CLINDAMICINA KALCEKS

Viene utilizzato per il trattamento delle infezioni. Clindamicina Kalceks è utilizzato per il trattamento delle seguenti infezioni gravi negli adulti e nei bambini a partire da 1 mese di età: ‒ infezioni osteoarticolari ‒ sinusite cronica causata da microrganismi anaerobi ‒ infezioni del tratto respiratorio inferiore infezioni addominali complicate ‒ infezioni pelviche e dei genitali femminili ‒ infezioni complicate della pelle e dei tessuti molli. Per i pazienti allergici ai beta-lattamici, Clindamicina Kalceks può essere utilizzata per la profilassi negli interventi chirurgici.

Usato per: infezioni delle vie respiratorieinfezioni dell'addomesinusite

Principio attivo: CLINDAMICINA · ATC J01FF01 · AS KALCEKS

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: CLINDAMICINA
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile o per infusione
Dosaggio: 150 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: AS KALCEKS
Codice ATC: J01FF01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA - HIKMA ITALIA S.P.A.
· DALACIN C - PFIZER ITALIA S.R.L.
· CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM - BIOINDUSTRIA LABORATORIO ITALIANO MEDICINALI S.P.A.
· DALACIN C FOSFATO - PFIZER ITALIA S.R.L.
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Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

Questo medicinale contiene il principio attivo clindamicina (come clindamicina fosfato), che è un antibiotico. Viene utilizzato per il trattamento delle infezioni.

Clindamicina Kalceks è utilizzato per il trattamento delle seguenti infezioni gravi negli adulti e nei

bambini a partire da 1 mese di età: ‒ infezioni osteoarticolari ‒ sinusite cronica causata da microrganismi anaerobi ‒ infezioni del tratto respiratorio inferiore

infezioni addominali complicate ‒ infezioni pelviche e dei genitali femminili ‒ infezioni complicate della pelle e dei tessuti molli.

Per i pazienti allergici ai beta-lattamici, Clindamicina Kalceks può essere utilizzata per la profilassi negli interventi chirurgici.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non le deve essere somministrata Clindamicina Kalceks ‒ se è allergico alla clindamicina, alla lincomicina (un altro antibiotico) o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o l'infermiere prima prima che le venga somministrato questo medicinale, se: ‒ soffre di compromissione della funzionalità epatica o renale; ‒ ha problemi di funzionalità muscolare (ad esempio, soffre di debolezza muscolare chiamata "miastenia gravis" o di morbo di Parkinson); ‒ ha già avuto in passato malattie gastrointestinali (ad esempio, infiammazione del colon); ‒ soffre di allergie di qualsiasi tipo, ad esempio ipersensibilità alla penicillina, perché in singoli casi sono state segnalate reazioni allergiche alla clindamicina in persone con ipersensibilità nota alla penicillina; ‒ soffre di asma, eczema o febbre da fieno.

Se è sicuro di essere interessato da uno dei casi sopra descritti, chieda consiglio al medico.

Avvisi immediatamente il medico o l'infermiere se durante il trattamento si verificano: ‒ segni di grave reazione allergica come respiro sibilante, difficoltà respiratorie, gonfiore delle palpebre, del viso o delle labbra, eruzione cutanea o sensazione di prurito (vedere paragrafo 4). Questi possono verificarsi anche dopo la prima somministrazione. In questo caso, il medico

interromperà immediatamente il trattamento con clindamicina e avvierà le misure di emergenza standard; ‒ grave eruzione cutanea con macchie rosse irregolari o con vescicole piene di pus e desquamazione di ampie zone della pelle, febbre, tosse, sensazione di malessere e gonfiore delle gengive, della lingua o delle labbra (vedere paragrafo 4);

‒ diarrea durante o fino a 3 settimane dopo il trattamento, soprattutto in presenza di muco o sangue nelle feci. Può essere un segno di una grave infezione del colon (colite). È più probabile che si verifichi in pazienti debilitati e/o anziani (oltre i 60 anni).

Possono insorgere disturbi renali acuti. Informi il medico riguardo a qualsiasi medicinale che sta

assumendo e se ha problemi renali. Se urina di meno, se riscontra una ritenzione di liquidi che causa gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi, se ha il respiro affannoso o prova nausea, contatti immediatamente il medico.

L'uso prolungato e ripetuto di clindamicina può causare un'infezione della pelle e delle mucose con agenti patogeni non sensibili alla clindamicina. Può anche portare allo sviluppo di un'infezione fungina. Questo medicinale non è adatto al trattamento della febbre cerebrale (meningite).

Durante il trattamento a lungo termine, il medico monitorerà regolarmente la funzionalità epatica e renale.

Per evitare effetti indesiderati, la clindamicina verrà somministrata sotto forma di infusione lenta in vena.

Bambini La sicurezza e la posologia nei neonati di età inferiore a un mese non sono state stabilite.

Altri medicinali e Clindamicina Kalceks Informi il medico o l'infermiere se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale.

È particolarmente importante se sta usando uno dei seguenti medicinali: ‒ rilassanti muscolari (usati durante le operazioni per aiutare i muscoli a rilassarsi). L'uso concomitante con la clindamicina può portare a problematiche inattese e pericolose per la vita

durante l'intervento chirurgico. Pertanto, in caso di ricovero in ospedale per un'operazione o una procedura ospedaliera, informare il medico che si sta assumendo clindamicina. ‒ warfarin o medicinali simili - usati per fluidificare il sangue. È più probabile che si verifichino sanguinamenti. Il medico potrebbe richiedere esami del sangue regolari per verificare la capacità di coagulazione del sangue; ‒ eritromicina (un antibiotico);

‒ rifampicina (per il trattamento della tubercolosi); ‒ ciclosporina/tacrolimus (usati dopo i trapianti d'organo).

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico prima che le venga somministrato questo medicinale. Il medico prescriverà la clindamicina durante la gravidanza solo se assolutamente necessario. Questo farmaco può avere un effetto negativo sulla flora intestinale del bambino allattato al seno. Il medico valuterà attentamente i benefici dell'allattamento al seno per il bambino e i benefici e i rischi attesi dal trattamento con clindamicina per la madre.

Guida di veicoli e utlizzo di macchinari Questo farmaco non ha influenza, o ha un’influenza trascurabile, sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Clindamicina Kalceks contiene sodio

Questo medicinale contiene 6,5 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per mL di soluzione. Questo equivale a 0,33 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto.

Come usarlo

Il medico deciderà la dose corretta della terapia con clindamicina da somministrarle.

Il medicinale le verrà somministrato da un medico o da un infermiere, sotto forma di iniezione in un

Adulti • Per il trattamento delle infezioni meno complicate: muscolo o di infusione lenta in vena (tramite flebo). Il medicinale sarà diluito prima dell'infusione in vena. L'infusione durerà da 10 a 60 minuti.

la dose abituale è di 1200-1800 mg al giorno, somministrati in 3 o 4 dosi uguali. • Per il trattamento di infezioni gravi: la dose abituale è di 2400-2700 mg al giorno somministrati in 2, 3 o 4 dosi uguali.

Nelle infezioni pericolose per la vita la dose somministrata in vena può essere aumentata fino a 4800 mg al giorno.

La dose per la profilassi delle infezioni post-operatorie sarà stabilita dal medico. Dipende dal tipo e dalla durata dell'intervento chirurgico.

Per via intramuscolare, la dose singola massima raccomandata è di 600 mg. Per via endovenosa, la dose massima raccomandata per una singola infusione di un'ora è di 1200 mg.

Anziani Negli anziani con funzionalità epatica e renale normale non è richiesto alcun aggiustamento della dose.

Pazienti con compromissione epatica e/o renale In genere non è necessario un aggiustamento della dose in caso di compromissione epatica o renale lieve o moderata.

Il medico monitorerà la funzione renale nei pazienti con grave compromissione renale. Nei pazienti con grave compromissione epatica, il medico monitorerà la funzionalità epatica e, ove possibile, i livelli plasmatici del medicinale. Se necessario, il medico modificherà la dose o gli intervalli di dosaggio.

Uso nei bambini e negli adolescenti

Bambini da 1 mese a 12 anni di età Da 20 a 40 mg per ogni kg di peso corporeo al giorno, somministrati in 3 o 4 dosi uguali. La dose di clindamicina nei bambini deve essere stabilita in base al peso corporeo totale, indipendentemente dall'obesità. Nelle infezioni gravi, si raccomanda di somministrare ai bambini non meno di 300 mg al giorno, indipendentemente dal peso corporeo. La dose totale giornaliera non deve superare la dose massima giornaliera raccomandata per gli adulti. Adolescenti di età superiore ai 12 anni Le dosi negli adolescenti di età superiore ai 12 anni devono essere le stesse degli adulti, tenendo conto di eventuali aggiustamenti della dose in base alla funzionalità epatica. Nei pazienti adolescenti sottopeso, tra i 12 e i 18 anni di età, si raccomanda di non superare la dose massima di 40 mg per kg di

peso al giorno. La dose totale giornaliera non deve superare la dose massima giornaliera raccomandata per gli adulti.

Se le viene somministrata più Clindamicina Kalceks di quanto deve Questo medicinale viene sempre somministrato in condizioni attentamente controllate. Tuttavia, se pensa che le sia stata somministrata una quantità eccessiva di medicinale, lo comunichi immediatamente

al medico o all'infermiere.

Se ha dimenticato di prendere Clindamicina Kalceks Questo medicinale le verrà somministrato da un medico o da un infermiere. Tuttavia, se pensa di aver saltato una dose, lo dica al medico o all'infermiere.

Se ha qualsiasi dubbio sull'uso di questo medicinale, si rivolga al medico o all'infermiere.

Possibili effetti indesiderati

li manifestino.

Effetti indesiderati gravi Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

Informi immediatamente il medico o l'infermiere se si manifesta uno dei seguenti effetti indesiderati, in quanto potrebbe essere necessaria un'assistenza medica immediata:

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10) • Disturbi dello stomaco e dell'intestino

Diarrea grave, persistente o sanguinolenta (che può essere associata a dolore allo stomaco o febbre). Può verificarsi durante o dopo il trattamento con antibiotici e può essere un segno di grave infiammazione intestinale (colite pseudomembranosa).

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100) • Disturbi del cuore e dei vasi sanguigni Bassa pressione del sangue (sensazione di stordimento, capogiro o svenimento) o improvviso dolore toracico o oppressione toracica, respiro affannoso, capogiro, svenimento, nausea o vomito (segni di arresto cardiaco). Questi possono verificarsi se il medicinale viene somministrato troppo velocemente.

Frequenza non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili) • Reazioni allergiche

Segni di una grave reazione allergica come respiro sibilante, respirazione difficoltosa, gonfiore delle palpebre, del viso o delle labbra, eruzione cutanea o sensazione di prurito (soprattutto se interessa tutto il corpo). • Disturbi della pelle Segni di reazioni cutanee gravi e potenzialmente pericolose per la vita, come eruzione cutanea grave con macchie rosse irregolari o vescicole piene di pus e desquamazione di ampie aree della

pelle, febbre, tosse, sensazione di malessere e gonfiore delle gengive, della lingua o delle labbra.
• Disturbi del fegato
Ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi (ittero)
• Disturbi renali
Ritenzione di liquidi che causa gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi, respiro affannoso
o nausea.
• Variazioni dell'emocromo
Aumento delle infezioni, che possono manifestarsi con febbre, forti brividi, mal di gola o ulcere
in bocca (ciò può indicare un basso numero di globuli bianchi nel corpo).

Altri effetti indesiderati

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)
• Infezione o infiammazione delle vene della gamba (tromboflebite)
• Aumento di alcuni globuli bianchi (eosinofilia)
• Infiammazione del rivestimento interno della bocca

• Diarrea
• Eruzione cutanea rossa in rilievo
• Indurimento nel sito di iniezione (dopo l'iniezione nel muscolo)
• Alterazioni della funzionalità epatica (osservate negli esami del sangue)

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)
• Basso numero di globuli bianchi nel corpo (granulocitopenia)
• Disturbo del senso del gusto
• Rilassamento muscolare
• Dolore addominale
•
•
•
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Infiammazione del rivestimento dell'esofago
Nausea
Vomito
Orticaria
• Infiammazione e arrossamento della pelle (eritema multiforme)
• Sensazione di prurito
• Dolore al sito di iniezione
• Ascesso al sito di iniezione (dopo l'iniezione intramuscolare)

Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1 000)

• Gonfiore, soprattutto del viso e della gola, respiro sibilante e/o respirazione difficoltosa (angioedema)

Molto rari (possono riguardare fino a 1 persona su 10 000)

• Indigestione

Frequenza non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili)
• Infezione dell'intestino crasso (colon) causata da un batterio
• Infezione vaginale
• ecchimosi inspiegabile o sanguinamenti prolungati rispetto al normale o piccole macchie

rosso-viola sulla pelle (possono indicare un basso numero di piastrine nel sangue)
• Reazioni allergiche
• Modifiche dell’olfatto

• Eruzione cutanea piatta o leggermente rialzata di colore rosso rosato
• Irritazione al sito di iniezione

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull'etichetta della fiala e sulla scatola dopo EXP/Scad.. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno di quel mese.

Non conservare a temperatura superiore a 25 °C. Non refrigerare o congelare. Tenere le fiale nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Periodo di validità dopo l'apertura della fiala: il prodotto deve essere utilizzato immediatamente.

Periodo di validità dopo la diluizione La stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per 48 ore a una temperatura di 25°C e a 2-8 °C. Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente. Se non utilizzato

immediatamente, i tempi di conservazione in uso e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore e di norma non dovrebbero superare le 24 ore a 2-8 °C, a meno che la diluizione non sia stata eseguita in condizioni asettiche controllate e validate.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Clindamicina Kalceks: ‒ Il principio attivo è clindamicina. Ogni mL di soluzione contiene 150 mg di clindamicina (come clindamicina fosfato). Ogni fiala di soluzione da 2 mL contiene 300 mg di clindamicina (come clindamicina fosfato). Ogni fiala di soluzione da 4 mL contiene 600 mg di clindamicina (come clindamicina fosfato).

‒ Gli altri componenti sono disodio edetato, sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH), acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di Clindamicina Kalceks e contenuto della confezione

Soluzione limpida, da incolore a quasi incolore, praticamente priva di particelle visibili.

2 mL o 4 mL di soluzione in fiale di vetro incolore con un punto di rottura. Ogni confezione contiene 1, 5 o 10 fiale.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

AS KALCEKS Krustpils iela 71E, Rīga, LV-1057, Lettonia

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio economico europeo con le seguenti denominazioni:

Danimarca Clindamycin Kalceks Austria, Germania Clindamycin Kalceks 150 mg/ml Injektions-/Infusionslösung Croazia Klindamicin Kalceks 150 mg/ml otopina za injekciju/infuziju Finlandia, Norvegia Clindamycin Kalceks Francia CLINDAMYCINE KALCEKS 600 mg/4 mL, solution injectable/pour perfusion Ungheria Clindamycin Kalceks 150 mg/ml oldatos injekció vagy infúzió Irlanda Clindamycin 150 mg/ml solution for injection/infusion Italia Clindamicina Kalceks Lettonia Clindamycin Kalceks 150 mg/ml šķīdums injekcijām/infūzijām Paesi Bassi Clindamycine Kalceks 150 mg/ml oplossing voor injectie/infusie Slovenia Klindamicin Kalceks 150 mg/ml raztopina za injiciranje/infundiranje

Spagna Clindamicina Kalceks 150 mg/ml solución inyectable y para perfusión EFG

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato

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Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari:

Fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto per le informazioni complete sulla prescrizione.

Modo di somministrazione Iniezione intramuscolare (i.m.) o infusione endovenosa (e.v.).

Per la somministrazione intramuscolare, Clindamicina Kalceks deve essere utilizzata non diluita. La somministrazione intramuscolare di più di 600 mg in una volta non è raccomandata

qualsiasi motivo. La somministrazione intramuscolare è indicata quando l'infusione endovenosa non è possibile per

Per la somministrazione endovenosa, Clindamicina Kalceks deve essere diluita prima della somministrazione e.v. e deve essere infusa per almeno 10-60 minuti. La concentrazione non deve superare i 18 mg di clindamicina per mL di soluzione e la velocità di infusione non deve superare i 30 mg/min. Non deve mai essere somministrata per iniezione endovenosa in bolo (può causare gravi eventi avversi, vedere paragrafo 4.8). Non sono raccomandate infusioni endovenose di più di 1200 mg in un'ora.

Velocità di infusione abituali

Dose Diluente Concentrazione di Tempo di infusione clindamicina minimo 300 mg 50 mL 6 mg/mL 10 minuti

600 mg 50 mL 12 mg/mL 20 minuti 900 mg 50-100 mL da 9 mg/mL a 18 mg/mL 30 minuti 1200 mg 100 mL 12 mg/mL 40 minuti

Per i diluenti compatibili, vedere "Istruzioni per l'uso, la manipolazione e lo smaltimento".

Incompatibilità Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati al paragrafo "Istruzioni per l'uso, la manipolazione e lo smaltimento".

I seguenti medicinali sono fisicamente incompatibili con la clindamicina fosfato: ampicillina, fenitoina sodica, barbiturici, aminofillina, calcio gluconato, magnesio solfato, ceftriaxone sodico, ciprofloxacina, idarubicina cloridrato e ranitidina cloridrato.

Istruzioni per l'uso, la manipolazione e lo smaltimento Solo monouso. Scartare la soluzione non utilizzata.

Il medicinale deve essere ispezionato visivamente prima dell'uso. Non usare se ci sono segni visibili di deterioramento (ad esempio particelle). Utilizzare solo soluzioni limpide e prive di particelle visibili.

Può essere diluito con: ‒ soluzione per infusione di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9 %) ‒ soluzione per infusione di glucosio 50 mg/mL (5 %).

Istruzioni per l'apertura della fiala 1) Posizionare la fiala con la punta colorata verso l’alto. Se nella parte superiore della fiala è presente

della soluzione, picchiettare delicatamente con il dito per portare tutta la soluzione nella parte inferiore della fiala. 2) Usare entrambe le mani per aprire; tenendo con una mano la parte inferiore della fiala, con l’altra mano staccare la parte superiore della fiala in direzione opposta al punto colorato (vedere le figure di seguito).

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Domande frequenti su CLINDAMICINA KALCEKS

Come si usa CLINDAMICINA KALCEKS?

CLINDAMICINA KALCEKS si presenta in forma di Soluzione iniettabile o per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CLINDAMICINA KALCEKS è disponibile senza ricetta?

No, CLINDAMICINA KALCEKS è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di CLINDAMICINA KALCEKS?

Il principio attivo di CLINDAMICINA KALCEKS è CLINDAMICINA.

Quali sono gli equivalenti di CLINDAMICINA KALCEKS?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA, DALACIN C, CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM, DALACIN C FOSFATO. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce CLINDAMICINA KALCEKS?

CLINDAMICINA KALCEKS è prodotto da AS KALCEKS.

Da quando CLINDAMICINA KALCEKS è autorizzato in Italia?

CLINDAMICINA KALCEKS ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2025-05-24.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Clindamicina Kalceks 150 mg/mL soluzione iniettabile o per infusione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni mL di soluzione contiene 150 mg di clindamicina (come clindamicina fosfato). Ogni fiala di soluzione da 2 mL contiene 300 mg di clindamicina (come clindamicina fosfato). Ogni fiala di soluzione da 4 mL contiene 600 mg di clindamicina (come clindamicina fosfato). Eccipiente con effetto noto Ogni mL di soluzione contiene 6,5 mg di sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile o per infusione. Soluzione limpida, da incolore a quasi incolore, praticamente priva di particelle visibili. pH della soluzione 5,5 - 7,0 Osmolalità da 700 a 830 mOsmol/kg

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Clindamicina Kalceks 150 mg/mL soluzione iniettabile o per infusione è indicato nel trattamento delle seguenti infezioni gravi causate da batteri sensibili alla clindamicina negli adulti e nei bambini a partire da 1 mese di età (vedere paragrafi 4.2 e 5.1): ‒ infezioni osteoarticolari ‒ sinusite cronica causata da microrganismi anaerobi ‒ infezioni del tratto respiratorio inferiore ‒ infezioni intra-addominali complicate ‒ infezioni pelviche e dei genitali femminili ‒ infezioni complicate della pelle e dei tessuti molli. Per i pazienti allergici ai beta-lattamici, Clindamicina Kalceks può essere utilizzata per la profilassi negli interventi chirurgici. Fare riferimento alle linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La dose ed il modo di somministrazione devono essere determinati in base alla severità dell’infezione, alle condizioni del paziente e alla sensibilità del microrganismo causa dell’infezione. Fare riferimento alle linee guida locali.

Posologia Adulti Somministrazione intramuscolare o endovenosa: 1200-2700 mg/die suddivisi in 2-4 dosi. La dose abituale per le infezioni dell'area intra-addominale, dell'area pelvica femminile o altre infezioni gravi è di 2400-2700 mg al giorno per via e.v. o i.m., somministrati in 2, 3 o 4 dosi uguali (senza superare la dose singola massima raccomandata di 1200 mg per via e.v. o 600 mg per via i.m.). Per il trattamento di infezioni meno complicate dovute a microrganismi più sensibili che possono rispondere a dosi inferiori: la dose è di 1200-1800 mg al giorno per via e.v. o i.m. somministrati in 3 o 4 dosi uguali. Nelle infezioni pericolose per la vita la dose endovenosa può essere aumentata fino a 4800 mg al giorno. Profilassi in caso di intervento chirurgico La dose deve essere stabilita in base al tipo e alla durata dell’intervento chirurgico. La dose abituale è di 600-900 mg somministrati per via endovenosa ogni 4-8 ore, fino al termine dell'intervento. Popolazione pediatrica Bambini da 1 mese a 12 anni di età 20-40 mg/kg al giorno per via e.v. o i.m. somministrati in 3 o 4 dosi uguali (vedere paragrafo 4.4). La dose di clindamicina nei bambini deve essere stabilita in base al peso corporeo totale, indipendentemente dal grado di obesità (vedere paragrafo 5.2). Nelle infezioni gravi, si raccomanda di somministrare ai bambini non meno di 300 mg al giorno, indipendentemente dal peso corporeo. La dose totale giornaliera non deve superare la dose massima giornaliera raccomandata per gli adulti. Adolescenti di età superiore ai 12 anni Le dosi negli adolescenti di età superiore ai 12 anni devono essere le stesse degli adulti, tenendo conto di eventuali aggiustamenti della dose in base alla funzionalità epatica. Nei pazienti adolescenti sottopeso, tra i 12 e i 18 anni, si raccomanda di non superare la dose massima di 40 mg/kg/die. La dose totale giornaliera non deve superare la dose massima giornaliera raccomandata per gli adulti. Neonati di età inferiore a 1 mese La sicurezza e l'efficacia di Clindamicina Kalceks nei neonati di età inferiore a un mese non sono state stabilite. Non vi sono dati disponibili. Pazienti anziani Non è richiesto alcun aggiustamento della dose negli anziani con funzionalità epatica e renale normale (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica L'emivita di eliminazione è prolungata nei pazienti con compromissione epatica da moderata a severa (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Tuttavia, quando la clindamicina viene somministrata ogni 8 ore, l'accumulo si verifica solo raramente. Nei pazienti con compromissione epatica severa, si raccomanda di monitorare la funzione epatica e i progressi del paziente e, ove possibile, si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici di clindamicina. In base ai risultati, la dose o gli intervalli di dosaggio devono essere modificati, se necessario. Compromissione renale L'emivita di eliminazione è prolungata nei pazienti con compromissione renale (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Tuttavia, non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata. Nei pazienti con compromissione renale severa, si raccomanda di monitorare la funzione renale e i progressi del paziente.

La clindamicina non può essere eliminata con l'emodialisi. Pertanto, non è necessaria una dose aggiuntiva prima o dopo l'emodialisi. Modo di somministrazione Iniezione intramuscolare (i.m.) o infusione endovenosa (e.v.). Per la somministrazione intramuscolare, Clindamicina Kalceks deve essere utilizzata non diluita. La somministrazione intramuscolare di più di 600 mg in una volta non è raccomandata. La somministrazione intramuscolare è indicata quando l'infusione endovenosa non è possibile per qualsiasi motivo. Per la somministrazione endovenosa, Clindamicina Kalceks deve essere diluita prima della somministrazione e.v. e deve essere infusa per almeno 10-60 minuti. La concentrazione non deve superare i 18 mg di clindamicina per mL di soluzione e la velocità di infusione non deve superare i 30 mg/min. Non deve mai essere somministrata per iniezione endovenosa in bolo (può causare gravi eventi avversi, vedere paragrafo 4.8). Non sono raccomandate infusioni endovenose di più di 1200 mg in un'ora. Tabella 1 Velocità di infusione abituali Dose Diluente Concentrazione di clindamicina Tempo di infusione minimo 300 mg 50 mL 6 mg/mL 10 minuti 600 mg 50 mL 12 mg/mL 20 minuti 900 mg 50-100 mL da 9 mg/mL a 18 mg/mL 30 minuti 1200 mg 100 mL 12 mg/mL 40 minuti Per i diluenti compatibili, vedere paragrafo 6.6.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, alla lincomicina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Reazioni di ipersensibilità Reazioni di ipersensibilità severe possono verificarsi anche dopo la prima somministrazione. Nel caso in cui si verifichino reazioni di ipersensibilità, il trattamento con clindamicina deve essere interrotto immediatamente e devono essere avviate le misure di emergenza standard appropriate (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). In alcune circostanze, la terapia con clindamicina può essere una forma di trattamento alternativo nei pazienti con allergia alla penicillina (ipersensibilità alla penicillina). Non sono stati segnalati casi di allergia crociata tra clindamicina e penicillina e, in base alle differenze strutturali tra le sostanze, non è prevista. Tuttavia, in singoli casi, esistono informazioni sull'anafilassi (ipersensibilità) alla clindamicina in persone con un'allergia alla penicillina già esistente. Questo deve essere preso in considerazione in un ciclo di trattamento con clindamicina in pazienti con allergia alla penicillina. Reazioni avverse cutanee severe In pazienti trattati con clindamicina sono state segnalate reazioni avverse cutanee severe, come reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN) e pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), che possono essere pericolose per la vita o fatali. Queste reazioni possono verificarsi anche dopo la prima somministrazione. Se compaiono segni e sintomi di reazioni cutanee severe, il trattamento con clindamicina deve esser

4 interrotto immediatamente e devono essere avviate le misure di emergenza standard appropriate. Se il paziente ha sviluppato una reazione severa come DRESS, SJS, TEN o AGEP con l'uso di clindamicina, il trattamento con clindamicina non deve essere mai più ripreso in questo paziente (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Disturbi gastrointestinali Il trattamento con agenti antibatterici altera la normale flora del colon e porta alla crescita eccessiva di Clostridioides difficile. Questo fenomeno è stato segnalato con l'uso di quasi tutti gli agenti antibatterici, compresa la clindamicina. Il C. difficile produce le tossine A e B che contribuiscono allo sviluppo della diarrea da C. difficile (CDAD) ed è la causa principale della "colite da antibiotici". È importante considerare la diagnosi di CDAD nei pazienti che sviluppano diarrea a seguito della somministrazione di agenti antibatterici. Questa può progredire in colite, compresa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.8), che può variare da lieve a fatale. Se si sospetta o si conferma una diarrea da antibiotici o una colite da antibiotici, il trattamento in corso con agenti antibatterici, compresa la clindamicina, deve essere interrotto e devono essere immediatamente avviate misure terapeutiche adeguate. I medicinali che inibiscono la peristalsi sono controindicati in questa situazione. La terapia con clindamicina è stata associata a una colite pseudomembranosa durante e fino a 2 o 3 settimane dopo il trattamento con clindamicina, che può essere fatale e che è associata a diarrea severa e persistente. Occorre prestare attenzione quando si prescrive la clindamicina a un paziente che ha una tendenza alle malattie gastrointestinali, in particolare alla colite. La colite e la diarrea associate agli antibiotici sono più frequenti e severe nei pazienti debilitati e/o anziani (> 60 anni). Disturbi della trasmissione neuromuscolare Occorre prestare cautela nei pazienti con disturbi della trasmissione neuromuscolare (ad es. miastenia gravis, morbo di Parkinson), poiché la clindamicina è stata associata al blocco neuromuscolare e al prolungamento del blocco (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). In vitro, è stato dimostrato che la clindamicina inibisce i recettori nicotinici dell'acetilcolina. Compromissione epatica e renale Durante il trattamento a lungo termine, la funzionalità epatica e renale devono essere monitorate regolarmente. L'emivita di eliminazione è prolungata nei pazienti con compromissione renale e nei pazienti con compromissione epatica da moderata a severa (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Sono state segnalate non frequentemente lesioni renali acute, compresa insufficienza renale acuta. Nei pazienti affetti da disfunzione renale preesistente o che assumono in concomitanza farmaci nefrotossici deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale (vedere paragrafo 4.8). Crescita eccessiva di organismi non sensibili L'uso di clindamicina può anche provocare la crescita eccessiva di organismi non sensibili, in particolare lieviti. Diffusione nel liquido cerebrospinale Poiché la clindamicina non si diffonde adeguatamente nel liquido cerebrospinale, non deve essere utilizzata nel trattamento della meningite. Altro Occorre prestare cautela nei pazienti con malattie atopiche. Sodio Questo medicinale contiene 6,5 mg di sodio per mL di soluzione equivalente a 0,33 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Agenti bloccanti neuromuscolari La clindamicina può potenziare l'azione degli agenti bloccanti neuromuscolari. Pertanto, deve esser

5 usata con cautela nei pazienti trattati con tali agenti. Antagonisti della vitamina K Sono stati segnalati test di coagulazione aumentati (PT/INR) e/o sanguinamenti in pazienti trattati con clindamicina in associazione con antagonisti della vitamina K (ad es. warfarin, acenocumarolo e fluindione). I test di coagulazione devono pertanto essere monitorati frequentemente nei pazienti trattati con antagonisti della vitamina K. Altri agenti antibatterici È stato dimostrato un antagonismo tra clindamicina ed eritromicina in vitro. A causa della possibile significatività clinica, questi due medicinali non devono essere somministrati in concomitanza. Inibitori e induttori degli enzimi CYP La clindamicina è metabolizzata prevalentemente dal CYP3A4, e in misura minore dal CYP3A5, nel metabolita principale clindamicina solfossido e nel metabolita minore N desmetilclindamicina. Pertanto, gli inibitori del CYP3A4 e del CYP3A5 possono diminuire la clearance della clindamicina. Gli induttori di CYP3A4 e CYP3A5 possono aumentare la clearance della clindamicina. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per la riduzione dell'efficacia del trattamento se la clindamicina viene usata insieme a forti induttori del CYP3A4 come la rifampicina. Studi in vitro indicano che la clindamicina non inibisce i CYP1A2, CYP2C9, CYP2C19, CYP2E1 o CYP2D6 e inibisce solo moderatamente il CYP3A4. Pertanto, è improbabile che si verifichino interazioni clinicamente importanti tra la clindamicina e i medicinali co-somministrati metabolizzati da questi enzimi CYP. Agenti immunosoppressivi La clindamicina può influenzare le concentrazioni ematiche di ciclosporina e tacrolimus. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di ciclosporina/tacrolimus durante il trattamento con clindamicina.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Negli studi clinici condotti su donne in gravidanza, la somministrazione sistemica di clindamicina durante il 2 e 3°trimestre non è stata associata a un aumento dell'incidenza di anomalie congenite. Non esistono studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza durante il primo trimestre di gravidanza. La clindamicina attraversa la placenta nell’uomo. La clindamicina deve essere usata solo in caso di assoluta necessità durante la gravidanza. Allattamento Dopo somministrazione sistemica, è stata segnalata la comparsa di clindamicina nel latte materno umano, con valori compresi tra < 0,5 e 3,8 μg/mL. La clindamicina può avere un effetto potenzialmente negativo sulla flora intestinale del bambino allattato al seno, con sintomi quali diarrea o sangue nelle feci o eruzione cutanea. L'uso della clindamicina durante l'allattamento non è raccomandato e si deve decidere se interrompere l'allattamento o scegliere un'altra opzione terapeutica. I benefici dell'allattamento al seno per il bambino devono essere valutati rispetto alla necessità clinica della madre di assumere clindamicina. Fertilità Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti per quanto riguarda la tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

La clindamicina non ha alcuna influenza, o ha influenza trascurabile, sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

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4.8 Effetti indesiderati

Nella Tabella 2 sono elencate le reazioni avverse identificate attraverso l'esperienza degli studi clinici e l'esperienza post-marketing. Le reazioni avverse sono classificate secondo la classificazione per organi e sistemi MedDRA come segue: comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100), raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili). All'interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine di gravità decrescente. Gli effetti indesiderati più frequenti sono di tipo gastrointestinale, soprattutto diarrea. Gli effetti indesiderati gastrointestinali si verificano in circa l'8 % dei pazienti. Tabella 2 Reazioni avverse Classificazione per organi e sistemi Comune Non comune Raro Molto raro Non nota Infezioni e infestazioni Colite pseudomembranosa *# Colite da Clostridioides difficile *#, infezioni vaginali * Patologie del sistema emolinfopoietico Eosinofilia Granulocitopenia Agranulocitosi*, neutropenia*, trombocitopenia*, leucopenia*, porpora trombocitopenica Disturbi del sistema immunitario Angioedema Shock anafilattico*, reazione anafilattoide *#, reazione anafilattica*, ipersensibilità*+ Patologie del sistema nervoso Disgeusia, effetto di blocco neuromuscolare Modifiche dell’olfatto Patologie cardiache Arresto cardiorespiratorio § Patologie vascolari Tromboflebite **** Ipotensione§ Patologie gastrointestinali Inflammazione della mucosa orale, diarrea** Dolore addominale, esofagite, nausea, vomito Dispepsia Patologie epatobiliari Ittero*

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea maculo papulare Orticaria, eritema multiforme, prurito Necrolisi epidermica tossica (TEN)*#, sindrome di Stevens Johnson (SJS)*#, reazione/esantema da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)*#, pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP)*#, dermatite esfoliativa*, dermatite bollosa*, eruzione cutanea morbilliforme* Patologie renali e urinarie Lesione renale acuta # Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Indurimento in sede di iniezione*** Dolore in sede di iniezione, ascesso sterile in sede di iniezione*** Irritazione in sede di iniezione* Esami diagnostici Valori anomali di funzionalità epatica, aumento delle transaminasi sieriche * Reazioni avverse identificate dall'esperienza post-marketing. ** Spesso di natura lieve e spesso si risolvono durante o dopo l'interruzione del trattamento. Questi effetti indesiderati dipendono dal metodo di somministrazione e dal dosaggio. *** Può verificarsi localmente dopo l'iniezione i.m. **** Dopo somministrazione e.v. + Dopo un'iniezione e.v. rapida, possono verificarsi reazioni di ipersensibilità sotto forma di rossore o senso di nausea. # Vedere paragrafo 4.4. § Sono stati segnalati casi di arresto cardio-respiratorio e ipotensione in seguito a somministrazione e.v. troppo rapida. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio possono manifestarsi i sintomi di nausea, vomito e diarrea. Emodialisi e dialisi peritoneale non sono efficaci nel rimuovere clindamicina dal siero.

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5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antibatterici per uso sistemico, lincosamidi, codice ATC: J01FF01. Meccanismo d’azione La clindamicina è un antibiotico lincosamidico che inibisce la sintesi proteica batterica. Si lega alla subunità 50S del ribosoma batterico e influenza sia la sintesi che il processo di traduzione dei ribosomi. Sebbene il fosfato di clindamicina sia inattivo in vitro, una rapida idrolisi in vivo converte questa sostanza nella clindamicina attiva dal punto di vista antibatterico. La clindamicina mostra attività batteriostatica in vitro alle dosi abituali. Relazione farmacocinetica/farmacodinamica L'efficacia è correlata all'area sotto la curva concentrazione-tempo della frazione non legata dell'agente che supera la concentrazione minima inibitoria (MIC) del patogeno (fAUC/MIC). Meccanismo/i di resistenza La resistenza alla clindamicina è spesso dovuta a mutazioni nel sito di legame dell'antibiotico sul rRNA o alla metilazione di nucleotidi specifici nel RNA 23S della subunità ribosomiale 50S. Queste alterazioni possono determinare una resistenza crociata in vitro ai macrolidi e alle streptogramine B (resistenza MLSB). La resistenza è occasionalmente dovuta ad alterazioni delle proteine ribosomiali. La resistenza alla clindamicina può essere inducibile dai macrolidi in isolati batterici resistenti ai macrolidi. La resistenza inducibile può essere dimostrata con un test su disco (D-zone test) o in brodo. Meccanismi di resistenza meno frequenti riguardano la modifica dell'antibiotico e dell'efflusso attivo. Esiste una resistenza crociata completa tra clindamicina e lincomicina. Come per molti antibiotici, l'incidenza della resistenza varia a seconda delle specie batteriche e dell'area geografica. L'incidenza della resistenza alla clindamicina è maggiore tra gli isolati di stafilococco resistenti alla meticillina e gli isolati di pneumococco resistenti alla penicillina rispetto agli organismi sensibili a questi agenti. La maggior parte dello S. aureus resistente alla meticillina (MRSA) presenta il tipo di resistenza costitutiva MLSB ed è quindi resistente alla clindamicina. Le infezioni causate da stafilococchi resistenti ai macrolidi non devono essere trattate con clindamicina, anche quando è stata dimostrata la suscettibilità in vitro, perché la terapia può portare alla selezione di mutanti con resistenza costitutiva MLSB. I ceppi con resistenza costitutiva MLSB mostrano una resistenza crociata completa della clindamicina con la lincomicina, i macrolidi (ad es. azitromicina, claritromicina, eritromicina, roxitromicina, spiramicina) nonché con la streptogramina B. Valori soglia (breakpoints) dei test di suscettibilità I criteri interpretativi della MIC (concentrazione minima inibente) per i test di suscettibilità sono stati stabiliti dal Comitato Europeo sui Test di Suscettibilità Antimicrobica (EUCAST, European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing) per la clindamicina e sono elencati al seguente indirizzo: https://www.ema.europa.eu/documents/other/minimum-inhibitory-concentration-micbreakpoints_en.xlsx Prevalenza della resistenza acquisita La prevalenza della resistenza acquisita può variare geograficamente e nel tempo per specie selezionate e le informazioni locali sulla resistenza sono auspicabili, in particolare quando si trattano infezioni gravi. Se necessario, è opportuno richiedere il parere di un esperto quando la prevalenza locale è tale che l'utilità dell'agente in almeno alcuni tipi di infezioni è discutibile. Soprattutto in caso di infezioni gravi o di fallimento della terapia, si raccomanda la diagnosi microbiologica con verifica dell'agente patogeno e della sua suscettibilità alla clindamicina. Specie comunemente sensibili Microrganismi aerobi gram positivi Staphylococcus aureus (stafilococchi coagulasi negativi meticillino-sensibili e meticillino-sensibili)

Streptococcus, gruppi A, B, C e G Streptococcus pneumoniae (isolati sensibili alla penicillina) Streptococcus pyogenes Streptococchi del gruppo viridans Microrganismi anaerobi gram positivi Clostridium perfringens Peptostreptococcus spp. (Finegoldia magna, Micromonas micros) Actinomyces israelii Cutibacterium acnes Peptoniphilus spp. 1 Propionibacterium spp. 1 Microrganismi anaerobi gram negativi Fusobacterium spp. (eccetto F. varium) Prevotella spp. Veillonella spp. 1 Altri microrganismi Chlamydia trachomatis Gardnerella vaginalis Chlamydophila pneumoniae 1 Mycoplasma hominis 1 1 Al momento della pubblicazione delle tabelle non erano disponibili dati aggiornati. La letteratura primaria, la letteratura scientifica standard e le raccomandazioni terapeutiche sono state utilizzate per ipotizzare la sensibilità. Specie per le quali la resistenza acquisita può costituire un problema Microrganismi aerobi gram positivi Staphylococcus aureus (resistente alla meticillina) Staphylococcus epidermidis Staphylococcus haemolyticus Staphylococcus hominis Streptococcus agalactiae Corynebacterium spp. Microrganismi aerobi gram negativi Moraxella catarrhalis Microrganismi anaerobi gram positivi Clostridioides difficile Microrganismi anaerobi gram negativi Bacteroides spp. Organismi intrinsecamente resistenti Microrganismi aerobi gram positivi Enterococcus spp. Listeria monocytogenes Microrganismi aerobi gram-negativi Escherichia coli Haemophilus influenzae Klebsiella spp.

Pseudomonas aeruginosa Altri microrganismi Ureaplasma urealyticum Mycoplasma pneumoniae

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo l'iniezione intramuscolare di 600 mg di clindamicina fosfato, si osservano livelli sierici di picco di clindamicina compresi tra 5 e 10 µg/mL in un periodo compreso tra 1 e 4 ore dopo la somministrazione. Dopo un'infusione endovenosa di 300 mg in 10 minuti e di 600 mg in 20 minuti, i livelli sierici di picco al termine dell'infusione sono rispettivamente di 7 µg/mL e 10 µg/mL. I livelli sierici di clindamicina possono essere mantenuti al di sopra della concentrazione minima inibente in vitro per la maggior parte dei microrganismi sensibili con la somministrazione di clindamicina fosfato ogni 8-12 ore negli adulti e ogni 6-8 ore nei bambini di età superiore ai 3 anni mediante infusione endovenosa. Un livello costante viene raggiunto dopo la terza dose. Distribuzione Il legame con le proteine è compreso tra il 40 e il 94 %. La clindamicina penetra prontamente nella maggior parte dei fluidi e dei tessuti corporei (comprese le ossa) ed è quindi un'alternativa per i focolai di infezione difficili da raggiungere, come le infezioni dei tessuti molli e le osteomieliti acute e croniche. Circa il 40 % (20-75 %) del livello sierico viene raggiunto nel tessuto osseo, nel latte materno 50-100 %, nel liquido sinoviale 50 %, nell'espettorato 30-75 %, nel liquido peritoneale 50 %, nel sangue fetale 40 %, nel pus 30 %, nel liquido pleurico 50-90 %. Tuttavia, la clindamicina non penetra nel liquido cerebrospinale, nemmeno in caso di meningite. Dopo dosi multiple, le concentrazioni nel liquido amniotico erano circa il 30 % delle concentrazioni nel sangue materno. Biotrasformazione Studi in vitro in microsomi epatici e intestinali umani hanno indicato che la clindamicina viene ossidata prevalentemente dal CYP3A4, con un contributo minore da parte del CYP3A5, formando i metaboliti clindamicina solfossido e un metabolita minore, N desmetilclindamicina. L'emivita plasmatica della clindamicina è di 2,4 ore. Nei pazienti con insufficienza renale e insufficienza epatica da moderata a severa, l'emivita è prolungata. Eliminazione Dopo la somministrazione parenterale, circa il 15 % della dose somministrata viene escreto nelle urine. L'escrezione avviene principalmente attraverso la bile e le feci come metaboliti biologicamente inattivi. L'emodialisi e la dialisi peritoneale non sono metodi di trattamento efficaci per eliminare la clindamicina dal siero. Linearità/Non linearità Le concentrazioni sieriche di clindamicina aumentano linearmente con l'aumentare della dose. Popolazioni specifiche Pazienti pediatrici obesi di età compresa tra 2 e < 18 anni e adulti obesi di età compresa tra 18 e 20 anni Studi di farmacocinetica in pazienti pediatrici obesi (da 2 a < 18 anni) e adulti obesi di età compresa tra 18 e 20 anni dimostrano che la clearance e il volume di distribuzione della clindamicina, normalizzati sul peso corporeo totale, sono comparabili tra pazienti obesi e non obesi. Anziani Studi di farmacocinetica condotti su soggetti anziani (61-79 anni) e adulti più giovani (18-39 anni) indicano che l'età da sola non modifica la farmacocinetica della clindamicina (clearance, emivita di eliminazione, volume di distribuzione e AUC dopo somministrazione endovenosa di clindamicina).

Compromissione renale L'emivita sierica della clindamicina è leggermente aumentata nei pazienti con compromissione renale severa (vedere paragrafo 4.2).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l'uomo sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, tossicità della riproduzione e dello sviluppo. Cancerogenicità Non sono stati effettuati studi di cancerogenicità a lungo termine sugli animali. Mutagenicità I test genotossici eseguiti comprendono un test del micronucleo nei ratti e un test di Ames sulla reversione della salmonella. I risultati di entrambi i test sono stati negativi. Tossicità riproduttiva Negli esperimenti sullo sviluppo embrio-fetale nei ratti con somministrazione orale e negli esperimenti sullo sviluppo embrio-fetale nei ratti e nei conigli con somministrazione sottocutanea, la tossicità per lo sviluppo è stata osservata solo a dosi che hanno provocato tossicità materna. Gli studi sulla riproduzione animale non sono sempre predittivi della risposta umana.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Disodio edetato Sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH) Acqua per preparazioni inettabili

6.2 Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6. I seguenti medicinali sono fisicamente incompatibili con la clindamicina fosfato: ampicillina, fenitoina sodica, barbiturici, aminofillina, calcio gluconato, magnesio solfato, ceftriaxone sodico, ciprofloxacina, idarubicina cloridrato e ranitidina cloridrato.

6.3 Periodo di validità

18 mesi. Periodo di validità dopo l'apertura della fiala: il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Periodo di validità dopo la diluizione La stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per 48 ore a una temperatura di 25°C e a 2-8 °C. Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente. Se non utilizzato immediatamente, i tempi di conservazione in uso e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore e di norma non dovrebbero superare le 24 ore a 2-8 °C, a meno che la diluizione non sia stata eseguita in condizioni asettiche controllate e validate.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 25 °C. Non refrigerare o congelare. Tenere le fiale nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura e diluizione vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

2 mL o 4 mL di soluzione in fiale di vetro incolore con un punto di rottura. Ogni confezione contiene 1, 5 o 10 fiale. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Solo monouso. Scartare la soluzione non utilizzata. Il medicinale deve essere ispezionato visivamente prima dell'uso. Non usare se ci sono segni visibili di deterioramento (ad esempio particelle). Utilizzare solo soluzioni limpide e prive di particelle visibili. Può essere diluito con: ‒ soluzione per infusione di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9 %) ‒ soluzione per infusione di glucosio 50 mg/mL (5 %). La concentrazione di clindamicina nel diluente non deve superare 18 mg/mL. Vedere paragrafo 4.2 per ulteriori raccomandazioni sulla diluizione del prodotto prima della somministrazione. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

AS KALCEKS Krustpils iela 71E, Rīga, LV-1057, Lettonia

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

051737017 “150 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE” 1 FIALA IN VETRO DA 300 MG/2 ML 051737029 “150 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE” 5 FIALE IN VETRO DA 300 MG/2 ML 051737031“150 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE” 10 FIALE IN VETRO DA 300 MG/2 ML 051737043 “150 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE” 1 FIALA IN VETRO DA 600 MG/4 ML 051737056 “150 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE” 5 FIALE IN VETRO DA 600 MG/4 ML 051737068 “150 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE” 10 FIALA IN VETRO DA 600 MG/4 ML

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Data della prima autorizzazione:

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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