GENTTS

Principio attivo: BUPRENORFINA · ATC N02AE01 · ISTITUTO GENTILI S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"10 MICROGRAMMI/ORA CEROTTO TRANSDERMICO" 4 CEROTTI IN BUSTINA SINGOLA CARTA/PET/PE/AL/SURLYN A 24,37 € 24,37 € 0,00 € + ticket*
"20 MICROGRAMMI/ORA CEROTTO TRANSDERMICO" 4 CEROTTI IN BUSTINA SINGOLA CARTA/PET/PE/AL/SURLYN A 27,33 € 27,33 € 0,00 € + ticket*
"5 MICROGRAMMI/ORA CEROTTO TRANSDERMICO" 4 CEROTTI IN BUSTINA SINGOLA CARTA/PET/PE/AL/SURLYN A 19,97 € 19,97 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: BUPRENORFINA
Forma farmaceutica: Cerotto transdermico
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 5 MICROGRAMMI/H CEROTTO TRANSDERMICO
  • 10 MICROGRAMMI/H CEROTTO TRANSDERMICO
  • 20 MICROGRAMMI/H CEROTTO TRANSDERMICO
Via di somministrazione: CUTANEA
Titolare AIC: ISTITUTO GENTILI S.R.L.
Codice ATC: N02AE01
Regime di fornitura: Medicinali soggetti a prescrizione medica da rinnovare
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· TRANSTEC - BB FARMA S.R.L.
· TRANSTEC - GRUNENTHAL ITALIA S.R.L.
· SEPTRAPAT - G.L. PHARMA GMBH
· BUSETTE - SANDOZ S.P.A.
· DURLEVATEC - SANDOZ S.P.A.
· BUSETALT - SANDOZ S.P.A.
· PANUP - SANDOZ S.P.A.
· TEMGESIC - EUMEDICA PHARMACEUTICALS GMBH
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

GenTTS contiene il principio attivo buprenorfina che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati analgesici potenti o “antidolorifici”. Le sono stati prescritti dal medico per alleviare il dolore moderato e di lunga durata che richiede l'uso di un forte antidolorifico.

GenTTS non deve essere utilizzato per alleviare il dolore acuto.

GenTTS agisce attraverso la pelle. Dopo l'applicazione, la buprenorfina passa nel sangue attraverso la

pelle. Ogni cerotto dura sette giorni.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi GenTTS:

- se è allergico alla buprenorfina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6);
- se soffre di problemi respiratori;
- se è tossicodipendente;
- se sta assumendo un tipo di medicinale noto come inibitore della monoaminossidasi (ad esempio

tranilcipromina, fenelzina, isocarbossazide, moclobemide e linezolid), o se ha assunto questo
tipo di medicinale nelle ultime due settimane;
- se soffre di miastenia grave (una condizione in cui i muscoli si indeboliscono);
- se ha sofferto in passato di sintomi di astinenza come agitazione, ansia, tremore o sudorazione
dopo aver interrotto il consumo di alcol.

GenTTS non deve essere usato per trattare i sintomi associati all’astinenza da farmaco.

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico, al farmacista o infermiere prima di usare GenTTS:
- se è in trattamento con antidepressivi.
L’uso di questi medicinali insieme a GenTTS può portare alla sindrome da serotonina, una
condizione potenzialmente pericolosa per la vita (vedere “Altri medicinali e GenTTS”);
- se soffre di crisi convulsive, attacchi epilettici o convulsioni;
- se soffre di disturbi del sonno legati alla respirazione (apnea del sonno);
- se ha un forte mal di testa o si sente male a causa di un trauma cranico o di un aumento della

pressione all'interno cranio (ad esempio a causa di una malattia al cervello). Questo perché i
cerotti possono peggiorare i sintomi o nascondere l’entità di un trauma cranico;
- se soffre di capogiri o svenimenti;
- se ha gravi problemi al fegato;
- se lei o qualcuno nella sua famiglia ha mai abusato o è stato dipendente da alcol, da medicinali
soggetti a prescrizione o da droghe illegali ("dipendenza");

- se è un fumatore;
- se ha mai avuto problemi di umore (depressione, ansia o disturbi della personalità) o è stato in
trattamento da uno psichiatra per altre malattie mentali;
- se ha la febbre alta, poiché ciò potrebbe comportare un assorbimento nel sangue di quantità di
principio attivo maggiori del normale;
- se soffre di stitichezza.

Disturbi respiratori legati al sonno GenTTS può causare disturbi respiratori legati al sonno come apnea del sonno (pause respiratorie durante il sonno) e ipossiemia correlata al sonno (basso livello di ossigeno nel sangue). I sintomi

possono includere pause respiratorie durante il sonno, risvegli notturni dovuti alla mancanza di respiro, difficoltà a mantenere il sonno o sonnolenza eccessiva durante il giorno. Se lei o un'altra persona osservate questi sintomi, contattate il medico. Il medico potrebbe prendere in considerazione una riduzione della dose.

Questo medicinale può causare reazioni nel sito di applicazione che di solito si manifestano con un'infiammazione cutanea lieve o moderata e il loro aspetto tipico può includere arrossamento, gonfiore, prurito, eruzione cutanea, piccole vescicole e sensazione di dolore/bruciore nel sito di applicazione.

Nella maggior parte dei casi la causa è l'irritazione cutanea e queste reazioni scompaiono dopo la rimozione di GenTTS. Possono verificarsi reazioni allergiche gravi, come vescicole con secrezione, che possono diffondersi al di fuori del sito di applicazione e potrebbero non risolversi rapidamente dopo la rimozione di GenTTS. Le reazioni allergiche croniche possono portare a ferite aperte, sanguinamento, ulcere, scolorimento della pelle e infezioni. Se nota una qualsiasi delle reazioni cutanee sopra indicate,

contatti il medico.

Questo medicinale può aumentare la sensibilità al dolore soprattutto a dosi elevate. Informi il medico se ciò accade. Potrebbe essere necessaria una riduzione della dose o un cambiamento del medicinale.

Se ha subito un'operazione di recente, parli con il medico prima di usare questi cerotti.

Analogamente ad altri oppioidi, GenTTS può influenzare la normale produzione di ormoni

nell'organismo, come il cortisolo o gli ormoni sessuali, in particolare se ha assunto dosi elevate per un lungo periodo di tempo.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

Bambini e adolescenti Non somministrare questo medicinale a bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni.

Altri medicinali e GenTTS Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare qualsiasi altro medicinale. Alcuni medicinali possono aumentare gli effetti indesiderati di GenTTS e talvolta possono causare reazioni gravi. Non prenda altri medicinali durante il trattamento con GenTTS senza prima parlarne con il medico, in particolare: - Antidepressivi come moclobemide, tranilcipromina, citalopram, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina, duloxetina, venlafaxina, amitriptilina, doxepina o trimipramina. Questi medicinali possono interagire con GenTTS e lei potrebbe manifestare sintomi quali contrazioni ritmiche e involontarie dei muscoli, compresi i muscoli che controllano il movimento degli occhi, agitazione, allucinazioni, coma, sudorazione eccessiva, tremore, esagerazione dei riflessi, aumento della tensione muscolare, temperatura corporea superiore a

38°C. Rivolgersi al medico quando si verificano questi sintomi.
- GenTTS non deve essere usato insieme a un tipo di medicinale noto come inibitore delle
monoaminossidasi (alcuni esempi includono tranilcipromide, fenelzina, isocarbossazide,
moclobemide e linezolid), o se ha assunto questo tipo di medicinali nelle ultime due settimane.
- Se prende alcuni medicinali come fenobarbital o fenitoina (medicinali comunemente usati per
trattare crisi convulsive attacchi epilettici o convulsioni), carbamazepina (un medicinale per

trattare crisi convulsive, attacchi epilettici o convulsioni e alcune condizioni di dolore) o rifampicina (un medicinale per trattare la tubercolosi) gli effetti di GenTTS possono essere ridotti. - GenTTS può provocare sonnolenza, sensazione di malessere o svenimento in alcune persone oppure farle respirare più lentamente o debolmente. Questi effetti indesiderati possono peggiorare se vengono assunti contemporaneamente altri medicinali che producono gli stessi effetti. Questi includono alcuni medicinali per trattare il dolore, la depressione, l'ansia, i disturbi psichiatrici o mentali, medicinali per aiutare a dormire, medicinali per trattare la pressione alta come la

clonidina, altri oppioidi (che possono essere presenti negli antidolorifici o in alcuni sciroppi per la tosse, ad esempio morfina, destropropossifene, codeina, destrometorfano, noscapina), antistaminici che provocano sonnolenza o anestetici come l'alotano. - L'uso concomitante di GenTTS e di medicinali sedativi come le benzodiazepine (medicinali usati

per trattare l'ansia o per aiutare a dormire) o di farmaci correlati aumenta il rischio di sonnolenza, difficoltà respiratorie (depressione respiratoria), coma e può essere pericoloso per la vita. Per questo motivo, l’uso concomitante deve essere preso in considerazione solo quando non sono possibili altre alternative terapeutiche. Tuttavia, se il medico prescrive GenTTS insieme a medicinali sedativi, la dose e la durata del trattamento concomitante devono essere decise dal medico. Informi il medico di tutti i medicinali sedativi che sta assumendo e segua attentamente le raccomandazioni del medico sulla dose. Potrebbe essere utile informare amici o parenti affinché siano a conoscenza dei segni e dei sintomi sopra indicati. Si rivolga al medico se si

verificano tali sintomi.

Uso di GenTTS con cibi, bevande e alcol L'alcol può peggiorare alcuni effetti indesiderati e potrebbe non sentirsi bene se beve alcolici mentre utilizza GenTTS. Anche bere alcolici durante l'utilizzo di GenTTS può influenzare il tempo di reazione.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Non deve usare i cerotti GenTTS se è in gravidanza o sta allattando, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, a meno che non le sia stato indicato diversamente dal medico dopo aver attentamente considerato i benefici e i rischi sia per la madre che per il bambino.

Chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari GenTTS può influenzare le sue reazioni e potrebbe non reagire adeguatamente o abbastanza rapidamente in caso di eventi inattesi o improvvisi. Ciò vale in particolare: - all'inizio del trattamento;

- se sta assumendo medicinali per trattare l'ansia o per aiutare a dormire;
- se la dose viene aumentata.

Se manifesta questi sintomi (ad es. vertigine, sonnolenza o visione offuscata), non deve guidare o utilizzare macchinari durante il trattamento con GenTTS o nelle 24 ore successive alla rimozione del

cerotto.

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Sono disponibili diversi dosaggi di GenTTS. Il medico deciderà quale dosaggio di GenTTS è più adatto a lei.

Durante il trattamento, il medico può cambiare il cerotto che usa con uno più piccolo o più grande, se necessario, o può dirle di usare una combinazione di un massimo di due cerotti. Non utilizzare una dose più alta di quella raccomandata. Non deve applicare più di due cerotti contemporaneamente, fino

ad una dose totale massima di 40 microgrammi/ora.

Se ritiene che l'effetto di GenTTS sia troppo debole o troppo forte, si rivolga al medico o al farmacista.

Adulti e pazienti anziani A meno che il medico non le abbia detto diversamente, applichi un cerotto di GenTTs (come descritto in dettaglio di seguito) e lo cambi ogni settimo giorno, preferibilmente alla stessa ora. Il medico potrebbe

voler aggiustare la dose dopo 3-7 giorni fino a ottenere il controllo ottimale del dolore. Se il medico le ha consigliato di assumere altri antidolorifici oltre al cerotto, segua scrupolosamente le istruzioni del medico, altrimenti non otterrà pieno beneficio dal trattamento con GenTTS. Il cerotto deve essere indossato per 3 giorni interi prima di aumentare la dose, questo è il momento in cui si determina l'effetto

massimo di una determinata dose.

Pazienti di età inferiore ai 18 anni GenTTS non deve essere utilizzato nei pazienti di età inferiore ai 18 anni.

Pazienti con malattie renali/pazienti in dialisi In pazienti con malattie renali, non è necessaria una modifica della dose.

Pazienti con malattie al fegato Nei pazienti con malattie del fegato, gli effetti e la durata d'azione di GenTTS possono essere influenzati e il medico la controllerà più attentamente.

Modo di somministrazione GenTTS cerotto transdermico è per uso transdermico.

GenTTS agisce attraverso la pelle. Dopo l'applicazione, la buprenorfina passa nel sangue attraverso la

pelle.

Non tagliare o dividere il cerotto. en zia Prima di applicare il cerotto transdermico

Braccio superiore - Scelga un'area oppure di pelle intatta e

non irritata sulla parte superiore del braccio, sull'esterno del braccio, sulla

parte superiore del torace, sulla parte superiore della schiena o sul lato del torace. (Vedi Davanti immagini di

fianco). Chieda assistenza se non può oppure

applicare il cerotto da solo. Dietro

oppure

- Il cerotto GenTTS deve essere applicato su un'area cutanea per lo più glabra o quasi glabra. Se non sono disponibili aree adatte prive di peli, i peli devono essere tagliati con un paio di forbici. Non li rada.

- Evitare zone con la pelle arrossata, irritata o con altre imperfezioni, ad esempio grandi cicatrici.

- L'area della pelle scelta deve essere asciutta e pulita. Se necessario, lavarla con acqua fredda o tiepida. Non utilizzare sapone, alcool, olio, lozioni o altri detergenti. Dopo un bagno o una

doccia caldi, attendere che la pelle sia completamente asciutta e fresca. Non applicare lozioni, creme o unguenti sulla zona prescelta. Ciò potrebbe impedire al cerotto di aderire correttamente. Applicazione del cerotto

- Passaggio 1: ciascun cerotto transdermico è sigillato in una bustina. Subito prima dell'uso, tagliare la bustina con

le forbici, lungo il bordo sigillato. Estrarre il cerotto transdermico. Non utilizzare il cerotto se il sigillo della bustina è rotto.

- Passaggio 2: il lato adesivo del cerotto transdermico è coperto da una pellicola protettiva trasparente. Staccare con attenzione una parte della pellicola. Eviti di toccare la parte adesiva del cerotto transdermico.

- Passaggio 3: applicare il cerotto transdermico sull'area di el pelle prescelta e rimuovere la pellicola rimanente. l ian

- Passaggio 4: premere il cerotto transdermico contro la pelle con il palmo della mano e contare lentamente fino a 30. Assicurarsi che l'intero cerotto transdermico sia a contatto con la pelle, soprattutto ai bordi. en zia

Indossare il cerotto transdermico

Deve indossare il cerotto per sette giorni. A condizione che lei abbia applicato correttamente il cerotto, il rischio che si stacchi è minimo. Se i bordi del cerotto iniziano a staccarsi, è possibile fissarli con un

nastro adesivo adatto. Può fare la doccia, il bagno o nuotare mentre indossa il cerotto.

Non esporre il cerotto a fonti di calore esterne (ad esempio scaldini, coperte elettriche, lampade riscaldanti, saune, vasche idromassaggio, letti ad acqua riscaldati, borse dell'acqua calda, ecc.) poiché ciò potrebbe causare l'assorbimento nel sangue di maggiori quantità di principio attivo rispetto al normale. Il calore esterno può anche impedire al cerotto di aderire correttamente. Se ha la febbre alta, ciò può alterare gli effetti di GenTTS (vedere sopra la sezione “Avvertenze e precauzioni”.) Nell'improbabile caso in cui il cerotto si stacchi prima che sia necessario cambiarlo, non utilizzare nuovamente lo stesso cerotto. Ne applichi subito uno nuovo (vedere di seguito “Cambiare il cerotto transdermico”).

Cambiare il cerotto transdermico
- Tolga il vecchio cerotto.
- Pieghi a metà il cerotto con la parte adesiva verso l'interno.
- Apra ed estragga un nuovo cerotto. Utilizzare la busta vuota per smaltire il vecchio cerotto.
- Applicare un nuovo cerotto su un diverso sito cutaneo adeguato della pelle (come descritto sopra).
Non deve applicare un nuovo cerotto sulla stessa zona per 3-4 settimane.

- Ricordarsi di cambiare il cerotto alla stessa ora del giorno. È importante prendere nota dell'ora del giorno.

Durata del trattamento Il medico le dirà per quanto tempo dovrà essere trattato con GenTTS. Non interrompa il trattamento senza consultare un medico, poiché il dolore potrebbe ripresentarsi e potrebbe non sentirsi bene (vedere di seguito “Se interrompe il trattamento con GenTTS”).

Se usa più GenTTS di quanto deve Non appena si accorge di aver utilizzato più cerotti del dovuto, rimuova tutti i cerotti e chiami immediatamente il medico o l'ospedale. Le persone che hanno assunto una dose eccessiva possono

sentirsi molto assonnate e stare male. Potrebbero anche avere difficoltà respiratorie o perdere conoscenza e possono aver bisogno di un trattamento d’emergenza in ospedale. Quando si rivolge al medico, si assicuri di portare con sé questo foglio illustrativo e tutti i cerotti rimanenti da mostrare al medico.

Se dimentica di applicare GenTTS Metta un nuovo cerotto non appena se ne ricorda. Inoltre, prenda nota della data, poiché il giorno abituale del cambio cerotto potrebbe essere diverso. Se cambia il cerotto molto tardi, il dolore può

ripresentarsi. In questo caso, contatti il medico.

Non applicare un cerotto aggiuntivo per compensare l'applicazione dimenticata.

Se interrompe il trattamento con GenTTS

Se interrompe l'uso di GenTTS troppo presto o interrompe il trattamento, il dolore può ripresentarsi. Se desidera interrompere il trattamento consulti il medico. Le dirà cosa si può fare e se può prendere altri

medicinali.

Alcune persone possono avere effetti collaterali quando hanno usato antidolorifici potenti per un lungo periodo e smettono di usarli. Il rischio che si manifestino effetti dopo l'interruzione di GenTTS è molto basso. Tuttavia, se si sente agitato, ansioso, nervoso o tremante, se è iperattivo, ha difficoltà a dormire

o ha problemi digestivi, informi il medico.

L'effetto antidolorifico di GenTTS viene mantenuto per un certo periodo dopo la rimozione del cerotto. Non deve iniziare un altro analgesico oppioide (forte antidolorifico) prima di 24 ore dalla rimozione del cerotto.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Gli effetti indesiderati gravi associati a GenTTS sono simili a quelli osservati con altri antidolorifici potenti e comprendono difficoltà di respirazione e bassa pressione sanguigna.

Questo medicinale può causare reazioni allergiche, sebbene le reazioni allergiche gravi siano rare. Rimuova il cerotto e informi immediatamente il medico se manifesta improvviso respiro sibilante, difficoltà a respirare, gonfiore delle palpebre, del viso o delle labbra, eruzione cutanea o prurito, soprattutto quelli che interessano l’intero corpo.

Come per tutti gli antidolorifici potenti, esiste il rischio di sviluppare dipendenza da GenTTS.

Nei pazienti trattati con buprenorfina sono stati segnalati i seguenti altri effetti indesiderati:

Molto comune (può interessare più di 1 persona su 10): - Cefalea, capogiri, sonnolenza.

- Stitichezza, sensazione di malessere o addirittura ammalarsi.
- Prurito.
- Eruzione cutanea, arrossamento, prurito, infiammazione o gonfiore della pelle nel sito di
applicazione.

Comune (può interessare fino ad 1 persona su 10): - Perdita di appetito.

- Confusione, depressione, ansia, disturbi del sonno, nervosismo, tremore (tremori).
- Fiato corto.
- Dolore o fastidio addominale, diarrea, indigestione, secchezza della bocca.
- Sudorazione, eruzioni cutanee.

- Stanchezza, sensazione di debolezza insolita, debolezza muscolare, gonfiore delle mani, delle
caviglie o dei piedi.
Non comune (può interessare fino ad 1 persona su 100):
- Irrequietezza, agitazione, sensazione di estrema felicità, allucinazioni, incubi, diminuzione del desiderio
sessuale, aggressività.
- Cambiamenti nel gusto, difficoltà nel parlare, ridotta sensibilità al dolore o al tatto, formicolio o
intorpidimento.

- Perdita di memoria, emicrania, svenimento, problemi di concentrazione o di coordinazione.
- Secchezza degli occhi, visione offuscata.
- Fischio o ronzio nelle orecchie, una sensazione di capogiro o di giramento di testa.
- Pressione sanguigna alta o bassa, dolore toracico, battito cardiaco accelerato o irregolare.
- Tosse, singhiozzo, respiro sibilante.

- Flatulenza.
- Perdita di peso.

- Pelle secca.
- Spasmi, fastidi e dolori.
- Difficoltà ad iniziare ad urinare.
- Febbre.
- Aumento di lesioni accidentali (es. cadute).

- Sintomi di astinenza come agitazione, ansia, sudorazione o tremore dopo l'interruzione del trattamento con GenTTS.

Se ha bisogno di sottoporsi ad esami del sangue, ricordi al medico che sta usando GenTTS. Questo è importante perché GenTTS può modificare il modo in cui funziona il fegato e ciò potrebbe influenzare

i risultati di alcuni esami del sangue.

Raro (può interessare fino ad 1 persona su 1 000):
- Angina (dolore toracico associato a malattia cardiaca).
- Disturbi mentali.

- Difficoltà di equilibrio.
- Gonfiore delle palpebre o del viso, riduzione delle dimensioni delle pupille degli occhi.
- Difficoltà di respirazione, peggioramento dell'asma, respirazione accelerata.
- Una sensazione di svenimento, soprattutto quando ci si alza in piedi.
- Difficoltà a deglutire.
- Reazione allergica locale con marcati segni di gonfiore (in questi casi il trattamento deve essere
interrotto).
- Gonfiore e irritazione all'interno del naso.
- Diminuzione dell'erezione, disfunzione sessuale.
- Una malattia simile all'influenzale.
- Arrossamento della pelle.

- Disidratazione.

Molto Raro (può interessare fino ad 1 persona su 10000):
- Contrazioni muscolari.
- Sbalzi d'umore.
- Mal d'orecchie.

- Vesciche.

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
- Problemi con la respirazione durante il sonno (sindrome dell'apnea del sonno), vedere paragrafo 2
“Avvertenze e precauzioni."
- Crisi convulsive, attacchi epilettici e convulsioni.
- Infiammazione della parete intestinale. I sintomi possono includere febbre, vomito e mal di stomaco

o disagio.
- Una maggiore sensibilità al dolore.
- Dolore o fastidio addominale dovuto a coliche.
- Sensazione di distacco da se stessi.

- I sintomi di astinenza nei bambini nati da madri a cui è stata somministrata buprenorfina in
gravidanza possono includere pianto acuto, irritabilità e irrequietezza, agitazione (tremore),
difficoltà nell’alimentazione, sudorazione e mancanza di aumento di peso.
- Necessità di assumere dosi sempre più elevate di questo medicinale per ottenere lo stesso livello di
sollievo dal dolore (tolleranza).
- Dermatite da contatto (eruzione cutanea con infiammazione che può includere sensazione di
bruciore), scolorimento della pelle.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di

questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola o sulla bustina. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Dopo la data di scadenza, porti i cerotti non utilizzati in farmacia.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non utilizzare il cerotto se il sigillo della busta è rotto.

I cerotti usati devono essere ripiegati su se stessi con lo strato adesivo verso l'interno e smaltiti in modo sicuro, fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene GenTTS cerotto

Il principio attivo è la buprenorfina.

GenTTS 5 microgrammi/ora: Ogni cerotto transdermico contiene 5 mg di buprenorfina in un’ area di 6,25 cm2 e rilascia 5 microgrammi di buprenorfina all'ora (per un periodo di 7 giorni).

GenTTS 10 microgrammi/ora:

Ogni cerotto transdermico contiene 10 mg di buprenorfina in un’ area di 12,5 cm2 e rilascia 10 microgrammi di buprenorfina all'ora (per un periodo di 7 giorni).

GenTTS 20 microgrammi/ora: Ogni cerotto transdermico contiene 20 mg di buprenorfina in un’ area di 25 cm2 e rilascia 20 microgrammi di buprenorfina all'ora (per un periodo di 7 giorni).

Gli altri ingredienti sono: Matrice adesiva (contenente buprenorfina): povidone, acido levulinico, oleil oleato, poli [acido acrilicoco-butilacrilato-co-(2-etilesil)acrilato-co-vinilacetato]

Matrice adesiva (senza idrossietil)acrilato-co-vinilacetato] buprenorfina):

el poli[(2-etilesil)acrilato-co-glicidilmetacrilato-co-(2Pellicola di separazione tra matrici adesive con e senza buprenorfina: film di polietilene tereftalato,

Pellicola di supporto: poliestere

Pellicola protettiva: film di polietilene tereftalato, siliconata

Inchiostro di stampa blu.

Descrizione dell’aspetto di GenTTS e contenuto della confezione

Cerotto transdermico

Sono disponibili tre dosaggi.

GenTTS 5 microgrammi/ora: Ogni cerotto transdermico è di colore beige con angoli arrotondati e riporta la scritta “Buprenorphin” e “5 μg/h”

GenTTS 10 microgrammi/ora: Ogni cerotto transdermico è di colore beige con angoli arrotondati e riporta la scritta “Buprenorphin” e “10 μg/h”

GenTTS 20 microgrammi/ora:

Ogni cerotto transdermico è di colore beige con angoli arrotondati e riporta la scritta “Buprenorphin” e “20 μg/h”

Un cerotto transdermico è sigillato in una bustina a prova di bambino. I cerotti sono disponibili in scatole contenenti 4 cerotti transdermici.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Istituto Gentili S.r.l. Via San Giuseppe Cottolengo 15 20143 Milano (MI) Produttore Labtec GmbH Heykenaukamp 10 21147 Amburgo

Germania

AdhexPharma 42/44 rue de Longvic 21300 Chenôve Francia

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio economico europeo con le seguenti denominazioni:

Germania: GenTTS 7 Tage 5 Mikrogramm/Stunde transdermales Pflaster GenTTS 7 Tage 10 Mikrogramm/Stunde transdermales Pflaster

GenTTS 7 Tage 20 Mikrogramm/Stunde transdermales Pflaster

Italia: GenTTS 5 microgrammi/ora cerotto transdermico

GenTTS 10 microgrammi/ora cerotto transdermico GenTTS 20 microgrammi/ora cerotto transdermico Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il 03/2026 l ian en zia

Domande frequenti su GENTTS

Come si usa GENTTS?

GENTTS si presenta in forma di Cerotto transdermico e si somministra per via cutanea. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

GENTTS è disponibile senza ricetta?

No, GENTTS è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di GENTTS?

Il principio attivo di GENTTS è BUPRENORFINA.

Quali sono gli equivalenti di GENTTS?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: TRANSTEC, TRANSTEC, SEPTRAPAT, BUSETTE. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce GENTTS?

GENTTS è prodotto da ISTITUTO GENTILI S.R.L..

Da quando GENTTS è autorizzato in Italia?

GENTTS ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2024-12-18.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

GenTTS 5 microgrammi/ora cerotto transdermico GenTTS 10 microgrammi/ora cerotto transdermico GenTTS 20 microgrammi/ora cerotto transdermico

2. Composizione qualitativa e quantitativa

GenTTS 5 microgrammi/ora: Ogni cerotto transdermico contiene 5 mg di buprenorfina in un'area di 6,25 cm², rilasciando una quantità nominale di 5 microgrammi di buprenorfina all'ora per un periodo di 7 giorni. GenTTS 10 microgrammi/ora: Ogni cerotto transdermico contiene 10 mg di buprenorfina in un'area di 12,5 cm², una quantità nominale di 10 microgrammi di buprenorfina all'ora per un periodo di 7 giorni. GenTTS 20 microgrammi/ora: Ogni cerotto transdermico contiene 20 mg di buprenorfina in un'area di 25 cm², rilasciando una quantità nominale di 20 microgrammi di buprenorfina all'ora per un periodo di 7 giorni. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Cerotto transdermico GenTTS 5 microgrammi/ora: cerotto rettangolare di colore beige con una dimensione totale del cerotto di 21cm2 , con bordi arrotondati e con impresso “ Buprenorphin” e “5 μg/h” di colore blu. GenTTS 10 microgrammi/ora: cerotto rettangolare di colore beige con una dimensione totale del cerotto di 33 cm2 , con bordi arrotondati e con impresso “ Buprenorphin” e “10 μg/h” di colore blu. GenTTS 20 microgrammi/ora: cerotto rettangolare di colore beige con una dimensione totale del cerotto di 52 cm2 , con bordi arrotondati e con impresso “ Buprenorphin ” e “20 μg/h” di colore blu.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento del dolore non maligno di intensità moderata quando è necessario un oppioide per ottenere un'analgesia adeguata. GenTTS non è adatto per il trattamento del dolore acuto. GenTTS è indicato negli adulti.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Buprenorfina 5 microgrammi/ora cerotto transdermico deve essere applicato ogni 7 giorni.

Pazienti di età pari o superiore ai 18 anni: Come dose iniziale deve essere utilizzato il cerotto transdermico di buprenorfina 5 microgrammi/ora. Si deve tenere in considerazione la precedente storia di oppioidi del paziente (vedere paragrafo 4.5), nonché le attuali condizioni generali e lo stato clinico del paziente. Titolazione All’inizio del trattamento con buprenorfina, possono essere necessari analgesici supplementari a breve durata d’azione (vedere paragrafo 4.5) secondo necessità fino al raggiungimento dell’efficacia analgesica con buprenorfina. La dose di buprenorfina può essere aumentata come indicato, dopo 3 giorni, una volta stabilito l'effetto massimo di una determinata dose. Durante il processo di titolazione, la dose può essere aggiustata ogni 3 giorni (72 ore). Successivamente, deve essere mantenuto un intervallo tra le dosi di 7 giorni. I successivi aumenti della dose possono quindi essere titolati in base alla necessità di un ulteriore sollievo dal dolore e in base alla risposta analgesica del paziente al cerotto transdermico. Per aumentare la dose, è necessario sostituire il cerotto transdermico attualmente indossato con un cerotto transdermico più grande oppure applicare una combinazione di cerotti transdermici in punti diversi per ottenere la dose desiderata. Si raccomanda di non applicare più di due cerotti transdermici contemporaneamente, fino ad una dose totale massima di 40 microgrammi/ora di buprenorfina. Non deve essere applicato un nuovo cerotto sulla stessa zona cutanea per le successive 3-4 settimane (vedere paragrafo 5.2). I pazienti devono essere attentamente e regolarmente monitorati per valutare la dose ottimale e la durata del trattamento. In assenza di un adeguato controllo del dolore, si deve considerare la possibilità di iperalgesia, tolleranza e progressione della malattia di base (vedere paragrafo 4.4). Potrebbe essere indicata una riduzione della dose di buprenorfina, l’interruzione del trattamento con buprenorfina o una rivalutazione del trattamento. Durata della somministrazione La buprenorfina non deve in nessun caso essere somministrata più a lungo del necessario. Se, in relazione alla natura e alla gravità della malattia, è necessario un trattamento del dolore a lungo termine con buprenorfina, deve essere effettuato un monitoraggio attento e regolare (se necessario, con interruzioni del trattamento) per stabilire se e in quale misura sia necessario un ulteriore trattamento. Interruzione Dopo la rimozione del cerotto transdermico, le concentrazioni sieriche di buprenorfina diminuiscono gradualmente e quindi l’effetto analgesico viene mantenuto per un certo periodo di tempo. Ciò deve essere tenuto in considerazione quando la terapia con buprenorfina deve essere seguita da altri oppioidi. Come regola generale, un altro oppioide non deve essere somministrato prima di 24 ore dalla rimozione del cerotto transdermico. Al momento sono disponibili solo informazioni limitate sulla dose iniziale di altri oppioidi somministrati dopo l’interruzione del cerotto transdermico (vedere paragrafo 4.5). Conversione dagli oppioidi La buprenorfina può essere utilizzata come alternativa al trattamento con altri oppioidi. Tali pazienti devono iniziare con la dose più bassa disponibile di GenTTS 5 microgrammi/ora cerotto transdermico e continuare ad assumere analgesici supplementari a breve durata d'azione (vedere paragrafo 4.5) durante la titolazione, come richiesto.

Popolazioni speciali Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia della buprenorfina nei bambini di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non sono disponibili dati. Anziani Non è richiesto alcun aggiustamento della dose di buprenorfina nei pazienti anziani. Compromissione renale Non è necessario alcun aggiustamento particolare della dose di buprenorfina nei pazienti con compromissione renale. Compromissione epatica Non è necessario un aggiustamento del dosaggio della buprenorfina nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata. La buprenorfina viene metabolizzata nel fegato. L'intensità e la durata della sua azione possono essere alterate nei pazienti con funzionalità epatica compromessa. Pertanto, i pazienti con insufficienza epatica devono essere attentamente monitorati durante il trattamento con buprenorfina. I pazienti con grave compromissione epatica possono accumulare buprenorfina durante il trattamento. Si deve considerare la possibilità di una terapia alternativa e la buprenorfina deve essere usata con cautela, se non evitata del tutto, in questi pazienti. Modo di somministrazione Uso transdermico. Cerotto transdermico da indossare per 7 giorni. Il cerotto non deve essere diviso o tagliato in pezzi. Applicazione del cerotto Per garantire un’analgesia efficace della buprenorfina e ridurre al minimo il rischio di reazioni cutanee (vedere paragrafo 4.4), devono essere seguite le seguenti istruzioni per l’uso: Il cerotto transdermico di buprenorfina deve essere applicato sulla pelle intatta e non irritata della parte esterna superiore del braccio, sulla parte superiore del torace, sulla parte superiore della schiena o sul lato del torace ma non su parti della pelle con grandi cicatrici. Il cerotto transdermico di buprenorfina deve essere applicato su un sito cutaneo relativamente glabro o quasi glabro. Se non sono presenti zone glabre, i peli devono essere tagliati con le forbici, non rasati. Se è necessario pulire l’area di applicazione, farlo solo con acqua pulita. Non devono essere utilizzati saponi, alcool, oli, lozioni o dispositivi abrasivi. La pelle deve essere asciutta prima di applicare il cerotto. Il cerotto transdermico di buprenorfina deve essere applicato immediatamente dopo la rimozione dalla bustina sigillata. Il cerotto transdermico non deve essere utilizzato se il sigillo della bustina è rotto. Dopo la rimozione dello strato protettivo, il cerotto transdermico deve essere premuto saldamente in posizione con il palmo della mano per circa 30 secondi, assicurandosi che il contatto sia completo, soprattutto attorno ai bordi. Se i bordi del cerotto iniziano a staccarsi, è possibile fissarli con nastro adesivo adatto per garantire un periodo di utilizzo di 7 giorni. Il cerotto deve essere indossato continuativamente per 7 giorni. Fare il bagno, la doccia o nuotare non dovrebbe avere alcun effetto sul cerotto. Se un cerotto si stacca, è necessario applicarne uno nuovo e indossarlo per 7 giorni. Pazienti con febbre o esposti al calore esterno Mentre indossano il cerotto, i pazienti devono essere avvisati di evitare di esporre l’area di applicazion

fonti di calore esterne, come cuscinetti riscaldanti, coperte elettriche, borse dell'acqua calda, lampade riscaldanti, sauna, vasche idromassaggio e letti ad acqua riscaldati poiché può verificarsi un aumento dell’assorbimento di buprenorfina. Quando si trattano pazienti con stati febbrili, si deve tenere presente che la febbre può anche aumentare l’assorbimento con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche di buprenorfina e quindi aumento del rischio di reazioni agli oppioidi.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, - pazienti con dipendenza da oppioidi e per il trattamento dell’astinenza da narcotici, - condizioni in cui la funzione respiratoria e il centro del respiro sono gravemente compromessi o possono diventarlo, - pazienti che stanno ricevendo inibitori delle MAO o che li hanno assunti nelle ultime due settimane (vedere paragrafo 4.5), - pazienti affetti da miastenia gravis, - pazienti affetti da delirium tremens.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

La buprenorfina non deve essere utilizzata a dosi più elevate di quelle raccomandate. La buprenorfina è un agonista µ-oppioide, che agisce come agonista pieno rispetto all’analgesia e come agonista parziale rispetto alle sue proprietà depressive sulla respirazione (vedere paragrafo 5.1). La buprenorfina può abbassare la soglia convulsiva nei pazienti con una storia di disturbi convulsivi. Inibitori del CYP3A4 Poiché gli inibitori del CYP3A4 possono aumentare le concentrazioni di buprenorfina (vedere paragrafo 4.5), la dose di buprenorfina dei pazienti già trattati con inibitori del CYP3A4 deve essere attentamente titolata poiché in questi pazienti un dosaggio ridotto potrebbe essere sufficiente. Periodo post-operatorio o fabbisogno analgesico in rapido mutamento La buprenorfina non è raccomandata per l’analgesia nell’immediato periodo post-operatorio o in altre situazioni caratterizzate da un indice terapeutico ristretto o da un fabbisogno analgesico in rapido mutamento. Effetti del trattamento a lungo termine e tolleranza In tutti i pazienti, la tolleranza agli effetti analgesici, l'iperalgesia, la dipendenza fisica e la dipendenza psicologica possono svilupparsi in seguito alla somministrazione ripetuta di oppioidi, mentre si sviluppa una tolleranza incompleta per alcuni effetti collaterali come la stitichezza indotta dagli oppioidi. In particolare, nei pazienti con dolore cronico non oncologico, è stato riportato che possono non riscontrare un miglioramento significativo dell’intensità del dolore con il trattamento continuo con oppioidi a lungo termine. Si raccomanda di rivalutare regolarmente l’appropriatezza dell’uso continuato di buprenorfina al momento del rinnovo della prescrizione nei pazienti. Quando si decide che non vi è alcun beneficio per la continuazione, si dovrebbe applicare una riduzione graduale per affrontare i sintomi da astinenza. Pazienti con febbre o esposti a calore esterno Mentre indossano il cerotto, i pazienti devono essere avvisati di evitare di esporre l’area di applicazione a fonti di calore esterne, come cuscinetti riscaldanti, coperte elettriche, lampade riscaldanti, sauna, vasche idromassaggio e letti ad acqua riscaldati, ecc., poiché si può verificare un aumento dell'assorbimento di buprenorfina. Quando si trattano pazienti febbrili, si deve tenere presente che la febbre può anche aumentare l’assorbimento con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche di buprenorfina e quindi un aumento del rischio di reazioni agli oppioidi. Sistema endocrino Gli oppioidi possono influenzare gli assi ipotalamo-ipofisi-surrene o gonadi. Alcuni cambiamenti che possono essere osservati includono un aumento della prolattina sierica e una diminuzione del cortisolo e del testosterone plasmatici. Possono manifestarsi sintomi clinici a causa di questi cambiamenti ormonali.

Reazioni cutanee nella sede di applicazione Per ridurre al minimo il rischio che si verifichino reazioni cutanee nella sede di applicazione, è importante seguire le istruzioni sulla posologia (vedere paragrafo 4.2). Le reazioni nel sito di applicazione del cerotto con buprenorfina si presentano solitamente con un'infiammazione cutanea lieve o moderata (dermatite da contatto) e il loro aspetto tipico può comprendere eritema, edema, prurito, eruzione cutanea, piccole vescicole (vescicole) e sensazione di dolore/bruciore nella sede di applicazione. Più comunemente la causa è l'irritazione cutanea (dermatite da contatto irritativa) e queste reazioni si risolvono spontaneamente dopo la rimozione del cerotto di buprenorfina. I pazienti e i familiari che prestano loro assistenza devono essere istruiti di conseguenza per monitorare le sedi di applicazione per tali reazioni. Se si sospetta una dermatite da contatto allergica, devono essere eseguite procedure diagnostiche pertinenti per determinare se si è verificata una sensibilizzazione e per trovare la sua vera causa (buprenorfina e/o altri componenti del cerotto). Sindrome da astinenza In caso di interruzione improvvisa della terapia può verificarsi una sindrome da astinenza. L’astinenza (sindrome da astinenza), quando si verifica, è generalmente lieve, inizia dopo 2 giorni e può durare fino a 2 settimane. I sintomi da astinenza comprendono agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, ipercinesia, tremore e disturbi gastrointestinali. Quando un paziente non necessita più della terapia con buprenorfina, può essere consigliabile ridurre gradualmente la dose per prevenire i sintomi da astinenza. La somministrazione di buprenorfina a persone che sono fisicamente dipendenti da agonisti pieni µ-oppioidi può scatenare una sindrome da astinenza a seconda del livello di dipendenza fisica, dei tempi e della dose di buprenorfina. L'uso cronico di buprenorfina può portare allo sviluppo di dipendenza fisica. L’astinenza (sindrome da astinenza), quando si verifica, è generalmente lieve, inizia dopo 2 giorni e può durare fino a 2 settimane. I sintomi da astinenza comprendono agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, ipercinesia, tremore e disturbi gastrointestinali. La buprenorfina deve essere usata con particolare cautela nei pazienti con: • Depressione respiratoria (vedi sotto) • Co-somministrazione di farmaci che deprimono il SNC (vedere di seguito e paragrafo 4.5) • Agenti serotoninergici (vedere sotto e paragrafo 4.5) • Dipendenza psicologica [dipendenza], profilo di abuso e storia di abuso di sostanze e/o alcol (vedi sotto) • apnea notturna (vedi sotto) • intossicazione acuta da alcol • trauma cranico, lesioni intracraniche o aumento della pressione intracranica, shock, ridotto livello di coscienza di origine incerta (vedere paragrafo 4.2) • funzionalità epatica gravemente compromessa (vedere paragrafo 4.2) • costipazione Depressione respiratoria Una significativa depressione respiratoria è stata associata alla buprenorfina, in particolare per via endovenosa. Si sono verificati numerosi decessi per overdose quando i tossicodipendenti hanno abusato di buprenorfina per via endovenosa, solitamente in concomitanza con benzodiazepine. Sono stati segnalati ulteriori decessi per overdose dovuti all’uso di etanolo e benzodiazepine in combinazione con buprenorfina (vedere paragrafo 4.9). È necessario prestare cautela quando si prescrive buprenorfina a pazienti che hanno, o si sospetta che abbiano, problemi d’abuso di droghe o alcol o gravi malattie mentali. Rischio derivante dall'uso concomitante di medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati L’uso concomitante di oppioidi come buprenorfina e medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati può provocare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante di questi medicinali sedativi deve essere riservata ai pazienti per i quali non sono possibili opzioni terapeutiche alternative. Se si decide di prescrivere buprenorfina in concomitanza con medicinali sedativi, deve essere utilizzata la dose efficace più bassa e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile.

I pazienti devono essere monitorati attentamente per segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. Per questo motivo, si raccomanda fortemente di informare i pazienti e chi li assiste affinché siano consapevoli di questi sintomi (vedere paragrafo 4.5). Sindrome da serotonina La somministrazione concomitante di buprenorfina e altri agenti serotoninergici, come gli inibitori delle MAO, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della norepinefrina (SNRI) o gli antidepressivi triciclici può provocare la sindrome da serotonina, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita (vedere paragrafo 4.5). Se il trattamento concomitante con altri agenti serotoninergici è clinicamente giustificato, si consiglia un’attenta osservazione del paziente, in particolare all’inizio del trattamento e durante gli aumenti della dose. I sintomi della sindrome da serotonina possono includere cambiamenti dello stato mentale, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali. Se si sospetta una sindrome da serotonina, si deve prendere in considerazione una riduzione della dose o l’interruzione della terapia a seconda della gravità dei sintomi. Dipendenza psicologica Studi controllati sull’uomo e sugli animali indicano che la buprenorfina ha una minore predisposizione alla dipendenza rispetto ad altri analgesici agonisti puri. Nell’uomo sono stati osservati limitati effetti euforici con buprenorfina. Ciò può portare ad un certo abuso del medicinale e deve essere prestata cautela quando si prescrive a pazienti che hanno, o si sospetta che abbiano, una storia di abuso di farmaci o di alcol o di gravi malattie mentali. Disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza) L'uso ripetuto di buprenorfina può portare al disturbo da uso di oppioidi (OUD). L’abuso o l’uso improprio intenzionale di buprenorfina può provocare overdose e/o morte. Il rischio di sviluppare OUD è maggiore nei pazienti con una storia personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (compreso il disturbo da uso di alcol), in attuali consumatori di tabacco o in pazienti con una storia personale di altri disturbi di salute mentale (ad esempio depressione maggiore, ansia e disturbi della personalità). I pazienti trattati con farmaci oppioidi devono essere monitorati per segni di OUD, quali il comportamento di ricerca di sostanza d’abuso (ad esempio richieste di somministrazioni troppo anticipate), in particolare con i pazienti ad aumentato rischio. Ciò include la revisione della terapia con oppioidi concomitanti e con farmaci psicoattivi (come benzodiazepine). Per i pazienti con segni e sintomi di OUD, si deve prendere in considerazione la consultazione con uno specialista in dipendenze. Se è prevista l’interruzione degli oppioidi, vedere paragrafo 4.4 “Effetti del trattamento a lungo termine e tolleranza”. Disturbi respiratori legati al sonno Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori legati al sonno, tra cui l’apnea centrale nel sonno (CSA) e l’ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi aumenta il rischio di CSA in modo dose-dipendente. Nei pazienti che presentano CSA, prendere in considerazione la riduzione del dosaggio totale di oppioidi.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Effetto di altri principi attivi sulla farmacocinetica della buprenorfina La buprenorfina viene metabolizzata principalmente mediante glucuronidazione e in misura minore (circa il 30%) dal CYP3A4. Il trattamento concomitante con inibitori del CYP3A4 può portare ad elevate concentrazioni plasmatiche con un aumento dell’efficacia della buprenorfina. Gli studi con l’inibitore del CYP3A4, ketoconazolo, non hanno prodotto aumenti clinicamente rilevanti dell’esposizione media massima (Cmax) o totale (AUC) di buprenorfina dopo somministrazione di buprenorfina con ketoconazolo rispetto alla buprenorfina da sola. L’interazione tra buprenorfina e gli induttori dell’enzima CYP3A4 non è stata studiata. La co-somministrazione di buprenorfina e induttori enzimatici (ad esempio fenobarbital, carbamazepina, fenitoina e rifampicina) potrebbe portare ad un aumento della clearance che potrebb

comportare una riduzione dell’efficacia. Le riduzioni del flusso sanguigno epatico indotte da alcuni anestetici generali (ad esempio alotano) e da altri medicinali possono comportare una diminuzione della velocità di eliminazione epatica della buprenorfina. Interazioni farmacodinamiche: La buprenorfina non deve essere utilizzata in concomitanza con IMAO o in pazienti che hanno ricevuto IMAO nelle due settimane precedenti (vedere paragrafo 4.3). La buprenorfina deve essere usata con cautela quando co-somministrata con: Medicinali serotoninergici, come gli inibitori delle MAO, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della norepinefrina (SNRI) o gli antidepressivi triciclici poiché aumenta il rischio di sindrome da serotonina, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita (vedere paragrafo 4.4). Altri medicinali ad attività depressiva del sistema nervoso centrale: altri derivati oppioidi (analgesici e antitosse contenenti ad esempio morfina, destropropossifene, codeina, destrometorfano o noscapina). Alcuni antidepressivi, antagonisti sedativi dei recettori H1, alcol, ansiolitici, neurolettici, clonidina e sostanze correlate. Queste combinazioni aumentano l’attività depressiva del SNC. Medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati: l’uso concomitante di oppioidi con medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell’effetto depressivo additivo sul sistema nervoso centrale. La dose e la durata dell'uso concomitante devono essere limitate (vedere paragrafo 4.4). A dosi analgesiche tipiche, si ritiene che la buprenorfina funzioni come un agonista puro del recettore mu. Negli studi clinici sulla buprenorfina i soggetti che ricevevano oppioidi agonisti mu pieni (fino a 90 mg di morfina orale o equivalenti di morfina orale al giorno) sono stati trasferiti alla buprenorfina. Non sono stati segnalati casi di sindrome da astinenza o da astinenza da oppioidi durante la conversione dall'assunzione di oppioidi a buprenorfina (vedere paragrafo 4.4).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati sull’uso della buprenorfina nelle donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per l’uomo è sconosciuto. La buprenorfina attraversa la placenta, la buprenorfina e il suo metabolita attivo, norbuprenorfina, possono essere rilevati nel siero, nelle urine e nel meconio del neonato in seguito all'esposizione in utero. Verso la fine della gravidanza alte dosi di buprenorfina possono indurre depressione respiratoria nel neonato anche dopo un breve periodo di somministrazione. La somministrazione a lungo termine di buprenorfina durante la gravidanza può provocare la sindrome da astinenza neonatale da oppioidi. Pertanto, la buprenorfina non deve essere utilizzata durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non utilizzano misure contraccettive efficaci, a meno che il potenziale beneficio giustifichi il potenziale rischio per il feto. Allattamento al seno La buprenorfina viene escreta nel latte materno. Studi sui ratti hanno dimostrato che la buprenorfina può inibire l’allattamento. I dati farmacodinamici e tossicologici disponibili negli animali hanno mostrato l’escrezione di buprenorfina nel latte (vedere paragrafo 5.3). Non si può escludere un rischio per i neonati/lattanti. La buprenorfina deve essere usata con cautela durante l'allattamento. Fertilit

Non sono disponibili dati nell’uomo sugli effetti della buprenorfina sulla fertilità. In uno studio sulla fertilità e sullo sviluppo embrionale iniziale, non sono stati osservati effetti sui parametri riproduttivi nei ratti maschi o femmine (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La buprenorfina ha un effetto rilevante sulla capacità di guidare e di usare macchinari. Anche se utilizzata secondo le istruzioni, la buprenorfina può influenzare le reazioni del paziente a tal punto da compromettere la sicurezza stradale e la capacità di utilizzare macchinari. Ciò vale soprattutto all'inizio del trattamento e in combinazione con altre sostanze ad azione centrale, tra cui alcol, tranquillanti, sedativi e ipnotici. Il medico dovrebbe fornire una raccomandazione individuale. Una restrizione generale non è necessaria nei casi in cui viene utilizzata una dose stabile. I pazienti che soffrono e manifestano effetti indesiderati (ad es. vertigini, sonnolenza, visione offuscata) durante l'inizio del trattamento o durante la titolazione ad una dose più elevata non devono guidare o utilizzare macchinari per almeno 24 ore dopo la rimozione del cerotto.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse gravi che possono essere associate alla terapia con buprenorfina nell'uso clinico sono simili a quelle osservate con altri analgesici oppioidi, inclusa depressione respiratoria (specialmente quando usata con altri depressori del SNC) e ipotensione (vedere paragrafo 4.4). Possono manifestarsi i seguenti effetti indesiderati: Classificazi one per Sistemi ed organo secondo MedDRA Molto comune (1/10) Comune (1/100, <1/10) Non comune (1/1 000, <1/100) Raro (1/10 000, <1/1 000) Molto raro (<1/10 000) Non nota (la frequenz a non può essere definita sulla base dei dati disponibi li) Disturbi del Sistema immunitario Ipersensibilità Reazione anafilattica Reazione anafilattoi de Disturbo del metabolismo e nutrizione Anoressia Disidratazione Disturbi psichiatrici Confusione, Depressione, Insonnia, Nervosismo Ansia Labilità affettiva, disturbi del sonno, Irrequietezza, Agitazione, Umore euforico, Allucinazioni, Diminuzione della libido, Incubi, Aggressione Disturbo psicotico Dipendenza da sostanze d’abuso (vedere paragrafo 4.4), Sbalzi d’umore Deperson alizzazion e Patologie del Sistema nervoso Cefalea, capogiri, sonnolenz Tremore Sedazione, disgeusia, disartria, Disturbo dell’equilibrio, disturbo Contrazioni muscolari involontari Convulsi oni, sindrom

a ipoestesia, compromission e della memoria, emicrania, sincope, alterazione della coordinazione, disturbo dell'attenzione, parestesia dell’eloquio e di apnea del sonno, iperalgesi a Patologie dell’occhio Occhio secco, visione offuscata Disturbo visivo, edema palpebrale, miosi Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinnito, vertigine Dolore alle orecchie Patologie cardiache palpitazioni, tachicardia Angina pectoris Patologie vascolari Ipotensione, collasso circolatorio, ipertensione, vampate Vasodilatazione, ipotensione ortostatica Patologie respiratorie, toraciche mediastinich e Dispnea Tosse, respiro sibilante, singhiozzo Depressione respiratoria, insufficienza respiratoria, asma aggravata, iperventilazione, rinite Patologie gastrointesti nali Costipazi one, nausea, vomito Dolore addominale, diarrea, dispepsia, bocca secca Flatulenza Disfagia, ileo Diverticol ite Patologie epatobiliari Colica biliare Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito, eritema Eruzione cutanea, sudorazione, esantema Pelle secca, orticaria Edema facciale Pustole, vescicole Dermatite da contatto, scolorime nto della pelle Patologie del sistema muscolosche letrico e del tessuto connettivo Debolezza muscolare Mialgia, spasmi muscolari Patologie renali e urinarie Incontinenza urinaria, ritenzione urinaria,

esitazione minzionale Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile Disfunzione sessuale Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministra zione Reazione nel sito di applicazio ne 1* Stanchezza, astenia, edema periferico Fatica, piressia, brividi febbrili, edema, sindrome da astinenza da farmaco, dolore toracico Malattia simil influenzale Sindrome neonatale da astinenza da farmaci, tolleranza al farmaco Esami diagnostici aumento dell’alanina aminotransferas i, calo ponderale Traumatismi, avvelenamen to e complicazio ni da procedura lesioni accidentali, cadute 1 Include segni e sintomi comuni di dermatite da contatto (irritativa o allergica): eritema, edema, prurito, eruzione cutanea, vescicole, sensazione di dolore/bruciore nel sito di applicazione. * In alcuni casi si sono verificate reazioni allergiche locali ritardate (dermatite allergica da contatto) con marcati segni di infiammazione. Nei pazienti con pelle sensibile sono possibili anche lesioni meccaniche durante la rimozione del cerotto (ad es. lacerazione). L'infiammazione cronica può portare a conseguenze di lunga durata, come ipere ipopigmentazione post infiammatoria, nonché lesioni cutanee squamose secche e spesse, che possono assomigliare molto a cicatrici. In questi casi il trattamento con buprenorfina deve essere interrotto (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). La buprenorfina ha un basso rischio di dipendenza fisica. Dopo l’interruzione della buprenorfina, i sintomi da astinenza sono improbabili. Ciò potrebbe essere dovuto alla dissociazione molto lenta della buprenorfina dai recettori degli oppioidi ed alla graduale diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di buprenorfina (solitamente nell'arco di 30 ore dopo la rimozione dell'ultimo cerotto). Tuttavia, dopo l’uso a lungo termine di buprenorfina, non possono essere del tutto esclusi sintomi da astinenza simili a quelli che si verificano durante l’astinenza da oppioidi. Questi sintomi includono agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, ipercinesia, tremore e disturbi gastrointestinali. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi: Sono prevedibili sintomi simili a quelli di altri analgesici ad azione centrale. Questi possono includere depressione respiratoria, inclusa apnea, sedazione, sonnolenza, nausea, vomito, collasso cardiovascolar

e marcata miosi. Trattamento: Rimuovere eventuali cerotti dalla pelle del paziente. Stabilire e mantenere pervie le vie aeree, assistere o controllare la respirazione come indicato e mantenere un'adeguata temperatura corporea e l'equilibrio dei liquidi. Ossigeno, fluidi per via endovenosa, vasopressori e altre misure di supporto devono essere impiegati come indicato. Uno specifico antagonista degli oppioidi come il naloxone può invertire gli effetti della buprenorfina, sebbene il naloxone possa essere meno efficace nell’invertire gli effetti della buprenorfina rispetto ad altri agonisti µ-oppioidi. Il trattamento con naloxone per via endovenosa continua deve iniziare con le dosi abituali, ma possono essere necessarie dosi elevate.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Analgesici, oppioidi, derivati dell'oripavina; Codice ATC: N02AE01 La buprenorfina è un agonista μ-oppioide che agisce come agonista pieno rispetto all’analgesia e come agonista parziale rispetto alle sue proprietà depressive respiratorie. Ha anche attività antagonista sul recettore kappa degli oppioidi. Altri effetti farmacologici Studi in vitro e su animali indicano vari effetti degli oppioidi naturali, come la morfina, sui componenti del sistema immunitario; il significato clinico di questi risultati non è noto. Non è noto se la buprenorfina, un oppioide semisintetico, abbia effetti immunologici simili alla morfina. Come altri analgesici oppioidi, la buprenorfina presenta un potenziale rischio di depressione respiratoria. Tuttavia, le evidenze suggeriscono che la buprenorfina è un agonista parziale rispetto alla attività depressiva respiratoria ed è stato riportato un effetto tetto a seguito di dosi endovenose superiori a 2 μg/kg. La depressione respiratoria sembra essere un evento raro alle dosi terapeutiche della preparazione transdermica [fino a 40 μg/h]. L’efficacia è stata dimostrata in sette studi pilota di fase III della durata massima di 12 settimane in pazienti con dolore non maligno di varia eziologia. Questi includevano pazienti con OA moderata e severa e dolore alla schiena. La buprenorfina ha dimostrato riduzioni clinicamente significative nei punteggi del dolore (circa 3 punti sulla scala BS-11) e un controllo del dolore significativamente maggiore rispetto al placebo. È stato condotto, inoltre, uno studio di estensione in aperto a lungo termine (n=384) in pazienti con dolore non maligno. Con la somministrazione cronica, per il 63% dei pazienti è stato mantenuto sotto controllo il dolore per 6 mesi, per il 39% dei pazienti per 12 mesi, per il 13% dei pazienti per 18 mesi e per il 6% per 21 mesi. Circa il 17% dei pazienti si è stabilizzato con la dose da 5 mg, il 35% con la dose da 10 mg e il 48% con la dose da 20 mg.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Vi è evidenza di ricircolo enteroepatico. Studi su ratti non gravidi e gravidi hanno dimostrato che la buprenorfina oltrepassa le barriere ematoencefaliche e placentari. Le concentrazioni nel cervello (che conteneva solo buprenorfina immodificata) dopo la somministrazione parenterale erano 2-3 volte superiori rispetto a quelle dopo la somministrazione orale. Dopo la somministrazione intramuscolare o orale, la buprenorfina apparentemente si accumula nel lume gastrointestinale del feto, presumibilmente a causa dell'escrezione biliare, poiché la circolazione enteroepatica non si è completamente sviluppata.

Ogni cerotto fornisce una somministrazione costante di buprenorfina fino a sette giorni. Lo steady state viene raggiunto durante la prima applicazione. Dopo la rimozione della buprenorfina, le concentrazioni di buprenorfina diminuiscono approssimativamente del 50% in 12 ore (intervallo 10–24 ore). Assorbimento: Dopo l'applicazione della buprenorfina, la buprenorfina si diffonde dal cerotto attraverso la pelle. Negli studi di farmacologia clinica, il tempo mediano necessario affinché “buprenorfina 10 microgrammi/ora” raggiunga concentrazioni rilevabili di buprenorfina (25 picogrammi/ml) è stato di circa 17 ore. L'analisi della buprenorfina residua nei cerotti dopo un utilizzo di 7 giorni mostra che il 15% dela quantità iniziale è stata erogata. Uno studio di biodisponibilità, relativo alla somministrazione endovenosa, conferma che tale quantità viene assorbita a livello sistemico. Le concentrazioni di buprenorfina rimangono relativamente costanti durante i 7 giorni di applicazione del cerotto. Sito d’applicazione Uno studio su soggetti sani ha dimostrato che il profilo farmacocinetico della buprenorfina rilasciata dal cerotto transdermico di buprenorfina è simile quando applicato sulla parte superiore esterna del braccio, sulla parte superiore del torace, sulla parte superiore della schiena o sui lati del torace (linea ascellare media, 5° spazio intercostale). L'assorbimento varia in una certa misura a seconda del sito di applicazione e l'esposizione al massimo è circa il 26% più elevata quando applicato sulla parte superiore della schiena rispetto al lato del torace. In uno studio su soggetti sani trattati ripetutamente con buprenorfina nello stesso sito, è stata osservata un'esposizione quasi raddoppiata con un periodo di riposo di 14 giorni. Per questo motivo si consiglia di variare i siti di applicazione e di non applicare un nuovo cerotto sullo stesso sito cutaneo per 3-4 settimane. In uno studio su soggetti sani, l'applicazione di uno scaldino elettrico direttamente sul cerotto transdermico ha causato un aumento transitorio del 26-55% delle concentrazioni ematiche di buprenorfina. Le concentrazioni sono tornate alla normalità entro 5 ore dalla rimozione del calore. Per questo motivo non è consigliabile applicare fonti di calore dirette come borse dell’acqua calda, scaldini o coperte elettriche direttamente sul cerotto transdermico. Uno scaldino elettrico applicato sul sito di un cerotto transdermico di buprenorfina immediatamente dopo la rimozione del cerotto non ha alterato l'assorbimento dal deposito cutaneo. Distribuzione La buprenorfina si lega per circa il 96% alle proteine plasmatiche. Gli studi sulla buprenorfina somministrata per via endovenosa hanno mostrato un ampio volume di distribuzione, il che implica un’estesa distribuzione della buprenorfina. In uno studio sulla buprenorfina per via endovenosa condotto in soggetti sani, il volume di distribuzione allo steady state era di 430 l, riflettendo l’ampio volume di distribuzione e la lipofilia del principio attivo. Dopo la somministrazione endovenosa, la buprenorfina e i suoi metaboliti vengono secreti nella bile e, entro alcuni minuti, distribuiti nel liquido cerebrospinale. Le concentrazioni di buprenorfina nel liquido cerebrospinale sembrano essere approssimativamente dal 15% al 25% delle concomitanti concentrazioni plasmatiche. Biotrasformazione ed eliminazione: Il metabolismo della buprenorfina nella pelle dopo l’applicazione di buprenorfina è trascurabile. Dopo l’applicazione transdermica, la buprenorfina viene eliminata attraverso il metabolismo epatico, con successiva escrezione biliare e renale dei metaboliti solubili. Il metabolismo epatico, attraverso gl

enzimi CYP3A4 e UGT1A1/1A3, dà luogo rispettivamente alla formazione di due metaboliti primari, la norbuprenorfina e la buprenorfina 3-O-glucuronide. La norbuprenorfina viene glucuronidata prima dell'eliminazione, invece, la buprenorfina viene eliminata anche attraverso le feci. In uno studio condotto su pazienti postoperatori, è stato dimostrato che l'eliminazione totale di buprenorfina era di circa 55° 1/ora. La norbuprenorfina è l'unico metabolita attivo conosciuto della buprenorfina. Effetto della buprenorfina sulla farmacocinetica di altri principi attivi: Sulla base di studi in vitro condotti sui microsomi e sugli epatociti umani, la buprenorfina non ha il potenziale di inibire il metabolismo catalizzato dagli enzimi CYP450 CYP1A2, CYP2A6 e CYP3A4 alle concentrazioni ottenute con l'uso del cerotto transdermico di buprenorfina 20μg/h. L’effetto sul metabolismo catalizzato dal CYP2C8, CYP2C9 e CYP2C19 non è stato studiato.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicità sistemica e tossicità cutanea Negli studi di tossicità a dosi singole e ripetute condotti su ratti, conigli, maialini nani, cani e maialini selvatici, la buprenorfina ha causato eventi avversi sistemici minimi o nulli, mentre è stata osservata irritazione cutanea in tutte le specie esaminate. I dati tossicologici disponibili non indicano un potenziale sensibilizzante degli additivi dei cerotti transdermici. Tossicità riproduttiva e dello sviluppo Non è stato osservato alcun effetto sulla fertilità o sulla performance riproduttiva generale nei ratti trattati con buprenorfina. Negli studi di tossicità sullo sviluppo embriofetale condotti su ratti e conigli utilizzando buprenorfina, non sono stati osservati effetti di tossicità embriofetale. In uno studio di tossicità sullo sviluppo prenatale e post-natale condotto con buprenorfina sui ratti si è verificata mortalità dei cuccioli, diminuzione del peso corporeo dei cuccioli e concomitante riduzione del consumo di cibo da parte della madre e segni clinici. Genotossicità Una serie standard di test di genotossicità ha indicato che la buprenorfina non è genotossica. Cancerogenicità Negli studi a lungo termine su ratti e topi non è emersa alcuna evidenza di potenziale cancerogeno rilevante per l’uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Matrice adesiva (contenente buprenorfina): povidone acido levulinico oleil oleato Poli[acido acrilico-co-butilacrilato-co-(2-etilesil)acrilato-co-vinilacetato] Matrice adesiva (senza buprenorfina): Poli[(2-etilesil)acrilato-co-glicidilmetacrilato-co-(2-idrossietil)acrilato-co-vinilacetato] Pellicola di separazione tra matrici adesive con e senza buprenorfina: film di poli(etilene tereftalato). Pellicola di supporto: poliestere Pellicola protettiva: film di poli(etilene tereftalato), siliconat

Inchiostro da stampa blu.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

GenTTS 5 microgrammi/ora: 2 anni GenTTS 10 microgrammi/ora: 2 anni GenTTS 20 microgrammi/ora: 3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Ogni bustina con chiusura a prova di bambino è costituita da uno strato di materiale composito costituito da carta/ PET/ PE/ alluminio/ poli (acido acrilico-co-etilene) (= Surlyn). Una bustina contiene un cerotto transdermico. Confezione: Confezioni contenenti 4 cerotti transdermici sigillati singolarmente. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Quando si cambia il cerotto, il cerotto usato deve essere rimosso, lo strato adesivo piegato verso l'interno su se stesso e il cerotto deve essere smaltito in modo sicuro. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Istituto Gentili S.r.l. Via San Giuseppe Cottolengo 15 20143 Milano (MI)

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

051276018 - "5 microgrammi/ora Cerotto Transdermico" 4 cerotti in bustina singola Carta/PET/PE/Al/Surlyn 051276020 - "10 microgrammi/ora Cerotto Transdermico" 4 cerotti in bustina singola Carta/PET/PE/Al/Surlyn 051276032 - "20 microgrammi/ora CerottoTransdermico" 4 cerotti in bustina singola Carta/PET/PE/Al/Surlyn

9. Data della prima autorizzazione/ rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 18 dicembre 2024

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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