CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA

Clindamicina Fosfato Hikma è indicato nel trattamento di: - infezioni gravi causate da germi anaerobi sensibili a questo medicinale; - infezioni gravi causate da batteri stafilococchi, streptococchi e pneumococchi; - infezioni dell’apparato genitale femminile causate dal batterio (Clamydia trachomatis) in associazione ad un altro antibiotico della classe degli aminoglicosidi, quando il trattamento con gli antibiotici denominati tetracicline è controindicato; - infezioni da batteri (stafilococchi) resistenti ad altri medicinali antibiotici…

Principio attivo: CLINDAMICINA FOSFATO, CLINDAMICINA · ATC J01FF01 · HIKMA ITALIA S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

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Principio attivo: CLINDAMICINA FOSFATO, CLINDAMICINA
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 300 mg / 2 ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 600 mg / 4 ml SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: HIKMA ITALIA S.P.A.
Codice ATC: J01FF01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· DALACIN C - PFIZER ITALIA S.R.L.
· CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM - BIOINDUSTRIA LABORATORIO ITALIANO MEDICINALI S.P.A.
· CLINDAMICINA KALCEKS - AS KALCEKS
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

Clindamicina Fosfato Hikma contiene il principio attivo clindamicina fosfato, che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati “lincosamidi”, antibiotici che eliminano i batteri causa di molti tipi di

infezioni.

Clindamicina Fosfato Hikma è indicato nel trattamento di:
- infezioni gravi causate da germi anaerobi sensibili a questo medicinale;
- infezioni gravi causate da batteri stafilococchi, streptococchi e pneumococchi;
- infezioni dell’apparato genitale femminile causate dal batterio (Clamydia trachomatis) in

associazione ad un altro antibiotico della classe degli aminoglicosidi, quando il trattamento con gli antibiotici denominati tetracicline è controindicato; - infezioni da batteri (stafilococchi) resistenti ad altri medicinali antibiotici; tuttavia è necessario eseguire dei test prima dell’uso di questo medicinale per stabilire la sua efficacia verso i microrganismi responsabili dell’infezione.

- infezioni causate da specifici microrganismi denominati protozoi e da funghi (Toxoplasma gondii e Pneumocystis carinii) in pazienti con il sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario) compromesso.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Clindamicina Fosfato Hikma - se è allergico a clindamicina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati nel paragrafo 6);

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- se è allergico ad altri medicinali della classe dei lincosamidi, come lincomicina;
- se il trattamento è per bambini prematuri (neonati nati prima del termine) o neonati;
- se è in gravidanza o se sta allattando al seno (vedere “Gravidanza e allattamento”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di prendere Clindamicina Fosfato Hikma:

- se è anziano o gravemente ammalato ed ha frequenti evacuazioni;

- se soffre o ha sofferto di malattie dello stomaco e dell’intestino, in particolare di infiammazione
dell’intestino (colite);
- se soffre di frequenti reazioni allergiche (individuo atopico);
- se manifesta una nuova infezione che si aggiunge a quella già presente (superinfezione), poiché
l’uso di clindamicina, come di altri antibiotici, può portare alla crescita di germi e batteri

resistenti, in particolare di funghi come i lieviti;
- se è sottoposto a trattamento prolungato con clindamicina; in tal caso il medico la sottoporrà a
controllo della funzionalità del fegato e dei reni e ad esame del sangue;
- se è affetto da infiammazione delle membrane (meningi) che avvolgono il cervello (meningite).

per i quali, a giudizio del medico, la penicillina non sia indicata. del L’impiego della clindamicina deve essere riservato ai pazienti allergici alla penicillina o a pazienti

Il trattamento con antibatterici antibiotici, compresa la clindamicina, altera l’insieme di microorganismi e microbi che popolano l’intestino e che contribuiscono all’equilibrio delle diverse funzioni biologiche come la produzione di feci e le difese dell’organismo (flora batterica del colon) e porta alla crescita del batterio Clostridium difficile. Il Clostridium difficile porta allo sviluppo di diarrea (diarrea associata a Clostridium difficile) ed è una delle principali cause di infiammazione dell’intestino dovuta all’uso di antibiotici (colite antibiotico-associata).

Se presenta diarrea in seguito all’uso di antibiotici, il medico la sottoporrà a controllo per l’eventuale diagnosi di diarrea dovuta a Clostridium difficile. Può infatti sviluppare infiammazione dell’intestino (colite), inclusa la colite pseudomembranosa, l’infiammazione dell’intestino dovuta al batterio Clostridium difficile (vedere anche “Possibili effetti indesiderati”). Se il medico sospetta o

conferma diarrea (o infiammazione dell’intestino dovute all’uso di antibiotici (diarrea antibioticoassociata e colite antibiotico-associata), interromperà immediatamente il trattamento in corso con antibiotici, compresa la clindamicina, e la sottoporrà ad adeguata terapia. In questi casi non deve assumere medicinali. I medicinali che riducono la motilità dell’intestino (peristalsi) sono controindicati.

Il medico prima di prescriverle Clindamicina Fosfato Hikma, le farà fare degli esami per stabilire se i germi sono sensibili al trattamento con questo medicinale.

A seguito della somministrazione di Clindamicina Fosfato Hikma sono stati riportati casi di diarrea non grave che si possono risolvere con la semplice sospensione della terapia. Sono stati anche riportati alcuni casi di diarrea persistente e grave. In associazione alla diarrea è stata riscontrata a volte la presenza di sangue e muco nelle feci che in qualche caso ha portato allo sviluppo di

infiammazione dell’intestino (colite acuta) pericolosa per la vita. Coliti causate dall’uso di un antibiotico possono insorgere durante la somministrazione o anche dopo due o tre settimane dalla fine della terapia. Avvisi immediatamente il medico in caso di colite moderata o grave.

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Una delle cause principali delle coliti dovute all’uso di antibiotici è una tossina prodotta dai batteri denominati clostridia. La colite è caratterizzata da grave e persistente diarrea con dolori improvvisi e violenti all’addome (crampi addominali) e può esservi presenza di sangue e muco nelle feci. Se la

colite non viene diagnosticata e trattata rapidamente può causare infiammazione del peritoneo, la membrana che riveste la cavità addominale (peritonite), shock e megacolon tossico, una malattia cronica dell’intestino. Può essere anche diagnosticata colite pseudomembranosa, l’infiammazione dell’intestino dovuta al batterio Clostridium difficile. I casi di colite lieve possono risolversi spontaneamente con l’interruzione della somministrazione di Clindamicina Fosfato Hikma.

Se lei dovesse presentare una colite moderata o grave, il medico le somministrerà una terapia adeguata (somministrazione di soluzioni di elettroliti e proteine o nei casi di colite pseudo membranosa la vancomicina è risultata efficace).

Possono insorgere disturbi renali acuti. Informi il medico riguardo a qualsiasi farmaco che sta

assumendo e a eventuali problemi renali. Se manifesta produzione di urina diminuita, ritenzione di liquidi cha causa gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi, respiro affannoso o nausea, contatti immediatamente il medico.

Bambini e adolescenti Il medicinale contiene alcool benzilico (9,45 mg/ml). del L’alcool benzilico può causare una malattia mortale (sindrome di Gasping) nei neonati nati prima del termine. L’alcool benzilico può causare reazioni tossiche e reazioni allergiche nei neonati e nei bambini fino ai 3 anni di età (vedere anche “Clindamicina Fosfato Hikma contiene alcool benzilico”). Il quantitativo di alcool benzilico in corrispondenza del quale si può verificare tossicità non è noto.

Altri medicinali e Clindamicina Fosfato Hikma

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

In particolare, informi il medico se sta assumendo i seguenti medicinali:

- bloccanti neuromuscolari, usati durante le operazioni per bloccare la muscolatura, come etere,
tubocurarina, pancuronio, perché la Clindamicina può aumentare l’effetto di questi medicinali;
- antibiotici come eritromicina, gentamicina, metronidazolo e antibiotici a base di lincomicina,
perché Clindamicina può aumentarne o diminuirne l’effetto;
- warfarin o medicinali simili utilizzati per fluidificare il sangue. Lei può essere più a rischio di

avere una emorragia. Il suo medico potrebbe avere necessità di sottoporla a regolari esami del sangue per verificare la capacità del suo sangue di coagulare.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Clindamicina Fosfato Hikma e l’alcool benzilico in essa contenuto attraversano la placenta. Non usi questo medicinale se è in gravidanza poiché esso è controindicato.

Allattamento Non usi Clindamicina Fosfato Hikma durante l’allattamento al seno poiché il medicinale viene escreto nel latte materno ed è pertanto controindicato.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Clindamicina non ha o ha scarsa influenza sulla capacità di guidare veicoli ed usare macchinari.

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Clindamicina Fosfato Hikma contiene alcool benzilico Questo medicinale contiene alcool benzilico e non deve essere dato ai bambini prematuri o ai

neonati. Può causare reazioni tossiche e allergiche nei bambini fino a 3 anni di età.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico, del farmacista o dell’infermiere. Se ha dubbi consulti il medico, il farmacista o l’infermiere.

Il medico stabilirà la dose e la via di somministrazione in base alla gravità dell’infezione, alle sue condizioni di salute e alla sensibilità del microrganismo responsabile dell’infezione.

Se prende più Clindamicina Fosfato Hikma di quanto deve Poiché gli effetti indesiderati non dipendono dalla dose, il sovradosaggio è un problema raro, soprattutto se il medicinale viene somministrato secondo quanto indicato.

Se dimentica di prendere Clindamicina Fosfato Hikma Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. del Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Qualora si verifichi uno dei segueti effetti indesiderati, sospenda la terapia con Clindamicina Fosfato Hikma e si rivolga immediatamente al medico :

 dolore all’addome,

 nausea,  vomito,  diarrea,  colorazione gialla della pelle e del bianco degli occhi causata da una malattia del fegato (ittero),

alterazione della funzionalità fegato,  macchie rosse e in rilievo sulla pelle (esantemi maculopapulosi),  macchie rosse sulla pelle simili al morbillo (esantemi morbilliformi generalizzati) che sono tra le reazioni più frequenti;  eruzioni sulla pelle che possono presentarsi come vescicole con un’area scura centrale circondata

da un’area più pallida con un anello scuro intorno al bordo (eritema multiforme),  una diffusa eruzione sulla pelle con vescicole e distacco della pelle, soprattutto intorno alla bocca, naso, occhi e genitali (Sindrome di Stevens-Johnson),

gravi reazioni allergiche (reazioni anafilattoidi),  ritenzione di liquidi che causa gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi, respiro affannoso o nausea.

Sebbene non sia stata stabilita una causa diretta è stata osservata in rare occasioni:

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 ridotta funzionalità dei reni (disfunzione renale) con aumento dell’azoto nel sangue (azotemia), diminuita produzione di urina (oliguria) e/o presenza di proteine nelle urine (proteinur ia).

In seguito a somministrazione per via intramuscolare sono stati osservati:  irritazione,  dolore,  infiammazione locale con formazione di pus (ascesso). In seguito a somministrazione endovenosa:

 infiammazione di una vena con formazione di trombi (tromboflebite). Queste reazioni possono essere evitate praticando le iniezioni intramuscolari profondamente nei glutei ed evitando la somministrazione per endovena (somministrazione mediante fleboclisi).

A seguito di somministrazione di Clindamicina Fosfato Hikma possono manifestarsi i seguenti effetti indesiderati:

Comune (possono interessare fino a 1 persona su 10):  infiammazione di una vena con formazione di trombi (tromboflebite)  infiammazione dell’intestino dovuta al batterio Clostridium difficile, che causa diarrea acquosa generalmente con sangue e muco, dolore di stomaco e/o febbre (colite pseudomembranosa),  alterazione della funzionalità del fegato,  grave irritazione della pelle (eruzioni maculo-papulari). Non comune (possono interessare fino a 1 persona su 100):  alterazione del gusto (disgeusia),  abbassamento della pressione del sangue (ipotensione) e cessata attività del cuore e della

circolazione del sangue (arresto cardiocircolatorio),  diarrea e nausea,  eruzioni sulla pelle che possono presentarsi come vescicole con un’area scura centrale circondata da un’area più pallida con un anello scuro intorno al bordo (eritema multiforme),

 prurito,  orticaria,  dolore e infiammazione locale con formazione di pus (ascesso).

Non nota (la cui frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili):

 infezione alla vagina,  diminuzione del numero dei globuli bianchi del sangue (neutropenia, leucopenia, eosinofilia e agranulocitosi) e riduzione delle piastrine del sangue (trombocitopenia),  grave reazione allergica (reazione anafilattica),

 reazione al medicinale con riduzione dei globuli bianchi (eosinofilia) e sintomi a carico di tutto l’organismo (sindrome DRESS),  dolore all’addome,  vomito,

 colorazione gialla della pelle e del bianco degli occhi causata da una malattia del fegato (ittero),  grave reazione della pelle con vescicole ed esteso distacco della pelle (necrolisi epidermica tossica),  una diffusa eruzione sulla pelle con vescicole e distacco della pelle, soprattutto intorno alla bocca, naso, occhi e genitali (Sindrome di Stevens-Johnson),

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 eruzione cutanea, rossa con croste e rigonfiamenti sotto la pelle e vescicole (esantema pustoloso generalizzato acuto),  diffusa eruzione della pelle rossa con vescicole contenenti pus (dermatite esfoliativa, dermatite

bollosa e rash morbilliforme),  irritazione alla sede di iniezione.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si

rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/it/content/segnalazionireazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Clindamicina Fosfato Hikma

Clindamicina Fosfato Hikma 300 mg/2 ml soluzione iniettabile

Il principio attivo è clindamicina-2-diidrogeno fosfato mg 356,46 equivalente a mg 300 di clindamicina. Gli altri componenti sono alcool benzilico, sodio edetato, sodio idrato, acqua per preparazioni iniettabili.

Clindamicina Fosfato Hikma 600 mg/4 ml soluzione iniettabile Il principio attivo è clindamicina-2-diidrogeno fosfato mg 712,92 equivalente a mg 600 di clindamicina. Gli altri componenti sono alcool benzilico, sodio edetato, sodio idrato, acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di Clindamicina Fosfato Hikma e contenuto della confezione Soluzione iniettabile Astuccio contenente 5 fiale da 2 ml (300 mg/2 ml)

Astuccio contenente 5 fiale da 4 ml (600 mg/4 ml)

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare A.I.C. Hikma Italia SpA

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Viale Certosa, 10 – 27100 Pavia (PV).

Produttore

Hikma Italia SpA Viale Certosa, 10 – 27100 Pavia (PV)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE L’emivita del farmaco è risultata solo lievemente modificata negli epatonefro pazienti.

Pertanto, nelle affezioni epatiche e renali di lieve o media gravità non è necessaria di norma una riduzione della dose che può essere richiesta nei casi di grave deterioramento della funzione del fegato e del rene.

La posologia e la via di somministrazione devono essere determinate dalla gravità

ADULTI: somministrazione per via intramuscolare profonda o per fleboclisi. del dell’infezione, dalle condizioni del paziente e dalla sensibilità del microrganis mo responsabile.

Infezioni gravi da cocchi aerobi Gram-positivi e anaerobi più sensibili (generalmente non sono inclusi il Bacteroides fragilis, i Peptococchi ed i Clostridi diversi dal Clostridium perfringens): 6001200 mg/die suddivisi in due, tre o quattro somministrazioni. Infezioni gravissime, particolarmente quelle dovute ad accertato o sospetto Bacteroides fragilis, Peptococchi o Clostridi diversi dai Clostridium perfringens: 1200-2700 mg/die suddivisi in due, tre o quattro somministrazioni. Questi dosaggi, se il caso lo richiede, possono essere aumentati fino a 4800 mg/die da

somministrare per flebo in quelle infezioni che possono compromettere la vita del paziente. Non somministrare per via intramuscolare dosi singole superiori a 600 mg. Clindamicina Fosfato Hikma non deve essere iniettato per via endovenosa sotto forma di bolo non diluito, ma deve essere infuso in un periodo di almeno 10-60 minuti.

Il farmaco può essere somministrato per la prima volta mediante fleboclisi rapida e successivamente mediante fleboclisi lenta secondo il seguente schema:

Per ottenere concentrazioni Iniziare con fleboclisi rapida ematiche di clindamicina Continuare con

superiori a 4 mcg / ml 10 mg/min x 30’ 0,75 mg/min 5 mcg / ml 15 mg/min x 30’ 1,00 mg/min 6 mcg / ml 20 mg/min x 30’ 1,25 mg/min

Nella malattia infiammatoria pelvica: 900 mg per ogni 8 ore per via endovenosa in associazione ad un appropriato antibiotico attivo sugli aerobi gram negativi. Continuare la terapia per almeno 4 giorni e, comunque, per 48 ore dopo che si è osservato un miglioramento nella paziente. Toxoplasmosi cerebrale in pazienti immunodeficienti ad alto rischio: 600-1200 mg di clindamicina

fosfato per via endovenosa. Polmonite da Pneumocystis carinii in pazienti immunodeficienti ad alto rischio: clindamicina fosfato per via endovenosa 600 mg ogni 6 ore o 900 mg ogni 8 ore.

BAMBINI: al di sopra dei due anni di età, somministrazione per via intramuscolare profonda o per fleboclisi.

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Infezioni gravi: 15-25 mg/kg/die suddivisi in 3-4 somministrazioni. Infezioni gravissime: 25-40 mg/kg/die suddivisi in 3-4 somministrazioni. Il dosaggio da somministrare ai bambini può, in alternativa, essere valutato in base alla superficie

corporea: 350 mg/m2 /die per le infezioni gravi e 450 mg/m2 /die per le infezioni gravissime. Se si dovesse manifestare una grave diarrea, sospendere l’antibiotico. In caso di infezioni da streptococco beta-emolitico, continuare il trattamento per almeno 10 giorni.

Diluizione e velocità di somministrazione

Non somministrare per via intramuscolare dosi singole superiori a 600 mg. La concentrazione di clindamicina nel diluente per infusione non deve superare 18 mg/ml e la velocità di infusione non deve superare 30 mg al minuto. Clindamicina non deve essere iniettata per via endovenosa sotto forma di bolo non diluito, ma deve essere infusa in un periodo di almeno 10-60 minuti. La somministrazione di Clindamicina Fosfato Hikma mediante fleboclisi va effettuata secondo lo

schema seguente:

Dose Diluire in Tempo di somministrazione 300 mg 50 ml 10 minuti 600 mg 900 mg 1200 mg 50 ml 50-100 ml 100 ml del 20 minuti 30 minuti 40 minuti

Si raccomanda di non somministrare più di 1200 mg in una singola infusione della durata di un’ora. Compatibilità Clindamicina fosfato è risultata fisicamente e chimicamente compatibile per almeno 24 ore in soluzioni iniettabili di destrosio 5 % e cloruro di sodio contenente i seguenti antibiotici nelle

concentrazioni comunemente impiegate: amikacina, aztreonam, cefamandolo, cefazolina, cefotaxima, cefoxitina, ceftazidima, ceftizoxima, gentamicina, netilmicina, piperacillina e tobramicina. La compatibilità e la durata di stabilità delle miscele di farmaci variano in funzione della concentrazione e di altre condizioni. E’ invece incompatibile con ampicillina, difenilidantoina,

barbiturici, aminofillina, solfato di magnesio e gluconato di calcio

SOVRADOSAGGIO Non essendo gli effetti indesiderati dose-correlati, il sovradosaggio è un problema raro, soprattutto se il farmaco viene somministrato secondo quanto indicato. L’emodialisi e la dialisi peritoneale non sono efficaci nel rimuovere la clindamicina dal siero. en zia

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Domande frequenti su CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA

Come si usa CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA?

CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA è disponibile senza ricetta?

No, CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA?

Il principio attivo di CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA è CLINDAMICINA FOSFATO, CLINDAMICINA.

Quali sono gli equivalenti di CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: DALACIN C, CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM, CLINDAMICINA KALCEKS, DALACIN C FOSFATO. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA?

CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA è prodotto da HIKMA ITALIA S.P.A..

Da quando CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA è autorizzato in Italia?

CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2002-03-12.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Clindamicina Fosfato Hikma 300 mg/2 ml soluzione iniettabile Clindamicina Fosfato Hikma 600 mg/4 ml soluzione iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Clindamicina Fosfato Hikma 300 mg/2 ml soluzione iniettabile Una fiala contiene: Principio attivo: Clindamicina-2-diidrogeno fosfato mg 356,46 pari a Clindamicina mg 300 Clindamicina Fosfato Hikma 600 mg/4 ml soluzione iniettabile Una fiala contiene: Principio attivo: Clindamicina-2-diidrogenofosfato mg 712,92 pari a Clindamicina mg 600

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche La clindamicina è indicata nel trattamento delle gravi infezioni sostenute da germi anaerobi sensibili, nonché nel trattamento delle gravi infezioni sostenute da stafilococchi, streptococchi e pneumococchi. Un trattamento con clindamicina, per lo più associata ad un antibiotico aminoglicosidico, può essere preso in considerazione come alternativa nella terapia di infezioni ginecologiche e pelviche acute da Clamydia trachomatis quando l’impiego dell’antibiotico di scelta, le tetracicline, è controindicato. La clindamicina si è dimostrata efficace nel trattamento di infezioni da stafilococchi resistenti ad altri antibiotici; prima dell’impiego è necessario, tuttavia, eseguire opportuni test microbiologici al fine di stabilire la sensibilità in vitro del germe verso l’antibiotico. Trattamento delle infezioni opportunistiche da Toxoplasma gondii e Pneumocystis carinii in pazienti immunocompromessi. 4.2. Posologia e modo di somministrazione La posologia e la via di somministrazione devono essere determinate dalla gravità dell’infezione, dalle condizioni del paziente e dalla sensibilità del microrganismo responsabile. - Adulti: somministrazione per via intramuscolare profonda o per fleboclisi. Infezioni gravi da cocchi aerobi Gram-positivi e anaerobi più sensibili (generalmente non sono inclusi il Bacteroides fragilis, i Peptococchi ed i Clostridi diversi dal Clostridium perfringens): 6001200 mg/die suddivisi in due, tre o quattro somministrazioni. Infezioni gravissime, particolarmente quelle dovute ad accertato o sospetto Bacteroides fragilis, Peptococchi o Clostridi diversi dai Clostridium perfringens: 1200-2700 mg/die suddivisi in due, tre o quattro somministrazioni. Questi dosaggi, se il caso lo richiede, possono essere aumentati fino a 4800 mg/die da somministrare per flebo in quelle infezioni che possono compromettere la vita del paziente. Non somministrare per via intramuscolare dosi singole superiori a 600 mg. Clindamicina Fosfato Hikma non deve essere iniettato per via endovenosa sotto forma di bolo non diluito, ma deve essere infuso in un periodo di almeno 10-60 minuti.

Il farmaco può essere somministrato per la prima volta mediante fleboclisi rapida e successivamente mediante fleboclisi lenta secondo lo schema seguente: per mantenere concentrazioni ematiche iniziare con indi continuare di clindamicina superiori a fleboclisi rapida di con: 4 mcg/ml 10 mg/min per 30’ 0,75 mg/min. 5 mcg/ml 15 mg/min per 30’ 1,00 mg/min. 6 mcg/ml 20 mg/min per 30’ 1,25 mg/min. Nella malattia infiammatoria pelvica: 900 mg per ogni 8 ore per via endovenosa in associazione ad un appropriato antibiotico attivo sugli aerobi gram negativi. Continuare la terapia per almeno 4 giorni e, comunque, per 48 ore dopo che si è osservato un miglioramento nella paziente. Toxoplasmosi cerebrale in pazienti immunodeficienti ad alto rischio: 600-1200 mg di clindamicina fosfato per via endovenosa. Polmonite da Pneumocystis carinii in pazienti immunodeficienti ad alto rischio: clindamicina fosfato per via endovenosa 600 mg ogni 6 ore o 900 mg ogni 8 ore. - Bambini: al di sopra dei due anni di età, somministrazione per via intramuscolare profonda o per fleboclisi. Infezioni gravi: 15-25 mg/kg/die suddivisi in 3-4 somministrazioni. Infezioni gravissime: 25-40 mg/kg/die suddivisi in 3-4 somministrazioni. Il dosaggio da somministrare ai bambini può, in alternativa, essere valutato in base alla superficie corporea: 350 mg/m2 /die per le infezioni gravi e 450 mg/m2 /die per le infezioni gravissime. Se si dovesse manifestare una grave diarrea, sospendere l’antibiotico. In caso di infezioni da streptococco beta-emolitico, continuare il trattamento per almeno 10 giorni. Diluizione e velocità di somministrazione Non somministrare per via intramuscolare dosi singole superiori a 600 mg. La concentrazione di clindamicina nel diluente per infusione non deve superare 18 mg/ml e la velocità di infusione non deve superare 30 mg al minuto. La somministrazione di Clindamicina Fosfato Hikma mediante fleboclisi va effettuata secondo lo schema seguente: dose diluire in tempo di somministrazione 300 mg 50 ml 10 minuti 600 mg 50 ml 20 minuti 900 mg 50 -100 ml 30 minuti 1200 mg 100 ml 40 minuti Si raccomanda di non somministrare più di 1200 mg in una singola infusione della durata di un’ora. Compatibilità Clindamicina Fosfato è risultata fisicamente e chimicamente compatibile per almeno 24 ore, in soluzioni iniettabili di destrosio al 5% e cloruro di sodio 0,9% contenente i seguenti antibiotici nelle concentrazioni comunemente impiegate: amikacina, aztreonam, cefamandolo, cefazolina, cefotaxima, cefoxitina, ceftazidima, ceftizoxima, gentamicina, netilmicina, piperacillina e tobramicina. La compatibilità e la durata di stabilità delle miscele di farmaci variano in funzione della concentrazione e di altre condizioni. E’ invece incompatibile con ampicillina, difenilidantoina, barbiturici, aminofillina, solfato di magnesio e gluconato di calcio. 4.3. Controindicazion

La clindamicina è controindicata in pazienti che in precedenza sono risultati sensibili alla Clindamicina, lincomicina ed ai singoli componenti della formulazione, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 (Elenco degli eccipienti). Gravidanza ed allattamento (v. par. 4.6) Clindamicina Fosfato soluzione per iniezione non deve essere somministrata a nati prematuri o neonati per il contenuto di alcol benzilico (vedere paragrafo 4.6) 4.4. Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso L’impiego della Clindamicina deve essere riservato ai pazienti allergici alla penicillina o a pazienti per i quali, a giudizio del Medico, la penicillina non sia indicata. Per la possibilità di coliti, il Medico prima di prescrivere la clindamicina, deve valutare la natura dell’infezione e la possibilità di impiego di farmaci meno tossici. La formulazione iniettabile di clindamicina fosfato contiene alcool benzilico (9,45 mg/ml). L’alcool benzilico è stato segnalato essere associato a “Sindrome di Gasping” nei neonati prematuri. L’alcool benzilico può causare reazioni tossiche e reazioni anafilattiche nei neonati e nei bambini fino ai 3 anni di età. Il quantitativo di benzil alcool in corrispondenza del quale si può verificare tossicità non è noto. A seguito della somministrazione di Clindamicina Fosfato sono stati segnalati casi di diarrea di modesta entità che possono regredire alla semplice sospensione della terapia. Sono anche stati riportati alcuni casi di diarrea persistente e grave. Il trattamento con agenti antibatterici altera la normale flora batterica del colon portando ad una crescita di Clostridium difficile. Questo evento è stato segnalato con l’uso di quasi tutti gli agenti antibatterici, inclusa la clindamicina. Il Clostridium difficile produce tossine A e B che contribuiscono allo sviluppo di diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD) ed è una delle principali cause di “colite antibiotico-associata”. E’ importante considerare la diagnosi di CDAD in pazienti che presentano diarrea successiva alla somministrazione di agenti antibatterici. Questo può portare a colite, inclusa colite pseudo membranosa (vedi paragrafo 4.8), che può variare da moderata a colite fatale. Se si sospetta o si conferma diarrea antibiotico-associata o colite antibiotico-associata, il trattamento in corso con agenti antibatterici, inclusa la clindamicina, deve essere interrotto e devono immediatamente essere intraprese adeguate misure terapeutiche. I farmaci che inibiscono la peristalsi sono in questi casi controindicati. In concomitanza alla diarrea è stata riscontrata, a volte, la presenza di sangue e muco nelle feci che in qualche caso è esitata in colite acuta anche ad esito infausto. Coliti antibiotico-dipendenti possono insorgere durante la somministrazione od anche dopo due-tre settimane dalla fine della terapia. Dagli studi è emerso che una delle cause primarie delle coliti antibiotico dipendenti è rappresentata da una tossina prodotta dai clostridia. La colite è usualmente caratterizzata da grave e persistente diarrea con crampi addominali e può esservi presenza di sangue e muco nelle feci. La colite se non è diagnosticata e trattata tempestivamente può evolvere a peritonite, shock e megacolon tossico. L’esame endoscopico può rivelare colite pseudomembranosa. Se esiste un sospetto di colite si raccomanda un esame rectosigmoidoscopico. La presenza di colite può essere ulteriormente confermata dall’esame colturale delle feci per il Clostridium difficile in una media selettivo e dal saggio per la tossina del C. Difficile. I casi di colite lieve possono risolversi spontaneamente con l’interruzione della somministrazione di clindamicina. I casi di colite moderata o grave devono essere trattati prontamente con somministrazioni di soluzioni di elettroliti e proteine. Gli antiperistaltici, gli oppiacei e il difenossilato più atropina possono prolungare e/o peggiorare le condizioni. La vancomicina è risultata efficace nel trattamento delle coliti pseudomembranose antibioticodipendenti prodotte dal Clostridium difficile.

Il dosaggio per gli adulti è da 500 mg a 2 g/die di vancomicina per via orale suddivisa in tre-quattro somministrazioni per un periodo di 7-10 giorni. La colestiramina si lega alla tossina in vitro: però questa resina si lega anche alla vancomicina. Pertanto nel caso di somministrazione contemporanea di colestiramina e vancomicina è consigliabile somministrare ciascun farmaco ad orari diversi. Sono stati descritti alcuni rari casi di ricaduta dopo trattamento con vancomicina. I dati finora disponibili mettono in luce che i pazienti anziani e/o gravemente ammalati tollerano meno bene la diarrea; qualora questi pazienti dovessero essere trattati con clindamicina occorre prestare particolare attenzione alle variazioni della frequenza dell’evacuazione. Clindamicina Fosfato Hikma deve essere prescritto con cautela ad individui con anamnesi positiva per malattie gastro-intestinali, particolarmente coliti, ed agli individui atopici. Qualora dovesse manifestarsi una superinfezione intraprendere le misure terapeutiche adeguate. L’emivita del farmaco è risultata solo lievemente modificata negli epatonefro pazienti. Pertanto, nelle affezioni epatiche e renali di lieve o media gravità non è necessaria di norma una riduzione della dose che può essere richiesta nei casi di grave deterioramento della funzione del fegato e del rene. Dal momento che la clindamicina non diffonde adeguatamente nel fluido cerebrospinale, il farmaco non deve essere usato nel trattamento della meningite. In caso di prolungamento della terapia devono essere eseguiti esami delle funzioni renale ed epatica. Sono state riferite non frequentamente lesioni traumatiche renali acute, inclusa insufficienza renale acuta. Nei pazienti affetti da compromissione renale preesistente o che assumono in concomitanza farmaci nefrotossici deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale (vedere paragrafo 4.8).L’uso di clindamicina fosfato può portare a crescita eccessiva di microorganismi non suscettibili, in particolare di lieviti. Clindamicina fosfato non deve essere somministrata non diluita come bolo per endovena, ma deve essere infusa in circa 10-60 minuti secondo le istruzioni. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione La clindamicina somministrata per iniezione ha dimostrato di possedere proprietà di bloccante neuromuscolare e ciò può potenziare l’azione di altri agenti bloccanti neuromuscolari. Di conseguenza deve essere usata con cautela in pazienti che ricevono tali farmaci. La clindamicina può potenziare l’effetto di blocco neuromuscolare dei farmaci specifici per questa azione (per esempio: etere, tubocurarina, pancuronio). “In vitro” è stato dimostrato un antagonismo fra clindamicina ed eritromicina mentre è riportata un’azione sinergica con il metronidazolo nei confronti del Bacteroides fragilis. L’associazione con gentamicina può determinare occasionalmente un sinergismo e mai un antagonismo. E’ stata dimostrata una reattività crociata fra clindamicina e lincomicina. La somministrazione di clindamicina e primachina in volontari HIV-positivi non ha influito significativamente sui parametri farmacocinetici della zidovudina. Antagonisti della vitamina K Test di coagulazione aumentati (PT/INR) e/o emorragie sono stati riportati in pazienti trattati con clindamicina in associazione con antagonisti della vitamina K (es. warfarin, acenocumarolo, e fluindione). Pertanto, i test di coagulazione nei pazienti in trattamento con antagonisti della vitamina K devono essere frequentemente monitorati

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanz

Studi sulla tossicità riproduttiva orale e sub cutanea nei ratti e nei conigli non hanno evidenziato alcun dato-relativo a danno sulla fertilità o danno al feto dovuto alla clindamicina, tranne che per dosi che hanno causato tossicità materna. Studi sulla riproduzione animale non sempre sono predittivi della risposta sull’uomo. Nell’uomo la clindamicina attraversa la placenta. Dopo dosi multiple le concentrazioni nel liquido amniotico sono risultate approssimativamente del 30% rispetto a quelle materne. L’alcool benzilico può attraversare la placenta (vedi paragrafo 4.3). In studi clinici con donne gravide, la somministrazione sistemica di clindamicina durante il secondo ed il terzo trimestre non è risultato associato ad un aumento della frequenza di anomalie congenite. Non sono disponibili studi adeguati e ben controllati nelle donne gravide durante il primo trimestre di gravidanza. La clindamicina deve essere usata in gravidanza solo se chiaramente necessario. Allattamento La clindamicina somministrata per via orale e parenterale viene escreta nel latte umano in quantità che vanno da 0,7 a 3,8 μg/ml. A causa della possibilità di reazioni avverse gravi nei neonati allattati la clindamicina non deve essere assunta da madri che allattano. Fertilità Studi sulla fertilità nei ratti trattati oralmente con clindamicina non hanno evidenziato alcun effetto sulla fertilità o la capacità riproduttiva. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare e sull’uso di macchinari Clindamicina non ha o ha scarsa influenza sulla capacità di guidare ed usare macchinari. 4.8. Effetti indesiderati A seguito di somministrazione di clindamicina sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati: - Apparato gastrointestinale: dolore addominale, nausea, vomito e diarrea (vedi “Avvertenze speciali e speciali precauzioni per l’uso”), ittero ed alterazioni della funzionalità epatica. - Reazioni di ipersensibilità: esantemi maculopapulosi, orticaria ed esantemi morbilliformi generalizzati (che sono tra le reazioni collaterali più frequenti); rari casi di eritema multiforme, alcuni tipo sindrome di Stevens-Johnson e di reazioni anafilattoidi. Qualora si verifichi uno di questi effetti collaterali, la terapia con clindamicina deve essere sospesa; se le reazioni sono gravi trattarle come di consueto (adrenalina, corticosteroidi, antistaminici). - Sistema ematopoietico: si sono verificati casi di neutropenia transitoria (leucopenia), eosinofilia, agranulocitosi e trombocitopenia in cui non era dimostrabile alcuna correlazione eziologica con la clindamicina. - Sistema cardiovascolare: dopo somministrazione endovenosa troppo rapida sono stati riportati rari casi di ipotensione e di arresto cardiocircolatorio. - Rene: sebbene non sia stata stabilita una causa diretta è stata osservata in rare occasioni disfunzione renale con aumento dell’azotemia, oliguria e/o proteinuria. - Reazioni locali: irritazione, dolore ed ascessi locali sono stati osservati dopo somministrazione per via intramuscolare e tromboflebite dopo somministrazione endovenosa. Queste reazioni possono essere evitate praticando le iniezioni intramuscolari profondamente nei glutei ed evitando la somministrazione per endovena (somministrazione mediante fleboclisi) - Cute e mucose: sono stati osservati prurito, rash cutanei, orticaria, vaginiti e rari casi di dermatite esfoliativa e bollosa.

La tabella seguente elenca le reazioni avverse identificate attraverso esperienze su studi clinici e sorveglianza post-marketing per classe organo sistemica e per frequenza. Le reazioni avverse identificate da esperienze post-marketing sono inserite in differente carattere. Il gruppo di frequenza è definito usando la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10); comune (da ≥ 1/100 a < 1/10); non comune (da ≥ 1/1000 a < 1/100); raro (da ≥ 1/10.000 a < 1/1000); molto raro (< 1/10.000); non noto (non può essere stabilito sulla base dei dati disponibili). All’interno di ogni gruppo di frequenza gli effetti indesiderati sono elencati in ordine di gravità decrescente. Classe organo sistemica Molto comune ≥ Comune da ≥ 1/100 a < 1/10 Non comune da ≥ 1/1000 a < 1/100 Rara da ≥ < 1/1000 Molto rara < 1/1000 Non nota (non può essere stimata dai dati disponibili) Infezioni ed infestazioni Infezione vaginale Disturbi del sangue e del sistema linfatico Agranulocitosi, leucopenia, neutropenia, trombocitopenia, eosinofilia Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattica Reazione al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) Disturbi del sistema nervoso Disgeusia Disturbi cardiaci Arresto cardiocircolatorio, ipotensione Disturbi vascolari Tromboflebiti Disturbi gastrointestinali Colite pesudomembranosa (vedi par. 4.4) Diarrea Nausea Dolore addominale vomito Disturbi epatobiliari Anomali test di funzionalità epatica Itterizia Patologie renali e urinarie Lesione traumatica renale acuta# Disturbi della pelle e del tessuto sottocutaneo Eruzioni maculopapulari Eritema multiforme Prurito Orticaria Necrolisi epidermica tossica Sindrome di Stevens-Johnson Esantema pustoloso generalizzato acuto (AGEP) Dermatite esfoliativa Dermatite bollosa Rash morbilliforme Disturbi generali e condizioni legate al sito di Dolore ascesso Irritazione al sito di iniezion

7 somministrazione # Vedere paragrafo 4.4. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. 4.9. Sovradosaggio Non essendo gli effetti indesiderati dose-correlati, il sovradosaggio è un problema raro, soprattutto se il farmaco viene somministrato secondo quanto indicato. L’emodialisi e la dialisi peritoneale non sono efficaci nel rimuovere la clindamicina dal siero.

5. Informazioni farmacologiche

Clindamicina Fosfato Hikma (fosfato di clindamicina) è una soluzione sterile dell’estere idrosolubile della clindamicina e dell’acido fosforico. La clindamicina è un antibiotico semisintetico ottenuto mediante sostituzione con un atomo di cloro del gruppo 7-idrossilico nella molecola della lincomicina. 5.1. Proprietà farmacodinamiche Sebbene il fosfato di clindamicina sia inattivo in vitro, una rapida idrolisi in vivo converte questo composto nella clindamicina antibattericamente attiva. La clindamicina ha dimostrato di avere un’attività in vitro nei confronti di ceppi isolati dei seguenti microorganismi: Cocchi aerobi Gram-positivi, comprendenti: Staphylococcus aureus, Staphylococcus epidermidis (compresi i ceppi produttori di penicillinasi). Quando saggiati in vitro alcuni ceppi di stafilococchi originariamente resistenti all’eritromicina sviluppano rapidamente una resistenza alla clindamicina. Streptococchi (escluso S. Faecalis). Pneumococchi. Chlamydia trachomatis (ceppi sensibili). Bacilli anaerobi Gram-negativi, comprendenti: Bacteroides spp. Fusobacterium spp. Bacilli anaerobi Gram-positivi asporigeni, comprendenti: Propionibacterium Eubacterium. Actinomyces s.p.p. Cocchi Gram-positivi anaerobi e microaerofili, comprendenti: Peptococcus spp. Peptostreptococcus s.p.p. Streptococchi microaerofili. Clostridia: i clostridi sono più resistenti della maggior parte degli anaerobi alla clindamicina. La maggior parte dei C. perfringens sono sensibili, ma altre specie, per esempio C. sporogenes e C. tertium sono resistenti alla clindamicina. Si suggerisce di effettuare i tests di sensibilità. E’ stata dimostrata una resistenza crociata tra la clindamicina e la lincomicina come pure un antagonismo in vitro tra la clindamicina e l’eritromicina, quindi non devono essere somministrate contemporaneamente. Protozoi: Toxoplasma gondii. Pneumocystis carinii. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Il fosfato di clindamicina biologicamente inattivo viene rapidamente convertito in clindamicina attiva. Al termine di una somministrazione endovenosa si raggiungono le massime concentrazioni ematiche di clindamicina attiva. Infatti, il fosfato di clindamicina viene rapidamente attivato; il tempo di emivita del fosfato è di 6 minuti, mentre il tempo di emivita della clindamicina attiva è di circa 3 ore negli adulti e di 2 ore e mezzo nei bambini. Dopo un’iniezione intramuscolare di clindamicina fosfato si raggiungono le massime concentrazioni ematiche di clindamicina attiva entro 3 ore negli adulti e 1 ora nei bambini. Le concentrazioni ematiche della clindamicina possono essere mantenute al di sopra delle minime concentrazioni inibenti in vitro la maggior parte dei germi indicati, mediante somministrazione ogni 8-12 ore negli adulti e ogni 6-8 ore nei bambini,

8 mediante infusione endovenosa continua. Non si raggiungono livelli significativi di clindamicina nel liquido cefalorachidiano anche in presenza di meningi infiammate. La somministrazione di clindamicina e primachina in volontari HIV-positivi non ha influito significativamente sui parametri farmacocinetici della zidovudina. Nel latte materno la clindamicina è presente in quantità compresa tra 0.7 e 3.8 mcg/ml. 5.3. Dati preclinici sulla sicurezza I dati di tossicità acuta relativi all’animale da esperimento sono i seguenti: Specie animale Somministrazione DL50 (mg/kg) Topo e.v. 855 Topo i.p. 1145 Ratto neonato s.c. 179 Ratto adulto s.c. > di 2000 Ratto p.o. 1832 La clindamicina fosfato, somministrata nel ratto alla dose di 120 mg/kg/die per 6 giorni o 30 mg/kg/die è stata ben tollerata. Somministrata e.v. nel cane (fino a 120 mg/kg/die per un periodo di 6-27 giorni) non ha indotto modificazioni significative. La somministrazione i.m. nel cane (fino a 90 mg/kg/die per 6-30 giorni) ha indotto dolore nel sito d’iniezione e un aumento delle transaminasi. La tollerabilità locale e generale, valutata nel coniglio, è risultata buona. La clindamicina fosfato in studi condotti sul topo, ratto e maiale, non ha mostrato alcun effetto di tipo teratogeno. La somministrazione di 100 e 180 mg/kg di clindamicina fosfato a femmine di ratto e di topo gravide non ha indotto variazioni dei parametri riproduttivi ne’ effetti di tipo teratogeno.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Lista degli eccipienti Alcool benzilico, Sodio edetato, Sodio idrato, Acqua p.p.i. 6.2. Incompatibilità I seguenti farmaci sono fisicamente incompatibili con la clindamicina fosfato: ampicillina, sodio difenilidantoina, barbiturici, aminofillina, magnesio solfato e gluconato di calcio. 6.3. Validità 24 mesi. 6.4. Speciali precauzioni per la conservazione Non conservare al di sopra di 25°C. 6.5. Natura e composizione del contenitore Fiala serigrafata in vetro neutro bianca con punta chiusa. Confezione contenente n. 5 fiale poste in cassonetto di polistirolo inserito in astuccio in cartone litografato a più colori con foglio illustrativo. Confezione da: 5 fiale Clindamicina Fosfato Hikma da 2 ml (300 mg) 5 fiale Clindamicina Fosfato Hikma da 4 ml (600 mg) 6.6. Istruzioni per l’uso Nessuna in particolare.

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7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Hikma Italia SpA - Viale Certosa 10 – 27100 Pavia

8. Numero dell’ autorizzazione all’immissione in commercio

Clindamicina Fosfato Hikma 300 mg/2 ml soluzione iniettabile – 5 fiale da 2 ml AIC n. 035388014 Clindamicina Fosfato Hikma 600 mg/4 ml soluzione iniettabile – 5 fiale da 4 ml AIC n. 035388026

9. Data di prima autorizzazione/data di rinnovo

Marzo 2002/Marzo 2007

10. Data di revisione del testo:

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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