CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM

Clindamicina è usata nel trattamento di gravi infezioni batteriche (ad esempio germi anaerobi sensibili, stafilococchi, streptococchi e pneumococchi). CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. è utilizzato negli adulti e nei bambini per il trattamento - infezioni gravi causate da batteri sensibili (stafilococchi, streptococchi e pneumococchi) resistenti ad altri medicinali antibiotici…

Usato per: infezioni batteriche

Principio attivo: CLINDAMICINA FOSFATO, CLINDAMICINA · ATC J01FF01 · BIOINDUSTRIA LABORATORIO ITALIANO MEDICINALI S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
CLINDAMICINA FOSFATO*5 fiale IM EV 600 mg 4 ml H 20,67 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: CLINDAMICINA FOSFATO, CLINDAMICINA
Forma farmaceutica: Soluzione per infusione
Dosaggio: 600 mg / 4 ml SOLUZIONE PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: BIOINDUSTRIA LABORATORIO ITALIANO MEDICINALI S.P.A.
Codice ATC: J01FF01
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA - HIKMA ITALIA S.P.A.
· DALACIN C - PFIZER ITALIA S.R.L.
· CLINDAMICINA KALCEKS - AS KALCEKS
· DALACIN C FOSFATO - PFIZER ITALIA S.R.L.
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Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

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Cosa deve sapere prima che venga somministrato a lei e/o al suo bambino CLINDAMICINA
FOSFATO Bioindustria L.I.M.
Come sarà somministrato a lei e/o al suo bambino CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M.
Possibili effetti indesiderati
5. Come conservare CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M.
6. Contenuto della confezione e altre informazioni

1. Cos’è CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. e a cosa serve

CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. è una soluzione per iniezione in vena (via endovenosa), o attraverso un muscolo (via intramuscolare). La soluzione contiene clindamicina fosfato, un composto che uccide i batteri (antibiotico), che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati lincosamidi. Clindamicina è usata nel trattamento di gravi infezioni batteriche (ad esempio germi

anaerobi sensibili, stafilococchi, streptococchi e pneumococchi). CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. è utilizzato negli adulti e nei bambini per il trattamento - infezioni gravi causate da batteri sensibili (stafilococchi, streptococchi e pneumococchi) resistenti ad altri medicinali antibiotici; tuttavia è necessario eseguire dei test prima dell’uso di

questo medicinale per stabilire la sua efficacia verso i microrganismi responsabili dell’infezione. - infezioni ginecologiche e pelviche acute causate dal batterio Chlamydia trachomatis (in combinazione con altri antibiotici) quando è controindicato l’uso delle tetracicline (altri medicinali antibiotici);

- infiammazione a carico del cervello (encefalite) causata dal parassita Toxoplasma gondii in
persone con sistema immunitario compromesso;
- polmonite causata dal fungo Pneumocystis jiroveci in persone con sistema immunitario
compromesso.

Cosa deve sapere prima di usarlo

FOSFATO Bioindustria L.I.M.

Non le verrà somministrato CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M.
- se è allergico alla clindamicina, ad altri medicinali simili come la lincomicina o ad uno qualsiasi
degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);
- se sta allattando;
- se la persona che deve usare questo medicinale è un bambino al di sotto dei 2 anni di età.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico, al medico che ha in cura il suo bambino o all’infermiere prima di ricevere CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M.

Questo medicinale può essere utilizzato solo in strutture idonee (ospedale, cliniche e case di cura) e da personale sanitario specializzato.

Informi il medico o il medico che ha in cura il suo bambino prima di ricevere/somministrare al

bambino questo medicinale se:
- lei è anziano o lei o il suo bambino siete gravemente malati;
- avete avuto in passato malattie allo stomaco o all’intestino;
- avete la tendenza a sviluppare facilmente delle reazioni allergiche;
- avete gravi problemi al fegato;
- avete gravi problemi ai reni.
Possono insorgere disturbi renali acuti. Informi il medico riguardo a qualsiasi farmaco che sta
assumendo e a eventuali problemi renali. Se manifesta produzione di urina diminuita, ritenzione di
liquidi che causa gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi, respiro affannoso o nausea, contatti
immediatamente il medico.

Informi il medico o il medico che ha in cura il suo bambino se una qualsiasi delle seguenti condizioni si manifesta o peggiora durante il trattamento con CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M.

(vedere anche paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”): - insorgenza di diarrea. Se manifestate crampi addominali e diarrea grave e prolungata con presenza di sangue e muco nelle feci, interrompa il trattamento con questo medicinale e si rivolga al medico. Questi, infatti, potrebbero essere i sintomi di un’infiammazione intestinale

(colite pseudomembranosa) causata dall’utilizzo di antibiotici. Informi immediatamente il medico se lei/il suo bambino manifestate questi sintomi anche dopo diversi mesi dall’interruzione del trattamento con CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M.; - nuove infezioni o persistenza di infezioni in corso. Questa situazione potrebbe essere causata da germi che non sono sensibili a CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M.;

- reazioni allergiche o reazioni cutanee gravi. In questo caso interrompa il trattamento con questo medicinale e si rivolga al medico.

Esami di laboratorio

Durante il trattamento con CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M., il medico eseguirà regolari controlli del funzionamento del fegato, dei reni ed esami del sangue, soprattutto se lei o il suo bambino siete sottoposti a un trattamento di lunga durata con questo medicinale.

Bambini Il prodotto non deve essere somministrato ai bambini prematuri o al di sotto dei 2 anni di età per il contenuto in alcool benzilico, che può causare reazioni tossiche e anafilattiche fino ai 3 anni di età. Nei bambini e nei neonati (in particolare nei neonati prematuri), l’alcool benzilico, uno dei componenti di questo medicinale, può provocare effetti indesiderati gravi, come una malattia chiamata “sindrome di gasping”, caratterizzata da diminuzione di tutte le funzioni del cervello e deterioramento del sistema nervoso, accumulo di acido lattico nel corpo, difficoltà di respirazione, problemi al cuore e anomalie del sangue (vedere paragrafo “CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. contiene alcool benzilico”).

Altri medicinali e CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. Informi il medico, il medico che ha in cura il suo bambino o l’infermiere se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale.

I medicinali elencati influiscono sull’efficacia di CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. e viceversa: - antagonisti della vitamina K (es. warfarin, acenocumarolo e fluindione), o medicinali simili utilizzati per fluidificare il sangue.

- bloccanti neuromuscolari, usati durante un intervento chirurgico per rilassare la muscolatura
(ad esempio etere, tubocurarina, pancuronio);
- alcuni antibiotici (farmaci usati contro i batteri) quali metronidazolo, gentamicina, eritromicina,
lincomicina e rifampicina;

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o all’infermiere prima che le sia somministrato questo medicinale. Gravidanza Questo medicinale deve essere somministrato in gravidanza solo se strettamente necessario. CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. contiene alcool benzilico (vedere “CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. contiene alcool benzilico”)

Allattamento CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. non deve essere somministrata durante l’allattamento (vedere paragrafo “Non usi CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M.”) dal momento che è escreto

nel latte materno e può causare effetti indesiderati nel bambino, come diarrea, sangue nelle feci, infezioni da funghi (candidosi) o eruzioni sulla pelle. Pertanto non prenda CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. se sta allattando al seno (vedere paragrafo “Non le verrà somministrato CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M.”) CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. contiene alcool benzilico (vedere “CLINDAMICINA FOSFATO

Bioindustria L.I.M. contiene alcool benzilico”).

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. non altera o altera in modo trascurabile la capacità di

guidare veicoli e di usare macchinari.

CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. contiene alcool benzilico Questo medicinale contiene 9, 45 mg/ml di alcool benzilico.

Alcool benzilico può causare reazioni allergiche. Alcool benzilico è stato associato al rischio di gravi effetti indesiderati inclusi problemi respiratori (sindrome da respiro agonico) nei bambini piccoli. Non deve essere somministrato ai bambini prematuri o al di sotto dei 2 anni di età. Questo medicinale non deve essere usato per più di una settimana nei bambini piccoli (meno di 3 anni di età). Chieda consiglio al medico se è in gravidanza o sta allattando. Questo perché grandi quantità di alcool benzilico possono accumularsi nel corpo e causare effetti indesiderati (come l’acidosi metabolica).

Chieda consiglio al medico se ha una patologia al fegato o ai reni. Questo perché grandi quantità di alcool benzilico possono accumularsi nel corpo e causare effetti indesiderati (come l’acidosi metabolica).

CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. contiene sodio

Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. per uso intramuscolare contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è praticamente “senza sodio”. Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. per uso endovenoso contiene 23,48 mg di sodio per 8 ml. Questo equivale a 1,17% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un

adulto.

Come usarlo

L.I.M.

CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. viene somministrata soltanto in ambiente ospedaliero e sotto l’attento monitoraggio del personale specializzato. Se ha dubbi consulti il medico o l’infermiere. CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. deve essere somministrato per iniezione in un muscolo (es. nel gluteo) o per iniezione in una vena. In quest’ultimo caso la somministrazione deve essere effettuata solo da personale sanitario esperto. Quando le sue condizioni iniziano a migliorare, il medico può decidere di continuare il trattamento

con medicinali contenenti lo stesso principio attivo da prendere per bocca.

 Infezioni gravi La dose raccomandata negli adulti è di 600-1200 mg al giorno suddivisi in 2, 3 o 4 somministrazioni.

La dose raccomandata nei bambini è di 15-25 mg per kg di peso corporeo al giorno suddivisi in 3 o 4 somministrazioni.

 Infezioni gravissime La dose raccomandata negli adulti è di 1200-2700 mg al giorno suddivisi in 2, 3 o 4 somministrazioni.

La dose raccomandata nei bambini è di 25-40 mg per kg di peso corporeo al giorno suddivisi in 3 o 4 somministrazioni. In caso di infezioni causate da Streptococco beta-emolitico (un batterio), il trattamento con CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. deve durare per almeno 10 giorni.

 Infezioni ginecologiche La dose raccomandata è 900 mg ogni 8 ore somministrando il medicinale in vena in associazione

con un altro appropriato antibiotico. La terapia deve essere continuata per almeno 4 giorni e comunque per 48 ore dopo che si verifica un miglioramento. Il medico continuerà la terapia con 450 mg di clindamicina ogni 6 ore da prendere per bocca fino a completare il ciclo di terapia di 10-14 giorni.

 Infezioni causate da Toxoplasma gondii nei pazienti con basse difese immunitarie. La dose raccomandata è 600-1200 mg ogni 6 ore per 2 settimane. In seguito la dose può essere ridotta a 300-600 mg da prendere per bocca ogni 6 ore per 8-10 settimane. Il medico stabilirà se associare CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. ad altri medicinali in base alla gravità dell’infezione.

 Infezioni causate da Pneumocystis jiroveci nei pazienti con basse difese immunitarie. La dose raccomandata è di 600 mg ogni 6 ore o 900 mg ogni 8 ore per 21 giorni associati a 15-30 mg di primachina somministrata per via orale una volta al giorno per 21 giorni.

Se riceve più CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. di quanto deve Se è preoccupato che le possa essere stata somministrata una dose di medicinale superiore al dovuto, informi immediatamente il medico o l’infermiere.

Se dimentica di usare CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. Poiché questo medicinale le verrà somministrato sotto attenta supervisione medica, è improbabile che una dose possa essere dimenticata. Tuttavia, informi il medico o l’infermiere se pensa che sia stata dimenticata una dose.

Se interrompe il trattamento con CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. Se interrompe il trattamento con il medicinale troppo presto, l'infezione potrebbe ripresentarsi o peggiorare. Non interrompa il trattamento con CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. a meno che non glielo prescriva il medico. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Interrompa immediatamente il trattamento con questo medicinale e si rivolga al medico se lei/il suo bambino manifestate: - diarrea grave, persistente o con presenza di sangue e muco nelle feci (che può essere associata a mal di stomaco o febbre). Questi possono essere i sintomi di una grave infiammazione intestinale (colite pseudomembranosa) (vedere paragrafo 2 “Avvertenze e precauzioni”);

- grave reazione allergica caratterizzata da gonfiore in diverse parti del corpo e difficoltà a
respirare;
- reazione allergica caratterizzata da eruzione cutanea, febbre e sintomi che coinvolgono diversi
organi (reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici: DRESS);

- gravi reazioni acute da ipersensibilità che coinvolgono la pelle e le mucose (sindrome di Stevens-
Johnson, necrolisi epidermica tossica, pustolosi esantematica acuta generalizzata,
angioedema);
- arresto della funzione del cuore e dei polmoni (arresto cardio-respiratorio);

- ritenzione di liquidi che causa gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi, respiro affannoso o nausea.

Informi immediatamente il medico se lei/il suo bambino manifestate i seguenti effetti indesiderati:
Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):
- infiammazione dei vasi sanguigni con conseguente formazione di coaguli di sangue
(tromboflebite);
- alterazione degli esami medici che valutano il funzionamento del fegato;
- eruzione cutanea caratterizzata dalla comparsa di chiazze rosse sulla pelle circondate da piccole

bolle (eruzione cutanea maculo-papulare).

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):
- alterazione del gusto (disgeusia);
- abbassamento della pressione del sangue (ipotensione);

- diarrea;
- nausea;
- eruzione cutanea, caratterizzata da macchie rosse e bolle sulla pelle;
- prurito;

- orticaria;
- dolore e formazione di ascessi nel sito di iniezione.

Frequenza non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili): - infezione della vagina;

e diminuzione delle piastrine (trombocitopenia) nel sangue;
- aumento del numero degli eosinofili (un tipo di globuli bianchi) nel sangue;
- dolore all’addome
- diminuzione del numero dei globuli bianchi (leucopenia, eosinofilia, agranulocitosi, neutropenia)

- vomito;
- colorazione giallastra della pelle e del bianco degli occhi causata da una malattia del fegato
(ittero); reazioni a livello della pelle e delle mucose caratterizzate da formazione di bolle, pustole
(bolle ripiene di pus), chiazze rosse e squame (eritemi, dermatiti);
- disfunzione dei reni con aumento dei livelli di azoto nel sangue (azotemia), diminuita escrezione

urinaria (oliguria) e/o presenza di proteine nelle urine (proteinuria); - irritazione alla sede di iniezione.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione tramite il sito web dell’: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di

questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta dopo “Scadenza”.

La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare ad una temperatura compresa tra gli 8°C e 30°C. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M.
- Il principio attivo è clindamicina fosfato. Ogni fiala contiene 712,92 mg di clindamicina fosfato
pari a 600,0 mg di clindamicina base.
- Gli altri componenti (eccipienti) sono bisodio edetato, alcool benzilico, acqua per preparazioni

iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. e contenuto della confezione

Ogni confezione di CLINDAMICINA FOSFATO Bioindustria L.I.M. contiene 5 fiale da 4 ml di soluzione iniettabile o per infusione.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore Bioindustria Laboratorio Italiano Medicinali S.p.A. (Bioindustria L.I.M. S.p.A.) Via de Ambrosiis 2, 15067 Novi Ligure (AL) - Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il: ------------------------------------------------------------------------------------------------

Domande frequenti su CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM

Come si usa CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM?

CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM si presenta in forma di Soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa, intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM è disponibile senza ricetta?

No, CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM?

Il principio attivo di CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM è CLINDAMICINA FOSFATO, CLINDAMICINA.

Quali sono gli equivalenti di CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA, DALACIN C, CLINDAMICINA KALCEKS, DALACIN C FOSFATO. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM?

CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM è prodotto da BIOINDUSTRIA LABORATORIO ITALIANO MEDICINALI S.P.A..

Da quando CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM è autorizzato in Italia?

CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2007-07-12.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA L.I.M. 150 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una fiala da 4 ml contiene: Principio attivo: Clindamicina fosfato 712,92 mg equivalente a clindamicina base 600,0 mg Eccipienti con effetti noti: ogni ml di soluzione contiene 9,45 mg di alcool benzilico e 0,50 mg di bisodio edetato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile o per infusione

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

La clindamicina è indicata nel trattamento delle gravi infezioni sostenute da germi anaerobi sensibili, nonché nel trattamento delle gravi infezioni sostenute da stafilococchi, streptococchi e pneumococchi. Un trattamento con clindamicina, per lo più associata ad un antibiotico aminoglicosidico, può essere preso in considerazione come alternativa nella terapia di infezioni ginecologiche e pelviche acute da Chlamydia trachomatis quando l’impiego dell’antibiotico di scelta, le tetracicline, è controindicato. La clindamicina si è dimostrata efficace nel trattamento di infezioni da stafilococchi resistenti ad altri antibiotici; prima dell’impiego è necessario tuttavia eseguire opportuni test microbiologici al fine di stabilire la sensibilità in vitro del germe verso l’antibiotico. Trattamento delle infezioni opportunistiche da Toxoplasma gondii e Pneumocystis jiroveci in pazienti immunocompromessi.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La posologia e la via di somministrazione devono essere determinate dalla gravità dell’infezione, dalle condizioni del paziente e dalla sensibilità del microrganismo responsabile. Posologia Adulti: somministrazione per via intramuscolare profonda e per fleboclisi.

Infezioni gravi da cocchi aerobi Gram-positivi e anaerobi più sensibili (generalmente non sono inclusi il Bacteroides fragilis, i Peptococchi ed i Clostridi diversi dal Clostridium perfringens): 600-1200 mg/die suddivisi in due, tre o quattro somministrazioni. Infezioni gravissime, particolarmente quelle dovute ad accertato o sospetto Bacteroides fragilis, Peptococchi o Clostridi diversi dai Clostridium perfringens: 1200-2700 mg/die suddivisi in due, tre o quattro somministrazioni. Questi dosaggi, se il caso lo richiede, possono essere aumentati fino a 4800 mg/die da somministrare per flebo in quelle infezioni che possono compromettere la vita del paziente. Non somministrare per via intramuscolare dosi singole superiori a 600 mg. Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. non deve essere iniettato per via endovenosa sotto forma di bolo non diluito, ma deve essere infuso in un periodo di almeno 10-60 minuti. Il farmaco può essere somministrato per la prima volta mediante fleboclisi rapida e successivamente mediante fleboclisi lenta secondo lo schema seguente: Per mantenere concentrazioni ematiche di clindamicina superiori a: Iniziare con fleboclisi rapida di: Indi continuare con: 4 mcg/ml 10 mg/min per 30’ 0,75 mg/min 5 mcg/ml 15 mg/min per 30’ 1,00 mg/min 6 mcg/ml 20 mg/min per 30’ 1,25 mg/min Nella malattia infiammatoria pelvica: 900 mg ogni 8 ore per via endovenosa in associazione ad un appropriato antibiotico attivo sugli aerobi Gram-negativi. Continuare la terapia per almeno 4 giorni e, comunque, per 48 ore dopo che si è osservato un miglioramento nella paziente. Continuare la terapia con clindamicina orale al dosaggio di 450 mg ogni 6 ore fino a completare il ciclo di terapia (10-14 giorni). Toxoplasmosi cerebrale in pazienti immunodeficienti ad alto rischio: 600-1200 mg di clindamicina fosfato per via endovenosa o di clindamicina cloridrato per via orale ogni 6 ore per due settimane, seguiti da 300-600 mg di clindamicina cloridrato per via orale ogni 6 ore fino a completare il ciclo terapeutico di 8-10 settimane. Quando la clindamicina viene associata alla pirimetamina la dose di quest’ultima è di 25-75 mg per via orale per 8-10 settimane. Con le dosi più elevate di pirimetamina si consiglia di somministrare 10-20 mg/die di acido folinico. Polmonite da Pneumocystis jiroveci in pazienti immunodeficienti ad alto rischio: clindamicina fosfato per via endovenosa 600 mg ogni 6 ore o 900 mg ogni 8 ore oppure 300-450 mg di clindamicina cloridrato per via orale ogni 6 ore somministrate per 21 giorni e 15-30 mg di primachina somministrata per via orale una volta al giorno per 21 giorni. Popolazione pediatrica Al di sopra dei due anni di età, somministrazione per via intramuscolare profonda o per fleboclisi.

Infezioni gravi: 15-25 mg/kg/die suddivisi in 3-4 somministrazioni. Infezioni gravissime: 25-40 mg/kg/die suddivisi in 3-4 somministrazioni. Il dosaggio da somministrare ai bambini può, in alternativa, essere valutato in base alla superficie corporea: 350 mg/m2/die per le infezioni gravi e 450 mg/m2/die per le infezioni gravissime. Se si dovesse manifestare una grave diarrea, sospendere l’antibiotico. La terapia per via parenterale può essere sostituita da quella orale (capsule) quando le condizioni migliorano e a discrezione del medico. In caso di infezioni da streptococco betaemolitico, continuare il trattamento per almeno 10 giorni. Modo di somministrazione Diluizione e velocità di somministrazione Non somministrare per via intramuscolare dosi singole superiori a 600 mg. La concentrazione di clindamicina nel diluente per infusione non deve superare 18 mg/ml e la velocità di infusione non deve superare 30 mg al minuto. La somministrazione di Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. mediante fleboclisi va effettuata secondo lo schema seguente: Dose Diluire in Tempo di somministrazione 300 mg 50 ml 10 minuti 600 mg 50 ml 20 minuti 900 mg 50 -100 ml 30 minuti 1200 mg 100 ml 40 minuti Si raccomanda di non somministrare più di 1200 mg in una singola infusione della durata di un’ora. Compatibilità Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. è fisicamente e chimicamente compatibile per almeno 24 ore, in soluzioni iniettabili di destrosio al 5% e cloruro di sodio 0,9% contenente i seguenti antibiotici nelle concentrazioni comunemente impiegate: amikacina, aztreonam, cefamandolo, cefazolina, cefotaxima, cefoxitina, ceftazidima, ceftizoxima, gentamicina, netilmicina, piperacillina e tobramicina. La compatibilità e la durata di stabilità delle miscele di farmaci variano in funzione della concentrazione e di altre condizioni. È invece incompatibile con ampicillina, difenilidantoina, barbiturici, aminofillina, solfato di magnesio e gluconato di calcio (vedere paragrafo 6.2).

4.3 Controindicazioni

Il farmaco è controindicato nei pazienti che alla anamnesi dovessero risultare ipersensibili alla clindamicina, alla lincomicina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Il farmaco è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6). Per il suo contenuto in alcool benzilico, clindamicina fosfato soluzione iniettabile non deve essere somministrato ai nati prematuri, ai neonati, ai bambini al di sotto dei 2 anni (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).

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4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

In pazienti sottoposti a terapia con clindamicina sono state riportate reazioni da ipersensibilità gravi, comprese reazioni cutanee gravi come reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (NET) e pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP). Qualora si verifichi una reazione da ipersensibilità o una reazione cutanea grave, il trattamento con clindamicina deve essere interrotto e deve essere istituita una terapia adeguata (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Questo medicinale contiene alcool benzilico (9,45 mg/ml) come conservante. L’impiego dell’alcool benzilico è stato associato a reazioni avverse gravi, inclusa la “gasping sindrome” e il decesso in pazienti pediatrici, in particolare non deve essere dato ai bambini prematuri o ai neonati. Nonostante le normali dosi terapeutiche del prodotto trasportino in genere quantità di alcool benzilico sostanzialmente inferiori a quelle associate alla “gasping sindrome”, non è nota la quantità di alcool benzilico alla quale si può manifestare la tossicità. Il rischio di tossicità da alcool benzilico dipende dalla quantità somministrata e dalla capacità epatica di eliminare la sostanza. Nei neonati prematuri e sottopeso può esservi maggiore probabilità di sviluppare tossicità. L’alcool benzilico può causare reazioni tossiche e anafilattiche nei bambini fino a 3 anni di età (vedere paragrafo 4.3). L’impiego della clindamicina deve essere riservato ai pazienti allergici alla penicillina o a pazienti per i quali, a giudizio del medico, la penicillina non sia indicata. Per la possibilità di coliti, il medico prima di prescrivere la clindamicina, deve valutare la natura dell’infezione e la possibilità di impiego di farmaci meno tossici. Il trattamento con gli antibiotici altera la normale flora del colon e porta ad una crescita eccessiva di Clostridium difficile. Ciò è stato riferito con l'uso di quasi tutti gli antibiotici, compresa la clindamicina. Il Clostridium difficile produce le tossine A e B che contribuiscono allo sviluppo della diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD) ed è una causa primaria di “colite da antibiotici”. È necessaria un’attenta anamnesi poiché i casi di diarrea associata a C. difficile sono stati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibiotici. Nei pazienti che presentano diarrea dopo somministrazione di antibiotici è importante prendere in considerazione la diagnosi di CDAD. Essa può evolvere in colite, compresa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.8), la cui gravità può variare da colite lieve a fatale. La colite è usualmente caratterizzata da grave e persistente diarrea con crampi addominali e può esservi presenza di sangue e muco nelle feci. La colite se non è diagnosticata e trattata tempestivamente può evolvere a peritonite, shock e megacolon tossico. L’esame endoscopico può rivelare colite pseudomembranosa. Se esiste un sospetto di colite si raccomanda un esame rettosigmoidoscopico. La presenza di colite può essere ulteriormente confermata dall’esame colturale delle feci per il Clostridium difficile in un media selettivo e dal saggio per la tossina del C. difficile. Se si sospetta o viene confermata la presenza di diarrea da antibiotici o di colite da antibiotici, si deve interrompere il trattamento in corso con antibiotici, compresa la clindamicina, e si devono prendere immediatamente provvedimenti terapeutici adeguati. In questa situazione sono controindicati i farmaci che inibiscono la peristalsi.

Gli antiperistaltici, gli oppiacei e il difenossilato più atropina possono prolungare e/o peggiorare le condizioni. La vancomicina è risultata efficace nel trattamento delle coliti pseudomembranose antibioticodipendenti prodotte dal Clostridium difficile. Il dosaggio per gli adulti è da 500 mg a 2 g/die di vancomicina per via orale suddivisa in tre-quattro somministrazioni per un periodo di 7-10 giorni. La colestiramina si lega alla tossina in vitro: però questa resina si lega anche alla vancomicina. Pertanto nel caso di somministrazione contemporanea di colestiramina e vancomicina è consigliabile somministrare ciascun farmaco ad orari diversi. Sono stati descritti alcuni rari casi di ricaduta dopo trattamento con vancomicina. I dati finora disponibili mettono in luce che i pazienti anziani e/o gravemente ammalati tollerano meno bene la diarrea; qualora questi pazienti dovessero essere trattati con clindamicina occorre prestare particolare attenzione alle variazioni della frequenza dell’evacuazione. Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. deve essere prescritto con cautela ad individui con anamnesi positiva per malattie gastro-intestinali, particolarmente coliti ed agli individui atopici. Talvolta l’uso di antibiotici può provocare lo sviluppo di germi resistenti, in particolare lieviti. Qualora dovesse manifestarsi una superinfezione intraprendere le misure terapeutiche adeguate. Durante una terapia prolungata si devono effettuare esami periodici della funzionalità epatica e renale ed esami emocromocitometrici. Compromissione della funzionalità epatica e renale L’emivita del farmaco è risultata solo lievemente modificata negli epatonefro-pazienti. Pertanto in caso di compromissione della funzionalità epatica e renale di lieve o media gravità non è necessaria di norma una riduzione della dose che può essere richiesta nei casi di grave deterioramento della funzione del fegato e del rene. In caso di prolungamento della terapia devono essere eseguiti esami delle funzioni renale ed epatica. Sono state riferite non frequentemente lesioni traumatiche renali acute, inclusa insufficienza renale acuta. Nei pazienti affetti da compromissione renale preesistente o che assumono in concomitanza farmaci nefrotossici deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale (vedere paragrafo 4.8). Poiché la clindamicina non diffonde adeguatamente nel liquido cefalorachidiano, il farmaco non deve essere impiegato per il trattamento delle meningiti. I dati sull’uso di Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. in donne in gravidanza sono limitati pertanto l’uso deve essere effettuato solo se strettamente necessario (vedere paragrafo 4.6). Informazioni importanti su alcuni eccipienti Alcool benzilico Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. contiene 9,45 mg di alcool benzilico per ml (vedere paragrafo 4.3 e 4.6). Alcool benzilico può causare reazioni allergiche.

Alcool benzilico è stato associato al rischio di gravi effetti indesiderati inclusi problemi respiratori (sindrome da respiro agonico) nei bambini piccoli. La somministrazione endovenosa di alcool benzilico è stata associata a gravi eventi avversi e morte in neonati (sindrome da respiro agonico). Non è nota la minima quantità di alcool benzilico per cui si manifesta la tossicità. Rischio aumentato nei bambini piccoli a causa di accumulo. Grandi volumi devono essere usati con cautela e solo se necessario, specialmente in pazienti con insufficienza epatica o renale a causa del rischio di accumulo e tossicità (acidosi metabolica). Sodio Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. per uso intramuscolare contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è praticamente “senza sodio”. Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. per uso endovenoso contiene 23,48 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per 8 ml. Questo equivale a 1,17% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Antagonisti della vitamina K Test di coagulazione aumentati (PT/INR) e/o emorragie sono stati riportati in pazienti trattati con clindamicina in associazione con antagonisti della Vitamina K (es. warfarin, acenocumarolo e fluindione). Pertanto, i test di coagulazione nei pazienti in trattamento con antagonisti della vitamina K devono essere frequentemente monitorati. La clindamicina somministrata per via iniettabile si è dimostrata in grado di indurre un blocco neuromuscolare che potrebbe potenziare l'attività di altri farmaci bloccanti neuromuscolari (per esempio: etere, tubocurarina, pancuronio). Deve essere quindi utilizzata con cautela nei pazienti che assumono tali farmaci. È stata riportata un'azione sinergica con il metronidazolo nei confronti del Bacteroides fragilis. L'associazione con gentamicina può determinare occasionalmente un sinergismo e mai un antagonismo. È stata dimostrata una reattività crociata fra clindamicina e lincomicina. La clindamicina viene metabolizzata principalmente da CYP3A4 e, in misura minore, da CYP3A5, nel metabolita maggiore clindamicina solfossido e nel metabolita minore N-desmetilclindamicina. Pertanto, gli inibitori di CYP3A4 e CYP3A5 possono ridurre la clearance della clindamicina e gli induttori di questi isoenzimi possono aumentarla. In presenza di forti induttori di CYP3A4 come la rifampicina, monitorare l’eventuale perdita di efficacia. Studi in vitro indicano che la clindamicina non inibisce CYP1A2, CYP2C9, CYP2C19, CYP2E1 o CYP2D6 e inibisce solo moderatamente CYP3A4. Pertanto, sono improbabili interazioni clinicamente importanti tra clindamicina e farmaci co-somministrati metabolizzati da questi enzimi CYP. La somministrazione di clindamicina e primachina in volontari HIV-positivi non ha influito significativamente sui parametri farmacocinetici della zidovudina.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanz

Gli studi sulla tossicità riproduttiva condotti su ratti e conigli a seguito di somministrazione per via orale e sottocutanea non hanno mostrato segni di compromissione della fertilità o di danni causati al feto a causa di clindamicina, se non a dosi tali da indurre tossicità nella madre. Non sempre gli studi sulla riproduzione negli animali sono predittivi della risposta nella specie umana. Nella specie umana la clindamicina attraversa la placenta. A seguito di dosi multiple, le concentrazioni nel liquido amniotico sono risultate approssimativamente pari al 30% rispetto alle concentrazioni presenti nel sangue materno. Negli studi clinici su donne in gravidanza, la somministrazione sistemica di clindamicina durante il secondo ed il terzo trimestre non è risultata associata ad un aumento della frequenza di anomalie congenite. Non ci sono studi adeguati e ben controllati in donne gravide durante il primo trimestre di gravidanza. Clindamicina deve essere usato in gravidanza solo se strettamente necessario (vedere paragrafo 4.4). L'alcool benzilico può attraversare la placenta. Allattamento La clindamicina somministrata per via orale e parenterale è stata rinvenuta nel latte materno in concentrazioni comprese tra < 0,5 e 3,8 mcg/ml. La clindamicina può causare effetti collaterali sulla flora gastrointestinale nei bambini allattati al seno come diarrea, sangue nelle feci, candidosi o eruzioni cutanee. Pertanto, le donne che allattano non devono assumere la clindamicina (vedere paragrafo 4.3). Se per una madre che allatta è necessaria la clindamicina per via orale o endovenosa, deve essere utilizzato un medicinale alternativo o deve essere sospeso l’allattamento. I benefici dell’allattamento al seno sullo sviluppo e sulla salute del bambino devono essere considerati insieme al bisogno clinico di clindamicina per la madre. Fertilità Studi di fertilità in ratti trattati oralmente con clindamicina non hanno rivelato effetti sulla fertilità o capacità riproduttiva.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Clindamicina non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

La seguente tabella presenta le reazioni avverse segnalate con Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. soluzione per infusione nell’ambito delle sperimentazioni cliniche e durante la fase post-marketing sono riportate sotto, classificate per frequenza e per classificazione per sistemi e organi. I gruppi di frequenza sono definiti in base alla seguente convenzione:

Molto comune: ≥ 1/10; Comune: ≥ 1/100, < 1/10; Non comune: ≥ 1/1000, ≤ 1/100; Raro: ≥ 1/10000, ≤ 1/1000; Molto raro: < 1/10000; Non nota: (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno dei diversi gruppi di frequenza, gli effetti indesiderati vengono riportati in ordine di gravità decrescente. Classificazione per Sistemi e Organi Molto comune ≥ 1/10 Comune Da ≥ 1/100 A < 1/10 Non Comune Da ≥ 1/1.000 A < 1/100 Raro Da ≥ A < 1/1.000 Molto Raro < 1/10.000 Non Nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Infezioni ed Infestazioni Colite Pseudomembranosa* (vedere paragrafo 4.4) Colite da Clostridium difficile*, Infezione della vagina* Patologie del Sistema Emolinfopoietico Agranulocitosi*, Netropenia*, Trombocitopenia* Leucopenia*, Eosinofilia Disturbi del Sistema immunitario Shock anafilattico* Reazione anafilattoide*, Reazione anafilattica*, Ipersensibilità* Patologie del Sistema Nervoso Disgeusia Disturbi Cardiaci Arresto cardiorespiratorio § Patologie Vascolari Tromboflebite Ipotensione§ Patologie Gastrointestinali Diarrea, Nausea Dolore addominale, Vomito Patologie Epatobiliari Ittero*

Patologie della Cute e del Tessuto Sottocutaneo Eruzione cutanea maculopapulare Orticaria Eritema multiforme, Prurito Necrolisi epidermica tossica (TEN)*, Sindrome di Stevens-Johnson (SJS)*, Reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)* Pustolosi esantematica generalizzata acuta (AGEP)*, Angioedema* Dermatite esfoliativa*, Dermatite bollosa* Esantema morbilliforme* Patologie renali e urinarie Lesione traumatica renale acuta#, Azotemia, Oliguria e/o proteinuria Patologie Sistemiche e Condizioni Relative alla Sede di Somministrazione Dolore, Ascesso in sede di iniezione Irritazione nella sede di iniezione* Esami diagnostici Parametri di funzionalità epatica anormali *Reazioni avverse individuate nell’esperienza post-immissione in commercio §Rari casi sono stati segnalati dopo una somministrazione endovenosa troppo rapida (vedere paragrafo 4.2). # Vedere paragrafo 4.4.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

4.9 Sovradosaggio

Non essendo gli effetti indesiderati dose-correlati, il sovradosaggio è un problema raro, soprattutto se il farmaco viene somministrato secondo quanto indicato. Emodialisi e dialisi peritoneale non sono efficaci nel rimuovere clindamicina dal siero.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antibiotici generali per uso sistemico, lincosamidi. Codice ATC: J01FF01. Clindamicina fosfato Bioindustria L.I.M. è una soluzione sterile dell’estere idrosolubile della clindamicina e dell’acido fosforico. La clindamicina è un antibiotico semi-sintetico ottenuto mediante sostituzione con un atomo di cloro del gruppo 7-idrossilico nella molecola della lincomicina. Meccanismo d’azione La clindamicina è un antibiotico della classe dei lincosamidi che inibisce la sintesi proteica batterica. Si lega alla subunità ribosomiale 50S e influenza sia l’assemblaggio dei ribosomi sia il processo di traduzione. Sebbene il fosfato di clindamicina fosfato sia inattivo in vitro, una rapida idrolisi in vivo converte questo composto nella clindamicina attiva dal punto di vista antibatterico. A dosi comuni, la clindamicina mostra un’attività batteriostatica in vitro. Effetti farmacodinamici L'efficacia è legata al periodo di tempo in cui il livello dell'agente è superiore alla concentrazione inibitoria minima (MIC) del patogeno (%T/MIC). Resistenza La resistenza alla clindamicina è spesso dovuta a mutazioni del sito di legame dell’antibiotico sull’rRNA o alla metilazione di nucleotidi specifici nell’RNA 23S della subunità ribosomiale 50S. Queste alterazioni possono determinare una resistenza crociata in vitro a macrolidi e streptogramine B (fenotipo MLSB). La resistenza è occasionalmente dovuta ad alterazioni delle proteine ribosomiali. La resistenza alla clindamicina può essere indotta dai macrolidi in isolati batterici resistenti ai macrolidi. La resistenza inducibile può essere dimostrata con un test del disco (D-zone test) o in brodo. I meccanismi di resistenza meno frequentemente incontrati comportano la modifica dell'antibiotico e dell'efflusso attivo. Vi è una resistenza crociata completa tr

11 clindamicina e lincomicina. Come con molti antibiotici, l'incidenza della resistenza varia in base alle specie batteriche e all'area geografica. L'incidenza della resistenza alla clindamicina è maggiore tra gli isolati stafilococcici resistenti alla meticillina e gli isolati pneumococcici resistenti alla penicillina rispetto agli organismi sensibili a questi agenti. Attività antimicrobica La clindamicina ha dimostrato di avere un’attività in vitro contro la maggior parte dei ceppi isolati dei seguenti microrganismi: Batteri aerobici Batteri gram-positivi · Staphylococcus aureus (isolati sensibili alla meticillina) · Stafilococchi coagulasi-negativi (isolati sensibili alla meticillina) · Streptococcus pneumoniae (isolati sensibili alla penicillina) · Gruppi streptococchi beta-emolitici A, B, C e G · Streptococchi del gruppo viridans · Corynebacterium spp. Batteri gram-negativi · Chlamydia trachomatis Batteri anaerobici Batteri gram-positivi · Actinomyces spp. · Clostridium spp. (tranne Clostridium difficile) · Eggerthella (Eubacterium) spp. · Peptococcus spp. · Peptostreptococcus spp. (Finegoldia magna, Micromonas micros) · Propionibacterium acnes Batteri gram-negativi · Bacteroides spp. · Fusobacterium spp. · Gardnerella vaginalis · Prevotella spp. Funghi · Pneumocystis jirovecii Protozoi · Toxoplasma gondii · Plasmodium falciparum Breakpoint

Valori soglia dei test di suscettibilità La prevalenza della resistenza acquisita può variare geograficamente e con il tempo per specie selezionate e sono auspicabili informazioni locali sulla resistenza, in particolare nei casi di infezioni gravi. Se necessario, e opportuno consultare un esperto quando la prevalenza locale della resistenza è tale che l'utilità dell'agente in almeno alcuni tipi di infezioni è discutibile. In particolare, ciò è raccomandato nelle infezioni gravi o nella diagnosi microbiologica del fallimento della terapia con verifica del patogeno e della sua sensibilità alla clindamicina. I criteri interpretativi della MIC (concentrazione minima inibente) per i test di suscettibilità sono stati stabiliti dal Comitato europeo sui test di suscettibilità antimicrobica (EUCAST) per clindamicina e sono elencati al seguente indirizzo: https://www.ema.europa.eu/documents/other/minimum-inhibitory-concentration-micbreakpoints_en.xlsx Nella tabella seguente sono riportati gli intervalli CQ per MIC e zona disco di EUCAST. Intervalli di controllo qualità (CQ) accettabili EUCAST per la clindamicina da utilizzare nella valutazione dei risultati dei test della sensibilità Ceppo CQ Intervallo di concentrazione inibitoria minima (mcg/ml) Intervallo di diffusione su disco (Diametri zona in mm) Staphylococcus aureus 0,06-0,25 23-29 Streptococcus pneumoniae 0,03-0,125 22-28

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Il fosfato di clindamicina biologicamente inattivo viene rapidamente convertito in clindamicina attiva. Al termine di una somministrazione endovenosa si raggiungono le massime concentrazioni ematiche di clindamicina attiva. Infatti il fosfato di clindamicina viene rapidamente attivato; il tempo di emivita del fosfato è di 6 minuti, mentre il tempo di emivita della clindamicina attiva è di circa 3 ore negli adulti e di 2 ore e mezzo nei bambini. Dopo un’iniezione intramuscolare di clindamicina fosfato si raggiungono le massime concentrazioni ematiche di clindamicina attiva entro 3 ore negli adulti e 1 ora nei bambini. Le concentrazioni ematiche della clindamicina possono essere mantenute al di sopra delle minime concentrazioni inibenti in vitro la maggior parte dei germi indicati, mediante somministrazione ogni 8-12 ore negli adulti e ogni 6-8 ore nei bambini, o mediante infusione endovenosa continua. Studi in vitro sui microsomi di fegato e intestino umani hanno indicato che la clindamicina è prevalentemente ossidata da CYP3A4, con contributi minori da CYP3A5, per formare clindamicina solfossido e un metabolita minore, Ndesmetilclindamicina.

Non si raggiungono livelli significativi di clindamicina nel liquido cefalorachidiano anche in presenza di meningi infiammate. La somministrazione di clindamicina e primachina in volontari HIV-positivi non ha influito significativamente sui parametri farmacocinetici delle zidovudina. Nel latte materno la clindamicina è presente in quantità compresa tra 0.7 e 3.8 mcg/ml.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati di tossicità acuta relativi all’animale da esperimento sono i seguenti: Specie animale Somministrazione DL50 (mg/Kg) Topo e.v. 855 Topo i.p. 1145 Ratto neonato s.c. 179 Ratto adulto s.c. > di 2000 Ratto p.o. 1832 La clindamicina fosfato, somministrata nel ratto alla dose di 120 mg/kg/die per 6 giorni o 30 mg/kg/die per 30 giorni è stata ben tollerata. Somministrata e.v. nel cane (fino a 120 mg/kg/die per un periodo di 6/27 giorni) non ha indotto modificazioni significative. La somministrazione i.m. nel cane (fino a 90 mg/kg/die per 6-30 giorni) ha indotto dolore nel sito d’iniezione e un aumento delle transaminasi. La tollerabilità locale e generale, valutata nel coniglio, è risultata buona. Compromissione della fertilità Gli studi sulla fertilità nei ratti trattati con clindamicina per via orale a dosi fino a 300 mg/kg/die non hanno mostrato effetti marcati sulla fertilità o sulla capacità riproduttiva. Gravidanza In studi sullo sviluppo feto-embrionale, a seguito di somministrazione del prodotto per via orale in ratti e per via sottocutanea in ratti e conigli, è stata osservata tossicità dello sviluppo alle dosi che causavano tossicità materna. Nei ratti, si è osservato il decesso della madre a dosi pari a 250 mg/kg/die senza tossicità dello sviluppo. Nei conigli, la tossicità materna, compreso l’aborto, avveniva alla dose di 5 mg/kg/die. È stata osservata tossicità feto-embrionale, incluso perdite post-impianto e ridotta sopravvivenza, in conigli trattati a dosi pari a 10 mg/kg/die. La somministrazione di 100 e 180 mg/Kg di clindamicina fosfato a femmine di topo gravide non ha indotto variazioni dei parametri riproduttivi. Non sono stati rilevati effetti di tipo teratogeno in topi, maiali, ratti e conigli.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Alcool benzilico, bisodio edetato, acqua per preparazioni iniettabili q.b.

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6.2 Incompatibilità

I seguenti farmaci sono fisicamente incompatibili con la clindamicina fosfato: ampicillina, sodio difenilidantoina, barbiturici, aminofillina, magnesio solfato e gluconato di calcio (vedere paragrafo 4.2).

6.3 Periodo di validità

2 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare ad una temperatura compresa tra 8° e 30°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Fiala in vetro neutro tipo I, ambrato.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Bioindustria Laboratorio Italiano Medicinali S.p.A. (Bioindustria L.I.M. S.p.A.) Via De Ambrosiis 2, 15067 Novi Ligure (AL) – Italia

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 12/07/2007 Data del rinnovo più recente: 01/08/2013

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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