QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO

Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo viene utilizzato per il trattamento della pressione del sangue alta in pazienti che già prendono (i) quinapril e (ii) idroclorotiazide in compresse separate e che possono beneficiare di una sola compressa contenente entrambe le sostanze.

Principio attivo: QUINAPRIL CLORIDRATO, QUINAPRIL, IDROCLOROTIAZIDE · ATC C09BA06 · AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"20+12,5MG COMPRESSE RIVESTITTE CON FILM" 14 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PV/AL A 2,22 € 2,22 € 0,00 € + ticket*

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Principio attivo: QUINAPRIL CLORIDRATO, QUINAPRIL, IDROCLOROTIAZIDE
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 20 mg ,12.5 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 20 mg ,25 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 10 mg ,12.5 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
Codice ATC: C09BA06
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· QUINAZIDE - MALESCI ISTITUTO FARMACOBIOLOGICO S.P.A.
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Rimborsabilita: N - NON CLASSIFICATA

A cosa serve questo medicinale?

Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo compresse rivestite con film contiene due medicinali chiamati (i) quinapril e (ii) idroclorotiazide. Entrambi questi medicinali aiutano a ridurre la pressione del sangue.

(i) Quinapril appartiene a una classe di medicinali chiamati “ACE inibitori” e aiuta a rilassare i vasi

sanguigni e così a ridurre la pressione del sangue. (ii) Idroclorotiazide appartiene a una classe di medicinali chiamati diuretici tiazidici (noti anche come “diuretici leggeri”). L’idroclorotiazide inibisce la capacità dei reni di trattenere i fluidi e questo porta ad una riduzione della pressione del sangue.

Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo viene utilizzato per il trattamento della pressione del sangue alta in pazienti che già prendono (i) quinapril e (ii) idroclorotiazide in compresse separate e che possono beneficiare di una sola compressa contenente entrambe le sostanze.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo:
 Se è allergico a:
- quinapril cloridrato;
- qualsiasi altro ACE-inibitore;

- idroclorotiazide;
- medicinali contenenti sulfonamidi;
- uno qualunque degli altri componenti di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo (elencati nel
paragrafo 6).
 Se ha avuto gravi reazioni allergiche in seguito a un precedente trattamento con un ACE-inibitore.

Queste reazioni portano a gonfiore del viso, delle mani o dei piedi, della lingua o della gola – che può causare fiato corto o difficoltà a respirare (angioedema).  Se soffre di gonfiore ereditario o inspiegabile della pelle (angioedema).  Se soffre di gravi problemi ai reni o al fegato.  Se soffre di stenosi aortica (un restringimento del principale vaso sanguigno che parte dal cuore).  Se è incinta da più di tre mesi (è meglio evitare Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo anche nelle prime fasi della gravidanza - vedere il paragrafo “Gravidanza”).  Se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale che abbassa la pressione del sangue contenente aliskiren.

 Se ha assunto o sta assumendo sacubitril/valsartan, un medicinale usato per trattare un tipo di
insufficienza cardiaca a lungo termine (cronica) negli adulti, in quanto ciò aumenta il rischio di
angioedema (rapido rigonfiamento sotto la pelle in zone come la gola).
 Se sta assumendo uno qualsiasi dei seguenti medicinali, il rischio di angioedema può essere aumentato:
- racecadotril, un medicinale usato per trattare la diarrea;
- medicinali usati per prevenire il rigetto di organi trapiantati e per trattare il cancro (come

temsirolimus, sirolimus, everolimus); - vildagliptin, un medicinale usato per trattare il diabete.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo.

 Se ha problemi al cuore, al fegato o ai reni.  Se ha perso molti sali o fluidi (a causa di vomito, se ha avuto diarrea, se ha sudato più del solito, se segue una dieta povera di sali, se ha preso diuretici per un lungo periodo o se è in dialisi).  Se soffre di allergie o asma.  Se sta per sottoporsi ad un trattamento per ridurre la sua allergia alle punture di ape o di vespa (desensibilizzazione).  Se ha un’accertata ostruzione del flusso dal cuore.  Se soffre di una malattia vascolare del collagene come sclerodermia o lupus sistemico eritematoso.  Se sta per sottoporsi ad un trattamento chiamato aferesi delle LDL per la rimozione del colesterolo.  Se soffre di diabete o di gotta.  Se è in età fertile, discuta con il suo medico di un’adeguata contraccezione.  Se sta allattando o sta per iniziare l’allattamento.  Se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue: - un “antagonista del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) (anche noti come sartani – per esempio valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se soffre di problemi renali correlati al diabete;

- aliskiren.  Il medico può controllare la sua funzionalità renale, la pressione del sangue e la quantità di elettroliti (ad esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari.  Se sta assumendo uno qualsiasi dei seguenti farmaci, il rischio di angioedema (rapido gonfiore

sottocutaneo in sedi quali la gola) è maggiore: - sirolimus, everolimus e altri farmaci appartenenti alla classe degli inibitori di mTOR (usati per evitare il rigetto di organi trapiantati).  Se ha avuto in passato il cancro della pelle o se sta sviluppando una lesione della pelle imprevista durante il trattamento. Il trattamento con idroclorotiazide, in particolare un utilizzo a lungo termine con dosi elevate, può aumentare il rischio di alcuni tipi di cancro della pelle e delle labbra (cancro della pelle

non melanoma). Protegga la sua pelle dall’esposizione al sole e ai raggi UV durante l’utilizzo di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo.

Vedere anche quanto riportato alla voce “Non prenda Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo”.

Contatti immediatamente il medico se ha una diminuzione della vista o dolore agli occhi. Questi potrebbero essere sintomi dell’accumulo di liquido nello strato vascolare dell’occhio (effusione coroidale) o di un aumento della pressione nell’occhio e possono verificarsi in un periodo che va da qualche ora a qualche settimana dopo l’assunzione di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo. Questa condizione può portare alla

perdita permanente della vista, se non trattata. Se in precedenza ha avuto un’allergia alla penicillina o ai sulfamidici, può essere a maggior rischio di svilupparla.

Deve informare il medico se pensa di essere in gravidanza (o se sta pianificando una gravidanza). Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato all’inizio della gravidanza e non deve essere assunto se è in gravidanza da più di tre mesi, poiché esso può causare gravi danni al bambino se preso in questo periodo (vedere paragrafo “Gravidanza”).

All’inizio del trattamento possono essere necessari controlli medici più frequenti. Il medico deciderà la

frequenza di questi controlli. Non deve saltare queste visite anche se si sente bene.

Se la pressione del sangue scende troppo e si sente svenire deve sdraiarsi. Può aver bisogno di supporto medico.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può

determinare comunque positività ai test antidoping.

Altri medicinali e Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Gli effetti di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo possono essere influenzati o influenzare i seguenti medicinali:

 Altri medicinali utilizzati per ridurre la pressione del sangue. Diuretici.

Integratori del potassio (inclusi sostituti del sale), diuretici risparmiatori del potassio e altri medicinali che potrebbero aumentare la quantità di potassio presente nel sangue (come trimetoprim e cotrimoxazolo per trattare infezioni provocate dai batteri; ciclosporina, un medicinale immunosoppressore usato per prevenire il rigetto degli organi trapiantati; ed eparina, un medicinale usato per fluidificare il sangue e prevenire la formazione di coaguli.  Litio, usato per la salute mentale.  Farmaci che hanno un effetto sedativo. Questi includono bevande alcoliche e sonniferi.  Medicinali antinfiammatori come idrocortisone, prednisolone, ACTH.  Farmaci antiinfiammatori non steroidei (ad es. aspirina o ibuprofene).  Insulina o compresse per il diabete prese per controllare lo zucchero nel sangue.

 Antiacidi (medicinali usati per la cattiva digestione).  Medicinali utilizzati per rilassare i muscoli durante le operazioni chirurgiche (es. tubocurarina).  Procainamide e digossina, utilizzati per il trattamento di problemi cardiaci.  Allopurinolo, utilizzato per il trattamento della gotta.

 Ciclosporina e altri medicinali utilizzati per sopprimere la risposta immunitaria dell’organismo.  Farmaci utilizzati nella terapia contro il cancro.  Tetraciclina, un antibiotico.  Farmaci utilizzati solitamente per evitare il rigetto di organi trapiantati (sirolimus, everolimus e altri farmaci appartenenti alla classe degli inibitori di mTOR). Vedere paragrafo “Avvertenze e

precauzioni”.

Chirurgia  Ricordi di informare il personale medico che sta prendendo Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo. Questo è importante se entra in ospedale per un’operazione, poiché il suo anestesista vorrà saperlo.

Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni:

Se sta assumendo un antagonista del recettore dell’angiotensina II (AIIRA) o aliskiren (vedere anche quanto

riportato alla voce “Non prenda Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo” e “Avvertenze e precauzioni”).

Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo con cibi, bevande e alcol Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo può essere preso con o senza cibo.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza

Deve informare il medico se pensa di essere in gravidanza (o se sta pianificando una gravidanza). Di norma il medico le consiglierà di interrompere l’assunzione di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo prima di iniziare una gravidanza o appena verrà a conoscenza di essere in gravidanza e le consiglierà di prendere un altro medicinale al posto di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo. Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato durante la gravidanza e non deve essere assunto se in gravidanza da più di tre mesi, poiché può causare gravi danni al bambino se preso dopo il terzo mese di

gravidanza.

Allattamento Informi il medico se sta allattando o se sta per iniziare l’allattamento al seno. Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato nelle donne che stanno allattando al seno.

Guida di veicoli ed utilizzo di macchinari Le compresse possono causare capogiro. Pertanto deve fare attenzione quando guida o usa macchinari.

Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo contiene lattosio Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo compresse rivestite con film contiene lattosio (un tipo di zucchero).

medicinale.

Come usarlo

Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Prenda la compressa con molta acqua. Le compresse possono essere prese indipendentemente dal pasto del mattino. Se ha dubbi consulti il suo medico o il farmacista. La dose abituale è:

Adulti:

La dose iniziale è di una compressa al mattino. Il suo medico potrebbe aumentare la dose se ritiene che la dose non sia sufficiente.

Compromissione renale

L’uso di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo deve essere evitato se la sua funzione renale è gravemente compromessa. Nei pazienti con compromissione renale il medico potrebbe prescrivere una dose più bassa.

Anziani: Se è anziano, deve usare Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo con cautela. Il medico le prescriverà la più bassa dose efficace.

Bambini e adolescenti (al di sotto dei 18 anni di età) L’uso di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti.

Se prende più Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo di quanto deve

Contatti immediatamente un medico o il pronto soccorso del più vicino ospedale. Porti con sé il contenitore e le compresse rimaste. I segni e i sintomi di sovradosaggio includono: capogiro e svenimento causati dalla pressione del sangue bassa.

Se dimentica di prendere Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo Se dimentica una dose la prenda non appena se ne ricorda a meno che non sia ora della dose successiva. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza di una sola dose.

Se interrompe il trattamento con Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo Non smetta di prendere Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo senza averlo prima chiesto al medico, anche se si sente meglio. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Se soffre di uno qualsiasi di questi sintomi, smetta di prendere Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo e contatti il medico o si rechi immediatamente al pronto soccorso più vicino:

 sintomi di una reazione (ipersensibilità) allergica (angioedema) quali:  gonfiore della pelle, del volto e delle labbra o della laringe;  gonfiore della lingua e della gola che causa difficoltà a respirare o deglutire. Se è di razza nera è più probabile che soffra di angioedema;  forte dolore all’addome che le causa malessere (angioedema intestinale);

 attacco di cuore (infarto del miocardio), i sintomi possono includere dolore al petto, rigidità del torace, fiato corto e problemi a respirare;  debolezza di braccia, gambe o problemi a parlare possono essere i sintomi di un possibile infarto (accidente cerebrovascolare);  intensa eruzione cutanea che può includere orticaria, grave prurito, vesciche, desquamazione e

Comuni (possono riguardare fino a 1 persona su 10):  stanchezza (affaticamento), difficoltà ad addormentarsi (insonnia), sonnolenza;  sensazione di debolezza (astenia); gonfiore della pelle, infiammazione delle mucose (sindrome di Stevens-Johnson).

 capogiro;  tosse, bronchite;  infezioni del naso o della gola (infezioni delle vie respiratorie superiori, faringite), naso che prude e cola (rinite);  sensazione di malessere (nausea), malessere (vomito), diarrea, cattiva digestione (dispepsia);  mal di testa;

 dolore all’addome, mal di schiena, dolore ai muscoli (mialgia);  concentrazione anormale ed elevata di acido urico nel sangue (iperuricemia);  concentrazione anormale ed elevata di potassio nel sangue (iperpotassiemia);  aumenti di creatinina e urea nel sangue (che sono indicatori della funzionalità renale);

 elevati livelli di acido urico nel sangue che causano gonfiore e dolore alle articolazioni (gotta);  battito cardiaco accelerato (tachicardia), percezione del battito cardiaco nel petto (palpitazioni);  rilassamento dei vasi sanguigni (vasodilatazione).

Non comuni (possono riguardare fino a 1 persona su 100):

 compromissione della tolleranza al glucosio;  bassa pressione del sangue (ipotensione);  nervosismo;  svenimento (sincope), una sensazione di capogiro o “giramento” (vertigini);  mini-ictus (sanguinamento o blocco temporaneo dei vasi del sangue nel cervello);

 aria in eccesso (flatulenza), alterazione del gusto (disgeusia);  secchezza della bocca;  sudorazione eccessiva (iperidrosi);  perdita dei capelli (alopecia);

 disfunzione erettile;  infezione virale, infezione delle vie urinarie;  infiammazione dei seni nasali (sinusite);  febbre (piressia);  confusione;  depressione;  occhio pigro (ambliopia);  ronzio nelle orecchie (tinnito);  fiato corto (dispnea);

 gola secca;  dolore alle articolazioni (artralgia);  funzionalità renale compromessa;  presenza di un eccesso di proteine sieriche nelle urine (proteinuria).

Rari (possono riguardare fino a 1 persona su 1.000):

 infiammazione dei polmoni che può causare mancanza di respiro, tosse e temperatura elevata (polmonite eosinofila);  disturbi dell’equilibrio;  disturbi della pelle possono essere associati a: febbre, vasi sanguigni infiammati (vasculite), dolore

muscolare (mialgia), dolore alle articolazioni, infiammazione (artralgia/artrite), una serie di disturbi della pelle (dermatite psoriasiforme) e alterazioni in diversi esami di laboratorio;  stitichezza;  infiammazione della lingua (glossite).

Molto rari (possono riguardare fino a 1 persona su 10.000):  temporaneo offuscamento della visione;  movimenti ridotti dell’intestino (ileo). del Frequenza non nota (la frequenza non può essere valutata sulla base dei dati disponibili):  condizione allergica che causa dolore alle articolazioni, eruzioni della pelle e febbre (lupus sistemico eritematoso);  tessuti del corpo infiammati (sierosite);  aumento anormale degli eosinofili (un tipo di globuli bianchi del sangue);  lieve riduzione del numero di globuli rossi nel sangue (ematocrito ridotto);  quantità aumentate degli enzimi del fegato nel sangue;

 quantità aumentate di bilirubina nel sangue;  quantità aumentate di anticorpi antinucleo (ANA) nel sangue;  aumenti nel colesterolo e nei trigliceridi (tipi di grassi) nel sangue;  infiammazione dei reni (nefrite interstiziale);

 fegato infiammato (epatite);  ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi (ittero, causato dal blocco del flusso della bile);  pancreas infiammato (pancreatite);  irrigidimento (costrizione) delle vie aeree inferiori (broncospasmo);  crollo della pressione del sangue quando ci si alza in piedi che può causare capogiro, stordimento

mentale o svenimento (ipotensione ortostatica);  battito cardiaco irregolare (aritmia);  reazioni allergiche (anafilattiche);  ridotto numero di globuli bianchi nel sangue (neutropenia);  numero fortemente ridotto di globuli bianchi che causa infezioni con maggiore probabilità

(agranulocitosi);  riduzione dei globuli rossi che può causare un lieve ingiallimento della pelle e causare debolezza o mancanza di fiato (anemia emolitica);  riduzione delle piastrine nel sangue che aumenta il rischio di sanguinamento o lividi

(trombocitopenia);  aumentata velocità di sedimentazione dei globuli rossi (misura non specifica dell’infiammazione);  cancro della pelle e delle labbra (cancro della pelle non melanoma);  diminuzione della vista o dolore agli occhi dovuti ad un’elevata pressione (possibili segni dell’accumulo di liquido nello strato vascolare dell’occhio (effusione coroidale) o di glaucoma acuto ad angolo chiuso). Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul blister e sull’astuccio dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare a temperatura inferiore a 25C.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo I principi attivi sono quinapril (come quinapril cloridrato) ed idroclorotiazide. Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo 10/12,5 mg compresse rivestite con film contiene 10 mg di quinapril pari a 10,83 mg di quinapril cloridrato e 12,5 mg di idroclorotiazide. Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo 20/12,5 mg compresse rivestite con film contiene 20 mg di quinapril pari a 21,66 mg di quinapril cloridrato e 12,5 mg di idroclorotiazide.

Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo 20/25 mg compresse rivestite con film contiene 20 mg di quinapril pari a 21,66 mg di quinapril cloridrato e 25 mg di idroclorotiazide.

Gli altri componenti sono:

Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, magnesio carbonato pesante, crospovidone (tipo A), povidone (K 30), magnesio stearato. Rivestimento (Opadry pink): ipromellosa, titanio diossido (E171), idrossipropilcellulosa, macrogol 400, ferro ossido rosso (E172), ferro ossido giallo (E172).

Descrizione dell’aspetto di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo e contenuto della confezione

Compressa rivestita con film.

10/12,5 mg: Compresse rosa, con linea di frattura, ovali, biconvesse, rivestite con film con inciso “D” su di un lato e “18” sull’altro.

La linea di incisione sulla compressa serve per agevolarne la rottura al fine di ingerire la compressa più facilmente e non per dividerla in dosi uguali.

20/12,5 mg:

Compresse rosa, triangolari, biconvesse, rivestite con film con inciso “D” su di un lato e “19” su entrambi i lati della linea di incisione da un lato e lisce sull’altro lato. La linea di incisione sulla compressa serve per agevolarne la rottura al fine di ingerire la compressa più facilmente e non per dividerla in dosi uguali.

20/25 mg: Compresse rosa, rotonde, biconvesse, rivestite con film con inciso “D” su di un lato e “20” sull’altro. Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo compresse rivestite con film è disponibile in blister da 7, 10, 14, 20, 28, 30, 42, 50, 56, 60, 84, 90, 98, 100, 156, 250 e 500 compresse rivestite con film.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio Aurobindo Pharma (Italia) S.r.l. via San Giuseppe, 102 21047 - Saronno (VA)

Italia

Produttore responsabile del rilascio lotti Milpharm Limited Ares, Odyssey Business Park, West End Road,

South Ruislip HA4 6QD Regno Unito

APL Swift Services (Malta) Limited HF26, Hal Far Industrial Estate, Hal Far, Birzebbugia, BBG 3000 Malta

denominazioni: Francia Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti

Quinapril/Hydrochlorothiazide Arrow Lab 20/12,5 mg comprimés pelliculés Germania Quinapril/Hydrochlorothiazid Aurobindo 10/12,5 mg, 20/12,5 mg, 20/25 mg Filmtabletten Italia Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo Spagna Quinapril/Hidroclorotiazida Aurobindo, 20/12,5 mg, comprimidos recubiertos con película Regno Unito Quinapril/Hydrochlorothiazide 10/12.5 mg film-coated tablets

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato nel en zia

Domande frequenti su QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO

Come si usa QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO?

QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO è disponibile senza ricetta?

No, QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO?

Il principio attivo di QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO è QUINAPRIL CLORIDRATO, QUINAPRIL, IDROCLOROTIAZIDE.

Quali sono gli equivalenti di QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: QUINAPRIL E IDROCLOROTIAZIDE MYLAN GENERICS, QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE EG, QUINAZIDE. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO?

QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO è prodotto da AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L..

Da quando QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO è autorizzato in Italia?

QUINAPRIL IDROCLOROTIAZIDE AUROBINDO ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2011-02-16.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo 10/12,5 mg compresse rivestite con film Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo 20/12,5 mg compresse rivestite con film Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo 20/25 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa rivestita con film contiene 10 mg di quinapril pari a 10,83 mg di quinapril cloridrato e 12,5 mg di idroclorotiazide. Eccipienti con effetto noto: ogni compressa rivestita con film contiene 19,42 mg di lattosio (come lattosio monoidrato). Ogni compressa rivestita con film contiene 20 mg di quinapril pari a 21,66 mg di quinapril cloridrato e 12,5 mg di idroclorotiazide. Eccipienti con effetto noto: ogni compressa rivestita con film contiene 37,43 mg di lattosio (come lattosio monoidrato). Ogni compressa rivestita con film contiene 20 mg di quinapril pari a 21,66 mg di quinapril cloridrato e 25 mg di idroclorotiazide. Eccipienti con effetto noto: ogni compressa rivestita con film contiene 38,84 mg di lattosio (come lattosio monoidrato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film. 10mg/12,5 mg Compressa rosa, con linea di frattura, ovale, biconvessa, rivestita con film con inciso “D” su di un lato e “18” sull’altro. La linea di incisione sulla compressa serve per agevolarne la rottura al fine di ingerire la compressa più facilmente e non per dividerla in dosi uguali. 20mg/12,5 mg Compressa rosa, triangolare, biconvessa, rivestita con film con inciso “D” su di un lato e “19” su entrambi i lati della linea di incisione da un lato e lisce dall’altro lato. La linea di incisione sulla compressa serve per agevolarne la rottura al fine di ingerire la compressa più facilmente e non per dividerla in dosi uguali. 20mg/25 mg Compressa rosa, rotonda, biconvessa, rivestita con film con inciso “D” su di un lato e “20” sull’altro. 4 INFORMAZIONI CLINICHE 4.1. Indicazioni terapeutich

Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo è indicato come terapia sostitutiva in pazienti adulti con ipertensione essenziale già adeguatamente controllata con quinapril e idroclorotiazide somministrati in concomitanza. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Posologia I pazienti che assumono quinapril e idroclorotiazide in monoterapia possono passare all’associazione a dosi fisse di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo. Adulti La dose raccomandata di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo è 1 compressa al giorno. Compromissione renale A causa della presenza di idroclorotiazide, Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo è controindicato nei pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina < 30 ml/min) (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Pazienti anziani (> 65 anni) La dose deve essere mantenuta più bassa possibile in proporzione ad un adeguato controllo della pressione sanguigna. Bambini e adolescenti (al di sotto dei 18 anni di età) L’uso di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo è sconsigliato in bambini e adolescenti a causa della mancanza di dati di sicurezza ed efficacia. Modo di somministrazione Per uso orale. Da prendere con o senza cibo. La dose deve essere sempre presa circa alla stessa ora del giorno per favorire l’aderenza alla terapia. 4.3. Controindicazioni  Quinapril Idroclorotiazide è controindicato nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).  Quinapril Idroclorotiazide è controindicato in pazienti con ipersensibilità ad uno qualunque dei componenti inclusi i pazienti con anamnesi di angioedema associato con precedente terapia con ACE-inibitori o ad uno qualunque degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1.  Quinapril Idroclorotiazide è controindicato in pazienti con edema angioneurotico ereditario/idiopatico  Quinapril Idroclorotiazide è controindicato in pazienti con ostruzione dinamica dell’efflusso ventricolare sinistro.  Quinapril Idroclorotiazide è controindicato in pazienti con anuria o grave disfunzione renale.  Quinapril Idroclorotiazide è controindicato in pazienti con ipersensibilità ad altri farmaci sulfonamidi-derivati.  L’uso concomitante di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR <60 ml/min/1.73 m2 ) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).  Uso concomitante con terapia a base di sacubitril/valsartan. Quinapril non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere anche paragrafi 4.4 e 4.5). 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego Quinapril Idroclorotiazide deve essere usato con cautela in pazienti selezionati con stenosi aortica. Reazioni di ipersensibilità:

Possono verificarsi reazioni di ipersensibilità in pazienti con o senza anamnesi di allergia o asma bronchiale, quali porpora, fotosensibilità, orticaria, angioite necrotizzante, stress respiratorio inclusa polmonite e edema polmonare, reazioni anafilattiche. Ipotensione: Quinapril Idroclorotiazide può causare ipotensione sintomatica, di solito non più frequentemente di entrambi i farmaci in monoterapia. L’ipotensione sintomatica si osserva raramente nei pazienti con ipertensione non complicata. Nei pazienti ipertesi trattati con quinapril, l’ipotensione compare con maggior probabilità nel paziente con una deplezione del volume ematico, ad esempio a causa di terapia diuretica, restrizioni dietetiche del sale, dialisi, diarrea o vomito o con grave ipertensione renina-dipendente (vedere paragrafo 4.5). Quinapril Idroclorotiazide deve essere usato con cautela in pazienti che assumono una terapia concomitante con altri agenti antipertensivi. Il componente tiazidico di quinapril/idroclorotiazide può potenziare l’azione di altri farmaci antipertensivi, in particolare i farmaci che causano il blocco adrenergico periferico o ganglionico. Gli effetti antipertensivi del componente tiazidico possono essere accresciuti anche in pazienti post-simpaticectomia. Se compare ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, deve essere trattato con infusione endovenosa di soluzione fisiologica. Una risposta ipotensiva transitoria non è una controindicazione alla somministrazione di ulteriori dosi; tuttavia, se si verifica questo evento, devono essere prese in considerazione dosi più basse di quinapril o di qualsiasi terapia diuretica concomitante. In pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, associata o meno a insufficienza renale, la terapia con ACE inibitori per l’ipertensione può causare un eccessivo calo della pressione sanguigna, che può essere associato a oliguria, azotemia, e in rari casi, a insufficienza renale acuta e morte in questi pazienti. La terapia con Quinapril/Idroclorotiazide deve essere iniziata sotto stretta sorveglianza medica. I pazienti devono essere seguiti da vicino per le prime due settimane di trattamento e ad ogni aumento di dose. Disfunzione cardiaca/malattia cardiaca: In conseguenza dell’inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, negli individui sensibili possono prevedersi alterazioni della funzione renale. In pazienti con grave disfunzione cardiaca la cui funzione renale può dipendere dall’attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone, il trattamento con quinapril può essere associato a oliguria e/o azotemia progressiva e raramente insufficienza renale acuta e/o morte. Tosse: Con l’uso degli ACE-inibitori è stata riportata tosse caratteristicamente non produttiva, persistente e che si risolve con l’interruzione della terapia. La tosse indotta da ACE-inibitori deve essere considerata come parte della diagnosi differenziale della tosse. Malattia renale: Quinapril Idroclorotiazide deve essere usato con cautela in pazienti con malattia renale. In caso di malattia renale grave i tiazidici possono precipitare l’azotemia e in caso di disfunzione renale moderata (clearance della creatinina 10-20 ml/min) i tiazidici sono generalmente inefficaci in questi pazienti e gli effetti di dosi ripetute possono essere cumulativi. L’esperienza nei pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina < 10 ml/min) è insufficiente. Prima del trattamento con ACE-inibitori, deve essere esclusa la stenosi dell’arteria renale in pazienti con trapianto renale. L’emivita di quinaprilato è prolungata quando la clearance della creatinina precipita. I pazienti con clearance della creatinina <60 ml/min necessitano di una dose iniziale più bassa di quinapril (vedere paragrafo 4.2). La dose per questi pazienti deve essere titolata verso l’alto sulla base della risposta terapeutica e la funzione renale deve essere strettamente monitorata anche se gli studi iniziali non indicano che quinapril produca ulteriori deterioramenti della funzione renale.

Negli studi clinici in pazienti ipertesi con stenosi unilaterale o bilaterale dell’arteria renale sono stati osservati aumenti dell’azoto ureico nel sangue e della creatinina sierica in alcuni pazienti che seguivano una terapia con ACE inibitori. Questi aumenti erano quasi sempre reversibili con l’interruzione della terapia con l’ACE inibitore e/o della terapia diuretica. In alcuni pazienti la funzionalità renale deve essere monitorata durante le prime settimane di terapia. Alcuni pazienti ipertesi o con insufficienza cardiaca senza apparenti malattie renali vascolari preesistenti, hanno sviluppato aumenti (>1,25 volte il limite superiore di normalità) dell’azoto ureico e della creatinina sierica, di solito modesti e transitori, specialmente quando il quinapril viene somministrato in associazione con un diuretico. Sono stati osservati aumenti dell’azoto ureico nel sangue e della creatinina sierica rispettivamente del 2% e 2% nei pazienti ipertesi in monoterapia con quinapril e del 4% e 3% rispettivamente nei pazienti ipertesi in terapia con quinapril/idroclorotiazide. Questi aumenti sono più probabili in pazienti con preesistente compromissione renale. Può essere necessaria una riduzione della dose e/o la sospensione del diuretico e/o del quinapril. Funzione epatica compromessa: Quinapril/Idroclorotiazide deve essere usato con cautela in pazienti con compromissione della funzione epatica o malattia epatica pregressa, poiché dal trattamento con tiazidici possono derivare alterazioni minori dell’equilibrio idro-elettrolitico che possono precipitare in coma epatico. Quinapril è rapidamente deesterificato in quinaprilato (quinapril diacido, il suo principale metabolita) che, negli studi sull’uomo e sugli animali, è un potente inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina. Il metabolismo del quinapril in genere dipende dall’esterasi epatica. Le concentrazioni di quinaprilato sono ridotte in pazienti con cirrosi alcolica a causa della deesterificazione compromessa di quinapril. Raramente gli ACE-inibitori sono stati associati con una sindrome che inizia con ittero colestatico e progredisce in necrosi epatica fulminante (in alcuni casi fatale). I pazienti che durante la terapia con ACEinibitori sviluppano itterizia o enzimi epatici chiaramente elevati devono interrompere il quinapril/idroclorotiazide e ricevere un adeguato follow-up medico. Reazioni al farmaco immuno-mediate e reazioni anafilattoidi: Desensibilizzazione: I pazienti che ricevono ACE-inibitori durante trattamenti di desensibilizzazione al veleno di imenotteri hanno presentato prolungate reazioni anafilattoidi pericolose per la vita. In questi pazienti, tali reazioni sono state evitate sospendendo temporaneamente gli ACE-inibitori ma sono ricomparse dopo aver usato inavvertitamente l’ACE-inibitore. Con l’uso di tiazidici sono state osservate sindrome di Stevens-Johnson e esacerbazione o attivazione di lupus eritematoso sistemico. Ipersensibilità/Angioedema: Nei pazienti trattati con ACE-inibitori è stato riferito angioedema. Se si verifica stridore laringeo o angioedema della faccia, della lingua o della glottide, il trattamento deve essere immediatamente interrotto, il paziente deve essere trattato in maniera adeguata in accordo con le cure mediche consolidate e tenuto sotto attenta osservazione fino alla scomparsa del gonfiore. Nei casi in cui il gonfiore è limitato al volto e alle labbra, la condizione si risolve generalmente senza trattamento; gli antistaminici possono essere utili nel dare sollievo ai sintomi. L’angioedema associato al coinvolgimento laringeo può essere fatale. Laddove c’è il coinvolgimento della lingua, della glottide o della laringe che possono provocare l’ostruzione delle vie aeree, deve essere prontamente somministrata la terapia adeguata, ad es. adrenalina sottocutanea in soluzione 1:1000 (da 0,3 a 0,5 ml). I pazienti con anamnesi di angioedema non correlato alla terapia con ACE-inibitori possono presentare un aumentato rischio di angioedema quando vengono trattati con ACE-inibitori (vedere paragrafo 4.3). L’uso concomitante degli ACE-inibitori e di sacubitril/valsartan è controindicato in considerazione dell’aumento del rischio di angioedema. Il trattamento con sacubitril/valsartan non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di quinapril. Il trattamento con quinapril non deve essere iniziato prima che siano trascorse almeno 36 ore dall’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.3 e 4.5).

L’uso concomitante di ACE-inibitori con racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin può determinare un aumento del rischio di angioedema (rigonfiamento delle vie aeree o della lingua, associato o meno a difficoltà respiratorie (vedere paragrafo 4.5). Occorre cautela nell’iniziare la terapia con racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin in un paziente che sta già assumendo un ACE-inibitore. Angioedema intestinale: In pazienti trattati con ACE-inibitori è stato riferito angioedema intestinale. Questi pazienti presentavano dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non c’è stata precedente anamnesi di angioedema facciale e i livelli di C-1 esterasi erano nella norma. L’angioedema veniva diagnosticato attraverso procedure che includevano l’ecografia addominale o gli ultrasuoni, e in chirurgia, e i sintomi si risolvevano dopo l’interruzione della terapia con l’ACE-inibitore. L’angioedema intestinale deve essere incluso nella diagnosi differenziale dei pazienti in trattamento con ACE-inibitori che presentino dolore addominale. Differenze etniche: È stato riferito che i pazienti di razza nera che ricevono ACE-inibitori hanno una maggiore incidenza di angioedema rispetto ai pazienti di razza non-nera. Deve inoltre essere notato che negli studi clinici controllati gli ACE-inibitori hanno avuto un effetto minore sulla pressione sanguigna dei pazienti di razza nera rispetto ai pazienti non di razza nera. Emodialisi e aferesi delle lipoproteine a bassa densità: I pazienti in emodialisi che utilizzano membrane in poliacrilonitrile ad alto flusso (“AN69”) hanno maggiore probabilità di sviluppare reazioni anafilattoidi se trattati con un ACE-inibitore. Questa combinazione deve pertanto essere evitata, con l’uso di agenti antiipertensivi alternativi o di un diverso tipo di membrana per dialisi. Simili reazioni sono state osservate durante l’aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL) con destrano solfato. Pertanto questo metodo non deve essere usato in pazienti trattati con ACE-inibitori. Alterazione degli elettroliti sierici: I pazienti trattati con quinapril/idroclorotiazide devono essere tenuti sotto osservazione per segni di squilibrio idroelettrolitico indotto dai tiazidici. In questi pazienti deve essere eseguita una misurazione periodica degli elettroliti sierici (in particolare sodio e potassio). Poiché il quinapril riduce la produzione di aldosterone, la sua combinazione con l’idroclorotiazide può minimizzare l’ipopotassiemia indotta dal diuretico. Gli effetti opposti di quinapril e idroclorotiazide sul potassio sierico si bilanceranno l’uno con l’altro in maniera approssimativa in molti pazienti cosicché non si osserverà nessun effetto sul potassio sierico. In altri pazienti, l’uno o l’altro effetto può essere dominante e alcuni pazienti possono comunque necessitare di integratori di potassio. All’inizio del trattamento e periodicamente ad intervalli appropriati devono essere eseguite misurazioni degli elettroliti sierici per rilevare il possibile squilibrio degli elettroliti. L’escrezione del calcio viene ridotta dai tiazidici. In alcuni pazienti in terapia prolungata con tiazidici, sono state osservate alterazioni patologiche della ghiandola paratiroide, con ipercalcemia e ipofosfatemia. Non sono state osservate complicanze più gravi di iperparatiroidismo (litiasi renale, riassorbimento osseo, e ulcera peptica). I tiazidici devono essere sospesi prima di effettuare i test di funzionalità paratiroidea. I tiazidici aumentano l’escrezione urinaria di magnesio e possono provocare ipomagnesemia (vedere paragrafo 4.5). Altri disturbi metabolici: I diuretici tiazidici tendono a ridurre la tolleranza al glucosio e ad aumentare i livelli sierici di colesterolo, trigliceridi e acido urico. Questi effetti sono di solito minori, ma in pazienti suscettibili, la gotta o il diabete manifesto possono venire accelerati. Ipopotassiemia:

Al contrario, il trattamento con i diuretici tiazidici è stato associato a ipopotassiemia, iponatriemia e alcalosi ipocloremica. Questi disturbi si sono a volte manifestati come uno o più dei seguenti sintomi: secchezza della bocca, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, dolori o crampi muscolari, affaticamento muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia, nausea, confusione, attacchi epilettici e vomito. L’ipopotassiemia può anche sensibilizzare o esagerare la risposta del cuore agli effetti tossici della digitale. Il rischio di ipopotassiemia è maggiore in pazienti con cirrosi epatica, in pazienti sottoposti a forti diuresi, in pazienti che assumono quantità inadeguate di elettroliti per via orale, e in pazienti che assumono terapia concomitante con corticosteroidi o con l’ormone adrenocorticotropo (ACTH) (vedere paragrafo 4.5). Potassio sierico: Gli ACE-inibitori possono provocare iperkaliemia poiché inibiscono il rilascio di aldosterone. Tale effetto non è solitamente significativo nei pazienti con una funzione renale nella norma. Tuttavia, nei pazienti con una funzione renale compromessa e/o nei pazienti che assumono integratori di potassio (inclusi sostituti del sale), diuretici risparmiatori del potassio, trimetoprim o cotrimoxazolo, noto anche come trimetoprim/sulfametoxazolo, e soprattutto antagonisti dell’aldosterone o bloccanti del recettore dell’angiotensina, si può verificare iperkaliemia. I diuretici risparmiatori del potassio e i bloccanti del recettore dell’angiotensina devono essere usati con cautela nei pazienti in terapia con ACE-inibitori e si devono contestualmente monitorare il potassio sierico e la funzione renale (vedere paragrafo 4.5). Ipoglicemia e diabete: Nei pazienti diabetici gli ACE-inibitori possono aumentare la sensibilità all’insulina ed è stata associata ad ipoglicemia in pazienti trattati con agenti antidiabetici orali o con insulina. Deve essere strettamente monitorato il controllo glicemico, in particolare durante il primo mese di trattamento con un ACE-inibitore (vedere paragrafo 4.5). Neutropenia/Agranulocitosi: Gli ACE-inibitori sono stati raramente associati con agranulocitosi e depressione midollare in pazienti con ipertensione non complicata, ma più frequentemente in pazienti con compromissione renale, in particolare se hanno anche una malattia connettiva con uso concomitante di immunosoppressori o altri agenti che possono essere associati a neutropenia/agranulocitosi. I pazienti devono essere avvertiti di riferire prontamente qualsiasi indicazione di infezione (ad es. mal di gola, febbre) poiché questo potrebbe essere un segno di neutropenia. Raramente è stata riferita agranulocitosi durante il trattamento con quinapril. Come per altri ACE-inibitori, si deve considerare il monitoraggio dei globuli bianchi nei pazienti con malattia vascolare del collagene e/o malattia renale. Chirurgia/anestesia: Nei pazienti sottoposti a chirurgia maggiore o durante l’anestesia con agenti che producono ipotensione, quinapril può bloccare la formazione di angiotensina II secondaria al rilascio compensatorio di renina. Se si verifica ipotensione e si considera questo meccanismo, si può correggere tramite espansione del volume. Effusione coroidale, miopia acuta e glaucoma ad angolo chiuso secondario: I farmaci sulfamidici o derivati da sulfamidici possono causare una reazione idiosincratica che determina effusione coroidale con difetti del campo visivo, miopia transitoria e glaucoma acuto ad angolo chiuso. I sintomi includono l’insorgenza acuta di diminuzione dell’acuità visiva o dolore oculare e si verificano in genere da entro poche ore a settimane dall’inizio della terapia. Un glaucoma acuto ad angolo chiuso, non trattato può portare alla perdita permanente della vista. Il trattamento primario è quello di interrompere la somministrazione del farmaco il più rapidamente possibile. Può essere necessario considerare tempestivi trattamenti medici o chirurgici se la pressione intraoculare rimane fuori controllo. I fattori di rischio per lo sviluppo di glaucoma acuto ad angolo chiuso possono includere una storia di allergia alla penicillina o sulfonamide. Gravidanza: La terapia con ACE-inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapi

con un ACE-inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE-inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6) Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS): Esiste l’evidenza che l’uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l’uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Cancro della pelle non melanoma: In due studi epidemiologici basati sui dati del Registro nazionale dei tumori danese è stato osservato un aumento del rischio di cancro della pelle non-melanoma (NMSC) [carcinoma basocellulare (BCC) e carcinoma delle cellule squamose (SCC)] associato all’aumento cumulativo della dose di idroclorotiazide (HCTZ) assunta. L’effetto fotosensibilizzante dell’HCTZ potrebbe rappresentare un possibile meccanismo dell’NMSC. I pazienti che assumono HCTZ devono essere informati del rischio di NMSC e consigliati di sottoporre a controllo regolare la cute per verificare la presenza di nuove lesioni e segnalare immediatamente eventuali lesioni cutanee sospette. Al fine di minimizzare il rischio di cancro cutaneo, occorre consigliare ai pazienti l’adozione di possibili misure preventive quali l’esposizione limitata alla luce solare e ai raggi UV e, in caso di esposizione, una protezione adeguata. Eventuali lesioni cutanee sospette devono essere esaminate immediatamente, possibilmente con l’ausilio di esami istologici su biopsie. Può essere inoltre necessario riconsiderare l’utilizzo di HCTZ nei pazienti che hanno manifestato NMSC in precedenza (vedere anche paragrafo 4.8). Lattosio: I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, carenza di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono usare questo medicinale. Litio: Generalmente il litio non deve essere somministrato con diuretici. I diuretici riducono la clearance renale del litio e aggiungono un alto rischio di tossicità da litio (vedere paragrafo 4.5). 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione Tetraciclina e altri farmaci che interagiscono con il magnesio: A causa della presenza di magnesio carbonato nella formulazione, è stato dimostrato che nella somministrazione concomitante nei volontari sani quinapril riduce l’assorbimento delle tetracicline del 2837%. Si raccomanda pertanto di evitare la somministrazione concomitante con tetracicline. Questa interazione deve essere considerata in caso di concomitante prescrizione di quinapril e tetraciclina. Diuretici risparmiatori del potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio: Sebbene il potassio sierico si mantenga generalmente nei limiti della norma, in alcuni pazienti trattati con quinapril si può sviluppare iperkaliemia. I diuretici risparmiatori del potassio (come spironolattone, triamterene o amiloride), gli integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio possono determinare aumenti significativi del potassio sierico. Occorre esercitare la debita cautela anche nel somministrare quinapril in concomitanza con altri agenti che aumentano il potassio sierico, come trimetoprim e cotrimoxazolo (trimetoprim/sulfametoxazolo), in quanto è noto che trimetoprim agisce da diuretico risparmiatore del potassio come l’amiloride. L’associazione di quinapril con i farmaci sopra citat

non è pertanto raccomandata. Se è indicato l’uso concomitante, occorre esercitare la debita cautela e monitorare frequentemente il potassio sierico. Ciclosporina: Durante l’uso concomitante di ACE-inibitori e ciclosporina si può manifestare iperkaliemia. Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico. Eparina: Durante l’uso concomitante di ACE-inibitori ed eparina si può manifestare iperkaliemia. Si raccomanda il monitoraggio del potassio sierico. Altri diuretici: Quinapril/idroclorotiazide contiene un diuretico. L’uso concomitante di un altro diuretico può avere un effetto additivo. Inoltre i pazienti trattati con diuretici, in particolare quelli con deplezione del volume e/o del sale, possono subire un’eccessiva riduzione della pressione sanguigna all’inizio della terapia, o con l’aumento della dose di un ACE-inibitore. Altri agenti antipertensivi: Può esserci un effetto additivo o un potenziamento quando quinapril/idroclorotiazide viene associato con altri farmaci antipertensivi quali i nitrati o i vasodilatatori. Chirurgia/anestesia: Benché non vi siano dati disponibili ad indicare che c’è un’interazione tra quinapril e gli agenti anestetici che produca ipotensione, si deve esercitare cautela quando i pazienti vengono sottoposti a interventi di chirurgia maggiore o ad anestesia poiché è stato dimostrato che gli ACE-inibitori bloccano la formazione di angiotensina II secondaria al rilascio compensatorio di renina. Ciò può portare a ipotensione che può essere corretta tramite l’espansione del volume (vedere paragrafo 4.4). I tiazidici possono ridurre la risposta arteriosa alla noradrenalina. Nella chirurgia di emergenza gli agenti preanestetici e anestetici devono essere somministrati in dosi ridotte. I tiazidici possono aumentare la risposta alla tubocurarina. Litio: Generalmente il litio non deve essere somministrato con i diuretici. Gli agenti diuretici riducono la clearance renale del litio e aggiungono il rischio elevato di tossicità da litio. Aumentati livelli di litio nel siero e sintomi di tossicità da litio sono stati riportati in pazienti trattati contemporaneamente con litio e ACE-inibitori a causa dell’effetto di perdita di sodio di questi agenti. Con quinapril/idroclorotiazide il rischio di tossicità da litio può essere aumentato. Quinapril/idroclorotiazide deve essere somministrato con cautela e si raccomandano frequenti monitoraggi dei livelli di litio nel siero. Corticosteroidi, ACTH: È stata osservata intensificata deplezione elettrolitica, in particolare ipopotassiemia. Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS): In alcuni pazienti, la somministrazione di un agente antinfiammatorio non steroideo può ridurre gli effetti diuretici, potassiemici e antipertensivi dei diuretici dell’ansa, dei diuretici risparmiatori di potassio e dei diuretici tiazidici e può ridurre l’effetto antipertensivo degli ACE-inibitori. Pertanto, quando quinapril/idroclorotiazide e gli agenti antinfiammatori non steroidei vengono usati in concomitanza, i pazienti devono essere osservati attentamente per determinare se l’effetto desiderato di quinapril/idroclorotiazide è raggiunto. Inoltre, è stato descritto che i FANS e gli ACE-inibitori esercitano un effetto additivo sull’aumento del potassio sierico, laddove la funzione renale può diminuire. Questi effetti sono in principio reversibili e si verificano soprattutto in pazienti con funzionalità renale compromessa. Allopurinolo, agenti citostatici e immunosoppressivi, corticosteroidi sistemici o procainamide: La somministrazione concomitante con ACE-inibitori può portare a un aumento del rischio di leucopenia. Alcol, barbiturici o narcotici:

Può verificarsi un potenziamento dell’ipotensione ortostatica. Farmaci associati a torsioni di punta: A causa del potenziale rischio di ipopotassiemia, occorre cautela quando l’idroclorotiazide viene somministrata in concomitanza con farmaci quali digitale, glucosidi o agenti associati a torsioni di punta. Antiacidi: Gli antiacidi possono ridurre la biodisponibilità di quinapril/idroclorotiazide. Farmaci antidiabetici (agenti ipoglicemici orali e insulina): Nei pazienti diabetici gli ACE-inibitori possono aumentare la sensibilità all’insulina e sono stati associati a ipoglicemia in pazienti trattati con agenti antidiabetici orali o insulina. Il controllo glicemico deve essere strettamente monitorato in modo particolare durante i primi mesi di trattamento con ACE-inibitori (vedere paragrafo 4.4). Amine pressorie (ad esempio, noradrenalina): Possibile diminuzione della risposta alle amine pressorie, ma non sufficiente da precluderne l’uso. Resine a scambio anionico: L’assorbimento di idroclorotiazide è alterato in presenza di resine a scambio anionico, come la colestiramina e colestipolo. Singole dosi delle resine legano l’idroclorotiazide e ne riducono l’assorbimento dal tratto gastrointestinale fino al 85% e 43%, rispettivamente. Altri agenti: Quando quinapril è stato somministrato in concomitanza con propranololo, idroclorotiazide, digossina o cimetidina non si sono verificate interazioni clinicamente rilevanti nella farmacocinetica. L’effetto anticoagulante di una singola dose di warfarin (misurata dal tempo di protrombina) non è stato significativamente cambiato dalla co-somministrazione due volte al giorno con quinapril. I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) attraverso l’uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa insufficienza renale acuta) rispetto all’uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Medicinali che aumentano il rischio di angioedema L’uso concomitante di ACE-inibitori e sacubitril/valsartan è controindicato poiché aumenta il rischio di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’uso concomitante di ACE-inibitori e racecadotril, inibitori di mTOR (come sirolimus, everolimus, temsirolimus) e vildagliptin può determinare un aumento del rischio di angioedema (vedere paragrafo 4.4). 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Gravidanza: ACE-inibitori: L’uso di ACE-inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso di ACE-inibitori è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE-inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE-inibitore.

Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE-inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E’ noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo e terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3). Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE-inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE-inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Idroclorotiazide: C’è limitata esperienza con idroclorotiazide durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre. Gli studi sugli animali sono insufficienti. Idroclorotiazide attraversa la placenta. In base al suo meccanismo d’azione l’uso di idroclorotiazide durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza può compromettere la perfusione feto-placentare e può causare effetti fetali e neonatali come ittero, alterazioni del bilancio elettrolitico e trombocitopenia. Idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento dell’edema gestazionale, l’ipertensione gestazionale o la preeclampsia a causa del rischio di riduzione del volume plasmatico e di ipoperfusione placentare senza un effetto benefico sul decorso della malattia. Idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento dell’ipertensione in donne in gravidanza eccetto che in rare situazioni dove nessun altro trattamento può essere usato. Allattamento: Quinapril: Limitati dati di farmacocinetica dimostrano concentrazioni molto basse nel latte materno (vedere paragrafo 5.2). Sebbene queste concentrazioni sembrino essere clinicamente irrilevanti, l’uso di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo in allattamento non è raccomandato per i neonati pretermine e nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perché non vi è abbastanza esperienza clinica. Nei neonati più grandi, se ritenuto necessario per la madre, Quinapril/Idroclorotiazide Aurobindo può essere assunto durante l’allattamento, e il neonato deve essere seguito per la possibile comparsa di qualsiasi effetto avverso. Idroclorotiazide: Idroclorotiazide viene escreta nel latte materno in piccole quantità. I diuretici tiazidici ad alte dosi provocano intensa diuresi che può inibire la produzione di latte. L’uso di Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo durante l’allattamento al seno non è raccomandato. Se Quinapril Idroclorotiazide Aurobindo viene assunto durante l’allattamento, le dosi devono essere mantenute ai livelli più bassi. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari La capacità di impegnarsi in attività quali utilizzare macchinari o guidare un veicolo a motore può essere compromessa, soprattutto all’inizio della terapia con quinapril. 4.8. Effetti indesiderati I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e riferiti durante il trattamento con quinapril/idroclorotiazide con le seguenti frequenze: Molto comuni (≥1/10), Comuni (≥1/100 e <1/10), Non comuni (≥1/1.000 e <1/100), Rari (≥1/10.000 e <1/1.000), Molto rari (<1/10.000), Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione per sistemi e organi Frequenza Effetti indesiderati Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Non nota Cancro cutaneo non melanoma (carcinoma basocellulare e carcinoma a cellule squamose)

Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota Agranulocitosi ## Anemia emolitica#∞, Neutropenia## Trombocitopenia# Eosinofilia# Disturbi del sistema immunitario Non nota Reazione anafilattoide# Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune Iperpotassiemia## Gotta#, Iperuricemia# Non comune Alterata tolleranza al glucosio Disturbi psichiatrici Comune Insonnia Non comune Confusione#, depressione#, nervosismo# Patologie del sistema nervoso Comune Capogiri #, cefalea#,sonnolenza# Non comune Parestesia#,attacchiischemici transitori# Sincope#, Disgeusia# Raro Disturbi dell’equilibrio Non nota Accidente cerebrovascolare# Patologie dell’occhio Non comune Ambliopia# Molto raro Visione offuscata# Non nota Effusione coroidale Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune Tinnito#, vertigini# Patologie cardiache Comune Angina pectoris##,tachicardia#, palpitazioni# Non comune Infarto miocardico# Non nota Aritmia Patologie vascolari Comune Vasodilatazione# Non comune Ipotensione# Non nota Ipotensione ortostatica# Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Tosse# Non comune Dispnea#, gola secca Raro Polmonite eosinofilica##, ostruzione da angioedema delle vie aeree superiori (che può essere fatale) # Non nota Broncospasmo# Patologie gastrointestinali Comune Dolore addominale#, diarrea#, dispepsia#, nausea#,vomito# Non comune Flatulenza, bocca secca# Raro Costipazione, glossite Molto raro Ileo#, angioedema all’intestino tenue Non nota Pancreatite# Patologie epatobiliari Non nota Epatite#, ittero colestatico# Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune Alopecia#. Reazioni di fotosensibilità#, prurito#, rash#, angioedema##, iperidrosi Raro Patologie della pelle possono essere associate a febbre,dolore muscolare e articolare (mialgia, artralgia, artrite), infiammazione vascolare (vasculite), dermatite psoriasiforme# Molto raro Orticaria# Non nota Necrolisi epidermica tossica#,

eritema multiforme#, dermatite esfoliativa#, pemfigo, porpora#, sindrome di Stevens-Johnson#, Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Mal di schiena#, mialgia# Non comune Artralgia# Non nota Lupus eritematoso sistemico Patologie renali e urinarie Non comune Disfunzione renale#, proteinuria# Non nota Nefrite tubulo interstiziale Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non comune Disfunzione erettile# Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Astenia#,dolore al petto#, affaticamento# Non comune Piressia#,edema generalizzato##, edema periferico# Non nota Sierosite Esami diagnostici Comune Aumento della creatinina nel sangue#,aumento dell’urea nel sangue#* Non nota Aumento del colesterolo ematico #, aumento dei trigliceridi ematici #, diminuzione dell’ematocrito#, aumento degli enzimi epatici, aumento della bilirubina nel sangue, anticorpi antinucleo aumentati #, velocità di eritrosedimentazione aumentata Infezioni e infestazioni Comune Bronchite, infezione del tratto respiratorio superiore, faringite#, rinite# Non comune Infezione virale. Infezione del tratto urinario, sinusite Patologie endocrine Non comune Le necessità di insulina nei pazienti diabetici possono essere alterate dai tiazidici e può insorgere diabete mellito latente# * Questi aumenti sono più probabili in pazienti trattati con terapia diuretica concomitante rispetto a quelli in monoterapia con quinapril. Questi aumenti osservati spesso si annullano con il proseguimento della terapia. # Reazioni avverse associate al componente quinapril, frequenze osservate quando si assume quinapril/idroclorotiazide. ## Reazioni avverse associate al componente quinapril, frequenze osservate in quinapril, reazioni avverse non associate al componente quinapril e idroclorotiazide. ∞ Nei pazienti con una deficienza congenita di G-6-PDH, sono stati riferiti casi individuali di anemia emolitica #. Risultati degli esami di laboratorio: Elettroliti sierici: (vedere paragrafo 4.4). Acido urico sierico, glucosio, magnesio, PBI, test della funzione paratiroidea e calcio: (vedere paragrafo 4.4). Test ematologici: (vedere paragrafo 4.4). Descrizione di reazioni avverse selezionat

Cancro cutaneo non melanoma: sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un’associazione tra HCTZ e NMSC, correlata alla dose cumulativa assunta (vedere anche i paragrafi 4.4 e 5.1). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio Per quinapril/idroclorotiazide non sono disponibili dati per quanto riguarda il sovradosaggio nell’uomo. Le manifestazioni cliniche più probabili potrebbero essere sintomi attribuibili al sovradosaggio di quinapril in monoterapia come grave ipotensione, che solitamente andrebbe trattata tramite infusione di una normale soluzione salina per via endovenosa. I segni e sintomi più comuni osservati per il sovradosaggio con idroclorotiazide in monoterapia sono quelli causati da deplezione degli elettroliti (ipopotassiemia, ipocloremia, iponatriemia) e disidratazione risultante da un’eccessiva diuresi. Se è stata somministrata anche digitale, l’ipopotassiemia può accentuare le aritmie cardiache. Non sono disponibili informazioni specifiche sul trattamento del sovradosaggio con quinapril/ idroclorotiazide. L’emodialisi e la dialisi peritoneale hanno scarso effetto sull’eliminazione del quinapril e del quinaprilato. Il trattamento è sintomatico e di supporto, conforme ad una costante assistenza medica.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: Quinapril e diuretici. Codice ATC: C09BA06 Quinapril/Idroclorotiazide è un’associazione a dosi fisse di un ACE-inibitore, il quinapril e di un diuretico, l’idroclorotiazide. La somministrazione concomitante di questi agenti riduce la pressione sanguigna con un’intensità maggiore rispetto ai singoli componenti somministrati in monoterapia. Il quinapril, come gli altri ACE-inibitori può contrastare la perdita di potassio tipica dell’idroclorotiazide. Il quinapril è un profarmaco che viene idrolizzato nel metabolita attivo quinaprilato, potente inibitore a lunga durata d’azione dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) nel plasma e nei tessuti. L’ACE catalizza la conversione dell’angiotensina I in angiotensina II, che è un potente vasocostrittore. L’inibizione dell’ACE provoca una diminuzione delle concentrazioni di angiotensina II e della secrezione di aldosterone; probabilmente viene inibito anche il metabolismo della bradichinina. In studi clinici il quinapril è risultato avere un effetto neutro sui lipidi e nessun effetto negativo sul metabolismo del glucosio. Il quinapril riduce le resistenze periferiche totali e quelle delle arterie renali. In generale non vi sono cambiamenti clinicamente rilevanti nella circolazione sanguigna renale o nella velocità di filtrazione glomerulare. Il quinaprilato induce una riduzione della pressione sanguigna in posizione supina, seduta ed ortostatica. Alle dosi raccomandate l’effetto massimo viene raggiunto in 2-4 ore. Il raggiungimento della massima riduzione della pressione può richiedere in alcuni pazienti 2-4 settimane di terapia. Nei modelli sperimentali dell’ipertensione nell’animale, si è assistito, con il quinapril, ad una diminuzione dell’ipertrofia ventricolare sinistra. Non sono disponibili dati di morbilità/mortalità.

L’idroclorotiazide è un diuretico tiazidico e un agente antiipertensivo che aumenta l’attività della renina plasmatica. L’idroclorotiazide diminuisce il riassorbimento renale degli elettroliti nei tubuli distali ed aumenta l’escrezione di sodio, cloro, potassio, magnesio, bicarbonato ed acqua. L’escrezione del calcio può essere ridotta. La concomitante somministrazione di quinapril e idroclorotiazide produce un effetto ipotensivo superiore a quello dei singoli componenti assunti in monoterapia. Due grandi studi randomizzati e controllati (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combination with Ramipril Globl Endpoint Trial) e VA NEPHRON-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes) hanno esaminato l’uso della combinazione di un ACE-inibitore con un antagonista del recettore dell’angiotensina II. ONTARGET è stato uno studio condotto in pazienti con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito tipo 2 associato all’evidenza di danno d’organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condotto in pazienti con diabete mellito tipo 2 e nefropatia diabetica. Questi studi non hanno dimostrato alcun significativo effetto benefico sugli esiti e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispetto alla monoterapia. Date le loro simili proprietà farmacocinetiche, questi risultati sono pertinenti anche per altri ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono quindi essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del recettore dell’angiotensina II in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica, malattia cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interrotto precocemente a causa di un aumentato rischio di eventi avversi. Morte cardiovascolare e ictus sono stati entrambi numericamente più frequenti nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo e gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono stati riportati più frequentemente nel gruppo aliskiren rispetto al gruppo placebo. Cancro cutaneo non melanoma Sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un’associazione tra HCTZ e NMSC correlata alla dose cumulativa assunta. Uno studio ha incluso una popolazione comprendente 71.533 casi di BCC e 8.629 casi di SCC confrontati rispettivamente con 1.430.833 e 172.462 soggetti nella popolazione di controllo. Un elevato utilizzo di HCTZ (dose cumulativa ≥ 50.000 mg) è stato associato a un OR (odds ratio) aggiustato per confondenti pari a 1,29 (95% CI: 1,23-1,35) per il BCC e pari a 3,98 (95% CI: 3,68-4,31) per l’SCC. È stata osservata un’evidente relazione tra dose cumulativa assunta e risposta sia per il BCC che per l’SCC. Un altro studio ha dimostrato una possibile associazione tra il cancro delle labbra (SCC) e l’esposizione all’HCTZ: 633 casi di cancro delle labbra confrontati con 63.067 soggetti nella popolazione di controllo, utilizzando una strategia di campionamento dei soggetti a rischio (risk-set sampling). È stata dimostrata una relazione tra la risposta e la dose cumulativa con un OR aggiustato di 2,1 (95% CI: 1,7-2,6) aumentato fino a 3,9 (3,0-4,9) in caso di un utilizzo elevato (~ 25.000 mg) e fino a 7,7 (5,7-10,5) con la massima dose cumulativa assunta (~ 100.000 mg) (vedere anche il paragrafo 4.4). 5.2. Proprietà farmacocinetiche Quinapril La biodisponibilità del metabolita attivo quinaprilato è del 30-40% della dose di quinapril somministrata per via orale. I picchi plasmatici vengono raggiunti dopo circa 2 ore. L’assorbimento di quinapril non è influenzato dall’assunzione di cibo, ma una dieta con un contenuto estremamente elevato di grassi può ridurne l’assorbimento. Circa il 97% della sostanza attiva è legato alle proteine plasmatiche. Dopo dosi ripetute l’emivita del quinaprilato è di 3 ore. Lo stato stazionario è raggiunto in 2-3 giorni. Il quinaprilato viene escreto dai reni in forma per lo più immodificata. La clearance è di 220 ml/min. Nei pazienti con disfunzioni renali l’emivita del quinaprilato è prolungata e le concentrazioni plasmatiche sono elevate. In pazienti con grave compromissione epatica è stata osservata una ridotta concentrazione di quinaprilato a causa della ridotta idrolisi del quinapril.

Dopo una singola dose orale di 20 mg di quinapril in sei donne in allattamento, il rapporto latte/plasma per quinapril era 0,12. Il quinapril non era rilevabile nel latte dopo 4 ore dopo la dose. I livelli di quinaprilato nel latte non erano rilevabili (<5 µg/L) in tutti i punti temporali. Si stima che un bambino allattato riceva circa 1,6% della dose materna aggiustata secondo il peso di quinapril. Idroclorotiazide La biodisponibilità è del 60-80%. L’effetto diuretico è evidente entro 2 ore dalla somministrazione, con un effetto massimo dopo circa 4 ore. L’effetto si mantiene per 6-12 ore. L’idroclorotiazide viene escreta immodificata attraverso i reni. L’emivita plasmatica media è nell’intervallo di 5-15 ore. L’emivita dell’idroclorotiazide nei pazienti con compromissione della funzionalità renale risulta prolungata. 5.3. Dati preclinici di sicurezza I dati preclinici non rivelano particolari rischi per l’uomo sulla base degli studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute, genotossicità, e potenziale cancerogeno. Non sono stati condotti studi sulla genotossicità e sulla cancerogenesi dell’associazione (quinapril/idroclorotiazide). Studi di tossicità riproduttiva suggeriscono che quinapril e/o idroclorotiazide non abbiano effetti negativi sulla fertilità e sulla capacità riproduttiva dei ratti e non hanno effetti teratogeni. Gli ACE-inibitori, come classe, sono risultati fetotossici (causando lesioni e/o morte dei feti) quando somministrati durante il secondo o terzo trimestre.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Nucleo della compressa Lattosio monoidrato Magnesio carbonato pesante Crospovidone (Tipo A) Povidone (K30) Magnesio stearato Film di rivestimento (Opadry pink) Ipromellosa Titanio diossido (E171) Idrossipropilcellulosa Macrogol 400 Ferro ossido rosso (E172) Ferro ossido giallo (E172) 6.2. Incompatibilità Non applicabile. 6.3. Periodo di validità 3 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Conservare a temperatura inferiore a 25C. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Confezioni in blister poliammide/alluminio/PVC-alluminio: 7, 10, 14, 20, 28, 30, 42, 50, 56, 60, 84, 90, 98, 100, 156, 250 e 500 compresse rivestite con film.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Aurobindo Pharma (Italia) S.r.l. via San Giuseppe, 102 21047 - Saronno (VA)

8. Numeri di autorizzazione all’immissione in commercio

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 02/02/2011 Data del rinnovo più recente: 07/03/2018

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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