CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE

Questo medicinale è utilizzato per: - Il trattamento di casi gravi di malaria (dovuti a ceppi di Plasmodium falciparum); - Il trattamento di altri tipi di infezioni gravi (infezioni miste da specie non note).

Usato per: malaria

Principio attivo: CHININA CLORIDRATO, CHININA · ATC P01BC01 · INDUSTRIA FARMACEUTICA GALENICA SENESE S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: CHININA CLORIDRATO, CHININA
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Dosaggio: 500 mg SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: INDUSTRIA FARMACEUTICA GALENICA SENESE S.R.L.
Codice ATC: P01BC01
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CHININA CLORIDRATO S.A.L.F. - S.A.L.F. SPA LABORATORIO FARMACOLOGICO
· CHININA CLORIDRATO AGENZIA INDUSTRIE DIFESA - AGENZIA INDUSTRIE DIFESA - STABILIMENTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE
· CHININA SOLFATO NOVA ARGENTIA - INDUSTRIA FARMACEUTICA NOVA ARGENTIA S.R.L.
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE contiene chinina, un medicinale usato per contrastare la malaria, una malattia provocata da parassiti (protozoi del genere Plasmodium). Questo medicinale è utilizzato per: - Il trattamento di casi gravi di malaria (dovuti a ceppi di Plasmodium falciparum);

- Il trattamento di altri tipi di infezioni gravi (infezioni miste da specie non note).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE
- se è allergico alla chinina, a medicinali simili (derivati dal chinino) o ad uno qualsiasi degli altri
componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6): a questo proposito è opportuno considerare
la possibilità di reazioni crociate tra la chinina e la chinidina, utilizzata nel trattamento di problemi al
cuore (aritmie cardiache);
- se soffre di miastenia gravis, una malattia che provoca indebolimento muscolare e stanchezza: la

chinina può peggiorare la debolezza muscolare;
- se sono bassi i livelli di una particolare sostanza (l’enzima glucosio- 6-fosfato-deidrogenasi) perché si
possono manifestare problemi gravi al sangue (emolisi e anemia emolitica);
- se soffre di un problema al cuore (prolungamento dell’intervallo QT);
- se soffre di problemi agli occhi (neurite ottica);

- se in passato ha avuto reazioni allergiche (di ipersensibilità) dopo aver utilizzato questo medicinale; tali reazioni riguardano problemi, anche gravi, al sangue e ai reni (porpora trombotica trombocitopenica, sindrome uremica emolitica, trombocitopenia, febbre emoglobinurica con emolisi acuta intravascolare, emoglobinuria ed emoglobinemia);

Se è in trattamento con i seguenti medicinali: amiodarone, astemizolo, terfenadina, tioridazina, pimozide, droperidolo, alofantrina, cisapride, levacetilmetadolo (vedere paragrafo Altri medicinali e CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE). Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o all’infermiere prima di usare CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE.

Questo medicinale le sarà somministrato con molta cautela se soffre di:

- problemi gravi al cuore come alterazione del ritmo cardiaco (fibrillazione atriale, difetti di conduzione,
blocchi);
- difficoltà nella respirazione (asma);
- presenza di emoglobina nelle urine (emoglobinuria);
- un’infiammazione del nervo ottico (neurite ottica);
- una malattia caratterizzata da ronzio nelle orecchie (tinnito);

- problemi al fegato o ai reni (insufficienza epatica o renale) in quanto possono alterare gli effetti e l’eliminazione del medicinale.

Durante la somministrazione di CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE si possono verificare: - una drastica riduzione dei livelli di glucosio nel sangue, talvolta anche letale (grave ipoglicemia) dovuta

all’aumento della produzione di un ormone chiamato insulina, specialmente se è in stato di gravidanza o se ha infezioni gravi e prolungate. Per tale motivo le saranno attentamente monitorati i livelli di glucosio nel sangue (glicemia); inoltre può essere necessaria la somministrazione preventiva di un medicinale a base di glucosio (soluzione glucosata). - una rara e grave reazione allergica (reazione di ipersensibilità) detta febbre emoglobinurica

caratterizzata da gravi problemi alle cellule del sangue (distruzione dei globuli rossi (emolisi) massiva, elevata presenza di emoglobina nel plasma sanguigno (emoglobinemia) e presenza di emoglobina nelle urine (emoglobinuria) e che può causare problemi gravi ai reni (insufficienza renale) anche letali. Questa malattia si verifica più frequentemente nelle donne in gravidanza.

La somministrazione di CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE insieme alla meflochina, può aumentare il rischio che si verifichino contrazioni involontarie dei muscoli (convulsioni) e disturbi dei battiti del cuore (aritmie) (vedere paragrafo Altri medicinali e CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE)

Altri medicinali e CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE

Informi il medico o l’infermiere se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

L’uso di questo medicinale deve essere evitato se sta assumendo i seguenti medicinali in quanto possono

aumentare il rischio di aritmie ventricolari:
- amiodarone, usato per il trattamento di disturbi del cuore (aritmie cardiache);
- astemizolo e terfenadina, usati come antiallergici;
- tioridazina, primozide, droperidolo, usati per il trattamento di malattie mentali;
- alofantrina, usata per il trattamento della malaria;
- cisapride, usato per problemi allo stomaco (reflusso gastroesofageo) e intestino;

- levacetilmetadolo, usato per il trattamento della dipendenza da oppiacei.

Questo medicinale le sarà somministrato con molta cautela se sta assumendo i seguenti medicinali in quanto la chinina cloridrato può interferire con i seguenti medicinali: - meflochina, usato per il trattamento della malaria;

- eritromicina, troleamdomicina e rifampicina, usati per il trattamento delle infezioni da batteri
(antibiotici);
- saquinavir e ritonavir, medicinali antivirali usati per il trattamento dell’AIDS;
- ketoconazolo, usato per il trattamento delle infezioni da funghi;

- cimetidina e ranitidina, usati per regolare la secrezione acida nello stomaco (ulcera gastrica);
- carbamazepina, fenobarbital e fenitoina, usati per il trattamento di una malattia caratterizzata da
perdita della coscienza e movimenti incontrollati dei muscoli (epilessia);
- teofillina e aminofillina, usati per problemi alla respirazione;
- atorvastatina, usata per l’abbassamento di livello del colesterolo nel sangue;
- desipramina, usata per il trattamento della depressione;
- medicinali antiacidi contenenti alluminio e/o magnesio, usati contro l’acidità di stomaco;
- acetazolamide , un medicinale ad attività diuretica
- sodio bicarbonato, un agente alcalinizzante;
- medicinali acidificanti delle urine , usati per problemi ai reni;
- digossina, usata per problemi al cuore (insufficienza cardiaca congestizia);

- iloperidone e pimoxide , usati per il trattamento di malattie mentali;
- lapatinib, usato per il trattamento del cancro al seno;
- sunitinib, usato per il trattamento del tumore ai reni;
- chinidina e flecainide, usato per il trattamento di disturbi del cuore (aritmie cardiache);
- pancuronio, succinilcolina e tubocurarina, usati per il rilassamento muscolare durante un intervento
chirurugico;

- ciclosporina, usato per ridurre il rischio di rigetto dopo un trapianto;
- metformina, usato per il diabete;
- warfarin e medicinali simili (anticoagulanti orali), eparina, utilizzati per disturbi della coagulazione
del sangue;
- metadone, usato nel trattamento della dipendenza da stupefacenti.

Interferenze con i test di laboratorio
Durante la somministrazione di CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE si possono verificare
variazioni dei seguenti parametri nei test di laboratorio:
- colore dell’urina, che può risultare imbrunito;
-
-
-
dosaggio della chinidina nel sangue, di cui può risultare un falso aumento;
VES (velocità di eritrosedimentazione), di cui può risultare una falsa riduzione;
determinazione di alcune sostanze nelle urine (17-idrossicorticosteroidi, 17-chetosteroidi e
catecolamine), di cui può risultare un falso aumento.

CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE con cibi e bevande Durante la somministrazione di CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE non assuma succo di pompelmo perché potrebbe aumentarne la tossicità .

Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o all’infermiere prima che questo medicinale le venga somministrato.

Gravidanza Eviti di assumere questo medicinale se è in gravidanza perché può causare danni gravi sia a lei, come la

diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia) oppure una rara e grave reazione allergica caratterizzata da gravi problemi alle cellule del sangue (febbre emoglobinurica), che al feto, in particolare problemi all’udito che possono portare a sordità (ipoplasia del nervo acustico). Nei casi di assoluta necessità il medico valuterà se questo medicinale le può essere somministrato tenendo conto il beneficio per lei e il rischio per il suo bambino.

Allattamento La chinina passa nel latte materno. Eviti di assumere questo medicinale se sta allattando al seno perché può causare malattie del sangue gravi nel neonato (emolisi grave).

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Dopo la somministrazione di questo medicinale possono verificarsi disturbi alla vista. Se ciò le accade, eviti di guidare veicoli o utilizzare macchinari.

Come usarlo

Questo medicinale le verrà somministrato da personale sanitario specializzato. Se ha dubbi consulti il medico o l’infermiere.

Il medico stabilirà la dose in base alla sua età e alle sue condizioni di salute, sia nell’adulto che nel bambino. CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE le sarà somministrato per infusione in vena (endovenosa) lenta, altrimenti potrebbe verificarsi una drastica riduzione della pressione del sangue (ipotensione grave).

Se usa più CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE di quanto deve

Questo medicinale le sarà somministrato da personale specializzato, quindi è improbabile che le venga
somministrata una dose eccessiva.
Tuttavia nel caso le venisse somministrata una dose eccessiva di questo medicinale, potrebbero verificarsi i
seguenti sintomi:
- problemi alla vista (deficit visivo e della percezione dei colori, visione offuscata, cecità);
- riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia);

- problemi gravi al cuore e alla circolazione del sangue (aritmia cardiaca, abbassamento della pressione arteriosa (ipotensione), collasso circolatorio, tachicardia sinusale, prolungamento del tratto PR, inversione della curva T, blocco di branca e prolungamento dell’intervallo QT, peggioramento della depressione miocardica per diminuzione della perfusione coronarica, shock cardiogenico e collasso circolatorio, aritmia ventricolare, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare, ritmo

idioventricolare, torsione di punta, bradicardia e blocco atrioventricolare, riduzione della frequenza di
depolarizzazione e conduzione, aumento del potenziale d’azione e del periodo refrattario);
- sonnolenza, perdita di conoscenza, perdita di coordinazione muscolare (atassia) e movimento
incontrollato dei muscoli (convulsioni), coma, morte;
- problemi respiratori (depressione respiratoria, edema polmonare e sindrome da distress respiratorio
negli adulti).
La somministrazione di CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE, anche a dosi terapeutiche , può
portare ad un quadro clinico detto cinconismo, che nelle forme lievi è caratterizzato da problemi all’udito
(tinnito, sordità), mal di testa (cefalea), nausea, problemi alla vista (offuscamento, scotomi, fotofobia, alterata
percezione dei colori), vertigini, difficoltà nel respirare (dispnea), sudorazioni e febbre.
Proseguendo il trattamento o dopo dosi singole elevate possono comparire anche: problemi allo stomaco e
all’intestino (vomito, dolore addominale, diarrea), al cuore (arresto sinusale, ritmo giunzionale, blocco atrio-
ventricolare, tachicardia e fibrillazione ventricolari), alla pelle (cute calda e arrossata, eruzioni cutanee), alla
respirazione (depressione respiratoria), confusione mentale, contrazioni involontarie dei muscoli
(convulsioni) e peggioramento dei disturbi della vista (compresa la cecità temporanea).

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE, avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Frequenza non nota (la cui frequenza non può essere stabilita in base ai dati disponibili)

- problemi al cuore, anche gravi (angina pectoris, torsione di punta, aritmie ventricolari, fibrillazione
atriale, alterazioni della conduzione atrio-ventricolare) e della circolazione del sangue;
- diminuzione drastica della pressione del sangue (ipotensione grave) particolarmente dopo l’infusione

rapida; - malattie della pelle (eritema multiforme, eruzioni cutanee, edema facciale, arrossamento cutaneo transitorio, prurito, fotosensibilità, sudorazione eccessiva, necrolisi epidermica tossica detta sindrome di Lyell;

- vasculiti;
- porpora trombotica trombocitopenica;
- riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia) (vedere paragrafo “Avvertenze e
precauzioni”);
- difficoltà a deglutire (disfagia), dolore allo stomaco (epigastrico) e addominale, nausea e vomito;
- riduzione del numero di cellule presenti nel sangue (pancitopenia, trombocitopenia, leucopenia,
agranulocitosi), malattia ereditaria del sangue (porfiria), distruzione dei globuli rossi (emolisi),
problemi della coagulazione del sangue (coagulopatia, coagulazione intravascolare disseminata),
carenza di una sostanza del sangue detta protrombina (ipoprotrombinemia), una malattia caratterizzata
da problemi nel trasporto di ossigeno nel sangue (metaemoglobinemia), riduzione della funzionalità
del midollo osseo (mielosoppressione);

- danni gravi al fegato (epatite colostatica ed epatiti granulomatose);
- alterazioni del sistema immunitario*, reazioni allergiche (reazioni di ipersensibilità), prurito e
arrossamento della pelle (eruzioni cutanee orticarioidi, papulari, scarlattiniformi), gonfiore
(angioedemi, specialmente al volto), sensibilità della pelle alla luce (fotosensibilità);
- malattie del sistema immunitario (lupus anticoagulante);
- indebolimento muscolare e stanchezza (miastenia gravis);

- malattie del sistema nervoso, apprensione, confusione, mal di testa (emicrania, cefalea), agitazione,
inquietudine, perdita di conoscenza (sincope), vertigini, contrazioni involontarie dei muscoli
(convulsioni);
- problemi alla vista (visione dei colori anomala, vista annebbiata, diplopia, nistagmo, fotofobia,
scotoma, disturbi della vista, restringimento del campo visivo, cecità notturna, cecità temporanea,

midriasi e, raramente, cecità);
- problemi all’udito (ototossicità, tinnito, ipoacusia, e sordità generalmente reversibile);
- problemi ai reni, anche gravi (febbre emoglobinurica, sindrome uremico-emolitica, nefrite
interstiziale, nefrotossicità, emoglobinuria, insufficienza renale acuta)* (vedere paragrafo “Avvertenze
e precauzioni”);
-
-
-
problemi alla respirazione (asma, infiltrato polmonare, depressione respiratoria, dispnea)*;
infiammazioni superficiali delle vene (tromboflebiti) a livello del sito di somministrazione;
cinconismo, una malattia caratterizzata da diversi sintomi a carico della vista e dell’udito, problemi al
cuore, stomaco e intestino, difficoltà respiratorie, problemi al sistema nervoso (Vedere paragrafo “Se
usa più CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE di quanto deve”);
- alterazioni del sito di somministrazione – la chinina è una sostanza molto irritante: dopo l’infusione
endovenosa possono verificarsi tromboflebiti.
*Reazioni di ipersensibilità – La reazione più frequentemente osservata è arrossamento cutaneo
accompagnato da intenso prurito generalizzato. Altre reazioni meno frequenti sono: eruzioni cutanee
(orticarioidi, papulari, scarlattiniformi), angioedema (specialmente al volto) e asma, alterazioni

ematologiche, insufficienza renale acuta, febbre, febbre emoglobinurica.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare questo medicinale nella confezione originale e a riparo dalla luce. Utilizzare questo medicinale immediatamente dopo l’apertura della fiala. Dopo la diluizione il medicinale deve essere utilizzato immediatamente; l’eventuale residuo deve essere eliminato.

Questo medicinale in soluzione si presenta come un liquido limpido e incolore o leggermente paglierino. Non utilizzare se l’aspetto è alterato.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE 500 mg/2 ml concentrato per soluzione per infusione.

- Il principio attivo è chinina cloridrato. Una fiala da 2 ml contiene 500 mg di chinina cloridrato.
- L’altro componente è acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE e contenuto della confezione

Confezione contenente 1 o 5 fiale di vetro da 2 ml.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Industria Farmaceutica Galenica Senese S.r.l.- Via Cassia Nord, 35153014 Monteroni d'Arbia (SI) - Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

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Posologia e modo di somministrazione Le seguenti informazioni sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari

Il dosaggio della chinina cloridrato è calcolato in rapporto al peso corporeo sia nell’adulto sia nel bambino. La dose di carico iniziale è di 20 mg/kg (fino alla dose massima di 1,4 g) infusa in 4 ore. La dose di carico non deve essere somministrata ai pazienti che hanno assunto chinina (o chinidina) o meflochina nella 24 ore precedenti. Dopo un intervallo di 8-12 ore il trattamento prosegue con una dose di mantenimento di 10 mg/kg (fino alla dose massima di 700 mg) infusa in 4 ore da ripetere ad intervalli di 8-12 ore fino a quando le condizioni del paziente non consentono la somministrazione orale.

La dose di mantenimento deve essere ridotta a 5-7 mg/kg nei soggetti con insufficienza renale o quando il trattamento parenterale è richiesto per più di 48 ore. Nei reparti di terapia intensiva la dose di carico può essere somministrata, in alternativa, alla dose di 7 mg/kg infusa in 30 minuti, seguita immediatamente da una dose di 10 mg/kg in 4 ore.

Dopo un intervallo di 8-12 ore la dose di mantenimento prosegue come descritto. Il concentrato non deve essere somministrato come tale ma solo dopo opportuna diluizione con almeno 10 volumi di soluzione fisiologica. Somministrare solo per infusione endovenosa lenta. L’infusione rapida può causare ipotensione grave. La somministrazione parenterale deve essere sostituita da quella orale non appena le condizioni del paziente lo consentano.

La somministrazione di chinina deve essere interrotta immediatamente in caso di emolisi.

L’eventuale soluzione diluita residua non può essere riutilizzata e deve essere eliminata.

Associazioni che richiedono precauzioni particolari o aggiustamento del dosaggio Acidificanti delle urine – Aumento della clearance renale, riduzione dell’emivita e della concentrazione

plasmatica di chinina. Alcalinizzante delle urine – (es. acetozolamide, bicarbonato di sodio) Riduzione della clearance di chinina, aumento dell’emivita e della concentrazione plasmatica di chinina. Antimalarici – Meflochina: aumento del rischio di convulsioni e di aritmie; questo non impedisce l’uso di

chinina per via endovenosa nei casi gravi (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Antiulcera peptica – Cimetidina: inibisce il metabolismo e aumenta la concentrazione plasmatica della chinina. Antiaritmici – Aumento della concentrazione plasmatica di flecainide. Anticoagulanti – Inibizione dei fattori di coagulazione dipendenti dalla vitamina K e conseguente aumento dell’attività di warfarin e altri antagonisti della vitamina K. Glicosidi cardiaci – Aumento della concentrazione plasmatica di digossina. Miorilassanti – (e.g. pancuronio, succinilcolina, tubocurarina) Aumento dell’azione miorilassante e del conseguente rischio di deficit della muscolatura respiratoria.

L’acidificazione delle urine aumenta l’escrezione renale della chinina, ma in presenza di emoglobinuria aumenta il rischio di blocco renale.

Trattamento dei sintomi del sovradosaggio La maggior parte delle reazioni sono dose-correlate, tuttavia, alcune reazioni possono essere idiosincrasiche, con variabilità tra pazienti nella risposta agli effetti della chinina. Una dose letale di chinina non è stata

ancora identificata; tuttavia, sono stati segnalati esiti fatali in seguito ad assunzione di 2-8 grammi negli adulti. La chinina, come la chinidina, ha caratteristiche antiaritmiche di classe I. La cardiotossicità della chinina è dovuta alla sua azione inotropa negativa e al suo effetto sulla conduzione cardiaca che causa una riduzione della frequenza di depolarizzazione e conduzione e un aumento del potenziale d’azione e del periodo

refrattario. Variazioni dell’ECG sono state osservate con sovradosaggio di chinina e includono tachicardia sinusale, prolungamento del tratto PR, inversione della curva T, blocco di branca e prolungamento dell’intervallo QT. Per la sua attività alfa-bloccante, la chinina può causare ipotensione e peggioramento della depressione miocardica per diminuzione della perfusione coronarica.

La chinina è rapidamente assorbita e il tentativo di rimozione dallo stomaco per mezzo della lavanda gastrica può non essere efficace. Dosi multiple di carbone vegetale hanno diminuito le concentrazioni plasmatiche della chinina. La diuresi acida forzata, l’emodialisi, l’emoperfusione con colonna di carbone e scambi di plasma non sono stati significativamente efficaci nell’aumentare l’eliminazione della chinina. L’acidificazione delle urine aumenta l’escrezione renale della chinina, ma in presenza di emoglobinuria aumenta il rischio di blocco renale. Incompatibilità Il medicinale non deve essere miscelato con alcali.

Per ulteriori informazioni consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto. en zia

Domande frequenti su CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE

Come si usa CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE?

CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE è disponibile senza ricetta?

No, CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE?

Il principio attivo di CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE è CHININA CLORIDRATO, CHININA.

Quali sono gli equivalenti di CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CHININA CLORIDRATO S.A.L.F., CHININA CLORIDRATO AGENZIA INDUSTRIE DIFESA, CHININA SOLFATO NOVA ARGENTIA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE?

CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE è prodotto da INDUSTRIA FARMACEUTICA GALENICA SENESE S.R.L..

Da quando CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE è autorizzato in Italia?

CHININA CLORIDRATO GALENICA SENESE ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1996-05-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Chinina cloridrato Galenica Senese 500 mg/2 ml concentrato per soluzione per infusione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni fiala contiene Principio attivo: chinina cloridrato 500 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Concentrato per soluzione per infusione. L’aspetto è limpido e incolore o leggermente paglierino.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dei casi gravi di malattia dovuti a ceppi di Plasmodium falciparum o ad infezione mista a specie non note. La somministrazione parenterale deve essere sostituita da quella orale non appena le condizioni del paziente lo consentano.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Il dosaggio della chinina cloridrato è calcolato in rapporto al peso corporeo sia nell’adulto sia nel bambino. La dose di carico iniziale è di 20 mg/kg (fino alla dose massima di 1,4 g) infusa in 4 ore. La dose di carico non deve essere somministrata ai pazienti che hanno assunto chinina ( o chinidina) o meflochina nelle 24 ore precedenti. Dopo un intervallo di 8-12 ore il trattamento prosegue con una dose di mantenimento di 10 mg/kg (fino alla dose massima di 700 mg) infusa in 4 ore da ripetere ad intervalli di 8-12 ore fino a quando le condizioni del paziente non consentono la somministrazione orale. La dose di mantenimento deve essere ridotta a 5-7 mg/kg nei soggetti con insufficienza renale o quando il trattamento parenterale è richiesto per più di 48 ore. Nei reparti di terapia intensiva la dose di carico può essere somministrata, in alternativa, alla dose di 7 mg/kg infusa in 30 minuti, seguita immediatamente da una dose di 10 mg/kg in 4 ore. Dopo un intervallo di 8-12 ore la dose di mantenimento prosegue come descritto. Il concentrato non deve essere somministrato come tale ma solo dopo opportuna diluizione con almeno 10 volumi di soluzione fisiologica. Somministrare solo per infusione endovenosa lenta. L’eventuale soluzione diluita residua non può essere riutilizzata e deve essere eliminata.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo (si tenga conto della possibilità di reazione crociata tra chinina e chinidina) o ad uno qualsiasi degli eccipienti. - Miastenia gravis: la chinina ha attività di blocco neuromuscolare e può peggiorare la debolezza muscolare nei pazienti affetti da miastenia gravis. - Carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi: emolisi e anemia emolitica possono manifestarsi in soggetti con carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi trattati con chinina. La somministrazione di chinina deve essere interrotta immediatamente in caso di emolisi. - Prolungamento dell’intervallo QT. - Neurite ottica. - Anamnesi di reazioni di ipersensibilità associate a un precedente uso di chinina. Queste includono anche:  porpora trombotica trombocitopenia o sindrome uremica emolitica,  trombocitopenia,  febbre emoglobinurica (emolisi acuta intravascolare, emoglobinuria ed emoglobinemia). - Uso concomitante di amiodarone, astemizolo, terfenadina, tioridazina, pimozide, droperidolo, alofantrina, cisapride, levacetilmetadolo (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

L’accertamento dell’eventuale ipersensibilità al principio attivo deve tenere conto della possibilità di reazioni crociate tra chinina e chinidina.

La chinina può determinare, per stimolazione dell’increzione insulinica, una grave ipoglicemia potenzialmente letale, specialmente in gravidanza o nelle infezioni gravi e prolungate. I valori glicemici devono essere controllati prima della somministrazione preventiva e accuratamente monitorati nel corso del trattamento; può essere opportun a la somministrazione di soluzione glucosata. L’insorgenza di febbre emoglobinurica ( “blackwater fever”: caratterizzata da emolisi massiva, emoglobinemia e emoglobinuria), una rara reazione di ipersensibilità che può causare insufficienza renale anche ad esito letale, è più frequente nelle donne gravide. Gli effetti del farmaco possono aggravare le condizioni di soggetti con alterazioni del ritmo cardiaco (e.s. fibrillazione atriale, difetti di conduzione, blocchi) o altre gravi patologie cardiache, asma, emoglobinuria, neurite ottica, tinnito; in questi casi la somministrazione di chinina richiede particolare cautela. L’infusione rapida può causare ipotensione grave. L’uso concomitante di meflochina aumenta il rischio di convulsioni e di aritmie; la meflochina può essere somministrata solo dopo un intervallo di almeno 12 ore dall’ultima dose di chinina (vedere paragrafo 4.5). Particolare cautela è richiesta nei soggetti con insufficienza epatica o renale per la conseguente modifica della cinetica del farmaco. Informazioni importanti su alcuni eccipienti: nulla da segnalare.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

La chinina cloridrato può interferire con i seguenti farmaci: - inibitori del CYP450 (CYP3A4: per es. eritromicina, saquinavir, ketoconazolo e troleamdomicina; non specifici: per es. cimetidina e ranitidina), in quanto può verificarsi una diminuizione del metabolismo della chinina con conseguente aumento della tossicità; - induttori del CYP450 (CYP3A4: per es. rifampicina, carbamazepina, fenobarbital e fenitoina), in quanto può verificarsi un aumento del metabolismo della chinina con conseguente diminuizione dell’efficacia; - substrati del CYP1A2 (per es. teofillina e aminofillina): la somministrazione contemporanea di chinina e teofillina o aminofillina può diminuire la concentrazione plasmatica della teofillina e può ridurre l’effetto di teofillina e aminofillina; - substrati del CYP3A4 (per es. atorvastatina): la chinina aumenta la concentrazione plasmatica della atorvastatina, aumentando così il rischio di miopatia o rabdomiolisi; - substrati del CYP2D6 (per es. desipramina): la chinina diminuisce il metabolismo della desipramina nei metabolizzatori rapidi CYP2D6 ma non ha effetti nei metabolizzatori lenti CYP2D6; - antiacidi contenenti alluminio e/o magnesio possono ritardare o diminuire l’assorbimento della chinina; - agenti alcalinizzanti urinari (acetozolamide, sodio bicarbonato) possono aumentare le concentrazioni plasmatiche della chinina; - digossina: la co-somministrazione può determinare un aumento della concentrazione plasmatica della digossina e una riduzione della sua clearance biliare; pertanto se la co-somministrazione fosse necessaria, si raccomanda di monitorare e aggiustare la dose di digossina; - farmaci che prolungano l’intervallo QT ( astemizolo, meflochina, droperidolo, iloperidone, lapatinib, sunitinib, metadone, cisapride, terfenadina, pimoxide e chinidina): per un aumentato rischio di cardiotossicità; - bloccanti neuromuscolari (pancuronio, succinilcolina, tubocurarina): la chinina può aumentare l’effetto di blocco neuromuscolare della succinilcolina e della tubocurarina. - ciclosporina: la chinina può ridurre la concentrazione plasmatica della ciclosporina diminuendone l’efficacia; - flecainide: la chinina può interferire con il metabolismo della flecainide aumentandone la tossicità ( aritmie cardiache); - metformina: la chinina può aumentare la concentrazione plasmatica della metmorfina per riduzione della clearance; - ritonavir: la co-somministrazione di chinina e ritonavir può determinare un aumento della concentrazione plasmatica della chinina e di conseguenza aumentarne la tossicità; - warfarin e anticoagulanti orali: la chinina può aumentare l’azione del warfarin e di altri anticoaugulanti orali; - eparine: la chinina può interferire con l’effetto anticoagulante. In particolare: Associazioni controindicate (evitare l’uso concomitante - vedere paragrafo 4.3) Antiaritmici - Amiodarone: Aumento del rischio di aritmie ventricolari; a causa della lunga emivita dell’amiodarone il rischio persiste per diverse settimane (o anche mesi) dopo l’interruzione del trattamento. Antistaminici – Astemizolo e terfenadina: aumento del rischio di aritmie ventricolari. Antipsicotici – Tioridazina, pimozide e droperidolo: aumento del rischio di aritmie ventricolari. Antimalarici – Alofantrina: aumento del rischio di aritmie. Cisapride: aumento del rischio di aritmie ventricolari. Levacetilmetadolo: aumento del rischio di aritmie ventricolari.

Associazioni che richiedono precauzioni particolari o aggiustamento del dosaggio Acidificanti delle urine – Aumento della clearance renale, riduzione dell’emivita e della concentrazione plasmatica di chinina. Alcalinizzante delle urine – (es. acetozolamide, bicarbonato di sodio) Riduzione della clearance di chinina, aumento dell’emivita e della concentrazione plasmatica di chinina. Antimalarici – Meflochina: aumento del rischio di convulsioni e di aritmie; questo non impedisce l’uso di chinina per via endovenosa nei casi gravi (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Antiulcera peptica – Cimetidina: inibisce il metabolismo e aumenta la concentrazione plasmatica della chinina. Antiaritmici – Aumento della concentrazione plasmatica di flecainide. Anticoagulanti – Inibizione dei fattori di coagulazione dipendenti dalla vitamina K e conseguente aumento dell’attività di warfarin e altri antagonisti della vitamina K. Glicosidi cardiaci – Aumento della concentrazione plasmatica di digossina. Miorilassanti – (es. pancuronio, succinilcolina, tubocurarina) Aumento dell’azione miorilassante e del conseguente rischio di deficit della muscolatura respiratoria. Interferenze con i test di laboratorio La chinina può imbrunire il colore dell’urina e interferire con i seguenti test di laboratorio: dosaggio della chinidina plasmatica (falso aumento); VES (falsa riduzione); determinazione urinaria di: 17-idrossicorticosteroidi, 17chetosteroidi e catecolamine (falso aumento). Inoltre, la chinina può interagire con il succo di pompelmo che , inibendo il CYP450, può ridurre il metabolismo della chinina e aumentare la tossicità.

4.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza La chinina può causare effetti dannosi sulla gravidanza ( in particolare suscettibilità alla ipoglicemia iperinsulinemica e alla febbre emoglobinurica (vedere paragrafo 4.4)) e sul feto (in particolare, ipoplasia del nervo acustico e conseguente sordità). Tuttavia, occorre tenere conto della pericolosità della malaria in gravidanza (specialmente nell’ultimo trimestre). La chinina deve essere somministrata nei casi di assoluta necessità quando i benefici attesi superino i possibili rischi. Allattamento La chinina è escreta nel latte materno in concentrazioni inferiori a quelle plasmatiche; nei lattanti con carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi può causare emolisi grave.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli o sull’uso di macchinari

Chinina cloridrato compromette la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari a causa di possibili disturbi visivi (vedere paragrafo 4.8).

4.8 Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati della chinina organizzati secondo la classificazione s istemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Patologie cardiache Angina pectoris Torsione di punta Vasculiti Aritmie ventricolari Fibrillazione atriale Alterazioni della conduzione atrio-ventricolare Ipotensione grave ( conseguente ad infusione rapida) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eritema multiforme Eruzioni cutanee Edema facciale Angioedema (specialmente al volto) Arrossamento cutaneo transitorio Prurito Fotosensibilità Sudorazione eccessiva Necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell)

Porpora trombotica trombocitopenica Patologie endocrine Ipoglicemia Patologie gastrointestinali Disfagia Dolore epigastrico Dolori addominali Nausea Vomito Patologie del sistema emopoietico Trombocitopenia Leucopenia Pancitopenia Porfiria Emolisi Coagulopatia Coagulazione intravascolare disseminata Ipoprotrombinemia Metaemoglobinemia Mielosoppressione Agranulocitosi Patologie epatobiliari Epatotossicità (epatite colostatica) ed epatiti granulomatose Disturbi del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità Fotosensibilità Lupus anticoagulante Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Miastenia gravis Patologie del sistema nervoso Apprensione Confusione Emicrania, cefalea Agitazione, inquietudine Sincope Vertigini, convulsioni Patologie dell’occhio Visione dei colori anomala Vista annebbiata Diplopia Nistagmo Fotofobia Scotoma Disturbi della vista Restringimento del campo visivo Cecità notturna, cecità temporanea Midriasi. Raramente: cecità. Patologie dell’orecchio e del labirinto Ototossicità Tinnito Ipoacusia Sordità ( generalmente reversibile) Vertigini.

Patologie renali e urinarie Febbre emoglobinurica Sindrome uremico-emolitica Nefrite interstiziale Nefrotossicità Emoglobinuria. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Asma Infiltrato polmonare Depressione respiratoria Dispnea Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Cinconismo – la somministrazione di chinina può causare tossicità dose-dipendente caratterizzata da un tipico corteo sintomatologico (“cinconismo”). Nelle forme lievi è presente: tinnito, cefalea, nausea, disturbi visivi (ad esempio: offuscamento, scotomi, fotofobia, alterata percezione dei colori), vertigini, dispnea, febbre. Proseguendo il trattamento o dopo dosi singole elevate compaiono: manifestazioni gastrointestinali (vomito, dolore addominale, diarrea), cardiovascolari (arresto sinusale, ritmo giunzionale, blocco atrio-ventricolare, tachicardia e fibrillazione ventricolare), cutanee (cute calda e arrossata, eruzione cutanee), depressione respiratoria, confusione mentale, convulsioni e peggioramento dei disturbi della vista (compresa la cecità temporanea). Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione Reazioni di ipersensibilità - La reazione più frequentemente osservata è un arrossamento cutaneo accompagnato da intenso prurito generalizzato. Altre reazioni meno frequenti sono: eruzioni cutanee (orticarioidi, papulari, scarlattiniformi), angioedema (specialmente al volto), alterazioni ematologiche (incluse trombocitopenia e coagulazione intravascolare disseminata), insufficienza renale acuta e asma. Raramente: febbre emoglobinurica (“blackwater fever”) (vedere paragrafo 4.4). Altri - Febbre. Alterazioni del sito di somministrazione – La chinina è una sostanza molto irritante: dopo l’infusione endovenosa possono verificarsi tromboflebiti.

4.9 Sovradosaggio

Il sovradosaggio della chinina è associato con gravi complicazioni, incluso deficit visivo, ipoglicemia, aritmia cardiaca e morte. Il deficit visivo può andare dalla visione offuscata e deficit della percezione dei colori fino alla restrizione del campo visivo e cecità permanente. Il cinconismo si manifesta virtualmente in tutti i pazienti in sovradosaggio. I sintomi comprendono emicrania, nausea, vomito, dolore addominale, diarrea, tinnito, vertigini, deficit auditivo, sudorazione, visione offuscata, sordità, cecità, grave aritmia cardiaca, ipotensione e collasso cardiocircolatorio. La tossicità a carico del sistema nervoso centrale (sonnolenza, perdita di conoscenza, atassia, convulsioni, depressione respiratoria e coma) è stata segnalata in seguito a sovradosaggio di chinina così come edema polmonare e sindrome da distress respiratorio negli adulti. La maggior parte delle reazioni sono dose-correlate, tuttavia, alcune reazioni possono essere idiosincrasiche, con variabilità tra pazienti nella risposta agli effetti della chinina. Una dose letale di chinina non è stata ancora identificata; tuttavia, sono stati consegnati esiti fatali in seguito ad assunzione di 2-8 grammi negli adulti. La chinina, come la chinidina, ha caratteristiche antiaritmiche di classe I. La cardiotossicità della chinina è dovuta alla sua azione inotropa negativa e al suo effetto sulla conduzione cardiaca che causa una riduzione della frequenza di depolarizzazione e conduzione e un aumento del potenziale d’azione e del periodo refrattario. Variazioni dell’ECG sono state osservate con sovradosaggio di chinina e includono tachicardia sinusale,prolungamento del tratto PR, inversione della curva T, blocco di branca e prolungamento dell’intervallo QT. Per la sua attività alfa-bloccante, la chinina può causare ipotensione e peggioramento della depressione miocardica per diminuzione della pefusione coronarica. Il sovradosaggio di chinina è stato associato anche a ipotensione, shock cardiogenico e collasso circolatorio, aritmia ventricolare, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare, ritmo idioventricolare, torsione di punta, bradicardia e blocco atrioventricolare. La chinina è rapidamente assorbita e il tentativo di rimozione dallo stomaco per mezzo della lavanda gastrica può non essere efficace. Dosi multiple di carbone vegetale hanno diminuito le concentrazioni plasmatiche della chinina. La diuresi acida forzata, l’emodialisi, l’emoperfusione con colonna di carbone e scambi di plasma non sono st ati significativamente efficaci nell’aumentare l’eliminazione della chinina. L’acidificazione delle urine aumenta l’escrezione renale della chinina, ma in presenza di emoglobinuria aumenta il rischio di blocco renale.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmaco terapeutica: Antimalarici, codice ATC: P01BC01. La chinina è uno schizoonticida, con attività contro il Plasmodium vivax, Plasmodium malariae e Plasmodium falciparum. Il farmaco non è attivo contro gli sporozoiti o le forme pre-eritrocitarie di questi organismi. Gli effetti gametocidi valgono per il P. vivax e il P. malariae, ma non per il P.falciparum. il meccanismo d’azione della chinina non è stato ancora completamente chiarito. Il farmaco potrebbe intercalarsi tra le catene del DNA bloccando ne le attività oppure potrebbe interferire con l’uptake dell’ossigeno o con il metabolismo dei carboidrati. La chinina potrebbe anche aumentare il pH intracellulare. Nel muscolo scheletrico, la chinina aumenta il periodo di refrattarietà del muscolo e diminuisce l’eccitabilità della placca motoria. La risposta tensiva del muscolo a un singolo stimolo è aumentata. L’effetto netto è una riduzione dell’attività del muscolo scheletrico. La chinina ha effetti antipiretici, analgesici e ossitocici. Ha effetti cardiaci simili a quelli della chinidina che è uno stereoisomero della chinina.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento La massima concentrazione ematica dopo somministrazione orale viene raggiunta dopo 1-3,2 ore. In pazienti con insufficienza renale cronica e in soggetti con normale funzione renale, la massima concentrazione ematica dopo la somministrazione orale di 600 mg viene raggiunta rispettivamente dopo 4,5 ore e 1,6 ore. Biodisponibilità dopo somministrazione orale 76-88% Distribuzione La chinina si distribuisce rapidamente in tutto l’organismo (volume di distribuzione 1,80 – 3,61 l/kg in soggetti normali). Questo volume si riduce nelle forme acute di malaria (0,78 l/kg). Il 40% della chinina si concentra negli eritrociti. Il 90% circa della chinina nel plasma si lega alle proteine plasmatiche; la percentuale cresce nelle forme gravi di malaria, quando si concentrano nel plasma alti livelli di α-1-glicoproteine acide. Queste ultime neutralizzano la tossicità del dosaggio elevato e della somministrazione prolungata del farmaco, riducendo la sua frazione libera. La concentrazione delle α-1-glicoproteine acide diminuisce con il miglioramento delle condizioni del paziente, ma diminuisce anche la concentrazione di chinina, in seguito all’aumento del volume apparente di distribuzione e della clearance sistemica. La gravità dell’infezione malarica altera la farmacocinetica della chinina in particolare riducendo il volume di distribuzione apparente e la clearance sistemica; l’emivita del farmaco varia da 4,1 a 11,1 ore e si osserva un prolungamento nei pazienti anziani, nei pazienti con epatite e nei pazienti con insufficienza renale cronica. La chinina attraversa la barriera placentare. Metabolismo ed escrezione Il metabolismo della chinina è prevalentemente epatico e quantitativamente rilevante: solo il 20% di una dose viene escreto inalterato nelle urine; il resto viene ossidato a composti idrossilati, che vengono eliminati per via renale. I metaboliti identificati sono i derivati 2 o 6 idrossichinolinici e la 3 idrossichinina. Nelle urine si rilevano anche la chinina 10,11 epossido e la chinina 10,11 didrodiolo. Dopo somministrazione ripetuta non si verificano fenomeni di accumulo nell’organismo. Nelle forme di malaria, associate a compromissione epatica, il metabolismo della chinina può essere rallentato. L’escrezione renale che, oltre che per filtrazione glomerulare, sembra avvenire per secrezione tubulare, è aumentata dall’acidificazione dell’urina. Circa il 5% del farmaco è eliminato con le feci. Non vi sono ancora prove certe dell’esistenza di una circolazione entero-epatica. Piccole quantità di chinina si ritrovano nella bile e nella saliva. Emivita di eliminazione: 4,1 - 11,1 ore. In soggetti anziani, con epatite o con insufficienza renale cronica l’emivita di eliminazione va da 12 a 26 ore.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici hanno scarsa rilevanza clinica alla luce della vasta esperienza acquisita con l’uso del farmaco nell’uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Acqua per preparazioni iniettabili.

6.2 Incompatibilità

Il medicinale non deve essere miscelato con alcali.

6.3 Periodo di validità

36 mesi dalla data di preparazione.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nel confezionamento originale ben chiuso per proteggere il medicinale dalla luce. Il concentrato deve essere utilizzato immediatamente dopo l’apertura della fiala; dopo la diluizione il medicinale deve essere utilizzato immediatamente; l’eventuale residuo deve essere eliminato. Non utilizzare il concentrato se l’aspetto è alterato.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Fiale in vetro tipo I (borosilicato) da 2 ml, serigrafate, in colori distintivi per prodotto, ermeticamente sigillate con saldatura della punta per fusione del vetro.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Industria Farmaceutica Galenica Senese S.r.l.

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

1 fiala da 2 ml AIC 029833011 5 fiale da 2 ml AIC 029833023

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo autorizzazione:

Dicembre 1993/Dicembre 2003/Dicembre 2008

10. Data di revisione del testo:

Determinazione AIFA del 23 Dicembre 2010.

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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