GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA

Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia è usato per il trattamento dei seguenti tumori: - Carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), da solo o in associazione con cisplatino. - Carcinoma del pancreas. - Carcinoma della mammella, in associazione con paclitaxel. - Carcinoma dell’ovaio, in associazione con carboplatino. - Carcinoma della vescica, in associazione con cisplatino.

Usato per: cancro dell'ovaiocancro al senocancro

Principio attivo: GEMCITABINA, GEMCITABINA CLORIDRATO · ATC L01BC05 · EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia H — uso ospedaliero

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
GEMCITABINA*1 flaconcino EV 1 g H 100,13 € — fornito dall'ospedale
GEMCITABINA*1 flaconcino EV 2 g H 200,29 € — fornito dall'ospedale
GEMCITABINA*1 flaconcino EV 200 mg H 20,03 € — fornito dall'ospedale

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: GEMCITABINA, GEMCITABINA CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Concentrato per soluzione per infusione
Dosaggio: 40 mg/ml CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
Codice ATC: L01BC05
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· GEMCITABINA ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· GEMCITABINA SUN - SUN PHARMACEUTICAL INDUSTRIES (EUROPE) B.V.
· GEMCITABINA SUN PHARMA - SUN PHARMACEUTICAL INDUSTRIES (EUROPE) B.V.
· GEMCITABINA HIKMA - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
· SOLGEKMA - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
· GEMSOL - SANDOZ S.P.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Che cos’è Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia e a cosa serve Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia appartiene a un gruppo di medicinali detti “citotossici”. Questi medicinali bloccano la divisione delle cellule, incluse quelle tumorali. Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia può essere somministrato da solo o in concomitanza con altri farmaci anti-tumorali, a seconda del tipo di tumore.

Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia è usato per il trattamento dei seguenti tumori:
- Carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), da solo o in associazione con cisplatino.
- Carcinoma del pancreas.
- Carcinoma della mammella, in associazione con paclitaxel.
- Carcinoma dell’ovaio, in associazione con carboplatino.

- Carcinoma della vescica, in associazione con cisplatino.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia:

- se è allergico alla gemcitabina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6).
- se sta allattando.

Avvertenze e precauzioni Prima della prima infusione, saranno effettuati dei prelievi di sangue per valutare una sufficiente funzionalità epatica e renale per il trattamento con questo medicinale. Prima di ogni infusione, saranno effettuati dei prelievi di sangue per controllare che ci siano abbastanza cellule nel sangue per ricevere Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia. Il medico può decidere di modificare la dose o ritardare il trattamento a seconda

delle condizioni generali e se la conta delle cellule del sangue risulta essere troppo bassa.

Saranno effettuati periodicamente dei prelievi di sangue per valutare la sua funzionalità epatica e renale.

Si rivolga al medico, all’infermiere o all’ospedale prima di usare Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia.

Se ha sviluppato in passato una grave eruzione cutanea o esfoliazione della pelle, vescicole e/o ulcere in bocca dopo l’uso di gemcitabina.

Se ha o ha sofferto in passato di patologie epatiche, cardiache, vascolari o di problemi ai reni, ne parli con il

medico o con il farmacista ospedaliero poiché può non essere in grado di assumere Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia.

Se è stato recentemente sottoposto o sta per essere sottoposto a radioterapia, informi il medico poiché possono esserci reazioni precoci o ritardate alle radiazioni con Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia.

Se è stato vaccinato recentemente, informi il medico poiché può causare effetti negativi con Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia.

Se durante il trattamento con questo medicinale si verificano sintomi come mal di testa, confusione, convulsioni o cambiamenti nella visione, chiami immediatamente il medico. Questo può essere un evento

avverso molto raro del sistema nervoso chiamato sindrome da encefalopatia posteriore reversibile.

Se sviluppa difficoltà respiratorie o una forte sensazione di debolezza e un aspetto pallido informi il medico poiché possono essere segni di un’insufficienza renale o problemi ai polmoni.

possono essere il segno di fuoriuscita di fluidi dai vasi sanguigni nei tessuti. Se sviluppa gonfiore generalizzato, mancanza di fiato o aumento di peso, informi il medico poiché questi

Reazioni cutanee gravi, tra cui la sindrome di Stevens-Johnson, la necrolisi epidermica tossica e la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), sono state segnalate in associazione al trattamento con gemcitabina. Consulti immediatamente un medico se nota uno qualsiasi dei sintomi correlati a queste gravi reazioni cutanee descritte nel paragrafo 4. Bambini e adolescenti L’uso di questo medicinale non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 18 anni di età, poiché i dati sulla sicurezza e sull’efficacia sono insufficienti.

Altri medicinali e Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia Informi il medico o il farmacista ospedaliero se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi vaccini e medicinali senza prescrizione medica; o se è stato

recentemente sottoposto o sta per essere sottoposto a radioterapia.

Gravidanza, allattamento e fertilità Gravidanza Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. L’uso di

Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia durante la gravidanza deve essere evitato. Il medico la informerà sul potenziale rischio derivante dall’assunzione di Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia durante la gravidanza. Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con Gemcitabina

Aurobindo Pharma Italia e per 6 mesi dopo l’ultima somministrazione.

Allattamento Informi il medico se sta allattando con latte materno. L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia.

Fertilità Gli uomini trattati con Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia devono essere informati di non procreare durante e per i 3 mesi successivi al trattamento. Se desidera procreare durante il trattamento o nei 6 mesi successi al trattamento, chieda consiglio al medico o al farmacista. Si consiglia di chiedere informazioni sulle modalità di conservazione dello sperma prima di iniziare la terapia.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia può indurre sonnolenza. Non deve guidare un veicolo o utilizzare macchinari finché non è sicuro che il trattamento con Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia non abbia effetti sulla sua attenzione.

Come usarlo

La dose raccomandata di Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia è di 1000-1250 mg per ogni metro quadro di superficie corporea. La sua altezza e il suo peso vengono misurati per calcolare la sua superficie corporea. Il medico deve usare questa superficie corporea per calcolare la dose giusta per lei. Questo dosaggio può essere

corretto o il trattamento può essere ritardato a seconda dei valori degli esami del sangue e delle sue condizioni generali.

La frequenza con cui riceve l’infusione di Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia dipende dal tipo di tumore per il quale viene trattato.

Un farmacista ospedaliero o un medico deve aver diluito il concentrato di Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia prima che le venga somministrato.

Riceverà Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia sempre per infusione endovenosa. L’infusione durerà circa 30 minuti.

L’suo di questo medicinale non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 18 anni di età.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Informi immediatamente il medico se nota uno dei seguenti effetti: - Sanguinamento dalle gengive, dal naso o dalla bocca o qualsiasi sanguinamento che tende a non cessare, urine di colorazione rossastra o leggermente rosa, lividi imprevisti (poiché può avere meno piastrine del normale, il che è molto comune).

- Stanchezza, sensazione di svenimento, si sente mancare facilmente il respiro o ha un aspetto pallido
(poiché può avere meno emoglobina del normale, il che è molto comune).
- Reazioni allergiche: se sviluppa eruzioni cutanee da lievi a moderate (molto comune); prurito
(comune); o febbre (molto comune).
- Temperatura corporea di 38°C o più alta, sudorazione o altri segni di infezione (poiché può avere
meno globuli bianchi del normale accompagnati da febbre, noto anche come neutropenia febbrile)

(comune).
- Dolore, arrossamento, gonfiore o ferite in bocca (stomatite) (comune).
- Battito cardiaco irregolare (aritmia) (non comune).

- Stanchezza estrema e debolezza, porpora o piccole aree di sanguinamento sulla pelle (lividi),
insufficienza renale acuta (limitata espulsione di urina/nessuna espulsione di urina) e segni di
infezione (sindrome uremica emolitica). Può essere fatale (non comune).
- Difficoltà respiratorie (subito dopo l’infusione con Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia è molto
comune avere una lieve difficoltà respiratoria che passa subito, è tuttavia non comune o rara la
possibilità che si manifestino problemi polmonari più gravi).

- Grave dolore al petto (infarto miocardico) (raro).
- Grave ipersensibilità/reazione allergica con grave rash cutaneo che include pelle arrossata con
prurito, gonfiore alle mani, piedi, caviglie, viso, labbra, bocca o gola (che possono causare difficoltà
nell’ingoiare o respirare), sibilo, battito cardiaco accelerato e può sentirsi svenire (reazione
anafilattica) (molto raro).
- Mal di testa con cambiamenti nella visione, confusione, crisi convulsive o convulsioni (sindrome da
encefalopatia posteriore reversibile) (molto raro).

- Grave eruzione con prurito, vescicole o screpolature sulla pelle, spesso accompagnate da sintomi
simil influenzali (sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica) (molto raro).
- Stanchezza e debolezza estreme, porpora o piccole aree di sanguinamento sotto la pelle (lividi),
insufficienza renale acuta (scarsa produzione di urina o assenza di urina) e segni di infezione. Questi

possono essere caratteristiche della microangiopatia trombotica (coaguli che si formano nei piccoli vasi sanguigni) e della sindrome uremica emolitica, che può essere fatale. - Un’eruzione cutanea diffusa, rossa e squamosa, con protuberanze sotto la pelle gonfia (comprese le pieghe della pelle, il tronco e gli arti superiori) e vescicole accompagnate da febbre (pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP)) (frequenza non nota).

Altri effetti indesiderati con Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia possono comprendere:

Effetti indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10) Basso numero di globuli bianchi Difficoltà respiratorie

Vomito Nausea Perdita di capelli Problemi al fegato: rilevati tramite anomalie riscontrate nelle analisi del sangue Anomalie nel test delle urine: proteine nelle urine Sintomi simili a quelli dell’influenza, inclusa la febbre Gonfiore delle caviglie, delle dita delle mani, dei piedi e della faccia (edema) Bassi livelli di emoglobina (anemia)

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10) Scarso appetito (anoressia) Mal di testa Insonnia Sonnolenza Tosse Naso che cola

Stitichezza Diarrea Sudorazione Dolore muscolare

Mal di schiena Febbre Debolezza Brividi Infezioni

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100) Cicatrizzazione delle sacche d’aria nel polmone (polmonite interstiziale) Respiro sibilante (spasmo delle vie respiratorie)

Cicatrizzazione dei polmoni (radiografia/scansione toracica anormale) Insufficienza cardiaca Insufficienza renale Grave danno epatico, inclusa l’insufficienza epatica che può essere pericolosa per la vita Ictus

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000) Bassa pressione arteriosa Desquamazione cutanea, ulcerazione o eruzione cutanea bollosa Sfaldamento cutaneo e grave formazione di vesciche sulla pelle Reazioni nel sito di iniezione Grave infiammazione dei polmoni che causa insufficienza respiratoria (sindrome da sofferenza respiratoria dell’adulto)

Eruzione cutanea paragonabile a una grave scottatura solare che si manifesta sulla pelle precedentemente esposta a radioterapia (reazione da radiazione). Fluido nei polmoni Cicatrizzazione degli alveoli polmonari secondaria a radioterapia (tossicità da radiazioni)

Cancrena delle dita dei piedi o delle mani Infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite periferica)

Effetti indesiderati molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000) Aumento del numero di piastrine Infiammazione del rivestimento dell’intestino crasso dovuta a un ridotto apporto di sangue (colite ischemica)

I bassi livelli di emoglobina (anemia), il basso numero di globuli bianchi e di piastrine verranno rilevati da un’analisi del sangue Microangiopatia trombotica: coaguli che si formano nei piccoli vasi sanguigni

Effetti indesiderati non noti (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili)

Sepsi: quando i batteri e le loro tossine circolano nel sangue ed iniziano a danneggiare gli organi Pseudocellulite: arrossamento della pelle con gonfiore

Lei può presentare uno di questi sintomi e/o condizioni. Contatti immediatamente il medico quando inizia ad avvertire uno di questi effetti indesiderati.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata e dei bambini.

Contenitore sigillato Conservare in frigorifero (2C – 8C).

Dopo la prima apertura È stata dimostrata la stabilità chimica e fisica durante l’uso per 28 giorni a 25°C. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente a meno che il modo di apertura non precluda il rischio di contaminazione microbica. In caso contrario, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore.

Soluzione per infusione La stabilità chimica e fisica durante l’uso dopo diluizione in una soluzione di 0,9 % sodio cloruro alla concentrazione finale nell’intervallo 2-2,5 mg/ml (2,0 mg/ml, 12 mg/ml e 25 mg/ml) è stata dimostrata per

28 giorni fra 2°C e 8°C e a circa 25°C. Le soluzioni diluite sono stabili quando vengono confezionate in sacche di infusione in PVC o PE. Dal punto di vista microbiologico, la soluzione per infusione deve essere utilizzata immediatamente. In caso contrario, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore e non devono superare le 24 ore a 2-8°C, a meno che la diluizione non sia stata effettuata in condizioni asettiche controllate e validate.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’astuccio e sul flaconcino dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non utilizzare questo medicinale se nota la presenza di particelle.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia

- Il principio attivo è gemcitabina (come gemcitabina cloridrato). Ogni ml di concentrato per soluzione

per infusione contiene 40 mg di gemcitabina (come gemcitabina cloridrato). Ogni fiala da 5 ml contiene 200 mg di gemcitabina (come gemcitabina cloridrato). Ogni fiala da 25 ml contiene 1 g di gemcitabina (come gemcitabina cloridrato). Ogni fiala da 50 ml contiene 2 g di gemcitabina (come gemcitabina cloridrato). - Gli altri componenti sono acido cloridrico (E-507) per l’aggiustamento del pH, acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia e contenuto della confezione

Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia concentrato per soluzione per infusione è una soluzione limpida, incolore o di colore giallo chiaro.

Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia è contenuta in un flaconcino di vetro trasparente con chiusura in gomma e sigillata con tappo in alluminio con disco in polipropilene. Ogni flaconcino sarà imballato con o senza rivestimento protettivo in plastica.

Dimensioni delle confezioni: 1 flaconcino da 5 ml 1 flaconcino da 25 ml 1 flaconcino da 50 ml È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. Titolare dell’autorizzazione all'immissione in commercio Eugia Pharma (Malta) Limited Vault 14, Level 2, Valletta Waterfront,

Floriana FRN 1914, Malta

Produttore APL Swift Services (Malta) Ltd.

HF26, Hal Far Industrial Estate, Hal Far, Birzebbugia BBG 3000, Malta.

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Belgio Gemcitabine Eugia 40 mg/ml concentraat voor oplossing voor infusie / solution à diluer pour perfusion / Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung Italia Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia

Lussemburgo Gemcitabine Eugia 40 mg/ml solution à diluer pour perfusion / Konzentrat zur Herstellung einer Infusionslösung Olanda Gemcitabine Eugia 40 mg/ml, concentraat voor oplossing voor infusie Portogallo Gemcitabina Aurovitas Spagna Gemcitabina Aurovitas Spain 200 mg/1000 mg/2000 mg concentrado para solución para perfusión

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato nell’Ottobre 2026.

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Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:

Istruzioni per l’uso

Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia 40 ml/mg concentrato per soluzione per infusione

Citotossico

Manipolazione Nel preparare e smaltire la soluzione per infusione devono essere osservate le normali precauzioni di sicurezza per gli agenti citostatici. Il personale in stato di gravidanza non deve manipolare questo medicinale. La manipolazione della soluzione per infusione deve essere fatta in un ambiente sicuro e devono essere usati

indumenti e guanti di protezione. Se non è disponibile un ambiente sicuro, all’attrezzatura devono essere aggiunti una maschera e degli occhiali di protezione. Se la preparazione entra in contatto con gli occhi, può causare una grave irritazione. Gli occhi devono essere lavati immediatamente e accuratamente con acqua. Se l’irritazione persiste, deve essere consultato un medico. Se la soluzione entra in contatto con la cute, lavare accuratamente con acqua.

Istruzioni per la diluizione Il solo diluente approvato per la diluizione di Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia concentrato per soluzione per infusione è il cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) soluzione iniettabile (senza conservanti).

- La soluzione diluita è una soluzione limpida, incolore o di colore giallo chiaro.del
- Usare una tecnica asettica durante la diluizione della gemcitabina somministrata per infusione endovenosa.

- I medicinali per uso parenterale devono essere ispezionati visivamente per la presenza di particelle e per la
decolorazione prima della somministrazione. Non eseguire la somministrazione se viene osservata presenza
di particelle.
- Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla
normativa locale vigente.

Condizioni di conservazione Dopo la prima apertura È stata dimostrata la stabilità chimica e fisica durante l’uso per 28 giorni a 25°C. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente a meno che il modo di

apertura non precluda il rischio di contaminazione microbica. In caso contrario, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore.

Soluzione per infusione La stabilità chimica e fisica durante l’uso dopo diluizione in una soluzione di 0,9 % sodio cloruro alla concentrazione finale nell’intervallo 2-2,5 mg/ml (2,0 mg/ml, 12 mg/ml e 25 mg/ml) è stata dimostrata per

28 giorni fra 2°C e 8°C e a circa 25°C. Il pH della soluzione diluita è nell’intervallo 2-3 e l’osmolarità è di circa 285 mOsm/kg. Le soluzioni diluite sono stabili quando vengono confezionate in sacche di infusione in PVC o PE.

Dal punto di vista microbiologico, la soluzione per infusione deve essere utilizzata immediatamente. In caso contrario, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore e non devono superare le 24 ore a 2-8°C, a meno che la diluizione non sia stata effettuata in condizioni asettiche controllate e validate.

Domande frequenti su GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA

Come si usa GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA?

GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA si presenta in forma di Concentrato per soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA è disponibile senza ricetta?

No, GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA?

Il principio attivo di GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA è GEMCITABINA, GEMCITABINA CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: GEMCITABINA ACCORD, GEMCITABINA SUN, GEMCITABINA SUN PHARMA, GEMCITABINA HIKMA. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA?

GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA è prodotto da EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED.

Da quando GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA è autorizzato in Italia?

GEMCITABINA AUROBINDO PHARMA ITALIA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2017-02-10.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia 40 mg/ml concentrato per soluzione per infusione

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Ogni ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 40 mg di gemcitabina (come gemcitabina cloridrato). Ogni flaconcino da 5 ml contiene 200 mg di gemcitabina (come gemcitabina cloridrato). Ogni flaconcino da 25 ml contiene 1 g di gemcitabina (come gemcitabina cloridrato). Ogni flaconcino da 50 ml contiene 2 g di gemcitabina (come gemcitabina cloridrato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Concentrato per soluzione per infusione. Il pH del concentrato è 2.4 ± 0.4 e l’osmolarità è 270-280 mOsmol/kg. Soluzione limpida, incolore o di colore giallo chiaro.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Gemcitabina in associazione con cisplatino è indicata per il trattamento del carcinoma della vescica localmente avanzato o metastatico. Gemcitabina è indicata per il trattamento dell’adenocarcinoma del pancreas localmente avanzato o metastatico. Gemcitabina in associazione con cisplatino è indicata per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico (NSCLC). La monoterapia con gemcitabina può essere presa in considerazione per pazienti anziani o per quelli con performance status 2. Gemcitabina in associazione con il carboplatino è indicata per il trattamento di pazienti con carcinoma epiteliale dell’ovaio localmente avanzato o metastatico, di pazienti con recidiva della malattia dopo un intervallo libero da recidiva di 6 mesi dopo terapia di prima linea a base di platino. Gemcitabina in associazione con paclitaxel è indicata per il trattamento di pazienti con carcinoma della mammella non operabile, localmente avanzato o metastatico che presentano una recidiva a seguito di chemioterapia adiuvante/neoadiuvante. Il precedente trattamento chemioterapico deve aver compreso un’antraciclina, se non clinicamente controindicata.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Gemcitabina deve essere prescritta unicamente da un medico specializzato nella pratica della chemioterapia antitumorale.

Posologia Carcinoma della vescica Terapia d’associazione La dose di gemcitabina raccomandata è 1000 mg/m2 , somministrata tramite infusione della durata di 30 minuti. La dose deve essere somministrata il 1°, l’8° e il 15° giorno di ciascun ciclo di 28 giorni, in associazione con cisplatino. Il cisplatino è somministrato alla dose raccomandata di 70 mg/m2 il 1° giorno dopo la gemcitabina o il 2° giorno di ciascun ciclo di 28 giorni. Questo ciclo della durata di quattro settimane viene poi ripetuto. Il dosaggio del farmaco può essere ridotto all’inizio o durante ciascun ciclo sulla base del grado della tossicità accusata dalpaziente. Carcinoma del pancreas La dose di gemcitabina raccomandata è 1000 mg/m2 , somministrata tramite infusione della durata di 30 minuti che deve essere ripetuta una volta alla settimana per un massimo di 7 settimane, facendo seguire una pausa di una settimana. I cicli successivi sono costituiti da un’iniezione una volta a settimana per 3 settimane consecutive su 4. Il dosaggio del farmaco può essere ridotto all’inizio o durante ciascun ciclo sulla base del grado della tossicità accusata dalpaziente. Carcinoma polmonare non a piccole cellule Monoterapia La dose di gemcitabina raccomandata è 1000 mg/m2 , somministrata tramite infusione della durata di 30 minuti, che deve essere ripetuta una volta alla settimana per 3 settimane, facendo seguire una pausa di una settimana. Questo ciclo della durata di 4 settimane viene poi ripetuto. Il dosaggio del farmaco può essere ridotto all’inizio o durante ciascun ciclo sulla base del grado della tossicità accusata dalpaziente. Terapia d’associazione La dose raccomandata per il trattamento con gemcitabina è 1250 mg/m2 della superficie corporea somministrata per infusione endovenosa in 30 minuti i giorni 1 e 8 del ciclo di terapia (21 giorni). Il dosaggio del farmaco può essere ridotto all’inizio o durante ciascun ciclo sulla base del grado della tossicità accusata dalpaziente. Il cisplatino è stato impiegato a dosi comprese tra 75-100 mg/m2 una volta ogni 3 settimane. Carcinoma della mammella Terapia d’associazione Nella terapia d’associazione di gemcitabina e paclitaxel, la somministrazione deve avvenire tramite l’infusione endovenosa, di circa 3 ore, di paclitaxel (175 mg/m2 ) il 1° giorno, seguita dall’infusione endovenosa, di 30 minuti, di gemcitabina (1250 mg/m2 ) il 1° e 8° giorno di ciascun ciclo di 21 giorni. Il dosaggio del farmaco può essere ridotto all’inizio o durante ciascun ciclo sulla base del grado della tossicità accusata dalla paziente. Prima dell’inizio della terapia combinata con gemcitabina e paclitaxel, la conta assoluta dei granulociti deve essere pari ad almeno 1500 (x 106 /l). Carcinoma dell’ovaio Terapia d’associazione Nella terapia d’associazione di gemcitabina e carboplatino si raccomanda la somministrazione di 1000 mg/m2 di gemcitabina il 1° e l’8° giorno di ciascun ciclo di 21 giorni tramite un’infusione endovenosa della durata di 30 minuti. Dopo la gemcitabina, il carboplatino viene somministrato il 1° giorno compatibilmente con un valore target dell’area sotto la curva (AUC) di 4,0 mg/ml min. Il dosaggio del farmaco può essere ridotto all’inizio o durante ciascun ciclo sulla base del grado della tossicità accusata dalpaziente. Monitoraggio della tossicità e correzione della dose dovuta alla tossicità Correzione della dose dovuta a tossicità non ematologica Per individuare un’eventuale tossicità non ematologica sono raccomandate visite periodiche e controlli della funzionalità epatica e renale. Il dosaggio del farmaco può essere ridotto all’inizio o durante ciascun ciclo sulla base del grado della tossicità accusata dalpaziente. In generale, in caso di tossicità non ematologica grave (grado 3 o 4), con eccezione della nausea/vomito, è necessario sospendere la terapia o diminuire la dose di gemcitabin

secondo il giudizio del medico curante. Il trattamento deve quindi essere sospeso fino al momento in cui il medico non ritenga che la tossicità sia venuta meno. Per quanto riguarda la correzione delle dosi di cisplatino, carboplatino e paclitaxel nella terapia d’associazione, fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di ciascun farmaco. Correzione della dose a causa di tossicità ematologica Inizio di un ciclo Per tutte le indicazioni, il paziente deve essere sottoposto al controllo della conta delle piastrine e dei granulociti prima della somministrazione di ciascuna dose. Prima dell’inizio di ciascun ciclo, il paziente deve avere una conta assoluta dei granulociti pari ad almeno 1500 (x 106 /l) e una conta delle piastrine pari a 100.000 (x 106 /l) Durante un ciclo Le correzioni della dose di gemcitabina durante un ciclo devono essere effettuate secondo i dati forniti nelle tabelle riportate di seguito: Correzione della dose di gemcitabina durante un ciclo per il carcinoma della vescica, NSCLC e il carcinoma del pancreas, somministrata in monoterapia o in associazione con cisplatino Conta assoluta dei granulociti (x 106 /l) Conta delle piastrine (x 106 /l) Percentuale del dosaggio standard di gemcitabina (%) > 1,000 e > 100,000 100 500-1,000 o 50,000-100,000 75 <500 o < 50,000 dose omessa* *Nell’ambito di un ciclo l’omissione del trattamento non sarà riconsiderata prima che il valore della conta assoluta dei granulociti raggiunga almeno 500 (x106 /l) e la conta delle piastrine raggiunga i 50,000 (x106 /l) Correzione della dose di gemcitabina durante un ciclo per il carcinoma della mammella, somministrata in associazione con paclitaxel Conta assoluta dei granulociti (x 106 /l) Conta delle piastrine (x 106 /l) Percentuale del dosaggio standard di gemcitabina (%) ≥ 1,200 e >75,000 100 1,000- <1,200 o 50,000-75,000 75 700- <1,000 e ≥ 50,000 50 <700 o <50,000 Dose omessa* * Nell’ambito di un ciclo l’omissione del trattamento non sarà riconsiderata. Il trattamento inizierà il giorno 1 del ciclo successivo una volta che il valore assoluto della conta dei granulociti raggiunga almeno 1.500 (x106 /l) e la conta delle piastrine raggiunga 100.000 (x106 /l). * Nell’ambito di un ciclo l’omissione del trattamento non sarà riconsiderata. Il trattamento inizierà il giorno 1 del ciclo successivo una volta che il valore della conta assoluta dei granulociti raggiunga almeno 1,500 (x106 /l) e la conta delle piastrine raggiunga 100.000 (x106 /l). Correzione della dose di gemcitabina durante un ciclo per il carcinoma all’ovaio, somministrata in associazione con carboplatino Conta assoluta dei granulociti (x 106 /l) Conta delle piastrine (x 106 /l) Percentuale del dosaggio standard di gemcitabina (%) > 1.500 e ≥ 100,000 100 1000-1,500 o 75,000-100,000 50 <1000 o < 75,000 Dose omessa*

Correzioni della dose dovuta a tossicità ematologica nei cicli successivi, in tutte le indicazioni Il dosaggio della gemcitabina deve essere ridotto al 75% della dose originaria somministrata all’inizio del ciclo nel caso di comparsa delle seguenti tossicità ematologiche: - Conta assoluta dei granulociti< 500 x 106 /l per più di 5 giorni - Conta assoluta dei granulociti < 100 x 106 /l per più di 3 giorni - Neutropenia febbrile - Piastrine < 25,000 x 106 /l - Ritardo dell’avvio del ciclo di oltre una settimana a causa della tossicità Modo di somministrazione Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia è ben tollerato durante l’infusione e può essere somministrato al paziente in ambito ambulatoriale. In caso di stravaso,in genere l’infusione deve essere immediatamente interrotta e ripresa in un’altra vena. Dopo la somministrazione il paziente deve essere monitorato con attenzione. Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. Popolazioni speciali Pazienti con compromissione epatica o danno renale La gemcitabina deve essere usata con cautela nei pazienti con compromissione epatica o danno renale, in quanto non sono disponibili dati sufficienti dagli studi clinici che consentano di formulare chiare raccomandazioni posologiche per queste popolazioni di pazienti (vedere paragrafi4.4 e 5.2). Pazienti anziani (> 65 anni) La gemcitabina si è dimostrata ben tollerata nei pazienti oltre i 65 anni. Non vi sono evidenze che in questi soggetti sia necessario operare delle correzioni della dose, oltre a quelle raccomandate per tutti i pazienti anziani (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica (< 18 anni) L’uso di gemcitabina nei bambini di età inferiore ai 18 anni non è raccomandato a causa della insufficienza dei dati sulla sicurezza ed efficacia.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1. Allattamento (vedere paragrafo 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Il prolungamento del tempo di infusione e l’aumento della frequenza di somministrazione hanno dimostrato di indurre un aumento della tossicità. Tossicità ematologica La gemcitabina può indurre una riduzione della funzionalità midollare, come evidenziato dalla comparsa di leucopenia, trombocitopenia ed anemia. Prima di ogni somministrazione devono essere effettuate la conta delle piastrine, dei leucociti e dei granulociti nei pazienti che assumono gemcitabina. In caso di riduzione della funzionalità midollare indotta dalla somministrazione del farmaco,deve essere valutata la possibilità di interrompere o modificare la terapia (vedere paragrafo 4.2). La mielosoppressione è tuttavia di breve durata e generalmente non richiede riduzioni di dosaggio e solo raramente comporta l’interruzione del trattamento. Il numero di cellule del sangue periferico può continuare ad abbassarsidopo l’interruzione della terapia con gemcitabina. Nei pazienti con compromissione della funzionalità midollare, il trattamento deve essere avviato con cautela. Come per altre terapie citotossiche, nell’associazione della gemcitabina con altra chemioterapia, è necessario considerare il rischio di soppressione midollare cumulativa.

Compromissione epatica e danno renale La somministrazione di gemcitabina nei pazienti con presenza di metastasi epatiche o con una preesistente anamnesi di epatite, alcolismo, o cirrosi epatica può portare ad una esacerbazione dell’insufficienza epatica preesistente. Controlli della funzionalità epatica e renale (inclusi test virologici) devono essere effettuatiperiodicamente. Gemcitabina deve essere usata con cautela nei pazienti con compromissione epatica o danno renale, in quanto non vi sono informazioni sufficienti provenienti da studi clinici che consentano di raccomandare una dose precisa per questa popolazione di pazienti (vedere paragrafo 4.2). Radioterapia concomitante Radioterapia concomitante (somministrata contemporaneamente o separatamente entro un intervallo di tempo ≤7 giorni): è stata riportata tossicità (vedere paragrafo 4.5 per dettagli e raccomandazioni per l’uso). Vaccini vivi Nei pazienti in trattamento con gemcitabina non sono raccomandati il vaccino per la febbre gialla e altri vaccini vivi attenuati (vedere paragrafo 4.5). Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile Sono state riportate relazioni di sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES) con conseguenze potenzialmente gravi in pazienti trattati con gemcitabina in monoterapia o in combinazione con altri agenti chemioterapici. Ipertensione acuta e convulsioni sono state riportate in maggior parte dei pazienti che hanno manifestato PRES con gemcitabina, ma possono anche essere presentialtri sintomi come mal di testa, letargia, confusione e cecità. La conferma ottimale della diagnosi può essere ottenuta dalla risonanza magnetica per immagini. La PRES è reversibile con appropriate misure di supporto. Se la PRES si sviluppa durante la terapia, gemcitabina deve essere interrotta in modo permanente e devono essere attuate misure di sostegno, incluso il controllo della pressione arteriosa e terapia anti-convulsivante. Cardiovascolare A causa del rischio di patologie cardiache e/o vascolari con gemcitabina si deve fare particolare attenzione nei pazienti che presentano anamnesi di eventi cardiovascolari. Sindrome da aumentata permeabilità capillare In pazienti trattati con gemcitabina in monoterapia o in combinazione con altri agenti chemioterapici è stata riportata la sindrome da aumentata permeabilità capillare (vedere paragrafo 4.8). Questa condizione è abitualmente curabile se riconosciuta precocemente e gestita in maniera appropriata, ma sono stati riportati casifatali. La condizione determina un’iperpermeabilità capillare sistemica durante la quale liquidi e proteine passano dallo spazio intravascolare in quello interstiziale. Le caratteristiche cliniche includono edema generalizzato, aumento di peso, ipoalbuminemia, grave ipotensione, compromissione renale acuta ed edema polmonare. Se durante la terapia si sviluppa la sindrome da aumentata permeabilità capillare la somministrazione di gemcitabina deve essere interrotta e devono essere attuate misure di sostegno. La sindrome da aumentata permeabilità capillare può verificarsi in cicli successivi ed in letteratura è stata associata con la sindrome da distress respiratorio dell’adulto. Polmonare Manifestazioni polmonari, talvolta gravi (come l’edema polmonare, la polmonite interstiziale, o la sindrome da distress respiratorio dell’adulto (ARDS)), sono state riscontrate durante la terapia con gemcitabina. Se si verificano tali manifestazioni, deve essere tenuta in considerazione la possibilità di interrompere il trattamento con gemcitabina. L’impiego tempestivo di misure di supporto adeguate può contribuire a migliorare il quadro clinico. Renale Sindrome emolitico uremica Sono state raramente segnalate (dati post-marketing) evidenze cliniche compatibili con la sindrome uremica emolitica (HUS) nei pazienti trattati con gemcitabina (vedere paragrafo 4.8). La HUS è un disturbo potenzialmente letale. Il trattamento con la gemcitabina deve essere interrotto ai primi segni di anemi

emolitica microangiopatica, come anche a una rapida diminuzione dell’emoglobina associata a trombocitopenia, innalzamento della bilirubina sierica, della creatinina sierica, dell’azoto ureico nel sangue, o di LDH. L’insufficienza renale può non essere reversibile anche dopo l’interruzione del trattamento e può essere necessario fare ricorso alla dialisi. Fertilità Negli studi sulla fertilità la gemcitabina ha causato una ipospermatogenesi nel topo maschio (vedere paragrafo 5.3). Per questo, gli uomini trattati con la gemcitabina devono essere avvisati di non procreare durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo la terapia e deve essere loro consigliato di chiedere ulteriori informazioni sulla crioconservazione dello sperma prima del trattamento a causa della possibilità di infertilità dovuta al trattamento con gemcitabina (vedere paragrafo 4.6).

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Non sono stati condotti specifici studi di interazione (vedere paragrafo 5.2). Radioterapia Terapia concomitante (effettuata contemporaneamente o separatamente entro un intervallo di tempo 7 giorni) - La tossicità associata a questa terapia multimodale dipende da diversi fattori, come il dosaggio e la frequenza di somministrazione della gemcitabina, la dose della radiazione, il piano di trattamento radioterapeutico e la tecnica applicata, tipo e volume di tessuto irradiato. Studi preclinici e clinici hanno mostrato un’attività radiosensibilizzante della gemcitabina. In un singolo studio clinico in cui la gemcitabina è stata somministrata con un dosaggio di 1.000 mg/m2 fino a 6 settimane consecutive in concomitanza con una radioterapia toracica in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule, è stata osservata una tossicità significativa manifestatasi sotto forma di mucositi gravi e potenzialmente letali, in particolar modo esofagiti e polmoniti, specialmente nei pazienti trattati con radioterapia su campi estesi[volumi medi di trattamento 4.795 cm3 ]. Degli studi effettuati successivamente hanno suggerito che è possibile somministrare la gemcitabina a dosi inferiori in concomitanza con radioterapia con tossicità prevedibile, come è risultato da uno studio di fase II su pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule, dove la radioterapia al torace a dosi di 66 Gy è stata somministrata in concomitanza con gemcitabina (600 mg/m2 , quattro volte) e cisplatino (80 mg/m2 , due volte) nel corso di 6 settimane. Il regime ottimale per la somministrazione sicura della gemcitabina, in concomitanza con dosi terapeutiche di radiazioni, non è stato ancora determinato in tutti i tipi di tumore. Radioterapia non-concomitante (effettuata separatamente in un periodo di tempo superiore ai 7 giorni) - L’analisi dei dati non suggerisce alcun aggravamento della tossicità nel caso in cui la gemcitabina sia somministrata più di 7 giorni prima o dopo l’effettuazione della radioterapia, diversamente dal fenomeno di “recall” da radiazione. I dati suggeriscono che la terapia con gemcitabina può essere iniziata dopo che gli effetti acuti della radioterapia si sono risolti o almeno dopo una settimana dalla sua effettuazione. Sono state osservate lesioni da radiazione su tessuti bersaglio (es. esofagiti, coliti e polmoniti) in associazione con l’uso, sia concomitante che non, della gemcitabina. Altri I vaccini per la febbre gialla e altri vaccini vivi attenuati non sono consigliati a causa del rischio di malattia sistemica, potenzialmente fatale, in modo particolare nei pazienti immunodepressi.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non sono disponibili dati adeguati sull’uso della gemcitabina nelle donne in stato di gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Sulla base dei risultati degli studi sugli animali e del meccanismo di azione della gemcitabina, quest’ultima non deve essere usata durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessità. Le donne devono essere avvisate di non iniziare una gravidanza durante la terapia con la gemcitabina e di avvertire immediatamente il medico curante, nel caso in cui ciò avvenga comunque.

Allattamento Non è noto se la gemcitabina sia escreta nellatte materno e non possono essere escluse reazioni avverse nei lattanti. L’allattamento deve essere interrotto durante la terapia con la gemcitabina. Fertilità Negli studi sulla fertilità la gemcitabina ha causato ipospermatogenesi nel topo maschio (vedere paragrafo 5.3). Pertanto,gli uomini trattati con la gemcitabina devono essere avvisatidi non procreare durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo la terapia e deve essere loro consigliato di chiedere ulteriori informazioni sulla crioconservazione dello sperma prima del trattamento a causa della possibilità di infertilità, anche irreversibile, dovuta al trattamento con la gemcitabina.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, è stato segnalato che la gemcitabina può causare sonnolenza da lieve a moderata, in modo particolare in associazione all’assunzione di alcool. I pazienti devono essere messiin guardia sulla guida di veicoli e l’uso di macchinari finché non è sicuro che la loro lucidità non sia alterata.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati associati alla terapia con gemcitabina osservati più comunemente comprendono: nausea con o senza vomito, aumento dei livelli delle transaminasi epatiche (AST/ALT) e della fosfatasi alcalina, osservati in circa il 60% dei pazienti; proteinuria ed ematuria osservati in circa il 50% dei pazienti; dispnea osservata nel 10-40% dei pazienti (l’incidenza più alta è stata osservata nei pazienti affetti da carcinoma polmonare); reazioni allergiche cutanee sono state osservate in circa il 25% dei pazienti ed erano associate a prurito nel 10% dei pazienti. La frequenza e la gravità delle reazioni avverse sono influenzate da dose, velocità di infusione e intervalli tra le dosi (vedere paragrafo 4.4). Gli effetti indesiderati dose-limitanti, sono costituiti dalla riduzione del numero di piastrine, leucociti e granulociti (vedere paragrafo 4.2). Dati da studi clinici Le frequenze sono definite come: Molto comune (≥1/10), Comune (da 1/100 a <1/10), Non comune (da ≥1/1.000 a <1/100), Raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000), Molto raro (<1/10,000) e Non nota (non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili). La tabella sottostante che elenca gli effettiindesiderati e la loro frequenza è basata sui dati che sono emersi dagli studi clinici. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente digravità. Classificazione per sistemi e organi Classe di frequenza Infezioni ed infestazioni Comune  Infezioni Non nota  Sepsi Patologie del sistema emolinfopoietico: Molto comune  Leucopenia (Neutropenia di Grado 3 = 19,3%; Grado 4= 6%) La depressione del midollo spinale è solitamente da lieve a moderata e colpisce principalmente la conta dei granulociti (vedere paragrafo 4.2 e 4.4).  Trombocitopenia  Anemia Comune  Neutropenia febbril

Molto raro  Trombocitosi  Microangiopatia trombotica Disturbi del sistema immunitario Molto raro  Reazione anafilattoide Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune  Anoressia Patologie del sistema nervoso Comune  Cefalea  Insonnia  Sonnolenza Non comune  Accidente cerebrovascolare Molto raro  Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (vedere paragrafo 4.4) Patologie cardiache Non comune  Aritmie, prevalentemente di natura sopraventricolare  Insufficienza cardiaca Raro  Infarto del miocardio Patologie vascolari Raro  Segni clinici di vasculite periferica e gangrena  Ipotensione Molto raro  Sindrome da aumentata permeabilità capillare (vedere paragrafo 4.4) Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune  Dispnea - di solito lieve e passa rapidamente senza trattamento Comune  Tosse  Rinite Non comune  Polmonite interstiziale (vedere paragrafo 4.4)  Broncospasmo - di solito lieve e transitorio ma può richiedere trattamento parenterale Raro  Edema polmonare  Sindrome da distress respiratorio dell’adulto (vedere paragrafo 4.4)

Patologie gastrointestinali Molto comune  Vomito  Nausea Comune  Diarrea  Stomatite e ulcerazioni della bocca  Stipsi Molto raro  Colite ischemica Patologie epatobiliari Molto Comune  Transaminasi epatiche (AST e ALT) e fosfatasialcalina aumentate Comune  Bilirubina aumentata Non comune  Grave tossicità epatica, comprendente insufficienza epatica e morte Raro  Gamma-glutamil transferasi(GGT) aumentata Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune  Eruzione cutanea allergica spesso associata a prurito  Alopecia Comune  Prurito  Sudorazione Raro  Reazioni cutanee gravi, comprendenti desquamazione ed eruzioni cutanee bollose  Ulcerazioni  Formazione di vesciche e di piaghe  Croste Molto raro  Necrolisi tossica epidermica  Sindrome di Stevens-Johnson Non nota  Pseudocellulite Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune  Dolore alla schiena  Mialgia Patologie renali ed urinarie Molto comune  Ematuria  Proteinuria moderata Non comune  Insufficienza renale (vedere paragrafo 4.4)  Sindrome uremica emolitica (vedere paragrafo 4.4)

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune  Sintomi di tipo influenzale - i sintomi più comuni sono: febbre, cefalea,brividi, mialgia, astenia e anoressia. Sono stati segnalati anche: tosse, rinite, malessere,sudorazione e difficoltà nel sonno.  Edema/edema periferico, incluso edema facciale. L’edema è di solito reversibile dopo la sospensione del trattamento. Comune  Febbre  Astenia  Brividi Raro  Reazioni nel punto di iniezione di solito moderate Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Raro  Tossicità da radiazioni (vedere paragrafo 4.5)  Recall da radiazioni Uso in associazione nel carcinoma mammario La frequenza di tossicità ematologiche di grado 3 e 4, soprattutto neutropenia, aumenta quando la gemcitabina è usata in associazione con paclitaxel. Tuttavia l’aumento di queste reazioni avverse non si associa con un aumento dell’incidenza di infezioni o di eventi emorragici. L’affaticamento e la neutropenia febbrile si verificano con maggior frequenza quando la gemcitabina viene usata in associazione con paclitaxel. L’affaticamento, che non si associa ad anemia, si risolve abitualmente dopo il primo ciclo di terapia. Eventi avversi di grado 3 e 4 Paclitaxel versus gemcitabina in associazione a paclitaxel Numero (%) di pazienti Braccio di trattamento con paclitaxel (N=259) Braccio di trattamento con gemcitabina in associazione a paclitaxel(N=262) Grado 3 Grado 4 Grado 3 Grado 4 Relativi ad analisi di laboratorio Anaemia 5 (1,9) 1 (0,4) 15 (5,7) 3 (1,1) Trombocitopenia 0 0 14 (5,3) 1 (0,4) Neutropenia 11 (4,2) 17 (6,6)* 82 (31,3) 45 (17,2)* Non relativi ad analisi di laboratorio Neutropenia febbrile 3 (1,2) 0 12 (4,6) 1 (0,4) Affaticamento 3 (1,2) 1 (0,4) 15 (5,7) 2 (0,8) Diarrea 5 (1,9) 0 8 (3,1) 0 Neuropatia motoria 2 (0,8) 0 6 (2,3) 1 (0,4) Neuropatia sensoriale 9 (3,5) 0 14 (5,3) 1 (0,4) *La neutropenia di grado 4 che persiste per più di 7 giorni si verificava nel 12,6% dei pazienti nel braccio di trattamento di associazione e nel 5,0% dei pazienti nel braccio di trattamento con paclitaxel. Uso in associazione nel carcinoma vescicale Eventi avversi di grado 3 e 4 MVAC versus gemcitabina in associazione a cisplatino Numero (%) di pazienti Braccio di trattamento con MVAC (metotrexato, vinblastina, Braccio di trattamento con gemcitabina in associazion

dossorubicinaa e cisplatino) (N=196) cisplatino (N=200) Grado 3 Grado 4 Grado 3 Grado 4 Relativi ad analisi di laboratorio Anemia 30(16) 4(2) 47(24) 7(4) Trombocitopenia 15(8) 25(13) 57(29) 57(29) Non relativi ad analisi di laboratorio Nausea e vomito 37(19) 3(2) 44(22) 0(0) Diarrea 15(8) 1(1) 6(3) 0(0) Infezione 19(10) 10(5) 4(2) 1(1) Stomatite 34(18) 8(4) 2(1) 0(0) Uso in associazione nel carcinoma ovarico Eventi avversi di grado 3 e 4 Carboplatino versus gemcitabina in associazione a carboplatino Numero (%) di pazienti Braccio in trattamento con carboplatino (N=174) Braccio in trattamento con gemcitabina in associazione a carboplatino (N=175) Grado 3 Grado 4 Grado 3 Grado 4 Relativi ad analisi di laboratorio Anemia 10(5,7) 4(2,3) 39(22,3) 9(5,1) Neutropenia 19(10,9) 2(1,1) 73(41,7) 50(28,6) Trombocitopenia 18(10,3) 2(1,1) 53(30,3) 8(4,6) Leucopenia 11(6,3) 1(0,6) 84(48,0) 9(5,1) Non relativi ad analisi di laboratorio Emorragia 0(0,0) 0(0,0) 3(1,8) (0,0) Neutropenia febbrile 0(0,0) 0(0,0) 2(1,1) (0,0) Infezioni senza neutropenia 0(0) 0(0,0) (0,0) 1(0,6) La neuropatia sensoriale è stata anche più frequente nel braccio di trattamento in associazione rispetto a quello con impiego del solo carboplatino. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazioneavversa.

4.9 Sovradosaggio

Non esiste alcun antidoto noto per il sovradosaggio da gemcitabina. Dosi fino a 5700 mg/m2 sono state somministrate per infusione endovenosa in 30 minuti ogni 2 settimane con una tossicità clinicamente accettabile. In caso di sospetto sovradosaggio, il paziente deve essere sottoposto ad appropriati esami ematologici e ricevere una terapia di supporto, se necessario.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica:analoghi della pirimidina, codice ATC : L01BC05 Meccanismo d’azione Metabolismo cellulare e meccanismo d’azione: Gemcitabina (dFdC), che è un antimetabolita della pirimidina, viene metabolizzata a livello intracellulare dalla nucleoside-chinasi nei nucleosidi attivi difosfato (dFdCDP) e trifosfato (dFdCTP). L’attività citotossica della gemcitabina è dovuta all’inibizione della sintesi del DNA cellulare ad opera dei due meccanismi d’azione di difluorodeossicitidindifosfato (dFdCDP) e difluorodeossicitidintrifosfato (dFdCTP). Inizialmente, la dFdCDP inibisce la ribonucleotide reduttasi, che è l’unico enzima responsabile della catalizzazione delle reazioni che producono trifosfati deossinucleosidici (dCTP) necessariper la sintesi del DNA. L’inibizione di questo enzima da parte della dFdCDP riduce la concentrazione dei deossinucleosidi in generale e, in particolare, della dCTP. Successivamente, la dFdCTP compete con la dCTP per l’incorporazione nel DNA (autopotenziamento). Analogamente, una piccola quantità di gemcitabina può anche essere incorporata nel RNA. Di conseguenza, la ridotta concentrazione intracellulare della dCTP potenzia l’incorporazione della dFdCTP nel DNA. La DNA ε-polimerasi è essenzialmente incapace di rimuovere la gemcitabina e riparare le catene di DNA in replicazione. Dopo che la gemcitabina è stata incorporata nel DNA,un nucleotide supplementare viene aggiunto alle catene di DNA in replicazione. Dopo questa aggiunta, si verifica una completa inibizione dell’ulteriore sintesi del DNA (mascheramento della catena terminale). Dopo essere stata incorporata nel DNA,la gemcitabina sembra indurre il processo di morte cellulare programmata noto come apoptosi. Effetti farmacodinamici Attività citotossica nelle colture cellulari La gemcitabina mostra una significativa attività citotossica verso varie colture cellulari tumorali murine ed umane. Presenta una specificità a seconda della fase del ciclo cellulare, uccidendo soprattutto quelle cellule che si trovano nella fase di sintesi del DNA (fase S) e bloccando, in particolari condizioni, il passaggio delle cellule dalla fase G1 alla fase S. L’azione citotossica in vitro della gemcitabina dipende sia dalla concentrazione che dal tempo. Attività antitumorale in modelli preclinici In modelli tumorali su animali, l’attività antitumorale di gemcitabina dipende dallo schema di dosaggio. Quando gemcitabina è somministrata giornalmente, si rileva un’alta mortalità tra gli animali ma una minima attività antitumorale. Se, tuttavia, gemcitabina è somministrata ogni terzo o quarto giorno, può essere somministrata in dosi non letali con notevole attività antitumorale nei confronti di un ampio spettro di tumori nei topi. Efficacia e sicurezza clinica Tumore della vescica Uno studio randomizzato di fase III su 405 pazienti con carcinoma a cellule di transizione uroteliali avanzato o metastatico non ha mostrato differenza tra i due braccidi trattamento, gemcitabina/cisplatino vs. metotrexato/vinblastina/adriamicina/cisplatino (MVAC),in termini di sopravvivenza media (12,8 e 14,8 mesi rispettivamente, con p=0,547), tempo di progressione della malattia 7,4 e 7,6 mesi rispettivamente, con p=0,842) e percentuale di risposta (49,4% e 45,7% rispettivamente, con p=0,512). Tuttavia, l’associazione di gemcitabina e cisplatino ha mostrato un miglior profilo di tossicità rispetto al trattamento MVAC. Carcinoma al pancreas In uno studio randomizzato di fase III su 126 pazienti con carcinoma del pancreas avanzato o metastatico, gemcitabina ha mostrato una percentuale di risposta nel beneficio clinico significativamente più alta da un punto di vista statistico rispetto al 5-fluorouracile (23,8% e 4,8% rispettivamente, con p=0,0022). Inoltre, un prolungamento statisticamente significativo del tempo alla progressione da 0,9 a 2,3 mesi (log-rank p<0,0002) un prolungamento statisticamente significativo della sopravvivenza media da 4,4 a 5,7 mesi (logrank p<0,0024) sono stati osservati in pazienti trattati con gemcitabina rispetto a quelli trattati con 5fluorouracile. Carcinoma polmonare non a piccole cellul

In uno studio randomizzato di fase III su 522 pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico, inoperabile, la gemcitabina in associazione al cisplatino ha mostrato una percentuale di risposta significativamente più alta da un punto di vista statistico rispetto alla somministrazione di solo cisplatino (31,0% e 12,0% rispettivamente, con p<0,0001). Un prolungamento statisticamente significativo del tempo alla progressione, da 3,7 a 5,6 mesi (log-rank p<0,0012) e un prolungamento statisticamente significativo della sopravvivenza media da 7,6 a 9,1 mesi (log-rank p<0,004) sono stati osservatiin pazienti trattati con gemcitabina/cisplatino rispetto a quelli trattati con cisplatino. In un altro studio randomizzato di fase III su 135 pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule allo stadio IIIB o IV,un’associazione di gemcitabina e cisplatino ha mostrato una percentuale di risposta significativamente più alta da un punto di vista statistico rispetto all'associazione di cisplatino con etoposide (40,6% e 21,2%, rispettivamente, p=0,025). Un prolungamento statisticamente significativo del tempo alla progressione, da 4,3 a 6,9 mesi (p=0,014) è stato osservato in pazienti trattati con gemcitabina/cisplatino rispetto a quelli trattati con etoposide/cisplatino. In entrambi gli studi è stato riscontrato che la tollerabilità era simile nei due bracci di trattamento. Carcinoma ovarico In uno studio randomizzato di fase III, 356 pazienti con carcinoma epiteliale dell’ovaio avanzato che avevano presentato recidiva almeno 6 mesi dopo il completamento della terapia basata sulla somministrazione di platino sono stati randomizzati ad un trattamento con gemcitabina e carboplatino (GCb), o solo carboplatino (Cb). Un prolungamento statisticamente significativo del tempo alla progressione della malattia, da 5,8 a 8,6 mesi (log-rank p=0,0038) è stato osservato in pazienti trattati con GCb rispetto a quelli trattati con Cb. Differenze nella percentuale di risposta del 47,2% nel braccio di trattamento con GCb rispetto al 30,9% nel braccio di trattamento con Cb (con p=0,0016) e nella sopravvivenza media a 18 mesi (GCb) vs. 17,3 (Cb) (con p=0,73) sono risultate a favore del braccio di trattamento con GCb. Carcinoma mammario In uno studio randomizzato di fase III su 529 pazienti con carcinoma mammario localmente ricorrente o metastatico, inoperabile, con recidiva dopo chemioterapia adiuvante/neoadiuvante, la gemcitabina in associazione a paclitaxel ha mostrato un prolungamento statisticamente significativo del tempo alla progressione della malattia diagnosticata da 3,98 a 6,14 mesi (log-rank p=0,0002) in pazienti trattati con gemcitabina/paclitaxel rispetto a quelli trattati con paclitaxel. Ci sono stati 377 decessi. La sopravvivenza globale, nei pazienti trattati con gemcitabina/paclitaxel rispetto a quelli trattati con paclitaxel, era rispettivamente di 18,6 e 15,8 mesi (log rank p=0,0489; HR 0,82) e il tasso di risposta generale 41,4% e 26,2% (p=0,0002).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Le proprietà farmacocinetiche di gemcitabina sono state verificate in 353 pazienti in sette studi. Le 121 donne ed i 232 uomini presentavano un’età variabile da 29 a 79 anni. Di questi pazienti, circa il 45% presentava un carcinoma polmonare non a piccole cellule mentre il 35% aveva una diagnosi di carcinoma del pancreas. I seguenti parametri farmacocinetici sono stati ottenuti con dosaggi variabili da 500 a 2,592 mg/m2 che venivano somministrati per infusione in un periodo variabile da 0,4 a 1,2 ore. Assorbimento I picchi di concentrazione plasmatica (ottenuti entro 5 minuti dal termine dell’infusione) variavano da 3,2 a 45,5 μg/ml. Le concentrazioni plasmatiche del composto originario ottenute dopo somministrazione di una dose di gemcitabina di 1.000 mg/m2 /30 min risultano maggiori di 5 μg/ml per circa 30 minuti dopo la fine dell’infusione, e superiori a 0,4 μg/ml per un’altra ora. Distribuzione Il volume di distribuzione del compartimento centrale era di 12.4 l/m2 per le donne e 17.5 l/m2 per gli uomini (la variabilità soggettiva era del 91,9%). Il volume di distribuzione del compartimento periferico era di 47,4 l/m2 . Il volume di distribuzione del compartimento periferico era indipendente dal sesso del paziente. Il legame alle proteine plasmatiche è trascurabile. Emivita: varia da 42 a 94 minuti in base all’età e al sesso del paziente. In base allo schema posologico consigliato, l’eliminazione di gemcitabina deve ritenersi virtualmente completa entro 5-11 ore dall’inizi

della somministrazione per infusione. La gemcitabina non presenta accumulo quando somministrata una volta alla settimana. Biotrasformazione La gemcitabina viene rapidamente metabolizzata dalla citidina deaminasi presente nel fegato, nel rene, nel sangue ed in altri tessuti. A livello intracellulare la gemcitabina viene trasformata in metaboliti mono-, die trifosfati (dFdCMP, dFdCDP e dFdCTP), dei quali il dFdCDP e il dFdCTP sono considerati metaboliti attivi. Questi metaboliti intracellulari non sono rilevabili nel plasma o nelle urine. Il metabolita principale 2'-deossi2',2'-difluorouridina (dFdU) non è attivo ed è rilevabile nel plasma e nelle urine. Eliminazione La clearance sistemica varia da 29,2 l/hr/m2 a 92,2 l/hr/m2 in base al sesso e all’età (la variabilità individuale era di 52,2%). Nelle donne la clearance è circa del 25% più bassa dei valori rilevati negli uomini. Per quanto rapida, la clearance diminuisce con l’età sia negli uomini che nelle donne. Alle dosi consigliate di gemcitabina di 1000 mg/m2 somministrate per infusione in 30 minuti, i valori di clearance più bassi rilevati nelle donne e negli uomini non comportano una riduzione del dosaggio di gemcitabina. Escrezione urinaria: meno del 10% viene eliminata come sostanza immodificata. La clearance renale varia da 2 a 7 l/hr/m2 . Nella settimana successiva alla somministrazione il 92-98% della dose di gemcitabina somministrata viene recuperato: il 99% nelle urine principalmente sotto forma di dFdU, mentre l’1% viene eliminato con le feci. Cinetica del metabolita dFdCTP Questo metabolita può essere isolato nelle cellule mononucleate del sangue periferico, ed i dati che seguono sono riferibili a queste cellule. Le sue concentrazioni intracellulari aumentano in maniera direttamente proporzionale alla dose di gemcitabina per infusioni variabili da 35 a 350 mg/m2 /30 min e producono concentrazione allo steady state da 0,4 a 5 μg/ml. A dosi capacidi produrre concentrazioni plasmatiche di gemcitabina superiori a 5 μg/ml, i livelli del metabolita dFdCTP non aumentano, indicando che la formazione del metabolita è saturabile in queste cellule. L’emivita della fase di eliminazione terminale varia da 0,7 a 12 ore. Cinetica del metabolita dFdU Picco delle concentrazioni plasmatiche (3-15 minuti dopo la fine dell’infusione di 30 minuti, con una dose di 1000 mg/m2 ): 28-52 µg/ml. Concentrazioni dopo la somministrazione della dose una volta alla settimana: 0,07-112 µg/ml, senza fenomeni apparenti di accumulo. Concentrazione trifasica nel plasma rispetto alla curva tempo, emivita media della fase terminale -65 ore (variabile da 33 a 84 ore). Formazione di dFdU dal composto originario: 91% -98%. Volume medio di distribuzione del compartimento centrale: 18 l/m2 (variabile da 11 a 22 l/m2 ). Volume medio di distribuzione allo steady state (Vss): 150 l/m2 (variabile da 96 a 228 l/m2 ). Distribuzione tessutale: ampia. Clearance media del dFdU: 2.5 l/h/m2 (variabile da 1 a 4 l/h/m2 ). Escrezione urinaria: totale. Terapia di associazione gemcitabina e paclitaxel La terapia di associazione non altera le proprietà farmacocinetiche della gemcitabina o di paclitaxel. Terapia di associazione gemcitabina e carboplatino Quando somministrata in associazione con il carboplatino le proprietà farmacocinetiche della gemcitabina non sono state modificate. Danno renale Una insufficienza renale da lieve a moderata (tasso di filtrazione glomerulare da 30 ml/min a 80 ml/min) non ha un effetto rilevante e significativo sulla farmacocinetica della gemcitabina.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

In studi con dose ripetuta fino a 6 mesi nei topi e nei cani, il risultato principale era una soppressione dell’ematopoiesi schemae dose-dipendente, reversibile. La gemcitabina si dimostra mutagena in un test di mutazione in vitro e in un test in vivo di micronuclei del midollo osseo. Non sono stati effettuatistudi a lungo termine sull’animale per la valutazione del potenziale cancerogeno. In studi sulla fertilità la gemcitabina ha causato una ipospermatogenesi reversibile nei topi maschi. Non è stato individuato alcun effetto sulla fertilità delle femmine. La valutazione di studi sperimentali sull'animale ha evidenziato una tossicità riproduttiva come ad esempio difetti alla nascita e altri effetti sullo sviluppo del feto o dell’embrione, la durata della gestazione o lo sviluppo peri e post-natale.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Acido cloridrico (E507) per l’aggiustamento del pH Acqua per preparazioni iniettabili

6.2 Incompatibilità

Questa specialità medicinale non deve essere miscelata con altri prodotti farmaceutici, ad eccezione di quelli indicati nel paragrafo 6.6.

6.3 Periodo di validità

Concentrato nel flaconcino ancora sigillato: 2 anni. Dopo la prima apertura È stata dimostrata la stabilità chimica e fisica durante l’uso per 28 giorni a 25°C.Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente a meno che il modo di apertura non precluda il rischio di contaminazione microbica. In caso contrario, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore. Soluzione perinfusione La stabilità chimica e fisica durante l’uso dopo diluizione in una soluzione di 0,9 % sodio cloruro alla concentrazione finale nell’intervallo 2-2,5 mg/ml (2,0 mg/ml, 12 mg/ml e 25 mg/ml) è stata dimostrata per 28 giorni fra 2°C e 8°C e a circa 25°C. Il pH della soluzione diluita è nell’intervallo 2-3 e l’osmolarità è di circa 285 mOsm/kg. Le soluzioni diluite sono stabili quando vengono confezionate in sacche diinfusione in PVC o PE. Dal punto di vista microbiologico, la soluzione per infusione deve essere utilizzata immediatamente. In caso contrario, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore e non devono superare le 24 ore a 2-8°C, a meno che la diluizione non sia stata effettuata in condizioni asettiche controllate e validate.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2C – 8C). Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura del flaconcino e del medicinale diluito, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flaconcino di vetro trasparente (di tipo I) con chiusura in gomma bromobutilica, sigillata con tappo in alluminio con disco in polipropilene. Il flaconcino sarà imballato con o senza rivestimento protettivo in plastica. Confezioni: 1 flaconcino da 5 ml 1 flaconcino da 25 ml 1 flaconcino da 50 ml È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Manipolazione Nel preparare e smaltire la soluzione per infusione devono essere osservate le normali precauzioni di sicurezza per gli agenti citostatici. Il personale in stato di gravidanza non deve manipolare questo medicinale. La manipolazione della soluzione per infusione deve essere fatta in un ambiente sicuro e devono essere usati indumenti e guanti di protezione. Se non è disponibile un ambiente sicuro, all’attrezzatura devono essere aggiunti una maschera e degli occhiali di protezione. Se la preparazione entra in contatto con gli occhi, può causare una grave irritazione. Gli occhi devono essere lavati immediatamente e accuratamente con acqua. Se l’irritazione persiste, deve essere consultato un medico. Se la soluzione entra in contatto con la cute, lavare accuratamente con acqua. Istruzioni per la diluizione Il solo diluente approvato per la diluizione di Gemcitabina Aurobindo Pharma Italia concentrato per soluzione per infusione è il cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) soluzione iniettabile (senza conservanti). - Usare una tecnica asettica durante la diluizione della gemcitabina somministrata per infusione endovenosa. - La soluzione diluita è una soluzione limpida, incolore o di colore giallo chiaro. - I medicinali per uso parenterale devono essere ispezionati visivamente per la presenza di particelle e per la decolorazione prima della somministrazione. Non eseguire la somministrazione se viene osservata presenza di particelle. Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Eugia Pharma (Malta) Limited Vault 14, Level 2, Valletta Waterfront, Floriana FRN 1914, Malta

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

9. Data della primaautorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 10/02/2017 Data del rinnovo più recente:11/01/2021

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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