FRISIUM

Frisium è indicato per il trattamento di ansia, tensione ed altri disturbi associati con ansia (manifestazioni somatiche o psichiatriche), difficoltà a dormire o ad addormentarsi (insonnia). I medicinali della stessa classe di Frisium (benzodiazepine) sono indicati soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante e sottopone il soggetto a grave disagio.

Usato per: insonniaansia

Principio attivo: CLOBAZAM · ATC N05BA09 · ATNAHS PHARMA NETHERLANDS BV

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

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Principio attivo: CLOBAZAM
Forma farmaceutica: Capsula molle
Dosaggio: 10 mg CAPSULA MOLLE
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: ATNAHS PHARMA NETHERLANDS BV
Codice ATC: N05BA09
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· EPACLOB - GMM FARMA S.R.L.
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

Frisium contiene clobazam che appartiene ad una classe di medicinali chiamati “ansiolitici; benzodiazepine”.

Frisium è indicato per il trattamento di ansia, tensione ed altri disturbi associati con ansia (manifestazioni somatiche o psichiatriche), difficoltà a dormire o ad addormentarsi (insonnia). I medicinali della stessa classe di Frisium (benzodiazepine) sono indicati soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante e sottopone il soggetto a grave disagio.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Frisium - se è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

- se soffre di una malattia caratterizzata da una forte debolezza dei muscoli (miastenia grave).
- se soffre di gravi problemi respiratori (grave insufficienza respiratoria, ad esempio grave malattia
cronica polmonare ostruttiva).
- se soffre di gravi problemi al fegato (grave insufficienza epatica).

- se soffre di mancanza di respiro durante la notte (sindrome da apnea notturna).
- se soffre di mancanza di coordinamento dei movimenti del corpo (atassia spinale e cerebellare).
- se sta allattando (vedere “Gravidanza ed Allattamento”).
- se è per un bambino sotto i 3 anni di età.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Frisium e in particolare:

• prima di prendere qualsiasi prodotto non medicinale che contiene cannabidiolo, poiché può
aumentare gli effetti indesiderati di clobazam
• se lei sta assumendo qualsiasi prodotto medicinale che contiene cannabidiolo, poiché può
aumentare gli effetti indesiderati di clobazam.

Pazienti con alterazioni del metabolismo (scarso metabolismo del CYP2C19)

Se soffre di un’alterazione del metabolismo detta “scarso metabolismo del CYP2C19” il medico adatterà opportunamente la dose di Frisium (ad esempio una dose iniziale bassa).

Alcol

Non assuma alcol durante la terapia con Frisium, per l’aumentato rischio di un effetto calmante eccessivo (sedazione) ed altri effetti indesiderati.

Tolleranza Dopo un uso ripetuto per alcune settimane, si può verificare una certa riduzione dell’effetto di questo medicinale.

Dipendenza del L’uso di medicinali della stessa classe di Frisium (benzodiazepine) può portare allo sviluppo di dipendenza (necessità di continuare a prendere il medicinale). Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso è maggiore in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool. Se lei in precedenza è stato dipendente da droga o alcol, con l’utilizzo di Frisium, così come con tutti gli altri farmaci appartenenti alla classe delle benzodiazepine, il rischio di sviluppare dipendenza potrebbe essere maggiore. Il rischio di dipendenza è presente anche se assume clobazam tutti i giorni solo per un periodo di qualche settimana ed è possibile non solo con l’assunzione di dosi particolarmente alte, ma anche per il dosaggio terapeutico raccomandato.

Eviti di usare Frisium per periodi prolungati senza interruzione, poiché può svilupparsi dipendenza.

Se ha sviluppato dipendenza fisica l’interruzione brusca del trattamento sarà accompagnata dai seguenti disturbi da astinenza:

• mal di testa (cefalea),
• dolori muscolari,
• ansia estrema,
• tensione,
• irrequietezza,

• confusione,
• irritabilità.

Nei casi gravi possono manifestarsi anche i seguenti disturbi: • sentirsi fuori dalla realtà (derealizzazione),

• sentirsi estraneo al proprio corpo (depersonalizzazione),
• disturbi dell’udito, con intolleranza ai rumori (iperacusia),
• intorpidimento,
• formicolio delle estremità,

• ipersensibilità alla luce,
• ipersensibilità al rumore e al contatto fisico,
• allucinazioni,
• disturbi mentali (psicosi sintomatiche) o scosse epilettiche.

Altri disturbi possono essere:

• depressione,
• insonnia,

• aumento dei sogni,
• sudorazione,
• rumori persistenti alle orecchie (tinnito),
• movimenti involontari,
• nausea,

• vomito,
• alterazione della sensibilità (parestesia),
• alterazioni percettive,
• crampi addominali e muscolari,
• tremore,

• dolori ai muscoli (mialgia),
• agitazione,
• palpitazioni,
• aumento del battito del cuore (tachicardia),
• attacchi di panico,
• vertigini,
• aumento dei riflessi (iperreflessia),
• perdita della memoria a breve termine,
• aumento della temperatura del corpo (ipertermia).
Insonnia ed ansia di rimbalzo
All’interruzione del medicinale può presentarsi una situazione transitoria che consiste nella
ricomparsa, in forma accentuata, dei disturbi che avevano portato al trattamento con il medicinale.
Questa situazione può essere accompagnata da altre reazioni, compresi cambiamenti di umore, ansia,
irrequietezza o disturbi del sonno.

Tale situazione si presenta con maggiore probabilità se la somministrazione del medicinale viene interrotta bruscamente, quindi sospenda il trattamento con Frisium gradualmente. E’ importante che lei sia consapevole della possibilità di insorgenza di tali disturbi se sospende il trattamento con Frisium.

Durata del trattamento La durata del trattamento deve essere la più breve possibile (vedere "Come prendere Frisium"), secondo l’indicazione del medico, ma non deve superare le quattro settimane per l’insonnia ed otto - dodici settimane nel caso dell’ansia, compreso il periodo di sospensione graduale. La durata del trattamento non deve essere prolungata oltre tale periodo, senza che il suo medico abbia rivalutato la

situazione. All’inizio della terapia il medico le spiegherà che questo trattamento sarà di durata limitata e come dovrà diminuire gradualmente la dose. Inoltre il medico la avviserà che è sconsigliabile il cambiamento improvviso con medicinali, simili a Frisium, detti “benzodiazepine con una durata di azione breve”, poiché questo cambiamento può causare disturbi da astinenza.

Come per le altre benzodiazepine, in caso di trattamento prolungato è opportuno valutare il beneficio terapeutico, per la possibile insorgenza di assuefazione e di dipendenza.

• Disturbi della memoria (amnesia)

Frisium può provocare disturbi della memoria (amnesia anterograda) sia che venga utilizzato nelle dosi normali, ma soprattutto ad alte dosi. Ciò accade più spesso parecchie ore dopo l’ingestione del medicinale: per ridurre il rischio si assicuri di poter dormire ininterrottamente per 7 - 8 ore (vedere “Possibili effetti indesiderati”).

Reazioni psichiatriche e “paradosse” Quando si usano medicinali simili a Frisium (benzodiazepine) possono verificarsi reazioni come:

• irrequietezza,
• agitazione,
• irritabilità,
• aggressività,
• delusione,

• collera,
• incubi,
• allucinazioni,
• disturbi mentali (psicosi),
• alterazioni del comportamento.

Se questi disturbi si verificano, contatti il suo medico e sospenda l’uso di Frisium. E’ più probabile che queste reazioni compaiano nei bambini e negli anziani così come nei pazienti con una malattia detta “sindrome cerebrale organica” (una riduzione del funzionamento della mente).

Gravi reazioni cutanee

Gravi malattie della pelle (cutanee) potenzialmente mortali (sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica), sono state segnalate con l'uso di Frisium, sia nei bambini che negli adulti. Queste malattie compaiono inizialmente con macchie rosse rotonde o chiazze circolari che spesso si accompagnano a vesciche e bolle, scollamento della pelle, soprattutto nella parte centrale del corpo, ulcere a bocca, gola, naso e genitali, occhi rossi e gonfi (congiuntivite). Spesso sono presenti disturbi simili a quelli dell'influenza. Nella maggior parte dei casi questi effetti si presentano con l’utilizzo concomitante di Frisium con farmaci, compresi quelli utilizzati nel trattamento dell’epilessia (antiepilettici). Il più alto rischio di insorgenza di reazioni gravi sulla pelle si ha nelle prime 8 settimane di trattamento. Nel caso di comparsa di questi disturbi sospenda il trattamento con Frisium e si rivolga

immediatamente al medico. Se lei ha sviluppato questi disturbi con l’uso di Frisium, non deve più utilizzare il medicinale (vedere “Possibili effetti indesiderati”).

Pazienti anziani

Se è un paziente anziano l’uso di medicinali come Frisium può portare ad un aumento del rischio di cadute dovuto agli effetti indesiderati quali mancanza di coordinazione muscolare (atassia), debolezza muscolare, capogiri, sonnolenza, stanchezza e affaticamento. Le cadute possono portare a gravi lesioni. Se è un paziente anziano riceverà una dose di medicinale più bassa (vedere “Come prendere Frisium”).

Pazienti con gravi alterazioni della respirazione (insufficienza respiratoria cronica)

Se soffre di gravi alterazioni della respirazione (insufficienza respiratoria cronica) il medico le prescriverà una dose più bassa a causa del rischio di un peggioramento della respirazione (depressione respiratoria; vedere anche “Non prenda Frisium”). Se soffre di un’alterazione della respirazione detta “insufficienza respiratoria acuta” il medico controllerà periodicamente la funzionalità respiratoria. Clobazam è controindicato nei pazienti con grave insufficienza respiratoria (vedere “Non prenda

Frisium”).

Debolezza muscolare Frisium può causare debolezza muscolare. Pertanto, se lei soffre già di debolezza muscolare il suo

medico la terrà controllato e potrebbe ridurre la dose di clobazam che sta assumendo. Non prenda Frisium se soffre di una malattia caratterizzata da una forte debolezza dei muscoli detta “miastenia grave” (vedere “Non prenda Frisium”).

Pazienti con grave alterazione al fegato (insufficienza epatica)

Se soffre di gravi alterazioni al fegato (grave insufficienza epatica) e/o di una malattia del cervello detta “encefalopatia” dovrà assumere questo medicinale con cautela, in quanto Frisium, come tutti i

medicinali della stessa classe (benzodiazepine), può scatenare una condizione detta “encefalopatia epatica” (disturbi al cervello causati da un grave malfunzionamento del fegato).

Se la funzione del suo fegato e dei suoi reni è compromessa, il medico le ridurrà la dose perché lei potrebbe avere un aumento di reattività al clobazam e una maggiore possibilità di manifestare effetti indesiderati. In caso di trattamento prolungato il medico la sottoporrà a frequenti controlli della

funzionalità del fegato e dei reni. Frisium e i medicinali della stessa classe (benzodiazepine) non sono consigliati per il trattamento primario della malattia mentale (psicotica). Le benzodiazepine non devono essere usate da sole per trattare la depressione o l’ansia connessa con la depressione (perché si può manifestare il rischio di suicidio).

Alcuni studi hanno mostrato un aumento del rischio di idee suicide, tentativo di suicidio e suicidio nei pazienti che prendevano alcuni sedativi ed ipnotici, compreso questo medicinale. Comunque non è stato stabilito se questo è causato dal medicinale o se ci possano essere altri motivi. Se lei ha pensieri suicidi, contatti il medico appena possibile per avere un ulteriore consiglio (vedere paragrafo 4).

fatto abuso di droga o alcool.

Bambini e adolescenti Usi Frisium e i medicinali della stessa classe (benzodiazepine) con attenzione estrema se in passato ha

Frisium non deve essere somministrato ai bambini sotto i 3 anni. Nei bambini più grandi Frisium non deve essere somministrato senza che il medico abbia attentamente valutato l’effettiva necessità del trattamento e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile.

Altri medicinali e Frisium

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. L’uso concomitante di Frisium e oppioidi (forti analgesici, medicinali per la terapia della dipendenza e

alcuni medicinali per la tosse) aumenta il rischio di sonnolenza, difficoltà nella respirazione (depressione respiratoria), coma e può essere pericoloso per la vita. Per questo motivo, l’uso concomitante deve essere considerato solo quando le altre opzioni di trattamento non sono possibili.

Tuttavia se il medico le prescrive Frisium insieme agli oppioidi, la dose e la durata del trattamento concomitante devono essere limitate dal medico.

Informi il medico riguardo a tutti i medicinali oppioidi che sta prendendo e segua attentamente la raccomandazione sulla dose del medico. Può essere utile informare amici o parenti di prestare attenzione ai segni e sintomi sopra elencati. Si rivolga al medico qualora manifesti tali sintomi.

Faccia attenzione se assume Frisium con:
• medicinali contro le malattie mentali (antipsicotici),
• ipnotici,
• ansiolitici/sedativi,

• antidepressivi,
• medicinali contro il dolore detti “analgesici narcotici”,
• antiepilettici,
• anestetici,
• medicinali contro le allergie che danno sonnolenza (antistaminici sedativi).

L’associazione di Frisium con questi medicinali può dare un aumento dell’effetto depressivo sul Sistema Nervoso Centrale.

É necessaria particolare cautela con l’utilizzo di Frisium in caso di effetti indesiderati causati da tali medicinali o da litio.

Gli effetti di Frisium possono essere influenzati o influenzare i seguenti medicinali:

• Medicinali contro le convulsioni (anticonvulsivanti)

Se Frisium viene utilizzato contemporaneamente ad anticonvulsivanti nella terapia dell’epilessia, il medico la controllerà attentamente con un esame elettroencefalografico (monitoraggio EEG) e adatterà il dosaggio poiché vi possono essere interazioni con la terapia anticonvulsivante. Se lei sta assumendo Frisium con un medicinale detto “acido valproico”, o un medicinale detto “fenitoina” si può verificare un aumento nel sangue di questi farmaci, per cui il medico la sottoporrà a

opportuni controlli.

Se sta usando Frisium assieme a un medicinale chiamato “Stiripentolo” potrebbe avere un aumento nel sangue di Frisium con rischio di sovradosaggio. Il medico controllerà attentamente la dose di Frisium e se necessario adatterà la dose.

• Medicinali per il dolore da moderato a intenso (analgesici narcotici) del Nel caso in cui lei stia usando Frisium in concomitanza con degli analgesici narcotici può manifestarsi un aumento dell’euforia conducendo ad un aumento della dipendenza.

• Medicinali per rilassare i muscoli (miorilassanti) L’utilizzo di Frisium assieme a questi medicinali, incluso il protossido d’azoto, può aumentare l’effetto di questi farmaci.

• Inibitori di una proteina chiamata “CYP2C19”

Medicinali che limitano l’attività di una proteina chiamata “CYP2C19” possono influenzare l’effetto di
Frisium. Può essere necessario un adattamento della dose di Frisium.
Informi il suo medico se sta prendendo uno dei seguenti medicinali:
• prodotti che contengono cannabidiolo (prodotti medicinali o non medicinali),
• ticlopidina, un medicinale anti-piastrinico usato per prevenire i coaguli sanguigni

• fluconazolo, usato nel trattamento delle infezioni fungine
• fluvoxamina, usato nel trattamento della depressione
• omeprazolo, usato per trattare il mal di stomaco.

• medicinali che vengono metabolizzati da una proteina detta “CYP2D6” (substrati del CYP2D6), per

esempio destrometorfano, pimozide, paroxetina, nebivololo. Può essere necessario un adattamento della dose di questi farmaci.

Bisogna considerare con attenzione le seguenti associazioni: • buprenorfina (utilizzata per il dolore): aumento del rischio di depressione respiratoria, che può

portare alla morte. Il medico valuterà con attenzione la necessità di questa associazione e la informerà della necessità di rispettare le dosi prescritte; • clozapina (utilizzata per le malattie mentali): aumento del rischio di collasso con arresto respiratorio e/o cardiaco.

La somministrazione di teofilline o amminofilline (utilizzate per l’asma) può ridurre gli effetti dei medicinali appartenenti alla stessa classe di Frisium (benzodiazepine).

Frisium con alcol

Non assuma Frisium con alcol. Il consumo contemporaneo di alcol può aumentare gli effetti dello stesso: ciò influenza negativamente la capacità di guidare o di usare macchinari.

Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Il Frisium, come tutte le benzodiazepine, non deve essere somministrato durante il parto e l’allattamento al seno.

Non è consigliato l’uso di questo medicinale durante la gravidanza e nel caso in cui lei sia una donna in età fertile che non usa anticoncezionali.

Se lei scopre di essere incinta o sta pianificando di avere un bambino, consulti immediatamente il medico per rivalutare la necessità del trattamento. Non interrompa l'assunzione di Frisium senza avere parlato con il medico.

Gravidanza Una grande quantità di dati non ha evidenziato malformazioni associate all'uso di benzodiazepine. Tuttavia, alcuni studi hanno mostrato un potenziale aumento del rischio di labiopalatoschisi nei neonati, rispetto a quello nella popolazione generale. La labiopalatoschisi (chiamata labbro leporino) è una deformazione alla nascita causata da una fusione incompleta del palato e del labbro superiore. Può presentarsi riduzione del movimento fetale e variabilità della frequenza cardiaca fetale dopo l'assunzione di clobazam durante il secondo e/o il terzo trimestre di gravidanza. Se Frisium viene assunto alla fine della gravidanza o durante il parto, il bambino può mostrare sonnolenza (sedazione), debolezza muscolare (ipotonia o sindrome del “neonato ipotonico”), un calo della temperatura corporea (ipotermia), difficoltà di alimentazione (problemi di allattamento che

causano scarso aumento di peso) e problemi respiratori (depressione respiratoria a volte grave). Se assunto regolarmente alla fine della gravidanza, il bambino può manifestare sintomi di astinenza come agitazione o tremore. In questo caso il neonato deve essere attentamente monitorato durante il periodo postnatale.

Allattamento Non assuma Frisium durante l’allattamento al seno perché come tutti i medicinali appartenenti alla stessa classe (benzodiazepine) viene escreto nel latte materno.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Alle dosi più elevate ed in caso di particolare sensibilità individuale Frisium può influenzare la capacità di reazione; ciò è da tenere presente in modo particolare in caso di contemporanea assunzione di bevande alcoliche. La sedazione, la perdita di memoria (amnesia), l’alterazione della concentrazione e della funzione muscolare possono influenzare negativamente la capacità di guidare e di utilizzare macchinari. Se la

durata del sonno è stata insufficiente, la probabilità che la vigilanza sia alterata può essere aumentata.

Frisium contiene lattosio Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere

questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

La posologia e la durata del trattamento vanno adattate caso per caso a giudizio del medico, in base

alle indicazioni, alla gravità del quadro clinico ed alla variabilità della risposta individuale. Il trattamento dovrebbe essere iniziato con la dose più bassa. La dose massima non dovrebbe essere superata. Lei verrà controllato regolarmente all’inizio del trattamento per diminuire, se necessario, la dose o la frequenza dell’assunzione, per prevenire l’iperdosaggio dovuto all’accumulo.

La dose raccomandata è • Adulti In genere 2 capsule al giorno, aumentando, se necessario, a 3 capsule al giorno. Nelle forme particolarmente gravi la posologia giornaliera può essere aumentata a giudizio del medico. Una volta ottenuto il miglioramento del quadro clinico la posologia può essere ridotta.

Pazienti anziani o debilitati spesso è sufficiente la somministrazione di 1 capsula al giorno. Se la dose giornaliera viene ripartita nell'arco della giornata, è opportuno somministrare la dose singola più elevata alla sera prima di andare a letto. Dosi giornaliere fino a 30 mg possono essere somministrate anche in dose unica alla sera.

• Pazienti con funzione epatica e/o renale alterata In questi pazienti possono presentarsi accentuata reattività e più elevata sensibilità nei confronti degli effetti indesiderati. Di conseguenza è necessario iniziare la terapia con dosi ridotte, che potranno essere aumentate gradualmente proseguendo il trattamento che è da effettuare sempre sotto attento controllo medico. Soggetti predisposti, se trattati a dosi elevate e per periodi prolungati, possono presentare dipendenza, così come avviene con gli altri medicinali ad attività ipnotica, sedativa e tranquillante.

• Pazienti anziani

In questi pazienti si possono avere aumentata reattività e più elevata sensibilità nei confronti degli effetti indesiderati. Di conseguenza è necessario iniziare la terapia con dosi ridotte che potranno essere aumentate gradualmente sotto attento controllo medico.

• Ansia

Il trattamento dovrebbe essere il più breve possibile. Il medico la controllerà in maniera regolare e valuterà attentamente la necessità di effettuare un trattamento continuato soprattutto se lei non presenta disturbi evidenti. La durata complessiva del trattamento, generalmente, non dovrebbe superare le 8-12 settimane, compreso un periodo di sospensione graduale. In determinati casi, può essere necessaria l’estensione oltre il periodo massimo di trattamento; in tal

caso, il medico rivaluterà la sua condizione.

• Insonnia Il trattamento dovrebbe essere il più breve possibile. La durata del trattamento, generalmente, varia da pochi giorni a due settimane, fino ad un massimo di quattro settimane, compreso un periodo di

sospensione graduale. In determinati casi, può essere necessaria l’estensione oltre il periodo massimo di trattamento; in caso affermativo, non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della condizione del paziente. Assuma il medicinale al momento di coricarsi.

Non usi Frisium per il trattamento dell’insonnia se ha meno di 18 anni senza una valutazione attenta della sua effettiva necessità da parte del medico. La dose singola per i pazienti sotto i 18 anni dipende dalla loro età, dal peso e dalle condizioni generali del paziente.

Se prende più Frisium di quanto deve

Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Frisium avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. Come per le altre benzodiazepine, una dose eccessiva non dovrebbe presentare rischio per la vita, a meno che non vi sia assunzione concomitante di altri medicinali che deprimono il Sistema Nervoso Centrale (incluso l’alcol). L’iperdosaggio di benzodiazepine si manifesta solitamente con vario grado di depressione del sistema

nervoso centrale che varia dalla perdita delle capacità sensoriali e mentali (obnubilamento), a confusione mentale e sonno continuo (letargia). Nei casi più gravi, i disturbi possono includere perdita della coordinazione muscolare (atassia), diminuzione della forza muscolare (ipotonia), diminuzione della pressione del sangue (ipotensione), depressione respiratoria, raramente coma e molto raramente morte.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Effetti indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)
• sonnolenza
• stanchezza (astenia)

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10) • gonfiore al viso, alle mani e ai piedi, alle labbra, alla lingua o alla gola (edema di Quincke)

• irritabilità*
• aggressività*
• stati di agitazione acuta*
• depressione (può essere smascherato uno stato depressivo preesistente)
• tolleranza al farmaco (specialmente durante l’uso prolungato – vedere “Avvertenze e precauzioni”)

• agitazione*
• capogiri
• sedazione
• disturbi dell’attenzione
• linguaggio lento/disturbi del linguaggio

• distorsione del gusto (disgeusia)
• rallentamento delle attività fisiche e mentali (psico-motorio)
• mal di testa (cefalea)
• fine tremore delle dita
• perdita della coordinazione muscolare (atassia)

• aumento dei battiti del cuore (tachicardia)
• vomito
• nausea
• dolore alla parte superiore dell’addome

• stitichezza (stipsi) e secchezza della bocca
• diminuzione dell’appetito
• prurito
• disturbi quando urina
• sudorazione

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):

• perdita di memoria (amnesia) e/o comportamento inappropriato
• confusione
• ansia*
• delirio*
• incubi*

• diminuzione del desiderio sessuale
• ottundimento delle emozioni
• indebolimento della memoria
• diminuzione della capacità di memorizzare informazioni nuove (amnesia anterograda)
• visione doppia (diplopia). Tale disturbo si presenta particolarmente ad alte dosi o in trattamenti a

lungo termine ed è reversibile.
• reazioni della pelle come arrossamenti (rash)
• aumento di peso. Questa reazione si presenta particolarmente ad alte dosi o in trattamenti a lungo
termine ed è reversibile.
• cadute

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1000)
• reazioni allergiche (reazioni anafilattiche/anafilattoidi) del
Effetti indesiderati con frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati
disponibili)
• dipendenza (specialmente durante l’uso prolungato – vedere “Avvertenze e precauzioni”)
• difficoltà nell’addormentarsi o nel dormire*
• attacchi di rabbia*
• allucinazioni*

• reazioni psicotiche*
• scarsa qualità del sonno
• tendenze suicide*
• spasmi muscolari*

• disturbi dell’apprendimento (cognitivi)
• perdita di coscienza, dopo un uso prolungato di Frisium o di medicinali della stessa classe
(benzodiazepine) e in particolare negli anziani, talvolta in associazione a disordini respiratori;
questi effetti a volte persistono per un considerevole periodo di tempo. Movimenti degli occhi
oscillatori, ritmici e involontari (nistagmo), tale reazione si presenta particolarmente ad alte dosi o
in trattamenti a lungo termine

• instabilità nell’andatura e in altre funzioni motorie. Tali reazioni si presentano particolarmente ad
alte dosi o in trattamenti a lungo termine e sono reversibili
• riduzione della vigilanza
• affaticamento
• vertigini

• depressione respiratoria, specialmente ad alte dosi. Se ha una preesistente funzionalità respiratoria
compromessa (per esempio se soffre di asma bronchiale) o se soffre di danni cerebrali, può
presentarsi, o peggiorare, un’insufficienza respiratoria
• orticaria

• gravi malattie della pelle: “Sindrome di Stevens-Johnson”, “Necrolisi Epidermica Tossica” che si
manifestano con gravi alterazioni di pelle e mucose, con comparsa di bolle e anche disturbi
generali come febbre, vomito, diarrea. Questi disturbi possono essere mortali
• debolezza muscolare
• rallentamento dei tempi di reazione

• diminuzione della temperatura corporea (ipotermia)

* Questi disturbi psichiatrici (reazioni paradosse) possono presentarsi specialmente negli anziani e nei
bambini. Nel caso si presentino queste reazioni interrompa il trattamento con Frisium.
• Reazioni avverse della classe delle benzodiazepine

Dipendenza L’uso delle benzodiazepine (anche alle dosi terapeutiche) può condurre allo sviluppo di dipendenza fisica: la sospensione della terapia può provocare fenomeni di rimbalzo o da astinenza (vedere “Avvertenze e precauzioni”). Può verificarsi dipendenza psichica. E’ stato segnalato l’abuso di benzodiazepine. Una volta che si è sviluppata dipendenza fisica, l’interruzione improvvisa del

trattamento può essere accompagnata da sintomi da astinenza. Questi possono consistere in ansia estrema, tensione, irrequietezza, confusione, irritabilità, mal di testa e dolore muscolare. In casi gravi possono comparire i seguenti sintomi: sentirsi fuori dalla realtà (derealizzazione), sentirsi estranei al proprio corpo (depersonalizzazione), allucinazioni, alterazione della sensibilità (parestesia) degli arti, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, disturbi dell’udito, con intolleranza ai rumori

(iperacusia) e crisi epilettiche. Nel caso di uso di benzodiazepine con breve durata di azione, possono diventare manifesti sintomi da astinenza tra l’intervallo di una dose e l’altra specialmente a dosi elevate. E’ improbabile che questo si verifichi con Frisium, perchè non è una benzodiazepina con breve durata di azione.

Insonnia di rimbalzo All’interruzione del trattamento può presentarsi un disturbo transitorio quale l’insonnia, che ricorre in forma aggravata a seguito del trattamento con benzodiazepine. Poiché, dopo l’improvvisa sospensione del trattamento, il rischio di fenomeni di rimbalzo/da astinenza è più alto, diminuisca gradualmente la dose.

Depressione Durante l’uso di benzodiazepine può essere smascherato uno stato depressivo preesistente. Le benzodiazepine e i composti simili possono causare reazioni come: irrequietezza, irritabilità, aggressività, delirio, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento. Tali reazioni

possono essere abbastanza gravi. Sono più probabili nei bambini e negli anziani.

• Inoltre sono stati riportati raramente altri effetti indesiderati che comprendono: colorazione gialla della pelle e degli occhi (ittero), aumento dei valori di alcuni esami del sangue (bilirubina, transaminasi epatiche, aumento della fosfatasi alcalina), diminuzione anche gravi delle cellule del sangue (trombocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia), una condizione chiamata “SIAD”

(sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico), con ritenzione di liquidi nel corpo.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga

al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Frisium

- Il principio attivo è clobazam. 1 capsula rigida contiene 10 mg di clobazam.
- Gli altri componenti sono: lattosio, amido di mais, talco, magnesio stearato.
Componenti della capsula: gelatina, titanio diossido (E 171).

Descrizione dell’aspetto di Frisium e contenuto della confezione

Frisium si presenta in forma di Capsule rigide. Astuccio da 30 capsule. Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio Atnahs Pharma Netherlands B.V. Copenhagen Towers Ørestads Boulevard 108, 5.tv DK-2300 Copenhagen S

Danimarca

Produttore Opella Healthcare International SAS 56, Route de Choisy

60200 Compiègne (Francia)

Sanofi S.r.l. strada statale 17, km 22 67019 Scoppito (AQ)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

Domande frequenti su FRISIUM

Come si usa FRISIUM?

FRISIUM si presenta in forma di Capsula molle e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

FRISIUM è disponibile senza ricetta?

No, FRISIUM è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di FRISIUM?

Il principio attivo di FRISIUM è CLOBAZAM.

Quali sono gli equivalenti di FRISIUM?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: EPACLOB, EPACLOB. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce FRISIUM?

FRISIUM è prodotto da ATNAHS PHARMA NETHERLANDS BV.

Da quando FRISIUM è autorizzato in Italia?

FRISIUM ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1977-08-31.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

FRISIUM 10 mg capsule rigide

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una capsula rigida contiene 10 mg di clobazam Eccipienti con effetti noti: lattosio 107,75 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsule rigide.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Ansia, tensione ed altre manifestazioni somatiche o psichiatriche associate con sindrome ansiosa. Insonnia. Le benzodiazepine sono indicate soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante e sottopone il soggetto a grave disagio.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La posologia e la durata del trattamento vanno adattate caso per caso, a giudizio del medico, in base alle indicazioni, alla gravità del quadro clinico ed alla variabilità della risposta individuale. Il trattamento dovrebbe essere iniziato con la dose più bassa. La dose massima non dovrebbe essere superata. Il paziente deve essere controllato regolarmente all’inizio del trattamento per diminuire, se necessario, la dose o la frequenza dell’assunzione per prevenire l’iperdosaggio dovuto all’accumulo. Adulti: In genere si somministrano nell'adulto 2 capsule il dì, aumentando se necessario, a 3 capsule il dì. Nelle forme particolarmente gravi la posologia giornaliera può essere aumentata a giudizio del medico. Una volta ottenuto il miglioramento del quadro clinico la posologia può essere ridotta. Nei soggetti anziani o debilitati spesso è sufficiente la somministrazione di 1 capsula il dì. Se la dose giornaliera viene ripartita nell'arco della giornata, è opportuno somministrare la dose singola più elevata alla sera prima di andare a letto. Dosi giornaliere fino a 30 mg possono essere somministrate anche in dose unica alla sera. Pazienti con funzione epatica e/o renale alterata In questi pazienti possono presentarsi accentuata reattività e più elevata sensibilità nei confronti degli effetti avversi. Di conseguenza, è necessario iniziare la terapia con dosi ridotte, che potranno essere aumentate gradualmente proseguendo il trattamento che, comunque, è da effettuare sempre sotto attento controllo medico.

Pazienti anziani In questi pazienti si possono avere aumentata reattività e più elevata sensibilità nei confronti degli effetti avversi. Di conseguenza è necessario iniziare la terapia con dosi ridotte che potranno essere aumentate gradualmente sotto attento controllo medico. Ansia Il trattamento dovrebbe essere il più breve possibile. Il paziente dovrebbe essere rivalutato regolarmente e la necessità di un trattamento continuato dovrebbe essere valutata attentamente, particolarmente se il paziente è senza sintomi. La durata complessiva del trattamento, generalmente, non dovrebbe superare le 8-12 settimane, compreso un periodo di sospensione graduale. In determinati casi, può essere necessaria l’estensione oltre il periodo massimo di trattamento; in tal caso, ciò non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della condizione del paziente. Insonnia Il trattamento dovrebbe essere il più breve possibile. La durata del trattamento, generalmente, varia da pochi giorni a due settimane, fino ad un massimo di quattro settimane, compreso un periodo di sospensione graduale. In determinati casi, può essere necessaria l’estensione oltre il periodo massimo di trattamento; in caso affermativo, non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della condizione del paziente. Il farmaco deve essere assunto al momento di coricarsi. Si sconsiglia la somministrazione di Frisium per il trattamento dell’insonnia a pazienti di età inferiore a 18 anni senza una valutazione attenta della sua effettiva necessità. La dose singola per i pazienti sotto i 18 anni dipende dalla loro età, dal peso e dalle condizioni generali del paziente.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, alle benzodiazepine in genere o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Miastenia grave. Grave insufficienza respiratoria (ad esempio grave malattia cronica polmonare ostruttiva) Grave insufficienza epatica. Sindrome da apnea notturna. Atassia spinale e cerebellare. Controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6). Frisium non deve essere utilizzato nei bambini sotto i 3 anni di età.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Alcool Si raccomanda ai pazienti di evitare l’assunzione di alcool durante la terapia con clobazam, per l’aumentato rischio di sedazione ed altri effetti indesiderati (vedere paragrafo 4.5). Tolleranza Una certa perdita di efficacia agli effetti ipnotici delle benzodiazepine può svilupparsi dopo un uso ripetuto per alcune settimane. Dipendenz

L’uso di benzodiazepine può condurre allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica da questi farmaci. Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso è maggiore in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool. Con clobazam, come con altre benzodiazepine, nei pazienti con una storia di dipendenza da droga o alcool può presentarsi un aumento del rischio di sviluppare dipendenza. Il rischio di dipendenza è presente anche con l’assunzione giornaliera di clobazam per un periodo di qualche settimana solamente ed è valido non solo per un possibile abuso a dosi particolarmente alte, ma anche per il dosaggio terapeutico raccomandato. Si raccomanda fermamente di evitare periodi prolungati di trattamento ininterrotto poiché possono portare a dipendenza. Sintomi da sospensione Una volta che la dipendenza fisica si è sviluppata, l’interruzione brusca del trattamento sarà accompagnata dai sintomi da astinenza. Questi possono consistere in cefalea, dolori muscolari, ansia estrema, tensione, irrequietezza, confusione ed irritabilità. Nei casi gravi possono manifestarsi i seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, intorpidimento e formicolio delle estremità, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni e psicosi sintomatiche o scosse epilettiche. Altri sintomi sono: depressione, insonnia, aumento dei sogni, sudorazione, tinnito persistente, movimenti involontari, nausea, vomito, parestesia, alterazioni percettive, crampi addominali e muscolari, tremore, mialgia, agitazione, palpitazioni, tachicardia, attacchi di panico, vertigini, iper-reflessia, perdita della memoria a breve termine, ipertermia. Insonnia ed ansia di rimbalzo All’interruzione del trattamento può presentarsi una sindrome transitoria in cui i sintomi che hanno condotto al trattamento con benzodiazepine ricorrono in forma aggravata. Può essere accompagnata da altre reazioni, compresi cambiamenti di umore, ansia, irrequietezza o disturbi del sonno. Poiché il rischio di sintomi da astinenza o da rimbalzo è maggiore dopo la sospensione brusca del trattamento, si suggerisce di effettuare una diminuzione graduale del dosaggio. Inoltre è importante che il paziente sia informato delle possibilità di fenomeni di rimbalzo, al fine di minimizzare la reazione ansiosa che l’eventuale comparsa di tali sintomi potrebbe scatenare quando Frisium viene sospeso. Durata del trattamento La durata del trattamento deve essere la più breve possibile (vedere 4.2) a seconda dell’indicazione, ma non deve superare le quattro settimane per l’insonnia ed otto-dodici settimane nel caso dell’ansia, compreso un periodo di sospensione graduale. L’estensione della terapia oltre questi periodi non deve avvenire senza rivalutazione della situazione clinica. Può essere utile informare il paziente quando il trattamento è iniziato che esso sarà di durata limitata e spiegare precisamente come il dosaggio deve essere diminuito progressivamente, poiché la brusca interruzione può portare alla comparsa di sintomi da sospensione quali agitazione, ansia ed insonnia. Inoltre è importante che il paziente sia informato della possibilità di fenomeni di rimbalzo, minimizzando quindi l’ansia riguardo a tali sintomi se dovessero accadere alla sospensione del medicinale. Ci sono elementi per prevedere che, nel caso di benzodiazepine con una durata breve di azione, i sintomi da astinenza possono diventare manifesti all’interno dell’intervallo di somministrazione tra una dose e l’altra, particolarmente per dosaggi elevati.

Quando si usano benzodiazepine con una lunga durata d’azione (ad es. Frisium), è importante avvisare il paziente che è sconsigliabile il cambiamento improvviso con una benzodiazepina con una durata di azione breve, poiché possono presentarsi sintomi da astinenza. Come per le altre benzodiazepine, in caso di trattamento prolungato è opportuno valutare il beneficio terapeutico nei confronti del rischio di assuefazione e di dipendenza. Amnesia Le benzodiazepine possono indurre amnesia anterograda sia che vengano utilizzate nel normale intervallo di dosaggio, ma soprattutto ad alte dosi. Ciò accade più spesso parecchie ore dopo l’ingestione del farmaco e, quindi, per ridurre il rischio ci si dovrebbe accertare che i pazienti possano avere un sonno ininterrotto di 7 - 8 ore (vedere 4.8). Reazioni psichiatriche e paradosse Quando si usano benzodiazepine è noto che possano accadere reazioni come irrequietezza, agitazione, irritabilità, aggressività, delusione, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento. Se ciò dovesse avvenire, l’uso del medicinale deve essere sospeso. E’ più probabile che queste reazioni compaiono nei bambini e negli anziani così come nei pazienti con sindrome cerebrale organica. Ideazione suicida/tentativo di suicidio/suicidio e depressione Alcuni studi epidemiologici suggeriscono un aumento dell’incidenza di ideazione suicidaria, tentativo di suicidio e suicidio in pazienti con o senza depressione e trattati con benzodiazepine e altri ipnotici, clobazam incluso. Tuttavia non è stata stabilita una relazione causale (vedere paragrafo 4.8). Gravi reazioni cutanee Durante l’esperienza di post-marketing, con clobazam sono state osservate, sia nei bambini che negli adulti, gravi reazioni cutanee che comprendono la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN). La maggior parte dei casi riportati comprendeva l’uso concomitante con altri farmaci, compresi i farmaci antiepilettici che sono associati a gravi reazioni cutanee. SJS e TEN possono essere associate ad esito fatale. I pazienti devono essere attentamente monitorati per segni o sintomi di SJS o TEN, specialmente durante le prime 8 settimane di trattamento. In caso di sospetta SJS o TEN il clobazam deve essere immediatamente interrotto. In caso di segni o sintomi che suggeriscono SJS o TEN, non si deve riprendere l’uso di questo farmaco e bisogna prendere in considerazione una terapia alternativa (vedere paragrafo 4.8). Rischi derivanti dall’uso concomitante di oppioidi L’uso concomitante di Frisium e oppioidi può causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi la prescrizione concomitante di medicinali sedativi quali le benzodiazepine, come Frisium, con gli oppioidi deve essere riservata ai pazienti per i quali opzioni di trattamento alternativo non sono possibili. Se si decide di prescrivere Frisium in concomitanza agli oppioidi, deve essere usata la dose efficace più bassa possibile e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile (vedere anche le raccomandazioni generali sulla posologia nel paragrafo 4.2). Uso concomitante di cannabidiolo L’uso concomitante di clobazam con prodotti medicinali e non medicinali contenenti cannabidiolo può comportare un aumento dell’esposizione a N-desmetil clobazam, portando all’aumento dell’incidenza di sonnolenza e sedazione. Può essere necessario regolare l

posologia di clobazam. I prodotti non medicinali che contengono cannabidiolo non devono essere assunti in associazione con clobazam poiché contengono quantità non note di cannabidiolo e hanno una qualità variabile (vedere paragrafi 4.5 e 5.2). I pazienti devono essere attentamente valutati per i segni e i sintomi di depressione respiratoria e sedazione. A tale riguardo, è fortemente raccomandato di informare i pazienti e le persone che se ne prendono cura (dove applicabile) di prestare attenzione a questi sintomi (vedere paragrafo 4.5). Gruppi specifici di pazienti Pazienti pediatrici Le benzodiazepine non devono essere somministrate ai bambini senza valutazione attenta dell’effettiva necessità del trattamento; la durata del trattamento deve essere la più breve possibile (vedere paragrafo 4.3). Pazienti anziani Negli anziani l’uso di benzodiazepine può essere associato con un aumento del rischio di cadute dovuto agli effetti indesiderati quali atassia, debolezza muscolare, capogiri, sonnolenza, stanchezza e affaticamento. Le cadute possono portare a gravi lesioni e perciò si raccomanda di trattare con cautela i pazienti anziani. Gli anziani devono assumere una dose ridotta (vedere 4.2 e 4.8). Pazienti con scarso metabolismo del CYP2C19 E’ prevedibile che i livelli del metabolita attivo N-desmetilclobazam siano più alti nei pazienti con scarso metabolismo del CYP2C19 rispetto a quelli con ampio metabolismo. Può essere necessario adattare la dose di clobazam (ad esempio una dose iniziale bassa con un'attenta titolazione della dose). Pazienti con insufficienza respiratoria cronica: una dose più bassa è consigliata nei pazienti con insufficienza respiratoria cronica a causa del rischio di depressione respiratoria (vedere anche 4.3 “Controindicazioni”). Nei pazienti con insufficienza respiratoria acuta è opportuno tenere sotto controllo la funzionalità respiratoria. Clobazam è controindicato nei pazienti con grave insufficienza respiratoria (vedere paragrafo 4.3). Debolezza muscolare Clobazam può causare debolezza muscolare. Pertanto, nei pazienti con debolezza muscolare preesistente è richiesta una speciale osservazione e può essere necessaria una riduzione del dosaggio. Clobazam è controindicato nei pazienti con miastenia grave (vedere paragrafo 4.3). Pazienti con grave insufficienza epatica: si raccomanda di trattare con cautela i pazienti con grave insufficienza epatica e/o encefalopatia in quanto Frisium come tutte le benzodiazepine può precipitare l’encefalopatia epatica. Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica e renale è opportuno ridurre la posologia poiché si ha un aumento sia di reattività al clobazam sia di suscettibilità agli effetti indesiderati. In caso di trattamento prolungato è consigliabile procedere a controlli periodici della funzione epatica e renale. Le benzodiazepine non sono consigliate per il trattamento primario della malattia psicotica. Le benzodiazepine devono essere usate con attenzione estrema in pazienti con una storia di abuso di droga o alcool.

Le benzodiazepine non devono essere usate da sole per trattare la depressione o l’ansia connessa con la depressione (il suicidio può essere precipitato in tali pazienti). In caso di affezioni somatiche con componente psico-emotiva è opportuno che il medico indaghi sull'eventualità di una loro causa organica. Eccipienti: Il medicinale contiene lattosio e pertanto i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosiogalattosio, non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Oppioidi L’uso concomitante di medicinali sedativi quali le benzodiazepine, come Frisium, con gli oppioidi aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell’effetto depressivo aggiuntivo sul SNC. La dose e la durata del trattamento concomitante devono essere limitate (vedere paragrafo 4.4). Non consigliato • Alcool: l’assunzione concomitante con alcool deve essere evitata. Il consumo contemporaneo di alcool può aumentare la biodisponibilità del clobazam del 50% (vedere 5.2), con conseguente aumento degli effetti dello stesso (vedere 4.4). Ciò influenza negativamente la capacità di guidare o di usare macchinari. Fare attenzione • Farmaci che deprimono il SNC: l’effetto depressivo centrale può essere accresciuto nei casi di uso concomitante con antipsicotici, ipnotici, ansiolitici/sedativi, antidepressivi, analgesici narcotici, antiepilettici, anestetici e antistaminici sedativi. É necessaria particolare cautela con l’utilizzo di clobazam in caso di intossicazione con tali farmaci o con litio. • Anticonvulsivanti: se clobazam viene utilizzato contemporaneamente ad anticonvulsivanti nella terapia dell’epilessia, il dosaggio deve essere adattato sotto attento controllo medico (monitoraggio EEG) poiché vi possono essere interazioni con la terapia anticonvulsivante. Nei pazienti in terapia concomitante con acido valproico, si può verificare un aumento, da lieve a moderato, della concentrazione plasmatica dell’acido valproico. I livelli plasmatici di fenitoina possono aumentare in caso di terapia concomitante con clobazam. Si consiglia, dove ciò è possibile, di monitorare i livelli plasmatici di acido valproico o di fenitoina somministrati in concomitanza. Carbamazepina e fenitoina possono determinare un aumento della biotrasformazione da clobazam al metabolita attivo, N-desmetilclobazam. Stiripentolo: aumento delle concentrazioni plasmatiche del clobazam e del suo metabolita attivo N-desmetilclobazam per inibizione del suo metabolismo epatico, con rischio di sovradosaggio. Si consiglia sorveglianza clinica, dosaggio plasmatico della benzodiazepina ed eventuale adattamento della posologia; • Analgesici narcotic

Nel caso in cui clobazam sia usato in concomitanza con degli analgesici narcotici può avvenire un aumento dell’euforia conducendo ad un aumento della dipendenza psichica. • Miorilassanti Può essere potenziato l’effetto di miorilassanti e del protossido d’azoto. • Inibitori del CYP2C19 Gli inibitori forti e quelli moderati del CYP2C19 possono portare ad un aumento dell’esposizione al N-desmetilclobazam, il metabolita attivo del clobazam. Può essere necessario un adattamento della dose di clobazam quando viene somministrato con forti (per es. fluconazolo, fluvoxamina, ticlopidina) o moderati (per es. omeprazolo) inibitori del CYP2C19. Cannabidiolo Quando il cannabidiolo e il clobazam sono somministrati insieme, si presenta un’interazione farmacocinetica bidirezionale. Sulla base di uno studio in volontari sani, possono presentarsi elevati livelli (tre-quattro volte) di N-desmetilclobazam (un metabolita attivo del clobazam) quando associato a cannabidiolo, probabilmente per inibizione mediata dal CYP2C19. L’aumento dei livelli sistemici di queste sostanze attive può portare ad una intensificazione degli effetti farmacologici e ad un aumento delle reazioni avverse al farmaco. L’utilizzo concomitante di cannabidiolo e clobazam aumenta l’incidenza di sonnolenza e sedazione. Si deve prendere in considerazione una riduzione della dose di clobazam nel caso in cui si presentino sonnolenza e sedazione quando clobazam è somministrato con cannabidiolo. • Substrati del CYP2D6 Clobazam è un debole inibitore del CYP2D6. Può essere necessario un adattamento della dose dei farmaci metabolizzati dal CYP2D6 (per es. destrometorfano, pimozide, paroxetina, nebivololo). Bisogna considerare con attenzione le seguenti associazioni: • buprenorfina: aumento del rischio di depressione respiratoria, che può essere fatale. Valutare con attenzione il rapporto rischio/beneficio di questa associazione. Informare il paziente della necessità di rispettare le dosi prescritte; • clozapina: aumento del rischio di collasso con arresto respiratorio e/o cardiaco. La somministrazione di teofilline o amminofilline può ridurre gli effetti delle benzodiazepine.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Il Frisium, come tutte le benzodiazepine, non deve essere somministrato durante il parto e l’allattamento (vedere paragrafo 4.3). I dati derivanti dall’uso di clobazam in gravidanza sono limitati. Tuttavia, una grande quantità di dati raccolti da studi di coorte non ha dimostrato la presenza di malformazioni maggiori in seguito all'esposizione a benzodiazepine durante il primo trimestre di gravidanza, sebbene in alcuni studi caso-controllo siano stati riportati casi di labiopalatoschisi. Clobazam non è consigliato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano contraccettivi. Clobazam attraversa la placenta. Studi sugli animali hanno dimostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Le donne in età fertile devono essere informate dei rischi e dei benefici derivanti dall’uso di clobazam durante la gravidanza. Le donne in età fertile devono essere informate di contattare il proprio medico in merito all'interruzione del medicinale in caso di gravidanza o se desiderano iniziare una gravidanza. Se si continua il trattamento con clobazam, si deve usare la dose efficace più bassa possibile. Casi di riduzione del movimento fetale e variabilità della frequenza cardiaca fetale sono stati descritti dopo la somministrazione di benzodiazepine durante il secondo e/o terzo trimestre di gravidanza. Se clobazam è somministrato durante l’ultimo periodo di gravidanza o durante il travaglio possono presentarsi nel neonato degli effetti come depressione respiratoria (che comprende distress respiratorio e apnea), sintomi di sedazione, ipotermia, ipotonia e difficoltà di alimentazione (sindrome del floppy infant). Inoltre, neonati nati da madri che hanno assunto benzodiazepine per un lungo periodo durante le fasi avanzate della gravidanza possono sviluppare dipendenza fisica e possono presentare un certo rischio per sviluppare i sintomi da astinenza nel periodo postnatale. Si raccomanda un appropriato monitoraggio dei neonati nel periodo postnatale. Poiché le benzodiazepine sono escrete nel latte materno, esse non devono essere somministrate alle madri che allattano al seno (vedere paragrafo 4.3 e 5.2).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Alle dosi più elevate ed in caso di particolare sensibilità individuale, il Frisium può influenzare la capacità di reazione; ciò è da tenere presente in modo particolare in caso di contemporanea assunzione di bevande alcoliche. La sedazione, l’amnesia, l’alterazione della concentrazione e della funzione muscolare possono influenzare negativamente la capacità di guidare e di utilizzare macchinari. Se la durata del sonno è stata insufficiente, la probabilità che la vigilanza sia alterata può essere aumentata (vedere 4.5).

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono raggruppati secondo la frequenza utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (≥ 1/10) Comune (≥ 1/100, < 1/10) Non comune (≥ 1/1000, < 1/100) Raro (≥ 1/10.000, < 1/1000) Molto raro (< 1/10.000) Non nota: (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune: diminuzione dell’appetito. Disturbi del sistema immunitario Comune: edema di Quincke Rare: reazioni anafilattiche/anafilattoid

Disturbi psichiatrici Comune: irritabilità*, aggressività*, stati di agitazione acuta*, depressione (può essere smascherato uno stato depressivo preesistente), tolleranza (specialmente durante l'uso prolungato - vedere paragrafo 4.4), agitazione* Non comune: comportamento anormale, stato confusionale, ansia*, delirio*, incubi*, diminuzione della libido. Non nota: dipendenza (specialmente durante l'uso prolungato - vedere paragrafo 4.4), difficoltà nell’addormentarsi o nel dormire*, attacchi di rabbia*, allucinazioni*, reazioni psicotiche*, scarsa qualità del sonno, tendenze suicide*. * Queste reazioni paradosse possono presentarsi, specialmente negli anziani e nei bambini. Nel caso si presentino queste reazioni il trattamento con Frisium deve essere interrotto. Patologie del sistema nervoso Molto comune: sonnolenza. Comune: capogiri, sedazione, disturbi dell’attenzione, linguaggio lento/disartria/disturbi del linguaggio, disgeusia, rallentamento psico-motorio, cefalea, fine tremore delle dita e atassia. Non comune: ottundimento delle emozioni, amnesia (che può essere associata a comportamento inappropriato), indebolimento della memoria, amnesia anterograda. Non nota: disturbi cognitivi, perdita di coscienza (dopo un uso prolungato delle benzodiazepine e in particolare negli anziani talvolta in associazione a disordini respiratori; questi effetti a volte persistono per un considerevole periodo di tempo), nistagmo (particolarmente ad alte dosi o in trattamenti a lungo termine), instabilità nell’andatura e in altre funzioni motorie (particolarmente ad alte dosi o in trattamenti a lungo termine e sono reversibili), riduzione della vigilanza, affaticamento, vertigini. Patologie dell’occhio Non comune: diplopia, (particolarmente ad alte dosi o in trattamenti a lungo termine ed è reversibile). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non nota: depressione respiratoria, specialmente ad alte dosi. Pertanto, in particolare nei pazienti con una preesistente funzionalità respiratoria compromessa (per esempio nei pazienti con asma bronchiale) o con danni cerebrali, può presentarsi, o peggiorare, un’insufficienza respiratoria. Patologie cardiache Comune: tachicardia Patologie gastrointestinali Comune: vomito, nausea, dolore alla parte superiore dell’addome, stipsi e secchezza della bocca Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune: prurito Non comune: ras

Non nota: orticaria; Sindrome di Stevens-Johnson, Necrolisi Epidermica Tossica che comprendono alcuni casi con esito fatale. Esami diagnostici Non comune: aumento di peso (particolarmente ad alte dosi o in trattamenti a lungo termine ed è reversibile). Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo Non nota: spasmi muscolari (possono presentarsi specialmente negli anziani e nei bambini. Nel caso si presentino queste reazioni il trattamento con Frisium deve essere interrotto), debolezza muscolare Patologie renali e urinarie Comune: disturbi nella minzione Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune: astenia Comune: sudorazione Non nota: lenta risposta agli stimoli, ipotermia Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Non comune: cadute (vedere paragrafo 4.4) REAZIONI AVVERSE DELLA CLASSE delle BENZODIAZEPINE (BDZ) Dipendenza L’uso delle benzodiazepine (anche alle dosi terapeutiche) può condurre allo sviluppo di dipendenza fisica: la sospensione della terapia può provocare fenomeni di rimbalzo o da astinenza (vedere 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni per l’uso”). Può verificarsi dipendenza psichica. E’ stato segnalato l’abuso di benzodiazepine. Una volta che si è sviluppata dipendenza fisica, l’interruzione improvvisa del trattamento può essere accompagnata da sintomi da astinenza. Questi possono consistere in ansia estrema, tensione, irrequietezza, confusione, irritabilità, mal di testa e dolore muscolare. In casi gravi possono comparire i seguenti sintomi: derealizzazione, depersonalizzazione, allucinazioni, parestesia degli arti, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, iperacusia e crisi epilettiche. Ci sono elementi per prevedere che, nel caso di uso di benzodiazepine con breve durata di azione, possono diventare manifesti sintomi da astinenza tra l’intervallo di una dose e l’altra specialmente a dosi elevate. E’ improbabile che questo si verifichi con Frisium, perché la sua emivita di eliminazione è di circa 20 ore (vedere 5.2 “Proprietà farmacocinetiche”). Insonnia di rimbalzo All’interruzione del trattamento, può presentarsi una sindrome transitoria quale l’insonnia, che ricorre in forma aggravata a seguito del trattamento con benzodiazepine. Poiché, dopo l’improvvisa sospensione del trattamento, il rischio di fenomeni di rimbalzo/da astinenza è più alto, si raccomanda di diminuire gradualmente la dose. Il paziente deve essere informat

della possibilità di fenomeni di rimbalzo, al fine da minimizzare l’ansia provocata da tali sintomi, che possono comparire quando le benzodiazepine vengono sospese. Depressione Durante l’uso di benzodiazepine può essere smascherato uno stato depressivo preesistente. Le benzodiazepine e i composti benzodiazepino-simili possono causare reazioni come: irrequietezza, irritabilità, aggressività, delirio, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento. Tali reazioni possono essere abbastanza gravi. Sono più probabili nei bambini e negli anziani. Inoltre sono state riportate con le benzodiazepine raramente altre reazioni avverse che comprendono: aumento della bilirubina, ittero, aumento delle transaminasi epatiche, aumento della fosfatasi alcalina, trombocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia, SIAD (sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

In caso di intossicazione, sulla base della sintomatologia, si dovranno prendere le misure necessarie per assicurare le funzioni vitali. Come per le altre benzodiazepine, una dose eccessiva non dovrebbe presentare rischio per la vita, a meno che non vi sia assunzione concomitante di altri deprimenti del SNC (incluso l’alcool). Nel trattamento del sovradosaggio di qualsiasi farmaco, dovrebbe essere considerata la possibilità che siano state assunte contemporaneamente altre sostanze. A seguito di una dose eccessiva di benzodiazepine per uso orale, deve essere indotto il vomito (entro un’ora) se il paziente è cosciente, o intrapreso il lavaggio gastrico con protezione delle vie respiratorie se il paziente è privo di conoscenza. L’eliminazione secondaria di clobazam (con la diuresi forzata o l'emodialisi) è inefficace. Se non si osserva miglioramento con lo svuotamento dello stomaco, deve essere somministrato carbone attivo per ridurre l’assorbimento. Attenzione speciale deve essere prestata alle funzioni respiratorie e cardiovascolari nella terapia d’urgenza. L’iperdosaggio di benzodiazepine si manifesta solitamente con vario grado di depressione del sistema nervoso centrale che varia dall’obnubilamento al coma. Nei casi lievi, i sintomi includono obnubilamento, confusione mentale e letargia. Nei casi più gravi, i sintomi possono includere atassia, ipotonia, ipotensione, depressione respiratoria, raramente coma e molto raramente morte. Il “Flumazenil” può essere utile come antidoto.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Ansiolitici, benzodiazepine; codice A.T.C.: N05BA09 Il clobazam è la prima 1,5-benzodiazepina impiegata in clinica. I risultati di diversi test standard eseguiti nell'animale dimostrano che il clobazam esplica azione ansiolitica, sopprime l'aggressività spontanea ed indotta, inibisce le convulsioni provocate con mezzi chimici od elettricamente ed elimina crisi miocloniche fotoprecipitabili. Il clobazam, rispetto alla 1,4-benzodiazepina standard (diazepam), presenta pari attività ansiolitica nel rapporto posologico 2:1, ma minore azione sedativa e miorilassante. Il clobazam infatti provoca incoordinazione motoria e manifesta attività miorilassante a dosi, a seconda dei test, diverse volte maggiori di quelle che determinano l'azione ansiolitica ed anticonvulsivante. I dati di farmacologia clinica, dopo somministrazione unica e ripetuta, confermano che il profilo farmacodinamico del clobazam è caratterizzato dalla possibilità di mantenere, mediante l'impiego di dosi appropriate, l'azione ansiolitica senza compromettere la performance psicomotoria.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Dopo somministrazione orale l’assorbimento è rapido e almeno 87% della dose viene assorbito. Dopo somministrazione di una dose singola da 20 mg è stata osservata una pronunciata variabilità interindividuale nelle concentrazioni plasmatiche (da 222 a 709 ng/mL) dopo 0,25 a 4 ore dalla dose. L’assunzione concomitante di alcool aumenta la biodisponibilità di clobazam del 50%. L’emivita di eliminazione sierica del clobazam è di circa 20 ore (con una pronunciata variabilità interindividuale). Clobazam viene metabolizzato principalmente nel fegato. I metaboliti principali ritrovabili nel plasma sono N-desmetilclobazam e 4-idrossiclobazam. Sono presenti anche quantità minori di 4-idrossi-N-desmetilclobazam. Il metabolita N-desmetilclobazam è un metabolita attivo. Dopo somministrazione di una dose di 30 mg di clobazam, N-desmetilclobazam raggiunge il picco delle concentrazioni plasmatiche a 24-72 ore. La sua emivita di eliminazione è di circa 50 ore (con una pronunciata variabilità interindividuale). Il legame alle proteine plasmatiche è di 85% – 91%. Clobazam attraversa la barriera placentare e compare nel latte materno. Si possono raggiungere concentrazioni efficaci sia nel sangue fetale sia nel latte materno. Nei pazienti anziani, vi è una tendenza alla riduzione della clearance dopo somministrazione orale; l’emivita terminale è prolungata e il volume di distribuzione risulta aumentato. Ciò può portare ad un maggiore accumulo del farmaco, rispetto ai pazienti più giovani, se somministrato a dosaggi multipli. L’effetto dell’età sulla clearance e sul profilo di accumulo appare valido anche per il metabolita attivo. Nei pazienti con grave insufficienza epatica, il volume di distribuzione di clobazam è aumentato e l’emivita terminale risulta prolungata. Nei pazienti con insufficienza renale, le concentrazioni plasmatiche di clobazam sono ridotte, probabilmente come conseguenza di un alterato assorbimento del farmaco; l’emivita terminale è in gran parte indipendente dalla funzionalità renale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicità cronica Nel ratto sono stati effettuati studi della durata fino a 18 mesi. Sono state somministrate dosi fino a 1000 mg/kg di peso corporeo. A dosi comprese tra 12 e 1000 mg/kg vi è stata una riduzione dose-dipendente dell’attività spontanea e, al dosaggio più elevato, sono stati rilevati riduzione dell’aumento ponderale, depressione respiratoria e ipotermia. Nel cane sono stati effettuati studi della durata fino a 12 mesi. Inizialmente, a dosi comprese tra 2,5 e 80 mg/kg/die si sono verificati in modo dose-dipendente sedazione, sonnolenza, atassia e lieve tremore. Successivamente tali sintomi sono stati quasi interamente assenti. Nella scimmia sono stati osservati effetti simili dose-dipendenti, in studi della durata fino a 12 mesi a dosi giornaliere comprese tra 2,5 e 20 mg/kg. Mutagenesi Clobazam non possiede alcun effetto mutageno o genotossico. Cancerogenesi In uno studio di cancerogenesi condotto nel ratto, è stato rilevato al dosaggio più elevato (100 mg/kg) un aumento significativo di adenoma delle cellule follicolari della tiroide. Clobazam, come per altre benzodiazepine, porta ad attivazione tiroidea nel ratto. Questo effetto non è stato osservato in altri studi condotti in altre specie. Teratogenesi Studi effettuati nel topo, ratto e coniglio talidomide-sensibile con dosi giornaliere fino a 100 mg/kg non hanno evidenziato alcun effetto teratogeno. Compromissione della fertilità In studi di fertilità condotti nel topo a dosi di 200 mg/kg/die e nel ratto a dosi di 85 mg/kg/die non sono stati osservati effetti sulla fertilità e sulla gravidanza.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

lattosio, amido di mais, talco, magnesio stearato. Composizione della capsula: gelatina, titanio diossido (E 171).

6.2 Incompatibilità

Non sono note.

6.3 Periodo di validità

5 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister da 30 capsule.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Atnahs Pharma Netherlands B.V. Copenhagen Towers Ørestads Boulevard 108, 5.tv DK-2300 Copenhagen S Danimarca

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

30 capsule rigide: AIC n. 023451014

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 12 Ottobre 1976 Data del rinnovo più recente: 6 Febbraio 2010

10. Data di revisione del testo:

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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