LOPRIDAM

È un medicinale antipertensivo ed è usato nel trattamento della pressione arteriosa elevata (ipertensione). Lopridam è usato per trattare la pressione sanguigna elevata nei pazienti la cui pressione sanguigna è già controllata con l’associazione perindopril/indapamide e amlodipina, assunta allo stesso dosaggio. Ciascun principio attivo riduce la pressione sanguigna e, insieme, agiscono per controllare la sua pressione sanguigna: Perindopril appartiene ad una classe di farmaci chiamati ACE inibitori. Questi farmaci agiscono dilatando i vasi sanguigni…

Usato per: ipertensione arteriosa

Principio attivo: PERINDOPRIL, AMLODIPINA, AMLODIPINA BESILATO, INDAPAMIDE, PERINDOPRIL ERBUMINA · ATC C09BX01 · ZENTIVA ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"4 MG/1,25 MG/10 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVA/AL A 7,06 € 7,06 € 0,00 € + ticket*
"4 MG/1,25 MG/5 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVA/AL A 7,06 € 7,06 € 0,00 € + ticket*
"8 MG/2,5 MG/10 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVA/AL A 7,49 € 7,49 € 0,00 € + ticket*
"8 MG/2,5 MG/5 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVA/AL A 6,76 € 6,76 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: PERINDOPRIL, AMLODIPINA, AMLODIPINA BESILATO, INDAPAMIDE, PERINDOPRIL ERBUMINA
Forma farmaceutica: Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 8 mg ,2.5 mg ,10 mg COMPRESSA
  • 8 mg ,2.5 mg ,5 mg COMPRESSA
  • 4 mg ,1.25 mg ,10 mg COMPRESSA
  • 4 mg ,1.25 mg ,5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: ZENTIVA ITALIA S.R.L.
Codice ATC: C09BX01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· PERAMIND - DOC GENERICI SRL
· TRIPLIAM - LES LABORATOIRES SERVIER
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

Lopridam è un’associazione di tre principi attivi: perindopril, indapamide e amlodipina. È un medicinale antipertensivo ed è usato nel trattamento della pressione arteriosa elevata (ipertensione).

Lopridam è usato per trattare la pressione sanguigna elevata nei pazienti la cui pressione sanguigna è già controllata con l’associazione perindopril/indapamide e amlodipina, assunta allo stesso dosaggio.

Ciascun principio attivo riduce la pressione sanguigna e, insieme, agiscono per controllare la sua pressione sanguigna:

Perindopril appartiene ad una classe di farmaci chiamati ACE inibitori. Questi farmaci agiscono dilatando i vasi sanguigni; questo rende più facile per il suo cuore pomparvi il sangue attraverso.

Indapamide è un diuretico. I diuretici aumentano la quantità di urina prodotta dai reni. Indapamide, tuttavia, differisce da altri diuretici in quanto provoca soltanto un lieve aumento della quantità di urina prodotta.

Amlodipina appartiene ad una classe di farmaci chiamati calcio-antagonisti. Nei pazienti con pressione sanguigna elevata questo medicinale agisce facendo rilassare i vasi sanguigni in modo da rendere più facile per il sangue passarvi attraverso.

Pag. 1 a 11

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Lopridam
• se è allergico a perindopril o a qualsiasi altro ACE inibitore, ad indapamide, a qualsiasi altra
sulfonamide, ad amlodipina o ad altri calcio-antagonisti, o ad uno qualsiasi degli altri componenti
di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).
• se ha avuto sintomi quali respiro affannoso, gonfiore del viso o della lingua, prurito intenso o gravi

eruzioni cutanee correlabili a un precedente trattamento con ACE inibitore o se lei ha accusato tali
sintomi in qualunque altra circostanza (un disturbo chiamato angioedema).
• se ha assunto o sta assumendo attualmente sacubitril/valsartan, un medicinale usato per trattare un tipo
di insufficienza cardiaca a lungo termine (cronica) negli adulti, in quanto ciò aumenta il rischio di
angioedema (rapido rigonfiamento sotto la pelle in zone come la gola).
• se soffre di diabete o la sua funzionalità renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale
che abbassa la pressione del sangue, contenente aliskiren.

• se ha una malattia epatica grave o se soffre di una condizione chiamata encefalopatia epatica (una
malattia degenerativa del cervello).
• se è affetto da una malattia renale grave in cui l'apporto di sangue ai reni è significativamente ridotto
(stenosi dell'arteria renale).
•

•
utilizzata, Lopridam potrebbe non essere adatto a lei.
se ha livelli di potassio nel sangue bassi o alti. el
se è in dialisi o sottoposto a qualsiasi altro tipo di filtrazione del sangue. A seconda della macchina
• se sospetta di avere un’insufficienza cardiaca scompensata non trattata (grave ritenzione idrica,
difficoltà di respirazione).
• se presenta un restringimento della valvola cardiaca aortica (stenosi aortica) oppure shock cardiogeno
(una condizione in cui il suo cuore non è in grado di fornire al corpo sangue a sufficienza).
• se soffre di insufficienza cardiaca in seguito ad un attacco di cuore.

• se è affetto da grave pressione sanguigna bassa (ipotensione).
• se è in stato di gravidanza da più di tre mesi (è meglio evitare Lopridam anche nella fase iniziale della
gravidanza - vedere “Gravidanza e allattamento”).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Lopridam.

Deve informare il medico se ha o ha avuto una delle seguenti condizioni: • stenosi aortica (restringimento del vaso sanguigno principale che origina dal cuore) o cardiomiopatia ipertrofica (malattia del muscolo cardiaco) o stenosi dell'arteria renale (restringimento dell’arteria che apporta il sangue ai reni).

• recente infarto.
• insufficienza cardiaca o qualsiasi altro problema cardiaco.
• problemi con i suoi reni o è in dialisi.
• se ha livelli anormalmente aumentati di un ormone chiamato aldosterone nel sangue (aldosteronismo
primario).

• grave aumento della pressione arteriosa (crisi ipertensiva).
• malattia del fegato.
• una malattia del collagene (malattia della pelle) quale lupus eritematoso sistemico o sclerodermia.
• aterosclerosi (indurimento delle arterie).

• iperparatiroidismo (ghiandola paratiroidea iperattiva).
• gotta.
• diabete.
• se segue una dieta che prevede una limitazione nell’uso del sale o usa sostituti del sale contenenti
potassio.
• se soffre di disturbi muscolari tra cui dolore muscolare, dolorabilità, debolezza o crampi.

Pag. 2 a 11

• se prende litio o farmaci risparmiatori di potassio (spironolattone, triamterene) o integratori di potassio,
in quanto il loro uso con Lopridam deve essere evitato.
• se è anziano e il suo dosaggio deve essere aumentato.

• se ha una diminuzione della vista o dolore agli occhi. Questi potrebbero essere sintomi dell’accumulo di
liquido nello strato vascolare dell’occhio (effusione coroidale) o di un aumento della pressione nell’occhio
e possono verificarsi in un periodo che va da qualche ora a settimane dopo l’assunzione di Lopridam.
Questa situazione può portare ad una perdita della vista permanente, se non trattata. Se in precedenza ha
avuto allergia a penicillina o sulfonamide, può essere ad alto rischio di svilupparla.
• se ha avuto reazioni di fotosensibilità.

• se ha una reazione allergica grave con gonfiore rapido sotto la pelle in aree quali viso, labbra, bocca,
lingua o gola che possono causare difficoltà nella deglutizione o nella respirazione (angioedema). Ciò
può verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento. Se sviluppa tali sintomi, deve interrompere il
trattamento e consultare immediatamente un medico. Vedere anche paragrafo 4.
• se sta assumendo uno dei seguenti medicinali, aumenta il rischio di angioedema:
▪ racecadotril, un medicinale usato per trattare la diarrea.
▪ medicinali usati per prevenire il rigetto di organi trapiantati e per trattare il cancro

(come temsirolimus, sirolimus, everolimus e altri medicinali appartenenti alla classe degli inibitori di mTOR). ▪ vildagliptin, un medicinale usato per trattare il diabete. • se è di etnia nera poiché lei potrebbe avere una più alta incidenza di angioedema e questo medicinale può

• se è un paziente dializzato in emodialisi con membrane ad alto flusso. essere meno efficace nel ridurre la sua pressione sanguigna rispetto ai pazienti di etnia non nera.

• se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione sanguigna elevata: ▪ un bloccante del recettore dell’angiotensina II (ARB) (anche noti come sartani - per esempio valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se soffre di problemi renali correlati al diabete. ▪ aliskiren. Il medico può controllare la sua funzionalità renale, la pressione del sangue, e la quantità di elettroliti (ad

esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari.

Vedere anche quanto riportato alla voce "Non prenda Lopridam".

Deve informare il medico se pensa di essere in stato di gravidanza (o se vi è la possibilità di dare inizio ad

una gravidanza). Lopridam non è raccomandato all’inizio della gravidanza, e non deve essere preso se lei è

in stato di gravidanza da più di 3 mesi, poiché esso può causare grave danno al bambino se preso in questo periodo (vedere paragrafo “Gravidanza e allattamento”).

Se sta assumendo Lopridam, informi il medico o lo staff medico:
• se deve sottoporsi ad anestesia e/o ad un intervento chirurgico.
• se ha avuto di recente diarrea o vomito, o se è disidratato.

• se deve sottoporsi a dialisi o ad aferesi delle LDL (depurazione del sangue dal colesterolo per mezzo
di un macchinario).
• se deve fare un trattamento di desensibilizzazione per ridurre gli effetti di allergia alle punture di api o
vespe.
• se deve sottoporsi ad un esame medico che richiede l’iniezione di un mezzo di contrasto iodato (una

sostanza che rende visibili ai raggi X organi come reni o stomaco).

Gli atleti devono sapere che Lopridam contiene un principio attivo (indapamide) che può dare una reazione

positiva nei test antidoping.

Bambini e adolescenti Lopridam non deve essere somministrato ai bambini e agli adolescenti.

Altri medicinali e Lopridam Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi

Pag. 3 a 11

altro medicinale. Non deve assumere Lopridam con:

• litio (usato per il trattamento di mania o depressione).
• aliskiren (medicinale usato per trattare l’ipertensione) se ha il diabete mellito o soffre di problemi
renali.
• integratori del potassio (inclusi sostituti del sale), diuretici risparmiatori del potassio e altri medicinali
che potrebbero aumentare la quantità di potassio presente nel sangue (come trimetoprim e
cotrimoxazolo per trattare infezioni provocate da batteri; ciclosporina, un medicinale

immunosoppressore usato per prevenire il rigetto degli organi trapiantati; ed eparina, un medicinale
usato per fluidificare il sangue e prevenire la formazione di coaguli).
• estramustina (usato nella terapia oncologica).
• altri medicinali usati per trattare la pressione sanguigna elevata: inibitori dell’enzima di conversione
dell’angiotensina e bloccanti dei recettori dell’angiotensina.
• sacubitril/valsartan - utilizzato per il trattamento di un tipo di insufficienza cardiaca a lungo termine
(cronica) negli adulti (vedere anche le informazioni alla voce "Non prenda Lopridam").

Il trattamento con Lopridam può influenzare o può essere influenzato da altri medicinali. Si assicuri di informare il medico se sta assumendo uno qualsiasi dei seguenti medicinali. Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni:

•
altri medicinali per il trattamento della pressione sanguigna elevata, tra cui un bloccante del recettore
dell'angiotensina II (ARB) o aliskiren (vedere anche quanto riportato alla voce “Non prenda
Lopridam " e "Avvertenze e precauzioni"),
• diuretici risparmiatori di potassio usati nel trattamento dell’insufficienza cardiaca: eplerenone e
spironolattone a dosi comprese tra 12,5 mg e 50 mg al giorno,
• anestetici,

• agenti di contrasto iodati,
• moxifloxacina, sparfloxacina (antibiotici: medicinali usati per trattare le infezioni),
• metadone (usato per il trattamento delle dipendenze),
• procainamide (per il trattamento del battito cardiaco irregolare),
• allopurinolo (per il trattamento della gotta),

• mizolastina, terfenadina o astemizolo (antistaminici per la febbre da fieno o allergie),
• corticosteroidi usati per trattare varie condizioni inclusi asma severa e artrite reumatoide,

• immunosoppressori, come il tacrolimus, (usato per controllare la risposta immunitaria
dell’organismo, consentendo al corpo di accettare l'organo trapiantato),
• sali di oro per somministrazione endovenosa (usati per trattare la poliartrite reumatoide),
• medicinali per il trattamento del cancro,
• alofrantina (usato per trattare alcuni tipi di malaria),

• pentamidina (usata per il trattamento della polmonite),
• sali di oro per somministrazione endovenosa (usati per trattare l’artrite reumatoide),
• vincamina (usata per trattare malattie cognitive sintomatiche negli anziani inclusa la perdita di
memoria),
• bepridil (usato nel trattamento dell’angina pectoris),

• sultopride (per il trattamento di psicosi),
• medicinali usati per problemi del ritmo cardiaco (ad esempio chinidina, idrochinidina, disopiramide,
amiodarone, sotalolo),
• cisapride, difemanil (usati per trattare problemi gastrici e digestivi),
•

digossina e altri glicosidi cardiaci (per il trattamento di problemi cardiaci),
• baclofene (usato per trattare la rigidità muscolare in malattie come la sclerosi multipla),
• medicinali per il trattamento del diabete come insulina, metformina o gliptine (come vildagliptin),
• calcio inclusi integratori di calcio,
• lassativi stimolanti (ad es. senna),
• farmaci antinfiammatori non steroidei (ad es. ibuprofene) o salicilati ad alte dosi (ad es. aspirina),
• anfotericina B per iniezione (per il trattamento di gravi malattie fungine),

Pag. 4 a 11

• medicinali per il trattamento di disturbi di salute mentale come depressione, ansia, schizofrenia (ad
es. antidepressivi triciclici, neurolettici),
• tetracosactide (per il trattamento del morbo di Crohn),

• medicinali, che sono più spesso usati per trattare la diarrea (racecadotril) o evitare il rigetto di organi
trapiantati (sirolimus, everolimus, temsirolimus e altri farmaci appartenenti alla classe dei cosiddetti
inibitori di mTOR). Vedere il paragrafo "Avvertenze e precauzioni",
• medicinali usati per il trattamento della pressione sanguigna bassa, shock o asma (ad es. efedrina,
noradrenalina o adrenalina),
• ketoconazolo, itraconazolo (medicinali antifungini),

• ritonavir, indinavir, nelfinavir (cosiddetti inibitori delle proteasi usati per il trattamento dell’HIV),
• rifampicina, eritromicina, claritromicina (antibiotici: per trattare infezioni causate da batteri),
• hypericum perforatum (erba di San Giovanni),
• verapamil, diltiazem (medicinali per il cuore),
• dantrolene (infusione per gravi anomalie della temperatura corporea),
• simvastatina (medicinale per abbassare il colesterolo).

Lopridam con cibi e bevande Le persone che assumono Lopridam non devono far uso di succo di pompelmo o pompelmo. Questo perchè il pompelmo e il relativo succo possono indurre un aumento dei livelli del principio attivo amlodipina nel sangue, che può determinare un incremento non quantificabile dell’effetto di abbassamento della pressione sanguigna di Lopridam.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Gravidanza Deve informare il medico se pensa di essere in stato di gravidanza (o se vi è la possibilità di dare inizio ad

una gravidanza). Di norma il medico le consiglierà di interrompere l’assunzione di Lopridam prima di iniziare la gravidanza o appena lei verrà a conoscenza di essere in stato di gravidanza e le consiglierà di prendere un altro medicinale al posto di Lopridam. Lopridam non è raccomandato all’inizio della gravidanza, e non deve essere preso se lei è in stato di gravidanza da più di 3 mesi, poiché esso può causare grave danno al suo bambino se preso dopo il terzo

mese di gravidanza.

Allattamento Lopridam non è raccomandato se sta allattando. Informi il suo medico se sta allattando o se sta per iniziare l’allattamento.

Si rivolga immediatamente al medico.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Lopridam può avere un effetto sulla sua capacità di guidare o di usare macchinari. Se le compresse le causano malessere, capogiri o affaticamento, o le provocano mal di testa, eviti di guidare o di usare macchinari e contatti il medico immediatamente.

Lopridam contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, vale a dire essenzialmente "privo di sodio".

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Pag. 5 a 11

La dose raccomandata è di una compressa al giorno. Il suo medico può decidere di modificare il regime di dosaggio se lei soffre di compromissione della funzionalità renale.

Prenda la sua compressa con un bicchiere d’acqua preferibilmente al mattino e prima di un pasto.

Se prende più Lopridam di quanto deve Se assume troppe compresse, contatti il pronto soccorso ospedaliero più vicino o informi immediatamente il medico. L'assunzione di troppe compresse può causare una riduzione della sua pressione sanguigna, anche

pericolosamente eccessiva. Potrebbe avvertire capogiro, stordimento, svenimento o debolezza. Se il calo pressorio è abbastanza grave, si può verificare uno shock. La sua cute potrebbe raffreddarsi e diventare umida e potrebbe perdere conoscenza. Il liquido in eccesso può accumularsi nei polmoni (edema polmonare) causando mancanza di respiro che può svilupparsi fino a 24-48 ore dopo l'assunzione.

Nel caso avesse preso un numero eccessivo di compresse di Lopridam, contatti immediatamente il medico.

Se dimentica di prendere Lopridam È importante che lei assuma il medicinale tutti i giorni poiché un trattamento regolare è più efficace. Tuttavia, se dimentica di prendere una dose di Lopridam, assuma la dose successiva come di consueto. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Lopridam Poiché il trattamento con Lopridam per la pressione sanguigna elevata è di solito a vita, dovrà parlare con il medico prima di interrompere l’assunzione di questo medicinale. Il suo disturbo può ricomparire se interrompe l'uso di questo medicinale prima di quando le sia stato consigliato.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li

manifestino.

Interrompa l'assunzione del medicinale e consulti immediatamente un medico se si verifica uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati che possono essere gravi: • respiro sibilante improvviso, dolore al petto, affanno o difficoltà a respirare (non comune) (può interessare fino a 1 persona su 100),

• gonfiore delle palpebre, del viso, delle labbra, della bocca, della lingua o della gola che causa grande
difficoltà a respirare (angioedema) (vedere paragrafo 2 "Avvertenze e precauzioni") (non comune) (può
interessare fino a 1 persona su 100),
• forti capogiri o svenimenti dovuti alla bassa pressione sanguigna (comune) (possono interessare fino a 1
persona su 10),
• disturbi cardiovascolari - battito cardiaco irregolare, angina pectoris (dolori al petto, mandibola e

schiena, provocati dallo sforzo fisico), attacco cardiaco (molto raro) (può interessare fino a 1 persona su
10.000),
• battito cardiaco insolitamente veloce o irregolare che mette in pericolo la vita (torsione di punta)

(frequenza non nota) (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili),
• gravi reazioni cutanee tra cui eruzioni cutanee che spesso iniziano con chiazze rosse pruriginose sul
viso, braccia o gambe (eritema multiforme), arrossamenti cutanei intensi, orticaria, arrossamento della
pelle su tutto il corpo, forte prurito, vesciche, desquamazione e gonfiore della pelle, infiammazione delle
membrane mucose (sindrome di Stevens Johnson, necrolisi epidermica tossica) o altre reazioni
allergiche (molto rare) (possono interessare fino a 1 persona su 10.000),
• debolezza delle braccia o delle gambe, o problemi di pronuncia che potrebbero essere un segno di un
possibile ictus (molto raro) (può interessare fino a 1 persona su 10.000),
Pag. 6 a 11

• infiammazione al pancreas che può causare dolore addominale e alla schiena di intensità severa unito ad
una sensazione di forte malessere (molto raro) (può interessare fino a 1 persona su 10.000),
• ingiallimento della pelle o degli occhi (ittero) che potrebbe essere un segno di epatite (molto raro) (può

interessare fino a 1 persona su 10.000),
• malattia del cervello causata da malattia epatica (encefalopatia epatica) (frequenza non nota) (la
frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili),
• debolezza muscolare, crampi, dolorabilità o dolore e in particolare, se allo stesso tempo non si sente
bene o ha una temperatura elevata, questo può essere causato da una disgregazione muscolare anomala
(rabdomiolisi) (non nota).

Altri possibili effetti indesiderati: Poiché Lopridam è un’associazione di tre principi attivi, gli effetti indesiderati che sono stati segnalati sono legati all'uso dell’associazione perindopril/indapamide o all'uso di amlodipina.

Effetti indesiderati legati all'uso di perindopril/indapamide

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10):
• reazioni cutanee in soggetti predisposti a reazioni allergiche e asmatiche,
• mal di testa,
• capogiri,
• vertigini,
• formicolio,
• disturbi della vista,
• ronzio nelle orecchie (tinnito),
• tosse, mancanza di respiro (dispnea),
• sensazione di malessere (nausea), sentirsi male (vomito), dolore addominale, disturbi del gusto,
dispepsia o difficoltà di digestione, diarrea, stitichezza,
• reazioni cutanee come eruzioni cutanee, prurito,

• bassi livelli di potassio nel sangue,
• crampi muscolari,
• sensazione di debolezza.

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100): • alterazioni dell’umore,

• disturbi del sonno,

• depressione,
• orticaria,
• puntini rossi sulla pelle (porpora),
• gruppi di bolle sulla pelle,
• problemi renali,

• impotenza (incapacità di ottenere o mantenere l'erezione),
• sudorazione,
• un eccesso di eosinofili (un tipo di globuli bianchi),
• modifiche dei parametri di laboratorio: livelli elevati di potassio nel sangue reversibili all'interruzione
del trattamento, bassi livelli di sodio nel sangue che possono portare a disidratazione e bassa pressione

sanguigna,
• sonnolenza,
• svenimento,
• avvertire il proprio battito cardiaco (palpitazioni),
• battito cardiaco accelerato (tachicardia),

• livelli di zucchero molto bassi nel sangue (ipoglicemia) in caso di pazienti diabetici,
• infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite),
• secchezza della bocca,
• maggiore sensibilità della pelle al sole (reazioni di fotosensibilità),
• dolore alle articolazioni (artralgia),
• dolore ai muscoli (mialgia),
• dolore al petto,
Pag. 7 a 11

• malessere,
• edema periferico,
• febbre,

• aumento dell’urea plasmatica, aumento della creatinina plasmatica,
• cadute.

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000): • urine di colore scuro, sensazione di malessere (nausea) o stato di malessere (vomito), crampi muscolari, confusione e convulsioni. Questi sintomi possono essere riconducibili ad una condizione chiamata

SIADH (sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico),
• rossore,
• peggioramento della psoriasi,
• riduzione o assenza di urina,
• insufficienza renale acuta,
• modifiche dei parametri di laboratorio: aumento dei livelli degli enzimi epatici, alto livello della
bilirubina sierica,

• basso contenuto di cloruro nel sangue,
• basso contenuto di magnesio nel sangue,
• stanchezza.

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000):

• diminuzione del numero di piastrine nel sangue che possono determinare un’insolita comparsa di lividi
o propensione al sanguinamento,
• diminuzione del numero dei globuli bianchi,
• diminuzione dei globuli rossi (anemia),
• bassi livelli di emoglobina nel sangue,
• alti livelli di calcio nel sangue,
• funzione epatica anormale,

• confusione,
• polmonite eosinofila (un raro tipo di polmonite),
• naso ostruito o che cola (rinite).

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): • tracciato cardiaco dell’ECG anormale,

• modifiche dei parametri di laboratorio: livelli elevati di acido urico e di zuccheri nel sangue,
• debolezza muscolare,
• miopia, offuscamento della vista,
• diminuzione della vista e/o dolore agli occhi dovuti a un’elevata pressione (possibili segni
dell’accumulo di liquido nello strato vascolare dell’occhio (effusione coroidale) o glaucoma acuto ad

angolo chiuso),
• se soffre di lupus eritematoso sistemico (una malattia del collagene), questo può peggiorare,
• colore anormale, intorpidimento e dolore alle dita delle mani o dei piedi (fenomeno di Raynaud).

Possono verificarsi disturbi a livello del sangue, dei reni, del fegato o del pancreas e parametri di laboratorio

anormali (risultati degli esami del sangue). Il medico può decidere di eseguire esami del sangue per valutare le sue condizioni di salute.

Effetti indesiderati legati all'uso di amlodipina

Molto comune (può interessare più di 1 persona su 10): • ritenzione idrica (edema).

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10): • respiro corto,

Pag. 8 a 11

• mal di testa, capogiri, sonnolenza (specialmente all'inizio del trattamento),
• avvertire il proprio battito cardiaco (palpitazioni), vampate,
• dolori addominali, sensazione di malessere (nausea),

• modifica delle abitudini intestinali, diarrea, costipazione, indigestione,
• stanchezza, sensazione di debolezza,
• disturbi visivi, visione doppia,
• crampi muscolari,
• gonfiore alle caviglie.

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100):
• alterazioni dell’umore, ansia, depressione, insonnia,
• tremori, disturbi del gusto, svenimento,
• sensazione di intorpidimento o formicolio agli arti, perdita della sensazione del dolore,
• sensazione di rumore nelle orecchie (tinnito),
• battito cardiaco irregolare,
• naso ostruito o che cola (rinite),

• tosse,
• secchezza della bocca, sentirsi male (vomito),
• perdita di capelli, aumento della sudorazione, prurito, eruzione cutanea, macchie rosse sulla pelle
(porpora), decolorazione cutanea, orticaria,

• problemi ad urinare, aumentato bisogno di urinare la notte, aumentata frequenza ad urinare,
• incapacità di ottenere un'erezione, fastidio o aumento del seno negli uomini,
• dolore, sensazione di malessere,
• dolore alle articolazioni o ai muscoli, dolore alla schiena, dolore al petto,
• aumento o diminuzione del peso.

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000):

• confusione.

Molto raro (può interessare fino a 1 su 10.000 persone):
• diminuzione del numero di globuli bianchi,
• diminuzione delle piastrine nel sangue che può causare lividi insoliti o facile sanguinamento,

• eccesso di zucchero nel sangue (iperglicemia),
• malattie ai nervi che possono causare debolezza muscolare, formicolio o intorpidimento,

• gonfiore delle gengive,
• gonfiore addominale (gastrite),
• infiammazione al fegato (epatite), ingiallimento della pelle (ittero), aumento dei livelli di enzimi
epatici,
• aumentata tensione muscolare,

• una eruzione cutanea che spesso inizia con macchie pruriginose rosse su viso, braccia e gambe
(eritema multiforme),
• infiammazione dei vasi sanguigni, spesso con eruzioni cutanee,
• modifiche dell’aspetto della pelle dopo esposizione al sole o agli UVA artificiali (reazione di
fotosensibilità).

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): • tremori, rigidità posturale, viso simil-maschera, movimenti lenti e andatura sbilanciata e trascinata.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni.avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Pag. 9 a 11

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister dopo “SCAD”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.

Conservare nel blister originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall'umidità. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare

i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Lopridam I principi attivi sono perindopril erbumina, indapamide e amlodipina besilato.

Lopridam 4 mg/ 1,25 mg/ 5 mg compresse Ogni compressa contiene 4 mg di perindopril erbumina equivalenti a 3,338 mg di perindopril, 1,25 mg di indapamide e 5 mg di amlodipina come amlodipina besilato.

Lopridam 4 mg/ 1,25 mg/ 10 mg compresse Ogni compressa contiene 4 mg di perindopril erbumina equivalenti a 3,338 mg di perindopril, 1,25 mg di indapamide e 10 mg di amlodipina come amlodipina besilato.

Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 5 mg compresse Ogni compressa contiene 8 mg di perindopril erbumina equivalenti a 6,676 mg di perindopril, 2,5 mg di indapamide e 5 mg di amlodipina come amlodipina besilato.

Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 10 mg compresse Ogni compressa contiene 8 mg di perindopril erbumina equivalenti a 6,676 mg di perindopril, 2,5 mg di indapamide e 10 mg di amlodipina come amlodipina besilato.

Gli altri componenti sono: cellulosa microcristallina PH-112, calcio idrogeno fosfato anidro; ossido di ferro rosso (E172); croscarmellosa

sodica; silice colloidale anidra; magnesio stearato.

Descrizione dell’aspetto di Lopridam e contenuto della confezione Lopridam 4 mg/ 1,25 mg/ 5 mg compresse: compresse rotonde di colore rosa scuro marmorizzato, del diametro di 7 mm con impresso "4 1,25 5" su un lato.

Lopridam 4 mg/ 1,25 mg/ 10 mg compresse: compresse rotonde di colore rosa chiaro , del diametro di 9,4 mm con impresso "4 1,25 10" su un lato.

Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 5 mg compresse: compresse rotonde di colore rosa marmorizzato, del diametro di

9,4 mm con impresso "8 2,5 5" su un lato.

Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 10 mg compresse: compresse rotonde di colore rosa scuro marmorizzato, del diametro di 9,4 mm con impresso "8 2,5 10" su un lato.

Lopridam è disponibile in blister di OPA/Alu/PVC/Alu.

Confezioni: 30, 60, 90 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Pag. 10 a 11

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio e Produttore

Zentiva Italia S.r.l. Via P. Paleocapa 7, 20121 Milano, Italia

Produttore Zentiva, k.s. U kabelovny 130 102 37 Praga 10 – Dolní Měcholupy

Repubblica Ceca

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Bulgaria: Приндал

Repubblica Ceca: Lopridam Italia: Lopridam Repubblica Slovacca: Lopridam

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il l ian en zia

Pag. 11 a 11

Domande frequenti su LOPRIDAM

Come si usa LOPRIDAM?

LOPRIDAM si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

LOPRIDAM è disponibile senza ricetta?

No, LOPRIDAM è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di LOPRIDAM?

Il principio attivo di LOPRIDAM è PERINDOPRIL, AMLODIPINA, AMLODIPINA BESILATO, INDAPAMIDE, PERINDOPRIL ERBUMINA.

Quali sono gli equivalenti di LOPRIDAM?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: PERAMIND, PERINDOPRIL, INDAPAMIDE E AMLODIPINA EG, PERINDOPRIL/INDAPAMIDE/AMLODIPINA TEVA ITALIA, PERINDOPRIL/INDAPAMIDE/AMLODIPINA TEVA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce LOPRIDAM?

LOPRIDAM è prodotto da ZENTIVA ITALIA S.R.L..

Da quando LOPRIDAM è autorizzato in Italia?

LOPRIDAM ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2018-07-19.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Lopridam 4 mg/ 1,25 mg/ 5 mg compresse Lopridam 4 mg/ 1,25 mg/ 10 mg compresse Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 5 mg compresse Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 10 mg compresse

2. Composizione qualitativa equantitativa

Lopridam 4 mg/ 1,25 mg/ 5 mg compresse Ogni compresa contiene 4 mg di perindopril erbumina equivalenti a 3,338 mg di perindopril, 1,25 mg di indapamide e 5 mg di amlodipina come amlodipina besilato. Lopridam 4 mg/ 1,25 mg/ 10 mg compresse Ogni compresa contiene 4 mg di perindopril erbumina equivalenti a 3,338 mg di perindopril, 1,25 mg di indapamide e 10 mg di amlodipina come amlodipina besilato. Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 5 mg compresse Ogni compresa contiene 8 mg di perindopril erbumina equivalenti a 6,676 mg di perindopril, 2,5 mg di indapamide e 5 mg di amlodipina come amlodipina besilato. Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 10 mg compresse Ogni compresa contiene 8 mg di perindopril erbumina equivalenti a 6,676 mg di perindopril, 2,5 mg di indapamide e 10 mg di amlodipina come amlodipina besilato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa. Lopridam 4 mg/ 1,25 mg/ 5 mg compresse: compresse rotonde di colore rosa scuro marmorizzato, del diametro di 7 mm con impresso "4 1.25 5" su un lato. Lopridam 4 mg/ 1,25 mg/ 10 mg compresse: compresse rotonde di colore rosa chiaro, del diametro di 9,4 mm con impresso "4 1.25 10" su un lato. Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 5 mg compresse: compresse rotonde di colore rosa marmorizzato, del diametro di 9,4 mm con impresso "8 2.5 5" su un lato. Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 10 mg compresse: compresse rotonde di colore rosa scuro marmorizzato, del diametro di 9,4 mm con impresso "8 2.5 10" su un lato.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Lopridam è indicato come terapia di sostituzione per il trattamento dell’ipertensione essenziale, in pazienti adulti già controllati con l’associazione perindopril/indapamide e amlodipina, assunti alla stessa dose.

2

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia I pazienti devono usare il dosaggio che corrisponde al loro precedente trattamento. La dose abituale di Lopridam è una compressa al giorno come dose singola. Anziani (vedere paragrafo 4.4) L’eliminazione del perindoprilato diminuisce negli anziani (vedere paragrafo 5.2). Il trattamento deve essere iniziato dopo aver considerato la risposta della pressione arteriosa e la funzionalità renale. Danno renale (vedere paragrafo 4.4) Correlato a perindopril/indapamide In caso di danno renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min), il trattamento è controindicato. In pazienti con danno renale moderato (clearance della creatinina pari a 30 - 60 ml/min), Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 5 mg e Lopridam 8 mg/ 2,5 mg/ 10 mg compresse sono controindicati (vedere paragrafo 4.3). In pazienti con una clearance della creatinina superiore o uguale a 60 ml/min, non è necessario modificare la dose. Il controllo medico periodico dovrà prevedere un monitoraggio frequente della creatinina e del potassio. Correlato ad amlodipina Le modifiche delle concentrazioni plasmatiche dell’amlodipina non sono correlate al grado di danno renale, pertanto si raccomanda il normale dosaggio. Amlodipina non è dializzabile (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2) In caso di grave compromissione epatica, il trattamento è controindicato. In pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata, Lopridam deve essere somministrato con cautela, poiché non sono state stabilite raccomandazioni di dosaggio per l’amlodipina in questi pazienti. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Lopridam nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite. Lopridam non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti. Modo di somministrazione La compressa deve essere assunta preferibilmente al mattino prima del pasto.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità ai principi attivi, ad altre sulfonammidi, ai derivati delle diidropiridine, a qualsiasi altro ACE inibitore o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Anamnesi di angioedema (edema di Quincke) correlato a precedente terapia con ACE inibitori (vedere paragrafo 4.4). - Uso concomitante con terapia a base di sacubitril/valsartan. Lopridam non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere anche paragrafi 4.4 e 4.5). - Angioedema ereditario/idiopatico. - Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). - L’uso concomitante con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (GFR <60 ml/min/1,73 m2) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

3 - Pazienti sottoposti a trattamenti extracorporei che portano il sangue a contatto con superfici caricate negativamente (vedere paragrafo 4.5). - Pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria renale nell’unico rene funzionante (vedere paragrafo 4.4). - Danno renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min). - Danno renale moderato (clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min) per i dosaggi di Lopridam contenenti l’associazione 8 mg/2,5 mg di perindopril/indapamide (es. Lopridam 8 mg/2,5 mg/5 mg e 8 mg/2,5 mg/10 mg). - Encefalopatia epatica. - Compromissione epatica grave. - Ipokaliemia. - La combinazione con agenti anti-aritmici cha causa torsione di punta (vedere paragrafo 4.5). - Pazienti in dialisi. - Pazienti con insufficienza cardiaca scompensata non trattata. - Ipotensione grave. - Shock (incluso shock cardiogeno). - Ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro (es. stenosi aortica di grado elevato). - Insufficienza cardiaca con instabilità emodinamica dopo infarto acuto del miocardio.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Tutte le avvertenze relative a ogni componente, come elencato di seguito, si applicano anche all’associazione fissa Lopridam. Avvertenze Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) Esiste l’evidenza che l'uso concomitante di ACE inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACE inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Litio La combinazione di litio con l’associazione perindopril-indapamide è generalmente non raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Neutropenia/agranulocitosi/trombocitopenia e anemia In pazienti trattati con ACE inibitori sono stati riscontrati casi di neutropenia/agranulocitosi/trombocitopenia e anemia. Nei pazienti con funzione renale normale e in assenza di altri fattori di complicazione, raramente compare neutropenia. Il perindopril deve essere somministrato con estrema cautela a pazienti con collagenopatie vascolari, trattati con agenti immunosoppressori, con allopurinolo o procainamide, o che presentino una combinazione di questi fattori di complicazione, specialmente in presenza di antecedente compromissione della funzionalià renale. Alcuni di questi pazienti hanno sviluppato infezioni gravi, che in alcuni casi non hanno risposto a una terapia antibiotica intensiva. Se questi pazienti vengono trattati con perindopril, si raccomanda di eseguire un controllo periodico della conta dei globuli bianchi e di invitarli a segnalare qualunque episodio di infezione (es. mal di gola, febbre) (vedere paragrafo 4.5 e 4.8). Ipertensione renovascolare Vi è un aumentato rischio di grave ipotensione e insufficienza renale quando i pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria nell’unico rene funzionante vengono trattati con ACE inibitor

4 (vedere paragrafo 4.3). Il trattamento con diuretici può essere un fattore che contribuisce. La perdita della funzionalità renale può verificarsi solo con piccoli cambiamenti nella creatinina sierica anche nei pazienti con stenosi unilaterale dell'arteria renale. Ipersensibilità/angioedema Angioedema al volto, alle estremità, alle labbra, alla lingua, alla glottide e/o alla laringe è stato raramente segnalato in pazienti trattati con ACE inibitori, perindopril incluso (vedere paragrafo 4.8). Ciò può verificarsi in qualunque momento durante la terapia. In questi casi il trattamento con perindopril deve essere immediatamente sospeso e deve essere intrapreso un controllo appropriato per assicurare la completa risoluzione dei sintomi prima della dimissione del paziente. In queste situazioni quando l’edema è limitato al volto e alle labbra, la reazione si è generalmente risolta senza trattamento, sebbene gli antistaminici siano stati utili nell’alleviare i sintomi. Un angioedema associato ad un edema laringeo può essere fatale. Nel caso in cui ci sia il coinvolgimento della lingua, della glottide o della laringe che possano provocare l'ostruzione delle vie aeree, deve essere somministrata prontamente una terapia appropriata, che può includere una soluzione di adrenalina sottocutanea a 1:1.000 (da 0,3 ml a 0,5 ml) e/o misure per il mantenimento della pervietà delle vie aeree. Nei pazienti di etnia nera trattati con ACE inibitori è stata riportata una maggiore incidenza di angioedema rispetto ai pazienti di altre etnie. Pazienti con anamnesi di angioedema non correlato al trattamento con ACE inibitore possono presentare un rischio maggiore di comparsa di angioedema quando trattati con un ACE inibitore (vedere paragrafo 4.3). Un aumentato rischio di angioedema è possibile con l’uso concomitante di altri medicinali che possono causare angioedema (vedere paragrafo 4.3 e paragrafo 4.5). L’uso concomitante degli ACE inibitori e di sacubitril/valsartan è controindicato in considerazione dell’aumento del rischio di angioedema. Il trattamento con sacubitril/valsartan non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di perindopril. Il trattamento con perindopril non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). L’uso concomitante di ACE inibitori e racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin può determinare un aumento del rischio di angioedema (come rigonfiamento delle vie aeree o della lingua, associato o meno a difficoltà respiratorie) (vedere paragrafo 4.5). Occorre cautela nell’iniziare la terapia con racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin in un paziente che sta già assumendo un ACE inibitore. È stato riportato raramente angioedema intestinale in pazienti trattati con ACE inibitori. Questi pazienti presentavano dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non vi era una precedente anamnesi di angioedema del viso e i livelli di C-1 esterasi erano normali. L’angioedema è stato diagnosticato tramite procedure che includevano TAC addominale o ultrasuoni o con la chirurgia e i sintomi si sono risolti dopo la sospensione dell’ACE inibitore. L’angioedema intestinale deve essere incluso nella diagnosi differenziale dei pazienti in trattamento con ACE inibitori che presentano dolore addominale. Reazioni anafilattoidi durante trattamento di desensibilizzazione In pazienti in terapia con ACE inibitori, sottoposti a un trattamento desensibilizzante per punture di imenotteri (api, vespe) sono stati riportati casi isolati di reazioni anafilattoidi severe e a rischio per la vita. Gli ACE inibitori devono essere impiegati con cautela in pazienti allergici desensibilizzati ed evitati in quelli che si stanno sottoponendo a immunoterapia. Tuttavia, tali reazioni possono essere prevenute sospendendo temporaneamente l’ACE inibitore almeno 24 ore prima di intraprendere il trattamento, in quei pazienti che necessitano sia del trattamento con ACE inibitori che del trattamento di desensibilizzazione. Reazioni anafilattoidi durante aferesi delle LDL Raramente, in pazienti trattati con ACE inibitori sottoposti ad aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL) con destran solfato sono stati riportati casi di reazioni anafilattoidi a rischio per la vita. Queste reazioni sono state evitate sospendendo temporaneamente il trattamento con l’ACE inibitore prima di ogni aferesi.

Pazienti in emodialisi In pazienti in dialisi con membrane ad alto flusso (ad es. AN 69) e in terapia concomitante con ACE inibitore sono state segnalate reazioni anafilattoidi. Per questi pazienti deve essere preso in considerazione l’impiego di un tipo diverso di membrane per dialisi o di una classe diversa di agenti antipertensivi. Aldosteronismo primario I pazienti con aldosteronismo primario generalmente non rispondono ai farmaci anti-ipertensivi che agiscono attraverso l'inibizione del RAS. Pertanto, l'uso di Lopridam non è raccomandato in questi pazienti. Gravidanza La terapia con ACE inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza. A meno che il proseguimento della terapia con un ACE inibitore non sia considerato essenziale, per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Encefalopatia epatica Quando è compromessa la funzionalità epatica, i diuretici tiazidici e affini possono provocare, in particolare in caso di squilibrio elettrolitico, un'encefalopatia epatica che può progredire a coma epatico. In questi casi, la somministrazione del diuretico deve essere immediatamente sospesa. Effusione coroidale, miopia acuta e/o glaucoma secondario acuto ad angolo chiuso La sulfonamide o i farmaci derivanti da sulfonamidi possono causare una reazione idiosincrasica, che determina effusione coroidale con difetti del campo visivo, miopia transitoria e/o glaucoma acuto ad angolo chiuso. I sintomi comprendono diminuzione dell’acuità visiva ad insorgenza acuta o dolore oculare e in genere si manifestano entro poche ore o settimane dall'inizio della somministrazione del farmaco. Il trattamento primario è quello di interrompere l'assunzione del farmaco il più rapidamente possibile. Può essere necessario prendere in considerazione il trattamento medico di urgenza o l’intervento chirurgico se la pressione intraoculare rimane non controllata. I fattori di rischio per lo sviluppo del glaucoma acuto ad angolo chiuso possono includere un’anamnesi positiva per allergia alle penicilline o alla sulfonamide. Fotosensibilità Sono stati riportati casi di reazioni di fotosensibilità con tiazidici e diuretici affini (vedere paragrafo 4.8). Se la reazione di fotosensibilità compare durante il trattamento, se ne raccomanda l’interruzione. In caso sia comunque necessaria la ri-somministrazione del diuretico si raccomanda di proteggere le aree esposte al sole o ai raggi artificiali UVA. Atleti Gli atleti devono tenere in considerazione che questo medicinale contiene indapamide che può causare una risposta positiva ai test anti-doping. Precauzioni di impiego Funzionalità renale - In caso di danno renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min), il trattamento con l’associazione perindopril/indapamide ècontroindicato. In pazienti con danno renale moderato (clearance della creatinina < 60 ml/min), il trattamento con i dosaggi di Lopridam contenenti 8 mg/2,5 mg di perindopril/indapamide in associazione (es. Lopridam 8 mg/2,5 mg/5 mg e 8 mg/2,5 mg/10 mg) è controindicato. - In alcuni pazienti ipertesi senza lesione renale apparente preesistente e per i quali gli esami del sangue dei reni hanno mostrato una insufficienza renale funzionale, il trattamento deve essere sospeso ed eventualmente ripreso ad una posologia ridotta oppure con uno solo dei componenti. La pratica corrente deve prevedere per questi pazienti un monitoraggio frequente del potassio e dell

6 creatinina, dopo due settimane di trattamento e successivamente ogni due mesi in periodo di stabilità terapeutica. È stata riscontrata insufficienza renale principalmente nei pazienti con grave insufficienza cardiaca o sottostante insufficienza renale, compresa la stenosi dell'arteria renale. - Il farmaco è generalmente sconsigliato in caso di stenosi bilaterale dell’arteria renale o di funzionalità ridotta ad un solo rene. - I diuretici tiazidici e affini sono pienamente efficaci solo quando la funzionalità renale è normale o solo lievemente compromessa (livelli di creatinina più bassi di circa 25 mg/l, ad es. 220 µmol/l nell’adulto). - Negli anziani il valore dei livelli plasmatici di creatinina deve essere aggiustato in relazione all’età, peso e sesso del paziente in accordo alla formula di Cockroft: clcr = (140 − età) x peso corporeo / 0,814 × livelli plasmatici di creatinina con: età espressa in anni peso corporeo in kg livelli plasmatici di creatinina in µmol/l Questa formula è adatta per un anziano maschio e deve essere adattata per le donne moltiplicando il risultato per 0,85. - L’ipovolemia, secondaria alla perdita di acqua e sodio causata dai diuretici all’inizio del trattamento, determina una riduzione della filtrazione glomerulare. Ciò può risultare in un aumento dell’urea plasmatica e dei livelli di creatinina. Questa insufficienza renale funzionale transitoria è senza conseguenze negative nei pazienti con funzionalità renale normale ma può comunque peggiorare un danno renale preesistente. - Amlodipina può essere usata a dosaggi normali in pazienti con danno renale. Variazioni delle concentrazioni plasmatiche di amlodipina non sono correlate con il grado di dannorenale. - L’amlodipina non è dializzabile. Ipotensione e deplezione idroelettrolitica - I pazienti trattati con perindopril/indapamide sono a rischio di ipotensione improvvisa in presenza di preesistente deplezione sodica (in particolare in individui con stenosi dell'arteria renale). Pertanto i segni clinici di deplezione idroelettrolitica, che possono sopraggiungere in occasione di un episodio intercorrente di diarrea o di vomito, devono essere sistematicamente ricercati. Deve essere effettuato un controllo regolare degli elettroliti plasmatici in questi pazienti. - Una marcata ipotensione può richiedere l’esecuzione di una infusione endovenosa di soluzione salina isotonica. - Una ipotensione transitoria non costituisce controindicazione al proseguimento del trattamento. Una volta ristabilita una soddisfacente volemia e pressione arteriosa, è possibile riprendere il trattamento a dose ridotta oppure con uno solo dei componenti. - Una marcata stimolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, in particolare durante una marcata deplezione di acqua ed elettroliti (dieta rigida a basso contenuto di sodio o trattamento diuretico prolungato), è stata osservata con perindopril in pazienti la cui pressione sanguigna era inizialmente bassa, in casi di stenosi arteriosa renale, insufficienza cardiaca congestizia o cirrosi con edema e ascite. - Il blocco di questo sistema con un ACE inibitore può quindi causare, in particolare al momento della prima somministrazione e durante le prime due settimane di trattamento, un’improvvisa caduta della pressione sanguigna e/o un aumento dei livelli plasmatici di creatinina, mostrando un’insufficienza renale funzionale. Occasionalmente questa può essere ad insorgenza acuta, benché raramente, e dopo un intervallo di tempo variabile. In tali casi, il trattamento deve essere iniziato ad una dose più bassa, e aumentata progressivamente. - I livelli di sodio devono essere testati prima dell’inizio del trattamento con indapamide, poi ad intervalli regolari. La riduzione dei livelli di sodio può essere inizialmente asintomatica e perciò è essenziale un controllo regolare. Il controllo deve essere più frequente nei pazienti anziani e cirrotici (vedere paragrafi 4.8 e 4.9). Qualunque terapia diuretica può provocare iponatriemia, talvolta con conseguenze molto gravi. L’iponatriemia con ipovolemia può essere responsabile di disidratazione e ipotensione ortostatica. - La perdita concomitante di ioni cloruro, può portare ad alcalosi metabolica secondaria compensatoria: l’incidenza e la gravità di questo effetto sono lievi. Livelli di potassio - L'associazione di indapamide con perindopril non esclude la comparsa di ipokaliemia, soprattutto nei pazienti diabetici o con insufficienza renale. Come per ogni altro antipertensivo in associazione con un diuretico, deve essere effettuato un controllo regolare del potassioplasmatico.

7 - Gli ACE inibitori possono provocare iperkaliemia poiché inibiscono il rilascio di aldosterone. Tale effetto non è solitamente significativo nei pazienti con una funzionalità renale nella norma. Tuttavia, nei pazienti con una funzionalità renale compromessa e/o nei pazienti che assumono integratori di potassio (inclusi sostituti del sale), diuretici risparmiatori del potassio, trimetoprim o cotrimoxazolo, noto anche come trimetoprim/sulfametoxazolo, e soprattutto antagonisti dell’aldosterone o bloccanti del recettore dell’angiotensina, si può verificare iperkaliemia. I diuretici risparmiatori del potassio e i bloccanti del recettore dell’angiotensina devono essere usati con cautela nei pazienti in terapia con ACE inibitori e si devono contestualmente monitorare il potassio sierico e la funzionalità renale (vedere paragrafo 4.5). - In alcuni pazienti in terapia con ACE inibitori, perindopril incluso, è stato osservato un aumento delle concentrazioni sieriche di potassio. I fattori di rischio per l’insorgenza di iperkaliemia includono insufficienza renale, peggioramento della funzionalità renale, età (> 70 anni), diabete mellito, eventi concomitanti, in particolare disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica e uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio (ad es., spironolattone, eplerenone, triamterene o amiloride), integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio; o quei pazienti che assumono altri farmaci associati ad un incremento del potassio sierico (es. eparina, cotrimossazolo noto anche come trimetoprim/sulfametossazolo, altri ACE inibitori, antagonisti dei recettori del’angiotensina II, acido acetisalicilico ≥ 3 g/giorno, COX-2 inibitori e FANS non selettivi, agenti immunosopressori come ciclosporina o tacrolimus, trimetoprim ). L'uso di integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, o sostituti del sale contenenti potassio, in particolare nei pazienti con funzionalità renale compromessa, può portare ad un aumento significativo del potassio sierico. L’iperkaliemia può causare gravi, talvolta fatali aritmie. Se si ritiene opportuno l’uso concomitante degli agenti sopra menzionati, essi devono essere utilizzati con cautela e deve essere effettuato un frequente monitoraggio del potassio sierico (vedere paragrafo4.5). - La deplezione potassica con ipokaliemia rappresenta il rischio maggiore dei diuretici tiazidici e affini. - L'ipokaliemia riscontrata in associazione con una bassa concentrazione sierica di magnesio può essere refrattaria al trattamento a meno che il magnesio sierico non venga corretto. - L'ipokaliemia può causare disturbi muscolari. Sono stati riportati casi di rabdomiolisi, principalmente nel contesto di ipokaliemia grave. - Il rischio di insorgenza della riduzione dei livelli di potassio (< 3,4 mmol/l) deve essere prevenuto in alcuni pazienti a rischio quali soggetti anziani e/o denutriti, politrattati o meno, pazienti cirrotici con edema e ascite, coronaropatici e pazienti con insufficienza cardiaca. - In questi casi, l'ipokaliemia aumenta la tossicità cardiaca dei glicosidi cardiaci ed il rischio di turbe del ritmo cardiaco. - Anche i soggetti con intervallo QT lungo, di origine sia congenita che iatrogena, sono a rischio. L'ipokaliemia, come pure la bradicardia, agisce come fattore predisponente alla comparsa di turbe gravi del ritmo cardiaco, soprattutto di torsioni di punta, che possono essere fatali. - In tutti questi casi, è necessario un controllo più frequente dei livelli di potassio. Il primo controllo del potassio plasmatico deve essere effettuato nel corso della prima settimana di trattamento. - Se si rilevano bassi livelli di potassio, si richiede la loro correzione. Livelli di calcio I diuretici tiazidici e affini possono ridurre l'escrezione urinaria di calcio e provocare un aumento leggero e transitorio dei livelli di calcio plasmatici. Un aumento marcato dei livelli di calcio può essere correlato ad un iperparatiroidismo non diagnosticato. In questi casi, il trattamento deve essere interrotto prima di testare la funzionalità paratiroidea. Livelli di magnesio È stato dimostrato che i tiazidici e i relativi diuretici, tra cui l'indapamide, aumentano l’escrezione urinaria di magnesio, che può provocare ipomagnesiemia (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). Acido urico Nei pazienti iperuricemici trattati con indapamide, può aumentare la tendenza ad attacchi di gotta. Ipertensione renovascolare Il trattamento dell'ipertensione renovascolare è la rivascolarizzazione. Tuttavia, gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina possono risultare utili per quei pazienti affetti da un'ipertensione renovascolare in attesa di un intervento chirurgico correttivo o quando esso non è possibile.

Se Lopridam è prescritto a pazienti con stenosi dell’arteria renale accertata o sospetta, il trattamento deve essere iniziato in ambiente ospedaliero, a bassa dose e sotto controllo della funzionalità renale e dei livelli di potassio, poiché alcuni pazienti hanno sviluppato un'insufficienza renale funzionale, rivelatasi reversibile con l'interruzione del trattamento. Aterosclerosi Il rischio di ipotensione è presente in tutti i pazienti, ma si dovrà essere particolarmente prudenti in quei pazienti affetti da cardiopatia ischemica o insufficienza circolatoria cerebrale, iniziando il trattamento con perindopril ad un dosaggio ridotto. Compromissione epatica − Raramente, gli ACE inibitori sono stati associati ad una sindrome che inizia con ittero colestatico e progredisce verso una necrosi epatica fulminante e (talora) verso la morte. Il meccanismo di tale sindrome non è noto. Pazienti in trattamento con ACE inibitori che sviluppano ittero o un marcato incremento degli enzimi epatici devono interrompere l’assunzione dell’ACE inibitore e ricevere una appropriata assistenza medica (vedere paragrafo 4.8). − L’emivita plasmatica di amlodipina è prolungata e i valori dell’AUC sono maggiori in pazienti con funzionalità epatica compromessa; per questi pazienti non sono stati stabiliti specifici dosaggi. Amlodipina dovrebbe quindi essere inizialmente assunta al dosaggio più basso ed usata con cautela sia all’inizio del trattamento che all’aumentare del dosaggio. Nei pazienti con compromissione epatica grave può essere richiesto un graduale aggiustamento del dosaggio e un attento monitoraggio. Insufficienza cardiaca/insufficienza cardiaca grave − I pazienti con insufficienza cardiaca devono essere trattati con cautela. In uno studio clinico a lungo termine, controllato con placebo, in pazienti con insufficienza cardiaca grave (classe NYHA III e IV) l’incidenza di edema polmonare è stata più elevata nel gruppo trattato con amlodipina rispetto al gruppo placebo (vedere paragrafo 5.1). I bloccanti dei canali del calcio, inclusa amlodipina, devono essere usati con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, poiché possono far aumentare il rischio di futuri eventi cardiovascolari e di mortalità. − In pazienti con insufficienza cardiaca grave (grado IV) il trattamento con perindopril deve essere iniziato sotto supervisione medica con dose iniziale ridotta. Il trattamento con beta-bloccanti nei pazienti ipertesi con insufficienza coronarica non deve essere interrotto: l’ACE inibitore deve essere aggiunto al beta-bloccante. Stenosi della valvola aortica o mitrale / cardiomiopatia ipertrofica Gli ACE inibitori devono essere utilizzati con cautela in pazienti con ostruzione del tratto d'efflusso del ventricolo sinistro. Crisi ipertensive La sicurezza e l’efficacia dell’amlodipina nelle crisi ipertensive non è stata stabilita. Pazienti diabetici Nei pazienti con diabete mellito insulinodipendente (tendenza spontanea ad avere elevati livelli di potassio), il trattamento deve essere iniziato sotto supervisione medica con una dose iniziale ridotta. Nei pazienti diabetici precedentemente trattati con agenti antidiabetici orali o insulina, i livelli di glicemia devono essere attentamente controllati durante il primo mese di trattamento con un ACE inibitore (vedere paragrafo 4.5) o durante i trattamento con indapamide, in particolare quando i livelli di potassio sono bassi. Differenze etniche Al pari di altri inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, perindopril è apparentemente meno efficace nel ridurre la pressione arteriosa in pazienti di etnia nera rispetto ai pazienti di altre etnie, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza di ridotte concentrazioni di renina nella popolazione ipertesa di etnia nera.

Intervento chirurgico/anestesia In caso di anestesia, specialmente se l'anestesia è effettuata con agenti a potenziale ipotensivo, gli inibitori dell'enzima di conversione dell’angiotensina possono provocare ipotensione. L'interruzione del trattamento, quando possibile, è quindi raccomandata un giorno prima dell'intervento chirurgico per gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina a lunga durata d'azione, come perindopril. Tosse A seguito dell’uso di ACE inibitori è stata riportata la comparsa di tosse secca, essa è caratterizzata dalla sua persistenza e dalla sua scomparsa dopo l’interruzione del trattamento. In presenza di questo sintomo si deve considerare una possibile eziologia iatrogena. Nel caso in cui la prescrizione di un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina sia tuttavia preferita, si può considerare di continuare il trattamento. Anziani Prima dell'inizio del trattamento con perindopril devono essere controllati la funzionalità renale e i livelli di potassio. La dose iniziale deve essere pertanto adattata in funzione della risposta pressoria, in particolare in caso di deplezione idroelettrolitica, per evitare la comparsa di improvvisa ipotensione. Nei pazienti anziani l’aumento del dosaggio di amlodipina deve avvenire con cautela (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Lopridam nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite. Avvertenze sugli eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1mmol di sodio (23 mg) per compressa, pertanto si può dire “libero da sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Farmaci che inducono iperkaliemia Alcuni farmaci o classi terapeutiche possono aumentare l’incidenza di iperkaliemia: aliskiren, sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, ACE inibitori, antagonisti dei recettori dell’angiotensina II, FANS, eparine, agenti immunosoppressori come ciclosporina o tacrolimus, trimetoprim. L’associazione di questi farmaci aumenta il rischio di iperkaliemia. Uso concomitante controndicato (vedere paragrafo 4.3) Componente Interazione con Descrizione dell’interazione perindopril Aliskiren In pazienti diabetici o con danno renale, rischio di iperkaliemia, peggioramento della funzionalità renale e della morbilità cardiovascolare e aumento della mortalità. Sacubitril/valsartan L’uso concomitante di ACE inibitori con sacubitril/valsartan è controindicato in quanto questo aumenta il rischio di angioedema (vedere paragrafo 4.3 e 4.4).

Trattamenti extracorporei Trattamenti extracorporei che portano il sangue a contatto con superfici caricate negativamente come dialisi o emofiltrazione con certe membrane ad alto flusso (ad esempio membrane di poliacrilonitrile) e aferesi di lipoproteine a bassa densità con destrano solfato a causa dell'aumentato rischio di gravi reazioni anafilattoidi (vedere paragrafo 4.3). Se è richiesto tale trattamento, si dovrebbe prendere in considerazione l'uso di un diverso tipo di membrana per dialisi o di una classe diversa di antipertensivo.

Uso concomitante non raccomandato Componente Interazione con Descrizione dell’interazione perindopril Aliskiren In pazienti diversi dai diabetici o con danno renale, rischio di iperkaliemia, peggioramento della funzionalità renale e della morbilità cardiovascolare e aumento della morbilità e della mortalità (vedere paragrafo 4.4). Terapia concomitante con ACE inibitore e bloccante dei recettori dell’angiotensina È stato riportato in letteratura che in pazienti con malattia aterosclerotica conclamata, insufficienza cardiaca, o diabete con danno d’organo terminale, la terapia concomitante con un ACE inibitore e un bloccante del recettore dell’angiotensina è associata ad una più elevata frequenza di ipotensione, sincope, iperkaliemia e peggioramento della funzionalità renale (inclusa insufficienza renale acuta) in confronto all’uso di un singolo agente del sistema reninaangiotensina-aldosterone. Il doppio blocco (ad es. associando un ACE inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II) deve essere limitato a casi definiti singolarmente con stretto monitoraggio di funzionalità renale, livelli di potassio e pressione sanguigna (vedere paragrafo 4.4). Estramustina Rischio di un aumento degli effetti avversi come edema angioneurotico (angioedema). Diuretici risparmiatori di potassio (ad es. triamterene, amiloride), potassio (sali), integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio Sebbene il potassio sierico si mantenga generalmente nei limiti della norma, in alcuni pazienti trattati con perindopril si può sviluppare iperkaliemia., specialmente in associazione a compromissione renale (effetti additivi iperkaliemici). I diuretici risparmiatori del potassio (come spironolattone, triamterene o amiloride), gli integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio possono condurre ad un significativo aumento del potassio sierico. Pertanto, l’associazione di perindopril con i farmaci sopra citati non è raccomandata. Se è indicato l’uso concomitante, occorre utilizzare la debita cautela e monitorare frequentemente il potassio sierico. Per l’uso dello spironolattone nell’insufficienza cardiaca, vedere paragrafo “Uso concomitante che necessita di particolari precauzioni”. perindopril/ indapamide Litio Durante la somministrazione concomitante di litio con ACE inibitori sono stati riportati aumenti reversibili delle concentrazioni di litio nel siero e tossicità. L’uso dell’associazione di perindopril e indapamide con litio non è raccomandata, ma qualora si rendesse necessaria tale associazione, deve essere effettuato un attento controllo dei livelli di litio nel siero (vedere paragrafo 4.4). amlodipina Dantrolene (infusione) Negli animali, in seguito a somministrazione di verapamil e dantrolene per via endovenosa sono stati osservati fibrillazione ventricolare letale e collasso cardiovascolare associati a iperkaliemia. A causa del rischio diiperkaliemia, si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante di bloccanti dei canali del calcio come amlodipina in pazienti soggetti ad ipertermia maligna e nel trattamento dell’ipertermia maligna.

Uso concomitante che necessita di particolari precauzioni Componente Interazione con Descrizione dell’interazione perindopril Antidiabetici (insulina, agenti ipoglicemizzanti orali) Studi epidemiologici hanno suggerito che la somministrazione concomitante di ACE inibitori e farmaci antidiabetici (insuline, agenti ipoglicemizzanti orali) possono causare un aumento dell’effetto di abbassamento del glucosio ematico con rischio di ipoglicemia. Questo fenomeno sembra verificarsi maggiormente durante le prime settimane del trattamento in associazione e in pazienti con danno renale. Diuretici non risparmiatori di potassio Pazienti che assumono diuretici, e specialmente quelli che presentano deplezione di volume e/o di sale, possono presentare una eccessiva riduzione della pressione sanguigna dopo l’inizio della terapia con un ACE inibitore. La possibilità di effetti ipotensivi può essere ridotta con l’interruzione del diuretico, con l’aumento del volume o con l’assunzione di sale prima di iniziare la terapia con dosi basse e progressive di perindopril. Nell’ipertensione arteriosa, quando la terapia diuretica iniziale può aver causato deplezione di sale/volume, il diuretico deve essere interrotto prima di iniziare l’ACE inibitore, nel qual caso un diuretico non risparmiatore di potassio può essere successivamente reintrodotto o l’ACE inibitore deve essere iniziato con un basso dosaggio e progressivamente aumentato. Nell’insufficienza cardiaca congestizia trattata con diuretici, l’ACE inibitore deve essere iniziato con un dosaggio molto basso, possibilmente dopo la riduzione del dosaggio del diuretico non risparmiatore di potassio associato. In tutti i casi, la funzionalità renale (livelli di creatinina) deve essere monitorata durante le prime settimane di terapia con ACE inibitore. Diuretici risparmiatori di potassio (eplerenone, spironolattone) Con eplerenone o spironolattone a dosi tra 12,5 mg e 50 mg al giorno e con basse dosi di ACE inibitori: nel trattamento dell’insufficienza cardiaca di classe II-IV (NYHA) con frazione di eiezione <40%, e precedentemente trattata con ACE inibitori e diuretici dell’ansa, rischio di iperkaliemia, potenzialmente letale, specialmente in caso di non osservanza delle raccomandazioni prescrittive di questa associazione. Prima di iniziare l’associazione, controllare l’assenza di iperkaliemia e danno renale. Uno stretto monitoraggio della kaliemia e creatinemia è raccomandato una volta a settimana nel primo mese di trattamento e, successivamente, una volta al mese. Racecadotril, inibitori di mTOR (ad es. sirolimus, everolimus, temsirolimus) L’uso concomitante di ACE inibitori con racecadotril e inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) può determinare un aumento del rischio di angioedema (vedere paragrafo 4.4). Trimetoprim, cotrimossazolo (trimetoprim/sulfametossazolo) Occorre esercitare la debita cautela anche nel somministrare perindopril in concomitanza con altri agenti che aumentano il potassio sierico, come trimetoprim e cotrimoxazolo (trimetoprim/sulfametoxazolo), in quanto è noto ch

13 trimetoprim agisce da diuretico risparmiatore del potassio come l’amiloride (vedere paragrafo 4.4). Ciclosprina Durante l’uso concomitante di ACE inibitori e ciclosporina si può manifestare iperkaliemia. Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico. Eparina Durante l’uso concomitante di ACE inibitori ed eparina si può manifestare iperkaliemia. Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico. indapamide Farmaci che inducono torsione di punta Per il rischio di ipokaliemia, l’indapamide deve essere somministrata con cautela in associazione a farmaci che inducono torsioni di punta come gli antiaritmici di classe IA (chinidina, idrochinidina, disopiramide); gli antiaritmici di classe III (amiodarone, dofetilide, ibutilide, bretilio, sotalolo); alcuni neurolettici (clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina), benzamidi (amisulpride, sulpiride, sultopride, tiapride), butirrofenoni (droperidolo, aloperidolo), altri neurolettici (pimozide); altre sostanze quali bepridil, cisapride, difemanile, eritromicina ev, alofantrina, mizolastina, moxifloxacina, pentamidina, sparfloxacina, vincamina ev, metadone, astemizolo, terfenadina. Prevenzione dell’abbassamento dei livelli di potassio e correzione, se necessario: controllo dell’intervallo QT. Farmaci che riducono i livelli di potassio Amfotericina B (via ev), glucocorticoidi e mineralcorticoidi (via sistemica), tetracosactide, lassativi stimolanti: Aumento del rischio di riduzione dei livelli di potassio (effetto additivo). Controllo dei livelli di potassio e correzione, se necessario; si richiede particolare attenzione nei casi trattati con glicosidi cardioattivi. Utilizzare lassativi non stimolanti. Preparazioni digitaliche L'ipokaliemia e/o l'ipomagnesiemia predispongono agli effetti tossici della digitale. Si raccomanda il monitoraggio del potassio plasmatico, del magnesio e dell'ECG e, se necessario, l'aggiustamento del trattamento. Allopurinolo Il trattamento concomitante con indapamide può aumentare l'incidenza delle reazioni di ipersensibilità all'allopurinolo. perindopril/ indapamide Baclofene Potenziamento dell'effetto antipertensivo. Controllo della pressione arteriosa e adattamento della dose dell'antipertensivo, se necessario. Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) (compreso l’acido acetilsalicilico ≥ 3g/die) Quando gli ACE inibitori vengono somministrati contemporaneamente a farmaci antiinfiammatori non steroidei (ad es. l’acido acetilsalicilico a regimi di dosaggio antiinfiammatorio, inibitori delle COX-2 e FANS non selettivi), può verificarsi un’attenuazione dell’effetto antipertensivo. L’uso concomitante di ACE inibitori e di FANS può portare ad un aumento del rischio di peggioramento della funzionalità renale, compresa una possibile insufficienza renale acuta, e ad un aumento del potassio sierico, in particolare nei pazienti con preesistente bassa funzionalità renale. Tale combinazione deve essere somministrata con cautela, in particolare nei pazient

14 anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzionalità renale dopo l’inizio della terapia concomitante ed, in seguito, periodicamente. amlodipina Inibitori del CYP3A4 L’uso concomitante di amlodipina con forti o inibitori del CYP3A4 potenti o moderati (inibitori della proteasi, antifungini azolici, macrolidi quali eritromicina o claritromicina, verapamil o diltiazem) può causare un aumento significativo dell’esposizione all’amlodipina che determina un aumentato rischio di ipotensione. Il significato clinico di queste variazioni farmacocinetiche può essere più pronunciato negli anziani. Possono essere richiesti un monitoraggio clinico dei pazienti e un aggiustamento del dosaggio. Tacrolimus Vi è il rischio di un aumento dei livelli ematici di tacrolimus quando è co-somministrato con amlodipina. Al fine di evitare fenomeni di tossicità da tacrolimus, la somministrazione di amlodipina in pazienti trattati con tacrolimus, richiede il monitoraggio dei livelli ematici di tacrolimus e aggiustamenti della dose di tacrolimus quando opportuno. Meccanismo Target degli inibitori di Rapamicina (mTOR) Gli inibitori di mTOR come sirolimus, temsirolimus e everolimus sono substrati del CYP3A. L'amlodipina è un debole inibitore del CYP3A. Con l'uso concomitante di inibitori di mTOR, l'amlodipina può aumentare l'esposizione agli inibitori di mTOR. Uso concomitante che richiede attenzione Componente Interazioni con Descrizione dell’interazione perindopril Agenti antipertensivi e vasodilatatori L’uso concomitante di questi agenti può aumentare l’effetto ipotensivo di perindopril. L’uso concomitante di nitroglicerina e altri nitrati, o altri vasodilatatori, può ulteriormente ridurre la pressione sanguigna. Allopurinolo, citostatici o agenti immunosoppressori, corticosteroidi sistemici o procainamide La somministrazione concomitante con ACE inibitori può portare ad un incremento del rischio di leucopenia (vedere paragrafo 4.4). Farmaci anestetici Gli ACE inibitori possono potenziare l’effetto ipotensivo di alcuni farmaci anestetici (vedere paragrafo 4.4) . Gliptine (linagliptina, saxagliptina, sitagliptina, vildagliptina) Aumento del rischio di angioedema, dovuto alla diminuzione dell’attività della dipeptidil peptidasi IV (DPP-IV) causata dalla gliptina, in pazienti co-trattati con un ACE inibitore. Simpaticomimetici I simpaticomimetici possono ridurre gli effetti antipertensivi degli ACE inibitori. Oro Raramente sono state riportate reazioni nitritoidi (i sintomi comprendono vampate al volto, nausea, vomito e ipotensione) in pazienti in trattamento con oro per via iniettabile (sodio aurotiomalato) e concomitante terapia con ACE inibitori, incluso perindopril. Diuretici risparmiatori di potassio (amiloride, spironolattone, triamterene) Mentre si fa uso delle combinazioni in alcuni pazienti, si può ancora verificare ipocaliemia o ipercaliemia (in particolare in pazienti con insufficienza renale o diabete). Si deve monitorare i livelli plasmatici di potassio e l’ECG e, se necessario, rivedere il trattamento.

Metformina Acidosi lattica dovuta alla metformina causata da una eventuale insufficienza renale funzionale legata ai diuretici e più specificamente ai diuretici dell'ansa. Non utilizzare la metformina se i livelli di creatinina plasmatica superano 15 mg/l (135 µmol/l) negli uomini e 12 mg/l (110 µmol/l) nelle donne. Mezzi di contrasto iodati In caso di disidratazione provocata dai diuretici, esiste un aumento del rischio di insufficienza renale acuta, in particolare ad alto dosaggio di mezzi di contrasto iodati. Deve essere eseguita una reidratazione prima della somministrazione del mezzo iodato. Calcio (sali) Rischio di un aumento dei livelli di calcio dovuto alla ridotta eliminazione del calcio nelle urine. Ciclosporina, Tacrolimus Rischio di aumento dei livelli di creatinina senza variazione dei tassi circolanti di ciclosporina, anche in assenza di deplezione idrosalina. Corticosteroidi, tetracosactide (via sistemica) Riduzione dell'effetto antipertensivo (ritenzione idrosalina da parte dei corticosteroidi). perindopril/ indapamide Antidepressivi imipramino-simili (triciclici), neurolettici Aumento dell'effetto antipertensivo e aumento del rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo). amlodipina Induttori del CYP3A4 In seguito alla somministrazione di induttori noti del CYP3A4, le concentrazioni plasmatiche di amlodipina possono variare. Pertanto, la pressione arteriosa deve essere monitorata e si deve considerare la regolazione del dosaggio sia durante che dopo l’uso concomitante del medicinale in particolare con forti induttori del CYP3A4 (ad es. rifampicina, Hypericum perforatum). La somministrazione di amlodipina con pompelmo o succo di pompelmo non è raccomandata in quanto la biodisponibilità può essere aumentata in alcuni pazienti determinando un aumento degli effetti di abbassamento della pressione. Altri agenti antipertensivi L’effetto di abbassamento della pressione arteriosa dell’amlodipina si aggiunge all’effetto di abbassamento della pressione di altri medicinali con proprietà antipertensive. Ciclosporina Non sono stati condotti studi di interazione farmacologica con ciclosporina e amlodipina in volontari sani o in altre popolazioni ad eccezione dei pazienti che hanno subito un trapianto renale, nei quali è stato osservato un aumento variabile della concentrazione di ciclosporina (in media 0% - 40%). È necessario prendere in considerazione il monitoraggio dei livelli di ciclosporina nei pazienti sottoposti a trapianto renale trattati con amlodipina ed effettuare una riduzione della dose di ciclosporina, se necessario. Simvastatina La co-somministrazione di dosi multiple di 10 mg di amlodipina con 80 mg di simvastatina ha portato ad un aumento del 77% dell’esposizione alla simvastatina in confronto alla simvastatina in monosomministrazione. Limitare la dose di simvastatina in pazienti trattati con amlodipina a 20 mg al giorno.

Atorvastatina, digossina, In studi clinici di interazione, amlodipina non ha Warfarin influenzato la farmacocinetica di atorvastatina, digossina o warfarin.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Lopridam non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. Lopridam è controindicato durante il 2° e il 3° trimestre di gravidanza. Lopridam non è raccomandato durante l’allattamento. Una decisione deve pertanto essere presa, se interrompere l’allattamento o se interrompere l’assunzione di Lopridam, in base all’importanza di questa terapia per la madre. Gravidanza Correlata a perindopril L’uso di ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso di ACE inibitori è controindicato durante il 2° e il 3° trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3 e 4.4). L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. A meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore, per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitore durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3). Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente osservati per quanto riguarda l’ipotensione (vedere anche paragrafo 4.3 e 4.4). Correlata ad indapamide I dati relativi all’uso dell’indapamide in donne in gravidanza non esistono o sono in un numero limitato (meno di 300 gravidanze esposte). L’esposizione prolungata alla tiazide durante il terzo trimestre di gravidanza può ridurre il volume del plasma materno nonché il flusso sanguigno uteroplacentare, che possono provocare ischemia feto-placentare e ritardo della crescita. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Come misura precauzionale, è preferibile evitare l’uso di indapamide durante la gravidanza. Correlata ad amlodipina La sicurezza di amlodipina durante la gravidanza non è stata stabilita. Negli studi sugli animali è stata osservata tossicità riproduttiva in seguito a somministrazione di dosi elevate (vedere paragrafo 5.3). L’uso in gravidanza è raccomandato solo quando non c’è un’alternativa più sicura e quando la malattia stessa comporta un maggiore rischio per la madre e il feto. Allattamento Lopridam non è raccomandato durante l’allattamento. Non è noto l'effetto della combinazione perindopril+indapamide+amlodipina nei neonati. Correlato a perindopril Dati limitati dimostrano bassi livelli di perindopril e del suo metabolita attivo nel latte materno, pertanto non è previsto un effetto clinico importante sui neonati allattati al seno..

Correlato ad indapamide Non sono disponibili dati sulla quantità di indapamide nel latte materno. Non può essere escluso un rischio per i neonati/bambini. Indapamide è molto simile ai diuretici tiazidici i quali sono stati associati, durante l’allattamento, ad una diminuzione o anche a una soppressione della produzione di latte materno. Le dosi di diuretici tiazidici utilizzate per sopprimere la lattazione sono molto più elevate delle dosi terapeutiche di questi diuretici nell'ipertensione essenziale. Alle dosi antipertensive tipiche, non sono stati segnalati casi di soppressione della lattazione. Indapamide non è raccomandato durante l’allattamento. Correlato ad amlodipina Amlodipina è escreta nel latte materno. La proporzione della dose materna ricevuta dai neonati è stata stimata con un range di 3 – 7% con un massimo di 15%. Altri studi hanno rilevato una dose relativa inferiore nei neonati o livelli di amlodipina non rilevabili nel latte materno. Dati limitati mostrano livelli di amlodipina non rilevabili nel plasma dei neonati allattati al seno.. Fertilità Correlata a perindopril e indapamide Studi di tossicità riproduttiva non hanno dimostrato effetti sulla fertilità nei ratti femmina e maschio (vedere paragrafo 5.3). Nell’uomo non sono attesi effetti sulla fertilità. Correlato ad amlodipina In alcuni pazienti trattati con bloccanti dei canali del calcio sono state riportate modificazioni biochimiche reversibili alla testa degli spermatozoi. Non sono disponibili dati clinici sufficienti sul potenziale effetto di amlodipina sulla fertilità. In uno studio sui ratti, sono stati riportati effetti avversi sulla fertilità maschile (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Lopridam altera moderatamente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Se i pazienti che assumono Lopridam soffrono di capogiri, cefalea, affaticamento o nausea, la loro capacità di reazione può essere compromessa. Si raccomanda cautela soprattutto all’inizio del trattamento.

4.8 Effetti indesiderati

Correlati a perindopril/ indapamide Riassunto del profilo di sicurezza La somministrazione di perindopril inibisce l’asse renina-angiotensina-aldosterone e tende a ridurre la perdita di potassio causato dall’indapamide. Il quattro per cento dei pazienti in trattamento con l’associazione perindopril arginina/indapamide 5 mg/1,25 mg ha esperienza di ipocaliemia (livelli di potassio ˂ 3,4 mmol/l). Il sei per cento dei pazienti in trattamento con l’associazione perindopril arginina/indapamide 10 mg/2,5 mg ha esperienza di ipocaliemia (livelli di potassio ˂ 3,4 mmol/l). Le reazioni avverse segnalate più comunemente sono: - con perindopril: capogiri, cefalea, parestesia, disgeusia, compromissione della visione, vertigini, tinnito, ipotensione, tosse, dispnea, dolore addominale, costipazione, dispepsia, diarrea, nausea, vomito, prurito, eruzione cutanea, spasmi muscolari e astenia. - con indapamide: ipokaliemia, reazioni di ipersensibilità, principalmente dermatologiche, in soggetti con una predisposizione alle allergie e reazioni asmatiche e eruzioni maculo-papulose. Tabella delle reazioni avverse Sono state osservate le seguenti reazioni avverse durante il trattamento con perindopril/indapamide classificate secondo la seguente frequenza: Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1 000, <1/100); raro (≥1/10 000, <1/1

18 000); molto raro (<1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Reazioni avverse Frequenza Perindopril Indapamide Infezioni e infestazioni Riniti Molto raro - Patologie del sistema emolinfopoietico Eosinofilia Non comune* - Agranulocitosi (vedere paragrafo 4.4) Molto raro Molto raro Anemia aplastica - Molto raro Pancitopenia Molto raro - Leucopenia Molto raro Molto raro Neutropenia (vedere paragrafo 4.4) Molto raro - Anemia emolitica Molto raro Molto raro Trombocitopenia (vedere paragrafo 4.4) Molto raro Molto raro Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità (reazioni, principalmente dermatologiche, in soggetti con una predisposizone alle allergie e reazioni asmatiche) - Comune Patologie endocrine Sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH) Raro Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipoglicemia (vedere paragrafi 4.4 e 4.5) Non comune* - Iperkaliemia reversibile su interruzione (vedere paragrafo 4.4) Non comune* - Iponatriemia (vedere paragrafo 4.4) Non comune* Non comune Ipercalcemia - Molto raro Ipokaliemia (vedere paragrafo 4.4) - Comunea Ipocloremia - Raro Ipomagnesemia - Raro Disturbi psichiatrici Alterazione dell’umore Non comune - Disturbi del sonno Non comune - Depressione Non comune Stato confusionale Molto raro - Patologie del sistema nervoso Capogiri Comune - Cefalea Comune Raro Parestesia Comune Raro Disgeusia Comune Sonnolenza Non comune* - Sincope Non comune* Non nota Possibilità di ictus secondario dovuto ad eccessiva ipotensione in pazienti ad alto rischio (vedere paragrafo 4.4) Molto raro - Possibilità di comparsa di encefalopatia epatica in caso di insufficienza epatica (vedere paragrafi 4.3 e 4.4) - Non not

Patologie dell’occhio Compromissione della visione Comune Non nota Miopia (vedere paragrafo 4.4) - Non nota Visione annebbiata - Non nota Effusione coroidale - Non nota Glaucoma ad angolo chiuso - Non nota Patologie dell’orecchio e del labirinto Vertigini Comune Raro Tinnito Comune - Patologie cardiache Palpitazioni Non comune* - Tachicardia Non comune* - Angina pectoris (vedere paragrafo 4.4) Molto raro - Aritmia (inclusa bradicardia, tachicardia ventricolare, fibrillazione atriale) Molto raro Molto raro Infarto del miocardio, possibilmente secondario ad eccessiva ipotensione in pazienti ad alto rischio (vedere paragrafo 4.4) Molto raro - Torsione di punta (potenzialmente fatale) (vedere paragrafi 4.4 e 4.5) - Non nota Patologie vascolari Ipotensione (e effetti correlati all’ipotensione) (vedere paragrafo 4.4) Comune Molto raro Vasculite Non comune* - Rossore Raro Fenomeno di Raynaud Non nota - Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse (vedere paragrafo 4.4) Comune - Dispnea Comune - Broncospasmo Non comune - Polmonite eosinofila Molto raro - Patologie gastrointestinali Dolore addominale Comune - Costipazione Comune Raro Diarrea Comune - Dispepsia Comune - Nausea Comune Raro Vomito Comune Non comune Secchezza della bocca Non comune Raro Pancreatite Molto raro Molto raro Patologie epatobiliari Epatite (vedere paragrafo 4.4) Molto raro Non nota Funzione epatica anormale - Molto raro Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito Comune - Eruzione cutanea Comune - Eruzione maculo-papulosa - Comune Orticaria (vedere paragrafo 4.4) Non comune Molto raro Angioedema (vedere paragrafo 4.4) Non comune Molto raro Porpora - Non comune Iperidrosi Non comune - Reazione di fotosensibilità Non comune* Non nota Pemfigoide Non comune* - Aggravamento della psoriasi Raro* - Eritema multiforme Molto raro - Necrolisi epidermica tossica - Molto raro Sindrome di Stevens-Johnson - Molto rar

Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo Spasmi muscolari Comune - Possibile peggioramento di pre-esistente lupus eritematoso sistemico - Non nota Artralgia Non comune* - Mialgia Non comune* - Debolezza muscolare - Non nota Rabdomiolisi - Non nota Patologie renali e urinarie Insufficienza renale Non comune - Anuria/ Oliguria Raro Insufficienza renale acuta Raro Molto raro Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile Non comune Non comune Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia Comune - Dolore al petto Non comune* - Malessere Non comune* - Edema periferico Non comune* - Piressia Non comune* - Affaticamento Raro Esami diagnostici Aumento dell’urea ematica Non comune* - Aumento della creatinina ematica Non comune* - Aumento della bilirubina ematica Raro - Aumento degli enzimi epatici Raro Non nota Riduzione emoglobina e riduzione ematocrito (vedere paragrafo 4.4) Molto raro - Aumento del glucosio ematico - Non nota Aumento dell’acido urico ematico - Non nota Elettrocardiogramma QT prolungato (vedere paragrafi 4.4 e 4.5) - Non nota Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Caduta Non comune* - * frequenza calcolata dagli studi clinici per eventi avversi individuati da segnalazioni spontanee. Descrizione di reazioni avverse selezionate: Durante gli studi di fase II e III che hanno confrontato indapamide 1,5 mg e 2,5 mg, l’analisi del potassio plasmatico ha mostrato un effetto dose-dipendente dell'indapamide: - Indapamide 1,5 mg: è stato osservato potassio plasmatico <3,4 mmol/l nel 10% dei pazienti e < 3,2 mmol/l nel 4% dei pazienti dopo 4-6 settimane di trattamento. Dopo 12 settimane di trattamento, la caduta media dei livelli plasmatici del potassio era di 0,23 mmol/l. - Indapamide 2,5 mg: è stato osservato potassio plasmatico <3,4 mmol/l nel 25% dei pazienti e < 3,2 mmol/l nel 10% dei pazienti dopo 4-6 settimane di trattamento. Dopo 12 settimane di trattamento, la caduta media dei livelli plasmatici del potassio era di 0,41 mmol/l. Correlati ad amlodipina Riassunto del profilo di sicurezz

Le reazioni avverse più comunemente segnalate durante il trattamento sono sonnolenza, capogiri, cefalea, palpitazioni, rossore, dolore addominale, nausea, caviglia gonfia, edema della lingua. Tabella delle reazioni avverse Sono state osservate le seguenti reazioni avverse durante il trattamento con amlodipina classificate secondo la seguente frequenza: Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1 000, <1/100); raro (≥1/10 000, <1/1 000); molto raro (<1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine di gravità decrescente. Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Reazioni avverse Frequenza Patologie del sistema emolinfopoietico Leucopenia, trombocitopenia Molto raro Disturbi del sistema immunitario Reazioni allergiche Molto raro Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperglicemia Molto raro Disturbi psichiatrici Depressione, alterazioni dell’umore (inclusa ansia), insonnia Non comune Stato confusionale Raro Patologie del sistema nervoso Sonnolenza, capogiri, cefalea (specialmente all’inizio del trattamento) Comune Tremore, disgeusia, sincope, ipoestesia, parestesia Non comune Ipertonia, neuropatia periferica Molto raro Patologie extrapiramidali Non nota Patologie dell’occhio Disturbi visivi (inclusa diplopia) Comune Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinnito Non comune Patologie cardiache Palpitazioni Comune Aritmia (inclusa bradicardia, tachicardia ventricolare e fibrillazione atriale) Non comune Infarto del miocardio Molto raro Patologie vascolari Rossore Comune Ipotensione Non comune Vasculite Molto raro Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Comune Tosse, rinite Non comune Patologie gastrointestinali Dolore addominale, nausea, dispepsia, cambiamenti nelle abitudini intestinali (incluse diarrea e costipazione) Comune Vomito, secchezza della bocca Non comune Pancreatite, gastrite, iperplasia gengivale Molto rar

Patologie epatobiliari Epatite, ittero, aumento degli enzimi epatici* Molto raro Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Alopecia, porpora, prurito, decolorazione cutanea, iperidrosi, eruzione cutanea, esantema, orticaria Non comune Angioedema, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, edema di Quincke, fotosensibilità Molto raro Necrolisi epidermica tossica Non nota Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo Gonfiore alle caviglie, spasmi muscolari Comune Artralgia, mialgia, dolore alla schiena Non comune Patologie renali e urinarie Disordini della minzione, nicturia, aumento della frequenza urinaria Non comune Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Impotenza, ginecomastia Non comune Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Edema Molto comune Affaticamento, astenia Comune Dolore al petto, dolore, malessere Non comune Esami diagnostici Aumento di peso, diminuzione di peso Non comun

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Non ci sono informazioni riguardo il sovradosaggio con Lopridam. Sintomi Correlati a perindopril/indapamide La reazione avversa più ricorrente, in caso di sovradosaggio, è l'ipotensione a volte associata a nausea, vomito, crampi, capogiri, sonnolenza, stato confusionale, oliguria che può progredire fino all'anuria (per ipovolemia). Possono sopraggiungere anche disturbi dell'equilibrio idrosalino (ridotti livelli di sodio, ridotti livelli di potassio). Correlati ad amlodipina L’esperienza nei casi di sovradosaggio intenzionale nell’uomo è limitata. I dati disponibili suggeriscono che a seguito di sovradosaggio si possono manifestare un’eccessiva vasodilatazione periferica e una possibile tachicardia riflessa. È stata riportata marcata e probabilmente prolungata ipotensione sistemica fino ad includere casi di shock ad esito fatale. Raramente è stato segnalato edema polmonare non cardiogeno come conseguenza di un sovradosaggio di amlodipina che può manifestarsi con un esordio ritardato (24-48 ore dopo l'ingestione) e richiedere supporto ventilatorio. Le misure rianimatorie precoci (incluso il sovraccarico di liquidi) per mantenere la perfusione e la gittata cardiaca possono essere fattori precipitanti. Gestione Correlata a perindopril/ amlodipina Le prime misure da prendere consistono nell'eliminare rapidamente il(i) prodotto(i) ingerito(i) con lavanda gastrica e/o somministrazione di carbone vegetale, quindi ripristinare l'equilibrio idroelettrolitico fino a normalizzazione in un centro specializzato. In caso di marcata ipotensione, è consigliabile porre il paziente in posizione supina, con la testa abbassata. Se necessario, effettuare una infusione endovenosa di soluzione salina isotonica o qualunque altro metodo di espansione volemica. Il perindoprilato, metabolita attivo del perindopril, è dializzabile (vedere paragrafo 5.2). Correlata ad amlodipina Un'ipotensione clinicamente significativa dovuta a sovradosaggio da amlodipina richiede un attivo supporto cardiovascolare comprendente il monitoraggio frequente della funzionalità cardiaca e respiratoria, l'elevazione degli arti inferiori ed un’attenzione al volume dei fluidi circolanti e della diuresi. Per il ripristino del tono vascolare e della pressione arteriosa può essere di aiuto un vasocostrittore, qualora non vi siano controindicazioni per il suo impiego. La somministrazione per via endovenosa di calcio gluconato può rivelarsi utile nell’invertire gli effetti del blocco dei canali del calcio. La lavanda gastrica può essere utile in alcuni casi. È stato dimostrato che la somministrazione di carbone vegetale a volontari sani entro 2 ore dall’assunzione di 10 mg di amlodipina riduce in maniera significativa l’assorbimento di amlodipina. Dal momento che amlodipina è in gran parte legata alle proteine, è improbabile che la dialisi risulti utile.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: agenti che agiscono sul sistema renina – angiotensina, ACE inibitori,

24 associazioni, Codice ATC: C09BX01. Lopridam è un’associazione di tre componenti antipertensivi con meccanismo complementare per il controllo della pressione sanguigna nei pazienti con ipertensione: perindopril, un ACE inibitore, indapamide, un diuretico clorosulfonamidico, e amlodipina, un inibitore del flusso degli ioni calcio del gruppo delle diidropiridine. L’associazione di queste sostanze ha un effetto antipertensivo additivo, che riduce ulteriormente la pressione sanguigna rispetto ai singoli componenti. Meccanismo d’azione Correlato a perindopril Perindopril è un inibitore dell'enzima di conversione (ACE inibitore) dell'angiotensina I in angiotensina II, sostanza vasocostrittrice; inoltre l'enzima stimola la secrezione di aldosterone da parte della corteccia surrenale e la degradazione della bradichinina, una sostanza vasodilatatrice, in eptapeptide inattivo. Ne consegue: - una riduzione della secrezione di aldosterone, - un aumento dell'attività della renina plasmatica, poiché l'aldosterone non esercita più un feed-back negativo, - un calo delle resistenze vascolari periferiche totali con un'attività preferenziale a livello muscolare e renale, non accompagnata da ritenzione idrosalina né da tachicardia riflessa, in trattamentocronico. L'azione antipertensiva di perindopril si manifesta anche nei pazienti con concentrazioni basse o normali di renina. Perindopril agisce per mezzo del suo metabolita attivo, perindoprilato. Gli altri metaboliti sono inattivi. Perindopril riduce il carico di lavoro del cuore: - con un effetto vasodilatatorio venoso, probabilmente dovuto a cambiamenti del metabolismo delle prostaglandine: riduzione del pre-carico, - con una riduzione delle resistenze periferiche totali: riduzione del post-carico. Gli studi condotti in pazienti con insufficienza cardiaca hanno evidenziato: - un calo della pressione di riempimento ventricolare destra e sinistra, - una riduzione delle resistenze vascolari periferiche totali, - un aumento della gittata cardiaca ed un miglioramento dell'indice cardiaco, - un aumento dei flussi ematici muscolari regionali. Anche le prove da sforzo risultano migliorate. Correlato ad indapamide Indapamide è un derivato sulfonamidico a nucleo indolico, farmacologicamente correlato al gruppo dei diuretici tiazidici. Indapamide inibisce il riassorbimento sodico a livello del segmento corticale di diluizione. Aumenta l'escrezione urinaria del sodio e dei cloruri e, in minore quantità, l'escrezione di potassio e di magnesio, accrescendo in questo modo la diuresi ed esercitando un'azione antipertensiva. Correlato ad amlodipina Amlodipina è un inibitore del flusso degli ioni calcio del gruppo delle diidropiridine (bloccante dei canali lenti del calcio o antagonista degli ioni calcio) e inibisce il flusso transmembrana degli ioni calcio a livello del cuore e della muscolatura liscia. Il meccanismo dell’azione antipertensivo di amlodipina è dovuto ad un effetto rilassante diretto sulla muscolatura liscia vascolare. Il meccanismo preciso in base al quale l’amlodipina allevia l’angina non è ancora stato completamente determinato ma l’amlodipina riduce il carico ischemico totale in base ai seguenti due meccanismi d’azione: Amlodipina dilata le arteriole periferiche, riducendo pertanto la resistenza periferica totale (post-carico) contro la quale lavora il cuore. Poiché la frequenza cardiaca rimane stabile, questa riduzione del post-carico cardiaco riduce il consumo di energia miocardica e le richieste di ossigeno. Il meccanismo d’azione dell’amlodipina probabilmente coinvolge anche la dilatazione delle arterie coronariche principali e delle arteriole coronariche, sia nelle regioni normalmente ossigenate che in quell

25 ischemiche. Questa dilatazione aumenta l’apporto di ossigeno al miocardio nei pazienti con spasmo delle arterie coronariche (angina di Prinzmetal o variante). Effetti farmacodinamici Correlati a perindopril Perindopril è attivo a tutti gli stadi dell'ipertensione: da leggera a moderata fino a grave. È stata osservata una riduzione della pressione arteriosa sistolica e diastolica, in clinostatismo e in ortostatismo. L’effetto antipertensivo è massimo tra 4 e 6 ore dopo una somministrazione unica e si mantiene per almeno 24 ore. L'inibizione residua dell'enzima di conversione dell'angiotensina alla 24a ora è elevata, è intorno all'80%. Nei pazienti che rispondono, la normalizzazione della pressione arteriosa è raggiunta dopo un mese di trattamento e viene mantenuta senza tachifilassi. La sospensione del trattamento non è accompagnata da fenomeni di rebound sull’ipertensione. Perindopril possiede proprietà vasodilatatorie e restauratrici delle qualità elastiche dei grossi tronchi arteriosi, corregge modifiche istomorfometriche della resistenza arteriosa e determina una riduzione dell'ipertrofia ventricolare sinistra. Se necessario, l'aggiunta di un diuretico tiazidico produce una sinergia di tipo additivo. L'associazione di un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina e di un diuretico tiazidico riduce il rischio di ipokaliemia indotta dal diuretico somministrato in monoterapia. Correlati ad indapamide Indapamide, in monoterapia, produce un effetto antipertensivo che perdura per 24 ore. Tale effetto sopraggiunge a dosi alle quali le proprietà diuretiche sono poco evidenti. La sua attività antipertensiva si esplica attraverso un miglioramento della compliance arteriosa ed una riduzione delle resistenze vascolari periferiche totali ed arteriolari. Indapamide riduce l'ipertrofia ventricolare sinistra. Oltre una certa dose, si ha un plateau dell'effetto antipertensivo dei diuretici tiazidici e affini, mentre gli effetti indesiderati aumentano. In caso di inefficacia del trattamento, non si deve aumentare la dose. È stato inoltre dimostrato a breve, medio e lungo termine nei pazienti ipertesi, che indapamide: - non ha effetti sul metabolismo lipidico: trigliceridi, LDL-colesterolo e HDL-colesterolo, - non ha effetti sul metabolismo dei carboidrati, anche nei pazienti ipertesi diabetici. Correlati a perindopril/indapamide Nei pazienti ipertesi, di qualunque età, l’associazione perindopril arginina/indapamide 5 mg/1,25 mg esercita un effetto antipertensivo dose-dipendente sulla pressione arteriosa diastolica e sistolica in posizione supina ed eretta. L’effetto antipertensivo dura 24 ore. La riduzione della pressione sanguigna è raggiunta in meno di un mese senza tachifilassi; interrompendo il trattamento non si ha effetto rebound. La somministrazione concomitante del perindopril e dell'indapamide nel corso di studi clinici ha dimostrato effetti antipertensivi di tipo sinergico rispetto ai due medicinali somministrati separatamente. Correlati ad amlodipina Nei pazienti ipertesi, una somministrazione una volta al giorno determina riduzioni clinicamente significative della pressione arteriosa sia in clino che in ortostatismo nell’arco delle 24 ore. A causa della lenta insorgenza dell’azione, l’ipotensione acuta non è una caratteristica della somministrazione di amlodipina. Efficacia e sicurezza clinica Correlate a perindopril Dati degli studi clinici sul duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS): Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA Nephron-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l'uso della combinazione di un ACE inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito di tipo 2 associato all’evidenza di danno d'organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e nefropatia diabetica.

Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Questi risultati sono pertinenti anche per gli altri ACE inibitori e per gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche. Gli ACE inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE inibitore o un antagonista del recettore dell'angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo. Correlate a perindopril/indapamide PICXEL, studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, in controllo attivo, ha valutato tramite ecocardiografia l’effetto dell’associazione perindopril/indapamide sull’ipertrofia ventricolare sinistra (IVS) rispetto alla monoterapia con enalapril. Nello studio PICXEL, i pazienti ipertesi con IVS (definita come indice di massa ventricolare sinistra (IMVS) > 120 g/m2 nell’uomo e > 100 g/m2 nella donna) sono stati randomizzati a perindopril erbumina 2 mg (equivalente a 2,5 mg di perindopril arginina)/indapamide 0,625 mg, o a enalapril 10 mg, una volta al giorno per un anno di trattamento. La dose è stata adattata sulla base dei valori pressori, fino a perindopril erbumina 8 mg (equivalente a 10 mg di perindopril arginina) e indapamide 2,5 mg o enalapril 40 mg una volta al giorno. Solo il 34% dei soggetti è rimasto in trattamento con perindopril erbumina 2 mg (equivalente a 2,5 mg di perindopril arginina)/indapamide 0,625 mg (contro 20% con enalapril 10 mg). Al termine del trattamento, l'indice di massa ventricolare sinistra (IMVS) è diminuito in modo significativo nel gruppo perindopril/indapamide (-10,1 g/m2) rispetto al gruppo enalapril (-1,1 g/m2) nell’intera popolazione dei pazienti randomizzati. La differenza tra i gruppi sulla variazione dell'indice di massa ventricolare sinistra (IMVS) è stata di -8,3 (95% CI (-11,5,-5,0), p<0,0001). Un effetto migliore sull'indice di massa ventricolare sinistra (IMVS) è stato raggiunto con dosi di perindopril/indapamide maggiori rispetto alle dosi autorizzate di perindopril/indapamide 2,5 mg/0,625 mg e perindopril/indapamide 5 mg/1,25 mg. Per quanto riguarda la pressione arteriosa, le differenze medie stimate tra i gruppi nella popolazione randomizzata sono state rispettivamente -5,8 mmHg (95% CI (-7,9, -3,7), p<0,0001) per la pressione arteriosa sistolica e -2,3 mmHg (95% CI (-3,6, -0,9), p=0,0004) per la pressione arteriosa sistolica, a favore del gruppo perindopril/indapamide. Correlate ad amlodipina Amlodipina non è associata ad eventi metabolici avversi né a modificazioni dei livelli dei lipidi plasmatici, ed è idonea all’uso nei pazienti con asma, diabete e gotta.

27

5.2 Proprietà farmacocinetiche

La co-somministrazione di perindopril/indapamide e amlodipina non modifica le loro proprietà farmacocinetiche rispetto ai farmaci assunti separatamente. Assorbimento e biodisponibilità perindopril Dopo assunzione orale l’assorbimento di perindopril è rapido e si raggiunge il picco di concentrazione entro un’ora (perindopril è un profarmaco e il perindoprilato il metabolita attivo). L’emivita plasmatica di perindopril è di 1 ora. Poiché l’assunzione di cibo riduce la conversione a perindoprilato, e dunque la biodisponibilità, perindopril erbutamina deve essere somministrato per via orale in un’unica dose giornaliera al mattino prima del pasto. indapamide Indapamide è rapidamente e totalmente assorbita dal tratto digestivo. Il picco plasmatico massimo è raggiunto nell'uomo approssimativamente un'ora dopo l'assunzione orale del farmaco. amlodipina Dopo assunzione orale di dosi terapeutiche, amlodipina viene ben assorbita, con livelli di picco plasmatico entro le 6-12 ore dalla somministrazione. La biodisponibilità assoluta è stata stimata tra il 64 e l’80%. L’assunzione di cibo non altera la biodisponibità di amlodipina. Distribuzione perindopril Il volume di distribuzione di perindoprilato libero è di circa 0,2 l/kg. Il legame di perindoprilato alle proteine plasmatiche è del 20%, principalmente all’enzima di conversione dell’angiotensina, ma è concentrazionedipendente. indapamide La percentuale di legame con le proteine plasmatiche è del 79%. amlodipina Il volume di distribuzione è di circa 21 l/kg. Studi in vitro hanno dimostrato che l’amlodipina circolante si lega alle proteine plasmatiche per circa il 97,5%. Biotrasformazione e eliminazione perindopril Perindopril è un profarmaco. Il ventisette per cento della dose di perindopril somministrata raggiunge il flusso sanguigno come perindoprilato, metabolita attivo. In aggiunta al perindoprilato attivo, perindopril produce cinque metaboliti, tutti inattivi. Il picco di concentrazione plasmatica di perindoprilato viene raggiunto in 3-4 ore. Il perindoprilato è eliminato con le urine e l’emivita finale della frazione libera è di circa 17 ore, con il raggiungimento dello stato stazionario entro 4 giorni. indapamide L'emivita di eliminazione è compresa tra le 14 e le 24 ore (in media 18 ore). Le somministrazioni ripetute non provocano accumulo. L'eliminazion

28 avviene essenzialmente per via urinaria (70% della dose) e fecale (22%) sotto forma di metaboliti inattivi. amlodipina Amlodipina viene ampiamente metabolizzata dal fegato in composti inattivi; il 10% viene eliminato con le urine come molecola base e il 60% con le urine in forma metabolizzata. L’emivita di eliminazione plasmatica terminale è di circa 35-50 ore, il che giustifica la monosomministrazione giornaliera. Linearità/Non linearità perindopril È stata dimostrata una correlazione lineare tra la dose di perindopril assunta e la relativa esposizione plasmatica.

Popolazioni speciali Popolazione speciale Componente medicinale Proprietà farmacocinetiche Anziani perindopril L’eliminazione di perindoprilato è ridotta negli anziani, come pure nei pazienti con insufficienza cardiaca o renale. amlodipina Il tempo necessario per raggiungere il picco di concentrazione plasmatica di amlodipina in soggetti anziani e in soggetti più giovani è simile. Nei pazienti anziani la clearance di amlodipina tende a diminuire causando aumenti dell’AUC e dell’emivita di eliminazione del farmaco. Nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia sono stati rilevati aumenti dell’AUC e dell’emivita di eliminazione come previsto per questa popolazione di pazienti presa in esame. Funzionalità renale compromessa perindopril Nell’insufficienza renale è auspicabile un aggiustamento della posologia in funzione del grado della compromissione (clearance della creatinina). La clearance di perindoprilato è di 70 ml/min. indapamide I parametri farmacocinetici non si modificano nei pazienti con insufficienza renale. Funzionalità epatica compromessa perindopril Nei pazienti cirrotici, la cinetica di perindopril viene modificata: la clearance epatica della molecola madre è ridotta della metà. Tuttavia, la quantità di perindoprilato formatasi non viene ridotta e non è quindi necessario un aggiustamento della posologia (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

30 amlodipina Sono disponibili dati clinici molto limitati relativi alla somministrazione di amlodipina in pazienti con compromissione epatica. I pazienti con insufficienza epatica hanno una minor clearance di amlodipina che risulta in una emivita più lunga e in un aumento dell’AUC di circa il 4060%.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Correlati a perindopril Negli studi di tossicità cronica (condotti su ratti e scimmie) l’organo bersaglio è il rene, con danno reversibile. Non è stata osservata mutagenicità negli studi eseguiti in vitro o in vivo. Negli studi di tossicità riproduttiva (ratti, topi, conigli e scimmie) non sono stati evidenziati segni di embriotossicità o teratogenicità. Tuttavia, la classe degli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina ha dimostrato di provocare effetti indesiderati sullo sviluppo tardivo del feto, che hanno condotto alla morte del feto e a difetti congeniti nei roditori e nei conigli: sono state osservate lesioni renali e un aumento della mortalità perie post-natale. Negli studi a lungo termine in ratti e topi non è stata osservata carcinogenicità. Correlati ad indapamide Dosi molto elevate somministrate per via orale a differenti specie animali (da 40 a 8.000 volte la dose terapeutica) hanno dimostrato un'esacerbazione delle proprietà diuretiche dell'indapamide. Gli studi di tossicità acuta hanno evidenziato che i principali sintomi di avvelenamento in seguito a somministrazione endovenosa o intraperitoneale di indapamide sono correlati alla sua azione farmacologica, p.e. bradipnea e vasodilatazione periferica. L’indapamide è stata testata con esito negativo per proprietà mutagene e carcinogeniche. Correlati a perindopril/indapamide L’associazione perindopril/indapamide ha una tossicità leggermente superiore a quella dei suoi componenti. Le manifestazioni renali non sembrano potenziate nel ratto. Tuttavia l'associazione ha evidenziato una tossicità a carico dell'apparato gastrointestinale nel cane ed effetti tossici sulla madre maggiori nel ratto (rispetto a perindopril). Ciò nonostante, questi effetti avversi si sono manifestati a dosi elevate corrispondenti ad un notevolmente marcato margine di sicurezza rispetto alle dosi terapeutiche utilizzate. Studi preclinici condotti separatamente con perindopril e indapamide non hanno evidenziato alcun potenziale genotossico, carcinogeno o teratogeno. Studi di tossicità riproduttiva non hanno dimostrato effetti embriotossici e teratogeni E la fertilità non è stata compromessa. Correlati ad amlodipina Tossicità riproduttiva Studi sulla riproduzione in ratti e topi hanno mostrato parto ritardato, travaglio prolungato e ridotta sopravvivenza dei neonati a dosaggi circa 50 volte superiori rispetto alla dose massima raccomandata nell’uomo in base al rapporto mg/kg. Fertilità compromessa Non è stato rilevato alcun effetto sulla fertilità dei ratti trattati con amlodipina (i maschi per 64 giorni e le femmine per 14 giorni prima dell’accoppiamento) a dosi fino a 10 mg/kg/die (pari a 8 volte* la dose massima di 10 mg su base mg/m2 raccomandata nell’uomo). Un altro studio condotto su ratti maschi trattati con amlodipina besilato per 30 giorni ad una dose comparabile a quella somministrata nell’uomo su base mg/kg ha mostrato una diminuzione di testosterone e dell’ormone follicolo-stimolante nel plasma, così come diminuzioni di densità dello sperma e del numero di cellule spermatiche mature e cellule di Sertoli.

Carcinogenicità, mutagenesi Ratti e topi trattati per due anni con amlodipina nella dieta, a concentrazioni calcolate in modo da fornire livelli giornalieri di 0,5, 1,25 e 2,5 mg/kg/die, non hanno dimostrato alcuna evidenza di carcinogenicità. La dose più alta (per i ratti pari a due volte* la dose clinica massima di 10 mg su base mg/m 2 raccomandata nell’uomo e per i topi simile a tale dose massima raccomandata) era vicina alla massima dose tollerata dai topi ma non dai ratti. Studi sulla mutagenesi non hanno rilevato effetti collegati al farmaco né a livello genetico né cromosomico. *Calcolata su un paziente del peso di 50 kg.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Cellulosa microcristallina PH-112 Calcio idrogeno fosfato anidro Ossido di ferro rosso (E172) Croscarmellosa sodica Silice colloidale anidra Magnesio stearato

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Conservare nel blister originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall'umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister OPA/Alu/PVC/Alu, scatola litografata. Confezioni: 30, 60, 90 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Zentiva Italia S.r.l. Via P. Paleocapa 7 20121 Milano Italia

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

045549019 - "4 MG/1,25 MG/5 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 045549021 - "4 MG/1,25 MG/5 MG COMPRESSE" 60 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/A

32 045549033 - "4 MG/1,25 MG/5 MG COMPRESSE" 90 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 045549045 - "4 MG/1,25 MG/10 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 045549058 - "4 MG/1,25 MG/10 MG COMPRESSE" 60 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 045549060 - "4 MG/1,25 MG/10 MG COMPRESSE" 90 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 045549072 - "8 MG/2,5 MG/5 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 045549084 - "8 MG/2,5 MG/5 MG COMPRESSE" 60 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 045549096 - "8 MG/2,5 MG/5 MG COMPRESSE" 90 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 045549108 - "8 MG/2,5 MG/10 MG COMPRESSE" 30 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 045549110 - "8 MG/2,5 MG/10 MG COMPRESSE" 60 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL 045549122 - "8 MG/2,5 MG/10 MG COMPRESSE" 90 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL

9. Datadella prima autorizzazione/ rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 26.06.2018 Data del rinnovo più recente: 17.01.2023

10. Data di revisione deltesto

Maggio 2026

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.