KETOROLAC EG

Principio attivo: KETOROLAC TROMETAMOLO, KETOROLAC · ATC M01AB15 · EG S.P.A.

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Principio attivo: KETOROLAC TROMETAMOLO, KETOROLAC
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Dosaggio: 30 mg/ml SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: EG S.P.A.
Codice ATC: M01AB15
Regime di fornitura: Medicinali soggetti a prescrizione medica da rinnovare
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· KETOROLAC ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· KETOROLAC AUROBINDO - EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
· KETOROLAC MYLAN - MYLAN S.P.A.
· KETOROLAC DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· KETOROLAC ABC - ICE S.P.A
· TORA-DOL - RECORDATI INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA S.P.A.
· LIXIDOL - ATNAHS PHARMA NETHERLANDS BV
· KEVINDOL - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
· KETOROLAC S.A.L.F. - S.A.L.F. SPA LABORATORIO FARMACOLOGICO
· RIKEDOL - FIDIA FARMACEUTICI S.P.A.
· BENKETOL - PHARMABER S.R.L.
· EUMAT - EPIFARMA S.R.L
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A cosa serve questo medicinale?

Ketorolac EG contiene il principio attivo ketorolac trometamina. Appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati “antinfiammatori/antireumatici non steroidei (FANS)”, che svolgono numerose attività, con una funzione importante nel controllo del dolore.

Ketorolac EG è indicato soltanto nel trattamento a breve termine (massimo 5 giorni) del dolore moderato dopo un intervento chirurgico (dolore post-operatorio).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Ketorolac EG - se è allergico al ketorolac trometamina, a medicinali simili (“FANS”) o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);

- se ha un dolore lieve o continuativo nel tempo (dolore di tipo cronico);
- se ha o ha avuto in passato reazioni allergiche anche gravi e improvvise (reazioni anafilattiche)
all’aspirina (acido acetilsalicilico) o ad altri medicinali della stessa classe (inibitori della sintesi
delle prostaglandine);

- se ha dei noduli a forma di goccia all’interno del naso (sindrome completa o parziale di poliposi
nasale);
- se ha gonfiore dovuto ad accumulo di liquidi alle gambe, braccia, viso, bocca o lingua
(angioedema);
- se respira con difficoltà (broncospasmo, asma);
- se ha avuto una storia di perdita di sangue, perforazione o lesione o ha dolore e bruciore allo
stomaco o all’intestino (ulcera peptica attiva);
- se ha un grave problema al cuore (grave insufficienza cardiaca);

- se ha o ha avuto un sanguinamento al cervello o anche un sospetto di sanguinamento
(sanguinamento cerebrovascolare);
- se ha moderati o gravi problemi ai reni (insufficienza renale moderata o severa) o se è a rischio
di problemi ai reni
- se ha una riduzione del volume del sangue (ipovolemia) o carenza di acqua (disidratazione);

- se ha una grave lesione o infiammazione del fegato (cirrosi epatica o epatite grave);
- se ha la tendenza a sanguinare facilmente (diatesi emorragica, disordini della coagulazione);
- se ha subito un intervento con alto rischio di sanguinamento (emorragia o emostasi
incompleta);

- se ha qualsiasi altro problema di sanguinamento;
- se è in terapia con medicinali che fluidificano il sangue (anticoagulanti);
- se sta prendendo contemporaneamente l’aspirina (acido acetilsalicilico), altri FANS, sali di litio
(per problemi di salute mentale), probenecid (per il trattamento della gotta), pentossifillina (per
migliorare la circolazione del sangue), medicinali che aumentano molto la produzione di urina

-
(diuretici) o metotressato (un agente chemioterapico) (vedere “Altri medicinali e Ketorolac
EG”);
se deve prevenire il dolore (analgesia) prima o durante gli interventi chirurgici, perché questo
medicinale aumenta il rischio di sanguinamento;
- se è un bambino o un adolescente di età inferiore ai 16 anni;
- se è in gravidanza, in procinto di partorire (travaglio), sta partorendo o allattando al seno
(vedere “Fertilità, gravidanza e allattamento”).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Ketorolac EG.

Prenda Ketorolac EG sotto il diretto controllo del medico perché questo medicinale non deve essere usato nel trattamento del dolore lieve o di tipo cronico.

Il medico le prescriverà la dose e la durata della terapia minima adatta al suo problema, al fine di ridurre la comparsa di effetti indesiderati.

Eviti l’uso consecutivo o contemporaneo ad altri medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS).

Prenda questo medicinale con molta cautela e sotto stretto controllo del medico: - se ha o ha avuto malattie allo stomaco o all’intestino, in quanto il rischio di tossicità è elevato, soprattutto se assume Ketorolac EG al di fuori delle indicazioni autorizzate e/o per periodi prolungati (vedere anche “Cos’è Ketorolac EG e a cosa serve”, “Non prenda Ketorolac EG” e

“Come prendere Ketorolac EG”);
- se sta assumendo altri medicinali antinfiammatori (vedere “Altri medicinali e Ketorolac EG”);
- se è anziano o molto debole (debilitato), perché può avere più probabilmente alcuni degli
effetti indesiderati causati da Ketorolac EG come sanguinamento e perforazione dello stomaco

e dell’intestino potenzialmente fatali. In questo caso il medico potrebbe decidere di ridurre la
dose o di aumentare l’intervallo di tempo tra una somministrazione e l’altra (vedere il paragrafo
“Come usare Ketorolac EG”);
- se soffre o se ha sofferto di disturbi allo stomaco o all’intestino (come ulcera peptica, emorragie
gastrointestinali),
- se ha malattie infiammatorie croniche dell’intestino (colite ulcerosa, morbo di Crohn);
- se sta assumendo ormoni antinfiammatori (corticosteroidi orali), medicinali per fluidificare il
sangue (anticoagulanti come il warfarin), medicinali contro la depressione (inibitori selettivi

della ricaptazione della serotonina) o medicinali come l’aspirina o analoghi (vedere “Altri medicinali e Ketorolac EG”); - se soffre o se è predisposto ad una malattia infiammatoria dei bronchi chiamata asma bronchiale, in quanto può manifestare crisi respiratorie (broncospasmo) o se ha importanti reazioni allergiche (reazioni anafilattiche, arrossamenti della pelle, eruzioni cutanee,

abbassamento della pressione, gonfiore alla gola e gonfiore alle gambe, braccia, viso, bocca o lingua) che possono verificarsi in pazienti con o senza una storia di allergia a Ketorolac EG, ad altri FANS o all’aspirina; - se ha o ha sofferto in passato di una storia di gonfiore dovuto ad accumulo di liquidi alle gambe,

braccia, viso, bocca o lingua (angioedema), o di difficoltà respiratorie (broncospasmo, asma) e di presenza di noduli a forma di goccia all’interno del naso (polipi nasali), in quanto può manifestare gravi reazioni allergiche potenzialmente fatali; - se soffre o ha sofferto di problemi al cuore (insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata), cardiopatia ischemica cronica, scompenso cardiaco), pressione del sangue alta

(ipertensione), riduzione del flusso di sangue alle gambe (arteriopatia periferica) e del la
quantità di ossigeno al cervello (vasculopatia cerebrale) o pensa di poter essere a rischio di
queste condizioni (per es. se ha la pressione sanguigna alta, diabete, alti livelli di colesterolo, se
ha troppi grassi nel sangue (iperlipidemia) o se fuma). Informi il medico prima di prendere
Ketorolac EG in quanto può aumentare il rischio di infarto o ictus;
- se soffre o se ha sofferto di alcuni problemi ai reni (nefrotossicità, ipoperfusione renale,
glomerulonefriti, nefriti interstiziali, necrosi papillare, sindrome nefrosica e insufficienza renale
acuta, riduzione della funzionalità dei reni);
- se soffre di problemi al fegato, visibili con specifiche analisi del sangue, in quanto con l’uso di

Ketorolac EG possono verificarsi delle anomalie nei test che valutano come funziona il suo fegato. Se manifesta una grave alterazione della funzionalità del fegato, informi immediatamente il medico che interromperà il trattamento con Ketorolac EG; - se ha problemi di sanguinamento;

- se ha reazioni della pelle (dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica
epidermica, rash cutaneo, lesioni della mucosa) o qualsiasi altro segno di allergia;
- se sta programmando una gravidanza;
- se ha problemi di fertilità o sta effettuando indagini sulla fertilità.

Interrompa il trattamento con questo medicinale e si rivolga al medico nei seguenti casi:
- se manifesta i sintomi di una reazione allergica;
- se manifesta perdita di sangue (emorragie), lesioni (ulcere) dello stomaco o dell’intestino;
- se si verifica un’alterazione della funzione del fegato;

- se manifesta irritazioni o desquamazione della pelle, vescicole e sanguinamenti di labbra, occhi, bocca, naso e genitali o qualsiasi altro sintomo di reazione allergica.

Ketorolac EG non provoca dipendenza. Non sono stati osservati sintomi di astinenza a seguito di

una brusca interruzione del trattamento.

Sebbene Ketorolac EG non abbia dimostrato di aumentare gli eventi come l’infarto del cuore, non si può escludere tale rischio. Attenzione: Ketorolac EG non può essere considerato un semplice antidolorifico e richiede di essere impiegato sotto lo stretto controllo del medico. Non va utilizzato nel trattamento del dolore lieve o di tipo cronico.

Sono stati segnalati casi di lividi (ematomi) dopo le operazioni chirurgiche (periodo postoperatorio) e perdita di sangue dalle ferite in seguito all’uso di Ketorolac EG prima o dopo gli interventi chirurgici (periodo peri-operatorio). Pertanto informi il medico se deve sottoporsi a rimozione chirurgica delle tonsille, interventi della prostata (resezione della prostata) o di chirurgia

estetica.

Informi il medico se di recente è stato sottoposto o sta per sottoporsi a un intervento chirurgico allo stomaco o al tratto intestinale prima di ricevere/assumere/utilizzare Ketorolac EG, in quanto

Ketorolac EG può talvolta peggiorare la guarigione della ferita nell’intestino a seguito di un intervento chirurgico.

Ketorolac EG può causare problemi allo stomaco e all’intestino, soprattutto quando usato per periodi prolungati e senza rispettare le dovute avvertenze e precauzioni.

Bambini e adolescenti del Ketorolac EG è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 16 anni.

Altri medicinali e Ketorolac EG Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Deve essere evitato l’uso contemporaneo di Ketorolac EG con:

- antinfiammatori non steroidei (FANS), e medicinali della stessa classe dell’aspirina (ASA) perché
aumentano il rischio di gravi effetti indesiderati;
- corticosteroidi (ormoni usati contro le infiammazioni) perché aumentano il rischio di gravi
lesioni e sanguinamenti allo stomaco e all’intestino (vedere “Avvertenze e precauzioni”);

- anticoagulanti (warfarin, eparina, destrani), agenti antiaggreganti piastrinici, aspirina o medicinali simili), medicinali usati per prevenire la formazione di coaguli di sangue nei vasi poiché Ketorolac EG può aumentare gli effetti degli anticoagulanti o inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (medicinali contro la depressione), perché possono aumentare il rischio di emorragie allo stomaco o all’intestino e prolungare il tempo di sanguinamento;

- pentossifillina (medicinale per migliorare la circolazione del sangue) poiché causa una maggiore
tendenza al sanguinamento;
- digossina, un medicinale utilizzato per il trattamento dei problemi al cuore;
- litio (medicinale per problemi di salute mentale) poiché la sua quantità può aumentare a

seguito dell’assunzione contemporanea con Ketorolac EG;
- metotressato (medicinale per i tumori e per le malattie del sistema di difesa dell’organismo)
poiché rimane più a lungo nell’organismo con possibilità di aumentare la sua tossicità;
- antipertensivi o diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell’angiotensina II (medicinali per

abbassare la pressione sanguigna), perché possono avere un effetto ridotto se assunti insieme a
Ketorolac EG e aumentare il rischio di danni ai reni in alcuni pazienti anziani o disidratati che
hanno già la funzionalità dei reni compromessa. In questo caso si rivolga al medico, in quanto
sono necessari aggiustamenti della dose, assunzione di acqua e controlli della funzionalità dei
reni;
- furosemide (medicinale per aumentare la quantità di urina) poiché il suo effetto viene ridotto;
- probenecid (medicinale per la gotta) poiché aumenta la quantità e la permanenza di Ketorolac
EG nell’organismo.

Ketorolac EG riduce la necessità di usare farmaci derivati dall’oppio per controllare il dolore successivo a un intervento chirurgico.

Gravidanza, allattamento e fertilità

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza

L’impiego di Ketorolac EG è controindicato durante la gravidanza Non prenda Ketorolac EG se è in gravidanza in quanto potrebbe nuocere al feto o causare problemi durante il parto. I FANS possono causare problemi ai reni e al cuore del feto. Potrebbero influire sulla tendenza della madre e del bambino al sanguinamento e ritardare o prolungare più del previsto il travaglio.

Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, i FANS possono causare problemi renali al feto, riducendo così i livelli di liquido amniotico che circonda il bambino (oligoidramnios) o causare restringimento di un vaso sanguigno (dotto arterioso) nel cuore del bambino.

Se è in età fertile deve evitare un’eventuale gravidanza prima dell’inizio del trattamento e durante il trattamento stesso con Ketorolac EG deve utilizzare un’efficace copertura anticoncezionale.

Travaglio e parto Ketorolac EG è controindicato durante il travaglio e il parto.

Allattamento Non prenda questo medicinale se sta allattando al seno, perché passa nel latte materno. Ketorolac EG è controindicato durante l’allattamento.

Fertilità L’uso di Ketorolac EG può ridurre la fertilità nella donna e non è consigliato se sta pianificando una gravidanza. Se ha difficoltà a rimanere incinta o sta effettuando accertamenti per l’infertilità, dovrebbe considerare la sospensione di Ketorolac EG.

Il medico la informerà su tutte le misure in materia di concepimento efficace.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Può avvertire sonnolenza, capogiri, vertigini e disturbi del sonno (insonnia) o disturbi dell’umore

(depressione) con l’uso di Ketorolac EG. Se avverte questi o altri effetti indesiderati simili, eviti lo svolgimento di attività che richiedono attenzione. Si consiglia pertanto di usare cautela nella guida di veicoli e nell’uso di macchinari.

Ketorolac EG contiene metile-paraidrossibenzoato, propile-paraidrossibenzoato e sodio Questo medicinale contiene paraidrossibenzoati che possono causare reazioni allergiche (anche ritardate). Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose massima (40 mg), cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Attenzione: la durata del trattamento non deve superare i 5 giorni

Adulti: Il medico le prescriverà la dose efficace più bassa in relazione alla gravità del dolore e alla sua risposta al trattamento.

La dose raccomandata è di 10 mg (pari a 10 gocce di soluzione), secondo necessità, ogni 4-6 ore fino ad un massimo di 40 mg al giorno. Non superi la dose massima raccomandata. In caso di passaggio dalla terapia iniettabile alla terapia orale con Ketorolac EG, il medico la informerà su come procedere con la dose (non deve essere superata la dose totale di 90 mg al giorno, ricordando che la dose orale massima non deve superare i 40 mg). La dose sarà adeguatamente ridotta dal medico nei pazienti con peso corporeo inferiore ai 50 kg.

Anziani (di età uguale o superiore a 65 anni) Se è anziano il medico stabilirà attentamente la dose che deve assumere. Uso in bambini e adolescenti L’uso del medicinale è controindicato al di sotto dei 16 anni di età. La sicurezza e l’efficacia nei bambini non è stata stabilita.

Istruzioni per l'apertura e l’uso del flacone: en zia

Se prende più Ketorolac EG di quanto deve Se lei (o qualcun altro) ha assunto una dose eccessiva di Ketorolac EG o se pensa che un bambino

possa avere preso questo medicinale, avverta immediatamente il medico e si rivolga al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino. Alcuni dei sintomi da sovradosaggio possono essere dolore all’addome, nausea, vomito, frequenti atti respiratori (iperventilazione), lesione della parete dello stomaco o dell’intestino e/o infiammazione che può essere accompagnata da perdita di sangue (ulcera peptica e/o gastrite erosiva, sanguinamento gastrointestinale), problemi ai reni (disfunzione renale), gravi e rapide reazioni allergiche generali (reazioni anafilattoidi). Raramente si possono verificare aumento della pressione del sangue (ipertensione), malattia ai reni (insufficienza renale acuta), difficoltà respiratoria (depressione respiratoria) e coma. Il medico stabilirà una terapia adeguata.

Porti con sé questo foglio, il flacone e il relativo contenitore in ospedale o dal medico in modo che sappiano quale medicinale sia stato preso.

Se dimentica di prendere Ketorolac EG Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Ketorolac EG Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

sono stati segnalati volontariamente da un numero non quantificabile di persone, dopo l’immissione in commercio del medicinale): - gravi e rapide reazioni allergiche generali (reazioni anafilattiche/anafilattoidi), Possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati (le frequenze non sono note perché gli effetti

- reazioni allergiche come contrazione dei bronchi che provocano difficoltà respiratorie
(broncospasmo),
- dilatazione dei vasi sanguigni (vasodilatazione),
- sensazione di caldo improvvisa (vampate),
- eruzione della pelle (rash),

- gonfiore della gola (edema laringeo);
- infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello (meningite asettica);
- rapido gonfiore dovuto ad accumulo di liquidi di gambe, braccia, viso o lingua (angioedema),
- infiammazione della pelle con desquamazione (dermatite esfoliativa),

- reazioni con bolle inclusa una malattia denominata sindrome di Stevens-Johnson con gravi
lesioni alla pelle, alla bocca e ad altre parti del corpo con febbre elevata, vomito, diarrea e
dolori alle articolazioni,
- morte della pelle (necrolisi tossica epidermica),
- sudorazione,

- eruzione della pelle con arrossamenti e rigonfiamenti (rash maculo-papulare),
- orticaria, prurito,
- lesione della parete dello stomaco o dell’intestino che può essere anche perforata e
accompagnata da perdita di sangue (ulcera peptica, ulcera, perforazione o emorragia

gastrointestinale), che possono essere pericolose per la vita,
- nausea,
- vomito,
- diarrea,

- emissione di gas dall’intestino (flatulenza),
- stitichezza (costipazione),
- dolore/fastidio nella zona dello stomaco (dispepsia), dolore/disturbo addominale, senso di
pienezza,
- sangue nelle feci (melena) e del tratto finale dell’intestino (sanguinamento rettale),
- vomito con sangue (ematemesi),
- infiammazione della bocca (stomatite e stomatite ulcerativa) e dell’esofago (esofagite),
- eruttazione,

- infiammazione del pancreas (pancreatite),
- secchezza della bocca,
- peggioramento dell’infiammazione di una parte di intestino chiamata colon (esacerbazione di
colite), dello stomaco (gastrite);
- peggioramento di una malattia infiammatoria cronica dell’intestino (morbo di Crohn);

- diminuzione di un tipo di cellule presenti nel sangue (trombocitopenia),
- macchie rosse sul corpo (porpora),
- sanguinamento dal naso (epistassi),
- perdita dell’appetito (anoressia),

- aumento dei valori di potassio nel sangue (iperkaliemia), riduzione dei valori del sodio nel
sangue (iponatriemia),
- pensiero non normale,
- disturbi dell’umore (depressione),
- disturbi del sonno (insonnia), sensazioni di preoccupazione o paura (ansia), irritabilità,

-
-
-
nervosismo,
gravi alterazioni dell’equilibrio psichico (reazioni psicotiche),
sogni anomali,
allucinazioni,
- sensazione di benessere (euforia),
- ridotta capacità di concentrazione,
- diminuzione della sensibilità e della prontezza dei riflessi (stati di torpore),
- confusione;
- mal di testa (cefalea),

- capogiri,
- convulsioni,
- alterazione della sensibilità della pelle, formicolii (parestesia),
- eccesso di movimenti (ipercinesia),

- alterazioni del gusto;
- disturbi della visione, vista alterata (visione anormale),
- ronzii nelle orecchie (tinnito), perdita dell’udito,
- vertigini;
malattie ai reni (insufficienza renale, sindrome uremico-emolitica, nefrite interstiziale,

-
ritenzione urinaria, sindrome nefrosica, dolore al fianco con o senza presenza di sangue nelle
urine (ematuria) o aumento/diminuzione della quantità di azoto non proteico nel sangue
(azotemia)),
- aumento della quantità di urina (poliuria), aumento della frequenza urinaria, diminuzione della

quantità di urina (oliguria),
- battito cardiaco irregolare o forte (palpitazioni),
- riduzione della frequenza dei battiti del cuore (bradicardia),
ridotta funzione del cuore (scompenso cardiaco),

-
- gonfiore (edema),
- aumento della pressione del sangue (ipertensione)o riduzione della pressione (ipotensione),
- problemi al cuore (insufficienza cardiaca),
- lividi (ematomi),
- rossore,
- pallore,
- perdita di sangue dalle ferite dopo le operazioni (emorragia post-operatoria),
- infarto del cuore,

- lesione dei vasi del cervello (ictus),
- infertilità nelle donne,
- presenza di liquidi nei polmoni (edema polmonare),
- difficoltà respiratorie (dispnea, asma),
- infiammazione del fegato (epatite),

- scarsa funzionalità del fegato (insufficienza epatica),
- ingiallimento della pelle e degli occhi (ittero colestatico),
- dolori ai muscoli (mialgia),
- debolezza muscolare (astenia),

- febbre,
- dolore al torace,
- sete eccessiva,
- aumento del tempo di sanguinamento e alterazione di alcuni esami del sangue (aumento
dell’urea, aumento della creatinina e del potassio, alterazioni dei test di funzionalità epatica).

Segnalazione degli effetti indesiderati del Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare nella confezione originale per riparare il prodotto dalla luce. Il prodotto deve essere utilizzato entro 4 mesi dalla prima apertura del flacone, il prodotto

eccedente deve essere eliminato.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Ketorolac EG
- Il principio attivo è ketorolac trometamina: 1 ml di soluzione contiene 20 mg di ketorolac
trometamina.
- Gli altri componenti sono: acido citrico monoidrato, sodio fosfato dibasico diidrato, metile-
paraidrossibenzoato sodico, propile-paraidrossibenzoato sodico, acqua depurata.
Descrizione dell’aspetto di Ketorolac EG e contenuto della confezione
Confezione contenente un flacone da 10 ml.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio EG S.p.A. – Via Pavia, 6 – 20136 Milano

Produttore

Doppel Farmaceutici s.r.l. Via Martiri della Foibe 1 - 29016 Cortemaggiore (PC)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

en zia

Domande frequenti su KETOROLAC EG

Come si usa KETOROLAC EG?

KETOROLAC EG si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

KETOROLAC EG è disponibile senza ricetta?

No, KETOROLAC EG è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di KETOROLAC EG?

Il principio attivo di KETOROLAC EG è KETOROLAC TROMETAMOLO, KETOROLAC.

Quali sono gli equivalenti di KETOROLAC EG?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: KETOROLAC ACCORD, KETOROLAC AUROBINDO, KETOROLAC MYLAN, KETOROLAC DOC GENERICI. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce KETOROLAC EG?

KETOROLAC EG è prodotto da EG S.P.A..

Da quando KETOROLAC EG è autorizzato in Italia?

KETOROLAC EG ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2008-05-15.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Ketorolac EG 30 mg/ml soluzione iniettabile Ketorolac EG 20 mg/ml gocce orali, soluzione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ketorolac EG 30 mg/ml soluzione iniettabile Ogni fiala contiene 30 mg di ketorolac trometamina. Eccipienti con effetti noti: etanolo 96 mg. Ketorolac EG 20 mg/ml gocce orali, soluzione Ogni ml di soluzione contiene 20 mg di ketorolac trometamina. Eccipienti con effetti noti: metile-paraidrossibenzoato sodico 1,8 mg, propile-paraidrossibenzoato sodico 0,2 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile per uso intramuscolare (i.m.) o endovenoso (e.v.). Gocce orali, soluzione.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Ketorolac EG gocce orali, soluzione Ketorolac EG è indicato soltanto nel trattamento a breve termine (massimo 5 giorni) del dolore post operatorio di grado moderato. Ketorolac EG soluzione iniettabile Ketorolac EG somministrato per via intramuscolare o endovenosa è indicato nel trattamento a breve termine (massimo due giorni) del dolore acuto post-operatorio di grado moderato-severo. Nei casi di chirurgia maggiore o di dolore molto intenso può essere usato quale complemento ad un analgesico oppiaceo. Ketorolac EG soluzione iniettabile è inoltre indicato nel trattamento del dolore dovuto a coliche renali.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologi

Ketorolac EG gocce orali, soluzione Attenzione: La durata di trattamentonon deve superare i 5 giorni. ADULTI La dose somministrata deve essere la più bassa dose efficace in relazione alla severità del dolore e alla risposta del paziente. La dose raccomandata negli adulti è di 10 mg (pari a 10 gocce di soluzione), secondo necessità, ogni 4-6 ore fino ad un massimo di 40 mg/die. Nel giorno di passaggio dalla terapia parenterale a quella orale, non deve essere superata la dose totale giornaliera di 90 mg, ricordando che la dose orale massima non deve superare i 40 mg. La dose deve essere adeguatamente ridotta nei soggetti con peso inferiore a 50 kg. ANZIANI (≥ 65 anni) Nel paziente anziano la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico, che dovrà valutare un’eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati. La formulazione gocce orali è particolarmente indicata nei pazienti con difficoltà di deglutizione. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia nei bambini non è stata stabilita. L’uso del farmaco è pertanto controindicato al di sotto di 16 anni (vedere paragrafo 4.3). Ketorolac EG soluzione iniettabile Attenzione: La soluzione iniettabile contiene etanolo pertanto non deve essere utilizzata per via epidurale o intratecale Per via parenterale la durata della terapia non deve superare i 2 giorni in caso di somministrazione in bolo e 1 giorno in caso di infusione continua. La dose somministrata deve essere la più bassa dose efficace in relazione alla severità del dolore e alla risposta del paziente. Somministrazione intramuscolare ADULTI Si consiglia negli adulti di iniziare con la dose di 10 mg, seguita da dosi di 10-30 mg da ripetersi ogni 4-6 ore, secondo necessità, fino ad un massimo di 90 mg/die, utilizzando la dose minima efficace. La durata della terapia non deve superare i 2 giorni. Nel giorno di passaggio dalla terapia parenterale a quella orale, non deve essere superata la dose totale giornaliera di 90 mg, ricordando che la dose orale massima non deve superare i 40 mg. La dose deve essere adeguatamente ridotta nei soggetti con peso inferiore a 50 kg. ANZIANI (≥ 65 anni) Nel paziente anziano la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico, che dovrà valutare un’eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati. Nei pazienti anziani la dose massima giornaliera non deve comunque superare i 60 mg/die. Popolazione pediatric

La sicurezza e l’efficacia nei bambini non è stata stabilita. L’uso del farmaco è pertanto controindicato al di sotto di 16 anni. Somministrazione endovenosa L’USO ENDOVENOSO DEL PREPARATO È RISERVATO AGLI OSPEDALI E ALLE CASE DI CURA. ADULTI In situazioni caratterizzate da dolore acuto intenso (come ad esempio nella terapia d’attacco del dolore post-operatorio) è consigliata una dose iniziale di 10 mg, seguita da dosi di 10-30 mg che possono essere ripetute, in caso di necessità, dopo 4-6 ore, utilizzando la dose minima efficace. Se necessario il trattamento può proseguire ad intervalli maggiori; non deve comunque essere superata la dose giornaliera di 90 mg. ANZIANI (≥ 65 anni) Nei pazienti anziani la dose massima giornaliera non deve comunque superare i 60 mg/die. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia nei bambini non è stata stabilita. L’uso del farmaco è pertanto controindicato al di sotto di 16 anni. Coliche renali La posologia consigliata è una fiala da 30 mg per somministrazione intramuscolare o endovenosa.

4.3 Controindicazioni

Attenzione: il farmaco non è indicato nel dolore lieve o di tipo cronico - Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Pazienti con ipersensibilità già dimostrata verso ketorolac o altri FANS e pazienti nei quali l’aspirina o altri inibitori della sintesi delle prostaglandine inducono reazioni allergiche (reazioni di tipo anafilattico gravi sono state osservate in questi pazienti). - Sindrome completa o parziale di poliposi nasale, angioedema, broncospasmo. - Asma. - Ulcera peptica o sanguinamento gastroenterico pregressi, in atto o sospetti. - Ulcera peptica attiva, o precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione. - Come per gli altri FANS, ketorolac è controindicato nei pazienti con severa insufficienza cardiaca. - Sanguinamento cerebrovascolare pregresso, in atto o sospetto poiché il ketorolac inibisce la funzione piastrinica. - Ipovolemia o disidratazione. - Pazienti con insufficienza renale moderata o severa (creatinina sierica > 442 μmol/l) o pazienti a rischio di insufficienza renale a causa di ipovolemia o disidratazione. - Cirrosi epatica o epatite grave. - Diatesi emorragica. - Disordini della coagulazione. - Pazienti che hanno subito interventi chirurgici ad alto rischio emorragico o di emostasi incompleta o in quelli ad alto rischio di sanguinamenti.

4 - Pazienti in terapia anticoagulante. - Trattamento concomitante con acido acetilsalicilico, farmaci antinfiammatori non steroidei e con sali di litio, probenecid o pentossifillina (vedere paragrafo 4.5). - Pazienti in terapia diuretica intensiva. - Nella profilassi analgesicaprima della chirurgia e durante gli interventi chirurgici perché aumenta il rischio di sanguinamento, a causa dell’inibizione dell’aggregazione piastrinica e del prolungamento del tempo di sanguinamento. - Ketorolac inibisce la funzione piastrinica ed è, pertanto, controindicato nei pazienti con emorragie cerebrovascolari sospette o confermate. - Pazienti che sono stati sottoposti ad interventi con un alto rischio di emorragia o di emostasi incompleta ed in quelli ad alto rischio di sanguinamento. - Nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 16 anni. - L’impiego di Ketorolac EG è controindicato durante la gravidanza, il travaglio, il parto e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6). Attenzione: la soluzione iniettabile contiene etanolo pertanto è controindicato l’uso per via neuroassiale (epidurale o intratecale).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Attenzione: Ketorolac EG non può essere considerato un semplice antidolorifico e richiede di essere impiegato sotto lo stretto controllo del medico. Non va utilizzato nel trattamento del dolore lieve o di tipo cronico. Evidenze epidemiologiche suggerisconoche ketorolacpuò essere associato ad un elevato rischio di grave tossicità gastrointestinale, rispettoad altri FANS, soprattuttoquando usatoal di fuori delle indicazioni autorizzate e/o per periodi prolungati (vedere anche paragrafo 4.1, 4.2 e 4.3). L’uso concomitante di ketorolac con altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi delle cicloossigenasi – 2, deve essere evitato. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento necessaria per controllare i sintomi. Prima di iniziare la terapia con Ketorolac EG occorre accertarsi che il paziente non abbia avuto in precedenza reazioni di ipersensibilità verso il ketorolac, acido acetilsalicilico e/o altri farmaci antinfiammatori non steroidei. Precauzioni relative alla fertilità L’uso di Ketorolac EG, come di qualsiasi farmaco che inibisce la cicloossigenasi/sintesi delle prostaglandine, può ridurre la fertilità e non è consigliato in donne che cercano una gravidanza. Nelle donne che hanno difficoltà a concepire o che sono sottoposte ad accertamenti per infertilità, dovrebbe essere considerata la sospensione di ketorolac. Anziani Nei pazienti anziani o debilitati occorre particolare cautela, poiché l’incidenza di alcuni degli effetti indesiderati può essere più alta rispetto ai pazienti più giovani. I pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2).

Nei soggetti anziani inoltre si può verificare un aumento dell’emivita di eliminazione del farmaco e una contemporanea riduzione della clearance. Pertanto, oltre ad una riduzione della dose complessiva, può essere opportuno un più lungo intervallo tra le dosi (vedere paragrafo 4.2). Effetti gastrointestinali Ketorolac EG può causare irritazione gastrointestinale, ulcera e sanguinamento in pazienti con o senza pregressa storia di patologia gastrointestinale. Pazienti con affezioni infiammatorie del tratto gastrointestinale, in atto o pregresse, dovrebbero effettuare il trattamento solo sotto stretto controllo medico. Come per altri FANS, l’incidenza e la gravità di questi effetti aumenta con la dose e la durata del trattamento. Non usare contemporaneamente Ketorolac EG ed altri farmaci antinfiammatori non steroidei. I FANS, compreso ketorolac, possono essere associati a un aumento del rischio di perdite dall’anastomosi gastrointestinali. Si raccomandano una stretta sorveglianza medica e cautela quando si utilizza ketorolac a seguito di un intervento chirurgico gastrointestinale. Ulcera, sanguinamento e perforazione gastrointestinale Durante il trattamento con tutti i FANS incluso ketorolac, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. I pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali. I pazienti debilitati sembrano tollerare meno ulcerazione o sanguinamento rispetto agli altri. La maggior parte degli eventi gastrointestinali fatali associati a farmaci antinfiammatori non steroidei si sono verificati in pazienti anziani e/o debilitati. Il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è più alto con dosi elevate di FANS, incluso ketorolac, in pazienti con una storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione e nei pazienti anziani il rischio di sanguinamento gastrointestinale clinicamente severo è dose-dipendente. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose disponibile. L’uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedere sotto e paragrafo 4.5). Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l’aspirina (vedere paragrafo 4.5). I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiché tali condizioni possono essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8). Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare gli anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono ketorolac il trattamento deve essere sospeso. Come per gli altri FANS, l’incidenza e la gravità delle complicanze gastrointestinali possono aumentare con l’aumentare della dose e la durata del trattamento con ketorolac. Il rischio di sanguinamento gastrointestinale clinicamente severo è dose-dipendente, soprattutto nei pazienti anziani che ricevono una dose media giornaliera superiore a 60 mg/die di ketorolac iniettabile.

Una storia di ulcera peptica aumenta la possibilità di sviluppare gravi complicazioni gastrointestinali durante la terapia con ketorolac. Effetti respiratori Per l’interazione con il metabolismo dell’acido arachidonico, il farmaco può determinare, negli asmatici e nei soggetti predisposti, crisi di broncospasmo ed eventualmente altri fenomeni pseudo-allergici o shock. Reazioni anafilattiche (anafilattoidi) Reazioni anafilattiche (anafilattoidi) (incluse, ma non solo, anafilassi, broncospasmo, flushing, rash, ipotensione, edema della laringe e angioedema) possono verificarsi in pazienti con o senza una storia di ipersensibilità ad altri FANS o aspirina o ketorolac. Questi possono verificarsi anche in soggetti con una storia di angioedema, reattività broncospastica (es. asma) e polipi nasali. Reazioni anafilattoidi, come anafilassi, possono avere esito fatale. Pertanto, ketorolac deve essere usato con cautela nei pazienti con una storia di asma e in pazienti con la sindrome completa o parziale di poliposi nasale, angioedema e broncospasmo. Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari Poiché sono stati riportati ritenzione di fluidi ed edema in associazione all’utilizzo di FANS, è necessario monitorare in modo appropriato e allertare i pazienti con storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata. Gli studi clinici e i dati epidemiologici suggeriscono che l’utilizzo di inibitori selettivi della cicloossigenasi - 2 e alcuni FANS (in particolare ad alte dosi) può essere associato ad un lieve aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad esempio infarto del miocardio o ictus). Sebbene ketorolac non abbia dimostrato di aumentare gli eventi trombotici come l’infarto del miocardio, non sono disponibili dati sufficienti per escludere tale rischio con ketorolac. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica cronica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale devono essere trattati con ketorolac solo dopo attenta valutazione. Una simile valutazione deve essere effettuata prima di iniziare il trattamento di pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (ad esempio ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). Effetti renali Come con altri FANS ketorolac deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità renale o con una storia di malattia renale, perché è un potente inibitore della sintesi delle prostaglandine, potendo causare nefrotossicità, incluse glomerulonefriti, nefriti interstiziali, necrosi papillare, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta. Cautela deve essere osservata poiché è stata riscontrata tossicità renale con ketorolac e altri FANS nei pazienti le cui condizioni portano ad una riduzione della volemia e/o del flusso ematico renale, dove le prostaglandine renali hanno un ruolo di supporto nel mantenimento della perfusione renale. In questi pazienti la somministrazione di ketorolac o altri FANS può causare una riduzione dose-dipendente della produzione di prostaglandine renali e può portare ad uno scompenso renale conclamato o all’insufficienza. I pazienti a maggior rischio di questa reazione sono quelli con ridotta funzione renale, stati di ipoperfusione del rene, malattie renali, ipovolemia, insufficienza cardiaca, disfunzione epatica, cirrosi epatica o epatiti gravi, quelli che assumono diuretici e gli anziani. L’interruzione della terapia con ketorolac o altri antiinfiammatori non steroidei è di solito seguita da un recupero dello stato di pretrattamento.

Pertanto, ketorolac richiede particolari precauzioni o se ne impone l’esclusione dall’uso allorché nel paziente siano presenti le seguenti condizioni: stati di ipoperfusione del rene, malattie renali, cirrosi epatica o epatiti gravi. Pazienti con funzione renale compromessa Poiché Ketorolac EG e i suoi metaboliti sono escreti principalmente dal rene, durante il trattamento con Ketorolac EG si dovrebbe usare cautela in pazienti con ridotta funzionalità renale. In particolare, è controindicato l’uso di Ketorolac EG in pazienti con valori di creatinina sierica superiori a 442 micromol/l. Il farmaco è controindicato in terapia diuretica intensiva. Ritenzione di fluidi ed edema Ritenzione di fluidi, ipertensione ed edema sono stati riportati con l’uso di ketorolac e si deve quindi usare con cautela nei pazienti con scompenso cardiaco, ipertensione o condizioni simili. Si consiglia cautela quando viene somministrato in concomitanza probenecid, poiché sono state riportate con questa combinazione alterazioni nella farmacocinetica di ketorolac. Si consiglia cautela quando viene somministrato in concomitanza metotrexato, poiché è stato osservato che alcuni farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine riducono la clearance del metotrexato e, quindi, potrebbero aumentarne la tossicità. Sodio/Ritenzione di fluidi in pazienti con patologie cardiovascolari ed edema periferico Occorre cautela nei pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiché, in associazione alla terapia con FANS, sono state riportate ritenzione di fluidi ed edema. Ritenzione di fluidi, ipertensione ed edema periferico sono stati osservati in alcuni pazienti che assumono FANS incluso ketorolac e quindi deve essere usato con cautela nei pazienti con scompenso cardiaco, ipertensione o condizioni simili. Uso in pazienti con funzionalità epaticacompromessa Pazienti con compromissione della funzionalità epatica dovuta a cirrosi non subiscono alcuna modifica clinicamente importante nella clearance o nell’emivita di ketorolac. Possono verificarsi aumenti borderline di uno o più test di funzionalità epatica. Queste anomalie possono essere transitorie, rimanere invariate, o progredire continuando la terapia. Aumenti sierici significativi (oltre 3 volte superiori al valore normale) di glutammato piruvato transaminasi (SGPT/ALT) o glutammato ossalacetato transaminasi (SGOT/AST) si sono verificati in studi clinici controllati in meno dell’1% dei pazienti. Ketorolac EG deve essere interrotto se si sviluppano segni clinici e sintomi consistenti di malattie epatiche o se si verificano manifestazioni sistemiche. Effetti ematologici Ketorolac EG inibisce la funzionalità piastrinica e potrebbe prolungare il tempo di sanguinamento. Ketorolac EG non deve essere somministrato nei pazienti che hanno disordini della coagulazione. Anche se gli studi non indicano una significativa interazione tra ketorolac e warfarin o eparina, l’uso concomitante di ketorolac con farmaci che interferiscono con l’emostasi, incluse dosi terapeutiche di terapia anticoagulante, compreso warfarin, profilassi con eparina a basso dosaggio (2500-5000 unità ogni 12 ore) e destrani, può essere associato ad un aumentato rischio di sanguinamento. La somministrazione di ketorolac in questi pazienti deve essere effettuata con estrema cautela, e questi pazienti devono essere attentamente monitorati (vedere paragrafo 4.3). Nell’esperienza post-marketing, sono stati segnalati ematomi post-operatori e altri segni di sanguinamento delle ferite in associazione all’uso peri-operatorio di ketorolac soluzion

8 iniettabile. I medici devono considerare il potenziale rischio di sanguinamento quando l’emostasi è critica, ad esempio nei casi di resezione della prostata, tonsillectomia o chirurgia estetica (vedere paragrafo 4.3). Reazioni cutanee Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, inclusa dermatite esfoliativa, sindrome di StevensJohnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS (vedere paragrafo 4.8). I pazienti sembrano essere a più alto rischio di tali reazioni all’inizio della terapia. Ketorolac deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione, rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità. Ketorolac non deve essere somministrato in concomitanza con probenecid, poiché sono state riportate con questa combinazione alterazioni nella farmacocinetica di ketorolac. Si consiglia cautela quando viene somministrato in concomitanza metotrexato, poiché è stato osservato che alcuni farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine riducono la clearance del metotrexato, e quindi, potrebbero aumentarne la tossicità. Abuso e dipendenza Ketorolac non provoca dipendenza. Non sono stati osservati sintomi di astinenza a seguito di una brusca interruzione di ketorolac. Le iniezioni devono essere eseguite secondo rigorose norme di sterilizzazione, asepsi ed antisepsi. Attenzione: la soluzione iniettabile contiene etanolo pertanto non deve essere utilizzata per via neuroassiale (epidurale o intratecale). Informazioni importanti su alcuni eccipienti Ketorolac EG gocce orali, soluzione Questo medicinale contiene para-idrossibenzoati che possono causare reazioni allergiche (anche ritardate). Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose massima (40 mg), cioè essenzialmente ‘senza sodio’. Ketorolac EG soluzione iniettabile Questo medicinale contiene 96 mg di alcol (etanolo) in ogni fiala che è equivalente a 12% di alcool. La quantità in 1 ml di questo medicinale è equivalente a meno di 3 ml di birra o 1 ml di vino. La piccola quantità di alcol in questo medicinale non produrrà effetti rilevanti. Questo medicinale contiene meno di 23 mg (1 mmol) di sodio per fiala, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Deve essere evitato l’uso contemporaneo di Ketorolac EG ed altri farmaci antinfiammatori non steroidei. Nei pazienti attualmente trattati con ASA o altri FANS il rischio di indurre gravi effetti indesiderati FANS-correlati può essere aumentato.

Corticosteroidi: aumentato rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Vi è un aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale quando gli agenti antiaggreganti piastrinici e gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) sono combinati con i FANS (vedere paragrafo 4.4). I FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin (vedere paragrafo 4.4). Ketorolac inibisce l’aggregazione piastrinica, riduce le concentrazioni di trombossano e prolunga il tempo di sanguinamento. A differenza degli effetti prolungati dell’aspirina, la funzione piastrinica ritorna alla normalità entro 24-48 ore dopo l’interruzione di ketorolac. Quando ketorolac viene somministrato in concomitanza con pentossifillina, vi è una maggiore tendenza al sanguinamento. Quando ketorolac viene somministrato in concomitanza con probenecid sono stati riportati diminuzione della clearance plasmatica e del volume di distribuzione di ketorolac, aumentata concentrazione plasmatica di ketorolac e aumentata emivita di ketorolac. Ketorolac trometamina non modifica il legame proteico della digossina. Studi in vitro indicano che, a concentrazioni terapeutiche di salicilato (300 μg/ml), il legame di ketorolac è stato ridotto di circa il 99,2-97,5%, pari a un incremento potenziale duplice della concentrazione plasmatica di ketorolac non legato. Concentrazioni terapeutiche di digossina, warfarin, ibuprofene, naprossene, piroxicam, acetaminofene, fenitoina e tolbutamide non hanno alterato il legame di ketorolac trometamina con le proteine. Anche se gli studi non indicano una significativa interazione tra ketorolac e warfarin o eparina, l’uso concomitante di ketorolac con farmaci che interferiscono con l’emostasi, incluse dosi terapeutiche di terapia anticoagulante (warfarin), profilassi con eparina a basso dosaggio (25005000 unità ogni 12 ore) e destrani può essere associato ad un aumentato rischio di sanguinamento. È stato segnalato che alcuni farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine riducono la clearance del metotrexato, e quindi, potrebbero aumentarne la tossicità. È stato riportato che alcuni farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine inibiscono la clearance renale del litio, portando ad un aumento della concentrazione plasmatica di litio. Sono stati riportati casi di aumento delle concentrazioni plasmatiche di litio durante la terapia con ketorolac. Diuretici, ACE inibitori e Antagonisti dell’angiotensina II Ketorolac soluzione iniettabile ha ridotto la risposta diuretica al furosemide nei soggetti sani normovolemici di circa il 20%, quindi si deve prestare attenzione ai pazienti con scompenso cardiaco. I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici e degli antiipertensivi. Il rischio di insufficienza renale acuta, che generalmente è reversibile, può aumentare in alcuni pazienti con funzionalità renale compromessa (ad esempio pazienti disidratati o pazienti anziani) quando gli ACE inibitori e/o gl

10 antagonisti del recettore dell’angiotensina II sono combinati con FANS. Pertanto, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente titolati e idratati e dovrebbe essere considerato il monitoraggio della funzionalità renale all’inizio della terapia concomitante e periodicamente in seguito. Ketorolac ha dimostrato di ridurre la necessità di una terapia analgesica concomitante con oppioidi, quando viene utilizzato per il sollievo del dolore postoperatorio. Per le incompatibilità vedere paragrafo 6.2.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza L’impiego di Ketorolac EG è controindicato durante la gravidanza, il travaglio, il parto e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3). L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1%, fino a circa l’1,5%. È stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l’uso di Ketorolac EG può causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l’inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l’interruzione del trattamento. Inoltre, ci sono state segnalazioni di costrizione del dotto arterioso dopo il trattamento nel secondo trimestre, la maggior parte delle quali si è risolta dopo l'interruzione del trattamento. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre - il feto a: - tossicità cardiopolmonare (prematura costrizione/chiusura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale (vedere sopra); - la madre e il neonato, al termine della gravidanza, a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine che comportano ritardo o prolungamento del travaglio. Di conseguenza, Ketorolac EG è controindicato durante la gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 5.3). Ketorolac attraversa la placenta nella misura di circa il 10%.

Nelle donne in età fertile un’eventuale gravidanza deve essere sempre esclusa prima dell’inizio del trattamento e durante il trattamento stesso deve essere assicurata un’efficace copertura anticoncezionale. Travaglio e parto Ketorolac è controindicato durante il travaglio ed il parto poiché, attraverso il suo effetto inibitore della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla circolazione fetale con gravi conseguenze per la respirazione del nascituro ed inibire le contrazioni uterine con eventuale ritardo del parto, aumentando così il rischio di emorragia uterina. Allattamento Ketorolac e i suoi metaboliti sono stati identificati nel feto e nel latte di animali. Il medicinale è escreto in piccole quantità nel latte materno pertanto l’uso è controindicato durante l’allattamento. Fertilità L’uso di Ketorolac EG, come di qualsiasi farmaco che inibisce la cicloossigenasi/sintesi delle prostaglandine, può ridurre la fertilità e non è consigliato in donne che cercano una gravidanza. Nelle donne che hanno difficoltà a concepire o che sono sottoposte ad accertamenti per infertilità, dovrebbe essere considerata la sospensione di ketorolac.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Ketorolac EG, pur non avendo effetto narcotico né effetti sul Sistema Nervoso Centrale, può determinare sonnolenza. Alcuni pazienti possono avvertire sonnolenza, capogiri, vertigini, insonnia o depressione con l’uso di ketorolac. Se i pazienti avvertono questi o altri effetti indesiderati simili, dovrebbero avere cautela nello svolgimento di attività che richiedono attenzione. Si consiglia pertanto cautela anche nella guida di veicoli e nell’uso di macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Post marketing I seguenti effetti indesiderati possono verificarsi in pazienti trattati con ketorolac; le frequenze degli eventi segnalati non sono note, perché sono state segnalate volontariamente da un numero non quantificabile di persone. Patologie gastrointestinali: gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, ulcere, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatali, in particolare negli anziani (vedere paragrafo 4.4). Dopo somministrazione di Ketorolac EG sono stati segnalati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, stipsi, dispepsia, dolore/disturbo addominale, senso di pienezza, melena, sanguinamento rettale, ematemesi, stomatiti, stomatiti ulcerative, esofagite, eruttazioni, ulcerazione gastrointestinale, pancreatite, secchezza delle fauci, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4). Meno frequentemente sono state osservate gastriti. Infezioni ed infestazioni: meningite asettica.

Patologie del sistema emolinfopoietico: trombocitopenia, porpora, epistassi. Disturbi del sistema immunitario: anafilassi; reazioni anafilattoidi (le reazioni anafilattoidi, quali l’anafilassi, possono avere esito fatale); reazioni da ipersensibilità (broncospasmo, vasodilatazione, vampate, rash, ipotensione, edema laringeo). Disturbi del metabolismo e della nutrizione: anoressia, iperkaliemia, iponatriemia. Disturbi psichiatrici: pensiero anormale, depressione, insonnia, ansia, irritabilità, nervosismo, reazioni psicotiche, sogni anomali, allucinazioni, euforia, ridotta capacità di concentrazione, stati di torpore, confusione. Patologie del sistema nervoso: cefalea, capogiri, convulsioni, parestesia, ipercinesia, alterazioni del gusto. Patologie dell’occhio: disturbi della visione, visione anormale. Patologie dell’orecchio e del labirinto: tinnito, perdita dell’udito, vertigini. Patologie renali e urinarie: poliuria, insufficienza renale acuta, aumento della frequenza urinaria, nefrite interstiziale, sindrome nefrosica, ritenzione urinaria, oliguria, sindrome uremico-emolitica, dolore al fianco (con o senza ematuria e/o azotemia). Come con altri farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine possono verificarsi dopo una dose di ketorolac segni di insufficienza renale, come ad esempio aumenti di creatinina e di potassio. Patologie cardiache: palpitazioni, bradicardia, scompenso cardiaco. Edema, ipertensione e insufficienza cardiaca sono state riportate in associazione al trattamento con FANS. Patologie vascolari: ipertensione, vasodilatazione, ipotensione, ematomi, rossore, pallore, sanguinamento post-operatorio delle ferite. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso dei coxib e di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es. infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Sebbene ketorolac non abbia dimostrato di aumentare gli eventi trombotici come l’infarto del miocardio, non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile con ketorolac. Patologie dell’apparato riproduttivoe della mammella: infertilità femminile. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: edema polmonare, dispnea, asma. Patologie epatobiliari: epatite, ittero colestatico, insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: angioedema, dermatite esfoliativa, sudorazione, rash maculo-papulare, orticaria, prurito, porpora, reazioni bollose, comprese Sindrome di Stevens – Johnson e necrolisi tossica epidermica (molto rara).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: mialgia. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione: astenia, febbre, reazioni al sito di iniezione, edema, dolore toracico, sete eccessiva. Esami diagnostici: aumento del tempo di sanguinamento, aumento urea sierica, aumento della creatinina, alterazioni dei test di funzionalità epatica. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi e segni Singoli sovradosaggi di ketorolac sono stati associati in differenti circostanze a gastrite erosiva e/o ulcera peptica e dolore addominale, nausea, vomito, iperventilazione e disfunzione renale, che si sono risolti dopo sospensione del trattamento. Può insorgere sanguinamento gastrointestinale. Raramente possono insorgere ipertensione, insufficienza renale acuta, depressione respiratoria e coma dopo ingestione di FANS. Sono state riportate reazioni anafilattoidi con l’assunzione terapeutica di FANS; ciò può accadere in seguito a sovradosaggio. Trattamento Non ci sono antidoti specifici. In seguito a sovradosaggio di FANS i pazienti devono essere gestiti con terapie sintomatiche e di supporto aggiungendo le normali misure di sicurezza (induzione del vomito, lavanda gastrica, somministrazione di carbone attivo). La dialisi non elimina ketorolac in modo significativo dal flusso sanguigno.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antinfiammatorio/antireumatico non steroideo Codice ATC: M01AB15 Il principio attivo di Ketorolac EG è ketorolac trometamina, farmaco appartenente alla classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). La sua attività si esplica principalmente mediante l’inibizione della sintesi delle prostaglandine, in particolare le PGE2 e PGF2 alfa. Negli studi farmacologici preclinici ha mostrato un’attività analgesica 350 volte più potente rispetto all’aspirina nel topo nel test d’inibizione del dolore indotto da fenilchinone e 800 volte più potente dell’aspirina nel ratto nell’inibire la risposta al dolore causato da flessione tarso-tibiale della zampa di ratto con artrite indotta.

Ketorolac ha inoltre mostrato attività antinfiammatoria (superiore al fenilbutazone) ed antipiretica (superiore all’aspirina). Ketorolac è risultato 37 volte più attivo rispetto all’aspirina nell’inibire l’aggregazione di piastrine umane indotta da collageno. Ketorolac non esplica effetti sul Sistema Nervoso Centrale; gli effetti sul sistema cardiovascolare e respiratorio sono minimi. Dagli studi clinici è emerso che l’attività analgesica di ketorolac alla dose di 10 mg è risultata pari se non superiore all’aspirina 650 mg, al paracetamolo 600 e 1000 mg, all’associazione paracetamolo 600 mg e 1000 mg + codeina 60 mg; alla glafenina 400 mg, all’ibuprofene 400 mg, al diclofenac 50 mg. Ketorolac somministrato i.m. alla dose di 30 mg è risultato in numerosi studi clinici paragonabile alla morfina 12 mg e alla meperidina 100 mg e superiore a morfina 6 mg e meperidina 50 mg. Ketorolac i.m. 30 mg ha evidenziato una durata di azione più prolungata rispetto a morfina e meperidina. L’effetto analgesico si manifesta entro 1 ora dopo somministrazione orale, dopo 30 minuti dalla somministrazione i.m. e il massimo effetto analgesico compare rispettivamente entro 2-3 ore e 1-2 ore. Per entrambe le formulazioni la durata media dell’effetto analgesico è di 4-6 ore. Ketorolac è privo di effetti morfino-simili, non determina depressione respiratoria e, rispetto alla morfina, l’incidenza degli effetti indesiderati a carico del Sistema Nervoso Centrale (sonnolenza) è significativamente inferiore.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Ketorolac è rapidamente e completamente assorbito per via orale con un picco di concentrazione plasmatica di 0,87 mcg/ml entro 35 minuti dalla somministrazione di 10 mg in compresse ed un picco di 1,11 mcg/ml entro 26 minuti dalla somministrazione di 10 mg in soluzione. Compresse e soluzione orale al 2% sono risultati essere bioequivalenti in termini di AUC ed emivita. Parimenti, dopo somministrazione intramuscolare di 30 mg, ketorolac viene rapidamente e completamente assorbito con una concentrazione plasmatica media al picco di 2,2 mcg/ml. Dopo somministrazione endovenosa di 30 mg, la concentrazione plasmatica di picco è pari a 5 mcg/ml. La farmacocinetica di ketorolac nell’uomo, sia dopo somministrazione singola che dopo somministrazioni ripetute, è lineare; lo steady state plasmatico viene raggiunto dopo un giorno per somministrazioni ogni 6 ore. L’emivita è risultata di 5,4 ore dopo somministrazione orale e di 5,3 ore dopo somministrazione i.m. e di 5,1 ore dopo somministrazione e.v. Nell’anziano questi valori sono leggermente più alti: ad esempio 6,2 e 7. L’assunzione di antiacidi non influenza l’assorbimento di ketorolac. Distribuzione Il legame alle proteine plasmatiche del ketorolac è del 99%. Concentrazioni terapeutiche di digossina, warfarin, ibuprofene, naprossene, piroxicam, acetaminofene, fenitoina e tolbutamide non modificano il legame proteico di ketorolac. Il volume di distribuzione è 0,11 L/Kg.

Biotrasformazione Ketorolac è metabolizzato a livello epatico; i principali metaboliti sono derivati para-idrossilati (12%) e glucuronati (75%), tutti inattivi. Eliminazione La principale via di eliminazione di ketorolac e dei suoi metaboliti è quella urinaria e il rimanente è eliminato con le feci. La clearance renale di ketorolac è 0.35-0.55 ml/min/Kg.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicità acuta DL50 per via orale nel topo 529 mg/kg (M e F); nel ratto da 100 a 400 mg/kg (M e F) e nella scimmia superiore a 200 mg/kg (M e F); per via i.p. nel topo 473 mg/kg (M e F), nel ratto da 100 a 400 mg/kg (M e F). Tossicità per somministrazioni ripetute Somministrazioni quotidiane ad alti dosaggi per via orale nel topo (30 mg/kg per 6 mesi) e nella scimmia (9 mg/kg per 12 mesi) hanno evidenziato gastroenteropatia (nel topo) e lieve nefrotossicità. Somministrazioni i.m. nel coniglio (15 mg/kg per 1 mese) e nella scimmia (13,5 mg/kg per 3 mesi) hanno evidenziato lieve reazione infiammatoria nel sito di iniezione. Somministrazioni e.v. nel coniglio e nella scimmia (2,5 mg/kg per 2 settimane) sono risultate ben tollerate. Tossicità fetale Prolungamento della gravidanza e/o distocia materna e conseguente mortalità perinatale sono notati nel ratto alle dosi più elevate. Non vi sono ulteriori informazioni su dati preclinici oltre a quelle già riportate in altre parti di questo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (vedere paragrafo 4.6). Mutagenesi, cancerogenesi, tollerabilità Il composto è risultato non mutageno, non cancerogeno, non ha indotto sensibilizzazione nella cavia ed è sprovvisto di attività immunogenica.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Ketorolac EG 30 mg/ml soluzione iniettabile Etanolo, sodio cloruro, sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili. Ketorolac EG 20 mg/ml gocce orali, soluzione Acido citrico monoidrato, sodio fosfato dibasico diidrato, metile-paraidrossibenzoato sodico, propile-paraidrossibenzoato sodico, acqua depurata.

6.2 Incompatibilità

Ketorolac è compatibile con aminofillina, xilocaina, morfina, meperidina, dopamina, insulina ed eparina somministrati contemporaneamente in soluzione contenuta in una sacca per fleboclisi pe

16 somministrazione e.v., ma non può essere miscelato a morfina, meperidina, prometazina o idrossizina in una siringa.

6.3 Periodo di validità

Ketorolac EG 30 mg/ml soluzione iniettabile: 3 anni Ketorolac EG 20 mg/ml gocce orali, soluzione: 2 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per riparare il prodotto dalla luce. Dopo la prima apertura del flacone di gocce, il medicinale deve essere utilizzato entro 4 mesi; il prodotto eccedente deve essere eliminato.

6.5 Natura e contenutodel contenitore

Ketorolac EG 30 mg/ml soluzione iniettabile: fiale di vetro ambrato di tipo I; confezione da 3 fiale da 1 ml. Ketorolac EG 20 mg/ml gocce orali, soluzione: flacone di vetro ambrato di tipo III con chiusura in polipropilene contenente 10 ml.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

EG S.p.A. - Via Pavia, 6 – 20136 Milano

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Ketorolac EG 30 mg/ml soluzione iniettabile – 3 fiale da 1 ml AIC n. 037849015 Ketorolac EG 20 mg/ml gocce orali, soluzione – flacone 10 ml AIC n. 037849027

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Maggio 2008 / 7 Febbraio 2013

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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