NINTEDANIB EG

Nintedanib Cipla contiene il principio attivo nintedanib, un medicinale appartenente alla classe dei cosiddetti inibitori della tirosin-chinasi, ed è usato per il trattamento delle seguenti malattie: Fibrosi polmonare idiopatica (IPF) negli adulti L’IPF è una condizione in cui il tessuto dei polmoni con il passare del tempo diventa spesso, rigido e presenta cicatrici. Di conseguenza, le cicatrici riducono la capacità di trasferire ossigeno dai polmoni alla circolazione del sangue, rendendo difficile la respirazione profonda. Nintedanib Cipla contribuisce a ridurre l’ulteriore comparsa di…

Usato per: fibrosi polmonare idiopatica

Principio attivo: NINTEDANIB, NINTEDANIB ESILATO · ATC L01EX09 · EG S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
NINTEDANIB*60x1 cps molli 100 mg H 2430,20 € — fornito dall'ospedale
NINTEDANIB*60x1 cps molli 150 mg H 2430,20 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: NINTEDANIB, NINTEDANIB ESILATO
Forma farmaceutica: Capsula molle
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 150 MG CAPSULE MOLLI
  • 100 MG CAPSULE MOLLI
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: EG S.P.A.
Codice ATC: L01EX09
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· NINTEDANIB ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· NINTEDANIB ACCORDPHARMA - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· NINTEDANIB AUROBINDO - EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
· NIPFILAN - G.L. PHARMA GMBH
· PUQOD - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· NINTEDANIB TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
· NINTEDANIB SANDOZ - SANDOZ S.P.A.
· NINTEDANIB VIATRIS - VIATRIS LIMITED
· NINTEDANIB CIPLA - CIPLA EUROPE NV
· NINTEDANIB DR. REDDY’S - DR. REDDY'S S.R.L.
· NINTEDANIB INTAS - INTAS THIRD PARTY SALES 2005, S.L.
· OFEV - BOEHRINGER INGELHEIM INTERNATIONAL GMBH
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

Foglietto di un medicinale equivalente con lo stesso principio attivo.

A cosa serve questo medicinale?

Nintedanib Cipla contiene il principio attivo nintedanib, un medicinale appartenente alla classe dei cosiddetti inibitori della tirosin-chinasi, ed è usato per il trattamento delle seguenti malattie:

Fibrosi polmonare idiopatica (IPF) negli adulti

L’IPF è una condizione in cui il tessuto dei polmoni con il passare del tempo diventa spesso, rigido e

presenta cicatrici. Di conseguenza, le cicatrici riducono la capacità di trasferire ossigeno dai polmoni alla circolazione del sangue, rendendo difficile la respirazione profonda. Nintedanib Cipla contribuisce a ridurre l’ulteriore comparsa di cicatrici e l’irrigidimento dei polmoni.

Altre malattie interstiziali polmonari (ILD) fibrosanti croniche con fenotipo progressivo negli adulti Oltre all’IPF, vi sono altre condizioni in cui il tessuto dei polmoni con il passare del tempo diventa

spesso, rigido e presenta cicatrici (fibrosi polmonare) e continua a peggiorare (fenotipo progressivo). Esempi di queste condizioni sono la polmonite da ipersensibilità, le ILD autoimmuni (ad es. l’ILD associata ad artrite reumatoide), la polmonite interstiziale idiopatica aspecifica, la polmonite interstiziale idiopatica non classificabile e altre ILD. Nintedanib Cipla contribuisce a ridurre l’ulteriore comparsa di cicatrici e l’irrigidimento dei polmoni.

Malattie interstiziali polmonari (ILD) fibrosanti progressive clinicamente significative nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 6 e 17 anni Nei bambini con malattia interstiziale polmonare dell’età pediatrica (chILD) può verificarsi fibrosi

polmonare. Quando ciò accade, il tessuto dei polmoni dei bambini e degli adolescenti con il passare del tempo diventa spesso, rigido e presenta cicatrici. Nintedanib contribuisce a ridurre l’ulteriore comparsa di cicatrici e l’irrigidimento dei polmoni.

Malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica (SSc-ILD) in adulti, bambini e adolescenti di età pari o superiore a 6 anni La sclerosi sistemica (SSc), o sclerodermia (e sclerosi sistemica giovanile nei bambini e negli adolescenti), è una rara malattia autoimmune cronica che colpisce il tessuto connettivo di diverse parti del corpo. La SSc causa fibrosi (comparsa di cicatrici e irrigidimento) della pelle e di altri organi interni come i polmoni. Quando i polmoni sono colpiti da fibrosi, si parla di malattia interstiziale polmonare (ILD) e la patologia è detta SSc-ILD. La fibrosi nei polmoni riduce la capacità degli stessi di trasferire

ossigeno al sangue e la capacità respiratoria. Nintedanib Cipla contribuisce a ridurre l’ulteriore comparsa di cicatrici e l’irrigidimento dei polmoni.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Nintedanib Cipla
- se è in corso una gravidanza,
- se è allergico a nintedanib, alle arachidi o alla soia, o ad uno qualsiasi degli altri componenti di
questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Nintedanib Cipla,

- se ha, o ha avuto, problemi al fegato,
- se ha, o ha avuto, problemi ai reni o se è stato rilevato un aumento della quantità di proteine nelle
sue urine,

- se ha, o ha avuto, problemi di sanguinamento,
- se prende medicinali che fluidificano il sangue (ad esempio warfarin, fenprocumone o eparina)
per prevenire coaguli di sangue,
- se prende pirfenidone, che può portare a un aumento del rischio di manifestare diarrea, nausea,
vomito e problemi al fegato,
- se ha, o ha avuto, problemi al cuore (ad esempio un attacco cardiaco),
- se ha subito recentemente un intervento chirurgico. Nintedanib può avere un impatto sulla
guarigione delle ferite. Pertanto il trattamento con Nintedanib Cipla verrà di norma interrotto per
un certo periodo in caso di intervento chirurgico. Il medico deciderà quando potrà riprendere il

trattamento con Nintedanib Cipla,
- se ha la pressione del sangue elevata,
- se la pressione nei vasi sanguigni dei polmoni è eccessivamente elevata (ipertensione polmonare),
- se ha o ha avuto un aneurisma (dilatazione e indebolimento della parete di un vaso sanguigno) o
una lacerazione della parete di un vaso sanguigno.

In base a queste informazioni il medico può eseguire degli esami del sangue, ad esempio per controllare la funzionalità del fegato. Il medico discuterà i risultati degli esami con lei e deciderà se lei può ricevere Nintedanib Cipla.

Informi immediatamente il medico mentre prende Nintedanib Cipla - se manifesta diarrea. È importante trattare precocemente la diarrea (vedere paragrafo 4);

- se manifesta vomito o nausea;
- se presenta sintomi inspiegabili quali ingiallimento della pelle o della parte bianca degli occhi
(ittero), urine scure o marroni (del colore del tè), dolore alla parte superiore destra della zona dello
stomaco (addome), sanguinamento o lividi che compaiono più facilmente del solito o sensazione
di stanchezza. Potrebbero essere sintomi di gravi problemi al fegato;

- se ha dolore forte allo stomaco, febbre, brividi, sensazione di malessere, vomito o rigidità o gonfiore addominale, poiché potrebbero essere sintomi di un’apertura nella parete dell’intestino (“perforazione gastrointestinale”). Informi il medico anche se ha sofferto di ulcere peptiche o di malattia diverticolare in passato oppure se è in trattamento concomitante con farmaci

antinfiammatori (FANS) (utilizzati per alleviare il dolore e trattare il gonfiore) o steroidi (utilizzati
per le infiammazioni e le allergie), perché ciò può aumentare questo rischio;
- se presenta una combinazione di dolore forte o crampi allo stomaco, sangue rosso nelle feci o
diarrea, poiché potrebbero essere sintomi di infiammazione intestinale dovuta a un apporto
inadeguato di sangue;
- se ha dolore, gonfiore, arrossamento o calore ad un arto, poiché potrebbero essere sintomi di un
coagulo di sangue in una vena (un tipo di vaso sanguigno);
- se sente pressione o dolore al petto, particolarmente sul lato sinistro del corpo, dolore al collo, alla
mandibola, alla spalla o al braccio, battito cardiaco accelerato, respiro corto, nausea, vomito,
poiché potrebbero essere i sintomi di un attacco cardiaco;
- se ha un sanguinamento importante;

- se compaiono lividi, sanguinamenti, febbre, stanchezza e confusione. Potrebbero essere segni di
un danno ai vasi sanguigni noto come microangiopatia trombotica (TMA);
- se presenta sintomi quali mal di testa, cambiamenti della vista, confusione, convulsioni o altri
disturbi neurologici quali debolezza in un braccio o in una gamba, con o senza pressione
sanguigna elevata. Potrebbero essere sintomi di una condizione del cervello chiamata sindrome
da encefalopatia posteriore reversibile (PRES).

Bambini e adolescenti Nintedanib Cipla non deve essere assunto dai bambini di età inferiore ai 6 anni.

Il medico potrebbe sottoporla a regolari visite di controllo dentali almeno una volta ogni 6 mesi, fino al completo sviluppo dei denti, e monitorare annualmente la sua crescita (esami di imaging delle ossa) mentre prende questo medicinale.

Altri medicinali e Nintedanib Cipla Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere

qualsiasi altro medicinale, inclusi i medicinali a base di erbe e i medicinali senza prescrizione medica.

Nintedanib Cipla può interagire con alcuni medicinali. I seguenti medicinali costituiscono alcuni esempi
di medicinali che possono aumentare i livelli di nintedanib nel sangue, aumentando potenzialmente il
rischio di effetti indesiderati (vedere paragrafo 4:
- un medicinale usato per trattare infezioni da funghi (ketoconazolo)
- un medicinale usato per trattare infezioni batteriche (eritromicina)
- un medicinale che influisce sul sistema immunitario (ciclosporina)

I seguenti medicinali costituiscono alcuni esempi di medicinali che possono diminuire i livelli di
nintedanib nel sangue, riducendo potenzialmente l’efficacia di Nintedanib Cipla:
- un antibiotico usato per trattare la tubercolosi (rifampicina)
- medicinali usati per trattare l’epilessia (carbamazepina, fenitoina)
- un medicinale a base di erbe per trattare la depressione (Erba di San Giovanni)

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda questo medicinale durante la gravidanza, poiché può danneggiare il bambino e causare

difetti alla nascita.

Prima di iniziare il trattamento con Nintedanib Cipla, deve eseguire un test di gravidanza per accertarsi che non sia in corso una gravidanza. Si rivolga al medico.

Contraccezione - Le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo altamente efficace per evitare una gravidanza quando iniziano ad assumere Nintedanib Cipla, durante l’assunzione di Nintedanib Cipla e per almeno 3 mesi dopo l’interruzione del trattamento.

- Si rivolga al medico per valutare i metodi contraccettivi più adatti a lei.
- Il vomito e/o la diarrea o altri problemi gastrointestinali possono influire sull’assorbimento dei
contraccettivi ormonali orali, come la pillola, e possono ridurne l’efficacia. Pertanto, se manifesta
questi disturbi, si rivolga al medico per valutare un metodo contraccettivo alternativo più
appropriato.
- Informi immediatamente il medico o il farmacista se inizia o sospetta una gravidanza durante il
trattamento con Nintedanib Cipla.
Allattamento
Non allatti con latte materno durante il trattamento con Nintedanib Cipla, poiché è possibile il rischio di
danni ai bambini allattati con latte materno.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Nintedanib Cipla altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Se non si sente bene, non deve guidare veicoli o usare macchinari.

Nintedanib Cipla contiene lecitina di soia Se è allergico alla soia o alle arachidi, non usi questo medicinale (vedere paragrafo 2).

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Prenda le capsule due volte al giorno, a circa 12 ore di distanza e all’incirca alla stessa ora ogni giorno, ad esempio una capsula al mattino e una capsula alla sera. Ciò assicura che venga mantenuta una quantità costante di nintedanib nel circolo sanguigno. Deglutire le capsule intere con acqua e non masticarle. Si

raccomanda di prendere le capsule con il cibo, cioè durante un pasto oppure immediatamente prima o dopo. Non aprire o frantumare la capsula (vedere paragrafo 5). Per facilitare la deglutizione, può prendere le capsule con una piccola quantità (un cucchiaino) di cibo morbido, come purea di mela o budino al cioccolato, freddo o a temperatura ambiente. Deglutire le capsule immediatamente e non masticarle, per assicurare che rimangano intatte).

Adulti La dose raccomandata è una capsula da 100 mg due volte al giorno (per un totale di 200 mg al giorno). Non assumere più della dose raccomandata di due capsule di Nintedanib Cipla 100 mg al giorno.

Se non tollera la dose raccomandata di due capsule di Nintedanib Cipla 100 mg al giorno (vedere possibili effetti indesiderati al paragrafo 4), il medico può consigliarle di interrompere l'assunzione di Nintedanib Cipla. Non ridurre la dose o interrompere il trattamento da soli senza aver prima consultato il medico.

Uso nei bambini e negli adolescenti La dose raccomandata dipende dal peso del paziente.

Informi il medico se in qualsiasi momento durante il trattamento il peso del paziente è inferiore a 13,5

Informi il medico se ha problemi al fegato.

Il medico determinerà la dose corretta. Il medico potrà aggiustare la dose nel corso del trattamento.

Se non tollera la dose raccomandata di capsule di nintedanib al giorno (vedere possibili effetti

indesiderati al paragrafo 4), il medico potrà ridurre la dose giornaliera di nintedanib.

Non riduca la dose né interrompa il trattamento di sua iniziativa senza prima consultare il medico.

Dosaggio basato sul peso per nintedanib capsule nei bambini e negli adolescenti:

Intervallo di peso in kilogrammi (kg) Dose di nintedanib in milligrammi (mg) 13,5 ‑ 22,9 kg 50 mg (due capsule da 25 mg*) due volte al giorno

23,0 ‑ 33,4 kg 75 mg (tre capsule da 25 mg*) due volte al giorno 100 mg (una capsula da 100 mg o quattro capsule da 33,5 ‑ 57,4 kg 25 mg*) due volte al giorno 150 mg (una capsula da 150 mg oppure sei capsule da 57,5 kg e oltre 25 mg*) due volte al giorno

*Nintedanib Cipla è disponibile solo in capsule molli da 100 mg e 150 mg. Pertanto, non è possibile somministrare Nintedanib Cipla a pazienti pediatrici che necessitano di una dose inferiore a 100 mg. Qualora sia necessaria una dose alternativa, si dovranno utilizzare altri prodotti contenenti nintedanib che offrono tale opzione.

Se prende più Nintedanib Cipla di quanto deve Se prende più Nintedanib Cipla di quanto deve, si rivolga immediatamente al medico o si rechi al più vicino ospedale. Porti con sé la confezione del farmaco e questo foglio illustrativo.

Se dimentica di prendere Nintedanib Cipla Non prenda due capsule nello stesso momento per compensare la dose dimenticata. Prenda la dose successiva di Nintedanib Cipla come programmato, all’orario successivo previsto, e raccomandato dal

medico o dal farmacista.

Se interrompe il trattamento con Nintedanib Cipla

Non interrompa il trattamento con Nintedanib Cipla senza prima consultare il medico. È importante prendere questo medicinale ogni giorno per tutto il periodo indicato dal medico.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

li manifestino.

Deve fare particolare attenzione se manifesta i seguenti effetti indesiderati durante il trattamento con Nintedanib Cipla:

Diarrea (molto comune, può interessare più di 1 persona su 10):

La diarrea può causare disidratazione: perdita di liquidi e di sali importanti (elettroliti, quali sodio o potassio) dall’organismo. Ai primi segni di diarrea beva molti liquidi e si rivolga immediatamente al medico. Inizi appena possibile un trattamento adeguato contro la diarrea, ad esempio con loperamide.

Durante il trattamento con questo medicinale sono stati inoltre osservati i seguenti effetti indesiderati.

Si rivolga al medico se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato.

Fibrosi polmonare idiopatica (IPF)

Effetti indesiderati molto comuni: possono interessare più di 1 persona su 10
- Nausea
- Dolore alla parte inferiore del corpo (addome)
- Anomalie negli esami del fegato

Effetti indesiderati comuni: possono interessare fino a 1 persona su 10
- Vomito
- Mancanza di appetito
- Perdita di peso
- Sanguinamento
- Eruzione cutanea
- Mal di testa (cefalea)

Effetti indesiderati non comuni: possono interessare fino a 1 persona su 100 - Pancreatite

- Infiammazione dell’intestino crasso
- Gravi problemi al fegato
- Conta piastrinica bassa (trombocitopenia)
- Pressione del sangue elevata (ipertensione)
- Ittero, cioè una colorazione gialla della pelle e della parte bianca degli occhi dovuta a livelli elevati
di bilirubina

- Prurito
- Attacco cardiaco
- Caduta dei capelli (alopecia)
- Aumento della quantità di proteine nelle urine (proteinuria)

Non noti: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili - Insufficienza renale

- Dilatazione e indebolimento della parete di un vaso sanguigno o una lacerazione della parete di
un vaso sanguigno (aneurismi e dissezioni arteriose)
- Condizione del cervello con sintomi quali mal di testa, cambiamenti della vista, confusione,

convulsioni o altri disturbi neurologici quali debolezza in un braccio o in una gamba, con o senza pressione sanguigna elevata (sindrome da encefalopatia posteriore reversibile).

Altre malattie interstiziali polmonari (ILD) fibrosanti croniche con fenotipo progressivo
Effetti indesiderati molto comuni: possono interessare più di 1 persona su 10
- Nausea
- Vomito
- Mancanza di appetito

- Dolore alla parte inferiore del corpo (addome)
- Anomalie negli esami del fegato

Effetti indesiderati comuni: possono interessare fino a 1 persona su 10 - Perdita di peso

- Pressione del sangue elevata (ipertensione)

- Sanguinamento
- Gravi problemi al fegato
- Eruzione cutanea
- Mal di testa (cefalea)

Effetti indesiderati non comuni: possono interessare fino a 1 persona su 100

- Pancreatite
- Infiammazione dell’intestino crasso
- Conta piastrinica bassa (trombocitopenia)
- Ittero, cioè una colorazione gialla della pelle e della parte bianca degli occhi dovuta a livelli elevati
di bilirubina

- Prurito
- Attacco cardiaco
- Caduta dei capelli (alopecia)
- Aumento della quantità di proteine nelle urine (proteinuria)

Non noti: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili
- Insufficienza renale
- Dilatazione e indebolimento della parete di un vaso sanguigno o una lacerazione della parete di
un vaso sanguigno (aneurismi e dissezioni arteriose)
- Condizione del cervello con sintomi quali mal di testa, cambiamenti della vista, confusione,
convulsioni o altri disturbi neurologici quali debolezza in un braccio o in una gamba, con o senza
pressione sanguigna elevata (sindrome da encefalopatia posteriore reversibile).

Malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica (SSc-ILD)

Effetti indesiderati molto comuni: possono interessare più di 1 persona su 10
- Nausea
- Vomito
- Dolore alla parte inferiore del corpo (addome)
- Anomalie negli esami del fegato

Effetti indesiderati comuni: possono interessare fino a 1 persona su 10
- Sanguinamento
- Pressione del sangue elevata (ipertensione)
- Perdita di appetito
- Perdita di peso
- Mal di testa (cefalea)

Effetti indesiderati non comuni: possono interessare fino a 1 persona su 100
- Infiammazione dell’intestino crasso
- Gravi problemi al fegato

- Insufficienza renale
- Conta piastrinica bassa (trombocitopenia)
- Eruzione cutanea
- Prurito
Non noti: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili
- Attacco cardiaco
- Pancreatite
- Ittero, cioè una colorazione gialla della pelle e della parte bianca degli occhi dovuta a livelli elevati

di bilirubina
- Dilatazione e indebolimento della parete di un vaso sanguigno o una lacerazione della parete di
un vaso sanguigno (aneurismi e dissezioni arteriose)
- Caduta dei capelli (alopecia)
- Aumento della quantità di proteine nelle urine (proteinuria)

- Condizione del cervello con sintomi quali mal di testa, cambiamenti della vista, confusione,

convulsioni o altri disturbi neurologici quali debolezza in un braccio o in una gamba, con o senza pressione sanguigna elevata (sindrome da encefalopatia posteriore reversibile).

Malattie interstiziali polmonari (ILD) fibrosanti nei bambini e negli adolescenti

Gli effetti indesiderati nei bambini e negli adolescenti sono simili agli effetti indesiderati nei pazienti

adulti. Si rivolga al medico se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Non conservare a temperatura superiore a 25 °C.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

Non usi questo medicinale se nota che il blister contenente le capsule è aperto o se una capsula è rotta.

Se entra in contatto con il contenuto della capsula, si lavi immediatamente le mani con abbondante acqua (vedere paragrafo 3).

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Nintedanib Cipla - Il principio attivo è nintedanib. Ogni capsula molle contiene 100 mg di nintedanib (come esilato).

- Gli altri componenti sono:

Contenuto della capsula: Trigliceridi a catena media, gliceridi semisintetici solidi, lecitina di soia (E322)

(vedere paragrafo 2)

Involucro della capsula: gelatina, glicerolo (E422), titanio diossido (E171), ossido di ferro rosso (E172), ossido di ferro giallo (E172), acqua purificata. Descrizione dell’aspetto di Nintedanib Cipla e contenuto della confezione Nintedanib Cipla 100 mg capsule sono capsule molli di gelatina di forma oblunga, opache, di colore giallo brunastro contenenti una dispersione omogenea di colore giallo fluorescente. Dimensioni: circa 17 x 6 mm.

Nintedanib Cipla 100 mg capsule sono disponibili in astucci contenenti 3 film laminati Ply Al-Al (OPA/AL. FOIL/PVC con PRIMER) /blister in alluminio. Confezioni in blister da 10, 30, 60 e 120 capsule molli. Confezioni in blister divisibile per dose unitaria da 10x1, 30x1, 60x1 e 120x1 capsule molli.

Non tutte le confezioni potrebbero essere commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Cipla Europe NV De Keyserlei 60c, Bus 1301, 2018 Anversa, Belgio

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio economico europeo con le seguenti denominazioni:

Austria Nintedanib Cipla 100 mg Weichkapseln

Germania Nintedanib Cipla 100 mg Weichkapseln Spagna Nintedanib Cipla 100 mg cápsulas blandas EFG Francia Nintedanib Cipla 100 mg, capsule molle Italia Nintedanib Cipla

Paesi Bassi Nintedanib Cipla Polonia Nintedanib Cipla

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il 05/2026

Domande frequenti su NINTEDANIB EG

Come si usa NINTEDANIB EG?

NINTEDANIB EG si presenta in forma di Capsula molle e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

NINTEDANIB EG è disponibile senza ricetta?

No, NINTEDANIB EG è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di NINTEDANIB EG?

Il principio attivo di NINTEDANIB EG è NINTEDANIB, NINTEDANIB ESILATO.

Quali sono gli equivalenti di NINTEDANIB EG?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: NINTEDANIB ACCORD, NINTEDANIB ACCORDPHARMA, NINTEDANIB AUROBINDO, NIPFILAN. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce NINTEDANIB EG?

NINTEDANIB EG è prodotto da EG S.P.A..

Da quando NINTEDANIB EG è autorizzato in Italia?

NINTEDANIB EG ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2024-04-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

4.1 Indicazioni terapeutiche

Nintedanib Accord è indicato negli adulti per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica (idiopathic
pulmonary fibrosis, IPF).
Nintedanib Accord è inoltre indicato negli adulti per il trattamento di malattie interstiziali polmonari
(interstitial lung disease, ILD) fibrosanti croniche con fenotipo progressivo (vedere paragrafo 5.1).
Nintedanib Accord è indicato nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 6 e 17 anni per il
trattamento di malattie interstiziali polmonari (ILD) fibrosanti progressive clinicamente significative
(vedere paragrafi 4.2 e 5.1).
Nintedanib Accord è indicato negli adulti,adolescenti e nei bambini di età pari o superiore a 6 anniper il
trattamento della malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica (systemic sclerosis
associated interstitial lung disease, SSc-ILD).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Adulti: il trattamento deve essere iniziato da medici esperti nella gestione di malattie per cui Nintedanib
Accord è approvato.
Pazienti pediatrici: il trattamento deve essere iniziato solo dopo il coinvolgimento di un’équipe
multidisciplinare (clinici, radiologi, patologi) con esperienza nella diagnosi e nel trattamento di malattie
interstiziali polmonari (ILD) fibrosanti.
Posologia
Adulti
• Fibrosi polmonare idiopatica (IPF)
• Altre malattie interstiziali polmonari (ILD) fibrosanti croniche con fenotipo progressivo
• Malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica (SSc-ILD)
La dose raccomandata è 150 mg di nintedanib due volte al giorno somministrati a circa 12 ore di distanza.
La dose da 100 mg due volte al giorno è raccomandata solo nei pazienti che non tollerano la dose da 150
mg due volte al giorno.
Se viene dimenticata una dose, la somministrazione successiva deve essere ripresa all’orario previsto e
alla dose raccomandata. Se viene dimenticata una dose, il paziente non deve prendere una dose
aggiuntiva. La dose massima giornaliera raccomandata di 300 mg non deve essere superata.
Aggiustamenti della dose
In aggiunta al trattamento sintomatico quando applicabile, la gestione delle reazioni avverse a
Nintedanib Accord (vedere paragrafi 4.4 e 4.8) può prevedere la riduzione della dose e la sospensione
temporanea del trattamento finché la specifica reazione avversa non ritorna a livelli che consentono il
proseguimento della terapia. Il trattamento con nintedanib Accord può essere ripreso alla dose intera
(150 mg due volte al giorno nei pazienti adulti) o ad una dose ridotta (100 mg due volte al giorno nei
pazienti adulti). Se il paziente adulto non tollera 100 mg due volte al giorno, il trattamento con
Nintedanib Accord deve essere interrotto.
Se diarrea, nausea e/o vomito persistono nonostante una terapia di supporto appropriata (inclusa la
terapia antiemetica) può essere necessaria la riduzione della dose o l’interruzione del trattamento. Il
trattamento può essere ripreso ad una dose ridotta (100 mg due volte al giorno nei pazienti adulti) o alla
dose intera (150 mg due volte al giorno nei pazienti adulti). In caso di diarrea, nausea e/o vomito severi
e persistenti nonostante il trattamento sintomatico, la terapia con Nintedanib Accord deve essere
interrotta (vedere paragrafo 4.4).
In caso di sospensione dovuta all’aumento dell’aspartato aminotransferasi (AST) o dell’alanina
aminotransferasi (ALT) > 3 volte il limite superiore del valore normale (ULN), quando le transaminasi
sono tornate ai valori basali il trattamento con Nintedanib Accord può essere reintrodotto a una dose
ridotta (100 mg due volte al giorno nei pazienti adulti) che può essere successivamente aumentata alla
dose intera (150 mg due volte al giorno nei pazienti adulti) (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).
Per raccomandazioni specifiche relative alla riduzione della dose per la gestione delle reazioni avverse nella
popolazione pediatrica, vedere Tabella 1.
Bambini e adolescenti dai 6 ai 17 anni
• Trattamento di malattie interstiziali polmonari (ILD) fibrosanti progressive clinicamente
significative
• Trattamento della malattia polmonare interstiziale associata a sclerosi sistemica (SSc ILD)
Nei pazienti con epifisi non saldate, la crescita deve essere monitorata regolarmente e si raccomanda una
valutazione delle alterazioni delle placche epifisarie mediante esami annuali di imaging delle ossa. Nei
pazienti che sviluppano segni di compromissione della crescita o alterazioni delle placche epifisarie deve
essere considerata la sospensione del trattamento (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).
È necessario effettuare regolari visite di controllo dentali almeno una volta ogni 6 mesi fino al completo
sviluppo dei denti (vedere paragrafio 4.4 e 4.8).
La dose raccomandata di Nintedanib Accord per i pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 17 anni si basa
sul peso del paziente ed è somministrata due volte al giorno, a circa 12 ore di distanza (vedere Tabella 1).
La dose deve essere aggiustata in base al peso con il progredire del trattamento.
Tabella 1: Dose di nintedanib e raccomandazione di dose ridotta in milligrammi (mg) per peso
corporeo in chilogrammi (kg) per pazienti pediatrici di età compresa tra 6 anni e 17 anni
Intervallo di peso

Dose di nintedanib

Dose ridotta di nintedanib*

13,5** ‑ 22,9 kg

50 mg (due capsule da 25 mg#) 25 mg (una capsula da 25 mg#)
due volte al giorno
due volte al giorno

23,0 ‑ 33,4 kg

75 mg (tre capsule da 25 mg#) 50 mg (due capsule da 25 mg#)
due volte al giorno
due volte al giorno

100 mg (una capsula da 100 mg o 75 mg (tre capsule da 25 mg#)
quattro capsule da 25 mg#) due due volte al giorno
volte al giorno
≥ 57,5 kg e oltre
150 mg (una capsula da 150 mg o 100 mg (una capsula da 100 mg o
sei capsule da 25 mg#) due volte 4 capsule da 25 mg#) due volte al
al giorno
giorno
*La dose ridotta è raccomandata nei bambini e negli adolescenti con lieve compromissione epatica (Child
Pugh A) e per la gestione delle reazioni avverse nella popolazione pediatrica. Per ulteriori informazioni
sulla gestione delle reazioni avverse al farmaco, vedere sopra.
33,5 ‑ 57,4 kg

**Peso inferiore a 13,5 kg:
Il trattamento deve essere sospeso qualora il peso del paziente scenda al di sotto di 13,5 kg.
# Nintedanib Accord è disponibile solo in capsule molli da 100 mg e 150 mg. Pertanto, non è possibile
somministrare Nintedanib Accord a pazienti pediatrici che necessitano di una dose inferiore a 100 mg.
Qualora fosse necessaria una dose alternativa, si dovranno utilizzare altri prodotti contenenti nintedanib che
offrono tale opzione.
Popolazioni speciali
Pazienti anziani (≥ 65 anni)
Globalmente nei pazienti anziani non sono state osservate differenze nella sicurezza e nell’efficacia. Non è
necessario alcun aggiustamento della dose a priori nei pazienti anziani. Nei pazienti di età ≥ 75 anni è più
probabile che sia necessaria una riduzione della dose per gestire gli effetti avversi (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione renale
Non è necessario alcun aggiustamento della dose iniziale nei pazienti adulti e pediatrici con
compromissione renale da lieve a moderata. La sicurezza, l’efficacia e la farmacocinetica di Nintedanib
Accord non sono state studiate nei pazienti adulti e pediatrici con compromissione renale severa
(clearance della creatinina < 30 mL/min).
Compromissione epatica
Nei pazienti adulti con compromissione epatica lieve (Child Pugh A) la dose raccomandata di Nintedanib
Accord è 100 mg due volte al giorno, a circa 12 ore di distanza. Nei pazienti pediatrici con compromissione
epatica lieve (Child Pugh A) è raccomandata una dose iniziale ridotta (vedere tabella 1). Nei pazienti adulti
e pediatrici con compromissione epatica lieve (Child Pugh A), deve essere presa in considerazione la
sospensione temporanea o l’interruzione del trattamento per la gestione delle reazioni avverse.
La sicurezza e l’efficacia di nintedanib non sono state studiate nei pazienti adulti e pediatrici con
compromissione epatica classificata come Child Pugh B e C. Il trattamento con Nintedanib Accord dei
pazienti adulti e pediatrici con compromissione epatica moderata (Child Pugh B) e severa (Child Pugh C)
non è raccomandato (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di nintedanib non sono state studiate nei pazienti pediatrici di età inferiore a 6
anni. Pertanto, il trattamento con nintedanib non è raccomandato nei bambini di età inferiore a 6 anni.
Nintedanib non è stato studiato in pazienti di peso inferiore a 13,5 kg e, pertanto, non è raccomandato in
questa popolazione (vedere paragrafo 5.1).
Modo di somministrazione
Nintedanib Accord è per uso orale. Le capsule devono essere assunte con il cibo; la capsula deve essere
deglutita intera con acqua e non deve essere masticata. La capsula non deve essere aperta o frantumata
(vedere paragrafo 6.6).
Le capsule di Nintedanib Accord possono essere assunte con una piccola quantità (un cucchiaino) di cibo
morbido, come purea di mela o budino al cioccolato, freddo o a temperatura ambiente e devono essere
deglutite immediatamente senza masticare, per assicurare che la capsula rimanga intatta.

4.3 Controindicazioni

• Gravidanza (vedere paragrafo 4.6)
• Ipersensibilità a nintedanib, alle arachidi o alla soia o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al
paragrafo 6.1.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Patologie gastrointestinali
Diarrea
Negli studi clinici,la diarrea è stata la reazione avversa gastrointestinale più frequentemente riportata
(vedere paragrafo 4.8). Nella maggior parte dei pazienti, la reazione avversa è stata di intensità da lieve
a moderata e si è verificata entro i primi 3 mesi di trattamento.
Nel periodo successivo alla commercializzazione sono stati riportati gravi casi di diarrea che hanno
portato a disidratazione e disturbi elettrolitici. I pazienti devono essere trattati alla comparsa dei primi
segni, con un’adeguata idratazione e con la somministrazione di medicinali antidiarroici, ad esempio
loperamide, e può essere necessaria la riduzione della dose o la sospensione della terapia. Il trattamento
con nintedanib può essere ripreso ad una dose ridotta o alla dose intera (vedere paragrafo 4.2). In caso
di diarrea severa persistente nonostante il trattamento sintomatico, la terapia con nintedanib deve essere
interrotta.
Nausea e vomito
Nausea e vomito sono state reazioni avverse gastrointestinali segnalate frequentemente (vedere
paragrafo 4.8). Nella maggior parte dei pazienti con nausea e vomito, l’evento è stato di intensità da
lieve a moderata. Negli studi clinici, la nausea ha determinato l’interruzione del trattamento con
nintedanib in percentuali fino al 2,1% dei pazienti e il vomito ha determinato l’interruzione del
trattamento con nintedanib in percentuali fino all’1,4% dei pazienti.
Se i sintomi persistono nonostante una terapia di supporto appropriata (inclusa la terapia antiemetica)
può essere necessaria la riduzione della dose o la sospensione del trattamento. Il trattamento può essere
ripreso ad una dose ridotta o alla dose intera (vedere paragrafo 4.2 Aggiustamenti della dose). In caso
di sintomi severi e persistenti la terapia con nintedanib deve essere interrotta.
Funzionalità epatica
La sicurezza e l’efficacia di nintedanib non sono state studiate nei pazienti con compromissione epatica
moderata (Child Pugh B) o severa (Child Pugh C). Pertanto, il trattamento con nintedanib non è
raccomandato in questi pazienti (vedere paragrafo 4.2). A causa dell’esposizione aumentata, il rischio
di reazioni avverse può essere aumentato nei pazienti con compromissione epatica lieve (Child
Pugh A). I pazienti adulti con compromissione epatica lieve (Child Pugh A) devono essere trattati con
una dose ridotta di nintedanib (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).
In pazienti trattati con nintedanib sono stati osservati casi di danno epatico indotto da farmaci, incluso
danno epatico severo con esito fatale. Nella maggior parte dei casi, gli eventi epatici si sono verificati
entro i primi tre mesi di trattamento. Pertanto, i livelli delle transaminasi epatiche e della bilirubina
devono essere misurati prima dell’inizio del trattamento e durante il primo mese di trattamento con
nintedanib. I pazienti devono poi essere monitorati a intervalli regolari nei successivi due mesi di
trattamento e in seguito periodicamente, ad es. ad ogni visita del paziente o come clinicamente indicato.
Nella maggior parte dei casi gli aumenti degli enzimi epatici (ALT, AST, fosfatasi alcalina ematica
(ALKP), gamma glutamil transferasi (GGT), vedere paragrafo 4.8) e della bilirubina erano reversibili
a seguito di riduzione o interruzione della dose. Se vengono rilevati aumenti delle transaminasi (AST o
ALT) > 3 xULN, è raccomandata la riduzione della dose o la sospensione della terapia con nintedanib
e il paziente deve essere strettamente monitorato. Quando le transaminasi sono tornate ai valori basali,
il trattamento con nintedanib può essere ripreso a una dose intera o reintrodotto a una dose ridotta che
può essere successivamente aumentata alla dose intera (vedere paragrafo 4.2 Aggiustamenti della dose).
Se l’aumento dei test epatici è associato a segni o sintomi clinici di danno epatico, ad es. ittero, il
trattamento con nintedanib deve essere interrotto in modo permanente. Devono essere ricercate cause
alternative dell’aumento degli enzimi epatici.
I pazienti adulti con basso peso corporeo (< 65 kg), asiatici e di sesso femminile hanno un rischio più
elevato di aumento degli enzimi epatici. L’esposizione a nintedanib aumenta in modo lineare con l’età
del paziente, ciò può causare anche un maggiore rischio di aumento degli enzimi epatici (vedere
paragrafo 5.2). Si raccomanda un attento monitoraggio dei pazienti che presentano questi fattori di
rischio.
Funzione renale
Con l’uso di nintedanib sono stati segnalati casi di compromissione/insufficienza renale, a volte con
esito fatale (vedere paragrafo 4.8).
Durante la terapia con nintedanib i pazienti devono essere monitorati, con particolare attenzione per
quei pazienti che presentano fattori di rischio di compromissione/insufficienza renale. In caso di
compromissione/insufficienza renale deve essere preso in considerazione l’aggiustamento della terapia
(vedere paragrafo 4.2 Aggiustamenti della dose).
Emorragia
L’inibizione del recettore del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGFR) può essere associata
ad aumento del rischio di sanguinamento.
I pazienti con un rischio noto di sanguinamento, inclusi i pazienti con predisposizione ereditaria al
sanguinamento o i pazienti che ricevono un trattamento anticoagulante a dose piena, non sono stati
inclusi negli studi clinici. Nel periodo successivo alla commercializzazione sono stati riportati eventi di
sanguinamento non gravi e gravi, alcuni dei quali sono risultati fatali (inclusi i pazienti sottoposti e non
sottoposti a terapia anticoagulante o trattati con altri medicinali che possono provocare sanguinamento).
Pertanto questi pazienti devono essere trattati con nintedanib se i benefici previsti superano il rischio
potenziale.
Eventi tromboembolici arteriosi
I pazienti con storia recente di infarto miocardico o ictus sono stati esclusi dagli studi clinici. Negli studi
clinici in pazienti adulti, eventi tromboembolici arteriosi non sono stati segnalati frequentemente (2,5%
con nintedanib contro 0,7% con il placebo per INPULSIS; 0,9% con nintedanib contro 0,9% con il
placebo per INBUILD; 0,7% con nintedanib contro 0,7% con il placebo per SENSCIS). Negli studi
INPULSIS, una percentuale maggiore di pazienti ha manifestato infarti miocardici nel gruppo
nintedanib (1,6%) rispetto al gruppo placebo (0,5%), mentre gli eventi avversi riconducibili a patologia
cardiaca ischemica si sono verificati con frequenze simili nei gruppi nintedanib e placebo. Nello studio
INBUILD, l’infarto miocardico è stato osservato con frequenze ridotte: 0,9% con nintedanib contro
0,9% con il placebo. Nello studio SENSCIS l’infarto miocardico è stato osservato con frequenze ridotte
nel gruppo trattato con placebo (0,7%) e non è stato osservato nel gruppo trattato con nintedanib.
Deve essere prestata cautela nel trattamento di pazienti con maggiore rischio cardiovascolare, incluse
le patologie coronariche note. Nei pazienti che sviluppano segni o sintomi di ischemia miocardica acuta
deve essere presa in considerazione la sospensione del trattamento.
Aneurismi e dissezioni arteriose
L’uso di inibitori del pathway del VEGF in pazienti con o senza ipertensione può favorire la formazione
di aneurismi e/o dissezioni arteriose. Prima di iniziare con nintedanib, questo rischio deve essere
attentamente considerato in pazienti con fattori di rischio quali ipertensione o storia anamnestica di
aneurisma.
Tromboembolismo venoso
Negli studi clinici non è stato osservato un aumento del rischio di tromboembolismo venoso nei pazienti
trattati con nintedanib. A causa del meccanismo d’azione di nintedanib i pazienti possono
presentare un maggiore rischio di eventi tromboembolici.
Perforazioni gastrointestinali e colite ischemica
Negli studi clinici in pazienti adulti, la frequenza dei pazienti con perforazione è risultata fino allo 0,3%
in entrambi i gruppi di trattamento. A causa del meccanismo d’azione di nintedanib, i pazienti possono
presentare un maggiore rischio di perforazioni gastrointestinali. Nel periodo successivo alla
commercializzazione sono stati riportati casi di perforazioni gastrointestinali e casi di colite ischemica,
alcuni dei quali sono risultati fatali. Deve essere prestata particolare attenzione al trattamento di pazienti
con pregressi interventi di chirurgia addominale, con precedenti anamnestici di ulcera peptica o malattia
diverticolare o in trattamento concomitante con corticosteroidi o FANS. Nintedanib deve essere iniziato
solo a partire da 4 settimane dopo un intervento di chirurgia addominale. La terapia con nintedanib deve
essere interrotta in modo permanente nei pazienti che sviluppano perforazione gastrointestinale o colite
ischemica. Eccezionalmente, nintedanib può essere reintrodotto dopo la risoluzione completa della
colite ischemica e l’attenta valutazione delle condizioni del paziente e di altri fattori di rischio.
Proteinuria nel range nefrosico e microangiopatia trombotica
Nel periodo successivo alla commercializzazione sono stati segnalati pochissimi casi di proteinuria nel
range nefrosico, con o senza compromissione della funzione renale. In singoli casi, i reperti istologici
erano coerenti con una microangiopatia glomerulare, con o senza trombi renali. Dopo la sospensione
del trattamento con nintedanib è stata osservata un’inversione dei sintomi, in alcuni casi con proteinuria
residua. Nei pazienti che sviluppano segni o sintomi di sindrome nefrosica deve essere presa in
considerazione l’interruzione del trattamento. Gli inibitori del pathway del VEGF sono stati associati a
microangiopatia trombotica (thrombotic microangiopathy, TMA), inclusi pochissimi casi segnalati con
nintedanib. Se compaiono reperti di laboratorio o clinici associati a TMA in un paziente che assume
nintedanib, il trattamento con nintedanib deve essere sospeso e deve essere completata una valutazione
approfondita della TMA.
Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES)
Nel periodo successivo alla commercializzazione sono stati segnalati alcuni casi di sindrome da
encefalopatia posteriore reversibile (posterior reversible encephalopathy syndrome, PRES).
La PRES è un disturbo neurologico (confermato mediante imaging a risonanza magnetica) che può
manifestarsi con cefalea, ipertensione, disturbi visivi, convulsioni, letargia, confusione e altre alterazioni
visive e neurologiche e può essere fatale. La PRES è stata segnalata con altri inibitori del VEGF.
In caso di sospetta PRES, il trattamento con nintedanib deve essere sospeso. Non vi è esperienza sulla
ripresa della terapia con nintedanib in pazienti con pregressa PRES e una decisione in tal senso deve
essere lasciata alla raccomandazione del medico.
Ipertensione
La somministrazione di nintedanib può aumentare la pressione arteriosa. La pressione arteriosa
sistemica deve essere misurata periodicamente e secondo le indicazioni cliniche.
Ipertensione polmonare
I dati sull’uso di nintedanib in pazienti con ipertensione polmonare sono limitati.
I pazienti con ipertensione polmonare significativa (indice cardiaco ≤ 2 L/min/m², o
epoprostenolo/treprostinil per via parenterale o insufficienza ventricolare destra significativa) sono stati
esclusi dagli studi INBUILD e SENSCIS. Nintedanib non deve essere utilizzato in pazienti con
ipertensione polmonare severa. Nei pazienti con ipertensione polmonare da lieve a moderata si
raccomanda un attento monitoraggio.
Complicazione della guarigione delle ferite
Negli studi clinici non è stato osservato un aumento della frequenza della compromissione della
guarigione delle ferite. Sulla base del meccanismo d’azione, nintedanib può compromettere la
guarigione delle ferite. Non sono stati condotti studi specifici per indagare l’effetto di nintedanib sulla
guarigione delle ferite. Pertanto il trattamento con nintedanib deve essere iniziato, oppure ripreso in caso
di interruzione perioperatoria, in base al giudizio clinico riguardo ad un’adeguata guarigione della ferita.
Associazione con pirfenidone
Il trattamento di nintedanib in concomitanza con pirfenidone è stato valutato in uno studio
farmacocinetico dedicato su pazienti con IPF. Sulla base dei risultati, non vi è alcuna evidenza di
un’interazione farmacocinetica rilevante farmaco-farmaco tra nintedanib e pirfenidone somministrati
in associazione (vedere paragrafo 5.2). Data la similarità dei profili di sicurezza di entrambi i
medicinali, sono attese reazioni avverse aggiuntive, comprese quelle gastrointestinali ed epatiche. Non
è stato stabilito il rapporto beneficio/rischio dell’associazione con pirfenidone.
Effetto sull’intervallo QT
Non è stata osservata evidenza di prolungamento dell’intervallo QT per nintedanib nel programma di
studi clinici (paragrafo 5.1). Poiché altri inibitori delle tirosin-chinasi esercitano notoriamente un effetto
sull’intervallo QT, deve essere prestata cautela nella somministrazione di nintedanib ai pazienti che
possono sviluppare un prolungamento dell’intervallo QTc.
Reazioni allergiche
Nei soggetti con allergia alla soia, i prodotti dietetici a base di soia notoriamente causano reazioni allergiche,
inclusa l’anafilassi severa (vedere paragrafo 4.3). I pazienti con allergia nota alle proteine delle arachidi
hanno un maggiore rischio di manifestare reazioni severe alle preparazioni a base di soia.
Popolazione pediatrica
I dati relativi all’uso di nintedanib nei pazienti pediatrici sono limitati a un piccolo sottoinsieme di malattie
interstiziali polmonari fibrosanti (vedere paragrafo 5.1). Questo sottoinsieme non copre tutte le eziologie
associate alle malattie interstiziali polmonari fibrosanti progressive nei pazienti pediatrici.
Esiste una maggiore incertezza circa l’entità del beneficio del trattamento nei pazienti pediatrici rispetto agli
adulti.
Le precauzioni elencate sopra per i pazienti adulti devono essere seguite anche nei pazienti pediatrici.
Per le raccomandazioni specifiche sulla riduzione della dose nella popolazione pediatrica, vedere la Tabella
1.
Le particolarità della popolazione pediatrica sono descritte di seguito:
Sviluppo osseo e crescita
Negli studi preclinici sono state osservate alterazioni reversibili delle placche epifisarie (vedere paragrafo
5.3). Nello studio clinico pediatrico, non sono state osservate riduzioni significative del tasso di crescita
durante il trattamento con nintedanib. Tuttavia, non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine nei
pazienti pediatrici.
Nei pazienti con epifisi non saldate, la crescita deve essere monitorata regolarmente e si raccomanda una
valutazione delle alterazioni delle placche epifisarie mediante esami annuali di imaging delle ossa. Nei
pazienti che sviluppano segni di compromissione della crescita o alterazioni delle placche epifisarie deve
essere presa in considerazione la sospensione del trattamento.
Disturbi dello sviluppo dei denti
Negli studi preclinici sono stati osservati disturbi dello sviluppo dei denti (vedere paragrafo 5.3). Nello
studio clinico pediatrico, il rischio di disturbi dello sviluppo dei denti non è stato confermato.
A scopo precauzionale, è necessario effettuare regolari visite di controllo dentali almeno una volta ogni 6
mesi fino al completo sviluppo dei denti.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Glicoproteina P (P-gp)
Nintedanib è un substrato della P-gp (vedere paragrafo 5.2). La co-somministrazione con ketoconazolo,
un potente inibitore della P-gp, ha aumentato l’esposizione a nintedanib di 1,61 volte per quanto
riguarda l’AUC e di 1,83 volte per quanto riguarda la Cmax in uno studio specifico di interazione
farmacologica. In uno studio di interazione farmacologica con rifampicina, un induttore potente della
P-gp, l’esposizione a nintedanib risultava diminuita al 50,3% per quanto riguarda l’AUC e al 60,3% per
la Cmax nella co-somministrazione con rifampicina rispetto alla somministrazione del solo nintedanib.
Alcuni inibitori potenti della P-gp (ad esempio ketoconazolo, eritromicina o ciclosporina), se
somministrati in associazione con nintedanib, possono aumentare l’esposizione a nintedanib. In tali casi
i pazienti devono essere monitorati attentamente per verificare la tollerabilità di nintedanib. La gestione
delle reazioni avverse può richiedere la sospensione, la riduzione della dose o l’interruzione della
terapia con nintedanib (vedere paragrafo 4.2).
Gli induttori potenti della P-gp (ad esempio rifampicina, carbamazepina, fenitoina ed erba di San
Giovanni) possono diminuire l’esposizione a nintedanib. In caso di co-somministrazione, deve essere
considerata la scelta di un medicinale alternativo che abbia un potenziale di induzione della P-gp
minimo o assente.
Enzimi del citocromo (CYP)
Solo una minima parte della biotrasformazione di nintedanib è mediata dal CYP. Nintedanib e i suoi
metaboliti, BIBF 1202 con il gruppo funzionale acido libero e il suo glucuronide, non inibivano né
inducevano gli enzimi CYP negli studi preclinici (vedere paragrafo 5.2). Si ritiene che la probabilità di
interazioni farmacologiche con nintedanib sulla base del metabolismo mediato dal CYP sia bassa.
Somministrazione concomitante con altri medicinali
La somministrazione concomitante di nintedanib con contraccettivi ormonali orali non ha alterato in
misura rilevante la farmacocinetica dei contraccettivi ormonali orali (vedere paragrafo 5.2).
La somministrazione concomitante di nintedanib con bosentan non ha alterato la farmacocinetica di
nintedanib (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
Gli studi di interazione sono stati effettuati solo negli adulti.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Donne in età fertile / Contraccezione
Nell’uomo nintedanib può causare danni al feto (vedere paragrafo 5.3). Alle donne in età fertile deve
essere consigliato di evitare le gravidanze durante il trattamento con nintedanib e di usare metodi
contraccettivi altamente efficaci all’inizio del trattamento, durante il trattamento con nintedanib e per
almeno 3 mesi dall’ultima dose. Nintedanib non influenza in misura rilevante l’esposizione plasmatica
a etinilestradiolo e levonorgestrel (vedere paragrafo 5.2). L’efficacia dei contraccettivi ormonali orali
può essere compromessa in caso di vomito e/o diarrea o altre condizioni che possono influire
sull’assorbimento. Alle donne che assumono contraccettivi ormonali orali e che presentano tali
condizioni deve essere consigliato l’uso di un metodo contraccettivo altamente efficace alternativo.
Gravidanza
Non ci sono informazioni sull’uso di nintedanib nelle donne in gravidanza, ma gli studi preclinici sugli
animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva di questo principio attivo (vedere paragrafo 5.3).
Poiché nintedanib può causare danni al feto anche nell’uomo, non deve essere usato durante la
gravidanza (vedere paragrafo 4.3) e, prima dell trattamento con nintedanib, è necessario eseguire un test
di gravidanza, e, ove opportuno, durante il trattamento.
Le pazienti devono essere invitate ad informare il medico o il farmacista in caso di gravidanza durante
la terapia con nintedanib.
Se è in corso una gravidanza durante la terapia con nintedanib, il trattamento deve essere interrotto e la
paziente deve essere informata sui potenziali rischi per il feto.
Allattamento
Non esistono informazioni sull’escrezione di nintedanib e dei suoi metaboliti nel latte materno.
Gli studi preclinici hanno mostrato che piccole quantità di nintedanib e i relativi metaboliti (≤ 0,5%
della dose somministrata) sono escrete nel latte dei ratti. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere
escluso. L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con nintedanib.
Fertilità
Sulla base degli studi preclinici non esiste evidenza di compromissione della fertilità maschile (vedere
paragrafo 5.3). Da studi di tossicità cronica e subcronica, non vi è evidenza di compromissione della
fertilità femminile nel ratto ad un livello di esposizione sistemica paragonabile al livello raggiunto con
la dose massima raccomandata nell’uomo (MRHD) di 150 mg due volte al giorno (vedere
paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Nintedanib Accord altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. I pazienti
devono essere invitati a usare cautela nella guida di veicoli o nell’uso di macchinari durante il
trattamento con Nintedanib Accord.

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza
Negli studi clinici e nell’esperienza successiva all’immissione in commercio, le reazioni avverse
segnalate con maggiore frequenza associate all’uso di nintedanib includevano diarrea, nausea e vomito,
dolore addominale, appetito diminuito, peso diminuito ed enzimi epatici aumentati.
Per la gestione di reazioni avverse selezionate, vedere paragrafo 4.4.
Tabella delle reazioni avverse
La Tabella 2 fornisce un riassunto delle reazioni avverse al medicinale (ADR) secondo la
classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC) e per categorie di frequenza utilizzando la
convenzione seguente:
molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100), raro
(≥ 1/10 000, < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla
base dei dati disponibili).
Tabella 2: Riassunto delle ADR per categoria di frequenza
Frequenza
Altre ILD
Classificazione
per Fibrosi polmonare
fibrosanti
sistemi e organi
idiopatica
croniche con
termine preferito
fenotipo
progressivo
Patologie del sistema emolinfopoietico
Trombocitopenia
Non comune
Non comune
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Peso diminuito
Comune
Comune
Appetito ridotto
Comune
Molto comune
Disidratazione
Non comune
Non comune
Patologie del sistema nervoso
Cefalea
Comune
Sindrome
da Non nota
encefalopatia posteriore
reversibile
Patologie cardiache
Infarto miocardico
Non comune
Patologie vascolari
Sanguinamento (vedere Comune
paragrafo 4.4)
Ipertensione
Non comune
Non nota
Aneurismi e dissezioni
arteriose
Patologie gastrointestinali
Diarrea
Molto comune
Nausea
Molto comune
Dolore addominale
Molto comune
Vomito
Comune
Pancreatite
Non comune
Colite
Non comune
Patologie epatobiliari
Danno epatico indotto da Non comune
farmaci
Enzimi
Molto comune
Epatici aumentati
Alanina
Comune
aminotransferasi (ALT)
aumentata
Aspartato
Comune
aminotransferasi (AST)
aumentata
Gamma
glutamil Comune
transferasi
(GGT) aumentata
Iperbilirubinemia
Non comune
Fosfatasi
Non comune
alcalina ematica (ALKP)
aumentata
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Eruzione cutanea
Comune
Prurito
Non comune
Alopecia
Non comune
Patologie renali e urinarie
Malattia interstiziale
polmonare associata a
sclerosi sistemica
Non comune
Comune
Comune
Non nota

Comune
Non nota

Comune
Non nota

Non comune

Non nota

Comune

Comune

Comune
Non nota

Comune
Non nota

Molto comune
Molto comune
Molto comune
Molto comune
Non comune
Non comune

Molto comune
Molto comune
Molto comune
Molto comune
Non nota
Non comune

Comune

Non comune

Molto comune

Molto comune

Molto comune

Comune

Comune

Comune

Comune

Comune

Non comune
Comune

Non nota
Comune

Comune
Non comune
Non comune

Non comune
Non comune
Non nota

Insufficienza
renale
(vedere paragrafo 4.4)
Proteinuria

Non nota

Non nota

Non comune

Non comune

Non comune

Non nota
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Diarrea
Negli studi clinici (vedere paragrafo 5.1), la diarrea è stata l’evento gastrointestinale più frequentemente
riportato. Nella maggior parte dei pazienti, l’evento è stato di intensità da lieve a moderata. Oltre i due
terzi dei pazienti che hanno manifestato diarrea hanno segnalato la prima insorgenza durante i primi tre
mesi di trattamento. Nella maggior parte dei pazienti, gli eventi erano trattati con terapia antidiarroica,
riduzione della dose o interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4). Un riepilogo degli eventi di
diarrea riportati negli studi clinici è indicato nella Tabella 3.
Tabella 3: Diarrea negli studi clinici in 52 settimane
INPULSIS
INBUILD
Placebo
Nintedanib
Placebo Nintedanib
Diarrea
18,4%
62,4%
23,9%
66,9%
Diarrea severa
0,5%
3,3%
0,9%
2,4%
Diarrea che ha
0%
10,7%
0,9%
16,0%
portato
alla
riduzione della
dose di nintedanib
Diarrea che ha
0,2%
4,4%
0,3%
5,7%
portato
all’interruzione
di nintedanib

SENSCIS
Placebo Nintedanib
31,6%
75,7%
1,0%
4,2%
1,0%

22,2%

0,3%

6,9%

Enzimi epatici aumentati
Negli studi INPULSIS, sono stati riportati aumenti degli enzimi epatici (vedere paragrafo 4.4) nel 13,6%
dei pazienti trattati con nintedanib rispetto al 2,6% dei pazienti trattati con placebo. Nello studio
INBUILD, sono stati riportati aumenti degli enzimi epatici nel 22,6% dei pazienti trattati con nintedanib
rispetto al 5,7% dei pazienti trattati con placebo. Nello studio SENSCIS, sono stati riportati aumenti
degli enzimi epatici nel 13,2% dei pazienti trattati con nintedanib rispetto al 3,1% dei pazienti trattati
con placebo. Gli aumenti degli enzimi epatici erano reversibili e non erano associati a patologie epatiche
clinicamente manifeste.
Per maggiori informazioni sulle popolazioni speciali, sulle misure raccomandate e sugli aggiustamenti
della dose in caso di diarrea ed enzimi epatici aumentati, fare riferimento rispettivamente ai paragrafi
4.4 e 4.2.
Sanguinamenti
Negli studi clinici, la frequenza dei pazienti con sanguinamento è stata leggermente superiore nei
pazienti trattati con nintedanib oppure paragonabile tra i bracci di trattamento (10,3% con nintedanib
contro 7,8% con il placebo per INPULSIS; 11,1% con nintedanib contro 12,7% con il placebo per
INBUILD; 11,1% contro 8,3% con il placebo per SENSCIS). L’evento di sanguinamento più
comunemente riportato è stata l’epistassi non grave. Gravi eventi di sanguinamento sono stati osservati
con frequenze ridotte nei 2 gruppi di trattamento (1,3% con nintedanib contro 1,4% con il placebo per
INPULSIS; 0,9% con nintedanib contro 1,5% con il placebo per INBUILD; 1,4% contro 0,7% con il
placebo per SENSCIS).
Gli eventi di sanguinamento occorsi nel periodo successivo all’immissione in commercio includono,
ma non sono limitati a, l’apparato gastrointestinale, respiratorio e il sistema nervoso centrale. Di questi,
l’apparato gastrointestinale è stato quello più frequentemente coinvolto (vedere paragrafo 4.4).
Proteinuria
Negli studi clinici, la frequenza dei pazienti con proteinuria è stata bassa e comparabile tra i bracci di
trattamento (0,8% con nintedanib contro 0,5% con il placebo per INPULSIS; 1,5% con nintedanib
contro 1,8% con il placebo per INBUILD; 1,0% con nintedanib contro 0,0% con il placebo per
SENSCIS). Negli studi clinici non sono stati segnalati casi di sindrome nefrosica. Nel periodo
successivo alla commercializzazione sono stati segnalati pochissimi casi di proteinuria nel range
nefrosico, con o senza compromissione della funzione renale. In singoli casi, i reperti istologici erano
coerenti con una microangiopatia glomerulare, con o senza trombi renali. Dopo la sospensione del
trattamento con nintedanib è stata osservata un’inversione dei sintomi, in alcuni casi con proteinuria
residua. Nei pazienti che sviluppano segni o sintomi di sindrome nefrosica deve essere presa in
considerazione l’interruzione del trattamento. (vedere paragrafo 4.4).
Popolazione pediatrica
Esistono dati limitati sulla sicurezza di nintedanib nei pazienti pediatrici.
Un totale di 39 pazienti di età compresa tra 6 e 17 anni è stato trattato in uno studio randomizzato, in doppio
cieco, controllato verso placebo, della durata di 24 settimane, seguito da un trattamento in aperto con
nintedanib di durata variabile (vedere paragrafo 5.1). Coerentemente con il profilo di sicurezza osservato
nei pazienti adulti con IPF, altre ILD fibrosanti croniche con fenotipo progressivo e SSc‑ILD, le reazioni
avverse più comunemente segnalate con nintedanib durante il periodo controllato verso placebo sono state
diarrea (38,5%), vomito (26,9%), nausea (19,2%), dolore addominale (19,2%) e cefalea (11,5%).
Le patologie epatobiliari segnalate con nintedanib durante il periodo controllato verso placebo sono state
danno epatico (3,8%) e test della funzionalità epatica aumentato (3,8%). Data la limitatezza dei dati, non è
chiaro se il rischio di danno epatico indotto da farmaci sia simile nei bambini rispetto agli adulti (vedere
paragrafo 4.4).
Sulla base dei dati preclinici, negli studi clinici pediatrici sono stati monitorati come rischi potenziali le
ossa, la crescita e lo sviluppo dei denti (vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 5.3).
La percentuale di pazienti con reperti patologici della placca epifisaria emergenti dal trattamento, che è
risultata simile tra i gruppi di trattamento alla settimana 24 (7,7% in entrambi i gruppi di trattamento). Fino
alla settimana 52, la percentuale di pazienti con reperti patologici è stata dell’11,5% per
nintedanib/nintedanib e del 15,4% per placebo/nintedanib.
La percentuale di pazienti con reperti patologici emergenti dal trattamento alla visita odontoiatrica o
all’imaging radiologico è stata pari al 46,2% nel gruppo nintedanib e al 38,5% nel gruppo placebo fino alla
settimana 24. Fino alla settimana 52, la percentuale di pazienti con reperti patologici è stata del 50,0% per
nintedanib/nintedanib e del 46,2% per placebo/nintedanib.
Non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine nei pazienti pediatrici. Esistono incertezze sul
potenziale impatto sulla crescita, sullo sviluppo dei denti, sulla pubertà e sul rischio di danno epatico.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale
è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del
medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il
sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

4.9 Sovradosaggio

Non esiste un antidoto né un trattamento specifici per il sovradosaggio da nintedanib. Due pazienti
inclusi nel programma oncologico hanno riportato un sovradosaggio massimo di 600 mg due volte al
giorno fino a otto giorni. Le reazioni avverse osservate erano coerenti con il profilo di sicurezza noto
per nintedanib, cioè enzimi epatici aumentati e sintomi gastrointestinali. Tali reazioni avverse si sono
risolte in entrambi i pazienti. Negli studi INPULSIS, un paziente è stato inavvertitamente esposto ad
una dose di 600 mg al giorno per un totale di 21 giorni. Si è verificato un evento avverso non grave
(nasofaringite) risoltosi durante il periodo di dose non corretta, mentre non sono insorti altri eventi. In
caso di sovradosaggio, il trattamento deve essere interrotto e devono essere avviate adeguate misure
generali di supporto.

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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