IGANTIBE

La somministrazione di Igantibe è indicata per: Immunoprofilassi dell'epatite B.  In caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati (incluse le persone il cui stato di vaccinazione è incompleto o sconosciuto).  Nei pazienti in emodialisi, fino a quando la vaccinazione non diventi efficace.  Nel neonato di madre portatrice del virus dell'epatite B.  Nei soggetti che dopo la vaccinazione non hanno mostrato una risposta immunitaria (anticorpi anti-epatite B non misurabili) e per i quali è necessaria una prevenzione continua a causa del rischio persistente di essere infettati dal…

Usato per: epatite b

Principio attivo: IMMUNOGLOBULINA UMANA ANTIEPATITE B · ATC J06BA01 · INSTITUTO GRIFOLS S.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
IGANTIBE*1 fiala IM 1.000 UI 5 ml A 540,00 € 540,00 € 0,00 € + ticket*
IGANTIBE*1 fiala IM 3 ml 600 UI/3 ml A 348,00 € 348,00 € 0,00 € + ticket*
IGANTIBE*1 siringa IM 5 ml 1.000 UI/5 ml con ago e stantuffo separatore A 540,00 € 540,00 € 0,00 € + ticket*

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: IMMUNOGLOBULINA UMANA ANTIEPATITE B
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile in siringa pre-riempita, Soluzione iniettabile
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 200 IU/ml SOLUZIONE INIETTABILE IN SIRINGA PRE-RIEMPITA
  • 1000 IU / 5 ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 6000 IU / 3 ml SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: INSTITUTO GRIFOLS S.A.
Codice ATC: J06BA01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· KEYCUTE - KEDRION S.P.A.
· NAXIGLO - KEDRION S.P.A.
· HYQVIA - BAXALTA INNOVATIONS GMBH
· CUVITRU - BAXALTA INNOVATIONS GMBH
· CUTAQUIG - OCTAPHARMA ITALY S.P.A.
· HIZENTRA - CSL BEHRING GMBH
· OCTANORM - OCTAPHARMA ITALY S.P.A.
· XEMBIFY - INSTITUTO GRIFOLS S.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Igantibe è una soluzione iniettabile di immunoglobuline umane anti-epatite B, che sono gli anticorpi specifici diretti contro l’antigene di superficie del virus dell’epatite B.

Il medicinale appartiene al gruppo farmacoterapeutico: sieri immuni ed immunoglobuline.

La somministrazione di Igantibe è indicata per:

Immunoprofilassi dell'epatite B.

 In caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati (incluse le persone il cui stato di vaccinazione è incompleto o sconosciuto).

 Nei pazienti in emodialisi, fino a quando la vaccinazione non diventi efficace.

 Nel neonato di madre portatrice del virus dell'epatite B.

 Nei soggetti che dopo la vaccinazione non hanno mostrato una risposta immunitaria (anticorpi

anti-epatite B non misurabili) e per i quali è necessaria una prevenzione continua a causa del rischio persistente di essere infettati dal virus dell’epatite B.

Profilassi di mantenimento della recidiva di epatite B dopo trapianto di fegato nell’insufficienza epatica indotta da epatite B.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Igantibe

- Se è allergico (ipersensibile) all’immunoglobulina umana o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di usare Igantibe.

- Assicurarsi che Igantibe non sia somministrato in un vaso sanguigno, poiché può causare shock.

- Se lei è un portatore di HBsAg, non trarrà nessun beneficio dalla somministrazione di questo prodotto.

- Vere reazioni d’ipersensibilità sono rare.

- Igantibe contiene piccole quantità di IgA. Se lei è carente di IgA, può sviluppare anticorpi contro le IgA e può avere reazioni anafilattiche dopo la somministrazione di componenti del sangue che contengono IgA. Il medico valuterà il beneficio del trattamento con Igantibe rispetto

al rischio potenziale di reazioni di ipersensibilità.

- Raramente, l’immunoglobulina umana anti-epatite B può indurre un abbassamento della pressione sanguigna in associazione con una reazione anafilattica, anche in pazienti che in passato hanno ben tollerato il trattamento con immunoglobulina umana.

- Se compaiono sintomi di reazioni di tipo allergico o anafilattico, il medico interromperà immediatamente la somministrazione del medicinale e le verrà praticato il trattamento standard per lo shock.

Sicurezza virale Quando vengono prodotti medicinali a partire dal sangue o plasma umani, vengono applicate particolari misure di sicurezza per prevenire la trasmissione di agenti infettivi ai pazienti. Tali misure includono:

 Una selezione accurata dei donatori di sangue e plasma, per assicurare che potenziali portatori di infezioni siano esclusi,

 L’analisi di ogni donazione e pool di plasma per rilevare la presenza di virus/infezioni,

 L’inclusione di procedure nel processo di lavorazione del sangue o plasma che riescano ad inattivare o rimuovere i virus.

Nonostante tali misure, quando vengono somministrati medicinali preparati a partire dal sangue o plasma umani, la possibilità di trasmettere infezioni non può essere esclusa totalmente. Ciò vale anche

per virus di natura sconosciuta o emergenti o altri tipi di infezioni.

Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus con involucro lipidico come il virus

dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV), e per il virus senza involucro lipidico dell’epatite A (HAV). Le misure adottate possono avere valore limitato contro i virus senza involucro lipidico come il parvovirus B19.

Le immunoglobuline non sono state associate alla trasmissione di epatite A o ad infezioni da parvovirus B19, probabilmente perché gli anticorpi contro queste infezioni, contenuti nel prodotto,

svolgano una’azione protettiva.

É fortemente raccomandato che ogni volta che si somministra Igantibe, siano registrati il nome ed il numero di lotto del prodotto al fine di mantenere traccia della corrispondenza tra il paziente e il lotto di prodotto utilizzato.

Bambini e adolescenti

Si pevede che le stesse avvertenze menzionate per gli adulti possano essere applicate anche alla popolazione pediatrica.

Altri medicinali e Igantibe

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, inclusi quelli senza prescrizione obbligatoria.

Interferenza sulle vaccinazioni (virus vivi attenuati)

La somministrazione di Igantibe può ridurre l’efficacia di alcuni tipi di vaccini a base di virus vivi attenuati, come ad esempio il vaccino per il morbillo, parotite, rosolia e varicella, per un periodo di 3 mesi. Dopo la somministrazione di Igantibe, devono trascorrere almeno 3 mesi prima di procedere

alla vaccinazione con questi vaccini. In caso di vaccinazione per il morbillo, questa diminuzione può durare fino ad un anno. Pertanto se riceve il vaccino per il morbillo deve sottoporsi a controlli periodici dei livelli di anticorpi.

L'immunoglobulina umana anti-epatite B deve essere somministrata 3 - 4 settimane dopo la

vaccinazione fatta con un vaccino a base di virus vivo attenuato; nel caso in cui la somministrazione d'immunoglobulina umana anti-epatite B sia necessaria entro 3 - 4 settimane dalla vaccinazione con virus vivo attenuato, la vaccinazione deve essere ripetuta 3 mesi dopo la somministrazione dell'immunoglobulina anti-epatite B.

Interferenza sugli esami del sangue Informi il medico o l’infermiere se effettua test ematici dopo l’assunzione di Igantibe.

Dopo somministrazione di immunoglobuline, si può verificare un aumento transitorio di vari anticorpi trasmessi passivamente nel suo sangue che può dare origine a risultati alterati degli esami di

laboratorio (risultati falsi positivi).

La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari (ad esempio: A, B, D) può interferire con alcune analisi sierologiche per gli anticorpi eritrocitari, per esempio il test

antiglobulinico (test di Coombs).

Gravidanza, allattamento e fertilità

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale.

La sicurezza di questo medicinale durante la gravidanza non è stata dimostrata in studi clinici controllati. L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non siano da attendersi effetti

dannosi sul decorso della gravidanza, sul feto e sul neonato.

Le immunoglobuline vengono escrete nel latte materno, contribuendo cosi al trasferimento di anticorpi al neonato.

L’esperienza clinica con immunoglobuline umane suggerisce che non siano da attendersi effetti

dannosi sulla fertilità.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Non sono stati osservati effetti per ciò che riguarda l’influenza di Igantibe sulla capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari.

Igantibe contiene sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è praticamente “senza sodio”.

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Igantibe deve essere somministrato esclusivamente per via intramuscolare.

Se è necessaria una dose elevata (> 2 ml nei bambini o > 5 ml negli adulti), si raccomanda di suddividerla e somministrarla in differenti siti anatomici.

Se è necessaria la contemporanea somministrazione del vaccino, l'immunoglobulina e il vaccino devono essere somministrati in due differenti siti anatomici.

Se la somministrazione intramuscolare è controindicata (per disturbi della coagulazione) lei sarà trattato con altri prodotti.

somministrato. del Il medicinale deve essere portato a temperatura ambiente o alla temperatura corporea prima di essere

La soluzione deve essere chiara o leggermente opalescente e può mostrare una piccola quantità di particolato durante la conservazione. Il prodotto in soluzione deve essere ispezionato visivamente prima di essere somministrato per la possibile presenza di materiale particolato o per cambiamento di colore. Non usare soluzioni che appaiono torbide o presentino depositi.

Dopo l’iniezione deve essere applicata un’accurata pressione manuale mediante una compressa di garza nel sito di iniezione.

Igantibe non deve essere miscelato con altri medicinali.

Il medico stabilirà la dose appropriata da somministrarle.

 Prevenzione dell'epatite B in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati:

almeno 500 UI, in base all'intensità dell'esposizione, il prima possibile e preferibilmente entro 24-72 ore.

 Immunoprofilassi dell'epatite B in pazienti in emodialisi:

8-12 UI/kg fino ad un massimo di 500 UI, ogni 2 mesi fino al verificarsi della sieroconversione

conseguente alla vaccinazione.

 Prevenzione dell'epatite B nel neonato di madre portatrice del virus dell'epatite B, alla nascita o il prima possibile dopo la nascita:

30-100 UI/kg. Può essere necessario ripetere la somministrazione di immunoglobuline

anti-epatite B finchè non avviene la sieroconversione conseguente alla vaccinazione.

In tutte queste situazioni, la vaccinazione contro il virus dell'epatite B è fortemente raccomandata. La prima dose di vaccino può essere somministrata lo stesso giorno della somministrazione di immunoglobulina umana anti-epatite B, ma in siti anatomici diversi.

Nei soggetti che dopo la vaccinazione non hanno mostrato una risposta immunitaria (anticorpi anti-epatite B non misurabili) e per i quali è necessaria una prevenzione continua, può essere presa in considerazione la somministrazione, ogni 2 mesi, di 500 UI negli adulti e di 8 UI/kg nei bambini; 10 mUI/ml è considerato essere un titolo anticorpale protettivo minimo.

 Profilassi di mantenimento della recidiva di epatite B dopo trapianto di fegato nell’insufficienza epatica indotta da epatite B:

2000 UI ogni 15 giorni o comunque fino al raggiungimento di un titolo di anticorpi anti-epatite B maggiore di 250 UI/l fino al 3° mese post-trapianto e maggiore di 100 UI/l

successivamente.

Uso nei bambini e negli adolescenti

Non ci sono dati disponibili nella prevenzione dell'epatite B in caso di esposizione accidentale in

soggetti non immunizzati, nella immunoprofilassi dell'epatite B in pazienti in emodialisi e nella profilassi di mantenimento della recidiva di epatite B dopo trapianto di fegato. Per la prevenzione dell'epatite B nel neonato di madre portatrice del virus dell'epatite B, vedere le informazioni sopra.

Se usa più Igantibe di quanto deve

Le conseguenze del sovradosaggio non sono note. Se usa più Igantibe di quanto deve informi immediatamente il medico o il farmacista.

Se dimentica di usare Igantibe Non usi una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Come per tutte le immunoglobuline umane normali somministrate per via intramuscolare possono verificarsi le seguenti reazioni:

Occasionalmente si può verificare:

 Brividi

 Febbre  Mal di testa  Nausea

 Vomito  Reazioni allergiche  Dolori articolari  Diminuzione della pressione sanguigna (ipotensione)  Moderato mal di schiena (lombalgia)

Raramente l'immunoglobulina umana normale può causare un calo improvviso della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando non si è manifestata una reazione allergica (ipersensibilità) durante precedenti somministrazioni.

Nella sede di iniezione si possono avere frequentemente reazioni locali: gonfiore, indolenzimento, arrossamento, indurimento, calore locale, prurito, ed eruzione cutanea.

Dall’esperienza post-marketing con l’uso di Igantibe sono state segnalate le seguenti reazioni avverse: ipersensibilità, eccessiva lacrimazione, nausea, arrossamento cutaneo, eruzione cutanea, orticaria, eritema e dolore nel sito d’iniezione. La frequenza di tali reazioni è “non nota”.

In uno studio clinico, la somministrazione di Igantibe ha prodotto un aumento dei livelli sierici di alanina-aminotransferasi (ALT), un enzima epatico.

Per informazioni sulla sicurezza riguardo alla possibile trasmissione di infezioni, vedere la sezione 2. “Cosa deve sapere prima di usare Igantibe”.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente

tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’, sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. del Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo la dicitura Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese. La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro e conservato come prescritto.

Conservare in frigorifero (2 ºC-8 ºC) nella confezione originale. Non congelare.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Igantibe

- Il principio attivo è: immunoglobulina umana anti-epatite B.

Una fiala di Igantibe contiene:

600 UI/3 ml 1000 UI/5 ml

Immunoglobulina umana anti-epatite B 600 UI 1000 UI (200 UI/ml) (200 UI/ml)

Proteine umane 160 g/l 160 g/l di cui immunoglobuline umane G (IgG)

non inferiori al 95% 95%

Il contenuto di IgA è inferiore a 1 mg/ml.

- Gli altri componenti sono: glicina, cloruro di sodio ed acqua per preparazioni iniettabili.

(Vedere la sezione 2. “Cosa deve sapere prima di usare Igantibe” per ulteriori informazioni sugli eccipienti).

Descrizione dell’aspetto di Igantibe e contenuto della confezione

Igantibe è una soluzione iniettabile. La colorazione della soluzione può variare da incolore a giallo pallido/marrone chiaro. Durante la conservazione può apparire leggermente opalescente o mostrare la presenza di una piccola quantità di particolato.

Confezioni:

Igantibe 600 UI/3 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare: 1 fiala da 3 ml Igantibe 1000 UI/5 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare: 1 fiala da 5 ml

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Instituto Grifols, S.A. Can Guasch, 2 - Parets del Vallès 08150 Barcelona - SPAGNA

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su IGANTIBE

Come si usa IGANTIBE?

IGANTIBE si presenta in forma di Soluzione iniettabile in siringa pre-riempita e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

IGANTIBE è disponibile senza ricetta?

No, IGANTIBE è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di IGANTIBE?

Il principio attivo di IGANTIBE è IMMUNOGLOBULINA UMANA ANTIEPATITE B.

Quali sono gli equivalenti di IGANTIBE?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: KEYCUTE, NAXIGLO, HYQVIA, CUVITRU. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce IGANTIBE?

IGANTIBE è prodotto da INSTITUTO GRIFOLS S.A..

Da quando IGANTIBE è autorizzato in Italia?

IGANTIBE ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2025-01-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

IGANTIBE 600 UI/3 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare IGANTIBE 1000 UI/5 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Immunoglobulina umana anti-epatite B 600 UI/3 ml 1000 UI/5 ml Immunoglobulina umana anti-epatite B 600 UI 1000 UI (200 UI/ml) (200 UI/ml) Proteine umane 160 g/l 160 g/l di cui immunoglobuline umane G (IgG) non inferiori al 95% 95% Il contenuto di IgA è inferiore a 1 mg/ml. - Eccipienti: Cloruro di sodio: 9 mg 15 mg (3 mg/ml) (3 mg/ml) Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile per uso intramuscolare. La soluzione si presenta chiara e da giallo pallido a marrone chiaro. Si può verificare la formazione di una leggera opalescenza o di una piccola quantità di particolato durante la conservazione.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Immunoprofilassi dell'epatite B.  In caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati (incluse le persone il cui stato di vaccinazione è incompleto o sconosciuto).  Nei pazienti in emodialisi, fino a quando la vaccinazione non diventi efficace.  Nel neonato di madre portatrice del virus dell'epatite B.  Nei soggetti che dopo la vaccinazione non hanno mostrato una risposta immunitaria (anticorpi anti-epatite B non misurabili) e per i quali è necessaria una prevenzione continua a causa del rischio persistente di essere infettati dal virus dell’epatite B. Profilassi di mantenimento della recidiva di epatite B dopo trapianto di fegato nell’insufficienza epatica indotta da epatite B.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia  Prevenzione dell'epatite B in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati: almeno 500 UI, in base all'intensità dell'esposizione, il prima possibile e preferibilmente entro 24-72 ore.  Immunoprofilassi dell'epatite B in pazienti in emodialisi: 8-12 UI/kg fino ad un massimo di 500 UI, ogni 2 mesi fino al verificarsi della sieroconversione conseguente alla vaccinazione.  Prevenzione dell'epatite B nel neonato di madre portatrice del virus dell'epatite B, alla nascita o il prima possibile dopo la nascita: 30-100 UI/kg. Può essere necessario ripetere la somministrazione di immunoglobuline anti-epatite B finchè non avviene la sieroconversione conseguente alla vaccinazione. In tutte queste situazioni, la vaccinazione contro il virus dell'epatite B è fortemente raccomandata. La prima dose di vaccino può essere somministrata lo stesso giorno della somministrazione di immunoglobulina umana anti-epatite B, ma in siti anatomici diversi. Nei soggetti che dopo la vaccinazione non hanno mostrato una risposta immunitaria (anticorpi anti-epatite B non misurabili) e per i quali è necessaria una prevenzione continua, può essere presa in considerazione la somministrazione, ogni 2 mesi, di 500 UI negli adulti e di 8 UI/kg nei bambini; 10 mUI/ml è considerato essere un titolo anticorpale protettivo minimo.  Profilassi di mantenimento della recidiva di epatite B dopo trapianto di fegato: 2000 UI ogni 15 giorni o comunque fino al raggiungimento di un titolo di anticorpi anti-epatite B maggiore di 250 UI/l fino al 3° mese post-trapianto e maggiore di 100 UI/l successivamente. Popolazione pediatrica Non ci sono dati disponibili nella prevenzione dell'epatite B in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati, nella immunoprofilassi dell'epatite B in pazienti in emodialisi e nella profilassi di mantenimento della recidiva di epatite B dopo trapianto di fegato. Per la prevenzione dell'epatite B nel neonato di madre portatrice del virus dell'epatite B, vedere le informazioni sopra. Modo di somministrazione Igantibe deve essere somministrato esclusivamente per via intramuscolare. Se è necessaria una dose elevata (> 2 ml nei bambini o > 5 ml negli adulti), si raccomanda di suddividerla e somministrala in differenti siti anatomici. Se è necessaria la contemporanea somministrazione del vaccino, l'immunoglobulina e il vaccino devono essere somministrati in due differenti siti anatomici. Se la somministrazione intramuscolare è controindicata (per disturbi della coagulazione) il paziente deve essere trattato con altri prodotti. Dopo l’iniezione deve essere applicata un’accurata pressione manuale mediante una compressa di garza nel sito d‘iniezione.

4.3 Controindicazioni

 Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti.  Ipersensibilità alle immunoglobuline umane.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Accertarsi che Igantibe non sia somministrato in un vaso sanguigno, poiché può causare shock. Se il ricevente è un portatore di HBsAg, non ci sono benefici nel somministrare questo prodotto. Vere reazioni di ipersensibilità sono rare. Igantibe contiene piccole quantità di IgA. Gli individui che hanno un deficit di IgA possono potenzialmente sviluppare anticorpi anti-IgA e possono manifestare reazioni anafilattiche dopo la somministrazione di componenti del sangue contenenti IgA. Il medico deve perciò valutare il beneficio del trattamento con Igantibe rispetto al rischio potenziale di reazioni d’ipersensibilità. Raramente, l’immunoglobulina umana anti-epatite B può causare un brusco abbassamento della pressione del sangue con reazione anafilattica, anche nei pazienti che hanno tollerato precedente trattamento con le immunoglobuline umane. Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico richiede l’immediata interruzione dell’iniezione. In caso di shock, deve essere attuato il trattamento medico standard per lo shock. Informazioni sulla sicurezza relativamente ad agenti trasmissibili Misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall’uso di medicinali preparati a partire da sangue o plasma umani includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei plasma pool per individuare l’eventuale presenza di marker specifici d’infezione e l’inclusione nelle fasi di produzione di procedure in grado di inattivare/rimuovere virus. Nonostante ciò, quando sono somministrati medicinali preparati a partire da sangue o plasma umani, non può essere completamente esclusa la possibilità di trasmettere agenti infettivi. Ciò vale anche per virus ed altri agenti patogeni sconosciuti o emergenti. Le misure che sono state prese sono considerate efficaci per i virus con involucro lipidico come il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV), e per il virus senza involucro lipidico dell’epatite A (HAV). Le misure adottate hanno un valore limitato contro i virus senza involucro lipidico come parvovirus B19. Esiste una rassicurante esperienza clinica in merito alla mancata trasmissione del virus dell’epatite A o parvovirus B19 attraverso le immunoglobuline e si ritiene che il contenuto di anticorpi apporti un importante contributo alla sicurezza virale. E’ fortemente raccomandato che, ogni qualvolta che si somministra Igantibe ad un paziente, siano registrati il nome ed il numero di lotto del prodotto, affinchè sia mantenuta traccia della corrispondenza tra il paziente ed il lotto del prodotto utilizzato. Popolazione pediatrica Si prevede che le stesse avvertenze menzionate per gli adulti possano essere applicate anche alla popolazione pediatrica.

Avvertenze relative agli eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è praticamente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Interferenze con i vaccini a base di virus vivi attenuati La somministrazione di immunoglobuline può ridurre l'efficacia dei vaccini a base di virus vivi attenuati come quelli contro il morbillo, la rosolia, la parotite e la varicella, per un periodo di 3 mesi. Dopo la somministrazione d'immunoglobulina umana anti-epatite B, devono trascorrere almeno 3 mesi prima di effettuare una vaccinazione con vaccini a base di virus vivi attenuati. In caso di vaccinazione per il morbillo, questa diminuzione può durare fino ad un anno. Pertanto i pazienti che ricevono il vaccino per il morbillo devono essere sottoposti a controlli periodici dei livelli di anticorpi. L'immunoglobulina umana anti-epatite B deve essere somministrata 3-4 settimane dopo la vaccinazione fatta con un vaccino a base di virus vivo attenuato; nel caso in cui la somministrazione d'immunoglobulina umana anti-epatite B sia necessaria entro 3-4 settimane dalla vaccinazione con virus vivo attenuato, la vaccinazione deve essere ripetuta 3 mesi dopo la somministrazione dell'immunoglobulina anti-epatite B. Interferenze con i test sierologici Dopo la somministrazione di immunoglobuline, si può verificare un aumento transitorio di vari anticorpi, trasmessi passivamente nel sangue del paziente, che può dare origine a risultati falsi positivi nei test sierologici. La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari (ad esempio: A, B, D) può interferire con alcune analisi sierologiche per gli anticorpi eritrocitari (test di Coombs). Popolazione pediatrica Si prevede che le stesse interazioni indicate per gli adulti possano essere osservate anche nella popolazione pediatrica.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza La sicurezza di questo medicinale durante la gravidanza non è stata dimostrata in studi clinici controllati. L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non siano da attendersi effetti dannosi sul decorso della gravidanza, sul feto e sul neonato. Allattamento Le immunoglobuline sono escrete nel latte materno, contribuendo cosi al trasferimento di anticorpi al neonato. Fertilità L’esperienza clinica con immunoglobuline umane suggerisce che non siano da attendersi effetti dannosi sulla fertilità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Igantibe non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Come per tutte le immunoglobuline umane normali somministrate per via intramuscolare possono verificarsi le seguenti reazioni: Occasionalmente si possono verificare reazioni avverse come brividi, febbre, mal di testa, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e un moderato dolore lombare. Raramente l'immunoglobulina umana normale può causare un calo improvviso della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità a precedenti somministrazioni. Reazioni locali al sito d'iniezione come gonfiore, indolenzimento, arrossamento, indurimento, calore locale, prurito, ed eruzione cutanea, possono manifestarsi frequentemente. La seguente tabella è stilata in accordo alla classificazione MedDRA per sistemi e organi (SOC e livello termine preferito) e si riferisce agli eventi avversi osservati durante l’esperienza post-marketing di Igantibe. La frequenza con cui tali reazioni si manifestano non è nota. MedDRA classificazione per Sistemi e Organi (SOC) Reazione avversa (Livello Termine Preferito) Frequenza Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità Non nota Patologie dell’occhio Iperemia congiuntivale Non nota Patologie gastrointestinali Nausea Non nota Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Arrossamento, eruzione cutanea, orticaria Non nota Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Eritema nel sito d’iniezione, dolore nel sito d’iniezione Non nota La seguente tabella è stata stilata in accordo alla classificazione MedDRA per sistemi e organi (SOC e livello termine preferito) e si riferisce agli eventi avversi osservati durante uno studio clinico con Igantibe. La frequenza della reazione avversa è stata valutata sulla base delle seguenti convenzioni: - Molto comune (≥1/10); - Comune (≥1/100 a <1/10); - Non comune (≥1/1.000 a <1/100); - Rara (≥1/10.000 a <1/1.000); - Molto rara (<1/10.000); - Non nota (non può essere stimato dai dati disponibili). MedDRA classificazione per Sistemi e Organi (SOC) Reazione avversa (Livello Termine Preferito) Frequenza Esami diagnostici Incremento di alanina-aminotransferasi Non comune Popolazione pediatrica Non sono disponibili dati sulla popolazione pediatrica. Si prevede che gli stessi eventi avversi riportati per gli adulti possano manifestarsi anche nella popolazione pediatrica. Per informazioni sulla sicurezza riguardo agli agenti trasmissibili, vedere il paragrafo 4.4.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

Le conseguenze del sovradosaggio non sono note. Popolazione pediatrica Informazioni relative al sovradosaggio nei bambini non sono state accertate con Igantibe.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Gruppo farmacoterapeutico: sieri immuni ed immunoglobuline - Immunoglobulina anti-epatite B Codice ATC: J06BB04 Igantibe contiene principlamente immunoglobuline G (IgG) con un contenuto alto di anticorpi specifici contro l'antigene di superficie del virus dell'epatite B (HBs).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Le immunoglobuline anti-epatite B per uso intramuscolare sono biodisponibili nella circolazione sanguigna del ricevente dopo 2-3 giorni dall’iniezione. Le immunoglobuline umane anti-epatite B hanno un’emivita di circa 3-4 settimane. Tale emivita può variare da paziente a paziente. Le immunoglobuline IgG e gli immunocomplessi sono catabolizzati nel sistema reticolo-endoteliale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le immunoglobuline sono costituenti fisiologici del corpo umano. Test di tossicità a dose singola effettuati sugli animali non hanno rilevanza in quanto dosi più elevate danno origine a sovradosaggio. Test di tossicità a dosi ripetute e studi di tossicità embrio-fetale non sono effettuabili a causa dell'induzione di anticorpi e delle interferenze indotte dalla produzione di anticorpi. Non sono disponibili studi sugli effetti del medicinale sul sistema immunitario del neonato. Considerato che l'esperienza clinica non ha evidenziato effetti mutageni o oncogeni correlati all’uso di immunoglobuline, gli studi preclinici sperimentali non sono ritenuti necessari, in modo particolare quelli su specie eterologhe.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

UI/3 ml 1000 UI/5 ml - Glicina 67,5 mg 112,5 mg - Sodio cloruro 9,0 mg 15 mg - Acqua per preparazioni iniettabili q.b.a 3 ml 5 ml

6.2 Incompatibilità

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

6.3 Periodo di validità

2 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2 ºC-8 ºC), nel confezionamento originale. Non congelare. Non usare dopo la data di scadenza.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Igantibe è fornito in fiala di vetro neutro di tipo I da 5 ml. Ciascuna fiala contiene 600 UI/3 ml o 1000 UI/5 ml di immunoglobulina umana anti-epatite B in soluzione.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima di essere utilizzato. La colorazione può variare da incolore a giallo pallido/marrone chiaro. La soluzione deve essere chiara o leggermente opalescente e può mostrare una piccola quantità di particolato durante la conservazione. Il prodotto deve essere ispezionato visivamente prima dell'uso. Non usare soluzioni che appaiono torbide o presentino depositi. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Instituto Grifols, S.A. Can Guasch, 2 - Parets del Vallès 08150 Barcelona - SPAGNA

8. Numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio

IGANTIBE “600 UI/3 ml soluzione iniettabile uso intramuscolare” 1 fiala 3 ml: AIC nº 035320011 IGANTIBE “1000 UI/5 ml soluzione iniettabile uso intramuscolare” 1 fiala 5 ml: AIC nº 035320023

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 14 Dicembre 2004. Data del rinnovo più recente: 5 Aprile 2013.

10. Data di revisione del testo

1. Denominazione del medicinale

IGANTIBE 200 UI/mL soluzione iniettabile in siringa pre-riempita per uso intramuscolare

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Immunoglobulina umana anti-epatite B 600 UI/3 mL 1 000 UI/5 mL Immunoglobulina umana anti-epatite B 600 UI 1 000 UI (200 UI/mL) (200 UI/mL) Proteine umane 160 g/L 160 g/L di cui immunoglobuline umane G (IgG) non inferiori al 95% 95% Il contenuto di IgA è inferiore a 1 mg/ml. - Eccipienti: Cloruro di sodio: 9 mg 15 mg (3 mg/mL) (3 mg/mL) Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile in siringa pre-riempita per uso intramuscolare. La soluzione si presenta chiara e da giallo pallido a marrone chiaro. Si può verificare la formazione di una leggera opalescenza o di una piccola quantità di particolato durante la conservazione.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Immunoprofilassi dell'epatite B.  In caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati (incluse le persone il cui stato di vaccinazione è incompleto o sconosciuto).  Nei pazienti in emodialisi, fino a quando la vaccinazione non diventi efficace.  Nel neonato di madre portatrice del virus dell'epatite B.  Nei soggetti che dopo la vaccinazione non hanno mostrato una risposta immunitaria (anticorpi anti-epatite B non misurabili) e per i quali è necessaria una prevenzione continua a causa del rischio persistente di essere infettati dal virus dell’epatite B. Profilassi di mantenimento della recidiva di epatite B dopo trapianto di fegato nell’insufficienza epatica indotta da epatite B.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia  Prevenzione dell'epatite B in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati: almeno 500 UI, in base all'intensità dell'esposizione, il prima possibile e preferibilmente entro 24-72 ore.  Immunoprofilassi dell'epatite B in pazienti in emodialisi: 8-12 UI/kg fino ad un massimo di 500 UI, ogni 2 mesi fino al verificarsi della sieroconversione conseguente alla vaccinazione.  Prevenzione dell'epatite B nel neonato di madre portatrice del virus dell'epatite B, alla nascita o il prima possibile dopo la nascita: 30-100 UI/kg. Può essere necessario ripetere la somministrazione di immunoglobuline anti-epatite B finchè non avviene la sieroconversione conseguente alla vaccinazione. In tutte queste situazioni, la vaccinazione contro il virus dell'epatite B è fortemente raccomandata. La prima dose di vaccino può essere somministrata lo stesso giorno della somministrazione di immunoglobulina umana anti-epatite B, ma in siti anatomici diversi. Nei soggetti che dopo la vaccinazione non hanno mostrato una risposta immunitaria (anticorpi anti-epatite B non misurabili) e per i quali è necessaria una prevenzione continua, può essere presa in considerazione la somministrazione, ogni 2 mesi, di 500 UI negli adulti e di 8 UI/kg nei bambini; 10 mUI/ml è considerato essere un titolo anticorpale protettivo minimo.  Profilassi di mantenimento della recidiva di epatite B dopo trapianto di fegato: 2000 UI ogni 15 giorni o comunque fino al raggiungimento di un titolo di anticorpi anti-epatite B maggiore di 250 UI/l fino al 3° mese post-trapianto e maggiore di 100 UI/l successivamente. Popolazione pediatrica Non ci sono dati disponibili nella prevenzione dell'epatite B in caso di esposizione accidentale in soggetti non immunizzati, nella immunoprofilassi dell'epatite B in pazienti in emodialisi e nella profilassi di mantenimento della recidiva di epatite B dopo trapianto di fegato. Per la prevenzione dell'epatite B nel neonato di madre portatrice del virus dell'epatite B, vedere le informazioni sopra. Modo di somministrazione Igantibe deve essere somministrato esclusivamente per via intramuscolare. Se è necessaria una dose elevata (> 2 mL nei bambini o > 5 mL negli adulti), si raccomanda di suddividerla e somministrala in differenti siti anatomici. Se è necessaria la contemporanea somministrazione del vaccino, l'immunoglobulina e il vaccino devono essere somministrati in due differenti siti anatomici. Se la somministrazione intramuscolare è controindicata (per disturbi della coagulazione) il paziente deve essere trattato con altri prodotti. Dopo l’iniezione deve essere applicata un’accurata pressione manuale mediante una compressa di garza nel sito d‘iniezione.

Per le istruzioni sulla preparazione del prodotto medicinale prima della somministrazione, vedere il paragrafo 6.6.

4.3 Controindicazioni

 Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti.  Ipersensibilità alle immunoglobuline umane.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego Accertarsi che Igantibe non sia somministrato in un vaso sanguigno, poiché può causare shock. Se il ricevente è un portatore di HBsAg, non ci sono benefici nel somministrare questo prodotto. Vere reazioni di ipersensibilità sono rare. Igantibe contiene piccole quantità di IgA. Gli individui che hanno un deficit di IgA possono potenzialmente sviluppare anticorpi anti-IgA e possono manifestare reazioni anafilattiche dopo la somministrazione di componenti del sangue contenenti IgA. Il medico deve perciò valutare il beneficio del trattamento con Igantibe rispetto al rischio potenziale di reazioni d’ipersensibilità. Raramente, l’immunoglobulina umana anti-epatite B può causare un brusco abbassamento della pressione del sangue con reazione anafilattica, anche nei pazienti che hanno tollerato precedente trattamento con le immunoglobuline umane. Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico richiede l’immediata interruzione dell’iniezione. In caso di shock, deve essere attuato il trattamento medico standard per lo shock. Informazioni sulla sicurezza relativamente ad agenti trasmissibili Misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall’uso di medicinali preparati a partire da sangue o plasma umani includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei plasma pool per individuare l’eventuale presenza di marker specifici d’infezione e l’inclusione nelle fasi di produzione di procedure in grado di inattivare/rimuovere virus. Nonostante ciò, quando sono somministrati medicinali preparati a partire da sangue o plasma umani, non può essere completamente esclusa la possibilità di trasmettere agenti infettivi. Ciò vale anche per virus ed altri agenti patogeni sconosciuti o emergenti. Le misure che sono state prese sono considerate efficaci per i virus con involucro lipidico come il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV), e per il virus senza involucro lipidico dell’epatite A (HAV). Le misure adottate hanno un valore limitato contro i virus senza involucro lipidico come parvovirus B19. Esiste una rassicurante esperienza clinica in merito alla mancata trasmissione del virus dell’epatite A o parvovirus B19 attraverso le immunoglobuline e si ritiene che il contenuto di anticorpi apporti un importante contributo alla sicurezza virale. E’ fortemente raccomandato che, ogni qualvolta che si somministra Igantibe ad un paziente, sian

registrati il nome ed il numero di lotto del prodotto, affinchè sia mantenuta traccia della corrispondenza tra il paziente ed il lotto del prodotto utilizzato. Popolazione pediatrica Si prevede che le stesse avvertenze menzionate per gli adulti possano essere applicate anche alla popolazione pediatrica. Avvertenze relative agli eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Vaccini a base di virus vivi attenuati La somministrazione di immunoglobuline può ridurre l'efficacia dei vaccini a base di virus vivi attenuati come quelli contro il morbillo, la rosolia, la parotite e la varicella, per un periodo di 3 mesi. Dopo la somministrazione d'immunoglobulina umana anti-epatite B, devono trascorrere almeno 3 mesi prima di effettuare una vaccinazione con vaccini a base di virus vivi attenuati. In caso di vaccinazione per il morbillo, questa diminuzione può durare fino ad un anno. Pertanto i pazienti che ricevono il vaccino per il morbillo devono essere sottoposti a controlli periodici dei livelli di anticorpi. L'immunoglobulina umana anti-epatite B deve essere somministrata 3-4 settimane dopo la vaccinazione fatta con un vaccino a base di virus vivo attenuato; nel caso in cui la somministrazione d'immunoglobulina umana anti-epatite B sia necessaria entro 3-4 settimane dalla vaccinazione con virus vivo attenuato, la vaccinazione deve essere ripetuta 3 mesi dopo la somministrazione dell'immunoglobulina anti-epatite B. Interferenze con i test sierologici Dopo la somministrazione di immunoglobuline, si può verificare un aumento transitorio di vari anticorpi, trasmessi passivamente nel sangue del paziente, che può dare origine a risultati falsi positivi nei test sierologici. La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari (ad esempio: A, B, D) può interferire con alcune analisi sierologiche per gli anticorpi eritrocitari, ad esempio il test dell’antiglobulina (test di Coombs). Popolazione pediatrica Si prevede che le stesse interazioni indicate per gli adulti possano essere osservate anche nella popolazione pediatrica.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza La sicurezza di questo medicinale durante la gravidanza non è stata dimostrata in studi clinici controllati. L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non siano da attendersi effetti dannosi sul decorso della gravidanza, sul feto e sul neonato. Allattamento Le immunoglobuline sono escrete nel latte materno, contribuendo così al trasferimento di anticorpi al neonato.

Fertilità L’esperienza clinica con immunoglobuline umane suggerisce che non siano da attendersi effetti dannosi sulla fertilità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Igantibe non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Come per tutte le immunoglobuline umane normali somministrate per via intramuscolare possono verificarsi le seguenti reazioni: Occasionalmente si possono verificare reazioni avverse come brividi, febbre, mal di testa, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e un moderato dolore lombare. Raramente l'immunoglobulina umana normale può causare un calo improvviso della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità a precedenti somministrazioni. Reazioni locali al sito d'iniezione come gonfiore, indolenzimento, arrossamento, indurimento, calore locale, prurito, ed eruzione cutanea, possono manifestarsi frequentemente. La seguente tabella è stilata in accordo alla classificazione MedDRA per sistemi e organi (SOC e livello termine preferito) e si riferisce agli eventi avversi osservati durante l’esperienza post-marketing di Igantibe. La frequenza con cui tali reazioni si manifestano non è nota. MedDRA classificazione per Sistemi e Organi (SOC) Reazione avversa (Livello Termine Preferito) Frequenza Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità Non nota Patologie dell’occhio Iperemia congiuntivale Non nota Patologie gastrointestinali Nausea Non nota Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Arrossamento, eruzione cutanea, orticaria Non nota Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Eritema nel sito d’iniezione, dolore nel sito d’iniezione Non nota La seguente tabella è stata stilata in accordo alla classificazione MedDRA per sistemi e organi (SOC e livello termine preferito) e si riferisce agli eventi avversi osservati durante uno studio clinico con Igantibe. La frequenza della reazione avversa è stata valutata sulla base delle seguenti convenzioni: - Molto comune (≥1/10); - Comune (≥1/100 a <1/10); - Non comune (≥1/1 000 a <1/100); - Rara (≥1/10 000 a <1/1 000); - Molto rara (<1/10 000); - Non nota (non può essere stimato dai dati disponibili). MedDRA classificazione per Sistemi e Organi (SOC) Reazione avversa (Livello Termine Preferito) Frequenza Esami diagnostici Incremento di alanina-aminotransferasi Non comun

Popolazione pediatrica Non sono disponibili dati sulla popolazione pediatrica. Si prevede che gli stessi eventi avversi riportati per gli adulti possano manifestarsi anche nella popolazione pediatrica. Per informazioni sulla sicurezza riguardo agli agenti trasmissibili, vedere il paragrafo 4.4. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Le conseguenze del sovradosaggio non sono note. Popolazione pediatrica Informazioni relative al sovradosaggio nei bambini non sono state accertate con Igantibe.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Gruppo farmacoterapeutico: sieri immuni ed immunoglobuline - Immunoglobulina anti-epatite B Codice ATC: J06BB04 Igantibe contiene principlamente immunoglobuline G (IgG) con un contenuto alto di anticorpi specifici contro l'antigene di superficie del virus dell'epatite B (HBs).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Le immunoglobuline anti-epatite B per uso intramuscolare sono biodisponibili nella circolazione sanguigna del ricevente dopo 2-3 giorni dall’iniezione. Le immunoglobuline umane anti-epatite B hanno un’emivita di circa 3-4 settimane. Tale emivita può variare da paziente a paziente. Le immunoglobuline IgG e gli immunocomplessi sono catabolizzati nel sistema reticolo-endoteliale.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le immunoglobuline sono costituenti fisiologici del corpo umano. Test di tossicità a dose singola effettuati sugli animali non hanno rilevanza in quanto dosi più elevate danno origine a sovradosaggio. Test di tossicità a dosi ripetute e studi di tossicità embrio-fetale non sono effettuabili a causa dell'induzione di anticorpi e delle interferenze indotte dalla produzione di anticorpi. Non sono disponibili studi sugli effetti del medicinale sul sistema immunitario del neonato. Considerato che l'esperienza clinica non ha evidenziato effetti mutageni o oncogeni correlati all’uso di immunoglobuline, gli studi preclinici sperimentali non sono ritenuti necessari, in modo particolar

quelli su specie eterologhe.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

UI/3 mL 1 000 UI/5 mL - Glicina 67,5 mg 112,5 mg - Sodio cloruro 9,0 mg 15 mg - Acqua per preparazioni iniettabili q.b.a 3 mL 5 mL

6.2 Incompatibilità

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

6.3 Periodo di validità

2 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2 ºC-8 ºC), nel confezionamento originale. Non congelare. Non usare dopo la data di scadenza.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Soluzione da 3 mL o 5 mL in siringa pre-riempita (vetro di tipo I), con tappo anteriore e posteriore in gomma cloro-butilica. Una siringa pre-riempita contenente 600 UI in 3 mL di soluzione iniettabile. Una siringa pre-riempita contenente 1 000 UI in 5 mL di soluzione iniettabile. Ogni confezione contiene anche un ago sterile e uno stantuffo in polipropilene (separati dalla siringa) per la somministrazione del prodotto. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima di essere utilizzato. La colorazione può variare da incolore a giallo pallido/marrone chiaro. La soluzione deve essere chiara o leggermente opalescente e può mostrare una piccola quantità di particolato durante la conservazione. Il prodotto deve essere ispezionato visivamente prima dell'uso. Non usare soluzioni che appaiono torbide o presentino depositi. Istruzioni per la preparazione e somministrazione del medicinale 1. Aprire il contenitore di plastica contenente la siringa, lo stantuffo e l'ago. 2. Assicurarsi che la siringa sia a temperatura ambiente (20-25 ºC) prima dell'uso. 3. Separare la siringa e lo stantuffo dal supporto di plastica.

4. Fissare lo stantuffo al fondo della siringa. Ruotare l'asta dello stantuffo in senso orario fino a raggiungere la fine della filettatura così da fissarlo. 5. Tenere saldamente la siringa, rivolgendo verso l’alto il tappo posto all’estremità, alla quale dovrà essere posizionato l’ago; rimuovere il tappo e collegare l'ago alla siringa. 6. Preparare il sito di iniezione del paziente. 7. Rimuovere la protezione dell'ago (effettuare questa operazione solo immediatamente prima del momento previsto per l’iniezione), eliminare l'aria in eccesso ed introdurre l'ago nella sede prescelta. Aspirare prima dell'iniezione, per assicurarsi che l'ago non sia in un vaso sanguigno. Iniettare il prodotto per via intramuscolare. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Instituto Grifols, S.A. Can Guasch, 2 - Parets del Vallès 08150 Barcelona - SPAGNA

8. Numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio

IGANTIBE “200 UI Soluzione iniettabile in siringa preriempita” 1 Siringa preriempita in vetro da 600 UI/3 mL con ago e stantuffo separato. AIC n. 035320035 IGANTIBE “200 UI Soluzione iniettabile in siringa preriempita” 1 Siringa preriempita in vetro da 1 000 UI/5 mL con ago e stantuffo separato. AIC n. 035320047.

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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