LUKADIN

Amikacina Teva è indicata per il trattamento a breve termine di gravi infezioni causate da batteri chiamati Gram negativi, compresi ceppi di pseudomonas e stafilococchi che non rispondono all’azione di altri antibiotici. In particolare, Amikacina Teva è indicata per infezioni: - del sangue quali batteriemia (presenza di batteri nel sangue) e setticemia (malattia generalizzata dovuta alla presenza di batteri nel sangue), compresa la sepsi neonatale (infezione diffusa a tutto l’organismo nel neonato); - delle vie genito-urinarie (complicate e ricorrenti); - dell’apparato respiratorio…

Usato per: infezioni batterichebatteriemia

Principio attivo: AMIKACINA SOLFATO, AMIKACINA · ATC J01GB06 · LANOVA FARMACEUTICI S.R.L.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

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Principio attivo: AMIKACINA SOLFATO, AMIKACINA
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile
Dosaggio: 1 g / 4 ml SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: LANOVA FARMACEUTICI S.R.L.
Codice ATC: J01GB06
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· AMIKACINA TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
· AMICASIL - PHARMATEX ITALIA S.R.L.
· AMIKAN - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
· AMIKACINA B. BRAUN - B. BRAUN MELSUNGEN AG
· ARIKAYCE LIPOSOMIALE - INSMED NETHERLANDS B.V.
· AMIKACINA NORIDEM - NORIDEM ENTERPRISES LTD
· NEKACIN - NEW RESEARCH S.R.L.
· MIKAN - S.F. GROUP S.R.L.
· CHEMACIN - LABORATORIO FARMACEUTICO C.T. S.R.L.
· LIKACIN - LABORATORIO ITALIANO BIOCHIMICO FARMACEUTICO LISAPHARMA S.P.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

Foglietto di un medicinale equivalente con lo stesso principio attivo.

A cosa serve questo medicinale?

Questo medicinale contiene amikacina, un antibiotico che appartiene al gruppo degli aminoglicosidi e che agisce uccidendo i batteri responsabili delle infezioni nell’organismo.

Amikacina Teva è indicata per il trattamento a breve termine di gravi infezioni causate da batteri chiamati Gram negativi, compresi ceppi di pseudomonas e stafilococchi che non rispondono all’azione di altri antibiotici. In particolare, Amikacina Teva è indicata per infezioni: - del sangue quali batteriemia (presenza di batteri nel sangue) e setticemia (malattia generalizzata dovuta alla presenza di batteri nel sangue), compresa la sepsi neonatale (infezione diffusa a tutto l’organismo nel neonato);

- delle vie genito-urinarie (complicate e ricorrenti);
- dell’apparato respiratorio;
- delle ossa e delle articolazioni;
- del sistema nervoso centrale (compresa la meningite, infezione delle membrane che ricoprono il
cervello e il midollo spinale);

- della pelle (tessuto cutaneo e sottocutaneo), comprese le infezioni che possono manifestarsi a seguito
di un’ustione;
- dell’addome (compresa la peritonite, infezione della membrana che riveste i visceri e l’addome);
- post-operatorie (infezioni che possono manifestarsi dopo aver subito un intervento chirurgico).

L’amikacina non è indicata nel trattamento delle infezioni non complicate delle vie urinarie in fase iniziale, quando è possibile utilizzare un antibiotico meno tossico per l’organismo.

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Amikacina Teva Se è allergico all’amikacina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

È importante tenere presente che se è allergico ad un altro antibiotico appartenente alla famiglia degli aminoglicosidi, potrebbe essere allergico anche alla amikacina (sensibilità crociata).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di usare Amikacina Teva.

Chieda consiglio al medico in particolare, se:

- soffre di problemi ai reni;
- ha disturbi dell’udito e dell’equilibrio;
- soffre di parkinsonismo (malattia caratterizzata da tremore, rigidità e lentezza dei movimenti);
- soffre di miastenia gravis (malattia caratterizzata da debolezza muscolare e affaticabilità);
- è anziano;
-
-
-
è disidratato;
è previsto l’uso di anestetici o medicinali paralizzanti; del
lei o i suoi familiari siete affetti da una malattia genetica che causa mutazione mitocondriale o perdita
dell’udito causata dall’assunzione di antibiotici, le consigliamo di informare il medico o il farmacista
prima di assumere un aminoglicoside in quanto alcune mutazioni mitocondriali associate a tale
prodotto possono aumentare il rischio di perdita dell’udito. Il medico può raccomandare l’esecuzione
di test genetici prima della somministrazione di Amikacina Teva.

Segua attentamente le indicazioni del medico circa la durata del trattamento e i controlli da eseguire, come audiometria (un esame che rileva la capacità uditiva), esami del sangue e delle urine, per valutare la funzione

dei reni. Il medico le indicherà il numero dei giorni di trattamento in base al suo quadro clinico.

Deve interrompere il trattamento e avvertire immediatamente il medico se manifesta: - percezione persistente di rumore nell’orecchio (tinnito), diminuzione dell’udito, capogiri o vertigini;

- intorpidimento e formicolio della pelle, contrazioni involontarie dei muscoli (spasmi muscolari) e
movimenti bruschi improvvisi ed incontrollabili dei muscoli (convulsioni);
- alterazione dei test di funzionalità renale e diminuzione della produzione di urina;
- progressiva perdita della forza e della resistenza muscolare;
- comparsa di nuovi sintomi o diversi da quelli che già aveva.

Durante l’assunzione di questo medicinale si consiglia di bere molto per mantenere un adeguato livello di idratazione.

Bambini Nei neonati e nei prematuri il medicinale sarà usato con cautela e sotto il diretto controllo del medico.

Dato che non sono noti i possibili danni dell’amikacina sull’udito e sull’equilibrio nel bambino, questo antibiotico sarà usato in età pediatrica soltanto in caso di necessità e con un attento monitoraggio.

Altri medicinali e Amikacina Teva

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Faccia particolare attenzione e informi il medico se sta assumendo o deve assumere uno dei seguenti medicinali: - anestetici (medicinali che inducono una riduzione della sensibilità al dolore e sedazione) e bloccanti neuromuscolari (medicinali paralizzanti come tubocurarina, succinilcolina, decametonio, atracurio, rocuronio, vecuronio) o citrato (usato come anticoagulante nelle sacche trasfusionali);

- medicinali che possono essere tossici per l’orecchio o i reni come bacitracina, kanamicina, gentamicina, tobramicina, neomicina, streptomicina ,cefaloridina, paromomicina, viomicina, polimixina B, colistina, vancomicina, altri aminoglicosidi o cefalosporine e penicilline (antibiotici usati per trattare le infezioni causate da batteri), cisplatino (e altri medicinali contenenti il platino, usati per trattare i tumori), amfotericina B (un antimicotico, usato per trattare le infezioni causate da funghi), ciclosporina e tacrolimus (medicinali usati per evitare il rigetto dopo il trapianto di organi e

per trattare disturbi del sistema immunitario);
- diuretici, utilizzati per il trattamento della pressione alta, come acido etacrinico, furosemide, sodio
meralluride, sodio mercaptomerin e mannitolo;
- bifosfonati, utilizzati per il trattamento di alcune malattie delle ossa;

- vitamina B1;
- indometacina, utilizzata nel trattamento di stati infiammatori e dolorosi.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Il medico le prescriverà Amikacina Teva solo in caso di effettiva necessità. Sono disponibili dati limitati sull’uso degli aminoglicosidi in gravidanza. Gli aminoglicosidi passano la placenta e possono causare danni al nascituro. Allattamento Non è noto se l’amikacina sia escreta nel latte materno. La somministrazione di Amikacina Teva durante l’allattamento con latte materno deve essere presa in considerazione solo se il beneficio atteso per la madre supera il rischio per il nascituro.

Fertilità Studi sugli animali non hanno mostrato effetti sulla fertilità.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari In seguito alla somministrazione di Amikacina TEVA possono insorgere disturbi dell’equilibrio, della vista e dell’udito, si raccomanda di evitare di guidare veicoli, di usare macchinari o di svolgere attività che richiedano particolare vigilanza (vedere “Possibili effetti indesiderati”).

Amikacina Teva contiene

 sodio metabisolfito: raramente può causare gravi reazioni di ipersensibilità e broncospasmo;  sodio: Amikacina Teva 0,5 g/2 ml soluzione iniettabile: questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala, cioè essenzialmente “senza sodio”. Amikacina Teva 1 g/4 ml soluzione iniettabile: questo medicinale contiene circa 29 mg di sodio

(componente principale del sale da cucina) per fiala. Questo equivale a 1,45% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto.

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Amikacina Teva deve essere somministrato per via intramuscolare o endovenosa. Il medico stabilirà la via di somministrazione in base alla gravità dell’infezione da curare.

Adulti e adolescenti al di sopra dei 12 anni La dose raccomandata, per via intramuscolare o endovenosa, è di 15 mg/kg al giorno, da assumere in un’unica somministrazione giornaliera o in 2 somministrazioni uguali, pari a 7,5 mg/kg ogni 12 ore. La dose massima giornaliera non deve superare gli 1,5 g di amikacina. In caso di endocardite (infiammazione della membrana che ricopre il cuore e le valvole cardiache causata da un’infezione) o di neutropenia febbrile (riduzione del numero di un tipo di globuli bianchi accompagnata da

febbre), Amikacina Teva deve essere somministrato due volte al giorno, come indicato sopra.

Infezioni del tratto urinario non complicate (escluse le infezioni da Pseudomonas): 7,5 mg/kg/die in un’unica somministrazione giornaliera.

Infezioni ad alto rischio e/o sostenute da Pseudomonas: la dose iniziale nell’adulto può essere aumentata a 500 mg ogni 8 ore, ma non si deve mai superare la dose massima giornaliera di 1,5 g/die né protrarre la terapia per più di 10 giorni.

Bambini di età compresa tra le 4 settimane di vita e i 12 anni

La dose raccomandata, per via intramuscolare o per infusione endovenosa lenta, è di 15 - 20 mg/kg al giorno, da assumere in un’unica somministrazione giornaliera o in 2 somministrazioni uguali, pari a 7,5 mg/kg ogni 12 ore.

Neonati La dose iniziale raccomandata è di 10 mg/kg, seguita poi dalla somministrazione di una dose pari a 7,5 mg/kg, ogni 12 ore.

Prematuri La dose raccomandata è pari a 7,5 mg/kg da somministrare ogni 12 ore.

Compromissione renale Il medico valuterà una riduzione della dose giornaliera o un aumento dell’intervallo tra una somministrazione e quella successiva.

Durata del trattamento La durata del trattamento è di 3 - 7 giorni in caso di somministrazione endovenosa e di 7 - 10 giorni per la somministrazione intramuscolare. Se il quadro clinico non si modifica entro 3-5 giorni il medico rivaluterà la situazione. Alle dosi raccomandate, le infezioni meno gravi causate da organismi sensibili rispondono alla terapia entro

24 - 48 ore.

Se usa più Amikacina Teva di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di questo medicinale, avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

L’assunzione di una dose elevata di amikacina può infatti portare allo sviluppo di danni ai reni, dell’udito e del cervello o del sistema nervoso con possibile blocco neuromuscolare (paralisi) con arresto respiratorio.

Se dimentica di usare Amikacina Teva Non usi una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Amikacina Teva Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista. Chieda consiglio al medico se intende interrompere il trattamento.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Tutti gli antibiotici appartenenti alla classe degli aminoglicosidi sono potenzialmente dannosi per l’orecchio, i reni e il sistema neuromuscolare.

Interrompa il trattamento e si rivolga immediatamente al medico se manifesta: - eruzioni cutanee, irritazione della pelle (orticaria), prurito, costrizione dei bronchi (broncospasmo), reazioni allergiche (ipersensibilità), anche gravi (reazioni anafilattiche, shock anafilattico e reazioni

anafilattoidi) che si possono manifestare con difficoltà a deglutire, gonfiore del viso, delle mani e dei
piedi, degli occhi, delle labbra, della lingua e/o della faccia;
- percezione persistente di rumore nell’orecchio (tinnito), disturbi dell’equilibrio;
- cecità, infarto della retina (arresto dell’afflusso di sangue all’occhio);
- perdita della motilità (paralisi);
- alterazione della funzionalità renale (insufficienza renale acuta, nefropatia tossica, presenza di cellule
nelle urine, nefrotossicità).

Altri effetti indesiderati possono essere:
Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)
- nausea;
- vomito;
- superinfezioni (infezioni che si aggiungono a quella esistente) o colonizzazione con batteri resistenti o
lieviti (sviluppo di resistenza da parte dei batteri o insorgenza di infezioni causate da funghi);
- irritazione della pelle (eruzioni cutanee).

Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000)
- riduzione dell’emoglobina nel sangue, sostanza che trasporta l’ossigeno nel sangue (anemia);
- aumento del numero di un tipo di globuli bianchi nel sangue (eosinofilia);

- diminuzione dei livelli di magnesio nel sangue (ipomagnesiemia);
- tremore;
- alterazione della sensibilità (parestesia);
- mal di testa (cefalea);
- diminuzione dell’udito (ipoacusia);
- disturbi dell’equilibrio;

- cecità;
- arresto dell’afflusso di sangue all’occhio (infarto della retina);
- percezione persistente di rumore nell’orecchio (tinnito);
- abbassamento della pressione (ipotensione);
- prurito;

- orticaria;
- dolore alle articolazioni (artralgia);
- contrazione muscolare;
- diminuzione della produzione di urina (oliguria);

- aumento dei livelli di creatinina nel sangue (ipercreatininemia);
- elevata concentrazione di albumina nelle urine (albuminuria);
- aumento dei livelli di azoto nel sangue (azotemia);
- presenza di globuli rossi o bianchi nelle urine;
- febbre (piressia).
Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
- reazioni allergiche (ipersensibilità, reazioni anafilattiche, shock anafilattico e reazioni anafilattoidi);
- paralisi;

- sordità;
- interruzione temporanea del respiro (apnea);
- costrizione dei bronchi (broncospasmo);
- alterazione della funzionalità renale (insufficienza renale acuta, nefropatia tossica, presenza di cellule
nelle urine).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema di segnalazione nazionale all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Le soluzioni diluite contenenti 2,5 mg/ml di principio attivo possono essere utilizzate entro 24 ore se conservate in frigorifero o comunque a temperatura inferiore a 25°C. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare

i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Amikacina Teva

Amikacina Teva 0,5 g/2 ml soluzione iniettabile - Il principio attivo è l’amikacina solfato. Una fiala contiene 667,5 mg di amikacina solfato (pari a 500 mg di amikacina).

Amikacina Teva 1 g/4 ml soluzione iniettabile - Il principio attivo è l’amikacina solfato. Una fiala contiene 1,335 g di amikacina solfato (pari a 1 g di amikacina).

Gli altri componenti sono sodio citrato, sodio metabisolfito, acido solforico, acqua per preparazioni

iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di Amikacina Teva e contenuto della confezione Amikacina Teva 0,5 g/2 ml soluzione iniettabile si presenta in una scatola contenente 5 fiale di soluzione

iniettabile da 500 mg. Amikacina Teva 1 g/4 ml soluzione iniettabile si presenta in una scatola contenente 1 fiala di soluzione iniettabile da 1 g.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Teva Italia S.r.l. - Piazzale Luigi Cadorna, 4 – 20123 Milano

Produttore Laboratorio Farmaceutico C.T. S.r.l. -Via Dante Alighieri, 71 - Sanremo (IM)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici o agli operatori sanitari:

Si devono tenere in considerazione le linee guida ufficiali relative all’uso appropriato dei farmaci

antibatterici.

La durata del trattamento è di 3 - 7 giorni per la somministrazione endovenosa, e 7 - 10 giorni per la somministrazione intramuscolare. Se il quadro clinico non si modifica entro 3-5 giorni, prendere in considerazione una terapia alternativa in base ai risultati delle indagini microbiologiche.

Nei pazienti affetti da disfunzione renale, si raccomanda di ridurre la dose giornaliera e/o aumentare gli intervalli tra una somministrazione e l’altra, onde evitare un accumulo del medicinale. Un metodo consigliato per stabilire le dosi da somministrare a pazienti con una diminuita funzione renale, sospetta o accertata, è quello di moltiplicare per 9 le concentrazioni sieriche di creatinina: il risultato ottenuto rappresenta l’intervallo, espresso in ore, tra una dose e l’altra. Ad esempio, se il tasso sierico della creatinina è di 2 mg, la dose raccomandata deve essere somministrata con intervalli di 18 ore. Poiché le funzioni renali possono alterarsi notevolmente nel corso della terapia, il tasso sierico della creatinina deve essere controllato frequentemente e, se necessario, le somministrazioni devono essere modificate.

Posologia normale 7,5 mg/kg a intervalli prolungati:

Creatinina sierica Intervallo (ore)

(mg/100 ml) 1,5 13 1/2 2,0 18 2,5 22 1/2 3,0 27 3,5 31 1/2

4,0 36 4,5 40 1/2 5,0 45 5,5 49 1/2

6,0 54

Posologia ridotta a intervalli fissi: dose iniziale: 7,5 mg/kg; dose di mantenimento (ogni 12 ore):

CC del paziente (ml/min) x 7,5 CC normale (ml/min)

La somministrazione intramuscolare è preferibile ma in caso di necessità può essere utilizzata, con identico schema posologico, la somministrazione endovenosa (per infusione venosa). Qualora sia ritenuta utile o necessaria la somministrazione endovenosa, questa deve essere eseguita diluendo la quantità di farmaco calcolata in modo da far durare la somministrazione almeno un’ora o anche più.

Nei pazienti pediatrici, la quantità di diluenti utilizzata dipende dalla quantità di amikacina tollerata dal paziente. La soluzione deve essere infusa nell’arco di un periodo di 30 - 60 minuti. Nei bambini l’infusione deve durare 1 - 2 ore.

In caso di uso endovenoso diluire in soluzione fisiologica o isotonica di glucosio.

Amikacina Teva non deve essere miscelato con altri agenti antibatterici nelle stesse siringhe o negli stessi flaconi per infusioni.

In caso di sovradosaggio o di reazioni tossiche, per accelerare l’eliminazione di amikacina dal sangue,

ricorrere ad emodialisi o a dialisi peritoneale.

I livelli di amikacina vengono ridotti anche durante l’emofiltrazione continua artero-venosa. Nei neonati, si può anche considerare la trasfusione di scambio.

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Domande frequenti su LUKADIN

Come si usa LUKADIN?

LUKADIN si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa, intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

LUKADIN è disponibile senza ricetta?

No, LUKADIN è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di LUKADIN?

Il principio attivo di LUKADIN è AMIKACINA SOLFATO, AMIKACINA.

Quali sono gli equivalenti di LUKADIN?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: AMIKACINA TEVA, AMICASIL, AMIKAN, AMIKACINA B. BRAUN. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce LUKADIN?

LUKADIN è prodotto da LANOVA FARMACEUTICI S.R.L..

Da quando LUKADIN è autorizzato in Italia?

LUKADIN ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1983-12-31.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

LUKADIN 1 g/4 ml soluzione iniettabile

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Una fiala contiene: Principio attivo: Amikacina solfato g 1,335 (pari ad amikacina base g 1) Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Soluzione iniettabile

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

LUKADIN è indicato nel trattamento a breve termine di infezioni gravi da ceppi sensibili di germi Gram-negativi, comprese le specie di Pseudomonas, E. coli, Proteus indolo + e indolo -, di Providencia, del gruppo Klebsiella-Enterobacter – Serratia, e di Acinetobacter. Questo antibiotico si dimostra efficace: - Nella terapia delle batteriemie, delle setticemie e delle sepsi neonatali. - Nella terapia delle infezioni gravi delle vie respiratorie; delle ossa e delle articolazioni; del SNC (inclusa la meningite); delle infezioni intra addominali (inclusa la peritonite); delle ustioni e delle infezioni postoperatorie (incluse quelle della chirurgia vascolare). - Nella terapia delle infezioni gravi, complicate e ricorrenti, delle vie urinari, causate da germi Gramnegativi. Per contro, come gli altri aminoglicosidi, l’Amikacina non è indicata negli episodi infettivi iniziali e non complicati del tratto urinario, quando l’agente eziologico è sensibile ad antibiotici potenzialmente meno tossici. - Nella terapia delle infezioni da stafilococco; perciò si può adottare come terapia d’attacco in caso di infezioni stafilococciche accertate o presunte, quando il paziente è allergico ad altri antibiotici, o è presente un’ infezione mista ad stafilococchi e Gram-negativi. - Nella terapia delle sepsi neonatali, quando il test di sensibilità indica che altri aminoglicosidi non si possono impiegare. In tali casi può essere indicata anche una terapia concomitante con un antibiotico di tipo penicillinico, a causa della possibilità di sovrainfezione da Gram-positivi (streptococchi o pneumococchi). LUKADIN è in grado di combattere le infezioni da germi Gram-negativi resistenti alla gentamicina ed alla tobramicina, particolarmente da Proteus rettgeri, Providencia suarti, Serratia mercescens e Pseudomonas aeruginosa. Occorre tener conto delle direttive ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Adulti e bambini sopra i 12 anni Il dosaggio intramuscolare o endovenoso raccomandato per adulti e adolescenti con funzionalità renale normale (clearance della creatinina ≥ 50 ml/min.) è di 15 mg/kg/die da somministrarsi come dose giornaliera singola o frazionato in due dosi uguali, ovvero 7,5 mg/kg ogni 12 ore. La dose giornaliera totale non deve superare 1,5 g. Nei pazienti con endocardite e neutropenia febbrile la posologia deve essere di due somministrazioni al giorno, in quanto non si dispone di dati sufficienti a supporto della somministrazione giornaliera unica.

Bambini di età compresa tra 4 settimane e 12 anni La dose intramuscolare o endovenosa (infusione venosa lenta) raccomandata per i bambini con funzionalità renale normale è di 15-20 mg/kg/die somministrabile come dose unica di 15-20 mg/kg o frazionata in due dosi da 7,5 mg/kg ogni 12 ore. Nei pazienti con endocardite e neutropenia febbrile la posologia deve essere di due somministrazioni al giorno, in quanto non si dispone di dati sufficienti a supporto della somministrazione giornaliera unica. Neonati Un’iniziale dose di carica di 10 mg/kg seguita da 7,5 mg/kg ogni 12 h (vedere paragrafi4.4 e 5.2). Lattanti prematuri La dose raccomandata neiprematuri è di 7,5mg/kg ogni 12 ore (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). La durata media del trattamento con Amikacina deve andare dai 7 ai 10 giorni, alla posologia stabilita nell’adulto o nel bambino; con tale schema le infezioni, se non complicate e da germi sensibili, devono rispondere favorevolmente entro 48 ore. Se dopo 4-5 giorni non si manifesta la risposta clinica desiderata , si deve sospendere la terapia e controllare nuovamente la sensibilità del germe in causa. La mancata risposta può essere dovuta o a resistenza del germe , o alla presenza di foci settici, che richiedono un drenaggio chirurgico. Quando è necessario un periodo di trattamento superiore ai 10 giorni, si deve controllare quotidianamente la funzionalità renale ed acustica. Nei pazienti con funzionalità renale compromessa, nei limiti del possibile si devono sempre controllare la concentrazione sierica di Amikacina, ed adeguare la posologia: a) somministrando le dosi per un soggetto con funzionalità normale, ad intervalli più lunghi; oppure b) somministrando dosaggi ridotti rispetto alla norma, e mantenendo fissi gli intervalli di tempo. In entrambi i casi si deve controllare la CC ed i livelli sierici di creatinina, in quanto questi dati sono correlati, nel paziente con funzione renale ridotta, con l’emivita dell’antibiotico. In particolare: se non si conosce il tasso di CC (clearance della creatinina) e le condizioni del paziente sono stabili, l’intervallo tra le somministrazioni si calcola moltiplicando il valore del tasso di creatinina sierica per 9 (es.: 2 mg/100 ml di creatinina x 9 = 18 ore di intervallo); se è preferibile somministrare l’Amikacina ad intervalli fissi, occorrerebbe innanzi tutto controllare le concentrazioni sieriche dell’antibiotico, per essere sicuri che non eccedano i 35 gamma /mt. Se ciò non è possibile, e le condizioni del paziente sono stabili, avendo a disposizione i valore della CC e della creatininemia, si può iniziare con una dose di attacco di 7,5 mg/Kg e stabilire l’intervallo in 12 ore. La dose da somministrare successivamente, ogni 12 ore, verrà calcolate secondo la seguente formula: CC calcolate nel paziente ------------------------------ Xdose d’attacco (= 7,5 mg x peso corp.) CC teorica nel normale Alternativamente, se si conosce il valore di “steady-state” della creatininemia, si può dividere la dose normale per questo valore, ed ottenere così il dosaggio ridotto da somministrare ogni 12 ore. Per la via endovenosa di somministrazione, la dose iniziale, il dosaggio giornaliero e la quantità totale di Amikacina da somministrare, restano uguali a quelli riferiti per la via intramuscolare, così come uguale la modalità di somministrazione (2-3 somministrazioni al dì ad intervalli regolari). Nell’adulto l’antibiotico va somministrato diluendo la fiala da 1 g in 200 ml di soluzione fisiologica, di soluzione glucosata al 5%, soluzione di Ringer lattato ed infusa in 60 minuti. L’Amikacina non deve essere unita ad altre sostanze da infondere, ma somministrata da sola, secondo lo schema posologico stabilito.

Raccomandazione specifica per la somministrazione endovenosa Nei pazienti pediatrici la quantità di diluenti da usare dipenderà dalla quantità di amikacina tollerata dal paziente. Normalmente la soluzione deve essere infusa in un tempo compreso tra 30 e 60 minuti. I lattanti devono ricevere l’infusione in un intervallo di tempo compreso tra 1 e 2 ore. I diluenti compatibili per l’infusione sono i seguenti: soluzione fisiologica, destrosio 5%, Ringer lattato. L’Amikacina non deve essere unita ad altre sostanze da infondere, ma somministrata da sola, secondo lo schema posologico stabilito. Modalità di intervento in caso di dose eccessiva In caso di sovradosaggio o di reazioni tossiche, l’ emodialisi e la dialisi peritoneale, serviranno ad allontanare velocemente l’antibiotico dal sangue

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. L’amikacina solfato iniettabile è controindicata in pazienti con allergia nota all’ amikacina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. In seguito ad una storia di ipersensibilità o a gravi reazioni tossiche agli aminoglicosidi l'uso di qualsiasi aminoglicoside è controindicato a causa della sensibilità nota crociata dei pazienti ai farmaci appartenenti a questa classe. Controindicato durante la gravidanza e l’allattamento (vedere sez. 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

E’consigliabile effettuare un antibiogramma prima di iniziare la terapia. L’Amikacina può comunque essere adottata come terapia iniziale, quando in una infezione si sospetti l’eziologia da Gram-negativi e non siano ancora a disposizione i risultati dell’antibiogramma. Tuttavia la decisione di continuare la terapia con questo antibiotico deve basarsi sui risultati dei tests di sensibilità, sulla gravità dell’infezione, sulla risposta del paziente, e tenendo presente le avvertenze riportate più avanti. Cautela deve essere esercitata nei pazienti con pre-esistente insufficienza renale, o pre-esistente danno all’udito o vestibolare. I pazienti in trattamento con aminoglicosidi per via parenterale devono rimanere sotto stretto controllo clinico a causa della potenziale ototossicità e nefrotossicità associata al loro utilizzo. La sicurezza non è stata stabilita per periodi di trattamento che sono superiori ai 14 giorni. Neuro/Ototossicità La neurotossicità, manifestata come ototossicità uditiva vestibolare e / o bilaterale, può verificarsi in pazienti in trattamento con aminoglicosidi. Il rischio di ototossicità indotta da aminoglicoside è maggiore nei pazienti con compromissione della funzionalità renale, o in quelli la cui terapia è prolungata oltre 5-7 giorni di trattamento, anche in pazienti sani. In genere, la sordità inizia verso le onde acustiche ad alta frequenza, per cui si può determinare solo mediante test audiometrici. Possono comparire anche vertigini, che sono indice di danno vestibolare. Altre manifestazioni di neurotossicità possono includere intorpidimento, sensibilità della pelle, spasmi muscolari e convulsioni. Pazienti che sviluppano danno cocleare o vestibolare possono non avere sintomi durante la terapia che avverta loro dello sviluppo della tossicità dell’ottavo nervo, e possono verificarsi sordità irreversibile bilaterale totale o parziale o vertigini disabilitanti dopo che il trattamento è stato sospeso. L’ototossicità indotta dall’Amikacina è di solito irreversibile. Non è nota la potenziale ototossicità dell’Amikacina nei bambini. Finché non siano a disposizione maggiore dati, questo antibiotico si deve usare, in pediatria, solo quando i tests di sensibilità indicano che altri aminoglicosidi non si possono impiegare e quando il bambino può essere controllato strettamente circa l’insorgenza della tossicità a quel livello.

Sussiste un aumento del rischio di ototossicità nei pazienti con mutazioni del DNA mitocondriale (in particolare a livello del nucleotide 1555 con la sostituzione di A con G nel gene 12S rRNA), anche se i livelli sierici di aminoglicosidi rientrano nel range raccomandato durante il trattamento. In questi pazienti devono essere prese in considerazione opzioni terapeutiche alternative. Nei pazienti con anamnesi familiare di mutazioni rilevanti o sordità indotta da aminoglicosidi devono essere presi in considerazione trattamenti alternativi o test genetici prima della somministrazione. Tossicità Neuromuscolare A seguito di iniezione parenterale, instillazione topica (come in ortopedia e lavaggio addominale o nel trattamento locale di empiema) e dopo l'uso orale di aminoglicosidi sono stati riportati blocco neuromuscolare e paralisi respiratoria. La possibilità di paralisi respiratoria deve essere presa in considerazione se gli aminoglicosidi sono somministrati attraverso qualsiasi via , in particolare nei pazienti in trattamento con anestetici, agenti bloccanti neuromuscolari (vedere sezione Interazioni ). Se si verifica il blocco neuromuscolare, i sali di calcio possono invertire la paralisi respiratoria, ma può risultare necessaria l’ assistenza respiratoria meccanica. Il blocco neuromuscolare e la paralisi muscolare sono stati dimostrati negli animali da laboratorio trattati con alte dosi di amikacina. Gli aminoglicosidi devono essere usati con cautela nei pazienti con disturbi muscolari come la miastenia grave o parkinsonismo dal momento che questi farmaci possono aggravare la debolezza muscolare a causa del loro effetto curaro-simile sulla giunzione neuromuscolare. Nefrotossicità Gli aminoglicosidi sono potenzialmente nefrotossici. La nefrotossicità è indipendente dal picco plasmatico ottenuto (Cmax). Il rischio di nefrotossicità aumenta nei pazienti con compromissione della funzionalità renale e in quelli che ricevono dosi elevate, o una terapia prolungata. I pazienti devono essere ben idratati durante il trattamento e la funzionalità renale deve essere monitorata con i metodi abituali prima di iniziare la terapia e tutti i giorni durante il corso del trattamento. Una riduzione del dosaggio è necessaria se si verifica l’evidenza di una disfunzione renale, come la presenza di cilindri urinari, globuli bianchi o rossi nel sedimento, albuminuria, riduzione della clearance della creatinina, diminuzione del peso specifico delle urine, aumento della azotemia, creatinina sierica, o oliguria. Se l’azotemia aumenta, o se si verifica una progressiva diminuzione dell’escrezione urinaria, il trattamento deve essere interrotto. I pazienti anziani possono avere una ridotta funzionalità renale, che può non essere evidente nei test di laboratorio di routine, come l’azotemia o la creatinina sierica. Un esame della clearance della creatinina può essere più utile. E’ particolarmente importante il monitoraggio della funzionalità renale nei pazienti anziani durante il trattamento con aminoglicosidi. In particolare nei pazienti con nota o sospetta insufficienza renale, ed anche nei pazienti con funzionalità inizialmente normale ma nei quali questa si è alterata nel corso del trattamento si devono controllare costantemente la funzionalità renale e quella dell’ VIII paio di nervi cranici. Le concentrazioni sieriche di amikacina devono essere monitorate quando possibile per assicurare livelli adeguati e per evitare livelli potenzialmente tossici. Le urine devono essere controllate relativamente alla riduzione del peso specifico, alla proteinuria, e alla presenza di cellule o di cilindri nel sedimento. L’ azotemia, la creatinina sierica o la clearance della creatinina deve essere controllata periodicamente. Si raccomanda di effettuare audiogrammi seriali quando possibile nei pazienti abbastanza anziani per essere testati, in particolare nei pazienti ad alto rischio. In caso si manifesti ototossicità (capogiri, vertigini, tinnito, ronzio auricolare o perdita di udito) o nefrotossicità occorre modificare la posologia o interrompere il farmaco.

L’uso contemporaneo e/o sequenziale sistemico, orale o topico di altri farmaci neurotossici o nefrotossici deve essere evitato. Altri fattori che possono aumentare il rischio di tossicità sono l'età avanzata e la disidratazione. L'inattivazione dell’ aminoglicoside è clinicamente significativa solo nei pazienti con grave compromissione della funzionalità renale. L'inattivazione può continuare in campioni di fluidi corporei raccolti per l'analisi, provocando letture aminoglicosidiche imprecise. Tali campioni devono essere adeguatamente trattati (prontamente analizzati, congelati, o trattati con beta-lattamasi). Reazioni allergiche L’amikacina solfato iniettabile in fiale contiene sodio bisolfito; tale sostanza può provocare in soggetti sensibili reazioni di tipo allergico inclusi i sintomi da shock anafilattico ed attacchi asmatici meno gravi o pericolosi per la vita del paziente. La prevalenza complessiva nella popolazione generale relativa alla sensibilità a questa sostanza è non comune e probabilmente bassa. Questa sensibilità è più frequente negli asmatici che nei soggetti non asmatici. - E’ possibile allergia crociata con gli altri aminoglicosidi. - E’ possibile, come con gli altri antibiotici, che la terapia con Amikacina induce la comparsa di superinfezione da germi resistenti, nel qual caso occorre istituire opportuna terapia. Nei casi in cui l’Amikacina e’ indicata in associazione con altri antibiotici si deve evitare di miscelare tali agenti sia nelle siringhe sia nei flaconi per infusione. Altro - Gli aminoglicosidi sono rapidamente e quasi totalmente assorbiti quando sono applicati topicamente in associazione a procedure chirurgiche, ad eccezione della vescica urinaria. - A seguito di irrigazione con una preparazione di aminoglicoside di piccoli e grandi parti in campo chirurgico sono stati evidenziati sordità irreversibile, insufficienza renale e morte per blocco neuromuscolare. - Come con altri antibiotici, l’uso di amikacina può determinare una crescita eccessiva di organismi non sensibili. Se ciò si verifica, è necessaria una terapia appropriata. - A seguito di somministrazione intravitreale (iniezione nell’occhio) di amikacina si è evidenziata una ischemia retinica con talvolta conseguente perdita permanente della vista. Uso pediatrico Gli aminoglicosidi vanno impiegati con cautela nei lattanti prematuri e nei neonati a causa dell’immaturità renale di questi pazienti e il conseguente prolungamento dell’emivita serica di questi farmaci.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Si deve evitare l'uso concomitante o successivo di altri agenti neurotossici, ototossici o nefrotossici, in particolare bacitracina, cisplatino, amfotericina B, ciclosporina, tacrolimus, cefaloridina, paromomicina, viomicina, polimixina B, colistina, vancomicina, o altri aminoglicosidi Kanamicina, Gentamicina, Tobramicina, Neomicina, Streptomicina, sia per via sistemica che topica a causa della possibilità di effetti additivi. Un aumento della nefrotossicità è stato riportato a seguito della somministrazione parenterale concomitante di antibiotici aminoglicosidi e cefalosporine. L'uso concomitante di cefalosporina può falsamente elevare le determinazioni dei livelli sierici di creatinina. L’Amikacina non deve essere somministrata insieme a diuretici potenti (es. acido etacrinico, furosemide, mannitolo) poiché i diuretici sono di per sé ototossici. Inoltre i diuretici, se somministrati per via e.v. aumentano la tossicità degli aminoglicosidi, alterandone la concentrazione nel siero e nei tessuti. Una riduzione nell'attività sierica può verificarsi anche quando un farmaco aminoglicoside o penicillino-simile è somministrato in vivo per vie separate. C’è un aumentato rischio di ipocalcemia quando gli aminoglicosidi sono somministrati con bifosfonati.

Vi è un aumento del rischio di nefrotossicità e possibilmente di ototossicità quando gli aminoglicosidi sono somministrati con composti del platino. La Tiamina (vitamina B1) somministrata contemporaneamente può essere distrutta dalla componente reattiva bisolfito di sodio della formulazione dell’amikacina solfato. L’indometacina può aumentare la concentrazione plasmatica dell’amikacina nei neonati C'è il rischio di paralisi respiratoria in pazienti che ricevono anestetici, agenti bloccanti neuromuscolari, come la succinilcolina, decametonio, atracurio, rocuronio, vecuronio o in pazienti che ricevono trasfusioni massicce di sangue con anticoagulante a base di citrato.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza La sicurezza di impiego dell’Amikacina in corso di gravidanza non e’ stata ancora accertata, pertanto nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità sotto il diretto controllo del medico Si dispone di dati limitati sull’uso degli aminoglicosidi in gravidanza. Gli aminoglicosidi possono causare danno fetale. Gli aminoglicosidi attraversano la barriera placentare e sono stati riportati casi di sordità congenita bilaterale totale e irreversibile in bambini alle cui madri era stata somministrata streptomicina in gravidanza. Sebbene non siano stati riportati effetti indesiderati nei feti o neonati di donne incinte trattate con altri aminoglicosidi, il potenziale rischio permane. Se si somministra amikacina in gravidanza o se la paziente resta incinta durante il trattamento con questo farmaco, essa deve essere messa al corrente dei potenziali rischi per il feto. Allattamento Non è noto se l’amikacina venga escreta nel latte materno. Si deve pertanto decidere se interrompere l’allattamento o la terapia. Fertilità Studi di tossicità riproduttiva in topi e ratti non hanno evidenziato effetti sulla fertilità o tossicità fetale. La somministrazione di amikacina nelle donne incinte e nei neonati va effettuata solo in caso di assoluta necessità e sotto controllo medico (vedere paragrafo 4.4).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sugli effetti relativi alla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. A causa della presenza di alcune reazioni avverse (vedere paragrafo 4.8), la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari può essere compromessa.

4.8 Effetti indesiderati

Tutti gli aminoglicosidi sono potenzialmente in grado di indurre ototossicità, tossicità renale, e il blocco neuromuscolare. Questi effetti tossici si verificano più frequentemente nei pazienti con insufficienza renale, nei pazienti trattati con altri farmaci ototossici e nefrotossici ,con dosi superiori o a periodi di trattamenti più lunghi di quelli raccomandati, (vedere paragrafo 4.4) L'elenco presenta la classificazione per sistemi e organi, secondo la terminologia MedDRA, e la frequenza che utilizza le seguenti categorie: Molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100 , <1/10), non comune (≥ 1/1. 000 , <1/100), raro (≥ 1/10.000 , <1/1.000), molto raro (<1 / 10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione per Sistemi e Organi Frequenza Terminologia MedDRA Infezioni e infestazioni Non comune Superinfezioni o colonizzazione con batteri resistenti o lieviti a Patologie del sistema emolinfopoietico Raro Anemia, eosinofilia Disturbi del sistema immunitario Non nota Risposta anafilattica (reazione anafilattica, shock anafilattico e reazioni anafilattoidi), ipersen

7 sibilità Disturbi del metabolismo e della nutrizione Raro Ipomagnesiemia Patologie del sistema nervoso Non nota Paralisi a Raro Tremore a, parestesia a , cefalea, disturbi dell’equilibrio a Patologie dell’occhio Raro Cecità b ,ischemia retinica. b Patologie dell’orecchio e del labirinto Raro Tinnito a , ipoacusia a Non nota Sordità a , sordità neurosensoriale a Patologie vascolari Raro Ipotensione Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non nota Apnea , broncospasmo Patologie gastrointestinali Non comune Nausea,vomito Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune Rash cutaneo Raro Prurito, orticaria Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Raro Artralgia, contrazioni muscolari a Patologie renali e urinarie Non nota Insufficienza renale acuta,nefropatia tossica, cellule nelle urine a Raro Oliguria a , aumentata creatinina nel sangue a , albuminuria, azotemia, globuli rossi nelle urine a globuli bianchi nelle urine a Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Raro Piressia a Vedi sezione 4.4 b L’amikacina non è formulata per uso intravitreale. La cecità e l’ischemia retinica sono state riportate a seguito di somministrazioni intravitreale (iniezione nell’occhio) di amikacina Le modifiche della funzionalità renale sono generalmente reversibili quando viene interrotto il trattamento. Effetti tossici a livello dell’ ottavo paio di nervi cranici possono causare la perdita dell'udito, perdita di equilibrio, o di entrambi. L’ amikacina colpisce principalmente la funzione uditiva. Il danno cocleare include sordità ad alta frequenza e di solito si verifica prima che la perdita clinica dell'udito possa essere rilevata dal test audiometrico (vedere paragrafo 4.4)

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, esiste il rischio generale di reazioni nefro-oto e neurotossiche (blocco neuromuscolare). Il blocco neuromuscolare con arresto respiratorio necessita di un trattamento adeguato compresa l'applicazione di calcio ionico (ad esempio gluconato o lattobionato in soluzione al 10-20 %) (vedere paragrafo 4.4). In caso di sovradosaggio o di reazione tossica, la dialisi peritoneale o l’ emodialisi saranno di aiuto nella rimozione di amikacina dal sangue. I livelli di amikacina sono anche ridotti durante l’emofiltrazione artero-venosa continua. Nel neonato può essere anche considerato lo scambio trasfusionale .

5. Proprieta' farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria Farmacoterapeutica: Antibatterico aminoglucosidico Codice ATC: J01GB06 L'Amikacina è un antibiotico semisintetico appartenente al gruppo degli aminoglicosidi. Il meccanismo d'azione, di tipo battericida, è analogo a quello degli altri aminoglicosidi e si esplica mediant

8 inibizione della sintesi proteica del microrganismo per il verificarsi di un legame molto stabile fra antibiotico e punto di attacco ribosomiale. L'Amikacina possiede "in vitro" un largo spettro d'azione che comprende numerosi microrganismi sia Gram-positivi che Gram-negativi: Staphylococcus aureus (compresi i ceppi produttori di penicillinasi e quelli meticillino resistenti), E. Coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa, Proteus indolo positivo e negativo, Providencia stuarti, Salmonella s.p.p., Shigella s.p.p., Acinetobacter, Enterobacter, Serratia, Citrobacter. L'Amikacina non viene degradata dalla maggior parte degli enzimi che inattivano gli altri aminoglicosidi, per cui i microrganismi resistenti alla Gentamicina, alla Tobramicina e alla Kanamicina risultano invece sensibili all'Amikacina.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Studi di cinetica hanno messo in evidenza che il picco sierico massimo (22,8 mcg/ml) dopo somministrazione di 7,5 mg/Kg/i.m. si ottiene in 30-60' ed il tempo di emivita plasmatica del farmaco, in soggetti con normale funzionalità renale, è di 2-3 ore. Livelli ematici terapeuticamente utili sono mantenuti per 10-12 ore dalla somministrazione. Dopo somministrazione e.v. lenta (7,5 mg/Kg in 1-2 h), l'amikacina presenta livelli ematici alla fine dell'infusione di 37,5 mcg/ml con una emivita di circa due ore. Il farmaco non è metabolizzato dall'organismo e la sua eliminazione avviene attraverso i reni (più del 90% della dose somministrata viene eliminata nelle urine delle 24 ore). Il legame con le proteine sieriche è inferiore al 10%. L'Amikacina diffonde rapidamente nei tessuti e nei fluidi dell'organismo, quali cavità peritoneale, liquido pleurico, secrezioni bronchiali, raggiungendo livelli terapeuticamente utili, oscillanti fra il 10-20% dei livelli sierici. L'amikacina diffonde in ragione del 10-20% dei livelli sierici, attraverso le meningi intatte, raggiungendo livelli pari anche al 50% in caso di meningi infiammate. L'amikacina attraversa la barriera placentare e si trova nel sangue fetale e nel liquido amniotico raggiungendo concentrazioni significative. I dati raccolti in studi clinici con dosi giornaliere multiple dimostrano che i livelli del farmaco nel fluido spinale di bambini normali sono all’incirca pari al 10-20% delle concentrazioni seriche e possono arrivare al 50% in presenza di meningite. Somministrazione intramuscolare ed endovenosa Nei neonati, e in particolare nei bambini prematuri, l’eliminazione renale dell’amikacina è ridotta. In un unico studio effettuato su neonati (1-6 giorni di età postnatale) raggruppati in base al loro peso alla nascita (<2000, 2000-3000 e > 3000 g), l’amikacina è stata somministrata per via intramuscolare e/o endovenosa alla dose di 7,5mg/kg. La clearance nei neonati >3000g era di 0,84 ml/min/kg e l’emivita finale era di circa 7 ore. In questo gruppo il volume di distribuzione iniziale e il volume di distribuzione allo steady state erano, rispettivamente, di 0,3 ml/kg e 0,5 mg/kg. Nei gruppi con un peso corporeo basso alla nascita la clearance/kg era inferiore e l’emivita più lunga. Somministrazioni ripetute ogni 12 ore in tutti i gruppi sopra indicati non producevano accumulo a distanza di 5 giorni.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

La DL50 nel topo è risultata per via i.m. 704 mg/Kg. Nelle prove di tossicità subacuta sul cane il farmaco è risultato ben tollerato e non ha provocato la morte di alcun animale (50 mg/Kg/ i.m.). Anche le prove di tossicità cronica nel ratto non hanno evidenziato sintomatologie tossiche (150 mg/Kg/i.m.).

6. Proprieta' farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Sodio citrato, sodio bisolfito, acido solforico al 35%, acqua p.p.i.

6.2 Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6

Si deve evitare la somministrazione, contemporaneamente o successivamente, di altri antibiotici, per uso topico o generalmente, che siano notoriamente neuro o nefrotossici, in particolare: kanamicina, gentamicina, tobramicina, neomicina, streptomicina, cefaloridina, viomicina, polimixina B, colistina, vancomicina. L'amikacina non deve essere somministrata insieme con diuretici potenti (es. acido etacrinico, furosemide, mannitolo). Infatti alcuni diuretici sono di per sé ototossici ed inoltre i diuretici, se somministrati per e.v., aumentano la tossicità degli aminoglicosidi, alterandone la concentrazione nel siero e nei tessuti.

6.3 Periodo di validità

24 mesi

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare il medicinale a temperatura non superiore a 25°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio di cartone litografato contenente: 1 fiala di soluzione iniettabile da g 1 per uso i.m./e.v.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il prodotto non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità ai requisiti di legge locali. Miscelare il medicinale solo con soluzione fisiologica, soluzione glucosata al 5%, soluzione di Ringer lattato.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

LANOVA FARMACEUTICI S.r.l. - Via Conca D’Oro n. 212 – 00141 Roma

8. Numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio

LUKADIN 1 g/4 ml soluzione iniettabile – 1 fiala da 4 ml AIC 024527071

9. Data di prima autorizzazione / rinnovo dell'autorizzazione

Decreto AIC 27/12/1983/ - 30/06/2014

10. Data di (parziale) revisione del testo

03.2023

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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