periodo di 8 ore a temperatura ambiente (20-25°C) e fino a 24 ore a temperatura refrigerata (2-8°C) seguite da 6 ore di conservazione a temperatura ambiente (20-25°C).

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2°C - 8°C). Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Polvere Flaconcino in vetro tubulare ambrato di tipo I da 30 ml e collo da 20 mm, con tappo in gomma bromobutilica grigia da 20 mm, con sigillo in alluminio e disco in polipropilene. Solvente Flaconcino in vetro da stampo trasparente di tipo I tubulare da 10 ml e collo da 13 mm, con tappo in gomma clorobutilica grigia da 13 mm, con sigillo in alluminio e disco in polipropilene.

Confezioni: 1, 5, 8 e 10 flaconcini. Una confezione contiene un flaconcino da 100 mg di polvere e un flaconcino da 3 ml di solvente.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Carmustina Aurobindo polvere per concentrato per soluzione per infusione non contiene conservanti e non è inteso come flaconcino multidose. La ricostituzione e le ulteriori diluizioni devono essere eseguite in condizioni asettiche. La conservazione di carmustina a 27°C o a temperatura più elevata può portare alla liquefazione della sostanza, poiché la carmustina ha un basso punto di fusione (da 30,5°C a 32°C). Un’indicazione della decomposizione è la presenza di una pellicola oleosa sul fondo del flaconcino, visibile quando la fiala viene tenuta in piena luce. In tal caso,il medicinale non deve essere più utilizzato. È possibile che appaiano scaglie con bordi appuntiti e massa solida in flaconcini chiusi, tuttavia senza alcuna decomposizione della carmustina. Ricostituzione e diluizione della polvere per concentrato per soluzione per infusione di ciascun flaconcino Sciogliere carmustina (100 mg di polvere) con 3 ml del solvente etanolo sterile refrigerato fornito nel confezionamento primario (flaconcino trasparente). Carmustina deve sciogliersi completamente nell’etanolo prima che si aggiunga l’acqua sterile per preparazioni iniettabili. Successivamente, aggiungere alla soluzione alcolica 27 ml di acqua sterile per preparazioni iniettabili in condizioni asettiche. La soluzione madre da 30 ml deve essere miscelata accuratamente. Ogni ml della soluzione madre ricostituita conterrà 3,3 mg di carmustina in etanolo al 10% e avrà un pH compreso tra 4,0 e 6,8. La soluzione madre da 30 ml deve essere immediatamente diluita aggiungendo 500 ml di cloruro di sodio (0,9%) soluzione per iniezione oppure 500 ml di glucosio 5% soluzione per iniezione. La soluzione pronta per l’uso deve essere somministrata nell’arco di 1-2 ore. L’infusione di carmustina in meno di un’ora può provocare dolore intenso e bruciore nel sito dell’iniezione (vedere paragrafo 4.2). Devono essere rispettate le linee guida per la manipolazione e lo smaltimento sicuro degli agenti antineoplastici. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Eugia Pharma (Malta) Limited Vault 14, Level 2, Valletta Waterfront, Floriana FRN 1914, Malta

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

050409010 - "100 mg polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione" 1 flaconcino in vetro di polvere da 30 ml + 1 flaconcino in vetro di solvente da 10 m

050409022 - "100 mg polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione" 5 flaconcini in vetro di polvere da 30 ml + 5 flaconcini in vetro di solvente da 10 ml 050409034 - "100 mg polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione" 8 flaconcini in vetro di polvere da 30 ml + 8 flaconcini in vetro di solvente da 10 ml 050409046 - "100 mg polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione" 10 flaconcini in vetro di polvere da 30 ml + 10 flaconcini in vetro di solvente da 10 ml

9. Data della primaautorizzazione/ rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione:

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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