FINGOLIMOD VIVANTA

FINGOLIMOD VIVANTA FINGOLIMOD VIVANTA è utilizzato negli adulti e nei bambini e adolescenti (10 anni di età e oltre) per il trattamento della sclerosi multipla (SM) recidivante-remittente, in particolare in: - Pazienti che non hanno risposto alla terapia con un trattamento per la SM oppure - Pazienti con SM grave ad evoluzione rapida. FINGOLIMOD VIVANTA non cura la SM, ma aiuta a ridurre il numero di ricadute e a rallentare la progressione della disabilità fisica causata dalla SM. Che cos’è la sclerosi multipla La SM è una malattia cronica che colpisce il sistema nervoso centrale (SNC), che…

Usato per: sclerosi multipla

Principio attivo: FINGOLIMOD CLORIDRATO, FINGOLIMOD · ATC L04AE01 · VIVANTA GENERICS S.R.O.

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Prezzo e rimborsabilità

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Principio attivo: FINGOLIMOD CLORIDRATO, FINGOLIMOD
Forma farmaceutica: Capsula rigida
Dosaggio: 0,5 MG CAPSULE RIGIDE
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: VIVANTA GENERICS S.R.O.
Codice ATC: L04AE01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· FINGOLIMOD TECNIGEN - TECNIMEDE - SOCIEDADE TECNICO-MEDICINAL, SA
· FINGOLIMOD ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· FINGOLIMOD AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· FINGOLIMOD MYLAN ITALIA - MYLAN S.P.A.
· MULFINYA - MYLAN S.P.A.
· FINGOLIMOD EG - EG S.P.A.
· FINGOLIMOD SUN - SUN PHARMACEUTICAL INDUSTRIES (EUROPE) B.V.
· FINGOLIMOD ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· LOGNIF - TEVA ITALIA S.R.L.
· FINGOLIMOD HCS - HCS BV
· FINGOLIMOD PHARMATHEN - PHARMATHEN S.A.
· GOLPIMEC - NEURAXPHARM ITALY S.P.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Contenuto della confezione e altre informazioni

Cos’è FINGOLIMOD VIVANTA e a cosa serve FINGOLIMOD VIVANTA contiene il principio attivo fingolimod. A cosa serve FINGOLIMOD VIVANTA FINGOLIMOD VIVANTA è utilizzato negli adulti e nei bambini e adolescenti (10 anni di età e oltre) per il trattamento della sclerosi multipla (SM) recidivante-remittente, in particolare in: - Pazienti che non hanno risposto alla terapia con un trattamento per la SM oppure

- Pazienti con SM grave ad evoluzione rapida.

FINGOLIMOD VIVANTA non cura la SM, ma aiuta a ridurre il numero di ricadute e a rallentare la progressione della disabilità fisica causata dalla SM.

Che cos’è la sclerosi multipla La SM è una malattia cronica che colpisce il sistema nervoso centrale (SNC), che comprende il cervello e il midollo spinale. Nella SM l’infiammazione distrugge la guaina protettiva (chiamata mielina) che riveste i nervi nel SNC e impedisce ai nervi di funzionare correttamente. Questo processo è chiamato demielinizzazione.

La SM recidivante-remittente è caratterizzata da attacchi recidivanti (ricadute) di sintomi neurologici che riflettono uno stato infiammatorio del sistema nervoso centrale. I sintomi variano da paziente a

paziente, ma solitamente implicano difficoltà a camminare, intorpidimento, disturbi della vista o dell’equilibrio. I sintomi di una ricaduta possono scomparire completamente quando la ricaduta è finita, ma alcuni disturbi possono persistere.

Come funziona FINGOLIMOD VIVANTA FINGOLIMOD VIVANTA aiuta a proteggere il sistema nervoso dagli attacchi del sistema

immunitario, riducendo la capacità di alcuni globuli bianchi (linfociti) di circolare liberamente all'interno del corpo e impedendo loro di raggiungere il cervello e il midollo spinale. Questo limita il danneggiamento dei nervi causato dalla SM. FINGOLIMOD VIVANTA riduce anche alcune delle reazioni immunologiche del corpo.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda FINGOLIMOD VIVANTA - se ha una risposta immunitaria ridotta (a causa di una sindrome da immunodeficienza, di una malattia o di medicinali che deprimono il sistema immunitario).

- se il medico sospetta che possa avere una rara infezione cerebrale chiamata leucoencefalopatia
multifocale progressiva (PML) o se la PML è stata confermata.
- se ha una grave infezione in corso o una infezione cronica in corso come ad esempio epatite o
tubercolosi.
- se ha un cancro in fase attiva.
- se soffre di gravi problemi al fegato.

- se, negli ultimi 6 mesi, ha avuto un attacco cardiaco, angina, ictus o avvisaglia di un ictus o
certi tipi di insufficienza cardiaca.
- se ha certi tipi di battito cardiaco irregolare o anomalo (aritmia), inclusi i pazienti nei quali
l’elettrocardiogramma (ECG) mostra un intervallo QT prolungato prima di iniziare il trattamento
con FINGOLIMOD VIVANTA.

- se sta assumendo o ha recentemente assunto medicinali per il battito cardiaco irregolare
quali chinidina, disopiramide, amiodarone o sotalolo.
- se è in gravidanza o è una donna in età fertile che non usa misure contraccettive efficaci.
- se è allergico a fingolimod o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati
al paragrafo 6).

FINGOLIMOD VIVANTA.

Avvertenze e precauzioni Se uno qualsiasi di questi casi la riguarda o non è sicuro, ne parli al medico prima di prendere

Si rivolga al medico prima di prendere FINGOLIMOD VIVANTA:
- se ha gravi problemi respiratori durante il sonno (grave apnea notturna).
- se le hanno detto che lei ha un elettrocardiogramma anormale.
- se avverte sintomi di bassa frequenza cardiaca (es. capogiri, nausea o palpitazioni).
- se sta assumendo o ha recentemente assunto medicinali che rallentano il battito cardiaco
(come per esempio beta bloccanti, verapamil, diltiazem o ivabradina, digossina, farmaci

anticolinesterasici o pilocarpina).
- se ha avuto in passato episodi di perdita improvvisa di conoscenza o svenimenti (sincope).
- se ha intenzione di vaccinarsi.
- se non ha mai avuto la varicella.

- se ha o ha avuto disturbi visivi o altri segni di gonfiore nella zona di visione centrale (macula)
nella parte posteriore dell'occhio (una condizione nota come edema maculare, vedere sotto), se ha
o ha avuto un’infiammazione o un’infezione dell'occhio (uveite), o se soffre di diabete (che può
causare problemi agli occhi).
- se soffre di problemi al fegato.
- se soffre di pressione sanguigna alta che non può essere controllata dai medicinali.

- se soffre di gravi problemi polmonari o se ha tosse da fumo.

Se uno qualsiasi di questi casi la riguarda o non è sicuro, ne parli al medico prima di prendere

FINGOLIMOD VIVANTA.

Battito cardiaco lento (bradicardia) e battito cardiaco irregolare All’inizio del trattamento oppure, quando si passa dalla dose giornaliera di 0,25 mg alla somministrazione della prima dose di 0,5 mg, FINGOLIMOD VIVANTA provoca un rallentamento della frequenza cardiaca. Come risultato, si possono manifestare capogiri o stanchezza,

consapevolezza del proprio battito cardiaco o un abbassamento della pressione arteriosa. Se questi effetti sono gravi, contatti il medico, perché può essere necessario un trattamento immediato. FINGOLIMOD VIVANTA può anche causare un battito cardiaco irregolare, soprattutto dopo la prima dose. Il battito cardiaco irregolare di solito torna alla normalità in meno di un giorno. La frequenza cardiaca lenta solitamente torna alla normalità entro un mese. Durante questo periodo, di solito non sono attesi effetti sulla frequenza cardiaca clinicamente significativi. Il medico le chiederà di trattenersi in ambulatorio o in ospedale almeno nelle 6 ore successive alla somministrazione della prima dose di FINGOLIMOD VIVANTA oppure, quando si passa dalla dose giornaliera di 0,25 mg alla somministrazione della prima dose di 0,5 mg, durante le quali verranno misurati ad ogni ora il polso e la pressione arteriosa: in tal modo potranno essere adottate opportune

misure in caso di effetti indesiderati che insorgono all’inizio del trattamento. Deve avere a disposizione un elettrocardiogramma effettuato prima della somministrazione della prima dose di FINGOLIMOD VIVANTA e al termine delle 6 ore di monitoraggio. Il medico può controllare il suo elettrocardiogramma continuamente durante questo periodo. Se dopo le 6 ore la sua frequenza cardiaca è molto bassa o risulta in diminuzione, oppure se il suo elettrocardiogrammma evidenzia delle anormalità, può essere necessario un monitoraggio per un periodo più lungo (almeno per altre 2 ore e

possibilmente per tutta la notte), finchè questi problemi si saranno risolti. Lo stesso può accadere se lei riprenderà FINGOLIMOD VIVANTA dopo un’interruzione del trattamento, a seconda di quanto lunga è stata l’interruzione e da quanto tempo lei stava assumendo FINGOLIMOD VIVANTA prima dell’interruzione.

Se ha o è a rischio di avere un battito cardiaco irregolare o anomalo, se il suo elettrocardiogramma è anormale, o se ha disturbi cardiaci o insufficienza cardiaca, FINGOLIMOD VIVANTA può non essere adatto a lei.

Se ha avuto in passato episodi di perdita improvvisa di conoscenza o di frequenza cardiaca ridotta,

FINGOLIMOD VIVANTA può non essere adatto a lei. Sarà visitato da un cardiologo (lo specialista del cuore) che le darà indicazioni su come deve iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, compreso il monitoraggio sino al mattino successivo.

Se sta assumendo medicinali che possono provocare diminuzione della frequenza cardiaca, FINGOLIMOD VIVANTA può non essere adatto a lei. Sarà visitato da un cardiologo che valuterà se lei può assumere, come alternativa, medicinali che non diminuiscono la frequenza cardiaca e che le permettano di iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA. Se questo cambiamento di terapia non fosse possibile, il cardiologo le darà indicazioni su come deve iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, compreso il monitoraggio per tutta la notte.

Se non ha mai avuto la varicella Se non ha mai avuto la varicella, il medico controllerà la sua immunità contro il virus che la causa (virus varicella zoster). Se non è protetto contro il virus, può essere necessaria una vaccinazione prima di iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA. Se questa situazione si verifica, il medico

posticiperà l’inizio del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA fino a un mese dopo il completamento dell’intero ciclo di vaccinazione.

Infezioni FINGOLIMOD VIVANTA riduce il numero dei globuli bianchi (in particolare dei linfociti). I globuli bianchi combattono le infezioni. Durante l’assunzione di FINGOLIMOD VIVANTA (e fino a 2 mesi

dopo l’interruzione del trattamento), si possono verificare più facilmente delle infezioni. Qualsiasi infezione già in corso può peggiorare. Le infezioni possono essere gravi e rappresentare una minaccia per la vita. Se pensa di avere un'infezione, se ha febbre, se ha sintomi influenzali, ha herpes zoster o ha

mal di testa accompagnato da rigidità del collo, sensibilità alla luce, nausea, eruzione cutanea e/o confusione o convulsioni (crisi) (questi possono essere sintomi di meningite e/o encefalite causati da un’infezione fungina o virale da herpes), contatti immediatamente il medico, perché può essere grave e pericoloso per la vita.

In pazienti trattati con fingolimod è stata segnalata infezione da papilloma virus umano (HPV),

compreso papilloma, displasia, condilomi e cancro correlato all’HPV. Il medico valuterà se lei ha bisogno della vaccinazione contro l’HPV prima dell’inizio del trattamento. Se è una donna, il medico le raccomanderà anche di eseguire lo screening contro l’HPV.

La PML è una rara malattia cerebrale causata da un'infezione che può portare a severa disabilità o alla morte. Il medico pianificherà delle risonanze magnetiche (RM) prima di iniziare il trattamento e durante il trattamento per monitorare il rischio di PML.

Se ritiene che la SM stia peggiorando oppure se nota qualche sintomo nuovo, ad esempio cambiamenti di umore o comportamento, debolezza nuova o in peggioramento su un lato del corpo, cambiamenti nella vista, confusione, vuoti di memoria o difficoltà di linguaggio e comunicazione, parli con il medico il prima possibile. Questi possono essere sintomi di PML. Parli anche con il partner o con chi la assiste e li informi del trattamento. Potrebbero presentarsi sintomi di cui potrebbe non rendersi conto da solo.

Se contrae la PML, questa può essere curata e il trattamento con Gilenya sarà interrotto. Alcune persone manifestano una reazione infiammatoria quando Gilenya viene rimosso dal corpo. Questa reazione (nota come sindrome infiammatoria da immunoricostituzione o IRIS) può portare a un peggioramento delle condizioni, incluso un peggioramento della funzione cerebrale.

Edema maculare Prima di iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, se ha o ha avuto disturbi visivi o altri segni di gonfiore nella zona di visione centrale (macula) nella parte posteriore dell'occhio, se ha o ha avuto un’infiammazione o un’infezione dell’occhio (uveite) o se soffre di diabete, il medico le potrà chiedere di sottoporsi a una visita oculistica.

Il medico le potrà chiedere di sottoporsi a una visita oculistica 3-4 mesi dopo l’inizio del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA.

La macula è una piccola area della retina localizzata nella parte posteriore dell’occhio che consente di vedere forme, colori e dettagli in modo chiaro e netto. FINGOLIMOD VIVANTA può causare gonfiore della macula, una condizione che è conosciuta come edema maculare. Il gonfiore si presenta di solito nei primi 4 mesi di trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA.

La possibilità che si verifichi edema maculare è maggiore se soffre di diabete o se ha avuto

un’infiammazione dell'occhio chiamata uveite. In questi casi il medico vorrà sottoporla a controlli regolari per individuare i primi segni di edema maculare.

Se ha sofferto di edema maculare, ne parli al medico prima di riprendere il trattamento con

FINGOLIMOD VIVANTA.

L’edema maculare può causare alcuni dei sintomi visivi (neurite ottica) che si verificano anche durante gli attacchi di SM. Nella fase iniziale possono non esserci sintomi. Si assicuri di informare il medico di qualsiasi alterazione della vista. Il medico le può chiedere di sottoporsi a una visita oculistica, specialmente se:

- la zona di visione centrale è sfocata o presenta ombre;
- si sviluppa un punto cieco nella zona di visione centrale;
- ha problemi nel distinguere colori o dettagli fini.

Test di funzionalità epatica Se ha gravi problemi al fegato, non deve assumere FINGOLIMOD VIVANTA. Il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA può influire sulla sua funzionalità epatica. Probabilmente non noterà alcun sintomo, ma se nota ingiallimento della pelle o della parte bianca degli occhi, un’anomala colorazione scura delle urine (di colore marrone), dolore al lato destro della zona dello stomaco (addome),

stanchezza, sensazione insolita di inappetenza o nausea e vomito inspiegabili, informi il medico immediatamente.

Se presenta uno qualsiasi di questi sintomi dopo l’inizio del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, informi il medico immediatamente. Prima, durante e dopo il trattamento il medico le chiederà di effettuare degli esami del sangue per controllare la funzionalità epatica. Se i risultati indicheranno la presenza di un problema al fegato, può essere necessaria l’interruzione del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA.

Pressione alta Poichè FINGOLIMOD VIVANTA provoca un lieve aumento della pressione, il medico può sottoporla a controlli regolari della pressione arteriosa.

Problemi polmonari FINGOLIMOD VIVANTA ha un debole effetto sulla funzionalità polmonare. Nei pazienti con gravi

problemi polmonari o con tosse da fumo si possono verificare con più facilità effetti indesiderati.

Conta ematica L’effetto desiderato del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA è quello di ridurre la quantità di globuli bianchi nel sangue. Questi generalmente ritornano ai valori di normalità entro 2 mesi dalla fine

del trattamento. Se ha bisogno di sottoporsi a esami del sangue, informi il medico che sta assumendo FINGOLIMOD VIVANTA. In caso contrario, può non essere possibile per il medico valutare correttamente i risultati del test, e per alcuni tipi di esami il medico può avere bisogno di prelevare più sangue del solito.

Prima di iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, il medico confermerà se il numero dei suoi globuli bianchi è sufficiente, e può richiederle di ripeterne la conta regolarmente. Nel caso in cui non avesse globuli bianchi a sufficienza, può essere necessaria l’interruzione del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA.

Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES) In pazienti con sclerosi multipla trattati con FINGOLIMOD VIVANTA è stata segnalata raramente una sindrome denominata encefalopatia posteriore reversibile (PRES). I sintomi possono includere insorgenza improvvisa di forte mal di testa, confusione, crisi convulsive e alterazioni della vista. Informi il medico subito se, durante il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, si verifica uno qualsiasi di questi sintomi perché può essere grave.

Cancro In pazienti con SM in trattamento con fingolimod sono stati segnalati tumori della pelle. Si rivolga subito al medico se nota la comparsa di qualunque nodulo cutaneo (es. nodulo lucido e perlaceo), macchia o piaga aperta che non guarisca nell’arco di qualche settimana. Sintomi di tumore della pelle

possono includere escrescenze anomale o modifiche del tessuto cutaneo (es. nei insoliti) con cambiamento di colore, spessore o dimensione nel tempo. Prima di iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA è necessario un controllo della pelle per verificare se ci siano noduli cutanei. Il medico effettuerà anche dei controlli periodici della pelle durante il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA. Se si verificano problemi alla pelle, il medico può inviarla da un

dermatologo che, dopo la visita, può decidere che sia importante per lei essere visitato regolarmente.

Un tipo di cancro del sistema linfatico (linfoma) è stato segnalato nei pazienti con SM trattati con

FINGOLIMOD VIVANTA.

Esposizione al sole e protezione dal sole Fingolimod indebolisce il suo sistema immunitario. Ciò aumenta il rischio di sviluppare tumori, in particolare tumori della pelle. Deve limitare l’esposizione al sole e ai raggi UV: • indossando un appropriato abbigliamento protettivo.

• applicando regolarmente creme solari con un alto grado di protezione UV.

Insolite lesioni cerebrali associate a una ricaduta di SM In pazienti trattati con fingolimod sono stati segnalati rari casi di lesioni cerebrali insolitamente ampie associate a una ricaduta di SM. In caso di una ricaduta grave, il medico valuterà se eseguire una RM per valutare questa condizione e deciderà se è necessario che lei interrompa l’assunzione di FINGOLIMOD VIVANTA. Passaggio da altri trattamenti a FINGOLIMOD VIVANTA Il medico può farla passare direttamente dal trattamento con interferone-beta, glatiramer acetato o dimetilfumarato a quello con FINGOLIMOD VIVANTA se non ci sono segni di anomalie causate dal

precedente trattamento. Il medico può farle effettuare un esame del sangue per escludere tali anomalie. Dopo aver interrotto la somministrazione di natalizumab può essere necessario aspettare 2-3 mesi prima di iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA. Per il passaggio da teriflunomide, il medico può consigliarle di aspettare per un certo periodo di tempo oppure di procedere con una procedura di eliminazione accelerata. Se è stato sottoposto a trattamento con alemtuzumab, è necessaria un’attenta valutazione e discussione con il medico per decidere se FINGOLIMOD

VIVANTA è adatto a lei.

Donne in età fertile Se utilizzato durante la gravidanza, FINGOLIMOD VIVANTA può danneggiare il nascituro. Prima di iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, il medico le spiegherà il rischio e le chiederà di

sottoporsi ad un test di gravidanza per assicurarsi che non ci sia una gravidanza in corso. Il medico le consegnerà un promemoria che spiega perchè non deve iniziare una gravidanza mentre assume FINGOLIMOD VIVANTA. Spiega anche cosa deve fare per evitare una gravidanza mentre assume FINGOLIMOD VIVANTA. Deve usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per 2 mesi dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo “Gravidanza e allattamento”).

Peggioramento della SM dopo l’interruzione del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA Non interrompa l’assunzione di FINGOLIMOD VIVANTA nè cambi la sua dose senza averne parlato prima con il medico. Informi immediatamente il medico se pensa che la sua sclerosi multipla stia peggiorando dopo aver interrotto il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA. Ciò può essere grave (vedere “Se interrompe il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA” al paragrafo 3 e anche il paragrafo 4, “Possibili effetti indesiderati”). Anziani L’esperienza con fingolimod in pazienti anziani (di età superiore) ai 65 anni è limitata. Se ha qualsiasi dubbio si rivolga al medico.

Bambini e adolescenti FINGOLIMOD VIVANTA non è destinato per un utilizzo nei bambini sotto i 10 anni di età in quanto non è stato studiato nei pazienti con SM in questo gruppo di età.

Le avvertenze e precauzioni elencate sopra si applicano anche ai bambini e agli adolescenti. Le seguenti informazioni sono di particolare importanza per i bambini e adolescenti e per le persone che li assistono: - Prima di iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, il medico controllerà lo stato delle sue vaccinazioni. Se non ha effettuato certe vaccinazioni, può essere necessario che le siano

somministrate prima dell’inizio del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA. - La prima volta che assume FINGOLIMOD VIVANTA oppure quando passa dalla dose giornaliera di 0,25 mg alla dose giornaliera di 0,5 mg, il medico controllerà la frequenza cardiaca e il battito

cardiaco (vedere sopra “bassa frequenza cardiaca (bradicardia) e battito cardiaco irregolare”).
- Se manifesta convulsioni o crisi epilettiche prima di assumere o mentre sta assumendo
FINGOLIMOD VIVANTA, informi il medico.
- Se soffre di depressione o ansia oppure se diventa depresso o ansioso mentre assume
FINGOLIMOD VIVANTA, informi il medico. Può essere necessario un monitoraggio più
attentamente.

Altri medicinali e FINGOLIMOD VIVANTA
Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere
qualsiasi altro medicinale. Informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti farmaci:
• Medicinali che sopprimono o modificano il sistema immunitario, inclusi altri medicinali
utilizzati per il trattamento della SM, quali interferone beta, glatiramer acetato, natalizumab,
mitoxantrone, teriflunomide, dimetilfumarato o alemtuzumab. Non deve usare FINGOLIMOD
VIVANTA con questi medicinali poiché si può intensificare l’effetto sul sistema immunitario
(vedere anche “Non prenda FINGOLIMOD VIVANTA”).
• Corticosteroidi, a causa del possibile effetto additivo sul sistema immunitario.
• Vaccini. Se deve fare una vaccinazione, chieda prima consiglio al medico. Durante e fino a 2 mesi

dopo il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, non deve ricevere alcuni tipi di vaccini (vaccini vivi attenuati) in quanto possono innescare l’infezione che avrebbero dovuto prevenire. Altri vaccini possono non funzionare bene come al solito se somministrati in questo periodo. • Medicinali che rallentano il battito cardiaco (quali i beta-bloccanti, come ad esempio atenololo). L’uso concomitante di FINGOLIMOD VIVANTA con questi medicinali può intensificare l'effetto sul battito cardiaco nei primi giorni del trattamento con FINGOLIMOD

VIVANTA. • Medicinali per il battito cardiaco irregolare, quali chinidina, disopiramide, amiodarone o sotalolo. Non deve usare FINGOLIMOD VIVANTA se sta assumendo questo tipo di medicinali perchè possono intensificare l’effetto sul battito cardiaco irregolare (vedere anche ‘Non prenda FINGOLIMOD VIVANTA).

• Altri medicinali:
- inibitori delle proteasi, antiinfettivi quali chetoconazolo, antifungini azolici, claritromicina o
telitromicina.
- carbamazepina, rifampicina, fenobarbitale, fenitoina, efavirenz o erba di San Giovanni
(potenziale rischio di ridotta efficacia di FINGOLIMOD VIVANTA).

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non usi FINGOLIMOD VIVANTA durante la gravidanza, se sta pianificando una gravidanza o se è una donna in età fertile e non sta usando misure contraccettive efficaci. Se FINGOLIMOD VIVANTA è usato durante la gravidanza, vi è il rischio di danni per il nascituro. Il tasso di malformazioni congenite osservato in neonati esposti a fingolimod durante la gravidanza è circa 2 volte il tasso osservato nella popolazione generale (nella quale il tasso di malformazioni congenite è di circa 2-3%).

Le malformazioni più frequentemente segnalate includono malformazioni cardiache, renali e muscoloscheletriche.

Pertanto se lei è una donna in età fertile:

- prima di iniziare il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, il medico la informerà sul rischio
per il nascituro e le chiederà di sottoporsi ad un test di gravidanza per assicurarsi che non ci sia
una gravidanza in corso,
- deve usare misure contraccettive efficaci durante l’assunzione di FINGOLIMOD VIVANTA e per
due mesi dopo l’interruzione del trattamento per evitare una gravidanza. Parli con il medico dei

metodi di contraccezione affidabili.

Il medico le consegnerà un documento promemoria che spiega perchè non deve iniziare una

gravidanza mentre assume FINGOLIMOD VIVANTA.

Se inizia una gravidanza durante il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, informi il medico immediatamente. Il medico deciderà di interropere il trattamento (vedere “Se interrompe il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA” al paragrafo 3 e anche il paragrafo 4, “Possibili effetti indesiderati”). Dovrà anche sottoporsi a controlli prenatali specializzati.

Allattamento Non allatti con latte materno durante il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA. FINGOLIMOD VIVANTA viene escreto nel latte materno con il rischio di gravi effetti indesiderati per il neonato.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Il medico le dirà se la sua malattia le permette di guidare veicoli, compresa la bicicletta, e di usare macchinari in modo sicuro. Non ci si aspetta che FINGOLIMOD VIVANTA influisca sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.

Comunque, all’inizio del trattamento dovrà trattenersi presso l’ambulatorio del medico o in ospedale per 6 ore dopo aver preso la prima dose di FINGOLIMOD VIVANTA. La capacità di guidare veicoli e usare macchinari può essere compromessa in questo intervallo di tempo e potenzialmente anche dopo.

Come usarlo

Il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA sarà supervisionato da un medico esperto nel trattamento della sclerosi multipla.

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico.

La dose raccomandata è:

Adulti: La dose è una capsula da 0,5 mg una volta al giorno.

Bambini e adolescenti (10 anni di età e oltre):
La dose dipende dal peso corporeo:
• Bambini e adolescenti con peso corporeo uguale o inferiore ai 40 kg: una capsula da 0,25 mg al
giorno.
• Bambini e adolescenti con peso corporeo superiore ai 40 kg: una capsula da 0,5 mg al giorno.
Bambini e adolescenti che iniziano il trattamento con una capsula da 0,25 mg al giorno e
successivamente raggiungono un peso corporeo stabile sopra ai 40 kg saranno istruiti dal medico a
passare al trattamento con una capsula da 0,5 mg al giorno. In questo caso, si raccomanda di

ripetere il periodo di osservazione della prima dose.

Per i bambini e gli adolescenti di peso corporeo pari o inferiore a 40 kg sono disponibili capsule di fingolimod da 0,25 mg di altre aziende farmaceutiche.

Non superi la dose raccomandata. FINGOLIMOD VIVANTA è per uso orale.

Prenda FINGOLIMOD VIVANTA una volta al giorno con un bicchiere d’acqua. Le capsule di FINGOLIMOD VIVANTA devono essere sempre deglutite intatte, senza aprirle. FINGOLIMOD VIVANTA può essere assunto con o senza cibo.

Assumere FINGOLIMOD VIVANTA ogni giorno alla stessa ora la aiuterà a ricordare quando assumere il medicinale.

Se ha dubbi sulla durata del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, si rivolga al medico o al farmacista.

Se prende più FINGOLIMOD VIVANTA di quanto deve Se ha preso troppe capsule di FINGOLIMOD VIVANTA, informi immediatamente il medico.

Se dimentica di prendere FINGOLIMOD VIVANTA Se sta prendendo FINGOLIMOD VIVANTA da meno di 1 mese e dimentica di prendere 1 dose per un giorno intero, si rivolga al medico prima di prendere la dose successiva. Il medico può decidere di tenerla in osservazione quando assumerà la dose successiva.

Se sta prendendo FINGOLIMOD VIVANTA da almeno 1 mese e ha dimenticato di prendere il medicinale per più di 2 settimane, si rivolga al medico prima di prendere la dose successiva. Il medico può decidere di tenerla in osservazione quando assumerà la dose successiva. Tuttavia, se ha dimenticato di prendere il medicinale per 2 settimane o meno, può prendere la dose successiva come pianificato.

Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA Non interrompa l’assunzione di FINGOLIMOD VIVANTA e non modifichi la dose senza aver prima contattato il medico.

FINGOLIMOD VIVANTA rimarrà nell’organismo fino a 2 mesi dopo l’interruzione del trattamento. Il numero di globuli bianchi (linfociti) può rimanere basso in questo periodo e gli effetti indesiderati descritti in questo foglio possono ancora verificarsi. Dopo aver interrotto il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA può essere necessario aspettare 6-8 settimane prima di iniziare un nuovo trattamento per la sclerosi multipla.

Se è necessario ricominciare l’assunzione di FINGOLIMOD VIVANTA dopo più di 2 settimane di interruzione del trattamento, l'effetto sulla frequenza cardiaca che si verifica normalmente all’inizio del trattamento potrà verificarsi nuovamente: per ricominciare il trattamento sarà quindi necessario trattenersi in ambulatorio o in ospedale sotto osservazione. Non ricominci il trattamento con

medico. FINGOLIMOD VIVANTA dopo averlo interrotto per più di due settimane senza aver consultato il

Il medico deciderà se e come necessita di essere monitorato dopo l’interruzione del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA. Informi immediatamente il medico se pensa che ci sia un peggioramento della sclerosi multipla dopo aver interrotto il trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA. Ciò può essere grave. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Alcuni effetti indesiderati possono essere o diventare gravi
Comune (può interessare fino a 1 persona su 10):
- Tosse con catarro, disturbo toracico, febbre (segni di disturbi polmonari)
- Infezione da herpes virus (fuoco di Sant’Antonio o herpes zoster), con sintomi come vescicole,
bruciore, prurito o dolore alla pelle, generalmente nella parte superiore del corpo o sul viso. Altri

sintomi possono essere febbre e debolezza nelle prime fasi dell’infezione, seguiti da intorpidimento, prurito o macchie rosse con forte dolore - Battito cardiaco lento (bradicardia), ritmo cardiaco irregolare

- Un tipo di tumore della pelle chiamato carcinoma basocellulare (BCC) che spesso appare come un
nodulo perlaceo, sebbene possa assumere anche altri aspetti
- È noto che depressione e ansia si verificano con una frequenza aumentata nella popolazione affetta
da SM e sono state segnalate nei pazienti pediatrici trattati con fingolimod
- Perdita di peso.

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100):
- Polmonite con sintomi come febbre, tosse, difficoltà respiratoria
- Edema maculare (gonfiore nella zona di visione centrale della retina sul retro dell’occhio) con
sintomi come ombre o punti ciechi nel centro della visione, visione offuscata, problemi nel
distinguere colori o dettagli
- Riduzione delle piastrine nel sangue che aumenta il rischio di sanguinamento o di formazione di
lividi
- Melanoma maligno (un tipo di tumore della pelle che di solito si sviluppa da un neo insolito).
Possibili segni di melanoma comprendono nei che possono cambiare di dimensione, forma,
spessore o colore nel tempo o nuovi nei. I nei possono prudere, sanguinare o ulcerarsi
- Convulsioni, crisi epilettiche (più frequenti nei bambini e negli adolescenti che negli adulti)

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1 000):
- Una sindrome denominata encefalopatia posteriore reversibile. I sintomi possono includere
insorgenza improvvisa di forte mal di testa, confusione, convulsioni e/o disturbi della vista
- Linfoma (un tipo di cancro che colpisce il sistema linfatico)
- Carcinoma a cellule squamose: un tipo di cancro della pelle che può presentarsi come un nodulo di

consistenza dura di colore rosso, un’ulcerazione con crosta o una nuova ulcerazione su una preesistente cicatrice

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10 000): - Anomalia all’elettrocardiogramma (inversione dell’onda T)

- Tumore correlato a infezione da herpes virus umano 8 (sarcoma di Kaposi)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): - Reazioni allergiche, inclusi sintomi di eruzione cutanea o orticaria, gonfiore alle labbra, alla lingua o al volto, che è più probabile si verifichino il primo giorno di trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA

- Segni di malattia epatica (compresa insufficienza epatica), come colorito giallo della pelle o della
parte bianca degli occhi (ittero), nausea o vomito, dolore alla parte destra della zona dello stomaco
(addome), urine scure (di colore marrone), sensazione insolita di inappetenza, stanchezza ed esami
della funzionalità epatica anormali. In un numero molto limitato di casi, l’insufficienza epatica
può portare al trapianto di fegato.
- Rischio di insorgenza di una rara infezione cerebrale chiamata leucoencefalopatia multifocale
progressiva (PML). I sintomi di PML possono essere simili a una ricaduta di SM. Possono anche
verificarsi dei sintomi di cui lei può non rendersi conto personalmente, come cambiamenti di
umore o del comportamento, vuoti di memoria, difficoltà del linguaggio e di comunicazione, che
possono richiedere un’ulteriore valutazione del medico per escludere il rischio di PML. Pertanto,

se ritiene che la SM stia peggiorando oppure se lei o chi le è vicino nota qualche sintomo nuovo o insolito, è molto importante che lei si rivolga al medico appena possibile - Malattia infiammatoria dopo l'interruzione del trattamento con fingolimod (nota come sindrome infiammatoria da immunoricostituzione o IRIS)

- Infezioni criptococciche (un tipo di infezione fungina), inclusa la meningite criptococcica con
sintomi quali mal di testa accompagnato da rigidità del collo, sensibilità alla luce, nausea e/o
confusione
- Carcinoma a cellule di Merkel (un tipo di tumore della pelle). Segni possibili del carcinoma a
cellule di Merkel comprendono noduli indolori di color carne o rosso bluastro, spesso su viso,
testa o collo. Il carcinoma a cellule di Merkel può anche presentarsi come nodulo indolore di

consistenza dura o come massa. L’esposizione al sole a lungo termine e un sistema immunitario debole possono influenzare il rischio di sviluppare il carcinoma a cellule di Merkel. - Dopo l’interruzione del trattamento con FINGOLIMOD VIVANTA, i sintomi della SM possono

ripresentarsi e possono peggiorare rispetto a come erano prima o durante il trattamento. - Forma autoimmune di anemia (diminuzione del quantitativo di globuli rossi) dove i globuli rossi vengono distrutti (anemia emolitica autoimmune).

Se si manifesta uno qualsiasi di questi effetti indesiderati, informi il medico immediatamente.

Altri effetti indesiderati

Molto comune (può interessare più di 1 persona su 10):
- Infezione da virus influenzale con sintomi come stanchezza, brividi, mal di gola, dolore alle
articolazioni o ai muscoli, febbre
- Sensazione di pressione o dolore alle guance e alla fronte (sinusite)
- Mal di testa
- Diarrea
- Dolore alla schiena
- Analisi del sangue che evidenziano livelli più alti degli enzimi epatici
- Tosse

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10):
- Tigna, un’infezione fungina della pelle (pitiriasi versicolor)
- Capogiri
- Forte mal di testa spesso accompagnato da nausea, vomito e sensibilità alla luce (emicrania)
- Bassi livelli di globuli bianchi nel sangue (linfociti, leucociti)

- Debolezza
- Eruzione cutanea con prurito, arrossamento e bruciore (eczema)
- Prurito
- Aumento nel sangue dei livelli dei grassi (trigliceridi)
- Perdita di capelli

- Affanno
- Depressione
- Offuscamento della vista (vedere anche il paragrafo riguardante l’edema maculare “Alcuni effetti
indesiderati possono essere o diventare gravi”)
- Ipertensione (FINGOLIMOD VIVANTA può causare un lieve aumento della pressione arteriosa)
- Dolore muscolare
- Dolore alle articolazioni

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100):
- Bassi livelli di alcuni globuli bianchi nel sangue (neutrofili)
- Umore depresso
- Nausea
Raro (può interessare fino a 1 persona su 1 000):
- Cancro del sistema linfatico (linfoma)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): - Gonfiore periferico

Se uno qualsiasi di questi effetti indesiderati si manifesta in maniera grave, informi il medico.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di

questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Non usi confezioni danneggiate o che mostrano segni di manomissione.

Conservare a temperatura inferiore a 25C.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene FINGOLIMOD VIVANTA

- Il principio attivo è fingolimod.
- Ciascuna capsula contiene 0,5 mg di fingolimod (come cloridrato).
- Gli altri componenti sono:
Contenuto della capsula: Amido (mais) pregelatinizzato, acido fumarico, acido stearico
Involucro della capsula: Titanio diossido (E171), gelatina, acqua purificata
Inchiostro di stampa: Ossido di ferro nero (E172), gommalacca (E904), glicole propilenico,

potassio idrossido

Descrizione dell’aspetto di FINGOLIMOD VIVANTA e contenuto della confezione

FINGOLIMOD VIVANTA 0,5 mg capsule rigide ha un cappuccio bianco con stampato “0,5 mg” e

corpo bianco con stampato “MF” con inchiostro nero. Le capsule contengono una polvere da bianca a quasi bianca.

FINGOLIMOD VIVANTA è disponibile in confezioni blister in scatole da 7, 10, 14, 28, 30, 98, 7 x 1, 10 x 1, 14 x 1, 28 x 1, 30 x 1 o 98 x 1 capsule rigide.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Vivanta Generics s.r.o. Trtinova 260/1, Cakovice 19600, Praga Repubblica Ceca

Produttore Pharmadox Healthcare Limited

KW20A Kordin Industrial Park, Paola, PLA 3000 Malta

MSN Labs Europe Limited

KW20A Corradino Park, Paola, PLA 3000 Malta

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio economico europeo con le seguenti denominazioni: Danimarca Fingolimod "Vivanta", harde Kapsler 0,5 mg

Germania Fingolimod Vivanta 0,5 mg Hartkapseln Paesi Bassi Fingolimod Vivanta 0,5 mg harde capsules Spagna Fingolimod Vivanta 0,5 mg cápsulas duras EFG

Italia Fingolimod Vivanta Repubblica Ceca Fingolimod MSN Ungheria Fingolimod MSN 0,5 mg kemény kapszula Irlanda Fingolimod MSN 0.5 mg hard capsules Polonia Fingolimod MSN Romania Fingolimod MSN 0,5 mg capsule

Slovacchia Fingolimod MSN 0,5 mg tvrdé kapsuly Lituania Fingolimod MSN 0,5 mg kietosios kapsulės Lettonia Fingolimod MSN 0,5 mg cietās kapsulas Estonia Fingolimod MSN Bulgaria Fingolimod MSN 0,5 mg твърди капсули Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il 06/2026

Domande frequenti su FINGOLIMOD VIVANTA

Come si usa FINGOLIMOD VIVANTA?

FINGOLIMOD VIVANTA si presenta in forma di Capsula rigida e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

FINGOLIMOD VIVANTA è disponibile senza ricetta?

No, FINGOLIMOD VIVANTA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di FINGOLIMOD VIVANTA?

Il principio attivo di FINGOLIMOD VIVANTA è FINGOLIMOD CLORIDRATO, FINGOLIMOD.

Quali sono gli equivalenti di FINGOLIMOD VIVANTA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: FINGOLIMOD TECNIGEN, FINGOLIMOD ACCORD, FINGOLIMOD AUROBINDO, FINGOLIMOD MYLAN ITALIA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce FINGOLIMOD VIVANTA?

FINGOLIMOD VIVANTA è prodotto da VIVANTA GENERICS S.R.O..

Da quando FINGOLIMOD VIVANTA è autorizzato in Italia?

FINGOLIMOD VIVANTA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2026-03-11.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Fingolimod Vivanta 0,5 mg capsule rigide

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni capsula rigida da 0,5 mg contiene 0,5 mg di fingolimod (come cloridrato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsula rigida Capsule rigide, dimensione 3, con cappuccio bianco con stampato “0,5 mg” e corpo bianco con stampato “MF” con inchiostro nero. Le capsule contengono una polvere da bianca a quasi bianca.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

FINGOLIMOD VIVANTA è indicato in monoterapia, come farmaco modificante la patologia, nella sclerosi multipla recidivante-remittente ad elevata attività nei seguenti gruppi di pazienti adulti e di pazienti pediatrici di 10 anni di età e oltre: - Pazienti con patologia ad elevata attività nonostante un ciclo terapeutico completo ed adeguato con almeno una terapia modificante la patologia (vedere paragrafi 4.4 e 5.1 per le eccezioni e le informazioni sui periodi di washout). oppure - Pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente grave ad evoluzione rapida, definita da due o più recidive disabilitanti in un anno, e con 1 o più lesioni captanti gadolinio alla RM cerebrale o con un aumento significativo del carico lesionale in T2 rispetto ad una precedente RM effettuata di recente.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da un medico esperto nella sclerosi multipla. Posologia Negli adulti, la dose raccomandata di Fingolimod Vivanta è una capsula da 0,5 mg per via orale una volta al giorno. Nei pazienti pediatrici (10 anni di età e oltre), la dose raccomandata dipende dal peso corporeo: - Pazienti pediatrici con peso corporeo ≤40 kg: una capsula da 0,25 mg per via orale una volta al giorno. - Pazienti pediatrici con peso corporeo >40 kg: una capsula da 0,5 mg per via orale una volta al giorno.

I pazienti pediatrici che iniziano il trattamento con le capsule da 0,25 mg e successivamente raggiungono un peso corporeo stabile superiore a 40 kg devono passare al trattamento con le capsule da 0,5 mg. Per questi pazienti sono disponibili capsule di fingolimod da 0,25 mg di altre aziende farmaceutiche. Nel passaggio da una dose giornaliera di 0,25 mg a 0,5 mg, si raccomanda di ripetere lo stesso monitoraggio previsto all’inizio del trattamento. Si raccomanda di eseguire lo stesso monitoraggio previsto all’inizio del trattamento per la prima dose qualora il trattamento venga interrotto per: - 1 o più giorni durante le prime due settimane di trattamento - più di 7 giorni durante la terza e la quarta settimana di trattamento - più di 2 settimane dopo un mese di trattamento. Se l’interruzione del trattamento è di durata minore di quella descritta sopra, il trattamento deve continuare con la somministrazione della dose successiva come pianificato (vedere paragrafo 4.4). Popolazioni speciali Anziani Fingolimod deve essere usato con cautela nei pazienti di età pari o superiore ai 65 anni in quanto i dati di sicurezza ed efficacia disponibili sono insufficienti (vedere paragrafo 5.2). Compromissione renale Nei principali studi registrativi condotti nella sclerosi multipla, fingolimod non è stato studiato in pazienti con compromissione renale. Sulla base degli studi di farmacologia clinica, non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale da lieve a grave. Compromissione epatica Fingolimod non deve essere usato nei pazienti con compromissione epatica grave (Child-Pugh classe C) (vedere paragrafo 4.3). Sebbene non sia richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve o moderata, si raccomanda cautela quando si inizia il trattamento in questi pazienti (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di fingolimod nei bambini di età inferiore ai 10 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Sono disponibili dati molto limitati nei bambini di età compresa tra 10–12 anni (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 5.1). Modo di somministrazione Questo medicinale è per uso orale. FINGOLIMOD VIVANTA può essere assunto con o senza cibo (vedere paragrafo 5.2). Le capsule devono essere sempre deglutite intatte, senza aprirle.

4.3 Controindicazioni

• Sindrome da immunodeficienza. • Pazienti che presentano un aumentato rischio di infezioni opportunistiche, fra cui i pazienti immunocompromessi (inclusi quelli trattati con terapie immunosoppressive concomitanti o quelli immunocompromessi da terapie precedenti). • Leucoencefalopatia multifocale progressiva (progressive multifocal leukoencephalopathy, PML) sospetta o confermata (vedere paragrafo 4.4). • Infezioni attive gravi, infezioni croniche attive (epatite, tubercolosi).

3 • Tumori maligni in fase attiva. • Grave compromissione epatica (Child-Pugh classe C). • Pazienti che nei precedenti 6 mesi hanno avuto infarto del miocardio (IM), angina pectoris instabile, ictus/attacco ischemico transitorio (TIA), insufficienza cardiaca scompensata (che richiede trattamento ospedaliero) o insufficienza cardiaca di classe III/IV secondo la classificazione New York Heart Association (NYHA) (vedere paragrafo 4.4). • Pazienti con gravi aritmie cardiache che richiedono un trattamento antiaritmico con medicinali antiaritmici di classe Ia o classe III (vedere paragrafo 4.4). • Pazienti con blocco atrio-ventricolare (AV) di secondo grado tipo Mobitz II o con blocco AV di terzo grado o con sindrome del nodo del seno, se non sono portatori di un pacemaker (vedere paragrafo 4.4). • Pazienti con un intervallo QTc basale ≥500 msec (vedere paragrafo 4.4). • Durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive efficaci (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Bradiaritmia L’inizio del trattamento comporta una diminuzione transitoria della frequenza cardiaca e può anche essere associato a ritardi nella conduzione atrioventricolare, compresi isolati episodi di blocco atrioventricolare completo, transitorio e a risoluzione spontanea (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). Dopo la somministrazione della prima dose, la diminuzione della frequenza cardiaca inizia entro un’ora ed è massima entro le prime 6 ore. Nei giorni seguenti questo effetto post-dose persiste, benché generalmente di minore intensità, e solitamente diminuisce nel corso delle settimane successive. Continuando la somministrazione, la frequenza cardiaca media ritorna verso i valori basali entro un mese. Tuttavia in particolari pazienti può accadere che la frequenza cardiaca non ritorni al valore basale entro la fine del primo mese. Le anomalie della conduzione sono state solitamente transitorie e asintomatiche, generalmente non hanno richiesto alcun trattamento e si sono risolte entro le prime 24 ore dall’inizio del trattamento. Se necessario, la diminuzione della frequenza cardiaca indotta da fingolimod può essere annullata dalla somministrazione parenterale di dosi di atropina o isoprenalina. Tutti i pazienti devono effettuare un elettrocardiogramma e la misurazione della pressione arteriosa prima della somministrazione della prima dose di fingolimod e dopo 6 ore. Tutti i pazienti devono essere monitorati per 6 ore per verificare l’insorgenza di segni e sintomi di bradicardia, con la misurazione ad ogni ora della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Si raccomanda il monitoraggio elettrocardiografico continuo (in tempo reale) durante queste 6 ore. Si raccomandano le stesse precauzioni previste per la prima dose di trattamento quando i pazienti passano dalla dose giornaliera di 0,25 mg a 0,5 mg. Se si dovessero verificare sintomi di bradiaritmia dopo la somministrazione, deve essere dato inizio ad adeguate procedure di gestione clinica del paziente e il monitoraggio deve essere proseguito fino a quando i sintomi non si siano risolti. Qualora un paziente dovesse richiedere un intervento farmacologico durante il monitoraggio dopo la prima dose, il monitoraggio deve essere effettuato sino al mattino successivo in una struttura ospedaliera e deve essere ripetuto dopo la seconda dose di fingolimod. Se al termine delle 6 ore il valore della frequenza cardiaca risulta il più basso tra quelli rilevati dopo la somministrazione della prima dose (che suggerisce che l’effetto farmacodinamico massimo sul cuore può non essere ancora manifesto), si deve continuare il monitoraggio per almeno 2 ore e fino a quando la frequenza cardiaca non aumenta nuovamente. È inoltre richiesto un monitoraggio aggiuntivo (almeno sino al mattino successivo) e comunque sino a risoluzione dei sintomi se, dopo 6 ore dalla somministrazione della prima dose, la frequenza cardiaca risulta <45 battiti al minuto negli adulti, <55

4 battiti al minuto nei pazienti pediatrici dai 12 anni di età e oltre, o <60 battiti al minuto nei pazienti pediatrici di età tra 10 e sotto i 12 anni, o se l’elettrocardiogramma evidenzia un blocco atrioventricolare di nuova insorgenza di secondo grado o di grado superiore, o se l’intervallo QTc risulta ≥500 msec. Anche la comparsa in qualsiasi momento di un blocco atrio-ventricolare di terzo grado deve condurre al prolungamento del monitoraggio (almeno sino al mattino successivo). A seconda della durata dell’interruzione e della durata del trattamento con fingolimod, quando si riprende il trattamento con fingolimod si possono ripresentare gli effetti sulla frequenza cardiaca e sulla conduzione atrioventricolare. Si raccomanda di eseguire lo stesso monitoraggio previsto all’inizio del trattamento per la prima dose qualora il trattamento venga interrotto (vedere paragrafo 4.2). Casi molto rari di inversione dell’onda T sono stati segnalati in pazienti adulti trattati con fingolimod. In caso di inversione dell’onda T, il medico si deve assicurare che non vi siano segni o sintomi di ischemia miocardica associata. Se si sospetta la presenza di ischemia miocardica, si raccomanda di consultare un cardiologo. A causa del rischio di gravi disturbi del ritmo o di significativa bradicardia, fingolimod non deve essere utilizzato in pazienti con blocco seno-atriale, storia di bradicardia sintomatica, sincope ricorrente o arresto cardiaco, o in pazienti con significativo prolungamento del tratto QT (QTc >470 msec [donne adulte], QTc >460 msec [bambine] o >450 msec [uomini adulti e bambini]), ipertensione non controllata o grave apnea notturna (vedere anche paragrafo 4.3). Il trattamento con fingolimod deve essere considerato in questi pazienti solo se i benefici attesi superano i rischi potenziali e prima di iniziare il trattamento si deve consultare un cardiologo per definire il monitoraggio più adeguato. Si raccomanda il monitoraggio almeno sino al mattino successivo per l’inizio del trattamento (vedere anche paragrafo 4.5). Fingolimod non è stato studiato in pazienti con aritmie che richiedono un trattamento con antiaritmici di classe Ia (es. chinidina, disopiramide) o classe III (es. amiodarone, sotalolo). Gli antiaritmici di classe Ia e di classe III sono stati associati a casi di torsione di punta in pazienti con bradicardia (vedere paragrafo 4.3). L’esperienza con fingolimod nei pazienti in trattamento concomitante con beta-bloccanti, bloccanti del canale del calcio che provocano diminuzione della frequenza cardiaca (come verapamil o diltiazem), o con altri farmaci che possono diminuire la frequenza cardiaca (es. ivabradina, digossina, farmaci anticolinesterasici o pilocarpina) è limitata. Poiché l’inizio del trattamento con fingolimod è anche associato alla diminuzione della frequenza cardiaca (vedere anche paragrafo 4.8 Bradiaritmia), l’uso concomitante di questi farmaci all’inizio del trattamento può essere associato a bradicardia grave e a blocco cardiaco. A causa dei potenziali effetti additivi sulla frequenza cardiaca, il trattamento con fingolimod non deve essere iniziato in pazienti che sono in terapia con questi farmaci (vedere anche paragrafo 4.5). In questi pazienti, il trattamento con fingolimod deve essere considerato solo se i benefici attesi superano i rischi potenziali. Se si prende in considerazione il trattamento con fingolimod, prima di iniziare il trattamento si raccomanda di consultare un cardiologo per valutare il passaggio ad altri medicinali che non provochino diminuzione della frequenza cardiaca. Qualora non fosse possibile interrompere il trattamento con questi farmaci, si deve consultare un cardiologo per definire un adeguato monitoraggio all’inizio del trattamento. Si raccomanda il monitoraggio almeno sino al mattino successivo (vedere anche paragrafo 4.5). Intervallo QT In uno studio approfondito sull’intervallo QT condotto con dosi di fingolimod di 1,25 mg o 2,5 mg, allo stato stazionario, quando l’effetto cronotropo negativo di fingolimod era ancora presente, il trattamento con fingolimod ha indotto un prolungamento dell’intervallo QT corretto (QTc), con il limite superiore del 90% dell’intervallo di confidenza ≤13,0 ms. Non è stata osservata una correlazione dose-risposta o esposizione-risposta tra fingolimod e il prolungamento dell’intervallo QTc. Non è stato osservato un segnale che suggerisca in modo coerente che il trattamento co

5 fingolimod possa aumentare l’incidenza delle anomalie dell’intervallo QTc, né come valore assoluto né come variazione rispetto al basale. Non è noto il significato clinico di questi risultati. Negli studi in pazienti con sclerosi multipla non è stato osservato alcun prolungamento clinicamente significativo dell’intervallo QT, ma i pazienti a rischio di sviluppare prolungamento dell’intervallo QT non sono stati inclusi negli studi clinici. È meglio evitare la somministrazione di medicinali che possono prolungare l’intervallo QTc nei pazienti con significativi fattori di rischio, quali ad esempio ipokaliemia o prolungamento congenito dell’intervallo QT. Effetti immunosoppressivi Fingolimod ha un effetto immunosoppressivo che predispone i pazienti a rischio di infezioni, comprese infezioni opportunistiche che possono essere fatali, e aumenta il rischio di sviluppare linfomi e altri tumori maligni, in particolare quelli cutanei. I medici devono monitorare attentamente i pazienti, specialmente quelli con condizioni concomitanti o fattori noti, come una precedente terapia immunosoppressiva. Se si sospetta questo rischio, l’interruzione del trattamento deve essere presa in considerazione caso per caso (vedere anche paragrafo 4.4 “Infezioni” e “Tumori cutanei maligni” e paragrafo 4.8 “Linfomi”). Infezioni Un effetto farmacodinamico rilevante di fingolimod è la riduzione dose-dipendente della conta dei linfociti periferici fino al 20-30% dei valori basali. Ciò è dovuto al sequestro reversibile dei linfociti nei tessuti linfoidi (vedere paragrafo 5.1). Prima dell’inizio del trattamento con fingolimod deve essere disponibile un emocromo completo recente (cioè effettuato nei 6 mesi precedenti o dopo l’interruzione della terapia precedente). Si raccomanda inoltre durante il trattamento di valutare l’emocromo periodicamente dopo 3 mesi e successivamente almeno annualmente, e in caso di insorgenza di segni di infezione. Una conta linfocitaria assoluta inferiore a 0,2x109 /L, se confermata, deve condurre all’interruzione del trattamento fino a ritorno al valore normale, in quanto negli studi clinici nei pazienti con conta linfocitaria assoluta inferiore a 0,2x109 /L il trattamento con fingolimod è stato interrotto. L’inizio del trattamento con fingolimod deve essere posticipato nei pazienti con infezioni gravi in corso fino alla guarigione. Gli effetti di fingolimod sul sistema immunitario possono aumentare il rischio di infezioni, incluse le infezioni opportunistiche (vedere paragrafo 4.8). Devono essere messe in atto efficaci strategie diagnostiche e terapeutiche nei pazienti in terapia con fingolimod che presentano sintomi di infezioni. Quando si valuta un paziente con una sospetta infezione potenzialmente grave, si deve considerare la possibilità di rivolgersi a un medico esperto nel trattamento delle infezioni. I pazienti devono essere istruiti a segnalare tempestivamente i sintomi di infezione al proprio medico. Se in un paziente si sviluppa un’infezione grave si deve prendere in considerazione l’interruzione del trattamento con fingolimod e valutare il rapporto beneficio-rischio prima di riprendere la terapia. L’eliminazione di fingolimod dopo l’interruzione della terapia può richiedere fino a due mesi e pertanto si deve continuare a sorvegliare la comparsa di infezioni durante questo periodo. I pazienti devono essere istruiti a segnalare i sintomi di infezione nei due mesi successivi all’interruzione di fingolimod. Infezione virale da herpes Casi gravi, a rischio di vita e talvolta fatali di encefalite, meningite o meningoencefalite causati da virus herpes simplex e da virus varicella zoster si sono verificati con fingolimod in qualsiasi momento durante il trattamento. Se si verificano encefalite erpetica, meningite o meningoencefalite, i

6 trattamento con fingolimod deve essere interrotto e deve essere somministrato un appropriato trattamento per le rispettive infezioni. È necessario che i pazienti siano valutati in merito al loro stato di immunità per la varicella prima di iniziare il trattamento con fingolimod. In assenza di storia di varicella confermata da un medico o di prove che attestino che sia stato effettuato un ciclo vaccinale completo contro la varicella, si raccomanda di sottoporre i pazienti al dosaggio degli anticorpi verso il virus varicella-zoster (VZV) prima di iniziare la terapia con fingolimod. Per i pazienti con titolo anticorpale negativo si raccomanda un ciclo vaccinale completo contro la varicella prima di iniziare il trattamento con fingolimod (vedere paragrafo 4.8). L’inizio del trattamento con fingolimod deve essere posticipato di 1 mese per permettere alla vaccinazione di essere pienamente efficace. Meningite criptococcica Casi di meningite criptococcica (un’infezione fungina), talvolta fatali, sono stati segnalati nell’esperienza post-marketing dopo circa 2-3 anni di trattamento, sebbene una relazione precisa con la durata del trattamento non sia nota (vedere paragrafo 4.8). I pazienti che presentano sintomi e segni compatibili con la meningite criptococcica (es. cefalea accompagnata da disturbi mentali come confusione, allucinazioni e/o disturbi della personalità) devono essere sottoposti ad una tempestiva valutazione diagnostica. Se la diagnosi di meningite criptococcica è confermata, fingolimod deve essere sospeso e si deve iniziare un trattamento appropriato. Una consultazione multidisciplinare (es. specialista in malattie infettive) deve essere eseguita se si ritiene necessaria la ripresa del trattamento con fingolimod. Leucoencefaolopatia multifocale progressiva Dal rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio, è stata segnalata PML durante trattamento con fingolimod (vedere paragrafo 4.8). La PML è un’infezione opportunistica causata dal virus di John Cunningham (JCV), che può rivelarsi fatale o determinare grave disabilità. La maggior parte dei casi di PML si sono verificati dopo 2 o più anni di trattamento con fingolimod. Oltre alla durata dell’esposizione a fingolimod, altri potenziali fattori di rischio per la PML sono una precedente terapia con immunosoppressori o immunomodulatori, e/o una linfopenia severa (<0,5x109/l). I pazienti a rischio aumentato devono essere attentamente monitorati per eventuali segni o sintomi di PML. La PML si può verificare solo in presenza di un’infezione da JCV. Se si effettua il test per la ricerca del JCV, si deve considerare che l’influenza della linfopenia sull’accuratezza del test per gli anticorpi anti-JCV non è stata studiata in pazienti trattati con fingolimod. Un test negativo per gli anticorpi anti-JCV non esclude la possibilità di una successiva infezione da JCV. Prima di iniziare il trattamento con fingolimod deve essere disponibile una risonanza magnetica (RM) basale (di norma effettuata entro 3 mesi dall’inizio del trattamento) da usare come riferimento. Durante le RM di routine (in accordo con le raccomandazioni nazionali e locali), i medici devono prestare attenzione alle lesioni indicative di PML. I risultati della RM possono essere evidenti prima di segni o sintomi clinici. RM annuali possono essere considerate come parte di una maggiore vigilanza specialmente nei pazienti ad aumentato rischio di PML. Casi di PML asintomatica sulla base dei risultati della RM e di positività per JCV DNA nel liquido cerebrospinale sono stati segnalati in pazienti trattati con fingolimod. In caso di sospetta PML, si deve eseguire immediatamente una RM con finalità diagnostiche e si deve interrompere il trattamento con fingolimod fino a quando la PML non sia stata esclusa. Se la PML è confermata, il trattamento con fingolimod deve essere interrrotto definitivamente (vedere anche paragrafo 4.3). La sindrome infiammatoria da immunoricostituzione (Immune reconstitution inflammatory syndrome, IRIS) è stata segnalata in pazienti trattati con modulatori del recettore della sfingosina-1-fosfato (S1P), incluso il fingolimod, che hanno sviluppato PML e successivamente hanno interrotto il trattamento. L’IRIS si manifesta con un declino clinico delle condizioni del paziente che può essere rapido, può portare a gravi complicazioni neurologiche o alla morte ed è spesso associato a cambiamenti caratteristici della RM. Il tempo di insorgenza dell’IRIS nei pazienti con PML può variare solitamente da settimane a mesi dopo l’interruzione del modulatore del recettore S1P. Deve essere effettuato il monitoraggio per lo sviluppo di IRIS e deve essere intrapreso un trattamento appropriato dell'infiammazione associata.

Infezione da papilloma virus umano Nella fase successiva all’immissione in commercio, casi di infezione da papilloma virus umano (HPV), compresi papilloma, displasia, condilomi e cancro correlato a HPV, sono stati segnalati durante il trattamento con fingolimod (vedere paragrafo 4.8). A causa delle proprietà immunosoppressive di fingolimod, si deve prendere in considerazione la vaccinazione contro il virus HPV prima di iniziare il trattamento con fingolimod, tenendo conto delle raccomandazioni sulla vaccinazione. Si raccomanda lo screening per il cancro, compreso il Pap test, come da standard di cura. Edema maculare È stato segnalato edema maculare con o senza disturbi visivi nello 0,5% dei pazienti trattati con fingolimod 0,5 mg, principalmente nei primi 3-4 mesi di terapia (vedere paragrafo 4.8). Si raccomanda pertanto una valutazione oftalmologica 3-4 mesi dopo l’inizio del trattamento. Se i pazienti segnalano disturbi visivi in qualsiasi momento durante la trapia, si deve effettuare un esame del fondo oculare, compresa la macula. I pazienti con storia di uveite e i pazienti con diabete mellito sono a maggior rischio di sviluppare edema maculare (vedere paragrafo 4.8). Fingolimod non è stato studiato in pazienti con sclerosi multipla e concomitante diabete mellito. Si raccomanda che i pazienti con sclerosi multipla e concomitante diabete mellito o con storia di uveite vengano sottoposti ad una valutazione oftalmologica prima di iniziare la terapia e a controlli di follow-up durante la terapia. La prosecuzione del trattamento in pazienti con edema maculare non è stata studiata. Si raccomanda di interrompere il trattamento con fingolimod se in un paziente si verifica edema maculare. Per decidere se la terapia debba essere o meno ripresa dopo la guarigione, è necessario tenere in considerazione i potenziali benefici e rischi per il singolo paziente. Danno epatico In pazienti con sclerosi multipla trattati con fingolimod sono stati segnalati aumenti dei livelli degli enzimi epatici, in particolare dell’alanino aminotransferasi (ALT) ma anche della gamma glutamiltranspeptidasi (GGT) e dell’aspartato transaminasi (AST). Sono stati segnalati anche alcuni casi di insufficienza epatica acuta che hanno richiesto trapianto di fegato e di danno epatico clinicamente significativo. Segni di danno epatico, inclusi enzimi epatici marcatamente elevati nel siero e bilirubina totale elevata, si sono verificati già dieci giorni dopo la prima somministrazione e sono stati segnalati anche dopo l’uso prolungato. Negli studi clinici si sono verificati aumenti dei livelli di ALT ≥3 volte il limite superiore del range di normalità (ULN) nell’8,0% dei pazienti adulti trattati con fingolimod 0,5 mg rispetto al 1,9% dei pazienti trattati con placebo. Aumenti di 5 volte il limite superiore del range di normalità si sono verificati nel 1,8% dei pazienti trattati con fingolimod e nello 0,9% dei pazienti trattati con placebo. Negli studi clinici il trattamento con fingolimod veniva interrotto se l’aumento era >5 volte il limite superiore del range di normalità. In alcuni pazienti sottoposti nuovamente al trattamento dopo sospensione, si è riverificato innalzamento delle transaminasi epatiche, a conferma di una relazione esistente tra questo aumento e fingolimod. Negli studi clinici aumenti delle transaminasi epatiche si sono verificati in qualsiasi momento durante il trattamento, anche se la maggior parte si è verificata nei primi 12 mesi. I livelli delle transaminasi ematiche sono ritornati ai valori normali approssimativamente 2 mesi dopo l’interruzione di fingolimod. Fingolimod non è stato studiato nei pazienti con grave danno epatico preesistente (Child-Pugh classe C) e pertanto non deve essere utilizzato in questi pazienti (vedere paragrafo 4.3). A causa delle proprietà immunosoppressive di fingolimod, nei pazienti con epatite virale attiva in corso si deve ritardare l’inizio del trattamento fino alla risoluzione della fase attiva. Prima dell’inizio del trattamento devono essere disponibili analisi recenti (cioè effettuate nei 6 mesi precedenti) dei livelli delle transaminasi e della bilirubina. In assenza di sintomi clinici, i livelli dell

8 transaminasi epatiche e della bilirubina sierica devono essere controllati dopo 1, 3, 6, 9 e 12 mesi di terapia e in seguito periodicamente fino a 2 mesi dopo l’interruzione di fingolimod. In assenza di sintomi clinici, se i livelli di transaminasi epatiche sono maggiori di 3 volte ma minori di 5 volte il limite di normalità (ULN) senza incremento della bilirubina sierica, si deve predisporre un più frequente monitoraggio, comprese le misurazioni di bilirubina sierica e della fosfatasi alcalina (ALP), per determinare se si verificano ulteriori aumenti e per discernere se è presente un’eziologia alternativa della disfunzione epatica. Se i livelli di transaminasi epatiche sono almeno 5 volte l’ULN o almeno 3 volte l’ULN associati a un qualsiasi aumento della bilirubina sierica, il trattamento con fingolimod deve essere interrotto. Si deve continuare il monitoraggio epatico. Se i livelli sierici ritornano nella norma (anche nel caso sia stata identificata una causa alternativa della disfunzione epatica), il trattamento con fingolimod può essere ripreso sulla base di una attenta valutazione beneficio-rischio del paziente. Nei pazienti che presentano sintomi di disfunzione epatica, come nausea inspiegabile, vomito, dolore addominale, stanchezza, anoressia, ittero e/o colorazione scura delle urine, devono essere valutati prontamente i livelli degli enzimi epatici e della bilirubina e qualora sia confermato un danno epatico significativo il trattamento deve essere interrotto. Il trattamento non deve essere ripreso a meno che possa essere stabilita una plausibile eziologia alternativa per i segnali e i sintomi di danno epatico. Sebbene non vi siano dati per stabilire che i pazienti con patologia epatica preesistente presentino un maggior rischio di sviluppo di elevati valori nei test di funzionalità epatica quando assumono fingolimod, si deve prestare cautela quando si somministra fingolimod a pazienti con storia di patologia epatica significativa. Effetti sulla pressione arteriosa I pazienti con ipertensione non controllata dai medicinali sono stati esclusi dagli studi clinici condotti prima della commercializzazione di fingolimod; pertanto, si raccomanda un’attenzione particolare se pazienti con ipertensione non controllata vengono trattati con fingolimod. Negli studi clinici condotti nei pazienti con sclerosi multipla, il trattamento con fingolimod 0,5 mg è stato associato ad un aumento medio di circa 3 mmHg della pressione sistolica e di circa 1 mmHg della pressione diastolica: questi aumenti si sono manifestati circa 1 mese dopo l’inizio del trattamento e si sono mantenuti con la prosecuzione del trattamento. In uno studio controllato verso placebo della durata di due anni l’ipertensione è stata segnalata come evento avverso nel 6,5% dei pazienti trattati con fingolimod 0,5 mg e nel 3,3% dei pazienti trattati con placebo. Pertanto, la pressione deve essere controllata regolarmente durante il trattamento. Effetti sul sistema respiratorio Durante il trattamento con fingolimod sono state osservate lievi diminuzioni dose-dipendenti dei valori del volume espiratorio forzato (FEV1) e della capacità di diffusione per il monossido di carbonio (DLCO), diminuzioni che si sono verificate nel primo mese e sono rimaste stabili nel corso del trattamento. Fingolimod deve essere usato con cautela nei pazienti con gravi disturbi respiratori, fibrosi polmonare e broncopneumopatia cronica ostruttiva (vedere paragrafo 4.8). Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile Negli studi clinici e nell’esperienza postmarketing con la dose di 0,5 mg sono stati segnalati rari casi di sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES) (vedere paragrafo 4.8). I sintomi segnalati includevano insorgenza improvvisa di grave cefalea, nausea, vomito, alterazione dello stato mentale, disturbi visivi e crisi convulsive. I sintomi della PRES sono generalmente reversibili ma possono evolvere in ictus ischemico o emorragia cerebrale. Un ritardo nella diagnosi e nel trattamento può portare a conseguenze neurologiche permanenti. Se si sospetta la presenza di PRES, il trattamento con fingolimod deve essere interrotto. Trattamento precedente con terapie immunosoppressive o immunomodulatori

Non sono stati effettuati studi per valutare l’efficacia e la sicurezza di fingolimod quando i pazienti passano da un trattamento con teriflunomide, dimetilfumarato o alemtuzumab a fingolimod. Quando i pazienti passano da un'altra terapia modificante la patologia a fingolimod, si deve tenere in considerazione l’emivita di eliminazione e il meccanismo d’azione dell’altra terapia per evitare un effetto additivo sul sistema immunitario e, nello stesso tempo, ridurre al minimo il rischio di riattivazione della malattia. Si raccomanda di valutare un emocromo prima di iniziare il trattamento con fingolimod per accertarsi che gli effetti sul sistema immunitario indotti dalla terapia precedente (es. citopenia) si siano risolti. Generalmente il trattamento con fingolimod può essere iniziato immediatamente dopo l’interruzione della terapia con interferone o glatiramer acetato. Nel caso del dimetilfumarato, il periodo di washout deve essere sufficiente a ripristinare un adeguato emocromo prima di iniziare il trattamento con fingolimod. A causa della lunga emivita di eliminazione di natalizumab, generalmente l’eliminazione richiede fino a 2-3 mesi dopo l’interruzione del trattamento. Anche teriflumonide è eliminata lentamente dal plasma. Senza una procedura di eliminazione accelerata, la clearance di teriflunomide dal plasma può richiedere da parecchi mesi fino a 2 anni. Si raccomanda di eseguire una procedura di eliminazione accelerata, come descritto nel riassunto delle caratteristiche del prodotto di teriflunomide, o, in alternativa, il periodo di washout non deve essere inferiore ai 3,5 mesi. Si deve prestare cautela quando i pazienti passano da una terapia con natalizumab o teriflunomide a fingolimod per quanto riguarda i potenziali effetti concomitanti sul sistema immunitario. Alemtuzumab ha effetti immunosoppressivi intensi e prolungati. Poiché la reale durata di questi effetti non è nota, si raccomanda di non iniziare il trattamento con fingolimod dopo alemtuzumab a meno che i benefici del trattamento per il singolo paziente non siano chiaramente superiori ai rischi. La decisione di co-somministrare trattamenti prolungati a base di corticosteroidi deve essere presa dopo attenta valutazione. Co-somministrazione con potenti induttori del CYP450 Fingolimod deve essere usato con cautela in associazione a potenti induttori del CYP450. Si raccomanda di non co-somministrare l’erba di San Giovanni (vedere paragrafo 4.5). Tumori maligni Tumori cutanei maligni Vi sono state segnalazioni di carcinoma basocellulare (BCC) e altri tumori cutanei, tra cui il melanoma maligno, il carcinoma a cellule squamose, il sarcoma di Kaposi e il carcinoma a cellule di Merkel, in pazienti in trattamento con fingolimod (vedere paragrafo 4.8). È necessario sorvegliare la comparsa di lesioni cutanee e si raccomanda di eseguire un controllo medico della cute all’inizio del trattamento e successivamente ogni 6-12 mesi tenendo in considerazione il giudizio clinico. Il paziente deve rivolgersi ad un dermatologo in caso di lesioni sospette. Poiché esiste un rischio potenziale di escrescenze cutanee maligne, ai pazienti trattati con fingolimod deve essere sconsigliata l’esposizione alla luce solare senza protezione. Questi pazienti non devono ricevere una concomitante fototerapia con raggi UV-B o fotochemioterapia con PUVA. Linfomi Vi sono stati casi di linfoma in studi clinici e durante l’esperienza post-marketing (vedere paragrafo 4.8). I casi segnalati erano di natura eterogenea, principalmente linfoma non-Hodgkin, compresi linfomi a cellule B e a cellule T. Sono stati osservati anche casi di linfoma cutaneo a cellule T (micosi fungoide). È stato anche osservato un caso fatale di linfoma a cellule B con positività per il virus Epstein-Barr. Se si sospetta un linfoma, il trattamento deve essere interrotto.

Donne in età fertile A causa del rischio per il feto, l’uso di fingolimod è controindicato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive efficaci. Prima dell’inizio del trattamento, le donne in età fertile devono essere informate sul rischio per il feto, devono avere un test di gravidanza negativo e devono fare uso di misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per 2 mesi dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafi 4.3 e 4.6 e le informazioni presenti nel pacchetto informativo per il medico). Lesioni tumefattive Nel post marketing sono stati segnalati rari casi di lesioni tumefattive associate a una ricaduta di SM. In caso di ricadute gravi, si deve effettuare una RM per escludere la presenza di lesioni tumefattive. L’interruzione del trattamento deve essere considerata dal medico su base individuale, tenendo in considerazione i benefici e i rischi per il singolo paziente. Ritorno dell’attività della malattia (effetto rebound) dopo l’interruzione del trattamento con fingolimod Nel post marketing, raramente sono state osservate gravi esacerbazioni della malattia in alcuni pazienti che avevano interrotto il trattamento con fingolimod. Questo è stato generalmente osservato entro 12 settimane dopo l’interruzione del trattamento con fingolimod ma è stato anche segnalato fino a 24 settimane dopo la sospensione di fingolimod. Si raccomanda pertanto cautela quando si interrompe la terapia con fingolimod. Se si considera necessario interrompere il trattamento con fingolimod, la possibilità di un ritorno di malattia con attività eccezionalmente elevata deve essere tenuta in considerazione e i pazienti devono essere controllati per segni e sintomi rilevanti e, se necessario, deve essere iniziato un trattamento appropriato (vedere sotto “Interruzione della terapia”). Interruzione della terapia Sulla base dell’emivita del farmaco, nel caso si decida di interrompere il trattamento con fingolimod, è necessario lasciare un intervallo di 6 settimane senza terapia, per permettere di eliminare fingolimod dal sangue (vedere paragrafo 5.2). La conta dei linfociti ritorna progressivamente ai valori di normalità entro 1-2 mesi dall’interruzione della terapia nella maggior parte dei pazienti (vedere paragrafo 5.1) sebbene il recupero completo possa richiedere un tempo significativamente più lungo in alcuni pazienti. L’avvio di altre terapie durante tale intervallo di tempo comporta un'esposizione concomitante a fingolimod. L’uso di farmaci immunosoppressori subito dopo l'interruzione della somministrazione di fingolimod può determinare un effetto additivo sul sistema immunitario e pertanto si raccomanda cautela. Dopo l’interruzione di fingolimod in caso di PML, si raccomanda di monitorare i pazienti per lo sviluppo della sindrome infiammatoria da immunoricostituzione (PML-IRIS) (vedere sopra “Leucoencefalopatia multifocale progressiva”) Si raccomanda cautela anche quando si interrompe la terapia con fingolimod per il rischio di un effetto rebound (vedere sopra “Ritorno dell’attività della malattia (effetto rebound) dopo l’interruzione del trattamento con fingolimod”). Se si ritiene necessario sospendere il trattamento con fingolimod, i pazienti devono essere controllati durante questo periodo per identificare i segnali rilevanti di un possibile effetto rebound. Interferenza con i dosaggi sierologici Poiché fingolimod riduce la conta dei linfociti ematici, tramite la loro ridistribuzione negli organi linfoidi secondari, questa non può essere utilizzata per valutare lo stato linfocitario di un paziente trattato con fingolimod. Gli esami di laboratorio che prevedono l’utilizzo di cellule mononuclear

11 circolanti richiedono volumi ematici maggiori a causa della riduzione nel numero dei linfociti circolanti. Popolazione pediatrica Il profilo di sicurezza nei pazienti pediatrici è simile a quello negli adulti e pertanto le avvertenze e precauzioni per gli adulti si applicano anche ai pazienti pediatrici. In particolare, quando fingolimod è prescritto ai pazienti pediatrici si deve considerare quanto segue: - Al momento della prima somministrazione devono essere seguite precauzioni (vedere sopra “Bradiaritmia”). Le stesse precauzioni previste per la prima somministrazione sono raccomandate quando i pazienti passano dalla dose giornaliera di 0,25 mg a 0,5 mg. - Nello studio controllato pediatrico D2311, sono stati segnalati casi di crisi convulsive, ansia, umore depresso e depressione con una maggiore incidenza nei pazienti trattati con fingolimod rispetto ai pazienti trattati con interferone beta-1a. Si richiede cautela in questo sottogruppo di popolazione (vedere “Popolazione pediatrica” al paragrafo 4.8). - Lievi isolati aumenti di bilirubina sono stati osservati nei pazienti pediatrici in trattamento con fingolimod. - Si raccomanda che i pazienti pediatrici completino tutte le immunizzazioni in accordo con le linee guida in vigore sull’immunizzazione prima di iniziare la terapia con fingolimod (vedere sopra “Infezioni”). - Sono disponibili dati molto limitati nei bambini di età compresa tra 10–12 anni, di peso corporeo inferiore ai 40 kg o con stadio di Tanner <2 (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). Si richiede cautela in questi sottogruppi per le conoscenze molto limitate disponibili dallo studio clinico. - Non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine nella popolazione pediatrica.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Terapie antineoplastiche, immunomodulatorie o immunosoppressive Le terapie antineoplastiche, immunomodulatorie o immunosoppressive non devono essere somministrate in concomitanza, a causa del rischio di effetti additivi sul sistema immunitario (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Si deve procedere con cautela anche quando i pazienti iniziano la terapia con fingolimod dopo aver interrotto il trattamento con terapie a lunga durata d’azione con effetti sul sistema immunitario, come ad esempio natalizumab, teriflunomide o mitoxantrone (vedere paragrafo 4.4). Negli studi clinici sulla sclerosi multipla il trattamento concomitante delle ricadute con un breve ciclo di corticosteroidi non è stato associato ad un aumentato tasso di infezioni. Vaccinazioni Durante il trattamento e fino a due mesi dopo l’interruzione del trattamento con fingolimod le vaccinazioni possono risultare meno efficaci. L’uso di vaccini vivi attenuati può determinare un rischio di infezioni e deve pertanto essere evitato (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Sostanze che inducono bradicardia Fingolimod è stato studiato in combinazione con atenololo e diltiazem. Quando fingolimod è stato somministrato con atenololo in uno studio di interazione condotto in volontari sani, all’inizio del trattamento si è verificata una riduzione aggiuntiva del 15% della frequenza cardiaca; tale effetto non si è osservato con diltiazem. A causa del potenziale effetto additivo sulla frequenza cardiaca, il trattamento con fingolimod non deve essere iniziato nei pazienti che assumono beta-bloccanti o altri farmaci che possono diminuire la frequenza cardiaca, come gli antiaritmici di classe Ia e III, i bloccanti del canale del calcio (come ad esempio verapamil o diltiazem), ivabradina, digossina, anticolinesterasici o pilocarpina (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Se per questi pazienti si prende i

12 considerazione il trattamento con fingolimod, si deve consultare un cardiologo per valutare il passaggio ad altri medicinali che non provochino diminuzione della frequenza cardiaca oppure per definire un adeguato monitoraggio all’inizio del trattamento. Qualora non fosse possibile interrompere il trattamento con i farmaci che diminuiscono la frequenza cardiaca, si raccomanda il monitoraggio almeno sino al mattino successivo. Interazioni farmacocinetiche di fingolimod indotte da altre sostanze Fingolimod è metabolizzato principalmente dal CYP4F2. Anche altri enzimi come il CYP3A4 possono intervenire nella sua metabolizzazione, particolarmente nel caso di potente induzione del CYP3A4. Non è da attendersi che i potenti inibitori delle proteine trasportatrici influenzino il comportamento di fingolimod. La co-somministrazione di fingolimod con chetoconazolo ha determinato, tramite inibizione del CYP4F2, un aumento di 1,7 volte dell’esposizione (AUC) a fingolimod e a fingolimod fosfato. Si deve prestare cautela nel somministrare fingolimod con sostanze che possono inibire il CYP3A4 (inibitori delle proteasi, antifungini azolici, alcuni macrolidi come claritromicina o telitromicina). La somministrazione concomitante di carbamazepina 600 mg due volte al giorno, raggiunto lo stato stazionario, e di una dose singola di fingolimod 2 mg, ha ridotto l’AUC di fingolimod e del suo metabolita del 40% circa. Altri potenti induttori dell’enzima CYP3A4, come ad esempio rifampicina, fenobarbitale, fenitoina, efavirenz e l’erba di san Giovanni, possono indurre una riduzione dell’AUC di fingolimod e del suo metabolita almeno di questa entità. Poiché questo può potenzialmente comprometterne l’efficacia, si deve procedere con cautela quando si somministrano in combinazione. La somministrazione concomitante con l’erba di San Giovanni non è comunque raccomandata (vedere paragrafo 4.4). Interazioni farmacocinetiche di altre sostanze indotte da fingolimod È improbabile che fingolimod interagisca con sostanze metabolizzate principalmente dagli enzimi del CYP450 o da substrati delle principali proteine trasportatrici. La co-somministrazione di fingolimod con ciclosporina non ha determinato alcun cambiamento nell’esposizione alla ciclosporina o a fingolimod. Pertanto, non è da attendersi che fingolimod modifichi la farmacocinetica dei medicinali che sono substrati del CYP3A4. La co-somministrazione di fingolimod con contraccettivi orali (etinilestradiolo e levonorgestrel) non ha comportato alcun cambiamento nell’esposizione ai contraccettivi orali. Non sono stati condotti studi di interazione con contraccettivi orali contenenti altri progestinici; tuttavia non è da attendersi un effetto di fingolimod sull’esposizione a tali farmaci.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Donne in età fertile/Contraccezione nelle donne L’uso di fingolimod è controindicato nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive efficaci (vedere paragrafo 4.3). Pertanto, prima di iniziare il trattamento in donne potenzialmente fertili, deve essere disponibile un test di gravidanza negativo e devono essere fornite informazioni sui gravi rischi per il feto. Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per 2 mesi dopo l’interruzione del trattamento con fingolimod poichè fingolimod richiede circa 2 mesi per essere eliminato dall’organismo dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4). Misure specifiche sono anche incluse nel pacchetto informativo per il medico. Queste misure devono essere implementate prima della prescrizione di fingolimod a pazienti di sesso femminile e durante il trattamento.

Quando si interrompe la terapia con fingolimod per pianificare una gravidanza, deve essere considerata la possibilità di un ritorno dell’attività della malattia (vedere paragrafo 4.4). Gravidanza Sulla base dell’esperienza nell’uomo, i dati post-marketing suggeriscono che l’uso di fingolimod è associato ad un aumento di 2 volte del rischio di gravi malformazioni congenite quando è somministrato durante la gravidanza rispetto al tasso osservato nella popolazione generale (2-3%; EUROCAT). Le seguenti gravi malformazioni sono state segnalate più frequentemente: - Malattia cardiaca congenita come difetti del setto atriale e ventricolare, tetralogia di Fallot - Anomalie renali - Anomalie muscoloscheletriche Non vi sono dati sugli effetti di fingolimod sul travaglio e sul parto. Studi animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva, compresa la perdita del feto e difetti d’organo, in particolare tronco arterioso persistente e difetto del setto ventricolare (vedere paragrafo 5.3). Inoltre è noto che il recettore su cui agisce fingolimod (sfingosina 1-fosfato) è coinvolto nella formazione vascolare durante l’embriogenesi. Di conseguenza, fingolimod è controindicato durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Fingolimod deve essere interrotto 2 mesi prima di pianificare una gravidanza (vedere paragrafo 4.4). Se una donna inizia una gravidanza durante il trattamento, fingolimod deve essere interrotto. Deve essere fornita consulenza medica sul rischio di effetti dannosi per il feto associati con il trattamento e devono essere effettuati esami ecografici. Allattamento Fingolimod è escreto nel latte di animali trattati durante l’allattamento (vedere paragrafo 5.3). A causa delle potenziali reazioni avverse gravi a fingolimod nei lattanti, le donne in trattamento con fingolimod non devono allattare con latte materno. Fertilità I dati degli studi preclinici non indicano che fingolimod sia associato a un maggior rischio di riduzione della fertilità (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Fingolimod non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Tuttavia, talvolta, all’inizio del trattamento, possono verificarsi capogiri o sonnolenza. Quando si inizia il trattamento con fingolimod si raccomanda di tenere in osservazione i pazienti per 6 ore (vedere paragrafo 4.4 Bradiaritmia).

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse più frequenti (incidenza ≥10%) alla dose di 0,5 mg sono state mal di testa (24,5%), aumento degli enzimi epatici (15,2%), diarrea (12,6%), tosse (12,3%), influenza (11,4%), sinusite (10,9%) e mal di schiena (10,0%).

Tabella delle reazioni avverse Di seguito sono elencate le reazioni avverse riportate negli studi clinici e quelle derivanti dall’esperienza post-marketing mediante segnalazioni spontanee o da casi di letteratura. Le categorie di frequenza sono definite utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1 000, <1/100); raro (≥1/10 000, <1/1 000); molto raro (<1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità. Infezioni ed infestazioni Molto comune: Influenza Sinusite Comune: Infezioni da herpes virus Bronchite Tinea versicolor Non comune: Infezione polmonare Non nota: Leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML)** Infezioni criptococciche ** Tumori benigni, maligni e non specificati (incl. cisti e polipi) Comune: Carcinoma basocellulare Non comune: Melanoma maligno**** Raro: Linfoma*** Carcinoma a cellule squamose **** Molto raro: Sarcoma di Kaposi**** Non nota Carcinoma a cellule di Merkel*** Patologie del sistema emolinfopoietico Comune: Linfopenia Leucopenia Non comune: Trombocitopenia Non nota: Anemia emolitica autoimmune*** Edema periferico*** Disturbi del sistema immunitario Non nota: Reazioni di ipersensibilità, incluse eruzione cutanea, orticaria e angioedema subito dopo l’inizio del trattamento *** Sindrome infiammatoria da immunoricostituzione (IRIS)** Disturbi psichiatrici Comune: Depressione Non comune: Umore depresso Patologie del sistema nervoso Molto comune: Cefalea Comune: Capogiro Emicrania Non comune: Convulsione Rare: Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES)* Non nota: Grave esacerbazione della malattia dopo l’interruzione del trattamento con fingolimod *** Patologie dell’occhio Comune: Visione offuscata Non comune: Edema maculare Patologie cardiach

Comune: Bradicardia Blocco atrioventricolare Molto raro: Inversione dell’onda T*** Patologie vascolari Comune: Ipertensione Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune: Tosse Comune: Dispnea Patologie gastrointestinali Molto comune: Diarrea Non comune: Nausea*** Patologie epatobiliari Non nota: Insufficienza epatica acuta *** Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune: Eczema Alopecia Prurito Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Molto comune: Dolore dorsale Comune: Mialgia Artralgia Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: Astenia Esami diagnostici Molto comune: Enzima epatico aumentato (alanina transaminasi, gammaglutamiltransferasi, aspartato transaminasi aumentate) Comune: Peso diminuito*** Trigliceridi ematici aumentati Non comune: Conta dei neutrofili diminuita * La categoria di frequenza degli eventi è stata basata su un’esposizione a fingolimod stimata di circa 10 000 pazienti in tutti gli studi clinici. ** PML, IRIS e infezioni criptococciche (inclusi casi di meningite criptococcica) sono state segnalate nell’esperienza postmarketing (vedere paragrafo 4.4). *** Reazioni avverse derivanti da segnalazioni spontanee e dalla letteratura. **** La categoria di frequenza e la valutazione del rischio sono state basate su un’esposizione a fingolimod 0,5 mg stimata di oltre 24 000 pazienti in tutti gli studi clinici. Descrizione di alcune specifiche reazioni avverse Infezioni Negli studi clinici in pazienti con sclerosi multipla, il tasso generale di infezioni (65,1%) riportato con la dose di 0,5 mg è risultato simile a quello osservato con il placebo. Tuttavia, le infezioni delle basse vie respiratorie, principalmente bronchiti e, in misura minore, infezioni erpetiche e polmoniti, sono risultate più frequenti nei pazienti trattati con fingolimod. Sono stati segnalati alcuni casi di infezione erpetica disseminata, inclusi casi fatali, anche con la dose di 0,5 mg.

Nell’esperienza post-marketing sono stati segnalati casi di infezioni da patogeni opportunisti, come ad esempio patogeni virali (es. virus varicella-zoster [VZV], virus di John Cunningham [JCV] responsabile della leucoencefalopatia multifocale progressiva, virus herpes simplex [HSV]), fungini (es. criptococchi incluso quello responsabile della meningite criptococcica) o batterici (es. micobatterio atipico), alcuni dei quali sono stati fatali (vedere paragrafo 4.4). Nella fase successiva all’immissione in commercio, casi di infezione da papilloma virus umano (HPV), compresi papilloma, displasia, condilomi e cancro correlato a HPV, sono stati segnalati durante il trattamento con fingolimod (vedere paragrafo 4.4). Per le proprietà immunosoppresive di fingolimod, si deve prendere in considerazione la vaccinazione contro il virus HPV prima di iniziare il trattamento con fingolimod, tenendo conto delle raccomandazioni sulla vaccinazione. Si raccomanda lo screening per il cancro, compreso il Pap test, come da standard di cura. Edema maculare Negli studi clinici in pazienti con sclerosi multipla l’edema maculare si è verificato nello 0,5% dei pazienti trattati con la dose raccomandata di 0,5 mg e nell’1,1% dei pazienti trattati con la dose più alta (1,25 mg). La maggior parte dei casi si è verificata entro i primi 3-4 mesi di terapia. Alcuni pazienti hanno riferito offuscamento della vista e diminuzione dell’acuità visiva; altri soggetti sono risultati asintomatici e la diagnosi è stata effettuata durante una visita oftalmologica di routine. Generalmente l’edema maculare è migliorato o si è risolto spontaneamente dopo l’interruzione del trattamento. Non è stato valutato il rischio di una ricorrenza dopo una nuova esposizione al trattamento. L’incidenza di edema maculare è aumentata nei pazienti con sclerosi multipla con storia di uveite (17% con storia di uveite vs. 0,6% senza storia di uveite). Fingolimod non è stato studiato in pazienti con sclerosi multipla e diabete mellito, una patologia associata ad un aumentato rischio di edema maculare (vedere paragrafo 4.4). Negli studi clinici in pazienti sottoposti a trapianto renale in cui sono stati inclusi pazienti con diabete mellito, la terapia con fingolimod 2,5 mg e 5 mg ha determinato un incremento di due volte dell’incidenza di edema maculare. Bradiaritmia L’inizio del trattamento determina una transitoria diminuzione della frequenza cardiaca e può anche essere associato a ritardi nella conduzione atrioventricolare. Negli studi clinici in pazienti con sclerosi multipla, la massima diminuzione nella frequenza cardiaca è stata osservata entro le prime 6 ore dopo l’inizio del trattamento, con diminuzioni della frequenza in media di 12-13 battiti al minuto in corso di trattamento con fingolimod 0,5 mg. Raramente si è osservata una diminuzione della frequenza cardiaca al di sotto dei 40 battiti al minuto nei pazienti adulti e al di sotto di 50 battiti al minuto nei pazienti pediatrici trattati con fingolimod 0,5 mg. La frequenza cardiaca media è ritornata verso i valori basali entro 1 mese di trattamento continuativo. La bradicardia è stata generalmente asintomatica, ma alcuni pazienti hanno manifestato sintomi da lievi a moderati, compresi ipotensione, capogiri, stanchezza e/o palpitazioni, che si sono risolti entro le prime 24 ore dall’inizio del trattamento (vedere anche paragrafi 4.4 e 5.1). In studi clinici nella sclerosi multipla, si è osservato blocco atrio-ventricolare di primo grado (prolungamento dell’intervallo PR all’ECG) dopo l’inizio del trattamento in pazienti adulti e pediatrici. Negli studi clinici in adulti si è verificato nel 4,7% dei pazienti trattati con fingolimod 0,5 mg, nel 2,8% dei pazienti trattati con interferone beta-1a intramuscolo e nel 1,6% dei pazienti trattati con placebo. In meno dello 0,2% dei pazienti adulti trattati con fingolimod 0,5 mg è stato segnalato blocco atrio-ventricolare di secondo grado. Nell’esperienza post-marketing, durante le 6 ore di monitoraggio dopo la prima dose di fingolimod, sono stati segnalati isolati episodi di blocco atrioventricolare completo, transitorio e a risoluzione spontanea. I pazienti si sono ripresi spontaneamente. Le anomalie nella conduzione, osservate sia negli studi clinici sia nell’esperienza post-marketing, sono state solitamente transitorie, asintomatiche e si sono risolte entro le prime 24 ore dall’inizio del trattamento. Sebbene per la maggior parte dei pazienti non sia stato necessario alcun intervento medico, ad un paziente in trattamento con fingolimod 0,5 mg è stata somministrata isoprenalina in seguito ad un episodio asintomatico di blocco atrio-ventricolare di secondo grado di tipo Mobitz 1.

Nell’esperienza post-marketing, nelle 24 ore successive alla somministrazione della prima dose si sono verificati eventi isolati ad insorgenza tardiva, inclusa asistolia transitoria e morte inspiegabile. La valutazione di questi casi è complicata a causa della presenza di medicinali concomitanti e/o di patologie preesistenti. Non è certa la correlazione di questi eventi con fingolimod. Pressione arteriosa Negli studi clinici condotti in pazienti con sclerosi multipla, il trattamento con fingolimod 0,5 mg è stato associato ad un aumento medio della pressione sistolica di circa 3 mmHg e della pressione diastolica di circa 1 mmHg, manifestandosi circa 1 mese dopo l’inizio del trattamento. Questi aumenti si sono mantenuti con la prosecuzione del trattamento. È stata segnalata ipertensione nel 6,5% dei pazienti trattati con fingolimod 0,5 mg e nel 3,3% dei pazienti trattati con placebo. Nell’esperienza post-marketing sono stati segnalati, entro il primo mese e nel primo giorno di trattamento, casi di ipertensione che possono richiedere il trattamento con farmaci antiipertensivi o l’interruzione di fingolimod (vedere anche paragrafo 4.4 Effetti sulla pressione arteriosa). Funzionalità epatica In pazienti adulti e pediatrici con sclerosi multipla trattati con fingolimod sono stati segnalati aumenti dei livelli degli enzimi epatici. Negli studi clinici, si è osservato un innalzamento asintomatico dei livelli ematici di ALT ≥3 volte e ≥5 volte il limite superiore del range di normalità (ULN) rispettivamente nell’8,0% e nel 1,8% dei pazienti adulti trattati con fingolimod 0,5 mg. In alcuni pazienti sottoposti nuovamente al trattamento dopo sospensione, si è riverificato innalzamento delle transaminasi epatiche, a conferma di una relazione esistente tra questo aumento e il medicinale. Negli studi clinici aumenti delle transaminasi epatiche si sono verificati in qualsiasi momento durante il trattamento, anche se la maggior parte si è verificata nei primi 12 mesi. I livelli di ALT sono ritornati nella norma circa 2 mesi dopo l’interruzione del trattamento. In un piccolo numero di pazienti (N=10 alla dose 1,25 mg, N=2 alla dose 0,5 mg), in cui si sono verificati innalzamenti di ALT ≥5 volte il limite superiore del range di normalità e che hanno continuato la terapia con fingolimod, i valori di ALT sono tornati alla normalità entro circa 5 mesi (vedere anche paragrafo 4.4 Funzionalità epatica). Patologie del sistema nervoso Negli studi clinici, in pazienti trattati con fingolimod alle dosi più elevate (1,25 mg e 5,0 mg), si sono verificati rari eventi che hanno interessato il sistema nervoso e che comprendono ictus ischemico ed emorragico e disturbi neurologici atipici, come ad esempio eventi simili alla encefalomielite acuta disseminata (EAD). Casi di crisi convulsive, compreso stato epilettico, sono stati riportati con l’uso di fingolimod negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing. Patologie vascolari Rari casi di arteriopatia obliterante periferica si sono verificati in pazienti trattati con fingolimod alle dosi più elevate (1,25 mg). Sistema respiratorio Durante il trattamento con fingolimod sono state osservate lievi diminuzioni dose-dipendenti dei valori del volume espiratorio forzato (FEV1) e della capacità di diffusione per il monossido di carbonio (DLCO) che si sono verificate nel primo mese e sono rimaste stabili nel corso del trattamento con fingolimod. Al mese 24 la riduzione in percentuale dei valori basali del FEV1 previsto è stata del 2,7% per fingolimod 0,5 mg e del 1,2% per il placebo, una differenza che si è risolta dopo l’interruzione del trattamento. Per la DLCO le riduzioni al mese 24 sono state del 3,3% per fingolimod 0,5 mg e del 2,7% per il placebo (vedere anche paragrafo 4.4, Effetti sul sistema respiratorio). Linfomi Sia negli studi clinici sia nell’esperienza post-marketing sono stati segnalati casi di linfoma di diverse tipologie, compreso un caso fatale di linfoma a cellule B con positività per il virus di Epstein-Barr (EBV). L’incidenza di casi di linfoma non-Hodgkin (a cellule B e a cellule T) è risultata superiore negli studi clinici rispetto a quella attesa nella popolazione generale. Nell’esperienza post-marketin

18 sono stati segnalati anche alcuni casi di linfoma a cellule T, inclusi casi di linfoma cutaneo a cellule T (micosi fungoide) (vedere anche paragrafo 4.4, Tumori maligni). Sindrome emofagocitica Sono stati segnalati casi molto rari di sindrome emofagocitica (Haemophagocytic syndrome, HPS) con esito fatale in pazienti trattati con fingolimod nel contesto di un’infezione. L’HPS è una condizione rara che è stata descritta in associazione ad infezioni, immunosoppressione e una varietà di malattie autoimmuni. Popolazione pediatrica Nello studio controllato pediatrico D2311 (vedere paragrafo 5.1), il profilo di sicurezza nei pazienti pediatrici (di età compresa tra 10 e meno di 18 anni) in trattamento con 0,25 mg o 0,5 mg di fingolimod al giorno è stato nel complesso simile a quello osservato nei pazienti adulti. Nello studio sono stati osservati, tuttavia, più disturbi neurologici e psichiatrici. È necessaria cautela in questo sottogruppo per le conoscenze molto limitate disponibili dallo studio clinico. Nello studio pediatrico, casi di crisi convulsive sono stati segnalati nel 5,6% dei pazienti trattati con fingolimod e nello 0,9% dei pazienti trattati con interferone beta-1a. È noto che depressione e ansia si verificano con una frequenza aumentata nella popolazione affetta da sclerosi multipla. Depressione e ansia sono state segnalate anche nei pazienti pediatrici trattati con fingolimod. Lievi isolati aumenti di bilirubina sono stati osservati in pazienti pediatrici in trattamento con fingolimod. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Dosi singole sino a 80 volte la dose raccomandata (0,5 mg) sono state ben tollerate nei volontari sani adulti. Alla dose di 40 mg, 5 dei 6 soggetti hanno segnalato debole oppressione toracica o malessere clinicamente riferibili a reattività delle vie aeree. Fingolimod può indurre bradicardia all’inizio del trattamento. La diminuzione della frequenza cardiaca si verifica solitamente entro un’ora dalla prima dose ed è massima entro le prime 6 ore. L’effetto cronotropo negativo di fingolimod persiste oltre le 6 ore e si attenua progressivamente nei giorni successivi di trattamento (vedere paragrafo 4.4 per ulteriori dettagli). Ci sono state segnalazioni di rallentamento della conduzione atrio-ventricolare, con isolate segnalazioni di blocco atrio-ventricolare completo, transitorio e a risoluzione spontanea (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Se il sovradosaggio coincide con la prima esposizione a fingolimod, è importante sottoporre il paziente a monitoraggio elettrocardiografico continuo (in tempo reale) con misurazione ad ogni ora della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, almeno durante le prime 6 ore (vedere paragrafo 4.4). Inoltre, se, dopo 6 ore dalla somministrazione della prima dose, la frequenza cardiaca risulta <45 battiti al minuto negli adulti, <55 bpm nei pazienti pediatrici dai 12 anni di età e oltre, o <60 bpm nei pazienti pediatrici tra 10 anni di età e sotto i 12 anni, o se l’elettrocardiogramma evidenzia un blocco atrio-ventricolare di secondo grado o di grado superiore, o se l’intervallo QTc risulta ≥500 msec, il monitoraggio deve essere prolungato almeno per tutta la notte e comunque sino a risoluzione de

19 sintomi. Anche la comparsa in qualsiasi momento di un blocco atrio-ventricolare di terzo grado deve condurre al prolungamento del monitoraggio, compreso il monitoraggio almeno per tutta la notte. Fingolimod non viene eliminato dal corpo né con la dialisi né con la plasmaferesi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Immunosoppressori, immunosoppressori ad azione selettiva, codice ATC: L04AE01 Meccanismo d’azione Fingolimod è un modulatore del recettore per la sfingosina-1-fosfato (S1P). Per opera della sfingosinachinasi, fingolimod si trasforma nel metabolita attivo fingolimod fosfato. Fingolimod fosfato si lega, a basse concentrazioni nanomolari, al recettore 1 S1P localizzato sulla superficie dei linfociti, e attraversa facilmente la barriera emato-encefalica per legarsi, nel sistema nervoso centrale, al recettore 1 S1P collocato sulle cellule del sistema nervoso centrale (SNC). Fingolimod fosfato, agendo come antagonista funzionale dei recettori S1P espressi sui linfociti, inibisce la capacità dei linfociti di fuoriuscire dai linfonodi, determinando ridistribuzione anzichè distruzione dei linfociti. Studi sull’animale hanno dimostrato che questa ridistribuzione riduce l’infiltrazione dei linfociti patogeni, comprese le cellule pro-infiammatorie Th17, nel SNC, dove sono coinvolti nell’infiammazione a carico dei nervi e nel danno tissutale. Gli studi sugli animali e gli esperimenti in vitro indicano che fingolimod può agire anche mediante l’interazione con i recettori S1P espressi sulle cellule del sistema nervoso centrale. Effetti farmacodinamici Entro 4-6 ore dalla prima somministrazione di fingolimod 0,5 mg, il numero dei linfociti nel sangue periferico si riduce a valori pari al 75% circa rispetto al valore basale. Proseguendo con le somministrazioni giornaliere, il numero dei linfociti continua a diminuire per due settimane, raggiungendo un valore minimo di circa 500 cellule/microlitro, oppure il 30% circa del valore basale. Il 18% dei pazienti ha raggiunto almeno una volta un valore minimo al di sotto delle 200 cellule/microlitro. Con il trattamento continuativo giornaliero il numero dei linfociti si mantiene basso. La maggior parte dei linfociti T e B migra regolarmente attraverso gli organi linfoidi: fingolimod agisce principalmente su queste cellule. Circa il 15-20% dei linfociti T ha un fenotipo TEM (effettore della memoria): queste cellule sono importanti per la sorveglianza immunitaria periferica. Poiché questo tipo di linfociti generalmente non migra negli organi linfoidi, fingolimod non agisce su queste cellule. L’aumento del numero dei linfociti periferici è evidente nei giorni successivi all’interruzione del trattamento con fingolimod; le conte linfocitarie ritornano ai valori normali generalmente entro uno o due mesi. La somministrazione cronica di fingolimod determina una lieve diminuzione del numero dei neutrofili pari all’80% circa del valore basale. Fingolimod non agisce sui monociti. Fingolimod causa all’inizio del trattamento una transitoria riduzione della frequenza cardiaca e diminuzione della conduzione atrio-ventricolare (vedere paragrafi 4.4. e 4.8). La massima riduzione della frequenza cardiaca si osserva entro 6 ore dalla somministrazione, con il raggiungimento nel primo giorno del 70% dell’effetto cronotropo negativo. Con le somministrazioni successive la frequenza cardiaca ritorna ai valori basali entro un mese. La riduzione della frequenza cardiaca indotta da fingolimod può essere annullata dalla somministrazione parenterale di dosi di atropina o isoprenalina. È stato anche dimostrato che salmeterolo assunto per via inalatoria ha un modesto effetto cronotropo positivo. Quando si inizia il trattamento con fingolimod si assiste ad un aumento delle contrazioni atriali premature, ma non si osserva una frequenza maggiore di fibrillazione atriale/flutter o di aritmie ventricolari o di ectopia. Il trattamento con fingolimod non determina diminuzione della gittata cardiaca. Il trattamento con fingolimond non influisce sulle risposte simpaticomimetiche del cuore, inclusa la variazione diurna della frequenza cardiaca e la risposta allo sforzo.

S1P4 può contribuire parzialmente all’effetto ma non essere il principale recettore responsabile per la deplezione linfoide. Il meccanismo d’azione della bradicardia e della vasocostrizione è stato studiato anche in vitro su porcellini d’India e sull’aorta e sull’arteria coronarica isolate di coniglio. Si è concluso che la bradicardia può essere mediata principalmente dall’attivazione di canali del potassio rettificanti verso l’interno o da canali K+ rettificanti verso l’interno attivati dalla proteina G (IKACh/GIRK) e sembra che la vasocostrizione sia mediata da un meccanismo dipendente dalla Rho kinasi e calcio. Il trattamento con fingolimod, a dosi singole o ripetute di 0,5 mg e 1,25 mg per due settimane, non determina un aumento percepibile della resistenza delle vie aeree misurata come FEV1 e come Flusso Espiratorio Forzato (FEF) 25-75. Tuttavia, con dosi singole di fingolimod ≥5 mg (10 volte la dose raccomandata), si verifica un aumento dose-dipendente delle resistenze delle vie aeree. Il trattamento con fingolimod a dosi ripetute di 0,5 mg, 1,25 mg o 5 mg non determina compromissione dell’ossigenazione o desaturazione di ossigeno sotto sforzo o un aumento della risposta delle vie aeree alla metacolina. I soggetti in trattamento con fingolimod rispondono con una broncodilatazione normale ai beta-agonisti per inalazione. Efficacia e sicurezza clinica L’efficacia di fingolimod è stata dimostrata in due studi che hanno valutato la somministrazione di fingolimod 0,5 mg e 1,25 mg una volta al giorno in pazienti adulti con sclerosi multipla recidivanteremittente (SMRR). In entrambi gli studi sono stati arruolati pazienti adulti che avevano avuto ≥2 recidive nei 2 anni precedenti o ≥1 recidiva nell’anno precedente. Il punteggio nella Expanded Disability Status Scale (EDSS) era di 0-5,5. Un terzo studio condotto nella stessa popolazione di pazienti adulti è stato completato dopo la registrazione di fingolimod. Nello studio D2301 (FREEDOMS) di fase III, della durata di 2 anni, randomizzato e controllato in doppio cieco contro placebo, sono stati inclusi 1 272 pazienti (n=425 trattati con fingolimod 0,5 mg, 429 con fingolimod 1,25 mg, 418 con placebo). I valori mediani delle caratteristiche basali erano: età 37 anni, durata della malattia 6,7 anni, punteggio EDSS pari a 2,0. I risultati sono presentati nella Tabella 1. Non ci sono state differenze significative tra le dosi 0,5 mg e 1,25 mg relativamente a tutti gli endpoint. Tabella 1 Studio D2301 (FREEDOMS): principali risultati Fingolimod 0,5 mg Placebo Endpoints clinici Tasso annualizzato di ricaduta (endpoint primario) 0,18** 0,40 Percentuale di pazienti liberi da ricadute a 24 mesi 70%** 46% Proporzione di pazienti con progressione della disabilità confermata a 3 mesi† 17% 24% Hazard ratio (IC al 95%) 0,70 (0,52, 0,96)* Endpoint misurati mediante RM Numero mediano (medio) di lesioni in T2, nuove o ingranditesi in T2 in 24 mesi 0,0 (2,5)** 5,0 (9,8) Numero mediano (medio) di lesioni captanti gadolinio a 24 mesi 0,0 (0,2)** 0,0 (1,1) Mediana (media) della variazione percentuale del volume cerebrale in 24 mesi -0,7 (-0,8)** -1,0 (-1,3) † Progressione della disabilità definita come incremento di 1 punto della EDSS confermato a 3 mesi ** p<0,001, *p<0,05 rispetto a placebo Tutti gli endpoint clinici sono stati valutati mediante analisi intent-to-treat. Le analisi relative ai dati di risonanza magnetica hanno utilizzato i dataset valutabili.

I pazienti che avevano completato la fase core dello studio FREEDOMS di 24 mesi sono potuti entrare nella fase di estensione in cieco per la dose (D2301E1) e ricevere fingolimod. In totale sono entrati 920 pazienti (n=331 hanno continuato alla dose di 0,5 mg, 289 alla dose di 1,25 mg, 155 sono passati da placebo a 0,5 mg e 145 da placebo a 1,25 mg). Dopo 12 mesi (mese 36), 856 pazienti (93%) erano ancora arruolati. Tra il 24° e il 36° mese, il tasso annualizzato di ricaduta (ARR) per i pazienti in trattamento con fingolimod 0,5 mg nella fase core dello studio e che avevano continuato alla stessa dose (0,5 mg) era 0,17 (0,21 nella fase core dello studio). Il tasso annualizzato di ricaduta per i pazienti che erano passati da placebo a fingolimod 0,5 mg era 0,22 (0,42 nella fase core dello studio). Si sono ottenuti risultati simili in uno studio di fase III, della durata di 2 anni, randomizzato e controllato in doppio cieco verso placebo (D2309; FREEDOMS 2) condotto in 1 083 pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente (n=358 trattati con fingolimod 0,5 mg, 370 con fingolimod 1,25 mg, 355 con placebo). I valori mediani delle caratteristiche basali erano: età 41 anni, durata della malattia 8,9 anni, punteggio EDSS pari a 2,5. Tabella 2 Studio D2309 (FREEDOMS 2): principali risultati Fingolimod 0,5 mg Placebo Endpoints clinici Tasso annualizzato di ricaduta (endpoint primario) 0,21** 0,40 Percentuale di pazienti liberi da ricadute a 24 mesi 71,5%** 52,7% Proporzione di pazienti con progressione della disabilità confermata a 3 mesi† 25% 29% Hazard ratio (IC al 95%) 0,83 (0.61, 1.12) Endpoint misurati mediante RM Numero mediano (medio) di lesioni in T2, nuove o ingranditesi in 24 mesi 0,0 (2.3)** 4,0 (8,9) Numero mediano (medio) di lesioni ipercaptanti gadolinio a 24 mesi 0,0 (0.4)** 0,0 (1,2) Mediana (media) della variazione percentuale del volume cerebrale in 24 mesi -0,71 (-0.86)** -1,02 (-1,28) † Progressione della disabilità definita come incremento di 1 punto della EDSS confermato a 3 mesi ** p<0,001 rispetto a placebo Tutti gli endpoint clinici sono stati valutati mediante analisi intent-to-treat. Le analisi relative ai dati di risonanza magnetica hanno utilizzato i dataset valutabili. Nello studio D2302 (TRANSFORMS) di fase III, della durata di 1 anno, randomizzato, controllato in doppio cieco e double-dummy verso farmaco attivo (interferone beta-1a) sono stati inclusi 1 280 pazienti (n=429 trattati con fingolimod 0,5 mg, 420 con fingolimod 1,25 mg, 431 con iniezione intramuscolo di interferone beta-1a alla dose di 30 μg una volta alla settimana). I valori mediani delle caratteristiche basali erano: età 36 anni, durata della malattia 5,9 anni, punteggio EDSS pari a 2,0. I risultati dello studio sono presentati nella Tabella 3. Non vi è stata alcuna differenza significativa tra le dosi di 0,5 mg e 1,25 mg relativamente agli endpoint dello studio. Tabella 3 Studio D2302 (TRANSFORMS): principali risultati Fingolimod 0,5 mg Interferone beta1a, 30 μg Endpoints clinici Tasso annualizzato di ricaduta (endpoint primario) 0,16** 0.33 Percentuale di pazienti liberi da ricadute a 12 83%** 71%

22 mesi Proporzione di pazienti con progressione della disabilità confermata a 3 mesi† 6% 8% Hazard ratio (95% CI) 0,71 (0,42, 1.21) Endpoint misurati mediante RM Numero mediano (medio) di lesioni in T2, nuove o ingranditesi in 12 mesi 0,0 (1,7)* 1,0 (2,6) Numero mediano (medio) di lesioni captanti gadolinio a 12 mesi 0,0 (0,2)** 0,0 (0,5) Mediana (media) della variazione percentuale del volume cerebrale in 12 mesi -0,2 (-0,3)** -0,4 (-0,5) † Progressione della disabilità definita come incremento di 1 punto della EDSS confermato a 3 mesi * p<0,01,** p<0,001, rispetto a interferone beta-1a Tutti gli endpoint clinici sono stati valutati mediante analisi intent-to-treat. Le analisi relative ai dati di risonanza magnetica hanno utilizzato i dataset valutabili. I pazienti che avevano completato la fase core dello studio TRANSFORMS di 12 mesi sono potuti entrare nella fase di estensione in cieco per la dose (D2302E1) e ricevere fingolimod. In totale sono entrati 1 030 pazienti, tuttavia 3 di questi non hanno ricevuto il trattamento (n=356 hanno continuato alla dose di 0,5 mg, 330 alla dose di 1,25 mg, 167 sono passati da interferone beta-1a a 0,5 mg e 174 da interferone beta-1a a 1,25 mg). Dopo 12 mesi (mese 24), 882 pazienti (86%) erano ancora arruolati. Tra il 12° e il 24° mese, il tasso annualizzato di ricaduta (ARR) per i pazienti in trattamento con fingolimod 0,5 mg nella fase core dello studio e che avevano continuato alla stessa dose (0,5 mg) era 0,20 (0,19 nella fase core dello studio). Il tasso annualizzato di ricaduta per i pazienti che erano passati da interferone beta-1a a fingolimod 0,5 mg era 0,33 (0,48 nella fase core dello studio). I risultati raggruppati degli studi D2301 e D2302 hanno evidenziato una riduzione coerente e statisticamente significativa rispetto al controllo del tasso annualizzato di ricaduta nei sottogruppi definiti da sesso, età, precedente terapia per la sclerosi multipla, attività della malattia o disabilità al basale. Ulteriori analisi dei risultati degli studi clinici dimostrano effetti significativi del trattamento in sottogruppi di pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente ad elevata attività. Popolazione pediatrica L’efficacia e la sicurezza della somministrazione di fingolimod 0,25 mg o 0,5 mg una volta al giorno (dose selezionata sulla base del peso corporeo e dei valori di esposizione) sono state stabilite nei pazienti pediatrici di età compresa tra 10 e <18 anni con sclerosi multipla recidivante-remittente. Lo studio D2311 (PARADIGMS) è stato uno studio in doppio cieco, controllato verso comparatore attivo, con una durata flessibile fino a 24 mesi, con 215 pazienti di età compresa tra 10 e <18 anni (n=107 nel braccio di trattamento con fingolimod, n=108 nel braccio di trattamento con 30 μg di interferone beta-1a per via intramuscolare una volta alla settimana). I valori mediani relativi alle caratteristiche basali erano: 16 anni di età, durata mediana della malattia di 1,5 anni e punteggio EDSS di 1.5. La maggioranza dei pazienti presentava uno stadio di Tanner di 2 o maggiore (94,4%) e aveva un peso corporeo >40 kg (95,3%). Nel complesso, 180 (84%) pazienti avevano completato la fase core dello studio (n=99 [92,5%] nel braccio fingolimod, 81 [75%] nel braccio interferone beta-1a). I risultati sono riportati nella Tabella 4. Tabella 4 Studio D2311 (PARADIGMS): principali risultati Fingolimod 0,25 mg o 0,5 mg Interferone beta

23 1a 30 µg Endpoints clinici N=107 N=107# Tasso annualizzato di ricaduta (endpoint primario) 0,122** 0,675 Percentuale di pazienti liberi da ricadute a 24 mesi 85,7** 38,8 Endpoints misurati mediante RM Tasso annualizzato del numero di lesioni in T2, nuove o di nuovo allargamento n=106 n=102 Media aggiustata 4,393** 9,269 Numero di lesioni T1 captanti gadolinio per scansione fino al mese 24 n=106 n=101 Media aggiustata 0,436** 1,282 Tasso annualizzato di atrofia cerebrale dal basale fino al mese 24 n=96 n=89 Media dei minimi quadrati -0.,8* -0,80 # Un paziente randomizzato al trattamento con interferone beta-1a per iniezione intramuscolare non è stato in grado di deglutire il medicinale fornito in doppio cieco e ha interrotto lo studio. Il paziente è stato escluso dall’analisi completa e dai dataset di sicurezza. * p<0,05, ** p<0,001, rispetto a interferone beta-1a. Gli endpoints clinici sono stati valutati con l’analisi del set completo dei dati

5.2 Proprietà farmacocinetiche

I dati farmacocinetici sono stati ottenuti nei volontari sani adulti, nei pazienti adulti sottoposti a trapianto renale e nei pazienti adulti con sclerosi multipla. Il metabolita farmacologicamente attivo responsabile dell’efficacia è fingolimod fosfato. Assorbimento L’assorbimento di fingolimod avviene lentamente (tmax di 12-16 ore) ed è esteso (≥85%). La biodisponibilità assoluta apparente a seguito di somministrazione orale è del 93% (intervallo di confidenza: 79-111%). Le concentrazioni ematiche allo steady-state sono raggiunte nell’arco di 1-2 mesi dopo la somministrazione di dosi singole giornaliere di fingolimod e i livelli allo steady-state sono circa 10 volte superiori a quelli riscontrati con la dose iniziale. L’assunzione di cibo non modifica il valore della concentrazione di picco (Cmax) o l’esposizione sistemica (AUC) di fingolimod. La Cmax di fingolimod fosfato è risultata lievemente diminuita del 34% mentre l’AUC è rimasta inalterata. Pertanto, fingolimod può essere assunto indifferentemente a stomaco pieno o vuoto (vedere paragrafo 4.2). Distribuzione Fingolimod si distribuisce rapidamente nei globuli rossi, ed è presente nell’86% delle cellule ematiche. Fingolimod fosfato ha una distribuzione nei globuli rossi inferiore del 17%. Il legame con le proteine plasmatiche di fingolimod e fingolimod fosfato è elevato (>99%). Fingolimod si distribuisce estesamente nei tessuti con un volume di distribuzione di circa 1 200±260 litri. Uno studio condotto in quattro volontari sani che avevano ricevuto una dose singola endovena di un analogo di fingolimod marcato con iodio e radio, ha dimostrato che fingolimod penetra nel cervello. In uno studio condotto in 13 pazienti maschi con sclerosi multipla che avevano assunto fingolimod 0,5 mg/die, la quantità media di fingolimod (e fingolimod fosfato) nell’eiaculato seminale allo steady-state è risultata approssimativamente 10 000 volte inferiore della dose orale somministrata (0,5 mg).

Biotrasformazione Nell’uomo fingolimod è metabolizzato mediante fosforilazione stereoselettiva reversibile con formazione dell’enantiomero (S) farmacologicamente attivo di fingolimod fosfato. Fingolimod è eliminato mediante biotrasformazione ossidativa, catalizzata principalmente dal CYP4F2 e forse da altri isoenzimi, e successiva degradazione a metaboliti inattivi, simile a quella degli acidi grassi. È stata anche osservata la formazione di analoghi ceramidici non polari farmacologicamente inattivi di fingolimod. Il principale enzima coinvolto nel metabolismo di fingolimod è parzialmente identificato e può essere il CYP4F2 o il CYP3A4. In seguito a singola somministrazione orale di fingolimod [14 C], i principali componenti correlati a fingolimod, rilevati nel sangue dal loro contributo all'AUC fino a 34 giorni dopo la somministrazione sul totale di componenti radiomarcati, sono fingolimod stesso (23%), fingolimod fosfato (10%) e alcuni metaboliti inattivi (M3 metabolita acido carbossilico (8%), M29 ceramide metabolita (9%) e M30 ceramide metabolita (7%)). Eliminazione La clearance ematica di fingolimod è 6,3±2,3 l/ore e l’emivita terminale media di eliminazione (t1/2) è di 6-9 giorni. I livelli ematici di fingolimod e di fingolimod fosfato diminuiscono in parallelo nella fase terminale, determinando così emivite simili per entrambe le molecole. Dopo somministrazione orale circa l’81% della dose viene escreta lentamente nelle urine sotto forma di metaboliti inattivi. Fingolimod e fingolimod fosfato non sono escreti inalterati nelle urine ma sono presenti come maggiori componenti nelle feci, con quantità che rappresentano ciascuno meno del 2,5% della dose. Dopo 34 giorni, il recupero della dose somministrata è pari all’89%. Linearità Le concentrazioni di fingolimod e fingolimod fosfato aumentano in modo apparentemente proporzionale alla dose dopo somministrazioni ripetute di singole dosi giornaliere di 0,5 mg o 1,25 mg. Caratteristiche in popolazioni specifiche Genere, etnia e compromissione renale La farmacocinetica di fingolimod e di fingolimod-fosfato non presenta differenze tra maschi e femmine, in pazienti di diversa origine etnica o in pazienti affetti da compromissione renale di grado da lieve a grave. Compromissione epatica In soggetti con compromissione epatica lieve, moderata o grave (classi Child-Pugh A, B e C) non è stata osservata alcuna modifica nella Cmax di fingolimod, mentre l’AUC di fingolimod è aumentata rispettivamente del 12%, del 44% e del 103%. In pazienti con compromissione epatica grave (classe Child-Pugh C) la Cmax di fingolimod fosfato è diminuita del 22% e l’AUC non è risultata sostanzialmente modificata. La farmacocinetica di fingolimod fosfato non è stata valutata nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. L’emivita di eliminazione apparente di fingolimod è rimasta invariata nei soggetti con compromissione epatica lieve, mentre è risultata aumentata di circa il 50% nei pazienti con compromissione epatica moderata o grave. Fingolimod non deve essere utilizzato in pazienti con grave compromissione epatica (classe ChildPugh C) (vedere paragrafo 4.3). La terapia con fingolimod deve essere iniziata con cautela nei pazienti con compromissione epatica lieve e moderata (vedere paragrafo 4.2). Popolazione anziana L’esperienza clinica e i dati di farmacocinetica nei pazienti di età superiore a 65 anni sono limitati.

Fingolimod deve essere usato con cautela nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni (vedere paragrafo 4.2). Popolazione pediatrica Nei pazienti pediatrici (di età da 10 anni e oltre), la concentrazione di fingolimod fosfato aumenta in modo apparentemente proporzionale alla dose tra 0,25 mg e 0,5 mg. La concentrazione di fingolimod fosfato allo steady state è circa del 25% inferiore nei pazienti pediatrici (10 anni di età e oltre) dopo somministrazione giornaliera di 0,25 mg o 0,5 mg di fingolimod rispetto alla concentrazione nei pazienti adulti trattati con fingolimod 0,5 mg una volta al giorno. Non sono disponibili dati per pazienti pediatrici di età inferiore ai 10 anni.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Il profilo preclinico di sicurezza di fingolimod è stato valutato in topi, ratti, cani e scimmie. I principali organi bersaglio sono stati il sistema linfoide (linfopenia e atrofia linfoide), i polmoni (aumento di peso, ipertrofia della muscolatura liscia a livello della giunzione bronchiolo-alveolare), e in varie specie il cuore (effetto cronotropo negativo, aumento della pressione sanguigna, cambiamenti perivascolari e degenerazione del miocardio); i vasi sanguigni (vasculopatia) solo nel ratto a dosi di 0,15 mg/kg e superiori in uno studio a 2 anni, equivalenti a circa 4 volte l’esposizione umana sistemica (AUC) ad una dose giornaliera di 0,5 mg. Nessuna evidenza di cancerogenicità è stata osservata in uno studio della durata di 2 anni effettuato sui ratti con dosi orali di fingolimod fino alla dose massima tollerata di 2,5 mg/kg, che rappresenta un margine di circa 50 volte l'esposizione umana sistemica (AUC) alla dose di 0,5 mg. Tuttavia, in uno studio a 2 anni nei topi è stata osservata una maggiore incidenza di linfoma maligno a dosi di 0,25 mg/kg e superiori, equivalente a circa 6 volte l'esposizione umana sistemica (AUC) ad una dose giornaliera di 0,5 mg. Negli studi animali fingolimod non è risultato essere mutageno o clastogeno. Fingolimod non ha avuto alcun effetto sul numero/motilità degli spermatozoi o sulla fertilità di ratti maschi e femmine fino alla dose massima testata (10 mg/kg), che rappresenta un margine di circa 150 volte l’esposizione umana sistemica (AUC) ad una dose giornaliera di 0,5 mg. Fingolimod si è dimostrato teratogeno nel ratto, quando somministrato a dosi di 0,1 mg/kg o superiori. Nel ratto, l’esposizione al farmaco a questa dose è stata simile a quella nei pazienti alla dose terapeutica (0,5 mg). Le malformazioni viscerali fetali più comuni includono tronco arterioso persistente e difetto del setto ventricolare. Il potenziale teratogeno nel coniglio non può essere completamente valutato, tuttavia si sono osservati aumento della mortalità embrio-fetale a dosi di 1,5 mg/kg e superiori, e diminuzione dei feti vitali così come ritardo nella crescita fetale a dosi di 5 mg/kg. Nel coniglio l’esposizione al farmaco a queste dosi è stata simile a quella nei pazienti. Nei ratti la sopravvivenza della generazione F1 dei cuccioli è risultata diminuita nel primo periodo dopo il parto a dosi che non avevano causato tossicità nella madre. Tuttavia, la generazione F1 non ha risentito del trattamento con fingolimod per quanto riguarda il peso corporeo, lo sviluppo, il comportamento e la fertilità. Fingolimod è stato escreto nel latte di animali trattati durante l'allattamento a concentrazioni da 2 a 3 volte maggiori di quelle trovate nel plasma materno. Fingolimod e i suoi metaboliti hanno attraversato la barriera placentare in coniglie gravide. Studi su animali giovan

I risultati di due studi di tossicità in ratti giovani hanno mostrato lievi effetti sulla risposta neurocomportamentale, una maturazione sessuale ritardata e una risposta immunitaria diminuita a stimolazioni ripetute con l’antigene keyhole limpet haemocyanin (KLH), effetti che non sono stati considerati avversi. Nel complesso, gli effetti di fingolimod correlati al trattamento in animali giovani sono stati paragonabili a quelli osservati nei ratti adulti a simili livelli di dose, ad eccezione di modifiche della densità minerale ossea e compromissione neuro-comportamentale (ridotto riflesso di trasalimento uditivo dopo stimolo sonoro) osservate a dosi di 1,5 mg/kg e superiori in animali giovani e l’assenza di ipertrofia della muscolatura liscia nei polmoni dei ratti giovani.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Contenuto della capsula Amido (mais) pregelatinizzato Acido fumarico Acido stearico Cappuccio della capsula Gelatina Titanio diossido (E171) Acqua purificata Corpo della capsula Gelatina Titanio diossido (E171) Acqua purificata Inchiostro di stampa Ossido di ferro nero (E172) Gommalacca (E904) Glicole propilenico Potassio idrossido

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

Blister in PCTFE/PVC-Alluminio: 3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

FINGOLIMOD VIVANTA è disponibile in confezioni da 7, 10, 14, 28, 30 o 98 capsule rigide in blister in PCTFE/PVC-Alluminio.

FINGOLIMOD VIVANTA è disponibile in confezioni in blister divisibili per dose unitaria da 7 x 1, 10 x 1, 14 x 1, 28 x 1, 30 x 1 o 98 x 1 capsule rigide in blister in PCTFE/PVC-Alluminio. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Vivanta Generics s.r.o Trtinova 260/1, Cakovice 19600, Praga Repubblica Ceca

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

051290017 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 7 CAPSULE IN BLISTER PCTFE/PVC/AL 051290029 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 10 CAPSULE IN BLISTER PCTFE/PVC/AL 051290031 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 14 CAPSULE IN BLISTER PCTFE/PVC/AL 051290043 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 28 CAPSULE IN BLISTER PCTFE/PVC/AL 051290056 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 30 CAPSULE IN BLISTER PCTFE/PVC/AL 051290068 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 98 CAPSULE IN BLISTER PCTFE/PVC/AL 051290070 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 7X1 CAPSULE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIAPCTFE/PVC/AL 051290082 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 10X1 CAPSULE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIAPCTFE/PVC/AL 051290094 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 14X1 CAPSULE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIAPCTFE/PVC/AL 051290106 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 28X1 CAPSULE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIAPCTFE/PVC/AL 051290118 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 30X1 CAPSULE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIAPCTFE/PVC/AL 051290120 - "0,5 MG CAPSULE RIGIDE" 98X1 CAPSULE IN BLISTER DIVISIBILE PER DOSE UNITARIAPCTFE/PVC/AL

9. Data della prima autorizzazione/ rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 11.03.2026

10. Data di revisione del testo

30.06.2026

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