EPIRUBICINA TEVA

L’epirubicina è utilizzata per il trattamento di: - tumore della mammella; - tumore dello stomaco; - l’epirubicina cloridrato è utilizzata anche per via endovescicale (direttamente nella vescica) nel trattamento del tumore della vescica in fase iniziale (superficiale) e per prevenire le ricadute del tumore della vescica dopo l’intervento chirurgico. L’epirubicina è spesso utilizzata contemporaneamente ad altri medicinali antitumorali (nei cosiddetti schemi polichemioterapici).

Usato per: tumore dello stomacocancro al seno

Principio attivo: EPIRUBICINA, EPIRUBICINA CLORIDRATO · ATC L01DB03 · TEVA ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
EPIRUBICINA*1 flaconcino 100 ml 2 mg/ml H 330,96 € — fornito dall'ospedale
EPIRUBICINA*1 flaconcino 25 ml 2 mg/ml H 81,18 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: EPIRUBICINA, EPIRUBICINA CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile o per infusione
Dosaggio: 2 mg/ml SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: TEVA ITALIA S.R.L.
Codice ATC: L01DB03
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· EPIRUBICINA AHCL - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· FARMORUBICINA - PFIZER ITALIA S.R.L.
· EPIRUBICINA HIKMA - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

L’epirubicina appartiene al gruppo dei citostatici (prodotti usati per combattere il cancro). L’epirubicina impedisce alle cellule tumorali di crescere ulteriormente, provocandone alla fine la morte.

L’epirubicina è utilizzata per il trattamento di:
- tumore della mammella;
- tumore dello stomaco;
- l’epirubicina cloridrato è utilizzata anche per via endovescicale (direttamente nella vescica) nel

trattamento del tumore della vescica in fase iniziale (superficiale) e per prevenire le ricadute del tumore della vescica dopo l’intervento chirurgico.

L’epirubicina è spesso utilizzata contemporaneamente ad altri medicinali antitumorali (nei cosiddetti schemi polichemioterapici).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non deve usare Epirubicina Teva - se è allergico all’epirubicina, a medicinali analoghi (chiamati antracicline o antracenedioni,

vedere sotto) o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6); - se sta allattando.

In base alla via di somministrazione , non dovrà usare Epirubicina Teva se si trova nelle seguenti situazioni:

Somministrazione endovenosa (in una vena):
- se in precedenza è stato trattato con alte dosi di altri medicinali antitumorali, incluse
doxorubicina e daunorubicina, che appartengono allo stesso gruppo di medicinali
dell’epirubicina cloridrato 2 mg/ml (chiamati antracicline). Questi agenti provocano effetti
indesiderati simili (inclusi quelli sul cuore);
- se soffre o ha sofferto di problemi cardiaci;
- se presenta un basso numero di cellule del sangue;

- se soffre di un grave disturbo della funzione del fegato;
- se soffre di un’infezione acuta in forma grave.

Somministrazione endovescicale (direttamente nella vescica):
- se il cancro è penetrato nella parete della vescica;
- se è presente un’infezione a carico delle vie urinarie;

- se sono presenti dolore o infiammazione alla vescica;
- se il medico ha problemi a inserire un catetere (tubicino) nella vescica;
- se nella vescica permane un notevole volume di urina dopo il tentativo di svuotamento;
- se le sue urine contengono sangue;
- se ha una vescica contratta.

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Epirubicina Teva:
- se è anziano o un bambino, a causa dell’aumentato rischio di gravi effetti indesiderati a livello
cardiaco. La sua funzione cardiaca verrà controllata prima e dopo il trattamento con epirubicina.
- se ha avuto problemi al cuore in passato o se li sta avendo attualmente. Deve informare il

-
medico. La dose di epirubicina dovrà essere modificata. Il medico controllerà a intervalli
regolari che il suo cuore stia funzionando correttamente.
se è stato trattato in precedenza con prodotti antitumorali (antracicline (come doxorubicina o
daunorubicina), antracenedionici o trastuzumab) o se è stato sottoposto a radioterapia alla
regione toracica, dato che il rischio di gravi effetti indesiderati a livello cardiaco è più elevato.
Informi il medico, visto che questo dato viene considerato per determinare la dose totale di
epirubicina che le sarà somministrata.
- se soffre di un disturbo al fegato o ai reni. Questo potrebbe provocare un aumento degli effetti
indesiderati. La funzione di reni e fegato sarà controllata periodicamente e, se necessario, la
dose sarà modificata.

- se desidera avere figli. Sia gli uomini sia le donne devono adottare misure contraccettive efficaci durante la terapia e per 6,5 mesi (donne) o 3,5 mesi (uomini) dopo la terapia. Ad entrambi, uomini e donne, si consiglia di richiedere una consulenza genetica (Vedere il paragrafo “Gravidanza, allattamento e fertilità”).

- se soffre di infezioni o emorragie. L’epirubicina può avere effetti sul midollo osseo. Il numero di globuli bianchi nel sangue sarà ridotto e ciò la renderà più predisposto alle infezioni (leucopenia). Le emorragie possono verificarsi con maggiore facilità (trombocitopenia). Questi effetti indesiderati sono di natura transitoria. La riduzione del numero di globuli bianchi è maggiore 10-14 giorni dopo la somministrazione e solitamente i livelli normali vengono ripristinati 21 giorni dopo la somministrazione. Il suo medico controllerà regolarmente il suo

sangue. - se è stato recentemente sottoposto o desidera sottoporsi a un qualsiasi tipo di vaccinazione.

Faccia particolare attenzione durante il trattamento con Epirubicina Teva: - verificare il livello di acido urico nel sangue. Il medico dovrà sottoporla a controlli a questo

riguardo. - se si formano coaguli di sangue nei suoi vasi sanguigni (tromboembolia) che possono portare a un’infiammazione delle vene (tromboflebite) o ostruzione dell’arteria polmonare (embolia polmonare)

- se ha una grave infiammazione o ulcere alla bocca.
- se avverte una sensazione di bruciore nel sito di somministrazione. Ciò potrebbe indicare che
l’epirubicina sta fuoriuscendo dal vaso sanguigno. Avverta il medico se questo si verifica.

Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia dell’epirubicina nei bambini non sono state stabilite. Altri medicinali e Epirubicina Teva Informi il medico o il farmacista se sta assumendo/prendendo, ha recentemente assunto/preso o potrebbe assumere/prendere qualsiasi altro medicinale.

Il termine “interazione” significa che i prodotti (medicinali) utilizzati contemporaneamente possono influenzare a vicenda i rispettivi effetti e/o effetti indesiderati. Una interazione si può verificare in caso di uso concomitante di questa soluzione con: - assunzione precedente o concomitante di altri prodotti correlati all’epirubicina (le cosiddette antracicline; ad esempio, gli agenti antitumorali mitomicina-C, dacarbazina, dactinomicina e ciclofosfamide), altri farmaci che possono influire sul cuore (ad esempio gli agenti antitumorali

5-fluorouracile, ciclofosfamide, cisplatino, taxani, trastuzumab) o bloccanti del canale del calcio (utilizzati per trattare la pressione alta del sangue o alcune condizioni cardiache); la pericolosità per il cuore può aumentare. È quindi necessario un monitoraggio particolarmente attento del cuore. - l’epirubicina può potenziare l’effetto delle radiazioni e anche dopo un certo periodo di tempo

dall’esposizione alle radiazioni può provocare gravi effetti indesiderati nell’area irradiata.
- paclitaxel e docetaxel (utilizzati per alcuni tipi di cancro); quando il paclitaxel è somministrato
prima dell’epirubicina o il docetaxel è somministrato immediatamente dopo l’epirubicina, la
quantità di epirubicina nel sangue aumenta, cosa che potrebbe provocare un aumento degli
effetti indesiderati.
- dexverapamil (utilizzato per trattare alcuni disturbi cardiaci); quando utilizzato insieme

-

- all’epirubicina, può avere un effetto negativo sul midollo osseo.

epatite). interferone α-2b (un prodotto utilizzato per alcuni tumori e linfomi, e per alcune forme di

chinina (un prodotto usato nel trattamento della malaria e per i crampi alle gambe); la chinina
può accelerare la distribuzione di epirubicina nel corpo, cosa che può avere un effetto negativo
sui globuli rossi.
- dexrazoxano (utilizzato a volte insieme alla doxorubicina per ridurre il rischio di problemi
cardiaci); il tempo di permanenza dell’epirubicina nell’organismo può essere ridotto, cosa che
potrebbe provocare una riduzione dell’effetto dell’epirubicina.
- cimetidina (utilizzato per ridurre l’acidità nello stomaco); la quantità di epirubicina nel sangue

aumenta, cosa che potrebbe provocare un aumento degli effetti indesiderati. - terapia precedente o concomitante con altri prodotti in grado di influire sul midollo osseo (per esempio altri antitumorali, sulfonamidi e cloramfenicolo (antibiotici), difenilidantoina (antiepilettico), derivati dell’amidopirina (antidolorifici), prodotti contro certi virus); la

formazione delle cellule del sangue può essere disturbata.
- prodotti che provocano insufficienza cardiaca.
- prodotti che influiscono sulla funzione del fegato; la degradazione dell’epirubicina tramite il
fegato potrebbe essere influenzata, cosa che può provocare una riduzione dell’effetto
dell’epirubicina o un aumento degli effetti indesiderati.
- vaccini vivi o vivi attenuati; esiste il rischio di una malattia con esito fatale, quindi tale

associazione è sconsigliata.

Epirubicina Teva con cibi e bevande Quando la somministrazione di epirubicina avviene in vescica, non beva nelle 12 ore precedenti la somministrazione.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima che le sia somministrato questo

medicinale.

Gravidanza e fertilità L’uso in gravidanza di epirubicina può causare danni al feto. Negli studi condotti su animali, l’epirubicina ha dimostrato di essere dannosa per il feto e di poter provocare deformità. È molto importante informare il proprio medico se è in corso una gravidanza o se si inizia una gravidanza durante il trattamento. Epirubicina Teva non deve essere utilizzata durante la gravidanza, a meno che il medico non ritenga che il trattamento immediato con epirubicina sia assolutamente necessario. Se si instaura una gravidanza durante la terapia con epirubicina, si raccomanda una consulenza genetica. Alcuni report riferiti a donne in gravidanza, indicano che l’epirubicina è stata associata a

problemi cardiaci nei neonati e nei nascituri, inclusa morte fetale.

Le donne in età fertile devono usare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e per almeno 6,5 mesi dopo l’ultima dose. Gli uomini in terapia con epirubicina devono usare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e per almeno 3,5 mesi dopo l’ultima dose. Il trattamento con epirubicina può causare infertilità. Prima del trattamento, sia gli uomini che le

donne devono chiedere consiglio sulla preservazione della fertilità. L’epirubicina può causare assenza del ciclo mestruale o menopausa precoce in donne in premenopausa.

Allattamento al seno Non è noto se l’epirubicina sia escreta nel latte materno. Si raccomanda di interrompere l’allattamento

durante la terapia con Epirubicina Teva e per almeno 7 giorni dopo l’ultima dose.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Dato che molte persone riferiscono una forte nausea o episodi di vomito durante la terapia, si sconsiglia di mettersi alla guida di veicoli e di utilizzare macchinari.

Epirubicina Teva contiene sodio Questo medicinale contiene 18 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per flaconcino da 5 ml. Questo equivale a 0,9 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto. Questo medicinale contiene 35 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per flaconcino da 10 ml. Questo equivale a 1,8 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto. Questo medicinale contiene 89 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per flaconcino da 25 ml. Questo equivale a 4,4 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto.

Questo medicinale contiene 266 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per flaconcino da 75 ml. Questo equivale a 13,3 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto. Questo medicinale contiene 354 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per flaconcino

da 100 ml. Questo equivale a 17,7 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto.

Come usarlo

Epirubicina Teva le sarà somministrata unicamente sotto la supervisione di un medico specializzato in questo tipo di terapia. Se ha qualsiasi dubbio, consulti il medico o il farmacista.

Durante la somministrazione di epirubicina, il medico eseguirà degli esami del sangue. Servono per valutare l’effetto del medicinale. Il medico eseguirà anche dei test per verificare la funzionalità

cardiaca. Sia l’esame del sangue che i test della funzionalità cardiaca sono eseguiti prima e durante il trattamento con epirubicina.

La dose che le viene somministrata dipende dal tipo di cancro, dalle sue condizioni di salute, dalla sua

età, dalla funzione del fegato e dagli altri medicinali che sta assumendo.

Somministrazione per vena (somministrazione endovenosa) In base alle sue condizioni di salute generali e agli eventuali trattamenti precedenti si determina lo schema posologico, prendendo in considerazione anche la sua altezza e il suo peso. Le quantità indicate nello schema posologico sono espresse come numero di milligrammi per metro quadrato di superficie corporea. Questo medicinale sarà somministrato mediante iniezione endovenosa di 3-5 minuti oppure mediante infusione endovenosa della durata di 30 minuti al massimo. Se si somministra solo epirubicina cloridrato, quindi senza altri medicinali antitumorali, la dose consigliata è pari a 60-90 mg/m² di superficie corporea. Questa dose viene somministrata in un’unica

volta oppure distribuita in 2-3 giorni consecutivi. La somministrazione va ripetuta ogni 21 giorni. In caso di associazione con altri agenti antitumorali, la dose deve essere ridotta. La somministrazione avviene mediante un catetere o una seconda via di infusione continua di soluzione fisiologica o glucosio (soluzione contenente zucchero). Dosi più elevate possono essere somministrate per il trattamento del carcinoma mammario (100-120 mg/m² di superficie corporea).

Somministrazione attraverso la vescica (somministrazione endovescicale) Il prodotto può essere somministrato direttamente nella vescica (per il trattamento del tumore della vescica) mediante un catetere. Se si adotta questo metodo, occorre evitare di assumere qualsiasi liquido nelle 12 ore precedenti la terapia, in modo tale da impedire che l’urina possa diluire troppo il

medicinale. Il medicinale dissolto va trattenuto in vescica per almeno 1-2 ore dopo la somministrazione. Occasionalmente si dovrà cambiare posizione per assicurarsi che il medicinale raggiunga tutte le parti della vescica. Quando si svuota la vescica dopo la somministrazione del medicinale, assicurarsi che l’urina non entri in contatto con la pelle. In caso di contatto lavare con cura il sito usando acqua e sapone, senza strofinare.

Se usa più Epirubicina Teva di quanto deve del Dato che questo medicinale è somministrato da personale medico, il rischio di sovradosaggio è improbabile. Può interessare il cuore, ridurre il numero delle cellule del sangue e causare effetti gastrointestinali tossici (principalmente mucosite). Potrebbe notare ulcere nella bocca. Se sospetta che le sia stata somministrata una quantità eccessiva di Epirubicina Teva, contatti immediatamente il medico.

Se dimentica di usare Epirubicina Teva Dato che questo medicinale è somministrato da personale medico, è improbabile che si verifichi la

dimenticanza di una dose. Se ha qualsiasi dubbio, consulti il medico.

Se interrompe il trattamento con Epirubicina Teva

Consulti il medico.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Si può prevedere che oltre il 10% dei pazienti trattati manifestino effetti indesiderati. Gli effetti

indesiderati più comuni sono una diminuzione delle cellule del sangue (mielosoppressione), effetti indesiderati gastrointestinali, perdita di appetito (anoressia), perdita di capelli (alopecia) e infezione.

Inoltre, possono manifestarsi, i seguenti effetti indesiderati:

Molto comuni: possono interessare più di 1 persona su 10
- infezione
- infiammazione dell’occhio (congiuntivite o cheratite)
- diminuzione della produzione delle cellule del sangue (soppressione del midollo osseo; che
provoca una carenza di globuli bianchi, globuli rossi, piastrine), che determina una maggiore
sensibilità alle infezioni e febbre, anemia, lividi e sanguinamento quando ci si ferisce
- vampate di calore, arrossamento delle vene (flebiti)
- nausea e vomito (spesso compaiono entro le prime 24 ore (in quasi tutti i pazienti)),
infiammazione delle membrane mucose della bocca (stomatite), infiammazione delle membrane
mucose (mucosite; può comparire da 5 a 10 giorni dopo l’inizio del trattamento), diarrea con

conseguente disidratazione
- perdita di capelli (alopecia, nel 60-90% dei casi trattati. Negli uomini comporta una scarsa
crescita della barba. L’alopecia è dose-dipendente e in gran parte dei casi reversibile)
- lesioni della pelle
- colorazione rossa delle urine per 1-2 giorni dopo la somministrazione.
- assenza del ciclo mestruale (amenorrea)

- sensazione di malessere generale, febbre
- cambi nei livelli di alcuni enzimi (transaminasi).
- infiammazione della vescica (cistite), talvolta con sanguinamento, dopo somministrazione
endovescicale.

Comuni: possono interessare fino a 1 persona su 10
- perdita di appetito (anoressia), disidratazione
- ridotta funzionalità del cuore che ha come risultato la congestione del sangue (insufficienza
cardiaca congestizia), insufficienza cardiaca (dispnea, accumulo di liquidi in tutto il corpo
(edema), ingrossamento del fegato, accumulo di liquido nella cavità addominale (ascite),
accumulo di liquido nei polmoni (edema polmonare), versamento pleurico, ritmo del cuore

anormale (ritmo di galoppo)), aumento della frequenza del battito cardiaco con origine nelle
camere inferiori del cuore (tachicardia ventricolare), diminuzione della frequenza cardiaca
(brachicardia), interruzione della trasmissione dell’impulso cardiaco (blocco atrioventricolare,
blocco di branca)
- diminuzione della frazione di sangue pompata da un ventricolo con ciascun battito del cuore
(frazione di eiezione diminuita)
- sanguinamento (emorragia), arrossamento della pelle (vampate)
- infiammazione della mucosa dell’esofago (esofagite, dolore addominale, erosione e ulcere nel
tratto gastrointestinale
- rash della pelle, forte prurito, alterazioni della pelle

- colorazione più scura della pelle e delle unghie (iperpigmentazione)
- rossore al sito di infusione, brividi
- reazioni locali come sensazione di bruciore e frequente urgenza ad urinare sono state osservate
dopo somministrazione nella vescica.

Non comune: possono interessare fino a 1 persona su 100
- infezione del sangue (sepsi), infezione polmonare (polmonite)
- alcune forme di cancro del sangue (leucemia linfocitica acuta [LLA]), leucemia mieloide acuta
secondaria [LMA])
- infiammazione vascolare con la formazione di un coagulo di sangue, spesso avvertito come un

cordone doloroso e piuttosto duro con la pelle sovrastante arrossata (tromboflebite).
- formazione di coaguli di sangue (embolismo, embolismo arterioso), tra cui la formazione di
coaguli di sangue nei polmoni (embolismo polmonare, in casi isolati con esito fatale)
- sanguinamento nel tratto gastrointestinale
- eruzione cutanea con formazione di piccoli rigonfiamenti (orticaria), arrossamento della pelle

(eritema) - sensazione di debolezza (astenia)

Raro: possono interessare fino a 1 persona su 1.000

- reazione allergica grave e immediata (reazione anafilattica/anafilattoide) con o senza shock,
inclusi eruzione cutanea e prurito; febbre e brividi
- incremento dei livelli ematici di acido urico (iperuricemia)
- capogiri
- cardiotossicità (come ad es. alterazioni dell’ECG, aritmie, malattia del muscolo cardiaco
(cardiomiopatia))
- carenza di spermatozoi nello sperma (azospermia)
- febbre (molto alta)

Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili - infezione del sangue e shock (shock settico) come conseguenza di una diminuzione della

produzione di cellule del sangue (mielosoppressione)
- sanguinamento, carenza di ossigeno nei tessuti
- un certo disturbo dei nervi (neuropatia periferica), mal di testa
- shock
- disturbo addominale, erosione della membrana mucosa orale, ulcerazione della bocca, dolore
del cavo orale, sensazione di bruciore della membrana mucosa, sanguinamento della bocca

(emorragia della bocca), colorazione della cavità buccale (pigmentazione buccale)
- sensibilità alla luce (fotosensibilità) o reazioni allergiche in caso di radiazioni (reazioni da
richiamo di radiazioni)
- incremento della quantità di proteine nelle urine (proteinuria) nei pazienti che sono stati trattati
con alte dosi

- dolore locale, grave infiammazione del tessuto cellulare (cellulite), morte del tessuto (necrosi tissutale), ispessimento o indurimento delle pareti venose (flebosclerosi) dopo accidentale iniezione fuori dalla vena

Somministrazione e ndovescicale (nella vescica): Gli effetti indesiderati gravi che riguardano il corpo in generale e le reazioni allergiche sono rare in caso di somministrazione endovescicale di Epirubicina Teva 2 mg/ml.

Segnalazione di effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi Epirubicina Teva dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare in frigorifero (2-8°C). Conservare e trasportare in frigorifero. Non congelare.

Dopo la prima apertura, il prodotto va usato immediatamente.

La stabilità chimica e fisica durante l’uso è la seguente:

Sacca Viaflo (non-PVC) Frigorifero Temperatura ambiente 2-8°C 15-25°C, luce ambiente Sodio cloruro 0,9% iniettabile 28 giorni 14 giorni Glucosio al 5% iniettabile 28 giorni 28 giorni

Siringa in polipropilene Frigorifero Temperatura ambiente 152-8°C 25°C, luce ambiente Sodio cloruro 0,9% iniettabile 28 giorni 14 giorni Glucosio al 5% iniettabile 28 giorni 7 giorni Non diluito 28 giorni 14 giorni Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente. Se non utilizzato immediatamente, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell’uso sono sotto la responsabilità dell’utilizzatore e, di norma, non dovrebbero superare le 24 ore a 2-8°C.

La conservazione della soluzione iniettabile in frigorifero può determinare la gelificazione del prodotto. Questo prodotto gelificato ritorna a uno stato leggermente viscoso e quindi a uno stato normale dopo 2-4 ore di equilibrazione a temperatura ambiente controllata (15-25°C).

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Epirubicina Teva

- Il principio attivo è l’epirubicina cloridrato; 1 ml contiene 2 mg di epirubicina cloridrato.
- Gli altri ingredienti sono sodio cloruro, acido cloridrico e acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di Epirubicina Teva e contenuto della confezione Epirubicina Teva 2 mg/ml è un medicinale sotto forma di soluzione limpida, di colore rosso, iniettabile o per infusione. È disponibile in flaconcini di vetro per iniezioni contenenti 5 ml (10 mg),

infusione. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 10 ml (20 mg), 25 ml (50 mg), 75 ml (150 mg) o 100 ml (200 mg) di soluzione iniettabile o per

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 - 20123 Milano

Produttore Pharmachemie B.V. - Swensweg 5 - PO Box 552 -2003 RN Haarlem, Paesi Bassi

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo e nel Regno Unito (Irlanda del Nord) con le seguenti denominazioni:

Belgium EPIRUBICINE TEVA 2 mg/ml Denmark Epirubicin Teva solution for injection or infusion France EPIRUBICINE TEVA CLASSICS 2 mg/ml, solution injectable ou pour perfusion Germany Epi Teva 2 mg/ml Injektionslösung oder Infusionslösung Greece Epirubicin HCl / PCH, ενέσιμο διάλυμα ή διάλυμα για έγχυση 2 mg/ml

Hungary Epirubicin-Teva 2mg/ml oldatos injekció vagy infúzió Italy Epirubicina Teva 2 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione Luxembourg EPIRUBICINE TEVA 2 mg/ml Netherlands Epirubicine HCl Pharmachemie 2 mg/ml oplossing voor injectie of intraveneuze infusie.

Norway Epirubicin Teva 2 mg/ml injeksjons/infusjonsvæske, oppløsning Portugal Epirrubicina Teva Solução injectável ou para perfusão Slovenia Epirubicin Teva 2 mg/ml, raztopina za injiciranje ali infundiranje Spain Epirubicina Teva 2mg/ml solución para inyección ó perfusión EFG

Sweden Epirubicin Teva 2 mg/ml injektions/infusionsvätska, lösning United Kingdom (Northern Ireland) Epirubicin 2mg/ml solution for injection or infusion

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il: Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:

GUIDA ALLA PREPARAZIONE PER L’UTILIZZO DI EPIRUBICINA TEVA 2 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE

__________________________________________________________________________

È importante leggere l’intero contenuto di questa procedura prima della preparazione di Epirubicina Teva 2 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione.

1. FORMULAZIONE

Epirubicina cloridrato 2 mg per ml di soluzione iniettabile o per infusione. Eccipienti: sodio cloruro acido cloridrico per la regolazione del pH

acqua per preparazioni iniettabili

2. PRECAUZIONI PARTICOLARI PER LA CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (2°C-8°C). Conservare e trasportare in frigorifero. Non congelare.

La stabilità chimica e fisica durante l’uso è la seguente: Sacca Viaflo (non-PVC) Frigorifero Temperatura ambiente 2-8°C 15-25°C, luce ambiente Sodio cloruro 0,9% iniettabile 28 giorni 14 giorni Glucosio al 5% iniettabile 28 giorni 28 giorni Siringa in polipropilene Frigorifero Temperatura ambiente 2-8°C 15-25°C, luce ambiente

Sodio cloruro 0,9% iniettabile 28 giorni 14 giorni Glucosio al 5% iniettabile 28 giorni 7 giorni Non diluito 28 giorni 14 giorni

Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se non utilizzato immediatamente, i tempi di conservazione in uso e le condizioni pre-uso sono sotto la responsabilità dell’utilizzatore e, di norma, non dovrebbero superare le 24 ore a 2-8°C.

La conservazione della soluzione iniettabile in frigorifero può determinare la gelificazione del prodotto. Questo prodotto gelificato passa a uno stato leggermente viscoso e quindi a uno stato

normale dopo 2-4 ore di equilibrazione a temperatura ambiente controllata (15-25°C).

3. NATURA E CONTENUTO DEL CONTENITORE

Epirubicina Teva 2 mg/ml è disponibile in flaconcini in vetro incolore di tipo 1 con tappo in gomma

bromobutilica, sigillo in alluminio e chiusura a scatto, contenenti rispettivamente 5 ml, 10 ml, 25 ml, 75 ml e 100 ml di soluzione iniettabile o per infusione.

Ogni confezione contiene 1 solo flaconcino.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

4. INCOMPATIBILITÁ Il contatto a lungo termine con soluzioni alcaline deve essere evitato, dato che potrebbe provocare idrolisi. Epirubicina Teva 2 mg/ml non deve essere mescolata con eparina, a causa di una possibile precipitazione.

Questo medicinale non deve essere mescolato con altri medicinali eccetto che con NaCl 0,9% soluzione, glucosio 5% soluzione o acqua sterile.

5. RACCOMANDAZIONI PER UNA MANIPOLAZIONE SICURA

Se è necessario preparare una soluzione per infusione, tale compito deve essere svolto da personale

addestrato e in condizioni asettiche controllate.

La preparazione di una soluzione per infusione va effettuata in un’area asettica dedicata.

Il personale che lavora con Epirubicina Teva deve indossare guanti protettivi, occhiali di sicurezza e

mascherina.

Epirubicina Teva non contiene conservanti e di conseguenza è da considerarsi un prodotto monouso. Dopo l’uso, il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alle norme previste per gli agenti citostatici. Vedere anche il paragrafo “Smaltimento”.

È possibile inattivare il prodotto medicinale versato o fuoriuscito con sodio ipoclorito 1% soluzione o semplicemente con un tampone fosfato (pH >8) fino alla decolorazione della soluzione. Tutti i materiali utilizzati per la pulizia devono essere smaltiti secondo quanto descritto nel paragrafo “Smaltimento”.

Le donne in gravidanza devono evitare il contatto con gli agenti citostatici. Le escrezioni e il vomito devono essere puliti con cautela.

Un flaconcino danneggiato deve essere trattato con le stesse precauzioni e deve essere considerato un

rifiuto contaminato. I rifiuti contaminati devono essere stoccati in contenitori appositi adeguatamente contrassegnati. Vedere il paragrafo “Smaltimento”.

6. PREPARAZIONE DELLA SOLUZIONE

L’epirubicina è destinata esclusivamente all’uso endovenoso o endovescicale.

6.1 Preparazione per la somministrazione endovenosa

Epirubicina Teva 2 mg/ml può essere diluita con NaCl 0,9% soluzione o con glucosio 5% soluzione ed

essere somministrata per via endovenosa. La soluzione deve essere preparata immediatamente prima dell’uso.

È consigliabile che la soluzione rossa, che deve essere limpida e trasparente, venga iniettata mediante il catetere di una infusione endovenosa continua di soluzione fisiologica o di glucosio 5% nell’arco di

30 minuti al massimo (a seconda della dose e del volume dell’infusione). L’ago deve essere adeguatamente inserito in vena. Questo metodo riduce il rischio di trombosi e di stravaso, che potrebbero provocare grave cellulite e necrosi. In caso di stravaso occorre interrompere immediatamente la somministrazione. L’iniezione in vene di piccole dimensioni e iniezioni ripetute

nella stessa vena possono provocare sclerosi venosa.

Per il trattamento con una dose elevata, epirubicina può essere somministrata come bolo endovenoso nell’arco di 3-5 minuti o come infusione della durata massima di 30 minuti.

6.2 Preparazione per la somministrazione endovescicale Per la somministrazione endovescicale, Epirubicina Teva 2 mg/ml deve essere diluita con NaCl 0,9% soluzione o con acqua sterile. La concentrazione della diluizione deve essere pari a 0,6-1,6 mg/ml.

Tabella di diluizione per le soluzioni da instillare in vescica

Dose Volume di Volume di diluente, acqua Volume totale necessaria di epirubicina cloridrato sterile preparazioni dell’instillazione in epirubicina 2 mg/ml iniettabile iniettabili o soluzione salina vescica cloridrato sterile allo 0,9% 30 mg 15 ml 35 ml 50 ml

50 mg 25 ml 25 ml 50 ml 80 mg 40 ml 10 ml 50 ml

7. SMALTIMENTO

Il medicinale non utilizzato, tutti i materiali usati nella preparazione e nella somministrazione o entrati in contatto con epirubicina cloridrato in qualsiasi modo devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

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Domande frequenti su EPIRUBICINA TEVA

Come si usa EPIRUBICINA TEVA?

EPIRUBICINA TEVA si presenta in forma di Soluzione iniettabile o per infusione e si somministra per via endovenosa, intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

EPIRUBICINA TEVA è disponibile senza ricetta?

No, EPIRUBICINA TEVA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di EPIRUBICINA TEVA?

Il principio attivo di EPIRUBICINA TEVA è EPIRUBICINA, EPIRUBICINA CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di EPIRUBICINA TEVA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: EPIRUBICINA AHCL, FARMORUBICINA, EPIRUBICINA HIKMA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce EPIRUBICINA TEVA?

EPIRUBICINA TEVA è prodotto da TEVA ITALIA S.R.L..

Da quando EPIRUBICINA TEVA è autorizzato in Italia?

EPIRUBICINA TEVA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2009-07-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Epirubicina Teva 2 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni ml di soluzione iniettabile o per infusione contiene 2 mg di Epirubicina cloridrato - 1 flaconcino da 5 ml di soluzione contiene 10 mg di Epirubicina cloridrato - 1 flaconcino da 10 ml di soluzione contiene 20 mg di Epirubicina cloridrato - 1 flaconcino da 25 ml di soluzione contiene 50 mg di Epirubicina cloridrato - 1 flaconcino da 75 ml di soluzione contiene 150 mg di Epirubicina cloridrato - 1 flaconcino da 100 ml di soluzione contiene 200 mg di Epirubicina cloridrato Eccipiente con effetti noti: 1 ml di soluzione iniettabile o per infusione contiene 3,5 mg di sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile o per infusione. Soluzione limpida di colore rosso.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Epirubicina Teva è utilizzata nel trattamento di un ampio spettro di patologie neoplastiche, incluse: - carcinoma mammario - carcinoma gastrico Se somministrata per via endovescicale, l’epirubicina ha evidenziato effetti benefici nel trattamento di: - carcinoma papillare a cellule transizionali della vescica - carcinoma in situ - profilassi endovescicale delle recidive del carcinoma superficiale della vescica in seguito a resezione transuretrale. Epirubicina Teva può essere utilizzato nell’ambito di schemi polichemioterapici.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia – Somministrazione endovenosa È consigliabile che la soluzione rossa, che deve essere limpida e trasparente, sia iniettata mediante il catetere di una infusione endovenosa continua di soluzione fisiologica o di glucosio 5% nell’arco di 30 minuti al massimo (a seconda della dose e del volume dell’infusione). L’ago deve essere adeguatamente inserito in vena. Questo metodo riduce il rischio di trombosi e di stravaso, che potrebbero provocare grave cellulite e necrosi. In caso di stravaso occorre interrompere immediatamente la somministrazione. L’iniezione in vene di piccole dimensioni e iniezioni ripetute nella stessa vena possono provocare sclerosi venosa.

Dose usuale (carcinoma gastrico) Se l’epirubicina cloridrato è usata in monoterapia, la dose consigliata per gli adulti è 60-90 mg/m2 di superficie corporea. L’epirubicina cloridrato deve essere iniettata per via endovenosa nell’arco di 3-5 minuti. Questa dose è somministrata come dose singola o distribuita nell’arco di 2-3 giorni consecutivi. Questa dose viene ripetuta con un intervallo di 21 giorni. Nello schema posologico devono essere tenute in considerazione le condizioni emato-midollari del paziente. Se si osservano segni di tossicità, incluse neutropenia/febbre neutropenica e trombocitopenia (che possono persistere al giorno 21), possono essere necessari la modifica della dose o il differimento della dose successiva. Chemioterapia combinata: Quando l’epirubicina cloridrato è utilizzata in associazione con altri prodotti antiblastici, la dose deve essere ridotta di conseguenza. La dose comunemente utilizzata nel carcinoma gastrico è di 50 mg/m2 . Alte dosi (carcinoma mammario) L’epirubicina in monoterapia ad alte dosi per il trattamento del carcinoma mammario deve essere somministrata attenendosi al seguente regime posologico: Per il trattamento ad alte dosi, l’epirubicina può essere somministrata come bolo endovenoso nell’arco di 3-5 minuti oppure mediante un’infusione della durata massima di 30 minuti. Nella terapia adiuvante di pazienti affette da carcinoma mammario allo stadio precoce con linfonodi positivi, sono raccomandate dosi di epirubicina cloridrato da 100 mg/m2 (in un’unica dose il giorno 1) a 120 mg/m2 (in due dosi distinte i giorni 1 e 8) ogni 3-4 settimane per via endovenosa, in associazione con ciclofosfamide e 5-fluorouracile per via endovenosa, e tamoxifene per via orale. Per i pazienti con funzione ridotta del midollo osseo dovuta a chemioterapia o radioterapia precedenti, all’età o a un’infiltrazione neoplastica nel midollo osseo, si raccomandano dosi inferiori (60-75 mg/m2 per il trattamento abituale e 105-120 mg/m2 per il trattamento ad alte dosi) oppure il differimento della dose successiva. La dose completa per ciascun ciclo può essere distribuita nell’arco di 2-3 giorni consecutivi. Gruppi particolari di pazienti Pazienti anziani Si raccomanda di ridurre la dose nei pazienti anziani. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia dell’epirubicina nei bambini non sono state accertate. Compromissione della funzione epatica L’escrezione dell’epirubicina avviene principalmente per via epatica. Nei pazienti con disturbi della funzione epatica, la dose deve essere ridotta secondo quanto indicato sotto, per evitare un aumento della tossicità generale: Bilirubina sierica AST (aspartato aminotrasferasi) Riduzione della dose 1,4-3 mg/100 ml 2-4 volte il limite superiore della norma Riduzione della dose del 50% > 3 mg/100 ml > 4 volte il limite della norma Riduzione della dose del 75% Compromissione della funzione renale Un’insufficienza renale moderata non impone alcuna riduzione della dose, considerata la quantità limitata di epirubicina escreta per questa via. Comunque, nei pazienti con una grave insufficienza renale (creatinina sierica > 450 µmol/l) è raccomandata la riduzione della dose.

Posologia - Uso endovescicale Per le istruzioni in merito alla diluizione del prodotto prima della somministrazione, vedere il paragrafo 6.6. È possibile somministrare Epirubicina Teva per via endovescicale per il trattamento del carcinoma superficiale della vescica e del carcinoma in situ, nonché a scopo profilattico per prevenire le recidive in seguito a resezione transuretrale. Il medicinale non deve essere somministrato per via endovescicale per il trattamento dei tumori invasivi che sono penetrati nella parete della vescica; in queste situazioni risultano più adeguate la terapia sistemica o l’intervento chirurgico. Si utilizzano vari schemi posologici. Le istruzioni seguenti possono essere utilizzate come linee guida: Carcinoma superficiale della vescica: lavaggio settimanale della vescica con 50 mg/50 ml (diluiti con soluzione fisiologica o acqua sterile) per 8 settimane. Si consiglia una riduzione a 30 mg per 50 ml in caso di tossicità locale (cistite chimica). Carcinoma in situ: fino a 80 mg/50 ml (a seconda della tollerabilità del paziente). Profilassi delle recidive in seguito a resezione transuretrale: somministrazione 1 volta alla settimana per 4 settimane di una dose di 50 mg/50 ml, seguita da 1 instillazione mensile per 11 mesi della stessa dose. Tabella di diluizione per le soluzioni da instillare in vescica Dose necessaria di epirubicina cloridrato Volume di iniezione di epirubicina cloridrato 2 mg/ml Volume di diluente, acqua sterile per iniezioni o soluzione salina sterile allo 0,9% Volume totale dell’instillazio ne in vescica 30 mg 15 ml 35 ml 50 ml 50 mg 25 ml 25 ml 50 ml 80 mg 40 ml 10 ml 50 ml La soluzione deve essere trattenuta in vescica per 1-2 ore. Per evitare una diluizione eccessiva con l’urina, si deve ordinare al paziente di non assumere alcun liquido nelle 12 ore precedenti l’instillazione. Durante l’installazione, il paziente deve essere girato di tanto in tanto e deve essere avvertito di urinare solo alla fine del periodo di instillazione. Modo di somministrazione L’epirubicina è destinata esclusivamente all’uso per via endovenosa o endovescicale. L’epirubicina non deve essere somministrata per via sottocutanea o intramuscolare. Il prodotto deve essere diluito per la somministrazione endovescicale (vedere paragrafo 6.6.).

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, o ad altre antracicline o antracenedioni. - Allattamento Uso endovenoso - mielosoppressione persistente - insufficienza epatica grave - insufficienza miocardica grave (compresa insufficienza del miocardio di 4° grado, attacco cardiaco acuto e precedente attacco cardiaco che abbia determinato insufficienza del miocardio di 3° e 4° grado, cardiopatie infiammatorie acute) - infarto miocardico recente - angina pectoris instabile - cardiomiopati

4 - aritmie gravi - pazienti con infezioni sistemiche acute - precedenti trattamenti con dosi cumulative massime di epirubicina cloridrato e/o altre antracicline e antracenedioni (vedere il paragrafo 4.4) Uso endovescicale - infezioni delle vie urinarie - infiammazione della vescica - ematuria - tumori invasivi penetranti la vescica - problemi di cateterizzazione - ampio volume di urina residua - vescica contratta

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Generali – L’epirubicina deve essere somministrata soltanto sotto la supervisione di medici qualificati esperti nell’uso della terapia citotossica. L’epirubicina non deve essere somministrata per via sottocutanea o intramuscolare. Il trattamento iniziale richiede un attento monitoraggio basale di vari parametri di laboratorio e della funzionalità cardiaca. Se l’epirubicina è somministrata come infusione continua, ciò va fatto preferibilmente tramite catetere venoso centrale. I pazienti devono recuperare dalle tossicità acute (come stomatiti, mucositi, neutropenia, trombocitopenia e infezioni generalizzate) del precedente trattamento citotossico prima di iniziare il trattamento con epirubicina. Mentre il trattamento con alte dosi di epirubicina cloridrato (es., ≥90 mg/m2 ogni 3-4 settimane) causa eventi avversi generalmente simili a quelli osservati a dosi standard (<90 mg/m2 ogni 3-4 settimane), la gravità della neutropenia e della stomatite/mucosite può essere aumentata. Il trattamento con alte dosi di epirubicina cloridrato richiede particolare attenzione per le possibili complicanze cliniche dovute a mielosoppressione profonda. Funzionalità cardiaca – La cardiotossicità è un rischio del trattamento con antraciclina che può manifestarsi con eventi precoci (ovvero acuti) o tardivi (ovvero ritardati). Implica una riduzione permanente della tensione QRS, un prolungamento al di fuori dei limiti normali dell’intervallo di tempo sistolico (PEP/LVET) e una riduzione della frazione di eiezione del ventricolo sinistro. La diagnosi clinica precoce di insufficienza cardiaca indotta da agenti citostatici è essenziale per il successo del trattamento con digitale, diuretici, vasodilatatori periferici, dieta a basso contenuto di sodio e sufficiente riposo a letto. Pertanto, il monitoraggio cardiaco dei pazienti sottoposti a trattamento con epirubicina è estremamente importante ed è consigliabile valutare la funzionalità cardiaca mediante tecniche non-invasive. Eventi precoci (ovvero acuti). La cardiotossicità precoce dell’epirubicina consiste principalmente in tachicardia sinusale e/o anomalie dell’elettrocardiogramma (ECG) come alterazioni non specifiche delle onde ST-T. Sono state riferite anche tachiaritmie, incluse contrazioni ventricolari premature, tachicardia ventricolare e bradicardia nonché blocco atrioventricolare e il blocco di branca. Solitamente questi effetti non predicono il successivo sviluppo di una cardiotossicità ritardata, raramente sono di importanza clinica e generalmente non costituiscono un motivo valido per interrompere il trattamento con epirubicina. Eventi tardivi (ovvero ritardati)

La cardiotossicità ritardata insorge solitamente tardi nel corso della terapia con epirubicina oppure nel giro di 2-3 mesi dalla conclusione del trattamento, ma sono stati riferiti anche eventi più tardivi (da molti mesi ad anni dopo il completamento del trattamento). La cardiomiopatia ritardata si manifesta con ridotta frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF) e/o segni e sintomi di insufficienza cardiaca congestizia (CHF) come dispnea, edema polmonare, edema dipendente, cardiomegalia ed epatomegalia, oliguria, ascite, versamento pleurico e ritmo di galoppo. L’insufficienza cardiaca congestizia (CHF) potenzialmente fatale rappresenta la forma più grave di cardiomiopatia indotta da antracicline e costituisce la tossicità che limita le dosi cumulative del medicinale. Il rischio di sviluppare CHF aumenta rapidamente con dosi cumulative totali di epirubicina cloridrato superiori a 900 mg/m2 o dosi cumulative inferiori nei pazienti sottoposti a precedente terapia radiante dell’area mediastinale; tale dose cumulativa può essere superata solo con estrema cautela (vedere il paragrafo 5.1). La funzionalità cardiaca deve essere valutata prima di iniziare il trattamento con epirubicina e deve essere attentamente monitorata (mediante ECG, ecocardiografia o misura nucleare della frazione di eiezione (mediante angiografia radionuclidica)) per tutta la durata della terapia in modo da minimizzare il rischio di comparsa di compromissione cardiaca grave. Tale rischio può essere ridotto con un monitoraggio regolare della LVEF durante il trattamento e l’immediata sospensione dell’epirubicina al comparire del primo segno di compromissione della funzionalità. I metodi quantitativi indicati per il controllo regolare della funzionalità cardiaca (valutazione della LVEF) comprendono l’angiografia con radionuclidi multi-gated (MUGA) o l’ecocardiografia (ECO). La valutazione della funzionalità cardiaca basale con elettrocardiogramma, MUGA scan o ecocardiografia (ECO) è raccomandata soprattutto nei pazienti con fattori di rischio per un’aumentata cardiotossicità. La valutazione ripetuta della LVEF mediante MUGA o ecocardiografia (ECO) deve essere effettuata soprattutto per dosi cumulative elevate di antracicline. La tecnica di monitoraggio utilizzata deve essere coerente durante tutto il periodo di follow-up. Dato il rischio di cardiomiopatia, una dose cumulativa di 900 mg/m2 di epirubicina cloridrato può essere superata solo con estrema cautela. I fattori di rischio per la tossicità cardiaca comprendono una malattia cardiovascolare in atto o silente, una radioterapia precedente o concomitante sull’area mediastinica/pericardica, un precedente trattamento con altre antracicline o antracenedioni e l’uso concomitante di medicinali che sopprimono la contrattilità cardiaca o di farmaci cardiotossici (ad es. il trastuzumab) con rischio maggiore negli anziani (vedere il paragrafo 4.5). Nei pazienti che ricevevano trastuzumab in monoterapia o in combinazione con antracicline, come l’epirubicina, è stato osservato scompenso cardiaco (di classe II – IV secondo la classificazione della New York Heart Association). Questo poteva essere di grado da moderato a grave ed è stato associato a morte. Generalmente il trastuzumab e le antracicline, come l’epirubicina, non devono essere usati in combinazione, eccetto che in studi clinici ben controllati con monitoraggio cardiaco. I pazienti che hanno precedentemente assunto antracicline sono inoltre a rischio di cardiotossicità quando trattati con trastuzumab, tuttavia il rischio è inferiore rispetto al trattamento concomitante con trastuzumab e antracicline. L’emivita riportata del trastuzumab è variabile. Trastuzumab può permanere in circolo fino a 7 mesi dopo l’interruzione del trattamento. I pazienti che ricevono un trattamento con antracicline, come l’epirubicina, dopo l’interruzione della terapia con trastuzumab possono presentare un rischio aumentato di cardiotossicità. Se possibile, i medici devono evitare la terapia a base di antracicline fino a 7 mesi dopo l’interruzione del trattamento con trastuzumab. Se sono state usate le antracicline, come l’epirubicina, la funzionalità cardiaca del paziente deve essere attentamente monitorata. Se durante la terapia con trastuzumab a seguito di una terapia con epirubicina insorge una insufficienza cardiaca sintomatica, questa deve essere trattata con le terapie standard convenzionali. La funzionalità cardiaca deve essere attentamente monitorata nei pazienti che assumono dosi cumulative elevate e in quelli con fattori di rischio. Anche i pazienti anziani, bambini e quelli con anamnesi di cardiopatia presentano un maggior rischio di cardiotossicità.

Tuttavia, la cardiotossicità con epirubicina può comparire a dosi cumulative inferiori, a prescindere che i fattori di rischio cardiaco siano presenti o meno. Ci sono state segnalazioni sporadiche di eventi cardiotossici fetali e/o neonatali, inclusa morte fetale, a seguito dell’esposizione in utero all’epirubicina (vedere paragrafo 4.6). È probabile che la tossicità dell’epirubicina e di altre antracicline o antracenedioni sia additiva. Tossicità ematologica - Come per altri agenti citotossici, l’epirubicina può indurre mielosoppressione. I profili ematologici dovrebbero essere valutati prima e durante ciascun ciclo di terapia con epirubicina, includendo la conta differenziale dei leucociti (WBC). Una leucopenia e/o granulocitopenia (neutropenia) reversibile e dose-dipendente è la principale manifestazione della tossicità ematologica dell’epirubicina ed è la più comune tossicità acuta dose-limitante di questo medicinale. Leucopenia e neutropenia sono generalmente più gravi per gli schemi a dosaggio elevato, raggiungono il nadir solitamente tra i 10 ed i 14 giorni successivi alla somministrazione del medicinale; generalmente sono solo transitorie e la conta dei WBC/neutrofili torna ai valori normali entro 21 giorni. Possono inoltre verificarsi trombocitopenia e anemia. Le conseguenze cliniche della mielosoppressione grave comprendono febbre, infezioni, sepsi/setticemia, shock settico, emorragia, ipossia tissutale o decesso. Leucemia secondaria – Sono stati riportati casi di leucemia secondaria, con o senza fase preleucemica, nei pazienti trattati con antracicline, inclusa l’epirubicina. La leucemia secondaria è più comune quando questi medicinali vengono somministrati in associazione con agenti antineoplastici che danneggiano il DNA, in associazione con la radioterapia, quando i pazienti sono stati pesantemente pretrattati con farmaci citotossici o quando le dosi di antracicline sono state aumentate. Queste leucemie possono avere un periodo di latenza che varia da 1 a 3 anni (vedere il paragrafo 5.1). Gastrointestinali – L’epirubicina è emetogena. Una mucosite/stomatite di solito compare immediatamente dopo l’inizio della somministrazione del medicinale e, se grave, può evolvere in pochi giorni in ulcerazioni della mucosa. – Il recupero da questi eventi avversi avviene per la maggior parte dei pazienti entro la terza settimana di terapia. Funzionalità epatica – La maggior via di eliminazione dell’epirubicina è il sistema epatobiliare. Prima e durante il trattamento con epirubicina si raccomanda di valutare i livelli di bilirubina sierica totale, fosfatasi alcalina, ALT e AST. – Nei pazienti con valori di bilirubina o AST elevati si può manifestare una clearance ridotta del farmaco con un aumento della tossicità globale. In questi pazienti si raccomanda la somministrazione di dosi inferiori (vedere i paragrafi 4.2 e 5.2). I pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica non devono assumere epirubicina (vedere il paragrafo 4.3). Funzionalità renale - Prima e durante la terapia deve essere valutata la creatinina sierica. Un adeguamento della dose è necessario nei pazienti con creatinina sierica >5 mg/dL (vedere il paragrafo 4.2). Effetti al sito di iniezione - L’iniezione in un piccolo vaso o iniezioni precedenti effettuate nella stessa vena possono determinare flebosclerosi. Il rischio di flebite/tromboflebite al sito di iniezione può essere ridotto seguendo le modalità di somministrazione consigliate (vedere il paragrafo 4.2). Stravaso – Lo stravaso dell’epirubicina durante l’iniezione endovenosa può determinare dolore locale, lesioni tissutali gravi (comparsa di vesciche, cellulite grave) e necrosi. Se durante la somministrazione endovenosa dell’epirubicina dovessero comparire segni o sintomi di stravaso, l’infusione del medicinale deve essere interrotta immediatamente. L’effetto avverso dello stravaso delle antracicline può essere prevenuto o ridotto dall’uso immediato di un trattamento specifico come il dexrazoxano (consultare le istruzioni per l’uso). Il dolore del paziente può essere alleviato raffreddando la zona e mantenendola fresca, applicando acido ialuronico e dimetilsulfossido (DMSO). Nel periodo di tempo successivo il paziente deve essere attentamente monitorato, in quanto dopo diverse settimane dallo stravaso può comparire necrosi ed è opportuno consultare un chirurgo plastico per un’eventuale escissione.

Altro – Come per altri agenti citotossici, coincidentalmente all’uso di epirubicina sono stati riportati fenomeni di tromboflebite e tromboembolici, inclusa embolia polmonare (in alcuni casi fatale). Sindrome da lisi tumorale – L’epirubicina può determinare iperuricemia come conseguenza dell’esteso catabolismo delle purine associato alla rapida lisi delle cellule tumorali indotta dal medicinale (sindrome da lisi tumorale). I livelli ematici di acido urico, potassio, calcio fosfato e creatinina devono essere valutati dopo l’inizio del trattamento. L’idratazione, l’alcalinizzazione delle urine e la profilassi con allopurinolo per prevenire l’uricemia possono minimizzare le potenziali complicanze della sindrome da lisi tumorale. Effetti immunosoppressori/Aumentata suscettibilità alle infezioni - La somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati in pazienti immunocompromessi dagli agenti chemioterapici inclusa l’epirubicina può determinare infezioni gravi o fatali (vedere il paragrafo 4.5). Nei pazienti in trattamento con epirubicina deve essere evitata la vaccinazione con vaccini vivi. Possono essere somministrati vaccini ad agente ucciso o inattivato; tuttavia la risposta a tali vaccini può essere ridotta. Sistema riproduttivo: L’epirubicina può causare genotossicità. Uomini e donne in terapia con epirubicina devono adottare contraccettivi idonei. I pazienti che dopo il completamento della terapia desiderano avere dei bambini devono essere inviati al consulto genetico, se opportuno e disponibile (vedere il paragrafo 4.6). Avvertimenti aggiuntivi e precauzioni per altre vie di somministrazione Via endovescicale – La somministrazione di epirubicina può causare sintomi di cistite chimica (come disuria, poliuria, nicturia, stranguria, ematuria, disagio vescicale, necrosi della parete vescicale) e costrizione vescicale. Particolare attenzione va riservata ai problemi di cateterizzazione (es. ostruzione uretrale causata da grossi tumori endovescicali). Via endoarteriosa – La somministrazione endoarteriosa di epirubicina (embolizzazione arteriosa transcatetere per le terapie locali o regionali del carcinoma epatocellulare primario o delle metastasi epatiche) può causare (oltre a tossicità sistemica qualitativamente simile a quella osservata dopo la somministrazione endovenosa di epirubicina) eventi locali o regionali che comprendono ulcere gastroduodenali (probabilmente dovute al reflusso dei medicinali nell’arteria gastrica) e restringimento dei dotti biliari dovuto alla colangite sclerosante indotta dal medicinale. Questa modalità di somministrazione può causare estesa necrosi del tessuto perfuso. Eccipienti Sodio Questo medicinale contiene 18 mg di sodio per flaconcino da 5 ml equivalente a 0,9 % dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Questo medicinale contiene 35 mg di sodio per flaconcino da 10 ml equivalente a 1,8 % dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Questo medicinale contiene 89 mg di sodio per flaconcino da 25 ml equivalente a 4,4 % dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Questo medicinale contiene 266 mg di sodio per flaconcino da 75 ml equivalente a 13,3 % dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Questo medicinale contiene 354 mg di sodio per flaconcino da 100 ml equivalente a 17,7 % dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

L’epirubicina è usata principalmente in associazione con altri farmaci citotossici. La tossicità aggiuntiva può manifestarsi in particolare con effetti sul midollo osseo/ematologici e gastrointestinali (vedere il paragrafo 4.4). L’uso dell’epirubicina nella chemioterapia combinata con altri farmaci potenzialmente cardiotossici (ad es. 5-fluorouracile, ciclofosfamide, tassani, cisplatino) o una radioterapia concomitante (o precedente) sull’area mediastinica, nonché l’utilizzo concomitante di altri composti cardioattivi (es. bloccanti dei canali del calcio), richiede il monitoraggio della funzionalità cardiaca durante tutto il trattamento. L’epirubicina è ampiamente metabolizzata dal fegato. Alterazioni della funzione epatica indotte da terapie concomitanti possono influenzare il metabolismo, la farmacocinetica, l’efficacia terapeutica e/o la tossicità dell’epirubicina (vedere il paragrafo 4.4). Le antracicline inclusa l’epirubicina non devono essere somministrate in associazione con altri agenti cardiotossici, a meno che la funzionalità cardiaca del paziente non sia attentamente monitorata. I pazienti che assumono antracicline dopo l’interruzione del trattamento con altri agenti cardiotossici, specialmente quelli con emivite lunghe come trastuzumab, possono essere ad aumentato rischio di sviluppare una cardiotossicità. L’emivita di trastuzumab è variabile e può rimanere in circolazione fino a 7 mesi. Pertanto, se possibile, i medici devono evitare la terapia a base di antracicline per un periodo massimo di 7 mesi dopo l’interruzione del trastuzumab. Se le antracicline sono usate prima di questo tempo, si raccomanda un attento monitoraggio della funzionalità cardiaca. Nei pazienti che assumono epirubicina va evitata la vaccinazione con vaccini vivi. Possono invece essere somministrati vaccini morti o inattivati; tuttavia, la risposta a tali vaccini può essere diminuita. Cimetidina 400 mg due volte al giorno somministrata prima dell’epirubicina cloridrato 100 mg/m2 ogni 3 settimane causa un aumento del 50% dell’AUC dell’epirubicina e un incremento del 41% dell’AUC dell’epirubicinolo (quest’ultimo p<0,05). L’AUC del 7-deossi-doxorubicinolo aglicone e il flusso ematico epatico non erano ridotti, ne consegue che i risultati di cui sopra non sono imputabili alla ridotta attività del citocromo P-450. La cimetidina deve essere sospesa durante il trattamento con epirubicina Se somministrato prima dell’epirubicina, il paclitaxel può causare aumentate concentrazioni plasmatiche di epirubicina immodificata e dei relativi metaboliti, laddove questi ultimi non sono tuttavia né tossici né attivi. In uno studio, la tossicità ematologica è stata maggiore quando paclitaxel era stato somministrato prima dell’epirubicina rispetto a dopo l’epirubicina. La cosomministrazione di paclitaxel o docetaxel non ha influenzato la farmacocinetica dell’epirubicina quando l’epirubicina era somministrata prima del tassano. Questa associazione può essere usata se si usa la somministrazione sfalsata dei due agenti. L’infusione di epirubicina e paclitaxel deve essere eseguita con un intervallo di almeno 24 ore tra i 2 agenti. Il dexverapamil può alterare la farmacocinetica dell’epirubicina ed eventualmente potenziarne gli effetti depressivi sul midollo osseo. Uno studio ha riscontrato che docetaxel può aumentare le concentrazioni plasmatiche dei metabolici dell’epirubicina, se somministrato immediatamente dopo l’epirubicina. Il chinino può accelerare la distribuzione iniziale dell’epirubicina dal sangue nei tessuti e può avere un’influenza sul partizionamento dei globuli rossi dell’epirubicina. La somministrazione concomitante di interferone α2b può causare una riduzione sia dell’emivita dell’eliminazione terminale che della clearance totale dell’epirubicina. La possibilità di marcati disturbi dell’ematopoiesi deve essere tenuta presente con un (pre)trattamento con medicazioni che influenzano il midollo osseo (es. agenti citostatici, sulfonamide, cloramfenicolo, difenildantoina, derivati dell’amidopirina, agenti antiretrovirali).

Si può avere aumentata mielosoppressione in pazienti che ricevono una terapia combinata di antracicline e dexrazoxano. Popolazione pediatrica Studi di interazione sono stati condotti solo negli adulti.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi all’uso di epirubicina in donne in gravidanza sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Epirubicina Teva non deve essere utilizzata durante la gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con epirubicina. Evitare l’uso di epirubicina durante il primo trimestre. I dati disponibili sull’uomo non accertano la presenza o l’assenza di gravi difetti alla nascita e aborto spontaneo correlati all’uso di eprirubicina durante il secondo e terzo trimestre. A seguito dell’esposizione in utero all’ epirubicina durante il secondo e/o terzo trimestre, sono stati riportati casi sporadici di ipocinesia ventricolare transitoria fetale e/o neonatale, aumento transitorio degli enzimi cardiaci, e morte fetale per sospetta cardiotossicità indotta da antracicline (vedere paragrafo 4.4). Monitorare il feto e/o il neonato per valutare la cardiotossicità ed eseguire test coerenti con gli standard di cure. Allattamento Non è noto se l’epirubicina venga escreta nel latte materno. Dato che molti medicinali, incluse altre antracicline, vengono escreti nel latte umano e date le potenziali reazioni avverse gravi da epirubicina nei neonati allattati al seno, le madri devono essere informate della necessità di interrompere l’allattamento durante il trattamento con epirubicina e per almeno 7 giorni dopo l’ultima dose. Fertilità L’epirubicina può indurre un danno cromosomale negli spermatozoi umani. Gli uomini sottoposti a trattamento con epirubicina devono chiedere consiglio sulla conservazione dello sperma, data la possibilità di infertilità irreversibile, causata dalla terapia. L’epirubicina può causare amenorrea o menopausa precoce in donne in premenopausa. Donne in età fertile/Contraccezione per uomini e donne Le donne in età fertile devono essere avvisate di evitare una gravidanza durante il trattamento e di usare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e per almeno 6,5 mesi dopo l’ultima dose. Gli uomini in trattamento con epirubicina devono essere avvisati di utilizzare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per almeno 3,5 mesi dopo l’ultima dose.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

L’effetto dell’epirubicina sulla capacità di guidare veicoli o sull’uso di macchinari non è stato valutato in maniera sistematica. Tuttavia, l’epirubicina può provocare episodi di nausea e vomito che possono temporaneamente compromettere la capacità di guidare veicoli o utilizzare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e riportati durante il trattamento con epirubicina con le seguenti frequenze: Molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1.000 a <1/100); raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Si può prevedere che oltre il 10% dei pazienti trattati manifestino effetti indesiderati. Gli effetti indesiderati più comuni sono mielosoppressione, effetti indesiderati gastrointestinali, anoressia, alopecia, infezione. Sistema organico Frequenza Effetti indesiderati Infezioni ed infestazioni Molto comune Infezione, congiuntivite Non comune Sepsi*, polmonite* Non nota Shock setticoa , celluliteb Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Non comune Leucemia linfocitica acuta,leucemia mieloide acutac Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune Mielosoppressione (leucopenia, granulocitopenia e neutropenia, anemia, trombocitopenia e neutropenia febbrile) Non nota Emorragia e ipossia tissutale conseguenti alla mielosoppressione Disturbi del sistema immunitario Raro Anafilassi* d Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune Anoressia, disidratazione* Raro Iperuricemia* (vedere il paragrafo 4.4) Patologie del sistema nervoso Raro Capogiri Non nota Neuropatia perifericae , cefalea Patologie dell’occhio Molto comune Cheratite Patologie cardiache Comune Insufficienza cardiaca congestizia, (dispnea, edema, epatomegalia, ascite, edema polmonare, versamenti pleurici, ritmo di galoppo), tachicardia ventricolare, bradicardia, blocco AV, blocco di branca Raro Cardiotossicità (ad es. anomalie dell’ECG, aritmie, cardiomiopatia) Patologie vascolari Molto comune Vampate di calore, flebite* Comune Emorragia*, vampate* Non comune Embolia*, embolia arteriosa*, tromboflebite Non nota Shock* Patologie respiratorie,toraciche e mediastiniche Non comune Embolia polmonare* f Patologie gastrointestinali Molto comune Nausea e vomitog , stomatite, mucositeh , diarreai Comune Dolore gastrointestinale*, erosione gastrointestinale*, esofagite, ulcera gastrointestinale* Non comune Emorragia gastrointestinale* Non nota Disturbo addominale, erosione della mucosa orale, ulcerazione della bocca, dolore del cavo orale, sensazione di bruciore della mucosa, emorragia della bocca, e pigmentazione buccale* Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Alopeciaj , tossicità della pelle Comune Rash/prurito, pigmentazione delle unghie*, alterazioni cutanee, iperpigmentazione della pelle* Non comune Orticaria*, eritema* Non nota Fotosensibilità*

Patologie renali e urinarie Molto comune Cromaturia* k Non nota Proteinurial Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Molto comune Amenorrea Raro Azoospermia Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Malessere,piressia* Comune Eritema in sede di infusione, brividi* Non comune Astenia. Raro Iperpiressia Non nota Dolore locale, necrosi tissutale, flebosclerosim Esami diagnostici Molto comune Alterazioni dei livelli delle transaminasi Comune Frazione di eiezione ridotta Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Molto comune Cistite chimica* # (talvolta emorragica) Non nota Ipersensibilità della pelle irradiata (reazione da richiamo di radiazioni)* * effetti indesiderati individuati nell’esperienza post-marketing # dopo somministrazione endovescicale (vedere paragrafo 4.4) a può essere una conseguenza della mielosoppressione b ad es. gravi lesioni tissutali c con o senza una fase pre-leucemica, in pazienti trattati con epirubicina in combinazione con agenti antineoplastici che danneggiano il DNA. Queste leucemie hanno una latenza breve (1-3 anni). d reazioni anafilattiche/anafilattoidi con o senza shock, comprese eruzioni cutanee, prurito, febbre e brividi e ad alte dosi f in casi isolati con esito fatale g si verificano spesso entro le prime 24 ore (in quasi tutti i pazienti), h può verificarsi da 5 a 10 giorni dopo l’inizio del trattamento i che può provocare disidratazione j nel 60-90% dei casi trattati. Negli uomini comporta una scarsa crescita della barba. L'alopecia è dosedipendente e nella maggior parte dei casi reversibile k colorazione rossa delle urine per 1-2 giorni dopo la somministrazione l nei pazienti trattati con alte dosi m dopo iniezione accidentale paravenosa Somministrazione endovescicale Dato che solo una quantità minima di principio attivo è riassorbita dopo instillazione endovescicale, le reazioni avverse sistemiche gravi nonché le reazioni allergiche al medicinale sono rare. Sono comunemente segnalate reazioni locali come sensazione di bruciore e minzione frequente (pollachiuria). Occasionalmente sono state riferite cistite batterica o chimica (vedere il paragrafo 4.4). Queste ADR sono per lo più reversibili. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Il sovradosaggio acuto con epirubicina causa mielosoppressione grave (principalmente leucopenia e trombocitopenia), effetti tossici gastrointestinali (principalmente mucosite) e complicanze cardiache acute. Durante questo periodo sono richiesti trasfusioni di sangue e isolamento in camera sterile. Insufficienza cardiaca latente è stata osservata per le antracicline da diversi mesi a diversi anni dopo il completamento del trattamento (vedere il paragrafo 4.4). I pazienti devono essere attentamente monitorati. Se compaiono segni di insufficienza cardiaca, devono essere trattati in conformità alle linee guida convenzionali.

Trattamento Sintomatico. L’epirubicina non può essere rimossa a mezzo dialisi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antracicline e sostanze correlate. Codice ATC: L01DB03 Il meccanismo d’azione dell’epirubicina dipende dalla sua capacità di formare complessi con il DNA. Studi sperimentali su colture cellulari hanno dimostrato che l’epirubicina penetra rapidamente nella cellula ed è rintracciabile nel nucleo, dove inibisce la sintesi dell’acido nucleico e la mitosi. L’attività dell’epirubicina è stata confermata in via sperimentale per molti tumori, fra i quali leucemie L1210 e P388, sarcoma SA 180 (forma solida e ascitica), melanoma B16, carcinoma mammario, carcinoma del polmone di Lewis e carcinoma colon-rettale 38; è stato inoltre accertato un effetto sui tumori umani trapiantati in topi nudi atimici (melanoma e carcinoma mammario, del polmone, prostatico e ovarico).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Nei pazienti con una funzione epatica e renale normale, il livello plasmatico di epirubicina cala dopo una iniezione endovenosa di 60-150 mg/m² di epirubicina cloridrato in modo tri-esponenziale, con una prima fase molto rapida e un’ultima fase lenta con un’emivita media di circa 40 ore. Queste dosi rientrano nei limiti della linearità farmacocinetica per quanto concerne sia i valori di clearance plasmatica sia il metabolismo. Gli studi di distribuzione condotti sui ratti hanno dimostrato che l’epirubicina non attraversa la barriera ematoencefalica. Gli elevati valori della clearance plasmatica dell’epirubicina (0,9 l/minuto) e i lenti metodi di eliminazione indicano un ampio volume di distribuzione. Biotrasformazione I principali metaboliti identificati sono l’epirubicinolo (13-OH epirubicina) e i glucoronidi di epirubicina e di epirubicinolo. La 4-O-glucoronidazione distingue l’epirubicina dalla doxorubicina e può spiegare la più rapida eliminazione dell’epirubicina e la sua ridotta tossicità. I livelli plasmatici del più importante metabolita, l’epirubicinolo, sono sempre inferiori rispetto a quelli del prodotto immodificato e procedono praticamente paralleli. Eliminazione Circa il 9-10% della dose somministrata è escreto nell’urina entro 48 ore. L’epirubicina viene escreta principalmente per via epatica; circa il 40% della dose somministrata è rintracciabile nella bile entro 72 ore. Un disturbo della funzione epatica provoca l’innalzamento dei livelli plasmatici e rende necessaria la riduzione della dose.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

In seguito a somministrazioni ripetute di epirubicina, gli organi bersaglio del ratto, del coniglio e del cane sono stati il sistema emolinfopoietico, il tratto GI, i reni, il fegato e gli organi riproduttivi. L’epirubicina ha dimostrato cardiotossicità nel ratto, nel coniglio e nel cane. L’epirubicina, come altre antracicline, ha evidenziato effetti mutageni, genotossici, embriotossici e carcinogeni nel ratto. Studi perie post-natali condotti sul ratto indicano effetti avversi sulla progenie a dosi cliniche. Non è noto se l’epirubicina sia escreta nel latte materno.

Non sono state rilevate malformazioni nei ratti e nei conigli, ma, come altre antracicline e agenti citotossici, l’epirubicina deve essere ritenuta potenzialmente teratogena. Gli studi condotti su animali indicano che l’epirubicina presenta un indice terapeutico più favorevole e una tossicità cardiaca e sistemica inferiore rispetto a doxorubicina. Uno studio di tolleranza locale su ratti e topi ha dimostrato che lo stravaso di epirubicina provoca necrosi tissutale.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Sodio cloruro Acido cloridrico per la regolazione del pH Acqua per preparazioni iniettabili

6.2 Incompatibilità

Il contatto a lungo termine con soluzioni alcaline deve essere evitato, dato che potrebbe provocare idrolisi. Epirubicina Teva 2 mg/ml non deve essere mescolata con eparina, a causa di una possibile precipitazione. Questo medicinale non deve essere mescolato con altri medicinali, ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

6.3 Periodo di validità

2 anni Epirubicina Teva 2 mg/ml può essere diluita con NaCl 0,9% soluzione o con glucosio 5% soluzione ed essere somministrata per endovena. Per la somministrazione endovescicale, il prodotto deve essere diluito con NaCl 0,9% soluzione o con acqua sterile. La stabilità chimica e fisica durante l’uso è la seguente: Sacca Viaflo (non-PVC) Frigorifero 2-8°C Temperatura ambiente 15-25°C, luce ambiente Sodio cloruro 0,9% iniettabile 28 giorni 14 giorni Glucosio al 5% iniettabile 28 giorni 28 giorni Siringa in polipropilene Frigorifero 2-8°C Temperatura ambiente 15-25°C, luce ambiente Sodio cloruro 0,9% iniettabile 28 giorni 14 giorni Glucosio al 5% iniettabile 28 giorni 7 giorni Non diluito 28 giorni 14 giorni Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se non utilizzato immediatamente, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell’uso sono sotto la responsabilità dell’utilizzatore e, di norma, non dovrebbero superare le 24 ore a 2-8°C.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2-8°C). Conservare e trasportare in frigorifero. Non congelare.

Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito e per la conservazione dopo l’apertura, vedere il paragrafo 6.3. La conservazione della soluzione iniettabile in frigorifero può determinare la gelificazione del prodotto. Questo prodotto gelificato passa a uno stato leggermente viscoso e quindi a uno stato normale dopo 2-4 ore di equilibrazione a temperatura ambiente controllata (15-25°C)

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Epirubicina Teva è disponibile in flaconcini in vetro incolore di tipo 1 con tappo in gomma bromobutilica, sigillo in alluminio e chiusura a scatto, contenenti rispettivamente 5 ml, 10 ml, 25 ml, 75 ml e 100 ml di soluzione iniettabile o per infusione. Ogni confezione contiene 1 solo flaconcino. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Se è necessario preparare una soluzione per infusione, tale compito deve essere svolto da personale addestrato e in condizioni asettiche controllate. La preparazione di una soluzione per infusione deve essere effettuata in un’area asettica dedicata. Il personale che lavora con Epirubicina Teva deve indossare guanti protettivi, occhiali di sicurezza e mascherina. Epirubicina Teva può essere diluita con NaCl 0,9% soluzione o con glucosio 5% soluzione ed essere somministrata per endovena. La soluzione deve essere preparata immediatamente prima dell’uso. Per la somministrazione endovescicale, il prodotto deve essere diluito con NaCl 0,9% soluzione o con acqua sterile. La concentrazione della diluizione deve essere pari a 0,6-1,6 mg/ml. Epirubicina Teva non contiene conservanti e di conseguenza è da considerarsi un prodotto monouso. Dopo l’uso, il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alle norme previste per gli agenti citostatici. Vedere anche il paragrafo “Smaltimento”. È possibile inattivare il prodotto medicinale versato o fuoriuscito con sodio ipoclorito 1% soluzione o semplicemente con una soluzione tamponata con fosfato (pH>8) fino alla decolorazione della soluzione. Tutti i materiali utilizzati per la pulizia vanno smaltiti secondo quando descritto nel paragrafo “Smaltimento”. Le donne in gravidanza devono evitare il contatto con gli agenti citostatici. Le escrezioni e il vomito vanno puliti con cautela. Un flaconcino danneggiato va trattato con le stesse precauzioni e va considerato un rifiuto contaminato. I rifiuti contaminati vanno stoccati in contenitori appositi adeguatamente contrassegnati. Vedere il paragrafo “Smaltimento”. Smaltimento Il medicinale non utilizzato, tutti i materiali usati nella preparazione e nella somministrazione o entrati in contatto con l’epirubicina in qualsiasi modo devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 - 20123 Milan

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8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

AIC: 039000017 – “2 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione” 1 flaconcino da 5 ml AIC: 039000029 – “2 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione” 1 flaconcino da 10 ml AIC: 039000031 – “2 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione” 1 flaconcino da 25 ml AIC: 039000043 – “2 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione” 1 flaconcino da 75 ml AIC: 039000056 – “2 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione” 1 flaconcino da 100 ml

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 16 luglio 2009 Data del rinnovo più recente: 17 febbraio 2014

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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