OMERIA

Omeria è utilizzato nel trattamento di: - pressione alta del sangue (ipertensione arteriosa essenziale), da solo o in associazione con altri medicinali antiipertensivi, in particolare con i diuretici tiazidici, farmaci che aiutano l’eliminazione dei liquidi; - dolore al torace, provocato da un insufficiente apporto di ossigeno al muscolo cardiaco a causa di una transitoria diminuzione del flusso di sangue nelle arterie coronarie del cuore (angina pectoris); - scompenso cardiaco, che occorre quando il cuore non è più in grado di pompare adeguatamente il sangue in tutto il corpo.

Usato per: ipertensione arteriosainsufficienza cardiacadolore toracico

Principio attivo: CARVEDILOLO · ATC C07AG02 · NEOPHARMED GENTILI S.P.A.

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Prezzo e rimborsabilità

Fascia A — rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale

Confezione Fascia Prezzo al pubblico Rimborsato SSN A tuo carico
"6,25 MG COMPRESSE" 28 COMPRESSE DIVISIBILI A 3,98 € 3,62 € 0,36 € + ticket*
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Il SSN rimborsa i medicinali di fascia A fino al prezzo di riferimento: l'eventuale differenza, se scegli un medicinale più costoso, resta a tuo carico insieme al ticket regionale (*variabile per Regione). I medicinali di fascia C sono a totale carico; quelli di fascia H sono forniti dall'ospedale. Stima indicativa — fonte AIFA, Liste di Trasparenza; fa fede il listino in farmacia.

Principio attivo: CARVEDILOLO
Forma farmaceutica: Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 6.25 mg COMPRESSA
  • 25 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
Codice ATC: C07AG02
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ACARDEN - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
· CARVEDILOLO TECNIGEN - TECNIGEN S.R.L.
· CARVEDILOLO AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· CARVEDILOLO MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· CARVEDILOLO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· CARVEDILOLO ALMUS - ALMUS S.R.L.
· CARVEDILOLO EG - EG S.P.A.
· CARVEDILOLO RATIOPHARM. - TEVA ITALIA S.R.L.
· CURCIX - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
· CARVEDILOLO ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· CARVEDILOLO HEXAL - SANDOZ S.P.A.
· CARVEDILOLO PENSA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Omeria contiene il principio attivo carvedilolo che appartiene alla classe dei medicinali chiamati

“bloccanti dei recettori alfa e beta-adrenergici”. Il carvedilolo è un beta-bloccante di tipo non selettivo. I beta-bloccanti svolgono la loro azione a livello cardiaco, dove riducono la forza di contrazione e la frequenza cardiaca, diminuendo il lavoro svolto dal cuore ed impedendo un’accelerazione eccessiva del battito cardiaco; inoltre agiscono sul sistema “renina-angiotensina-aldosterone”, favorendo la riduzione della ritenzione

di liquidi e sali nell’organismo, e di conseguenza la riduzione del volume del sangue con un effetto di dilatazione e distensione dei vasi sanguigni.

Omeria è utilizzato nel trattamento di:

- pressione alta del sangue (ipertensione arteriosa essenziale), da solo o in associazione con
altri medicinali antiipertensivi, in particolare con i diuretici tiazidici, farmaci che aiutano
l’eliminazione dei liquidi;
- dolore al torace, provocato da un insufficiente apporto di ossigeno al muscolo cardiaco a
causa di una transitoria diminuzione del flusso di sangue nelle arterie coronarie del cuore
(angina pectoris);
- scompenso cardiaco, che occorre quando il cuore non è più in grado di pompare

adeguatamente il sangue in tutto il corpo.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Omeria se:
- è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6);
- ha una diminuzione dell’attività del cuore per cui la quantità di sangue pompata dal cuore
a riposo è minore di quella normale (insufficienza cardiaca instabile/scompensata);
-
soffre di un tipo di scompenso cardiaco classificato in classe IV NYHA (New York Health
Association), che richiede la somministrazione di specifici medicinali inotropi (medicinali
con azione sulla contrattilità del muscolo cardiaco) per via endovenosa per agevolare il
funzionamento del cuore;
- ha gravi problemi al fegato;
- soffre di disturbi del sistema di conduzione elettrica del cuore, quali:
 una condizione in cui la struttura che genera gli impulsi elettrici del cuore è
disfunzionante (malattia del nodo seno-atriale, compreso il blocco seno-atriale);
 una condizione in cui si ha un difetto nella conduzione dell’impulso cardiaco tra atrio e
ventricolo (blocco atrio-ventricolare di 2° e 3° grado) (a meno che lei non abbia un

pacemaker permanente);
- ha una frequenza di battiti del cuore molto bassa (meno di 50 battiti al minuto)
(bradicardia grave);
- soffre di pressione del sangue molto bassa (ipotensione grave, presente se la pressione

sistolica, ossia il primo valore che si ottiene misurando la pressione è inferiore a 85
mmHg);
- ha una diminuzione del flusso di sangue che raggiunge gli organi ed i tessuti del corpo, a
causa di una diminuzione dell’attività del cuore (shock cardiogeno);
- soffre di asma bronchiale (restringimento e infiammazione dei bronchi) o altre malattie
respiratorie con una componente broncospastica (ad esempio pazienti con

broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una malattia che rende difficile svuotare
l’aria dai polmoni, che non assumono medicinali per via orale o inalatoria);
- soffre di un tumore che colpisce il midollo della ghiandola surrenale (feocromocitoma),
non controllato sotto trattamento con medicinali alfa-bloccanti;
- soffre di un accumulo di acidi nell’organismo, dovuto a disturbi metabolici (acidosi

metabolica);
- è in stato di gravidanza o sta allattando (vedere paragrafo “Gravidanza e allattamento”);
- se è in trattamento con medicinali usati per trattare la pressione alta o disturbi del battito
del cuore come verapamil o diltiazem per via endovenosa (vedere paragrafo “Altri

medicinali e Omeria”)

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Omeria se: - soffre di insufficienza cardiaca congestizia cronica (patologia in cui il cuore non è in grado di pompare sangue in maniera efficiente) in quanto può verificarsi un peggioramento dell’insufficienza cardiaca o della ritenzione idrica. Nel caso in cui, durante la terapia, si dovesse verificare un peggioramento delle sue condizioni, il medico valuterà una riduzione

di dose o una terapia alternativa; - presenta una funzionalità dei reni ridotta ed in peggioramento, conseguente ad insufficienza cardiaca con bassa pressione del sangue, inspessimento dei vasi sanguigni ed insufficiente apporto di sangue al cuore (cardiopatia ischemica), e/o insufficienza renale di base in quanto in corso di trattamento con carvedilolo può verificarsi un peggioramento

della funzione dei reni; - soffre di disfunzione ventricolare sinistra (una porzione del cuore è incapace di contrarsi in maniera efficace o a riempirsi in maniera adeguata) dopo infarto acuto del miocardio (morte delle cellule del cuore per prolungata mancanza di apporto di ossigeno), poiché in tal caso deve ricevere opportuna terapia per tornare ad un quadro clinico stabile prima di

-
assumere Omeria;
soffre di diabete ed è in trattamento con medicinali che riducono la glicemia (quantità di
zuccheri nel sangue), in quanto l’assunzione di Omeria potrebbe essere associata ad un
peggioramento del controllo della glicemia, o i segni e sintomi iniziali di un’ipoglicemia
acuta (improvviso calo di zuccheri), come tachicardia (battito veloce), visione offuscata,
giramenti di testa, sudorazione, irrequietezza, possono venire mascherati o attenuati. È
necessario un regolare controllo della glicemia durante il trattamento per adeguare i
dosaggi dei medicinali;
- ha problemi ai vasi sanguigni periferici (vasi delle aree esterne al cuore e al cervello) che
risultano ostruiti (malattia vascolare periferica) poiché con il trattamento con carvedilolo,
potrebbero aggravarsi;

- soffre di una malattia rara che colpisce le arterie, caratterizzata da brevi episodi di restringimento dei vasi sanguigni, e che si manifesta prevalentemente sulla punta delle mani e dei piedi, con sensazioni di dolore, intorpidimento o formicolio, e cambiamento del colore della pelle fino a pallida e cianotica (malattia di Raynaud);

- presenta un eccesso di ormoni prodotti dalla tiroide nell’organismo (tireotossicosi) in
quanto l’assunzione di Omeria può mascherarne i sintomi (per es. la tachicardia). Non
sospenda in maniera improvvisa il trattamento con Omeria perché potrebbe alterare la
funzionalità della tiroide;
- deve subire un intervento di chirurgia generale che richiede l’utilizzo di anestetici
(medicinali che inducono sedazione, riducono sensibilità al dolore e rilassamento

muscolare) in quanto il carvedilolo può aumentare l’effetto di contrattilità muscolare;
- ha una riduzione della frequenza dei battiti del cuore (bradicardia), con valori inferiori a 55
battiti per minuto;
- ha avuto in passato una grave reazione di ipersensibilità (allergia) o si sta attualmente
sottoponendo ad una terapia di desensibilizzazione (sta assumendo dosi

progressivamente crescenti di un farmaco a cui è ipersensibile, per poterlo assumere alle dosi efficaci e sicure), poiché si potrebbe verificare un’aumentata sensibilità. Potrebbe essere meno sensibile ad alcuni medicinali (come l’epinefrina) usati per trattare le reazioni allergiche (anafilattiche);

- soffre di una malattia infiammatoria della pelle caratterizzata da chiazze ispessite ed
arrossate, coperte da squame di colore grigio (psoriasi);
- è affetto da un feocromocitoma (un tumore che causa la pressione alta), in quanto il
medico le prescriverà Omeria solo dopo aver fatto un bilancio rischio/beneficio;
- soffre di una forma di angina pectoris nota come “angina di Prinzmetal”, chiamata anche
“angina variante” perché l’assunzione di Omeria potrebbe aumentarla;
- è portatore di lenti a contatto, poiché con il trattamento con Omeria è possibile si verifichi
una riduzione della lacrimazione;

- presenta una pressione del sangue che fluttua rapidamente (ipertensione labile) o soffre
di pressione alta causata da una condizione medica di base (ipertensione secondaria);
- Ha un blocco cardiaco di primo grado (un’alterazione del battito del cuore) perché
carvedilolo può ridurre velocità di conduzione dell’impulso elettrico del cuore.

- È anziano o ha disturbi del battito per es bradicardia (ritmo cardiaco lento), disfunzione del nodo del seno o blocco atrio-ventricolare (tipi di aritmie), perché potrebbe verificarsi un arresto sinusale (una pausa temporanea del battito), vedere “Effetti indesiderati”.

Durante il trattamento con Omeria, sono stati riportati casi molto rari di gravi reazioni della

pelle e delle mucose, come la necrolisi epidermica tossica (TEN) e sindrome di Stevens-Johnson (SJS) (vedere paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”). In tali casi contatti immediatamente il medico perché l’assunzione di Omeria dovrà essere interrotta.

Bambini e adolescenti La tollerabilità e l’efficacia di Omeria in pazienti al di sotto dei 18 anni di età non sono state stabilite.

Altri medicinali e Omeria Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe

assumere qualsiasi altro medicinale.

Faccia particolare attenzione e informi il medico se sta assumendo: digossina ed altri medicinali digitalici, che stimolano l’azione del cuore, mantenendone la

-
funzionalità ad un livello appropriato;
- insulina o altri medicinali antidiabetici assunti per via orale;
- rifampicina, un antibiotico battericida;
- cimetidina, un medicinale impiegato per il trattamento del bruciore di stomaco e delle
ulcere gastriche;

- reserpina, una sostanza impiegata per il trattamento della pressione alta e di alcune forme
di psicosi;
- medicinali che bloccano l’enzima monoaminoossidasi (IMAO) utilizzati per il trattamento
della depressione;
- ciclosporina e tacrolimus, medicinali usati per prevenire le reazioni di rigetto da trapianto

d’organo;
- verapamil, diltiazem, amiodarone o altri medicinali utilizzati per il trattamento di disturbi
al ritmo del cuore (aritmie);
- clonidina, medicinale impiegato prevalentemente per il trattamento della pressione alta

ma anche per altre condizioni mediche;
- calcio antagonisti impiegati per il trattamento della pressione del sangue alta;
- qualsiasi altro medicinale impiegato per il trattamento della pressione del sangue alta,
come i diuretici o gli ACE inibitori;
- fluoxetina e paroxetina, medicinali impiegati per il trattamento della depressione grave o
dei disturbi ossessivo-compulsivi;
- medicinali chiamati FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) utilizzati per la cura del
dolore e delle infiammazioni;

- medicinali broncodilatatori beta-agonisti, utilizzati per il trattamento dell’asma e di
patologie bronchiali ostruttive a base asmatica.
- anestetici e agenti bloccanti neuromuscolari, medicinali che inducono sedazione, riducono
sensibilità al dolore e rilassamento muscolare. Informi il medico se deve sottoporsi ad un

intervento chirurgico che richiede anestesia.. - adrenalina (epinefrina) usato per trattare le reazioni allergiche gravi.

Omeria con cibi, bevande e alcol Omeria può essere assunto con cibi.

carvedilolo. del Si raccomanda di evitare l'assunzione di succo di pompelmo durante il trattamento con

L’alcol può potenziare l’effetto ipotensivo del carvedilolo (riduce la pressione).

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Non assuma Omeria durante la gravidanza.

Omeria non deve essere usato durante l’allattamento con latte materno (vedere paragrafo “Non prenda Omeria”)

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Non sono stati effettuati studi sugli effetti del carvedilolo sulla idoneità dei pazienti a guidare veicoli ed utilizzare macchinari. Omeria può influenzare la capacità di guidare veicoli ed utilizzare macchinari a causa di reazioni

individuali variabili (ad es. capogiri, stanchezza), in particolare all’inizio del trattamento, dopo un aumento della dose, a seguito del cambiamento di medicinale impiegato per la terapia, ed in combinazione con alcol. Ponga pertanto la dovuta cautela.

Per chi pratica attività sportiva L’uso del medicinale senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

Omeria contiene lattosio e saccarosio Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Assuma le compresse di Omeria con una sufficiente quantità di acqua; non è necessario assumere le compresse con i pasti, tuttavia se è affetto da scompenso cardiaco assuma le compresse di Omeria durante i pasti, per rallentare l’assorbimento del medicinale ed evitare un possibile eccessivo abbassamento della pressione del sangue.

Trattamento della pressione alta (ipertensione arteriosa essenziale) del La dose iniziale raccomandata è di 12,5 mg una volta al giorno, per i primi due giorni; successivamente la dose raccomandata è di 25 mg una volta al giorno. Se necessario, il medico potrà aumentare la dose ad intervalli di tempo di almeno due settimane, fino alla dose massima di 50 mg al giorno, assunta una volta al giorno, o suddivisa in due dosi da 25 mg due volte al giorno.

Trattamento dell’angina pectoris

La dose iniziale raccomandata è di 12,5 mg due volte al giorno, per i primi due giorni; successivamente la dose raccomandata è di 25 mg due volte al giorno. Non superi tale dose raccomandata.

Trattamento dello scompenso cardiaco Il medico le prescriverà il dosaggio più adeguato di Omeria da assumere, e la seguirà attentamente nel periodo di tempo necessario per il raggiungimento della posologia a lei adatta.

La dose iniziale raccomandata è di 3,125 mg (ovvero mezza compressa da 6,25 mg), due volte al giorno, per almeno due settimane; successivamente il medico potrà aumentare la dose progressivamente, ad intervalli di tempo di almeno due settimane, portandola a 6,25 mg due volte al giorno, poi a 12,5 mg due volte al giorno, e fino ad un massimo di 25 mg due volte al

giorno.

La dose massima raccomandata è di: - 25 mg due volte al giorno: se soffre di uno scompenso cardiaco grave, oppure se soffre di

uno scompenso cardiaco moderato o lieve ed ha un peso corporeo inferiore a 85 kg; - 50 mg due volte al giorno: se soffre di uno scompenso cardiaco moderato o lieve ed ha un peso corporeo superiore a 85 kg. Uso nei bambini e negli adolescenti La tollerabilità e l’efficacia di Omeria in pazienti al di sotto dei 18 anni di età non sono state stabilite.

Uso negli anziani Trattamento della pressione alta (ipertensione arteriosa essenziale) La dose iniziale raccomandata è di 12,5 mg una volta al giorno. Se necessario, il medico potrà aumentare la dose ad intervalli di tempo di almeno due settimane, fino alla dose massima di 50

mg, da assumere in due dosi da 25 mg due volte al giorno.

Trattamento dell’angina pectoris La dose iniziale raccomandata è di 12,5 mg due volte al giorno; dopo un intervallo di almeno due giorni, il medico potrà aumentare la dose a 25 mg due volte al giorno. Non superi tale dose raccomandata.

Trattamento dello scompenso cardiaco Medesima posologia indicata per gli adulti (vedere sopra). Se prende più Omeria di quanto deve In caso si ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Omeria avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Omeria lei potrebbe manifestare: forte abbassamento della pressione del sangue (ipotensione), riduzione della frequenza dei battiti del cuore (bradicardia), diminuzione dell’attività del cuore (insufficienza cardiaca), diminuzione del flusso di sangue che raggiunge gli organi ed i tessuti del corpo a causa

di una diminuzione dell’attività del cuore (shock cardiogeno), arresto sinusale; arresto della funzionalità del cuore; inoltre potrebbero verificarsi problemi respiratori come restringimento dei bronchi (broncospasmo), vomito, confusione mentale, movimenti involontari della muscolatura, responsabili di agitazione e spasmi del corpo (crisi convulsive).

Trattamento in caso di ingestione di una dose eccessiva di Omeria In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Omeria, in ospedale riceverà i normali protocolli di intervento ed il trattamento più adeguato in funzione degli effetti da sovradosaggio e sintomi da lei manifestati.

Se dimentica di prendere Omeria Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Omeria Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista. Omeria deve essere sospeso gradualmente, nell’arco di due settimane, e sotto il controllo del medico.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati con l’impiego di Omeria:

Molto comune (può interessare più di 1 persona su 10)
- giramenti di testa, mal di testa (cefalea);
- diminuzione dell’attività del cuore (insufficienza cardiaca);
- bassa pressione del sangue;
- affaticamento (astenia).

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10)
-
infiammazione dei bronchi e dei polmoni (bronchiti e polmoniti), infezioni delle vie
respiratorie superiori (naso esterno e cavità orale; fosse nasali e seni paranasali; faringe,
laringe, tessuto cartilagineo);
- infezioni delle vie urinarie;
- diminuzione del livello di globuli rossi nel sangue (anemia);
- aumento di peso, aumento del livello di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia),
aumento o diminuzione del livello di glucosio nel sangue (iperglicemia e ipoglicemia) (in

pazienti che soffrono di diabete);
- depressione, umore depresso;
- sensazione di perdita di coscienza, perdita di coscienza (pre-sincope, sincope),
- problemi alla vista, diminuzione della lacrimazione (occhi secchi), irritazione degli occhi;
riduzione della frequenza dei battiti del cuore (bradicardia), accumulo di liquido (edema)

-
che interessa tutto l'organismo, le estremità di braccia e gambe, i genitali, aumento del
volume di sangue circolante (ipervolemia), aumento di liquidi;
- bassa pressione del sangue correlata alla postura (ipotensione ortostatica), problemi di
circolazione del sangue nelle zone periferiche del corpo (mani e piedi freddi, problemi ai
vasi sanguigni periferici, aggravamento del dolore alle gambe durante il movimento fisico

(claudicazione intermittente) ed aggravamento della malattia di Raynaud);
- pressione alta (ipertensione);
- difficoltà nella respirazione (dispnea), accumulo di liquido nei polmoni (edema
polmonare), asma (in pazienti predisposti a questa patologia);
- senso di malessere (nausea), diarrea, vomito, difficoltà nella digestione (dispepsia), dolori

all’addome;
- dolore alle mani e ai piedi;
- diminuzione dell’attività dei reni (insufficienza renale) e problemi ai reni (in pazienti con
disturbi diffusi ai vasi sanguigni e/o insufficienza renale di base),
dolore.

-

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100)
- disturbi del sonno;
- confusione;
- intorpidimento o formicolio degli arti, braccia e gambe (parestesia);
- disturbi nella conduzione dell’impulso cardiaco tra atrio e ventricolo (blocco atrio-
ventricolare), forte dolore al torace (angina pectoris);

- stitichezza (stipsi);
- reazioni della pelle (come ad esempio: eruzione cutanea di pustole, vescicole e bolle
(esantema) di natura allergica, infiammazioni della pelle (dermatiti), eruzione cutanea
(orticaria), prurito, chiazze ispessite ed arrossate, coperte da squame di colore grigio
(lesioni cutanee psoriasiche), lesioni delle mucose e della pelle da lichen planus), caduta di

capelli (alopecia); - impossibilità ad avere un’erezione (disfunzione erettile).

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000)
- diminuzione del livello delle piastrine nel sangue (trombocitopenia);
-
-
-
naso chiuso (congestione nasale);
secchezza della bocca; del
disturbi della minzione (accumulo di urina o difficoltà nella sua emissione)

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000)
- diminuzione del livello di globuli bianchi nel sangue (leucopenia);
- reazione allergica (di ipersensibilità);
- aumento del livello di alanina amminotrasferasi (ALT), aspartato amminotrasferasi (AST) e
della gammaglutamiltrasferasi (GGT);
- reazioni avverse cutanee gravi come ad esempio eruzione cutanea caratterizzata da lesioni

con eritema ed edema e talora con bolle (eritema multiforme), forme gravi di sfaldamento (sindrome di Stevens-Johnson) e decomposizione della pelle (necrolisi epidermica tossica);

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

- manifestazione dei sintomi del diabete con alterazione della quantità di zuccheri nel sangue
(glicemia), peggioramento del diabete, alterazioni della glicemia;
- arresto sinusale (pausa temporanea del battito del cuore);
- iperidrosi (sudorazione eccessiva);
- incontinenza urinaria (difficoltà nel trattenere l’urina) nelle donne che si risolve con

l’interruzione del trattamento; - allucinazioni (percezione di cose inesistenti nella realtà).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si

rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo

medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo la scritta “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare a temperatura inferiore a 25°C.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall'umidità.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Omeria Il principio attivo è il carvedilolo. Ogni compressa da 6,25 mg contiene 6,25 mg di carvedilolo. Gli altri componenti sono: saccarosio, lattosio monoidrato, povidone, silice colloidale anidra, crospovidone, magnesio stearato, ferro ossido giallo (E 172).

Ogni compressa da 25 mg contiene 25 mg di carvedilolo. Gli altri componenti sono: saccarosio, lattosio monoidrato, povidone, silice colloidale anidra, crospovidone, magnesio stearato.

Descrizione dell’aspetto di Omeria e contenuto della confezione Omeria si presenta in forma di compresse divisibili, contenute in blister in PVC ed alluminio.

Omeria 6,25 mg compresse è disponibile in confezione da 28 compresse divisibili. Omeria 25 mg compresse è disponibile in confezione da 30 compresse divisibili.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio NEOPHARMED GENTILI S.p.A.

Via San Giuseppe Cottolengo, 15 20143 Milano

Produttore

Special Product’s Line S.p.A. Via Fratta Rotonda Vado Largo,1 03012 Anagni (FR) Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

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Domande frequenti su OMERIA

Come si usa OMERIA?

OMERIA si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

OMERIA è disponibile senza ricetta?

No, OMERIA è soggetto a prescrizione medica.

Qual è il principio attivo di OMERIA?

Il principio attivo di OMERIA è CARVEDILOLO.

Quali sono gli equivalenti di OMERIA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ACARDEN, CARVEDILOLO TECNIGEN, CARVEDILOLO AUROBINDO, CARVEDILOLO MYLAN GENERICS. Il farmacista può proporle un equivalente.

Chi produce OMERIA?

OMERIA è prodotto da NEOPHARMED GENTILI S.P.A..

Da quando OMERIA è autorizzato in Italia?

OMERIA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2006-07-22.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione della specialità medicinale

Omeria 6,25 mg compresse. Omeria 25 mg compresse.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Omeria 6,25 mg compresse Una compressa contiene: Principio attivo: Carvedilolo 6,25 mg Omeria 25 mg compresse Una compressa contiene: Principio attivo: Carvedilolo 25 mg Eccipienti con effetti noti: lattosio, saccarosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse divisibili da 6,25 mg e 25 mg.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale Carvedilolo è indicato per il trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale. Può essere usato da solo o in associazione con altri antiipertensivi, specialmente con i diuretici tiazidici. Trattamento dell'angina pectoris. Trattamento dello scompenso cardiaco.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale Il dosaggio consigliato per l'inizio della terapia è di 12,5 mg una volta al giorno per i primi due giorni. Successivamente, il dosaggio raccomandato è di 25 mg una volta al giorno. Se necessario il dosaggio può essere gradualmente aumentato ad intervalli non inferiori all

2 due settimane, fino al raggiungimento della dose massima consigliata di 50 mg al giorno da assumersi in un'unica somministrazione o frazionata in 25 mg due volte al giorno. Trattamento dell'angina pectoris Il dosaggio raccomandato per l'inizio della terapia è di 12,5 mg due volte al giorno per i primi due giorni. Successivamente, il dosaggio consigliato è di 25 mg due volte al giorno. Si raccomanda di non superare tale posologia. Trattamento dello scompenso cardiaco La decisione di iniziare la terapia con Carvedilolo per lo scompenso cardiaco deve essere presa da un medico esperto nella gestione di tale patologia dopo un’accurata valutazione delle condizioni del paziente. I pazienti devono essere sempre stabili dal punto di vista clinico e non devono presentare deterioramento dello stato clinico o segni di scompenso rispetto alla visita precedente. Nei pazienti in trattamento con digitale, diuretici e ACEinibitori, il dosaggio di tali medicinali dovrebbe essere stabilizzato prima di iniziare il trattamento con Carvedilolo. IL DOSAGGIO DEVE ESSERE PERSONALIZZATO ED IL PAZIENTE DEVE ESSERE ATTENTAMENTE SEGUITO DAL MEDICO DURANTE TUTTO IL PERIODO NECESSARIO PER IL RAGGIUNGIMENTO DEL DOSAGGIO ADEGUATO. La dose raccomandata per l'inizio della terapia è di 3,125 mg (½ compressa da 6,25 mg) due volte al giorno almeno per due settimane. Se tale dosaggio è ben tollerato, la posologia può essere in seguito aumentata, ad intervalli non inferiori alle due settimane, e portata prima a 6,25 mg due volte al giorno, poi a 12,5 mg due volte al giorno ed infine a 25 mg due volte al giorno. Il dosaggio dovrebbe essere aumentato fino alla dose più alta tollerata dal paziente. La dose massima raccomandata è di 25 mg due volte al giorno in tutti i pazienti con scompenso cardiaco severo e nei pazienti con scompenso cardiaco lieve o moderato con peso corporeo inferiore a 85 kg. In pazienti con scompenso cardiaco lieve o moderato con peso corporeo superiore a 85 kg la dose massima raccomandata è di 50 mg due volte al giorno. Prima di ogni aumento del dosaggio, il paziente dovrebbe essere esaminato dal medico per accertare eventuali segni di peggioramento dell'insufficienza cardiaca o di vasodilatazione. Un temporaneo peggioramento dell'insufficienza cardiaca o la ritenzione idrica dovrebbero essere trattati con un aumento del dosaggio dei diuretici, sebbene occasionalmente possa essere necessario diminuire la dose di Carvedilolo o sospenderne temporaneamente l'assunzione. Nell’eventualità in cui il trattamento con Carvedilolo venga interrotto per più di due settimane, la terapia dovrà essere nuovamente iniziata con l'assunzione di 3,125 mg (½ compressa da 6,25 mg) due volte al giorno e successivamente la posologia dovrà essere aumentata tenendo conto delle precedenti raccomandazioni.

I sintomi di vasodilatazione possono essere inizialmente trattati con una riduzione del dosaggio dei diuretici. Se i sintomi persistono la dose di ACE-inibitore (se usato) può essere diminuita e, se ritenuto necessario, si potrà successivamente effettuare una riduzione del dosaggio di Carvedilolo. In tali circostanze, la dose di Carvedilolo non dovrebbe essere aumentata fino a quando i sintomi di peggioramento dell'insufficienza cardiaca o di vasodilatazione non siano stati stabilizzati. Pazienti anziani Trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale La dose raccomandata per l'inizio della terapia è di 12,5 mg una volta al giorno. Tale dosaggio ha permesso di ottenere un adeguato controllo dei valori pressori in una parte dei pazienti. Se la risposta dovesse essere inadeguata, il dosaggio potrà essere aumentato ad intervalli non inferiori alle due settimane fino al raggiungimento della dose massima consigliata di 50 mg, da assumersi frazionata in 25 mg due volte al giorno. Trattamento dell'angina pectoris La dose raccomandata per l'inizio della terapia è di 12,5 mg due volte al giorno. Successivamente la dose può essere aumentata, dopo un intervallo di almeno due giorni, a 25 mg due volte al giorno (dose massima da non superare). Trattamento dello scompenso cardiaco Medesima posologia indicata per gli adulti (vedere sopra). Popolazione pediatrica La tollerabilità e l'efficacia di Carvedilolo in pazienti al di sotto dei 18 anni di età non sono state stabilite. Modo di somministrazione Uso orale. Le compresse devono essere assunte con una sufficiente quantità di liquido. Non è necessario assumere le compresse con i pasti; tuttavia, nei pazienti affetti da scompenso cardiaco, Carvedilolo dovrebbe essere somministrato in concomitanza dei pasti per rallentare l'assorbimento e ridurre l'incidenza di effetti posturali quali l'ipotensione ortostatica.

4.3 Controindicazioni

 Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.  Insufficienza cardiaca instabile/scompensata; scompenso cardiaco in Classe IV NYHA (classificazione della “New York Heart Association”) non rispondente a terapia standard che richieda terapia con inotropi per via endovenosa.  Disfunzione epatica clinicamente manifesta.

4  Blocco atrio-ventricolare di 2° e di 3° grado (a meno che sia stato posto un pacemaker permanente).  Bradicardia grave (<50 bpm).  Malattia del nodo del seno (compreso blocco seno-atriale).  Ipotensione grave (pressione sistolica <85 mmHg).  Shock cardiogeno.  Asma bronchiale o altre malattie respiratorie con una componente broncospastica (ad esempio pazienti con malattia polmonare ostruttiva cronica che non assumono medicinali per via orale o inalatoria).  Feocromocitoma non controllato con alfa-bloccanti.  Acidosi metabolica.  Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).  Concomitante somministrazione di verapamil o diltiazem per via endovenosa (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Insufficienza cardiaca congestizia cronica In pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, può verificarsi un peggioramento dell’insufficienza cardiaca o della ritenzione idrica durante la fase di titolazione di Carvedilolo. Se questi sintomi si manifestano, il dosaggio dei diuretici deve essere aumentato e la dose di Carvedilolo non deve essere incrementata fino a quando non sia stata raggiunta una stabilizzazione dei segni clinici. Occasionalmente, può essere necessario ridurre la dose di Carvedilolo o, in rari casi, sospenderne temporaneamente l'assunzione. Questi episodi non precludono la possibilità di una successiva efficace titolazione di Carvedilolo. Carvedilolo deve essere usato con cautela in combinazione con glicosidi digitalici, in quanto sia la digitale sia Carvedilolo rallentano la conduzione atrio-ventricolare. Carvedilolo deve essere usato con cautela in combinazione con diuretici e/o ACE inibitori (vedere paragrafo 4.5). Se nel corso della terapia dello scompenso cardiaco si verificano deterioramento dello stato clinico o segni di aggravamento dell’insufficienza cardiaca rispetto alla visita precedente, deve essere instaurata una terapia alternativa. Funzione renale in caso di insufficienza cardiaca congestizia Un peggioramento reversibile della funzione renale è stato osservato durante la terapia con Carvedilolo in pazienti con insufficienza cardiaca cronica con bassa pressione arteriosa (pressione sistolica <100 mmHg), con cardiopatia ischemica e malattia vascolare diffusa, e/o insufficienza renale di base. In pazienti affetti da scompenso cardiaco che presentino tali fattori di rischio, la funzionalità renale dovrebbe essere tenuta sotto controllo durante le fasi di aumento del dosaggio di Carvedilolo ed il trattamento dovrebbe essere sospeso, oppure il dosaggio ridotto, qualora si osservi un peggioramento della funzionalità renale.

Disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico acuto Prima di iniziare il trattamento con Carvedilolo il paziente deve essere clinicamente stabile e deve aver ricevuto un ACE-inibitore per almeno le precedenti 48 ore, e la dose di ACEinibitore deve essere stabile almeno nelle ultime 24 ore. Diabete Si deve usare cautela nel somministrare Carvedilolo a pazienti con diabete mellito in trattamento con ipoglicemizzanti, in quanto potrebbe essere associato a un peggioramento del controllo della glicemia, o i segni e sintomi iniziali di un'ipoglicemia acuta possono venire mascherati o attenuati (vedere paragrafo 4.5). Nei pazienti con diabete mellito insulino-dipendente sono comunque da preferire medicinali alternativi ai beta-bloccanti. Nei pazienti diabetici con insufficienza cardiaca cronica, l'uso di Carvedilolo può essere associato ad un peggioramento del controllo della glicemia. Un regolare controllo della glicemia è pertanto necessario nei diabetici sia quando viene iniziata la terapia con Carvedilolo sia quando ne viene aumentato il dosaggio; la terapia ipoglicemizzante deve essere aggiustata di conseguenza. Vasculopatia periferica Carvedilolo deve essere impiegato con cautela in pazienti con disturbi circolatori periferici e malattia vascolare periferica poiché i beta-bloccanti possono precipitare o aggravare i sintomi di insufficienza arteriosa. Tireotossicosi Carvedilolo può mascherare i sintomi di tireotossicosi. La brusca sospensione del β-blocco può essere seguita da una esacerbazione dei sintomi di ipertiroidismo o precipitazione della tempesta tiroidea. Anestesia per chirurgia maggiore Deve essere esercitata cautela in pazienti che devono sottoporsi a chirurgia generale, a causa della sinergia degli effetti inotropo negativo ed ipotensivo di Carvedilolo e degli anestetici. Bradicardia Carvedilolo può indurre bradicardia. Se la frequenza del polso del paziente si riduce a meno di 55 battiti al minuto, il dosaggio di Carvedilolo deve essere ridotto. Ipersensibilità Si deve usare cautela nel somministrare Carvedilolo a pazienti con storia di gravi reazioni di ipersensibilità ed a pazienti sottoposti a terapia di desensibilizzazione, in quanto i betabloccanti possono aumentare sia la sensibilità verso gli allergeni sia la gravità delle reazioni di ipersensibilità.

Rischio di reazione anafilattica Durante l'assunzione dei beta-bloccanti, i pazienti con anamnesi di reazioni anafilattiche gravi causate da allergeni di varia natura possono essere più reattivi all’esposizione ripetuta, sia essa accidentale, diagnostica o terapeutica. Tali pazienti possono non rispondere alle dosi abituali di epinefrina per il trattamento delle reazioni allergiche. Reazioni avverse cutanee gravi In corso di trattamento con carvedilolo, sono stati riportati casi molto rari di reazioni avverse cutanee gravi come la necrolisi epidermica tossica (TEN) e sindrome di Stevens-Johnson (SJS) (vedere paragrafo 4.8). Il trattamento con carvedilolo deve essere sospeso definitivamente nei pazienti che manifestano reazioni avverse cutanee gravi eventualmente attribuibili a carvedilolo. Psoriasi I pazienti con una storia di psoriasi associata a terapia con beta-bloccanti devono prendere Carvedilolo solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. Feocromocitoma Nei pazienti con feocromocitoma, un agente alfa-bloccante deve essere somministrato prima di utilizzare un qualsiasi agente beta-bloccante. Sebbene Carvedilolo abbia attività farmacologiche sia alfa che beta-bloccanti, non vi è alcuna esperienza relativa al suo uso in questa condizione. Pertanto, particolare cautela deve essere prestata nel somministrare Carvedilolo ai pazienti con sospetto feocromocitoma. Angina variante di Prinzmetal I medicinali con attività beta-bloccante non selettiva possono provocare l'insorgenza di dolore toracico nei pazienti con angina variante di Prinzmetal. Non è disponibile alcuna esperienza clinica con Carvedilolo in questi pazienti. Bisogna usare cautela nel somministrare Carvedilolo a pazienti con sospetta angina variante di Prinzmetal. Lenti a contatto I portatori di lenti a contatto devono tener presente l'eventualità di una ridotta lacrimazione. Sindrome da sospensione Il trattamento con Carvedilolo non deve essere interrotto bruscamente, specialmente in pazienti con cardiopatia ischemica. La sospensione di Carvedilolo deve avvenire gradualmente (nell’arco di due settimane). Carvedilolo dovrebbe essere utilizzato con cautela in pazienti con ipertensione labile o secondaria, così come con ortostasi, cardiopatia infiammatoria acuta, ostruzione emodinamica rilevante delle valvole cardiache o del tratto di deflusso, malattia arteriosa periferica allo stadio terminale, trattamento concomitante con antagonista del recettore α1

7 o agonista del recettore α2 fintanto che non siano disponibili ulteriori esperienze cliniche. Lattosio Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di LAPP-lattasi o da malassorbimento di glucosiogalattosio non devono assumere questo medicinale. Saccarosio Questo medicinale contiene saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di saccarasi-isomaltasi non devono assumere questo medicinale. Altre avvertenze relative a carvedilolo e i beta-bloccanti in generale A causa della sua azione dromotropa negativa, carvedilolo deve essere somministrato con cautela ai pazienti con blocco cardiaco di primo grado. In soggetti predisposti, ad esempio anziani o con bradicardia preesistente, con disfunzione del nodo del seno o blocco atrioventricolare può insorgere un arresto sinusale (vedere paragrafo 4.8).

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Interazioni farmacocinetiche Il Carvedilolo è sia un substrato che un inibitore della P-glicoproteina. Di conseguenza la biodisponibilità dei medicinali trasportati dalla P-glicoproteina può aumentare in seguito a una somministrazione concomitante di Carvedilolo. In aggiunta, la biodisponibilità del Carvedilolo può essere modificata dagli induttori o dagli inibitori della P-glicoproteina. Digossina: in alcuni studi su soggetti sani e pazienti con insufficienza cardiaca è stata dimostrata un'esposizione aumentata alla digossina fino al 20%. Nei pazienti di sesso maschile è stato osservato un effetto significativamente più ampio rispetto alle pazienti di sesso femminile. Si raccomanda un controllo dei livelli di digossina quando si inizia, si regola o si sospende la terapia con Carvedilolo (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego). Rifampicina: in uno studio condotto su 12 volontari sani, la somministrazione di rifampicina ha ridotto le concentrazioni plasmatiche del Carvedilolo dopo somministrazione orale e in maniera insignificante dopo somministrazione endovenosa ed è stata osservata una diminuzione dell’effetto di carvedilolo sulla pressione arteriosa sistolica. Il meccanismo di interazione non è noto, ma può essere dovuto all'induzione da parte della rifampicina della glicoproteina-P intestinale. È appropriato un attento monitoraggio delle attività betabloccanti nei pazienti trattati con la somministrazione concomitante di carvedilolo e rifampicina e altri induttori delle ossidas

8 funzione mista. Induttori e inibitori del metabolismo epatico: Cimetidina: la cimetidina ha aumentato l’AUC di circa il 30%, ma non ha causato alcun cambiamento nella Cmax. Particolare attenzione è richiesta nei pazienti in trattamento con inibitori delle ossidasi a funzione mista ad esempio cimetidina, poiché i livelli plasmatici di Carvedilolo possono venire aumentati. Tuttavia, sulla base dell’effetto relativamente piccolo di cimetidina sui livelli di Carvedilolo, la probabilità di un’interazione clinicamente importante è minima. Alcol: l'assunzione di alcol ha effetti ipotensivi acuti che possono aumentare la riduzione della pressione sanguigna causata dal carvedilolo. Poiché il carvedilolo è solo scarsamente solubile in acqua ma solubile in etanolo, la presenza di alcol potrebbe influenzarne la velocità e/o l'entità dell'assorbimento intestinale. Inoltre, il carvedilolo ha dimostrato di essere parzialmente metabolizzato dal CYP2E1, un enzima noto per essere sia indotto che inibito dall'alcol. Succo di pompelmo: è stato dimostrato che il consumo di una singola dose di 300 ml di succo di pompelmo determina un aumento di 1,2 volte dell'AUC di Carvedilolo rispetto all'acqua. Sebbene la rilevanza clinica non sia nota, si raccomanda di evitare l'assunzione di succo di pompelmo durante il trattamento con carvedilolo. Ciclosporina e tacrolimus: due studi in pazienti sottoposti a trapianto renale o cardiaco che hanno ricevuto ciclosporina per via orale hanno mostrato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di ciclosporina in seguito all’inizio del trattamento con Carvedilolo. Modesti aumenti delle concentrazioni medie minime di ciclosporina sono stati osservati in seguito all'inizio del trattamento con carvedilolo in 21 pazienti sottoposti a trapianto renale che soffrono di rigetto vascolare cronico. In circa il 30% dei pazienti, la dose di ciclosporina è stata ridotta per mantenere le concentrazioni di ciclosporina all’interno dell’intervallo terapeutico, mentre nel resto dei pazienti non è stato necessario alcun aggiustamento. In media, la dose di ciclosporina in questi pazienti è stata ridotta di circa il 20%. Il meccanismo di interazione non è noto, tuttavia potrebbe essere implicata l'inibizione da parte di carvedilolo della glicoproteina-P intestinale. A causa dell’ampia variabilità individuale nell’aggiustamento posologico richiesto, si raccomanda di monitorare attentamente le concentrazioni plasmatiche di ciclosporina dopo l’inizio della terapia con Carvedilolo e di aggiustare la dose di ciclosporina in modo appropriato. Inoltre, vi sono prove che il CYP3A4 è coinvolto nel metabolismo del carvedilolo. Poiché tacrolimus è un substrato della glicoproteina-P e del CYP3A4, anche la sua farmacocinetica può essere influenzata dal carvedilolo. Amiodarone: in pazienti con insufficienza cardiaca, l’amiodarone ha determinato una riduzione dell’eliminazione di S-Carvedilolo, probabilmente per inibizione del CYP2C9. Uno studio in vitro con microsomi epatici umani ha mostrato che amiodaron

9 disetilamiodarone hanno inibito l'ossidazione di Re S-carvedilolo. La concentrazione a valle di Re S-Carvedilolo è risultata significativamente aumentata di almeno 2 volte nei pazienti con insufficienza cardiaca trattati con carvedilolo e amiodarone in associazione, rispetto ai pazienti trattati con carvedilolo in monoterapia. L'effetto su S-carvedilolo è stato attribuito al disetilamiodarone, un metabolita di amiodarone, che è un potente inibitore del CYP2C9. Nei pazienti trattati con carvedilolo e amiodarone in associazione, si consiglia un monitoraggio della attività beta-bloccante. Fluoxetina e paroxetina: in uno studio randomizzato, cross-over condotto su 10 pazienti con insufficienza cardiaca, la co-somministrazione di fluoxetina, un forte inibitore del CYP2D6, è risultata in un’inibizione stereoselettiva del metabolismo del Carvedilolo con un aumento del 77% dell’AUC media dell’enantiomero R (+) che può comportare un aumento degli effetti di blocco α-adrenergico ed un aumento non statisticamente significativo dell'AUC dell'enantiomero S rispetto al gruppo placebo. Tuttavia, nessuna differenza è stata notata nei due gruppi trattati riguardo gli eventi avversi, la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. L'effetto di paroxetina, un potente inibitore del CYP2D6, somministrata in dose singola sulla farmacocinetica di carvedilolo è stato studiato in 12 soggetti sani dopo singola somministrazione orale. È stato riscontrato un significativo aumento dell’esposizione di Re S-Carvedilolo, ma non sono stati osservati effetti clinici in questi soggetti sani. Si raccomanda cautela in caso di co-somministrazione, prendendo in considerazione la possibilità di una modifica del dosaggio. Interazioni farmacodinamiche Insulina o ipoglicemizzanti orali: agenti con proprietà beta-bloccante possono potenziare l’azione ipoglicemizzante dell’insulina o degli ipoglicemizzanti orali. I segni di ipoglicemia possono essere mascherati o attenuati (specialmente la tachicardia). In pazienti che assumono insulina o ipoglicemizzanti orali è pertanto raccomandato un regolare controllo della glicemia (vedere paragrafo 4.4). Agenti che riducono le catecolamine: pazienti che assumono sia agenti con proprietà betabloccanti sia un medicinale che può ridurre le catecolamine (es. reserpina e gli inibitori delle monoaminossidasi) devono essere attentamente monitorati per i segni di ipotensione e/o di bradicardia grave. Glicosidi cardiaci (digossina): potenziale interazione farmacocinetica e farmacodinamica. L’uso combinato di beta-bloccanti e digossina può provocare un prolungamento ulteriore del tempo di conduzione atrioventricolare (AV) e indurre bradicardia. Calcio antagonisti non-diidropiridinici, amiodarone e altri antiaritmici: in combinazione con Carvedilolo possono aumentare il rischio di disturbi della conduzione AV (vedere paragrafo

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).

Casi isolati di disturbo della conduzione (raramente con compromissione emodinamica) sono stati osservati quando Carvedilolo è somministrato in associazione con diltiazem, verapamil e/o amiodarone per via orale. Come osservato per altri agenti con proprietà betabloccanti, se Carvedilolo è somministrato per via orale con calcio-antagonisti del tipo verapamil o diltiazem, si raccomanda il monitoraggio dell'ECG e della pressione arteriosa. Bradicardia, arresto cardiaco e fibrillazione ventricolare sono stati riportati poco dopo l'inizio del trattamento con beta-bloccanti in pazienti in trattamento con amiodarone. Esiste il rischio di insufficienza cardiaca in caso di terapia endovenosa concomitante con antiaritmici di classe Ia o Ic (vedere paragrafo 4.3). Clonidina: la somministrazione concomitante di clonidina e agenti con proprietà betabloccanti può potenziare gli effetti di riduzione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca. Quando il trattamento concomitante con agenti aventi proprietà beta-bloccanti e clonidina deve essere interrotto, il beta-bloccante deve essere interrotto per primo. La terapia con clonidina può essere interrotta diversi giorni dopo diminuendo gradualmente il dosaggio. Antiipertensivi: come osservato per altri agenti con attività beta-bloccante, Carvedilolo può potenziare l’effetto di altri medicinali somministrati in associazione aventi azione antiipertensiva (ad esempio antagonisti del recettore alfa1) o quella di farmaci per i quali l’ipotensione fa parte del profilo dei propri effetti secondari indesiderati. Diidropiridine: la somministrazione di diidropiridine e carvedilolo deve essere effettuata sotto stretto controllo poiché sono stati riportati insufficienza cardiaca e ipotensione grave. Agenti anestetici: l’accurato monitoraggio dei segni vitali è raccomandato durante l'anestesia a causa della sinergia tra gli effetti inotropo negativo ed ipotensivo di Carvedilolo e degli anestetici (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego). Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS): l’uso concomitante di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) e bloccanti beta-adrenergici può risultare in un aumento della pressione sanguigna e in un minore controllo della pressione sanguigna. Broncodilatatori beta-agonisti: i beta-bloccanti non cardioselettivi contrastano gli effetti broncodilatatori dei beta-agonisti. È raccomandato un attento monitoraggio dei pazienti. Agenti bloccanti neuromuscolari: aumento del blocco neuromuscolare. Farmaci inotropi: non è stata studiata la somministrazione del Carvedilolo in associazione a medicinali inotropi.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza Non c’è adeguata esperienza clinica relativa all'utilizzo di Carvedilolo nelle donne in gravidanza. I beta-bloccanti riducono la perfusione placentare, che può causare morte fetale intrauterina e parti immaturi e prematuri. Inoltre, si possono verificare reazioni avverse (specialmente ipoglicemia e bradicardia, ipotensione, depressione respiratoria e ipotermia) nel feto e nel neonato. Si può verificare un aumento del rischio di complicanze cardiache e polmonari nel neonato nel periodo postnatale. Carvedilolo non deve essere somministrato durante la gravidanza a meno che i potenziali benefici non superino i potenziali rischi. Il trattamento deve essere interrotto 2-3 giorni prima della nascita prevista. Se ciò non è possibile, il neonato deve essere monitorato per i primi 2-3 giorni di vita. Allattamento Non è noto se Carvedilolo sia escreto nel latte materno umano. Tuttavia, i maggiori betabloccanti, in particolare composti lipofili, passano nel latte materno umano, anche se in misura variabile. L’allattamento al seno è pertanto controindicato in seguito all’assunzione di Carvedilolo (vedere paragrafo 4.3). Fertilità Gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi per determinare gli effetti del Carvedilolo sulla idoneità dei pazienti a guidare o ad azionare macchinari. A causa delle diverse e variabili reazioni individuali (es. capogiri, stanchezza), la capacità di guidare, di utilizzare macchinari o di lavorare senza un solido sostegno può essere compromessa. Ciò vale in particolare all'inizio del trattamento con Carvedilolo, dopo aumenti di dose, col cambiamento del medicinale e in combinazione con alcool.

4.8 Effetti indesiderati

(a) Sintesi del profilo di sicurezza La frequenza delle reazioni avverse non è dose-dipendente, con l’eccezione di capogiri, visione anormale e bradicardia. (b) Elenco delle reazioni avverse Il rischio della maggior parte delle reazioni avverse associate a Carvedilolo è simile in tutte le indicazioni. Le eccezioni sono descritte nel sottoparagrafo (c).

Le categorie di frequenza sono le seguenti: Molto comune ≥1/10 Comune ≥1/100 e <1/10 Non comune ≥1/1.000 e <1/100 Raro ≥1/10.000 e <1/1.000 Molto raro <1/10.000 Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Frequenza Infezioni ed infestazioni Bronchiti, polmoniti, infezioni delle vie respiratorie superiori, infezioni delle vie urinarie Comune Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia Comune Trombocitopenia Raro Leucopenia Molto raro Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità (reazione allergica) Molto raro Disturbi del metabolismo e della nutrizione Aumento di peso, ipercolesterolemia, alterazione del controllo glicemico (iperglicemia, ipoglicemia) nei pazienti con diabete preesistente Comune Disturbi psichiatrici Depressione, umore depresso Comune Disturbi del sonno, confusione Non comune Patologia del sistema nervoso Capogiri, cefalea Molto comune Pre-sincope, sincope Comune Parestesia Non comune Patologie dell'occhio Compromissione della visione, ridotta lacrimazione (occhi secchi), irritazione oculare Comun

Patologie cardiache Insufficienza cardiaca Molto comune Bradicardia, ipervolemia, eccesso di liquidi Comune Blocco atrio-ventricolare, angina pectoris Non comune Patologie vascolari Ipotensione Molto comune Ipotensione ortostatica, disturbi della circolazione periferica (estremità fredde, malattia vascolare periferica, esacerbazione della claudicazione intermittente e del fenomeno di Raynaud), ipertensione Comune Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea, edema polmonare, asma in pazienti predisposti Comune Congestione nasale Raro Patologie gastrointestinali Nausea, diarrea, vomito, dispepsia, dolori addominali Comune Stipsi Non comune Secchezza delle fauci Raro Patologie epatobiliari Aumento dell'alanina amminotransferasi (ALT), dell'aspartato amminotransferari (AST) e della gammaglutamiltransferasi (GGT) Molto raro Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Reazioni cutanee (es. esantema allergico, dermatiti, orticaria, prurito, lesioni cutanee psoriasiche e lichen planus simili), alopecia Non comun

Reazioni avverse cutanee gravi (ad es. eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica) Molto raro Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolore alle estremità Comune Patologie renali e urinarie Insufficienza renale e alterazioni della funzione renale in pazienti con malattia vascolare diffusa e/o insufficienza renale basale Comune Disturbi della minzione Raro Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile Non comune Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia (fatica) Molto comune Dolore, edema Comune (c) Descrizione delle reazioni avverse selezionate Capogiri, sincope, mal di testa e astenia sono generalmente lievi e hanno maggiori probabilità di verificarsi all'inizio del trattamento. Nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, può verificarsi un peggioramento dell'insufficienza cardiaca e della ritenzione di liquidi nella fase di titolazione della dose di Carvedilolo (vedere paragrafo 4.4). L'insufficienza cardiaca è un evento comunemente segnalato sia in pazienti trattati con placebo che in pazienti trattati con Carvedilolo (14,5% e 15,4% rispettivamente, nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico acuto). E' stato osservato un peggioramento reversibile della funzione renale nella terapia con Carvedilolo nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica con bassa pressione sanguigna, cardiopatia ischemica e malattia vascolare diffusa e/o insufficienza renale di base (vedere paragrafo 4.4).

Effetti indesiderati identificati durante l'uso di carvedilolo post-autorizzazione Tali eventi sono stati riportati da una popolazione di cui non è nota la dimensione, pertanto non è sempre possibile stimarne la frequenza, per cui viene indicata una frequenza non nota. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Come effetto di classe, gli antagonisti dei recettori beta-adrenergici possono causare il manifestarsi di un diabete latente, il peggioramento di un diabete manifesto e l'inibizione della contro regolazione del glucosio nel sangue (insulino-resistenza). Patologie cardiache: Arresto sinusale (vedere paragrafo 4.4 ). Patologie della pelle e del sottocutaneo: Iperidrosi. Patologie renali e urinarie: Carvedilolo può causare incontinenza urinaria nelle donne che si risolve con l'interruzione del trattamento. Disturbi psichiatrici: Allucinazioni Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi e segni In caso di sovradosaggio si possono verificare grave ipotensione, bradicardia, insufficienza cardiaca, shock cardiogeno, arresto sinusale ed arresto cardiaco. Si possono, inoltre, presentare problemi respiratori, broncospasmo, vomito, alterazioni della coscienza e crisi convulsive generalizzate. Trattamento In aggiunta ai normali protocolli di intervento, i parametri vitali devono essere monitorati e corretti, se necessario, in condizioni di terapia intensiva. I pazienti devono essere monitorati per i segni e i sintomi di cui sopra e gestiti secondo il miglior giudizio dei medici curanti e secondo la prassi standard per i pazienti con sovradosaggio da beta-bloccanti (es. atropina, pacing transvenoso, glucagone, inibitor

16 della fosfodiesterasi come amrinone e milrinone, beta-simpaticomimetici). L’atropina (da 0,5 a 2 mg e.v.) può essere utilizzata in caso di eccessiva bradicardia mentre, per sostenere la funzione ventricolare, si raccomanda glucagone per via endovenosa (inizialmente da 1 a 10 mg e.v., poi da 2 a 5 mg/h) o simpaticomimetici (dobutamina, isoprenalina). Se è richiesto un effetto inotropo positivo, si devono prendere in considerazione gli inibitori della fosfodiesterasi (PDE). Se la vasodilatazione periferica domina il profilo di intossicazione si devono somministrare norfenefrina o noradrenalina monitorando continuamente la circolazione. In caso di bradicardia resistente alla terapia farmacologica, si deve iniziare un trattamento con pacemaker. In caso di broncospasmo, devono essere somministrati medicinali betasimpaticomimetici (per aerosol o per via e.v.) oppure aminofillina per via e.v., somministrata per iniezione o per infusione lenta. In caso di crisi convulsive, si raccomanda la somministrazione di diazepam o clonazepam per iniezione endovenosa lenta. Nota importante In caso di grave sovradosaggio con sintomi di shock, il trattamento di supporto deve essere continuato per un periodo di tempo sufficientemente lungo, ossia fino a quando le condizioni del paziente si sono stabilizzate, in considerazione di un prolungamento dell’emivita di eliminazione e della ridistribuzione di Carvedilolo dai compartimenti più profondi. La durata della terapia con antidoti è correlata all'entità del sovradosaggio; la terapia e le misure di sostegno dovrebbero essere continuate fino a quando il paziente non si sia stabilizzato.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: bloccanti dei recettori alfa e beta-adrenergici. Codice ATC: C07AG02. Meccanismo d’azione Il carvedilolo, una miscela racemica di due stereoisomeri, è un bloccante dei recettori alfa e beta adrenergici ad azione multipla. Le proprietà bloccanti dei recettori beta-adrenergici non sono selettive per gli adrenorecettori beta-1 o beta-2 e sono associate all'enantiomero S-carvedilolo. Entrambi gli enantiomeri svolgono un'attività di blocco del recettore alfa-1. A concentrazioni più elevate, carvedilolo ha anche un'attività di blocco dei canali del calcio. Il carvedilolo non presenta alcuna attività simpaticomimetica intrinseca e, come il propranololo, ha attività stabilizzante di membrana. Effetti farmacodinamic

Carvedilolo attraverso un blocco selettivo dei recettori alfa1-adrenergici induce vasodilatazione. Carvedilolo riduce le resistenze vascolari periferiche mediante vasodilatazione e deprime il sistema renina-angiotensina-aldosterone tramite il beta-blocco. L’attività della renina plasmatica è ridotta e la ritenzione idrica è rara. Carvedilolo attenua l'aumento della pressione sanguigna indotto dalla fenilefrina, un agonista degli alfa1-adrenocettori, ma non quello indotto dall'angiotensina II. Carvedilolo ha effetti organo-protettivi e antiproliferativi, ha potenti proprietà antiossidanti ed è dotato di attività scavenger nei confronti dei radicali liberi. Le proprietà antiossidanti di Carvedilolo e dei suoi metaboliti sono state dimostrate in studi in vitro ed in vivo in modelli animali, ed in vitro in diversi tipi di cellule umane. Il rapporto delle lipoproteine ad alta e bassa densità (HDL/LDL) rimane invariato. Le concentrazioni degli elettroliti plasmatici rimangono invariate. Efficacia e sicurezza clinica Studi clinici hanno dimostrato che le attività combinate di vasodilatazione e di beta-blocco possedute da Carvedilolo producono i seguenti effetti: Ipertensione Il carvedilolo riduce la pressione mediante una combinazione di beta-blocco e vasodilatazione mediata da alfa1. La riduzione della pressione non è associata a un aumento concomitante della resistenza periferica totale, come osservato con agenti beta-bloccanti puri. Il carvedilolo mantiene la gittata sistolica, riduce le resistenze periferiche. Il flusso sanguigno renale e agli altri organi non è compromesso. Il flusso ematico periferico è mantenuto, pertanto le estremità fredde rappresentano un evento raro. La frequenza cardiaca è leggermente diminuita. Pazienti ipertesi con insufficienza renale Diversi studi aperti hanno dimostrato che carvedilolo è un agente efficace nei pazienti con ipertensione renale. Lo stesso vale per i pazienti con insufficienza renale cronica o quelli in emodialisi o dopo trapianto renale. Il carvedilolo provoca una graduale riduzione della pressione sanguigna sia nei giorni di dialisi che in quelli di non dialisi e gli effetti di riduzione della pressione sanguigna sono paragonabili a quelli osservati nei pazienti con funzionalità renale normale. Sulla base dei risultati ottenuti in studi comparativi su pazienti emodializzati, si è concluso che il carvedilolo era più efficace dei calcioantagonisti ed era meglio tollerato. Malattia coronarica Nei pazienti con cardiopatia coronarica, carvedilolo ha dimostrato proprietà anti-ischemiche (tempo totale di esercizio migliorato, tempo alla depressione del segmento ST di 1 mm e tempo all'angina) e proprietà anti-anginose che sono state mantenute durante il trattamento a lungo termine. Studi emodinamici acuti hanno dimostrato che il carvedilolo riduce significativamente la richiesta di ossigeno del miocardio e l'iperattività simpatica.

Diminuisce anche il precarico miocardico (pressione dell'arteria polmonare e pressione del cuneo capillare polmonare) e il postcarico (resistenza periferica totale). Insufficienza cardiaca cronica Carvedilolo riduce significativamente la mortalità e le ospedalizzazioni e migliora i sintomi e la funzione ventricolare sinistra nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica ischemica o non ischemica. Disfunzione ventricolare sinistra a seguito di infarto miocardico acuto In uno studio in doppio cieco controllato con placebo su 1.959 pazienti con infarto miocardico recente e frazione di eiezione ventricolare sinistra ≤ 40% o indice di movimento della parete ≤ 1,3 (con o senza insufficienza cardiaca sintomatica), carvedilolo ha ridotto la mortalità per tutte le cause o l'infarto miocardico non fatale del 29% (p = 0,002), la mortalità per cause cardiovascolari del 25% (p = 0,024) e l’ospedalizzazione per infarto miocardico non fatale del 41% (p = 0,014). Inoltre, un'analisi post-hoc ha mostrato che il carvedilolo ha ridotto significativamente la morte o l'ospedalizzazione cardiovascolare maggiore del 17% (p = 0,019). Popolazione pediatrica Gli studi disponibili sulla sicurezza e l'efficacia di carvedilolo in bambini e adolescenti affetti da scompenso cardiaco sono limitati ed eterogenei per disegno, dimensione, misure di esito utilizzati e risultati ottenuti. Non essendoci prove sufficienti né per supportare o scoraggiare l'uso dei beta-bloccanti nei bambini, né per proporre uno schema posologico, sono necessari ulteriori studi clinici e di cinetica.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Studi in vitro hanno dimostrato che il carvedilolo è un substrato del trasportatore d'efflusso glicoproteina-P, che svolge un ruolo importante nella biodisponibilità di determinati farmaci. Il ruolo della glicoproteina-P nella disposizione del carvedilolo è stata confermata anche in vivo in soggetti sani. La biodisponibilità assoluta di Carvedilolo nell'uomo è circa del 25%. Carvedilolo è un racemo e l'enantiomero S sembra essere metabolizzato più rapidamente dell'enantiomero R, mostrando una biodisponibilità orale assoluta del 15% rispetto al 31% dell'enantiomero R. La concentrazione plasmatica massima di R-carvedilolo è circa 2 volte superiore a quella di S-carvedilolo. Studi in vitro hanno dimostrato che carvedilolo è un substrato del trasportatore di efflusso glicoproteina-P. Il picco plasmatico viene raggiunto circa 1 ora dopo somministrazione orale. Esiste una relazione lineare tra dose e concentrazione nel plasma. I pasti non modificano la biodisponibilità o la massima concentrazione plasmatica, sebbene il tempo per raggiungere la massima concentrazione plasmatica sia ritardato.

Distribuzione Carvedilolo è altamente lipofilico, mostrando un legame alle proteine plasmatiche intorno al 95%. Il volume di distribuzione è circa tra 1,5 e 2 l/kg ed aumenta nei pazienti con cirrosi epatica. Metabolismo L'effetto di primo passaggio epatico (“first pass effect”) dopo somministrazione orale è circa del 60-75%; la ricircolazione entero-epatica del medicinale immodificato è stata dimostrata nell'animale. In tutte le specie animali studiate ed anche nell’uomo, carvedilolo è estesamente metabolizzato nel fegato mediante ossidazione e coniugazione con produzione di vari metaboliti che vengono principalmente eliminati con la bile. In pazienti con ridotta funzionalità epatica la biodisponibilità può risultare aumentata fino all’80% a causa di un ridotto effetto di primo passaggio. La demetilazione e l'idrossilazione dell'anello fenolico producono tre metaboliti attivi dotati di attività beta-bloccante. Il metabolita 4'-idrossifenolo è risultato, nelle prove precliniche, circa tredici volte più attivo di Carvedilolo in termini di attività beta-bloccante. I tre metaboliti attivi mostrano, se confrontati a Carvedilolo, una debole azione vasodilatatrice. Nell'uomo le loro concentrazioni sono circa dieci volte più basse di quella di Carvedilolo. Inoltre due dei metaboliti idrossi-carbazolici sono degli antiossidanti particolarmente potenti, con un'attività antiossidante dalle 30 alle 80 volte maggiore di quella di Carvedilolo. Studi di farmacocinetica nell'uomo hanno dimostrato che il metabolismo ossidativo del carvedilolo è stereoselettivo. I risultati di uno studio in vitro hanno suggerito che diversi isoenzimi del citocromo P450 possono essere coinvolti nei processi di ossidazione e idrossilazione tra cui CYP2D6, CYP3A4, CYP2E1, CYP2C9, così come CYP1A2. Studi in volontari sani e in pazienti hanno mostrato che l'enantiomero R è prevalentemente metabolizzato dal CYP2D6 e dal CYP1A2. L’enantiomero S è metabolizzato principalmente dal CYP2D6 e CYP2C9. La massima concentrazione plasmatica di R-carvedilolo è circa 2 volte superiore a quella di S-carvedilolo. Polimorfismo genetico I risultati degli studi clinici di farmacocinetica in soggetti umani hanno dimostrato che il CYP2D6 svolge un ruolo importante nel metabolismo di Re di S-carvedilolo. Come conseguenza, le concentrazioni plasmatiche di Re S-carvedilolo sono aumentate nei metabolizzatori lenti del CYP2D6. L'importanza del genotipo CYP2D6 nella farmacocinetica di Re S-carvedilolo è stata confermata in studi di farmacocinetica di popolazione. In alcuni studi il polimorfismo del CYP2D6 sembra non essere correlato a modifiche farmacodinamiche.

Eliminazione L'emivita media di eliminazione di Carvedilolo è compresa fra le 6 e le 10 ore. La clearance plasmatica è approssimativamente di 590 ml/min e l'emivita di eliminazione di circa 2,5 ore, dopo infusione endovenosa di 12,5 mg di carvedilolo. A seguito di una singola somministrazione orale di 50 mg di carvedilolo, circa il 60% è secreto nella bile ed eliminato con le feci sotto forma di metaboliti entro 11 giorni. Dopo una singola dose orale, solo circa il 16% viene escreto nelle urine sotto forma di carvedilolo o suoi metaboliti. L'escrezione urinaria di farmaco inalterato rappresenta meno del 2%. L'emivita di eliminazione di una singola somministrazione orale di 50 mg osservata in volontari sani è stata di 6,5 ore. Dopo somministrazione orale, la clearance totale di S-carvedilolo è circa due volte più ampia di quella di R-carvedilolo Relazione/i farmacocinetica/farmacodinamica Analogamente ad altri beta-bloccanti, esiste una disconnessione temporale tra l'esposizione al farmaco e l'azione farmacodinamica poiché l'effetto massimo sulla frequenza cardiaca e sulla pressione sanguigna si ottiene più tardi della concentrazione plasmatica massima. Le concentrazioni plasmatiche possono non essere direttamente correlate agli effetti del farmaco. Il ritardo nell'insorgenza dell'azione cardiovascolare potrebbe essere dovuto al tempo necessario per la distribuzione del farmaco agli organi bersaglio (l’effetto ipotensivo è mediato da diversi fattori come per es. dall’azione sulla contrattilità miocardica, secrezione di renina, sensibilità dei barocettori). È stato riscontrato che le differenze metaboliche causate da genotipi distinti del CYP2D6 determinano variazioni farmacocinetiche significative che non hanno alcun effetto sulla frequenza cardiaca e sulla pressione sanguigna. Complessivamente, le relazioni dose-effetto e cinetico-dinamiche del carvedilolo sono determinate da complesse interazioni tra cinetica e dinamica enantiospecifiche, legame proteico e coinvolgimento dei metaboliti attivi. Farmacocinetica in popolazioni speciali Anziani In uno studio di cinetica condotto su soggetti ipertesi (8 giovani e 21 anziani) sono stati osservati un aumento statisticamente significativo dei valori di AUC e di Cmax nell’anziano dopo la somministrazione delle dosi da 25 e 50 mg. I valori di emivita misurati nei 2 gruppi erano simili. Pazienti epatopatici In uno studio condotto in pazienti con cirrosi epatica, la biodisponibilità di Carvedilolo è risultata essere quattro volte maggiore ed il picco plasmatico è risultato cinque volte più elevato rispetto a quanto osservato nei volontari sani. Carvedilolo è controindicato nei pazienti con disfunzione epatica clinicamente manifesta (vedere paragrafo 4.3). Uno studio di farmacocinetica in pazienti cirrotici ha dimostrato che l'esposizione (AUC) al carvedilolo è stata aumentata di 6,8 volte in pazienti con insufficienza epatica rispetto ai soggetti sani. Compromissione renal

Nei pazienti ipertesi con alterazione della funzione renale da moderata (clearance della creatinina 20-30 ml/min) a grave (clearance della creatinina <20 ml/min), è stato osservato un aumento delle concentrazioni plasmatiche (calcolate sull'AUC) del 40-55% rispetto a quelle rilevate in pazienti ipertesi con normale funzionalità renale. Tuttavia, è stata osservata un'ampia variabilità nei risultati ottenuti. Il carvedilolo, visto l’ampio legame con le proteine plasmatiche non è dializzabile. Pazienti cardiopatici In uno studio effettuato su 24 pazienti giapponesi con insufficienza cardiaca, la clearance di R e di S-Carvedilolo è risultata significativamente inferiore a quella stimata in precedenza nei volontari sani. Questi risultati suggeriscono che la farmacocinetica di R e di S-Carvedilolo è significativamente alterata dall’insufficienza cardiaca. Popolazione pediatrica La clearance in bambini e adolescenti è significativamente maggiore rispetto all’ adulto (vedere paragrafo 4.2).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Carcinogenicità Negli studi di cancerogenesi effettuati nel ratto e nel topo utilizzando, rispettivamente, dosaggi fino a 75 mg/kg/die e 200 mg/kg/die (da 38 a 100 volte la massima dose raccomandata nell'uomo), Carvedilolo non è risultato essere cancerogeno. Mutagenicità Carvedilolo ha dimostrato di non possedere attività mutagena nei test condotti su mammiferi e non mammiferi sia in vitro sia in vivo. Compromissione della fertilità La somministrazione di Carvedilolo in ratti femmine gravide a dosaggi tossici per la madre (200 mg/kg pari a più di 100 volte la massima dose raccomandata nell'uomo) ha determinato alterazioni della fertilità (scarso accoppiamento, minore numero di corpi lutei e di impianti, e di embrioni). Teratogenicità Gli studi sugli animali non hanno mostrato evidenze sostanziali di teratogenicità con carvedilolo. Dosaggi 60 mg/kg (30 volte la massima dose raccomandata nell'uomo) hanno provocato un ritardo nella crescita e nello sviluppo della prole. È stato osservato un effetto embriotossico (aumento delle perdite post-impianto) ma non sono state osservate malformazioni nel ratto e nel coniglio fino a dosaggi rispettivamente di 200 mg/kg e di 75 mg/kg (100 volte e 38 volte la massima dose raccomandata nell'uomo). II rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.

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6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Omeria 6,25 mg compresse: saccarosio, lattosio monoidrato, povidone, silice colloidale anidra, crospovidone, magnesio stearato, ferro ossido giallo (E 172). Omeria 25 mg compresse: saccarosio, lattosio monoidrato, povidone, silice colloidale anidra, crospovidone, magnesio stearato.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

36 mesi.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare il prodotto nella confezione originale per proteggerla dall’umidità e dalla luce. Non conservare a temperatura superiore a 25°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Le compresse sono confezionate in blister di PVC/Al.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

NEOPHARMED GENTILI S.p.A. Via San Giuseppe Cottolengo, 15 – 20143 Milano

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Omeria 6,25 mg compresse – 28 compresse divisibili AIC n. 036522011 Omeria 25 mg compresse – 30 compresse divisibili AIC n. 036522023

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data di prima autorizzazione: 4 Luglio 2006

10. Data di revisione del testo

Testo ufficiale (AIFA). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

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