FOSICOMBI

FOSICOMBI è utilizzato negli adulti per il trattamento dell’ aumento della pressione del sangue (ipertensione arteriosa).

Usato per: ipertensione arteriosa

Principio attivo: IDROCLOROTIAZIDE · ATC C09BA09 · A. MENARINI INDUSTRIE FARMACEUTICHE RIUNITE S.R.L.

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Principio attivo: IDROCLOROTIAZIDE
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 12.5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: A. MENARINI INDUSTRIE FARMACEUTICHE RIUNITE S.R.L.
Codice ATC: C09BA09
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
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A cosa serve questo medicinale?

FOSICOMBI contiene i principi attivi fosinopril sale sodico (appartenente alla classe farmacologica

degli ACE inibitori, medicinali utilizzati per abbassare la pressione del sangue) e idroclorotiazide (medicinale diuretico, appartenente alle sulfonamidi, che aumenta la produzione di urina).

FOSICOMBI è utilizzato negli adulti per il trattamento dell’ aumento della pressione del sangue

(ipertensione arteriosa).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda FOSICOMBI - se è allergico al fosinopril sale sodico o a qualsiasi altro ACE inibitore; se è allergico all’idroclorotiazide o alle tiazidi o ad altri farmaci derivati dalle sulfonamidi o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);

- se ha incapacità di emettere l’urina ( anuria );
- se ha avuto in passato un improvviso gonfiore della cute, delle mucose e dei tessuti
sottomucosi (edema angioneurotico ) associato ad una precedente terapia con ACE inibitori
oppure di origine sconosciuta (edema angioneurotico ereditario/idiopatico );

- se soffre di diabete mellito o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con
un medicinale che abbassa la pressione del sangue contenente il principio attivo aliskiren;
- se si trova nel secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere “Gravidanza, allattamento e
fertilità”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere FOSICOMBI.

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere FOSICOMBI se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue: - un “antagonista del recettore dell’angiotensina II” (AIIRA) (anche noti come sartani - per esempio valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se soffre di problemi renali correlati al diabete;

- aliskiren (vedere “Non prenda FOSICOMBI”).

Il medico può controllare la sua funzionalità renale, la pressione del sangue e la quantità di elettroliti (ad esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari.

Vedere anche quanto riportato alla voce “Non prenda FOSICOMBI”.

Si rivolga al medico o al farmacista prima di assumere FOSICOMBI anche nel caso in cui lei si trovi in una delle situazioni di seguito riportate.

Stenosi dell’aorta del Prenda con cautela FOSICOMBI se presenta stenosi (restringimento patologico) dell'aorta poiché, come ogni medicinale che riduce le resistenze vascolari, potrebbe portare ad una pericolosa riduzione della perfusione coronarica (cioè riduzione dell’afflusso di sangue alle arterie coronarie del cuore) dovuta alla diminuzione della pressione arteriosa.

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) L'uso concomitante di ACE inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II (medicinali usati

per il trattamento dell’ipertensione) o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia (aumento dei livelli di potassio nel sangue) e porta alla riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACE inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere

“Non prenda FOSICOMBI” e “Altri medicinali e FOSICOMBI”). Se la terapia con duplice blocco del RAAS è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di un medico specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati

contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica (danno renale dovuto al diabete).

Reazioni anafilattoidi in corso di desensibilizzazione In pazienti sottoposti a trattamento desensibilizzante con veleno di imenotteri (es. api, vespe) e

che assumevano un altro ACE inibitore (enalapril, appartenente alla stessa classe del fosinopril) sono state riportate delle reazioni anafilattoidi (gravi ed improvvise reazioni allergiche simili alle reazioni anafilattiche, ma con alla base un meccanismo tos sico più che immunologico) prolungate. Pertanto, in questi casi sarà necessario utilizzare un antipertensivo di diversa classe.

Alterazione della funzionalità epatica Assuma con cautela i diuretici tiazidici se ha una grave disfunzione epatica (del fegato), dato che alterazioni minime del volume di sangue o della concentrazione degli elettroliti nel siero (plasma) possono portare a coma epatico (vedere “Non prenda FOSICOMBI”).

Sospenda il trattamento con FOSICOMBI e si sottoponga ad uno specifico controllo medico se sviluppa ittero (colorazione giallastra della pelle, delle sclere e delle mucose) o manifesta marcati aumenti degli enzimi epatici durante il trattamento con il medicinale.

Raramente gli ACE inibitori sono stati associati ad una sindrome che inizia con ittero colestatico (ittero dovuto ad un’alterazione del flusso della bile durante il suo percorso dal fegato all’intestino) e progredisce fino alla necrosi epatica fulminante (distruzione delle cellule del fegato), talvolta con esito letale. Il meccanismo di questa sindrome non è chiarito. I pazienti con disfunzione epatica possono sviluppare livelli plasmatici elevati di fosinopril. In uno

studio in pazienti con cirrosi alcolica o biliare la clearance totale del fosinopril (cioè la capacità dell’organismo di eliminare il farmaco) è risultata diminuita.

Alterazione della funzionalità renale

FOSICOMBI può essere somministrato ai pazienti con lieve o moderata alterazione della funzionalità renale (clearance della creatinina superiore a 30 ml/minuto). Se lei soffre di grave alterazione della funzionalità renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/minuto), l'impiego di FOSICOMBI, data la presenza del diuretico tiazidico, non è raccomandato. Se lei è in trattamento con fosinopril, nel caso sia richiesto anche l'impiego di un diuretico, il suo

dei diuretici). del medico dovrà preferire l’utilizzo di furosemide (altro tipo di medicinale appartenente alla classe

In pazienti con insufficienza cardiaca congestizia associata ad insufficienza renale, la somministrazione di un ACE inibitore o di un diuretico tiazidico può causare eccessiva ipotensione, talvolta associata a oliguria o azotemia elevata e, raramente, ad insufficienza renale acuta e morte. In tali pazienti la terapia con FOSICOMBI deve essere effettuata sotto stretto controllo medico. Nei pazienti ipertesi con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria renale in monorene, può verificarsi, in corso di terapia con ACE inibitori, un aumento della creatininemia

(aumento dei livelli di creatinina nel sangue) e dell'azotemia. Tali alterazioni regrediscono con la sospensione della terapia. Aumenti lievi e transitori dell'azotemia e della creatininemia sono possibili occasionalmente anche in pazienti con funzionalità renovascolare apparentemente normale, in particolare se in

trattamento contemporaneo con diuretici. Tale evenienza si verifica più frequentemente in soggetti con pregressa alterazione della funzione renale e può essere richiesta una riduzione del dosaggio.

Diabete

Se lei ha il diabete, gli effetti dell’insulina possono essere alterati dai diuretici tiazidici. Un diabete latente (nascosto) può manifestarsi durante la terapia con diuretici tiazidici.

Chirurgia/anestesia

Nei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici, l’uso di FOSICOMBI può aumentare l’effetto ipotensivo (di diminuzione della pressione arteriosa) degli anestetici e degli analgesici (antidolorifici). In questi casi si può ricorrere ad un’espansione del volume ematico o plasmatico.

Durante l’assunzione di FOSICOMBI potrebbero manifestarsi:

Ipotensione e alterazione del bilancio idro-elettrolitico Come altri ACE inibitori, FOSICOMBI può causare ipotensione, soprattutto se è sottoposto a concomitanti terapie antipertensive o se presenta deplezione (riduzione) di volume e/o sodio a

seguito di un'intensa terapia diuretica, restrizione salina nella dieta, diarrea, vomito o dialisi. Prima di iniziare il trattamento con FOSICOMBI il medico dovrà correggere la deplezione di volume (riduzione del quantitativo di acqua contenuto nell’organismo) e/o sodio.

In soggetti con scompenso cardiaco congestizio (condizione patologica causata dall’incapacità del cuore di pompare il sangue in quantità adeguata alle necessità dell’organismo), sia in presenza che in assenza di disfunzione renale, gli ACE inibitori possono causare ipotensione eccessiva, talvolta associata ad iperazotemia (aumento dei livelli di azoto nel sangue) od oliguria (diminuita produzione di urina), sino ad un quadro di insufficienza renale acuta, potenzialmente letale

(mortale). In questi casi, il trattamento deve essere instaurato sotto attenta sorveglianza medica, preferibilmente in ambiente ospedaliero; i pazienti dovranno essere seguiti soprattutto nel corso delle prime 2 settimane di trattamento ed in occasione degli aumenti della posologia. Se è in trattamento con diuretici (come idroclorotiazide, contenuta in FOSICOMBI) dovrebbe

essere tenuto sotto controllo medico per la ricerca di eventuali sintomi di uno squilibrio idroelettrolitico, quali secchezza delle fauci (zona di passaggio dalla bocca alla faringe), sete, debolezza, letargia, sonnolenza, agitazione, dolore muscolare o crampi, affaticabilità, ipotensione, oliguria, tachicardia (aumento del ritmo del cuore) e disturbi gastrointestinali come nausea o vomito, ma poiché fosinopril riduce la produzione di aldosterone, la sua associazione con

diuretico. Il deficit di cloro è generalmente lieve e normalmente non richiede trattamento. idroclorotiazide può minimizzare o annullare l'eventuale incidenza di ipopotassiemia indotta dal

I diuretici tiazidici possono diminuire l’escrezione urinaria di calcio e causare un’intermittente e lieve aumento della sua concentrazione nel sangue in assenza di disordini accertati del metabolismo del calcio. Una marcata ipercalcemia può essere la spia di un iperparati roidismo (aumento della funzionalità delle paratiroidi) nascosto. Interrompa il trattamento con le tiazidi prima di effettuare analisi per la funzione paratiroidea poiché le tiazidi portano ad un aumento dell’escrezione urinaria di magnesio che può risultare in ipomagnesiemia (diminuzione del livello

di magnesio nel sangue).

I tiazidici possono potenziare l’effetto dei farmaci antipertensivi con conseguente aumento dell’effetto ipotensivo, e, a loro volta, possono essere potenziati nell’effetto se il paziente è stato

sottoposto a simpaticectomia (intervento chirurgico di interruzione delle vie nervose simpatiche eseguito per la cura di alcune patologie).

Angioedema della testa e del collo Interrompa immediatamente il trattamento con FOSICOMBI e si sottoponga ad un trattamento

appropriato se si manifesta angioedema (improvviso gonfiore della cute, delle mucose e dei tessuti sottomucosi); il medico la terrà sotto stretto controllo fino alla completa risoluzione del quadro clinico. Durante il trattamento con fosinopril, può manifestarsi angioedema a livello delle estremità, del

viso, delle labbra, delle membrane mucose, della lingua, della glottide o della laringe. Un angioedema che coinvolga la lingua, la glottide o la laringe può causare ostruzione delle vie aeree ed essere mortale. In questo caso dovrà essere sottoposto ad una terapia di emergenza, compresa l’iniezione sottocutanea di una soluzione 1:1000 di adrenalina (0,3-0,5 ml); il paziente deve essere

ospedalizzato e tenuto in osservazione almeno 12 o 24 ore e non deve essere dimesso prima della completa risoluzione dei sintomi.

Angioedema intestinale

Nei pazienti in trattamento con ACE inibitori è stato riportato raramente angioedema intestinale, con dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non c'era storia di angioedema del viso e i livelli di esterasi C-1 (parametro per la diagnosi di angioedema ereditario)

erano normali. L'angioedema può essere diagnosticato tramite TAC addominale o ultrasuoni, o con la chirurgia, e i sintomi si possono risolvere dopo la sospensione dell'assunzione dell’ACE inibitore. L'angioedema intestinale deve essere incluso nella diagnosi differenziale di pazienti in trattamento con ACE inibitori che presentino dolore addominale.

Tosse Con l'uso degli ACE inibitori, incluso fosinopril, è stata riportata tosse non produttiva (secca), che si risolve con l'interruzione della terapia (vedere paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”). Nella diagnosi differenziale di tosse, la tosse da ACE inibitore deve essere considerata.

Neutropenia/agranulocitosi In pazienti che assumevano ACE inibitori, come captopril, sono state segnalate, in rari casi, agranulocitosi (grave diminuzione del numero di granulociti, un tipo di globuli bianchi, nel sangue) e depressione midollare (diminuzione della produzione dei componenti del sangue a livello del

midollo), in particolare in pazienti con associata insufficienza renale e/o malattie del collageno (proteina strutturale componente fondamentale del tessuto connettivo), ad es. Lupus Eritematoso Sistemico, sclerodermia, o in trattamento con farmaci immunosoppressori (medicinali che diminuiscono o bloccano la riposta immunitaria). I dati disponibili non sono suffi cienti a dimostrare che fosinopril non provochi agranulocitosi. È consigliabile che lei si sottoponga a controlli periodici dei globuli bianchi se presenta insufficienza renale e/o malattie del collageno. Riferisca ogni segno di infezione (es. mal di gola, febbre) durante il trattamento. In questo caso si deve determinare la formula leucocitaria.

Lupus Eritematoso Sistemico (LES) È stata riportata la possibilità di un peggioramento del Lupus Eritematoso Sistemico (malattia cronica che può colpire diversi organi e tessuti del corpo, nella quale il sistema immunitario origina risposte dirette contro componenti propri dell'organismo) in seguito all’utilizzo dei diuretici

tiazidici.

Reazioni anafilattoidi durante esposizione a membrane ad alto flusso per dialisi/aferesi delle lipoproteine In pazienti emodializzati (sottoposti a terapia fisica che sostituisce la funzionalità renale) con

membrane per dialisi ad alto flusso (cioè in grado di rimuovere tossine di medie dimensioni), sottoposti ad aferesi (rimozione) delle lipoproteine a bassa densità per adsorbimento con destransolfato (accumulo su una superficie ricoperta da un polimero che lega le lipoproteine) sono state riportate reazioni anafilattoidi. In questi pazienti, si consideri l'impiego di differenti tipi di

membrane per dialisi o di diverse classi di farmaci antipertensivi.

Effetti metabolici ed endocrini Aumenti dei livelli di colesterolo e dei trigliceridi (grassi) sono stati associati con una terapia ad

alte dosi di diuretici tiazidici. In alcuni pazienti trattati con diuretici tiazidici può manifestarsi iperuricemia (aumento del livello di acido urico nel sangue) o gotta (malattia del metabolismo caratterizzata da infiammazione delle articolazioni che causa dolore e gonfiore causata dal deposito di cristalli di acido urico).

Interazioni con test di laboratorio Interrompa il trattamento con FOSICOMBI alcuni giorni prima di effettuare i test di funzionalità paratiroidea. L’idroclorotiazide può causare interferenza con il test diagnostico del bentiromide

(test per la valutazione della funzionalità del pancreas).

Inoltre, fosinopril può falsare il risultato della misurazione dei livelli nel sangue di digossina (medicinale utilizzato per il trattamento dell’insufficienza cardiaca) tramite il Dig i-Tab RIA Kit, facendo risultare valori di digossinemia (livelli di digossina nel sangue) inferiori a quelli reali.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia di FOSICOMBI nei bambini non sono state stabilite.

Altri medicinali e FOSICOMBI Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Diuretici risparmiatori di potassio o supplementi del potassio Gli ACE inibitori attenuano la perdita di potassio indotta dal diuretico. I diuretici risparmiatori di potassio (spironolattone, triamterene o amiloride) o i supplementi di potassio possono portare ad un incremento della potassiemia (livello di potassio nel sangue). Se l'uso concomitante è indicato a causa di una manifesta ipopotassiemia, devono essere usati con cautela e con frequenti controlli del potassio nel sangue (vedere “Avvertenze e precauzioni”).

Altri diuretici e antipertensivi Il componente tiazidico di FOSICOMBI può potenziare l’azione di altri antipertensivi, specialmente i bloccanti adrenergici. L’idroclorotiazide può interagire con il diazossido (medicinale util izzato per le emergenze ipertensive e in caso di ipoglicemia). Lei deve, quindi, essere sottoposto a controlli di

pressione del sangue, glicemia e uricemia (livelli di acido urico nel sangue).

ACE inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni se sta assumendo un antagonista del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) o aliskiren (vedere anche

quanto riportato in “Non prenda FOSICOMBI” e “Avvertenze e precauzioni”).

Antiacidi (medicinali che neutralizzano l’eccessiva acidità dello stomaco) Assuma medicinali antiacidi almeno a 2 ore di distanza dall’assunzione di FOSICOMBI, poiché

l’assorbimento di fosinopril può essere influenzato dall’assunzione di idrossido di alluminio, idrossido di magnesio e simeticone.

Antigottosi

L’assunzione concomitante di FOSICOMBI e medicinali antigottosi (medicinali utilizzati per il trattamento della gotta, malattia del metabolismo caratterizzata da infiammazione del le articolazioni che causa dolore e gonfiore causata dal deposito di cristalli di acido urico) potrebbe richiedere l’aggiustamento del dosaggio di questi ultimi, dal momento che l’idroclorotiazide può

alzare i livelli dell’uricemia. Può essere necessario un aumento del dosaggio di probenecid o di sulfinpirazone.

Antidiabetici (orali e insulina) L’assunzione di fosinopril può portare ad un aumento dei livelli di glucosio nel sangue. In questo caso, può essere necessario ridurre la dose dell'antidiabetico durante il trattamento simultaneo con FOSICOMBI.

Sali di calcio Durante il trattamento con FOSICOMBI, si può osservare un aumento della concentrazione di calcio nel sangue come conseguenza ad una sua ridotta escrezione. Nel caso il medico le prescriva l’assunzione di calcio, occorre prima controllare i suoi livelli di calcio ed eventualmente aggiustare

il dosaggio.

Colestiramina e colestipol (medicinali che diminuiscono il colesterolo nel sangue) Questi medicinali possono ritardare o diminuire l’assorbimento dell’idroclorotiazide. Assuma FOSICOMBI almeno un’ora prima o da quattro a sei ore dopo questi farmaci.

Farmaci utilizzati in chirurgia del Gli effetti di farmaci rilassanti muscolari non-depolarizzanti (utilizzati per inibire la contrazione muscolare durante l’anestesia, ad es. tubocurarina cloridrato), preanestetici e anestetici possono potenziare l'idroclorotiazide, per cui potrebbero essere richiesti aggiustamenti del dosaggio. Anestetici e preanestetici devono essere somministrati in dosi ridotte e la terapia con idroclorotiazide deve essere interrotta una settimana prima della chirurgia. Le alterazioni dell’equilibrio idro-elettrolitico devono essere controllate e corrette prima dell’intervento, se possibile. Occorre cautela nei pazienti che assumono FOSICOMBI e agenti pressori (es. adrenalina)

e che subiscono un intervento chirurgico.

Litio È raccomandata estrema cautela in caso di combinazione di fosinopril ed idroclorotiazide con litio.

Aumenti delle concentrazioni di litio nel sangue e tossicità da litio sono stati riportati durante la somministrazione concomitante di litio ed ACE inibitori. L’uso concomitante di diuretici tiazidici può aumentare il rischio di tossicità da litio e potenziare il già elevato rischio di tossicità da litio con ACE inibitori. Un attento monitoraggio dei livelli di litio nel sangue deve essere effettuato nel caso in cui la

combinazione risulti necessaria.

Antinfiammatori non steroidei (FANS) Quando gli ACE inibitori sono somministrati simultaneamente con medicinali antinfiammatori non

steroidei (per es. inibitori selettivi della COX-2 come celecoxib o valdecoxib, acido acetilsalicilico a partire da 325 mg/die e FANS non selettivi), si può verificare un’attenuazione dell’effetto antipertensivo. È stato, inoltre, riportato che l'indometacina riduce l'efficacia antipertensiva degli ACE inibitori soprattutto in soggetti con ipertensione a bassa renina (importante molecola

dell’organismo coinvolta nella regolazione della pressione del sangue). L’uso concomitante di ACE inibitori e FANS può portare ad un aumentato rischio di peggioramento della funzione renale, che comprende possibile insufficienza renale acuta ed aumento dei livelli del potassio nel sangue, specialmente in pazienti con pre-esistente funzione renale compromessa.

Assuma con cautela FOSICOMBI, soprattutto se è anziano. Lei deve essere adeguatamente idratato e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale all’inizio della terapia concomitante.

In alcuni pazienti, i FANS possono ridurre gli effetti dei diuretici, come idroclorotiazide.

Barbiturici, narcotici Durante l’assunzione concomitante di medicinali barbiturici o narcotici con FOSICOMBI, si può verificare un aumento dell’ipotensione ortostatica (diminuzione della pressione che si manifesta

durante il passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta) causata dai diuretici tiazidici.

FOSICOMBI con alcol L’assunzione concomitante di FOSINOPRIL e alcol può provocare un aumento dell’ipotensione

ortostatica causata dai diuretici tiazidici.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza FOSINOPRIL Non inizi la terapia con FOSICOMBI se è in stato di gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con gli ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se ritenuto appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa.

Non assuma FOSICOMBI durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere “Non prenda FOSICOMBI”).

L’uso di ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza.

L’evidenza sul rischio di teratogenicità (sviluppo anormale del feto durante la gravidanza) a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati

conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio.

E’ noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, cioè la riduzione della quantità di liquido amniotico, ritardo nell’ossificazione del cranio), tossicità neonatale (insufficienza renale,

ipotensione, iperkaliemia, cioè aumento dei livelli di potassio nel sangue) e morte del feto. Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per

quanto riguarda l’ipotensione (vedere “Non prenda FOSICOMBI”).

Se sta pianificando una gravidanza, deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale

il proseguimento della terapia con un ACE inibitore.

IDROCLOROTIAZIDE C’è una limitata esperienza con idroclorotiazide durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre. Gli studi sugli animali sono insufficienti.

Idroclorotiazide attraversa la placenta. In base al suo meccanismo d’azione l’uso di idroclorotiazide durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza può compromettere la perfusione fetoplacentare e può causare effetti fetali e neonatali come ittero (colorazione giallastra della pelle,

delle sclere e delle mucose), alterazioni del bilancio elettrolitico e trombocitopenia (diminuzione del livello di piastrine nel sangue).

Non assuma idroclorotiazide per il trattamento di: - edema gestazionale (accumulo di liquidi che si verifica durante la gravidanza), l’ipertensione

gestazionale o la preeclampsia (grave complicanza della gravidanza che colpisce si a la madre che il feto, caratterizzata dalla comparsa di edemi, ipertensione e proteinuria, cioè perdita di proteine con le urine), a causa del rischio di riduzione del volume di sangue e di ipoperfusione placentare (riduzione del flusso di sangue verso la placenta) senza un effetto benefico sul decorso della malattia;

- ipertensione, se è in stato di gravidanza, eccetto in rare situazioni dove nessun altro trattamento potrebbe essere usato.

Allattamento FOSINOPRIL

L’assunzione di FOSICOMBI durante l’allattamento non è raccomandata e sono da preferire trattamenti alternativi con comprovato profilo di sicurezza per l’uso, specialmente in caso di allattamento di neonati o prematuri, data la disponibilità di dati molto limitati riguardanti l’uso di fosinopril durante l’allattamento. IDROCLOROTIAZIDE L’uso di FOSICOMBI durante l’allattamento al seno non è raccomandato. Se FOSICOMBI viene assunto durante l’allattamento, le dosi devono essere mantenute ai livelli più bass i possibili. L’idroclortiazide viene escreta nel latte materno in piccole quantità. I diuretici tiazidici ad alte dosi

provocano intensa diuresi che può inibire la produzione di latte.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Sebbene FOSICOMBI non influenzi la capacità di guidare veicoli e l’uso di macchinari, molto

raramente possono manifestarsi effetti indesiderati come vertigini e disturbi alla vista.

FOSICOMBI 20 mg + 12,5 mg compresse contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista.

Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Ipertensione arteriosa

La dose raccomandata di FOSICOMBI è di 1 compressa al giorno, da assumere preferibilmente al mattino. La maggior parte dei pazienti risponde a questa posologia, tuttavia, nel caso si ritenga opportuno ottenere un’ulteriore diminuzione della pressione arteriosa, la posologia giornaliera può essere raddoppiata. Tale schema posologico è valido anche per i pazienti anziani.

Può assumere FOSICOMBI anche in caso di lieve o moderata alterazione della funzionalità renale (clearance della creatinina maggiore di 30 ml/min).

Uso nei bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia di FOSICOMBI nei bambini non sono state stabilite.

Se prende più FOSICOMBI di quanto deve

In caso di assunzione di una dose eccessiva del medicinale avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. Non sono stati riportati casi di sovradosaggio a seguito di somministrazione di FOSICOMBI. Il trattamento del sovradosaggio è sintomatico (mirato a eliminare i sintomi) e di supporto.

Disidratazione, squilibrio elettrolitico, ipotensione e coma da sovradosaggio di diuretico devono essere trattati con le terapie standard. Fosinopril è scarsamente eliminato sia dall‘emodialisi che dalla dialisi peritoneale. Il grado di rimozione dell’idroclorotiazide tramite emodialisi non è stato stabilito.

Se dimentica di prendere FOSINOPRIL Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. del Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le

persone li manifestino.

Gli effetti indesiderati osservati con maggiore frequenza durante gli studi clinici condotti con FOSICOMBI (anche se non necessariamente correlati al trattamento) sono stati: cefalea (mal di

testa), tosse, astenia (perdita di forza), vertigini, infezioni delle alte vie respiratorie, dolori dei muscoli scheletrici. Generalmente sono stati di grado lieve e transitori.

Effetti indesiderati: - dolore toracico, debolezza, febbre;

- ipotensione ortostatica (vedere “Avvertenze e precauzioni”), edema, flushing
(arrossamento), disturbi del ritmo del battito cardiaco, sincope;
- prurito, rash (improvviso arrossamento della pelle);
- disfunzione sessuale, alterazioni della libido;
- nausea e vomito, diarrea, dispepsia/bruciore gastrico, dolore addominale, gastrite/esofagite

(infiammazione dello stomaco o dell’esofago);
- angioedema (vedere “Avvertenze e precauzioni”);
- mialgia (dolore muscolare)/crampi muscolari;
- sonnolenza, depressione, torpore/parestesia (alterazione della sensibilità degli arti o di altre

parti del corpo);
- sinusopatia (stato infiammatorio dei seni paranasali), faringite (infiammazione della faringe),
rinite (irritazione ed infiammazione della mucosa nasale);
- tinnito (ronzio alle orecchie);
- pollachiuria (emissione con elevata frequenza di piccole quantità di urina), disuria (difficoltà
nell’emettere l’urina);

- neutropenia;
- alterazioni dei livelli di elettroliti, acido urico, glucosio, magnesio, colesterolo, trigliceridi,
calcio.

-
Altri effetti indesiderati osservati con fosinopril o idroclorotiazide assunti separatamente
includono:
- angina (dolore al torace provocato dall’insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco a
seguito di una transitoria diminuzione del flusso sanguigno), infarto del miocardio (morte di
una parte più o meno estesa del tessuto muscolare cardiaco per interruzione improvvisa

dell’apporto di sangue), accidenti cerebrovascolari, ipotensione, claudicatio (difficoltà nel camminare); - orticaria (eruzione cutanea più o meno pruriginosa, caratterizzata dalla comparsa di rilievi cutanei rotondeggianti, di colore rosato o talora pallido, che più o meno rapidamente

scompaiono), fotosensibilità (eccessiva reazione alla luce);
- gotta;
- pancreatite (infiammazione del pancreas), ittero colestatico, epatite (infiammazione a livello
del fegato);
anemia aplastica e anemia emolitica (patologie che colpiscono i globuli rossi), agranulocitosi,

- del
leucopenia (diminuzione del livello di globuli bianchi nel sangue), trombocitopenia,
linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi);
angioite necrotizzante (grave infiammazione dei vasi sanguigni), sindrome di Stevens -
Johnson (grave reazione acuta da ipersensibilità in cui la pelle e le mucose reagiscono ad un
medicinale o ad una infezione), disturbi respiratori (inclusa polmonite ed edema polmonare),
porpora (emorragie che si sviluppano negli strati sottocutanei che formano macchie color
porpora sulla pelle);
- artralgia (dolore articolare);
- vertigine, sensazione di testa leggera, parestesia;
- broncospasmo (restringimento del lume dei bronchi);
disturbi del visus (della visione), disgeusia (alterazione del senso del gusto);

-
- insufficienza renale;
- aumento dei livelli dei seguenti parametri: transaminasi, LDH, fosfatasi alcalina e bilirubina.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema di segnalazione nazionale all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare a temperatura ambiente e al riparo dall’umidità.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene FOSICOMBI FOSICOMBI 20 mg + 12,5 mg compresse

Ogni compressa contiene: Principio attivo: Fosinopril sale sodico 20 mg (pari a fosinoprilato 19,2 mg) + Idroclorotiazide 12,5 Altri componenti: lattosio idrato, lattosio anidro, sodio croscarmellose, povidone, sodio stearil

fumarato, ossido di ferro rosso, ossido di ferro giallo.

Descrizione dell’aspetto di FOSICOMBI e contenuto della confezione Compresse rotonde, biconvesse con una barra di frattura su un lato, di colore pesca. Astuccio contenente 14 compresse, in blister.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite s.r.l., Via Sette Santi, 3 – Firenze. Produttore A. Menarini Manufacturing Logistics and Services s.r.l., Campo di Pile - L'Aquila. Menarini Von Heyden GmbH, Leipziger Strasse 7-13, Dresda (Germania).

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Domande frequenti su FOSICOMBI

Come si usa FOSICOMBI?

FOSICOMBI si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

FOSICOMBI è disponibile senza ricetta?

No, FOSICOMBI è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di FOSICOMBI?

Il principio attivo di FOSICOMBI è IDROCLOROTIAZIDE.

Quali sono gli equivalenti di FOSICOMBI?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: FOSINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE MYLAN GENERICS, FOSINOPRIL E IDROCLOROTIAZIDE DOC GENERICI, TENSOZIDE. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce FOSICOMBI?

FOSICOMBI è prodotto da A. MENARINI INDUSTRIE FARMACEUTICHE RIUNITE S.R.L..

Da quando FOSICOMBI è autorizzato in Italia?

FOSICOMBI ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1995-06-21.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

FOSICOMBI 20 mg+12,5 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa contiene20 mg di fosinopril sale sodico (pari a 19,8 mg di fosinoprilato) e 12,5 mg di idroclorotiazide. Eccipienti con effetti noti: lattosio e sodio Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Compressa rotonda, biconvessa con una barra di frattura su una faccia e di colore pesca.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Fosicombi è indicato nel trattamento dell'ipertensione arteriosa in pazienti per i quali è indicata l'associazione terapeutica.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Ipertensione arteriosa: una compressa di FOSICOMBI al giorno, preferibilmente al mattino. La maggior parte dei pazienti risponde a questa posologia, tuttavia, qualora si ritenga opportuno ottenere un ulteriore decremento della pressione arteriosa, la posologia giornaliera può essere raddoppiata. Tale schema posologico è valido anche per i pazienti anziani. FOSICOMBI può essere somministrato a pazienti con lieve o moderata alterazione della funzionalità renale (clearance della creatinina superiore a 30 ml/minuto) (vedere paragrafo 4.4).

4.3 Controindicazioni

FOSICOMBI è controindicato in pazienti anurici o con ipersensibilità ai principi attivi o ad altri ACE-inibitori, ai tiazidici, ad altri farmaci derivati dalle sulfonamidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Il medicinale è controindicato anche in caso di: - storia di edema angioneurotico associato a pregressa terapia con ACEinibitori;

- edema angioneurotico ereditario/idiopatico (vedere paragrafo 4.4); - secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6); - L’uso concomitante di Fosicombi con medicinali contenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR <60 ml/min/1.73m2 ) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Il medicinale contiene lattosio, i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da defici di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere il medicinale. Ipotensione e bilancio elettrolitico Come altri ACE-inibitori, FOSICOMBI può causare ipotensione soprattutto nei pazienti che ricevano concomitanti terapie antiipertensive. Ipotensione può essere osservata con maggiore frequenza nei pazienti con deplezione di sodio e/o di volume (terapia diuretica, restrizione del sale nella dieta, dialisi, diarrea, vomito). Tale condizione, laddove esistente, deve essere corretta prima di iniziare la terapia con FOSICOMBI. In soggetti con scompenso cardiaco congestizio, sia in presenza che in assenza di disfunzione renale, gli ACE-Inibitori possono causare ipotensione eccessiva, talora associata ad iperazotemia od oliguria, sino ad un quadro di insufficienza renale acuta, potenzialmente letale. In questi soggetti la terapia va instaurata sotto attenta sorveglianza medica, preferibilmente in ambiente ospedaliero; i pazienti andranno seguiti soprattutto nel corso delle prime 2 settimane di trattamento ed in occasione degli incrementi della posologia. I pazienti in trattamento con diuretici dovrebbero essere osservati per la ricerca di segni clinici di modificato bilancio elettrolitico (come secchezza delle fauci, senso di sete, debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, dolore o crampi muscolari, affaticamento muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia, nausea, vomito), ma poiché fosinopril riduce la produzione di aldosterone, la sua associazione con idroclorotiazide può minimizzare o annullare l'eventuale incidenza di ipopotassiemia indotta dal diuretico. Il deficit di cloro è di norma lieve e transitorio e non richiede trattamento. L’escrezione di calcio è diminuita con i tiazidici. In alcuni pazienti in trattamento prolungato con tiazidici si sono osservate modificazioni patologiche delle paratiroidi con ipercalcemia e ipofosfatemia. Non sono state osservate le comuni complicazioni dell’ipoparatiroidismo come la litiasi renale, il riassorbimento osseo e l’ulcera peptica. Prima di effettuare un test di funzionalità paratiroidea occorre interrompere la terapia con tiazidici. I tiazidici inducono un aumento dell’escrezione urinaria di magnesio, che può manifestarsi con un’ipomagnesiemia. I tiazidici possono potenziare l’effetto dei farmaci antipertensivi, e a loro volta possono essere potenziati nell’effetto nel paziente sottoposto a simpaticectomia.

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) Esiste l’evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACEinibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Reazioni anafilattoidi Angioedema della testa e del collo Con l'impiego di ACE-Inibitori, incluso fosinopril, sono stati riportati casi di angioedema che ha coinvolto le estremità, la faccia, le labbra, le mucose, la lingua, la glottide o la laringe. L'angioedema con interessamento della lingua, della glottide e/o della laringe può dar luogo all'ostruzione delle vie aeree e talora essere fatale; richiede pertanto la pronta adozione di idonee misure d’emergenza compresa, tra l’altro, l'iniezione sottocutanea di una soluzione 1:1000 di adrenalina (0,3-0,5 ml). Nel caso di angioedema localizzato ai rimanenti distretti, la terapia deve essere immediatamente sospesa ed il paziente deve essere trattato appropriatamente e tenuto sotto stretto controllo fino alla completa risoluzione del quadro clinico. Angioedema intestinale: nei pazienti in trattamento con ACE-Inibitori è stato riportato raramente angioedema intestinale. Questi pazienti si presentavano con dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non c'era storia di angioedema del viso e i livelli di esterasi C-1 erano normali. L'angioedema è stato diagnosticato tramite TAC addominale o ultrasuoni, o con la chirurgia, e i sintomi si sono risolti dopo la sospensione dell'ACE-Inibitore. L'angioedema intestinale deve essere incluso nella diagnosi differenziale di pazienti in trattamento con ACE-Inibitori che presentino dolore addominale. Reazioni anafilattoidi durante dialisi/aferesi In pazienti in terapia con ACE-Inibitori sono state osservate, reazioni anafilattoidi durante emodialisi con membrane per dialisi high-flux e durante aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL) eseguita con colonne al destran-solfato. Questi pazienti dovranno essere trattati con particolare attenzione, soprattutto nel caso di reazioni analoghe pregresse. Si raccomanda l’uso di membrane alternative o di altri farmaci antipertensivi. Reazioni anafilattoidi durante desensibilizzazione In due pazienti in trattamento desensibilizzante al veleno di imenotteri (p. es.: insetti come api, vespe, ecc.), la contemporanea somministrazione di un altr

ACE-Inibitore, l’enalapril, ha provocato reazioni anafilattoidi gravi e sostenute. Pertanto in questo caso è necessario usare un antipertensivo di diversa classe. Alterata funzionalità renale FOSICOMBI può essere somministrato ai pazienti con lieve o moderata alterazione della funzionalità renale (clearance della creatinina superiore a 30 ml/minuto). In pazienti con grave alterazione della funzionalità renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/minuto), l'impiego di FOSICOMBI, data la presenza del diuretico tiazidico, non è raccomandato. I pazienti in terapia con fosinopril per i quali sia richiesto anche l'impiego di un diuretico, dovrebbero preferibilmente essere trattati con furosemide. In pazienti con insufficienza cardiaca congestizia associata ad insufficienza renale, la somministrazione di un ACE-inibitore o di un diuretico tiazidico può causare eccessiva ipotensione, talvolta associata a oliguria o azotemia e, raramente, ad acuta insufficienza renale e morte. In tali pazienti la terapia con FOSICOMBI deve essere effettuata sotto stretto controllo medico. Nei pazienti ipertesi con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria renale in monorene, può verificarsi, in corso di terapia con ACE-inibitori, un aumento della creatininemia e dell'azotemia. Tali alterazioni regrediscono con la sospensione della terapia. Aumenti lievi e transitori dell'azotemia e della creatininemia sono possibili occasionalmente anche in pazienti con funzionalità renovascolare apparentemente integra, in particolare se in trattamento contemporaneo con diuretici. Tale evenienza si verifica più frequentemente in soggetti con pregressa alterazione della funzione renale. Può essere richiesta una riduzione del dosaggio. Alterata funzionalità epatica I diuretici tiazidici devono essere usati con cautela nei pazienti con grave alterazione della funzionalità epatica, poiché alterazioni della volemia e degli elettroliti sierici possono portare tali pazienti al coma epatico. In rari casi, gli ACEInibitori sono stati associati ad una sindrome che esordiva con ittero colestatico e progrediva verso una necrosi epatica fulminante, talora con esito letale. Il meccanismo di tale quadro clinico non è conosciuto. Pazienti in trattamento con ACE-Inibitori che evidenzino un marcato incremento degli enzimi epatici o ittero devono interrompere il trattamento ed essere opportunamente seguiti dal medico. I pazienti con disfunzione epatica possono sviluppare livelli plasmatici elevati di fosinopril. In uno studio in pazienti con cirrosi alcolica o biliare la clearance totale del fosinopril è risultata diminuita con un’AUC approssimativamente raddoppiata. Alterazioni metaboliche Nel corso di terapia con diuretici tiazidici, in alcuni pazienti possono insorgere iperuricemia e gotta. Nei pazienti diabetici gli effetti della terapia insulinica possono essere alterati dai diuretici tiazidici ed una condizione di diabete latente può divenire manifesta.

Aumenti della colesterolemia e della trigliceridemia possono verificarsi nel corso della terapia con alte dosi di diuretici tiazidici. Chirurgia-Anestesia In pazienti sottoposti ad interventi chirurgici, l'uso di FOSICOMBI può aumentare l'effetto ipotensivo degli anestetici e degli analgesici. In tali casi l'ipotensione può essere corretta mediante espansione della volemia. Tosse Durante trattamento con ACE-inibitori, incluso fosinopril, può comparire tosse secca, non produttiva, che scompare con l'interruzione del trattamento. Nella diagnosi differenziale di tosse, la tosse da ACE-Inibitore deve essere considerata. Neutropenia-Agranulocitosi Il trattamento con altri ACE-Inibitori è stato, in rari casi, associato ad agranulocitosi e depressione midollare, in particolare in pazienti con associata insufficienza renale e/o collagenopatia (es. LES, sclerodermia) o trattamento con farmaci immunosoppressori. I dati disponibili non sono sufficienti a dimostrare che fosinopril non provochi agranulocitosi. È consigliabile eseguire controlli periodici dei globuli bianchi in pazienti con insufficienza renale e/o collagenopatie e questi pazienti devono essere avvertiti di segnalare immediatamente qualsiasi indicazione di infezione (come ad esempio mal di gola, febbre) che può essere segno di neutropenia. Lupus Eritematoso Sistemico: è stato riportato che i diuretici tiazidici possano causare un aggravamento di un LES. Stenosi dell'aorta FOSICOMBI, come ogni farmaco che riduce le resistenze vascolari, deve essere usato con estrema cautela nei pazienti con stenosi dell'aorta, a causa delle potenziali pericolose conseguenze della riduzione della perfusione coronarica secondaria alla diminuzione della pressione arteriosa. Gravidanza La terapia con ACE inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Test anti-doping: l’idroclorotiazide contenuta in questo farmaco può produrre un risultato positivo in un test anti-doping. Popolazione pediatrica Non sono state ancora stabilite l'efficacia e la sicurezza d'uso di FOSICOMBI nei bambini.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d'interazione

Alcol, barbiturici, narcotici Si può verificare un potenziamento dell’ipotensione ortostatica indotta dai diuretici tiazidici. Integratori di potassio e diuretici risparmiatori di potassio Fosinopril può diminuire le perdite di potassio causate dai diuretici tiazidici. I diuretici risparmiatori di potassio (spironolattone, amiloride, triamterene etc.) o gli integratori di potassio possono aumentare il rischio di iperkalemia. Pertanto, tali agenti, qualora indicati, devono essere somministrati con cautela in associazione con FOSICOMBI, controllando frequentemente i livelli sierici di potassio. Litio In pazienti in contemporanea terapia con litio ed ACE-inibitori sono stati rilevati aumenti dei livelli sierici di litio e sintomi di tossicità. Poiché la clearance renale del litio è ridotta dai diuretici tiazidici, si consiglia estrema cautela nel somministrare FOSICOMBI a pazienti in terapia con litio, controllandone frequentemente i livelli sierici. Antiacidi Idrossido di alluminio, idrossido di magnesio e simeticone possono influenzare l'assorbimento di fosinopril. Pertanto l'assunzione di FOSICOMBI dovrebbe avvenire almeno a due ore di distanza da tali farmaci. Antidiabetici (orali e insulina) I tiazidi possono elevare i livelli di glucosio nel sangue. Perciò può essere necessario un aggiustamento degli antidiabetici. Antigottosi Possono essere necessari aggiustamenti dei dosaggi degli antigottosi, dato che l’idroclorotiazide può alzare i livelli dell’uricemia. Può essere necessario un incremento del dosaggio di probenecid o di sulfinpirazone. Sali di calcio I tiazidi possono aumentare la calcemia per diminuita escrezione. In caso di prescrizione di calcio, occorre controllare i livelli di calcio ed eventualmente aggiustarne i dosaggi. Colestiramina e colestipol cloridrato Possono ritardare o diminuire l'assorbimento di idroclorotiazide. Pertanto FOSICOMBI dovrebbe essere assunto almeno un'ora prima o quattro-sei ore dopo tali farmaci. Inibitori delle prostaglandine In alcuni pazienti, questi farmaci possono ridurre gli effetti dei diuretici. E' stato inoltre riportato che l'indometacina riduce l'efficacia antipertensiva degli ACEInibitori, soprattutto in soggetti con ipertensione a bassa renina. Altri composti antinfiammatori non steroidei (es. acido acetilsalicilico) potrebbero avere effetti similari. Altri diuretici e antipertensivi Il componente tiazidico di FOSICOMBI può potenziare l’azione di altri antipertensivi, specialmente i bloccanti adrenergici. L’idroclorotiazide pu

interagire con il diazossido. Occorre controllare la pressione, la glicemia e l’uricemia. ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren: I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema reninaangiotensina-aldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Farmaci usati in chirurgia Gli effetti dei rilassanti muscolari non depolarizzanti, dei preanestetici e degli anestetici usati in chirurgia (es. tubocurarina cloridrato, gallamina trietioduro) possono potenziare l’idroclorotiazide e possono richiedersi aggiustamenti del dosaggio. Le alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico devono essere controllate e corrette prima dell’intervento se possibile. Occorre cautela nei pazienti che assumono FOSICOMBI e agenti pressori (es. adrenalina) e che subiscono un intervento chirurgico. Anestetici e preanestetici devono essere somministrati in dosi ridotte e la terapia con idroclorotiazide deve essere interrotta una settimana prima della chirurgia. FANS Quando gli ACE inibitori sono somministrati simultaneamente con farmaci antinfiammatori non steroidei (per es. inibitori selettivi della Cox 2, acido acetilsalicilico a partire da 325 mg/die e FANS non selettivi), si può verificare un’attenuazione dell’effetto antipertensivo. L’uso concomitante di ACE inibitori e FANS può portare ad un aumentato rischio di peggioramento della funzione renale che comprende possibile insufficienza renale acuta ed aumento dei livelli del potassio sierico specialmente in pazienti con pre-esistente compromessa funzione renale. La combinazione deve essere somministrata con cautela specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale all’inizio della terapia concomitante. Interazioni con test di laboratorio Fosinopril può falsare il risultato della misurazione dei livelli sierici di digossina con il Digi-Tab RIA Kit, facendo risultare valori di digossinemia inferiori al reale. L’idroclorotiazide può causare interferenza con il test diagnostico del bentiromide. Occorre interrompere la terapia con FOSICOMBI alcuni giorni prima di effettuare i test di funzionalità paratiroidea.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza ACE inibitori: L’uso di ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre d

gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso di ACE inibitori è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio), tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3) e morte del feto. Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Idroclortiazide: C’è limitata esperienza con idroclorotiazide durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre. Gli studi sugli animali sono insufficienti. Idroclorotiazide attraversa la placenta. In base al suo meccanismo d’azione l’uso di idroclorotiazide durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza può compromettere la perfusione feto placentare e può causare effetti fetali e neonatali come ittero, alterazioni del bilancio elettrolitico e trombocitopenia. Idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento dell’edema gestazionale, l’ipertensione gestazionale o la preeclampsia a causa del rischio di riduzione del volume plasmatico e di ipoperfusione placentare senza un effetto benefico sul decorso della malattia. Idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento dell’ipertensione in donne in gravidanza eccetto che in rare situazioni dove nessun altro trattamento potrebbe essere usato. Allattamento Fosinopril: Poiché sono disponibili solo dati molto limitati riguardanti l’uso di fosinopri

durante l’allattamento, FOSICOMBI non è raccomandato e sono da preferire trattamenti alternativi con comprovato profilo di sicurezza per l’uso durante l’allattamento, specialmente in caso di allattamento di neonati o prematuri. Idroclorotiazide: Idroclortiazide viene escreta nel latte materno in piccole quantità. I diuretici tiazidici ad alte dosi provocano intensa diuresi che può inibire la produzione di latte. L’uso di FOSICOMBI durante l’allattamento al seno non è raccomandato. Se FOSICOMBI viene assunto durante l’allattamento, le dosi devono essere mantenute ai livelli più bassi possibili.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Sebbene FOSICOMBI non alteri le capacità di guidare veicoli o di usare macchinari, molto raramente possono manifestarsi effetti indesiderati come vertigini e disturbi alla vista.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti collaterali clinici e le anormalità dei parametri di laboratorio, osservati nel corso della terapia antipertensiva a lungo termine con fosinopril ed idroclorotiazide, non sono risultati significativamente diversi da quelli osservati dopo somministrazione dei singoli componenti. Nel corso degli studi clinici condotti con FOSICOMBI e con gruppo di controllo placebo (durata del trattamento due mesi), l'incidenza di effetti collaterali nei pazienti anziani (età superiore o uguale a 65 anni) è stata simile a quella osservata nei soggetti più giovani mentre l’interruzione della terapia per effetti indesiderati o anomalie di laboratorio è stata del 3,5% tra i pazienti trattati con fosinopril/HCTZ e del 4,3% nei pazienti trattati con placebo. Generalmente, gli effetti collaterali osservati sono stati di grado lieve e transitori. In tali studi clinici controllati, gli effetti indesiderati (non necessariamente correlati al trattamento) osservati con maggiore frequenza ( sono stati i seguenti: cefalea, tosse, astenia, vertigini, infezioni delle alte vie respiratorie, dolore muscolo scheletrico Altri effetti indesiderati clinici, osservati con minore frequenza (0,5-2%), sono di seguito riportati: Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Dolore toracico, debolezza, febbre Patologie Cardiache/Patologie vascolari ipotensione ortostatica, edema, flushing, disturbi del ritmo, sincope. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito, rash Patologie endocrine/ Disturbi del Disfunzione sessuale, alterazioni della libid

metabolismo e della nutrizione Patologie gastrointestinali Nausea e vomito, diarrea, dispepsia/bruciore, dolore addominale, gastrite/esofagite Disturbi del sistema immunitario Angioedema Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Mialgia/crampi muscolari Disturbi psichiatrici/ Patologie del sistema nervoso Sonnolenza, depressione, torpore/parestesia Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Sinusopatia, faringite, rinite Patologie dell'orecchio e del labirinto Tinnito Patologie renali e urinarie Pollachiuria, disuria. Esami diagnostici Elettroliti, acido urico, glucosio, magnesio, colesterolo, trigliceridi, calcio. Neutropenia Altri effetti indesiderati osservati con fosinopril o idroclorotiazide assunti separatamente includono: Patologie cardiache Angina/infarto del miocardio. , Patologie vascolari Claudicatio, ipotensione. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Orticaria, fotosensibilità. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Gotta. Patologie gastrointestinale Pancreatite, ittero (colestatico), epatite. Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia aplastica, agranulocitosi, leucopenia, trombocitopenia, anemia emolitica, linfoadenopatia. Disturbi del sistema immunitario Angioite necrotizzante, sindrome di StevensJohnson, disturbi respiratori (inclusa polmonite ed edema polmonare), porpora. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Artralgia.

Patologie del sistema nervoso Vertigine, sensazione di testa leggera, parestesia, accidenti cerebrovascolari. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Broncospasmo. Patologie dell'orecchio e del labirinto Disturbi del visus, disgeusia. Patologie renali e urinarie Insufficienza renale. Esami diagnostici Livelli aumentati di transaminasi, LDH, fosfatasi alcalina e bilirubina. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

Non sono stati riportati casi di sovradosaggio a seguito di somministrazione di FOSICOMBI. Il trattamento del sovradosaggio è sintomatico e di supporto. Se l'ingestione è recente, si suggerisce l'esecuzione di una lavanda gastrica. Disidratazione, squilibrio elettrolitico, ipotensione e coma da sovradosaggio di diuretico devono essere trattati con le terapie standard. Fosinopril è scarsamente eliminato sia dall‘emodialisi che dalla dialisi peritoneale. Il grado di rimozione dell’idroclorotiazide tramite emodialisi non è stato stabilito.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: ACE-inibitori e diuretici Codice ATC: C09BA09 Fosinopril sale sodico è idrolizzato dalle esterasi epatiche nella forma attiva, fosinoprilato, inibitore competitivo dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE). Tale enzima catalizza la conversione dell'angiotensina I in angiotensina II, potente sostanza vasocostrittrice. L'angiotensina II stimola, inoltre, la secrezione di aldosterone dalla corteccia surrenalica. Sebbene si ritenga che il meccanismo d'azione primario del fosinopril consista nell'azione di controllo del sistem

renina-angiotensina-aldosterone, il farmaco esplica un effetto ipotensivo anche in pazienti ipertesi con bassi livelli plasmatici di renina. A differenza degli altri ACE-inibitori, eliminati principalmente per via renale, fosinopril possiede una duplice via di eliminazione epatica e renale; fosinopril infatti nei soggetti normali viene eliminato in maniera bilanciata attraverso i due emuntori all'incirca nella stessa misura. Informazioni aggiuntive: Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA Nephron-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l'uso della combinazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito tipo 2 associato all’evidenza di danno d'organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito tipo 2 e nefropatia diabetica. Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Questi risultati sono pertinenti anche per gli altri ACE-inibitori e per gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo. L'idroclorotiazide è un diuretico tiazidico ed agisce aumentando, in quantità approssimativamente equivalenti, l'escrezione tubulare degli elettroliti sodio e cloro. La ridotta disponibilità di sodio, a seguito dell'effetto natriuretico causato dall'idroclorotiazide, determina un aumento dell'attività reninica plasmatica e produce pertanto un miglior substrato d'attività per il fosinopril aumentandone l'effetto antipertensivo. La natriuresi provoca inoltre una perdita secondaria di bicarbonato e potassio. Quest’ultima è attenuata dalla somministrazione contemporanea di fosinopril.

L'effetto antipertensivo del fosinopril e dell'idroclorotiazide è di tipo additivo. Dopo sospensione del trattamento con FOSICOMBI non si osserva alcun aumento repentino della pressione arteriosa. L'effetto antipertensivo della terapia con FOSICOMBI si raggiunge in 2-6 ore e si mantiene per 24 ore. L’ipotensione posturale sintomatica non è frequente, ma può manifestarsi in pazienti con deplezione idrica e/o salina. Con l’idroclorotiazide, la diuresi inizia in 2 ore, con un picco di effetto dopo circa 4 ore; l’azione persiste per 6-12 ore.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Dopo somministrazione orale di FOSICOMBI, fosinoprilato ed idroclorotiazide raggiungono concentrazioni plasmatiche massime rispettivamente in 3 e 1,5-5 ore, indipendentemente dalla dose somministrata. La conversione in fosinoprilato può essere rallentata nei pazienti con disfunzione epatica, condizione che tuttavia non influisce sull’entità della conversione stessa. Dopo dosi singole e multiple, i parametri farmacocinetici del fosinoprilato (es. Cmax, AUC) sono direttamente proporzionali alle dosi somministrate di fosinopril. Come evidenziato dal confronto dei valori di AUC delle concentrazioni sieriche di fosinoprilato dopo somministrazione orale ed endovenosa e dai valori di recupero urinario dell'idroclorotiazide, la percentuale di assorbimento di fosinopril è pari a 30%-40% e quella di idroclorotiazide è pari a 70%-80%. Il fosinoprilato è altamente legato alle proteine plasmatiche (≥95%) ma in modo trascurabile alle componenti cellulari del sangue. In studi condotti su volontari sani la velocità e il grado di assorbimento di fosinopril o di idroclorotiazide, somministrati singolarmente, sono risultati simili alla velocità e grado di assorbimento dei due componenti somministrati contemporaneamente, o della loro associazione in FOSICOMBI. La presenza di cibo nel tratto gastrointestinale non modifica sostanzialmente l'assorbimento del fosinopril, ma può rallentarne la velocità. L'assorbimento dell'idroclorotiazide è aumentato dai farmaci che rallentano la motilità gastrointestinale. Dopo somministrazione orale di fosinopril, circa metà della dose assorbita è eliminata nelle urine e la restante nelle feci. In soggetti ipertesi con funzione renale ed epatica normali sottoposti a dosi ripetute di fosinopril, l’emivita di accumulo del fosinoprilato è di circa 11,5 ore. Fosinopril è scarsamente dializzabile. La clearance del fosinoprilato tramite emodialisi e dialisi peritoneale e rispettivamente del 2% e del 7% della clearance dell’urea. Idroclorotiazide non viene metabolizzata ed è rapidamente eliminata per via renale. Il suo legame alle proteine plasmatiche è del 68% e l’emivita media va da 5 a 15 ore. Studi nell’animale indicano che fosinopril e fosinoprilato non attraversano la barriera ematoencefalica, ma il fosinoprilato attraversa la placenta nelle femmine gravide. Nella donna, l’idroclorotiazide attraversa liberamente l

placenta, con livelli simili a quelli circolanti nella madre. Disfunzione renale: la clearance del fosinoprilato è ridotta a circa la metà in questi pazienti rispetto a quelli con funzione renale normale mentre assorbimento, biodisponibilità e legame proteico risultano inalterati. La clearance del fosinoprilato non è legata al grado di disfunzione renale, dato che l’eliminazione renale diminuita è vicariata da un aumento di quella epato-biliare. In questi casi si osserva un’AUC meno che doppia del normale, anche in caso di malattia renale terminale con ClCr al di sotto di 10 ml/min. Con una ClCr < 20 ml/min l’idroclorotiazide subisce un aumento dell’emivita di eliminazione fino a 21 ore. Disfunzione epatica: non si osserva apprezzabile diminuzione di idrolisi del fosinopril, se non, eventualmente, nella sua velocità. La clearance del fosinoprilato è ridotta a circa la metà rispetto a soggetti con funzione epatica normale. Anziani: l’AUC dell’idroclorotiazide è risultata aumentata dopo dosi multiple.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

In studi eseguiti su ratti, l'associazione di fosinopril e idroclorotiazide a dosaggi riscontrati effetti embriotossici, fetotossici o teratogenetici a dosi fino a 125/125 mg/kg/die. L'associazione di fosinopril e idroclorotiazide non è risultata mutagena, come stabilito dal test di Ames, dal test di mutazione per il linfoma di topo, dal test citogenetico per il carcinoma ovarico dell'hamster cinese e dal test in vivo del micronucleo di topo. In studi di tossicità a sei mesi su ratti (fosinopril/idroclorotiazide 25/25 mg/kg, (fosinopril/idroclorotiazide 12/12 mg/kg, 50/50 mg/kg; fosinopril 50 mg/kg, idroclorotiazide 50 mg/kg) la maggior parte degli effetti osservati negli animali trattati con l'associazione, sono stati riscontrati anche dopo somministrazione dei singoli componenti. In studi su ratti e topi fosinopril non è risultato carcinogenico a dosi fino a 400 mg/kg/die. In studi su topi femmine, idroclorotiazide non ha mostrato effetti carcinogenici a dosi fino a 600 mg/kg/die o in ratti di entrambi i sessi a dosi fino a 100 mg/kg/die. Epatocarcinogenicità, non imputabile con certezza all'idroclorotiazide, è stata evidenziata in topi maschi. Idroclorotiazide non ha mostrato potenziale carcinogenicità nell'uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio idrato, lattosio anidro, sodio croscarmellose, povidone, sodio stearil fumarato, ossido di ferro rosso, ossido di ferro giallo.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità.

2 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura ambiente ed al riparo dall'umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio da 14 compresse in blister.

6.6 Precauzioni particolari per l’uso

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite s.r.l. - Via Sette Santi, 3 - Firenze

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

A.I.C. 029020017

9. Data della prima autorizzazione/del rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 22 giugno 1995 Data del rinnovo più recente: 22 giugno 2010

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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