OMEPRAZOLO NORIDEM

Principio attivo: OMEPRAZOLO, OMEPRAZOLO SODICO · ATC A02BC01 · NORIDEM ENTERPRISES LTD

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Prezzo e rimborsabilità

Fascia C — a carico del cittadino

Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: OMEPRAZOLO, OMEPRAZOLO SODICO
Forma farmaceutica: Polvere per soluzione per infusione endovenosa
Dosaggio: 40 MG POLVERE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: NORIDEM ENTERPRISES LTD
Codice ATC: A02BC01
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· OMEPRAZOLO ARISTO PHARMA - ARISTO PHARMA GMBH
· OMEPRAZOLO TECNIGEN ITALIA - TECNIGEN S.R.L.
· OMEPRAZOLO ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· OMEPRAZOLO AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· OMEPRAZOLO AUROBINDO PHARMA ITALIA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· OMEPRAZOLO MYLAN PHARMA - MYLAN S.P.A.
· OMEPRAZOLO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· OMEPRAZOLO ABC - ICE S.P.A
· OMEPRAZOLO ALMUS PHARMA - PHARMACARE S.R.L.
· OMEPRAZOLO EG STADA - EG S.P.A.
· OMEPRAZOLO SUN - SUN PHARMACEUTICAL INDUSTRIES (EUROPE) B.V.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

Omeprazolo Noridem contiene il principio attivo omeprazolo. Appartiene ad un gruppo di medicinali denominati “inibitori di pompa protonica”, i quali agiscono riducendo la quantità di acido prodotta

dallo stomaco.

Omeprazolo Noridem polvere per soluzione per infusione può essere usato come alternativa alla terapia orale.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non le deve essere somministrato Omeprazolo Noridem - se è allergico all’omeprazolo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati

al paragrafo 6); - se è allergico ad altri medicinali inibitori di pompa protonica (ad es. pantoprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, esomeprazolo);

- se sta assumendo un medicinale che contiene nelfinavir (utilizzato per il trattamento di infezioni da HIV).

Non prenda questo medicinale se una delle condizioni sopra descritte la riguarda. Se ha dubbi, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di prendere Omeprazolo Noridem.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima che le venga somministrato Omeprazolo Noridem.

L’assunzione di omeprazolo può causare infiammazione ai reni. I segni e i sintomi possono includere una diminuzione del volume di urina prodotto o sangue nelle urine e/o reazioni di ipersensibilità come febbre, eruzioni cutanee e rigidità articolare. Segnali questi sintomi al medico curante.

Sono state riportate reazioni cutanee gravi, tra cui la sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) e pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) in associazione al trattamento a base di omeprazolo. Interrompa l’assunzione di Omeprazolo Noridem e si rivolga immediatamente al medico se nota uno qualsiasi dei sintomi relativi a queste reazioni cutanee gravi descritte nel paragrafo 4.

Omeprazolo Noridem potrebbe nascondere i sintomi di altre malattie. Pertanto, se manifesta una delle
seguenti condizioni prima o dopo aver assunto questo medicinale, si rivolga immediatamente al
medico:
- perdita considerevole e non intenzionale di peso e problemi nella deglutizione;
- dolore allo stomaco o indigestione;
- vomito di cibo o sangue;

- feci scure (feci macchiate di sangue);
- diarrea grave o persistente, dal momento che omeprazolo è stato associato ad un lieve aumento
della diarrea contagiosa;
-
-

- gravi problemi al fegato; reazioni cutanee, anche in passato, in seguito ad assunzione di medicinali simili a Omeprazolo Noridem per la riduzione dell’acidità di stomaco; se deve sottoporsi ad uno specifico esame del sangue (cromogranina A).

L’assunzione di un inibitore di pompa protonica come Omeprazolo Noridem, soprattutto se la durata della terapia è superiore a 1 anno, può aumentare leggermente il rischio di fratture alle anche, ai polsi o alla colonna vertebrale. Contatti il medico in caso di osteoporosi o se sta assumendo corticosteroidi (che possono aumentare il rischio di osteoporosi).

Se manifesta delle eruzioni cutanee, soprattutto in aree esposte al sole, si rivolga al medico il prima

possibile perché potrebbe essere necessario interrompere la terapia con Omeprazolo Noridem. Si ricordi anche di riferire qualsiasi altro effetto indesiderato, come dolore alle articolazioni.

Bambini e adolescenti fino a 18 anni di età

Questo medicinale non deve essere somministrato a bambini e adolescenti con meno di 18 anni di età. Esiste un’esperienza limitata con omeprazolo assunto per via endovenosa (iniettato in vena) nei bambini.

Altri medicinali e Omeprazolo Noridem Informi il medico, l’infermiere o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto

o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Questo perchè Omeprazolo Noridem può influire sul funzionamento di alcuni medicinali e a loro volta alcuni medicinali possono avere un effetto su Omeprazolo Noridem.

Non deve assumere questo medicinale se sta assumendo un medicinale che contiene nelfinavir (usato per trattare l’infezione da HIV).

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo uno dei seguenti medicinali: - chetoconazolo, itraconazolo, posaconazolo o voriconazolo (usati per il trattamento di infezioni

causate da un fungo);
- digossina (usata per il trattamento di alcuni problemi cardiaci);
- diazepam (usato per il trattamento dell’ansia, per rilassare i muscoli o nell’epilessia);

- fenitoina (usata per il trattamento dell’epilessia). Se sta assumendo fenitoina, il medico dovrà tenere sotto controllo la fase iniziale e l’eventuale interruzione della terapia a base di Omeprazolo Noridem;

- medicinali utilizzati per fluidificare il sangue, come warfarin o altri bloccanti della vitamina K. Il
medico potrebbe decidere di tenerla sotto controllo all’inizio e alla fine del trattamento con
Omeprazolo Noridem,
- rifampicina (usata per il trattamento della tubercolosi),
- atazanavir (usato per il trattamento dell’infezione da HIV),
- tacrolimus (usato nei trapianti d'organo),

- erba di San Giovanni (o Hypericum perforatum, iperico) (usata nel trattamento della depressione
lieve),
- cilostazolo (usato per il trattamento della claudicazione intermittente),
- saquinavir (usato per il trattamento dell’infezione da HIV),
- clopidogrel (utilizzato per prevenire la formazione di coaguli di sangue (trombi)),
- erlotinib (usato nel trattamento di alcune forme di cancro),

- metotressato (un medicinale chemioterapico usato ad alti dosaggi nel trattamento di alcune forme di cancro) – se sta assumendo metotressato ad un alto dosaggio, il medico potrebbe interrompere temporaneamente la terapia con Omeprazolo Noridem.

Se il medico le ha prescritto gli antibiotici amoxicillina e claritromicina, insieme a Omeprazolo Noridem, per il trattamento delle ulcere causate da Helicobacter pylori, è molto importante che informi il medico degli altri medicinali che sta assumendo.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di ricevere questo medicinale. Omeprazolo viene escreto nel latte materno, ma è improbabile che abbia effetti sul bambino quando somministrato a dosaggi terapeutici. Se sta allattando, il medico deciderà se può assumere o meno Omeprazolo Noridem.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari È improbabile che questo medicinale possa influenzare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Possono verificarsi reazioni avverse come capogiri e vista annebbiata (vedere paragrafo 4): in tal caso, non deve guidare veicoli o utilizzare macchinari.

Omeprazolo Noridem contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Omeprazolo Noridem può essere somministrato agli adulti, compresi gli anziani. Esiste un’esperienza limitata con Omeprazolo Noridem per uso endovenoso nei bambini.

Come viene somministrato Omeprazolo Noridem
- Prenda Omeprazolo Noridem seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico.
- Questo medicinale viene somministrato mediante infusione in una vena.

Se riceve più Omeprazolo Noridem di quanto deve Se ritiene di aver ricevuto troppo Omeprazolo Noridem, si rivolga al medico immediatamente.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o all’ infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

li manifestino.

Se nota uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati rari (che possono interessare fino a 1 soggetto su 1.000) o molto rari (che possono interessare fino a 1 soggetto su 10.000), ma in forma grave, interrompa l’assunzione di Omeprazolo Noridem e contatti immediatamente il medico: - respiro affannoso improvviso, gonfiore di labbra, lingua e gola o del corpo, eruzione cutanea,

mancamento o difficoltà di deglutizione (reazione allergica grave). La frequenza di questo
effetto indesiderato è rara.
- arrossamento della pelle con vescicole o desquamazione. È anche possibile osservare
vescicole e desquamazione gravi su labbra, occhi, bocca, naso e genitali. Potrebbe trattarsi
della sindrome di Stevens-Johnson, detta anche necrolisi epidermica tossica. La frequenza di
questo effetto indesiderato è molto rara.
- eruzione cutanea estesa, febbre alta e linfonodi ingrossati (sindrome DRESS o sindrome da

ipersensibilità indotta da farmaci). La frequenza di questo effetto indesiderato è rara. - eruzione cutanea estesa con rossore e desquamazione, protuberanze della pelle e vescicole accompagnata da febbre. I sintomi di solito compaiono all’inizio del trattamento (pustolosi

esantematica acuta generalizzata). La frequenza di questo effetto indesiderato è rara. - cute gialla, urine scure e stanchezza, che possono essere sintomi di problemi al fegato. La frequenza di questo effetto indesiderato è rara.

Altri effetti indesiderati sono:

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10)
- cefalea;
- effetti sullo stomaco o sull’intestino: diarrea, dolore di stomaco, stipsi, flatulenza;
- nausea o vomito;
- polipi benigni nello stomaco.

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100)
- gonfiore dei piedi e delle caviglie;
- sonno disturbato (insonnia);

- capogiri, sensazione di formicolio come ‘’spilli e aghi’’, sonnolenza;
- vertigini;
- alterazioni dei valori ematici relativi alla funzionalità del fegato;
- eruzione cutanea, eruzione cutanea nodulare (orticaria) e cute pruriginosa;
- sensazione generale di malessere e mancanza di energia.

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000) - alterazioni della composizione del sangue, come riduzione del numero dei globuli bianchi o

delle piastrine. Questo può causare debolezza, lividura o rendere più probabile la comparsa di
infezioni;
- bassi livelli di sodio nel sangue. Questo può causare debolezza, vomito e crampi;
- senso di agitazione, confusione o depressione;
- alterazioni del gusto;
- problemi alla vista, come vista annebbiata;

- improvvisa sensazione di respiro corto e sibilante (broncospasmo);
- bocca secca;
- infiammazioni all’interno della bocca;
- un’infezione chiamata candidosi, che può colpire l’intestino ed è causata da un fungo;
- perdita di capelli (alopecia);

- eruzione cutanea da esposizione al sole;
- dolore articolare (artralgia) o muscolare (mialgia);
- gravi problemi renali (nefrite interstiziale);

- sudorazione aumentata.

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000)
- Alterazioni della conta ematica, compresa agranulocitosi (carenza di globuli bianchi);
- aggressività;

- allucinazioni (vedere, sentire o ascoltare cose non reali);
- gravi problemi epatici (al fegato) fino all’insufficienza epatica e all’infiammazione cerebrale;
- eritema multiforme (eruzione cutanea con chiazze arrossate, in rilievo, concentriche sulla pelle
o sulle membrane mucose).
- debolezza muscolare;
- ingrossamento delle ghiandole mammarie negli uomini.

Non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
- infiammazione intestinale che causa diarrea.
- se prende Omeprazolo Noridem da più di tre mesi, è possibile che i livelli di magnesio nel
sangue siano scesi. Dei bassi livelli di magnesio possono dare stanchezza, contrazioni

muscolari involontarie, disorientamento, convulsioni, capogiri o frequenza cardiaca aumentata. Se compare uno qualsiasi (o più) di questi sintomi, informi subito il suo medico. Dei bassi livelli di magnesio possono anche portare ad una riduzione dei livelli di potassio o calcio nel sangue. Il medico deciderà se farle eseguire degli esami del sangue periodicamente per tenere sotto controllo i livelli di magnesio nel sangue. - eruzione cutanea, anche con dolore alle articolazioni; E’ stata riportata una compromissione irreversibile della visione in alcuni casi isolati di pazienti in condizioni critiche che hanno ricevuto omeprazolo per via endovenosa, soprattutto ad alti dosaggi, ma non è stato stabilito un nesso causale diretto.

Omeprazolo Noridem può, in casi molto rari, colpire i globuli bianchi (leucociti) del sangue dando immunodeficienza. Se ha un’infezione con sintomi come la febbre, con condizioni generali gravemente compromesse o febbre con sintomi di un’infezione locale, come dolore al collo, alla gola o in bocca o difficoltà ad urinare, si rivolga al più presto al suo medico per escludere una carenza di

globuli bianchi (agranulocitosi) con un esame del sangue. In tale occasione, è importante che informi il medico del fatto che sta assumendo questo medicinale.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni

sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull'etichetta e sulla confezione dopo “SCAD”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare ad una temperatura inferiore a 25°C. Tenere i flaconcini nella confezione di cartone esterna per proteggerli dalla luce.

I flaconcini possono comunque essere conservati esposti alla normale luce degli ambienti interni fuori dalla scatola fino ad un massimo di 24 ore.

Periodo di validità dopo ricostituzione: La stabilità chimico-fisica in uso è stata dimostrata per 12 ore a 25±2°C alla luce artificiale e per 24 ore a 5±3°C in seguito a dissoluzione con 5 ml di sodio cloruro 0.9% e poi la soluzione ricostituita immediatamente diluita ulteriormente fino a 100 ml con lo stesso solvente.

La stabilità chimico-fisica in uso è stata dimostrata per 6 ore a 25±2°C alla luce artificiale e per 24 ore

a 5±3°C in seguito a dissoluzione con 5 ml di glucosio al 5% e poi la soluzione ricostituita immediatamente ulteriormente diluita fino a 100 ml con lo stesso solvente.

Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente, a meno che il metodo di apertura non escluda il rischio di contaminazione microbica. Se non utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione in uso sono responsabilità dell’utilizzatore.

Qualsiasi soluzione inutilizzata dovrebbe essere scartata.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

Informazioni supplementari

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Cosa contiene Omeprazolo Noridem
- Il principio attivo è omeprazolo. Ogni flaconcino di polvere per soluzione per infusione
contiene omeprazolo sodico equivalente a 40 mg di omeprazolo.
- Gli altri componenti sono disodio edetato e idrossido di sodio.

Descrizione dell’aspetto di Omeprazolo Noridem e contenuto della confezione

Omeprazolo Noridem 40 mg polvere per soluzione per infusione viene commercializzato in flaconcini in vetro trasparente di tipo 1 della capacità di > 8 ml, che contengono una polvere da bianca a

biancastra, chiusi con un tappo in gomma bromobutilica e sigillati con capsula di allumino.

La polvere secca contenuta nel flaconcino deve essere trasformata in una soluzione per la somministrazione. Questo medicinale viene commercializzato in confezioni da 1, 5, 10 o 50 flaconcini.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Noridem Enterprises Limited Evagorou & Makariou, Mitsi Building 3, Office 115, 1065 Nicosia, Cipro

Produttore DEMO S.A. PHARMACEUTICAL INDUSTRY, 21st Km National Road Athens – Lamia 14568 Krioneri, Attiki, Grecia,

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Romania Omeprazol Noridem 40 mg Pulbere pentru soluţie perfuzabilă

Repubblica Ceca Omeprazol Noridem

Italia Omeprazolo Noridem

Polonia Omeprazole Noridem

Slovacchia Omeprazol Noridem 40 mg Prášok na infúzny roztok

Francia Omeprazole Noridem 40 mg Poudre pour solution pour perfusion

Spagna Omeprazol Noridem 40 mg Polvo para solución para perfusion

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:

Preparazione e gestione L’intero contenuto di ciascun flaconcino deve essere disciolto in circa 5 ml e quindi immediatamente diluito in 100 ml di soluzione per infusione. A tal fine deve essere utilizzata una soluzione per infusione a base di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) o a base di glucosio 50 mg/ml (5%). La stabilità di omeprazolo è influenzata dal pH della soluzione per infusione, ragion per cui non si deve utilizzare alcun altro solvente o quantitativo per la diluizione.

Preparazione: 1. Aspirare con una siringa 5 ml di soluzione per infusione da un flacone o da una sacca per infusione da 100 ml.

2. Aggiungere la soluzione al flaconcino contenente l’omeprazolo liofilizzato, miscelare bene
accertandosi che tutto l’omeprazolo si sia sciolto.
3. Aspirare nuovamente la soluzione di omeprazolo con la siringa.
4. Trasferire la soluzione nella sacca o flacone per infusione.
5. Ripetere i passaggi da 1 a 4 per accertarsi che tutto l’omeprazolo sia stato trasferito dal
flaconcino alla sacca o al flacone per infusione.

Preparazione alternativa per infusioni in contenitori flessibili 1. Utilizzare un ago da trasferimento a due estremità e attaccarlo alla membrana da iniezione

della sacca per infusione.
Collegare l’altra estremità dell’ago al flaconcino contenente l’omeprazolo liofilizzato.
2. Sciogliere l’omeprazolo pompando la soluzione per infusione avanti e indietro tra la sacca per
infusione e il flaconcino.
3. Accertarsi che tutto l’omeprazolo sia dissolto.

Somministrazione La soluzione per infusione è praticamente esente da particolato visibile e deve essere somministrato mediante infusione endovenosa per 20–30 minuti.

Incompatibilità

Questo prodotto medicinale non deve essere mescolato con altri prodotti medicinali, ad eccezione di quelli indicati nel paragrafo “Preparazione e gestione”.

Posologia Alternativa alla terapia per via orale Nei pazienti per i quali l’uso di prodotti medicinali da somministrare per via orale sia inappropriato, si raccomanda Omeprazolo Noridem e.v. 40 mg una volta al giorno. Nei pazienti affetti da sindrome di Zollinger-Ellison la dose iniziale raccomandata per la somministrazione per via endovenosa di

Omeprazolo Noridem è 60 mg al giorno. Tuttavia potrebbero essere necessarie anche dosi giornaliere più alte e la dose deve essere determinata su base individuale. In caso di dosi superiori ai 60 mg al giorno, la dose deve essere suddivisa e somministrata due volte al giorno.

Popolazioni speciali Compromissione renale Non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti affetti da compromissione renale.

Compromissione epatica Nei pazienti affetti da compromissione epatica può essere sufficiente una dose giornaliera di 10–20

Anziani (> 65 anni) Non è necessario un aggiustamento della dose negli anziani. Popolazione pediatrica Esiste un’esperienza limitata con Omeprazolo Noridem assunto per via endovenosa nei bambini.

Sovradosaggio Sono disponibili informazioni limitate relative al sovradosaggio con omeprazolo nell’uomo. In

letteratura vengono riportate dosi fino a 560 mg e sono stati occasionalmente segnalati anche casi di dosi orali singole fino a 2.400 mg di omeprazolo (120 volte la dose clinica normalmente raccomandata). Sono stati riportati nausea, vomito, capogiri, dolore addominale, diarrea e cefalea. In alcuni casi sono state descritte anche apatia, depressione e confusione.

I sintomi descritti sono stati transitori e non sono stati riportati esiti gravi. La velocità di eliminazione è rimasta invariata con l’aumentare delle dosi (cinetica di primo ordine). Il trattamento, se necessario, è sintomatico. In alcuni studi clinici sono state somministrate per via endovenosa dosi fino a 270 mg in un unico giorno e fino a 650 mg in un periodo di tre giorni senza alcuna reazione avversa dose-correlata.

Domande frequenti su OMEPRAZOLO NORIDEM

Come si usa OMEPRAZOLO NORIDEM?

OMEPRAZOLO NORIDEM si presenta in forma di Polvere per soluzione per infusione endovenosa e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

OMEPRAZOLO NORIDEM è disponibile senza ricetta?

No, OMEPRAZOLO NORIDEM è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di OMEPRAZOLO NORIDEM?

Il principio attivo di OMEPRAZOLO NORIDEM è OMEPRAZOLO, OMEPRAZOLO SODICO.

Quali sono gli equivalenti di OMEPRAZOLO NORIDEM?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: OMEPRAZOLO ARISTO PHARMA, OMEPRAZOLO TECNIGEN ITALIA, OMEPRAZOLO ALTER, OMEPRAZOLO AUROBINDO. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce OMEPRAZOLO NORIDEM?

OMEPRAZOLO NORIDEM è prodotto da NORIDEM ENTERPRISES LTD.

Da quando OMEPRAZOLO NORIDEM è autorizzato in Italia?

OMEPRAZOLO NORIDEM ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2023-08-04.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Omeprazolo Noridem 40 mg polvere per soluzione per infusione.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni flaconcino contiene 40 mg di omeprazolo (pari a 42,6 mg di omeprazolo sodico). Dopo la ricostituzione, 1 ml contiene 0,4 mg di omeprazolo (pari a 0,426 mg di omeprazolo sodico). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Polvere per soluzione per infusione. Polvere da bianca a biancastra. L’intervallo di pH dopo dissoluzione e diluizione con cloruro di sodio allo 0,9% è 9,3–10,3. L’intervallo del pH dopo dissoluzione e diluizione con glucosio al 5% è 8,9–9,5.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Omeprazolo Noridem per uso endovenoso è indicato negli adulti come alternativa al trattamento orale per le seguenti indicazioni:  trattamento delle ulcere duodenali;  prevenzione delle recidive delle ulcere duodenali;  trattamento delle ulcere gastriche;  prevenzione delle recidive delle ulcere gastriche;  eradicazione dell’Helicobacter pylori (H. pylori) nell’ulcera peptica, in associazione a terapia antibiotica appropriata;  trattamento delle ulcere gastriche e duodenali associate a FANS;  prevenzione delle ulcere gastriche e duodenali associate a FANS nei pazienti a rischio;  trattamento dell’esofagite da reflusso;  gestione a lungo termine di pazienti guariti dall’esofagite da reflusso;  trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica;  trattamento della sindrome di Zollinger-Ellison.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Alternativa alla terapia per via orale Nei pazienti per i quali l’uso di prodotti medicinali da somministrare per via orale sia inappropriato, si raccomanda Omeprazolo Noridem e.v. 40 mg una volta al giorno. Nei pazienti affetti da sindrome di Zollinger-Ellison la dose iniziale raccomandata per la somministrazione per via endovenosa di Omeprazolo Noridem è 60 mg al giorno. Tuttavia potrebbero essere necessarie anche dosi giornalier

più alte e la dose deve essere determinata su base individuale. In caso di dosi superiori a 60 mg al giorno, la dose deve essere suddivisa e somministrata due volte al giorno. Popolazioni speciali Compromissione renale Non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti affetti da compromissione renale (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica Nei pazienti affetti da compromissione epatica può essere sufficiente una dose giornaliera di 10–20 mg (vedere paragrafo 5.2). Anziani (> 65 anni) Non è necessario un aggiustamento della dose negli anziani (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica Esiste un’esperienza limitata con Omeprazolo Noridem assunto per via endovenosa nei bambini. Modo di somministrazione Omeprazolo Noridem viene somministrato mediante infusione endovenosa della durata di 20-30 minuti. Per istruzioni sulla ricostituzione del prodotto medicinale prima della somministrazione, vedere il paragrafo 6.6.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità all’omeprazolo, ai derivati benzimidazolici o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Come altri inibitori di pompa protonica (IPP), omeprazolo non deve essere usato in concomitanza con nelfinavir (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

In presenza di qualsiasi sintomo d’allarme (ad es. significativa perdita di peso non intenzionale, vomito ricorrente, disfagia, ematemesi o melena) e quando si sospetta o è presente un’ulcera gastrica, si deve escludere una malattia maligna, in quanto il trattamento può alleviare i sintomi e ritardare la diagnosi. La co-somministrazione di atazanavir con inibitori di pompa protonica non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Se l’associazione tra atazanavir e un inibitore di pompa protonica è ritenuta inevitabile, si raccomanda di effettuare un attento monitoraggio clinico (ad es. carica virale) con un contemporaneo incremento della dose di atazanavir fino a 400 mg con 100 mg di ritonavir; mentre non devono essere superati i 20 mg di omeprazolo. Come tutti i medicinali che riducono l'acidità gastrica, omeprazolo può ridurre l’assorbimento della vitamina B12 (cianocobalamina) a causa dell’ipocloridria o acloridria. Di questo si deve tenere conto nei pazienti con riserve corporee ridotte o con fattori di rischio per ridotto assorbimento della vitamina B12 nella terapia a lungo termine. Omeprazolo è un inibitore del CYP2C19. All’inizio o alla fine del trattamento con omeprazolo deve essere considerata la potenziale interazione con farmaci metabolizzati dall’enzima CYP2C19. È stata osservata un’interazione tra clopidogrel e omeprazolo (vedere paragrafo 4.5). La rilevanza clinica d

questa interazione è incerta. A titolo precauzionale, l’uso concomitante di omeprazolo e clopidogrel deve essere scoraggiato. Il trattamento con inibitori di pompa protonica può causare un leggero aumento del rischio di infezioni gastrointestinali, come quelle da Salmonella e Campylobacter e, nei pazienti ricoverati, anche da Clostridium difficile (vedere paragrafo 5.1). Nei pazienti trattati con inibitori di pompa protonica (IPP), come l’omeprazolo, per almeno tre mesi e, nella maggior parte dei casi, per un anno, è stata riportata ipomagnesiemia grave. Possono verificarsi gravi sintomi dell’ipomagnesiemia come stanchezza, tetania, delirio, convulsioni, capogiri e aritmia ventricolare, ma possono però iniziare in modo insidioso ed essere trascurati. Nella maggior parte dei pazienti, l’ipomagnesiemia migliora a seguito di integrazione di magnesio e sospensione dell’IPP. Per i pazienti per i quali è prevista una terapia prolungata o che prendono gli IPP con digossina o con medicinali che possono causare ipomagnesiemia (come, ad es. i diuretici), gli operatori sanitari dovrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di misurare i livelli di magnesio prima di iniziare la terapia con IPP e periodicamente durante la terapia. Reazioni avverse cutanee gravi (SCAR), compresa la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (TEN), la reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) e la pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), che possono rappresentare un rischio per la vita o essere addirittura letali, sono state riportate rispettivamente molto raramente e raramente in associazione con il trattamento a base di omeprazolo. Gli inibitori di pompa protonica, soprattutto se usati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (>1 anno), possono aumentare moderatamente il rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto in pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio conosciuti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica possono aumentare il rischio complessivo di fratture del 10–40%. Parte di questo aumento potrebbe essere causato da altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere le cure in base alle attuali linee guida cliniche e devono assumere un adeguato apporto di vitamina D e calcio. Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS) Gli inibitori di pompa protonica sono associati a casi molto infrequenti di LECS. In caso di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi tempestivamente ad un medico e l’operatore sanitario dovrà considerare di interrompere Omeprazolo Noridem. La comparsa di LECS in seguito ad una terapia con un inibitore di pompa protonica, può aumentare il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori di pompa protonica. Interferenze con gli esami di laboratorio Livelli più elevati di Cromogranina A (CgA) possono interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Per evitare questa interferenza, il trattamento con omeprazolo deve essere interrotto per almeno cinque giorni prima di effettuare una misurazione della CgA (vedere paragrafo 5.1). Se i valori di CgA e gastrina non ritornano all’interno del range di riferimento dopo la misurazione iniziale, l’esame deve essere ripetuto 14 giorni dopo l’interruzione della terapia con l’inibitore di pompa protonica. Compromissione renale Nei pazienti che assumevano omeprazolo è stata osservata nefrite tubulointerstiziale acuta (TIN), condizione che può insorgere in qualsiasi momento durante la terapia con omeprazolo (vedere paragrafo 4.8). La nefrite tubulointerstiziale acuta può progredire in insufficienza renale. In caso di sospetta TIN la terapia con omeprazolo va immediatamente interrotta e il trattamento appropriato iniziato al più presto. Come in ogni trattamento a lungo termine, soprattutto se la durata della terapia è superiore a 1 anno, i pazienti devono essere tenuti sotto regolare controllo.

Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Effetti di omeprazolo sulla farmacocinetica di altri principi attivi Sostanze attive con assorbimento dipendente dal pH L’assorbimento di sostanze attive dipendenti dal pH gastrico può essere aumentato o ridotto dalla diminuita acidità intragastrica che si verifica durante il trattamento con omeprazolo. Nelfinavir, atazanavir I livelli plasmatici di nelfinavir e atazanavir diminuiscono in caso di co-somministrazione con omeprazolo. La somministrazione concomitante di omeprazolo con nelfinavir è controindicata (vedere paragrafo 4.3). La co-somministrazione di omeprazolo (40 mg una volta al dì) ha ridotto l’esposizione media di nelfinavir di circa il 40% e ha ridotto l’esposizione media del metabolita farmacologicamente attivo M8 di circa il 75-90%. L’interazione può anche comportare inibizione del CYP2C19. La somministrazione concomitante di omeprazolo con atazanavir è controindicata (vedere paragrafo 4.4). La co-somministrazione concomitante di omeprazolo (40 mg una volta al giorno) e atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg in volontari sani ha determinato una riduzione del 75% dell’esposizione di atazanavir. L’aumento della dose di atazanavir a 400 mg non ha compensato l’impatto di omeprazolo sull’esposizione di atazanavir. La co-somministrazione di omeprazolo (20 mg una volta al giorno) con atazanavir 400 mg/ritonavir 100 mg in volontari sani ha determinato una riduzione di circa il 30% dell’esposizione di atazanavir rispetto ad atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg una volta al giorno. Digossina Il trattamento concomitante con omeprazolo (20 mg/die) e digossina in soggetti sani ha aumentato la biodisponibilità della digossina del 10%. La tossicità della digossina è stata raramente riportata. Tuttavia, si raccomanda cautela nell’utilizzo di omeprazolo ad alti dosaggi nei pazienti anziani. In tal caso il monitoraggio terapeutico della digossina deve essere rafforzato. Clopidogrel I risultati di studi condotti su soggetti sani hanno dimostrato un’interazione farmacocinetica (PK)/farmacodinamica (PD) tra clopidogrel (dose di carico di 300 mg/dose di mantenimento giornaliera di 75 mg) e omeprazolo (80 mg per os giornalieri) che ha comportato una riduzione media del 46% dell’esposizione al metabolita attivo di clopidogrel e una riduzione media del 16% dell’inibizione massima dell’aggregazione piastrinica (indotta da ADP). Invece, sono stati riportati dati inconsistenti provenienti da studi osservazionali e clinici, sulle implicazioni cliniche di un’interazione farmacocinetica/farmacodinamica di omeprazolo in termini di eventi cardiovascolari maggiori. In via cautelativa, l’uso concomitante di omeprazolo e clopidogrel deve essere scoraggiato (vedere paragrafo 4.4). Altre sostanze attive L’assorbimento di posaconazolo, erlotinib, chetoconazolo e itraconazolo è significativamente ridotto, dunque l’efficacia clinica può essere compromessa. L’uso concomitante di posaconazolo e erlotinib deve essere evitato. Sostanze attive metabolizzate dal CYP2C19 Omeprazolo è un inibitore moderato del CYP2C19, il suo principale enzima metabolizzante. Pertanto,

il metabolismo di sostanze attive concomitanti, anch’esse metabolizzate dal CYP2C19, può essere diminuito e l’esposizione sistemica a queste sostanze aumentata. Esempi di tali farmaci sono la Rwarfarin e altri antagonisti della vitamina K, cilostazolo, diazepam e fenitoina. Cilostazolo Omeprazolo, somministrato alla dose di 40 mg in volontari sani in uno studio cross-over, ha aumentato la Cmax e l’AUC di cilostazolo rispettivamente del 18% e del 26% e di uno dei suoi metaboliti attivi rispettivamente del 29% e del 69%. Fenitoina Si raccomanda un monitoraggio della concentrazione plasmatica di fenitoina durante le prime due settimane dopo l’inizio del trattamento con omeprazolo e, se si rende necessario un aggiustamento della dose di fenitoina, si raccomanda il monitoraggio e un ulteriore aggiustamento della dose quando si termina il trattamento con omeprazolo. Meccanismo sconosciuto Saquinavir La somministrazione concomitante di omeprazolo e saquinavir/ritonavir ha determinato un aumento dei livelli plasmatici di saquinavir fino a circa il 70% con una buona tollerabilità nei pazienti positivi all’HIV. Tacrolimus È stato riportato che la somministrazione concomitante di omeprazolo aumenta i livelli sierici di tacrolimus. Pertanto, è necessario aumentare il monitoraggio delle concentrazioni di tacrolimus e della funzionalità renale (clearance della creatinina) e, se necessario, il dosaggio di tacrolimus deve essere aggiustato. Metotressato In alcuni pazienti è stato osservato un aumento dei livelli di metotressato quando tale medicinale viene somministrato insieme a inibitori di pompa protonica. Pertanto è opportuno considerare la sospensione temporanea di omeprazolo se si somministra metotressato ad alti dosaggi. Effetti delle altre sostanze attive sulla farmacocinetica di omeprazolo Inibitori del CYP2C19 e/o del CYP3A4 Poiché omeprazolo è metabolizzato dagli enzimi CYP2C19 e CYP3A4, le sostanze attive note per inibire tali enzimi (come claritromicina e voriconazolo) possono causare un aumento dei livelli sierici di omeprazolo, diminuendone la velocità di metabolizzazione. Il trattamento concomitante con voriconazolo determina un’esposizione più che raddoppiata ad omeprazolo. Poiché la somministrazione di dosi elevate di omeprazolo è stata ben tollerata, non è generalmente necessario alcun aggiustamento della dose di omeprazolo. Tuttavia, l’aggiustamento della dose deve essere preso in considerazione nei pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica e in caso di trattamento a lungo termine. Induttori del CYP2C19 e/o del CYP3A4 Sostanze attive note come induttori del CYP2C19 o del CYP3A4, o entrambi (come rifampicina e iperico/erba di San Giovanni) possono determinare una diminuzione dei livelli sierici di omeprazolo aumentandone la velocità di metabolizzazione.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanz

I risultati di tre studi epidemiologici prospettici (con più di 1.000 esiti esposti) indicano assenza di effetti indesiderati di omeprazolo sulla gravidanza o sulla salute del feto/neonato. Dunque, omeprazolo può essere usato durante la gravidanza. Allattamento Omeprazolo è escreto nel latte materno, ma è improbabile che abbia effetti sul lattante quando somministrato a dosaggi terapeutici. Fertilità Studi condotti su animali con una miscela racemica di omeprazolo non hanno mostrato effetti sulla fertilità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

È improbabile che Omeprazolo Noridem possa influenzare la capacità di guidare veicoli o di condurre macchinari. Possono verificarsi reazioni avverse al medicinale come capogiri e disturbi visivi (vedere paragrafo 4.8). In tal caso, i pazienti devono evitare di guidare veicoli o di condurre macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Riepilogo del profilo di sicurezza Gli effetti indesiderati più comuni (1–10% di pazienti) sono cefalea, dolore addominale, stipsi, diarrea, flatulenza e nausea/vomito. In associazione con il trattamento a base di omeprazolo sono state riportate reazioni avverse cutanee gravi (SCAR), compresa la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (TEN), la reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) e la pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) (vedere paragrafo 4.4). Tabella delle reazioni avverse Le seguenti reazioni avverse al medicinale sono state identificate o sospettate durante le sperimentazioni cliniche con omeprazolo e nella fase successiva alla commercializzazione. Nessuna di queste è risultata essere dose-correlata. Le reazioni avverse sotto elencate sono classificate in base alla frequenza e alla classificazione per organi e sistemi (SOC, System Organ Class). Le categorie della frequenza sono definite in base alla seguente convenzione: Molto comune (≥ 1/10) Comune (da ≥1/100 a < 1/10) Non comune (da ≥1/1.000 a < 1/100) Rara (da ≥1/10.000 a < 1/1.000) Molto rara (<1/10.000) Non nota (non può essere stimata sulla base dei dati disponibili). SOC/frequenza Reazione avversa Patologie del sistema emolinfopoietico Rara: Leucopenia, trombocitopenia Molto rara: Agranulocitosi, pancitopenia Disturbi del sistema immunitario Rara: Reazioni di ipersensibilità come febbre, angioedema e reazioni anafilattiche/shock Disturbi del metabolismo e della nutrizione Rara: Iponatremia Non nota: Ipomagnesiemia; l’ipomagnesiemia grave può evolvere in ipocalcemia. L’ipomagnesiemia pu

anche essere associata ad ipopotassiemia. Disturbi psichiatrici Non comune: Insonnia Rara: Agitazione, confusione, depressione Molto rara: Aggressività, allucinazioni Patologie del sistema nervoso Comune: Cefalea Non comune: Capogiri, parestesia, sonnolenza Rara: Disturbo del gusto Patologie dell’occhio Rara: Visione offuscata Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune: Vertigine Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Rara: Broncospasmo Patologie gastrointestinali Comune: Dolore addominale, stipsi, diarrea, flatulenza, nausea e vomito, polipi ghiandolari fundici (benigni) Rara: Bocca secca,stomatite, candidosi gastrointestinale Non nota: Colite microscopica Patologie epatobiliari Non comune: Enzimi epatici aumentati Rara: Epatite con o senza itterizia Molto rara: Insufficienza epatica, encefalopatia in pazienti con pregressa patologia epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: Dermatite, prurito, eruzione cutanea, orticaria Rara: Alopecia, fotosensibilità, pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) Molto rara: Eritema multiforme, sindrome di StevensJohnson, necrolisi epidermica tossica (TEN). Non nota: Lupus eritematoso cutaneo subacuto (vedere paragrafo 4.4) Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune: Fratture delle anche, dei polsi o della colonna vertebrale (vedere paragrafo 4.4) Rara: Artralgia, mialgia Molto rara: Debolezza muscolare Patologie renali e urinarie Rara: Nefrite tubulo-interstiziale (con possibile progressione in insufficienza renale) Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Molto rara: Ginecomasti

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune: Malessere, edema periferico Rara: Sudorazione aumentata Sono stati riportati casi isolati di compromissione irreversibile della visione in pazienti in condizioni critiche trattati con omeprazolo somministrato per via endovenosa, soprattutto ad alte dosi, tuttavia non è stata stabilita una relazione causale. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

Sono disponibili informazioni limitate relative al sovradosaggio con omeprazolo nell’uomo. In letteratura vengono riportate dosi fino a 560 mg e sono stati occasionalmente segnalati anche casi di dosi orali singole fino a 2400 mg di omeprazolo (120 volte la dose clinica normalmente raccomandata). Sono stati riportati nausea, vomito, capogiri, dolore addominale, diarrea e cefalea. In alcuni casi sono state descritte anche apatia, depressione e confusione. I sintomi descritti sono stati transitori e non sono stati riportati esiti gravi. La velocità di eliminazione è rimasta invariata con l’aumentare delle dosi (cinetica di primo ordine). Il trattamento, se necessario, è sintomatico. In alcuni studi clinici sono state somministrate per via endovenosa dosi fino a 270 mg in un unico giorno e fino a 650 mg in un periodo di tre giorni senza alcuna reazione avversa dose-correlata.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Medicinali per disturbi correlati alla secrezione acida, inibitori di pompa protonica, codice ATC: A02BC01 Meccanismo d’azione Omeprazolo, una miscela racemica di due enantiomeri, riduce la secrezione acida gastrica attraverso un meccanismo d’azione altamente specializzato. È un inibitore specifico della pompa protonica a livello delle cellule parietali. Agisce rapidamente e attua un controllo sulla secrezione acida gastrica mediante un’inibizione reversibile con una singola dose giornaliera. Omeprazolo è una base debole ed è concentrato e convertito nella forma attiva nell’ambiente altamente acido dei canalicoli intracellulari all’interno delle cellule parietali, dove inibisce la H+ ,K+ - ATPasi, ossia la pompa protonica. Questo effetto sulla fase finale del processo di formazione dell’acido gastrico è dose-dipendente e permette un’inibizione altamente efficace della secrezione acida, sia di quella basale, sia di quella stimolata, indipendentemente dallo stimolo. Effetti farmacodinamici Tutti gli effetti farmacodinamici osservati possono essere spiegati sulla base dell’effetto di omeprazolo sulla secrezione acida. Effetto sulla secrezione acida gastric

La somministrazione endovenosa di omeprazolo nell’uomo produce un’inibizione dose-dipendente della secrezione acida gastrica. Si raccomanda una prima dose di 40 mg somministrata per via endovenosa al fine di raggiungere immediatamente una riduzione dell’acidità intragastrica simile a quanto avviene dopo la somministrazione di una dose ripetuta di 20 mg per via orale. Ne consegue un’immediata diminuzione dell’acidità intragastrica e una diminuzione media nell’arco delle 24 ore del 90% circa sia tramite iniezione che infusione endovenosa. L’inibizione della secrezione acida è legata alla curva di concentrazione plasmatica/tempo (AUC) di omeprazolo e non all’effettiva concentrazione plasmatica ad un tempo determinato. Non è stata osservata tachifilassi durante il trattamento con omeprazolo. Effetti su H. pylori Helicobacter pylori è il batterio associato alla malattia peptica ulcerosa, che comprende la malattia ulcerosa duodenale e la malattia ulcerosa gastrica. H. pylori è il principale fattore responsabile dello sviluppo di gastriti. H. pylori, insieme alla secrezione acida gastrica, costituisce uno dei maggiori fattori di sviluppo della malattia peptica ulcerosa. H. pylori è il principale fattore responsabile dello sviluppo della gastrite atrofica, che si associa ad un maggior rischio di sviluppo di tumori gastrici. L’eradicazione dell’H. pylori con omeprazolo e antimicrobici è associata ad un alto tasso di guarigione e ad una remissione a lungo termine delle ulcere peptiche. Altri effetti correlati all’inibizione della secrezione acida Durante il trattamento a lungo termine è stato osservato un aumento della frequenza di comparsa di cisti ghiandolari gastriche, che rappresentano una conseguenza fisiologica della forte inibizione della secrezione acida. Sono di natura benigna e reversibili. La minore acidità gastrica ottenuta con qualsiasi mezzo, compresi gli inibitori di pompa protonica, aumenta la carica batterica gastrica normalmente presente nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con medicinali che riducono l’acidità può causare un leggero aumento del rischio di infezioni gastrointestinali, quali per esempio da Salmonella e Campylobacter e, nei pazienti ricoverati, anche da Clostridium difficile. Durante il trattamento con medicinali antisecretori, i livelli di gastrina sierica aumentano in risposta alla minore secrezione acida. Come conseguenza della minore acidità gastrica, aumenta anche la concentrazione di CgA. Un aumento dei livelli di CgA può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Le evidenze disponibili suggeriscono che le terapie a base di inibitori di pompa protonica devono essere interrotte da un minimo di 5 giorni ad un massimo di 2 settimane prima di misurare la CgA. In questo modo, i livelli di CgA, che potrebbero essere falsamente elevati a causa della terapia con l’inibitore di pompa protonica, torneranno nel range di riferimento. In alcuni pazienti (sia pediatrici che adulti) è stato osservato un aumento del numero di cellule enterocromaffini (ECL) probabilmente correlato ai livelli sierici di gastrina più elevati durante la terapia a lungo termine con omeprazolo. I risultati sono considerati tuttavia privi di rilevanza clinica.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Distribuzione Il volume apparente di distribuzione nei soggetti sani è all’incirca di 0,3 l/kg di peso corporeo. Omeprazolo si lega alle proteine plasmatiche al 97%. Biotrasformazione Omeprazolo è completamente metabolizzato dal sistema del citocromo P450 (CYP). La maggior parte del suo metabolismo dipende dal CYP2C19 espresso in modo polimorfico, che è responsabile della formazione di idrossiomeprazolo, il maggior metabolita nel plasma. La parte rimanente dipende da un’altra isoforma specifica, il CYP3A4, responsabile della formazione di omeprazolo solfone. Dat

l’elevata affinità di omeprazolo per il CYP2C19, esista una potenziale inibizione competitiva e interazione metabolica farmaco-farmaco con altri substrati per il CYP2C19. Tuttavia, a causa della scarsa affinità per il CYP3A4, omeprazolo non ha la capacità di inibire il metabolismo di altri substrati del CYP3A4. Inoltre, omeprazolo non ha alcun effetto inibitorio sui principali enzimi CYP. Circa il 3% della popolazione caucasica e il 15–20% delle popolazioni asiatiche presentano una carenza funzionale dell’enzima CYP2C19, venendo così definiti “metabolizzatori lenti”. In questi individui, il metabolismo di omeprazolo viene probabilmente catalizzato principalmente dal CYP3A4. In seguito a ripetute dosi giornaliere di 20 mg di omeprazolo, l’AUC media è risultata da 5 a 10 volte maggiore nei metabolizzatori lenti rispetto ai soggetti con un enzima CYP2C19 funzionante (“metabolizzatori veloci”). Anche i picchi plasmatici medi presentavano valori da 3 a 5 volte superiori. Questi dati non hanno implicazioni sulla posologia di omeprazolo. Eliminazione La clearance plasmatica totale è di circa 30–40 l/h dopo una singola dose. L’emivita di eliminazione plasmatica di omeprazolo è generalmente inferiore a un’ora dopo somministrazione giornaliera orale, sia singola che ripetuta. Omeprazolo viene eliminato completamente dal plasma tra una dose e l’altra senza alcuna tendenza all’accumulo durante la singola somministrazione giornaliera. Circa l’80% di una dose di omeprazolo viene escreto in forma di metaboliti nell’urina, il rimanente viene escreto nelle feci, provenendo primariamente dalla secrezione biliare. Linearità/non linearità L’AUC di omeprazolo aumenta dopo somministrazioni ripetute. Questo aumento è dose-dipendente e determina una relazione dose-AUC non lineare in seguito a ripetute somministrazioni. Questa dipendenza dal tempo e dalla dose è dovuta al ridotto metabolismo di primo passaggio e alla ridotta clearance sistemica, causati probabilmente da una inibizione dell’enzima CYP2C19 da parte di omeprazolo e/o dei suoi metaboliti (ad es. il solfone). Non è stato osservato alcun effetto dei metaboliti sulla secrezione acida gastrica. Popolazioni speciali Compromissione epatica Nei pazienti con disfunzione epatica il metabolismo di omeprazolo risulta compromesso, con un conseguente aumento dell’AUC. Omeprazolo non ha mostrato alcuna tendenza ad accumularsi in seguito a singola somministrazione giornaliera. Compromissione renale La farmacocinetica di omeprazolo, comprese la biodisponibiltà sistemica e la velocità di eliminazione, non risulta alterata nei pazienti con una funzionalità renale ridotta. Anziani La velocità di metabolizzazione di omeprazolo risulta leggermente ridotta nei soggetti anziani (75–79 anni di età).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Nel corso di sperimentazioni effettuate su ratti trattati per tutta la vita con omeprazolo, sono stati rilevati iperplasia delle cellule gastriche ECL e carcinoidi. Tali modifiche sono il risultato di una prolungata ipergastrinemia secondaria all’inibizione acida. Sono stati ottenuti risultati simili in seguito a trattamento con antagonisti dei recettori H2, inibitori di pompa protonica e in seguito a parziale fundectomia (resezione del fondo gastrico). Queste modifiche quindi non sono imputabili ad un effetto diretto di alcun singolo principio attivo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Disodio edetato Sodio idrossido 1N (per correggere il pH)

6.2 Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

6.3 Periodo di validità

Prima dell’apertura: 2 anni Soluzione ricostituita: La stabilità chimico-fisica in uso è stata dimostrata per 12 ore a 25±2°C sotto luce artificiale e per 24 ore a 5±3°C in seguito a dissoluzione con 5 ml di cloruro di sodio 0.9% e poi la soluzione ricostituita immediatamente diluita ulteriormente fino a 100 ml con lo stesso solvente. La stabilità chimico-fisica in uso è stata dimostrata per 6 ore a 25±2°C sotto luce artificiale e per 24 ore a 5±3°C in seguito a dissoluzione con 5 ml di glucosio al 5% e poi la soluzione ricostituita immediatamente diluita ulteriormente fino a 100 ml con lo stesso solvente. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente, a meno che il metodo di apertura non escluda il rischio di contaminazione microbica. Se non utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione in uso sono responsabilità dell’utilizzatore. Qualsiasi soluzione inutilizzata dovrebbe essere scartata.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare ad una temperatura inferiore a 25°C. Tenere il flaconcino nella confezione di cartone esterna per proteggerlo dalla luce. I flaconcini possono comunque essere conservati esposti alla normale luce degli ambienti interni fuori dalla scatola fino ad un massimo di 24 ore. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del prodotto medicinale, vedere il paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flaconcini in vetro trasparente di tipo 1 della capacità di > 8 ml, chiusi con tappo in gomma bromobutilica e sigillati con capsula di alluminio. Dimensioni della confezione: da 1, 5, 10 o 50 flaconcini. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

L’intero contenuto di ciascun flaconcino deve essere sciolto in circa 5 ml e quindi immediatamente diluito in 100 ml di soluzione per infusione. A tal fine deve essere utilizzata una soluzione pe

infusione a base di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) o a base di glucosio 50 mg/ml (5%). La stabilità di omeprazolo è influenzata dal pH della soluzione per infusione, ragion per cui non deve essere utilizzato alcun altro solvente o altri quantitativi per la diluizione. Preparazione: 1. Aspirare con una siringa 5 ml di soluzione per infusione dal flacone o sacca per infusione da 100 ml. 2. Aggiungere questo volume al flaconcino contenente l’omeprazolo liofilizzato, miscelare bene accertandosi che tutto l’omeprazolo si sia sciolto. 3. Aspirare nuovamente la soluzione di omeprazolo con la siringa. 4. Trasferire la soluzione nella sacca o nel flacone per infusione. 5. Ripetere i passaggi da 1 a 4 per accertarsi che tutto l’omeprazolo sia stato trasferito dal flaconcino alla sacca o al flacone per infusione. Preparazione alternativa per infusioni in contenitori flessibili 1. Utilizzare un ago da trasferimento a due estremità e attaccarlo alla membrana da iniezione della sacca per infusione. Collegare l’altra estremità dell’ago al flaconcino contenente l’omeprazolo liofilizzato. 2. Solubilizzare l’omeprazolo pompando la soluzione per infusione avanti e indietro tra la sacca per infusione e il flaconcino. 3. Accertarsi che tutto l’omeprazolo sia dissolto. La soluzione per infusione è praticamente esente da particolato visibile e deve essere somministrato mediante infusione endovenosa per 20–30 minuti. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Noridem Enterprises Limited Evagorou & Makariou, Mitsi Building 3, Office 115, 1065 Nicosia, Cipro

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 10.DATA DI REVISIONE DEL TEST

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

💬 Una domanda su questo farmaco?
Assistente Guidafarmacie ×
Risposte generate automaticamente dal testo ufficiale. Non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza, chiama il 112.