ESCITALOPRAM MEDREG

Escitalopram Medreg viene utilizzato per il trattamento della depressione (episodi depressivi maggiori) e dell'ansia (come il disturbo da panico con o senza agorafobia, disturbo d'ansia sociale, disturbo d'ansia generalizzato e disturbo ossessivo-compulsivo). Potrebbero volerci un paio di settimane prima che lei cominci a sentirsi meglio. Continui a prendere Escitalopram Medreg, anche se ci vuole un po’ di tempo prima che la sua condizione mostri un miglioramento.

Usato per: depressioneansia

Principio attivo: ESCITALOPRAM, ESCITALOPRAM OSSALATO · ATC N06AB10 · MEDREG S.R.O.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

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"10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 28 COMPRESSE IN BLISTER PVDC/PVC/AL A 7,80 € 7,80 € 0,00 € + ticket*

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Principio attivo: ESCITALOPRAM, ESCITALOPRAM OSSALATO
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Dosaggio: 10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: MEDREG S.R.O.
Codice ATC: N06AB10
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ESCITALOPRAM TECNIGEN ITALIA - PHARMACARE S.R.L.
· ESCITALOPRAM KRKA - KRKA D.D. NOVO MESTO
· ESCITALOPRAM ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· ESCITALOPRAM LABORATORI ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· ESCITALOPRAM ALTER - PHARMACARE S.R.L.
· ESCITALOPRAM AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· XIPRAM - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ESCITALOPRAM MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· ESCITALOPRAM MYLAN - MYLAN S.P.A.
· ESCITALOPRAM DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· ESCITALOPRAM DOC - DOC GENERICI SRL
· ESCITALOPRAM DOC GENERICS - DOC GENERICI SRL
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Contenuto della confezione e altre informazioni

Cos'è Escitalopram Medreg e a cosa serve Escitalopram Medreg contiene il principio attivo escitalopram. Escitalopram Medreg appartiene ad un gruppo di antidepressivi definiti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Questi farmaci agiscono sul sistema serotoninergico nel cervello aumentando i livelli di serotonina.

Escitalopram Medreg viene utilizzato per il trattamento della depressione (episodi depressivi

maggiori) e dell'ansia (come il disturbo da panico con o senza agorafobia, disturbo d'ansia sociale, disturbo d'ansia generalizzato e disturbo ossessivo-compulsivo).

Potrebbero volerci un paio di settimane prima che lei cominci a sentirsi meglio. Continui a prendere Escitalopram Medreg, anche se ci vuole un po’ di tempo prima che la sua condizione mostri un

miglioramento.

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Escitalopram Medreg

- se è allergico all’escitalopram o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6).
- se usa altri medicinali che appartengono al gruppo dei MAO inibitori, inclusi selegilina
(impiegata nel trattamento del morbo di Parkinson), moclobemide (per il trattamento della
depressione) e linezolid (un antibiotico).
- se soffre di aritmia congenita o ha avuto un episodio di aritmia (rilevato all’ECG, un esame per

valutare la funzionalità del suo cuore). - se sta prendendo medicinali per trattare i disturbi del ritmo cardiaco o che possono influire sul ritmo cardiaco (vedere paragrafo 2 “Altri medicinali e Escitalopram Medreg”).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Escitalopram Medreg.

Informi il medico se ha qualche altra affezione o malattia, poiché il medico può doverla prendere in considerazione. In particolare, comunichi al medico: - se soffre di epilessia. Il trattamento con Escitalopram Medreg deve essere interrotto se per la prima volta si manifestano crisi epilettiche o si verifica un aumento della frequenza degli

attacchi (vedere anche paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”).
- se soffre di compromissione della funzionalità del fegato o dei reni. Può essere necessario un
aggiustamento del dosaggio da parte del medico.
- se soffre di diabete. Il trattamento con Escitalopram Medreg può alterare il controllo
glicemico. Può essere necessario modificare la dose di insulina e/o di ipoglicemizzante orale.
- se ha un abbassamento dei livelli di sodio nel sangue.

- se ha la tendenza a sviluppare facilmente sanguinamenti e lividi, o se è in corso una
gravidanza (vedere il paragrafo “Gravidanza, allattamento e fertilità”).
- se sta ricevendo un trattamento elettroconvulsivante.
- se soffre di cardiopatia coronarica.
- se soffre o ha sofferto di problemi cardiaci o ha avuto recentemente un attacco di cuore.

- se ha un ritmo cardiaco a riposo basso e/o se sa di avere carenze saline a seguito di una
prolungata grave diarrea e vomito (essendosi sentito male) o utilizza diuretici (farmaci per
urinare).
- se, alzandosi in piedi, le capita di avere un ritmo cardiaco rapido o irregolare, di svenire,
collassare o provare un giramento di testa, che può indicare un’anomalia di funzionamento del
ritmo cardiaco.

- se ha o ha avuto in passato qualche problema agli occhi, ad esempio alcuni tipi di glaucoma (aumento della pressione oculare).

Tenga presente Alcuni pazienti affetti da malattia maniaco-depressiva possono entrare in una fase maniacale. Questa è caratterizzata da idee insolite che cambiano rapidamente, felicità inappropriata ed eccessiva attività fisica. Se avverte queste sensazioni, contatti il medico.

Sintomi come irrequietezza o difficoltà a star seduti o fermi in piedi possono verificarsi durante le prime settimane di trattamento. Se si presentano questi sintomi, informi immediatamente il medico.

Medicinali quali Escitalopram Medreg (i cosiddetti SSRI/SNRI) possono causare sintomi di disfunzione sessuale (vedere paragrafo 4). In alcuni casi, si è osservata la persistenza di questi sintomi dopo l’interruzione del trattamento.

Pensieri di suicidio e peggioramento della sua depressione o del suo disturbo d’ansia Se soffre di depressione e/o ha disturbi d’ansia può talvolta pensare di farsi del male o di suicidarsi. Questi pensieri possono essere più frequenti all’inizio del trattamento con gli antidepressivi, poiché questi medicinali impiegano generalmente circa due settimane o più per mostrare il loro effetto. È più probabile che lei abbia questi pensieri:

- se in precedenza aveva già pensato di suicidarsi o di farsi del male.
- se è un giovane adulto. I dati da studi clinici hanno mostrato un maggior rischio di
comportamento correlato al suicidio in adulti di età inferiore a 25 anni con disturbi psichiatrici

trattati con un antidepressivo. Se in qualunque momento dovesse pensare di farsi del male o di suicidarsi, contatti il medico o si rechi immediatamente in ospedale. Può essere d’aiuto informare un parente o un amico stretto che lei soffre di depressione o di un disturbo d’ansia, e chiedere loro di leggere questo foglio illustrativo. Può chiedere loro di dirle se pensano che la sua depressione o la sua ansia stanno peggiorando, o se sono preoccupati per qualche

cambiamento del suo comportamento.

Bambini e adolescenti Escitalopram Medreg di norma non deve essere utilizzato in bambini e gli adolescenti al di sotto dei 18 anni di età. Inoltre, deve sapere che, in caso di assunzione di questa classe di medicinali, i pazienti al di sotto di 18 anni di età presentano un rischio aumentato di effetti collaterali quali tentativi di suicidio, pensieri suicidari e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera). Malgrado quanto sopra, il suo medico può prescrivere Escitalopram Medreg a pazienti di età

inferiore ai 18 anni se ritiene che questa sia la soluzione migliore per loro. Se il suo medico ha prescritto Escitalopram Medreg ad un paziente di età inferiore ai 18 anni e desidera avere maggiori informazioni, ricontatti il medico. Deve informare il medico se uno dei sintomi di cui sopra compare o peggiora nel corso dell’assunzione di Escitalopram Medreg da parte di un paziente di età inferiore ai

18 anni. Inoltre, gli effetti sulla sicurezza a lungo termine di Escitalopram Medreg relativi alla crescita, alla maturazione e allo sviluppo cognitivo e comportamentale non sono ancora stati dimostrati in questa fascia di età.

Altri medicinali e Escitalopram Medreg Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere

qualsiasi altro medicinale.

Informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali: - “Inibitori non selettivi delle monoammino-ossidasi (IMAO)”, contenenti fenelzina, iproniazide, isocarbossazide, nialamide e tranilcipromina come principio attivo. Se ha assunto uno di questi

medicinali deve attendere 14 giorni prima di iniziare il trattamento con Escitalopram Medreg.
Dopo l’interruzione del trattamento con Escitalopram Medreg devono trascorrere 7 giorni prima
di assumere uno di questi medicinali.
- “Inibitori selettivi delle MAO-A reversibili” contenenti moclobemide (utilizzata nel trattamento
della depressione).
“Inibitori delle MAO-B irreversibili”, contenenti selegilina (utilizzata nel trattamento del morbo
-

-
-
-
di Parkinson). Questi aumentano il rischio di effetti indesiderati.
Antibiotico linezolid. del
Litio (utilizzato nel trattamento del disturbo maniaco-depressivo) e triptofano.
Imipramina e desipramina (entrambe utilizzate per curare la depressione).
- Sumatriptan e medicinali simili (utilizzati per trattare l’emicrania) e tramadolo e medicinali
simili (oppiodi, utilizzati per combattere il dolore grave). Questi aumentano il rischio di effetti
indesiderati.
- Cimetidina, lansoprazolo ed omeprazolo (utilizzati per trattare l’ulcera gastrica), fluconazolo
(usato per trattare le infezioni fungine), fluvoxamina (antidepressivo) e ticlopidina (utilizzata
per ridurre il rischio di ictus). Questi possono causare un aumento dei livelli di escitalopram nel

sangue.
- Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) - un prodotto di erboristeria usato contro la
depressione.
- Acido acetilsalicilico e antinfiammatori non steroidei (medicinali utilizzati per il sollievo del

dolore o per ridurre la densità del sangue, anche chiamati anti-aggreganti). Questi possono aumentare la tendenza a sanguinare. - Warfarin, dipiridamolo e fenprocumone (medicinali utilizzati per ridurre la densità del sangue, anche chiamati anti-coagulanti). Il medico probabilmente effettuerà controlli sul tempo di coagulazione all’inizio e al termine del trattamento con Escitalopram Medreg per verificare se la sua dose di anticoagulante è comunque appropriata.

- Meflochina (utilizzato per trattare la malaria), bupropione (utilizzato per trattare la depressione) e tramadolo (utilizzato nel trattamento del dolore grave) a causa del possibile rischio di una ridotta soglia convulsivante.

- Neurolettici (medicinali utilizzati per trattare la schizofrenia, la psicosi) e antidepressivi
(antidepressivi triciclici e SSRI) a causa del possibile rischio di abbassamento della soglia
convulsiva.
- Flecainide, propafenone e metoprololo (utilizzati nelle patologie cardio-vascolari),
clomipramina e nortriptilina (antidepressivi) e risperidone, tioridazina e aloperidolo
(antipsicotici). Può rendersi necessario un aggiustamento del dosaggio di Escitalopram Medreg.

- Medicinali che riducono i livelli di potassio o magnesio nel sangue poiché queste condizioni aumentano il rischio di disturbi del ritmo cardiaco pericolosi per la vita.

Non prenda Escitalopram Medreg se assume medicinali per problemi del ritmo cardiaco o che possono influenzare il ritmo del cuore, quali, ad esempio, antiaritmici di classe IA e III, antipsicotici (come derivati delle fenotiazine, pimozide, aloperidolo), antidepressivi triciclici, alcuni agenti antimicrobici (come sparfloxacina, moxifloxacina, eritromicina IV, pentamidina, trattamenti antimalarici, in

particolare alofantrina), alcuni antistaminici (astemizolo, idrossizina, mizolastina). Se dovesse avere ulteriori dubbi, contatti il medico.

Escitalopram Medreg con cibi, bevande e alcol

Escitalopram Medreg può essere assunto con o senza cibo (vedere paragrafo 3 “Come prendere Escitalopram Medreg”).

Come avviene con molti medicinali, l’associazione di Escitalopram Medreg e alcol non è consigliabile, sebbene non ci si aspetta che Escitalopram Medreg interagisca con l’alcol.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Non assuma Escitalopram Medreg se è in gravidanza o se sta allattando, a meno che il medico non abbia discusso con lei i rischi e benefici del trattamento.

Se assume Escitalopram Medreg durante gli ultimi 3 mesi di gravidanza, deve essere a conoscenza che i seguenti effetti possono essere osservati nel neonato: problemi respiratori, cute bluastra, crisi, instabilità della temperatura corporea, difficoltà nell’alimentazione, vomito, bassi livelli di glucosio nel sangue, ipertonia o ipotonia, iperiflessia, tremore, nervosismo, irritabilità, letargia, pianto continuo,

immediatamente il suo medico. sonnolenza e difficoltà nel dormire. Se il neonato presentasse uno di questi sintomi, contatti

Si assicuri che l’ostetrica e/o il medico sappiano che Lei sta assumendo Escitalopram Medreg. Quando assunti durante la gravidanza, in particolare negli ultimi 3 mesi di gravidanza, medicinali come Escitalopram Medreg possono aumentare il rischio di una grave condizione nei bambini, chiamata ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN), che fa respirare il bambino più velocemente e lo fa apparire bluastro. Questi sintomi di solito si manifestano durante le prime 24 ore dalla nascita del bambino. Se ciò accade al suo bimbo, deve contattare immediatamente l’ostetrica e/o il medico.

Se assume Escitalopram Medreg in prossimità del termine della gravidanza può esserci un rischio

aumentato di abbondante sanguinamento vaginale poco dopo il parto, specialmente se soffre di disordini emorragici. Informi il medico curante o l’ostetrica/o del fatto che sta assumendo Escitalopram Medreg in modo che possano consigliarle cosa fare.

Se utilizzato durante la gravidanza, Escitalopram Medreg non deve mai essere sospeso bruscamente.

Si prevede che escitalopram venga escreto nel latte materno.

Citalopram, un medicinale simile all’escitalopram, in studi su animali, ha dimostrato di ridurre la qualità dello sperma. In teoria, ciò potrebbe influenzare la fertilità, ma l’impatto sulla fertilità umana

non è stato ancora osservato.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Non si metta alla guida di veicoli e non operi su macchinari finchè non conosce l’effetto che Escitalopram Medreg ha su di lei

Escitalopram Medreg contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Adulti

Depressione La dose abituale raccomandata di Escitalopram Medreg è 10 mg al giorno in dose singola. Tale dose può essere aumentata dal medico fino ad un massimo di 20 mg al giorno.

Disturbo da attacchi di panico La dose iniziale di Escitalopram Medreg è 5 mg al giorno per la prima settimana prima di passare a 10 mg al giorno. La dose può essere ulteriormente aumentata dal medico fino ad un massimo di 20 mg al giorno.

Disturbo d’ansia sociale

La dose di Escitalopram Medreg normalmente raccomandata è di 10 mg al giorno in dose singola. Il medico può diminuire la dose a 5 mg al giorno o aumentarla fino a un massimo di 20 mg al giorno, sulla base della sua risposta individuale al trattamento.

Disturbo d’ansia generalizzato

La dose di Escitalopram Medreg normalmente raccomandata è di 10 mg al giorno, in dose singola. Tale dose può essere aumentata dal medico fino ad un massimo di 20 mg al giorno.

Disturbo ossessivo-compulsivo La dose normalmente raccomandata di Escitalopram Medreg è 10 mg in un’unica dose giornaliera. La dose può essere aumentata dal medico fino ad un massimo di 20 mg al giorno.

Pazienti anziani (sopra i 65 anni di età) del La dose iniziale raccomandata di Escitalopram Medreg è di 5 mg al giorno in dose singola. Tale dose può essere aumentata dal medico fino a 10 mg al giorno.

Uso nei bambini e negli adolescenti Normalmente Escitalopram Medreg non deve essere assunto da bambini e adolescenti. Per ulteriori informazioni vedere il paragrafo 2”Avvertenze e precauzioni”.

Pazienti con ridotta funzionalità renale

Si consiglia cautela nei pazienti con funzionalità renale gravemente ridotta. Prenda il medicinale come prescritto dal medico.

Pazienti con ridotta funzionalità epatica

I pazienti con disturbi epatici non devono ricevere più di 10 mg al giorno. Prenda il medicinale come prescritto dal medico.

Pazienti noti per essere metabolizzatori lenti dell'enzima CYP2C19 I pazienti con questo genotipo noto non devono ricevere più di 10 mg al giorno. Prenda il medicinale come prescritto dal medico.

Come prendere le compresse Escitalopram Medreg può essere assunto con o senza cibo. Ingerisca la compressa con dell’acqua. Non

la mastichi, perché ha un sapore amaro. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Durata del trattamento Possono essere necessarie un paio di settimane prima che avverta qualche miglioramento. Continui a prendere Escitalopram Medreg anche in caso di mancanza immediata di miglioramento della sua malattia.

Il dosaggio non deve mai essere modificato senza aver prima consultato il medico.

Continui ad assumere Escitalopram Medreg per tutto il tempo che le ha raccomandato il medico. Se il trattamento viene interrotto troppo presto possono ricomparire i sintomi. Si raccomanda di continuare il trattamento per almeno 6 mesi dopo la risoluzione dei sintomi.

Se prende più Escitalopram Medreg di quanto deve

Se ha assunto una dose di Escitalopram Medreg superiore a quella prescritta, deve contattare il medico o recarsi immediatamente al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino, lo faccia comunque anche se non si hanno segni di malessere. Alcuni dei sintomi da sovradosaggio possono essere capogiri, tremore, agitazione, convulsioni, coma, nausea, vomito, alterazione del ritmo cardiaco, diminuzione

della pressione sanguigna e modifica dell’equilibrio elettrolitico. Porti con sé la scatola/blister di Escitalopram Medreg quando si reca da un medico o in ospedale.

Se dimentica di prendere Escitalopram Medreg Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Se dimentica di prendere una dose, e se ne ricorda prima di coricarsi, la prenda subito. Continui l’assunzione come il solito il giorno

successivo. Se invece se ne ricorda durante la notte, oppure il giorno dopo, salti la dose dimenticata e continui con la normale posologia.

Se interrompe il trattamento con Escitalopram Medreg Non sospenda l’assunzione di Escitalopram Medreg fino a quando non glielo dice il medico. Quando

ha completato il trattamento, è generalmente consigliato che la dose di Escitalopram Medreg sia ridotta gradualmente in un paio di settimane.

Quando interrompe l’assunzione di Escitalopram Medreg, specialmente se lo sospende improvvisamente, può avvertire sintomi da sospensione. Questi sono comuni quando si interrompe il

trattamento con Escitalopram Medreg. Il rischio è maggiore se ha assunto Escitalopram Medreg per lungo tempo o in dosi elevate o se la dose viene ridotta troppo velocemente. La maggior parte dei pazienti ha riscontrato che tali sintomi sono di lieve entità e che in genere scompaiono spontaneamente nell’arco di un paio di settimane. Comunque, in alcuni pazienti i sintomi possono essere di intensità grave o possono prolungarsi nel tempo (2-3 mesi o più). Se manifesta sintomi da sospensione gravi quando interrompe il trattamento con Escitalopram Medreg, informi il medico. Questi può chiederle di ripristinare il trattamento e continuare riducendo le dosi più gradualmente. I sintomi da sospensione includono: sensazioni di capogiro (sentirsi instabili o senza equilibrio), sensazione di punture da spilli e aghi, sensazione di bruciore (meno frequente) e sensazione di scossa elettrica, anche nella testa, disturbi del sonno (sogni vividi, incubi, difficoltà nel dormire), ansia,

cefalea, malessere (nausea), sudorazione (inclusa sudorazione notturna), irrequietezza o agitazione, tremore (scuotimento), confusione o disorientamento, eccessiva emotività o irritabilità, diarrea (feci liquide), disturbi visivi, disturbi del battito cardiaco (palpitazioni).

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

li manifestino.

Gli effetti indesiderati solitamente scompaiono dopo alcune settimane di trattamento. Tenga presente

che molti degli effetti indesiderati possono essere anche sintomi della sua malattia e pertanto diminuiscono quando inizia a sentirsi meglio.

Se si verifica uno dei seguenti sintomi deve contattare il medico o recarsi immediatamente in ospedale:

Non comune (può interessare fino a 1 paziente su 100): - sanguinamento anomalo, incluso sanguinamenti gastrointestinali

Raro (può interessare fino a 1 paziente su 1 000):
- gonfiore della pelle, della lingua, delle labbra, della faringe o del viso, orticaria o difficoltà
respiratorie o di deglutizione (reazione allergica che mette in pericolo la vita)
- febbre elevata, agitazione, confusione, tremore ed improvvise contrazioni muscolari; queste
possono essere i sintomi di una rara condizione denominata sindrome serotoninergica

Non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili):
- difficoltà urinarie
- crisi epilettiche (crisi), vedere anche paragrafo “Avvertenze e precauzioni”

- colorazione gialla della pelle e del bianco degli occhi, che sono segni di compromissione della
funzionalità del fegato/epatite
- battito cardiaco rapido, irregolare, sensazione di svenimento che possono essere sintomi di una
condizione pericolosa per la vita nota come Torsione di Punta
- pensieri di autolesionismo o di suicidio, vedere anche paragrafo “Avvertenze e precauzioni”
- improvviso gonfiore della pelle o delle mucose (angioedema)

Oltre agli effetti indesiderati sopra menzionati, sono stati segnalati anche i seguenti:

Molto comune (può interessare più di 1 paziente su 10): - sensazione di malessere (nausea)

- cefalea

Comune (può interessare fino a 1 paziente su 10):
- naso chiuso o che cola (sinusite)
- diminuzione o aumento dell’appetito

- diarrea, stipsi, vomito, bocca secca
- aumento della sudorazione
- dolori muscolari e delle articolazioni (artralgia e mialgia)
- ansia, irrequietezza, sogni anomali, difficoltà ad addormentarsi, sonnolenza, capogiri, sbadigli,
tremori, formicolio della pelle

- disturbi sessuali (ritardata eiaculazione, problemi di erezione, diminuzione del desiderio
sessuale e, nelle donne, difficoltà nel raggiungere l’orgasmo)
- stanchezza, febbre
- aumento di peso

Non comune (può interessare fino a 1 paziente su 100):

- orticaria, eruzione cutanea, sensazione di prurito (prurito)
- digrignamento dei denti, agitazione, nervosismo, attacchi di panico, stato confusionale
- sonno disturbato, alterazioni del gusto, svenimento (sincope)
- dilatazione delle pupille (midriasi), disturbi visivi, suoni nelle orecchie (tinnito)

- perdita di capelli
- aumento del flusso mestruale
- ciclo mestruale irregolare
- perdita di peso
- aumento della frequenza cardiaca
- gonfiore di braccia o gambe

- sanguinamento nasale

Raro (può interessare fino a 1 paziente su 1 000):

- aggressività, depersonalizzazione, allucinazioni
- rallentamento del battito cardiaco

Non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili): - diminuzione del livello di sodio nel sangue (i sintomi sono senso di malessere con debolezza muscolare o confusione)

- capogiri assumendo una posizione eretta dovuti ad un abbassamento della pressione arteriosa
(ipotensione ortostatica)
- alterazioni dei valori di funzionalità del fegato (aumento della quantità degli enzimi epatici nel
sangue)
- disturbi del movimento (movimenti muscolari involontari)
- erezioni dolorose (priapismo)
- segni di sanguinamento anormale ad esempio della pelle e delle mucose (ecchimosi) e basso
livello di piastrine nel sangue (trombocitopenia)

- aumento della secrezione di un ormone chiamato ADH, che causa ritenzione idrica e
diluizione del sangue, con conseguente riduzione delle quantità di sodio (inappropriata
secrezione ADH)
- aumento dei livelli ematici dell'ormone prolattina

- secrezione di latte in uomini e in donne che non allattano
- mania
- un aumentato rischio di fratture ossee è stato osservato nei pazienti che assumono questo tipo
di medicinali
- alterazione del ritmo cardiaco (chiamata “prolungamento dell’intervallo QT”, valutata
attraverso un ECG che registra l’attività elettrica del cuore)

- abbondante sanguinamento vaginale poco dopo il parto (emorragia postpartum), vedere il paragrafo 2 “Gravidanza, allattamento e fertilità” per ulteriori informazioni

Inoltre, una serie di effetti indesiderati è nota per i farmaci che agiscono come escitalopram (principio attivo di Escitalopram Medreg). Essi sono:

- irrequietezza motoria (acatisia)
- perdita dell’appetito

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’astuccio e sul blister dopo “Scad.” e “EXP”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Escitalopram Medreg - Il principio attivo è escitalopram. Ogni compressa rivestita con film contiene 10 mg di escitalopram (come ossalato).

- Gli altri eccipienti sono: nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, talco, silice colloidale anidra, magnesio stearato rivestimento: ipromellosa (E464), titanio diossido (E171), talco, macrogol (PEG-400)

Descrizione dell’aspetto di Escitalopram Medreg e contenuto della confezione

Compresse biconvesse rivestite con film, di colore da bianco a biancastro, di forma ovale, di circa 7,8 x 5,3 - 8,2 x 5,7 mm con la scritta “C4” in rilievo su un lato e la linea di frattura sull'altro lato. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

Le compresse rivestite con film sono fornite in blister trasparenti di PVDC/PVC/Al, in astucci di cartone.

Confezione: 28, 30, 56, 60, 84, 90, 98 o 100 compresse rivestite con film. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

Medreg s.r.o. Na Florenci 2139/2 Nové Město 110 00 Praga 1

Produttore:

Medis International a.s. Průmyslová 961/16 747 23 Bolatice Repubblica Ceca

Dr. Max Pharma s.r.o. Na Florenci 2116/15 Nové Město 110 00 Praga 1 Repubblica Ceca

Slovacchia: Repubblica Ceca: Escitalopram Medreg Escitalopram Medreg Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Polonia: Escitalopram Medreg Italia: Escitalopram Medreg Romania: Escitalopram Gemax Pharma 10 mg comprimate filmate

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il:

Domande frequenti su ESCITALOPRAM MEDREG

Come si usa ESCITALOPRAM MEDREG?

ESCITALOPRAM MEDREG si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ESCITALOPRAM MEDREG è disponibile senza ricetta?

No, ESCITALOPRAM MEDREG è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di ESCITALOPRAM MEDREG?

Il principio attivo di ESCITALOPRAM MEDREG è ESCITALOPRAM, ESCITALOPRAM OSSALATO.

Quali sono gli equivalenti di ESCITALOPRAM MEDREG?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ESCITALOPRAM TECNIGEN ITALIA, ESCITALOPRAM KRKA, ESCITALOPRAM ACCORD, ESCITALOPRAM LABORATORI ALTER. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce ESCITALOPRAM MEDREG?

ESCITALOPRAM MEDREG è prodotto da MEDREG S.R.O..

Da quando ESCITALOPRAM MEDREG è autorizzato in Italia?

ESCITALOPRAM MEDREG ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2026-04-01.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Escitalopram Medreg 10 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa rivestita con film contiene 10 mg di escitalopram (come ossalato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa rivestita con film. Compresse biconvesse rivestite con film da bianco a biancastro, di forma ovale, circa 7,8 x 5,3 - 8,2 x 5,7 mm, con la scritta “C4” in rilievo su un lato e la linea di frattura sull'altro lato. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento degli episodi di depressione maggiore. Trattamento del disturbo da panico con o senza agorafobia. Trattamento del disturbo d’ansia sociale (fobia sociale). Trattamento del disturbo d’ansia generalizzato. Trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La sicurezza di una dose giornaliera superiore a 20 mg non è stata dimostrata. Episodi di depressione maggiore La dose abituale è di 10 mg una volta al giorno. Sulla base della risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata ad un massimo di 20 mg al giorno. Per ottenere la risposta antidepressiva sono necessarie in genere 2-4 settimane. Dopo la risoluzione dei sintomi, è necessario un trattamento di almeno 6 mesi per il consolidamento della risposta. Disturbo da panico con o senza agorafobia Per la prima settimana di trattamento la dose iniziale raccomandata è 5 mg a giorno per poi essere aumentata a 10 mg al giorno. La dose può essere ulteriormente aumentata fino ad un massimo di 20 mg al giorno, sulla base della risposta individuale del paziente. La massima efficacia si raggiunge dopo circa 3 mesi. Il trattamento dura diversi mesi. Disturbo d’ansia social

La dose abituale è di 10 mg una volta al giorno. In genere, sono necessarie 2-4 settimane per ottenere un miglioramento dei sintomi. Successivamente, sulla base della risposta individuale del paziente, la dose può essere ridotta a 5 mg o aumentata fino ad un massimo di 20 mg al giorno. Il disturbo d’ansia sociale è una patologia a decorso cronico, si raccomanda il trattamento per 12 settimane al fine del consolidamento della risposta. Il trattamento a lungo termine dei pazienti che hanno risposto al trattamento è stato studiato per 6 mesi e può essere considerato su base individuale per la prevenzione delle ricadute; i benefici del trattamento devono essere rivalutati ad intervalli regolari. Il disturbo d’ansia sociale è una terminologia diagnostica ben definita di un disturbo specifico, che non deve essere confuso con l’eccessiva timidezza. La farmacoterapia è indicata solo se il disturbo interferisce significativamente con le attività professionali e sociali. L’impiego di questo trattamento in confronto alla terapia cognitiva comportamentale non è stato valutato. La farmacoterapia è parte di una strategia terapeutica globale. Disturbo d’ansia generalizzato La dose iniziale è 10 mg una volta al giorno. La dose può essere aumentata a un massimo di 20 mg al giorno, sulla base della risposta individuale del paziente. L’utilizzo a lungo termine nei pazienti che hanno risposto al trattamento è stato valutato per almeno 6 mesi in pazienti che assumevano 20 mg al giorno. I benefici del trattamento ed il dosaggio devono essere rivalutati ad intervalli regolari (vedere paragrafo 5.1). Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) La dose iniziale è 10 mg una volta al giorno. La dose può essere aumentata a un massimo di 20 mg al giorno, sulla base della risposta individuale del paziente. Il DOC è una patologia a decorso cronico, per cui i pazienti devono essere trattati per un periodo sufficiente ad assicurare che siano liberi da sintomi. I benefici del trattamento ed il dosaggio devono essere rivalutati ad intervalli regolari (vedere paragrafo 5.1). Persone anziane (>65 anni di età) La dose iniziale è 5 mg una volta al giorno. In base alla risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata fino a 10 mg al giorno (vedere paragrafo 5.2). L’efficacia di Escitalopram Medreg nel disturbo d’ansia sociale non è stata studiata nei pazienti anziani. Popolazione pediatrica Escitalopram Medreg non deve essere usato per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età (vedere paragrafo 4.4). Compromissione renale Non si ritiene necessario un aggiustamento del dosaggio in pazienti con insufficienza renale lieve o moderata. Si raccomanda prudenza nei pazienti con funzione renale severamente ridotta (CLCR inferiore a 30 mL/min) (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica È consigliata una dose iniziale di 5 mg al giorno per le prime due settimane di trattamento in pazienti con compromissione epatica lieve o moderata. In base alla risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata fino a 10 mg al giorno. Si raccomanda cautela e una titolazione del dosaggio estremamente accurata in pazienti con funzione epatica severamente ridotta (vedere paragrafo 5.2). Metabolizzatori lenti per CYP2C19

I soggetti noti per essere lenti metabolizzatori del CYP2C19, devono assumere, nelle prime due settimane di trattamento, una dose iniziale giornaliera di 5 mg. In base alla risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata fino a 10 mg al giorno (vedere paragrafo 5.2). Sintomi da sospensione osservati quando si interrompe il trattamento Il trattamento non deve essere sospeso bruscamente. Quando si interrompe il trattamento con escitalopram le dosi devono essere gradualmente ridotte nell’arco di almeno una o due settimane per ridurre il rischio di sintomi da sospensione (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Qualora si manifestassero sintomi intollerabili dopo la riduzione della dose o durante la sospensione del trattamento, considerare la possibilità di ripristinare la dose precedente. Successivamente il medico può continuare a ridurre il dosaggio ma più gradualmente. Modo di somministrazione Escitalopram Medreg viene somministrato in un’unica dose giornaliera e può essere assunto indipendentemente dall’assunzione di cibo.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. È controindicato il trattamento in concomitanza con inibitori non selettivi irreversibili delle monoamino-ossidasi (MAO-inibitori) a causa del rischio di insorgenza di sindrome serotoninergica che si manifesta con agitazione, tremore, ipertermia ecc. (vedere paragrafo 4.5). A causa del rischio di sindrome serotoninergica, l’associazione di escitalopram con inibitori reversibili delle MAO-A (come moclobemide) o con il MAO inibitore non selettivo reversibile linezolid è controindicata (vedere paragrafo 4.5). Escitalopram è controindicato nei pazienti che notoriamente soffrono di un prolungamento dell'intervallo QT o di sindrome congenita del QT lungo. È controindicata la somministrazione contemporanea di escitalopram e medicinali noti per prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Le seguenti avvertenze speciali e le precauzioni si applicano alla classe terapeutica degli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina). Popolazione pediatrica Escitalopram Medreg non deve essere utilizzato per il trattamento della popolazione pediatrica con meno di 18 anni di età. Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e pensieri suicidari) ed ostilità (per lo più aggressività, comportamento di contrasto e collera) sono stati osservati più frequentemente in studi clinici su popolazione pediatrica trattati con gli antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Se, ciò nonostante, per ragioni cliniche, si decide di iniziare il trattamento, il paziente deve essere attentamente monitorato al fine di individuare la comparsa di sintomi suicidari. Inoltre, gli effetti sulla sicurezza a lungo termine nella popolazione pediatrica inerenti la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale non sono ancora stati dimostrati. Ansia paradossa Alcuni pazienti con disturbo da attacchi di panico possono andare incontro ad un'accentuazione dei sintomi ansiosi all’inizio del trattamento con antidepressivi. Tale reazione paradossa di solito tende a decrescere nel corso di due settimane di trattamento continuato. Si consiglia la somministrazione di una dose iniziale bassa per ridurre la probabilità che si manifesti un effetto ansiogeno (vedere paragrafo 4.2). Crisi epilettich

Il trattamento con escitalopram deve essere sospeso se il paziente sviluppa crisi epilettiche per la prima volta, oppure nei casi in cui si verifica un aumento nella frequenza delle crisi (in pazienti con anamnesi positiva di epilessia). Si deve evitare un trattamento con SSRI nei pazienti con epilessia instabile e i pazienti con epilessia controllata devono essere attentamente monitorati. Mania Si consiglia prudenza nell’uso dei SSRI anche in pazienti con un’anamnesi maniacale/ipomaniacale. Il trattamento con SSRI deve essere interrotto nei pazienti che entrano in una fase maniacale. Diabete Nei pazienti diabetici, il trattamento con un SSRI può alterare il controllo glicemico (ipoglicemia o iperglicemia). Può rendersi necessario un aggiustamento della dose di insulina e/o di ipoglicemizzante orale. Suicidio/pensieri suicidari o peggioramento clinico La depressione è associata ad un aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Tale rischio persiste fino a che si verifica una remissione significativa. Poiché possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente monitorati fino ad avvenuto miglioramento. È esperienza clinica generale che il rischio di suicidio possa aumentare nelle fasi precoci di miglioramento. Altre patologie psichiatriche per le quali viene prescritto Escitalopram Medreg possono anche essere associate ad un aumentato rischio di comportamento suicidario. Inoltre, queste patologie possono essere associate a disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano pazienti con altri disturbi psichiatrici si devono pertanto osservare le stesse precauzioni seguite durante il trattamento di pazienti con disturbo depressivo maggiore. I pazienti con una storia di eventi correlati al suicidio oppure quelli che presentano un significativo grado di ideazione suicida prima dell'inizio del trattamento hanno un maggior rischio di pensieri suicidari o di tentativi di suicidio, e devono essere attentamente monitorati durante il trattamento. In una metanalisi di studi clinici con farmaci antidepressivi controllati verso placebo condotta su pazienti adulti con disturbi psichiatrici è stato dimostrato un aumento di comportamento suicidario con gli antidepressivi rispetto al placebo, in pazienti con meno di 25 anni. La terapia deve prevedere un’attenta supervisione dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, soprattutto durante le prime fasi del trattamento ed in seguito a modificazioni posologiche. I pazienti (e chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti in merito alla necessità di monitorare la comparsa di un qualsiasi peggioramento clinico, di comportamento o ideazione suicida e di insolite alterazioni comportamentali e di consultare immediatamente un medico, nel caso in cui questi sintomi si presentino. Acatisia/irrequietezza psicomotoria L’uso di SSRI/SNRI è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da una spiacevole o dolorosa sensazione interna di irrequietezza e dal bisogno di muoversi spesso accompagnato dall’impossibilità di sedere o stare immobile. Ciò è più probabile che accada entro le prime settimane di trattamento. In pazienti che presentano tali sintomi, l’aumento del dosaggio può essere dannoso. Iponatriemia Iponatriemia, probabilmente dovuta ad inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH) è stata raramente segnalata in seguito all'uso di SSRI ed in genere si risolve con la sospensione della terapia. È richiesta cautela nei pazienti a rischio, come gli anziani, i pazienti con cirrosi, oppure nell’uso concomitante di farmaci che possono causare iponatriemia. Emorragia Dopo somministrazione di SSRI, sono stati segnalati casi di sanguinamento cutaneo anormale quali ecchimosi e porpora. Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)/inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI) possono aumentare il rischio di emorragia postpartum (vedere paragrafi 4.6 e 4.8). Va usata cautela in pazienti che assumono SSRI, in particolar

se in concomitante somministrazione con anticoagulanti orali, medicinali noti per la loro influenza sulla funzione piastrinica (ad es. antipsicotici atipici e fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, l’acido acetilsalicilico e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), ticlopidina e dipiridamolo) così come nei pazienti con anamnesi di disturbi del sanguinamento. ECT (terapia elettroconvulsiva) I dati inerenti l’esperienza clinica della somministrazione concomitante di SSRI e ECT sono limitati, pertanto si consiglia cautela. Sindrome da serotonina Si consiglia cautela nell’utilizzare escitalopram in concomitanza con medicinali con effetto serotoninergico come i triptani (che includono sumatriptan), gli opioidi (che includono tramadolo, buprenorfina) e triptofano. In rari casi, è stata segnalata sindrome serotoninergica in pazienti che facevano uso di SSRI contemporaneamente a farmaci serotoninergici. Lo sviluppo di questa condizione può essere indicato da un’associazione di sintomi quali agitazione, tremore, mioclono ed ipertermia. In questo caso il trattamento con SSRI e farmaci serotoninergici deve essere interrotto immediatamente ed istituito un trattamento sintomatico. Erba di san Giovanni L’uso concomitante di SSRI e preparati erboristici a base di erba di san Giovanni (Hypericum perforatum) può determinare un aumento dell'incidenza di reazioni avverse (vedere paragrafo 4.5). Sintomi da sospensione osservati quando si interrompe il trattamento I sintomi da sospensione osservati quando si interrompe il trattamento sono comuni, in particolare in caso di brusca interruzione (vedere paragrafo 4.8). Negli studi clinici gli eventi avversi riscontrati alla sospensione del trattamento si sono verificati in circa il 25% dei pazienti trattati con escitalopram e nel 15% dei pazienti che hanno ricevuto placebo. Il rischio di comparsa di sintomi da sospensione può dipendere da diversi fattori, compresi la durata della terapia, il dosaggio e il tasso di riduzione della dose. I disturbi più frequentemente riportati sono capogiri, disturbi sensoriali (comprese parestesia e sensazione di scossa elettrica), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi visivi. Generalmente l’intensità di tali sintomi è da lieve a moderata, tuttavia in alcuni pazienti può essere severa. In genere compaiono entro i primi giorni di sospensione del trattamento, ma vi sono stati casi molto rari nei quali sono comparsi in pazienti che avevano inavvertitamente saltato una dose. Generalmente tali sintomi sono auto-limitanti, e di solito si risolvono entro due settimane, sebbene in alcuni individui possono durare più a lungo (2-3 mesi o più). Si consiglia pertanto di ridurre gradualmente la dose di escitalopram, quando si sospende il trattamento, nel corso di un periodo di diverse settimane o mesi, in base alle necessità del paziente (vedere “Sintomi di astinenza riscontrati alla sospensione del trattamento”, paragrafo 4.2). Disfunzioni sessuali Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)/inibitori della ricaptazione della noradrenalina (SNRI) possono causare sintomi di disfunzione sessuale (vedere paragrafo 4.8). Sono stati segnalati casi di disfunzione sessuale di lunga durata, in cui i sintomi sono continuati nonostante la sospensione degli SSRI/SNRI. Cardiopatia coronarica A causa della limitata esperienza clinica, si raccomanda cautela in pazienti con malattia coronarica cardiaca (vedere paragrafo 5.3). Prolungamento dell’intervallo QT Escitalopram può causare un prolungamento dose dipendente dell’intervallo QT. Durante l’esperienza post-marketing sono stati segnalati casi di prolungamento dell’intervallo QT e di aritmia ventricolare, inclusa Torsione di Punta, prevalentemente in pazienti di sesso femminile, con ipopotassiemia e co

un preesistente prolungamento dell’intervallo QT o altre patologie cardiache (vedere paragrafi 4.3, 4.5, 4.8, 4.9 e 5.1). Si consiglia cautela in pazienti affetti da significativa bradicardia oppure in pazienti che hanno subito un recente infarto acuto del miocardio o che soffrono di insufficienza cardiaca non compensata. Squilibri elettrolitici come ipopotassiemia e ipomagnesiemia aumentano il rischio di aritmie maligne e dovrebbero essere corretti prima dell’inizio del trattamento con escitalopram. Se si trattano pazienti con patologia cardiaca stabile, si deve considerare di effettuare un controllo ECG prima di iniziare il trattamento. Se durante il trattamento con escitalopram si presentano segni di aritmia cardiaca, il trattamento deve essere sospeso e deve essere effettuato un ECG. Glaucoma ad angolo chiuso Gli SSRI, incluso escitalopram, possono avere un effetto sul diametro pupillare causando di conseguenza midriasi. Questo effetto midriatico può ridurre l'angolo dell'occhio generando un aumento della pressione intraoculare e glaucoma ad angolo-chiuso, soprattutto nei pazienti predisposti. Pertanto escitalopram deve essere usato con cautela in pazienti con glaucoma ad angolo-chiuso o anamnesi di glaucoma. Eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Interazioni farmacodinamiche Associazioni controindicate: I-MAO irreversibili non selettivi Casi di reazioni gravi sono stati segnalati in pazienti in trattamento con SSRI in co-somministrazione con inibitori non selettivi, irreversibili delle monoamino-ossidasi (IMAO) ed in pazienti che avevano da poco interrotto il trattamento con un SSRI e avevano iniziato quello con tali IMAO (vedere paragrafo 4.3). In alcuni casi il paziente ha sviluppato una sindrome serotoninergica (vedere paragrafo 4.8). È controindicata la somministrazione concomitante di escitalopram con IMAO non selettivi irreversibili. Il trattamento con escitalopram può essere iniziato 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con un IMAO irreversibile. Prima di iniziare un trattamento con IMAO non selettivi irreversibili devono trascorrere almeno 7 giorni dall’interruzione del trattamento con escitalopram. Inibitori MAO-A reversibili, selettivi (moclobemide) A causa del rischio di sindrome serotoninergica, l’associazione di escitalopram e un inibitore delle MAO-A come la moclobemide è controindicata (vedere paragrafo 4.3). Se l’associazione si rendesse necessaria, si deve iniziare con il dosaggio minimo raccomandato e intensificare il monitoraggio clinico. I-MAO reversibile, non-selettivo (linezolid) L'antibiotico linezolid è un MAO inibitore reversibile e non-selettivo e non deve essere somministrato a pazienti trattati con escitalopram. Se l’associazione si rendesse necessaria, si deve iniziare con il dosaggio minimo e sotto stretto monitoraggio clinico (vedere paragrafo 4.3). Inibitore MAO-B irreversibile, selettivo (selegilina) In somministrazione concomitante con selegilina (inibitore MAO-B irreversibile) è richiesta cautela a causa del rischio di sviluppo di sindrome serotoninergica. Dosi di selegilina fino a 10 mg al giorno sono state co-somministrate senza problemi con il citalopram racemo.

Prolungamento dell’intervallo QT Non sono stati condotti studi di farmacocinetica e farmacodinamica sull’associazione tra escitalopram e altri medicinali che prolungano l’intervallo QT. Non può essere escluso un effetto additivo di escitalopram con tali medicinali. Di conseguenza, è controindicata la co-somministrazione di escitalopram con medicinali che prolungano l’intervallo QT, quali antiaritmici di classe IA e III, antipsicotici (come derivati fenotiazinici, pimozide, aloperidolo), antidepressivi triciclici, alcuni agenti antimicrobici (come sparfloxacina, moxifloxacina, eritromicina IV, pentamidina, trattamenti antimalarici, in particolare alofantrina), alcuni antistaminici (astemizolo, mizolastina). Associazioni che richiedono cautela per l’uso: Medicinali serotoninergici La somministrazione concomitante con medicinali ad azione serotoninergica ad esempio oppioidi (che includono tramadolo, e triptani (che includono sumatriptan) può causare sindrome serotoninergica (vedere paragrafo 4.4). Medicinali che abbassano la soglia convulsiva Gli SSRIs possono abbassare la soglia convulsiva. Si richiede pertanto cautela in co-somministrazione con medicinali che abbassano anch’essi tale soglia (ad esempio antidepressivi (triciclici, SSRIs), neurolettici (fenotiazine, tioxanteni e butirrofenoni), meflochina, bupropione e tramadolo). Litio, triptofano Sono stati segnalati casi di potenziamento degli effetti quando gli SSRI sono somministrati insieme a litio o triptofano, pertanto l'uso concomitante di SSRI e di queste specialità medicinali richiede cautela. Erba di San Giovanni L’uso concomitante di SSRI e di rimedi a base di erbe medicinali contenenti Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) può risultare in un’aumentata incidenza di reazioni avverse (vedere paragrafo 4.4). Emorragia Quando escitalopram è somministrato con anticoagulanti orali si possono verificare alterazioni dell’effetto anticoagulante. I pazienti in terapia con anticoagulanti orali devono ricevere un attento monitoraggio dei parametri della coagulazione all’inizio o all’interruzione della terapia con escitalopram (vedere paragrafo 4.4). L’uso concomitante di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) può determinare un aumento della tendenza al sanguinamento (vedere paragrafo 4.4). Alcool Non si prevedono interazioni farmacodinamiche o farmacocinetiche tra escitalopram e alcool. Comunque, come con altri medicinali psicotropi, tale combinazione non è raccomandata. Medicinali che inducono ipopotassiemia/ipomagnesiemia Si richiede cautela per l’uso concomitante di medicinali che inducono ipopotassiemia/ipomagnesiemia, poiché queste condizioni aumentano il rischio di aritmie maligne (vedere paragrafo 4.4) Interazioni farmacocinetiche Effetti di altri medicinali sulla farmacocinetica di escitalopram Il metabolismo di escitalopram è principalmente mediato da CYP2C19. CYP3A4 e CYP2D6 possono a loro volta contribuire al metabolismo sebbene in quantità minore. Il metabolismo del maggiore metabolita S-DCT (escitalopram demetilato) sembra sia parzialmente catalizzato da CYP2D6. La co-somministrazione di escitalopram con 30 mg una volta al giorno di omeprazolo (un inibitore di CYP2C19) porta ad un aumento moderato (circa 50%) delle concentrazioni plasmatiche di escitalopram.

La co-somministrazione di escitalopram e cimetidina 400 mg due volte al giorno (inibitore enzimatico generale moderatamente potente) è risultata in un moderato incremento delle concentrazioni plasmatiche di escitalopram (approssimativamente il 70%). Si raccomanda cautela quando si somministra escitalopram in combinazione con cimetidina. Può essere richiesto un aggiustamento della dose. Si raccomanda, pertanto, cautela nell’utilizzarlo in concomitanza con inibitori del CYP2C19 (ad esempio omeprazolo, esomeprazolo, fluconazolo, fluvoxamina, lansoprazolo, ticlopidina) o cimetidina. Potrebbe essere necessario ridurre il dosaggio di escitalopram in base al monitoraggio degli effetti indesiderati durante il trattamento concomitante (vedere paragrafo 4.4). Effetto di escitalopram sulla farmacocinetica di altri medicinali Escitalopram è un inibitore dell’enzima CYP2D6. Si raccomanda cautela nel co-somministrare escitalopram con medicinali che vengono metabolizzati prevalentemente da questo enzima e con un indice terapeutico ristretto, per esempio, flecainide, propafenone e metoprololo (quando usati nell’insufficienza cardiaca), o alcuni medicinali che agiscono a livello del SNC e che sono principalmente metabolizzati da CYP2D6 quali antidepressivi come desipramina, clomipramina e nortriptilina o antipsicotici come risperidone, tioridazina e aloperidolo. Può essere necessario un aggiustamento della dose. La co-somministrazione con desipramina o metoprololo ha portato in entrambi i casi ad un aumento di due volte dei livelli plasmatici di questi due substrati CYP2D6. Studi in vitro hanno dimostrato che escitalopram può anche causare una debole inibizione del CYP2C19. Si raccomanda cautela nell’uso concomitante di medicinali metabolizzati dal CYP2C19.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Per escitalopram, sono disponibili soltanto limitati dati clinici in merito all’esposizione in gravidanza. Studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Escitalopram Medreg non deve essere usato durante la gravidanza a meno che strettamente necessario e solo dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. I neonati di madri che hanno continuato l’assunzione di Escitalopram Medreg fino agli ultimi periodi della gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, devono essere tenuti sotto osservazione. L’interruzione brusca del trattamento deve essere evitata durante la gravidanza. I sintomi seguenti si possono presentare nel neonato in seguito all’uso materno di SSRI/SNRI negli stadi più avanzati della gravidanza: distress respiratorio, cianosi, apnea, crisi epilettiche, temperatura instabile, difficoltà nell’alimentazione, vomito, ipoglicemia, ipertonia, ipotonia, iperreflessia, tremore, stato di agitazione, irritabilità, letargia, pianto costante, sonnolenza e difficoltà nell’addormentamento. Questi sintomi possono essere interpretati sia come effetti serotoninergici sia come sintomi da sospensione. Nella maggior parte dei casi le complicanze iniziano immediatamente o subito dopo il parto (entro 24 ore). Dati epidemiologici indicano che l’uso di farmaci SSRI durante la gravidanza, in particolare nell’ultimo periodo della gravidanza, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN). Il rischio osservato è stato di circa 5 casi ogni 1 000 gravidanze. Nella popolazione generale si verificano 1-2 casi di PPHN per 1 000 gravidanze. Dati osservazionali indicano un aumento del rischio (inferiore a 2 volte) di emorragia post-partum a seguito di esposizione a SSRI/SNRI nel mese precedente il parto (vedere paragrafi 4.4, 4.8). Allattamento Ci si aspetta che escitalopram venga escreto nel latte. Pertanto, non è raccomandato allattare durante il trattamento.

Fertilità I dati sugli animali hanno dimostrato che citalopram può influire sulla qualità dello sperma (vedere paragrafo 5.3). Nell’uomo, segnalazioni provenienti da pazienti trattati con SSRI hanno dimostrato che l’effetto sulla qualità dello sperma è reversibile. Finora non è stato osservato impatto sulla fertilità nell’uomo.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Sebbene escitalopram abbia dimostrato di non influire sulla funzione intellettuale o sulle prestazioni psicomotorie, qualsiasi farmaco psicoattivo può influire sulla capacità di giudizio o d’azione. I pazienti devono essere avvertiti del potenziale rischio che il farmaco influisca sulla loro capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse si manifestano più frequentemente durante la prima o seconda settimana di trattamento, per poi diminuire d’intensità e frequenza con la continuazione del trattamento. Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse conosciute per gli SSRI e riportate anche con escitalopram, sia negli studi controllati con placebo sia come segnalazioni spontanee dopo la commercializzazione, sono elencate sotto secondo la classificazione per sistemi e organi e la frequenza. Le frequenze riportate sono quelle osservate negli studi clinici e non sono corrette verso placebo. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1 000 a <1/100); raro (da ≥1/10 000 a <1/1 000); molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione per sistemi e organi Frequenza Effetti indesiderati Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota Trombocitopenia Disturbi del sistema immunitario Raro Reazione anafilattica Patologie endocrine Non nota Secrezione inappropriata di ADH, iperprolattinemia Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune Riduzione dell’appetito, aumento dell’appetito, aumento ponderale Non comune Riduzione ponderale Non nota Iponatriemia, anoressia1 Disturbi psichiatrici Comune Ansia, irrequietezza, sogni anomali, riduzione della libido Donne: anorgasmia Non comune Bruxismo, agitazione, nervosismo, attacchi di panico, stato confusionale Raro Aggressività, depersonalizzazione, allucinazioni Non nota Mania, idea suicida, comportamento suicidario2 Patologie del sistema nervoso Molto comune Cefalea Comune Insonnia, sonnolenza, capogiri, parestesia, tremore Non comune Alterazione del senso del gusto, disturbi del sonno, sincope Raro Sindrome serotoninergica Non nota Discinesia, disturbi del movimento, convulsioni, irrequietezza psicomotoria/acatisia1 Patologie dell’occhio Non comune Midriasi, disturbi della vista Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune Tinnit

Patologie cardiache Non comune Tachicardia Raro Bradicardia Non nota Prolungamento dell’intervallo QT nell’elettrocardiogramma, aritmia ventricolare, incluse Torsioni di Punta Patologie vascolari Non nota Ipotensione ortostatica Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Sinusite, sbadigli Non comune Epistassi Patologie gastrointestinali Molto comune Nausea Comune Diarrea, stipsi, vomito, bocca secca Non comune Emorragie gastrointestinali (compresa emorragia rettale) Patologie epatobiliari Non nota Epatite, anormalità nei test di funzionalità epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Aumento della sudorazione Non comune Orticaria, alopecia, eruzione cutanea, prurito Non nota Ecchimosi, angioedema Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Artralgia, mialgia Patologie renali e urinarie Non nota Ritenzione urinaria Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Comune Uomini: disturbi di eiaculazione, impotenza Non comune Donne: metrorragia, menorragia Non nota Galattorrea Uomini: priapismo Emorragia post-partum3 Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Affaticamento, piressia Non comune Edema 1 Questi eventi sono stati riportati per la classe terapeutica degli SSRI. 2 Casi di ideazione suicida e comportamenti suicidari sono stati riportati durante la terapia con escitalopram o nelle prime fasi dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4). 3 Questo evento è stato riportato per la classe terapeutica degli SSRI/SNRI (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). Prolungamento dell’intervallo QT Durante l’esperienza post-marketing sono stati segnalati casi di prolungamento dell’intervallo QT e di aritmia ventricolare, inclusa Torsione di Punta, prevalentemente in pazienti di sesso femminile, con ipopotassiemia e con un preesistente prolungamento dell’intervallo QT o altre patologie cardiache (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5, 4.9 e 5.1). Effetti di classe Studi epidemiologici, condotti principalmente su pazienti di 50 anni o più anziani, mostrano un aumento del rischio di fratture ossee nei pazienti trattati con SSRIs e antidepressivi triciclici (TCAs). Il meccanismo che determina questo rischio non è noto. Sintomi da sospensione osservati quando si interrompe il trattamento L’interruzione del trattamento con SSRI/SNRI (soprattutto se brusca) porta in genere a sintomi da sospensione. Le reazioni più frequentemente segnalate sono capogiri, disturbi sensoriali (comprese parestesia e sensazione di scossa elettrica), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi visivi. Generalmente, tali eventi sono da lievi a moderati ed auto-limitanti, tuttavia in alcuni pazienti possono essere severi e/o prolungati. Si consiglia pertanto che, se non è più richiesto il trattamento con escitalopram, vi sia una graduale interruzione, condotta attraverso una graduale diminuzione della dose (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

Tossicità I dati clinici sul sovradosaggio di escitalopram sono limitati e molti casi coinvolgono sovradosaggi concomitanti di altri farmaci. Nella maggior parte dei casi, sono stati segnalati sintomi lievi o assenza di sintomi. Sono stati riportati raramente casi fatali da sovradosaggio di escitalopram da solo; la maggior parte dei casi fatali sono dovuti al sovradosaggio con medicazioni concomitanti. L’assunzione di dosi fra 400 e 800 mg di solo escitalopram non ha determinato la comparsa di sintomi di grave entità. Sintomi I sintomi osservati nei casi di sovradosaggio di escitalopram sono stati soprattutto di tipo nervoso centrale (da capogiri, tremore, agitazione a rari casi di sindrome serotoninergica, convulsione e coma), gastrointestinale (nausea/vomito), cardiovascolare (ipotensione, tachicardia, prolungamento dell’intervallo QT, aritmie) e relativi all'equilibrio idroelettrolitico (ipopotassiemia, iponatriemia). Trattamento Non esiste un antidoto specifico. Stabilire e mantenere la pervietà delle vie aeree, assicurare un’adeguata ossigenazione e funzionalità respiratoria. Considerare la possibilità di effettuare una lavanda gastrica e l’utilizzo di carbone attivo. La lavanda gastrica deve essere eseguita appena possibile dopo l’ingestione orale. Si raccomanda il monitoraggio cardiaco e dei segni vitali oltre alle normali misure sintomatiche di supporto. Un monitoraggio con ECG è consigliato in caso di sovradosaggio, nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia/bradiaritmie, nei pazienti che fanno uso concomitante di medicinali che prolungano l’intervallo QT o di condizioni di alterato metabolismo, come ad esempio in caso di compromissione epatica.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antidepressivi, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, codice ATC: N06AB10 Meccanismo d’azione Escitalopram è un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (5-HT) con alta affinità per il sito di legame primario. Inoltre si lega ad un sito allosterico del trasportatore della serotonina, con un’affinità 1 000 volte inferiore. Escitalopram non ha o ha una minima affinità su un certo numero di recettori inclusi 5-HT1A, 5-HT2, DA D1 e D2, adrenorecettori α1-, α2-, β-, recettori istaminergici H1, colinergici muscarinici, e recettori per benzodiazepine e oppioidi. L’inibizione della ricaptazione della 5-HT è l’unico probabile meccanismo d’azione in grado di spiegare gli effetti farmacologici e clinici di escitalopram. Effetti farmacodinamici In uno studio in doppio cieco sull’ECG, controllato con placebo in volontari sani, la modifica dal basale nel QTc (correzione di Fridericia) è stata di 4,3 msec (90% IC: 2,2, 6,4) alla dose di 10 mg/di

di 10,7 msec (90% IC: 8,6, 12,8) alla dose sopraterapeutica di 30 mg/die (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5, 4.8 e 4.9). Efficacia e sicurezza clinica Episodi di depressione maggiore Escitalopram è risultato efficace nel trattamento acuto degli episodi depressivi maggiori in 3 dei 4 studi a breve termine (8 settimane) condotti in doppio cieco e controllati con placebo. In uno studio a lungo termine sulla prevenzione delle ricadute, 274 pazienti che hanno risposto al trattamento di 8 settimane con escitalopram 10 o 20 mg/die durante la fase iniziale in aperto, sono stati randomizzati a continuare il trattamento con escitalopram con lo stesso dosaggio o con il placebo per 36 settimane. In questo studio, nei pazienti che hanno continuato a ricevere escitalopram si è verificato un tempo libero da ricadute significativamente più lungo rispetto a placebo durante le 36 settimane. Disturbo ansioso sociale Nel trattamento del disturbo ansioso sociale, escitalopram è risultato efficace sia in 3 studi a breve termine (12 settimane) sia in uno studio della durata di 6 mesi sulla prevenzione delle ricadute in pazienti che hanno risposto al trattamento. L’efficacia di escitalopram 5, 10, 20 mg è stata dimostrata in uno studio dose-finding di 24 settimane. Disturbo d’ansia generalizzato L’escitalopram in dosi di 10-20 mg al giorno è risultato efficace in 4 su 4 degli studi controllati condotti verso placebo. L’insieme dei dati ottenuti da tre studi con disegno simile comprendenti 421 pazienti trattati con escitalopram e 419 trattati con placebo mostrano che rispettivamente il 47,5% e il 28,9% dei pazienti hanno risposto al trattamento e che rispettivamente il 37,1% e il 20,8% dei pazienti sono risultati in remissione sintomatologica. Un effetto sostenuto si è osservato dopo una settimana di trattamento. In uno studio randomizzato di mantenimento dell’efficacia della durata da 24 a 76 settimane, condotto su 373 pazienti che avevano risposto ad un iniziale trattamento in aperto per 12 settimane, è stato dimostrato il mantenimento dell’efficacia da parte di escitalopram alla dose di 20 mg al giorno. Disturbo ossessivo-compulsivo In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco l’escitalopram alla dose di 20 mg/die si è separato dal placebo sulla base del punteggio totale Y-BOCS dopo 12 settimane. Dopo 24 settimane, le dosi di escitalopram da 10 e 20 mg/die si sono rivelate superiori rispetto al placebo. La prevenzione dalle ricadute è stata dimostrata per escitalopram alla dose di 10 e 20 mg/die in pazienti che avevano risposto ad escitalopram in un periodo in aperto di 16 settimane e che hanno partecipato ad uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo della durata di 24 settimane.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento L’assorbimento è quasi totale ed indipendente dall’assunzione di cibo (il tempo medio per la massima concentrazione (Tmax medio) è di 4 ore dopo dosi multiple). Ci si aspetta che la biodisponibilità assoluta di escitalopram sia di circa l’80%, come per il citalopram racemo. Distribuzione Il volume apparente di distribuzione (Vd,β/F) dopo somministrazione orale è circa 12-26 L/kg. Il legame alle proteine plasmatiche è inferiore all’80% per escitalopram e per i suoi metaboliti principali. Biotrasformazione Escitalopram è metabolizzato nel fegato in metaboliti demetilati e didemetilati. Entrambi sono farmacologicamente attivi. In alternativa, l’azoto può essere ossidato e formare il metabolita N-ossido. Sia il farmaco di origine che i metaboliti sono in parte escreti come glucuronidi. A seguito di dosi multiple le concentrazioni medie dei demetil e didemetil metaboliti sono rispettivamente del 28-31%

<5% della concentrazione di escitalopram. La biotrasformazione di escitalopram nel metabolita demetilato è mediata principalmente da CYP2C19. È possibile un contributo degli enzimi CYP3A4 e CYP2D6. Eliminazione L’emivita di eliminazione (t½ β) dopo dosi multiple è di circa 30 ore e la clearance plasmatica orale (Cloral) di circa 0,6 L/min. I metaboliti principali hanno una emivita significativamente più lunga. Si prevede che escitalopram ed i suoi principali metaboliti vengano eliminati attraverso entrambe le vie, epatica (metabolica) e renale, con la maggior parte della dose escreta in forma di metaboliti nelle urine. Linearità/non linearità La farmacocinetica è di tipo lineare. I livelli plasmatici allo stato stazionario sono raggiunti in circa 1 settimana. Le concentrazioni medie di 50 nmol/L (range 20-125 nmol/L) allo stato stazionario vengono raggiunte con una dose giornaliera di 10 mg. Pazienti anziani (>65 anni) Escitalopram sembra eliminato più lentamente negli anziani rispetto ai pazienti più giovani. L’esposizione sistemica (AUC) negli anziani è di circa 50% più elevata rispetto ai giovani volontari sani (vedere paragrafo 4.2). Compromissione epatica In pazienti con compromissione epatica lieve o moderata (Criteri A e B Child-Pugh), l’emivita di escitalopram è risultata circa due volte più lunga e l’esposizione di circa il 60% più alta che nei pazienti con una funzionalità epatica normale (vedere paragrafo 4.2). Compromissione renale Con il citalopram racemo è stata osservata un’emivita più lunga ed un minor incremento dell’esposizione in pazienti con ridotta funzionalità renale (CLCR 10-53 mL/min). Le concentrazioni plasmatiche dei metaboliti non sono state studiate, ma potrebbero essere elevate (vedere paragrafo 4.2). Polimorfismo È stato osservato che gli individui lenti metabolizzatori del CYP2C19 hanno concentrazioni plasmatiche di escitalopram doppie rispetto a quelle degli individui con un metabolismo esteso. Non sono state osservate variazioni rilevanti dell’esposizione in soggetti lenti metabolizzatori del CYP2D6 (vedere paragrafo 4.2).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Non è stato effettuato un programma completo di studi preclinici con escitalopram, in quanto gli studi tossicocinetici e tossicologici condotti nei ratti con citalopram e escitalopram hanno mostrato un profilo simile. Pertanto tutte le informazioni su citalopram possono essere estrapolate per escitalopram. In studi tossicologici comparativi nei ratti, escitalopram e citalopram hanno causato tossicità cardiaca, inclusa insufficienza cardiaca congestizia, dopo alcune settimane di trattamento utilizzando dosaggi che hanno causato tossicità generale. La cardiotossicità sembra correlata al picco delle concentrazioni plasmatiche piuttosto che all’esposizione sistemica (AUC). Concentrazioni plasmatiche di picco a livelli di non effetto erano in eccesso (8 volte) rispetto a quelle raggiunte nell’uso clinico, mentre l’AUC di escitalopram era solo di 3-4 volte più alta dell’esposizione raggiunta durante l’uso clinico. Per citalopram, i valori di AUC dell’S-enantiomero erano 6-7 volte più alti dell’esposizione raggiunta nell’uso clinico. I dati sono probabilmente correlati ad una esagerata influenza sulle amine biogene, secondaria agli effetti farmacologici primari, che risultano in effetti emodinamici (riduzione del flusso coronarico) ed ischemia. Comunque, l’esatto meccanismo della cardiotossicità nei ratti non è chiaro. L’esperienza clinica con citalopram e gli studi clinici con escitalopram, non indicano che i dati menzionati possano avere un termine di correlazione clinico.

In alcuni tessuti è stato osservato un incremento nel contenuto in fosfolipidi dopo il trattamento per lunghi periodi con escitalopram e citalopram, ad esempio polmone, fegato ed epididimo nei ratti. Questi risultati nel fegato e nell’epididimo sono stati riportati in seguito ad esposizioni simili a quelle utilizzate nell’uomo. L’effetto è reversibile dopo la sospensione del trattamento. L’accumulo di fosfolipidi (fosfolipidosi) negli animali è stato osservato in associazione con molti farmaci cationici anfifilici. Non è noto se questo fenomeno abbia qualche rilevanza nell’uomo. Nello studio di tossicità sullo sviluppo dei ratti, sono stati osservati effetti embriotossici (riduzione del peso fetale e ritardo reversibile dell’ossificazione) per esposizioni, in termini di AUC, in eccesso rispetto all’esposizione raggiunta nell’uso clinico. Non si sono verificati aumenti nella frequenza delle malformazioni. Uno studio pree post-natale ha mostrato una sopravvivenza ridotta durante il periodo dell’allattamento per esposizioni in termini di AUC in eccesso rispetto all’esposizione raggiunta nell’uso clinico. I dati sugli animali hanno dimostrato che citalopram induce una riduzione dell’indice di fertilità e dell’indice di gravidanza, una riduzione del numero di impianti, spermatozoi anormali a livelli di esposizione ben al di sopra dell’esposizione umana. Per escitalopram non sono disponibili dati sugli animali relativi a questo aspetto.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa: Cellulosa microcristallina Croscarmellosa sodica Talco Silice colloidale anidra Magnesio stearato Rivestimento con film: Ipromellosa (E464) Titanio diossido (E171) Talco Macrogol (PEG-400)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister trasparente in PVDC/PVC/Al, astuccio in cartone. Confezioni: 28, 30, 56, 60, 84, 90, 98 o 100 compresse rivestite con film. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Medreg s.r.o. Na Florenci 2139/2 Nové Město 110 00 Praga 1 Repubblica Ceca

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

051923011 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 28 COMPRESSE IN BLISTER PVDC/PVC/AL 051923023 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 30 COMPRESSE IN BLISTER PVDC/PVC/AL 051923035 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 56 COMPRESSE IN BLISTER PVDC/PVC/AL 051923047 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 60 COMPRESSE IN BLISTER PVDC/PVC/AL 051923050 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 84 COMPRESSE IN BLISTER PVDC/PVC/AL 051923062 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 90 COMPRESSE IN BLISTER PVDC/PVC/AL 051923074 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 98 COMPRESSE IN BLISTER PVDC/PVC/AL 051923086 “10 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM” 100 COMPRESSE IN BLISTER PVDC/PVC/AL

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 27 Novembre 2025

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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